Giornale Degli Orologi
Menu
Menu

Tag: Collezione Tonda PF

  • Tonda PF Sport Chronograph, l’edonismo sportivo di Parmigiani

    Tonda PF Sport Chronograph, l’edonismo sportivo di Parmigiani

    «Ricchi si diventa, eleganti si nasce». Lo ricordava spesso Honoré de Balzac per dire che l’eleganza non la impari a un corso, né te la costruisci leggendo un libro. L’eleganza è innata. Ce l’hai o non ce l’hai. È meglio farsene una ragione. La celebre frase mi viene in mente ogni volta che osservo una creazione firmata Parmigiani Fleurier. All’eleganza, infatti, la Manifattura svizzera – e chi sceglie di indossarne un orologio – non può proprio sfuggire. Parmigiani potrebbe disegnare orologi sportivi di ogni genere: eppure, spiccherebbero sempre e comunque per il loro carattere chic.
    Lo penso ancora una volta quando osservo l’estensione di gamma dei Tonda PF Sport Chronograph, tre cronografi che ampliano lo spettro cromatico della linea già esistente, presentata a marzo dello scorso anno nelle varianti in acciaio o in oro rosa.

    Tre nuovi abbinamenti cromatici

    Le tre nuove referenze, tutte con cassa in acciaio, puntano su varietà cromatiche raffinate: Milano blue, Artic grey e London grey. Tre abbinamenti che piaceranno a chi vuole indossare un orologio di gran classe anche nel tempo libero, nel weekend, negli ambienti informali. Guido Terreni, Ceo di Parmigiani Fleurier, usa l’espressione the sporting hedonist (l’edonista sportivo) per sottolineare i destinatari dei nuovi orologi, capaci di coniugare l’essenza sportiva con la ricercatezza, la bellezza formale con l’eleganza dégagé. 

    Rispetto alle varianti “panda” che fino a oggi componevano il catalogo dei Tonda PF Sport Chronograph, i nuovi esemplari si distinguono per i colori dei contatori crono e dei cinturini, coordinati allo sfondo della scala periferica dei secondi centrali. Una coerenza cromatica che predispone l’occhio all’osservazione della lunetta la quale, nei Tonda PF Sport Chronograph, abbandona il platino e la fitta zigrinatura in favore di un numero più ridotto di scanalature (160 invece di 225), dando corpo e solidità alla cassa. Non dimentichiamo che si tratta di cronografi: per quanto mantengano inalterato il carattere distintivo della Manifattura, devono sapersi integrare in contesti sportivi e, più in generale, dinamici.

    Il Tonda PF Sport Chronograph fra semplicità e ricercatezza

    La cassa misura 42 mm di diametro, un valore che assegna i nuovi orologi soprattutto all’utenza maschile, ed è impermeabile fino a 10 atmosfere. Il quadrante con lavorazione guilloché e pattern clou triangolaire rinuncia a ogni scritta che possa distogliere lo sguardo dalla bellezza dell’insieme, eccetto per il logo applicato. I tre contatori indicano i secondi continui (a ore 6), i minuti cronografici (alle 3) e le ore cronografiche (alle 9).

    Tra gli indici 4 e 5, con fare discreto, si presenta il piccolo datario a finestrella con caratteri bianchi su sfondo nero. Qualche dettaglio in più, gli indici sono applicati, sfaccettati e fluorescenti: al buio il rivestimento nero in Super-LumiNova emette luce verde. Come le lancette delle ore e dei minuti, traforate e dalla caratteristica forma a delta, sono in oro 18 carati.

    Anche sul cinturino in caucciù è bene spendere qualche parola. È un multi-strato. L’aspetto ricorda i cinturini in cordura, ma la lavorazione è quella tipica dei cinturini in pelle: tra lo strato esterno, vulcanizzato, e quello interno, con superficie liscia, c’è un’imbottitura che assicura consistenza ma al tempo stesso morbidezza al polso. I tre strati sono tenuti insieme da una cucitura realizzata a mano. La fibbia in acciaio, con chiusura déployante, riporta il logo PF. 

    Il movimento di manifattura

    Il movimento incassato nel Tonda PF Sport Chronograph è il calibro PF070. A carica automatica, è ideato e costruito “in casa”, da Vaucher Fleurier, la manifattura di Parmigiani Fleurier. La Maison lo ha progettato da zero per animare i cronografi della collezione PF Sport. Trattasi infatti di un calibro con funzione cronografica integrata, non modulare. Qual è la differenza? Ve la spiego subito. E non è da poco. Un movimento cronografico modulare è in origine un “solo tempo” al quale sia stato adattato in un secondo momento un modulo cronografico. Un calibro con cronografo integrato invece è nato come un tutt’uno sin dall’inizio, nella testa di chi lo ha progettato. Ne deriva una maggiore affidabilità complessiva e precisione di marcia. Oltre che un poderoso investimento economico.

    D’altronde Parmigiani Fleurier, a dispetto della sua storia piuttosto recente (esiste così come la conosciamo dal 1996), ci ha già abituati a calibri alto di gamma. Calendari perpetui con datario retrogrado, cronografi rattrapanti, esclusivi GMT con ripetizione dei minuti e GMT rattrapanti sono solo alcuni esempi. Come lo è il PF511 dei primi anni 2000 con otto giorni di carica e tourbillon, la cui gabbia compie un giro completo non in 60, ma in 30 secondi. Roba da lustrarsi gli occhi.   

    Se guardiamo i numeri alla base del PF070 ci rendiamo subito conto di essere di fronte a un pezzo di alta orologeria: 315 componenti, 42 rubini, dispositivo cronografico con ruota a colonne a innesto verticale, frequenza di funzionamento di 5 Hz e autonomia di 65 ore. L’alta frequenza fa “battere” il bilanciere del Tonda PF Sport Chronograph 36.000 volte in un’ora, quanto basta per far marciare la sfera dei secondi continui con la massima fluidità e la lancetta centrale dei secondi cronografici a passi di 1/10 di secondo. Prerogativa di precisione, quest’ultima, che si riscontra nella scala periferica sotto il réhaut, in cui ogni secondo è suddiviso in cinque tacche.

    Riguardo alla costanza di marcia, poi, il Tonda PF Sport Chronograph ha ottenuto la certificazione di cronometro rilasciata dal Cosc (Contrôle Officiel Suisse des Chronomètres). Il rotore di carica realizzato in oro 22 carati è il fiore all’occhiello di un movimento che non scende a compromessi con la qualità. L’aspetto traforato ricorda il volante a tre razze di un’auto Granturismo degli anni ’60 – la Ferrari 250 GTO per essere precisi -, mentre le finiture realizzate a mano confermano l’importanza che Parmigiani Fleurier attribuisce all’artigianalità dei suoi orologi. Il che ci porta dritti al prezzo al pubblico: 27.900 franchi svizzeri.   
     

  • Tonda PF Micro-Rotor No Date, la colta essenzialità di Parmigiani

    Tonda PF Micro-Rotor No Date, la colta essenzialità di Parmigiani

    Ci sono domande alle quali sembra facile rispondere, fino a che non ci viene chiesto di esternare verbalmente quello che ci sembra così ovvio. Cos’è l’arte? Cos’è la bellezza? Per restare su temi più vicini al nostro sentire: cosa rende più importante un orologio? Oggi il discorso torna alla ribalta grazie al lancio di un nuovo modello di Parmigiani Fleurier, il Tonda PF Micro-Rotor No Date.

    Un esemplare che appartiene ovviamente alla collezione Tonda PF, lanciata nel settembre 2021. Ne abbiamo più volte parlato in queste pagine: e l’abbiamo presentata come la perfetta espressione della filosofia di Guido Terreni, nominato Ceo agli inizi del medesimo anno. All’interno della collezione, oggi ricca di referenze e di complicazioni anche esclusive, la serie Tonda PF Micro-Rotor ora si arricchisce del modello No Date. Che colpisce per l’essenzialità.

    Del resto, noi figli di un’idea di progresso ancora legata a vecchi modelli, siamo sempre inclini a pensare che ogni novità debba portare con sé qualcosa in più: funzioni supplementari, decorazioni più ricche, bracciali più comodi. Guardando il quadrante di un nuovo esemplare, qualunque esso sia, ci sembra quasi che ogni indicazione aggiuntiva sia un chiaro segnale di un limite superato, un’ulteriore complicazione che l’abilità del maestro orologiaio è riuscita a incastonare nel ristretto volume della cassa. Proprio per questo non possiamo che fermarci – forse un po’ stupiti, sicuramente affascinati – davanti al quadrante del Parmigiani Fleurier Tonda Micro-Rotor No Date.

    Catturare l’essenziale

    La sensazione, forte e chiara, è quella di un’eleganza senza tempo. Si resta colpiti dalla sobrietà e dalla pulizia del quadrante, che ospita solo le lancette delle ore e dei minuti, senza datario. Le sfere ruotano, essenziali e diafane, su uno sfondo di cui immediatamente si nota la calda, dorata sfumatura bruna, leggermente cangiante: uno dei toni della tavolozza del color Terra di Siena, tanto amato dai pittori. Un effetto cromatico insolito, nel mondo dell’orologeria da polso: la tonalità pare rubata a una veste di velluto di un antico ritratto rinascimentale. Calore e morbidezza sembrano esserne gli attributi.

    Il marketing solitamente ama sottolineare nelle denominazioni dei modelli quello che il prodotto ha: in questo caso, il paradigma viene rovesciato. Si parla del Tonda PF Micro-Rotor No Date, senza data. L’orologio è presentato sottolineando quello che non è presente. Se qualcuno non ne conoscesse il nome, alla prima occhiata cercherebbe inutilmente la finestrella per l’indicazione del giorno del mese: non c’è.

    C’è invece un raffinatissimo quadrante, che assume riflessi moiré e solo a un’analisi ravvicinata mostra l’accurata microlavorazione guilloché a Grain d’orge, a chicco d’orzo, inconfondibile segno della maestria dell’atelier di Fleurier, cui la Maison ci ha abituati. Ne saranno felici i fautori della purezza estetica, per i quali la presenza della finestrella del datario è un elemento di disturbo all’interno dell’equilibrio formale di un orologio. Un dettaglio di troppo, un’interruzione sgradevole nel continuum del quadrante.

    Less is More

    Non un’assenza o una mancanza, quindi. Al contrario, una caratteristica che aggiunge valore in un habillage che già di per sé è impeccabile. D’altra parte Parmigiani Fleurier è sinonimo di alta orologeria, da sempre, per cui non ce ne dovremmo sorprendere. Eppure, proprio questa scelta di evitare tutto ciò che non sia essenziale, permette alla qualità e allo stile del Tonda PF Micro-Rotor No Date di emergere ancora di più. Lo sguardo non si posa su un indicatore, su un pulsante, sulla ghiera, è catturato dall’orologio, tout court, che afferma con fierezza la propria vocazione: quella di indicare il tempo.

    Un ritorno alle origini? Di certo un ritorno al centro di sé stessi, della propria intima essenza. Non una perdita di informazione, perché se è vero che il Tonda Micro-Rotor No Date non ci dice in quale del giorno del mese ci troviamo, sicuramente è invece portatore di un messaggio molto più importante. È una dichiarazione di gusto raffinato, di quella classe che, proprio perché tale, non cade mai nell’ostentazione. Non è un’opzione che possa essere semplicemente etichettata come minimalista: è una scelta da estimatori, un distillato di cultura e di conoscenza orologiera.

    Le caratteristiche del Tonda PF Micro-Rotor No Date

    Per entrare nel concreto, la costruzione, ormai nota dagli estimatori della Casa, rimanda ai canoni della collezione. Cassa e bracciale, dalla linea tesa ed essenziale, sono in acciaio inossidabile. L’una ha un diametro di 40 mm e uno spessore limitato di 7,8 mm, è impreziosita dalla ghiera zigrinata in platino e alterna superfici lucide e satinate. L’altro, giocato sulla medesima alternanza di finiture, non solo si raccorda in modo perfetto alla carrure all’interno delle tipiche anse a goccia, ma è anche rastremato, così da risultare più confortevole al polso.

    Il quadrante, il cui colore è definito tecnicamente Golden Siena, cioè Siena dorato, è scandito dagli indici orari rodiati, applicati a mano come il “classico” logo a ore 12. Il minutissimo guilloché Grain d’orge si dispiega a tutto campo, mentre le lancette scheletrate delle ore e dei minuti, in oro rodiato e a forma di Delta, risultano leggere ma ben visibili sul colore caldo dello sfondo. Inutile dire che un vetro zaffiro antiriflesso si trova a protezione sia del quadrante sia del fondello.

    Il movimento

    Ed è proprio il fondello in vetro zaffiro a mostrare il movimento, il cuore del Tonda Micro-Rotor No Date. Ovviamente di manifattura, il calibro PF 703 si distingue per il dispositivo di carica automatica da cui l’orologio prende nome. Il micro-rotore decentrato è in platino, un metallo pesante che assicura la corretta inerzia e l’efficienza della ricarica. Anch’esso lavorato a Grain d’orge con estrema cura, e personalizzato dal logo, è perfettamente integrato all’interno dei ponti e permette quindi di contenere lo spessore complessivo.

    Il micro-rotore è dunque una soluzione tecnica ottimale dal punto di vista meccanico e che offre anche il vantaggio estetico di non nascondere i componenti – come invece farebbe una consueta massa oscillante. Così, fin dal primo colpo d’occhio, il movimento appare in tutta la sua bellezza: compatto, ispira subito una sensazione di solidità ed efficienza. Poi, se lo si guarda con attenzione, si colgono le superbe finiture: la platina lavorata a perlage, le viti lucidate, i ponti decorati a Côtes de Genève e ad anglage, come vuole la migliore tradizione orologiera.

    In conclusione, nei contenuti come nell’aspetto, il Tonda Micro-Rotor No Date è un orologio che denota gusto raffinato e personalità in chi lo indossa. Un vero instant classic, sul quale non restano da aggiungere che poche parole: il prezzo al pubblico di 23.500 franchi svizzeri. Una nota prosaica ma necessaria per coglierne appieno il valore. Poi, per il resto, la grande qualità e l’eleganza, quelle vere, parlano da sole.

  • Tonda PF Hijri, il calendario perpetuo islamico di Parmigiani Fleurier

    Tonda PF Hijri, il calendario perpetuo islamico di Parmigiani Fleurier

    Molte tra le importanti complicazioni proposte dall’orologeria contemporanea hanno radici antiche. È il caso del Tonda PF Hijri Perpetual Calendar di Parmigiani Fleurier, un esempio di alta orologeria in cui il calendario non è computato secondo il metodo occidentale, cioè quello gregoriano, bensì seguendo le regole del mondo islamico.

    Parmigiani e i calendari

    Parmigiani Fleurier dedica da anni un’attenzione speciale al tema della misura del ciclo dell’anno, elemento fondamentale di qualsiasi civiltà, risolto in modi molteplici da mondi culturali differenti. Diverse le culture, diversi i calendari e – di conseguenza – le soluzioni necessarie per ottenere il risultato voluto per via meccanica.

    La Maison di Fleurier ha fatto proprio il principio del più alto rispetto per ogni cultura, con una ben precisa focalizzazione su come le differenti società abbiano affrontato il problema della misura del tempo. Strutturare il tempo è anche un modo per esprimere la propria visione del mondo, il proprio rapporto con gli altri e la natura, tanto che sin dall’antichità la compilazione dei calendari era compito della classe sacerdotale. Con questo approccio, i calendari di Parmigiani Fleurier vogliono essere un omaggio alle diverse Tradizioni ed al loro spirito.

    Il Tonda PF Hijri Perpetual Calendar qui analizzato è la più recente versione realizzata da Parmigiani Fleurier per il computo del calendario islamico. È un tema caro al fondatore, Michel Parmigiani, sin dal 1993, quando restaurò un prezioso orologio da tasca del XVIII secolo con questa complicazione. La complessità che dovette affrontare si tramutò in sfida: Parmigiani realizzò nel 2011 un proprio orologio meccanico da tavolo con calendario islamico. La maestria di Parmigiani si spinse oltre, ai limiti della miniaturizzazione, quando nel 2019 presentò, in prima mondiale, un orologio da polso con questa complicazione. Era il primo Tonda Hijri Perpetual Calendar, che nel 2020 vinse il Grand Prix d’Horlogerie de Genève.

    Ma è così difficile?

    Ricordiamo certamente tutti che il computo degli anni, che per l’Occidente avviene a partire dalla data tradizionalmente accolta come nascita di Gesù, inizia invece per il mondo musulmano con l’anno 622 d.C., per celebrare l’evento dell’Egira, il viaggio di Maometto dalla Mecca a Yathrib, poi denominata Medina. Gli anni così computati sono detti perciò “dell’Egira”: Hijri, quindi, letteralmente significa “relativo all’Egira”. Ci si potrebbe allora domandare cosa possa cambiare, se non una traslazione del numero che indica l’anno cui ci si riferisce: ma non è così.

    L’astronomia ci insegna che gli eventi celesti sono regolari, ma non necessariamente legati da rapporti esprimibili con multipli esatti. L’anno solare, cioè il tempo che la Terra impiega per compiere un giro completo intorno al Sole, è di 365 giorni e poco più di 6 ore. Il calendario romano antico, detto Giuliano in onore di Giulio Cesare, considerava la durata dell’anno pari a 365 giorni e 6 ore, arrotondando. Si risolveva il problema considerando l’anno civile lungo 365 giorni e introducendo ogni quattro anni un giorno in più, detto bisestile, per far quadrare i conti.

    Ottima scelta, ma anche le 6 ore non erano proprio 6 ore esatte. Non tenendo conto di questa piccola differenza, che però nei secoli si era andata accumulando, di fatto l’antico calendario si era scostato dagli eventi astronomici introducendo un errore sempre crescente, con una deriva non più tollerabile. Il calendario usato in Occidente, dovuto alla riforma di Papa Gregorio XIII, fu introdotto nel 1582 per “rimettere in fase” gli eventi celesti e le date del calendario civile e religioso. In ogni caso, si mantenne, rispetto al computo Giuliano, il Sole come riferimento.

    Altri calendari

    Anche se per noi può essere scontato, non si tratta però dell’unica scelta possibile. In Cina, per esempio, il calendario tiene conto delle periodicità del Sole e della Luna, per cui è detto lunisolare. Mentre nel caso del mondo islamico la base per il computo del tempo è il mese lunare, anch’esso sfuggente a qualsiasi arrotondamento. Un anno per il mondo musulmano dura 12 mesi lunari, che vengono computati introducendo mesi di 29 giorni e mesi di 30 giorni, ma non in modo strettamente alterno.

    Ogni mese inizia in corrispondenza di una nuova lunazione. E, come nel caso del sistema di computo del tempo ebraico e dell’antica Hora Italica, ogni giorno inizia dal tramonto. Anche questa alternanza nella lunghezza dei mesi, però, non compensa le frazioni temporali, per cui gli astronomi della Mezzaluna, sempre rigorosi nei loro calcoli, adottarono nei diversi Paesi strategie diverse e giunsero a varianti locali del criteri di compensazione.

    Il computo su cui si basa la progettazione del Tonda PF Hijri, noto come calendario islamico tabellare, fu sviluppato dagli astronomi e matematici arabi nell’VIII secolo. Poiché si tratta del risultato di un metodo di calcolo matematico e non fondato sull’osservazione diretta del cielo, permette di poter essere simulato anche per via meccanica. Il calendario islamico tabellare, che offre un’ottima approssimazione dei cicli astronomici, si basa su di un ciclo trentennale in cui sono compresi 19 anni di 354 giorni (detti “comuni”) e 11 anni di 355 giorni (chiamati “abbondanti”).

    Le particolarità del calendario islamico

    Nella cultura islamica determinati luoghi o determinate persone sono considerati sacri: allo stesso modo, vi sono momenti e periodi che rivestono carattere di sacralità. Ad esempio, per quattro mesi dell’anno è necessario astenersi da ogni cattiva azione o da ogni violenza, dedicandosi ad opere buone. Tre di questi mesi sono consecutivi e sono il periodo in cui è più opportuno compiere il pellegrinaggio alla Mecca. Il quarto mese di questa serie speciale, che è il settimo mese dell’anno ed è denominato Rajab, si celebra una festa importantissima: la notte del 27 di Rajab si commemora il viaggio miracoloso di Maometto dalla Mecca a Gerusalemme, da cui ascese al cielo.

    Durante il mese di Ramadan, che può essere – in funzione dell’anno – di 29 o di 30 giorni, si celebra un’altra grande festa, Eid al-Fitr. Un’altra grande ricorrenza del mondo islamico è poi Eid Al-Adha, che dev’essere celebrata il decimo giorno dell’ultimo mese dell’anno. Credo di aver convinto chi mi ha seguito sin qui del fatto che realizzare per via meccanica un simile tipo di computo sia un’impresa veramente ardua. Eppure, c’è chi può sfoggiare al polso un esemplare di questo livello.

    L’evoluzione del Tonda PF Hijri Perpetual Calendar

    Dopo il primo esemplare del 2019, con cassa in platino, Parmigiani Fleurier ha presentato lo scorso anno una versione all’interno della collezione Tonda PF , sempre in platino ma con un nuovo quadrante più “leggero” dal punto di vista del design.

    Vediamo ora le novità introdotte nel nuovo Tonda PF Hijri Perpetual Calendar 2024. Iniziamo dalla cassa in acciaio, con superfici lucide alternate a superfici satinate e lunetta zigrinata in platino. Il bracciale in acciaio riprende le due lavorazioni della cassa, senza soluzione di continuità a livello visivo. Si tratta quindi della consueta configurazione della collezione Tonda PF, creata da Guido Terreni e attuale bestseller di Parmigiani Fleurier.

    Non si può non ammirare il quadrante verde viridiano, una tonalità tendente lievemente all’azzurro, impreziosito dalla tipica lavorazione guilloché a chicco d’orzo (in francese, à grain d’orge). Il verde, voglio ricordarlo, è il colore sacro dell’Islam e quindi la scelta cromatica non è assolutamente casuale.
    Gli indici delle ore sono applicati, mentre le lancette delle ore e dei minuti, a delta e scheletrate, sono realizzate in oro rodiato. Acciaio rodiato, invece, per la lancetta dei secondi e le lancette dei quadranti calendariali.

    Il quadrante sussidiario a ore 12 mostra in quale anno del ciclo trentennale ci si trova, marcando in beige gli anni di 355 giorni e in bianco quelli di 354. Il quadrante sussidiario a ore 3 riporta invece i mesi dell’anno, indicati come numeri, tra i quali spicca in rosso il mese di Ramadan. Quello a ore 9 mostra invece il giorno corrente all’interno del mese e, grazie alla finestrella circolare bianca o beige, permette di sapere se il mese è di 29 o 30 giorni. A ore 6, infine, l’indicazione delle fasi lunari, con la doppia rappresentazione della Luna nell’emisfero settentrionale e nell’emisfero meridionale.

    Il movimento del Tonda PF Hijri Perpetual Calendar

    Cuore pulsante del Tonda PF Hijri Perpetual Calendar è il calibro PF009, a carica automatica, ovviamente costruito “in casa”. Fornito di modulo del calendario perpetuo, mantiene comunque uno spessore contenuto, 5,7 mm, a dispetto della complessità meccanica. I componenti – e a questo punto, non ce ne stupiamo – sono 310, montati su 32 rubini.

    Caratteristico nella costruzione, vede un insolito ponte formato da due quadrati sovrapposti, tra loro ruotati di 45°, che rimandano al Rub’ al-Hizb. Un simbolo diffuso nella cultura musulmana al cui interno è inscritta una stella a otto punte, motivo tradizionale dell’arte medievale islamica. Due ponti centrali, poi, hanno una forma a mezzaluna, calante e crescente. Ed è straordinario quindi che anche gli elementi strutturali del movimento siano studiati in modo specifico per questo orologio.

    La superlativa meccanica è ricaricata dalla massa oscillante scheletrata, in platino, la cui superficie è in parte lucidata e in parte sabbiata. Côtes de Genève e anglage decorano i ponti, mentre la platina è a perlage e à colimaçon. Tornano quindi tutte le decorazioni tradizionali dell’alta orologeria per questo movimento, in cui tecnica ed estetica sono veramente ai massimi livelli.

    Ulteriori informazioni

    Penso che quanto scritto fin qui sia sufficiente per comprendere il valore del Tonda PF Hijri Perpetual Calendar, che trova una corrispondenza nel prezzo al pubblico di 70.200 euro. Non si sa ancora quando e se sarà disponibile sul mercato italiano, ma è ovvio che i primi Paesi in cui sarà distribuito saranno quelli di cultura araba. Il Qatar, gli Emirati, il Barhein, l’Oman sono del resto mete importanti per gli esemplari della Maison. E le scritte sul quadrante lasciano intendere che la produzione di questo orologio vedrà proprio quelle zone come prima destinazione.

  • Il Tonda PF Minute Rattrapante di Parmigiani raccontato da Luca Castellani

    Il Tonda PF Minute Rattrapante di Parmigiani raccontato da Luca Castellani

    Parmigiani Fleurier l’ha presentato la scorsa primavera a Watches and Wonders Geneva. Dove, durante l’apposita sessione di Touch and Feel, io e gli altri ospiti dello stand abbiamo avuto modo di toccarlo e di provarlo al polso, dopo che il Ceo Guido Terreni ce lo aveva spiegato a dovere. Ora che il Tonda PF Minute Rattrapante è in distribuzione nei punti vendita, però, è arrivato il momento di raccontarlo anche ai lettori del Giornale degli Orologi: così, chi fosse interessato, può andarlo a vedere in negozio con le idee più chiare. Ne parliamo con Luca Castellani, Direttore commerciale mondo di Parmigiani Fleurier: chi meglio di lui può svelarci l’orologio dal punto di vista della Marca?

    Il Tonda PF Minute Rattrapante: una prima assoluta

    «Partiamo dall’idea di base. Come il GMT Rattrapante, presentato l’anno scorso, il Tonda PF Minute Rattrappante nasce con lo spirito di sviluppare dei movimenti e delle funzioni non ancora presenti sul mercato, perlomeno come le concepiamo noi. Il GMT Rattrapante è una funzione che si usa quando si viaggia e poi “scompare” all’interno del quadrante, regalandoci un orologio molto semplice e puro – in linea con lo stile di Parmigiani. Allo stesso modo, il Minute Rattrapante segna i minuti che devono passare per un determinato evento, ma la complicazione si vede esclusivamente quando se ne ha bisogno».

    In effetti, Parmigiani Fleurier ha sviluppato un’innovativa funzione sdoppiante, svincolata dal cronografo e applicata ad altre complicazioni. Nel 2022 infatti la Maison l’ha impiegata nel secondo fuso orario. Mentre quest’anno l’ha trasferita alla misurazione dei minuti per creare, di fatto, un timer. In entrambi i casi, ha utilizzato una soluzione tecnica improntata alla massima discrezione ed eleganza, in cui la meccanica è eccezionalmente funzionale all’estetica. In questo modo ha anche introdotto un nuovo concetto: mostrare la complicazione aggiuntiva solo quando serve, e nasconderla se non la si utilizza (così da poter indossare un orologio che in apparenza è un “solo tempo”, ma in realtà è un complicato inedito).

    Una lancetta, non una lunetta

    «Per il Tonda PF Minute Rattrapante, l’idea dalla quale insieme a Guido siamo partiti era un po’ quella dello scuba, dell’orologio subacqueo. Ma ovviamente il Parmigiani non è un orologio subacqueo, e noi non avevamo alcuna velleità di realizzare un orologio così sportivo. Volevamo invece creare un’alternativa a ciò che normalmente si fa con una lunetta unidirezionale. E ricrearlo all’interno dell’orologio». In altre parole, l’operazione di misurare uno specifico lasso di tempo su una scala di 60 minuti, che in genere avviene per mezzo della lunetta girevole unirezionale, nel Tonda PF Minute Rattrapante si fa appunto con un’apposita lancetta dei minuti.

    Infatti, accanto alle consuete lancette centrali di ore e minuti, in oro rodiato e dalla forma a delta, il quadrante riporta un’ulteriore lancetta dei minuti, in oro rosa per distinguerla dall’altra. Per iniziare la misurazione, la lancetta aggiuntiva è settata con i pulsanti posti sulla carrure: una volta posizionata, si avvia il timer – o conto alla rovescia che dir si voglia. Quando la lancetta rodiata raggiunge quella in oro rosa, il tempo è trascorso – il countdown ultimato -, quindi le due lancette si sovrappongono. La sovrapposizione però può avvenire anche con il pulsante in oro rosa coassiale alla corona, che permette di riunire le due lancette (rattraper, in francese) a comando.

    La meccanica di precisione del Tonda PF Minute Rattrapante

    Importante è la possibilità di impostare esattamente la lancetta rattrappante, secondo i propri desideri. «Nel senso che, avendo i due pulsanti – quello a ore 8 gestisce i 5 minuti, l’altro a ore 10 gestisce i minuti singoli –, possiamo veramente settare con precisione i minuti che ci separano da un determinato momento: sia esso un appuntamento, un impegno piuttosto che la partenza di un volo…». I due pulsanti sono collegati al modulo della complicazione, montato sotto il quadrante. Nonostante la costruzione modulare, il calibro PF052 che anima il sistema ha comunque uno spessore contenuto: 4,9 mm in totale. (Le informazioni tecniche al riguardo sono nelle didascalie).

    Considerato che il movimento di base è sostanzialmente il calibro PF703 racchiuso nel Tonda PF Microrotor, che misura 3 mm di spessore, ne risulta che il modulo è sottile solo 1,9 mm. Proprio la volontà di rispettare i canoni di sottigliezza ed estrema eleganza di quel precedente, capostipite dell’intera collezione, è il motivo per cui da Parmigiani Fleurier hanno deciso di non aggiungere alcuna complicazione sonora allo scadere del tempo misurato dal timer. «Abbiamo privilegiato le proporzioni dell’orologio, l’armonia della forma e dell’estetica: la sua linearità, sia nel diametro che nello spessore». Ovvero, 40 per 10,7 mm. «Dimensioni che lo rendono estremamente portabile», commenta il manager.

    Valori personali

    Riguardo all’habillage, va detto che il Tonda PF Minute Rattrapante è realizzato interamente in acciaio. Mentre la finitura lucido-satinata dei componenti crea piacevolissimi giochi di luce sulle diverse superfici, la cassa è impreziosita dalla lunetta zigrinata in platino, tipica della collezione: un dettaglio di “lusso nascosto” che può rendere segretamente orgoglioso chi indossa l’orologio. Infine il caratteristico guilloché Grain d’orge, realizzato a mano, si ritrova sul quadrante dalla particolare tonalità grigio sabbia. «Un quadrante nuovo, molto diverso, che è piaciuto molto ai nostri clienti, a livello internazionale», confida ancora Castellani.

    A proposito, possiamo conoscere qualche commento, qualche aneddoto che riguarda l’orologio – o meglio la nuova funzione del minuto sdoppiante? «In tanti hanno fatto la battuta: “Così posso controllare i tempi di cottura della pasta”. Non solo in Italia, bada bene, ma anche all’estero. Chiaramente nessuno compra un orologio con un costo così importante (28mila franchi svizzeri) per vedere quando si deve scolare la pasta… Ma il commento non è mai: “Lo uso per andare a fare un’immersione” o, che so, “per non sforare la durata di uno speech in pubblico”. Tutti invece, in modo trasversale, si concentrano sempre e solo sulla questione della pasta». La pasta come valore universale?

    «Scherzi a parte, mi ha molto colpito lo stupore di quanti – premendo il pulsante – vedono per la prima volta la lancetta che sparisce, che scompare sotto l’altra. Il che non capita solo con il Minute Rattrapante, ma anche con il GMT. Quell’espressione di sorpresa sul viso, il wow esclamato in modo spontaneo… sono davvero molto appaganti».

  • Tonda GT Cronografo: Parmigiani Fleurier fa rima con sport

    Tonda GT Cronografo: Parmigiani Fleurier fa rima con sport

    Un consiglio: prima di leggere questo articolo andate a dare un’occhiata alla nostra intervista più recente al ceo di Parmigiani Fleurier, Guido Terreni. È il modo migliore per capire che cosa sta dietro al Tonda GT Cronografo. Benché non sia una delle novità del marchio, è l’esempio di quell’equilibrio tra essenzialità della forma, praticità della funzione ed eleganza non ostentata che sono tre punti essenziali per il successo del brand.

    È piuttosto evidente come il tipo di orologio oggi desiderato da molti appassionati sia un pezzo abbastanza elegante da mostrare gusto e status. Ma anche abbastanza sportivo da adattarsi al veloce stile di vita contemporaneo. Si spiega così la popolarità di orologi come il Royal Oak o il Nautilus, eleganti ma pensati per essere indossati anche con jeans e polo.

    Un trend interpretato da Parmigiani Fleurier con esemplari che s’inseriscono in questo segmento a pieno merito. Uno di questi è proprio il Tonda GT Cronografo, disponibile in una serie di versioni, caratterizzate da attraenti quadranti bicolore o panda, chiamati dal brand Quantum Grey e Granata.

    I due Tonda GT Cronografo con cassa in oro rosa sono alimentati dal movimento cronografo integrato ad alta frequenza di Parmigiani Fleurier, mentre i due in acciaio combinano il cronografo con il calendario annuale.

    I codici estetici di Parmigiani Fleurier

    La mano di Guido Terreni in Parmigiani Fleurier si è vista da subito, con la razionalizzazione delle collezioni in due linee principali, Toric e Tonda. Quest’ultima è la meglio rappresentata e comprende Tonda PF, sottofamiglia di eleganti orologi sportivi di lusso, e Tonda GT. Questa è una linea più sportiva, un tempo nota come Tondagraph, il cui nome richiama le GT del mondo dell’auto, vetture Gran Turismo pensate per la guida ad alta velocità e per le lunghe distanze.

    L’architettura del Tonda GT Cronografo s’ispira in parte al Tonda Chronor Anniversaire, il primo movimento cronografo integrato del marchio realizzato nel 2016 per celebrare il 20° anniversario del Brand. I pulsanti a forma di goccia e le anse fluide discendono da quell’orologio, mentre la lunetta zigrinata distingueva già il primo Toric di Michel Parmigiani del 1996. Quadranti guilloché, lancette a delta scheletrate e gran data sono altre caratteristiche della linea Tonda GT.

    Tonda GT Cronografo ad alta frequenza: la cassa

    Parto però dalla cassa del Tonda GT Cronografo con movimento ad alta frequenza. Quella in oro rosa si sposa molto bene con le combinazioni di colori dei contatori del cronografo. Ha un diametro di 42 mm e uno spessore di 14,3 (non sottile ma contenuto) ed è lavorata con un’alternanza di superfici lucide e satinate. È caratterizzata da una delicata curvatura che aiuta la vestibilità dell’orologio al polso e che è ben visibile guardandolo di profilo.

    Non ci sono bordi spigolosi né forme taglienti; tutto è liscio e addolcito, come per esempio i pulsanti a goccia del cronografo. Sono inclinati, per seguire la curvatura della carrure, e alloggiati all’interno dell’ansa, anch’essa a goccia e più grande. L’ansa si fonde con il cinturino in caucciù, chiuso da una fibbia pieghevole anch’essa in oro rosa.

    Il lavoro sul quadrante

    A mio parere, quindi, una cassa molto bella, perché ha un’architettura ragionata e ben eseguita. Allo stesso modo del quadrante. Sullo sfondo argentato lavorato a guilloché spiccano i contatori nelle due tonalità Quantum Grey o Granata, in tinta con il colore del cinturino. Hanno la classica disposizione a ore 3 (contatore dei 30 minuti), 6 (secondi continui, ad arco e con doppia traccia) e 9 (12 ore), cui fa da contrappunto la finestra della gran data a mezzogiorno.

    In contrasto con la lavorazione a guilloché della zona centrale, il giro delle ore ha una finitura concentrica e accoglie gli indici delle ore in oro rosa applicati, con rivestimento nero luminescente. Lo stesso rivestimento si trova sulle punte delle lancette di ore e minuti, che sono a delta e scheletrate, come nella tradizione della famiglia Tonda. Interessante il dettaglio del contatore dei secondi: la scritta “5Hz Chronograph”, che indica il sofisticato movimento cronografico che anima il Tonda GT Cronografo.

    Un movimento integrato

    Si tratta del calibro PF071, un movimento automatico di manifattura certificato Cosc con gran data e cronografo integrato a ruota a colonne e innesto verticale. Deriva dal calibro PF361 del 2016 e lavora con una frequenza di 5 Hz (36.000 alternanze/ora), cui aggiunge 65 ore di autonomia. Consente al cronografo di misurare anche gli intervalli di 1/10 di secondo.

    Come tutti i movimenti di Parmigiani Fleurier, è rifinito secondo standard altissimi. Bene dunque che ci sia il fondello in vetro zaffiro per consentirne la visione. Dotato di 331 componenti e 42 rubini, ha finiture che vanno dai ponti traforati satinati ai bordi smussati a mano, fino al grande rotore scheletrato in oro rosa 22 carati. Una gioia per gli occhi, oltre che una meccanica ultraraffinata.

    Il calendario annuale secondo Parmigiani Fleurier

    Passando al Tonda GT Cronografo con calendario annuale, non mi soffermo sui tanti punti di contatto con la versione solo cronografo, dalle finiture di cassa e quadrante ai colori di cinturino e contatori. Meglio buttare l’occhio sulle differenze, estetiche e sostanziali, tra i due modelli. 

    Intanto la cassa. Si passa dall’oro rosa all’acciaio, si rimane sui 42 mm di diametro ma lo spessore cala, seppur di poco: 13,7 mm. Mezzo millimetro in meno circa, nonostante la presenza del modulo del calendario annuale. Significa che gli ingegneri di Parmigiani Fleurier hanno ottimizzato la compattezza del movimento, facendo in modo che il calendario sfrutti al meglio lo spazio generato dall’assenza del modulo ad alta frequenza.

    L’altra grande differenza, naturalmente, si ritrova nella disposizione dei contatori. Qui abbiamo i 30 minuti al9, le 12 ore al 6 e i secondi continui al 3. In quest’ultimo contatore, la scritta “5Hz Chronograph” è sostituita dalla finestrella con il mese dell’anno. La gran data campeggia ancora a mezzogiorno.

    Tonda GT Cronografo: da un calibro all’altro

    La disposizione differente dei quadranti è conseguenza diretta del calibro PF043. È un movimento di manifattura che integra un cronografo automatico e un modulo con calendario annuale.

    Anche in questo caso è visibile attraverso il fondello in vetro zaffiro, perché le cose belle vanno sempre messe in mostra. Dotato di un rotore scheletrato in oro molto simile a quello dell’altra referenza, il calibro scende dalle 36.000 alternanze/ora alle più comuni 28.800, o 4Hz. L’autonomia, in questo caso, scende a 45 ore. Le finiture sono a Côtes de Genève sui ponti e a perlage sulle platine.

    La famiglia si allarga

    Recentemente sono entrate in collezione altre varianti di colore. Del Tonda GT Cronografo con calendario annuale c’è una versione con contatori e cinturino neri, un’altra con contatori neri e bracciale in acciaio, e un’altra ancora supersportiva con quadrante nero e, in arancione, la gran data, il mese e la scritta “Annual calendar” a ore 6. Anche l’assortimento del Tonda GT Cronografo con movimento ad alta frequenza si è arricchito di due referenze con contatori neri, una con cinturino in caucciù e un’altra con bracciale in oro rosa.

    I prezzi del cronografo calendario annuale in acciaio vanno dai 20.600 euro delle versioni con cinturino ai 21.700 per quelle con bracciale. Mentre riguardo al cronografo in oro rosa si passa dai 45.700 euro con cinturino ai 72.900 con bracciale.

    Come chiudere quindi questa presentazione del Tonda GT Cronografo di Parmigiani Fleurier, se non prendendo in prestito le parole di Guido Terreni? «La semplicità è una questione di misura e la misura è una questione di gusto». La sintesi perfetta di un orologio come questo.

  • La collezione Tonda PF: il minimalismo vincente di Guido Terreni

    La collezione Tonda PF: il minimalismo vincente di Guido Terreni

    Il minimalismo è una roba pericolosa. Perché solo pochi grandi professionisti se lo possono permettere.
    Fateci caso, i grandi orologi classici della storia sono appunto fantastici esempi di minimalismo. Perché, pur riducendosi a pochi segni fondamentali, riescono comunque a rimanere riconoscibili: da Patek a Vacheron riconosci subito il grande classico. E lo riconosci per il bel lavoro di sintesi estetica, certo, ma anche per via del tempo che ha cristallizzato un’immagine diventata forte negli anni.

    Guido Terreni, Ceo di Parmigiani Fleurier e cultore del minimalismo, sta però cercando di spingersi ancora oltre. In pratica, il suo obiettivo è quello di creare un classico moderno, attuale, a partire proprio dall’eliminazione dei segni “inutili” per identificare la collezione Tonda PF. Un lavoro di individuazione di nuove regole per l’avvicinamento al minimalismo. Pericoloso, come dicevo, perché gratta gratta ci vuol poco a fare il buco. Terreni, invece, non solo ha fatto il bis del successo di cui la collezione Tonda PF è stata protagonista; ma ha bissato anche con un’acrobazia filosofica che consiste nel proporti un GMT che sembra un altro Tonda ma non lo è, perché “si apre” in maniera inaspettata.

    Ma a questo punto preferisco far parlare lui stesso: del suo percorso estetico, certo, ma anche di un successo che rischia di creare qualche imbarazzo fra richiesta e offerta. Il tutto inquadrato in un discorso più ampio che serve a fare un po’ il punto della situazione su Parmigiani Fleurier.

    Un bilancio sul 2021 e su come il mercato lo scorso anno ha accolto la collezione Tonda FP.
    Al di là delle più ambiziose aspettative. La collezione Tonda PF ha ridefinito l’identità di marca rispettandone i valori in maniera profonda e attualizzandoli per un cliente colto ed esigente di oggi. La risposta: siamo confrontati a un anno di lista d’attesa. Ma il mio apprezzamento per il 2021 va oltre al dato quantitativo. Non misuro la qualità di quanto abbiamo fatto dal risultato economico: quello è la conseguenza, non il fine. Il vero merito della collezione Tonda PF è stato quello di aver rimesso Parmigiani Fleurier sulla mappa dell’orologeria mondiale, rispettandone il prestigio, e di aver federato i team interni, i dettaglianti, la stampa di settore e i clienti finali attorno a una visione di un orologeria discreta, non ostentatoria e credibile.

    Com’è andata a Watches and Wonders? Quali riscontri avete avuto sulle novità che avete presentato?
    Grazie alla presentazione del Tonda PF fatta a settembre (il Microrotor, Ndr), siamo arrivati a W&W con un “momentum” incredibile. Il mercato ha sete di un marchio prestigioso, non stravagante e non omologato alla convergenza dei gusti che stiamo osservando da qualche tempo. A tale desiderio di una scelta personale da parte di un pubblico educato all’alta orologeria, si aggiunge l’interesse della distribuzione multimarca che vede restringersi l’accesso a marchi che sempre di più cercano di integrarsi a valle e distribuire direttamente gli orologi ai clienti finali. Il risultato: la domanda ammonta a quattro volte il fatturato dello scorso anno. Impossibile soddisfarla quest’anno, ma è nostra volontà esaudire il desiderio di chi desidera possedere un Parmigiani Fleurier e ci stiamo adoperando affinché ciò avvenga nel più breve tempo possibile. Non ho alcun interesse per le strategie di marketing privativo.

    Quest’anno avete ampliato la collezione di ben quattro esemplari: un cronografo, uno scheletrato, un tourbillon volante e quella “bomba” del GMT Rattrapante. Perché avete scelto proprio queste complicazioni? E come siete riusciti a conciliare la contrapposizione “minimalismo/complicazioni”?
    Lo stile che la collezione Tonda PF sta affermando è molto preciso: si tratta di una semplicità apparente, dove dietro un effetto estetico puro e minimalista si cela una finitura di altissimo livello. Non invasivi all’occhio, i dettagli sono discreti e si scoprono man mano che si indossa l’oggetto e quindi non “stancano”. L’innovazione tecnica deve seguire questa filosofia di base. La deve esaltare. Per usare un’espressione cara a Michel, la tecnica “è” bellezza. Come si concepisce una funzione ha un impatto estetico fortissimo. Il GMT Rattrapante ne è un esempio lampante. Eleganza, semplicità di lettura e un piacere immediato nell’utilizzo sono alla base dell’idea. Poco importa se non stiamo seguendo le regole. Una prima mondiale non si fa seguendo un libro già scritto. E in Parmigiani Fleurier ci rifiutiamo di pensare che in orologeria tutto sia stato già fatto.

    Parliamo del GMT Rattrapante, una complicazione senza precedenti: come ci siete arrivati? Quali sono state le maggiori difficoltà tecniche che avete incontrato? Lo potresti spiegare in sintesi per i nostri lettori?
    La genesi del GMT Rattrapante è stata immediata. Quando sono entrato in azienda, a fine gennaio 2021, eravamo in pieno lockdown. Non ne potevamo più di stare a casa. Sognavamo tutti di tornare a viaggiare. Quindi l’idea di reinterpretare una funzione tanto importante in orologeria, seconda solo al cronografo, è sorta spontanea. Ma come dev’essere un GMT di Parmigiani Fleurier? Risposta: puro, elegante e semplice da usare. Dietro queste tre parole c’è un mondo. E soprattutto c’è l’emozione che il fortunato proprietario proverà portando l’orologio.

    Partiamo dalla purezza: si definisce GMT un orologio capace di misurare un secondo fuso orario. Tutto ciò che si aggiunge a questa frase è stato eliminato. A dire il vero, abbiamo tolto anche di più, perché il secondo fuso orario non è presente sempre, ma solo quando si viaggia.

    Io mi considero una persona che viaggia molto, ma per quanto questo molto sia, arriva ad essere il 30% del mio tempo. Per il restante 70% vivo nel fuso orario di casa. In questo tempo, non desidero essere “disturbato” da una scala a 24h o da un indicatore giorno/notte sul quadrante. Quindi, per la maggior parte del tempo, desidero al polso un orologio elegante a 2 lancette. La funzione GMT perciò prende vita solo quando serve. Quando non serve, le due lancette dell‘ora di casa e del viaggio devono essere sovrapposte. Condizione sine qua non: avere entrambi i fusi orari su una scala a 12h.

    Nel decidere come la funzione prende vita, si risponde alla domanda: semplice da usare. Detesto cambiare un fuso orario tramite la corona. La lancetta dei minuti non deve essere interessata dal cambio del fuso orario. Quindi, un avanzamento della lancetta dell’ora locale tramite pulsante era d’obbligo. Dove metterlo questo pulsante? A ore 8, perché è la posizione più naturale in cui premere con il pollice. A ore 9 ci stiamo già contorcendo un po’. Inoltre, è anche la più bella, perché si iscrive nell’ansa caratteristica della collezione Tonda PF, come la pulsantiera del cronografo.

    Fin qui, nulla di nuovo. Esistono già sul mercato orologi cosiddetti “dual time” che rispondono a queste caratteristiche. La vera novità è la funzione di “ritorno a casa”, che avviene in modo assolutamente inedito. Infatti, in tutta la storia dell’orologeria, e parliamo di qualche secolo, nessuno aveva mai immaginato di utilizzare la funzione “rattrapante” al di fuori del cronografo. Un mono-pulsante inserito nella corona permette in un istante di ricongiungere la lancetta delle ore del viaggiatore a quella di casa. Dalla via più breve.

    Infine, l’eleganza chiama a fare delle scelte: via il datario. Non è elegante avere una data che cambia non all’ora del viaggiatore. Quando non si viaggia, non è elegante avere un buco nel quadrante che mi indica se è giorno o notte. Via l’indicazione night&day. Ritengo non necessario avere una funzione descrittiva del genere, quando si sa che se si viaggia verso est il fuso orario di casa è in anticipo, mentre se si viaggia verso ovest, casa è in ritardo. Un piccolo esercizio che vale la pena di pagare per avere un quadrante integro e puro. Tecnicamente non sarebbe stato complesso inserire questa indicazione, ma volutamente non l’abbiamo fatto. Ha vinto la bellezza sulla funzionalità fine a sé stessa.

    Quanto alle difficoltà, mantenere lo spessore limitato non è stato facile, perché la funzione addizionale è al centro del movimento.

    Se la vostra produzione limitata non regge le quantità richieste dal mercato, quali scelte avete dovuto attuare per rispondere alla domanda relativa alle novità, soprattutto del GMT Rattrapante? Come avete organizzato il calendario delle consegne?
    Avere quattro volte la domanda della produzione è un bel problema, e ti assicuro che è frustrante. La prima cosa che abbiamo fatto è ridurre la distribuzione. È inutile “disperdere” il prodotto ai quattro venti. Oggi siamo contenti di una settantina di dettaglianti autorizzati rispetto ai quasi duecento che la marca aveva al mio arrivo. Secondo, serviamo per primi coloro che hanno una lista di attesa dei loro clienti finali. Terzo, su questa base, cerchiamo di dare un’indicazione della data di consegna attesa.

    Ad oggi pensiamo di poter soddisfare la richiesta attuale in 12 mesi. Ogni ordine aggiuntivo va al secondo semestre 2023. Il fatto è che in questo momento la domanda sta crescendo più velocemente della capacità di produzione, quindi è possibile che i tempi possano ulteriormente allungarsi prima di ridursi. Il nostro desiderio è arrivare a 6 mesi di attesa, ma ci vorrà un po’ di pazienza.

    L’impressione è che stia rinascendo, da parte di molti, l’apprezzamento per orologi apparentemente semplici. Non vistosi, è chiaro, ma ricchi di contenuti tecnici e culturali inseriti senza autocompiacimenti. Forse stanno tornando gli orologi destinati a durare, gli orologi per i collezionisti veri. Questo cambierebbe non poco le carte in tavola per i piccoli produttori… Trovi sarebbe una buona indicazione per il futuro?
    Penso tu abbia ragione. In oltre 20 anni di esperienza, mai come di questi tempi si nota una disponibilità dei clienti ad attendere per avere l’orologio che desiderano. Non ci si accontenta più. Si cerca una soddisfazione duratura, per la quale vale la pena di aspettare. Questo passa attraverso uno stile più pulito, che non stanchi. Preferisco spendere magari un po’ di più ma goderne più a lungo. Mio padre mi diceva sempre che “alla fine chi più spende, meno spende”… Chissà che questi valori ritornino, e si apprezzi il valore delle cose, più che il loro prezzo. Sarebbe bello.

    Sia tu che Michel Parmigiani avete un bel bagaglio culturale di architettura del Rinascimento. In questa chiave si può dire che fra le fonti d’ispirazione della collezione Tonda PF c’è anche la pianta di alcune cupole rinascimentali? E come sei riuscito a conciliare sintesi e ricchezza di dettagli? Quei dettagli che – come dicevi – magari non saltano fuori subito, ma sono destinati a essere scoperti e apprezzati. È questa la ricetta per realizzare orologi che non annoiano mai?
    Per me l’essenza del Rinascimento sta nella ricerca di una bellezza raffinata. Non si sfocia nel Barocco, negli orpelli ridondanti, nella volgarità del troppo. Certamente, la ricchezza dei dettagli è un ingrediente importantissimo, ma va dosato con maestria. E come in architettura, se non si vuole annoiare, bisogna avere l’ambizione che il lavoro resti per sempre. Questo è vero anche in orologeria. Un orologio potenzialmente ha una vita infinita. E, come un palazzo, può invecchiare male. Non è grave quanto il lavoro di un architetto. Un orologio può finire in un cassetto. Non si può dire la stessa cosa di un palazzo…

    Alcuni produttori indipendenti destinano la produzione o parte della produzione direttamente ai clienti finali, anziché ai negozi. Cosa ne pensi?
    Io credo molto nella distribuzione multimarca e di conseguenza nella relazione, prima di tutto umana, con i nostri dettaglianti. Credo sia uno dei fattori critici del successo di una marca, ma credo altresì che possa essere anche un fattore di insuccesso, se non c’è una relazione di fiducia e di unione di intenti.

    Come in un matrimonio in comunione di beni, l’importante è quanto credi nella relazione e quanto investi nel far crescere nel lungo periodo il rapporto, in questo caso la marca, ognuno facendo la propria parte.
    Se ci mettiamo a sindacare a quale cliente finale i dettaglianti vendano, penso stiamo mostrando diffidenza, sfiducia nel loro operato. I nostri dettaglianti portano in dote la loro clientela. Noi portiamo in dote una visione di marca, una creatività autentica e insieme creiamo il desiderio che deve durare nel tempo.

    Secondo me, non è controllando a chi si vende che si nutre tale desiderio. Sono molto più sensibile a quanto un dettagliante creda alla nostra proposta. Questo vale di più di un piano marketing. Il nostro ruole è di rendere la vita più facile possibile ai nostri partner; e il loro è quello di rispettare la marca, il suo valore, e di presentarla nella maniera più professionale possibile. Se queste condizioni non si avverano, il divorzio è l’unica soluzione.