Giornale Degli Orologi
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  • Gli orologi dell’Anno del Cavallo. Le novità per il Capodanno 2026

    Gli orologi dell’Anno del Cavallo. Le novità per il Capodanno 2026

    17 febbraio 2026, Capodanno cinese. Festa della Luna o Festa della Primavera, chiamatelo come volete. Un tempo celebrato tanto nella Mainland China quanto nei Paesi dell’Asia orientale e del Sud-Est asiatico, ormai è diventato una festività a livello globale. Riconosciuta a tutte le latitudini e nell’intero ecosistema commerciale – industria del tempo compresa. Secondo le antiche tradizioni zodiacali dell’ex Celeste Impero, questo sarà l’Anno del Cavallo di Fuoco. E il mondo delle lancette si adegua: non perde l’occasione per sfornare edizioni speciali dedicate. Ecco dunque gli orologi dell’Anno del Cavallo, séguito ideale di quelli dell’Anno del Serpente, del Drago, della Tigre, del Topo (e così via), che abbiamo presentato in passato. Business is business.

    In realtà qui trovate la nostra selezione. Sì, perché è quasi impossibile elencare in modo completo ed esauriente tutti, ma proprio tutti, gli orologi dell’Anno del Cavallo. Troppo numerosi, prodotti come sono in ogni segmento di mercato, dall’entry level all’alta orologeria. Diversi per stile, materiali, tecnica… Ma sempre con l’amato Equino ricorrente, riprodotto in modo vistoso sui quadranti, con rari mestieri d’arte o con semplici stampe, oppure più discreto, come parte integrante della meccanica, magari inciso sulla massa oscillante. E poco importa come sia ritratto. Può essere un purosangue British dal passo disciplinato o un esemplare selvaggio all’irrefrenabile galoppo. (Proprio come quello della vecchia pubblicità del bagnoschiuma Vidal, ve la ricordate?). Ma va bene anche se è rampante come quello della Ferrari (o di Zorro, che a noi Boomer però fa tanto Furia cavallo del West).

    Realistici o fantastici che siano, gli orologi dell’Anno del Cavallo piacciono comunque. Anche a quanti non credono nel destino astrologico, ma sono solo appassionati e collezionisti di micromeccanica da polso. E chi se ne frega se il settore sembra trasformarsi un po’ in una scuderia – non poi così romantica, a pensarci bene: olezzante di fieno e ronzante di mosche. Per quest’anno va così. Ma non ci lamentiamo: l’anno prossimo sarà peggio. Sarà l’Anno della Capra…

    7 orologi dell’Anno del Cavallo. In ordine alfabetico

    ARNOLD & SON Perpetual Moon 41.5 Red Gold “Year of the Horse” Suggestivo lo è di sicuro. Grazie alle fasi lunari, con la grande luna in madreperla luminescente come le costellazioni di Cassiopea e dell’Orsa Maggiore. Sotto il cielo stellato del quadrante in avventurina, il Cavallo in 3D scolpito a mano dell’oro rosso 5N si staglia in un paesaggio dipinto con la tecnica della pittura in miniatura. La cassa in oro rosso ospita un movimento meccanico a carica manuale con 90 ore di autonomia. Edizione limitata di 8 esemplari, 62.600 franchi svizzeri.

    BLANCPAIN Villeret Calendrier Chinois Traditionel
    Un autentico capolavoro meccanico: il movimento meccanico a carica automatica – calibro 3638, a carica automatica e con 5 giorni di autonomia – riporta non solo il calendario completo gregoriano con le fasi di luna, ma anche il calendario cinese. Vale a dire le ore doppie, la data, il mese, i segni zodiacali, i 5 elementi, i mesi intercalari e i tronchi celesti. Il Cavallo fa capolino nella finestrella al 12. La cassa è in platino, il quadrante in smalto Grand Feu. Edizione limitata di 50 esemplari, 96.850 euro.

    HARRY WINSTON Chinese New Year Automatic 36 mm
    Un pezzo di alta gioielleria dalla collezione HW Moments. Concentra una serie di savoir-faire diversi: il Cavallo applicato e laccato emerge come un bassorilevo dalla madreperla, intarsiata a riprodurre le nuvole, tinta di rosso a formare un ferro di cavallo. Immancabili i diamanti: a navette e taglio smeraldo sul quadrante, taglio brillante di varie dimensioni sulla lunetta della cassa in oro rosso. Il movimento è automatico. Edizione limitata di 8 esemplari, prezzo non dichiarato.

    ORIS Year of the Horse Limited Edition
    Una delle interpretazioni fra le più originali del tema. Il quadrante sfumato riporta una doppia raffigurazione del Cavallo, in corrispondenza dell’indicazione dell’autonomia di 10 giorni: al galoppo (quando la molla è a piena carica) e a riposo (quando è scarica). In più, il movimento di manifattura – calibro 113, a carica manuale – mostra giorno, data e mese, oltre alla settimana, indicata sulla scala perimetrale. La cassa è in acciaio, coerente il cinturino in pelle equina (cordovan). Edizione limitata di 88 esemplari, 6.650 euro.

    PIAGET Altiplano Zodiac Horse Edition
    Un altro pezzo di alta gioielleria, questa volta con la cassa in oro bianco tempestata di diamanti: taglio baguette sulla lunetta, taglio brillante sulle anse e sul quadrante. Che è sempre in oro bianco, inciso a mano e dipinto con smalto Grand Feu, cloisonné e pailloné, dalle abili mani di Anita Porchet. All’interno monta un celebre movimento meccanico a carica manuale: il calibro 830P, ovviamente realizzato “in casa”, ultrapiatto (solo 2,5 mm di spessore) e con 60 ore di autonomia. Edizione limitata di 18 esemplari, prezzo non dichiarato.

    SWATCH Riding the Clouds
    Colorato, divertente, “fumettoso”: un pezzo d’arte come solo il Brand può fare. Realizzato in collaborazione con Yu Wenjie, ex artista residente dello Swatch Art Peace Hotel, è ricco di riferimenti simbolici: i due Cavalli, uno bianco e uno nero, rimandano allo Yin e allo Yang, le criniere e le code di fuoco rappresentano fortuna e prosperità… La cassa è in plastica, il movimento al quarzo Swiss made, il cinturino in silicone. 100 euro.

    VACHERON CONSTANTIN La Leggenda dello Zodiaco Cinese – Anno del Cavallo Un altro concentrato di mestieri d’arte: il quadrante in oro è decorato con smalto Grand Feu e applique del Cavallo e del terreno in oro cesellato a mano. Il movimento meccanico a carica automatica, calibro 2460 G4/3, riporta le indicazioni di ore, minuti, datario e giorno della settimana su dischi rotanti. Esiste con la cassa in oro rosa o in platino (foto in alto), in 25 esemplari per referenza, fregiati dal Punzone di Ginevra. In vendita solo nelle boutique monomarca, prezzo non dichiarato.

  • 7 orologi di San Valentino. Anche per la GenZ

    7 orologi di San Valentino. Anche per la GenZ

    Fra due giorni è il 14 febbraio, la festa degli innamorati. Un’occasione per regalare un orologio alla propria amata, come sempre. Certo, andrebbe bene qualsiasi orologio – purché rispetti i suoi gusti e le sue preferenze (anche il nostro portafoglio). Ma qui prendiamo in esame solo gli esemplari creati appositamente, con l’intera panoplia di decori e cliché del caso: i cuori, le frecce di Cupido, il rosso (ma va bene anche il bianco), lo scintillio delle pietre. E che siano gemme preziose o semplici cristalli, poco importa. Si tratta infatti di un fenomeno comune a tutti i segmenti del mercato, dall’entry level all’alto di gamma… Ecco allora 7 orologi di San Valentino modulati su diversi budget di spesa, tra i modelli più sontuosi ed esclusivi, spesso in tiratura limitata, e quelli pop o di tendenza. Comunque romantici, a detta di tanti (o ad alta concentrazione di melassa, secondo alcuni).

    San Valentino, no grazie…

    «Ma San Valentino è una cosa da vecchi!», ha replicato il figlio della nostra amica Margherita. Lui, non ancora ventenne, appartiene a quella GenZ che mette in discussione il giorno degli innamorati, visto come festa consumistica da contestare. Un evento che crea un’ingiusta (e ingiustificata) pressione sociale ed economica. Uno stress dannoso sia se si è in coppia, per il peso delle aspettative del partner, sia se si è single, perché accresce il senso di solitudine. E poi, così com’è concepito per tradizione, San Valentino alimenta gli stereotipi di genere, perché esclude chi non è binario, non rientra nell’archetipo uomo/donna.

    Non è meglio piuttosto essere inclusivi, e festeggiare con gli amici e le persone care, in senso lato? O tirar fuori un po’ di sano egoismo e celebrare l’amore per sé stessi, la propria unicità e la propria individualità? Così, per far felice la GenZ, al posto della festa degli innamorati sono già nati altri eventi, a livello globale. Prima di tutto la festa dei single – che in Italia coincide con il 15 febbraio, giorno di San Faustino, eletto a furor di popolo “patrono dei single”. Mentre i social già promuovono la festa degli amici, il Galentine’s day, che guarda caso ricorre il 13 febbraio. Quindi se non volete festeggiare il 14 febbraio, potete optare per il giorno prima o il giorno dopo. A voi la scelta.

    … o anche sì?

    Eppure… eppure pare proprio che siano i nati fra il 1997 e il 2010 a spendere di più per i regali di San Valentino. Sì, perché la presa di posizione della GenZ è già stata oggetto di analisi, sondaggi e ricerche di mercato, da parte delle istituzioni come degli uffici marketing. Molti brand hanno studiato la cosa e trovato risposte a livelli diversi, pur di piacere ai nuovi acquirenti. A cominciare dalla comunicazione, puntata più sulla celebrazione dell’amore che sulla festa degli innamorati. Per passare all’uso di materiali che rispettano la sostenibilità e l’attenzione all’ambiente. Fino all’offerta di plus che rendano l’esperienza d’acquisto più gratificante.

    Lo si vede anche nei nostri 7 orologi di San Valentino. Che, a questo punto, possono essere visti nell’ottica del regalo per sé stesse (al femminile, anche in senso fluido o transgender) o per la propria “persona del cuore” (in senso lato), incluso qualsiasi legame affettivo o di sangue, dalla miglior amica in poi. Chiaro, questi discorsi valgono soprattutto per i ragazzi giovani o giovanissimi, quelli della GenZ e tutt’al più i Millennials. Quelli “diversamente giovani” – e intendiamo Boomer e GenX – magari apprezzano gli orologi per San Valentino semplicemente per quello che sono. Messaggi simbolici, un modo diverso per dire “ti voglio bene” da indossare al polso.

    7 orologi di San Valentino, in ordine di prezzo

    HARRY WINSTON Premier Valentine’s Day Automatic 36mm
    Un pezzo di alta gioielleria, strepitoso per il taglio a cuore dei diamanti agli indici, di dimensioni dégradé, e il grande rubino a ore 12, tagliato a mano e circondato da rami di rosa in oro, con tanto di spine (perché bisogna proteggere ciò che ci è caro…). Ad alta caratura la cassa (36 mm) in oro rosa: con un giro di diamanti e piccoli rubini sparsi sul quadrante in madreperla, altri diamanti taglio brillante sulla lunetta, la corona, le anse e perfino le barre d’attacco del cinturino, per un totale di 3.69 carati. Il movimento è automatico. Edizione limitata di 14 esemplari, prezzo non disponibile.

    BREGUET Reine de Naples 9915 San Valentino 2025
    Come sempre, la Maison presenta una creazione dedicata. Quella di quest’anno si distingue per il quadrante eccezionale: improntato sul décor a forma di cuore, fatto con rubini e zaffiri in dégradé incastonati (con una difficile operazione) nella madreperla di altissima qualità, fino a sfumare nei diamanti sul réhaut. Altri diamanti si trovano sulla lunetta svasata e, serti neige, sull’ansa a boule, mentre la corona è sormontata di un rubino cabochon (2.72 ct circa in totale). Il movimento automatico, calibro 537/3 di manifattura) ha la spirale e l’ancora in silicio. Edizione limitata di 28 esemplari, 57.100 euro.

    BLANCPAIN Ladybird Sainty-Valentine 2025
    Ricorrente è anche la special edition prodotta per l’occasione dalla Manifattura di Le Brassus. In questo caso la personalizzazione sta nel colore rosso diffuso, nella trotteuse a forma di freccia che trafigge un cuore e negli altri cuoricini che circondano le vezzose fasi di Luna. La cassa (34,9 mm) in oro bianco e il quadrante in madreperla sono ornati di diamanti taglio brillante (2.22 ct. in totale). Mentre il movimento automatico, calibro 1153L di manifattura (con 100 ore di autonomia), ha la massa oscillante scheletrata e decorata da un cuore. Edizione limitata di 14 esemplari, 40.300 euro.

    CHOPARD Happy Hearts
    Un grande classico, con i diamanti mobili “incamiciati” in oro. Ma questa versione diventa speciale per la presenza dei due cuori – uno in madreperla e l’altro con pavé di brillanti -, anch’essi liberi di scorrere sul quadrante, sempre in madreperla. La cassa (36 mm) in acciaio ospita un movimento al quarzo Swiss made con datario. A impreziosire ulteriormente il tutto, la lunetta e altri dettagli in oro rosa etico. 11mila euro.

    PHILIPP PLEIN Plein Valentine
    Fa parte di un’intera parure, che comprende anche orecchini, anelli, ciondoli a tema. Tant’è che l’orologio è venduto in un gift set, con bangle coordinato. La cassa (38 mm) in acciaio Ip oro giallo è decorata da cristalli baguette sulla lunetta, il quadrante soleil da un cuore smaltato in rilievo – lo stesso del bracciale -, in pendant col cinturino in pelle. Il movimento al quarzo è di fabbricazione giapponese. 550 euro.

    SWATCH Purest Love
    Un Original che esprime pura e candida passione, condita con ironia e originalità. Nella monocromia bianca spicca il quadrante soleil, con le frecce di Cupido come lancette e il lettering al posto degli indici, con tanto di cuore a ore 12. La cassa (34 mm) in plastica biosourced racchiude un movimento al quarzo Swiss made, il cinturino è in silicone. 75 euro.

    HIP HOP Love Me Yes
    È realizzato in collaborazione con La Methode, Marchio italiano che ha fatto della sostenibilità la propria bandiera: produce filati con fibre naturali di tessuti recuperati e scarti industriali. Il cinturino, con copricassa integrato, è in cotone Supima riciclato, fuso con il silicone eco-friendly attraverso la tecnica RPL (Rubber Pressing Layer). Così grafica e colori restano immutati nel tempo. La cassa (32 mm) è in policarbonato, il movimento al quarzo di fabbricazione giapponese. 45 euro.

  • Gli orologi dell’anno del Drago. Talismani o forme d’arte?

    Gli orologi dell’anno del Drago. Talismani o forme d’arte?

    Quest’anno hanno davvero esagerato. Va bene che il mercato cinese va riconquistato, va bene che il soggetto si presta alle interpretazioni più fantasiose, ma le marche elvetiche di orologeria si sono davvero fatte prendere la mano. E hanno sfornato una quantità incredibile di orologi dell’anno del Drago. Di cui vogliamo darvi un assaggio.

    Già: domani, 10 febbraio, è il Capodanno cinese – Festa di primavera o Capodanno lunare che dir si voglia -, che avvia 15 giorni di sentitissimi festeggiamenti in tutta la Great China come nelle comunità espatriate dal Paese di Mezzo, diffuse in tutto il mondo. E l’industria delle lancette si è data da fare per celebrare come si deve l’anno del Drago di legno: il segno di turno in questo 2024, parte del complesso sistema zodiacale in cui non solo si alternano 12 animali con cicli di 12 anni, ma sono anche coinvolti i 12 rami terrestri, i 10 tronchi celesti, i 5 elementi, lo Yin e lo Yan…

    In effetti sono ormai mesi che siti, blog e magazine specializzati pubblicano alla spicciolata gli orologi dell’anno del Drago. Noi abbiamo aspettato proprio l’ultimo giorno per presentarli tutti insieme, così come abbiamo fatto per l’anno del topo, per quello del bue, della tigre, del coniglio… Sì, perché sono ormai 12 anni che assistiamo a questo spettacolo di arte varia puntualmente messo in atto dall’orologeria. Quest’anno il ciclo si chiude, i grandi collezioni posseggono già l’intero Zodiaco, ma poco importa: si ricomincia da capo con un nuovo segno, con un nuovo animale, in una periodicità che sembra infinita – altroché dodecennale…

    Esemplari pregiati… anziché no

    E vederli tutti insieme, gli orologi dell’anno del Drago, dobbiamo ammettere che fa una certa impressione. Con tutte queste ali spiegate, questi artigli letali, queste fauci spalancate, sembra proprio di essere tornati ai tempi di Casa Targaryan, all’antico regno di Raenyra in House of the Dragon. Ma con la naturale differenza che le bestiole raffigurate sugli orologi dell’anno del Drago non hanno le fattezze delle saghe fantasy, ma quelle tramandate dalla tradizione cinese, più viva che mai in quel di Hong Kong. Si tratta del Loong, creatura leggendaria del folklore dell’ex Celeste Impero: che non sputa fuoco e non rappresenta il Male, ma è invece simbolo di prosperità, latore di fortuna e buoni auspici. Addirittura incarnazione dell’imperatore, emblema di potere e saggezza.

    Del resto l’orologeria è sempre stata determinata nel ritrarre i draghi, per arrivare al cuore e al portafoglio degli amanti del genere (soprattutto se con gli occhi a mandorla). Anche in tempi non sospetti: prova ne sia la vetrina fatta da noi qualche anno fa, intitolata proprio Draghi, dragoni & Co. (cui vi rimandiamo per conoscere fattezze e leggende a tema), in un 2021 dedicato a tutt’altro animale. Figuriamoci ora che lo Zodiaco cinese serve l’occasione su un piatto d’argento… Pare proprio che le marche si siano messe d’accordo per invadere il mercato con gli orologi dell’anno del drago. Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche, come si può vedere qui sotto. Venghino, signori, venghino…

    A dire il vero, sembra quasi che nell’alto di gamma le case abbiano fatto a gara per creare l’orologio più scenografico, più straordinario. Con il ricorso – come sempre – ai mestieri d’arte, alle tecniche ancestrali più rare e mirabili, ma anche agli automi e alla meccanica spettacolo. Nella nostra vetrina troverete infatti diversi pezzi unici, oltre che edizioni limitatissime o comunque millesimate (in cui appare quasi sempre il numero 8, altro simbolo portafortuna). Ma non dimenticate di dare un’occhiata anche alla gallery qui sopra. I draghi sono onnipotenti, si sa: e, non paghi di dominare i polsi, invadono perfino le scrivanie, dove assumono sembianze 3D e diventano ancora più forti, ancora più intriganti, capaci di incantare quanti li guardano. Altro che la mitica Medusa o il Basilisco di Harry Potter: dilettanti, in confronto. Perché, non dimentichiamolo: gli orologi dell’anno del Drago possono essere autentici capolavori. Che ci piaccia o no.

    Gli orologi dell’anno del Drago di legno

    BAUME&MERCIER Riviera Dragon Edition 10743 Cassa (33 mm) in acciaio lucido e satinato, impermeabile fino a 5 bar. Movimento meccanico a carica automatica con datario. Quadrante in madreperla decorata, lancette e indici applicati luminescenti, lunetta con diamanti, vetro zaffiro, fondello con vetro zaffiro decorato da un dragone, bracciale in acciaio. Edizione limitata di 150 esemplari, 3.550 euro.

    BAUME&MERCIER Riviera Baumatic Moonphase Dragon Edition 10744 Cassa (43 mm) in acciaio lucido e satinato, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Baumatic, con autonomia di 5 giorni, fasi di luna con dragone e datario a lancetta. Quadrante soleil, lancette e numeri romani applicati e indici luminescenti, vetro zaffiro, lunetta con viti in acciaio Adlc, fondello con vetro zaffiro decorato da un dragone, bracciale in acciaio. Edizione limitata di 150 esemplari, 5.750 euro.

    BELL & ROSS BR 05 Artline Dragon
    Cassa (40 mm) in acciaio lucido e satinato, inciso al laser, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro BR-CAL 321, con autonomia di 54 ore e datario. Quadrante in ciso, lancette rodiate e dipinte di lacca nera, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, bracciale in acciaio inciso al laser. 8.200 euro.

    BLANCPAIN Villeret Calendrier Chinoise Traditionnel
    Cassa (45 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3638 di manifattura, con autonomia di 7 giorni, calendario completo gregoriano con fasi di luna, calendario cinese con ora doppia, data, mese, segni zodiacali, 5 elementi, mesi intercalari e tronchi celesti. Quadrante in smalto Grand Feu, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 50 esemplari, 75.400 euro.

    BOVET Récital 26 Chapter Two Golden Dragon
    Cassa Dimier (45 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 17DM06-DT di manifattura (3 brevetti), con autonomia di 5 giorni, tourbillon volante double-face, fasi lunari con luna in madreperla, ore del mondo con indicazione delle città su display emisferico. Quadrante convesso in quarzo blu, indicazione decentrata di ore e minuti con lancette luminescenti, drago in oro rosso scolpito a mano, vetro zaffiro, fondello con vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 12 esemplari (4 con quadrante in avventurina e altrettanti con quadrante guilloché blu), prezzo non disponibile.

    BREGUET Classique Dragon 7145
    Cassa (40 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 502.3, con spirale e anse dell’ancora in silicio. Quadrante in smalto Grand Feu, drago in oro rosso inciso a mano con sfera in madreperla, lancette a pomme evidée in oro, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 8 esemplari, 84mila euro.

    BREGUET Classique Double Tourbillon Dragon 5345PT Cassa (46 mm) in platino. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 588N di manifattura, interamente inciso a mano, con ponti del bariletto in oro, due tourbillon indipendenti e rotanti (fissati sulla platina che compie un giro completo in 12 ore). Platina guilloché incisa a mano, giro delle ore su anello in vetro zaffiro, drago in oro rosso inciso a mano con sfera in madreperla, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Prezzo non disponibile.

    CHOPARD L.U.C XP Urushi Year of the Dragon
    Cassa (39,5 mm) in oro rosa etico, sottile solo 6,8 mm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L.U.C 96.17L di manifattura, con due bariletti sovrapposti (tecnologia Chopard Twin), autonomia di 65 ore, micro-rotore decentrato in oro. Quadrante realizzato a mano in Giappone secondo la tecnica della lacca Urushi , vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 88 esemplari, 30.200 euro.

    CORUM Bubble 47 Dragon
    Cassa (47 mm) in acciaio Pdv nero, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CO 082. Quadrante soleil laccato, con drago applicato e luna in madreperla; vetro zaffiro a cupola, fondello in vetro zaffiro, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 88 esemplari, 7mila franchi svizzeri.

    CORUM Bubble 47 Dragon Eye
    Cassa (47 mm) in acciaio Pdv nero, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CO 082. Quadrante laccato e dorato, vetro zaffiro a cupola, fondello in vetro zaffiro, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 88 esemplari, 7mila franchi svizzeri.

    GENUS Dragons
    Cassa (43 mm) in oro bianco (ma disponibile anche in oro rosa, in titanio grado 5 o in titanio damascato). Movimento meccanico a carica manuale, calibro 160W-1.2 di manifattura, con platina e ponti in oro 18 kt, autonomia di 50 ore, indicazione satellitare delle ore mediante indice fisso (a ore 9), indicazione dei 10 minuti tramite la testa del drago, il cui corpo in oro inciso a mano e segmentato (11 elementi) striscia fra due contatori, indicazione dei minuti su disco rotante (a ore 9). Indicatori e numeri luminescenti, vetro zaffiro glassbox, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Esemplare interamente personalizzabile, a partire da 140.650 franchi svizzeri, tasse escluse.

    HAMILTON Ventura Elvis80 Skeleton Dragon
    Cassa (42,5 x 44,6 mm) in acciaio Pvd nero, impermeabile fino a 5 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro H-10-S realizzato in esclusiva, con riserva di carica di 80 ore e spirale in Nivachron. Quadrante traforato a forma di muso di drago, lancette luminescenti, vetro zaffiro, cinturino in caucciù effetto squame. Esiste anche con la cassa color oro. 2.175 euro.

    HARRY WINSTON Chinese New Year Automatic Dragon Cassa (36 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HW2010, realizzato in esclusiva. Quadrante in oro con madreperla bianca incisa, drago laccato, indicazione di ore e minuti circoscritta da diamanti, lunetta con diamanti taglio brillante, vetro zaffiro, fondello con vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore (fibbia con diamanti). Diamanti pari a 2 carati in totale. Edizione limitata di 8 esemplari, prezzo non disponibile.

    HUBLOT Spirit of Big Bang Titanium Dragon
    Cassa (42 mm) in titanio lucido e satinato, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HUB 1710 di manifattura, con autonomia di 50 ore. Quadrante multilivello effetto 3D realizzato con applique, vetro zaffiro, cinturino in caucciù vulcanizzato effetto scaglie. In vendita con un secondo cinturino in tessuto grigio. Edizione limitata di 88 esemplari, 30.800 euro.

    IWC Portugieser Chronograph Year of the Dragon Cassa (41 mm) in acciaio lucido. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 69355 di manifattura, con massa oscillante in oro rosa a forma di drago, cronografo con ruota a colonne e secondi continui. Quadrante su due livelli, contatori azuré, numeri applicati, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello. In vendita con un secondo cinturino in caucciù. Edizione limitata di 100 esemplari, 10.200 euro.

    JACOBS & CO. The Mystery Tourbillon Twin Dragons Cassa (50 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica manuale, calibro JCAM32 di manifattura, autonomia di 60 ore, con due tourbillon volanti centrali, collegati da un differenziale, su tre assi (la gabbia di quello sul primo asse ruota in un minuto, le altre due ruotano ciascuna in due minuti). Quadrante con due draghi in oro rosa, scolpiti e dipinti a mano, che ruotano su due anelli per indicare ore e minuti tramite le sfere di diamanti taglio Jacobs (288 faccette, indici di diamanti taglio baguette (1.49 ct), carrure e anse tempestati di diamanti baguette (12.41 ct in totale), vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cintueino in pelle di alligatore. Pezzo unico, prezzo non disponibile.

    JAEGER-LECOULTRE Reverso Tribute Enamel “Dragon” Cassa reversibile (27,4 x 45,5 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica manuale, calibro J-LC 822 di manifattura. Quadrante in smalto Grand Feu, lancette e indici applicati in oro rosa, vetro zaffiro, fondello in smalto Grand Feu con drago inciso a mano, cinturino in pelle di alligatore. Disponibile su commissione, circa 100mila euro.

    JAQUET DROZ Imperial Dragon Automaton
    Cassa (43 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica automatica, calibro JD 6150 realizzato in esclusiva, con spirale e anse dell’ancora in silicio, rotore in oro rosso laccato nero; automa con animazione delle diverse parti del corpo del drago. Quadrante in cuprite dipinto a mano con indicazione decentrata di ore e minuti, lancette in oro. Applique drago in oro giallo, incisa e dipinta a mano, con occhio e lingua in acciaio dipinto a mano, sfera in diaspro rosso decorata a mano con polvere d’oro. Vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cinturino in caucciù. Pezzo unico, completamente personalizzabile. Prezzo non disponibile.

    LONGINES Flagship Heritage Year of the Dragon
    Cassa (38,5 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L-899 realizzato in esclusiva, con spirale in silicio, autonomia di 3 giorni, fasi di luna e datario a lancetta. Quadrante bombato e sfumato, lancette luminescenti, vetro zaffiro, fondello personalizzato dal muso del drago, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 888 esemplari, 3.450 euro.

    PIAGET Altiplano Dragon Zodiac High Jewellery Watch Cassa (41 mm) in oro bianco e oro rosa, ultrapiatta (8,3 mm di spessore). Movimento meccanico a carica manuale, calibro 830P di manifattura, ultrapiatto. Quadrante in smalto pailloné realizzato da Anita Porchet, drago in oro inciso a mano, sfera in opale; lunetta e anse con diamanti taglio baguette, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 8 esemplari, parte di una collezione dedicata al Dragone e alla Fenice e composta da orologi e gioielli. Prezzo non disponibile.

    ROGER DUBUIS Excalibur Monotourbillon Dragon
    Cassa (42 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica manuale, calibro RD512SQ di manifattura, scheletrato, con autonomia di 3 giorni, tourbillon volante (cassa in cromo-cobalto e titanio), drago integrato fra i componenti, realizzato in oro rosa scolpito a mano, e composto da 27 pezzi disposti su 25 livelli. Lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle. Fregiato del Punzone di Ginevra. Edizione limitata di 28 esemplari, prezzo non disponibile.

    SWATCH Collezione Anno Del Drago – Dragon in Wind Pay! Cassa New Gent (41 mm) in materiale di origine biologica. Movimento al quarzo Swiss made con funzione SwatchPay per effettuare pagamenti contactless. Quadrante stampato, vetro in materiale di origine biologica, cinturino in silicone. Fa parte di una collezione composta da 5 modelli (vedi gallery), 110 euro.

    ULYSSE NARDIN Blast Tourbillon Dragon
    Cassa (45 mm) in oro roso 5N satinato. Movimento meccanico a carica automatico, calibro UN-172 di manifattura, scheletrato, con autonomia di 3 giorni, micro-rotore decentrato in platino, bilanciere, spirale, ancora e ruota di scappamento in silicio, tourbillon volante con semisfera in madreperla posta sulla gabbia; drago integrato al ponte ad X superiore, realizzato in oro rosso 5N, inciso e dipinto a mano. Lancette e indici luminescenti, carrure e lunetta in titanio Dlc nero, vetro zaffiro glassbox, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. 102.650 euro.

    VACHERON CONSTANTIN Métiers d’Art La Légende du Zodiacque Chinois – Anno del Drago Cassa (40 mm) in oro rosa (ma esiste anche in platino). Movimento meccanico a carica automatica, calibro 2460 G4 di manifattura, con indicazioni di ore, minuti, datario e giorno della settimana su dischi rotanti. Quadrante in oro con smalto Grand Feu e applique in rilievo di drago in oro rosa (oppure in platino) cesellato a mano; vetro zaffiro, fondello con vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 25 esemplari per tipo di metallo, certificati dal Punzone di Ginevra, in vendita solo nelle boutique monomarca, da 139mila euro.

  • Harry Winston accende la Emerald Collection

    Harry Winston accende la Emerald Collection

    «People will stare. Make it worth their while». Ossia, più o meno: «Le persone ti fisseranno. Fa che il loro tempo valga la pena». È una celebre frase di Harry Winston, il “re dei diamanti”, la cui azienda omonima fa parte dal 2013 di Swatch Group. Motivo per cui, oltre che nella realizzazione di gioielli da sogno, ha sviluppato un savoir-faire anche nell’orologeria che trae ispirazione dalla storia della maison. Una storia iniziata nel 1932, in periodo di Art Déco, quando nel panorama internazionale nacquero alcuni orologi che fanno sognare ancora oggi. Uno per tutti, il Reverso di Jaeger-LeCoultre.

    Una storia che, nel caso di Harry Winston, ha virato con forza verso l’alta orologeria nel 1989, con la presentazione della prima collezione. Concretizzata negli anni 2000 con la serie speciale Opus. E consolidata nel 2007 con l’apertura della propria manifattura a Ginevra. Una storia che si nutre di orologi come The Ultimate Quadri Tourbillon, il Premier Majestic Art Déco o di collezioni come la Emerald Collection. Una linea che è riduttivo definire prêt-à-porter, data la sua preziosità, ma che davvero è la più portabile e quotidiana del portafoglio di Harry Winston.

    Harry Winston da cima a fondo

    È anche la più giovane, perché ha fatto il proprio esordio nel 2016 con il modello con cassa da 18 mm. Un orologio diventato in breve un successo e che ha convinto Harry Winston a portare le dimensioni a 33 mm nel 2019, per parlare anche a un pubblico maschile, che ama l’eleganza non ostentata né sovradimensionata. Nonostante sia disponibile anche con i diamanti.

    Attenzione però. Quando parlo di 18 o 33 mm mi riferisco alla larghezza, perché le casse della Emerald Collection non sono tonde né quadrate, ma di forma. E che forma. Gli otto lati richiamano quelli del taglio smeraldo in gioielleria, che è poi anche il logo di Harry Winston, ripreso in tutti i Salon del marchio nel mondo, attraverso le vetrine personalizzate a forma ottagonale.

    I modelli da 18 mm, proprio perché femminili, mettono l’accento sulla lunetta incastonata di diamanti. La cassa da 33 mm è invece più architettonica, grazie alle geometrie nette e al quadrante con i dettagli smussati. 

    Le novità della collezione

    Della collezione abbiamo già parlato un paio di anni fa (vedi qui), ma mi piace tornarci perché ora Harry Winston ha introdotto alcune nuove referenze che la arricchiscono ancora di più. Piccoli dettagli per distinguere gli orologi, i quali mantengono comunque alcune caratteristiche comuni.

    Queste ultime sono principalmente i 44 diamanti taglio brillante che ornano la lunetta e le anse e, su alcune referenze già in collezione, l’iridescenza naturale del quadrante in madreperla. Oltre alla cornice della minuteria che è composta sempre da 44 diamanti taglio brillante, ma più piccoli.

    Le novità stanno invece nel cinturino, nel bracciale e nelle pietre di colore incastonate sul quadrante a formare gli indici delle 3, 6, 9 e 12. Harry Winston ha infatti dato ai nuovi orologi un tocco di rosso, con l’elegante cinturino in satin a doppio giro che spicca per la tonalità accesa. E, se si parla di pietre e di rosso, non si può non parlare di rubini.

    L’indice delle ore 12 è infatti un rubino taglio smeraldo, quelli delle 3, 6 e 9 sono interpretati con altrettanti rubini taglio brillante. La caratura totale delle gemme più vivide è di circa 0.023 carati. Il totale dei diamanti che ornano cassa e quadrante invece arriva a circa 0.60 carati.

    Il cinturino di satin rosso, con fibbia ad ardiglione, è montato sia sulla cassa in oro bianco sia su quella in oro rosa. Alla cassa in oro rosa, Harry Winston ha scelto di abbinare anche un bracciale in maglia milanese dello stesso materiale. Una novità, poiché in collezione c’era finora solo il bracciale mesh in oro bianco.

    Il gusto di scegliere Harry Winston

    Nella piccola cassa è alloggiato il classico movimento svizzero al quarzo, di alta gamma, calibro HW1040 con visualizzazione di ore e minuti. A differenza del 33 mm, dove il movimento è automatico e sul quadrante sono presenti anche il datario a ore 6 e la lancetta centrale dei secondi.

    Del resto, orientarsi sulla Emerald Collection di Harry Winston significa essere amanti più della preziosità delle pietre che della raffinatezza della meccanica. Decorato con intense tonalità di rosso, diamanti e madreperla, è un accessorio di lusso per donne che desiderano sia la praticità di un orologio sia il fascino distintivo dei gioielli di Harry Winston. Ciò non toglie che chi sceglie questo classico contemporaneo dell’orologeria al femminile si distingue anche per il gusto evoluto. Non il tradizionale orologio-gioiello, ma l’orologio fatto da chi i gioielli li sa fare anche meglio. Con la benedizione di un colosso come Swatch Group. Ce n’è a sufficienza per considerare la Emerald Collection il punto di arrivo di chi intende associare gusto e passione senza cedere sull’eccellenza.

  • L’anno del Coniglio è in arrivo. E l’orologeria ziga, ziga*…

    L’anno del Coniglio è in arrivo. E l’orologeria ziga, ziga*…

    Ci risiamo. Domenica prossima, il 22 gennaio, sarà il Capodanno cinese – Capodanno lunare o Festa di Primavera che dir si voglia. E, anche quest’anno, le case di orologeria sono già pronte a celebrarlo in grande stile. Cioè con esemplari dedicati all’anno del Coniglio, il segno zodiacale che governerà i prossimi 12 mesi secondo la millenaria tradizione dell’ex Celeste Impero. L’anno del Coniglio d’Acqua, per essere più precisi – considerato anche l’elemento associato in questo 2023… Ma è meglio lasciar perdere il calendario cinese, che per noi occidentali è un gran casino anche solo da comprendere, figuriamoci da spiegare. Andatevi a leggere il pezzo sul Tonda PF Xiali di Parmigiani Fleurier per farvene un’idea.

    E lasciamo perdere pure i significati dell’anno del Coniglio: la Rete è invasa di descrizioni, previsioni e congetture, mica c’è bisogno che ne parliamo anche noi. Piuttosto, è curioso che il Coniglio – o la Lepre, espressione del quarto Ramo Terrestre (mao 卯) – faccia riferimento a un’antica leggenda taoista. Secondo questa storia, la bestiola abita sulla Luna, dove con mortaio e pestello frantuma cinnamomo ed erbe varie per produrre l’elisir di lunga vita. Ed è il motivo per cui si dice che possa vivere fino a mille anni, ed è quindi collegato all’idea di longevità. Sempre che non finisca prima in pentola, s’intende.

    Comunque, concentriamoci sugli orologi per l’anno del Coniglio. Che sono tanti, ma tanti, di gran lunga più numerosi di quelli che si sono avvicendati per gli altri segni degli scorsi anni (come l’anno della Tigre, l’anno del Bufalo o l’anno del Topo). Dipenderà dalla platea della Great China, sempre più importante per il mercato delle lancette? O dal fatto che i collezionisti e gli amatori del genere si sono moltiplicati? O forse dall’animale, così tenero e carino da ispirare i designer delle grandi marche? Sta di fatto che l’orologeria sembra dedita alla coniglicoltura più di un allevamento intensivo.

    E comunque, non c’è da stupirsi: si sa che i conigli si riproducono velocemente e in quantità. Del resto, non si dice proprio “figliare come conigli?”… Ciò che colpisce, piuttosto, è la varietà dei soggetti. E anche la capacità di svincolarli del tutto da un contesto pasquale, un rischio che poteva incombere sulla fantasia dei progettisti. Soprattutto se condizionati dalla tradizione dell’Easter Bunny o dell’Osterhase, come lo chiamano sul confine tedesco… E invece no: gli orologi per l’anno del coniglio sono multiformi, originali, hanno aspetti e atteggiamenti sempre diversi. Gli animaletti qua saltellano e corrono in cerchio, lì scorrazzano in mezzo alla natura… C’è chi li immagina soffici e giocosi, chi ne valorizza il senso di libertà, chi sembra ispirarsi ai cartoon (sembra proprio che Roger Rabbit abbia fatto scuola). E c’è perfino chi li ritrae durante la copula, chissà se per voyeurismo o trasgressione…

    Trasversali ai generi e ai segmenti di mercato, gli orologi per l’anno del coniglio presentano come sempre un’estrema varietà anche nelle tecniche di decorazione (leggete le didascalie della gallery qui sopra). E fanno di tutto per piacere agli appassionati, per conquistare un posto nel loro cuore e al loro polso. A tal punto che per qualcuno l’esemplare di turno con relativo leporide potrebbe diventare un inseparabile compagno di vita, proprio come il coniglio gigante di certi film. L’importante è che assomigli più all’Harvey di James Stewart (1950) che al Frank di Donnie Darko…

    *Voce del verbo zigare, che in italiano indica il verso del coniglio

    Gli orologi dell’anno del Coniglio

    ARNOLD & SON Perpetual Moon “Year of the Rabbit”
    Cassa (41,5 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica manuale, calibro A&S1512 di manifattura, con doppio bariletto, autonomia di 90 ore, fasi di luna astronomiche (e secondo indicatore delle fasi lunari sul lato fondello). Quadrante in avventurina, lepre in oro rosa incisa a mano, paesaggio e costellazioni dipinte a mano anche con polvere d’oro e Super-LuminNova, luna in madreperla; lancette luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 8 esemplari. 57mila franchi svizzeri (Iva esclusa).

    BAUME & MERCIER Riviera Capodanno Cinese – Edizione Coniglio Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Baumatic BM13, con autonomia di 5 giorni e datario. Quadrante in vetro zaffiro fumé decorato con un motivo a onde e con l’immagine del coniglio (a ore 8), lancette, numeri e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro personalizzato, bracciale in acciaio, intercambiabile con un cinturino in caucciù (compreso nel packaging). 4.700 euro.

    BLANCPAIN Villeret Calendrier Chinois Traditionnel Cassa (45 mm) in platino. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3638 di manifattura, con autonomia di 7 giorni, calendario completo gregoriano con fasi di luna, calendario tradizionale cinese con ora doppia, data, mese, segni zodiacali, 5 elementi, tronchi celesti e mesi intercalari. Quadrante in smalto Grand Feu, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 50 esemplari, 90.850 euro.

    BREGUET Classique 9075 – 2023 Chinese New Year Edition Cassa (33,4 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 591C di manifattura, con scappamentoi e spirale in silicio. Quadrante in smalto Granf Feu con conigli champlevé, lunetta e anse con diamanti taglio brillante, carrure scanalata, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 8 esemplari riservata al Sud-Est asiatico, 63.300 dollari di Singapore.

    CHOPARD Happy Sport Year of the Rabbit Cassa (33 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Chopard 09.01-C di manifattura. Quadrante in madreperla con onde traslucide e e decoro dorato, lunetta in oro rosa etico don diamanti taglio brillante (1. 49 carati in totale), vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 88 esemplari, 20.500 euro.

    CHOPARD L.U.C XP Urushi Year of the Rabbit Cassa (40 mm) in oro rosa etico. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L.U.C 96.17-L di manifattura, ultrapiatto (3,3 mm di spessore), con due bariletti coassiali (tecnologia Twin, brevettata) e autonomia di 65 ore. Quadrante in oro, decorato a mano in Giappone con la tecnica della lacca Urushi, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 88 esemplari, 28.500 euro.  

    DIOR Grand Bal Year of the Rabbit Cassa (36 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica. Quadrante in avventurina con soggetti in madreperla e oro giallo, lancette in oro rosa, lunetta in oro rosa con diamanti taglio brillante (1.3 carati in totale), vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in raso dalla fibbia con diamanti (0.18 ct). Edizione limitata di 88 esemplari, 34mila euro.

    FOSSIL Lunar New Year Jacqueline Cassa ribaltabile (34 mm) in acciaio Ip oro rosa, impermeabile fino a 5 atm. Movimento al quarzo. Quadrante argenté, doppia lunetta con cristalli, fondello smaltato e decorato, cinturino in ecopelle. 168 euro.

    FOSSIL Lunar New Year Townsman Cassa (44 mm) in acciaio Ip oro giallo, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica di fabbricazione cinese. Quadrante in vetro minerale decorato, fondello trasparente, bracciale mesh in acciaio Ip oro giallo. 299 euro.

    #FR2NCK MULLER Vanguard Cassa (41 x 49,95 mm) in materiale composito di carbonio e fibra di vetro. Movimento meccanico a carica automatica, calibro MVT FM 800-DT con datario. Quadrante mat con conigli luminescenti, lancette scheletrate e indici luminescenti, grandi numeri applicati Pvd nero, vetro zaffiro, cinturino in nylon stampato. Edizione limitata di 800 esemplari, in vendita solo nel Sud-Est asiatico e in Australia. 15.800 dollari di Singapore.

    HARRY WINSTON Premier Chinese New Year Automatic 36mm Cassa (36 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HW2014, con autonomia di 68 ore e spirale in silicio. Quadrante in madreperla con applicazioni in oro giallo e diamanti taglio brillante, marquise e smeraldo, lunetta, anse, barrette d’attacco del cinturino e corona con diamanti taglio brillante (2.66 carati in totale), vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 8 esemplari, prezzo non dichiarato.

    IWC Portugieser Automatic 40 “Chinese New Year” Edition Cassa (40,4 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 8220 di manifattura, con sistema di ricarica Pellaton, autonomia di 60 ore, massa oscillante personalizzata e piccoli secondi. Quadrante smaltato, indici e numeri applicati, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello. Edizione limitata di 500 esemplari, 8.800 euro.

    PIAGET Altiplano Zodiac Cassa (38 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 430P di manifattura, ultrapiatto (2,1 mm di spesore). Quadrante in smalto Grand Feu cloisonné, lunetta con diamanti taglio brillante (0.71 carati in totale), vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 38 esemplari. 68mila euro.

    SWATCH Chinese New Year Special – Year of the Rabbit Cassa (41 mm) in Bioceramic. Movimento al quarzo Swiss made. Quadrante stampato, lancette luminescenti a orecchie di coniglio, cinturino in silicone e passante con orecchie di coniglio. 105 euro.

    TAG HEUER Carrera Year of the Rabbit Cassa (44 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Heuer 02 di manifattura, con autonomia di 80 ore, cronografo con secondi continui e datario. Quadrante decorato, indici applicati, lunetta in ceramica con scala tachimetrica, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro personalizzato, cinturino in pelle. Edizione limitata di 500 esemplari, 6.750 euro.

    ULYSSE NARDIN Classico Rabbit Cassa (40 mm) in oro rosa, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro UN-815 di manifattura. Quadrante in oro rosa con smalto cloisonné e conigli in champlevé, vetro zaffiro, fondello con oblò in vero zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 88 esemplari, 46.600 euro.

    VACHERON CONSTANTIN Métiers d’Art – La légende du zodiaque chinois – Anno del Coniglio Cassa (40 mm) in platino. Movimento meccanico a carica aurtomatica, calibro 2460 G4 di manifattura, con indicazioni a finestrella per ore, minuti, datario e giorno della settimana. Quadrante in oro con smalto Grand Feu e con coniglio applicato in rilievo, cesellato a mano; vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Orologio certificato dal Punzone di Ginevra. Edizione limitata di 9 esemplari, in vendita esclusivamente nelle boutique monomarca, prezzo non dichiarato.

    VERSACE Icon Active Lunar New Year Cassa (41 mm) in policarbonato trasparente. Movimento al quarzo Swiss made. Quadrante con Coniglio Versace stampato, lunetta con Greca e logo incisi, top ring in acciaio Ip viola, vetro zaffiro, cinturino in silicone trasparente con passante a Greca in acciaio Ip viola. In vendita dal 18 gennaio solo su Versace.com, 840 euro.

  • Gli orologi con i cuori. Lettera aperta (agli uomini) per San Valentino

    Gli orologi con i cuori. Lettera aperta (agli uomini) per San Valentino

    Cari Signori Uomini*
    si avvicina il 14 febbraio, la Festa degli innamorati. La ricorrenza giusta per dimostrare alla vostra donna tutto l’amore che provate per lei. Poco importa che sia moglie, fidanzata, compagna, amante, partner, convivente (suvvia, basta con le etichette)… Regalatele un orologio. Va bene anche uno qualsiasi, purché siate certi che le piaccia, che sia il più adatto a lei. Meglio ancora se è realizzato proprio per San Valentino, nei toni del rosso e del rosa (i colori del momento). Magari uno di quelli che ho riunito in questa gallery apposta per voi. Che sono tutti orologi con i cuori.

    Sì, perché il cuore – oltre ad essere un simbolo universale di amore, sentimenti ed emozioni – è un soggetto amato da buona parte del pubblico femminile. Un’autentica mania, comune a molte. Al di là dell’età, del titolo di studio, della professione, del ceto sociale, perfino della personalità (non crediate che piaccia solo alle più timide e sensibili) … Ci sono donne (tante donne, più di quante potreste immaginare) che vanno letteralmente matte per i cuori. Li scelgono come pattern ogni volta sia possibile, li collezionano sotto qualsiasi forma, li indossano come bracciali e come collane. Potete giurarci che metterebbero anche gli orologi con i cuori, se solo li avessero…

    E no, non si tratta di banale paccottiglia cinese (non ve la caverete con poco). Sono invece esemplari di alta orologeria, con l’aspetto di un gioiello e il movimento fatto come tradizione comanda. Dai nomi altisonanti: Blancpain, Breguet, Chopard, Glashuette Original, Harry Winston. Ok, forse a voi gli orologi con i cuori non piacciono dal punto di vista estetico, ma hanno una meccanica che conquisterebbe perfino i più esigenti. Cosa dite? Costano? Certo che costano! Da quando l’alta orologeria è a buon mercato? E poi dovete aggiungere anche i carati di diamanti: che hanno un certo peso, in tutti i sensi.

    Su dai, Signori Uomini*, non lesinate e mettete mano al portafoglio (se le vostre finanze lo permettono, ovvio). Non ditemi che il vostro amore per Lei non merita la spesa! Consapevoli di tutte le implicazioni che il gesto comporta, non vergognatevi e tirate fuori il vostro lato romantico: regalatele uno degli orologi con i cuori che vedete in questa pagina. La vostra amata lo apprezzerà e di voi dirà che avete proprio “un cuore d’oro”.

    Ma no: non vale nemmeno l’obiezione “Lei non sa niente di orologi”. Ne siete proprio sicuri? Soprattutto se state insieme da tanto tempo, potrebbe stupirvi. E se proprio non distingue un quarzo da un meccanico, siate gentili: datele una mano a capire di cosa stiamo parlando. Iscrivetela alla newsletter del Giornale degli Orologi, consigliatele di leggere i nostri articoli – soprattutto quelli che parlano di orologeria al femminile – e a poco a poco vedrete che si farà una cultura. Chissà, a lungo andare potrebbe condividere la vostra stessa passione. E la cosa potrebbe unirvi ancora di più.

    Ma c’è un altro buon motivo per regalarle uno degli orologi con i cuori. Se lo fate, la prossima volta che comprerete per voi stessi un esemplare di un certo tipo – che so, un bel complicato o il pezzo raro di un artigiano – non avrà nulla, ma proprio nulla da ridire sul fatto che abbiate speso tanto. Scommettiamo?

    * Qui mi riferisco agli eterosessuali maschi, per brevità e comodità. Ma il discorso vale ugualmente per tutte le persone che sono innamorate di una donna – o di qualcuno che si sente tale – indipendentemente dall’identità di genere e dall’orientamento sessuale. Purché ami anche gli orologi, chiaro.

  • Harry Winston Emerald collection. Effervescente femminilità

    Harry Winston Emerald collection. Effervescente femminilità

    Le origini sono evidenti già nel nome. La collezione Harry Winston Emerald deriva dal taglio smeraldo, diffuso in gioielleria per le gemme più preziose. Un taglio rettangolare (qualche volta quadrato), perfettamente simmetrico: con i lati sfaccettati a gradino e la parte superiore smussata, è in grado di rivelare il colore più intrinseco della pietra, di amplificarne lo splendore profondo con giochi di luce. Forma tipica dell’Art Déco, all’inizio era applicato proprio agli smeraldi, per valorizzarne la purezza e l’intensità cromatica. Poi si scoprì che era perfetto anche per i diamanti, di cui metteva in evidenza lo scintillio ed esaltava il fuoco multicolore.

    Il taglio favorito di Harry Winston

    Secondo la tradizione, il taglio smeraldo era quello preferito da Harry Winston in persona, proprio per la capacità di svelare al massimo lo sfavillare delle gemme. Si dice infatti che il grande gioielliere americano (1896/1978) – non a caso chiamato “il re dei diamanti” – non solo ne apprezzasse la complessa geometria, ma lo considerasse il più elegante in assoluto. Quindi lo scelse come taglio di riferimento per le proprie creazioni: sia nel caso di quelle del tutto nuove, sia per i pezzi storici riaggiornati nelle fogge e nelle montature.

    E tale è rimasto fino ai nostri giorni. Tant’è che il taglio smeraldo si ritrova come cornice alle iniziali nel logo della maison. E in molti esemplari contemporanei, soprattutto di alta gioielleria: incredibili solitari ad alta caratura, pendenti sospesi a principeschi collier, sontuosi anelli di fidanzamento… E, in orologeria, nella Harry Winston Emerald Collection, appunto. In cui il taglio smeraldo ritorna stilizzato nella silhouette ottagonale della cassa “di forma”, e nel logo applicato sul quadrante a ore 12. Quest’ultimo sostituito talvolta da una vera e propria pietra preziosa (di solito un diamante o uno zaffiro colorato) – ovviamente taglio smeraldo.

    Qualche aneddoto

    Nulla però mi toglie dalla mente che dietro questa predilezione ci sia qualcos’altro. Sarà forse un caso, ma nel 1930 Mr. Harry Winston acquistò in una vendita all’incanto un diamante taglio smeraldo da 39 carati. Una pietra che fece scalpore, perché si trattava del più grosso diamante all’epoca mai battuto in un’asta pubblica negli Stati Uniti. Erano trascorsi dieci anni da quando il giovane ucraino aveva aperto la sua prima società a New York, The Premiere Diamond Company, sulla Quinta Strada. Ed era ancora molto lontano dal successo planetario che poi lo portò a competere con le storiche maison della vecchia Europa. Ma quella gemma deve aver segnato una pietra miliare nella sua carriera.

    E, prima ancora, sembra stato proprio uno smeraldo a dimostrare lo straordinario dono di cui Mr. Winston pare fosse dotato. La leggenda vuole che, ancora dodicenne, Harry – figlio di un piccolo bijoutier che era venuto in America in cerca di fortuna – avesse acquistato per pochi soldi in un banco dei pegni un anello con una pietra verde. Dopo averlo pulito accuratamente, lo consegnò al padre, che sbalordito lo riconobbe come uno smeraldo e lo rivendette due giorni dopo a 800 dollari. Per molti un segno della conoscenza innata delle pietre preziose posseduta da Harry Winston, quasi fosse la reincarnazione di un esperto diamantaire o di un appassionato collezionista.

    La Harry Winston Emerald Collection

    Sta di fatto che la passione del fondatore della Maison per il taglio smeraldo oggi appunto rivive nella Harry Winston Emerald Collection. Lanciata nel 2016, la linea di orologi-gioiello è stata via via ampliata nel tempo con tanti modelli; diversi per formato e materiali, talvolta animati da un movimento automatico o forniti di bracciale in maglia milanese (sempre in oro bianco o rosa). Quest’anno poi è stata ulteriormente arricchita da preziosissime versioni “a segreto” – The Ultimate Emerald Signature e The Emerald Signature by Harry Winston – con tormaline Paraiba o zaffiri blu.

    Ma sono usciti di recente anche alcuni esemplari “prêt-à-porter”, illustrati nella gallery qui sopra, su cui preferisco concentrarmi per la freschezza del look e l’originalità del decoro. Non vorrei essere fraintesa: la nuova Harry Winston Emerald Collection è composta da quattro referenze con la cassa rigorosamente in oro bianco, sempre incastonata da oltre mezzo carato di diamanti (0.58 per l’esattezza). Ciascun esemplare costa 13.600 euro, quindi non è proprio per tutte. Ma ha un’inclinazione fashion, modernissima ed esuberante, una carica di energia che non può non colpire. Per il carattere iperfemminile, per i colori di tendenza, per il cinturino a doppio giro, per la particolarità del quadrante. O forse per tutte queste cose insieme.

    I quattro orologi hanno infatti la cassa di piccole dimensioni, adatta anche ai polsi più esili ma che spicca nella monocromia dell’insieme. Formano una tavolozza di colori vivaci ma non scontati: turchese, arancione, viola e nude; che oltretutto sono tonalità perfette per l’estate, perché risaltano al massimo sulla pelle abbronzata. Quadrante e cinturino in raso presentano esattamente la stessa sfumatura e danno un senso di continuità che accentua l’impatto visivo dell’orologio. Il quadrante poi è ornato da cabochon in madreperla inframmezzati qua e là da piccoli diamanti. L’appeal è ludico e raffinato insieme, l’effetto è frizzante e perfino goloso. Da provare.  

  • Harry Winston e la quadratura del tourbillon

    Harry Winston e la quadratura del tourbillon

    Nel 2019 Harry Winston aveva presentato un impressionante quadruplo tourbillon da polso. Un orologio tecnicamente di grande interesse, ma un po’ difficile da gestire anche per le dimensioni: un rettangolo di 45 per 32 mm, con uno spessore di quasi 13. Emesso in serie limitata per celebrare il decimo anno della collezione Histoire de Tourbillon, il modello numero 10 affrontava un argomento intrigante: fino a che punto ci si può spingere per raggiungere o almeno avvicinarsi all’agognata precisione assoluta?

    Beh, Harry Winston e i suoi tecnici (vale la pena di ricordare che il marchio appartiene alla costellazione Swatch Group, depositaria di un patrimonio tecnico di grande valore) si sono spinti molto, molto avanti. Fin quasi a raggiungere territori in cui si parla del sesso degli angeli e di altri eterei sofismi da conversazione. E però quando penso ad Harry Winston (il re dei diamanti) e a Nayla Hayek (che di Harry Winston è Amministratore Delegato), tutto mi viene in mente tranne che voli pindarici e discussioni da salotto per tecnici iniziati al culto di Santa Costanza di Marcia. Anche perché parliamo di orologi milionari. Magari c’è dell’altro.

    Il tourbillon negli orologi da polso

    Lo sanno tutti: il tourbillon è un’idea concepita e realizzata da Abraham-Louis Breguet, brevettata per dieci anni a partire dal 26 giugno 1801. L’organo regolatore dell’orologio (bilanciere, spirale e scappamento) è inserito in una gabbia che compie una rotazione ogni 60 secondi. Serviva a compensare gli effetti negativi della forza di gravità sulla costanza di marcia degli orologi da tasca. Tasca. Orologi che passavano la loro vita in posizione verticale, nel panciotto o nei supporti cui venivano appesi nelle ore notturne.

    Il bilanciere compie una semi-oscillazione “verso terra” e la forza di gravità accelera questo movimento. Poi compie una semi-oscillazione “verso il cielo” e la forza di gravità rallenta il moto del bilanciere. Ne soffre la costanza di marcia e quindi la precisione. Breguet, inserendo l’organo regolazione in una gabbia rotante, fa in modo che ogni 360 gradi (ogni minuto) la sommatoria delle variazioni negative e positive si annulli totalmente. Un grande risultato. Orologeria batte fisica 1 a 0? In questo caso e in questi limiti sì.

    Ma un orologio da polso? Un orologio da polso non sta sempre in posizione verticale. Al contrario, assume così tante posizioni diverse da trasformarsi in una sorta di tourbillon naturale. Se poi si ha l’accortezza di posare l’orologio orizzontalmente, durante la notte, l’influenza negativa della forza di gravità dovrebbe essere ridotta al minimo.
    Vero, ma… Qui entriamo in discussioni per iniziati della micromeccanica di precisione. È ridotta al minimo, yes, ma rompe le scatole comunque, ’sta forza di gravità, e allora si può fare di meglio. E noi tecnici, dicono i tecnici, vogliamo sempre fare di meglio.

    Di fronte a certe sfide l’orologeria va in trance, entra nell’arte esoterica. E i tourbillon da polso semplici, carpiati, inclinati, veloci, lenti, volanti o coi piedi per terra, multipli e talvolta persino sferici entrano a far parte di una lunghissima serie di esercitazioni i cui effetti pratici sono limitati, molto limitati. E però sempre più affascinanti per chi – i tecnici e chi condivide la loro ossessione per la costanza di marcia, senza se e senza ma – non vuole limiti. Andare oltre.

    Il riso e la scacchiera

    È una storiella edificante antichissima, attribuita via via alla cultura indiana, a quella dell’antico Egitto o persino ad Archimede. Un ricchissimo (per default una brutta persona tirannica) chiede ad un povero saggio di chiedergli qualunque cosa voglia. Per premiarlo di aver inventato il gioco degli scacchi o per qualunque altro motivo meriti un premio da ricchi, ma ricchi veri.

    Il saggio in questione sogghigna e chiede gli venga dato un chicco di grano o riso per il primo quadrato della scacchiera, due per il secondo quadrato, quattro per il terzo e così via, fino a coprire i 64 quadrati della scacchiera. Il ricco e potente ride, e incarica il proprio amministratore di pagare quell’elemosina. L’amministratore fa i calcoli, esita e poi torna a farli, ma il risultato è sempre quello. Servono oltre 18.000 miliardi di miliardi di chicchi di riso o grano. Ricco e amministratore sbiancano. L’intelligenza frega la ricchezza usando come arma una proporzione esponenziale.

    Carina. Ma ora vediamo la cosa al contrario. Un tourbillon elimina gli effetti negativi della forza di gravità. Tutti? Tutti tutti? Beh, quasi. Sulla pancia tonda di molte persone non è che la posizione sia proprio verticale, ad esempio. Due tourbillon possono fare di meglio. Tre ancora meglio, e quattro poi…
    Questo proliferare di tourbillon migliora sì la situazione, ma in maniera esponenzialmente sempre minore rispetto alla quantità dei dispositivi. Il contrario del gioco dei chicchi di riso. E per giunta la moltiplicazione dei tourbillon rende sempre più difficile e costosa la realizzazione dell’orologio. Tanto per capirci, la versione meno sofisticata dell’Harry Winston Histoire de Tourbillon Numero 10 viaggiava sui 700.000 euro.

    E qui sento il possessore di un cervello fatto di neuroni scaduti dire ma che sciocchezza, non serve a nulla. La stessa cosa spingeva a dire altre persone con neuroni avariati a dire che i freni a disco non servivano a niente e anzi favorivano i tamponamenti. Che l’iniezione elettronica rendeva le automobili schiave dell’elettricità. Che non serve a nulla fare auto da 300 all’ora se i limiti sono di 120. E così via.
    Ricerca, si chiama. Talvolta si rivela molto utile, talvolta meno utile, ma la ricerca è la chiave di volta per far evolvere l’umanità (sia pur fatta da una maggioranza di persone con sogni immobili o retrogradi come gamberi). In ogni campo e in ogni settore, sia pure il più frivolo.

    The Ultimate Quadri Tourbillon by Harry Winston

    Ci siamo. Dieci anni di esperimenti, di ricerche, tentativi e persino autentiche follie convergono infine in un orologio da tasca. Cassa in oro bianco, pezzo unico. Si aggiungeranno solo altri otto (otto come il numero fortunato per i cinesi, otto come i lati del taglio dei diamanti tipico di Harry Winston) meno accecanti di luce. 272 diamanti taglio baguette per un totale (base compresa) di 27,17 carati. Cui si aggiunge, sopra il logo Harry Winston, sul quadrante, un nonnulla da mezzo carato, taglio smeraldo, e infine un piccolissimo rubino da 0,001 carati.

    Ma io mi attizzo molto di più per il movimento, composto da 662 componenti (dei quali 78 per ogni tourbillon) montati sulla bellezza di 95 rubini. Ponti in platino, quelli dei tourbillon in titanio e tutta la doverosa sinfonia delle finiture tradizionali, epperò reinterpretate in chiave attuale.
    Ogni coppia di tourbillon è mossa da una coppia di bariletti a rotazione rapida (scaricano una rotazione ogni 3,2 ore), in serie. E ovviamente con brida scorrevole a piena carica per non rischiare di rompere le molle caricando l’orologio.

    Interessante la scelta di far muovere i tourbillon in senso antiorario e a grande velocità: compiono una rotazione ogni 36 secondi, non ostante il bilanciere si muova a 21.800 alternanze/ora. Si risparmia una ruota dentata e quindi energia. È chiaro che in quest’orologio tutto è ottimizzato per ottenere il massimo effetto positivo sulla costanza di marcia e chissenefrega del resto. E già la velocità della gabbia, quasi doppia rispetto al solito, la dice lunga, sotto questo aspetto. In ognuna delle due coppie il tourbillon è indipendente, nel senso che se ne frega di entrare in risonanza con l’altro.

    Al contrario, la differenza facilita, in un certo senso, il gioco di sommatoria (+ o – qualche secondo al giorno: quel che conta è che, ad esempio, +4/-3 dia come risultato +1) che porta ad una miglior costanza di marcia. Questa sommatoria viene di fatto “eseguita” da un pignone fra i due tourbillon. Altrettanto avviene per la seconda coppia di tourbillon. E il moto viene poi convogliato a un terzo pignone che a sua volta lo trasmette al treno del tempo. Concettualmente la cosa non è poi così sbalorditiva (questo gioco di pignoni era già presente nel Quatuor presentato da Roger Dubuis al Sihh del 2013: però erano quattro bilancieri, non quattro tourbillon). Ma il difficile sta nella realizzazione.
    Tu mi dirai: ecchissenefrega. A me cosa ne viene? Va bene: ora te lo dico.

    Tanta fatica per nulla?

    Sembra che la cosa sia wow, ma alla resa dei conti potrebbe essere considerata un’esercitazione tecnica per gente ricchissima. Gente che non sa più dove buttar via i soldi e non riesce a centrare le mie tasche. Certo, alla resa dei conti non è poi folle pensare così. Ma l’occhio del tecnico ha bene in mente altri obiettivi.
    Oltre al gioco – esponenzialmente a perdere – sulla costanza di marcia (ma ormai il progresso è tale che per ottenere un zinzino meglio bisogna lavorar di progetto e prototipi per anni), quel che avrà riflessi sull’orologeria “da strada” è lo studio sul modo di immagazzinare e distribuire l’energia, magari riducendo i consumi.

    Io mi sarei persino spinto oltre, mettendoci un fuso per ogni coppia di tourbillon ed ottenere quindi maggior costanza di cessione d’energia. Ma avrebbe causato consumi ancor più elevati, dal momento che non ostante i quattro bariletti l’autonomia complessiva è di 55 ore, poco più di due giorni. Che comunque 55 ore non sono poche, per un orologio di questo tipo. Se ci pensate bene, se ci fate caso, l’Ultimate Quadri Tourbillon di Harry Winston si inscrive autorevolmente nell’attuale filone che, da Patek Philippe a Swatch (il Sistem51), cerca di gestire con padronanza l’energia degli orologi meccanici.

    Al netto dei brillanti, del bellissimo arco per sostenere l’orologio in verticale durante le ore notturne, l’Ultimate Quadri Tourbillon di Harry Winston costituisce una pagina tecnica di tutto rispetto. Tecnica, ripeto, e poco c’entra la gioielleria di cui Harry Winston è indubbiamente fra i maggiori esponenti. Tanto di cappello. E non venitemi a dire che i grandi gioiellieri non riescono a fare anche grandi orologi, se possono contare sui tecnici giusti.

  • Premier Majestic Art Déco, il flashback di Harry Winston

    Premier Majestic Art Déco, il flashback di Harry Winston

    All’inizio del secolo scorso un ragazzino di 12 anni, figlio di immigrati ucraini, riconobbe tra la bigiotteria esposta in un banco dei pegni di periferia uno smeraldo autentico di oltre due carati. Lo acquistò per 25 cent e lo rivendette due giorni dopo, nella piccola gioielleria del padre, per 800 dollari. Il padre si rallegrò non tanto per l’affare concluso dal figlio, quanto per aver scoperto che la gemma più rara l’aveva in casa. Oltre ad affidargli piccole commissioni, infatti, cominciò a dargli sempre più spazio e responsabilità, tanto che, alla soglia dei trent’anni, il giovane Harry fu in grado di avviare un business a suo nome. Lo stesso nome che ancora oggi fa sognare le clienti con orologi come il Premier Majestic Art Déco, ispirato al gusto, allora “modernissimo”, degli anni Venti e Trenta.

    Harry Winston aveva un incredibile fiuto per le pietre preziose e una vera passione per i diamanti, che lo portò a possedere alcune delle gemme più famose al mondo. Il più noto è il leggendario Hope, un diamante blu di oltre 45 carati che si diceva portasse sfortuna, donato nel 1958 alla Smithsonian Institution. Mr. Winston lo spedì al museo di Washington D.C. per posta, in una scatola di cartone: affrancato con 2 dollari e 44 cent, e coperto da un’assicurazione di 151 dollari. Perché, disse, in chi altri avrebbe potuto riporre la propria fiducia, se non nel servizio postale americano? 

    Continuando a frequentare le aste, Harry Winston ogni tanto vi scopriva veri e propri tesori ceduti al banco dei pegni da grandi famiglie della upper class rovinate dal crollo di Wall Street del ’29, e su questi acquisti costruì la propria fortuna. Il segreto del gioielliere non fu soltanto nella capacità di riconoscere le pietre preziose, ma nel saperle valorizzare con un design contemporaneo, che incontrava i gusti dei nuovi ricchi e delle star di Hollywood. I gioielli francesi dell’Ottocento perdevano, con la rilettura di Mr. Winston, la patina old fashioned delle vetrine di place Vendôme. E sposavano le correnti artistiche del nuovo secolo, battezzato dall’Art Déco con il suo geometrismo astratto.

    Il Premier Majestic Art Déco ricorda appunto il momento magico in cui a New York sorgevano grattacieli sempre più alti e stazioni monumentali; mentre i porti battezzavano transatlantici titanici e tutta l’oggettistica, anche quotidiana, aveva decorazioni non figurative. Tra le forme Déco più tipiche c’erano i pattern a raggiera, come nel Chrysler Building; e poi le scale modulari, i rettangoli, i triangoli, i coni, i contrasti ottici di colori, tra i quali primeggiavano il bianco, il nero, il rosso e il verde. Anche la figura umana veniva vista come una sovrapposizione di solidi regolari: non a caso in quegli stessi anni esplodeva il cubismo. Quando nel 1932 Harry Winston aprì la boutique sulla Fifth Avenue, questa non poteva che avere uno stile dinamico e geometrico.

    Lo stesso che si ripropone oggi con il Premier Majestic Art Déco. Che mostra la cassa in oro bianco di 36 mm con il quadrante finemente decorato e incastonato di gemme, tutte giocate sul contrasto cromatico tra bianco e nero. Il decoro a raggiera con slancio verticale richiama il Chrysler Building. Mentre il cinema dei telefoni bianchi si riflette nei piccoli cabochon di madreperla alternati ai diamanti che decorano la superficie, illuminandola come un camerino d’artista. Sullo sfondo intarsiato, a ore 12, spicca una grande giada nera taglio smeraldo, la forma preferita da Mr. Winston per tutte le gemme e per i diamanti in particolare.

    Il movimento, meccanico a carica automatica con il rotore squelette, è perfettamente rifinito: lo si può ammirare attraverso il fondello di vetro zaffiro. Si tratta del calibro HW2008, realizzato in esclusiva, e dotato di spirale in silicio antimagnetica e di un’autonomia di tre giorni. Coerente con lo schema cromatico black & white, l’orologio è fornito di un cinturino in alligatore nero perlato, che si allaccia al polso con una fibbia ad ardiglione in oro bianco arricchita da diamanti.

  • Premier Precious Peacock & Co. Il micromosaico di Harry Winston

    Premier Precious Peacock & Co. Il micromosaico di Harry Winston

    Le citazioni e i richiami alla storia dell’arte, al savoir-faire più raffinato e all’heritage della maison si sommano nel Premier Precious Peacock Automatic 36mm. L’ultima tappa del viaggio di Harry Winston alla ricerca del valore aggiunto artigianale, in grado di arricchire gli orologi della collezione Premier.

    Si tratta di un esemplare che mostra sul quadrante un micromosaico raffigurante un pavone, in versione azzurro-verde su oro bianco oppure nei toni del porpora su oro rosa. Fin qui nulla di nuovo, perché sia il micromosaico sia il pavone sono vecchie conoscenze in gioielleria. Però in questo caso nulla è privo di un significato “terzo”: e tutto si apre invece a scenari più profondi e affascinanti.

    Prima di tutto il pavone, uccello simbolo della vanità ma anche della disposizione spirituale del Cosmo. Esiste infatti una relazione non solo estetica tra la danza rotatoria dei dervisci e la ruota del pavone. Più in prosa, esiste una relazione anche tra lo spiegamento del piumaggio multicolore e l’apertura seduttiva di un ventaglio. Il pavone, animale venerato da diverse culture, simboleggia la primavera, la rinascita, la longevità, l’amore e, in ultima analisi, la bellezza tout court. La gioielleria se ne è appropriata da tempo e per alcune griffe il pavone è diventato un’icona.

    Un esempio da manuale è la spilla Peacock disegnata da Mr. Winston in persona e poi donata nel ’77 allo Smithsonian Museum di Washington D.C. Il corpo del volatile è uno splendido opale nero australiano di 32 carati, la coda è in filamenti intrecciati d’oro giallo con diamanti e pietre di colore, l’occhio e la cresta sono in zaffiri e diamanti. Esiste dunque un precedente storico che autorizza la maison a tornare su questo animale simbolico; ma l’operazione è aggiornata alla luce di un mercato radicalmente cambiato, negli ultimi anni, per avvicinarsi al gusto orientale.

    Nel nuovo orologio Premier Precious Peacock il pavone è stilizzato, asimmetrico. Una macchia di colore in cui la coda, aperta a ruota, forma una raggiera di micro-tessere in vetro colorato dégradé, punteggiata dai caratteristici “occhi” in zaffiri blu (versione azzurra) oppure in rubini (versione porpora). A illuminare il tutto ecco 152 diamanti inseriti nel micromosaico in modo analogo alla tecnica del cluster, un brevetto di Harry Winston.

    Veniamo dunque al micromosaico, un’arte complessa che richiede manualità esperta e specifiche tecniche di realizzazione. L’origine si trova sia negli antichi manufatti della gioielleria romana (di epoca romanico-bizantina), sia negli splendidi rivestimenti musivi della basilica di San Vitale e del mausoleo di Galla Placidia a Ravenna, capitale dell’Impero romano d’Oriente nel V secolo d.C.

    Non a caso proprio a una famosa azienda di Ravenna, specializzata in mosaici da arredamento e in micromosaici per gioielleria, si è rivolta la maison HW per la realizzazione dei quadranti di tutta la collezione Premier Precious Micromosaic. La miniaturizzazione degli elementi che andranno a comporre il micromosaico è una tecnica artigianale maturata in lunghi anni di esperimenti.

    Innanzitutto le tessere di vetro colorato (di Murano) sono scaldate e mescolate in specifiche quantità per ottenere il colore desiderato e la plasmabilità ideale. A questo punto gli artigiani sono in grado di lavorare il materiale e di “tirarlo” in bacchette o fili lunghi e sottili. Una volta che il vetro si è raffreddato, è tagliato in frammenti e collocato con l’aiuto di apposite pinzette sulla base in oro del quadrante, rivestito di materiale adesivo. Dopo un passaggio in forno per fissare il vetro alla base, la superficie viene lucidata finché risplende. Un procedimento time-consuming, come tutto ciò che riguarda l’orologeria, perché la fretta è incompatibile con gli orologi di valore.

    Naturalmente i pregi di questi orologi non risiedono soltanto negli artistici quadranti. Il Premier Precious Peacock è infatti azionato da un movimento meccanico a carica automatica, prodotto in esclusiva: il Calibro HW2008. Costituito da 186 componenti montati su 28 rubini, è dotato di spirale piatta in silicio e di 3 giorni giorni di autonomia. Attraverso il vetro zaffiro sul fondello rivela impeccabili finiture: dalla platina a perlage ai ponti rodiati e decorati a Côtes de Genève circolari, fino al rotore scheletrato in oro rosa.

    Entrambe le referenze del Premier Precious Peacock sono realizzate in edizione limitata di 30 esemplari ciascuna (come gli altri modelli con micromosaico dell’omonima collezione). La versione in oro bianco è fornita di cinturino in alligatore blu perlato, quella in oro rosa di cinturino in alligatore lampone perlato. Last but not least, la fibbia ad ardiglione è sempre arricchita da diamanti taglio brillante.