Giornale Degli Orologi
Menu
Menu

Tag: Travel Time

  • Patek Philippe 5924G: il cronografo Calatrava per grandi viaggiatori

    Patek Philippe 5924G: il cronografo Calatrava per grandi viaggiatori

    Ci sono orologi che per tradizione, eleganza e quantità di complicazioni non risentono del tempo che passa. Patek Philippe, per esempio, ne ha diversi in collezione. La referenza di cui vi parlo in questo articolo, grazie alla maestria riposta nella realizzazione del calibro CH 28-520 C FUS a carica automatica, è tanto attuale oggi quanto lo sarà negli anni a venire. È il Patek Philippe 5924G Calatrava Pilot Travel Time Flyback Chronograph. Il nome, di per sé, ne anticipa il fascino: identifica l’orologio come Calatrava e lo colloca quindi in una delle collezioni storiche più apprezzate e riconosciute della Manifattura ginevrina. Ma svela anche di più: il termine Pilot lo riporta ai modelli del 2015 ispirati agli orologi per aviatori che la stessa Patek ha introdotto negli anni Trenta del secolo scorso. Gli ingredienti per fare del Patek Philippe 5924G un complicato senza tempo, quindi, ci sono tutti. Vediamo perché.

    Complicazioni ed estetica in stile Patek

    La Referenza 5924G, che a catalogo identifica il Calatrava Pilot Travel Time Flyback Chronograph – ed è declinata nelle due varianti “-010”, con quadrante blu-grigio soleil, e “-001”, con quadrante laccato verde kaki -, è la prima della collezione a integrare un cronografo. Non un cronografo qualsiasi, ma un cronografo flyback (o, come dicono i francesi, retour en vol). Che, nel caso dell’esemplare in questione, affianca il doppio fuso orario, l’indicazione giorno/notte per le ore di casa e locali, oltre al datario a lancetta a ore 6. Caratteristiche ricercate da chi, orologio al polso, si sposta continuamente da un lato all’altro del mondo.

    Noto subito, mettendo a confronto questo modello con quello del 2018 (Ref. 5524R-001), senza cronografo e con cassa in oro rosa, che la Manifattura ha sostituito i due pulsanti di sinistra deputati alla regolazione dell’ora locale con due correttori inseriti nella carrure che scompaiono alla vista. Una soluzione che preserva l’armonia estetica dell’orologio, vista la presenza dei due pulsanti a destra del cronografo flyback.

    Cos’è e a cosa serve il cronografo flyback

    Prima di spiegarvi in cosa consiste un cronografo flyback, riporto quanto Patek Philippe suggerisce nel manuale di istruzioni dell’orologio. E cioè che il cronografo può restare sempre in funzione senza inficiare sull’autonomia, che complessivamente si attesta fra 45 e 55 ore. A patto che l’orologio sia indossato regolarmente e caricato a fondo, mantenendo la molla nel suo range di funzionamento ottimale. Tenere il cronografo sempre attivo significa far sì che la lancetta centrale dei secondi cronografici funga da “normale” lancetta dei secondi. In questo modo Patek accontenta chiunque voglia vedere qualcosa muoversi ogni volta che punta gli occhi sul quadrante dell’orologio.

    Ma torniamo al cronografo flyback e vediamo cosa lo differenzia da un cronografo tradizionale. O, per meglio dire,” semplice”. In genere, il cronografo si attiva e si arresta con il pulsante a ore 2. Dopo che è stato fermato, il pulsante a ore 4 riporta a zero le lancette crono. Premere il pulsante di azzeramento senza che il cronometraggio sia stato arrestato può addirittura danneggiare il calibro. Tutto questo in un cronografo flyback non succede. Mentre il pulsante al 2 avvia e arresta il cronografo, quello al 4 azzera e fa ripartire istantaneamente il cronografo a ogni pressione. Il che permette di misurare intervalli di tempo in sequenza e senza sosta, agendo su un solo pulsante. Anche infinite volte, senza rischiare di danneggiare l’orologio.

    La funzione flyback affonda le origini nei primi decenni del secolo scorso, quando la navigazione aerea dipendeva esclusivamente da mappe cartacee, bussole e orologi da rilevamento. Questa complicazione permetteva gli aviatori di cronometrare singole tratte di volo o virate senza perdere quei secondi necessari ad arrestare e azzerare continuamente le misurazioni. Forse, oggi, un cronografo simile non serve a tutti, ma in termini di capacità realizzative si colloca nell’olimpo dell’alta orologeria.

    Come funziona la funzione Travel Time di Patek Philippe

    Introdotta proprio con la serie Pilot, la funzione Travel Time si traduce nella presenza di due distinte lancette delle ore. La prima, quella traforata, indica l’ora di casa, cioè del luogo di partenza, quello in cui si vive di solito, ed è intesa come punto di riferimento. La seconda lancetta, piena e rivestita di materiale luminescente (come quella dei minuti), indica invece l’ora locale, ossia l’ora del luogo in cui, per piacere o per lavoro, ci si trova. È evidente quanto la funzione Travel Time sia dedicata a chi viaggia.

    Non solo. È anche estremamente facile da regolare, in accordo con la filosofia della Maison che ha fatto della “semplicità d’uso” delle complicazioni un proprio mantra. Se ci si sposta verso ovest, rispetto alla propria residenza, occorre premere il correttore contrassegnato dal simbolo “-” (a ore 10) tante volte quante sono le ore di differenza fra i due fusi. Se si viaggia verso est, si deve agire sul correttore “+” (ore 8) per avanzare in senso orario del numero di ore necessarie. La lancetta delle ore locali è saltante, nel senso che scatta di un’ora esatta alla pressione del correttore. Quando si torna a casa, basta riportare la lancetta dell’ora locale sotto quella dell’ora di casa: la sovrapposizione è perfetta al punto di farla scomparire.

    Ma come sapere, quando si è in viaggio, se ci si riferisce a un orario prima o dopo mezzogiorno? Il dubbio dell’AM (ante meridiem) o PM (post meridiem) è importante soprattutto per stabilire che ore sono “a casa” (perché per l’ora locale basterebbe guardar fuori dalla finestra). Ma per amor di simmetria, Patek fornisce la risposta per entrambi i fusi orari. Sempre in modo semplice, affidata com’è alle due piccole finestrelle rotonde contrassegnate rispettivamente dalle scritte “local” e “home”. Il blu indica la notte, il bianco il dì.

    E la data?

    In un orologio pensato per garantire una perfetta collocazione temporale a ognuna delle nostre azioni, non poteva certo mancare il datario, sempre riferito all’ora locale. Patek Philippe, nella collezione Calatrava Pilot Travel Time, lo ha concepito a lancetta e lo ha collocato in un contatore a ore 12, con lo stesso diametro di quello dei minuti cronografici. Il numero 1 è di colore rosso. Non vi è una ragione particolare: semplicemente, gli orologiai di Patek hanno voluto far risaltare visivamente il primo giorno del mese.

    A parte questo, il datario non è in grado di correggersi autonomamente nel passare da un mese di 30 giorni a uno di 31, tantomeno nel passaggio da febbraio a marzo. Ricordiamoci che non siamo di fronte a un calendario annuale, né a un calendario perpetuo, che aggiungerebbero complicazioni alla complicazione. La correzione quindi deve essere effettuata manualmente, cinque volte l’anno, alla fine dei mesi con meno di 31 giorni, con una piccola pressione sul correttore invisibile posto sulla carrure tra le ore 12 e le ore 1. Importante: come in tutti gli orologi meccanici, la correzione non va fatta in corrispondenza del cambio effettivo di data, quindi tra le ore 22 e le 2 del mattino seguente.

    Il prezzo del Patek Philippe 5924G

    Sarà che quando scrivo di un orologio finisco per innamorarmene, sarà che alla Manifattura svizzera per eccellenza concediamo quasi tutto, ma gli 84.229 euro necessari per comprare il Patek Philippe 5924G Calatrava Pilot Travel Time Flyback Chronograph non mi sembrano poi così tanti, considerata “la sostanza” dell’orologio.

    Il prezzo è lo stesso per entrambe le versioni ed è almeno in parte giustificato dalla notevole quantità di oro utilizzata per costruirlo. Sono infatti realizzati in oro bianco la cassa da 42 mm di diametro per 13,05 mm di spessore, le lancette e gli indici delle ore, i pulsanti crono, la corona e la fibbia ad ardiglione. In più il prezioso metallo si ritrova anche nel rotore di carica, in oro giallo 21 carati (con tanto di Croce di Calatrava).

    Tutto il resto lo fanno le complicazioni a bordo. Il movimento CH 28-520 C FUS, rigorosamente ideato e costruito in-house, integra un cronografo flyback di ultima generazione. Lo si ritrova anche nel Nautilus Ref. 5990, ma non è il caso di parlarne qui. Lascio la descrizione dettagliata alle didascalie delle immagini nella galleria in alto.

    In sintesi

    CaratteristicheSpecifiche del Patek Philippe 5924G
    NomeCalatrava Pilot Travel Time Flyback Chronograph
    Referenza5924G-001 verde kaki / 5924G-010 blu-grigio
    CassaOro bianco, 42 mm di diametro x 13,05 mm di spessore
    CalibroCH 28-520 C FUS a carica automatica
    FunzioniOre, minuti, cronografo flyback, secondo fuso orario con doppia funzione giorno/notte, datario
    Autonomia55 ore
    Prezzo84.229 euro

  • Patek Philippe 5524G, il nuovo look del Travel Time

    Patek Philippe 5524G, il nuovo look del Travel Time

    Ma chi l’ha detto che l’abito non fa il monaco? A guardare gli orologi presentati negli ultimi tempi da Patek Philippe, la smentita al vecchio motto popolare arriva forte e chiara. Perché la Maison ginevrina ha saputo operare una serie di restyling estetici capaci di trasformare l’essenza di certi esemplari in catalogo. Lo ha fatto per esempio con la Grande Complicazione 5370R-001, un cronografo sdoppiante dal modernissimo appeal, e con le Ore del Mondo, diventate più “informali” che mai con il modello 5330G-001. Ma lo ha fatto anche con il nuovo Calatrava Pilot Travel Time 5524G-010, che da qui in poi per comodità chiameremo solo con il numero della referenza: Patek Philippe 5524G.

    La novità, lo ripeto, sta tutta nel look: la cassa rimane di 42 mm di diametro ma acquista un luminoso quadrante avorio e lo abbina a un cinturino verde kaki. Niente di trascendentale, è vero. Quanto basta, però, per rendere l’orologio completamente diverso: più giovane, più fresco e sportivo, o meglio sportivo-chic. Un rinnovamento capace di ravvivare nel profondo la collezione – finora molto classica, concentrata com’era sui toni del blu e del cioccolato. Ma soprattutto in grado di far leva sul buon gusto delle ultime generazioni di manager facoltosi e businessmen alto spendenti. In pratica, il pubblico di Patek a livello internazionale.

    Una decade di storia

    Del resto, quello che oggi è univeralmente riconosciuto come un “grande classico” della Manifattura, dieci anni fa – al momento del lancio – non fu ben compreso. O perlomeno non subito. A Baselworld 2015, il Calatrava Pilot Travel Time Ref 5524G-001 (questo il nome esatto del primo esemplare) venne visto come qualcosa di anomalo nella produzione Patek Philippe. I soliti tromboni (e meno male che all’epoca non c’erano blogger e youtuber…) lo etichettarono come “militare”, lontano dalla tradizione della Casa. Beata ignoranza. Più che un orologio militare, in realtà, era un orologio da aviatore – come quel Pilot nel nome stava correttamente a indicare.

    In effetti prendeva ispirazione da due siderometri (vale a dire orologi ad angolo orario) realizzati dalla Casa nel 1936, conservati al Museo Patek Philippe. Stessa idea di “strumento di volo”, stessa leggibilità di base. Sostituiva però le funzioni utili alla navigazione aerea con un secondo fuso orario, governato dall’esclusivo sistema Travel Time. Un dispositivo brevettato da Patek nel 1959 e poi perfezionato con un altro brevetto nel 1996, estremamente semplice da usare. In poche parole, un sistema formato da due lancette centrali dell’ora e da due pulsanti che permettono di correggere l’orario locale con scatti di un’ora, avanti o indietro. E poi la data, indicizzata sull’ora locale.

    Presentato in origine con la cassa di 42 mm di diametro in oro bianco con quadrante blu, negli anni successivi conosce ulteriori sviluppi. Nel 2018 esce in due formati – accanto al 42 mm, anche 37,5 mm -, in oro rosa con quadrante bruno. Nel 2019, si evolve nella Grande Complicazione Alarm Travel Time, che associa il doppo fuso orario alla funzione di sveglia improntata sulle 24 ore. Poi, nel 2020, è la volta della medium size in oro bianco, senza dimenticare le edizioni speciali, in serie limitata, realizzate per le esposizioni di New York, nel 2017, e di Singapore, nel 2019. Vale la pena di ricordare che la Ref. 5524R-001, il modello più grande in oro rosa con quadrante marrone sfumato nero, è tuttora in collezione.

    Il sistema Travel Time del Patek Philippe 5524G

    Per il resto, nel nuovo Patek Philippe 5524G con quadrante avorio, le funzionalità del sistema Travel Time restano immutate. Non avrebbe senso cambiare qualcosa che va bene, anzi è già perfetto così, di suo. Come i precedenti, l’orologio ha due lancette centrali dell’ora con un diverso design: lancetta piena per l’ora locale, lancetta traforata per l’ora “di casa” (o, quando si è già a casa, per l’ora di un luogo di riferimento). Come accennato sopra, quando si vuole modificare l’ora locale, basta agire su uno dei due pulsanti posti sulla carrure, per spostarne la lancetta avanti o indietro, con scatti di un’ora per volta.

    Pulsanti che oltretutto sono dotati di un sistema di sicurezza brevettato, che impedisce qualsiasi manomissione accidentale dell’ora locale. Per attivarli, infatti, bisogna prima di tutto sbloccarli. E per farlo, basta ruotarli di un quarto di giro (hanno un rilievo scanalato proprio per permettere una presa migliore). Dopo aver corretto l’orario, si ripete lo stesso gesto: li si riporta di nuovo in posizione di blocco, sempre con la rotazione di un quarto di giro, in senso opposto. Un po’ come si fa per esempio con la corona di certi subacquei. A proposito, nonostante i due pulsanti, l’orologio è impermeabile fino a 6 atmosfere. Ricordo che Augusto Veroni aveva scritto “un pezzo”, proprio su questo argomento…

    Ma di caratteristiche degne di nota, nel Patek Philippe 5524G ce ne sono ancora. Prima di tutto, durante queste operazioni, la lancetta dell’ora locale è disinnestata dal movimento. Il dispositivo Travel Time è infatti dotato di un “isolatore” che, durante le manipolazioni del Gmt, scollega il meccanismo dei fusi orari dal calibro di base. E impedisce che le regolazioni possano influire sull’ampiezza del bilanciere o sulla regolarità delle oscillazioni, così che l’orologio possa conservare intatta la costanza di marcia. Quindi va almeno citata la doppia funzione giorno/notte per l’ora locale e per quella “di casa”, che evita magari di svegliare i propri familiari o collaboratori nel cuore della notte con un’inopportuna telefonata.

    Il movimento del Patek Philippe 5524G

    In realtà, almeno dal 2023, gli esemplari del Patek Philippe 5524 (in oro bianco o oro rosa) si distinguono dai loro predecessori per il movimento. Mentre l’originale e i suoi successori erano animati dal calibro 324 S C FUS, gli ultimi montano il calibro 26-330 S C FUS. Entrambi concepiti e prodotti in-house ed entrambi a carica automatica, i due calibri di base sono parenti diretti, tant’è che possiamo considerare l’uno l’evoluzione dell’altro. Un po’ come se il 324, nato nel 1982, si fosse modificato nel tempo con l’adozione di tutte le migliori tecnologie della Manifattura.

    Riporto le informazioni tecniche del calibro 26-330 S C FUS nelle didascalie in alto. Qui preferisco fare almeno un cenno all’affidabilità e alla precisione del movimento, che rispetta i canoni imposti dal Sigillo Patek Philippe. Lo scarto di marcia, per esempio, si aggira fra -3 e +2 secondi al giorno. Anche le finiture sono dettate dal protocollo di qualità della Maison. La massa oscillante in oro 21 carati è decorata a Côtes de Genève circolari, ha il centro a perlage, è ornata da motivi a chiocciola ed è personalizzata dalla Croce di Calatrava. I ponti, smussati a mano con l’anglage, riportano le consuete Côtes de Genève, mentre la platina è a perlage. E poi ci sono i contrasti tra le superfici lucidate, le incisioni dorate e lo scintillare dei rubini.

    Per concludere

    Chiudo, come al solito, con il prezzo di listino. Il nuovo Patek Philippe 5524G costa 61.419 euro, come riportato sul sito ufficiale. Stessa cifra, peraltro, della versione in oro rosa. Ma credo che quanto ho scritto fin qui sia sufficiente per far comprendere il perché ogni centesimo sembra ben speso. Lo scrivo per quelli che se lo possono permettere, ovvio. E credetemi, sono più numerosi di quanto noi mortali riusciamo a immaginare.

  • Calatrava Alarm Travel Time: la complicazione semplice di Patek Philippe

    Calatrava Alarm Travel Time: la complicazione semplice di Patek Philippe

    Se siete lettori affezionati delle nostre pagine, sapete probabilmente che del Patek Philippe Calatrava Travel Time abbiamo scritto più e più volte. Sia perché l’orologio in questione è un pezzo che ci piace molto, sia perché ogni volta che Patek Philippe ne lancia una referenza nuova, troviamo sempre cose nuove da dire. 
    Al recente Watches and Wonders Geneva, la Maison ha portato una nuova variante dell’orologio, la referenza 5520RG-001, che è un Calatrava Alarm Travel Time. Abbina dunque alla complicazione “da viaggiatore” del doppio fuso orario, quella della suoneria. In un design che prima dal 2015 (anno di introduzione del Travel Time) e poi dal 2019 (arrivo della versione Alarm) rende questo orologio incredibilmente riconoscibile.

    Patek Philippe Calatrava a chi?

    Se oggi gli orologi da pilota hanno ormai trovato il loro “posto nel mondo” all’interno del catalogo attuale del Brand, quando nel 2015 il Patek Philippe Calatrava Pilot Travel Time ref. 5524 entrò sul mercato suscitò più di una semplice curiosità: fu una specie di terremoto. Colse molti di sorpresa, perché ritenevamo che quell’orologio si discostasse dall’estetica tipica di Patek Philippe. Vero, ma non troppo.

    Il design era indubbiamente del tutto diverso da quello degli orologi senza tempo della serie Calatrava e metteva in discussione quanto gli appassionati si aspettavano dalla tradizione del Marchio ginevrino. Gli scettici allignano ancora oggi, nonostante sia ormai accertata, spiegata ed evidente l’ispirazione tratta dalla storia di Patek Philippe, che negli anni Trenta produceva orologi da pilota “ad angolo orario”, o siderometri, per usi militari.

    In ogni caso, la referenza 5524 divenne in breve un successo commerciale di Patek Philippe, tanto che nel 2018 il modello subì una cura dimagrante per adattarsi ai polsi più piccoli: la referenza 7234R, in oro rosa, aveva la cassa da 37,5 mm e nel 2020 fu seguita da una versione in oro bianco. Nel mezzo, il Calatrava Alarm Travel Time 5520P in platino, tuttora in catalogo.

    Anche se il nome “Pilot” è stato abbandonato, l’essenza della collezione è rimasta inalterata. Quell’orologio ha infatti mantenuto il design e la funzionalità distintivi della ref. 5524, introducendo però una complicazione aggiuntiva: un dispositivo di allarme di 24 ore con indicazione digitale dell’ora della sveglia. Esattamente quello di cui stiamo parlando oggi.

    Sfide tecniche ed ergonomiche

    La nuova referenza 5520RG-001 ha i suoi punti di forza nell’estetica (l’ho scritto sopra e ci torno più avanti) e nella meccanica da leccarsi i baffi. Che significa essenzialmente il calibro AL 30-660 S C FUS, lo stesso che anima la versione in platino del 2019 e che, racconta Patek Philippe, ha comportato circa cinque anni di studio e sviluppo prima di essere portato in produzione. 

    Perché la necessità di mettere a punto un nuovo meccanismo di suoneria e di combinarlo con la complicazione dei due fusi orari pone diverse problematiche. In primis lo spessore. Così, per mantenere la cassa la più sottile possibile, la Maison ha sviluppato un movimento integrato, invece di inserire un modulo per la suoneria sopra a un movimento esistente. L’altro obiettivo degli ingegneri di Patek Philippe era quello di creare un orologio facile da usare. Non una banalità e, spesso, nemmeno una priorità quando si sviluppa un pezzo di Alta Orologeria come il Patek Philippe Calatrava Alarm Travel Time. 

    Il risultato è il calibro automatico AL 30-660 S C FUS, composto da 574 parti, tra cui il bilanciere Gyromax brevettato da Patek Philippe, dotato di una spirale Spiromax in Silinvar. Pur non essendo stato comunicato quanti di questi componenti ci siano nella suoneria, è stato specificato che il calibro è coperto da quattro brevetti.

    Il primo è un meccanismo anti-contraccolpo per la programmazione dell’ora della sveglia, che compensa il gioco meccanico consentendo di impostare la suoneria con una precisione di un minuto al quarto d’ora successivo. Ad esempio, alle 12:14, la sveglia può essere impostata alle 12:15. Altri due brevetti riguardano le funzioni logiche dell’allarme e la sua visualizzazione digitale. Ultimo, il meccanismo che disattiva il dispositivo di avvolgimento della molla dell’allarme quando il display dell’allarme stesso mostra che è inserito.

    Diamoci una svegliata!

    Come la data, anche la sveglia di 24 ore è abbinata all’indicazione dell’ora locale. Quando si attiva, un martello colpisce un gong che gira intorno al movimento, come se fosse una ripetizione minuti ma ridotta a una singola nota. L’attivazione del martello dura circa 35 secondi, a una frequenza di 2,5 Hz pari a 2,5 colpi al secondo, per un totale di un’ottantina di colpi. Un regolatore centrifugo assicura una cadenza regolare e sostenuta della suoneria, come in una ripetizione minuti.

    Se il proprietario desidera interrompere in anticipo la suoneria, basta che prema il pulsante a ore 2. Se preferisce lasciare che la sveglia completi il proprio ciclo, questa si spegnerà automaticamente. La transizione dall’attivazione allo spegnimento è segnalata dall’indicatore a forma di campana posto sul quadrante a ore 12: quando diventa nero, significa che la sveglia ha completato il suo processo.

    L’energia necessaria ad alimentare il meccanismo della suoneria è fornita da un bariletto a molla separato, messo in tensione attraverso la corona posizionata a ore 4. Una frizione incorporata impedisce che si possa applicare una tensione eccessiva. Il movimento è dotato di un meccanismo di arresto dei secondi che consente di regolare con precisione l’ora. Certificato dal Sigillo Patek Philippe, ha una tolleranza di -3/+2 secondi al giorno e un’autonomia compresa tra 42 e 52 ore.

    La complessità del meccanismo è del tutto nascosta dalla semplicità di utilizzo dell’orologio. Una volta individuata la lancetta che corrisponde all’ora locale o all’ora di casa, le indicazioni sui pulsanti forniscono una chiara guida per un uso corretto, per la quale vi rimando alle didascalie. Inoltre, i blocchi di sicurezza impediscono le impostazioni accidentali, aggiungendo un ulteriore livello di rassicurazione.

    Perché amiamo il Patek Philippe Calatrava Alarm Travel Time

    La novità della referenza 5520RG del Patek Philippe Calatrava Alarm Travel Time è principalmente estetica. Sta nel quadrante bicolore grigio soleil e nero ebano, con cifre arabe applicate e lancette a gladio in oro bianco antracite, sottolineate da un rivestimento luminescente. L’anello della data a ore 6 e l’anello della minuteria chemin-de-fer sono neri, una tonalità che si estende al contorno dei grandi numeri arabi luminescenti applicati e alle lancette dell’ora locale. La lancetta dell’ora di casa è antracite e scheletrata, priva di luminescenza. La lancetta centrale dei secondi e la lancetta della data a ore 6 sono invece colorate di bianco.

    Al platino della versione già in collezione, si affianca in questa referenza l’oro rosa. Un materiale molto caldo, che in abbinamento con il colore del quadrante e soprattutto con il cinturino in pelle di vitello marrone con finitura vintage dà all’orologio un aspetto seducente e contemporaneo.

    Oltre che ulteriori dettagli tecnici, potete trovare nelle didascalie anche qualche informazione più precisa per potere leggere il quadrante dell’orologio in maniera consapevole. Una consapevolezza necessaria anche per acquistare il nuovo Patek Philippe Calatrava Alarm Travel Time, visto il prezzo: 261.360 euro. L’eccellenza ha un costo, perché la Maison ha inserito questo orologio nella categoria Grandi Complicazioni, con una scelta che non ha trovato tutti d’accordo. 

    Personalmente non ci trovo nulla di strano. Le grandi complicazioni non sono solo legate all’astronomia, alle ripetizioni minuti, ai calendari perpetui. Abbinare una funzione di allarme così raffinata a una complicazione travel time è tutto fuorché banale, ve lo garantisco. E non perché io sia un guru dell’orologeria, ma perché a Watches and Wonders ho visto e provato l’orologio e confermo: l’eccellenza ha un costo, ma regala anche emozioni senza pari.

  • Calatrava 24 Ore Travel Time: Patek Philippe viaggia leggero

    Calatrava 24 Ore Travel Time: Patek Philippe viaggia leggero

    Quando, a Watches and Wonders, ho avuto tra le mani il Calatrava 24 Ore Travel Time 5224R-001 di Patek Philippe, mi è venuta in mente una frase di Antoine de Saint-Exupéry. Dice: «La perfection est atteinte non pas lorsqu’il n’y a plus rien à ajouter, mais lorsqu’il n’y a plus rien à retirer». Che tradotta suona più o meno così: «La perfezione si ottiene non quando non c’è più nulla da aggiungere, ma quando non c’è più niente da togliere».

    Oltre a essere una delle star del salone ginevrino, il nuovo Travel Time di Patek Philippe è a mio avviso uno di quegli orologi di fronte ai quali si può solo stare zitti e guardare. Perché gli è stato tolto tutto ciò che non serve per essere memorabile. E nulla gli va aggiunto.

    Certo, poi è utile anche un minimo di spiegazione per provare a capire come mai è così unico, ma senza averlo al polso le parole hanno un’efficacia relativa. Io ci provo lo stesso, ma consiglio – dopo aver letto queste righe – di prendere un appuntamento da un concessionario e provarlo.

    Il viaggio secondo Patek Philippe

    Gli orologi destinati ai viaggiatori sono da tempo presenti nelle collezioni del Brand, fin da quando Patek Philippe, insieme a Louis Cottier, sviluppò il primo esempio di ore del mondo. In questo contesto, la funzione del doppio fuso orario Travel Time è l’interpretazione che il marchio dà del concetto di fuso orario multiplo. 

    Tra le numerose complicazioni disponibili nelle collezioni di Patek Philippe, il sistema Travel Time per la visualizzazione di un secondo fuso orario è diventato un classico, grazie anche alla sua praticità. Funziona con due lancette centrali, una delle quali può essere regolata all’indietro con scatti di un’ora. Abbinato a pulsanti per regolare il fuso orario aggiuntivo e spesso con gli indicatori di giorno e notte, è stato utilizzato in molti modelli.

    Il più noto probabilmente è l’Aquanaut Travel Time 5164A, ma gli si affiancano pezzi come il Calatrava Pilot Travel Time 5524G o 5524R, i Nautilus Travel Time Chronograph 5990/1A e 5990/1R. Senza dimenticare l’Aquanaut Luce Travel Time 5269, la Grande Complicazione Alarm Travel Time 5520P, il Calendario Annuale Travel Time 5326G e gli ultimi arrivati, i cronografi Calatrava Pilot Travel Time 5924G. 

    Questo nuovo Calatrava 24 Ore, però, è un’interpretazione del Travel Time che non è slegata da eleganza, classe e praticità, alle quali aggiunge un tocco di originalità e disinvoltura che ti puoi aspettare solo da Patek Philippe.

    Il Dna del Calatrava

    L’idea alla base di questo orologio è semplice: creare un modello per viaggiatori con l’elegante cassa di un Calatrava, un quadrante pulito, nessuna funzione aggiuntiva visibile, nessuna finestra o apertura. Solo l’aspetto raffinato associato da sempre a questa collezione. Da un punto di vista estetico, che cosa dire… obiettivo raggiunto.

    Se non fosse per la lancetta centrale in più, la ref. 5224R potrebbe quasi essere vista come un orologio solo tempo con il quadrante dei piccoli secondi al 6. Anche perché non ci sono pulsanti sul lato cassa e nessun correttore incassato nella stessa.

    Come abbia fatto Patek Philippe a rinunciare a tutto questo e a creare un orologio dall’eleganza sofisticata e semplice, è presto detto: con una visualizzazione originale del tempo che mostra contemporaneamente sul quadrante tutte le ore del giorno e della notte. 

    Se, normalmente, è comune avere l’ora di casa, o fuso orario aggiuntivo, visualizzata sulle 24 ore, nel Calatrava 24 Ore Travel Time 5224R-001 la lancetta dell’ora locale e quella dell’ora di casa ruotano insieme durante il giorno, su una scala di 24 ore. Le lancette dell’ora locale e dei minuti hanno un rivestimento luminescente, quella di casa è scheletrata. In questo modo, inoltre, non servono più le finestrelle per l’indicazione giorno-notte: basta una visualizzazione originale, ma non nuova.

    L’equilibrio del design

    Il design del Calatrava 24 Ore si ispira direttamente a un altro orologio della collezione, il Calendario Settimanale 5212A. Stesso design generale della cassa, lunetta sottile, angoli vivi, anse allungate e affusolate con profilo a gradino, che Patek Philippe chiama anse curve a doppio godron. Il nuovo 24 Ore Travel Time 5224R è però più grande della 5212A, con un diametro di 42 mm.

    Per la visualizzazione delle ore, invece, gli antenati più prossimi sono i Chronometro Gondolo realizzati all’inizio del XX secolo per il concessionario brasiliano Gondolo & Labouriau. Oggi, i designer li hanno resi più contemporanei e hanno privilegiato la leggibilità: l’indicazione di mezzogiorno è a ore 12 e non a ore 6, come accade spesso in questo tipo di display.

    Se sotto il profilo della visualizzazione il quadrante appare semplice, non lo è di certo dal punto di vista dell’esecuzione. Il colore blu navy lo rende molto elegante, senza per questo farlo diventare meno sportivo. Il giro delle ore e quello dei minuti sono entrambi marcati da una scala a chemin-de-fer, interna per le ore, esterna per i minuti. 

    I settori del quadrante sono lavorati con diverse finiture, che li distinguono e ne migliorano la leggibilità. La parte centrale è rifinita a cerchi concentrici, il giro delle ore ha una satinatura verticale, il contatore dei piccoli secondi è azzurrato ed evidenziato da una cornice in oro rosa.

    L’effetto wow è dato però dalla gran quantità di applique che popolano il quadrante. Tra indici, numeri arabi e cabochon si arriva a 44. Ciascuna di esse è in oro rosa e ha un rivestimento luminescente; il loro insieme dà all’orologio una tridimensionalità spettacolare senza affollare il quadrante, ma rendendolo elegante ed equilibrato.

    Il lavoro sul calibro

    Per quanto riguarda la meccanica, il Calatrava 24 Ore 5224R si affida a uno dei migliori calibri base automatici del marchio, il 31-260, da cui ha creato il 31-260 PS FUS 24H che anima questo orologio. Sviluppato inizialmente per il regolatore del calendario annuale 2011 in oro rosa, ref. 5235, il 31-260 è stato successivamente rielaborato nel 2021 per il calendario perpetuo in linea, la ref. 5236P.

    Patek ha dato a questo movimento di base una frequenza di 28.800 alternanze/ora e il 20% in più per la coppia bariletto-molla. È alimentato da un micro-rotore in platino, più pesante dell’oro – quindi con una migliore capacità di carica -, e ha una ruota di riduzione che disaccoppia il meccanismo di carica automatica quando si ricarica a mano l’orologio. In questo modo, si riduce l’usura dei componenti.

    Grazie alla sua particolare architettura, il calibro 31-260 PS FUS 24H ha consentito a Patek Philippe di mantenere un design essenziale, eliminando i classici pulsanti correttori dell’ora locale posti sul fianco sinistro della carrure. Al loro posto c’è un sistema brevettato di correzione tramite la corona, estratta in posizione intermedia (correzione avanti e indietro con incrementi di un’ora). Un dispositivo che riprende quello utilizzato nel 2022 nella ref. 5326G-001.

    Calatrava 24 Ore Travel Time 5224R-001: per chiudere

    Per qualche dettaglio tecnico o estetico in più, vi rimando alle didascalie. Vi lascio con il prezzo e con una riflessione. Il vil denaro dice che servono 57.830 euro per mettersi al polso questo orologio. Un prezzo che è il combinato disposto di qualità del prodotto, modernità del lavoro di ricerca e sviluppo, preziosità dei materiali. Niente da dire. La riflessione vuole invece ragionare su una capacità unica posseduta da Patek Philippe. Quella di bilanciare stili e soluzioni presi dalla sua lunga storia con un’abilità fuori dal comune nel fiutare gli umori e gli amori di collezionisti e appassionati del marchio. Così crea orologi destinati a essere praticamente sempre un successo, come immagino sarà Calatrava 24 Ore Travel Time 5224R-001. Nulla da togliere, nulla da aggiungere.

  • L’Alarm Travel Time, il nuovo complicato di Patek Philippe

    L’Alarm Travel Time, il nuovo complicato di Patek Philippe

    Lasciate ogni speranza, o voi ch’entrate in questo articolo. Lasciatela come l’ho lasciata io: la cassa non è in acciaio, non è in oro bianco, ma in maledetto, meraviglioso, costosissimo platino. E l’orologio costa un bel duecentomila e fischia euro. È il Patek Philippe Alarm Travel Time. So che alcuni di voi – indifferenti alle perdute speranze dei comuni mortali – potranno permetterselo e ammetto la mia invidia. Ma non quell’invidia verde dovuta al travaso di bile, no.

    Non solo non vi odio, ma sono felice della vostra esistenza e della vostra ricchezza, altrimenti Patek Philippe non tenterebbe nemmeno di pensarli, orologi di questo genere. Sarei più felice se potessi permettermelo, ma capisco che non se ne parla. E capisco pure per quale ragione da Patek Philippe abbiano deciso di non realizzare – almeno per ora – non dico la versione in acciaio, ma nemmeno quella in oro bianco o rosso. Per diminuire le richieste ed evitare (si spera) le speculazioni.

    Qualche furbo dirà che questa volta è stata Patek a speculare: dai 45mila e rotti del “normale” Travel Time con cassa in oro bianco ai 209.190 (per la precisione) dell’Alarm Travel Time ce ne passano, di euro, per le tasche… In fin dei conti hanno preso il movimento precedente, ci hanno aggiunto una sveglia e il gioco è fatto. Naaaah, vi dico. Patek Philippe non le fa, queste furbate. Patek Philippe è Patek Philippe perché non cerca mai scorciatoie facili.

    Michelangelo non ha mica chiesto a Papa Giulio II di dividere in due quello stanzone di 500 metri quadrati per sbrigarsi a dipingere un affresco che non voleva fare. Né il Papa gli ha detto di non perdersi in dettagli per far prima e costare meno. Tutti e due hanno fatto il meglio che si poteva fare, anche se – giuro! – ho sentito qualcuno lamentarsi che aveva la cervicale e proprio lassù doveva dipingere, Michelangelo? Dopodiché le stesse cose (doppio fuso orario e sveglia) te le fa qualunque cellulare e anche in maniera più precisa, efficiente ed economica. Ma non è una forma d’arte, non è qualcosa di assimilabile, seppure alla lontana, con la Cappella Sistina.

    Ma capisco alcuni detrattori. In effetti è vero che a un occhio sbrigativo il movimento dell’Alarm Travel Time sembra essere un’evoluzione del 324 usato come base per il “vecchio” Travel Time. In realtà la cosa è molto diversa: osservando le foto dell’Alarm Travel Time, si nota come sul lato destro la corona e il pulsante per la sveglia siano sullo stesso asse. Ma se, sulla sinistra, i due pulsanti sono esattamente nello stesso posto del Travel Time, questo vuol dire che: a) la posizione ad ore 4 circa della corona di carica non è ottenuta semplicemente facendo ruotare di qualche grado il movimento base; e b) che la corona della sveglia, sullo stesso piano della corona di carica, non può essere collegata ad un modulo aggiuntivo montato sul movimento di base, ma deve essere integrata al movimento.

    Sono andato ad osservare le foto laterali del Travel Time e la corona di carica è posta su un piano leggermente più basso dei pulsanti + e – sul lato sinistro, mentre nell’Alarm Travel Time i tre pulsanti e la corona sono sullo stesso piano. Tutto questo fa comprendere come già il Travel Time rappresentasse una variante profonda del calibro 324 – una variante denominata 324 S C FUS, montata su tre versioni del Travel Time e due dell’Acquanaut – ma nel caso del calibro Patek Philippe AL 30-660 S C FUS le cose si complicano, e molto.

    Non a caso, sebbene vi sia l’aggiunta della sveglia e il diametro del movimento sia lo stesso per entrambi (31 millimetri), e non ostante il numero dei componenti salga da 294 a 574, lo spessore aumenta di soli 1,7 millimetri. Pochi per un dispositivo come lo svegliarino, che richiede un secondo bariletto e per giunta, in questo caso, suona su un classico gong da ripetizione minuti. Ma non basta: per evitare problemi di settaggi tra loro in contrapposizione, il movimento dell’Alarm Travel Time dispone di una lunga serie di “sicure” (dal datario al doppio fuso, dall’inserimento della sveglia alla rimessa all’ora). Che impediscono ai vari dispositivi  di entrare in conflitto fra di loro, evitando in tal modo guasti sempre in agguato.

    L’Alarm Travel Time insomma ha un vero e proprio movimento integrato e non una sorta di “cipolla” fatta di strati diversi. Un movimento integrato, concepito e realizzato per un solo modello d’orologio, anche se è pensabile che in un futuro – vicino o lontano non è facile da capire – arriveranno modelli con cassa in oro. E forse, come nel caso del Travel Time, anche versioni con cassa Aquanaut, sebbene ad ogni pulsante che si aggiunge l’impermeabilità diventi sempre più problematica. Ma non credo che qualcuno andrebbe mai a fare un bagno tenendo al polso un simile orologio. E se lo fa è un mentecatto che rischia di essere, giustamente, punito.

    Il funzionamento. Partiamo, per semplicità, dal quadrante del Travel Time. Agendo sui pulsanti + e -, sulla sinistra e dotati si sicura per evitare azionamenti involontari, si può far avanzare la lancetta piena dell’ora locale, mentre quella scheletrata dell’ora di casa rimane al suo posto. Se sia giorno o notte (relativamente all’ora locale o a quella di casa) lo si comprende dal colore delle due finestrelle circolari dotate di didascalia a prova di scemo: Local e Home.

    Per intenderci, guardando la foto del Travel Time si capisce che a casa sono le 8 e 8 minuti della notte, mentre noi ci troviamo in una località in cui sono le 10 e 8 minuti della mattina del 24 del mese. A proposito: il datario – che indica sempre la data relativa all’ora locale – viene regolato, di base, da un pulsante fra le anse, in basso rispetto al quadrante. Anche in questo caso intervengono alcune “sicure” per evitare le classiche “ore proibite” e/o interferenze con i pulsanti per aumentare o diminuire di un’ora (ad ogni pressione) l’ora locale.

    Passiamo quindi ad esaminare la foto dell’Alarm Travel Time. Le lancette indicano le 10 e 8 minuti della mattina a casa, mentre là dove ci troviamo sono le 8 e 8 minuti della sera. E siamo in un posto dove è il 18 del mese. Passando alla sveglia, è impostata per le 9 e 30 della sera (l’ora viene indicata con un’approssimazione di 15 minuti) nelle due finestrelle; mentre che si tratti della sera lo si capisce dal colore scuro nella finestrella rotonda posta sotto l’indicazione dell’ora in cui la sveglia dovrebbe suonare. Ma non lo farà perché la finestrella a forma di campanella indica che non abbiamo attivato lo svegliarino tramite la corona posta circa al 2. Con la corona di carica si muta, come sempre, l’indicazione dell’ora, ma in prima posizione si carica in un senso di rotazione il bariletto dello svegliarino e nell’altro il “normale” movimento.

    Una notazione, infine, per comprendere quanto sia stata ingegnosa la progettazione dell’Alarm Travel Time. Le informazioni, nel Travel Time, sono articolate su sette livelli: i dischi giorno/notte per ora locale e di casa; il quadrante; la lancetta del datario; la lancetta delle ore “di casa”; quella delle ore locali; quella dei minuti; e infine quella dei secondi. Nel caso dell’Alarm Travel Time gli spazi sono così ben gestiti che si aggiunge un solo livello sotto il quadrante: quello dei dischi di ore e minuti per l’impostazione della sveglia; quello per il giorno/notte e per l’attivazione o meno della sveglia (che poi non è un disco, ma tant’è) sono invece sullo stesso piano degli indicatori giorno/notte per ora locale e di casa.

    L’Alarm Travel Time di Patek Philippe non viene prodotto in edizione limitata e numerata, ma è come lo fosse: i tempi necessari per la produzione del movimento sono tali che ogni anno la disponibilità sarà indicativamente di pochissime decine d’esemplari. Il che, nel caso di un Patek Philippe complicato, rischia di scatenare fenomeni di speculazione che la Casa non ama. Da questo deriva la scelta di realizzare in platino la cassa: per ridurre la platea dei possibili compratori e scontentare un numero inferiore di clienti. Alcuni dei quali dovranno aspettare non poco per conquistarne – è il caso di dirlo – un pur costosissimo esemplare.