Giornale Degli Orologi
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Tag: Powermatic 80

  • Tissot PRX Damascus e Titanium, recensione e differenze di prezzo

    Tissot PRX Damascus e Titanium, recensione e differenze di prezzo

    Non so se lo ricordate. A proposito del RockWatch, parlavamo del gusto per la sperimentazione materica che da sempre è un tratto caratteristico di Tissot. Bene: potremmo fare lo stesso discorso riguardo ai nuovi Tissot PRX Damascus e PRX Titanium, rispettivamente in acciaio Damasco e in titanio. Non perché si tratti di materiali sperimentali, s’intende: non sono affatto paragonabili al granito del RockWatch o alla fibra di vetro del Sidéral di ieri. Piuttosto – proprio come il carbonio forgiato che oggi si trova sia nel Sideral che nella collezione PRX – perché rispondono allo stesso gusto per la ricerca (o forse dovrei dire ricercatezza) che fa parte della storia di Tissot. Alla stessa propensione per ciò che è nuovo e singolare, alla stessa volontà di proporre qualcosa di particolare. Come appunto le leghe dell’acciaio Damasco e del titanio.

    Cominciamo dal primo. A dire il vero, l’aggettivo “nuovo” non è propriamente adatto all’acciaio Damasco, che al contrario è di per sé antichissimo. Diciamo che l’acciaio Damasco è di uso recente e sporadico negli orologi da polso, mentre è molto diffuso per esempio per i coltelli e le lame in generale, da tempi immemorabili. Si crede sia la prima tecnica siderurgica inventata dall’uomo, le cui origini risalgono addirittura al IV secolo a.C. Eppure non è chiaro perché si chiami così. Secondo alcuni il nome proverrebbe dall’altrettanto antica città della Siria. Secondo altri deriverebbe dall’arabo damas che significa “acquoso”, in riferimento ai motivi a onde e alle striature che ricordano il moto dell’acqua.

    L’acciaio Damasco

    In realtà quando si parla di acciaio Damasco si fa riferimento a una famiglia di acciai, suddivisi grosso modo in due macro-categorie: Damasco saldato e Damasco al crogiolo (wootz). Non entro nel dettaglio di come si fabbricano (il metodo è implicito nella definizione stessa) né dei tanti sottotipi esistenti (Damasteel, Damaworks, Damacore…), anche perché il settore continua a evolversi. Mi limito a dire che l’orologeria utilizza il Damasco saldato e che combina tecniche di forgiatura tradizionali con tecnologie all’avanguardia. A monte c’è la selezione di leghe specifiche e di qualità, con la scelta di acciai ad alto tenore di carbonio, quindi più duri, e di altri più morbidi.

    Si inizia con la sovrapposizione di due (o più) acciai, li si forgia e li si salda a caldo. Il blocco si allunga, si piega, si torce, si taglia, si batte con incudine e martello o con apposite presse. E tutte queste operazioni si ripetono più volte. Dopo una decina, o anche una dozzina, di pieghe, il risultato è spettacolare, con gli strati ricchi di carbonio che diventano più scuri e gli altri più luminosi, a creare infiniti effetti, motivi, forme, figure, paesaggi. Dalle nervature del legno ai pioli delle scale, dalle striature a spina di pesce alle gocce di pioggia, dalle forme piramidali a quelle a fiamma, fino a veri e propri mosaici… Il bello è che ogni volta il risultato è diverso, così come è diverso ogni componente di un orologio realizzato con l’acciaio Damasco.

    Il titanio

    Anche qui non mi metto certo a dare lezioni di metallurgia. Ricordo solo che il titanio è un elemento chimico (dal simbolo Ti) relativamente abbondante nella crosta terrestre, anche se non disponibile allo stato libero in natura ma presente in rocce magmatiche e sedimenti. Fu scoperto alla fine del Settecento e prese nome dai Titani della mitologia greca, i figli di Urano e Gea considerati le forze primordiali del cosmo. Oggi è in gran parte prodotto in laboratorio per usi commerciali, dato che è ampiamente utilizzato in lega soprattutto nell’industria aeronautica e aerospaziale (compresa quella della Difesa: non a caso, negli States è stato un’esclusiva militare fino agli anni Cinquanta del secolo scorso). E nelle ultime decadi anche nella produzione biomedicale e degli oggetti “di lusso”, come gli orologi.

    Tutto merito delle particolari proprietà. Estremamente resistente alla corrosione, è leggero, duro, difficile da lavorare. È resistente come l’acciaio ma più leggero del 40%, pesa il 60% in più dell’alluminio ma ha una resistenza doppia. E in più è biocompatibile, perfettamente tollerato anche dalle epidermidi più sensibili, il che lo rende adatto agli orologi.
    Le leghe di titanio sono classificate con gradi diversi, a seconda della loro composizione chimica e delle proprietà meccaniche. Ne esistono una quarantina, ma anche qui catalogazioni e studi sono in continua evoluzione. In orologeria di solito si utilizzano le leghe comprese fra il grado 2 e il grado 5 (con qualche eccezione, come Blancpain che utilizza il grado 23).

    Il titanio utilizzato da Tissot nel PRX Titanium suppongo sia di grado 2 perché è più facile da spazzolare, ma la documentazione ufficiale non fornisce alcuna informazione in merito. Ho chiesto lumi direttamente in azienda e mi riservo di correggere queste righe, nel caso avessi clamorosamente toppato.

    Il Tissot PRX Damascus e il PRX Titanium

    Chiusa la lunga ma doverosa premessa sui materiali, arrivo finalmente ai due esemplari che fanno il loro ingresso nella storica collezione. Storica perché nata nel 1978, anche se riportata a nuova vita pochi anni fa, nel 2021, e da allora declinata in tante versioni: Automatic con Powermatic 80, Chrono, Digital, mini e perfino in due “animazioni” Ufo Robot. Non mi soffermo quindi sullo spirito vintage né sulla forma tonneau, ma ci tengo a sottolineare che il design potente e il prezzo accessibile hanno reso il PRX un bestseller della Maison di Le Locle, disponibile in ben 60 referenze. Cui ora si aggiungono i nuovi modelli (3, per l’esattezza).

    New entry nel vero senso della parola. Mentre il Tissot PRX Titanium introduce appunto il titanio nella collezione, il PRX Damascus segna il debutto dell’acciaio Damasco all’interno della produzione Tissot. Quanto al resto, rimane tutto com’era, a partire da quella “Precisione, Robustezza e impermeabilità fino a 10 atmosfere (X)” che sono sintetizzate nell’acronimo del nome. Le nuove referenze mantengono i 38 mm di diametro e soprattutto il Powermatic 80 montato all’interno della cassa. In particolare l’esclusivo movimento automatico, celebre per le 80 ore di autonomia, qui è allestito con spirale in Nivachron™ che lo rende insensibile ai campi magnetici di una certa intensità, agli urti e agli scarti termici.

    Nel dettaglio, il PRX Damascus presenta cassa e quadrante “marmorizzati”, che regalano riflessi e flash luminosi sempre diversi. Lancette e indici a bastone sono rivestiti di Super-LumiNova a emissione verde, mentre la lancetta dei secondi è nera per offrire maggiore visibilità. Nero è anche il cinturino in pelle, agganciato alla carrure dalle anse centrali. Il prezzo è di 1.075 euro.
    Il PRX Titanium invece ha la cassa e il bracciale integrato, come vuole la tradizione, e il quadrante coordinato, antracite, su cui spiccano lancette e indici a bastone color oro rosa. Esiste comunque anche con quadrante blu, sempre dalla lavorazione soleil e dalla stampa “a nido d’ape” (come lo definisce Tissot). Entrambi gli esemplari costano 875 euro.

  • Seastar 1000 Powermatic 80, il subacqueo taglia M di Tissot

    Seastar 1000 Powermatic 80, il subacqueo taglia M di Tissot

    Tissot non si smentisce mai. Nei giorni scorsi ha fatto uscire un’estensione di gamma della linea Seastar, come sempre aperta alle nuove idee e democratica nel prezzo: il Seastar 1000 Powermatic 80. Un orologio che dal punto di vista estetico è chiaramente trasversale ai generi e attento agli ultimi trend, mentre da quello meccanico è un concentrato di tecnologia della Casa. Il tutto, come vedremo, accessibile senza svenarsi.

    La cassa di 40 mm di diametro punta al target femminile e a quello più giovane: lo spot ufficiale Tissot ne è una chiara testimonianza. E già questo non è poco, se si pensa a quanto sia carente sul mercato l’offerta di diver adatti a tutti: uomini con i polsi sottili, donne che non amano gli orologi mignon, chiunque voglia sfoggiare un modello sportivo, ma dall’aspetto non troppo tecnico, perfetto per l’estate.

    E poi c’è il movimento ad alte prestazioni: il Powermatic 80 con più di 3 giorni di autonomia. Celeberrimo, ben noto agli appassionati come ai neofiti, merita comunque un minimo di approfondimento per i pochi che non ne conoscono la storia. Ma, prima di parlarne, è opportuno inquadrarlo all’interno della famiglia di orologi.

    La collezione Seastar

    Il legame fra Tissot e il mare nasce sul finire degli anni ’50. Sono di allora infatti i primi esemplari della serie Seastar che inaugurano la produzione, anche per la Casa di Le Locle, di orologi subacquei. Con modelli proposti in più varianti, da uomo e da donna, la collezione Seastar si è evoluta nei decenni successivi fino a diventare la serie più longeva e conosciuta del Marchio elvetico.

    Oggi, i Tissot Seastar – più di 40 referenze in tutto, in versione “solo tempo” o cronografo – propongono l’iconico design dei diver, con lunette graduate e girevoli, ottimi livelli di impermeabilità, movimenti meccanici o al quarzo, bracciali in acciaio 316L o cinturini in diversi materiali. Orologi di qualità da comprare, come sempre per Tissot, a prezzi non esagerati.

    Le ultime referenze introdotte, cinque in tutto, ampliano la famiglia dei Tissot Seastar da 40 mm di diametro. Più piccolo del Seastar 1000 presentato nel 2019 (43 mm di diametro), il nuovo Seastar 1000 Powermatic 80 punta ad attirare l’attenzione delle generazioni più giovani che sembrano apprezzare maggiormente gli esemplari con la cassa di formato medio, di grande tendenza negli ultimi tempi. E del pubblico femminile: che, si sa, ormai da anni non disdegna affatto le casse oltre i classici 36 mm. Vediamo le novità più da vicino.

    Le caratteristiche dei Seastar 1000 Powermatic 80

    Tutt’e cinque le nuove referenze del Tissot Seastar 1000 Powermatic 80 hanno appunto la cassa da 40 mm di diametro, realizzata in acciaio 316L e impermeabile fino a 30 bar. Il numero 1000 nel nome indica infatti la resistenza all’acqua misurata in piedi, che corrispondono a circa 300 metri – per usare la consueta quanto malsana abitudine di servirsi dell’unità di misura della lunghezza anziché di quella relativa alla pressione.

    Oltre alle tradizionali versioni silver, cioè in acciaio “naturale”, esiste una variante bicolore (in acciaio e oro giallo) e altre due completamente nere. Il processo di colorazione utilizzato da Tissot è sempre il Pvd (Physical Vapor Deposition, deposizione fisica da vapore). Per tutte la lunetta girevole unidirezionale è in acciaio, caratterizzata da un anello in vetro minerale stampato (nella referenza bicolore, i numeri sono in Pvd oro).

    Molto curati i quadranti dalla finitura spazzolata, declinati in blu, turchese o antracite che sfumano in nero verso il perimetro. Il preferito della redazione – per quanto possono valere i nostri gusti – è quello turchese, perché cattura l’attenzione senza essere eccessivo. Seguono le lancette di ore e minuti e gli indici che, come negli altri Seastar, sono rivestiti in Super-LumiNova, uno dei materiali fotoluminescenti di più lunga persistenza. La sfera dei secondi termina in un cerchio (tipo piccolo Lollipop), ed è anch’essa ben visibile al buio.

    Per quanto sia relativo, devo aggiungere che quattro referenze del Seastar 1000 Powermatic 80 dispongono di bracciale in acciaio. La quinta, invece, di un cinturino tropic in gomma, in perfetta sintonia cromatica con la cassa e la lunetta di colore nero. Relativo, dicevo, perché bracciali e cinturini sono intercambiabili grazie al sistema di aggancio e sgancio rapido. Notevole, da questo punto di vista, la collezione di accessori Tissot (in gomma, in tessuto, in materiale sintetico, in pelle anche effetto alligatore), a cui attingere per look ogni giorno diversi.

    Fondello e corona, come in ogni diver che si rispetti, sono rigorosamente a vite. Sul fondello, l’oblò trasparente mette in mostra il movimento meccanico a carica automatica, il cui rotore riporta la serigrafia “Tissot 1853”.  

    Il movimento del Tissot Seastar 1000 Powermatic 80

    Come anticipato, vi racconto qualcosa del movimento incassato nei nuovi Tissot Seastar 1000: il Powermatic 80, appunto. A garanzia di affidabilità vanta la discendenza diretta dal calibro 2824-2 di Eta, il movimento svizzero più utilizzato di sempre, nonché il più conosciuto. Tanto apprezzato e ambito che quando il Gruppo Swatch, di cui Tissot ed Eta fanno parte, annunciò nel 2009 l’interruzione della fornitura di calibri Eta verso brand esterni al Gruppo, altre aziende come la svizzera Sellita e l’asiatica Seagull proposero, forti della scadenza di alcuni brevetti, movimenti del tutto simili. Il Sellita SW200-1 che oggi ritroviamo in numerosissimi esemplari di infinite marche ne è un esempio.

    Nel frattempo, dell’Eta 2824-2 è nata una nuova generazione di calibri. Si tratta di movimenti diversi, comuni a varie marche di Swatch Group, la cui nomenclatura, da Tissot, risponde alla sigla C07.xxx. Commercialmente sono noti proprio come Powermatic 80. Il numero 80, come potete immaginare, indica l’autonomia: 80 ore, circa il doppio di quanto riuscisse a fare il predecessore 2824-2. Prima però di dirvi come sia stato possibile ottenere questo risultato, torniamo alle varianti del Powermatic 80.

    Ponendo infatti al posto delle tre x numeri opportuni, si ottengono declinazioni differenti dello stesso movimento, caratterizzate da componenti di diversa qualità e da particolari complicazioni. Il doppio fuso orario si trova per esempio nel calibro Eta C07.661. Che non è quello incassato nel nostro Seastar 1000 Powermatic 80: il quale offre l’indicazione dell’ora, la lancetta dei secondi centrali e il datario a finestra a ore 6 (su sfondo nero).

    Resistenza ai campi magnetici, frequenza inferiore e autonomia maggiore

    Anche se Tissot non specifica quale delle varianti del Powermatic 80 caratterizzi i nuovi Seastar 1000 da 40 mm, una ricerca approfondita porta al calibro Eta C07.111, referenza base dell’ecosistema C07.xxx. Lo scappamento in polimero, anziché in metallo, ne definisce appunto il posizionamento entry-level. 

    Tissot però rassicura circa la resistenza ai campi magnetici di questi orologi. Lo fa sottolineando l’impiego di una spirale in Nivachron, composta da una lega di titanio in grado di mantenere inalterata la propria resa anche sotto l’azione di onde magnetiche. La trovata non è nuova visto che risale al 2018, ma rivela tuttora la sua efficacia. Per capirci, al suo sviluppo, accanto alla Nivarox, aveva lavorato una maison del calibro di Audemars Piguet. Nivarox, manco a dirlo, è un’azienda dell’universo Swatch.

    Ma torniamo, prima di concludere, alle famose 80 ore di autonomia. Come sia possibile ottenere simili risultati senza stravolgere l’architettura interna di un movimento o l’impiego di uno speciale bariletto? Semplice: lavorando su una serie di dettagli che migliorano l’efficienza e riducono gli attriti, ma soprattutto abbassando la frequenza del bilanciere, quindi il numero di alternanze orarie. Il calibro Powermatic 80 rinuncia infatti ai 4 Hz dell’antesignano Eta 2824-2, ripiegando sulla frequenza ridotta di 3 Hz. Quindi, 28.800 alternanze/ora del movimento ispiratore contro le 21.600 alternanze/ora del Tissot Seaster 1000.

    Infatti, se riduci la frequenza e l’energia necessaria a far oscillare il bilanciere, l’autonomia ne guadagna in modo considerevole. Anche se la marcia della lancetta dei secondi risulta un po’ meno fluida e continua rispetto a quella dei movimenti a 4 Hz. Un compromesso che il pubblico del Seastar 1000 Powermatic 80 accetterà di buon grado, visti anche i prezzi accessibili del listino. Si parla infatti di 795 euro, fatta eccezione per le referenze in acciaio bicolore e in Pvd nero che costano 875 euro.        

  • Tissot Le Locle 20th Edition: alle radici del futuro

    Tissot Le Locle 20th Edition: alle radici del futuro

    La storia di Tissot potrebbe cominciare come cominciano le favole: “C’era una volta, in un paese incantato…”. Nel caso del Marchio svizzero, il paese è Le Locle, poco più di 10mila anime a una manciata di chilometri da Neuchâtel. Un borgo storico cui è legato in modo così forte da dare il nome alla collezione Tissot Le Locle, che nel 2023 ha compiuto 20 anni.

    Un compleanno giovane in un’annata generosa di ricorrenze, da Rolex a TAG Heuer; un traguardo che la Maison svizzera ha voluto festeggiare con la collezione Tissot Le Locle rinnovata nella tradizione. Un lancio di prodotto coerente con un 2023 in cui Tissot è tornata a celebrare la propria storia e la propria maestria. Un attimo e ci arriviamo.

    Destinazione Le Locle

    Prima vediamo da vicino che significato ha il borgo svizzero nella storia della marca. Perché dire Tissot Le Locle è un po’ come dire Ferrari Maranello, se mi consentite il parallelo. Ossia un marchio che è talmente unito al territorio in cui ha le proprie radici da assumerne anche il nome. Perché Le Locle e lancette sono unite da una storia che dura almeno dal XVII secolo.

    Sono di quel periodo le prime testimonianze di una produzione orologiera nel villaggio. Secoli in cui gli artigiani, nelle lunghe sere invernali, chiusi in casa da muri di neve, creavano piccole meraviglie meccaniche che non di rado vendevano fuori dai confini del paese durante la bella stagione. Ben prima dell’anno del Signore 1853, quando Charles-Félicien Tissot e suo figlio Charles-Emile aprirono un laboratorio di assemblaggio che divenne in breve tempo una fabbrica.

    Poco più di 50 anni dopo, la sede dell’azienda si sarebbe trasferita nella strada Chemin des Tourelles, che avrebbe dato il nome a un’altra collezione dal forte sapore storico-geografico. Ma questa è un’altra storia, torniamo al nuovo Tissot Le Locle.

    Tissot Le Locle per lei e per lui

    Per rinnovare la collezione, il Brand punta sul Tissot Le Locle20th Edition, definito come “il punto d’incontro fra tradizione e modernità”. In effetti, a un primo sguardo, il mix tra presente, passato e futuro è piuttosto evidente, soprattutto nell’estetica dell’orologio. Un’estetica fedele a quella che ben conosciamo in questa linea, ma aggiornata con alcuni dettagli preziosi che alzano di livello delle nuove referenze.

    Intanto comincio con il dire che anche per questa edizione speciale il Marchio ha pensato all’uomo e alla donna. La linea Le Locle ha da sempre referenze disegnate per entrambi i sessi e il Tissot Le Locle20th Edition non fa eccezione. Le differenze stanno in alcune finiture e nella dimensione di cassa, che va dai 39 mm del maschile ai 29 mm del femminile.

    Rispetto agli orologi della collezione corrente, entrambe le referenze hanno alcune peculiarità che le differenziano e che giustificano la scelta del Brand di fare del Tissot Le Locle20th Edition un’edizione particolare, destinata a celebrare un traguardo importante.

    Il lavoro sul quadrante

    Parto dalla donna, non per cavalleria ma perché la referenza per lei ha qualche spunto interessante da raccontare, in particolare sul quadrante. È infatti strutturato in tre parti: una centrale, una fascia con gli indici delle ore, una esterna con il giro della minuteria. Sia quest’ultima sia quella centrale si distinguono per la lavorazione a Clous de Paris che è tipica della collezione Tissot Le Locle. Un richiamo che dà omogeneità alla costruzione del quadrante.

    La fascia con gli indici, con una finitura satinata, non interrompe questa omogeneità ma la completa. Gli indici a ore 3, 6, 9 e 12 sono in numeri romani, con cifre applicate distinte da un lettering molto elegante. Sono azzurrati e richiamano nel colore le lancette di ore, minuti e secondi centrali.

    Gli indici rimanenti sono sostituiti da otto diamanti, che rendono il modello ancora più elegante, oltre che prezioso. Il logo del marchio a ore 12 è bilanciato a ore 6 dalla dicitura “Le Locle Automatic”, in cui il nome della collezione è scritto con l’elegante corsivo che distingue la collezione Tissot Le Locle.

    Il quadrante della versione maschile è altrettanto classico e anch’esso tripartito, con il Clous de Paris, ad amalgamarne la struttura. Sulla fascia satinata, gli indici applicati e azzurrati sono tutti in cifre romane, dall’1 al 12. La dicitura a ore 6 riporta la scritta “Powermatic 80”, a ricordare qual è il calibro che dà vita a questa referenza del Tissot Le Locle20th Edition.

    Cassa e bracciale del Tissot Le Locle20th Edition

    I due orologi collimano quando parliamo di cassa e bracciale. Detto che tra i due diametri ci sono 10 mm di differenza, se affianchiamo le casse notiamo la medesima accuratezza nelle finiture oltre che nel design. Alla lunetta e alle anse lucide fanno da contraltare i fianchi della cassa, con satinatura verticale. 

    La leggera bombatura della lunetta e la curvatura delicata delle anse rendono le linee del Tissot Le Locle20thEdition molto morbide e favoriscono la vestibilità dell’orologio. Inoltre, contribuiscono a dare all’insieme un ulteriore tocco di eleganza.

    Lucido è anche il bracciale a sette file, il quale termina con una fibbia pieghevole a farfalla – che, una volta chiusa, diventa praticamente invisibile. In questo modo assicura al bracciale stesso una continuità visiva. Bello il fatto che il Brand abbia deciso di offrire il Tissot Le Locle20th Edition sia con il bracciale sia con il cinturino in pelle blu scuro, il cui colore si armonizza con quello degli indici. 

    Bracciale e cinturino hanno, come ovvio, un sistema di sgancio rapido per favorirne l’intercambiabilità. Peccato che sul cinturino sia stata scelta la chiusura pieghevole anziché la fibbia con ardiglione. Lo dico non tanto perché io preferisca quest’ultima (è irrilevante e non ve ne importa un fico secco, penso), quanto perché credo che sarebbe stata una scelta “filologicamente” più in linea con un orologio così classico.

    Un motore affidabile

    Come avete letto, entrambi i quadranti dichiarano quale motore gira sotto il cofano del Tissot Le Locle20th Edition. Nel caso del maschile, la dichiarazione è evidente: si tratta del movimento Powermatic 80, che abbiamo imparato a conoscere bene, soprattutto per le 80 ore di autonomia e per la spirale in Nivachron. Che, ricordo, è una lega di titanio sviluppata qualche anno fa da Audemars Piguet e Nivarox, azienda appartenente a Swatch Group, insensibile ai campi magnetici.

    La referenza femminile è invece mossa dal Powermatic 48, un calibro automatico con 48 ore di riserva di carica che, lasciatemelo dire, per un movimento di queste dimensioni è un risultato di tutto rispetto. Segno ulteriore dell’attenzione che Tissot ha messo in questo orologio per signora.

    Orologio… di campagna

    A testimonianza di quanto il marchio crede in questa collezione, il Tissot Le Locle20th Edition è protagonista, insieme al PRX, della nuova campagna di brand Focus Forward. Come ricorda Tissot, il messaggio della campagna è importante: “La vita offre spesso innumerevoli percorsi, ma spetta a ognuno di noi riconoscere la propria meta. E una volta deciso il piano, impegno, costanza e resilienza devono diventare alleati fondamentali per non arrendersi e non tornare sui propri passi”. Curiosamente, il Tissot Le Locle20th Edition che si vede al polso della protagonista femminile nel video della campagna è la referenza maschile. Una scelta che omaggia il gender fluid ormai imperante, o che sancisce la tendenza del gentil sesso ad amare sempre di più i diametri da uomo? Dubbi di nessun interesse, credo. Ciò che conta è la presenza di questo orologio nella campagna: segno che per Tissot è un pezzo davvero importante.

  • Chemin des Tourelles, nuovo design per il Tissot Powermatic 80

    Chemin des Tourelles, nuovo design per il Tissot Powermatic 80

    Chemin des Tourelles, in francese, significa “cammino delle torrette”, forse in riferimento a quando – durante la guerra dei Trent’anni – Le Locle era avamposto di confine sul massiccio del Giura verso la Francia. Ed è il nome di una via della cittadina svizzera, iscritta dall’Unesco con la vicina La Chaux-de-Fonds nella lista dei siti “patrimonio dell’umanità” per il valore universale del loro urbanismo orologiero. Una via stretta e tortuosa, ma celebre nell’industria delle lancette per l’alta concentrazione di aziende del settore: al civico 4 si trova la sede storica di Vulcain, al 10 quella di Montblanc, al 14 Tissot, al 17 Certina.

    E si chiama proprio Chemin des Tourelles la celebre collezione di Tissot che rende omaggio alla manifattura qui aperta nel 1907, allora un piccolo atelier trasformato nel tempo in una modernissima fabbrica. Entrata in catalogo nel 2014 e via via ritoccata negli anni, la collezione ora ritorna dopo un completo restyling. Non solo rinnovata nel design, ma soprattutto equipaggiata esclusivamente dal Powermatic 80, ormai diventato il cavallo di battaglia nella produzione industriale della Casa. Un lancio, oltretutto, sottolineato da un’inedita, patinata campagna, marcata da una chiara impronta fashion. Che merita di essere vista – la trovi qui su YouTube – perché racconta più di tante parole lo spirito e l’energia dei nuovi esemplari.

    Un design intramontabile

    La versione 2023 del Tissot Chemin des Tourelles ha uno stile sostanzialmente “classico”, quindi non influenzato dalle mode e dalle tendenze più effimere. In una parola intramontabile, ma per niente banale. Dallo chic essenziale ma incisivo, versatile quanto basta per poter essere indossato con qualsiasi outfit e in qualsiasi situazione. Stylish, direbbero gli inglesi.

    La cassa rotonda, tripartita, è declinata in tre formati: 34, 39 e 42 mm di diametro. Personalmente preferisco il 39 mm perché è trasversale ai generi, si adatta anche alla maggior parte dei polsi femminili. Ma come sempre la questione delle dimensioni rientra nella sfera del gusto, per cui è inutile andare oltre. La lunetta sottile è leggermente bombata come il vetro zaffiro. L’aspetto è vagamente rétro, quindi decisamente contemporaneo.

    Bombato è pure il quadrante, dalla decorazione soleil al centro e Clous de Paris sulla zona più esterna (in certi modelli tutto soleillé). Le lancette sono a daga e i lunghi indici trapezoidali intervallati ai numeri romani. Tanti i colori disponibili: bianco, argenté, blu, grigio, con l’aggiunta di un verde scuro per la misura più grande e un tocco di madreperla per quella più piccola.

    Il materiale della cassa è l’acciaio 316L, lucido e satinato, in qualche caso rivestito di un trattamento Pvd oro rosa, interamente o solo in parte, così da risultare bicolore. In questo caso si presta a interpretare anche il bracciale a cinque file, intercambiabile con il cinturino, a sua volta disponibile in diverse cromie e finiture. In pelle liscia, goffrata, effetto suède o alligatore, nei classicissimi blu, marrone e nero, ma anche rosso lucido, turchese o panna. Insomma, una collezione ampia, ricca, diversificata, per tutti i gusti e desideri.

    Il Powermatic 80

    Oltre al design, però, le 16 referenze della collezione Chemin des Tourelles hanno in comune anche la meccanica: racchiudono tutte il Powermatic 80.111. Cioè una delle ultime generazioni del calibro messo a punto dai tecnici Tissot insieme a quelli di Eta. Un movimento che al momento dell’esordio (ormai dieci anni fa) risultò innovativo, se non perfino rivoluzionario. Sviluppato sulla base dell’affidabile 2824 opportunamente modificato, aveva come obiettivo la lunga autonomia, raggiunta attraverso la massima efficienza e a tutto vantaggio della precisione.

    Oggi come ieri, infatti, l’assenza di complicazioni (datario a parte) permette al movimento di convogliare l’energia solo nel treno del tempo. Il che gli consente di avere una maggiore regolarità di marcia e di funzionare, nelle migliori condizioni, il più a lungo possibile. Non per niente il Powermatic 80, nei suoi diversi allestimenti, è stato premiato più volte ai concorsi internazionali di cronometria di Le Locle e di Besançon – in linea con la tradizione di Tissot, che vanta un lungo passato nelle competizioni orologiere sulla precisione. E ovviamente ha anche superato i test per ottenere il certificato del Cosc.

    Il Tissot Powermatic 80 ha avuto un primato, che è anche un merito. Aver reso democraticamente accessibili a un pubblico più vasto una serie di caratteristiche costruttive, ormai diffuse grazie ai progressi della tecnologia, ma all’epoca riservate solo al segmento più alto del mercato. Fin dal primo calibro C07.111, i tecnici di Tissot hanno sempre montato nel Powermatic 80 alcuni componenti particolari, attuato piccoli accorgimenti per risparmiare sul consumo di energia e ottimizzare le prestazioni. Mi limito a riassumere le principali: le 80 ore di autonomia comprese nel nome, il bilanciere a inerzia variabile, la spirale antimagnetica – in passato realizzata in silicio, attualmente in Nivachron. Per ulteriori dettagli ci sono le didascalie.

    Conclusioni

    Non posso chiudere questo pezzo senza aver fatto almeno un accenno al prezzo, altro punto di forza della nuova collezione Chemin des Tourelles. O meglio ai prezzi, diversificati a seconda del modello, ma tutti compresi fra gli 825 e i 975 euro. Sotto i mille euro, in linea con la politica dei prezzi della Marca, come scrivevo sopra, democratica. Il mio consiglio è quello di visionare l’intero assortimento online, sul sito ufficiale, per individuare la propria referenza preferita. Poi andare da un concessionario Tissot per vedere l’orologio dal vivo, toccarlo, metterselo al polso. Sì, perché – dimenticavo di dirlo – questa non è un’anticipazione: i nuovi Chemin des Tourelles sono già in vendita.

  • Tissot Seastar 36 e 46 mm. Il nuovo subacqueo fuor d’acqua

    Tissot Seastar 36 e 46 mm. Il nuovo subacqueo fuor d’acqua

    Poliedrica. Penso sia questo l’aggettivo migliore per descrivere la nuova collezione Tissot Seastar. Del resto mi sembra che la versatilità al giorno d’oggi sia una delle caratteristiche maggiormente apprezzate dal mercato. E se il pubblico predilige orologi dalle linee pulite, facilmente indossabili all day long – a tutte le ore e in tutte le occasioni – l’intera orologeria si adegua. Lo conferma anche il marchio fondato nel luglio 1853 da Charles-Félicien Tissot e suo figlio Charles-Emile a Le Locle, tra le montagne del Giura. Da sempre impegnato a proporre una vasta gamma di orologi dalle funzionalità avanzate e dai prezzi accessibili, con i nuovi Seastar vuole decisamente andar incontro ai desideri del momento.

    Parola d’ordine: trasversalità

    Passati i tempi in cui i cronografi erano un’esclusiva dei polsi maschili e i subacquei portati solo da chi amava sfidare le profondità marine… Da anni è ormai consuetudine vedere orologi sportivi, dal formato non propriamente ridotto, indossati con disinvoltura dalle donne; così come notare, al polso dei businessmen nelle riunioni di lavoro, modelli pensati per le attività subacquee. Ultimamente, poi, si registra anche un timido ritorno ai diametri di cassa più contenuti, secondo i canoni di un tradizionale buon gusto. Non è dunque un caso che i nuovi Tissot Seastar, pur mantenendo la costruzione tipica del mondo sommerso, ben si adattino anche alla quotidianità senza mai risultare… “orologi fuor d’acqua”. ☺

    La nuova collezione Tissot Seastar 2022 consente infatti di scegliere tra due “taglie”: 36 millimetri, trasversale ai generi; e 46 millimetri, appropriato per i polsi più importanti. Prima di addentrarmi nelle specifiche dei nuovi modelli, però, voglio ricordare che il Tissot Seastar – cui non guasta l’etichetta di “Re del mare” nella produzione della Marca – costituisce una collezione storica: nata a metà degli anni Cinquanta, è da sempre una delle linee di punta della Maison. Detto questo, i nuovi Tissot Seastar sono appunto articolati in due versioni, in relazione al diametro: il più piccolo Seastar 1000 Quartz e il possente Seastar 2000 Professional Powermatic 80. Che vanno a completare la collezione già in catalogo, ricca di pezzi appetibili per motivi diversi.

    Tissot Seastar 1000 Quartz

    Il Tissot Seastar 1000 Quartz è sicuramente l’esemplare più eclettico, portabile tutto il giorno. Equipaggiato con un movimento al quarzo Swiss made, è disponibile con quadrante laccato blu, bianco oppure nero con dettagli color oro giallo. Impermeabile fino a 30 atmosfere, presenta tutte le particolarità costruttive di un orologio da immersione. Grazie alle lancette rivestite con Super-LumiNova®, le indicazioni risultano ben leggibili anche in condizioni di scarsa luminosità. La lunetta girevole unidirezionale ha l’inserto in materiale minerale, coordinato nei colori al quadrante.

    Il fondello, “chiuso” e avvitato, è decorato con la riproduzione di un cavalluccio marino stilizzato, simbolo degli orologi subacquei di Tissot, e riporta i dati essenziali dell’orologio. Il bracciale a tre file in acciaio è assicurato con una doppia fibbia di sicurezza; e si può facilmente sostituire con un cinturino in silicone, declinato in diverse cromie “estive”: bianco, arancione, azzurro e nero. Riguardo al prezzo, copre un range che va da 415 a 445 euro. E non smentisce quindi l’impostazione “democratica” propria del Marchio.

    Tissot Seastar 2000 Professional Powermatic 80

    Il Tissot Seastar 2000 Professional Powermatic 80, dal diametro generoso, è senza dubbio un orologio che si nota (dall’esterno) e “si sente” (al polso). Impermeabile fino a 60 atmosfere, vanta la certificazione di orologio subacqueo professionale ISO 6425/2018 e una serie di peculiarità tecniche degne di nota: come la valvola di decompressione, la lunetta girevole unidirezionale con inserto in ceramica, il quadrante ornato da un evocativo decoro a onde nel toni del blu o del nero, armoniosamente sfumati verso il centro. Pure in questo caso, il sistema di intercambiabilità del bracciale ne permette la rapida sostituzione con un bel cinturino impermeabile, in gomma nera e tessuto blu.

    All’interno della cassa, realizzata in acciaio anche rivestito da un trattamento Pvd nero, l’orologio custodisce – come indica il nome – un calibro Powermatic 80. Una famiglia di movimenti meccanici a carica automatica, ormai diventata famosa, che prende nome dall’autonomia di 80 ore. Costruito in esclusiva da Eta sulla base di un 2824-2, ha visto i tecnici operare una serie di modifiche sul calibro originario: per esempio la riduzione della frequenza del bilanciere, dalle 28.800 alternanze/ora iniziali alle 21.600 attuali. Il movimento, visibile attraverso l’oblò in vetro zaffiro del fondello a vite, monta una spirale Nivachron e offre quindi una serie di plus che da soli motiverebbero costi ben più alti. Per ulteriori dettagli tecnici vi rimando comunque alle didascalie. Il prezzo parte da 1.025 euro.

  • T-My Lady e Gentleman: Natale in casa Tissot

    T-My Lady e Gentleman: Natale in casa Tissot

    Ladies and gentlemen, ecco a voi Tissot. Questa volta il marchio di Le Locle è stato bravissimo a non farmi scervellare per trovare l’attacco giusto per l’articolo. Mi è bastato prendere due delle novità del brand, una per lei e una per lui – Tissot T-My Lady e Gentleman -, metterle insieme… Et voilà: attacco pronto e pezzo già mezzo scritto.

    Oddio, già mezzo scritto non esageriamo, perché di cose da dire sui Tissot T-My Lady e Gentleman ce ne sono parecchie. A partire dal fatto che sono proposte interessanti per il periodo natalizio, specialmente se si pensa alla classica abbinata regalo lei-lui. Ma andiamo con ordine e diamo la precedenza alle signore.

    Tissot T-My Lady: quando la donna spacca il minuto

    La proposta femminile di Tissot parte da un presupposto per nulla scontato: anche le signore apprezzano la meccanica. È vero, questo orologio ha anche alcune referenze mosse da un movimento al quarzo, ma qui preferisco concentrarmi sulle versioni automatiche, ben nove. E, per una volta, parto proprio dall’interno dell’orologio, il calibro.

    La versione per lei del Tissot Gentleman ospita nella cassa un calibro della famiglia Powermatic, precisamente il Powermatic 48; è nato su base Eta, sinonimo di affidabilità e resistenza e, come ben sanno gli impallinati, a differenza del “fratello maggiore” Powermatic 80 può contare su una autonomia di 48 ore e sulla molla del bilanciere paramagnetica in Nivachron.

    Senza tirarla troppo per le lunghe, il Nivachron è una lega a base di titanio con caratteristiche che hanno la capacità di ridurre l’influenza negativa di un campo magnetico sulla regolarità del movimento. Avvicinate una calamita da frigo a un orologio meccanico o leggete questo articolo e capirete cosa si intende per influenza negativa…

    Questa capacità di riduzione varia a seconda del calibro in cui la molla è montata; ma, in soldoni, ciò che non varia è l’effetto finale: la maggiore precisione dell’orologio, visto che il sistema bilanciere-scappamento ne è un po’ il cervello che imposta il ritmo di marcia, per capirci.

    L’imbarazzo della scelta

    Detto quindi che le signore con al polso un Tissot T-My Lady arriveranno auspicabilmente puntuali a un meeting di lavoro con i collaboratori così come a una seduta dall’estetista, lo faranno anche con un bell’orologio al polso. Perché Tissot ha puntato a raffinare l’estetica oltre che la tecnica di questo esemplare.

    Sono nove, abbiamo detto, le referenze automatiche, tutte accomunate dalla dimensione della cassa, 29 mm. Per il resto, le combinazioni di colori e materiali sono così tante che un camaleonte avrebbe bisogno di uno psicologo dopo aver passeggiato sopra alla collezione.

    Si va dalle tonalità dei quadranti – blu soleil, argenté, opalino crema, antracite soleil, madreperla – a quelle dei cinturini – bianco, marrone o grigio -, insieme ai bracciali in acciaio a tre file. Per finire con i materiali di cassa e lunetta.

    Accanto alle versioni più sportive del Tissot T-My Lady, con cassa e lunetta in acciaio, vi sono quelle con cassa in acciaio e lunetta in oro rosa, lucida o con la bellezza di quasi mezzo carato di diamanti (39 punti per essere precisi). Diamanti che si ritrovano, in alcune referenze, anche al posto degli indici.

    Tissot Gentleman: semplicemente uomo

    Meno civettuolo ma molto di sostanza è anche il “capofamiglia” Tissot Gentleman, per il quale il marchio ha in catalogo la bellezza di 26 referenze, tra automatici e quarzi. Non me ne vogliano gli amanti di questi ultimi, che odiano dover agitare il polso per caricare l’orologio e trovarlo scarico dopo averlo lasciato per giorni in un cassetto: anche qui, preferisco trattare degli automatici.

    Nessuno snobismo, solo la volontà di valorizzare lo sforzo produttivo di Tissot nello sviluppare il calibro Powermatic 80. Basato sull’Eta C07.811, a sua volta derivato dal collaudato 2824-2, ne eredita la robustezza. E trae vantaggio dal fatto che Tissot, di proprietà di Swatch Group così come Eta, può lavorare su questi movimenti con un’economia di scala che altri marchi si sognano.

    Come gli appassionati sanno e come i neofiti possono facilmente capire, il Powermatic 80 fa delle 80 ore di autonomia il proprio punto di forza. Tre giorni abbondanti che potrebbero convincere anche i polsi più pigri a farci un pensierino.

    Se nel Tissot T-My Lady la furbata tecnica era la spirale in Nivachron, ciò che consente al Tissot Gentlemen di fare la differenza in termini di precisione è la spirale in silicio. Cambiano i materiali, ma non la sostanza: il “cervello” dell’orologio è più resistente ai campi magnetici, vive di più, è più preciso. Nivachron e silicio come il Gerovital, insomma.

    Colori, materiali e finiture

    La scelta di colori, materiali e dettagli delle versioni automatiche del Tissot Gentleman è sconsigliata agli indecisi. Qui, il marchio di Le Locle si è sbizzarrito, pur tenendo ferma la dimensione della cassa: 40 mm, equilibrata per un orologio che nasce come un dress watch.

    Alle combinazioni cassa in acciaio-lunetta in acciaio e cassa in acciaio-lunetta in oro rosa che abbiamo visto nel Tissot T-My Lady, si aggiunge ora quella con cassa in acciaio e lunetta in oro giallo. Nero, marrone, blu, argenté sono le tonalità molto maschili dei quadranti, alle quali si unisce una particolare cromia opalina, abbinata a lunetta, indici e lancette in oro rosa.

    Notevoli le versioni che sul quadrante hanno una marcatura centrale dalle linee incrociate; un’estetica ispirata ai quadranti dei tempi che furono, ma anche una strizzatina d’occhio e una sfida – la butto lì – a un orologio di un gruppo concorrente, che costa tre volte di più, anche in virtù di soluzioni meccaniche differenti. Indovina indovinello…

    Chiudo con i bracciali e i cinturini. In pelle blu, marrone o nera, con o senza stampa coccodrillo, questi ultimi sono solo con chiusura déployante (che io non amo, ma pazienza: ormai lo sapete e ve ne farete una ragione); più sportivo il bracciale in acciaio a tre file, con quella centrale lucida. Per quanto può valere il mio punto di vista, trovo più centrate le versioni con il cinturino.

    T-My Lady e Gentleman: orologi giusti, al posto giusto

    Che dire, dunque, per tirare le somme sui Tissot T-My Lady e Gentleman? Che con questi orologi, il marchio si rafforza nel segmento di mercato che più gli è congeniale e che, stando agli ultimi dati disponibili sull’export di orologi svizzeri, è quello che registra il calo più contenuto.

    Il T-My Lady automatico, infatti, va da 850 a 2.225 euro a seconda delle referenze; mentre per il Gentleman automatico la forbice di prezzo è più ridotta: da 765 a 1.450 euro. Considerate che, a ottobre, l’export di orologi svizzeri tra i 500 e i 3.000 euro è calato del 5 per cento in valore; meno della media di mercato (7 per cento) e molto meno di quello degli orologi sotto i 200 franchi, giù del 24 per cento.

    Tissot presidia questo segmento con i T-My lady e Gentleman, appunto. Due pezzi il cui valore percepito è ben più alto di quello reale, proprio per quell’investimento su meccanica, materiali e finiture di cui ho parlato nell’articolo che avete avuto la pazienza di arrivare a leggere fino a qui.

    In definitiva, penso che il brand abbia fatto un ottimo lavoro, perché conosce il proprio mercato, la propria clientela e sa qual è il proprio posto nel mondo Swatch. Non vuole essere ciò che non è, né lo vuole diventare: nell’orologeria, essere fedeli a se stessi aiuta a vincere. Anche in un grande gruppo.