Attualità

Oris Big Crown Pointer Date Bullseye: dritto al bersaglio

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In un avvio di 2026 piuttosto avaro di lanci, la presentazione dell’Oris Big Crown Pointer Date Bullseye è stata una bella novità, per diversi motivi. Intanto, per un fatto oggettivo, ossia perché dimostra come Oris continui a lavorare bene, sfruttando al meglio la propria indipendenza industriale e attingendo in maniera intelligente al ricco patrimonio di meccanica e di design. Poi, per un fatto del tutto soggettivo: l’estetica “bullseye” a me personalmente piace molto e questo orologio la esprime ottimamente.

Si tratta di una tipologia di design che si ritrova già negli orologi degli anni ’20 del secolo scorso. E l’Oris Big Crown Pointer Date Bullseye la fa propria anche in virtù del fatto che, in passato, è stata molto presente nei cataloghi della Maison, almeno fino alla fine degli anni ’80. Prende il nome dal termine che in inglese indica il centro di un bersaglio, tipicamente per le frecce e per le fremette. Infatti, i quadranti degli orologi bullseye riportano dei cerchi concentrici di diametri diversi, che fanno convergere al centro lo sguardo di chi li osserva, come in un bersaglio.

La cassa dell’Oris Big Crown Pointer Date Bullseye

Venendo all’Oris Big Crown Pointer Date Bullseye, ricordo che, al di là del design distintivo, abbiamo a che fare con un modello ricco di storia, che si è rivelato cruciale per l’azienda. Introdotto per la prima volta nel 1938, è stato il primo orologio che il Brand ha creato pensando ai piloti. Corona oversize, numeri leggibili, minuteria chemin-de-fer, lancette “cattedrale” e datario a lancetta lo hanno reso da subito un utile tool watch.

Periodicamente rivisto con casse di dimensioni differenti, calibri e materiali aggiornati e migliorati, il modello esiste con vari diametri, 40 mm, 36 mm e persino 34 mm. Il nuovo Oris Big Crown Pointer Date Bullseye ha una cassa compatta, 38 mm, una misura molto equilibrata. Attualmente, gli unici altri Big Crown da 38 mm sono il Cervo Volante e i modelli più costosi alimentati dai calibri di manifattura 473 e 403. La cassa in acciaio è dotata della caratteristica corona scanalata oversize e della lunetta zigrinata, ha uno spessore di 12,2 mm e una misura da ansa ad ansa di 45,5 mm. Dimensioni, che insieme al diametro, la rendono vestibile anche da polsi sottili.

Il destino nel quadrante

Come ho accennato all’inizio, parlando dell’estetica riconoscibile, l’Oris Big Crown Pointer Date Bullseye fa del quadrante il proprio punto di forza. Sebbene abbia elementi molto simili a quelli del modello Cervo Volante, l’orologio colpisce immediatamente per il layout a settori. Come se fosse un bersaglio da freccette, la serie di cerchi concentrici di dimensioni decrescenti che indicano il centro, articola il quadrante in quattro anelli.

A partire dall’anello periferico grigio chiaro con i numeri rossi della data indicati dalla lancetta centrale con punta rossa – Pointer Date -, la successiva scala dei minuti/secondi ha uno sfondo grigio chiaro, chemin-de-fer nero, con cunei triangolari neri a intervalli di 5 minuti e un doppio indicatore a mezzogiorno. Invertendo la combinazione di colori, l’anello più largo è nero, con numeri arabi bianchi nitidi e incornicia il centro del “bersaglio”, grigio chiaro.

Il bilanciamento del quadrante non ha solo un valore grafico. Importante è anche la funzione di migliorare la leggibilità e di sottolineare la vocazione originaria dell’orologio, ossia quella di strumento professionale da utilizzare nelle cabine di pilotaggio. Le lancette sono in stile “cattedrale”, classico della collezione, con punte affilate e segmenti interni riempiti con Super-LumiNova. Il quadrante è protetto da un vetro zaffiro bombato d’ispirazione rétro trattato internamente con un rivestimento antiriflesso.

Oris Big Crown Pointer Date Bullseye tra meccanica e sostenibilità

Sul fondello c’è un vetro minerale attraverso il quale è visibile la massa oscillante bidirezionale rossa di Oris, che genera energia per il calibro automatico 754. È il movimento che dà vita ai Big Crown Pointer Date ed è stato ottimizzato da Oris partendo da una base Sellita SW200 modificata con il datario. Lavora a 28.800 alternanze/ora e ha una riserva di carica piuttosto contenuta di 38 ore. Più che le prestazioni, ciò che distingue il calibro sono l’affidabilità e la facile manutenzione, che contribuiscono a contenere il prezzo: l’Oris Big Crown Pointer Date Bullseye costa 1.950 euro.

Segnalo che anche per questo orologio (come per altri della collezione) il cinturino in pelle di cervo è realizzato da Cervo Volante, azienda elvetica che produce cinturini in pelle di cervo proveniente da piani di controllo della popolazione animale svizzera. Una partnership, quella con Cervo Volante, che si inquadra nel piano Change for the Better, un programma globale di attività intrapreso da Oris per preservare e proteggere il pianeta. Il Marchio collabora infatti con aziende e organizzazioni ambientaliste pioniere nell’azione sociale e nella difesa dell’ambiente.

Qualche paragrafo sopra ho scritto che il Big Crown Pointer Date è un modello cruciale per Oris. Oltre 40 anni fa, Rolf Portmann, ex dipendente Oris e attuale Presidente onorario, organizzò un management buyout per salvare il Marchio dal fallimento a seguito della crisi del quarzo. Con la grande quantità di movimenti al quarzo a basso costo, puntare sugli orologi meccanici parve un’impresa rischiosa, ma la decisione di rendere il Big Crown Pointer Date il modello di punta del Brand anticipò il successo postumo e ancora attuale degli orologi da pilota sul mercato. L’Oris Big Crown Pointer Date Bullseye è solo l’esempio di quanto quella scelta fu lungimirante.