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Tag: Versace DV One

  • DV One 20° Anniversary e l’heritage barocco di Versace

    DV One 20° Anniversary e l’heritage barocco di Versace

    Venti anni x dodici mesi = 240 esemplari. Decisamente esclusiva l’edizione limitata del DV One 20° Anniversary, creato da Versace per celebrare appunto il 20° anniversario del celebre orologio. Appena 240 esemplari (pochissimi, se si pensa alla moltitudine di Versace lovers in tutto il mondo) per un omaggio ai due decenni di una collezione dal design potente, estremamente distintivo. Design che all’alba del Nuovo Millennio ha contribuito a ridefinire i canoni dell’orologeria fashion. A cominciare dai materiali. Il DV One, infatti, è stato il primo orologio Versace realizzato interamente in ceramica. Una scelta, naturalmente, confermata da questa riedizione.

    La fedeltà all’originale

    Il DV One 20° Anniversary conferma quasi in toto tutte le caratteristiche essenziali che hanno suggellato il successo di una collezione che, usando un termine abusato, possiamo davvero definire “iconica”. A cominciare, come si diceva, dal materiale hi-tech, resistente e al tempo stesso leggerissimo, che permette di conciliare durevolezza e confort al polso. E poi, elemento per niente superfluo, una strepitosa predisposizione a “vestirsi” di svariati colori, con una lucentezza impensabile da ottenere su altri materiali.

    Però, anche sulla palette cromatica notiamo una scelta conservativa, che non poteva che andare a pescare tra le due versioni in cui il primo DV One fu presentato a Baselworld nel 2005: bianco o nero? Nero. Una cromia decisa, duttile quanto mai, che esalta la sfarzosa spirale dorata con cui è decorato il quadrante. Vi ricorda qualcosa? Certo, il motivo Barocco – protagonista stilistico, nel tempo, di diverse collezioni di accessori – è estratto dagli archivi Versace. D’altronde un forte richiamo all’heritage aziendale sembrava dovuto in una collezione che celebra il decennale del primo orologio disegnato da Donatella Versace.

    DV One 20° Anniversary sul filo della continuità

    E già: per chi non lo avesse ancora intuito, il nome DV One suggerisce proprio questa prima volta – oltre alla creazione di Vertime, la società svizzera entrata a far parte del Gruppo Timex, con cui il Gruppo Versace aveva all’epoca appena firmato il primo accordo di licenza per lo sviluppo e la realizzazione degli orologi della Maison milanese. Quella storia l’abbiamo già raccontata un paio di anni fa, quando sul Giornale degli Orologi raccontammo il rilancio del DV One, con la versione automatica. Automatici anche i 240 pezzi del DV One 20° Anniversary, che riprendono pure un’altra novità lanciata dalla collezione del 2023: la cassa di 40 millimetri (leggermente più piccola di quella originale, di 41 mm).

    Questa volta, però, la virata è dritta nella direzione del lusso. Ce ne accorgiamo subito osservando il quadrante, sfarzoso. Parlando del motivo Barocco abbiamo prima appositamente tralasciato i particolari. La spirale dorata altro non è che la caratteristica foglia d’acanto che si “scioglie” in una corona regale – elementi tipici del pattern inventato da Gianni Versace. Ma non è finita. La corona presenta un diamante incastonato sulla sommità e altri quattro diamanti poi sostituiscono gli indici. In pratica una piccola costellazione di stelle brilla in una notte nera.

    Per concludere

    Il DV One 20° Anniversary richiama insomma lo sfarzo audace degli anni ’90 che ha conquistato tanti protagonisti del cinema e della moda. E combina il fascino rétro con il gusto contemporaneo. Il risultato è, ancora una volta, senza tempo. A proposito di tempo, attenzione perché non ce n’è poi tanto. Chiunque voglia mettersi al polso un esemplare del DV One 20° Anniversary, si deve affrettare. E visitare uno dei rivenditori della Casa oppure l’e-commerce ufficiale, prima che l’edizione limitata diventi sold out. Il prezzo? 4.150 euro.

  • Versace DV One Mini: piccolo, ma di carattere

    Versace DV One Mini: piccolo, ma di carattere

    In orologeria, quando si segue un progetto ben fatto, è facile declinarlo in tante versioni. È il caso per esempio del DV One di Versace: ripresentato di recente, dopo una lunga assenza, in una versione filologicamente corretta (40 mm di diametro), è riapparso prima in formato maschile (43 mm), e ora torna lady size (28 mm). Ma non è solo questione di dimensioni – che contano eccome, checché se ne dica… Il Versace DV One Mini è stato interamente rivisto, ristudiato in ogni dettaglio, per adattarsi al meglio al polso delle signore.

    Un orologio ineluttabile

    No, non è per fare differenze di genere in quest’epoca di politicamente corretto. Il DV One “per tutti” esiste già. Ed è proprio il DV One Automatic: lanciato lo scorso anno e destinato a rimanere in catalogo, è l’erede di una collezione nata nei primi anni Duemila e insieme capostipite di una nuova generazione di esemplari Versace. Affiancato poi successivamente dal DV One Gent, era sacrosanto uscisse anche in versione “da donna”. Lo richiedono la logica e la consuetudine, più ancora della moda.

    Gli orologi con un diametro inferiore ai 30 mm, infatti, sono necessari per vestire quella fascia di pubblico femminile che ha una costituzione minuta e di conseguenza polsi esili, se non perfino sottilissimi. A tutte le latitudini: non solo in Oriente, ma anche qui da noi. Poi c’è la tradizione degli orologi eleganti: se hai un look formale, o magari da sera, ci vuole qualcosa di adeguato. E infine, certo, c’è anche la tendenza degli esemplari mignon: che non è ricorrente, è proprio una costante. Perenne.

    Il mood Versace

    Ecco perché era necessario il Versace DV One Mini. Che è piccolo, sì, ma non lillipuziano. Modernissimo, ha un forte impatto estetico che ribalta completamente l’idea di orologino da donna – perbene, lezioso e un po’ fané. Ha la stessa allure sicura e potente dei suoi omologhi più grandi e, come loro, ha una sottile ispirazione punk-rock, decisa ma non esagerata. È realizzato interamente in ceramica nera oppure bianca, con la monocromia arricchita da dettagli color oro che lo rendono più sontuoso. Ed è anche molto versatile: si adatta alla perfezione sia su un chiodo di pelle che con un tubino nero.

    Con quello stile pulito e lineare, in effetti, il DV One Mini risulta come un ideale complemento per le giacche sartoriali e i corti abitini dai colletti bianchi mandati in passerella da Donatella Versace per questo autunno/inverno. Merito anche dei simboli della Maison, onnipresenti in ogni esemplare della linea di orologi: la Medusa dorata (come il logo) a ore 12 e la Greca in rilievo sulla lunetta, fregio ben visibile ma non invasivo, che dichiara apertamente l’appartenenza al mondo Versace, fin dal primo sguardo.

    Il Versace DV One Mini in sintesi

    Per entrare nel dettaglio, come scrivevo all’inizio di questo testo, il Versace DV One Mini si mantiene coerente con i suoi predecessori, ma è stato interamente riprogettato. Lo si nota ovunque: negli indici a lingotto, sfaccettati, che spiccano sul quadrante smaltato, e nelle lancette a daga, anziché a bastone; nella corona dalla forma a cabochon, più compatta e priva di logo; e ancora nel profilo obliquo della Greca o nelle maglie del bracciale, sia in quelle d’attacco che in quelle laterali.

    Simile rimane invece la finitura mat della ceramica, che ne esalta l’aspetto materico e rende l’orologio più aggressivo. Degni di nota, perché rivelano l’accurata costruzione degli orologi della Casa, sono poi il vetro zaffiro e il fondello in acciaio, personalizzato dalla Medusa. O ancora il movimento al quarzo Swiss made (Ronda 762E.3): una scelta dettata non solo dalla praticità e dalla precisione, ma anche dalla volontà di mantenere limitato lo spessore della cassa. Infine il prezzo: il Versace DV One Mini, in entrambe le versioni, costa 1.490 euro. Ed è già in vendita in selezionate boutique monomarca, sull’e-commerce ufficiale e dai rivenditori autorizzati. 

  • We Love Diamonds, la “capsule” natalizia di Versace

    We Love Diamonds, la “capsule” natalizia di Versace

    Diamanti, ma non solo: anche rubini e zaffiri. Le pietre più preziose vanno ad arricchire alcuni esemplari delle collezioni Versace. A creare la capsule collection We Love Diamonds, come la chiama la Casa della Medusa: secondo lancio di un concept introdotto lo scorso anno, sempre in occasione delle feste di Natale, che reinterpreta in chiave decorativa quattro bestseller già in catalogo. Qui in redazione abbiamo scelto però di soffermarci sui due modelli più rappresentativi. Invitiamo quindi chi volesse saperne di più a fare un giro in una delle tante boutique monomarca – un’esperienza che merita, già di per sé – oppure a visitare l’e-commerce ufficiale.

    Una prospettiva storica

    Del resto, accentuare l’aspetto decorativo di un orologio non è soltanto “cosa buona e giusta”: è qualcosa di più, è del tutto coerente con la storia stessa degli strumenti per la misura del tempo. L’estetica ricca e sontuosa ha infatti giocato un ruolo fondamentale fin dai primi esemplari “da persona”. Apparsi sul finire del XV secolo, avevano un valore che andava ben oltre la tecnica – anche perché all’epoca la precisione, almeno per come la intendiamo oggi, lasciava molto a desiderare.

    Allora, gli orologi erano l’emblema di uno status sociale, l’espressione del rango e del potere di chi li portava, ed erano sfoggiati con ostentazione proprio come i gioielli. Indossati indifferentemente dagli uomini e dalle donne, appesi al collo come medaglioni, legati attorno alla vita o appuntati come spille, perfino rimpiccioliti al massimo per poter entrare negli anelli, erano in genere realizzati in oro, decorati in smalto, incisi a mano e tempestati di brillanti.

    La svolta

    Ma se l’orologeria ha sempre amato i diamanti, per secoli li ha associati agli esemplari diciamo così “di rappresentanza”. Basti pensare agli orologi degli anni Venti del Novecento, in cui erano montati nel platino, o a quelli degli anni Cinquanta in oro giallo, da gran sera. Solo negli anni Novanta, quindi in un’epoca abbastanza recente, le gemme hanno conosciuto un’accezione più democratica: quando, con l’avanzare della tecnologia, nuovi macchinari hanno permesso di incastonarli anche nell’acciaio.

    Fu una vera rivoluzione. Svincolati dai metalli nobili, sdoganati dalle occasioni più formali, i diamanti sono entrati a far parte degli esemplari “da tutti i giorni”. Presenze discrete come semplici punti luce sul quadrante, o più evidenti ad arricchire di bagliori la lunetta, sono diventati un dettaglio onnipresente nell’orologeria femminile. Almeno in un primo momento: poi hanno conquistato anche i polsi degli uomini. Non più riservati alle classi agiate, sono entrati a far parte della quotidianità di tanti, se non di tutti.

    We Love Diamonds: dai DV One…

    In quest’ottica, ecco quindi che la collezione We Love Diamonds di Versace assume un particolare significato. Soprattutto nel caso del DV One Automatic, tornato di recente in produzione con tutto il suo carico di dettagli iconici – la testa di Medusa sul quadrante e la Greca sulla lunetta. Io stessa ne ho registrato il ritorno dalle pagine di questo sito in modo approfondito, quindi qui non mi soffermo oltre sulla storia dell’orologio. Dico solo che oggi come ieri ha mantenuto la consueta connotazione no-gender, anche in questa versione più lussuosa. Che, per la cronaca, ha un prezzo di 8mila euro: ora capiremo perché.

    Realizzato come sempre interamente in ceramica bianca o nera, l’ultimo DV One Automatic si ricollega alla tradizione degli esemplari più preziosi della Maison, ma si presenta con un look inedito. La Greca in rilievo sulla lunetta in acciaio Ip oro giallo, infatti, è totalmente tempestata di diamanti taglio brillante (per un totale di 0.49 carati). Una sezione però è incastonata di zaffiri blu o di rubini (0.14 ct in tutto), a contrasto con il colore della ceramica. Altre gemme coordinate si trovano poi agli indici, questa volta però di taglio baguette, alternate ai consueti indici a bastone.

    Il risultato è un DV One Automatic inaspettato, sorprendente per gli effetti cromatici originali e per nulla scontati – sebbene in linea con l’attitudine Versace, capace di trasformare dettagli consueti in qualcosa di totalmente nuovo.

    …agli Icon Active

    Lo si vede ancora di più nell’altro esemplare della collezione We Love Diamonds, in cui emerge l’atteggiamento anticonvenzionale più tipico della Maison. Qui i diamanti vanno a impreziosire un modello tra i più sportivi e imperiosi in catalogo: il cronografo Icon Active. Con un esito ancora più efficace e spiazzante, dato dai materiali (il policarbonato trasparente della cassa e il poliuretano del cinturino) e dall’architettura (resa più aggressiva dal bumper che la protegge).

    Anche in questo caso le referenze sono due. Una più basic, in cui i diamanti taglio brillante sono montati solo agli indici, accostati a due a due o a tre a tre (0.15 ct). E un’altra più “importante”, in cui si trovano invece sui quattro archi della lunetta, sempre allineati in doppie file (0.65 ct in totale). Chiaramente la caratura delle pietre influisce sul prezzo: i nuovi Icon Active costano rispettivamente 1.710 euro e 3.650 euro. Attenzione, però: quest’ultimo è reperibile solo in selezionate boutique monomarca.