Giornale Degli Orologi
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Tag: Sotheby's

  • News orologi: fatti, volti ed eventi – 11/05/2026

    News orologi: fatti, volti ed eventi – 11/05/2026

    Tra collaborazioni shock e palcoscenici d’eccezione, il mondo delle lancette sta attraversando un periodo di particolare fermento. Lo dimostrano proprio le News orologi di oggi, che spaziano a 360 gradi in ambiti diversi e riuniscono notizie di sport (in senso lato, con partnership e testimonial), costume, aste, mostre d’arte e altro ancora. Che si tratti di strategia del crossover, di marketing esperenziale o di presenze culturali, le News orologi di oggi dimostrano che le case non vendono più solo un oggetto fisico ma il mondo e i valori cui appartiene. Buona lettura!

    Atmosfere d’Umbria

    Si è conclusa ieri la Coppa della Perugina, prestigiosa manifestazione di auto d’epoca che ha visto ancora una volta Eberhard & Co. nel ruolo di Main sponsor e Cronometrista ufficiale. Quattro giorni di pura passione, cui hanno partecipato anche il due volte campione del mondo di rally Niki Biaison e il collezionista Corrado Lopresto, che ha portato una Lancia Augusta Berlina Lusso del 1934. Tra le 100 vetture in lizza, al primo posto della classifica generale si è piazzata l’Alfa Romeo Giulietta Spider del 1961 di Tomasi-Boschetti, mentre per la Rievocazione storica la Bugatti 37A del 1927 di Piantelli-Montaldi. Gli equipaggi vincitori sono stati premiati anche da Eberhard & Co.

    Fra ruote e ruotismi

    Una Ferrari 250 GTO in mostra alla scorsa edizione di FuoriConcorso

    Chi non conosce il Concorso d’Eleganza Villa d’Este? Durante la manifestazione, a Villa del Grumello e a Villa Sucota, sempre sul Lago di Como, sabato 16 e domenica 17 si terrà FuoriConcorso 2026, con il suo parterre di vetture leggendarie e visionarie concept car. Che ospiterà Time on Show, il “salotto” itinerante di orologi vintage dedicato ai collezionisti più esigenti. Anche in questa cornice, il format sarà lo stesso di sempre, voluto da Pier Luigi Santi, Auro Montanari e Paolo Borgomanero. Ogni dealer e ogni orologio presenti sono stati vagliati dal comitato di selezione, di cui fa parte anche Davide Parmegiani, Presidente di Monaco Legend Group.

    Per amor del Dohyo

    In Giappone , il sumo non un è un semplice sport. Piuttosto, è quel mix di ritualità, tradizione, religione e identità nazionale che da più di un millennio incarna l’essenza della cultura nipponica. Premessa necessaria perché Tudor ha annunciato un’inedita partnership con la Japan Sumo Association. L’ha motivata con una filosofia condivisa, e ha definito i rikishi, i lottatori di sumo, come l’incarnazione del motto “Born To Dare”. La loro vita, scandita da una disciplina ferrea e da allenamenti estremi, rifletterebbe lo spirito infuso dal Brand svizzero in certe sue creazioni. Come il Black Bay 68, con la cassa da 43 mm di diametro, posto al centro della collaborazione. Ci sta?

    Tra bandeja e vibora

    Audemars Piguet entra a piè pari nel mondo del padel. La Maison di Le Brassus è diventata infatti official timekeeper di Premier Padel, il circuito professionistico ufficiale che riunisce i migliori giocatori e i principali marchi a livello globale. E ha scelto come nuovo ambasciatore il campione argentino Agustin Tapia (accanto), cui ha messo subito al polso un Royal Oak Offshore Automatic Chronograph da 43 mm. Non solo. Ha anche preannunciato che svilupperà una rete di partnership con specifici club, in una serie di località – praticamente ovunque , destinate a creare nuove esperienze per la propria community e a far conoscere l’alta orologeria a un nuovo pubblico.

    Cronaca di un successo annunciato

    Il primo obiettivo di Swatch è stato già raggiunto: sui social non si parla d’altro. Da quando è uscito il primo teaser sulla collaborazione con Audemars Piguet, blogger e content creator non han più trovato pace. Ma se i più creativi hanno ipotizzato immaginari Royal Pop (alcuni davvero divertenti), altri hanno solo imbastito interminabili bla bla (un po’ meno no, eh?). Sta di fatto che stiamo tutti aspettando il 16 maggio, quando l’orologio sarà finalmente svelato. Per ora di certo si sa che monterà un Sistem51 e che probabilmente si potrà indossare tipo collana. Ed è logico pensare che avrà anche un prezzo popolare. Intanto, a chi fa il marketing di Swatch, chapeau!

    Il reale e l’immaginario

    Foto @cargiorda

    In occasione della 61a Biennale d’Arte, Swatch torna a Venezia con Flora Fantastica, un progetto che celebra il connubio di arte e natura, artificio e realtà. Nella storica serra dei Giardini Reali di San Marco, lla mostra festeggia il 15° anniversario dello Swatch Art Peace Hotel di Shanghai attraverso le opere di cinque ex artisti residenti, che qui reinterpretano il tema botanico: Stefania Orrù (Italia), Hammer Chen (Cina), Mustafa Boğa (Turchia), Elisa Insua (Argentina) e Chun Hua Catherine Dong (Cina/Canada). Tra pittura, ricamo, fotografia, scultura e realtà virtuale, ci si trova immersi in un ecosistema unico e suggestivo. Da vedere fino al 26 luglio, ingresso gratuito.

    Dal sottosuolo al cielo

    Per gli appassionati di storia locale in chiave orologiera, l’appuntamento è per sabato prossimo, 16 maggio, a Cremona (in Sala Puerari, via Ugolino Dati 4, ore 16). Dove si terrà il convegno La misura del tempo: orologi e orologiai a Cremona, appunto, promosso dall’Inner Wheel Club. Un incontro focalizzato proprio sulla lunga tradizione a tema della città: dalle antiche meridiane ritrovate nel territorio alle indicazioni delle eclissi fornite dal celebre orologio del Torrazzo, fino alle biografie degli artigiani locali. Tra i relatori, l’archeologo Gianluca Mete, il curatore dell’Astronomico Alessandro Maianti, e la storica Marisa Addomine, nota firma sulle nostre pagine.

    Aste da record

    S’intitola The Shapes of Cartier quella che Sotheby’s ha definito la più completa e importante collezione di orologi vintage della Maison parigina mai arrivata sul mercato. Oltre 300 gli esemplari dispersi nelle tre vendite all’incanto Important Watches. La prima si è tenuta a Hong Kong lo scorso 24 aprile: la sezione dedicata ha incassato 13,8 milioni di dollari Usa. Top lot: un Cartier London Crash del 1987 (accanto), venduto per 2 milioni di dollari. La seconda si è svolta ieri a Ginevra, e ha visto un Cartier Paris Mystère Tortue degli anni ’70 raggiungere i 254mila franchi svizzeri, quattro volte la stima iniziale. La prossima tornata sarà a New York il 15 giugno. Cosa ci riserverà?

    Sempre a proposito di aste da record, con i suoi 74,8 milioni di franchi svizzeri in totale The Geneva Watch Auction: XXII di Phillips è diventata quindi l’asta di orologi più ricca di sempre. Ben 14 i lotti che hanno superato il milione di franchi: al top il Patek Philippe 2523 battuto per 7,96 milioni, ma sono andati ben oltre le aspettative anche alcuni pezzi di marchi indipendenti. Come i due Chronomètre à Résonance di F.P.Journe: il “Souscription No. 18” aggiudicato per più di 4,87 milioni, e il “Pisa” per oltre 2,33 milioni. Il motivo di tanto successo? Lo spiegava qui Augusto Veroni, che lo definiva “uno degli orologi da polso più significativi del nostro secolo”.

    Moda? Mania?

    Foto @irinashayk

    Avete notato Irina Shayk, la scorsa settimana, nelle foto del Met Gala? No, non per il nude look, ma per il top tempestato di lancette. La modella russa indossava infatti un reggiseno-gioiello fatto di orologi: esemplari da polso, in acciaio o color oro, usati come bretelline, decoro centrale e fascia posteriore. Altri erano poi usati come ornamento: due bracciali alla schiava su ogni braccio, e perfino al collo come chocker (utilissimo per leggere l’ora!). Secondo gli esperti di moda, la creazione di Alexander Wang era un omaggio a La persistenza della memoria di Salvador Dalí. Secondo noi non c’era alcun riferimento agli “orologi molli”, ma il tema della serata era fashion is art…

    p.s. Le News orologi non dormono mai: sono spesso riaggiornate durante la settimana. Nei prossimi giorni, torna ancora su questa pagina per restare informato sulle novità del mondo delle lancette…

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 20/10/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 20/10/2025

    Tornano le Cronache dell’orologeria, per ora concentrate su aste, mostre-mercato, sport… e destinata come sempre ad ampliarsi nelle prossime ore. Ma è soprattutto una curiosità ad averci colpito: la notizia degli orologi Trump. La trovate subito qui sotto, in apertura. E poco importa che – basta guardare il video fino alla fine – gli orologi Trump non siano “progettati, posseduti, gestiti o controllati da Donal J. Trump né dalla Trump Organization...“. Anche il fatto che il Presidente dia in licenza il proprio nome e si presti a fare da testimonial ci lascia sconcertati… Quanto è diversa la mentalità americana?! Buona lettura.

    Commercial… reali

    Lo spot in cui Donal Trump promuove la propria linea di orologi, la scorsa settimana, ha fatto il giro del mondo. Uno scherzo? No, no: è proprio vero. A dire la verità, la collezione che porta il suo nome è stata lanciata a settembre 2024, però si era in campagna elettorale e c’era altro cui pensare. Ma evidentemente il Presidente ci tiene: e manda in onda sui notiziari via cavo nuovi commercial in cui è protagonista. Se date un’occhiata al sito ufficiale, troverete il solo tempo Fight Fight Fight! da 499 dollari o il simil GMT-Master da 799 dollari con movimenti giapponesi, ma anche il tourbillon Swiss made da 100mila… Robe da matti.

    Cronache dell’orologeria… all’incanto – 1

    Segnatevi in agenda il 9 novembre: a Ginevra, Sotheby’s organizza A Celebration of Breguet’s 250th Anniversary, la più grande asta di orologi Breguet degli ultimi 30 anni. E non solo: anche la prima curata insieme alla Maison, in collaborazione con il Direttore del Patrimonio Emmanuel Breguet, discendente del fondatore. Sotto il martelletto finiranno orologi da polso ma soprattutto da tasca, alcuni dei quali hanno fatto la storia dell’orologeria. Come il Perpetuelle à Tact datato 1827 e appartenuto a Giorgio IV di Hannover, re del Regno Unito, il cui monogramma decora il fondello (accanto). Di sicuro, ne riparleremo.

    Cronache dell’orologeria… all’incanto – 2

    È ufficiale: il 6/7 dicembre prossimi, Phillips New York metterà all’asta il prototipo dell’F.P.Journe FCC, donato dallo stesso Journe a Francis Ford Coppola, come frutto della loro “artistica” collaborazione. Si tratta di uno dei tre esemplari assemblati direttamente dal Maestro -un altro è conservato nel Museo F.P.Journe, e l’ultimo (in versione blu) è andato in beneficenza a Only Watch 2021 – ed è stimato dalla Casa d’Aste oltre un milione di franchi svizzeri. Il grande regista disperde infatti 7 esemplari della propria collezione – un Chronomètre à Resonance sempre di Journe, e poi due Patek, un Breguet, un Blancpain e un IWC – per finanziare la propria arte. Mah…

    Cronache dell’orologeria… all’incanto – 3

    Sempre da Sotheby’s, lo stesso giorno, e sempre a Ginevra, si svolgerà anche Important Watches. Un’altra asta di cimeli storici, tra cui vanno ricordati almeno la pendulette mystérieuse Portico di Cartier appartenuta a Gunter Sachs, e il Rolex Oyster di proprietà di Mercedes Gleitze (accanto). Siamo curiosi di vedere quali cifre spunteranno… E merita un cenno anche Exceptional Discoveries: The Olmsted Complications Collection, prevista per dicembre a New York. Che disperderà la raccolta di complicatissimi Patek Philippe riunita dal collezionista e filantropo americano Robert Olmsted nell’arco di 60 anni. Ne riparleremo, bis.

    Un tassello di storia

    Il 10 ottobre scorso, Eberhard & Co. ha festeggiato il World Watch Day con una nuova acquisizione, che sarà esposta al Museo aziendale a La Chaux-de-Fonds: un bel cronografo da polso, datato 1941. Con la cassa di 40 mm di diametro e il quadrante con doppia scala (tachimetrica lungo il perimetro e telemetrica al centro), l’esemplare è animato dal calibro EB 1600: un 16 linee a carica manuale con funzione flyback. Testimone della prima stagione dei cronografi prodotti dalla Maison de l’Aigle, iniziata negli anni Trenta, è l’espressione della vocazione tecnico-sportiva avviata fin dagli albori dal fondatore, Georges-Lucien Eberhard”. Una new entry ricca di fascino.

    Passione vintage

    Si tiene a Bologna nei prossimi giorni, dal 23 al 26 ottobre, Time on Show. Vale a dire la terza edizione italiana del Salone del “secondo polso”, organizzato da tre eminenze grigie del settore: Pier Luigi Santi, Auro Montanari (alias John Goldberg) e Paolo Borgomanero, che selezionano personalmente gli espositori. Una vetrina per pezzi rari e pregiati che attira grandi collezionisti e appassionati newbie. Ma non un semplice evento commerciale: piuttosto, un salotto in cui è possibile coltivare la cultura dell’orologeria vintage. Da visitare.

    Orologiai per un giorno

    La location è un vero e proprio gioiello d’arte e d’architettura: Villa Casati Stampa di Soncino, a Cinisello Balsamo. Ed è la cornice perfetta per le attività di Orologiko Mania, la mostra-mercato allestita dall’omonimo forum nel weekend dell’1 e 2 novembre. Come la Conversazione a sorpresa sulla storia dell’orologeria con “la nostra” Marisa Addomine. O il Corso di avvicinamento tecnico in collaborazione con la Scuola Orologiai Torino, la più antica in Italia. Un evento da non perdere – come sempre a ingresso libero, dalle 10 alle 16.30 (dalle 9 per i soci). Per iscriversi alla sessione tecnica: orologikoaps@gmail.com

    Nati per correre

    Roma in festa per la corsa più smart dell’anno! Lo scorso weekend, alla Wizz Air Rome Half Marathon, Sir Mo Farah ha infiammato il Villaggio con un warm-up esplosivo firmato Huawei. Protagonista al polso della leggenda somalo-britannica – 4 ori olimpici e 6 mondiali – c’era il nuovo Watch GT 6. Trenta i fortunati che hanno corso al suo fianco, dopo aver partecipato a una challenge sull’app Huawei Health. Fra tecnologia, emozione e selfie con il campione, la Città Eterna ha così celebrato in grande stile l’inizio della stagione delle maratone. Fabio Parri

    p.s. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Maggio, un mese in asta. Con rarità milionarie

    Maggio, un mese in asta. Con rarità milionarie

    Maggio è un mese ricchissimo per le aste di alta orologeria, con Phillips e Christie’s a farla da padrone. Solo nel weekend appena passato, diversi appuntamenti a Ginevra tenuti dalle due case d’asta hanno portato a un totale di vendite da capogiro: quasi 100 milioni di franchi svizzeri. Merito degli orologi rarissimi finiti sotto il martelletto, sia di marchi top sia di brand indipendenti, e di una collezione speciale legata a Rolex e al Sultanato dell’Oman. Ma andiamo con ordine.

    Il boom di Phillips

    Ai vertici dei risultati Phillips in Association con Bacs & Russo, che nell’asta The Geneva Watch Auction: XVII ha totalizzato vendite per oltre 48 milioni di euro. Le stime pre-vendita erano state piuttosto caute e questo sembra aver suscitato interesse, in particolare per i lotti più rari e desiderabili.

    Tra gli highlight, i tre orologi che si sono spartiti il podio: nemmeno a dirlo, Rolex e Patek Philippe. Il lotto più pagato è stato il 102, un Rolex Daytona Ref. 6270 “The End Game” del 1988, venduto per 3 milioni e 690mila franchi (circa 3 milioni e 800mila euro), un esemplare in oro giallo con quadrante in pavé di diamanti, indici con zaffiri e lunetta con diamanti baguette. Segue il lotto 23, un Patek Philippe Ref. 2499 calendario perpetuo seconda serie in oro rosa del 1950, battuto per 3 milioni e 200mila franchi (circa 3 milioni e 300mila euro). Terzo posto per la stessa referenza di Patek, ma in oro giallo e datata 1951: 2 milioni e 360mila franchi (circa 2 milioni e 400mila euro).

    Merita un cenno anche il prototipo del Biver Carillon Tourbillon Minute Repeater in titanio con quadrante in ossidiana, battuto da Aurel Bacs in persona e in presenza dello stesso Jean-Claude Biver. La cifra raggiunta – 1 milione 270mila franchi – si commenta da sola.

    Christie’s milionaria

    Mentre venerdì 12 maggio Christie’s ha organizzato Rare Watches, che ha venduto il 98% dei lotti per un totale di 26 milioni e 513mila franchi svizzeri. Del totale degli orologi battuti, sei hanno superato il milione di franchi, quattro i 500mila franchi. Dispersi diversi pezzi vintage introvabili, ma a monopolizzare il podio ci ha pensato Patek Philippe. Medaglia d’oro al Lotto 84, l’edizione limitata in acciaio del Nautilus per Tiffany & Co. venduta per 2 milioni e 233mila franchi. Medaglia d’argento al Lotto 138, il Patek Philippe Ref. 3974 2497R venduto per quasi 2 milioni di franchi. Bronzo al Lotto 132, un Patek Philippe Ref. 2499 prima serie venduto per 1 milione e 618mila franchi (partiva da una stima tra 1 milione e 200mila e 1 milione e 800mila).

    Naturalmente i riflettori si sono accesi anche su Rolex, grazie a un’ampia selezione di pezzi realizzati per il Sultanato dell’Oman, ben sette. Ha spiccato il raro cronografo Daytona Ref. 6269 con lunetta incastonata di diamanti e quadrante e bracciale tempestati di diamanti e zaffiri, realizzato intorno al 1985 e venduto per 1 milione e 134mila franchi. Anche tutti gli altri sei pezzi vintage e moderni, ordinati una volta da Sua Maestà Sultan Qaboos Bin Said Al Said, sultano dell’Oman, che recavano l’emblema di Khanjar o la firma del sovrano, sono stati venduti.

    Asta da star per F.P. Journe

    Nella sezione dell’asta Independent Watchmakers si è fatto invece notare un orologio di F.P. Journe, confermando il grande interesse che la comunità internazionale di collezionisti continua ad avere per i pezzi del Maestro marsigliese. Il Lotto 96, un raro orologio da polso Tourbillon Souverain Ruthenium in platino, in edizione limitata, prodotto intorno al 2003, è stato battuto per circa 530mila franchi.

    E a proposito di F.P. Journe, il giorno dopo Rare Watches, è stata la volta della vendita The Art of F.P. Journe, la prima asta dedicata a un orologiaio indipendente vivente. Qui Christie’s ha venduto tutti i pezzi all’incanto, con un realizzo di 13 milioni e 665mila franchi, +175% sopra la stima base. 

    L’area Europa-Medio Oriente ha rappresento il 52% degli acquisti, seguita dalle Americhe con il 28% e dall’Asia-Pacifico con il 20%. Dato interessantissimo: il 29% degli acquirenti e offerenti era costituito da Millennial. Il lotto più caro della vendita è risultato un orologio da polso Tourbillon Souverain “Souscription 2/20” in platino, realizzato intorno al 1999 e battuto per 2 milioni e 707mila franchi.

    Il record di Sotheby’s

    Per passare da Sotheby’s Geneva, all’interno delle vendite della Luxury Week, lunedì scorso si è raggiunto un nuovo record mondiale con un Rolex Daytona “John Player Special” ref. 6241 del 1969 in oro giallo, battuto per 2 milioni e 238mila franchi. Sarà per l’effetto anniversario – quest’anno la collezione Cosmograph Daytona spegne 60 candeline -, sarà perché i quadranti Paul Newman sono i più desiderati sul mercato del secondo polso, sta di fatto che l’orologio ha superato tutte le aspettative. La stima iniziale infatti andava dai 600mila al milione e 200mila franchi…

    Al di là delle condizioni incredibilmente buone dell’esemplare, oltretutto mai revisionato in più di mezzo secolo di vita, nella valutazione finale ha giocato un ruolo importante la sua effettiva rarità. Questo modello è chiamato così per la particolare colorazione nero e oro, che rievoca quella dell’omonimo pacchetto di sigarette, nonché la livrea del Team Lotus F1 che l’azienda del tabacco britannica sponsorizzò negli anni Settanta e Ottanta. E pare che dei tremila esemplari della Ref. 6241 prodotti in totale da Rolex, solo 300 siano stati realizzati interamente in oro giallo; e fra questi, poche unità avevano l’ambito display John Player Special. Si comprende, insomma, perché l’asta si sia risolta in 8 combattutissimi minuti e 7 offerte differenti.

    Uno sguardo al prossimo futuro

    Ma il mese delle aste non è finito qui. Dal 18 al 30 del mese si tiene infatti l’asta Christie’s Watches Online: The Geneva Edit, con straordinari orologi legati dall’affinità tra alta orologeria e alta gioielleria. Un’ampia selezione dei pezzi all’incanto sarà esposta nel nuovo ufficio Christie’s di Ginevra tra il 22 e il 26 del mese. Tra questi, l’Astronomia Flawless Diamond di Jacob & Co., la cui stima è stata fissata tra 200mila e 400mila franchi.

    Intanto, il 23 maggio, Phillips organizza The Imperial Patek Philippe Sale, un’asta monotematica focalizzata sul Patek Philippe Calatrava Quantième Lunaire Ref. 46QL appartenuto all’ultimo Imperatore della dinastia Qing, Aisin-Gioro Puyi. Datato 1937, con la cassa in platino e il quadrante “roulette”, è un esemplare di cui finora non si conosceva neppure l’esistenza, ma dalla storia avventurosa, testimoniata da una ricca documentazione. Per approfondirla, vi rimando al sito ufficiale della casa d’aste. Qui mi limito alla quotazione iniziale: 3 milioni di dollari (americani).

    Capolavori da tasca per Christie’s

    Infine, ancora Christie’s chiuderà il proprio mese a Hong Kong con un’asta dedicata a preziosissimi orologi da tasca. Important Watches si terrà il 26 maggio e presenterà straordinari esemplari del XIX, XX e XXI secolo, tanto accattivanti quanto unici. Sarà un’asta dal vivo, nella quale si distingueranno, tra gli altri, due orologi ricercatissimi.

    Si tratta di un Audemars Piguet Ref. 25630 Grand Complication, con quadrante con pavé di diamanti, e il più antico “miniature watch” conociuto di Patek Philippe con una complicazione orologiera della leggendaria Maison di Ginevra, forse la più piccola mai realizzata.

    Il primo, numerato “001”, si ritiene sia un pezzo unico. Secondo gli archivi di Audemars Piguet, l’ébauche è stata acquistata da LeCoultre & Cie nel 1973, anche se probabilmente risale agli anni ‘30, uno dei secoli d’oro delle grandi complicazioni. L’orologio è stimato tra i 550mila e 1 milione e 100mila dollari di Hong Kong (65mila/130mila euro).

    Il secondo è una ripetizione minuti con un diametro di 24,5 mm, forse la più piccola mai creata dalla Maison. L’orologio è completamente nuovo sul mercato ed è rimasto nascosto al pubblico per 135 anni, dalla sua produzione nel 1888.

    Una nuova aggiunta agli orologi complicati storici del XIX secolo di Patek Philippe, descritta così dall’ex Direttore del Museo Patek Philippe, Arnaud Tellier: «Questo orologio in miniatura è uno dei più grandi successi di Philippe del XIX secolo. Era e rimane uno dei capolavori della manifattura ginevrina». Stimato tra gli 800mila e i 2 milioni e 400mila dollari di Hong Kong (94mila/280mila euro).

    Faraone protagonista a Milano

    In casa nostra, chiuderà il mese un importante appuntamento di Faraone Casa d’Aste. Gioielli e orologi delle maison più prestigiose come Cartier, Bulgari, Van Cleef & Arpels ma anche luxury good con borse Hermès. Questo il ricco ménu dell’asta in programma nel “Salotto Faraone” al Portrait Hotel di Milano il 24 maggio.

    Tra gli orologi più interessanti all’asta durante la sessione pomeridiana, il best in show – arrivato a catalogo chiuso – sarà un Rolex Daytona Special Edition (Ref: 1165994RU), con cassa e quadrante incastonati da un pavé di diamanti e rubini carré. Sotto il martelletto cadrà anche un Rolex Date Just Ovettone mille righe, anni ’50, con cassa in oro giallo.

    Sempre dello stesso periodo, un Patek Philippe Lady a carica manuale, con cassa da 14mm in oro giallo e cinturino a coda di topo nero, corredato di astuccio originale dell’epoca. Del decennio appena precedente, un Vacheron Constantin Ref. 47245/00R, 2005, con movimento automatico e calendario perpetuo, in oro rosa, con scatola originale e garanzia.

  • Investing in Wristwatches: Rolex. Un libro per chiarirsi le idee

    Investing in Wristwatches: Rolex. Un libro per chiarirsi le idee

    I collezionisti apprezzeranno il libro Investing in Wristwatches: Rolex (ACC Art Books). Perché? Ci sono collezionisti e collezionisti. Anche nel mondo dell’orologeria è, infatti, il caso di fare delle distinzioni. Per alcuni, collezionare orologi da polso significa apprezzarne il valore, appagare un piacere – estetico, stilistico, culturale – del tutto personale, considerando gli oggetti in questione vere e proprie forme d’arte. Come resistere al richiamo di un mondo fatto di complessità meccanica, di ingranaggi e lancette, di squisitezza del design?

    Per altri, invece, collezionare esemplari da polso è un autentico investimento, in cui il valore è importante quanto e forse più della forma estetica e dei contenuti meccanici. In questo caso, quindi, è più che mai indispensabile – per tutti e non solo per i neofiti alle prime armi – avere qualcuno o qualcosa che faccia da guida. Un’opera che aiuti a districarsi fra i tanti modelli, con relativo valore di mercato, a cominciare dalla marca che più di ogni altra è nelle mire degli speculatori. Ed è a questo punto che Investing in Wristwatches: Rolex si fa apprezzare.

    Gli autori…

    Anche perché gli autori del libro, uscito qualche mese fa e disponibile in inglese oppure in francese, sono due esperti di provata notorietà. Entrambi fra l’altro hanno origini italiane, anche se la loro fama travalica i confini nazionali e li rende conosciuti (e ri-conosciuti) a livello globale. Osvaldo Patrizzi non ha bisogno di presentazioni: fondatore di Antiquorum, è da molti considerato il fautore del mercato del collezionismo. Nel corso della sua lunga e illustre carriera, è stato responsabile della vendita di oltre il 75 per cento di tutti gli orologi venduti in asta, con un giro d’affari di oltre un milione di dollari. Per questo è annoverato fra i venti uomini più importanti dell’intera orologeria mondiale.

    Appassionata d’arte (in senso lato), di stile e di moda, Mara Cappelletti è giornalista e scrittrice. È una delle maggiori figure di riferimento nel panorama nazionale della gioielleria, sia come storica che come critica (quindi con una profonda conoscenza degli esemplari del passato ma anche con una particolare competenza e sensibilità verso i gioielli contemporanei). Curatrice di molteplici esposizioni, autrice di numerosi volumi, insieme allo stesso Patrizzi tra l’altro ha realizzato, una decina di anni fa, I Maestri del Tempo (24 Ore Cultura), una raccolta di monografie dedicate ai principali maestri e maison di orologeria.

    … e i contenuti di Investing in Wristwatches: Rolex

    Nelle 320 pagine di Investing in Wristwatches: Rolex, arricchite di quasi 500 illustrazioni, i due autori offrono approfondimenti dettagliati sul mondo dell’autenticazione degli orologi da polso di alto valore. Il volume concentra infatti l’attenzione sui principali modelli della Casa della Corona con le relative quotazioni d’asta. Si tratta di esemplari sotto i riflettori per diverse ragioni: eccellenza tecnica, record d’asta, design e storia, ricca di aneddoti. Per ciascuno, la dettagliata descrizione è accompagnata da una foto identificativa, dai riferimenti e dai valori della vendita (diritti inclusi). Non solo.

    Il libro comprende anche un’analisi comparativa dei risultati d’asta, elaborati grazie alla collaborazione degli autori con Sotheby’s (non a caso, nell’introduzione ci sono due interventi firmati dal Presidente della Divisione orologi della stessa Casa d’aste, Daryn F. Schnipper); un’analisi che traccia, per marca e orologio, l’evoluzione dei prezzi nel tempo, dagli anni Ottanta fino ai giorni nostri. Inoltre include un sistema per calcolare il tasso di cambio della valuta al momento della vendita. Insomma, Investing in Wristwatches: Rolex è una sorta di manuale per gli appassionati che vogliono trasformare in investimento una passione.

    N.B. Investing in Wristwatches: Rolex dovrebbe essere il primo libro di una serie, una collana con lo stesso titolo. In effetti è già prevista l’uscita del secondo volume: Investing in Wristwatches: Patek Philippe, dedicato appunto all’altra maison più quotata nelle vendite all’incanto. Speriamo solo che qualche editore si prenda la briga di pubblicare la traduzione italiana di entrambi. L’interesse da parte del pubblico nostrano esiste, ne siamo certi.