Giornale Degli Orologi
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Tag: Rolex

  • Latest: le novità di settembre

    Latest: le novità di settembre

    In settembre, il rientro dalle vacanze porta sempre con sé la consueta, ma sorprendente, botta di energia nel mondo delle lancette. Così, al ritorno in città, quasi a voler scandire il ritmo dei nuovi inizi, noi appassionati siamo stati travolti da una vera e propria profusione di novità: un flusso continuo di orologi che ha investito ogni segmento di mercato, dall’accessibilità pop delle edizioni speciali fino alle vette più esclusive della manifattura d’autore. Davanti a questa affascinante e generosa abbondanza, il nostro compito si è trasformato in un esercizio di pura passione. Per queste Latest, quindi, abbiamo dovuto operare una rigorosa (e necessaria) selezione, guidata dall’emozione e dal valore delle storie che i nuovi esemplari sanno raccontare. Ti invitiamo a scoprirli nelle prossime righe, in un viaggio che attraversa stili, geometrie e sogni diversi.

    Latest… solo per pochi

    ROLEX Perpetual Padellone
    Una leggenda degli anni ’40 reinterpretata: torna la ref. 8171, universalmente nota come Padellone, appunto. La nuova versione conquista anche il pubblico femminile grazie alla cassa da 39 mm e al quadrante grainé con le fasi di luna. Monta il Calibro 7190 ad alta frequenza, con scappamento in silicio e calendario annuale Haplos (doppia finestrella per giorno e mese a ore 12, e data con lancetta centrale). Prezzi: da 58.300 euro per l’esemplare in oro Everose con cinturino, ma esiste anche con bracciale Settimo in oro rosa, otre a due varianti in platino.

    RESSENCE Type 9 Jules Wittok
    Per l’Art Watch di quest’anno, il Marchio ha unito le forze con l’artista belga, che sul quadrante ha inciso un labirinto tracciato a mano libera – suo motivo caratteristico – largo appena 0,2 mm. Grazie all’esclusivo sistema orbitale ROCS 9, i dischi che ruotano continuamente svela un messaggio nascosto, che si rivela solo a mezzogiorno e a mezzanotte. Due le varianti: Emerald Green cangiante o Black. La cassa da 39 mm è in titanio e pesa appena 42 grammi. Edizione limitata di 60 esemplari, 20mila franchi svizzeri (tasse escluse).

    Latest a meno di 10mila euro

    BELL & ROSS BR-X5 Meteorite
    Nuovo capitolo “cosmico” nella linea ammiraglia, ha il quadrante ricavato dal meteorite svedese Muonionalusta – la cui struttura rende ognuno dei 250 esemplari un pezzo unico e irripetibile. La celebre cassa ottagonale in acciaio da 41 mm, costruita secondo la complessa architettura a sandwich, a più livelli, monta il movimento automatico, calibro BR-CAL.323 di manifattura, con indicazione delle 70 ore di autonomia, datario e certificato ufficiale di cronometro (Cosc). 9.400 euro con bracciale integrato e 8.900 con cinturino in caucciù nero.

    VENEZIANICO Redentore Levius
    Un dress watch che ridefinisce i canoni dell’eleganza quotidiana. La cassa da 38 mm (e solo 8,9 mm di spessore) abbandona l’acciaio per la leggerezza del titanio grado 5, quasi impercettibile al polso: 48 grammi. Sotto il vetro zaffiro ospita il calibro V5000 a carica manuale, realizzato da OISA e progettato da Fausto Berizzi e Andrea Menegazzo. A conquistare lo sguardo è la trama Zefiro del quadrante blu, inciso a mano a guilloché da Linda Renzetti su un tornio dell’Ottocento. Disponibili i primi 100 pezzi numerati della serie inaugurale. 4.750 euro.

    Latest a meno di 2mila euro

    WYLER VETTA Dynawind Heavy Duty
    Nuova referenza per la collezione che riedita fedelmente un celebre diver del 1966. La cassa in acciaio satinato, con corona e fondello a vite, misura 39 mm di diametro ed è impermeabile fino a 20 atm. Sotto il vetro zaffiro bombato, il quadrante argenté presenta lo storico mirino tipico dell’epoca accostato agli indici dorati. Animato da un calibro Sellita SW200 a carica automatica, oltra al bracciale in acciaio ha secondo cinturino in pelle incluso nel packaging. Un tuffo nel passato, 1.800 euro.

    MIDO Multifort TV Big Date Special Edition
    Il fascino degli schermi a tubo catodico rivive – di nuovo – in questa edizione speciale della celebre collezione. La cassa a tv da 40 mm è in acciaio Pvd nero satinato. All’interno si schiude un quadrante spazzolato orizzontalmente, il cui effetto gradient sfuma dai toni caldi del bronzo e della savana fino al nero profondo periferico. La famosa Gran Data domina a ore 12. Ad animarlo c’è il ben noto Calibro 80 con spirale Nivachron™, antimagnetica, e 80 ore di autonomia. Due i cinturini intercambiabili, in pelle cognac o in tessuto nero. 1.450 euro.

    Latest a meno di 1.000 euro

    BULOVA Frank LLoyd Wright
    Il marchio americano rinnova la storica collaborazione con la Frank Lloyd Wright Foundation e dedica l’edizione 2026 alla celebre David and Gladys Wright House di Phoenix. Un’architettura a spirale che rivive nella cassa in acciaio da 38 mm priva di anse. Il quadrante multilivello evoca la scala interna della casa e riproduce fedelmente i motivi geometrici del tappeto March Balloons. Il movimento automatico, calibro Miyota 8215, muove le lancette su dischi trasparenti che accentuano l’effetto 3D. 399 euro.

    LORENZ Star Trek
    Una capsule collection nata sotto l’egida di Paramount per festeggiare i 60 anni della saga di sci-fi. Le 5 versioni, che reinterpretano le linee vintage degli anni ’60 nella forma della cassa (36×40 mm), sono interamente in acciaio 316L. E si distinguono per la cromia: il modello Science è blu, il Command color oro, il Warp Speed rosso, il Klingon verde, tutti con movimento al quarzo made in Japan. Ma il pezzo forte è il Deep Space Limited Edition (1.966 pezzi), total black e con movimento automatico, calibro Miyota 8215. I prezzi: 219 euro, 349 per il meccanico.

  • News orologi: fatti, volti ed eventi – 07/09/2026

    News orologi: fatti, volti ed eventi – 07/09/2026

    Consueto appuntamento con le News orologi. Che come sempre vi raccontano cosa è successo nelle ultime settimane e cosa succederà prossimamente nel mondo delle lancette. Fra eventi sportivi, nuovi ambassador, aste filantropiche e inaugurazioni esclusive, anche oggi le News orologi tracciano il ritratto di un ambiente dinamico e in continua progressione. Una nota per gli appassionati di gossip: qui non troverete quasi nulla sul Festival di Venezia, che nei prossimi giorni avrà invece una pagina di News Orologi dedicata. Intanto buona lettura.

    Tempo di danza

    Eleonora Abbagnato è diventata Friend of the Brand di Gerald Charles. L’indimenticabile étoile dell’Opéra di Parigi, e ora Direttrice del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, inaugura il rapporto del Marchio con la danza. E presterà il volto e il polso alla collezione Mini Maestro, di cui incarna i valori di eleganza, precisione e leggerezza. Un sodalizio artistico che celebra la corrispondenza simmetrica fra il rigore della coreografia e l’ingegneria dei calibri, basata sull’armonia fisica e sulla fluidità dei movimenti. Applausi.

    Colpo d’arte

    Hublot è noto per i suoi legami con il mondo dell’arte. Questa volta però ha messo a segno un vero colpo da maestro: ha ingaggiato Jeff Koons come ambassador. La collaborazione unisce due mondi nati nello stesso anno, il 1980, quando il Brand iniziava a rivoluzionare l’orologeria e l’artista a ridefinire la cultura pop, con la trasformazione di oggetti quotidiani in icone globali – come il celebre Balloon Dog. Più che una semplice collaborazione estetica, la partnership verterà sulla ricerca e sulla scienza dei materiali. Ne vedremo delle belle, scommettiamo?

    Charity Auction – 1

    La Fondation Prince Albert de Monaco compie 20 anni. F.P.Journe la festeggia con un pezzo unico che farà gola a molti collezionisti: un cronografo classico con la cassa in platino e oro rosso, il movimento meccanico a carica manuale (calibro 1518.3 in oro rosso) con 80 ore di autonomia, il quadrante laccato bordeaux con scala tachimetrica e numeri ispirati alle ossa oracolari, la più antica forma di scrittura cinese conosciuta. L’esemplare sarà battuto all’asta da Phillips il 25 novembre a Singapore per finanziare i progetti di tutela ambientale della Fondazione.

    A Venezia col botto

    Robert Pattison è diventato ambasciatore di Jaeger-LeCoultre. L’annuncio ufficiale è arrivato mercoledì scorso, corredato di un bel servizio fotografico con immagini patinate in cui l’attore britannico indossa il calendario perpetuo in acciaio della nuova Master Collection. Ma la collaborazioni si è subito concretizzata in qualcosa di più reale. Solo tre giorni dopo, per la presentazione al Festival di Venezia del suo nuovo film Primetime in concorso, eccolo sfilare sul red carpet con al polso un preziosissimo Master Hybris Artistica Gyrotourbillon Westminster. Wow.

    Nozze d’argento

    Si è svolto dal 3 al 6 settembre il celeberrimo torneo di golf Omega Masters di Crans Montana. Nato nel 1939, il prestigioso evento quest’anno ha segnato un traguardo importante per la Maison di Biel, che ha festeggiato il 25° anniversario nel ruolo di title sponsor. Un legame storico che unisce i valori della cultura svizzera a un’eccellenza sportiva ai massimi livelli. Mentre al torneo principale si sono sfidati i campioni degli European e degli Asian Tours, il green della Pro-Am è stato palcoscenico per numerose celebrities: come il campione olimpico Michael Phelps, ambasciatore di Omega.

    Charity auction – 2

    Con un’operazione insolita, Rolex mette all’asta quattro pezzi unici dell’Oyster Perpetual Cosmograph Daytona. Denominata The Four Seasons, la serie si distingue per i quadranti in pietra dura e le ghiere incastonate di gemme che richiamano i colori delle quattro stagioni. L’evento, organizzato in collaborazione con la casa d’aste Phillips all’interno dell’iniziativa Perpetual Planet, si terrà a Londra il prossimo 28 settembre. L’intero ricavato sarà devoluto alla Federer Foundation, focalizzata sull’istruzione dei bambini, e a Re:wild, l’organizzazione ambientalista di Leonardo di Caprio. Ottimo.

    Indirizzo prestigioso

    A Milano, il 2 settembre scorso, H.Moser & Cie. ha inaugurato una nuova boutique monomarca. Realizzata in collaborazione con Rocca all’interno della Galleria Vittorio Emanuele, è uno spazio espositivo d’avanguardia che riflette il minimalismo concettuale della Manifattura di Neuhausen am Rhein: cemento a vista, linee essenziali, vetrine verticali ispirate alle gallerie d’arte e tocchi del blu simbolo del Brand. “Un’immersione in una visione unica dell’Alta Orologeria: indipendente, contemporanea e senza compromessi”, dicono a ragione.

    Grande ritorno

    A due secoli esatti dalla fondazione a La Chaux-de-Fonds, nel 1826, Gallet fa il suo ritorno ufficiale sul mercato. La storica Casa orologiera svizzera riparte con un progetto guidato da Breitling, che ne cura direttamente la produzione e la distribuzione, e si inserisce nella divisione “House of Brands” diretta dal Ceo Georges Kern. Il rilancio si sviluppa attorno al concetto di Wanderlust e all’esplorazione, e vede già predisposti corner dedicati all’interno di selezionate boutique Breilting. Quattro, per ora, le collezioni principali: Flying Officer, Multichron Pilot, Multichron Sport  e Gallet Classics. Ne riparleremo.

    Diamo i numeri

    Si sono conclusi ieri i Geneva Watch Days. E sono stati resi noti i dati di bilancio del “salone diffuso”. Questa settima edizione sarà ricordata per aver segnato un primato storico con 71 marchi presenti e quasi 400 novità esposte, che hanno attirato oltre 2.500 collezionisti: un’affluenza raddoppiata rispetto al 2025 e che sancisce il sorpasso del pubblico sui canali wholesale e media. I 5.000 visitatori unici del Pavillon e i 115.500 franchi svizzeri raccolti all’asta benefica di Phillips per la Scuola d’Orologeria confermano Ginevra come hub globale del collezionismo attivo. Praticamente un successo.

    p.s. Le News orologi non dormono mai: anzi, sono spesso riaggiornate durante la settimana. Nei prossimi giorni, torna ancora su questa pagina per leggere le ultime novità…

  • Quadranti Tropical: perché il sole rende unici gli orologi

    Quadranti Tropical: perché il sole rende unici gli orologi

    La radiazione solare cambia la materia, ma non lo fa sempre allo stesso modo. Sulla pelle umana stimola la melanina e regala una temporanea abbronzatura. Invece negli orologi da polso prodotti fra gli anni ’40 e ’70 innesca una reazione chimica permanente: fa virare la vernice dei quadranti in ottone. Il nero profondo e specchiato delle lacche originali si degrada lentamente, e acquista sfumature marroni che variano dal nocciola al cioccolato.
    Eppure, quello che per decenni i reparti tecnici delle maison hanno considerato un banale difetto di fabbricazione – il rivestimento protettivo incapace di resistere all’azione combinata di luce, calore e umidità –, oggi è diventato uno dei fenomeni più celebrati dai collezionisti. Nel linguaggio delle grandi aste internazionali, i rari esemplari che subiscono la trasformazione assumono un nome preciso, quasi esotico: quadranti Tropical. Ma come fa un’imperfezione a diventare un valore aggiunto? La risposta si trova nell’equilibrio tra fisica e imprevedibilità.

    La chimica dietro l’imprevisto

    Per capire come nascono i quadranti Tropical è necessario guardare alla chimica industriale del secondo dopoguerra. In quegli anni, la fabbricazione di un quadrante seguiva un protocollo rigoroso. La base in ottone riceveva dapprima uno strato di fondo, poi era rivestita dai pigmenti di colore e infine sigillata con una vernice trasparente di protezione – di solito resine sintetiche o lacche zapon. Formule eccellenti per l’epoca, ma del tutto prive dei moderni filtri e stabilizzatori contro i raggi Uv.

    Quando gli orologi erano esposti al sole o utilizzati in climi tropicali per lungo tempo, i raggi ultravioletti penetravano nella finitura protettiva e spezzavano i legami molecolari dei pigmenti neri. Questo processo, sommato alla naturale ossidazione dei metalli e alle radiazioni emesse dalle paste luminescenti dell’epoca – a base di radio prima e di trizio poi -, modificava in modo permanente la rifrazione della luce sulla superficie.

    La variazione cromatica dipendeva dall’esatta formulazione chimica utilizzata dai grandi produttori specializzati – come Stern Frères, Singer o Beyeler. Minime differenze nella percentuale di solventi usata in un lotto di produzione potevano cambiare il destino di un quadrante. E determinavano la capacità della lacca di resistere al sole o di virare verso nuance tendenti al dattero piuttosto che al cacao.

    Le referenze più famose

    L’invecchiamento non colpiva quindi ogni orologio in modo identico. Alcuni modelli specifici oggi presentano una metamorfosi migliore, che ne ha ridefinito i canoni estetici e ne ha causato quotazioni da capogiro nelle aste e dagli antiquari.

    Per esempio, il Rolex Submariner Ref. 1680 e 5513. Negli esemplari prodotti tra la fine degli anni ’60 e i primi ’70, la caratteristica vernice nera opaca ha risposto al sole con una costanza e una bellezza sorprendenti. Il fondo originario si è trasformato in un marrone pieno e vellutato che la comunità dei collezionisti chiama chocolate, capace di far risaltare per contrasto le scritte serigrafate, rimaste incredibilmente nitide e bianche.

    Un altro esemplare degno di nota è poi l’Omega Speedmaster Professional Ref. 145.022-69. Nel “biennio d’oro” a cavallo tra il 1969 e il 1970, la Maison di Biel affidava a Singer i quadranti del celebre cronografo. In questa particolare referenza, il viraggio regala una tonalità tabacco intensa, priva di riflessi, in grado di creare uno stacco netto con la minuteria bianca e la lunetta nera con scala tachimetrica. L’effetto finale è carico di personalità.

    Da citare ancora il Rolex GMT-Master Ref. 1675 “Nipple Dial”. Nelle declinazioni in oro o in acciaio/oro degli anni ’70, i famosi indici applicati a forma di cono poggiano su superfici che nel corso dei decenni hanno abbandonato il nero per accogliere sfumature bronzee e nocciola. Una tavolozza quasi autunnale, perfettamente calibrata sui riflessi della cassa in metallo prezioso.

    Infine l’Audemars Piguet Royal Oak Ref. 5402 “A-Series”. Nel tempo, il quadrante con il celebre motivo Petite Tapisserie dei primissimi esemplari del 1972 ha subito una peculiare trasformazione verso un grigio-marrone cangiante. In questo caso, la luce non ha cambiato solo il colore, ma ha ridefinito il gioco di ombre e di riflessi geometrici della creazione di Gérald Genta.

    Quadranti Tropical o danneggiati?

    Nel mercato del collezionismo vintage, la differenza tra un quadrante virato e uno semplicemente rovinato si traduce in decine di migliaia di euro. I periti più esperti e i collezionisti navigati non premiano l’anomalia fine a se stessa, ma cercano l’armonia della mutazione.

    I quadranti Tropical autentici si riconoscono dalla superficie, che si presenta perfettamente piana, liscia, priva di bolle, increspature o esfoliazioni della pellicola protettiva. Il colore deve mostrare un degrado coerente e omogeneo, che spesso sfuma con grazia dal centro verso i bordi.

    Al contrario, la presenza di aloni asimmetrici – che ricordano una mappa geografica – concentrati vicino alla cassa o al foro delle lancette, è sintomo di una semplice infiltrazione di umidità o a un danno da agenti salini. Anche la tenuta della grafica è un eccellente indicatore: nel processo causato dai raggi Uv, le scritte e la minuteria rimangono nitide, sbalzate e perfettamente leggibili, mentre l’umidità tende a sbiadirle e a scioglierne i contorni.

    Come smascherare i falsi quadranti Tropical

    L’esplosione delle quotazioni dei quadranti Tropical ha spinto molti falsari a ricreare artificialmente in tempi brevi ciò che la natura e l’atmosfera hanno prodotto in decenni. Cotture in forno ad alta temperatura, bagni in soluzioni acide ed esposizioni forzate sotto lampade UV industriali sono ormai pratiche diffuse. Nel caso si voglia smascherare simili manipolazioni, l’analisi deve concentrarsi su alcuni dettagli fondamentali.

    L’incoerenza dei materiali: il tempo non è selettivo, invecchia tutti i componenti con coerenza. Se ci si trova di fronte a un quadrante virato in un marrone profondo, ma gli indici in trizio o le lancette mostrano una pasta luminescente candida e intonsa, l’orologio è quasi di sicuro un esemplare alterato in laboratorio. Oppure un “Franken”, come si dice in gergo per indicare un pezzo assemblato con componenti di orologi diversi.

    La prova del réhaut: dopo aver smontato l’orologio, si esamini il perimetro del quadrante. Questa zona – che non ha mai subito l’esposizione diretta alla luce del sole perché protetta dal réhaut – deve mostrare la tonalità nera originale o comunque un netto stacco cromatico rispetto al centro. Un disco uniformemente marrone fino all’ultimo millimetro nascosto tradisce un’immersione in un reagente chimico.

    La risposta alla luce di Wood: sotto una lampada Uv a 365 nanometri, la lacca virata dal tempo assorbe la luce in modo uniforme. Al contrario, i solventi o i protettivi moderni applicati artificialmente per fissare una cottura mostrano fluorescenze e macchie luminescenti anomale.

    L’ispezione della grafica: sotto un forte ingrandimento (almeno 10x o al microscopio stereoscopico), il viraggio termico e chimico del tempo mostra che il colore di fondo è mutato attorno alle scritte serigrafate. Invece nei falsi realizzati in laboratorio, l’agente chimico o il calore eccessivo intaccano quasi sempre anche l’inchiostro bianco o argento delle scritte. In questo modo producono micro-sbavature o screpolature sulla vernice delle lettere e ne alterano la nitidezza originaria.

    Per concludere

    In fondo, il fascino dei quadranti Tropical risiede proprio nella vulnerabilità originaria. Tutto qui: è la dimostrazione di come il tempo e gli elementi siano stati in grado di correggere l’austera precisione della meccanica. E quindi di trasformare quello che era nato come un errore chimico in una firma estetica irripetibile.

  • News orologi: il trionfo di Sinner con Rolex e altre novità – 14/7/26

    News orologi: il trionfo di Sinner con Rolex e altre novità – 14/7/26

    L’appuntamento con le News orologi, questa settimana, si traduce in sport, sport e ancora sport. È normale: d’estate i brand fanno a gara per legarsi ai campioni di turno e alle loro imprese del momento. Dai campi in erba di Wimbledon fino alle onde dell’oceano, però, le case di orologeria non si limitano a cronometrare le prestazioni: firmano i momenti di gloria, stringono nuove partnership, ribadiscono collaborazioni storiche, trovano sempre nuove occasioni per mettersi sotto i riflettori. In questa rubrica di News orologi, quindi, c’è spazio anche per la musica e per i nuovi trend destinati a ridisegnare le strategie di marketing. Dai un’occhiata qui sotto e scrivici cosa ne pensi sui nostri social. Buona lettura!

    Trionfi a Wimbledon

    Impossibile non vederlo. Chiunque abbia seguito la premiazione della finale di Wimbledon ha notato l’orologio al polso di Jannik Sinner. Cassa in oro rosa (anzi, Everose) e cinturino nero (Oysterflex), il Rolex Cosmograph Daytona – lanciato nel 2023 – spiccava sulla pelle chiara del campione come un faro nella notte. Per lui, un trionfo segnato dallo stesso portafortuna che lo ha accompagnato durante tutte le vittorie sull’erba di Londra. Per la Casa della Corona, l’ultimo successo di una lunga serie, che sul quel campo ha già visto Alcaraz, Federer, Edberg, Borg…

    Trionfi a Wimbledon 2: la nuova regina

    Per restare sul prato dell’All England Club, il singolare femminile del Torneo se lo è aggiudicato Linda Nosková. YoungStar Rado, ex numero 5 del ranking junior, la campionessa ceca ha così conquistato il suo primo titolo del Grande Slam, dopo una stagione che l’ha consacrata fra le protagoniste del tennis mondiale. Il suo orologio è il Rado True Square Open Heart in ceramica, indossato anche durante i festeggiamenti della serata di gala, mentre ballava con Jannik sulle note di Can’t Stop the Feeling di Justin Timberlake. Memorabile.

    Da una racchetta all’altra

    Dopo aver consolidato il rapporto con il mondo del tennis, Gerald Charles si dà al padel. Proprio per sottolineare il proprio ingresso in questa disciplina, ha eletto come ambasciatrice Gemma Triay, atleta spagnola con 52 titoli in carriera e quattro stagioni consecutive concluse al vertice del ranking mondiale Fip. E per rappresentare la Marca svizzera durante i principali tornei del circuito internazionale, la campionessa ha già al polso un Mini Maestro con la lunetta impreziosita di diamanti. Molto chic.

    Cavalcare le grandi onde

    Dalle finali oceaniche all’orologeria, il passo è breve. Leonardo Fioravanti, numero uno del surf italiano, entra ufficialmente a far parte della Breitling Squad. Un sodalizio nato dopo la vittoria del surfista romano al Surf City El Salvador Pro, dove ha superato il campione olimpico Italo Ferreira nel Championship Tour della World Surf League. Ma anche una partnership spontanea, sottolineata dalla presenza del Superocean, il subacqueo che Fioravanti porta al polso già da tempo.

    Rotta sulla Côte d’Azur

    Per tornare al Mare Nostrum, in Costa Azzurra si è svolto il 26/27 giugno scorso il Riva Trophy, di cui F.P.Journe si è confermato partner. Questa 16a edizione della gara di regolarità ha visto 22 equipaggi navigare tra il porto di Monaco e la spiaggia di Pampelonne, con l’alternarsi di prove tra gli storici motoscafi in mogano e i moderni yacht. Durante la cerimonia di premiazione, allo Yacht Club monegasco, la coppia vincitrice ha ricevuto due esemplari della collezione élégante in Titalyt®, personalizzati per l’occasione con l’incisione “Riva 2026” e cinturini turchese.

    Grande festa per i 100 anni

    A Misano, dal 3 al 5 luglio, si è tenuta World Ducati Week 2026, che ha celebrato i cent’anni della Casa di Borgo Panigale. Una tre giorni di adrenalina e spettacoli che ha riunito più di 118mila Ducatisti provenienti da 94 Paesi in tutto il mondo. Tra gare e parate, esperienze di guida e incontri ravvicinati con celebri piloti, il circuito romagnolo dedicato a Marco Simoncelli ha fatto da cornice a una grande festa. Dove Locman, nel ruolo di Official Timekeeper, ha presentato la nuova capsule collection Ducati 100, che monta il calibro Oisa 29-50 Cinque Ponti. Ne riparleremo.

    Musica di gran classe

    Prosegue fino al 18 luglio il Montreaux Jazz Festival. Giunto alla 60a edizione, il principale festival jazz europeo vede dal 2019 Audemars Piguet nel ruolo di global partner (anche se il legame risale addirittura al 2010). Un rapporto rafforzato dalla serata inaugurale, che sul palco dell’Auditorium Stravinski ha avuto come protagonista Raye, la cantautrice britannica da due anni ambasciatrice della Maison, accanto ad altri ospiti come Mark Ronson (anche lui di casa a Les Brassus) e Alicia Keys. Una performance che vale la pena di vedere su YouTube…

    p.s. Le News orologi non dormono mai: anzi, sono spesso riaggiornate durante la settimana. Se vuoi restare informato sulle novità del mondo delle lancette, nei prossimi giorni, torna ancora su questa pagina…

  • La top ten di W&W26: le nostre novità preferite

    La top ten di W&W26: le nostre novità preferite

    Il Salone di Ginevra si è concluso, ed è tempo di bilanci. Non a livello di dati, comunicati ufficialmente qualche giorno fa dalla Fondazione, ma riguardo a ciò che abbiamo visto all’interno degli stand. Le novità che ci hanno più colpito o che ci sono piaciute di più. Gli orologi che sono rimasti impressi nella nostra memoria, quelli che ricorderemo anche in futuro come i più rappresentativi di questa edizione. Una top ten di W&W26, insomma, che riunisce il meglio della produzione esposta al Palexpo. Per estetica, importanza, virtuosismo tecnico. Secondo noi.

    Una top ten di W&W26 da intendersi però non come classifica o come gerarchia, che stabilisce un ordine fra i “primi dieci” esemplari del Salone. Piuttosto, un elenco di best of in cui ciascun orologio merita la stessa attenzione o considerazione, per le caratteristiche e le peculiarità che gli appartengono. Una top ten di W&W26, quindi, organizzata in ordine alfabetico, per marca, in cui si incontrano modelli diversi, dai solo tempo ai complicati. Tra i quali i più esperti possono cogliere tendenze e categorie: anniversari, complicazioni ripensate, tradizioni rinnovate…

    Va detto che ciascun orologio incluso in questa top ten di W&W26 andrebbe sicuramente sviscerato in un apposito approfondimento. Le poche righe in cui abbiamo cercato di sintetizzarne l’essenza non sono certo esaustive né della costruzione né del valore (anche in senso storico o culturale) dei singoli esemplari. Servono semplicemente a suscitare un po’ di curiosità nei nostri lettori. Chi volesse saperne di più può visitare i siti ufficiali dei brand qui elencati, mentre aspetta di leggere le nostre recensioni. A proposito, fateci sapere sui nostri social quale orologio vorreste approfondire: sarete accontentati.

    La nostra top ten di W&W26

    A.LANGE & SOHNE Lange 1 Tourbillon Perpetual Calendar “Lumen” In apparenza è un Lange 1 con il quadrante in vetro zaffiro fumé. Al buio però rivela molte indicazioni luminescenti: la Grande Date, le lancette di ore e minuti, quella retrograda dei giorni della settimana, l’anno bisestile e le fasi lunari, con integrata la funzione giorno/notte. In più, la cassa in platino di 41,9 mm ospita un nuovo movimento automatico, calibro L255.1: con autonomia di 50 ore, tourbillon a un minuto con stop secondi, calendario perpetuo con fasi di luna astronomiche – decorato con tutti i sacri crismi dell’orologeria sassone. In 50 esemplari, 550mila euro.

    CARTIER Santos Dumont
    Un autentico cult reinterpretato con un nuovo bracciale: estremamente flessibile, quasi “morbido”, garantisce massimo confort al polso grazie ai 394 link (ciascuno spesso 1,15 mm), organizzati su 15 file, lavorati e assemblati “in casa”. In oro giallo (oppure in platino), nella versione più preziosa adotta anche un quadrante in ossidiana dorata (di 0,3 mm di spessore). Perfetta espressione della tradizione orafa della Maison parigina, nella cassa di 31,4 x 43,5 (sottile appena 7,3 mm), monta un movimento meccanico a carica manuale, il calibro 430 MC. Circa 46.700 euro.

    IWC Pilot’s Venturer Vertical Drive
    Un orologio esplicitamente progettato per lo Spazio. Realizzato in collaborazione con Vast, azienda statunitense pionieristica nella progettazione delle stazioni spaziali commerciali di futura generazione, è stato pensato per le esigenze degli astronauti in microgravità. La cassa in ceramica misura 44,4 mm di diametro ed è priva di corona: permette infatti tutte le regolazioni tramite la lunetta rotante in Ceratanium®. Il movimento automatico, calibro 32722, è fornito di 5 giorni di autonomia e di funzione Gmt, che visualizza l’ora di riferimento in missione su una scala di 24 ore posta sul réhaut. 29.000 euro.

    JAEGER-LECOULTRE Master Control Chronometre Date Power Reserve Tre nuovi, riuscitissimi esemplari arricchiscono la storica collezione con proporzioni rinnovate e un inedito bracciale integrato. Il nostro preferito è questo: in acciaio, ha la cassa di 39 mm per 9,2 mm di spessore, e il quadrante grigio-blu in omaggio al Futurematic del 1951. Monta il calibro 738, a carica automatica, con 70 ore di autonomia e scappamento in silicio. Certificato cronometro dal Cosc, ha superato anche i test del nuovo protocollo HGP (High-Precision Guarantee), che simula l’uso nella vita reale. 18mila euro.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Chronographe Mystérieux
    A prima vista sembra un normale “solo tempo” a tre lancette: in acciaio, con cassa di 40 mm e lunetta zigrinata in platino – coerente con la collezione. In realtà è un cronografo privo di contatori. Quando si preme il pulsante a ore 7.30 sulla carrure, appaiono due lancette in oro rosa a indicare il tempo corrente, mentre quelle rodiate avviano la misurazione dei tempi brevi. Una seconda pressione del pulsante le ferma, una terza le azzera e le fa “sparire” di nuovo (in pratica le lancette tornano a sovrapporsi). Il merito va al calibro PF053 (creato ad hoc), con 60 ore di autonomia e uno spessore di appena 6,9 mm. Disponibile da giugno, 36.900 franchi svizzeri.

    PATEK PHILIPPE Nautilus 5810/1G
    Eccolo, finalmente, l’attesissimo esemplare dell’anniversario. Rivisitato ad hoc da un leggero restyling, torna in oro bianco con l’iconico quadrante blu dai rilievi orizzontali. Cassa ultrapiatta di 41 mm per 6,9 di spessore e bracciale con sistema di microregolazione, è equipaggiato dal calibro 240: celebre movimento automatico, sottile solo 2,53 mm, il cui micro-rotore decentrato in oro 22 carati qui è personalizzato dall’incisione dei 50 anni. Edizione limitata di 2mila esemplari, 89.099 euro. Esiste anche con cinturino in gomma, in mille esemplari, oppure interamente in platino, sempre in 2mila esemplari.

    ROLEX Oyster Perpetual 41
    A proposito di anniversari, la Casa della Corona celebra i 100 anni della cassa Oyster con questo esemplare, realizzato in acciaio Oystersteel con lunetta e corona in oro giallo (metallo che ricorda il modello del 1926). Sul quadrante ardesia spiccano in verde il logo Rolex e gli indici dei 5 minuti, a ore 6 appare la scritta “100 Years” invece del canonico “Swiss made”, un altro 100 in rilievo sulla corona di carica. A animarlo c’è il calibro 3230, a carica automatica, con scappamento Chronergy, spirale Parachrom, 70 ore di autonomia. Certificato Cronometro Superlativo, 9.500 euro.

    TAG Heuer Monaco Evergraph
    Il cronografo riprogettato. Niente più camme o ruota a colonne, ma un sistema fatto di elementi flessibili, realizzati con la tecnologia Liga, che attivano le funzioni crono. Realizzato in collaborazione con la Vaucher Manufacture Fleurier in 5 anni di sviluppo, il calibro TH80-00 ha una costruzione invertita, che permette di vedere i componenti principali attraverso il quadrante trasparente. A carica automatica, di forma, vanta un’autonomia di 70 ore, il nuovo oscillatore TH-Carbonspring (resistente ai campi magnetici), una frequenza di 36.000 A/h e il certificato di cronometro del Cosc. La cassa in titanio (anche Dlc nero) misura 40 mm di lato. 25.000 euro.

    ULYSSE NARDIN [Super] Freak
    La creazione di Ludwig Oechslin festeggia 25 anni con una nuova evoluzione. Basata sui 35 brevetti del Freak, è un complicatissimo “solo tempo”, costruito su 7 livelli e sviluppato in 4 anni. Sul ponte centrale che funge da lancetta dei minuti monta due tourbillon inclinati di 10° e rotanti in direzioni opposte, con differenziale e indicazione cilindrica dei secondi su giunto cardanico. La cassa in oro bianco misura 44 mm di diametro, il disco rotante delle ore in Nanosital blu (materiale policristallino trasparente) permette di vedere parte del movimento automatico, calibro UN-252. 350.980 euro.

    VAN CLEEF & ARPELS Midnight Jour Nuit Phase de Lune
    Lanciata nel 2008 come parte delle Complications Poétiques, poi aggiornata nel 2024, la collezione che visualizza l’alternarsi del giorno e della notte sull’intero display si amplia con una nuova complicazione astronomica. La cassa di 42 mm in oro bianco ospita un disco in vetro avventurina di Murano (nero) che simula il cielo stellato, su cui si staglia il Sole in oro giallo guilloché, mentre un altro disco in madreperla bianca riporta le fasi di luna – anche su richiesta. Il modulo aggiuntivo del movimento automatico ha richiesto 4 anni di sviluppo. 159mila euro.

  • News orologi: fatti e notizie da non perdere – 02/03/2026

    News orologi: fatti e notizie da non perdere – 02/03/2026

    Il titolo è nuovo, ma la rubrica è sempre quella. Tornano le Cronache dell’orologeria, che d’ora in poi si chiameranno semplicemente News orologi per essere più chiare e comprensibili da tutti. In questa raccolta di “brevi di cronaca” troveremo come sempre le notizie più aggiornate dal mondo delle lancette. Dalle architetture effimere che animeranno la prossima Milano Design Week, fino alle intuizioni meccaniche di Leonardo da Vinci che tornano a scandire il tempo dopo secoli di silenzio. Non solo. Nelle News orologi di oggi vedremo anche come il mecenatismo d’eccellenza sostenga l’arte contemporanea a Gstaad, o un intero sistema museale a Dresda. O come i polsi delle celebrities internazionali – da Ed Sheeran ad Andrea Bocelli – raccontino storie di stile e passione autentica. E tanto altro ancora. Buona lettura.

    Colpo di polso

    Foto courtesy Lorenzo Montanelli

    Parliamo di Andrea Bocelli a Sanremo. No, non dello scenografico arrivo a cavallo per interpretare al meglio il ruolo di ospite d’onore, fortemente voluto da Carlo Conti per ricordare Pippo Baudo. Ma della conferenza stampa di sabato 28 febbraio, dove il tenore ha indossato un Breitling Navitimer Automatic GMT 41, in oro rosa, con quadrante verde e il classico regolo calcolatore. Il che ha lasciato interdetto qualcuno, perché Bocelli non è ambasciatore della Casa di Grenchen. Però, a scanso di equivoci, è sempre stato un grande estimatore dell’orologeria: e lo ha dimostrato in tante occasioni, sia attraverso collaborazioni a scopo benefico sia con pezzi esclusivi al polso.

    Tra pop e Ceratanium

    Foto Mark Surridge courtesy IWC

    Non solo chitarre e tatuaggi. Ed Sheeran, in concerto al Marvel Stadium di Melbourne il 26 febbraio scorso, ha sfoggiato sul palco un IWC Portugieser Chronograph Ceratanium®. Niente oro o diamanti, è un esemplare rigoroso, quasi sobrio: all-black, cattivissimo e molto tecnico. Con la cassa fatta in un materiale brevettato: un mix di ceramica e titanio, leggero ma super-resistente. Del resto, che il cantautore britannico sia un appassionato (e grande collezionista) di orologi, è cosa nota. E qui, tra una ballad acustica, un assolo adrenalinico e cori da brividi, ha dimostrato che si può anche riempire uno stadio, ma farlo con lo stile (e l’orologio) giusto è tutta un’altra musica. 

    Mecenate contemporaneo

    Ancora una volta F.P.Journe conferma la propria funzione di mecenate nel mondo dell’arte contemporanea. Alla scorsa edizione di Art Gstaad – che si è tenuta dal 19 al 22 febbraio, sotto il tendone del Festival-Zelt -, ha affiancato di nuovo il format “a misura d’uomo” di Maze, il collettivo fondato da Thomas Hug nonché ideatore di una rete di fiere boutique. Quest’anno, il Maze/Art Awards F.P.Journe è stato vinto dall’artista brasiliana Sonia Gomez con l’opera Untitled, 2024, presentata dalla galleria Mendes Wood DM. Una scultura tessile, che fonde tradizioni popolari e arte astratta, subito acquisita dal Marchio di orologi per donarla al Kunstmuseum Basel.

    Il suono del tempo

    Milano fa un salto indietro nel tempo: giovedì 5 marzo, alle 18, al Museo Leonardo3 (piazza della Scala, ingresso in Galleria), prende vita l’orologio progettato da Leonardo da Vinci tra il 1490 e il 1493. A dare il primo “tic” ufficiale sarà Adrian Fartade, in dialogo con Edoardo Zanon, Direttore scientifico del Museo. Un esemplare unico, ricostruito dal maestro artigiano Alberto Gorla e da Angelo Brunoni sulla base degli studi del Codice Madrid, insieme al Regolatore del Tempo (Codice Atlantico), che anticipa il pendolo di Galileo. Entrambi rimangono esposti in collezione permanente. L’evento è aperto al pubblico: selfie sì, ma soprattutto ascolto! Fabio Parri                               

    La collaborazione continua

    A. Lange & Söhne festeggia 20 anni di partnership con la Dresden State Art Collections (SKD). E ne annuncia il rinnovo fino al 2031. A beneficiarne sono tutt’e 15 le istituzioni che fanno parte del complesso museale di Dresda – compreso lo Zwinger, con il celebre Gabinetto Reale degli Strumenti Matematici e Fisici, e l’Albertinum, con le sue raccolte di arte moderna e contemporanea. Il che si traduce non solo in sostegno economico, ma anche nell’organizzazione di mostre particolari, nel restauro delle gallerie e nel finanziamento del Lernort, il centro di apprendimento di scienze naturali per i giovani, che fa capo proprio al Mathematisch-Physikalische Salon. Ben fatto!

    Shopping (non solo) olimpico

    Di recente, Rocca ha annunciato l’apertura di una nuova boutique all’interno dell’aeroporto di Milano Malpensa, con un ampio spazio dedicato a Omega. Tutto quadra: il negozio è stato inaugurato in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, dove la Maison di Biel svolge il ruolo di Cronometrista ufficiale. E lo stesso evento ha generato un traffico extra di passeggeri per lo scalo intercontinentale, punto di arrivo e di partenza per migliaia di persone. L’operazione, ça va sans dire, ha ulteriormente rafforzato il rapporto fra l’unica catena italiana di orologeria/gioielleria di proprietà del Gruppo Damiani e il Marchio che fa capo a Swatch Group.

    J Class & Co.

    Foto © Sailing Energy / The Superyacth Cupdefault courtesy Richard Mille

    Richard Mille è diventato Title Partner della Superyacht Cup Palma. L’esclusiva regata, che riunisce spettacolari barche a vela superiori ai 24 metri, si terrà dal 24 al 27 giugno prossimi, come sempre nella baia di Palma de Maiorca. E proprio quest’anno celebra il 30° anniversario: organizzata anche stavolta dal Real Club Náutico de Palma, nell’edizione 2026 torna nella sede storica del Club de Mar-Mallorca, recentemente ristrutturato, e vede l’introduzione della nuova Divisione Multiscafi, accanto alle categorie già esistenti. Ma ne va ricordata anche la fama: sia per le competizioni di alto livello, sia per i momenti mondani. Un evento, insomma, perfetto per Richard Mille.

    A difesa del Pianeta

    Finora si chiamavano Rolex Awards for Enterprise e si tenevano ogni due anni. Ma in occasione del 50° anniversario, celebrato proprio nel 2026, i premi dedicati dalla Casa della Corona alla protezione del pianeta cambiano nome e frequenza: d’ora in poi saranno solo Rolex Awards e avranno cadenza annuale. Annunciate anche le 5 vincitrici dell’edizione di quest’anno: i loro progetti spaziano dalla protezione del panda gigante in Cina a quella delle api senza pungiglione in Amazzonia (accanto), dalla salvaguardia dell’ecosistema Leuser a Sumatra a quella del delta del fiume Niger, fino agli studi sulle potenziali pandemie nell’Africa occidentale. Applausi.

    p.s. Le News orologi non finiscono qui: sono spesso riaggiornate durante la settimana. Nei prossimi giorni, torna ancora su questa pagina per restare informato sulle novità del mondo delle lancette…

  • “Rolex 1961-2025”: segreti e strategie nella guida di Marco Strazzi

    “Rolex 1961-2025”: segreti e strategie nella guida di Marco Strazzi

    A sette anni da Rolex 1905-1960, Marco Strazzi torna in libreria con il seguito ideale di quel primo volume. S’intitola Rolex 1961-2025 ed è un lavoro ampio, documentato, che attraversa oltre sessant’anni di evoluzione tecnica, industriale e strategica di Rolex, fino ai giorni nostri. Abbiamo intervistato l’autore per approfondire contenuti, scelte editoriali e prospettive future del Brand più iconico dell’orologeria contemporanea.

    Rolex 1961-2025 amplia un percorso già avviato. In cosa si differenziano i due volumi e cosa l’ha spinta a scrivere un seguito?
    Il primo libro raccontava la storia del Marchio dalle origini fino al 1960, anno della scomparsa del fondatore, Hans Wilsdorf. Questo secondo volume parte dal 1961 e arriva ai giorni nostri. È, a tutti gli effetti, il completamento naturale del progetto. Per anni molti lettori mi hanno chiesto perché non avessi ancora scritto il seguito. La verità è che il periodo più recente è stato anche il più difficile da affrontare: dagli anni 2000 in poi Rolex ha vissuto una fase di straordinario dinamismo. Il rischio di “invecchiare” il libro già in fase di stampa era concreto.

    Dal 2001 al 2025 conto 33 eventi fondamentali, contro gli 11 del periodo 1981-2000. Una crescita impressionante. Tuttavia, aggiornare il volume al 2025 significa chiudere simbolicamente il primo quarto del XXI secolo, pur sapendo che le novità non sono certo finite – né sul piano dei prodotti né su quello societario. Basti pensare alla progressiva fusione tra le entità di Ginevra e Bienne, completata dopo il 2004, che ha ridisegnato l’assetto del gruppo.

    La formula di Rolex 1961-2025 riprende quella del primo volume, pubblicato sette anni fa. Ce la può raccontare?
    La struttura è la stessa, perché si è rivelata efficace. Ogni capitolo si apre con un calendario degli eventi principali dell’anno o del periodo trattato, seguito dalla presentazione dei nuovi movimenti. C’è poi una galleria fotografica con schede dedicate agli orologi – in particolare alle novità – una selezione di campagne pubblicitarie commentate, una rassegna di brevetti e infine una raccolta di documenti d’epoca, tratti dalla stampa specializzata e generalista. Fa eccezione l’ultimo capitolo, dedicato al periodo 2001-2025: qui ho scelto una narrazione lineare, in cui tutti questi elementi si intrecciano in un racconto unico e continuo. Mi sembrava il modo più adatto per restituire la complessità e la velocità dell’ultimo quarto di secolo.

    Ci sono temi che ha voluto approfondire in modo particolare?
    Alcuni argomenti emergono quasi da soli. Ho dedicato, per esempio, spazio al rapporto tra Rolex e il quarzo: un tema spesso trascurato, anche perché gli Oysterquartz non hanno avuto un enorme successo commerciale, ma sono tecnicamente molto interessanti. Un altro capitolo importante è quello sul Daytona automatico, prima con movimento Zenith e poi con calibro di manifattura Rolex. In generale, il libro mette in luce come certi periodi apparentemente “immobili” – penso agli anni ’90 – siano stati in realtà fasi di consolidamento industriale. In quel decennio venne presentato solo lo Yacht-Master, ma l’azienda stava acquisendo fornitori strategici e rafforzando la propria struttura produttiva, preparando il terreno alla grande espansione degli anni 2000.

    Dal punto di vista storico, qual è l’evoluzione più significativa tra la Rolex degli anni ’60 e quella attuale?
    La parola chiave è continuità. Rolex ha sviluppato e perfezionato le intuizioni del suo fondatore, che fin dall’inizio credette nell’orologio da polso come strumento autonomo, preciso, impermeabile e dotato di carica automatica. Tre pilastri che ancora oggi definiscono l’identità del Marchio.

    Ciò che è cambiato maggiormente riguarda la distribuzione e la struttura societaria. Nel 2022 è stato lanciato il programma Certified Pre-Owned e nel 2023 Rolex ha acquisito la storica catena Bucherer, rafforzando ulteriormente il controllo sulla rete distributiva. Non tutti sanno che Rolex è nelle mani di una fondazione, inattaccabile dal punto di vista commerciale, con risorse economiche straordinarie e un importante patrimonio immobiliare, in particolare a Ginevra. Inoltre, la costruzione del nuovo polo produttivo nel Canton Friburgo, operativo dal 2029, porterà a 15.000 il numero complessivo di dipendenti in Svizzera. Numeri che non hanno paragoni nel settore.

    Rolex è sinonimo di lusso. Come è cambiata questa percezione nel tempo?
    L’immagine di Rolex è il frutto di una strategia di comunicazione lungimirante. Storica la collaborazione con l’agenzia americana J. Walter Thompson, che contribuì a costruire il mito del “Rolex per persone importanti”. Celebre la campagna con lo slogan: “Gli uomini che presiedono al destino del mondo portano orologi Rolex”. Un messaggio potente, che associava il marchio a leader, ufficiali, protagonisti della scena internazionale. Emblematico anche il caso di Dwight D. Eisenhower, fotografato con un Datejust in oro al polso. Negli anni il Marchio ha poi legato il proprio nome ai campioni dello sport e agli eventi più prestigiosi, dalla Formula 1 al tennis, consolidando l’idea che i vincenti scelgano Rolex. Sempre con un posizionamento chiaro: non artigianato romantico, ma eccellenza industriale, precisione, affidabilità e robustezza.

    Qual è stata la difficoltà maggiore nel raccontare una storia così complessa?
    Rolex comunica solo attraverso canali ufficiali e non risponde a richieste di approfondimento. Oggi pubblica anche volumi sui propri modelli iconici, il che rende il lavoro del ricercatore indipendente ancora più sfidante. Per questo è fondamentale disporre di un archivio storico solido, di fonti diversificate e di un patrimonio fotografico adeguato.

    Ci sono episodi che l’hanno sorpresa durante la ricerca?
    Sì. Penso alla vicenda di Mercedes Gleitze, prima donna britannica ad attraversare a nuoto la Manica nel 1927. Quando il suo record fu messo in discussione, tentò nuovamente l’impresa indossando un Rolex: nacque così una delle prime, straordinarie operazioni di comunicazione del Marchio. Un altro episodio significativo risale al 1977: in piena crisi dell’orologeria svizzera, travolta dal quarzo asiatico, Rolex acquistò il grattacielo della propria sede americana sulla Fifth Avenue di New York. Un segnale di forza e fiducia nel futuro.

    Che futuro immagina per Rolex?
    In un mondo segnato dall’incertezza, credo che il divario tra Rolex e il resto del mercato tenderà ad ampliarsi. Quando il contesto è instabile, il pubblico si orienta verso valori percepiti come solidi e sicuri. E Rolex, in quest’ottica, continua a rappresentare un punto di riferimento unico.

  • Libri di orologi, le strenne da mettere sotto l’Albero

    Libri di orologi, le strenne da mettere sotto l’Albero

    Il regalo migliore per un collezionista? Un orologio, ovviamente. Ma quando ciò non è possibile, per i motivi più svariati, si può sempre optare per un bel volume a tema. Perché i libri di orologi sono una fonte di informazione ben più qualificata di quelle che possiamo trovare in Rete – blogger e forum inclusi -, in quanto sono il risultato di anni di studi e ricerche. E sono quindi strumenti indispensabili per ampliare la propria cultura orologiera e per coltivare la propria passione.

    Ma non basta. Ai nostri giorni i libri di orologi sono sempre più specializzati. E permettono quindi di approfondire il sapere dirottandolo sugli interessi personali. Lo conferma proprio questa pagina di libri di orologi: in cui, accanto alle monografie su particolari maison, appaiono quelle sui singoli modelli. Oltre a un manuale per districarsi nel segmento del secondo polso, ci sono perfino titoli che parlano di gossip e di costume. A ciascuno il suo.

    Passione subacquea

    La collana si arricchisce di un nuovo libro, Seamaster Only, dall’impostazione storica e tecnica come i precedenti. Concentrato sulla collezione nata nel 1957 e in particolare sul Seamaster 300, è analizzato approfonditamente in ogni dettaglio dagli autori, Grégoire Rossier e Anthony Marquié, con il contributo di Kox e Ash Lambe. Le introduzioni sono firmate dal Presidente e Ceo di Omega Raynald Aeschlimann, e dall’esploratore subacqueo Victor Vescovo. Interessante sia per i collezionisti più esperti che per i neofiti. In inglese o in francese, 608 pagine, più di 1000 illustrazioni.

    AA.VV., Seamaster Only, watchprint.com, 250 franchi svizzeri.

    Quadranti da collezione

    In assoluto la prima monografia dedicata esclusivamente ai quadranti dell’Omega Speedmaster. Realizzata dagli stessi autori di Moonwatch Only, ormai ferratissimi sul tema, Moonwatch Dials presenta tutti i 150 quadranti prodotti dalla Maison di Biel per l’orologio andato sulla Luna, fotografati per l’occasione da Luca Garbiati. Una panoramica completa che ne racconta l’evoluzione dal 1957 a oggi e ne valorizza gli aspetti estetici e collezionistici. Anche il volume, del resto, ha un valore collezionistico: stampato solo in 150 copie, è racchiuso in un cofanetto cartonato, che include un poster e un certificato individuale. In inglese, 364 pagine, oltre 200 illustrazioni.

    Grégoire Rossier, Anthony Marquié, Moonwatch Dials, Watchfid, 1.450 euro.

    Storia di un classico

    Da un’icona a un’altra. Dopo il successo della monografia sul Submariner, pubblicata lo scorso anno, quest’autunno è uscito Oyster Perpetual Datejust. A Watch that Made History. Stesso autore e stesso editore del precedente, è la prima “biografia” ufficiale dello storico orologio, realizzata in collaborazione con la Casa della Corona. Traccia quindi 80 anni di storia, dall’idea del fondatore Hans Wildorf alla condizione di status symbol che riveste tuttora, attraverso testimonianze d’epoca, estratte dagli archivi ginevrini, e immagini attuali, che lo ritraggono per esempio al polso di celebrità del mondo dello spettacolo o dello sport. In inglese o in francese, 224 pagine.

    Nicholas Faulkes, Oyster Perpetual Datejust. A Watch that Made History, Rolex/Wallpaper, 100 sterline.

    Micromeccanica d’eccezione

    Un curatissimo coffee table book su un marchio di alta orologeria, pressoché sconosciuto al grande pubblico. Scritto da un giornalista specializzato, Ferdinand Berthoud. The Quest for Precision ripercorre non solo la storia del maître horloger settecentesco, creatore di precisissimi cronometri da marina, ma anche quella dell’attuale Brand, riportato in vita da Karl-Friedrich Scheufele (co-Presidente di Chopard), nel 2006. Un’occasione per immergersi in un mondo esclusivo in cui la micromeccanica è sintesi di tradizionali savoir-faire e tecnologie d’avanguardia. In inglese, 232 pagine, 120 illustrazioni.

    Olivier Müller, Ferdinand Berthoud. The Quest for Precision, Assouline, 195 euro.

    Guida autorevole

    Seconda edizione dell’annuario Kairós Watches & Collectors. Realizzata con il contributo di Marco Pagani (ex manager di Richemont Group dalla lunga esperienza), si conferma un riferimento attendibile per i collezionisti di secondo polso. Classifica più di 2mila esemplari di 118 maison, analizza i risultati delle vendite all’incanto delle principali case d’asta e include anche interviste a esperti retailer. In un mercato che, lo scorso anno, ha raggiunto i 25 milioni di euro, è un’autentica miniera di informazioni. A partire dalla copertina: che interpreta, in percentuale, il valore economico dei primi 10 marchi. In italiano e in inglese, 192 pagine, reperibile nello shop di Arbiter.

    Kairós Watches & Collectors 2025, Phoenix Editore, 70 euro.

    Al polso dei Vip

    “Il sogno di ogni voyeur di orologi che diventa realtà”: così lo definisce The Jewellery Editor. Perché Watch Spotting. The Collectors racconta le collezioni di esemplari di una trentina di personaggi famosi del mondo del cinema, della musica, dello sport. Di ieri e di oggi: da Jay-Z a Ed Shiran, da Brad Pitt a Orlando Bloom, da Paul Newman a Sylvester Stallone, da Cristiano Ronaldo a Lewis Hamilton fino a Roger Federer – tanto per citarne alcuni. E in questo modo dimostra come gli orologi, indossati nelle apparizioni pubbliche come nella vita privata, siano diventati nell’immaginario collettivo simboli di ricchezza e successo. In inglese, 160 pagine, 117 illustrazioni.

    Rhonda Riche, Watch Spotting: the Collectors, ACC Art Books, 25 sterline.

    All that Ice

    Un viaggio nel mondo scintillante degli orologi dei rapper. Curato dai redattori di hiphop.de Leon Schäfers, Jeanette Lang e Tobias Kargoll, Million Dollar Hip Hop Watches ripercorre la storia dell’hip-hop dagli esordi nel Bronx al successo mondiale, attraverso gli orologi più significativi. Esemplari super-esclusivi (spesso personalizzati), nei quali i diamanti sono elementi imprescindibili. Dal Rolex Datejust di 2Pac all’Hublot da 5 milioni di euro di Jay-Z fino ai pezzi unici, su misura, di Jacob & Co. Ma non sono solo espressioni di identità e status symbol: mettono in luce anche la maestria artigianale delle maison produttrici. In inglese, 320 pagine, circa 300 illustrazioni.

    AA.VV., Million Dollar Hip Hop Watches, teNeues, 100 euro.
  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 14/04/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 14/04/2025

    È stato un weekend denso di appuntamenti quello appena trascorso. Appuntamenti internazionali, nazionali o locali, soprattutto di carattere sportivo – forse a sancire l’arrivo della bella stagione e l’inizio delle attività open air. Ecco perché queste Cronache dell’orologeria vertono in gran parte su notizie post-evento, che vi raccontano cosa c’è stato e cosa è successo (esiti finali compresi, dove possibile). Ma non solo. Le nostre Cronache dell’orologeria di oggi comprendono anche qualche notizia “di costume”: un’importante mostra, una nuova partnership e un’asta curiosa, che riguarda un pezzo di storia del cinema italiano. Buona lettura!

    Oltre il tempo

    Il Cartier Tank à guichet del 1928 esposto a Londra

    Si intitola Cartier: Beyond Time la retrospettiva inaugurata lo scorso sabato a Londra, al Victoria & Albert Museum di South Kensington. Si tratta della più grande mostra dedicata alla Maison parigina in Gran Bretagna degli ultimi 30 anni, con oltre 350 pezzi esposti, fra gioielli e orologi. Nelle teche riunisce infatti creazioni note e meno note della storica dinastia di gioiellieri, dal diadema Manchester del 1903 alla collana del Maharaja di Patiala del 1928, dal Santos del 1904 al Crash del 1967 fino al Modello A, la pendulette mystérieuse in cristallo di rocca del 1914… Curata dall’architetto e artista britannico Asif Khan, resterà aperta fino al 16 novembre prossimo. Da vedere.

    Al polso del Dogui

    Chi non ricorda “il commendator Zampetti”? Interpetato da Guido Nicheli, fu protagonista di innumerevoli cinepattoni e commedie fra gli anni ’80 e ’90, in cui incarnò l’archetipo del ricco imprenditore lombardo, o meglio ancora del cumenda milanese. Oggi, il Rolex Datejust 6827 dell’attore – lo stesso che indossava sul set di Vacanze di Natale, personalizzato dalle iniziali G.N. incise sul bracciale – va all’asta da Antiquorum, corredato di certificato di autenticità della famiglia. Chi fosse interessato può fare la propria offerta online: attenzione, però, che dalla stima iniziale di 2/4mila euro si è già arrivati a 6mila. È proprio il caso di dirlo: «Ivana, fai ballare l’occhio sul tic»!

    Meccaniche d’élite

    Richard Mille ha siglato una nuova collaborazione con Brough Superior. La factory britannica, attiva dal 1919 al 1940, divenne famosa per le prestazioni straordinarie delle sue motociclette: come la SS100, guidata anche da Lawrence d’Arabia. Nel 2013 è tornata a nuova vita in Francia per volontà di Thierry Henriette e Albert Castaigne, con l’intento di riportare ai fasti d’antan “la Rolls Royce delle moto”. Ed è proprio l’eccellenza meccanica alla base della partnership con il Marchio di orologi, subito concretizzata in un’inedita due ruote, la RMB 01. Prodotta in edizione limitata di 150 esemplari, sarà svelata il 3 luglio prossimo, alla 12a edizione della Le Mans Classic. Ne riparleremo.

    Cronache dell’orologeria… sportiva

    Dal 1829, Oxford e Cambridge si sfidano nelle acque del Tamigi in quella che è diventata la più importante gara di canottaggio universitario mondiale. Chiamata, da questa edizione, Chanel J12 Boat Race, si è svolta proprio ieri, lungo il tradizionale percorso di 4 miglia e 374 iarde (6,8 km) tra Putney Bridge e Mortlake, seguita come sempre da almeno 250mila persone lungo le rive del fiume (e da milioni di telespettatori). Vincitori, per la sesta volta consecutiva, i team di Cambridge in entrambe le sezioni, maschile e femminile. Qualche curiosità? Le Light Blue pagaiavano su uno scafo italiano. E Chanel ha già dichiarato che disegnerà il trofeo dell’anniversario…

    Dal 10 al 13 aprile si è tenuta anche la 16a rievocazione della Coppa Milano-Sanremo. “Quattro giorni all’insegna di stile e motori lungo un percorso di oltre 1000 km tra Lombardia, Piemonte e Liguria”, come recita la presentazione ufficiale. Anche quest’anno la gara classica di regolarità per auto storiche, d’epoca e supercar moderne ha avuto tra i protagonisti Wyler Vetta. Che non è stato solo Official Timekeeper, ma ha anche realizzato appositamente un orologio: il Jumbostar Crono Milano-Sanremo (foto in alto), in edizione limitata di 100 esemplari. Donato anche all’equipaggio vincitore: Vesco-Salvinelli, primi classificati a bordo di una Fiat 508S del 1935.

    Sabato 12 aprile, in quel di Paderno Dugnano, il Country Sport Village ha ospitato il torneo di padel organizzato da Aido, l’Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule. Un’iniziativa volta proprio a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla donazione di organi – e che ha raccolto l’adesione di 96 giocatori, oltre al sostegno di Locman. In quanto sponsor dell’evento, il Marchio elbano ha creato per l’occasione due esemplari dedicati: il Locman Sport (accanto) e il Locman Island, entrambi con il quadrante personalizzato dal logo dell’Associazione. A sottolineare quanto la cultura dello sport e della solidarietà siano valori importanti per l’orologeria.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Best of WWG25, i 10 orologi più memorabili

    Best of WWG25, i 10 orologi più memorabili

    Watches and Wonders Geneva 2025 ha chiuso i battenti proprio ieri. È il momento allora di tirare le somme su quanto si è visto nei giorni scorsi. E sorge spontaneo chiedersi per cosa sarà ricordato il Salone di Ginevra appena concluso. Quali sono gli orologi più rappresentativi, i più memorabili esposti nelle teche dei 60 marchi espositori? Ecco quindi il Best of WWG25, secondo noi. Bada bene, non necessariamente quelli che ci sono piaciuti o che abbiamo amato di più, piuttosto quelli che sono rimasti più impressi nella nostra memoria. Il Best of WWG25 per exploit tecnico, per esempio. O anche il Best of WWG25 inteso come ciò che è meglio riuscito. Magari per coerenza estetica o per rapporto qualità/prezzo.

    Nella scelta di questi Best of WWG25 abbiamo privilegiato le assolute novità presentate dalle Case, con poche eccezioni. Molti, se non tutti, meriterebbero un approfondimento, perché il loro valore difficilmente si può sintetizzare in queste poche righe. E molti, se non tutti, saranno trattati a tempo debito, magari quando arriveranno fisicamente nei negozi. Intanto, però, ve li segnaliamo. Se la nostra sintesi sarà efficace, e la vostra curiosità stuzzicata, potete scoprirne di più sui siti ufficiali delle rispettive marche. Un’ultima considerazione: abbiamo cercato di scegliere modelli di tutti i segmenti di mercato. Anche se i prezzi, in questo Salone, sono sembrati lievitare, la nostra selezione dimostra che gli orologi belli e accessibili esistono ancora. Ecco dunque i nostri Best of WWG25, in ordine alfabetico.

    A. LANGE & SÖHNE Minute Repeater Perpetual Calendar
    Due complicazioni difficialmente associate fra loro convivono in questo esemplare, per il quale la Manifattura sassone ha sviluppato il calibro L122.2 a carica manuale, con autonomia di 3 giorni. Tra le particolarità: i due gong vantano un repertorio di 720 sequenze diverse (una per ogni minuto nel ciclo delle 12 ore), o ancora l’assenza della pausa fra i colpi delle ore e quelli dei minuti (quando i minuti sono inferiori a 15). Edizione limitata di 50 esemplari, prezzo non comunicato.

    CARTIER Tank à Guichets
    La Maison parigina fa rivivere un esemplare di culto, lanciato originariamente nel 1928. E declina la versione più fedele all’originale in tre modelli: oro giallo, oro rosa o platino (nella foto). Oggi come allora, la futuristica cassa “chiusa” (24,8 x 37,6 mm, solo 6 mm di spessore) riporta le informazioni orarie in due finestrelle, appunto, che visualizzano le ore saltanti e i minuti su disco girevole. Il movimento meccanico a carica manuale, calibro 9755 MC, è però sviluppato appositamente. In vendita da settembre, da 52.500 euro.

    EBERHARD & CO. Contodat Chronographe
    Prende ispirazione da un orologio della seconda metà degli anni Settanta, voluto dall’allora Presidente Palmiro Monti in risposta al quarzo imperante: un accattivante cronografo meccanico, caratterizzato da una vivacissima lancetta arancione. Proprio come i dettagli dell’inedito esemplare di oggi: con la cassa di 39 mm di diametro, il quadrante soleil di vari colori (anche in versione “solo tempo”) e il movimento automatico base Sellita. In vendita nella seconda metà dell’anno, 3.900 euro.

    FREDERIQUE CONSTANT Manufacture Classic Perpetual Calendar
    Il calendario perpetuo della Casa, lanciato per la prima volta nel 2016, quest’anno conosce un apprezzatissimo upgrade. Acquista infatti una nuova meccanica: il calibro FC-776, evoluzione del movimento precedente. Che raggiunge i 3 giorni di autonomia e lo rende alla stregua di un nuovo orologio. La cassa, di dimensioni ridotte, ora misura 40 mm di diametro e ospita un quadrante soleil salmone, uno dei colori prediletti dai collezionisti. Il prezzo però rimane imbattibile: 9.995 euro. In vendita da settembre.

    NOMOS GLASHÜTTE Club Sport neomatic Worldtimer
    Praticità d’uso, grande scelta e un ottimo rapporto qualità/prezzo: ecco in sintesi il nuovo ore del mondo del Marchio tedesco. Che visualizza le capitali internazionali sul perimetro del quadrante e l’ora di casa con funzione giorno/notte nel contatore al 3 (più i piccoli secondi al 6). Interamente realizzato in acciaio, nella cassa da 40,5 mm ospita un nuovo calibro automatico neomatik DUW 3202. L’orologio è declinato in 2 versioni “basic”, più 6 coloratissime edizioni limitate di 175 esemplari ciascuna. 3.940 euro.

    JAEGER-LECOULTRE Reverso Tribute Geographic
    La Grande Maison presenta per la prima volta in questa collezione le ore universali. E ha messo a punto ad hoc il calibro JLC 834 a carica manuale, che integra le ore del mondo con un grande datario (dai dischi complanari brevettati) e i piccoli secondi. Da notare che i nomi delle città sono incisi al laser e laccati a mano, come la mappa del mondo. In due versioni, con la cassa di 29,9 x 49,4 mm (e 11,14 mm di spessore): in acciaio (nella foto) o in oro rosa, in edizione limitata di 250 esemplari. Da 23.200 euro.

    PATEK PHILIPPE Referenza 5328G
    Un inedito Calatrava con una nuova cassa in oro bianco, di 41 mm di diametro, e una complicazione utile, a ore 6, coassiale ai piccoli secondi: giorno della settimana (a finestrella) e datario (a lancetta), dalla visualizzazione istantanea. Ma soprattutto con un nuovo movimento a carica manuale, il calibro 31-505 8J PS IRM CI J, dotato di ben 8 giorni di autonomia. Particolare anche il quadrante grené sfumato. In vendita con un secondo cinturino in pelle, color talpa. 71.280 euro.

    ROLEX Oyster Perpetual Land-Dweller
    La Casa della Corona presenta finalmente una nuova collezione, in tre materiali (in acciaio Oystersteel, oro Everose o platino) e due formati (36 o 40 mm). Segni particolari: cassa Oyster rivisitata, quadrante a nido d’ape, bracciale integrato Flat Jubilée. E un nuovo movimento automatico, calibro 7135 ad alta frequenza, con autonomia di 66 ore, asse del bilanciere in ceramica e tanti componenti in silicio, tra cui l’inedito scappamento Dynapulse… Dei 32 brevetti e domande di brevetto che lo riguardano, parleremo in un’altra occasione. Da 14.700 euro.

    VACHERON CONSTANTIN Les Cabinotiers Solaria Ultra Grand Complication “La Première” 41 complicazioni di cui 5 astronomiche (con una prima mondiale), un’innovativa ripetizione minuti Westminster, 2 quadranti, 13 domande di brevetto depositate, 8 anni di sviluppo, 1521 componenti… “Numeri” che rendono l’idea dell’eccezionalità di questo esemplare, prodotto per festeggiare il 270° anniversario della Manifattura ginevrina. La cassa in oro bianco misura 45 mm di diametro per 14,99 mm di spessore, e racchiude il calibro 3655 a carica manuale. Il tutto è fregiato del Punzone di Ginevra. Pezzo unico, prezzo non comunicato.

    ZENITH G.F.J. Calibro 135
    Anche la Manifattura di Le Locle celebra un anniversario: taglia il traguardo dei 160 anni con una nuova collezione, che rende omaggio al fondatore, Georges Favre-Jacot. E riporta in vita il calibro 135, un movimento pluripremiato nel secolo scorso, nelle gare di cronometria degli osservatòri astronomici. Dimensioni, estetica e architettura sono simili alla meccanica originale degli anni ’50, ma l’autonomia di 3 giorni è tipicamente contemporanea. La cassa di 39 mm in platino racchiude un quadrante tripartito (guilloché, lapislazzuli, madreperla). Edizione limitata di 160 esemplari, 52.900 euro.

  • Cronache dell’orologeria. Chi c’era al Salone di Ginevra

    Cronache dell’orologeria. Chi c’era al Salone di Ginevra

    Watches and Wonders Geneva va a pieno regime. Mentre fervono le attività, fra un meeting one-to-one e una sessione collettiva di touch and try, nei grandi e affollati corridoi del Palexpo può capitare di imbattersi in personaggi famosi. Celebrities del mondo dello spettacolo o dello sport, campioni del passato o protagonisti delle cronache di oggi, vanno bene tutti. E poco importa che siano veri e propri testimonial sponsorizzati – pardon, ambasciatori! – o semplici friend of the brand. L’importante è che ci siano. Così, anche quest’anno il Salone si conferma come evento mondano per eccellenza, oltre che fulcro del business. E le nostre Cronache dell’orologeria sono qui per raccontarvelo…

    Però, però… chiariamo subito una cosa: daremo spazio solo alle notizie principali, che riguardano i nomi e i volti più noti, alle nostre latitudini. A tutti gli altri dedicheremo solo un’immagine, così come alle star asiatiche. Non ce ne vogliano gli amici orientali: anche se belle-giovani-e-fascinose, difficilmente ricordiamo i loro nomi (con poche eccezioni). Lo stesso faremo per le news delle prossime ore. Perché, come sempre, le Cronache dell’orologeria saranno via via riaggiornate, fino alla chiusura del Salone. Restate sintonizzati…

    Cronache dell’orologeria… mondana

    @watchesandwonders

    Il giorno di apertura della Fiera, Roger Federer è stato ospite di Rolex. Accompagnato dalla moglie Mirka, ha visitato lo stand della Casa della Corona per visionare (anche lui) le novità. Non senza aver prima risposto alle domande di rito, sotto mille flash, ufficiali e non. Del resto, c’era da aspettarselo: l’ex campione di tennis ha avuto un ruolo da comprimario nel lancio dell’inedito Land-Dweller. Non solo è stato protagonista del teaser che ha rivelato l’orologio al pubblico (insieme alla pianista Yuja Wang). Ma è stato anche il primo a metterselo al polso, qualche giorno fa, durante una gita in montagna immortalata nel suo feed di Instagram. Da bravo Brand Ambassador.

    @eileengu

    Sempre il primo giorno, seguita da un codazzo di fotografi professionisti e di curiosi armati di cellulare, si è palesata anche Eileen Gu. In tutta la sua avvenenza: con i capelli sciolti e le gambe chilometriche, rese ancora più svettanti dai tacchi vertiginosi (a vederla da dietro sembrava avesse dimenticato di mettersi la gonna: invece sotto la giacca aveva gli shorts). La campionessa di sci cinese è stata nella booth di IWC, trasformata per l’occasione in un set fotografico e in uno studio televisivo. Dove ha decantato le lodi del nuovo Ingenieur Automatic 35 (nella foto in alto): interamente in oro rosso e con quadrante nude, era perfetto per il suo polso sottile…

    Foto courtesy WWGF/Keystone/Cyril Zingaro

    Norqain lo aveva preannunciato all’inizio di marzo, ma aveva imposto obbligo di riservatezza: Gigi Buffon sarebbe diventato Norqainer (& business partner del Marchio). E in quanto tale avrebbe partecipato all’aperitivo Après-Ski che si sarebbe tenuto il 2 aprile alla Norqain Ski Station, nel Mezzanino di Watches and Wonders Geneve. E così è stato. Nel frattempo la notizia è stata resa pubblica e l’indimenticabile portiere della Nazionale ha anche interpretato la campagna a supporto del nuovo Wild One Skeleton 39: quattro esemplari, con la cassa in fibra di carbonio Norteq e un look coloratissimo, sviluppati in collaborazione con Jean-Claude Biver. A proposito di “grandi”…

    La sera di mercoledì 2 aprile, Hublot ha organizzato un mega-party all’Arena di Ginevra per il 20° anniversario del Big Bang: una serata ricca di esperienze multisensoriali (racconta chi c’è stato). Anche grazie ai piatti gourmet preparati da cinque chef ambasciatori del Marchio: Anne-Sophie Pic, Clare Smyth, Yannick Alléno, Eneko Atxa e Andreas Caminada (per un totale di 43 stelle Michelin). Tanti gli ospiti d’onore: Usain Bolt e Didier Deschamps (che si sono fatti anche un giro in Fiera), Kylian Mbappé, Roberto Martínez e Alain Roura… Momento clou: l’esclusivo live di Mika. Preceduto e seguito dai dj-set di Alissia, che è riuscita a far ballare gli ospiti fino all’alba.

    Fotoracconto

    4/4/25. Jay Chou da Tudor (foto courtesy WWGF/Keystone/Cyril Zingaro)
    3/4/25. Jun Ji-Hyun da Piaget (WWGF/Keystone/Cyril Zingaro)
    3/4/25. Didier Deschamps da Hublot (foto courtesy WWGF/Keystone/Cyril Zingaro)
    3/4/25. Simone Ashley da IWC (foto courtesy WWGF/Keystone/Cyril Zingaro)
    2/4/25. Usain Bolt da Hublot (foto courtesy WWGF/Keystone/Cyril Zingaro
    2/4/25. Kim Woo Bin da Jaeger-LeCoultre (foto courtesy WWGF/Keystone/Cyril Zingaro)
    2/4/25. Ni Ni da Jaeger-LeCoultre (foto courtesy WWGF/Keystone/Valentin Flauraud)
    2/4/25. Lara Gut da Rolex (foto courtesy WWGF/Keystone/Valentin Flauraud)
    1/4/25. Summer McIntosh da TAG Heuer (foto courtesy WWGF/Keystone/Pierre Albouy)
    1/4/25. Ryoma Takeuchi da Zenith (foto courtesy WWGF/Keystone/Pierre Albouy)

  • LuxeConsult, Morgan Stanley e l’orologeria svizzera nel 2024

    LuxeConsult, Morgan Stanley e l’orologeria svizzera nel 2024

    I numeri ufficiali dei grandi marchi orologieri svizzeri sono da sempre meglio custoditi dei tre segreti di Fatima. Potreste torturare manager e amministratori delegati, ma non scucireste loro nemmeno una virgola su vendite, ricavi e fatturati. Per fortuna, però, in questo caso non serve scomodare il Papa per avere qualche idea. Anche quest’anno, come nei precedenti sette, ci hanno pensato la società di consulenza LuxeConsult e l’istituto finanziario Morgan Stanley a provare a fotografare le performance dei 50 brand principali sul mercato nel 2024.

    Lo hanno fatto elaborando stime relative a fatturato, numero di pezzi venduti, quote di mercato e prezzo medio, per limitarmi ai dati più significativi. Uno studio che, insieme al Deloitte Swiss Watch Industry Study, è lo strumento più chiaro e attendibile per avere un’idea della direzione presa dall’industria orologiera svizzera.

    La top 50 del report relativo al 2023 (fonte: LuxeConsult, Morgan Stanley Research estimates)

    Se, da un lato, il rapporto relativo al 2023 aveva mostrato un record nell’andamento del mercato, dall’altro indicava un potenziale rallentamento delle vendite per il 2024. Una frenata dovuta a un contesto macroeconomico e geopolitico incerti, che avrebbero potuto influire sulla domanda negli Stati Uniti, in Europa e soprattutto in Cina. Non che fosse necessario essere il Divino Otelma per prevederlo, ma i dati di export del 2024 hanno confermato in pieno le previsioni di LuxeConsult e Morgan Stanley e il loro nuovo rapporto annuale ci mette sopra il suo bel timbro.

    L’industria e le conferme di LuxeConsult e Morgan Stanley

    Come ho scritto poco più di un mese fa, secondo la Federazione svizzera dell’industria orologiera (FHS), esportazioni e fatturato globale nel 2024 sono calati. Chi lo ha visto come una normalizzazione, chi come l’inizio di una recessione. In ogni caso, gli attori dell’industria hanno lavorato all’insegna della prudenza. Se, da un lato, la FHS fornisce un’immagine generale del settore, il rapporto di LuxeConsult e Morgan Stanley ha il pregio di fare “nomi e cognomi”. Fuor di metafora, di analizzare le performance dei marchi affiancandovi numeri e percentuali. Stimati, sottolineo ancora.

    Ciò che colpisce nel rapporto annuale riferito al 2024 è la certificazione di una polarizzazione del mercato. Da una parte i grandi brand che non hanno quasi sofferto o hanno continuato a crescere; dall’altra, il medio e basso di gamma che ha registrato un calo delle vendite. È una dinamica comune a quasi tutte le categorie merceologiche che fanno parte dei beni di lusso, ma nell’orologeria la tendenza è ancora più evidente. Lo scorso anno, gli orologi con un prezzo superiore ai 50mila franchi hanno rappresentato il 33,5% del valore totale delle esportazioni svizzere.

    Inoltre, va sottolineato che nel 2024 non si è contratto solo il fatturato complessivo stimato dei primi 50 marchi, passato dai 36,127 miliardi di franchi del 2023 a 35,258 miliardi, ma anche il numero di pezzi venduti, passati da quasi 16 milioni a poco più di 13 milioni. Prima ho scomodato il Divino Otelma, ora scomodo Einstein: non serve essere un genio per capire che questa dinamica indica un aumento significativo del prezzo medio degli orologi nel corso di un anno. Certo, ci potranno anche essere marchi che hanno venduto meglio le referenze più costose, ma il trend generale parla di un innalzamento di buona parte delle soglie di prezzo.

    La top 10 di LuxeConsult e Morgan Stanley

    Entrando nel dettaglio dei marchi, la classifica dei primi dieci per fatturato non è cambiata dal 2023: Rolex, Cartier, Omega, Audemars Piguet, Patek Philippe, Richard Mille, Longines, Vacheron Constantin, Breitling, Tissot. Di questi, la metà è cresciuta rispetto all’anno prima, altri cinque sono calati. E dei cinque cresciuti, quattro sono brand indipendenti: Rolex (10,5 miliardi di franchi circa), Audemars Piguet (2,4 miliardi), Patek Philippe (2,3) e Richard Mille (1,6). Il quinto cresciuto è Cartier (a oltre 3 miliardi).

    La top 50 relativa al 2024. A fianco dei brand, una freccina indica chi è salito e chi è sceso: (fonte: LuxeConsult, Morgan Stanley Research estimates)

    Uno sguardo dettagliato alle prime posizioni evidenzia quella polarizzazione cui ho accennato all’inizio. Se i quattro indipendenti di cui sopra continuano a crescere pur in una situazione generale non facile, i gruppi quotati in Borsa hanno perso quote di mercato complessive. Giù LVMH – pur con le eccezioni di Bulgari e TAG Heuer, passato dal 15° all’11° posto -, Richemont e Swatch Group, che ha registrato un calo delle vendite del 14,6%. Stesso destino per altri indipendenti meno strutturati. Nello specifico, il dato aggregato di Rolex, Patek Philippe, Audemars Piguet e Richard Mille parla di una quota di mercato del 47%. Nel 2019, ultimo anno “sano” prima dello tsunami del Covid, questa percentuale si fermava al 36,8.

    Clamoroso il caso di Rolex che, pur essendo cresciuto meno nel 2024 rispetto al 2023, è arrivato ad avere una quota di mercato del 32%, dal 30% dell’anno prima. Solo Rolex, senza Tudor, che anzi è passato dalla 17a alla 21a posizione (da 545 a 360 milioni di franchi). Per quanto ne so, nessun altro marchio nel mondo del lusso ha una posizione così dominante nel proprio settore merceologico. A suffragare un aumento medio dei prezzi o la predilezione per referenze preziose, c’è la dinamica proprio di Rolex. Meno pezzi venduti (da 1 milione e 240.000 a 1 milione e 176.000) ma fatturato in crescita.

    I gioiellieri e gli indipendenti

    Un discorso a parte merita Cartier, secondo dietro a Rolex pur con uno scarto abissale (poco più di 3 miliardi di fatturato, 680.000 pezzi venduti e una quota di mercato dell’8%). È infatti, insieme a Van Cleef & Arpels, l’unico marchio del Gruppo Richemont in crescita. E non è un caso che entrambi siano gioiellieri e orologiai: l’altro brand con questa natura, Bulgari, è cresciuto anch’esso guadagnando quote di mercato (da 1% a 2%) e fatturato (da 445 milioni di franchi a quasi 500). L’altro gioielliere, Harry Winston, secondo LuxeConsult e Morgan Stanley, è finito nella spirale negativa di Swatch Group dimezzando il fatturato stimato, da 111 a 55 milioni.

    Il report evidenzia infine una tendenza interessante, soprattutto per i collezionisti. La crescita costante e continua dei piccoli marchi artigianali e indipendenti come H. Moser & Cie. e F.P. Journe. Manifatture da poche centinaia se non decine di pezzi all’anno, con prezzi medi di decine di migliaia di euro, stando alle analisi dello studio sono destinate a non conoscere crisi, almeno nel breve termine. Merito di una crescente attenzione verso l’altissima orologeria artigianale e della loro capacità di offrire prodotti con una forte identità distintiva. Non a caso, al 50° posto della classifica è entrato per la prima volta MB&F.

    Una tendenza, quest’ultima, che a suo modo è anch’essa polarizzazione. Anche se quella vera, su cui LuxeConsult e Morgan Stanley ci danno materia per pensare, si trova al vertice della piramide. Con i loro marchi, Rolex, Swatch Group, Richemont e Patek Philippe insieme hanno il 77% delle quote di mercato, che diventano l’82% se ci aggiungiamo LVMH. Too big to fail, insomma, tanto i gruppi quanto l’intera orologeria svizzera? Meditate gente, meditate…

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 03/03/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 03/03/2025

    A Hollywood e dintorni. Così si potrebbero intitolare queste Cronache dell’orologeria, dedicate in gran parte a uno degli eventi più glamorous dell’anno: la premiazione degli Oscar, andata in scena proprio la notte scorsa. La novità della serata sta nel grande sfoggio di pietre preziose anche da parte degli uomini. Non solo con le spille più vistose appuntate sui rever delle giacche e una panoplia puntuale di collane, anelli, orecchini, ma anche con numerosi orologi-gioiello apparsi sui polsi maschili.

    E poco importa che a essere tempestati di gemme fossero eleganti solo tempo o cronografi sportivi. Si trattava comunque di modelli femminili, o almeno così presentati al momento del lancio e considerati tali fino a ieri. Ma non ora: è un po’ come se la fluidità tipica della società di oggi avesse contagiato anche l’orologeria. E la conferma che non esiste più alcuna distinzione di genere si ha avuta con Thimothy Chalamet, che indossava un piccolo Cartier Bagnoire con smeraldi e rubini del 1960. Su, su, non arricciate il naso. Vedremo se sarà un tendenza passeggera o destinata a durare.

    Non solo. In queste Cronache dell’orologeria non possono mancare comunque altre notizie a tema corporate, fra nuove partnership, riaperture, inaugurazioni e iniziative varie. Buona lettura.

    Breath in, breath out

    Sponsor degli Oscar (e dell’Academy) dal 2017, Rolex festeggia però i 10 anni di presenza alla cerimonia di consegna con la Greenroom. Uno spazio a ridosso del palco principale del Dolby Theatre, in cui nominati e premiati possono rifugiarsi, durante la serata, per qualche attimo di decompressione lontano dai riflettori. Quest’anno la sala è diventata ancora più rilassante grazie all’ambientazione “naturale”, ispirata a Rewilding Chile e Rewilding Argentina, due progetti del Rolex Perpetual Planet Initiative. Keep calm and carry on…

    Cronache dell’orologeria… pettegola: agli Academy Awards

    Foto Rich Polk/Penske Media via Getty Images courtesy Omega

    Alla notte degli Oscar, parata di stelle per Omega. Che ha fatto bingo con il De Ville Trésor bordeaux indossato da Kieran Culkin (accanto), premiato come Miglior attore non protagonista. Poi un De Ville Prestige per Guy Pearce, un altro per Clarence Maclin, e due Moonwatch per Denis Villeneuve e Colman Domingo. Al top però c’era il Seamaster AquaTerra con diamanti e rubini di Robert Downey Jr. Lo show è poi continuato al party di Vanity Fair, dove l’ex Tony Stark ha cambiato orologio e ha sfoggiato questo nuovo Seamaster…

    Foto Lexie Moreland/WWD via Getty Images courtesy IWC

    Presenza ricorrente sul red carpet al Dolby Theatre, ieri sera, è stata anche quella di IWC. Che ha vestito i polsi di alcuni degli uomini più chic della serata con scelte (quasi) sempre azzeccate. Per Jeremy Pope (accanto) un Portofino Automatic con bracciale in maglia milanese, perfetto sul completo di Balmain dell’attore. Un altro Portofino Automatic per Joe Locke, un Ingenieur Automatic per Sterling K. Brown e un Portugieser Perpetual Calendar per Paul Tazewell. Il cui quadrante verde spezzava il rigore dello smoking principesco.

    L’ambasciatore della Corona

    Un frame del video Reach for the Crown

    La notizia era uscita in anteprima su WatchPro, un paio di settimane fa: Leonardo DiCaprio è entrato a far parte della famiglia Rolex. Nessun annuncio ufficiale al riguardo. L’attore però è apparso, accanto agli altri testimonial (da Tiger Woods a Roger Federer, da James Cameron a Martin Scorsese), in un paio di frame di Reach for the Crown, lo spot diffuso sui canali Instagram e YouTube di Rolex. Del resto, Leo non ha mai nascosto di essere un fan del Daytona. Chissà se ora la Casa della Corona sosterrà anche la LDC Foundation…

    Un capolavoro artigianale

    Foto by Pascal Le Segretain/Getty Images courtesy Dolce&Gabbana

    Al Grand Dîner du Louvre, che si è tenuto il 4 marzo per raccogliere fondi a favore del Museo parigino, c’era anche lei: Eva Herzigova. Chic-chissima in una robe-de-soir Dolce&Gabbana Alta Moda, sfoggiava uno straordinario sautoir della collezione Alta Gioielleria della Casa. Che in realtà era un preziosissimo montre-à-secret a forma di libro, ispirato alle creazioni rinascimentali. Un pezzo unico in oro, diamanti e gemme di colore, decorato sulla copertina con una miniatura di Beatrice d’Este, e all’interno un quadrante in full pavé. Superbe!

    Lancette & racchette

    Dal 7 al 9 marzo prossimi, Fiera Milano Rho farà da cornice a Racquet Trend, una “tre giorni” dedicata interamente agli sport di racchetta. Tennis e padel soprattutto, ma non solo: anche tennis da tavolo, pickleball, beach tennis… Cronometrista ufficiale dell’expo: Eberhard & Co. Che prenderà i tempi delle gare fra grandi atleti e delle esibizioni fra giornalisti, delle masterclass tenute da esperti e coach, delle prove racchetta, dei convegni e dei corsi di formazione… In un calendario ricco di eventi, imperdibile per gli appassionati.

    Un servizio esclusivo

    Mai nome fu più azzeccato: Not for Sale. Perché il nuovo OOO – Out of Order® x Pisa 1940 davvero non è in vendita. Si tratta infatti di un “orologio di cortesia”, dato temporaneamente in uso gratuito ai clienti della storica orologeria milanese che portano in assistenza il proprio esemplare per manutenzione/riparazione. Un servizio simile a quello offerto per le auto da concessionari e officine, con la differenza che qui si può anche non aver cura dell’esemplare in questione, damaged in Italy già di suo. Come si legge sul réhaut: “Please, Treat me Bad”…

    Shopping in Laguna…

    Foto UCStudio_Ve courtesy TAG Heuer

    Nelle scorse settimane TAG Heuer ha riaperto la storica boutique a Venezia. Inaugurata nel 2012 in San Marco 1298, a pochi passi dalla celeberrima piazza, di recente è stata oggetto di accurati lavori di restauro. Il restyling ha ottimizzato gli spazi interni – con la creazione di un salottino di vendita – e valorizzato l’esposizione degli esemplari. Così, negli ambienti arredati con legno, vetro e metallo, ora trovano posto grandi e piccoli memorabilia che hanno segnato la storia del Marchio. E che fanno la gioia degli appassionati… Da visitare.

    …e sulle Dolomiti

    Swatch ha aperto un nuovo pop-up store a Cortina d’Ampezzo. Un grande, coloratissimo ambiente di design – in via 29 Maggio 1 -, illuminato da quattro vetrine e da luci industriali, con tonalità pop alle pareti e gli orologi a portata di mano. Dove, fra suggestioni spaziali e atmosfere marine, va in scena l’immaginario del Brand. Al cocktail d’inaugurazione, lo scorso sabato 22 febbraio, qui si è dato appuntamento il Tout-Cortina più modaiolo e cool: un centinaio di persone che hanno brindato al ritmo del Dj-set di Leonardo Laio.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Rolex FAN (a led!) e altri progetti rimasti nel cassetto

    Rolex FAN (a led!) e altri progetti rimasti nel cassetto

    Riprendiamo il discorso sulla storia degli orologi elettronici...
    La “comunità d’interesse” del CEH non si esaurisce con la presentazione del Beta 21. Anzi, andrà avanti fino al 1999, occupandosi di studi via via diversi che daranno luogo a molte innovazioni e brevetti. In questo articolo puntiamo il faro in particolare su due progetti intrapresi quando il Beta 21 si avviava all’industrializzazione. Il primo è il cosiddetto progetto Gamma, il secondo il progetto Delta. Da quest’ultimo deriverà anche il Rolex FAN, un esemplare curioso rimasto praticamente sconosciuto. Rientra nel contesto anche il Bulova Thermatron, che in realtà conobbe la realizzazione ma fu ben presto abbandonato. Perché in effetti questi progetti hanno una cosa in comune: la loro esistenza è nota solo a un ritretto numero di appassionati. Per il resto, la Storia li ha tutti dimenticati.

    Il Progetto Gamma

    Il primo progetto riguardava un calibro da donna, contenuto in 20 mm di diametro. Si utilizza ancora una volta il diapason ma qui, oltre alla dimensione ridotta, si studia per trovare una soluzione che aumenti ancora la precisione e diminuisca il consumo di corrente. Il diapason tradizionale lavora in flessione, perciò la parte esterna dei bracci si estende e quella interna si comprime. Questo porta uno scambio di calore tra il lato flesso e quello esteso e quindi dissipazione di energia.

    Il problema si risolve inventando un diapason simmetrico a torsione. La torsione di un corpo non porta infatti alcuna variazione di volume e di conseguenza nessun transito di calore, opponendo perciò meno resistenza. I due bracci arcuati sono uniti da un asse centrale fissato alla cassa, che è anche l’elemento torcente; ad una estremità dell’arco ci sono i magneti e all’altro dei contrappesi. Il tutto deve essere relativamente voluminoso per ottenere un moto regolare. La bobina fissata sotto i magneti li spinge non verso l’esterno, come nei diapason tradizionali, ma uno verso l’alto e l’altro verso il basso, alternativamente. Lungo l’asse centrale è fissato l’indice che spingendo la prima ruota trasforma il moto di torsione in rotazione.

    Si procede anche a studiare due tipi di indici: uno tradizionale, con un indice fisso che trattiene la ruota mentre l’altro torna indietro; e un interessante sistema a doppio indice “push-pull” dove uno dei due è fissato sopra e l’altro sotto l’asse – in questo modo mentre uno dei due torna indietro l’altro va avanti.
    Il calibro così ottenuto misura 20 x 4,8mm e una precisione di meno di un secondo al giorno. Il progetto raccolse l’interesse di Rolex e di Jaeger-LeCoultre, che nel 1972 firmarono un contratto per realizzarlo. Ma col progresso travolgente dei quarzi venne accantonato definitivamente nel 1973.

    Il progetto Delta

    Nel 1970 il CEH aveva iniziato a studiare anche un orologio puramente elettronico, senza parti in movimento. Questo studio viene chiamato progetto Delta. È chiaro a tutti che la corrente di una sola pila non potrà mai bastare con la tecnologia dei Led disponibili all’epoca. Anziché usare cifre luminose per la lettura diretta, quindi, si emulano delle lancette con un display a matrice punti: questo perché i punti sono più piccoli, ne servono meno e quindi consumano molto meno.

    Poi si passa alla fonte di alimentazione supplementare: si piazza una cella solare al centro del display che di giorno ricarichi la batteria interna. Di giorno, infatti, servono punti più luminosi per leggere bene e il consumo aumenta di conseguenza. Il primo prototipo fu presentato nel 1972, ma i lavori proseguono fino al 1981, quando finalmente sono disponibili Led molto più parchi di corrente. A quella data però sembra che il progetto sia destinato a morire per mancanza di interesse da parte dell’industria. Finché non se ne interessa Rolex.

    Il Rolex FAN

    Siamo a metà anni Settanta. L’allora Presidente di Rolex, succeduto al fondatore Hans Wilsdorf, è André Heiningen, interessato agli orologi al quarzo per i quali cerca nuove idee di design. Accanto a lui c’è il Direttore tecnico René Le Coultre che sente parlare del progetto Delta. Sebbene sia consapevole che difficilmente raggiungerà la produzione, lo propone al suo capo. Heiningen lo approva. I due coinvolgono quindi gli esperti di elettronica del CEH Raymond Villeumier ed Edmond Zaugg, che seguivano gli studi del Delta. Nasce così il progetto Rolex FAN: l’acronimo sta per Forme ANalogique con cui lo si definisce in azienda.

    Tra il 1975 e il ’76, Le Coultre, Villeumier e Zaugg compiono tre viaggi negli Stati Uniti alla ricerca dei fornitori per realizzare praticamente i componenti: individuano HP per il display e Ceramic Systems per il modulo connettore multistrato. Il circuito integrato lo avrebbe prodotto il CEH, dell’assemblaggio si sarebbe occupata la Rolex stessa. Già nel 1975 il progetto Rolex FAN si concretizza nel calibro 7035.

    Anche qui l’idea è quella di emulare un quadrante analogico, ma con tecnologia a diodi luminosi: 7 led tratteggiano la lancetta dei minuti, altri 4 quella delle ore, i secondi sono rappresentati da un singolo led che scorre sotto la minuteria. Altri led sostituiscono gli indici delle ore: quelli al 3, 6, 9 e due led al 12 (al minuto 1 e 59 per l’esattezza) rimangono sempre accesi. La data è riportata in una tradizionale finestrella, ma è un display a due cifre visualizzate tramite 7 barre e si trova al centro del quadrante.

    Le peculiarità del Rolex FAN

    Messo a confronto con il progetto Delta, il Rolex FAN rivela alcune differenze. L’esemplare del progetto Delta doveva rimanere sempre acceso: per compensare l’elevato consumo di energia, ingloba alcune celle solari che ricaricano la pila. Un fotodiodo posto accanto al display della data provvede a regolare la luminosità e ad abbassarla durante la notte per limitare l’assorbimento di corrente, visto che al buio il consumo è tutto a carico della batteria.

    Il calibro 7035 invece non prevede l’accensione continua: la visualizzazione avviene su richiesta, tramite un apposito tasto. Con una singola pressione si provvede a illuminare i led, con due si accende il datario e con tre appare il mese al posto della data. Il fotodiodo rimane comunque per regolare la luminosità.
    Nel 1978 il Rolex FAN era già stato sviluppato in 5 prototipi. Però, a dispetto dell’investimento di milioni di franchi, Heiningen si rende conto che il risultato è troppo distante dalla filosofia Rolex. Quindi elimina il progetto.

    Il Bulova Thermatron

    Un’altra idea uscita dai cassetti del CEH e che invece è arrivata alla produzione è l’orologio termoelettrico, in cui l’alimentazione è assicurata da celle di Peltier. Queste sono composte da due piastrine di metalli diversi accoppiati; la differenza di temperatura presente tra i due metalli produce energia elettrica. Nell’orologio termoelettrico la lunetta e il fondello costituiscono le celle di Peltier. La prima, rivolta verso l’esterno, doveva risultare teoricamente più fredda; il secondo, a contatto con il polso, più caldo. Una differenza di 1,5°C tra il polso e l’ambiente bastava a produrre la corrente necessaria ad alimentare un orologio.

    Il nuovo progetto arriva sul mercato nel 1981 col nome di Bulova Thermatron: il movimento era un quarzo di derivazione Citizen con una batteria ricaricabile ed era circondato da celle di Peltier. Fu un clamoroso fiasco tecnico, che mise a dura prova le casse della Casa americana. Se non si indossava regolarmente l’orologio, la pila ricaricabile si scaricava del tutto e a quel punto le celle non erano più in grado di ricaricarla. La conseguenza fu che la maggior parte degli esemplari tornò in assistenza. Al giorno d’oggi è difficile trovare pezzi funzionanti sul mercato antiquario. Molti poi sono stati riconvertiti all’utilizzo di normali pile a bottone.

  • L’Oroscopo del 2025. Previsioni e orologi, segno per segno

    L’Oroscopo del 2025. Previsioni e orologi, segno per segno

    Buon anno a tutti! Questa volta ci lanceremo, sempre con una punta di ironia, a esplorare l’Oroscopo del 2025. Dall’Ariete ai Pesci, vedremo cosa le stelle riservino e consiglino a ogni segno. Ovviamente, ci permetteremo di suggerire quale orologio sia il più idoneo a ciascuno e alle previsioni che lo riguardano, sia di celebri case dell’establishment sia di piccoli artigiani indipendenti – ma sempre alto di gamma. A cominciare dall’esemplare nella foto qui sopra, rappresentazione fisica e simbolica del Cielo: il nuovo planetario di Christiaan van der Klaauw, che riporta sul quadrante le orbite di otto pianeti del sistema solare e sul perimetro i dodici segni zodiacali. Ma bando alle chiacchiere: scopriamo cosa il 2025 abbia in serbo per tutti noi.

    Ariete

    Cominciamo bene: per voi l’Oroscopo del 2025 vedrà ben due transizioni importanti. Saturno, l’Organizzatore, rientrerà nel segno dopo lunga assenza: mancava dal 1998. E risale addirittura al 1875 la presenza di Nettuno, che porta con sé carisma e una ventata di immaginazione creativa. È tempo allora di rimboccarsi le maniche e di esternare senza false modestie le vostre doti di leadership in tutti i campi. Le relazioni sentimentali potrebbero ravvivarsi grazie a Urano e Nettuno in Gemelli, ma siate cauti in marzo, con Venere e Mercurio retrogradi proprio nel vostro segno. A luglio Giove entrerà in Cancro: sarà un momento perfetto per costruire un nuovo nido d’amore o anche solo per rendere più accoglienti gli spazi della vostra vita sentimentale. Verso fine anno sarà possibile un salto qualitativo nella sfera lavorativa o magari della crescita personale. Festeggiatevi con un esemplare da vero connoisseur.

    H. MOSER & CIE Endeavour Centre Seconds Concept Lime Green
    Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HMC 200, con doppia spirale e autonomia di 3 giorni. Quadrante in smalto Grand Feu, martellato e sfumato, vetro in zaffiro, fondello con oblò in zaffiro, cinturino in pelle di kudu. 25.000 franchi svizzeri.

    Toro

    Finalmente, Urano che vi aveva complicato la vita per ben sette anni passerà nel segno dei Gemelli, che riceveranno sino al 7 giugno anche la benefica presenza di Giove. Dal 9 luglio in poi le due energie si sommeranno per dare un forte impulso alle vostre attività economiche e finanziarie. Attenzione ai facili entusiasmi: il periodo prospero non vi dovrà far deflettere da una gestione accorta dei risparmi. Accumulate e siate oculati. L’aspetto più interessante dell’influsso di questi pianeti lenti sarà una sinergia sul piano creativo e artistico. In più l’Oroscopo del 2025 ci rivela ben due superlune nel vostro segno: la prima, del 27 aprile, marcherà l’inizio di un momento favorevole che durerà sino alla seconda, il 25 novembre. Dopo questa data, se avrete lavorato bene, un ricco raccolto vi ricompenserà. Un buon calendario vi potrebbe essere utile.

    BLANCPAIN Fifty Fathoms Bathyscaphe Quantième Complet Phases de Lune
    Cassa (43 mm) in oro rosso, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 6654P di manifattura, con autonomia di 3 giorni, calendario completo e fasi lunari. Quadrante sfumato soleil, lancette e indici applicati luminescenti, lunetta girevole unidirezionale con inserto in ceramica e indici in Ceragold, vetro in zaffiro, fondello con oblò in zaffiro, cinturino in tela vela. 37.200 euro.

    Gemelli

    Oltre a segnalarvi la presenza di Urano e Giove, è utile tenere presente che il 2025 sarà per voi un anno di profondi cambiamenti. In breve tempo potrebbero mutare le vostre abitudini di vita, che siano semplici e piccoli rituali quotidiani, oppure in scala molto maggiore relazioni date per scontate, case e situazioni in cui sentivate di aver messo per sempre radici. Starà a voi, al vostro atteggiamento mentale, volgere questi cambiamenti al positivo. Quest’anno, “tutto scorre” sembrerà essere il vostro mantra. Giove nel vostro segno vi permetterà di esprimere il meglio di voi: scoprirete punti di forza che, forse, non immaginavate neppure di avere. La dirompente forza di Urano sarà, nel vostro caso, liberatoria. Verso la fine dell’anno, altre grandi trasformazioni in vista. Preparatevi, anche mettendo al polso un orologio diverso dal solito.

    CYRUS Klepcys GMT Royal Purple
    Cassa (42 mm) in titanio grado 5, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CYR 708 di manifattura, con autonomia di 55 ore, secondo fuso orario con lancetta retrograda per l’ora di casa. Quadrante multilivello scheletrato, lancette luminescenti, vetro in zaffiro, fondello con oblò in zaffiro, bracciale in acciaio. 29.850 euro.

    Cancro

    Vi attende un anno particolare. Quel vostro lato umbratile, solitario, bisognoso di introspezione sembrerà chiedere molto di più. Il primo plenilunio dell’anno, il 13 gennaio, cade proprio nel vostro segno: coglietene le preziose energie e mettete a segno un obiettivo che da tempo tenevate nascosto. È il momento opportuno, l’energia del Cosmo vi è favorevole. Fino al 23 febbraio, tenete d’occhio un Marte retrogrado che potrebbe cercare di ostacolare i vostri progetti. Siate cauti. Marte passerà ben presto nel Leone, fornendo preziose energie alle vostre iniziative e ai vostri sforzi, che prima dell’estate saranno coronati da successo. Saturno e Nettuno passeranno in Ariete, segnando l’inizio di un periodo di positività e di meritato riscontro a tutti gli impegni profusi nei mesi precedenti. Per ricordarvi che gutta cavat lapidem, come dicevano i latini (“la goccia scava la pietra”), scegliete un orologio a tema.

    CZAPEK Promenade Goutte d’Eau
    Cassa (38 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro SXH5.1 di manifattura, con autonomia di 60 ore e piccoli secondi. Quadrante in smalto Grand Feu, vetro in zaffiro, fondello con oblò in zaffiro, cinturino in pelle. Edizione limitata di 100 esemplari, 23.400 euro circa.

    Leone

    Sembra strano esordire con il vostro lato sentimentale. Voi così forti, così dominanti, stando alle stelle dovrete dedicare molte energie alla gestione degli affetti. Che si tratti di una nuova love story, che rischia di diventare più importante di quanto pensavate, o che si debba trovare la forza di chiudere una vicenda che non aveva più senso, anche per voi l’Oroscopo del 2025 segnala un anno di cambiamento. In compenso, le attività lavorative – soprattutto quelle a forte contenuto creativo, come la scrittura, la pittura, la composizione musicale – troveranno apprezzamenti anche ad alto livello. Non siate timidi (anche se la timidezza non è proprio la vostra caratteristica primaria…): sarà un’ottima occasione per farvi valere e vedere riconosciuto il vostro valore. Mettete al polso un orologio che sia una dichiarazione: di stile, di gusto, di cultura…

    CARTIER Tank Américaine
    Cassa (44,4 x 24,4 mm, 8,6 mm di spessore) in platino. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 1899 MC di manifattura. Quadrante spazzolato e mat, lancette in acciaio azzurrato alla fiamma, vetro in zaffiro, corona con rubino, cinturino in pelle di alligatore, intercambiabile. 26.000 euro.

    Vergine

    L’Oroscopo del 2025 prevede un primo semestre in cui tutte le vostre scelte saranno all’insegna del successo. Finalmente. Dopo una lunga gestazione, tutto coopera perché i vostri desideri diventino realtà. Dato che più eventi potrebbero sovrapporsi, non dimenticate di prendervi cura di voi stessi, dal punto di vista fisico e da quello spirituale. Avrete bisogno di tutte, ma davvero tutte le vostre energie per tenere testa al tourbillon di eventi, proposte, mutamenti che il 2025 vi presenterà. Se c’è una parola d’ordine per questo nuovo anno, sarà “reinventarsi”. Dovrete accogliere il nuovo che si evolve in meglio, rassegnandovi – ma senza rimpianti – a lasciare perdere quelle parti di voi che non erano neppure veramente vostre. Spazio al cambiamento. Dimostratelo con un orologio fuori dall’ordinario, tanto nel nome quanto nell’estetica.

    ANTON SUHANOV Cronotope
    Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Su200.10 (base Eta 2824 rielaborato) realizzato in esclusiva, con rotore periferico, indicazione retrograda del giorno della settimana con camma a chiocciola sul quadrante e datario; certificato dal Punzone di Ginevra. Quadrante satinato e martellato, lancette con rubini, vetro in zaffiro, fondello con oblò in zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 33 esemplari, 30.780 franchi svizzeri.

    Bilancia

    Per voi l’Oroscopo del 2025 preannuncia un anno di viaggi, di avventure. In tutti i sensi: in luoghi geograficamente lontani, verso mete del tutto inattese o – addirittura – verso il più misterioso dei mondi, quello del vostro Io interiore. Sarà un anno in cui vi verranno proposte, quasi per sincronicità, diverse possibilità di crescita e di analisi del profondo. Guardarsi dentro fa sempre un po’ paura, ma è il momento giusto per farlo. Pensate sempre, come nella novella di Kafka, che la porta è là perché voi la apriate: varcatela e si scioglieranno molti nodi. Scoprirete che tante delle vostre paure erano solo frutto delle vostre proiezioni mentali. Che viaggiate su piste sabbiose o tra remoti paesaggi orientali, oppure solo seguiate le parole di un Maestro vero, cogliete questo viaggio come una grande opportunità. Ne ritornerete più saggi e più felici. Premunitevi comunque di un bel Gmt…

    VACHERON CONSTANTIN Overseas Dual Time
    Cassa (41 mm) in acciaio, impermeabile fino a 15 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 5110 DT/2 di manifattura, con autonomia di 60 ore, doppio fuso orario con funzione giorno/notte, e datario. Quadrante laccato, lancette in oro, quelle di ore e minuti luminescenti, indici applicati, vetro in zaffiro, bracciale in acciaio, intercambiabile. Il packaging comprende anche due cinturini, in pelle e in caucciù. 34.400 euro.

    Scorpione

    Sempre complessi, ma affascinanti, quest’anno dovrete necessariamente rivedere tutta la vostra strategia, o anche solo l’atteggiamento nei confronti delle relazioni con gli altri. Spesso non proprio estroversi, e un po’ temuti per la codina velenosa, nel 2024 avete cercato di smussare, un po’ controvoglia, la vostra tendenza a starvene appartati, più osservatori che protagonisti. È tempo di bilanci. Da qualche relazione, da qualche conoscenza, è nato qualcosa di buono: ottimo, tesaurizzate e coltivate. Altre si sono rivelate inutili, addirittura dannose: fidatevi del vostro sesto senso e tagliate, senza paura, senza strascichi inutili. Con cortesia, ma troncate. L’ultimo trimestre dell’anno vi porterà nuove conoscenze: che sia un affetto, un collega, un socio in affari. Con la cautela che vi contraddistingue, prendetelo in considerazione: potrebbe rivelarsi un tesoro. Sfrondate gli eccessi e puntate sull’essenzialità più preziosa.

    ANDERSEN GENEVE Art & Culture Jumping Hours Black Jade Stone
    Cassa (38 mm) in platino. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Frédéric Piguet 11.50 più modulo di manifattura, con autonomia di 3 giorni, indicazione saltante delle ore e decentrata dei minuti. Quadrante in giada nera e lacca applicata a mano, corona in oro rosa, vetro in zaffiro, fondello con oblò in zaffiro, cinturino in pelle. Edizione limitata di 50 esemplari, 52.800 franchi svizzeri.

    Sagittario

    Il vostro Oroscopo del 2025 prevede un anno complicato, anche se complessivamente positivo. La vostra natura libera, poco incline alle regole e ai recinti, dovrà trovare un punto di equilibrio con quelle che sono le innegabili esigenze di lavoro e famiglia. Avrete picchi di creatività, in cui la quotidianità vi sembrerà un giogo insopportabile: cercate di lavorare su voi stessi, di trovare il modo per ottenere una quadratura del cerchio. Il che non significa annullare la propria personalità artistica o le proprie ambizioni: si tratta di scegliere oculatamente quelle che veramente meritano anche qualche sacrificio. Pensate bene a ciò che state per intraprendere, il sacrificio potrebbe coinvolgere anche a chi vi sta vicino. Il massimo successo si paleserà a primavera e resterà all’apice fino a novembre. Gestite le diverse situazioni con saggezza, ricordandovi sempre che tutto scorre. Un buon cronografo vi aiuterà a gestire meglio i tempi.

    JAEGER-LECOULTRE Reverso Tribute Chronograph
    Cassa (29,9 x 49,4 mm) reversibile in acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 860 di manifattura e di forma, cronografo con contatore dei 30 minuti. Quadrante principale blu soleil, secondario scheletrato, indici applicati, due vetri in zaffiro, cinturino in tela e pelle, intercambiabile. Il packaging include un secondo cinturino in pelle, entrambi forniti da Casa Fagliano. 27.500 euro.

    Capricorno

    Anno dalle molteplici sfaccettature, questo 2025. Cambiamenti, in tutti i sensi, anche per voi: soprattutto tra quanti vi circondano, in ambito lavorativo, con momenti di meritata libertà e al tempo stesso qualche picco di solitudine. È tempo di riorganizzazione. Il passato è alle spalle, fate tesoro dell’esperienza. Non lasciatevi prendere dall’effetto “fuochi d’artificio”: procedete con regolarità, studiando territorio, strategia, obiettivi, senza mai sottovalutare chi potrebbe o vorrebbe ostacolarvi. I segnali sono positivi, ma il percorso è irto di ostacoli. Non sarà una passeggiata, insomma. Le stelle però vi sono propizie. Valutate pro e contro di ogni vostra scelta, non lasciate al nemico la minima apertura. Giorno dopo giorno, le nubi si diraderanno: complimentatevi con voi stessi per ogni obiettivo raggiunto. Gratificatevi con un esemplare di classe, che vi ricordi quanto valete.

    ROLEX Perpetual 1908
    Cassa (39 mm) in platino. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 7140 di manifattura, con spirale Siloxi in silicio, autonomia di 66 ore e piccoli secondi. Quadrante guilloché, vetro in zaffiro, fondello con oblò in zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Esemplare certificato Cronometro Superlativo. 31.700 euro.

    Acquario

    Plutone per tutto l’anno sarà nel vostro segno: lentissimo com’è, non potete aspettarvi di non subirne gli influssi. Visti gli altri pianeti, dovrete necessariamente attendervi grandi cambiamenti – addirittura rivoluzionari. L’Oroscopo del 2025 vi prospetta non solo viaggi e trasferimenti in luoghi molto lontani, ma anche modifiche epocali in una routine che credevate consolidata. Vi potreste trovare in situazioni affettive del tutto diverse, inattese. Siate aperti, curiosi: diffidate dai vecchi amici che potrebbero rifarsi vivi proprio nel momento in cui la vostra buona stella rifulge! Anche la situazione economica potrebbe avere mutamenti importanti. Un insieme di fattori positivi iniziano a diventare evidenti verso febbraio, proprio sul fronte dei guadagni, delle finanze e dei risparmi. A ogni buon evento, ricordatevi di tesaurizzare senza scialacquare, naturalmente in proporzione alle vostre possibilità. Concedetevi però un buon investimento.

    PATEK PHILIPPE Nautilus Ref. 5712/1A
    Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 240 PS IRM C LU di manifattura, con micro-rotore decentrato in oro, indicazione dell’autonomia residua, fasi di luna, datario a lancetta e piccoli secondi. Quadrante sfumato con rilievi orizzontali, lancette e indici applicati luminescenti, vetro in zaffiro, fondello con oblò in zaffiro, bracciale in acciaio. 52.270 euro.

    Pesci

    Secondo l’Oroscopo del 2025, sarà un anno estremamente importante. Anche per voi, tanti cambiamenti o possibilità di cambiamento, compresa l’immancabile tensione di chi si trova di fronte al classico bivio. In arrivo una specie di occasione unica: la possibilità di rigenerarvi, di abbandonare una serie di maschere e costumi che da troppi anni vi caratterizzavano, per mostrare, alla fine, la vostra vera natura. Da una parte può sembrare bellissimo, liberatorio. Ma per tanto tempo avete fatto credere a chi vi circonda di essere diversi: siate pronti ad affrontare reazioni che potrebbero essere anche di delusione. Attenzione a chi pensava di approfittarsi ancora di voi e vede sfuggire quella che considerava una preda già conquistata. La seconda metà dell’anno vi sarà particolarmente favorevole in termini di visibilità e notorietà: cogliete quest’occasione di palcoscenico mediatico e volgetela a vostro favore. Mette al polso un esemplare scenografico.

    BREGUET Tradition Quantième Rétrograde 5797
    Cassa (40 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 505Q di manifattura, con spirale in silicio e datario a lancetta, ad andamento retrogrado. Quadrante decentrato guilloché, vetro in zaffiro, fondello con oblò in zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. 46.500 euro.

  • Coffee table book, storie di orologi come strenne natalizie

    Coffee table book, storie di orologi come strenne natalizie

    È una tradizione ormai classica, derivata dal successo ottenuto in tutto il mondo a partire dagli anni ’80. Canticchiare, magari solo mentalmente, Do they know it’s Christmas time in questo periodo di festa è ormai un rito, che ci accompagna anche durante la scelta dei regali da mettere sotto l’albero. Come in questo caso, alla scoperta delle novità di libri dedicati all’orologeria, da collezionare o da regalare. Non libri qualunque, ma grandi volumi patinati, destinati a una lettura “leggera”, belli da sfogliare perché ricchi di illustrazioni, con la copertina rigida, le pagine ad alta grammatura e le legature tese ancora scrocchianti. Coffee table book, li chiamano nei Paesi anglosassoni, per sottolineare che vanno esposti su un tavolino per intrattenere gli ospiti e diventare magari oggetto di conversazione. Ecco allora qualche coffee table book in tema di orologi, da intendere come suggerimenti per una perfetta strenna natalizia. Tutti reperibili nelle principali librerie internazionali, anche online, per far felici appassionati e collezionisti.

    Nel blu

    Sicuramente è il più celebre orologio subacqueo del mondo. Ora, a più di 70 anni di distanza dal lancio, per la prima volta Rolex ne autorizza ufficialmente il racconto. La storia completa è così narrata da una grande firma del giornalismo specializzato, nonché storico ed esperto di beni di lusso, e pubblicata da un’indiscussa autorità mondiale del design. Il bello è che accanto a una selezione originale delle immagini, questo coffee table book riporta anche la testimonianza di personaggi rinomati, dalla biologa marina Sylvia Earle al fotografo David Doubilet, fino l’acquanauta Dr Joe MacInnis. Oltretutto, pare proprio che sarà il primo di una lunga serie di libri dedicati agli altri esemplari della Casa della Corona…

    Nicholas Faulkes, Oyster Perpetual Submariner: The Watch That Unlocked the Deep, Wallpaper*, 252 pagine, 125 euro.

    Multimedia

    Il libro è un bestseller: tant’è che è arrivato alla terza edizione, riveduta, ampliata e aggiornata dall’autore – un noto giornalista specializzato tedesco. Ma ora ritorna in versione definitiva: in tiratura limitata, confezionato in un lussuoso cofanetto rosso e oro, e rilegato in similpelle, blu e oro. Esaustivi i testi, permettono di comprendere l’unicità del Marchio ginevrino e la misura in cui ha contribuito allo sviluppo tecnico dell’orologio da polso. Ma non finisce qui. Come il precedente, pubblicato lo scorso anno, il volume fisico è corredato di contenuti digitali aggiuntivi nuovi di zecca, cui solo i possessori hanno accesso esclusivo tramite l’app teNeues. Una vera chicca…

    Gisbert L. Brunner, The Watch Book Rolex, teNeues, 280 pagine, 450 euro.

    Spirito teutonico

    Dello stesso autore ed editore, un approfondimento sul Marchio made in Germany e sullo sviluppo dell’industria orologiera tedesca. Anche qui testi informativi e un ampio corredo di fotografie raccontano la storia del Brand, fondato nel 1882, con particolare riscontro sul ruolo pionieristico dei suoi cronometri negli sport motoristici. Merita un cenno l’orologio riprodotto in copertina: il cronografo “dimenticato” di Steve McQueen, da lui acquistato privatamente e tanto amato da indossarlo durante le riprese del film The War Lover (1962). Creato negli anni ’50 per le forze armate tedesche, di recente è stato rieditato dalla Casa in una versione fedele all’originale.

    Gisbert L. Brunner, The Watch Book Hanhart, teNeues, 224 pagine, 80 euro.

    Storie eccezionali

    Un affascinante viaggio nel tempo attraverso le immagini di orologi famosi. Come si legge nel sottotitolo, questo coffee table book riguarda 90 modelli rari da collezione, dal Rolex Daytona al Casio G-Shock, dall’inizio del Novecento fino ai nostri giorni. Di ciascun orologio, catalogato e accompagnato da un ritratto del fotografo Henry Leutwyler, racconta la storia. D’altra parte, come spiega l’autore: “Dietro un orologio ci sono spesso storie nascoste. Storie di chi lo ha realizzato e di chi lo ha indossato. Dall’orologiaio al subacqueo, dall’astronauta al collezionista, dal padre al figlio, persino dall’acquirente al ladro, un orologio non invecchia (…), guadagna solo in sostanza”.

    Clément Mazarian, Exceptional Watches, Octopus Publishing Group, 232 pagine, 62,50 euro.
  • Oroscopo di novembre. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di novembre. Previsioni e orologi, segno per segno

    Ci avviciniamo alla fine di questo 2024, un anno ricco di avvenimenti, sia sul piano personale che su quello generale del Pianeta. Vediamo quindi insieme l’oroscopo di novembre: come di consueto, per prima cosa, analizziamo astronomicamente e astrologicamente il Cielo del mese, poi passiamo alle analisi per i nati sotto i vari segni e agli orologi che più potrebbero rispecchiarne le personalità e i modi di essere.

    Prendiamo l’oroscopo di novembre con l’indispensabile pizzico di ironia: l’astrologia non è una scienza, nel senso moderno del termine, ma per gli Antichi lo era. Al punto di definire l’astronomia, quindi la scienza del moto dei corpi celesti, come sua ancella. Ma il discorso si farebbe lungo: passiamo a esaminare cosa succederà lassù, durante questo penultimo mese del 2024.

    Novembre apre con un Novilunio il giorno 1, nel segno dello Scorpione: un segnale d’inizio che avrà conseguenze sui diversi segni. Il 15, Saturno entrerà, in moto diretto, nei Pesci, mentre subito dopo, il 16, avremo il Plenilunio in Toro.
    Altro evento il giorno 20, quando il lentissimo Plutone lascerà il segno del Capricorno per entrare in Acquario, dove risiederà per i prossimi vent’anni. Il Sole entrerà nel segno del Sagittario il 22, e il 26 Mercurio, in Sagittario, inizierà il proprio moto retrogrado.
    Non resta ora che vedere, segno dopo segno, come tutto questo andrà a riflettersi sui nati nei dodici segni e che cosa potemmo suggerire, conseguentemente, di portare al polso.

    Ariete

    Plenilunio nel primo giorno del mese, in Scorpione: tutto converge per conferire grande importanza ai cambiamenti, soprattutto per voi, che con questo evento nella vostra Casa della Trasformazione dovrete affrontare mutamenti importanti. Che siano prevedibili o che giungano inattesi, saranno con ogni probabilità d’impatto nella vostra sfera emotiva. Non interpretateli come un rischio o una devastazione: sarà la buona occasione per portare alla luce il vostro io più autentico. Il passaggio di Plutone in Acquario sarà di aiuto: vi ritroverete ad assumere nuove responsabilità, ma anche a cogliere soddisfazioni e riconoscimenti. Premiatevi con un bell’esemplare dalle complicazioni utili.

    FREDERIQUE CONSTANT Classic Power Reserve Big Date Manufacture Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro FC-735 di manifattura, con indicazione dell’autonomia di 50 ore, fasi di luna e grande datario. Quadrante soleil, indici applicati, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 4.995 euro.

    Toro

    La trasformazione imposta dal Novilunio sarà solo una fase di passaggio verso il Plenilunio proprio in Toro: ecco tutti i segni del Cielo necessari per ridefinire il vostro ruolo nel rapporto con gli altri. Famiglia, scuola, azienda, amici: non abbiate timore di mostrare quei lati di voi che finora erano rimasti un po’ in penombra. Il Plenilunio in Toro conferirà massima efficacia alle vostre azioni, ogni vostra decisione sarà sostenuta dagli astri. Non dimenticate che il Toro è signore della gola: attenzione a quanto direte, ma anche – più banalmente – ai malanni di stagione, che vi potrebbero colpire proprio lì. Affrontare il mondo con un’altra persona comunque vi faciliterà la vita. Scegliete un orologio dai nobili natali, che potrete indossare entrambi.

    VULCAIN Cricket President 36 Pistacchio Green
    Cassa (36 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro V10 di manifattura, con doppio bariletto e funzione di allarme. Quadrante soleil, numeri applicati, vetro zaffiro bombato, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle. Edizione limitata di 25 esemplari, 4.540 euro.

    Gemelli

    L’oroscopo di novembre annuncia trasformazioni in vista anche per voi. Che si tratti del risultato di un periodo di introspezione, del supporto sapiente di un terapeuta o di una decisione ben meditata, questo mese verrà alla luce una nuova versione di voi. È tempo di brillare, ma tenete presente che Mercurio retrogrado e il passaggio del Sole in Sagittario vi indurranno a rivisitare e a rivalutare alcune relazioni date per scontate e consolidate. Siate obiettivi, soprattutto verso voi stessi. Senza ferire chi non lo merita, non insistete a portare avanti rapporti che – alla lunga – potrebbero rivelarsi dannosi per voi. Adottate un orologio d’ispirazione “celestiale”, che vi sia di supporto in tante situazioni.

    BREITLING Navitimer Automatic 41
    Cassa (41 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro B17 (base Eta 2824). Quadrante soleil, lancette e indici luminescenti, réhaut con regolo calcolatore, vetro zaffiro bombato, bracciale in acciaio. 5.600 euro.

    Cancro

    Per i nati sotto il segno del Cancro, Plutone ha sempre svolto un ruolo importante nella sfera dei rapporti e delle relazioni. Per l’ultima volta, dati i suoi tempi, lo saluterete in Capricorno e lo vedrete passare in Acquario. La conseguenza? Lascerete necessariamente le valutazioni di carattere più superficiale e immediato, in tutti i campi, per abbracciare analisi più sottili e profonde. Vi scoprirete capaci di leggere ben al di là delle apparenze, sia che si tratti di eventi che di persone. Un dono, sicuramente, ma che vi renderà più consapevoli e più attenti nelle vostre scelte. Anche riguardo a ciò che indossate al polso: privilegiate il meglio.

    EBERHARD & CO. Chronographe 1887 Edition Limitée
    Cassa (41,5 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro EB 280 sviluppato in esclusiva con la Manufacture AMT di Sellita, cronografo con ruota a colonne, pulsante di reset del cronografo coassiale alla corona, funzione flyback. Quadrante con scala telemetrica e tachimetrica, vetro zaffiro bombato, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 250 esemplari, 6.960 euro.

    Leone

    Cari nati sotto il segno del Leone, questo mese vi costringerà, con il suo quadro astrale, a uscire allo scoperto. Passerete dal piano delle riflessioni, su voi stessi e sugli altri, a quello dell’azione. Terminate le considerazioni astratte, dovrete prendere, rapidamente, decisioni su come rapportarvi con il mondo esterno e non avrete modo di tergiversare. L’oroscopo di novembre registra il ritorno di Saturno in moto diretto. La cosa vi aiuterà, soprattutto emotivamente, liberandovi da quell’aura un poco negativa che aveva contrassegnato il vostro recente passato. Cercate di navigare sempre in acque tranquille: procuratevi un esemplare che possa farvi da nocchiere…

    TAG HEUER Carrera Chronograph Skipper
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro TH20-06 di manifattura, con autonomia di 80 ore, cronografo con ruota a colonne, secondi continui e datario. Quadrante spazzolato circolare con contatori crono a contrasto (totalizzatore dei 15 minuti tripartito per i tempi di regata), lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro glassbox, fondello in vetro zaffiro, cinturino in tessuto. 6.850 euro.

    Vergine

    Dovrete trovare la forza di guardare diritto negli occhi quanti – con vari mezzi, più o meno coscientemente – avevano influenzato la vostra autostima, in tutto il periodo in cui Saturno era nei Pesci. Saturno ritorna in modo diretto il 15: sarà il momento perfetto per chiarire a voi stessi chi siete, senza essere vittime dei pregiudizi altrui. Mercurio retrogrado in Sagittario vi libererà da tanti pensieri che vi avevano sinora trattenuto dal mostrare più apertamente la vostra vera natura e i vostri sentimenti. Muovetevi con cautela: non è detto che il vostro vero volto non possa mandare all’aria i piani, non sempre benevoli, che altri avevano fatto su di voi. Indossate un esemplare dall’estetica semplice e pulita.

    IWC Portofino Automatic
    Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 35111 (base Sellita Sw300-1a), con datario. Quadrante argenté, vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. 5.300 euro.

    Bilancia

    Mese complessivamente positivo, in cui noterete, soprattutto nell’ultima decade, un senso di liberazione derivante dalla scomparsa di un peso che da troppo tempo gravava sulle vostre spalle. Tanto che ormai quasi non lo notavate più. Ma appena sarà svanito, percepirete chiaramente la riguadagnata libertà e una leggerezza che riconoscerete subito. Secondo il vostro oroscopo di novembre, comunque, è tempo di investire, soprattutto su voi stessi: che si tratti del vostro aspetto, del guardaroba, della sfera psicofisica o di altri ambiti, per voi la trasformazione sarà da leggere in questo senso. Cominciate col rinnovare ciò che avete al polso: scegliete un marchio giovane, dal gusto contemporaneo.

    NORQAIN Indipendence Skeleton Chrono
    Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Norqain 8K, scheletrato, con autonomia di 62 ore, cronografo con ruota a colonne, funzione flyback e certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Quadrante traforato, lancette e indici applicati, placcati oro e luminescenti, vetro zaffiro, cinturino in caucciù con motivo maglia milanese. Produzione limitata, 5.700 euro.

    Scorpione

    Inutile nasconderlo: voi nati sotto il segno dello Scorpione siete tra i soggetti più complessi. Non è facile comprendervi e soprattutto intuire cosa siate veramente, al di sotto del vostro volto pubblico. Secondo il vostro oroscopo di novembre, questo mese vi indurrà a prendere coscienza di un fatto importante: a furia di fingere verso il mondo esterno, alcuni vostri aspetti simulati hanno finito per prendere il sopravvento. Estirpateli, lasciate nuovamente emergere la vostra vera natura. Vivere dietro una maschera, alla lunga, non solo non è utile, ma vi costringe a spendere energie che – prima o poi – si esauriscono. Evitatelo, almeno al polso: dotatevi di un esemplare dalla lunga autonomia.

    BAUME&MERCIER Clifton 10756
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Baumatic realizzato in esclusiva, con autonomia di 5 giorni, fasi di luna e datario a lancetta. Quadrante sfumato, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore, intercambiabile. 4.950 euro.

    Sagittario

    Le stelle accarezzano il vostro lato più incline ai sensi, perfino a un certo edonismo: nuovi progetti vi potrebbero attrarre. Niente di male nell’esaminarli, ma non perdete il vostro proverbiale senso pratico, prima di aderire a strane avventure che potrebbero, alla lunga, crearvi danni. Il vostro oroscopo di novembre segnala, nell’ultima decade, opportunità in ambito finanziario, di sicuro allettanti ma che devono essere soppesate con saggezza. Siete proverbialmente attenti, da questo punto di vista, ma attenzione alle lusinghe di chi forse è più incline a trarre vantaggio per sé che non a raccontarvi i veri scopi di quanto vi starà proponendo. Scegliete un orologio che sia un investimento sicuro.

    ROLEX Oyster Perpetual 41
    Cassa (41 mm) in acciaio Oystersteel, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3230 di manifattura, con autonomia di 70 ore, spirale paramagnetica. Quadrante soleil, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, bracciale in acciaio Oystersteel. Certificato Cronometro Superlativo. 6.650 euro.

    Capricorno

    Venere farà capolino il giorno 12, aiutandovi a riscoprire, e a lasciar trasparire, quei lati di voi che sono più teneri, più delicati, che solitamente restano nascosti dalla vostra ben nota corazza. Il passaggio di Plutone proprio nel vostro segno vi caricherà di entusiasmo e positività. Ottimi entrambi, ma sempre da tenere sotto controllo con intelligenza ed astuzia. Cogliete pure le buone opportunità, ma ricordatevi sempre che le vipere possono annidarsi anche tra i più bei fiori del giardino. In sintesi, il vostro oroscopo di novembre consiglia: mai abbassare la guardia. Soprattutto in questo mese, che vi prospetta una vita sociale molto attiva. Lasciate il vostro orologio parli per voi, come un bel biglietto da visita.

    OMEGA Speedmaster 38
    Cassa (38 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3330 (base Longines 688.2 modificato) con scappamento Co-Axial e spirale in silicio, cronografo con ruota a colonne, secondi continui, datario e con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Quadrante opaco, lancette e indici luminescenti, lunetta con scala tachimetrica, vetro zaffiro, bracciale in acciaio. 6.200 euro.

    Acquario

    Sin dall’inizio del mese vi accorgerete di avere in voi nuove energie, nuovi spunti. Cosa ottima in sé, ma che vi costringerà a stabilire delle priorità: per raggiungere gli obiettivi primari, dovrete per forza accantonare – magari solo temporaneamente – tutto quello che potrebbe distrarvi. L’uscita di Plutone dal vostro segno si farà sentire: l’unico rischio è un certo senso di ebbrezza e la relativa confusione. Focalizzare e concentrare i vostri sforzi sarà l’unico metodo per non sprecare le occasioni e, al tempo stesso, non arrivare al traguardo esausti. Assecondate il vostro oroscopo di novembre con un esemplare dal colore vitaminico, in grado di ricaricarvi ogni qualvolta guardate l’orario.

    BELL & ROSS BR V2-92 Orange
    Cassa (41 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro BR-CAL.302 (base Sellita Sw300-1a), con datario. Quadrante opaco, lancette e indici luminescenti, lunetta girevole bidirezionale con inserto in alluminio anodizzato nero, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio. 3.800 euro.

    Pesci

    Se – come può accadere – ultimamente avete avuto dei momenti di poca chiarezza proprio su voi stessi, sulle vostre vere ragioni di essere e su quello che davvero volevate nella vita, avere Saturno che riprende il proprio moto diretto nel vostro segno sarà di grande aiuto. Prendete del tempo per voi stessi, pace, silenzio, calma interiore per avventurarvi nel viaggio più prezioso: quello alla ricerca della vostra anima. Mercurio retrogrado in Sagittario sarà il vostro sostegno per quei piani ambiziosi sulla vostra carriera. Se siete sicuri di avere tutte le frecce giuste al vostro arco, non abbiate paura: è arrivato il momento di fare centro. Mettete al polso un orologio che evochi orizzonti aperti e paesaggi naturali da esplorare.

    BREMONT Terra Nova 40.5 Date “Caramel”
    Cassa (40,5 mm) in acciaio 904L, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro BE-36AE (base Sellita SW220-1 modificato), con datario. Quadrante sfumato, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello inciso, bracciale in acciaio 904L. Edizione limitata di 100 esemplari, 3.850 euro.



  • Vetrina di libri, gli ultimi titoli per appassionati. Quelli veri

    Vetrina di libri, gli ultimi titoli per appassionati. Quelli veri

    Eccoci di nuovo con la nostra ricorrente vetrina di libri, rivolta ai veri appassionati. Non a quelli che si dichiarano collezionisti ma in realtà vedono gli orologi solo come oggetto di speculazione e forma di business. Piuttosto a quanti sono davvero interessati all’argomento: curiosi di tutto quello che riguarda il mondo delle lancette, vogliono saperne sempre di più, e continuano a leggere, e a informarsi – mai sazi delle loro conoscenze. Dedichiamo allora questa vetrina di libri a chi è come noi, a chi cerca notizie a 360°, a chi conosce il valore delle pagine stampate. Che richiedono sbattimento, ricerca, studio, tempo, energia, applicazione, controllo delle fonti e altro ancora…

    Noi qui, come sempre, ci siamo concentrati soltanto sulle uscite editoriali più recenti, le novità incluse nei cataloghi di primavera e poco oltre. Nella vetrina di libri qui di seguito, cioè, abbiamo raccolto volumi e volumetti pubblicati negli ultimi mesi, senza andare a recuperare titoli troppo vecchi né anticipare testi non ancora andati in stampa. A proposito: sappiamo che il 22 ottobre Rizzoli International farà uscire una monografia sui 140 anni di Breitling, che si può già prenotare. Ma non cercatela qui sotto, non la troverete: ne parleremo a tempo debito, in un’altra vetrina di libri.

    Fatti, non parole

    Pierre-Yves Donzé, La fabrique de l’excellence. Historie de Rolex, Editions Livreo-Alphil, 25 euro. Uscito lo scorso marzo, è diventato subito un caso editorale. Perché l’autore, un professore universitario noto per gli studi sull’industria orologiera, per la prima volta ha raccontato le vicende e l’evoluzione della Casa della Corona sulla base di ricerche storiche oggettive e indipendenti, realizzate negli archivi di mezza Europa. Un libro affascinante, indispensabile per comprendere il successo planetario del Marchio.

    Coffee-table book

    Robin Swithinbank x European Watch Company, The Connoisseur’s Guide to Fine Timepieces, Assouline, 195 euro. European Watch Company è un rivenditore di Boston: guidato dal 1993 da Albert Ganjei, oggi affiancato dal figlio Joshua, è diventato un punto di riferimento per tutti gli appassionati. Questo curatissimo volume di grandi dimensioni vuole catturare lo spirito e l’artigianalità alla base dell’azienda, attraverso 150 esempi e più di eccellenza orologiera, di grandi maison e artigiani indipendenti. E splendide immagini.

    Mezzo millennio di tic-tac

    Alexander Barter, David Schnipper, 500 Years 100 Watches, Prestel Publishing, 49.99 sterline. Cinque secoli di produzione orologiera attraverso 100 esemplari, fino a oggi. La rassegna, curata da due esperti di collezionismo con lunghi trascorsi da Sotheby’s, tocca pezzi importanti o famosi, ma non solo. Dall’orologio di epoca elisabettiana con astrolabio a quello incassato in un grande smeraldo, la loro selezione privilegia il design insolito, i materiali rari, le funzioni particolari. Illustrati con stile incisivo e belle fotografie.

    Viaggio tra le marche

    J Michael Mehltretter, Understanding Wristwatches, Schiffer Publishing, 82 euro. “L’ingegneria tedesca incontra la tecnologia svizzera: il manuale per collezionisti ed esperti”, recita il sottotitolo. Che così sintetizza il contenuto del libro, uscito nel 2021 in Germania e ora tradotto in inglese. Sette le maison prese in considerazione, e per ognuna una guida all’acquisto che elenca i movimenti e i numeri di referenza, compresi i costi di manutenzione e revisione. Corredato di fotografie scattate ad hoc, si sofferma anche su alcune curiosità.

    Dal personale all’universale

    Rebecca Struthers, Memorie di un’orologiaia, Garzanti, 19 euro. Avevamo recensito questo volumetto quando è uscito in versione originale. Ma ora anche chi non conosce l’inglese può apprezzarne la lettura. Perché le pagine dell’autrice, una giovane signora inglese che per mestiere fa appunto l’orologiaia, sono davvero piacevolissime. Non roba da poco: attraverso le sue esperienze di vita vissuta, e le vicende degli esemplari che ha riportato in funzione, ripercorre l’evoluzione dell’orologeria, e insieme l’intera storia dell’umanità.

  • Coin watches: quando il tempo è denaro

    Coin watches: quando il tempo è denaro

    L’orologeria è sempre stata terreno di sfida: mettere un orologio in una moneta è un pezzo di bravura su cui i migliori costruttori si sono cimentati. Noti in inglese come coin watches, gli orologi nelle monete sono oggetti comunque rari e spesso associati a destinatari importanti o a committenze di livello. Ma come si riesce a realizzare questa impresa? Quali sono le varianti con cui le Maison hanno scelto di differenziarsi? È una storia interessante, poco nota: cerchiamo di approfondire insieme la questione. Nella carrellata seguente, il cui unico scopo è portare alla ribalta pezzi rari, da tasca o da polso, arriveremo fino alle soglie del XXI secolo. Per limitare l’ambito della ricerca, ci occuperemo quindi solo di pezzi vintage, precedenti l’anno 2000.

    Piccolo è bello, sottile anche di più

    Fare orologi sempre più piccoli, o sempre più sottili, era un modo per affermare la propria padronanza dell’Arte orologiera. La miniaturizzazione non era la risposta a una vera esigenza funzionale, ma il modo per creare oggetti che suscitassero meraviglia. Già nel XV secolo in Lombardia si costruivano “orologetti” da persona. In un altro articolo, che potete leggere qui, abbiamo parlato di orologi tanto piccoli da poter essere incastonati negli anelli, fin dal Cinquecento.

    Non è noto chi sia stato il primo a mettere un orologio in una moneta. Esemplari con movimenti sottilissimi, detti extra-plat in gergo, comparvero sul mercato già nel XIX secolo. I coin watches in versione tascabile invece apparvero intorno alla fine degli anni Venti del secolo scorso.

    Tecnicamente, si prendeva una moneta, solitamente d’oro, cui abilmente si asportava una delle due facce, destinata poi a richiudere il tutto. La parte rimanente era scavata all’interno, ricavando lo spazio per un movimento, o per un orologio intero, completo di cassa. Le due parti della moneta originaria erano poi abilmente modificate con l’aggiunta di una cerniera nascosta e di un pulsantino di apertura quasi invisibile. In questo modo, la moneta si richiudeva perfettamente. Per l’osservatore inesperto, una moneta come tante altre: il fortunato proprietario, estraendo la moneta dalla tasca, stupiva gli interlocutori. E, con la scusa di conoscere l’ora schiacciando il pulsantino, esibiva il proprio tesoro tascabile.

    I primi coin watches

    L’analisi degli archivi degli anni Venti dello scorso secolo mostra come Cartier, nome che non necessita presentazioni, lavorasse da tempo sul problema. Fu Joseph Vergely, uno dei progettisti della Maison parigina, a mettere a punto la soluzione che divenne il punto di partenza anche per altri costruttori negli anni seguenti. A produrre i movimenti, in questi casi, era European Clock and Watch Company.

    In realtà, i tempi erano maturi: nel 1928 Patek Philippe consegnò a Henry Graves Jr, il celebre collezionista, un orologio da tasca celato in una moneta d’oro americana da 20 dollari. Graves è un nome noto a livello planetario: proprio per lui Patek Philippe realizzò nel 1933 il Supercomplication, che all’epoca era l’orologio più complicato del mondo. (all’asta da Sotheby’s, nel 2014, raggiunse l’astronomica cifra di 24 milioni di dollari).

    La progettazione del pezzo di nostro interesse era già in corso nel 1925 e la consegna a un cliente di tale livello aprì la strada per la realizzazione di una intera serie di orologi analoghi, che Patek Philippe produsse negli anni a seguire. Si trattò sempre di una produzione limitatissima: si stima che Patek Philippe abbia complessivamente prodotto meno di duecento coin watches.

    Nomi eccellenti

    La soluzione adottata dalla grande Manifattura nelle oltre dieci referenze a tema fu sempre quella di inserire nelle monete un orologio completo: con cassa propria, ma non completamente estraibile. La cassa vera e propria era incernierata all’altezza delle ore 6 al bordo interno della moneta, per cui l’orologio poteva essere sollevato dal proprio alloggiamento, inclinato verso l’osservatore, rendendo così accessibile la corona di carica, e poi rimesso a posto per permettere la richiusura della moneta.

    In alcuni casi, l’orologio vero e proprio era montato su una ghiera, in modo da poter basculare, ed era la ghiera a essere incernierata con la cassa. Tra i pezzi più sorprendenti di questa produzione troviamo le Referenze 802/1 e 802/2, in cui i movimenti sono scheletrati: realizzati intorno agli anni Ottanta e Novanta, sono autentici capolavori.

    Anche Audemars Piguet si cimentò con i coin watches: e creò una propria versione scheletrata, di straordinario impatto visivo. Le sfide, si sa, nascono per essere raccolte. E dimostrare di essere capaci di mettere un orologio in una moneta equivaleva a porre il proprio nome nell’Olimpo dell’orologeria da persona. Troviamo quindi tra i contendenti – senza pretesa di formulare un elenco esaustivo – Vacheron Constantin, Ulysse Nardin, Piaget, Jaeger-LeCoultre, e naturalmente Rolex.

    Variazioni sul tema dei coin watches

    Oltre ai movimenti scheletrati, un’altra variante fu lanciata sul mercato da Cartier negli anni ’50. La corona di carica, naturalmente impreziosita dal classico cabochon della Casa, non era nascosta all’interno della moneta bensì portata all’esterno. A ideare anche questa soluzione fu sempre Vergely. La moneta, chiusa, tradisce quindi la presenza interna dell’orologio perché dal bordo sporge la corona. Un antesignano di questi pezzi con corona esterna, montato in una sterlina d’oro, fu un regalo personale di Pierre Cartier a Franklin Delano Roosevelt, allora Presidente degli Stati Uniti, nel 1939.

    Molti coin watches erano destinati al mercato statunitense. La moneta più frequentemente “sacrificata” fu il 20 dollari in oro, anche per le dimensioni: che da una parte sottolineavano l’importanza dell’oggetto, e dall’altra facilitavano – per usare un eufemismo – il montaggio del movimento. Molto più raro l’uso di alternative alla scelta dell’oro. Al Presidente Truman, per esempio, Movado donò un proprio orologio contenuto in una moneta in argento.

    Negli anni Sessanta del secolo scorso, divennero famosi i coin watches da polso di Corum, che accanto ai 20 dollari in oro utilizzava anche altre valute. Li indossarono molti Presidenti americani, da Johnson a Nixon, da Reagan a Carter, da Bush Sr a Clinton, e personaggi noti come Andy Warhol. Successivamente, dagli anni Ottanta in poi, la Casa di La Chaux-de-Fonds cominciò anche ad adottare movimenti al quarzo: piccoli, pratici e precisi, risolsero parte dei problemi. A onor di cronaca, però, devo aggiungere che Corum è tra le poche marche a continuare la tradizione, ancora ai nostri giorni.

    Una nota per i collezionisti

    Chi ha avuto la pazienza di leggerci fin qui avrà capito che i coin watches sono dei veri pezzi da collezione. Un’osservazione che può tornare utile a chi si accingesse ad acquistarne uno: le monete in cui si inserivano gli orologi erano monete autentiche, per cui riportavano l’anno del loro conio. La data è riferita alla moneta, non all’orologio: non deve ingannare. Per la corretta datazione del pezzo è sempre indispensabile fare riferimento ai numeri di serie e alla letteratura dei produttori.
    Cose belle, cose rare: in qualche modo, simboli. Come esprimere meglio, traducendolo in un oggetto tangibile, il detto di Benjamin Franklin: “il tempo è denaro”?

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 22/01/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 22/01/2024

    Consueto appuntamento del lunedì con le Cronache dell’orologeria. Che questa settimana vertono soprattutto sulle notizie internazionali: con un paio di tappe nelle mete de luxe della Svizzera per raccontare gli eventi sportivi, una puntata nella Grande Mela per l’asta di ricordi di una pop star – già sotto i riflettori di tutti i blog di orologeria – e un po’ di gossip su un grande attore (in tutti i sensi). Ma se le celebrità la fanno da padrone, le Cronache dell’orologeria non potevano non segnalare un’iniziativa culturale all’insegna dell’Italianità e due collaborazioni eccellenti: una in tema di sostenibilità e l’altra dedicata a un’esperienza d’acquisto a 360°. Così immersiva da non sprecare neanche un minuto di tempo, secondo la proverbiale efficienza milanese. Buona lettura.

    Shopping in Galleria

    L’esterno della boutique Rolex/Rocca in Galleria a Milano

    Giovedì 18 gennaio si è tenuta a Milano l’inaugurazione della boutique Rolex, aperta in Galleria Vittorio Emanuele II insieme al partner retail Rocca. Alla serata erano presenti i vertici di Rolex Italia, a partire dal Direttore vendite Stefan Müller, e di Rocca, con l’Ad Giorgio Damiani. Lo spazio, mostrato alla stampa e agli ospiti selezionati, si sviluppa su tre piani, restaurati con cura e collegati dal coup de théâtre della moving room: un grande ascensore con teche, schermi e pavimento in marmo, che diventa un locale aggiunto.

    Memorabilia rock

    Se ne parla da giorni: Christie’s New York metterà in vendita l’intero contenuto della casa di Atlanta di Elton John. A partire dal 21 febbraio, per otto sessioni, la casa d’aste disperderà 900 lotti: autentici cimeli come il pianoforte Yamaha e i costumi di scena, ma anche opere d’arte contemporanea e complementi d’arredo Versace. Da segnalare i 32 orologi: tra cui un Pasha de Cartier con dragone sul quadrante cloisonné, vari Cartier ricchi di pietre preziose, un pezzo unico di Chopard con teschi 3D di diamanti, un Rolex Daytona Leopard. Sobri come lui.

    Cronache dell’orologeria… italiana

    A Vicenzaoro, venerdì scorso, si è tenuta la tavola rotonda Orologi e sinergie Made in Italy. Un’interessante riflessione per promuovere l’orologeria italiana, sulla base dell’esperienza di Locman e delle sue collaborazioni con la Marina Militare, con la Ducati (sfociate in collezioni dedicate rispettivamente alla nave scuola Amerigo Vespucci e alla factory di Borgo Panigale) e con Crivelli Gioielli (per Decimo Canto). Un bel surf mentale fra excursus storici, prestigio internazionale, microbrand e formazione, da rivedere a questo link. Merita.

    I protagonisti del talk Orologi e sinergie Made in Italy. Da sinistra. Alessandro Cicognani, Licensing director Ducati; Dody Giussani, Direttore de L’Orologio (moderatore); Marco Mantovani, Presidente di Locman; l’Ammiraglio Lorenzano Di Renzo, Comandante Accademia Navale di Livorno; Alessia Crivelli, Direttore generale Crivelli Gioielli. Hanno partecipato anche Marco Dellachà, fondatore di W.O.I., e il collezionista Sandro Fratini (in collegamento video).

    Bellezze in Engandina

    Per il secondo anno consecutivo, Richard Mille sarà title sponsor di The I.C.E. St. Moritz, il Concorso internazione di eleganza organizzato il 23 e 24 febbraio nella località più chic dei Grigioni. Nato nel 2019, è già un evento imperdibile per gli amanti delle auto classiche perché offre un mix di esclusività e spettacolo. Accanto all’esposizione statica, infatti, prevede anche un’esibizione dinamica, dove le vetture – Barchette, concept car, monoposto degli anni ’50/’70 – sfileranno sul lago ghiacciato. Da vedere, almeno una volta nella vita…

    Gare estreme

    Foto The Image Gate/Getty Images courtesy IWC

    Dal 16 al 21 gennaio si è svolto il Laax Open 2024, tappa della Coppa del mondo di snowboard e freeski sotto l’egida della FIS. Dove centinaia di giovani rider provenienti da tutto il mondo si sono sfidati in acrobatiche esibizioni. Tra loro, un volto noto agli appassionati di orologeria: Eileen Gu, che si è aggiudicata la medaglia d’argento nello slopestyle (nella foto, in un momento della gara). Per la cronaca, anche sulle piste l’ambasciatrice di IWC indossa sempre un Pilot’s Watch Chronograph Top Gun Edition “Lake Tahoe”. Ne riparleremo.

    Cronache dell’orologeria… sostenibile

    Non solo Luna Rossa. Dalla collaborazione fra Panerai e Prada nasce il nuovo Luminor Due Prada Re-Nylon, che prende nome dal materiale a base di nylon riciclato al 100% e già utilizzato dalla Griffe milanese per un’intera collezione di capi tecnici e accessori. Cui si aggiungono ora quattro automatici con cassa in acciaio da 42 o da 38 mm di diametro e cinturino realizzato in Econyl, nei tipici colori Prada Re-Nylon: blu marino e grigio ferro, rosa alabastro e grigio fiordaliso. Già in vendita nelle boutique Panerai e online.

    Disavventure doganali

    La notizia, uscita sul tabloid tedesco Build, ha subito fatto il giro del web. Arnold Schwarzenegger è stato fermato all’aeroporto di Monaco per non aver dichiarato un Audemars Piguet che aveva nel bagaglio a mano. Per poter continuare il viaggio ha negoziato ore e alla fine ha dovuto pagare 35mila euro, di cui 4mila di tasse e 5mila di sanzione. Peccato che quell’orologio fosse una donazione per la Schwarzenegger Climate Iniziative: messo all’asta a un gala a Kitzbühel, in Austria, ha poi fruttato 270mila euro. Ah, la burocrazia…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Quadranti cioccolato, una tendenza di ritorno

    Quadranti cioccolato, una tendenza di ritorno

    Qualcuno è stato presentato a Watches and Wonders, la scorsa primavera. Altri sono appena usciti, tra le novità di quest’ultimo trimestre. In ogni caso, la tendenza è forte e chiara, e non può essere sfuggita ai più attenti osservatori del settore: sono tornati gli orologi con quadrante color cioccolato. Sono tornati perché andavano di moda all’inizio del nuovo Millennio, attorno al 2006 per essere precisi, anche se solo il pubblico più agé se li può ricordare. Corsi e ricorsi dell’orologeria… Proprio come in passato, oltretutto, i quadranti cioccolato in realtà conoscono infinite sfumature di marrone: dal nocciola all’avana, dall’ocra scura al terra di Siena, dal castagna al cappuccino – solo per citarne alcune.

    Allo stesso modo, la varietà si riscontra anche nella tipologia di esemplari. I quadranti cioccolato sono un fenomeno trasversale alle funzioni (si ritrovano nei solo tempo come nei complicati) e ai segmenti di mercato (piacciono all’entry level come all’alto di gamma). Per questo qui sotto trovate modelli tanto diversi per genere e per prezzo: il chocotime è contagioso… Certo, il marrone non è un colore facile, c’è chi lo ama e chi lo detesta (lungi da noi l’intenzione di convincere chiunque a farselo piacere). Ma è indubbio che al polso attira l’attenzione, soprattutto se accostato ai toni più caldi dell’oro, in particolare all’oro rosa o rosso (vero o riprodotto con trattamenti di superficie).

    Ecco allora le nostre scelte in fatto di quadranti cioccolato. Di seguito abbiamo riunito le tante nuove uscite dell’anno, arricchite da qualche pezzo “classico”. Li abbiamo suddivisi per fasce di prezzo, e ordinati in modo decrescente, così da rendere più facile la consultazione in riferimento al proprio budget. Come sempre la nostra vetrina non vuole essere esaustiva di tutti gli orologi a tema disponibili sul mercato, ma solo “un assaggio” dei pezzi in vendita. Se a qualcuno ne venissero in mente altri, comunque, può sempre segnalarceli sui nostri social…

    Quadranti cioccolato oltre i 50mila euro

    BREGUET Marine Tourbillon
    Cassa (42,5 mm) in oro rosa, impermabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 581 di manifattura, con autonomia di 80 ore e dispositivo tourbillon. Quadrante soleil, lancette e numeri romani applicati in oro e luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. 163.600 euro.

    PATEK PHILIPPE Aquanaut Chronograph Ref. 5968R
    Cassa (42,2 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CH 28‑520 C di manifattura, cronografo con funzione e datario. Quadrante soleil con motivo Aquanaut inciso, lancette, indici e numeri in oro, applicati e luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in caucciù a rilievo. 76.300 euro.

    Dai 50mila ai 10mila euro

    GERALD CHARLES Maestro 2.0 Ultra-Thin
    Cassa (39 x 41 mm; 8,7 mm di spessore) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro GCA 3002 realizzato in esclusiva da Vaucher Fleurier, sottile 3,7 mm. Quadrante soleil, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in gomma vulcanizzata. 33.800 euro.

    VACHERON CONSTANTIN Fiftysix
    Cassa (40 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 1326 di manifattura, con datario. Quadrante opaco, lancette e indici luminescenti, applicati come i numeri, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di vitello. 28.300 euro.

    BREITLING Top Time B01
    Cassa (41 mm) in oro rosso, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro B01 di manifattura, con autonomia di 70 ore, cronografo con ruota a colonne e secondi continui; certificato cronometro dal Cosc. Quadrante opaco, lancette e indici applicati luminescenti, réhaut con scala tachimetrica, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle stile racing. 19.200 euro.

    ROLEX Datejust
    Cassa (41 mm) in acciaio Oystersteel, impermabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3235 di manifattura, con spirale paramagnetica, autonomia di 70 ore e datario istantaneo. Quadrante soleil, lancette e indici applicati luminescenti, lunetta in oro Everose, vetro zaffiro, bracciale Oyster in acciaio Oysterlsteel e oro Everose. Orologio personalizzabile, certificato Cronometro Superlativo. 14.150 euro.

    Quadranti cioccolato dai 10mila ai 1.000 euro

    OMEGA Seamaster Aqua Terra Shades
    Cassa (38 mm) in acciaio, impermeabile fino a 15 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Co-Axial Master Chronometer 8800, con datario; certificato dal Metas. Quadrante soleil, lancette e indici apllicati luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio. 7.400 euro.

    FREDERIQUE CONSTANT Highlife Worldtimer Manufacture Cassa (41 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro FC-718 di manifattura, con ore del mondo, funzione giorno/notte e datario a lancetta. Quadrante soleil con il globo in rilievo, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore, intercambiabile. Il packaging include un bracciale in acciaio. 4.295 euro.

    BAUME&MERCIER Clifton 10713
    Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Baumatic di manifattura, con ruota di scappamento in silicio, autonomia di 5 giorni e datario; antimagnetico fino a 1.500 gauss e con certificato ufficiale di cronometro rilasciato dal Cosc. Quadrante sfumato con “mirino”, lunetta rivestita in oro rosa, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle dalla patina vintage. 4.200 euro.

    BELL & ROSS BR03 Golden Heritage
    Cassa (41 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatic, calibro BR 302, con autonomia di 54 ore e datario. Quadrante soleil, lancette, numeri e indici luminescenti, vetro zaffiro, cinturino in pelle. Il packaging include un secondo cinturino in tessuto nero ultraresistente. 3.990 euro.

    TUDOR Royal
    Cassa (38 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro T601, con datario. Quadrante soleil, lancette luminescenti, numeri romani applicati, lunetta scanalata in oro giallo,vetro zaffiro, bracciale in acciaio con link rivestiti di oro giallo. 3.710 euro.

    NOMOS GLASHÜTTE Club Sport neomatik 39 Tabac
    Cassa (39,5 mm, 8,7 mm di spessore) in acciaio, impermeabile fino a 20 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro DUW 3001 di manifattura, con scappamento proprietario (Swingh System Nomos) e piccoli secondi. Quadrante soleil, lancette, indici e numeri apllicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello personalizzabile, bracciale in acciaio. 2.820 euro.

    Quadranti cioccolato sotto i 1.000 euro

    POLICE Malawi
    Cassa (45 mm) in acciaio Ip brown, impermeabile fino a 5 bar. Movimento al quarzo multifunzione. Quadrante mat, indici luminescenti, cinturino in pelle. 199 euro.

    DANIEL WELLINGTON St. Mawes Amber
    Cassa (40 mm) in acciaio 316L con doppia placcatura in oro orsa. Movimento al quarzo. Quadrante soleil, cinturino in nappa. 189 euro.

    FOSSIL Cronografo Neutra
    Cassa (44 mm) in acciaio Ip oro rosa, impermeabile fino a 5 bar. Movimento al quarzo, cronografo con secondi continui e datario. Quadrante soleil, cinturino in pelle. 169 euro.

    TIMBERLAND Ocean Plastic
    Cassa (44 mm) in plastica riciclata recuperata dagli oceani, impermeabile fino a 5 bar. Movimento al quarzo. Quadrante mat, lancette e indici luminescenti, cinturino in pelle con logo impresso. 99 euro.

  • Cronache dell’orologeria. News and previews 24/08/2023

    Cronache dell’orologeria. News and previews 24/08/2023

    Terminata la pausa estiva, tornano le nostre Cronache dell’orologeria. Che, assenti da quasi un mese, a questo punto devono guardare indietro e riassumere le cose notevoli successe nelle scorse settimane, oltre che annunciarvi gli appuntamenti da non perdere nel prossimo futuro. Dopo un’accurata e opportuna selezione delle notizie, abbiamo quindi dato spazio in particolare alle operazioni benefiche e all’intrattenimento, senza dimenticare un pizzico di sport e qualche indirizzo utile. Se vi sembra che il risultato sia un po’ troppo composito, più simile a un variegato fritto misto che a una zuppa omogenea, avete ragione. Questa volta le Cronache dell’orologeria non hanno un filo conduttore, ma pescano nell’attualità per non farvi perdere nulla di importante. Perché l’obiettivo, come sempre, è tenervi aggiornati. Buona lettura!

    Impegno filantropico…

    Il 19 agosto è stata la Giornata mondiale umanitaria. Nomos Glashütte ne ha sottolineato il valore, in questo periodo di crisi climatica, e l’ha celebrata come sempre a fianco di Medici senza Frontiere, con cui è partner dal 2012. Da allora ha prodotto oltre 11mila orologi a sostegno dell’organizzazione vincitrice del Nobel per la pace, suddivisi in 14 modelli. Dell’ultimo, un Tangente 38 in edizione speciale dedicata ai 50 anni della Onlus, è ancora disponibile qualche esemplare. Pensateci: se volete dare il vostro contributo, lo trovate qui.

    …e ambientale

    Dal 2020, Speake Marin cerca di dare un contributo alla salvaguardia delle specie animali a rischio. E lo fa con la collezione Art Series, in cui i mestieri d’arte creano capolavori a sostegno di associazioni impegnate nella protezione dell’ambiente. Quest’anno è la volta del Piccadilly “Academic Koala”, con la cassa in titanio, il movimento automatico di manifattura e il quadrante color eucalipto dipinto a mano con l’effigie del piccolo marsupiale. L’orologio, in edizione limitata, andrà a favore della Queensland Koala Crusaders.

    Orgoglio Azzurro

    Lo sanno tutti: ai Campionati di atletica di Budapest, martedì scorso, Gianmarco Tamberi ha vinto la medaglia d’oro nel salto in alto, scavalcando il muro dei 2,36. Un colpaccio per Omega: che oltre a salire sul gradino più alto del podio con i propri ambasciatori per la terza volta in questi Mondiali (lo aveva già fatto con Noah Lyles per i 100 metri e con Ivana Vuleta per il salto in lungo), mette sotto i riflettori i propri orologi, al polso degli atleti in gara (per il campione marchigiano, un Seamaster Aqua Terra Ultralight). Complimenti!

    Artistiche trasparenze

    Terza edizione del Louvre Abu Dhabi Art Here e del Richard Mille Art Prize, la mostra di arte contemporanea indetta nel più grande Museo del mondo arabo. Per la quale è stata annunciata la giuria internazionale, composta da personalità di spicco in diverse aree – dall’architettura alla curatela. Saranno loro a valutare i lavori degli artisti, chiamati a interpretare il tema del 2023: Trasparenze. Inaugurata a novembre, si preannuncia già come uno spettacolo suggestivo di luci, ombre, riflessi, sotto gli intrecci della cupola galleggiante. Ne riparleremo…

    Al Cuore e al polso

    Su Netflix, l’11 agosto, è uscito Heart of Stone con Gal Gadot e Jamie Dornan (sì, quello di Cinquanta sfumature…). Un film d’azione, diretto da Tom Harper, un po’ thriller e un po’ poliziesco, girato fra le Alpi italiane, Londra, Lisbona e il Senegal. Non ci addentriamo nella trama, né nella critica. Lo segnaliamo solo perché Rachel Stones, la protagonista, indossa un Hublot Big Bang E Gen3 Black Magic. E non poteva essere altrimenti, in questa storia di spionaggio e di doppiogiochisti in cui l’intelligenza artificiale è al centro della vicenda.

    A proposito di corse

    All’estero è uscito l’11 agosto, ma per vederlo nelle sale italiane dobbiamo aspettare il 20 settembre. Gran Turismo – La storia di un sogno impossibile è l’adattamento cinematografico dell’omonima serie di videogame. E racconta la storia (vera) di Jann Mardenborough, giovanissimo campione di eSport che diventa pilota professionista della Nissan proprio grazie alla bravura alla Playstation. Diretto da Neill Blomkamp, con Archie Madewke, Dave Harbour e Orlando Bloom, vede al polso di quest’ultimo un TAG Heuer Monaco. Cosa, se no?

    Jet d’Eau e dintorni

    Dal 29 agosto al 2 settembre, (ormai) consueto appuntamento con i Geneva Watch Days. Giunto alla IV edizione, il salone indipendente, come sempre autogestito e decentralizzato (o meglio diffuso), quest’anno riunisce una quarantina di marchi. Che presenteranno le loro novità tra il padiglione della Rotonde du Mont-Blanc sul Lago e numerose boutique o locali vari in tutta la città, in un’esperienza che vuol essere immersiva tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati e semplici curiosi. Negli spazi aperti al pubblico, l’ingresso è gratuito.

    Shopping in Costa Smeralda

    Chi è stato in vacanza a Porto Cervo (e dintorni), quest’estate, lo avrà notato di sicuro. Nella centralissima piazzetta, Rolex e Rocca hanno aperto una nuova boutique monomarca. Uno spazio di due stanze dall’atmosfera marina e dagli arredi in legno: tre vetrine con i banconi nella prima, e nella seconda un più intimo salottino dove sembra di trovarsi sotto coperta in una barca. Per la grande catena di negozi che fa capo al Gruppo Damiani, si tratta del 25° indirizzo. Se qualcuno di voi lettori c’è andato, ci contatti in privato sui nostri social…

    L’Impero colpisce ancora

    La sede di Bucherer in rue du Rhone a Ginevra. Foto @WatchPro

    Rolex ha acquistato Bucherer: la notizia, anticipata dal magazine inglese WatchPro, è stata confermata da un comunicato stampa ufficiale di Rolex. Ricordiamo che Bucherer non è un semplice retailer: è una potente catena di negozi. Possiede oltre 100 punti vendita in tutto il mondo (15 solo in Svizzera, 30 negli States), metà dei quali vendono Rolex, 48 Tudor. Pare che la Casa della Corona sia intervenuta per la decisione della proprietà di vendere tutto in assenza di eredi. E che non toccherà né la gestione né l’organico, ma solo integrerà la Società nel Gruppo. Di sicuro un grosso business…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Outdoor watch: il tempo dell’avventura

    Outdoor watch: il tempo dell’avventura

    In estate si parla solo di orologi subacquei o da vela. Ma perché dimenticarsi dei cosiddetti outdoor watch? Come molti di voi immagineranno, ci riferiamo a quei pezzi pensati per l’avventura, creati con in testa un preciso profilo di appassionato. Un intenditore, capace di conoscere la qualità, ma che vuole che questa sia al servizio della praticità e della robustezza. Un intenditore che ama indossare orologi belli e affidabili anche quando affronta le proprie vacanze all’aria aperta.

    Rispetto al segmento degli orologi sportivi dedicati al mare, quello degli outdoor watch è sicuramente più di nicchia. In sostanza, gli orologi che si possono classificare “avventurosi” si dividono in due principali filoni.

    Da una parte, quei modelli nati a metà del secolo scorso, in un periodo nel quale le nuove tecnologie erano al servizio delle grandi esplorazioni, per terra, per mare e per cielo, che poi i marchi hanno aggiornato decennio dopo decennio, tenendoli a catalogo.

    Dall’altra, gli orologi più tecnici e contemporanei, che abbinano materiali innovativi, design ergonomici e non disdegnano sia un look maschio, da vero esploratore, sia un design più elegante e ricercato. Tra gli outdoor watch contemporanei entrano anche gli smartwatch e i computer da polso, che però abbiamo escluso dalla nostra carrellata, puntando solo sulla meccanica e sul classico quarzo. Che bastano e avanzano per non perdersi tra boschi e montagne.

    ALPINA Alpiner Extreme Automatic
    Cassa (41 mm) in acciaio, impermeabile fino a 20 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro AL-525 con indicazione di ore, minuti, secondi centrali, data. Quadrante con lavorazione a triangoli che richiama il logo del brand, indici applicati luminescenti, vetro zaffiro con trattamento antiriflesso, bracciale in acciaio. 1.995 euro.

    ECHO/NEUTRA Averau 39
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Sellita SW200-1 in grado elaboré, con indicazione di ore, minuti, secondi centrali, data. Quadrante full-lume che s’illumina completamente d’azzurro al buio, fondello chiuso, inciso e numerato, cinturino Nato in tessuto. 640 euro.

    HAMILTON Khaki Field Auto Chrono
    Cassa (44 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro H-21 con indicazione di ore e minuti e complicazione cronografica. Quadrante opaco con indici arabi applicati rivestiti di Super-LumiNova, vetro zaffiro con trattamento antiriflesso, cinturino militare in pelle tipo Bund. 1.945 euro.

    LUMINOX Bear Grylls Survival
    Cassa (45 mm) in Carbonox, impermeabile fino a 30 bar, fondello in acciaio. Movimento al quarzo calibro Ronda 5030.D con indicazione di ore, minuti, secondi, data e cronografo. Quadrante opaco con indici a bastone luminescenti e con incisa la sequenza di Sos in codice Morse. Cinturino in gomma con bussola incorporata. 895 euro.

    MONTBLANC 1858 Geosphere Chronograph 0 Oxygen The 8000 LE290
    Cassa (44 mm) in titanio, impermeabile fino a 10 bar e priva di ossigeno all’interno per rendere il calibro più durevole e resistente. Movimento meccanico a carica automatica, calibro MB 29.27, con cronografo e indicazione GMT da due globi girevoli, datario. Fondello inciso con i nomi delle 14 montagne oltre gli 8mila metri, cinturino in tessuto e pelle. 9.400 euro.

    ROLEX Explorer 40
    Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3230 di manifattura, con indicazione di ore, minuti, secondi centrali. Quadrante opaco con indici applicati ad alta leggibilità Chromalight con materiale luminescente blu a lunga durata. Vetro zaffiro, bracciale in acciaio Oyster. 7.700 euro.

    SEIKO Alpinist
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 20 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 6R35 di fabbricazione giapponese, con indicazione di ore, minuti, secondi centrali, data. Quadrante grené con indici applicati e lancette “cattedrale” trattati con materiale luminescente Lumibrite. Vetro zaffiro antiriflesso, cinturino Nato in tessuto. 660 euro.

    TUDOR Ranger
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro MT5402 di manifattura certificato COSC, con indicazione di ore, minuti, secondi centrali. Quadrante bombato con indici stampati ad alta luminosità. Bracciale in acciaio a tre file con fermaglio di sicurezza T‑fit. 3.160 euro.

    WYLER VETTA Dynawind Esercito
    Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 2824/SW200 su base Sellita, con indicazione di ore, minuti, secondi centrali, data. Lancetta dei secondi con contrappeso a forma di stella. Quadrante opaco, personalizzato dal logo Esercito, lancette, numeri e indici luminescenti, cinturino Nato in tessuto. 890 euro.

  • Barbie style: 7 orologi con il quadrante rosa

    Barbie style: 7 orologi con il quadrante rosa

    È uscito ieri nelle sale italiane, ma se ne parla da mesi. Barbie, con Margot Robbie, Ryan Goslin e la regia di Greta Gerwig, è il film dell’estate, destinato a tingere di rosa non solo il grande schermo ma anche la vita reale. Promotore di una tendenza travolgente, trasforma la moda secondo l’immaginario fantastico da Barbie Land: dalle Case dei sogni alle Corvette rosa, dai fenicotteri di plastica ai pattini a rotelle, dagli abiti bon ton ai look anni Ottanta, accessori compresi. Tutto rigorosamente Barbie style.

    Lecite, fra l’altro, le tante, infinite nuance di rosa: pastello, confetto, shocking, chewing-gum, fluo, pallido, ciliegia, perla, fiori di melo… Il Barbie style non guarda troppo per il sottile, si fa andar bene qualsiasi sfumatura rimandi a quel mondo di plastica, edulcolorato e perfetto (almeno in apparenza). Ma se il fashion world cavalca l’onda ormai da settimane, noi abbiamo deciso di trasferire il gioco del Barbie style agli orologi. E abbiamo identificato 7 esemplari con quadrante rosa adatti a interpretare il tema.

    No, non fraintendeteci: non è che le case di orologeria si siano fatte contagiare dalla Barbiemania imperante. Sotto le lancette, il rosa c’è sempre stato. Ma finora era riservato esclusivamente al pubblico femminile. Gli orologi Barbie style qui di seguito invece non hanno caratteristiche “da donna” – né formati mignon né dettagli di diamanti -, rompono gli stereotipi di genere e si prestano a essere indossati da chiunque. Anche dagli uomini capaci di osare: da chi può essere, proprio come Barbie, “tutto ciò che vuole”.

    Non ne siete convinti? Ok, potete sempre pensare di indossarli solo per andare a vedere il film al cinema, con un look coordinato. Rosa, s’intende…

    MAURICE DE MAURIAC L3 Cherry Blossom
    Cassa (40,5 mm) in acciaio lucido-satinato. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Concepto Tricompax C8100, cronografo con secondi continui. Quadrante mat, lancette luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. Disegnato da Fabian Schwaerzler, è dedicato alla Zurich Cancer Foundation come contributo per la lotta al cancro al seno. 4.400 franchi svizzeri.

    NOMOS GLASHÜTTE Club Campus deep pink
    Cassa (38 mm ⊘) in acciaio lucido, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Alpha di manifattura, con piccoli secondi. Quadrante laccato, lancette luminescenti, vetro zaffiro, fondello personalizzabile, cinturino in pelle. 1.500 euro.

    OMEGA Seamaster Aqua Terra Shades
    Cassa (34 mm ⊘) in acciaio lucido, impermeabile fino a 15 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Co-Axial 8800 di manifattura, con spirale in silicio e datario. Quadrante laccato soleil, lancette e indici applicati in oro bianco, luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio. Certificato Master Chronometer. 7.200 euro

    ORIS Diver Sixty-Five “Cotton Candy”
    Cassa (38 mm ⊘) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Oris 733 (base Sellita SW 200-1) con datario. Quadrante mat, lancette e indici luminescenti, ghiera girevole unidirezionale, vetro zaffiro, fondello con logo inciso, bracciale in acciaio. 2.350 euro.

    ROLEX Oyster Perpetual rosa candy
    Cassa (36 mm ⊘) in acciaio Oystersteel, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3230 di manifattura, con autonomia di 70 ore. Quadrante laccato, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, bracciale in acciaio Oystersteel. Certificato Cronometro Superlativo. 6.150 euro.

    TAG Heuer Carrera Data
    Cassa (36 mm ⊘) in acciaio lucido-satinato, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 7, con datario. Quadrante soleil, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio lucido-satinato. 3.200 euro.

    VERSACE DV One
    Cassa (40 mm) in ceramica, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Ronda R150.2, con datario. Quadrante smaltato, lunetta con Greca in rilievo, vetro zaffiro, fondello in acciaio con oblò in vetro zaffiro, bracciale in ceramica. 2.700 euro.

  • Cronache dell’orologeria. News and previews 19/07/2023

    Cronache dell’orologeria. News and previews 19/07/2023

    Tra costume e società, le Cronache dell’orologeria di questa settimana riuniscono notizie varie. Siamo andati a spigolare sui giornali (non solo di settore), abbiamo spulciato fra i tanti comunicati, ascoltato voci di corridoio, dato retta ai pettegolezzi (verificati)… Vi riportiamo il tutto con il solito sorriso, che non è superficialità ma solo voglia di leggerezza. Del resto fa caldo ed essere un po’ frivoli ci sta, anche nelle Cronache dell’orologeria. Buona lettura.

    And the winner is…

    Lo sanno tutti, anche quelli che non seguono il tennis: a Wimbledon Carlos Alcaraz ha battuto Novak Djokovic. Forse però non tutti sanno che l’orologio indossato dal giovane spagnolo, quando la ricevuto il trofeo dalle mani di Kate, la principessa del Galles, era un Rolex. E che Rolex: un Daytona con cassa in oro giallo e quadrante in meteorite. A dire la verità, quell’incontro sempiterno può essere visto anche come un duello fra Rolex e Hublot. Oltretutto la Casa della Corona giocava “in casa”: è partner del torneo dal 1978…

    Rob de matt

    La notizia è apparsa ieri su il Post, rimbalzata dal quotidiano Malay Mail. Swatch ha fatto causa al Governo malese per aver sequestrato dai propri rivenditori locali 172 orologi, lo scorso maggio. Esemplari di diversi design, riconducibili tutti a collezioni del Pride (di quest’anno e dei precedenti), quindi “colpevoli” di alludere in qualche modo al mondo LGBQ+. Il Marchio svizzero ha chiesto la restituzione fisica dei pezzi (dal valore di oltre 14mila dollari) e danni economici per la propria reputazione commerciale. Siamo dalla sua.

    On stage

    Bravo Marco Mengoni – e non solo come cantante… Da quando è diventato ambasciatore di Omega, non perde occasione per sfoggiare sempre nuovi esemplari della Maison di Biel. Lo si è visto anche nel tour italiano, che si è concluso l’altro giorno a Roma, con una mega-festa live al Circo Massimo. Lasciato a casa lo Speedmaster con gli outfit borchiati, ha optato per i nuovi AquaTerra Shades con quadrante colorato. Dall’estetica meno impegnativa, risultano perfetti con i look estivi di scena, tra il bianco vaporoso e lo scintillio di paillettes…

    Pop-up store

    In occasione del lancio dei Seamaster in Summer Blue, a Mykonos, Omega ha inaugurato anche una boutique pop-up. Ma, oltre all’isola greca, ha scelto altre tre destinazioni del glamour internazionale per aprire altrettanti temporary store: San Diego, Saint-Tropez e Forte dei Marmi. Ambienti che inneggiano alla vita a contatto con il mare, fra pareti in acciaio martellato ispirate alle increspature dell’acqua e statue di Poseidone effetto alabastro. Se fate vacanze in zona, andate “a Forte” a dare un’occhiata, in via Spinetti 13/15. Merita…

    Progetti speciali

    Foto Stefano Pinci courtesy Hausmann & Co.

    Definirlo un nuovo negozio di orologi è riduttivo. Loft, lo spazio aperto di recente a Roma da Hausmann & Co., in via di San Giacomo 20/21, presenta un inedito concept in cui si incontrano il passato e il futuro. Immersi in un’atmosfera de luxe in cui la storia della Casa è evocata nei décor, si trovano modelli vintage in condizioni impeccabili, novità di grandi marche ed esemplari di brand indipendenti. Oltre al laboratorio di assistenza tecnica, ci sono perfino un mastro pellaio e una tecnologica Play room. Un’esperienza a 360° nell’alta orologeria. Da provare.

    Shopping prezioso

    Damiani ha aperto una nuova boutique a Cipro. Realizzata in collaborazione con il partner Vassos Eliades, si trova al’interno del City of Dreams Mediterranean, il grande resort-casinò non lontano da Limassol, nella zona meridionale dell’Isola. Un colpaccio per il Marchio di gioielleria. Che, in quest’area dedicata allo shopping più élitario, è perfettamente a proprio agio, con i principali brand del lusso internazionale come “vicini di casa”. Un segno, oltretutto, dell’ottima salute di cui gode il Gruppo, che continua a espandersi nella distribuzione.

    Grande ritorno

    Il Leroy 01: premiato all’Esposizione Universale del 1900, per quasi un secolo fu l’orologio più complicato del mondo

    Torna sul mercato lo storico marchio L.Leroy. Fondato da Charles Leroy a Parigi nel 1785, oggi è di proprietà del Gruppo Festina, che fa capo all’imprenditore spagnolo Miguel Rodriguez. Sua la volontà di riportarlo a nuova vita, dopo qualche anno di assenza, con una produzione alto di gamma. Vedremo così grandi complicazioni in piccole serie e pezzi unici anche custom-made, ispirati agli esemplari del ricco archivio aziendale. Intanto il primo pezzo di questa nuova era sarà battuto all’asta di Only Watch. E già promette bene…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai, ma sono spesso riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Cronache dell’orologeria. News and previews 15/06/2023

    Cronache dell’orologeria. News and previews 15/06/2023

    Negozi, sport, testimonial, novità: eccoci di nuovo con le notizie dal mondo delle lancette. Le Cronache dell’orologeria continuano a tratteggiare un settore in piena espansione, che non solo conferma attività di marketing ormai assodate, ma se ne inventa sempre di nuove – per conquistare nuove fette di mercato, diversificare il pubblico, puntare sempre più alto. E il compito delle nostre Cronache dell’orologeria è quello di raccontarvi le iniziative più interessanti… Buona lettura.

    Tra rapaci ci si intende

    Chi frequenta i profili social delle marche di orologeria se ne sarà accorto: da un paio di settimane sull’account di Eberhard & Co. è apparso Tex Willer, in una serie di teaser evocativi. Vuoi vedere che, dopo Zagor, la Maison de l’Aigle avrà qualcosa in comune con l’Aquila della Notte? In realtà basta fare un giro sul sito di Sergio Bonelli per scoprire che l’autunno prossimo il Ranger più famoso dei fumetti compirà 75 anni. E sarà festeggiato con un Chrono 4 in edizione limitata, personalizzato dai 4 Pards. Non vediamo l’ora di vederlo!

    Volti nuovi

    Nuovo ambasciatore per Omega. Si tratta dell’attore e cantante Diego Boneta, messicano di origine ma cittadino del mondo (ha anche cittadinanza statunitense e spagnola). Il protagonista delle serie tv Louis Miguel ha presenziato a un evento esclusivo a Città del Messico per il lancio dell’Aqua Terra, insieme all’altro ambasciatore locale – l’attore Diego Calva (Babylon) – e a tre nuove amiche della Marca: le attrici Aislinn Derbez e Karla Souza, nonché l’astronauta Katya Echazarreta – molto note in Patria. Indovinate cosa avevano tutti al polso…

    Come passare inosservati

    Prima per l’addio alla Mercedes e il super-ingaggio in Ferrari (subito smentito). Poi per il tradimento nei confronti di Shakira. O ancora per la conferenza stampa con Wolff in cui hanno fatto irruzione gli animalisti. Sta di fatto che negli ultimi giorni Lewis Hamilton è finito spesso sotto i riflettori. Così i gossippari più attenti hanno notato che il sette volte campione del mondo di F1 portava un bell’orologio bianco. Quale? Il nuovo calendario perpetuo di IWC Big Pilot’s Top Gun Lake Tahoe in ceramica. Al suo polso in anteprima.

    Tridenti sull’Appennino

    E torniamo di nuovo a Eberhard & Co., che dal 9 all’11 giugno ha partecipato alla 27a edizione della Vernasca Silver Flag, rievocazione della storica corsa di velocità in salita sui colli piacentini, fra Castell’Arquato e Vernasca. Protagoniste quest’anno le Maserati, ma quasi 200 i bolidi d’epoca iscritti – tra cui merita almeno un cenno l’esemplare unico della Ferrari 308 GT Bertone Rainbow del 1976, guidato da Miki Biasion (nella foto). Ai vincitori anche con un cronografo Champion della Maison svizzera. Non bastasse la gloria…

    Torna la Freccia Rossa

    Si conclude sabato 17 la Mille Miglia 2023. Partita martedì scorso come di consueto da Brescia, quest’anno vede le 417 vetture in gara impegnate su un nuovo percorso ad anello lungo oltre 2mila chilometri, attraverso i suggestivi panorami di mezza Penisola per raggiungere Roma – e ritorno. Partner principale e cronometrista ufficiale dell’evento, come vuole la tradizione, Chopard ha realizzato ad hoc un orologio in serie limitata: il Mille Miglia GTS Chrono in Lucent Steel. Dedicato all’Italia, contribuirà alla raccolta fondi a favore dell’Emilia Romagna. Ottimo.

    Shopping a bordo…

    Prima boutique Rolex all’interno di una nave da crociera. L’annuncio è stato dato da Explora Journeys, società armatoriale extralusso che fa capo a MSC Crociere. Il nuovo Rolex at sea monobrand store, come è stato definito, aprirà a luglio e offrirà la tipica accoglienza della Casa della Corona. Ovviamente sarà a esclusiva disposizione dei 900 ospiti che soggiorneranno a bordo della Explora 1, la nave appena varata dalla Fincantieri di Monfalcone, più simile a un super-yacht che a un traghetto. Niente cabine, solo suite…

    …e a Firenze

    Dopo Venezia e Roma, Firenze. La scorsa settimana TAG Heuer ha aperto la terza boutique in Italia su Ponte Vecchio, in collaborazione con il retailer Parati. Al piano strada si trovano le vetrine tematiche mentre al piano superiore c’è un salottino riservato con un piccolo balcone che dà sull’Arno, dalla vista spettacolare. Dopo l’inaugurazione, cena esclusiva per gli ospiti a Palazzo Capponi, a poche centinaia di metri da Ponte Vecchio. E siccome non c’è due senza tre e il quattro vien da sé, a fine estate il Brand aprirà anche a Milano…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai. Continuate a seguire il nostro appuntamento settimanale per non perdervi nessuna novità.

  • Quadranti in meteorite, frammenti extraterrestri da indossare

    Quadranti in meteorite, frammenti extraterrestri da indossare

    Sarà la passione per le pietre dure, che di recente sembra aver contagiato tutti i segmenti dell’orologeria in maniera trasversale. O sarà il fascino dello spazio, che è diventato un tema diffuso soprattutto nell’alto di gamma (lo abbiamo visto proprio ieri con Chanel…). Sta di fatto che i quadranti in meteorite negli ultimi anni sono cresciuti in popolarità come non succedeva da tanto. Si deve tornare indietro di qualche decennio per trovare qualcosa del genere…

    Che poi, a dir la verità, non è che dagli anni Settanta a oggi il mondo delle lancette sia rimasto immune dall’attrazione per i meteoriti, anzi. Poter sfoggiare al polso fette di rocce antichissime, provenienti da chissà dove e capaci di attraversare mezzo universo, è sempre stata un’idea irresistibile per il mondo delle lancette. Per esempio, nel 2002 (quindi in tempi non sospetti), Rolex lanciò il Daytona Meteor, con il quadrante ricavato da un meteorite ritrovato in Namibia nel 1836. Quel meteorite, che si chiama Gàbaon, ha qualcosa come 40 milioni di anni ed è caduto sulla terra più o meno 12mila anni fa. Composto perlopiù da ferro-nikel con parti di cobalto e fosforo, oggi si trova nel Geological Survey of Namibia a Windhoek, che lo conserva come una reliquia.

    Sì, perché i meteoriti hanno nomi, origini ed età diverse, anche se noi li pensiamo simili. Sono il risultato della cristallizzazione di galassie lontane nel tempo e nello spazio, di eventi catastrofici tipo la creazione dei sistemi solari, poi forgiati da temperature estreme e levigati dall’impatto con l’atmosfera terrestre. Ma è la struttura cristallina, quel disegno intricato di lamelle che si intersecano, a fare la fortuna (e la bellezza) dei quadranti in meteorite. Gli scienziati le chiamano “figure di Widmanstätten” (dal nome del loro scopritore) e risaltano sulla loro superficie quando le si sottopone a bagni di acidro nitrico e alcool etilico. Il bello è che quella struttura è sempre differente, per cui non esistono due quadranti in meteorite uguali. La texture minerale e il colore maschile – dal grigio metallizzato all’antracite – fanno il resto.

    Anche se il loro prezzo può variare da pochi spiccioli a diverse migliaia di euro al grammo, a seconda dell’origine, l’emozione di possedere un pezzo di bolide spaziale ha sempre qualcosa di magico. Senza considerare che c’è perfino chi crede sprigionino anche una misteriosa energia… Di sicuro c’è che il meteorite è un materiale difficile da lavorare, soprattutto per ridurlo al disco sottile di un quadrante, il che incide sul costo degli orologi. Sebbene per tradizione i quadranti in meteorite si ritrovino negli esemplari di alta orologeria ad accompagnare spesso complicazioni astronomiche, negli ultimi tempi possono impreziosire anche modelli più accessibili. Come si vede qui di seguito.

    A proposito, qui abbiamo affiancato alle novità di quest’anno con quadrante in meteorite altri orologi già catalogo, con la sola discrimine della disponibilità commerciale. Negli ultimi anni sono state davvero numerose le proposte a tema delle marche, ma si trattava perlopiù di serie limitate ormai irreperibili (o quasi). Noi ci siamo concentrati su ciò che si può trovare effettivamente sul mercato… Se volete indicarcene altri, contattateci sui nostri social.

    Quadranti in meteorite: suggerimenti per l’acquisto

    ARNOLD & SON Luna Magna Platinum Meteorite
    Cassa (44 mm) in platino. Movimento meccanico a carica automatica, calibro A&S1021 di manifattura, con autonomia di 90 ore, fasi di luna astronomiche (correzione di un giorno ogni 122 anni). Quadrante in meteorite con indicazione decentrata di ore e minuti su un disco di madreperla, rappresentazione tridimensionale della luna con sfera in marmo e meteorite, lancette in acciaio azzurrato alla fiamma, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 28 esemplari, 70.900 franchi svizzeri.

    AWAKE Mission to Earth – Time Travelers – Grey
    Cassa (40 mm) in titanio riciclato, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica di fabbricazione giapponese, calibro Miyota 9039 modificato. Quadrante in meteorite, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello trasparente, cinturino in Biopoly (biopolimeri realizzati da materiali biologici come i semi di ricino). Edizione limitata di 500 esemplari, 1.490 euro.

    CHANEL HAUTE HORLOGERIE Monsieur de Chanel Tourbillon Météorite
    Cassa (42 mm) in ceramica ad alta resistenza e acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 5.1 di manifattura, con tourbillon volante (la gabbia compie una rotazione completa in un minuto), doppio bariletto, autonomia di 3 giorni, piccoli secondi. Quadrante traforato in meteorite, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in caucciù foderato in pelle di vitello. Edizione limitata di 55 esemplari. 120mila euro.

    LOUIS MOINET Super Moon
    Cassa (43,2 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro LM45 di manifattura, con piccoli secondi. Quadrante martellato con dettagli in alluminio anodizzato blu, frammento di meteorite lunare a ore 3, vetro zaffiro, indici sospesi, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 100 esemplari, 17.000 franchi svizzeri + Iva.

    OMEGA Speedmaster Grey Side of the Moon
    Cassa in ceramica (44,25 mm), impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Co-Axial 9.300 di manifattura, con doppio bariletto, autonomia di 60 ore, scappamento Co-Axial, spirale in silicio, cronografo con ruota a colonne e secondi continui. Quadrante in meteorite, lancette in oro Sedna, lunetta con inserto in nitruro di silicio e scala tachimetrica in Ceragold, vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. 15.300 euro.

    PIAGET Altiplano Origin Meteorite

    Cassa (40 mm x 6,36 mm di spessore) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 1203P di manifattura, ultrapiatto (3 mm di spessore), con microrotore decentrato e datario. Quadrante in meteorite, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 300 esemplari. 29.900 euro.

    ROLEX Oyster Perpetual GMT-Master II
    Cassa (40 mm) in oro bianco, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3285 di manifattura, con autonomia di 70 ore, secondo fuso orario e datario. Quadrante in meteorite, lancette e indici applicati luminescenti, lunetta girevole bidirezionale con inserto in ceramica bicolore, vetro zaffiro, bracciale Oyster in oro bianco con sistema di allungamento rapido. Certificato Cronometro Superlativo. 43.100 euro.

    VENEZIANICO Nereide Meteorite
    Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Sellita SW 200-1, con datario. Quadrante in meteorite, lancette e indici applicati luminescenti, ghiera girevole unidirezionale con inserto in tungsteno, vetro zaffiro, fondello inciso, cinturino in caucciù. Da 1.200 euro.

    ZANNETTI Regent Meteorite
    Cassa (42 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Z3 realizzato da Oisa con specifiche Zannetti. Quadrante in meteorite con zona perimetrale in madreperla, lancette luminescenti, indici e scala dei minuti incisi a mano e smaltati, vetro zaffiro bombato, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di coccodrillo.

    ZODIAC Super Sea Wolf Limited Edition
    Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro STP 1-11. Quadrante in meteorite, lancette e indici luminescenti, ghiera girevole unidirezionale, vetro zaffiro, bracciale in acciaio. In pre-ordine, 1999 euro.

  • Cronache dell’orologeria. Sport, arte, negozi… gossip – 06/06/2023

    Cronache dell’orologeria. Sport, arte, negozi… gossip – 06/06/2023

    Consueto appuntamento settimanale con le Cronache dell’orologeria, che questa volta si destreggiano fra gli eventi sportivi e le inaugurazioni di nuovi negozi, con una breve incursione in campo artistico. Normale amministrazione, insomma, per le ultime notizie che provengono dall’industria delle lancette. News da prima pagina, comunque, che (volendo) potrete approfondire direttamente sui siti delle marche qui citati. Noi, con le nostre Cronache dell’orologeria, vogliamo solo tenervi aggiornati…

    Menina mon amour

    Nuovo excursus di Frederique Constant nel mondo dell’arte. Dopo la collaborazione dell’anno scorso con lo street artist Dex Fernandez, la Manifattura ginevrina ora ha coinvolto Felipao. Di origini spagnole ma cittadino del mondo, l’artista pop ha così dato vita a uno speciale Highlife, che nel quadrante turchese sfaccettato ricorda i colori al neon e le superfici a poliedro delle sue opere. L’orologio, realizzato in 100 esemplari per il mercato iberico, è accompagnato da un Nft numerato e da una piccola Menina, la più nota fra le sue sculture.

    Dal tartan…

    Il 2 giugno, allo stadio Luigi Ridolfi di Firenze, si è tenuto il Golden Gala Pietro Mennea, unica tappa italiana della Diamond League. Ottimi i risultati raggiunti dai nostri Azzurri: Larissa Iapichino ha vinto nel salto in lungo donne, Leonardo Fabbri nel lancio del peso, Andy Diaz si è aggiudicato il record italiano nel triplo. Anche qui, a cronometrare tutte le gare c’era Omega, come di consueto dal 2010. Del resto, alla Maison di Biel si deve lo sviluppo della maggior parte delle tecnologie in uso, dalla pistola da starter al photofinish. Non dimentichiamolo…

    …alla terra rossa

    Carlos Alcaraz al Roland-Garros 2022 (foto Antoine Couvercelle courtesy Rolex)

    Beh, che fino all’11 giugno a Parigi c’è il Roland Garros lo sanno tutti. Così come tutti sanno che partner e orologio ufficiale dell’evento è Rolex (non solo qui, comunque: pure negli altri tre tornei del Grande Slam). Ma se il destino sui protagonisti della finale sembra segnato, vale la pena ricordare che l’attesissimo match fra i due grandi favoriti potrebbe anche essere un incontro fra marchi di orologeria. Carlos Alcaraz infatti è testimonial Rolex, mentre Novak Djokovic è testimonial Hublot. Chi vincerà l’Open di Francia? Lo scopriremo presto…

    Brivido elettrico

    Lo scorso 4 giugno, memorabile vittoria della Maserati in Formula E. La Casa del Tridente per la prima volta ha conquistato infatti il gradino più alto del podio all’E-Prix di Giacarta grazie alle eccezionali prestazioni di Maximilian Günther. Friend of the Brand di Cyrus Genève, il giovane pilota tedesco durante la premiazione – i più attenti se ne saranno accorti – aveva al polso un Kambys Titanium, un esemplare in edizione limitata con cassa tonneau e calibro a carica manuale con 7 giorni di autonomia. A proposito di performance…

    Shopping in Salento…

    Cambio di indirizzo per lo shopping più esclusivo a Lecce. Rocca 1794 ha trasferito di qualche decina di metri la boutique del centro storico: che ora si trova in via degli Antoglietta 1A, all’angolo con corso Vittorio Emanuele II, tra gli splendidi edifici nella tipica pietra leccese della Signora del Barocco. Per la cronaca, il nuovo spazio espositivo copre un’ampia superficie. E oltre a riunire i marchi del Gruppo Damiani – cui la catena di orologerie e gioiellerie appartiene -, è anche rivenditore autorizzato di Rolex e Tudor. Buono a sapersi…

    …e nella Grande Mela

    A New York è stato da poco inaugurato il più grande monomarca al mondo di Panerai. Progettato dall’agenzia creativa interna al Brand, il negozio trasferisce in Madison Avenue 711 la storia, le competenze, lo stile e l’art de vivre della Marca – con tanto di cocktail bar – così da meritarsi il nome di Casa Panerai. Per il taglio del nastro, il Ceo Jean-Marc Pontroué è stato affiancato dalla star dei Guardiani della Galassia Chris Pratt, che indossava il Luminor BiTempo New York Edition, uno dei 212 esemplari della serie speciale dedicata.

    Pettegolezzi

    Per ora sono voci di corridoio, ma è giusto che anche voi le sappiate. Un accreditato sito inglese ha assicurato la presenza di Breitling a Watches and Wonders Geneva 2024. E, insieme al marchio di Grenchen, annuncia anche l’arrivo di Bulgari – finora unica esclusa dalla manifestazione fra le marche di Lvmh. Altre voci invece danno per certo che fra le new entry ci sarà Eberhard & Co. E pare che il numero degli espositori, dai 48 attuali, salirà fino a 65. Possibile che rientrino dalla diaspora anche i marchi di Swatch Group? Ai posteri l’ardua sentenza…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai. Continuate a seguire il nostro appuntamento settimanale per non perdervi nessuna novità.

  • Cronache dell’orologeria. Sport, arte, corporate – 30/05/2023

    Cronache dell’orologeria. Sport, arte, corporate – 30/05/2023

    Consueto appuntamento con le Cronache dell’orologeria, che anche questa settimana vanno a spigolare fra gli innumerevoli comunicati arrivati in redazione. Dopo una serrata ma necessaria selezione, ecco qui di seguito le notizie assolutamente da sapere per restare aggiornati su quello che succede (e succederà) nell’industria del tempo. Tra sponsorizzazioni sportive, eventi artistici internazionali e nuovi protagonisti, le cronache dell’orologeria non ci annoiano mai…

    Vele d’epoca

    Dal 10 al 25 giugno si terrà la prima edizione della Richard Mille Cup, inedita regata di yacht storici nelle acque della Manica, fra Falmouth e Le Havre. Dove si daranno convegno elegantissime “signore del mare” di almeno 33 piedi, costruite tra la fine dell’800 e gli anni ’30 del secolo scorso. Tra i cutter e gli schooner selezionati spicca per esempio il magnifico Moonbeam IV del leggendario William Fife. Fra l’altro il trofeo per il vincitore, alto un metro, è realizzato da Garrard, il gioielliere britannico fornitore della famiglia reale. Spettacolo!

    Born to race

    È iniziato ieri il Tourist Trophy 2023, 102a edizione di quella che è considerata l’essenza del road racing per le due ruote. Come sempre dal 1907, sull’Isola di Man andrà in scena un concentrato di passione, adrenalina e follia pura che si snoda lungo le 37 miglia e passa della corsa (fino al 10 giugno). Partner e cronometrista ufficiale è ancora una volta Bremont, che per l’occasione ha creato l’Isle of Man TT Limited Edition, un cronografo in acciaio già avvistato al polso di Peter Hickman (nella foto), brand ambassador e grande favorito. Dita a V…

    Sognare in grande

    Nuovo excursus di Swatch nel mondo dell’arte. Per festeggiare il MoonSwatch, il Marchio si è rivolto a Saype, land artist di origine francese noto per le gigantesche opere effimere. Che ha creato due enormi dipinti nelle sterminate distese del Kenya: His Bright Dream (6mila m2, nella foto) e Her Bold Dream (7.200 m2). Realizzati con una pittura biodegradabile da lui inventata, a base di gesso e carbone, sono destinate a sparire nel tempo. Ma intanto fanno riflettere sul destino dell’uomo e su quello del pianeta. Applausi e tanti Ohhh di meraviglia…

    20 anni di mecenatismo

    L’iniziativa di Rolex Maestro e Allievo compie 20 anni. E la Casa della corona ha celebrato l’anniversario con il Rolex Arts Festival, inaugurato il 26 maggio scorso con una cerimonia di gala allo Stavros Niarchos Foundation Cultural Center (nella foto) di Atene, preceduta da 4 giorni di pre-festival. Per quasi una settimana, la capitale greca si è trasformata così in una “capitale della cultura” in cui si sono ritrovati decine di artisti coinvolti nel programma di mentoring, che hanno dato vita a una trentina di eventi, pubblici e privati. Beati gli ateniesi…

    Nuovi vertici 1

    Cambio al vertice da Locman. Il ruolo di Ad è stato assunto da Edoardo Lauber, manager friulano che ha maturato una lunga esperienza in campo commerciale e finanziario (ha lavorato in Safilo prima e in Luxottica poi). Ma non è nuovo in orologeria: da tempo fa parte del Consiglio di amministrazione dell’azienda elbana. Ora darà supporto al fondatore e Presidente Marco Mantovani per affrontare le sfide imposte dal mercato e sviluppare il marchio in un’ottica sempre più internazionale. Congratulazioni e buon lavoro.

    Nuovi vertici 2

    Cambio al vertice anche da Audemars Piguet. Ilaria Resta è la prima donna nominata Ceo di una delle marche top ten dell’orologeria elvetica. Di origini italiane ma residente vicino a Ginevra, la manager entrerà in azienda ad agosto e affiancherà François-Henry Bennahmias fino a dicembre – ad interim – per poi tenere le redini da sola dal 1° gennaio 2024. New entry nel settore (in precedenza ha lavorato da Firmenich e in Proctle and Gamble), sembra comunque avere le idee chiare. Ci ripetiamo: anche a lei, congratulazioni e buon lavoro.

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  • Maggio, un mese in asta. Con rarità milionarie

    Maggio, un mese in asta. Con rarità milionarie

    Maggio è un mese ricchissimo per le aste di alta orologeria, con Phillips e Christie’s a farla da padrone. Solo nel weekend appena passato, diversi appuntamenti a Ginevra tenuti dalle due case d’asta hanno portato a un totale di vendite da capogiro: quasi 100 milioni di franchi svizzeri. Merito degli orologi rarissimi finiti sotto il martelletto, sia di marchi top sia di brand indipendenti, e di una collezione speciale legata a Rolex e al Sultanato dell’Oman. Ma andiamo con ordine.

    Il boom di Phillips

    Ai vertici dei risultati Phillips in Association con Bacs & Russo, che nell’asta The Geneva Watch Auction: XVII ha totalizzato vendite per oltre 48 milioni di euro. Le stime pre-vendita erano state piuttosto caute e questo sembra aver suscitato interesse, in particolare per i lotti più rari e desiderabili.

    Tra gli highlight, i tre orologi che si sono spartiti il podio: nemmeno a dirlo, Rolex e Patek Philippe. Il lotto più pagato è stato il 102, un Rolex Daytona Ref. 6270 “The End Game” del 1988, venduto per 3 milioni e 690mila franchi (circa 3 milioni e 800mila euro), un esemplare in oro giallo con quadrante in pavé di diamanti, indici con zaffiri e lunetta con diamanti baguette. Segue il lotto 23, un Patek Philippe Ref. 2499 calendario perpetuo seconda serie in oro rosa del 1950, battuto per 3 milioni e 200mila franchi (circa 3 milioni e 300mila euro). Terzo posto per la stessa referenza di Patek, ma in oro giallo e datata 1951: 2 milioni e 360mila franchi (circa 2 milioni e 400mila euro).

    Merita un cenno anche il prototipo del Biver Carillon Tourbillon Minute Repeater in titanio con quadrante in ossidiana, battuto da Aurel Bacs in persona e in presenza dello stesso Jean-Claude Biver. La cifra raggiunta – 1 milione 270mila franchi – si commenta da sola.

    Christie’s milionaria

    Mentre venerdì 12 maggio Christie’s ha organizzato Rare Watches, che ha venduto il 98% dei lotti per un totale di 26 milioni e 513mila franchi svizzeri. Del totale degli orologi battuti, sei hanno superato il milione di franchi, quattro i 500mila franchi. Dispersi diversi pezzi vintage introvabili, ma a monopolizzare il podio ci ha pensato Patek Philippe. Medaglia d’oro al Lotto 84, l’edizione limitata in acciaio del Nautilus per Tiffany & Co. venduta per 2 milioni e 233mila franchi. Medaglia d’argento al Lotto 138, il Patek Philippe Ref. 3974 2497R venduto per quasi 2 milioni di franchi. Bronzo al Lotto 132, un Patek Philippe Ref. 2499 prima serie venduto per 1 milione e 618mila franchi (partiva da una stima tra 1 milione e 200mila e 1 milione e 800mila).

    Naturalmente i riflettori si sono accesi anche su Rolex, grazie a un’ampia selezione di pezzi realizzati per il Sultanato dell’Oman, ben sette. Ha spiccato il raro cronografo Daytona Ref. 6269 con lunetta incastonata di diamanti e quadrante e bracciale tempestati di diamanti e zaffiri, realizzato intorno al 1985 e venduto per 1 milione e 134mila franchi. Anche tutti gli altri sei pezzi vintage e moderni, ordinati una volta da Sua Maestà Sultan Qaboos Bin Said Al Said, sultano dell’Oman, che recavano l’emblema di Khanjar o la firma del sovrano, sono stati venduti.

    Asta da star per F.P. Journe

    Nella sezione dell’asta Independent Watchmakers si è fatto invece notare un orologio di F.P. Journe, confermando il grande interesse che la comunità internazionale di collezionisti continua ad avere per i pezzi del Maestro marsigliese. Il Lotto 96, un raro orologio da polso Tourbillon Souverain Ruthenium in platino, in edizione limitata, prodotto intorno al 2003, è stato battuto per circa 530mila franchi.

    E a proposito di F.P. Journe, il giorno dopo Rare Watches, è stata la volta della vendita The Art of F.P. Journe, la prima asta dedicata a un orologiaio indipendente vivente. Qui Christie’s ha venduto tutti i pezzi all’incanto, con un realizzo di 13 milioni e 665mila franchi, +175% sopra la stima base. 

    L’area Europa-Medio Oriente ha rappresento il 52% degli acquisti, seguita dalle Americhe con il 28% e dall’Asia-Pacifico con il 20%. Dato interessantissimo: il 29% degli acquirenti e offerenti era costituito da Millennial. Il lotto più caro della vendita è risultato un orologio da polso Tourbillon Souverain “Souscription 2/20” in platino, realizzato intorno al 1999 e battuto per 2 milioni e 707mila franchi.

    Il record di Sotheby’s

    Per passare da Sotheby’s Geneva, all’interno delle vendite della Luxury Week, lunedì scorso si è raggiunto un nuovo record mondiale con un Rolex Daytona “John Player Special” ref. 6241 del 1969 in oro giallo, battuto per 2 milioni e 238mila franchi. Sarà per l’effetto anniversario – quest’anno la collezione Cosmograph Daytona spegne 60 candeline -, sarà perché i quadranti Paul Newman sono i più desiderati sul mercato del secondo polso, sta di fatto che l’orologio ha superato tutte le aspettative. La stima iniziale infatti andava dai 600mila al milione e 200mila franchi…

    Al di là delle condizioni incredibilmente buone dell’esemplare, oltretutto mai revisionato in più di mezzo secolo di vita, nella valutazione finale ha giocato un ruolo importante la sua effettiva rarità. Questo modello è chiamato così per la particolare colorazione nero e oro, che rievoca quella dell’omonimo pacchetto di sigarette, nonché la livrea del Team Lotus F1 che l’azienda del tabacco britannica sponsorizzò negli anni Settanta e Ottanta. E pare che dei tremila esemplari della Ref. 6241 prodotti in totale da Rolex, solo 300 siano stati realizzati interamente in oro giallo; e fra questi, poche unità avevano l’ambito display John Player Special. Si comprende, insomma, perché l’asta si sia risolta in 8 combattutissimi minuti e 7 offerte differenti.

    Uno sguardo al prossimo futuro

    Ma il mese delle aste non è finito qui. Dal 18 al 30 del mese si tiene infatti l’asta Christie’s Watches Online: The Geneva Edit, con straordinari orologi legati dall’affinità tra alta orologeria e alta gioielleria. Un’ampia selezione dei pezzi all’incanto sarà esposta nel nuovo ufficio Christie’s di Ginevra tra il 22 e il 26 del mese. Tra questi, l’Astronomia Flawless Diamond di Jacob & Co., la cui stima è stata fissata tra 200mila e 400mila franchi.

    Intanto, il 23 maggio, Phillips organizza The Imperial Patek Philippe Sale, un’asta monotematica focalizzata sul Patek Philippe Calatrava Quantième Lunaire Ref. 46QL appartenuto all’ultimo Imperatore della dinastia Qing, Aisin-Gioro Puyi. Datato 1937, con la cassa in platino e il quadrante “roulette”, è un esemplare di cui finora non si conosceva neppure l’esistenza, ma dalla storia avventurosa, testimoniata da una ricca documentazione. Per approfondirla, vi rimando al sito ufficiale della casa d’aste. Qui mi limito alla quotazione iniziale: 3 milioni di dollari (americani).

    Capolavori da tasca per Christie’s

    Infine, ancora Christie’s chiuderà il proprio mese a Hong Kong con un’asta dedicata a preziosissimi orologi da tasca. Important Watches si terrà il 26 maggio e presenterà straordinari esemplari del XIX, XX e XXI secolo, tanto accattivanti quanto unici. Sarà un’asta dal vivo, nella quale si distingueranno, tra gli altri, due orologi ricercatissimi.

    Si tratta di un Audemars Piguet Ref. 25630 Grand Complication, con quadrante con pavé di diamanti, e il più antico “miniature watch” conociuto di Patek Philippe con una complicazione orologiera della leggendaria Maison di Ginevra, forse la più piccola mai realizzata.

    Il primo, numerato “001”, si ritiene sia un pezzo unico. Secondo gli archivi di Audemars Piguet, l’ébauche è stata acquistata da LeCoultre & Cie nel 1973, anche se probabilmente risale agli anni ‘30, uno dei secoli d’oro delle grandi complicazioni. L’orologio è stimato tra i 550mila e 1 milione e 100mila dollari di Hong Kong (65mila/130mila euro).

    Il secondo è una ripetizione minuti con un diametro di 24,5 mm, forse la più piccola mai creata dalla Maison. L’orologio è completamente nuovo sul mercato ed è rimasto nascosto al pubblico per 135 anni, dalla sua produzione nel 1888.

    Una nuova aggiunta agli orologi complicati storici del XIX secolo di Patek Philippe, descritta così dall’ex Direttore del Museo Patek Philippe, Arnaud Tellier: «Questo orologio in miniatura è uno dei più grandi successi di Philippe del XIX secolo. Era e rimane uno dei capolavori della manifattura ginevrina». Stimato tra gli 800mila e i 2 milioni e 400mila dollari di Hong Kong (94mila/280mila euro).

    Faraone protagonista a Milano

    In casa nostra, chiuderà il mese un importante appuntamento di Faraone Casa d’Aste. Gioielli e orologi delle maison più prestigiose come Cartier, Bulgari, Van Cleef & Arpels ma anche luxury good con borse Hermès. Questo il ricco ménu dell’asta in programma nel “Salotto Faraone” al Portrait Hotel di Milano il 24 maggio.

    Tra gli orologi più interessanti all’asta durante la sessione pomeridiana, il best in show – arrivato a catalogo chiuso – sarà un Rolex Daytona Special Edition (Ref: 1165994RU), con cassa e quadrante incastonati da un pavé di diamanti e rubini carré. Sotto il martelletto cadrà anche un Rolex Date Just Ovettone mille righe, anni ’50, con cassa in oro giallo.

    Sempre dello stesso periodo, un Patek Philippe Lady a carica manuale, con cassa da 14mm in oro giallo e cinturino a coda di topo nero, corredato di astuccio originale dell’epoca. Del decennio appena precedente, un Vacheron Constantin Ref. 47245/00R, 2005, con movimento automatico e calendario perpetuo, in oro rosa, con scatola originale e garanzia.

  • Oroscopo di maggio. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di maggio. Previsioni e orologi, segno per segno

    Torniamo a voi con l’appuntamento astrologico. Qui di seguito i transiti planetari del mese (seriamente), più in basso (meno seriamente) le previsioni per ogni segno dello zodiaco con l’orologio più adatto alla situazione. Eccovi dunque il nostro oroscopo di maggio: un oroscopo tutto da leggere, perché nei diversi segni vi presentiamo pezzi davvero meritevoli di attenzione. Sempre con un tocco di ironia…

    I transiti planetari

    Luna piena il 5 Maggio nel segno dello Scorpione, che andrà scemando fino alla Luna Nuova del giorno 19: le energie di Selene, nei suoi quattro volti, accompagneranno questo mese mutando velocemente, come è nella loro natura.
    Il 7 maggio, a ridosso del plenilunio, Venere entrerà in Cancro ancora prossima alla quadratura con il lento Nettuno, evento del giorno 4, che contrappone le energie vitali della dea della Bellezza alla forza profonda del dio dell’Oceano.
    La prima quindicina del mese sarà caratterizzata da un Mercurio retrogrado: novità, cambiamenti, notizie. L’astro della comunicazione ci riserva sorprese.
    Il 16 maggio il poderoso Giove entrerà nel segno del Toro, mentre il giorno 20 sarà Marte ad entrare in Leone: sinergie significative, per chi scruta nel cielo.

    Ariete

    Lasciato alle spalle lo straordinario allineamento planetario dello scorso mese, non per questo meno eventi interessanti vi attendono in cielo. Giove – potentissimo ma anche ingombrante – ha abbandonato il vostro segno. Se lo stesso Sole vi ha lasciati per passare nel Toro, non dobbiamo dimenticare che voi Arieti, focosi come il vostro segno, troverete nel mese di maggio l’influenza taurina. Un’influenza terrigna e concreta che vi darà modo di impegnarvi a tramutare, all’insegna della solidità, le mille idee e intuizioni che vi caratterizzano. Per riuscirci, indossate un esemplare inscalfibile: vi aiuterà.

    CHANEL J12 Calibro 12.1 38 mm
    Cassa (38 mm) in ceramica ad alta resistenza, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 12.1 realizzato in esclusiva, con autonomia di 70 ore e datario; antimagnetico, certificato cronometro dal Cosc. Quadrante laccato, numeri applicati in ceramica, lancette e indici luminescenti, ghiera girevole unidirezionale, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in ceramica ad alta resistenza. Esiste anche nero. 7.850 euro.

    Toro

    Secondo l’oroscopo di maggio, è il vostro momento speciale: la vostra determinazione, la capacità che vi contraddistingue saprà portare a compimento quanto da lungo agognate di veder realizzato. Che sia un’idea di tipo artistico, o una nuova casa, o un nuovo interesse lavorativo, il Sole in Toro irradierà di energie positive tutto quello che vorrete portare a destinazione. I risultati non mancheranno, la vostra tenacia darà i suoi frutti. Urano e Mercurio, così diversi, vi daranno modo di esaminare possibili scelte da punti di vista inattesi. Celebrate gli influssi benefici con un quadrante che ricorda un cielo stellato.

    VENEZIANICO Nereide Avventurina
    Cassa (42 mm) in acciaio, impemeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Sellita SW200-1, con datario. Quadrante in avventurina, lancette e indici luminescenti, ghiera girevole unidirezionale con inserto in tungsteno, vetro zaffiro, fondello inciso, cinturino in gomma. 950 euro.

    Gemelli

    Mercuriali ed estroversi, come potranno i Gemelli, con Marte in Leone, venir meno alla loro natura? Indocili, a volte insofferenti, ma simpatici e costruttivi, già iniziano a coltivare quelle fiammate di creatività che il loro segno caratterizza tanto bene. L’Ariete alle spalle ha aperto delle opportunità che il Sole in Toro dovrebbe aiutarvi a concretizzare. Talvolta, si tratta di rinunciare a un po’ della fantasia esplosiva che vi contraddistingue, ma a maggio, ogni tanto, forse è meglio lasciare i calzari alati e sentire nei piedi il peso dello zoccolo taurino. La leggerezza? Riservatela al polso.

    UNIMATIC Modello Uno U1S-T-MP
    Cassa (41,5 mm) in titanio grado 2 microsabbiato, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Sellita Sw200-01, con datario. Quadrante mat, lancette e indici luminescenti, ghiera girevole unidirezionale con inserto in alluminio, cinturino in gomma. Il packaging contiene un secondo cinturino Nato in tessuto. Edizione limitata di 500 esemplari, 1.440 euro.

    Cancro

    L’oroscopo di maggio segnala nel vostro segno sia Marte che Venere. Eros e battaglia, ma – ci raccomandiamo – che siano battaglie nel senso migliore del termine. Giove in Toro aiuterà certamente, soprattutto nelle decisioni importanti. Marte poi non è solo il Dio della guerra: ricordiamo come ceda alle lusinghe di Venere. Soprattutto per le lettrici, quindi, a buon intenditor… Saprete mettere a buon frutto le vostre capacità, su tutti i fronti. Ancor meglio con questo orologio al polso, dal nome allusivo.

    LOCMAN Amo Automatic
    Cassa (36 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica rielaborato da S.I.O., con massa oscillante in oro rosa traforato, e datario. Quadrante in madreperla, indici con diamanti, vetro bombato con trattamento zaffiro, corona con cabochon, fondello trasparente, cinturino in pelle facilmente intercambiabile grazie alla particolare forma delle anse, simili ad ami da pescatore. 998 euro.

    Leone

    Fino alla metà del mese gli influssi di Giove si faranno sentire, ma il vigore di Mercurio in Toro andrà a sommarsi all’indomita natura del Re della Foresta. Meglio non farsi travolgere da vampate ed eccessi di energia, farsi forza per trattenersi e scegliere con l’atteggiamento più glaciale (quasi impossibile, lo so) quello che veramente è meglio per voi in questo momento. Opportuno resistere a scatti o a decisioni non meditate. Tergiversate: intanto potete vagliare il modello giusto in questa ricca collezione…

    OMEGA Aqua Terra Shades
    Cassa (38 o 34 mm) in acciaio, impermeabile fino a 15 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 8800 di manifattura, con spirale in silicio, scappamento Co-Axial; antimagnetico fino a 15mila gauss, certificato Master Chronometer dal Metas. Quadrante soleil, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio. In 9 colori, 7.200 euro.

    Vergine

    L’oroscopo di maggio prevede un mese di sentimenti alterni, in cui non è del tutto chiaro neppure ai nati nel segno cosa effettivamente desiderino, in una sorta di visione poco chiara della propria strada. Saturno insiste, ma l’equilibrio che vi caratterizza resiste, talvolta fino al limite della stagnazione. Intorno al 17 Giove è stanziale, quasi a simboleggiare questa staticità. La seconda parte del mese scioglierà nodi e dubbi, anche se affronterete ogni decisione con la grazia che vi è connaturata. Nel frattempo fatevi luce con uno strumento luminoso…

    PERRELET Turbine Full Lum
    Cassa (44 mm) in acciaio Pvd nero, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro P-331-MH di manifattura, con esclusiva tecnologia Turbine. Sottoquadrante, lancette, pale della Turbine, réhaut e numeri luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 50 esemplari, 4.750 euro.

    Bilancia

    Liberate le spalle dall’incombenza di Giove, le cose procederanno speditamente anche per i nati nel segno della Bilancia. Mese curioso, all’insegna degli incontri: di persone, di opportunità, di eventi. Un consiglio: mettete da parte i timori, le ritrosie, la timidezza e lasciatevi andare verso nuove conoscenze, umane e spirituali. Sempre con la dovuta cautela, ma apritevi con un sorriso a chi forse non attende altro. Per questo, potrebbe esservi utile un protagonista dei Muppet…

    ORIS ProPilot x Kermit Edition
    Cassa (39 mm) in titanio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 400 di manifattura, antimagnetico, con autonomia di 5 giorni e datario con “Kermit day”. Quadrante opaco, lancette e indici applicati con Super-LumiNova, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in titanio. 4.400 euro.

    Scorpione

    L’attentissimo Scorpione questo mese vedrà cambiamenti. Situazioni date per consolidate potranno evolvere, certezze potrebbero venir minate e un desiderio di tranquillità non trovare riscontro nei fatti. Attenzione alle vostre reazioni: non reagite d’impulso, per evitare di ferire chi magari si trovi nei vostri paraggi ma non abbia colpe. Giocate d’astuzia, analizzate con metodo tutti gli elementi e solo dopo, se sarà il caso, agite. Troverete sostegno e sicurezza in un esemplare dalla lunga autonomia.

    EBERHARD & CO. 8 Jours Grande Taille
    Cassa (41 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, con indicazione dell’autonomia di 8 giorni (dispositivo motore brevettato) e piccoli secondi. Quadrante soleil e argenté, vetro zaffiro bombato, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. 4.280 euro.

    Sagittario

    Le posizioni planetarie di questo mese facilitano i nati sotto il segno del Sagittario, per i quali situazioni che si trascinavano apparentemente per sempre troveranno finalmente positiva evoluzione. L’ingresso di Marte in Leone darà energie vivificanti e farà da sprone verso nuove iniziative o decisioni alle quali guardare con fiducia. Sul fronte sentimentale, potrebbero esserci inattesi – ma favorevoli – cambiamenti. Siate ottimisti: volerete alto. Attrezzatevi già con un bel pilot’s.

    LONGINES Pilot Majetek
    Cassa a cuscino (43 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L893.6 realizzato in esclusiva, con spirale in silicio, autonomia di 3 giorni e piccoli secondi; antimagnetico e con certificato di cronometro del Cosc. Quadrante opaco, lancette e indici applicati luminescenti, ghiera girevole bidirezionale, vetro zaffiro, fondello inciso, cinturino Nato in tessuto (prodotto con materiali riciclati). 4.000 euro.

    Capricorno

    Pianeti in sintonia per i nati sotto il segno del Capricorno. Ottima occasione, quindi, per avere fiducia e non lasciarsi sopraffare dall’impazienza o dal nervosismo. Le cose accadono a tempo debito, certamente con il nostro fondamentale aiuto. La tensione, anche se trattenuta, è comunque sempre percepibile e non predispone al meglio il vostro interlocutore. Un po’ più di serenità e di apertura ad accogliere quanto la vita vi propone. Avventura? Perché no… Con questo al polso sarete pronti a tutto.

    ROLEX Oyster Perpetual Explorer 40
    Cassa (40 mm) in Oystersteel, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3230 di manifattura, con autonomia di 70 ore; antimagnetico e con certificato di Cronometro Superlativo. Quadrante opaco, lancette, numeri e indici applicati con Chromalight, vetro zaffiro, bracciale in Oystersteel con sistema di estensione Easylink. 7.700 euro.

    Acquario

    Mese di alternanza, proprio per l’influsso di Giove nella prima metà e di Marte in Leone nella seconda metà. Pur tenendo tutto sotto controllo, i nati sotto il segno dell’Acquario sapranno anche fluidamente adattarsi al volere dell’universo, traendo dalle diverse situazioni il meglio per loro. Particolarmente positivo l’influsso delle stelle verso l’ultima parte del mese: una ragione di più per sopportare con un poco di stoicismo qualche contrattempo delle prime settimane. Che importa se per un po’ dovrete stare in apnea? Armatevi di uno strumento subacqueo.

    BAUME & MERCIER Riviera Azur 300 Mt
    Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Baumatic realizzato in esclusiva, con spirale in silicio, autonomia di 5 giorni e datario; antimagnetico. Quadrante in vetro zaffiro blu fumé, lancette e indici applicati luminescenti, ghiera girevole unidirezionale, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in caucciù. 4.150 euro.

    Pesci

    L’oroscopo di maggio indica un inizio del mese segnato da Venere in Gemelli. Il che potrebbe portare un certo scompiglio, soprattutto nelle relazioni sentimentali e interpersonali. Dalla seconda decade in poi, però, una crescente serenità e un piacevole senso di sicurezza, ben percepibili, renderanno le giornate successive gradevoli e appaganti. L’estate ormai alle porte riscalderà i cuori e una notevole positività sembrerà caratterizzare gli incontri e le occasioni. Think pink: festeggiate la vita con un quadrante rosa!

    NOMOS GLASHÜTTE Tetra “Die Wildentschlossene”
    Cassa (29,5 mm x 6,5 mm di spessore) in acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Alfa di manifattura, con piccoli secondi. Quadrante opaco, contatore azuré, vetro zaffiro, fondello personalizzabile, cinturino in pelle vegan scamosciata. 1.860 euro.

  • Gli orologi di W&W 2023 che ricorderemo. E qualche sensazione

    Gli orologi di W&W 2023 che ricorderemo. E qualche sensazione

    Tempo di bilanci per Watches and Wonders Geneva 2023. La manifestazione sul Lemano ha chiuso i battenti domenica scorsa e ha già divulgato risultati positivi. Ma, al di là dei dati ufficiali, a noi interessa raccontarvi com’è andata, qual era l’atmosfera, cosa abbiamo visto la scorsa settimana al Palexpo. E soprattutto quali sono gli orologi di W&W che ci hanno colpito di più.

    Tu chiamale se vuoi… emozioni

    Sia chiaro: se volete sapere i numeri, non avete che da leggere l’esaustivo comunicato stampa, trasmesso ieri e da noi pubblicato proprio stamattina. In questa pagina non vi racconteremo quanti giornalisti hanno partecipato, quanti post sono usciti sui social media, quanti visitatori ci sono stati in totale. Ricordiamo solo che per due giorni il Salone è stato aperto al pubblico più vasto, composto da appassionati ma non “addetti ai lavori”. Qui troverete invece le nostre impressioni, maturate nei quattro giorni trascorsi fra sessioni collettive di touch & feel e incontri one-to-one (mo’ basta però con ‘ste inglese).

    Serena operosità. Ottimismo più che cauto. Soddisfazione palese. Sono alcune delle sensazioni – nette, quasi tangibili – che si potevano cogliere nell’aria, soprattutto in alcuni stand. E, a proposito di stand, quest’anno erano più sontuosi e scenografici che mai, almeno rispetto al “vecchio” Sihh. Forse per non sfigurare al confronto con quelli, mastodontici, trasferiti qui da Baselworld. Ecco quindi design curatissimi, grandi installazioni, automobili di ogni tipo, perfino gorgoglianti fontane… Gli investimenti ci sono stati di certo, a conferma che le cose poi così male non vanno. Anzi.

    Un altro indicatore è stata anche la presenza di qualche celebrità. Personalmente abbiamo visto Julia Roberts, Reinold Messner e Jean Todt, ma sappiamo che sono passati anche David Beckham, Roger Federer, Eileen Gu, più qualche asiatico meno conosciuto alle nostre latitudini. Giusto per la cronaca. Non vi elenchiamo invece i volti noti dell’orologeria (italiana e non) che abbiamo incontrato nei corridoi. Praticamente c’erano tutti, perfino quelli che in teoria non bazzicano più nell’ambiente… Vederli lì non è stata certo una sorpresa, ma solo la riprova che Watches and Wonders Geneva è ormai la fiera per eccellenza, almeno nel mondo occidentale.

    I 15 orologi di W&W, secondo noi

    Ma parliamo di orologi. Una premessa è d’obbligo: ci concentriamo solo sulle marche presenti a Watches and Wonders, non prendiamo nemmeno in considerazione quanti esponevano altrove – nei tanti eventi privati in città o a Time to Watches. Di seguito quindi troverete gli orologi di W&W più memorabili per noi, 15 per l’esattezza Perché proprio 15? Perché i canonici 10 sarebbero stati troppo pochi, considerato che gli espositori erano 48, e la selezione quasi impossibile, visti anche gli equilibri fra i gruppi e le grandi case indipendenti. Allora, ecco gli orologi di W&W secondo noi. Quelli più rappresentativi del Salone, quelli che crediamo lasceranno un segno e saranno ricordati anche in futuro come “gli orologi dell’anno”. Una scelta poco oggettiva, certo, dettata dai gusti personali sempre discutibili. Necessariamente incompleta e molto lontana da un reportage esauriente.

    Ma considerate questa vetrina come un semplice aperitivo, dato che ciascuno dei “nostri” orologi di W&W meriterebbe un approfondimento. Tranquilli, lo faremo sicuramente a tempo debito, man mano che questi esemplari arriveranno nei negozi. O almeno ci proveremo. Così come nei prossimi mesi daremo spazio anche ad altre novità non inserite qui di seguito, e nei giorni scorsi ne abbiamo già presentate altre. Un’ultima considerazione. Per ognuno degli orologi di W&W prescelti troverete anche la motivazione: perché ci sono piaciuti, cosa avevano di bello, particolare, notevole. E le consuete informazioni “di servizio”. Necessarie, visto che gli orologi vanno sì ammirati, sognati, ma soprattutto – se possibile – vanno comprati…

    Gli orologi di W&W, secondo noi

    A. LANGE & SÖHNE Odysseus Chronograph
    Cassa (42,5 mm) in acciaio, impermeabile fino a 12 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L156.1 Datomatic, con ruota a colonne, massa oscillante traforata, lancetta centrale dei minuti crono e dei secondi crono (rossa), sistema di azzeramento delle funzioni crono, indicazione della data e del giorno della settimana in apposite finestrelle, secondi continui a ore 6. Quadrante grené al centro, azuré lungo il perimetro (idem nel sottoquadrante), lancette in oro e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio. Edizione limitata di 100 esemplari. Prezzo non disponibile.
    Perché: Per la danza delle lancette centrali durante il reset. Ipnotica, suggestiva, mai vista prima.

    CARTIER Santos-Dumont
    Cassa in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 9629 MC, scheletrato, con micro-rotore decentrato. Lancette azzurrate alla fiamma, corona con zaffiro blu cabochon, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. In vendita da giugno. 41.000 euro circa.
    Perché: È ancora “figlio” dell’idea di scheletratura di Carole Forestier-Kasapi, ma con l’aeroplanino “vecchio stile” sul rotore diventa un gioco.

    CHOPARD Alpine Eagle 41 XPS
    Cassa (41 mm x 8 di spessore) in Lucent SteelTM, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L.U.C 96.40-L, ultrapiatto (3,3 mm di spessore), con microrotore decentrato in oro giallo 22 kt, autonomia di 65 ore (esclusiva tecnologia Chopard Twin), piccoli secondi. Quadrante in ottone stampato con motivo “iride di aquila”, lancette e indici in oro, applicati e luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, braccaile in Lucent SteelTM. Certificato dal Cosc e dal Punzone di Ginevra. 24.400 euro.
    Perché: È simbolo dell’impegno della Maison verso l’ambiente. Serio, responsabile, efficace.

    HUBLOT Big Bang Integrated Tourbillon Full Carbon
    Cassa (43 mm) in fibra di carbonio e Texalium. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HUB6035, scheletrato, con dispositivo tourbillon, microrotore decentrato, autonomia di 3 giorni. Quadrante in vetro zaffiro, lancette e indici applicati luminescenti, fondello in titanio microbillé con oblò in vetro zaffiro, bracciale integrato in fibra di carbonnio e Texalium. Edizioni limitata di 50 esemplari, 132mila euro.
    Perché: Con i suoi 68 g di peso totale, è davvero impressionante…

    IWC Ingenieur Automatic 40
    Cassa (40 mm) in acciaio lucido-satinato, impermeabile fino a 10 atm e con cassa interna in ferro dolce. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 32111, con autonomia di 5 giorni e datario. Quadrante Tapisserie, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, bracciale integrato in acciaio lucido-satinato. In vendita da fine aprile solo nelle boutique monomarca, 13.000 euro.
    Perché: È una rilettura in chiave attuale di un grande classico. Mooolto ben riuscita, per dettagli ed ergonomia.

    JAEGER-LECOULTRE Reverso Tribute Chronograph
    Cassa reversibile (29,9 x 49,4 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 860, con indicazione di ore e minuti su entrambi i quadranti, cronografo con ruota a colonne, indicazione dei 30 minuti crono con lancetta ad andamento retrogrado. Quadrante frontale satinato soleil, scheletrato sul retro (nella foto), lancette crono azzurrate alla fiamma, indici applicati, vetro zaffiro su entrambi i lati della cassa, cinturino in tessuto e pelle più cinturino aggiuntivo in pelle di vitello, realizzati da Casa Fagliano. 24.400 euro.
    Perché: Mostra il cronografo solo quando serve. L’altro quadrante, a contrasto, è nero, sobrio, minimale…

    PANERAI Radiomir California PAM01349
    Cassa (45 mm) in eSteel brunito, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro P.5000, con autonomia di 8 giorni. Quadrante sfumato, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro bombato, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello Ponte Vecchio. Edizione limitata di 600 esemplari, in vendita da giugno, 12.500 euro.
    Perché: Per il mix ben congegnato fra lo stile vintage – pulito, militare, privo di logo – e i materiali / le tecnologie contemporanee.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Minute Rattrapante
    Cassa (40 mm) in acciaio lucido-satinato, impermeabile fino a 6 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro PF052, con micro-rotore decentrato in oro rosa 22 kt, lancetta dei minuti sdoppiante. Quadrante guilloché Grain d’orge, lancette scheletrate in oro rodiato e oro rosa, lunetta zigrinata in platino, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio lucido-satinato. In vendita da settembre, 31.200 euro.
    Perché: Quando lo sdoppiante non è in uso, sembra un elegantissimo “due lancette”. Ma poi sorprende…

    PATEK PHILIPPE Calatrava Ref. 5224R-001
    Cassa (42 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 31‑260 PS FUS 24H, con micro-rotore decentrato in platini, secondo fuso orario – ora locale e ora di casa sulle 24 ore -, piccoli secondi. Quadrante con striature circolari al centro, giro delle ore satinato circolare, contatore dei piccoli secondi azuré; lancette, numeri e indici applicati in oro, luminescenti; vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello con finitura nabuk. 57.830 euro.
    Perché: È facile da usare, immediato da leggere, tecnicamente superiore. Semplicemente geniale.

    PIAGET Polo Perpetual Calendar Ultra-Thin
    Cassa (42 mm x 8,65 di spessore) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 1255P, ultrapiatto (4 mm di spessore), con micro-rotore decentrato, calendario perpetuo e fasi di luna. Quadrante con motivo “gadroon”, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio, intercambiabile con un cinturino in caucciù. 61.000 euro.
    Perché: Riesce a conciliare la complicazione con la sottigliezza. Un QP di rara eleganza.

    ROLEX Oyster Perpetual Cosmograph Daytona
    Cassa (40 mm) in platino lucido, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 4131, con autonomia di 3 giorni, scappamento Chronergy, spirale Parachrom antimagnetica, massa oscillante traforata in oro, cronografo con ruota a colonne e secondi continui. Quadrante soleil, lancette in oro e indici applicati luminescenti (Chromalight), lunetta in ceramica (Cerachrom) con scala tachimetrica, vetro zaffiro, inedito fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale Oyster in platino lucido-satinato con sistema rapido di allungamento (Easylink). Certificato Cronometro Superlativo. 78.300 euro.
    Perché: Spegne 60 candeline. E si presta a una citazione letteraria: “Bisogna che tutto cambi, perché tutto rimanga com’è…”.

    TAG HEUER Carrera Chronograph “Glassbox”
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro TH20-00, con autonomia di 80 ore, cronografo con ruota a colonne, secondi continui e datario. Quadrante spazzolato con scala tachimetrica perimetrale, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro a box, fondello con vetro zaffiro, cinturino in pelle. 6.500 euro.
    Perché: Per il design straordinario, privo di lunetta e con quel vetro zaffiro bombato che evoca i Plexiglas dei Carrera d’antan. Un modo speciale per celebrare i 60 anni della collezione…

    ULYSSE NARDIN Freak One
    Cassa (44 mm) in titanio Dlc nero. Movimento meccanico a carica automatica, calibro UN240, con bilanciere e spirale in silicio, scappamento in DiamonSil, carrousel volante che ruota attorno al proprio asse, autonomia di 3 giorni. Indicatori luminescenti, lunetta in oro rosa, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in caucciù “balistico”. Prezzo non disponibile.
    Perché: Come il capostipite della collezione è senza quadrante, senza lancette, senza corona… Super-tecnico eppure dall’intensa carica emozionale.

    VACHERON CONSTANTIN Overseas Moon phase Retrograde Date
    Cassa di 41 mm in acciaio, impermeabile fino a 10 atm e con anello interno in ferro dolce. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 2460 R31L/2, con fasi ed età della Luna (correzione di un giorno ogni 122 anni), datario retrogrado. Quadrante soleil, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio, intercambiabile con due cinturini aggiuntivi, in pelle e caucciù. Prezzo non disponibile.
    Perché: Per il design equilibrato, simmetrico ma non banale, e la meccanica impeccabile.

    ZENITH Pilot Big Date Flyback
    Cassa (42,5 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro El Primero 3652, ad alta frequenza (36.000 A/h), con 60 ore di autonomia e massa oscillante personalizzata, cronografo con ruota a colonne, funzione flyback, secondi continui e grande datario (brevettato). Quadrante a solchi orizzontali, lancette, numeri e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, due cinturini intercambiabili: in caucciù effetto Cordura o in pelle. 12.300 franchi svizzeri.
    Perché: Non ha nulla di nostalgico, ma reinventa di sana pianta l’orologio da aviatore. Con un unico, piccolo accenno al Rainbow Flyback del ’97. Lo vedete?

  • Oroscopo di aprile. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di aprile. Previsioni e orologi, segno per segno

    Iniziamo oggi una nuova rubrica, un appuntamento mensile – a meno di fatti o eventi che richiedano edizioni straordinarie – che vuole riprendere le fila di un discorso molto antico, anche se declinato secondo la sensibilità e la cultura moderne. Quello dell’Oroscopo. Come molte volte abbiamo già detto, i più straordinari tra gli orologi dei secoli passati montavano movimenti astronomici. Non perché – contrariamente a quanto si crede – destinati agli astronomi, che avevano metodi e strumenti più idonei per le proprie misure e osservazioni. Piuttosto perché legati a interpretazioni di carattere astrologico. Qui però non troverete solo modelli con funzioni astronomiche. Il nostro Oroscopo di aprile sarà invece illustrato da esemplari con qualsiavoglia complicazione, ma sempre in qualche modo pertinenti.

    Sento già le prime voci dal fondo: ma… non crederete all’oroscopo?! Prendiamo la cosa come un gioco: facciamoci trasportare da quel pizzico di irrazionale che è in tutti noi e che in questi tempi duri forse è buona idea coltivare un po’. Giocando tra il serio e il faceto, daremo allora ogni mese un’occhiata al Cielo – e vi invito a guardare il Cielo, continua fonte di meraviglia… Oltre alle previsioni, però, per ciascun segno dello Zodiaco troverete appunto l’orologio più adatto, quello che si presta maggiormente a spiegare gli aspetti astrali, la situazione del momento, le caratteristiche del segno. Una scelta arbitraria, certo, ma (speriamo) azzeccata e sempre sul filo dell’ironia. Una chiave di lettura in più anche per chi volesse un’ulteriore scusa per concedersi un regalo, un’ispirazione che giustifichi una scelta.

    E poi, siamo siceri, chi di noi almeno ogni tanto non legge l’oroscopo di Paolo Fox, di Branko, di Mario Pesatori, di Simon & the Star? Non perché ci crediamo, ovvio, ma vedi mai… Proprio come nell’antichità, consultare i vaticini di astrologhi e maghi, àuguri e aruspici alla ricerca di risposte, potrebbe essere un modo per cercare conferme, coltivare speranze, trovare sicurezza. Insomma, nessuno ha la sfera di cristallo, ma se da millenni l’uomo crede agli influssi delle stelle, chissà… Tentar non nuoce! Eccoci quindi con il nostro Oroscopo di aprile.

    Ariete

    Questo ingresso nel segno dell’Ariete è stato segnato da un allineamento planetario eccezionale – fra la Luna, Urano, Marte, Venere, Giove e Mercurio -, visibile persino ad occhio nudo. Uno di quegli eventi che anticamente sarebbero stati interpretati come un segno degli Dèi e avrebbero indotto a grandi decisioni, come la fondazione di una nuova città o un cambio ai vertici del potere. Dovremo attendere fino al 2040 perché qualcosa di simile si ripeta.

    A cavallo tra Marzo e Aprile incontriamo il primo dei segni nella tradizionale sequenza zodiacale, che ha inizio con l’equinozio di primavera. È un segno forte, testardo, ostinato e volitivo: l’Ariete.
    Come si presenta questo Ariete del 2023? Ai primi di Aprile Mercurio, pianeta principe della Comunicazione, entra nel Toro. Il suo impulso permetterà di intraprendere discussioni e definizioni che potranno, fortunatamente, trovare soluzione sul piano dialettico. La Luna piena in Bilancia induce anch’essa al reperimento di equilibri, illuminati da Selene che dall’alto argentea illumina i contendenti. E gli orologi, direte voi? Andando a curiosare tra le primizie offerte da Watches and Wonders, per l’Ariete associamo all’oroscopo di Aprile un esemplare tosto, resistente, un po’ marziale, davvero pronto a tutto…

    In vendita da giugno.

    PANERAI Radiomir Otto Giorni

    Cassa di 47 mm in e-Steel brunito, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro P.5000, con autonomia di 8 giorni e piccoli secondi. Quadrante a sandwich sfumato, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello Cuoio Toscano. 9.900 euro.

    Toro

    Da marzo finalmente libero dalla quadratura di Saturno, il Toro si sta riprendendo. Deve però ancora affrancarsi del passato, abbandonare le zavorre, staccarsi da ciò che non funziona più. Per fortuna potrà contare sull’appoggio di Mercurio e Venere nel proprio segno che gli permetteranno di osare, di azzardare di più e buttarsi nella mischia. Voi Toro, quindi, cercate di concludere ciò che va concluso così da poter guardare avanti e predisporvi a qualcosa di nuovo. Abbiate fede, vi aspetta un maggio esplosivo. Consiglio: avete un motore sopraffino, togliete il freno a mano e premete sull’acceleratore.

    BREITLING Top Time B01 Ford Thunderbird

    Cassa di 41 mm in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro B01, con autonomia di 70 ore, secondi continui e datario. Quadrante opaco, contatori “squircle” a cerchi concentrici, réhaut con scala tachimetrica, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle traforata. 7.550 euro.

    Gemelli

    Con il Sole e Venere (dal giorno 11) di nuovo a favore, voi dei Gemelli potrete cominciare a trovare la soluzione per diversi problemi. E lo farete anche grazie all’intervento di nuove conoscenze, persone che entreranno nella vostra vita e vi aiuteranno, sostenendovi negli ambiti professionali come nei progetti privati. Vi potrete così riappropriare del vostro potere, e affrontare un gioco più duro e impegnativo, un mondo dalle regole più rigide e severe. Ma che – proprio in quanto tale – vi farà alzare l’asticella e vi porterà a valicare limiti finora insuperati, cime che sembravano irraggiungibili. Perfetto per voi è un esemplare che evoca gli Ottomila, le 14 vette più alte del mondo…

    Edizione limitata di 290 esemplari, in vendita esclusivamente nelle boutique monomarca e online.

    MONTBLANC 1858 Geosphere Chronograph 0 Oxygen The 8000 Limited Edition

    Cassa di 44 mm in titanio, priva di ossigeno e impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro MB 29.27, con ore universali e funzione giorno/notte riportate su dischi rotanti degli emisferi Nord e Sud in 3D, cronografo con secondi continui e datario. Quadrante “effetto ghiaccio”, lancette, numeri e indici luminescenti, lunetta girevole bidirezionale in ceramica, fondello personalizzato da un’incisione al laser che riporta nomi e altitudini delle 14 cime oltre gli 8000 metri. 9.400 euro.

    Cancro

    Un mese di verifiche, di esami (veri o simbolici), di prove da sostenere, per capire se e quanto funziona ciò che avete realizzato finora. Ed è comprensibile che vi sentiate sotto pressione, ma con Marte nel vostro segno potete farcela e vincere qualsiasi sfida. Oltretutto, con Plutone non più opposto, vi sentite più sicuri di voi: non avete paura di mettervi in gioco, di affrontare gli scontri, perfino di fallire. Mentre Venere in Toro vi darà un apporto positivo non solo nel rapporto con il partner ma anche nei contatti sociali e umani in senso lato. Quindi rilassatevi, respirate e non date retta alla tachicardia. Al limite tenete sotto controllo le pulsazioni con uno strumento ad hoc…

    Edizione limitata di 99 esemplari, in vendita da fine aprile.

    ANGELUS Chronographe Médical x Massena Lab

    Cassa di 39 mm in acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro A5000, cronografo monopulsante con secondi continui. Quadrante bombato opalino con scala pulsometrica e asmometrica, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle. 19.900 dollari.

    Leone

    Il vostro oroscopo di aprile si basa su un cielo molto dinamico. Avrete la spinta giusta per espandervi, il che significa: superare i vecchi confini, allargare il vostro raggio d’azione, conquistare nuove posizioni, andare altrove. La quadrature del Toro vi farà sgomitare in ambito lavorativo e quella di Mercurio vi condizionerà sul calibrare le spese. Cercate comunque di crearvi più occasioni possibili in vista della seconda parte dell’anno. Dall’11 Venere a favore vi invita alle coltivare le nuove amicizie, perché potrebbero far nascere storie d’amore. Mantenete salda la capacità di sdrammatizzare, di dialogare. Parola d’ordine: leggerezza. Anche al polso.

    Foto Joel von Allmen courtesy Hermès.

    HERMES Hermès H08

    Cassa di 39 mm in materiale composito a base di fibra di vetro intrecciata, rivestita di alluminio e polvere di ardesia, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro H1837, con datario. Quadrante verniciato e granulato, lancette e numeri luminescenti, lunetta e corona in ceramica opaca, cinturino in caucciù. Disponibile in 4 colori. Prezzo non ancora comunicato.

    Vergine

    Avete ormai raggiunto una chiarezza assoluta. E, forti della vostra consapevolezza, tagliate ciò che è di troppo e investite invece su ciò che merita. Farete grandi pulizie non solo in senso fisico, creando spazi liberi in casa, ma anche in quello metaforico con una libertà riconquistata. Alleggeritevi, allontanate le zavorre, potate i rami secchi. Con Saturno contro non sarà facile, ma il repulisti è indispensabile: dovete eliminate tutto il surplus non necessario per sgomberare il campo per ciò che arriverà. Come segno esteriore di questa azione, optate per un modello minimal: essenziale, ultrapiatto, elegantissimo… dal lusso nascosto.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Micro-rotor

    Cassa di 40 mm in platino. Movimento meccanico a carica automatica, calibro PF703, ultrapiatto (3 mm di spessore), con microrotore decentrato e datario. Quadrante in platino dalla finitura mat, lancette scheletrate, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, bracciale in platino. Prezzo non ancora comunicato.

    Bilancia

    Per molti di voi sarà un aprile di scelte. Il cielo di aprile vi farà arrivare tutto in modo diretto, senza mezzi termini, senza chiaroscuri. Sarà il mese delle opposizioni, di decisioni – o sì o no -, sia verso le persone sia verso le situazioni, che andranno risolte e concluse senza più proroghe. Dall’11 il vostro pianeta guida, Venere, torna a favore: e mentre accorcia le distanze nei rapporti, darà una marcia in più a chi cerca un nuovo amore. La quadratura di Marte però non vi lascia più tempo per la pazienza, per l’attesa: è il momento della resa dei conti, della presa di posizione, dell’agire concretamente. Dovete decidere: o bianco o nero.

    SPEAKE-MARIN Academic Black Tie & Academic White

    Cassa di 38 mm in titanio grado 5. Movimento meccanico a carica automatica, calibro SMA03, con microrotore decentrato e piccoli secondi. Quadrante laccato (nero oppure bianco) con numeri romani luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle (nera oppure bianca). 14.500 franchi svizzeri (tasse escluse). Disponibili anche con cassa di 42 mm, 14.900 franchi svizzeri (tasse escluse)

    Scorpione

    Avete un bel Sole che transita in 6a Casa e Marte finalmente a favore. Quindi vi sentite più tonici e pieni di energia, e potete tornare a rimettervi in gioco, ad allargare i vostri orizzonti, a viaggiare e a conoscere nuovi ambienti, imponendovi e mettendo in ordine certe situazioni. Dovete solo stare attenti a non alzare troppo la cresta. Abbiate l’accortezza di tenere un profilo basso, almeno per ora: verrà presto il vostro momento, più avanti durante la primavera. Che facciate una piccola vacanza o un viaggio di lavoro, cercate comunque di ritagliarvi un po’ di tempo per voi e di riposarvi un po’. Ne avete bisogno…

    FREDERIQUE CONSTANT Manufacture Highlife Worldtimer

    Cassa di 41 mm in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro FC-718, con ore del mondo. Quadrante soleil con incisione del globo, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore, intercambiabile. 4.295 euro.

    Sagittario

    Per voi nomadi dello Zodiaco, l’oroscopo di aprile segna un ampio giro di boa. Il passaggio del Sole dalla quadratura al trigono in Ariete e la fine dell’opposizione di Marte vi fanno uscire dalle acque stagnanti. Il Sole in 5a Casa vi fornisce creatività, fortuna e voglia di investire in voi stessi, mentre Venere opposto e Saturno in quadratura vi mettono di fronte a scelte di campo: avete accanto un mozzo o un nostromo? Per poter prendere il largo e spiegare le vele, dunque, è importante sapere di poter contare su qualcuno che remi insieme a voi, o comunque a vostro favore. E su uno strumento funzionale alla navigazione…

    Certificato Cronometro Superlativo (Cosc + autocertificazione Rolex)

    ROLEX Oyster Perpetual Yacht-Master 42

    Cassa di 42 mm in Rlx Titanium, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3235, con spirale amagnetica, autonomia di 70 ore e datario. Quadrante opaco, lancette e indici luminescenti, lunetta girevole bidirezionale con anello in ceramica, vetro zaffiro, bracciale in Rlx Titanium. 14.150 euro.

    Capricorno

    Con la quadratura del Sole dall’Ariete e l’opposizione di Marte, al Capricorno questo mese sembrerà di dover affrontare un incontro di pugilato. Ma sebbene dovrà lottare in tante situazioni, questa volta non cercherà di essere conciliante, non scenderà a compromessi. Anzi. Saprà dire di no, mettere al loro posto certe persone, perfino compiere atti eversivi per poter seguire ciò in cui crede. Maggio, poi, gli darà ragione e lo proclamerà assolutamente vincitore. Consiglio: seguite la vostra strada. Per esempio con la nuova versione dello storico cronografo per la corsa più bella del mondo.

    CHOPARD Mille Miglia Classic Chronograph

    Cassa di 40,5 mm in Lucent Steel (acciaio riciclato), impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica con secondi continui, datario e certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Quadrante satinato con contatori azuré, lancette luminescenti, réhaut con scala tachimetrica, vetro zaffiro a box, fondello on oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle traforata. 9.580 euro.

    Acquario

    Il tema di fondo per i nati in Acquario, in questo oroscopo di aprile, è parlare forte e chiaro. Tirar fuori la voce, verbalizzare. Plutone arriva nel vostro segno e voi potete dettare le vostre condizioni: prendere posizione, dire cose mai dette, perfino affrontare discorsi scomodi e rompere tabù. Uscirete dalla vostra comfort zone e comincerete a cambiare, voi stessi e ciò che vi circonda. Ma così facendo vi nutrirete di nuovi stimoli, coglierete ulteriori opportunità, acquisirete nuovi input, anche molto appaganti. Metterete così le prime radici in un terreno fertile, e proverete un senso di ricostruzione, di rinnovamento. Non ancoratevi su ciò che è stato finora, ma ripartite. Il vostro orologio? Un cult riaggiornato, ringiovanito.

    PATEK PHILIPPE Calatrava 6007G

    Cassa di 40 mm in oro bianco. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 26‑330 S C, con datario. Quadrante con motivo carbonio inciso, lancette e numeri in oro luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello goffrata con motivo carbonio. Disponibile anche con dettagli blu o rossi. 38.160 euro.

    Pesci

    Il cielo prevede un mese di riconoscimenti, soprattutto economici – ma non solo. Il denaro per voi avrà un ruolo chiave: non perché siete venali (tutt’altro), ma in quanto segno del vostro valore e del vostro impegno. Marte che lascia la quadratura permette di ottenere risultati, confermati anche da Saturno che offre la possibilità di cambiare ruolo e direzione. La grande svolta avverrà poi a maggio. Ma da metà mese nuove risposte e opportunità arriveranno anche con Mercurio retrogrado. Sarebbe opportuno rendergli omaggio con un orologio le cui lancette hanno lo stesso andamento…

    Edizione limitata di 50 esemplari.

    CHRONOSWISS Delphis Oracle

    Cassa (42 mm) in oro rosso, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CH-1421.1E-BLBK, con autonomia di 55 ore, indicazione saltante delle ore, retrograda dei minuti, piccoli secondi. Quadrante in parte in smalto Grand Feu, lancette scheletrate, indici luminescenti, profili della lunetta e del fondello scanalati, corona a cipolla, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle. 41.800 euro.

  • L’informazione orologiera… in breve. News & previews – 3/2/2023

    L’informazione orologiera… in breve. News & previews – 3/2/2023

    Consueto aggiornamento con l’informazione orologiera. Nelle ultime settimane, dall’industria delle lancette sono arrivate numerose notizie sportive (come sempre), ma anche novità aziendali, questioni societarie e nuove distribuzioni… Abbiamo quindi fatto un’opportuna scrematura per fornirvi un’informazione orologiera completa ma non dispersiva. Leggete oltre.

    Discese folli

    Omega ha rinnovato la partnership con la Federazione internazionale di bob e skeleton. E continuerà quindi a essere Cronometrista ufficiale nelle gare della Ifbs fino alla stagione 2026/27. In più rimane anche Title sponsor delle serie di monobob: sport che ha affiancato nel 2011 e ha contribuito a sviluppare, fino ad accompagnarlo nell’esordio alle Olimpiadi invernali di Pechino 2022. Ma accanto alle sofisticate tecnologie per il cronometraggio, il Marchio dedica a queste discipline lo Speedmaster Chronoscope con le sue tante scale di misurazione. Perfetto per le piste ghiacciate… da tachicardia.

    Placcaggio in meta

    Inizia questo weekend la 129a edizione del Sei Nazioni, con tre partite in programma a Cardiff, Londra e Roma (dove domenica gli Azzurri scenderanno in campo contro la Francia, campione in carica). Al torneo più celebre del rugby europeo parteciperà, per la seconda volta nel ruolo di Official timekeeper, anche Breitling. Che per l’occasione ha creato il Chronomat Six Nations: una serie speciale di 6 esemplari, ciascuno dedicato a una squadra nazionale concorrente. Più una nuova Rugby Squad, composta dai migliori giocatori del torneo stesso. Per l’Italia, Paolo Garbisi. Bravooo!

    Sostenibilità al quadrato

    Dal 2020 Maurice Lacroix supporta Mahindra Racing, il team indiano che corre in Formula E (e in Moto3). Quest’anno, 23 podi e 5 vittorie dopo, la Maison di Saignelégier non solo ha rinnovato la partnership, ma ha anche lanciato il nuovo Aikon #tide Mahindra, dedicato alla scuderia nei colori e nel quadrante. Come i precedenti modelli della collezione omonima, ha la cassa in plastica riciclata (proveniente dagli oceani), e il cinturino in caucciù intercambiabile (con l’esclusivo sistema del Marchio). Apprezzato – pare – anche nei box. Del resto, Mahindra Racing è stato il primo team a ricevere le 3 stelle ambientali della Fia…

    La mia Africa

    Foto ©National Geographic/Jen Guyton courtesy Rolex

    Nuovo capitolo nella Perpetual Planet Initiative di Rolex. Che in partnership con la National Geographic Society promuove le spedizioni Great Spine of Africa, condotte dall’esploratore sudafricano Steve Boys (nella foto) per studiare migliaia di chilometri di fiumi in un’ottica scientifica. La prima spedizione ha esplorato i remoti altipiani dell’Angola, dove nasce il fiume Lungwebungu, che ha scoperto essere la fonte e non un semplice affluente dello Zambesi. Poi nei prossimi anni il team prevede di percorrere più di 40mila chilometri. Come il giro della Terra: buon lavoro…

    Alta Orologeria nell’Urbe

    Quarta vetrina in Italia per H. Moser & Cie., che finalmente ha trovato un nuovo partner a Roma. Dallo scorso dicembre, infatti, la boutique di via del Babuino 63 di Hausmann & Co. ha iniziato a ospitare le collezioni della Casa di Neuhausen am Rheinfall. Un connubio che non stupisce affatto gli intenditori di alta orologeria. Perché in fondo il giovane marchio svizzero, dallo stile minimal e dallo spirito irriverente, condivide più valori e intenti con il gruppo italiano fondato nel 1794 di quanto ci si aspetterebbe. Pensateci bene: storia, tradizione, savoir-faire, indipendenza… vi dicono qualcosa?

    Promettente accordo

    Da sinistra. Amr AlOtaishan, Ceo di Reuge, Pierre Jacques, Ceo di De Bethune, e il maestro orologiaio Denis Flageollet.

    De Bethune diventerà socio di maggioranza di Reuge. Cifre e quote ovviamente non sono state rese note. L’accordo, che sarà siglato nelle prossime settimane, prevede però che Amr AlOtaishan – attuale Ceo della Manifattura di scatole e automi musicali nonché rappresentante della famiglia proprietaria – continuerà a sedere nel CdA. Insieme, le due imprese basate a Sainte-Croix “allargheranno il loro vocabolario tecnico e svilupperanno sinergie al fine di accelerare il rinnovamento dell’arte meccanica” (si legge nel comunicato). Ora, visto cos’è riuscito a fare MB&F con le meccaniche di Reuge, e visto il genio di Denis Flageollet… beh, ne vedremo delle belle.

  • Rolex e le consegne a domicilio

    Rolex e le consegne a domicilio

    No, Rolex non ha cominciato a portarti a casa i propri orologi. Per chiarire la cosa agli stupidi, che non sono pochi, preferisco ripeterlo: Rolex non ti spedisce a casa l’orologio che vorresti. Piuttosto, è quel che i suddetti stupidi vorrebbero, come se gli orologi fossero pizze o specialità di cucina regionale. Il principio, in linea puramente teorica, potrebbe essere proprio quello: invece di una pasta alla Norma (ho fame), tu ordini un Rolex, magari aggiungendo la foto del modello desiderato, e il concessionario te lo spedisce a casa dopo aver ovviamente verificato il pagamento.

    Ma una simile ipotesi è letteralmente impossibile. Qualcuno mi ha chiesto perché. Beh, proprio questa è la ragione per cui talvolta parlo senza remore di stupidi. Io non cerco di avere tanti lettori, ma solo lettori qualificati – dalla presenza di un certo numero di neuroni funzionanti. Al tempo stesso il dubbio, il sogno non è poi così campato in aria. In cosa differisce, di fatto, da situazioni che, in una certa misura, possono essere paragonabili? E quindi provo a prendere sul serio la cosa, anche se insieme a me credo molti stiano ridendo, nel leggere queste righe. Senza comunque mai dimenticare che tenere lo sguardo basso nel timore d’essere il primo stupido fra i tanti non è mai un errore.

    Cominciamo col dire che se prenoto una pasta alla Norma (la fame cresce), non lo faccio attraverso cinque o sei servizi di consegna veloce. Ne basta uno, fra le molte aziende disponibili, e sono ragionevolmente certo di veder esaudita la mia richiesta in tempi rapidi. Ma soprattutto non è che la mia prenotazione possa passare di mano come un bene prezioso. Non ha certo un grande valore e nessuno sbava d’ansia per mettere le mani sulla mia prenotazione.

    Chi invece ritiene proprio diritto fare la stessa cosa con un Rolex non è tanto una persona che cerca di speculare per puro guadagno (la cosa, tutto sommato, possiede una propria dignità), ma una persona maledettamente pigra anche nella ricerca di guadagno. Poco rassicurante. Nella stragrande maggioranza dei casi chi è in caccia di un Rolex non lo fa per se stesso, ma piuttosto per conto terzi, come dicevo, e nella speranza di guadagnare non i due o tre euro della già menzionata pasta alla Norma, ma piuttosto quel migliaio di euro che rende appetibile l’operazione.

    Nel tentativo di essere meno stupido, di solito adotto un sistema che spesso si rivela di grande aiuto: cerco, semplicemente di immaginare e ricostruire la scena dell’acquisto. Entro nel negozio immaginario, scopro che sì, un Rolex non troppo raro è disponibile e cerco di perfezionare l’acquisto, di portarlo a buon fine con il saldo della somma dovuta. Perché solo quando ho pagato posso avere lo scontrino fiscale, che a sua volta è indispensabile per emettere una garanzia valida. Dopodiché cerco di rivendere l’orologio a prezzo maggiorato. E si suppone che la cosa mi riesca. Si chiude qui, la faccenda? Assolutamente no. C’è un altro dubbio da risolvere: la garanzia è un tram dal quale scendi e sali a piacimento?

    Perché a me, semplice compratore, sembra che la garanzia dovrebbe essere strettamente legata allo scontrino fiscale e quindi a chi effettivamente paga l’orologio. In realtà la garanzia è associata al numero seriale dell’orologio e quindi lo segue anche dopo che è stato rivenduto. Ed è quindi trasferita a chi (dopo un passaggio che però comporta un guadagno illegale perché non dichiarato) lo ricompra usato, sempre che costui conservi tutti i documenti comprovanti l’acquisto. La garanzia internazionale dura 5 anni e in questo lasso di tempo decade solo nel momento in cui qualcuno non autorizzato ci mette le mani con interventi di manutenzione non ufficiali. Però non c’è nessun altro modo per sapere se la garanzia è attiva, se non quello di recarsi in un centro di assistenza e verificarlo. Il concessionario in questione comunque non ha alcun obbligo e può anche rifiutarsi di fornire informazioni al riguardo. Ed è giusto: chi sceglie canali non ufficiali non può pretendere nulla dalla rete ufficiale.

    Al tempo stesso, se sono in grado di spendere somme più elevate del normale, perché dovrei chinarmi agli intenti speculativi di una persona dai comportamenti non chiari? Qualcosa non torna. Capisco benissimo possa accadere per orologi di difficile reperibilità, sì, ma di prezzo non particolarmente elevato…. E qui mi riallaccio alla saga degli Omega/Swatch, ad esempio, ma rimaniamo pur sempre in un ambito di “orologi alla Norma”. L’impressione però è che la cosa si fermi qui.

    Bisogna anche tener presente che le prove di un regolare acquisto sono fondamentali nel caso un birbaccione dovesse rubare l’orologio: una serie di dati consente non solo di individuare con la massima precisione l’orologio in questione, ma anche comprendere meglio le “strade” che ha preso e quindi la natura dei reati commessi nel percorso. E fra un’accusa di ricettazione e una di incauto acquisto, la differenza – credete – è davvero grande.

    Come al solito, in definitiva, la morale è semplice: andiamoci piano con le fantasie sugli speculatori (che sono in numero molto, molto inferiore a quel che tanti credono), e rendiamoci conto che tutto sommato un comportamento corretto è sempre la migliore soluzione. E semmai il sogno di un “Rolex alla Norma” si rivelasse impossibile, beh… Io andrei a studiarmi bene le straordinarie caratteristiche degli Omega. Si vendono con minore facilità? Può essere, ma io compro un orologio per mio personale piacere, non per rivenderlo appena possibile. Per voi non è così?

  • Rolex raddoppia. La lotta alla speculazione #1

    Rolex raddoppia. La lotta alla speculazione #1

    Torna finalmente in queste pagine Augusto Veroni, dopo una lunga assenza dovuta a problemi di salute. Voce autorevole nel panorama orologiero, fine commentatore di fatti e notizie, ricomincia a scrivere con il tema caldo di questo periodo: Rolex e la lotta alla speculazione. A partire dal progetto della nuova manifattura in quel di Bulle, annunciato per prima dall’emittente televisiva pubblica Rts il 21 novembre scorso, e poi rimbalzato ovunque. Noi riprendiamo l’argomento per inquadrarlo nel giusto contesto. Con questo articolo che avrà presto un seguito…

    Mai stato un tifoso di Rolex, lo ammetto. Il mio unico Rolex è stato un quarzo comprato per la stravaganza tecnica del suo stranissimo movimento, basato sul concetto di galvanometro bistabile. Fantastico, ma faceva un rumore assordante e la pila a stento arrivava all’anno di durata.

    Le premesse

    Al tempo stesso non dare a Rolex quel che è di Rolex sarebbe una forma di snobismo poco intelligente. A parte una storia che rende il marchio un indispensabile riferimento dell’orologeria da polso, c’è la fiducia da parte dei compratori. Grazie alla quale Rolex si trova ai vertici della classifica che valuta, internazionalmente, la reputazione, il buon nome di cui un prodotto gode. Certo: Rolex è anche uno status symbol e questo sembra dar fastidio a non pochi (ma allora perché segretamente lo sognate comunque?). Poi Rolex è oggetto di speculazioni e interessi non sempre leciti. E poi Rolex è da molti altri considerato “banale”, ossia una scelta fatta senza sforzarsi nemmeno un poco per trovare motivazioni un po’ più eccitanti del solito. E tanto ancora, nel bene e nel male.

    Personalmente, ad esempio, trovo che la qualità attuale del movimento Omega sia di gran lunga migliore, da un punto di vista qualitativo, non fosse altro per la sua resistenza agli effetti negativi dei campi magnetici. E a questo aggiungerei lo scappamento Co-Axial nonché una bella schiera di altre preziosità tecniche specifiche di Omega. E però resta il fatto che in cima ai sogni del pubblico continua imperterrito ad esserci lui, Rolex. Rolex e nient’altro che Rolex, in una determinata fascia di prezzo. Punto.

    La caccia al Rolex

    Questa caccia al Rolex ha scatenato un bel po’ di casini. Perché in orologeria (e per giunta con numeri che si aggirano intorno al milione d’orologi ogni anno) non è che riesci ad aumentare la produzione quando ti gira, facendo fare gli straordinari a un po’ di dipendenti. No, non è così che funziona. Serve ben altro e Rolex lo sa bene. Non a caso la vera notizia dell’anno è il raddoppio della fabbrica, un investimento da circa un miliardo di franchi svizzeri che dovrebbe far schizzare i numeri da uno a due milioni di orologi immessi ogni anno sul mercato.

    Problema risolto? Mi permetto di dubitarne perché il mercato cinese è in crescita. E se la situazione generale dovesse migliorare (dalle pandemie all’inflazione), ci ritroveremmo di nuovo ad andare a caccia di Rolex anche nei boschi di castagni, con l’unico vantaggio di una situazione un po’ meno ansiogena.

    Ma chiariamo anche come Rolex, di proprietà di una Fondazione senza fini di lucro, non fa mica giochi sporchi con i prezzi. Gli aumenti dello scorso anno, ad esempio, sono inferiori all’8% e quindi in linea con il tentativo di compensare l’inflazione internazionale. E sono rimasti comunque relativamente poco elevati anche sui singoli mercati, al netto delle tasse locali. Vuol dire, in pratica, che se non hai un centinaio di amici pronti a comprarti altrettanti Rolex in un Paese in cui le tasse sono alte, ma compensate per gli stranieri da un buon meccanismo di Tax Refund, allora il gioco non vale la candela.

    In più mi permetto di fare una supposizione, in verità non troppo ardita. Che Rolex stia agendo per riprendere saldamente in mano le redini del mercato speculativo impazzito, anche se è difficile ipotizzare che il percorso sarà immediato come gli effetti di un interruttore elettrico. Potremmo piuttosto dire che Rolex ha chiesto ad Alexa di impostare il dimmer che porterà casa nostra (ben informatizzata) all’intensità e al colore di luce che consideriamo più confortevole.

    Il che è esattamente quel che moltissime altre marche non vogliono, non vogliono proprio. Ne parleremo nelle prossime settimane… Preferisco non approfittare troppo dei miglioramenti clinici della mia salute.

  • I 10 orologi del 2022 che ricorderemo

    I 10 orologi del 2022 che ricorderemo

    Il 2022 sta per finire (finalmente, diciamo noi, e siamo certi che molti di voi saranno d’accordo…). È lecito quindi chiedersi per cosa sarà ricordato in orologeria. Cioè, quali sono stati gli orologi più rappresentativi dell’anno. Quelli che hanno segnato i costumi, e in certi casi sono diventati essi stessi un fenomeno di costume. Perfino al centro delle cronache giornalistiche, nazionali e internazionali. Quelli che hanno suscitato scalpore, e hanno fatto parlare di più, nel bene e nel male. O semplicemente quelli che ci hanno colpito, che sono rimasti più impressi nei nostri ricordi. Ecco allora i 10 orologi del 2022, secondo noi.

    Perché 10? Beh, ovviamente, il numero è arbitrario. Però 15, o 20, o magari anche 30 o 50, non sarebbero ugualmente incisivi: più la cifra è maggiore e minore è la capacità di scelta. Mentre 7, o 5, o 3… no, sarebbero troppo pochi, troppo riduttivi. Ecco perché abbiamo deciso di scegliere i 10 orologi del 2022, non uno di meno né uno di più: un numero pieno, significativo, capace di cogliere come un’istantanea gli esemplari topici – decisivi, fondamentali – di questo momento storico.

    Con un’accortezza: come sempre, la nostra non vuole essere una top ten in ordine di importanza. Ma un semplice elenco – rigorosamente in ordine alfabetico – dei 10 orologi del 2022. Fateci sapere se siete d’accordo… I social sono lì per questo.

    BULGARI Octo Finissimo Ultra 10th Anniversary Cassa (40 mm di lato x 1,8 mm di spessore) in titanio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro BVL 180 di manifattura, con platina/fondello in carburo di tungsteno. Display regolatore, cricchetto del bariletto con QR code che rimanda aun’esclusiva grafica Nft, bracciale in titanio sabbiato. Edizione limitata di 10 esemplari, 427mila franchi svizzeri.

    Un orologio da record (anche se poi superato dal Richard Mille qui sotto), super-elogiato dagli addetti ai lavori e praticamente scevro di critiche. Sicuramente una pietra miliare nella ricerca dell’ultrapiatto della Casa romana.

    HERMÈS Arceau Le Temp Voyageur Cassa (38 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro H1837, con ore del mondo, indicazione vagante di ore e minuti dell’ora locale, ora di casa a finestrella. Quadrante “Planisphère d’un monde équestre” disegnato da par Jérôme Colliard, cinturino in pelle di vitello Swift. 18mila euro.

    Un modo inedito di indicare le ore del mondo. Che non solo conferma il modo poetico della Maison di concepire il tempo, ma anche la genialità di Jean-François Mojon (sì, quello di Chronode e Cyrus), progettista del modulo della complicazione. Indimenticabile.

    LONGINES Ultra-Chron Cassa (43 mm) in acciaio, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L836 ad alta frequenza, con spirale in silicio, certificato cronometro da Timelab. Quadrante effetto martellato, lunetta girevole unidirezionale con inserto in vetro zaffiro, cinturino Nato (oppure in pelle). 3.390 euro.

    Reboot di un esemplare del 1966, è piaciuto tanto agli estimatori del marchio (e non solo). Facile capire il perché: dall’estetica vintage all’alta frequenza, dalla costanza di marcia fino al prezzo, dalla sua ha tanti pregi…

    MAD EDITION M.A.D 1 Red Cassa (42 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Miyota 821A ribaltato e modificato, con autonomia di 60 ore, rotore di carica (a tripla lama, in titanio e tungsteno) sul lato quadrante e indicazioni sulla carrure. Dettagli luminescenti, cinturino in pelle di vitello. 2.900 franchi svizzeri (tasse escluse).

    È vero: è uscito nel 2012, ma la prima edizione era fuori commercio. A grande richiesta, l’orologio creato da Max Busser & Friends ha raggiunto un pubblico più ampio solo quest’anno: ma, esaudite le prenotazioni, i pochi pezzi rimasti sono andati a ruba. Tramite lotteria. Anche i 100 esemplari realizzati per Corvo sono spariti in un amen. Ora si replica – sempre con lotteria – all’inizio del 2023.

    OMEGA Speedmaster Chrono Chime Cassa (45 mm) in oro Sedna. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Co-Axial Master Chronometer 1932 di manifattura, con autonomia di 60 ore, cronografo con funzione sdoppiante e ripetizione minuti. Quadrante in avventurina blu, lunetta con scala tachimetrica, bracciale in oro Sedna. 549mila euro.

    È l’Omega più complicato di sempre. E per questo resterà per sempre nella memoria collettiva…

    OMEGA x SWATCH MoonSwatch Cassa (42 mm) in Bioceramic. Movimento al quarzo Swiss made, cronografo con secondi continui. Quadrante mat, lunetta con scala tachimetrica (con tanto di Dot over 90), cinturino in Velcro. 260 euro.

    Non ce ne vogliano gli altri marchi, ma in un’ipotetica classifica dei 10 orologi del 2022 sarebbe probabilmente in pole position. Per il clamore che ha suscitato, anzi, la follia collettiva: l’odio/amore incondizionato, le file interminabili davanti ai negozi, le speculazioni che lo hanno spinto a prezzi assurdi… Noi abbiamo scelto il Mission to the Moon, ma andrebbe bene uno qualsiasi degli 11 esemplari della collezione.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda Gmt Rattrapante Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro PF051 di manifattura, con micro-rotore decentrato e doppio fuso orario con funzione sdoppiante. Quadrante guilloché Grain d’Orge, lunetta zigrinata in platino, bracciale in acciaio. 26mila euro.

    Una “vera” prima mondiale: applicare la funzione sdoppiante alla lancetta del Gmt è stato davvero geniale. Talmente naturale da sembrare la scoperta dell’acqua calda. Eppure prima non c’era…

    PATEK PHILIPPE Nautilus Ref. 5811 Cassa (41 mm) in oro bianco, impermeabile fino a 12 atm. Movimento meccanico a caric automatica, calibro 26-330 S C di manifattura, con datario. Quadrante soleil sfumato con rilievo orizzontale inciso, bracciale in oro bianco. 70.350 euro.

    Lo scorso anno, l’uscita di scena del 5711 aveva creato sconforto e lanciato in orbita i costi dell’usato. Il nuovo 5811 ha un millimetro in più, è più prezioso e ha un altro prezzo. Ma che importa? Il cult di Patek è tornato…

    RICHARD MILLE RM-UP 01 Ferrari Cassa (51 x 39 x 1,75 mm) in titanio grado 5. Movimento meccanico a carica manuale, calibro RMUp-01 di manifattura, e di forma (2,82 g di peso), con selettore di funzione. Vetri zaffiri (0,2 mm di spessore), cinurino in pelle. 1,7 milioni di franchi svizzeri (tasse escluse).

    Un altro orologio che ha fatto discutere (per l’estetica, la costruzione, il prezzo…): odiatissimo o amatissimo, senza vie di mezzo. Ma è un dato di fatto che mai s’era visto qualcosa del genere. Una vera bomba!

    ROLEX Deepsea Challenge Cassa (50 mm) in titanio Rlx, impermeabile fino a 1100 atm, con valvola di decompressione e sistema Ringlock. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3230 di manifattura, con autonomia di 70 ore. Quadrante mat, lunetta girevole unidirezionale in Cerachrom, vetro zaffiro di 9,5 mm, bracciale in titanio Rlx. 26.100 euro.

    Il primo Rolex in titanio, il primo con una simile e impressionante tenuta stagna, eppure apprezzato da pochi e incompreso da troppi.

  • Deepsea Challenge, la nostra opinione sul nuovo Rolex

    Deepsea Challenge, la nostra opinione sul nuovo Rolex

    A sorpresa – lo ricordiamo tutti – il 1° novembre scorso, Rolex ha presentato l’inedito Deepsea Challenge. Fin da subito e per giorni interi, chiunque e su qualsiasi media (da pronunciare con la “e”: è una parola latina, prima che inglese), chiunque – dicevo – ha voluto dire la sua, anche a costo di scrivere fesserie… A livelli tali da farci chiedere perché certa gente non pensa, invece di copiare pedissequamente la cartella stampa per mettere online post in tempo reale… Ora, dopo aver letto e ascoltato innumerevoli scemenze e qualche considerazione intelligente sui vari blog, forum, video di youtube, siti specializzati e non, penso sia arrivato finalmente il momento di dire la nostra. Non perché abbiamo la verità in tasca, ma per riflettere insieme a voi su quanto ci sia davvero di importante nel nuovo Deepsea Challenge.

    La sostenibilissima leggerezza del titanio

    Prima di tutto, il titanio: si tratta del primo orologio in titanio di Rolex. Non un titanio qualsiasi, sia chiaro. Con il culto per i materiali che si ritrova (o meglio, la consapevolezza di quanto contino i materiali nella qualità di un orologio, tant’è che ha la propria fonderia interna), la Casa della Corona non poteva che adoperare una lega esclusiva. Su cui non si sa molto: né se sia stata sviluppata in-house (presumibilmente), né quale sia la precisa composizione (ovviamente), se non che si chiama titanio RLX e che è di grado 5.

    Lasciamo perdere per favore le tante elucubrazioni sull’uso del titanio da parte di Tudor. Qui parliamo di Rolex, non di Tudor: la proprietà sarà anche la stessa, ma sono due mondi paralleli e indipendenti. L’uso del titanio in questo caso ha una portata storica, perché lascia intendere che così sia di fatto sdoganato nella produzione della Casa. E che quindi, in un futuro nemmeno remoto, usciranno altri esemplari realizzati in titanio RLX. In pratica il Deepsea Challenge sarà il primo di una lunga serie di Rolex in titanio. Scommettiamo?

    La storia

    Chi, tra gli pseudo-comunicatori, nella propria recensione ha puntato tutto sulla straordinaria capacità dell’orologio di raggiungere fino a 11mila metri (sic!), dovrebbe cambiare mestiere – lasciatemelo dire. A parte il fatto che detto così sembra quasi che se te lo tieni al polso per 11 chilometri, appena fai un metro in più l’orologio si ferma… Il punto è che la tenuta stagna a pressioni estreme non è certo una novità, per Rolex: anzi, ha più di 50 anni. E si basa sull’interesse, reale e storicamente provato, verso l’impermeabilità, che risale addirittura all’esordio dell’Oyster Perpetual, ai tempi di Mercedes Gleitze.

    Poi, dopo il Submariner, la Maison ha messo alla prova i progressi raggiunti con l’avventura del batiscafo Trieste di Jacques Piccard. Che all’esterno aveva fissato l’avveniristico (per l’epoca) Deep Sea Special con vetro a cupola. Era il 1960 e già allora quel primo orologio sperimentale, dopo aver toccato i fondali della Fossa delle Marianne e subìto l’impressionante pressione di 1.100 bar, tornò in superficie indenne e perfettamente funzionante.

    Quindi l’impresa è stata ripetuta in tempi più recenti, nel 2012, da James Cameron. Che raggiunse in solitaria il punto oceanico più profondo dell’intero Pianeta, il cosiddetto Challenger Deep, a bordo di un sottomarino appositamente progettato. Sul cui braccio meccanico Rolex aveva apposto un nuovo modello sperimentale, chiamato proprio Deepsea Challenge – come la spedizione a scopo scientifico sostenuta dal National Geographic. In acciaio, pesante e massiccio, quell’esemplare presentava la stessa tecnologia del suo omonimo di oggi. Che altro non è se non lo sviluppo commerciale, la versione industrializzata del prototipo messo alla prova giusto dieci anni fa. Ed è proprio la capacità di industrializzare il Deepsea Challenge a essere degna di nota.

    Le dimensioni e la costruzione del Deepsea Challenge

    Al di là dell’inutile mi piace/non mi piace e delle battute cretine sull’immettibilità del nuovo subacqueo, consideriamo le dimensioni della cassa: 50 mm di diametro per 23 mm di spessore. Notevoli, vero. Ma dipendono proprio da quel precedente, che addirittura era ancora più grande: 51,4 per 28,5 mm. Qualcuno se lo ricorda o abbiamo tutti la memoria dei pesci rossi? (Si fa per dire, la scienza ha dimostrato che è una fola: i loro ricordi durano anni). Che poi anche le rimostranze sull’impossibilità di indossare l’orologio nella vita quotidiana lasciano il tempo che trovano. Ma davvero qualcuno crede che Rolex abbia realizzato il Deepsea Challenge per poterlo mettere al polso e magari andarci – che so – in ufficio? È già arduo portarlo sopra la muta…

    E dipende sempre dal Deepsea Challenge originale anche la particolare architettura, basata sul sistema Ringlock (brevettato). La cassa cioè ha una costruzione tripartita sviluppata intorno a un anello di supporto, realizzato in una lega molto resistente di acciaio e azoto. Tutt’attorno si trova la carrure vera e propria (prima in acciaio 904L, ora in titanio RLX). Al di sopra poggia un vetro zaffiro molto spesso e leggermente bombato, mentre sotto si trova il fondello avvitato in titanio pieno (nell’esemplare originale aveva uno spessore di 5,3 mm). Ed è proprio grazie a questa costruzione che il Deepsea Challenge è in grado di resistere a pressioni colossali.

    A proposito: in base alle normative vigenti, tutti gli esemplari subacquei devono essere singolarmente testati a una pressione superiore del 25% di quella dichiarata. E questo non fa eccezione. Il che significa che il Rolex Deepsea Challenge ha dovuto sopportare ben 1.375 bar, in un’apposita camera subacquea costruita con la Comex. Di nuovo, davvero pensate che i tecnici di Rolex siano così ingenui da non sapere che nemmeno i sommozzatori di profondità incontrino mai simili pressioni? Non è più probabile piuttosto ipotizzare che abbiano voluto così dimostrare ciò di cui sono capaci?

    Prezzo e conclusioni

    Qualche altra caratteristica? Alla spicciolata, l’immancabile valvola di decompressione. Il calibro 3230 di manifattura, con spirale Parachrom, bilanciere Microstella, scappamento Chronergy e autonomia di 70 ore. La lunetta in Cerachrom, le lancette e gli indici luminescenti Chromalight. Il bracciale dotato di sistemi di allungamento Fliplock e Glidelock. Devo continuare? Il Deepsea Challenge presenta tutte le caratteristiche tipiche dei Rolex, è la summa di tutti quei dettagli rappresentativi della Casa. Con qualcosa in più: come i profili bisellati della cassa e il fondello inciso con scritte commemorative.

    Infine il prezzo: 26.100 euro. Altro motivo di (forti) mugugni da parte di chi vorrebbe ma non può. A parte il fatto che le aziende non applicano prezzi a caso, ma seguono una politica ben precisa in cui calcolano costi e guadagni… Anche il prezzo, così come tutto ciò che vi ho raccontato finora, mi fa credere che l’orologio sia espressamente rivolto ai collezionisti. Che non lo indossano, tutt’al più ne parlano. Il Deepsea Challenge insomma sarebbe un concentrato di tecnologie Rolex, una dimostrazione di savoir-faire e di competenze, che serve proprio a confermare le vette raggiunte dalla Casa e a far discutere. Come dicono gli americani, un conversation piece. E se l’obiettivo era far parlare di sé… beh, è stato pienamente raggiunto.

  • Le notizie della settimana. News & previews – 22/9/2022

    Le notizie della settimana. News & previews – 22/9/2022

    Lanci vertiginosi

    Foto Romina Amato / Red Bull Content Pool courtesy Mido

    Il 17 e 18 settembre Polignano a Mare ha ospitato per la IX volta la Red Bull Cliff Diving World Series. Unica tappa italiana del campionato di tuffi da grandi altezze, quest’anno – complici il mare mosso e il forte maestrale -, è stata più spettacolare che mai. Alla presenza di 40mila spettatori, le piattaforme di 27 e 21 metri a strapiombo sulla scogliera hanno visto alternarsi 24 atleti. Assente purtroppo Alessandro De Rose, infortunatosi dopo il bronzo agli Europei di Nuoto. Mentre Mido, come sempre partner della manifestazione, ha lanciato un nuovo subacqueo, l’Ocean Star Tribute Gradient.

    Grande Maestro

    Jaeger-LeCoultre ha un nuovo volto: quello di Anya Taylor-Joy. L’attrice dalle origini anglo-argentine, dopo aver vestito i panni di Beth Harmon ne La regina degli scacchi, sta facendo una carriera sfolgorante. E mentre sta girando il prequel di Mad Max, per la Grande Maison ha interpretato un video intitolato A Call of Heart. Un corto dalle immagini patinate, ispirato a una telefonata (realmente avvenuta, nel 1903) fra Jacques-David LeCoultre ed Edmond Jaeger, in cui indossa un Reverso Classic Duetto in oro rosa. Chic-chissimo, come lei.

    Think pink

    Non una semplice partnership, ma un reale impegno per una buona causa. Zenith affianca la fondazione Susan G. Komen, una delle principali associazioni no-profit per la lotta al tumore al seno. In modo concreto: devolverà infatti all’organizzazione il 20% delle vendite del Chronomaster Original Pink. Ovvero un celeberrimo El Primero di ultima generazione dal look rosa, creato ad hoc ma non solo per le signore: la cassa in acciaio misura 38 mm ed è per tutti i polsi. Si tratta però di un’edizione limitata nel tempo, disponibile solo dal 1° al 31 ottobre. Occhio…

    Roma capoccia

    Il 14 settembre, a Roma, Tag Heuer ha inaugurato una nuova boutique, la seconda nella Capitale. E ha fatto le cose in grande: a far gli onori di casa c’era il Ceo Frédéric Arnault, tra gli invitati si aggirava Patrick Dempsey (ambasciatore di lunga data, seppur in un’improbabile versione bionda forse per esigenze di copione), mentre davanti alla vetrina di via Condotti 33 era parcheggiata una Porsche 963 Penske (impegnata nel Mondiale di endurance). Poi, cocktail e cena placé alla Lanterna di Fuksas, con ménu stellato dello chef Riccardo Giacinto.

    Omaggi agli inquilini

    Il 19 settembre ha preso il via la VII edizione del Grande Fratello Vip, con un nuovo sponsor e cronometrista ufficiale: Breil. Il brand di orologi e gioielli – che fa capo al Gruppo Binda – introduce così per la prima volta nella Casa il concetto di tempo. Ma è anche partner tecnico: e prevede quindi una serie articolata di inserimenti dei prodotti e del marchio all’interno dello svolgersi della trasmissione. Per esempio, la consegna di speciali cadeau ai concorrenti in particolari momenti del loro soggiorno, ovviamente ripresi dalle telecamere.

    Microtecnica in mostra

    Foto courtesy Bergeon

    A La Chaux-de-Fonds, è aperto fino a domani il TWS – Technical Watchmaker Show. Il salone dei fornitori di microtecnica e servizi orologieri riprende quest’anno dopo la pausa forzata della pandemia, sempre nei suggestivi spazi degli Anciens Abattoirs. Questa III edizione – quattro giorni di appuntamenti importanti per gli addetti ai lavori – non è solo un punto di incontro con i 64 espositori. Ma si pone anche come luogo di aggiornamento e scambio di conoscenze, con conferenze tecniche rivolte al pubblico di visitatori.

  • Spigolature orologiere. News & previews – 15/9/2022

    Spigolature orologiere. News & previews – 15/9/2022

    “Spigolature: insieme di cose raccolte qua e là, ricercate minuziosamente, anche come titolo di rubriche giornalistiche”. Così recita la celebre Treccani, l’enciclopedia che è un po’ la Bibbia della lingua italiana. Perché “spigolature” è un termine arcaico e desueto, di matrice letteraria, ma qui non usato certo a caso. Lo abbiamo scelto proprio per sottolineare che abbiamo raccolto una serie di notizie e di curiosità, di argomenti secondari rispetto al lancio di nuovi prodotti, ma di rilievo dal punto di vista del marketing. Sì, il marketing, quella serie di tecniche e di attività che oggi – piaccia o no – dominano l’industria delle lancette, così come tutti gli altri settori del mercato. Ecco quindi le nostre spigolature orologiere, riunite per tenervi informati sui fatti di cronaca degli ultimi giorni. Buona lettura.

    Chi indossava cosa…

    Lunedì 12, a Los Angeles, riflettori puntati sulla 74a edizione degli Emmy Awards, “gli Oscar” della Tv americana. Avvistate, in veste di premiati, nominati o semplici ospiti, molte star legate alle case di orologeria. Prima fra tutti Amanda Seyfried, “Miglior attrice in una miniserie” per il personaggio di Elizabeth Holmes in The Dropout. Per l’occasione, il “volto” di Jaeger-LeCoultre indossava un prezioso 101 Reine. Mentre un altro ambasciatore della Maison, Nicholas Hoult, aveva al polso un Reverso Classic. Contenti di saperlo?

    … agli Oscar della televisione

    Murray Bartlett (Foto Trae Patton/NBC via Getty Images)

    Sempre al Microsoft Theater, nella notte degli Emmy, premiato anche Murray Bartlett come “Miglior attore non protagonista in una miniserie” per White Lotus. Sotto un classicissimo smoking, il friend of the brand australiano di Omega portava un bel Seamaster Aquaterra 38 mm. Da citare anche Ariana Debose con un Constellation 25 mm, Andrew Garfield con un De Ville Trésor, Taron Egerton con uno Speedmaster 57, Jack Lacy con un Moonwatch e Phil Dunster con un altro Speedmaster 57. Tanto per gradire.

    Quel ramo del lago di Como

    Ancora Omega ha diffuso oggi le immagini (anche di backstage) della nuova campagna stampa. Protagonisti: George Clooney e Hyun Bin, a bordo di due auto classiche. Ma noi qui ci concentriamo sugli scatti dell’attore americano, ambassador di lunga data. Non solo perché il premio Oscar è più fascinoso che mai, con quel total look scuro e l’aria gigionesca da splendido sessantenne; ma anche perché a far da sfondo c’è il lago di Como. Ed è un po’ come se, con lo Speedmaster 57, Omega facesse pubblicità anche alla nostra Bella Italia.

    Guardami così

    La scorsa settimana, Louis Vuitton ha presentato Bradley Cooper come nuovo ambasciatore. Sarà lui a interpretare il Tambour – l’orologio più famoso della Maison -, che quest’anno spegne 20 candeline. Tant’è: l’attore, regista, produttore e sceneggiatore è diventato protagonista della nuova campagna dedicata al Tambour Twenty (l’edizione limitata per l’anniversario). Un video che è un corto d’autore, firmato dal regista premio Oscar Damien Chazelle, con la fotografia di Boo George e musica di Justin Hurwitz.

    Maestri e Allievi

    Diane Reeves e la cantante sudcoreana Son Yi Jeon (foto courtesy Rolex)

    Ieri Rolex ha annunciato i nomi dei Mentors and Protégés per il 2023/24, l’iniziativa “istituita per favorire la trasmissione delle conoscenze artistiche e artigianali” fra generazioni. Alla cerimonia newyorkese, i Maestri El Anatsui, Bernardine Evaristo, Jia Zhang-Ke, Dianne Reeves e Anne Lacaton hanno presentato i nuovi Allievi nei rispettivi ambiti: Bronwyn Katz (arti visive), Ayesha Harruna Attah (letteratura), Rafael Manuel (cinema), Song Yi Jeon (musica), Arine Aprahamian (architettura). Auguriamo a tutti buon lavoro.

    Attenti a quei due

    Nei giorni scorsi, è stata svelata un’inedita partnership nel mondo del design democratico: Seletti x D1 Milano. Che si è subito tradotta in pratica nella produzione di due modelli Polycarbon a tema “giorno e notte”. Ovvero, due motivi fra i più amati di Seletti, ovviamente rivisitati in chiave pop come si confà all’estetica di entrambi i brand, però riprodotti con una tecnica (water transfer) che rende di fatto unico ogni esemplare. Se siete interessati, occhio: gli orologi saranno in vendita in coppia in un’edizione limitata di 300 box.

    Per grandi e piccini

    Sabato 17 e domenica 18, a Gorgonzola (Mi) si tiene la III edizione della Fiera di Orologiko. Organizzata da Glauco Peraino e Fabrizio Di Claudio (amministratori dell’omonimo forum), a Palazzo Pirola e nella vicina piazza della Repubblica, quest’anno riunisce 35 espositori. Oltre agli orologi da polso, da tasca, elettromeccanici, pendoleria e forniture, da segnalare la presenza di tre marchi: echo/neutra, Mondia e Venezianico. Ma meritano un plauso soprattutto le iniziative didattiche, per bambini dai 4 ai 12 anni. Ingresso libero.

  • Gli orologi di Elvis. Memorabilia oltre il grande schermo

    Gli orologi di Elvis. Memorabilia oltre il grande schermo

    Dagli Omega ai Rolex. Dal celeberrimo Hamilton allo sconosciuto Ebel. Fra le news più attuali, tengono banco gli orologi di Elvis Presley. E noi, giocando in anticipo sul film (presto) nelle sale, non potevamo esimerci dal raccontarveli

    Arriverà nei cinema solo il 22 giugno. Ma la febbre per Elvis, il nuovo film diretto dal visionario Baz Luhrmann, è salita già dalla première mondiale all’ultimo Festival di Cannes, dov’era tra le opere più attese. Per diverse ragioni. Prima di tutto perché la pellicola è dedicata a una delle più grandi icone rock di tutti i tempi, venerata anche dalle generazioni 2.0 di artisti; su tutti i nostrani Måneskin che partecipano alla colonna sonora con la cover If I can dream. Poi perché non è il solito biopic ma – come recita il trailer stesso – un approfondimento sul “vero” Elvis e sul rapporto con il suo manager, il colonnello Tom Parker.

    L’altro motivo è che rivela al mondo il nuovo divo del cinema Austin Butler, 30 anni, talmente credibile nei panni di Elvis da poter essere scambiato per un giovane sosia. Il suo talento è stato accolto trionfalmente dai 12 minuti di standing ovation, scattati al termine della proiezione dell’anteprima a Cannes, con tanto di benedizione di Priscilla Presley, presente sulla Croisette. E poi, ancora, perché mostra un altrettanto straordinario Tom Hanks nel ruolo del manager del Re del rock, Tom Parker.

    Elvis e gli orologi

    A noi che siamo monotematici, e a tutti gli impallinati del mondo delle lancette, non sfuggirà certo nel film di Luhrmann la copiosa presenza di orologi, ricorrenti in diverse scene sul grande schermo. Nella finzione come nella realtà, The King era infatti un grande appassionato di auto di lusso, di gioielli appariscenti e di orologi, appunto. Che sfoggiava tanto sui set quanto nella vita privata. Potevamo quindi far finta di ignorare gli orologi di Elvis? Certo che no.

    Pare infatti che ne abbia avuti centinaia, acquistati dai gioiellieri di Los Angeles e di Memphis, anche se non era un collezionista nel senso tradizionale del termine. Diverse testimonianze raccontano che li amava come accessori di moda da cambiare spesso e volentieri, alla stregua di un gioiello. Divennero così sempre più preziosi e stravaganti, man mano che il suo gusto evolveva verso l’estetica show-off creata per lui dal costumista Bill Bellew. Di volta in volta conversation pieces per attaccare bottone con le ragazze, ma anche oggetti da regalare nei sinceri gesti di generosità verso gli amici.

    Gli orologi di Elvis: Hamilton, Omega…

    Se nel film di Luhrmann gli orologi appaiono in diversi momenti della storia, non si tratta però proprio degli stessi esemplari da lui realmente indossati – alcuni dei quali sono così famosi da restare impressi nella memoria collettiva. A cominciare dall’Hamilton Ventura: il primo nella Storia con movimento elettromeccanico (brevettato), aveva un’insolita cassa triangolare, dal design perfettamente in linea con lo streamline americano dell’epoca. Non a caso è noto anche come “Elvis Watch” dopo che The Pelvis lo aveva indossato nel film Blue Hawaii del 1961.

    Ma ha fatto storia anche l’Omega firmato Tiffany & Co. che Elvis ricevette, sempre nel 1961, dalla RCA – la sua Casa discografica – per celebrare i 75 milioni di copie di dischi venduti. Con cassa in oro bianco, lunetta incastonata di diamanti e fondello con dedica, nel 2018 è stato battuto all’asta da Phillips a Ginevra per una cifra record: quasi due milioni di franchi svizzeri. Ad aggiudicarselo la stessa Casa, che l’ha acquistato per l’Omega Museum, dove oggi si può vedere esposto tra i pezzi notevoli. Bello che lo condivida così con gli appassionati…

    Del resto, non è l’unico orologio di Elvis a finire sotto il martelletto dei banditori. Sempre a proposito della Maison di Biel, è famoso anche un Omega Constellation con cassa in acciaio placcato oro rosa e certificato ufficiale di cronometro. Fu indossato da Elvis durante il servizio militare, periodo che poi ispirò il film Cafè Europa (G.I. Blues), del 1960, e regalato dal divo all’amico musicista Charlie Hodge. L’esemplare poi diventa un habitué delle case d’asta: messo in vendita nel 2011 da Heritage Auctions, raggiunse i 15.500 dollari; nel 2012 tornò in un incanto di Antiquorum, che lo aveva stimato fra i 10 e i 20mila dollari, ma spuntò i 52mila dollari; e nel 2014 sempre Antiquorum lo rivendette per 37.500 dollari. Quotazioni altalenanti ma di sicuro successo.

    Tra gli orologi di Elvis va citato anche un Omega digitale: l’allora rivoluzionario Time Computer, del 1972, con display a Led. In rete non abbiamo trovato foto che ritraggono il performer con quell’esemplare. Ma lo scrittore Jerry Schilling, suo stretto confidente, dichiara di averlo visto nel libro Me and a Guy Named Elvis. Perché non credergli?

    …Rolex & Co.

    Non solo Omega, però. Merita almeno un cenno anche il Rolex Submariner 6538 “Big Crown”, al polso di Elvis nel film girato alle Hawaii Girls Girls Girls, datato 1962. Guarda caso, lo stesso anno anche Sean Connery nei panni di James Bond indossava il medesimo modello in Dr. No, primo film della saga di 007. A portare questo esemplare agli onori della cronaca è stato Jake’s Rolex World, cui vi rimandiamo per opportuni approfondimenti.

    Sempre al Rolex Magazine va anche il merito di aver scoperto un’autentica chicca: il Rolex King Midas 9630. Disegnato nientepopodimeno che da Gérald Genta, era uno strano orologio interamente in oro massiccio, con cassa pentagonale. Elvis lo ricevette in regalo per avere tenuto sei concerti sold out nel 1970 allo Houston Livestock Show and Rodeo, la maggiore mostra di bestiame e competizione di rodeo del mondo. La Casa della Corona lo produsse in una costosissima edizione limitata di 1000 esemplari, ma il Re del rock non lo trattò molto bene… Nelle foto esclusive del sito americano appare pieno di graffi e con il quadrante danneggiato dall’acqua.

    Per passare ad altri marchi, faceva parte della sua collezione anche un Corum Buckingham. Realizzato attorno al 1960 e sempre con cassa in oro giallo, anche questo fu donato da Elvis a un amico, Richard Davis. E anche questo è stato battuto all’asta da Antiquorum nel 2016 per 22mila dollari, insieme alla lettera autografa che ne documenta la storia e la provenienza. E poi ancora da Antiquorum nel 2018, e da Swarders nel 2020: a volte ritornano…

    Una notizia recente, infine, riguarda un esemplare-gioiello realizzato da Ebel nei primi anni Settanta, dalla foggia particolare. Totalmente in oro giallo, con cassa carré, lunetta di diamanti e bracciale scultura, ben illustra lo stile sempre più eccentrico dell’artista. Che poi lo regalò all’amico e cantante gospel J.D. Sumner, facendogli incidere una dedica sul fondello. Acquistato dall’antiquario M.S. Rau per 495mila dollari, è entrato a far parte della sua collezione privata e conservato nella sua galleria di New Orleans.

    Ça va sans dire, sembra davvero che il film di Luhrmann abbia innescato una nuova Elvis-mania, con fan sempre più devoti a caccia di feticci e memorabilia in ogni angolo del mondo. A tal punto che probabilmente nei prossimi mesi salteranno fuori altri orologi di Elvis… Scommettiamo?

  • I movimenti industriali sono di scarsa qualità?

    I movimenti industriali sono di scarsa qualità?

    Ovviamente quella del titolo è una domanda retorica. Una provocazione di cui si serve Augusto Veroni per rispondere ai commenti di alcuni lettori circa i movimenti industriali. E per chiarire un po’ le idee a chi sembra avere la testa piena di preconcetti…

    Certe volte è davvero una soddisfazione totale. Leggere i vostri commenti sui social, intendo dire. Ho trovato assolutamente straordinarie, mature, alcune considerazioni, a partire dal rendersi conto che ormai amare l’orologeria meccanica è l’espressione dell’apprezzamento personale per una forma d’arte.

    Uno di voi ricordava che qualche secolo fa, quando si doveva combinare un matrimonio fra regnanti, il primo passo era assumere un (costosissimo) ritrattista che riprendeva le fattezze del candidato o della candidata. Niente foto, ma ritratti. Nella stragrande maggioranza dei casi il protagonista era riveduto e corretto per apparire più gradevole e desiderabile (proprio come si fa oggi con le foto da postare: taroccamenti selvaggi). Una forma d’arte, la ritrattistica, che oggi non ha più alcuna motivazione pratica, ma persiste, talvolta, solo come forma d’arte.

    Proprio come gli orologi meccanici, che di fatto hanno perso gran parte delle proprie motivazioni d’uso, trasformandosi però in forme di arte tecnologica, o meglio meccanica, che molti sono in grado di apprezzare.
    Restano però non poche resistenze sulla qualità dei movimenti industriali, intendendo per tali quelli che devono essere prodotti in grande serie. E, secondo alcuni, con qualità molto discutibile. Ma è davvero così?

    Di cosa ha bisogno l’industria orologiera?

    Beh, un movimento industriale deve innanzitutto abbondare di affidabilità. Se produco un milione di movimenti per orologi e l’1% ha bisogno di interventi in garanzia, allora è un bel problema, perché parliamo di 10mila movimenti da sostituire o peggio ancora riparare gratis. Se ne produco mille, allora il tutto si riduce a 10. Una cosa sostenibile anche se i costi per singolo movimento sono maggiori.

    Per qualche misteriosa ragione, però, molti considerano trascurabile la qualità dei movimenti industriali, tralasciando fra l’altro l’importanza di un buon rapporto fra prezzo e qualità. Ecco allora che la più grande fabbrica di movimenti, la ETA – appartenente a Swatch Group –, viene considerata con estremo disprezzo da parte di “esperti” a scarso contenuto di informazione specifica. Prova ne siano le guerre che negli scorsi anni si sono combattute in ogni sede legale (compresa la Comco, la potentissima Commissione elvetica per la concorrenza) perché ETA non consegnava le quantità di movimenti di cui l’industria svizzera aveva bisogno.

    Spesso si utilizza, a proposito dei movimenti ETA, la parola “trattore”, intesa come entusiastico complimento alle loro qualità. Da notare che, ieri come oggi, i movimenti ETA si suddividono fra l’altro per prezzo, ma anche per tipo di allestimento, grado di finitura e possibilità di elaborazione. Benché alcune fabbriche – come Sellita – riescano a consegnare ottime “imitazioni” (ovviamene quelle con i diritti d’autore scaduti) degli ETA, gli originali restano ancora i più apprezzati.

    I movimenti industriali: il caso Omega

    E poi c’è il “caso Omega”. Il grande orologiaio inglese George Daniels inventa uno nuovo tipo di scappamento, dalle caratteristiche eccezionali. Il problema, però, è che nessuna marca è in grado di produrlo a prezzi sufficientemente contenuti per una produzione in vasta serie. Il progetto è via via abbandonato, fin quando arriva sulla scrivania dei dirigenti di Nivarox, la fabbrica di Swatch Group che produce organi regolatori e altre componenti di superiore precisione. In un primo momento anche la Nivarox dubita di potercela fare; poi rompe gli indugi e ne produce una prima versione montata con ottimi risultati su un movimento ETA. Di questo scappamento verranno realizzate e prodotte in serie altre variazioni, vere e proprie sintesi tecniche di straordinario valore.

    Solo che a quel punto, per non vedere il nuovo scappamento vagare sul ponte dell’organo regolatore, il ponte stesso è cambiato integralmente. E, visto che si libera spazio, si aggiunge un efficacissimo sistema di ricarica automatica con doppio bariletto. Una scelta dettata più dal desiderio di dare costanza nella cessione d’energia che maggiore autonomia. Bene, anzi, benissimo. Ma l’appetito vien mangiando e i tecnici Omega decidono di aggiungere un inedito sistema di sincronizzazione che muove la lancetta della ore a passi di un’ora, come nei GMT.

    E così via. Fin quando Nick Hayek non decide di realizzare una fabbrica Omega in grado di produrre questo movimento, ormai irriconoscibile rispetto a qualunque ETA; e con una qualità tale da superare persino gli implacabili controlli del Metas, l’Istituto federale di metrologia. Ormai dei pur ottimi movimenti ETA non c’è – di fatto – più traccia.

    Un’ultima considerazione: questo approccio tecnico vale ovviamente anche per altre grandi marche industriali. A partire da Rolex per proseguire con nomi illustri (e dalla produzione in grandi numeri) come Longines, Tissot e Hamilton. Gli ultimi tre appartenenti (come ETA) a Swatch Group. Nomi che, negli ultimi anni, si sono fatti creare da ETA e Nivarox movimenti in qualche modo esclusivi, ma comunque con un convenientissimo rapporto fra prezzo e qualità.

    Una modesta proposta

    Questo articolo nasce anche dal desiderio di chiarire le idee ad alcuni lettori nei confronti dei quali sto perdendo la pazienza. (Scusate: è solo una considerazione personale…). Qualunquisti “io so tutto” che invece spesso mancano della cultura di base per parlare con cognizione di causa. È un atteggiamento ben conosciuto (siamo tutti allenatori della nazionale, tutti virologi, tutti Presidenti di tutto) e che non riguarda solo l’Italia. Gli scemi sono ugualmente scemi in tutto il mondo.

    C’è un solo modo per sgonfiare questa prosopopea: con tutto il rispetto per gli studi di terza media oltre cui alcuni non sono mai andati, basterebbe chiedere il perché di quel che affermano. Chiedere di fornire prove, motivazioni serie e condivisibili. Se fai un’affermazione e non hai titoli accademici, allora almeno spiega sulla base di quali informazioni ti sei creato un’opinione che contrasta con la realtà. Realtà ben conosciuta (provabile e provata) da persone che hanno invece l’esperienza indispensabile e l’atteggiamento giusto per spiegare proprio su questa base.

    Alcuni sanno solo protestare, senza mai far proposte o motivare le proprie affermazioni. Un semplice “perché?” vi seppellirà di risate.

  • News & previews – 26/03/2022. Una selezione di novità

    News & previews – 26/03/2022. Una selezione di novità

    Tornano le notizie dal mondo delle lancette. Ecco gli eventi e le partnership che hanno catturato la nostra attenzione questa settimana: novità di vario argomento, dalla vela al rock ai rendez-vous, che abbiamo selezionato per voi. Un mondo sempre in movimento.

    Provaci ancora Alan!

    Alan Roura è il nuovo ambasciatore Hublot. Che sosterrà il velista ginevrino nella conquista della Vendée Globe 2024. Sarà la terza volta dello skipper alla regata delle regate, una prova durissima, considerata l’Everest dei mari: la gara oceanica prevede un giro del mondo in solitaria, senza soste e senza assistenza. A 29 anni, Roura è il più giovane finalista della Vendée Globe. E Hublot lo accompagnerà in tutte le gare in calendario, fra cui quattro transatlantiche, prima di ripartire nel 2024 per il giro del mondo.

    Octo fa dieci

    Foto Ernesto S. Ruscio/Getty Images courtesy Bulgari

    Bulgari ha celebrato il 10° anniversario della collezione Octo. L’evento si è svolto a Roma, nella leggendaria piazza della Rotonda che ospita il Pantheon. Non a caso. La maison romana ha scelto proprio la Città Eterna perché è qui che nel luglio 2012 ha presentato al mondo la celebre collezione, diventata nel frattempo un’icona dell’orologeria del XXI secolo. Per l’occasione, ha lanciato una novità con la cassa ipersottile, 1,8 mm di spessore (come un foglio di carta): l’Octo Finissimo Ultra, che segna un nuovo record nel mondo degli ultrapiatti.

    Il gioiello della Corona

    Riapre la boutique Rolex di Pisa Orologeria. Nello storico palazzo di via Montenapoleone, gli appassionati del lusso potranno riavere il loro punto di riferimento: 300 metri quadri di spazio distribuiti su tre livelli, dedicati all’esposizione, alla vendita e al servizio assistenza. Il restyling ha coinvolto l’intero edificio, dal piano interrato fino alla terrazza, ma ha conservato lo scalone curvo principale, ora rivestito di pannelli in vernice dorata. Così, la prima boutique Rolex in Italia – aperta con Pisa nel 2008 -, rinasce a nuova vita. Per la gioia degli appassionati.

    Dal polso di Slowhand

    Va all’asta il Rolex Daytona “Crazy Doc” di Eric Clapton. Acquistato dal grande chitarrista in Italia nel 1990, sarà battuto da Phillips nella vendita Geneva Watch Auction: XV, prevista per il 7/8 maggio. Interamente in oro giallo, la referenza 6239 è l’unica conosciuta con la scala pulsometrica sul quadrante. Stima: 1,5 milioni di franchi svizzeri. L’orologio di Mr. Slowhand finirà sotto il martelletto assieme ad altri highlight milionari: come un Patek Philippe Grande Complicazione Ref. 1518 e un altro Rolex Daytona Paul Newman John Player Special.

    Novità per collezionisti

    Un’iniziativa da segnalare. Time Unique, primo sito italiano a coniugare e-commerce e informazione, per debuttare sul mercato degli orologi ha siglato una partnership con echo/neutra. Il risultato è un Cortina 1956 Cronografo Bronzo Blu, una serie limitata di 50 esemplari con la cassa di 40 mm di diametro e un calibro a carica manuale Sellita SW510M rielaborato. D’ispirazione vintage, dedicato come tutta l’omonima collezione ai Giochi olimpici invernali del ’56, ha il fondello personalizzato Time Unique.

    Appuntamento a Monaco

    Foto courtesy Messe München GmbH

    Torna finalmente in presenza Inhorgenta Munich, il tradizionale salone tedesco. Previsto per lo scorso febbraio, poi posticipato per ovvie ragioni, si tiene dall’8 all’11 aprile come sempre nella Messe München. E si svilupperà attorno a due temi: “Innovazione e futuro del retail” e “Ispirazione e sostenibilità”. Parecchi seminari, dibattiti e tavole rotonde in programma renderanno Inhorgenta Trendfactory un’utile piattaforma per conoscere le attuali sfide che l’industria degli orologi, dei gioielli e delle pietre preziose deve affrontare.

  • Gioielleria Lucchetti 1873: una tradizione di famiglia. A Chiavari

    Gioielleria Lucchetti 1873: una tradizione di famiglia. A Chiavari

    Può una storia iniziata a fine ‘800, dirsi contemporanea? Dopo aver incontrato Giovanni Lucchetti e suo figlio Pietro, titolari della Gioielleria Lucchetti 1873, posso affermare di sì.
    Mi trovo nel centro storico di Chiavari, percorro a piedi un tratto lungo i portici e raggiungo il 54 di via Martiri della Liberazione. Sono le 11 del mattino e sono particolarmente puntuale. Varco la porta in stile francese della Gioielleria Lucchetti 1873 e, come fosse un “gate temporale”, noto che all’interno il tempo assume improvvisamente un altro valore… Rallenta, lasciando spazio agli altri sensi.

    Mi accoglie Giovanni Lucchetti, il dottor Giovanni Lucchetti. Pur conoscendomi come architetto, ha accettato con la sua squisita gentilezza la mia insolita richiesta di rilasciare un’intervista per Il Giornale degli Orologi. Ho preparato una serie di domande, ma si capisce da subito che entrambi amiamo conversare e le nostre chiacchiere divagano libere verso l’improvvisazione. Quindi eccovi il mio racconto.

    La storia della Gioielleria Lucchetti 1873

    Quella della Gioielleria Lucchetti è una storia con un passato importante. È il 1873 quando Filippo Bancalari apre una bottega di orefice nel centralissimo Caruggiu Dritu, dove crea gioielli, catene e addobbi sacri. Il negozio è un autentico scrigno dei tesori, una bomboniera realizzata dai falegnami e dagli intagliatori chiavaresi secondo lo stile in voga all’epoca. All’interno, tra gli arredi in legno, domina il fregio dorato che sovrasta la parete di fondo; all’esterno, le grandi vetrine centrali dall’insolita curvatura sono sovrastate da colonnine a torciglione e da balaustre d’ispirazione barocca.

    Il lussuoso allestimento rimane inalterato fino ai nostri giorni, e sopravvive all’avvicendarsi di ben cinque generazioni. Nel 1895 infatti Giovanni Lucchetti (detto Luigi) inizia a lavorare in bottega e favorisce lo sviluppo dell’attività, fino ad assumerne le redini nel 1912, dopo la scomparsa del Bancalari. È un periodo d’oro per Chiavari e Lucchetti diventa il punto di riferimento per la gioielleria del Tigullio e dell’entroterra. E tale rimane nel corso del Novecento, quando a Giovanni si susseguono il figlio, il nipote e il pronipote, in una successione di nomi che si ripetono – fino all’attuale dottor Giovanni.

    Persino la storia della città si può leggere attraverso l’evoluzione e la trasformazione di questa preziosa bottega e la frequentazione dei suoi clienti. Si va da Lucchetti perché è Lucchetti. Gli emigrati chiavaresi del passato, così come – ai nostri giorni – quanti vivono all’estero da anni, quando tornano a Chiavari a trovare famiglia e amici, non perdono occasione per fare una visita anche alla Gioielleria Lucchetti 1873. Quasi un rito sociale codificato nei secoli.

    Manca solo un anno al 150° anniversario dalla fondazione dell’azienda. Un traguardo notevole: «Ci stiamo già pensando, vorremmo fare qualcosa di speciale. È fondamentale capire come riuscire a festeggiare e comunicare questa storicità», racconta il dottor Giovanni. «Nel 2013, per i nostri 140 anni e per valorizzare l’apertura del negozio Rolex dell’anno precedente, abbiamo organizzato un evento che ha visto come location anche il Teatro Cantero, il Teatro della città».

    Il negozio Rolex

    È in questo momento che, con un tempismo perfetto (quasi stessimo montando le scene di un film), Giovanni Lucchetti decide di coinvolgere nell’intervista il figlio Pietro. «Perché l’immagine, e il modo in cui si propone l’azienda oggi, è quella dei miei figli». Il racconto non si interrompe, ma ci spostiamo in un ambiente dall’arredo elegante ed essenziale, moderno e tecnologico, a partire dalle porte: cristalli che si aprono sfiorando una lucina blu. Il negozio nuovo, inaugurato nel 2012 accanto alla sede storica, sotto l’insegna della Casa della Corona.

    E con Pietro entriamo nel merito della tecnologia che affianca gli orologi Rolex, di cui la Gioielleria Lucchetti 1873 è rivenditore di lunga data e centro di assistenza autorizzato. Le strumentazioni non sembrano poi così sofisticate, ma sicuramente sono molto articolate, adatte agli alti standard di qualità e ai rigidi protocolli Rolex da seguire.

    Il risultato di una lavorazione, come la lucidatura della cassa o del bracciale di un orologio, deve corrispondere a quelle determinate regole; pertanto il lavoro dev’essere fatto in un certo modo. È per questo che Lucchetti 1873 vanta la presenza interna di «un orologiaio di alta formazione». La componente umana è quindi fondamentale e la professionalità artigianale si completa con la sensibilità e la manualità proprie del singolo orologiaio.

    Ascolto Pietro parlare di lucidatura fatta con perizia, di rispetto delle patine del tempo e di mantenimento dei canoni estetici; e il confronto con l’intervento di restauro su un monumento in bronzo o su un affresco è stato per me immediato. Stessa terminologia, strumenti diversi ma che portano lo stesso nome e che svolgono azioni simili. «Più che delle semplici riparazioni, ci troviamo spesso a dover fare dei veri e propri restauri. Solo i pezzi molto importanti li mandiamo direttamente a Ginevra, dove il laboratorio di Acacias si occupa degli esemplari storici di un certo livello. Il resto è di nostra competenza».

    Lo staff

    Altro “mondo” ancora, dove la preparazione, l’esperienza e la sensibilità dell’orologiaio sono determinanti, è quello del collezionismo e del vintage, in cui talvolta «si può sconfinare nel filosofico». Il tema del discorso spazia su vari argomenti con estrema libertà e piacevolezza. Ma parlando con i titolari ho la netta sensazione di trovarmi davanti a una realtà rassicurante e moderna, in cui lo spirito di famiglia è una sorta di filo energetico che collega i diversi individui.

    Accanto a Giovanni e al figlio Pietro ci sono infatti altre persone impegnate quotidianamente nell’attività della Gioielleria Lucchetti 1873: dalla moglie Annalia alla figlia Maria Vita, dal cugino Roberto Curotto a Clara Pinasco… E poi gli ultimi arrivati: Eleonora, Roberto, Giorgia, Marie Claire. Grazie a loro è stato possibile aprire un secondo negozio nella vicina Rapallo, rinomato centro turistico ligure, nel cuore della zona pedonale, vicino al mare. Gestito sempre con lo stesso mood che appartiene e caratterizza la famiglia Lucchetti.

    Una famiglia in cui l’indipendenza è un valore sacro. E che oggi vive il passaggio del testimone con naturalezza, a poco a poco e senza necessità di strappi esibiti. Anzi, con la capacità di presentare il nuovo con discrezione. Possiede un senso della storia che non è solo tradizione; piuttosto è la consapevolezza di avere un lungo passato alle spalle, inteso come fondamenta solide per nuove avventure nel futuro prossimo. Soprattutto, c’è la volontà di cogliere il meglio del “qui e ora”, di vivere appieno il momento presente. Il desiderio di valorizzare la contemporaneità più che la preoccupazione di anticipare i tempi.

    La clientela

    In questa continua compresenza di Passato e Presente, decido di “surfare” sull’onda della stagione estiva e porto il discorso sulla clientela e sul turismo. I titolari mi raccontano che «l’esperienza dei due negozi è stata completamente diversa e per certi versi scioccante. In realtà a Rapallo si parla di turismo, a Chiavari no. Rapallo è notoriamente considerata una meta turistica, può accogliere un certo tipo di pubblico perché è sede di alberghi di un certo livello. Mentre potremmo definire i nostri principali clienti di Chiavari come “stanziali”, nel senso di “nazionali”.

    A differenza di Rapallo, la clientela abituale di Chiavari è sicuramente quella dei “residenti”. Un target che comprende anche i proprietari delle seconde case o delle barche che abitualmente hanno il posto riservato nelle marine locali. Il nostro negozio lavora soprattutto con questo tipo di clientela. E offre un servizio che va da una consulenza per un nuovo acquisto all’intervento di emergenza – un orologio che cade in acqua, per esempio. O anche una revisione parziale che sarà poi completata nel negozio di fiducia al rientro dalla vacanza».

    E riguardo alle donne? Come il genere femminile vede oggi l’orologio rispetto al passato? «Riguardo alle donne, sembra ci sia una evoluzione importante nella scelta dell’orologio. Talvolta ci troviamo davanti perfino a delle appassionate e a delle esperte, soprattutto quando c’è una frequentazione con uomini “collezionisti”. Oggi le donne cercano modelli con forti connotati maschili: l’interesse femminile si rivolge in prima battuta alle dimensioni, prima ancora che alla tecnica e all’estetica.

    In ogni caso, il tipico orologio da donna, l’orologio-gioiello, è ancora presente sul mercato. La vera novità sta nella sua trasformazione in un orologio di uso quotidiano e non più riservato solo a particolari occasioni. Del resto la tecnologia e i materiali moderni consentono di indossare un modello femminile, impreziosito da brillanti e di dimensioni contenute, anche quando si va al mare. Perché la passione per un oggetto vuole che il proprietario lo possa avere sempre con sé per poterselo godere in ogni situazione…».

    «A questo proposito, vorrei citare la frase di un giornalista collezionista», conclude Pietro. «Quando vai fuori a cena, se sei in barca devi lasciarla in porto, se sei in auto devi lasciarla nel parcheggio… L’orologio, invece, te lo porti a tavola». 

  • Investing in Wristwatches: Rolex. Un libro per chiarirsi le idee

    Investing in Wristwatches: Rolex. Un libro per chiarirsi le idee

    I collezionisti apprezzeranno il libro Investing in Wristwatches: Rolex (ACC Art Books). Perché? Ci sono collezionisti e collezionisti. Anche nel mondo dell’orologeria è, infatti, il caso di fare delle distinzioni. Per alcuni, collezionare orologi da polso significa apprezzarne il valore, appagare un piacere – estetico, stilistico, culturale – del tutto personale, considerando gli oggetti in questione vere e proprie forme d’arte. Come resistere al richiamo di un mondo fatto di complessità meccanica, di ingranaggi e lancette, di squisitezza del design?

    Per altri, invece, collezionare esemplari da polso è un autentico investimento, in cui il valore è importante quanto e forse più della forma estetica e dei contenuti meccanici. In questo caso, quindi, è più che mai indispensabile – per tutti e non solo per i neofiti alle prime armi – avere qualcuno o qualcosa che faccia da guida. Un’opera che aiuti a districarsi fra i tanti modelli, con relativo valore di mercato, a cominciare dalla marca che più di ogni altra è nelle mire degli speculatori. Ed è a questo punto che Investing in Wristwatches: Rolex si fa apprezzare.

    Gli autori…

    Anche perché gli autori del libro, uscito qualche mese fa e disponibile in inglese oppure in francese, sono due esperti di provata notorietà. Entrambi fra l’altro hanno origini italiane, anche se la loro fama travalica i confini nazionali e li rende conosciuti (e ri-conosciuti) a livello globale. Osvaldo Patrizzi non ha bisogno di presentazioni: fondatore di Antiquorum, è da molti considerato il fautore del mercato del collezionismo. Nel corso della sua lunga e illustre carriera, è stato responsabile della vendita di oltre il 75 per cento di tutti gli orologi venduti in asta, con un giro d’affari di oltre un milione di dollari. Per questo è annoverato fra i venti uomini più importanti dell’intera orologeria mondiale.

    Appassionata d’arte (in senso lato), di stile e di moda, Mara Cappelletti è giornalista e scrittrice. È una delle maggiori figure di riferimento nel panorama nazionale della gioielleria, sia come storica che come critica (quindi con una profonda conoscenza degli esemplari del passato ma anche con una particolare competenza e sensibilità verso i gioielli contemporanei). Curatrice di molteplici esposizioni, autrice di numerosi volumi, insieme allo stesso Patrizzi tra l’altro ha realizzato, una decina di anni fa, I Maestri del Tempo (24 Ore Cultura), una raccolta di monografie dedicate ai principali maestri e maison di orologeria.

    … e i contenuti di Investing in Wristwatches: Rolex

    Nelle 320 pagine di Investing in Wristwatches: Rolex, arricchite di quasi 500 illustrazioni, i due autori offrono approfondimenti dettagliati sul mondo dell’autenticazione degli orologi da polso di alto valore. Il volume concentra infatti l’attenzione sui principali modelli della Casa della Corona con le relative quotazioni d’asta. Si tratta di esemplari sotto i riflettori per diverse ragioni: eccellenza tecnica, record d’asta, design e storia, ricca di aneddoti. Per ciascuno, la dettagliata descrizione è accompagnata da una foto identificativa, dai riferimenti e dai valori della vendita (diritti inclusi). Non solo.

    Il libro comprende anche un’analisi comparativa dei risultati d’asta, elaborati grazie alla collaborazione degli autori con Sotheby’s (non a caso, nell’introduzione ci sono due interventi firmati dal Presidente della Divisione orologi della stessa Casa d’aste, Daryn F. Schnipper); un’analisi che traccia, per marca e orologio, l’evoluzione dei prezzi nel tempo, dagli anni Ottanta fino ai giorni nostri. Inoltre include un sistema per calcolare il tasso di cambio della valuta al momento della vendita. Insomma, Investing in Wristwatches: Rolex è una sorta di manuale per gli appassionati che vogliono trasformare in investimento una passione.

    N.B. Investing in Wristwatches: Rolex dovrebbe essere il primo libro di una serie, una collana con lo stesso titolo. In effetti è già prevista l’uscita del secondo volume: Investing in Wristwatches: Patek Philippe, dedicato appunto all’altra maison più quotata nelle vendite all’incanto. Speriamo solo che qualche editore si prenda la briga di pubblicare la traduzione italiana di entrambi. L’interesse da parte del pubblico nostrano esiste, ne siamo certi.

  • News & previews – 27/11/2021. Varietà di cronaca

    News & previews – 27/11/2021. Varietà di cronaca

    Concentrato di notizie brevi provenienti dall’industria orologiera. Spigolature dai comunicati stampa e dai giornali specializzati per tenervi informati sullo spettacolo di arte varia offerto dal mondo delle lancette. Fatti di cronaca per restare al passo con quello che succede – non solo in Italia, ma in ogni dove – nel Villaggio globale dell’orologeria.

    Appuntamento a Dubai

    Prosegue fino a domani la Dubai Watch Week, il più importante evento orologiero in Medio Oriente. Lanciata nel 2015 dal rivenditore Ahmed Seddiqi & Sons, quest’anno è tornata in presenza all’interno del Dubai International Centre. Che fa dunque da vetrina per 50 marchi circa – fra brand indipendenti o di grandi gruppi; ma ospita anche masterclass, meeting, forum in cui gli appassionati possono confrontarsi con gli esperti del settore e gli addetti ai lavori. Come ogni piattaforma culturale che si rispetti. As-salamu alaykum…

    Tale madre tale figlia

    Nuova boutique Omega a San Francisco. Al taglio del nastro c’erano il Presidente e Ceo Omega Raynald Aeschlimann, il Presidente Omega per gli Usa Arnaud Michon più le madrine Cindy Crawford e Kaia Gerber, il cui stacco di gamba ha colpito gli astanti. La sera, poi, mega-party con tanti ambasciatori e friends of the brand, tra cui gli atleti Dalilah Muhammad, Noah Lyles, Armand “Mondo” Duplantis e Michelle Wie, gli attori Justin Hartley e Antoni Porowski, il musicista Nick Jonas, le ex astronaute Kathy Sullivan e Nicole Stott…

    Uno showroom per l’anniversario

    Ulysse Nardin ha inaugurato uno showroom privato, nel centro di Le Locle. Lo spazio di 175 m2 si trova in un edificio storico in rue de Jardin 3 (della famiglia fondatrice del marchio), ma è allestito con un modernissimo stile minimal fatto di arredi in legno e alcantara. Qui trovano posto le collezioni storiche e attuali della Maison, che in questo 2021 ha celebrato il 175° anniversario. Peccato solo non sia aperto al pubblico, se non in rari casi: come nelle Giornate del Patrimonio orologiero, organizzate ogni due anni dal Cantone di Neuchâtel.

    Il Crash piace ai rapper

    Il prossimo 2 dicembre, a Firenze, la casa d’aste Pandolfini disperderà una raccolta di importanti Orologi da polso e da tasca, esposta in questi giorni a Palazzo Ramirez-Montalvo. Tra gli highlights – oltre ai Rolex, Patek Philippe, Piaget, Omega, Vacheron Constantin -, spicca un raro Crash Watch firmato Cartier London (del 1991, con cassa in platino e movimento Le Coultre, a carica manuale). Non disponibile la quotazione. Ma pare che il modello sia tornato di moda dopo che è stato visto al polso di Kim Kardashian, Kanye West, Jay-Z…. Robe da matti.

    Ristorazione come luogo d’incontro

    Il 23 novembre scorso, in Franciacorta, la Guida Michelin Italia ha assegnato tante nuove stelle alle tavole del Bel Paese (e confermato tutte le tre stelle esistenti). Ma anche 4 Premi Speciali dedicati ai maestri, alla teatralità di sala e agli astri nascenti. Fra questi, il premio Michelin Chef Mentore 2022 by Blancpain è andato a Nadia Santini (del ristorante tri-stellato Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio). Che ha commentato: “Le cucine possono anche diventare uno spazio di comprensione, complicità e supporto reciproco”. Come non essere d’accordo?

    Dalla parte della scienza

    Anche quest’anno Rolex è partner del Festival delle Scienze. La manifestazione, che si tiene a Roma (Auditorium Parco della Musica, 22/28 novembre), è intitolata Le sfide; e si svolge in formato ibrido, con oltre 100 eventi (mostre, conferenze, work-shop) online e in presenza. Ma la maison ginevrina partecipa anche con gli interventi dei vincitori dei Rolex Awards 2021, e di un ricercatore inviato sull’Everest nella spedizione organizzata con il National Geographic. In linea con il Perpetual Planet pensiero. (Foto courtesy Rolex/National Geographic).

  • Orologi da esplorazione. Per tutte le avventure (anche di fantasia)

    Orologi da esplorazione. Per tutte le avventure (anche di fantasia)

    Parliamo di orologi da esplorazione. Cioè di esemplari particolarmente robusti, pronti a tutto: in grado di affrontare allo stesso modo climi rigidi, temperature eccessive, pressioni elevate. E di rimanere sempre e comunque affidabili, grazie all’innata e imperturbabile (per quanto possibile) costanza di marcia. In un certo senso sono gli eredi degli orologi da osservazione del passato, strumenti scientifici votati alla precisione e adottati per esempio dalle forze armate per determinare esattamente la posizione di navi o aerei. Ma molto più accessibili di quelli (che raramente lasciavano i laboratori di produzione), perché studiati proprio per l’utilizzo sul campo. Grazie al progredire della tecnologia, soprattutto a partire dalla seconda metà del secolo scorso.

    Perché ne parliamo? Perché gli orologi da esplorazione di recente sembrano tornati al centro degli interessi di buona parte dell’industria delle lancette. Prova ne siano non solo le novità presentate a Watches and Wonders 2021, ma anche le campagne di comunicazione di marchi che non hanno partecipato al salone virtuale. È evidente che il marketing orologiero fa leva sul desiderio di evasione, la voglia di viaggiare sempre più irrefrenabile dopo i continui lockdown dell’ultimo anno. Ma anche sul fascino dell’avventura, l’attrazione per l’ignoto che accompagna l’uomo fin dalla notte dei tempi – percepito (almeno a livello mentale) anche da chi passa la vita in poltrona.

    La moda degli orologi da esplorazione

    Comunque, negli ultimi tempi le figure dei moderni esploratori sembrano molto richieste dalle case di orologeria, che li apprezzano tanto per lo spirito di avventura quanto per l’impegno ecologista (senza dimenticare il numero di followers sui relativi social). Ingaggiati a titolo di ambasciatore, o friend of the brand che dir si voglia, sanno veicolare i valori della marca ben più di tante parole. Per esempio la volontà di mettersi alla prova, di cercare di migliorarsi di continuo, di alzare l’asticella delle difficoltà per spingersi sempre oltre i propri limiti. E poi l’attivismo nella salvaguardia del pianeta, un tema molto sentito soprattutto perché piace all’ambìto pubblico dei Millennials e Post-Millennials.

    Cinismo a parte, c’è da dire che la consulenza e le esperienze fuori dall’ordinario di questi personaggi sono degli ottimi test per gli orologi. Che li scortano come fedeli compagni nelle situazioni più estreme: dalla traversata a piedi in solitaria della calotta polare alla circumnavigazione del globo in barca a vela, dalla scalata di un vulcano attivo alla discesa in una grotta sotterranea, fino alle immersioni nelle profondità oceaniche. Tra mille difficoltà e condizioni limite, le avventure dei moderni esploratori contribuiscono non poco a migliorare le prestazioni tecniche degli orologi che portano al polso.

    Chi indossa cosa…

    In prima fila c’è sicuramente Rolex, che nel tempo ha stretto collaborazioni con numerosi esploratori internazionali. E continua tuttora: qui basti ricordare la partnership con il National Geographic, per il resto vi rimando all’esaustiva pagina sul sito ufficiale. Ma soprattutto la Maison ginevrina ha fatto la storia degli orologi da esplorazione con almeno due esemplari: l’Explorer e l’Explorer II. Il primo nato nel 1953, in seguito alla conquista dell’Everest da parte di Sir Edmund Hillary e Tenzing Norgay. Il secondo uscito nel 1971 e diventato parte dell’equipaggiamento nelle spedizioni ai confini della Terra. Entrambi quest’anno sono stati rilanciati con movimenti di manifattura: l’uno in versione Rolesor, con dimensioni fedeli all’originale (36 mm); e l’altro ridisegnato nella cassa e nel bracciale.

    Da Richemont Group…

    E poi c’è Panerai, che quasi vent’anni supporta i progetti di Mike Horn – a partire dalla spedizione Arktos attorno al Polo Nord, nel 2002. Al di là delle sue imprese, però, l’esploratore sudafricano (con residenza svizzera) ha un altro merito: aver spinto la marca sul terreno della sostenibilità. Che oggi ha portato alla creazione del Submersible eLab-ID, un orologio prodotto al 98 per cento (e più) con materiale riciclato. La marca fiorentina ha infatti coinvolto una serie di aziende specializzate per la fornitura di materie prime provenienti dall’economia circolare: dall’EcoTitanio della cassa al silicio dello scappamento, dal Superluminova alle lancette in oro, dal vetro zaffiro fino alla plastica del cinturino (realizzato dalla “nostra” Morellato).

    A proposito di testimonial importanti, risale invece allo scorso autunno la collaborazione fra Montblanc e Reinhold Messner. Un personaggio così famoso da non aver bisogno di presentazioni, cui la casa di Amburgo ha già dedicato due special edition del 1958 Geosphere. La più recente rende omaggio alla spedizione da lui effettuata nel deserto dei Gobi, nel 2004: quando l’allora sessantenne alpinista/esploratore italiano riuscì ad attraversare in solitaria quei 2000 chilometri nelle distese della Mongolia in cinque settimane. Un’esperienza ricordata in prima persona durante un interessante webinair trasmesso a Watches and Wonders 2021.

    …e da Swatch Group

    Dalle terre desolate alle onde più impetuose. Glashütte Original ha sponsorizzato Boris Hermann alla Vendée Globe, la massacrante regata attorno al mondo in solitaria, non a caso chiamata l’Everest dei mari. A bordo del suo Seaexplorer (un 60 piedi con il guidone dello Yacht Club de Monaco), il navigatore tedesco non ha però solo sfidato gli elementi naturali per arrivare sano e salvo a Les Sables-d’Olonne; ha anche raccolto campioni d’acqua ed effettuato misurazioni per gli studi degli istituti di ricerca scientifica, mirati ad analizzare gli effetti dei cambiamenti climatici sugli oceani. Al polso del velista, la manifattura sassone ha allacciato il SeaQ Panorama Date, un subacqueo che si è dimostrato all’altezza della situazione.

    Ma quale sfida è maggiore della conquista dello spazio? Non potevamo chiudere questo pezzo senza ricordare Omega e il Moonwatch, forse il più celebre tra gli orologi da esplorazione. O comunque il più estremo, visto che è stato indossato dagli astronauti durante tutte le missioni Gemini e Apollo organizzate dalla Nasa. In attesa delle prossime esplorazioni del programma Artemis sul suolo lunare e di quelle future su Marte. Chissà se il cronografo della casa di Biel varcherà ancora i confini dell’atmosfera…

  • La manutenzione Rolex: ma davvero costa troppo?

    La manutenzione Rolex: ma davvero costa troppo?

    Bene. Nella prima parte di questo articolo abbiamo parlato delle nostre manchevolezze nella manutenzione dei Rolex. Ora direi che è arrivato il momento di parlare delle manchevolezze di Rolex nei nostri confronti.
    Vi sento già: “E dillo che la manutenzione di un Rolex costa troppo cara! Dillo, che ci speculano sopra!”. No. Mi scuso, se volete, ma non è questo il punto. In realtà la manutenzione Rolex costa quel che deve costare. Alcune marche hanno prezzi superiori, altre inferiori. Esattamente come il tagliando di un’utilitaria non costa quanto quello di una vettura di segmento superiore.

    Il riparatore sotto casa

    Ma, mi direte voi, se vado dal riparatore sotto casa me la cavo con 2/300 euro al massimo. Vero. Ma non è detto che vi fornisca lo stesso servizio. Perché ci sono, tanto per cominciare, due punti fondamentali da considerare. Primo: Rolex produce da sé i propri lubrificanti e non li vende in giro. Quindi il vostro riparatore usa lubrificanti diversi e questo non va bene, con tutto il rispetto per il suo lavoro. Secondo: Rolex cambia nome ai propri calibri ad ogni morte di Papa, come si diceva una volta. Ma nel frattempo li fa evolvere, modifica periodicamente alcune componenti con altre ritenute migliori. Quindi bisogna conoscere con precisione la serie del movimento per cambiare una componente con quella giusta.

    Ma Rolex, come la maggior parte delle marche ormai, limita ai propri concessionari la distribuzione dei pezzi di ricambio. E li controlla con attenzione. Quindi il riparatore non può far altro che “cannibalizzare” un altro orologio o procurarsi un pezzo di ricambio in maniera non sempre lecita. O non cambiarlo proprio, anche se sarebbe necessario. Il che può tradursi in un servizio che lì per lì appare soddisfacente, ma poi rischia di non durare nel tempo. Una manutenzione Rolex costa, certo, ma è più sicura e anche garantita per due anni. In più c’è il capitolo utensili: dalla chiave a Microstella (per regolare il bilanciere) alla spazzola per la lucidatura, sono moltissime le attrezzature che la Rolex produce in proprio e rilascia solo ai laboratori autorizzati per una corretta manutenzione dei propri orologi.

    L’assistenza autorizzata

    Ma – dirai tu – perché questo protezionismo? Perché non distribuire pezzi di ricambio anche ad altri bravi riparatori? Per colpa dei cattivi riparatori, che ieri erano moltissimi e oggi sono ancora comunque troppi. Se poi qualcosa va storto la colpa viene sempre attribuita alla manutenzione Rolex, non al singolo riparatore. Oppure, se sì, ci si chiede, giustamente, perché diavolo la manutenzione Rolex venga affidata a riparatori inaffidabili. E torniamo al punto.

    Rolex, come la maggior parte delle marche, preferisce gestire da sé l’intera fase della manutenzione, prendendosi ovviamente le proprie responsabilità nel caso qualcosa non risultasse soddisfacente o peggio. Ma almeno ci ha provato. Un tentativo molto serio che parte dalla formazione specifica dei tecnici autorizzati alla manutenzione di un Rolex, arrivando appunto al complesso sistema di forniture che vanno dai lubrificanti ai pezzi di ricambio, dagli utensili ad altri materiali che servono per avere una manutenzione di qualità desiderata e per giunta uniforme (o così almeno dovrebbe essere) in ogni laboratorio autorizzato alla manutenzione di un orologio Rolex.

    Ma – dirai tu – non avevi detto che volevi parlarci delle manchevolezze Rolex? Fino ad ora hai solo giustificato tutto quel che fa. Giusto. Però la debolezza di Rolex è di tipo diverso. E ha un nome preciso: comunicazione. Rolex non comunica o lo fa in maniera reticente.

    Prezzi e tempi della manutenzione Rolex

    Nella preparazione di questo articolo ho fatto inoltrare alla Casa Madre svizzera una domanda: quanto costa, di base, la manutenzione di un Rolex? Ferme restando le variazioni dovute al reale stato dell’orologio, è chiaro. Dalla Svizzera è arrivata la seguente risposta: Le coût d’une intervention de service après-vente dépend du type d’opération réalisée. Le prix peut varier selon qu’il s’agisse d’une intervention simple ou d’une restauration complète. Les prix de base des services complets pour des montres récentes sont harmonisés et disponibles chez nos retailers. Ces prix dépendent essentiellement du modèle et de l’âge de la montre. “Il costo di un intervento post-vendita dipende dal tipo di lavoro eseguito. Il prezzo può variare a seconda si tratti un intervento semplice o completo. I prezzi di base dei servizi completi sono armonizzati e disponibili presso i nostri concessionari. Questi prezzi dipendono essenzialmente dal modello e dall’età dell’orologio”.

    Fantastico. Mi avessero detto di farmi i fatti miei sarebbe stato più rapido. L’unica risposta utile che ho ricevuto ad altre domande è relativa alla durata dell’intervento di manutenzione. Che, nel caso di un orologio “moderno” (le virgolette sono loro) viene indicata in tre/quattro settimane. Il che è sensato e dopo vedremo perché. Ma resta la falla di comunicazione su un argomento, in fin dei conti, banale. Basta andare da un concessionario Rolex (come abbiamo fatto) e chiedere quanto costa la manutenzione completa di un Datejust acciaio di circa 6 anni fa. La risposta – corretta – è stata: “Nell’ordine dei 500 euro circa, ma sarò più preciso con il preventivo dopo aver esaminato l’orologio”. Non è che ci volesse poi questo grande sforzo…

    Rolex e la comunicazione

    Una volta Rolex non comunicava. E basta. Oggi, grazie agli interventi di ottimi uffici stampa locali e comunque di una nuova generazione di dirigenti, le cose sono cambiate. Talvolta è sufficiente, talvolta no. Come si giustifica, questo modo di operare? Beh, bisogna tener conto che Rolex suscita nel bene e nel male reazioni spesso esagerate. Lo stesso servizio di manutenzione Rolex, quello ufficiale, deve fare un lavoro di qualità superiore. Altrimenti non si giustificano né i costi, né la fama del marchio. Ma superare il livello standard vuol dire che ogni passo oltre il normale costa non un poco di più, ma di più in maniera esponenziale. Il servizio manutenzione Rolex è perennemente in perdita come nel caso di quasi tutte le altre marche.

    Né puoi scaricare parte di questi costi sul prezzo dell’orologio, se vuoi restare competitivo. E Rolex – nella sua classe di appartenenza – è così competitivo da essere il punto di riferimento per l’intera fascia di prezzi nella quale si situa. Con l’eccezione di Omega che, da qualche anno, sta diventando una spina nel fianco. Prima o poi parleremo di questa lotta fra le due marche, una lotta che porta enormi benefici a tutta l’orologeria industriale.

    Un conflitto decennale

    In realtà il problema di comunicazione nasce nel conflitto fra Rolex e giornalisti che, pur conoscendo pochissimo l’argomento, parlano troppo spesso a sproposito di “banda dei Rolex” anche quando non c’è un solo Rolex coinvolto. Ma “fa titolo”. Per non menzionare, poi, le sciocchezze relative ai “comunisti col Rolex” o i “rivoluzionari col Rolex”. Anni fa un gruppetto di contestatori fece scempio di automobili, vetrine e arredi urbani, a Milano. In una delle foto simbolo c’era una ragazza con un orologio al polso. Venne definita “rivoluzionaria col Rolex”, ma anche un ipovedente con qualche cultura in materia avrebbe capito che al polso quella ragazza non poteva avere un Rolex. Era un orologio di forma rettangolare e tutto lasciava supporre si trattasse, in realtà, di un’altra marca. Ma non faceva titolo, appunto.

    Il problema è in effetti piuttosto ampio. Negli ultimi trent’anni ho sentito di gente che ha fatto causa a Rolex per i motivi più svariati (da “ho perso un appuntamento perché l’orologio si è fermato” a “mi sono graffiato con le anse”), ovviamente perdendole tutte. Nel passato ho persino ricevuto una lettera degli avvocati di Rolex che mi rimproveravano di aver indicato un prezzo in 3.635.125 lire anziché, come loro chiedevano di rettificare, “circa 3.635.125 lire”. Ma cosa ci vuoi fare: negli anni mi sono convinto che non si tratti solo di elvetica puntigliosità, quanto di un reale non poterne più degli aspetti negativi della fama. Come certi artisti che proprio per la celebrità raggiunta non reggono psicologicamente e soffrono, soffrono davvero le pene dell’inferno.

    E allora?

    E allora un compromesso bisognerà pur raggiungerlo. Quel che vi posso dire, da semplice estimatore – non tifoso – di Rolex, è che ogni persona di buona competenza deve apprezzare la straordinaria capacità industriale di Rolex. Una capacità che la mette in grado di produrre orologi dall’ottimo rapporto fra prezzo e qualità. In oltre trent’anni di lavoro nel giornalismo d’orologeria mi è capitato di dover ascoltare solo una vera bugia, da parte della fabbrica ginevrina. Una bugia che risale ai tempi del Daytona, di cui un giorno vi racconterò la vera storia. Ma erano altri tempi, come oggi sono altri tempi rispetto a ieri.

    E oggi non basta essere formalmente ineccepibili, non basta usare i social solo per sentirsi moderni. Serve empatia, serve desiderio e capacità di parlare con le persone, facendo in modo che chi ascolta sia facilitato a percepire il discorso. Il web e i social sono una grandissima occasione per migliorare il nostro modo di comunicare. E migliorare vuol dire spiegare con l’intento di essere compresi, di condividere con rispetto per l’interlocutore, sia pure senza banalizzare. La correttezza formale non basta. Non basta più.

    Tiriamo le somme

    L’assistenza post-vendita di Rolex è una delle migliori in assoluto, in qualunque fascia di prezzo. È anche in grado di provvedere – in molti casi – al vero e proprio restauro di orologi piuttosto in là negli anni, grazie a un magazzino ricambi sconvolgente, di enormi dimensioni e totalmente automatizzato. Il metodo di addestrare gli addetti alla manutenzione è esemplare e il lavoro che ne risulta è impeccabile. Ma se ne parla poco e male. La stessa Rolex, che pure ha fornito le foto di questi due articoli, le correda di didascalie non sempre complete, non sufficienti a rendere giustizia al lavoro che viene eseguito. Le ho rimpolpate in base alla mia esperienza, lasciando comunque da parte alcune operazioni – come una serie di smagnetizzazioni successive – che ogni laboratorio dovrebbe sempre eseguire, anche quando viene semplicemente chiesto il cambio di un cinturino.

    Eppure ancora non basta. Non basta a contrastare l’impressione che la manutenzione periodica sia (come dicevo nell’articolo precedente) una tassa ingiusta e per giunta troppo costosa quando “qualunque riparatore la fa in tre ore per 300 euro”. Un “qualunque riparatore” può – quasi – fare quella che il servizio Rolex definisce la versione leggera di un “tagliando” che difficilmente può però comprendere le almeno tre regolazioni successive del bilanciere con quella chiave a Microstella che solo il servizio d’assistenza Rolex possiede. Dopodiché ognuno decide cosa fare del proprio orologio. Ma dire che “tanto è lo stesso” è una leggenda metropolitana. Come quella secondo la quale “alcuni Rolex falsi sono addirittura migliori degli originali”. Qualunque cosa voglia dire questa frase, è a dir poco grottesca.

  • Rolex alla Scala. Tra la Prima e il Museo, un impegno che continua

    Rolex alla Scala. Tra la Prima e il Museo, un impegno che continua

    In questo 2020 di crisi, emergenza sanitaria ed economica, può pure capitare che un grande marchio dell’orologeria mondiale come Rolex decida di impegnarsi ancora di più per la cultura. L’impegno è a favore di uno dei massimi teatri d’opera europei, il Teatro alla Scala di Milano. Di cui Rolex è “orologio esclusivo” già dal 2006; è partner della Prima, del programma Grandi artisti alla Scala e del concerto di Natale. 

    Ora però il rapporto tra Rolex e la Scala è diventato ancora più stretto. L’annuncio è arrivato pochi giorni fa, a ridosso della tradizionale Prima – la consueta inaugurazione della stagione scaligera che si tiene oggi, giorno di Sant’Ambrogio. Rolex ha iniziato a sostenere il Museo Teatrale alla Scala. L’istituzione adiacente al Piermarini, che dal 1913 conserva patrimonio storico e archivio del teatro, oltre ai 140mila volumi della Biblioteca Livia Simoni.

    Rolex sarà partner istituzionale del Museo proprio dalla stagione 2020-21 e per i prossimi cinque anni. Notizia ancora più confortante visto il momento di difficoltà per l’intero settore dello spettacolo. E vista l’attuale chiusura del Museo Teatrale alla Scala, costretto lo scorso novembre ad annullare – a causa del Dpcm del 24 ottobre – la mostra Il mito della Scala tra cronaca e critica sul rapporto fra il teatro milanese, letteratura e giornalismo.

    Un’operazione del tutto coerente con il mecenatismo della casa ginevrina, vicina al mondo dell’opera fin dagli anni Settanta, primo testimonial la soprano Dame Kiri Te Kanawa. Come lo è del resto l’inaugurazione di stasera, e non poteva essere altrimenti dato il periodo. Perché Rolex conferma la propria presenza come partner della serata inaugurale nell’anno di una delle Prime più singolari dal secondo dopoguerra.

    Il sovrintendente francese Dominique Meyer, arrivato alla Scala lo scorso febbraio, ha infatti dovuto annullare lo spettacolo previsto originariamente, Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti (1835). E ha confezionato invece un inedito galà dal titolo dantesco (e benaugurante): A riveder le stelle. Teatro chiuso e, prima volta storica, apertura di stagione senza pubblico ma esclusivamente in diretta su Raiuno, Raiplay e Rai Radiotre dalle 17 di oggi.

    Esperimento tutto da scoprire e che presenta comunque un cast d’eccezione, particolarmente ricco. Spazio al melodramma italiano più noto con pagine di Giuseppe Verdi, Gioachino Rossini, Giacomo Puccini e Gaetano Donizetti; per poi passare a Georges Bizet, Jules Massenet, Erik Satie e Richard Wagner. Ad alternarsi al canto venticinque artisti internazionali: tra gli altri, Marianne Crebassa, Plácido Domingo, Juan Diego Flórez, Vittorio Grigolo.

    Previsti anche momenti dedicati al balletto con l’étoile Roberto Bolle, Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko. A dirigere coro e orchestra, Riccardo Chailly. La regia sarà affidata a Davide Livermore, reduce dal successo scaligero di un anno fa con Tosca. Uno spettacolo vario ed eclettico, che si preannuncia (almeno sulla carta) antinoia. Accessibile a tutti, e non solo perché lo si seguirà dalla poltrona di casa. 

  • “Vintage Rolex”: la più grande collezione al mondo raccontata in un libro

    “Vintage Rolex”: la più grande collezione al mondo raccontata in un libro

    Un Oyster Perpetual Day-Date con quadrante Stella giallo si staglia su uno sfondo nero: è l’immagine di copertina del volume Vintage Rolex. The largest collection in the world. Che raccoglie più di 1.800 immagini di Rolex lanciati tra il 1910 e il 1990, tutti passati per il negozio londinese The Vintage Watch Company. Perché il libro, scritto da David Silver, è un omaggio ai primi 25 anni della boutique che l’autore gestisce assieme al padre, John Silver. Un punto di riferimento per i collezionisti di orologi di tutto il mondo.

    The Vintage Watch Company, fondata nel 1995 e oggi a Burlington Arcade, nel West End, possiede la più grande collezione di Rolex d’epoca: oltre 2000 pezzi. Quasi tutti rappresentati nelle 384 pagine del nuovo tomo enciclopedico. Dagli esemplari da tasca ai primi modelli da polso, eleganti nella loro semplicità ma rivoluzionari nel loro impatto. Dai primissimi Submariner agli iconici Daytona, fino alle collezioni Crown tempestate di pietre preziose.

    «Vintage Rolex è un’ode, una lettera d’amore e un inno alla tradizione di famiglia. E allo stesso tempo una celebrazione della longevità del marchio Rolex», l’ha definito il New York Journal of Books. Che la casa svizzera della Corona sia la più leggendaria e collezionata al mondo si sa. Basti pensare al Daytona appartenuto a Paul Newman, battuto all’asta da Phillips a New York nell’ottobre 2017 per 17,8 milioni di dollari.

    Restando al cinema, come non ricordare che il Rolex Submariner 6538 aiutò Sean Connery a diventare James Bond? Nel 1962, al debutto cinematografico del primo capitolo della saga scritta da Ian Fleming (originariamente intitolata Dr. No, diventata in Italia Licenza di uccidere), l’agente 007 indossa in tante scene quel celeberrimo subacqueo. Oltretutto molto versatile: resistente in combattimento e a proprio agio sott’acqua, adatto a una passeggiata sulla spiaggia con Ursula Andress come con i gemelli di uno smoking. Da allora il Submariner 6538 è il Rolex più ricercato dai collezionisti. Mentre Sean Connery è rimasto, per quasi tutti, il più amato James Bond di sempre.

    Con tempismo perfetto, Vintage Rolex è uscito nelle librerie americane il 25 agosto 2020, giorno in cui Sean Connery compiva 90 anni. E c’è un’altra coincidenza: David Silver aveva impostato la data dell’Oyster Perpetual Day-Date in copertina sul 25, per celebrare il 25° anniversario del negozio The Vintage Watch Company. E regolato il giorno della settimana sul martedì. «Avevo programmato di fare un post su Instagram con una foto del libro il giorno successivo a quello in cui l’ho ricevuto. Poi ho realizzato che quel giorno era martedì, il 25 agosto», ha raccontato Silver.

    «Questo libro non è per i collezionisti di Rolex», ha spiegato ancora Silver, che ha specificato di voler dedicare il volume a tutti gli appassionati. «I miei clienti non sono gli acquirenti da un milione di sterline». Certo, a giudicare dai modelli che sono passati per il negozio negli ultimi 25 anni, si tratta quantomeno di persone benestanti. Oltre al Daytona “Paul Newman”, ci sono ad esempio il GMT-Masters “Pepsi” e l’Oyster Day-Date in platino con bracciale “Octopus” tempestati di diamanti. O ancora un pezzo del 1973 decorato con lo stemma del Sultano dell’Oman. E un Oyster Day-Date del 1980 con quadrante dégradé laccato blu e indici di diamanti.

    A pagina 258, poi, c’è una scatola con 15 esemplari rari: un ordine effettuato da un singolo acquirente in un colpo solo. «L’abbiamo fatto diverse volte per i clienti», afferma Silver. «Abbiamo creato scatole da 10 a 20 pezzi con tutti i colori del quadrante Stella o tutti gli esemplari del quadrante in pietra. Alcuni anni fa, il mercato russo era particolarmente interessato a queste operazioni. Presentare a qualcuno un’intera collezione, istantaneamente, in una volta sola, è davvero notevole», commenta il negoziante. E rivela che il suo maggiore cliente possiede oltre 100 Rolex.

    Il libro Vintage Rolex. The largest collection in the world, pubblicato da Pavilion e distribuito da Rizzoli International, sarà nelle librerie europee a partire da domani, giovedì 12 novembre, al costo di 60 euro. In dicembre (in Gran Bretagna e negli States) uscirà anche un’edizione di lusso: un regalo perfetto per i veri appassionati.

  • Rolex: ma lo fa apposta?

    Rolex: ma lo fa apposta?

    Ogni volta che Rolex presenta nuovi orologi si scatena un rabbioso branco di haters, di odiatori di professione, che grida al “gomblotto”. Si badi bene: molti c’è da capirli perché effettivamente il fenomeno che si sviluppa può sembrare a prima vista di difficile comprensione. Se non conosci un po’ il mercato è comprensibile pensar male. Ma molti haters pensano di conoscerlo bene perché sono furbi, loro…
    Cosa accade? In men che non si dica le prenotazioni superano ampiamente la disponibilità dei modelli più desiderati, che però spuntano poi sul mercato a prezzi elevatissimi. Come la mettiamo, cara Rolex? Cosa nascondi? A conoscere un po’ il mercato scopri che tutto è chiaro, ma costituisce un problema non facile da risolvere. Nemmeno per Rolex.

    Il fenomeno nasce alla metà degli anni Ottanta, con il cronografo Daytona, quello che montava un movimento elaborato su una base Zenith. Perché mai Rolex usava un movimento non proprio? Perché prima di questa versione di cronografi ne vendeva pochini e far da sé un movimento cronografico avrebbe portato inutilmente il prezzo alle stelle e se ne sarebbero venduti ancor meno. Per ragioni di cui prima o poi parleremo, si scatena – prima in Italia e poi pian piano nel mondo – un’inarrestabile “Daytonamania” che lascia sbalordita la stessa Rolex. E cominciano a girare le voci che “Rolex lo fa apposta”, dal momento che molte persone sono disposte a pagare prezzi fuori di testa per avere un Daytona.

    Qualche furbetto comincia a girare il mondo per comprare Daytona sui mercati nei quali questo modello non è poi così richiesto. C’è da tener presente che a quei tempi l’Italia era il secondo mercato mondiale per l’orologeria svizzera e quindi la richiesta era davvero enorme. Peccato che Zenith consegnasse poco più di 10.000 movimenti l’anno, che poi Rolex sottoponeva ad una lunghissima serie di modifiche, compresa la sostituzione dell’intero organo regolatore. 10.000 esemplari che andavano suddivisi fra le versioni in acciaio, acciaio/oro e oro. Per tutto il mondo. A quei tempi 10.000 Daytona non sarebbero stati sufficienti per il solo mercato italiano. Rolex decide di produrre un proprio movimento, ma ci vorranno non pochi anni prima di poter avere un nuovo Daytona con calibro Rolex.

    E comunque il fenomeno si allarga ad altri modelli, non ostante le quote del mercato italiano diminuiscano progressivamente fino ai livelli attuali. In tanti cominciano a sospettare che il “gomblotto” si allarghi per via di chissà quali interessi di Rolex e dei suoi concessionari. Il fenomeno non riguarda soltanto Rolex, perché da Patek Philippe ad Audemars Piguet, da Omega a tanti altri marchi la faccenda si allarga a macchia d’olio. E i sospetti pure. Perché nasce un vero e proprio mercato “parallelo” che si sovrappone a quello vero, a quello tradizionale. Chi imbroglia? Solo un gruppetto di speculatori che approfittano della credulità di alcune persone per vender loro orologi usati a prezzi semplicemente ridicoli. Poi la bolla si sgonfia e chi ha comprato a 10 l’orologio che da nuovo ne costava 5 resta, come si suol dire, con il cerino in mano.

    Ci vuole solo un po’ di aritmetica. Rolex, come tutti i produttori, assegna gli orologi secondo un criterio piuttosto semplice e condivisibile: ad ogni mercato una quantità di orologi proporzionale alle importazioni dalla Svizzera. Se l’Italia, ad esempio, rappresentasse il 10 per cento delle importazioni, le verrebbe assegnata una quota pari a circa il 10 per cento del mercato. L’Italia in questo momento rappresenta circa il 4,5 per cento delle importazioni svizzere di orologi (in realtà sarebbe il 4,3 per cento, ma abbondiamo). È quindi logico indirizzare in Italia il 4,5 per cento della produzione totale del Submariner.

    Poniamo che la produzione totale di Rolex sia di 800.000 orologi l’anno e che Rolex indirizzi il 5 per cento delle sue capacità produttive sul nuovo Submariner (una esagerazione, ma tanto siamo nel campo delle ipotesi). Parliamo di ben 40.000 Submariner l’anno (il che scatenerebbe altre polemiche perché allora mancherebbero dal mercato altri modelli). La quota che spetterebbe all’Italia sarebbe di 1.800 esemplari, evidentemente insufficienti per coprire le richieste sul nostro mercato. Beh, e allora produci più orologi, dirà il gomblottista. E già, una marca dovrebbe investire miliardi per produrre un numero maggiore di orologi di pari qualità per poi magari scontrarsi contro una crisi e buttare al vento la nuova fabbrica e i relativi lavoratori?

    Il punto è che Rolex, Patek e gli altri non guadagnano un solo centesimo in più e che anzi il mercato parallelo e dei falsi sono gli unici a trarne vantaggio. Non a caso le marche in questione non soltanto tracciano bene gli orologi, ma cambiano leggermente alcune misure ed alcuni componenti per evitare che qualcuno “tarocchi” gli orologi montando insieme componenti veri e componenti falsi. Non a caso le marche in questione continuano (proprio perché tengono traccia degli orologi) a ripulire la rete commerciale dai rarissimi birbaccioni che fanno i furbi.

    Rarissimi se non altro perché perdere la possibilità di rappresentare una marca illustre vuol dire perdere vendite per somme che rendono ridicolo quel che potrebbero ottenere vendendo orologi ai furbetti del parallelo per poi condividere il bottino. È comprensibile comunque che i concessionari diano la precedenza ai propri clienti migliori, che magari gli comprano 200.000 euro d’orologi ogni anno. Le marche non amano la cosa, ma quando il concessionario compra l’orologio non gli è facile mandare al diavolo ottimi clienti che sono comunque rari e che certo non si rivendono un bel nulla per guadagnare 5 o 6mila euro.

    E allora da dove diavolo arrivano questi benedetti orologi sul mercato parallelo?
    Primo: l’entità del mercato parallelo è in gran parte una favola. Nei fatti gli orologi veri che “avanzano” in Islanda o in qualche altro Paese remoto e non ricco sono pochissimi. Semmai “avanzano” quelli difficili da vendere.

    Secondo: molti degli orologi che fanno dire “l’ho trovato da un amico che ha chiesto ad un amico che conosce un concessionario Rolex” sono orologi falsi con scatole false e persino garanzia falsa. Ma pagati il doppio dell’orologio vero. Proprio di recente ho dovuto dire ad una persona (a proposito di conoscenze) che il suo Patek Philippe Nautilus bello come il sole era falso. Persino il movimento era stato (quasi) ben falsificato.

    Terzo: la Svizzera produce, complessivamente, una quantità di orologi che non è sufficiente per il mercato mondiale, specialmente per quanto riguarda l’orologeria di maggior qualità. E su questo non ci si può far nulla: non ci sono sufficienti tecnici per aumentare la produzione senza diminuire la qualità.

    Quarto: la maggior parte di quanti protestano perché non riescono a trovare l’orologio “dei propri sogni” sarebbero i primi a cercare di rivenderlo speculandoci sopra approfittando di chi, come si diceva, è disposto a comprare un orologio usato o falso a cifre da capogiro. Ci cascano in tanti: moltissimi anni fa ho comprato a caro prezzo un bootleg (disco ottenuto da una registrazione rubata) dei Beatles per una cifra “impegnativa”, per poi scoprire che era stato ottenuto dalla registrazione “taroccata” di un disco qualunque.

    Quinto: non si trova l’orologio che in quel momento vorreste? Ma davvero l’intera Svizzera non produce un solo altro orologio in grado d’incontrare i vostri gusti?

    E comunque qualcosa sta cambiando. Vedrete che nel tempo (perché la cosa non è facile né rapida) le marche riusciranno a controllare meglio anche il mercato dell’usato, aiutando i concessionari a garantire acquisti certi anche per il “secondo” polso. Torneremo a parlarne, se volete. Ma ricordatevi sempre che la miglior garanzia di un acquisto sicuro può darvela solo un concessionario. Dovremmo imparare a chiederci chi davvero guadagna se un mercato è sporco e avere un po’ più di fiducia nelle marche e nei concessionari. I concessionari ufficiali, intendo. Che di fatto non hanno nessun interesse a rovinarsi la reputazione per somme che certo non cambiano la loro vita.

  • Le novità Rolex: virata stretta e rotta sul futuro

    Le novità Rolex: virata stretta e rotta sul futuro

    Le novità Rolex? Submariner, ma non solo. Le novità 2020 di Rolex conquistano subito il web e i social, occupando uno spazio enorme suddiviso fra commenti positivi e negativi. Poco importa che prevalgano i commenti positivi e che molti di quelli negativi provengano da concorrenti cui improvvisamente è stata rubata la scena e che – c’è da comprenderli – sono per questo molto, molto arrabbiati. Del resto, come sempre, durerà poco.

    E comunque colpisce la trepidazione con cui molte marche sperano che Rolex resti inattiva per almeno un paio d’anni, lasciando campo libero ai concorrenti. Come se Rolex fosse un pugile di inarrivabile stile e potenza e i candidati alla cintura di campione del mondo pretendessero per questo che combattesse bendato, con un braccio legato sulla schiena, saltellando sempre su una sola gamba e subito dopo aver partecipato ad una cena di matrimonio. Senza mai farsi la vera domanda: perché Rolex è Rolex? Cosa devo fare per avvicinare il marchio ginevrino e magari superarlo?

    Le novità Rolex. Certo, tutti si sono tuffati sulla nuova versione del Submariner d’acciaio, con un millimetro in più di diametro. Tante storie per un millimetro in più, dice qualcuno. A dir tutta la verità ci sono anche modifiche (non vistose, come sempre in casa Rolex, ma comunque considerate significative dagli estimatori del marchio) nella forma delle anse, nel bracciale e soprattutto nel movimento. Ad un prezzo che spaventa molti proprio perché concorrenziale. Molto concorrenziale.

    Non ho nulla da obiettare, sia ben chiaro: se in cima ai vostri sogni c’è il Submariner io non discuto, anche se a me sembrano prioritari altri fatti cui vorrei accennare prima di fare un’analisi più approfondita. Che farò presto, quanto prima. In questa sede sono rimasto colpito, sinceramente, più dal cambio di strategia, questo sì epocale, per Rolex. Andiamo con ordine.

    Primo. Tutte le novità d’acciaio cominciano ad arrivare da subito nei concessionari. Normalmente viene data la priorità ai modelli in metalli preziosi, per garantirsi un boost di fatturato. Ma questa volta le novità Rolex realizzate in metalli preziosi non arriveranno nei negozi prima di ottobre. Fino a qualche anno fa nessuna novità sarebbe mai stata disponibile prima di ottobre/novembre, con priorità, appunto, ai modelli in oro con o senza brillanti. Bella forza, dirà qualcuno: presentano a settembre quel che era previsto per la prima parte dell’anno, bloccata dalla pandemia. Vero. Ma in ogni caso la disponibilità immediata rappresenta comunque una virata strettissima, per una portaerei colossale – e quindi non agile – come Rolex.

    Secondo: il Submariner (senza data) in acciaio è ribadito da un Oyster Perpetual anch’esso senza data, anch’esso in acciaio e anch’esso con il nuovo Calibro. Un “primo prezzo” che scompagina non poco il mercato. Anche perché piacerà moltissimo ad un pubblico di puristi che talvolta guardano con diffidenza alla popolarità del marchio.

    Terzo: l’esplosione di colore sui quadranti dei Perpetual di diverso diametro. Ma non i soliti colori intellettuali di Rolex, no: colori decisi, accesi (“ben meditati”, come dice la Fagnola), in cui il “corallo” non è un arancione mancato o un rosso smunto: è un vero e proprio color corallo, pastoso, godibile, che cambia radicalmente le carte in tavola nella lotta per conquistare il mercato delle generazioni più recenti…

    Assisteremo ancora una volta ad ingorghi per entrare dai concessionari, come talvolta accade per le novità Rolex? Si scateneranno fenomeni speculativi per accaparrarsi quanti più Submariner sia possibile per poi rivenderli a prezzi da strozzino? Non ne sono poi così sicuro. Innanzitutto perché il prezzo del nuovo Submariner non consente di per sé ricarichi da favola. E poi perché Rolex ha puntato moltissimo sull’acciaio e su alcuni “primi prezzi” con un elevatissimo rapporto fra prezzo e qualità, aumentando notevolmente la quantità di opzioni che non costringono ad un mutuo.

    Rolex ha di fatto “spalmato” la brama delle proprie novità in un ventaglio di opzioni che rappresentano un passo concreto per gettare un po’ d’acqua su un fuoco con il quale Rolex non ha mai, in realtà, amato giocare. Sta cambiando qualcosa, sta cambiando molto e la sensazione è che molto ancora cambierà in futuro, sia pure con gli inevitabili tempi lunghi tipici dei giganti cui fa difetto l’agilità. Un’agilità che Rolex sembra però voler conquistare anche nelle strategie di produzione e commercializzazione.

    È giusto, in definitiva, godersi il nuovo Submariner, studiarne le sfumature e godere del prezzo intorno ai 7mila euro; epperò anche i circa 5mila del nuovo Oyster Perpetual si riveleranno, subito dopo l’abbagliamento iniziale, un richiamo potente. Una seduzione forte e duratura.

  • Rolex “Perpetual Music”: la varietà della classica. Dal vivo e online

    Rolex “Perpetual Music”: la varietà della classica. Dal vivo e online

    Tutto Rossini, poi le melodie più famose di sempre, e un percorso fra Barocco e Romanticismo. Ecco in sintesi il programma di Rolex “Perpetual Music”, la manifestazione organizzata dalla maison ginevrina a sostegno degli artisti in quest’epoca di pandemia. Tre concerti tenuti dalle più belle voci della lirica contemporanea in altrettanti templi della musica internazionale. Tre eventi da non perdere, se si è convinti melomani o comunque appassionati di classica e dintorni. Per sottolineare il valore universale della musica, fondamentale soprattutto in tempi di crisi.

    La premessa si trova nell’impegno di Rolex nella cultura e nelle arti, sia come mecenate di cantanti e musicisti sia come sponsor di eventi esclusivi. A cominciare dalla partnership con il soprano neozelandese Dame Kiri Te Kanawa negli anni ’70 e con Placido Domingo negli ’80. Da allora la manifattura ha supportato generazioni di talenti in svariate discipline (basti pensare all’iniziativa Mentor & Protegé); e stretto sodalizi con i maggiori teatri e le principali rassegne internazionali (dalla Scala di Milano al Metropolitan di New York fino al Festival di Salisburgo, tanto per citarne alcuni).

    In occasione di Rolex “Perpetual Music” non stupisce quindi il coinvolgimento di alcuni ambasciatori della casa della Corona: Juan Diego Flórez, Sonya Yoncheva, Rolando Villazón. Che saranno accompagnati da un centinaio di artisti, selezionati per le loro capacità dagli stessi testimonial insieme al violinista Renaud Capuçon, con criteri differenti. In tutti però si ritrova una caratteristica comune: sono stati colpiti personalmente, nella professione o nel privato, dall’emergenza sanitaria in corso. Per questo il Gala Rolex offrirà loro una doppia opportunità: da un lato sarà una circostanza di lavoro adeguatamente retribuito, e dall’altro una vetrina di promozione a livello globale.

    Si comincia dunque venerdì 21 agosto al Teatro Rossini di Pesaro: con Juan Diego Flórez che si esibirà, accompagnato dalla Rossini Symphony Orchestra e da altre undici voci di diverso registro, in un programma interamente dedicato al Maestro del belcanto. Dalla Donna del Lago al Barbiere di Siviglia, dall’Armida al Guglielmo Tell, dalla Semiramide a Il viaggio a Reims, andranno in scena le arie d’opera più celebri del grande compositore pesarese.

    La seconda tappa di Rolex “Perpetual Music” si svolgerà invece martedì 1° settembre alla Staatsoper Unter den Linden di Berlino. Dove Sonya Yoncheva si cimenterà con un gruppo di astri nascenti in un vasto repertorio eclettico, anti-noia. Accanto a lei, per esempio, ci saranno un tenore come Charles Castronovo e musicisti quali Avi Avitar e Julien Quentin. Lo spettacolo prevede fra l’altro brani di Schubert, Gunod, Verdi, ma anche Wagner, Rachmaninov e Bernstein.

    Il cartellone di Rolex “Perpetual Music” si chiuderà quindi giovedì 3 settembre sul leggendario palco del Palais Garnier parigino con Rolando Villazón. Che interpreterà musiche da camera di vario genere, in compagnia di Renaud Capuçon, L’Arpeggiata, Agate Quartet, Metral Trio e numerosi strumentisti di valore. In un concerto che si preannuncia emozionante: tanto Monteverdi e poi Bach, Mozart, Strauss, Malher, Saint-Saëns, Gershwin e altro ancora.

    Poco male se solo pochi fortunati potranno seguire dal vivo le tre serate. In questo periodo di distanziamento sociale, arriva in soccorso la tecnologia. Gli appuntamenti di Rolex “Perpetual Music” saranno infatti diffusi gratuitamente in streaming su medici.tv, la principale piattaforma mondiale di musica classica sul web. Che riunisce una community di appassionati in 180 Paesi ed è accessibile con tutti i dispositivi – pc e Mac, tablet e smartphone, e perfino sugli schermi tv. Per gli iscritti, poi, la visione dei concerti sarà disponibile fino a ottobre.

  • Materiali luminescenti, fiat lux

    Materiali luminescenti, fiat lux

    Partiamo da una domanda: perché mai gli orologi “eleganti” non hanno di solito la benché minima traccia di materiale luminescente? Eppure, conoscere l’ora di notte o comunque in condizioni di luce sfavorevole è utile, molto utile. La risposta sta nel contrasto fra la durata dei materiali luminescenti e il desiderio d’eternità dei produttori d’orologi. La ricerca d’eternità (ovviamente mai raggiunta, ma sognata da ogni tecnico) mal si concilia con la durata – ben più breve – dei materiali luminescenti. Compresi quelli attuali, che pure hanno vita lunga e priva di rischi per chi li realizza. Ma andiamo con ordine partendo da molto, molto lontano.

    Prendete un imperatore cinese, Zhao Tai Zong, vissuto intorno all’anno Mille; un pittore come il Caravaggio, vissuto a cavallo del 1600; e un quadrante di un orologio prodotto a partire dal 1910/13. Ora provate a trovare una connessione fra le tre figure. Vi sorprenderà scoprire che il fil rouge è la fotoluminescenza, ovvero quei materiali o vernici che, col calare delle tenebre, si illuminano. Sebbene la storia della fluorescenza delle lancette e degli indici degli orologi sia abbastanza recente – i primi esperimenti sui Rolex e sui Panerai risalgono alla seconda decina del Novecento –, la ricerca per ottenere questo effetto luminoso notturno affonda le radici nel passato, per oltre un millennio.

    La magia della giada (e dell’arsenico)

    L’uso di sostanze opalescenti come giade e polveri di valva d’ostrica per realizzare pitture “luminose” è molto antico. Il primo documento in cui se ne parla è un editto dell’imperatore cinese Tai Zong (939/997), ora custodito presso il Palace Museum di Taipei a Taiwan. Che invita a indagare su una pittura rupestre presente sul muro di una caverna e visibile solo di notte. La mucca, questo il soggetto del disegno, era stata dipinta con pitture speciali a base di conchiglie di mare.

    Passa per la chimica – la pittura è la grande arte della chimica dei materiali per creare colori duraturi – l’opera di Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610). Un artista “maledetto”, secondo alcuni, in grado di preparare colori che gli consentivano di lavorare quasi al buio. Recenti ricerche hanno trovato materiali luminescenti, o meglio fotosensibili (argento, arsenico, zolfo, magnesio e iodio), nei suoi quadri. Le ricette di questi impasti, dal sapore alchemico, venivano tramandate dal Maestro ai primi pittori della scuola e si perdevano nel tempo. Ma mito, leggenda e verità si legano indissolubilmente ed è difficile trovarne i confini.

    Prima dei materiali luminescenti

    Tornando agli orologi, però, l’esigenza di conoscere l’ora in determinate situazioni è davvero antica. Quando ancora non esisteva alternativa agli orologi solari si potevano comunque avere informazioni sufficientemente precise usando candele graduate. Si legavano, ad esempio, fili colorati a specifiche candele. La regolarità degli intervalli consentiva di conoscere l’ora anche di notte con una discreta precisione. A parte queste candele notturne, le prostitute dell’antichità piantavano – sempre a distanze regolari – un po’ di chiodi in una candela e facevano pagare le proprie prestazioni anche in funzione del tempo (e dei chiodi) trascorsi dall’inizio del “commercio carnale”, come si diceva una volta. A ben vedere stiamo parlando di un lontanissimo progenitore dei cronografi…

    Dopodiché con un salto temporale si passa all’alto Medioevo. Quando i monaci benedettini usavano – per i quotidiani periodi di preghiera – i cosiddetti “svegliarini”, considerati i primi orologi meccanici della storia. Ma lo svegliarino è un po’ invadente, con la sua vigorosa campanella. Si passa quindi a orologi da tavolo (o comodino) con il quadrante in carta o pergamena: all’interno basta mettere una candela per vedere in controluce l’ora anche di notte. Peccato che la candela illumini tutto l’ambiente e che abbia la pessima abitudine di dar fuoco all’orologio e alla stanza al minimo ondeggiar dell’aria.

    Per aggirare questo problema nascono orologi molto complessi e quindi come al solito costosi. Al buio si tira una cordicella, posta sul fianco dell’orologio, e una serie di campanelle suonano tante volte quante sono le ore, le mezz’ore e talvolta anche i minuti. Gli antenati dei “ripetizione minuti”. Per qualche secolo, con alcune varianti tecniche e di dimensioni, rimasero l’unico sistema sicuro per conoscere l’ora al buio. Ovviamente sempre a prezzi da capogiro.

    La scoperta del radio

    Un mix di scienza ed esigenze belliche portò invece all’uso massiccio di materiali luminescenti (ma radioattivi) nel mondo dell’orologeria. La parola radioattività deriva proprio dal nome del radio, che fu scoperto dai coniugi Curie nel 1898, poi isolato come elemento puro nel 1902. In questo periodo si scoprirono anche le sue proprietà auto-luminose. Il materiale era troppo pericoloso per essere utilizzato non opportunamente. Si dovettero attendere alcuni anni prima di scoprire che i sali risultanti dall’esposizione a questi materiali “atomici” avevano una radioattività molto inferiore rispetto al minerale puro. Inferiore sì, ma non esente.

    Se avete la fortuna di disporre di un Panerai del 1938 e lo ponete accanto a un contatore Geiger, quest’ultimo si attiverà segnando i livelli di radioattività. Gli esemplari di quell’epoca, per intenderci, utilizzavano una miscela di fosforo e materiale radioattivo chiamata Radiomir e brevettata da Guido Panerai. Il bromuro di radio, utilizzato in abbinamento con il solfuro di zinco, ha un tempo di decadimento di 1.622 anni. È l’emivita: il termine, mutuato dalla farmacologia, indica il tempo necessario affinché un materiale dimezzi il proprio potere. In questo caso, il potere di emettere luce. In altre parole, la fluorescenza e la radioattività sono praticamente eterne. Gli orologi erano relativamente sicuri per chi li indossava, poiché le radiazioni emesse dal radio erano schermate dalla cassa dell’orologio. Meno per chi li produceva.

    Una pagina oscura

    Le esigenze della guerra moderna avevano richiesto la conoscenza dell’ora esatta in qualunque momento della giornata. E avevano quindi dato impulso allo studio dei materiali luminescenti da utilizzare sui quadranti degli orologi. E alla loro produzione industriale. Erano principalmente le donne, scelte per la precisione, la pazienza e la cura del dettaglio, ad applicare con un pennello le sostanze radioattive su indici e lancette. Per renderne più fine il tratto, mettevano in bocca le setole del pennello e lo facevano girare tra le labbra fino a ottenere una punta sottilissima con cui applicare la vernice luminosa. In questo modo assumevano però di fatto grandi quantità di radio. E si condannavano inconsapevolmente ad atroci sofferenze per anemia, fratture alle ossa, problemi alla tiroide, necrosi alla mascella. Fino alla morte.

    Nel 1927 un gruppo di operaie americane, soprannominate proprio Radium Girls, dimostrò la pericolosità del radio e riuscì a ottenere un risarcimento per danni alla salute dalla United States Radium Corporation, una delle principali aziende del settore. Nonostante ciò, il suo utilizzo fu prolungato fino agli anni ‘60. Solo dopo il 1968 fu completamente bandito. Una scelta resasi necessaria dopo che la commissione per l’energia atomica aveva fissato, alla fine degli anni ’50, i limiti di radioattività per gli oggetti manipolati da esseri umani.

    L’avvento del trizio…

    I limiti previsti costrinsero i costruttori di orologi ad adeguarsi e a cercare materliali luminescenti alternativi. Il radio venne sostituito dal trizio, un isotopo dell’idrogeno, presente in condizioni di pressione e temperatura normali sotto forma di gas, con un’emivita di 12,3 anni. Aveva il vantaggio di essere molto meno radioattivo, per questo all’inizio lo si conteneva in microscopici tubetti. Un’ulteriore sfida tecnologica per il mondo dell’orologeria. Il trizio però continuava a creare problemi di radioattività non tanto per chi indossava gli orologi, quanto per chi lavorava nei magazzini in cui venivano conservate le scorte necessarie per la loro produzione. Una pericolosità solo relativa, va detto, visto che le sue radiazioni non possono nemmeno penetrare la pelle umana.

    L’incidente al reattore nucleare di Fukushima, nel 2011, ha contaminato l’acqua con grandi quantità e trizio, acqua che rischiò di finire in mare. Anche gli esperti dell’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) si preoccuparono ben poco dell’evento, visto che il trizio è appunto considerato scarsamente pericoloso per l’organismo umano, a meno che lo si inali o lo si ingerisca. E tuttavia quando alcune nazioni ne vietarono l’uso comune, l’orologeria svizzera decise di passare ad altri materiali luminescenti.

    … e gli usi attuali

    Ancora oggi il trizio non è stato del tutto abbandonato. Lo si ritrova per esempio da Luminox, che ha sviluppato l’esclusiva Luminox Light Technology (LLT). Una tecnologia capace di fornire luce costante 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, per un massimo di 25 anni. Si tratta di un sistema di illuminazione auto-alimentato che utilizza minuscoli tubi di vetro borosilicato, rivestiti di un composto contenente fosforo e riempiti con trizio gassoso. Che subisce naturalmente un decadimento beta (una reazione nucleare spontanea che fa sì che un elemento chimico radioattivo si trasformi in un altro con diverso numero atomico) per diventare elio.

    Mentre decade, il trizio emette un flusso costante di elettroni che vanno ad eccitare il fosforo, il quale a sua volta produce un bagliore basso e costante. Il tubicino è fuso con un laser a CO2 alla lunghezza desiderata, mentre il vetro borosilicato è scelto per l’ottima resistenza alla rottura. Il sistema quindi è assolutamente sicuro e fornisce visibilità continua, che dà il meglio di sé in condizioni di luce scarsa.

    La svolta degli anni ’90

    Una joint venture svizzero-giapponese guida la svolta degli anni ’90 che cambia definitivamente il “volto” degli orologi per traghettarli nel nuovo secolo. I due nomi che fanno la loro comparsa sul palcoscenico dei materiali luminescenti sono LumiNova e Super-LumiNova. Il loro utilizzo segna l’abbandono di materiali relativamente pericolosi per la salute, dagli alti costi di produzione e smaltimento; e l’adozione invece di soluzioni più semplici basate sulla fotoluminescenza. Sostanze che assorbono la luce, naturale o artificiale, e la “rilasciano” a buio.

    Come funzionano? Nelle miscele luminescenti contenenti materiale radioattivo, l’effetto luminoso è creato dall’emissione di elettroni che attivano un altro componente della miscela e lo rendono luminoso. Le miscele fotoluminescenti invece assorbono gli elettroni dall’esterno e la riemettono. Un processo di carica e scarica che porta con sé un difetto: la luminosità diminuisce nel tempo e deve essere ricaricata dalla luce. Queste  sostanze inoltre sono sensibili all’umidità, col rischio che i pigmenti si deteriorino e via via cambino colore. Tant’è che in alcune applicazioni militari o relative al campo della sicurezza permane l’uso del trizio.

    Ad oggi, quasi tutta l’orologeria impiega la tecnologia Super-LumiNova basata sull’uso dell’alluminato di stronzio, spesso addizionato di coloranti che però ne modificano la durata. Con alcune eccezioni. Come le marche giapponesi che impiegano una miscela detta Lumibrite (luminosità verde) e Rolex che utilizza una sostanza detta Chromalight (luminosità blu).

    Altri produttori utilizzano invece l’elettroluminescenza: una miscela di sostanze è attraversata da corrente elettrica, che la “attiva” fino ad emettere luce. In pratica, le indicazioni orarie sono rivestite da un conduttore elettrico e dal fosforo. Premendo un bottone, una leggera scarica elettrica parte dalla batteria e arriva al quadrante. Inutile dire che questa manovra riduce l’autonomia di funzionamento ed è quindi adottata da orologi al quarzo.

     

  • Il Calibro 3235, la tecnologia del Rolex Yacht-Master

    Il Calibro 3235, la tecnologia del Rolex Yacht-Master

    Il Rolex Yacht-Master 42, dicevamo, monta il Calibro 3235, successore del 3135 (entrambi di manifattura). Nel passato Rolex è sempre andata con i piedi di piombo, nel cambiare nome ai propri calibri. Per tradizione, ogni calibro è modificato e perfezionato nel (lungo) arco della sua vita. Nel frattempo si studia e si sperimenta il successore. Non solo: si verifica come e a quali condizioni sia possibile produrlo in larga scala, con metodi industriali e al tempo stesso con miglioramenti significativi. Rolex non si gioca la propria reputazione per risparmi o scorciatoie che verrebbero poi sottolineate dai concorrenti e quindi penalizzate dal proprio pubblico. La reputazione, il buon nome, è il primo patrimonio dei marchi destinati a durare nel tempo.

    Rispetto al 3135, nel Calibro 3235 dovrebbe essere cambiato oltre il 90 per cento delle componenti: un movimento davvero nuovo. Ma – come dicevo in chiusura dell’articolo precedente – non è cambiata la spirale Parachrom che molti pensavano sarebbe stata sostituita da una in silicio, ancor più antimagnetica e insensibile alle escursioni termiche. E la domanda è: perché? Perché, dal momento che oltretutto Rolex – fra le prime a sperimentare il silicio – già ne usa una, la spirale Syloxi, introdotta nel 2014 in alcuni calibri di piccole dimensioni? La questione è di non poco conto e sembra avere spiegazioni molto più complesse di quanto si possa pensare.

    Il principio alla base di ogni orologio meccanico è la “presunzione di eternità”. Un produttore deve usare tecniche e materiali facilmente reperibili anche fa uno, due, tre secoli. Pochi oggetti sopravvivono al trascorrere del tempo come gli orologi. Si conservano ancor oggi svegliarini monastici usati dai monaci benedettini per scandire il ritmo preghiera/lavoro; parliamo di strumenti tuttora funzionanti dopo oltre sette secoli. La tecnologia del silicio, per quanto recente, sembra stia per essere sostituita in elettronica – l’industria che ne fa maggior uso – e molti dubitano che fra cent’anni se ne parli ancora. In molti, insomma, la considerano già obsoleta.

    Non solo. Negli scorsi anni si è scoperto che alcuni cellulari erano andati a fuoco per microfratture praticatesi spontaneamente nel silicio, scaldando i circuiti elettrici fino a causare il fuoco. E infatti in gran parte del mondo (Italia compresa) si stanno studiando nuove generazioni di silicio proprio per ovviare a questi inconvenienti; e comunque prima dell’introduzione di nuove tecnologie come quella dei nanotubi di carbonio. Può l’orologeria fidarsi del silicio? Sì, ma fino a un certo punto. E Rolex si unisce al coro dei dubbiosi, anche se nelle spirali in silicio non passa corrente elettrica e forse il problema delle microfratture non riguarda l’orologeria.

    Nel dubbio, quindi, Rolex preferisce verificare entrambe le strade, tenendosi comunque stretta la “vecchia” spirale Parachrom blu. Che ha dimostrato sul campo peculiari doti di resistenza ai campi magnetici, alle variazioni di temperatura e agli urti. Attenzione: quando si parla di resistenza agli urti non si intende il timore che la spirale possa rompersi. È quasi impossibile. Vediamo allora sinteticamente di cosa si tratta. E perché  Rolex arriva a definire la spirale – romanticamente, sì, ma anche con grande razionalità – “il custode del tempo”.

    Dal bariletto e dalla molla in esso contenuta arriva al bilanciere una certa quantità d’energia, necessaria per farlo ruotare di una semi-oscillazione intorno al proprio asse. “Tic”. Il “tac” arriva dalla spirale, meticolosamente calcolata per restituire una quantità di energia che – nello stesso tempo impiegato dal “tic” – faccia tornare indietro il bilanciere prima del successivo “tic”. Parliamo di quantità d’energia così minuscole da poter essere influenziate da molti parametri; i principali dei quali sono i campi magnetici, le variazioni di temperatura e gli urti. Appunto.

    I campi magnetici influenzano la componente ferrosa delle spirali. Il vero problema è che il materiale ferroso non si magnetizza solo in condizioni estreme (in molti casi basta una calamita da frigo per bloccare la spirale e l’orologio: ne parleremo molto presto). E comunque l’effetto dei campi magnetici tende a sommarsi e a persistere fino ad introdurre gradualmente perturbazioni di marcia sempre più percepibili.

    Un discorso simile vale anche per la resistenza alle variazioni di temperatura. Variazioni in alto (e un orologio subacqueo al sole raggiunge, internamente, torride temperature come un’auto al sole) allungano la spirale, mentre temperature troppo fredde l’accorciano. In entrambi i casi l’orologio viene sottoposto a perturbazioni che si sommano, almeno temporaneamente, a quelle introdotte dai campi magnetici.
    Infine gli urti, che deformano per brevi istanti la spirale e causano altre perturbazioni, minuscole se valutate singolarmente; ma che nell’economia complessiva della giornata o della settimana si sommano, fino ad avere una influenza percepibile sulla “precisione”, sulla costanza di marcia.

    E veniamo alla spirale Parachrom del Calibro 3235, introdotta da Rolex nel 2000 (se ben ricordo è stata utilizzata per la prima volta nel movimento cronografico interamente “fatto in casa”). Quando, dopo cinque anni di esperimenti e test, il marchio si è definitivamente liberato dalla dipendenza da Nivarox e dalle sue spirali. Le quali sono comunque a base ferrosa e quindi, seppure in cinque gradazioni diverse (la 1 è la migliore, quella che consente di superare facilmente gli esami del Cosc), risentono non poco dell’influsso negativo indotto dai campi magnetici.

    Rolex ha scelto una strada totalmente diversa, basata su una lega di niobio (in quantità che dovrebbero superare l’80 per cento) e di zirconio; che di fatto, durante la complessa lavorazione, trasforma la lega in una sorta di versione light della ceramica hi-tech, a base appunto di ossido di zirconio. Cerco di far corta e semplice una storia che non lo è. Ma ricordo che il niobio è un metallo molto raro e costoso (il suo prezzo è circa 10 volte quello del rame), usato in settori in cui si richiedono materiali tecnologicamente avanzati, a partire dall’industria aerospaziale. È interessante notare che questa lavorazione viene fatta a temperature altissime e con immissione forzata di ossigeno. Questo potrebbe spiegare la colorazione blu della spirale Parachrom, dal momento che l’ossidazione conferisce al niobio proprio il colore blu.

    La lega risultante è molto resistente agli urti e alle variazioni di temperatura (come del resto tutte le ceramiche hi-tech). Ma soprattutto è paramagnetica: e in questa parola si riassume il comportamento della spirale Parachrom quando sottoposta a flussi magnetici. Sempre in estrema sintesi, i materiali paramagnetici sono caratterizzati da atomi che si comportano come dipoli magnetici orientati in modo non simmetrico. Si orientano un po’ come vogliono, insomma. L’influenza dei campi magnetici esterni è quindi molto bassa perché coinvolge solo i dipoli orientati in maniera “coerente” con il campo magnetico indotto. E questo è un gran bene, anche se non possiamo definire totalmente “amagnetica” questa lega.

    A tutt’oggi, però, è di fatto la lega metallica meno magnetizzabile disponibile, superando anche le migliori spirali Nivarox che già sono giustamente considerate eccezionali. Oltretutto la mancanza di materiali ferrosi e le specifiche proprietà dei metalli e delle leghe paramagnetiche fanno sì che, non appena il campo magnetico si allontana, i suoi effetti negativi scompaiano senza lasciare “memoria”. Quindi senza sommarsi nel tempo fino a causare scarti anche di rilevante entità, che costringono a smagnetizzare l’orologio. E questo perché i dipoli di cui si diceva tendono a tornare immediatamente nella “situazione” iniziale.

    Una notazione interessante riguarda il fatto che sono paramagnetici anche gli acciai austenitici. E in orologeria si usano, per realizzare le casse, acciai appunto appartenenti alla famiglia degli austenitici. Che per intenderci sono quelli della decorazione in acciaio inossidabile posta in cima al Chrysler Building, a New York.
    Sperando di non essere fulminato dal Dio della Scienza né dai lettori più dotti, riassumo dicendo che: 1 – la spirale Parachrom della Rolex ha fortissima resistenza agli urti; 2 – è (quasi) insensibile alle variazioni di temperatura; e 3 – è scarsamente sensibile ai campi magnetici, che comunque la influenzano in maniera solo transitoria.

    Valutati i pro e i contro, Rolex ha evidentemente deciso che i contro della spirale metallica Parachrom sono secondari – ai fini del buon funzionamento dell’orologio – rispetto ai pro di una spirale in silicio, sia pure di tecnologia avanzata come la Syloxi. In effetti confesso che, con un punto di vista strettamente personale, conservo anch’io una (quasi irrazionale) preferenza per le spirali metalliche, pur riconoscendo le grandissime qualità di quelle in silicio. E qui mi fermo, anche se ci sarebbe molto ancora da dire, perché sono cosciente che c’è un limite alla sopportazione umana di chi mi legge…

    E però non finisce qui. Come in campo automobilistico si lavora con grande impegno per aumentare i chilometri percorribili con un pieno, nel Calibro 3235 Rolex ha cominciato col “taroccare” il serbatoio, che nel motore di un orologio è il bariletto. Le sue pareti sono ora più sottili e ciò consente di aumentare la quantità di benzina/energia usando una molla più lunga in grado appunto di aumentare l’autonomia. (A quando un bariletto in titanio?).

    Dopodiché è passato ad ottimizzare tutte le componenti che consumano energia. Il che vuol dire rivedere in chiave di risparmio energetico l’intero movimento: il profilo degli ingranaggi, la forma dell’àncora e della ruota di scappamento, la forma dei perni, dei rubini (che comunque restano 31, tanti)… Il risultato di questi sforzi complessivi è che l’autonomia del Calibro 3235 sale a circa tre giorni – 70 ore – consentendo di pigrottare nel fine settimana. Già, perché ricordate la faccenda del tic/tac? Bene: sempre in maniera tecnicamente maccheronica, quando l’energia residua della molla nel bariletto scende a circa un terzo di quella totale, il tic (dal bariletto al bilanciere) trasmette meno energia; quindi carica meno la spirale, che si comporta in maniera anomala introducendo nuove ed importanti perturbazioni.

    E questo non va bene, al punto che la maggior parte dei tecnici vi dirà che la principale causa di “imprecisione” dell’orologio meccanico sta nell’insana convinzione che l’orologio “automatico” sia sempre ben pieno di energia, quasi per magìa. (Insana convinzione per altro supportata dalle marche: se lo chiami Perpetual lasci supporre che tu abbia inventato il moto perpetuo). Non è così, e lo sanno bene i poltroni come me. Ad ogni buon conto, nel Calibro 3235 Rolex ha migliorato anche il dispositivo di ricarica automatica bidirezionale, rendendolo più efficiente. Ma magari una bella caricatina manuale prima di un ozioso fine settimana non ci sta male…

    Infine Rolex è intervenuto sullo scatto del datario che ora se ne frega se cambiate data tra le 10 di sera e le 2 di mattina. Cosa invece proibitissima nella maggior parte degli orologi, perché regolarmente si piega la molla lineare per lo scatto istantaneo. L’intervento di riparazione, poi, costa caso perché implica una revisione completa. Dieci ore di lavoro di un ottimo tecnico.
    E in più, tanto per non farsi mancare nulla, nel Calibro 3235 Rolex ha semplificato, rendendolo più robusto, il dispositivo collegato alla corona per la ricarica manuale/sincronizzazione/cambio data.

    Ce n’è abbastanza per i prossimi dieci anni, tenendo anche presente che il tutto è stato accuratamente progettato in modo da conciliarsi con i metodi industriali di produzione tipici di Rolex. Che comportano inflessibili controlli automatizzati per i quali qualunque orologio superi scarti di +/- 2 secondi al giorno viene implacabilmente respinto. Stiamo parlando, ovviamente, di condizioni di laboratorio. Al polso la cosa è sempre ben diversa, ma il miglioramento c’è, evidente. E comporta il 100 per cento di miglioramento rispetto a quanto richiesto dal Cosc per rilasciare il certificato di cronometro. Grand’orologio, lo Yacht-Master e grande movimento il Calibro 3235, vero?

  • Rolex Yacht-Master e il “tesoro segreto”. Fra spirito sportivo ed eleganza

    Rolex Yacht-Master e il “tesoro segreto”. Fra spirito sportivo ed eleganza

    Diploma alle superiori, promosso, mio padre mi accompagna a scegliere il classico “orologio da diploma”. Ne vedo tanti e poi arriva lui, il bastardo. Nome: Turn-O-Graph (era il primo). Cognome: Rolex. Piace a me, piace a mio padre, chiediamo quanto e rimaniamo a bocca aperta per il prezzo, superiore a quello degli altri Rolex. Ci viene risposto che la lunetta – girevole – è realizzata in oro bianco. Mio padre mi guarda e “non se ne parla nemmeno”. Io non cedo, lui non cede e niente orologio da diploma. Da allora il mio amore impossibile per il Turn-O-Graph di Rolex rimarrà irrisolto perché quei sadici dei progettisti Rolex riusciranno sempre a tenerlo qualche palmo oltre le mie possibilità. Ben in vista, che ti sembra quasi di poterlo ghermire, ma in realtà senza mai riuscire ad averlo al polso.

    Il Turn-O-Graph è uno degli orologi meno considerati, al punto che nello stesso sito Rolex la sua presenza è totalmente ignorata nella parte storica. Non è nemmeno ben certo se sia nato nel 1953 o nel 1955. A me, comunque, le considerazioni didascaliche poco interessano: le lascio ai bravissimi storici della marca. Quel che è certo è che dal Turn-O-Graph discendono praticamente tutti gli orologi tecnici di Rolex, e in particolare lo Yacht-Master. Anche per via della lunetta girevole bidirezionale: una caratteristica ormai unica ed esclusiva di questo modello. Qualcuno dice che sia il Rolex più emblematico. Tornando però al sadismo dei progettisti, a parte le versioni tutto oro, anche lo Yacht-Master con cassa d’acciaio (40 o 37 millimetri) ha la lunetta in platino. E quindi un prezzo (rispettivamente 11.450 e 10.750 euro) fuori portata, almeno per me.

    Anche per questo ho avuto un tuffo al cuore – Baselworld 2019 – quando Rolex ha presentato la versione da 42 millimetri dello Yacht-Master. Peccato sia bastato saggiarne il peso per rendersi conto che cassa e lunetta sono d’oro bianco; e il prezzo (27.650 euro) sale, sale come l’ascensore di un moderno grattacielo. È evidente come lo studio grafico abbia saputo creare un design ben bilanciato: alla luminosità dell’oro bianco fanno da contraltare il nero del quadrante, dell’inserto di ceramica (opaca) e del cinturino in materiali sintetici. Ben studiato anche l’alternarsi di superfici opache e lucide. È chiaro che l’intento è quello di realizzare un orologio impeccabile sotto il profilo sportivo, certo, ma pensato per un uso tutt’altro che esasperato, almeno per quanto riguarda le immersioni.

    La lunetta girevole, in particolare, impressiona per l’equilibrata resistenza alla rotazione: né troppo né poco, viene da dire. Si riscopre piacevolmente la possibilità di usare la lunetta non per calcolare i tempi di decompressione (è una lunetta bidirezionale, meglio ripeterlo), ma come timer immediato, sia pure non preciso al secondo, per regate amatoriali. Per un timer professionale, più preciso, c’è il Rolex Yacht-Master II con il dispositivo temporizzatore (ci vuole un po’ per padroneggiarlo, ma poi si va come lippe), congegnato proprio per calcolare con accuratezza impeccabile fra quanto sarà possibile attraversare la linea di partenza.

    Il principio su cui è stato realizzato lo Yacht-Master è insomma chiaro. Non è in alcun modo un orologio pensato per chi si immerge con le bombole in immersioni che richiedano il calcolo dei tempi di decompressione e l’obbligatoria lunetta girevole unidirezionale. Ma va benissimo per qualunque altra immersione meno esasperata, perché l’impermeabilità a 10 atmosfere e soprattutto il sistema di guarnizioni sono quelli tipici dei “professionali” Rolex. La lunetta girevole bidirezionale, invece, ne facilita l’uso in barca, soprattutto per regate fra armatori gentleman, ma anche in un’eccezionale quantità di altre occasioni. Non a caso le prime versioni del Turn-O-Graph erano molto amate anche dai piloti aeronautici militari proprio per l’impiego di una lunetta “libera”, facilmente impostabile a seconda delle esigenze del momento. La versatilità dello Yacht-Master, insomma, è una delle sue qualità maggiori, unita ad una eleganza calibrata anche per le serate allo yacht club.

    Per lo Yacht-Master 42 millimetri la Rolex ha scelto il cinturino Oysterflex. A prima vista sembra uno dei tanti cinturini in caucciù, silicone o altri materiali sintetica. In realtà di tratta di qualcosa molto, ma molto più complesso. Due lamine in lega di titanio e nichel (una per ognuna delle parti che s’innestano nella cassa) sono state ricoperte per fusione da un elastomero a lunga durata ed alta resistenza (tagli e graffi); si è ottenuto in tal modo un cinturino molto difficile da deformare, pur se al tempo stesso facilmente adattabile alla conformazione del proprio polso. La parte interna del cinturino è percorsa, ai lati esterni, da due sottili “palpebre” che eliminano o riducono (a seconda di quanto stringete l’orologio al polso) il poco confortevole “effetto appiccicaticcio” tipico dei cinturini sintetici. Acqua e sudore sono decisamente meno fastidiosi, il che offre una superiore esperienza positiva nell’uso pratico.

    Nel tempo (rapido) il fortunato possessore dello Yacht-Master avrà al polso un cinturino personalizzato come forse nessun altro, sia intervenendo sulle molte regolazioni possibili, sia per effetto naturale. È una caratteristica che s’impara ad apprezzare nel giro di poco tempo. Oltretutto, si badi bene, il cinturino Oysterflex è disponibile in misure calcolate per casse di diametro dai 37 ai 42 millimetri. Del resto lo troviamo (o possiamo montare) anche in altri Rolex professionali, compresi i cronografi e gli orologi subacquei estremi.

    Altrettanto vale, quanto a piacere d’uso, per la chiusura pieghevole Glidelock che completa lo Yacht-Master 42. Si tratta di una chiusura probabilmente destinata a diventare standard almeno per tutta la serie degli orologi professionali, indipendentemente dai materiali usati. Nel caso dello Yacht-Master 42 è realizzata in oro bianco, come la cassa; ma su altri modelli è disponibile anche in acciaio, acciaio/oro e – appunto – oro. È un dispositivo tanto complesso e articolato quanto facile da usare. In estrema sintesi, bisogna aprire il fermaglio e tirare verso di sé, leggermente, la piccola maglia terminale del bracciale; dopodiché è facilissimo farla scorrere nei due sensi con un’escursione totale di circa un centimetro e mezzo a passi di 2,5 millimetri. Infine si spinge indietro l’ultima maglia e il gioco è fatto.

    Del sistema di allungamento esiste anche un’altra versione con lo stesso nome, usata generalmente negli orologi ancor più tecnici e anch’essa brevettata. In questo secondo caso una cremagliera mobile consente di variare il diametro del bracciale di circa 2 centimetri a passi di 2 millimetri. Ovviamente si tratta di esclusive Rolex tese a migliorare il feeling quando le escursioni termiche fanno variare il diametro del nostro polso.

    Un consiglio: durante l’estate (e non solo) l’accumulo di polvere, sudore e salmastro tende a insinuarsi dappertutto, per cui sarebbe bene lavare periodicamente l’orologio con un detersivo liquido diluito in acqua dolce a temperatura ambiente. Nel caso di dispositivi complessi come questo tipo di chiusure si otterrà un risultato migliore usando uno spazzolino da denti. Il tutto – mi raccomando! – con la corona chiusa, come sempre dev’essere. La corona va svitata solo quando bisogna sincronizzare l’ora, per poi richiuderla immediatamente. Ma senza serrarla allo spasimo: si rischia di torcere le guarnizioni e di ottenere un disastroso effetto colabrodo.

    In entrambe le versioni di diametro maggiore (40 o 42 mm) lo Yacht-Master è equipaggiato dal Calibro 3235, il movimento più recente della manifattura industriale Rolex. Rispetto al precedente 3135 le differenze sono moltissime. Di fatto, pur se l’architettura non sembra mutare radicalmente, si tratta di due movimenti che hanno relativamente poco in comune. Si pensava che Rolex avrebbe introdotto in questo nuovo calibro la spirale in silicio, sotto forma di una nuova versione della spirale Syloxi già utilizzata da anni in alcuni calibri di diametro ridotto, usati per orologi “da donna”. Ma ciò non è avvenuto. Perché? Ne parleremo nel seguito (prossimo) di questo articolo, già abbastanza lungo per non volervi ulteriormente annoiare con troppe considerazioni tecniche…

  • La reputazione: fiducia costante. Anno dopo anno

    La reputazione: fiducia costante. Anno dopo anno

    La digital reputation siamo noi. Fermati, non scappare: qui non troverai un corso accelerato su questo fattore chiave e strategico. Ma la reputazione, digitale o meno, ti interessa da vicino. Perché in realtà ci hanno fregato, ci hanno venduto per nuovo ciò che da millenni conosciamo, curiamo e coccoliamo. Noi stessi. La reputazione siamo noi, ovvero come appariamo agli occhi degli altri: non solo nell’aspetto, magari celato dietro un velo di trucco o un sorriso di convenienza, ma anche i nostri nostri valori, confermati o meno dal nostro modo di agire. Svolgiamo un ruolo passivo, veniamo giudicati, e sempre più spesso un ruolo attivo: siamo i giudici della reputazione altrui, anche quella che i grandi marchi sfoggiano con orgoglio. Gliela costruiamo noi, con le nostre bizze e i nostri umori, e gliela doniamo. Già, perché un nostro giudizio da cliente può regalare notti insonni ai dirigenti di multinazionali al di là dell’oceano.

    Anche gli orologi sul tetto del mondo

    Una, nessuna e centomila. Povero Luigi Pirandello, tirato in ballo per parlare della reputazione solo perché non è una o univoca, perché bella o brutta. Esiste sempre, ed è democratica: ognuno ha la sua. Prendiamo i primi tre classificati nel 2020 (fonte Reptrak): la danese Lego è al 1° posto (era al 2° nel 2019), seguita dall’americana Walt Disney (3° nel 2019) e dalla svizzera Rolex (1° nel 2019). Tre marchi che amano scambiarsi le posizioni ad anni alterni. Gli italiani si devono accontentare della medaglia di legno con Ferrari che si colloca al 4° posto. Tutti li conoscono, tutti sanno cosa fanno, tutti ne parlano. E globalmente sono i migliori.

    Ma basta cambiare segmento di popolazione considerata per variare le loro posizioni (una scorsa a un’altra classifica lo dimostra RankingTheBrands). Prendiamo un adulto afroamericano di 20-30 anni che nei giorni scorsi è sceso nelle strade delle città Usa per manifestare “Black Lives Matter”. Al primo posto metterebbe Nike. Sì, quella delle scarpe, dello Swoosh (il logo a forma di boomerang allungato) e del claim “Just do it”. Perché Nike, in una campagna di un paio di anni fa, ha usato il volto di Colin Kaepernick, l’ex quaterback che si era inginocchiato durante l’inno nazionale prima di una partita, per trasmettere i propri valori. Riassunti nello slogan: “Credi in qualcosa, anche se significa sacrificare tutto”. Un gesto emblematico, un messaggio fortissimo che oggi guida la protesta antiTrump. E la scalata reputazionale della marca.

    La boutique dell’orologeria

    Per entrare nell’empireo della reputazione, la dimensione – aziendale – non conta. La potenza economica nemmeno. Lo dimostra il “piccolo” mondo dell’orologeria che si mette agevolmente alle spalle colossi mondiali che fatturano quanto il Pil di un piccolo Stato. Chi indossa un Patek Philippe, un Audemars Piguet, un Vacheron Constantin e a scendere nel prezzo fino a uno Swatch, veste un’esperienza totalizzante. Non ha al polso un insieme di meccanismi, ma un complesso sistema in equilibrio tra altissima tecnologia e maestria artigianale. Un insieme alchemico di materiali figli della ricerca aerospaziale e di altri, preziosi, con millenni di storia. Un sapiente connubio tra design e stile.

    Ma soprattutto sta vivendo un’esperienza unica – da un certo punto di vista – simile a quando ci si reca da uno sarto e gli si commissione un abito tailor made. Qualcosa che veste alla perfezione sulla propria figura, dal tessuto alla foggia. Immergetevi mentalmente in questo percorso e poi leggete la definizione che Jeffrey – Jeff per gli amici del web – Preston Bezos, patron di Amazon, dà di reputazione: «Oggi il brand non è più ciò che dice di essere, ma è quello che dicono nella stanza quando il brand esce dalla porta». Voilà, se nell’acquisto avete avuto ciò che cercavate (status symbol compreso), al prezzo che ritenete giusto, con una cura nella scelta e un’assistenza post vendita attenta ad ogni minimo dettaglio… come potrete parlare di quel brand? E questo è il segreto dell’orologeria.

    Il sentiment catturato

    Un passo indietro è necessario. Torniamo nella stanza, immaginando che dentro ci siano i vostri parenti e colleghi che parlano liberamente di voi. Ma voi, brand, siete fuori. Quanto paghereste per sapere quello che dicono? Così i grandi gruppi spendono miliardi «per scandagliare il web per raccogliere il sentiment dei clienti. Attraverso software monitorano le conversazioni pubbliche che si tengono attorno alla marca e ne interpretano il giudizio», spiega Paolo Guaitani, partner e formatore di The Vortex, società di consulenza strategica digitale. «In altre parole “ascoltano” le persone che parlano tra di loro di un prodotto e cercano di capire come ne parlano».

    Esiste quindi un Hal 9001 in un bunker di una mega-azienda che quotidianamente legge ciò che scriviamo e lo setaccia alla ricerca di informazioni. Un Grande fratello di orwelliana memoria a cui, grazie alla nostra loquacità sui social, rendiamo la vita semplice. Non vi torna alla mente il disegno di Guareschi con il fumetto che recita: «Nel segreto della cabina elettorale Dio ti vede, Stalin no!»? E un certo senso di inquietudine resta nell’aria.

    La macchina del passaparola

    Non bastano i miliardi a evitare il corto circuito. Amazon voleva collocarsi nel mondo come the “Earth’s biggest bookstore”, ovvero “La libreria più grande della terra”, ma oggi consideriamo il sito per gli affari che ci fa fare. La nostra considerazione di Amazon «è un luogo dove comprare a meno… e te lo portano persino a casa». Non che gli vada male – anzi. Ma ciò dimostra che è il giudizio del cliente a vincere.

    Una volta le nostre opinioni avevano un effetto su una ristretta cerchia di amici. Oggi, potenzialmente, la nostra esperienza può condizionare migliaia di utenti, attraverso un passaparola digitale. «Peccato però», commenta Guaitani, «che esista una maggioranza silenziosa e soddisfatta che si esprime poco, e una minoranza che, mossa dall’emozione spesso negativa, si esprima fin troppo. Questo modifica la reale percezione che si ha di un prodotto».

    Vengo anch’io, no tu no

    Ma quindi “basta la parola” per “scatenare l’inferno”? (Mi spiace, non si vince nulla se avete indovinato prodotto e film, troppo facile!). No, per essere al top, per essere memorabili, perché un marchio resti impresso nell’immaginario collettivo e personale, serve un mix di valori, qualità, innovazione ed emozione. La marca deve mantenere ciò che promette e soprattutto – se si tratta di un brand di lusso – deve soddisfare l’esigenza aspirazionale del suo cliente. Chi lo possiede deve pensare di aver fatto il salto, di essere entrato in un club esclusivo.

    Ed è così da millenni. Pensate al fascino esotico di Cleopatra contesa sulle due sponde del Mediterraneo da alcuni Tolomeo, Marco Aurelio e Cesare. Non era solo la conquista di una donna: lei rappresentava la conquista di uno degli imperi millenari, più potenti del tempo. E la fascinazione di quel mondo resiste ancora dopo migliaia di anni. Negli uffici del marketing moderni si parlerebbe di una reputation persistente nel tempo grazie a uno storytelling efficace nei secoli. Lasciamo a Pietro Aretino, toscanaccio dalla lingua appuntita come una spada, dirla più chiara: «Le imprese si governano con la riputazione». Ieri, oggi e domani.

    La reputazione, passaparola a contagio

    A dimostrare quanto vale il passaparola basta un “Fantozzi” qualunque per farci dire, in coro: «La Corazzata Potemkin è una c…». E la reputazione del film del 1925 del regista Sergej Michajlovič Ėjzenštejn è segnata: per alcune generazioni di italiani resterà «una cagata pazzesca». E sì, perché i giudizi sono contagiosi e spesso sono frutto di una valutazione affrettata, volubile ed emotiva.

    Quanto impiegate a farvi un’idea di una nuova conoscenza? La prima impressione è un batter di ciglia. La scienza dice che per effettuare questa attenta valutazione impieghiamo da 33 a 100 millisecondi. Retaggio ancestrale figlio del “fermati o scappa”, o se preferite “amico o nemico”. Se invece di una persona dobbiamo giudicare un oggetto, il tempo si allunga a qualche secondo. O a qualche ora, se il mondo valoriale ed esperienziale coincide con quello che desideriamo.

    Un orologio è uno strumento bello e funzionale, talvolta curioso, ma niente di più. Un Rolex (e uso questo esempio perché il brand è in cima alla classifica della reputazione) ha qualcosa di più, non in quanto oggetto, ma in quanto portatore di informazioni aggiuntive che il nostro cervello pesca dalla sua esperienza. Stimoli emozionali che uno sguardo al logo coronato ci provoca. Ecco che si scatena una tempesta di collegamenti neuronali con pensieri che saltano dalla pubblicità in cui viene indossato da un campione al ricordo di una vetrina di una via di lusso, per terminare nell’emozione di averlo indossato in una particolare situazione o di volerlo fare appena possibile.

    Ecco il quid, la reputazione è infine l’aspirazione a soddisfare i nostri sogni. Non ci servono recensioni che, come spiega Guaitani, «influenzano il 78 per cento degli acquisti. E la maggior parte degli italiani considerano al pari del consiglio di un amico». Il top comunica con il nostro mondo interiore. Non dobbiamo leggere, lo sappiamo già cosa rappresenta quel brand. La sua reputazione ci ha già contagiato.

  • Rolex Mentor & Protegé, un programma per la cultura

    Rolex Mentor & Protegé, un programma per la cultura

    La prima volta che ho sentito parlare del Rolex Mentor & Protegé mi è venuto in mente Pinocchio. E il Grillo Parlante, l’unica “cosa” che ho sempre invidiato al burattino di legno della favola di Collodi. Poco importa se l’accezione più diffusa per quell’animale è sempre stata quella di “saccente”. Io, fin da bambina, ho sempre trovato rassicurante avere accanto qualcuno che non solo mi potesse supportare nelle difficoltà, ma che mi indicasse davvero le possibili soluzioni. Crescendo, la volontà di essere affiancata si è plasmata e declinata nel desiderio di avere accanto un vero e proprio esempio.

    Un maestro sur mesure, in pratica, che potesse indirizzare e supportare ogni mia singola scelta, soprattutto quelle più sofferte. Per chi come me si occupa di parole e scrittura, i dubbi e le indecisioni possono essere molteplici; hanno a che fare per esempio con la scelta del personaggio giusto, del tono, del genere e così via. Molte, troppe variabili, troppe incertezze. E il tempo intanto passa. “Sbagliando si impara”, si dice. Ed è vero, sì. Ma qualcuno ha mai pensato al tempo speso negli sbagli, al tempo che si potrebbe recuperare evitandoli, non solo scegliendo al primo colpo la direzione giusta, ma indirizzando subito la propria vita e carriera?!?

    Qualcosa del genere in realtà è stata fatta da Rolex. A questo, agli sbagli e alle numerose sliding doors in cui avrei voluto accanto un “suggeritore” che accelerasse le mie decisioni e mi infondesse fiducia e autostima, ho pensato appunto quando mi hanno raccontato del Rolex Mentor & Protegé. Un’iniziativa unica nel suo genere: un programma filantropico biennale, nato nel 2002, ideato per supportare la cultura e i suoi mille volti.

    Da sempre Rolex dona infatti il proprio contributo a favore del mecenatismo e della cultura. E non è certo il solo, in orologeria: ma l’impegno dei marchi di solito si traduce in partnership culturali in senso lato, spesso in sostegni finanziari con le diverse istituzioni. Qui invece c’è qualcosa in più, qualcosa di diverso. C’è la volontà di favorire un dialogo tra generazioni, di creare un canale privilegiato proprio per la formazione, la preparazione all’eccellenza. Di eliminare tempi morti che spesso nell’arte e nella cultura fanno solo perdere tempo e occasioni.

    Nello specifico, l’iniziativa Rolex Mentor & Protegé si basa sulla selezione di giovani artisti provenienti dai più disparati settori, ai quali è assegnato un mentore d’eccezione, per un lungo periodo di collaborazione. Rigorosa la modalità di selezione dei talenti, che non possono candidarsi spontaneamente ma sono vagliati da una giuria di qualificati esperti. Per i vincitori, due anni in cui elaborare tesi, collaborare a progetti artistici,  stringere relazioni personali. Che spesso si trasformano in rapporti duraturi, ben oltre l’arco temporale del programma.

    Un’inizitiva che nel corso di questi vent’anni si è evoluta fino a creare una vera e propria community di talenti, oltre 1.200. Molte le discipline coinvolte, tutte quelle in cui si declinano l’arte e la cultura. Per il biennio 2020-2021 si tratta in particolare di cinema, teatro, arti visive, oltre a una categoria “aperta”, che prevede una collaborazione interdisciplinare. Quattro ambiti in cui si realizza un esempio concreto, tangibile, di trasmettere il sapere, di indirizzare e orientare il talento.

    Ultimo “dettaglio”, si fa per dire, il nome dei quattro Maestri di questa edizione in corso: il regista Spike Lee, la regista (teatrale) Phyllida Lloyd, la visual artist Carrie Mae Weems e il poliedrico attore Lin-Manuel Miranda, per la categoria aperta. Che hanno già iniziato a collaborare con i loro “allievi”: rispettivamente Kyle Bell, Whitney White, Camila Rodríguez Triana e Agustina San Martín. Insomma, non me ne voglia Collodi, ma mi sa che negli anni il Rolex Mentor & Protegé è riuscito a lavorare per bene sul fascino del suggeritore.

  • Dietro le quinte: …E alla fine arrivò l’inizio

    Dietro le quinte: …E alla fine arrivò l’inizio

    Io lo avevo scritto.

    “ROLEX, PATEK PHILIPPE, CHANEL, CHOPARD E TUDOR LASCIANO BASELWORLD

    Creazione di un nuovo Salone dell’Orologeria a Ginevra in collaborazione con la Fondation de la Haute Horlogerie.

    Ginevra, 14 aprile 2020 – Rolex, Patek Philippe, Chanel, Chopard e Tudor lasciano Baselworld per creare un nuovo salone di orologeria a Ginevra, all’interno di Palexpo, con la Fondazione dell’Alta Orologeria, nelle stesse date previste per Watches & Wonders, inizio aprile 2021. Questa frattura fa seguito a diverse decisioni non condivise e unilaterali prese dalla direzione di Baselworld, tra cui il rinvio della Fiera a gennaio 2021, nonché la sua incapacità di soddisfare le aspettative e le esigenze dei marchi. 

    Il nuovo Salone, che sarà contemporaneo a quello organizzato dalla Fondazione di Alta Orologeria – Watches & Wonders – si terrà al Palexpo. La sua ambizione è quella di offrire la migliore piattaforma professionale possibile ai marchi, di condividere una visione comune per realizzare le sfide dell’industria orologiera e di far luce sul know-how e le innovazioni del settore, sia in Svizzera che a livello internazionale.

    Altri marchi ne potranno fare parte, ma con modalità ancora da definire. Questo nuovo appuntamento sarà rivolto principalmente ai rivenditori, alla stampa e ai clienti VIP. 

    Jean-Frédéric Dufour, Direttore Generale Rolex SA e Amministratore di Tudor Watches SA

    «Partecipiamo a Baselworld dal 1939. Purtroppo, data l’evoluzione di questo evento e le decisioni prese da MCH Group negli ultimi tempi, e nonostante tutto il forte legame che abbiamo avuto per questa Fiera dell’Orologeria, abbiamo deciso di ritirarci. In seguito alle conversazioni avviate da Rolex, ha preso piede la creazione di un nuovo Salone con partner che condividono la nostra visione e il nostro assiduo supporto all’industria orologiera svizzera. Tutto questo ci permetterà di presentare i nostri nuovi prodotti in base alle nostre esigenze e aspettative, di unire le forze e di difendere più saldamente gli interessi dell’industria orologiera».”

    Lo avevo scritto pochi giorni fa: non è finita qui, non è finita con una semplice, severa lettera del Presidente del Comitato degli espositori ai responsabili di Baselworld. Ora si volta davvero pagina, ora l’orologeria ha ripreso in mano il proprio destino, ora potrà finalmente creare il proprio futuro.

    Penso solo ai risparmi economici, alla possibilità di fare economia di scala. Penso a un maggiore equilibrio a Ginevra, città in grado di fornire accoglienza, assistenza, collaborazione per uno straordinario rilancio dell’orologeria. E questo è solo l’inizio. Certo, non sarà una strada lastricata di rose e orchidee. Certo, ci saranno momenti di competizione, momenti di disaccordo, ci saranno Giuda e ci saranno crumiri – come sempre. Ma il nuovo percorso è tracciato e sarà entusiasmante seguire gli sviluppi di quel che un gruppo di giovani dirigenti sta per costruire.

    E sarà entusiasmante anche per il ruolo eccezionale di un gruppo di donne, capitanate da Fabienne Lupo: hanno lottato, si sono messe in gioco per cambiare quel che sembrava immutabile. E i dirigenti giovani e un po’ meno giovani, che hanno buttato giù dalla diligenza il cocchiere – giudicato in stato etilico acuto da alcuni esperti – per afferrare saldamente le redini.

    Bene così: la nuova strada intanto è tracciata. Poi bisognerà prepararla e lastricarla di buone azioni. E dato che sono sempre un rompiscatole brontolone vorrei che fra le buone azioni ci fosse quella di non dimenticare i piccoli marchi, quelli che hanno appena iniziato a formare un proprio ruolo nell’orologeria. Non dimentichiamo che la grandezza dell’orologeria svizzera sta anche nella sua eccezionale varietà.
    Nel frattempo, un sincero applauso ai protagonisti di questa svolta.

  • Dietro le quinte. S’i’ fosse Rolex…*

    Dietro le quinte. S’i’ fosse Rolex…*

    Immaginate di essere Rolex. È facile, se provate*.
    Immaginate di essere la marca d’orologi più proverbiale del mondo, Rolex, quella che nelle valutazioni di reputazione complessiva straccia qualunque altra marca di qualunque prodotto. Immaginate di essere il punto di riferimento, amata e odiata (ma più la prima). Immaginate, appunto di essere Rolex.

    La rivolta degli studenti a Hong Kong. Un generale disorientamento economico. Le fiere che ci sono o non ci sono, e forse ci sono – ma solo alcune ci sono, perché le altre non ci sono… E poi arriva il Covid 19 che alcuni sottovalutano perché non vogliono chiudere negozi e produzione, ma poi devono farlo. Beh, anche a voi che siete Rolex a questo punto scappa un bel parolaccione, di quelli grassi e grossi che riempiono la bocca e lasciano un retrogusto di “finalmente mi sono sfogato”. E spedite a tutti un comunicato stampa proprio come questo.

    “A seguito dell’annullamento di Baselworld 2020 a marzo, a causa della situazione sanitaria compromessa da COVID-19, Rolex aveva annunciato che avrebbe presentato i nuovi prodotti a fine aprile e programmato una serie di conferenze stampa per mostrarli.

    In considerazione del contesto estremamente difficile e in continua evoluzione che ha avuto un impatto sul mondo intero e per proteggere tutte le persone, evitando qualsiasi genere di incontro collettivo o individuale, Rolex ha deciso di rinviare l’annuncio delle novità prodotto a data da destinarsi. Attualmente non è ancora stata stabilita una data per il lancio e vi aggiorneremo, a tempo debito, con ulteriori informazioni.

    La priorità di Rolex in questo momento è quella di salvaguardare le persone e di dare aiuto e sostegno nel miglior modo possibile. Rolex sta sostenendo tutti i suoi partner e si è attivato per la collaborazione con le varie Organizzazioni che stanno lavorando per combattere il COVID-19.

    Vi ringraziamo per la vostra comprensione e speriamo di essere in contatto con voi presto.
    Siate prudenti e prestate attenzione.
    I migliori auguri
    Arnaud Boetsch”

    Due considerazioni, tanto per cominciare. Arnaud Boetsch è il capo della comunicazione internazionale di Rolex. Noi italiani non giovanissimi ce lo ricordiamo bene per il suo essere stato un grande tennista. Uno bravo di braccio e di cervello, che nel 1996 ci soffiò via (ancora regnante Panatta, allora capitano non giocatore della nostra squadra Davis) una qualificazione alle finali di Coppa Davis che sentivamo già fra le mani, a sventolarla al cielo. Storie di un’altra epoca.
    Arnaud Boetsch entra in Rolex e diventa – appunto – capo della comunicazione.

    Seconda considerazione: S’i’ fosse Rolex avrei una strana anima, divisa fra l’aplomb anglosassone del fondatore – che pure si chiamava Hans Wilsdorf – e la rocciosa riservatezza di un protestante ginevrino. Una specie di cassaforte. Perché allora questa impennata d’ingegno? Difficoltà, senso di “ne ho piene le tasche”? Difficoltà non è credibile. Come diceva sempre il mio vecchio amico Pierre-Alain Blum, una volta proprietario di Ebel: “Noi siamo aerei che volano alto, è vero, ma che ogni tanto incappano in una turbolenza che li fa traballare e raramente persino precipitare. Rolex vola ancor più alto, nella stratosfera, dove l’aria è calma e le correnti per giunta ti spingono facendoti risparmiare carburante”.

    Ma è anche vero che persino lassù nella stratosfera arriva gente che è meglio perderla. Speculatori parassiti che giocano sulla tua fama, speculatori parassiti che ramazzano i tuoi orologi per farli diventare ancor più rari (da molti anni la produzione Rolex non riesce a star dietro agli ordini) e venderli a prezzi assurdamente esagerati. Speculatori parassiti che comprano i tuoi orologi, li taroccano in modo pacchian/tamarro e poi li rivendono non solo a caro prezzo, ma “dimenticando” di ricordare a chi li compra che a quel punto il nome sul quadrante non ha più alcun senso perché persino la garanzia internazionale decade.

    E allora ti prendi un anno sabbatico. Un anno nel quale consegnerai poco e solo a quanti non giocano sporco, magari comunque incrementando di un poco la produzione solo in certe direzioni. Così “raffreddi” una situazione dalla quale non solo non ricavi alcun vantaggio (gli orologi li vendi sempre al prezzo stabilito), ma per giunta ti prendi le maledizioni dei tuoi rivenditori, schiacciati dalla richiesta e da quella parte giusta, pulita, dei compratori finali che comprensibilmente non vuole pagare la tassa imposta dagli speculatori, ma alla fine tutti danno a te la colpa.

    Se voi foste Rolex vi ringrazierei. Super nave un po’ lenta a manovrare, Rolex si è svegliata almeno un poco e ha cominciato ad indicare la strada. Perché è finalmente partito all’attacco anche Hubert du Plessix, che è il responsabile degli investimenti Rolex nonché il rappresentante degli espositori di Baselworld. Il “gigante con la corona” sembra davvero voler fare le grandi pulizie di Pasqua.

    Oltre a bloccare la presentazione di nuovi modelli (che comunque incidono – generalmente – per solo il 15% delle vendite generali e che tanto non sarebbero arrivati nei negozi prima di fine anno), du Plessix per conto di Rolex e di tutti gli espositori ha finalmente fatto la voce grossa con quanti, alla fiera di Basilea, volevano cambiar date senza consultare nessuno e far pagare agli stessi espositori parte dell’onere per la mancata esposizione di quest’anno.

    E quando il gigante Rolex si risveglia, quando comincia a scegliere, allora davvero vuol dire che l’orologeria sta cambiando. Ne riparleremo – ne sono certo – perché scommetto che non è finita qui. Questo è solo l’inizio di una nuova fase per l’orologeria.

    (*Per chi avesse dimenticato i tempi della scuola, il titolo fa riferimento a una poesia di Cecco Angiolieri, contemporaneo di Dante: “S’i’ fosse foco”, tuttora esemplare della tradizione letteraria goliardica. Le prime frasi invece riprendono l’attacco di “Imagine” di John Lennon. N.d.R.)

  • Fridays for Future: Rolex Awards for Enterprise

    Fridays for Future: Rolex Awards for Enterprise

    Un progetto per la salvaguardia del pulcinella del mare nel Maine (riuscito). Un altro per la tutela della tigre siberiana in Russia, della manta gigante in Perù o del dugongo in Thailandia… Sono solo alcuni degli innumerevoli programmi scientifici realizzati grazie ai Rolex Awards for Enterprise (Premi Rolex per l’Impresa). Azioni concrete che rivelano quanto la maison ginevrina sia realmente impegnata per assicurare un futuro alla nostra bistrattata Terra, nell’ottica della campagna Rolex Perpetual Planet.

    Un impegno che prosegue da più di 40 anni. Era il 1976, quando la Casa della corona istituì i Rolex Awards for Enterprise: un avvenimento per celebrare il 50° anniversario dell’Oyster, il primo esemplare davvero impermeabile nella storia dell’orologeria. L’evento avrebbe dovuto essere un unicum senza seguito, ma ebbe tale successo da spingere André J. Heiniger – all’epoca Direttore generale di Rolex – a trasformarlo in una manifestazione permanente, con cadenza biennale.

    Da allora i Rolex Awards for Enterprise hanno dato vita a 140 progetti in tutto il mondo. In diversi settori: scienza e salute, ambiente e patrimonio culturale, esplorazione e tecnologia applicata. Non si tratta infatti solo di tutelare l’ecosistema a livello globale, ma di influire positivamente sulla vita sulla Terra in senso lato, attraverso la ricerca scientifica, la diffusione della cultura, le opere filantropiche. I premi Rolex hanno un impatto tangibile non solo in senso naturalistico; anche in campo medico, sociale, economico, in contesti che spesso non hanno rigidi confini ma interessano contemporaneamente differenti ambiti.

    Per usare le parole del sito ufficiale, “i Rolex Awards for Enterprise danno supporto a individui con idee innovative volte a migliorare la vita sul pianeta, ampliare le nostre conoscenze del mondo, proporre soluzioni per affrontare grandi sfide o preservare il nostro patrimonio naturale e culturale a beneficio delle generazioni future”. Rolex quindi “sostiene le persone eccezionali che hanno il coraggio e la dedizione” per risolvere, o almeno fronteggiare situazioni ormai al limite. “Uomini e donne dotati di spirito di intraprendenza, che avviano progetti straordinari per rendere il mondo un posto migliore”.

    Per partecipare ai Rolex Awards for Enterprise quindi non è necessario avere un curriculum accademico chilometrico: servono invece una mente visionaria e tanta passione. Per esempio, tra i vincitori si trovano un tassista parigino (esperto di coleotteri nepalesi) e uno studioso amatoriale americano (capace di monitorare i dati atmosferici). Certo, essere specialisti in una determinata materia, aiuta. Ma più importante è avere un’idea rivoluzionaria in grado di cambiare davvero la realtà esterna.

    I candidati in lizza sono sottoposti a un triplo filtro. Dapprima sono vagliati da un’apposita équipe di ricercatori, creata da Rolex a Ginevra, poi ulteriormente selezionati con l’aiuto di specialisti nei diversi settori di riferimento. Un lavoro non da poco, se si pensa che finora sono state presentate più di 34mila candidature. Quelle migliori sono infine sottoposte al parere di una giuria indipendente, composta da esperti che variano a ogni edizione. Giuria affiancata, per la prima volta nel 2019, dal giudizio del pubblico, che ha potuto scegliere online fra i dieci finalisti.

    I cinque vincitori di ogni edizione dei Rolex Awards for Enterprise ricevono ciascuno un finanziamento per concretizzare il proprio progetto, un sostegno per divulgarlo su scala mondiale e il contatto con la comunità dei precedenti premiati, con cui spesso instaurano nuove collaborazioni. Ognuno riceve anche un Rolex da mettersi al polso, a futura memoria del proprio successo. 

    In questo modo, come si legge nel comunicato ufficiale Rolex, finora “i progetti direttamente legati all’ambiente hanno permesso di piantare 18 milioni di alberi, di proteggere 23 specie a rischio e 17 importanti ecosistemi, fra cui 57.600 chilometri quadrati di foresta amazzonica; di scoprire centinaia di nuove specie, portare a termine 13 complesse spedizioni e sviluppare 27 tecnologie innovative con un ampio
    ventaglio di applicazioni. Si stima che in tutto il mondo 5 milioni di persone ne abbiano tratto beneficio”.

    Per entrare più nel dettaglio, e comprendere la varietà dei programmi attuati, basti dare un’occhiata ai vincitori dell’ultima edizione, premiati lo scorso anno. João Campos-Silva, ricercatore brasiliano di biologia ittica, contribuisce al sostegno dell’Amazzonia attraverso la tutela di un raro pesce gigante. Krithi Karanth, scienziata e ambientalista indiana, ha messo a punto un servizio telefonico per ridurre i problemi di convivenza tra la fauna selvatica e le persone in India. Invece l’imprenditrice e biologa molecolare canadese Miranda Wang ha studiato un sistema per produrre composti chimici utili dai rifiuti in plastica.

    Ancora, Grégoire Courtine, francese di origine ma svizzero d’adozione (è professore associato al Politecnico di Losanna e ricercatore all’Ospedale universitario di Vaud), ha ideato un “ponte” da impiantare agli arti dei paralitici per aiutarli a camminare di nuovo. Mentre il giovane informatico ugandese Brian Gitta (classe 1992), Amministratore delegato dell’organizzazione thinkIT, ha sviluppato un dispositivo elettronico capace di effettuare un test rapido e non invasivo per diagnosticare la malaria. 

    Anche se vincere non è da tutti, partecipare ai Rolex Awards for Enterprise è facile. Basta cliccare qui. Le iscrizioni per l’edizione 2021 si chiuderanno il prossimo 15 aprile. Chiunque può partecipare: gli unici requisiti richiesti sono la maggiore età e un’idea geniale. Se pensate di averla, fatevi avanti. Potreste concretizzare i vostri sogni e aiutare il Pianeta in pericolo.

  • Fridays for Future: Rolex Perpetual Planet

    Fridays for Future: Rolex Perpetual Planet

    Tutti conoscono Rolex. Ma forse non tutti sanno che appartiene alla Fondation Hans Wilsdorf, una fondazione senza scopo di lucro con sede a Ginevra. Il cui statuto stabilisce che gli utili d’impresa debbano essere reinvestiti all’interno dell’azienda, per esempio in ricerca e sviluppo; oppure destinati a opere di beneficienza: dalla filantropia al mecenatismo fino alla protezione dell’ambiente. E sono proprio queste ultime attività che Rolex ha riunito nel progetto Perpetual Planet, lanciato lo scorso anno.

    Del resto lo stesso Hans Wilsdorf (1881/1960, il “papà” di Rolex e Tudor), possedeva una profonda sensibilità ambientale – anche se all’epoca non si parlava né di surriscaldamento globale né di disastro ecologico. Consapevole che il mondo rappresentasse “un laboratorio a cielo aperto”, come si legge sul sito ufficiale della marca, “cominciò a collaudare i suoi orologi in condizioni reali sin dagli anni Trenta”; e per testarli li inviò “nei luoghi più estremi, al polso dei pionieri che partivano alla scoperta dell’ignoto”.

    Qualche esempio? Nel 1933 Rolex fa parte dell’equipaggiamento della spedizione britannica sull’Everest. Nel ’53 lo si ritrova di nuovo sulla vetta più alta del mondo, al polso di Sir Edmund Hillary e del gruppo di scalatori guidato da Sir John Hunt. Mentre nel ’60 scende nelle profondità dell’oceano: raggiunge i – 10.994 metri della Fossa delle Marianne con il batiscafo Trieste di Jacques Piccard e Don Walsh. Impresa ripetuta in tempi più recenti, nel 2012, con il mini-sommergibile Deepsea Challenge di James Cameron. Fatti noti, soprattutto ai fans della Casa della corona.

    E l’epopea prosegue ai giorni nostri. Anche se ormai le spedizioni scientifiche (non solo in questo caso), più che dal desiderio di esplorazione, sono dettate dalla volontà di studiare l’ambiente per cercare di preservarlo… Come nelle tre missioni Under the Pole, organizzate dal 2010 al 2017 con il sostegno di Rolex per indagare sull’equilibrio climatico della parte sommersa di Artide e Antartide. Oppure nelle operazioni dell’Our World – Underwater Scholarship Society: un gruppo internazionale di scienziati, dedito alla ricerca negli ecosistemi oceanici – anche grazie all’appoggio di Rolex che ne finanzia i giovani borsisti.

    In quest’ottica si inserisce appunto la campagna Perpetual Planet: volta a sostenere l’impegno di chi si sforza per garantire un futuro al Pianeta. Un “avvenire perpetuo”, appunto, per usare un aggettivo caro alla maison. Al di là delle innumerevoli partnership di Rolex (che restano comunque attive), l’azione di Perpetual Planet per ora si concentra su tre fronti: la collaborazione con la National Geographic Society; l’iniziativa Mission Blue di Sylvia Earle; e i Rolex Awards for Enterprise.

    La National Geographic Society, si sa, è una delle maggiori istituzioni scientifiche no-profit. Nata alla fine dell’Ottocento per la promozione e la ricerca nell’ambito delle “scienze naturali” in senso lato, da sempre rivolge i propri interessi in molteplici direzioni: dalla cartografia all’archeologia, dalla fotografia alla biologia, per citarne solo alcune; e in ciascuna ha sempre finalità didattiche e divulgative. Ma il motto ne chiarisce senza ombra di dubbio gli obiettivi principali: “Ispirare le persone a prendersi cura del Pianeta”.

    Rolex è a fianco della National Geographic Society fin dal 1954; nel 2017 ha rinnovato la partnership e l’ha estesa proprio per promuovere l’esplorazione tesa alla salvaguardia della Terra. All’interno di questa collaborazione, la nuova campagna Perpetual Planet prevede tre spedizioni entro il 2024; compiute con grandi scienziati e tecnologie modernissime, servono a monitorare i cambiamenti climatici nelle zone più estreme del mondo. La prima delle tre Perpetual Planet Extreme Expeditions è stata realizzata da aprile a giugno 2019, e ha avuto come meta (di nuovo) l’Everest. Le prossime due toccheranno invece le foreste pluviali e gli oceani.

    Proprio la tutela delle profondità marine è al centro anche dell’iniziativa Mission Blue di Sylvia Earle. Ambasciatrice Rolex fin dal 1982, l’oceanografa americana – biologa, autrice di numerose pubblicazioni nonché acquanauta con diversi record di immersione – da 50 anni è in prima fila nello studio dei fondali. Così come nella lotta verso le tante minacce che gravano sulla vita sottomarina: dai rifiuti tossici all’eccessivo sfruttamento delle risorse ittiche.

    Per questo, dal 2010, Sylvia Earle lavora per stipulare accordi con i governi e le autorità locali, finalizzati a un piano di sviluppo di aree marine protette, da lei definite “Hope Spot” (luoghi di speranza). Aree oceaniche fondamentali per la conservazione delle specie, per la biodiversità ma anche per la sopravvivenza di intere comunità legate a un ecosistema marino “sano”. Con l’ausilio di Rolex, che sostiene Mission Blue dal 2014, gli Hope Spot sono passati da 50 a 112 negli ultimi cinque anni. L’obiettivo della scienziata però  è arrivare a proteggere il 30 per cento degli oceani nel mondo entro il 2030. Cosa non da poco, se si pensa che oggi siamo all’8 per cento.

    Ma l’impegno del programma Rolex Perpetual Planet non finisce qui. Presto vi racconterò anche i Rolex Awards for Enterprise. Alla prossima.

  • Tudor, la lunga strada per il futuro. Parte prima

    Tudor, la lunga strada per il futuro. Parte prima

    Negli ultimi trent’anni e passa ho sentito mille volte parlare del “rilancio Tudor”. Solo nel 2010, però, ho capito che finalmente si faceva sul serio: Tudor, per la prima volta, dichiarava di voler essere un marchio storico non più fisso sul proprio passato, ma riprogrammato per parlare al pubblico giovane. E da allora è iniziato un percorso che penso di poter definire “il miglior uso possibile di una grande eredità”.

    Incidentalmente, l’orologio che mi fece cambiare idea era il cronografo Heritage, una riedizione quasi filologica (ossia identica all’originale) di un modello del 1970. Cui però si aggiungeva una finitura zigrinata su pulsanti e corona, una finitura che eliminava ogni soggezione da Rolex per proiettare Tudor verso qualcosa che Rolex avrebbe persino potuto invidiare. Solo un dettaglio, insomma, ma un dettaglio illuminante. Almeno per me.

    Ma perché mai si deve parlare di un “rilancio” di Tudor? Per via di una evidente soggezione rispetto al marchio primogenito, Rolex. Soggezione nel vero senso della parola. Dal dizionario Treccani: “Senso d’imbarazzo e di timidezza che si prova di fronte a persone importanti o notevoli per la loro posizione e il loro valore, o in ambienti nuovi, lussuosi, grandiosi e solenni” .

    La soggezione di Tudor nei confronti di Rolex non nasce per caso. Per citare Hans Wilsdorf, creatore di entrambe le marche: “Da qualche anno pensavo di fare un orologio che i nostri agenti potessero vendere ad un prezzo più contenuto di Rolex… Ho deciso che il Tudor Oyster Prince meritasse di condividere con Rolex due vantaggi che non consentirei a nessun altro orologio di usare: la cassa impermeabile Oyster e l’originale dispositivo di ricarica automatica Perpetual. Tutti i Tudor Oyster Prince, quindi, avranno queste due caratteristiche precedentemente esclusive di Rolex”. Così si legge in una pubblicità del 1952 sul “Punch”, popolarissimo giornale satirico inglese.

    E due anni dopo appare una serie di inserzioni che mostrano operai rivettatori (quelli che usavano pesantissime macchine per fissare alle travi d’acciaio – ossatura dei grattacieli di allora – enormi rivetti metallici), motociclisti ‘estremi’ e addetti al martello pneumatico tutti con un indistruttibile Tudor Prince al polso, descritto sempre come impreziosito da caratteristiche esclusive Rolex. Nel sito di Tudor (e nell’app del marchio) si possono trovare ulteriori, interessanti informazioni.

    Ma perché farsi concorrenza da sé? Bisogna capire la situazione dell’epoca: appena un orologio aveva successo veniva imitato senza il benché minimo ritegno. Ma mica da qualche paese orientale. Dagli stessi svizzeri. L’immediato successo di Rolex creò una valanga di imitatori al punto che nei cataloghi di moltissime marche ben conosciute ed apprezzate ancora oggi non mancava una zona di “tipo Rolex” in cui inserire imitazioni più o meno sfacciate, firmate a proprio nome. Alcune marche hanno avuto in catalogo i “tipo Rolex” fino a una ventina d’anni fa, non ostante i miliardi che il marchio ginevrino ha speso, negli anni, per difendersi dalle imitazioni e persino da variazioni sul tema del nome: Dolex, Folex, Golex e così via fino a Zolex.

    Perché accadeva tutto questo? Perché Rolex era il primo orologio ad avere fondello a vite, vera impermeabilità, movimento meccanico a carica automatica, datario e conseguentemente, una leggendaria affidabilità. In metà di mille imitarono l’estetica del Rolex senza aver alcuna delle caratteristiche del Rolex o senza averle tutte. Ci volle molto tempo per aggirare i brevetti, ma venne fatto anche quello. Wilsdorf pensò quindi che valesse la pena prendersi una fetta di quel mercato d’imitazioni con un orologio che costasse quanto una imitazione, ma godendo di alcune caratteristiche Rolex.

    Una mossa astuta. Su questo nasce Tudor e nasce con il titolo “non comprate imitazioni di poco prezzo e poca qualità: se proprio volete risparmiare, comprate un orologio sul quale Rolex concede la grazia della propria approvazione e alcune bellurie tecniche”. E questo causò uno stato di soggezione, appunto, del marchio, cui venne affibbiato il poco onorevole appellativo di “sottomarca”. Mica carino.

    Ma, mi dirai, perché questa storia dagli anni Cinquanta di trascina fino al volgere del secolo e oltre ancora? Per insufficienza d’orologi. Rolex, non ostante sia il maggior produttore d’orologi del proprio segmento di prezzo, non riesce a soddisfare le richieste, ieri come (meno) oggi.
    Ma, mi dirai ancora, perché non si sono limitati ad aumentare la produzione? Ti dirò: una risposta sensata non è così semplice. Parliamone un’altra volta, perché siamo qui a puntare l’attenzione su Tudor, santo cielo, non su Rolex. Smettiamola di menare il can per l’aia e torniamo al punto.

    Perché così arriviamo alla seconda, fondamentale tappa per capire meglio come sia avvenuto lo sgancio definitivo dalla navicella madre: il movimento Tudor di manifattura, il calibro MT 5612, laddove MT sta appunto per Manufacture Tudor. Entreremo nel dettaglio in uno sviluppo prossimo di questo articolo. Qui mi limito a far notare che il Calibro MT 5612 viene presentato nel 2015, ossia un anno prima che Rolex presenti il Calibro 3235. E cosa c’entra, chiederà qualcuno? C’entra, c’entra: ne parleremo – appunto – nella seconda parte di questo racconto Tudor.

  • Amarcord: gli orologi di 007 “Thunderball”

    Amarcord: gli orologi di 007 “Thunderball”

    Proseguono i racconti sull’orologeria del nostro storico, Giampiero Negretti. Che, dopo aver rivisto “Thunderball” alla tv, si concede alcune divertenti considerazioni sul quarto episodio della saga dell’agente segreto più famoso del mondo

    Probabilmente lo sarebbe diventato già di suo. Ma il fatto di essere apparso al polso di Sean Connery durante le riprese del film Dr. No del 1962 lo ha reso famoso, più di una celebrità. Tanto che quel modello di Rolex da allora è noto con il soprannome di Submariner James Bond. Ora, prima che Omega monopolizzasse in pratica tutti i polsi degli attori che hanno successivamente interpretato 007, sono stati diversi gli orologi che hanno avuto un ruolo nel corso della lunga – forse fin troppo, visto che continua – saga dedicata all’agente con licenza di uccidere.

    Ma il punto non è questo: per conoscere nomi e modelli, infatti, basta cercare su internet per trovare di tutto e anche di più. La riflessione attuale deriva invece da una recente visione di Thunderball, operazione tuono girato nel 1965; e, dato che siamo in piena estate e anche i programmisti sono in vacanza, replicato più volte in televisione. Ebbene, nel rivederlo mi sono accorto non solo che in un ipotetico derby Breitling batte Rolex 2 a 1, ma anche di numerose disattenzioni da parte del regista stesso, dei suoi assistenti o del montaggio.

    Il Rolex che vi appare è il Submariner 6358: lo stesso – solo come referenza, sia chiaro, perché non è detto che sia proprio quello – del Dr. No. Però ha un ruolo altalenante perché scompare quando dovrebbe esserci e viceversa. Mi spiego meglio. In Thunderball vi sono alcune scene – come quella in cui Connery si tuffa e nuota verso la base della Spectre – in cui l’attore entra in acqua senza orologio, poi riemerge e ce l’ha al polso. Poi l’orologio scompare nuovamente per riapparire più tardi. Oppure – nel caso la memoria mi tradisca – avviene il contrario: Bond si tuffa con l’orologio e quando esce dall’acqua non ce l’ha. In ogni caso, il fatto è curioso, no?

    Quanto a Breitling, due sono i modelli che figurano nel cast di Thunderball. Uno è il Navitimer 806, che appare una prima volta al polso di un pilota che poi sarà ucciso e sostituito da un sosia; e un’altra verso la fine del film, quando Bond consegna alla sorella del pilota l’orologio che lui ha strappato dal polso del sosia, ucciso a sua volta (dai suoi complici della Spectre, però, non da 007). L’altro è un cronografo a due contatori della collezione Top Time, cui è stata sovrapposta una grande sovracassa di forma tonneau e che nel film funge anche da contatore Geiger.

    Quindi l’ipotetica partita delle presenze relativamente alle marche finisce 2 a 1 per Breitling. Che però, provvisoriamente, si aggiudica anche il derby del prezzo. Infatti, il Submariner 6358 – che si suppone soltanto sia stato proprio quello del film Dr. No – è stato venduto in asta anni addietro per circa 60.000 dollari. Mentre del Breitling contatore Geiger si persero le tracce per anni, fino a quando non venne fortunosamente scovato in un mercato delle pulci e comprato per 25 sterline. Messo successivamente all’asta, ha spuntato ben 160.000 dollari. Ma la partita è ancora aperta, perché pare che il James Bond Submariner di cui sopra venga nuovamente messo all’incanto. Solo allora si saprà chi ha veramente vinto.

  • Rolex, Fabienne Reybaud e l’editoria d’arte di Assouline

    Rolex, Fabienne Reybaud e l’editoria d’arte di Assouline

    Fabienne Reybaud è una giornalista francese, lavora per “Le Figaro” dal 1993 ed è specializzata in orologi e gioielli. Autrice di diversi libri sul mondo del lusso, ha appena dato alle stampe “Rolex: The Impossible Collection”: un volume di gran pregio dedicato al marchio di orologi più amato, odiato, venduto e collezionato di sempre. Un tomo di 20 libbre (più di 9 chili), 194 pagine e 200 illustrazioni, che ripercorre la storia della Casa della corona, ne evidenzia la filosofia – il pallino per la precisione – e ne riunisce idealmente gli esemplari più innovativi e famosi.

    Se si sfogliano le pagine, si incontra una galleria di pezzi memorabili, compresi quelli da record (in un modo o nell’altro). Dal primo orologio impermeabile della storia al primo automatico, dal primo subacqueo fino a 10 atmosfere al primo antimagnetico fino a 1000 gauss. E ancora, l’Explorer di Sir Edmund Hillary che affrontò l’Everest, il Deepsea che si addentrò nella Fossa delle Marianne, il Paul Newman battuto all’asta per più di 17 milioni di dollari, l’irripetibile Daytona The Unicorn di John Goldberg…

    Presentata lo scorso settembre sul sito di Assouline – anche se le prime copie saranno in consegna solo domani -, la monografia di Fabienne Reybaud sembra avere le carte in regola per piacere a tutti gli appassionati di Rolex. Se non fosse per il prezzo: 845 dollari. Esorbitante sì, ma giustificato dalla cura con cui è stata confezionata. Fa parte infatti della Ultimate Collection, con cui l’editore parigino – noto per l’elevato livello dei libri in catalogo, soprattutto per i cosiddetti coffee table book – rende omaggio all’antica arte della legatoria. Ogni titolo di questa collana cioè è stampato in modo artigianale, su carta di estrema qualità, quindi rilegato a mano. Ed è realizzato con una produzione necessariamente limitata. Per veri bibliofili. ”’”><\/script>‘