Giornale Degli Orologi
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Tag: Hermès

  • Il tourbillon centrale, parte 1. Cinque esemplari sul mercato

    Il tourbillon centrale, parte 1. Cinque esemplari sul mercato

    Il primo è stato quello di Omega. Lanciato nel 1994, è stato più volte rivisitato nel tempo ed è tuttora in catalogo. Nel 2004, per esempio, è uscito in versione scheletrata, con movimento automatico certificato cronometro. Nel 2007 invece ha acquisito lo scappamento Co-Axial. Mentre l’esemplare più recente, del 2020, è il De Ville Central Tourbillon, a carica manuale, con cassa in oro Sedna™/oro Canopus™ e la certificazione Master Chronometer. Ma non è l’unico orologio del genere presente sul mercato: parecchie maison negli ultimi anni hanno sviluppato questa stessa complicazione a modo proprio. A tal punto che il tourbillon centrale sembra essere diventato una vera e propria tendenza nel segmento dell’alta orologeria, diffusa soprattutto in questo 2024.

    Sia chiaro, il tourbillon centrale non è cosa da poco. Si tratta di ristudiare l’intera architettura del calibro, per collocare il bilanciere e la relativa gabbia al centro dell’impianto e trovare la posizione più opportuna per gli altri componenti. Il che vuol dire sviluppare un movimento del tutto nuovo, con i conseguenti investimenti (e sbattimenti) che ne derivano. Senza pensare alle oggettive difficoltà tecniche imposte da una simile costruzione: dove diavolo si vanno a imperniare le lancette? Non si può nemmeno fare un quadrante decentrato… La soluzione più immediata (e utilizzata) è trasformarle in indici posti su dischi rotanti, anche se c’è chi preferisce la configurazione ore saltanti e minuti retrogradi. Ma lo vedremo poi…

    Ciascuna casa ha infatti messo a punto il proprio movimento e la propria estetica, e ha dato vita a un esemplare con tourbillon centrale personalizzato, unico e facilmente riconoscibile. Senza voler essere esaustivi, ne abbiamo riuniti una decina fra quelli attualmente in produzione. Ve li raccontiamo in modo sintetico qui e nella prossima puntata. Poi, se siete interessati a qualche pezzo in particolare, beh, sta a voi documentarvi. Guardate sul sito del produttore, chiedete al vostro orologiaio di fiducia, andate dai concessionari… Perché ogni orologio qui accennato meriterebbe un approfondimento – fosse anche solo per comprendere il motivo per cui costa così tanto.

    I nuovissimi tourbillon centrali

    A cominciare dall’ultimo arrivato – in ordine di tempo, s’intende: l’Hublot MP-15 Takashi Murakami Tourbillon Sapphire Rainbow. Presentato proprio ieri, è l’erede dell’esemplare lanciato lo scorso anno, con la “cassa” (se ancora si può chiamare così la struttura a forma di fiore tipica di Murakami) interamente in vetro zaffiro, mentre questo ha i petali in titanio completamente tempestati di zaffiri multicolor. Il tourbillon centrale è mostrato sotto la famosa faccina sorridente, che è in realtà una semi-sfera in vetro zaffiro. Giocoso, divertente come gli altri orologi nati dalla collaborazione della Casa di Nyon con l’artista giapponese, dietro l’aspetto ludico nasconde un’avanzata ingegneria meccanica. Ed è realizzato in un’edizione limitata di 20 pezzi.

    È stato invece presentato il mese scorso il Purity Central Tourbillon di ArtyA. Un orologio caratterizzato da un imponente tourbillon volante (la gabbia ha un diametro di 20 mm), che lavora a 4 Hz (28.800 alternanze orarie). Frequenza abbastanza insolita per un bilanciere di grandi dimensioni. Il tourbillon centrale è poi messo ulteriormente in evidenza da un anello circostante fisso, in vetro zaffiro colorato, su cui sono impresse le indicazioni di ore e minuti. A ruotare sono come sempre gli indici triangolari, posti su un disco perimetrale. I tre pezzi unici – uno per colore: verde, blu o rosso – hanno la cassa sempre in vetro zaffiro, materiale amato da Yvan Arpa e ricorrente in molte sue creazioni.

    Il tourbillon centrale a Watches & Wonders

    È stata esposta invece a Watches & Wonders Shanghai, un paio di mesi fa, la versione più preziosa dell’Orbis in Machina di Roger Dubuis,in 8 esemplari. La cassa in oro rosso, incastonata di diamanti e rubini baguette, pone al centro del display il tourbillon volante. E riporta l’indicazione di ore e minuti su dischi sempre in oro, governati da un sistema in attesa di brevetto. I secondi invece sono indicati da una lancetta montata sulla gabbia del tourbillon, fatta per metà di titanio e per metà di una lega como-cobalto. In realtà l’orologio è una variazione sul tema del modello presentato alla stessa manifestazione di Ginevra, la scorsa primavera, sempre con la cassa in oro rosa ma senza gemme. Replicato in 28 esemplari, è in vendita solo nelle boutique monomarca.

    In effetti, al Salone organizzato sul Lemano dalla FHH, si è visto anche un altro orologio a tema. L’Arceau Duc Attelé di Hermès: un super-complicato che unisce al tourbillon centrale anche la ripetizione minuti. Sviluppato in collaborazione con i tecnici di Le Cercle des Horlogers, è un tourbillon centrale a triplo asse dotato di bilanciere ad alta frequenza (36.000 alternanze/ora, 5 Hz), quindi risulta ancora più suggestivo del solito. Il movimento meccanico a carica manuale rende omaggio al logo attuale di Hermès – una carrozza trainata da due cavalli – in vari componenti: i ruotismi ricordano le ruote della carrozza, l’ingranaggio della cremagliera e i martelletti sono a forma di cavallo. L’orologio è prodotto in 24 esemplari con con cassa in titanio grado 5 e quadrante guilloché e altrettanti in oro rosa con quadrante in avventurina.

    Ne mancano all’appello tanti altri, fra quelli presentati sempre a Ginevra, la scorsa primavera, ma nei vari Fuorisalone – e gli altri, precedenti, usciti l’anno scorso o ancora prima. Nomi non da poco: Bulgari, Frank Muller, Cyrus, Gucci… Ne riparleremo presto.

    continua…

  • Oroscopo di settembre. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di settembre. Previsioni e orologi, segno per segno

    Siamo giunti a settembre, pronti a ricominciare, carichi di progetti e di ottimi propositi per questi ultimi mesi di un anno complesso. Il nostro oroscopo di settembre vuol essere, come al solito, un’occasione per scrutare tra le stelle con un pizzico di ironia. E insieme – ovviamente – guardare una carrellata di orologi, questa volta appartenenti al segmento più alto del mercato.
    Per prima cosa, come sempre andiamo ad analizzare gli eventi celesti più significativi che il mese ci riserva, davvero numerosi. L’oroscopo di settembre e gli esemplari che andremo a presentare, infatti, altro non sono che un riflesso terreno di quello che succede lassù.

    Proprio il giorno 1 troviamo cose interessanti presso i pianeti lenti, quelli che compiono la loro rivoluzione in tempi molto, molto più lunghi del nostro consueto anno terrestre. Urano inizia il moto retrogrado, mentre Plutone, che è già retrogrado, lascia alle proprie spalle l’Acquario ed entra in Capricorno. Il giorno 3 avremo Novilunio in Vergine, seguito il 4 dall’ingresso di Marte in Cancro. Il veloce Mercurio entrerà in Vergine il 9, mentre il 18 il Plenilunio in Pesci e un’eclissi lunare chiuderanno in bellezza il periodo del Sole in Vergine di questo 2024. Il Sole passerà in Bilancia il 22 e il 23 Venere entrerà in Scorpione. Sempre il 23 l’Equinozio segnerà ufficialmente il passaggio alla stagione autunnale. Al Sole in Bilancia si unirà anche Mercurio, che entrerà nello stesso segno il 26, chiudendo il mese in congiunzione con il nostro Astro il 30.

    Volete sapere come tutto questo si rifletterà sul vostro destino e al vostro polso? Seguiteci nella ormai classica panoramica dei segni e relativi orologi…

    Ariete

    Secondo il vostro oroscopo di settembre, sarà indispensabile osservare con attenzione persone e situazioni. Piccoli cambiamenti, forse troppo lenti per molti di voi, in realtà sono solo segni preliminari di novità che cominceranno a essere evidenti verso la fine del mese. Intorno al 19/20 avrete la Luna nel vostro segno, Venere in opposizione e Giove sestile: un buon quadro energetico per prendere decisioni, accogliere nuove evoluzioni in ambito lavorativo, mettere in pratica progetti ai quali avevate quasi rinunciato. Esprimete la vostra energia con un orologio importante, dalla forte personalità.

    CARTIER Santos Squelette
    Cassa (39,8 mm) in acciaio, in parte con trattamento Adlc nero. Movimento meccanico a carica manuale scheletrato, calibro 9611 MC di manifattura, con autonomia di 70 ore e ponti a forma di numeri romani. Vetro zaffiro (anche sul fondello), bracciale in acciaio con sistema di regolazione della misura SmartLink; intercambiabile grazie al sistema QuickSwitch con un cinturino in pelle di alligatore grigio, incluso nel packaging. 34.700 euro.

    Toro

    Per i nati sotto il segno del Toro, Urano in prima casa può generare instabilità nell’ambito delle relazioni, sia in famiglia sia nelle amicizie. Nettuno in XI Casa, cioè nella sfera delle speranze e dei progetti, dell’autocontrollo e della moderazione, vi mette in guardia contro malintesi e vostre possibili reazioni d’impulso. La parola d’ordine quindi è “calma”: siate sempre padroni delle situazioni e non lasciatevi trascinare in discussioni inutili. Bene per gli affari e le questioni economiche, finalmente vecchie vicende si risolveranno, con ottimi risultati per voi. Sfoggiate un orologio “firmato”, dall’eleganza rilassata ma tutt’altro che banale.

    LOUIS VUITTON Escale
    Cassa (39 mm) in oro rosa, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro LFT023 di manifattura, con micro-rotore decentrato e autonomia di 50 ore; certificato cronometro secondo gli standard del Geneva Observatory. Quadrante grené, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle. 29.000 euro.

    Gemelli

    Ottimo esordio del mese per i Gemelli, che vedranno proprio nei primi giorni Giove e Marte favorevolissimi. Buone notizie sul fronte finanziario, corroborate dall’ingresso di Marte nella vostra II Casa, che continuerà a esercitare il proprio benevolo influsso anche nel mese prossimo. L’oroscopo di settembre segnala l’eclissi di Luna in Pesci, che potrebbe annunciare qualche dissapore sul lavoro. Evitate le situazioni conflittuali. L’Equinozio del 23 sarà un punto di svolta anche per aspetti della vostra vita che consideravate consolidati. Apritevi alle possibilità. Per prepararvi, mettete al polso un orologio innovativo…

    SPEAKE MARIN Ripples Skeleton
    Cassa La City (40,3 mm) in acciaio 904L, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro SMA07 di manifattura, con micro-rotore decentrato, autonomia di 52 ore, alta frequenza (36mila A/h, 5Hz). Quadrante scheletrato, lancette azzurrate alla fiamma, vetro zaffiro (anche sul fondello), bracciale in acciaio. 29.900 franchi svizzeri, Iva esclusa.

    Cancro

    Nati sotto il segno del Cancro, tutti i segnali del Cielo indicano per voi un mese all’insegna dei viaggi, degli spostamenti, del movimento. L’oroscopo di settembre è inequivocabile. In particolare dopo l’Equinozio del 23 sarete stupiti di quante apparenti coincidenze vi costringeranno, in ogni modo, a dovervi spostare geograficamente. I viaggi più importanti, poi, sono quelli all’interno di voi stessi: non è cosa facile. Prendetevi il tempo per accettare questa sfida, organizzate la vostra carovana mentale, sbarazzatevi dei carichi superflui e scegliete con cura le vostre nuove mete. Sintetizzate il tutto in un orologio scheletrato, purché d’impostanzione lineare.

    CHANEL HORLOGERIE Boy-Friend Squelette
    Cassa (28,6 x 37 mm) in oro beige. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 3 di manifattura, con autonomia di 55 ore. Quadrante assente, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 47.400 euro.

    Leone

    Per voi che ruggite, cari Leoni, un passaggio del Sole nella vostra II Casa, quella del denaro e delle finanze, non può che essere un segnale forte e chiaro. Per il vostro oroscopo di settembre, vi attendono buone sorprese, soddisfazioni e risultati positivi. Non abbassate, però, la guardia. Sembra che possiate trasformare in oro tutto quel che toccate, ma attenzione: non è tutto oro, quello che luccica. Attenti a quanti vorranno accostarsi a voi in questo momento in cui tutto (per voi) splende. Siate molto oculati nell’amministrare le finanze e soprattutto le amicizie. Non trascurate la forma fisica, potreste avere problemi di carattere muscolare. Valorizzatevi con l’esemplare di un marchio élitario.

    PARMIGIANI FLEURIER Toric Petite Seconde
    Cassa (40,6 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica manuale, calibro PF780 di manifattura, con doppio bariletto, autonomia di 60 ore e piccoli secondi. Quadrante grené realizzato a mano, indici applicati in oro, lunetta zigrinata, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 45.000 franchi svizzeri.

    Vergine

    Il Sole è nel vostro segno: quale miglior alleato per i vostri progetti, in senso lato, e in particolare per quello che riguarda gli affetti e le relazioni? Tra il 10 ed il 26 godrete anche un super-boost: Mercurio, che vi aiuterà a portare a compimento un progetto. Il momento è propizio. L’eclissi lunare vi indurrà a riconsiderare una relazione per voi importante. Probabilmente dovrete prendere delle decisioni: non trascinate le situazioni. Ravvivate ciò che merita e tagliate i rami secchi. Affrontate le situazioni con tutto l’equilibrio che vi contraddistingue. Procuratevi un orologio improntato alla simmetria, alle geometrie. Vagamente esoterico…

    HUBLOT Spirit of Big Bang Sang Bleu Blue Ceramic
    Cassa (42 mm) in ceramica, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica scheletrato, calibro HUB4700 (base Zenith El Primero 400), ad alta frequenza, con componenti in silicio, cronografo con ruota a colonne e secondi continui. Quadrante in vetro zaffiro, vetro zaffiro sfaccettato, cinturino in gomma. Edizione limitata di 200 esemplari, 33.000 euro.

    Bilancia

    Un mese molto dolce per voi, amici nati sotto il segno della Bilancia. Sole, Venere, tutto influisce positivamente nella vostra vita. Un ottimo modo per rientrare nel vortice del lavoro, con tutti i suoi imprevisti. La vostra serenità sarà elemento benefico per quanti vi circondano. Non trascurate qualche fastidio, in particolar modo di tipo digestivo. Cercate di non lasciarvi trascinare in eccessi festaioli. Il vostro oroscopo di settembre evidenzia una notizia positiva, tipo una promozione o un riconoscimento, in arrivo nell’ultima decade. Per l’occasione regalatevi un orologio dall’eleganza misurata e dalla comprovata qualità.

    CHOPARD L.U.C Qualité Fleurier
    Cassa (39 mm) in Lucent Steel. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L.U.C 96.09-L di manifattura, con micro-rotore decentrato, doppio bariletto (esclusiva tecnologia Chopard Twin), autonomia di 65 ore e piccoli secondi; con certificato Qualité Fleurier e di cronometria dal Cosc. Quadrante argenté soleil e spazzolato, contatore azuré, lancette luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle. 21.800 euro.

    Scorpione

    Un mese carico di occasioni, di spunti, di possibilità per i nati in questo segno. Sarete carichi di energia e di entusiasmo. Non fatevi travolgere, dosate le energie e valutate bene in cosa farvi coinvolgere e quanto di voi spendere, a livello personale, nelle varie attività. Secondo il vostro oroscopo di settembre, una vicenda di vecchia data, che ormai davate per fossilizzata, andrà invece a concludersi. Gestite al meglio gli ultimi colpi di coda – chi meglio di voi? – e voltate pagina. Inutile voler insistere quando non ci sono possibilità di recupero. Come reazione alle situazioni pesanti a lungo sopportate, scegliete la leggerezza. Anche al polso.

    MING LW.01 Manual Lightweight
    Cassa (38 mm) con quadrante integrato in lega di magnesio AZ31. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Eta 2000 rielaborato da Schwartz-Etienne, fissato al quadrante. Indici delle ore stampati sul vetro (Corning Gorilla Glass 6); fornito di 3 cinturini in Alcantara o in gomma. L’intero orologio pesa 10,6 grammi (esiste anche con movimento automatico, per un peso totale di 12,6 g). Edizione limitata di 200 esemplari, 19.500 franchi svizzeri.

    Sagittario

    Settembre per voi è un mese di preparazione a mutamenti, in senso lato. I risultati saranno visibili a fine anno o addirittura la prossima primavera, ma questo è il momento in cui la semina simbolica del vostro prossimo futuro dovrà essere effettuata con cura. Il consiglio delle stelle è di concentrare le proprie forze in questa attività preliminare, per costruire su solide basi. Mantenete il focus, non fatevi distrarre da eventi collaterali o da vicende che non vi toccano, se non molto marginalmente. Procedete nella messa in opera dei vostri piani, con fiducia. Optate per un calendario perpetuo come simbolo delle possibilità future.

    JAEGER-LECOULTRE Master Ultra Thin Perpetual Calendar
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro JLC 868 di manifattura, con calendario perpetuo e fasi di luna. Quadrante opaco, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 31.400 euro.

    Capricorno

    Carissimi Capricorni, avete Plutone – lento e potente – nella casa delle finanze e del denaro. Se dovete agire nella sfera dei guadagni e dei beni, fatelo con il suo aiuto e usando tutta la circospezione necessaria. Prestate attenzione a ciò che vi potrebbe essere presentato come occasione imperdibile, da prendere al volo. Non fatevi allettare da guadagni troppo facili. La saggezza e i consigli di chi ha le giuste competenze saranno le vostre guide. Tranquilli nella sfera degli affetti, anche se qualche screzio con chi vi è più caro potrà infastidirvi. Si risolverà tutto per il meglio. Concedetevi un esemplare de luxe, quintessenza di classe e cultura orologiera.

    PATEK PHILIPPE Calatrava Ref. 6119R
    Cassa ( in oro rosa. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 30255 di manifattura, con autonomia di 65 ore e piccoli secondi. Quadrante argenté grené, indici applicati in oro, lunetta a Clous de Paris, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. Fregiato dal Sigillo Patek Philippe. 32.370 euro.

    Acquario

    Nati sotto il segno dell’Acquario, Urano vi inciterà a rinnovare l’ambiente che vi circonda. Che sia una ristrutturazione integrale o solo una risistemazione di cose e oggetti, una ventata di novità rallegrerà l’ambiente in cui vivete. Siamo tutti sensibili a quanto ci circonda: il riflesso sull’umore e sulla vostra produttività sarà immediato. Attenzione a stati di ansia, sempre pessima consigliera e brutta compagnia. L’oroscopo di settembre consiglia calma e sangue freddo: affrontate i problemi uno alla volta e risolverete tutto per il meglio. L’eclissi lunare potrebbe creare difficoltà sul fronte delle finanze: tenete tutto sotto stretto controllo. Anche la Luna, direttamente dal polso.

    HERMÈS Arceau L’Heure de la Lune
    Cassa (43 mm) in oro giallo. Movimento meccanico a carica automatica, calibro H1837 di manifattura, con esclusivo modulo della complicazione realizzato da Chronode, fasi di luna per entrambi gli emisferi, contatori di ore/minuti e della data che orbitano sul quadrante. Quadrante in dumortierite e lacca, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore realizzato “in casa”. 34.200 euro.

    Pesci

    Da più di un anno il lento e grave Saturno è nel vostro segno, causandovi difficoltà e confusione. Ma ora, proprio grazie alle sue energie, siete pronti a sciogliere i nodi, a riordinare le carte, a sfoltire le troppe idee che avevate in mente. Mese di costruzione, di nuove imprese e orizzonti. Momento ottimo anche per l’introspezione, le ricerche in ambito spirituale e psicologico. Approfittate della vostra stabilità interiore per vedere con occhi diversi cose e persone intorno a voi. Un vecchio amico porterà novità interessanti: valutatele con attenzione, ma non escludetele a priori. Dimostrate di avere la mente aperta con un orologio fuori dal consueto.

    SINGER REIMAGENED Timer 1969
    Cassa (40 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro AGH 6363 di manifattura, con funzione flyback sulla lancetta centrale dei secondi per misurare eventi in sequenza della durata massima di un minuto. Quadrante soleil, vetro zaffiro (anche sul fondello), bracciale in acciaio 316L. 31.500 franchi svizzeri.



  • Hermès Cut, quando la forma è sostanza

    Hermès Cut, quando la forma è sostanza

    Hermès ha una visione non convenzionale dell’orologeria. Chi conosce gli esemplari della Casa lo sa bene. Lo riscontra per esempio nelle complicazioni: diverse, insolite, speciali – uniche, letteralmente: perché non hanno equivalenti, sono inventate e sviluppate ad hoc. Ma la cosa è evidente anche negli orologi meno esclusivi e più accessibili, pensati per la quotidianità: come il nuovo Hermès Cut. Che ho provato fisicamente a Watches and Wonders Geneva, lo scorso aprile, quando la Maison lo ha presentato al pubblico di addetti ai lavori come prima collezione femminile interamente meccanica. Ma è ben altro. Lontano dalle tendenze mainstream, l’Hermès Cut è l’ennesima dimostrazione di quanto la produzione di Hermès segua la propria strada, con fermezza e decisione.   

    Hermès Cut è uno di quegli orologi passe-partout, da indossare 24/7 per quanto è versatile, eppure è tutt’altro che ordinario. Poi vi spiegherò nel dettaglio, ma credo che prima sia fondamentale chiarirne le premesse. Gli orologi di Hermès hanno tutti un côté rêve (per citare Philippe Delhotal, Direttore creazione e sviluppo Hermès Horloger): un aspetto capace di far sognare chi li indossa, di trasmettere piacere e gratificazione. Talvolta è un lato ludico e divertente, altre è più un’idea che fa riflettere e può perfino destabilizzare. Ma alla base ci sono sempre la bellezza, la leggerezza, l’originalità. L’emozione più che la necessità: qualcosa che fa la differenza, un valore intrinseco che giustifica l’acquisto – visto che la funzione primaria di guardare l’ora si è ormai persa…

    Il design particolare dell’Hermès Cut

    Nell’Hermès Cut, come in altri esemplari in catalogo, la chiave della diversità sta tutta nel design. La cassa non è semplicemente rotonda, come sembrerebbe a una prima occhiata: è di forma, una forma libera e non classificata, che potrebbe vagamente ricordare il cuscino senza esserlo. La figura geometrica di partenza è di certo il cerchio, che però è stato come “tagliato” sui quattro lati (da qui il nome): basta guardare la carrure dalle diverse angolazioni per rendersene conto. I fianchi e gli spazi in corrispondenza delle anse sono troncati di netto e poi modellati (visivamente) con profili ovali lucidissimi, che spiccano all’interno delle superfici spazzolate. Ne deriva un effetto a specchio che riflette le luci e i colori circostanti, e allo stesso tempo una sensazione di profondità tipo trompe-l’oeil.

    Riguardo alle dimensioni, la cassa dell’Hermès Cut misura 36 mm di diametro. È un orologio pensato al femminile, dicevo, ma non sfigura affatto neppure sui polsi maschili più sottili, soprattutto nei modelli privi di pietre preziose. La collezione conta infatti quattro referenze: in acciaio con lunetta liscia, in acciaio con lunetta incastonata di diamanti taglio brillante, più altre due in acciaio e oro rosa con le stesse caratteristiche (lunetta liscia o incastonata di diamanti). Nelle versioni bicolore sono in oro rosa la lunetta, le maglie centrali del bracciale e la corona. A proposito, quest’ultima si trova alle ore 1.30: in una posizione quanto mai anomala, ma studiata per non dar fastidio in nessun caso al dorso della mano, nemmeno quando lo si spinge al massimo verso l’alto.

    Le altre caratteristiche

    Per passare al quadrante, in tutti i casi è opalino argenté, con i numeri arabi applicati. Come di consueto per gli esemplari della Casa, lo stile tipografico è esclusivo e contribuisce a dare un carattere unico all’orologio, subito identificabile come Hermès. Nei modelli bicolore, le cifre sono dorate come le lancette a bastone (un “bastone” rielaborato, a dire il vero), che sono rivestite di materiale luminescente per risultare ben leggibili in tutte le condizioni di luce. Nella zona centrale del quadrante è posta la minuteria, realizzata in décalque grigia con una lavorazione azuré. Nelle versioni in acciaio, i 5 minuti sono scanditi da cerchi arancione – il colore ufficiale di Hermès –, come la lancetta Lollipop dei secondi centrali.

    Il bracciale in acciaio, rastremato, è formato da tre file di maglie arrotondate, in cui si alternano finiture lucide e satinate che riprendono le lavorazioni della cassa. Compatto e flessibile, risulta ben calibrato e quasi “morbido” al polso. Ma si può facilmente sostituire – grazie al sistema di intercambiabilità brevettato – con un cinturino in caucciù, declinato in otto colori tipici della palette Hermès: accanto all’arancione e al bianco, anche verde, tortora, due tonalità di grigio, rosa e azzurro. Ma è meglio se riporto i nomi originali, in francese, per apprezzarne le sfumature: gris perle, gris étang, vert criquet, glycine, capucine e blue jean. Strano che non siano previsti cinturini in pelle – visto che questo materiale è un simbolo della Casa. Forse in futuro?

    La meccanica dell’Hermès Cut

    Quindi il movimento, che l’Hermès Cut condivide con altre collezioni maschili. A carica automatica, è il calibro Hermès H1912. Un calibro che si può definire di manifattura, in quanto progettato e realizzato in esclusiva da Vaucher Fleurier, di cui la Maison parigina possiede una quota societaria (ha una partecipazione del 25%, fin dal 2006). Per conoscerne le caratteristiche tecniche, vi rimando alle didascalie.

    Qui preferisco aggiungere una curiosità. Si tratta di uno dei primi movimenti sviluppati “in casa”, nel 2012, insieme al similare H1837. E prende nome dalla data di una celebre fotografia che ritrae Jacqueline Hermès, quarta generazione della famiglia fondatrice, con indosso un porte-oignon, ossia una specie di cinturino con copricassa che permetteva di portare al polso un esemplare da tasca. Prima testimonianza dell’orologeria Hermès, datata proprio 1912.

    Notevole il livello delle finiture. Quello che salta all’occhio, quando si osserva il movimento dall’oblò in vetro zaffiro posto sul fondello, è la personalizzazione dei ponti e della massa oscillante, satinati e decorati con la H dell’iniziale (ma c’è anche la platina à perlage e à colimaçon). Solo un dettaglio, rifinito ad arte, com’è tradizione per Hermès, eppure importante, se si pensa al seguito di fan che idolatrano l’intera produzione della Casa.

    A conti fatti, l’Hermès Cut mi porta a fare una breve riflessione. Il fatto stesso che un movimento meccanico entri a far parte di un’intera collezione di orologi femminili (e non di un singolo esemplare) è, già di per sé, positivo. Significa che il mercato lo richiede. E credo sia la riprova di due cambiamenti ormai assodati nell’orologeria. Uno, che il pubblico femminile non si accontenta più del quarzo, ma ormai sappia apprezzare la micro-meccanica tanto quanto quello maschile. E, due, che i confini fra orologi “da uomo” e “da donna” siano sempre più labili. Evanescenti.

    Informazioni di servizio

    Concludo, come al solito, con i prezzi e la disponibilità. Gli Hermès Cut sono già in vendita, sia sull’e-commerce della Casa che nelle boutique monomarca, e hanno un gamma di prezzo abbastanza ampia. Che parte da 5.400 euro per il modello “basic”, in acciaio con cinturino (molto meno di quanto costa un esemplare simile di marchi concorrenti). E arriva fino a 17.600 euro per quello bicolore con bracciale. Ci sta, se si pensa all’oro e ai diamanti incastonati sulla lunetta…

  • Gli spazi espositivi di W&W 2024, scenografie d’effetto

    Gli spazi espositivi di W&W 2024, scenografie d’effetto

    Gli habitué del Salone di Ginevra se ne saranno accorti. Rispetto al Sihh di una volta, gli spazi espositivi di W&W (leggi Watches and Wonders Geneva, troppo lungo da ripetere ogni volta) sono molto cambiati. In passato l’ambiente era uniforme: ogni maison si limitava a personalizzare gli interni della propria area, ma dall’esterno non si vedeva granché. Oggi chi gira per i corridoi della Fiera si imbatte in spazi scenografici, che non solo esprimono lo stile e i valori della casa ma sono anche a tema con le novità dell’anno.

    A Ginevra come a Basilea

    Tutto è cambiato dopo la diaspora da Basilea. Quando le marche che esponevano a Baselworld sono arrivate a Ginevra, hanno trasferito al Palexpo le loro mega-strutture. “Casette” su più piani, enormi superfici suddivise fra grandi atri e salette private, allestimenti che mutavano di anno in anno. Talvolta con decorazioni esagerate: macroscopici acquari tropicali, aerei in sospensione, auto d’epoca parcheggiate e monoposto di F1 letteralmente appese alle pareti…

    La maestosità, tra l’altro, è sempre stata un tratto comune anche a chi ha sempre mantenuto un profilo più sobrio. Pensiamo in particolare alle grandi costruzioni di Patek Philippe, Rolex, Chopard, Chanel. Queste stesse Case hanno ricreato negli hangar vicino all’aeroporto di Geneve-Cointrin lo stesso contesto che c’era a pianterreno della Halle 1 di Messe platz. A tal punto che a W&W il déjà-vu può provocare episodi di spaesamento…  

    Visto l’andazzo generale, le marche di Richemont Group & Co. si sono adeguate. Alcune del resto erano già propense a spettacolarizzare il proprio stand, con tanto di inaugurazione ufficiale a inviti, per un pubblico di fan e aficionados. Così, gli spazi espositivi di W&W si sono evoluti. E a ogni edizione acquistano un aspetto sempre nuovo, in cui gli arredi e i decori sono sempre funzionali al tema delle nuove collezioni.

    Chiaramente ci riferiamo alle due grandi aree principali. Il discorso non include né gli spazi del Carré des Horlogers, né quelli de La Place e del nuovo Mezzanino: personalizzati sì, ma più piccoli e meno sfarzosi. Per entrare nel dettaglio, parto proprio dalla zona in cui esponevano le marche del Gruppo Richemont e le altre che sono sempre state storicamente presenti a Ginevra. Con la premessa che non passeremo in rassegna tutti gli stand, ma solo quelli che ci hanno più colpito.

    Gli spazi espositivi di W&W 2024: da Richemont Group…

    A cominciare da Van Cleef & Arpels, la cui scenografia aveva un’ispirazione naturalistica, in linea con la Poesia del Tempo che sottende l’intera produzione della Maison. Ovunque una vegetazione lussureggiante fatta di foglie di dimensioni macro, in vetro di Murano e metallo, sotto un gioco di luci che cambiava la luminosità diffusa, quasi a riprodurre i ritmi circadiani. Due stanze in particolare – dai colori caldi o freddi – evocavano il Sole e la Luna, mentre grandi vetrine interne ospitavano gli straordinari oggetti con automa. Un’attrazione a sé, che – quando attivata – dava vita a uno spettacolo nello spettacolo.

    Invece il padiglione di IWC era ispirato all’architettura modernista, ma conteneva anche molti riferimenti al Manufakturzentrum di Schaffausen. Alla base dell’allestimento, l’idea Un tributo all’eternità faceva riferimento sia al nuovo Portugieser Eternal Calendar, sia all’atemporalità dell’omonima collezione. E si è concretizzata in una Luna gigante in 3D che sovrastava un’isola centrale (o meglio penisola, visto che era collegata alla “terraferma” da due rampe di scale), posta su un lago artificiale (o forse dovremmo dire sintetico) di grande effetto.

    Protagonista da Panerai, la partnership con Luna Rossa Prada Pirelli Team – in vista della 37a America’s Cup che si terrà tra il 22 agosto e il 20 ottobre prossimi. Se lo scafo multicolore del LEQ12 utilizzato durante gli allenamenti faceva bella mostra di sé appeso al soffitto, a fare gli onori di casa c’era anche lo skipper (e Direttore del Team velico) Max Sirena – almeno il giorno di apertura del Salone. Tutt’attorno, cime colorate, separé ondulati e pavimenti in teak, quasi ci si trovasse nel Villaggio velico di Barcellona.

    In occasione del 150° anniversario della Maison de La Côte aux Fées, gli spazi espositivi di W&W di Piaget sono stati interamente declinati nei colori celebrativi del blu e dell’oro. Il punto focale era però l’immenso schermo a parete su cui passavano le immagini della Piaget Society di oggi. Nelle teche disseminate qua e là si potevano invece ammirare i pezzi di punta in catalogo: dai più preziosi sautoir ai Black Tie-Andy Warhol di ultima generazione.

    … agli indipendenti

    Hermès ha invece affidato i propri spazi espositivi di W&W all’artista newyorkese Erin O’Keefe. Che ha creato un’installazione popolata di grandi forme organiche dai profili colorati, volutamente disposte senza un percorso organizzato per suscitare un senso di disorientamento. Una situazione in cui le percezioni cambiavano e si aprivano verso prospettive sempre nuove, a cornice degli esemplari realizzati dalla Maison con i mestieri d’arte. Sulle pareti, tagli e aperture riconducevano alla nuova collezione firmata da Philippe Delhotal, Hermès Cut.

    Per tornare all’America’s Cup, un altro scafo – quello di Alinghi Red Bull Racing – era ospitato all’interno dello stand di Tudor, partner del team svizzero di Ernesto Bertarelli. O meglio, la prua si protendeva direttamente su un corridoio del Salone, quasi fosse in bilico (in realtà, in tutta sicurezza). Mentre al piano superiore si poteva toccare con mano uno dei due impressionanti foil che permettono alle barche di volare sull’acqua… Non lontano, nello stand di Bell & Ross, al centro dello spazio si stagliava una Indian Blacktrack BT06. Ovvero la café racer di moderna concezione nata come progetto parallelo all’omonimo orologio del Brand francese.

    Concludiamo in bellezza questa carrellata degli spazi espositivi di W&W 2024 con Chanel, il cui allestimento quest’anno era dedicato alla Couture (come le novità, del resto). Dove un enorme, simbolico ago dorato dominava la candida scenografia, in cui pannelli a specchio ampliavano l’ambiente, sotto un soffitto simile a un quadrante, con grandi indici “cuciti”. A far da contraltare, i video trasmessi in loop sulla parete di fondo. Con le immagini (ingigantite) di orologi puntaspillo, lancette a forbice, cinturini-metro da sarto, fra l’automa di Mademoiselle Coco e ipnotici manichini semoventi.  

  • 7 orologi wow visti a Ginevra. Al Salone e dintorni

    7 orologi wow visti a Ginevra. Al Salone e dintorni

    No, non siamo gente dai facili entusiasmi. Dopo tanti anni in orologeria, è difficile che qualcosa riesca ancora a stupirci. Eppure, la scorsa settimana a Ginevra, ci siamo ritrovati in varie situazioni a sgranare gli occhi di fronte a certi esemplari, che ci hanno impressionato per le novità costruttive, le soluzioni tecniche e, di conseguenza, l’estetica innovativa. A tal punto da farci dire ogni volta un accorato «woooow…», per motivi diversi. Ecco, qui vogliamo raccontarvi i 7 orologi wow che abbiamo visto durante Watches and Wonders, sia al Salone sia al “Fuorisalone”. In un contesto tutto sommato abbastanza piatto, in cui i pochi expolit erano ancor più evidenti.

    Una premessa d’obbligo

    Una scelta arbitraria – sia chiaro – e che potrebbe anche non trovarvi d’accordo. Sui gusti non si discute, lo abbiamo scritto fino allo sfinimento e continua a essere vero. Anche perché – ne siamo consapevoli – oltre ai 7 orologi wow riuniti qui sotto, molti altri meriterebbero questo appellativo, fra gli innumerevoli nuovi modelli lanciati dalle centinaia di marchi presenti in città. Che hanno esposto non solo al Palexpo, ma anche a Head, o nelle suite del Beau Rivage, del President Wilson e degli altri 5 stelle, senza dimenticare gli showroom privati di quanti hanno la sede sotto il Jet d’Eau. Una selezione però andava fatta: e questa è la nostra, condivisibile o meno.

    Due parole ancora riguardo alla definizione di “7 orologi wow”. Che deriva da quei Wow Watches con cui i giornalisti (soprattutto di moda) da sempre si riferiscono agli esemplari più glamorous, più preziosi o straordinari, quasi sempre irraggiungibili da noi comuni mortali. Il concetto vale anche nel nostro caso: noi però abbiamo dato all’idea una connotazione più tecnica, perché a colpirci c’è sempre, prima di tutto, la meccanica. Poi, è vero, l’etichetta “7 orologi wow” include anche una sfumatura di ironia: che non vuole però essere mancanza di rispetto o irriverenza verso gli oggetti in questione, tutt’altro. Piuttosto un divertito riferimento alla nostra reazione – stupefatta, quasi estasiata, sempre entusiasta – la prima volta che li abbiamo visti.

    I 7 orologi wow, secondo noi

    Specifichiamo che abbiamo scelto solo orologi da polso: non soltanto perché più “portabili”, più vicini alla nostra sensibilità e ai nostri gusti, ma soprattutto perché la miniaturizzazione dei movimenti/componenti è di per sé un valore aggiunto. Come potete vedere si tratta di esemplari di diverso genere, non riconducibili a una sola categoria: ci sono un paio di ultra-piatti (molto ultra), variazioni sul tema del tourbillon, smalti e automi. Ad accomunarli è proprio il wow, sincero, che ci è sgorgato dal cuore. Sarebbero tutti da raccontare con lunghi approfondimenti, ma qui li possiamo solo elencare, rigorosamente in ordine alfabetico. Per ognuno riportiamo un personalissimo commento – e ovviamente le informazioni tecniche. Eccoli, dunque. Voi fateci sapere cosa ne pensate sui nostri social…

    BULGARI Octo Finissimo Ultra Cosc
    Cassa (40 mm di lato x 1,7 mm di spessore) in titanio e carburo di tungsteno. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Bvl 180 di manifattura (7 richieste di brevetto), ultrapiatto, con 50 ore di autonomia, componenti montati direttamente sul fondello/platina; certificato cronometro dal Cosc. Indicazione di ore e minuti con differenziale, vetro zaffiro, bracciale in titanio con fibbia pieghevole integrata (1,5 mm di spessore). Edizione limitata di 20 esemplari.

    Una costruzione reinventata ex-novo. E, una volta indossato, un effetto di leggerezza indescrivibile. Sconvolgente, al di là dei record, perché spinge i limiti “oltre”. E raggiunge traguardi finora impensabili.

    CHANEL J12 Atelier Couture Automat Calibre 6
    Cassa (38 mm) in ceramica mat ad alta resistenza e oro bianco, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica manuale, Calibro 6 di manifattura, con automi, animazione su richiesta. Quadrante in decalque, lunetta e corona in acciaio con diamanti taglio baguette e brillante (3.34 carati in totale), vetro zaffiro (anche sul fondello), bracciale in ceramica. Edizione limitata di 100 esemplari.

    È il primo automa realizzato dallo Studio de Création Horlogerie Chanel in un nuovo calibro “in-house”. E ritrae – perfettamente riprodotta – Mademoiselle Coco al lavoro nel suo atelier, un po’ voluttuosa, un po’ divertita.

    CYRUS GENÈVE Etheral Twin Orbital Tourbillon
    Cassa (44 mm) in oro rosa e titanio grado 5, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Cyr518-E di manifattura (3 richieste di brevetto), con 3 giorni di autonomia (indicata sul lato fondello), due tourbillon volanti, paralleli e inclinati di 20°, indicazione saltante delle ore su dischi, anch’essi inclinati e paralleli, indicazione dei minuti tramite indice; l’intero sistema compie una rotazione in senso orario in un’ora. Chassis rotante, indicazioni luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 18 esemplari.

    Definirlo “suggestivo” è un eufemismo: si resta letteralmente incantati davanti alla rotazione ininterrotta dei componenti. Arte cinetica allo stato puro, da vedere almeno in video sul sito ufficiale.

    HERMES Arceau Duc Attelé
    Cassa (43 mm) in titanio grado 5 lucido. Movimento meccanico a carica manuale, calibro H1926 di manifattura, ad alta frequenza, con indicazione dell’autonomia, ripetizione minuti (ponte della suoneria in vetro zaffiro a 3/4, traforato) e dispositivo tourbillon centrale su 3 assi (rotazione della gabbia esterna in 300 secondi, quella intermedia in 60 secondi, quella interna in 25 secondi). Quadrante inferiore guilloché, giro delle ore decentrato e inclinato, vetro zaffiro a cupola, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore (prodotto “in casa”).

    Tecnica sopraffina e massima personalizzazione: i timbri hanno la forma della testa di un cavallo, così come il rastrello dei minuti della suoneria, mentre le ruote del movimento sono simili a quelle del calesse del logo.

    PIAGET Altiplano Ultimate Concept Tourbillon 150th Anniversary Cassa (41,5mm di diametro x 2 mm di spessore) in lega di cobalto (M64bc) Pvd blu, impermeabile fino a 2 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 970P-Uc di manifattura, con 40 ore di autonomia, componenti montati direttamente sul fondello/platina, dispositivo tourbillon a un minuto, piccoli secondi sulla gabbia. Indicazione decentrata di ore e minuti, vetro zaffiro, fondello con mini-oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle.

    Dimenticatevi i tourbillon sferici, carpiati, bi o triassiali. Questo è un inedito tourbillon piatto, così sottile (2 mm) da sembrare bidimensionale. Lo sviluppo dell’esemplare del 2018. Davvero impressionante…

    ROGER DUBUIS Orbis in Machina Central Monotourbillon Cassa (45 mm) in oro rosa, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Rd115 di manifattura, scheletrato, con 3 giorni di autonomia, dispositivo tourbillon centrale a un minuto (con gabbia in titanio e cromo-cobalto). Quadrante multilivello, indicazione di ore e minuti su disco, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle. Edizione limitata di 88 esemplari, in vendita esclusivamente nelle boutique monomarca.

    Simmetrico, ipnotico, spettacolare. La modernità fatta tourbillon, almeno visto dal lato quadrante. Ma, quando lo si gira dal lato fondello, la meccanica rivela la migliore tradizione del Poinçon de Genève. E superbe finiture.

    VAN CLEEF & ARPELS Lady Arpels Cadrans Extraordinaire Jour Enchanté Cassa (41 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica manuale. Quadrante con intarsi di turchese, sole in oro giallo, zaffiri gialli, granati spessartiti, diamanti, mini-scultura in oro bianco, foglie e fiori in smalto façonné e plique-à-jour; indicazione decentrata di ore e minuti, lunetta con diamanti, vetro zaffiro, fondello inciso; cinturino in pelle di alligatore, intercambiabile (in vendita con un secondo cinturino, a scelta). Edizione limitata di 8 esemplari.

    Guardare il quadrante, incredibilmente profondo per la sovrapposizione di elementi, è come immergersi in un mondo fatato, in miniatura. Ma lo smalto incastonato di diamanti – mai visto prima – è un’autentica follia.

  • Arceau Petite Lune ciel étoilé, la notte stellata di Hermès

    Arceau Petite Lune ciel étoilé, la notte stellata di Hermès

    Le date ufficiali sono 9/15 aprile. Eppure Watches and Wonders tiene banco ormai da mesi nei discorsi degli addetti ai lavori, in un improbabile toto-salone fatto di ipotesi azzardate, desideri semi-seri e possibili previsioni. In mezzo a tanto fantasticare, le case di orologeria hanno cominciato a presentare in anteprima alcune novità, alcune coperte da embargo fino al giorno di apertura dell’evento ginevrino, altre pronte alla divulgazione. Vero, in genere non si tratta dei pezzi più importanti né di conversation piece – con le debite eccezioni. Piuttosto, di estensioni di linea, di nuove referenze nelle collezioni già in catalogo, che comunque possono essere ugualmente interessanti, per quanto risultano ben fatte e riuscite. Come nel caso dell’Arceau Petite Lune ciel étoilé di Hermès, versione inedita (e suggestiva) di un modello ormai famoso. Ultimo di una serie di esemplari che raccontano la fascinazione della Casa per il cielo notturno.

    Arceau

    Arceau è un pezzo storico nella produzione della Maison parigina. Nasce nel 1978 e prende nome dall’archetto tratteggiato dalle anse superiori, la cui forma deriva dalla staffa. Ovvero quella parte essenziale della sella, indispensabile non solo per montare a cavallo ma anche per restare in sospensione durante il galoppo. Ed è quindi un chiaro riferimento alle origini sellier della Casa – datate 1837, quando fu aperta la prima bottega di bardature e finimenti – e che perciò è da sempre legata all’equitazione.

    Arceau oltretutto nasce dalla penna di Henri d’Origny, carismatico Direttore artistico della Casa, discendente da un’antica famiglia aristocratica francese. Fu lui a inventare le leggendarie cravatte Hermès, con i loro motivi equestri o nautici. E fu sempre lui a ideare i soggetti di innumerevoli foulard di seta, da più di 70 anni simbolo di chic assoluto, uno degli accessori più desiderati da qualsiasi signora di classe. L’altra sua creatura, Arceau, fin dall’inizio si distingue per il design unico della cassa asimmetrica, subito riconoscibile, e per i numeri arabi inclinati, in corsivo, definiti “galoppanti” dalla Maison quasi volessero esprimere velocità e dinamismo.

    Da allora l’orologio è declinato in tante varianti, solo tempo o complicate – una fra tutte: Arceau Le Temps Sospendu, del 2013, che permette di fermare il moto delle lancette e riprenderne la marcia a piacere, secondo la visione ludica e innovativa dell’orologeria Hermès. Ma lungo i decenni Arceau rimane pressoché immutato dal punto di vista estetico. Ed è la dimostrazione di quanto nel mondo delle lancette certi esemplari possanoavere un successo intramontabile. Siano cioè in grado di conservare tutto il proprio appeal, di restare immuni al susseguirsi delle mode e di resistere al trascorrere del tempo.

    Arceau Petite Lune

    In occasione del 35° compleanno, nel 2013, Arceau si arricchisce delle fasi di luna. Nella cassa di 38 mm, però, la complicazione si colloca non a ore 6, come di consueto, ma in un’insolita posizione a ore 10. All’epoca l’Arceau Petite Lune è animato da un calibro Eta 2892 con modulo Dubois-Dépraz, e riporta sul quadrante in madreperla anche un datario a lancetta. Poi, nel 2019, il movimento sarà sostituito da un calibro di manifattura, mentre l’esemplare subisce piccoli ritocchi. Appare la lunetta tempestata di diamanti e soprattutto cambia il volto dell’astro notturno che fa capolino dalla finestrella. La Luna ora assume le sembianze disegnate dall’artista franco-tedesco Edouard Baribeaud per il carré Hermès Acte III, Scène I, la Clairière, liberamente ispirato alla commedia di Shakespeare Sogno di una notte di mezza estate.

    Mentre quest’ultima versione rimane in produzione fino ai nostri giorni, in diverse referenze incastonate e non, negli anni successivi l’orologio conosce ulteriori declinazioni. Nel novembre 2020, per esempio, esce l’Arceau Petite Lune Jeté de diamants et saphirs, ornato appunto da una pioggia di diamanti e zaffiri blu, incastonati in modo apparentemente casuale sul quadrante in madreperla. Mentre lo scorso anno, sempre a Watches and Wonders Geneve, è la volta di una variante ancora più preziosa – chiamata Arceau Petite Lune tout court -, in cui le fasi lunari sono calate in un’atmosfera spaziale. Sul quadrante, intarsiato in avventurina, madreperla, aragonite e opale, spiccano infatti diversi pianeti, illuminati da stelle di diamanti.

    Arceau Petite Lune ciel étoilé

    Ed è proprio da quest’ultimo esemplare che sembra derivare il nuovo Arceau Petite Lune ciel étoilé. In cui il protagonista, implicito nel nome, è il cielo notturno trapunto di stelle. Il quadrante in madreperla, materiale per sua natura iridescente e nacré, è tinto con sfumature di lacca blu. E il chiaroscuro da un lato crea sulla superficie effetti di nubi, e dall’altro evoca il buio delle profondità del cosmo. Ad accentuare i giochi di luci nella notte, sette diamanti taglio brillante di varia caratura, circondati da punti laccati bianchi, riproducono i bagliori delle stelle.

    La cassa in acciaio misura come sempre 38 mm di diametro ed è a sua volta tempestata di diamanti sulla lunetta. Il movimento, come accennavo sopra, è il calibro H1837 di manifattura. Ricordo infatti che fin dal 2006 Hermès ha una partecipazione in Vaucher Fleurier, che ne realizza i movimenti ad hoc. Il calibro H1837 in particolare è un automatico “solo tempo” che si ritrova in numerosi esemplari della Maison, ma qui monta sempre il modulo della complicazione. Chi fosse interessato ad approfondirne le caratteristiche tecniche, può trovare la descrizione nelle didascalie.

    Sebbene di solito non lo prendo neppure in considerazione, in questo caso vale la pena fare un accenno anche al cinturino. Anch’esso prodotto “in casa” nell’apposito laboratorio di Bienne, è realizzato in pelle di alligatore in tonalità blu zaffiro. E non solo si abbina perfettamente al colore del quadrante, ma fa anche da sontuoso complemento all’Arceau Petite Lune ciel étoilé. Infine il prezzo al pubblico: 14.500 euro. Per chi fosse interessato all’acquisto, l’orologio sarà disponibile da marzo esclusivamente nelle boutique di Hermès.

  • Oroscopo di aprile. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di aprile. Previsioni e orologi, segno per segno

    Iniziamo oggi una nuova rubrica, un appuntamento mensile – a meno di fatti o eventi che richiedano edizioni straordinarie – che vuole riprendere le fila di un discorso molto antico, anche se declinato secondo la sensibilità e la cultura moderne. Quello dell’Oroscopo. Come molte volte abbiamo già detto, i più straordinari tra gli orologi dei secoli passati montavano movimenti astronomici. Non perché – contrariamente a quanto si crede – destinati agli astronomi, che avevano metodi e strumenti più idonei per le proprie misure e osservazioni. Piuttosto perché legati a interpretazioni di carattere astrologico. Qui però non troverete solo modelli con funzioni astronomiche. Il nostro Oroscopo di aprile sarà invece illustrato da esemplari con qualsiavoglia complicazione, ma sempre in qualche modo pertinenti.

    Sento già le prime voci dal fondo: ma… non crederete all’oroscopo?! Prendiamo la cosa come un gioco: facciamoci trasportare da quel pizzico di irrazionale che è in tutti noi e che in questi tempi duri forse è buona idea coltivare un po’. Giocando tra il serio e il faceto, daremo allora ogni mese un’occhiata al Cielo – e vi invito a guardare il Cielo, continua fonte di meraviglia… Oltre alle previsioni, però, per ciascun segno dello Zodiaco troverete appunto l’orologio più adatto, quello che si presta maggiormente a spiegare gli aspetti astrali, la situazione del momento, le caratteristiche del segno. Una scelta arbitraria, certo, ma (speriamo) azzeccata e sempre sul filo dell’ironia. Una chiave di lettura in più anche per chi volesse un’ulteriore scusa per concedersi un regalo, un’ispirazione che giustifichi una scelta.

    E poi, siamo siceri, chi di noi almeno ogni tanto non legge l’oroscopo di Paolo Fox, di Branko, di Mario Pesatori, di Simon & the Star? Non perché ci crediamo, ovvio, ma vedi mai… Proprio come nell’antichità, consultare i vaticini di astrologhi e maghi, àuguri e aruspici alla ricerca di risposte, potrebbe essere un modo per cercare conferme, coltivare speranze, trovare sicurezza. Insomma, nessuno ha la sfera di cristallo, ma se da millenni l’uomo crede agli influssi delle stelle, chissà… Tentar non nuoce! Eccoci quindi con il nostro Oroscopo di aprile.

    Ariete

    Questo ingresso nel segno dell’Ariete è stato segnato da un allineamento planetario eccezionale – fra la Luna, Urano, Marte, Venere, Giove e Mercurio -, visibile persino ad occhio nudo. Uno di quegli eventi che anticamente sarebbero stati interpretati come un segno degli Dèi e avrebbero indotto a grandi decisioni, come la fondazione di una nuova città o un cambio ai vertici del potere. Dovremo attendere fino al 2040 perché qualcosa di simile si ripeta.

    A cavallo tra Marzo e Aprile incontriamo il primo dei segni nella tradizionale sequenza zodiacale, che ha inizio con l’equinozio di primavera. È un segno forte, testardo, ostinato e volitivo: l’Ariete.
    Come si presenta questo Ariete del 2023? Ai primi di Aprile Mercurio, pianeta principe della Comunicazione, entra nel Toro. Il suo impulso permetterà di intraprendere discussioni e definizioni che potranno, fortunatamente, trovare soluzione sul piano dialettico. La Luna piena in Bilancia induce anch’essa al reperimento di equilibri, illuminati da Selene che dall’alto argentea illumina i contendenti. E gli orologi, direte voi? Andando a curiosare tra le primizie offerte da Watches and Wonders, per l’Ariete associamo all’oroscopo di Aprile un esemplare tosto, resistente, un po’ marziale, davvero pronto a tutto…

    In vendita da giugno.

    PANERAI Radiomir Otto Giorni

    Cassa di 47 mm in e-Steel brunito, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro P.5000, con autonomia di 8 giorni e piccoli secondi. Quadrante a sandwich sfumato, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello Cuoio Toscano. 9.900 euro.

    Toro

    Da marzo finalmente libero dalla quadratura di Saturno, il Toro si sta riprendendo. Deve però ancora affrancarsi del passato, abbandonare le zavorre, staccarsi da ciò che non funziona più. Per fortuna potrà contare sull’appoggio di Mercurio e Venere nel proprio segno che gli permetteranno di osare, di azzardare di più e buttarsi nella mischia. Voi Toro, quindi, cercate di concludere ciò che va concluso così da poter guardare avanti e predisporvi a qualcosa di nuovo. Abbiate fede, vi aspetta un maggio esplosivo. Consiglio: avete un motore sopraffino, togliete il freno a mano e premete sull’acceleratore.

    BREITLING Top Time B01 Ford Thunderbird

    Cassa di 41 mm in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro B01, con autonomia di 70 ore, secondi continui e datario. Quadrante opaco, contatori “squircle” a cerchi concentrici, réhaut con scala tachimetrica, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle traforata. 7.550 euro.

    Gemelli

    Con il Sole e Venere (dal giorno 11) di nuovo a favore, voi dei Gemelli potrete cominciare a trovare la soluzione per diversi problemi. E lo farete anche grazie all’intervento di nuove conoscenze, persone che entreranno nella vostra vita e vi aiuteranno, sostenendovi negli ambiti professionali come nei progetti privati. Vi potrete così riappropriare del vostro potere, e affrontare un gioco più duro e impegnativo, un mondo dalle regole più rigide e severe. Ma che – proprio in quanto tale – vi farà alzare l’asticella e vi porterà a valicare limiti finora insuperati, cime che sembravano irraggiungibili. Perfetto per voi è un esemplare che evoca gli Ottomila, le 14 vette più alte del mondo…

    Edizione limitata di 290 esemplari, in vendita esclusivamente nelle boutique monomarca e online.

    MONTBLANC 1858 Geosphere Chronograph 0 Oxygen The 8000 Limited Edition

    Cassa di 44 mm in titanio, priva di ossigeno e impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro MB 29.27, con ore universali e funzione giorno/notte riportate su dischi rotanti degli emisferi Nord e Sud in 3D, cronografo con secondi continui e datario. Quadrante “effetto ghiaccio”, lancette, numeri e indici luminescenti, lunetta girevole bidirezionale in ceramica, fondello personalizzato da un’incisione al laser che riporta nomi e altitudini delle 14 cime oltre gli 8000 metri. 9.400 euro.

    Cancro

    Un mese di verifiche, di esami (veri o simbolici), di prove da sostenere, per capire se e quanto funziona ciò che avete realizzato finora. Ed è comprensibile che vi sentiate sotto pressione, ma con Marte nel vostro segno potete farcela e vincere qualsiasi sfida. Oltretutto, con Plutone non più opposto, vi sentite più sicuri di voi: non avete paura di mettervi in gioco, di affrontare gli scontri, perfino di fallire. Mentre Venere in Toro vi darà un apporto positivo non solo nel rapporto con il partner ma anche nei contatti sociali e umani in senso lato. Quindi rilassatevi, respirate e non date retta alla tachicardia. Al limite tenete sotto controllo le pulsazioni con uno strumento ad hoc…

    Edizione limitata di 99 esemplari, in vendita da fine aprile.

    ANGELUS Chronographe Médical x Massena Lab

    Cassa di 39 mm in acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro A5000, cronografo monopulsante con secondi continui. Quadrante bombato opalino con scala pulsometrica e asmometrica, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle. 19.900 dollari.

    Leone

    Il vostro oroscopo di aprile si basa su un cielo molto dinamico. Avrete la spinta giusta per espandervi, il che significa: superare i vecchi confini, allargare il vostro raggio d’azione, conquistare nuove posizioni, andare altrove. La quadrature del Toro vi farà sgomitare in ambito lavorativo e quella di Mercurio vi condizionerà sul calibrare le spese. Cercate comunque di crearvi più occasioni possibili in vista della seconda parte dell’anno. Dall’11 Venere a favore vi invita alle coltivare le nuove amicizie, perché potrebbero far nascere storie d’amore. Mantenete salda la capacità di sdrammatizzare, di dialogare. Parola d’ordine: leggerezza. Anche al polso.

    Foto Joel von Allmen courtesy Hermès.

    HERMES Hermès H08

    Cassa di 39 mm in materiale composito a base di fibra di vetro intrecciata, rivestita di alluminio e polvere di ardesia, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro H1837, con datario. Quadrante verniciato e granulato, lancette e numeri luminescenti, lunetta e corona in ceramica opaca, cinturino in caucciù. Disponibile in 4 colori. Prezzo non ancora comunicato.

    Vergine

    Avete ormai raggiunto una chiarezza assoluta. E, forti della vostra consapevolezza, tagliate ciò che è di troppo e investite invece su ciò che merita. Farete grandi pulizie non solo in senso fisico, creando spazi liberi in casa, ma anche in quello metaforico con una libertà riconquistata. Alleggeritevi, allontanate le zavorre, potate i rami secchi. Con Saturno contro non sarà facile, ma il repulisti è indispensabile: dovete eliminate tutto il surplus non necessario per sgomberare il campo per ciò che arriverà. Come segno esteriore di questa azione, optate per un modello minimal: essenziale, ultrapiatto, elegantissimo… dal lusso nascosto.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Micro-rotor

    Cassa di 40 mm in platino. Movimento meccanico a carica automatica, calibro PF703, ultrapiatto (3 mm di spessore), con microrotore decentrato e datario. Quadrante in platino dalla finitura mat, lancette scheletrate, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, bracciale in platino. Prezzo non ancora comunicato.

    Bilancia

    Per molti di voi sarà un aprile di scelte. Il cielo di aprile vi farà arrivare tutto in modo diretto, senza mezzi termini, senza chiaroscuri. Sarà il mese delle opposizioni, di decisioni – o sì o no -, sia verso le persone sia verso le situazioni, che andranno risolte e concluse senza più proroghe. Dall’11 il vostro pianeta guida, Venere, torna a favore: e mentre accorcia le distanze nei rapporti, darà una marcia in più a chi cerca un nuovo amore. La quadratura di Marte però non vi lascia più tempo per la pazienza, per l’attesa: è il momento della resa dei conti, della presa di posizione, dell’agire concretamente. Dovete decidere: o bianco o nero.

    SPEAKE-MARIN Academic Black Tie & Academic White

    Cassa di 38 mm in titanio grado 5. Movimento meccanico a carica automatica, calibro SMA03, con microrotore decentrato e piccoli secondi. Quadrante laccato (nero oppure bianco) con numeri romani luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle (nera oppure bianca). 14.500 franchi svizzeri (tasse escluse). Disponibili anche con cassa di 42 mm, 14.900 franchi svizzeri (tasse escluse)

    Scorpione

    Avete un bel Sole che transita in 6a Casa e Marte finalmente a favore. Quindi vi sentite più tonici e pieni di energia, e potete tornare a rimettervi in gioco, ad allargare i vostri orizzonti, a viaggiare e a conoscere nuovi ambienti, imponendovi e mettendo in ordine certe situazioni. Dovete solo stare attenti a non alzare troppo la cresta. Abbiate l’accortezza di tenere un profilo basso, almeno per ora: verrà presto il vostro momento, più avanti durante la primavera. Che facciate una piccola vacanza o un viaggio di lavoro, cercate comunque di ritagliarvi un po’ di tempo per voi e di riposarvi un po’. Ne avete bisogno…

    FREDERIQUE CONSTANT Manufacture Highlife Worldtimer

    Cassa di 41 mm in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro FC-718, con ore del mondo. Quadrante soleil con incisione del globo, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore, intercambiabile. 4.295 euro.

    Sagittario

    Per voi nomadi dello Zodiaco, l’oroscopo di aprile segna un ampio giro di boa. Il passaggio del Sole dalla quadratura al trigono in Ariete e la fine dell’opposizione di Marte vi fanno uscire dalle acque stagnanti. Il Sole in 5a Casa vi fornisce creatività, fortuna e voglia di investire in voi stessi, mentre Venere opposto e Saturno in quadratura vi mettono di fronte a scelte di campo: avete accanto un mozzo o un nostromo? Per poter prendere il largo e spiegare le vele, dunque, è importante sapere di poter contare su qualcuno che remi insieme a voi, o comunque a vostro favore. E su uno strumento funzionale alla navigazione…

    Certificato Cronometro Superlativo (Cosc + autocertificazione Rolex)

    ROLEX Oyster Perpetual Yacht-Master 42

    Cassa di 42 mm in Rlx Titanium, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3235, con spirale amagnetica, autonomia di 70 ore e datario. Quadrante opaco, lancette e indici luminescenti, lunetta girevole bidirezionale con anello in ceramica, vetro zaffiro, bracciale in Rlx Titanium. 14.150 euro.

    Capricorno

    Con la quadratura del Sole dall’Ariete e l’opposizione di Marte, al Capricorno questo mese sembrerà di dover affrontare un incontro di pugilato. Ma sebbene dovrà lottare in tante situazioni, questa volta non cercherà di essere conciliante, non scenderà a compromessi. Anzi. Saprà dire di no, mettere al loro posto certe persone, perfino compiere atti eversivi per poter seguire ciò in cui crede. Maggio, poi, gli darà ragione e lo proclamerà assolutamente vincitore. Consiglio: seguite la vostra strada. Per esempio con la nuova versione dello storico cronografo per la corsa più bella del mondo.

    CHOPARD Mille Miglia Classic Chronograph

    Cassa di 40,5 mm in Lucent Steel (acciaio riciclato), impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica con secondi continui, datario e certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Quadrante satinato con contatori azuré, lancette luminescenti, réhaut con scala tachimetrica, vetro zaffiro a box, fondello on oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle traforata. 9.580 euro.

    Acquario

    Il tema di fondo per i nati in Acquario, in questo oroscopo di aprile, è parlare forte e chiaro. Tirar fuori la voce, verbalizzare. Plutone arriva nel vostro segno e voi potete dettare le vostre condizioni: prendere posizione, dire cose mai dette, perfino affrontare discorsi scomodi e rompere tabù. Uscirete dalla vostra comfort zone e comincerete a cambiare, voi stessi e ciò che vi circonda. Ma così facendo vi nutrirete di nuovi stimoli, coglierete ulteriori opportunità, acquisirete nuovi input, anche molto appaganti. Metterete così le prime radici in un terreno fertile, e proverete un senso di ricostruzione, di rinnovamento. Non ancoratevi su ciò che è stato finora, ma ripartite. Il vostro orologio? Un cult riaggiornato, ringiovanito.

    PATEK PHILIPPE Calatrava 6007G

    Cassa di 40 mm in oro bianco. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 26‑330 S C, con datario. Quadrante con motivo carbonio inciso, lancette e numeri in oro luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello goffrata con motivo carbonio. Disponibile anche con dettagli blu o rossi. 38.160 euro.

    Pesci

    Il cielo prevede un mese di riconoscimenti, soprattutto economici – ma non solo. Il denaro per voi avrà un ruolo chiave: non perché siete venali (tutt’altro), ma in quanto segno del vostro valore e del vostro impegno. Marte che lascia la quadratura permette di ottenere risultati, confermati anche da Saturno che offre la possibilità di cambiare ruolo e direzione. La grande svolta avverrà poi a maggio. Ma da metà mese nuove risposte e opportunità arriveranno anche con Mercurio retrogrado. Sarebbe opportuno rendergli omaggio con un orologio le cui lancette hanno lo stesso andamento…

    Edizione limitata di 50 esemplari.

    CHRONOSWISS Delphis Oracle

    Cassa (42 mm) in oro rosso, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CH-1421.1E-BLBK, con autonomia di 55 ore, indicazione saltante delle ore, retrograda dei minuti, piccoli secondi. Quadrante in parte in smalto Grand Feu, lancette scheletrate, indici luminescenti, profili della lunetta e del fondello scanalati, corona a cipolla, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle. 41.800 euro.

  • I 10 orologi del 2022 che ricorderemo

    I 10 orologi del 2022 che ricorderemo

    Il 2022 sta per finire (finalmente, diciamo noi, e siamo certi che molti di voi saranno d’accordo…). È lecito quindi chiedersi per cosa sarà ricordato in orologeria. Cioè, quali sono stati gli orologi più rappresentativi dell’anno. Quelli che hanno segnato i costumi, e in certi casi sono diventati essi stessi un fenomeno di costume. Perfino al centro delle cronache giornalistiche, nazionali e internazionali. Quelli che hanno suscitato scalpore, e hanno fatto parlare di più, nel bene e nel male. O semplicemente quelli che ci hanno colpito, che sono rimasti più impressi nei nostri ricordi. Ecco allora i 10 orologi del 2022, secondo noi.

    Perché 10? Beh, ovviamente, il numero è arbitrario. Però 15, o 20, o magari anche 30 o 50, non sarebbero ugualmente incisivi: più la cifra è maggiore e minore è la capacità di scelta. Mentre 7, o 5, o 3… no, sarebbero troppo pochi, troppo riduttivi. Ecco perché abbiamo deciso di scegliere i 10 orologi del 2022, non uno di meno né uno di più: un numero pieno, significativo, capace di cogliere come un’istantanea gli esemplari topici – decisivi, fondamentali – di questo momento storico.

    Con un’accortezza: come sempre, la nostra non vuole essere una top ten in ordine di importanza. Ma un semplice elenco – rigorosamente in ordine alfabetico – dei 10 orologi del 2022. Fateci sapere se siete d’accordo… I social sono lì per questo.

    BULGARI Octo Finissimo Ultra 10th Anniversary Cassa (40 mm di lato x 1,8 mm di spessore) in titanio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro BVL 180 di manifattura, con platina/fondello in carburo di tungsteno. Display regolatore, cricchetto del bariletto con QR code che rimanda aun’esclusiva grafica Nft, bracciale in titanio sabbiato. Edizione limitata di 10 esemplari, 427mila franchi svizzeri.

    Un orologio da record (anche se poi superato dal Richard Mille qui sotto), super-elogiato dagli addetti ai lavori e praticamente scevro di critiche. Sicuramente una pietra miliare nella ricerca dell’ultrapiatto della Casa romana.

    HERMÈS Arceau Le Temp Voyageur Cassa (38 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro H1837, con ore del mondo, indicazione vagante di ore e minuti dell’ora locale, ora di casa a finestrella. Quadrante “Planisphère d’un monde équestre” disegnato da par Jérôme Colliard, cinturino in pelle di vitello Swift. 18mila euro.

    Un modo inedito di indicare le ore del mondo. Che non solo conferma il modo poetico della Maison di concepire il tempo, ma anche la genialità di Jean-François Mojon (sì, quello di Chronode e Cyrus), progettista del modulo della complicazione. Indimenticabile.

    LONGINES Ultra-Chron Cassa (43 mm) in acciaio, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L836 ad alta frequenza, con spirale in silicio, certificato cronometro da Timelab. Quadrante effetto martellato, lunetta girevole unidirezionale con inserto in vetro zaffiro, cinturino Nato (oppure in pelle). 3.390 euro.

    Reboot di un esemplare del 1966, è piaciuto tanto agli estimatori del marchio (e non solo). Facile capire il perché: dall’estetica vintage all’alta frequenza, dalla costanza di marcia fino al prezzo, dalla sua ha tanti pregi…

    MAD EDITION M.A.D 1 Red Cassa (42 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Miyota 821A ribaltato e modificato, con autonomia di 60 ore, rotore di carica (a tripla lama, in titanio e tungsteno) sul lato quadrante e indicazioni sulla carrure. Dettagli luminescenti, cinturino in pelle di vitello. 2.900 franchi svizzeri (tasse escluse).

    È vero: è uscito nel 2012, ma la prima edizione era fuori commercio. A grande richiesta, l’orologio creato da Max Busser & Friends ha raggiunto un pubblico più ampio solo quest’anno: ma, esaudite le prenotazioni, i pochi pezzi rimasti sono andati a ruba. Tramite lotteria. Anche i 100 esemplari realizzati per Corvo sono spariti in un amen. Ora si replica – sempre con lotteria – all’inizio del 2023.

    OMEGA Speedmaster Chrono Chime Cassa (45 mm) in oro Sedna. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Co-Axial Master Chronometer 1932 di manifattura, con autonomia di 60 ore, cronografo con funzione sdoppiante e ripetizione minuti. Quadrante in avventurina blu, lunetta con scala tachimetrica, bracciale in oro Sedna. 549mila euro.

    È l’Omega più complicato di sempre. E per questo resterà per sempre nella memoria collettiva…

    OMEGA x SWATCH MoonSwatch Cassa (42 mm) in Bioceramic. Movimento al quarzo Swiss made, cronografo con secondi continui. Quadrante mat, lunetta con scala tachimetrica (con tanto di Dot over 90), cinturino in Velcro. 260 euro.

    Non ce ne vogliano gli altri marchi, ma in un’ipotetica classifica dei 10 orologi del 2022 sarebbe probabilmente in pole position. Per il clamore che ha suscitato, anzi, la follia collettiva: l’odio/amore incondizionato, le file interminabili davanti ai negozi, le speculazioni che lo hanno spinto a prezzi assurdi… Noi abbiamo scelto il Mission to the Moon, ma andrebbe bene uno qualsiasi degli 11 esemplari della collezione.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda Gmt Rattrapante Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro PF051 di manifattura, con micro-rotore decentrato e doppio fuso orario con funzione sdoppiante. Quadrante guilloché Grain d’Orge, lunetta zigrinata in platino, bracciale in acciaio. 26mila euro.

    Una “vera” prima mondiale: applicare la funzione sdoppiante alla lancetta del Gmt è stato davvero geniale. Talmente naturale da sembrare la scoperta dell’acqua calda. Eppure prima non c’era…

    PATEK PHILIPPE Nautilus Ref. 5811 Cassa (41 mm) in oro bianco, impermeabile fino a 12 atm. Movimento meccanico a caric automatica, calibro 26-330 S C di manifattura, con datario. Quadrante soleil sfumato con rilievo orizzontale inciso, bracciale in oro bianco. 70.350 euro.

    Lo scorso anno, l’uscita di scena del 5711 aveva creato sconforto e lanciato in orbita i costi dell’usato. Il nuovo 5811 ha un millimetro in più, è più prezioso e ha un altro prezzo. Ma che importa? Il cult di Patek è tornato…

    RICHARD MILLE RM-UP 01 Ferrari Cassa (51 x 39 x 1,75 mm) in titanio grado 5. Movimento meccanico a carica manuale, calibro RMUp-01 di manifattura, e di forma (2,82 g di peso), con selettore di funzione. Vetri zaffiri (0,2 mm di spessore), cinurino in pelle. 1,7 milioni di franchi svizzeri (tasse escluse).

    Un altro orologio che ha fatto discutere (per l’estetica, la costruzione, il prezzo…): odiatissimo o amatissimo, senza vie di mezzo. Ma è un dato di fatto che mai s’era visto qualcosa del genere. Una vera bomba!

    ROLEX Deepsea Challenge Cassa (50 mm) in titanio Rlx, impermeabile fino a 1100 atm, con valvola di decompressione e sistema Ringlock. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3230 di manifattura, con autonomia di 70 ore. Quadrante mat, lunetta girevole unidirezionale in Cerachrom, vetro zaffiro di 9,5 mm, bracciale in titanio Rlx. 26.100 euro.

    Il primo Rolex in titanio, il primo con una simile e impressionante tenuta stagna, eppure apprezzato da pochi e incompreso da troppi.

  • Hermès H08. La sorpresa che (quasi) nessuno si aspettava

    Hermès H08. La sorpresa che (quasi) nessuno si aspettava

    Questi “modaioli” sono proprio diabolici. Se ora anche loro cominciano a produrre orologi tecnici come l’Hermès H08, allora il mondo si sta capovolgendo…😉

    Non so se succede anche a voi, ma i miei occhi ogni tanto chiedono pietà. Non ne possono più delle solite forme, delle solite geometrie, dei soliti colori. Che se uno si butta sul verde poi tutti fanno quadranti verdi, fino al prossimo colore “di tendenza”. E allora vado a guardarmi gli orologi degli artigiani, degli artisti dell’orologeria. A quel punto, però, è il mio amor proprio a chiedere pietà. Sono felice, sinceramente, che qualcuno possa comprare orologi troppo distanti dalle mie possibilità economiche, ma pur non provando invidia (non molta, almeno) un po’ di rodimento mi prende. E la cosa non fa piacere.

    E allora comincio a vagabondare fra le cartelle stampa come farebbe un marinaio senza meta fra le isole greche. Un po’ di qua, un po’ di là, alla ricerca di qualcosa che ti faccia venir voglia di approdare.
    Hermès, ad esempio. Hermès? Mi direte voi. Quello delle borsette Kelly, quello delle selle, dei foulard, del modaiolo che più modaiolo non si può? Proprio lui, vi dico. Ma non sono pazzo, lo giuro. Solo folgorato sulla via dell’estetica. Colpa dell’Hermès H08.

    Ma cominciamo dalla tecnica

    Perché lo so: la prima cosa che viene in mente è chiedersi quale contenuto tecnico possa mai avere un orologio Hermès. Molto, molto più di quanto generalmente si sospetti. Hermès è infatti socia della Fondazione Sandoz nella proprietà della Vaucher Manufacture Fleurier. E la Vaucher è la fabbrica che produce movimenti per Parmigiani Fleurier (anche in questo caso parliamo di Fondazione Sandoz), per Hermès – appunto – ma anche per molte altre marche d’alta orologeria, comprese alcune artigianali. Qualcuno la definisce l’Eta dell’alta orologeria.

    E il calibro Hermès H 1837 è la variante iper-personalizzata del calibro automatico di base Vaucher. Non uso a caso il termine “iper-personalizzato”. Non c’è solo il motivo ricorrente della H a decorare il rotore e i ponti posteriori. No, ci sono differenze nella forma dei ponti stessi. Più geometrici e squadrati di quanto non siano nelle versioni “di serie”. Una scelta probabilmente dettata da motivi estetici: il pattern decorativo con le H del logo appare più compatto e il minor spazio fra i ponti rende più monolitico il movimento.

    Sta di fatto che da oltre dieci anni Hermès monta nei propri orologi movimenti che può ben definire “di manifattura” dal momento che possiede parte (il 25 per cento, credo) della Vaucher. E su questo movimento innesta talvolta moduli specializzati, progettati in casa e poi prodotti dalla stessa Vaucher o da altri produttori.

    Una notazione a margine del movimento. Come praticamente tutti i movimenti in cui c’è la mano di Michel Parmigiani, manca il bilanciere ad inerzia variabile. Parmigiani, infatti, gradisce poco l’aumento di massa dovuto alle viti sull’anello esterno del bilanciere, sostenendo che se il sistema bilanciere/spirale è ben progettato e realizzato, allora l’affidabilità della regolazione può essere pari a quello garantito dall’inerzia variabile. E in questo caso la regolazione micrometrica è affidata all’esclusivo sistema Triovis, prodotto, come del resto l’intero bilanciere, dall’Atokalpa. Azienda, guarda caso, anch’essa proprietà della Fondazione Sandoz. I conti tornano, insomma, e alla meccanica dell’Hermès H08 non ci sono appunti da muovere.

    Titanio e dintorni

    La cassa dell’Hermès H08 ha una propria forma che, indipendentemente dai gusti personali, gratifica l’occhio. Una sintesi di forme diverse dal solito, che però non aggrediscono con stravaganze eccessive o voli pindarici. C’è chiaramente uno studio molto attento per creare qualcosa di nuovo, sì, ma destinato a non invecchiare rapidamente. Ma queste son cose che verificheremo nel tempo. Quel che si può dire subito è che due dei modelli in cui s’articola la collezione sono ricavati da un solido blocco di titanio – poi satinato oppure ricoperto, tramite un trattamento Dlc, da uno strato di carbonio nero, duro come il diamante. Robustissimo.

    Oppure (e qui troviamo i “dintorni”) da un blocco di “composito caricato con grafene” che, in buona sostanza, vuol dire una resina epossidica ad alta concentrazione di grafene. Uno dei materiali del futuro perché leggerissimo, molto resistente e (se progettato per tale uso) ad alta conducibilità elettrica e di calore. È un materiale ancora allo studio e per questo ancora poco diffuso nella vita quotidiana. E per questo anche piuttosto costoso, per ora.

    La scelta dei materiali riporta chiaramente ad un utilizzo sportivo dell’Hermès H08, che infatti viene confermato dal dato di tenuta stagna (10 atmosfere) e dalla presenza della corona serrata a vite. Il fondello (con oblò) è invece fissato tramite sei viti, una soluzione che consente di non rischiare lo stress delle guarnizioni di tenuta. Si tratta insomma di un orologio sportivo da indossare tutto l’anno. Per quanto mi riguarda apprezzo enormemente il cinturino nel classico “arancione Hermès”, che ben si collega al colore sulla lancetta dei secondi.

    Dettagli estetici dell’Hermès H08

    Li usiamo per concludere l’articolo, a dimostrazione che l’Hermès H08 va considerato un orologio tecnicamente impeccabile, prima che di raffinata estetica.
    Apprezzo molto, ad esempio, la grafica del lettering: i caratteri tipografici usati, come del resto era già accaduto in passato, sono del tutto originali. Creati per quest’orologio. In particolare, il 3, il 6, l’8 e il 9 spiccano per la loro originalità, senza però nulla cedere in termini di leggibilità. Va anche notato che per coerenza estetica gli stessi caratteri sono stati impiegati per il datario a finestrella. Che in verità è un po’ piccolo. Proporrei di usare caratteri di color arancione (arancione Hermès, ça va sans dire…) per migliorarne la leggibilità.

    Apprezzo molto anche la diffusione concentrica dei diversi elementi geometrici (nella cassa e nel quadrante) in gran parte con finiture sabbiate o satinate, com’è giusto per gli orologi a vocazione sportiva. Troppe superfici lucide creano un eccesso di riflessi luminosi. Come sempre il consiglio è quello di recarsi in una boutique del marchio per verificare da sé ogni elemento, aggiungendo quelle sensazioni tattili che soltanto la conoscenza diretta può garantire. Aggiungo anche la notevole ingegnosità della chiusura pieghevole doppia (con pulsanti di sicurezza), specialmente per quanto riguarda le versioni montate con il bracciale in titanio o con il cinturino in tessuto sintetico intrecciato.

    Sì, ma i prezzi? Beh, sorpresa sorpresa, i prezzi partono dai 5.100 euro necessari per la versione con cassa in titanio e cinturino in caucciù o tessuto. E si fermano ad 8.000 euro per quella con cassa in composto di grafene e lunetta in ceramica. Il rapporto fra prezzo e qualità è davvero interessante, considerando anche la presenza di un movimento di manifattura raffinato ed affidabile, con tanto di doppio bariletto. Da farci un pensierino. E non solo perché soddisfa il gusto estetico di chi non ne può più del già visto.

  • Nantucket links up: la reazione a catena di Hermès

    Nantucket links up: la reazione a catena di Hermès

    La collezione Nantucket prende vita nel 1991 dall’estro creativo di Henri d’Origny, il leggendario designer della Maison. Colui che ci ha regalato i carré in seta, per intenderci.
    D’Origny riceve come input creativo quello di disegnare un orologio femminile di forma quadrata, che facesse il paio con il Cape Cod. Ma d’Origny segue l’istinto e crea “un rettangolo in un rettangolo”. La sua nuova creazione presenta, infatti, un quadrante rettangolare, fine e allungato, racchiuso in una cassa anch’essa rettangolare. Le linee delle anse e l’attacco del bracciale ricordano gli anelli delle catene che legano le barche all’ancora. Un simbolo di Hermès.

    La Chaîne d’ancre, un segno distintivo

    La Chaîne d’ancre (catena di ancoraggio) non è un semplice dettaglio costruttivo. È il tratto distintivo della collezione Nantucket, ma anche un segno di stile elegante e sportivo, ricorrente nelle creazioni della Maison.
    La Chaîne d’ancre viene immaginata per la prima volta nel 1938 da Robert Dumas (genero di Émile Hermès, alla guida di Hermès dal 1951). Si racconta che Monsieur Dumas ebbe l’ispirazione durante un viaggio in Normandia, nel nord della Francia, dove osservò le catene che assicuravano gli ormeggi. Deriva da lì lo spunto creativo per disegnare un bracciale a catena, che poi si estende dalla gioielleria ai vari mestieri della Maison. Fino a diventare un elemento iconico della Casa francese.

    La collezione Nantucket oggi

    A trent’anni dal lancio, la collezione Nantucket torna come non s’era mai vista in precedenza. Dopo i cinturini colorati in pelle pregiata, eccola con un nuovo bracciale a catena che ne enfatizza l’inclinazione joaillière.
    I nuovi Nantucket infatti presentano un inedito motivo ad anelli sviluppato a partire dalla forma a Chaîne d’ancre della cassa, sublimato nell’essenza geometrica e ridotto nelle dimensioni. Il risultato è una sorta di gourmette dalle maglie oblunghe, con finitura lucidissima che ne esalta l’impronta più elegante. Come le catene assicuravano l’ormeggio delle imbarcazioni in Normandia, così oggi assicurano lo scorrere del tempo al polso.

    Realizzati nei laboratori orologieri della Maison, i nuovi Nantucket riflettono i tratti distintivi di Hermès: l’attenzione al dettaglio, la precisione nelle finiture, l’estrema qualità di esecuzione.
    Quattro le referenze disponibili: due più semplici e discrete, in acciaio; e due più ricche, in oro rosa con diamanti e madreperla.

    I modelli

    Il Nantucket in acciaio ha il quadrante argentato opalino con numeri arabi. Nella versione più chic, invece, è rodiato e sabbiato; una gittata di luce arriva, letteralmente, dai 55 diamanti sulla cassa e da altri 35 sul quadrante incastonati, appunto, a “jeté” (per un totale di 0.30 ct).
    Chi non ama l’algido acciaio potrà scegliere invece il caldo oro rosa. La proposta più preziosa ha 186 diamanti sui brancard (per un totale di 0,58 ct) e due piccoli punti luce a ore 3 e 9. Tutti i modelli sono animati da un movimento al quarzo Swiss made.

    Secondo il pensiero di Hermès, anche il tempo è un oggetto. I suoi orologi non sono quindi strumenti che misurano lo scorrere delle ore. Piuttosto, sono spazi da riempire con la fantasia, destinati a suscitare emozioni, sensazioni interiori, intime e private. Così i nuovi Nantucket non sono solo strumenti funzionali, ma anche gioielli dall’eleganza discreta, preziosa, assolutamente personali.

  • Sotto il segno dei pesci. E delle “belle arti”

    Sotto il segno dei pesci. E delle “belle arti”

    Hai presente un acquario tropicale, popolato di pesci multicolore delle specie più rare? Ecco, l’orologeria negli ultimi tempi è un po’ così: con il quadrante al posto della vasca ma con la stessa passione di un entusiasta fishkeeper. E non mi riferisco tanto alla mania per le carpe koi, destinata ad attirare il pubblico orientale (magari ne riparleremo). No, qui si tratta di una grande varietà di pesci, reali o immaginari poco importa, comunque ritratti con forte senso artistico. Vero, il soggetto è insolito, ma è sempre più diffuso. E risponde al desiderio di alcune blasonate maison di distinguersi con modelli sempre nuovi e originali. Tant’è che per creare questa fauna ittica fuori dal comune le case ricorrono a diversi mestieri d’arte. Dai più tradizionali ai più creativi.

    Micromosaico

    Tra i nuovi arrivi, l’Arceau Grands Fonds di Hermès s’ispira all’omonima serie di foulard dal soggetto “pesci” disegnata da Annie Faivre nel 1992. Non foulard qualsiasi, sia chiaro, ma quei coloratissimi carré di seta per cui qualsiasi donna sarebbe disposta a fare follie… In questo caso, il loro motivo sgargiante è riprodotto con una miriade di microtessere di vetro assemblate a mano, una ad una; con precisione, in modo da rievocare ogni scaglia, ogni riflesso del pesce giallo e azzurro che nuota nel profondo blu. A proposito, dalle macchie potrebbe essere un pesce balestra, ma non ci giurerei… Per tornare al lavoro certosino dei tecnici di Hermès Horloger, ci vuole un mese intero per ogni singolo quadrante. Il che spiega perché l’orologio sia realizzato in una tiratura molto limitata: appena 6 esemplari.

    Bassorilievo

    Sono invece 25 gli esemplari dell’Happy Fish di Chopard, che sviluppa un tema caro a Caroline Scheufele fin dal 2002. Nell’ultima versione, uscita lo scorso anno, quello che sembrerebbe un pesce disco (almeno dalle striature) è in madreperla scolpita a mano, in 3D come un sottile bassorilievo; ricoperto con un’impalpabile lamina d’oro, è poi rivestito da un trattamento luminescente che lo fa splendere anche al buio; infine, sguazza in un mare di zaffiri serti neige di varie sfumature, attorniato da sette “bollicine” di diamanti mobili e dalla “spuma” della lunetta tempestata con altri diamanti di diverse carature. Riunisce insomma svariati mestieri d’arte che rivelano tutto il savoir-faire artigianale coltivato “in casa”: incisione, incastonatura, lavorazione a foglia d’oro…

    Smalto

    Più fedeli alla tradizione, ma non per questo meno d’effetto, sono quindi gli esemplari di Patek Philippe. Due pesci mandarino di diversa varietà fanno bella mostra di sé nella nuova collezione Maestrie Artigianali: con le tipiche strisce nella versione femminile, a macchie policrome in quella maschile. Entrambi però sono accomunati dall’antica tecnica dello smalto cloisonné Grand Feu. Che prevede vari passaggi: dapprima il maestro smaltatore tratteggia i contorni delle figure con sottilissimi fili d’oro, che formano delle cellette; poi le riempie con un tipo di smalto diverso, per trasparenza e colore; e ogni volta cuoce il quadrante in forno ad alta temperatura, con tutti i rischi e le incognite che ne derivano. Per questo anche i pesci tropicali della manifattura ginevrina sono rigorosamente in produzione limitata.

     

  • Hermès Arceau L’heure de la lune. Sostanza dietro all’apparenza

    Hermès Arceau L’heure de la lune. Sostanza dietro all’apparenza

    L’ultimo Salon International de la Haute Horlogerie di Ginevra non ha certo brillato per il livello pirotecnico delle novità andate in scena, e questo è innegabile. Ma chiuderne la pratica relegandolo negli archivi della memoria, idealmente avvolto in un faldone con la dicitura “non pervenuto”, è forse una presa di posizione fin troppo ingiusta. Perché a guardar bene qualcosa salta sempre fuori. A patto di saper cercare, ma anche di saper scavare un po’ in profondità, cioè di saper andare oltre l’apparenza consegnata da un semplice aspetto estetico. L’orologio, d’altronde, resta pur sempre un oggetto meccanico, e come tale andrebbe osservato prima dentro che fuori. Specie in quei casi in cui, dietro ad un seppur valido e notevole “effetto wow” garantito da materiali o finiture di prim’ordine, si celano contenuti tecnici se possibile ancor più seducenti. Ignorati perché, paradossalmente… non comunicati.

    Bene la filippica, si potrà pensare, ma ora fuori nomi e cognomi. E allora eccoli qua: Arceau L’heure de la lune, Hermès. Uno su tutti. Preso non tanto come capro espiatorio ma, al contrario, come esempio di un orologio meritevole, il cui notevole interesse tecnico ha finito con l’essere oscurato dalla romantica descrizione della sua dimensione estetica. Diciamoci la verità: un vero peccato, perché quando pur non essendo “nativo” del settore riesci a guadagnarti credibilità e reputazione a suon di realizzazioni di sicuro interesse, quando ti imbarchi in un progetto lungo anni investendo tempo e denaro, quando ti affidi per la meccanica ai massimi luminari di settore, e poi del tuo orologio promuovi solo il lato espressivo, per tutta l’orologeria, non solo la “tua” orologeria, è un’occasione persa. Ma Hermès al tempo (quello misurabile) ha sempre dato un’interpretazione giocosa se non addirittura onirica – almeno in epoca recente.

    E quindi va bene così, ma resta un peccato. Perché raccontare un orologio è una cosa importante, specie se dalla sua può vantare signore credenziali. E all’Arceau L’heure de la lune gli argomenti non mancano di certo. In Hermès lo hanno messo in cantiere tre anni fa con un obiettivo (non dichiarato): farlo collimare con il cinquantenario dello sbarco sulla Luna destinato a cadere proprio in questo 2019. Anno in cui il satellite terrestre si sarebbe ritrovato al centro di una sovraesposizione mediatica senza precedenti. Da qui la volontà di ribaltarne le canoniche prospettive, portando le fasi di luna (complicazione generalmente relegata in una finestrella di servizio) in primo piano. Un’idea ambiziosa che, come detto, ha richiesto un bel triennio di sviluppo per passare dalla mente alla carta e da questa al prodotto finale. Ma anche i servigi di un talento del settore, ovvero Jean-François Mojon.

    Uno che con la sua Chronode SA ha messo il suo sapere al servizio di marchi come MB&F, HYT, Harry Winston, Cyrus, Czapek, Manufacture Contemporaine du Temps, giusto per citarne alcuni. Ed Hermès naturalmente. Già, ma cosa ha fatto per Hermès? Ha studiato un modulo che consentisse a due contatori (uno per ore e minuti, l’altro per la data) di “orbitare” attorno al quadrante per simulare l’effetto dell’ombra proiettata dalla terra sul suolo lunare, in modo da riprodurne le fasi su due dischi in madreperla posti sul quadrante principale. Per farlo ha prima dovuto trovare un movimento di partenza sottile a sufficienza da poter sostenere l’altezza del modulo entro ingombri accettabili. Scelta ricaduta sul calibro automatico H1837 (Vaucher, di cui Hermès possiede il 25% delle quote) e sui suoi 3,7 mm di spessore. Poi si è messo al lavoro per costruire sopra di esso, al di là del quadrante, la propria “giostra”, facendo ricorso ad ingranaggi planetari.

    Ingranaggi disposti in linea, in modo da collegare il pignone calzante centrale, tramite opportune derivazioni, con i contatori di ore e minuti e della data. Ma anche con una cremagliera circolare nascosta sotto al réhaut, “binario guida” per l’orbita dei contatori stessi (per comprenderne l’architettura consigliamo di fare ricorso alle immagini della gallery sovrastante), “trucco” alla base delle fasi lunari, elemento centrale dell’Arceau L’heure de la lune. Il tutto alimentato dall’energia di un unico bariletto. Un sistema energeticamente dispendioso. Specie a mezzanotte, quando ore, minuti e data scattano contemporaneamente, mentre i dischi sono chiamati ad avanzare di uno dei 59 scatti (circa 6°) che consentono loro di fare un giro completo del quadrante in altrettanti giorni, pari circa a due mesi lunari. Motivo per cui proprio l’avanzamento dei due contatori è stato posticipato alle 2.30 AM, per evitare picchi di richiesta energetica difficilmente gestibili.

    Un altro mistero ufficialmente non svelato riguarda poi la posizione invertita della visualizzazione della luna dai due emisferi. Quella osservata dall’emisfero nord sta a sud del quadrante, e viceversa. Inusuale, al punto da aver richiesto un’apposita inscrizione chiarificatrice sulle stesse. Anche qui (nonostante la chiave di lettura fornita dalla maison: “Un ribaltamento che invita a perdere l’orientamento”) il perché è presto detto. Nell’emisfero nord la luna si oscura da destra a sinistra. In quello sud da sinistra a destra. Un dato di fatto che, unito all’esigenza di far orbitare i contatori in senso orario, ha portato all’adozione di questa soluzione obbligata. Insomma, dietro alla magia di un quadrante in avventurina o in meteorite, dietro alla fantasia di un Pegaso disegnato da Dimitri Rybaltchenko, dietro alla favola di una cassa con anse asimmetriche concepita da Henri d’Origny nel 1978, c’è molto molto di più. Dettagli qualificanti che, se spiegati, per l’Arceau L’heure de la lune, di sicuro pagherebbero i dividendi molto più di un’onirica fiaba fine a se stessa.