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Tag: Cyrus Watches

  • Dubai Watch Week: 10 novità avvistate al salone degli Emirati

    Dubai Watch Week: 10 novità avvistate al salone degli Emirati

    Si è conclusa ieri la Dubai Watch Week, 7a edizione della fiera che ha trasformato la città degli Emirati in una meta imprescindibile per gli amanti dell’orologeria. Il salone, organizzato con cadenza biennale, quest’anno si è tenuto dal 19 al 23 novembre al Burj Park (Downtown Dubai). E ha visto la partecipazione di oltre 59mila persone e più di 90 marchi internazionali, con un aumento del 46% rispetto all’edizione precedente. Tra gli espositori si potevano incontrare marche indipendenti o che fanno capo a grandi gruppi, comunque celeberrime – da Rolex a Audemars Piguet, da Girard-Perregaux a Van Cleef & Arpels e fino a TAG Heuer, tanto per citarne alcune. Ma anche brand artigianali o di recente formazione – come Studio Underd0g, Ming, Biver, Norqain…

    La Dubai Watch Week: un po’ di storia

    Voluta da Ahmed Seddiqi & Sons nel 2015, in questo 2025 la Dubai Watch Week ha festeggiato dunque il 10° compleanno, insieme al 75° anniversario del retailer più potente degli Emirati. In origine un piccolo negozio nella Old Dubai, cresciuto a ritmo con la città, Seddiqi oggi è una holding nelle mani di un’unica famiglia, con 50 boutique e un centinaio di marchi in portafoglio. Gestita da membri della seconda/terza/ quarta generazione, nel tempo è riuscita non solo a espandersi commercialmente, ma anche a creare una vera e propria cultura dell’orologeria nei Paesi del Golfo. Proprio in quest’ottica va vista la Dubai Watch Week, nata come piattaforma no-profit dedicata all’orologeria e all’artigianato.

    Fin dagli esordi, infatti, i visitatori (all’epoca 2500 persone) potevano non solo accedere agli stand dei marchi partecipanti (solo 14), ma anche assistere a lectio magistralis per coltivare le proprie conoscenze. E ancora oggi, alla manifestazione appena conclusa, gli ospiti hanno potuto partecipare a masterclass, forum dedicati, tavole rotonde con i Ceo dei brand espositori. In particolare, nello spazio della Collectors Lounge, gli appassionati hanno potuto approfondire l’arte orologiera attraverso specifiche sessioni e mostre a tema. Anche questo modo di “coltivare il mercato” ha contribuito a rendere la Dubai Watch Week uno degli eventi più attesi nel calendario mondiale dell’orologeria, seguito tanto dagli addetti ai lavori quanto dai collezionisti.

    Estetica all’occidentale

    Ciò che quest’anno è risultato evidente, comunque, è l’evoluzione del gusto degli orologi esposti. Sarà perché Dubai è sempre più frequentata e abitata dagli Italiani e dagli europei in senso lato. O sarà la globalizzazione culturale, che attraverso internet e i media internazionali ha affermato l’adesione a stili e stilemi comuni, condivisi a tutte le latitudini. Sta di fatto che chi segue l’orologeria da decenni non può non aver notato l’impronta estetica tipicamente occidentale. Dimenticate gli stereotipi degli “orologi da sceicchi” dominati da bracciali d’oro giallo e diamanti, dimenticate le pacchianerie del passato (neppure tanto remoto). Le case di orologeria hanno proposto anche qui esemplari che colpiscono per la sobrietà, l’equilibrio formale, se non perfino l’eleganza.

    Ci sono, è vero, alcune personalizzazioni in chiave culturale: per esempio nell’uso della grafia araba per i numeri sul giro delle ore o come decorazione, creata da artisti calligrafi. Ma nella maggior parte dei casi si tratta di modelli che potrebbero tranquillamente essere venduti anche nei nostri negozi. L’unica differenza, a ben guardare, sta nel più diffuso utilizzo di materiali pregiati, come le pietre dure o l’oro rosa, che danno tocchi di maggiore preziosità. E alzano l’asticella sia del prezzo che del percepito (ovvero il senso della qualità e della ricercatezza). Due indici che ci fanno intendere quanto ci si trovi in un contesto di mercato più prospero rispetto a quello della Vecchia Europa.

    10 orologi esposti alla Dubai Watch Week 2025

    Quando abbiamo selezionato i 10 modelli presentati alla Dubai Watch Week da pubblicare in questa vetrina, abbiamo quindi privilegiato proprio quelli capaci di rivelare maggiormente l’uniformità – o se preferite l’omogeneizzazione, come dicono i sociologi – del gusto. Abbiamo volutamente tralasciato le complicazioni e gli exploit tecnici non perché non siano importanti, ma in quanto poco funzionali al nostro discorso. Ecco dunque le nostre scelte, come sempre in ordine di prezzo.

    Non per tutti

    LAURENT FERRIER Classic Origin Beige
    Nuova versione di un modello nato 5 anni fa, è improntato proprio sull’equilibrio più “classico”, lontano da mode e tendenze. La cassa (40 mm) in oro rosso 5N ricorda come di consueto un ciottolo levigato dall’acqua, priva com’è di asperità e angoli vivi. La calda tonalità del quadrante opalino è completata da una minuteria a chemin de fer marrone, con croce centrale, lancette Assegai in oro, indici stampati e il contatore dei piccoli secondi di grande formato. Il movimento, calibro LF116.01 a carica manuale, è dotato del celebre cricchetto a lunga lama per la ricarica, 80 ore di autonomia e superbe finiture. 43mila franchi svizzeri (tasse escluse).

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Minute Rattrapante Acciaio Artic Rose Lanciata nel 2023, la complicazione del minuto sdoppiante, inventato dalla Maison, si veste di una nuova tonalità. Il rosa pallido del quadrante si rifà alla tradizione del XVIII secolo, che lo voleva come colore tipicamente maschile, ma qui è ricco di riflessi cangianti grazie al guilloché grain d’orge. Quanto al resto, rimane immutato: la cassa (40 mm) in acciaio con bracciale integrato, la lunetta zigrinata in platino, le lancette scheletrate. Il movimento è il noto calibro PF052 di manifattura, a carica automatica, con micro-rotore decentrato in oro rosa e finiture d’alta gamma. 29.700 franchi svizzeri.

    CYRUS GENEVE Dominion Jawhar
    Il nome – che in arabo significa “essenza” – riflette la filosofia dell’orologio, sintesi di design contemporaneo, tradizionale savoir-faire e identità culturale araba. Nella cassa (42 mm) in titanio grado 5 monta il calibro automatico CYR708, di manifattura, con platina in oro rosso 5N, ponte superiore color antracite a forma di palma e 55 ore di autonomia. Il quadrante interamente scheletrato riporta le cifre in arabo su un disco in vetro zaffiro, l’indicazione del secondo fuso orario con lancetta ad andamento retrogrado (sempre con le cifre in arabo) e i piccoli secondi a forma di logo. Edizione limitata di 28 esemplari, 24.800 franchi svizzeri (tasse escluse).

    BVLGARI Mattar bin Lahej x Octo Finissimo
    Pittore, scultore, fotografo, calligrafo, l’artista emiratino – che ha realizzato la facciata del Museo del Futuro di Dubai – reinterpreta il best-seller della Maison romana. Il risultato è un orologio in titanio sabbiato con la cassa (40 mm), il quadrante e il bracciale incisi al laser. Il movimento di manifattura, come di consueto, è il calibro BVL 138, a carica automatica e ultrapiatto (2,23 mm di spessore), con micro-rotore decentrato in platino e 60 ore di autonomia. Edizione limitata di 70 esemplari. 23mila euro.

    RESSENCE Type 1 Round Rose Gold
    Versione essenziale e “pura” (perché di forma rotonda) dell’omonima collezione, è impreziosito dal trattamento in oro rosa 4N del quadrante convesso, dalla finitura soleil. Come di consueto, i tre dischi a filo rotanti riportano ore, secondi e giorno della settimana, con indicazioni incise e luminescenti, ma dalla lavorazione guilloché, che enfatizza l’aspetto caldo e “organico”. Ormai celebre il movimento, calibro ETA 2892 a carica automatica, reso unico dal modulo ROCS 1.3 (Ressence Orbital Convex System). 18.150 franchi svizzeri (tasse escluse).

    A meno di 6mila euro

    PERRELET x DIAA ALLAM
    In occasione della Dubai Watch Week, la storica Maison collabora con uno degli artisti più quotati degli Emirati, noto per le mega-installazioni (calligraffiti, li chiamano gli addetti ai lavori) di grande impatto sul paesaggio urbano. In questo caso ha realizzato un’opera ad hoc, ben visibile durante la rotazione della turbina: di dimensioni contenute, è ispirata al vimini, ricreato con scritte e colori che creano particolari rilievi e profondità. La cassa (41 mm) in titanio grado 2 Dlc nero ospita un movimento automatico di manifattura, il calibro P-331-MH, certificato Chronofiable® e Cosc. L’orologio, ora in pre-ordine, sarà in consegna ad aprile 2026. 5.180 franchi svizzeri.

    FREDERIQUE CONSTANT Highlife Chronograph Automatic
    Bamford Special
    Segna l’esordio della collaborazione del brand elvetico con il laboratorio londinese. Come spiega George Bamford, non si tratta di un semplice restyling, ma di una vera “riprogrammazione” dello storico modello, che si affranca dalla tradizione per acquisire un’estetica all black con flash cromatici. La cassa (41 mm) è in titanio grado 2 con motivo cristallizzato ottenuto tramite trattamento termico e rivestimento Dlc nero. Il movimento è il calibro FC-391 realizzato da La Joux-Perret, con 68 ore di autonomia. Edizione limitata di 100 esemplari, 4.445 euro.

    TUDOR Ranger
    Referenza inedita della collezione lanciata tre anni fa, progettata per resistere a tutto (o quasi), si distingue per il formato della cassa (39 o 36 mm di diametro) e per il colore del quadrante (Dune White). Realizzato in acciaio satinato per evitare fastidiosi riflessi, monta un movimento automatico, di manifattura. Anzi due, a seconda del diametro: il calibro MT5400 o il calibro MT5402, entrambi con spirale in silicio, autonomia di 70 ore e certificato ufficiale di cronometro emesso dal Cosc. 3.160 euro.

    ORIS ProPilot Desert Edition
    Ispirato ai paesaggi delle dune a perdita d’occhio, come dichiara la Maison, presenta la cassa (41 mm) ridisegnata, con linee più nette e marcate. Ultraleggera, è realizzata in fibra di carbonio con una tecnica di manifattura additiva e stampaggio, perfezionata negli anni dagli ingegneri Oris. Lunetta, corona e fondello sono invece in acciaio Pvd grigio, mentre il quadrante sand beige riprende il colore e la texture della sabbia nella finitura grené. Il movimento automatico è il calibro Oris 733 (base Sellita SW200-1 con rotore personalizzato). In vendita da gennaio 2026, 2.850 euro.

    FAVRE LEUBA Deep Raider Renaissance Malachite
    L’estetica deriva dal Deep Blue del 1964, reinterpretata con successo lo scorso anno. Ma per la prima volta (nella storia non solo della collezione, ma dell’intero brand) il quadrante è in pietra dura: in questo caso malachite, ma esiste anche in meteorite. La vocazione subacquea comunque resta immutata: la cassa (40 mm) in acciaio è sempre impermeabile fino a 30 atm e ha la ghiera unidirezionale girevole in ceramica. Anche il movimento automatico rimane il calibro FLD02 (base La Joux-Perret G100), con 68 ore di autonomia. Con bracciale in acciaio costa 2.800 franchi svizzeri.

  • Il tourbillon centrale, parte 2. Ieri e oggi

    Il tourbillon centrale, parte 2. Ieri e oggi

    Ed eccoci con il seguito della rassegna sul tourbillon centrale. In questa puntata ci occuperemo sia degli esemplari usciti negli ultimi anni, sia delle novità 2024 presentate nei vari “Fuorisalone”, organizzati a Ginevra durante Watches and Wonders, la scorsa primavera. L’obiettivo è sempre quello di fornire informazioni riguardo ai tourbillon centrali presenti sul mercato.

    Architetture anomale

    Risale a Baselworld 2018 il lancio del Klepcys Vertical Tourbillon di Cyrus Watches. Che non si limita a “riscoprire” l’insolita complicazione del tourbillon centrale, ma lo reinventa attraverso la rotazione di 90° della gabbia del tourbillon. In questo modo, la creazione di Abraham-Louis Breguet riacquista quell’effettiva utilità che sembrava perduta negli esemplari da polso, tenuti di solito in posizione orizzontale. La verticalità del tourbillon contrasta in modo più efficace gli effetti della forza di gravità sull’organo regolatore e garantisce una maggiore costanza di marcia.

    A rendere ancora più scenografico il tourbillon centrale verticale di Cyrus, c’è l’intera architettura della cassa a cuscino, sovrastata da una cupola di vetro zaffiro. Al di sotto della quale si erge una struttura autoportante installata al centro della platina: il doppio ponte del tourbillon, anch’esso ricurvo, quasi fosse un grande, duplice arco con una singola campata. Reale asse di simmetria della costruzione, è installato sul display leggermente concavo che riporta le indicazioni retrograde di ore e minuti su due settori, mentre al 12 una sfera segnala l’autonomia residua. Presentato dapprima in oro rosso, titanio Dlc nero o bicolore, poi declinato in versione scheletrata, oggi è in catalogo anche con la cassa in vetro zaffiro, che rivela la suggestiva meccanica.

    Estremamente insolito è poi l’HM11 Architect di MB&F, con tourbillon centrale orizzontale ma una costruzione “organica”, che rimanda a certe abitazioni sperimentali degli anni ’60/’70. La cassa è infatti costituita da quattro volumi simmetrici dalla forma parabolica, quattro stanze che mostrano rispettivamente le ore e i minuti, l’autonomia residua, la temperatura esterna e il logo a forma di ascia bipenne. Al centro, protetto da una cupola di vetro zaffiro, si staglia il tourbillon volante invertito con un ponte a forma di fiore quadrilobato. Lanciato lo scorso anno, l’HM11 monta un esclusivo movimento tridimensionale, con ingranaggi conici, che ha richiesto anni di sviluppo – i primi progetti, firmati dal designer Eric Giroud, sono datati 2018. In titanio con quadrante azzurro oppure oro rosso, l’orologio è realizzato in due serie limitate di 25 esemplari ciascuna.

    Altri precedenti

    È uscita invece nel 2021 la collezione Grand Central Tourbillon di Frank Muller. Anche in questo caso, i tecnici di Watchland hanno dovuto studiare un nuovo sistema per le informazioni orarie, e hanno installato gli indicatori di ore e minuti su due anelli rotanti attorno alla gabbia del tourbillon. Nato all’interno della famosa cassa Cintrée Curvex, ridisegnata ad hoc e sviluppata in diversi materiali/colori, nel 2022 il tourbillon centrale ha quindi trovato posto in una cassa rotonda. Lo scorso anno si è poi vestito di colori vitaminici e quest’anno è stato rivisitato da un’operazione di scheletratura. Il Curvex CX Grand Central Tourbillon Skeleton, infatti, è caratterizzato da quattro lunghi ponti che sembrano tenere in sospensione l’intero movimento. E mostrano il maggior numero possibile di ingranaggi, comprese le ruote di ore e minuti.

    Sempre del 2021, ma tuttora in catalogo, è anche il tourbillon centrale di Bulgari: l’Octo Roma Central Tourbillon Papillon. Dotato tra l’altro di tourbillon volante, trova un’inedita soluzione per le indicazioni orarie. Le ore saltanti si leggono in un’apposita finestrella al 12; i minuti invece su un arco di cerchio di 180° tramite una lancetta, chiamata proprio Papillon. A dire il vero le lancette, a losanga, sono due: entrambe poste su un disco rotante, retrattili e indipendenti. Una lancetta infatti si muove lungo la scala dei minuti, mentre l’altra (simmetrica) ruota su sé stessa per non nascondere le ore. Quando la seconda lancetta raggiunge lo zero dei minuti, il loro ruolo si inverte, con un ingegnoso sistema brevettato. Per la cronaca, lo scorso anno l’orologio è uscito anche in versione Striking, con cassa in titanio Dlc nero e indicazioni luminescenti. Meno classico, più sportivo.

    Il tourbillon centrale 2024

    Sviluppato all’interno del Gucci Watch Lab di Cortaillod, invece, il tourbillon centrale della Maison adotta due look differenti che seguono l’estetica di altrettante collezioni. Più sobrio ed essenziale, il Gucci Interlocking presentato quest’anno mette il tourbillon al centro di un anello di avventurina, che riporta l’indice dei minuti, mentre le ore saltanti sono mostrate con numeri romani in una finestrella a ore 12. Declinato in tre modelli, in oro bianco o rosa con quadrante in avventurina nera o blu, si distingue per la gabbia del tourbillon personalizzata dal logo.

    Più spettacolare invece il G-Timeless Planetarium, parte della prima collezione di alta orologeria della Casa, lanciata nel 2022, e da allora riproposto in varie declinazioni. Qui il tourbillon volante è al centro di sistema che evoca la rivoluzione dei pianeti attorno alla propria stella. Non a caso la gabbia del tourbillon è decorata proprio da una stella incastonata di diamanti. Basta premere un pulsante coassiale alla corona per attivare il moto delle ore: 12 gemme dal taglio sferico ruotano attorno al proprio asse in 9 secondi e impiegano 90 secondi per compiere un’intera rotazione del quadrante. Il tutto crea una sorta di danza che dà il nome anche al movimento: Dancing Hours Flying Tourbillon. È probabile che alla base dell’animazione ci sia un dispositivo tipo star wheel, ma Gucci non fornisce spiegazioni riguardo alla meccanica.

    Versioni ludiche

    Da citare anche Lotus Tourbillon realizzato nel 2021 da Kross Studio x Alain Silberstein, in cui il tourbillon centrale ricorda proprio un fiore di loto. Realizzato in 18 esemplari, non è che una delle tante variazione sul tema del tourbillon flottante (o galleggiante) del Brand fondato da Marco Tedeschi. Apparso sempre nel 2021, nel tempo è stato sviluppato in una vastissima collezione, in cui pezzi allegorici e divertenti convivono con altri più “seri” o seriosi. Pensiamo ai modelli dedicati alla Morte Nera o a Wonder Woman, a Batman, a Space Jam o ai Transformers… E ancora quelli di Games of Thrones/House of the Dragon oppure con il quadrante in pietra dura di ogni sorta e colore. Tutti rigorosamente in tiratura limitata, molti già terminati.

    Terminiamo con una notizia un po’ spiazzante per quanti pensano che il tourbillon centrale sia un’esclusiva dell’alta orologeria. Così è di solito, in effetti. Ma a confondere le idee arriva un marchio come Atowak, basato a Hong Kong, che crea homage (siamo buoni, chiamiamoli così) di famosi esemplari. Tra cui il modello Core (nucleo, in inglese), in due versioni di quadrante – blu o rosso -, dal prezzo impareggiabile: meno di 2.600 euro. Uscito la scorsa primavera in edizione limitata, ormai sold-out.

  • I 7 orologi per l’inizio del 2024. Come sono e cosa fanno

    I 7 orologi per l’inizio del 2024. Come sono e cosa fanno

    Orologi artigianali, realizzati in piccole serie. O industriali, ma prodotti in edizione limitata. Ecco come sono – secondo noi – gli esemplari del momento, quelli da avere e da indossare in questo periodo, per cominciare il nuovo anno con il polso giusto… pardon, con il piede giusto. Qui di seguito trovate quindi i 7 orologi per l’inizio del 2024, scelti in modo trasversale alla tipologia e ai segmenti di mercato, ma con singole peculiarità. Perché ciascuno di noi ha i propri gusti e il proprio budget di spesa, e qui vogliamo solo dare qualche suggerimento… Poi, chiaro, qualsiasi modello rientri nel tema va sempre bene.

    L’importante è capire il concetto. Vogliamo puntare su qualcosa di raro ed esclusivo (nei limiti di ciò che è possibile per ciascuno di noi), qualcosa che ci faccia sentire in qualche modo speciali. Perché ognuno vale, ognuno è importante. Ma non solo. I 7 orologi per l’inizio del 2024 sono anche in un certo senso – come dire? – propiziatori: ci possono dare la giusta carica, la giusta energia per affrontare quello che verrà. No, aspetta, non siamo diventati superstiziosi: nessun potere magico, nessun valore apotropaico, niente del genere aglio fravaglio fattura ca nun quaglia… 😉 I 7 orologi per l’inizio del 2024 servono per farci sentire bene con noi stessi: per credere in noi, avere fiducia in ciò che siamo e che siamo in grado di fare. Sono un po’ come iniezioni di autostima, che aiutano nel predisporci al meglio per gli impegni e le sfide che ci aspettano.

    E poi mandano messaggi, per chi li sa cogliere. Parlano di noi, raccontano che tipi siamo: ciò che ci piace, ciò che possiamo permetterci e ciò che sappiamo scegliere. In pratica dimostrano il nostro senso estetico e il nostro stile, se siamo persone sportive o eleganti, raffinate o essenziali. Rivelano anche il nostro potere d’acquisto, le nostre possibilità economiche. Ma soprattutto esprimono la nostra cultura orologiera, quanto sappiamo e quanto siamo preparati nella nostra passione per il mondo delle lancette. Ecco perché i 7 orologi per l’inizio del 2024 sono così importanti…

    p.s. Qui sotto trovate le nostre scelte, ma non intendetela come una top seven: i 7 orologi per l’inizio del 2024 sono disposti semplicemente in ordine alfabetico.

    BULGARI Aluminium Gran Turismo
    Cassa (41 mm) in alluminio, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro B381 (base Sellita e modulo Dubois-Depraz), cronografo con secondi continui e datario. Quadrante laccato, lancette luminescenti, réhaut con scala tachimetrica, lunetta in caucciù, fondello in titanio Dlc nero personalizzato, cinturino in caucciù con link in alluminio. Edizione limitata di 500 esemplari, 5.200 euro.

    CYRUS WATCHES Klepcys DICE Saffron
    Cassa (42 mm) in titanio grado 5, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CYR718 di manifattura, con autonomia di 55 ore, doppio cronografo indipendente, secondi continui. Quadrante ajouré, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cinturino in cordura. Edizione limitata 50 esemplari, 40.850 euro.

    GLASHÜTTE ORIGINAL Seventies Chronograph Panorama Date “Golden Bay”
    Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 37-02 di manifattura, con spirale in silicio, indicazione dell’autonomia di 70 ore, cronografo con funzione flyback, secondi continui e grande datario. Quadrante in lacca, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, bracciale in acciaio con sistema di regolazione. Edizione limitata di 100 esemplari, 17.200 euro.

    IWC Big Pilot’s Watch 43 Tourbillon Le Petit Prince
    Cassa (43 mm) in Armor Gold, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 82095 di manifattura, con autonomia di 80 ore, sistema di ricarica Pellaton, massa oscillante in oro a forma di Piccolo Principe sul Pianeta, dispositivo tourbillon. Quadrante soleil, lancette, numeri e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle. Edizione limitata di 300 esemplari, 85.400 euro.

    NORQAIN Wild One Oro 42 mm
    Cassa (42 mm) in oro rosso e titanio sabbiato, impermeabile fino a 20 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro NN20/1 realizzato in esclusiva da Kenissi, con autonomia di 70 ore. Quadrante inciso al laser, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cinturino in caucciù effetto maglia milanese. Edizione limitata di 99 esemplari, 11.950 franchi svizzeri.

    UNIMATIC X MASSENA LAB Modello Cinque ref. U5S-ML Cassa (36 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Sellita SW200-1, con datario. Quadrante mat, lancette luminescenti, vetro zaffiro bombato, fondello inciso, in vendita con due cinturini in poliuretano termolastico, nero o giallo. Edizione limitata di 300 esemplari, 995 dollari.

    VULCAIN Skindiver Lagoon x Ocarat
    Cassa (38,3 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 20 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Eta 2824. Quadrante bombato, lancette e indici luminescenti, lunetta girevole unidirezionale con inserto in ceramica, vetro zaffiro bombato, cinturino in pelle effetto carbonio. Edizione limitata di 50 esemplari, 1.500 euro. In consegna a febbraio.

  • Jean-François Mojon e le meccaniche di Cyrus

    Jean-François Mojon e le meccaniche di Cyrus

    La quiete prima della tempesta. Tutto tace, in orologeria, tutto è fermo (o almeno così sembra: ma sappiamo che dietro le quinte c’è una generale agitazione). Viviamo in un mondo e in un tempo sospeso, in attesa dei fuochi d’artificio di Watches & Wonders di fine mese, quando finalmente sarà svelato ciò che bolle in pentola da mesi (anni?). Sembra quindi il momento giusto per guardarsi indietro, analizzare il passato, pensare a quanto è stato prodotto finora. Oltretutto tracciare una specie di bilancio può essere utile per immaginare in proiezione quello che vedremo, per non arrivare impreparati a Ginevra. Noi lo abbiamo fatto con Cyrus Genève, consapevoli che proprio dal segmento degli indipendenti molto spesso arrivano le novità più interessanti. E ne abbiamo parlato con Jean-François Mojon, il maestro orologiaio che ha creato gli esemplari del marchio.

    Breve digressione su di lui. Jean-François Mojon è un nome noto fra gli addetti ai lavori. Ingegnere di formazione, prima ha lavorato in Omega e poi è stato a lungo Direttore tecnico in IWC. Nel 2005 ha aperto Chronode, atelier al servizio delle marche orologiere alto di gamma per la costruzione di movimenti complicati. Nel tempo, Jean-François Mojon ha firmato una serie di esemplari memorabili: dall’Opus X di Harry Winston al Meccanico di De Grisogono, dal regolatore di HYT al Sequential One di MCT fino agli Arceau L’Heure de la Lune e Le Temps Voyageur di Hermès, solo per citarne alcuni. Ma con Cyrus Mojon ha un rapporto speciale, perché Chronode e la Maison ginevrina condividono lo stesso partner finanziario. Benché le due aziende mantengano la propria autonomia e indipendenza, quindi, hanno una stretta relazione.

    Può raccontarci la genesi degli orologi che ha realizzato per Cyrus? Quali sono le fonti di ispirazione, le esigenze, le idee da cui è partito per svilupparli?
    «Il principio guida di tutti i nuovi sviluppi è l’innovazione. Partiamo da una funzione o da una configurazione visiva nota, con l’obiettivo di trattarle in modo originale e con un reale valore aggiunto per il cliente finale. Le fonti di ispirazione sono molteplici: principi meccanici che possono essere trasposti in orologeria, riflessioni sulla visualizzazione delle indicazioni sul display, estetica in collaborazione con i nostri designer, eccetera. La fase di creazione è esaltante: si parte da un foglio bianco o da un brief e ci si pone pochi o nessun limite. L’obiettivo è produrre il maggior numero possibile di idee, che vengono via via selezionate e perfezionate per arrivare al concetto scelto».

    Come è impostato il rapporto con i designer di Cyrus nella messa a punto di un nuovo modello?
    «Partendo dal concetto di base pensato, c’è una collaborazione molto stretta con il designer durante tutto il percorso di realizzazione. La premessa alla base dello sviluppo è che “la forma segue la funzione”».

    Entriamo nel dettaglio: prendiamo in considerazione quattro orologi del catalogo di Cyrus (escluso il Klepcys Chrono Dice, cui abbiamo già dedicato uno specifico approfondimento). Può commentare le soluzioni tecniche più innovative dei relativi calibri? A partire dal Klepcys Moon, un insolito fasi di Luna con una rappresentazione in 3D del nostro satellite…
    «Ogni movimento richiede soluzioni specifiche. Per il Klepcys Moon sono stati depositati due brevetti relativi all’indicazione dell’ora e della data in un tema di espressione “tridimensionale”».

    Passiamo al Klepcys Alarm, uno svegliarino dotato della tipica suoneria di una ripetizione minuti…
    «Anche il Klepcys Alarm riflette le innovazioni di Cyrus: tutte le funzioni (ad eccezione dell’On/Off) sono raggruppate sulla corona a ore 3 per motivi ergonomici. La sveglia può essere impostata su un intervallo di 24 ore e in entrambe le direzioni, con un elevato livello di precisione. Infine, naturalmente, è stata prestata particolare attenzione alla qualità del suono utilizzando un martello e un gong».

    Quindi il GMT Retrograde, un secondo fuso orario che offre una particolare visualizzazione dell’ora di casa…
    «Per quanto riguarda il GMT Retrograde, al centro delle nostre riflessioni c’è stato un approccio che punta alla semplicità e all’ergonomia. Ad esempio, abbiamo privilegiato l’indicazione dell’ora locale come principale, con la correzione mediante una semplice pressione sul pulsante a ore 9 per motivi pratici: l’orario del luogo in cui ci si trova è sempre quella che appare per prima. L’indicazione dell’ora di casa (secondo fuso) di 24 ore è retrograda, il che permette di distinguerla da una lettura standard di 12 ore a 360°».

    Infine il Klepcys Vertical Tourbillon, con quella grande gabbia posta al centro del quadrante in posizione ortogonale: oggettivamente una prima assoluta per l’intera orologeria.
    «Per il Klepcys Vertical Tourbillon, la gestione della doppia funzione retrograda (ore e minuti) è particolare: è necessario garantire che i salti delle lancette a ore 12 siano simultanei».

    Quali sono invece le difficoltà maggiori che ha incontrato nel loro sviluppo? Per esempio: nel Klepcys Vertical Tourbillon, la rotazione di 90° del tourbillon deve aver creato una serie di problemi…
    «Le sfide sono di vario tipo: soddisfare le funzioni previste entro gli spazi e i dettagli estetici definiti, garantire un’affidabilità ottimale, gestire le interfacce con la cassa, ecc. La modifica a 90° della trasmissione per il Klepcys Vertical Tourbillon è stata oggetto di simulazioni e prove pratiche. Ogni volta che una soluzione tecnica è nuova, ci assicuriamo in anticipo della sua fattibilità. Il prototipista orologiaio esegue tutti i test funzionali e suggerisce i miglioramenti. Infine, viene effettuato un gran numero di test di affidabilità per convalidare le funzioni nel tempo».

    Per restare ancora su questo orologio, quali cambiamenti all’interno del movimento ha comportato la scheletratura dell’ultima versione?
    «Abbiamo dovuto adattare diversi ponti e le finiture di alcuni componenti visibili. La cosa più importante in un approccio di questo tipo è l’anticipazione: fin dall’inizio del progetto, avevamo previsto una versione squelette».

    Mi permetta una domanda più personale… Esiste un esemplare di cui Jean-François Mojon va maggiormente fiero o cui è particolarmente legato (e perché)? Una sorta di “figlio prediletto”…
    «Più che un modello, vorrei mantenere la “firma” che emana dalla collezione. Non è facile dare un’immagine complessiva coerente nel tempo, indipendentemente dal posizionamento e dalle funzioni dell’orologio. Sono orgoglioso delle équipe che hanno contribuito a questa identità».

  • Ultime notizie sportive. News & previews – 6/9/2022

    Ultime notizie sportive. News & previews – 6/9/2022

    Consueto aggiornamento con l’informazione. A tener banco ancora una volta è lo sport-marketing, che rivela quanto la strategia delle case orologiere continui a essere focalizzata in questo settore, forse per la forte componente emozionale in grado di coivolgere pubblico e media. Tra le ultime notizie sportive, infatti, ci sono le nuove collaborazioni con talenti emergenti, ma anche manifestazioni sponsorizzate da lungo tempo, eventi ormai collaudati con il loro seguito di appassionati. Ma le ultime notizie sportive arrivate in redazione sono così numerose da costringerci a fare una scelta, una selezione temporale limitata solo alle settimane appena trascorse. Lo spazio è tiranno: ci scusiamo con gli interessati e con i lettori…

    So chic!

    Dal 25 al 28 agosto, il mondo del golf si è dato appuntamento – come sempre – a Crans Montana, per gli Omega European Masters. Il torneo più importante in Svizzera (non a caso chiamato un tempo Swiss Open), nonché il più antico d’Europa (cent’anni nel 2023), si è tenuto per la 75a volta al Crans-Sur-Sierre Golf Club. Title sponsor fin dal 2001, la Casa ha celebrato il lungo impegno in questo sport e riunito sul green parecchi dei propri ambasciatori: dai gemelli Rasmus e Nicolai Højgaard a Sean Crocker, fino al “nostro” Guido Migliozzi…

    What else?

    Raynald Aeschlimann, Presidente e Ceo Omega, con George Clooney

    Oltre ad attirare i migliori giocatori professionisti, gli Omega Masters sono anche un evento mondano irrinunciabile per molte celebrità, appassionate di golf e non. La Maison poi ci mette del suo e ogni anno organizza serate speciali. Come il party di sabato 27, al Cry D’Er di Crans-Montana, che ha avuto come ospite d’onore George Clooney – protagonista anche della nuova campagna presentata in anteprima. Tra gli invitati, gli attori Paul Wesley, Glenn Powell, Anthony Anderson e il campione di snowboard Shaun White con l’attrice Nina Dobrev.

    Tra F1 e F2

    Enzo Fittipaldi è entrato a far parte della “famiglia” di Cyrus Watches. E gioca in casa. Perché il giovane pilota di F2, che gareggia con il team Charouz Racing System, oltre a essere nipote del famoso Emerson Fittipaldi, è anche fratello di Pietro Fittipaldi, pilota di riserva della Haas F1 sponsorizzata dal Marchio. Classe 2001, doppia nazionalità brasiliana e statunitense, grazie ai suoi cinque podi ottenuti nella stagione 2022, Enzo è sotto tutti i riflettori. E con lui il Cyrus Klepcys Gmt Retrograde, che indossa sia in pista sia in privato.

    British taste

    Foto Ben Gierig courtesy A. Lange & Söhne

    Dal 2 al 4 settembre, nel parco di Hampton Court Palace, alla periferia di Londra, si è svolto il Concours of Elegance 2022. L’ormai tradizionale manifestazione di auto d’epoca dal 2012 riunisce ogni anno una selezione di 60 vetture fra le più rare al mondo, poi votate dagli stessi partecipanti. Sponsor dal 2018, A. Lange & Söhne ha creato ad hoc una versione speciale del 1815 Chronograph, che sarà battuto il 6 novembre da Phillips, all’asta benefica a favore del Prince’s Trust. Un pezzo unico, esclusivo come la Delage D8-120 “de Villars” del 1938 vincitrice.

    Tutto in famiglia

    Sebastian Korda è diventato ambasciatore di Richard Mille. E ha raggiunto così la sorella Nelly Korda, campionessa mondiale di golf, all’interno dell’ampio entourage del Marchio. Nato in Florida 22 anni fa, l’astro nascente del tennis ha ricevuto le lodi perfino da Rafa Nadal, altro partner storico della Casa. Che non ha perso tempo e gli ha messo subito al polso un bell’RM 67-02, automatico extrapiatto e iperleggero (solo 32 g). E, con questo ingaggio, ha indubbiamente servito un altro ace… Che dire? Complimenti a entrambi!

    Jump off d’eccellenza

    Dal 2 al 4 settembre, al Circo Massimo di Roma, si è tenuta la 13a tappa del Longines Global Champions Tour, il campionato di salto a ostacoli cui partecipano i migliori cavalieri a livello mondiale. Nel Gran Prix capitolino, la Casa della Clessidra alata (in quanto Title Partner e Cronometrista ufficiale) ha registrato la vittoria del tedesco Christian Kukuk, in sella all’imponente Mumbai (nella foto). E ha esposto la nuova collezione Longines DolceVita x YVY, creata con la fashion designer Yvonne Reichmuth e ispirata al mondo equestre.

  • Klepcys DICE di Cyrus Watches. Tu is megl’ che uan

    Klepcys DICE di Cyrus Watches. Tu is megl’ che uan

    È stato presentato subito dopo ferragosto, il Klepcys DICE di Cyrus Watches. Mentre tutti (o quasi) gli italiani erano in vacanza (me compreso). Ma non facciamoci ingannare dal momento del lancio: un po’ perché in Svizzera (come in quasi tutto il resto del mondo) in agosto si lavora normalmente. E un po’ perché il Klepcys Dice è un orologio che merita attenzione, così come merita attenzione il marchio che lo produce, Cyrus Watches.

    La manifattura di Cyrus Watches si trova a Le Locle, a pochissimi metri da quella di Zenith. In un edificio che, fra l’altro, ha ospitato anche la Tesa SA, un’azienda (fondamentale, per l’orologeria) che produce strumenti di misura. Quelli da cui dipende la precisione al decimo di micron di molte parti degli orologi meccanici attuali. La sede legale di Cyrus Watches è invece a Ginevra, a Plan-les-Ouates. Pochi metri da Patek Philippe e Rolex.

    Bene, mi dirai tu, e con ciò? Chi diavolo sono questi di Cyrus Watches e perché dovrei fidarmi di loro? Solo perché hanno vicini di casa importanti? No, ti rispondo. Piuttosto perché Cyrus Watches è una manifattura minuscola ma ben inserita – anche da un punto di vista logistico e geografico – nel cuore dell’orologeria svizzera. Ora ti spiego meglio chi è Cyrus Watches e perché puoi fidarti di loro.

    Il manager di lungo corso

    Si chiama Walter Ribaga e (come tanti, in orologeria) ha origini italiane. E doppia nazionalità. Ma quel che più conta è che ha passato molto tempo, a partire dagli anni Ottanta, in Swatch Group. L’ho conosciuto in Omega, ma poi l’ho incrociato anche in Zenith, in Movado, in TAG Heuer. E ha lavorato pure con Roger Dubuis, con Daniel Roth e così via… Da una quindicina d’anni è “specializzato” nel lancio e nella gestione di piccole marche artigianali. È Direttore Generale di Cyrus Watches dal 2017. Chi lo conosce considera Ribaga una garanzia: lavora solo per chi gli consente di creare successi tecnicamente ineccepibili.

    Chi, come me, crede prima nelle persone e poi nel marchio, è molto attento a quel che fa. In pratica, se lo vedi mollare la “sua” creatura vuol dire che c’è qualcosa che non va. Di solito da un punto di vista finanziario, perché non sono poche le persone in grado di rendersi conto della reale entità degli investimenti necessari per creare un marchio d’orologeria. Investimenti dei quali difficilmente si comincerà a rientrare prima di cinque o sei anni. Nel caso di Cyrus Watches, però, la cosa non dovrebbe rivelarsi un problema: la famiglia proprietaria del marchio ha una lunga esperienza nel settore del lusso ed è quindi altamente improbabile che abbia fatto il classico passo più lungo della gamba.

    Il tecnico visionario

    Si chiama Jean-François Mojon e arriva all’orologeria relativamente tardi: non ostante la laurea in ingegneria meccanica e il padre orologiaio, inizia con l’elettronica. Poi la svolta alla IWC, nel 1995, dove partecipa allo sviluppo del Calibro 5000 (quello del “Portoghese”) e dove rimane per dieci anni. Gli anni della formazione orologiera, appunto.

    Nel 2005, fonda una propria azienda, la Chronode, specializzata nella progettazione (ed eventualmente realizzazione) di movimenti originali, in piccolissima serie. Ha collaborato con MB&F, con Hermès, Hyt, Czapek & Cie, Harry Winston, Urban Jurgensen, De Grisogono, MCT e ovviamente Cyrus Watches, di cui è Direttore Tecnico. E lo è fin dall’inizio, da quel 2010 che, fra l’altro, lo vede premiato come miglior artigiano orologiaio indipendente.

    Bello, mi dirai tu, ma quando mi dici dell’orologio? Ci arrivo, ti rispondo. Ma se non spiego prima chi sono le persone di Cyrus Watches come fai, come facciamo a fidarci? Ora sai che avere fiducia in questa marca non è un azzardo, ma una scelta ben mirata.

    Klepcys DICE, il cronografo doppio

    Chiariamo subito che l’acronimo DICE sta per Double Independent Chronograph Evolution. Il Klepcys DICE è quindi un cronografo doppio, nel senso che in un solo movimento (meccanico a carica automatica) sono compresi due cronografi monopulsante. Intendo dire due cronografi veri e propri, non uno sdoppiante – che per altro i tedeschi chiamano doppel chronograph. Ciascuno dei due cronografi può registrare tempi fino a 30 minuti in maniera del tutto indipendente, consentendo ad esempio di misurare due eventi paragonabili, ma che non iniziano contemporaneamente.

    Da un punto di vista meccanico il Klepcys DICE colpisce subito per la costruzione “a 69”, a testa/piedi contrapposti – o come diavolo volete chiamarla. In pratica il cronografo rosso, come si vede nelle foto, legge la lancetta dello stesso colore su una scala – sempre rossa – con l’indice dei 60 secondi o dei 30 minuti in alto. Il cronografo blu fa il contrario: secondi e minuti si leggono in basso. Perché questa inconsueta disposizione? Beh, direi perché all’uso pratico si rivela più agevole. E soprattutto aiuta ed evitare confusione nella lettura dei tempi.

    Ma credo c’entri molto anche la volontà di contenere i prezzi. Con una disposizione “testa a testa” ci sarebbero stati, oltre a problemi fisici di spazio, anche quelli derivanti dal realizzare elementi orientati a destra e altri orientati a sinistra. In questo modo, invece, Cyrus Watches è riuscita a contenere il numero di componenti diverse fra loro. E infatti il prezzo – 31mila euro per la versione con la cassa in titanio naturale, 32mila per quella in titanio annerito tramite un procedimento Dlc (Diamond Like Carbon) – pur essendo ovviamente elevato, non è poi spropositato. Specialmente tenendo conto che il Klepcys DICE è realizzato in due serie limitate (di diverso materiale, appunto) di 50 esemplari ciascuna.

    Orologeria onesta

    Cyrus Watches dichiara onestamente che l’idea deriva da un brevetto rilasciato all’orologiaio e gioielliere Arnold Frankfeld (aveva un negozio a New York, 209 Sixth Avenue, angolo 14th Street), il 14 ottobre 1873. Il brevetto decadde però pochi anni dopo (1890), sembra a causa dell’impossibilità di costruire un prototipo ben funzionante. I limiti della tecnologia dell’epoca. Però, se osservate il disegno originale del brevetto, vedrete che l’architettura del movimento è totalmente diversa, disposta com’è sui due lati della platina. E questo fa guadagnare mille punti, in credibilità e reputazione, a tutti i dirigenti di Cyrus Watches. Tanto di cappello.

    Già. Il Cyrus Klepcys DICE avrebbe potuto ricalcare l’architettura del movimento così come disegnato a suo tempo da  Frankfeld. Ma qui l’obiettivo era di mettere in vista l’intera parte cronografica direttamente sul quadrante. Una cosa non facile, che ha dovuto coinvolgere anche il treno del tempo, “nascosto” almeno in parte alla vista e realizzato con alcune ruote coassiali per motivi (ancora una volta) di spazio. Anche perché la cassa, impermeabile fino a 10 atmosfere, ha un diametro di 42 millimetri e uno spessore di 16,50. Misure tutt’altro che esagerate, tenendo anche conto che il movimento è a carica automatica e che una simile architettura richiede l’uso di due platine anziché una. Ma di questo – e di altre caratteristiche particolari del Klepcys DICE, torneremo a parlare con lo stesso Mojon, spero. Presto.

  • Matt Kiichi Heafy: dall’heavy metal all’alta orologeria

    Matt Kiichi Heafy: dall’heavy metal all’alta orologeria

    Sarà un caso che la prima canzone della rivoluzione musicale sia stata Rock around the clock? Forse no. Furono proprio le lancette di un orologio a scandire il successo dell’epoca irripetibile che ha segnato la nascita del rock. Non sorprenda dunque se oggi un marchio come Cyrus – fra gli indipendenti più innovativi dell’haute horlogerie, noto per la collezione Klepcys – rinnova il legame che da sempre tiene stretti insieme orologeria e musica rock. La casa orologiera svizzera ha infatti trovato in Matt Kiichi Heafy – leader della band statunitense di heavy metal Trivium, originaria di Orlando, Florida – un nuovo ambassador.

    L’esordio dei Trivium avviene nel 2003 con l’album Ember to Inferno, un successo che ha portato la band sui palcoscenici di tutto il mondo, Europa inclusa. Tanti i riconoscimenti: nel 2019, per esempio, Heafy e compagni sono stati nominati ai Grammy Awards per il brano “Betrayer”, parte dell’ottavo album “The sin and the sentence” realizzato nel 2017; mentre è dello scorso anno l’ultimo “What the dead men say” (Roadrunner Rec.). Fra i musicisti più quotati del rock, Matt Kiichi Heafy è stato premiato come miglior chitarrista dalla rivista Metal Hammer, bibbia del genere heavy metal.

    L’incontro di Heafy con Cyrus è avvenuto grazie all’amico di lunga data Tom André Tidemann, Presidente e fondatore di Tidemann Luxury Watches – uno dei principali rivenditori in Norvegia, con sede a Oslo –, anch’egli chitarrista e appassionato di musica rock. Come lo stesso Matt Kiichi Heafy afferma: «Alta orologeria ed heavy metal vanno di pari passo». Per questo il chitarrista e cantante di origine giapponese è diventato contemporaneamente ambasciatore di Cyrus e Tidemann.

    Come si è avvicinato al mondo Cyrus e cosa la appassiona di questo marchio? 
    Cyrus presenta orologi unici, diversi da qualsiasi altro che abbia mai visto. Mi piace il fatto che mantengano la tradizione della qualità del lavoro e l’essenza del fatto a mano… Distruggendo il concetto stesso di come potrebbe o dovrebbe apparire un orologio. Per capirlo, basta dare un’occhiata al Klepcys Vertical Tourbillon. Cyrus reinventa l’aspetto che può avere l’orologio, creando la propria presentazione unica della raffinata arte dell’orologeria.  

    Cos’hanno in comune due mondi apparentemente distanti come heavy metal e alta orologeria?
    L’idea iniziale, che parte dal cuore e che viene poi modellata dal fuoco delle mani. Alta orologeria ed heavy metal avanzano mano nella mano: si parte da un’idea che diventa poi realtà, realizzata secondo la visione del suo creatore. Cyrus e Trivium non hanno paura di creare esattamente quello che vogliono, senza mai scendere a compromessi. È stato grazie a Tom Tidemann che ho imparato a conoscere gli orologi. Il nostro comune amico Ihsahn (della leggendaria band Emperor) ci ha presentati a un festival metal in Francia – e il resto è storia. Quando ho scoperto il mondo Cyrus e quello che c’è dietro a ogni modello, mi sono innamorato di tutto ciò che riguarda l’arte orologiera.

    È un collezionista?
    Sebbene sia un appassionato di orologi e un ambassador, questa storia d’amore è iniziata solo l’anno scorso! Un giorno, Andrew di Above Luxury mi ha inviato un messaggio su Instagram dicendo che stava cercando una delle mie chitarre esclusive, fuori catalogo. Era disposto a scambiarle con i suoi orologi. A quel punto ne sapevo ancora poco sugli orologi e ho iniziato a imparare da Andrew e Tom tutto quello che potevo. Dopo un po’ di tempo dissi ad Andrew che ero pronto per lo scambio. Gli ho mandato due delle mie chitarre per due orologi, i miei primi: un Tag Heuer Carrera CV2014 e un Baume & Mercier Capeland S. Quando arrivarono, ne fui rapito.

    Così ho iniziato a setacciare Instagram, imparando a conoscere i marchi; guardare video di orologeria su YouTube; poi ho visto Tom postare su Cyrus! La mia collezione è molto umile al momento. I due di Above Luxury, il mio Cyrus Klepcys Solo Tempo e un Seiko personalizzato da Four Forty Four (cinturino nero, quadrante arancione, date giapponesi). La scheletratura e il tourbillon visibili sono gli elementi che preferisco negli orologi. Mi piacciono gli esemplari grandi, che mostrano il più possibile il movimento.

    Quanto influisce sulla sua musica il concetto di tempo?
    Moltissimo. Ho scritto sul concetto di tempo e sulla sua fragilità per anni. Su tutti cito il ritornello del brano Rain, incluso nel disco del 2005 Ascendancy: “Time will always be, the thing that kills me – truly”. Com’è appropriato ora che sono ossessionato dagli orologi! Ah!

    Sta lavorando a un nuovo progetto con Trivium?
    Abbiamo acquistato da poco un ex hangar per aerei che trasformeremo nel nostro studio di registrazione, sala prove, palcoscenico, deposito. Non c’è mai un attimo di sosta per i Trivium.