Ci sono orologi che per tradizione, eleganza e quantità di complicazioni non risentono del tempo che passa. Patek Philippe, per esempio, ne ha diversi in collezione. La referenza di cui vi parlo in questo articolo, grazie alla maestria riposta nella realizzazione del calibro CH 28-520 C FUS a carica automatica, è tanto attuale oggi quanto lo sarà negli anni a venire. È il Patek Philippe 5924G Calatrava Pilot Travel Time Flyback Chronograph. Il nome, di per sé, ne anticipa il fascino: identifica l’orologio come Calatrava e lo colloca quindi in una delle collezioni storiche più apprezzate e riconosciute della Manifattura ginevrina. Ma svela anche di più: il termine Pilot lo riporta ai modelli del 2015 ispirati agli orologi per aviatori che la stessa Patek ha introdotto negli anni Trenta del secolo scorso. Gli ingredienti per fare del Patek Philippe 5924G un complicato senza tempo, quindi, ci sono tutti. Vediamo perché.
Complicazioni ed estetica in stile Patek
La Referenza 5924G, che a catalogo identifica il Calatrava Pilot Travel Time Flyback Chronograph – ed è declinata nelle due varianti “-010”, con quadrante blu-grigio soleil, e “-001”, con quadrante laccato verde kaki -, è la prima della collezione a integrare un cronografo. Non un cronografo qualsiasi, ma un cronografo flyback (o, come dicono i francesi, retour en vol). Che, nel caso dell’esemplare in questione, affianca il doppio fuso orario, l’indicazione giorno/notte per le ore di casa e locali, oltre al datario a lancetta a ore 6. Caratteristiche ricercate da chi, orologio al polso, si sposta continuamente da un lato all’altro del mondo.
Noto subito, mettendo a confronto questo modello con quello del 2018 (Ref. 5524R-001), senza cronografo e con cassa in oro rosa, che la Manifattura ha sostituito i due pulsanti di sinistra deputati alla regolazione dell’ora locale con due correttori inseriti nella carrure che scompaiono alla vista. Una soluzione che preserva l’armonia estetica dell’orologio, vista la presenza dei due pulsanti a destra del cronografo flyback.
Cos’è e a cosa serve il cronografo flyback
Prima di spiegarvi in cosa consiste un cronografo flyback, riporto quanto Patek Philippe suggerisce nel manuale di istruzioni dell’orologio. E cioè che il cronografo può restare sempre in funzione senza inficiare sull’autonomia, che complessivamente si attesta fra 45 e 55 ore. A patto che l’orologio sia indossato regolarmente e caricato a fondo, mantenendo la molla nel suo range di funzionamento ottimale. Tenere il cronografo sempre attivo significa far sì che la lancetta centrale dei secondi cronografici funga da “normale” lancetta dei secondi. In questo modo Patek accontenta chiunque voglia vedere qualcosa muoversi ogni volta che punta gli occhi sul quadrante dell’orologio.
Ma torniamo al cronografo flyback e vediamo cosa lo differenzia da un cronografo tradizionale. O, per meglio dire,” semplice”. In genere, il cronografo si attiva e si arresta con il pulsante a ore 2. Dopo che è stato fermato, il pulsante a ore 4 riporta a zero le lancette crono. Premere il pulsante di azzeramento senza che il cronometraggio sia stato arrestato può addirittura danneggiare il calibro. Tutto questo in un cronografo flyback non succede. Mentre il pulsante al 2 avvia e arresta il cronografo, quello al 4 azzera e fa ripartire istantaneamente il cronografo a ogni pressione. Il che permette di misurare intervalli di tempo in sequenza e senza sosta, agendo su un solo pulsante. Anche infinite volte, senza rischiare di danneggiare l’orologio.
La funzione flyback affonda le origini nei primi decenni del secolo scorso, quando la navigazione aerea dipendeva esclusivamente da mappe cartacee, bussole e orologi da rilevamento. Questa complicazione permetteva gli aviatori di cronometrare singole tratte di volo o virate senza perdere quei secondi necessari ad arrestare e azzerare continuamente le misurazioni. Forse, oggi, un cronografo simile non serve a tutti, ma in termini di capacità realizzative si colloca nell’olimpo dell’alta orologeria.
Come funziona la funzione Travel Time di Patek Philippe
Introdotta proprio con la serie Pilot, la funzione Travel Time si traduce nella presenza di due distinte lancette delle ore. La prima, quella traforata, indica l’ora di casa, cioè del luogo di partenza, quello in cui si vive di solito, ed è intesa come punto di riferimento. La seconda lancetta, piena e rivestita di materiale luminescente (come quella dei minuti), indica invece l’ora locale, ossia l’ora del luogo in cui, per piacere o per lavoro, ci si trova. È evidente quanto la funzione Travel Time sia dedicata a chi viaggia.
Non solo. È anche estremamente facile da regolare, in accordo con la filosofia della Maison che ha fatto della “semplicità d’uso” delle complicazioni un proprio mantra. Se ci si sposta verso ovest, rispetto alla propria residenza, occorre premere il correttore contrassegnato dal simbolo “-” (a ore 10) tante volte quante sono le ore di differenza fra i due fusi. Se si viaggia verso est, si deve agire sul correttore “+” (ore 8) per avanzare in senso orario del numero di ore necessarie. La lancetta delle ore locali è saltante, nel senso che scatta di un’ora esatta alla pressione del correttore. Quando si torna a casa, basta riportare la lancetta dell’ora locale sotto quella dell’ora di casa: la sovrapposizione è perfetta al punto di farla scomparire.
Ma come sapere, quando si è in viaggio, se ci si riferisce a un orario prima o dopo mezzogiorno? Il dubbio dell’AM (ante meridiem) o PM (post meridiem) è importante soprattutto per stabilire che ore sono “a casa” (perché per l’ora locale basterebbe guardar fuori dalla finestra). Ma per amor di simmetria, Patek fornisce la risposta per entrambi i fusi orari. Sempre in modo semplice, affidata com’è alle due piccole finestrelle rotonde contrassegnate rispettivamente dalle scritte “local” e “home”. Il blu indica la notte, il bianco il dì.
E la data?
In un orologio pensato per garantire una perfetta collocazione temporale a ognuna delle nostre azioni, non poteva certo mancare il datario, sempre riferito all’ora locale. Patek Philippe, nella collezione Calatrava Pilot Travel Time, lo ha concepito a lancetta e lo ha collocato in un contatore a ore 12, con lo stesso diametro di quello dei minuti cronografici. Il numero 1 è di colore rosso. Non vi è una ragione particolare: semplicemente, gli orologiai di Patek hanno voluto far risaltare visivamente il primo giorno del mese.
A parte questo, il datario non è in grado di correggersi autonomamente nel passare da un mese di 30 giorni a uno di 31, tantomeno nel passaggio da febbraio a marzo. Ricordiamoci che non siamo di fronte a un calendario annuale, né a un calendario perpetuo, che aggiungerebbero complicazioni alla complicazione. La correzione quindi deve essere effettuata manualmente, cinque volte l’anno, alla fine dei mesi con meno di 31 giorni, con una piccola pressione sul correttore invisibile posto sulla carrure tra le ore 12 e le ore 1. Importante: come in tutti gli orologi meccanici, la correzione non va fatta in corrispondenza del cambio effettivo di data, quindi tra le ore 22 e le 2 del mattino seguente.
Il prezzo del Patek Philippe 5924G
Sarà che quando scrivo di un orologio finisco per innamorarmene, sarà che alla Manifattura svizzera per eccellenza concediamo quasi tutto, ma gli 84.229 euro necessari per comprare il Patek Philippe 5924G Calatrava Pilot Travel Time Flyback Chronograph non mi sembrano poi così tanti, considerata “la sostanza” dell’orologio.
Il prezzo è lo stesso per entrambe le versioni ed è almeno in parte giustificato dalla notevole quantità di oro utilizzata per costruirlo. Sono infatti realizzati in oro bianco la cassa da 42 mm di diametro per 13,05 mm di spessore, le lancette e gli indici delle ore, i pulsanti crono, la corona e la fibbia ad ardiglione. In più il prezioso metallo si ritrova anche nel rotore di carica, in oro giallo 21 carati (con tanto di Croce di Calatrava).
Tutto il resto lo fanno le complicazioni a bordo. Il movimento CH 28-520 C FUS, rigorosamente ideato e costruito in-house, integra un cronografo flyback di ultima generazione. Lo si ritrova anche nel Nautilus Ref. 5990, ma non è il caso di parlarne qui. Lascio la descrizione dettagliata alle didascalie delle immagini nella galleria in alto.
In sintesi
| Caratteristiche | Specifiche del Patek Philippe 5924G |
|---|---|
| Nome | Calatrava Pilot Travel Time Flyback Chronograph |
| Referenza | 5924G-001 verde kaki / 5924G-010 blu-grigio |
| Cassa | Oro bianco, 42 mm di diametro x 13,05 mm di spessore |
| Calibro | CH 28-520 C FUS a carica automatica |
| Funzioni | Ore, minuti, cronografo flyback, secondo fuso orario con doppia funzione giorno/notte, datario |
| Autonomia | 55 ore |
| Prezzo | 84.229 euro |