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Tag: MB&F

  • Novità di alta orologeria. Latest – 02/02/2026

    Novità di alta orologeria. Latest – 02/02/2026

    Concettualmente questa pagina è il seguito ideale di quella uscita la scorsa settimana. Lì c’erano gli esemplari sotto i 20mila euro, qui quelli con un prezzo superiore – sempre usciti in gennaio, aggiornati dagli ultimi lanci. In pratica ci occupiamo delle novità di alta orologeria presentate in questo inizio d’anno. Nelle quali emergono i tratti specifici del segmento di mercato.

    Prima di tutto la ricerca – materica e meccanica -, che sfocia in notevoli innovazioni tecniche, difficili da riassumere in modo esauriente nelle poche righe di descrizione qui sotto. Poi, la fedeltà alla tradizione, che si riscontra nei mestieri d’arte tipici del settore. Per questi motivi i vari esemplari meriterebbero di poter essere valutati attentamente, uno ad uno.

    Per evitare di essere accusati di superficialità, nel presentarvi queste novità di alta orologeria, vi rimandiamo dunque (come sempre) ai siti ufficiali delle relative marche. La tiratura limitata dei singoli pezzi rende infatti difficile poterli visionare fisicamente, in una boutique o da un rivenditore ufficiale. Ma lo studio, almeno per i veri appassionati, non è mai una misera consolazione…

    5 novità di alta orologeria

    JAQUET DROZ Petite Heure Minute Red Gold – Japanese Garden
    Realizzato su commissione per un anonimo collezionista giapponese, è un saggio di maestria degli artigiani della Casa. Il quadrante in oro rosso è sormontato da un disco in madreperla inciso e dipinto a mano, a sua volta decorato da applique in oro giallo e in madreperla, scolpite e incise a mano. La cassa in oro rosso misura 41 mm di diametro e ospita il calibro JD 2653.P, a carica automatica, con spirale e anse dell’ancora in silicio, doppio bariletto, 68 ore di autonomia e massa oscillante in oro rosso decorata con madreperla dipinta a mano. Pezzo unico, prezzo non disponibile.

    ROGER DUBUIS Excalibur Orbis in Machina Central Monotourbillon
    Dopo l’esordio nel 2024, una nuova referenza dalla “doppia natura”. Contemporanea dal punto di vista estetico, vista dal lato quadrante mostra la cassa di 45 mm in titanio Dlc nero, e il display che si snoda su dischi concentrici grigi attorno al tourbillon volante centrale. Se guardata dal lato fondello, invece, conserva una meccanica tradizionale, che ricorda le prime creazioni del Maître Horloger. Il calibro RD115, a carica manuale e con 3 giorni di autonomia, presenta ben 19 finiture. Edizione limitata di 28 esemplari, fregiati dal Punzone di Ginevra. Prezzo non disponibile.

    MB&F LM Sequential Flyback Evo
    Sviluppo del doppio cronografo indipendente messo a punto con Stephen McDonnell, introduce la funzione flyback nella linea Evo. La cassa in titanio grado 5 misura 44 mm x 18,2 di spessore, e sotto il vetro zaffiro a cupola mostra le funzioni crono attorno al bilanciere “sospeso”: secondi a ore 9 e minuti a ore 11 per un cronografo, secondi a ore 3 e minuti a ore 1 per l’altro. Il movimento, meccanico a carica manuale, con 3 giorni di autonomia, ha il pulsante Twinverter che consente diverse modalità di misurazione. E merita un approfondimento: vedi qui. 168.000 franchi svizzeri (tasse escluse)

    CHOPARD Zagato Lab One Concept
    Terza collaborazione della Maison con lo Studio di Design, rende omaggio all’architettura tubolare dei telai del carrozziere. La costruzione è concepita per ottimizzare la rigidità e ridurre il peso, con il movimento sospeso in una struttura di tubi. Il calibro L.U.C 04.04-L, a carica manuale, è dotato di platina e ponti in titanio ceramizzato, 60 ore di autonomia, dispositivo tourbillon ed è certificato cronometro dal Cosc. Anche la cassa di 42 mm è in titanio ceramizzato e ha le anse mobili. Edizione limitata di 19 esemplari, 149.500 euro.

    CZAPEK & CIE Faubourg de Cracovie “Crossroads” Victory Green
    Nuova versione con livrea verde dell’esemplare uscito nel 2024. Il resto rimane com’era, dalla cassa di 41,5 mm in acciaio 316L al quadrante dall’esclusivo guilloché (realizzato da Metalem). Il movimento è sempre il calibro SXH3, a carica automatica, con microrotore decentrato, sviluppato con Vaucher Manufacture Fleurier: un cronografo integrato con ruota a colonne a innesto verticale, alta frequenza (36.000 A/h), 65 ore di autonomia e certificato ufficiale di cronometro rilasciato dal Cosc. Edizione limitata di 18 esemplari, 32.000 franchi svizzeri (tasse escluse).

  • Geneva Watch Days 2025, il palcoscenico degli indipendenti

    Geneva Watch Days 2025, il palcoscenico degli indipendenti

    Cinque giorni di presentazioni, tra brand di nicchia e qualche grande nome, ma i Geneva Watch Days 2025 si confermano la mecca dell’orologeria indipendente. Gran parte dell’evento si è svolta al Beau-Rivage che − nonostante i lavori di ristrutturazione, tra ponteggi e polvere − è riuscito ad accogliere la maggior parte delle marche. Rispetto allo scorso anno, comunque, c’erano più hotel da visitare: e ciascun tragitto lungo il lungolago ricordava la natura frammentata della manifestazione.

    Un pomeriggio di pioggia battente e insistente ha spinto visitatori e giornalisti nei saloni, abiti e scarpe fradici, rifugiati in attesa. Il resto della settimana è stato caldo ma sopportabile − non come l’anno scorso, quando i trenta gradi rendevano ogni spostamento tra gli alberghi una sorta di pellegrinaggio orologiero.

    Le novità hanno riflesso questo clima: tante variazioni di modelli già noti, in nuove dimensioni e colori; alcune prodezze meccaniche e micro-ingegneristiche davvero affascinanti; e, qua e là, piacevoli sorprese. I Geneva Watch Days sono sempre stati un’improvvisazione − nati nel 2020 come soluzione temporanea, nel corso degli anni sono diventati meno un salone e più un laboratorio di prove. Nel 2025, però, lo spettacolo sembrava più consapevole: meccaniche più “sonore”, colori più intensi, strategie più definite.

    Teatralità e spettacolo

    Urwerk si è affermata con il consueto segno distintivo. L’UR-150 Blue Scorpion si presenta sotto una cupola di zaffiro, con satelliti in rotazione e la lancetta retrograda che scatta all’indietro come una frustata. Solo 50 esemplari, e un linguaggio stilistico già familiare: teatro cinetico che si maschera da orologio. A colpire maggiormente è il ritmo dell’attesa: dopo una corsa di 270 gradi, il disco delle ore sembra esitare, poi scattare quasi impercettibilmente all’inizio del suo nuovo viaggio di 60 minuti. Il fondello offre un secondo spettacolo: le due “turbine” del rotore, che rallentano la rotazione creando attrito, un gioco circolare di resistenza e rilascio. Un oggetto non solo da indossare, ma da vivere come coreografia: il tempo come dramma.

    Louis Erard, invece, ha ampliato la linea Métiers d’Art con il Fil d’Or, in edizione limitata a 99 pezzi. A prima vista, un orologio in acciaio da 39 mm con calibro Sellita. Ma il quadrante ribalta la percezione: 2.320 fili d’oro 24 carati, microsaldati a creare un motivo cubico trompe-l’œil, realizzato con macchinari a semiconduttori riprogrammati. La Maison lo ha definito “ricamo micromeccanico”, ed è stato illuminante sentirlo raccontare direttamente dagli artigiani che lo hanno realizzato: Mark Miehlbradt e Sylvie Villa di Wire Art. La passione dimostrata per la loro arte ha trasformato la presentazione in un momento quasi cerimoniale. In concreto, il Fil d’Or rivela la visione di Louis Erard: democratizzare i mestieri d’arte, portare l’avanguardia a portata di polso, offrendo ai propri fan un prodotto che vive di narrazione più che di numeri.

    Vestibilità come strategia

    Se il primo atto parlava di spettacolo e racconto, il secondo riguardava la plausibilità. La domanda silenziosa ed essenziale era se questi orologi possano vivere comodamente al polso, e non solo in una teca.
    MB&F, per il ventesimo anniversario, ha ammorbidito le tipiche stravaganze con la Legacy Machine 101 EVO. In titanio, con quadrante salmone o verde pavone, l’orologio porta la firma estetica e le finiture di Kari Voutilainen, evidenti nell’accuratezza di ponti e superfici. L’EVO è stato “pensato per l’uso quotidiano e una vita attiva”. A colpire, maneggiandolo, è soprattutto la piacevole geometria, l’equilibrio dell’architettura del quadrante nel compatto diametro di 40 mm. Al polso, emana quella rara combinazione di eleganza ed esclusività che solo MB&F riesce a produrre: un orologio intimo e al tempo stesso alieno, da indossare con naturale nonchalance.

    Il Pioneer Flying Hours di H. Moser & Cie. ha esteso il paradosso della Maison: praticità quotidiana con un tocco eccentrico. Disponibile in versione illimitata in acciaio o in una serie di 100 pezzi in oro rosso 5N e titanio DLC con quadrante avventurina, introduce l’indicazione delle ore saltanti istantanee. Moser lo ha descritto come “un balletto ipnotico che cattura lo sguardo”, ed è davvero così: il satellite delle ore che scatta in avanti con improvvisa chiarezza, o indietro con la corona, mentre i minuti si dispiegano non nei consueti 360 gradi ma lungo un arco contenuto di 120. Un effetto ricercato e coinvolgente, una nuova modalità di occupare lo spazio del quadrante.

    Il Patria in titanio di Tutima è stata forse la rivelazione più sobria. Una riduzione di dimensioni − da 43 a 41 mm − ha trasformato l’orologio in un pezzo di naturale grazia. Con 11,2 mm di spessore, si adagia magnificamente al polso, con una presenza raffinata piuttosto che insistente. Tre varianti di quadrante e cinturino evocano atmosfere diverse, dal grigio grafite all’argento caldo. Il movimento resta ancorato alla tradizione di Glashütte, con castoni d’oro e spirale Breguet, ma la cassa in titanio aggiunge una leggerezza contemporanea. Il Patria diventa così un po’ meno esercizio di eredità e un po’ più compagno di stile quotidiano.

    Codici di indipendenza

    Altrove, in altri luoghi dei Geneva Watch Days 2025, marchi più giovani e dalla produzione ridotta proseguivano nel tracciare i propri codici.
    Trilobe ha presentato il Trente-Deux, con il primo calibro di manifattura − l’X-Nihilo −, la cassa in acciaio da 39,5 mm e il bracciale integrato. Il Marchio lo ha definito “un manifesto della nostra indipendenza”, e la definizione calza a pennello. L’indicazione decentrata del tempo resta inconfondibilmente Trilobe, ma il nuovo calibro segna una raggiunta maturità. Non più una curiosità, bensì una dichiarazione d’ingresso in una nuova fase, che consolidando la propria identità con l’integrazione verticale.

    La debuttante ginevrina Akhor ha scelto di esordire con Le Temps en Équilibre, cassa a cuscino da 39 mm e calibro AK10 di manifattura, certificato cronometro dal Cosc. Il quadrante sembra sospeso, grazie a un’architettura brevettata a dischi sovrapposti. “Dove altri accennano alla levitazione, Akhor la porta a compimento”, recita la letteratura della Marca. Dal vivo, l’impressione è di equilibrio e misura: semplicità, classicismo ed eleganza composta. Un debutto pensato non per abbagliare e svanire, ma per durare.

    Speake Marin ha continuato la propria ricerca cromatica con l’Openworked Tourbillon Purple Hour. Cassa in titanio, calibro SMA05 con tourbillon volante alle 1:30, e soprattutto un quadrante viola intenso. Nei documenti ufficiali lo si paragona alla cosiddetta “ora viola, quando il cielo si riempie di sfumature tra il violetto e l’azzurro al crepuscolo”. Il paragone è appropriato: al polso, il quadrante muta con la luce, dall’intensità regale all’ombra misteriosa. Un orologio meno definito dal costo che dalla presenza, a ricordare che il colore, se trattato con maestria, può valere quasi quanto una complicazione.

    Geneva Watch Days 2025 fra tendenze e paradossi

    Insieme, gli indipendenti presenti ai Geneva Watch Days 2025 non hanno delineato una sola direzione estetica o tecnica, ma un mosaico di strategie, univoche e personali. Urwerk ha insistito sul dramma cinetico, Louis Erard ha trasformato la microelettronica in ricamo, MB&F e Moser hanno sposato eccentricità e vestibilità, Tutima ha trovato distinzione nella misura, Trilobe ha dichiarato maturità, Akhor ha debuttato con compostezza, Speake Marin ha dato al colore il peso di una complicazione.

    L’atmosfera negli hotel raccontava la stessa storia. Nessun Rolex nei corridoi: al loro posto, collezionisti con al polso i primi De Bethune, MB&F e Greubel Forsey. Non si trattava di aspirazione, ma di appartenenza. I Geneva Watch Days 2025 non hanno affermato il lusso come status, ma il collezionismo come cultura: un raduno dove gli orologi si indossano non per impressionare, ma per partecipare.

    Così il lago, in quest’inizio di settembre, mi è sembrato appartenere a loro: a Urwerk per la sua energia teatrale, a Louis Erard per la delicatezza dei suoi fili d’oro, a Moser e MB&F che intrecciavano pragmatismo e audacia, a Tutima per la sobria eleganza sassone, a Trilobe e Akhor nel ruolo di nuove voci, a Speake Marin per i suoi colori crepuscolari. Ciò che resta non è un modello specifico, ma la certezza che l’indipendenza non sia più novità: è linguaggio, rito, rappresentazione.

  • M.A.D.Editions x Yinka Ilori, l’inno alla gioia di MB&F

    M.A.D.Editions x Yinka Ilori, l’inno alla gioia di MB&F

    Su questo sito ne abbiamo scritto più volte. Da anni l’orologeria ha rapporti stretti con il mondo dell’arte: in tutti i segmenti di mercato, le marche affidano i propri esemplari ai nomi di grido della scena artistica internazionale, che li rielaborano in un’ottica personalissima. Basti pensare al Lunar Pilot di Bulova, nella revisione in Timascus firmata da Thiago Rosinhole; o al Regolatore di Louis Erard reinterpretato da Sylvie Fleury. Due precedenti, usciti quest’anno, che mettono in evidenza quanto l’intervento degli artisti sappia trasformare modelli già esistenti in pezzi del tutto inediti. E lo confermano anche i nuovi M.A.D.Editions x Yinka Ilori di MB&F.

    Tre esemplari che esprimono perfettamente l’estetica – o forse dovrei dire la poetica – dell’artista londinese. A partire dal nome: M.A.D.1S Grow Your Dreams (coltiva i tuoi sogni). Coloratissime e giocose, queste versioni dell’orologio più accessibile di Max Büsser – ludiche già in partenza – sono all’insegna della positività, del buonumore, dell’ottimismo. Un inno alla gioia in chiave pop, il cui stile riflette le origini nigeriane di Yinka Ilori, creativo multidisciplinare – come ben lo definiscono da MB&F -, celebrato dal New York Time Style Magazine come “uno dei 12 talenti che stanno plasmando il mondo del design”.

    Chi è Yinka Ilori

    Classe 1987, una laurea in Furniture and Product Design alla London Metropolitan University, Yinka Ilori all’inizio della carriera ottiene una sovvenzione dal Prince’s Trust. Il che è emblematico di quanto il suo lavoro sia meritevole di attenzione, fin dagli esordi. Tant’è che oggi il designer ha all’attivo innumerevoli mostre, premi, riconoscimenti (tra cui l’onorificenza dell’MBE). E le sue opere sono esposte nella collezione permanente del Metropolitan Museum di New York.

    Artista eclettico, Yinka Ilori ha un’attività estremamente varia, a livello internazionale. Con il team di architetti e interior designer del proprio Studio (fondato nel 2015) realizza installazioni pubbliche e decorazione d’interni. Come Happy Street, un vivacissimo murales in un sottopassaggio ferroviario nel Sud-Ovest di Londra. Oppure Get Up, Stand Up Now, un inedito allestimento di Somerset House per celebrare mezzo secolo di creatività black in Gran Bretagna. Dal 2020 produce anche una propria linea di home design.

    Non solo. Ha firmato collezioni per Adidas, Nike e The North Face. Ha collaborato con Lego, Meta, Pepsi. Ma che disegni le statuette per i Brit Awards, personalizzi una McLaren o crei i set per il tè al Bvlgari Hotel, Yinka Ilori trasmette sempre un’energia diretta, vibrante di colori e di passione per la vita. Basti vedere come ha trasformato la MAD Gallery di Ginevra, proprio per il lancio del M.A.D.1S Grow Your Dreams: andate a vederla, se vi trovate sul Lemano da qui al 20 settembre, e sarete immersi nell’universo travolgente dell’artista. Una visita vale più di tante parole…

    M.A.D.Editions: genesi e sviluppi

    Prima di descrivere la serie di orologi creata per MB&F, però, è indispensabile ripercorrere in breve la storia di M.A.D.Editions, nel caso qualcuno se la fosse persa. All’inizio non è neppure un marchio, ma un gesto di ringraziamento voluto da Max per chi ha contribuito al successo di MB&F: da un lato i Friends dell’acronimo, The Tribe (come si autodefinisce), la crew di professionisti dell’orologeria; e dall’altro gli acquirenti delle Horological Machine e delle Legacy Machine. Creazioni, meglio ricordarlo, che costano cifre a molti zeri…

    Nel giugno del 2021 esce così il primo M.A.D.1 Blue: un’edizione fuori commercio creata appunto per la community di fornitori e collezionisti, con un’insolita visualizzazione delle ore e dei minuti posta sulla carrure e l’estetica dominata dal rotore di carica. Un esemplare che fa scalpore: il pubblico impazzisce perché non lo può avere, quindi lo desidera con bramosia, più di ogni altra cosa.

    A furor di popolo, nel marzo del 2022, vede quindi la luce il M.A.D.1 Red, leggermente riveduto e corretto, prodotto in 1500 pezzi di fronte a una domanda enormemente maggiore. Per risolvere la situazione, quelli di MB&F hanno una pensata geniale: vendere il M.A.D.1 Red con una lotteria. Un’estrazione a sorte fra i 19mila iscritti permette un’equa distribuzione degli orologi.

    Ma non finisce qui: chi è rimasto fuori, si fa sentire. MB&F produce quindi un secondo lotto di altri 1500 M.A.D.1 Red a febbraio 2023, venduto sempre con una riffa fra 22mila partecipanti. E la cosa si ripete, ancora e ancora, sempre con gli stessi metodi. A settembre 2023, è la volta di altri 1500 pezzi del M.A.D. 1 Green, mentre nel marzo 2024 si inaugura la stagione delle collaborazioni eccellenti con l’edizione limitata di 999 esemplari del fashion designer francese Jean-Charles de CastelBajac.

    Infine, a fine estate dello scorso anno, ai Geneva Watch Days, ecco uscire una nuova versione dell’orologio: il M.A.D.1S – in cui S sta per slimmer, perché ha uno spessore più contenuto rispetto alle versioni precedenti (non dico “più sottile” perché sarebbe fuorviante). Questa referenza è la “base” del nuovo Grown Your Dream, di cui vedremo tutte le caratteristiche tra poco. Ci tengo a sottolineare che tutti i modelli M.A.D.Editions sono stati venduti con lo stesso sistema della lotteria. E che tutti hanno un prezzo accessibile ai più, sempre inferiore ai 3.500 franchi svizzeri. Proprio per questo motivo M.A.D.1 Red si è aggiudicato anche un Challenge Prize al GPHG…

    M.A.D.Editions x Yinka Ilori in sintesi

    Ed eccoci alle caratteristiche essenziali dei M.A.D.Editions x Yinka Ilori. Il M.A.D.1S Grow Your Dreams è declinato in tre versioni: Sun, Nature e Water (nomi che non hanno certo bisogno di spiegazioni, né sul significato, né sull’ispirazione). Che si distinguono per l’accostamento – o meglio il contrasto – cromatico fra i diversi elementi dell’habillage e del movimento. Il design è quello di sempre: la cassa è un basso cilindro di vetro minerale, supportato da una struttura a X in acciaio posta sul fondello a creare le anse. L’indicazione delle ore e dei minuti si trova su un anello rotante laterale, la corona è posta a ore 12 e il cinturino (qui in gomma) è intercambiabile.

    Il vetro zaffiro a cupola mostra la parte superiore del movimento, meccanico a carica automatica. In particolare il rotore di carica, che nelle M.A.D.Editions x Yinka Ilori si differenzia prima di tutto per il colore: verde, giallo o blu. Ma soprattutto per la forma: sempre a tre lame – ad ascia -, sono però fresate all’interno con la silhouette di un albero, ripetuta con precisione su ciascuna. La rotazione come al solito è unidirezionale. E il moto continuo, ad alta velocità – impresso dai movimenti del polso -, non solo alimenta la ricarica della molla del bariletto, ma contribuisce anche al fascino ipnotico dell’orologio stesso.

    La questione del calibro

    Ed è proprio il movimento – diverso rispetto al passato – a condizionare l’intera costruzione della cassa. Il M.A.D.1S monta infatti un calibro La Joux-Perret G101, realizzato con tutti i sacri crismi dell’orologeria svizzera, che va a sostituire i movimenti giapponesi – Miyota 812 e 821 A modificati – incassati nei modelli precedenti. Tuttavia, se si scava un po’ in Rete, si scopre che si tratta di un movimento Swiss made “clone” di un altro Miyota, calibro 9039. O per meglio dire, di una versione migliorata di quel movimento, con aggiornamenti tecnici – dall’antichoc all’autonomia – e finiture più curate. Ci sta. Ricordo che La Joux-Perret e Miyota fanno ambedue parte del Citizen Group. E che le economie di scala sono azioni intelligenti all’interno dei grandi gruppi.

    C’è ancora un’altra questione che vorrei mettere in evidenza. E riguarda il rotore di carica. Nel calibro La Joux-Perret G101 originale, il rotore è in tungsteno, un metallo pesante che contribuisce all’efficienza della ricarica automatica. Nella versione utilizzata nelle M.A.D.Editions x Yinka Ilori è invece in titanio, un metallo leggero con un momento di inerzia molto diverso. Le fonti ufficiali ammettono che “sono serviti mesi di sviluppo intenso per riprogettare il rotore, ora più sottile e sofisticato, senza compromettere la sua caratteristica rotazione ad alte prestazioni”. Sarebbe quindi una’evoluzione rispetto al rotore dei precedenti Miyota, in cui era in tungsteno e titanio, presumibilmente con il metallo pesante nella parte esterna delle lame. Chiederò lumi e vi farò sapere…

    La lotteria

    Concludo con le ultime informazioni pratiche, necessarie per chi fosse interessato a partecipare alla lotteria. Prima di tutto il prezzo: le M.A.D.Editions x Yinka Ilori costano – l’una per l’altra 3.200 franchi svizzeri (Iva esclusa). Poi, l’edizione limitata: ciascuna versione è realizzata in 400 esemplari. Come nelle uscite precedenti, una parte della produzione è destinata ai fornitori e a chi già possiede un MB&F. Il resto sarà messo in vendita con il solito sistema dell’estrazione a sorte. La lotteria si terrà dal 2 all’8 settembre. Le iscrizioni sono gratuite e aperte al pubblico: basta registrarsi a questo link. Buona fortuna!

  • SP One: MB&F si veste di classicità (a modo suo)

    SP One: MB&F si veste di classicità (a modo suo)

    Quando ho ricevuto la cartella stampa del nuovo SP One di MB&F, mi sono tornate alla mente alcune parole che il fondatore del Brand, Maximilian Büsser, ha detto durante un’intervista (più una chiacchierata, a dire il vero) che mi ha rilasciato lo scorso anno: «Un’altra idea che non cambierò mai è non farsi influenzare dal mercato. Penso di non aver mai creato qualcosa di simile a ciò che ha fatto qualcun altro: se qualcuno l’aveva già realizzata, non c’era ragione che la facessimo anche noi». È esattamente il succo di questo orologio.

    SP One sta per Special Project One ed è davvero qualcosa che nessuno aveva mai realizzato prima, nemmeno la stessa MB&F. Perché il Brand di Büsser non è certo famoso tra gli appassionati per un’idea di orologeria tradizionale, almeno nelle forme. Le Horological Machine da una parte e le Legacy Machine dall’altra sono tutto fuorché classicità estetica, anche se la lezione meccanica dei grandi maestri del passato è forte e presente. Invece, qui ci troviamo di fronte a un orologio a tre lancette con cassa tonda da 38 mm, un classico dress watch. Ma appena lo vedi, lo battezzi subito come un MB&F. 

    SP One, un ponte tra le collezioni

    Perché, come la gran parte dei pezzi usciti dalla manifattura di Büsser, l’SP One è prima di tutto trasparenza. Il movimento è come sospeso in una bolla, tra il vetro zaffiro bombato che lo protegge e il vetro zaffiro piatto del fondello. L’occhio attraversa senza ostacoli l’intera struttura dell’orologio e scorre via attraverso il calibro, che passa tutt’altro che inosservato.

    Più elegante della tipica Horological Machine ma più all’avanguardia di una Legacy Machine, l’SP One è il primo modello di una nuova collezione Special Project che racchiude l’estetica contemporanea, tipica del Marchio, in un formato più piccolo e indossabile. Le Horological Machine tendono a essere futuristiche, con un’architettura del movimento visionaria e casse grandi e strutturate. Le Legacy Machine interpretano gli orologi da tasca d’epoca con tocchi come le lancette in acciaio azzurrato e la disposizione tradizionale del movimento.

    In un certo senso, l’SP One unisce queste due filosofie costruttive grazie a un design contemporaneo, tradotto in dimensioni e forme più normali. La cassa tonda e liscia (in MB&F la paragonano a un ciottolo di fiume) è tradizionale come la scelta dei materiali, il platino o l’oro rosa. Ma all’interno, il movimento sembra più simile a quello di una Horological Machine, tanto che la cassa pare quasi scomparire insieme ai materiali preziosi, “ingoiata” dalla luce e dalla trasparenza dei due vetri zaffiri per i quali, in definitiva, fa quasi solo da supporto.

    I “tre tenori”

    Tre sono gli elementi del movimento che balzano alla vista, tutti circolari: il bariletto, il bilanciere e il quadrante. Dopotutto, il calibro SP One era stato inizialmente denominato, non a caso, “Three Circles”. Nulla di nuovo per MB&F per quanto riguarda la scheletratura dei movimenti, ma in questo il design e le soluzioni ingegneristiche hanno permesso di sfruttare gli ingranaggi conici e il quadrante inclinato (due segni distintivi del lavoro di MB&F) per dare vita a un calibro quasi piramidale, in cui il rubino centrale funge da vertice.

    L’architettura del calibro SP One ha una forma a Y sviluppata internamente dal team di MB&F, dal concetto iniziale alla progettazione. I vertici della Y costituiscono i tre punti in cui i ponti del movimento si ancorano al réhaut della cassa, ciascuno dando sostanza all’elemento che supporta: bariletto, bilanciere e quadrante. Non per nulla prima ho scritto che il movimento è “come sospeso” in una bolla, non che è sospeso. I ponti, infatti, sono ben saldi alla struttura complessiva dell’orologio.

    Il tipico quadrante inclinato di MB&F a ore 6 ha la base rivestita in Dlc e i classici indici e lancette lucidati. Il bariletto e il bilanciere sono disposti in modo simmetrico nella parte superiore dell’orologio. Il bello è che ad accentuare l’eleganza dell’SP One contribuisce il fatto che il calibro non presenta ponti, viti o ruote visibili. Per migliorare l’aspetto architettonico ed estetico complessivo, tutt’e tre gli elementi hanno circonferenze identiche e il réhaut ha una superficie lavorata con una satinatura a spirale, che aggiunge consistenza all’intera struttura. A seconda del materiale della cassa, il réhaut ha un colore diverso: azzurro per il platino o antracite per l’oro rosa.

    La cassa dell’SP One

    Se l’SP One dà il meglio di sé nella visione frontale, anche capovolgendolo l’architettura non è niente male. I ponti, quasi invisibili dal lato del quadrante, fanno capolino attraverso il treno del tempo. La scena è rubata dall’anglage preciso degli elementi, fatto rigorosamente a mano, che insieme alle superfici satinate, lucidate e microbigliate conferiscono un aspetto equilibrato all’intero movimento.

    Un discorso che si può applicare alla cassa, anche se personalmente faccio fatica a definirla tale vista la preminenza dello zaffiro in questo orologio. Lo spessore complessivo è di 12 mm e ciò che spicca, al di là della bombatura e della morbidezza delle forme, è l’architettura delle anse. Non essendoci praticamente possibilità di agganciarle alla parte frontale della cassa, i designer di MB&F le hanno elegantemente integrate al fondello.

    La cassa, l’ho scritto, è in oro rosa o platino e ha una finitura completamente lucida che la rende discreta. Solo la corona a ore 10 e il leggero effetto fluttuante sulle anse introducono una dose di originalità, una scelta che era probabilmente l’obiettivo di Max Büsser e dei suoi amici nel creare l’SP One. Il fatto che l’orologio sia privo di lunetta aumenta la sensazione di trasparenza e leggerezza, senza mortificarne le dimensioni. Che, immagino, lo rendono di una comodità unica al polso insieme alle forme morbide.

    Un occhio al mercato

    Nelle didascalie lascio spazio a ulteriori dettagli tecnici e a qualche informazione in più sull’orologio. In chiusura mi limito a ricordare i prezzi: 67.100 euro per il platino, 61.780 euro per l’oro rosa, entrambi Iva esclusa. E a formulare un pensiero.

    Per come lo vedo in cartella stampa (spero di provarlo quanto prima), l’orologio racchiude tutto ciò che mi piace di MB&F, dalla meccanica sopraffina “a vista” al design futuristico ma con un tocco di classicità. Il fatto che non abbia quello che non mi piace del Marchio, ossia la vestibilità a dir poco complicata, significa che, forse, alla fin fine Büsser un po’ si è fatto influenzare dal mercato, nonostante ciò che dice. In fondo, non sempre è un male.

  • Bvlgari x MB&F Serpenti: follemente geniale

    Bvlgari x MB&F Serpenti: follemente geniale

    Quando ho visto in anteprima gli schizzi preparatori e le immagini definitive del nuovo Bvlgari x MB&F Serpenti sono rimasto piuttosto confuso. Guardando prima i disegni abbozzati (ma mica poi tanto…) da parte di Fabrizio Buonamassa Stigliani, Direttore creativo dell’orologeria di Bulgari, poi le foto dell’orologio finito, non ho capito se avrei dovuto scrivere di follia o di genialità. Ci ho pensato su per un po’ e poi ho trovato la chiave di lettura: mettere sulle stesso piano i due stati mentali. Perché il Bvlgari x MB&F Serpenti è follemente geniale o genialmente folle, fate voi.

    Già la collaborazione tra un vulcano di idee e pozzo di scienza come Buonamassa Stigliani e uno dei più visionari maestri dell’orologeria contemporanea come Maximilian Büsser, patron di MB&F, è benzina sul fuoco della creatività. Se poi ci mettiamo il fatto che la capacità tecnica di Büsser, portata a sviluppare un’orologeria d’avanguardia, sia stata indirizzata a interpretare un orologio che più classico non si può, ecco fatta la frittata estetico-meccanica. Frittata in senso buono, naturalmente, perché il risultato è delizioso.

    Da cosa nasce cosa…

    Design e tecnologia orologiera, dunque, convivono nel Bvlgari x MB&F Serpenti. Parto dal design, perché ho avuto modo di ascoltare qualche aneddoto sulla nascita dell’orologio direttamente da Buonamassa Stigliani durante un recentissimo incontro a Roma. E la cosa più bella è stata sentire dalle sue parole come questa collaborazione sia nata in modo spontaneo, naturale: «Max, ho un’idea, ti mando un disegno. Quando lo ha mostrato in azienda, la risposta è stata unanime: dobbiamo farlo!». Sembra un gioco tra amici e invece ha dato vita a una creazione straordinaria.

    Ascoltando il Direttore creativo ho dato un senso ulteriore a quanto avevo letto sulla cartella stampa di Bulgari riguardo alle influenze del design automobilistico nella creazione di questa edizione limitata. Del resto, prima di entrare nell’azienda romana, Buonamassa Stigliani aveva lavorato per anni in Fiat, mettendo la propria matita al servizio delle vetture del gruppo.

    Come dice l’azienda, la sensazione che si ha osservando la cassa del Bvlgari x MB&F Serpenti è simile a quella che si ha di fronte a un’auto: la vista della cassa cambia del tutto a seconda che la si guardi di fronte, di lato, dall’alto o da sotto. E la cassa, insieme al movimento, è la vera star dell’orologio, gli elementi nei quali Buonamassa Stigliani e Büsser hanno messo tutta la loro enorme sapienza professionale.

    Misura 53 x 39 x 18 mm, dimensioni importanti specialmente in lunghezza e in spessore. Del resto, l’obiettivo era chiaro: mantenere i codici estetici del Serpente, facendo in modo che essi si fondessero insieme a quelli dei movimenti di MB&F. Perché i calibri sviluppati dal “collettivo” di Büsser non sono solo sublimi dal punto di vista tecnico, ma anche delle vere sculture meccaniche, che meritano di essere guardate almeno quanto la cassa.

    Cassa e vetri: le sfide del Bvlgari x MB&F Serpenti

    E per poterle guardare, cosa serve? Dei vetri zaffiri, ovviamente. Che nel caso dell’orologio sono ben cinque. L’estetica curvilinea della cassa del Bvlgari x MB&F Serpenti fa in modo che sia difficile da lavorare da un punto di vista delle finiture e dell’aerodinamica ed estende questa complessità ai cinque elementi in vetro zaffiro. Sono gli occhi del serpente, parte della testa, la sezione posteriore sfaccettata e il fondello.

    Una combinazione fra elementi metallici e in vetro zaffiro, tutti curvi, chiamata anche a garantire una impermeabilità consueta, fino a 3 bar. «I cinque vetri sono stati complicati da tenere insieme», ha raccontato Buonamassa Stigliani. «Il risultato iniziale non ci era piaciuto: e dopo quattro mesi abbiamo buttato tutto e ricominciato da zero».

    Per quanto la cassa del Bvlgari x MB&F Serpenti sia del tutto nuova, c’è stata comunque una base da cui partire, quella dell’HM10 Bulldog, orologio di MB&F del 2020. Il quale, però, ospitava un movimento diverso. Per cui, il calibro di manifattura creato da MB&F per questo Serpenti ha obbligato Buonamassa Stigliani a ripensare del tutto la cassa. «Credo che rispetto a quella, in MB&F abbiano cambiato almeno l’80% dei componenti. Infatti, rispetto al movimento del Bulldog, abbiamo abbassato il bilanciere, le due cupole, abbiamo ridisegnato la parte nascosta, cambiato la forma della platina, tolto la mascella».

    Un lavoro di restyling complesso e approfondito: «Dovevo disegnare questa cassa a forma di goccia e il vincolo, per me, era l’altezza del bilanciere. Non volevo fosse troppo alto perché la cassa è più piccola rispetto a quella del Bulldog e ci sarebbe stato il rischio di avere una forma curva che scendeva in modo troppo inclinato. Esteticamente non avrebbe funzionato». 

    Calibro vecchio o nuovo?

    Dire quindi che l’orologio è mosso dal calibro HM10 a carica manuale non è del tutto vero, dato il lavoro di adattamento fatto su componenti chiave quali il bilanciere, con relativo ponte, e la platina. Nello specifico, il bilanciere è anche qui volante, fissato al ponte tramite il proprio asse centrale. È sovradimensionato (misura 14 mm) ed è molto complesso da realizzare, in virtù anche delle quattro viti di regolazione tradizionali. Ha una frequenza bassa,18.000 alternanze/ora, un’autonomia di 45 ore e un’estetica del tutto funzionale a quella della cassa.

    Come ha ricordato Buonamassa Stigliani, nello sviluppo e creazione del calibro, MB&F ha lavorato sullo spessore per fare in modo che i componenti più visibili – il bilanciere e le cupole di ore e minuti – dessero vita al serpente al polso. E così è stato, perché tramite il movimento continuo delle parti della testa del rettile, visibili attraverso i tre vetri, l’orologio sembra davvero vivo, acceso, quasi pronto a dare uno scatto in avanti verso gli occhi di chi lo osserva. Come mai questo accada, provo a spiegarvelo un po’ di più nelle didascalie.

    Bvlgari x MB&F Serpenti: tre referenze limitate

    Come è comprensibile, l’orologio Bvlgari x MB&F Serpenti è stato creato in edizione limitata. Comprensibile perché la capacità produttiva di una manifattura come MB&F è per forza di cosa limitata, date le dimensioni contenute. Considerando che realizza circa 400 orologi all’anno e che questo pezzo per Bulgari lo costruisce dalla A alla Z, si capisce che farne 99 è uno sforzo industriale importante per l’azienda di Maximilian Büsser.

    I 99 pezzi sono divisi su tre referenze. La prima ha la cassa cassa in titanio grado 5 con cupole delle ore e dei minuti blu. La seconda ha la cassa in oro rosa 18 carati con occhi verdi. La terza versione è in acciaio inossidabile con rivestimento Pvd nero, animata da occhi rossi. Tutte hanno un cinturino in caucciù nero con fibbia nello stesso metallo della cassa. I prezzi? Vanno dai 132mila franchi svizzeri tasse escluse delle versioni in acciaio e in titanio ai 152mila franchi tasse escluse della versione in oro rosa. 

    Prima di lasciarvi alle didascalie, chiudo con un’affermazione di Fabrizio Buonamassa Stigliani che ho trovato nella cartella stampa e che riassume quanto ha raccontato a Roma nell’incontro con la stampa di settore: «Questo orologio è stato piacevole da progettare, ma tecnicamente molto impegnativo da realizzare. L’obiettivo era avere una visione totalmente diversa. Il Serpente è un soggetto magnifico, apprezzato da molti collezionisti. Credo che siamo riusciti nell’intento di offrire al Serpente di Bulgari un nuovo orizzonte. Non si tratta solo di un oggetto femminile legato al Dna del Marchio ma, per la prima volta, anche di un oggetto tecnico che parla il linguaggio estetico di Bulgari, mettendo in mostra al contempo l’expertise di MB&F. Come ogni buona collaborazione, è un progetto vantaggioso per tutti».

  • Il tourbillon centrale, parte 2. Ieri e oggi

    Il tourbillon centrale, parte 2. Ieri e oggi

    Ed eccoci con il seguito della rassegna sul tourbillon centrale. In questa puntata ci occuperemo sia degli esemplari usciti negli ultimi anni, sia delle novità 2024 presentate nei vari “Fuorisalone”, organizzati a Ginevra durante Watches and Wonders, la scorsa primavera. L’obiettivo è sempre quello di fornire informazioni riguardo ai tourbillon centrali presenti sul mercato.

    Architetture anomale

    Risale a Baselworld 2018 il lancio del Klepcys Vertical Tourbillon di Cyrus Watches. Che non si limita a “riscoprire” l’insolita complicazione del tourbillon centrale, ma lo reinventa attraverso la rotazione di 90° della gabbia del tourbillon. In questo modo, la creazione di Abraham-Louis Breguet riacquista quell’effettiva utilità che sembrava perduta negli esemplari da polso, tenuti di solito in posizione orizzontale. La verticalità del tourbillon contrasta in modo più efficace gli effetti della forza di gravità sull’organo regolatore e garantisce una maggiore costanza di marcia.

    A rendere ancora più scenografico il tourbillon centrale verticale di Cyrus, c’è l’intera architettura della cassa a cuscino, sovrastata da una cupola di vetro zaffiro. Al di sotto della quale si erge una struttura autoportante installata al centro della platina: il doppio ponte del tourbillon, anch’esso ricurvo, quasi fosse un grande, duplice arco con una singola campata. Reale asse di simmetria della costruzione, è installato sul display leggermente concavo che riporta le indicazioni retrograde di ore e minuti su due settori, mentre al 12 una sfera segnala l’autonomia residua. Presentato dapprima in oro rosso, titanio Dlc nero o bicolore, poi declinato in versione scheletrata, oggi è in catalogo anche con la cassa in vetro zaffiro, che rivela la suggestiva meccanica.

    Estremamente insolito è poi l’HM11 Architect di MB&F, con tourbillon centrale orizzontale ma una costruzione “organica”, che rimanda a certe abitazioni sperimentali degli anni ’60/’70. La cassa è infatti costituita da quattro volumi simmetrici dalla forma parabolica, quattro stanze che mostrano rispettivamente le ore e i minuti, l’autonomia residua, la temperatura esterna e il logo a forma di ascia bipenne. Al centro, protetto da una cupola di vetro zaffiro, si staglia il tourbillon volante invertito con un ponte a forma di fiore quadrilobato. Lanciato lo scorso anno, l’HM11 monta un esclusivo movimento tridimensionale, con ingranaggi conici, che ha richiesto anni di sviluppo – i primi progetti, firmati dal designer Eric Giroud, sono datati 2018. In titanio con quadrante azzurro oppure oro rosso, l’orologio è realizzato in due serie limitate di 25 esemplari ciascuna.

    Altri precedenti

    È uscita invece nel 2021 la collezione Grand Central Tourbillon di Frank Muller. Anche in questo caso, i tecnici di Watchland hanno dovuto studiare un nuovo sistema per le informazioni orarie, e hanno installato gli indicatori di ore e minuti su due anelli rotanti attorno alla gabbia del tourbillon. Nato all’interno della famosa cassa Cintrée Curvex, ridisegnata ad hoc e sviluppata in diversi materiali/colori, nel 2022 il tourbillon centrale ha quindi trovato posto in una cassa rotonda. Lo scorso anno si è poi vestito di colori vitaminici e quest’anno è stato rivisitato da un’operazione di scheletratura. Il Curvex CX Grand Central Tourbillon Skeleton, infatti, è caratterizzato da quattro lunghi ponti che sembrano tenere in sospensione l’intero movimento. E mostrano il maggior numero possibile di ingranaggi, comprese le ruote di ore e minuti.

    Sempre del 2021, ma tuttora in catalogo, è anche il tourbillon centrale di Bulgari: l’Octo Roma Central Tourbillon Papillon. Dotato tra l’altro di tourbillon volante, trova un’inedita soluzione per le indicazioni orarie. Le ore saltanti si leggono in un’apposita finestrella al 12; i minuti invece su un arco di cerchio di 180° tramite una lancetta, chiamata proprio Papillon. A dire il vero le lancette, a losanga, sono due: entrambe poste su un disco rotante, retrattili e indipendenti. Una lancetta infatti si muove lungo la scala dei minuti, mentre l’altra (simmetrica) ruota su sé stessa per non nascondere le ore. Quando la seconda lancetta raggiunge lo zero dei minuti, il loro ruolo si inverte, con un ingegnoso sistema brevettato. Per la cronaca, lo scorso anno l’orologio è uscito anche in versione Striking, con cassa in titanio Dlc nero e indicazioni luminescenti. Meno classico, più sportivo.

    Il tourbillon centrale 2024

    Sviluppato all’interno del Gucci Watch Lab di Cortaillod, invece, il tourbillon centrale della Maison adotta due look differenti che seguono l’estetica di altrettante collezioni. Più sobrio ed essenziale, il Gucci Interlocking presentato quest’anno mette il tourbillon al centro di un anello di avventurina, che riporta l’indice dei minuti, mentre le ore saltanti sono mostrate con numeri romani in una finestrella a ore 12. Declinato in tre modelli, in oro bianco o rosa con quadrante in avventurina nera o blu, si distingue per la gabbia del tourbillon personalizzata dal logo.

    Più spettacolare invece il G-Timeless Planetarium, parte della prima collezione di alta orologeria della Casa, lanciata nel 2022, e da allora riproposto in varie declinazioni. Qui il tourbillon volante è al centro di sistema che evoca la rivoluzione dei pianeti attorno alla propria stella. Non a caso la gabbia del tourbillon è decorata proprio da una stella incastonata di diamanti. Basta premere un pulsante coassiale alla corona per attivare il moto delle ore: 12 gemme dal taglio sferico ruotano attorno al proprio asse in 9 secondi e impiegano 90 secondi per compiere un’intera rotazione del quadrante. Il tutto crea una sorta di danza che dà il nome anche al movimento: Dancing Hours Flying Tourbillon. È probabile che alla base dell’animazione ci sia un dispositivo tipo star wheel, ma Gucci non fornisce spiegazioni riguardo alla meccanica.

    Versioni ludiche

    Da citare anche Lotus Tourbillon realizzato nel 2021 da Kross Studio x Alain Silberstein, in cui il tourbillon centrale ricorda proprio un fiore di loto. Realizzato in 18 esemplari, non è che una delle tante variazione sul tema del tourbillon flottante (o galleggiante) del Brand fondato da Marco Tedeschi. Apparso sempre nel 2021, nel tempo è stato sviluppato in una vastissima collezione, in cui pezzi allegorici e divertenti convivono con altri più “seri” o seriosi. Pensiamo ai modelli dedicati alla Morte Nera o a Wonder Woman, a Batman, a Space Jam o ai Transformers… E ancora quelli di Games of Thrones/House of the Dragon oppure con il quadrante in pietra dura di ogni sorta e colore. Tutti rigorosamente in tiratura limitata, molti già terminati.

    Terminiamo con una notizia un po’ spiazzante per quanti pensano che il tourbillon centrale sia un’esclusiva dell’alta orologeria. Così è di solito, in effetti. Ma a confondere le idee arriva un marchio come Atowak, basato a Hong Kong, che crea homage (siamo buoni, chiamiamoli così) di famosi esemplari. Tra cui il modello Core (nucleo, in inglese), in due versioni di quadrante – blu o rosso -, dal prezzo impareggiabile: meno di 2.600 euro. Uscito la scorsa primavera in edizione limitata, ormai sold-out.

  • Best of GWD: i 10 orologi che ci sono piaciuti di più

    Best of GWD: i 10 orologi che ci sono piaciuti di più

    Terminati i Geneva Watch Days 2024, è il momento dei bilanci. No, niente numeri sull’affluenza o sul giro d’affari: noi preferiamo andare “al sodo” e parlare di orologi. Non di tutti, ovvio, ma solo di quelli che ci hanno colpito in modo particolare, dieci esemplari – ma anche qualcuno in più – che ci sono arrivati dritti cuore (svincolati da qualsiasi logica inserzionistica o favoritismo clientelare). Concordati con il nostro inviato, Sergio Galanti, ecco allora i nostri Best of GWD. Scelte discutibili, certo, perché personali e soggettive. Ma sempre e solo dettate dalla passione…

    I Geneva Watch Days (GWD) di quest’anno si sono conclusi con un successo significativo, rafforzando lo status di evento di punta dell’industria orologiera di lusso, a fianco del salone di Watches & Wonders. Vi hanno partecipato oltre 50 marchi prestigiosi, tra cui nomi affermati e artigiani indipendenti altrettanto celebri.

    Il formato decentralizzato dell’evento, con i brand che hanno esposto le loro novità in varie sedi in giro per la città – dalle suite in hotel alle boutique monomarca fino ai pop-up store -, ha creato un’atmosfera rilassata ma esclusiva, apprezzata tanto dagli addetti ai lavori quanto dagli appassionati. Unica nota negativa: il caldo. Che ha imperversato durante l’evento – 30°! – e ha reso a volte faticosi gli spostamenti tra le varie sedi. Ma, si sa, gli amanti degli orologi hanno resistenza, oltre che passione…

    I GWD hanno confermato alcune delle tendenze già avvistate lo scorso aprile a Watches & Wonders: come l’uso di colori vivaci per i quadranti o le dimensioni più compatte della cassa (attorno ai 39 mm). Sono rimasto a Ginevra per tutta la durata della manifestazione e devo dire di aver visto tanti pezzi di alto livello artistico, tecnico… e di bella orologeria. La scelta è stata dura, ma qui di seguito vi presento una selezione delle novità che mi sono piaciute di più. Un elenco di quello che per me e per la redazione è il Best of GWD, rigorosamente organizzato in ordine alfabetico. Per non far torto a nessuno.

    Armin Strom: risonanza in miniatura

    Apro questa rassegna di Best of GWD con il nuovo Dual Time GMT Resonance First Edition che celebra il 15° anniversario di Armin Strom. Una reinterpretazione del Dual Time Resonance Masterpiece 1 lanciato nel 2018 – che proponeva una tecnologia di risonanza esclusiva insieme alla funzionalità di doppio fuso orario –, con il quale il Marchio mostrò il proprio approccio innovativo all’orologeria. Ma la First Edition è un orologio ripensato e sviluppato ex novo.

    Claude Greisler, co-fondatore e maestro orologiaio, l’ha definito «un movimento completamente nuovo, con nuovi bariletti, nuovi treni di ingranaggi, nuovi scappamenti, e la molla del meccanismo di risonanza posizionata ora a ore 12». Rispetto all’originale Masterpiece 1, il Dual Time GMT Resonance First Edition è un exploit di miniaturizzazione, in quanto i numerosi componenti di questa super-complicazione sono ora racchiusi in una cassa di 39 mm di diametro e con uno spessore di soli 9,05 mm.

    Tenendo in mano l’orologio, e osservando il quadrante e il movimento, ho apprezzato la maestria nel far apparire semplice qualcosa di così complesso e il livello di maestria delle finiture a mano. «Qualcosa per cui Armin Strom è ben noto», ha ricordato Greisler durante il nostro incontro. Ho avuto modo di provare (e contemplare) per qualche minuto l’orologio, e non ho potuto fare a meno di immaginare la pazienza, la diligenza, la disciplina e la competenza che gli orologiai di Armin Strom devono possedere per creare un capolavoro del genere. Con la First Edition si smette di pensare alla micromeccanica orologiera come a un concetto astratto.

    Czapek & Cie: avventurina protagonista

    Czapek & Cie ha presentato l’evoluzione della linea Antarctique con due nuovi esemplari in edizione limitata: i modelli Antarctique Polar Sky e Antarctique S Polar Sky, caratterizzati da splendidi quadranti in vetro avventurina. Disponibile con un formato di 40,5 o 38,5 mm, il vetro d’avventurina (ri)assume da solo la bellezza del quadrante. Per chi desidera un tocco più prezioso, comunque, l’Antarctique Flying Diamonds e l’Antarctique S Flying Diamonds hanno gli indici incastonati di diamanti dal taglio esclusivo, e diamanti opzionali anche sulla cassa e bracciale.

    L’Antarctique Polar Sky è una bella presenza al polso. “Si sente” piacevolmente ma risulta molto confortevole grazie al bracciale integrato e rastremato: dal design esclusivo, ha un’esecuzione curatissima, con quell’alternanza di superfici lucide delle maglie centrali a C e satinate tutt’attorno. Il quadrante in avventurina poi rende l’orologio in qualche modo più “magico” del solito e ne accentua l’aspetto elegante, già di per sé sport-chic. Non mi stupisce che sia andato esaurito durante la manifestazione: evidentemente è rientrato nei Best of GWD di varie persone…

    De Bethune: meteorite e micromeccanica

    Andiamo avanti e continuiamo con De Bethune. Che ha proposto due nuove varianti del modello DB28: il DB28xs Steel Wheels e il DB28xs Aérolite. Entrambe con proporzioni contemporanee: la cassa misura circa 39 mm per uno spessore non superiore agli 8 mm. Il DB28xs Aérolite, in particolare, merita un plauso per il quadrante dal motivo guilloché casuale ma armoniosamente contrastato dalle linee geometriche del meteorite Muonionalusta. Il DB28xs Steel Wheels è una meraviglia perché dimostra le capacità di De Bethune nella micromeccanica orologiera, dato che miniaturizza il più grande DB28 Steel Wheels originale, lanciato nel 2018.

    I dettagli qualificanti di questi orologi sono numerosi e scoprirli è stato emozionante: ciascuno conduce a un altro e tutti sono organizzati con coerenza per fornire informazioni in modo semplice e suscitare sensazioni di stupore (non esagero). Avrei voluto più tempo dei 30 minuti a mia disposizione… Ho ammirato le finiture delle superfici metalliche del quadrante dello Steel Wheels e del movimento dell’Aérolite, simili in entrambi i casi. Piacevolissimi i riflessi quando si inclinano gli orologi in diverse angolazioni. Li ho provati tutt’e due e sono rimasto particolarmente colpito da come si adattano comodamente al mio polso, grazie al profilo sottile ed ergonomico.

    Doxa: un anno in verde

    Per passare a un altro marchio nel nostro tour fra i Best of GWD, Doxa ha introdotto in catalogo un nuovo SUB 300T Professional Aristera con una configurazione “lefty”, cioè con la corona posizionata sul lato sinistro della cassa. I codici tecnici ed estetici sono quelli classici della Casa, con un’eccellente leggibilità sott’acqua, profondità e resistenza all’acqua: un subacqueo ben disegnato insomma.

    Tuttavia, nel mio Best of GWD preferisco dare spazio al nuovo SUB 300 Carbon “Sea Emerald”, che sfoggia un bellissimo (a mio parere) quadrante verde smeraldo con motivi a raggi di sole. Si tratta di un orologio che prosegue l’introduzione di questo colore in diverse collezioni Doxa, iniziata all’inizio dell’anno. La cassa in carbonio, il quadrante verde intenso e il cinturino in caucciù nero gli conferiscono una potente combinazione di colori.

    Sono stato felice di vedere questo SUB 300 con la cassa di 39 mm, che si adatta perfettamente al mio polso. Una volta indossato, regala al polso sensazioni piacevoli. Questo è forse il subacqueo meno appariscente della Marca, più adatto a un desk diver come me, ed è indubbiamente un orologio che si può indossare in tante occasioni.

    Favre Leuba: reloaded

    Favre Leuba è tornato (anche se non se n’era mai andato). Ricordo che è stato fondato nel 1737 ed è il secondo marchio elvetico più antico, dopo Blancpain. Durante i GWD, ho incontrato il Presidente Patrik Hoffmann, che mi ha illustrato il rilancio del Brand e il suo ambizioso piano di introdurre 22 nuove referenze e diverse migliaia di orologi all’anno nel prossimo futuro. Hoffmann mi ha anche mostrato la sua collezione di Favre Leuba del secolo scorso, creati in co-branding con case blasonate come Rolex e Jaeger-LeCoultre, a dimostrazione dell’importanza rivestita da Favre Leuba all’inizio del XX secolo, quando era ancora indipendente.

    Quindi ho avuto la possibilità di provare i prototipi di due novità: il Chief Chronograph e il Deep Blue Revival. Entrambi hanno un ottimo rapporto qualità/prezzo, che per tutte le collezioni sarà compreso tra 2.250 e 4.375 franchi svizzeri. Dato che ho un debole per il vintage e le re-interpretazioni d’epoca, sono rimasto particolarmente colpito dalla bellezza del Revival Deep Blue e dalla sua presenza al polso: questa versione mantiene l’80% del design originale del Diver datato 1964.

    H. Moser & Cie × Studio Underd0g: passione comune

    Il frutto della passione è stato il motivo ispiratore (fisico e metaforico) di H. Moser & Cie. e Studio Underd0g, alla loro prima collaborazione. Ciascuno ha declinato con questa “chiave” il proprio esemplare più rappresentativo: uno l’Endeavour Calendario Perpetuo, l’altro il Cronografo Monopulsante. Entrambi con risultati eccezionali.

    L’Endeavour Calendario Perpetuo Passion Fruit di Moser presenta un doppio quadrante: quello inferiore laccato viola a raggiera abbinato a quello superiore in smalto “Maracuja” Grand Feu. Il classico minimalismo di Moser è evidente, ma l’inedita soluzione cromatica sdrammatizza ancora di più il mostro sacro delle complicazioni. D’altro canto, lo 03Series Passi0n Fruit Studio Underd0g ha un quadrante multistrato Coarse Dégradé Amber e Royal Purple. E per la prima volta, è alimentato da un movimento cronografico svizzero – una novità assoluta nella linea di questo Marchio, che di solido utilizza meccaniche orientali.

    Una curiosità, o meglio una constatazione. Gli orologi non sono venduti singolarmente, ma solo in coppia: in un cofanetto realizzato in 100 pezzi, dedicati ad altrettanti collezionisti. Il prezzo si aggira sui 60mila franchi e il 90% rappresenta il valore dell’esemplare di H. Moser. Per quanto mi riguarda ho trovato l’operazione ben riuscita. Non ho potuto fare a meno di notare le finiture eccellenti e ho capito che si è trattato di un gioco divertente sì, ma molto, molto serio…

    HYT: il fascino della tecnologia

    HYT ha presentato la Serie T1 Millésime Edition in tre nuovi colori: cioccolato (titanio 5N Gold), viola e verde (entrambi in titanio). Si tratta di una serie limitata nel tempo e non nella quantità: gli orologi saranno disponibili da questo mese, ma solo fino a Watches and Wonders Geneva 2025. Con un diametro di 45 mm e un design che privilegia l’ergonomia, la nuova Serie T1 Millésime Edition offre uno stile distintivo e contemporaneo.

    Al polso, il nuovo orologio ha carattere ed è gradevole da indossare: l’ho sentito compatto e con una cassa ben rifinita. Il meccanismo fluidico di indicazione dell’ora – il tubo con il liquido rosso che indica le ore e i minuti – è perfettamente integrato nel quadrante. Girando l’orologio sul fondello, si vede la tecnologia HYT, con i due soffietti al centro della scena. Ruotando la corona per cambiare l’ora, si può osservare in tempo reale il liquido rosso che avanza o si ritira nel tubo. Ed è un vero spettacolo.

    Laurent Ferrier: tempo ed eleganza

    Laurent Ferrier ha lanciato il nuovo Classic Auto Sandstone in un’edizione limitata di 20 esemplari numerati. Si riconoscono immediatamente i codici estetici della Maison: come l’iconica cassa a forma di ciottolo, dal design discreto ed elegante, o il movimento automatico di manifattura, dotato di micro-rotore decentrato.

    Durante la mia visita allo showroom, allestito all’interno dell’Hôtel Beau Rivage, il Maestro orologiaio in persona mi ha spiegato il nuovo modello. E mi ha portato alla finestra per mostrarmi la danza della luce creata dai riflessi del quadrante rosato, satinato verticalmente, che trae ispirazione dai colori della sabbia e della terra. Inclinandolo in diverse posizioni, si può osservare un’alternanza di sfumature nei toni del beige, dalla più chiara alla più scura, dalla più calda alla più fredda. Roba da restare incantati.

    MB&F: il desiderio raggiungibile

    Sempre al Beau Rivage, ma da MB&F, ho incontrato Charris Yadigaroglou, Responsabile marketing e comunicazione, che si è presentato con un Legacy Machine Sequential Evo al polso. Non ho resistito e gli ho chiesto di farmelo provare. Questo bellissimo orologio, vincitore del premio’“Aiguille d’Or” al Grand Prix d’Horlogerie de Genève (GPHG) del 2022, è letteralmente una meraviglia. E ha rubato la scena per qualche minuto alle novità del momento, tra cui spiccava uno spettacolare esemplare da tavolo realizzato con L’Epée.

    Ma nella mia lista di Best of GWD preferisco soffermarmi sul nuovo M.A.D.1: il M.A.D.1S. La “S” nel nome sta a indicare la cassa più sottile, “solo” 15 mm di spessore, che ospita il display monocilindrico e un nuovo movimento svizzero, La Joux-Perret G101. Il design aerodinamico è caratterizzato da anse più sottili e dal rotore di carica ripensato. Il diametro della cassa è rimasto di 42 mm, ma la presenza al polso rimane voluminosa. Quando l’ho visto mi sono detto: al prezzo a cui viene offerto, in molti saranno tentati di compiere il passo finanziario e concedersi la gloria di possedere, e indossare, un MB&F. E così è stato: la disponibilità è già svanita.

    Konstantin Chaykin: l’ultrapiatto da record

    Konstantin Chaykin ha presentato un pezzo unico in titanio chiamato Wristmon ThinKing che misura solo 1,65 mm di spessore. Batte il record stabilito da Bulgari la scorsa primavera con il suo Octo Finissimo, sottile 1,70 mm. Ma, al di là della gara che si è creata fra i protagonisti dell’ultrapiatto in cerca di primati sempre nuovi, l’esemplare è una meraviglia di ingegneria e micromeccanica orologiera.

    Il ThinKing utilizza “il format” Wristmons che caratterizza le opere del Maestro orologiaio russo. Gli esemplari di questa collezione sono noti per i loro quadranti giocosi e fantasiosi che ricordano i volti, con occhi in movimento (che indicano ore e minuti) e la complicazione simile alla bocca. Nel ThinKing il design monocromatico consente comunque la raffigurazione del volto, ma è il movimento che lascia tutti senza parole. Anche se nulla si sa sul futuro commerciale dell’orologio, è certo che il discorso meriterebbe un approfondimento…

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 29/07/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 29/07/2024

    Eccoci di nuovo qui con le Cronache dell’orologeria, per raccontarvi le ultime novità dal mondo delle lancette. A cominciare dalle notizie in arrivo da Parigi, che in questi giorni è il centro del mondo, ma non solo. Qui di seguito troverete anche altri eventi e curiosità varie – compreso l’immancabile gossip – perché vogliamo tenervi aggiornati, al passo con l’informazione, prima della pausa estiva: da domani infatti le Cronache dell’orologeria vanno in ferie. Ma non preoccupatevi: dietro le quinte continueremo a raccogliere comunicati, a fare rassegna stampa, così da ritrovarci al rientro più preparati che mai. Buona lettura – e buone vacanze!

    A ognuno il suo

    Due frame del video Minimilians

    L’ultima creazione di MB&F? I Minimilians. Personaggi fantastici, tra i Minions e Casper, hanno la testa fatta come gli orologi del Brand: ecco quindi il Minimilian Frog, il Minimilian Aquapod, il Minimilian Mark 2… Disegnati da Maximilian Maertens (autore di Orb, T-Rex e Tri-Pod) e realizzati in poliammide (con stampante 3D), andranno a gratificare i circa 1.100 iscritti a The Tribe, la community di quanti possiedono un MB&F. Ogni Minimilian raggiungerà l’esemplare coordinato, nuovo o di secondo polso. Divertente!

    Cronache dell’orologeria… olimpica – 1

    L’inizio dei Giochi Olimpici ha visto il countdown di Omega raggiungere lo zero. E mentre lo strumento installato al Porto di La Bourdonnais, non lontano dalla Tour Eiffel, è ripartito per i Giochi Paralimpici, la Maison di Biel ha inaugurato l’Omega Pavillion al centro del Parc de Bercy, vicino alla Bercy Arena, per celebrare il proprio ruolo di official timekeeper fin dal 1932. La struttura interattiva, che prevede installazioni dedicate alle diverse discipline, è aperta al pubblico per tutta la durata delle Olimpiadi. Se siete a Parigi, andate a visitarla.

    Cronache dell’orologeria… olimpica – 2

    Foto Quinn Rooney/Getty Images courtesy Omega

    I Giochi sono appena iniziati ma per Omega già fioccano le prime medaglie. Il Brand ambassador francese Léon Marchard, ieri sera, ha vinto l’oro nei 400 misti dopo una gara spettacolare, con il pubblico che gli batteva il ritmo durante i tratti a rana e lui che ha stracciato non solo gli altri atleti in vasca, ma anche il record olimpico. A proposito di ambasciatori, tante le celebrities presenti all’inaugurazione di Casa Omega, tra cui Cindy Craword e Kaia Gerber. Alle Olimpiadi anche la mondanità gioca la sua parte.

    76, Avenue des Champs-Elysées

    Sempre a Parigi, sugli Champs-Elysées, Breitling ha appena aperto un pop-up store di 400 metri quadri, grande quanto la boutique di Madison Avenue a New York. Un’esperienza immersiva nel mondo del Brand, non solo per l’acquisto di nuove collezioni e per l’assistenza post-vendita (dal cambio cinturino alla completa revisione) ma anche per gli spazi dedicati a Deus e a Triumph, per il grande lounge bar e per l’organizzazione di eventi futuri. Preludio della boutique (definitiva) che nel 2025 sarà installata due civici più in là…

    Pardo d’oro e dintorni

    Prosegue la storica collaborazione fra Locarno Film Festival e Swatch. Che durante la celebre kermesse – giunta quest’anno alla 77a edizione e prevista dal 7 al 17 agosto – ha promosso varie iniziative. Come gli Swatch Studios, a pochi passi da piazza Grande, che esporrà anche un’opera d’arte virtuale dell’artista Luo Bi, ex residente dello Swatch Art Peace Hotel. Ma anche lo Swatch First Feature Award, un premio di 15mila franchi assegnato al miglior regista emergente. E un orologio, naturalmente: quadrato, come un frame di celluloide.

    Musica dal vivo

    Dal 5 al 20 luglio, si è tenuta la 58a edizione del Montreux Jazz Festival, che ha visto per la quinta volta Audemars Piguet nel ruolo di Global Partner. Dalla base dell’AP lounge, la Maison di Le Brassus ha organizzato (fuori dalla scaletta ufficiale) l’evento Audemars Piguet Parallel all’insegna della musica elettronica. Il 17 luglio, quindi, ha fatto salire sul palco il trio svizzero Mont Rouge, il dj/producer brasiliano Mochakk e l’artista sudafricana dell’afro-house Black Coffee. E, in più, ha partecipato anche alla festa di chiusura. Applausi.

    Nella Città Proibita

    Vacheron Constantin ha siglato una nuova partnership con l’Istituto educativo del Museo del Palazzo di Pechino. Il che non stupisce, visto che la Maison ginevrina collabora con grandi musei internazionali (Met, Louvre, Barbier-Muller) fin dal 2007. E che con la Cina ha rapporti secolari, iniziati nel 1845. Resta però tutto da scoprire quello che i due faranno insieme: si parla di progetti condivisi, collaborazioni creative, lectio magistralis di orologeria, programmi di ricerca e di scambio, sviluppo di mostre ed eventi speciali… Vedremo.

    Cambio in pista

    Foto James Moy courtesy Rolex

    Le voci risalgono a inizio mese e hanno ormai sempre più credito. Sembra proprio che Rolex, allo scadere del contratto – nel 2025 – lascerà la sponsorizzazione della Formula 1. E c’è già chi morde il freno per prendere il suo posto: il Gruppo LVMH, pronto a fare un investimento di 150 milioni di dollari (contro i 50 spesi illo tempore da Rolex) per rilanciare TAG Heuer nel settore. Il che è coerente sia con il passato del Brand, sia con quanto diceva Frédéric Arnault. I diretti interessati si sono trincerati dietro un “no comment”, ma… ci sta.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Only Watch 2024: un successo, malgrado tutto

    Only Watch 2024: un successo, malgrado tutto

    Se ce l’avessero detto lo scorso autunno, non ci avremmo mai creduto. Only Watch 2024 ha raccolto quasi 29 milioni di euro, di cui più della metà provenienti dal Patek Philippe. Numeri allineati con il passato, che confermano la rinnovata fiducia del pubblico verso l’asta – biennale – di beneficenza, impegnata fin dal 2005 nella raccolta fondi a favore della ricerca scientifica contro la distrofia muscolare Duchenne. Un ottimo risultato soprattutto se si pensa a come si erano messe le cose.

    I problemi di Only Watch 2024

    Breve rewind per chi si fosse perso le puntate precedenti. La X edizione di Only Watch era prevista per il 5 novembre scorso. Poi però alcuni collezionisti avevano sollevato perplessità sulla gestione dei capitali ricavati dall’asta (all’epoca un centinaio di milioni di euro). A quel punto celebri marchi come Audemars Piguet e Tudor avevano fatto un passo indietro e ritirato gli esemplari donati. Al contrario, però, molti altri – per esempio F.P.Journe in prima persona – avevano espresso apertamente tutta la propria solidarietà e il proprio sostegno a Luc Pettavino e al suo team. Ma la campagna mediatica negativa, manifestata soprattutto sui social media, aveva creato un brutto clima di sospetto. Insostenibile per gli organizzatori, che avevano deciso quindi di posticipare l’evento a data da definirsi.

    Sono trascorsi i mesi. All’inizio di aprile, l’annuncio ufficiale: Only Watch si sarebbe tenuta il 10 maggio, sotto il martelletto di Christie’s. L’Association Monégasque contre les Myopathies, l’organizzazione no-profit cui fa capo l’asta, nel frattempo ha eseguito un audit e pubblicato il relativo report all’insegna della trasparenza, per fugare ogni dubbio e insinuazione. Ha anche rivisto la propria struttura e la propria governance, sempre all’insegna della trasparenza. Molto ha contato anche la confermata presenza di Patek Philippe e dei marchi di Lvmh, che hanno fatto da traino per gli indecisi. Sta di fatto che la vendita all’incanto ha avuto luogo venerdì scorso, e ha disperso 47 orologi (su 63 originari). A dispetto del sito e dell’app di Christie’s, down fin dal giovedì: non si sa bene perché, se hackerato o cosa… Ma mentre stiamo scrivendo è ancora offline.

    Only Watch 2023: i primi 5

    Dicevamo dunque del successo finale di Only Watch 2024, dovuto interamente alle offerte in sala, al Centro Congressi del Palexpo di Ginevra, o giunte per telefono (come si faceva una volta). La vendita è andata in streaming per due ore e mezza sul canale You Tube, dove è ancora visibile, e sul feed di Instagram di Only Watch, con un’audience notevole. Secondo i dati ufficiali, tutti gli orologi sono stati venduti – senza premio per l’acquirente, com’è consuetudine nelle charity auction. Il valore totale della vendita ha raggiunto i 28.320.000 franchi svizzeri, pari a 28.999.680 euro.

    Impossibile per noi riportare qui tutti i lotti con i loro risultati. Ci limitiamo dunque a pubblicare i primi 5, in ordine di prezzo di aggiudicazione. Per il resto vi rimandiamo alle fonti ufficiali. Ricordiamo solo che la particolarità di questi orologi sta nel fatto che sono tutti pezzi unici, creati ad hoc e irripetibili. Ecco perché fanno gola ai grandi collezionisti…

    Lotto 32 – PATEK PHILIPPE Ref. 6301A-010 Grande and Petite Sonnerie, Minute Repeater. Rare Handcrafts. Cassa in acciaio, quadrante in smalto Grand Feu flinqué, guilloché a mano, e con diamanti taglio baguette (0.45 ct). Movimento meccanico a carica manuale, calibro GS 36-750 PS IRM, con grande e piccola suoneria, ripetizione minuti, piccoli secondi saltanti alle ore 6, doppia indicazione dell’autonomia (di 3 giorni per il movimento, di un giorno per la suoneria). La stima iniziale era 1.500.000/1.800.000 franchi svizzeri, ma le offerte si sono aperte a 5 milioni (non si sa perché). Alla fine è stato venduto per l’esorbitante cifra di 15,7 milioni di franchi svizzeri. Si conosce perfino l’acquirente, Zach Lu: attore di origine taiwanese, nonché uno dei principali collezionisti orientali.

    Lotto 38 RICHARD MILLE RMS14 Talisman Origin. Cassa in titanio grado 5 con lunetta e fondello in oro rosso inciso a mano, quadrante scheletrato in oro rosso. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CRMT5 scheletrato, con tourbillon a un minuto; collana in radica svizzera, oro, titanio e rodonite, infilata su cordino di metallo e caucciù. Stimato fra i 600 e gli 800mila franchi svizzeri, ha raggiunto i 2.380.000 franchi svizzeri. Notevole, al di là del prezzo spuntato, per la storia divertente che gli aleggia attorno: e lo vuole come manufatto, dal valore sciamanico, di un’antica tribù svizzera… 😂

    Lotto 37 – REXHEP REXHEPI Chronomètre Antimagnétique. Cassa in acciaio, realizzata dall’atelier di Jean-Pierre Hagmann (JHP), quadrante in smalto Grand Feu, doppio fondello (chiuso quello esterno, a vista quello interno). Movimento meccanico a carica manuale con costruzione e materiali specifici per la resistenza al magnetismo (ruotismi e ancora in oro, altri componenti in acciaio inox), racchiuso in un anello d’acciaio. La valutazione iniziale si aggirava attorno ai 100/150mila franchi svizzeri, ma l’orologio ha raggiunto 2.100.000 franchi svizzeri.

    Lotto 13 – F.P.JOURNE Chronomètre Bleu Furtif. Cassa e bracciale in tantalio, quadrante in smalto Grand Feu blu traslucido. Movimento meccanico a carica manuale in oro rosa, calibro 1522, con secondi centrali diretti, indicazione dell’autonomia (52 ore) e fasi di luna riportati sul lato fondello. Partito da una stima di 2/4mila franchi svizzeri, è stato acquistato per 2 milioni di franchi svizzeri.

    Lotto 27 – LOUIS VUITTON Tambour Einstein Automata Only Watch 2023. Cassa in acciaio; quadrante in oro bianco inciso a mano da Dick Steenman, smaltato con pittura in miniatura e grisaille da Nicolas Doublel. Movimento meccanico a carica manuale, calibro LV 525 La Fabrique du Temps LV, con ponti in oro, indicazione dell’autonomia (100 ore), ore saltanti, minuti retrogradi e 4 animazioni. Contro una valutazione iniziale di 340/440mila franchi svizzeri, l’orologio ha raggiunto i 700mila franchi svizzeri.

    Altri esemplari di Only Watch 2024

    Concludiamo la rassegna di Only Watch 2024 con una selezione di esemplari che ci sono piaciuti, o comunque ci hanno in qualche modo colpito, al di là delle quotazioni ottenute. Anche questi li elenchiamo in ordine decrescente, dal valore più alto a quello più basso.

    Lotto 18 – H.MOSER X MB&F Streamliner Pandamonium. Cassa in acciaio, quadrante soleil fumé con miniatura tridimensionale di panda Dj in oro, scolpito e decorato a mano. Movimento meccanico a carica manuale, pezzo unico realizzato in esclusiva, con bilanciere centrale sospeso e ripetizione minuti. Stimato 300/400 mila franchi svizzeri, venduto per 380mila.

    Lotto 14 – FREDERIQUE CONSTANT X CHRISTIAAN VAN DER KLAAUV Tourbillon Planetarium Only Watch 2024. Cassa in platino, quadrante in avventurina. Movimento meccanico a carica automatica, calibro FC-988, con tourbillon a un minuto, calendario perpetuo e planetario in miniatura con indicazione dell’orbita di Mercurio (88 giorni), Venere (225 giorni), Terra (365), Marte (687), Giove (12 anni) e Saturno (29 anni). Stimato 80/120mila franchi svizzeri, venduto per 85mila.

    Lotto 9 – BREGUET Marine Hora Mundi 5555. Cassa in oro rosa e quadrante composto da una base in oro guilloché e, sovrapposto, un disco in vetro zaffiro con continenti incisi. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 77F1, con ore del mondo e funzione giorno/notte. Stimato 70/80mila franchi svizzeri, venduto per 75mila.

    Lotto 11 – CHANEL Mademoiselle J12 La Pausa Only Watch. Cassa e bracciale in ceramica ad alta resistenza, bianca o nera; quadrante laccato con silhouette di Mademoiselle Coco. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 12.1. La coppia di esemplari, stimata 40/50mila franchi svizzeri, è stata battuta per 65mila.

    Lotto 40 – SPEAKE MARIN Ripples Bleu Royal. Cassa La City e bracciale in acciaio, quadrante con motivo Ripples. Movimento mecanico a carica automatica, calibro SMA03-T20, con piccoli secondi. Stimato 35/65mila franchi svizzeri, venduto per 45mila.

  • Latest. Le novità della settimana – 22/03/2024

    Latest. Le novità della settimana – 22/03/2024

    È stata una settimana ricchissima di lanci quella appena trascorsa. A tal punto da dover anticipare queste nostre Latest a oggi, così da inserirne una prima parte, per poi replicarle nei prossimi giorni con la seconda parte. Va bene che la primavera è sempre stata un momento clou nel calendario orologiero, ma la sensazione è che tante marche stiano presentando le loro nuove uscite in questi giorni per evitare di vederle fagocitare poi da quelle di Watches and Wonders Geneva. Dove, lo sanno tutti, esporrà il gotha dell’alta orologeria e, in particolare, due case elvetiche che non è neppure necessario citare… E quando usciranno le loro attesissime novità, beh, non si parlerà d’altro. Ma bando alle ciance, lasciamo lo spazio alle Latest news dei giorni scorsi, elencate qui sotto, come sempre, in ordine di prezzo.

    MB&F Legacy Machine FlyingT Onyx
    Lanciata nel 2019, la collezione femminile della “cooperativa” orologiera ha conosciuto molte versioni con gemme diverse. Cui ora si aggiunge l’onice, che lo rende più elegante che mai. Tra l’altro il disco di pietra dura è stato intagliato, sagomato e ha spessori diversi… La cassa in oro giallo presenta la consueta cupola di vetro zaffiro (38 mm di diametro x 20 di spessore). Il movimento automatico, dallo sviluppo in 3D e con autonomia di 100 ore, si distingue (come sempre) per il tourbillon volante centrale. Spettacolare. 120mila euro (tasse escluse).

    GLASHÜTTE ORIGINAL Serenade Luna
    Altro femminile complicato, colpisce per l’ingegnoso sistema delle fasi di lunari. Il movimento automatico, sviluppato ad hoc con spirale in silicio e 60 ore di autonomia, mostra la Luna in una grande apertura circolare: in realtà si tratta di un disco rotante di madreperla con 4 cerchi di stelle. La cassa misura 32,5 mm di diametro e solo 8,9 di spessore, ed esiste anche in acciaio, con lunetta liscia o incastonata di diamanti, e corredata di bracciale. Ma noi lo preferiamo nella versione più preziosa: in oro rosa con diamanti, dalla particolare monocromia verde. 24.600 euro.

    MAURICE LACROIX Masterpiece Skeleton Label Noir
    Dopo il riuscitissimo esperimento dell’Aikon, la collaborazione con l’atelier ginevrino che utilizza il bianco e il nero per personalizzare gli orologi va a toccare un altro pezzo celebre della Casa di Saignelégier. E il risultato è decisamente efficace. La cassa (43 mm) in acciaio ha subito un trattamento Dlc, mentre il calibro a carica manuale, di manifattura, gioca con diverse tonalità e contrasti per mostrare i componenti. Inutile dire che la scheletratura è fatta con macchine Cnc. In edizione limitata di 288 esemplari, 6.900 franchi svizzeri.

    PERRELET Turbine Poker Royal Flush
    Seguito ideale dell’omonimo orologio uscito lo scorso anno, completa il mazzo di carte con i semi mancanti: fiori e quadri. Sul sottoquadrante riporta sempre due scale reali con una coppia di 7, che risultano ben visibili quando la caratteristica turbina ruota velocemente. La cassa (44 mm) è realizzata in fibra di carbonio, policarbonato e acciaio annerito, il movimento automatico è – come sempre – il calibro P-331-MH di manifattura, certificato Cosc e Chronofiable. Edizione limitata di 99 esemplari, 5.250 euro.

    LONGINES Hydroconquest GMT 43 mm
    Nuove versioni della collezione nata nel 2007, e riaggiornata lo scorso anno con diversi esemplari forniti di doppio (anzi triplo) fuso orario. La novità sostanziale sta nelle dimensioni della cassa, che ora raggiunge i 43 mm di diametro (contro i 41 precedenti). Per il resto tutto rimane immutato: il movimento automatico sviluppato in esclusiva, l’impermeabilità fino a 30 bar, la lunetta in ceramica, il bracciale in acciaio o il cinturino in gomma… Tra le 5 nuove referenze, la nostra preferita è questa: 3.350 euro.

    Latest – Sotto i 1.000 euro

    LUCIEN ROCHAT Iconic
    È uno di quegli orologi “open heart” che non passeranno mai di moda, con il verde pieno del quadrante soleil come unica concessione alle tendenze più attuali. Per il resto, la cassa misura 43 mm di diametro e ospita un movimento automatico di fabbricazione giapponese (Miyota), messo in evidenza dall’apertura a ore 6, sotto il ponte a forma di logo. Il bracciale in acciaio a 5 file è decorato da un’alternanza di superfici lucide e satinate, come vuole la tradizione, e si può sostituire con un cinturino in pelle verde stampa alligatore. Quando si dice “un classico”… 449 euro.

    SWATCH MoonSwatch Mission to MoonPhase
    Di sicuro è l’orologio del momento. Il nuovo MoonSwatch dedicato a Snoopy vede il celeberrimo bracchetto dei Peanuts – portafortuna degli astronauti della Nasa – far capolino dalle fasi di luna, mentre sul fondello la sua zampa è impressa sul suolo lunare. Non solo. Al buio svela un messaggio segreto… Presentato ieri in anteprima, sarà ufficialmente in vendita il 26 marzo, (come il resto della collezione) solo in selezionate boutique nel mondo. Davanti alle quale già si prevedono le solite file chilometriche… 315 euro.

    PLEIN SPORT Tigermaster
    Con quel total look nero screziato di verde fluo e l’effigie di una tigre sul quadrante risulta bello tosto e visibile. La cassa in acciaio annerito misura 47 mm di diametro e ospita un movimento al quarzo. Il cinturino in silicone presenta a rilievo il logo e tre graffi, che rimandano alla lancetta centrale dei secondi. Esiste anche con la cassa color oro rosa, il quadrante e il cinturino nero; oppure con il bracciale, sempre in oro rosa. Astenersi se si è timidi e si vuole passare inosservati. Da 199 euro.

    TIMEX Waterbury Traditional Flyback Chronograph
    La tradizionale ispirazione aeronautica del cronografo flyback si sposa con una nuova visualizzazione. I contatori cronografici sono sostituiti infatti da due settori: quello dei minuti posto tra il 9 e il 12, quello delle ore fra il 3 e il 6. Due le versioni: tutto acciaio con bracciale, oppure acciaio annerito con cinturino in pelle vegana. La cassa ha un diametro di 43 mm, il movimento è al quarzo, il quadrante nero offre una buona visibilità nonostante le numerose informazioni. La scala tachimetrica sul réhaut è personalizzata dal nome della collezione. Da 179 euro.

    L’appuntamento con le Latest news torna la prossima settimana. Restate sintonizzati…

  • Gli orologi del 2023 più memorabili

    Gli orologi del 2023 più memorabili

    Il 2023 è finito, chiuso, archiviato. Ma cosa rimarrà nei nostri ricordi, dell’anno orologiero appena trascorso? Quali sono gli orologi del 2023 che resteranno impressi nella nostra memoria, quando in futuro guarderemo indietro? Abbiamo passato in rassegna, con lucidità e distacco, l’intera produzione dell’industria svizzera delle lancette uscita negli scorsi 12 mesi. E abbiamo individuato gli esemplari più rilevanti, quelli che secondo noi hanno dato un apporto concreto nel progresso della tecnica o nell’evoluzione del gusto. Ed ecco le nostre scelte.

    PATEK PHILIPPE Calatrava 24 Ore Travel Time
    La Manifattura ginevrina fa rivivere le ore italiche e contemporaneamente trova una soluzione originale per la visualizzazione del secondo fuso orario. Il tutto con un’estrema facilità d’uso: al posto dei tradizionali pulsanti correttori dell’ora locale posti sulla carrure, si usa direttamente la corona. Patek non si smentisce mai…

    RICHARD MILLE RM30-01 Automatico Rotore disinseribile
    L’estetica tipica nasconde un nuovo calibro, risultato di un decennio di studi (e più) realizzati dal Marchio sul controllo dell’energia, calibrata sulle esigenze d’uso. Qui il rotore a geometria regolabile si disinnesta automaticamente dal meccanismo di carica, una volta raggiunte le 55 ore di autonomia; e si ricollega sotto le 40 ore. Il che permette al movimento di funzionare sempre in condizioni ottimali.

    OMEGA Speedmaster Superacing
    Non poteva che essere un esemplare della collezione faro a introdurre una della maggiori innovazioni degli ultimi tempi: la tecnologia Spirate. In sintesi, un’inedita spirale in silicio, dalla particolare architettura e con un sistema di regolazione integrato (in aggiunta a quello del bilanciere a inerzia variabile). Che consente scarti di 0/+2 al giorno. Impressionante…

    BLANCPAIN Fifty Fathoms Tech Gombessa
    Realizzato in occasione del 70° compleanno della collezione, si distingue per l’insolita lunetta girevole unidirezionale tarata sulle 3 ore. Cioè il tempo massimo per un’immersione professionale con respiratore a circuito chiuso. Messo a punto in 4 anni di test, è dedicato alle spedizioni di Laurent Ballesta e sottolinea l’impegno della Casa nella salvaguardia degli oceani.

    MB&F HM11 Architect
    Tra le insolite macchine orologiere cui il Marchio ci ha ormai abituato, un esemplare ancora più strano del solito. Sì, per la visualizzazione delle informazioni: i tre display mostrano ore e minuti, l’autonomia residua e la temperatura (da quanto non si vedeva un termometro meccanico?). Ma anche per la costruzione del movimento, con tourbillon centrale e il sistema di ricarica, attraverso la rotazione della cassa. Geniale.

    CARTIER Santos Dumont Squelette
    La scheletratura – funzionale, modernissima – è quella inventata dalla stessa Maison una quindicina d’anni fa. Ma quell’aeroplanino sul micro-rotore decentrato (ispirato al Demoiselle, un monoplano ultraleggero realizzato dal pioniere dell’aviazione nel 1907) acquista un particolare significato. Ludico. Non solo per chi indossa l’orologio, ma anche da parte di Cartier, che gioca con le proprie icone. Un plauso all’autoironia.

    ORIS ProPilot x Kermit Edition
    Sarà per il colore, sarà per il Kermit day (la visualizzazione del personaggio all’interno del datario, una volta al mese), sta di fatto che a nostro parere questo è in assoluto il miglior comic watch tra gli orologi del 2023. (E concedeteci la licenza poetica, visto che il personaggio disneyano non appartiene al mondo dei cartoon ma a quello dei pupazzi). Ancora più meritevole per il movimento di manifattura. E perché non è in tiratura limitata…

    p.s. Gli orologi del 2023 qui riuniti non seguono né un ordine di importanza né un ordine alfabetico, ma sono disposti semplicemente sul filo dei nostri ricordi…

  • Oroscopo di dicembre. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di dicembre. Previsioni e orologi, segno per segno

    Eccoci giunti all’ultimo mese dell’anno: come di consueto, anche il nostro oroscopo di dicembre inizierà con una carrellata sugli eventi celesti. Andiamo quindi a curiosare cosa avviene tra le stelle e cosa il futuro ha in serbo per noi, per poi passare ai singoli segni e ai relativi orologi. Solo alto di gamma, questa volta: che siano di buon auspicio per una buona fine e un buon inizio…

    Dicembre inizia con il Sole ancora nel segno del Sagittario: tempo propizio per ricaricarsi energeticamente e per dedicarsi ad attività spirituali. Se gli interessi sono di questo tipo – in senso lato: quindi dalla psicologia alla religione, dall’esoterismo ai diversi tipi di meditazione –, è un periodo particolarmente idoneo per approfondire il tema o intraprendere percorsi di crescita. L’ingresso di Mercurio nel Capricorno avverrà il giorno 1: come sempre, il dio dai calzari alati favorirà la comunicazione, sia che come agenti attivi – come nel caso di docenti e conferenzieri – sia come recettori. Ottimo momento per arricchire la propria mente o per trasmettere il proprio sapere agli altri.

    Inizio del mese piuttosto denso di eventi, lassù in alto: con l’ingresso di Venere in Scorpione il giorno 4 ci sarà un’amplificazione degli aspetti legati al mondo della bellezza, dell’affettività, dell’amore e dei sentimenti positivi. Se aggiungiamo che il giorno 6, finalmente, Nettuno cessa il moto retrogrado e torna a percorrere in senso diretto la volta celeste, avremo un vero boost di positività. Finalmente riusciremo a liberarci da una certa cappa di malinconia, che ultimamente aveva rattristato i nostri pensieri. Il 12 avremo Novilunio in Sagittario: nessun momento migliore di questo per stabilire nuovi obiettivi, fare progetti e intraprendere nuovi percorsi.

    Il giorno seguente, il 13, Mercurio inizierà il moto retrogrado: potrebbe ostacolare le comunicazioni, sia in senso diretto e personale che in senso lato. Attenzione, quindi, a come si interpreta quanto viene detto o scritto: necessario controllare che ciò che si comunica sia chiaro e correttamente recepito. Potrebbero esserci problemi a livello di apparati di trasmissione, collegamenti e quant’altro.
    Marte sarà per tutto il mese in Sagittario: favorirà nuovi incontri, nuove conoscenze, dalle quali potrebbe iniziare anche un rapporto duraturo, lavorativo o sentimentale.

    Il Sole lascerà il Sagittario per entrare nel segno del Capricorno il giorno 22: l’anno volge al termine. Non facciamoci prendere dai rimpianti e pensiamo a costruire un buon futuro, ricordandoci che, in ogni caso, l’unico tempo che veramente viviamo è sempre quello presente.
    Mercurio uscirà dal Capricorno il 23: dall’inizio del mese fino a quella data, il consiglio è quello di essere riservati, di dedicarsi all’osservazione di fatti e persone, di cercare di comprendere al di là delle apparenze.
    Il Plenilunio ci attende il 26: perfetto per godere la compagnia dei nostri cari, proprio in corrispondenza delle Festività.

    Ariete

    L’impeto dell’Ariete vi porta per natura a situazioni stressanti, almeno potenzialmente. La fine dell’anno, come di consueto, vi vedrà fare i conti con la stanchezza, fisica ma soprattutto emotiva, accumulata negli undici mesi precedenti. Cercate di delegare e di smussare i vostri lati più focosi, soprattutto in occasione degli incontri con parenti e amici. Non pretendete di avere sempre ragione e concedete, quando è necessario, l’onore delle armi. Le festività dovrebbero essere un momento sereno e di riconciliazione: anche se qualcuno dei presenti non sarà proprio di vostro gradimento, fate buon viso a cattivo gioco, evitando litigi o chiarimenti che – se proprio dovessero essere necessari – possono sicuramente attendere l’anno nuovo. Respirate profondamente, contate fino a 10 e dotatevi di un orologio dallo spirito zen.

    VOUTILAINEN Setsu-Getsu-Ka
    Cassa (39 mm) in titanio. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura. Quadrante laccato a mano dal Maestro Tatsuo Kitamura, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle. Il nome, che significa neve, luna e fiori, è una metonimia e rimanda a un tipico tema giapponese dell’arte e del design, originato da un poesia di Baj Juyi, poeta della dinastia Tang. Pezzo unico (calibro incluso).

    Toro

    Per i nati sotto il segno del Toro, l’oroscopo di dicembre sembra particolarmente propizio. Siete interiormente forti e tenaci, e non mancheranno le occasioni per dimostrarlo a quanti vi circondano. Attenzione a non strafare: se state combattendo per raggiungere un obiettivo, ricordate che l’importante è sempre ragionare a lungo termine. Vincere a mani basse una battaglia non implica che alla fine vinciate la guerra. E, in ogni caso, non siate distruttivi verso il vostro avversario. Anzi, dato il momento, potrebbe essere veramente utile reindirizzare la vostra energia verso le sfere mentali, cercando di costruire solide alleanze. Attenzione, in generale, ai veicoli e ai mezzi in movimento. Nessun pericolo invece dai moti orologieri, se non quello di lasciarsi piacevolmente ipnotizzare…

    GREUBEL FORSEY Tourbillon Cardan
    Cassa (45,5 mm) in titanio. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura, con 4 bariletti a coppie coassiali, grande tourbillon ad alta velocità (la gabbia compie una rotazione completa in 16 secondi), inclinato con un angolo di 30° e montato su due anelli mobili che si muovono avanti e indietro per mantenere il tourbillon orizzontale; indicazione dell’autonomia di 80 ore e piccoli secondi. Quadrante in oro multilivello e ajouré, lancette luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino vegano. Edizione limitata di 55 esemplari.

    Gemelli

    Mercurio retrogrado non gioca a favore dei Gemelli: siate molto, molto cauti nel pesare le parole che usate e ricordatevi che quello che dite potrebbe essere rivolto contro di voi. Siate prudenti nei rapporti lavorativi e limitate, o evitate, le confidenze. Qualcuno che credevate amico potrebbe rivelarsi tutt’altro. Se le vostre proposte e le vostre idee non trovano la calorosa accoglienza in cui speravate, evitate di insistere: meglio riconfezionarle sapientemente e ripresentarle in un momento più idoneo. Il Novilunio del giorno 13 potrebbe essere un buon punto di svolta. Verso la fine del mese, un amico o un conoscente di cui non avevate più notizia da tanto tempo potrebbe rifarsi vivo. Cercate di vederci lungo: per avere la vista di un’aquila, equipaggiatevi con un esemplare dedicato…

    URWERK UR-230 Eagle
    Cassa (44,81 x 53,55 mm x 18,38 mm) in carbonio Cpt e titanio Dlc nero, con cover apribile. Movimento meccanico a carica automatica, di manifattura, con ricarica e sistema di ammortizzatori a turbine, indicazione satellitare delle ore e retrograda dei minuti. Lancette, indici e numeri luminescenti, vetro zaffiro, cinturino in gomma. Edizione limitata di 35 esemplari.

    Cancro

    Mercurio retrogrado influenza negativamente la sfera della comunicazione: per voi nativi del Cancro, in modo particolare, questo potrebbe implicare l’arrivo di informazioni sgradite. Che si tratti di frasi o di immagini che coinvolgono il vostro partner o il vostro migliore amico, non siate affrettati nel prendere decisioni e giocate le vostre carte con astuzia. Può darsi che quanto vi viene riferito sia vero, ma potrebbe essere solo una mossa destabilizzante, basata su menzogne, da parte di chi è invidioso della vostra situazione. Prendete tempo, analizzate molto bene sia i fatti che le persone, e rimandate ai mesi a venire, se possibile, qualsiasi decisione importante. Attrezzatevi con un bel calendario perpetuo che vi aiuti a scandire il trascorrere del tempo.

    F.P.JOURNE Classique Quantième Perpétuel
    Cassa (40 o 42 mm) in platino. Movimento meccanico a carica automatica, di manifattura, realizzato in oro rosa 18K, con autonomia di 5 giorni, calendario perpetuo con indicazioni a cambio istantaneo e grande datario. Quadrante in argento guilloché, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore.

    Leone

    Per i nati in Leone, l’oroscopo di dicembre prevede sia momenti intensi che occasioni di relax e serenità, da cogliere per ricaricarsi in vista dell’anno che verrà. Siete abituati a mettere voi stessi in tutto ciò che fate, spesso la dea bendata premia il vostro coraggio: sappiate, però, che anche le forze vanno dosate e non si può sempre vivere una vita in fuori giri. La Luna crescente favorirà nuovi incontri, nuove opportunità: non cercate di ottenere tutto subito, ma impegnatevi in un’attenta preparazione. La buona semina presto porterà ottimi raccolti. Fine dell’anno all’insegna di un evento inatteso. Siate disponibili verso i vostri cari, trattenete la vostra natura irruenta e non fate pesare il vostro carisma di leader anche nelle piccole cose. Certi orologi possono raccontare molto di voi, più di tante parole.

    RICHARD MILLE RM 031 Manual Winding High Performance Chronometer Cassa (50 mm) in titanio, con lunetta e anse in platino. Movimento meccanico a carica manuale con ponti e platina in Arcap, doppio bariletto, ancora a impulso diretto, selettore di funzione. Quadrante in vetro zaffiro, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in gomma. Edizione limitata di 10 esemplari.

    Vergine

    La frenesia dei preparativi per le feste potrebbe andare di pari passo con Mercurio retrogrado, creando momenti di ansia e di disagio ai nati sotto il segno della Vergine. La vostra indole, ordinata e programmatrice, potrebbe non gradire cambi di rotta dell’ultimo minuto o piccoli incidenti di percorso, che non permettano la perfetta realizzazione di quanto avevate pianificato. Tranquilli: secondo l’oroscopo di dicembre, nella seconda metà del mese ogni cosa si risistemerà. Non fatevi travolgere dall’ansia o dal risentimento, il tempo gioca a vostro favore e l’anno andrà a chiudersi serenamente. A volte, quello che sembra esserci sfavorevole sul lungo periodo potrebbe rivelarsi invece foriero di inaspettata positività. Temporeggiate e distraetevi con un orologio scenografico…

    HALDIMANN H1 Flying Central Tourbillon
    Cassa (39 mm) in platino. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura, con scappamento proprietario, grande tourbillon volante centrale (17,8 mm Ø). Quadrante argenté, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. Esemplare interamente realizzato a mano, senza l’ausilio di macchine Cnc.

    Bilancia

    Già il vostro segno mostra uno dei tratti distintivi della vostra natura: il senso di giustizia. Nel mese di dicembre potreste essere chiamati in causa, se non direttamente, come consiglieri o consulenti in vicende che vedono lesa una persona amica o un familiare. D’altronde, la vostra disponibilità caratteriale è certamente nota a chi vi circonda. Questo aspetto dei nati in Bilancia, la generosità nei rapporti umani, non deve però portarvi a dimenticarvi che dovete trovare dello spazio anche per voi e che non potete farvi carico di tutti i problemi del mondo. Approfittate dei giorni di festa per riposare, se possibile, evitando di farvi coinvolgere eccessivamente in preparativi che comportino fatiche, stress, corse dell’ultimo minuto. Resettate la vostra mente come fosse una rimessa all’ora di precisione.

    C by ROMAIN GAUTHIER Titanium Edition Five
    Cassa (41 mm) in titanio grado 5. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura, con ponti in titanio grado 5, autonomia di 60 ore, nuovo meccanismo stop-secondi, piccoli secondi. Quadrante in titanio grado 5 inciso a mano, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in gomma. Edizione limitata di 38 esemplari.

    Scorpione

    Nati sotto il segno dello Scorpione, attenti! Secondo il vostro oroscopo di dicembre, le difficoltà di comunicazione della prima parte del mese potrebbero non solo riguardare la comunicazione verbale, ma anche la sfera non verbale. Potreste ferire, offendere o essere vittime di osservazioni malevole anche se state zitti, per esempio con l’esibizione di un’eccentricità inopportuna in occasioni formali o con espressioni facciali che possano infastidire gli interlocutori. La coda puntuta è la vostra arma di elezione, cercate di indirizzarla bene per evitare di danneggiare voi stessi. L’autostima è sempre necessaria, naturalmente, ma provate a utilizzare di più il dialogo, senza passare subito alla fase conflittuale. Controllatevi. E gratificatevi con un esemplare che fa della precisione la propria missione.

    FERDINAND BERTHOUD Chronomètre FB 3SPC
    Cassa (42,3 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura, con bilanciere a inerzia variabile e spirale cilindrica, indicazione dell’autonomia di 3 giorni, grande contatore dei secondi; con certificato ufficiale di cronometro rilasciato dal Cosc. Quadrante sabbiato, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore.

    Sagittario

    Come lo Scorpione, anche voi nati sotto il segno del Sagittario siete dotati di un’arma: l’arco e le frecce. Risoluti e tenaci, entusiasti e leali, non siete però immuni in questo periodo dall’essere bersaglio, a vostra volta, di voci non sempre positive. Cercate il chiarimento in modo pacato e ben fondato: rimanderete così al mittente le insinuazioni menzognere. Non trascurate la vostra salute: meglio un controllo in più, che uno in meno. Tra il giorno 26 e la fine dell’anno potrebbe esserci un invito inatteso: avete lasciato alle spalle il vostro segno, cogliete la proposta e regalatevi un fuori programma interessante. Concedetevi un orologio fuori dagli schemi, che sappia esprimere tutta la vostra cultura orologiera – alla faccia di chi vi vuole male.

    DE BETHUNE DB28XP Kind of Blue
    Cassa (43 mm) in titanio grado 5 azzurrato lucido. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura, con spirale proprietaria, ruota di scappamento in silicio, indicazione dell’autonomia di 6 giorni lato fondello. Quadrante multivilello in titanio grado 5 azzurrato (incluso il ponte triangolare), con decoro Microlight sul fondo, lancette luminescenti, indici sferici, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore.

    Capricorno

    Il mese di dicembre vede l’inizio del vostro segno: le feste porteranno un po’ di trambusto nelle vostre abitudini. Voi nati sotto il segno del Capricorno, attenti e meticolosi, tendete a volte a voler troppo tenere tutto sotto controllo. Soprattutto durante le feste, un minimo di elasticità non significherà aver rinunciato alla propria personalità. Al contrario, vi permetterà di essere giudici meno severi soprattutto verso voi stessi, aggiungendo una nota più leggera alla vostra routine quotidiana. Dopo il Plenilunio, potrebbero esservi proposte occasioni di vario genere riguardanti la musica, la danza e le arti affini: il momento è ottimo per accoglierle positivamente. Concedetevi il sogno di un orologio a tema, che sappia incantarvi con i suoni e con le immagini…

    VAN CLEEF & ARPELS Lady Arpels Ballerine Musicale Emeraud Cassa (44,5 mm) in oro bianco, interamente tempestata di diamanti (7.49 carati in totale). Movimento meccanico a carica manuale, con indicazione delle ore ad andamento retrogrado, animazione su richiesta e dispositivo a suoneria (con carillon) che riproduce Pelléas et Melisande, Op. 80 di Gabriel Fauré. Quadrante rotante dipinto a mano con 5 ballerine, vetro zaffiro, fondello inciso, cinturino in pelle di alligatore. Ispirato al balletto Jewels di George Balanchine.

    Acquario

    Indipendenti ed esploratori, voi nati sotto il segno dell’Acquario vi apprestate ad affrontare un mese interessante. A patto che evitiate gli eccessi: la tavola delle feste è sempre attraente, ma non si può indulgere troppo. Non rovinatevi il Capodanno con gli stravizi dei giorni precedenti. L’arrivo di una persona che viene da luoghi lontani riaccenderà in voi la voglia di viaggiare: vi attendono piacevoli momenti di scambio di esperienze e conoscenze. Il cielo vi è propizio per fare programmi: iniziate a organizzare il prossimo viaggio importante o la prossima avventura dello spirito, magari proprio quella che volevate fare prima del lockdown e che adesso, finalmente, potreste intraprendere. Conciliate il tutto con un esemplare da globetrotter che alluda all’Altrove.

    PATEK PHILIPPE Ref 5231G Ora Universale Alto Artigianato
    Cassa (38,5 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica automatica, di manifattura, con micro-rotore decentrato in oro rosa, con ore del mondo, indicazione delle 24 ore e funzione giorno/notte per i 24 fusi orari. Quadrante in oro con smalto cloisonné Grand Feu (Sud-Est asiatico e Oceania), vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore.

    Pesci

    Per i nati sotto il segno dei Pesci è in arrivo un mese positivo. Con un unico consiglio: non trascurate le precauzioni sul fronte della salute. L’oroscopo di dicembre prevede un possibile inizio con situazioni di stress, alle quali è necessario reagire in modo ponderato, evitando di accendere discussioni che, alla lunga, diventerebbero negative per voi anche se la ragione fosse dalla vostra parte. Una trattativa che state a lungo negoziando ha ottime probabilità di andare finalmente in porto, liberandovi da un pensiero che ingombrava la vostra mente da troppo tempo. Giove particolarmente favorevole aprirà nuove possibilità e vi permetterà di ampliare i vostri orizzonti. Favoritene l’azione con un orologio del tutto inusuale.

    MB&F HM11 Architect
    Cassa (42 mm x 23 mm di spessore) in titanio grado 5, rotante su un asse centrale. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura, con ponti Pvd blu, sistema di ricarica attraverso la rotazione della cassa, autonomia di 96 ore, tourbillon volante al centro. Tre display laterali con indicazione di ore e minuti, dell’autonomia residua, termometro meccanico; corona di carica della stessa forma conica, vetri zaffiri, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 25 esemplari, altrettanti in oro rosso.

  • Oroscopo di luglio. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di luglio. Previsioni e orologi, segno per segno

    Rieccoci puntuali, come all’inizio di ogni mese, a considerare gli influssi astrali un po’ per gioco e un po’ per davvero, a interrogare le stelle per le consuete predizioni orologiere. Quindi, cosa ci riserva l’oroscopo di luglio 2023?
    Per prima cosa chiediamo aiuto all’Astronomia, analizzando la situazione del cielo nell’intero mese ed esplorando come essa andrà a riflettersi sui nostri destini. Poi scopriremo quale esemplare interpreta meglio la situazione di ogni singolo segno dello Zodiaco.

    I transiti planetari

    Luglio sarà un mese caratterizzato da tanti moti retrogradi. I pianeti più lontani dal Sole, dal moto assai lento – in particolare Saturno, Nettuno e Plutone -, proseguono nel loro moto inverso, rispettivamente nei segni dei Pesci, Nettuno anche’esso nei Pesci (che peso!) e Plutone in Capricorno. Un’inversione significativa sarà quella di Venere, che dopo il moto diretto attivo fino al 23 luglio, cambierà direzione per ritornare sui suoi passi nel segno del Leone.
    I pianeti veloci ci riservano anche’essi mutamenti interessanti. Marte il 10 luglio passerà dal segno del Leone a quello della Vergine, mentre Mercurio dal proprio domicilio in Cancro sino all’11 luglio passerà nel Leone, per poi spostarsi in Vergine il giorno 28 dello stesso mese.
    Interessante notare la persistenza di Giove in Toro: avrà forte influenza, come sempre quando due calibri simili si rinforzano a vicenda.
    Passiamo ora ad esaminare cosa succede segno per segno, in questo oroscopo di luglio 2023.

    Ariete

    Mese propizio, tendenzialmente molto favorevole per i nati sotto il segno dell’Ariete, in particolare per chi ricopre mansioni al servizio della Pubblica Amministrazione. Buoni influssi per gli studenti, i docenti e i ricercatori che si apprestano a godere del meritato riposo. Positività anche sul fronte delle finanze personali, a patto che facciate sempre attenzione, per il vecchio principio di non abbassare mai la guardia. Salute complessivamente buona, forse qualche problema minore, come emicrania o un poco di stanchezza. Preparatevi a “staccare” con un orologio che sa di vacanze e sprizza “estate” da tutti i pori – o, meglio, dalle lancette al cinturino…

    SWATCH Neon to the Max
    Cassa in plastica di origine biologica. Movimento al quarzo Swiss made, cronografo con secondi continui. Quadrante in colori contrasto, vetro in plastica, cinturino in plastica di origine biologica. 150 euro.

    Toro

    Per i nati in Toro, luglio si apre sotto i migliori auspici sul fronte economico. Soprattutto nella seconda metà del mese però sarà meglio evitare discussioni con i superiori o in generale con le istituzioni. Qualche spesa inattesa potrebbe rendersi necessaria. Bene la salute, che non potrà che trarre beneficio da una maggiore attenzione verso una dieta sana e dal continuare, per chi già lo pratica, l’esercizio fisico costante. Le relazioni umane si consolideranno grazie alla presenza di Giove nel vostro segno. Per chi è impegnato in una relazione sentimentale, un consiglio: in caso di problemi, parlatene pacatamente con il partner e ascoltatene con attenzione le ragioni. Rinsaldate l’armonia di coppia regalandovi un pair watch.

    ZENITH Defy Skyline Boutique Edition
    Cassa (41 o 36 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, di manifattura: rispettivamente El Primero 3620 ad alta frequenza con 60 ore di autonomia, contatore al 10° di secondo e datario; Elite 670 con datario. Quadrante soleil motivo “volta stellata”, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, bracciale in acciaio – intercambiabile con cinturino in caucciù. 9.400 e 9.100 euro.

    Gemelli

    Mese interessantissimo, ma anche molto intenso, quello che si prospetta per i nati sotto il segno dei Gemelli. A cominciare dal lavoro e dai guadagni, che sono sotto buon auspicio ma richiederanno impegno, costanza e assiduità. L’oroscopo di luglio segnala miglioramenti in vista anche per quanto riguarda vecchi problemi di salute: approfittate della situazione astrale e cercate di dare una svolta a tutti quegli acciacchi che finora avete trascurato. È il momento buono. Amici, parenti e partner saranno ben disposti verso di voi: il consiglio (ovvio) è quello di contraccambiare, per poter consolidare affetti e sentimenti verso il vostro network di relazioni. Dotatevi di un conversation piece che possa essere oggetto di lunghe chiacchierate.

    Foto di sfondo Andrés Gomez courtesy Unsplash

    BULOVA Lunar Pilot
    Cassa (43,5 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento al quarzo, calibro NP20 HPQ brevettato, ad alta frequenza (262 kHz), cronografo con secondi continui. Quadrante opaco con contatori azuré, lancette e indici luminescenti, réhaut con scala tachimetrica, bracciale in acciaio. 579 euro.

    Cancro

    Un mese complesso per i nativi del Cancro. Per quanto riguarda lavoro e affari, difficoltà impreviste potrebbero ostacolare il raggiungimento di obiettivi che forse avevate dato per scontati. Attenzione a chi vi circonda, specie se si dichiara palesemente vostro amico e alleato. Il momento di passaggio di Mercurio dal Cancro al Leone, il giorno 11, sarà particolarmente critico. Grazie al Cielo, la situazione sarà positiva per la salute, anche se dovrete prestare attenzione a qualche problema tra le persone a voi più vicine. Relazioni sentimentali e amicizie suscettibili di potenziali fraintendimenti: chiariteli subito, per evitare che un piccolo dissidio si tramuti in un’inutile frattura. Procuratevi un orologio che sembra avere occhi per tutto…

    MB&F HM8 Mark 2
    Cassa (47 x 41,5 x 19 mm) in titanio grado 5 con CarbonMacrolon®, bianco oppure verde (foto in alto). Movimento meccanico a carica automatica, base Girard-Perregaux, con rotore ad alabarda spaziale e modulo delle ore saltanti bidirezionali e dei minuti scorrevoli, sviluppato in casa. Prismi in vetro zaffiro rilfettente con lente di ingrandimento integrata, vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello. 73mila franchi svizzeri.

    Leone

    Fortissimi i nati sotto il segno del Leone, dice l’oroscopo di luglio, grazie alla loro creatività che sarà contrassegnata da una buona stella. Segnali di successo vi giungono dagli astri, ma vi mettono anche in guardia verso scelte troppo anticonservative. Cautela ma fiducia, quindi. Fino alla metà del mese salute eccellente, qualche strana sensazione di irrequietezza nelle due settimane seguenti, forse dovuta anche al carico di stress accumulato nel primo semestre. Una buona vacanza rimetterà tutto a posto. Amicizia e sentimenti anch’essi senza particolari problemi, anzi, in ulteriore miglioramento dopo metà mese. Se stavate pensando di fare qualche passo importante, è giunto il momento. Suggellate l’occasione con un esemplare altrettanto importante.

    PATEK PHILIPPE Golden Ellipse Ref. 5738P
    Cassa (34,5 x 39,5 mm x 5,9 mm di spessore) in platino. Movimento meccanico a carica automatica ultrapiatto, calibro 240 di manifattura. Quadrante soleil in oro, vetro zaffiro, fodello chiuso personalizzabile da un’incisione, cinturino in pelle di alligatore. 59.620 euro.

    Vergine

    Un mese caratterizzato da influssi altalenanti per le finanze e gli interessi lavorativi. Si alterneranno momenti positivi e negativi, anche se la fine del mese dovrebbe sorprendervi con buone novità. Salute tendenzialmente buona, possibili problemi di insonnia nella prima quindicina, anche correlati ai pensieri sui problemi economici appena descritti. Tenetevi stretti gli amici veri: potreste avere piccoli, non gravi screzi con il vostro partner – e il consiglio di un amico, che aiuterà a vedere le cose da un’altra prospettiva, si rivelerà prezioso. Siate meno impulsivi e irruenti anche se le situazioni e le persone vi porterebbero a cercare sfogo immediato. Scaricate l’aggressività nell’orologio: tutto nero, capace di osare, davvero pronto a tutto.

    Foto di sfondo Rob Martinez courtesy Unsplash

    IWC Pilot’s Watch Chronograph 41 Top Gun
    Cassa (41,9 mm) in ceramica, impermeabile fino a 10 atm e con cassa interna in ferro dolce per la protezione dai campi magnetici. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 6938 di manifattura, cronografo con ruota a colonne, secondi continui e funzione day-date. Quadrante opaco, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro bombato antidecompressione, fondello inciso, cinturino in caucciù, intercambiabile (sistema EasX-Change). 10mila euro.

    Bilancia

    L’oroscopo di Luglio 2023 consiglia ai Bilancia di avere pazienza: qualche disappunto possibile sul lavoro, per chi fa il dipendente; mentre i segnali sono positivi per chi è imprenditore, su piccola o grande scala. State alla larga dalla tentazione di prendere decisioni d’impulso. Mese senza particolari problemi di salute, forse qualche disturbo alla pelle e la necessità di curare l’alimentazione. Non indulgete in cibi spazzatura, anche se vi attraggono, e non lasciatevi tentare (magari dalla compagnia) a strafare. Per tutti: equilibrio, equilibrio, equilibrio. Siete della Bilancia, non scordatelo. Amici e amore stabili: le stelle saggiamente raccomandano di mostrarvi per come siete realmente. Farà al caso vostro un orologio in grado di mettersi letteralmente a nudo…

    BELL & ROSS BR 05 Skeleton Golden
    Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica scheletrato, calibro Br-Cal322 base Sellita 300-1a. Quadrante trasparente color oro, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale integrato in acciaio. 6.900 euro.

    Scorpione

    Mese ricco di prospettive per i nativi dello Scorpione: potenziali guadagni, molto interessanti, ai quali però dovrete contrapporre fermezza per non essere tentati, sulla scia dell’entusiasmo, di indulgere a spese inutili e stravaganti. Salute positiva: qualche rischio di dolori allo stomaco, quindi attenzione al cibo e soprattutto non fatevi tentare dalle bevute in compagnia. Bene i rapporti con parenti e amici. Per chi è impegnato stabilmente, nuovi elementi entreranno a consolidare ulteriormente la relazione. Possibilità in vista per chi è single – e magari non vorrebbe esserlo più. Affrontate nuovi contatti con cautela, ma al tempo stesso sincerità, soprattutto nei primi approcci. Indossate un “solo tempo” essenziale, leggero, nitido, incisivo.

    Bulgari Aluminium
    Cassa (40 mm) in alluminio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica con datario. Quadrante argenté, corona e lunetta in caucciù, vetro zaffiro, cinturino in caucciù con raccordi in alluminio. 3.200 euro.

    Sagittario

    L’oroscopo di luglio 2023 prevede buone nuove e consolidamento di situazioni positive per i nati sotto il segno del Sagittario. Non ci sono novità particolari, tendenzialmente tutto procede in modo positivo. Buona anche la salute: attenzione a qualche piccola noia verso l’ultima decade del mese. Non trascurate nei, dolori articolari o fastidi vari: se dovessero presentarsi, andate subito a farvi controllare da uno specialista. Tranquille le relazioni con gli amici e la famiglia. Serenità tra le mura domestiche e per chi è alla ricerca dell’anima gemella: la disposizione astrale è particolarmente favorevole. Mettetevi in luce con un esemplare capace di catturare l’attenzione.

    SPEAKE-MARIN Dual Time Pink
    Cassa (42 mm) in titanio grado 5 Dlc nero. Movimento meccanico a carica automatica, calibro SMA02 di manifattura, con micro-rotore decentrato, secondo fuso orario, piccoli secondi e datario con indice ad andamento retrogrado. Quadrante traforato color Pantone 700C, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 28 esemplari, 42.578 euro.

    Capricorno

    La prima metà di Luglio porterà ai Capricorno risultati positivi, talvolta inattesi. Avanti tutta, quindi, sempre con intelligenza e senza mai farvi travolgere da sentimenti di onnipotenza. Il lavoro costante e l’impegno saranno premiati. Attenzione invece per tutto il mese ai segnali del vostro corpo: non sottovalutate l’improvviso insorgere di disturbi o l’eventuale peggioramento di sintomi. Nel caso, sottoponetevi a un buon check-up. Prime due settimane nella più totale tranquillità con il partner, qualche screzio nelle seguenti. Correte ai ripari usando tutta la vostra diplomazia e ricordatevi che fare sentire all’altro quanto sia importante per voi è sempre un’arma vincente. Evocate una full immersion nel vostro rapporto con un bel subacqueo.

    TUDOR Black Bay
    Cassa (41 mm) in acciaio, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro MT5602-U di manifattura, con 70 ore di autonomia; certificato cronometro dal Cosc e Master Chronometer dal Metas. Quadrante opaco, lancette e indici luminescenti, ghiera girevole unidirezionale con inserto in alluminio anodizzato, vetro zaffiro bombato, bracciale in acciaio. 4.360 euro.

    Acquario

    Per i nati sotto il segno dell’Acquario l’oroscopo di luglio preannuncia qualche difficoltà, fortunatamente superabile. Ostacoli professionali per chi lavora in aziende od organizzazioni, profitti un po’ deludenti per chi si occupa di affari. Tenete duro: lavorare sodo è l’imperativo di questo mese. Ovviamente, tutto questo si rifletterà sullo stato di salute: bruciori di stomaco, emicranie, mal di schiena dipendono dallo stress che andrete accumulando. Famiglia e relazioni soffriranno nel vedervi irascibile, irritato, stanco: gli amici veri capiranno, e aprir loro il vostro cuore sarà di grande conforto. Cercate di scaricare giorno per giorno la carica energetica negativa con l’attività fisica: procuratevi uno smartwatch che vi aiuti a monitorare la situazione.

    GARMIN epix Pro (Gen 2) Standard edition 42 mm
    Cassa (42 mm) in polimeri fibrorinforzati, impermeabile fino a 10 atm. Autonomia fino a 10 giorni, funzioni per corsa, golf, fitness, attività ricreative all’aperto, sport acquatici e di squadra, allenamenti animati, sci e mountain bike; monitoraggio della salute; navigazione Gps, torcia elettrica integrata e tanto altro. Display Amoled da 1,2″, touchscreen, ghiera e fondello in acciaio, Corning Gorilla Glass, cinturino in silicone. 949,99 euro.

    Pesci

    Le stelle suggeriscono ai Pesci di chiudere la saracinesca sulle attività quotidiane e prendersi un periodo di meritato riposo. Per chi si occupa di business, qualche ostacolo inatteso nella prima metà del mese ma situazione in netto miglioramento dopo il 15. Sempre nelle prime settimane, complici proprio le tensioni lavorative, la salute non sarà eccellente. Appena tutto migliorerà gli acciacchi scompariranno. In famiglia vi troverete coinvolti in qualche problema che metterà alla prova la vostra pazienza: calma e obiettività siano le vostre armi. Non lasciatevi manipolare: siate disponibili, ma non fatevi coinvolgere in giochi stabiliti dagli altri, in cui non siete che una pedina nella loro scacchiera. Affermate la vostra sicurezza con un esemplare dalla forte personalità.

    GLASHÜTTE ORIGINAL Seventies Chronograph Panorama Date
    Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 37-02 di manifattura, con indicazione dell’autonomia di 70 ore, cronografo con ruota a colonne, funzione flyback e grande datario. Quadrante sfumato, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio. 16.500 euro.

  • MB&F: the First Fifteen Years. Il primo catalogo ragionato nell’orologeria

    MB&F: the First Fifteen Years. Il primo catalogo ragionato nell’orologeria

    Ecco una pubblicazione capace di sorprendere chiunque ami gli orologi, soprattutto quelli prodotti dai marchi indipendenti e di nicchia. S’intitola MB&F: the First Fifteen Years, ma non è una semplice monografia. Per la verità, la poderosa opera – 312 pagine, scritte e illustrate con maniacale precisione e dettagli da certosino – se estesa con il medesimo format anche a manifatture e case più grandi, renderebbe la vita un po’ più facile al mondo del collezionismo. Vediamo perché.

    Il libro infatti è concepito come un “catalogo ragionato“. Per chi non lo sapesse, un catalogo ragionato è una descrizione analitica dell’opera omnia di un artista (in senso lato); cioè l’elenco di ogni singolo lavoro, completo di spiegazioni e commenti, comunemente usato in letteratura e nell’universo artistico. Con MB&F: the First Fifteen Years un catalogo ragionato appare per la prima volta in orologeria. A pieno diritto. Perché le creazioni del marchio ginevrino sono autentiche opere d’arte futuristiche e “ferocemente non convenzionali” – come si legge sul sito ufficiale.

    Fondato nel 2005, MB&F (l’acronimo sta per Maximilian Büsser & Friends) è un laboratorio concettuale d’arte e microingegneria, dedicato alla progettazione e realizzazione di esemplari scaturiti da speciali collaborazioni con maestri orologiai, designer visionari, esperti di micromeccanica, e il contributo di aziende e artigiani specializzati. Da sempre improntato alla massima trasparenza nel mettere in rilievo le persone (quasi un collettivo di amici) che stanno dietro la produzione delle diverse collezioni, il brand con questo libro svela anche le informazioni relative a ciascuno dei 3000 orologi realizzati nei primi 15 anni di vita.

    Come appunto anticipato nel titolo, MB&F: the First Fifteen Years racconta pezzo per pezzo l’intero catalogo dal 2005 al 2020. Scritto (in inglese) dalla giornalista Suzanne Wong e dal super-esperto William Massena, il coffetable blook è pubblicato dalle Editions de La Martinière e distribuito da Abrams. Nelle 30 pagine introduttive ripercorre la genesi del marchio creato da Max Büsser. Quindi documenta ogni singola “macchina orologiera”, inclusi prototipi e pezzi unici di cui sinora non s’era mai parlato. Comprende numeri di riferimento, specifiche tecniche, anni di produzione nonché la quantità esatta di ognuna delle 160 referenze prodotte. E descrive in dettaglio i 18 calibri sviluppati dal brand e dai suoi amici, sia per le Horological Machines che per le Legacy Machines. Il tutto illustrato da oltre 400 fotografie a colori.

    Avvertenze. La tiratura di MB&F: the First Fifteen Years è di sole 2.000 copie, di cui le prime 1.500 riservate al marchio stesso e ai suoi partner. Per questi (pochi) fortunati, il volume sarà presentato in uno speciale cofanetto (realizzato con la stessa schiuma ad alta denIl sità utilizzata per i packaging degli orologi); e sarà disponibile la prossima estate a 190 euro circa. Le restanti 500 copie, prive di custodia esterna, saranno invece vendute al pubblico in ottobre a 150 euro. Chi fosse interessato, comunque, farebbe bene a prenotarlo subito: le prevendite sono già aperte sull’e-shop MB&F della MAD Gallery.

  • Questo è per te, Alain

    Questo è per te, Alain

    E poi arrivò Alain Silberstein. Architetto, ma più probabilmente artista. Erano anni che non potete immaginare. Gli Ottanta cominciavano a dissolversi nei Novanta, scendendo qualche gradino della scala evolutiva. Io c’ero.

    Antefatto sui prodigi della tecnica moderna, che poi venitemi a parlarne male. L’altra sera mi appresto ad una seduta Instagram di invettive sul Festival di Sanremo, quando Alberto Uglietti (lo troverete presto in queste pagine) mi manda un WhatsApp per avvisarmi che Alain Silberstein mi cita in una intervista su Hodinkee. Non ho tempo e chiedo solo se bene o male, perché non si sa mai. Ho una brutta fama. Bene, dice, e allora aspetto la prima voragine pubblicitaria per leggerlo.

    Rewind… Flashback

    Alain ricorda di quella prima rivista al mondo e del fatto che fummo i primi a parlare di lui e dei suoi orologi. Mi fermo a ricordare e mi si apre un mondo. Più tardi mi loggo a Hodinkee per ringraziare Alain e l’autore dell’intervista. Più tardi ancora scopro Alain che sorride dicendomi che legge sempre Il Giornale Degli Orologi. Triangolazione Telematica Internazionale. Anche i vecchi, nel loro piccolo, giocano a fare gli alchimisti del web.

    Tutto nasce a Basilea. 1987. Alain Silberstein conquista un proprio stand nei meandri della fiera.
    Per capirsi. A quei tempi c’era un piano terra delle Marche Nobili (indimenticabile la villetta Liberty a due piani rosso e oro di Cartier; indimenticabile la raffinata cucina all’immenso stand Ebel, nel quale poter entrare era meglio che Rolex) e tutto intorno il caos assoluto. Camminavi per chilometri seguendo scale e passaggi misteriosi che non eri certo di trovare la via del ritorno.

    C’era un padiglione minore, ma comunque immenso, con un terrazzo interno dove gli espositori avevano un tavolo, due sedie e una vetrina. Lì, ad esempio, ho incontrato Gerd Lang e i suoi Chronoswiss che, ad onta del nome, venivano prodotti in Germania. Lui era un formidabile tecnico che ebbe l’idea (fu il primo, primissimo, e tutti gli altri dopo) di resuscitare il quadrante “regolatore” in un orologio da polso. Movimento così così, ma nobilitato da una regolazione a collo di cigno che produceva da sé. Ha venduto a me il suo primo orologio, che a mia volta ho regalato ad un amico. Ve l’ho detto che non sono un collezionista.

    Lang mi dice di andare a vedere l’Accademia dei Creatori Indipendenti, fondata, dice, dal mio conterraneo Vincenzo Vincent Calabrese. Mi spiega la strada e per tre giorni ci provo, perdendomi però in sentieri quasi inesplorati.

    Tra i meandi della fiera

    Parentesi. A quei tempi Basilea era una immensa fiera paesana. Su tutto dominava un odore di crauti e salsicciotti arrosto. Ristorantacci un po’ dappertutto. Mangifici rapidi in cui ti ingozzavi di bratwurst, crauti (appunto) e tracannavi birra nella speranza di riuscire a digerire. Dopo tre giorni preferivi il digiuno o gli immondi “Tortelloni Antonio” che trovavi come piatto esotico all’italiana in uno dei tanti mangifici rapidi. I “Tortelloni Antonio” (ripieno mai identificato, sugo svizzero che era meglio il ketchup) erano terribili, ma cominciavi presto ad avere nostalgia del cibo di casa tua e li mangiavi nascondendo il nostalgico piacere. Ma tornavi a casa e mangiavi pastasciutta vera per almeno una settimana. Ah, les italiens…

    Stavi tutta la durata della fiera perché non potevi mancare – dopo i primi giorni con le Marche Nobili o presunte tali – il piacere della ricerca. Oltre agli odori era prepotente e invasiva la musica a tutto volume delle stazioni radio svizzere. Andava fortissimo un gruppo italiano, gli Scooters, che cantavano Zum Bai (“zum lalleri/eran bianchi e ora son neri”), autentica hit, in terra elvetica e in Germania. Specialmente dopo tre birrone bionde. Che poi attenti: gli Scooters avevano anche scritto un bel pezzo alla Beach Boys coverato dai Tremeloes, che all’epoca non erano mica pizza e fichi.

    Atmosfera da osteria. Da birreria della remota provincia bavarese, insomma. Roba che la fiera della porchetta di Ariccia, al confronto, ci andavano in pellegrinaggio solo raffinati gourmet. E improvvisamente odori e suoni si spalancano davanti al piccolo, piccolissimo stand di Alain Silberstein. Ti fermi perché in giro non c’è nulla del genere. Nulla se non Swatch e alcuni giocattoli orientali che imitavano Swatch senza averne nessuna, nemmeno una delle qualità.

    L’incontro con Alain Silberstein

    Che poi quello era un mondo diverso, perché Alain Silberstein esordiva con un cronografo animato dallo stesso Valjoux stipato spesso nella cassa d’orologi di non poche Marche Nobili. Solo che loro non lo dicevano e lui sì. Perché mentre guardi ti si avvicina. Era proprio come oggi, solo un po’ più magro e nero, con “gli occhi di bragia” come Caron Dimonio. Vestito di nero proprio come oggi, solo che non sorrideva. L’ho capito solo dopo qualche tempo, il perché: si stava giocando tutto quel che aveva in tasca su quegli orologi. E fosse andata male sarebbe andata malissimo, per lui.

    A quei tempi parlavamo tutti un patois (patuà, si pronuncia, un minestrone di lingue) tipico della fiera di Basilea. Spesso parlavi quella strana lingua persino con altri italiani, che ce n’erano tanti perché allora l’Italia era il secondo mercato mondiale dopo gli Usa. Ma di orologi l’Italia capiva molto di più.

    Il primo sorriso, Alain me lo fa quando dico Mondrian, perché quelli sono i colori di Piet Mondrian. Il secondo arriva con la parola Miró, perché le geometrie e le serpentine sono quelle di Joan Miró. Con il piede d’appoggio in Vasilij Vasil’evič Kandinskij. Poi aggiunge, con un terzo sorriso: “And Bauhaus case” con un inconfondibile accento francese. E parla, mi racconta. E noto che nel frattempo non entra nessuno nel suo stand, mentre alcuni guardano le vetrine e se ne vanno scuotendo la testa.

    Sì, una cassa molto Bauhaus (vedere il confronto con Nomos Glashütte, che di Bauhaus ha grande competenza), ma acciaio lucidissimo o nero – che nero ancora non se ne vedeva quasi mai, negli orologi. Da Alain ho imparato che se vedi un orologio che ti convince, un orologio sul quale c’è da dire, uno sul quale il suo autore sa dirti perché, allora scrivine subito, che lui possa o meno investire in pubblicità. Tu scrivine, che non sbagli. È nato così, quel primo articolo. Non so se sia stato il primo in assoluto, ma non è questo il punto: ne valeva la pena.

    Alain Silberstein oggi

    Poi Alain smette di fare l’imprenditore, dopo una ventina d’anni. Ma il segno lo ha lasciato. Lo ritrovi negli orologi che disegna per Louis Erard – la purezza del tocco maturo – e soprattutto nell’incontro con la stravaganza geniale di Maximilian Büsser. Mi riconosco nel percorso di oltre trent’anni che ha portato alla Legacy Machine N°1 “secondo Alain Silberstein”. Cambiano i dettagli Silberstein, ma cos’altro vuoi cambiare ad una impeccabile idea iniziale?

    Dettagli, dettagli e ancora dettagli per definire certosinamente lo stile artistico. Ribadito dalla versione con cassa nera, come sempre nelle opere di Alain, anche se come gusto personale trovo che il titanio riesca ad illuminare di attualità i suoi colori. Ci pensassero su, gli altri: titanio e colore e poi ditemi che Alain non è un artista vero. Uno spazzaneve dell’orologeria d’arte, che apre la strada a chi non sa trovarla. Meno convincente, invece – ma è solo una questione di gusti – la versione in oro rosa, forse un po’ scialba.

    Ecco cosa succede a mettere insieme due vecchietti e un po’ di tecnologia. Ricordi e futuro in un piatto forse gourmet, ma comunque genuino e saporito. Arte (quando ancora nessuno parlava di arte, in orologeria) e allegria. Voglia di sorrisi e di rimettersi in gioco, sempre e comunque. Io c’ero. Noi ci siamo ancora. Vero, Alain?

  • Objets de Vertu del Terzo Millennio. Follie da tavolo

    Objets de Vertu del Terzo Millennio. Follie da tavolo

    C’erano una volta (ma in effetti ci sono ancora) gli Objets de Vertu, letteralmente “oggetti di virtù”. Pezzi decorativi di alto artigianato, destinati in origine alla devozione religiosa, poi allo svago e al diletto dell’aristocrazia europea. Manufatti preziosi, forgiati nell’oro, scolpiti nell’avorio o nella pietra dura e decorati con diamanti e gemme colorate, perle e smalti policromi… Gli esemplari più celebri? Le Uova di Fabergé. Attorniate però da meno note miriadi di statuette, candelabri, fontane da tavolo, reliquiari, tabacchiere, porta-profumi, nécessaire, scatole musicali… Sovente con orologio incorporato.

    Cose del passato? Tutt’altro. Gli Objects de Vertu sono una tradizione viva e vegeta. Nient’affatto dimenticata, semplicemente trasformata. Gli Objets de Vertu di oggi hanno infatti un mood meno serioso e più ludico, divertente e divertito. Ma come ieri sono giocattoli costosi, solo per pochi, realizzati da mani esperte con tecniche accurate. Ne è un esempio la 1989 Batmobile di Kross Studio, un orologio da tavolo prodotto in Svizzera, nell’atelier artigianale con sede a Gland (nel distretto di Nyon). Che ha proprio le stesse sembianze della macchina di Batman, come appare nel primo film di Tim Burton (del 1989, appunto). Per intenderci, quello con Michael Keaton nei panni dell’Uomo Pipistrello e Jack Nicholson grottesco ma credibilissimo Jocker.

    Realizzato in 100 esemplari numerati su licenza della Warner Bros., è un modellino dell’esclusiva supercar in alluminio nero, lunga circa 30 cm e pesante 2 chili (con tanto di pneumatici che girano davvero). È in grado di funzionare per 30 giorni consecutivi grazie a un movimento meccanico a carica manuale, di manifattura, con ricarica a chiave. E visualizza l’orario all’interno del cofano, tramite due cilindri che scorrono verso il basso e riportano rispettivamente l’indicazione di ore e minuti. Il prezzo? 29.900 dollari. Chi fosse interessato, farebbe bene a spicciarsi con l’acquisto: perché ne sono rimasti davvero pochi esemplari…

    In tiratura limitata è anche un altro orologio da tavolo riconducibile agli Objets de Vertu del Terzo Millennio: il TriPod, frutto della collaborazione fra MB&F e L’Epée 1839. Ispirato a un futuro distopico, anch’esso dalla vaga matrice cinematografica, un po’ Jurassic Park un po’ X-Files, è una creatura aliena a metà fra un insetto e un dinosauro. In effetti sigla la tredicesima collaborazione fra la cooperativa di ingegni riunita attorno a Max Büsser e la storica azienda di Delémont; e segue il potente T-Rex uscito lo scorso anno, per dar vita a una trilogia già definita Robocreatures dallo stesso MB&F.

    Con la struttura in ottone placcato e il corpo in materiale acrilico fluorescente, il TriPod è un esemplare di 2 chili e 800 grammi, uscito dalla matita e dalla fantasia del giovane designer Maximilian Maertens. Indica ore e minuti su due dischi concentrici posti sul “capo” della creatura, che si leggono attraverso ognuno dei tre “occhi” sferici (in vetro ottico). Il quadrante compie una rotazione completa in 36 ore ed è animato da un movimento meccanico a carica manuale, fabbricato “in casa” da L’Epée, con 8 giorni di autonomia. Anche in questo caso la ricarica è a chiave (“doppia” perché serve anche per la rimessa all’ora). TriPod è disponibile in 150 esemplari in totale, dai colori lollipop – 50 rossi, 50 verdi e 50 blu – a un prezzo di 24.500 franchi svizzeri.

    Più fedele, almeno concettualmente, agli Objets de Vertu del passato è infine The Diamond, un pezzo unico firmato da The Unnamed Society. Che si auto-definisce un team di appassionati designer, inventori e artigiani, la cui ambizione è «rendere possibile l’impossibile». Anche in questo caso si tratta di un orologio da tavolo, ma la forma è quella di una preziosissima pistola. Intesa più nel senso di Carpe Diem che come strumento letale, fa riferimento a storici predecessori con automi (come quelli conservati al Museo Patek Philippe o nella collezione Sandoz). Esclusiva anche la location della presentazione in anteprima: la galleria Art in Time di Monaco.  

    Frutto della collaborazione con L’Epée 1839 (di nuovo), che si è occupata del movimento, e con Salanitro, che ha invece svolto il lavoro di incastonatura, The Diamond è un revolver completamente tempestato di diamanti. Ed è il seguito ideale della colt (cioè la pistola automatica a tamburo rotante) di Pancho Villa uscita lo scorso anno, che ora ritorna in versione gioiello. Realizzata in bronzo al berillio (una lega di rame molto resistente e quindi difficile da lavorare), misura 370 x 170 x 60 mm. Ed è rivestita di 78,26 carati di diamanti, incastonati a neve sul telaio e sull’impugnatura, dove la superficie delle pietre è inframmezzata a zone di smalto nero. Nulla si sa riguardo al prezzo, ma gli Objects de Vertu così unici da essere costosi di default.

  • Legacy Machine Perpetual, il calendario perpetuo integrato di MB&F

    Legacy Machine Perpetual, il calendario perpetuo integrato di MB&F

    Cominciamo dalla “complicazione” e dal contesto in cui nasce.
    La collezione Legacy Machine di Max Busser & Friends nel 2015 si arricchisce di un modello con calendario perpetuo, la Legacy Machine  Perpetual. Per intenderci, la collezione Legacy Machine è quella subito riconoscibile per l’ampio bilanciere centrale “magicamente” sospeso sul quadrante. Un vero e proprio marchio di fabbrica, un biglietto da visita inconfondibile che ha fatto storia.

    La Legacy Machine N°1, quella originale, nasce dalla collaborazione di Max Busser con i tecnici Jean-François Mojon e Kari Voutilainen. Poi la collezione cresce e si articola in “variazioni sul tema” elaborate dagli stessi autori (Legacy Machine N°2), dal solo Voutilainen (101 e Flying T con tourbillon volante), da Voutilainen in collaborazione con Eric Coudray (Thunderdome), e da Stephen McDonnell (prima con lo Split Escapement ed poi con la Legacy Machine Perpetual). Sì, mi direte voi, sono tutti grandi tecnici, grandi progettisti. Ma questo Max Busser cosa c’entra con loro?

    Maximilian Büsser da Milano, figlio di un diplomatico svizzero (nasce a Milano e parla un perfetto italiano, ma è svizzero e vive a Dubai), potrebbe essere definito “il giocattolaio matto”, oppure anche il moderno Mecenate. Qualche anno fa ho sostenuto fosse l’inventore, almeno in orologeria, di quel “Mazinga Style” che prende in qualche modo origine dai Manga giapponesi. Scoprendo solo dopo che Max, in ogni sua partecipazione a mostre d’orologi, mette sempre ben in vista un grosso Goldrake. Sì, quello del “razzo missile” e di Ufo Robot.

    Max Busser, dicono alcuni, è solo l’impresario di un circo di acrobati dell’orologeria, un “commerciale”. Falso. In realtà si è laureato al Politecnico di Losanna conquistando poi un Master in micro-ingegneria. Entra in Jaeger-LeCoultre ai tempi di Henry-John Belmont (uno degli uomini che hanno salvato l’orologeria svizzera dalla crisi post-quarzo, negli anni Sessanta), che di Max ha sempre detto tutto il bene possibile.

    Altrettanto vale per un altro grande personaggio, quel Günther Blumlein cui si deve il rilancio di IWC e la rinascita di A. Lange & Söhne. Marche confluite prima nel Gruppo Mannesmann (che nasce come produttore di tubi) e poi nel 2002 vendute da Mannesmann al gruppo Richemont. Max, però, se n’era già andato, approdando nel 1998 in Harry Winston, uno dei più grandi gioiellieri di fama mondiale. Qui (e la cosa non dev’essere stata facilissima) Busser convince i capi a creare una divisione d’orologeria, Rare Timepieces, che dirigerà fino al 2005. È qui che nasce l’idea geniale.

    Max Busser nota un interesse crescente, da parte del pubblico, per gli “artigiani dell’orologeria”, veri e propri artisti della micromeccanica. Inventano complicazioni, inventano movimenti originali, inventano un nuovo modo di fare grande orologeria con piccoli numeri. Ma nota anche come molti di loro siano autentiche schiappe per quanto riguarda l’aspetto estetico (che pure è molto importante) e/o la gestione commerciale delle aziende. La Svizzera è piena, purtroppo, di grandi tecnici finiti male perché la grande micromeccanica non basta. I movimenti devi “vestirli” per trasformare i movimenti in orologi. E poi devi saperli vendere. Altrimenti nisba.

    Max Busser convince il marchio Harry Winston che non può competere con alcuno dei marchi tradizionali, a meno di trovare una strada propria. Come un vero talent scout (e forte della propria storia professionale), Max Busser inizia a collaborare con nomi allora poco conosciuti come François-Paul Journe, Antoine Preziuso, Christophe Claret, Felix Baumgartner, Robert Greubel & Stephen Forsey, Jean-François Mojon, Denis Giguet ed altri ancora. Molti hanno fatto marca a sé, altri lavorano come progettisti per altre marche, ma tutti hanno fatto strada, tutti sono ormai apprezzati per quel che meritano.

    È un modello di lavoro in cui Max Busser (prima con Harry Winston, e dal 2005 da solo) fa confluire le proprie capacità tecniche ed imprenditoriali, lanciando nel mondo del lusso tecnici geniali che non sempre un certo pubblico riesce apprezzare in quanto tali. Alcuni – diciamocelo – da soli fanno orologi eccellenti, ma francamente “noiosi”. Il metodo Busser prevede un interscambio equo, in fin dei conti, nel quale senza il “giocattolaio matto” anche il migliore dei purosangue rischia di rimanere fermo al palo. Nasce così la serie degli Opus. 

    Ah, chi storce il naso di fronte alla parola “giocattolo” ricordi che anche quel mago della micromeccanica che era Pierre Jaquet-Droz (1721-1790) costruiva, oltre ad orologi, anche automi semoventi d’ogni tipo. Giocattoli, appunto, veri e propri computer meccanici. E opere d’arte.
    E con questo dovremmo aver chiarito in quale contesto nasce la Legacy Machine Perpetual di Max Busser & Friends. Realizzato con la collaborazione del geniale Stephen McDonnell.

    Geniale perché McDonnell ha – parzialmente – reinventato la meccanica del calendario perpetuo. Dicesi calendario “perpetuo” quel dispositivo che consente, su un ciclo di quattro anni (da un bisestile all’altro) di indicare sempre il mese, il giorno della settimana e la data giusta. Perché perpetuo l’ho messo fra virgolette? Perché una eccezione del calendario gregoriano (quello che usiamo normalmente) prevede di saltare un febbraio bisestile ogni anno secolare non divisibile per 400. Per farla breve, nel 2100, che pure sarebbe bisestile, febbraio avrà 28 e non 29 giorni. E questo costringerà il proprietario di un orologio con calendario “perpetuo” a far avanzare manualmente la data di un giorno.

    Da un punto di vista pratico, esistono sostanzialmente due tipi di dispositivi per realizzare un calendario perpetuo. Il metodo antico prevede solo ingranaggi e ha il vantaggio di una programmazione che può essere regolata sia in avanti che indietro nel tempo. Moderatamente utile, perché tollera errori di gestione, ma micidialmente affamato di energia. Sono stati fatti tentativi, in orologi astronomici come una famosa trilogia di Ulysse Nardin, ma la strada è poi stata abbandonata o quasi. Poi c’è il metodo basato (ancora una volta!) su una invenzione fatta da Abraham-Louis Breguet nel 1795. Leve e camme programmate su un arco di quattro anni. Tutti i calendari perpetui moderni partono da lì.

    La stragrande maggioranza dei calendari perpetui consiste in moduli specializzati che vengono innestati su un movimento di base. Stephen McDonnell ha invece deciso di creare un movimento integrato, ossia un movimento che nasce proprio come calendario perpetuo. Max Busser, non contento, gli ha chiesto di adattare la sua idea alla collezione Legacy Machine. Con il bilanciere sospeso sul quadrante tramite un ponte.

    Non solo: McDonnell ha totalmente reimmaginato il funzionamento del calendario perpetuo per ottenere un movimento non troppo spesso (bilanciere a parte) e meno avido d’energia. Comunque (tanto per non sbagliare) utilizzando due bariletti, ben visibili dal fondello trasparente. Anche perché quando usi un bilanciere ampio e “lento” (18.000 alternanze/ora, come negli orologi da tasca) è meglio avere tanta energia per non mettere in discussione la costanza di marcia.

    Nella Legacy Machine Perpetual l’origine dell’impostazione a leve e camme programmate è ben riconoscibile, per un tecnico. Che però rimarrà sorpreso per l’apparente indipendenza del calendario perpetuo dal treno del tempo. Apparente perché Stephen McDonnell ha inventato un vero e proprio processore, una sorta di CPU meccanica programmata per fornire le indicazioni ad una serie di ingranaggi satelliti demandati alle diverse indicazioni temporali.

    Per il resto siamo nell’apparente normalità, con quattro pulsanti correttori e due splendidi indicatori per l’autonomia e per l’anno bisestile. Come al solito lascio alle didascalie qualche dettaglio tecnico in più, perché ce ne sono di davvero sorprendenti. Alcuni dubbi sul funzionamento li ho espressi direttamente a Stephen McDonnell. Il calendario può solo andare in avanti, vero? E come la mettiamo con la sicurezza delle regolazioni, ove qualcuno decidesse di incasinarsi la vita? E McDonnell ha risposto così:

    «Ci sono 4 correttori (pulsanti) per il QP: a ore 2 il giorno, a ore 4 mese, a ore 8 l’anno e quello a ore 10 per l’intero calendario (master). Tutti questi correttori spostano le funzioni in avanti nel tempo (lunedì → martedì → mercoledì; aprile → maggio → giugno, eccetera). Se i correttori fossero in grado di spostare le indicazioni in senso inverso, sarebbe impossibile mantenere la sincronizzazione del calendario, e le parti potrebbero persino rompersi. Quindi il design del meccanismo garantisce che con i pulsanti sia possibile solo la correzione in senso avanti.

    Per lo stesso motivo, anche il movimento di base può solo far avanzare il calendario. Se giri le lancette all’indietro dopo la mezzanotte, si attiva una levetta di sicurezza che impedisce al calendario di essere spostato all’indietro.

    Il meccanismo QP contiene un’intera gamma di dispositivi di sicurezza, che rendono impossibile la de-sincronizzazione permanente del sistema; nessuna combinazione di pulsanti o nessuna rotazione delle lancette in avanti o indietro può causare danni. È anche possibile ruotare le lancette all’indietro oltre la mezzanotte mentre si utilizza qualsiasi combinazione di correttori. Niente verrà rotto o definitivamente de-sincronizzato.

    La programmazione del processore meccanico avviene il 25 di ogni mese. In effetti, il meccanismo “legge” la camma del mese. Questa camma ha 12 passaggi variabili, ed è posizionata più o meno a ore 6. La ruota che trasporta questa camma porta anche la lancetta del mese. Quindi il 25, il meccanismo programma il processore con le informazioni che ha letto dalla camma del mese, cioè la lunghezza corretta del mese corrente. Da questo punto (25 del mese) fino al momento in cui il QP passa al primo del mese successivo, i correttori del mese e dell’anno saranno disattivati.

    Il motivo è duplice: in primo luogo per la sicurezza. Per evitare che le parti vengano danneggiate a causa della manipolazione dei correttori durante il periodo in cui il calendario avanza del mese (e dell’anno). In secondo luogo per praticità: se il calendario legge “maggio”, e programma 31 giorni per maggio il 25, e il giorno dopo si preme il correttore del mese per cambiare la lettura del mese in “settembre”, la programmazione di maggio rimarrà all’interno del processore, quindi l’orologio finirebbe per visualizzare settembre sì, ma con 31 giorni! La disattivazione dei correttori di mese e anno dal 25 fino all’inizio del 1° del nuovo mese garantisce che l’intera visualizzazione del QP rimanga sempre accurata. Il giorno e i correttori principali rimangono attivi in ogni momento.

    Per quanto riguarda il normale avanzamento del QP (come determinato dal movimento), il mese e l’anno avanzano entrambi istantaneamente; la data e il giorno si muovono semi-istantaneamente».

    Il MB&F Legacy Machine Perpetual è a tutti gli effetti un orologio per collezionisti. I prezzi sono elevati, ma in linea con la ridottissima produzione di un movimento completamente diverso da ogni altro. La logica meccanica mi porta a dire (ma tutti, al marchio, smentiscono vigorosamente) che Stephen McDonnell potrebbe avere in mente ulteriori evoluzioni (ad esempio una versione con più processori meccanici) che però richiederanno parecchi anni per arrivare in produzione. Sempre che arrivino.

    Sta di fatto che fino ad oggi gli orologi di MB&F hanno spuntato in asta ottime quotazioni, specialmente i modelli più originali o in edizione limitata. Dal momento che della Legacy Machine Perpetual sono disponibili ancora alcuni esemplari, ci sarebbe da farci un pensierino, se siete in grado di affrontare questo tipo di spesa. Per gli altri, il consiglio è come sempre di andare di persona a dare un’occhiata, se non altro per cultura personale. A Milano, ad esempio, in corso Magenta trovate GMT, il negozio dell’importatore, in cui è esposta gran parte della collezione.

  • MB&F e H. Moser & Cie: il diavolo e l’acqua santa

    MB&F e H. Moser & Cie: il diavolo e l’acqua santa

    L’espressione del titolo sta ad indicare l’impossibile coesistenza degli opposti: l’acqua benedetta viene usata per scacciare il diavolo, che ovviamente la odia. Ma l’orologeria riesce a superare persino queste abissali distanze. Come nel caso della collaborazione fra MB&F e H. Moser & Cie.

    Maximilian Busser nel ruolo del diavolo: lui e la sua peccaminosa fantasia che lo porta a dar forma di polpo, di rana, quando non di robot, agli orologi creati con i propri amici. Moser nel ruolo dell’acqua santa: sintesi stilistica estrema, talvolta persino oltre lo zen, Moser è il trionfo dell’essere sull’apparire. Due marchi apparentemente impossibili da fondere, MB&F e H. Moser & Cie, come il diavolo e l’acqua santa, si diceva. Eppure poi arriva un agente catalizzatore che supera ogni legge della chimica e crea una unione nuova e stimolante.

    Il catalizzatore si chiama Precision Engineering AG, nasce nel 2001 e ha per indirizzo Rundbuckstrasse 10, 8212 Neuhausen am Rheinfall, Svizzera. Una zona industriale a dieci minuti d’auto da Sciaffusa. L’indirizzo, guarda caso, è lo stesso di H. Moser & Cie, antico marchio d’orologi nato in Russia, trasferitosi in Svizzera e poi per qualche tempo dimenticato. Rinasce nel 2005 e raggiunge una produzione stimata in 1.500 orologi l’anno.

    Cosa è e cosa fa la Precision Engineering? È una piccola fabbrica, strettamente legata a Moser, che produce spirali, bilancieri, ancore e ruote di scappamento (singoli componenti o interi organi regolatori) per Moser, innanzitutto. Ma dal momento che produrre queste componenti per 1.500 orologi l’anno sarebbe – economicamente parlando – una follia, allora produce anche per aziende esterne, come MB&F. E come vedete i conti tornano, il cerchio è completato e la luce si accende. Insomma: a questo punto il diavolo Busser potrebbe farsi serenamente la doccia nell’acqua santa Moser senza sfrigolare come un uovo in padella.

    Tu mi dirai: ma perché diavolo – appunto, e ora la smetto con battute al limite del sacrilego – mettersi a realizzare componenti che puoi facilmente trovare altrove, prodotti industrialmente a prezzo molto più conveniente? Perché la piccola fabbrica è (ri)nata nel 2001 per opera di Thomas Straumann, nipote di quel Reinhard Straumann che negli anni Trenta brevettò una lega per spirali autocompensanti che si rivelò essere la base per tutte le spirali “alla Nivarox”. Oggi, in più, produce componenti in acciaio Durnico (antimagnetico, a basso tenore di carbonio), in silicio e persino in oro.

    Mi sono tenuto sulla “divulgazione leggera”, e spero di essere perdonato dagli specialisti veri, tanto per far comprendere che piccole aziende come la Precision Engineering si basano su una produzione molto limitata, ma al tempo stesso differenziata, quasi su misura. Vendere a un buon numero di piccoli produttori “artigianali”, consente ad entrambe le aziende interessate di contenere i prezzi con una forma di economia. Un produttore industriale delle stesse componenti è invece costretto a fornire una gamma meno ampia, qualitativamente comunque indiscutibile, e in quantità però maggiori per ammortizzare i costi generali, molto più alti.

    Di fatto non è che la produzione industriale sia sempre di qualità inferiore, pur se è possibile ANCHE realizzare componenti economiche. Non a caso esistono diverse qualità di componenti con prezzi proporzionalmente diversi. Al contrario, le aziende “artigianali” hanno bisogno di quella qualità certa e costante che solo le macchine ormai consentono, viste le ridottissime tolleranze con cui si lavora ai nostri tempi. Ne riparleremo, comunque.

    E passiamo finalmente ai due orologi realizzati in collaborazione fra MB&F e H. Moser & Cie. I modelli sono due. Da un lato c’è una nuova versione della Legacy Machine 101 realizzata con cassa in acciaio. Quattro serie di 15 esemplari ciascuna: tre con il classico quadrante fumé di Moser, nei colori blu, verde e rosso; e una, per il rivenditore Ahmed Seddiqi & Sons di Dubai con il quadrante di uno splendido “color acqua”. Ovviamente le differenze non consistono solo nel quadrante, ma anche in una diversa impostazione tecnica, in linea con il minimalismo di Moser: vedremo meglio i dettagli tecnici nelle didascalie.

    Il secondo modello è un sontuoso tourbillon Endeavour con spirale cilindrica di cui si producono invece 5 serie sempre di 15 esemplari ciascuna: due tonalità di blu, una di bianco, rosso e verde. Anche in questo caso la cassa è realizzata in acciaio per sottolineare la predominanza dei valori tecnici in campo sui materiali preziosi. La rarità degli orologi con cassa in acciaio sommata all’esiguo numero di esemplari garantisce un sicuro valore collezionistico nel medio e lungo termine. Anche in questo caso troverete maggiori indicazioni tecniche nelle didascalie. Mi riprometto comunque di tornare sull’argomento delle spirali cilindriche quando sarà possibile tornare a viaggiare liberamente o quasi.

  • Starfleet Explorer, il nuovo “giocattolo” firmato da MB&F e L’Epée 1839

    Starfleet Explorer, il nuovo “giocattolo” firmato da MB&F e L’Epée 1839

    “Un adulto creativo è un bambino sopravvissuto”, diceva la scrittrice americana Ursula K. Le Guin. Un motto che ben si addice non solo a MB&F – che non a caso l’ha utilizzato per festeggiare i 10 anni di vita (nel 2015) -, ma anche a L’Epée 1839. Perché, come la “cooperativa d’ingegni” catalizzata attorno a Max Busser, anche l’antica marca di orologi da tavolo sembra si diverta molto a creare esemplari fuori dall’ordinario. E quando queste due visionarie realtà si mettono insieme riescono a realizzare autentici pezzi d’arte: come la Medusa, il T-Rex o l’Aracnophobia. E il nuovo Starfleet Explorer: una “creazione intergalattica” che farà la gioia dei fans di Star Trek.

    Chiaramente ispirata alla Deep Space Nine, la stazione spaziale della serie tv, in realtà lo Starfleet Explorer ha un diretto precedente, datato 2014. Ovvero la Starfleet Machine, un incredibile orologio da tavolo con 40 giorni di autonomia, nato sempre dalla collaborazione MB&F/L’Epéé. Rispetto a quello, lo Starfleet Explorer è più piccolo nelle dimensioni e ha un’autonomia ridotta (i consueti 8 giorni di carica). Ma è arricchito di dettagli colorati e di una particolare animazione: tre “caccia” in orbita attorno all’astronave madre (in rotazione per 5 minuti).

    Leggermente diverso è anche il sistema delle indicazioni orarie. Lo Starfleet Explorer riporta i minuti sulla calotta superiore rotante (definita “antenna parabolica” dai creatori); le ore appaiono invece su un disco fisso, sottostante. La lettura avviene tramite due indici a forma di finestrella curvilinea: quello dei minuti è fisso (mentre la calotta compie una rotazione completa in un’ora); rotante è quello delle ore (che a sua volta compie una rotazione completa in 12 ore). Entrambi sono spazzolati a mano, satinati e anodizzati in tre colori: rosso, blu o verde.

    Satinata, ma con dettagli lucidi, è anche la struttura portante in acciaio, che si può capovolgere per ricaricare più agevolmente il movimento. A proposito del movimento, platina e ponti sono in ottone trattato palladio con finitura lucida; i componenti sono posti in orizzontale, mentre l’organo regolatore è in verticale. Sì, perché l’architettura dello Starfleet Explorer, pur se realizzata con forme fantascientifiche, risponde a normali criteri costruttivi. E presenta i soliti elementi: bariletto, ruotismi, scappamento, bilanciere (con tanto di dispositivo antishock). Di manifattura: sono interamente fabbricati all’interno della manifattura di Délemont (“tranne i rubini”, ci tengono a precisare in azienda).

    Ma non si creda che produrre componenti più grandi sia sempre un vantaggio: se la grandezza può semplificare il lavoro di chi assembla il movimento, di certo ne rende più difficile la realizzazione. “Non si tratta di raddoppiare le dimensioni dei componenti, ma di raddoppiare il tempo necessario per rifinirli”, spiega Arnaud Nicolas, Ad di L’Epée. “La complessità aumenta in maniera esponenziale. Per la lucidatura, bisogna applicare la stessa pressione necessaria per rifinire il movimento di un orologio da polso ma su una superficie più grande. E questo è decisamente più impegnativo”.

    Ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti, grazie alla composizione “aperta” e alla costruzione scheletrata dell’orologio. Tutti, si fa per dire: solo 297 fortunati potranno avere tra le mani un esemplare dello Starfleet Explorer. Ma ciascuno dei possessori (c’è da scommetterci) potrà lasciar andare la fantasia a briglia sciolta per immaginarlo al centro di qualche epica battaglia spaziale. E magari – in privato, quando nessuno lo vede – giocarci senza ritegno. Perché di questo in fondo si tratta: di un costoso, sofisticato, serissimo gioco.

  • Legacy Machine FlyingT, il tourbillon volant di MB&F

    Legacy Machine FlyingT, il tourbillon volant di MB&F

    Lo rivendico con autentico orgoglio: ho inventato io la definizione Mazinga Style, che inizialmente è stata vissuta con concreta diffidenza. L’ho inventata per definire gli orologi di Maximilian Busser, che però non fa orologi benché sia laureato in ingegneria micromeccanica. Max Busser e le sue Horological Machines – qui parleremo della Legacy Machine FlyingT – nascono da un progetto illuminato che richiede innanzitutto un po’ di storia.

    La origini
    Come dicevo Maximilian Busser ha un master (Università di Losanna, da sempre complice delle case d’orologeria) in ingegneria micromeccanica. La sua carriera lavorativa inizia con sette anni da manager nella Jaeger-LeCoultre, quella che ho sempre definito la marca dei “tecnici felici” e un giorno vedremo perché. Da Jaeger Busser si sposta alla Harry Winston (diamanti che più diamanti non si può ), dove crea una sezione d’orologeria (Harry Winston Rare Timepieces) impostata in maniera incredibilmente originale (per i tempi: era il 1998). Che si rivela l’unico modo per far digerire ai puristi intransigenti che un (sia pur grande) gioielliere possa fare orologi apprezzabili.

    Max (a proposito: è nato a Milano e parla un italiano perfetto) si trasforma in una sorta di manager generale per quei grandi artigiani della micromeccanica che sanno realizzare movimenti straordinari, ma che sono debolucci sul piano delle scelte estetiche, del marketing e persino della gestione economica. Non a caso negli ultimi trent’anni abbiamo visto stelle dell’orologeria artigianale nascere e morire. Proprio perché puoi avere gli orologi migliori del mondo, ma se non sei in grado di dominare tutta la filiera – compresa la scelta dei fornitori, che so, di vetri e li paghi troppo – alla fine perdi tutto.

    Max Busser – con la complicità di un’autentica vocazione al mecenatismo da parte di Harry Winston – crea gli Opus, oggetti straordinari sotto tutti i punti di vista, che consentono ad Harry Winston di conquistare il rispetto degli appassionati più intransigenti. La cosa va avanti con notevole soddisfazione di tutti fin quando, nel 2005, Busser (che ha 38 anni) fonda la Max Busser & Friends (o meglio MB&F, per esser più precisi). Il principio è praticamente lo stesso, ma portato alle estreme conseguenze. Maximilian è al centro di una struttura che si irradia verso l’esterno, lasciando ai singoli maestri orologiai la libertà di spaziare in altre attività.

    Ma il “carattere” dato da Maximilian si rivela vincente. Anche perché lui sa bene come stimolare i propri compagni di viaggio a superare qualunque limite, a partire dai propri. In sintesi: Maximilian Busser è un pazzo. E però la sua follia è sempre lucida. Da un punto di vista estetico noto quasi subito un’ispirazione proveniente da certi manga giapponesi e conio il termine “Mazinga Style”. E lui se la ride, perché Max viaggia sempre con qualcosa che rimanda a Jeeg Robot, come potete vedere nella foto in alto. Questa è comunque una prima ispirazione estetica: in seguito spazierà dal New Goth allo Steam Punk, sempre con risultati che sapranno conquistarsi l’ammirazione dei puristi.

    La Legacy Machine FlyingT
    I parenti più prossimi li troviamo nella collezione Horological Machines, in particolare nelle serie HM6 e HM7 Aquapod.
    Fondamentalmente la Legacy Machine FlyingT è un orologio meccanico a carica automatica con tourbillon volante. Ma questa definizione gli va molto, molto stretta. Non voglio farla lunga, ma il tourbillon volante è diverso da ogni altro perché non è fissato alle due estremità della gabbia, dalla platina e da un ponte, no.

    Il tourbillon volante (inventato nel 1920 da Alfred Helwing) è fissato solo alla platina, in modo che il ponte superiore non nasconda la quasi miracolosa leggerezza della gabbia. Inizialmente questa invenzione non fu baciata da grandi consensi perché nasceva sostanzialmente da motivi estetici e da un punto di vista tecnico nulla aggiungeva alla funzionalità del dispositivo. Per converso era più difficile da realizzare e in molti temevano per la solidità della gabbia quando sottoposta ad urti o vibrazioni. In realtà era semplicemente un dispositivo “di vanità”, è vero, che però costituiva una fenomenale sfida tecnica.

    Nel caso della Legacy Machine FlyingT, per giunta, muta totalmente la struttura del movimento. E muta – si badi bene – nel più totale rispetto delle motivazioni estetiche che avevano spinto Helwing ad inventare il tourbillon volante. In sintesi, abbiamo un normale movimento meccanico a carica automatica (normale si fa per dire: 100 ore di autonomia me le chiamate normali?), coperto da un finto quadrante forato dal quale spunta come un meraviglioso fungo il tourbillon volante.

    Attenzione, però: qualcuno ha scambiato i due sostegni laterali ad arco per un ponte che farebbe retrocedere la Legacy Machine FlyingT allo stato di tourbillon vulgaris. Un cavolo! I sostegni laterali servono sì a conferire maggiore solidità al tourbillon, ma sono solidali con la gabbia e ruotanti con essa. Semmai costituiscono un’ulteriore complicazione perché per bilanciare come si deve la gabbia è stato aggiunto un contrappeso ben dissimulato nella base della gabbia stessa. Una gran figata!

    Il tourbillon volante si staglia verticalmente sotto un vetro zaffiro a cupola. Ma per ottenere un vetro così fatto bisogna partire da un pezzo molto spesso di zaffiro sintetico. Che poi andrà lentamente vuotato e sagomato sia internamente che esternamente. Un piccolo capolavoro a sé, che da solo vale un buon orologio.

    E infine il quadrante vero, che è inclinato di 50° per consentire la lettura dell’ora solo a chi lo indossa. Anche in questo caso la cosa sembra semplice, ma non lo è. Le lancette di ore e dei minuti sono mosse come sempre da un asse (minuti) che ruota coassialmente ad un tubicino (ore); ma dal momento che il quadrante è inclinato, è necessario un particolare, minuscolo ingranaggio conico a doppia dentatura che consente di trasmettere il moto alle lancette sul quadrante laccato. A questo punto, come sempre indipendentemente dai gusti personali, questo orologio lo merita un applauso con ola o avete il cuore di pietra?