Questa è la stagione in cui il polso si rimette in riga. Dimenticate le vacanze, gli smartwatch dell’autunno 2026 portano al polso titanio, zaffiro e ceramica, materiali oggi presenti anche fuori dalle gamme di punta, così come i 3.000 nit che ormai sono la soglia minima per farsi notare. La sfida di conseguenza si sposta sull’energia. C’è chi si ricarica al sole e chi promette settimane lontano dalla presa di corrente.
Tra gli smartwatch dell’autunno, quindi, c’è Apple che divide la gamma tra Series 12 e Ultra 4; Garmin che cala un tris con Enduro 4, Approach S72 e MARQ Gen 3; Amazfit che mette al sole entrambe le facce del T-Rex. Anche Huawei triplica: il GT 7 per piste e sentieri, il Watch D3 che misura la pressione dal cinturino, il Watch 6 vestito di ceramica. E poi Google, Coros, Suunto e Xiaomi, che con i REDMI Watch 6 riporta tutto sotto i 70 euro.
In totale tredici orologi, da 46,99 a 2.550 euro, qui presentati rigorosamente in ordine alfabetico. A voi la scelta.
Amazfit T-Rex Dual Solar Il sole? Un nuovo accessorio da polso. Ecco il primo sportivo del Brand con display AMOLED e ricarica solare su due lati: un pannello davanti e uno nel fondello in vetroceramica, da mettere in posa al sole durante le soste. L’autonomia dichiarata è di 25 giorni nell’uso tipico: con tre ore giornaliere a 50.000 lux sale a 34 usando il pannello anteriore e a 51 con quello posteriore. I 180 giorni? Solo in Outdoor Extreme, e a determinate condizioni. Il look è quello di un compagno d’avventura robusto: lunetta e pulsanti in titanio grado 5, vetro zaffiro, display da 3.000 nit, mappe e torcia SOS. 649,90 euro. La tintarella, qui, fa anche risparmiare ricariche.

Apple Watch Series 12 ha un cuore nuovo e un guardaroba niente male. Spettacolo: torna la ceramica, in bianco perla e blu notte, accanto al titanio oro lucido. Dentro lavorano il chip S11 e il nuovo Health Sensing System, che legge il battito ogni 5 secondi e alimenta Readiness: un voto da 0 a 10 dice se è una giornata da Go For It o da Recover It. L’autonomia resta di 24 ore, ma bastano 15 minuti di ricarica per ottenerne già 12. Nota salata per noi europei: Live Rewind e Siri Recap, che trascrivono e fanno la sintesi dei dialoghi, per ora non arrivano. Peccato, avremmo mille chiacchiere da riassumere. 459 euro per l’alluminio, 809 per il titanio, 1.059 per la ceramica.

Stesso cuore, fisico da avventuriero. Apple Watch Ultra 4 condivide con la Series 12 il processore S11, l’Health Sensing System e Readiness, ma li veste con una cassa da 49 mm in titanio naturale o nero, pensata per sentieri e fondali. La differenza è “il fiato”: fino a 50 ore nell’uso quotidiano, più del doppio dell’altra, e fino a 45 ore per corsa, camminata e trekking in modalità ridotta. Bastano 15 minuti di ricarica per guadagnare fino a 18 ore d’uso. Per abissi chic, la versione Hermès sfoggia il bracciale Grand H in titanio, allungabile per la muta. Oggi trail o divano? Con questo al polso, la scusa della batteria scarica non regge più. Da 909 euro, come l’Ultra 3.

Chi l’ha detto che lo sportwatch debba vestire di plastica? Il Coros Pace 4 è passato in atelier e ne è uscito in versione Pro: ghiera in titanio, vetro zaffiro e un AMOLED da 1,47″ che, con 3.500 nit, abbaglia più dei flash dei fotografi. È lo schermo più grande mai firmato dal Marchio, eppure la linea resta ultraslim: 43 g col cinturino in nylon. E ha l’energia da maratoneta: fino a 60 ore di Gps e 21 giorni di uso quotidiano. Sotto il vestito ci sono mappe topografiche, Gps a doppia frequenza e un microfono per registrare al polso domande per il coach e per il bar sul percorso. Disponibile in bianco o nero a 449 euro, pronto per l’ultratrail. O per la passeggiata che sfugge di mano.

Titanio, zaffiro e un pizzico di swagger: Garmin Approach S72 scende sul green con l’aria di chi ha appena fatto buca in uno. Il nuovo golf watch, da 43 o 47 mm con display AMOLED, misura velocità delle mani, backswing e rotazione dei polsi. A fine giro svela se quel putt mancato era colpa dei nervi: il battito non mente. Prima volta per la linea: speaker e microfono per telefonare, tra un ferro 7 e uno spritz in clubhouse. Autonomia fino a 16 giorni sul 47 mm, cinturino ComfortFit leggero come un drive riuscito. Costa 799,99 euro, ma per alcune funzioni, come lettura del green e analisi del putting, bisogna abbonarsi a Garmin Golf. Il colpo da maestro? Tocca ancora a voi!

Per chi trova troppo corta persino un’ultramaratona, Garmin Enduro 4 conferma il record della Casa: con la ricarica solare, fino a 320 ore in GPS e 90 giorni da smartwatch. Sono gli stessi numeri del predecessore, ma ora con il 50% di Ram in più e mappe che scorrono fino al 30% più veloci. Debuttano le Zone e la Curva Stamina, Garmin Epic per raccontare le imprese di più giorni e un morbido cinturino in tessuto ComfortFit. Cassa da 51 mm, lunetta in titanio, torcia Led bianca e rossa: 66 g di pura grinta. Il prezzo resta fermo a 899,99 euro, rarità di oggi. Chi ha già Enduro 3 può dormire sonni tranquilli. Chi sogna l’ultratrail ha trovato il dispositivo giusto.

Garmin presenta MARQ 3, che rinnova con stile la dinastia di lusso: cassa in titanio grado 5, lunetta in ceramica e vetro zaffiro. La terza generazione sfila in sei look: Adventurer, Athlete, Aviator, Commander, Golfer e la debuttante Diver, impermeabile fino a 4 atm. Sotto l’estetica curata batte un cuore molto tech: display AMOLED da 1,4″, mappe del mondo precaricate, torcia Led, altoparlante e microfono. Con inReach si chiama via LTE tramite Garmin Messenger, mentre chat e SOS viaggiano anche via satellite, senza smartphone (abbonamento richiesto). Quadranti ispirati a World Timer, Panda e Flieger, autonomia fino a 18 giorni. Dal 5 novembre, da 2.550 euro.

Google Pixel Watch 5 resta fedele alla silhouette rotonda e minimale di sempre, ma cambia parecchio sotto la superficie. Arrivano più Ram, maggiore velocità e soprattutto più intelligenza artificiale: Gemini diventa proattivo e prova ad anticipare informazioni e azioni utili, mentre il Gps guadagna precisione grazie a modelli 3D degli edifici e nuove correzioni del segnale. Sul fronte salute debutta Health Guardian, con funzioni come il rilevamento delle emergenze respiratorie, alcune in arrivo in Italia quest’autunno. Il display raggiunge i 3.000 nit, mentre il 45 mm offre fino a 40 ore di autonomia. Fuori cambia poco, dentro quasi tutto. Da 419 euro.

Huawei raddoppia al polso con WATCH GT 7 e GT 7 Pro. Il primo, da 46 e 41 mm, punta su sci e ciclismo: rileva curve e G-Force, registra le discese, offre mappe per oltre 3mila comprensori e profili di salita in bici. Display AMOLED fino a 3.000 nit, Gps dual-band, indice di prontezza fisica, Curve Pay e fino a 21 giorni di autonomia sul 46 mm completano il quadro. Il Pro sale di categoria con cassa in titanio, ghiera in ceramica nano-tech e vetro zaffiro, aggiungendo ECG, apnea fino a 4 atm e oltre 17mila campi da golf. Stesso Dna sportivo, due dress code: il GT 7 va dal sentiero all’aperitivo, il Pro ci arriva in smoking tecnico. Da 299 e da 429 euro, rispettivamente.

La pressione sale? Lo stile resta impeccabile. Huawei WATCH D3 nasconde nel cinturino un minuscolo manicotto gonfiabile che misura la pressione arteriosa con il metodo oscillometrico, lo stesso dei classici misuratori da braccio, ed è certificato come dispositivo medico. Può programmare rilevazioni nelle 24 ore, persino durante il sonno, ma anche prima e dopo l’allenamento. Rispetto al precedente modello D2, lo spessore scende da 13,3 a 11,3 mm e monta un AMOLED da 1,92″ che tocca i 3.000 nit, con chiamate Bluetooth e pagamenti NFC Curve Pay. È in vendita a 449 euro, anche in alcune farmacie. Il cuore ha le sue esigenze. Il polso, finalmente, le prende sul serio.

Huawei porta in Italia anche la WATCH 6 Series, attenta a materiali e finiture. Il Pro 43 mm è il primo della linea interamente in ceramica nano-tech: tatto da alta orologeria, prezzo da smartwatch. La Space Edition 46 mm aggiunge lunetta nera e dettagli dorati, per un tocco chic. Il 42 mm (solo 10,2 di spessore) ferma la bilancia a 38 g: lo dimentichi al polso, lui non dimentica te. Sotto il quadrante: eSIM, X-TAP con 11 parametri di benessere, oltre 100 sport, gesture a rotazione del polso, Curve Pay e Safety Check. Due anni di Care Pass inclusi. Si parte da 449 euro (Pro da 679), con 50 euro di sconto fino al 23 novembre: la ceramica non è più solo roba da analogici!

Pesa quanto un sussurro, ma corre da olimpionico. Suunto lancia Run 2, lo sportwatch pensato per strada e maratona: la cassa pesa 35 g e sfoggia un AMOLED da 1,32″ e 2.000 nit, sensore cardio a 12 canali e mappe offline gratuite in tutto il mondo. L’autonomia dichiarata è di circa 10 giorni, fino a 24 ore con GNSS dual-band. Musica, EnergySense e Marathon Mode con Ghost Runner aiutano a tenere ritmo e obiettivi sotto controllo. Prezzi: 299 euro per 4 GB e 349 euro per 64 GB, nei colori All Black, Feather Gold e Aloe Green. Debutta anche la Smart Heart Rate Belt 2 da 99 euro, con memoria e analisi della tecnica di corsa. La fatica resta, ma almeno corre con stile.

Addio mojitos, benvenuta remise en forme! Al polso, Xiaomi raddoppia con REDMI Watch 6 Lite e Watch 6 Active. Il Lite è il più sportivo: AMOLED da 1,96″ e 1.500 nit in appena 9,9 mm, sensore a 9 assi, Gps integrato, chiamate Bluetooth, oltre 150 modalità sportive, 5 atm di impermeabilità e cinturino a sgancio rapido. L’Active invece ha il display da 1,85″ e 1.200 nit, chiamate dal polso, certificazione IP68 e fino a 18 giorni lontano dal caricatore. Entrambi monitorano battito, SpO2 e stress. Black e Silver per il Lite; l’Active aggiunge anche il vivace Sunset Orange. I prezzi? 69,99 euro e 46,99 euro. In sintesi: più sport e GPS col Lite, più euro in tasca con l’Active.

p.s. Gli smartwatch dell’autunno non esauriscono le possibilità di scelta. Per confrontare altri modelli, caratteristiche e prezzi, potete consultare le precedenti puntate di Latest sul Giornale degli Orologi.





