Giornale Degli Orologi
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Tag: Philipp Plein

  • The Hexagon Phantom: tra Philipp Plein ed… Andy Warhol

    The Hexagon Phantom: tra Philipp Plein ed… Andy Warhol

    Il bello di Philipp Plein sta nel fatto che riesce a portare il suo modo di essere, diciamo così, sopra le righe, anche all’interno di un mondo come l’orologeria, che per molti versi è all’opposto di quello dello stilista tedesco. Anche una collezione come The Hexagon Phantom, che vorrebbe essere più misurata di altre, finisce per diventare un manifesto fashion che non tradisce la vocazione a stupire del Marchio.

    Negli orologi The Hexagon Phantom non cercate storytelling evocativi o racconti di meccanica strabiliante. C’è solo Philipp Plein in purezza sotto l’aspetto della forma, del colore, della presenza al polso. Si tratta principalmente di coerenza stilistica e di ricerca dell’estetica ad effetto, che per qualcuno sembra imitazione di marchi più illustri, mentre per come la vedo io è più una trasfigurazione. Mi vengono in mente la Marilyn Monroe e il Che Guevara di Andy Warhol; l’artista copiava le loro fotografie per trasformarle in quadri? No, le trasfigurava attraverso il filtro della propria ispirazione per dare loro una nuova dimensione.

    Lungi da me paragonare il genio di Warhol con quello di Plein, o gli orologi di quest’ultimo con quelli di altri brand. Riconosco però allo stilista il fiuto fenomenale per i trend e la capacità di interpretarli e seguirli, trasformando i propri prodotti in successi commerciali. The Hexagon Phantom è probabilmente tra questi.

    The Hexagon Phantom in verde e in nero

    Parliamo di un orologio che attualmente Philipp Plein propone in due versioni con cassa tonneau da 44 mm, tipica della collezione The Hexagon Phantom e tanto cara allo stilista. Sia la cassa sia il bracciale sono in acciaio; in una referenza hanno un rivestimento Ip nero, nell’altra l’acciaio è lasciato “a vista”, lavorato con una satinatura verticale alternata alla finitura lucida delle parti smussate. 

    Delle due referenze, a mio parere è questa la più interessante, proprio per le finiture della cassa e per il contrasto tra l’acciaio e il color oro di alcuni dettagli. Parlo delle sei viti esagonali poste sulla lunetta e delle due che si trovano tra le anse, sull’ultima maglia del bracciale. Sempre in color oro sono le lancette di ore e minuti (con materiale luminescente) e dei secondi centrali, la corona, così come il logo PP al centro del quadrante, incorniciato dal motivo esagonale che dà il nome a The Hexagon Phantom.

    Questo grande esagono è interrotto a ore 6 dalla finestra del datario e circondato dagli indici applicati, con la parte esterna in color oro e quella interna con materiale luminescente. A completare il look, il quadrante verde brillante ha una trama esagonale, a nido d’ape – che, ça va sans dire, è un richiamo al nome della collezione.

    Atmosfere gotiche

    La referenza con rivestimento Ip nero è anch’essa molto Philipp Plein, anche senza teschi a farla da padrone. Lo penso almeno per due motivi. Intanto perché la finitura così scura è molto “gotica”, in linea con l’atmosfera di alcune collezioni dello stilista. Poi perché, come spesso ci ha abituato Plein, viene “accesa” dai cristalli baguette che ornano la lunetta, il vero tocco sopra le righe di questo The Hexagon Phantom.

    Per il resto l’orologio presenta finiture apprezzabili, come la satinatura che caratterizza la carrure e il bracciale, o il motivo a esagoni che si ritrova anche qui sul quadrante e, grazie all’estetica total black, risulta discreto. O, ancora, il disco del datario bianco che richiama gli indici e le punte della lancette ricoperte di materiale luminescente. 

    Il quarzo “fashion” di The Hexagon Phantom

    L’ho scritto all’inizio. All’interno del The Hexagon Phantom non cercate racconti di meccanica strabiliante. Il cuore dell’orologio è un solidissimo calibro Miyota 2115, un movimento al quarzo con ore, minuti, secondi centrali e data, che di solito è a ore 3 mentre qui, lo abbiamo visto, è al 6. Esiste anche un calibro 2105 che aggiunge la complicazione del giorno della settimana.

    Miyota dichiara che la precisione di questo movimento è in media di circa +/-20 secondi al mese. Il calibro 2115/2105 utilizza una batteria la cui durata è stimata in 3 anni. È presente una modalità di risparmio energetico – nota anche come “hacking” – che si attiva estraendo la corona in posizione II, ossia in modalità di regolazione dell’ora.

    Il prezzo? In linea con quello degli altri orologi della collezione, ossia 490 euro. Una cifra giusta per chi magari ama la meccanica ma, ogni tanto, preferisce lasciarla nel cassetto o in cassaforte e abbandonarsi allo stile. The Hexagon Phantom è lì per quello.

  • $keleton 2.0: lo scheletrato di Philipp Plein si evolve

    $keleton 2.0: lo scheletrato di Philipp Plein si evolve

    Stile e funzionalità: il binomio che trasforma ogni singolo capo o accessorio di Philipp Plein in un bestseller è evidente anche nella nuova collezione di orologi del Marchio. Del resto, c’era da aspettarselo. Fin dall’esordio nel mondo delle lancette – nell’autunno 2021, con 91 esemplari realizzati in collaborazione con la divisione Luxury del colosso americano Timex Group -, il designer tedesco (ma naturalizzato svizzero) ha infatti impresso orme sempre più definite della sua visione della moda. Una visione in cui nessun dettaglio viene lasciato al caso: anzi, sono proprio i dettagli a definire lo stile dirompente. E la conferma arriva proprio con l’attesissimo $keleton 2.0.

    Una collezione di successo

    Line extension di una delle famiglie di orologi di maggior successo firmate Philipp Plein, The $keleton 2.0 riprende la cassa XL di forma tonneau (44 mm di lato) dei precedenti già in catalogo. Anche qui, ça va sans dire, protagonista è lo $kullbones, emblema del Marchio. Il teschio con le ossa incrociate (è questo che, in inglese, significa $kullbones) campeggia al centro del quadrante, ampliato nelle dimensioni e ora impreziosito da una decorazione a Côtes de Genève sulla superficie traforata.

    Sul filo della continuità anche la meccanica. Come i suoi predecessori, The $keleton 2.0 monta un movimento scheletrato, a carica automatica, di fabbricazione giapponese: il celebre calibro NH70, prodotto da Seiko Instruments. Un movimento che fa parte di una linea di calibri sviluppata negli ultimi quindici anni (il primo della serie, l’NH35, è nato nel 2011), secondo i criteri di affidabilità richiesti dal mercato. Sebbene sia privo di particolari finiture, lo si può vedere attraverso il fondello trasparente.

    Le novità dello $keleton 2.0

    In realtà, come si evince dal nome, lo $keleton 2.0 si può considerare a tutti gli effetti un’evoluzione rispetto a quanto uscito finora, grazie ad alcuni elementi strutturali che ne elevano non solo il design, ma anche le prestazioni. Prima di tutto i fianchi della cassa, ora rivestiti da due inserti in silicone dalla particolare lavorazione a esagoni: un motivo inconfondibile, lo stesso che caratterizza anche la suola delle sneakers Skeleton Runner. I quali regalano dunque all’orologio un’estetica modernissima e una connotazione unica, oltre che una protezione efficace contro gli urti laterali.

    Ma la novità assoluta dello $keleton 2.0 è soprattutto il bracciale in metallo, il primo all’interno della collezione, caratterizzato dall’innovativa tecnologia iSize®. Un sistema che permette a chi lo indossa di regolarne autonomamente la lunghezza, ciascuno sul proprio polso, senza bisogno di usare attrezzi o di tornare in negozio. Particolarmente utile durante la stagione calda o in qualsiasi occasione si abbia bisogno di qualche millimetro in più, è un ulteriore passo in avanti al servizio della funzionalità, come scrivevo all’inizio, a tutto vantaggio del comfort.

    Referenze e prezzi

    Lo spirito indomito e al tempo stesso ricercato di Philipp Plein trova una nuova espressione nelle combinazioni cromatiche proposte per la prossima stagione: nero e oro. Lo $keleton 2.0 è disponibile infatti in due referenze, tra loro diverse anche se ugualmente audaci. Una con la cassa in acciaio dalla placcatura agli ioni bicolore, oro giallo e nero, con gli inserti laterali in silicone nero e il bracciale in acciaio Ip oro giallo. L’altra con la cassa Ip nera, la lunetta in carbonio, gli inserti in silicone verde e il cinturino in silicone nero, ambedue con il tipico motivo a nido d’ape.

    Cambiano ovviamente i prezzi: l’esemplare con bracciale costa 790 euro, quello con il cinturino 740 euro. I due nuovi modelli dello $keleton 2.0 sono già in vendita nelle boutique monomarca e presso i rivenditori autorizzati. Presto arriveranno anche nell’e-commerce del Marchio.

  • 7 orologi di San Valentino. Anche per la GenZ

    7 orologi di San Valentino. Anche per la GenZ

    Fra due giorni è il 14 febbraio, la festa degli innamorati. Un’occasione per regalare un orologio alla propria amata, come sempre. Certo, andrebbe bene qualsiasi orologio – purché rispetti i suoi gusti e le sue preferenze (anche il nostro portafoglio). Ma qui prendiamo in esame solo gli esemplari creati appositamente, con l’intera panoplia di decori e cliché del caso: i cuori, le frecce di Cupido, il rosso (ma va bene anche il bianco), lo scintillio delle pietre. E che siano gemme preziose o semplici cristalli, poco importa. Si tratta infatti di un fenomeno comune a tutti i segmenti del mercato, dall’entry level all’alto di gamma… Ecco allora 7 orologi di San Valentino modulati su diversi budget di spesa, tra i modelli più sontuosi ed esclusivi, spesso in tiratura limitata, e quelli pop o di tendenza. Comunque romantici, a detta di tanti (o ad alta concentrazione di melassa, secondo alcuni).

    San Valentino, no grazie…

    «Ma San Valentino è una cosa da vecchi!», ha replicato il figlio della nostra amica Margherita. Lui, non ancora ventenne, appartiene a quella GenZ che mette in discussione il giorno degli innamorati, visto come festa consumistica da contestare. Un evento che crea un’ingiusta (e ingiustificata) pressione sociale ed economica. Uno stress dannoso sia se si è in coppia, per il peso delle aspettative del partner, sia se si è single, perché accresce il senso di solitudine. E poi, così com’è concepito per tradizione, San Valentino alimenta gli stereotipi di genere, perché esclude chi non è binario, non rientra nell’archetipo uomo/donna.

    Non è meglio piuttosto essere inclusivi, e festeggiare con gli amici e le persone care, in senso lato? O tirar fuori un po’ di sano egoismo e celebrare l’amore per sé stessi, la propria unicità e la propria individualità? Così, per far felice la GenZ, al posto della festa degli innamorati sono già nati altri eventi, a livello globale. Prima di tutto la festa dei single – che in Italia coincide con il 15 febbraio, giorno di San Faustino, eletto a furor di popolo “patrono dei single”. Mentre i social già promuovono la festa degli amici, il Galentine’s day, che guarda caso ricorre il 13 febbraio. Quindi se non volete festeggiare il 14 febbraio, potete optare per il giorno prima o il giorno dopo. A voi la scelta.

    … o anche sì?

    Eppure… eppure pare proprio che siano i nati fra il 1997 e il 2010 a spendere di più per i regali di San Valentino. Sì, perché la presa di posizione della GenZ è già stata oggetto di analisi, sondaggi e ricerche di mercato, da parte delle istituzioni come degli uffici marketing. Molti brand hanno studiato la cosa e trovato risposte a livelli diversi, pur di piacere ai nuovi acquirenti. A cominciare dalla comunicazione, puntata più sulla celebrazione dell’amore che sulla festa degli innamorati. Per passare all’uso di materiali che rispettano la sostenibilità e l’attenzione all’ambiente. Fino all’offerta di plus che rendano l’esperienza d’acquisto più gratificante.

    Lo si vede anche nei nostri 7 orologi di San Valentino. Che, a questo punto, possono essere visti nell’ottica del regalo per sé stesse (al femminile, anche in senso fluido o transgender) o per la propria “persona del cuore” (in senso lato), incluso qualsiasi legame affettivo o di sangue, dalla miglior amica in poi. Chiaro, questi discorsi valgono soprattutto per i ragazzi giovani o giovanissimi, quelli della GenZ e tutt’al più i Millennials. Quelli “diversamente giovani” – e intendiamo Boomer e GenX – magari apprezzano gli orologi per San Valentino semplicemente per quello che sono. Messaggi simbolici, un modo diverso per dire “ti voglio bene” da indossare al polso.

    7 orologi di San Valentino, in ordine di prezzo

    HARRY WINSTON Premier Valentine’s Day Automatic 36mm
    Un pezzo di alta gioielleria, strepitoso per il taglio a cuore dei diamanti agli indici, di dimensioni dégradé, e il grande rubino a ore 12, tagliato a mano e circondato da rami di rosa in oro, con tanto di spine (perché bisogna proteggere ciò che ci è caro…). Ad alta caratura la cassa (36 mm) in oro rosa: con un giro di diamanti e piccoli rubini sparsi sul quadrante in madreperla, altri diamanti taglio brillante sulla lunetta, la corona, le anse e perfino le barre d’attacco del cinturino, per un totale di 3.69 carati. Il movimento è automatico. Edizione limitata di 14 esemplari, prezzo non disponibile.

    BREGUET Reine de Naples 9915 San Valentino 2025
    Come sempre, la Maison presenta una creazione dedicata. Quella di quest’anno si distingue per il quadrante eccezionale: improntato sul décor a forma di cuore, fatto con rubini e zaffiri in dégradé incastonati (con una difficile operazione) nella madreperla di altissima qualità, fino a sfumare nei diamanti sul réhaut. Altri diamanti si trovano sulla lunetta svasata e, serti neige, sull’ansa a boule, mentre la corona è sormontata di un rubino cabochon (2.72 ct circa in totale). Il movimento automatico, calibro 537/3 di manifattura) ha la spirale e l’ancora in silicio. Edizione limitata di 28 esemplari, 57.100 euro.

    BLANCPAIN Ladybird Sainty-Valentine 2025
    Ricorrente è anche la special edition prodotta per l’occasione dalla Manifattura di Le Brassus. In questo caso la personalizzazione sta nel colore rosso diffuso, nella trotteuse a forma di freccia che trafigge un cuore e negli altri cuoricini che circondano le vezzose fasi di Luna. La cassa (34,9 mm) in oro bianco e il quadrante in madreperla sono ornati di diamanti taglio brillante (2.22 ct. in totale). Mentre il movimento automatico, calibro 1153L di manifattura (con 100 ore di autonomia), ha la massa oscillante scheletrata e decorata da un cuore. Edizione limitata di 14 esemplari, 40.300 euro.

    CHOPARD Happy Hearts
    Un grande classico, con i diamanti mobili “incamiciati” in oro. Ma questa versione diventa speciale per la presenza dei due cuori – uno in madreperla e l’altro con pavé di brillanti -, anch’essi liberi di scorrere sul quadrante, sempre in madreperla. La cassa (36 mm) in acciaio ospita un movimento al quarzo Swiss made con datario. A impreziosire ulteriormente il tutto, la lunetta e altri dettagli in oro rosa etico. 11mila euro.

    PHILIPP PLEIN Plein Valentine
    Fa parte di un’intera parure, che comprende anche orecchini, anelli, ciondoli a tema. Tant’è che l’orologio è venduto in un gift set, con bangle coordinato. La cassa (38 mm) in acciaio Ip oro giallo è decorata da cristalli baguette sulla lunetta, il quadrante soleil da un cuore smaltato in rilievo – lo stesso del bracciale -, in pendant col cinturino in pelle. Il movimento al quarzo è di fabbricazione giapponese. 550 euro.

    SWATCH Purest Love
    Un Original che esprime pura e candida passione, condita con ironia e originalità. Nella monocromia bianca spicca il quadrante soleil, con le frecce di Cupido come lancette e il lettering al posto degli indici, con tanto di cuore a ore 12. La cassa (34 mm) in plastica biosourced racchiude un movimento al quarzo Swiss made, il cinturino è in silicone. 75 euro.

    HIP HOP Love Me Yes
    È realizzato in collaborazione con La Methode, Marchio italiano che ha fatto della sostenibilità la propria bandiera: produce filati con fibre naturali di tessuti recuperati e scarti industriali. Il cinturino, con copricassa integrato, è in cotone Supima riciclato, fuso con il silicone eco-friendly attraverso la tecnica RPL (Rubber Pressing Layer). Così grafica e colori restano immutati nel tempo. La cassa (32 mm) è in policarbonato, il movimento al quarzo di fabbricazione giapponese. 45 euro.

  • City Rush, l’activewear da polso di Plein Sport

    City Rush, l’activewear da polso di Plein Sport

    Dinamici e intrepidi, proprio come una tigre pronta a saltare. E, se serve, graffiare. Se vi sentite così, siete i destinatari ideali dell’orologio City Rush, ultima novità di Plein Sport.
    La tigre maestosa, grintosa e intrepida, logo del Marchio insieme al graffio, è protagonista assoluta di questo orologio dal carattere deciso. Inequivocabile l’appartenenza alla linea lanciata nel 2016 da Philipp Plein con un preciso intento.

    Sportswear globale

    Non una sorella minore del marchio Philipp Plein, cui rispondono abiti e accessori connotati soprattutto dal teschio. Piuttosto, una linea a sé stante. O meglio, una linea di sportswear di lusso a metà strada tra i colossi dell’abbigliamento tecnico e le collezioni sportive degli stilisti. «Plein Sport è un marchio democratico, che risponde all’esigenza della vita attiva con un prodotto fashion», ha spiegato il designer tedesco esattamente un anno fa, all’inaugurazione del primo flagship store di Plein Sport, all’interno del centro commerciale Oriocenter, vicino a Bergamo.

    «Questo negozio è creato con un sistema modulare che può essere replicato in tempi brevi in ogni parte del mondo», ha aggiunto Plein, annunciando un ambizioso piano di distribuzione della label, con 300 (forse anche 400) aperture nel giro di 3-4 anni. Di pochi giorni fa l’apertura di un negozio Plein Sport a Las Vegas, che richiama gli stessi elementi stilistici visti dalle nostre parti, a cominciare dal marmo nero.

    L’estetica del City Rush

    Ma torniamo agli orologi, realizzati e distribuiti dalla divisione lusso del colosso americano Timex Group nel totale rispetto dei canoni estetici e concettuali del Marchio. Nel caso del City Rush, la testa di tigre (in versione silver o gold), posta al centro del quadrante nero, ne è la sintesi estrema. La stessa tigre è impressa sulla corona e, nella versione con cinturino in silicone nero, anche in 3D in prossimità delle anse dell’imponente cassa da 45 mm. La lunetta è personalizzata dal lettering Plein Sport.

    Dimensioni, materiali innovativi e dettagli bold sono tutti allineati a uno stile che non passa certo inosservato. E che niente lascia al caso. Il City Rush di Plein Sport è infatti pronto a imporsi sul mercato come un nuovo accessorio inseparabile per chi, nella frenesia cittadina, non rinuncia a una vita dinamica, sfidante e, perché no, trasgressiva. Una sorta di “activewear” da polso, se così si può dire…

    Il target e il prezzo

    Quando ha lanciato la sua linea di sportswear, Plein non ha guardato ai calciatori, e neppure ai tennisti. L’immaginario di riferimento è piuttosto quello che lui definisce “Infamous Heroes”: ragazzi “della porta accanto”, ma con un nutrito numero di follower che seguono le loro avventure, audaci e talvolta rischiose. Questo non significa che per indossare un City Rush bisogna per forza lanciarsi con un bungee jumping… Sicuramente, capi e accessori della linea sono studiati con tecnologie all’avanguardia in grado di accompagnare performance sportive, anche estreme.

    A differenza della “prima linea” (non dite a Plein che la chiamiamo così!), la moda di Plein Sport bandisce strass o altri elementi gioiello. L’idea di fondo segue uno stile essenziale, tecnico e modernissimo – nel design come nei materiali. I nuovi City Rush, con movimento al quarzo Citizen Miyota 2315 (con datario a ore 6) non tradiscono l’intento, al massimo lo enfatizzano con dettagli strong. Sono in vendita – nei rivenditori autorizzati, anche online – da 199 a 249 euro.

  • Crypto King Flying Tourbillon, il primo Philipp Plein complicato

    Crypto King Flying Tourbillon, il primo Philipp Plein complicato

    Detto, fatto. Come avevamo anticipato, l’avventura di Philippe Plein Timemachines ha avuto un seguito. E che seguito! Durante la Geneva Watch Week, il mese scorso, la collezione alto di gamma del designer tedesco ha conosciuto alcune inedite declinazioni, presentate in un apposito pop-up store sulle rive del Lemano. Al top, senza dubbio, il Crypto King Flying Tourbillon, rigorosamente in tiratura limitata. Già mi sembra di sentire mugugni e borbottii da parte dei soliti tromboni: «Tourbillon volante… un marchio di moda…». Ebbene sì, fatevene una ragione: il mondo si evolve, l’orologeria pure. E i fashion brand hanno tutto il diritto di fare un salto di qualità per offrire al proprio pubblico di aficionados una gamma sempre più ampia di prodotti.

    Tant’è: come lo stesso Philipp Plein ha raccontato di recente (in occasione del lancio milanese della collezione), i nuovi esemplari hanno avuto un riscontro molto positivo da parte dei clienti internazionali. Un pubblico esclusivo e altospendente – come direbbero gli esperti di marketing. Del resto, anche se l’ingresso nel mondo delle lancette è avvenuto solo nel 2021, in questi tre anni il Brand di strada ne ha fatta tanta. Per esempio nella distribuzione, che oggi raggiunge 45 Paesi in tutto il mondo. Merito anche dell’azienda che produce gli orologi, Timex Group Luxury Division: che fa capo al colosso americano, ma che ha sede a Lugano – proprio per garantire la produzione Swiss made. Ed è ben nota agli addetti ai lavori perché partner anche di altri marchi famosi (come Versace, tanto per non far nomi 😉).

    La collezione Crypto King Flying Tourbillon

    Chiusa la premessa, arriviamo finalmente all’oggetto di queste righe: l’orologio. Il Crypto King Flying Tourbillon è declinato in 4 modelli, dai nomi modernissimi e fantasiosi: Dragon Fly, Ninja Panda, Night Wolf e Dare Devil XII. Tutti sono realizzati in carbonio forgiato, quindi sono leggerissimi ma resistenti, e presentano la cassa tonneau dal formato XXL, giocata su vibranti contrasti cromatici: nero e arancione, bianco e nero, bianco e rosso… Al vertice la versione dal total look nero screziato, impreziosita da dettagli in oro rosa 18kt: le viti a brugola sulla lunetta, la corona, il bumper sulla carrure.

    Dettagli, tra l’altro, dalla forma esagonale, emblematica di Philipp Plein. L’esagono decora infatti la superficie della lunetta e l’intero cinturino traforato, in poliuretano trasparente o in silicone soft-touch. E ritorna anche nel cartiglio del logo della doppia P, che sembra fluttuare nel vetro zaffiro. A proposito di vetro zaffiro, sul lato fondello rivela altri simboli del Brand: lo $miley e lo $kull-bone, segni che personalizzano ulteriormente l’orologio. E mostra anche le iniziali RB: quelle del Maestro orologiaio che ha assemblato il movimento di ciascuno dei 49 esemplari del Crypto King Flying Tourbillon. Di cui non si conosce l’identità, ma solo il nome: Roberto.

    Il calibro del Crypto King Flying Tourbillon

    Già, il movimento. Si tratta del calibro PWL100LPP Manual winding Flying Coaxial Tourbillon, prodotto in esclusiva da Landeron e sul quale vale la pena spendere qualche parola. Meccanico a carica manuale, vanta appunto due caratteristiche essenziali: lo scappamento coassiale e il tourbillon volante. Dispositivi conosciuti e apprezzati dagli amanti della micro-meccanica, con tanti “pro” e almeno un “contro”: perché rendono ancora più complessa la costruzione del movimento, e ne migliorano prestazioni, affidabilità ed efficienza. Per i dati tecnici precisi vi rimando alle didascalie, qui cercherò solo di descriverne le suggestioni.

    Interamente scheletrato e “di forma”, il movimento mostra una struttura essenziale e geometrica, con i ponti anneriti (alcuni esagonali) e una bella alternanza di lavorazioni lucido-spazzolate sui diversi componenti. Tra cui spicca ovviamente il tourbillon volante a ore 6, in continua e incessante rotazione, che sembra proprio librarsi nel vuoto. Ricordo infatti che la gabbia in cui è racchiuso l’organo regolatore è priva del ponte superiore. Solo i più esperti riusciranno invece a notare lo scappamento brevettato da Daniels nel 1980. Ma chi volesse saperne di più può andare a leggere quanto scritto da Augusto Veroni in questo articolo.

    Packaging e disponibilità

    Come gli altri esemplari della collezione Philippe Plein Timemachines, anche il Crypto King Flying Tourbillon è racchiuso in un vero e proprio scrigno che lo rende ancora più unico e particolare. Un cofanetto laccato nero, all’interno del quale uno schermo riproduce un video dell’artista Antoni Todisco, che mette in evidenza il carattere futuristico di questa macchina del tempo. Nulla si sa di ufficiale riguardo al prezzo, su cui il Marchio mantiene il più assoluto riserbo. Però, se si vuol dar retta alle voci di corridoio, l’orologio raggiungerebbe i 45mila euro.

    Di certo invece è il sistema di vendita del Crypto King Flying Tourbillon. Inutile cercarlo online o nelle boutique monomarca: per averlo si deve prendere un appuntamento fisico. Bisogna quindi contattare il Vip Service per email (p.buccino@plein.com) o per telefono (+39 3701294524). Meglio ancora se si approfitta del roadmap organizzato in giro per il mondo proprio per presentarlo sui diversi mercati. Questo mese sarà a Cap Ferrat, ma poi toccherà le maggiori capitali e mete luxury internazionali: da Beverly Hills a Las Vegas, da New York a Dubai fino a Singapore, quindi Parigi, Madrid e Berlino.

  • Latest. Le novità della settimana – 26/03/2024

    Latest. Le novità della settimana – 26/03/2024

    Ed eccoci, come preannunciato venerdì scorso, con la seconda parte delle Latest news, che riuniscono parte delle numerosissime novità lanciate nell’ultimo periodo. Tra le quali si trova già un’anticipazione del Salone di Ginevra: l’evento più atteso dell’anno orologiero, che inesorabilmente si avvicina… Anche se qui si trovano soprattutto gli orologi di marchi che non esporranno sul Lemano – qualcuno al limite solo nei “Fuorisalone”. Ai quali è giusto e doveroso dare visibilità – prima che tutte le attenzioni siano catalizzate da quella grande abbuffata… In via del tutto eccezionale, aggiungiamo poi nella gallery qui sopra due pezzi unici, che vale la pena di citare anche se sono già stati venduti. Già, perché nelle Latest news rientrano anche gli esemplari più esclusivi, nonostante siano pochissimi i fortunati che possono permetterseli. In fondo il compito delle nostre Latest è quello di informare…

    Latest news, in ordine di prezzo

    Foto Laurent Xavier Moulin courtesy Renaud Trixier

    RENAUD TIXIER Monday
    Marchio esordiente fondato da maestri orologiai di due generazioni: il veterano Dominique Renaud (ex socio di Giulio Papi) e il giovane Julien Tixier. E nato con l’idea di reinterpretare gli elementi fondanti della meccanica orologiera. In primis il microrotore decentrato – qui dotato di un dispositivo ausiliario che ne migliora l’efficienza di ricarica -, visibile dal quadrante soleil. Ovviamente realizzato in-house e di estrema qualità il movimento automatico con piccoli secondi, calibro RVI2023, mentre la cassa (40,8 mm) è in oro rosa. 79.000 franchi svizzeri (tasse escluse), in consegna dall’inverno prossimo.

    SPEAKE MARIN Ripples Infinity Date
    La collezione, nata nel 2022, si distingue per il quadrante “increspato”, che ora acquista un nuovo colore: bianco argenté. Grazie al quale l’intero esemplare – realizzato in acciaio – assume un aspetto algido, particolarmente luminoso. Quanto al resto, mantiene le consuete particolarità: la cassa (40,4 mm) chiamata La City, d’impronta no-gender, e il movimento automatico, calibro SMA03-TD di manifattura, con i caratteristici piccoli secondi a ore 1.30. Per la cronaca: si tratta di una novità di Watches and Wonders, presentata in anteprima. E sarà in vendita dal 9 aprile. 23.900 euro (tasse escluse).

    GIRARD-PERREGAUX Laureato Chronograph Ti49
    In occasione dei 49 anni della collezione, la Manifattura di La Chaux-de-Fonds la veste per la prima volta di titanio grado 5. Il che spiega la sigla finale del nome, ma non rende l’idea della difficoltà di costruire con questa lega un’architettura così complessa. Come di consueto, la cassa tonneau (42 mm) ha la lunetta doppia, tonda alla base e ottagonale quella superiore, il bracciale è integrato e rastremato, e il tutto è decorato da un’alternanza di finiture lucido-satinate. Il movimento automatico è il calibro GP03300, ideato e prodotto in casa, che riporta i tre contatori sul quadrante a Clous de Paris. 20.500 euro.

    BLANCPAIN Fifty Fathoms Automatique
    Sulla scia del primo esemplare che l’anno scorso ha festeggiato il 70° anniversario, la storica famiglia di subacquei si allarga. Adotta una cassa di dimensioni ridotte – 42,3 mm invece dei soliti 45 – che dà vita a un’intera collezione, in titanio grado 23 oppure in oro rosso. Immutate le altre caratteristiche: l’impermeabilità fino a 30 atm, la lunetta unidirezionale girevole in vetro zaffiro, il quadrante soleil nero o blu, i diversi cinturini (Nato in tessuto, caucciù) o il bracciale in titanio. Il movimento è sempre il calibro 1315, ovviamente di manifattura, con 5 giorni di autonomia. Da 18.300 euro.

    BREITLING Aerospace B70 Orbiter
    Rende omaggio all’impresa del Breitling Orbiter 3. Ovvero il pallone aerostatico che 25 anni fa, con a bordo Bertrand Piccard e Brian Jones, riuscì a realizzare la prima circumnavigazione del Globo senza scalo in 19 giorni, 21 ore e 47 minuti. Interamente in titanio, nella cassa (43 mm) monta un movimento SuperQuartz termocompensato: il calibro B70, di manifattura, multifunzione (tra cui crono rattrapante e flyback) e certificato Cosc. Il colore del quadrante è quello della navicella dell’aerostato, il fondello racchiude un frammento del pallone. 4.800 euro.

    SEIKO Prospex 1965 Heritage Diver’s
    1924: primo orologio con marchio Seiko. Un secolo dopo, la Casa giapponese celebra l’anniversario con un esemplare che riedita il suo primo subacqueo, datato 1965: una special edition dal design vintage ma aggiornatissima nei contenuti. La cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 30 atm, ospita uno dei movimenti più recenti sviluppati in-house: il calibro 6R55, con 3 giorni di autonomia. Oltre al bracciale estensibile ha un cinturino in tessuto, ricavato da bottiglie di plastica riciclate e realizzato con la tecnica tradizionale di intreccio del Seichu. In vendita da giugno, 1.600 euro.

    PHILIP WATCH Caribe Diving Limited Edition
    Un nuovo subacqueo professionale all’interno della storica collezione, nobilitato nei materiali e nella tecnologia. La cassa (42 mm), realizzata in titanio satinato e impermeabile fino a 30 atm, ha la lunetta girevole unidirezionale in ceramica e la valvola di decompressione. Il movimento automatico, calibro Sellita SW220, è corredato di funzione day-date. Sempre in titanio satinato il bracciale rastremato, con fibbia estensibile per adattarlo sopra la muta. Risultato: un orologio leggero e performante. Edizione limitata di 300 esemplari, 1.350 euro.

    Latest – Sotto i 1.000 euro

    OOO OUT OF ORDER Trecento Vitamin C
    Realizzato con l’influencer araba Fatma AlNajjar –@fnal2, un nuovo subacqueo nei colori del deserto. La cassa (40 mm) è in acciaio 316L, invecchiato secondo il procedimento tipico del Brand che rende ogni esemplare unico. Il quadrante richiama il fondale sabbioso, con gli indici in ruggine stabilizzata quasi fossero stati davvero corrosi dalla salsedine. Il movimento automatico, Landeron 24h, ha il rotore personalizzato dalla scritta “Damaged in UAE”. Particolare anche il packaging, simile al blister di un integratore. Edizione limitata di 45 esemplari (numero ricco di significati, a Dubai e dintorni), 950 euro.

    PHILIPP PLEIN Plein $keleton Royal
    Pensato per la primavera-estate della collezione uomo, un esemplare che non passa certo inosservato. Per la cassa in acciaio, di formato extra-large (46 mm), dominata dal contrasto cromatico fra nero e oro rosa (ottenuti con un trattamento Ip). Ma anche per il tipico $kull, il teschio con le tibie incrociate che spicca sul quadrante ajouré, e rivela parte del movimento automatico di produzione giapponese (calibro Seiko NH70). Segni caratteristici e ricorrenti sono anche le viti esagonali, e i fori del cinturino in caucciù, sempre esagonali. 740 euro.

    SECTOR NO LIMITS 230 Automatic
    Una nuova variazione sul tema che amplia l’offerta maschile del Marchio dedicata alle immersioni subacquee. Realizzato interamente in acciaio, ha la cassa (43 mm) impermeabile fino a 10 atm, contraddistinta dalla lunetta girevole unidirezionale in alluminio bicolore, che rimanda a storici e famosissimi precedenti. Sul quadrante blu opaco spiccano gli indici a bicchierino e le lancette luminescenti, il bracciale Jubilee si può sostituire con un cinturino in caucciù incluso nel packaging. 329 euro.

    ALVIERO MARTINI 1a CLASSE Antibes
    Il fashion Brand continua a esplorare mete internazionali da cui prendere ispirazione. In questo caso, dalla città della Costa Azzurra deriva un piccolo, delizioso bijoux, sviluppato a partire dal nuovo logo Geo Sunrise, un motivo geometrico improntato sul monogramma 1C, che risalta a rilievo sul quadrante e in ogni singola maglia del bracciale a catena. Tre le versioni: in acciaio “al naturale”, Ip oro giallo e Ip oro rosa. La cassa iperfemminile misura sempre 32 mm di diametro, il movimento è al quarzo. Da 119 euro.

    L’appuntamento con le Latest news tornerà fra qualche settimana. Restate sintonizzati…

  • Philipp Plein Timemachine, tra Swiss made e arte digitale

    Philipp Plein Timemachine, tra Swiss made e arte digitale

    Si chiama Philipp Plein Timemachine la nuova linea di orologi dello stilista tedesco. Di fabbricazione svizzera come tradizione comanda, ma per nulla tradizionale. Piuttosto, anticonvenzionale, secondo la filosofia di Philipp Plein, dal gusto personalissimo e dallo spirito digital. Un notevole passo avanti rispetto alla collezione di fashion watches con cui il Marchio ha esordito nel 2021 nel mondo delle lancette. Una tappa importante nell’affermazione del Brand nel settore luxury, ma sempre coerente con lo stile massimalista, audace, a tratti perfino eccessivo che gli appartiene.

    Un upgrade cioè con cui il designer ha avuto accesso a un segmento ben più alto del mercato, ma lo ha fatto con la stessa formula di sempre. Philipp Plein è e rimane dirompente (disruptive, per usare un termine a lui caro), originale e sopra le righe in tutto ciò che fa. Nell’estetica aggressiva dei nuovi orologi come nelle peculiari forme di comunicazione ed eventi con cui li ha fatti conoscere al pubblico. Mi spiego meglio.

    Il lancio di Philipp Plein Timemachine

    Philipp Plein Timemachine è stata presentata a Ginevra la scorsa primavera, con un certo clamore. Durante Watches and Wonders, è stata letteralmente lanciata da un paracadutista in smoking (alla James Bond), che è saltato giù da un elicottero ed è atterrato in una zattera sul lago Lemano. È stata poi portata nella suite duplex all’attico del Fairmont Hotel, per essere introdotta dallo stesso Philipp Plein a un selezionato gruppo di giornalisti internazionali, distributori e clienti. Special guest: Bonnie Tyler, che ha allietato gli ospiti con un sound anni Ottanta.

    Nelle settimane e nei mesi successivi la collezione ha seguito un tour promozionale. Incontri privati, organizzati in varie città del mondo, con lo stesso Philipp Plein in prima fila a far da anfitrione. Come lui stesso racconta: «Ogni evento era completamente dedicato al consumatore», racconta. «Abbiamo scelto accuratamente location tra le più lussuose e prestigiose, che potessero glorificare l’iniziativa e attrarre in ogni città sia i nostri clienti fidelizzati, sia i potenziali clienti. Così abbiamo creato un ecosistema che ci ha permesso di amplificare il messaggio del progetto».

    Il format seguito, e adattato alle diverse situazioni, era quello dei trunk show: ovvero eventi esclusivi in cui gli invitati hanno la possibilità di provare in anteprima la nuova collezione. Solo dall’autunno Philipp Plein Timemachine è entrata in una distribuzione più ampia, sebbene abbia mantenuto una connotazione esclusiva. «Durante i roadmaps – che hanno toccato Milano, Parigi, Londra, Cannes, Cap Ferrat, ma anche New York, Los Angeles, Singapore… – era già possibile acquistare queste Time Machine», conferma. «Ora invece sono disponibili in tutte le nostre boutique monomarca, a livello globale».

    Crypto King e Crypto Queen

    Per entrare nel dettaglio, Philipp Plein Timemachine è composta da due collezioni: Crypto King da uomo e Crypto Queen da donna, per un totale di 14 referenze. Prodotta da Timex Group Luxury Division, negli atelier di Lugano, ha richiesto un anno e mezzo di sviluppo. «È un progetto che ho voluto seguire personalmente», ricorda. «Ho investito molto tempo e attenzione nel mettere a punto i dettagli legati all’utilizzo delle mie icone, la cura dei colori, le forme e le geometrie rievocative dell’esagono, che amo definire symbol of greatness».

    In effetti il design è sul filo della continuità con gli esemplari già in catalogo. La cassa tonneau di grandi dimensioni è decorata da motivi esagonali, sul quadrante si staglia in 3D l’inconfondibile $kull sfaccettato e l’impatto cromatico è deciso, come sempre. Ma un primo salto di qualità sta nei materiali: accanto al policarbonato e all’acciaio di alcuni modelli, in altri appaiono l’oro massiccio e la fibra di carbonio (al maschile), l’eco-ceramica e i diamanti (al femminile). Il movimento è rigorosamente meccanico a carica automatica, calibro Landeron 24, dalla costruzione scheletrata. In più c’è un’opzione gift set in cui il cinturino in silicone trasparente è intercambiabile con un altro in pelle di alligatore, incluso nel packaging.

    Sguardi sul futuro

    Già, il packaging: è questo un importante elemento di novità della collezione Philippe Plein Timemachine. «Consiste in una box laccata nera con uno schermo che riproduce un video dell’orologio creato dall’artista Antoni Tudisco», spiega ancora. «E, insieme all’orologio, è possibile scaricare un NFT in edizione limitata, sempre creato da Tudisco». Per chi non lo conoscesse, Antoni Tudisco è un artista digitale nato ad Amburgo, che crea mondi fantastici popolati da personaggi bizzarri e oggetti surreali. Il suo stile, intriso di cultura pop, è subito riconoscibile per i colori brillanti e la grafica tridimensionale, dal mood futuristico.

    Ma la collaborazione con Tudisco, così come l’uso della computer art e degli NFT, sono da inquadrare in un’ottica più ampia. Perché il Brand ha una forte connessione con il mondo digitale. È stato uno dei primi ad accettare pagamenti in criptovaluta, non solo sulle piattaforme di e-commerce, ma anche nei negozi fisici. E lo scorso anno ha realizzato un investimento importante nel Metaverso (si parla di un milione e mezzo di dollari) per l’acquisto del Plein Plaza, in cui oggi si trova un grattacielo alto 100 metri progettato sempre da Tudisco. Un non-luogo che è stato anche cornice di un evento per il lancio dei nuovi Crypto King e Crypto Queen.

    A proposito, com’è stata accolta la collezione Philipp Plein Timemachine? «Con grande entusiasmo. Il pubblico ha avuto un engagement sul progetto altissimo e il ritorno in termini di sell-out, in pochi mesi, è stato oltre le aspettative. Dunque siamo ampiamente soddisfatti e siamo pronti per un nuovo lancio nel 2024». Vuol dire che è già previsto un seguito in termini di linee o di referenze? «Sì: il progetto si evolve. Presenteremo le nuove skus durante il prossimo Watches and Wonders». Appuntamento, dunque, a Ginevra in primavera. Dove Philippe Plein saprà stupirci ancora, c’è da scommetterci.

  • Gli orologi di Halloween. Per far tremare i polsi

    Gli orologi di Halloween. Per far tremare i polsi

    Sono un’invenzione recente, tipica degli ultimi anni. Gli orologi di Halloween sono nati sulla scia del merchandising che accompagna la festa americana di fine ottobre (ma dalle origini scozzesi). E presentano infatti forme e soggetti – tra il pauroso e il divertente – di tutto l’immaginario a tema: fantasmi, zucche intagliate (le celeberrime Jack-o’-lantern), scheletri, mostri, demoni e chi più ne ha più ne metta.

    Hanno avuto però un forte impulso soprattutto dal mercato messicano, che per tradizione celebra il Día de los Muertos. E trova la propria apoteosi nelle simboliche Calaveras: i teschi – decorati da fiori e colori – che rendono omaggio allo spirito dei morti, di ritorno dall’Aldilà la notte del 1° novembre. Ecco allora che il cranio (più o meno spettrale) è diventato il tema prediletto della maggior parte delle case di orologeria.

    Sì, perché non si creda che gli orologi di Halloween appartengano solo al segmento più basso del mercato. Sono un fenomeno trasversale, che coinvolge perfino le manifatture, si manifesta anche attraverso vari mestieri d’arte e talvolta si sviluppa con automi o altri dispositivi meccanici di tutto rispetto. Qui in Europa, del resto, hanno trovato terreno fertile, coltivato dalle antiche radici dei Memento Mori…

    Ecco allora una selezione di orologi di Halloween (rigorosamente in ordine di prezzo), scelti fra gli esemplari prodotti appositamente e quelli che invece sono svincolati dall’occasione ma ben si prestano a interpretarla. Diversi per materiali e movimenti, sono un invito a festeggiare All Hallows’ Eve, la notte di Tutti i Santi. Se non con un costume che fa tanto “dolcetto o scherzetto”, almeno con un orologio al polso.

    Gli orologi di Halloween…

    RICHARD MILLE RM 66 Flying Tourbillon
    Cassa tonneau (42,70 x 49,94 mm) in carbonio Tpt, tanio grado 5 e oro rosso. Movimento meccanico a carica manuale, con ponti e platina in titanio grado 5, autonomia di 3 giorni, tourbillon volante con teschio sopra la gabbia. Mano scheletrica scolpita in oro rosso, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 50 esemplari, 985mila franchi svizzeri + tasse.

    JAQUET DROZ Tourbillon Skelet Ceramic “Skull Pointillism”

    Cassa (42,3 mm) in ceramica. Movimento meccanico a carica automatica, calibro JD 2625SQ realizzato in esclusiva, scheletrato e annerito, con spirale e corni dell’ancora in silicio, autonomia di 7 giorni, tourbillon a un minuto con gabbia in titanio, massa oscillante in oro bianco annerito. Quadrante in oro inciso e dipinto a mano con la tecnica del puntinismo, lancette in oro bianco, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in caucciù. Esemplare interamente personalizzabile, pezzo unico, prezzo non disponibile.

    DE BETHUNE Kind-of-Two Cempasukil II
    Cassa reversibile (42,8 mm) in titanio grado 5 lucido. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 2080V2 di manifattura, con autonomia di 5 giorni, ruota di scappamento in silicio e automa. Doppio quadrante in titanio azzurrato, con applique in oro rosa scolpito a mano (fronte), o con automa e applique in oro bianco e giallo inciso a mano (retro – vedi foto in alto); corona e pulsante d’attivazione integrati, vetro zaffiro anche sul fondello, anse mobili, cinturino in pelle di serpente realizzato a mano. Pezzo unico, prezzo non disponibile.

    …sopra i 10mila euro…

    FIONA KRÜGER Petit Skull (Celebration) Enigma
    Cassa (34,5 x 48 mm) in acciaio Pvd nero. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Soprod A10, di forma e con componenti personalizzati. Quadrante multivello, laccato e decorato a mano, con dettagli luminescenti, vetro zaffiro, cinturino in pelle. Edizione limitata di 18 esemplari, 22.500 franchi svizzeri (tasse escluse).

    CHOPARD L.U.C Skull One Calavera Pop Art
    Cassa (40 mm x 7,2 di spessore) in acciaio Lucent Steel™ rivestita da un trattamento Dlc e microbillé. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L.U.C 96.53-L di manifattura, ultrapiatto (3,3 mm di spessore), con autonomia di 58 ore. Quadrante con i colori della bandiera messicana, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di vitello. Edizione limitata di 25 esemplari, 12.500 euro.

    BELL & ROSS BR 01 Cyber Skull Bronze
    Cassa (45 mm) in bronzo, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro BR cal. 210 realizzato in esclusiva, scheletrato e con animazione della mascella durante l’operazione di ricarica. Quadrante a forma di teschio in ottone placcato, lancette luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 500 esemplari, 11.900 euro.

    LOUIS ERARD Excellence La Petite Seconde Louis Horror x seconde/seconde
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Sellita SW261-1, con piccoli secondi personalizzati. Quadrante opalino argenté in parte satinato e con fantasmino luminescente, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle. Edizione limitata di 178 esemplari, 1.975 franchi svizzeri (+ tasse).

    …sotto i 2mila euro

    GAGÀ MILANO Bionic Skull 48mm
    Cassa (48 mm) in acciaio Pvd nero. Movimento meccanico a carica manuale, prodotto in esclusiva. Quadrante smaltato con teschio in applique, vetro minerale con trattamento zaffiro, fondello trasparente, cinturino in pelle. Disponibile in diversi colori. 1.590 euro.

    MIDO Commander Big Date “Homenaje” Limited Edition Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 80 Mido (base ETA C07.651), con spirale in Nivachron, autonomia di 80 ore e grande datario. Quadrante con Calavera Catrina a rilievo secondo la tecnica “Huichol Art”, stampato con 27 vernici colorate e 78 tipi di Super-LumiNova, lancette luminescenti, vetro zaffiro, fondello trasparente, cinturino in pelle intercambiabile con il bracciale in acciaio, incluso nel packaging. Edizione limitata di 677 esemplari, dedicati a Frida Kahlo. 1.500 euro.

    PHILIPP PLEIN The Skeleton Ecoceramic
    Cassa tonneau (44 mm) in eco-ceramica, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Seiko NH70. Quadrante ajouré a forma di teschio, cinturino traforato in silicone. 740 euro.

    …e sotto i 500

    MR JONES WATCHES The Last Lough
    Cassa (37 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro ST 1721, con indicazione saltante delle ore e su disco rotante dei minuti. Quadrante smaltato, vetro zaffiro, cinturino in pelle. Disponibile anche con cassa Pvd nera. 285 euro.

    SWATCH X YOU All Bones and Flowers
    Cassa (41 mm) in plastica trasparente. Movimento al quarzo Swiss made. Quadrante trasparente, cinturino in plastica. 105 euro. Può essere interamente personalizzato, tramite il servizio Swatch X You, con il canvas Dia de los Muertos. 130 euro.

    TIMEX Standard x Peanuts Featuring Snoopy Dia de los Muertos
    Cassa (40 mm) in ottone a basso contenuto di piombo Ip nero. Movimento al quarzo. Quadrante stampato e retroilluminato (Indiglo), lancette, indici e numeri luminescenti, cinturino in pelle. 109 euro.

    JOHANNA PARKER Spooky Watches Standing Cat
    Cassa (38 mm) in acciaio. Movimento al quarzo (Miyota). Quadrante stampato, cinturino in pelle. Disponibile con numerosi soggetti, 38 dollari.

  • $pectre Chrono e Lady, l’esuberanza da polso di Philipp Plein

    $pectre Chrono e Lady, l’esuberanza da polso di Philipp Plein

    Ha otto facce l’estate di Philipp Plein. Esuberante, sportiva, provocatoria, irriverente, divertente, scintillante, ironica, futuristica. Tutti questi aggettivi raccontano gli orologi $pectre, tra gli ultimi arrivati nella collezione dello stilista tedesco amato da celebrities e influencer. Dall’attrice Ella Balinska al rapper Snoop Dogg, con cui ha Plein co-firmato un’edizione limitata di sneaker. Da Francis Zavier Ngannou, peso massimo di arti marziali, a Missy Elliott, rapper, produttrice discografica, stilista e attrice.

    Una linea trasversale

    Dopo aver dubuttato nel mondo delle lancette nell’autunno del 2021, con una produzione realizzata su licenza da WorldTime Watches & Jewelry in collaborazione con Timex Group (distribuita sul nostro mercato da Timeaway Italy), Philippe Plein ha presentato per la primavera/estate 2023 un’estensione della collezione $pectre. Novità per il polso di lui e di lei.

    Il genere non conta: alla donna come all’uomo sono proposti orologi dallo stesso carattere indistinguibile, orgogliosamente anti-minimalista, tipico del fashion designer. La cassa tonneau dalla lunetta ottagonale è l’elemento comune anche agli ultimi arrivati, che come i “fratelli maggiori” abbinano design e funzionalità.

    Inoltre, c’è un’altra forma che ritorna: l’esagono. L’iconico motivo geometrico che incornicia le due P rovesciate del logo, viene ripreso sia nello $pectre Chrono sia nello $pectre Lady. In entrambi i casi, il motivo esagonale non solo decora l’intero display, tra indici e lancette a bastone, “a grassetto” e luminescenti, e contatori ottagonali (dove presenti). Ma spicca anche in 3D sul cinturino in caucciù, come motivo ornamentale che personalizza il look dell’intero orologio.

    Altro elemento in comune è il must have di tutte le collezioni Philippe Plein: l’abbinamento tra un’inedita e provocatoria estetica e le prestazioni adatte a una vita intensa, perfino adrenalinica. Un’affermazione di edonismo le cui performance instancabili sono assicurate dalla precisione dei movimenti al quarzo, rigorosamente Swiss made.

    $pectre: le versioni cronografo o “da signora”

    In particolare, la dotazione tecnologica dello $pectre Chrono si adatta a ogni tipo di attività quotidiana, enfatizzata dal grintoso stile subito riconoscibile. Tre le nuove referenze che vanno ad arricchire la collezione già in catalogo: in acciaio, anche Ip oro rosa oppure nero, con quadrante verde, brown oppure nero, e con bracciale in metallo o cinturino in caucciù. Da segnalare soprattutto la versione che strizza l’occhio all’esuberanza estiva con una sgargiante lunetta tempestata di cristalli multicolor su un insieme total black. Una netta evoluzione rispetto ai più noti orologi scheletrati connotati dal tipico teschio Philippe Plein, diventato una sorta di marchio di fabbrica.

    Non c’è traccia di $kullbones (nome nato dalla crasi tra le parole inglesi Skull e Crossbones) neppure negli $pectre Lady. Due le versioni degli innovativi orologi femminili con la cassa ottagonale di 38 millimetri. L’una più giocosa, con cinturino in silicone ton sur ton con il quadrante, in colori prettamente estivi: rosa, verde acqua o bianco latte. Su tutt’e tre i modelli, la lunetta è tempestata di scintillanti cristalli: rosa, acquamarina o nelle gradazioni dell’arcobaleno. L’altra più seria – ma nient’affatto seriosa, decisamente glamorous – con bracciale dorato o bicolore, in cui la palette cromatica si dissolve in cristalli trasparenti. Da citare anche l’ultimo arrivato: lo $pectre Lady più di tendenza, in cui la tonalità nude connota quadrante e cinturino in silicone.

    I prezzi? Per gli $pectre Chrono si va dai 670 ai 750 euro. Per gli $pectre Lady dai 490 ai 570 euro. Qualsiasi sia il modello, ça va sans dire, irrinunciabile a ore 12 il logo a specchio con la doppia P all’interno di un esagono. Un dettaglio emblematico di un lay-out prestante, dal forte impatto estetico. Del resto, è impossibile passare inosservati con qualsiasi esemplare della collezione $pectre. Orologi pensati per rincorrere il tempo e, contemporaneamente, fermarne gli attimi indimenticabili.

  • Mondanità orologiere, fra spettacolo e sport. News & previews – 20/1/2023

    Mondanità orologiere, fra spettacolo e sport. News & previews – 20/1/2023

    Inizio d’anno frenetico per le marche di orologi. Che nelle scorse settimane hanno partecipato a eventi, trovato nuovi testimonial, siglato partnership inedite… In un turbinio di mondanità orologiere in cui si fa fatica a districarsi. E ad agitare le acque ci voleva pure la diatriba Shakira-Piqué, che ha coinvolto – loro malgrado – la Casio e la Rolex, in una patetica allegoria in cui si parla di orologi per (non) parlare di corna. Robe da matti. Ma la telenovela fra la cantante e il calciatore è a suo modo emblematica delle circostanze in cui si muove l’orologeria in questo periodo, concentrata proprio fra spettacolo e sport. Forse perché si tratta di due ambiti seguiti da tanti, per gossip o per passione: per dirla chiaramente, insomma, spettacolo e sport fanno audience. Prova ne siano le tante notizie di mondanità orologiere riportate qui sotto. Buona lettura!

    Hollywood Party

    Foto David Fisher/Shutterstock courtesy Omega

    Alla cerimonia di assegnazione dei Golden Globe, il 10 gennaio scorso, Omega ha vestito il polso dello show-biz. Al Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills – Los Angeles, California – gli esemplari della Maison di Biel spiccavano sotto gli smoking e gli abiti da sera di tante star, sia ambasciatori che “friend of the brand”. Qualche esempio? Eddie Redmayne (nella foto) indossava un De Ville Trésor, Glenn Powell un De Ville Prestige Piccoli Secondi. Andrew Garfield un Seamaster Aqua Terra, Diego Calva un Moonwatch. E l’elenco potrebbe continuare…

    Hollywood Babilonia

    Foto Emma McIntyre/Getty Images x Critics Choice Association courtesy Omega

    Non pago di tante celebrità, il Marchio di Swatch Group la settimana successiva ha fatto il bis ai Critics’ Choice Awards. Al Fairmont Century Plaza Hotel di Los Angeles, il 15 gennaio, altri personaggi hanno sfoggiato Omega (più alcuni “di ritorno” ma con un modello diverso). Come l’attore Ke Huy Quan, che qui portava un De Ville Trésor Piccoli Secondi coordinato all’abito (nella foto). Mentre Brendan Fraser un Constellation 41 mm. Perfino il presentatore Murray Bartlett aveva uno Speedmaster Chronoscope. Impossibile citarli tutti… Applausi!

    Il K-pop veste il polso

    È volto di Bulgari dal 2020, e da allora ha interpretato vari esemplari del Gioielliere romano. Ora Lisa, la cantante delle Blackpink, firma un’edizione limitata del Bulgari Bulgari ispirata al suo fiore preferito: la stella alpina. In acciaio con lunetta in oro rosa, ha il quadrante effetto ghiaccio dai riflessi cangianti (forse allusione allo stile della performer coreana) e il fondello personalizzato da un’edelweiss disegnata di suo pugno. Molto gradito dal popolo di Instagram: postato sul suo profilo official, l’orologio ha preso più di 5 milioni di likes…

    La stella di Anya

    S’intitola Walk into the Dawn (Camminare verso l’alba, in italiano) la nuova campagna di Jaeger-LeCoultre dedicata al Rendez-Vous Dazzling Shooting Star. Protagonista, questa volta, è Anya Taylor-Joy (nota al grande pubblico per aver interpretato La Regina degli scacchi). Figura magnetica ed elegante, nel video rivela doti di grazia misurata in una breve sequenza di passi di danza (non per nulla: è ballerina per formazione), che riecheggia il moto della stella sul quadrante. Una storia in grado di dire tanto, senza parole. Da vedere.

    Valori sportivi

    Eberhard & Co. ha sempre più successo in Giappone. E anche per questo ha partecipato al Keizaikai Special Award. Nato negli anni ’70 come riconoscimento per i fautori dello sviluppo economico del Paese, lo scorso 14 gennaio il premio è andato a Hajime Moriyasu, il Ct della Nazionale nipponica. Che ha ricevuto anche un bel Traversetolo, dimostrazione di stima da parte della Maison de l’Aigle. Non solo per i risultati raggiunti dai Blue Samurai ai Mondiali, ma anche per il loro esemplare comportamento fuori e dentro il campo. Una lezione di civiltà.

    Talento in pista

    Chiusa l’eperienza con la propria squadra corse, Richard Mille rientra nel Campionato del mondo di endurance con Lilou Wadoux. Ex pilota dell’RM Racing Team, la giovane francese non solo entra nella famiglia di ambasciatori della Casa, ma diventa anche la prima donna a gareggiare come pilota ufficiale della Ferrari Competizioni GT. Al volante della Ferrari 488 GTE del team AF Corse, infatti, la troveremo sulla griglia di partenza il prossimo 17 marzo, nella categoria Le Mans Grand Touring Endurance Amateur. Da tenere d’occhio…

    Trasgressione e F1

    Per promuovere la collezione di orologi Skeleton, Philipp Plein ha ingaggiato un protagonista del mondo delle corse: nientepopodimeno che Eddie Jordan. Fondatore dell’omonima scuderia di Formula 1, lui stesso pilota prima di diventare manager, l’icona dell’automotive ha molto in comune con il designer tedesco, a cominciare dall’essere entrambi self-made men. Rockettaro di antica data ma anche benefattore impegnato nel sociale, nell’immagine della nuova campagna Jordan indossa l’orologio in modo anomalo… Ci piace!

    Alpi mon amour

    A Cortina d’Ampezzo, il 17 gennaio scorso, Chopard e Bartorelli Gioiellerie hanno organizzato un cocktail party. Ospite d’onore: Sofia Goggia. L’evento è stato un’occasione non solo per presentare i più recenti esemplari della Casa, ma anche per ricordarne l’amore per la montagna, dimostrato con il sostegno all’Alpine Eagle Foundation – associazione che si dedica alla tutela dell’aquila dalla coda bianca e alla salvaguardia dell’ambiente alpino. Al polso della campionessa di sci spiccava un prezioso Alpine Eagle: c’è bisogno di dirlo?

  • The Skull Carbon, Philipp Plein tra reale e virtuale

    The Skull Carbon, Philipp Plein tra reale e virtuale

    “Solo quando l’immaginazione non ha limite può prendere forma il vero straordinario”. Accanto a queste parole, sul sito Philipp Plein, appare l’immagine dirompente dell’orologio The Skull Carbon per la collezione autunno-inverno 2022.

    L’universo Plein continua a fare passi verso il futuro portando al polso gli orologi The Skull, rappresentativi di tutti i valori del marchio. La linea del teschio, unica grazie alla tecnica 3D e pavé, è innovatrice e creatrice di un’eredità che è stata prontamente portata avanti da The $kull Carbon. Un orologio rinnovato rispetto all’omonimo precedente, grazie alla fibra di carbonio utilizzata per una particolare finitura del quadrante e della lunetta. Ma a superare i confini non è solo l’orologio The $kull Carbon, è l’intero marchio.

    Il Metaverso di Philipp Plein

    Profondamente proiettato verso il futuro, Philipp Plein supera le barriere dell’universo tangibile per entrare nel Metaverso, il mondo digitale ancora in costruzione. Il designer e imprenditore tedesco porta il proprio marchio nella realtà virtuale parallela acquistando un grande terreno, dove prende forma la Plein Plaza: più di una semplice proprietà immobiliare, una città aperta alla creatività, al progresso e all’innovazione – come lo è, del resto, lo stesso Plein. Conterrà negozi di lusso, hotel, un museo d’arte e sarà curata per design e progettazione degli spazi interni dal digital artist Antoni Tudisco, con cui Plein collabora da diverso tempo.

    Il marchio è fra i pionieri in orologeria ad agire in questa dimensione, che sancisce un nuovo modo di interagire con gli altri e con sé stessi, e permette perfino di essere chi si desidera. Un universo che non pone limiti a creatività e possibilità. Philipp Plein è uno dei primi a fare un passo verso questo mondo in costruzione, ma non è con il Metaverso che stabilisce il proprio ingresso nel campo virtuale. È stato anche uno dei primi ad accettare pagamenti in criptovalute: e oggi tutti i suoi prodotti – incluso The Skull Carbon – possono essere pagati, online o in negozio, con più di venti criptovalute diverse.

    The Skull Carbon

    The Skull Carbon è un esemplare che supera i confini e rompe le regole, coerente con l’anima rock e ribelle del marchio. La cassa dal formato XL è in acciaio naturale o Ip black. E racchiude il quadrante in fibra di carbonio, in cui si staglia l’iconico $kull sfaccettato 3D con il logo esagonale Philipp Plein sulla fronte. In quattro colori strong: bianco, giallo, blu e nero.

    È caratterizzante la lunetta, sempre in fibra di carbonio. Contiene tutti gli elementi visuali distintivi della collezione: il doppio logo PP racchiuso nei due esagoni e il lettering Philippe Plein e The Skull. Ed è rock e ribelle anche il cinturino in silicone, disponibile tre varianti: bianco, nero o blu. Personalizzato da un lato dallo $kullbone in rilievo, e dall’altro da un passante in metallo decorato da borchie.

    La personalità Plein è forte e dirompente: ma se a ricordarlo non bastassero i teschi XL coperti di cristalli o in versione fluo che arredano i negozi PP – reali o virtuali – ci pensano gli accessori. Ultra-maschile e massimalista, The Skull Carbon è la reinterpretazione definitiva del simbolo del marchio.

  • The $keleton: il massimalismo da polso di Philipp Plein

    The $keleton: il massimalismo da polso di Philipp Plein

    No, non è il solito fashion watch inscritto nella tendenza “teschi”. Cioè, sì: è vero che The $keleton di Philipp Plein è decorato con gli elementi della Jolly Roger. Ma quello che sembra il motivo della bandiera dei pirati – un teschio con due tibie incrociate – in effetti è un simbolo dello stilista tedesco naturalizzato in Svizzera, che lo chiama $kullbones. Unione delle parole inglesi Skull e crossbones, appunto.

    Perché – come ben sanno non solo gli appassionati del marchio, ma chiunque bazzichi nella moda – il teschio è l’emblema stesso di Philipp Plein. Declinato in tante versioni: scolpito in 3D, tempestato di cristalli Swarovski, stampato (macro) in colori fluo. È ciò che lo ha reso famoso, insieme alle sfilate spettacolari e provocatorie, o allo stile sfarzoso, perfino eccessivo, comunque divertente. “Massimalista”, come lo definisce lui.

    Il teschio di Philipp Plein

    La storia l’ha raccontata lo stesso Plein in un’intervista a Esquire. All’inizio, nel 1998, si occupava di interior design e realizzava arredi in acciaio e pelle di coccodrillo. Una volta, mentre esponeva in una fiera internazionale di arredamento, aveva inserito in uno dei propri armadi un parka militare, di quelli comprati a peso nei mercatini, che aveva rielaborato con un teschio fatto di Swarovski sulla schiena. Quel giorno ricevette più richieste per il parka che per l’armadio: a tal punto che provò perfino a sparare un prezzo spropositato, senza riuscire a scoraggiare nessun acquirente. Fu così che in un anno riuscì a vendere parka per un milione di euro.

    Perché proprio il teschio? Plein è un uomo curioso – ama l’arte, la storia, il cinema, la musica e in generale “tutto ciò che è bello” –, viaggia molto per lavoro e per passione; ed è consapevole che il teschio è stato usato per molti secoli in diverse culture con significati differenti. Ma ammette di provare una personale attrazione quasi fosse un feticcio, un oggetto di culto con un senso positivo. Lo considera qualcosa che ha a che fare con l’anticonformismo e il rock’n roll (del resto lui, da bravo outsider, ha fama di ribelle…). Lo considera un lucky charm, un portafortuna. E ha quindi scelto di creare dei teschi come autentici pezzi d’arte per decorare i negozi e gli showroom del suo marchio. E oggi questo elemento è diventato una sua cifra stilistica.

    The $keleton, caratteristiche e prezzi

    Per tornare a The $keleton, oltre che nel tipico $kullbones che decora il quadrante traforato, il teschio ritorna anche nel contrappeso della lancetta centrale dei secondi. Ma non è l’unico dettaglio che personalizza l’orologio – o meglio, la famiglia di orologi. Che a sua volta prende ispirazione dall’omonima collezione di sneakers, caratterizzate dalla particolare forma e struttura ammortizzata della suola in Tpu, creata con una stampante 3D e lavorata a esagoni. Proprio come il cinturino in silicone dell’orologio: anch’esso stampato in 3D e con i caratteristici fori esagonali. La forma a sei lati del logo ritorna anche nella corona, e nelle viti sulla lunetta e sulle anse, mentre la doppia P campeggia a ore 12. Tutti segni d’identità del brand.

    La cassa di The $keleton, di forma tonneau e di grande formato, è realizzata in acciaio Ip nero (solo in un caso Ip rose gold). E ospita un movimento meccanico a carica automatica di produzione giapponese (Seiko), visibile attraverso il fondello trasparente e in parte sotto il quadrante ajouré. I diversi esemplari della collezione si distinguono fra loro proprio per lo $kullbones (nero, dorato, effetto fibra di carbonio o incastonato di cristalli neri) e per la lunetta (liscia, marmorizzata oppure incastonata di baguette multicolor). Il che influisce sul range di prezzo, che va dai 700 ai 790 euro. Come tutti gli outfit e gli accessori della griffe, The $keleton di certo non passa inosservato. E può piacere o non piacere, ma la cosa è del tutto ininfluente. Così è Philipp Plein.  

  • Gli orologi Philipp Plein. Così è (se vi pare)…

    Gli orologi Philipp Plein. Così è (se vi pare)…

    Prima le provocazioni fashion, con collezioni sempre al limite dell’eccesso che piacciono anche alle celebrities, da 50 Cent a Nicki Minaj fino al campione Lewis Hamilton. E ora il debutto nel mondo delle lancette. Philippe Plein in persona nei giorni scorsi ha presentato, nel flagship di corso Venezia a Milano, la prima collezione di orologi da polso che porta il suo nome. Realizzata su licenza da WorldTime Watches & Jewelry in collaborazione con il colosso americano Timex Group, è distribuita sul nostro mercato da Thom Trade Italy.

    La linea di orologi Philipp Plein è composta da 91 esemplari da uomo e da donna, di cui 33 sono stati selezionati per il lancio sul mercato italiano. Si distinguono per il design originale che si richiama ai loghi e ai simboli del brand. Cassa, quadrante, lunetta, bracciale sono decorati infatti con gli elementi stilistici più noti del marchio della doppia P. Quindi borchie, pattern militari, l’esagono, il monogramma, e su tutti lo $kull – il suo celebre teschio – in versione sfaccettata 3D, con tanto di tibie incrociate, impresse in rilievo sul cinturino.

    «Perché ho deciso di intraprendere questa nuova avventura?», ha raccontato il fashion designer durante il lancio degli orologi Philipp Plein, nella boutique milanese. «Sono un appassionato di orologi, li indosso e colleziono da sempre. Il mio primo esemplare è stato uno Swatch, che mio padre mi ha regalato a 10 anni. Ho avuto la fortuna di ricevere in dono il primo Chrono del marchio svizzero, un modello sold-out nel mondo. Poi la mia collezione è andata arricchendosi di uno Scuba: mi piaceva per i colori vivaci e il cinturino trasparente. A un certo punto ho smesso di indossarli e ho iniziato a collezionarli, senza neppure toglierli dalla loro confezione», ricorda lo “stilista del teschio”.

    Nato a Monaco nel 1978, Philipp Plein non smentisce lo stile barocco ed eccessivo che è l’essenza della sua moda. «Tutto quello che faccio è autentico. Dico ciò che penso, anche ciò che non tutti vogliono sentire, e faccio ciò che voglio. Questo sono io. E questo è il Dna del brand». Orgoglioso di stare fuori dal coro, dunque: «Non siamo una compagnia convenzionale. Nel senso che siamo nati come outsider, vent’anni fa. Quando ho iniziato nessuno conosceva il mio brand. La competizione era forte e ho capito che non poteva bastare vendere una semplice T-shirt o un abito nero come quello che indosso questa sera. Dovevo proporre qualcosa che fosse davvero forte, perché avesse successo».

    Genuino, trasparente, diretto, Philipp Plein rappresenta veramente l’anima più sincera del marchio. «Fino a dieci anni fa era il prodotto che vendevamo, non il brand. Da allora, ogni volta che inizio una nuova avventura mi preoccupo più del valore del prodotto che del nome», spiega. «E lo stesso vale per un mercato competitivo come quello degli orologi. Non posso inventare niente, non interessa a nessuno. Oltretutto devi stare attento a non proporre qualcosa di troppo estremo: devi trovare il giusto equilibrio».

    Ed ecco il risultato. La collezione di orologi Philipp Plein per la primavera/estate 2022 è composta da quattro famiglie: The $kull, The $keleton, entrambe analogiche, e poi le linee digitali Hyper $hock e The G.O.A.T. (The Greatest of All Time). Come gli outfit, anche gli accessori da polso sono esagerati nello stile, ma divertenti, d’effetto, simpaticamente grunge. Audaci ed esuberanti come lui (nella gallery qui sopra c’è solo un assaggio). E riguardo al prezzo? «Ogni esemplare va a coprire una zona di costo che ho notato essere scoperta, posta tra la fascia premium e luxury. Quindi quella fascia di prezzo che va da 200 a 700 euro. Che poi corrisponde alla nostra policy».