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Tag: Parmigiani Fleurier

  • Latest. Le novità dell’autunno – 5/10/2026

    Latest. Le novità dell’autunno – 5/10/2026

    Torniamo ad aggiornare il nostro osservatorio sulle novità di mercato. E per farlo ci riallacciamo direttamente alla selezione di anteprime analizzata nelle Latest che abbiamo pubblicato quindici giorni fa. Nelle ultime settimane le case di orologeria hanno concentrato i propri sforzi su lanci ad alto impatto cromatico: in cui hanno evidenziato una netta predominanza delle sfumature dell’azzurro e del blu – sui quadranti, ma non solo. Tra edizioni limitate globali e varianti prettamente sportive, nelle Latest di oggi spicca inoltre la presenza di alcune referenze sviluppate in esclusiva per il nostro mercato e la tradizione motoristica italiana.

    Latest… solo per pochi

    G-SHOCK MRG-D5000 Blue Sapphire
    Un modello sperimentale, un esperimento provocatorio, una dimostrazione di forza tecnica. La cassa (51,1 × 43,2 mm e 16,5 mm di spessore) è in cristallo zaffiro e titanio grado 5 Dlc, impermeabile fino a 20 atm. Il movimento al quarzo ha il modulo digitale Tough Solar a ricarica solare e il sistema di radiocontrollo Multi Band 6 per l’autoregolazione dell’orario. Offre 5 fusi orari (38 città), cronometro a 1/100 di secondo, timer, 5 sveglie giornaliere e illuminazione LED Super Illuminator. Autonomia stimata fino a 11 mesi in utilizzo standard al buio. In 20 esemplari. 80mila euro.

    PARMIGIANI FLEURIER Toric Petite Seconde Platinum Morning Blue Reinterpretazione contemporanea del modello nato nel 1996. Il quadrante chevé in oro bianco ha una lavorazione a grenage eseguita interamente a mano con la tecnica tradizionale del XVII secolo. La cassa (40,6 mm x 8,8 mm) è in platino. Il movimento meccanico a carica manuale è il calibro PF780 di manifattura, realizzato in oro rosa, con doppio bariletto e 60 ore di autonomia. 56.500 franchi svizzeri.

    GERALD CHARLES Maestro GC Sport Tennis Turquoise Sviluppato per i tennisti professionisti, adotta la corona a vite posta sul lato sinistro per non ostacolare i movimenti del polso durante le partite. La cassa asimmetrica (39 x 41 mm, 9 mm di spessore), in titanio grado 5 con finitura Darkblast, è impermeabile fino a 10 atm. Il movimento automatico è il calibro GCA2001 GCA2001 sviluppato in esclusiva da Vaucher, ultra-sottile (3,7 mm di spessore) e con 50 ore di autonomia. Pesa solo 64 grammi. In 100 esemplari, 20mila franchi svizzeri (tasse escluse).

    GIRARD-PERREGAUX Laureato Chronograph 42 Azzurro Un omaggio al Bel Paese, evidente nella tonalità “Azzurro Italia” del quadrante a Clous de Paris, e nel Tricolore posto sul contrappeso della lancetta dei secondi crono. La cassa (42 mm) in acciaio 904L è impermeabile fino a 10 atm, il movimento automatico è il calibro GP3300-2872, di manifattura. il packaging include bracciale in acciaio e cinturino in caucciù. In 20 esemplari, 22.300 euro.

    Latest da 15 a 5mila euro

    CHOPARD Mille Miglia Rosso Corsa Edizione limitata per il nostro mercato, rende omaggio alla tonalità delle scuderie italiane nei primi del secolo scorso. La cassa (40,5 mm) in Lucent Steel™ (lega proprietaria in acciaio riciclato all’80%) ha i pulsanti zigrinati che richiamano i pedali dei freni delle auto d’epoca. Il movimento automatico, calibro ETA A322-11 personalizzato, ha un’autonomia di 54 ore ed è certificato cronometro dal Cosc. In 100 esemplari, 10.400 euro.

    NORQAIN Wild ONE Skeleton Titanium Una doppietta di modelli scheletrati introduce per la prima volta in collezione il titanio grado 5. La cassa è declinata in due formati – 39 mm (in edizione limitata) o 42 mm – ed è impermeabile fino a 20 atm. Il movimento automatico è il calibro NK26/1 di manifattura, scheletrato, con 65 ore di autonomia e certificato ufficiale di cronometro attestato dal Cosc. 5.250 euro (il 39 mm) e 5.450 euro (il 42 mm).

    Latest a meno di 5mila euro

    LOUIS ERARD x KONSTANTIN CHAYKIN Unfrogettable La classica visualizzazione decentrata del regolatore si trasforma nel volto antropomorfo di una rana, in cui i dischi rotanti di ore e minuti fungono da occhi, e la corona di carica a ore 12 diventa una vera corona. La cassa (40 mm) è in titanio grado 5 lucido e satinato, il movimento automatico è il calibro Sellita in configurazione Regulateur, appunto. Esiste anche in versione marrone. In 178 esemplari, 4.500 franchi svizzeri.

    EBERHARD & CO. Scafograf 200 MCMLIX Bronze Edition Svelato al Salone Nautico Internazionale di Genova, dove la Maison de l’Aigle svolge il ruolo di Official Timekeeper, si distingue per la corona e la lunetta in bronzo. La cassa (39 mm) in acciaio satinato, impermeabile fino a 20 atm, è dotata di valvola di decompressione. Il movimento automatico è presumibilmente un Sellita SW200-1. Con bracciale Chassis o a maglia milanese, costa 3.930 euro; con cinturino in pelle, 3.140 euro.

    Latest a meno di 1000 euro

    BREIL Fiat 131 Rally
    Nato dalla collaborazione con la Casa dello Scorpione, celebra i 50 anni dal debutto della storica vettura. La cassa (43 mm) in acciaio satinato è impermeabile fino a 10 atm. Ha l’inserto della lunetta in alluminio anodizzato con scala tachimetrica e il quadrante che evoca la bandiera a scacchi, simbolo delle corse. Movimento al quarzo, calibro Seiko VK67. In 400 esemplari, 399 euro.

    HIP HOP XT10
    Il primo cronografo del Brand a raggiungere un’impermeabilità di 10 ATM. Un cambio di passo, che punta a una costruzione più strutturata e vicina ai canoni dell’orologeria sportiva tradizionale. La cassa (42 mm)in policarbonato e fibra di vetro ha la scala tachimetrica sulla lunetta. Il movimento al quarzo è il calibro PE602, con secondi continui e datario, prodotto in Cina da Sunon. 79,90 euro.

  • Latest: i nuovi orologi usciti tra giugno e luglio

    Latest: i nuovi orologi usciti tra giugno e luglio

    Ben arrivato su Latest, la rubrica quindicinale de Il Giornale degli Orologi dedicata alle novità di prodotto più interessanti del mercato. In questo spazio, in continuo aggiornamento, analizziamo i lanci più importanti delle ultime settimane – in questo caso gli esemplari usciti fra l’ultima di giugno e la prima di luglio -, completi di specifiche tecniche e prezzi ufficiali. Scopri insieme a noi i nuovi modelli, a partire dalle ultime novità di Breguet e di Eberhard & Co.

    Latest oltre 50mila euro

    BREGUET Tradition Tourbillon 7047
    È uno degli esemplari lanciati per celebrare il 225° anniversario del tourbillon, brevettato da Abraham-Louis Breguet il 26 giugno 1801. E ci ha colpito per l’estetica modernissima, giocata nei toni dell’azzurro e del blu, che convive con le tecniche della tradizione, dal dispositivo fuso-catena al quadrante in smalto Grand Feu. In più il calibro 569 ha la spirale in silicio e l’indicazione dell’autonomia residua brevettata. La cassa di 41 mm è in platino. 292.500 euro.

    CORUM Heritage Coin Collection
    Il ritorno di un grande classico, realizzato per festeggiare i 250 anni dell’Indipendenza degli Stati Uniti. Una serie limitata di 50 modelli differenti, uno per ogni Stato dell’Unione e ciascuno prodotto in una tiratura limitatissima di 5 esemplari. Il quadrante uguale per tutti celebra l’anniversario, il fondello invece racconta la storia e l’identità di ogni territorio attraverso simboli, paesaggi o monumenti significativi. La cassa in oro giallo misura 39 mm, il movimento automatico è il calibro CO082. Rigorosamente per i collezionisti (soprattutto americani). 49.000 franchi svizzeri (Iva esclusa).

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Sport Chronograph Ultra-Cermet Come si evince dal nome, ha la cassa di 42,5 mm realizzata in Ultra-Cermet: un materiale composito avanzato, mix di ceramica e titanio, con una durezza di 1450 Vickers, straordinariamente resistente ma piacevole al tatto e con sfumature cangianti, dall’antracite al nero profondo. Il quadrante satinato è in Blackor con contatori Mineral Blue, mentre il movimento è il calibro PF070, a carica automatica, ad alta frequenza (36.000 alternanze/ora) e con 65 ore di autonomia, certificato cronometro dal Cosc. 40.400 franchi svizzeri (Iva esclusa).

    Latest oltre 10mila euro

    IWC Ingenieur Automatic 35 Pool
    Versione estiva del celebre “solo tempo”, acquista una nuova sfumatura di quadrante che ricorda la tonalità di una piscina sotto il sole. La cassa no gender, ispirata come sempre al design di Gérald Genta, misura 35 mm di diametro. Monta un movimento automatico, calibro 47110 (base Cartier 1847 MC personalizzato, a detta di Monochrome). Il quadrante con il caratteristico motivo a griglia interagisce con la luce, mentre il bracciale integrato ha le maglie ad H. 11.400 euro.

    Latest a meno di 10mila euro

    TAG HEUER Formula 1 Automatic Chronograph x Gulf
    I colori sono quelli celeberrimi della scuderia attiva fra gli anni ’60 e ’70, noti per aver “vestito” una storica versione del Monaco. Ma per la prima volta la livrea azzurra e arancione entra in questa linea e la converte alla meccanica. Realizzato interamente in titanio grado 2 sabbiato, il nuovo cronografo ha la cassa di 44 mm, impermeabile fino a 20 atm, e la lunetta in carbonio forgiato con scala tachimetrica. Monta un movimento automatico, il calibro 16, che riprende la configurazione e la robustezza del Valjoux 7750. In 1000 esemplari, 6.300 euro.

    Latest a meno di 5mila euro

    BELL & ROSS BR-03 Helipad
    La collezione di Flight Instrument si amplia con un esemplare che trasforma il quadrante in una pista di atterraggio per elicotteri in miniatura. Un disco rotante con la grande H indica le ore, la fusoliera segna i minuti e le pale del rotore in moto continuo tracciano i secondi. La cassa carré da 41 mm in ceramica nera microbillé è impermeabile fino a 10 atm. Il movimento automatico è il calibro BR-CAL.327 (base Sellita SW300-1). Oltre alla massima leggibilità notturna grazie ai dettagli in Super-LumiNova, da segnalare il cinturino in caucciù giallo, intercambiabile con un altro in tessuto sintetico nero. In 500 esemplari, 4.700 euro.

    EBERHARD & CO. Scafograf 200 MCMLIX
    Presentato a Watches and Wonders la scorsa primavera, è la rilettura contemporanea dello Scafograf 100, il primo modello della collezione uscito appunto nel 1959. La cassa in acciaio misura 39 mm di diametro, è impermeabile fino a 20 atm e ha la valvola di decompressione. Il movimento automatico è il calibro Sellita SW200-1. Esiste in 4 versioni: con quadrante nero o blu, ciascuno full color o sfumato. Si allaccia al polso con un cinturino in pelle idrorepellente, effetto vintage; con un bracciale Chassis in acciaio oppure in maglia milanese. In arrivo nei negozi, da 2.950 euro.

    ORIS Diver Date Olive
    Nuova versione di una delle collezioni più rappresentative della Casa di Hölstein, ispirata allo storico Divers Sixty-Five. La novità sta nel colore del quadrante – verde oliva -, per il resto tutto resta com’era. La cassa misura 39 mm di diametro ed è impermeabile fino a 20 atm, il movimento automatico è il calibro 733 (base Sellita Sw200-1), il bracciale in acciaio a tre file ha un sistema di sostituzione rapida del cinturino. In dotazione un secondo cinturino in caucciù. 2.450 euro.

    FREDERIQUE CONSTANT Classics Runabout Automatic GMT Nasce dalla collaborazione con Riva Historical Society e rende omaggio ai celebri motoscafi simbolo del jet-set internazionale fra gli anni ’50 e ’60. La cassa in acciaio lucido misura 41 mm di diametro, il quadrante ricorda il paiolato in doghe di teak. Il movimento automatico, calibro FC 350 (base Sellita SW200) è dotato di un modulo di manifattura che fornisce l’indicazione di un secondo fuso orario. Esiste anche con quadrante marrone e ciascuna versione è in serie limitata di 888 esemplari. 1.995 euro.

    Latest a meno di 500 euro

    CASIO Edifice EFK-200
    Debutta anche in Europa la terza generazione di automatici del Marchio giapponese. Segni particolari: la cassa da 38 mm con la lunetta a cuscino, e il calibro 5766 a carica automatica, con funzione stop secondi per una messa all’ora di precisione. Tra le tante versioni, al top c’è quella con cassa e quadrante in carbonio, iperleggera: pesa solo 81 grammi contro i 143 delle referenze in acciaio. Da 299 euro.

    p.s. Questo appuntamento con le Latest si arricchisce costantemente per includere tutte le novità dell’orologeria di questo periodo. Torna a a visitare la pagina nei prossimi giorni per non perdere i nuovi aggiornamenti. E raccontaci sui nostri social qual è il tuo modello preferito.

  • La top ten di W&W26: le nostre novità preferite

    La top ten di W&W26: le nostre novità preferite

    Il Salone di Ginevra si è concluso, ed è tempo di bilanci. Non a livello di dati, comunicati ufficialmente qualche giorno fa dalla Fondazione, ma riguardo a ciò che abbiamo visto all’interno degli stand. Le novità che ci hanno più colpito o che ci sono piaciute di più. Gli orologi che sono rimasti impressi nella nostra memoria, quelli che ricorderemo anche in futuro come i più rappresentativi di questa edizione. Una top ten di W&W26, insomma, che riunisce il meglio della produzione esposta al Palexpo. Per estetica, importanza, virtuosismo tecnico. Secondo noi.

    Una top ten di W&W26 da intendersi però non come classifica o come gerarchia, che stabilisce un ordine fra i “primi dieci” esemplari del Salone. Piuttosto, un elenco di best of in cui ciascun orologio merita la stessa attenzione o considerazione, per le caratteristiche e le peculiarità che gli appartengono. Una top ten di W&W26, quindi, organizzata in ordine alfabetico, per marca, in cui si incontrano modelli diversi, dai solo tempo ai complicati. Tra i quali i più esperti possono cogliere tendenze e categorie: anniversari, complicazioni ripensate, tradizioni rinnovate…

    Va detto che ciascun orologio incluso in questa top ten di W&W26 andrebbe sicuramente sviscerato in un apposito approfondimento. Le poche righe in cui abbiamo cercato di sintetizzarne l’essenza non sono certo esaustive né della costruzione né del valore (anche in senso storico o culturale) dei singoli esemplari. Servono semplicemente a suscitare un po’ di curiosità nei nostri lettori. Chi volesse saperne di più può visitare i siti ufficiali dei brand qui elencati, mentre aspetta di leggere le nostre recensioni. A proposito, fateci sapere sui nostri social quale orologio vorreste approfondire: sarete accontentati.

    La nostra top ten di W&W26

    A.LANGE & SOHNE Lange 1 Tourbillon Perpetual Calendar “Lumen” In apparenza è un Lange 1 con il quadrante in vetro zaffiro fumé. Al buio però rivela molte indicazioni luminescenti: la Grande Date, le lancette di ore e minuti, quella retrograda dei giorni della settimana, l’anno bisestile e le fasi lunari, con integrata la funzione giorno/notte. In più, la cassa in platino di 41,9 mm ospita un nuovo movimento automatico, calibro L255.1: con autonomia di 50 ore, tourbillon a un minuto con stop secondi, calendario perpetuo con fasi di luna astronomiche – decorato con tutti i sacri crismi dell’orologeria sassone. In 50 esemplari, 550mila euro.

    CARTIER Santos Dumont
    Un autentico cult reinterpretato con un nuovo bracciale: estremamente flessibile, quasi “morbido”, garantisce massimo confort al polso grazie ai 394 link (ciascuno spesso 1,15 mm), organizzati su 15 file, lavorati e assemblati “in casa”. In oro giallo (oppure in platino), nella versione più preziosa adotta anche un quadrante in ossidiana dorata (di 0,3 mm di spessore). Perfetta espressione della tradizione orafa della Maison parigina, nella cassa di 31,4 x 43,5 (sottile appena 7,3 mm), monta un movimento meccanico a carica manuale, il calibro 430 MC. Circa 46.700 euro.

    IWC Pilot’s Venturer Vertical Drive
    Un orologio esplicitamente progettato per lo Spazio. Realizzato in collaborazione con Vast, azienda statunitense pionieristica nella progettazione delle stazioni spaziali commerciali di futura generazione, è stato pensato per le esigenze degli astronauti in microgravità. La cassa in ceramica misura 44,4 mm di diametro ed è priva di corona: permette infatti tutte le regolazioni tramite la lunetta rotante in Ceratanium®. Il movimento automatico, calibro 32722, è fornito di 5 giorni di autonomia e di funzione Gmt, che visualizza l’ora di riferimento in missione su una scala di 24 ore posta sul réhaut. 29.000 euro.

    JAEGER-LECOULTRE Master Control Chronometre Date Power Reserve Tre nuovi, riuscitissimi esemplari arricchiscono la storica collezione con proporzioni rinnovate e un inedito bracciale integrato. Il nostro preferito è questo: in acciaio, ha la cassa di 39 mm per 9,2 mm di spessore, e il quadrante grigio-blu in omaggio al Futurematic del 1951. Monta il calibro 738, a carica automatica, con 70 ore di autonomia e scappamento in silicio. Certificato cronometro dal Cosc, ha superato anche i test del nuovo protocollo HGP (High-Precision Guarantee), che simula l’uso nella vita reale. 18mila euro.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Chronographe Mystérieux
    A prima vista sembra un normale “solo tempo” a tre lancette: in acciaio, con cassa di 40 mm e lunetta zigrinata in platino – coerente con la collezione. In realtà è un cronografo privo di contatori. Quando si preme il pulsante a ore 7.30 sulla carrure, appaiono due lancette in oro rosa a indicare il tempo corrente, mentre quelle rodiate avviano la misurazione dei tempi brevi. Una seconda pressione del pulsante le ferma, una terza le azzera e le fa “sparire” di nuovo (in pratica le lancette tornano a sovrapporsi). Il merito va al calibro PF053 (creato ad hoc), con 60 ore di autonomia e uno spessore di appena 6,9 mm. Disponibile da giugno, 36.900 franchi svizzeri.

    PATEK PHILIPPE Nautilus 5810/1G
    Eccolo, finalmente, l’attesissimo esemplare dell’anniversario. Rivisitato ad hoc da un leggero restyling, torna in oro bianco con l’iconico quadrante blu dai rilievi orizzontali. Cassa ultrapiatta di 41 mm per 6,9 di spessore e bracciale con sistema di microregolazione, è equipaggiato dal calibro 240: celebre movimento automatico, sottile solo 2,53 mm, il cui micro-rotore decentrato in oro 22 carati qui è personalizzato dall’incisione dei 50 anni. Edizione limitata di 2mila esemplari, 89.099 euro. Esiste anche con cinturino in gomma, in mille esemplari, oppure interamente in platino, sempre in 2mila esemplari.

    ROLEX Oyster Perpetual 41
    A proposito di anniversari, la Casa della Corona celebra i 100 anni della cassa Oyster con questo esemplare, realizzato in acciaio Oystersteel con lunetta e corona in oro giallo (metallo che ricorda il modello del 1926). Sul quadrante ardesia spiccano in verde il logo Rolex e gli indici dei 5 minuti, a ore 6 appare la scritta “100 Years” invece del canonico “Swiss made”, un altro 100 in rilievo sulla corona di carica. A animarlo c’è il calibro 3230, a carica automatica, con scappamento Chronergy, spirale Parachrom, 70 ore di autonomia. Certificato Cronometro Superlativo, 9.500 euro.

    TAG Heuer Monaco Evergraph
    Il cronografo riprogettato. Niente più camme o ruota a colonne, ma un sistema fatto di elementi flessibili, realizzati con la tecnologia Liga, che attivano le funzioni crono. Realizzato in collaborazione con la Vaucher Manufacture Fleurier in 5 anni di sviluppo, il calibro TH80-00 ha una costruzione invertita, che permette di vedere i componenti principali attraverso il quadrante trasparente. A carica automatica, di forma, vanta un’autonomia di 70 ore, il nuovo oscillatore TH-Carbonspring (resistente ai campi magnetici), una frequenza di 36.000 A/h e il certificato di cronometro del Cosc. La cassa in titanio (anche Dlc nero) misura 40 mm di lato. 25.000 euro.

    ULYSSE NARDIN [Super] Freak
    La creazione di Ludwig Oechslin festeggia 25 anni con una nuova evoluzione. Basata sui 35 brevetti del Freak, è un complicatissimo “solo tempo”, costruito su 7 livelli e sviluppato in 4 anni. Sul ponte centrale che funge da lancetta dei minuti monta due tourbillon inclinati di 10° e rotanti in direzioni opposte, con differenziale e indicazione cilindrica dei secondi su giunto cardanico. La cassa in oro bianco misura 44 mm di diametro, il disco rotante delle ore in Nanosital blu (materiale policristallino trasparente) permette di vedere parte del movimento automatico, calibro UN-252. 350.980 euro.

    VAN CLEEF & ARPELS Midnight Jour Nuit Phase de Lune
    Lanciata nel 2008 come parte delle Complications Poétiques, poi aggiornata nel 2024, la collezione che visualizza l’alternarsi del giorno e della notte sull’intero display si amplia con una nuova complicazione astronomica. La cassa di 42 mm in oro bianco ospita un disco in vetro avventurina di Murano (nero) che simula il cielo stellato, su cui si staglia il Sole in oro giallo guilloché, mentre un altro disco in madreperla bianca riporta le fasi di luna – anche su richiesta. Il modulo aggiuntivo del movimento automatico ha richiesto 4 anni di sviluppo. 159mila euro.

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 30/03/2026

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 30/03/2026

    Lo si nota fin dalla prima occhiata. Le novità presentate nelle ultime settimane sono in massima parte accessibili ai portafogli di tanti, se non di tutti. Ma non sperateci, non si tratta di un calo di prezzi generalizzato. Tutt’altro. Il motivo per cui in queste Latest appaiono soprattutto orologi dai costi “umani” dipende dal fatto che i marchi di alta gamma sono quasi del tutto assenti – ad eccezione di un paio, beninteso. Perché molte case blasonate, inclusa la maggioranza di quelle del segmento medio-alto del mercato, tengono i colpi in canna per la Geneva Watch Week.

    In queste Latest, infatti, mancano tutte le anteprime degli espositori di Watches and Wonders, di Time to Watches e dei vari eventi Fuorisalone, già presentate agli addetti ai lavori ma rigorosamente protette da “embargo”. Cioè non si possono pubblicare fino a una data specifica, che coincide in genere con l’inizio delle fiere – anche se c’è qualcuno che anticipa all’inizio di aprile, forse per paura di essere “fagocitato” dai grandi nomi del Salone. Ecco dunque che la nostra pagina di Latest presenta soprattutto marche che non andranno a Ginevra (con qualche eccezione, appunto), ma che qui dimostrano tutta la propria vivacità creativa.

    Solo per pochi

    BREITLING Navitimer B19 Chronograph 43 Perpetual Calendar
    Il celebre orologio da aviatore della Casa di Grenchen torna in chiave complicata come cronografo-calendario perpetuo con fasi di luna (a ribadire il legame con il cielo). Animato dal calibro di manifattura B19, vanta un’autonomia di 3 giorni, ruota a colonne a innesto verticale, un pratico sistema di regolazione tramite la corona ed è certificato cronometro dal COSC. La cassa di 43 mm con l’immancabile regolo calcolatore è disponibile in due versioni: in platino (accanto), in serie limitata di 75 esemplari; oppure in acciaio e platino, in pre-ordine. Rispettivamente 49.000 e 32.000 euro.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Sport Chronograph Silver Verzasca Nuova declinazione cromatica per il cronografo ad alta frequenza della Casa, ispirata alla luce e alla natura della valle nel Canton Ticino, attraversata dal fiume omonimo. La particolare sfumatura di verde – che tinge contatori, réhaut e cinturino in gomma effetto tessuto – ben si abbina al quadrante argenté dal guillochage a Clou Triangulaire. Come di consueto la cassa in acciaio misura 42 mm di diametro e ha la lunetta zigrinata. Il movimento automatico è il calibro PF070-CSND con 36.000 A/h e 65 ore di autonomia. Curatissime le finiture. 28.600 franchi svizzeri.

    Latest a meno di 5mila euro

    BELL & ROSS BR-05 36 mm Blue Diamond Eagle
    Prende nome dalla costellazione dell’Aquila, riprodotta con sette diamanti di diversa caratura che si stagliano sul quadrante in vetro avventurina. La cassa misura di 36 mm di lato ed ha il bracciale integrato e rastremato. L’acciaio presenta ovunque superfici spazzolate, mentre i profili e i link centrali del bracciale sono lucidi. Il movimento automatico è il calibro BR-CAL 329 (base Sellita SW 300), con 54 ore di autonomia. In pre-ordine, 4.900 euro.

    MEISTERSINGER Archao
    Appartiene a una nuova famiglia di orologi, creata per festeggiare il 25° anniversario del Marchio (fondato nel 2001). Una collezione che prende nome dalla parola greca archaios, che significa “originale, primordiale”, e accentua l’identità del marchio nella grafica bold e nell’eccezionale luminescenza al buio. Diametro di 43 mm e movimento automatico, calibro Sellita SW200 opportunamente modificato, dopo il lancio con la cassa Dlc nero, è ora disponibile anche in acciaio “naturale”, sempre con quadrante nero, blu o bordeaux. In vendita da giugno, 2.290 euro.

    LONGINES HydroConquest
    La terza generazione del bestseller della Casa si arricchisce di sei nuovi esemplari, tre dei quali adottano un look più cittadino con un bel bracciale in maglia milanese. Rimane comunque un diver professionale a tutti gli effetti: cassa da 39 o 42 mm, sempre impermeabile fino a 30 atm; lunetta girevole unidirezionale con inserto in ceramica, che ora acquista il sistema di rotazione dell’UltraChron, più “morbido”; bracciale a doppio pulsante di sicurezza e con microregolazione per indossarlo anche sopra la muta. Il calibro L888.5 ha la spirale in silicio e 3 giorni di autonomia. 2.350 euro.

    Latest a meno di 2mila euro

    DOXA Sub 200 II
    Il subacqueo più emblematico del Marchio si evolve e presenta per la prima volta un quadrante sfumato. Per il resto, tutto rimane com’era: la cassa da 44 mm in acciaio, l’impermeabilità fino a 20 atm, il movimento automatico, il vetro zaffiro glassbox, il cinturino in caucciù Dive Flex o in alternativa il bracciale in acciaio Mesh. Declinata in nero, grigio, blu e verde, la nuova collezione include anche una versione Dlc nero con quadrante Redcoral a contrasto. In consegna a fine maggio, da 1.590 euro.

    NOMOS GLASHÜTTE Club Campus Full Rose (oppure All Olive)
    Nuovi colori per il modello più basico della Manifattura sassone: rosa pieno oppure verde oliva, entrambi con la lancetta dei piccoli secondi arancione e un’alternanza di indici, numeri arabi e numeri romani. La cassa in acciaio lucido è declinata in due formati: 36 o 38,5 mm di diametro. Ma è sempre equipaggiata dal celebre calibro DUW 4001, un carica manuale, realizzato in casa, con autonomia di 53 ore. Il fondello si può personalizzare con un’incisione, il cinturino è in Alcantara. Supercompetitivo il prezzo: da 1.380 euro.

    VERSACE Greca Edge
    Nuova collezione “di forma” per la Casa della Medusa. Interamente realizzata in acciaio riciclato, è declinata in quattro referenze, diverse per il colore del metallo (silver, oro o bicolore) e del quadrante soleil (argenté, verde o nero). La cassa lady size, di 30 mm di lato, e il bracciale integrato e rastremato, con maglie ad H, sono decorati con l’iconico fregio della Greca. Il movimento al quarzo è di produzione svizzera. 1.230 euro.

    MIDO Commander Datodate
    Prende ispirazione da un modello prodotto, senza interruzione, fin dal 1959. Che qui è reinterpretato con gusto contemporaneo, evidente nell’abbinamento cromatico fra l’acciaio Pvd oro rosa e il quadrante soleil. Nella cassa da 40 mm di diametro ospita il Calibro 80, a carica automatica, con 80 ore di autonomia, spirale in Nivachron™ (resistente agli urti e ai campi magnetici) e funzione day-date – da cui l’esemplare prende nome. Il vetro zaffiro a box e il bracciale rastremato, lucido e satinato, rivelano l’attenzione ai dettagli del progetto. 1.150 euro.

    MONDIA SWISS Supersuisso
    Da poco acquisito da Diffusione Orologi, lo storico Brand torna alle origini con la produzione Swiss made e nuove collezioni ispirate al proprio passato. Al top si trova questo “solo tempo” in edizione limitata, il cui nome si rifà alla definizione adottata dalla Marca a fine anni ’50 per indicare i valori della tradizione elvetica. Realizzato in acciaio 316L, ha però un’estetica ispirata al modello Aquaflex degli anni ’70. La cassa a cuscino misura 38 mm di lato e ospita un movimento meccanico a carica manuale, calibro Unitas 6325 con piccoli secondi. Il quadrante è degradé e il bracciale integrato e rastremato, a 11 maglie. In 90 esemplari, 990 euro.

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 09/03/2026

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 09/03/2026

    Tornano ancora una volta le nostre Latest. Vale a dire la rubrica dedicata alle novità uscite nelle ultime settimane in tutti i segmenti di mercato, suddivise per fasce di prezzo. Come sempre qui presentiamo i nuovi orologi in forma breve, con una foto e le caratteristiche essenziali riassunte in poche righe. Perché le Latest vogliono solo informare, dare un’idea di cosa c’è di nuovo. Niente altro. Rimandiamo chi fosse interessato a saperne di più su un particolare esemplare, a visitare il relativo sito ufficiale. A te la scelta.

    Latest… solo per pochi

    H. MOSER & CIE Streamliner Alpine Drivers and Mechanics Pink Editions Nato dalla collaborazione con i piloti del team di F1 Alpine e ispirato alla loro livrea rosa e blu, è il primo cronografo scheletrato realizzato in-house (con Agenhor) Tanti i riferimenti alla monoposto e al mondo della Casa francese: doppi ponti a V ispirati alle sospensioni della A526, il rotore traforato che richiama il cerchione della A110, il ponte centrale del fondello a forma di casco… La cassa in acciaio misura 42,3 mm, il movimento automatico, calibro HMC 700, è dotato di 3 giorni di autonomia e di funzione fly-back. In 50 esemplari, in vendita in un set con un esemplare connesso. 59mila franchi svizzeri (tasse escluse).

    AK(H)OR Ak-10 Vert Emeraude des Cimes
    Nuova interpretazione della linea Le Temps en Équilibre, si distingue per il colore vivido e ricco di sfumature, accentuato dalla lavorazione a nido d’ape della zona centrale del quadrante, “in levitazione” (brevettato). Nella cassa di 39 mm in acciaio ospita un movimento meccanico a carica manuale, calibro AK10, con autonomia di 60 ore, sviluppato in esclusiva e certificato cronometro dal Cosc. Esiste anche con quadrante soleil e lunetta incastonata di diamanti. Da 28.800 franchi svizzeri.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Automatic 36 Steel Alta Rosa
    Prosegue la ricerca cromatica della Maison per la celebre collezione, in cui il colore è ormai diventato un vero e proprio segno distintivo. Dopo l’agave blu, ecco quindi il rosa (della luce all’alba più che del fiore) che tinge il quadrante guilloché Grain d’Orge. Quanto alle altre caratteristiche, tutto rimane com’era: habillage in acciaio ma con lunetta zigrinata in platino, cassa di 36 mm, bracciale rastremato lucido-satinato. Il movimento è sempre il calibro PF770, a carica
    automatica, con 60 ore di autonomia. Eccelsa la qualità. 24.200 euro.

    Da 20mila a 10mila euro

    OMEGA Seamaster Diver 300m Milano Cortina 2026
    In occasione dell’apertura dei Giochi Paralimpici Milano Cortina 2026 (6/15 marzo), la Maison di Biel ha svelato l’orologio a tema, che riprende l’estetica del cronografo per i Giochi Olimpici. Questo però è un diver con la cassa di 43,5 mm in titanio grado 5: impermeabile fino a 30 atm, ha la valvola di decompressione e la lunetta girevole unidirezionale in ceramica. Il movimento è il calibro Co-Axial 8806, con 55 ore di autonomia e certificazione Metas. Simile a quel precedente il quadrante “effetto ghiacciato” con il logo delle Olimpiadi, impresso anche sul fondello. Da notare la lancetta centrale dei secondi con i colori dei 5 cerchi. 10.500 euro.

    BREMONT Altitude MB Meteor “Felix the Cat”
    Che c’entra Felix the Cat con il Brand britannico? C’entra. Perché entrambi sono legati al mondo dell’aviazione: lo storico personaggio dei cartoon appare infatti nell’insegna dello squadrone di caccia VFA-31 della US Navy, noto come “Tomcatters”. E ci sta quindi che appaia sul quadrante Stealth, pronto a portarsi via il numero 6. L’orologio, che rende omaggio ai sedili eiettabili Martin Baker, è in titanio grado 2 Dlc nero. Ed è equipaggiato da un movimento automatico, calibro BB14-AH (base La Joux-Perret G100) con 68 ore di autonomia, sospeso nella cassa Trip-Tick di 42 mm con un supporto in gomma flessibile e schermatura in ferro dolce. In 500 esemplari, 7.150 euro.

    Latest a meno di 5mila euro

    CUERVO Y SOBRINOS Churchill Sir Winston
    La collezione dedicata al grande statista britannico si amplia con tre nuovi esemplari. Tutti con la cassa in acciaio e titanio di 43 mm e il movimento automatico, calibro Sellita SW240-1 con funzione day-date, si distinguono per il colore del quadrante, guilloché a Clou de Paris: silver, nero o bordeaux. Ciascuno è fornito di cinturino in pelle di alligatore e di bracciale in acciaio, incluso nel packaging stile humidor. In 282 esemplari per ogni referenza, 4.400 euro.

    EBERHARD & CO. Gilda Peacock
    Versione inedita del bestseller femminile della Casa, presenta una decorazione unica e distintiva: le piume di pavone. Il quadrante è infatti realizzato con una speciale tecnica, che prevede prima l’incisione al laser del motivo a raggi di sole e poi l’applicazione dei colori, in modo tale che le piume risultino in rilievo e sembrino dotate di riflessi iridescenti. La cassa in acciaio lucido, che mantiene la forma ovale di sempre, misura 32 x 38 mm, il movimento è al quarzo Swiss made.

    LEBOIS & CO. Heritage Sector Chronograph Aventurine
    L’estetica è sempre quella, tipicamente rétro. Ma l’avventurina dona all’orologio una personalità unica: non solo per i tipici bagliori effetto “cielo stellato”, ma anche perché il quadrante è composto da due sottilissimi dischi sovrapposti, con i contatori “ritagliati” a creare profondità. La cassa in acciaio misura 39 mm di diametro, il movimento è il calibro La Joux Perret LC-450, a carica manuale e con 68 ore di autonomia. In pre-ordine online da domani 10 marzo, in consegna da luglio. Lo si può richiedere anche da Portanuova Gioielli a Bergamo o da Cristilli a Roma. 3.850 euro.

    RAYMOND WEIL Millesimé Small Second Tuxedo Dial
    Ispirato allo stile Art Déco, festeggia il 50° anniversario dalla fondazione della Casa ginevrina. La cassa in acciaio di 39 mm ospita un quadrante suddiviso a settori, dai forti contrasti cromatici. E un movimento automatico, calibro RW4251 (base Sellita SW260-1), con piccoli secondi. Tre le versioni disponibili: Black and White (accanto), Midnight Blue (blu e nero) e Red Grape (bordeaux e grigio chiarissimo). Da 2.250 euro.

    TISSOT T-Race MotoGP 2026 45 mm
    Per il Motomondiale appena iniziato, è uscita – puntualissima – la collezione del Cronometrista ufficiale, da 20 anni partner della MotoGP. Tra i tanti modelli, abbiamo scelto il pezzo (per noi) di punta: l’automatico, in edizione limitata. La cassa di 45 mm in acciaio 316 L ha la lunetta in carbonio forgiato e la carrure Pvd nero. Il movimento è un calibro Valjoux A05, scheletrato, con 68 ore di autonomia. Il cinturino in gomma ha l’interno che ricorda un battistrada. In 2026 esemplari, 2.175 euro.

    STEWART DAWSON SD 911 Black
    Il Brand inglese dedica a tutti gli appassionati di Porsche un orologio che trasforma il tachimetro della 911 S degli anni ’60 in un esemplare da polso: stesso sfondo nero opaco, stessa grafica, stessa lancetta centrale rossa, stesse frecce verdi all’11 e all’1. La cassa in acciaio 316L misura 42 mm di diametro e monta un movimento automatico, calibro Sellita SW200. Perfino il cinturino in nappa con imputure (realizzato in Italia) ricorda i sedili originali della vettura. 1.490 euro.

    SEIKO 5 Sports Huf
    Secondo collaboration model sviluppato dalla Casa giapponese con il marchio di streetwear americano. L’ispirazione deriva da un esemplare degli anni ’70, rivisitato però in chiave attuale secondo i gusti e la cultura dello skateboarding. Interamente realizzato in acciaio, l’orologio ha la cassa di 39,4 mm e il quadrante semitrasparente “verde Huf” con la doppia finestrella della funzione day-date. La specifica sfumatura ritorna anche sul fondello, che permette di intravvedere il calibro 4R36, a carica automatica, ovviamente di produzione giapponese. Il vetro è in Hardlex©. In 7.000 esemplari, 410 euro.

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 23/02/2026

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 23/02/2026

    Consueto appuntamento con le Latest, che riassumono le novità presentate nelle ultime settimane. Come sempre trasversali ai diversi segmenti di mercato, gli orologi qui presentati appartengono un po’ a tutti i generi: dai dress watch agli esemplari-gioiello, dai subacquei ai complicati…

    In queste Latest però si nota anche una certa preponderanza dei modelli in edizione limitata. I motivi possono essere tanti. Per esempio, aumentare il desiderio dei collezionisti, facendo leva sul desiderio di esclusività. Ma anche un’effettiva scarsità di pezzi ,dovuta alla ridotta capacità di produzione dell’azienda o delle maestranze (come nel caso del Tiffany, che richiede 55 ore di lavoro solo per la realizzazione dello smalto).

    Va da sé che a volte si vuole anche evitare l’invenduto, sia con la vendita in pre-ordine, che permette di andare sul sicuro, sia con l’obiettivo di esaurire rapidamente i pezzi, ed evitare così lo stoccaggio. Perché a pensar male si farà anche peccato, ma spesso ci si azzecca…

    Solo per pochi

    TIFFANY & CO. Enamel Watch
    L’heritage rivisitato. La Maison americana rende omaggio ai favolosi bracciali Croisillon, creati nel 1962 da Jean Schlumberger. Qui rievocati dall’anello in smalto paillonné con decori in oro giallo che ruota a ogni gesto del polso. La cassa in oro bianco o giallo, di 36 mm, è tempestata di diamanti a neve, come il quadrante, per un totale di oltre 4 carati. Alle versioni Tiffany Blue o White Enamel si affianca una referenza di Alta Gioielleria, con il bracciale full pavé di diamanti. Pochi i pezzi prodotti all’anno, prezzo non dichiarato.

    ARMIN STROM Dual Time GMT Resonance Rose Gold
    Segna l’esordio dell’oro rosa nella collezione, con il tono caldo del metallo che crea un bel contrasto con le tonalità scure del doppio quadrante decentrato, grené. La cassa di 39 mm ospita l’ormai noto movimento di manifattura, basato sul fenomeno della risonanza: il calibro ARF22, a carica manuale, con la molla brevettata, due fusi orari indipendenti e la relativa funzione giorno/notte. In 50 esemplari, 115mila franchi svizzri (tasse escluse).

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Micro-Rotor No Date Agave Blu
    Il colore come cifra stilistica, alla stregua degli altri segni distintivi della collezione bestseller: il quadrante guilloché Grain d’Orge, la lunetta zigrinata, le lunghe anse a goccia, il bracciale integrato e rastremato. Questa volta la sfumatura selezionata è quella dell’agave blu, la pianta grassa tipica del Messico con cui si produce la tequila. Il movimento automatico è sempre il calibro 703, di manifattura, sottile solo 3 mm grazie al microrotore decentrato. Due le versioni, entrambe con la cassa di 40 mm: in acciaio e platino oppure in oro rosa. Da 26.700 euro.

    Da 10 a 5mila euro

    TUTIMA GLASHÜTTE Patria
    La Casa sassone arricchisce la collezione già in catalogo con una nuova referenza dal quadrante azzurro chiaro. Tutto il resto rimane com’era: la cassa in titanio grado 5, di 41 mm di diametro; la decorazione a Clous de Paris, che fa da sfondo al grande contatore dei secondi, azuré. E soprattutto lo splendido movimento di manifattura: il calibro 617, a carica manuale, con 65 ore di autonomia, bilanciere a inerzia variabile e la tipica finitura a nastro di Glashütte. In 25 esemplari, 9.130 euro.

    MEISTERSINGER Panthero Jumping Hour
    Il Marchio di Münster festeggia 25 anni con una nuova interpretazione dell’orologio monolancetta. Che questa volta è quella dei minuti, decentrata, mentre le ore si leggono nella finestrella al 12 – la tendenza ormai è diffusa – e al 6 si staglia un indicatore di funzione a forma di Sole rotante. La cassa in acciaio misura 40,5 mm di diametro monta un movimento automatico, calibro MS-JH-01 (base Sellita SW300 con il modulo della complicazione). Tre le versioni di quadrante: nero o bianco, laccato lucido, oppure in argento, interamente guilloché, nell’edizione anniversario in 25 esemplari. In vendita da marzo, da 6.990 euro.

    BELL & ROSS BR03 Diver Black Bronze
    Nuova versione del subacqueo professionale, “fedele allo spirito delle prime esplorazioni sottomarine”. La cassa in bronzo, di 42 mm di lato e impermeabile fino a 30 bar, si accosta all’essenziale quadrante nero, di estrema leggibilità. La lunetta girevole unidirezionale ha l’inserto in ceramica. Il movimento automatico è il calibro BR-CAL.302-1 con 54 ore di autonomia. Due i cinturini a disposizione: in gomma o in tela ultraresistente. In 999 esemplari, 5.300 euro.

    Latest sotto i 5mila euro

    WYLER VETTA Chronograph 38 Antimagnetic
    Reinterpretazione dei cronografi realizzati dalla Casa negli anni ’40, prende nome dalla protezione contro i campi magnetici – che qui è una placca (anziché la tipica cassa) in ferro dolce inclusa nel fondello. La cassa in acciaio, di 38 mm di diametro appunto, racchiude un calibro Sellita SW510 BHM, a carica manuale e con 56 ore di autonomia. Tre le versioni di quadrante: nero, blu o avorio, sempre con la scala tachimetrica perimetrale, le lancette a foglia e i numeri Breguet che accentuano il fascino vintage. Da 2.900 euro.

    BALTIC MR Moissanite
    L’edizione limitata celebra la fine della prima generazione della linea, che prende nome dal micro-rotore decentrato. La particolarità sta nella lunetta, incastonata non di diamanti ma di moissaniti baguette (una pietra di laboratorio dall’eccezionale brillantezza e durezza). La cassa di 36 mm, in acciaio, ospita un movimento automatico di fabbricazione cinese, calibro Hangzhou Cak5000a. Due le versioni: Classic (accanto) con i numeri applicati, oppure Roulette con il quadrante a settori e numeri stampati. Il vetro è in esalite. In 200 esemplari, 1.160 euro.

    VENEZIANICO Redentore Arlecchino Edizione Limitata
    Uscito in occasione del Carnevale, ormai introvabile, è una bella dimostrazione del legame del Marchio con Venezia. E di come le tradizioni (anche lontane dall’orologeria) possano suggestionare la creatività per dar vita a originalissimi esemplari. La cassa in acciaio, di 38 mm, racchiude un quadrante in smalto (a freddo, applicato a mano) evidentemente ispirato al costume di Arlecchino. Il movimento automatico è il calibro Miyota 9039. In 400 esemplari ormai sold out, 950 euro.

    CITIZEN Tsuyosa Shore
    Oltre alla versione di seconde/seconde/, il colosso giapponese ha presentato l’evoluzione in chiave sportiva della celebre linea: un bel subacqueo, robusto e dal carattere estivo. Quattro le versioni: Navy Blue e Marine Blue (accanto), in acciaio; Coral Red; in acciaio bicolore; e Moss Green, in acciaio Ip oro giallo. Tutti con la cassa di 40 mm, impermeabile fino a 10 bar e il movimento automatico calibro 8210, realizzato in casa e il quadrante soleil. La lunetta girevole unidirezionale ha l’inserto in alluminio, il vetro zaffiro la lente magnificatrice sulla data, il bracciale è integrato. Da 329 euro.

  • Dubai Watch Week: 10 novità avvistate al salone degli Emirati

    Dubai Watch Week: 10 novità avvistate al salone degli Emirati

    Si è conclusa ieri la Dubai Watch Week, 7a edizione della fiera che ha trasformato la città degli Emirati in una meta imprescindibile per gli amanti dell’orologeria. Il salone, organizzato con cadenza biennale, quest’anno si è tenuto dal 19 al 23 novembre al Burj Park (Downtown Dubai). E ha visto la partecipazione di oltre 59mila persone e più di 90 marchi internazionali, con un aumento del 46% rispetto all’edizione precedente. Tra gli espositori si potevano incontrare marche indipendenti o che fanno capo a grandi gruppi, comunque celeberrime – da Rolex a Audemars Piguet, da Girard-Perregaux a Van Cleef & Arpels e fino a TAG Heuer, tanto per citarne alcune. Ma anche brand artigianali o di recente formazione – come Studio Underd0g, Ming, Biver, Norqain…

    La Dubai Watch Week: un po’ di storia

    Voluta da Ahmed Seddiqi & Sons nel 2015, in questo 2025 la Dubai Watch Week ha festeggiato dunque il 10° compleanno, insieme al 75° anniversario del retailer più potente degli Emirati. In origine un piccolo negozio nella Old Dubai, cresciuto a ritmo con la città, Seddiqi oggi è una holding nelle mani di un’unica famiglia, con 50 boutique e un centinaio di marchi in portafoglio. Gestita da membri della seconda/terza/ quarta generazione, nel tempo è riuscita non solo a espandersi commercialmente, ma anche a creare una vera e propria cultura dell’orologeria nei Paesi del Golfo. Proprio in quest’ottica va vista la Dubai Watch Week, nata come piattaforma no-profit dedicata all’orologeria e all’artigianato.

    Fin dagli esordi, infatti, i visitatori (all’epoca 2500 persone) potevano non solo accedere agli stand dei marchi partecipanti (solo 14), ma anche assistere a lectio magistralis per coltivare le proprie conoscenze. E ancora oggi, alla manifestazione appena conclusa, gli ospiti hanno potuto partecipare a masterclass, forum dedicati, tavole rotonde con i Ceo dei brand espositori. In particolare, nello spazio della Collectors Lounge, gli appassionati hanno potuto approfondire l’arte orologiera attraverso specifiche sessioni e mostre a tema. Anche questo modo di “coltivare il mercato” ha contribuito a rendere la Dubai Watch Week uno degli eventi più attesi nel calendario mondiale dell’orologeria, seguito tanto dagli addetti ai lavori quanto dai collezionisti.

    Estetica all’occidentale

    Ciò che quest’anno è risultato evidente, comunque, è l’evoluzione del gusto degli orologi esposti. Sarà perché Dubai è sempre più frequentata e abitata dagli Italiani e dagli europei in senso lato. O sarà la globalizzazione culturale, che attraverso internet e i media internazionali ha affermato l’adesione a stili e stilemi comuni, condivisi a tutte le latitudini. Sta di fatto che chi segue l’orologeria da decenni non può non aver notato l’impronta estetica tipicamente occidentale. Dimenticate gli stereotipi degli “orologi da sceicchi” dominati da bracciali d’oro giallo e diamanti, dimenticate le pacchianerie del passato (neppure tanto remoto). Le case di orologeria hanno proposto anche qui esemplari che colpiscono per la sobrietà, l’equilibrio formale, se non perfino l’eleganza.

    Ci sono, è vero, alcune personalizzazioni in chiave culturale: per esempio nell’uso della grafia araba per i numeri sul giro delle ore o come decorazione, creata da artisti calligrafi. Ma nella maggior parte dei casi si tratta di modelli che potrebbero tranquillamente essere venduti anche nei nostri negozi. L’unica differenza, a ben guardare, sta nel più diffuso utilizzo di materiali pregiati, come le pietre dure o l’oro rosa, che danno tocchi di maggiore preziosità. E alzano l’asticella sia del prezzo che del percepito (ovvero il senso della qualità e della ricercatezza). Due indici che ci fanno intendere quanto ci si trovi in un contesto di mercato più prospero rispetto a quello della Vecchia Europa.

    10 orologi esposti alla Dubai Watch Week 2025

    Quando abbiamo selezionato i 10 modelli presentati alla Dubai Watch Week da pubblicare in questa vetrina, abbiamo quindi privilegiato proprio quelli capaci di rivelare maggiormente l’uniformità – o se preferite l’omogeneizzazione, come dicono i sociologi – del gusto. Abbiamo volutamente tralasciato le complicazioni e gli exploit tecnici non perché non siano importanti, ma in quanto poco funzionali al nostro discorso. Ecco dunque le nostre scelte, come sempre in ordine di prezzo.

    Non per tutti

    LAURENT FERRIER Classic Origin Beige
    Nuova versione di un modello nato 5 anni fa, è improntato proprio sull’equilibrio più “classico”, lontano da mode e tendenze. La cassa (40 mm) in oro rosso 5N ricorda come di consueto un ciottolo levigato dall’acqua, priva com’è di asperità e angoli vivi. La calda tonalità del quadrante opalino è completata da una minuteria a chemin de fer marrone, con croce centrale, lancette Assegai in oro, indici stampati e il contatore dei piccoli secondi di grande formato. Il movimento, calibro LF116.01 a carica manuale, è dotato del celebre cricchetto a lunga lama per la ricarica, 80 ore di autonomia e superbe finiture. 43mila franchi svizzeri (tasse escluse).

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Minute Rattrapante Acciaio Artic Rose Lanciata nel 2023, la complicazione del minuto sdoppiante, inventato dalla Maison, si veste di una nuova tonalità. Il rosa pallido del quadrante si rifà alla tradizione del XVIII secolo, che lo voleva come colore tipicamente maschile, ma qui è ricco di riflessi cangianti grazie al guilloché grain d’orge. Quanto al resto, rimane immutato: la cassa (40 mm) in acciaio con bracciale integrato, la lunetta zigrinata in platino, le lancette scheletrate. Il movimento è il noto calibro PF052 di manifattura, a carica automatica, con micro-rotore decentrato in oro rosa e finiture d’alta gamma. 29.700 franchi svizzeri.

    CYRUS GENEVE Dominion Jawhar
    Il nome – che in arabo significa “essenza” – riflette la filosofia dell’orologio, sintesi di design contemporaneo, tradizionale savoir-faire e identità culturale araba. Nella cassa (42 mm) in titanio grado 5 monta il calibro automatico CYR708, di manifattura, con platina in oro rosso 5N, ponte superiore color antracite a forma di palma e 55 ore di autonomia. Il quadrante interamente scheletrato riporta le cifre in arabo su un disco in vetro zaffiro, l’indicazione del secondo fuso orario con lancetta ad andamento retrogrado (sempre con le cifre in arabo) e i piccoli secondi a forma di logo. Edizione limitata di 28 esemplari, 24.800 franchi svizzeri (tasse escluse).

    BVLGARI Mattar bin Lahej x Octo Finissimo
    Pittore, scultore, fotografo, calligrafo, l’artista emiratino – che ha realizzato la facciata del Museo del Futuro di Dubai – reinterpreta il best-seller della Maison romana. Il risultato è un orologio in titanio sabbiato con la cassa (40 mm), il quadrante e il bracciale incisi al laser. Il movimento di manifattura, come di consueto, è il calibro BVL 138, a carica automatica e ultrapiatto (2,23 mm di spessore), con micro-rotore decentrato in platino e 60 ore di autonomia. Edizione limitata di 70 esemplari. 23mila euro.

    RESSENCE Type 1 Round Rose Gold
    Versione essenziale e “pura” (perché di forma rotonda) dell’omonima collezione, è impreziosito dal trattamento in oro rosa 4N del quadrante convesso, dalla finitura soleil. Come di consueto, i tre dischi a filo rotanti riportano ore, secondi e giorno della settimana, con indicazioni incise e luminescenti, ma dalla lavorazione guilloché, che enfatizza l’aspetto caldo e “organico”. Ormai celebre il movimento, calibro ETA 2892 a carica automatica, reso unico dal modulo ROCS 1.3 (Ressence Orbital Convex System). 18.150 franchi svizzeri (tasse escluse).

    A meno di 6mila euro

    PERRELET x DIAA ALLAM
    In occasione della Dubai Watch Week, la storica Maison collabora con uno degli artisti più quotati degli Emirati, noto per le mega-installazioni (calligraffiti, li chiamano gli addetti ai lavori) di grande impatto sul paesaggio urbano. In questo caso ha realizzato un’opera ad hoc, ben visibile durante la rotazione della turbina: di dimensioni contenute, è ispirata al vimini, ricreato con scritte e colori che creano particolari rilievi e profondità. La cassa (41 mm) in titanio grado 2 Dlc nero ospita un movimento automatico di manifattura, il calibro P-331-MH, certificato Chronofiable® e Cosc. L’orologio, ora in pre-ordine, sarà in consegna ad aprile 2026. 5.180 franchi svizzeri.

    FREDERIQUE CONSTANT Highlife Chronograph Automatic
    Bamford Special
    Segna l’esordio della collaborazione del brand elvetico con il laboratorio londinese. Come spiega George Bamford, non si tratta di un semplice restyling, ma di una vera “riprogrammazione” dello storico modello, che si affranca dalla tradizione per acquisire un’estetica all black con flash cromatici. La cassa (41 mm) è in titanio grado 2 con motivo cristallizzato ottenuto tramite trattamento termico e rivestimento Dlc nero. Il movimento è il calibro FC-391 realizzato da La Joux-Perret, con 68 ore di autonomia. Edizione limitata di 100 esemplari, 4.445 euro.

    TUDOR Ranger
    Referenza inedita della collezione lanciata tre anni fa, progettata per resistere a tutto (o quasi), si distingue per il formato della cassa (39 o 36 mm di diametro) e per il colore del quadrante (Dune White). Realizzato in acciaio satinato per evitare fastidiosi riflessi, monta un movimento automatico, di manifattura. Anzi due, a seconda del diametro: il calibro MT5400 o il calibro MT5402, entrambi con spirale in silicio, autonomia di 70 ore e certificato ufficiale di cronometro emesso dal Cosc. 3.160 euro.

    ORIS ProPilot Desert Edition
    Ispirato ai paesaggi delle dune a perdita d’occhio, come dichiara la Maison, presenta la cassa (41 mm) ridisegnata, con linee più nette e marcate. Ultraleggera, è realizzata in fibra di carbonio con una tecnica di manifattura additiva e stampaggio, perfezionata negli anni dagli ingegneri Oris. Lunetta, corona e fondello sono invece in acciaio Pvd grigio, mentre il quadrante sand beige riprende il colore e la texture della sabbia nella finitura grené. Il movimento automatico è il calibro Oris 733 (base Sellita SW200-1 con rotore personalizzato). In vendita da gennaio 2026, 2.850 euro.

    FAVRE LEUBA Deep Raider Renaissance Malachite
    L’estetica deriva dal Deep Blue del 1964, reinterpretata con successo lo scorso anno. Ma per la prima volta (nella storia non solo della collezione, ma dell’intero brand) il quadrante è in pietra dura: in questo caso malachite, ma esiste anche in meteorite. La vocazione subacquea comunque resta immutata: la cassa (40 mm) in acciaio è sempre impermeabile fino a 30 atm e ha la ghiera unidirezionale girevole in ceramica. Anche il movimento automatico rimane il calibro FLD02 (base La Joux-Perret G100), con 68 ore di autonomia. Con bracciale in acciaio costa 2.800 franchi svizzeri.

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 30/10/2025

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 30/10/2025

    Tornano le Latest, con le novità di prodotto uscite nell’ultimo periodo. Questa volta però ci siamo volutamente concentrati su una fascia di prezzo accessibile quasi per tutti. Date un’occhiata alle Latest qui sotto: su una decina di esemplari presentati, ce ne sono cinque che costano meno di 7mila euro e altri quattro che costano meno di 2mila. Perché va bene sognare, va bene guardare ai marchi di lusso senza rosicare, ma ogni tanto è importante anche togliersi lo soddisfazione di comprare qualcosa. Un solo consiglio: se vedete un orologio che vi piace, non limitatevi a guardare le foto e a leggere la nostra recensione. Andate sul sito ufficiale del marchio che vi interessa e trovere sicuramente delle alternative. A voi la scelta.

    BREGUET Reine de Naples 8925
    Un nuovo esemplare-gioiello va ad arricchire la storica collezione. Realizzato per la prima volta in oro Breguet, esibisce un inedito bracciale a boule, che richiama la forma della tipica ansa centrale. La cassa misura 25 x 33 mm ed è ornata di diamanti, il quadrante soleil presenta il giro delle ore decentrato e guilloché (ma esiste anche in madreperla o in avventurina, e il classico diamante a goccia a ore 12. Monta il calibro 586/1, un piccolo movimento automatico con spirale in silicio. 83.300 euro

    PATEK PHILIPPE Gondolo Serata “Zèbres”
    Il femminilissimo orologio da sera d’ispirazione Art Déco torna in una preziosa versione “illustrata”. Ma non si tratta del “solito” (seppur pregevole) smalto. Piuttosto di una tecnica innovativa: il quadrante in cristallo zaffiro è inciso e rivestito di inchiostro su entrambi i lati, quindi metallizzato nero e rivestito di vernice bianca sul retro, così da creare profondità e volume. La cassa cambré in oro rosa misura 28,6 x 40,85 mm ed è impreziosita da oltre 2 carati di spessartiti taglio brillante in doppio dégradé, dal cognac al mandarino. Movimento al quarzo Swiss made. 43.124 euro.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Micro-Rotor Steel & Rose Gold Nuova referenza della riuscitissima collezione, affianca all’abbinamento acciaio & oro rosa un quadrante Stone Blue, vibrante di riflessi grazie al guilloché Grain d’Orge. Quanto al resto, tutto rimane com’era: la cassa di 40 mm di diametro, sottile 7,8 mm, la lunetta zigrinata, il bel bracciale rastremato… Il movimento è sempre il calibro PF703, di manifattura, con micro-rotore decentrato in oro rosa e finiture superlative. 28.200 franchi svizzeri.

    Latest sotto i 10mila euro

    OMEGA Speedmaster Milano-Cortina 2026
    Uscito ieri, a 100 giorni esatti dall’inaugurazione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, è il primo della serie dedicata alla manifestazione in cui il Marchio sarà – come sempre – cronometrista ufficiale. In acciaio, ha la cassa di 38 mm con lunetta in ceramica, il quadrante laccato effetto ghiaccio, il fondello personalizzato e il bracciale con sistema brevettato di regolazione fine. Il movimento è il calibro Co-Axial 3330 con ruota a colonne, spirale in silicio, secondi continui e certificato ufficiale di cronometro del Cosc. Nel datario si trova il logo dell’evento. 6.800 euro.

    BELL & ROSS BR-03 Gmt Compass
    Una bussola da polso, con tanto di gradi e punti cardinali, leggibile tramite la lancetta rossa delle ore. Ma anche un secondo fuso orario, grazie alla lunetta girevole bidirezionale con le 24 ore e la funzione giorno/notte. La cassa carré misura 42 mm di lato ed è impermeabile fino a 10 bar, il movimento automatico è il calibro BR-CAL. 303 (base Eta 2893 o Sellita equivalente), il cinturino in caucciù. In pratica, un orologio “da navigazione”, in senso lato. Edizione limitata di 500 esemplari, 4.900 euro.

    CUERVO y SOBRINOS Historiador Tradición
    Primo esemplare con certificazione Cosc del Marchio svizzero-cubano, è animato da un movimento automatico, calibro Soprod Newton P092. Ma mantiene la tipica ispirazione vintage della collezione: la cassa di 40 mm in acciaio, priva di lunetta, con vetro zaffiro glass box e lunghe anse aggettanti, riprende i modelli della Casa degli anni 50. Il quadrante, decorato à frappage e con il doppio cartiglio, è disponibile in tre versioni: argenté, champagne e bordeaux. Edizione limitata di 282 esemplari per colore, 3.400 euro.

    ORIS Aquis Pro 1000M
    Sviluppato in collaborazione con i diver professionisti, reinterpreta l’esemplare più tecnico della Casa di Holstein lanciato nel 2023. La cassa di 47,9 mm di diametro, in titanio Pvd grigio, è impermeabile fino a 100 bar ed è dotata del Rotation Safety System brevettato che impedisce qualsiasi manomissione accidentale della lunetta durante le immersioni. Il movimento automatico è il calibro Oris 733. Il cinturino in caucciù è fornito di un sistema di allungamento. In vendita con un secondo cinturino in caucciù nero. 3.400 euro.

    LEBOIS & Co. Heritage Small Seconds
    L’estetica è quella degli esemplari originali prodotti dal Marchio negli anni ’40/’50 del secolo scorso: cassa in acciaio di 37,8 mm di diametro, quadrante soleil con piccoli secondi e vetro zaffiro bombato. Ma i tre modelli – Baton, Numeral e Script – montano tutti un movimento automatico di nuova concezione, calibro LC-350, certificato cronometro dal Cosc. Un Founder’s launch di 100 pezzi, ciascuno accompagnato da un bracciale Flexi e da un maglione in regalo. In prevendita fino al 28 novembre, consegna dalla prossima primavera, 2.200 euro.

    Latest sotto i 2000 euro

    YEMA Navygraf Pearl CMM.20
    Lo storico modello torna in versione sofisticata, con il quadrante e la lunetta (girevole unidirezionale) in madreperla naturale, nei toni dell’azzurro o del nero. La cassa in acciaio 316L misura 39 mm di diametro ed è impermeabile fino a 20 bar. È equipaggiato dal calibro CMM.20 di manifattura, sottile 3,7 mm di spessore grazie al micro-rotore decentrato in tungsteno, con ponti anneriti e decorati, autonomia di 70 ore e uno scarto di marcia (-3/+7) non lontano dai criteri del Cosc. Edizione limitata di 200 esemplari, da 1.990 euro.

    MIDO Multifort Chronometer1 Racer
    L’ispirazione sportiva, al mondo delle corse, è solo estetica. Ma è comunque efficace, concentrata com’è nei colori azzurro e arancione presenti sul quadrante – a Côtes de Genève annerite – e nel cinturino (intercambiabile) in pelle stampata. La cassa in acciaio Pvd nero misura 42 mm di diametro, mentre il movimento è il celebre Calibro 80: a carica automatica, con autonomia di 80 ore e spirale in silicio, qui nell’allestimento con funzione day-date e certificato ufficiale di cronometro rilasciato dal Cosc. In vendita con un secondo cinturino traforato in pelle nera, stile racing. 1.590 euro.

    ORIENT STAR M34 F7 Semi Skeleton
    Un eclettico dress watch – anzi, due – che punta tutto sul lay-out multilivello, in cui spiccano l’apertura sul bilanciere e le indicazioni dei piccoli secondi e dell’autonomia residua. Realizzato in acciaio, ha la cassa di 40 mm ed è alimentato dal calibro F7F44 realizzato “in casa” da Seiko (ovviamente di fabbricazione giapponese). Esiste con quadrante argenté oppure blu, più notturno, sempre dal motivo radiale e dalla ricca finitura lucida ottenuta con uno spesso rivestimento trasparente. In vendita sull’e-commerce tedesco del Marchio, 1.114,99 euro.

    RAYMOND WEIL Toccata Heritage
    Debutto di una nuova collezione, che rende omaggio al design “di forma” del passato, dall’eleganza classica. Ed è declinata in 9 referenze, suddivise per dimensioni e movimento. Il formato 33 x 38 mm ospita un calibro a carica manuale; il 31 x 36 mm invece un movimento al quarzo Swiss made. Cassa in acciaio, anche Pvd color oro (giallo o rosa) e con lunetta tempestata di diamanti. Cinturino in pelle di diverse cromie coordinate al quadrante, o in alternativa bracciale in metallo nella stessa tonalità della cassa. Da 1.075 euro.

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 16/10/2025

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 16/10/2025

    Latest inteso come “le ultimissime”, le più recenti. Latest nel senso delle le novità presentate dai marchi di orologeria. Ma anche Latest come le notizie brevi che tornano periodicamente sul Giornale degli Orologi per tenervi informati riguardo ai lanci sul mercato. Come di consueto organizzate, qui di seguito, in ordine di prezzo, per essere più facilmente consultate. E come di consueto via via aggiornate, nelle prossime ore e nei prossimi giorni, man mano che in redazione arriveranno ulteriori nuove uscite. Latest, appunto.

    Solo per pochi

    CZAPEK GENEVE Antartique Plique-à-Jour Polar Blue
    Seconda serie speciale che festeggia i 10 anni dalla rinascita del Marchio, ben rappresenta il dialogo fra métiers d’art e orologeria contemporanea intrapreso dalla piccola Manifattura. Si serve infatti dell’antica tecnica dello smalto plique-à-jour (simile alle vetrate delle chiese, in miniatura) per dar vita a un quadrante vibrante di colori. Realizzato in acciaio, ha la cassa di 40 mm, il bracciale rastremato e superbe finiture. Il movimento è il Calibro SXH7, scheletrato, con microrotore decentrato e 60 ore di autonomia. L’edizione limitata di 10 esemplari è già sold-out, ma la lista d’attesa è aperta. 61.200 franchi svizzeri (tasse escluse).

    Foto di sfondo courtesy Vecteezy.com/Natthawut Punyosaeng

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Automatic 36 mm
    Torna l’esemplare più piccolo dell’apprezzatissima collezione. La novità sta nel metallo in cui è forgiato: acciaio e oro rosa. Per il resto, tutto rimane com’era: il colore sofisticato del quadrante, tra il prugna e il bordeaux, dalla lavorazione grain d’orge incisa a mano; i diamanti baguette agli indici; il bracciale rastremato, fluido ed ergonomico; le finiture superlative. Il movimento di manifattura è sempre il Calibro PF770, a carica automatica, con 60 ore di autonomia. Immutata è anche la sensazione di lusso discreto, sobrio, impeccabile. 32.300 franchi svizzeri.

    GLASHÜTTE ORIGINAL Senator Meissen
    Dalla collaborazione con la storica Manifattura di Dresda – appena siglata, ma dalla logica inappuntabile -, si distingue per il quadrante in porcellana rigorosamente realizzato e dipinto a mano. In tre versioni: coolor avorio o verde celadon, con decoro Mystic Maison, in edizione limitata di 150 esemplari; oppure, in 8 esemplari, con motivo floreale che riunisce i soggetti tipici della produzione di Meissen, realizzato a collage. Cassa di 40 mm in oro rosso e movimento di manifattura, Calibro 36, a carica automatica. Da 30.700 euro.

    Latest sotto i 10mila euro

    JAEGER-LECOULTRE Reverso Classic Monoface Small Second
    Bella interpretazione del modello originale datato 1931, presenta un nuovo motivo guilloché sul quadrante, definito Coin stack (letteralmente pila di monete) e circondato da una spazzolatura verticale. La classica cassa reversibile in acciaio misura 40,1 x 24,4 mm ed è sottile 7,56 mm – grazie al Calibro 822 a carica manuale, naturalmente di manifattura. Il fondello può essere personalizzato, il cinturino è firmato Casa Fagliano. 8.150 euro.

    NORQAIN Independence Skeleton Chrono 42mm Orange
    Dopo il nero, il verde e il viola, ecco l’arancione. Il cronografo flyback della (giovane) Marca torna in versione “solare”, con gli elementi del quadrante scheletrato e il cinturino in caucciù (dalla texture tipo maglia milanese) nel vivace colore. La cassa in acciaio ospita come sempre l’esclusivo calibro Norqain 8K, dalla costruzione ispirata alle 14 vette montuose nel mondo superiori agli 8000 metri, e che è fornito di 62 ore di autonomai e di certificato di cronometro (Cosc). Esiste anche con il bracciale in acciaio. Da 5.900 euro.

    BREMONT Terra Nova Jumping Hour
    Dopo il successo della versione in bronzo, l’orologio à guichet del Marchio inglese torna in acciaio 904L, interpretato dal designer di Savile Row Kouadio Amany. Mantiene comunque immutata l’ispirazione militare, la cassa “chiusa” a cuscino da 38 mm, il display con le finestrelle delle ore e dei minuti, e l’indicazione dei piccoli secondi ispirata a una bussola. Il movimento automatico, calibro BC634 sviluppato in collaborazione con Sellita, permette un salto istantaneo delle ore in meno di un decimo di secondo. Con il cinturino in Nabuk marrone costa 5.050 euro, con il bracciale in acciaio 5.350 euro.

    Sotto i 5000 euro

    LONGINES Ultra-Chron Classic
    L’orologio meccanico ad alta freequenza della Casa della Clessidra Alata, torna in una versione direttamente ispirata all’originale, presentato nel 1967. La cassa in acciaio, dal design classico e pulito, è disponibile in due formati: 40 e 37 mm di diametro. Il movimento automatico è il calibro L836.6, realizzato in esclusiva da Eta, con il bilanciere che lavora a 36.000 A/h (5 Hz), spirale in silicio antimagnetica e certificato di cronometro (Timelab). Il quadrante bombato, argenté soleil, riporta lo stesso carattere tipografico di quasi 60 anni fa. Da 3.800 euro.

    MIDO Commander Gradient Catrina Special Edition
    Sesta edizione realizzata dalla Casa per il Dia de los Muertos. Qui l’immagine del celebre teschio si tinge coin 10 cromie e si illumina al buio, grazie all’uso di Super-LumiNova a emissione turchese e verde. Attraverso il quadrante in acrilico sfumato si intravvede il Calibro 80, realizzato in esclusiva: a carica automatica, è dotato di autonomia di 80 ore e spirale in Nivachron, antimagnetica. La cassa di 40 mm in acciaio è corredata di bracciale metallico, facile da sostituire. Il packaging include due cinturini aggiuntivi, in pelle nera o in gomma arancione testurizzata. 1.290 euro.

    UNIMATIC Modello Due Ref. U2-GMT Worldtimer
    Questo tool watch robusto e funzionale è il primo esemplare con doppio fuso orario del Brand italiano. La compatta cassa in acciaio misura 38 mm di diametro ed è impermeabile fino a 30 bar. Il movimento automatico è il calibro NH34A di produzione giapponese (Seiko), accessibile ma affidabile. Il quadrante essenziale riporta la funzione Gmt con la lancetta centrale a freccia. Edizione limitata di 300 esemplari, in vendita da oggi alle 17. Prezzo non ancora dichiarato.

  • Watches and Wonders Geneva, le prime novità

    Watches and Wonders Geneva, le prime novità

    Ci siamo: oggi prende il via Watches and Wonders Geneva. L’evento più atteso dell’anno nel mondo delle lancette, il Salone più importante a livello globale. Organizzato come sempre al Palexpo di Ginevra, è dedicato agli addetti ai lavori per i primi 4 giorni; poi, dal 5 al 7 aprile, apre le porte al pubblico di appassionati e semplici curiosi. Quest’anno riunisce 60 espositori, fra maison “istituzionali”, indipendenti o parte di grandi gruppi, marchi artigianali e una serie di altri brand del segmento medio-alto di gamma. Praticamente il gotha dell’orologeria elvetica, e non solo. Trovate l’elenco completo e tutte le informazioni sul sito ufficiale, oppure una sintesi qui…

    A noi interessa di più far vedere gli orologi che saranno esposti in questa edizione di Watches and Wonders Geneva. Qui sotto trovate 13 esemplari, presentati in anteprima alla stampa nelle scorse settimane, ma che finora era vietato pubblicare (con tanto di accordi scritti di non divulgazione). Non cercate Patek Philippe o Rolex, non li troverete: da parecchi anni ormai entrambe le Manifatture mantengono il più assoluto riserbo sulle loro novità, fino all’inaugurazione del Salone. In compenso potete vedere altri orologi degni di nota, alcuni di prossima uscita (quasi immediata) sul mercato. Perché se è vero che le marche non mettono mai i pezzi forti fra le anticipazioni, è vero anche che cercano di spingere modelli comunque rappresentativi, in grado di suscitare curiosità e interesse.

    Qualche informazione di servizio. Abbiamo organizzato queste novità di Watches and Wonders Geneva in ordine alfabetico, per facilitarvi la ricerca. Del resto non potevamo elencare gli orologi per fasce di prezzo, come facciamo di solito nelle nostre Vetrine, perché la maggior parte era priva di indicazioni al riguardo. E se i prezzi non sono disponibili, mica ce li possiamo inventare: tutt’al più li aggiungeremo nei prossimi giorni. Di ciascuno forniamo invece le caratteristiche tecniche essenziali, senza fronzoli né commenti inutili. Lasciamo che siano le immagini a parlare. A buon intenditor…

    BAUME&MERCIER Riviera M0A10827
    Cassa (41 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Valjoux 7753, cronografo con secondi continui e datario. Quadrante decorato a onde con contatori azuré, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio.

    BVLGARI Octo Finissimo Ultra Tourbillon
    Cassa (40 mm di diametro x 1,85 mm di spessore) in titanio sabbiato. Movimento meccanico a carica manuale, calibro BVF 900 di manifattura, ultrapiatto e scheletrato, con platina in carburo di tungsteno, tourbillon a un minuto, due “corone” (una per la ricarica e l’altra per la rimessa all’ora). Vetro zaffiro, bracciale in titanio sabbiato (con chiusura déployante integrata), sottile solo 1,5 mm.

    CARTIER Tank LC
    Cassa (27,75 x 38,1 mm) in oro rosa oppure in oro giallo. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 1899 MC, di manifattura. Quadrante flinqué, lancette in acciaio azzurrato alla fiamma, corona con zaffiro cabochon, vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore.

    CHANEL J12 Bleu
    Cassa (38 mm) in ceramica ad alta resistenza, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 12.1 di manifattura, con autonomia di 70 ore, datario e con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Quadrante laccato, lancette e indici luminescenti, numeri applicati, lunetta in ceramica con motivo baguette, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in ceramica ad alta resistenza.

    CHOPARD L.U.C Quattro
    Cassa (39 mm) in oro rosa etico. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L.U.C 98.09-L di manifattura, con 4 bariletti (esclusiva tecnologia Chopard Quattro), autonomia di 9 giorni, datario a lancetta coassiale ai piccoli secondi e con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Quadrante grené, lancette e indici applicati in oro rosa etico, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. Certificato dal Punzone di Ginevra.

    CYRUS Dominion GMT
    Cassa (42 mm) in titanio grado 5 oppure in oro rosa con inserti in titanio sulle anse, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CYR708 di manifattura, con autonomia di 55 ore, secondo fuso orario con lancetta ad andamento retrogrado e piccoli secondi. Quadrante tridimensionale traforato, lancette luminescenti, disco in vetro zaffiro con numeri stampati luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore.

    GRAND SEIKO Spring Drive U.F.A.
    Cassa (37 mm) in High-Intensity Titanium (esclusiva lega di titanio, niobio e ferro, con durezza pari a 250/350 Vickers), impermeabile fino a 10 atm. Movimento ibrido, calibro Spring Drive 9RB2, a carica automatica e con autonomia di 3 giorni, ma con oscillatore al quarzo e circuito integrato, in grado di registare uno scarto di +/- 20 secondi all’anno (U.F.A. significa Ultra Fine Accuracy). Quadrante decorato, vetro zaffiro a box, fondello trasparente, bracciale in High-Intensity Titanium. In vendita da giugno.

    IWC Ingenieur Automatic 42 Ceramic
    Cassa (42 mm) in ceramica, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 82110 di manifattura, con esclusivo sistema di ricarica Pellaton, autonomia di 60 ore e datario. Quadrante tapisserie, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in ceramica.

    MONTBLANC 1858 Geosphere 0 Oxygen Mount Vinson Limited Edition Cassa (43,5 mm) in materiale composito con CO2 intrappolata, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro MB 29.25 con modulo dell’ora universale di manifattura, emisferi rotanti con funzione giorno/notte, doppio fuso orario e datario. Quadrante con motivo ghiacciaio, lancette e indici luminescenti, lunetta in titanio con inserto in alluminio carrure con profilo grigio luminescente del Monte Vinson, vetro zaffiro, fondello in titanio decorato con il Monte Vinson, cinturino in tessuto, intercambiabile. Edizione limitata di 946 esemplari.

    PANERAI Luminor Marina Titanium PAM03325
    Cassa a cuscino (44 mm) in titanio grado 5, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro P980, con piccoli secondi e datario. Quadrante a sandwich, lancette, numeri e indici luminescenti, ponte proteggi-corona brevettato, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle, intercambiabile.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF GMT Rattrapante Verzasca
    Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 6 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro PF 051 di manifattura, con micro-rotore decentrato in oro 22K, funzione Gmt sdoppiante. Quadrante guilloché a Grain d’Orge, lancette scheletrate, indici applicati, lunetta zigrinata in platino, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio.

    PIAGET Andy Warhol
    Cassa a coussin (45 x 43 mm), godronata, in oro bianco. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 501P1 di manifattura. Quadrante in occhio di tigre, vetro zaffiro, fondello in oro con blasone inciso, cinturino in pelle di alligatore.

    ROGER DUBUIS Grande Complication RDDBEX1174
    Cassa (45 mm x 17,45 mm di spessore) in oro rosa, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro RD118 di manifattura, con autonomia di 60 ore e micro-rotore decentrato, dispositivo tourbillon volante, ripetizione minuti, calendario perpetuo semi-istantaneo con indicazione retrograda dei giorni della settimana e della data. Flangia con indici applicati, luminescenti come le lancette in oro rosa, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle, intercambiabile. Certificato dal Punzone di Ginevra. Edizione limitata di 8 esemplari, in vendita solo nelle boutique monomarca.

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 10/03/2025

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 10/03/2025

    Ed eccoci di nuovo con le Latest. La nostra consueta rubrica torna puntuale come un orologio (è il caso di dirlo…). Ricorrente, ogni quindici giorni riappare per tenervi aggiornati sulle proposte più recenti, in tutti i segmenti di mercato. (Se vi siete perse le ultime Latest andate a recuperarle: le trovate qui). Lo scriviamo sempre: in questo modo, per restare informati su cosa c’è di nuovo, basta una sola occhiata. Poi, se qualcosa vi colpisce, potete fermarvi a leggere e, nel caso vogliate approfondire, andare a visitare il sito ufficiale (o il feed di Instagram) del relativo brand. E poco importa che abbiate davvero intenzione di fare shopping. Certo, quando possiamo fare acquisti siamo tutti più contenti, ma anche se non è il momento, stare al passo con le novità non fa mai male. Anzi…

    Latest, da 50 a 10mila euro

    BREITLING Navitimer B19 Perpetual Calendar Chronograph
    Il Calibro B19 è il primo movimento di manifattura con calendario perpetuo della Casa di Grenchen, e unisce le complicazioni astronomiche con le funzioni cronografiche. Dotato di 4 giorni di autonomia, ruota a colonne, fasi di luna e certificato ufficiale di cronometro (Cosc), è apparso per la prima volta lo scorso anno in un’edizione limitata. Ora entra in “collezione permanente” con questo esemplare, che si distingue per la cassa di 43 mm in acciaio, la lunetta in platino e il quadrante blu ghiaccio. Non può mancare il regolo calcolatore. 28.000 euro.

    Blancpain Fifty Fathoms Tech Ocean Commitment IV
    Quarta serie speciale dedicata al Blancpain Ocean Commitment, riprende nel design l’esemplare del 70° anniversario. Nella cassa di 45 mm in titanio, impermeabile fino a 30 atm, monta il celebre calibro automatico 1315A, prodotto “in casa”, con spirale in silicio e 5 giorni di autonomia. Per ogni pezzo venduto la storica Manifattura devolverà mille euro al Sulubaaï Marine Research Center, nelle Filippine. Edizione limitata di 100 esemplari, 23.450 euro. Ne riparleremo.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF 36 mm Automatic Stone Blu
    Dopo il Microrotor, la Maison interpreta con la particolare sfumatura di blu anche l’Automatico da 36 mm. Che perde così qualsiasi connotazione femminile (se mai l’avesse avuta) per enfatizzare l’idea di “eleganza universale, libera dai generi”. Realizzato interamente in acciaio, questo modello riprende i codici estetici della collezione: come la lunetta zigrinata in platino, le anse a goccia il quadrante guilloché a Grain d’Orge. Il movimento è sempre il calibro PF770-HM, di manifattura, con 60 ore di autonomia. 21.000 euro.

    BAUME&MERCIER Riviera Oro 10787
    La celebre collezione svela il proprio lato più chic con un’inedita versione preziosa dalla cassa in oro rosa, lucido-satinato, di 39 mm di diametro. Mantiene comunque la celebre lunetta dodecagonale – trait d’union con il passato – e il quadrante in vetro zaffiro fumé. Da cui si può intravvedere il movimento automatico, il calibro Baumatic: antimagnetico, con 5 giorni di autonomia, è garantito per 8 anni (previa registrazione sul sito ufficiale). 20.500 euro.

    Latest sotto i 10mila euro

    PERRELET Turbine Flamingo Pink
    Non fatevi condizionare dal colore: non si tratta di un orologio riservato alle donne. Piuttosto, di un esemplare no-gender, in cui il rosa fenicottero rimanda a una visione positiva della vita (Think pink, si diceva una volta) e alle good vibe di Miami. Tant’è che la cassa, in titanio grado 2 annerito da un trattamento Dlc, misura come sempre 41 mm (non propriamente per tutti i polsi femminili). Nera anche la turbine in alluminio anodizzato, mentre il movimento è il consueto calibro P-331-MH, con doppia certificazione: Chronofiable e Cosc. 4.980 euro.

    SEIKO King Seiko Vanac
    Reinterpreta un esemplare degli anni ’70 dal design “spigoloso”, ora sottolineato dalle finiture a specchio, alternate ad altre spazzolate. La cassa misura 41 mm di diametro ed è impermeabile fino a 10 bar, il movimento automatico (ovviamente prodotto “in-house”) è il calibro 8L45 con 3 giorni di autonomia. Tre le versioni di quadrante: blu, viola e argenté, oltre a una serie limitata di 700 esemplari e a un’edizione boutique. Presentato in super-anteprima, sarà in vendita da luglio. 3.400 euro.

    WYLER VETTA Chronograph 38 mm
    Nel design rende omaggio agli esemplari prodotti dalla Casa negli anni ’40. La cassa di 38 mm in acciaio ospita un quadrante ricco di funzioni: che visualizza il contatore dei minuti crono, il contatore dei secondi continui e, tutt’attorno, la minuteria, la scala telemetrica e quella tachimetrica. Il movimento, meccanico a carica manuale, è un Sellita SW510 BHM con 56 ore di autonomia. Esiste in tre versioni – con quadrante nero, grigio o bicolore nero/grigio -, più un’edizione limitata che monta l’originale sistema antiurto Incabloc (di cui riparleremo). Da 2.600 euro.

    TUTIMA GLASHÜTTE M2 Seven Seas S
    Il Marchio sassone amplia la collezione di sportivi con tre nuovi modelli dal look monocromatico: bianco, verde o nero, tutti con il quadrante decorato (a prismi concavi) e il cinturino in caucciù. Per il resto, le caratteristiche costruttive restano quelle già in catalogo: cassa in acciaio di 40,2 mm di diametro, ghiera girevole unidirezionale, movimento automatico con datario – calibro Tutima 330 (base Eta 2836-2). 1.900 euro.

    … e sotto i 1000 euro

    SECTOR NO LIMITS Sector Legend – Titanium Special Edition
    La collezione rende omaggio alle leggende del No Limits: i testimonial del Marchio che negli ultimi decenni del secolo scorso sfidarono l’estremo nelle varie discipline. Fino a diventare un autentico fenomeno di costume. Al top della serie si trova questo subacqueo, erede di un cult che negli anni ’90 era al polso degli apneisti del Sector Diving Team. Interamente in acciaio, con la cassa da 43 mm impermeabile fino a 100 bar, ora monta un movimento automatico di fabbricazione giapponese. 443 euro.

    SWATCH Blossom Time
    Sei nuovi Irony festeggiano l’arrivo della primavera. Con la cassa da 33 mm (unisex) e il movimento al quarzo Swiss made, hanno un bouquet inciso sul quadrante, sempre diverso per fiori e colori. Petal Swirl, giallo, con le gerbere. Petal Charm, rosa, con le camelie. Poi, Petal Frenzy, blu, con i crochi. E Petal Bliss, grigio, con le magnolie. In vendita dal 13 marzo, ma già in pre-ordine. 130 euro con il cinturino in pelle, 155 con il bracciale in acciaio.

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 24/02/2025

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 24/02/2025

    Consueto appuntamento con le Latest, la rubrica che vi tiene informati sulle novità presentate dalle marche di recente, in tutti i segmenti del mercato. Come al solito, le nostre Latest sono organizzate per fasce di prezzo, in ordine decrescente, per aiutarvi a individuare cosa c’è di nuovo in accordo con la vostra capacità di spesa. Ma andate avanti a leggere anche se non avete intenzione di acquistare nulla: l’importante è restare aggiornati…

    Latest solo per pochi

    IWC Big Pilot’s Watch Shock Absorber XPL Toto Wolff x Mercedes-AMG Petronas Formula One™ Team Il nome lunghissimo ne sintetizza l’essenza. Per la prima volta, la Casa di Sciaffusa dedica al Team Principal della scuderia (partner storico) un esemplare dotato del sistema Sprin-g Protect. Cioè quel dispositivo, brevettato, in grado di ammortizzare le forti accelerazioni e sollecitazioni cui l’orologio può essere soggetto in F1. La cassa (44 mm) è in Ceratanium®, mix di ceramica e titanio. Il movimento automatico, calibro 32101 di manifattura, ha componenti in alluminio e un’autonomia di 5 giorni. In 100 esemplari, 104mila euro.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Micro-Rotor Platinum Blue Stone
    Il design minimale non tragga in inganno. Il lusso – quello vero – non è ostentazione: rimane nascosto. Come si evince dal nome, questo orologio è interamente realizzato in platino, il metallo in assoluto più prezioso – ben percepibile al polso, per l’elevato peso specifico. La cassa (40 mm) racchiude un nuovo quadrante sabbiato e il consueto calibro PF703 di manifattura, con micro-rotore decentrato, anch’esso in platino per garantire l’efficienza di carica. Superlative le finiture. In 25 esemplari, 85mila franchi svizzeri.

    Sotto i 50mila euro

    OMEGA Seamaster Diver 300 42 mm
    È l’ultima variazione sul tema della storica famiglia di subacquei. Interamente realizzato in Bronze Gold, l’esclusiva lega di bronzo (con oro, palladio e argento) della Casa, ha come peculiarità l’alluminio anodizzato bordeaux della lunetta girevole unidirezionale. La cassa (42 mm) è impermeabile fino a 30 bar, il quadrante è sempre in alluminio (ma sabbiato nero), il bracciale in maglia milanese dona un gusto rétro. L’orologio è equipaggiato dal calibro automatico 8806, Co-Axial Master Chronometer, ovviamente sviluppato “in casa”. 31.200 euro.

    GIRARD-PERREGAUX Laureato Cronografo Aston Martin Edition
    La collaborazione fra la storica Manifattura e la Casa britannica continua. E dà vita a questo esemplare con un particolarissimo quadrante iridescente, risultato di un lungo e accurato processo di lavorazione: composto da 15 strati di vernice automobilistica, interagisce con la luce per creare diverse sfumature, dal verde all’arancione. Realizzato interamente in titanio grado 5, (con la cassa di 42 mm), il cronografo monta il celebre calibro automatico GP03300, prodotto in-house. 23.900 euro.

    élégante by F.P.JOURNE Titalyt® 48 Black Dial
    Nuova versione dell’orologio elettromeccanico del Maestro ginevrino. La novità sta nel quadrante nero in vetro zaffiro luminescente, ben visibile in tutte le condizioni di luce. Le altre caratteristiche, già note, restano immutate. La cassa tortue di dimensioni extra-large (40×48 mm) rimane in titanio grado 5 con rivestimento in Titalyt®, un trattamento di ossidazione elettrolitica al plasma che lo rende più duro e resistente. L’esclusivo calibro 1210, dotato di una lunghissima autonomia e prodotto “in casa”, è sempre capace di sospendere la misura del tempo e riattivarla a piacere… Circa 17mila euro.

    HUBLOT Classic Fusion Special Edition Pisa 1940
    La partnership di lunga data fra la Casa di Nyon e l’Orologeria milanese, sfociata nel 2022 nella boutique monomarca di via Verri, oggi si concretizza in un esemplare esclusivo. Disegnato da Vittorio Carena Studio, rende omaggio al capoluogo lombardo nella decorazione del quadrante, che ricorda la cupola della Galleria Vittorio Emanuele. La cassa (42 mm) ospita un movimento automatico, calibro HUB1110. In 25 esemplari: 10 in titanio, 10 in ceramica nera e 5 in King Gold. Da 10.500 euro.

    Sotto i 10mila euro

    Turbine PERRELET x seconde/seconde
    Un orologio ironico e divertente, sfociato dall’inedita collaborazione. L’artista gioca con l’idea della pericolosità della turbine – con le tipiche 12 pale in alluminio anodizzato che a ogni gesto ruotano come un’elica – e inserisce un bel cartello di pericolo “Attenzione alle mani” che si muove a ritmo dei secondi. Sotto il logo appare la scritta sulla sicurezza presente nelle fabbriche inglesi, sul fondello una dedica personalizzata. La cassa (41 mm) è in titanio grado 2 Dlc nero, il calibro automatico P-331-MH, prodotto in esclusiva da Soprod, ha due certificazioni: Cosc e Chronofiable®. In 25 esemplari, 5.180 euro.

    BELL & ROSS BR 03 Astro
    È uno degli esemplari più originali degli ultimi anni. Il quadrante mostra ciò che vedrebbe un ipotetico osservatore all’interno di una stazione spaziale lontana dall’orbita terrestre. Al centro della scena c’è il nostro Pianeta blu, attorno al quale ruotano un satellite artificiale (in realtà la lancetta dei secondi) e la Luna (quella dei minuti), mentre più distante si scorge Marte (che indica le ore). La cassa (41 mm) è in ceramica microbillé, il movimento è automatico (base Sellita Sw300-1). In 999 esemplari, 4.990 euro.

    NORQAIN Freedom 60 GMT 40mm Bronze Anthracite
    La collezione dedicata agli amanti degli spazi aperti si amplia con questo nuovo esemplare per grandi viaggiatori. La cassa (40 mm) in bronzo satinato è destinata a personalizzarsi nel colore, a seconda dell’uso e dell’ambiente in cui si trova. Il movimento automatico, calibro NN20/2 realizzato in esclusiva da Kenissi, ha un’autonomia di 70 ore ed è certificato cronometro dal Cosc. In 300 esemplari, 4.350 euro.

    Latest a meno di 1.000 euro

    PHILIP WATCH Caribe Sport Automatico Day Date
    L’ultimo erede della collezione nata negli anni ’70 si distingue per l’indicazione del giorno della settimana che ne accentua la vocazione sport-chic. La cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 bar, ospita un movimento automatico, calibro Sellita Sw240. Sulla lunetta spicca un dettaglio vintage, il bracciale in acciaio (tipo Jubilée) è rastremato. L’orologio è in vendita in uno special pack che include un cinturino addizionale in tessuto tecnico e silicone, coordinato al quadrante. 999 euro.

    D1 MILANO Aura
    In bilico fra estetica d’antan e mood contemporaneo, l’inedita collezione femminile del Marchio colpisce per la monocromia di cassa (23 mm), quadrante, bracciale. L’acciaio spazzolato di tutte le superfici (eccetto il piano orizzontale della carrure, lucido) ha infatti subito un trattamento Pvd color oro – ma esiste anche color argento, gunmetal, verde o viola. Sul display minimal, due i dettagli di stile: il logo al 6 e la lancetta dei minuti scheletrata. Il movimento è al quarzo. Da 295 a 325 euro.

    TRUSSARDI T-Inedito
    Cassa (42 mm) in acciaio e quadrante essenziale, un orologio che enfatizza con decisione il proprio carattere virile tramite il doppio cinturino a polsiera (removibile). Che allude al tradizionale savoir-faire della Casa nella pelletteria – evidente non solo agli aficionados ma a chiunque abbia un minimo di cultura in storia della moda. Il movimento è al quarzo. 169 euro.

    CASIO x Pac-Man
    Il Marchio giapponese celebra i 45 anni dell’amato videogioco con 4 orologi digitali in edizione limitata. L’A168WEPC-7A sfoggia dettagli neon e il mitico Waka Waka serigrafato. L’F-91WPC-1A, compatto e leggero, ha cronometro e allarme. Il CA-53WPC-1B (accanto) richiama i cabinati della sala giochi con lunetta gialla e calcolatrice a 8 cifre. L’ABL-100WEPC-1B, total black, offre Bluetooth e contapassi. Tutti gli esemplari hanno fondelli incisi e quadranti a labirinto retroilluminati. Un mix perfetto di rétro e tecnologia che farà battere il cuore di ogni gamer! Da 59,90 euro. Fabio Parri

  • Latest. Le novità delle ultime settimane. 06/02/2025

    Latest. Le novità delle ultime settimane. 06/02/2025

    Questo è un periodo ricco di lanci: ecco perché le nostre Latest tornano a distanza di pochi giorni dall’ultima uscita, la settimana scorsa. Alcune marche di orologeria cominciano a introdurre, in super-anteprima, le novità che saranno poi esposte a Watches and Wonders Geneva, in primavera. Altre proseguono con il loro consueto calendario, che ormai segue la logica del see now, buy now. Cioè, una volta presentati, gli orologi sono subito disponibili all’acquisto. Qui sotto comunque li trovate in ordine di prezzo. Per qualsiasi informazione ulteriore, vi rimandiamo, come sempre, al sito ufficiale dei rispettivi produttori.

    Solo per pochi

    PIAGET Polo Flying Tourbillon Moonphase
    Una nuova, grande complicazione entra nella storica famiglia di orologi, rilanciata nel 2016. Il tourbillon volante e le fasi lunari astronomiche convivono nel calibro ultrapiatto 642P, “di forma e a carica manuale (4 mm di spessore), mostrato in parte all’interno del quadrante. La cassa in titanio misura 44 mm di diametro e 9,8 mm di spessore. L’edizione limitata di 88 esemplari sarà ufficialemnte presentata al Salone di Geneva il prossimo aprile. 115mila euro.

    PAMIGIANI FLEURIER Tonda Xiali Chinese Calendar
    Dopo l’acciaio, l’oro rosa. La nuova versione del Calendario cinese, che va ad affiancare quella lanciata nel 2023, regala una nuova veste, più preziosa, alla strepitosa meccanica. Che visualizza – lo ricordiamo – i 24 termini solari (Jieqi), le fasi lunari, i segni dello zodiaco, i 10 steli celesti e i 12 rami terreni. Non un semplice orologio, ma un vero e proprio omaggio alla civiltà dell’ex Celeste Impero. La cassa misura 42 mm di diametro, il calibro PF008 è a carica automatica. 97mila franchi svizzeri.

    H. MOSER & CIE Pioneer Tourbillon Burgundy
    La cassa di 40 mm in oro rosso e il movimento automatico, con 3 giorni di autonomia, dispositivo tourbillon e doppia spirale, sono ricorrenti nella collezione. La novità sta nel colore del quadrante sfumato soleil, rivestito in lacca: bordeaux, o se preferite borgogna (questioni di nuance: qualcuno ci spieghi, per favore, perché va di moda la definizione inglese, se il vino oltretutto è francese). E nell’audace accostamento con il cinturino verde militare. De gustibus… 59.900 franchi svizzeri.

    OMEGA Seamaster 37 Milano Cortina 2026
    A un anno esatto dall’apertura dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, il Brand celebra il proprio ruolo – storico – di cronometrista ufficiale con un esemplare all’insegna della tradizione. Rivisitata: sì, ha la cassa di 37 mm di diametro e il quadrante in smalto Grand Feu, ma è realizzato nell’esclusivo oro Moonshine™ e animato da un movimento Co-Axial, il calibro 8807 a carica automatica, certificato Master Chronometer. 21.500 euro.

    FREDERIQUE CONSTANT Classic Tourbillon Manufacture
    Da quando è uscito, nel 2023, è stato declinato in diverse referenze, anche con quadrante in pietra dura. Questa iterazione, dal total look verde, va a completare l’offerta cromatica delle varianti in acciaio. Per il resto, le caratteristiche essenziali rimangono immutate: la cassa di 39 mm di diametro racchiude il calibro di manifattura FC-980, con spirale e ancora in silicio. Apprezzato sia per la comprovata affidabilità, sia per il prezzo accessibile. In 150 esemplari, 14.995 euro.

    Latest sotto i 10mila euro

    BREITLING Chronomat Automatic Gmt 40 Six Nations Italy
    Cronometrista ufficiale per il quarto anno del Guinness Six Nations, la Casa di Grenchen dedica per la prima volta al torneo di rugby sei modelli femminili, uno per ogni nazione, all’interno della storica famiglia di orologi. Con cassa da 32 mm in acciaio e movimento al quarzo Swiss made, ciascuno è personalizzato nel colore del quadrante e riprodotto in 77 esemplari. In più ha creato anche una nuova versione con secondo fuso orario, sempre con cassa in acciaio ma da 40 mm e con movimento automatico. In 250 esemplari, 5.950 euro.

    PERRELET Turbine Urban Skeleton
    L’esemplare più celebre della Maison come non s’è mai visto. In versione scheletrata, con il calibro P-331 (realizzato in esclusiva da Soprod), che acquista la sigla SQ e fa bella mostra di sé sotto le pale in alluminio anodizzato nero (10, anziché 12 come al solito). Altre novità: l’assenza di quadrante, la cassa (42 mm) in acciaio Pvd nero che adotta per la prima volta la forma à coussin, gli indici fissati sul réhaut – che sembrano sospesi e accentuano l’effetto di profondità. In tre versioni: verde, rosso o blu. 5.750 euro.

    MAURICE LACROIX Aikon Automatic Skeleton
    La scheletratura colpisce ancora. Questa volta va a “intaccare” i componenti del calibro ML135 (basato sul Sellita SW200-1), mostrati attraverso i ponti superiori, anch’essi traforati e colorati in “blu Maurice Lacroix” (oppure in grigio). Interamente in acciaio, lucido e satinato, l’orologio è disponibile in due formati di cassa: 39 oppure 42 mm di diametro. Identico il prezzo: 3.600 euro.

    Latest sotto i 1.000 euro

    SEIKO Prospex Speedtimer
    Un’inedita versione del celebre cronografo al quarzo, realizzata in esclusiva per il mercato europeo. La cassa in acciaio misura 39 mm di diametro, il quadrante prende ispirazione dal colore della carrozzeria di certe auto d’epoca, il bracciale in acciaio è intercambiabile con un cinturino in pelle marrone, traforata. Ma la vera particolarità sta nel calibro a carica solare, che garantisce un’autonomia di 6 mesi anche se non esposto alla luce. Edizione limitata di 2.400 esemplari, 780 euro.

    ATARI x NUBEO WATCHES Asteroids
    Le due aziende celebrano i 45 anni del famosissimo gioco Arcade con un’esclusiva limited edition, in cui l’originale quadrante multilivello reinterpreta gli elementi degli asteroidi e delle navicelle spaziali. Gli Ufo di ore e minuti, più l’astronave al centro per i secondi, si trovano su dischi rotanti e creano un intrigante gioco di luci grazie al Super-LumiNova. La cassa misura 50 mm di diametro ed è impermeabile fino a 20 atm, il movimento automatico ovviamente è di produzione giapponese. In 5 varianti da 125 esemplari ciascuna, in vendita solo negli States. Da 499 dollari. Fabio Parri

    CITIZEN Metropolitan Sport
    Uno sportivo dal gusto contemporaneo, urban sì (come dichiara il nome), ma dalla forte personalià. La cassa in acciaio misura 41 mm di diametro ed è impermeabile fino a 10 bar, il movimento Eco-Drive assicura un’autonomia di 6 mesi anche se lasciato nel cassetto. Segni particolari: la lunetta ottagonale, spazzolata, e il quadrante dall’ottima leggibilità. Blu oppure nero, a nido d’ape, risulta nitido grazie al contrasto con i lunghi indici trapezoidali rivestiti di materiale luminescente, come le lancette. A prova di presbite. 179 euro.

  • I 10 orologi del 2024 che ricorderemo

    I 10 orologi del 2024 che ricorderemo

    Come sempre, la fine di dicembre è il momento dei bilanci, delle riflessioni. In ambito orologiero, viene spontaneo chiedersi quali esemplari resteranno impressi nella nostra memoria come i più rappresentativi dei 12 mesi appena trascorsi. Ecco allora i 10 orologi del 2024 più memorabili – almeno secondo noi. Quelli che ricorderemo in futuro, che ci verranno in mente quando penseremo all’anno che sta per finire. Qui elencati rigorosamente in ordine alfabetico.

    Per ognuno dei 10 orologi del 2024 vi forniamo i motivi che ci hanno portato a sceglierli, con una breve descrizione dei dati essenziali e il prezzo. Come vedrete, abbiamo voluto prendere in considerazione esemplari trasversali ai diversi segmenti di mercato e realizzati dalle marche più celebri, perché sono di sicuro i più indimenticabili. Se però pensate ce ne siano altri da ricordare, fatecelo sapere sui nostri social: così pubblicheremo anche i 10 orologi del 2024 più votati da voi.

    AUDEMARS PIGUET (Re)Master02
    Attuale interpretazione di un esemplare del 1961, ne accentua non solo le dimensioni, ma anche il carattere. E con quelle forme spigolose ispirate al Brutalismo, non passa certo inosservato. Oltretutto è ancora più d’effetto se si pensa alla “classicità” del (Re)Master01.
    Cassa asimmetrica (41 mm) in Sand Gold (lega d’oro esclusiva della Casa), movimento meccanico a carica automatica, calibro 7129 di manifattura. Edizione limitata di 250 esemplari, 47.800 euro.

    BULGARI Octo Finissimo Ultra Cosc
    Del record in sé, francamente, ce ne infischiamo… Ma è un ultrapiatto sconvolgente per la leggerezza estrema, per l’estetica personalissima, per le interessanti soluzioni tecniche della costruzione. Impossibili da dimenticare.
    Cassa (40 mm x 1,7 di spessore) e bracciale in titanio, movimento meccanico a carica manuale, calibro BVL180 sviluppato con Concepto, e con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Edizione limitata di 20 esemplari, 600mila franchi svizzeri.

    EBERHARD & CO. Chronographe 1887 Edition Limitée
    Sarà per l’estetica vintage, ispirata ai modelli degli anni Trenta conservati nel Museo aziendale. O sarà per il calibro, appositamente realizzato. Sta di fatto che questo cronografo flyback ti si imprime nella mente per non uscirne più.
    Cassa (41,5 mm) in acciaio, movimento meccanico a carica manuale, calibro EB 280, sviluppato in esclusiva con Manufacture Amt. Edizione limitata di 250 esemplari, 6.960 euro.

    IWC Portugieser Eternal Calendar
    È il primo calendario secolare prodotto industrialmente. E ha un valore tecnico innegabile: riconosce le eccezioni degli anni bisestili nel Calendario gregoriano e riporta fasi di luna che devono essere corrette di un giorno ogni 45 milioni di anni. In sintesi è un progresso per l’intero settore.
    Cassa (44,5 mm) in platino, movimento meccanico a carica automatica, calibro con 7 giorni di autonomia. 150mila franchi svizzeri.

    LONGINES Conquest Heritage Central Power Reserve
    Ridar vita a un “classico” con materiali, meccaniche e sensibilità di oggi è sempre meritevole. Ancor di più se il “classico” il questione – datato 1959 – ha una complicazione come l’indicazione centrale dell’autonomia residua. Che era ed è rimasta un unicum.
    Cassa (38 mm) in acciaio, movimento meccanico a carica automatica, calibro L896.5 sviluppato in esclusiva da Eta. In tre versioni, 4.300 euro.

    OMEGA Speedmaster Moonwatch Professional
    Lasciate perdere la storiella delle tute spaziali e le altre amenità da marketing. Questo particolare Moonwatch merita di entrare nei 10 orologi del 2024 proprio per l’insolito (ma ben fatto) quadrante bianco. Dai nobili precedenti.
    Cassa (42 mm) in acciaio, movimento meccanico a carica manuale, calibro Co-Axial 3861 con certificazione Metas. 8.700 euro.

    PARMIGIANI FLEURIER Toric
    Noi che seguiamo fin dall’inizio l’evoluzione della Marca sotto Guido Terreni, non possiamo che apprezzare il lavoro svolto sul primo orologio di Michel Parmigiani. Rivisitato da un completo restyling, è diventato uno dei dress watch più chic e raffinati del momento.
    Cassa (40,6 mm x 8,8 di spessore) in oro rosa, oppure in platino; movimento meccanico a carica manuale, calibro PF780 di manifattura. Da 45mila franchi svizzeri.

    PATEK PHILIPPE Cubitus
    Può piacere o non piacere – cosa del tutto ininfluente. Ma è di sicuro l’orologio (o forse dovremmo dire la collezione) più discusso dello scorso autunno. Quello che ha suscitato un gran polverone, quello che ha diviso il pubblico fra detrattori e sostenitori. Davvero indimenticabile…
    Cassa (45 mm) e bracciale in acciaio, oppure in acciaio e oro; movimento meccanico a carica automatica, calibro 26-330 S C di manifattura. Da 41.580 euro.

    PIAGET Polo 79
    Fedele riedizione dell’esemplare uscito 45 anni fa, rispetto a quello – non ce ne vogliano gli appassionati di vintage – è però una spanna sopra. Perché? Ovvio, per la qualità della meccanica: un tempo montava un movimento al quarzo, oggi un raffinatissimo ultrapiatto.
    Cassa (38 mm x 7,45 di spessore) e bracciale in oro giallo godronato, movimento meccanico a carica automatica, calibro 1200P1 di manifattura. 82mila euro.

    TUDOR Black Bay Chrono Pink
    Che sia un omaggio alla Maglia Rosa del Giro d’Italia, all’Inter Miami o a Jay Chou poco importa. Ciò che conta è aver sdoganato il quadrante rosa su un orologio maschile – alla faccia dei vecchi tromboni più tradizionalisti.
    Cassa (41 mm) e bracciale in acciaio, movimento meccanico a carica automatica, calibro MT5813 di manifattura e con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). 5.790 euro.

  • Oroscopo di settembre. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di settembre. Previsioni e orologi, segno per segno

    Siamo giunti a settembre, pronti a ricominciare, carichi di progetti e di ottimi propositi per questi ultimi mesi di un anno complesso. Il nostro oroscopo di settembre vuol essere, come al solito, un’occasione per scrutare tra le stelle con un pizzico di ironia. E insieme – ovviamente – guardare una carrellata di orologi, questa volta appartenenti al segmento più alto del mercato.
    Per prima cosa, come sempre andiamo ad analizzare gli eventi celesti più significativi che il mese ci riserva, davvero numerosi. L’oroscopo di settembre e gli esemplari che andremo a presentare, infatti, altro non sono che un riflesso terreno di quello che succede lassù.

    Proprio il giorno 1 troviamo cose interessanti presso i pianeti lenti, quelli che compiono la loro rivoluzione in tempi molto, molto più lunghi del nostro consueto anno terrestre. Urano inizia il moto retrogrado, mentre Plutone, che è già retrogrado, lascia alle proprie spalle l’Acquario ed entra in Capricorno. Il giorno 3 avremo Novilunio in Vergine, seguito il 4 dall’ingresso di Marte in Cancro. Il veloce Mercurio entrerà in Vergine il 9, mentre il 18 il Plenilunio in Pesci e un’eclissi lunare chiuderanno in bellezza il periodo del Sole in Vergine di questo 2024. Il Sole passerà in Bilancia il 22 e il 23 Venere entrerà in Scorpione. Sempre il 23 l’Equinozio segnerà ufficialmente il passaggio alla stagione autunnale. Al Sole in Bilancia si unirà anche Mercurio, che entrerà nello stesso segno il 26, chiudendo il mese in congiunzione con il nostro Astro il 30.

    Volete sapere come tutto questo si rifletterà sul vostro destino e al vostro polso? Seguiteci nella ormai classica panoramica dei segni e relativi orologi…

    Ariete

    Secondo il vostro oroscopo di settembre, sarà indispensabile osservare con attenzione persone e situazioni. Piccoli cambiamenti, forse troppo lenti per molti di voi, in realtà sono solo segni preliminari di novità che cominceranno a essere evidenti verso la fine del mese. Intorno al 19/20 avrete la Luna nel vostro segno, Venere in opposizione e Giove sestile: un buon quadro energetico per prendere decisioni, accogliere nuove evoluzioni in ambito lavorativo, mettere in pratica progetti ai quali avevate quasi rinunciato. Esprimete la vostra energia con un orologio importante, dalla forte personalità.

    CARTIER Santos Squelette
    Cassa (39,8 mm) in acciaio, in parte con trattamento Adlc nero. Movimento meccanico a carica manuale scheletrato, calibro 9611 MC di manifattura, con autonomia di 70 ore e ponti a forma di numeri romani. Vetro zaffiro (anche sul fondello), bracciale in acciaio con sistema di regolazione della misura SmartLink; intercambiabile grazie al sistema QuickSwitch con un cinturino in pelle di alligatore grigio, incluso nel packaging. 34.700 euro.

    Toro

    Per i nati sotto il segno del Toro, Urano in prima casa può generare instabilità nell’ambito delle relazioni, sia in famiglia sia nelle amicizie. Nettuno in XI Casa, cioè nella sfera delle speranze e dei progetti, dell’autocontrollo e della moderazione, vi mette in guardia contro malintesi e vostre possibili reazioni d’impulso. La parola d’ordine quindi è “calma”: siate sempre padroni delle situazioni e non lasciatevi trascinare in discussioni inutili. Bene per gli affari e le questioni economiche, finalmente vecchie vicende si risolveranno, con ottimi risultati per voi. Sfoggiate un orologio “firmato”, dall’eleganza rilassata ma tutt’altro che banale.

    LOUIS VUITTON Escale
    Cassa (39 mm) in oro rosa, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro LFT023 di manifattura, con micro-rotore decentrato e autonomia di 50 ore; certificato cronometro secondo gli standard del Geneva Observatory. Quadrante grené, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle. 29.000 euro.

    Gemelli

    Ottimo esordio del mese per i Gemelli, che vedranno proprio nei primi giorni Giove e Marte favorevolissimi. Buone notizie sul fronte finanziario, corroborate dall’ingresso di Marte nella vostra II Casa, che continuerà a esercitare il proprio benevolo influsso anche nel mese prossimo. L’oroscopo di settembre segnala l’eclissi di Luna in Pesci, che potrebbe annunciare qualche dissapore sul lavoro. Evitate le situazioni conflittuali. L’Equinozio del 23 sarà un punto di svolta anche per aspetti della vostra vita che consideravate consolidati. Apritevi alle possibilità. Per prepararvi, mettete al polso un orologio innovativo…

    SPEAKE MARIN Ripples Skeleton
    Cassa La City (40,3 mm) in acciaio 904L, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro SMA07 di manifattura, con micro-rotore decentrato, autonomia di 52 ore, alta frequenza (36mila A/h, 5Hz). Quadrante scheletrato, lancette azzurrate alla fiamma, vetro zaffiro (anche sul fondello), bracciale in acciaio. 29.900 franchi svizzeri, Iva esclusa.

    Cancro

    Nati sotto il segno del Cancro, tutti i segnali del Cielo indicano per voi un mese all’insegna dei viaggi, degli spostamenti, del movimento. L’oroscopo di settembre è inequivocabile. In particolare dopo l’Equinozio del 23 sarete stupiti di quante apparenti coincidenze vi costringeranno, in ogni modo, a dovervi spostare geograficamente. I viaggi più importanti, poi, sono quelli all’interno di voi stessi: non è cosa facile. Prendetevi il tempo per accettare questa sfida, organizzate la vostra carovana mentale, sbarazzatevi dei carichi superflui e scegliete con cura le vostre nuove mete. Sintetizzate il tutto in un orologio scheletrato, purché d’impostanzione lineare.

    CHANEL HORLOGERIE Boy-Friend Squelette
    Cassa (28,6 x 37 mm) in oro beige. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 3 di manifattura, con autonomia di 55 ore. Quadrante assente, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 47.400 euro.

    Leone

    Per voi che ruggite, cari Leoni, un passaggio del Sole nella vostra II Casa, quella del denaro e delle finanze, non può che essere un segnale forte e chiaro. Per il vostro oroscopo di settembre, vi attendono buone sorprese, soddisfazioni e risultati positivi. Non abbassate, però, la guardia. Sembra che possiate trasformare in oro tutto quel che toccate, ma attenzione: non è tutto oro, quello che luccica. Attenti a quanti vorranno accostarsi a voi in questo momento in cui tutto (per voi) splende. Siate molto oculati nell’amministrare le finanze e soprattutto le amicizie. Non trascurate la forma fisica, potreste avere problemi di carattere muscolare. Valorizzatevi con l’esemplare di un marchio élitario.

    PARMIGIANI FLEURIER Toric Petite Seconde
    Cassa (40,6 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica manuale, calibro PF780 di manifattura, con doppio bariletto, autonomia di 60 ore e piccoli secondi. Quadrante grené realizzato a mano, indici applicati in oro, lunetta zigrinata, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 45.000 franchi svizzeri.

    Vergine

    Il Sole è nel vostro segno: quale miglior alleato per i vostri progetti, in senso lato, e in particolare per quello che riguarda gli affetti e le relazioni? Tra il 10 ed il 26 godrete anche un super-boost: Mercurio, che vi aiuterà a portare a compimento un progetto. Il momento è propizio. L’eclissi lunare vi indurrà a riconsiderare una relazione per voi importante. Probabilmente dovrete prendere delle decisioni: non trascinate le situazioni. Ravvivate ciò che merita e tagliate i rami secchi. Affrontate le situazioni con tutto l’equilibrio che vi contraddistingue. Procuratevi un orologio improntato alla simmetria, alle geometrie. Vagamente esoterico…

    HUBLOT Spirit of Big Bang Sang Bleu Blue Ceramic
    Cassa (42 mm) in ceramica, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica scheletrato, calibro HUB4700 (base Zenith El Primero 400), ad alta frequenza, con componenti in silicio, cronografo con ruota a colonne e secondi continui. Quadrante in vetro zaffiro, vetro zaffiro sfaccettato, cinturino in gomma. Edizione limitata di 200 esemplari, 33.000 euro.

    Bilancia

    Un mese molto dolce per voi, amici nati sotto il segno della Bilancia. Sole, Venere, tutto influisce positivamente nella vostra vita. Un ottimo modo per rientrare nel vortice del lavoro, con tutti i suoi imprevisti. La vostra serenità sarà elemento benefico per quanti vi circondano. Non trascurate qualche fastidio, in particolar modo di tipo digestivo. Cercate di non lasciarvi trascinare in eccessi festaioli. Il vostro oroscopo di settembre evidenzia una notizia positiva, tipo una promozione o un riconoscimento, in arrivo nell’ultima decade. Per l’occasione regalatevi un orologio dall’eleganza misurata e dalla comprovata qualità.

    CHOPARD L.U.C Qualité Fleurier
    Cassa (39 mm) in Lucent Steel. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L.U.C 96.09-L di manifattura, con micro-rotore decentrato, doppio bariletto (esclusiva tecnologia Chopard Twin), autonomia di 65 ore e piccoli secondi; con certificato Qualité Fleurier e di cronometria dal Cosc. Quadrante argenté soleil e spazzolato, contatore azuré, lancette luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle. 21.800 euro.

    Scorpione

    Un mese carico di occasioni, di spunti, di possibilità per i nati in questo segno. Sarete carichi di energia e di entusiasmo. Non fatevi travolgere, dosate le energie e valutate bene in cosa farvi coinvolgere e quanto di voi spendere, a livello personale, nelle varie attività. Secondo il vostro oroscopo di settembre, una vicenda di vecchia data, che ormai davate per fossilizzata, andrà invece a concludersi. Gestite al meglio gli ultimi colpi di coda – chi meglio di voi? – e voltate pagina. Inutile voler insistere quando non ci sono possibilità di recupero. Come reazione alle situazioni pesanti a lungo sopportate, scegliete la leggerezza. Anche al polso.

    MING LW.01 Manual Lightweight
    Cassa (38 mm) con quadrante integrato in lega di magnesio AZ31. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Eta 2000 rielaborato da Schwartz-Etienne, fissato al quadrante. Indici delle ore stampati sul vetro (Corning Gorilla Glass 6); fornito di 3 cinturini in Alcantara o in gomma. L’intero orologio pesa 10,6 grammi (esiste anche con movimento automatico, per un peso totale di 12,6 g). Edizione limitata di 200 esemplari, 19.500 franchi svizzeri.

    Sagittario

    Settembre per voi è un mese di preparazione a mutamenti, in senso lato. I risultati saranno visibili a fine anno o addirittura la prossima primavera, ma questo è il momento in cui la semina simbolica del vostro prossimo futuro dovrà essere effettuata con cura. Il consiglio delle stelle è di concentrare le proprie forze in questa attività preliminare, per costruire su solide basi. Mantenete il focus, non fatevi distrarre da eventi collaterali o da vicende che non vi toccano, se non molto marginalmente. Procedete nella messa in opera dei vostri piani, con fiducia. Optate per un calendario perpetuo come simbolo delle possibilità future.

    JAEGER-LECOULTRE Master Ultra Thin Perpetual Calendar
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro JLC 868 di manifattura, con calendario perpetuo e fasi di luna. Quadrante opaco, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 31.400 euro.

    Capricorno

    Carissimi Capricorni, avete Plutone – lento e potente – nella casa delle finanze e del denaro. Se dovete agire nella sfera dei guadagni e dei beni, fatelo con il suo aiuto e usando tutta la circospezione necessaria. Prestate attenzione a ciò che vi potrebbe essere presentato come occasione imperdibile, da prendere al volo. Non fatevi allettare da guadagni troppo facili. La saggezza e i consigli di chi ha le giuste competenze saranno le vostre guide. Tranquilli nella sfera degli affetti, anche se qualche screzio con chi vi è più caro potrà infastidirvi. Si risolverà tutto per il meglio. Concedetevi un esemplare de luxe, quintessenza di classe e cultura orologiera.

    PATEK PHILIPPE Calatrava Ref. 6119R
    Cassa ( in oro rosa. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 30255 di manifattura, con autonomia di 65 ore e piccoli secondi. Quadrante argenté grené, indici applicati in oro, lunetta a Clous de Paris, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. Fregiato dal Sigillo Patek Philippe. 32.370 euro.

    Acquario

    Nati sotto il segno dell’Acquario, Urano vi inciterà a rinnovare l’ambiente che vi circonda. Che sia una ristrutturazione integrale o solo una risistemazione di cose e oggetti, una ventata di novità rallegrerà l’ambiente in cui vivete. Siamo tutti sensibili a quanto ci circonda: il riflesso sull’umore e sulla vostra produttività sarà immediato. Attenzione a stati di ansia, sempre pessima consigliera e brutta compagnia. L’oroscopo di settembre consiglia calma e sangue freddo: affrontate i problemi uno alla volta e risolverete tutto per il meglio. L’eclissi lunare potrebbe creare difficoltà sul fronte delle finanze: tenete tutto sotto stretto controllo. Anche la Luna, direttamente dal polso.

    HERMÈS Arceau L’Heure de la Lune
    Cassa (43 mm) in oro giallo. Movimento meccanico a carica automatica, calibro H1837 di manifattura, con esclusivo modulo della complicazione realizzato da Chronode, fasi di luna per entrambi gli emisferi, contatori di ore/minuti e della data che orbitano sul quadrante. Quadrante in dumortierite e lacca, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore realizzato “in casa”. 34.200 euro.

    Pesci

    Da più di un anno il lento e grave Saturno è nel vostro segno, causandovi difficoltà e confusione. Ma ora, proprio grazie alle sue energie, siete pronti a sciogliere i nodi, a riordinare le carte, a sfoltire le troppe idee che avevate in mente. Mese di costruzione, di nuove imprese e orizzonti. Momento ottimo anche per l’introspezione, le ricerche in ambito spirituale e psicologico. Approfittate della vostra stabilità interiore per vedere con occhi diversi cose e persone intorno a voi. Un vecchio amico porterà novità interessanti: valutatele con attenzione, ma non escludetele a priori. Dimostrate di avere la mente aperta con un orologio fuori dal consueto.

    SINGER REIMAGENED Timer 1969
    Cassa (40 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro AGH 6363 di manifattura, con funzione flyback sulla lancetta centrale dei secondi per misurare eventi in sequenza della durata massima di un minuto. Quadrante soleil, vetro zaffiro (anche sul fondello), bracciale in acciaio 316L. 31.500 franchi svizzeri.



  • Tonda PF Sport Chronograph, l’edonismo sportivo di Parmigiani

    Tonda PF Sport Chronograph, l’edonismo sportivo di Parmigiani

    «Ricchi si diventa, eleganti si nasce». Lo ricordava spesso Honoré de Balzac per dire che l’eleganza non la impari a un corso, né te la costruisci leggendo un libro. L’eleganza è innata. Ce l’hai o non ce l’hai. È meglio farsene una ragione. La celebre frase mi viene in mente ogni volta che osservo una creazione firmata Parmigiani Fleurier. All’eleganza, infatti, la Manifattura svizzera – e chi sceglie di indossarne un orologio – non può proprio sfuggire. Parmigiani potrebbe disegnare orologi sportivi di ogni genere: eppure, spiccherebbero sempre e comunque per il loro carattere chic.
    Lo penso ancora una volta quando osservo l’estensione di gamma dei Tonda PF Sport Chronograph, tre cronografi che ampliano lo spettro cromatico della linea già esistente, presentata a marzo dello scorso anno nelle varianti in acciaio o in oro rosa.

    Tre nuovi abbinamenti cromatici

    Le tre nuove referenze, tutte con cassa in acciaio, puntano su varietà cromatiche raffinate: Milano blue, Artic grey e London grey. Tre abbinamenti che piaceranno a chi vuole indossare un orologio di gran classe anche nel tempo libero, nel weekend, negli ambienti informali. Guido Terreni, Ceo di Parmigiani Fleurier, usa l’espressione the sporting hedonist (l’edonista sportivo) per sottolineare i destinatari dei nuovi orologi, capaci di coniugare l’essenza sportiva con la ricercatezza, la bellezza formale con l’eleganza dégagé. 

    Rispetto alle varianti “panda” che fino a oggi componevano il catalogo dei Tonda PF Sport Chronograph, i nuovi esemplari si distinguono per i colori dei contatori crono e dei cinturini, coordinati allo sfondo della scala periferica dei secondi centrali. Una coerenza cromatica che predispone l’occhio all’osservazione della lunetta la quale, nei Tonda PF Sport Chronograph, abbandona il platino e la fitta zigrinatura in favore di un numero più ridotto di scanalature (160 invece di 225), dando corpo e solidità alla cassa. Non dimentichiamo che si tratta di cronografi: per quanto mantengano inalterato il carattere distintivo della Manifattura, devono sapersi integrare in contesti sportivi e, più in generale, dinamici.

    Il Tonda PF Sport Chronograph fra semplicità e ricercatezza

    La cassa misura 42 mm di diametro, un valore che assegna i nuovi orologi soprattutto all’utenza maschile, ed è impermeabile fino a 10 atmosfere. Il quadrante con lavorazione guilloché e pattern clou triangolaire rinuncia a ogni scritta che possa distogliere lo sguardo dalla bellezza dell’insieme, eccetto per il logo applicato. I tre contatori indicano i secondi continui (a ore 6), i minuti cronografici (alle 3) e le ore cronografiche (alle 9).

    Tra gli indici 4 e 5, con fare discreto, si presenta il piccolo datario a finestrella con caratteri bianchi su sfondo nero. Qualche dettaglio in più, gli indici sono applicati, sfaccettati e fluorescenti: al buio il rivestimento nero in Super-LumiNova emette luce verde. Come le lancette delle ore e dei minuti, traforate e dalla caratteristica forma a delta, sono in oro 18 carati.

    Anche sul cinturino in caucciù è bene spendere qualche parola. È un multi-strato. L’aspetto ricorda i cinturini in cordura, ma la lavorazione è quella tipica dei cinturini in pelle: tra lo strato esterno, vulcanizzato, e quello interno, con superficie liscia, c’è un’imbottitura che assicura consistenza ma al tempo stesso morbidezza al polso. I tre strati sono tenuti insieme da una cucitura realizzata a mano. La fibbia in acciaio, con chiusura déployante, riporta il logo PF. 

    Il movimento di manifattura

    Il movimento incassato nel Tonda PF Sport Chronograph è il calibro PF070. A carica automatica, è ideato e costruito “in casa”, da Vaucher Fleurier, la manifattura di Parmigiani Fleurier. La Maison lo ha progettato da zero per animare i cronografi della collezione PF Sport. Trattasi infatti di un calibro con funzione cronografica integrata, non modulare. Qual è la differenza? Ve la spiego subito. E non è da poco. Un movimento cronografico modulare è in origine un “solo tempo” al quale sia stato adattato in un secondo momento un modulo cronografico. Un calibro con cronografo integrato invece è nato come un tutt’uno sin dall’inizio, nella testa di chi lo ha progettato. Ne deriva una maggiore affidabilità complessiva e precisione di marcia. Oltre che un poderoso investimento economico.

    D’altronde Parmigiani Fleurier, a dispetto della sua storia piuttosto recente (esiste così come la conosciamo dal 1996), ci ha già abituati a calibri alto di gamma. Calendari perpetui con datario retrogrado, cronografi rattrapanti, esclusivi GMT con ripetizione dei minuti e GMT rattrapanti sono solo alcuni esempi. Come lo è il PF511 dei primi anni 2000 con otto giorni di carica e tourbillon, la cui gabbia compie un giro completo non in 60, ma in 30 secondi. Roba da lustrarsi gli occhi.   

    Se guardiamo i numeri alla base del PF070 ci rendiamo subito conto di essere di fronte a un pezzo di alta orologeria: 315 componenti, 42 rubini, dispositivo cronografico con ruota a colonne a innesto verticale, frequenza di funzionamento di 5 Hz e autonomia di 65 ore. L’alta frequenza fa “battere” il bilanciere del Tonda PF Sport Chronograph 36.000 volte in un’ora, quanto basta per far marciare la sfera dei secondi continui con la massima fluidità e la lancetta centrale dei secondi cronografici a passi di 1/10 di secondo. Prerogativa di precisione, quest’ultima, che si riscontra nella scala periferica sotto il réhaut, in cui ogni secondo è suddiviso in cinque tacche.

    Riguardo alla costanza di marcia, poi, il Tonda PF Sport Chronograph ha ottenuto la certificazione di cronometro rilasciata dal Cosc (Contrôle Officiel Suisse des Chronomètres). Il rotore di carica realizzato in oro 22 carati è il fiore all’occhiello di un movimento che non scende a compromessi con la qualità. L’aspetto traforato ricorda il volante a tre razze di un’auto Granturismo degli anni ’60 – la Ferrari 250 GTO per essere precisi -, mentre le finiture realizzate a mano confermano l’importanza che Parmigiani Fleurier attribuisce all’artigianalità dei suoi orologi. Il che ci porta dritti al prezzo al pubblico: 27.900 franchi svizzeri.   
     

  • Tonda PF Micro-Rotor No Date, la colta essenzialità di Parmigiani

    Tonda PF Micro-Rotor No Date, la colta essenzialità di Parmigiani

    Ci sono domande alle quali sembra facile rispondere, fino a che non ci viene chiesto di esternare verbalmente quello che ci sembra così ovvio. Cos’è l’arte? Cos’è la bellezza? Per restare su temi più vicini al nostro sentire: cosa rende più importante un orologio? Oggi il discorso torna alla ribalta grazie al lancio di un nuovo modello di Parmigiani Fleurier, il Tonda PF Micro-Rotor No Date.

    Un esemplare che appartiene ovviamente alla collezione Tonda PF, lanciata nel settembre 2021. Ne abbiamo più volte parlato in queste pagine: e l’abbiamo presentata come la perfetta espressione della filosofia di Guido Terreni, nominato Ceo agli inizi del medesimo anno. All’interno della collezione, oggi ricca di referenze e di complicazioni anche esclusive, la serie Tonda PF Micro-Rotor ora si arricchisce del modello No Date. Che colpisce per l’essenzialità.

    Del resto, noi figli di un’idea di progresso ancora legata a vecchi modelli, siamo sempre inclini a pensare che ogni novità debba portare con sé qualcosa in più: funzioni supplementari, decorazioni più ricche, bracciali più comodi. Guardando il quadrante di un nuovo esemplare, qualunque esso sia, ci sembra quasi che ogni indicazione aggiuntiva sia un chiaro segnale di un limite superato, un’ulteriore complicazione che l’abilità del maestro orologiaio è riuscita a incastonare nel ristretto volume della cassa. Proprio per questo non possiamo che fermarci – forse un po’ stupiti, sicuramente affascinati – davanti al quadrante del Parmigiani Fleurier Tonda Micro-Rotor No Date.

    Catturare l’essenziale

    La sensazione, forte e chiara, è quella di un’eleganza senza tempo. Si resta colpiti dalla sobrietà e dalla pulizia del quadrante, che ospita solo le lancette delle ore e dei minuti, senza datario. Le sfere ruotano, essenziali e diafane, su uno sfondo di cui immediatamente si nota la calda, dorata sfumatura bruna, leggermente cangiante: uno dei toni della tavolozza del color Terra di Siena, tanto amato dai pittori. Un effetto cromatico insolito, nel mondo dell’orologeria da polso: la tonalità pare rubata a una veste di velluto di un antico ritratto rinascimentale. Calore e morbidezza sembrano esserne gli attributi.

    Il marketing solitamente ama sottolineare nelle denominazioni dei modelli quello che il prodotto ha: in questo caso, il paradigma viene rovesciato. Si parla del Tonda PF Micro-Rotor No Date, senza data. L’orologio è presentato sottolineando quello che non è presente. Se qualcuno non ne conoscesse il nome, alla prima occhiata cercherebbe inutilmente la finestrella per l’indicazione del giorno del mese: non c’è.

    C’è invece un raffinatissimo quadrante, che assume riflessi moiré e solo a un’analisi ravvicinata mostra l’accurata microlavorazione guilloché a Grain d’orge, a chicco d’orzo, inconfondibile segno della maestria dell’atelier di Fleurier, cui la Maison ci ha abituati. Ne saranno felici i fautori della purezza estetica, per i quali la presenza della finestrella del datario è un elemento di disturbo all’interno dell’equilibrio formale di un orologio. Un dettaglio di troppo, un’interruzione sgradevole nel continuum del quadrante.

    Less is More

    Non un’assenza o una mancanza, quindi. Al contrario, una caratteristica che aggiunge valore in un habillage che già di per sé è impeccabile. D’altra parte Parmigiani Fleurier è sinonimo di alta orologeria, da sempre, per cui non ce ne dovremmo sorprendere. Eppure, proprio questa scelta di evitare tutto ciò che non sia essenziale, permette alla qualità e allo stile del Tonda PF Micro-Rotor No Date di emergere ancora di più. Lo sguardo non si posa su un indicatore, su un pulsante, sulla ghiera, è catturato dall’orologio, tout court, che afferma con fierezza la propria vocazione: quella di indicare il tempo.

    Un ritorno alle origini? Di certo un ritorno al centro di sé stessi, della propria intima essenza. Non una perdita di informazione, perché se è vero che il Tonda Micro-Rotor No Date non ci dice in quale del giorno del mese ci troviamo, sicuramente è invece portatore di un messaggio molto più importante. È una dichiarazione di gusto raffinato, di quella classe che, proprio perché tale, non cade mai nell’ostentazione. Non è un’opzione che possa essere semplicemente etichettata come minimalista: è una scelta da estimatori, un distillato di cultura e di conoscenza orologiera.

    Le caratteristiche del Tonda PF Micro-Rotor No Date

    Per entrare nel concreto, la costruzione, ormai nota dagli estimatori della Casa, rimanda ai canoni della collezione. Cassa e bracciale, dalla linea tesa ed essenziale, sono in acciaio inossidabile. L’una ha un diametro di 40 mm e uno spessore limitato di 7,8 mm, è impreziosita dalla ghiera zigrinata in platino e alterna superfici lucide e satinate. L’altro, giocato sulla medesima alternanza di finiture, non solo si raccorda in modo perfetto alla carrure all’interno delle tipiche anse a goccia, ma è anche rastremato, così da risultare più confortevole al polso.

    Il quadrante, il cui colore è definito tecnicamente Golden Siena, cioè Siena dorato, è scandito dagli indici orari rodiati, applicati a mano come il “classico” logo a ore 12. Il minutissimo guilloché Grain d’orge si dispiega a tutto campo, mentre le lancette scheletrate delle ore e dei minuti, in oro rodiato e a forma di Delta, risultano leggere ma ben visibili sul colore caldo dello sfondo. Inutile dire che un vetro zaffiro antiriflesso si trova a protezione sia del quadrante sia del fondello.

    Il movimento

    Ed è proprio il fondello in vetro zaffiro a mostrare il movimento, il cuore del Tonda Micro-Rotor No Date. Ovviamente di manifattura, il calibro PF 703 si distingue per il dispositivo di carica automatica da cui l’orologio prende nome. Il micro-rotore decentrato è in platino, un metallo pesante che assicura la corretta inerzia e l’efficienza della ricarica. Anch’esso lavorato a Grain d’orge con estrema cura, e personalizzato dal logo, è perfettamente integrato all’interno dei ponti e permette quindi di contenere lo spessore complessivo.

    Il micro-rotore è dunque una soluzione tecnica ottimale dal punto di vista meccanico e che offre anche il vantaggio estetico di non nascondere i componenti – come invece farebbe una consueta massa oscillante. Così, fin dal primo colpo d’occhio, il movimento appare in tutta la sua bellezza: compatto, ispira subito una sensazione di solidità ed efficienza. Poi, se lo si guarda con attenzione, si colgono le superbe finiture: la platina lavorata a perlage, le viti lucidate, i ponti decorati a Côtes de Genève e ad anglage, come vuole la migliore tradizione orologiera.

    In conclusione, nei contenuti come nell’aspetto, il Tonda Micro-Rotor No Date è un orologio che denota gusto raffinato e personalità in chi lo indossa. Un vero instant classic, sul quale non restano da aggiungere che poche parole: il prezzo al pubblico di 23.500 franchi svizzeri. Una nota prosaica ma necessaria per coglierne appieno il valore. Poi, per il resto, la grande qualità e l’eleganza, quelle vere, parlano da sole.

  • Tonda PF Hijri, il calendario perpetuo islamico di Parmigiani Fleurier

    Tonda PF Hijri, il calendario perpetuo islamico di Parmigiani Fleurier

    Molte tra le importanti complicazioni proposte dall’orologeria contemporanea hanno radici antiche. È il caso del Tonda PF Hijri Perpetual Calendar di Parmigiani Fleurier, un esempio di alta orologeria in cui il calendario non è computato secondo il metodo occidentale, cioè quello gregoriano, bensì seguendo le regole del mondo islamico.

    Parmigiani e i calendari

    Parmigiani Fleurier dedica da anni un’attenzione speciale al tema della misura del ciclo dell’anno, elemento fondamentale di qualsiasi civiltà, risolto in modi molteplici da mondi culturali differenti. Diverse le culture, diversi i calendari e – di conseguenza – le soluzioni necessarie per ottenere il risultato voluto per via meccanica.

    La Maison di Fleurier ha fatto proprio il principio del più alto rispetto per ogni cultura, con una ben precisa focalizzazione su come le differenti società abbiano affrontato il problema della misura del tempo. Strutturare il tempo è anche un modo per esprimere la propria visione del mondo, il proprio rapporto con gli altri e la natura, tanto che sin dall’antichità la compilazione dei calendari era compito della classe sacerdotale. Con questo approccio, i calendari di Parmigiani Fleurier vogliono essere un omaggio alle diverse Tradizioni ed al loro spirito.

    Il Tonda PF Hijri Perpetual Calendar qui analizzato è la più recente versione realizzata da Parmigiani Fleurier per il computo del calendario islamico. È un tema caro al fondatore, Michel Parmigiani, sin dal 1993, quando restaurò un prezioso orologio da tasca del XVIII secolo con questa complicazione. La complessità che dovette affrontare si tramutò in sfida: Parmigiani realizzò nel 2011 un proprio orologio meccanico da tavolo con calendario islamico. La maestria di Parmigiani si spinse oltre, ai limiti della miniaturizzazione, quando nel 2019 presentò, in prima mondiale, un orologio da polso con questa complicazione. Era il primo Tonda Hijri Perpetual Calendar, che nel 2020 vinse il Grand Prix d’Horlogerie de Genève.

    Ma è così difficile?

    Ricordiamo certamente tutti che il computo degli anni, che per l’Occidente avviene a partire dalla data tradizionalmente accolta come nascita di Gesù, inizia invece per il mondo musulmano con l’anno 622 d.C., per celebrare l’evento dell’Egira, il viaggio di Maometto dalla Mecca a Yathrib, poi denominata Medina. Gli anni così computati sono detti perciò “dell’Egira”: Hijri, quindi, letteralmente significa “relativo all’Egira”. Ci si potrebbe allora domandare cosa possa cambiare, se non una traslazione del numero che indica l’anno cui ci si riferisce: ma non è così.

    L’astronomia ci insegna che gli eventi celesti sono regolari, ma non necessariamente legati da rapporti esprimibili con multipli esatti. L’anno solare, cioè il tempo che la Terra impiega per compiere un giro completo intorno al Sole, è di 365 giorni e poco più di 6 ore. Il calendario romano antico, detto Giuliano in onore di Giulio Cesare, considerava la durata dell’anno pari a 365 giorni e 6 ore, arrotondando. Si risolveva il problema considerando l’anno civile lungo 365 giorni e introducendo ogni quattro anni un giorno in più, detto bisestile, per far quadrare i conti.

    Ottima scelta, ma anche le 6 ore non erano proprio 6 ore esatte. Non tenendo conto di questa piccola differenza, che però nei secoli si era andata accumulando, di fatto l’antico calendario si era scostato dagli eventi astronomici introducendo un errore sempre crescente, con una deriva non più tollerabile. Il calendario usato in Occidente, dovuto alla riforma di Papa Gregorio XIII, fu introdotto nel 1582 per “rimettere in fase” gli eventi celesti e le date del calendario civile e religioso. In ogni caso, si mantenne, rispetto al computo Giuliano, il Sole come riferimento.

    Altri calendari

    Anche se per noi può essere scontato, non si tratta però dell’unica scelta possibile. In Cina, per esempio, il calendario tiene conto delle periodicità del Sole e della Luna, per cui è detto lunisolare. Mentre nel caso del mondo islamico la base per il computo del tempo è il mese lunare, anch’esso sfuggente a qualsiasi arrotondamento. Un anno per il mondo musulmano dura 12 mesi lunari, che vengono computati introducendo mesi di 29 giorni e mesi di 30 giorni, ma non in modo strettamente alterno.

    Ogni mese inizia in corrispondenza di una nuova lunazione. E, come nel caso del sistema di computo del tempo ebraico e dell’antica Hora Italica, ogni giorno inizia dal tramonto. Anche questa alternanza nella lunghezza dei mesi, però, non compensa le frazioni temporali, per cui gli astronomi della Mezzaluna, sempre rigorosi nei loro calcoli, adottarono nei diversi Paesi strategie diverse e giunsero a varianti locali del criteri di compensazione.

    Il computo su cui si basa la progettazione del Tonda PF Hijri, noto come calendario islamico tabellare, fu sviluppato dagli astronomi e matematici arabi nell’VIII secolo. Poiché si tratta del risultato di un metodo di calcolo matematico e non fondato sull’osservazione diretta del cielo, permette di poter essere simulato anche per via meccanica. Il calendario islamico tabellare, che offre un’ottima approssimazione dei cicli astronomici, si basa su di un ciclo trentennale in cui sono compresi 19 anni di 354 giorni (detti “comuni”) e 11 anni di 355 giorni (chiamati “abbondanti”).

    Le particolarità del calendario islamico

    Nella cultura islamica determinati luoghi o determinate persone sono considerati sacri: allo stesso modo, vi sono momenti e periodi che rivestono carattere di sacralità. Ad esempio, per quattro mesi dell’anno è necessario astenersi da ogni cattiva azione o da ogni violenza, dedicandosi ad opere buone. Tre di questi mesi sono consecutivi e sono il periodo in cui è più opportuno compiere il pellegrinaggio alla Mecca. Il quarto mese di questa serie speciale, che è il settimo mese dell’anno ed è denominato Rajab, si celebra una festa importantissima: la notte del 27 di Rajab si commemora il viaggio miracoloso di Maometto dalla Mecca a Gerusalemme, da cui ascese al cielo.

    Durante il mese di Ramadan, che può essere – in funzione dell’anno – di 29 o di 30 giorni, si celebra un’altra grande festa, Eid al-Fitr. Un’altra grande ricorrenza del mondo islamico è poi Eid Al-Adha, che dev’essere celebrata il decimo giorno dell’ultimo mese dell’anno. Credo di aver convinto chi mi ha seguito sin qui del fatto che realizzare per via meccanica un simile tipo di computo sia un’impresa veramente ardua. Eppure, c’è chi può sfoggiare al polso un esemplare di questo livello.

    L’evoluzione del Tonda PF Hijri Perpetual Calendar

    Dopo il primo esemplare del 2019, con cassa in platino, Parmigiani Fleurier ha presentato lo scorso anno una versione all’interno della collezione Tonda PF , sempre in platino ma con un nuovo quadrante più “leggero” dal punto di vista del design.

    Vediamo ora le novità introdotte nel nuovo Tonda PF Hijri Perpetual Calendar 2024. Iniziamo dalla cassa in acciaio, con superfici lucide alternate a superfici satinate e lunetta zigrinata in platino. Il bracciale in acciaio riprende le due lavorazioni della cassa, senza soluzione di continuità a livello visivo. Si tratta quindi della consueta configurazione della collezione Tonda PF, creata da Guido Terreni e attuale bestseller di Parmigiani Fleurier.

    Non si può non ammirare il quadrante verde viridiano, una tonalità tendente lievemente all’azzurro, impreziosito dalla tipica lavorazione guilloché a chicco d’orzo (in francese, à grain d’orge). Il verde, voglio ricordarlo, è il colore sacro dell’Islam e quindi la scelta cromatica non è assolutamente casuale.
    Gli indici delle ore sono applicati, mentre le lancette delle ore e dei minuti, a delta e scheletrate, sono realizzate in oro rodiato. Acciaio rodiato, invece, per la lancetta dei secondi e le lancette dei quadranti calendariali.

    Il quadrante sussidiario a ore 12 mostra in quale anno del ciclo trentennale ci si trova, marcando in beige gli anni di 355 giorni e in bianco quelli di 354. Il quadrante sussidiario a ore 3 riporta invece i mesi dell’anno, indicati come numeri, tra i quali spicca in rosso il mese di Ramadan. Quello a ore 9 mostra invece il giorno corrente all’interno del mese e, grazie alla finestrella circolare bianca o beige, permette di sapere se il mese è di 29 o 30 giorni. A ore 6, infine, l’indicazione delle fasi lunari, con la doppia rappresentazione della Luna nell’emisfero settentrionale e nell’emisfero meridionale.

    Il movimento del Tonda PF Hijri Perpetual Calendar

    Cuore pulsante del Tonda PF Hijri Perpetual Calendar è il calibro PF009, a carica automatica, ovviamente costruito “in casa”. Fornito di modulo del calendario perpetuo, mantiene comunque uno spessore contenuto, 5,7 mm, a dispetto della complessità meccanica. I componenti – e a questo punto, non ce ne stupiamo – sono 310, montati su 32 rubini.

    Caratteristico nella costruzione, vede un insolito ponte formato da due quadrati sovrapposti, tra loro ruotati di 45°, che rimandano al Rub’ al-Hizb. Un simbolo diffuso nella cultura musulmana al cui interno è inscritta una stella a otto punte, motivo tradizionale dell’arte medievale islamica. Due ponti centrali, poi, hanno una forma a mezzaluna, calante e crescente. Ed è straordinario quindi che anche gli elementi strutturali del movimento siano studiati in modo specifico per questo orologio.

    La superlativa meccanica è ricaricata dalla massa oscillante scheletrata, in platino, la cui superficie è in parte lucidata e in parte sabbiata. Côtes de Genève e anglage decorano i ponti, mentre la platina è a perlage e à colimaçon. Tornano quindi tutte le decorazioni tradizionali dell’alta orologeria per questo movimento, in cui tecnica ed estetica sono veramente ai massimi livelli.

    Ulteriori informazioni

    Penso che quanto scritto fin qui sia sufficiente per comprendere il valore del Tonda PF Hijri Perpetual Calendar, che trova una corrispondenza nel prezzo al pubblico di 70.200 euro. Non si sa ancora quando e se sarà disponibile sul mercato italiano, ma è ovvio che i primi Paesi in cui sarà distribuito saranno quelli di cultura araba. Il Qatar, gli Emirati, il Barhein, l’Oman sono del resto mete importanti per gli esemplari della Maison. E le scritte sul quadrante lasciano intendere che la produzione di questo orologio vedrà proprio quelle zone come prima destinazione.

  • Oroscopo di marzo. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di marzo. Previsioni e orologi, segno per segno

    Dal punto di vista astrologico, l’oroscopo di marzo 2024 è carico di significati. Il Sole, infatti, entra il 19 nella costellazione dell’Ariete e questo evento rappresenta, dal punto di vista astrologico, il Capodanno Celeste.
    Tutto si muove, lassù: prima di affrontare questo oroscopo di marzo, segno per segno, cerchiamo come sempre di evidenziare i movimenti celesti più interessanti. Il loro riflesso sui nati nei differenti segni ci permetterà di suggerire qualche chiave di lettura.

    Marzo per le prime due decadi è il regno dei Pesci, cui farà seguito il passaggio all’Ariete.
    Il giorno 3 Venere sarà in quadratura con Urano, il 9 Mercurio entra nel segno dell’Ariete, seguito a ruota il 10 da un Novilunio nel segno dei Pesci, mentre l’11 vedrà l’ingresso di Venere sempre in Pesci.
    Giorno importantissimo il 19, in cui il Sole entrerà in Ariete con l’Equinozio di Primavera. Il 22 sarà la volta di Marte, che entrerà anch’esso in Pesci, mentre un’eclissi di Luna si verificherà il giorno 25, in Bilancia.

    Con un pizzico di autoironia, andiamo ora a curiosare cosa le stelle abbiano in serbo per noi. E quali orologi sono più consoni a ciascun segno dello Zodiaco.

    Ariete

    Mese di cambiamento, in cui dovrete riconsiderare la vostra posizione nelle relazioni umane importanti per la vostra vita. Che si tratti di cuore, di amicizia o di lavoro, l’oroscopo di marzo segnala che sono in vista modifiche impensate. Qualcosa che avevate cercato di cancellare riemergerà con forza dal passato: è il momento di affrontare la questione e di risolverla definitivamente. Solo liberandosi dalle zavorre potrete guardare avanti con maggiore leggerezza. Per fare questo, ritagliatevi dei momenti di introspezione, di riflessione profonda su voi stessi. Sarà l’inizio di una rinascita. Celebrate l’avvento della nuova era con un calendario perpetuo dal colore portebonheur.

    BLANCPAIN Villeret Quantième Perpétuel
    Cassa (40,3 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 5954.4 di manifattura, con autonomia di 3 giorni, calendario perpetuo e fasi di luna. Quadrante soleil, lancette scheletrate e numeri romani applicati, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 55.750 euro.

    Toro

    Per i nati sotto il segno del Toro, si presenterà l’opportunità di entrare a far parte di un nuovo gruppo: nuove conoscenze, nuovi legami, nuove aperture. Forse finora siete stati troppo conservativi e legati a una routine in cui vi eravate adagiati. Secondo il vostro oroscopo di marzo, sarà il mese perfetto per dare spazio alla vostra parte più creativa, per cercare nuovi approcci, nuove soluzioni. L’eclissi di fine mese sarà il momento giusto per concentrarsi su di sé, raccogliere le energie, fare le scelte necessarie e affrontare con fiducia quello che vi attende. Celebrate la Luna con un esemplare dedicato.

    HYT Moon Runner Supernova Blue
    Cassa (48 mm x 21,8 mm di spessore) in titanio microbillé con trattamento di superficie blu e grigio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 601MO, con autonomia di 3 giorni, indicazione fluida delle ore, indicazione del mese e della data su disco, delle fasi di luna in 3D. Quadrante multilivello, lancette, indice e numeri luminescenti, vetro zaffiro a cupola, cinturino in pelle. Edizione limitata di 27 esemplari, 120mila franchi svizzeri.

    Gemelli

    Segno duplice, i Gemelli troveranno nuova determinazione per raggiungere i propri obiettivi, soprattutto di studio e di carriera. Ottimo inizio per coloro che – aiutati dalla situazione celeste – saranno chiamati a riconsiderare i propri obiettivi: non temete di essere ambiziosi, naturalmente sempre senza perdere il contatto con la realtà. Rinnovate energie vi sosterranno: non fatevi travolgere però dal solo aspetto psicologico e mentale. Prendetevi cura anche della salute fisica e ricordate che proprio grazie al vostro benessere potrete essere nella migliore condizione per essere d’aiuto a chi vi è vicino. Rendete omaggio alla vostra doppia natura con un cronografo doppio.

    CYRUS GENEVE Klepcys Dice Saffron
    Cassa (42 mm) in titanio grado 5, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CYR718 di manifattura, con doppio cronografo indipendente e due ruote a colonne. Quadrante traforato, lancette, numeri e indici luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in cordura. Edizione limitata di 50 esemplari, 40.850 euro.

    Cancro

    L’oroscopo di marzo riporta un mese di programmi, per voi nativi del Cancro. Che stiate progettando un viaggio, una vacanza importante, una nuova attività o una svolta sentimentale, ricordate sempre di conservare un buon equilibrio tra la sfera pubblica e la sfera privata. Un’opportunità importante potrebbe entusiasmarvi: prima di prendere decisioni affrettate, considerate bene tutti gli aspetti dell’impatto che una scelta potrebbe avere sul vostro mondo degli affetti. La solidità delle relazioni con i vostri cari è prioritaria. Nella prima decade, attenzione alla salute e non cedete agli eccessi. Vestite il polso con altrettanta misura e sobrietà, senza rischiare di essere banali.

    CHOPARD L.U.C XPS Twist QF
    Cassa (40 mm x 7,2 mm di spessore) in oro bianco etico. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L.U.C 96.26-L di manifattura, con doppio bariletto (tecnologia L.U.C Twin), autonomia di 65 ore, piccoli secondi e datario; con certificato ufficiale di cronometro (Cosc) e certificazione Fondation Qualité Fleurier. Quadrante soleil (centrato sul contatore dei secondi), indici applicati, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 24.600 euro.

    Leone

    Per i nati sotto il segno del Leone, questo mese potrebbe presentare, in breve successione, alcuni eventi di diversa natura. È fondamentale non farsi travolgere e conservare lucidità: solo così ne potrete uscire nel migliore dei modi. Nell’ultima decade un fatto inatteso potrebbe stupirvi. Anche per voi l’oroscopo di marzo consiglia di abbandonare abitudini che non sono salutari, in tutti i sensi. Nessuna migliore occasione che la primavera per intraprendere una purificazione del corpo e dell’anima. Sottolineatelo con un esemplare dall’innata purezza estetica. E dall’inattesa funzionalità.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Minute Rattrapante
    Cassa in acciaio, impermeabile fino a 6 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro PF052 di manifattura, con micro-rotore decentrato, minuti con funzione sdoppiante. Quadrante guilloché grain d’orge, lancetta sdoppiante e pulsante coassiale alla corona in oro rosa, lancette scheletrate e indici applicati, lunetta zigrinata in platino, vetro zaffiro (anche sul fondello), bracciale in acciaio. 28mila euro.

    Vergine

    Marzo vedrà i nati sotto il segno della Vergine impegnati in una profonda rivalutazione della propria situazione affettiva. Che si tratti di terminare per sempre un rapporto o – al contrario – di decidere di consolidarlo definitivamente, sarete chiamati a prendere decisioni importanti. State uscendo da un periodo pesante di stress, in tutti i sensi: concedetevi una pausa, sia fisica che mentale, dedicate del tempo a voi stessi per riequilibrare le energie. Ripartirete con una visione più chiara di quanto vi circonda e con una rinnovata fiducia. Gratificatevi con un esemplare che vada fuori dal seminato.

    HAUTLENCE Linear Series 1
    Cassa tv-shaped (43 x 50,8 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro D50 di manifattura, con tourbillon e ore saltanti con indicazione lineare ad andamento retrogrado. Quadrante spazzolato, lancetta, indice e numeri luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in caucciù. Edizione limitata di 28 esemplari, 55.580 euro (tasse escluse).

    Bilancia

    L’oroscopo di marzo suggerisce che questo mese, per i nati sotto il segno della Bilancia, sarà un punto di svolta. Si chiuderà un periodo, contrassegnato anche da alcune negatività, e si apriranno nuovi orizzonti. L’aiuto di persone care, di maestri di vita, di amici sinceri vi sosterrà nel momento in cui sarete chiamati a portare alla luce la vostra vera natura. Non abbiate timore di far germogliare dentro di voi aspetti che avevate per anni trascurato, o lasciato in disparte. Siate voi stessi, liberate i vostri sogni e scoprirete in voi un’energia che forse non sapevate di avere. Dimostratelo anche con un orologio dal valore metaforico: vi dice qualcosa la definizione “forza costante”?

    FERDINAND BERTHOUD Chronomètre FB2.T1 Final Edition
    Cassa (44 mm) in oro bianco etico. Movimento meccanico a carica manuale, calibro FB-T.FC-2 di manifattura, a carica manuale, con tourbillon, dispositivo a forza costante con trasmissione a fuso e catena, indicazione dell’autonomia di 53 ore; certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Quadrante spazzolato con ore e minuti decentrati, vetro zaffiro bombato, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 38 esemplari.

    Scorpione

    Energia da vendere, per chi è nato sotto il segno dello Scorpione. Idee, proposte, novità, attività frenetiche: attenzione a non cadere nell’iperattività. Se il momento è molto positivo, indubbiamente, tenete comunque conto che le risorse non sono illimitate e bilanciate bene le vostre energie. In ogni caso, cercate di portare a compimento quanto intraprendete, per evitare di trovarvi con troppi fronti aperti. Non si può sempre vivere in fuori giri: siate abili piloti della Formula Uno su cui le stelle questo mese vi faranno fare un giro. Esprimetelo con un cronografo “da scuderia”.

    IWC Pilot’s Watch Performance Chronograph 41 Mercedes-AMG Petronas Formula One™ Team Cassa (41 mm) in Ceratanium®, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 69385 realizzato in esclusiva, cronografo con ruota a colonne, secondi continui e funzione day-date. Quadrante opaco, contatori azuré, lancette e indici luminescenti, lunetta con scala tachimetrica, vetro zaffiro bombato, fondello con vetro zaffiro, cinturino in caucciù con sistema di sgancio rapido. 15.200 euro.

    Sagittario

    La parola chiave per voi sarà “casa”, in tutti i sensi. Sarete probabilmente coinvolti in attività di carattere pratico, come il rinnovamento di uno o più ambienti, un trasloco, una risistemazione da troppo tempo rimandata. Ma anche in senso familiare: volevate intraprendere una ricerca sui vostri antenati? È il momento ideale. Nella seconda metà del mese concedetevi del tempo per coltivare le amicizie e le relazioni sociali. Lasciate l’inverno alle spalle e apritevi al mondo. Una certa solitudine che aveva recentemente segnato le vostre giornate sarà solo un ricordo del passato. Sorridete alla vita e la vita vi sorriderà. Anche con quello che mettete al polso.

    RICHARD MILLE RM 88 Automatic Tourbillon Smiley
    Cassa (39,74 x 48,5 mm) in ceramica Apz. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Crmt7 di manifattura, scheletrato, con autonomia di 50 ore, tourbillon, selettore di funzione. Quadrante con micro-sculture pop in oro, incise e dipinte a mano, lancette luminescenti, indici con diamanti, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in tessuto e pelle. Edizione limitata di 50 esemplari.

    Capricorno

    Nati sotto il segno del Capricorno, se avete lavorato duro per ottenere un risultato, questo mese di marzo vi porterà le soddisfazioni che meritate. Le vostre capacità saranno riconosciute e nuovi orizzonti si apriranno, come da tempo attendevate. Non sedetevi però sugli allori e sappiate che quello che vi potrebbe sembrare un traguardo è solo un punto di partenza. Non trascurate la salute, senza la quale rischiate di vanificare quanto avete raggiunto. Curate l’alimentazione e soprattutto cercate di organizzare le giornate secondo ritmi regolari. Contate su un cronometro superaffidabile.

    F.P.JOURNE Chronomètre Souverain Black Label
    Cassa (40 mm x 8 mm di spessore) in platino. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 1304 di manifattura, realizzato in oro rosa, con doppio bariletto, indicazione dell’autonomia di 56 ore, piccoli secondi. Quadrante opaco, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 49.500 franchi svizzeri (tasse escluse).

    Acquario

    Di solito non siete troppo inclini a cercare avidamente ricchezze materiali: il mese però si presenta ottimo per coltivare relazioni sociali, rapporti, conoscenze. Il ritorno di questa vostra maggiore visibilità potrebbe tramutarsi in nuove opportunità professionali e di guadagno. L’oroscopo di marzo vi raccomanda di prestare attenzione a quanto trasmettete sul piano della comunicazione. Siate sinceri e propositivi, soprattutto con voi stessi. Questo atteggiamento sarà colto dai vostri interlocutori e contribuirà al vostro successo. Curate l’aspetto fisico, importante anche nei dettagli. E ricordatevi che il vostro orologio può dire molto di voi.

    VACHERON CONSTANTIN Overseas Chronograph
    Cassa (42,5 mm) in acciaio, impermeabile fino a 15 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 5200 di manifattura, con autonomia di 52 ore, cronografo con ruota a colonne, secondi continui e datario. Quadrante Panda, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), bracciale in acciaio, intercambiabile. In vendita con due cinturini supplementari, in pelle e in caucciù. 39.600 euro.

    Pesci

    Nati sotto il segno dei Pesci, questo mese Marte e Venere si danno appuntamento nel vostro segno! Azione e amore, forza e bellezza: quale migliore connubio? In più, avete anche il Novilunio nel vostro segno. Comunque lo vogliate vedere, è un momento in cui tutto sembra cooperare per la migliore riuscita di quanto state intraprendendo, sia che si tratti della conclusione di un periodo o di una fase della vostra vita, sia che si tratti di un progetto che finalmente andrà in porto. Potreste essere invitati a effettuare un viaggio inaspettato. Siate pronti a partire: procuratevi fin da subito un “ore del mondo”, non si sa mai…

    PATEK PHILIPPE Ore Universali 5231G
    Cassa (38,5 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 240 HU di manifattura, con micro-rotore decentrato, ore universali, funzione giorno/notte per i 24 fusi orari di riferimento. Quadrante in smalto cloisonné Grand Feu, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 92.900 euro.

  • Il Calendario Annuale in 6 esemplari. Più uno

    Il Calendario Annuale in 6 esemplari. Più uno

    “Anno bisesto, anno funesto”, recita un vecchio detto popolare. E il 2024 è proprio un anno bisestile, cioè ha febbraio composto da 29 giorni, anziché 28 come di consueto. Ed è proprio perché ci stiamo avvicinando alla fine del mese più corto che abbiamo deciso di dedicare la seguente Vetrina al Calendario Annuale. Il complicato che ogni anno, in questo periodo, catalizza le attenzioni di chi ha la fortuna di possederlo, in quanto richiede l’aggiornamento del datario. Unico intervento di regolazione manuale in 365 giorni, semplice ma necessario.

    Non ce l’aspettavamo: ma la nostra ricerca di quanto offre il mercato, ahinoi, è stata più ardua del previsto. I marchi che realizzano il Calendario Annuale si contano sulle dita di una mano. Un vero peccato, secondo noi. Oltre a raccontarvi cosa potreste comprarvi, allora, questa pagina vuole essere un invito rivolto alle case di orologeria di riconsiderare la produzione del calendario annuale. Una complicazione tecnicamente interessante, per i puristi della meccanica. E, per tutti, più pratica di un calendario completo e meno costosa di un calendario perpetuo – che invece ai nostri giorni sono molto diffusi nei cataloghi delle marche.

    Cos’è il calendario annuale

    Il Calendario annuale è stato presentato nel 1996 come brevetto esclusivo di Patek Philippe. Ed è uno strumento in grado di indicare il giorno della settimana, il mese e la data, e di riconoscere automaticamente le lunghezze variabili dei mesi di 30 e 31 giorni. In un orologio con calendario annuale – a patto che rimanga sempre in funzione, s’intende – la data richiede una correzione manuale una sola volta all’anno, al passaggio dalla fine di febbraio al 1° marzo. Negli anni non bisestili la si deve far avanzare di 3 giorni, di 2 in quelli bisestili.

    Come dichiara la stessa Manifattura ginevrina: “Questo sistema ingegnoso cela una tecnica estremamente sofisticata. Anziché affidarsi ai sistemi a bascula utilizzati nei calendari perpetui, gli ingegneri di Patek Philippe hanno interamente ripensato l’architettura del movimento, che funziona principalmente mediante ruote e pignoni. Risultato: il calibro 324 S QA LU 24H è la somma di 347 componenti, mentre sono circa 280 quelli che compongono un calendario perpetuo tradizionale con fasi lunari”.

    Qualche considerazione

    La paternità della complicazione spiega anche perché, fra tutte le marche che abbiamo passato in rassegna per comporre la nostra rubrica, Patek Philippe sia l’unica a offrire un’ampia scelta di modelli con Calendario Annuale, rinnovata di continuo con un periodico turn-over e sempre nuovi lanci. La Maison oggi ha infatti in produzione ben 17 referenze a tema, compresi gli ultimi esemplari lanciati lo scorso anno: la nuova versione del Calendario Annuale Ref. 5905R e l’inedito Aquanaut 5261R. Fra i tanti, abbiamo scelto il Nautilus 5726A per una questione di prezzo, consapevoli che si tratta di un investimento notevole.

    Del resto abbiamo usato lo stesso criterio – che potremmo definire best prize – anche nella selezione degli orologi elencati qui sotto. Vi rimandiamo ai relativi siti ufficiali per prendere visione delle alternative esistenti. Abbiamo escluso ovviamente quei modelli prodotti in passato, soprattutto all’inizio del nuovo Millennio, ma non più in collezione. Certo, alcuni erano notevoli e potreste ritrovarli sul mercato dell’usato – pardon, del secondo polso, come si dice oggi. Ma noi preferiamo riferirci sempre al “primo polso”, per deformazione professionale…

    Dalla nostra scelta abbiamo scartato anche gli esemplari pluricomplicati, per i quali il calendario annuale è solo una funzione aggiuntiva ad altre principali. Che comunque, di per sé, non sono numerosi: tipo il Torpilleur Annual Chronograph di Ulysse Nardin, lo Sky-Dweller di Rolex o l’Heritage Bicompax Annual di Carl Bucherer, per fare qualche nome. Abbiamo privilegiato cioè modelli con calendario annuale puro e semplice, senza ulteriori complicazioni se non le fasi lunari naturalmente collegate. Si tratta perlopiù di pezzi alto di gamma, rivolti a un’élite ristretta, ma siamo comunque riusciti a individuarne anche un paio dai prezzi più accessibili. Eccoli, dunque, in ordine di prezzo.

    6 (+1) modelli di calendario annuale

    LAURENT FERRIER Ecole Annual Calendar Slate Grey Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro LF126.01 di manifattura, con 80 ore di autonomia, indicazione della giorno della settimana e della data a finestrella, del datario con lancetta centrale, piccoli secondi. Quadrante spazzolato, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 52.500 franchi svizzeri + tasse.

    PATEK PHILIPPE Nautilus 5726A Calendario Annuale Fasi di Luna Cassa (40,5 mm) in acciaio, impermeabile fino a 12 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 324 S QA LU 24H/303 di manifattura, con rotore in oro, indicazione della data, del giorno della settimana e del mese a finestrella, delle fasi di Luna coassiale alle 24 ore. Quadrante in dégradé con righe orizzontali a rilievo, lancette e indici applicati in oro, luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 51.440 euro.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Calendario Annuale Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro PF339 di manifattura, con 50 ore di autonomia, indicazione del giorno della settimana e del mese a lancetta, indicazione retrograda del datario, doppie fasi di Luna. Quadrante guilloché grain d’orge, lancette scheletrate e indici applicati, lunetta zigrinata in platino, vetro zaffiro (anche sul fondello), bracciale in acciaio. 40mila euro.

    GLASHÜTTE ORIGINAL PanoMatic Calendar
    Cassa (42 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 92-09 di manifattura, con spirale in silicio, 100 ore di autonomia, indicazione retrograda del mese, grande datario, fasi ed età della Luna, piccoli secondi. Quadrante opalino argenté con contatori azuré, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle scamosciata di alligatore della Louisiana. 31mila euro (con fibbia ad ardiglione).

    BLANCPAIN Fifty Fathoms Bathyscaphe Quantième Annuel Cassa (43 mm) in acciaio, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 6054.P di manifattura, con spirale in silicio, 3 giorni di autonomia, indicazione del giorno della settimana, della data e del mese a finestrella. Quadrante soleil, lancette e indici applicati luminescenti, ghiera girevole unidirezionale con inserto in vetro zaffiro, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in tela vela. 28.650 euro.

    OMEGA Constellation Globemaster
    Cassa (41 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Co-Axial Master Chronometer Annual Calendar 8922 di manifattura, con spirale in silicio, 55 ore di autonomia, indicazione del mese a lancetta, datario a finestrella; certificato Master Chronometer. Quadrante “Pie Pan”, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 10.300 euro.

    LONGINES Master Collection
    Cassa (42 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L897 realizzato in esclusiva da Eta, con 3 giorni di autonomia, indicazione dei mesi e della data a finestrella, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 2.850 euro.

  • Tonda PF Chronograph Rattrapante: la lezione di Parmigiani Fleurier

    Tonda PF Chronograph Rattrapante: la lezione di Parmigiani Fleurier

    Un gigante del design come Bruno Munari sosteneva che «tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare». Non so se Michel Parmigiani abbia mai letto questa frase, ma guardando il Tonda PF Chronograph Rattrapante di Parmigiani Fleurier qualche dubbio mi viene. Un orologio che abbiamo conosciuto nel 2021 nella versione in platino e che abbiamo ritrovato lo scorso anno vestito di oro rosa. Stesso approccio minimale nel design, superbo nella meccanica.

    Michel Parmigiani si era già cimentato con il cronografo rattrapante nel 2016, una creazione nata allora per celebrare i 20 anni del Marchio. Si trattava del Tonda Chronor Anniversaire, limitato a 25 pezzi, che ospitava nella cassa in oro bianco o rosa il calibro PF361, un movimento cronografico rattrapante a carica manuale totalmente sviluppato in manifattura. Un assaggio di come Parmigiani Fleurier era in grado di maneggiare la complicazione cronometrica rattrapante.

    Che cosa sia un cronografo rattrapante (o sdoppiante, è lo stesso) non sto a riscriverlo. Quanti di voi lo sanno passeranno oltre, chi non lo conosce o non se lo ricorda darà una lettura a questo pezzo per rinfrescarsi la memoria. Posso dire che si tratta con pochi dubbi di una complicazione eccelsa, non per tutti, e che proprio per questo motivo è ancora più eccellente se resa con la semplicità d’uso e di lettura che troviamo nel Tonda PF Chronograph Rattrapante.

    Armonia di contrasti

    A prima vista, per come pare a me, ciò che salta all’occhio tenendo l’orologio tra le mani è una strana sensazione di contrasto. Tra l’opulenza della cassa e del bracciale integrato in oro rosa e l’essenzialità, quasi la nudità del quadrante. Fateci caso. Non siamo ai livelli dell’oro giallo, ma in un orologio full gold anche l’oro rosa chiama spesso quadranti e lunette ricche, gridate, opulente. Qui no. Il grido dell’oro è soffocato dal silenzio del quadrante.

    Del resto, la collezione Tonda PF incarna quel concetto di “ricco minimalismo” che il Ceo di Parmigiani Fleurier, Guido Terreni, persegue fin dal suo ingresso in azienda tre anni fa. E il quadrante grigio argento del Tonda PF Chronograph Rattrapante è una sintesi di questa visione. La sua finitura sabbiata, con una sottile texture sulla base in platino massiccio, fa in modo che si mantenga una sensazione opaca uniforme anche sulle parti incassate dei contatori, posti su un piano leggermente inferiore.

    Un’omogeneità che si ritrova anche nella periferia del quadrante, dove la scala tachimetrica è affiancata da una scala pulsometrica calibrata su 30 pulsazioni. L’anello periferico è organico all’intero quadrante non solo per la finitura sabbiata, ma anche grazie ai dodici indici in oro rosa applicati a mano che lo collegano al centro del quadrante stesso. La lavorazione sfaccettata di questi indici gioca con la luce, illuminando l’insieme dell’orologio.

    Lancette ipnotiche

    Quello che poi interessa, sul quadrante, è anche il gioco delle lancette. Premendo il pulsante sul lato cassa a ore 2 si disingaggiano le due lancette del cronografo, che partono insieme. Premendo il pulsante a ore 4, si ferma quella superiore mentre quella inferiore continua a correre. Un’altra pressione a ore 4 porta la lancetta superiore a raggiungere l’altra. Il tempo parziale viene misurato al primo stop. 

    È un giro ipnotico, forse più elegante che utile, ma è la bellezza di questa complicazione raffinata. Girando girando, le due lancette cronografiche fanno poi muovere le lancette dei contatori. Il contatore dei 30 minuti a ore 3, dei secondi continui a ore 6 e delle 12 ore a ore 9 hanno i numeri arabi e gli indici stampati in nero.

    Le lancette dei contatori dei 30 minuti e delle 12 ore sono in acciaio come la lancetta cronografica superiore; quella dei secondi e la lancetta cronografica inferiore sono placcate oro. Un modo intuitivo per distinguere le loro funzioni.

    I codici di Parmigiani Fleurier

    Detto del quadrante, la parte soft dell’orologio, diamo anche un’occhiata a quella hard, ossia all’insieme di bracciale e cassa. Quest’ultima misura 42 mm di diametro per 15 di spessore, non pochi ma comunque corretti per consentire una visione pulita delle informazioni e per incassare un movimento dall’architettura complessa. Più che le misure, quello che fa sentire al polso la presenza dell’orologio è il peso dell’oro rosa.

    La lunetta è quella caratteristica zigrinata di Parmigiani Fleurier, che presenta finiture a contrasto spazzolate e lucidate a mano. Altri dettagli di design che inseriscono il Tonda PF Chronograph Rattrapante in pieno nella tradizione del Marchio sono i pulsanti a forma di goccia per l’avvio, l’arresto e l’azzeramento del cronografo, e le anse, sempre a goccia. 

    Le anse sono lucide, una finitura che va in continuità con quella della carrure e della parte esterna del bracciale. Le maglie interne hanno invece una finitura verticale che pare allungare le forme dell’orologio. Lucida è anche la corona, sovradimensionata (ha un diametro di 7,2 mm) e dotata di un pulsante integrato per la funzione rattrapante.

    La difficoltà del Tonda PF Chronograph Rattrapante

    La difficoltà di concepire e realizzare un movimento cronografico rattrapante, torno a sottolinearlo, è pari circa a quella che comporta la creazione di una ripetizione minuti o di un tourbillon. Già farlo non è semplice, farlo anche bello è poi una ulteriore sfida. Vinta da Parmigiani Fleurier, perché il calibro PF361 che muove il Tonda PF Chronograph Rattrapante è anche esteticamente impeccabile.

    Basta girare l’orologio sottosopra e dare un’occhiata al lato B attraverso il fondello trasparente per rendersene conto. L’architettura scheletrata del calibro è a due strati e consente di vedere molte parti tecniche del movimento, una cosa non usuale nei movimenti cronografici integrati. Saltano subito all’occhio la platina e i ponti del movimento in oro rosa, anche questo un fatto non usuale, che rimanda ad altri marchi eccelsi.

    La platina ha una lavorazione satinata opaca, mentre i ponti traforati, al contrario, hanno superfici spazzolate, i bordi smussati e gli spigoli lucidati manualmente. C’è un grandissimo numero di angoli esterni e interni sui ponti, delicatamente rifiniti a mano. Le svasature delle viti e le viti stesse sono lucidate e smussate, le ruote sono rifinite con una lavorazione circolare e le parti in acciaio hanno finiture diritte.

    La bellezza è ovunque

    Parmigiani Fleurier aveva già movimenti cronografici in collezione prima del 2016, ma erano modulari. La cosa eccezionale del PF361 sta nel fatto che il Brand ha scelto di creare da zero un nuovo cronografo rattrapante, per di più integrato. Quindi assai più complesso e delicato di un normale cronografo, non tanto per il numero dei componenti, quanto in termini di precisione e regolazione.

    Il calibro PF361 è dotato di due ruote a colonne: una per attivare la normale funzione cronografica, l’altra per dividere il tempo o recuperare il tempo dell’evento cronometrato attraverso la funzione rattrapante. Le due ruote sono collegate a un innesto verticale, che garantisce il funzionamento regolare della cronografia.

    Il bariletto della spirale è decorato con la firma di Michel Parmigiani e con dei disegni a forma di goccia. Tutti elementi che concorrono al totale di 309 componenti di cui è formato il calibro PF361. Per aggiungere ulteriore eccellenza al tutto, segnalo che il movimento del Tonda PF Chronograph Rattrapante è pure ad alta frequenza, perché lavora a 36.000 alternanze/ora. In quest’ottica le 65 ore di autonomia sono quasi un prodigio. Va da sé che tale velocità aggiunge precisione alla rilevazione cronometrica, perché consente di misurare intervalli di 1/10 di secondo, rispetto a 1/8 di secondo di un classico cronografo a 28.800 alternanze.

    Tonda PF Chronograph Rattrapante: valore nel tempo

    Concludo con due luoghi comuni che si adattano a questo pezzo strepitoso di Parmigiani Fleurier e che, come spesso accade, sono anche pillole di buon senso. Uno: la qualità si paga. Due: come diceva mia nonna, chi più spende, meno spende.

    In effetti 155mila franchi pochi non sono. Perché, come penso abbiate capito, da un lato c’è qualità in abbondanza, dall’altro c’è però la certezza di mettersi al polso un oggetto fatto per durare e, magari, anche per rivalutarsi nel tempo. Di sicuro c’è la firma di un guru che, grazie alla lunga esperienza di restauratore, ha capito che in orologeria la forma vale spesso quanto la sostanza. Il Tonda PF Chronograph Rattrapante ne è la prova.

  • L’Armoriale, il nuovo objet d’art di Parmigiani Fleurier

    L’Armoriale, il nuovo objet d’art di Parmigiani Fleurier

    Per descrivere L’Armoriale non si può che pensare a una sintesi di meccanica, arte e storia. Lo straordinario pezzo unico è stato presentato da Parmigiani Fleurier in occasione del compleanno di Michel Parmigiani. Dietro il nome evocativo di un tempo antico, L’Armoriale nasce, meccanicamente parlando, dall’intervento del Maestro – valente restauratore oltre che esperto orologiaio – su un movimento da tasca di fine ‘800, di alta qualità. Il pezzo, firmato A. Golay Leresche & Fils à Genève, vide la luce come ripetizione minuti e cronografo con il numero di serie 19052, corrispondente all’anno di produzione 1890.

    Da una base di gran classe…

    Il movimento poi rielaborato da Michel Parmigiani per realizzare L’Armoriale porta dunque la firma di uno dei marchi più prestigiosi dell’orologeria svizzera della seconda metà del XIX secolo. Fondata nel 1837 dall’orologiaio Auguste Golay-Leresche, con sede al 31 di Quai des Bergues a Ginevra, la Maison si distinse ben presto per la produzione di orologi complicati e di grande qualità. La Golay-Leresche fu insignita di molteplici medaglie, attestati e benemerenze per i risultati ottenuti. Ed era considerata, in patria e all’estero, nel novero dei più fini produttori di orologeria dell’epoca.

    Vantava clientela altolocata. A titolo di esempio, vale la pena citare un ripetitore a minuti in oro, con calendario perpetuo, fasi della Luna, ora di levata e di tramonto del Sole ed equazione del tempo, realizzato per il Maharaja di Patiala, nel 1910. All’epoca però la ragione sociale era già mutata in Golay Fils et Stahl, conservata fino ai nostri giorni dall’azienda – sebbene ormai sia dedita esclusivamente alla gioielleria, ai diamanti e alle pietre preziose.

    …a una Grande Complicazione

    L’ingegno di Michel Parmigiani ha appunto impreziosito il movimento, arricchendolo di un quantième perpétuel di sua creazione, progettato nel 1985, con fasi lunari.

    Ricordo ai più inesperti tra i nostri lettori che la denominazione di quantième perpétuel, ovvero di calendario perpetuo, indica una soluzione meccanica in grado di mostrare la data, il mese, la posizione dell’anno corrente all’interno del ciclo quadriennale. Capace, in più, di tener conto automaticamente della diversa durata dei mesi – compreso il 29 febbraio, per gli anni bisestili – senza richiedere l’intervento umano per il riallineamento a fine mese. Si tratta, come è facile intuire, di un vero capolavoro di meccanica.

    Entrato quindi a buon diritto nel novero delle Grand Complication, il movimento de L’Armoriale è presentato in una preziosa cassa in oro bianco e smalti policromi, con una raffinata e originale lavorazione della carrure e un quadrante anch’esso in oro bianco inciso a mano. Si tratta, come dicevo, di un pezzo unico, celebrativo della vita e del mestiere di Michel Parmigiani. Che a dir il vero non è nuovo a questo genere di rielaborazioni dell’antico: basti pensare a La Rose Carrée per avere un immediato precedente.

    L’Armoriale e i suoi significati

    Del resto, tutto in questo pezzo, è evocativo. Guido Terreni, Ceo di Parmigiani Fleurier, ama sottolineare la molteplicità dei significati de L’Armoriale, vero scrigno di riferimenti.

    Da un lato, c’è il rimando storico e culturale allo stesso Michel Parmigiani: al suo lavoro da restauratore, di cui questa creazione è testimonianza emblematica, e alle sue radici italianissime, che proprio dalle bellezze delle nostre città d’arte suggono ispirazione per le sue squisite creazioni.
    D’altro lato, nelle scelte stilistiche, c’è la rievocazione di un certo gusto rinascimentale. Il che è evidente in particolare nello smalto del fondello, che trae ispirazione dal pavimento della Sala dei Giganti di Palazzo Te, a Mantova (la città d’origine della famiglia Parmigiani).

    Sapienti cromie e un’esecuzione ineccepibile, frutto della mano degli artisti/artigiani della Casa, creano un connubio perfetto con la ricca lavorazione della carrure e sposano l’architettura del quadrante. Opulento e affascinante, il risultato non può certo passare inosservato.
    Dal punto di vista meccanico, la ripetizione a minuti a chiamata, unita al cronografo e al calendario perpetuo con indicatore di fase lunare, mostra un’impeccabile classe esecutiva, come d’altronde Michel Parmigiani ha sempre proposto nelle sue opere.

    Moderno gioiello dal sapore rinascimentale, L’Armoriale è naturalmente opera di più specialisti che lavorano nell’atelier della Casa, non a caso definiti “Mani d’oro”. Mi sembra doveroso ricordarli singolarmente, dato il risultato raggiunto grazie alla loro alta professionalità.

    Gli artisti dell’habillage

    La realizzazione dello smalto policromo, in cloisonné a gran fuoco, è opera di Vanessa Lecci. I colori riprendono quelli dello stemma dei Gonzaga, signori di Mantova. Dal giallo a un caldo tono bruno, attraverso un sapiente gioco di sfumature, l’Armoriale è un richiamo a quei fasti di gusto e armonia di cui il celebre palazzo mantovano è un fulgido esempio.

    Nel segno della continuità e della tradizione dell’inconfondibile gusto di Parmigiani Fleurier, il maestro incisore Eddy Jaquet ha impreziosito la cassa con effetti di rilievo e giochi di luce. Decori tipici della Maison, palmette cesellate, scanalature levigate e decori ispirati a un altro modello da tasca con automi (dal tema biblico: Mosé che colpisce la roccia), si fondono a comporre un insieme prezioso di squisita fattura. Sempre al savoir-faire di Eddy Jaquet si deve il quadrante, che rievoca un gusto fiorentino dall’effetto sontuoso.

    Da una tale attenzione per i dettagli non poteva certo essere esclusa la catena in oro bianco, raffinatissima e appositamente studiata per essere il perfetto complemento a L’Armoriale. Laurent Jolliet, uno degli ultimi depositari della secolare arte di produzione delle catene per orologi, si è ispirato alla decorazione della carrure, ma l’ha interpretata in chiave leggiadra, fino a ottenere un effetto di fluidità in ogni posizione delle maglie. Nessun miglior complemento per il taschino o il gilet del fortunato proprietario.

    Se anche questa volta Parmigiani Fleurier non cessa di stupirci, nel contempo rassicura il mondo del collezionismo: l’Arte orologiaia, con la A maiuscola, esiste ancora. Per la gioia dei veri estimatori.

  • Tonda PF Automatic 36mm, il discreto bicolore di Parmigiani Fleurier

    Tonda PF Automatic 36mm, il discreto bicolore di Parmigiani Fleurier

    Fra le proposte di Parmigiani Fleurier per Natale ci sono i nuovi Tonda PF Automatic 36mm. No, un attimo: se qualcuno avesse già arricciato il naso, e avesse liquidato in tutta fretta questo pezzo con un «è da donna, non mi interessa», farebbe bene a fermarsi subito, o meglio a fare un passo indietro. Perché è vero che la bella immagine in apertura ritrae un polso femminile, ma non è vero che il Tonda PF Automatic 36 sia adatto solo alle signore. Anzi…

    Genderless. Pangender

    Del resto, siamo seri: se qualcuno pensa ancora che i 36 mm siano un formato esclusivamente da donna, è fermo ai primi anni Duemila. Quando c’era la mania degli orologi oversize e il mito della virilità passava anche attraverso la taglia XL degli accessori da polso. Svegliamoci, su: quei tempi sono finiti, siamo nel 2023. E non soltanto le ultime tendenze dell’orologeria prediligono esemplari di taglia più piccola, con un ritorno a un buon gusto e a dimensioni “umane” tipici del passato. Soprattutto, il Pianeta è pieno di uomini che hanno un polso minuto – anche alle nostre latitudini: non c’è bisogno di andare in Oriente per trovarli…

    I nuovi Tonda PF Automatic 36mm, dicevo, appaiono fra le proposte di Parmigiani per le imminenti festività. Due esemplari: uno interamente in acciaio e oro rosa, con display grigio sabbia, chiamato Tonda PF Automatic 36mm Steel Rose Gold Grey Sand; l’altro, il Tonda PF Automatic 36mm Rose Gold Deep Ruby Set, con la cassa in oro rosa e il cinturino in pelle di alligatore, coordinato al colore del quadrante, un profondo rosso rubino. E con gli indici impreziositi da diamanti baguette.

    Due versioni presentate lo scorso autunno che vanno ad affiancarsi agli omonimi già in catalogo, usciti invece un annetto fa. Anche se, per essere sinceri, la vera novità è la referenza bicolore: quella in oro rosa esisteva già – almeno con il bracciale. Quindi, nelle prossime righe, mi concentrerò soprattutto sul modello acciaio & oro, anche perché segna l’ingresso in collezione, per la prima volta, di metalli di diverso colore abbinati nello stesso esemplare.

    Il Tonda PF Automatic 36mm Steel Rose Gold Sand Grey

    Che poi l’idea del metallo bicolore, di suo, non sembra propriamente adatta all’understatment di Parmigiani. Troppo vistoso, troppo sfacciato, il bicolore fa tanto anni Ottanta, almeno nell’immaginario di chi ha vissuto l’epoca degli Yuppies e dell’edonismo reaganiano… Eppure, i creativi della Casa sono venuti a capo della Mission Impossible e hanno creato un accostamento non solo ben riuscito, ma che esalta lo spirito sport luxury della collezione. Come? Con un uso discreto e calibrato dell’oro rosa, così da sottolineare la struttura architettonica dell’orologio, gli elementi portanti del design.

    Ecco quindi che nel Tonda PF Automatic 36mm Steel Rose Gold Sand Grey il metallo più caldo e prezioso è utilizzato in piccole dosi, nella lunetta e nei link verticali più interni, a valorizzarne i profili. E poi ritorna solo nella corona e negli indici sul quadrante. Proprio gli indici, del resto, sono un dettaglio tutt’altro che secondario. Essenziali eppure luminosi, così geometrici e sfaccettati, definiscono la natura inclusiva e no-gender dell’orologio – per usare due parole tanto di moda oggi. Mentre l’altro modello, tra i diamanti baguette e il colore, sembrerebbe avere una connotazione più femminile. Almeno per una parte di pubblico: penso ai Boomer della nostra provincia italiana, dalla mentalità più tradizionalista…

    Le caratteristiche comuni

    Chiunque però, non solo i più illuminati fra i Millennial, non può che apprezzare quelle caratteristiche costruttive diventate ormai segni distintivi della collezione. Presenti quindi su entrambi gli esemplari. A cominciare dalla lavorazione guilloché del quadrante, con quel fine ma sontuoso grain d’orge su cui spiccano il logo ajouré e le lancette a Delta scheletrate. Per passare alla sottile ma composita lunetta zigrinata, che sembra “aprire” ancora di più il quadrante. O alle famose anse a goccia, che permettono alla cassa di abbracciare perfettamente il polso; o ancora alle proporzioni misurate, con lo spessore ridotto a 8,6 mm che regala una vestibilità super-confortevole. Fino alle impeccabili finiture di tutte le superfici, che sono l’essenza dell’alta orologeria e trasmettono un piacere sia visivo sia tattile.

    Quindi il movimento: i nuovi Tonda PF Automatic 36mm montano come al solito l’ormai noto calibro PF770. A carica automatica, è provvisto della consueta massa oscillante scheletrata in oro rosa 22 carati (certo dispiace non vedere più il micro-rotore decentrato che dava il nome al primo orologio della collezione, ma non si può avere tutto in un diametro di 25,6 mm). Ed è privo di datario, per non spezzare la pulizia del quadrante, con somma gioia da parte dei puristi della meccanica. Di tutto rispetto l’autonomia, che raggiunge le 60 ore. Anche qui le finiture sono da manuale: i ponti sono lavorati a Côtes de Genève, l’anglage è ovunque, e il logo PF è incastonato al centro della massa oscillante, in cui sembra fluttuare grazie a un inserto in vetro zaffiro.

    Conclusioni

    Concludo come sempre con il prezzi al pubblico: il Tonda PF Automatic 36mm costa 24mila franchi svizzeri nella versione Steel & Rose Gold Grey Sand, 37mila in quella Rose Gold Deep Ruby Set. Del tutto coerenti quindi con gli altri esemplari della collezione (basti pensare che la referenza tutto acciaio – con lunetta in platino – ha un prezzo di 19.500 euro). Ma con in più il twist di un bicolore sapientemente raffinato, che ne accentua la valenza sport-chic. Anche sui polsi maschili.

  • Il Tonda PF Minute Rattrapante di Parmigiani raccontato da Luca Castellani

    Il Tonda PF Minute Rattrapante di Parmigiani raccontato da Luca Castellani

    Parmigiani Fleurier l’ha presentato la scorsa primavera a Watches and Wonders Geneva. Dove, durante l’apposita sessione di Touch and Feel, io e gli altri ospiti dello stand abbiamo avuto modo di toccarlo e di provarlo al polso, dopo che il Ceo Guido Terreni ce lo aveva spiegato a dovere. Ora che il Tonda PF Minute Rattrapante è in distribuzione nei punti vendita, però, è arrivato il momento di raccontarlo anche ai lettori del Giornale degli Orologi: così, chi fosse interessato, può andarlo a vedere in negozio con le idee più chiare. Ne parliamo con Luca Castellani, Direttore commerciale mondo di Parmigiani Fleurier: chi meglio di lui può svelarci l’orologio dal punto di vista della Marca?

    Il Tonda PF Minute Rattrapante: una prima assoluta

    «Partiamo dall’idea di base. Come il GMT Rattrapante, presentato l’anno scorso, il Tonda PF Minute Rattrappante nasce con lo spirito di sviluppare dei movimenti e delle funzioni non ancora presenti sul mercato, perlomeno come le concepiamo noi. Il GMT Rattrapante è una funzione che si usa quando si viaggia e poi “scompare” all’interno del quadrante, regalandoci un orologio molto semplice e puro – in linea con lo stile di Parmigiani. Allo stesso modo, il Minute Rattrapante segna i minuti che devono passare per un determinato evento, ma la complicazione si vede esclusivamente quando se ne ha bisogno».

    In effetti, Parmigiani Fleurier ha sviluppato un’innovativa funzione sdoppiante, svincolata dal cronografo e applicata ad altre complicazioni. Nel 2022 infatti la Maison l’ha impiegata nel secondo fuso orario. Mentre quest’anno l’ha trasferita alla misurazione dei minuti per creare, di fatto, un timer. In entrambi i casi, ha utilizzato una soluzione tecnica improntata alla massima discrezione ed eleganza, in cui la meccanica è eccezionalmente funzionale all’estetica. In questo modo ha anche introdotto un nuovo concetto: mostrare la complicazione aggiuntiva solo quando serve, e nasconderla se non la si utilizza (così da poter indossare un orologio che in apparenza è un “solo tempo”, ma in realtà è un complicato inedito).

    Una lancetta, non una lunetta

    «Per il Tonda PF Minute Rattrapante, l’idea dalla quale insieme a Guido siamo partiti era un po’ quella dello scuba, dell’orologio subacqueo. Ma ovviamente il Parmigiani non è un orologio subacqueo, e noi non avevamo alcuna velleità di realizzare un orologio così sportivo. Volevamo invece creare un’alternativa a ciò che normalmente si fa con una lunetta unidirezionale. E ricrearlo all’interno dell’orologio». In altre parole, l’operazione di misurare uno specifico lasso di tempo su una scala di 60 minuti, che in genere avviene per mezzo della lunetta girevole unirezionale, nel Tonda PF Minute Rattrapante si fa appunto con un’apposita lancetta dei minuti.

    Infatti, accanto alle consuete lancette centrali di ore e minuti, in oro rodiato e dalla forma a delta, il quadrante riporta un’ulteriore lancetta dei minuti, in oro rosa per distinguerla dall’altra. Per iniziare la misurazione, la lancetta aggiuntiva è settata con i pulsanti posti sulla carrure: una volta posizionata, si avvia il timer – o conto alla rovescia che dir si voglia. Quando la lancetta rodiata raggiunge quella in oro rosa, il tempo è trascorso – il countdown ultimato -, quindi le due lancette si sovrappongono. La sovrapposizione però può avvenire anche con il pulsante in oro rosa coassiale alla corona, che permette di riunire le due lancette (rattraper, in francese) a comando.

    La meccanica di precisione del Tonda PF Minute Rattrapante

    Importante è la possibilità di impostare esattamente la lancetta rattrappante, secondo i propri desideri. «Nel senso che, avendo i due pulsanti – quello a ore 8 gestisce i 5 minuti, l’altro a ore 10 gestisce i minuti singoli –, possiamo veramente settare con precisione i minuti che ci separano da un determinato momento: sia esso un appuntamento, un impegno piuttosto che la partenza di un volo…». I due pulsanti sono collegati al modulo della complicazione, montato sotto il quadrante. Nonostante la costruzione modulare, il calibro PF052 che anima il sistema ha comunque uno spessore contenuto: 4,9 mm in totale. (Le informazioni tecniche al riguardo sono nelle didascalie).

    Considerato che il movimento di base è sostanzialmente il calibro PF703 racchiuso nel Tonda PF Microrotor, che misura 3 mm di spessore, ne risulta che il modulo è sottile solo 1,9 mm. Proprio la volontà di rispettare i canoni di sottigliezza ed estrema eleganza di quel precedente, capostipite dell’intera collezione, è il motivo per cui da Parmigiani Fleurier hanno deciso di non aggiungere alcuna complicazione sonora allo scadere del tempo misurato dal timer. «Abbiamo privilegiato le proporzioni dell’orologio, l’armonia della forma e dell’estetica: la sua linearità, sia nel diametro che nello spessore». Ovvero, 40 per 10,7 mm. «Dimensioni che lo rendono estremamente portabile», commenta il manager.

    Valori personali

    Riguardo all’habillage, va detto che il Tonda PF Minute Rattrapante è realizzato interamente in acciaio. Mentre la finitura lucido-satinata dei componenti crea piacevolissimi giochi di luce sulle diverse superfici, la cassa è impreziosita dalla lunetta zigrinata in platino, tipica della collezione: un dettaglio di “lusso nascosto” che può rendere segretamente orgoglioso chi indossa l’orologio. Infine il caratteristico guilloché Grain d’orge, realizzato a mano, si ritrova sul quadrante dalla particolare tonalità grigio sabbia. «Un quadrante nuovo, molto diverso, che è piaciuto molto ai nostri clienti, a livello internazionale», confida ancora Castellani.

    A proposito, possiamo conoscere qualche commento, qualche aneddoto che riguarda l’orologio – o meglio la nuova funzione del minuto sdoppiante? «In tanti hanno fatto la battuta: “Così posso controllare i tempi di cottura della pasta”. Non solo in Italia, bada bene, ma anche all’estero. Chiaramente nessuno compra un orologio con un costo così importante (28mila franchi svizzeri) per vedere quando si deve scolare la pasta… Ma il commento non è mai: “Lo uso per andare a fare un’immersione” o, che so, “per non sforare la durata di uno speech in pubblico”. Tutti invece, in modo trasversale, si concentrano sempre e solo sulla questione della pasta». La pasta come valore universale?

    «Scherzi a parte, mi ha molto colpito lo stupore di quanti – premendo il pulsante – vedono per la prima volta la lancetta che sparisce, che scompare sotto l’altra. Il che non capita solo con il Minute Rattrapante, ma anche con il GMT. Quell’espressione di sorpresa sul viso, il wow esclamato in modo spontaneo… sono davvero molto appaganti».

  • I calendari Parmigiani Fleurier #2. Uno specchio delle civiltà

    I calendari Parmigiani Fleurier #2. Uno specchio delle civiltà

    Ci siamo lasciati ieri parlando nel dettaglio del primo dei tre calendari Parmigiani Fleurier in platino che il brand ha presentato a Watches and Wonders 2023, in edizione limitata di tre cofanetti. Si trattava del Tonda PF Calendario Gregoriano, che noi occidentali comunemente utilizziamo, qui nella forma del calendario annuale con fasi di luna astronomiche. Come avevo anticipato, dopo il calendario annuale abbiamo un calendario completo e un calendario perpetuo.

    Il Tonda PF Xiali Calendario Cinese Completo è dedicato alla cultura del Dragone, che misura il tempo combinando un calendario solare e uno lunare. Il Tonda PF Hijri Calendario perpetuo islamico guarda invece alla cultura musulmana, che basa lo scorrere degli anni su una serie di cicli lunari.

    Le finiture del bracciale, del quadrante e della cassa sono per entrambi gli orologi le medesime del Tonda PF Calendario Gregoriano. Il diametro della cassa rimane di 42 mm mentre cambia lo spessore: 12,2 mm per lo Xiali, 11,2 per l’Hijri. Comunque incredibilmente sottili. Conviene dunque, per ciascuno dei due pezzi, concentrarsi sulle indicazioni del quadrante e sui movimenti e lasciare ulteriori descrizioni nelle didascalie. Parto dal Tonda PF Hijri.

    I calendari Parmigiani Fleurier guardano al Medio Oriente

    A differenza del calendario gregoriano, il calendario Hijri è puramente lunare. Fu introdotto dal profeta Maometto al tempo dell’Egira (o Hijra, da cui il nome), il momento in cui si traferì dalla Mecca a Medina nel 622 d.C. Segnò una rottura rispetto ai precedenti sistemi utilizzati dalle tribù arabe, alcune delle quali utilizzavano calendari lunari, altre calendari lunisolari.

    Secondo tra i calendari Parmigiani Fleurier, ecco dunque che il Tonda PF Hijri riflette gli aspetti storici delle tradizioni nomadi musulmane e delle pratiche religiose. Basato sul ciclo lunare, è organizzato in 12 mesi, ciascuno denominato in caratteri arabi in base a precetti o compiti dettati dalle stagioni o dal Corano.

    Il secondo mese, per esempio, è Safar, che si traduce più o meno come “vuoto”: in quel periodo dell’anno le case erano vuote perché i loro abitanti erano fuori, a raccogliere cibo. L’ottavo mese, Sha’ban, significa “sparso”, perché segnava il periodo dell’anno in cui le persone si disperdevano per raccogliere l’acqua. 

    Un quadrante ricchissimo

    Tutto questo è ben presente sul quadrante dell’orologio che, lo ricordo, è un calendario perpetuo e quindi tiene automaticamente conto della differente durata dei mesi anche negli anni bisestili. E non potrebbe essere diversamente, visto che il calendario islamico conta diverse eccezioni. Il ciclo lunare Hijri è di 30 anni e consiste in 19 anni comuni con 354 giorni e 11 anni abbondanti con 355 giorni. Questo perché dei 12 mesi che compongono l’anno, 6 hanno 30 giorni, 5 ne hanno 29 e uno è variabile a 29 o 30. Per cui c’è una differenza annuale da -10 a -12 giorni.

    Oltre alle ore e ai minuti, quindi, il complesso Tonda PF Hijri indica le varie informazioni su diversi contatori. Quello a ore 3 riporta i 12 mesi dell’anno in numeri: il 9° mese, il Ramadan, sacro per i musulmani, è in verde, il colore dell’Islam. Il contatore a ore 9 indica la data fino al 30. La piccola apertura all’interno segnala la differenza tra mesi di 30 e 29 giorni: se è verde, il mese è da 30. Infine il contatore a ore 12 segnala il ciclo lunare di 30 anni.

    Anche il materiale dell’orologio ha un significato culturale. Poiché il Corano istruisce gli uomini a non adornarsi con l’oro, non è stato possibile utilizzarlo per la cassa né per il bracciale. Né l’oro giallo, né l’oro rosa. Seguendo i dettami della cultura islamica, si è scelto dunque il platino e sulle fasi lunari dell’Hijri è stato usato l’oro bianco anziché quello giallo utilizzato per gli altri.

    Calibro che vince, non si cambia

    Come alcuni di voi sapranno, l’Hijri non è una novità assoluta tra i calendari Parmigiani Fleurier. È infatti stato introdotto per la prima volta in collezione nel 2019 e nel 2020 ha vinto il premio per l’innovazione nel Grand Prix d’Horlogerie de Genève. A sua volta, quel pezzo si basava sulla tecnologia che Parmigiani Fleurier aveva originariamente sviluppato per un orologio da tavolo del 2011, ispirato da un antico orologio da tasca con calendario arabo restaurato da Michel Parmigiani.

    La nuova edizione in platino armonizza l’orologio del 2019 alla trilogia di calendari perpetui sotto il profilo dell’estetica. Quella referenza era infatti diversa in quanto a colori e visualizzazione delle informazioni, pur mantenendo la medesima impostazione del quadrante. La cassa era anch’essa in platino ma più ampia, 44,5 mm, e più spessa, 14,09 mm.

    Lavorando su quell’orologio, Parmigiani Fleurier ha avuto modo di affidarsi al medesimo calibro di manifattura PF009, un movimento automatico con modulo calendario perpetuo. L’autonomia arriva fino a 48 ore e la frequenza di oscillazione è a 28.800 alternanze/ora. Le dimensioni totali di movimento e modulo insieme sono di 33,8 mm di diametro e 5,7 di spessore. Come nel calibro del calendario gregoriano, la decorazione prevede Côtes de Genève e ponti smussati, massa oscillante in platino scheletrata, lucidata e sabbiata.

    La sfida più dura per i calendari Parmigiani Fleurier

    Così come l’Hijri, anche il Tonda PF Xiali Calendario Cinese Completo non è una prima assoluta tra i calendari Parmigiani Fleurier. Lanciato all’inizio di quest’anno, ne abbiamo già scritto qui. Ragion per cui invito a rileggere almeno la prima parte di quell’articolo per capire come funziona in Cina la misurazione del tempo attraverso i calendari. In questo modo potrete intuire come mai per un orologiaio è un vero rompicapo infilarla in un orologio da polso.

    Come accaduto con il primo Hijri, anche tra questa versione dello Xiali e la precedente c’è un’importante differenza. Là era la dimensione della cassa (44,5 mm contro 42), qui è il materiale: perché dall’acciaio dello Xiali precedente si è passati al platino dell’attuale, per armonizzarlo con la trilogia dei calendari Parmigiani Fleurier. Il diametro da 42 mm è rimasto lo stesso.

    Non è cambiata nemmeno la disposizione dei contatori sul quadrante, mentre tra i due Hijri qualche differenza c’era. A ore 12 ci sono l’indicazione del nome dell’anno/animale e del relativo elemento, oltre all’associazione con il ciclo yīn-yáng. Troviamo a ore 3 l’indicazione del numero del giorno del mese (da 1 a 29 o da 1 a 30, a seconda della lunghezza del mese) e una finestrella che segnala la lunghezza di quello corrente. A ore 6 si trova l’indicazione della fase lunare, sincronizzata con il numero del giorno. A ore 9 l’indicazione del numero del mese da 1 a 12 e una finestrella con l’indicazione del mese extra-lunare, che resta vuota quando questo non c’è.

    Ottimizzare le risorse

    Anche con il Tonda PF Xiali di questa trilogia in platino, Parmigiani Fleurier ha ottimizzato gli sforzi tecnici servendosi dello stesso calibro utilizzato nell’orologio lanciato all’inizio del 2023. Parlo del calibro di manifattura PF008, che lavora a 28.800 alternanze/ora e ha un’autonomia di 54 ore.

    Qui le dimensioni totali di movimento e modulo insieme sono di 32,6 mm di diametro e 6,9 di spessore: oltre un millimetro in più di altezza rispetto all’Hijri, vista la quantità di informazioni che il calibro deve gestire, è comunque un’inezia. Anche qui, stessa attenzione alle decorazioni: massa oscillante in platino scheletrata, lucidata e sabbiata, Côtes de Genève e ponti smussati.

    Come avrete capito, il Tonda PF Xiali nasconde un meccanismo molto sofisticato che serve a visualizzare le informazioni in caratteri cinesi classici. Poiché il calendario cinese non è ciclico, la complicazione è programmata meccanicamente e copre un periodo di 12 anni, utilizzando un sistema a camme. Alla fine di questi 12 anni, l’orologio dev’essere ripristinato per un nuovo periodo equivalente.

    Durante questo periodo, l’orologio fornisce tutte le informazioni senza alcuna necessità di intervento, purché sia sempre tenuto in funzione. Se si ferma, le informazioni si ripristinano correggendo il numero del giorno e del mese con un correttore rapido, se necessario, per facilitare la rimessa in linea su lunghi periodi.

    Un omaggio culturale

    Un’informazione di servizio: il prezzo del cofanetto che comprende la straordinaria trilogia di calendari Parmigiani Fleurier non è disponibile se non su esplicita richiesta del diretto interessato. Detto ciò, penso abbiate capito che con questo sforzo meccanico la Maison abbia prima di tutto voluto compiere una operazione culturale. Lo ha fatto mettendo a disposizione il proprio savoir-faire e la propria perizia tecnica.

    Credo quindi che il modo migliore per chiudere la mia carrellata sia quello di prendere in prestito le parole di Guido Terreni: «La storia dell’orologeria è strettamente intrecciata con la storia della civiltà umana e riflette i progressi della tecnologia e i mutevoli valori culturali delle diverse epoche. Pertanto, l’orologeria è un’espressione culturale, poiché i calendari sono lo specchio delle civiltà, rappresentano per Parmigiani Fleurier un segno di rispetto multiculturale. Vogliamo interpretare le caratteristiche di una società creando un orologio che integri tutte le informazioni permettendoci di comprenderne l’organizzazione e la storia».

  • I calendari Parmigiani Fleurier #1. Un ponte fra culture

    I calendari Parmigiani Fleurier #1. Un ponte fra culture

    «Venite, scendiamo e confondiamo il loro linguaggio, affinché l’uno non capisca il parlare dell’altro». Sono le parole che, secondo la Bibbia, Dio avrebbe pronunciato prima di punire l’uomo, reo di voler toccare il cielo con la Torre di Babele. Sappiamo come è finita. Oltre che per le lingue, però, alcune fette di umanità hanno qualche problemino di comprensione anche sui calendari. Ecco, con i calendari Parmigiani Fleurier prova a gettare un ponte fra tre grandi culture – occidentale, araba e cinese – che misurano il tempo con metodi diversi. E lo fa da par suo.

    I calendari Parmigiani Fleurier e la visione di Michel Parmigiani

    Non è un caso che Michel Parmigiani definisca il calendario «una complicazione orologiera affascinante, in quanto è davvero lo specchio delle civiltà». La Maison da lui fondata è di fatto l’unica a essersi cimentata con i sistemi gregoriano, arabo e cinese, in una trilogia della collezione Tonda che è un omaggio non solo all’orologeria, ma all’intera umanità.

    Sviluppati negli ultimi anni e orgoglio del Ceo Guido Terreni, i calendari Parmigiani Fleurier Tonda hanno trovato nel 2023 la migliore espressione in una speciale edizione limitata di tre cofanetti, ciascuno dei quali li include tutt’e tre. Presentati a Watches and Wonders Geneva la scorsa primavera, sono un incrocio tra cultura, civiltà e storia, una prova di Alta Orologeria cui il Marchio conferisce un significato unico.

    Oltre al fatto di leggere e misurare il tempo con specifiche differenti, i tre calendari hanno in comune anche un’altra caratteristica: il materiale di cui sono fatti. Gli orologi della trilogia sono in platino. Una scelta non casuale, perché è ormai questo il metallo scelto da Michel Parmigiani per le referenze più prestigiose del catalogo. Un segno identificativo, al pari della lunetta zigrinata e del quadrante guilloché con motivi Grain d’orge.

    Perché il platino?

    E pensare che non sempre il platino ha goduto di grande fortuna: lo si evince anche dal nome, che deriva dallo spagnolo plata e letteralmente significa “piccolo argento”, o “argento di poco valore”. Scoperto dai conquistadores in Sudamerica sul finire del XVI secolo, questo metallo bianchiccio simile all’argento all’inizio era considerato una scocciatura. Spesso era rinvenuto insieme all’oro, del quale alterava la purezza e ostacolava l’estrazione.

    Con il tempo, però, si è cominciato ad apprezzarne le caratteristiche e a utilizzarlo per realizzare monete, gioielli e anche strumenti scientifici. Ma quali sono le proprietà che lo rendono ideale anche per l’impiego nell’alta orologeria?

    Intanto il platino è resistente all’usura, all’ossidazione e alla corrosione. È amagnetico: una manna per i calibri degli orologi. È biocompatibile, non dà reazioni a contatto con il corpo umano. In più, è molto denso, pesante, ideale per chi vuole sentire bene ciò che indossa al polso. Ha un’altissimo punto di fusione ma allo stesso tempo è estremamente malleabile, facile da lavorare: basti pensare che con un grammo di platino si può ricavare un filo lungo due chilometri. Infine è raro, quindi prezioso: per produrre 30 grammi di platino, devono essere estratte circa 10 tonnellate di minerale. Quale alleato migliore per i calendari Parmigiani Fleurier?

    Il Tonda PF Calendario Gregoriano

    Comincio il racconto della trilogia dal calendario gregoriano. Siamo in Occidente, partiamo da qui, con il Tonda PF Gregorian Calendar, che in realtà è un Tonda Calendario Annuale. Un orologio caratterizzato da due complicazioni principali: la data retrograda e la fase lunare di precisione. Insieme orientano nettamente questo pezzo verso l’astronomia, con la riproduzione delle rivoluzioni della Terra intorno al Sole e in relazione alla Luna.

    Il quadrante in platino con finitura sabbiata è un vero pannello di controllo dell’anno in corso. A ore 3 si trova il contatore che indica i mesi, bilanciato a ore 9 da quello con i giorni della settimana. In entrambi, sia la parte centrale sia l’anello con le indicazioni mantengono la finitura sabbiata dell’intero quadrante, dando omogeneità visiva al tutto.

    A ore 6 c’è una delle due complicazioni protagoniste: la fase lunare di precisione. Impostata all’interno di una finestra circolare, mostra il cammino della Luna visto da entrambi gli emisferi della Terra, in modo da corrispondere alla posizione geografica di chi indossa l’orologio. Il cielo stellato in avventurina blu e i dischi della Luna in oro rosa danno un tocco di colore al quadrante, altrimenti monocromatico. 

    Le fasi lunari astronomiche

    Ma perché si chiama “fase lunare di precisione”? Non si tratta di un vezzo di Michel Parmigiani, ma di una caratteristica sostanziale presente in certi esemplari astronomici. Grazie al fatto che necessita di un’unica correzione ogni 122 anni, il sistema compensa la discrepanza tra quello che è il ciclo lunare convenzionale – 29 giorni e 12 ore – e il ciclo lunare reale. Quest’ultimo, detto anche mese sinodico, dura infatti in media 29 giorni, 12 ore, 44 minuti e 2,8 secondi: differenza che si accumula e, a lungo andare (ogni 122 anni, appunto), provoca una lunazione sfasata di un giorno in avanti. 

    Per non oscurare la precisione e la poeticità della prima complicazione, i designer di Parmigiani Fleurier hanno ideato per la seconda – la data retrograda – una soluzione ottimale. Indicato da una lancetta centrale con la punta a forma di mezzaluna, il datario è infatti disposto su un arco di cerchio alla periferia del quadrante, così da occuparne i due terzi superiori. In questo modo, la lancetta (che torna con uno scatto fulmineo all’1 allo scoccare della mezzanotte del 31) non passa mai al di sopra della finestra delle fasi lunari, per non ostacolarne la vista.

    Uno sguardo alla cassa

    La cassa del Tonda PF Calendario Gregoriano, lo avete letto, è in platino, così come la lunetta zigrinata, firma dei calendari Parmigiani Fleurier e non solo. Misura 42 mm di diametro e ha l’impressionante spessore di 11,1 mm. Perché impressionante? Provate a pensare alla quantità di componenti presenti nel calibro e a quello che significa farli stare in uno spazio così minuscolo…

    La lavorazione alterna, come spesso accade, finiture lucide (parte superiore e inferiore delle anse e lunetta) e satinate (lato cassa e lati delle anse). Gli stessi effetti sono riservati al bracciale a tre file – anch’esso in platino – ma qui sono ancora più ricercati. La satinatura è riservata alle maglie centrali mentre quelle laterali sono lucide. La finitura opaca torna sul profilo laterale del bracciale e ne accompagna la rastrematura fino alla fibbia pieghevole in oro bianco. Basterebbe questo a definire l’attenzione che Parmigiani Fleurier ha riservato al Tonda PF Calendario Gregoriano.

    Un calibro degno dei calendari Parmigiani Fleurier

    Arrivo infine al calibro, che nel caso del Tonda PF Calendario Gregoriano è il PF339, un movimento di manifattura a carica automatica con, appunto, calendario annuale retrogrado e fasi lunari di precisione. Il calibro lavora alle canoniche 28.800 alternanze orarie e ha un’autonomia di 50 ore circa a carica completa. Prestazione interessante, alla luce delle tante indicazioni che la meccanica dell’orologio è chiamata a mostrare.

    Come detto, l’unica correzione delle fasi lunari avviene ogni 122 anni. Il calibro, però, non riconosce la diversa durata del mese di febbraio (proprio perché è un calendario annuale, non perpetuo), per cui è necessaria una regolazione manuale una volta all’anno. Tutte le regolazioni dei contatori e della data retrograda possono essere effettuate utilizzando i pulsanti discretamente incassati nella carrure.

    Parmigiani Fleurier ha sviluppato il calibro PF339 a partire dal calibro automatico PF331, dotandolo di un modulo aggiuntivo per il calendario annuale retrogrado e le fasi lunari di precisione. La caratteristica principale del movimento è il doppio bariletto montato in serie, che stabilizza la distribuzione dell’energia così da trasmetterla all’organo regolatore in modo costante. Naturalmente anche il grado di finitura è ai massimi livelli: Côtes de Genève e ponti smussati, massa oscillante in platino scheletrata, lucidata e sabbiata. Un gran bel pezzo dunque, che costituisce il primo orologio dei tre calendari Parmigiani Fleurier dedicati alle grandi culture del mondo. Per i prossimi due, Hijri (mondo arabo) e Xiali (Cina), vi do appuntamento a domani.

  • Tonda GT Cronografo: Parmigiani Fleurier fa rima con sport

    Tonda GT Cronografo: Parmigiani Fleurier fa rima con sport

    Un consiglio: prima di leggere questo articolo andate a dare un’occhiata alla nostra intervista più recente al ceo di Parmigiani Fleurier, Guido Terreni. È il modo migliore per capire che cosa sta dietro al Tonda GT Cronografo. Benché non sia una delle novità del marchio, è l’esempio di quell’equilibrio tra essenzialità della forma, praticità della funzione ed eleganza non ostentata che sono tre punti essenziali per il successo del brand.

    È piuttosto evidente come il tipo di orologio oggi desiderato da molti appassionati sia un pezzo abbastanza elegante da mostrare gusto e status. Ma anche abbastanza sportivo da adattarsi al veloce stile di vita contemporaneo. Si spiega così la popolarità di orologi come il Royal Oak o il Nautilus, eleganti ma pensati per essere indossati anche con jeans e polo.

    Un trend interpretato da Parmigiani Fleurier con esemplari che s’inseriscono in questo segmento a pieno merito. Uno di questi è proprio il Tonda GT Cronografo, disponibile in una serie di versioni, caratterizzate da attraenti quadranti bicolore o panda, chiamati dal brand Quantum Grey e Granata.

    I due Tonda GT Cronografo con cassa in oro rosa sono alimentati dal movimento cronografo integrato ad alta frequenza di Parmigiani Fleurier, mentre i due in acciaio combinano il cronografo con il calendario annuale.

    I codici estetici di Parmigiani Fleurier

    La mano di Guido Terreni in Parmigiani Fleurier si è vista da subito, con la razionalizzazione delle collezioni in due linee principali, Toric e Tonda. Quest’ultima è la meglio rappresentata e comprende Tonda PF, sottofamiglia di eleganti orologi sportivi di lusso, e Tonda GT. Questa è una linea più sportiva, un tempo nota come Tondagraph, il cui nome richiama le GT del mondo dell’auto, vetture Gran Turismo pensate per la guida ad alta velocità e per le lunghe distanze.

    L’architettura del Tonda GT Cronografo s’ispira in parte al Tonda Chronor Anniversaire, il primo movimento cronografo integrato del marchio realizzato nel 2016 per celebrare il 20° anniversario del Brand. I pulsanti a forma di goccia e le anse fluide discendono da quell’orologio, mentre la lunetta zigrinata distingueva già il primo Toric di Michel Parmigiani del 1996. Quadranti guilloché, lancette a delta scheletrate e gran data sono altre caratteristiche della linea Tonda GT.

    Tonda GT Cronografo ad alta frequenza: la cassa

    Parto però dalla cassa del Tonda GT Cronografo con movimento ad alta frequenza. Quella in oro rosa si sposa molto bene con le combinazioni di colori dei contatori del cronografo. Ha un diametro di 42 mm e uno spessore di 14,3 (non sottile ma contenuto) ed è lavorata con un’alternanza di superfici lucide e satinate. È caratterizzata da una delicata curvatura che aiuta la vestibilità dell’orologio al polso e che è ben visibile guardandolo di profilo.

    Non ci sono bordi spigolosi né forme taglienti; tutto è liscio e addolcito, come per esempio i pulsanti a goccia del cronografo. Sono inclinati, per seguire la curvatura della carrure, e alloggiati all’interno dell’ansa, anch’essa a goccia e più grande. L’ansa si fonde con il cinturino in caucciù, chiuso da una fibbia pieghevole anch’essa in oro rosa.

    Il lavoro sul quadrante

    A mio parere, quindi, una cassa molto bella, perché ha un’architettura ragionata e ben eseguita. Allo stesso modo del quadrante. Sullo sfondo argentato lavorato a guilloché spiccano i contatori nelle due tonalità Quantum Grey o Granata, in tinta con il colore del cinturino. Hanno la classica disposizione a ore 3 (contatore dei 30 minuti), 6 (secondi continui, ad arco e con doppia traccia) e 9 (12 ore), cui fa da contrappunto la finestra della gran data a mezzogiorno.

    In contrasto con la lavorazione a guilloché della zona centrale, il giro delle ore ha una finitura concentrica e accoglie gli indici delle ore in oro rosa applicati, con rivestimento nero luminescente. Lo stesso rivestimento si trova sulle punte delle lancette di ore e minuti, che sono a delta e scheletrate, come nella tradizione della famiglia Tonda. Interessante il dettaglio del contatore dei secondi: la scritta “5Hz Chronograph”, che indica il sofisticato movimento cronografico che anima il Tonda GT Cronografo.

    Un movimento integrato

    Si tratta del calibro PF071, un movimento automatico di manifattura certificato Cosc con gran data e cronografo integrato a ruota a colonne e innesto verticale. Deriva dal calibro PF361 del 2016 e lavora con una frequenza di 5 Hz (36.000 alternanze/ora), cui aggiunge 65 ore di autonomia. Consente al cronografo di misurare anche gli intervalli di 1/10 di secondo.

    Come tutti i movimenti di Parmigiani Fleurier, è rifinito secondo standard altissimi. Bene dunque che ci sia il fondello in vetro zaffiro per consentirne la visione. Dotato di 331 componenti e 42 rubini, ha finiture che vanno dai ponti traforati satinati ai bordi smussati a mano, fino al grande rotore scheletrato in oro rosa 22 carati. Una gioia per gli occhi, oltre che una meccanica ultraraffinata.

    Il calendario annuale secondo Parmigiani Fleurier

    Passando al Tonda GT Cronografo con calendario annuale, non mi soffermo sui tanti punti di contatto con la versione solo cronografo, dalle finiture di cassa e quadrante ai colori di cinturino e contatori. Meglio buttare l’occhio sulle differenze, estetiche e sostanziali, tra i due modelli. 

    Intanto la cassa. Si passa dall’oro rosa all’acciaio, si rimane sui 42 mm di diametro ma lo spessore cala, seppur di poco: 13,7 mm. Mezzo millimetro in meno circa, nonostante la presenza del modulo del calendario annuale. Significa che gli ingegneri di Parmigiani Fleurier hanno ottimizzato la compattezza del movimento, facendo in modo che il calendario sfrutti al meglio lo spazio generato dall’assenza del modulo ad alta frequenza.

    L’altra grande differenza, naturalmente, si ritrova nella disposizione dei contatori. Qui abbiamo i 30 minuti al9, le 12 ore al 6 e i secondi continui al 3. In quest’ultimo contatore, la scritta “5Hz Chronograph” è sostituita dalla finestrella con il mese dell’anno. La gran data campeggia ancora a mezzogiorno.

    Tonda GT Cronografo: da un calibro all’altro

    La disposizione differente dei quadranti è conseguenza diretta del calibro PF043. È un movimento di manifattura che integra un cronografo automatico e un modulo con calendario annuale.

    Anche in questo caso è visibile attraverso il fondello in vetro zaffiro, perché le cose belle vanno sempre messe in mostra. Dotato di un rotore scheletrato in oro molto simile a quello dell’altra referenza, il calibro scende dalle 36.000 alternanze/ora alle più comuni 28.800, o 4Hz. L’autonomia, in questo caso, scende a 45 ore. Le finiture sono a Côtes de Genève sui ponti e a perlage sulle platine.

    La famiglia si allarga

    Recentemente sono entrate in collezione altre varianti di colore. Del Tonda GT Cronografo con calendario annuale c’è una versione con contatori e cinturino neri, un’altra con contatori neri e bracciale in acciaio, e un’altra ancora supersportiva con quadrante nero e, in arancione, la gran data, il mese e la scritta “Annual calendar” a ore 6. Anche l’assortimento del Tonda GT Cronografo con movimento ad alta frequenza si è arricchito di due referenze con contatori neri, una con cinturino in caucciù e un’altra con bracciale in oro rosa.

    I prezzi del cronografo calendario annuale in acciaio vanno dai 20.600 euro delle versioni con cinturino ai 21.700 per quelle con bracciale. Mentre riguardo al cronografo in oro rosa si passa dai 45.700 euro con cinturino ai 72.900 con bracciale.

    Come chiudere quindi questa presentazione del Tonda GT Cronografo di Parmigiani Fleurier, se non prendendo in prestito le parole di Guido Terreni? «La semplicità è una questione di misura e la misura è una questione di gusto». La sintesi perfetta di un orologio come questo.

  • Guido Terreni e “l’orchestra” Parmigiani

    Guido Terreni e “l’orchestra” Parmigiani

    Parlare con Guido Terreni non è mai banale. Il Ceo di Parmigiani Fleurier è uno dei pochi manager dell’orologeria con un’idea di prodotto che è anche, soprattutto, un’idea di futuro. Il suo è un approccio al mercato e all’industria indirizzato da una visione lucida e netta, riflessa nella chiarezza degli orologi che l’azienda ha cominciato a realizzare dal momento del suo arrivo, un paio di anni fa.

    Una visione che non prescinde dai valori che Michel Parmigiani ha trasmesso a Terreni e che lui ha fatto propri con una rapidità e una facilità che non mi stupiscono, conoscendo la persona. Con lui, a Watches and Wonders, ho fatto una bella chiacchierata, piena di spunti preziosi che mi piace condividere con voi.

    Michel Parmigiani ama dire che non bisogna pensare che in orologeria sia già stato inventato tutto. E allora, che cosa manca da inventare?
    Tantissimo. Abbiamo progetti in cantiere fino al 2029 e quello di quest’anno è il Minute Rattrapante, una prima mondiale. La nostra filosofia è quella di pensare al futuro. Ciò che ho sempre fatto nella gestione dell’orologeria è utilizzare l’arte meccanica per creare qualcosa che sia proiettato in avanti. L’industria ha un po’ rallentato sotto questo aspetto, perché negli ultimi 20-30 anni abbiamo visto molti orologi che sono riedizioni di se stessi e questo per me non è interessante. Siamo forse l’unica categoria merceologica in cui nove prodotti su dieci non sono stati disegnati dalla nostra generazione. Certo, questo è anche un valore, perché poter dare a un prodotto un ciclo di vita praticamente infinito è affascinante, ma ogni pietra miliare del nostro settore al momento della sua uscita era di rottura, innovativa: non vedo perché non si possa continuare a fare questo.

    Gli orologi Parmigiani sono capolavori di sottrazione. Togliere il più possibile per arrivare all’essenziale. Come ci riuscite?
    È una mia fissazione. Io penso che il superfluo non serva a nulla. In un orologio come il Tonda PF – che è apparente semplicità, perché in realtà non è per nulla semplice – la bellezza di un disegno minimalista è stata la cosa più difficile da ottenere. Ma non è minimalismo brutale, come poteva essere un certo purismo del secolo scorso. La semplicità è una questione di misura e la misura è una questione di gusto. Esiste una componente emotiva e razionale nel design per la quale non c’è una ricetta ma solo sensibilità, la coerenza di ciò che stai facendo. Per essere interessante devi sapere quando fermarti nel momento in cui togli e sapere che cosa tenere.

    Come il GMT Rattrapante dello scorso anno?
    In quell’orologio abbiamo operato la rivisitazione di una funzione molto comune, senza seguire un libro già scritto ma partendo dal concetto di una funzione che quando non ti serve non c’è. Per ottenere questo risultato, in Parmigiani dovevamo non mettere delle cose che spesso in un GMT ci sono. Se vuoi avere l’esperienza di un orologio che quando non viaggi è un due lancette pulito ed elegante, non puoi avere funzioni superflue sul quadrante. Quindi le tolgo per puntare al bello e alla facilità d’uso. È una questione solo di equilibrio e gusto. 

    Tempo fa mi raccontasti di aver passato i primi mesi in Parmigiani a studiare. Che cosa hai imparato?
    In realtà ho iniziato a studiare il marchio tre mesi prima di entrare in azienda e ho imparato un sacco di cose. Ho potuto respirare i valori di Michel grazie al solo fatto di averlo presente tra noi, anche se con un ruolo non operativo. Questi valori sono due, molto forti, e sono il fondamento della marca. Uno è un patrimonio culturale enorme. Michel Parmigiani è un’enciclopedia vivente, non solo di nozioni ma anche di capacità di gestire l’arte meccanica in tutte le fasi della sua storia. Un quadrante del ‘700 da restaurare necessita di tecniche diverse da uno del ‘900 e lui le padroneggia tutte. Ha una conoscenza di una profondità incredibile.

    E il secondo?
    Il secondo è legato al primo, è la non ostentazione. Chi restaura lavora sul lavoro di qualcun altro, per cui la sua mano deve sparire; significa che hai competenze e capacità enormi, però il tuo ego non deve essere visibile. 

    Understatement come quello dei vostri orologi. E dei vostri clienti.
    Un cliente Parmigiani ama possedere un oggetto colto, raffinato, rifinito ai massimi livelli ma non ostentato. È un cliente discreto, perché il vero lusso non è mostrare il proprio potere d’acquisto ma avere la consapevolezza di ciò con cui ci si accompagna. Quindi è cultura del prodotto in generale, non solo dell’orologio. Un cliente educato al bello e alla capacità di goderne, non lo fa in piazza ma in privato. Questo è il nostro cliente, perché il vero lusso è dietro le quinte.

    Questa filosofia vi aiuta anche in mercati dove invece l’ostentazione è un valore?
    Fortuna vuole che questo tipo di persona è trasversale alle culture, anche in mercati nuovi come la Cina, dove ho avuto modo di incontrare collezionisti raffinatissimi, anche più formali di noi. Sono curiosi, cercano marchi meno conosciuti e lo fanno con competenza. Sono molto attratti dagli indipendenti e da chi ha uno stile che non è stravagante, ma che ha quella singolarità nella proposta che lo rende interessante.

    Dove finisce il Ceo e dove inizia il creativo in Guido Terreni?
    Per come intendo il ruolo del Ceo, io sono un direttore d’orchestra che però scrive anche la musica ogni tanto. Non posso però essere anche l’interprete, ho bisogno di persone che suonino a tempo, che interpretino le emozioni che cerchiamo di sviluppare. Tutto questo ha necessitato un periodo di focalizzazione su ciò che, come Parmigiani, avremmo voluto fare e avremmo voluto essere. Il credo di questa nuova direzione è stato difficile all’inizio, ma ora siamo allineati. Ormai penso che sia chiaro a tutti qual è il nostro messaggio in orologeria. 

    Che cosa ti manca da imparare ancora in Parmigiani?
    Moltissime cose, perché è una storia appena iniziata, è il rinascimento di un marchio che deve durare nel tempo. Siamo stati tutti sorpresi, io per primo, dalla rapidità dell’apprezzamento verso di noi. Per il GMT Rattrappante dello scorso anno abbiamo sette volte la domanda rispetto a quello che abbiamo messo in produzione. La dimensione di questa domanda rispetto a ciò che immaginavamo un anno fa è frutto della creatività, del desiderio che c’è attorno alla marca. Il rovescio della medaglia è che si è creato questo desiderio e si è un po’ frustrati perché i clienti devono attendere il loro orologio per alcuni mesi.

    Un problema comune a tanti marchi, purtroppo…
    È un aspetto non facile da gestire, dobbiamo imparare a essere più vicini ai nostri clienti finali in attesa, far loro capire che cosa comporta, in termini di filiera e di investimenti industriali, dover accelerare la produzione. Mettere tutto in sincronia nella supply chain o nella produzione è molto complesso, è un lavoro di organizzazione produttiva che stiamo cercando di gestire nella maniera meno problematica possibile. Dobbiamo migliorare anche la capacità di dire esattamente a un cliente in attesa quando arriverà il suo orologio.

    Non è che poi a forza di aspettare, certi clienti mollano il colpo?
    Un’altra cosa che dobbiamo fare è proprio continuare a mantenere la desiderabilità nel lungo periodo. Non ci interessa avere triplicato il business in tre anni: è bello, ma è un punto di partenza, non di arrivo. E poi un cliente come il nostro va continuamente stimolato e interessato. L’asticella si alza ogni anno di più, creando prodotti che non si devono cannibalizzare. Ciò che ho fatto in passato deve rimanere interessante, in modo da dare un’offerta il cui contenuto orologiero continui a essere al cuore di quello che realizza Parmigiani, in una maniera molto fresca.

    Un esempio di questa freschezza, Guido Terreni lo aveva raccontato qualche tempo fa direttamente ad Augusto Veroni, parlando del Tonda PF Automatic da 36 mm. Un orologio reinventato da Parmigiani in una dimensione di cassa che ne ha reso le proporzioni ancora più equilibrate, con un dettaglio prezioso. Sono i diamanti taglio baguette che costituiscono gli indici, nelle versioni Warm Grey e Deep Ruby, quest’ultima premiata al GPHG 2022 nella categoria Ladie’s Watch.

    Una scelta e una lavorazione non banali, che Terreni spiegava così a Veroni: «La forma rettangolare riproduce lo stile degli indici della collezione e in base a questa disegniamo la baguette. Usare un diamante taglio baguette costa due volte e mezzo un diamante rotondo, ma non è il prezzo che conta. La baguette è giusta per quello stile, per quell’orologio. L’abbiamo chiamata “baguette misteriosa” perché abbiamo usato la tecnica del sertissage invisibile, con il quadrante che funge da binario. Dentro di esso viene fatta scorrere la baguette, tagliata apposta solo nella sua parte non visibile. Nessuno l’aveva fatto prima per gli indici, infatti c’è un brevetto che stiamo depositando. In questo tipo di affichage non è più la griffe che tiene la pietra ma è come se la pietra disegnasse l’indice, rispettando lo stile dell’orologio».

    Se non è coerenza questa…

  • Gli orologi di W&W 2023 che ricorderemo. E qualche sensazione

    Gli orologi di W&W 2023 che ricorderemo. E qualche sensazione

    Tempo di bilanci per Watches and Wonders Geneva 2023. La manifestazione sul Lemano ha chiuso i battenti domenica scorsa e ha già divulgato risultati positivi. Ma, al di là dei dati ufficiali, a noi interessa raccontarvi com’è andata, qual era l’atmosfera, cosa abbiamo visto la scorsa settimana al Palexpo. E soprattutto quali sono gli orologi di W&W che ci hanno colpito di più.

    Tu chiamale se vuoi… emozioni

    Sia chiaro: se volete sapere i numeri, non avete che da leggere l’esaustivo comunicato stampa, trasmesso ieri e da noi pubblicato proprio stamattina. In questa pagina non vi racconteremo quanti giornalisti hanno partecipato, quanti post sono usciti sui social media, quanti visitatori ci sono stati in totale. Ricordiamo solo che per due giorni il Salone è stato aperto al pubblico più vasto, composto da appassionati ma non “addetti ai lavori”. Qui troverete invece le nostre impressioni, maturate nei quattro giorni trascorsi fra sessioni collettive di touch & feel e incontri one-to-one (mo’ basta però con ‘ste inglese).

    Serena operosità. Ottimismo più che cauto. Soddisfazione palese. Sono alcune delle sensazioni – nette, quasi tangibili – che si potevano cogliere nell’aria, soprattutto in alcuni stand. E, a proposito di stand, quest’anno erano più sontuosi e scenografici che mai, almeno rispetto al “vecchio” Sihh. Forse per non sfigurare al confronto con quelli, mastodontici, trasferiti qui da Baselworld. Ecco quindi design curatissimi, grandi installazioni, automobili di ogni tipo, perfino gorgoglianti fontane… Gli investimenti ci sono stati di certo, a conferma che le cose poi così male non vanno. Anzi.

    Un altro indicatore è stata anche la presenza di qualche celebrità. Personalmente abbiamo visto Julia Roberts, Reinold Messner e Jean Todt, ma sappiamo che sono passati anche David Beckham, Roger Federer, Eileen Gu, più qualche asiatico meno conosciuto alle nostre latitudini. Giusto per la cronaca. Non vi elenchiamo invece i volti noti dell’orologeria (italiana e non) che abbiamo incontrato nei corridoi. Praticamente c’erano tutti, perfino quelli che in teoria non bazzicano più nell’ambiente… Vederli lì non è stata certo una sorpresa, ma solo la riprova che Watches and Wonders Geneva è ormai la fiera per eccellenza, almeno nel mondo occidentale.

    I 15 orologi di W&W, secondo noi

    Ma parliamo di orologi. Una premessa è d’obbligo: ci concentriamo solo sulle marche presenti a Watches and Wonders, non prendiamo nemmeno in considerazione quanti esponevano altrove – nei tanti eventi privati in città o a Time to Watches. Di seguito quindi troverete gli orologi di W&W più memorabili per noi, 15 per l’esattezza Perché proprio 15? Perché i canonici 10 sarebbero stati troppo pochi, considerato che gli espositori erano 48, e la selezione quasi impossibile, visti anche gli equilibri fra i gruppi e le grandi case indipendenti. Allora, ecco gli orologi di W&W secondo noi. Quelli più rappresentativi del Salone, quelli che crediamo lasceranno un segno e saranno ricordati anche in futuro come “gli orologi dell’anno”. Una scelta poco oggettiva, certo, dettata dai gusti personali sempre discutibili. Necessariamente incompleta e molto lontana da un reportage esauriente.

    Ma considerate questa vetrina come un semplice aperitivo, dato che ciascuno dei “nostri” orologi di W&W meriterebbe un approfondimento. Tranquilli, lo faremo sicuramente a tempo debito, man mano che questi esemplari arriveranno nei negozi. O almeno ci proveremo. Così come nei prossimi mesi daremo spazio anche ad altre novità non inserite qui di seguito, e nei giorni scorsi ne abbiamo già presentate altre. Un’ultima considerazione. Per ognuno degli orologi di W&W prescelti troverete anche la motivazione: perché ci sono piaciuti, cosa avevano di bello, particolare, notevole. E le consuete informazioni “di servizio”. Necessarie, visto che gli orologi vanno sì ammirati, sognati, ma soprattutto – se possibile – vanno comprati…

    Gli orologi di W&W, secondo noi

    A. LANGE & SÖHNE Odysseus Chronograph
    Cassa (42,5 mm) in acciaio, impermeabile fino a 12 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L156.1 Datomatic, con ruota a colonne, massa oscillante traforata, lancetta centrale dei minuti crono e dei secondi crono (rossa), sistema di azzeramento delle funzioni crono, indicazione della data e del giorno della settimana in apposite finestrelle, secondi continui a ore 6. Quadrante grené al centro, azuré lungo il perimetro (idem nel sottoquadrante), lancette in oro e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio. Edizione limitata di 100 esemplari. Prezzo non disponibile.
    Perché: Per la danza delle lancette centrali durante il reset. Ipnotica, suggestiva, mai vista prima.

    CARTIER Santos-Dumont
    Cassa in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 9629 MC, scheletrato, con micro-rotore decentrato. Lancette azzurrate alla fiamma, corona con zaffiro blu cabochon, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. In vendita da giugno. 41.000 euro circa.
    Perché: È ancora “figlio” dell’idea di scheletratura di Carole Forestier-Kasapi, ma con l’aeroplanino “vecchio stile” sul rotore diventa un gioco.

    CHOPARD Alpine Eagle 41 XPS
    Cassa (41 mm x 8 di spessore) in Lucent SteelTM, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L.U.C 96.40-L, ultrapiatto (3,3 mm di spessore), con microrotore decentrato in oro giallo 22 kt, autonomia di 65 ore (esclusiva tecnologia Chopard Twin), piccoli secondi. Quadrante in ottone stampato con motivo “iride di aquila”, lancette e indici in oro, applicati e luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, braccaile in Lucent SteelTM. Certificato dal Cosc e dal Punzone di Ginevra. 24.400 euro.
    Perché: È simbolo dell’impegno della Maison verso l’ambiente. Serio, responsabile, efficace.

    HUBLOT Big Bang Integrated Tourbillon Full Carbon
    Cassa (43 mm) in fibra di carbonio e Texalium. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HUB6035, scheletrato, con dispositivo tourbillon, microrotore decentrato, autonomia di 3 giorni. Quadrante in vetro zaffiro, lancette e indici applicati luminescenti, fondello in titanio microbillé con oblò in vetro zaffiro, bracciale integrato in fibra di carbonnio e Texalium. Edizioni limitata di 50 esemplari, 132mila euro.
    Perché: Con i suoi 68 g di peso totale, è davvero impressionante…

    IWC Ingenieur Automatic 40
    Cassa (40 mm) in acciaio lucido-satinato, impermeabile fino a 10 atm e con cassa interna in ferro dolce. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 32111, con autonomia di 5 giorni e datario. Quadrante Tapisserie, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, bracciale integrato in acciaio lucido-satinato. In vendita da fine aprile solo nelle boutique monomarca, 13.000 euro.
    Perché: È una rilettura in chiave attuale di un grande classico. Mooolto ben riuscita, per dettagli ed ergonomia.

    JAEGER-LECOULTRE Reverso Tribute Chronograph
    Cassa reversibile (29,9 x 49,4 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 860, con indicazione di ore e minuti su entrambi i quadranti, cronografo con ruota a colonne, indicazione dei 30 minuti crono con lancetta ad andamento retrogrado. Quadrante frontale satinato soleil, scheletrato sul retro (nella foto), lancette crono azzurrate alla fiamma, indici applicati, vetro zaffiro su entrambi i lati della cassa, cinturino in tessuto e pelle più cinturino aggiuntivo in pelle di vitello, realizzati da Casa Fagliano. 24.400 euro.
    Perché: Mostra il cronografo solo quando serve. L’altro quadrante, a contrasto, è nero, sobrio, minimale…

    PANERAI Radiomir California PAM01349
    Cassa (45 mm) in eSteel brunito, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro P.5000, con autonomia di 8 giorni. Quadrante sfumato, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro bombato, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello Ponte Vecchio. Edizione limitata di 600 esemplari, in vendita da giugno, 12.500 euro.
    Perché: Per il mix ben congegnato fra lo stile vintage – pulito, militare, privo di logo – e i materiali / le tecnologie contemporanee.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Minute Rattrapante
    Cassa (40 mm) in acciaio lucido-satinato, impermeabile fino a 6 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro PF052, con micro-rotore decentrato in oro rosa 22 kt, lancetta dei minuti sdoppiante. Quadrante guilloché Grain d’orge, lancette scheletrate in oro rodiato e oro rosa, lunetta zigrinata in platino, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio lucido-satinato. In vendita da settembre, 31.200 euro.
    Perché: Quando lo sdoppiante non è in uso, sembra un elegantissimo “due lancette”. Ma poi sorprende…

    PATEK PHILIPPE Calatrava Ref. 5224R-001
    Cassa (42 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 31‑260 PS FUS 24H, con micro-rotore decentrato in platini, secondo fuso orario – ora locale e ora di casa sulle 24 ore -, piccoli secondi. Quadrante con striature circolari al centro, giro delle ore satinato circolare, contatore dei piccoli secondi azuré; lancette, numeri e indici applicati in oro, luminescenti; vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello con finitura nabuk. 57.830 euro.
    Perché: È facile da usare, immediato da leggere, tecnicamente superiore. Semplicemente geniale.

    PIAGET Polo Perpetual Calendar Ultra-Thin
    Cassa (42 mm x 8,65 di spessore) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 1255P, ultrapiatto (4 mm di spessore), con micro-rotore decentrato, calendario perpetuo e fasi di luna. Quadrante con motivo “gadroon”, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio, intercambiabile con un cinturino in caucciù. 61.000 euro.
    Perché: Riesce a conciliare la complicazione con la sottigliezza. Un QP di rara eleganza.

    ROLEX Oyster Perpetual Cosmograph Daytona
    Cassa (40 mm) in platino lucido, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 4131, con autonomia di 3 giorni, scappamento Chronergy, spirale Parachrom antimagnetica, massa oscillante traforata in oro, cronografo con ruota a colonne e secondi continui. Quadrante soleil, lancette in oro e indici applicati luminescenti (Chromalight), lunetta in ceramica (Cerachrom) con scala tachimetrica, vetro zaffiro, inedito fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale Oyster in platino lucido-satinato con sistema rapido di allungamento (Easylink). Certificato Cronometro Superlativo. 78.300 euro.
    Perché: Spegne 60 candeline. E si presta a una citazione letteraria: “Bisogna che tutto cambi, perché tutto rimanga com’è…”.

    TAG HEUER Carrera Chronograph “Glassbox”
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro TH20-00, con autonomia di 80 ore, cronografo con ruota a colonne, secondi continui e datario. Quadrante spazzolato con scala tachimetrica perimetrale, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro a box, fondello con vetro zaffiro, cinturino in pelle. 6.500 euro.
    Perché: Per il design straordinario, privo di lunetta e con quel vetro zaffiro bombato che evoca i Plexiglas dei Carrera d’antan. Un modo speciale per celebrare i 60 anni della collezione…

    ULYSSE NARDIN Freak One
    Cassa (44 mm) in titanio Dlc nero. Movimento meccanico a carica automatica, calibro UN240, con bilanciere e spirale in silicio, scappamento in DiamonSil, carrousel volante che ruota attorno al proprio asse, autonomia di 3 giorni. Indicatori luminescenti, lunetta in oro rosa, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in caucciù “balistico”. Prezzo non disponibile.
    Perché: Come il capostipite della collezione è senza quadrante, senza lancette, senza corona… Super-tecnico eppure dall’intensa carica emozionale.

    VACHERON CONSTANTIN Overseas Moon phase Retrograde Date
    Cassa di 41 mm in acciaio, impermeabile fino a 10 atm e con anello interno in ferro dolce. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 2460 R31L/2, con fasi ed età della Luna (correzione di un giorno ogni 122 anni), datario retrogrado. Quadrante soleil, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio, intercambiabile con due cinturini aggiuntivi, in pelle e caucciù. Prezzo non disponibile.
    Perché: Per il design equilibrato, simmetrico ma non banale, e la meccanica impeccabile.

    ZENITH Pilot Big Date Flyback
    Cassa (42,5 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro El Primero 3652, ad alta frequenza (36.000 A/h), con 60 ore di autonomia e massa oscillante personalizzata, cronografo con ruota a colonne, funzione flyback, secondi continui e grande datario (brevettato). Quadrante a solchi orizzontali, lancette, numeri e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, due cinturini intercambiabili: in caucciù effetto Cordura o in pelle. 12.300 franchi svizzeri.
    Perché: Non ha nulla di nostalgico, ma reinventa di sana pianta l’orologio da aviatore. Con un unico, piccolo accenno al Rainbow Flyback del ’97. Lo vedete?

  • La Rosa Mystica: Parmigiani Fleurier celebra l’abilità artigianale

    La Rosa Mystica: Parmigiani Fleurier celebra l’abilità artigianale

    Torniamo sul tema Les Roses Carrées. La collezione Grand Feu di pezzi unici realizzata da Parmigiani Fleurier, pochi giorni fa, è stata arricchita con il quinto e ultimo esemplare, La Rosa Mystica. Idealmente derivato dall’omonimo (o quasi) orologio da tasca – come i precedenti –, si distingue per il colore rosso dello smalto, in una particolare sfumatura che la Maison definisce “magistrale”. Che in un’ipotetica tabella cromatica troveremmo fra il mattone e il terracotta.

    Rosa d’élite

    No, un attimo: qualcosa non torna… Se il primo modello della serie era La Rosa Celeste, mentre La Rosa Mystica è l’ultimo, che ne è degli altri tre? Ce li siamo persi? In effetti Parmigiani Fleurier non ha diffuso informazioni riguardo al secondo, al terzo e al quarto modello della collezione Les Roses Carrées. Forse per non essere ripetitivo nella comunicazione, o forse per rispettare accordi di riservatezza con gli acquirenti. Non dimentichiamo infatti che si tratta di pezzi unici, super-esclusivi e in quanto tali ambìti dai collezionisti. Non stento a credere che siano stati venduti subito, o perfino prenotati ancor prima di essere prodotti, a dispetto del costo non proprio alla portata di tutti: 600mila franchi svizzeri, all’incirca.

    Perché possedere certi orologi – per parafrasare un vecchio spot – non ha prezzo. Del resto, le referenze della collezione sono la sintesi di quanto di più elevato ci possa essere in orologeria: sia dal punto di vista meccanico sia dell’habillage, che concentra diverse tecniche di artigianato d’arte. Il calibro scheletrato infatti non solo racchiude la più nobile delle complicazioni – la ripetizione minuti –, ma è anche vestito con i Mestieri d’arte più complessi, come lo smalto Grand Feu e l’incisione. Non solo. Il motivo della Rose Carré, la “rosa quadrata” che decora interamente la cassa, segue una geometria frattale, cioè una progressione logaritmica basata sulla sequenza di Fibonacci. I dettagli cesellati secondo le regole della sezione aurea rispecchiano così la suprema armonia della natura e dell’arte. 

    La Rosa Mystica: significato e aspetto

    Per entrare nel dettaglio del nuovo esemplare, prima di tutto merita una breve spiegazione il nome: Rosa Mystica. Un appellativo citato nelle Litanie Lauretane come titolo di Maria di Nazaret, che poi è passato a indicare una specifica varietà di rose, i cui petali esterni sono soffusi di un rosso profondo. Un fiore creato per il 150° anniversario del dogma dell’Immacolata Concezione, promulgato nel 1864, secondo il quale la Madonna risulta immune dal peccato originale fin dal concepimento. La rara e pregiata rosa, selezionata dalla Pontificia Commissione per i beni culturali della Chiesa, ha colori che rimandano ai misteri della Redenzione: dal bianco dell’Immacolata e dell’infanzia di Gesù, alle striature rosse simbolo della Passione, fino al giallo centrale che rimanda alla luce della Risurrezione.

    Un nome certo non scelto a caso dal marketing di Parmigiani Fleurier, che in questo modo sembra voler celebrare una sorta di sacralità, l’aspetto quasi divino dell’orologeria artigianale di cui è frutto la Rosa Mystica. Una creazione che a livello estetico ripropone le stesse caratteristiche del precedente Rosa Celeste. Quindi, cassa officier in oro bianco di 42 mm di diametro, interamente incisa a mano con il motivo della Rose Carré (che si ripete quindi senza soluzione di continuità lungo tutte le parti metalliche esposte alla vista). Quadrante e fondello a cuvette cesellati, e poi rivestiti di smalto Grand Feu: il primo, essenziale, è solo in una tonalità piena, pastosa e uniforme; mentre il secondo riproduce il pattern della Rose Carré.

    Intrinseche difficoltà

    Certo, detto così non sembra niente di che: invece queste decorazioni comportano molteplici difficoltà. Cominciamo dall’incisione. Lavorare a bulino una successione di elementi tutti uguali non è facile di per sé: l’artigiano deve scavare il metallo con estrema precisione, senza margine d’errore, in modo da riprodurre tratti identici, che poi vanno ripetuti ancora e ancora. Il che richiede pazienza infinita, tempi lunghi e soprattutto mano ferma. In più, a complicare il tutto, qui ci si mettono prima di tutto le dimensioni ridotte (basti pensare alla larghezza delle anse). E poi il fatto che il maestro incisore non lavora su un supporto piano, orizzontale, ma su superfici arrotondate (come la carrure) e perfino oblique (come la lunetta e il profilo del fondello), cosa che obbliga a fare ancora più attenzione. Insomma, bisogna saper padroneggiare il mestiere. Avere esperienza.

    E poi c’è lo smalto Grand Feu. Che richiede da parte del maestro smaltatore non solo le conoscenze, la capacità di rispettare passo passo tutti le fasi del processo di lavorazione, compresi i tempi di attesa dell’asciugatura. Ma anche cercare di controllare il più possibile l’applicazione del colore, consapevole che i diversi momenti di cottura possono potenzialmente rappresentare un’incognita. Considerato che, nel caso delle tinte unite, sono necessarie come minimo tre mani di smalto per poter raggiungere l’intensità cromatica desiderata, e altrettanti passaggi in forno a temperature di 800°C, le eventualità che qualcosa possa andare storto si moltiplicano. E anche in questo caso, il virare della tonalità, la formazione di bolle e crepe nello smalto, o anche solo l’assenza di uniformità nel colore si traduce in una sola azione. Buttare via il lavoro e ricominciare tutto daccapo.

    La meccanica e l’acustica

    Senza dimenticare naturalmente le problematiche insite nel mestiere del maître horloger, che nel caso del calibro PF355 si trova ad affrontare la ripetizione minuti. Da sola – si sa –, la regina delle complicazioni costringe l’orologiaio a montare più di un centinaio di componenti dedicati, con tolleranze ridottissime dovute anche alla miniaturizzazione tipica degli esemplari da polso. A tal punto che per assemblare una ripetizione minuti, un maestro orologiaio impiega dalle duecento alle trecento ore di lavoro. Ed è in grado di farlo solo dopo decenni di esperienza, in cui ha maturato tutta l’abilità necessaria per svolgere un lavoro simile. Non solo. Sebbene la tecnologia al giorno d’oggi gli fornisca validi strumenti di supporto, dev’essere dotato anche di sensibilità musicale – se non proprio di un “orecchio assoluto” -, per poter modulare il suono un po’ come farebbe un accordatore.

    Ma non solo. Per non farsi mancare niente, i progettisti di Parmigiani Fleurier hanno scelto per gli esemplari delle Roses Carrées, e quindi anche per la Rosa Mystica, dei timbri cattedrale. Caratterizzati da sonorità ricche e profonde, sono molto più lunghi dei consueti gong – si avvolgono anche due volte attorno al movimento –, ma sono fissati alla cassa in un unico punto, tramite due viti. E richiedono una maggiore difficoltà nel montaggio. Un’ulteriore particolarità riguarda la sequenza sonora: quei pochi istanti di silenzio fra i rintocchi delle ore e dei quarti, e dei quarti con i minuti, non piacevano ai tecnici della Maison. Che quindi hanno pensato bene di creare una successione continua per evitarli il più possibile. E così facendo sono riusciti anche a limitare il rumore di fondo che si sente durante questi tempi morti. Chapeau!

  • Tonda PF Xiali: il calendario cinese secondo Parmigiani Fleurier

    Tonda PF Xiali: il calendario cinese secondo Parmigiani Fleurier

    C’è una frase molto bella e molto vera che Guido Terreni, Ceo di Parmigiani Fleurier, pronuncia in un video in cui presenta il nuovo Tonda PF Xiali, una prima mondiale con calendario completo cinese: «Ciò che distingue le civiltà è il modo in cui esse interpretano il tempo». Tradurre in un orologio il modo in cui lo fa la civiltà del Dragone, non è da tutti. Ma da Parmigiani Fleurier, sì.

    Se da un lato il calendario cinese è molto affascinante, dall’altro è un incubo per qualsiasi orologiaio ci si voglia cimentare. Perché misura il tempo diversamente da come lo misura quello occidentale/gregoriano cui siamo abituati. Ciò significa che le soluzioni meccaniche che si utilizzano per creare i consueti orologi con calendario perpetuo, con il calendario cinese semplicemente non funzionano.

    Insomma, se per mangiare gli involtini primavera le bacchette possono essere sostituite dalla forchetta, in un orologio con calendario cinese non basta sostituire alcuni moduli o utilizzare sul quadrante gli ideogrammi anziché l’alfabeto latino e i numeri arabi… Il pezzo va del tutto re-ingegnerizzato. È la sfida del Tonda PF Xiali di Parmigiani Fleurier.

    Calendario cinese vs. calendario gregoriano

    Le differenze tra il nostro calendario e quello cinese sono sostanziali. Intanto, mentre quello gregoriano nomina i mesi e numera gli anni, quello cinese nomina gli anni lunari e numera i mesi. Inoltre, il calendario cinese combina elementi sia del calendario solare sia di quello lunare, prima calcolati separatamente e poi sincronizzati grazie all’aggiunta di un mese extra-lunare, o intercalare. Questo tredicesimo mese fa coincidere i due cicli e ricorre circa ogni tre anni. Il calendario cinese, poi, divide l’anno solare in 24 termini che simboleggiano il calendario agricolo.

    Il sistema di numerazione delle unità di tempo si basa sulla combinazione di un ciclo decimale – le dieci Radici Celesti, associate al ciclo yīn-yáng e basate su cinque elementi: Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua – e un ciclo duodecimale, i dodici Rami Terrestri. I Rami sono rappresentati dagli animali dello zodiaco cinese, che designano gli anni del ciclo sessagesimale e che possono variare a seconda dei Paesi dell’Asia orientale: Cina, Giappone, Corea o Vietnam.

    Questo sistema di numerazione basato su Radici Celesti e Rami Terrestri consente 60 diverse combinazioni numeriche e grazie a esso la Cina dà un nome agli anni. Tali nomi si ripetono dunque su un ciclo di 60 anni, ma il calendario comprensivo di date, giorni e mesi è calcolato sulla base di osservazioni astronomiche. Dunque non è costante, ma varia.

    Tonda PF nel profondo

    Agli occhi di noi occidentali il sistema è, per usare un eufemismo, piuttosto incasinato. Proprio per questo, credo, Parmigiani Fleurier ha colto al volo la ghiotta occasione di mettere alla prova l’abilità dei propri maestri orologiai con il Tonda PF Xiali. Forti anche dell’esperienza maturata con il calendario perpetuo Tonda Hijri, o calendario musulmano, che tra l’altro nel 2020 ha vinto il premio Innovazione al GPHG.

    Il Tonda PF Xiali non è da meno. Intanto, già al primo colpo d’occhio si notano i codici estetici della collezione Tonda PF, dalla lunetta zigrinata in platino ai pulsanti a goccia, fino alle lancette scheletrate a delta. La cassa da 42 mm è in acciaio come il bracciale integrato, a tre file, che alterna finiture lucide e satinate presenti anche su anse e carrure.

    Il quadrante del Tonda PF Xiali

    Il colpo da maestro sta però nel quadrante, dove Parmigiani Fleurier ha applicato il principio secondo il quale “complicazione non significa necessariamente complessità”. Bilanciare l’equilibrio estetico della collezione Tonda PF con la ricchezza di informazioni dell’orologio è stato possibile grazie a un quadrante a più livelli, per i cui dettagli rimando alle didascalie. Qui mi limito a una specie di legenda.

    Intanto, il colore chiamato “rosso imperiale” è un omaggio alla tradizione cinese. Così come la lavorazione grain d’orge guilloché è tipica della collezione Tonda PF. Sul réhaut sono riportati i 24 termini solari, funzionali al calendario agricolo, mentre la parte centrale del quadrante è strutturata con quattro contatori, a loro volta elaborati su più livelli.

    A ore 12 ci sono l’indicazione del nome dell’anno/animale e del relativo elemento, oltre all’associazione con il ciclo yīn-yáng. A ore 3 l’indicazione del numero del giorno del mese (da 1 a 29 o da 1 a 30, a seconda della lunghezza del mese) e una finestrella che segnala la lunghezza di quello corrente. Mentre a ore 6 si trova l’indicazione della fase lunare, sincronizzata con il numero del giorno. Infine a ore 9 l’indicazione del numero del mese da 1 a 12 e una finestrella con l’indicazione del mese extra-lunare, che resta vuota quando questo non c’è.

    Tutte queste informazioni sono regolabili utilizzando i pulsanti correttori incassati nella carrure. E sono gestite dal movimento di manifattura calibro PF 008, con 54 ore di autonomia e 28.800 alternanze ora. Insieme alla massa oscillante scheletrata in oro rosa 22 carati, è visibile attraverso il fondello in vetro zaffiro.

    Come penso sia chiaro, dunque, il Tonda PF Xiali è un orologio a suo modo straordinario. Anche perché i maestri di Parmigiani Fleurier hanno trovato spazio per tutto questo po’ po’ di roba in un calibro sottile solo 6,9 mm. Non male.

    Una considerazione finale

    Allo stesso tempo, però, è evidente che il Tonda PF Xiali non è per tutti. È pensato lapalissianamente per il mercato della Cina, o per i cinesi che vivono e lavorano fuori dal loro Paese… E credo che lo vedremo difficilmente al polso di un occidentale che non conosca quella cultura e quella scrittura. A meno che costui non voglia spendere 59mila franchi per leggere solamente l’ora o per bearsi ammirando l’estetica dell’orologio.

    Sento già i commenti di quelli con il ditino alzato, pronti ad accusare Parmigiani Fleurier di essersi piegato – tu quoque! – alle logiche commerciali geografiche imperanti. Colpevole di aver creato un orologio per adulare i clienti del ricchissimo mercato della Cina. Colpevole di averlo presentato scaltramente a pochi giorni dal Capodanno cinese, previsto per il 23 gennaio prossimo.

    Non mi risulta che Parmigiani Fleurier sia una onlus, per cui ha tutto il diritto di fare business dove il business c’è. E poi sono numerosi i marchi di orologeria che creano edizioni speciali per il mercato cinese: sono tutti mossi e abbagliati dal solo profitto?

    Vedete, l’orologeria è un mondo strano, dove la passione è il primo e più forte motore di acquisto, più forte anche della razionalità. Quale persona spenderebbe razionalmente decine di migliaia di euro per leggere l’ora al polso quando la può vedere sullo smartphone o sul microonde, a un prezzo nettamente inferiore?

    Oltre a ciò, l’orologeria è anche cultura. Cultura del bello, cultura del tempo, espressa sia in un orologio a tre lancette, sia in un calendario come il Tonda PF Xiali. Michel Parmigiani dice che «i calendari sono la radiografia delle civiltà»: ebbene, le civiltà si rispettano anche rispettando i loro gusti e le loro tradizioni. Al di là del profitto.

  • I 10 orologi del 2022 che ricorderemo

    I 10 orologi del 2022 che ricorderemo

    Il 2022 sta per finire (finalmente, diciamo noi, e siamo certi che molti di voi saranno d’accordo…). È lecito quindi chiedersi per cosa sarà ricordato in orologeria. Cioè, quali sono stati gli orologi più rappresentativi dell’anno. Quelli che hanno segnato i costumi, e in certi casi sono diventati essi stessi un fenomeno di costume. Perfino al centro delle cronache giornalistiche, nazionali e internazionali. Quelli che hanno suscitato scalpore, e hanno fatto parlare di più, nel bene e nel male. O semplicemente quelli che ci hanno colpito, che sono rimasti più impressi nei nostri ricordi. Ecco allora i 10 orologi del 2022, secondo noi.

    Perché 10? Beh, ovviamente, il numero è arbitrario. Però 15, o 20, o magari anche 30 o 50, non sarebbero ugualmente incisivi: più la cifra è maggiore e minore è la capacità di scelta. Mentre 7, o 5, o 3… no, sarebbero troppo pochi, troppo riduttivi. Ecco perché abbiamo deciso di scegliere i 10 orologi del 2022, non uno di meno né uno di più: un numero pieno, significativo, capace di cogliere come un’istantanea gli esemplari topici – decisivi, fondamentali – di questo momento storico.

    Con un’accortezza: come sempre, la nostra non vuole essere una top ten in ordine di importanza. Ma un semplice elenco – rigorosamente in ordine alfabetico – dei 10 orologi del 2022. Fateci sapere se siete d’accordo… I social sono lì per questo.

    BULGARI Octo Finissimo Ultra 10th Anniversary Cassa (40 mm di lato x 1,8 mm di spessore) in titanio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro BVL 180 di manifattura, con platina/fondello in carburo di tungsteno. Display regolatore, cricchetto del bariletto con QR code che rimanda aun’esclusiva grafica Nft, bracciale in titanio sabbiato. Edizione limitata di 10 esemplari, 427mila franchi svizzeri.

    Un orologio da record (anche se poi superato dal Richard Mille qui sotto), super-elogiato dagli addetti ai lavori e praticamente scevro di critiche. Sicuramente una pietra miliare nella ricerca dell’ultrapiatto della Casa romana.

    HERMÈS Arceau Le Temp Voyageur Cassa (38 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro H1837, con ore del mondo, indicazione vagante di ore e minuti dell’ora locale, ora di casa a finestrella. Quadrante “Planisphère d’un monde équestre” disegnato da par Jérôme Colliard, cinturino in pelle di vitello Swift. 18mila euro.

    Un modo inedito di indicare le ore del mondo. Che non solo conferma il modo poetico della Maison di concepire il tempo, ma anche la genialità di Jean-François Mojon (sì, quello di Chronode e Cyrus), progettista del modulo della complicazione. Indimenticabile.

    LONGINES Ultra-Chron Cassa (43 mm) in acciaio, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L836 ad alta frequenza, con spirale in silicio, certificato cronometro da Timelab. Quadrante effetto martellato, lunetta girevole unidirezionale con inserto in vetro zaffiro, cinturino Nato (oppure in pelle). 3.390 euro.

    Reboot di un esemplare del 1966, è piaciuto tanto agli estimatori del marchio (e non solo). Facile capire il perché: dall’estetica vintage all’alta frequenza, dalla costanza di marcia fino al prezzo, dalla sua ha tanti pregi…

    MAD EDITION M.A.D 1 Red Cassa (42 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Miyota 821A ribaltato e modificato, con autonomia di 60 ore, rotore di carica (a tripla lama, in titanio e tungsteno) sul lato quadrante e indicazioni sulla carrure. Dettagli luminescenti, cinturino in pelle di vitello. 2.900 franchi svizzeri (tasse escluse).

    È vero: è uscito nel 2012, ma la prima edizione era fuori commercio. A grande richiesta, l’orologio creato da Max Busser & Friends ha raggiunto un pubblico più ampio solo quest’anno: ma, esaudite le prenotazioni, i pochi pezzi rimasti sono andati a ruba. Tramite lotteria. Anche i 100 esemplari realizzati per Corvo sono spariti in un amen. Ora si replica – sempre con lotteria – all’inizio del 2023.

    OMEGA Speedmaster Chrono Chime Cassa (45 mm) in oro Sedna. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Co-Axial Master Chronometer 1932 di manifattura, con autonomia di 60 ore, cronografo con funzione sdoppiante e ripetizione minuti. Quadrante in avventurina blu, lunetta con scala tachimetrica, bracciale in oro Sedna. 549mila euro.

    È l’Omega più complicato di sempre. E per questo resterà per sempre nella memoria collettiva…

    OMEGA x SWATCH MoonSwatch Cassa (42 mm) in Bioceramic. Movimento al quarzo Swiss made, cronografo con secondi continui. Quadrante mat, lunetta con scala tachimetrica (con tanto di Dot over 90), cinturino in Velcro. 260 euro.

    Non ce ne vogliano gli altri marchi, ma in un’ipotetica classifica dei 10 orologi del 2022 sarebbe probabilmente in pole position. Per il clamore che ha suscitato, anzi, la follia collettiva: l’odio/amore incondizionato, le file interminabili davanti ai negozi, le speculazioni che lo hanno spinto a prezzi assurdi… Noi abbiamo scelto il Mission to the Moon, ma andrebbe bene uno qualsiasi degli 11 esemplari della collezione.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda Gmt Rattrapante Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro PF051 di manifattura, con micro-rotore decentrato e doppio fuso orario con funzione sdoppiante. Quadrante guilloché Grain d’Orge, lunetta zigrinata in platino, bracciale in acciaio. 26mila euro.

    Una “vera” prima mondiale: applicare la funzione sdoppiante alla lancetta del Gmt è stato davvero geniale. Talmente naturale da sembrare la scoperta dell’acqua calda. Eppure prima non c’era…

    PATEK PHILIPPE Nautilus Ref. 5811 Cassa (41 mm) in oro bianco, impermeabile fino a 12 atm. Movimento meccanico a caric automatica, calibro 26-330 S C di manifattura, con datario. Quadrante soleil sfumato con rilievo orizzontale inciso, bracciale in oro bianco. 70.350 euro.

    Lo scorso anno, l’uscita di scena del 5711 aveva creato sconforto e lanciato in orbita i costi dell’usato. Il nuovo 5811 ha un millimetro in più, è più prezioso e ha un altro prezzo. Ma che importa? Il cult di Patek è tornato…

    RICHARD MILLE RM-UP 01 Ferrari Cassa (51 x 39 x 1,75 mm) in titanio grado 5. Movimento meccanico a carica manuale, calibro RMUp-01 di manifattura, e di forma (2,82 g di peso), con selettore di funzione. Vetri zaffiri (0,2 mm di spessore), cinurino in pelle. 1,7 milioni di franchi svizzeri (tasse escluse).

    Un altro orologio che ha fatto discutere (per l’estetica, la costruzione, il prezzo…): odiatissimo o amatissimo, senza vie di mezzo. Ma è un dato di fatto che mai s’era visto qualcosa del genere. Una vera bomba!

    ROLEX Deepsea Challenge Cassa (50 mm) in titanio Rlx, impermeabile fino a 1100 atm, con valvola di decompressione e sistema Ringlock. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3230 di manifattura, con autonomia di 70 ore. Quadrante mat, lunetta girevole unidirezionale in Cerachrom, vetro zaffiro di 9,5 mm, bracciale in titanio Rlx. 26.100 euro.

    Il primo Rolex in titanio, il primo con una simile e impressionante tenuta stagna, eppure apprezzato da pochi e incompreso da troppi.

  • La Rosa Celeste: il suono della rosa di Parmigiani Fleurier

    La Rosa Celeste: il suono della rosa di Parmigiani Fleurier

    La Rose Carrée, il capolavoro da tasca sviluppato lo scorso anno da Parmigiani Fleurier, diventa punto di origine di un’intera collezione improntata sullo smalto Grand Feu: Les Roses Carrées. Cinque pezzi unici che coniugano un’estetica mirabile, frutto del più alto artigianato d’arte, con la meccanica superlativa della ripetizione minuti. A cominciare dal primo esemplare, svelato da poco: la Rosa Celeste. Ecco la sua storia

    Una storia che ha origine oltre un secolo fa, una storia di valore che in Parmigiani Fleurier hanno recuperato e alla quale, dopo un’introduzione a dir poco eccezionale, aggiungono oggi altri capitoli sorprendenti. Una storia che si chiama La Rose Carrée. Una rosa quadrata che trae la sua linfa vitale da un movimento per orologio da tasca a gran suoneria ideato e fabbricato, tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, da un maestro orologiaio di Le Brassus: Louis-Elysée Piguet.

    Nel 2021, per i 25 anni di vita della Maison, il fondatore Michel Parmigiani e il Ceo Guido Terreni decidono di farsi un regalo d’eccezione: restaurare il centenario movimento per racchiuderlo in un nuovo orologio da tasca. Un esemplare con la cassa decorata – perfino sulla carrure – da motivi geometrici che formano un’arcana, insolita rosa di forma quadrata. Composta secondo la sequenza di Fibonacci, la cosiddetta Sezione Aurea tanto cara a matematici, fotografi e, in generale, a chi ama le proporzioni e l’armonia. La Rose Carrée è un pezzo per il quale è davvero difficile trovare aggettivi che gli rendano giustizia. Un pezzo che è difficile definire solo orologio, un pezzo che è e rimarrà unico.

    I nuovi sviluppi

    Ma non bisogna rammaricarsi: i nuovi capitoli di questa bella storia stanno già arrivando. E sono realizzazioni altrettanto strabilianti (ecco, questo è uno degli aggettivi adatti), definite – come la capostipite – Les Roses Carrées. Si tratta di una collezione posta al livello più alto tra quelle della Manifattura e con la tecnica Grand Feu come filo conduttore. Il 2 dicembre scorso, proprio in occasione del compleanno di Michel Parmigiani (ammetto di essere un po’ invidioso per i regali che si fa), Parmigiani Fleurier ha svelato il primo dei cinque pezzi unici a ripetizione minuti che la compongono. Si chiama la Rosa Celeste e, se proprio vogliamo trovargli un difetto, è talmente bello da biasimare che ancora non siano stati svelati gli altri esemplari della collezione.

    Nella Rosa Celeste il blu, colore preferito del fondatore, si presenta in una tonalità profonda e di notevole impatto visivo. Se si avvicina lo sguardo al quadrante si coglie appieno il risultato di una fine lavorazione di cesellatura. Che consente, attraverso innumerevoli tocchi sapienti, di ottenere l’effetto tridimensionale della superficie, poi colorata attraverso una tecnica antica e sfidante come la smaltatura Grand Feu. Capace, se eseguita alla perfezione, di donare luminosità e intensità impareggiabili, ma nel contempo molto difficile da eseguire. I numerosi strati di smalto applicati devono essere associati a un perfetto controllo di tempo e temperatura (che viaggia intorno agli 800°C). E tutto con pochissimo margine di errore, pena il rovinare irrimediabilmente l’intero processo di lavorazione.

    I métiers d’art della Rosa Celeste

    L’ipnotico blu si prende completamente la scena, considerato che sul quadrante si trovano solo un logo di piccole dimensioni, indici minimal (in oro rodiati) e lancette scheletrate (anch’esse in oro). Ma la Rosa Celeste è un susseguirsi di esempi del savoir-faire della Casa, tant’è che a far da cornice all’arte della smaltatura ecco le incisioni che ripropongono il motivo della Rose Carrée. Lunetta, carrure e anse sono interamente percorse dalle piccole geometrie apparse dapprima sull’orologio da tasca e ora protagoniste anche in questa esclusivissima collezione. Incredibile pensare come ogni tratto di ogni singolo fiore stilizzato sia realizzato solo grazie a uno scalpello e alle esperte mani di maestri d’arte.

    La cassa “officier” misura 42 millimetri ed è ottenuta plasmando blocchi di oro bianco. Ciò che si è visto sinora sarebbe sufficiente per applaudire ancora una volta il lavoro di Parmigiani, ma non è assolutamente finita qui… Se si volta l’orologio, sono di nuovo il blu e la Rose Carrée a catturare l’attenzione. Un’incisione eseguita e smaltata rigorosamente a mano occupa (quasi) l’intero fondello, a sua volta completato da un giro di Rose Carrée. Una cerniera posta a ore 2 consente di sollevare la cuvette per osservare il cuore che anima e – si può dire a pieno titolo – dà voce alla Rosa Celeste.

    La ripetizione minuti

    Il calibro di manifattura PF355 deriva dal PF361, già da qualche anno uno dei movimenti top della Maison con sede a Losanna. E si porta in grembo la ripetizione minuti: una delle complicazioni più affascinanti e complesse da realizzare – se si vuole, come in questo caso, ottenere risultati di rilievo assoluto. Difficile, complicata perché non è sufficiente predisporre i componenti che consentono di far risuonare i rintocchi a ogni pressione del pulsante. Qui tutto, dal meccanismo alla disposizione di ogni singolo elemento, è studiato con lo scopo di rendere i rintocchi il più possibile armoniosi. E di regalare sonorità cristalline, pur avendo a disposizione solo l’esiguo spazio della cassa di un orologio da polso per farle risuonare.

    Beh, inutile dire che siamo di fronte a qualcosa che ha dell’eccezionale. I timbri cattedrale, ossia quegli anelli che vengono colpiti dai martelletti per generare il suono, sono lunghi una volta e mezzo l’intera circonferenza del movimento. Quest’ultimo è sospeso nella cassa, alleggerita al fine di creare spazio per dare potenza e ampiezza al suono. Ma a complicare le cose ci si sono messi pure i tecnici di Parmigiani, cui i tempi morti fra un rintocco e l’altro non piacevano. A ogni pressione del pulsante posto a ore 9, quindi, si può godere di una sequenza sonora continua. Che come di consueto inizia con il suono delle ore, per poi passare immediatamente a quello dei quarti d’ora e infine quello dei minuti. Per esempio, se fossero le 6.18 sentiremmo 6 rintocchi per le ore, un rintocco per il quarto d’ora e 3 rintocchi per i minuti oltre il 15.

    Per concludere…

    Poter assistere allo spettacolo dei martelletti che battono sui gong significa restare incantati. Ma non solo: l’intero movimento meccanico a carica manuale – visibile dal fondello in vetro zaffiro, come dicevo – è una meraviglia. Certo, pochissimi avranno il privilegio di vedere la Rosa Celeste dal vivo: mi auguro che quei fortunati si attrezzerano di una lente per meglio apprezzare la visione. Perché le sinuose linee, le finiture, l’anglage e la lucidatura eseguiti a mano meritano di essere ammirati a lungo e nel dettaglio. Perfino da noi che ci dobbiamo accontentare delle fotografie. Bene, ora che abbiamo sognato assieme, è il momento di tornare alla realtà. Che questo è un pezzo unico l’ho già detto, ma se proprio sentite un desiderio irrefrenabile, potete preparare circa 600mila franchi svizzeri e chissà…

  • Le notizie della settimana. News & previews – 7/12/2022

    Le notizie della settimana. News & previews – 7/12/2022

    Eccoci di nuovo con il nostro rotocalco dal mondo delle lancette. Al centro delle notizie della settimana ci sono sicuramente le partnership, o meglio gli orologi scaturiti dalle collaborazioni: alcune nuove, appena presentate, altre proclamate ormai da tempo, ma tutte giunte a risultati concreti. Sviluppate con i campioni dello sport o con i protagonisti della fashion world e dello spettacolo, rivelano i molteplici interessi delle marche di orologeria. Ma non solo: il carnet delle notizie della settimana stavolta è particolarmente ricco. A voi scoprirlo…

    Winter’s Tales

    Cade la neve sulle piste da bob e sui campi da golf, in città sulla gente in bicicletta e sul mare solcato da barche. Ma nevica anche nelle profondità oceaniche, e perfino sulla Luna e nello spazio. L’inverno è arrivato anche nella campagna Omega, A World of Enchantment (seguito di quella uscita la scorsa primavera). Un mondo incantato e surreale, abitato dai nuovi De Ville Prestige, Constellation e Trésor, dal Moonwatch, dal Seamaster Diver e dall’Aqua Terra. In cui tutto è fatto di ruotismi e ingranaggi, perfino i fiocchi di neve. Buone feste!

    Dita incrociate

    L’annuncio risale a due anni fa. E ora la partnership fra Parmigiani Fleurier e Giorgio Armani è sfociata in un orologio: Giorgio Armani 11. Il nome deriva dal civico di via Borgonuovo a Milano, sede storica della Casa, l’ispirazione dalla sartorialità: vedi le impunture sul quadrante e il logo simile all’etichetta cucita all’interno delle giacche. Cassa a cuscino e calibro automatico con fasi di luna (Vaucher Fleurier), è declinato in 5 modelli e in 200 esemplari, in vendita in selezionate boutique monomarca. Speriamo sia solo il primo di una lunga serie…

    Solo per veri fan

    Se vi siete chiesti cosa aveva al polso Cristiano Ronaldo durante la conferenza stampa in Qatar, eccovi serviti: un Epic X “Flight of CR7”, con cassa in oro rosa e lunetta tempestata di diamanti baguette. Uno dei due esemplari (l’altro, “Heart of CR7”, è in oro bianco) nati dalla partnership fra Jacob & Co e CR7, frutto della ventennale amicizia fra Jacob Arabo e il Fenomeno. Particolare già di suo per l’architettura del calibro, l’orologio è personalizzato dalla silhouette del campione in azione, dalla sua firma e da un pallone di calcio. Ego pari a zero, eh?

    Talento eclettico

    Rado ha siglato una nuova collaborazione con Ashleigh Barty, l’ex numero 1 del tennis mondiale. Che dopo il successo agli Australian Open si è ritirata, ma non è rimasta con le mani in mano. E ha lavorato insieme ai designer del Marchio per creare il True Square x Ash Barty Limited Edition. Cassa di forma in ceramica e total look rosa, i 996 esemplari si distinguono per l’apertura sul calibro automatico (dotato dell’innovativa spirale in Nivachron). E per un piccolo vezzo sul quadrante in madreperla: una pallina da tennis a ore 6. E cosa se no?

    Preziosi battiti d’ala

    Foto Koto Bolofo courtesy Chopard

    Butterfly era il titolo di un super-premiato album di Mariah Carey, datato 1997. Oggi, le farfalle tornano nella sua vita grazie a Chopard, che le ha dedicato una strepitosa parure (pezzo unico) di alta gioielleria a tema, più la capsule collection Happy Butterfly, entrambe in oro etico e diamanti. Creazioni disegnate a quattro mani (ma a distanza) da Caroline Scheufele e dalla cantante durante il lockdown. Del resto, le due sono amiche di lunga data: e il Co-presidente/Art director di Chopard ben conosce la passione della pop singer per i leggiadri lepidotteri…

    Tradizione e Metaverso

    Negli anni ’90 ha lanciato uno dei primi siti internet del settore. Ora, Hausmann & Co. conferma la propria inclinazione per l’avanguardia tecnologica ed entra nel Metaverso. Da questo mese, tutti i clienti che usufruiranno di un servizio in una delle boutique romane (tipo un acquisto o una revisione), riceveranno un Nft. “Non un semplice certificato”, dicono, “ma un vero e proprio artwork in 3D in edizione limitata”, unico per semplicità d’accesso e destinato a essere oggetto da collezione. Notevole il legame fra una Casa fondata nel 1794 e il Web 3.0…

    Dalla Tuscia con furore

    U-Boat sbarca negli States. Il marchio lucchese ha inaugurato infatti il primo monomarca a New York: al 535 di Madison avenue, all’incorcio con la 54a strada, in quella zona dell’Upper East Side nota come Italian mile per la concentrazione di marchi italiani. Sempre nella Grande Mela ha aperto anche la sede della nuova filiale locale, la U-Boat American Corporation, per la distribuzione. E ha creato due pezzi unici celebrativi, con cassa in argento o in bronzo decorata dallo skyline newyorkese inciso a mano. Così porta il made in Tuscany Oltreoceano.

  • Tonda PF Automatic 36mm, il Parmigiani Fleurier a misura di polso

    Tonda PF Automatic 36mm, il Parmigiani Fleurier a misura di polso

    “Understatement”, definizione perfetta per riassumere le intenzioni di Parmigiani Fleurier riguardo ai Tonda PF. Con questi luxury sport watch i designer della Casa, guidati dal Ceo Guido Terreni, ci ricordano che il vero lusso va vissuto e non ostentato. Il fascino discreto ma lussuoso si riscontra anche nei nuovi Tonda PF Automatic 36mm, che cela una ricerca quasi maniacale della perfezione del dettaglio, un approccio sartoriale “fatto su misura”.

    Divine proporzioni

    L’idea di optare per un diametro di 36 millimetri è in linea con le attuali richieste del mercato che, dopo anni di proposte oversize, è sempre più orientato verso orologi a “misura di polso”. Anche le proporzioni delle anse a forma di goccia sono state ridisegnate in modo da adattarsi in maniera più armonica perfino ai polsi più minuti. Tra l’altro lo spessore della cassa è davvero contenuto: solo 8,6 mm. Cosa che rende il Tonda PF Automatic 36mm estremamente confortevole da indossare.

    In effetti ho avuto l’occasione di vederlo dal vivo, a Milano, di toccarlo e provarlo sul mio polso da 15 centimetri. E ne sono stata entusiasta. Stessi commenti positivi, peraltro, provenivano da parte dei colleghi presenti, per cui sono giunta a una sicura conclusione. Nonostante questa midsize sia rivolta principalmente al pubblico femminile, trovo il nuovo Tonda PF Automatic 36mm particolarmente versatile: cioè adatto ad abbracciare sia il polso delle donne sia quello degli uomini, tanto da definirlo gender-free.

    Dettagli di stile

    Il che è suffragato anche dalle proposte cromatiche. Il Tonda PF Automatic 36mm è declinato in tre referenze, con il quadrante in diversi colori: Silver Sand e Warm Grey per le versioni in acciaio con lunetta in platino e Deep Ruby per la variante in oro rosa. Tonalità particolari, per non dire insolite, eppure azzeccate, perché eleganti ma non scontate, in equilibrio fra il sobrio e l’originale. Sicuramente di gran classe, soprattutto quel rubino scuro/vinaccia che sembra dare maggior enfasi al raffinato motivo guilloché grain d’orge tipico di tutta la collezione.

    Tra le scelte più ricercate (e meglio riuscite) individuate per questo modello dai designer Parmigiani, comunque, si trovano i diamanti taglio baguette agli indici. Posizionati con un’incastonatura invisibile, di dimensioni ridotte ma molto luminosi, sono collocati ai margini dell’ampio quadrante e risultano ben proporzionati con il perimetro della minuteria. A onor di cronaca, devo aggiungere che si trovano in due esemplari su tre, in quanto la versione in acciaio Silver Sand riporta più tradizionali indici in oro bianco rodiato, sfaccettati e applicati a mano.

    Per il resto, le tre nuove referenze del Tonda PF Automatic 36mm ripropongono i codici stilistici dell’omonima collezione di Parmigiani Fleurier. Mi riferisco in particolare alla sottile lunetta zigrinata e allo splendido bracciale integrato, rastremato e con diverse finiture sulle maglie.

    Meccanica raffinata

    A proposito di finiture, un’estrema cura si ritrova anche nel movimento, che si può ammirare attraverso il fondello in vetro zaffiro. Il Tonda PF Automatic 36mm è equipaggiato dal calibro di manifattura PF770, concepito e sviluppato appositamente per questo modello. A carica automatica, appunto, è interamente decorato e realizzato – come di consueto per il Marchio – secondo gli standard dell’alta orologeria: platina colimaçonné, ponti a Côtes de Genève, anglage di tutti i componenti, dettagli dorati e massa oscillante scheletrata in oro rosa 22 carati lucido-satinato, personalizzata dal logo.

    Grande attenzione anche per le performance, come l’autonomia di 60 ore che sta diventando una caratteristica imprescindibile per gli esemplari alto di gamma, nel rispetto delle necessità di un pubblico sempre più preparato (in orologeria) ed esigente. Da sottolineare infine l’assenza del datario – che si riscontrava ad esempio in uno dei più celebri precedenti “solo tempo” della collezione, il Microrotor. Una scelta precisa, che risponde alla volontà di dotarlo delle funzioni essenziali e necessarie, coerente con l’estetica minimalista.

    Conclusioni e prezzi del Tonda PF Automatic 36mm

    Per fornire una panoramica completa delle informazioni, concludo quindi con i prezzi al pubblico: il Tonda Automatic PF 36mm costa 18.500 euro nella versione in acciaio Silver Sand, che salgono a 24.900 per quella in acciaio Warm Grey (con indici di diamanti) e raggiungono i 49.500 per quella in oro rosa Deep Ruby (sempre con diamanti). Niente da dire. I prezzi sono in linea con gli altri esemplari della collezione e con l’idea di esclusività insita nella Maison fondata da Michel Parmigiani, élitaria e di nicchia.

    Per quanto mi riguarda, invece, ho apprezzato il perfetto equilibrio tra estetica e contenuti del Tonda PF Automatic 36mm. Quindi mi auguro che quest’orologio possa entrare a pieno titolo tra i must have degli appassionati della cosiddetta “bella orologeria meccanica”. Di cui è un esempio impeccabile.

  • Il Tonda PF Flying Tourbillon e la logica di Parmigiani Fleurier

    Il Tonda PF Flying Tourbillon e la logica di Parmigiani Fleurier

    Minimale eppure complicato. Tecnico, ma anche prezioso. Semplice e allo stesso tempo raffinato. Se si cerca di descrivere in modo sintetico il Tonda PF Flying Tourbillon di Parmigiani Fleurier, ci si rende subito conto di elencare una serie di aggettivi contrastanti. Non a caso, qualcuno l’ha ingenuamente definito “un paradosso”. E in effetti un orologio che coniuga appunto il principio di essenzialità con la regina delle complicazioni, potrebbe sembrare al limite dell’assurdo. Ma l’immagine si ricompone all’interno di una logica ferrea se si considera che la cifra stilistica della collezione Tonda PF riflette la visione estetica introdotta da Guido Terreni. E che la Maison, fondata dal Maestro Michel Parmigiani ai vertici dell’alta orologeria, ha sempre avuto nelle complicazioni il pane per i propri denti.

    Chi conosce Parmigiani Fleurier, del resto, sa che il Tonda PF Flying Tourbillon ha un precedente, inscritto nella stessa ricerca di purezza formale e complessità meccanica: il Tonda 1950 Tourbillon, lanciato nel 2015. Certo, si tratta di un orologio ben diverso (oltretutto oggi non più in catalogo perché uscito di produzione). Tanto quello era “classico”, elegante nell’aspetto, quanto questo appare moderno, efficace nella sua impronta sport-chic. Ma i due esemplari hanno in comune lo stesso movimento: il Calibro PF517, ovviamente ideato e realizzato “in casa”, nella manifattura integrata in cui la Maison è al centro. Frutto di due anni di sviluppo, dalla costruzione ultrapiatta, all’epoca era il più sottile del mondo. A distanza di sette anni, comunque, i suoi 3,4 mm di spessore rappresentano tuttora un valore aggiunto.

    La complessità del Calibro PF517

    Il segreto di una simile finezza sta nel micro-rotore decentrato in platino deputato alla ricarica dell’orologio. Una particolarità che – come sappiamo – si ritrova anche in altri modelli della collezione Tonda PF, come il nome Microrotor lascia intuire. Il micro-rotore non influisce nello spessore complessivo perché è integrato direttamente nella platina, ed evita quindi di creare uno strato ulteriore nella sovrapposizione dei piani del movimento. Dal punto di vista dell’architettura complessiva, però, rappresenta una bella sfida nella progettazione, dato che deve condividere lo spazio limitato (32 mm di diametro) con gli altri componenti meccanici: bariletto, gabbia del tourbillon, treno del tempo per la visualizzazione centrale di ore e minuti. I tecnici quindi hanno dovuto mettere a punto una nuova soluzione costruttiva in cui i diversi elementi trovano posto grazie a una disposizione millimetrica. Del tutto originale, prevede una particolare collocazione del tourbillon a ore 7.

    Proprio per limitare lo spessore, poi, va sottolineata la presenza del tourbillon volante, la cui gabbia è priva del ponte superiore di sostegno e “fissata” solo alla base sulla platina. Inventato nel 1920 dall’orologiaio tedesco Alfred Helwig (docente alla scuola d’orologeria di Glashütte), è considerato un virtuosismo che complica ulteriormente la costruzione del tourbillon perché influisce sul bilanciamento della gabbia stessa. Ma a proposito di difficoltà, i progettisti di Parmigiani Fleurier qui non si sono fatti mancare nulla. Hanno infatti realizzato la gabbia del tourbillon in titanio, che offre sì un’ineguagliabile leggerezza a tutto vantaggio del “risparmio energetico”, però non è affatto facile da produrre. E, come se non bastasse, l’hanno fornita della lancetta dei piccoli secondi. Non aggiunta come di consueto, ma concepita come parte integrante della costruzione.

    L’estetica del Tonda PF Flying Tourbillon

    A fronte di tanta complessità meccanica, corrisponde l’aspetto essenziale, quasi “ascetico” del Tonda PF Flying Tourbillon. Che presenta in linea di massima le consuete caratteristiche della collezione: lunetta sottile finemente zigrinata, anse a goccia, bracciale rastremato e integrato alla cassa. Diverso dal solito però è il generoso quadrante, in genere decorato da un motivo a grain d’orge e qui invece rifinito da una semplice sabbiatura. La totale assenza di orpelli – tale non si può considerare infatti il logo applicato a ore 12 – fa sì che lo sguardo sia immediatamente catturato dall’apertura del tourbillon. E la continua rotazione del bilanciere dorato e di quella lancetta azzurrata alla fiamma si trasforma in un moto ipnotico che catalizza a lungo le attenzioni.

    Ma l’essenzialità dell’habillage non tragga in inganno. Bisogna infatti sottolineare che il Tonda PF Flying Tourbillon è interamente forgiato nel platino: cassa, quadrante e bracciale. Per inciso, la cassa misura 42 mm di diametro ed è impermeabile fino a 10 atmosfere. Un dato, quest’ultimo, che permette un uso quotidiano (e disinvolto) dell’orologio. All’insegna di un lusso nascosto – e quindi ancora più apprezzabile da parte di chi ama uno stile understated. Tuttavia l’utilizzo del metallo nobile per eccellenza – duttile e malleabile, estremamente resistente alla corrosione chimica e all’ossidazione, praticamente eterno – sottolinea l’eccezionalità della creazione. E ovviamente influisce sul prezzo: il Tonda PF Flying Tourbillon costa 140mila euro. Ma ne evidenzia anche l’esclusività: l’orologio è realizzato in una tiratura limitata di 25 esemplari. Solo per pochi fortunati, in tutti i sensi…

  • Tonda PF Skeleton, la meccanica traforata di Parmigiani Fleurier

    Tonda PF Skeleton, la meccanica traforata di Parmigiani Fleurier

    Siamo al terzo episodio di quella che può essere definita come “l’era Guido Terreni” in Parmigiani Fleurier. Già raccontata al suo esordio da Augusto Veroni, è stata da noi approfondita con il Microrotor e il seguito del Gmt Rattrapante a firma Davide Passoni. Nuovo Ceo della manifattura, dopo un lungo sodalizio con Bulgari, Terreni ha infatti rielaborato il dato estetico della maison con la collezione Tonda PF, introducendo in un certo senso il “principio di sottrazione”. Un percorso che porta inequivocabilmente – e magnificamente – all’essenziale. Così come per i due capitoli precedenti, il concetto di riduzione ha avuto un proprio sviluppo nel Tonda PF Skeleton. Qui materializzato non con le minime dimensioni del rotore di carica o con il retour en vol applicato alla lancetta del secondo fuso orario, ma nell’antica pratica della cosiddetta scheletratura del movimento.

    Una tecnica antica, anzi modernissima

    La scheletratura è una tecnica decorativa che toglie “ad arte” quanta più materia sia possibile dagli elementi meccanici dell’orologio, fermandosi giusto un attimo prima di comprometterne la funzionalità. Cosa non facile già di per sé per gli impliciti rischi di rotture, in un’errata realizzazione può provocare perfino il malfunzionamento dell’intero sistema. Certo, oggi l’uso del computer in fase di progettazione ha semplificato notevolmente le cose, così come l’utilizzo delle macchine permette una precisione costruttiva che sfiora l’infinitamente piccolo…

    Ma nel Tonda PF Skeleton ci si è spinti oltre la semplice eliminazione materica, che consente all’occhio degli appassionati di guardare al di là della parte meccanica. Piuttosto, si è svolto un intervento artistico sulla materia per arrivare a enfatizzare il moto che anima i componenti ed esaltare l’architettura del movimento, delicata ma preservata in equilibri e volumi. I maestri orologiai della Maison infatti hanno sfruttato al massimo le parti solide e utilizzato i vuoti per consentire alla luce di riflettersi nel cuore del calibro PF777.

    Ma se la meccanica ajouré è l’essenza del Tonda PF Skeleton, il risultato ben riuscito è dovuto alla concentrazione di diverse competenze. Ovvero agli sforzi congiunti dei vari centri di artigianato industriale che compongono la Manifattura integrata (praticamente autosufficiente). Dalla Vaucher Fleurier, che si occupa della progettazione e della produzione dei movimenti, alla Quadrance et Habillage, specializzata proprio nella costruzione dei quadranti; fino a Les Artisans Boîtiers, dedita alla fabbricazione di casse e bracciali. Come tutti gli orologi della Maison, insomma, anche il Tonda PF Skeleton è frutto del lavoro sinergico di tecnici esperti che concorrono al raggiungimento di risultati d’eccellenza. Come del resto ci si aspetta da Parmigiani Fleurier.

    Il Tonda PF Skeleton in breve

    Il calibro PF777 è un movimento meccanico a carica automatica sottile (3,9 millimetri di spessore), di moderna concezione (vanta un’autonomia di 60 ore) e dalle finiture impeccabili. I ponti satinati color grafite sono opportunamente completati dall’anglage che ne sottolinea l’architettura, rendendola al contempo attuale nel gusto ma rispettosa delle tradizioni. Le stesse finiture si ritrovano anche sul lato quadrante, creando un senso di continuità, di integrazione organica fra struttura interna ed esterna, fra cinematica e statica, fra “contenuto” e “contenitore”.

    I codici estetici del resto sono ben riconoscibili, soprattutto dopo il “bagno di rigore” voluto da Terreni nel nuovo corso di Parmigiani Fleurier. Ecco quindi l’essenziale a tutti i costi, niente fronzoli decorativi e un ornamento che semmai si limita al trattamento delle superfici lucide e satinate. Un principio che si riscontra nella versione in oro rosa come in quella d’acciaio con lunetta in platino. Lunetta che peraltro rappresenta un segno distintivo del Tonda PF Skeleton come dell’intera collezione, con quella particolare zigrinatura dai lievi giochi di luce che spezzano l’alternarsi delle finiture.

    Il diametro di 40 millimetri della cassa è poi la misura giusta per assicurare all’orologio un’eleganza misurata, appropriata per molti polsi, anche quelli più sottili. E insieme consente il piacere visivo dello straordinario lavoro di “traforo” cui è stato assoggettato il calibro. Un abbellimento che arriva perfino alle lancette: le quali, leggere come sono, sembrano letteralmente scivolare sospese sopra la meccanica. Il quadrante assente permette appunto la massima visione dei ponti e dei componenti; e si riduce a un sottile anello periferico, graduato per rendere più agevole l’intuitiva lettura dell’orario.  

  • Tonda PF GMT Rattrapante: la lezione di essenzialità di Parmigiani Fleurier

    Tonda PF GMT Rattrapante: la lezione di essenzialità di Parmigiani Fleurier

    La prima cosa che abbiamo pensato io e altri colleghi quando, a Watches & Wonders, Guido Terreni ha iniziato la presentazione del Tonda PF GMT Rattrapante proiettandone l’immagine sulla lavagna luminosa è stata: «Dove diavolo sono i contatori del cronografo?».

    La seconda cosa che ho pensato io (non so gli altri…), quando il Ceo di Parmigiani Fleurier ci ha spiegato che l’orologio è “solo” un GMT, è stata che, forse, noi giornalisti di settore non siamo una banda di scemi ma solo persone troppo condizionate dagli stereotipi. Perché senti “rattrapante” e pensi subito a un cronografo. E chi lo ha detto?

    Il disorientamento che ci ha preso di fronte al Tonda PF GMT Rattrapante è la prova provata della bontà del lavoro che Terreni sta svolgendo in tandem con Michel Parmigiani. Se una delle lamentele che più spesso escono dalle bocche dei soloni dell’alta orologeria è che i marchi hanno perso la fantasia, che nascondono dietro ai pezzi “heritage” una drammatica mancanza di idee nuove, questo orologio va nella direzione opposta. Cerchiamo di capire insieme perché.

    Tonda PF GMT Rattrapante: l’inattesa complicazione

    Che cosa sia il Tonda PF GMT Rattrapante lo dice il nome stesso: un orologio GMT con funzione rattrapante. Bene, e come potrebbe funzionare? Che cosa fa nel concreto? Una volta compreso, vedremo che lavora in un modo così evidente e naturale che è difficile capire come mai non esistesse già prima che ci pensasse Parmigiani Fleurier.

    Intanto, su che cosa si intenda per funzione rattrapante, tipica appunto dei cronografi, non ho intenzione di spendere parole: chi non lo sa, legga questo pezzo del maestro Veroni e tutto sarà chiaro. Poi, tanto per proseguire, il Tonda PF GMT Rattrapante è tutto ciò che è il Tonda PF Micro Rotor, di cui ho già scritto qui. Ha lo stesso splendido bracciale, la caratteristica lunetta zigrinata in platino e il delicato motivo guilloché sul quadrante. Tutti dettagli su cui torno nelle didascalie. Ma è altro ancora.

    Come ha fatto dunque Parmigiani Fleurier a traslare la funzione rattrapante su un GMT? Usando quello che è il tratto distintivo del marchio: la semplicità. Semplicità estetica e semplicità di utilizzo. Dove semplicità non significa banalità ma capacità di ridurre forma e funzione all’essenziale, a beneficio di chi indossa ogni giorno l’orologio.

    Tutto parte da un pulsante

    Forma e funzione che sono sintetizzate dal pulsante a ore 8. Non esagero se dico che vale da solo il prezzo dell’orologio, semplicemente per il design eccezionale. Ha la stessa forma dei pulsanti del cronografo Tonda PF e sporge dall’ansa come se fosse una sua estensione naturale. Il profilo è quello dell’ansa, solo un po’ più piccolo in scala, il che lo rende parte integrante della cassa.

    Nella maggior parte dei casi, negli orologi con pulsanti integrati questi vengono nascosti dal design, mentre nel Tonda PF GMT Rattrapante il pulsante non è celato ma esaltato dalla forma e dalla particolare posizione.

    Perché è importante questo pulsante? Perché premendolo accade la magia: a ogni pressione, la lancetta delle ore, in oro rodiato, si sposta di un’ora in avanti in modo da impostare l’ora locale nella posizione attuale di chi indossa l’orologio. Così si rivela un’altra lancetta delle ore, nascosta sotto alla prima e identica a questa in forma e dimensioni ma non in materiale (è in oro rosa), che mostra l’ora di casa. Quindi, se ci si trova a casa rimane visibile una sola lancetta delle ore, perché ora locale e ora di casa coincidono.

    Altri orologi GMT di solito hanno lancette per l’ora di casa piuttosto appariscenti, e questo potrebbe essere appropriato. Ma che cosa succede se ci si trova a casa o, comunque, nel proprio fuso orario locale? Accade che la lancetta GMT diventa inutile e ingombrante perché indica lo stesso orario della normale lancetta delle ore. Ecco quindi che la soluzione ideata da Parmigiani Fleurier incarna l’intero concetto di questo orologio e della filosofia produttiva del marchio: non mostrare ciò che non è necessario.

    Tutto finisce in un pulsante

    E quindi, la funzione rattrapante? C’è un altro pulsante in oro rosa integrato nella corona; quando lo si preme, la lancetta GMT dell’ora locale salta sopra alla lancetta dell’ora di casa per nasconderla nuovamente. Si potrebbe ottenere lo stesso risultato premendo ripetutamente il pulsante a ore 8, ma a che cosa sarebbe servito lo sforzo tecnico e creativo di portare la funzione rattrapante in un GMT?

    I pignolini si aspetterebbero che il pulsante in oro rosa facesse muovere la lancetta in oro rosa. E invece no, perché come ha spiegato Terreni durante la presentazione a Ginevra, la scelta di questo materiale per la lancetta dell’ora di casa non è casuale: l’ora di casa ricorda il tempo in famiglia, il più prezioso, e tale dev’essere anche il metallo che lo rappresenta. Così come di quel metallo è fatto il pulsante che ti consente di correre più velocemente a goderti quel tempo.

    Da un punto di vista tecnico, questa intelligente interpretazione della funzione GMT è resa possibile da un meccanismo che dispone in modo coassiale una ruota delle 12 ore e una camma a forma di cuore, in modo da attivare la funzione di azzeramento proprio come in un cronografo. Una soluzione tecnica così ovvia che nessuno, da che mi risulta, l’ha mai usata prima.

    Il calibro del Tonda PF GMT Rattrapante

    A proposito di tecnica, se si prende l’orologio e lo si guarda dal lato posteriore si vede qualcosa di vagamente familiare. Il calibro Parmigiani PF051 che muove il Tonda PF GMT Rattrapante è il PF702 con un modulo per la funzionalità aggiunta. Il PF702 è a sua volta la versione senza data del PF703, che si trova nel Tonda PF Micro Rotor, con una differenza evidente: il materiale del micro-rotore, che qui è in oro rosa anziché in platino.

    Il prezzo dell’oro attualmente è più alto di quello del platino e questa modifica aumenta anche il valore del movimento e il prezzo dell’orologio, venduto a 26mila franchi svizzeri. Ma la scelta di utilizzare l’oro rosa per il micro-rotore ha anche una motivazione estetica, perché lo armonizza alle parti più evidenti dell’orologio realizzate con questo materiale: la lancetta dell’ora locale e il pulsante della funzione rattrapante.

    Il calibro PF051 ha una frequenza di 21.600 alternanze/ora e un’autonomia consueta di 48 ore. Il suo spessore di 4,93 mm non incide in modo drammatico sui 10,7 mm di spessore della cassa, che ha un diametro di 40 mm. Mantenere uno spessore limitato rispetto ai 7,8 mm del Tonda PF Micro Rotor non è stato facile, perché la funzione addizionale è posta al centro del movimento. Essere rimasti sotto agli 11 mm è un signor risultato.

    Un orologio di carattere

    Detto questo, la collezione Tonda PF cui appartiene il GMT Rattrapante si distingue per la spiccata personalità, che trae la sua originalità da una silhouette slanciata e da un mix di codici distintivi di Parmigiani Fleurier. Parlo della lunetta zigrinata, delle anse a forma di goccia, del bracciale integrato, del quadrante lavorato a guilloché grain d’orge con indici dorati corti applicati e delle lancette scheletrate a forma di delta.

    Un orologio come questo non poteva che appartenere a una collezione della quale mantiene tutti i canoni di raffinatezza stilistica e semplicità. A partire dal bell’effetto visivo della lavorazione guilloché del quadrante color “Milano blue”, dal quale è scomparsa anche la finestra del datario. Io, lo sapete, sono un sostenitore degli orologi senza data, complicazione che ammetto su un ore del mondo o su un GMT, per motivi comprensibili. Il fatto che Parmigiani l’abbia fatta sparire anche dal suo GMT, forse significa che a Fleurier sono più integralisti del sottoscritto.

    Il logo del marchio, a ore 12, è applicato e composto da due parti, l’ovale esterno e le lettere PF centrali, come nel Tonda PF Micro-Rotor. Una lavorazione che dice tutto dell’attenzione maniacale alla perfezione del dettaglio che Guido Terreni e il suo team portano ogni giorno in manifattura.

    Parola a Terreni

    Direi quindi che non mi rimane molto da aggiungere su questo orologio, se non rimandarvi alle didascalie per qualche informazione in più. E infatti preferisco che sia Guido Terreni in persona a chiudere l’articolo, con alcune sue parole sul Tonda PF GMT Rattrapante che trovate in questa recentissima intervista.

    «L’eleganza chiama a fare delle scelte: via il datario. Non è elegante avere una data che cambia non all’ora del viaggiatore. Quando non si viaggia, non è elegante avere un buco nel quadrante che mi indica se è giorno o notte. Via l’indicazione night&day. Ritengo non necessario avere una funzione descrittiva del genere, quando si sa che se si viaggia verso est il fuso orario di casa è in anticipo, mentre se si viaggia verso ovest, casa è in ritardo. Un piccolo esercizio che vale la pena di pagare per avere un quadrante integro e puro. Tecnicamente non sarebbe stato complesso inserire questa indicazione, ma volutamente non l’abbiamo fatto. Ha vinto la bellezza sulla funzionalità fine a sé stessa». Semplice e lineare, come l’orologio.

  • La collezione Tonda PF: il minimalismo vincente di Guido Terreni

    La collezione Tonda PF: il minimalismo vincente di Guido Terreni

    Il minimalismo è una roba pericolosa. Perché solo pochi grandi professionisti se lo possono permettere.
    Fateci caso, i grandi orologi classici della storia sono appunto fantastici esempi di minimalismo. Perché, pur riducendosi a pochi segni fondamentali, riescono comunque a rimanere riconoscibili: da Patek a Vacheron riconosci subito il grande classico. E lo riconosci per il bel lavoro di sintesi estetica, certo, ma anche per via del tempo che ha cristallizzato un’immagine diventata forte negli anni.

    Guido Terreni, Ceo di Parmigiani Fleurier e cultore del minimalismo, sta però cercando di spingersi ancora oltre. In pratica, il suo obiettivo è quello di creare un classico moderno, attuale, a partire proprio dall’eliminazione dei segni “inutili” per identificare la collezione Tonda PF. Un lavoro di individuazione di nuove regole per l’avvicinamento al minimalismo. Pericoloso, come dicevo, perché gratta gratta ci vuol poco a fare il buco. Terreni, invece, non solo ha fatto il bis del successo di cui la collezione Tonda PF è stata protagonista; ma ha bissato anche con un’acrobazia filosofica che consiste nel proporti un GMT che sembra un altro Tonda ma non lo è, perché “si apre” in maniera inaspettata.

    Ma a questo punto preferisco far parlare lui stesso: del suo percorso estetico, certo, ma anche di un successo che rischia di creare qualche imbarazzo fra richiesta e offerta. Il tutto inquadrato in un discorso più ampio che serve a fare un po’ il punto della situazione su Parmigiani Fleurier.

    Un bilancio sul 2021 e su come il mercato lo scorso anno ha accolto la collezione Tonda FP.
    Al di là delle più ambiziose aspettative. La collezione Tonda PF ha ridefinito l’identità di marca rispettandone i valori in maniera profonda e attualizzandoli per un cliente colto ed esigente di oggi. La risposta: siamo confrontati a un anno di lista d’attesa. Ma il mio apprezzamento per il 2021 va oltre al dato quantitativo. Non misuro la qualità di quanto abbiamo fatto dal risultato economico: quello è la conseguenza, non il fine. Il vero merito della collezione Tonda PF è stato quello di aver rimesso Parmigiani Fleurier sulla mappa dell’orologeria mondiale, rispettandone il prestigio, e di aver federato i team interni, i dettaglianti, la stampa di settore e i clienti finali attorno a una visione di un orologeria discreta, non ostentatoria e credibile.

    Com’è andata a Watches and Wonders? Quali riscontri avete avuto sulle novità che avete presentato?
    Grazie alla presentazione del Tonda PF fatta a settembre (il Microrotor, Ndr), siamo arrivati a W&W con un “momentum” incredibile. Il mercato ha sete di un marchio prestigioso, non stravagante e non omologato alla convergenza dei gusti che stiamo osservando da qualche tempo. A tale desiderio di una scelta personale da parte di un pubblico educato all’alta orologeria, si aggiunge l’interesse della distribuzione multimarca che vede restringersi l’accesso a marchi che sempre di più cercano di integrarsi a valle e distribuire direttamente gli orologi ai clienti finali. Il risultato: la domanda ammonta a quattro volte il fatturato dello scorso anno. Impossibile soddisfarla quest’anno, ma è nostra volontà esaudire il desiderio di chi desidera possedere un Parmigiani Fleurier e ci stiamo adoperando affinché ciò avvenga nel più breve tempo possibile. Non ho alcun interesse per le strategie di marketing privativo.

    Quest’anno avete ampliato la collezione di ben quattro esemplari: un cronografo, uno scheletrato, un tourbillon volante e quella “bomba” del GMT Rattrapante. Perché avete scelto proprio queste complicazioni? E come siete riusciti a conciliare la contrapposizione “minimalismo/complicazioni”?
    Lo stile che la collezione Tonda PF sta affermando è molto preciso: si tratta di una semplicità apparente, dove dietro un effetto estetico puro e minimalista si cela una finitura di altissimo livello. Non invasivi all’occhio, i dettagli sono discreti e si scoprono man mano che si indossa l’oggetto e quindi non “stancano”. L’innovazione tecnica deve seguire questa filosofia di base. La deve esaltare. Per usare un’espressione cara a Michel, la tecnica “è” bellezza. Come si concepisce una funzione ha un impatto estetico fortissimo. Il GMT Rattrapante ne è un esempio lampante. Eleganza, semplicità di lettura e un piacere immediato nell’utilizzo sono alla base dell’idea. Poco importa se non stiamo seguendo le regole. Una prima mondiale non si fa seguendo un libro già scritto. E in Parmigiani Fleurier ci rifiutiamo di pensare che in orologeria tutto sia stato già fatto.

    Parliamo del GMT Rattrapante, una complicazione senza precedenti: come ci siete arrivati? Quali sono state le maggiori difficoltà tecniche che avete incontrato? Lo potresti spiegare in sintesi per i nostri lettori?
    La genesi del GMT Rattrapante è stata immediata. Quando sono entrato in azienda, a fine gennaio 2021, eravamo in pieno lockdown. Non ne potevamo più di stare a casa. Sognavamo tutti di tornare a viaggiare. Quindi l’idea di reinterpretare una funzione tanto importante in orologeria, seconda solo al cronografo, è sorta spontanea. Ma come dev’essere un GMT di Parmigiani Fleurier? Risposta: puro, elegante e semplice da usare. Dietro queste tre parole c’è un mondo. E soprattutto c’è l’emozione che il fortunato proprietario proverà portando l’orologio.

    Partiamo dalla purezza: si definisce GMT un orologio capace di misurare un secondo fuso orario. Tutto ciò che si aggiunge a questa frase è stato eliminato. A dire il vero, abbiamo tolto anche di più, perché il secondo fuso orario non è presente sempre, ma solo quando si viaggia.

    Io mi considero una persona che viaggia molto, ma per quanto questo molto sia, arriva ad essere il 30% del mio tempo. Per il restante 70% vivo nel fuso orario di casa. In questo tempo, non desidero essere “disturbato” da una scala a 24h o da un indicatore giorno/notte sul quadrante. Quindi, per la maggior parte del tempo, desidero al polso un orologio elegante a 2 lancette. La funzione GMT perciò prende vita solo quando serve. Quando non serve, le due lancette dell‘ora di casa e del viaggio devono essere sovrapposte. Condizione sine qua non: avere entrambi i fusi orari su una scala a 12h.

    Nel decidere come la funzione prende vita, si risponde alla domanda: semplice da usare. Detesto cambiare un fuso orario tramite la corona. La lancetta dei minuti non deve essere interessata dal cambio del fuso orario. Quindi, un avanzamento della lancetta dell’ora locale tramite pulsante era d’obbligo. Dove metterlo questo pulsante? A ore 8, perché è la posizione più naturale in cui premere con il pollice. A ore 9 ci stiamo già contorcendo un po’. Inoltre, è anche la più bella, perché si iscrive nell’ansa caratteristica della collezione Tonda PF, come la pulsantiera del cronografo.

    Fin qui, nulla di nuovo. Esistono già sul mercato orologi cosiddetti “dual time” che rispondono a queste caratteristiche. La vera novità è la funzione di “ritorno a casa”, che avviene in modo assolutamente inedito. Infatti, in tutta la storia dell’orologeria, e parliamo di qualche secolo, nessuno aveva mai immaginato di utilizzare la funzione “rattrapante” al di fuori del cronografo. Un mono-pulsante inserito nella corona permette in un istante di ricongiungere la lancetta delle ore del viaggiatore a quella di casa. Dalla via più breve.

    Infine, l’eleganza chiama a fare delle scelte: via il datario. Non è elegante avere una data che cambia non all’ora del viaggiatore. Quando non si viaggia, non è elegante avere un buco nel quadrante che mi indica se è giorno o notte. Via l’indicazione night&day. Ritengo non necessario avere una funzione descrittiva del genere, quando si sa che se si viaggia verso est il fuso orario di casa è in anticipo, mentre se si viaggia verso ovest, casa è in ritardo. Un piccolo esercizio che vale la pena di pagare per avere un quadrante integro e puro. Tecnicamente non sarebbe stato complesso inserire questa indicazione, ma volutamente non l’abbiamo fatto. Ha vinto la bellezza sulla funzionalità fine a sé stessa.

    Quanto alle difficoltà, mantenere lo spessore limitato non è stato facile, perché la funzione addizionale è al centro del movimento.

    Se la vostra produzione limitata non regge le quantità richieste dal mercato, quali scelte avete dovuto attuare per rispondere alla domanda relativa alle novità, soprattutto del GMT Rattrapante? Come avete organizzato il calendario delle consegne?
    Avere quattro volte la domanda della produzione è un bel problema, e ti assicuro che è frustrante. La prima cosa che abbiamo fatto è ridurre la distribuzione. È inutile “disperdere” il prodotto ai quattro venti. Oggi siamo contenti di una settantina di dettaglianti autorizzati rispetto ai quasi duecento che la marca aveva al mio arrivo. Secondo, serviamo per primi coloro che hanno una lista di attesa dei loro clienti finali. Terzo, su questa base, cerchiamo di dare un’indicazione della data di consegna attesa.

    Ad oggi pensiamo di poter soddisfare la richiesta attuale in 12 mesi. Ogni ordine aggiuntivo va al secondo semestre 2023. Il fatto è che in questo momento la domanda sta crescendo più velocemente della capacità di produzione, quindi è possibile che i tempi possano ulteriormente allungarsi prima di ridursi. Il nostro desiderio è arrivare a 6 mesi di attesa, ma ci vorrà un po’ di pazienza.

    L’impressione è che stia rinascendo, da parte di molti, l’apprezzamento per orologi apparentemente semplici. Non vistosi, è chiaro, ma ricchi di contenuti tecnici e culturali inseriti senza autocompiacimenti. Forse stanno tornando gli orologi destinati a durare, gli orologi per i collezionisti veri. Questo cambierebbe non poco le carte in tavola per i piccoli produttori… Trovi sarebbe una buona indicazione per il futuro?
    Penso tu abbia ragione. In oltre 20 anni di esperienza, mai come di questi tempi si nota una disponibilità dei clienti ad attendere per avere l’orologio che desiderano. Non ci si accontenta più. Si cerca una soddisfazione duratura, per la quale vale la pena di aspettare. Questo passa attraverso uno stile più pulito, che non stanchi. Preferisco spendere magari un po’ di più ma goderne più a lungo. Mio padre mi diceva sempre che “alla fine chi più spende, meno spende”… Chissà che questi valori ritornino, e si apprezzi il valore delle cose, più che il loro prezzo. Sarebbe bello.

    Sia tu che Michel Parmigiani avete un bel bagaglio culturale di architettura del Rinascimento. In questa chiave si può dire che fra le fonti d’ispirazione della collezione Tonda PF c’è anche la pianta di alcune cupole rinascimentali? E come sei riuscito a conciliare sintesi e ricchezza di dettagli? Quei dettagli che – come dicevi – magari non saltano fuori subito, ma sono destinati a essere scoperti e apprezzati. È questa la ricetta per realizzare orologi che non annoiano mai?
    Per me l’essenza del Rinascimento sta nella ricerca di una bellezza raffinata. Non si sfocia nel Barocco, negli orpelli ridondanti, nella volgarità del troppo. Certamente, la ricchezza dei dettagli è un ingrediente importantissimo, ma va dosato con maestria. E come in architettura, se non si vuole annoiare, bisogna avere l’ambizione che il lavoro resti per sempre. Questo è vero anche in orologeria. Un orologio potenzialmente ha una vita infinita. E, come un palazzo, può invecchiare male. Non è grave quanto il lavoro di un architetto. Un orologio può finire in un cassetto. Non si può dire la stessa cosa di un palazzo…

    Alcuni produttori indipendenti destinano la produzione o parte della produzione direttamente ai clienti finali, anziché ai negozi. Cosa ne pensi?
    Io credo molto nella distribuzione multimarca e di conseguenza nella relazione, prima di tutto umana, con i nostri dettaglianti. Credo sia uno dei fattori critici del successo di una marca, ma credo altresì che possa essere anche un fattore di insuccesso, se non c’è una relazione di fiducia e di unione di intenti.

    Come in un matrimonio in comunione di beni, l’importante è quanto credi nella relazione e quanto investi nel far crescere nel lungo periodo il rapporto, in questo caso la marca, ognuno facendo la propria parte.
    Se ci mettiamo a sindacare a quale cliente finale i dettaglianti vendano, penso stiamo mostrando diffidenza, sfiducia nel loro operato. I nostri dettaglianti portano in dote la loro clientela. Noi portiamo in dote una visione di marca, una creatività autentica e insieme creiamo il desiderio che deve durare nel tempo.

    Secondo me, non è controllando a chi si vende che si nutre tale desiderio. Sono molto più sensibile a quanto un dettagliante creda alla nostra proposta. Questo vale di più di un piano marketing. Il nostro ruole è di rendere la vita più facile possibile ai nostri partner; e il loro è quello di rispettare la marca, il suo valore, e di presentarla nella maniera più professionale possibile. Se queste condizioni non si avverano, il divorzio è l’unica soluzione.

  • Tonda Automatic e i diamanti a Grain d’orge di Parmigiani Fleurier

    Tonda Automatic e i diamanti a Grain d’orge di Parmigiani Fleurier

    Minimalismo ad alta caratura. Preziosa essenzialità. Per descrivere il nuovo Tonda Automatic mi vengono in mente solo ossimori. Anche se non amo la retorica e non mi piace metterla giù più difficile di quanto non sia, l’ultimo femminile di Parmigiani Fleurier ben si presta a simili definizioni. Perché l’assoluta purezza del design che caratterizza l’intera collezione Tonda PF qui convive con la ricchezza dei diamanti. In modo inatteso, ma inaspettatamente coerente.

    Che poi io l’ho qualificato come “femminile” per via del diametro della cassa, che misura 36 mm. Ma il Tonda Automatic è uno di quegli esemplari del tutto privi di connotazioni di genere – nessun dettaglio lezioso, nessuna decorazione tipica “da donna” – ed è quindi ugualmente adatto al pubblico maschile. In linea con la recente tendenza dell’orologeria che vuole il ritorno di orologi dalle dimensioni contenute – come si usava un tempo – anche per gli uomini. Questione di gusti, di abitudini, di cultura. E ovviamente di circonferenza del polso…

    Del resto la stessa presenza dei diamanti è una caratteristica non binaria, nell’orologeria. Da decenni ormai le pietre preziose non sono più considerate un’eccentricità da sceicco nel deserto e si ritrovano sui polsi degli uomini a ogni latitudine. Anche se è vero – come cantava Marilyn – che “diamonds are a girl’s best friend”. Soprattutto in casi come questo, in cui l’intera cassa è interamente tempestata di brillanti di alta qualità. Incastonati ovunque, sul quadrante full pavé, sulla lunetta e perfino sulle anse, formano un continuum preziosissimo, una superficie luminosa che vibra di bagliori iridescenti.

    Diamanti all over

    Sul sito di Parmigiani Fleurier si legge che i tecnici hanno progettato il Tonda Automatic come un pittore avrebbe immaginato di dipingere la propria tela con la tecnica del puntinismo. E in effetti, se si guarda con attenzione il quadrante, ci si rende conto che non si tratta del solito pavé. Piuttosto, di un’incastonatura “a neve”: i diamanti, cioè, hanno tutti carature diverse (alcuni sono più piccoli, altri più grandi) e sono disposti in modo apparentemente irregolare (in realtà studiato dall’occhio esperto del maestro incastonatore), così da creare una montatura fitta e lasciare il minor spazio possibile fra una pietra e l’altra.

    In più, sono organizzati secondo un disegno particolare, tratteggiato da onde di fili d’oro, chiamato in orologeria a “Grain d’orge” – ovvero a “chicchi d’orzo”, perché evoca proprio la forma del seme di quel cereale. Un Grain d’orge personalizzato, però, dalle linee ondulate e concentriche, decisamente originale. Esclusivo, direi. Lo stesso motivo si ritrova riprodotto con il guilloché anche sugli altri esemplari della collezione Tonda PF. In cui appare come un’incisione finissima, realizzata a mano, che impreziosisce il quadrante con peculiari increspature di luce.

    Nel Tonda Automatic invece il Grain d’orge è composto proprio dall’accostamento delle pietre preziose: un numero impressionate, qualcosa come 979 diamanti, tutti di eccellente qualità, per un totale di 1.21 carati. Ai quali ne vanno aggiunti ancora 70, fra la lunetta e le anse, per un totale di altri 1.69 carati. Che arricchiscono il metallo prezioso della cassa, declinata in oro rosa oppure in oro bianco. Da notare che le (poche) superfici lasciate libere dalle gemme – come i fianchi a goccia delle anse e la carrure sottile – sono ulteriormente impreziosite da una finitura lucida.

    Il movimento del Tonda Automatic

    Ma il Gran d’orge ritorna anche nel movimento. Se si guarda il fondello, infatti, attraverso l’oblò in vetro zaffiro spicca la massa oscillante in oro rosa, decorata con lo stesso motivo guilloché. Del resto è proprio il Gran d’orge a creare continuità estetica fra recto e verso di certi esemplari – per esempio il Tonda PF Microrotor -, fra l’esterno e l’interno, il contenitore e il contenuto. In un gioco di rimandi che da un lato sottolinea l’unicità della collezione; e dall’altro conferma che in alta orologeria l’attenzione alle finiture è qualcosa di assolutamente imprescindibile.

    A proposito del movimento, l’orologio è equipaggiato dal calibro PF310, chiaramente ideato e costruito “in casa”, all’interno del polo orologiero di cui Parmigiani Fleurier fa parte. Un calibro lanciato nel 2014, e improntato fin dallo sviluppo – come dichiara la stessa Maison – sulla precisione e sulla solidità, caratteristiche che lo rendono estrememente affidabile. Per saperne di più vi rimando alle didascalie della gallery qui sopra. Concludo invece con l’indicazione del prezzo al pubblico: il Tonda Automatic costa 59mila franchi svizzeri.

  • Tonda PF Microrotor: Parmigiani Fleurier e l’elogio della sottrazione

    Tonda PF Microrotor: Parmigiani Fleurier e l’elogio della sottrazione

    «Nonostante i miei vent’anni d’esperienza nell’orologeria, mi sto rendendo conto che ora devo vedere tutto con occhi diversi». Così parlava in questa intervista rilasciataci a marzo 2021 Guido Terreni, Ceo di Parmigiani Fleurier, all’epoca insediato da pochi mesi dopo aver trascorso 20 anni in Bulgari. I suoi occhi si sono abituati presto alla luce e ai panorami di Fleurier e hanno cominciato a vederci bene già dallo scorso autunno, quando è stato presentato il Tonda PF Microrotor.

    La collezione Tonda PF è la prima “firmata” da Terreni in Parmigiani Fleurier: porta in sé la visione, i tratti, la filosofia di lavoro sua e quella di Michel Parmigiani. Tutti elementi che ho ritrovato nei pezzi presentati quest’anno a Watches and Wonders, dei quali ci sarà tempo per raccontare.

    Anche perché senza parlare prima del Tonda PF Microrotor, molti dettagli delle collezioni 2022 non si possono capire fino in fondo. E allora ne parlo, con essenzialità. Perché essenziale nelle linee e nella concezione estetica è l’orologio, definito in questo articolo un “incubo creativo”. Un “incubo” sul quale gli artigiani di Parmigiani Fleurier hanno lavorato guidati da una sola delle quattro operazioni aritmetiche: la sottrazione. Hanno tolto, per arrivare all’essenza.

    Il quadrante: scuola di pulizia

    A partire dal quadrante grigio, un esercizio di pulizia come pochi ce ne sono nell’orologeria di oggi. Strutturato su due livelli dallo scarto quasi impercettibile – giro della minuteria e parte centrale -, è spoglio ma ricchissimo. Indici, lancette, datario, logo spiccano solitari sulla lavorazione guilloché grain d’orge realizzata a mano. Ipnotica ma non invasiva, presente ma quasi impercettibile. D’impatto.

    Del resto, Terreni è sembrato quasi anticipare il Tonda PF Microrotor in quella intervista, quando ha detto: «Sto cercando l’alchimia di un piacere sofisticato nel quale però i valori non provengono dagli orpelli o dalla quantità di materiali preziosi che ci metti dentro; viene piuttosto da un’idea semplice, forte, che mostri l’arte necessaria per realizzare un certo tipo d’orologio».

    Una sartorialità delicata, non gridata, che è alla base dell’intero processo creativo dell’orologio: un oggetto nel quale il dettaglio funziona perché è parte di un insieme coerente. È il frutto di un lavoro di riduzione all’essenziale e di sottrazione che, per quanto possa suonare strano, è una delle operazioni più difficili da compiere quando si tratta di orologi da polso.

    Le lancette di ore e minuti – scheletrate, a Delta, in oro 18 carati – raccontano lo scorrere del tempo sul quadrante che è una quinta scenica, equilibrata dal posizionamento speculare del datario a ore 6 e del logo a ore 12. Logo e datario, nella loro discrezione, sono due capolavori in miniatura per i cui dettagli vi rimando alle didascalie. A proposito di sottrazioni, non c’è nemmeno la lancetta dei secondi, piccoli o centrali che siano.

    Sottolineo anche il fatto che Terreni ha semplificato il nome del marchio, riducendo Parmigiani Fleurier a un logo: la riconoscibilità di un brand dal suo segno grafico e non dal suo nome per esteso è indice della maturità del marchio stesso. Lo dice il marketing, non io.

    La cassa e il bracciale del Tonda PF Microrotor

    Che nel Tonda PF Microrotor ci sia tutta l’anima di Michel Parmigiani interpretata dal nuovo corso del brand è evidente dall’insieme di cassa e bracciale integrato, entrambi in acciaio. La cassa misura 40 mm di diametro e – grazie alle anse molto corte, leggermente curvate, e allo spessore ridotto di 7,8 mm – al polso risulta comoda ed elegante.

    Il bracciale è invece frutto di un lavoro certosino che, scommetto, deve aver messo a dura prova la pazienza e i nervi degli artigiani dell’atelier di Fleurier. D’accordo, non è certo il primo bracciale ad avere un design rastremato dalle anse alla fibbia. Mi affascina però osservare come la rastrematura sia opera esclusivamente delle maglie laterali, le cui dimensioni decrescono progressivamente e le cui superfici sono lavorate con finiture differenti sui diversi lati. A qualcuno sembrerà una follia creativa, a me pare un modo per farsi beffe della banalità.

    Il microrotore secondo Parmigiani Fleurier

    Non è banale neppure il cuore del Tonda PF Microrotor. Come sempre quando si parla di calibri di manifattura firmati da Parmigiani Fleurier. E come sempre quando si parla di orologi con movimenti automatici alimentati da un microrotore. Una soluzione tecnica che si attribuisce a Universal Genève, che l’ha brevettata nel 1955 (ricercatissimi sono oggi i suoi Polerouter degli anni ’60 con microrotore); ma che secondo altri sarebbe stata realizzata un anno prima da Buren.

    Un dibattito che può appassionare gli accademici della lancetta, non il sottoscritto. A me, non lo nascondo, appassiona il microrotore in sé: una soluzione bellissima dal punto di vista estetico e furbissima da quello meccanico. Una cassa sottile 7,8 mm non sarebbe realizzabile senza i 3 mm di spessore del movimento con microrotore. La soluzione alternativa alla carica manuale: come quest’ultima, consente di preservare la sottigliezza della cassa grazie al fatto di essere integrata al medesimo livello dell’intero calibro. E questa è la meccanica.

    Allo stesso tempo è un sistema più elegante della massa oscillante, che di norma è posta appunto al di sopra del calibro e non al suo interno. Spesso copre gran parte del movimento e ne nasconde le finiture, a scapito della bellezza che le caratterizza. A meno che non si tratti di un rotore periferico: il quale, nella mia personale hit parade dei movimenti, se la gioca quasi alla pari con il microrotore.

    Si fa presto a dire microrotore…

    Che, detto per inciso, sarà anche fighissimo ma è pure una brutta bestia per chi lo deve ingegnerizzare. Date le sue dimensioni ridotte, va progettato con maggiore attenzione rispetto a un rotore standard e realizzato con materiali che offrano una ricarica efficiente e un’inerzia corretta. Pena la scarsa affidabilità e accuratezza dell’orologio.

    Quello del Tonda PF Microrotor è in platino 950, un metallo usato per creare le masse oscillanti in orologi di gran pregio. Le sue proprietà fisiche e il suo elevato peso specifico garantiscono l’inerzia e la ricarica ideali di cui sopra.

    Il calibro PF703 ha un’autonomia di 48 ore, “batte” a 21.600 alternanze/ora e presenta le classiche decorazioni a Côtes de Genève e perlage. Il microrotore, oltre a recare inciso il logo di Parmigiani Fleurier, ha la stessa lavorazione grain d’orge del quadrante. Un dettaglio che conferma l’attenzione fuori dal comune riservata dall’atelier a questo orologio.

    Un occhio al prezzo e uno alla qualità

    Come sempre accade, dopo aver volato alto su estetica, finitura e meccanica, metto il piombo al mio ragionamento e lo faccio tornare sulla Terra con argomenti più pratici. Come il prezzo: 21.000 euro. Che ad alcuni potranno sembrare troppi per un solo tempo in acciaio. Come risposta, mi basta far loro notare che ne esistono di più cari, di marchi più celebri, ma con contenuti tecnici e artigianali a volte inferiori.

    Ecco perché, per concludere, se guardo al Tonda PF Microrotor trovo che funzionino bene le parole usate da Guido Terreni in quell’intervista per definire gli orologi di Parmigiani Fleurier: «Oggetti non banali, di valore. Un valore che non è dato dalla cosmesi della comunicazione, ma è intrinseco nell’oggetto».

  • La Rose Carrée: Parmigiani Fleurier fra arte e restauro

    La Rose Carrée: Parmigiani Fleurier fra arte e restauro

    Qualche tempo fa, sentendomi con Guido Terreni sono stato avvisato che stava per uscire una “bomba”, qualcosa di eccezionale. Pensavo ad una nuova collezione, a varianti sul tema della bellissima collezione precedente. Pensavo banale.
    Per celebrare il 25° anniversario di Parmigiani Fleurier, Michel Parmigiani e Guido Terreni – rispettivamente fondatore e Ceo di Parmigiani Fleurier – hanno deciso di realizzare un orologio in equilibrio fra il passato (il restauro di un grande movimento) e il presente dell’arte applicata all’orologeria. La Rose Carrée, questo il nome.

    Un orologio sul quale sarebbe giusto scrivere un intero libro, che intitolerei appunto “Parmigiani Fleurier fra arte e restauro”. Ma io faccio il giornalista e non lo scrittore di libri, anche se qualcosa ho scritto. E come giornalista mi limito a tagliar corto per tracciare una sorta di indice dei capitoli e degli argomenti che potrebbero essere alla base del libro. Perché Guido aveva proprio ragione: quest’orologio è una bomba.

    Una bomba culturale, non commerciale. Un’operazione di sensibilità artistica, in cui alla storia dell’orologeria viene reso un omaggio ricco di amore e competenza. A quanti sono davvero interessati alla grande orologeria chiedo di seguirmi con un po’ di pazienza: alla fine credo ne sarà valsa la pena. Non per quel che scrivo, ma per quanto Parmigiani Fleurier ha scelto come proprio simbolo del 25° anniversario. Un orologio in cui il restauro si fa arte.

    Esemplare unico

    Chiariamo subito, a scanso di equivoci, che La Rose Carrée è un esemplare unico. Non replicabile. Probabilmente è già stato venduto e anche ad un prezzo molto elevato. Ma non è con queste operazioni che Parmigiani Fleurier può “far fatturato”. Direi che non ci siano dubbi: questa è un’operazione in cui conta la cultura e non si contano i soldi.

    Partiamo dal movimento, si stima realizzato da Louis-Elisée Piguet fra il 1898 e il 1904. Tu mi dirai: “E chi caspita è Louis-Elisée Piguet?”. Brevemente, ti rispondo che è un grande orologiaio nato il 13 giugno 1836 (a Le Brassus, cuore pulsante dell’alta orologeria svizzera) e morto a Losanna il 27 giugno 1924, a 88 anni. Su di lui l’esperto di orologeria Fritz Von Osterhausen ha scritto (in francese) uno splendido libro: Six générations d’horlogers de la Vallée de Joux.

    Si parte da Jacques Piguet, nato nel 1720: fu probabilmente uno degli Ugonotti emigrati in Svizzera dopo l’Editto di Fontainebleau (1685) che toglieva ai protestanti la libertà di culto. Gli Ugonotti riparati in Svizzera si erano sistemati al confine, sperando di poter tornare. Perché il loro diritto di culto veniva ogni tanto tolto e poi restituito. Sono ancora lì, sempre a pochi metri dal confine con la Francia. Furono proprio gli Ugonotti a portare in Svizzera l’Orologeria – e la maiuscola non è un refuso di scrittura.

    All’estremo opposto troviamo l’omonimo Jacques Piguet, discendente ed erede nel frattempo di quel Frédéric che aveva appunto fondato la Frédéric Piguet. Manifattura di movimenti venduta nel 1995 a Swatch Group. Bella storia, vero? Ah, tieni presente che non esiste alcun legame diretto fra Louis-Elisée Piguet e Audemars Piguet (beh sì, ha realizzato movimenti per Audemars, ma senza il diritto di firmarli); né risultano legami con quell’Albert Piguet che inventò il Lemania 27CHR C12, progenitore del movimento montato dall’Omega Speedmaster.

    Benché non si possa mai dire: la prima volta che sono andato a Le Brassus il breve elenco telefonico era per tre quarti diviso fra nomi ben conosciuti nell’orologeria (come Meylan, Audemars, LeCoultre e Piguet, appunto), quasi tutti discendenti di Ugonotti scappati dalle sanguinose persecuzioni francesi.

    Bene, ora che abbiamo sia pure sommariamente fatto i conti con un passato straordinario, passiamo ad un presente altrettanto straordinario. Che un giorno sarà anch’esso passato illustre.

    Perché un restauro e non un movimento nuovo?

    È quel che – ne sono certo – ti starai chiedendo. Visto che hanno a disposizione un Maestro dell’orologeria come Michel Parmigiani, perché “limitarsi” a un restauro? Cultura, è la mia risposta. Cultura limpida e pura come l’acqua delle montagne svizzere. Una cultura che Michel Parmigiani ha fatto propria e che Guido Terreni si sta tatuando sul cuore.

    Michel nasce proprio come restauratore e sa bene come questo peculiare lavoro possa far nascere grandi tecnici progettisti (aggiungerei François-Paul Journe, tanto per non far nomi), la cui abilità viene guidata dai Maestri del passato. Perché fare restauro con un certo spirito equivale, appunto, a farsi insegnare il mestiere dai grandi protagonisti della storia dell’orologeria.

    Questo modo d’essere Guido Terreni (ne ha parlato qui proprio lui) lo ha subito cominciato a capire. E credo che per lui La Rose Carrée abbia avuto anche la funzione d’un corso accelerato di cultura dell’orologeria e di come questa cultura possa essere applicata nell’attualità.

    Direi anche di tener presente che gli orologi da tasca non costituiscono un richiamo commerciale poi così forte. Per quanto La Rose Carrée possa avere un valore elevato, si tratta solo della frazione di quanto si sarebbe potuto ricavare da un movimento nuovo di pacca con cui realizzare una serie limitata, dalla quale far discendere orologi in normale (ma comunque limitata) produzione.

    Ma cosa è, precisamente, La Rose Carrée?

    La Rose Carrée è un orologio da tasca con grande suoneria e ripetizione minuti, basato su un movimento (numero 5802) di Louis-Elisée Piguet. Grande bilanciere da 18.000 alternanze/ora, realizzato dallo stesso Piguet, 331 componenti (perni esclusi), 27 rubini. La cassa (64 mm di diametro per 20 di spessore) è realizzata in oro bianco, come la catena.

    Una caratteristica tecnica di particolare interesse sta nella presenza di due bariletti, caricati dalla corona. Due bariletti concepiti non tanto per aumentare l’autonomia (che nella Rose Carrée è di 32 ore – soltanto, direbbe qualcuno), quanto per regolare al meglio e in modo relativamente semplice la costanza di marcia. Con una cessione d’energia anch’essa, appunto costante.

    A guardar bene, è una delle caratteristiche principali dei movimenti progettati da Michel Parmigiani. Direi che non si sbaglia a supporre si tratti di un omaggio sincero, incondizionato, a Louis-Elisée Piguet e all’eredità tecnica da lui lasciata. Un’eredità fatta di razionale “semplicità”, ma in condizioni di assoluta eccellenza realizzativa. Chi ha effettuato il restauro era sbalordito per la qualità del lavoro, eseguita con tolleranze minime pur non disponendo delle attrezzature moderne.

    Michel aveva acquistato questo calibro, senza cassa, verso la metà degli anni Novanta. Negli ultimi dodici mesi il movimento è stato restaurato al meglio e poi inciso con il motivo a quadrati concentrici sfalsati che ricorda quella Successione Aurea di Fibonacci. Saccheggiando ancora una volta l’insostituibile Treccani faccio notare che la sequenza scoperta da Leonardo Fibonacci, matematico pisano vissuto più o meno fra il 1170 e il 1240, “si presta a descrivere alcune regolarità osservabili in fenomeni naturali di crescita” specialmente nel mondo vegetale. Si vede bene quanta Italia ci sia in questo capolavoro dell’orologeria svizzera.

    Titoli di coda

    Uff, avrei avuto ancora moltissimo da dire e scrivere. E però un giornalista non deve mai approfittare troppo della pazienza di chi lo legge, per cui passo direttamente ai titoli di coda. Che sono una cosa rara, in orologeria. Tutto sembra fatto solo dai capi (e ne sapeva qualcosa lo stesso Louis-Elisée Piguet), ma Michel Parmigiani e Guido Terreni hanno voluto spezzare questa ferrea tradizione citando espressamente, anche nella cartella stampa, i protagonisti di questa avventura. Cultura, appunto, cultura onesta e trasparente.

    Anne-Laure Parmigiani, tecnico specializzato e incisore, cui si deve il coordinamento del gruppo di lavoro (sì, è la figlia di Michel).
    Anne-Marie Moser, designer.
    Francis Rossignol, restauratore.
    Christie Girel, restauratore.
    Bernard Muller, specialista di anglage.
    Laurent Jolliet, orafo che ha realizzato a mano la catena dell’orologio.
    Eddy Jaquet, incisore.
    Vanessa Lecci, artista dello smalto.
    Les Artisans Boîtier, che hanno realizzato la cassa.
    LM Cadrans, cui si deve lo spettacolare quadrante in onice.

    E se adesso non vi alzate in piedi per una “standing ovation” sbagliate in maniera umiliante. Vi fate del male.

  • Dietro le quinte. Gli incubi creativi in orologeria e come curarli

    Dietro le quinte. Gli incubi creativi in orologeria e come curarli

    Questo è un doppio dietro le quinte. Vale doppio perché vorrei raccontarvi gli incubi creativi di un giornalista come me, ma anche quelli del Ceo di una marca. Un Ceo che fa il proprio lavoro con spirito di servizio, almeno. Guido Terreni, ad esempio.

    Guido Terreni l’ho intervistato quando era ancora in pieno fermento creativo, appunto. Sono andato a rileggere l’intervista (pubblicate qui nel marzo scorso, in due parti: fatelo anche voi) e ho ritrovato il “pensiero lento” che è alla base dei nuovi modelli appena presentati. E ribadisco il concetto di incubi creativi di chi vuole offrire un servizio. Andiamo con ordine.

    Gli incubi creativi di un giornalista

    Beh, per scrivere un articolo puoi anche limitarti a leggere una cartella stampa, digerirla più o meno bene ed espellerla poi in materia dalla natura discutibile, certo, ma allo stato brado. Materia selvaggia. Oppure (e già saliamo di qualità) puoi usare l’approccio del cronista: spieghi chi, dove, quando e come. E fai il tuo dovere senza azzardare alcuna opinione. Servizio allo stato scheletrico, il minimo indispensabile, ma comunque un servizio. Oppure cerchi una chiave di lettura. È questo l’incubo vero.

    La maggior parte degli articoli che scrivo ha una gravidanza che dura almeno una notte. Una notte mal dormita in cui parte del cervello continua ad ipotizzare la giusta chiave di lettura. Chiave che di solito mi si rivela la mattina, mentre preparo il caffè per mia moglie. Se questo non avviene, devo aspettare il “riposino” postprandiale o un’altra notte ancora. Ma cosa diavolo c’entra con Guido Terreni e perché ce lo racconti? Mi dirai tu. Ci arrivo, ti rispondo. Ma tieni ben fissa l’idea dell’offrire un servizio.

    Gli incubi creativi di un Ceo

    Anche un Ceo ha molti modi di fare il proprio compito. «Domani mi portate dieci idee fra cui scegliere. E se non ce n’è nessuna che mi piace, dopodomani me ne portate altre dieci!». È la strategia del Ceo parassita, un vampiro sanguisuga che vive di idee altrui perché non ne ha di proprie. Ma ha un sistema di lavoro e spesso riesce a vendersi bene, trovando un nuovo lavoro quando viene cacciato.

    Oppure studi per una settimana gli orologi precedenti, non ci capisci gran che, ma chiami il disegnatore e gli chiedi di mettere gli indici di questo con le lancette di quell’altro e le anse di un altro ancora. Viene fuori un riassunto delle puntate precedenti. Spesso più che dignitoso. Spesso una buona base per il lavoro futuro. Questo è l’approccio del Ceo pragmatico, specialmente se chi ci mette i soldi gli dice di voler vedere risultati vendibili in un lasso di tempo “che mica ci possiamo mettere anni”.

    E poi c’è l’approccio di Guido Terreni e di altri (mai abbastanza) come lui. Studi per capire gli orologi, sia da un punto di vista estetico che tecnico. Vai a rompere le palle a tutti chiedendo perché certe scelte. Cerchi di entrare nella mente di chi ha fondato il marchio, se è giovane (25 anni) come Parmigiani Fleurier. Chiedi a Michel Parmigiani di spiegarti tutto, di farti vedere anche in cosa consiste l’arte del restauro e cosa ti insegna.

    E non dormi la notte perché ancora non trovi una sintesi pratica, ma solo direzioni che potresti prendere vantaggiosamente per far amare la marca da chi potrebbe comprare uno dei “tuoi” orologi. Tuoi e di un gruppo di lavoro, ma tu sei il Ceo, il Chief Executive Officer, che poi sarebbe l’Amministratore Delegato. Quello che deve scegliere – anche se scegliere non è facile… Un incubo dal quale hai speranza di uscire solo se hai una tua personale chiave di lavoro. Rendere un servizio alla marca di cui devi decidere tutto, dai prodotti alle strategie commerciali. E rendere un servizio a chi comprerà un prodotto di questa marca.

    Parmigiani Fleurier dall’incubo al sogno

    Guido Terreni non ha fatto “gli orologi Parmigiani Fleurier secondo Guido Terreni”. Si è messo in secondo piano, quasi totalmente nascosto dietro le quinte, e ha lavorato con un (piccolo) gruppo di persone per togliere, togliere, togliere e riportare il Tonda di Parmigiani ad un livello essenzialità che assomiglia all’innocenza. Il nuovo Tonda PF è pressoché privo di “peccati”, se non quei due o tre segni (il tipo di guilloché, il solo logo sul quadrante, ad esempio) che derivano dall’esperienza di Terreni nella gioielleria. Quella vera.

    Scrivo appena qualche ora dopo la presentazione dei nuovi modelli e questa volta la chiave dell’articolo non mi è arrivata di notte, ma mentre Terreni descriveva gli orologi e il loro corredo di foto. Una conferenza stampa telematica: e questo vuol dire che parlerò solo del visto ma non toccato, del visto con luce statica invece che con luce vera, del visto ma senza poter cercare i dettagli con gli occhi e con le dita. Torneremo quindi su questi orologi, e però la sintesi fatta nei nuovi Tonda è già sufficiente per risaltare agli occhi di chi sa guardare senza bisogno di aggressioni ottiche.

    Gli incubi creativi di Guido Terreni (ma anche quelli di chi ha seguito il guilloché sul quadrante, anche quelli di chi ha dovuto comporre i diversi elementi della cassa e del bracciale) si sono trasformati nei sogni di chi ne ha le palle piene di urla e strepiti tipo: “Compra me! Compra me!”. Gli altri si chiederanno scandalizzati perché mai bisognerebbe pagare tanto per una “roba” così semplice, senza niente.

    È l’arte, bellezza!

    L’orologeria come opera d’arte. Vuoi dirmi che qualunque scemo sa tagliare una tela? Vuoi dirmi che anche una scimmia sa spruzzare gocce di colore? O che quei colori piani e quelle forme semplici le fa anche tua figlia? Lascia perdere Fontana, Pollock, manda a quel paese Matisse e vivi felice con un orologio che urla la propria ricchezza. È una scelta come un’altra.

    Ma se ti piace la cultura dell’orologeria allora lasciati sedurre dal nuovo Tonda PF di Parmigiani Fleurier. Segni leggeri eppure profondi: leggi, appunto, le incisioni sul quadrante, leggi la lunetta (che è parzialmente in platino anche quando la cassa è d’acciaio: questione di luce migliore, dopo la lucidatura); leggi il micro-rotore, leggi i colori che cambiano con il mutare della luce. Piaceri personali, esclusivi.

    Ma non stiamo parlando di impressioni eteree, così leggere che poi sul lato pratico ti lasciano insoddisfatto. Sono differenze che saltano all’occhio specialmente se confronti questa collezione – un solo tempo, un cronografo, un cronografo sdoppiante e un calendario annuale – con i precedenti modelli. La differenza risulta più che mai evidente nel calendario annuale, prima fin troppo affollato di informazioni ed oggi “alleggerito” da un quadrante totalmente ridisegnato e dalla geniale idea di ridurre il nome della marca ad un semplice, ma inequivocabile logo.

    Lascio qualche notazione in più per le didascalie, in attesa di poter entrare nei dettagli dopo aver potuto “mettere le mani” fisicamente su questa collezione. Che è per pochi, come sempre. Lo spirito di Parmigiani Fleurier non cambia e questo conferma che gli incubi creativi di Guido Terreni si sono trasformati nei sogni di un certo tipo di collezionista.

  • Guido Terreni, Michel Parmigiani e la forza del pensiero lento – 2

    Guido Terreni, Michel Parmigiani e la forza del pensiero lento – 2

    E ora arriva il cuore del discorso. Già nella parte pubblicata ieri, Guido Terreni, attuale Ceo di Parmigiani Fleurier, accennava all’importanza di compenetrarsi nell’anima di un marchio. In questa seconda parte va oltre

    Come chiave di lettura vi prego di notare quante volte Guido Terreni ripete questo concetto, inserendo in questa “anima” anche il pubblico finale, quello dei compratori. È una visione corretta quando, come in questo caso, il compratore non viene vissuto come persona da spingere al desiderio; non viene vissuto come il tentativo di sedurre qualcuno che non ha alcuna voglia d’essere sedotto. Terreni, al contrario, considera questa persona come interlocutore essenziale per il dialogo, per la comunicazione fra Michel Parmigiani, i tecnici, i disegnatori. Ancora una volta Terreni interpreta il proprio ruolo come quello di un direttore d’orchestra. Con la modestia di chi sta ancora studiando lo spartito, certo, ma è ben consapevole che la musica è buona e il proprio ruolo è importante per farlo comprendere.

    La seconda chiave di lettura la troverete nel discorso che Guido Terreni fa sul restauro degli orologi. Sul significato dell’opera di chi restaura, forse considerando se stesso come la persona che deve appunto fare un certo tipo di restauro (sul marchio), ma nel rispetto dell’iniziale bellezza. L’opera deve essere riportata all’originale bellezza dopo una serie di interventi di qualità, certo, ma non sempre in sintonia con l’idea iniziale.
    E per poterlo fare Guido Terreni – che sarà pure il Ceo di Parmigiani Fleurier, ma è innanzitutto una persona di valore – studia, studia il marchio, studia le opere, studia il percorso compiuto dalla “leggenda vivente”, come giustamente definisce Michel Parmigiani.

    Guido Terreni: «Sai, la fortuna di essere un marchio di nicchia ha aspetti eccezionali. Vedi, superando il concetto di marketing io voglio creare una relazione più umana con gli appassionati del marchio. Più “inclusiva”, come si dice oggi. Chi vuole un Parmigiani Fleurier ha chiaramente in Michel la figura chiave del marchio. E io mi rendo conto che Michel ha ancora molta voglia di dare, che è ancora la chiave, il solista del marchio. Per questo il suo ruolo deve essere riportato in primo piano, nella vita futura del marchio. La sua eccezionale conoscenza dell’orologeria è un patrimonio trascinante, una ricchezza sincera, autentica.

    Un esempio che mi piace fare si riferisce a quando gli ho chiesto come mai lui preferisse le normali fibbie ad ardiglione rispetto alle più “pregiate” chiusure pieghevoli. Lui mi ha guardato con un sorriso appena accennato e mi ha detto che aprire il cinturino ti consente di ammirare al meglio, attraverso il vetro sul fondello, il movimento. Perché rendere la vita difficile ad una persona che conosce e vuole apprezzare la qualità del movimento? Questo la dice tutta. Io non sto vendendo un prodotto perché è la somma di aspetti preziosi che fanno tanto full-optional. No, io ti metto una normale fibbia ad ardiglione perché voglio consentirti di aprire il cinturino e osservare la bellezza del movimento, tutto il lavoro di cui è il frutto.

    Parmigiani Fleurier, è questo il punto, è un orologio per persone che hanno la cultura giusta per apprezzare una scelta di questo tipo. Sembra banale, ma ovviamente non lo è. Anzi, complica molto le cose e per questo il mio dovere è studiare. Per fortuna non devi cercare un pubblico molto più ampio, per tornare a una crescita importante. Devi però saper parlare, creare un dialogo con persone poco propense a farsi affascinare dalle promesse del marketing così com’è inteso attualmente. No, devi imparare a parlare con persone che cercano cose esclusive, oggetti che nessuno ha. Una persona un po’ snob, nel senso positivo nel termine, non che guarda nessuno dall’alto in basso proprio per far spaziare il proprio sguardo. È il suo modo di cercare e trovare oggetti non banali, di valore. Un valore che non è dato dalla cosmesi della comunicazione, ma è intrinseco nell’oggetto».

    Pane per i tuoi denti, direi. Hai sempre avuto la vocazione all’orologeria “sartoriale”. Mi sembra una combinazione molto positiva perché non ostante il marchio avesse comunque fatto orologi straordinari, ogni tanto aveva perso un po’ dello spirito originario. A proposito, tu che hai lo spirito del motociclista d’avventura, tu che hai fatto persino il giro della Patagonia in moto, hai già sperimentato i vorticosi tornanti intorno a Fleurier?

    Guido Terreni: «A dirti la verità conoscevo bene la zona già da prima di venire a lavorarci. Conosco ogni centimetro di queste valli. Non si può sperare in un paesaggio migliore e il traffico è scarso. Non è che ci siano frotte di persone che vengono a Fleurier. Le strade sono ben tenute e in moto è un piacere pazzesco. Lo consiglio vivamente.

    Chiaro, Fleurier non è certo una località mondana e piena di vita sociale, però c’è una sobrietà incredibile. Non ho ancora capito bene quale sangue giri nelle vene di questa gente… Ma c’è comunque una sensibilità al ben fatto, alla credibilità, alla cura di un’idea creativa che, del resto, è trasversale e si trasmette anche agli altri marchi basati a Fleurier. C’è un occhio di riguardo, un grande rispetto per la tradizione, ma anche il desiderio di non fare solo passato. Secondo me chi vive nel passato non sta vivendo. A me piace che il passato sia la base su cui per creare qualcosa di un po’ più fresco, ma radicato in quel che l’Unesco ha appena dichiarato patrimonio dell’umanità. L’insieme della sapienza dell’orologeria meccanica svizzera».

    E ciò riconosce all’orologeria lo status di una forma culturale, certamente, ma capace di trasformarsi in autentica opera d’arte.

    Guido Terreni: «Assolutamente sì. Un paio di settimane fa mi hanno mostrato un orologio da tavolo pazzesco, che pesava 55 chili. Raffigurava una giumenta d’argento con il suo puledrino. Azioni il meccanismo e la giumenta si muove con grande eleganza tenendosi vicina al puledrino che però ha un’andatura incerta, proprio come deve essere. E tutto questo è frutto di un lavoro meccanico in grado di farti percepire persino certe sfumature del moto. Sono oggetti che non hanno prezzo, sono opere d’arte, appunto.

    Qualche giorno fa ho seguito Michel negli archivi. Che non sono dati digitalizzati sul computer, no. Siamo andati nel solaio, con un freddo pazzesco perché non era riscaldato. Mi ha mostrato i lavori che ha fatto da quando, a 25 anni, ha iniziato la propria carriera di restauratore. 45 anni di attività. Ci sono oggetti che tolgono il fiato quando ti rendi conto di cosa si possa fare con la meccanica; ma soprattutto quando ti rendi conto che Michel ha studiato e restaurato questi oggetti. Diventando, appunto, una leggenda del restauro.

    Questo ti porta valori coinvolgenti, valori che non basta studiare in una grande scuola di orologeria. Ci vuole molto, molto di più e solo due o tre persone al mondo hanno questo patrimonio di cultura. E a ben vedere non è nemmeno solo cultura, sia pure immensa. È di più. Un restauratore deve sapersi annullare nell’opera, deve sparire per rinascere in chi l’ha creata. Deve in qualche modo trascendere nel creatore di questi pezzi eccezionali cui Michel ha restituito vita. “Restaurare”, mi ha detto Michel, “è una tensione emotiva pazzesca”. Mi vengono i brividi, a pensarci, perché un po’ comincio a comprendere.

    Una persona che lavora con lui nell’atelier di restauro mi ha spiegato: “Quando perdo una vite io la cerco con ansia. Perché se non la trovo, allora avrò bisogno di un’altra giornata di lavoro per rifarla. Non posso usarne una qualunque, magari simile all’originale. No, io devo rifarne una proprio come le faceva l’autore dell’opera. Devo rifare un originale, in un certo senso, perché fino alla fine dell’Ottocento la filettatura non era standardizzata. Ogni vite era unica, ogni filettatura diversa, e ogni orologiaio faceva la propria. Questo è il senso del restauro come me lo ha insegnato Michel”. Che non a caso ripete come sia una pressione psicologica pazzesca perché non puoi permetterti nessuna distrazione, nessun errore. “Nel restauro vivo la tensione emotiva di evitare l’irreparabile. Perché se creo l’irreparabile è finita: la mia traccia resterà visibile nel mio errore e l’oggetto non potrà più essere riportato alla sua autenticità”.

    Comprendo ora come la tecnica del restauro sia una forma di filosofia. Si tratta di tecnica applicata a un’emozione che è sopraffina, che trascende. È molto più difficile restaurare che creare, in un certo senso, perché devi seguire passo per passo il sentiero tracciato dal creatore, ma devi saperlo seguire lasciando tracce identiche e quindi invisibili. Se devi ricostruire delle componenti devi farlo impiegando le tecniche dell’epoca per annullare ogni segno del tuo passaggio. Il restauro è lo Zen della meccanica. Quando uno ha questa competenza dentro di sé, allora impara ad essere una presenza discreta, nascosta. Non è lui l’eroe. Il restauratore vive per dare un futuro ad un oggetto del passato. E quando si trasforma in creatore di oggetti, allora capisce anche come fare meccanica che un restauratore, in futuro, possa comprendere e far tornare a nuova vita».

    Il sogno di eternità – impossibile – che anima ogni grande orologiaio.

    Guido Terreni: «Certo. Dopodiché bisogna tornare con i piedi in terra e pensare anche ai numeri. Perché pure loro fanno parte del processo creativo. E allora, visto che anche a te piacciono queste cose, voglio condividere una piccola ricerca che ho fatto fare sul mercato del lusso. In particolare, il mercato degli orologi con un prezzo superiore ai 10mila franchi svizzeri equivale a solo 1,1 milioni di pezzi – sui poco meno di 14 milioni d’orologi esportati dalla Svizzera. Ma rappresenta il 68 per cento del valore complessivo. E questo è già impressionante.

    Ma se andiamo a vedere cosa vogliano dire gli orologi di prezzo superiore ai 30mila franchi svizzeri, il numero scende verticalmente: circa 250mila pezzi; ma non così il valore, che rappresenta il 40 per cento delle esportazioni svizzere in termini monetari. Questa ricerca, che ho commissionato recentemente, mi serve per comprendere meglio ogni aspetto di un segmento piccolo, ma importantissimo anche per i valori culturali che coinvolge. Sono dati, insomma, che non mi servono solo per fare considerazioni e previsioni economiche, ma soprattutto per inquadrare ancor meglio un pubblico che, in generale, è più attento. Più consapevole: sa quel che desidera. Un pubblico al quale non devi spiegare le basi, un pubblico, proprio per questo, al quale devi saper parlare in modo diverso, più mirato.

    E quando dico parlare intendo riferirmi ad una comunicazione che parte dall’orologio stesso. Dai suoi valori, dalle sue qualità. È necessario, in pratica, approfondire il lavoro per comprendere meglio questa nicchia del mercato. Siamo in un momento storico particolare. Credo che questa nicchia possa avere un futuro di grande interesse per un marchio in grado di stabilire una comunicazione positiva con questo tipo di pubblico. Trovo ci sia bisogno, in pratica, di una messa a fuoco fine sulla comunicazione. E sulla stessa ragion d’essere del marchio».

    Bisogna far percepire che si tratta di opere d’arte. E chi colleziona questo tipo di orologi deve essere a tutti gli effetti considerato un collezionista d’arte. Al netto dei fenomeni speculativi.

    Guido Terreni: «Sì, certo. E questa sua competenza coinvolge anche oggetti di uso quotidiano come gli orologi. Perché il punto è creare orologi d’arte non solo per quanto riguarda le grandi complicazioni, ma anche l’orologio che indossi tutti i giorni. In questo periodo sto cercando di definire esecuzioni che non solo rispettino la tradizione orologiera, ma si spingano a sublimare ogni singolo componente dell’orologio. Però non devi immaginare un esercizio barocco: non è questo che intendo. Non dobbiamo spingerci a un mero esercizio di tecnica fine a se stessa. Dobbiamo piuttosto usare la tecnica per dare emozioni tramite qualcosa che è certo anche difficile da realizzare, ma con il fine di uscire dalla banalità. Di offrire, indipendentemente dalla sua complicazione, anche un significato culturale.

    Sto cercando l’alchimia di un piacere sofisticato nel quale però i valori non provengono dagli orpelli o dalla quantità di materiali preziosi che ci metti dentro, ma viene piuttosto da una idea semplice, forte, che mostri l’arte necessaria per realizzare un certo tipo d’orologio.

    Un esempio su tutti è l’Hijri Perpetual Calendar, quello premiato a Ginevra nello scorso novembre. È un ottimo esempio di come un orologio possa dialogare con una cultura diversa dalla nostra: si tratta di un calendario perpetuo basato sul calendario musulmano. È di una complessità per noi sorprendente, perché bisogna periodicamente aggiungere interi mesi visto che si basa sul calendario lunare. Un modo di vedere il tempo diverso dal nostro. Ma quel che conta è che, realizzando questo orologio, metti a disposizione di una cultura differente l’orologeria, rispettandone le regole. Un patrimonio dell’intera umanità, appunto».

  • Guido Terreni, Michel Parmigiani e la forza del pensiero lento – 1

    Guido Terreni, Michel Parmigiani e la forza del pensiero lento – 1

    Intervista al Ceo di Parmigiani Fleurier, Guido Terreni. In due puntate…

    L’orologeria, oggi come ieri, cerca personaggi eccezionali. Cerca soprattutto tecnici in grado di far progredire l’arte della micromeccanica. L’obiettivo è quello di migliorare sempre sotto tutti gli aspetti: dall’estetica all’efficienza del movimento meccanico, ogni orologio nasce da un personale equilibrio fra un’infinità di parametri. E però noi dimentichiamo spesso che tu puoi fare l’orologio più bello del mondo, il migliore in assoluto, ma se non sai venderlo, se sei “fuori prezzo”, se non puoi consegnare nei tempi previsti, comunque il tuo orologio è destinato al fallimento. È, per certi versi, quel che accade in una orchestra: hai il grande solista, hai una bella quantità di musicisti fantastici, ma senza il direttore d’orchestra non vai lontano.

    Nella musica il direttore d’orchestra è il protagonista quasi assoluto. In orologeria un po’ meno. Sì, certo, le interviste vengono quasi sempre fatte ai dirigenti, ma spesso con una certa diffidenza dovuta al fatto che i dirigenti, talvolta, cambiano casacca, proprio come gli allenatori di una squadra sportiva. Eppure sono determinanti.
    Guido Terreni, ad esempio, viene da Bulgari – dove ha trascorso 20 anni, fino a diventare Direttore del reparto orologi – e dalla fine dello scorso anno è Ceo di Parmigiani Fleurier. Un fatto importante, con molte implicazioni che – la faccio corta – scopriremo parlando con lui.

    Partiamo dalle tue peculiarità professionali. Spicca quella di aver sempre fatto marketing “buono”. Io considero cattivo il marketing che promette più di quel che mantiene, e ovviamente buono il contrario. Quello buono prima ti incuriosisce e poi ti lascia il piacere di una sorpresa inaspettata. Lo hai fatto nel passato e immagino lo farai anche con Parmigiani Fleurier. Hai già trovato modelli sui quali basarti?

    Guido Terreni: «Vuoi la verità? No. Sto ancora studiando la marca. Un po’ perché Parmigiani Fleurier è un’entità molto più complessa di quanto possa apparire a prima vista. Ma è ovviamente anche molto diversa dalle mie precedenti esperienze.
    Non posso e non voglio fare un copia/incolla del mio passato. Piuttosto voglio procedere con i tempi necessari per capire meglio sia la marca che i suoi clienti. Parmigiani Fleurier è una marca colta, molto colta, e questo è un piacere personale e professionale: corrisponde moltissimo alla mia visione del vero lusso. Il vero lusso, come hai detto, non è un esercizio di marketing. Il vero lusso è un’emozione, un piacere intimo, che poi chiaramente si riverbera anche sull’effetto che ha sugli altri. È una scelta di gusto, di cultura, di affinità personale.

    Non sono tante le persone che conoscono la ricchezza interiore di questo marchio e io stesso lo conoscevo solo dall’esterno. Avrò pure vent’anni d’esperienza nell’orologeria “di lusso”, ma quando entri in Parmigiani Fleurier la scoperta ti apre nuovi orizzonti. A partire dal suo fondatore, Michel Parmigiani, che è una persona di eleganza interiore e valoriale sopraffine. La sua natura, i suoi interessi stanno nel voler perpetuare l’arte della meccanica. Per sempre. Parliamo di una leggenda vivente dell’orologeria e dare del tu ad una leggenda dell’orologeria è un privilegio enorme. Ho bisogno di tempo. Non ostante i miei vent’anni d’esperienza nell’orologeria, mi sto rendendo conto che ora devo vedere tutto con occhi diversi».

    Parmigiani Fleurier, per giunta, è una marca straordinaria perché è l’unica, fra le artigianali, ad avere una struttura di produzione articolata per realizzare da sé tutto quel che è importante sia “fatto in casa”. E produce componenti anche per altre marche artigianali. Per un dirigente con forti competenze tecniche come te deve essere un piccolo paradiso in terra…

    Guido Terreni: «Qualità e competenza tecnica. Sono le due ragioni per cui ho scelto di aderire a questa sfida, che è una sfida grande perché Parmigiani è un marchio che ha bisogno di ritrovare un po’ la direzione. E le sfide mi piacciono. Ma poi, effettivamente… Parmigiani Fleurier è chiaramente una marca di nicchia, non avrebbe la massa critica per sopportare, da un punto di vista economico, una struttura produttiva così articolata. Ma aprendo questa struttura ad altri marchi e condividendo con loro la possibilità di realizzare componenti di estrema qualità, allora tutto è diverso.
    Avere questo a disposizione è una fortuna, è un piacere. Ti consente di avere un dialogo con la parte tecnica e tu sai quanto mi appassioni. E il meglio ancora è poter discutere di una tua intuizione con persone straordinarie che non si limitano a fare da “bravi esecutori”, ma che ti rilanciano, moltiplicato, ogni stimolo ricevuto. Anche questo però richiede tempo. È una sensazione spettacolare poter avere delle intuizioni e scoprire che ti vengono rilanciate con altre idee ancora e altri dettagli. Il risultato arriverà nel tempo. Oggi stiamo ragionando in una maniera molto introspettiva, molto profonda, cercando di aggiungere un tocco di contemporaneità allo stile che forse potrebbe essere più attuale
    ».

    Nessuna fretta, quindi?

    Guido Terreni: «Beh, entro certi limiti, è chiaro. Stiamo parlando comunque di una impresa che come tutte deve rispondere a determinate regole. Bisogna far tornare i conti. La pressione per fare le cose abbastanza rapidamente c’è, però tu sai che io non faccio le cose rapide a priori. Cerco di conciliarle con la qualità. Ma qui la struttura è diversa, molto peculiare.

    Ci sono interi reparti tecnici che lavorano uno accanto all’altro, in simbiosi. L’integrazione, qui, è un valore vero e ti consente di essere molto più rapido rispetto ad altre situazioni. Poter parlare in maniera sincrona dello sviluppo con i vari reparti è una vera fortuna. Chiaramente all’inizio ci baseremo sui movimenti già esistenti perché non c’è il tempo di introdurre un movimento nuovo. Servirebbero anni e non avrebbe senso anche perché i calibri di Parmigiani Fleurier sono stratosferici. C’è già un assortimento tecnico di “motori” eccezionali e quindi non ho bisogno, come mi era accaduto precedentemente, di creare quel che non c’era. Dobbiamo quindi valorizzare il già presente e trovare uno stile che esalti gli elementi di iconicità presenti nel marchio, ma che non sempre vengono utilizzati in maniera comprensibile per il pubblico finale. Per ora il mio principale obiettivo è quello di rendere più chiara, più percettibile l’anima di questo marchio meraviglioso che oggi conoscono in pochi. Poi…». (continua)

  • Reine de Naples Coeur. Quando Breguet fa rima con Monet

    Reine de Naples Coeur. Quando Breguet fa rima con Monet

    Va bene. Ora che abbiamo visto confermato persino dall’Unesco come l’orologeria meccanica possa essere una forma d’arte, proviamo ad osservarla meglio secondo questo punto di vista. Breguet, ad esempio, per lo scorso San Valentino proponeva il Reine de Naples Coeur. Realizzato in una serie di soli 28 esemplari (ovviamente numerati), e destinato a un pubblico piuttosto ricco: 45.600 euro, disponibile solo in poche boutique del marchio.

    Da un punto di vista tecnico si tratta di un orologio per donna con indicazione digitale delle ore, in una finestrella sagomata. E fin qui siamo nell’eccellenza, certo, ma l’eccellenza di Breguet già la conosciamo bene. E da un pezzo. Quel che cambia totalmente le carte in tavola nel Reine de Naples Coeur è la lancetta dei minuti, a forma di cuore e con un altro cuore rosso a far da punta della lancetta. Un cuore al quadrato? Due cuori e una villa da favola? Scegliete voi.

    La tecnica del Reine de Naples Coeur

    Ma il cuore non si limita a girare sul proprio asse. Grazie ad una bella “invenzione” tecnica, cambia forma per far sì che la punta rossa sia in grado di seguire man mano le indicazioni sul perimetro del quadrante ovale, come ovale è la cassa. La nuova lancetta del Reine de Naples Coeur, cioè, si allunga e si dilata continuamente, ogni istante, grazie ad un sistema a doppio ingranaggio.

    In pratica, il cuore/lancetta è costituito da un anello a forma di cuore con le due estremità imperniate al centro, come una normale lancetta. Una estremità si limita a girare sul proprio asse, trascinando anche l’altra estremità. Che però è imperniata su un secondo asse. Cavo e concentrico. Girando, un sistema a doppio ingranaggio muta l’inclinazione, l’orientamento della seconda estremità, allargando o restringendo l’angolo fra le due parti terminali.

    Ciò modifica in modo programmato la forma del cuore (realizzato per elettroformatura, ma poi trattato in oro rosa, chiaramente), per tenere la punta rossa il più vicino possibile ai numeri sul quadrante.
    Al di là della descrizione tecnica, appare chiaro come la micromeccanica di precisione venga qui utilizzata per aggiungere un senso poetico a un orologio artistico. I più esperti appassionati d’orologeria, però, fanno subito un paragone. Il funzionamento del Breguet ricorda tanto quello di un Parmigiani Fleurier!

    Un confronto diretto

    Si tratta, più precisamente, dell’Ovale Pantographe presentato nel 2017 e prodotto in 50 esemplari. Un orologio del quale Michel Parmigiani mostrava a pochi amici il prototipo già nel 2011. È vero o falso che il Reine de Naples Coeur “abbia copiato” l’Ovale Pantographe? È falso, ovviamente. Ma la storia è molto, molto più interessante. E vale la pena di seguirla per capire come l’arte dell’orologeria si sviluppi nei secoli, passando di genio in genio. Sempre arricchendosi di valori e significati.

    Michel Parmigiani “nasce” nell’orologeria come restauratore. Un grande restauratore. È uno dei pochi, insieme a François-Paul Journe, a saper rimettere in sesto le “magiche” Pendule Sympathique di Breguet. Quegli orologi da tavolo nella cui sommità era inserito un orologio da tasca, che si ricaricava e si sincronizzava con il più grande e preciso cronometro da tavolo. Una delle diaboliche invenzioni – risale al 1793 – di Abraham-Louis Breguet, nei confronti del quale gran parte dell’orologeria attuale ha debiti immensi.

    Indietro nel tempo, alla fine del ’700

    In quello stesso periodo, così fervido d’idee ma anche di scambi culturali, Vardon & Stedman, gioiellieri londinesi con sede in Bond Street, inventavano un orologio da tasca ovale con lancette per ore e minuti a pantografo (avete presente quelli sulle locomotive elettriche?). Cioè che si allungavano o si accorciavano per seguire il perimetro esterno della cassa. Il tutto comandato da una guida ovale, che riprendeva in piccolo la forma del quadrante; e da due ingranaggi sovrapposti, con i quali si poteva allargare o restringere l’angolo della lancetta. Ovviamente nell’orologio c’era un dispositivo per ciascuna lancetta.

    L’orologio, restaurato da Michel Parmigiani nel 1997, reca il numero progressivo 1609 e risale ad una data compresa fra il 1796 e il 1798. Non si ha però certezza di chi ne avesse realizzato il movimento. Parmigiani ha ripreso il principio di funzionamento, lo ha modificato e adattato per poter essere usato in un orologio da polso. L’Ovale Pantographe, appunto, che nel 2017 costava circa 58.000 euro.

    Nel Reine de Naples Coeur i tecnici di Breguet non solo si sono spinti verso un’ulteriore miniaturizzazione, ma hanno anche fatto una sintesi tecnica del dispositivo. Una sola lancetta, con una sola parte mobile per allargare o restringere l’angolo e quindi la lunghezza, per fornire maggiore affidabilità, prezzo più contenuto e un senso poetico che… Ecco: ora parliamo di quest’ultimo e dell’accostamento con Monet, pittore francese. Tanto per chiudere il cerchio.

    Monet e l’espressione poetica

    Cito da Wikipedia (che è preziosa e vi prego di aiutare economicamente, quando lo chiede). “Oscar-Claude Monet (Parigi, 14 novembre 1840 – Giverny, 5 dicembre 1926) è stato un pittore francese, considerato uno dei fondatori dell’Impressionismo francese e certamente il più coerente e prolifico del movimento. I suoi lavori si distinguono per la rappresentazione della sua immediata percezione dei soggetti, in modo particolare per quanto riguarda la paesaggistica e la pittura en plein air”.

    Per 27 anni, fino alla sua morte, Claude Monet dipinse le ninfee del proprio giardino in tutte le sfumature, 250 volte. Ma nessun quadro è simile al precedente, anche se molti elementi ricorrono, come il “ponte giapponese” nel giardino “orientale” della sua casa di Giverny, in Normandia. Tele immense, anche di quattro metri, nelle quali ripercorre le infinite variazioni cromatiche e di luce che creano nell’artista “impressioni” forti. Di cui non è mai sazio.

    Il percorso non è però casuale: c’è un’evoluzione storica e tecnica che porta Monet, quasi cieco, ad esprimersi in una sintesi che, secondo alcuni critici, traghetta infine la sua pittura dall’Impressionismo ad una forma primaria di Astrattismo. Un percorso che, sia pure diluito in un arco temporale molto più ampio, ricorda il passaggio dal “tasca” di Vardon & Stedman al Reine de Naples Cœur di Breguet. In un’evoluzione che trasforma una splendida invenzione tecnica iniziale nell’espressione poetica di Breguet.

    Orologeria e arte. Breguet e Monet. La tecnica come espressione poetica, in definitiva.

  • Octagon. Stefano Ricci, Firenze e gli orologi

    Octagon. Stefano Ricci, Firenze e gli orologi

    Sento già le domande: e chi è, Stefano Ricci? E perché fa orologi? Ma soprattutto per quale misteriosa ragione tu e noi dovremmo guardare con interesse questi Octagon?

    Comincio con le risposte. Stefano Ricci è uno designer fiorentino che ha creato una realtà internazionale un po’ nascosta, ma con un solido pubblico di ammiratori. Pubblico che dividerei in due parti: gli amanti degli eccessi e, sul lato opposto, quanti preferiscono un minimalismo quasi zen. In mezzo troneggia lui, Stefano Ricci, che amministra gusti apparentemente contrastanti, ma in realtà uniti da un collante di grande potenza. Il Made in Italy, anzi, Made in Tuscania, sempre fatto a mano. A ben vedere il fil rouge fra Stefano Ricci e il Rinascimento è lampante. E questo è uno dei suoi punti di forza, ma non l’unico. E gli orologi? Pazienza, ci arrivo…

    Poi c’è l’uomo Stefano Ricci. Anche lui ricco di contrasti. Somiglia a Giuliano de’ Medici, specialmente nei ritratti con la barba, ma più sanguigno, più potente. E al tempo stesso delicatamente orgoglioso fino alla (quasi) commozione quando si parla dei figli, che ora hanno in mano l’azienda. E apertamente commosso quando parla del suo essere nonno. Ma anche di questo, direte voi, chissenefrega. Alla resa dei conti è l’ennesimo “modaiolo” che vuol fare orologi per sfruttarne il richiamo sul pubblico maschile. Sì e no, vi rispondo. Lo pensavo, lo temevo anch’io, ma poi…

    Ora tornate un attimo a guardare le foto dei suoi orologi Octagon. Potenti, quasi aggressi. Costruzioni architettoniche solide da far pensare ad una fortezza e al tempo stesso oggetti di vanità per persone che amano i simboli appariscenti. “It’s not my cup of tea”, potrei concordare con alcuni di voi. Non è il mio genere. Ma… Ma attenti a quelli che chiamate con un po’ di mal celato disprezzo “i modaioli”, perché possono avere intuizioni molto, molto interessanti. Anche perché il Patek Philippe al polso di Stefano Ricci e l’Audemars Piguet indossato dal figlio Niccolò (Amministratore delegato del marchio, mentre l’altro figlio, Filippo, è Direttore creativo) parlano di una sincera passione per l’orologeria.

    Su questa immagine aggiungerei un altro elemento: uno specifico tipo di rispetto per il cliente. Un rispetto che, ad esempio, porta il marchio a distruggere, ogni anno, tutto quel che non è stato venduto dalle 60 boutique Stefano Ricci sparse per il mondo. Distruggere. La collezione dell’anno precedente non finirà in nessun outlet, non verrà lasciata a specialisti dello sconto selvaggio. Distrutta, finita: la produzione invenduta passa alla storia del marchio, fondato nel 1972. È un segno di rispetto e gratitudine per chi crede in quel che produci. È una vera e propria forma di complicità.

    Ecco allora il significato della collezione di orologi Octagon di Stefano Ricci. Tre modelli con cassa in oro bianco, ciascuno prodotto in 10 esemplari. Trenta in tutto. Tre modelli in cui si aggiunge una cascata di brillanti (con sfaccettature sontuose: sono 88 diamanti per 8,25 carati) incastonata con l’antica tecnica detta “a battuta” – ossia alloggiati in un perimetro esterno che poi viene ripiegato per fissare ciascuna pietra. Il tutto realizzato nei propri laboratori. Anche in questo caso la produzione è limitata a 10 esemplari numerati per ciascun modello.

    Sessanta orologi in tutto, quindi. Praticamente un orologio per ogni boutique Stefano Ricci. Orologi rari. Ancor più rari perché in ciascun esemplare il fondello trasparente è chiuso con una cuvette (uno sportellino) inciso a mano con l’antica (continuano i riferimenti alla storia) tecnica detta inglesina o English scroll. Con disegni sempre diversi. Unici.
    Sì vabbè, dirà qualcuno, ma questa è gioielleria. Gioielleria di altissimo livello, lo riconosco, ma gioielleria e moda non fanno l’orologio. Per me, continuerà quel qualcuno, conta il movimento.

    Tre modelli, rispondo. Cronografo, Calendario Annuale e Calendario Perpetuo. Tutti con movimento Parmigiani Fleurier. E vi sembra poco? Sia ben chiaro: non c’è trucco né inganno perché la provenienza dei movimenti è onestamente dichiarata (rispetto per il compratore). Anzi, orgogliosamente esibita sul movimento stesso, come sempre visibile attraverso il fondello in vetro zaffiro tenuto in sede da quattro viti. Impeccabile.

    Ma c’è di più, a proposito di rispetto. Poniamo che io abbia uno di questi sessanta Octagon e che mi si rompa per un urto, ad esempio, mentre ritiro il bagaglio all’aeroporto di Hong Kong. Che fare? Arrivo in albergo e giro telefonicamente la domanda al personale della boutique Stefano Ricci di Hong Kong, appunto. Dalla boutique arriva un incaricato che ritira l’orologio, mi lascia tutte le carte del caso e mi chiede dove voglio che mi venga restituito, una volta riparato. Se abito in una delle sessanta città in cui sono presenti le boutique posso ritirarlo lì, oppure farmelo riconsegnare a casa, ovunque io sia.

    Rispetto per il compratore. Certo, può farlo Stefano Ricci perché la produzione è più che limitata, ma sta di fatto che si tratta di una cortesia ancora una volta – rara. E non è detto che in un prossimo futuro il marchio non realizzi anche una piccola serie di “courtesy watches” per non lasciar nudo il polso del cliente in attesa della riparazione. Una cortesia – appunto – già usata per i propri clienti, tanti anni fa, da Carlo Crocco, l’italiano che ha inventato e reso grande Hublot. Un altro italiano. Il cerchio sembra chiudersi. La cosa fa riflettere e spero di poter presto tornare a parlare di questo tipo di lusso nel quale l’oggetto in sé è soltanto una parte di un mondo nel quale il rispetto può diventare una virtù riservata, con le dovute proporzioni, a qualunque tipo di cliente. Indipendentemente dal prezzo dell’oggetto.

    Possono esser pesanti, potenti, perfino eccessivi, gli orologi Octagon di Stefano Ricci. Possono non piacervi, certo. Ma sono orologi, orologi veri. E accoglienti come sanno essere – da secoli – gli italiani.

  • Davide Traxler, la dieta di Parmigiani Fleurier e l’ottimismo verso il futuro

    Davide Traxler, la dieta di Parmigiani Fleurier e l’ottimismo verso il futuro

    Dal 2018 Davide Traxler guida la Parmigiani Fleurier. Una fabbrica che ha segnato la rinascita di una cittadina (Fleurier, appunto, nella Val-de-Travers) che, non ostante grandi trascorsi, era stata un po’ abbandonata dall’orologeria. Ma lì s’insedia Michel Parmigiani (origini orgogliosamente italiane: lo trovi spesso in Italia, con la famiglia), che inizia la propria carriera come restauratore degli orologi e dei giocattoli meccanici della famiglia Sandoz; la leggenda racconta che sia stato il primo a saper restituire vita ad una Pendule Sympatique di Abraham-Louis Breguet…

    Oggi Parmigiani Fleurier fa capo a una Fondazione che ha compreso come sulla genialità di Michel Parmigiani si potesse costruire non soltanto una marca d’orologi, ma anche un piccolo polo industriale. Che, oltre a Parmigiani Fleurier, comprende la Vaucher (platine e movimenti d’altissima qualità), la Atokalpa (bilancieri ed organi regolatori) e altre aziende (compresa quella per la realizzazione delle casse). Senza dimenticare ovviamente il restauro, con un laboratorio gestito da un budget specifico e che produce anche orologi d’eccezione. È un metodo di lavoro che ha letteralmente rivoluzionato quel microsegmento dell’orologeria definito “artigianale”; e lo ha trasformato in un vero e proprio gruppo industriale con economie di scala che consentono a Parmigiani Fleurier e ad altre marche di competere economicamente con marchi ben più grandi e potenti.

    Non ostante questa impostazione intelligente, però, la crisi politica di Hong Kong ha dimostrato che la continua crescita dell’orologeria svizzera non era esattamente solida. La produzione non può dipendere per il 50 per cento da un solo mercato (quello definito Greater China), specialmente quando le ridotte dimensioni del settore lo rendono molto instabile.

    E qui interviene Davide Traxler. Facendo riferimento alla storia commerciale dell’orologeria (se lavori su tanti mercati di piccole dimensioni le oscillazioni di un paio di loro non possono essere così dannose), Traxler guida Parmigiani Fleurier in una cura dimagrante. Un piano triennale per diventare più snelli e agili, per migliorare la salute della marca. Poi alla crisi non risolta di Greater China si aggiunge il Covid.

    Davide Traxler: È vero, il nostro processo di riorganizzazione aziendale era partito prima, per cui arriviamo a questa crisi con un’azienda più snella e con una particolare attenzione ai costi. Abbiamo avuto anche il lancio del calendario perpetuo islamico, a dicembre: una novità unica mirata a un mercato specifico, che ci ha assicurato e continua ad assicuraci un relativo buon andamento con un prodotto comunque molto prezioso, con un alto contenuto di orologeria.

    Questa combinazione di agilità e di orologi complicati rari continua a creare lavoro per la fabbrica e fatturato per l’azienda. E arriviamo così ad un passaggio successivo, il lancio della collezione GT. Per noi era molto importante e speravamo di poter lavorare in ben altre condizioni, lo ammetto. In ogni caso la risposta dei mercati è per ora è eccellente, per cui speriamo che malgrado la situazione estremamente difficile si possa effettivamente distribuire.

    Con te Parmigiani Fleurier aveva cominciato a fare due cose fondamentali: alleggerire la struttura e alleggerire il catalogo. Quel che oggi tutti devono fare in una situazione di emergenza. Previsione o fortuna?

    Davide Traxler: Allora, noi prevedevamo un anno difficile. In particolare io prevedevo comunque un abbassamento importante delle borse, di quella americana in particolare; e poi la situazione a Hong Kong era già tesa e non prossima alla soluzione, per cui prevedere un anno difficile mi sembrava ovvio. Non potevo certo immaginare l’entità di questo disastro, sull’onda della pandemia. Ma siamo arrivati ad oggi più snelli e già molto prudenti. Credo quindi che possiamo guardare al futuro con un cauto ottimismo. Eravamo a metà strada di un piano triennale che ora va ovviamente rivisto, allungandolo di 18 mesi. Però crediamo che in quattro anni e mezzo anziché in tre il progetto lo si porti a termine.

    Vogliamo parlare di fiere dell’orologeria?

    Davide Traxler: Trovo innanzi tutto che una fiera unica (o se vuoi due fiere vicine e parallele) nello stesso momento e nella stessa città sia un segnale straordinario, un’ottima notizia; (a poca distanza da Watches & Wonders, in contemporanea, si svolgerà un’altra fiera cui hanno già aderito Patek Philippe, Rolex, Chopard, Breitling e altri marchi fondamentali, ndr). Ci siamo arrivati forse attraverso un percorso sbagliato, la progressiva agonia di Baselworld, ma alla fine la soluzione sembra comunque arrivata. Io credo che la “istituzione fiera” sia stata e resti molto interessante per tutto il settore, perché permette a tutti di capire in pochi giorni quel che succede, di vedere in quale direzione si muove il settore, consente di prendere decisioni importanti.

    Per un dettagliante viaggiare, prendere appuntamenti con marche diverse 10, 15 volte durante l’anno è molto complicato. E altrettanto vale per le marche di orologi. Una fiera ha ancora un grande valore aggiunto, specialmente per un settore di preziosi in cui persino la temporanea esportazione di orologi da mostrare ai negozianti ha un costo notevole. Sì, credo che il concetto di fiera, per il nostro settore, abbia ancora un senso, e spero davvero che questa fiera unificata possa essere un percorso di medio periodo per l’orologeria.

    Tu stai parlando dell’anno prossimo a Ginevra. Il capolavoro anche diplomatico di Fabienne Lupo…

    Davide Traxler: Ancora c’è da lavorare, per cui aspettiamo ad applaudire. Però quel che si è già ottenuto è davvero molto importante.

    Anche perché non puoi far vedere soltanto i grandi gruppi o le grandi marche. Lo sdoppiamento dell’ormai tradizionale Watches and Wonders serve ad avere una visione più completa dell’orologeria svizzera. Quel che una fiera degna di tale nome deve saper offrire agli operatori, ma anche al pubblico.

    Davide Traxler: Certo. E Ginevra dispone di strutture d’ospitalità pressoché infinite. Oltre che di un aeroporto eccezionalmente ben collegato con il mondo. Possibilità ce ne sono per tutti. Ovviamente ci vorrà un po’ di tempo per trovare completezza e stabilità, ma il fatto che tutto il settore sia riunito per 7/8 giorni a Ginevra credo offra a tutti un enorme potenziale.

    Natale. Come andrà questo Natale?

    Davide Traxler: Sai, per noi Natale – e per la Cina il Capodanno cinese – potrebbero rivelarsi di grande interesse. Pandemia permettendo: è chiaro. Non credo ci saranno fuochi d’artificio commerciali, ma tutti abbiamo un magazzino sufficiente per essere pronti ad ogni evenienza, dopo tanta chiusura. Qualche segnale d’ottimismo c’è. E anche per questo molte aziende, anche quelle che avevano detto di voler rimandare al prossimo anno il lancio di novità, alla fine stanno un po’ facendo marcia indietro e presenteranno qualche novità proprio per le vendite natalizie. Una strategia prudente che, per molti versi, dovrebbe essere anche un buon aiuto per i negozianti e quindi per il pubblico dei compratori.

    Il fatto di essere voi stessi fornitori molto importanti per una serie di marche indipendenti rende più semplice o più complessa l’attuale situazione?

    Davide Traxler: Beh, in realtà le nostre strutture servono anche marchi piuttosto grandi. Siamo fornitori di un po’ di tutto “l’alto” di settore. È quindi ovvio che anche in questo senso il calo sia importante. Ma nel mio piano triennale era già prevista una “cura dimagrante” in questo senso, perché il problema del ridimensionamento secondo me era già prima del Covid una questione generale. Tutte le marche hanno dovuto cambiare programmi, ma fortunatamente la Svizzera, la Confederazione sta sostenendo il nostro settore, che giustamente viene considerato rilevante. Grazie anche a questo penso che le nostre aziende possano superare questa tormenta senza danni troppo elevati.

    Concludiamo parlando di prodotto. Vedo qui tre orologi molto coerenti (della nuova collezione GT, ndr), molto ben legati fra loro, che però non costringono i negozianti ad impegni economici pericolosi. Non ostante il contenuto tecnico continui ad essere elevato, come pure la qualità generale – che è quella di sempre, tipica di Parmigiani Fleurier – mi sembra che le scelte vengano incontro alle esigenze attuali. È questa la strada di Parmigiani Fleurier per il futuro?

    Davide Traxler: Oggi Parmigiani Fleurier è rappresentata da 50 referenze attive, 50 modelli. In due anni siamo scesi da un totale di 350 a 50; 50 referenze attive vogliono dire, come tu sai, meno quadranti, meno bracciali e così via. Ma vuol dire anche una collezione ridotta, semplice, spiegabile, comprensibile. Una collezione che consente al negoziante di avere argomenti chiari da trasmettere al compratore finale. Il quale potrà, meglio di prima, identificare la marca, ma con prodotti che ovviamente devono essere quelli giusti, che lasciano un minor margine d’errore. Le prime reazioni sono buone. Siamo molto contenti di questa collezione e aspettiamo il responso del mercato con molta fiducia.

    Possiamo parlare quindi di un ritorno alla priorità del prodotto rispetto ai fatturati?

    Davide Traxler: Per noi sì, certo. Ma sono convinto che il prodotto buono, il prodotto che piace non sia affatto in conflitto con il fatturato. Anzi.