Giornale Degli Orologi
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Tag: Orologi scheletrati

  • Independence Skeleton Chrono 42mm, il flyback di Norqain

    Independence Skeleton Chrono 42mm, il flyback di Norqain

    La luce danzava sul quadrante traforato dell’Independence Skeleton Chrono 42mm, trasformando l’orologio in una scultura cinetica. A Watches and Wonders 2025, lo spettacolo attirava i visitatori nella booth di Norqain come falene alla fiamma. Lo sguardo veniva prima catturato dai vibranti toni viola o verde, poi si immergeva nel labirinto meccanico del Calibro 8K, seguendo il profilo delle montagne inciso nel movimento. L’occhio percorreva le curve dei ponti scheletrati, le intersezioni dei ruotismi e il battito costante del bilanciere. Questo viaggio visivo dall’estetica alla tecnica manifestava la vera essenza del Brand: l’orologeria rivelata, non celata.

    Norqain e la collezione Independence

    Fondata nel 2018 dalla famiglia Küffer, con sede a Nidau (non lontano da Biel/Bienne), Norqain rappresenta un’anomalia nel panorama orologiero elvetico: una giovane marca indipendente che ha saputo affermarsi in un settore dominato da gruppi industriali e maison centenarie. La presenza al Salone di Ginevra per la seconda volta consecutiva ne testimonia l’ascesa in appena sette anni. L’assenza di rigide strutture corporate le permette di esplorare soluzioni originali, differenziandosi nel mondo conservatore dell’orologeria. Norqain sfida così i giganti del settore, reinterpretando in questo caso l’estetica del cronografo contemporaneo.

    La collezione Independence è rapidamente diventata il simbolo della filosofia aziendale, bilanciando tradizione manifatturiera e design contemporaneo. Il nome stesso riflette sia lo status indipendente dell’azienda sia l’approccio distintivo all’orologeria. Possiamo considerare questa famiglia di orologi come il laboratorio creativo di Norqain, in cui si fondono tecnica e audacia estetica. L’Independence Skeleton Chrono, che ha debuttato a New York nell’autunno scorso, ha segnato un’importante evoluzione per il Brand, introducendo il primo movimento cronografico flyback scheletrato sviluppato internamente.

    Le due versioni dell’Independence Skeleton Chrono

    Nel cuore del prestigioso Salone ginevrino, Norqain ha rotto i codici dell’alta orologeria con due nuove referenze dell’Independence Skeleton Chrono 42mm. Nelle quali il viola profondo e il verde giada non sono semplici variazioni cromatiche, ma manifesti d’indipendenza creativa. I colori scelti per le nuove edizioni riflettono l’identità del Marchio, costruita attorno al concetto di “libertà di esplorazione”, sia fisica che concettuale. Il verde evoca i paesaggi alpini svizzeri, mentre il viola è piuttosto un elemento urbano e cosmopolita.

    Applicati sugli elementi del quadrante scheletrato, i colori creano un effetto tridimensionale che enfatizza il profilo montano. Prendere ispirazione dalla montagna, anziché dalle automobili o dagli aerei come fanno molti altri cronografi, crea un racconto personale coerente con l’identità svizzera di Norqain, e rimanda silenziosamente a una storia di esplorazione e di avventura. Il contrasto cromatico con il titanio della cassa (soprattutto nel caso del trattamento Dlc nero che caratterizza la versione verde) esalta le tonalità vivaci e le rende protagoniste della composizione.

    Le caratteristiche essenziali…

    La scelta del titanio grado 5 costituisce già di per sé una soluzione tecnica sofisticata. Non a caso utilizzato in particolare nell’industria aerospaziale, è un materiale dall’eccellente rapporto resistenza-peso. In più è dotato di proprietà ipoallergeniche e anticorrosive, che lo rendono perfetto per un orologio sportivo di qualità. Il rivestimento Dlc, là dove presente, ne aumenta ulteriormente la durezza superficiale senza comprometterne la leggerezza.

    Se l’evoluzione si manifesta nell’interpretazione cromatica, i nuovi Independence Skeleton Chrono conservano gli elementi distintivi della collezione, già presenti nei modelli del 2024: la cassa da 42 mm dalle proporzioni equilibrate, l’impermeabilità fino a 10 bar, il quadrante scheletrato, l’esclusivo movimento. Indici e lancette sfaccettati da un taglio diamante conferiscono all’orologio un aspetto più tecnico, mentre l’X1 Super-LumiNova® consente un’ottimale visibilità in tutte le condizioni di luce. Ci tengo a sottolineare quanto l’Independence Skeleton Chrono mantenga un’eccellente leggibilità a dispetto della scheletratura. Il cinturino in caucciù integrato, dall’effetto maglia milanese, unisce estetica, comfort e praticità.

    …e la meccanica dell’Independence Skeleton Chrono

    Attraverso il vetro zaffiro, il Calibro 8K rivela la propria anima: un cronografo flyback scheletrato il cui nome rende omaggio agli “Ottomila”, le 14 montagne più alte del mondo. Sviluppato in collaborazione con Manufacture AMT (il dipartimento interno a Sellita, specializzato in movimenti personalizzati), il calibro a carica automatica dimostra l’approccio pragmatico e innovativo di Norqain: formare partnership strategiche per combinare expertise tecnica e visione creativa. Oltretutto ha partecipato alla creazione Jean-Claude Biver, eminenza grigia del settore nonché membro del Consiglio di Amministrazione di Norqain, che deve aver contribuito all’ideazione delle specificità costruttive identitarie.

    Se si guarda il movimento dal lato fondello, infatti, si nota la particolare silhouette del ponte superiore, a forma di montagna. Il logo Norqain, che a sua volta ricorda un monte creato dall’incontro delle due N maiuscole, è poi intagliato nella massa oscillante. In questo modo, quando quest’ultima è “a riposo”, posta in basso, il ripetersi delle vette crea l’effetto di una catena montuosa meccanica in 3D. E poi ci sono le altre caratteristiche. La funzione flyback aggiunge all’orologio un valore d’uso concreto, con una risposta tattile precisa e soddisfacente dei pulsanti. La ruota a colonne mantiene una precisa funzionalità cronografica durante tutta la misurazione. Le 62 ore di autonomia contribuiscono alla costanza di marcia e ottimizzano le prestazioni, garantite anche dal certificato ufficiale di cronometro ottenuto dal Cosc.

    La mia opinione

    Durante le giornate primaverili di Ginevra, sotto le luci di Watches and Wonders, i due nuovi Independence Skeleton Chrono risplendevano con una vivacità inusuale per l’alta orologeria. I colori freschi e moderni, particolarmente il verde giada, sembravano catturare perfettamente l’energia della stagione estiva alle porte. Nonostante lo spessore di quasi 14 mm, l’orologio si adattava naturalmente alla forma del mio polso e mi è sembrato sorprendentemente comodo da indossare.

    La scelta di diversificare cromaticamente un modello affermato riflette un approccio strategico all’espansione del catalogo, consolidando l’identità del prodotto mentre offre nuove opzioni ai collezionisti. L’edizione verde giada, con una tiratura limitata a soli 500 esemplari, occupa una nicchia particolarmente interessante nel mercato, mentre la variante viola amplia l’offerta della collezione “regolare”. In quest’ottica consideriamo i prezzi al pubblico: 6.600 euro la versione viola, 6.800 la versione verde.

    Questa strategia di prodotto crea un equilibrio tra esclusività e accessibilità che distingue l’Independence Skeleton Chrono dai cronografi scheletrati di altre marche, generalmente più costosi. Proprio questo equilibrio posiziona il Brand come alternativa interessante sia per i collezionisti esperti in cerca di originalità, sia per i neofiti che desiderano un primo orologio alto di gamma significativo. La narrazione dell’azienda familiare indipendente risuona in un mercato sempre più attento all’autenticità. In un’epoca dominata da tendenze rétro, Norqain guarda avanti creando orologi che rispettano la tradizione senza esserne prigionieri.

  • Ripples Skeleton, lo scheletrato ad alta frequenza di Speake Marin

    Ripples Skeleton, lo scheletrato ad alta frequenza di Speake Marin

    È sempre un piacere per me parlare delle case orologiere indipendenti. In un mercato che conta oggi pochi grandi gruppi (LVMH, Richemont e Swatch Group i principali), in cui si aggrega la gran parte delle marche, le realtà che mantengono la propria indipendenza finanziaria e creativa meritano particolare attenzione. Come Speake Marin, Brand ginevrino ma di origini britanniche che da una ventina d’anni a questa parte crea orologi dal design identitario, dotati esclusivamente di movimenti di manifattura.

    Con una produzione di circa 600 pezzi l’anno e una collezione che comprende sei linee, la giovane ma promettente Casa si è già cimentata nell’ambito degli scheletrati. Un genere di grande richiamo, diventato negli ultimi decenni un banco di prova per tutti i segmenti del mercato, perché permette di esprimere un’idea, unica e personale, di gusto e di competenze tecniche attuali. Dopo aver esordito con l’Opeworked (Tourbillon e Dual Time), Speake Marin di recente ha proposto il Ripples Skeleton, ultimo nato della serie Ripples che dal 2022 rappresenta per la Marca la cosiddetta linea “sport-chic”. Orologi con cassa e bracciale (spesso integrato) in acciaio, di cui ogni casa, vista la domanda, sembra non poter fare a meno.

    Ripples Skeleton: appena 6,3 millimetri di spessore

    «Quanta bellezza!»: ecco cosa ho pensato quando i miei occhi si sono posati sullo Speake Marin Ripples Skeleton. I tratti distintivi della collezione Ripples li conoscevo già. Ne abbiamo infatti parlato diffusamente in merito ai precedenti modelli Ripples Dune Date e Ripples Metallic Green. Ma il Ripples Skeleton va oltre e conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, le abilità progettuali e costruttive dei maestri orologiai in forza all’azienda svizzera. Considerarlo infatti un semplice ampliamento di gamma sarebbe riduttivo.

    Tutto ruota intorno all’introduzione di un nuovo movimento, il calibro SMA07, più sottile (ma non solo) ed elegante degli SMA03-TD e SMA03-T. Montati, nelle varie versioni, nei tanti modelli con e senza data della stessa collezione. Inizio col dirvi che pur incrementando il numero dei componenti fino a 182, il nuovo movimento vanta una sottigliezza da alta orologeria. Solo 3,25 mm, i quali hanno permesso di ridurre lo spessore complessivo della cassa di quasi 3 mm. Dai 9,20 mm degli altri Ripples ai soli 6,30 mm del Ripples Skeleton (meglio del Bulgari Octo Finissimo).

    Chi punta agli orologi di classe sa bene che lo spessore è inversamente proporzionale all’eleganza. La cassa sottile assicura inoltre una migliore vestibilità e integrazione nel bracciale di acciaio, tanto da risultare più comoda al polso. Da questo punto di vista, lo Speake Marin Ripples Skeleton può considerarsi un punto di riferimento. Mentre il diametro resta invariato sui 40,3 mm: una misura che può catturare anche il cuore del pubblico femminile. Non cambia neanche il design: sul retro della cassa, si legge ancora la scritta “La City”, a ricordare l’architettura dell’omonimo quartiere finanziario di Londra cui si ispira. Identica nella forma, ma non nei materiali. Vediamo perché…

    Un nuovo acciaio più resistente e lucente

    Lo Speake Marin Ripples Skeleton alza l’asticella rispetto alle altre referenze della collezione Ripples introducendo l’uso di un nuovo acciaio. Cassa e bracciale integrato sono infatti realizzati non più nel classico acciaio 316L, ma nel più evoluto 904L. La scelta, dettata dalla continua volontà del marchio ginevrino di migliorare la qualità, porta a un orologio più resistente alla corrosione e all’abrasione, grazie alla presenza, nella lega metallica, del rame. Non solo. L’acciaio 904L assicura una maggiore brillantezza sia alle parti lucide, sia a quelle satinate, entrambe presenti sulla cassa e sulle maglie del bracciale. Per farvi capire di cosa parlo, vi dico che a far uso dello stesso acciaio da diversi anni è Rolex.

    L’alto livello di artigianalità riposto nella fabbricazione del Ripples Skeleton traspare dall’osservazione delle finiture che caratterizzano i componenti a vista dal movimento. Nulla è lasciato al caso e quasi tutto è lavorato a mano. La platina scheletrata, per esempio, è rodiata, ha superfici verticali satinate, profili smussati microbigliati e angoli lucidati.

    Le evidenti linee orizzontali ripercorrono lo stile del quadrante degli altri Ripples, con evidente richiamo al motivo a onde. Che, nella versione Skeleton non poteva comunque mancare. I progettisti di Le Cercle des Horlogers, il laboratorio di proprietà di Speake Marin nel quale si sviluppano i calibri “in-house”, lo hanno utilizzato per abbellire il contatore dei piccoli secondi. Rivestito di un trattamento Pvd nero, si trova a ore 1:30, come la Casa ginevrina ci ha da tempo abituati. La platina che lo compone, lavorata totalmente a mano, è sottile appena 0,3 mm. Lascio alle immagini sopra e alle didascalie il compito di descrivere nel dettaglio le altre parti dell’orologio al centro di questo articolo.

    SM07, il calibro del Ripples Skeleton

    A confermare quanto detto in apertura, e cioè che lo Speake Marin Ripples Skeleton non è un semplice ampliamento di gamma, ci pensa il movimento. Certo, l’orologio in questione è uno scheletrato, per cui c’era da aspettarsi che il calibro utilizzato non sarebbe stato lo stesso dei vari Dune Date, Metallic Green, Gold e via dicendo. Che Speake Marin puntasse però così in alto non era affatto scontato.

    Il calibro di manifattura SMA07 – 182 componenti montati su 27 rubini – offre infatti prestazioni superiori. Oltre a vantare finiture e meccanica da top di gamma, ne eleva la frequenza di funzionamento. L’SMA07 è il primo movimento del Marchio in cui il bilanciere lavora a 36.000 alternanze orarie, per una frequenza di funzionamento pari a 5 Hz. Ciò non solo determina una maggiore regolarità di marcia ma, per la gioia dei puristi, un avanzamento apparentemente privo di scatti, quindi molto più fluido, della lancetta dei piccoli secondi. Che, quando l’orologio è completamente carico, avanza incessantemente per 52 ore.

    Merita una menzione infine il micro-rotore di carica, bidirezionale, integrato nel movimento e ben visibile anche dal lato quadrante. Rodiato in superficie e impreziosito da un pattern in rilievo su entrambi i lati, contribuisce a ridurre al minimo lo spessore complessivo del calibro. Ricordo che il micro-rotore decentrato rappresenta di per sé una soluzione tecnica raffinata tipica dell’alta orologeria. Ma è ricorrente in tutti i calibri automatici della Marca, fino a diventarne una sorta di caratteristica costitutiva.

    Prezzo e considerazioni

    Lo Speake Marin Ripples Skeleton è un orologio in produzione limitata, come la gran parte delle referenze a catalogo. Un motivo in più per comprarlo è dato quindi dal valore collezionistico che potrebbe acquistare nel tempo. Il prezzo di 38.300 euro merita però la giusta attenzione. Ed è in buona parte giustificato dalla struttura scheletrata del calibro di manifattura SMA07. Di sicuro, non lascerà indifferente chi vuole distinguersi dalla massa, indossando un orologio assolutamente fuori dai soliti schemi e la cui qualità non sarà mai in discussione.

  • Montecristo Skeleton, il primo Locman scheletrato

    Montecristo Skeleton, il primo Locman scheletrato

    Esce oggi nei negozi il nuovo Montecristo Skeleton di Locman. Un’assoluta novità non solo perché è stato presentato da poco (ed è già in consegna), ma anche perché è il primo scheletrato della Casa elbana. Che così strizza l’occhio a una delle tendenze più seguite dell’orologeria contemporanea. E soprattutto festeggia il decimo anniversario del proprio modello più rappresentativo.

    Il Montecristo, infatti, nasce nel 2009 con due particolari caratteristiche: il movimento meccanico a carica automatica rielaborato dalla S.I.O., la Scuola italiana di orologeria, fondata da Locman nel 2006; e la cassa brevettata, in titanio e acciaio, leggera anche dal punto di vista estetico grazie a un’alternanza di pieni e vuoti creata dalle triplici anse. L’orologio negli anni ha dato vita a un’intera collezione, che diventa un “classico” del Marchio. E oggi si arricchisce del Montecristo Skeleton, che rappresenta un po’ la ciliegina sulla torta.

    Diciamo subito che si tratta di una scheletratura di nuova concezione (per capire a cosa mi riferisco, leggete qui). Il movimento cioè è scheletrato fin dalla progettazione, studiato al computer con appositi programmi che vagliano lo stile nel complesso e le capacità strutturali di ogni minimo componente; quindi è prodotto con macchine a controllo numerico, per ottenere una costruzione aderente appieno ai piani progettuali, con tolleranze al micron.

    In realtà il movimento del Montecristo Skeleton è un lavoro “a quattro mani”. È infatti realizzato da Depa Swiss, un’azienda indipendente con sede a Kaiseraugst, non lontano da Basilea, nella Svizzera tedesca. Ma il progetto è il risultato della collaborazione con i tecnici della S.I.O., che l’hanno modificato in alcuni dettagli importanti. Interventi finalizzati a migliorarne le prestazioni e a personalizzarne le finiture.

    Il calibro a carica automatica del Montecristo Skeleton, infatti, racchiude alcune caratteristiche degne di nota, presenti in genere in movimenti di fascia di prezzo superiore. Cioè un’autonomia elevata, compresa fra le 60 e le 72 ore; (il che significa poter lasciare l’orologio inutilizzato per tutto il weekend e ritrovarlo il lunedì mattina ancora funzionante). E una massa oscillante in tungsteno, un metallo pesante in grado di caricare la molla del bariletto in entrambi i sensi di rotazione.

    Da notare comunque anche il tipo di scheletratura. Dall’estetica essenziale, moderna, quasi geometrica, presenta linee rette e curve coerenti con l’architettura della cassa, in un insieme organico e ben calcolato. Per dirla con parole diverse, la struttura scheletrata del movimento si riflette in quella della cassa, altrettanto leggera e traforata. Come sempre in acciaio e titanio, rispetto al passato è stata però completamente ridisegnata: in particolare ha acquisito un telaio esterno con le triple anse integrate, una specie di “ponte” che abbraccia la carrure e la collega al cinturino.

    La costruzione, quasi “sospesa”, accentua l’idea di leggerezza, la sensazione aerea tipica della collezione, già presente appunto nell’alternanza di pieni e di vuoti. E si ritrova anche nel quadrante aperto sul movimento, con il réhaut che riporta i numeri romani e le lancette altrettanto scheletrate. A proposito, il Montecristo Skeleton supera il problema della scarsa leggibilità che affligge di solito gli orologi squelette, grazie alle lancette gialle, blu o nere. Colori decisi, contrastanti rispetto allo sfondo, ben visibili anche sullo sfondo del movimento.

    Come al solito traforato è anche il cinturino in silicone, in linea con gli esemplari precedenti della collezione. Il che lo rende ancora più piacevole al polso, perché permette all’epidermide di traspirare; e in più facilita la fuoriuscita dell’acqua in caso di necessità. Perché il Montecristo Skeleton non è certo un esemplare da immersione, ma è comunque impermeabile fino a 10 atmosfere. Un dato emblematico, che allude a un uso più disinvolto rispetto alla consuetudine degli scheletrati.

    Un’ultima considerazione, infine: il prezzo. Quello del Montecristo Skeleton parte dai 998 euro. Una piacevole sorpresa.

  • Orologi scheletrati, tendenza o tradizione?

    Orologi scheletrati, tendenza o tradizione?

    Sia chiaro: anche se gli orologi scheletrati (skeleton o squelette che dir si voglia) sono tornati prepotentemente di moda negli ultimi anni, appartengono alla tradizione. Fanno parte della storia dell’orologeria, anzi dell’alta orologeria: rappresentano quasi una forma d’arte, o almeno di artigianato artistico, sviluppata da secoli. La scheletratura trasforma infatti il movimento in una sorta di merletto, un pizzo meccanico completamente traforato.

    In passato, esistevano artigiani specializzati che impiegavano intere giornate di lavoro per eliminare con lime e seghetti quanto più metallo possibile da ogni componente del movimento. Assottigliavano al massimo platine, ponti, ruotismi, li riducevano all’osso (da qui forse il nome, “scheletrati”) fino al limite consentito dal cedimento strutturale; si fermavano, cioè, appena prima di provocarne la rottura. L’effetto finale dipendeva tutto dall’abilità e dall’esperienza del maestro “scheletratore” (ammesso si possa dire così), che lavorava secondo il proprio estro su un calibro pre-esistente.

    Si trattava insomma di una serie di operazioni delicatissime che rispondevano a esigenze puramente decorative. E il risultato, seppur notevole sotto il profilo del métier d’art, in tempi recenti poteva talvolta non incontrare i gusti del pubblico perché troppo manierato, se non perfino lezioso. La scheletratura venne quindi riservata a pochi, se non rari, esemplari dalla vocazione elegante, nel segmento più alto del mercato. Questione di costi e di gusti.

    Oltretutto gli orologi scheletrati più tradizionali comportavano (quasi) sempre due problemi. Uno: erano estremamente fragili, o comunque più fragili di quelli con movimenti “al pieno”; e andavano perciò trattati con la massima attenzione. E, due, potevano creare qualche difficoltà di lettura, dato che le lancette (anch’esse talvolta scheletrate e assolutamente prive di materiale luminescente) si vedevano a fatica sullo sfondo lavorato.

    Poi… poi ci fu una piccola rivoluzione. All’inizio degli anni Duemila, i progettisti di Cartier inventarono un nuovo tipo di scheletratura: tecnica, funzionale prima ancora che estetica. Ad avere l’idea, in particolare, fu una donna, Carole Forestier-Kasapi, tuttora responsabile della creazione dei movimenti della Maison. Che realizzò dei calibri scheletrati del tutto innovativi, dall’aspetto essenziale, quasi minimale. Sembravano sculture meccaniche e avevano un’architettura mai vista fino ad allora.

    Soprattutto, nascevano scheletrati già in fase di progettazione, non erano frutto del lavoro certosino di esperti artigiani. Li si studiava al computer in ogni minimo dettaglio, con i componenti sviluppati prima da specifici programmi di software e poi da macchine a controllo numerico con tolleranze micrometriche. Cosa che li rendeva più resistenti (nei limiti di un’organica fragilità) e soprattutto molto, molto meno costosi.

    Ecco, gli orologi scheletrati che oggi vanno per la maggiore – e che appartengono a una certa fascia di prezzo – sono tutti i diretti pronipoti di quei primi esemplari di alto lignaggio. Certo, i produttori ne evidenziano lo spirito “giocoso” con caratteri autoironici o con accenti colorati, nei vetri come nei dettagli. E possono piacere o meno (qui non si discutono le opinioni soggettive). Ma hanno tutti un grande merito: aver modernizzato la scheletratura, diventata ora una “complicazione” democratica.