È vero. La maggior parte di questi orologi li abbiamo già pubblicati, nelle precedenti vetrine sulla (nostra) top ten di W&W e sulle anteprime dello stesso Salone. Eppure era necessario ripubblicarli di nuovo, in questa occasione, perché appartengono a uno dei generi più amati all’ultima edizione di Watches and Wonders: quello degli ultrapiatti – o extrapiatti che dir si voglia (non esistono differenze sostanziali fra le due definizioni). Ecco quindi 7 ultrapiatti esposti quest’anno a Ginevra e subito diventati protagonisti dei discorsi e dei reportage post-fiera.
Esemplari degni di nota in assoluto, gli ultrapiatti sono semplici solo in apparenza: in realtà gli esperti li considerano alla stregua dei complicati, per le difficoltà intrinseche alla loro costruzione. Non a caso li realizzano marche che vantano una più o meno lunga specializzazione al riguardo, perché non ci si improvvisa produttori di movimenti sottili, se non sottilissimi. Basta guardare chi ha prodotto questi 7 ultrapiatti, per avere conferma che si tratta sempre di nomi con una dimostrata esperienza nel settore: Bvlgari, Cartier, Chopard, Jaeger-LeCoultre, Patek Philippe, Piaget, Vacheron Constantin – rigorosamente in ordine alfabetico.
Un genere, dicevamo, che negli ultimi tempi ha visto un rincorrersi di record e conseguenti tentativi di infrangerli. Ma i nuovi 7 ultrapiatti presentati al Salone non colpiscono tanto per l’eliminazione di un ulteriore decimo di millimetro, quanto perché sono dotati di bracciale integrato. Che introduce un altro elemento di difficoltà nella realizzazione, in quanto deve rispondere contemporaneamente alle esigenze di comodità e di sicurezza che un simile design comporta. E quando ci si riesce, come in questi casi, il risultato è da applausi.
C’è da dire che in questo modo gli ultrapiatti perdono la loro tipica estetica elegante per assumere una connotazione decisamente sport-chic. Prova ne siano i 6 ultrapiatti riuniti qui sotto, cui ne aggiungiamo un altro simile nello stile ma con il cinturino in pelle, presentato da Chopard. A fare da trait-d’union, c’è il Vacheron Constantin: che – come tutti gli esemplari della collezione cui appartiene – è fornito di bracciale intercambiabile con due cinturini (in pelle e in caucciù) inclusi nel packaging. Emblematico di quanto possa essere versatile l’ultima generazione di ultrapiatti…
6 ultrapiatti con bracciale integrato
BVLGARI Octo Finissimo 37 mm
Ha fatto felici tanti appassionati della Maison romana perché introduce finalmente la cassa in un formato ridotto. Ai 37 mm di lato corrisponde però uno spessore leggermente maggiore rispetto al passato: 6,45 mm contro i 5,45 del 40 mm precedente. Il motivo sta nel nuovo movimento automatico, calibro BVF 100, sottile 2,35 mm e con micro-rotore decentrato in platino, in grado di fornire ben 3 giorni di autonomia . Esiste in titanio, interamente satinato o con finiture lucido-satinate, oppure in oro giallo. Da 17.700 euro.

CARTIER Santos-Dumont
Risponde a una scelta di design ben precisa, che fa della sottigliezza il proprio elemento distintivo. La cassa misura 31,4 x 43,5 mm (anse comprese) e ha uno spessore di 7,3 mm. Racchiude un movimento meccanico a carica manuale, calibro 430 C (di derivazione Piaget). Sottile anche il nuovo bracciale – le maglie misurano 1,15 mm di spessore: estremamente flessibile, prende ispirazione da quelli sviluppati su misura dalla Maison a partire dagli anni ’20 del Novecento. Esiste in due referenze in oro giallo, oppure in platino (accanto). Quest’ultima versione costa 62.000 euro.

JAEGER-LECOULTRE Master Control Chronomètre Date
Fa parte di una riuscitissima collezione, universalmente apprezzata – al Salone e non solo. Realizzato in acciaio, ha la cassa di 38 mm di diametro per 8,4 mm di spessore, e si allaccia al polso con un inedito bracciale dal design unico e originalie. È equipaggiato da un movimento automatico, calibro J-LC 899, sottile 3,43 mm, con massa oscillante in oro rosa e autonomia di 70 ore. Che non solo è certificato cronometro dal Cosc ma anche dal sigillo HPG della Manifattura stessa, che simula le reali condizioni di utilizzo. 14.900 euro.

PATEK PHILIPPE Nautilus 5810/1G-001
Eccolo, finalmente. L’adorato modello con quadrante blu, uscito di produzione qualche anno fa (e ora si capisce perché), ritorna per il 50° anniversario nella versione più essenziale: in oro bianco, con indicazione di ore e minuti, il design rivisitato. La cassa misura 41 mm di diametro per 6,9 mm di spessore e ospita il celebre calibro 240: un movimento automatico sottile solo 2,53 mm, con micro-rotore decentrato in oro 22 ct, bilanciere Gyromax® e spirale Spiromax®. In 2000 esemplari, fregiati dal Sigillo Patek Philippe, 89.099 euro.

PIAGET Polo 79 Two-Tone
Interamente realizzato in oro bianco e oro giallo, richiama l’estetica del modello originale, uscito proprio nel 1979. La cassa misura 38 mm di diametro per 7,45 mm di spessore, e monta un movimento automatico sottile 2,35 mm, con micro-rotore decentrato in oro 22 ct. Si tratta del calibro 1200P1, versione aggiornata dell’omonimo movimento lanciato nel 2010, a sua volta erede della lunga tradizione di ultra-piatti della Maison. 96.500 euro.

VACHERON CONSTANTIN Overseas Automatico Ultrapiatto 2500V Riassumiamo quanto abbiamo scritto nell’approfondimento dedicato. È il primo esemplare dell’omonima collezione a essere realizzato interamente in platino. ha la cassa di 39,5 mm di diametro per 7,35 mm di spessore, e un inedito movimento: il calibro 2550. A carica automatica, vanta un micro-rotore decentrato in platino, due bariletti sovrapposti (privi di coperchio e di rocchetto), che assicurano un’autonomia di 80 ore, e un treno del tempo ridisegnato. Edizione limitata di 250 esemplari, 120mila euro.

Più uno con il cinturino
CHOPARD L.U.C XPS Prussian Blue
Prende nome dal colore del quadrante, che rende omaggio alla storia di Neuchâtel, fra Sette e Ottocento parte del Regno di Prussia. Ma a noi interessa per la cassa in Lucent Steel, l’esclusivo acciaio della Casa, che misura 40 mm di diametro per 7,2 mm di spessore. Il merito è del calibro L.U.C 96.12 L, diretto erede del primo movimento prodotto in-house nel 1996. Sottile solo 3,3 mm, a dispetto della carica automatica, integra un micro-rotore decentrato in oro 22 carati e due bariletti sovrapposti (tecnologia Chopard Twin), che garantiscono 65 ore di autonomia. È certificato cronometro dal Cosc. 12.900 euro.
