Il Salone di Ginevra si è concluso, ed è tempo di bilanci. Non a livello di dati, comunicati ufficialmente qualche giorno fa dalla Fondazione, ma riguardo a ciò che abbiamo visto all’interno degli stand. Le novità che ci hanno più colpito o che ci sono piaciute di più. Gli orologi che sono rimasti impressi nella nostra memoria, quelli che ricorderemo anche in futuro come i più rappresentativi di questa edizione. Una top ten di W&W26, insomma, che riunisce il meglio della produzione esposta al Palexpo. Per estetica, importanza, virtuosismo tecnico. Secondo noi.
Una top ten di W&W26 da intendersi però non come classifica o come gerarchia, che stabilisce un ordine fra i “primi dieci” esemplari del Salone. Piuttosto, un elenco di best of in cui ciascun orologio merita la stessa attenzione o considerazione, per le caratteristiche e le peculiarità che gli appartengono. Una top ten di W&W26, quindi, organizzata in ordine alfabetico, per marca, in cui si incontrano modelli diversi, dai solo tempo ai complicati. Tra i quali i più esperti possono cogliere tendenze e categorie: anniversari, complicazioni ripensate, tradizioni rinnovate…
Va detto che ciascun orologio incluso in questa top ten di W&W26 andrebbe sicuramente sviscerato in un apposito approfondimento. Le poche righe in cui abbiamo cercato di sintetizzarne l’essenza non sono certo esaustive né della costruzione né del valore (anche in senso storico o culturale) dei singoli esemplari. Servono semplicemente a suscitare un po’ di curiosità nei nostri lettori. Chi volesse saperne di più può visitare i siti ufficiali dei brand qui elencati, mentre aspetta di leggere le nostre recensioni. A proposito, fateci sapere sui nostri social quale orologio vorreste approfondire: sarete accontentati.
La nostra top ten di W&W26
A.LANGE & SOHNE Lange 1 Tourbillon Perpetual Calendar “Lumen” In apparenza è un Lange 1 con il quadrante in vetro zaffiro fumé. Al buio però rivela molte indicazioni luminescenti: la Grande Date, le lancette di ore e minuti, quella retrograda dei giorni della settimana, l’anno bisestile e le fasi lunari, con integrata la funzione giorno/notte. In più, la cassa in platino di 41,9 mm ospita un nuovo movimento automatico, calibro L255.1: con autonomia di 50 ore, tourbillon a un minuto con stop secondi, calendario perpetuo con fasi di luna astronomiche – decorato con tutti i sacri crismi dell’orologeria sassone. In 50 esemplari, 550mila euro.

CARTIER Santos Dumont
Un autentico cult reinterpretato con un nuovo bracciale: estremamente flessibile, quasi “morbido”, garantisce massimo confort al polso grazie ai 394 link (ciascuno spesso 1,15 mm), organizzati su 15 file, lavorati e assemblati “in casa”. In oro giallo (oppure in platino), nella versione più preziosa adotta anche un quadrante in ossidiana dorata (di 0,3 mm di spessore). Perfetta espressione della tradizione orafa della Maison parigina, nella cassa di 31,4 x 43,5 (sottile appena 7,3 mm), monta un movimento meccanico a carica manuale, il calibro 430 MC. Circa 46.700 euro.

IWC Pilot’s Venturer Vertical Drive
Un orologio esplicitamente progettato per lo Spazio. Realizzato in collaborazione con Vast, azienda statunitense pionieristica nella progettazione delle stazioni spaziali commerciali di futura generazione, è stato pensato per le esigenze degli astronauti in microgravità. La cassa in ceramica misura 44,4 mm di diametro ed è priva di corona: permette infatti tutte le regolazioni tramite la lunetta rotante in Ceratanium®. Il movimento automatico, calibro 32722, è fornito di 5 giorni di autonomia e di funzione Gmt, che visualizza l’ora di riferimento in missione su una scala di 24 ore posta sul réhaut. 29.000 euro.

JAEGER-LECOULTRE Master Control Chronometre Date Power Reserve Tre nuovi, riuscitissimi esemplari arricchiscono la storica collezione con proporzioni rinnovate e un inedito bracciale integrato. Il nostro preferito è questo: in acciaio, ha la cassa di 39 mm per 9,2 mm di spessore, e il quadrante grigio-blu in omaggio al Futurematic del 1951. Monta il calibro 738, a carica automatica, con 70 ore di autonomia e scappamento in silicio. Certificato cronometro dal Cosc, ha superato anche i test del nuovo protocollo HGP (High-Precision Guarantee), che simula l’uso nella vita reale. 18mila euro.

PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Chronographe Mystérieux
A prima vista sembra un normale “solo tempo” a tre lancette: in acciaio, con cassa di 40 mm e lunetta zigrinata in platino – coerente con la collezione. In realtà è un cronografo privo di contatori. Quando si preme il pulsante a ore 7.30 sulla carrure, appaiono due lancette in oro rosa a indicare il tempo corrente, mentre quelle rodiate avviano la misurazione dei tempi brevi. Una seconda pressione del pulsante le ferma, una terza le azzera e le fa “sparire” di nuovo (in pratica le lancette tornano a sovrapporsi). Il merito va al calibro PF053 (creato ad hoc), con 60 ore di autonomia e uno spessore di appena 6,9 mm. Disponibile da giugno, 36.900 franchi svizzeri.

PATEK PHILIPPE Nautilus 5810/1G
Eccolo, finalmente, l’attesissimo esemplare dell’anniversario. Rivisitato ad hoc da un leggero restyling, torna in oro bianco con l’iconico quadrante blu dai rilievi orizzontali. Cassa ultrapiatta di 41 mm per 6,9 di spessore e bracciale con sistema di microregolazione, è equipaggiato dal calibro 240: celebre movimento automatico, sottile solo 2,53 mm, il cui micro-rotore decentrato in oro 22 carati qui è personalizzato dall’incisione dei 50 anni. Edizione limitata di 2mila esemplari, 89.099 euro. Esiste anche con cinturino in gomma, in mille esemplari, oppure interamente in platino, sempre in 2mila esemplari.

ROLEX Oyster Perpetual 41
A proposito di anniversari, la Casa della Corona celebra i 100 anni della cassa Oyster con questo esemplare, realizzato in acciaio Oystersteel con lunetta e corona in oro giallo (metallo che ricorda il modello del 1926). Sul quadrante ardesia spiccano in verde il logo Rolex e gli indici dei 5 minuti, a ore 6 appare la scritta “100 Years” invece del canonico “Swiss made”, un altro 100 in rilievo sulla corona di carica. A animarlo c’è il calibro 3230, a carica automatica, con scappamento Chronergy, spirale Parachrom, 70 ore di autonomia. Certificato Cronometro Superlativo, 9.500 euro.

TAG Heuer Monaco Evergraph
Il cronografo riprogettato. Niente più camme o ruota a colonne, ma un sistema fatto di elementi flessibili, realizzati con la tecnologia Liga, che attivano le funzioni crono. Realizzato in collaborazione con la Vaucher Manufacture Fleurier in 5 anni di sviluppo, il calibro TH80-00 ha una costruzione invertita, che permette di vedere i componenti principali attraverso il quadrante trasparente. A carica automatica, di forma, vanta un’autonomia di 70 ore, il nuovo oscillatore TH-Carbonspring (resistente ai campi magnetici), una frequenza di 36.000 A/h e il certificato di cronometro del Cosc. La cassa in titanio (anche Dlc nero) misura 40 mm di lato. 25.000 euro.

ULYSSE NARDIN [Super] Freak
La creazione di Ludwig Oechslin festeggia 25 anni con una nuova evoluzione. Basata sui 35 brevetti del Freak, è un complicatissimo “solo tempo”, costruito su 7 livelli e sviluppato in 4 anni. Sul ponte centrale che funge da lancetta dei minuti monta due tourbillon inclinati di 10° e rotanti in direzioni opposte, con differenziale e indicazione cilindrica dei secondi su giunto cardanico. La cassa in oro bianco misura 44 mm di diametro, il disco rotante delle ore in Nanosital blu (materiale policristallino trasparente) permette di vedere parte del movimento automatico, calibro UN-252. 350.980 euro.

VAN CLEEF & ARPELS Midnight Jour Nuit Phase de Lune
Lanciata nel 2008 come parte delle Complications Poétiques, poi aggiornata nel 2024, la collezione che visualizza l’alternarsi del giorno e della notte sull’intero display si amplia con una nuova complicazione astronomica. La cassa di 42 mm in oro bianco ospita un disco in vetro avventurina di Murano (nero) che simula il cielo stellato, su cui si staglia il Sole in oro giallo guilloché, mentre un altro disco in madreperla bianca riporta le fasi di luna – anche su richiesta. Il modulo aggiuntivo del movimento automatico ha richiesto 4 anni di sviluppo. 159mila euro.

