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Tag: Gérald Genta

  • Geneva Watch Days 2026: novità e tendenze

    Geneva Watch Days 2026: novità e tendenze

    In questi giorni, Ginevra è di nuovo la capitale internazione dell’orologeria. Entrano nel vivo i Geneva Watch Days 2026 (la settima edizione prosegue fino al prossimo 6 settembre): un appuntamento che quest’anno ha raggiunto il record storico di partecipazione, con ben 71 marchi espositori. Così i GWD si confermano come il secondo salone orologiero più importante dell’anno dopo Watches and Wonders.

    Nato nel 2020 come scommessa di pochissimi marchi indipendenti, l’evento ha scardinato definitivamente il consueto concetto di fiera. Niente padiglioni monolitici, niente spazi espositivi standardizzati. La kermesse si sviluppa come un festival diffuso tra le boutique, i salotti degli hotel e gli showroom temporanei che circondano la Rotonde du Mont-Blanc. Un format dinamico che permette a collezionisti, giornalisti e appassionati non solo di toccare con mano le novità, ma anche di dialogare direttamente con i maestri orologiai e i Ceo delle marche.

    Dal punto di vista dei prodotti, i Geneva Watch Days 2026 hanno messo in luce un’autentica anarchia creativa, dominata da complicazioni storiche reinterpretate, collaborazioni inaspettate ed evoluzioni materiche. Ecco la nostra selezione di novità, presentate per temi, tipologie, tendenze. Per saperne di più vi rimandiamo al sito ufficiale.

    12 novità dai Geneva Watch Days 2026

    1. Collaborazioni eccellenti

    Della terza collab fra Oris e i Muppets – sfociata nel ProPilot X Gonzo Edition – abbiamo già parlato approfonditamente ieri. Quindi ora andiamo oltre, per segnalare altre partnership svelate ai Geneva Watch Days 2026.

    M.A.D.Editions M.A.D.3 Vincent Calabrese
    Terzo e attesissimo capitolo delle edizioni “accessibili” di MB&F, è un tributo al concetto Baladin sviluppato dal Maestro orologiaio negli anni ’90. Basato su un calibro La Joux-Perret G111 rielaborato, mostra un’affascinante indicazione delle ore saltanti e vaganti che ruotano tutt’attorno al réhaut. La cassa in acciaio 316 da 40 mm, disegnata da Eric Giroud, presenta anse flottanti e un quadrante con minuteria in zaffiro. Due le varianti cromatiche, vivacissime: blu elettrico o rosa lampone. 2.900 franchi svizzeri.

    BVLGARI Octo Finissimo Dual Time × Vianney Halter
    Risultato di tre anni di svilupo, un Octo inimmaginabile, dall’estetica retro-futuristica. Quattro quadranti secondari, simili a oblò rivettati e asimmetrici, mostrano l’ora locale, l’ora di casa, la funzione giorno/notte e il datario (ad arco di cerchio). La cassa in titanio (o in oro rosa) misura 40,5 mm di lato per 9,7 mm di spessore e conserva il ben noto bracciale integrato. Il movimento, messo a punto sulla base del BVL138, è il nuovo calibro BVF 200 con 60 ore di autonomia. Edizione limitata di 30 esemplari (15 in oro rosa), da 68mila euro – tasse escluse.

    BREITLING Navitimer B09 Chronograph 41 Tribute to Miles Davis In accordo con gli eredi del grande trombettista, è realizzato in occasione di quello che sarebbe stato il suo 100° compleanno. L’ispirazione deriva dall’ 806 Mk5 che lui stesso portava al polso a metà anni ’60, opportunamente rivisitato nelle proporzioni e nella meccanica. Nella cassa in acciaio di 41 mm monta il calibro B09, di manifattura: a carica manuale, cronografo con ruota a colonne, certificato cronometro dal Cosc. Bello il quadrante Reverse Panda, immancabile il regolo calcolatore. Esiste anche con bracciale in acciaio Rally. In 500 esemplari, da 8.900 euro.

    2. Complicazioni liriche

    Ai Geneva Watch Days 2026 sono andati in scena anche alcuni esemplari particolarmente poetici, in cui l’aspetto e le complicazioni non si limitano a fornire una sterile misurazione, ma provocano forti sensazioni visive e sensoriali. Una meccanica emozionale dall’effetto quasi magico.

    CZAPEK GENÈVE Quai des Bergs “Midnight in Geneva”
    Una memorabile riedizione celebra l’apertura della nuova boutique monomarca al 27 di Quai des Bergues. La cassa in acciaio si rimpicciolisce fino a 40,5 mm di diametro per intercettare i gusti più attuali. Sotto il poetico quadrante in avventurina blu profondo cela il calibro SXH1, a carica manuale, con sette giorni di autonomia mostrati nello stesso contatore dei giorni della settimana, fra ore 4 e 5 (mentre fra ore 7 e 8 si trovani i piccoli). Un frammento di notte ginevrina in edizione limitata di 18 esemplari, 20.400 franchi svizzeri.

    L.LEROY Vox Temporis
    Prende ispirazione dagli storici “orologi a tatto”, che permettono di capire che ore con un tocco delle. Sul quadrante rotante dalla lavorazione flinqué si staglia un’unica freccia fissa per le ore: i minuti non si leggono, si ascoltano su richiesta attivando la ripetizione minuti. La cassa da 43 mm è declinata in titanio grado 5, oro rosso 5N oppure in platino, e racchiude il calibro L601SQR, a carica manuale, con 90 ore di autonomia e tourbillon volante. Edizione limitata di 15 esemplari (complessivi per le tre versioni), da 265mila franchi svizzeri.

    DE BETHUNE DB25 Digitale
    Un quadrante tridimensionale composto da 82 elementi distinti, con sprazzi di cielo stellato e privo delle classiche lancette. L’ora saltante si legge nella finestrella al 12, mentre i minuti scorrono su un disco analogico rotante al 6. Al centro l’iconica luna sferica tridimensionale, inclinata a 60 gradi e dalla precisione estrema: richiede la correzione di un solo giorno ogni 1.112 anni. Il merito va al calibro DB2144V3, a carica manuale, con doppio bariletto autoregolante che garantisce 5 giorni di autonomia. Il tutto racchiuso nella cassa da 42 mm in titanio grado 5 lucidato a specchio. 106mila franchi svizzeri – tasse escluse.

    3. Quadranti minerali

    Le pietre dure sono un altro indiscutibile protagonista dell’orologeria degli ultimi anni. Ai Geneva Watch Days 2026 fanno bella mostra di sé in tutti i segmenti di mercato, sia quelle più abituali, sia quelle più insolite.

    GÉRALD GENTA Geneva Minute Repeater Golden Obsidiana
    Materia e suono in simbiosi. La cassa ottagonale da 43 mm in oro giallo accoglie un quadrante in ossidiana dorata, roccia di origine vulcanica che si forma con il rapido raffreddamento di lave ricche in silice, in cui le inclusioni microscopiche riflettono bagliori caldi e cangianti. Al di sotto pulsa un movimento meccanico a carica manuale sviluppato da La Fabrique du Temps Louis Vuitton, il calibro GG-001, con 80 ore di autonomia e ripetizione minuti, capace di tradurre le ore in rintocchi cristallini. Prezzo non dichiarato.

    PERRELET Weekend Stone Dials
    Dopo la malachite e l’avventurina, quattro nuove pietre vanno ad arricchire la collezione dall’eleganza minimalista ma espressiva: turchese, lapislazzuli e occhio di tigre, con venature e intrusioni che catturano la luce in modo irripetibile, e onice nero, dalla misteriosa cromia uniforme e compatta. Interamente realizzato in acciaio, come di consueto ha la cassa di 39 mm e il bracciale a sette file, ed è animato dal calibro P-321, a carica automatica. 1.590 euro.

    AKHOR AK-10 Maw Sit Sit
    Prende nome dalla pietra rara del disco centrale – detta anche giada cosmochlor per il colore verde brillante -, che si trova solo nell’omonimo villaggio nel nord del Myanmar. Per il resto, l’architettura riflette gli esemplari in collezione: cassa in acciaio di 39 mm, quadrante con doppio disco brevettato e lancetta dei secondi sopraelevata. Il calibro AK-10, a carica manuale, ha un’autonomia di 60 ore e due certificazioni di cronometria (Cosc + Observatoire Chronométrique de Genève). Esiste anche in oro rosa con stromatolite e diamanti. In entrambi i casi si fregia sempre dal Punzone di Ginevra. Prezzo non dichiarato.

    … E ancora

    Altri esemplari che ci sono piaciuti, che ci hanno colpito, che vale la pena conoscere per l’ottimo rapporto qualità/prezzo.

    ALPINA Seastrong Diver Extreme Automatic “Route du Rhum” È uno dei due esemplari presentati dal Brand – in veste di Official Timekeeper – per la regata transatlantica con “destinazione Guadalupa” che partirà il 1° novembre prossimo. Un subacqueo personalizzato per l’occasione: il quadrante riporta le correnti atlantiche, la lunetta girevole bidirezionale funge da bussola e il fondello inciso con la rotta che collega Saint Malo alla Terra d’Oltremare francese. La massiccia cassa (39 mm di lato) in acciaio è impermeabile fino a 30 atm, il movimento è automatico. Edizione limitata di 313 pezzi, 2.195 euro.

    FREDERIQUE CONSTANT Highlight Moonphase Date Manufacture Un orologio che ha avuto un ottimo riscontro internazionale per il nuovo formato compatto, il design minimale e il movimento in-house aggiornato. Realizzato in acciaio, con la cassa di 41 mm e il quadrante soleil (champagne o blu), si avvale del calibro FC-716, a carica automatica, con 3 giorni di autonomia e il datario coassiale alle fasi di luna. Un nuovo esempio di micromeccanica democratica, che conferma le complicazioni accessibili della Casa. Da 4.495 euro.

    TUTIMA GLASHUETTE Flieger T5
    Raccoglie l’eredità degli orologi da aviatore del passato e la fa evolvere, nei materiali come nella meccanica. La cassa da 38,5 mm sceglie la leggerezza aerospaziale del titanio grado 5, lucido e satinato, mentre il quadrante privilegia la leggibilità in tutte le condizioni di luce. Il calibro automatico di manifattura Tutima 330 garantisce affidabilità a lungo termine. Un manifesto di ingegneria sassone. Da 2.000 euro.

  • LVMH Watch Week 2026. Una selezione di novità

    LVMH Watch Week 2026. Una selezione di novità

    S’inaugura oggi e prosegue fino al 21 gennaio la LVMH Watch Week 2026. Giunta alla 7a edizione, dopo aver toccato le principali capitali internazionali (da Dubai a Ginevra, da Singapore a Miami, poi a New York e Parigi, ma ha avuto anche un evento digital), la kermesse privata del Gruppo francese approda dunque a Milano. Ed elegge così per tre giorni (a dispetto del nome) il capoluogo lombardo come centro catalizzatore di tutte le attenzioni del mondo delle lancette.

    Primo appuntamento dell’anno orologiero, aperto solo su invito, la LVMH Watch Week 2026 presenta agli addetti ai lavori le novità di 9 marche: Bvlgari, Daniel Roth, Gérald Genta, Hublot, L’Epée 1839, Louis Vuitton, TAG Heuer, Tiffany & Co. e Zenith. Molti i pezzi notevoli: ad alcuni dedicheremo sicuramente un approfondimento futuro. Ma in questa occasione è stato per noi necessario fare una decisa selezione. Qui di seguito quindi potete trovare solo un esemplare per ogni brand.

    Abbiamo scelto di volta in volta il più rappresentativo, oppure il più divertente, quello che ci è piaciuto di più o che è più importante dal punto di vista commerciale. E abbiamo deciso di organizzare l’esposizione non con il solito ordine alfabetico, ma con una logica che mette in evidenza generi e tipologie, per permettervi di soffermarvi solo sui pezzi per voi più interessanti. Fateci sapere cosa ne pensate sui nostri social.

    Complicati sui generis

    A cominciare da Hublot, che ha presentato tra l’altro il Big Bang Tourbillon Novak Djokovic Goat Edition: una trilogia di 101 esemplari dedicata alle vittorie del campione di tennis, da tempo ambasciatore del Marchio. Notevole dal punto di vista della ricerca, tecnica e materica. La cassa è fatta con uno speciale composito, leggero, rigido e marmorizzato, sviluppato da Hublot a partire dalle polo Lacoste e dalle racchette da tennis Head di Novak (già usato nel BB Unico del 2024). La carrure è invece in Titaplast, un polimero estremamente resistente con proprietà meccaniche simili al titanio. Particolare anche il calibro MHUB6035 Automatic Tourbillon: al posto della tradizionale platina, monta un reticolo che ricorda l’incordatura di una racchetta (in realtà è un unico pezzo inciso al laser). Richiamano il tennis anche il coperchio del bariletto e testa delle viti sulla lunetta, simili a una pallina da tennis.

    Tre le edizioni limitate, i cui colori fanno riferimento ai diversi tipi di campi da tennis: 72 esemplari con la cassa blu, a simboleggiare il cemento; 21 con la cassa arancione per la terra battuta; e 8 con la cassa verde per l’erba. Tra l’altro, per ogni prossima vittoria di Djokovic, Hublot creerà un nuovo esemplare, nella stessa tonalità della superficie del campo di gioco.

    Dalla lezione di marketing intelligente di Hublot a quella più concretamente orologiera di Daniel Roth, il passo è breve. L’Extra Plat Rose Gold Skeleton introduce per la prima volta la scheletratura nella (da poco rinata) collezione di extrapiatti. In pratica l’iconica cassa a doppia ellissi ospita il modernissimo calibro scheletrato DR002SR, realizzato in esclusiva, a formare un armonico ensemble in oro rosso 5N (non facciamoci fuorviare dal nome). Il che significa: i codici stilistici sono gli stessi di sempre, quelli voluti dal Maître Horloger, così come l’extrapiatto è una delle sue espressioni preferite (seconda solo al tourbillon). E poco importa che il Maestro non abbia mai fatto un extrapiatto scheletrato. Questo esemplare è talmente plausibile da risultare coerente e in sintonia con i predecessori storici. Tutto merito delle competenze e del savoir-faire della Fabrique du Temps Louis Vuitton, che ha preso in mano il Marchio nel 2023.

    Cronografi “di razza”

    Mentre TAG Heuer ha lanciato una nuova versione cronografo del Carrera Glassbox, che completa la collezione con una nuova dimensione di cassa – 41 mm -, ad affiancare la precedente da 39 mm già in catalogo. Il diametro maggiore comunque non va a inficiare la vestibilità dell’esemplare, che rimane comodo e facile da indossare anche per i polsi sottili. Piacevolissimo al tatto e alla vista grazie al vetro zaffiro a box – segno identificativo dell’intera famiglia di orologi -, il nuovo cronografo ha il quadrante declinato in tre colori: verde, blu e nero con dettagli rossi, a sottolineare il legame con il motoracing. Ed è animato da un movimento di manifattura, il calibro TH20-01, con il tipico rotore scheletrato ma privo del datario (ne saranno felici i detrattori di questa funzione…). Importante il fatto che è da subito disponibile nei negozi.

    Inatteso, ma non per questo meno riuscito, l’inedito Tiffany Timer. Che rende omaggio all’omonimo modello da tasca – uno dei primi stopwatch americani – prodotto 160 anni fa da Tiffany & Co. La cassa in platino da 40 mm di diametro ospita un esclusivo calibro El Primero 400, personalizzato dal celeberrimo uccellino (il Bird on the Rock di Jean Schlumberger), scolpito a mano e incastonato nel rotore di carica. Altrettanto simbolico è il quadrante in lacca Tiffany Blue®, realizzato con un un procedimento lungo e complesso che richiede 50 ore di lavoro. In edizione limitata di 60 esemplari, è una creazione esclusiva in cui noi della redazione abbiamo visto tutti “lo zampino” di Nicolas Beau. Una figura dall’esperienza trentennale (ha lavorato prima per Cartier, poi per Baume & Mercier e per quasi vent’anni è stato alla guida dell’orologeria Chanel), che oggi è Vice Presidente di Tiffany & Co. Horlogerie.

    Solo tempo, inediti o vintage

    Anche a questa LVMH Watch Week 2026, Zenith continua a reinterpretare la propria Storia. Dopo il Defy Revival A3642, replay di un modello del 1969 uscito nel 2022, e il Defy Revival A3691 del 1971, uscito nel 2023, è ora la volta del Defy Revival A3643. Fedele riedizione dell’omonimo esemplare sempre del 1969, ne riprende la cassa ottagonale sfaccettata da 37 mm, con la lunetta a 14 lati e il bracciale a scala realizzato in origine da Gay Frères. Il quadrante dall’ottima leggibilità ora è vivacizzato dal segmento arancione della lancetta centrale dei secondi. La differenza sostanziale rispetto al passato sta nel fondello, oggi a vista sul movimento automatico, calibro Elite 670, dotato del rotore scheletrato a stella, caratteristico della Maison. Fra i pezzi più convincenti esposti a Milano, sarà capace di fare la gioia degli amanti del vintage e del neo-vintage.

    Mentre Gérald Genta amplia la collezione Geneva con due “solo tempo”, sul filo della continuità (estetica, ovviamente) con il Ripetizione Minuti già in catalogo. Proprio come quel precedente complicato, i nuovi esemplari intendono perpetuare l’heritage artistico del grande designer e allo stesso tempo celebrare lo spirito orologiero della città sul Lemano. La cassa a cuscino, dalle linee attualizzate e più fluide rispetto a quella disegnata negli anni ’70 da Monsieur Genta, è realizzata in oro rosa o bianco, e presenta la carrure spazzolata. Il quadrante grené, sfumato, riporta lungo il perimetro la minuteria chemin de fer dall’insolita forma che segue la silhouette della cassa. Entrambi gli esemplari montano un calibro Zenith Elite con la massa oscillante personalizzata. E sono di certo destinati a chi ama l’eleganza classica ma non scontata.

    Giochi e gioielli

    Louis Vuitton invece stupisce tutti con il Camionnette, un inatteso orologio da tavolo ispirato ai furgoncini che all’inizio del Novecento consegnavano ai clienti i bauli della Casa. Realizzato in alluminio, presenta le indicazioni di ore e minuti su dischi rotanti all’interno del cofano, al posto del motore. Ed è, come è facile immaginare, frutto della collaborazione fra La Fabrique du Temps LV e L’Epée 1839. Ricordiamo che la manifattura specializzata in oggetti d’arte è stata acquisita dal Gruppo LVMH nel giugno 2024, insieme alla società madre Swiza. Degna di nota la ricchezza di dettagli con cui è costruito il camioncino, fra cui spicca un diamante taglio Monogram Star da 0,5 carati. Fedele alla vocazione originaria, riporta sul pianale un vero e proprio baule in miniatura, interamente decorato dal Monogram, che contiene la chiave di carica. Un giocattolo, certo, ma solo per pochi.

    Concludiamo infine la rassegna della LVMH Watch Week 2026 con il Monete Maglia Milanese di Bvlgari, insieme un prezioso montre-à-secret e un’avvolgente manchette. Dichiaratamente Bvlgari, fin dalla prima occhiata, per la presenza dell’antica moneta romana in argento collocata sulla cover, conferma il savoir-faire orafo della Casa nella maglia milanese del bracciale in oro rosa. All’interno cela un minuscolo movimento meccanico a carica manuale di manifattura, il calibro Piccolissimo BVP 100, che grazie ai suoi 2,5 mm di spessore può essere ospitato nella cassa in oro rosa. Ma solo una volta aperto, rivela il quadrante in madreperla con indici di diamanti. Di solito invece nasconde la propria natura di segna-tempo per sembrare un “semplice” gioiello, dal forte impatto estetico.

  • LVMH Watch Week 2025, le principali novità

    LVMH Watch Week 2025, le principali novità

    Non si parla d’altro. La LVMH Watch Week 2025 oggi e nei prossimi giorni terrà banco, unico argomento di conversazione nell’industria delle lancette. E non può essere altrimenti: è il primo evento internazionale dell’anno orologiero, la sola occasione per fare una scorpacciata di novità almeno fino al prossimo Watches and Wonders Geneva (per il quale però dobbiamo aspettare l’inizio di aprile). E non ha certo deluso le aspettative: per la prima volta la LVMH Watch Week 2025 ha riunito nove marche del Gruppo francese, anche quelle che finora erano rimaste in disparte, compresa l’ultima acquisizione.

    Per riassumere. Accanto ai brand che partecipano alla manifestazione fin dagli esordi (a Dubai, nel 2020) – cioè Bulgari, Hublot, TAG Heuer e Zenith, per chi non lo ricordi -, lo scorso anno si erano aggiunti Daniel Roth e Gérald Genta, sotto la supervisione de La Fabrique du Temps. Per rinfrescarvi la memoria, potete andare a leggere qui. Ora invece è la volta di Louis Vuitton, Tiffany & Co. e L’Epée 1839. Pensate che l’elenco sia completo? In realtà brilla ancora per l’assenza Dior, che produce degli esemplari splendidi, soprattutto al femminile, e meriterebbe più attenzioni. Chissà, forse in futuro… Ma non divaghiamo.

    Un’edizione doppia

    Giunta alla sesta edizione, la LVMH Watch Week 2025 – lo abbiamo già scritto – si svolge in due tempi e in due sedi: il 21/22 gennaio a New York, per poi replicare il 30/31 gennaio a Parigi. La tappa nella Grande Mela ha luogo – come riporta il comunicato ufficiale – “nel cuore di Manhattan, presso l’iconico flagship store di Tiffany, The Landmark sulla 5th Avenue, e nelle vicine boutique Louis Vuitton e Bulgari”. A Parigi, si terrà invece nell’Hôtel Cheval Blanc Paris del Gruppo, oltre che nei negozi di diverse maison. 

    A quanto ha dichiarato lo stesso Frédéric Arnault, Amministratore delegato di LVMH Watches, “la decisione di organizzare la Watch Week negli Stati Uniti per il secondo anno consecutivo (nel 2024 era stata a Miami, ndr) riflette la posizione chiave di questo mercato”. Un mercato strategico, se non fondamentale, per LVMH. Il Gruppo conta infatti qualcosa come 1.128 negozi e oltre 43mila dipendenti negli States, numeri che nel 2023 hanno fruttato un 25 per cento delle vendite totali. Non servono commenti.

    I pezzi chiave della LVMH Watch Week 2025

    Ma bando alle ciance, passiamo agli orologi. Abbiamo fatto una selezione delle novità esposte alla LVMH Watch Week 2025 e vi presentiamo quindi gli esemplari più interessanti, secondo noi. Una scelta in certi casi facile – come per Daniel Roth, che ha lanciato un solo pezzo -, in altri più complicata. Abbiamo cercato di prendere in considerazione i tanti aspetti dei diversi modelli (tecnico, commerciale, storico, di immagine), tant’è che ciascuno meriterebbe un approfondimento (ma dovrete aspettare le prossime settimane). Però si tratta sempre di valutazioni arbitrarie, che potrebbero anche non trovare d’accordo qualcuno di voi. Per avere un quadro completo, vi invitiamo quindi a prendere visione di tutto ciò che è stato proposto direttamente sul sito o sui social delle varie marche. Poi, fateci sapere cosa ne pensate…

    Cominciamo dall’orologio che abbiamo “sparato” in copertina, forse quello più emblematico dell’intera LVMH Watch Week 2025: il Serpenti Tubogas di Bulgari. Il quale – alla pari al suo omologo Serpenti Seduttori – monta un nuovo calibro automatico, concepito e realizzato “in casa”: il BVS100 Lady Solotempo. Importante non solo perché è la sintesi del savoir-faire accumulato nel tempo dalla Manifattura di Le Sentier, ma soprattutto perché rivaluta la collezione dal punto di vista meccanico. La famiglia di esemplari-gioiello, dopo decenni di movimenti al quarzo, si ricollega così idealmente alle origini, quando era fornita di meccaniche firmate dal gotha dell’industria orologiera dell’epoca. Non solo. Rivela quanto il pubblico femminile sia importante oggi per la Maison romana – in linea con una tendenza che sembra sempre più diffusa nel mondo delle lancette… Lo vedremo proprio a Watches and Wonders: ma è tutto ancora top secret, quindi andiamo oltre.

    Preziose ed esclusive novità

    Partiamo dall’alto-altissimo di gamma, dagli esemplari – complicati e non – in edizione limitata. Come l’Extra Plat Souscription di Daniel Roth, che si rifà direttamente all’orologio lanciato dal Maestro nel 1990. Rivisitato nelle proporzioni, ripropone i consueti codici stilistici di quel precedente – come il guillochage a Clou de Paris sul quadrante in oro massiccio, che richiede due giornate di lavorazione. Ma è equipaggiato da un nuovo movimento meccanico a carica manuale, il calibro DR002, sviluppato ad hoc dalla Fabrique du Temps Louis Vuitton, secondo tutti i sacri crismi della grande orologeria di tradizione. In 20 esemplari.

    L’originalità del design è invece la chiave del Gentissima Oursin di Gérald Genta. Ispirato a un riccio di mare, deriva da un modello creato negli anni Novanta da Monsieur Genta in persona e allora prodotto in pochissimi pezzi. Oggi è realizzato in cinque versioni. Nella più appariscente – o per meglio dire flamboyant – ha la cassa completamente incastonata di microscopiche boule di opali di fuoco, ciascuna fissata da un piccolo perno in oro giallo, a riprodurre proprio gli aculei dell’animale marino. Nulla si sa né sulla tiratura limitata, né sul prezzo, se non che l’orologio dovrebbe essere in vendita in maggio.

    Sempre a proposito di preziosità che rimandano al passato, l’orologio Bird on a Rock Tsavorite di Tiffany & Co. riprende l’omonima spilla realizzata nel 1965 dal grande designer di gioielli Jean Schlumberger. Qui però l’uccellino non si trova più sull’enorme diamante giallo, il celebre Tiffany Diamond, appunto. Invece è posato su un anello rotante in baguette di tzavoriti, il cui colore verde risalta nella cassa interamente tempestata di diamanti incastonati a neve, come il quadrante. Il risultato è uno strabiliante pezzo di alta gioielleria, che avrà ovviamente una produzione limitata di pochi pezzi all’anno.

    Altri highlight della LVMH Watch Week 2025

    Un legame con il passato ce l’ha anche il Tambour Convergence di Louis Vuitton, che ci ha colpito per l’originale eleganza. Un orologio di gran classe, che si rifà agli esemplari digitali tipici dell’Art Déco: i cosiddetti montre à guichet, con la cassa “chiusa”, priva di quadrante, e il display ridotto a due finestrelle che mostrano le indicazioni orarie tramite dischi rotanti. La nostra favorita è la versione in oro rosa, così chic da togliere il fiato. Sia chiaro, senza nulla togliere alle varie edizioni del nuovo Tambour Taiko Spin Time, che però sono variazioni sul tema dell’esemplare uscito nel 2009 e da allora rimasto un’icona del Marchio…

    Non ce ne vogliano nemmeno gli amanti del tourbillon se al Verde Saxem preferiamo il Big Bang Meca-10 di Hublot. Che è uscito nel 2016, è vero, ma nella nuova riedizione – con la cassa più piccola e compatta – sembra quasi un altro orologio. Le tre modernissime versioni, in titanio, King Gold (l’esclusivo oro della Casa) o carbonio nero, hanno infatti un nuovo calibro a carica manuale scheletrato – alleggerito, o meglio “ottimizzato”, come lo definiscono in quel di Nyon. Visibilmente diverso dal predecessore, e non solo perché è colorato da un processo galvanico che lo abbina al materiale della cassa, segna una marcata evoluzione rispetto al precedente. Ma mantiene sempre i fatidici 10 giorni di autonomia che l’hanno reso famoso.

    Cronografi & Co.

    Con il ritorno al ruolo di cronometrista ufficiale conquistato di recente, il nuovo Formula 1 di TAG Heuer potrebbe sembrare ovvio, quasi scontato. In realtà è un bel modo per rendere omaggio alla lunga tradizione del Marchio nei motorsport. E non solo per i tanti richiami estetici alle monoposto (gli indici, per esempio). Soprattutto perché il cronografo ora monta finalmente un movimento automatico – e spezza così la consuetudine del quarzo della collezione. Un salto di qualità, dunque, per i cinque nuovi modelli in titanio, dal formato XL ma ugualmente mettibili anche da chi non ha il polso poi così massiccio. Al top spicca la referenza dedicata al team di Oracle Red Bull Racing, che celebra la partnership attiva dal 2016.

    Sempre in tema di esemplari sportivi per definizione, da citare anche il Defy Skyline Chronograph Skeleton di Zenith. Attesissimo dai fan della Marca, sostanzialmente reinterpreta la versione dello scorso anno in chiave scheletrata (e più “cattiva”). Il celeberrimo El Primero 3600, introdotto nel 2019, è stato infatti del tutto traforato e ora fa bella mostra di sé sotto i tagli geometrici del display. La versione blu – secondo noi – è la più suggestiva, con quei lampi di viola dei rubini e del silicio (per la ruota di scappamento e l’ancora) che risaltano fra i componenti blu della meccanica, in perfetto pendant con il quadrante. Restano chiaramente identiche le prestazioni, cioè la capacità di misurare il 10° di secondo tramite la lancetta centrale.

    Merita un cenno infine la Watch Box di L’Epée 1839. Interamente in vetro acrilico, serve da espositore per un singolo orologio. Non siate delusi, non è tutto qui: la creazione è equipaggiata da un sistema meccanico che solleva l’orologio e apre il coperchio. La storica Manifattura non si smentisce mai.

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  • LVMH Watch Week 2024: una selezione di novità

    LVMH Watch Week 2024: una selezione di novità

    L’abbiamo preannunciata nelle ultime Cronache dell’orologeria. La LVMH Watch Week 2024, il salone privato del Gruppo francese che si tiene in questi giorni a Miami, ha svelato una nutrita serie di novità. News che terranno banco nei prossimi mesi – almeno fino a Watches and Wonders Geneva, il momento clou dell’anno orologiero. Impossibile recensirle tutte in questa occasione. Abbiamo quindi cercato di individuare gli highlight della manifestazione, e di focalizzare la nostra attenzione su un solo esemplare per marchio. Quello più significativo, o che ci è piaciuto di più, oppure più rilevante dal punto di vista commerciale. Per altri magari troveremo spazi di approfondimento in futuro. Comunque li si può già vedere tutti sui social delle marche espositrici.

    Protagoniste della LVMH Watch Week 2024, come sempre, Bulgari, Hublot, TAG Heuer e Zenith hanno fatto gli onori di casa per un pubblico internazionale di addetti ai lavori. Ma questa edizione resterà memorabile perché per la prima volta annovera anche la presenza di Gérald Genta e Daniel Roth. Due marchi storici, acquistati da Bulgari nel 2000, e passati di mano a LVMH con l’acquisizione della Maison romana nel 2011. Di recente, il Gruppo ha trasferito entrambi a La Fabrique du Temps di Louis Vuitton, ovvero la squadra di tecnici e progettisti diretta da Michel Navas ed Enrico Barbasini (che si sono formati tra l’altro anche nell’atelier dello stesso Genta). Restano invece grandi assenti Louis Vuitton e Tiffany & Co., ma c’è già chi dice che li vedremo on stage il prossimo anno.

    Gli orologi di Gérald Genta e Daniel Roth alla LVMH Watch Week 2024

    E cominciamo proprio da loro, le marche eponime dei maestri orologiai che le hanno fondate. Oggi i brand Gérald Genta e Daniel Roth continuano a vivere in modo indipendente, anche se sono gestiti appunto da La Fabrique du Temps che è, per così dire, il loro braccio operativo. E ciascuno ha conservato la propria identità e la propria filosofia, come si può vedere proprio dalle novità presentate alla LVMH Watch Week 2024.

    In primis il Mickey Mouse. Se quarant’anni fa Mr. Genta stupiva tutti con il suo Topolino complicato, la novità di oggi ne riprende l’essenza e lo stile. La cassa ottagonale, i rintocchi sonori e le complicazioni – i capisaldi della Casa, secondo Navas – ritornano nel pezzo unico che avrebbe dovuto partecipare a Only Watch 2023. Il festoso Mickey Mouse mostra le ore saltanti e i minuti retrogradi, indicati dalla caratteristica mano guantata come vuole la tradizione, ma in più nasconde una ripetizione minuti. Notevole del resto il calibro GG-01 a carica manuale, di cui elenchiamo le caratteristiche nelle didascalie.

    Mentre da Daniel Roth il nuovo Tourbillon Souscription rende omaggio alla Ref. 2187/C187, la prima creazione realizzata dal Maestro nel 1989. E il design identico all’originale, solo leggermente riaggiornato nel gusto, conferma quanto i capolavori sappiano sopravvivere al trascorrere del tempo. La tipica cassa di forma – cosiddetta a doppia ellisse – presenta il tourbillon a un minuto con i secondi sulla gabbia riportati su una tripla scala, in posizione simmetrica rispetto alle indicazioni decentrate di ore e minuti. Anche qui è degno di nota il calibro a carica manuale DR001, sottile solo 4,6 mm. L’orologio verrà prodotto in una tiratura limitata di 20 esemplari.

    Le news di Bulgari e di Hublot

    Numerosi i lanci di Bulgari e Hublot alla LVMH Watch Week 2024. Il che ha reso ardua la nostra scelta, in entrambi i casi. Da Bulgari ci siamo trovati di fronte a un filo conduttore – l’oro giallo – che ci ha costretto a fare una prima scrematura fra maschili e femminili; e poi a una seconda, fra l’audacia del Bulgari Bulgari e quella del sempre meritevole Octo Finissimo. Da Hublot invece il dubbio era fra il futuristico MP-10, dall’inedita architettura meccanica, e l’esclusivo materiale del Big Bang Unico Saxem Green, che interpreta a modo proprio il colore protagonista del salone di Miami. Ecco dunque i prescelti.

    Nato sempre dalla penna di Gérald Genta, il Bulgari Bulgari nel 2025 spegnerà 50 candeline. E gli esemplari di quest’anno sono quindi un assaggio dei festeggiamenti che l’anno prossimo metteranno la collezione sotto i riflettori. Alla fine ci ha convinto di più la nuova versione con cassa in oro giallo e quadrante nero, dall’estetica d’impatto, sfacciatamente classica e immune alle mode. Anche per le dimensioni, quei 38 mm che non badano ai  generi e si adattano ai polsi di chiunque, e per il sottile movimento di manifattura, il calibro automatico BVL191.

    L’Hublot MP-10 Tourbillon Weight Energy System, invece, ha fatto sì tesoro di certi esemplari precedenti, ma è del tutto nuovo. Qualcosa di mai visto prima. Niente quadrante, niente lancette, le indicazioni di ore e minuti sono riportate su rulli, mentre quelle dell’autonomia e dei piccoli secondi si trovano su dischi. Altrettanto sorprendente il movimento automatico, dotato di tourbillon laterale e privo di massa oscillante, sostituita da un doppio sistema di carica verticale – come si evince dal nome. Cinque anni di sviluppo per una produzione di 50 esemplari, solo per pochi anche nel prezzo.

    Le novità di TAG Heuer e Zenith

    Più facile, in questa nostra rassegna sulla LVMH Watch Week, la selezione per le ultime due marche orologiere del Gruppo – esclusivamente in senso alfabetico, s’intende.

    TAG Heuer riesce a stupire tutti con la variante Dato del Cronografo Carrera. Che fa rivivere un raro modello creato da Jack Heuer, nel 1968, dall’estetica essenziale e dal movimento “ribaltato”. Sul quadrante pulito, decorato con una bella satinatura circolare, spicca un unico contatore per i minuti crono a ore 3, mentre il datario fa bella mostra di sé a ore 9. Completa il tutto l’ormai caratteristico glassbox, la cui curvatura scende dolcemente sulla carrure e mette in evidenza la scala a 1/5 di secondo sul réhaut. Ulteriore punto di forza, il colore: verde petrolio, spazza via ogni afflato nostalgico da amanti del vintage.

    Infine il Chronomaster Original Triple Calendar di Zenith. Un calendario completo con il senso della Storia: ma qui ci sta, visto che il celeberrimo El Primero era stato concepito originariamente proprio per accogliere questa complicazione, con tanto di fasi lunari (sebbene poi l’abbia avuta vinta il cronografo, molto più popolare). Diretto discendente dell’esemplare progettato nel 1969, il nuovo Chronomaster ha anche un design fedele al mitico A386, con le indicazioni del mese e del giorno in piccole finestrelle (che hanno fatto mugugnare i presbiti) e le fasi di luna integrate al contatore dei minuti crono. Due le versioni di quadrante: panda, la nostra preferita, e grigio ardesia, cui si aggiunge una referenza boutique. Verde, naturalmente.

  • Gérald Charles, le forme del Maestro e qualche ricordo

    Gérald Charles, le forme del Maestro e qualche ricordo

    Charles Gérald Genta. Il più grande disegnatore d’orologi che la Svizzera abbia conosciuto negli ultimi cinquant’anni. E sì che di fantastici disegnatori ce ne sono stati e ce ne sono tanti. Uno meglio dell’altro, ma lui… Lui vive ancora nelle sue opere, alcune delle quali ancor oggi vengono riprese, elaborate e continuano imperterrite ad avere successo. Il Royal Oak di Audemars Piguet è ancora la colonna portante del marchio; il Nautilus di Patek Philippe ricercato dai collezionisti di tutto il mondo; l’IWC Ingénieur continua a stupire…

    E l’Octo è uno dei nuovi successi di Bulgari, che acquistò il marchio Gérald Genta nel 2000. Lo acquistò perché una serie di mutamenti del mercato e qualche errore avevano messo in ginocchio il creatore, che nel 1969 aveva trasformato il proprio nome in un marchio leggendario. Ma il Maestro non rimase con le mani in mano: prese il proprio primo nome, lo trasformò in cognome e nel marzo del 2001 riprese l’attività con il nome di Gérald Charles.

    Non posso dire d’essere stato suo amico: sarebbe esagerato. Ma ho avuto la sua fiducia. Verso la fine degli anni Novanta ero a Ginevra, all’Hôtel des Bergues: per una delle solite visite, andavo alla boutique Patek Philippe in rue du Rhône, a poche decine di metri di distanza. Bella giornata, esco in anticipo per andare a visitare un fantastico negozio di macchine fotografiche, famoso per i suoi buoni prezzi.

    Invece di fare il giro dell’enorme edificio, decido di uscire dalla parte posteriore, passando per il bar. Gérald Genta era lì (di fatto abitava all’Hôtel des Bergues e il bar era il suo salotto) e mi chiama per ringraziarmi di un articolo che avevo da poco scritto su di lui. Chiacchierando comincia a raccontare, con l’aiuto di un taccuino. Disegna il Royal Oak: questo l’ho fatto io. Il Nautilus: questo l’ho fatto io. E così via. Il taccuino delle meraviglie.

    Bisogna sapere che a quei tempi i disegnatori, come i grandi tecnici, erano di fatto sconosciuti al pubblico. Si sussurrava di loro, ma sembravano leggende perché il loro nome non lo trovavi mai in alcun libro, in alcuna cartella stampa. Avevano venduto il frutto del proprio ingegno al marchio e il marchio ne diventava l’autore. I creativi scomparivano nella nebbia.

    Tornato in redazione ne parliamo a lungo con Renato Giussani, per molti anni mio compagno di avventure orologiere, e decidiamo che non c’è nulla di male nel dire una verità che rende onore a tutti: creativi e marchi. Pubblichiamo un articolo sull’argomento e a dire il vero non troviamo opposizioni. A parte un paio di marchi che ci chiedono se siamo sicuri di quel che diciamo (sì: abbiamo i disegni di Genta), gli altri si affrettano a sdoganare i migliori creativi e a usarli come buon argomento di marketing.

    Un creativo ha sempre un punto di riferimento, un oggetto, un mondo o comunque un faro per individuare un porto sicuro. Per la grande trilogia dei subacquei di lusso, ad esempio, Charles Gérald Genta prende come riferimento le attrezzature dei palombari, “traducendone” le caratteristiche nelle dimensioni e nell’estetica di un orologio di lusso. E questo è un fatto ormai ben noto. Molto meno nota, però, è l’ispirazione per le ultime collezioni proprie, quelle uscite con il nome di Gérald Charles.

    Nella sua maturità Charles Gérald Genta aveva deciso di cambiar fonte di ispirazione, passando dagli oggetti della tradizione quotidiana alla grande architettura. In particolare era rimasto affascinato dalla genialità di un grandissimo architetto, guarda caso nato anche lui in Svizzera, ma come Genta di origine italiana: Francesco Borromini (1599/1667). Che rivoluzionò il Barocco portandolo a diventare uno stile maturo e proiettato nel futuro.

    Ne parleremo ancora prossimamente, ma sta di fatto che per un romano (città che ancor oggi si divide fra i tifosi del Bernini e quelli del Borromini) il richiamo con la pianta da San Carlo alle Quattro Fontane è un legame evidente anche per chi non ha studiato architettura. La cosa divertente è che tutti hanno pensato ad un vezzo celebrativo, scoprendo che il nome della collezione era Maestro. Ma Genta aveva in mente il Maestro dell’architettura: Borromini…

    Oggi la collezione Maestro (che di fatto ha continuato la produzione, sia pure in pochi esemplari su richiesta) sorprende con Gérald Charles Maestro Anniversary. Una edizione limitata a 252 esemplari, una edizione che celebra i venti anni dalla fondazione. Un orologio per ogni mese dall’inizio del 2000 alla fine del 2020. Ciascuno dei collezionisti potrà scegliere un mese particolarmente significativo, ovviamente se è ancora disponibile: il che vuol dire non aspettare troppo a prenotare.

    L’edizione sorprende per la semplicità dell’impianto estetico (borrominiano, rivisto in chiave attuale), per la grafica chiarissima sulla quale spiccano gli indici (molto ben leggibili) e il datario di grandi dimensioni. Grandi, non grandissime, per via delle limitazioni tecniche imposte dalla particolare forma della cassa.

    Sorprende per il cinturino in caucciù (il cui disegno proviene dagli sterminati archivi di Charles Gérald Genta) che prelude all’ultima sorpresa: l’impermeabilità garantita fino a 10 atmosfere. Il che vuol dire: il marchio ha dovuto farsi produrre su misura una guarnizione O-ring specifica. Il vero Maestro si vede anche alla luce di questi dettagli.