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Tag: Longines Spirit

  • Spirit Zulu Time 1925, i 100 anni di Longines tra i fusi orari

    Spirit Zulu Time 1925, i 100 anni di Longines tra i fusi orari

    Agli inizi del secolo scorso, conoscere l’ora in due diversi fusi orari era un’esigenza esclusiva (o quasi) di piloti e aviatori. Oggi, la domanda “che ore sono a…?” ce la poniamo in tanti e sempre più di frequente. Perché, se è vero che non tutti siamo piloti di professione o per spirito di avventura, siamo però viaggiatori. E, una volta saliti su un aereo, passare da un fuso orario all’altro è facile. Per cui, giunti a destinazione dopo un lungo volo, ci si proietta in un’ora diversa da quella del luogo di partenza. Se poi sbarchiamo ai Caraibi, le ore di differenza sono tante e un orologio GMT può davvero risultare utile. Come il nuovo Longines Spirit Zulu Time 1925, oggetto di questo articolo.

    La collezione Longines Spirit Zulu Time esiste dal 2022, ma la referenza L3.803.5.53.6 appena introdotta, che risponde appunto al nome commerciale Spirit Zulu Time 1925, vuole celebrare il primo orologio da polso con doppio fuso orario della storia. Che, guarda caso, proprio Longines ha sviluppato e prodotto un secolo fa. Correva infatti l’anno 1925 quando, per soddisfare le richieste dei primi piloti, la Casa della Clessidra Alata creava lo Zulu Time, un orologio dallo stile spiccatamente Art Déco, quindi con cassa di forma e seconda lancetta delle ore indipendente da quella principale.

    Perché “Zulu”? Il legame di Longines con il mondo dell’aviazione

    Se vi siete appena imbattuti negli Spirit Zulu Time di Longines, potreste attribuire l’uso del termine Zulu all’omonima, leggendaria tribù. Che esiste davvero, e risponde a un gruppo etnico oggi stanziato nella provincia KwaZulu-Natal del Sudafrica. Vista la distanza che ci separa (per ironia della sorte ci troviamo nello stesso fuso), l’associazione di idee non sarebbe neanche così sbagliata. In realtà, l’uso del termine “Zulu” da parte di Longines ha tutt’altra spiegazione.

    In ambito militare, aeronautico e marittimo, ai nostri giorni Zulu sta per UTC, il Tempo Coordinato Universale istituito nel 1972 e basato sul tempo medio di rotazione della Terra. Mentre in passato si riferiva al Greenwich Mean Time, che fa riferimento al Sole, il cui utilizzo si affermò proprio con l’adozione dei fusi orari, nel 1884. La pronuncia inequivocabile della lettera Z è sinonimo di zero, zero gradi di longitudine, e indica proprio l’orario fissato al meridiano fondamentale (GMT+0) di Greenwich, in Inghilterra. Ecco perché la rappresentazione grafica della lettera Z, sotto forma di bandiera del Codice Nautico Internazionale, è stata adottata già nel 1925, sul quadrante del primo esemplare da polso con secondo fuso orario di cui vi ho parlato poco fa.

    Insomma, anche gli orologi della serie Spirit Zulu Time sottolineano e ricordano il legame consolidato in oltre un secolo fra Longines e l’aviazione. Se vi piacciono gli orologi da pilota e volete conoscere alcune tappe di questo importante legame, potete per esempio leggere l’articolo che abbiamo dedicato al Pilot Majetek Pioneer Edition, sempre di Longines. O andare avanti a scorrere le righe qui di seguito.

    Dal 1925 a oggi fra i cieli del mondo

    Dopo quel 1925, l’evoluzione GMT di Longines passa per il Longines Weems del 1930, che prende nome dall’ufficiale della Marina degli Stati Uniti Philip van Horn Weems. Istruttore e inventore, mise a punto nuovi metodi di navigazione astronomica per determinare la posizione geografica con l’ausilio di un orologio da osservazione, un sestante e le stelle – il celebre Weems Angolo Orario. Con doppie lancette delle ore e minuti e cassa da 47,5 mm, fu progettato per consentire ai piloti in volo di calcolare con precisione la longitudine in tempo reale.

    Continuando a seguire i fili della storia, devo sicuramente citare l’orologio del 1931, da 90,5 mm di diametro, disegnato per il quadro di comando del velivolo che avrebbe consentito a Clyde Pangborn e Hugh Herndon di volare senza scali dal Giappone agli Stati Uniti. Un volo effettuato in buona parte con temperature così basse da far ghiacciare l’acqua nelle borracce, senza però compromettere il corretto funzionamento dell’esemplare di bordo.

    O, ancora, l’orologio da pilota ref. 3775 che per la prima volta integrava nel réhaut una seconda scala graduata delle ore girevole, quindi protetta dal vetro. Una soluzione nuova e innovativa per l’epoca, a firma Longines, che sarebbe stata sviluppata e utilizzata negli anni successivi, oltre che nel Longines Legend Diver, anche da altre case orologiere. Fino a un secondo orologio per cabina di pilotaggio, il Longines Cockpit Clock, da 82,5 mm di diametro, doppie lancette per ore e minuti, lunetta interna girevole e indicatore fluorescente.

    L’essenza del Longines Spirit Zulu Time 1925

    La serie Longines Spirit Zulu Time del 2022, di cui il Longines Spirit Zulu Time 1925 fa parte, è invece dedicata alla britannica Amy Johnson. Allieva di Weems – come il più celebre Charles Lindbergh, del resto -, fu la prima donna ad aver effettuato in solitaria e su 12 tappe, nel 1930, la rotta transcontinentale Croydon-Darwin, dall’Inghilterra all’Australia.

    Per approfondire le caratteristiche tecniche dell’orologio e del movimento – il collaudato Longines L844.4 – vi rimando alle didascalie a corredo della galleria di immagini che trovate sopra. Qui voglio però fornirvi una descrizione sommaria che ne evidenzi le particolarità. Certro, l’estetica è quella dell’ormai nota collezione, con il secondo fuso orario indicato dalla lancetta a punta sulla lunetta bidirezionale girevole. Ma alcuni dettagli mettono in evidenza l’intento celebrativo di questo esemplare del centenario. Prima di tutto i dettagli in oro rosa: la coiffe della lunetta, il profilo delle lancette e dei numeri arabi, e la massa oscillante rivestita in Pvd del movimento.

    A proposito del calibro L844.4, devo sottolineare i 3 giorni di autonomia e la presenza della spirale in silicio, resistente ai campi magnetici. Ma soprattutto il fatto che lo si possa vedere: il fondello infatti è eccezionalmente in vetro zaffiro, fissato alla cassa con sei viti. Eccezionalmente, perché lo Spirit Zulu Time 1925 è l’unico esemplare della collezione a distinguersi per questa soluzione. Tutte le altre referenze sono caratterizzate da un fondello “chiuso” in acciaio opaco, sempre serrato con sei viti, personalizzato dall’incisione della Clessidra Alata sovrapposta al Globo terrestre. Devo menzionare inoltre la certificazione Cosc (Contrôle Officiel Suisse des Chronomètres) che accompagna il calibro Longines, a garanzia della costanza di marcia e dell’affidabilità.

    “Che ore sono a…?”

    Ho introdotto l’argomento con la stessa domanda che fa da titolo a questo paragrafo: “Che ore sono a…?”. Oltre a essere forse la più scontata dopo aver perso la concezione del tempo del luogo di partenza, fa anche da claim al nuovo Longines Spirit Zulu Time 1925, il cui lancio è stato affidato a un testimonial di eccezione, nonché Ambasciatore di eleganza della Casa: l’attore britannico Henry Cavill. Noto ai più per aver vestito i panni di Clark Kent nel film del 2013 L’uomo d’acciaio, al secolo Superman, Cavill sostiene l’importanza dell’orologio chiamato a rappresentare non solo per una questione tecnico-costruttiva, ma anche per la capacità intrinseca di connettere.

    «Per me», recita la sua dichiarazione ufficiale, «il Longines Spirit Zulu Time 1925 non significa solo precisione, ma anche connessione». Il concetto, se ci pensate, ha un suo perché ed è riscontrabile nell’esperienza di ogni giorno. «Capita spesso che i nostri cari o i nostri colleghi», continua Cavill, «si trovino dall’altra parte del mondo. Con il mio Spirit Zulu Time 1925, mi basta un’occhiata per ristabilire la connessione con loro». È una questione mentale, lo ribadisco. Sapere infatti che ore sono, là dove vivono i nostri cari, a migliaia di chilometri di distanza, significa immedesimarsi in loro per qualche attimo e immaginarli intenti a svolgere le loro azioni quotidiane. È un modo per sentirsi più vicini. Connessi, appunto.

    Il prezzo del Longines Spirit Zulu Time 1925

    Se volete vestire il vostro polso con il pezzo di storia orologiera e aeronautica di cui vi ho appena parlato, sono necessari 4.550 euro. C’era da aspettarsi un prezzo superiore a quello medio della collezione, vuoi per il significato di cui lo Spirit Zulu Time 1925 si fa carico, vuoi per l’integrazione della coiffe in oro rosa nella lunetta. Ma dovete considerare anche il valore aggiunto dell’oblò in vetro zaffiro sul fondello: il quale, ogni volta che ne avrete voglia, vi permetterà di ammirare come è fatto “dentro” l’orologio. Vi piacerà il contrasto fra il colore argentato di ponti e platina e la tonalità oro rosa della massa oscillante. Che reca inciso, oltre alla scritta “Longines Zulu Time”, un suggestivo planisfero con l’indicazione del meridiano di Greenwich.

  • Longines Spirit Flyback e Zulu Time: la tradizione rinnovata

    Longines Spirit Flyback e Zulu Time: la tradizione rinnovata

    Da quando è stata lanciata la collezione Longines Spirit, a metà del 2020, Il Giornale degli Orologi se n’è occupato in tante occasioni. Perché è sicuramente una famiglia di orologi interessante, da tenere d’occhio: un giusto mix di ispirazione vintage, versatilità d’uso e contenuti tecnici, il tutto con un buon rapporto qualità/prezzo. Di conseguenza, ogni volta che negli anni è uscito un nuovo modello, su questo sito arrivava puntuale la relativa recensione. Oggi torno di nuovo sull’argomento perché la Casa della Clessidra Alata ha annunciato l’aggiunta di ulteriori referenze: due nuovi Longines Spirit Flyback bicolori e un nuovo Longines Spirit Zulu Time. Estensioni di gamma che rendono l’offerta ancora più ampia e la scelta più accattivante.

    Longines Spirit Flyback: un po’ di storia

    Longines ha presentato per la prima volta la linea Spirit Flyback nel marzo 2023, sulla scia della ricca storia aeronautica che la contraddistingue (qui è sufficiente fare i nomi di Charles Lindbergh e Amelia Earhart per alludere al suo lungo passato del Brand nel volo aereo). Colgo l’occasione per ricordare che “flyback” si riferisce a una funzione cronografica specifica: grazie alla quale l’utente può azzerare il cronometro e riavviarlo immediatamente con un’unica pressione del pulsante, senza prima fermarlo per poi farlo ripartire.

    La Maison di St. Imier ha introdotto questa complicazione nel 1936, rendendola una parte significativa delle proprie innovazioni orologiere. Così, combinando elementi storici con la tecnologia moderna, la collezione Spirit Flyback crea un ponte tra il passato e il presente. Si rivolge quindi ai collezionisti e agli appassionati di orologi che apprezzano in egual misura l’heritage e l’innovazione.

    Gli esemplari in catalogo

    In sintesi, ecco allora le caratteristiche dei cronografi attualmente in produzione: cassa di proporzioni generose, impermeabilità fino a 10 bar, movimento meccanico a carica automatica, antimagnetico (grazie alla spirale in silicio), con ruota a colonne, frequenza di 28.800 alternanze l’ora, autonomia di 68 ore, funzione flyback, appunto, certificato ufficiale di cronometro rilasciato dal Cosc. Il Longines Spirit Flyback comprende cinque modelli in acciaio e due in titanio – con variazioni di colore per il quadrante e per l’inserto in ceramica della lunetta -, caratterizzate nel complesso da buone proporzioni e leggibilità.

    I Longines Spirit Flyback presentano un forte carattere sportivo: con la cassa da 42 mm di diametro per 17 mm di spessore, una distanza fra le anse da 49,5 mm e un peso di circa 178 grammi, costituiscono una presenza importante quando indossati al polso. Tuttavia, sono versatili dal punto di vista estetico e tecnicamente validi. Attraenti per il gioco cromatico, fondono in modo efficace la sobria eleganza del cronografo con una meccanica affidabile.

    I nuovi Longines Spirit Flyback

    Le nuove referenze del Longines Spirit Flyback presentano un’estetica a doppia tonalità. L’esemplare in acciaio e oro giallo si distingue per il total look verde della lunetta in ceramica, del quadrante sfumato e del cinturino in pelle. Il modello in acciaio e oro rosa abbina invece la lunetta in ceramica marrone con il quadrante sfumato e il cinturino in pelle nello stesso colore. Entrambi i cinturini sono dotati di chiusura pieghevole con doppio sistema di sicurezza, apertura a pulsante, sistema di microregolazione e di intercambiabilità.

    I contatori del cronografo, per i 30 minuti e i secondi continui, sono circoscritti da un gradino con il profilo dorato e decorati a cerchi concentrici, coordinati con il quadrante. Insieme ai numeri arabi e alle lancette dorate rivestite di Super-LumiNova Old Radium, garantiscono una leggibilità ottimale. La lancetta centrale dei secondi misura come di consueto i secondi cronografici.

    Se guardiamo il fondello, l’oblò in vetro zaffiro mostra il movimento mecanico a carica automatica, calibro L791.4. Preciso e affidabile, come dicevo, è prodotto in esclusiva dai “cugini” della Eta: si basa sul calibro A08.L11, ma è personalizzato secondo le specifiche Longines. Le viti azzurrate, i ponti con decorazione a perlage e il rotore in oro (giallo o rosa, a seconda del modello) ne arricchiscono l’aspetto e infondono una percezione di robustezza e funzionalità. Conservo le mie opinioni personali per le conclusioni e passo invece all’altra novità: una nuova versione in titanio grado 5 della linea Longines Spirit Zulu Time, lanciata nell’aprile del 2022.

    I precedenti Spirit Zulu Time

    Il nome fa riferimento al “Tempo Zulu“, un termine ampiamente utilizzato in aviazione e in ambito militare per indicare il Tempo Universale Coordinato (UTC), che corrisponde al Tempo Medio di Greenwich (GMT). Anch’esso sottolinea l’eredità di Longines nel campo dell’aviazione e il ruolo della Marca nello sviluppo di orologi da pilota. Ricorda anche una delle pietre miliari della produzione Longines: il primo orologio da polso con doppio fuso orario, datato 1925, e con la bandiera “Zulu” sul quadrante. Questo sviluppo pionieristico dell’orologeria ha creato un precedente per i futuri orologi a tema.

    Anche qui riassumo le caratteristiche principali della collezione: cassa in acciaio da 42 mm, impermeabilità fino a 10 bar, movimento meccanico a carica automatica con funzione Gmt, appunto, e la certificazione Cosc, frequenza di 25.200 alternanze orarie, resistenza ai campi magnetici (grazie alla spirale in silicio), e un’autonomia di 3 giorni. La collezione comprende sei referenze con quadrante di vari colori, coordinato all’inserto in ceramica della lunetta.

    Nel giugno 2023, Longines ha arricchito la gamma degli Spirit Zulu Time con una versione da 39 mm, più compatta ed ergonomica – sebbene mantenga le caratteristiche principali e l’estetica degli esemplari originali. Il formato ridotto è declinato in nove referenze: tre in acciaio bicolore, con coiffe e corona in oro giallo, e sei in acciaio “naturale”, con quadrante e lunetta di diverse cromie.

    Il nuovo Spirit Zulu Time

    La novità annunciata oggi va ad ampliare proprio la linea da 39 mm. Con la cassa e il bracciale in titanio grado 5, il nuovo modello presenta la consueta lunetta girevole bidirezionale con l’inserto in ceramica che riporta la scala delle 24 ore, suddivisa in due colori tono su tono, nero opaco e nero lucido, per indicare le ore del giorno e della notte. Il quadrante antracite ha un aspetto sportivo e un’efficace organizzazione delle informazioni, con i numeri arabi applicati rivestiti di Super-LumiNova® e le lancette dorate. La sfera nero opaco del Gmt termina con una freccia rossa dalla punta luminescente abbinata alla scritta “Zulu Time” a ore 6. Sempre a ore 6 si trova anche il disco della data, ben integrato nell’estetica perché dai colori uniformi a quelli del quadrante.

    Se si tiene il Longines Spirit Zulu Time nel palmo della mano, si prova una piacevole sensazione di leggerezza. Il titanio risulta inoltre fresco al tatto e, una volta indossato, non rischia di provocare alcuna allergia neppure nei soggetti più sensibili, perché – si sa – è un materiale del tutto biocompatibile. Facendo scorrere il bracciale a tre maglie tra indice e pollice, poi, si percepisce la levigatezza dei bordi e dei link dalla finitura lucida e satinata. Quando infine si guarda il retro dell’orologio, si nota che il fondello è “chiuso”: cioè è privo dell’oblò in vetro zaffiro ricorrente ai nostri giorni in quasi tutti gli esemplari di fascia medio-alta, erroneamente dato per scontato dagli appassionati meno esperti. Il fondello pieno infatti riprende la tradizione degli esemplari da aviatore e serve a sottolineare l’uso professionale dell’orologio.

    Conclusioni

    Se volete sapere cosa ne penso del nuovo Longines Spirit Zulu Time, credo che ridefinisce il significato di viaggiare con stile, perché coniuga la sobrietà senza tempo del patrimonio aeronautico con la moderna richiesta di leggerezza e resistenza. Come i precedenti esemplari della collezione, del resto. Lo stesso dicasi riguardo alle ultime versioni del Longines Spirit Flyback, che riaffermano i fondamenti tecnici ed estetici della collezione e insieme la portano a nuovi livelli, apprezzabili soprattutto da chi predilige l’originalità cromatica. La scelta del metallo bicolore e l’accostamento con il verde o il marrone reinterpretano la tradizione senza stravolgerla, e donano agli orologi un aspetto giovane e attuale. Infine bisogna considerare il buon rapporto qualità/prezzo che contraddistingue le referenze appena uscite: il Longines Spirit Flyback costa 6.900 euro, mentre lo Zulu Time 4.550 euro.

  • Spirit Flyback Titanium: prestazioni Longines in leggerezza

    Spirit Flyback Titanium: prestazioni Longines in leggerezza

    Il nome Longines non richiede certo presentazioni: la celebre Maison di St. Imier è stata spesso protagonista su queste pagine, anche recentemente. Abbiamo presentato lo scorso marzo il lancio del modello Spirit Flyback in acciaio. In quell’occasione, abbiamo illustrato sia gli eventi e i personaggi che hanno indissolubilmente legato il Brand della Clessidra alata al mondo dell’aviazione, sia la caratteristica del flyback. Riprendiamo il discorso ora che Longines ha presentato l’orologio in una nuova versione: lo Spirit Flyback Titanium.

    Riassumendo…

    Ai primordi dell’aviazione le condizioni di utilizzo di un orologio al polso dell’aviatore potevano essere ai limiti del proibitivo. Allo stesso tempo, la semplicità d’uso, la maneggevolezza e la leggibilità erano fondamentali.

    Ecco quindi l’importanza di una funzione cronometrica che permettesse, con un solo pulsante e una sola manovra, di avviare la rilevazione temporale, di arrestarla e di riprenderla, senza dover far ripartire da zero il conteggio. Il 13 ZN Longines, brevettato nel 1936 ma posto in produzione nel 1940, fu il primo calibro di serie dotato di funzione flyback. Da subito fu protagonista di imprese gloriose, al polso di un asso dell’aviazione come il leggendario Richard Evelyn Byrd, che lo adottò anche nelle missioni in Antartide.

    Fedele al suo antico legame con i cieli, Longines ha recentemente creato con Eta il calibro L791.4, cuore pulsante del modello Spirit Flyback e presente anche nello Spirit Flyback Titanium. Parliamo di un cronografo meccanico flyback a carica automatica, con 68 ore di autonomia e l’adozione della spirale del bilanciere in silicio, quindi intrinsecamente insensibile ai campi magnetici e alle escursioni termiche. Grazie a una sapiente progettazione e a un’esecuzione impeccabile, il calibro ha brillantemente superato i test del COSC (Contrôle Officiel Suisse des Chronomètres) ed è quindi stato certificato ufficialmente come cronometro.

    Caratteristiche dello Spirit Flyback Titanium

    Passando a un esame di tipo estetico, lo Spirit Flyback Titanium mantiene le dimensioni del modello in acciaio, con cassa rotonda da 42 mm, appunto in titanio Grado 5. Come tutti sanno questo materiale è una lega caratterizzata dalla leggerezza, cui si accompagna una resistenza meccanica superiore a quella dell’acciaio. La finitura satinata della cassa risulta qui impreziosita dal gioco dei riflessi sulle diverse superfici, creando giochi di chiaroscuro cangianti che ne aumentano il fascino.

    Il fondello trasparente permette di apprezzare la finitura del movimento, curata benché industriale. Il rotore è personalizzato daln logo e dall’incisione di un globo (o meglio, di un emisfero) come per tutti i modelli Longines Spirit. L’impermeabilità raggiunge i 10 bar.

    La lunetta girevole, in ceramica nera con gli indici luminescenti, è bidirezionale. Il quadrante, color antracite soleil, fa da sfondo ai due contatori posti a ore 3, per il registro dei 30 minuti, e a ore 9, per i secondi continui. Le lancette, gli indici orari e i marker sono ad alta visibilità, grazie all’applicazione del Super-LumiNova; la lancetta centrale dei secondi del cronografo ha la punta di colore rosso. I pulsanti e la corona sono di ispirazione rétro e contribuiscono al fascino complessivo del pezzo.

    Conclusioni

    Il Longines Spirit Flyback Titanium è in vendita in due versioni. Quella con il cinturino Nato nero e grigio, creato per questo specifico modello, e con chiusura ad ardiglione in titanio, costa 5.500 euro. Mentre quella con il bracciale in titanio, dotato di chiusura déployante con pulsante di apertura e doppia sicurezza, costa 5.850 euro. Il bracciale a tre file è fornito anche di un pratico sistema di intercambiabilità.

    Volendo riassumere i tratti salienti dell’orologio, possiamo definirlo sobrio, virile, leggero e resistente, preciso e affidabile. Anche questa volta, Longines riconferma il proprio ruolo nel mondo dell’orologeria, coniugando la qualità meccanica a un accattivante design.

  • Spirit Zulu Time 39mm, l’aviatore Longines in formato ridotto

    Spirit Zulu Time 39mm, l’aviatore Longines in formato ridotto

    Il triplo fuso orario di Longines cambia formato. A chi si chiede come mai un orologio uscito poco più di un anno fa sia già oggetto di un restyling, rispondo che è inutile farsi tanti film mentali e immaginarsi chissà che. Dare una rinfrescata a una collezione non è mai una cosa negativa, anzi. A volte rivela la capacità di un’azienda di essere agile: di sapersi adattare velocemente ai gusti del mercato, di poter adeguare con tempestività la produzione alle mutate esigenze estetiche. Altre volte ne dimostra le competenze, la lungimiranza di aver progettato fin dall’inizio una collezione completa e diversificata, in grado di soddisfare le richieste di diversi segmenti del mercato con lanci specifici distribuiti nel tempo. Nel caso del nuovo Spirit Zulu Time 39mm entrambe le ipotesi potrebbero essere valide, anche se io propendo per la seconda. Vediamo perché.

    Le dimensioni contano

    Lo Spirit Zulu Time originale ha la cassa di 42 mm di diametro (per saperne di più, qui c’è la recensione). Una dimensione che ben risponde al carattere “tecnico” dell’orologio e alla vocazione aeronautica dell’intera collezione. Però è vero anche che negli ultimi tempi si è affermata sempre più una domanda di esemplari dalla taglia ridotta, che in certi casi raggiunge addirittura i 36 mm di diametro. Esemplari più portabili, più discreti, perfino più comodi, proprio perché meno ingombranti. Riflesso di uno stile tradizionale, concreto e rassicurante, lontano dalla sbornia dell’apparire d’inizio Millennio.

    La nuova versione invece misura appunto 39 mm di diametro. Quei 3 millimetri in meno – poca roba, sembrerebbe –, in realtà fanno la differenza. Perché lo Spirit Zulu Time 39mm può essere indossato da un pubblico più ampio, che comprende gli uomini dal polso più snello. Cosa che, considerati i parametri della fisicità delle diverse popolazioni, in un’ottica di mercato globale non guasta proprio. E certo include anche le signore, alle quali in linea di massima i 42 mm restano preclusi in quanto oggettivamente troppo grandi. Ma i riferimenti alle grandi aviatrici del passato protagoniste delle campagne della collezione, da Amelia Earhart a Amy Johnson a Elinor Smith, fa intendere che Longines da sempre pensa anche alle donne…

    Il top di gamma

    A riprova che lo Spirit Zulu Time 39mm si rivolge a molte più persone, c’è anche l’inedito esemplare bicolore, dall’estetica più formale e preziosa. Realizzato interamente in acciaio come i precedenti, ha la lunetta girevole bidirezionale e la corona in oro giallo. La sfumatura calda del metallo ben si abbina all’inserto in ceramica color cioccolato, su cui si stagliano le indicazioni dorate delle 24 ore. Color oro sono anche i profili delle lancette, dei numeri arabi e della minuteria, rivestititi da Super-LumiNova old radium che accentua il sapore vintage dell’orologio. Una simile configurazione oltretutto ne rende lo stile immune dal susseguirsi delle mode, quasi atemporale.

    Da notare, sul quadrante antracite dalla finitura sabbiata, la presenza a ore 6 della finestrella del datario. Caratteristica imprescindibile per molti, sebbene poco amata dai puristi della bella orologeria, in questo caso mi sembra del tutto indolore (perfino benefica). Lo sfondo nero e i numeri dorati della data non solo si integrano nella successione dei numeri, ma ne alleggeriscono la sequenza – anche in vista delle scritte e delle cinque stellette sovrastanti. Dettagli, è vero, però significativi della cura nella progettazione dell’esemplare. Logico quindi che Longines metta questa referenza al top di gamma.

    La collezione Spirit Zulu Time 39mm

    Per il resto, gli altri modelli ricalcano i precedenti da 42 mm in produzione. Il Longines Spirit Zulu Time 39 mm è declinato sempre in 6 versioni: con il quadrante e la lunetta neri, con il quadrante e la lunetta blu, o con il quadrante antracite e la lunetta verde scuro. Ciascuna variante esiste sia con il bracciale in acciaio, sia con il cinturino in pelle, marrone o blu, sia con il cinturino Nato in tessuto. Un pratico sistema di intercambiabilità comunque ne consente la sostituzione in qualsiasi momento, senza bisogno di particolari attrezzi.

    Riguardo ai prezzi dei nuovi Spirit Zulu Time 39mm, si passa dai 3.350 euro delle referenze con cinturino ai 3.450 di quelle con bracciale. Il modello in acciaio e oro costa invece 4.550 euro con cinturino e 4.700 con bracciale. L’acquisto prevede esemplari in consegna immediata e altri disponibili su ordinazione, quindi è sempre opportuno un controllo sull’e-commerce ufficiale. A titolo informativo, poi, aggiungo che le versioni da 42 mm rimangono comunque in catalogo. Anzi, il lancio dei nuovi Spirit Zulu Time 39mm è anche occasione per ampliare la linea di ulteriori versioni – tra cui spicca un modello “grande” in acciaio e oro allo stesso prezzo del 39 mm. Rimando di nuovo al sito ufficiale per prenderne visione.

    Il calibro L844.4

    Al di là delle dimensioni di cassa e delle varianti cromatiche, tutti gli esemplari montano lo stesso movimento meccanico a carica automatica, su cui vale la pena spendere in conclusione qualche riga. Si tratta sempre del calibro L844.4, fabbricato in esclusiva da Eta per la Casa della Clessidra Alata. La base è il calibro A31.411, a sua volta una variazione del 2892-A2, con l’aggiunta della lancetta centrale a regolazione rapida, tramite la corona, per l’indicazione di un secondo fuso orario. Ricordo che – volendo – la visualizzazione di un terzo fuso orario si può impostare con la lunetta.

    Tra le caratteristiche principali del movimento, è importante citare almeno l’autonomia di 3 giorni e la spirale in silicio. La prima permette per esempio di ritrovare ancora in marcia l’orologio anche se non lo si indossa durante il weekend. La seconda consente una resistenza ai campi magnetici fino a 800 gauss (norma Iso764), quelli più diffusi nella quotidianità, e alle variazioni di temperatura. Entrambe contribuiscono alla costanza di marcia del calibro, che non a caso ha ottenuto il certificato ufficiale di cronometria rilasciato dal Cosc. Per le altre informazioni tecniche vi rimando alle didascalie.

  • Longines Spirit Flyback e i tempi di volo

    Longines Spirit Flyback e i tempi di volo

    Del Longines Spirit abbiamo già scritto in lungo e in largo. Quando è stata presentata la prima versione, quando è uscito il cronografo, e poi il “solo tempo” in titanio, il Gmt, e le tante variazioni sul tema… Non possiamo quindi ignorare il nuovo Longines Spirit Flyback, un tassello importante all’interno della collezione, lanciato proprio oggi. Un esemplare non solo in linea con il retaggio aeronautico di Longines, ma soprattutto dotato di una complicazione che appartiene al patrimonio storico della Maison di St-Imier. Per capirci meglio, dobbiamo fare un salto nel tempo e tornare a un secolo fa.

    Un po’ di storia

    Sin dalla fine dell’Ottocento, la Casa della Clessidra alata aveva fornito i propri cronometri da tasca alle pionieristiche missioni per l’esplorazione polare (come quelli in dotazione sulla nave di Luigi Amedeo di Savoia). Poi, nel 1919, diventa cronometrista ufficiale della Federazione Aeronautica Internazionale e inizia quindi la produzione di orologi appositamente studiati per la navigazione aerea. Precisi e robusti, certo, ma anche pratici e facili da maneggiare con i pesanti guanti da aviatore, in quelle fredde e scomode cabine di pilotaggio dell’epoca. Così, nel 1925, Longines sviluppa i primi cronografi da polso con funzione flyback.

    Nel 1935 deposita il brevetto di questa complicazione utile, concesso l’anno successivo. Allora la Manifattura crea il primo movimento di serie con funzione flyback: il glorioso calibro 13 ZN, poi industrailizzato nel ’40. Del resto, in quel decennio a cavallo degli anni Venti/Trenta, Longines mette a punto una serie di modelli da polso per piloti, alcuni veramente innovativi, quali lo Zulu Time, il Weems Second Setting o ancora il Lindbergh Angolo Orario. Strumenti utilizzati anche durante le grandi trasvolate che hanno fatto la storia dell’aviazione. Come le avventure dell’Ammiraglio Byrd, la cui figura leggendaria non a caso è associata al nuovo Longines Spirit Flyback.

    Entrato a far parte della squadra aerea della Marina statunitense nel 1918, Richard Evelyn Byrd (1888/1957) è stato fra i primi a sorvolare l’Artico, con il co-pilota Floyd Bennet nel 1926. (Anche se non toccò esattamente la verticale del Polo Nord, impresa riuscita pochi giorni dopo dal dirigibile Norge di Amundsen, Nobile ed Ellsworth). Comunque Byrd è ricordato soprattutto per le quattro spedizioni in Antartide realizzate fra il 1928 e il 1947, dove utilizzò cronometri e cronografi Longines. Se ne ha diretta testimonianza anche nei carteggi conservati negli archivi di St. Imier, in cui l’esploratore esprime apprezzamento per la strumentazione della Casa. In particolare, nella missione del 1939, porta con sé proprio un cronografo 13 ZN con funzione flyback.  

    Utilità meccaniche

    A proposito della funzione flyback, è opportuno ricordare di cosa si tratta. Chiamata anche “retour en vol”, è quella complicazione che permette di effettuare in modo immediato una sequenza di misurazioni rapide e consecutive. In pratica, basta premere il pulsante a ore 4 per riportare a zero la lancetta dei secondi crono, e rilasciarlo per farla ripartire, con un istantaneo riavvio del conteggio. Attraverso un’unica pressione dello stesso pulsante, quindi, si eseguono tre azioni: arresto, azzeramento e avvio di una nuova misurazione, praticamente in simultanea. Una bella comodità per i piloti d’antan, che per seguire il piano di volo dovevano invece fermare una rilevazione e riavviarne subito un’altra…

    Ovviamente implementare un movimento con la funzione flyback significa modificarlo, almeno in parte. In genere nei cronografi tradizionali non si può effettuare l’azzeramento durante il cronometraggio perché una leva di freno va a bloccare la lancetta dei secondi crono nella posizione in cui è stata fermata, per permettere la lettura della misurazione sul quadrante. Quando invece si azzera la lancetta dei secondi, la leva di freno si scosta e un’ulteriore leva porta, tramite una camma a cuore, la lancetta crono in una posizione obbligata di riposo. La funzione flyback prevede invece l’eliminazione del dispositivo che impedisce due avvii successivi, e la modifica del sistema di azzeramento, con una leva dedicata che permette di “disinnescare” il cronografo.

    Per il nuovo Longines Spirit Flyback, è stato progettato uno specifico movimento a carica automatica, del tutto nuovo: il calibro L791.4. Oltre alla funzione flyback, vanta la presenza di una ruota a colonne per lo smistamento delle funzioni crono e di un’autonomia di 68 ore. Com’è ormai consuetudine per Longines, il bilanciere monta una spirale in silicio, che rendere il movimento insensibile ai campi magnetici e agli sbalzi di temperatura. Caratteristiche che hanno consentito al calibro L791.4 di superare i test del Cosc e di ottenere il certificato ufficiale di cronometro. Tra l’altro, per la prima volta all’interno della collezione Longines Spirit, è mostrato attraverso il fondello trasparente. Si possono quindi apprezzare le finiture accurate, benché industriali, e la massa oscillante personalizzata dal globo e dalla scritta Longines Flyback.

    L’estetica del Longines Spirit Flyback

    Indispensabile, a questo punto, descriverne l’aspetto. La cassa del nuovo Longines Spirit Flyback, realizzata in acciaio lucido-satinato, misura 42 mm di diametro, come il precedente cronografo “semplice”. A differenza di quest’ultimo, però, riporta solo due contatori, per i minuti crono a ore 3 e per i secondi continui a ore 9. Il quadrante soleil è declinato in due colori: nero oppure blu, entrambi con lavorazione soleil sullo sfondo e contatori azuré. Lancette e numeri sono sottolineati da un profilo bronzo che accentua il sapore vintage. Ben equilibrato il lay-out, giocato sulla simmetria: al 12 si trovano il logo, la Clessidra alata e la scritta Automatic, mentre al 6 le cinque stelle applicate, in riferimento all’alta qualità dell’esemplare, circondate dalle scritte Flyback e Chronometer.

    La lunetta girevole bidirezionale ha un inserto in ceramica nello stesso colore del quadrante. I pulsanti a pompa sono un ulteriore elemento di gusto rétro, mentre la corona sovradimensionata è una chiara allusione al mondo dei pilot’s. Diverse le possibilità per indossarlo: un cinturino in pelle marrone o in tessuto blu, un altro Nato oppure un bracciale in acciaio a tre file. Tutti con fibbia déployante dotata di microregolazione per assicurare massimo comfort. Il sistema rapido di intercambiabilità permette comunque di adottare qualsiasi altro modello di cinturino o bracciale. Infine il prezzo al pubblico: 4.850 euro le versioni con cinturino, 5.000 quelle con bracciale. Sicuramente ben spesi.

  • Longines alla Coppa del mondo di sci: atleti e tecnologie

    Longines alla Coppa del mondo di sci: atleti e tecnologie

    Da Cortina d’Ampezzo a Plan de Corones. E poi di nuovo a Cortina. Le Dolomiti italiane, in queste settimane, ospitano la 57a edizione della Coppa del mondo di sci alpino. Che prevede 42 gare maschili e 41 femminili (e una mista), rispettivamente in 20 e 21 località europee e del Nord America. Fino alla tappa conclusiva a Soldeu, in Andorra, dal 15/19 marzo. E in parallelo si terrà anche la 47a edizione dei Campionati mondiali, a Courchevel-Méribel, in Francia, dal 6 al 19 febbraio prossimi. In entrambe le occasioni, come sempre, il Circo bianco può contare sulle tecnologie di precisione predisposte da Longines. Partner e Cronometrista ufficiale della Federazione Internazionale di Sci (Fis) fin dal 2006, ancora una volta mette in pista avveniristici dispositivi per rivelare tempi e dettagli di ciascuna discesa.

    A bordo pista, ma anche in televisione, sarà come essere al fianco di chi scia grazie al rivoluzionario sistema Longines Live Alpine Data (LLAD) costituito da un chip fissato allo scarpone insieme a un radar e a un sensore di movimento. Una tecnologia lanciata nel 2017, cui due anni dopo la casa di St. Imier ha aggiunto anche un dispositivo per il fotofinish. In pratica, per ciascun atleta, possiamo conoscere in tempo reale velocità, accelerazione e decelerazione, tempo impiegato a raggiungere i 100 km/ora e dettagli sui salti.

    Gli atleti Longines

    Occhi e obiettivi di tutti saranno puntati soprattutto sulla campionessa in carica Mikaela Shiffrin, che con 82 vittorie è la sciatrice alpina più premiata di sempre – a pari merito con Lindsey Vonn, statunitense come lei. Con 120 podi e 74 vittorie in Coppa del Mondo, la quattro volte vincitrice della Coppa del Mondo Generale, due volte campionessa olimpica e sei volte campionessa del mondo, detiene il record di vittorie nello slalom e di vittorie stagionali nel circuito. È la più grande slalomista di tutti i tempi. Con vittorie in tutte e cinque le discipline dello sci alpino, Mikaela ha fatto in effetti della sua versatilità una risorsa. Insomma, Longines non poteva scegliersi ambasciatrice migliore.

    Non va peggio tra gli uomini. È amico della Marca anche il campione in carica Marco Odermatt, favorito nelle gare maschili – anche se l’infortunio nella prima discesa libera di Kitzbuehel gli hai poi impedito di scendere in pista. Vincitore della Coppa del Mondo Generale e della Coppa di Slalom Gigante nella stagione scorsa, ha cominciato questo campionato con molta sicurezza. Sul gradino più alto del podio nello Slalom Gigante dello scorso 22 ottobre a Sölden, in Austria, per la gara d’apertura. D’altronde ha messo gli sci ai piedi quando aveva solo 4 anni, e ha iniziato a vincere molto presto: cinque titoli nel Campionato mondiale juniores nel 2018. Certo, a 25 anni non lo si può più considerare un enfant prodige: piuttosto, oggi è una riconosciuta stella nel firmamento dello sci elvetico. Gli auguriamo di riprendersi in fretta.

    Campioni di oggi e di domani

    Ma oltre alla Shiffrin e a Odermatt, ai cancelletti di questa Coppa del mondo Longines ha schierato altri campioni internazionali della sua “squadra”. Come Loïc Meillard, nato a Neuchâtel e cresciuto fra le montagne vicine a St. Imier, o l’italianissimo Alex Vinatzer (è di Bolzano). Ma anche il francese Noël Clément, reduce da uno slalom molto tosto a Wengen, dove ha dimostrato doti da equilibrista. Senza dimenticare Mélanie Meillard, che sarebbe troppo riduttivo liquidare semplicemente come “la sorella di Loïc”. In realtà una combattente…

    E poi in gara ci sono molti giovani promettenti. Compreso un italiano: il ventunenne Giovanni Franzoni, che ha già conquistato la Coppa Europa 2022 e due titoli ai campionati mondiali juniores lo scorso anno a Panorama, in Canada. Nelle gare femminili si fa invece notare tra le altre la quindicenne Lara Colturi, figlia della campionessa olimpica italiana Daniela Ceccarelli. Lara, che da questa stagione rappresenta l’Albania, si appresta a diventare la più giovane sciatrice in Coppa del mondo dopo Mikaela Shiffrin. Chissà se sarà proprio uno di loro ad aggiudicarsi il Longines Rising Ski Stars, il programma con cui Longines premia la migliore sciatrice under 21 e il miglior sciatore under 23 della stagione di Coppa del mondo…

    L’orologio ufficiale

    Ulteriore conferma dell’indissolubile connubio fra la Casa della Clessidra alata e lo sci è data dall’orologio ufficiale della stagione 2022/’23: il Longines Spirit. Non un singolo esemplare, a dire il vero, ma l’intera collezione – anche se la versione cronografo sembra quella più adatta a interpretare lo spirito agonistico della manifestazione, non fosse altro per il fatto che appare al polso di Marco Odermatt fin dall’inizio della stagione di gare. Non mi soffermo sulle caratteristiche tecniche, per le quali vi rimando all’approfondimento dedicato. Ma solo su un dettaglio: sul quadrante spiccano le cinque stelle che simboleggiano l’impegno di Longines a migliorare continuamente affidabilità e prestazioni. Una vera e propria missione, come ho già raccontato qui.

    Una storia che ha ancora tante pagine da sfogliare. Longines sarà Official timekeeper della Coppa del Mondo e dei Campionati mondiali di sci alpino ancora quest’anno e anche nel 2025. Poi si vedrà. Ma le resterà comunque quello spirito pioneristico che spinge a innovare tecnologie per stare al passo (o meglio al tempo) degli atleti. Così fa del resto fin dal 1878, quando ha realizzato il primo cronografo, e così continuerà a fare anche in futuro. È una certezza…

  • Longines Spirit in titanio, la leggerezza dell’aviatore

    Longines Spirit in titanio, la leggerezza dell’aviatore

    Longines Spirit si veste di titanio. Un metallo diffuso nelle applicazioni industriali e nel mondo dell’aviazione, e che si adatta perfettamente a una delle linee più apprezzate della Maison elvetica. Perché Longines ha una passione e una dedizione antica, quasi assoluta, per l’esplorazione dei cieli. Quasi un centinaio di anni orsono, diventa infatti un simbolo delle navigazioni aeree con il Lindbergh Angolo Orario, orologio introdotto nel 1931 sulla base delle intuizioni di Charles A. Lindbergh. Il grande aviatore che nel 1927 aveva compiuto per primo la trasvolata dell’Atlantico in solitaria e senza scalo, volando da New York a Parigi a bordo dello Spirit of St. Louis.

    La coerenza prima di tutto

    Un legame sottolineato anche dalla campagna Longines Spirit e occupa buona parte della lunga storia di Longines; che, per inciso, tra poco più di dieci anni celebrerà il bicentenario (è stata fondata a Saint-Imier nel 1832). Dal polso degli avventurieri dell’aria la Casa elvetica ha adattato all’uso quotidiano esemplari ispirati esteticamente e tecnicamente ai modelli da pilota. Lo stile del Longines Spirit in titanio si conferma virile, deciso e robusto. La cassa impermeabile fino a 100 metri è declinata in due misure (rispettivamente di 40 mm e 42 mm di diametro per 12,20 mm di spessore); e tipizzata dalla finitura satinata interrotta da sottili dettagli a lavorazione lucida, in un’alternanza ripresa pure dal bracciale in titanio.

    Come di solito avviene nell’orologeria contemporanea, il metallo qui impiegato è il titanio grado 5. Una lega in cui sono presenti parti di alluminio e vanadio, contraddistinta da robustezza, resistenza e dalla notevole risposta anallergica. E che risulta estremamente leggera, specie se comparata all’acciaio, dal quale si distingue per il tipico colore opaco e scuro. Una scelta coerente con la sportività dell’intera collezione, così come coerente è la politica dei prezzi. Longines Spirit in titanio costa tra 2.570 euro e 2.980 euro, in base al diametro della cassa e all’opzione tra bracciale in metallo o cinturino in nylon tipo Nato.

    Le caratteristiche del Longines Spirit in titanio

    Protetto da un vetro zaffiro bombato sottoposto a trattamento antiriflesso su entrambi i lati, il quadrante antracite spicca per la pulizia grafica e per la chiarezza delle indicazioni fornite. Le cifre arabe applicate e le lancette sono ricoperte di Super-LumiNova dalla cromia denominata Blue Line, che assicura una perfetta leggibilità delle informazioni orarie anche in caso di scarsa luminosità. La lancetta dei secondi, con la parte terminale di colore rosso per conferire dinamismo al cerchio del tempo, si muove sulla scala sessagesimale riportata sul réhaut nero satinato.

    Le cinque stelle posizionate tra le ore 5 e le 7 valorizzano l’impianto meccanico predisposto. Il calibro L888.4 fornisce elevate prestazioni in termini di affidabilità e precisione, in quanto cronometro ufficiale con certificazione rilasciata dal Cosc; (per chi non lo sapesse, ricordo che l’acronimo sta per Contrôle Officiel Suisse des Chronomètres). Sempre sul quadrante, ma in corrispondenza del 12, le scritte Longines e Automatic racchiudono il logo aziendale, rappresentato dalla tradizionale clessidra alata. La mancanza del datario sul quadrante riporta invece all’essenzialità stilistica cui devono fare riferimento gli orologi idealmente destinati a diventare strumenti di controllo.

    Ritornando al calibro L888.4, si tratta di un movimento a carica automatica che funziona a 25.200 alternanze orarie e dispone di un’autonomia di circa 72 ore. L’organo regolatore è dotato di spirale in silicio, fabbricata secondo le più recenti sperimentazioni nell’ambito dell’ingegneria orologiera. Che premiano l’impiego, appunto, di questo materiale dalle eccellenti qualità fisiche. Amagnetico, inossidabile e non soggetto agli influssi della dilatazione termica.

  • Longines Spirit verde. Un ponte fra storia e innovazione

    Longines Spirit verde. Un ponte fra storia e innovazione

    Torna il Longines Spirit con un nuovo quadrante verde. Il colore del momento, come abbiamo già avuto modo di scrivere qui di recente. Ma penso sia un po’ riduttivo limitare la scelta cromatica della Casa della clessidra alata a una semplice questione di moda. Credo ci sia ben altro. Del resto, i precedenti nero, argenté e blu sono talmente classici da far intendere che le ultime tendenze non sono proprio al centro degli interessi della marca. Giustamente.

    Oltretutto non si tratta di un verde brillante, di una tonalità fluo simil-discoteca, o tipo racing come quello di altri marchi rinomati. Qualsiasi tono acceso sarebbe fuorviante, snaturerebbe comunque l’impronta “da aviatore” della collezione. No, il verde del Longines Spirit è opaco e spento ma al contempo vivo: una sfumatura che ricorda il muschio e la vegetazione autunnale, un grigio oliva che rimanda alle mimetiche e alle divise militari. Un verde avio, appunto, coerente con l’immaginario profuso dalla stessa linea.

    Come abbiamo già avuto modo di sottolineare altrove, infatti, la collezione Longines Spirit si rifà al mondo del volo, il cui passato è strettamente connesso a quello della casa. Ed è concepita proprio nel solco della tradizione, ispirata agli orologi d’epoca che hanno accompagnato tante imprese pionieristiche, registrato record e grandi raid. Quegli esemplari destinati alla navigazione aerea e marittima, all’esplorazione in senso lato, diventati pezzi di storia dell’orologeria tecnica e di precisione.

    Ma la collezione Longines Spirit è anche fortemente contemporanea, perché interpreta le peculiarità tipiche dei modelli “da pilota” con i criteri tecnici ed estetici di oggi. Basta guardare il Longines Spirit “verde” per ritrovarli. La cassa in acciaio è declinata in due misure: 40 e 42 mm di diametro. Dimensioni che lo rendono adatto non solo agli uomini con i polsi più sottili, ma anche alle donne che amano gli esemplari mascolini, sportivi ma privi di eccessi. E le signore ringraziano: per loro non ci sono molti pilot’s in vendita…

    Poi, il quadrante è essenziale, come in tutti i “solo tempo” della collezione, con la grafica chiara e ben leggibile. I numeri applicati (come il logo) e luminescenti (come le lancette), il vetro zaffiro bombato con trattamento antiriflesso su entrambi i lati. E antiriflesso è anche la finitura microbillé della superficie verde. Che – a questo punto è evidente – collega il gusto attuale alla memoria. Fa da “ponte fra storia e innovazione”, come dichiara la stessa Longines nel comunicato stampa ufficiale.

    Come i modelli precedenti, infatti, anche il Longines Spirit “verde” è fornito di un movimento meccanico a carica automatica con caratteristiche degne di nota. Il calibro L888.4, prodotto da Eta in esclusiva per la maison, con spirale in silicio, 3 giorni di autonomia e certificato di cronometro rilasciato dal Cosc. Prerogative che di solito appartengono a orologi di segmenti di mercato superiori. Non va dimenticata infatti la fascia di prezzo del Longines Spirit “verde”, compresa fra i 2.050 e i 2.410 euro.

    Un range che dipende dal formato e dalla presenza del cinturino o del bracciale – intercambiabili, grazie a un pratico sistema di sostituzione rapida –, ma comunque accessibile ai più. E del tutto conforme non solo agli altri esemplari della collezione, ma anche alla produzione industriale della Casa della clessidra alata. Che consente un controllo pressoché costante della qualità. E, appunto, un ottimo rapporto qualità/prezzo.

  • Longines Spirit Chronograph, il pilot più tecnico della collezione

    Longines Spirit Chronograph, il pilot più tecnico della collezione

    «Vola solo chi osa farlo». Chi ha pronunciato queste parole che non ammettono repliche? Gabriele D’Annunzio? Italo Balbo? Un comandante della scalcagnata Alitalia? No, più semplicemente il gatto Zorba, protagonista con la gabbianella Fortunata di un celebre romanzo di Luis Sepúlveda. Che con questa frase si sarebbe guadagnato honoris causa l’investitura a primo felino brand ambassador Longines.

    Il marchio della Clessidra alata è infatti profondamente legato alla storia e al mondo del volo, celebrato con il nuovo Longines Spirit Chronograph. Un universo al quale ha affiancato, decennio dopo decennio, quelli del mare (con l’Hydroconquest e i diver) e dell’equitazione (con l’Elegance); senza dimenticare la propria vocazione allo stile espressa in linee come la Master e l’Elegant Collection, la Record, l’Evidenza, la DolceVita.

    Non perdiamo però di vista il tema da cui siamo partiti, il volo, e il motivo per cui, oggi, ho deciso di portarvi a impegnare un po’ del vostro tempo a leggere queste righe. Cioè il nuovo Longines Spirit Chronograph, appunto: la proposta più tecnica della collezione Spirit, che è il focus del marchio in questo disgraziato 2020.

    Ben riuscito

    Del Longines Spirit ha già parlato su queste pagine Augusto Veroni, con abbondanza di riferimenti storici; abbiamo anche scritto del rapporto che lega a doppio filo Longines e la storia dell’aviazione. Ragion per cui, mi rimane il compito di focalizzarmi sul Longines Spirit Chronograph per provare a spiegare come mai, per me, è un orologio particolarmente riuscito. Anzi, figo, pur con un difettuccio.

    Partiamo da fuori, visto che con gli orologi accade come quando ci si innamora di una donna: prima ci conquista il suo aspetto, poi caso mai arriviamo ad apprezzare anche il fatto che è laureata in astrofisica, ama i gatti e nel tempo libero pulisce le spiagge dalla plastica e dai rifiuti. Fuor di metafora, il Longines Spirit Chronograph è bello e per chi ama i pilot, come me, è facile innamorarsene.

    Lo Spirit Chronograph visto da fuori

    La cassa da 42 mm, misura giusta per un orologio da aviatore che vuole essere casual oltre che professionale, è in acciaio; e alterna finiture satinate ad altre lucide, tra le quali spicca la lunetta liscia, fatta apposta per artigliare il vetro zaffiro con trattamento antiriflesso che protegge il quadrante. A proposito di quadrante, qui la Marca ha dato prova di savoir-faire pur affidandosi a una produzione industriale.

    Propone infatti il Longines Spirit Chronograph in tre versioni di colore, per ciascuna delle quali ha scelto una particolare lavorazione che ne esalta la cromia: nera opaca, blu soleil o argento grené. Un’attenzione che dimostra quanto Longines abbia lavorato in profondità sulla collezione per non renderla solo una banale riproposizione di orologi del passato.

    Lo confermano le cinque stelle applicate e non stampate, che fanno bella mostra di sé al centro del quadrante. Per chi non lo sapesse, lungi dall’alludere a qualsiasi formazione politica (gli svizzeri sono gente seria, non comici né bibitari), nella tradizione di Longines le stelle certificano la qualità e l’affidabilità dei movimenti della Maison. E cinque è il massimo cui un orologio può aspirare.

    Cinturini e bracciale

    Il colore del quadrante detta anche l’abbinamento dell’orologio ai cinturini e al bracciale: nero con cinturino in pelle marrone, blu con cinturino in pelle blu, argento con bracciale in acciaio. Quest’ultimo, naturalmente, è chiuso da una fibbia déployante mentre i cinturini, udite udite, hanno un comodo ardiglione. Ho scritto, con questo, solo tre pezzi sul Giornale degli Orologi, ma avrete capito che io e la déplo proprio non ci amiamo: io fatico a regolarla, lei si vendica tirandomi i peli del polso. Ah, dettaglio non da poco e nemmeno scontato: le versioni con bracciale e cinturino hanno il medesimo prezzo, 2.980 euro.

    Nella cassa del Longines Spirit Chronograph

    Veniamo al cuore dello Spirit Chronograph, il calibro automatico L688.4 sviluppato su base ETA (AO8.LOI). Si tratta di un movimento realizzato esclusivamente per questo modello, con ruota a colonne per l’innesto delle funzioni cronografiche. Ricordo che, rispetto a una ruota a camme, la ruota a colonne garantisce una migliore precisione degli azionamenti delle funzioni cronografiche e una maggiore dolcezza nel loro innesto. Inoltre, libidine per gli impallinati di meccanica, la pressione sul pulsante di avvio del cronografo è molto più morbida, oserei dire sensuale.

    Il calibro L688.4 è un’evoluzione del 688.2 che Longines monta su un altro pilot notevole, l’Heritage Avigation Big Eye, il quale però ha una riserva di carica di 54 ore rispetto alle 64 del Longines Spirit Chronograph. Un aspetto che chi ama questa tipologia di orologi non dovrebbe sottovalutare, qualora ne volesse acquistare uno; la maggior parte dei concorrenti, anche di marchi top, costa infatti il doppio se non di più rispetto a questo Longines e dichiara un’autonomia massima inferiore di almeno il 25 per cento.

    Detto del fatto che la dicitura Chronometer sotto al logo sul quadrante testimonia la certificazione Cosc dell’orologio, rimane un punto importante da sottolineare a livello di movimento, legato proprio al Cosc: l’utilizzo della spirale in silicio. Componente non certo nuova né esclusiva, conta proprio sulla caratteristica del materiale di essere del tutto insensibile alle variazioni di temperatura e ai campi magnetici, per garantire la precisione dell’orologio.

    I puntini sulle i

    Sopra ho parlato di un difettuccio, usando un vezzeggiativo non a caso, perché si tratta davvero di poca cosa che solo un rompiscatole come me potrebbe sottolineare. Ovvero, il pulsante a ore 10 per la regolazione della data.

    Molto probabilmente Longines ha scelto di introdurlo per caratterizzare esteticamente lo Spirit Chronograph; inoltre, cambiare la data con un pulsante è senz’altro più comodo che farlo utilizzando uno stilo. La sua presenza, però, fa pensare a prima vista di trovarsi di fronte a un doppio cronografo, o rattrapante, ossia alla nobiltà della cronografia da polso. Non è che, così, la Maison vuol darsi delle arie?

    Un peccato di vanità comunque perdonabile, all’orologio e a chiunque vorrà metterselo al polso. Cui auguriamo, in chiusura, di vivere la propria avventura attraverso altre parole di colui che ha aperto il pezzo, il gatto Zorba: «Ora volerai. Il cielo sarà tuo».

  • Longines Spirit. La vittoria  dell’orologeria industriale

    Longines Spirit. La vittoria dell’orologeria industriale

    La storia è importante solo se ce l’hai. E Longines ce l’ha. La storia è importante solo se la sai usare correttamente. E Longines lo sa fare quasi sempre. La storia, però, è importante solo se io, tu, noi e loro sappiamo cosa voglia dire. Altrimenti l’uscita del Longines Spirit – che ripropone un genere di orologio vecchio come il cucco – è solo un trucco. Di marketing. Sì lo so, il gioco di parole è piuttosto scemo, ma mica posso essere sempre intelligente e pomposo…

    Parliamo di quando l’orologeria era solo appannaggio dei produttori francesi e inglesi. Solo loro sapevano fare gli orologi migliori. Solo loro sapevano superare i limiti tecnici, solo loro erano eleganti. E così via, con la puzza sotto il naso e relativa smorfia quando vedevano un orologio svizzero. Quei montanari rozzi e anche un po’ ignoranti cosa ne sapevano, di lusso?

    Ed è per questo che persino Abraham-Louis Breguet dovette mollare le coste del proprio bellissimo lago per trasferirsi nella pur bella Parigi; che però, come la Londra di Dickens (1820/1870, quindi parliamo di un periodo di poco successivo), era affetta da quartieri periferici poveri come non potete immaginare se non leggete almeno Oliver Twist (no, non è la vecchia danza degli anni Sessanta) o il Racconto di due città, in cui lo scrittore descrive la Parigi di quella Rivoluzione che costrinse Abraham-Louis Breguet a fuggire.

    L’orologeria svizzera, insomma, era – per inglesi e francesi – il corrispettivo di quella plebe che in tanti tanto aborrivano (qualche momento defatigante ci vuole, e qualche sciocchezza pure). Faceva eccezione solo l’orologeria ginevrina, più che altro però per l’uso artistico di smalti e pietre preziose. La prima botta gliela dà Patek Philippe, che nasce anche lei nel periodo di Dickens (1839). E subito afferra il toro anglo-francese per le corna: diventando fornitrice della Regina Vittoria, brevettando il calendario perpetuo (1889) e realizzando soprattutto la corona di carica (1844).

    Un’invenzione che mandò in pensione le chiavette precedentemente necessarie per caricare gli orologi da tasca, con annessa necessità di aprire il fondello consentendo all’umidità di rovinare lubrificanti e metalli. E Longines, mi dirai, cosa c’entra? Fra poco ci arrivo, ma bisogna capire in quale contesto nasce. Un attimo, per favore.

    Buttar via la chiavetta di carica e gestire bariletto e sincronizzazione tramite una corona di carica non è solo maledettamente comodo. Si traduce in affidabilità e durata nel tempo di un prezioso investimento, perché un Patek è comunque sempre stato un orologio per pochi. Ma si avvicinava il 1900 e la necessità di buoni orologi a buon prezzo era sempre più diffusa. L’orologeria poteva essere un buon affare.

    Ancora una raffica di date e poi passiamo al Longines Spirit.

    1832 – Auguste Agassiz fonda la futura Longines. 1867 – Viene aperto uno stabilimento in un terreno che si chiama Es Longines (i prati allungati). Sempre nel 1867, nasce Henry Ford che “inventa” la catena di montaggio per costruire automobili, con la quale produrrà in serie l’inarrestabile Ford T (1908). A dire il vero già nel 1901 la Oldsmobile aveva prodotto in serie l’ancora antiquata Curved Dash. Razionalizzare la produzione era insomma un concetto in divenire, un’idea in evoluzione già da un po’ di tempo.

    E infatti nel 1876 Jacques David, Direttore tecnico di Longines, va all’esposizione Universale di Filadelfia su incarico della Società Intercantonale delle Industrie del Giura. Torna indietro sconvolto per aver visto metodi totalmente nuovi: i primi abbozzi della produzione in serie e la possibilità di utilizzare macchine instancabili. Condividerà la sua esperienza e molti marchi svizzeri la comprenderanno tanto bene da cominciare a convertirsi alla modernità.

    Precedentemente il sistema svizzero di produzione si basava sul lavoro casalingo di operai che realizzavano la maggior quantità possibile di singole parti (ad esempio un ponte), in seguito assemblate in fabbrica. Far coincidere i componenti era piuttosto difficile, quando non improbabile. Ma era pur sempre una razionalizzazione rispetto al precedente “cabinotier”, che nella soffitta cercava di realizzare l’intero movimento di un orologio.

    E arriviamo al 1878, quando Longines inizia la produzione in serie del Calibro 20H per orologi da tasca. Qualità buona, ma con l’aiuto delle macchine si può far di meglio. Nel 1888 la produzione in serie raggiunge la qualità cronometrica certificata. E l’anno dopo, nell’89, Longines fornisce orologi al Principe Amedeo di Savoia, Duca degli Abruzzi, per la sua spedizione al Polo Nord. Nel 1913 arriva il primo cronografo da polso e nel 1919 Longines viene dichiarata fornitore ufficiale della Federazione Aeronautica Internazionale.

    Ma ora basta con le date e il passato.

    Il Longines Spirit è la perfetta rappresentazione attuale della storia di Longines. C’è, dal punto di vita estetico, la lunga storia d’amore con l’aviazione. Una storia nata negli USA, dove Longines ha sempre avuto grande popolarità, perché gli aerei grandi e piccoli sono stati fin dall’inizio un mezzo per diminuire le grandi distanze del Paese Infinito. E Longines ha saputo fornire agli aviatori, a partire dai pionieri, strumenti sicuri, solidi e affidabili.

    Senza tanti fronzoli come nel caso del Longines Spirit, apparentemente semplice. E io amo gli orologi dove lo stile è raggiunto per sottrazione di elementi, riducendo gli orpelli inutili a favore dei dettagli. Se condividete con me questa visione, andare a dare un’occhiata nei negozi in prima persona. Perché – come vedremo nelle didascalie delle foto – è stato fatto davvero un gran lavoro, che nobilita il concetto di orologeria industriale.

    A questo proposito bisogna annunciare (sebbene sia arrivata un po’ prima TAG Heuer con l’Autavia, anche lui grande orologio) l’ingresso trionfale della spirale in silicio nell’orologeria industriale. Perché è importante? Perché il silicio è totalmente insensibile ai campi magnetici e alle variazioni di temperatura. Queste ultime sono il bersaglio principali delle prove eseguite dal Cosc per rilasciare il certificato di cronometro. E il Longines Spirit è anche un cronometro certificato.

    Industriale vuol dire produzione costante (non può capitarvi l’esemplare “nato male”); industriale vuol dire qualità a prezzi ragionevoli. Ma oggi vuol dire anche caratteristiche tecniche d’eccellenza. Il Longines Spirit è la prova concreta della genialità applicata allo spirito operoso, micidiale combinazione di virtù che ha portato l’orologeria svizzera a battere i più blasonati (una volta) produttori francesi e inglesi. Il Longines Spirit è la prova che ancora oggi quelle virtù vengono pazientemente applicate per offrire al pubblico orologi dal formidabile rapporto fra prezzo e qualità. Da indossare con orgoglio.

    Longines Spirit è in vendita sul sito di e-commerce della marca e presso i rivenditori autorizzati