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Tag: Woi – Watches of Italy

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 28/09/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 28/09/2025

    Arte, fotografia, haute cuisine, ma anche shopping in moneta digitale e mostre-mercato specializzate. Le Cronache dell’orologeria di oggi escono eccezionalmente di domenica per rispettare una notizia in scadenza e darvi informazioni aggiornate. Ma soprattutto per comunicare un annuncio che ci vede protagonisti, in anticipo rispetto alla diffusione sui social media che ormai sono riconosciute fonti di informazione per tanti. A voi la novità. Buona lettura.

    Cripto-shopping

    Un Richard Mille RM002 del 2001

    Ninety Watches and Jewellery, il rivenditore di “usato certificato” Richard Mille, d’ora in poi accetterà pagamenti in criptovalute – gestiti dalla piattaforma Bitcashier, che garantisce transazioni sicure. L’iniziativa risponde alla crescente domanda da parte dei clienti internazionali di pagare con valute digitali. Del resto, secondo alcune stime accreditate, il numero dei milionari che pagano in criptovalute è aumentato nel 2024 del 95% e ha superato le 172mila persone. Mentre nelle aziende che accettano questo sistema, il 10% delle transazioni sono effettuate in questo modo, con un valore medio più che doppio rispetto ai metodi tradizionali. Come dire: per muovere somme ingenti, le criptovalute sono il top.

    Tra Giappone e il Golfo

    Foto Hufton+Crow – Department of Culture and Tourism Abu Dhabi courtesy Richard Mille

    Sempre Richard Mille prosegue la collaborazione con il Louvre Abu Dhabi. E annuncia la quinta edizione del Richard Mille Art Prize, il premio che celebra il dialogo culturale e l’innovazione artistica. La mostra di quest’anno, prevista dall’11 ottobre al 28 dicembre sotto la cupola del Museo, s’intitola Art Here 2025. E sarà incentrata sul tema Shadows (ombre), che include i concetti di “luce e assenza, memoria, identità e trasformazione”. La curatrice dell’esposizione Sophie Mayuko Arni farà parte della giuria internazionale insieme a personalità del mondo dell’arte. Sei gli artisti presenti: Ahmed Al-Aqra, Jumairy, Hamra Abbas, Ryoichi Kurokawa, Rintaro Fuse e il duo Yokomae et Bouayad.

    Meraviglie subacquee

    Anche quest’anno Blancpain conferma il proprio impegno nella tutela della vita oceanica, con il sostegno all’Ocean Photographer of the Year 2025, che ha riunito oltre 15mila immagini da tutto il mondo. Vincitore: Yury Ivanov, esperto di macrofotografia in Indonesia, per l’immagine di due “coccinelle di mare” (minuscoli crostacei del genere Amphipoda) su un corallo. Mentre il Female Fitfy Fathoms Award è stato assegnato alla biologa marina cinese Jialing Cai, specializzata nel catturare con l’obiettivo le creature nascoste nello zooplancton. Come il piccolo polpo wonderpus (accanto) circondato da una varietà di piccole larve di gamberetti, granchi e vermi.

    La brigata si allarga

    Lo chef messicano Jorge Vallejo è diventato friend of the Brand di Hublot, che amplia così la propria presenza nell’alta cucina. Fondatore, con la moglie Alejandra Flores, del ristorante Quintonil a Città del Messico, ha conquistato due stelle Michelin e vari riconoscimenti internazionali, come il 3° posto fra i 50 Migliori Ristoranti del Mondo. I suoi piatti sono un mix creatività e rispetto per le origini – in una visione che ricorda la filosofia dell’art of fusion del Marchio. Proprio per questo deve essere piaciuto molto alla Casa di Nyon, che gli ha messo al polso subito un bel Big Bang. Perché – si sa – il controllo del tempo in cucina è un ingrediente fondamentale…

    Lotta ai dazi

    Un orologio come forma di protesta? Ebbene sì. Lo ha fatto Swatch con il nuovo What if… Tariffs? contro i dazi doganali imposti da Trump alla Confederazione Elvetica. Un 39% che va a influire pesantemente sulle esportazioni verso gli States. Ecco allora la risposta ironica del Marchio, che intende sollecitare il governo rossocrociato ad agire nell’interesse della aziende, non solo orologiere. Da notare sul quadrante i numeri 3 e 9 in posizione invertita, e un segno di percentuale sul coperchio della batteria. Anche il prezzo è provocatorio: 139 franchi, contro i 100 degli altri modelli in collezione. N.B. Questo esemplare si trova in vendita solo in Svizzera, e resterà in produzione solo finché la questione non sarà risolta…

    Ci saremo anche noi

    È ufficiale: Il Giornale degli Orologi è diventato media partner di W.O.I – Watches of Italy. Il nostro magazine digitale farà quindi da cassa di risonanza per il network che dal 2019 promuove la filiera italiana dell’orologeria. E affianca in questo ruolo la storica rivista La Clessidra e altre testate online. D’ora in poi, sul nostro sito troverete dunque aggiornamenti sulla manifestazione che si terrà l’8 e il 9 novembre prossimi a Milano. Per esempio: tendenze fra le novità, reportage dal Superstudio, focus sugli esemplari in mostra… Cominciamo subito col dirvi che quest’anno è già prevista anche la presenza di marchi internazionali. Ne riparleremo presto.

    Follie d’antan

    Si tiene oggi, all’Hotel Sheraton di Padova, Chronofollia. Giunta alla sesta edizione, la mostra-mercato riunisce un centinaio di espositori internazionali specializzati non solo in orologi d’epoca e contemporanei, ma anche in cinturini, accessori e molto altro. Fra i quali merita almeno un cenno Berios Vintage Watch, il marchio dalle origini bresciane ma dalla produzione Swiss made, tornato di recente sotto i riflettori. Che è presente con una selezione di esemplari New Old Stock – compresi fra gli anni ’70 e gli anni ’90, opportunamente revisionati e forniti di garanzia – tra i quali si possono scovare autentiche “chicche”. Una festa per gli amanti del vintage.

    p.s. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Autunno in fiera. News & previews – 26/08/2024

    Autunno in fiera. News & previews – 26/08/2024

    Si ricomincia: grande rientro, oggi, per l’Italia delle vacanze estive. Mentre la Svizzera degli orologi si appresta a iniziare l’autunno in fiera, ovvero la stagione dei grandi e piccoli eventi espositivi. Appuntamenti ricorrenti, a dire il vero, che ormai da tempo caratterizzano l’ultimo trimestre dell’anno. Fiere locali o internazionali, che sembrano create per allietare il back to work – o meglio il ritorno alla normalità della vita quotidiana – degli appassionati, ma che di certo hanno rovinato le ferie degli operatori del settore…

    Scherzi a parte, abbiamo già parlato altrove di questi saloni alternativi, della loro origine e delle loro motivazioni. Qui riprendiamo il discorso, in un elenco che non vuole affatto essere esaustivo, ma intende solo ricordarvi i principali rendez-vous. Li trovate qui sotto in ordine cronologico, secondo il calendario, con salti (logici e logistici) anche notevoli, per permettervi di organizzare il vostro autunno in fiera. Buon per voi se avrete il tempo e la fortuna di seguirli fisicamente, di recarvi di persona sul posto. Non disperate, comunque, se siete costretti a restare a casa: potete sempre tenervi aggiornati sui social… o su queste pagine!

    A Shanghai

    Il primo appuntamento per l’autunno in fiera è Watches and Wonders Shanghai, previsto dal 28 agosto al 1° settembre al West Bund Art Center. Contraltare in Oriente dell’omonimo Salone ginevrino di primavera, si rivolge espressamente all’importante mercato della Greater China. Però quest’anno ha conosciuto molte defezioni: riunisce solo 9 maison, quasi tutte di Richemont Group (tranne Nomos Glashütte). In compenso per la prima volta apre le porte al grande pubblico, nelle ultime due giornate. Vedremo come va…

    A Ginevra

    The Pavillion, alla Rotonde du Mont Blanc, centro virtuale dei GWD

    Ma la location più vicino a noi, quindi più raggiungibile, è senza dubbio Ginevra. Dove, dal 29 agosto al 2 settembre, si tiene la V edizione dei Geneva Watch Days. Che trasforma la città sul Lemano in un “salone diffuso”, decentralizzato (se si esclude The Pavillion) e autogestito. Più di una cinquantina gli espositori, tra cui esordiscono alcune marche di Swatch Group. Anche quest’anno è prevista un’asta di beneficenza, battuta da Phillips, a favore del Fondo Pierre Amstutz, dedicato all’ex Direttore della Scuola di orologeria di Ginevra.

    A Vicenza

    Dal 6 al 10 settembre, la tradizionale fiera di Vicenzaoro September quest’anno ospita ben due spazi dedicati al mondo delle lancette. Time, con un numero maggiore di espositori rispetto al 2023, inclusi i microbrand italiani (progetto in collaborazione con Watches of Italy), i produttori private label e i marchi di accessori. E VO’Clock Privé (fino all’8), suddiviso in tre sezioni: Manifatture, Maestri e Avanguardie. Il tutto con il consueto contorno di conferenze e di corsi della FHH (Fondation de la Haute Horlogerie). Interessante…

    A Novi Ligure

    Dal 5 al 6 ottobre si svolge la V edizione di WOI – Watches Of Italy, per la prima volta a Novi Ligure (Alessandria), presso il Museo dei Campionissimi. Dedicata alla produzione nazionale e alla filiera associata, la mostra/mercato è tesa a “fare sistema” (finalmente!). In continua progressione il pubblico che la segue (5mila persone l’anno scorso), cui permette di toccare con mano tante novità e conoscere direttamente i produttori. Fra start-up e micro-brand, è la conferma che l’orologeria italiana ha tanto da raccontare e da mostrare…

    A Città del Messico

    Dal 15 al 17 ottobre, torna come di consueto il SIAR – Salone Internazionale dell’Alta Orologeria Messico, la piattaforma più importante e trainante per l’industria orologiera in America Latina. Giunto quest’anno alla 18a edizione, avrà luogo come sempre all’Hotel St. Regis e riunirà i principali marchi internazionali di alta gamma, una cinquantina in totale. Appuntamento imperdibile per collezionisti e addetti ai lavori, permette di tastare il polso delle tendenze e scoprire i nuovi lanci, creati ad hoc per l’occasione.

    A New York

    Dal 18 al 20 ottobre, la Grande Mela ospita l’8a edizione di  WatchTime New York, il salone organizzato dall’omonimo magazine a stelle e strisce che celebra il 25° anniversario. Di nuovo ospite all’interno della Gotham Hall, in Midtown Manhattan, rivive il medesimo successo della passata edizione, con la presenza di 36 brand e un’affluenza di pubblico attratto anche dalla possibilità di incontrare Ceo e Vip dell’orologeria. In agenda anche numerose tavole rotonde, moderate da esperti di fama mondiale.

    A Londra

    Concludo la rassegna sull’autunno in fiera con un altro salone organizzato da una testata giornalistica, ormai diventato il principale evento orologiero nel Ragno Unito: WatchPro Salon, che va in scena a Londra il 1° e il 2 novembre. Nella lussuosa sala da ballo dell’Hotel The Londoner, a Leicester Square, si ritroveranno per la quarta volta consecutiva una trentina di marchi indipendenti, inglesi e non solo. Organizzati in parallelo anche tanti seminari e conferenze, con focus fra l’altro sul collezionismo e la sostenibilità.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 13/10/2023

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 13/10/2023

    Acquisizioni immobiliari e aperture di nuove boutique, un simpatico genetliaco e l’ormai ricorrente fiera di settore che conquista sempre più marchi e pubblico. In pratica, questa settimana, le nostre Cronache dell’orologeria sono dedicate alle notizie di corporate (e affini). Non ce ne vogliano quanti si sono dati da fare nell’ultimo periodo con eventi sportivi e mondanità varie: li ritroveremo tutti la prossima settimana, promesso…

    Buon compleanno, Tex!

    La scorsa settimana, il tempio dello shopping meneghino – la Rinascente di piazza Duomo – ha festeggiato con allestimenti e installazioni ad hoc i 75 anni di Tex Willer, il personaggio dei fumetti di Sergio Bonelli. Alle celebrazioni non poteva mancare Eberhard & Co., che di recente ha dedicato al Ranger un’edizione limitata (anzi tre) del Chrono 4 Pards. La Maison de l’Aigle ha quindi celebrato l’Aquila della notte con un evento speciale, e nei giorni successivi ha personalizzato la vetrina di Rocca 1794 al piano terra. Un po’ in ritardo, ma… ancora auguri!

    Cronache dell’orologeria indipendente

    Il prossimo weekend, a Tortona, si tiene la IV mostra-mercato WOI – Watches of Italy Ormai diventata un appuntamento imperdibile con l’orologeria indipendente italiana (intesa come filiera, a 360°), quest’anno riunisce una cinquantina di marchi: soprattutto microbrand nostrani ma anche qualche nome internazionale di rilievo. Da segnalare la tavola rotonda La professione dell’orologiaio in Italia – con, fra gli altri, Gabriele Ribolini e Irene Baiardi. Complimenti all’organizzatore Fabrizio Dellachà e al suo braccio destro Silvia Bonfanti…

    Shopping milanese (e non solo)

    Via Montenapoleone 21: IWC Schaffhausen non poteva che inaugurare la nuova boutique nella via milanese più chic. Uno spazio dall’inedito concept: mix di materiali tecnici e de luxe, pavimenti e soffitti scuri a contrasto con le finiture luminose delle pareti. L’ambiente coinvolge tutti i sensi e invita a restare, catturati anche dal videowall a parete intera. Non solo. IWC ha annunciato un’ulteriore opening con Haussman & Co., in via del Babuino a Roma, mentre ha già riaperto il flagship store in Rodeo Drive, a Beverly Hills. Alla grande!

    Ospitalità extralusso

    Nuovo flagship store a Singapore per Richard Mille, inaugurato di recente nel quartiere di Orchard Road, in St. Martin. Lo spazio di 700 metri quadri accoglie tanti ambienti diversi con arredi creati ad hoc: dalla biblioteca al crafting space, dai privé all’esposizione. Fino all’opera dell’artista francese William Amor: un ulivo radicato nella struttura (simbolo di infiniti valori, tra cui il rimando all’amato bacino del Mediterraneo). Lo stuolo di persone che vi hanno lavorato non lascia dubbi: ancora una volta Richard Mille ha fatto le cose in grande…

    London Calling

    Swatch Group ha da poco acquistato uno dei palazzi più lussuosi della capitale inglese, al 171 di New Bond Street. Costruito nel 1856, composto da 562 metri quadri sviluppati su cinque piani, l’edificio ospita dal 2006 un Salon di Harry Winston. Costo dell’operazione: 90 milioni di franchi svizzeri. Ma non è tutto. Quest’anno, infatti, il Gruppo ha già acquisito un’altra proprietà di 1.347 metri quadri al civico 32/33 di Old Bond Street (per 120 milioni di franchi svizzeri) e un negozio sugli Champs Elysées a Parigi. Quando si dice “allargarsi”…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • W.O.I. – Watches of Italy, atto terzo. Torna la fiera di Tortona

    W.O.I. – Watches of Italy, atto terzo. Torna la fiera di Tortona

    Cronografi, subacquei, automatici. Ispirati al racing o all’aviazione. Perfino un orologio Nft, che trova corrispondenza sulla blockchain. Ci saranno novità sorprendenti quest’anno al W.O.I. – Watches of Italy, la fiera nazionale dell’orologeria italiana, che torna per la terza volta a Tortona sabato 15 e domenica 16 ottobre. Come sempre, a ospitarla è il Museo Orsi (via Emilia, 446), che espone macchine agricole del primo e secondo Dopoguerra, componentistica per l’agricoltura e altri esempi della creatività italiana nella meccanica. Una sede naturale per la mostra-mercato di oggetti di micromeccanica made in Italy promossa dal gruppo di imprenditori che, su iniziativa di Fabrizio Dellachà, si sono riuniti nel collettivo W.O.I. L’obiettivo? Fare rete, confrontarsi, condividere know-how, promuovere insieme il settore.

    Qualche anticipazione

    L’esposizione è dunque un tassello di un progetto più complesso. Un tassello fondamentale, che ha finora riscontrato grande successo. I 3mila visitatori registrati l’anno scorso, in crescita del 50 per cento rispetto all’affluenza della prima edizione, con 10 marchi in più, indicano che la strada intrapresa è quella giusta.
    La terza edizione si apre sotto i migliori auspici. Con 56 marchi presenti e tantissime novità.

    A cominciare (in ordine alfabetico) da Aenigma, nuovo microbrand valdostano, il primo ad associare ad ogni orologio fisico un corrispettivo Nft sulla blockchain. La prima collezione di Aenigma propone una funzione unica nel mondo dell’orologeria. L’inserto sulla ghiera e sul réhaut riporta infatti un codice alfanumerico composto da 60 caratteri non ripetuti. La loro interazione crea un sistema crittografico elementare, ispirato a quello utilizzato da Giulio Cesare.

    Dal passato al futuro. Per festeggiare il 200° anniversario dalla fondazione, Kienzle presenta il modello Reisen, ovviamente in edizione limitata di 200 esemplari. L’azienda tedesca del resto è legata a doppio filo al Bel Paese. Fin dal 1933 ha aperto una propria filiale a Milano, chiamata Siok (Società Italiana Orologi Kienzle) e dedita alla produzione di componenti. Che, dopo varie vicissitudini – fra cui l’adozione del nome Kienzle Italia e il trasferimento ad Amburgo nel 2002 -, da qualche anno è di nuovo nel nostro Paese, con sede a Voghera.

    Quindi Inceptum Duo A, giovane startup bresciana creata da due ingegneri, ormai un’habitué del W.O.I. – Watches of Italy. Dopo aver esposto, lo scorso anno, la versione definitiva di un calibro presentato in prototipo al debutto della Mostra-mercato, ora propone il suo primo modello. In serie limitata di 50 pezzi, “veste” il movimento a carica manuale, di manifattura, con un’ispirazione vintage. Il design infatti richiama quello degli orologi militari degli anni ’30 e ‘40.

    S’ispira invece a un orologio ideato da Federico Massacesi e progettato da Antonio Ambuchi nel 1997 il marchio Millimetri. Per i pochi che non lo conoscessero, Massacesi è il fondatore di Anonimo, per il quale insieme ad Ambuchi 25 anni fa ha ideato quel super-subacqueo ora ripreso dalla start-up Firenze Timepieces. A Tortona Millemetri presenterà il nuovo Augusta, prodotto in tre serie limitate di 99 pezzi ciascuna.

    Fare cultura

    Ma W.O.I. – Watches of Italy, dicevamo, non è solo un’esposizione. L’omonimo collettivo spinge l’acceleratore verso una missione condivisa: promuovere l’orologeria italiana. E lo fa anche attraverso due importanti momenti di riflessione, in programma per la giornata di domenica. L’orologeria italiana: i suoi segreti e il suo futuro è il titolo della lectio magistralis delle ore 15. Che ha come relatori il professor Ugo Pancani, Trainer Academy F.H.H. Genève; Marco Mantovani, Ceo di Locman; Marco Carniello, Global Exhibition Director Jewellery & Fashion IEG/Vicenzaoro; e Fabrizio Dellachà, organizzatore e ideatore di W.O.I. – Watches of Italy.

    A seguire, un open forum con i principali YouTubers nostrani: Undersea-Time, Tempo e Misura, Wrist Addiction, Amico Orologiaio, Watch Maniac. Che discuteranno sul tema Orologeria: ieri, oggi e domani, per tirare le somme sulla situazione attuale, analizzare i trend del mercato e la direzione intrapresa dal settore a livello globale.

    Ma oltre che per le novità (orologi, collezioni e marchi che debuttano in quest’occasione), al Woi – Watches of Italy ci sarà anche spazio per la storia. Durante i due i giorni di fiera, saranno esposti alcuni pezzi antichi e rari provenienti dal Museo dell’Orologio da Torre “Roberto Trebino” di Uscio (Genova).  Una mostra curata da Trebino 1824, l’azienda fornitrice ufficiale del Vaticano e leader mondiale per gli orologi da torre e da campanile. Una vera istituzione, specializzata anche in orologi stradali, ferroviari e floreali, nella progettazione di celle campanarie meccanizzate, nonché nella fusione in bronzo di campane artistiche e di cornici per orologi da arredo urbano esterno.

    E non è tutto. Tra gli stand che celebrano il talento degli orologiai italiani ce n’è uno che strizza l’occhio anche alla solidarietà. La fiera patrocinata dalla Città di Tortona, per il terzo anno consecutivo, supporta infatti Gli Amici del Sorriso. L’associazione no profit si occupa delle attività ludico-ricreative dei bambini del reparto di oncoematologia e chirurgia pediatrica del Policlinico San Matteo di Pavia. Per sostenerla, si può lasciare il proprio contributo presso il loro stand e in quello di Memphis Belle Watches.

    Tutte le informazioni su W.O.I. – Watches of Italy sono online, sul sito dedicato.

  • Le fiere d’autunno #1. News & previews – 29/08/2022

    Le fiere d’autunno #1. News & previews – 29/08/2022

    Non importa se alcuni di voi sono ancora via o sono appena partiti. Le vacanze estive sono definitivamente archiviate, almeno per l’orologeria svizzera. E non è tanto perché molte fabbriche hanno “chiuso per ferie” in luglio. Piuttosto, è che in questi giorni comincia un periodo ricco di impegni internazionali: le fiere d’autunno. Eventi di vario genere e ancor più varia partecipazione costellano infatti l’ultimo trimestre dell’anno nell’intero globo, coinvolgendo di volta in volta maison “istituzionali”, brand indipendenti e “altri” operatori (come per esempio le case d’asta).

    Eventi grandi e piccoli, ancor più numerosi nell’ultimo triennio, dopo che la pandemia ha costretto a organizzare saloni alternativi, dal carattere più localizzato rispetto ai consueti Baselworld e Sihh dei decenni passati. E le fiere d’autunno sono così numerose da costringerci a dividere il discorso in due parti: qui di seguito elenchiamo un primo gruppo, che arriva grosso modo alla metà di ottobre; di quelle successive ne parleremo poi, in una prossima rubrica.

    Ci rendiamo conto che ciascuna manifestazione meriterebbe un approfondimento, una riflessione sull’effettivo valore e significato. Ma non in questa sede. Qui ci limitiamo a fornirvi una specie di agenda, un memorandum per farvi segnare le date sul calendario e aiutarvi a scegliere quali appuntamenti seguire con più attenzione. Con un paio di accortezze. Uno: per avere l’elenco completo degli espositori delle singole manifestazioni vi rimandiamo ai relativi siti ufficiali. Due: in occasione delle maggiori fiere d’autunno le marche presentano in qualche caso le principali novità che terranno banco il prossimo anno. Fate vobis.

    A Ginevra

    Scorcio della boutique ginevrina di Ulysse Nardin al 10 di Quai du Général Guisan

    Iniziano oggi i Geneva Watch Days (fino al 1° settembre): terza edizione dell’evento che trasforma la città sul Lemano in un “salone diffuso”, decentralizzato (se si esclude The Pavillion come luogo di incontro collettivo) e autogestito. Più di una trentina i marchi che quest’anno accolgono il pubblico nei propri spazi – fra boutique, showroom e suite d’hotel. Fra i tanti appuntamenti, si preannuncia particolarmente interessante la presentazione di Horopedia, l’enciclopedia digitale concentrata sull’orologeria. Ne riparleremo.

    In Italia: a Vicenza…

    Durante VicenzaOro September, dal 9 all’11 del mese, si tiene VO Vintage, terzo “salotto” dedicato all’orologeria e alla gioielleria d’epoca, organizzato da IEG. Dove però, accanto alle gallerie antiquarie internazionali, espongono anche alcuni marchi dell’Ahci. Oltre a tavole rotonde e incontri con grandi collezionisti (quali Auro Montanari e Sandro Fratini) ed esperti del settore (come il professor Ugo Pancani e l’orologiaio Luca Soprana), da vedere la mostra Magister Speedmaster, con una selezione di esemplari della raccolta di Andrea Foffi.

    …e a Tortona

    Sabato 15 e domenica 16 ottobre si svolgerà Woi – Watches of Italy, terza mostra mercato dedicata a prodotti e produttori nazionali. Posticipata rispetto al previsto a causa delle elezioni politiche, quest’anno include anche la sezione Woi Vintage, allestita in un’apposita sala sempre all’interno del Museo delle macchine agricole “Orsi”. A oggi sono circa 70 le marche che hanno aderito, fra microbrand, start-up, artigiani, designer e progettisti. Come sempre l’ingresso sarà libero e gratuito.

    Intanto, a New York…

    L’8a edizione del Forum di orologeria della Dubai Watch Week quest’anno si trasferisce nella Grande Mela, il 24 e 25 settembre, all’875 di Washington Street nel Meatpacking District di Manhattan. Anche in questo caso un weekend di contatti diretti fra il pubblico finale e gli esperti del settore, con tavole rotonde, corsi e incontri. Fra i momenti clou, diversi dibattiti: sull’orologeria americana, con l’attore e orologiaio Aldis Hodge; sull’influenza dei consumatori sul design dei prodotti di lusso; e sul rapporto fra orologi, criptovalute e Nft.

    Fiere d’autunno ad Haikou e a Sanya…

    Il Cdf Mall a Sanya (foto courtesy Watches and Wonders).

    Da ottobre a dicembre, Watches and Wonders si sposta in Cina, prima nella regione di Hainan, per poi passare a fine novembre a Shanghai (lo vedremo poi). In particolare, workshop, laboratori, conferenze e presentazioni faranno tappa per la prima volta ad Haikou, in una struttura di 500 metri quadri; mentre nella già nota Sanya, la manifestazione si terrà ancora una volta presso il Cdf Mall. Intanto i marchi faranno i propri eventi esclusivi nelle loro boutique e in spazi progettati ad hoc. Il tutto sarà riproposto in contemporanea anche sui social media.

    …e, infine, a Città del Messico

    Dal 18 al 20 ottobre, a Mexico City, tradizionale appuntamento con il Siar, il Salón Internacional Alta Relojería, all’Hotel St. Regis. Giunto alla 16a edizione, tra le fiere d’autunno è di fatto l’evento più importante per l’alta orologeria in America Latina, quindi una piattaforma chiave per lo sviluppo dell’intero settore. Anche quest’anno sono attesi più di 50 marchi, fra cui tutti quelli del gruppo Richemont e molti brand indipendenti. E come di consueto saranno lanciate le novità create appositamente per l’occasione.

  • Woi – Watches of Italy: l’orologeria italiana di nuovo in mostra. A Tortona

    Woi – Watches of Italy: l’orologeria italiana di nuovo in mostra. A Tortona

    Sventola forte la bandiera italiana. Con quell’orgoglio che dalle vittorie agonistiche investe tutti i settori manifatturieri. Compresa l’orologeria: protagonista, oggi e domani, a Tortona. La cittadina piemontese questo weekend ospita infatti la seconda edizione di W.O.I. – Watches of Italy, la prima fiera nazionale dedicata all’orologeria italiana. Organizzata presso il Museo delle Macchine Agricole “Orsi”, dalle ore 10 alle 19.

    Una mostra-mercato che è al tempo stesso occasione di incontro, confronto, condivisione e promozione per il gruppo di operatori italiani che da due anni si sono aggregati nell’omonimo collettivo. In esposizione, modelli inediti di orologi e prototipi, nuovi calibri ma anche attrezzature tecniche, scatole e packaging, cinturini, ricambi, materiali e strumenti per la manutenzione. Tutti prodotti da aziende italiane, oppure da marchi esteri diretti e gestiti da italiani. Perché l’obiettivo è proprio far conoscere il talento tricolore nell’orologeria. E creare rete per essere, tutti assieme, competitivi. Un’idea di Fabrizio Dellachà, coordinatore del gruppo Woi. Che ci ha concesso questa intervista in esclusiva.

    Come e quando nasce l’idea del collettivo Watches of Italy?
    «Mi sono sempre domandato perché gli italiani – che primeggiano nella moda e nel design, nei motori e nell’enogastronomia – non avessero mai sviluppato una filiera che potesse competere con gli orologiai svizzeri, sassoni, giapponesi e cinesi. Eppure vedo spesso cognomi italiani dietro le grandi aziende internazionali del settore. Per secoli abbiamo avuto grandi maestri italiani che fabbricavano orologi da torre e poi pendole, orologi da tavolo, da tasca e infine da polso. Penso alle storiche dinastie dei Manfredi, dei Campani, dei Della Volpaia, dei Dondi, dei Dovizioli, dei Ranieri… Uomini di cultura e di scienza che studiavano ottica, astronomia, micromeccanica, e producevano mirabili esemplari, talvolta complicatissimi.

    Anche oggi ci sono realtà grandi, medie, piccole e piccolissime che confermano l’ingegno e la maestria italiana nell’orologeria. Sei anni fa ho iniziato a raccogliere da parte di molti di loro la volontà di fare squadra. Li ho censiti e ho creato un libero gruppo, che non prevede tassa di iscrizione e non comporta obblighi. Anche alla mostra, punto di arrivo dell’attività annuale, partecipa chi vuole».

    Parla di Woi come di un contenitore flessibile e immediato. Cosa significa?
    «Non siamo strutturati come una società o un’associazione regolamentata da uno statuto. Né, come dicevo, è prevista una tassa di accesso. E non bisogna prendere decisioni collegiali. Siamo un libero collettivo creato e gestito da due persone: io, che oltre a coordinare il gruppo, mi occupo di burocrazia, permessi e allestimenti; e Silvia Bonfanti, che è giornalista e cura la comunicazione».

    Qual è il segreto dell’accessibilità economica della vostra fiera?
    «Innanzitutto, abbiamo abbattuto i costi di gestione. Silvia e io ci occupiamo di tutto. E poi abbiamo come ente patrocinante il Comune di Tortona (del quale sono stato consigliere comunale e per il quale ho fatto tanto marketing territoriale) che ci concede l’utilizzo gratuito del Museo delle Macchine Agricole Orsi».

    Perché avete scelto Tortona?
    «È la città in cui sono nato, e dove tuttora vivo. A Tortona sta per nascere il polo logistico più importante d’Italia, dove verranno stoccate tutte le merci in transito per il porto di Genova. E poi a Tortona c’è il Museo Orsi, che espone macchine agricole del primo e secondo Dopoguerra, componentistica per l’agricoltura e altri esempi della creatività italiana nella meccanica. Una sede naturale per una fiera dedicata a oggetti di micromeccanica made in Italy».

    E lei di meccanica se ne intende. Ci racconta di cosa si è occupato prima e durante l’organizzazione di Woi?
    «Mi sono laureato in Ingegneria a Pavia. A Tortona ho uno studio di ingegneria specializzato in edilizia “zero energy”, impianti rinnovabili e sistemi per il risparmio energetico. Per molti anni sono stato consulente tecnico del tribunale e ho tenuto corsi post-laurea. A 43 anni, ho smesso di andare in giro per l’Italia e mi sono tranquillizzato: al mattino insegno nelle scuole medie e superiori di Pavia, di pomeriggio faccio il consulente».

    Quando ha cominciato a interessarsi agli orologi?
    «Prestissimo. Avevo 16 anni quando mi innamorai del Bulova Accutron del nonno che funzionava con il diapason. Quel meccanismo stimolò in me la passione per gli uomini che cercano di misurare il tempo con sempre maggiore precisione. Passione e curiosità si sono alimentate quando ho studiato per gli esami di meccanica e di fisica. Sono diventato un accanito collezionista: prima di orologi elettromeccanici, poi di quelli meccanici. Oggi ne posseggo un centinaio. Li compro ovunque: nei saloni internazionali, nelle aste online, nei gruppi di scambio… Per fortuna ho sposato una ingegnere curiosa come me, che riesco a coinvolgere in mostre e raduni. Le ho regalato i primi Zenith ed Eberhard & Co.; poi ha iniziato ad acquistare da sola, per sé e per me».

    Come sintetizzerebbe la specificità italiana nell’orologeria?
    «Design e gusto. Gli italiani hanno una cultura millenaria nella progettazione di qualunque oggetto. E i nostri manufatti sono richiestissimi da tutto il mondo. Non vedo perché non dovremmo essere bravi anche in orologeria… Sicuramente il design italiano è sempre distintivo. Sulla meccanica stiamo ancora lavorando. Abbiamo cominciato adesso a produrre calibri di manifattura; ma una scuola italiana non esiste ancora. Non possiamo dire che l’Italia sia la patria del cronografo o del calendario perpetuo. Ma abbiamo un libro da scrivere. Ed è bello poter far conoscere due produttori italiani che fanno movimenti in-house».

    Woi è nato a ridosso della pandemia. È paradossalmente il momento giusto per rivendicare un ruolo dell’Italia nell’orologeria?
    «Dopo i momenti di crisi ci sono sempre grandi rilanci. Si tratta di crearne le condizioni, facendo network. E organizzando eventi in cui i produttori possano partecipare assieme, dividendosi le spese, per incontrare i collezionisti e gli operatori del settore».

    Come è evoluta la fiera Woi in quest’anno di vita?
    «Abbiamo una cinquantina di espositori, dieci in più rispetto all’anno scorso. E siamo stati contattati da altri micro-brand appena nati, o appena approdati nel mondo delle lancette. Ciascuno di loro presenterà una novità. Quest’anno abbiamo anche il piacere di ospitare Hora, l’Associazione Italiana dei cultori dell’orologeria storica».

    Può anticiparci qualche chicca che sarà presentata al Woi?
    «Vedrete sicuramente nuovi movimenti, principalmente dovuti all’interruzione delle forniture da parte di Eta. Vi stupirà qualche brevetto molto interessante (che preferisco lasciare all’anteprima in presenza). E anche quest’anno abbiamo primizie assolute in esclusiva mondiale, che arricchiscono e danno lustro all’iniziativa espositiva ed al collettivo Watches Of Italy. La cosa che mi inorgoglisce di più è che abbiamo il piacere di ospitare ben due produttori di calibri Made in Italy: Inceptum Duo A, giovane startup creata da due ingegneri; e Oisa, un’eccellenza italiana fondata nel 1937. Il primo porta la versione definitiva di un calibro presentato l’anno scorso in prototipo. Il secondo un modello funzionante di quello che un anno fa era un modellino.

    C’è anche un artigiano che progetta e realizza – senza l’aiuto di macchine a controllo numerico (e quindi con utensili ad azionamento manuale, proprio come faceva A. L. Breguet) – complicazioni astronomiche con precisioni mai raggiunte nemmeno dalle maison elvetiche storiche: Marc&Darnò, che presenta il suo calendario perpetuo. Mamphis Belle con due calibri manuali concepiti in Italia e prodotti in Svizzera. Inoltre, avrete anche modo di ammirare casse stampate in 3D, alcune persino prodotte in materiali compositi fibrorinforzati».

    Ha una proposta per il rilancio dell’orologeria made in Italy?
    «Le idee, condivise nella chat del collettivo Woi, sono tante. Le tengo ancora segrete. Posso anticipare quella di un progetto che presenteremo in anteprima: un sistema di certificazione per gli orologi made in Italy che funzionerà come una denominazione di origine controllata. Una sorta di carta di identità che, per estrema trasparenza nei confronti della clientela, indicherà la provenienza italiana di cassa, movimento, cinturino… Magari con un punzone italiano. Il sogno è far in modo che produttori italiani si riforniscano da aziende italiane per tutto: dai cinturini alle scatole, dalla pelletteria agli strumenti tecnici. Avremmo così orologi al 100 per cento made in Italy».