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Tag: Daniel Roth

  • LVMH Watch Week 2026. Una selezione di novità

    LVMH Watch Week 2026. Una selezione di novità

    S’inaugura oggi e prosegue fino al 21 gennaio la LVMH Watch Week 2026. Giunta alla 7a edizione, dopo aver toccato le principali capitali internazionali (da Dubai a Ginevra, da Singapore a Miami, poi a New York e Parigi, ma ha avuto anche un evento digital), la kermesse privata del Gruppo francese approda dunque a Milano. Ed elegge così per tre giorni (a dispetto del nome) il capoluogo lombardo come centro catalizzatore di tutte le attenzioni del mondo delle lancette.

    Primo appuntamento dell’anno orologiero, aperto solo su invito, la LVMH Watch Week 2026 presenta agli addetti ai lavori le novità di 9 marche: Bvlgari, Daniel Roth, Gérald Genta, Hublot, L’Epée 1839, Louis Vuitton, TAG Heuer, Tiffany & Co. e Zenith. Molti i pezzi notevoli: ad alcuni dedicheremo sicuramente un approfondimento futuro. Ma in questa occasione è stato per noi necessario fare una decisa selezione. Qui di seguito quindi potete trovare solo un esemplare per ogni brand.

    Abbiamo scelto di volta in volta il più rappresentativo, oppure il più divertente, quello che ci è piaciuto di più o che è più importante dal punto di vista commerciale. E abbiamo deciso di organizzare l’esposizione non con il solito ordine alfabetico, ma con una logica che mette in evidenza generi e tipologie, per permettervi di soffermarvi solo sui pezzi per voi più interessanti. Fateci sapere cosa ne pensate sui nostri social.

    Complicati sui generis

    A cominciare da Hublot, che ha presentato tra l’altro il Big Bang Tourbillon Novak Djokovic Goat Edition: una trilogia di 101 esemplari dedicata alle vittorie del campione di tennis, da tempo ambasciatore del Marchio. Notevole dal punto di vista della ricerca, tecnica e materica. La cassa è fatta con uno speciale composito, leggero, rigido e marmorizzato, sviluppato da Hublot a partire dalle polo Lacoste e dalle racchette da tennis Head di Novak (già usato nel BB Unico del 2024). La carrure è invece in Titaplast, un polimero estremamente resistente con proprietà meccaniche simili al titanio. Particolare anche il calibro MHUB6035 Automatic Tourbillon: al posto della tradizionale platina, monta un reticolo che ricorda l’incordatura di una racchetta (in realtà è un unico pezzo inciso al laser). Richiamano il tennis anche il coperchio del bariletto e testa delle viti sulla lunetta, simili a una pallina da tennis.

    Tre le edizioni limitate, i cui colori fanno riferimento ai diversi tipi di campi da tennis: 72 esemplari con la cassa blu, a simboleggiare il cemento; 21 con la cassa arancione per la terra battuta; e 8 con la cassa verde per l’erba. Tra l’altro, per ogni prossima vittoria di Djokovic, Hublot creerà un nuovo esemplare, nella stessa tonalità della superficie del campo di gioco.

    Dalla lezione di marketing intelligente di Hublot a quella più concretamente orologiera di Daniel Roth, il passo è breve. L’Extra Plat Rose Gold Skeleton introduce per la prima volta la scheletratura nella (da poco rinata) collezione di extrapiatti. In pratica l’iconica cassa a doppia ellissi ospita il modernissimo calibro scheletrato DR002SR, realizzato in esclusiva, a formare un armonico ensemble in oro rosso 5N (non facciamoci fuorviare dal nome). Il che significa: i codici stilistici sono gli stessi di sempre, quelli voluti dal Maître Horloger, così come l’extrapiatto è una delle sue espressioni preferite (seconda solo al tourbillon). E poco importa che il Maestro non abbia mai fatto un extrapiatto scheletrato. Questo esemplare è talmente plausibile da risultare coerente e in sintonia con i predecessori storici. Tutto merito delle competenze e del savoir-faire della Fabrique du Temps Louis Vuitton, che ha preso in mano il Marchio nel 2023.

    Cronografi “di razza”

    Mentre TAG Heuer ha lanciato una nuova versione cronografo del Carrera Glassbox, che completa la collezione con una nuova dimensione di cassa – 41 mm -, ad affiancare la precedente da 39 mm già in catalogo. Il diametro maggiore comunque non va a inficiare la vestibilità dell’esemplare, che rimane comodo e facile da indossare anche per i polsi sottili. Piacevolissimo al tatto e alla vista grazie al vetro zaffiro a box – segno identificativo dell’intera famiglia di orologi -, il nuovo cronografo ha il quadrante declinato in tre colori: verde, blu e nero con dettagli rossi, a sottolineare il legame con il motoracing. Ed è animato da un movimento di manifattura, il calibro TH20-01, con il tipico rotore scheletrato ma privo del datario (ne saranno felici i detrattori di questa funzione…). Importante il fatto che è da subito disponibile nei negozi.

    Inatteso, ma non per questo meno riuscito, l’inedito Tiffany Timer. Che rende omaggio all’omonimo modello da tasca – uno dei primi stopwatch americani – prodotto 160 anni fa da Tiffany & Co. La cassa in platino da 40 mm di diametro ospita un esclusivo calibro El Primero 400, personalizzato dal celeberrimo uccellino (il Bird on the Rock di Jean Schlumberger), scolpito a mano e incastonato nel rotore di carica. Altrettanto simbolico è il quadrante in lacca Tiffany Blue®, realizzato con un un procedimento lungo e complesso che richiede 50 ore di lavoro. In edizione limitata di 60 esemplari, è una creazione esclusiva in cui noi della redazione abbiamo visto tutti “lo zampino” di Nicolas Beau. Una figura dall’esperienza trentennale (ha lavorato prima per Cartier, poi per Baume & Mercier e per quasi vent’anni è stato alla guida dell’orologeria Chanel), che oggi è Vice Presidente di Tiffany & Co. Horlogerie.

    Solo tempo, inediti o vintage

    Anche a questa LVMH Watch Week 2026, Zenith continua a reinterpretare la propria Storia. Dopo il Defy Revival A3642, replay di un modello del 1969 uscito nel 2022, e il Defy Revival A3691 del 1971, uscito nel 2023, è ora la volta del Defy Revival A3643. Fedele riedizione dell’omonimo esemplare sempre del 1969, ne riprende la cassa ottagonale sfaccettata da 37 mm, con la lunetta a 14 lati e il bracciale a scala realizzato in origine da Gay Frères. Il quadrante dall’ottima leggibilità ora è vivacizzato dal segmento arancione della lancetta centrale dei secondi. La differenza sostanziale rispetto al passato sta nel fondello, oggi a vista sul movimento automatico, calibro Elite 670, dotato del rotore scheletrato a stella, caratteristico della Maison. Fra i pezzi più convincenti esposti a Milano, sarà capace di fare la gioia degli amanti del vintage e del neo-vintage.

    Mentre Gérald Genta amplia la collezione Geneva con due “solo tempo”, sul filo della continuità (estetica, ovviamente) con il Ripetizione Minuti già in catalogo. Proprio come quel precedente complicato, i nuovi esemplari intendono perpetuare l’heritage artistico del grande designer e allo stesso tempo celebrare lo spirito orologiero della città sul Lemano. La cassa a cuscino, dalle linee attualizzate e più fluide rispetto a quella disegnata negli anni ’70 da Monsieur Genta, è realizzata in oro rosa o bianco, e presenta la carrure spazzolata. Il quadrante grené, sfumato, riporta lungo il perimetro la minuteria chemin de fer dall’insolita forma che segue la silhouette della cassa. Entrambi gli esemplari montano un calibro Zenith Elite con la massa oscillante personalizzata. E sono di certo destinati a chi ama l’eleganza classica ma non scontata.

    Giochi e gioielli

    Louis Vuitton invece stupisce tutti con il Camionnette, un inatteso orologio da tavolo ispirato ai furgoncini che all’inizio del Novecento consegnavano ai clienti i bauli della Casa. Realizzato in alluminio, presenta le indicazioni di ore e minuti su dischi rotanti all’interno del cofano, al posto del motore. Ed è, come è facile immaginare, frutto della collaborazione fra La Fabrique du Temps LV e L’Epée 1839. Ricordiamo che la manifattura specializzata in oggetti d’arte è stata acquisita dal Gruppo LVMH nel giugno 2024, insieme alla società madre Swiza. Degna di nota la ricchezza di dettagli con cui è costruito il camioncino, fra cui spicca un diamante taglio Monogram Star da 0,5 carati. Fedele alla vocazione originaria, riporta sul pianale un vero e proprio baule in miniatura, interamente decorato dal Monogram, che contiene la chiave di carica. Un giocattolo, certo, ma solo per pochi.

    Concludiamo infine la rassegna della LVMH Watch Week 2026 con il Monete Maglia Milanese di Bvlgari, insieme un prezioso montre-à-secret e un’avvolgente manchette. Dichiaratamente Bvlgari, fin dalla prima occhiata, per la presenza dell’antica moneta romana in argento collocata sulla cover, conferma il savoir-faire orafo della Casa nella maglia milanese del bracciale in oro rosa. All’interno cela un minuscolo movimento meccanico a carica manuale di manifattura, il calibro Piccolissimo BVP 100, che grazie ai suoi 2,5 mm di spessore può essere ospitato nella cassa in oro rosa. Ma solo una volta aperto, rivela il quadrante in madreperla con indici di diamanti. Di solito invece nasconde la propria natura di segna-tempo per sembrare un “semplice” gioiello, dal forte impatto estetico.

  • LVMH Watch Week 2025, le principali novità

    LVMH Watch Week 2025, le principali novità

    Non si parla d’altro. La LVMH Watch Week 2025 oggi e nei prossimi giorni terrà banco, unico argomento di conversazione nell’industria delle lancette. E non può essere altrimenti: è il primo evento internazionale dell’anno orologiero, la sola occasione per fare una scorpacciata di novità almeno fino al prossimo Watches and Wonders Geneva (per il quale però dobbiamo aspettare l’inizio di aprile). E non ha certo deluso le aspettative: per la prima volta la LVMH Watch Week 2025 ha riunito nove marche del Gruppo francese, anche quelle che finora erano rimaste in disparte, compresa l’ultima acquisizione.

    Per riassumere. Accanto ai brand che partecipano alla manifestazione fin dagli esordi (a Dubai, nel 2020) – cioè Bulgari, Hublot, TAG Heuer e Zenith, per chi non lo ricordi -, lo scorso anno si erano aggiunti Daniel Roth e Gérald Genta, sotto la supervisione de La Fabrique du Temps. Per rinfrescarvi la memoria, potete andare a leggere qui. Ora invece è la volta di Louis Vuitton, Tiffany & Co. e L’Epée 1839. Pensate che l’elenco sia completo? In realtà brilla ancora per l’assenza Dior, che produce degli esemplari splendidi, soprattutto al femminile, e meriterebbe più attenzioni. Chissà, forse in futuro… Ma non divaghiamo.

    Un’edizione doppia

    Giunta alla sesta edizione, la LVMH Watch Week 2025 – lo abbiamo già scritto – si svolge in due tempi e in due sedi: il 21/22 gennaio a New York, per poi replicare il 30/31 gennaio a Parigi. La tappa nella Grande Mela ha luogo – come riporta il comunicato ufficiale – “nel cuore di Manhattan, presso l’iconico flagship store di Tiffany, The Landmark sulla 5th Avenue, e nelle vicine boutique Louis Vuitton e Bulgari”. A Parigi, si terrà invece nell’Hôtel Cheval Blanc Paris del Gruppo, oltre che nei negozi di diverse maison. 

    A quanto ha dichiarato lo stesso Frédéric Arnault, Amministratore delegato di LVMH Watches, “la decisione di organizzare la Watch Week negli Stati Uniti per il secondo anno consecutivo (nel 2024 era stata a Miami, ndr) riflette la posizione chiave di questo mercato”. Un mercato strategico, se non fondamentale, per LVMH. Il Gruppo conta infatti qualcosa come 1.128 negozi e oltre 43mila dipendenti negli States, numeri che nel 2023 hanno fruttato un 25 per cento delle vendite totali. Non servono commenti.

    I pezzi chiave della LVMH Watch Week 2025

    Ma bando alle ciance, passiamo agli orologi. Abbiamo fatto una selezione delle novità esposte alla LVMH Watch Week 2025 e vi presentiamo quindi gli esemplari più interessanti, secondo noi. Una scelta in certi casi facile – come per Daniel Roth, che ha lanciato un solo pezzo -, in altri più complicata. Abbiamo cercato di prendere in considerazione i tanti aspetti dei diversi modelli (tecnico, commerciale, storico, di immagine), tant’è che ciascuno meriterebbe un approfondimento (ma dovrete aspettare le prossime settimane). Però si tratta sempre di valutazioni arbitrarie, che potrebbero anche non trovare d’accordo qualcuno di voi. Per avere un quadro completo, vi invitiamo quindi a prendere visione di tutto ciò che è stato proposto direttamente sul sito o sui social delle varie marche. Poi, fateci sapere cosa ne pensate…

    Cominciamo dall’orologio che abbiamo “sparato” in copertina, forse quello più emblematico dell’intera LVMH Watch Week 2025: il Serpenti Tubogas di Bulgari. Il quale – alla pari al suo omologo Serpenti Seduttori – monta un nuovo calibro automatico, concepito e realizzato “in casa”: il BVS100 Lady Solotempo. Importante non solo perché è la sintesi del savoir-faire accumulato nel tempo dalla Manifattura di Le Sentier, ma soprattutto perché rivaluta la collezione dal punto di vista meccanico. La famiglia di esemplari-gioiello, dopo decenni di movimenti al quarzo, si ricollega così idealmente alle origini, quando era fornita di meccaniche firmate dal gotha dell’industria orologiera dell’epoca. Non solo. Rivela quanto il pubblico femminile sia importante oggi per la Maison romana – in linea con una tendenza che sembra sempre più diffusa nel mondo delle lancette… Lo vedremo proprio a Watches and Wonders: ma è tutto ancora top secret, quindi andiamo oltre.

    Preziose ed esclusive novità

    Partiamo dall’alto-altissimo di gamma, dagli esemplari – complicati e non – in edizione limitata. Come l’Extra Plat Souscription di Daniel Roth, che si rifà direttamente all’orologio lanciato dal Maestro nel 1990. Rivisitato nelle proporzioni, ripropone i consueti codici stilistici di quel precedente – come il guillochage a Clou de Paris sul quadrante in oro massiccio, che richiede due giornate di lavorazione. Ma è equipaggiato da un nuovo movimento meccanico a carica manuale, il calibro DR002, sviluppato ad hoc dalla Fabrique du Temps Louis Vuitton, secondo tutti i sacri crismi della grande orologeria di tradizione. In 20 esemplari.

    L’originalità del design è invece la chiave del Gentissima Oursin di Gérald Genta. Ispirato a un riccio di mare, deriva da un modello creato negli anni Novanta da Monsieur Genta in persona e allora prodotto in pochissimi pezzi. Oggi è realizzato in cinque versioni. Nella più appariscente – o per meglio dire flamboyant – ha la cassa completamente incastonata di microscopiche boule di opali di fuoco, ciascuna fissata da un piccolo perno in oro giallo, a riprodurre proprio gli aculei dell’animale marino. Nulla si sa né sulla tiratura limitata, né sul prezzo, se non che l’orologio dovrebbe essere in vendita in maggio.

    Sempre a proposito di preziosità che rimandano al passato, l’orologio Bird on a Rock Tsavorite di Tiffany & Co. riprende l’omonima spilla realizzata nel 1965 dal grande designer di gioielli Jean Schlumberger. Qui però l’uccellino non si trova più sull’enorme diamante giallo, il celebre Tiffany Diamond, appunto. Invece è posato su un anello rotante in baguette di tzavoriti, il cui colore verde risalta nella cassa interamente tempestata di diamanti incastonati a neve, come il quadrante. Il risultato è uno strabiliante pezzo di alta gioielleria, che avrà ovviamente una produzione limitata di pochi pezzi all’anno.

    Altri highlight della LVMH Watch Week 2025

    Un legame con il passato ce l’ha anche il Tambour Convergence di Louis Vuitton, che ci ha colpito per l’originale eleganza. Un orologio di gran classe, che si rifà agli esemplari digitali tipici dell’Art Déco: i cosiddetti montre à guichet, con la cassa “chiusa”, priva di quadrante, e il display ridotto a due finestrelle che mostrano le indicazioni orarie tramite dischi rotanti. La nostra favorita è la versione in oro rosa, così chic da togliere il fiato. Sia chiaro, senza nulla togliere alle varie edizioni del nuovo Tambour Taiko Spin Time, che però sono variazioni sul tema dell’esemplare uscito nel 2009 e da allora rimasto un’icona del Marchio…

    Non ce ne vogliano nemmeno gli amanti del tourbillon se al Verde Saxem preferiamo il Big Bang Meca-10 di Hublot. Che è uscito nel 2016, è vero, ma nella nuova riedizione – con la cassa più piccola e compatta – sembra quasi un altro orologio. Le tre modernissime versioni, in titanio, King Gold (l’esclusivo oro della Casa) o carbonio nero, hanno infatti un nuovo calibro a carica manuale scheletrato – alleggerito, o meglio “ottimizzato”, come lo definiscono in quel di Nyon. Visibilmente diverso dal predecessore, e non solo perché è colorato da un processo galvanico che lo abbina al materiale della cassa, segna una marcata evoluzione rispetto al precedente. Ma mantiene sempre i fatidici 10 giorni di autonomia che l’hanno reso famoso.

    Cronografi & Co.

    Con il ritorno al ruolo di cronometrista ufficiale conquistato di recente, il nuovo Formula 1 di TAG Heuer potrebbe sembrare ovvio, quasi scontato. In realtà è un bel modo per rendere omaggio alla lunga tradizione del Marchio nei motorsport. E non solo per i tanti richiami estetici alle monoposto (gli indici, per esempio). Soprattutto perché il cronografo ora monta finalmente un movimento automatico – e spezza così la consuetudine del quarzo della collezione. Un salto di qualità, dunque, per i cinque nuovi modelli in titanio, dal formato XL ma ugualmente mettibili anche da chi non ha il polso poi così massiccio. Al top spicca la referenza dedicata al team di Oracle Red Bull Racing, che celebra la partnership attiva dal 2016.

    Sempre in tema di esemplari sportivi per definizione, da citare anche il Defy Skyline Chronograph Skeleton di Zenith. Attesissimo dai fan della Marca, sostanzialmente reinterpreta la versione dello scorso anno in chiave scheletrata (e più “cattiva”). Il celeberrimo El Primero 3600, introdotto nel 2019, è stato infatti del tutto traforato e ora fa bella mostra di sé sotto i tagli geometrici del display. La versione blu – secondo noi – è la più suggestiva, con quei lampi di viola dei rubini e del silicio (per la ruota di scappamento e l’ancora) che risaltano fra i componenti blu della meccanica, in perfetto pendant con il quadrante. Restano chiaramente identiche le prestazioni, cioè la capacità di misurare il 10° di secondo tramite la lancetta centrale.

    Merita un cenno infine la Watch Box di L’Epée 1839. Interamente in vetro acrilico, serve da espositore per un singolo orologio. Non siate delusi, non è tutto qui: la creazione è equipaggiata da un sistema meccanico che solleva l’orologio e apre il coperchio. La storica Manifattura non si smentisce mai.

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  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 21/11/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 21/11/2024

    Cosa è successo di recente nel mondo delle lancette? Qui di seguito trovate, in sintesi, le notizie che hanno tenuto banco negli ultimi giorni. Tante e di tutti i generi, spaziano dagli eventi mondani ai testimonial, dall’intrattenimento al corporate. Del resto, lo scopo delle Cronache dell’orologeria è proprio questo: raccontarvi in breve l’essenziale… Buona lettura.

    Assassin’s wrist

    Chiunque segua The Day of the Jackal su Sky Atlantic se ne sarà accorto: in tantissime scene, lo Sciacallo porta un Omega sempre diverso. Nei panni del camaleontico sicario, protagonista della serie tv tratta dal romanzo di Frederick Forsyth, non a caso c’è uno strepitoso Eddie Redmayne, ambasciatore della Maison di Biel. Mentre al suo polso finora si sono visti un Globemaster in oro, un Railmaster e un AquaTerra. Il tutto pare proprio una libera scelta della costumista e non una massiccia operazione di product placement. Ci crediamo.

    Cronache dell’orologeria… hollywoodiana – 1

    Foto Gilbert Flores/Variety via Getty Images courtesy Omega

    Lo scorso 17 novembre, al Ray Dolby Ballroom dell’Ovation Hollywood di Los Angeles, si sono tenuti i Governors Awards, cerimonia che attribuisce i premi voluti dall’Academy’s Board. Sul tappeto rosso dell’annuale gala hanno così sfilato molte star griffate Omega. Prima fra tutti Nicole Kidman, che sfoggiava uno chic-chissimo pezzo in platino e diamanti degli anni Venti. Poi Scoot Mc Nairy e Yura Borisov, ciascuno con un De Ville Prestige. Ma a catturare l’attenzione dei più curiosi è stato l’orologio di Daniel Craig. Inedito.

    Cronache dell’orologeria… hollywoodiana – 2

    Ancora a Hollywood, ma all’Athletic Club, il 14 novembre si è svolta la premiazione degli Hamilton Behind the Camera Awards presentati da Variety. Giunto alla 13a edizione, l’evento celebra i professionisti che lavorano dietro la macchina da presa. Qualche nome? Joe Walker per il montaggio di Dune: parte II. Chris O’Hara, stuntsman in The Fall Guy. Gia Coppola per la regia di The Last Showgirl. Ryan Reynolds (nella foto) per la sceneggiatura di Deadpool & Wolverine… Non c’è modo migliore per sottolineare il rapporto del Brand con il mondo del cinema.

    The Voice

    Unimatic ha un nuovo ambasciatore: Vittorio Grigolo. Presenza ricorrente sui più grandi palcoscenici del mondo e noto per aver lavorato con i migliori direttori d’orchestra, il celebre tenore incarna l’eccellenza e lo stile italiano cari al Marchio (così dicono fonti ufficiali). In futuro vedremo come si svilupperà la collaborazione. In attesa di sentirlo all’inizio di dicembre all’Opéra MonteCarlo per un insolito tributo a Frank Sinatra, lo possiamo vedere in un bel servizio fotografico realizzato da Stefano Galuzzi. Eclettico, Vittorio…

    Premio alla creatività

    Il trofeo per il vincitore del Louis Vuitton Watch Prize for Independent Creatives

    Louis Vuitton ha annunciato l’apertura delle candidature per la 2a edizione del Louis Vuitton Watch Prize for Independent Creatives. Il concorso, biennale, è un riconoscimento al pensiero creativo e al talento degli orologiai indipendenti, ed è organizzato con La Fabrique du Temps, la Manifattura che fa capo al Marchio. Alla scorsa edizione, vinta da Raúl Pagès per il Régulateur à Détente RP1, hanno partecipato più di mille artigiani provenienti da 15 Paesi: chissà se quest’anno si farà il bis… Le iscrizioni sono aperte fino al 15 aprile.

    Grande ritorno

    Il portafoglio di Pisa 1940 si amplia con un nome prestigioso nell’alta orologeria: Daniel Roth. Fondato come marchio indipendente dall’omonimo orologiaio nel 1988, passato nel 2000 a Bulgari, oggi è parte di LVMH (che lo ha acquisito nel 2011 insieme alla Maison romana) e gestito da La Fabrique du Temps. Un piacevole ritorno per l’Orologeria milanese, che lo rappresentava già negli anni ’90 e contribuì a farlo conoscere sul mercato italiano. Pochi gli esemplari disponibili: del resto la produzione attuale si aggira attorno ai 100 pezzi l’anno.

    La casa dei quadranti

    Sempre il 14 novembre c’è stata l’inaugurazione ufficiale della manifattura Bulgari a Saignelégier. Restaurata e ampliata (ora raggiunge i 4.400 mq), la fabbrica è stata rimodernata dal punto di vista dei macchinari e dei sistemi di produzione come della sostenibilità e del benessere di chi ci lavora. È dedicata alla produzione di casse e quadranti, e prevede anche un laboratorio specializzato in mestieri d’arte, dall’intarsio di piume o pietre dure alla micro-pittura. Un ulteriore passo verso l’integrazione verticale della Maison romana.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • LVMH Watch Week 2024: una selezione di novità

    LVMH Watch Week 2024: una selezione di novità

    L’abbiamo preannunciata nelle ultime Cronache dell’orologeria. La LVMH Watch Week 2024, il salone privato del Gruppo francese che si tiene in questi giorni a Miami, ha svelato una nutrita serie di novità. News che terranno banco nei prossimi mesi – almeno fino a Watches and Wonders Geneva, il momento clou dell’anno orologiero. Impossibile recensirle tutte in questa occasione. Abbiamo quindi cercato di individuare gli highlight della manifestazione, e di focalizzare la nostra attenzione su un solo esemplare per marchio. Quello più significativo, o che ci è piaciuto di più, oppure più rilevante dal punto di vista commerciale. Per altri magari troveremo spazi di approfondimento in futuro. Comunque li si può già vedere tutti sui social delle marche espositrici.

    Protagoniste della LVMH Watch Week 2024, come sempre, Bulgari, Hublot, TAG Heuer e Zenith hanno fatto gli onori di casa per un pubblico internazionale di addetti ai lavori. Ma questa edizione resterà memorabile perché per la prima volta annovera anche la presenza di Gérald Genta e Daniel Roth. Due marchi storici, acquistati da Bulgari nel 2000, e passati di mano a LVMH con l’acquisizione della Maison romana nel 2011. Di recente, il Gruppo ha trasferito entrambi a La Fabrique du Temps di Louis Vuitton, ovvero la squadra di tecnici e progettisti diretta da Michel Navas ed Enrico Barbasini (che si sono formati tra l’altro anche nell’atelier dello stesso Genta). Restano invece grandi assenti Louis Vuitton e Tiffany & Co., ma c’è già chi dice che li vedremo on stage il prossimo anno.

    Gli orologi di Gérald Genta e Daniel Roth alla LVMH Watch Week 2024

    E cominciamo proprio da loro, le marche eponime dei maestri orologiai che le hanno fondate. Oggi i brand Gérald Genta e Daniel Roth continuano a vivere in modo indipendente, anche se sono gestiti appunto da La Fabrique du Temps che è, per così dire, il loro braccio operativo. E ciascuno ha conservato la propria identità e la propria filosofia, come si può vedere proprio dalle novità presentate alla LVMH Watch Week 2024.

    In primis il Mickey Mouse. Se quarant’anni fa Mr. Genta stupiva tutti con il suo Topolino complicato, la novità di oggi ne riprende l’essenza e lo stile. La cassa ottagonale, i rintocchi sonori e le complicazioni – i capisaldi della Casa, secondo Navas – ritornano nel pezzo unico che avrebbe dovuto partecipare a Only Watch 2023. Il festoso Mickey Mouse mostra le ore saltanti e i minuti retrogradi, indicati dalla caratteristica mano guantata come vuole la tradizione, ma in più nasconde una ripetizione minuti. Notevole del resto il calibro GG-01 a carica manuale, di cui elenchiamo le caratteristiche nelle didascalie.

    Mentre da Daniel Roth il nuovo Tourbillon Souscription rende omaggio alla Ref. 2187/C187, la prima creazione realizzata dal Maestro nel 1989. E il design identico all’originale, solo leggermente riaggiornato nel gusto, conferma quanto i capolavori sappiano sopravvivere al trascorrere del tempo. La tipica cassa di forma – cosiddetta a doppia ellisse – presenta il tourbillon a un minuto con i secondi sulla gabbia riportati su una tripla scala, in posizione simmetrica rispetto alle indicazioni decentrate di ore e minuti. Anche qui è degno di nota il calibro a carica manuale DR001, sottile solo 4,6 mm. L’orologio verrà prodotto in una tiratura limitata di 20 esemplari.

    Le news di Bulgari e di Hublot

    Numerosi i lanci di Bulgari e Hublot alla LVMH Watch Week 2024. Il che ha reso ardua la nostra scelta, in entrambi i casi. Da Bulgari ci siamo trovati di fronte a un filo conduttore – l’oro giallo – che ci ha costretto a fare una prima scrematura fra maschili e femminili; e poi a una seconda, fra l’audacia del Bulgari Bulgari e quella del sempre meritevole Octo Finissimo. Da Hublot invece il dubbio era fra il futuristico MP-10, dall’inedita architettura meccanica, e l’esclusivo materiale del Big Bang Unico Saxem Green, che interpreta a modo proprio il colore protagonista del salone di Miami. Ecco dunque i prescelti.

    Nato sempre dalla penna di Gérald Genta, il Bulgari Bulgari nel 2025 spegnerà 50 candeline. E gli esemplari di quest’anno sono quindi un assaggio dei festeggiamenti che l’anno prossimo metteranno la collezione sotto i riflettori. Alla fine ci ha convinto di più la nuova versione con cassa in oro giallo e quadrante nero, dall’estetica d’impatto, sfacciatamente classica e immune alle mode. Anche per le dimensioni, quei 38 mm che non badano ai  generi e si adattano ai polsi di chiunque, e per il sottile movimento di manifattura, il calibro automatico BVL191.

    L’Hublot MP-10 Tourbillon Weight Energy System, invece, ha fatto sì tesoro di certi esemplari precedenti, ma è del tutto nuovo. Qualcosa di mai visto prima. Niente quadrante, niente lancette, le indicazioni di ore e minuti sono riportate su rulli, mentre quelle dell’autonomia e dei piccoli secondi si trovano su dischi. Altrettanto sorprendente il movimento automatico, dotato di tourbillon laterale e privo di massa oscillante, sostituita da un doppio sistema di carica verticale – come si evince dal nome. Cinque anni di sviluppo per una produzione di 50 esemplari, solo per pochi anche nel prezzo.

    Le novità di TAG Heuer e Zenith

    Più facile, in questa nostra rassegna sulla LVMH Watch Week, la selezione per le ultime due marche orologiere del Gruppo – esclusivamente in senso alfabetico, s’intende.

    TAG Heuer riesce a stupire tutti con la variante Dato del Cronografo Carrera. Che fa rivivere un raro modello creato da Jack Heuer, nel 1968, dall’estetica essenziale e dal movimento “ribaltato”. Sul quadrante pulito, decorato con una bella satinatura circolare, spicca un unico contatore per i minuti crono a ore 3, mentre il datario fa bella mostra di sé a ore 9. Completa il tutto l’ormai caratteristico glassbox, la cui curvatura scende dolcemente sulla carrure e mette in evidenza la scala a 1/5 di secondo sul réhaut. Ulteriore punto di forza, il colore: verde petrolio, spazza via ogni afflato nostalgico da amanti del vintage.

    Infine il Chronomaster Original Triple Calendar di Zenith. Un calendario completo con il senso della Storia: ma qui ci sta, visto che il celeberrimo El Primero era stato concepito originariamente proprio per accogliere questa complicazione, con tanto di fasi lunari (sebbene poi l’abbia avuta vinta il cronografo, molto più popolare). Diretto discendente dell’esemplare progettato nel 1969, il nuovo Chronomaster ha anche un design fedele al mitico A386, con le indicazioni del mese e del giorno in piccole finestrelle (che hanno fatto mugugnare i presbiti) e le fasi di luna integrate al contatore dei minuti crono. Due le versioni di quadrante: panda, la nostra preferita, e grigio ardesia, cui si aggiunge una referenza boutique. Verde, naturalmente.