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Tag: Urwerk

  • Geneva Watch Days 2025, il palcoscenico degli indipendenti

    Geneva Watch Days 2025, il palcoscenico degli indipendenti

    Cinque giorni di presentazioni, tra brand di nicchia e qualche grande nome, ma i Geneva Watch Days 2025 si confermano la mecca dell’orologeria indipendente. Gran parte dell’evento si è svolta al Beau-Rivage che − nonostante i lavori di ristrutturazione, tra ponteggi e polvere − è riuscito ad accogliere la maggior parte delle marche. Rispetto allo scorso anno, comunque, c’erano più hotel da visitare: e ciascun tragitto lungo il lungolago ricordava la natura frammentata della manifestazione.

    Un pomeriggio di pioggia battente e insistente ha spinto visitatori e giornalisti nei saloni, abiti e scarpe fradici, rifugiati in attesa. Il resto della settimana è stato caldo ma sopportabile − non come l’anno scorso, quando i trenta gradi rendevano ogni spostamento tra gli alberghi una sorta di pellegrinaggio orologiero.

    Le novità hanno riflesso questo clima: tante variazioni di modelli già noti, in nuove dimensioni e colori; alcune prodezze meccaniche e micro-ingegneristiche davvero affascinanti; e, qua e là, piacevoli sorprese. I Geneva Watch Days sono sempre stati un’improvvisazione − nati nel 2020 come soluzione temporanea, nel corso degli anni sono diventati meno un salone e più un laboratorio di prove. Nel 2025, però, lo spettacolo sembrava più consapevole: meccaniche più “sonore”, colori più intensi, strategie più definite.

    Teatralità e spettacolo

    Urwerk si è affermata con il consueto segno distintivo. L’UR-150 Blue Scorpion si presenta sotto una cupola di zaffiro, con satelliti in rotazione e la lancetta retrograda che scatta all’indietro come una frustata. Solo 50 esemplari, e un linguaggio stilistico già familiare: teatro cinetico che si maschera da orologio. A colpire maggiormente è il ritmo dell’attesa: dopo una corsa di 270 gradi, il disco delle ore sembra esitare, poi scattare quasi impercettibilmente all’inizio del suo nuovo viaggio di 60 minuti. Il fondello offre un secondo spettacolo: le due “turbine” del rotore, che rallentano la rotazione creando attrito, un gioco circolare di resistenza e rilascio. Un oggetto non solo da indossare, ma da vivere come coreografia: il tempo come dramma.

    Louis Erard, invece, ha ampliato la linea Métiers d’Art con il Fil d’Or, in edizione limitata a 99 pezzi. A prima vista, un orologio in acciaio da 39 mm con calibro Sellita. Ma il quadrante ribalta la percezione: 2.320 fili d’oro 24 carati, microsaldati a creare un motivo cubico trompe-l’œil, realizzato con macchinari a semiconduttori riprogrammati. La Maison lo ha definito “ricamo micromeccanico”, ed è stato illuminante sentirlo raccontare direttamente dagli artigiani che lo hanno realizzato: Mark Miehlbradt e Sylvie Villa di Wire Art. La passione dimostrata per la loro arte ha trasformato la presentazione in un momento quasi cerimoniale. In concreto, il Fil d’Or rivela la visione di Louis Erard: democratizzare i mestieri d’arte, portare l’avanguardia a portata di polso, offrendo ai propri fan un prodotto che vive di narrazione più che di numeri.

    Vestibilità come strategia

    Se il primo atto parlava di spettacolo e racconto, il secondo riguardava la plausibilità. La domanda silenziosa ed essenziale era se questi orologi possano vivere comodamente al polso, e non solo in una teca.
    MB&F, per il ventesimo anniversario, ha ammorbidito le tipiche stravaganze con la Legacy Machine 101 EVO. In titanio, con quadrante salmone o verde pavone, l’orologio porta la firma estetica e le finiture di Kari Voutilainen, evidenti nell’accuratezza di ponti e superfici. L’EVO è stato “pensato per l’uso quotidiano e una vita attiva”. A colpire, maneggiandolo, è soprattutto la piacevole geometria, l’equilibrio dell’architettura del quadrante nel compatto diametro di 40 mm. Al polso, emana quella rara combinazione di eleganza ed esclusività che solo MB&F riesce a produrre: un orologio intimo e al tempo stesso alieno, da indossare con naturale nonchalance.

    Il Pioneer Flying Hours di H. Moser & Cie. ha esteso il paradosso della Maison: praticità quotidiana con un tocco eccentrico. Disponibile in versione illimitata in acciaio o in una serie di 100 pezzi in oro rosso 5N e titanio DLC con quadrante avventurina, introduce l’indicazione delle ore saltanti istantanee. Moser lo ha descritto come “un balletto ipnotico che cattura lo sguardo”, ed è davvero così: il satellite delle ore che scatta in avanti con improvvisa chiarezza, o indietro con la corona, mentre i minuti si dispiegano non nei consueti 360 gradi ma lungo un arco contenuto di 120. Un effetto ricercato e coinvolgente, una nuova modalità di occupare lo spazio del quadrante.

    Il Patria in titanio di Tutima è stata forse la rivelazione più sobria. Una riduzione di dimensioni − da 43 a 41 mm − ha trasformato l’orologio in un pezzo di naturale grazia. Con 11,2 mm di spessore, si adagia magnificamente al polso, con una presenza raffinata piuttosto che insistente. Tre varianti di quadrante e cinturino evocano atmosfere diverse, dal grigio grafite all’argento caldo. Il movimento resta ancorato alla tradizione di Glashütte, con castoni d’oro e spirale Breguet, ma la cassa in titanio aggiunge una leggerezza contemporanea. Il Patria diventa così un po’ meno esercizio di eredità e un po’ più compagno di stile quotidiano.

    Codici di indipendenza

    Altrove, in altri luoghi dei Geneva Watch Days 2025, marchi più giovani e dalla produzione ridotta proseguivano nel tracciare i propri codici.
    Trilobe ha presentato il Trente-Deux, con il primo calibro di manifattura − l’X-Nihilo −, la cassa in acciaio da 39,5 mm e il bracciale integrato. Il Marchio lo ha definito “un manifesto della nostra indipendenza”, e la definizione calza a pennello. L’indicazione decentrata del tempo resta inconfondibilmente Trilobe, ma il nuovo calibro segna una raggiunta maturità. Non più una curiosità, bensì una dichiarazione d’ingresso in una nuova fase, che consolidando la propria identità con l’integrazione verticale.

    La debuttante ginevrina Akhor ha scelto di esordire con Le Temps en Équilibre, cassa a cuscino da 39 mm e calibro AK10 di manifattura, certificato cronometro dal Cosc. Il quadrante sembra sospeso, grazie a un’architettura brevettata a dischi sovrapposti. “Dove altri accennano alla levitazione, Akhor la porta a compimento”, recita la letteratura della Marca. Dal vivo, l’impressione è di equilibrio e misura: semplicità, classicismo ed eleganza composta. Un debutto pensato non per abbagliare e svanire, ma per durare.

    Speake Marin ha continuato la propria ricerca cromatica con l’Openworked Tourbillon Purple Hour. Cassa in titanio, calibro SMA05 con tourbillon volante alle 1:30, e soprattutto un quadrante viola intenso. Nei documenti ufficiali lo si paragona alla cosiddetta “ora viola, quando il cielo si riempie di sfumature tra il violetto e l’azzurro al crepuscolo”. Il paragone è appropriato: al polso, il quadrante muta con la luce, dall’intensità regale all’ombra misteriosa. Un orologio meno definito dal costo che dalla presenza, a ricordare che il colore, se trattato con maestria, può valere quasi quanto una complicazione.

    Geneva Watch Days 2025 fra tendenze e paradossi

    Insieme, gli indipendenti presenti ai Geneva Watch Days 2025 non hanno delineato una sola direzione estetica o tecnica, ma un mosaico di strategie, univoche e personali. Urwerk ha insistito sul dramma cinetico, Louis Erard ha trasformato la microelettronica in ricamo, MB&F e Moser hanno sposato eccentricità e vestibilità, Tutima ha trovato distinzione nella misura, Trilobe ha dichiarato maturità, Akhor ha debuttato con compostezza, Speake Marin ha dato al colore il peso di una complicazione.

    L’atmosfera negli hotel raccontava la stessa storia. Nessun Rolex nei corridoi: al loro posto, collezionisti con al polso i primi De Bethune, MB&F e Greubel Forsey. Non si trattava di aspirazione, ma di appartenenza. I Geneva Watch Days 2025 non hanno affermato il lusso come status, ma il collezionismo come cultura: un raduno dove gli orologi si indossano non per impressionare, ma per partecipare.

    Così il lago, in quest’inizio di settembre, mi è sembrato appartenere a loro: a Urwerk per la sua energia teatrale, a Louis Erard per la delicatezza dei suoi fili d’oro, a Moser e MB&F che intrecciavano pragmatismo e audacia, a Tutima per la sobria eleganza sassone, a Trilobe e Akhor nel ruolo di nuove voci, a Speake Marin per i suoi colori crepuscolari. Ciò che resta non è un modello specifico, ma la certezza che l’indipendenza non sia più novità: è linguaggio, rito, rappresentazione.

  • UR-230 Polaris: lo Stormtrooper di Urwerk

    UR-230 Polaris: lo Stormtrooper di Urwerk

    Il commento più bello che ho letto sul nuovo UR-230 Polaris di Urwerk l’ho trovato su un sito specializzato americano. Riferendosi al predecessore di questo orologio, ossia l’UR-230 Eagle, l’autore scrive che la nuova referenza “somiglia più a uno Stormtrooper che a Darth Vader”. Non serve essere dei fan di Guerre Stellari per capire che la differenza principale tra i due orologi, esteticamente parlando, sta nel colore della cassa: nera quella dell’Eagle, bianca quella del Polaris. Il cui nome richiama proprio il concetto di candore.

    Il carosello dell’UR-230 Polaris

    All’UR-230 Eagle avevamo dedicato una pillola all’interno di uno dei nostri oroscopi, circa un annetto fa. Se andate a rivedere l’immagine a corredo e la confrontate con quella del Polaris, capite subito la citazione alla George Lucas di cui sopra. E capite subito che anche questo UR-230 adotta il sistema di affissione dell’ora “vagabonda” simile a quello impiegato dall’UR-100 Electrum, di cui scrissi tempo fa, tipico della manifattura svizzera. Simile, ma non uguale, perché pare che in Urwerk non si annoino mai, per cui hanno sostituito i tre dischi delle ore con altrettanti prismi.

    Per il nuovo UR-230 Polaris, la Manifattura ha infatti sviluppato una versione sofisticata della complicazione a satelliti girevoli che è la firma meccanica di Urwerk. Su un carosello a tre braccia, altrettanti prismi rotanti recano ciascuno quattro numeri, uno per ogni faccia. Scorrono lungo una sezione di 120 gradi, con la faccia dell’ora corrente rivolta verso l’osservatore. Ciascun prisma è inserito in una lancetta retrograda tridimensionale in alluminio che indica i minuti. Terminata la corsa dei 60 minuti, la lancetta scatta e ritorna allo 0, dove accoglie il prisma che indica l’ora successiva. E così via.

    Il sistema ingegnoso funziona grazie al calibro automatico di manifattura UR-7.30 con doppio bariletto, che lavora a 28.800 alternanze/ora per 48 ore circa di riserva di carica. Un’autonomia piuttosto contenuta, si potrebbe pensare, nonostante il doppio bariletto. Non dimenticate però che stiamo parlando di un calibro ingegneristicamente piuttosto complesso che necessita di molta energia per alimentare il tipo di visualizzazione a satellite. Con i minuti retrogradi, oltretutto: il che significa che la lancetta, durante il suo moto, immagazzina progressivamente la molta energia che le serve per ritornare allo 0 con uno scatto fulmineo, una volta “sganciata” un’apposita leva. Energia che, scatto dopo scatto, inesorabilmente scema.

    Turbine di protezione

    Va da sé che un movimento del genere sia piuttosto delicato. Per proteggerlo, Urwerk ha sviluppato un doppio set di ammortizzatori, presente anche nell’UR-230 Eagle, che lavora tramite l’impiego di turbine. Si tratta di una prima mondiale, a testimonianza del continuo lavoro di ricerca e sviluppo portato avanti dal Marchio.

    Il primo set di turbine ha il compito di attenuare l’impatto di qualsiasi urto esterno sulla cassa, garantendo così la robustezza e la durata dell’orologio. Uno dei due interruttori circolari sul retro della cassa consente di disattivare/bloccare il rotore automatico perché, in questo modello, la carica manuale è ancora possibile tramite la corona. Lo scollegamento del rotore protegge le altre parti del calibro nel caso in cui il rotore stesso si muova a una velocità pericolosa per la sua incolumità, quando è sottoposto a forza G elevata. In questo caso, chi indossa l’orologio deve prevedere il rischio e impostare l’orologio in modalità di carica manuale. Un indicatore a lancetta sul quadrante a ore 1 permette di capire se la modalità di carica automatica è impostata (On) o meno (Off) in quel momento.

    L’aria che tira

    L’altro set, che dà vita alla complicazione del cosiddetto “freno ad aria”, ha un funzionamento un po’ più complesso. Un secondo interruttore, anch’esso sul fondo cassa, consente a chi indossa l’orologio di modificare la velocità del flusso d’aria intorno al rotore automatico. Le turbine agiscono come una valvola che consente l’ingresso di maggiore o minore aria nella camera che ospita il rotore. Quando l’aria viene limitata nel passaggio da una zona all’altra, il rotore automatico si muove più lentamente.

    La regolazione del sistema modifica l’attrito degli ingranaggi, con il sistema meccanico che ne cambia la velocità di movimento. Il rotore automatico, protetto da un cuscino d’aria, resiste agli urti e ai movimenti estremi. Se non si desidera disattivare completamente il rotore, è possibile limitarne il moto in modo che continui a caricare automaticamente la molla, ma non così liberamente come se non vi fosse alcuna limitazione nel flusso d’aria.

    Questo sistema non è nuovissimo. Un concetto simile è utilizzato nella maggior parte dei movimenti degli orologi con ripetizione minuti che utilizzano un regolatore: tramite un flusso d’aria, rallenta il funzionamento della suoneria di una ripetizione minuti in modo da migliorare la percezione del suono. I regolatori del flusso d’aria sono storicamente utilizzati in una varietà di motori e macchine, ma l’applicazione di questo concetto a un rotore automatico da parte di Urwerk è nuova e interessante. Sicuramente favorisce una maggiore interazione tra il movimento dell’orologio e chi lo indossa. Come nel caso del primo set di ammortizzatori, anche per il “freno ad aria” c’è un indicatore a ore 11 che segnala la modalità inserita.

    La cassa dell’UR-230 Polaris

    Detto del movimento, vengo alla cassa, che è l’altra chicca dell’UR-230 Polaris. È realizzata in un composito stratificato la cui base polimerica ospita fogli di ceramica intrecciati con strati di fibra di vetro. Utilizzato nell’industria aerospaziale e in quella medicale, questo nuovo materiale ad alte prestazioni combina i vantaggi di ciascuno dei suoi componenti. Per esempio, le ceramiche classiche sono sì dure e resistenti, ma poiché si creano con un processo di sinterizzazione a caldo, sono inclini a frantumarsi in caso di forte impatto. Grazie alle fibre di vetro che contiene, questa ceramica di Urwerk è sostanzialmente infrangibile.

    La resina che incapsula le lastre a base di fibre è di colore bianco, mentre la fibra di vetro è di un color argento molto chiaro. Grazie alla lavorazione della cassa, gli strati di materiali diversi finemente impilati riflettono la luce sui diversi colori; l’effetto è variabile a seconda della curva della cassa stessa e dell’angolo con cui la luce la colpisce. Un po’ come nel caso della fibra di carbonio, che ha un’estetica irregolare e scintillante. Nello specifico, il bianco dell’UR-230 Polaris è vivo, cambia costantemente e in modo sottile e contrasta con il calibro Urwerk UR-7.30, che è quasi completamente nero. A differenza dell’Eagle, l’UR-230 Polaris non ha il coperchio che celava alla vista la parte superiore del quadrante, il quale qui rimane pienamente visibile.

    Vista la particolarità dell’orologio, preferisco lasciare ulteriori dettagli nelle didascalie, in modo che siano le immagini a parlare. Ricordo che l’UR-230 Polaris è, come tipico delle creazioni di Urwerk, una edizione limitata: 35 pezzi. Il prezzo è in linea con i “giocattoli” che nascono dalla mente di Felix Baumgartner e Martin Frei, alla guida della manifattura: 160.960 euro. Ma volete mettere la goduria di avere al polso uno Stormtrooper meccanico?

  • Oroscopo di dicembre. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di dicembre. Previsioni e orologi, segno per segno

    Eccoci giunti all’ultimo mese dell’anno: come di consueto, anche il nostro oroscopo di dicembre inizierà con una carrellata sugli eventi celesti. Andiamo quindi a curiosare cosa avviene tra le stelle e cosa il futuro ha in serbo per noi, per poi passare ai singoli segni e ai relativi orologi. Solo alto di gamma, questa volta: che siano di buon auspicio per una buona fine e un buon inizio…

    Dicembre inizia con il Sole ancora nel segno del Sagittario: tempo propizio per ricaricarsi energeticamente e per dedicarsi ad attività spirituali. Se gli interessi sono di questo tipo – in senso lato: quindi dalla psicologia alla religione, dall’esoterismo ai diversi tipi di meditazione –, è un periodo particolarmente idoneo per approfondire il tema o intraprendere percorsi di crescita. L’ingresso di Mercurio nel Capricorno avverrà il giorno 1: come sempre, il dio dai calzari alati favorirà la comunicazione, sia che come agenti attivi – come nel caso di docenti e conferenzieri – sia come recettori. Ottimo momento per arricchire la propria mente o per trasmettere il proprio sapere agli altri.

    Inizio del mese piuttosto denso di eventi, lassù in alto: con l’ingresso di Venere in Scorpione il giorno 4 ci sarà un’amplificazione degli aspetti legati al mondo della bellezza, dell’affettività, dell’amore e dei sentimenti positivi. Se aggiungiamo che il giorno 6, finalmente, Nettuno cessa il moto retrogrado e torna a percorrere in senso diretto la volta celeste, avremo un vero boost di positività. Finalmente riusciremo a liberarci da una certa cappa di malinconia, che ultimamente aveva rattristato i nostri pensieri. Il 12 avremo Novilunio in Sagittario: nessun momento migliore di questo per stabilire nuovi obiettivi, fare progetti e intraprendere nuovi percorsi.

    Il giorno seguente, il 13, Mercurio inizierà il moto retrogrado: potrebbe ostacolare le comunicazioni, sia in senso diretto e personale che in senso lato. Attenzione, quindi, a come si interpreta quanto viene detto o scritto: necessario controllare che ciò che si comunica sia chiaro e correttamente recepito. Potrebbero esserci problemi a livello di apparati di trasmissione, collegamenti e quant’altro.
    Marte sarà per tutto il mese in Sagittario: favorirà nuovi incontri, nuove conoscenze, dalle quali potrebbe iniziare anche un rapporto duraturo, lavorativo o sentimentale.

    Il Sole lascerà il Sagittario per entrare nel segno del Capricorno il giorno 22: l’anno volge al termine. Non facciamoci prendere dai rimpianti e pensiamo a costruire un buon futuro, ricordandoci che, in ogni caso, l’unico tempo che veramente viviamo è sempre quello presente.
    Mercurio uscirà dal Capricorno il 23: dall’inizio del mese fino a quella data, il consiglio è quello di essere riservati, di dedicarsi all’osservazione di fatti e persone, di cercare di comprendere al di là delle apparenze.
    Il Plenilunio ci attende il 26: perfetto per godere la compagnia dei nostri cari, proprio in corrispondenza delle Festività.

    Ariete

    L’impeto dell’Ariete vi porta per natura a situazioni stressanti, almeno potenzialmente. La fine dell’anno, come di consueto, vi vedrà fare i conti con la stanchezza, fisica ma soprattutto emotiva, accumulata negli undici mesi precedenti. Cercate di delegare e di smussare i vostri lati più focosi, soprattutto in occasione degli incontri con parenti e amici. Non pretendete di avere sempre ragione e concedete, quando è necessario, l’onore delle armi. Le festività dovrebbero essere un momento sereno e di riconciliazione: anche se qualcuno dei presenti non sarà proprio di vostro gradimento, fate buon viso a cattivo gioco, evitando litigi o chiarimenti che – se proprio dovessero essere necessari – possono sicuramente attendere l’anno nuovo. Respirate profondamente, contate fino a 10 e dotatevi di un orologio dallo spirito zen.

    VOUTILAINEN Setsu-Getsu-Ka
    Cassa (39 mm) in titanio. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura. Quadrante laccato a mano dal Maestro Tatsuo Kitamura, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle. Il nome, che significa neve, luna e fiori, è una metonimia e rimanda a un tipico tema giapponese dell’arte e del design, originato da un poesia di Baj Juyi, poeta della dinastia Tang. Pezzo unico (calibro incluso).

    Toro

    Per i nati sotto il segno del Toro, l’oroscopo di dicembre sembra particolarmente propizio. Siete interiormente forti e tenaci, e non mancheranno le occasioni per dimostrarlo a quanti vi circondano. Attenzione a non strafare: se state combattendo per raggiungere un obiettivo, ricordate che l’importante è sempre ragionare a lungo termine. Vincere a mani basse una battaglia non implica che alla fine vinciate la guerra. E, in ogni caso, non siate distruttivi verso il vostro avversario. Anzi, dato il momento, potrebbe essere veramente utile reindirizzare la vostra energia verso le sfere mentali, cercando di costruire solide alleanze. Attenzione, in generale, ai veicoli e ai mezzi in movimento. Nessun pericolo invece dai moti orologieri, se non quello di lasciarsi piacevolmente ipnotizzare…

    GREUBEL FORSEY Tourbillon Cardan
    Cassa (45,5 mm) in titanio. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura, con 4 bariletti a coppie coassiali, grande tourbillon ad alta velocità (la gabbia compie una rotazione completa in 16 secondi), inclinato con un angolo di 30° e montato su due anelli mobili che si muovono avanti e indietro per mantenere il tourbillon orizzontale; indicazione dell’autonomia di 80 ore e piccoli secondi. Quadrante in oro multilivello e ajouré, lancette luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino vegano. Edizione limitata di 55 esemplari.

    Gemelli

    Mercurio retrogrado non gioca a favore dei Gemelli: siate molto, molto cauti nel pesare le parole che usate e ricordatevi che quello che dite potrebbe essere rivolto contro di voi. Siate prudenti nei rapporti lavorativi e limitate, o evitate, le confidenze. Qualcuno che credevate amico potrebbe rivelarsi tutt’altro. Se le vostre proposte e le vostre idee non trovano la calorosa accoglienza in cui speravate, evitate di insistere: meglio riconfezionarle sapientemente e ripresentarle in un momento più idoneo. Il Novilunio del giorno 13 potrebbe essere un buon punto di svolta. Verso la fine del mese, un amico o un conoscente di cui non avevate più notizia da tanto tempo potrebbe rifarsi vivo. Cercate di vederci lungo: per avere la vista di un’aquila, equipaggiatevi con un esemplare dedicato…

    URWERK UR-230 Eagle
    Cassa (44,81 x 53,55 mm x 18,38 mm) in carbonio Cpt e titanio Dlc nero, con cover apribile. Movimento meccanico a carica automatica, di manifattura, con ricarica e sistema di ammortizzatori a turbine, indicazione satellitare delle ore e retrograda dei minuti. Lancette, indici e numeri luminescenti, vetro zaffiro, cinturino in gomma. Edizione limitata di 35 esemplari.

    Cancro

    Mercurio retrogrado influenza negativamente la sfera della comunicazione: per voi nativi del Cancro, in modo particolare, questo potrebbe implicare l’arrivo di informazioni sgradite. Che si tratti di frasi o di immagini che coinvolgono il vostro partner o il vostro migliore amico, non siate affrettati nel prendere decisioni e giocate le vostre carte con astuzia. Può darsi che quanto vi viene riferito sia vero, ma potrebbe essere solo una mossa destabilizzante, basata su menzogne, da parte di chi è invidioso della vostra situazione. Prendete tempo, analizzate molto bene sia i fatti che le persone, e rimandate ai mesi a venire, se possibile, qualsiasi decisione importante. Attrezzatevi con un bel calendario perpetuo che vi aiuti a scandire il trascorrere del tempo.

    F.P.JOURNE Classique Quantième Perpétuel
    Cassa (40 o 42 mm) in platino. Movimento meccanico a carica automatica, di manifattura, realizzato in oro rosa 18K, con autonomia di 5 giorni, calendario perpetuo con indicazioni a cambio istantaneo e grande datario. Quadrante in argento guilloché, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore.

    Leone

    Per i nati in Leone, l’oroscopo di dicembre prevede sia momenti intensi che occasioni di relax e serenità, da cogliere per ricaricarsi in vista dell’anno che verrà. Siete abituati a mettere voi stessi in tutto ciò che fate, spesso la dea bendata premia il vostro coraggio: sappiate, però, che anche le forze vanno dosate e non si può sempre vivere una vita in fuori giri. La Luna crescente favorirà nuovi incontri, nuove opportunità: non cercate di ottenere tutto subito, ma impegnatevi in un’attenta preparazione. La buona semina presto porterà ottimi raccolti. Fine dell’anno all’insegna di un evento inatteso. Siate disponibili verso i vostri cari, trattenete la vostra natura irruenta e non fate pesare il vostro carisma di leader anche nelle piccole cose. Certi orologi possono raccontare molto di voi, più di tante parole.

    RICHARD MILLE RM 031 Manual Winding High Performance Chronometer Cassa (50 mm) in titanio, con lunetta e anse in platino. Movimento meccanico a carica manuale con ponti e platina in Arcap, doppio bariletto, ancora a impulso diretto, selettore di funzione. Quadrante in vetro zaffiro, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in gomma. Edizione limitata di 10 esemplari.

    Vergine

    La frenesia dei preparativi per le feste potrebbe andare di pari passo con Mercurio retrogrado, creando momenti di ansia e di disagio ai nati sotto il segno della Vergine. La vostra indole, ordinata e programmatrice, potrebbe non gradire cambi di rotta dell’ultimo minuto o piccoli incidenti di percorso, che non permettano la perfetta realizzazione di quanto avevate pianificato. Tranquilli: secondo l’oroscopo di dicembre, nella seconda metà del mese ogni cosa si risistemerà. Non fatevi travolgere dall’ansia o dal risentimento, il tempo gioca a vostro favore e l’anno andrà a chiudersi serenamente. A volte, quello che sembra esserci sfavorevole sul lungo periodo potrebbe rivelarsi invece foriero di inaspettata positività. Temporeggiate e distraetevi con un orologio scenografico…

    HALDIMANN H1 Flying Central Tourbillon
    Cassa (39 mm) in platino. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura, con scappamento proprietario, grande tourbillon volante centrale (17,8 mm Ø). Quadrante argenté, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. Esemplare interamente realizzato a mano, senza l’ausilio di macchine Cnc.

    Bilancia

    Già il vostro segno mostra uno dei tratti distintivi della vostra natura: il senso di giustizia. Nel mese di dicembre potreste essere chiamati in causa, se non direttamente, come consiglieri o consulenti in vicende che vedono lesa una persona amica o un familiare. D’altronde, la vostra disponibilità caratteriale è certamente nota a chi vi circonda. Questo aspetto dei nati in Bilancia, la generosità nei rapporti umani, non deve però portarvi a dimenticarvi che dovete trovare dello spazio anche per voi e che non potete farvi carico di tutti i problemi del mondo. Approfittate dei giorni di festa per riposare, se possibile, evitando di farvi coinvolgere eccessivamente in preparativi che comportino fatiche, stress, corse dell’ultimo minuto. Resettate la vostra mente come fosse una rimessa all’ora di precisione.

    C by ROMAIN GAUTHIER Titanium Edition Five
    Cassa (41 mm) in titanio grado 5. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura, con ponti in titanio grado 5, autonomia di 60 ore, nuovo meccanismo stop-secondi, piccoli secondi. Quadrante in titanio grado 5 inciso a mano, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in gomma. Edizione limitata di 38 esemplari.

    Scorpione

    Nati sotto il segno dello Scorpione, attenti! Secondo il vostro oroscopo di dicembre, le difficoltà di comunicazione della prima parte del mese potrebbero non solo riguardare la comunicazione verbale, ma anche la sfera non verbale. Potreste ferire, offendere o essere vittime di osservazioni malevole anche se state zitti, per esempio con l’esibizione di un’eccentricità inopportuna in occasioni formali o con espressioni facciali che possano infastidire gli interlocutori. La coda puntuta è la vostra arma di elezione, cercate di indirizzarla bene per evitare di danneggiare voi stessi. L’autostima è sempre necessaria, naturalmente, ma provate a utilizzare di più il dialogo, senza passare subito alla fase conflittuale. Controllatevi. E gratificatevi con un esemplare che fa della precisione la propria missione.

    FERDINAND BERTHOUD Chronomètre FB 3SPC
    Cassa (42,3 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura, con bilanciere a inerzia variabile e spirale cilindrica, indicazione dell’autonomia di 3 giorni, grande contatore dei secondi; con certificato ufficiale di cronometro rilasciato dal Cosc. Quadrante sabbiato, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore.

    Sagittario

    Come lo Scorpione, anche voi nati sotto il segno del Sagittario siete dotati di un’arma: l’arco e le frecce. Risoluti e tenaci, entusiasti e leali, non siete però immuni in questo periodo dall’essere bersaglio, a vostra volta, di voci non sempre positive. Cercate il chiarimento in modo pacato e ben fondato: rimanderete così al mittente le insinuazioni menzognere. Non trascurate la vostra salute: meglio un controllo in più, che uno in meno. Tra il giorno 26 e la fine dell’anno potrebbe esserci un invito inatteso: avete lasciato alle spalle il vostro segno, cogliete la proposta e regalatevi un fuori programma interessante. Concedetevi un orologio fuori dagli schemi, che sappia esprimere tutta la vostra cultura orologiera – alla faccia di chi vi vuole male.

    DE BETHUNE DB28XP Kind of Blue
    Cassa (43 mm) in titanio grado 5 azzurrato lucido. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura, con spirale proprietaria, ruota di scappamento in silicio, indicazione dell’autonomia di 6 giorni lato fondello. Quadrante multivilello in titanio grado 5 azzurrato (incluso il ponte triangolare), con decoro Microlight sul fondo, lancette luminescenti, indici sferici, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore.

    Capricorno

    Il mese di dicembre vede l’inizio del vostro segno: le feste porteranno un po’ di trambusto nelle vostre abitudini. Voi nati sotto il segno del Capricorno, attenti e meticolosi, tendete a volte a voler troppo tenere tutto sotto controllo. Soprattutto durante le feste, un minimo di elasticità non significherà aver rinunciato alla propria personalità. Al contrario, vi permetterà di essere giudici meno severi soprattutto verso voi stessi, aggiungendo una nota più leggera alla vostra routine quotidiana. Dopo il Plenilunio, potrebbero esservi proposte occasioni di vario genere riguardanti la musica, la danza e le arti affini: il momento è ottimo per accoglierle positivamente. Concedetevi il sogno di un orologio a tema, che sappia incantarvi con i suoni e con le immagini…

    VAN CLEEF & ARPELS Lady Arpels Ballerine Musicale Emeraud Cassa (44,5 mm) in oro bianco, interamente tempestata di diamanti (7.49 carati in totale). Movimento meccanico a carica manuale, con indicazione delle ore ad andamento retrogrado, animazione su richiesta e dispositivo a suoneria (con carillon) che riproduce Pelléas et Melisande, Op. 80 di Gabriel Fauré. Quadrante rotante dipinto a mano con 5 ballerine, vetro zaffiro, fondello inciso, cinturino in pelle di alligatore. Ispirato al balletto Jewels di George Balanchine.

    Acquario

    Indipendenti ed esploratori, voi nati sotto il segno dell’Acquario vi apprestate ad affrontare un mese interessante. A patto che evitiate gli eccessi: la tavola delle feste è sempre attraente, ma non si può indulgere troppo. Non rovinatevi il Capodanno con gli stravizi dei giorni precedenti. L’arrivo di una persona che viene da luoghi lontani riaccenderà in voi la voglia di viaggiare: vi attendono piacevoli momenti di scambio di esperienze e conoscenze. Il cielo vi è propizio per fare programmi: iniziate a organizzare il prossimo viaggio importante o la prossima avventura dello spirito, magari proprio quella che volevate fare prima del lockdown e che adesso, finalmente, potreste intraprendere. Conciliate il tutto con un esemplare da globetrotter che alluda all’Altrove.

    PATEK PHILIPPE Ref 5231G Ora Universale Alto Artigianato
    Cassa (38,5 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica automatica, di manifattura, con micro-rotore decentrato in oro rosa, con ore del mondo, indicazione delle 24 ore e funzione giorno/notte per i 24 fusi orari. Quadrante in oro con smalto cloisonné Grand Feu (Sud-Est asiatico e Oceania), vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore.

    Pesci

    Per i nati sotto il segno dei Pesci è in arrivo un mese positivo. Con un unico consiglio: non trascurate le precauzioni sul fronte della salute. L’oroscopo di dicembre prevede un possibile inizio con situazioni di stress, alle quali è necessario reagire in modo ponderato, evitando di accendere discussioni che, alla lunga, diventerebbero negative per voi anche se la ragione fosse dalla vostra parte. Una trattativa che state a lungo negoziando ha ottime probabilità di andare finalmente in porto, liberandovi da un pensiero che ingombrava la vostra mente da troppo tempo. Giove particolarmente favorevole aprirà nuove possibilità e vi permetterà di ampliare i vostri orizzonti. Favoritene l’azione con un orologio del tutto inusuale.

    MB&F HM11 Architect
    Cassa (42 mm x 23 mm di spessore) in titanio grado 5, rotante su un asse centrale. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura, con ponti Pvd blu, sistema di ricarica attraverso la rotazione della cassa, autonomia di 96 ore, tourbillon volante al centro. Tre display laterali con indicazione di ore e minuti, dell’autonomia residua, termometro meccanico; corona di carica della stessa forma conica, vetri zaffiri, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 25 esemplari, altrettanti in oro rosso.

  • Astro-orologi: il sogno dello spazio al polso

    Astro-orologi: il sogno dello spazio al polso

    I voli turistici in orbita. Il ritorno sulla Luna. Le missioni su Marte. Le immagini incredibili del telescopio Hubble… Negli ultimi tempi lo spazio è di nuovo protagonista della cronaca, un po’ com’era successo negli anni Settanta. E il mondo delle lancette, oggi come ieri espressione del costume e della cultura, si è lasciato suggestionare dai temi cosmici come mai prima d’ora. E ha dato vita a un trend di “astro-orologi” (concedeteci il termine, coniato da noi) che abbiamo già registrato in un’altra occasione, e di cui si trovano tracce disseminate qua e là nei nostri articoli, più o meno recenti.

    Ora ci risiamo: ecco una nuova serie di astro-orologi spaziali che abbiamo selezionato proprio per riaggiornare la tendenza. Sempre più diffusa e capace di spaziare (è proprio il caso di dirlo) in tutti i segmenti di mercato, dal basso all’alto di gamma, dai solo tempo ai complicati. Con una ricchezza di soggetti dal sapore fantascientifico – vista la commistione di elementi che contribuiscono a creare il comune immaginario. Ma con il rigore scientifico tipico della tecnica orologiera.

    I nuovi astro-orologi

    Il caso più eclatante è sicuramente il MoonSwatch, il maggior fenomeno pop registrato nell’orologeria da parecchi decenni: un’intera collezione dedicata ai pianeti del sistema solare, il cui enorme successo non accenna a diminuire, a un anno e passa dal lancio. Anzi, ha fatto scuola. I corpi celesti che gravitano attorno alla nostra Stella, interpretati in chiave fantastica, si trovano anche da Roger Dubuis, da Konstantin Chaykin e da Zannetti. Ma non solo. Gli astro-orologi prendono ispirazione dalla vita reale a bordo della ISS e dai progetti della Nasa, come nel caso di Awake o di Wyler Vetta. E all’opposto guardano ai film o ai fumetti di sci-fi, come fa Chanel con la collezione Interstellar; mentre Vulcain si concede il saluto vulcaniano del Dr. Spock, c’è chi guarda ai robot di Star Wars, vedi Citizen o Fossil.

    Poi l’alta orologeria ci mette del suo con certe complicazioni che sembrano fatte apposta per interpretare satelliti e corpi celesti: tipo le fasi di Luna di Hyt o i tourbillon di Louis Moinet e di Jacob & Co. Guardare per credere le foto in alto. Con una sola avvertenza: non cercate in questa gallery gli orologi che davvero sono andati nello spazio, i vari Omega Speedmaster, i Bulova Lunar Pilot, i Breitling Navitimer, i Poljot Komandirskie. Non li troverere. Qui si parla della magia dello spazio filtrata nelle case di orologeria. E degli astro-orologi che hanno conquistato la mente e i polsi dei terrestri.

  • Gli orologi degli artisti: quadranti al servizio della creatività

    Gli orologi degli artisti: quadranti al servizio della creatività

    Il primo è stato Swatch. A metà anni Ottanta, sotto la guida di Nicolas Hayek, ha avuto l’idea di trasformare il quadrante in una tela bianca da affidare alla creatività degli artisti. E che artisti: Andrew Logan, Keith Haring, Kiki Picasso, e poi Jean-Michel Folon, Tadanori Yokoo, Mimmo Paladino, Mimmo Rotella… Ha intessuto così un rapporto privilegiato con l’arte, che nel tempo si è evoluto: il marchio è diventato un grande mecenate, in particolare attraverso lo Swatch Art Peace Hotel di Shanghai, diretto da Carlo Giordanetti. Intanto, però, il suo esempio ha fatto scuola: e in orologeria le collaborazioni con i protagonisti della scena artistica internazionale si sono moltiplicate. A tal punto che negli ultimi anni gli orologi degli artisti rappresentano una precisa tendenza nel mondo delle lancette, soprattutto nell’alto di gamma.

    Relazioni complesse

    Ecco allora, nel 2017, Corum affiancarsi di volta in volta a Matthew Barnes, Booba, Matteo Ceccarini, Juliette Jourdain… E poi, nel 2018, a Elisabetta Fantone, Nelson de la Rue, o ancora Matt Barnes, per dar vita a tantissime varianti del mitico Bubble. Mentre, nel 2020, abbiamo visto Roger Dubuis lavorare accanto a Kaz Shirane su quel capolavoro di incastonatura che è l’Excalibur Superbia (anche se in questo caso l’intervento dell’artista ha riguardato la cassa – letteralmente trasfigurata – e non il quadrante). Senza dimenticare Hublot, che ha formato un vero e proprio collettivo: in cui si incontrano i nomi di Richard Orlinski, Takashi Murakami, Marc Ferrero, Sang Bleu… e tanti altri.

    Ma è impossibile ricostruire la trama delle partnership sottese agli orologi degli artisti negli ultimi anni, tanti sono i contatti, gli intrecci, le contaminazioni a tema. È importante però sottolineare che le case non si limitano a collaborare con una sola tipologia di artista – per esempio i pittori o gli scultori –, ma pescano in tutte le arti visive attuali. In senso lato: dai video all’illustrazione, dalla fotografia al digital, dalla grafica fino alla street art, ibridi compresi. E non solo: si rivolgono anche ai grandi nomi dell’architettura, del panorama musicale (vedi la partnership Richard Mille/Pharrel Williams), perfino della tattoo art. Hanno cioè un approccio multidisciplinare, alla ricerca di espressioni sempre nuove e originali nel mare magnum della creatività.

    Sì, perché in realtà gli orologi degli artisti altro non sono che rielaborazioni in chiave inedita e personale di esemplari già famosi, se non proprio di culto. Realizzati in genere in tirature limitate, o almeno millesimate, si rivolgono a un particolare segmento di collezionisti. Per esempio quelli specializzati in determinati modelli, o quelli cui piace semplicemente l’arte contemporanea. E possono così affermare con orgoglio: “Possiedo un Xyz…”. Ma c’è da dire che gli orologi degli artisti dal punto di vista commerciale funzionano benone… Altrimenti le marche non continuerebbero a produrli.

    Nuove forme di collaborazione

    Però, ultimamente, i rapporti fra le case di orologeria e il mondo dell’arte vanno oltre la semplice creazione degli “esemplari artistici”. Si estendono per esempio alla personalizzazione degli edifici. Come ha fatto qualche anno fa Zenith, quando ha trasformato la facciata della storica manifattura di Le Locle con una tela catramata realizzata ad hoc da Felipe Pantone. O più di recente Oris, che per rifare il look alle proprie boutique monomarca di Londra e di Basilea ha coinvolto BustArt. E grazie allo street artist svizzero è riuscito non solo a cambiare – e a migliorare – l’orizzonte urbano con il colore dei suoi personaggi (tra cui spicca ovviamente l’orsetto mascotte). Ma anche a fare un bel regalo di Natale ai passanti, cui cattura l’attenzione come un faro nella nebbia.

    E a complicare le relazioni ci si mettono pure le nuove tecnologie. Tipo gli Nft, che hanno permesso a Panerai di inventarsi una nuova strategia di lancio per una speciale edizione del Radiomir Eilean (dedicato appunto alla storica barca a vela). In pratica, lo scorso giugno, ha organizzato a Positano la Eilean Xperience, che ha portato gli acquirenti dell’orologio in crociera lungo la costiera amalfitana. E a ciascuno ha donato uno degli Nft in serie limitata che, accanto ai dati del Radiomir e alle informazioni di viaggio, comprendeva anche un’opera realizzata dal digital artist italiano Skygolpe.  

    Gli orologi degli artisti, le novità

    Qui di seguito quindi troverete una selezione di esemplari rielaborati da celebri nomi dell’arte internazionale. Proprio per restringere il campo, ci siamo però concentrati solo su quelli più recenti. Di ciascuno vi diamo come al solito le informazioni tecniche, ma – perdonateci – non riusciamo anche a spiegarvi i profili degli artisti. Problemi di spazio (l’abbiamo già tirata fin troppo per le lunghe) e impossibilità di sintesi (sarebbe ingiusto ridurre in poche righe la complessa personalità di ognuno). Questa vetrina quindi vuole essere anche un invito alla scoperta dei singoli artisti. Ammesso che vi piaccia l’arte contemporanea, s’intende.

    BULGARI Aluminuim Sorayama Special Edition Cassa (40 mm) in alluminio e titanio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica con datario. Quadrante argentato con motivo perlage, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello personalizzato in titanio, lunetta, corona e cinturino in caucciù. Edizione limitata di 1000 esemplari, 3.400 euro.

    CORUM Bubble 47 x Aioroh Cassa (47 mm) in acciaio Pvd nero, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica. Quadrante stampato, vetro zaffiro a cupola, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 88 esemplari. 7.200 franchi svizzeri.

    HUBLOT Classic Fusion Aerofusion Chronograph All Black Shepard Fairey Cassa (45 mm) in ceramica microbillé, impermeabile fino a 5 atm. Movimenro meccanico a carica automatica, calibro HUB1155 di manifattura, cronografo con secondi continui e datario. Quadrante in vetro zaffiro decorato, vetro zaffiro, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 50 esemplari, 25.500 euro.

    HUBLOT Classic Fusion Orlinski Bracelet Titanium Cassa (40 mm) in titanio lucido, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, di manifattura. Quadrante lucido e sfaccettato, effetto 3D, vetro zaffiro, bracciale in titanio. 16.400 euro.

    ROGER DUBUIS Excalibur Liu Wei Monotourbillon Cassa (42 mm) in titanio lucido e satinato, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico scheletrato a carica manuale, calibro RD512 di manifattura, con autonomia di 3 giorni e tourbillon volante. Quadrante inciso e dipinto a mano (alcune righe sono in SuperLumiNova), lancette luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle. Edizione limitata di 8 esemplari, certificati dal Punzone di Ginevra. 167.500 euro.

    ROGER DUBUIS Excalibur Sorayama Monobalancier Cassa (42 mm) in titanio lucido, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico scheletrato a carica automatica, calibro RD720SQ di manifattura, con micro-rotore decentrato e autonomia di 3 giorni. Vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in titanio lucido. Certificato dal Punzone di Ginevra e disponibile su ordinazione, 71.500 euro.

    URWERK UR102 “Reloaded” by Cooper Jacoby Cassa (41 mm) in titanio satinato. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 2.02, con ore vagabonde su dischi sabbiati e incisi, indici termocromatici. Vetro zaffiro di forma, cinturino in tessuto. Pezzo unico, all’asta da Phillips New York il 10 dicembre prossimo.

    ZENITH Defy Extreme Felipe Pantone Cassa (45 mm) in acciaio lucidato a specchio, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro El Primero 9004, con doppio scappamento ad alta frequenza (36mila e 360mila A/h), cronografo con lettura al 100° di secondo, massa oscillante Pvd arcobaleno, indicazione dell’autonomia di 60 ore e secondi continui. Quadrante in vetro zaffiro, indici luminescenti, lancette luminescenti e profilo del contatore dei minuti crono Pvd arcobaleno, lunetta e proteggi-pulsanti in Yas (alluminio silicato di ittrio), vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio intercambiabile con due cinturini, in caucciù e in Velcro. Edizione limitata di 100 esemplari, in vendita solo nelle boutique fisiche e online. 29.900 franchi svizzeri.

  • UR-100 Electrum: Urwerk tra passato e futuro

    UR-100 Electrum: Urwerk tra passato e futuro

    «Il termine topos deriva dal greco τόπος, “luogo”, e significa luogo comune. Con esso può quindi intendersi uno schema narrativo indefinitamente riutilizzabile, a cui spesso è legato un particolare motivo stilistico ad esso consono». Così Wikipedia. «L’orologeria svizzera non cambia mai», per esempio, è un topos. Almeno per chi non conosce Urwerk e le sue creazioni, come l’UR-100 Electrum.

    Il marchio fondato da Felix Baumgartner e Martin Frei è tutto fuorché statico e non poteva essere diversamente: parliamo di un maestro orologiaio e di un designer entrambi visionari. Fin dalla nascita, nel 1997, Urwerk ha dato alla visualizzazione del tempo una forma e un significato nuovi. Fatevi un giro sul sito del brand, date un’occhiata alle collezioni e provate a trovare un orologio “normale”: non ce la farete, garantito al limone.

    Urwerk UR-100: vagabondo che son io…

    Per fortuna, dico io. Perché collezioni come la UR-Satellite cui appartiene il giocattolino di cui scrivo oggi – l’UR-100 Electrum, appunto -, sono una botta di vita e di genialità in un mondo che, se è falso dire che non cambia mai, sicuramente lo fa con una certa lentezza. Dopotutto, ciò che caratterizza l’UR-100 Electrum, ossia l’indicazione del tempo attraverso un sistema planetario (a ingranaggi epiciclici) delle “ore vagabonde”, pur se interpretato qui in maniera ultra-moderna, è antico di almeno 400 anni. Era già usato, ad esempio, a metà del ‘600 dai fratelli Campani, artigiani umbri di strumenti ottici.

    A loro, papa Alessandro VII commissionò un prototipo di orologio che consentisse di vedere le ore anche al buio e avesse uno scappamento non rumoroso. L’orologio “notturno e silenzioso” creato dai Campani aveva al posto delle lancette alcuni dischi rotanti che indicavano le ore marcando un semicerchio con la scala dei minuti incisa, illuminata dal retro da una lampada a olio.

    Sul quadrante dell’UR-100 Electrum vi sono tre satelliti, ciascuno dei quali riporta quattro ore. Essi ruotano su se stessi e intorno a un asse, in una sorta di giostra a tre bracci; allo scattare dell’ora (dipinta in Super-LumiNova, nessuna lampada…), il satellite che la riporta la mette in evidenza allineandosi alla parte inferiore del quadrante; qui, su un arco di circa 140°, si trova la scala dei minuti, lungo la quale scorre una lancetta rossa e bianca solidale all’ora riportata dal satellite.

    Rotazione e rivoluzione

    Baumgartner e Frei hanno aggiunto un barbatrucco. Quando la lancetta dei minuti passa il 60° minuto dell’ora, scompare per un po’ per riapparire sul lato sinistro del quadrante come un contachilometri, illustrando i 555 chilometri che la Terra percorre ogni 20 minuti ruotando su se stessa (calcolati sulla velocità media di rotazione del pianeta all’Equatore). Sul lato destro è misurata un’altra scala: la distanza percorsa dalla Terra nel moto di rivoluzione intorno al Sole, sempre in 20 minuti: circa 35.740 chilometri.

    Non che siano dati di una qualche utilità nel nostro quotidiano, ma sono piuttosto fighi e in linea con la filosofia di Urwerk. Di Baumgartner in particolare: «Secondo me, un orologio è sia una riproduzione fisica sia astratta della nostra situazione sulla Terra. Esso ci àncora a un tempo e a una longitudine precisi, mentre allo stesso tempo testimonia la natura fugace di quella posizione».

    Nulla di nuovo anche questa volta perché, come ricorda lo stesso Baumgartner, l’ispirazione gli è venuta da un orologio restaurato da suo padre e realizzato da Gustave Sandoz nel 1893: anziché contare le ore, indicava la distanza percorsa dalla Terra all’Equatore.

    E nulla di nuovo nemmeno per Urwerk, a dirla tutta. Questo tipo di visualizzazione a satellite caratterizza tutta la collezione UR-Satellite, mentre le velocità della Terra si trovano nelle diverse varianti della linea UR-100. Dov’è allora la differenza? Nel materiale della cassa dell’UR-100 Electrum, che anche in questo caso ci riporta al passato.

    La cassa dell’Urwerk UR-100 Electrum

    È infatti realizzata in elettro, o electrum: una lega naturale di oro e argento che può essere ottenuta artificialmente ma che si trova anche in natura, specialmente in Asia Minore. Era utilizzata nella Grecia antica e nell’Antico Egitto come lega per battere moneta; e prende nome dal colore, che ricorda quello dell’ambra, in greco antico ἤλεκτρον, èlektron.

    Le dimensioni sono quelle della linea UR-100, 41 x 49,7 mm. Ma ciò che spicca qui è la lavorazione della superficie, plissettata, quasi ondulata. Nell’idea di Martin Frei, ricorda le tribune di un teatro greco, le pieghe di un abito della stilista Iris van Herpen, la terra scavata dalle impronte del tempo, il motivo Seigaiha tipico dei kimono tradizionali… Mi fido! Non è la prima volta che nella linea UR-100 troviamo una cassa lavorata: quella dell’Ur-100V T-Rex ha un Clous de Paris futuristico.

    Oltre che per la lavorazione plissettata, che guardandola fissa mi ha quasi ipnotizzato, la finitura della cassa esagonale si distingue per l’alternanza di lucidatura e satinatura; e per le marcate scanalature sui lati a ore 3, 6 e 9, che sono un tocco “ruvido” in un insieme che è tutto sommato piuttosto elegante. Anche grazie alla presenza della corona al 12.

    Urwerk e i luoghi comuni…

    Per i dettagli del movimento e del quadrante, vi rimando alle didascalie della galleria di immagini. Chiudo ricordando che l’UR-100 Electrum è fatalmente realizzato in edizione limitata di 25 esemplari. Costa 62.000 franchi svizzeri. E vi lascio con uno spunto di riflessione che spero vi sia già venuto leggendo le righe precedenti.

    Vi ho raccontato che l’orologeria svizzera non è immobile ma discretamente conservativa e ci sono marchi come Urwerk che provano, riuscendoci, a darle una scossa. Poi però scopriamo che l’UR-100 Electrum sfrutta un’idea vecchia di quattro secoli e che ha la cassa fatta con un materiale utilizzato millenni fa. Saranno Baumgartner e Frei a prendersi simpaticamente gioco di noi con la loro genialità? O forse c’è davvero un fondo di verità nei luoghi comuni, anche in quelli che riguardano le lancette rossocrociate?