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Tag: cronografo rattrapante

  • Ref. 5308G Quadrupla Complicazione: l’empireo di Patek Philippe

    Ref. 5308G Quadrupla Complicazione: l’empireo di Patek Philippe

    Quando è stato presentato a Watches and Wonders 2025, il Patek Philippe Ref. 5308G Quadrupla Complicazione è stata una delle superstar del salone. Un orologio talmente complesso che ci siamo presi quasi un anno per parlarne su queste pagine. Un po’ perché ci sono state altre novità che, mese dopo mese, hanno preso la scena, un po’ perché si tratta di un pezzo talmente alto che, come si suol dire, aveva bisogno dei suoi tempi.

    La cosa certa è che il Patek Philippe Ref. 5308G Quadrupla Complicazione è la traduzione materiale del modo in cui il Presidente Thierry Stern intende il futuro del Marchio. Un futuro che si era cominciato a intravedere nel 2023, quando era stata presentata in anteprima mondiale in serie limitata, in occasione della Grande Esposizione Patek Philippe “Watch Art” di Tokyo, la Ref. 5308P-010 con cassa in platino. Ora, da anteprima, la Ref. 5308 è diventata parte della collezione corrente di Patek Philippe. Anticipo subito che dedicherò le didascalie a una parte dei dettagli tecnici dell’orologio, altrimenti questo pezzo rischierebbe di diventare lungo come una quaresima.

    Patek Philippe Ref. 5308G Quadrupla Complicazione: il calibro

    Però, per parlare del Patek Philippe Ref. 5308G Quadrupla Complicazione, mi è utile partire dal calibro, o meglio, dal suo nome che spiega la quadrupla complicazione. Nel calibro R CHR 27 PS QI troviamo infatti la ripetizione minuti (R), il cronografo (CH) che è rattrapante (R, ricordiamo che Patek considera la funzione rattrapante una complicazione distinta dal cronografo) e il calendario perpetuo istantaneo (QI). Per completezza, 27 e PS indicano il fatto che il calibro è basato sul movimento originale da 27 mm con piccoli secondi.

    La maggior parte dei componenti tecnici è nascosta sotto al quadrante. Dal fondello trasparente è possibile vedere il micro-rotore con lavorazione guilloché e i martelli lucidi della ripetizione minuti, oltre al regolatore per la ripetizione nascosto sotto la croce di Calatrava in oro, simbolo della Casa. Sotto al quadrante si trova il modulo del calendario perpetuo, mentre il lavoro fatto sul cronografo ha richiesto agli ingegneri di Patek Philippe una importante serie di modifiche che ha portato anche a due brevetti.

    Il primo è una ruota di innesto a recupero di gioco, che consente di evitare qualsiasi sfarfallio della lancetta dei secondi del cronografo, eliminare l’attrito della ruota del cronografo e consentire così un risparmio di energia. Il secondo è un meccanismo che permette di sollevare la leva della lancetta rattrapante quando quest’ultima è arrestata, invece di farla correre attorno al “cuore” del cronografo, riducendo così il consumo di energia. Sforzi tecnici tesi ad aumentare l’autonomia del Patek Philippe Ref. 5308G-001 Quadrupla Complicazione, che rimane comunque contenuta: 38 ore con il cronografo in funzione, che diventano 48 quando non lo si usa. Il movimento, contraddistinto dal sigillo Patek Philippe, è dotato di bilanciere Gyromax a inerzia variabile, con spirale in silicio Spiromax, che lavora a 21.600 alternanze/ora.

    Dal salmone al ghiaccio

    Se il quadrante della Ref. 5308P-010 aveva una tonalità salmone, il 5308G-001 è un’esperienza visiva inedita per Patek Philippe. Il quadrante blu ghiaccio con finitura soleil è intriso di elementi blu: le lancette di ore e minuti, il giro della minuteria, le cornici del calendario perpetuo, la minuteria dei contatori, il cielo delle fasi lunari. Una coerenza cromatica che stempera la presenza imponente dei due contatori cronografici dei 60 minuti (a ore 3) e delle 12 ore (a ore 9).

    Il calendario perpetuo istantaneo con visualizzazioni a finestrelle impiega lo stesso meccanismo che ha dato luogo al deposito di due brevetti, introdotto nel 2008 nella Ref. 5207 e ripreso nel 2011 nella Ref. 5208. Il sistema è complesso: dei 799 componenti del calibro, ne conta da solo ben 220. Le indicazioni saltano in 30 millisecondi all’interno delle quattro finestrelle di giorno della settimana, data, mese e anno bisestile, anche quando la riserva di carica scende a dieci ore. I dischi impiegati per la visualizzazione della data hanno una massa superiore a quella delle indicazioni a lancetta e ciò sottolinea ancora di più l’importanza del lavoro sul movimento. La visualizzazione istantanea richiede infatti la padronanza dell’energia per trattenere i dischi e rilasciarli contemporaneamente con uno scatto fulmineo.

    La cassa in oro bianco è imponente, non tanto per il diametro (42 mm), quanto per lo spessore, che sfiora i 18 mm (17,71). La lunghezza da ansa ad ansa è di 52,11 mm, ma per la Ref. 5308G-001 Quadrupla Complicazione la Maison si è impegnata sul fronte della vestibilità e dell’impatto visivo. Le anse allungate e il cinturino agganciato quasi alla loro estremità provano a mitigare al polso l’altezza e il peso della cassa; la traforatura delle anse stesse e la lunetta concava vogliono alleggerire all’occhio la struttura dell’orologio.

    Gli antenati del Ref. 5308G Quadrupla Complicazione

    Detto che il Patek Philippe Ref. 5308G Quadrupla Complicazione costa, tasse incluse, ben 1.297.279 euro, lascio come detto il resto dei dettagli alle didascalie e chiudo con un breve excursus sui principali predecessori di questo orologio. Giusto per far capire quanto un simile pezzo non sia spuntato come un fungo dalla sera alla mattina, ma sia il frutto più recente di una lunga evoluzione preparatoria.

    Per circa quindici anni, la Ref. 5016 è stata il Patek più ambito a unire calendario perpetuo, ripetizione minuti e tourbillon. All’inizio degli anni 2000, gli appassionati iniziarono a volere orologi più grandi, moderni e più consistenti al polso. Nel 2008, Patek Philippe lanciò il primo calendario perpetuo istantaneo, la Ref. 5207P – con finestrelle per il giorno, la data e il mese disposte radialmente nella parte superiore del quadrante -, abbinato a una ripetizione minuti e a un tourbillon. 

    Nel 2011 fu la volta della Ref. 5208. Eliminando il tourbillon ma inserendo un cronografo monopulsante, Patek aggiunse un micro-rotore al movimento, rendendolo automatico. A differenza della maggior parte dei cronografi di Patek, la massa di leve e ponti era nascosta sotto il ponte di carica e il meccanismo di ripetizione.

    La Ref. 5308P-010 della Patek Philippe Watch Art Grand Exhibition di Tokyo 2023, infine, fu la naturale “evoluzione della specie” iniziata con il lancio del 5207 nel 2008. Cassa in platino, quadrante salmone e lancette e indici anneriti, fu una creazione di altissimo livello, ma limitata a 15 esemplari. Oggi, con la quadrupla combinazione, le cose cambiano. Certo, il prezzo non è per tutti, ma esclusività non ha mai fatto rima con disponibilità.

  • RM 43-01 Tourbillon Split-Seconds: corpo Richard Mille, anima Ferrari

    RM 43-01 Tourbillon Split-Seconds: corpo Richard Mille, anima Ferrari

    La scorsa settimana Richard Mille ha presentato il secondo orologio realizzato in collaborazione con Ferrari, l’RM 43-01 Tourbillon Split-Seconds Chronograph Ferrari. Lo ha fatto durante un super-evento internazionale a Parigi, al quale ho avuto il privilegio di essere invitato. Tre giorni di esperienze di altissimo livello, in cui la ciliegina sulla torta è stata proprio la presentazione del nuovo pezzo. Anzi, dei nuovi pezzi, dal momento che la collezione è composta da due referenze: una in titanio e Carbon Tpt e una completamente in Carbon Tpt.

    Metto subito le mani avanti. In questo articolo non ho intenzione di entrare nei dettagli tecnici dell’orologio, al quale dedicherò un approfondimento più avanti. Viste le sue caratteristiche, è bene prendersi un pochino di tempo per capirlo e “digerirlo”. D’altro canto, però, giornalisticamente non sarebbe comprensibile attendere oltre per parlare dell’RM 43-01 Tourbillon Split-Seconds Chronograph Ferrari.

    Scelgo così di introdurlo sfruttando al massimo l’opportunità che ho avuto a Parigi: non solo quella di vedere l’orologio, di toccarlo, di indossarlo, ma anche di sentirselo raccontare in prima persona da chi ne ha vissuto la genesi. Parlo dei pezzi da novanta di Richard Mille e Ferrari. Amanda e Alexandre Mille, figli di Richard e oggi ai vertici dell’azienda rispettivamente come Brand and Partnerships Director e come Sales Director; Tim Malachard, Marketing Director; Salvador Arbona, Technical Movement Director; Maxime Guenat, Operation Director; Gianfranco Saracino, Partnership Design Manager del Centro Stile Ferrari; Francesca Vernia, Head of Licensing and Partnership Ferrari.

    Un orologio molto Richard Mille

    La collaborazione tra Richard Mille e Ferrari inizia con i primi approcci nel 2020 e l’avvio della partnership un anno dopo. Nel 2022, come penso ricorderete, si concretizza con l’incredibile RM UP-01. Ebbene, proprio pensando a quell’orologio che, per come la vedo io, era poco Richard Mille e ancor meno Ferrari, avvicinandomi all’evento di Parigi mi aspettavo di trovarmi tra le mani un orologio molto “Cavallino Rampante”. Qualcosa, per chi ha un pochino di memoria, che ricalcasse la filosofia dell’RM 40-01 McLaren Speedtail del 2021. Un pezzo la cui cassa con forma a goccia ricalcava quella della carrozzeria dell’omonima supercar britannica.

    Niente di tutto questo. L’RM 43-01 Tourbillon Split-Seconds Chronograph Ferrari è in tutto e per tutto un Richard Mille, nel quale il tocco del Centro Stile Ferrari si ritrova soprattutto nei dettagli più che nell’architettura complessiva. Ce lo ha confermato Alexandre Mille nel momento in cui ci ha detto che «l’UP-01 era fuori dagli schemi rispetto a ciò che la gente si aspettava dalla nostra collaborazione con Ferrari. Invece, l’RM 43-01 Tourbillon Split-Seconds Chronograph è, in un certo senso, più classico e incarna l’orologio da corsa che abbiamo sempre sognato di creare con il Cavallino».

    E che il dettaglio sia il campo privilegiato dove far emergere l’estetica Ferrari, lo ha sottolineato anche Saracino: «Abbiamo cercato di creare un design fluido e aerodinamico, in cui anche la lunetta scende più in basso sulla cassa rispetto ai modelli precedenti. La forma dei pulsanti, poi, è direttamente ispirata ai fari posteriori della Ferrari SF90 Stradale. Queste luci dimostrano l’equilibrio tra tradizione e innovazione e la modernizzazione dei codici voluta da Flavio Manzoni, Direttore del Design Ferrari dal 2010». Pazienza se, per agevolare l’aerodinamicità della cassa, è stato necessario togliere per la prima volta i caratteristici “pilastri” di Richard Mille dalla carrure…

    L’ispirazione dell’RM 43-01 Tourbillon Split-Seconds Chronograph

    Poiché l’RM 43-01 Tourbillon Split-Seconds Chronograph Ferrari è un orologio nato per la velocità, la scelta della complicazione cronografica rattrapante era ovvia, come ci ha ricordato Salvador Arbona: «Il cronografo sdoppiante si inserisce naturalmente nel mondo dell’automobile. Permette di fermare una lancetta per misurare un tempo intermedio continuando a misurare il tempo totale, il che è ideale per registrare i tempi sul giro in pista». Per farci capire al meglio quale e quanta tecnologia c’è nell’orologio, in occasione della presentazione Richard Mille ha creato delle riproduzioni in scala 18:1, funzionanti, del tourbillon, del meccanismo rattrapante e dell’indicatore dell’autonommia residua.

    Del resto il calibro RM43-01 è stato sviluppato in collaborazione con Audemars Piguet Le Locle (APLL), partner storico di Richard Mille. Una nuova iterazione che prosegue la storia dei cronografi rattrapanti del Marchio come, per esempio, l’RM 008 del 2003, l’RM 50 del 2012, l’RM 50-02 del 2018 e l’RM 50-04 del 2019. Rispetto al movimento base, ci ha ricordato Arbona, «abbiamo cambiato la posizione degli elementi per trovare un’armonia ispirata ai motori Ferrari e a Richard Mille. Abbiamo spostato il tourbillon a ore 5, una scelta inusuale, per creare un movimento che esprimesse l’idea di un motore».

    Una modifica che ha liberato uno spazio importante a ore 7, il quale andava riempito in qualche modo. È stato fatto inserendo un elemento flottante, con inciso il Cavallino Rampante, la cui forma si ispira direttamente alle linee del supporto dell’alettone montato sulla Ferrari 499P, «quella che ha vinto due volte a Le Mans», ha ricordato ancora Gianfranco Saracino. L’unico elemento, insieme ai tocchi di rosso e di giallo sulle lancette del cronografo, che richiama a prima vista l’eredità dei bolidi di Maranello.

    RM 43-01: prezzi e disponibilità

    Come ho scritto sopra, preferisco non entrare nei dettagli tecnici per dedicare all’orologio un pezzo successivamente. Vi lascio con i prezzi, che sono decisamente Richard Mille. La versione in titanio e Carbon TPT costa 1.150.000 franchi svizzeri, quella in Carbon TPT 1.350.000. Cifre inferiori a quelle dell’RM UP-01, che si aggirava intorno al milione e mezzo, ma comunque non banali. Per una tiratura limitata a 75 pezzi di ciascuna variante per le quali, ci hanno detto, una trentina è già pronta.

    «Non è mai il prezzo a dettare ciò che facciamo. Per noi è l’innovazione a essere sempre al primo posto, senza compromessi», ci ha detto Maxime Guenat. Lasciandosi anche sfuggire che le prossime creazioni che nasceranno dalla collaborazione con Ferrari saranno altrettanto inattese. C’è da credergli.

  • RM 65-01: l’estate a colori di Richard Mille

    RM 65-01: l’estate a colori di Richard Mille

    Anche in Svizzera, come nel Nord Italia, l’estate si fa attendere. Richard Mille, però, prova a pensare positivo e lancia un’estensione di gamma del suo apprezzatissimo RM 65-01 dedicata alla bella stagione. E come si fa a dedicare un orologio all’estate? Lo si colora nel modo più fantasioso, possibilmente con delle cromie belle accese che si adattino ai cocktail a bordo piscina o alle giornate spensierate in barca.

    È esattamente ciò che ha fatto Richard Mille con le due nuove referenze del cronografo rattrapante RM 65-01. Perché l’orologio è ormai a catalogo da alcuni anni e sul Giornale degli Orologi gli abbiamo già dedicato un approfondimento tempo fa: un articolo al quale vi rimando per i principali dettagli tecnici sul funzionamento di questo pezzo di Richard Mille, nonché per quelli relativi al calibro. Prima di parlare dei nuovi colori e del materiale delle casse, penso però sia interessante spendere due parole sulla presenza ricorrente del cronografo rattrapante nella storia di Richard Mille.

    L’RM 65-01 e la funzione rattrapante

    Il cronografo rattrapante (o sdoppiante, per meglio dire), come l’RM 65-01, è una complicazione utile nelle corse automobilistiche e nelle competizioni sportive che coinvolgono più partecipanti. Permette di misurare contemporaneamente più eventi che iniziano nello stesso momento ed è una delle complicazioni più difficili da integrare nell’architettura di un orologio. 

    Richard Mille ha presentato il suo primo cronografo rattrapante nel 2004, l’RM 004. Una delle nuove caratteristiche sviluppate per quell’orologio era la quasi totale eliminazione del salto iniziale della lancetta dei secondi cronografici. Lo sviluppo dei componenti sdoppianti aveva permesso di ridurre il consumo energetico di questa funzione di circa il 50% rispetto al normale. 

    L’RM 008 del 2005 è stato invece il primo cronografo rattrappante con tourbillon progettato nel XXI secolo. Presentava tutte le caratteristiche dell’RM 004, con l’aggiunta di un tourbillon composto da 85 pezzi e dal peso di soli 0,34 grammi. Nella sua seconda versione, la platina dell’orologio è passata dal titanio alla nanofibra di carbonio, per garantire la tenuta del sistema di ingranaggi del movimento in ogni circostanza.

    L’RM 050 ha poi mostrato caratteristiche più raffinate rispetto a quelle dell’RM 008 e le ha portate a un livello ancora più alto. Gli ingegneri di Richard Mille hanno ottenuto la nuova qualifica di “cronografo da competizione” ottimizzandone la precisione cronometrica, l’affidabilità a lungo termine e il peso. L’RM 050 era infatti più leggero del 20% rispetto all’RM 008, con il movimento che pesava solo 9,5 grammi.

    Infine, prima dell’RM 65-01 con il suo calibro da 36.000 alternanze/ora, è stata la volta dell’RM50-03. Sviluppato in collaborazione con il team McLaren di Formula 1 nel 2017, questo modello è il cronografo rattrappante con tourbillon più leggero al mondo: 38 grammi. Un risultato ottenuto grazie all’uso di un materiale nuovo, il Graph Tpttm. Il cronografo è in grado di resistere a urti fino a 5.000 G.

    I nuovi colori dell’RM 65-01

    Dopo questo excursus, eccomi alle nuove referenze “estive” dell’RM 65-01. Un orologio già in collezione con cassa in oro rosso e Carbon Tpt, in titanio, in Carbon Tpt e in Quartz Tpt grigio. Colori austeri per la bella stagione, affiancati adesso da due nuove casse, una azzurro pastello e una giallo scuro. Per entrambe, Richard Mille ha di nuovo scelto come materiale il Quartz Ttp.

    Si tratta, come ho scritto, di un materiale già impiegato dal Marchio e sviluppato da un’azienda svizzera, la North Thin Ply Technology, il cui payoff è “il materiale giusto, nel posto giusto, con il processo giusto”. Musica per le orecchie del signor Richard Mille, il quale si è affidato come partner a questa impresa che, con i suoi materiali, crea scafi e vele ed è attiva nell’industria automobilistica, aerospaziale e ferroviaria.

    Il Quartz Tpt si sposa quindi con la filosofia di avanguardia di Richard Mille. A dare vita a questo composito sono molteplici strati di fibre di silice, impregnati con resine sviluppate appositamente per il Brand orologiero. Gli strati così composti sono fatti catalizzare a una temperatura di 120 gradi e a una pressione di 6 bar. Il risultato è un materiale uniforme, resistente, personalizzabile con colori che rimangono stabili e durano nel tempo.

    I due nuovi RM 65-01 sono in edizione limitata di 120 pezzi ciascuno e sono entrambi completati da un cinturino in caucciù dal classico design di Richard Mille, che ricorda le prese d’aria delle auto sportive. Per altri dettagli tecnici vi rimando alle didascalie e vi lascio con la curiosità del prezzo che, come sempre accade per questi orologi, è su richiesta. Io, se fossi in voi, un passaggio in boutique a chiedere lo farei: mal che vada, guardate le teche e sognate a occhi aperti. Questo sì, per fortuna, ancora non costa nulla.

  • Tonda PF Chronograph Rattrapante: la lezione di Parmigiani Fleurier

    Tonda PF Chronograph Rattrapante: la lezione di Parmigiani Fleurier

    Un gigante del design come Bruno Munari sosteneva che «tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare». Non so se Michel Parmigiani abbia mai letto questa frase, ma guardando il Tonda PF Chronograph Rattrapante di Parmigiani Fleurier qualche dubbio mi viene. Un orologio che abbiamo conosciuto nel 2021 nella versione in platino e che abbiamo ritrovato lo scorso anno vestito di oro rosa. Stesso approccio minimale nel design, superbo nella meccanica.

    Michel Parmigiani si era già cimentato con il cronografo rattrapante nel 2016, una creazione nata allora per celebrare i 20 anni del Marchio. Si trattava del Tonda Chronor Anniversaire, limitato a 25 pezzi, che ospitava nella cassa in oro bianco o rosa il calibro PF361, un movimento cronografico rattrapante a carica manuale totalmente sviluppato in manifattura. Un assaggio di come Parmigiani Fleurier era in grado di maneggiare la complicazione cronometrica rattrapante.

    Che cosa sia un cronografo rattrapante (o sdoppiante, è lo stesso) non sto a riscriverlo. Quanti di voi lo sanno passeranno oltre, chi non lo conosce o non se lo ricorda darà una lettura a questo pezzo per rinfrescarsi la memoria. Posso dire che si tratta con pochi dubbi di una complicazione eccelsa, non per tutti, e che proprio per questo motivo è ancora più eccellente se resa con la semplicità d’uso e di lettura che troviamo nel Tonda PF Chronograph Rattrapante.

    Armonia di contrasti

    A prima vista, per come pare a me, ciò che salta all’occhio tenendo l’orologio tra le mani è una strana sensazione di contrasto. Tra l’opulenza della cassa e del bracciale integrato in oro rosa e l’essenzialità, quasi la nudità del quadrante. Fateci caso. Non siamo ai livelli dell’oro giallo, ma in un orologio full gold anche l’oro rosa chiama spesso quadranti e lunette ricche, gridate, opulente. Qui no. Il grido dell’oro è soffocato dal silenzio del quadrante.

    Del resto, la collezione Tonda PF incarna quel concetto di “ricco minimalismo” che il Ceo di Parmigiani Fleurier, Guido Terreni, persegue fin dal suo ingresso in azienda tre anni fa. E il quadrante grigio argento del Tonda PF Chronograph Rattrapante è una sintesi di questa visione. La sua finitura sabbiata, con una sottile texture sulla base in platino massiccio, fa in modo che si mantenga una sensazione opaca uniforme anche sulle parti incassate dei contatori, posti su un piano leggermente inferiore.

    Un’omogeneità che si ritrova anche nella periferia del quadrante, dove la scala tachimetrica è affiancata da una scala pulsometrica calibrata su 30 pulsazioni. L’anello periferico è organico all’intero quadrante non solo per la finitura sabbiata, ma anche grazie ai dodici indici in oro rosa applicati a mano che lo collegano al centro del quadrante stesso. La lavorazione sfaccettata di questi indici gioca con la luce, illuminando l’insieme dell’orologio.

    Lancette ipnotiche

    Quello che poi interessa, sul quadrante, è anche il gioco delle lancette. Premendo il pulsante sul lato cassa a ore 2 si disingaggiano le due lancette del cronografo, che partono insieme. Premendo il pulsante a ore 4, si ferma quella superiore mentre quella inferiore continua a correre. Un’altra pressione a ore 4 porta la lancetta superiore a raggiungere l’altra. Il tempo parziale viene misurato al primo stop. 

    È un giro ipnotico, forse più elegante che utile, ma è la bellezza di questa complicazione raffinata. Girando girando, le due lancette cronografiche fanno poi muovere le lancette dei contatori. Il contatore dei 30 minuti a ore 3, dei secondi continui a ore 6 e delle 12 ore a ore 9 hanno i numeri arabi e gli indici stampati in nero.

    Le lancette dei contatori dei 30 minuti e delle 12 ore sono in acciaio come la lancetta cronografica superiore; quella dei secondi e la lancetta cronografica inferiore sono placcate oro. Un modo intuitivo per distinguere le loro funzioni.

    I codici di Parmigiani Fleurier

    Detto del quadrante, la parte soft dell’orologio, diamo anche un’occhiata a quella hard, ossia all’insieme di bracciale e cassa. Quest’ultima misura 42 mm di diametro per 15 di spessore, non pochi ma comunque corretti per consentire una visione pulita delle informazioni e per incassare un movimento dall’architettura complessa. Più che le misure, quello che fa sentire al polso la presenza dell’orologio è il peso dell’oro rosa.

    La lunetta è quella caratteristica zigrinata di Parmigiani Fleurier, che presenta finiture a contrasto spazzolate e lucidate a mano. Altri dettagli di design che inseriscono il Tonda PF Chronograph Rattrapante in pieno nella tradizione del Marchio sono i pulsanti a forma di goccia per l’avvio, l’arresto e l’azzeramento del cronografo, e le anse, sempre a goccia. 

    Le anse sono lucide, una finitura che va in continuità con quella della carrure e della parte esterna del bracciale. Le maglie interne hanno invece una finitura verticale che pare allungare le forme dell’orologio. Lucida è anche la corona, sovradimensionata (ha un diametro di 7,2 mm) e dotata di un pulsante integrato per la funzione rattrapante.

    La difficoltà del Tonda PF Chronograph Rattrapante

    La difficoltà di concepire e realizzare un movimento cronografico rattrapante, torno a sottolinearlo, è pari circa a quella che comporta la creazione di una ripetizione minuti o di un tourbillon. Già farlo non è semplice, farlo anche bello è poi una ulteriore sfida. Vinta da Parmigiani Fleurier, perché il calibro PF361 che muove il Tonda PF Chronograph Rattrapante è anche esteticamente impeccabile.

    Basta girare l’orologio sottosopra e dare un’occhiata al lato B attraverso il fondello trasparente per rendersene conto. L’architettura scheletrata del calibro è a due strati e consente di vedere molte parti tecniche del movimento, una cosa non usuale nei movimenti cronografici integrati. Saltano subito all’occhio la platina e i ponti del movimento in oro rosa, anche questo un fatto non usuale, che rimanda ad altri marchi eccelsi.

    La platina ha una lavorazione satinata opaca, mentre i ponti traforati, al contrario, hanno superfici spazzolate, i bordi smussati e gli spigoli lucidati manualmente. C’è un grandissimo numero di angoli esterni e interni sui ponti, delicatamente rifiniti a mano. Le svasature delle viti e le viti stesse sono lucidate e smussate, le ruote sono rifinite con una lavorazione circolare e le parti in acciaio hanno finiture diritte.

    La bellezza è ovunque

    Parmigiani Fleurier aveva già movimenti cronografici in collezione prima del 2016, ma erano modulari. La cosa eccezionale del PF361 sta nel fatto che il Brand ha scelto di creare da zero un nuovo cronografo rattrapante, per di più integrato. Quindi assai più complesso e delicato di un normale cronografo, non tanto per il numero dei componenti, quanto in termini di precisione e regolazione.

    Il calibro PF361 è dotato di due ruote a colonne: una per attivare la normale funzione cronografica, l’altra per dividere il tempo o recuperare il tempo dell’evento cronometrato attraverso la funzione rattrapante. Le due ruote sono collegate a un innesto verticale, che garantisce il funzionamento regolare della cronografia.

    Il bariletto della spirale è decorato con la firma di Michel Parmigiani e con dei disegni a forma di goccia. Tutti elementi che concorrono al totale di 309 componenti di cui è formato il calibro PF361. Per aggiungere ulteriore eccellenza al tutto, segnalo che il movimento del Tonda PF Chronograph Rattrapante è pure ad alta frequenza, perché lavora a 36.000 alternanze/ora. In quest’ottica le 65 ore di autonomia sono quasi un prodigio. Va da sé che tale velocità aggiunge precisione alla rilevazione cronometrica, perché consente di misurare intervalli di 1/10 di secondo, rispetto a 1/8 di secondo di un classico cronografo a 28.800 alternanze.

    Tonda PF Chronograph Rattrapante: valore nel tempo

    Concludo con due luoghi comuni che si adattano a questo pezzo strepitoso di Parmigiani Fleurier e che, come spesso accade, sono anche pillole di buon senso. Uno: la qualità si paga. Due: come diceva mia nonna, chi più spende, meno spende.

    In effetti 155mila franchi pochi non sono. Perché, come penso abbiate capito, da un lato c’è qualità in abbondanza, dall’altro c’è però la certezza di mettersi al polso un oggetto fatto per durare e, magari, anche per rivalutarsi nel tempo. Di sicuro c’è la firma di un guru che, grazie alla lunga esperienza di restauratore, ha capito che in orologeria la forma vale spesso quanto la sostanza. Il Tonda PF Chronograph Rattrapante ne è la prova.