Giornale Degli Orologi
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  • Latest: i nuovi orologi usciti tra giugno e luglio

    Latest: i nuovi orologi usciti tra giugno e luglio

    Ben arrivato su Latest, la rubrica quindicinale de Il Giornale degli Orologi dedicata alle novità di prodotto più interessanti del mercato. In questo spazio, in continuo aggiornamento, analizziamo i lanci più importanti delle ultime settimane – in questo caso gli esemplari usciti fra l’ultima di giugno e la prima di luglio -, completi di specifiche tecniche e prezzi ufficiali. Scopri insieme a noi i nuovi modelli, a partire dalle ultime novità di Breguet e di Eberhard & Co.

    Latest oltre 50mila euro

    BREGUET Tradition Tourbillon 7047
    È uno degli esemplari lanciati per celebrare il 225° anniversario del tourbillon, brevettato da Abraham-Louis Breguet il 26 giugno 1801. E ci ha colpito per l’estetica modernissima, giocata nei toni dell’azzurro e del blu, che convive con le tecniche della tradizione, dal dispositivo fuso-catena al quadrante in smalto Grand Feu. In più il calibro 569 ha la spirale in silicio e l’indicazione dell’autonomia residua brevettata. La cassa di 41 mm è in platino. 292.500 euro.

    CORUM Heritage Coin Collection
    Il ritorno di un grande classico, realizzato per festeggiare i 250 anni dell’Indipendenza degli Stati Uniti. Una serie limitata di 50 modelli differenti, uno per ogni Stato dell’Unione e ciascuno prodotto in una tiratura limitatissima di 5 esemplari. Il quadrante uguale per tutti celebra l’anniversario, il fondello invece racconta la storia e l’identità di ogni territorio attraverso simboli, paesaggi o monumenti significativi. La cassa in oro giallo misura 39 mm, il movimento automatico è il calibro CO082. Rigorosamente per i collezionisti (soprattutto americani). 49.000 franchi svizzeri (Iva esclusa).

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Sport Chronograph Ultra-Cermet Come si evince dal nome, ha la cassa di 42,5 mm realizzata in Ultra-Cermet: un materiale composito avanzato, mix di ceramica e titanio, con una durezza di 1450 Vickers, straordinariamente resistente ma piacevole al tatto e con sfumature cangianti, dall’antracite al nero profondo. Il quadrante satinato è in Blackor con contatori Mineral Blue, mentre il movimento è il calibro PF070, a carica automatica, ad alta frequenza (36.000 alternanze/ora) e con 65 ore di autonomia, certificato cronometro dal Cosc. 40.400 franchi svizzeri (Iva esclusa).

    Latest oltre 10mila euro

    IWC Ingenieur Automatic 35 Pool
    Versione estiva del celebre “solo tempo”, acquista una nuova sfumatura di quadrante che ricorda la tonalità di una piscina sotto il sole. La cassa no gender, ispirata come sempre al design di Gérald Genta, misura 35 mm di diametro. Monta un movimento automatico, calibro 47110 (base Cartier 1847 MC personalizzato, a detta di Monochrome). Il quadrante con il caratteristico motivo a griglia interagisce con la luce, mentre il bracciale integrato ha le maglie ad H. 11.400 euro.

    Latest a meno di 10mila euro

    TAG HEUER Formula 1 Automatic Chronograph x Gulf
    I colori sono quelli celeberrimi della scuderia attiva fra gli anni ’60 e ’70, noti per aver “vestito” una storica versione del Monaco. Ma per la prima volta la livrea azzurra e arancione entra in questa linea e la converte alla meccanica. Realizzato interamente in titanio grado 2 sabbiato, il nuovo cronografo ha la cassa di 44 mm, impermeabile fino a 20 atm, e la lunetta in carbonio forgiato con scala tachimetrica. Monta un movimento automatico, il calibro 16, che riprende la configurazione e la robustezza del Valjoux 7750. In 1000 esemplari, 6.300 euro.

    Latest a meno di 5mila euro

    BELL & ROSS BR-03 Helipad
    La collezione di Flight Instrument si amplia con un esemplare che trasforma il quadrante in una pista di atterraggio per elicotteri in miniatura. Un disco rotante con la grande H indica le ore, la fusoliera segna i minuti e le pale del rotore in moto continuo tracciano i secondi. La cassa carré da 41 mm in ceramica nera microbillé è impermeabile fino a 10 atm. Il movimento automatico è il calibro BR-CAL.327 (base Sellita SW300-1). Oltre alla massima leggibilità notturna grazie ai dettagli in Super-LumiNova, da segnalare il cinturino in caucciù giallo, intercambiabile con un altro in tessuto sintetico nero. In 500 esemplari, 4.700 euro.

    EBERHARD & CO. Scafograf 200 MCMLIX
    Presentato a Watches and Wonders la scorsa primavera, è la rilettura contemporanea dello Scafograf 100, il primo modello della collezione uscito appunto nel 1959. La cassa in acciaio misura 39 mm di diametro, è impermeabile fino a 20 atm e ha la valvola di decompressione. Il movimento automatico è il calibro Sellita SW200-1. Esiste in 4 versioni: con quadrante nero o blu, ciascuno full color o sfumato. Si allaccia al polso con un cinturino in pelle idrorepellente, effetto vintage; con un bracciale Chassis in acciaio oppure in maglia milanese. In arrivo nei negozi, da 2.950 euro.

    ORIS Diver Date Olive
    Nuova versione di una delle collezioni più rappresentative della Casa di Hölstein, ispirata allo storico Divers Sixty-Five. La novità sta nel colore del quadrante – verde oliva -, per il resto tutto resta com’era. La cassa misura 39 mm di diametro ed è impermeabile fino a 20 atm, il movimento automatico è il calibro 733 (base Sellita Sw200-1), il bracciale in acciaio a tre file ha un sistema di sostituzione rapida del cinturino. In dotazione un secondo cinturino in caucciù. 2.450 euro.

    FREDERIQUE CONSTANT Classics Runabout Automatic GMT Nasce dalla collaborazione con Riva Historical Society e rende omaggio ai celebri motoscafi simbolo del jet-set internazionale fra gli anni ’50 e ’60. La cassa in acciaio lucido misura 41 mm di diametro, il quadrante ricorda il paiolato in doghe di teak. Il movimento automatico, calibro FC 350 (base Sellita SW200) è dotato di un modulo di manifattura che fornisce l’indicazione di un secondo fuso orario. Esiste anche con quadrante marrone e ciascuna versione è in serie limitata di 888 esemplari. 1.995 euro.

    Latest a meno di 500 euro

    CASIO Edifice EFK-200
    Debutta anche in Europa la terza generazione di automatici del Marchio giapponese. Segni particolari: la cassa da 38 mm con la lunetta a cuscino, e il calibro 5766 a carica automatica, con funzione stop secondi per una messa all’ora di precisione. Tra le tante versioni, al top c’è quella con cassa e quadrante in carbonio, iperleggera: pesa solo 81 grammi contro i 143 delle referenze in acciaio. Da 299 euro.

    p.s. Questo appuntamento con le Latest si arricchisce costantemente per includere tutte le novità dell’orologeria di questo periodo. Torna a a visitare la pagina nei prossimi giorni per non perdere i nuovi aggiornamenti. E raccontaci sui nostri social qual è il tuo modello preferito.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 05/05/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 05/05/2025

    Le notizie sportive e quelle di corporate sono al centro delle Cronache dell’orologeria di oggi. Si va dal Giro d’Italia alla regata più lunga del Mediterraneo fino al ritorno di Corrado Lopresto nell’inedito ruolo di Brand ambassador… E ancora, l’istituzione del Watch World Day, l’apertura di una megafabbrica nel distretto orafo di Valenza (in cui si fanno anche orologi-gioiello), l’attesissimo rilancio di un Marchio storico. Insomma, come sempre, con le nostre Cronache dell’orologeria siamo andati a spigolare nell’industria del tempo per raccontarvi in sintesi i fatti salienti. Buona lettura.

    Passione auto d’epoca

    Non è “solo” uno dei maggiori e influenti collezionisti al mondo: è soprattutto un cultore delle auto d’epoca, noto per il restauro conservativo e filologico delle vetture. Corrado Lopresto (nella foto), proprietario di una raccolta di inestimabile valore, vincitore di innumerevoli premi internazionali, è considerato uno dei massimi esperti nella storia e nella cultura del car-design. E ora ha iniziato una nuova collaborazione con Eberhard & Co., che anche così – con la scelta mirata dei Brand Ambassador – ribadisce il proprio legame storico con il mondo delle quattro ruote. La partnership promette bene: siamo curiosi di vedere cosa ne verrà fuori…

    Per veri marinai

    È la regata d’altura più lunga del Mediterraneo: oltre 630 miglia nautiche, a coprire il percorso Livorno-Porto Cervo-Faraglioni di Capri-Livorno. Quest’anno l’8a edizione della RAN 630, la Regata dell’Accademia Navale di Livorno, è partita la mattina del 27 aprile scorso, alle 11. E anche quest’anno ha avuto come cronometrista ufficiale Locman, che ha scandito i tempi delle 18 barche in gara. Il Falcon, catamarano foiling di Matteo Uliassi, ha tagliato la linea d’arrivo il 2 maggio, alle 3,22 della notte, dopo 4 giorni e 17 ore (circa) di navigazione. L’equipaggio primo classificato, durante la premiazione di ieri, si è visto attribuire anche un bel Montecristo Crono. Complimenti!

    È iniziato il countdown

    @rcs_sport

    Quando è stato svelato, il 3 maggio scorso in presenza delle autorità locali, il totem di piazza Skanderbeg a Tirana segnava “- 7 giorni”. È scattato così, a una settimana dalla partenza della prima tappa Durazzo-Tirana, il conto alla rovescia per l’inizio del Giro d’Italia. Il grande parallelepipedo è stato installato da Tudor, cronometrista ufficiale della Corsa Rosa dal 2023. E riporta anche l’intero percorso della gara 2025 che si snoda fra Albania e Italia, l’albo d’oro della manifestazione e l’elenco delle 15 partenze all’estero nella storia del Giro. Per non dimenticare la vocazione internazionale dell’evento, ambasciatore della diplomazia sportiva e del made-in-Italy nel mondo.

    Arriva il Watch World Day

    Foto courtesy Chopard

    La notizia, annunciata in super-anteprima a Watches and Wonders Geneva ma passata un po’ in sordina, è stata diffusa di nuovo nei giorni scorsi da Horopedia, uno dei soci fondatori dell’iniziativa. Il 10 ottobre prossimo si terrà la prima Giornata Mondiale dell’Orologeria: tesa a celebrare e a promuovere “l’arte, l’innovazione e l’expertise della meccanica orologiera”, ha in programma molteplici eventi fisici per riunire artigiani, collezionisti e appassionati del mondo intero. La data stessa non è casuale, ma rimanda all’orario in cui sono solitamente posizionate le lancette di un orologio negli scatti fotografici (il cosiddetto “sorriso orologiero”). Vi terremo aggiornati…

    Ritorno agli antichi fasti

    Corum torna in mani svizzere. Acquisita nel 2013 dal gruppo di Hong Kong Citychamp Watch & Jewellery, è stata da poco al centro di un’operazione di management buyout guidata dal trentaduenne Haso Mehmedovic (nella foto): un orologiaio che è entrato in azienda 15 anni fa e ne ha scalato i vertici fino a diventare Direttore vendite internazionali. Ora, dopo aver trovato due soci esperti in lusso e finanza, il nuovo Ceo intende riportare la Casa fondata nel 1955 a La Chaux-de-Fonds alle proprie “radici di creatività e innovazione”. Il rilancio dovrebbe avvenire a metà del 2026. Un bel modo di festeggiare il 70° anniversario, non credete?

    Miao!

    Choupette, la gatta Birmana di Karl Lagerfeld, è una star del web: conta 267mila followers ed è amata da un pubblico internazionale che non appartiene solo al mondo della moda. Fotogenica lo è sempre stata – come rivelano gli innumerevoli scatti del suo indimenticabile umano -, ma dal 1° maggio è anche protagonista della nuova campagna di Hublot, Own It, creata per festeggiare i 20 anni del Big Bang. Immortalata dall’obiettivo di Carlijn Jacobs, visionario fotografo olandese, la Micia dà il meglio di sé accanto al Big Bang 20th Anniversary Red Magic, ed è più sofisticata che mai in alcuni video surreali, divertenti e di grande effetto. Da non perdere.

    Per le future generazioni

    Un paio di settimane fa, a Valenza (in provincia di Alessandria), Bvlgari ha inaugurato un nuovo stabilimento, che va ad ampliare quello aperto nel 2017. E che così diventa, dicono, la più grande Manifattura di gioielli al mondo: un complesso di 33mila metri quadri, costruito con criteri di sostenibilità, in cui trovano lavoro maestranze internazionali e che prevede l’assunzione di oltre 500 nuovi artigiani entro il 2029. Non solo. In contemporanea nasce anche la scuola Bvlgari: un centro di formazione aperto al pubblico e interamente dedicato alla gioielleria, sviluppato in collaborazione con la Tarì Design School (Tads), che fa capo al Centro Orafo di Marcianise.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Coin watches: quando il tempo è denaro

    Coin watches: quando il tempo è denaro

    L’orologeria è sempre stata terreno di sfida: mettere un orologio in una moneta è un pezzo di bravura su cui i migliori costruttori si sono cimentati. Noti in inglese come coin watches, gli orologi nelle monete sono oggetti comunque rari e spesso associati a destinatari importanti o a committenze di livello. Ma come si riesce a realizzare questa impresa? Quali sono le varianti con cui le Maison hanno scelto di differenziarsi? È una storia interessante, poco nota: cerchiamo di approfondire insieme la questione. Nella carrellata seguente, il cui unico scopo è portare alla ribalta pezzi rari, da tasca o da polso, arriveremo fino alle soglie del XXI secolo. Per limitare l’ambito della ricerca, ci occuperemo quindi solo di pezzi vintage, precedenti l’anno 2000.

    Piccolo è bello, sottile anche di più

    Fare orologi sempre più piccoli, o sempre più sottili, era un modo per affermare la propria padronanza dell’Arte orologiera. La miniaturizzazione non era la risposta a una vera esigenza funzionale, ma il modo per creare oggetti che suscitassero meraviglia. Già nel XV secolo in Lombardia si costruivano “orologetti” da persona. In un altro articolo, che potete leggere qui, abbiamo parlato di orologi tanto piccoli da poter essere incastonati negli anelli, fin dal Cinquecento.

    Non è noto chi sia stato il primo a mettere un orologio in una moneta. Esemplari con movimenti sottilissimi, detti extra-plat in gergo, comparvero sul mercato già nel XIX secolo. I coin watches in versione tascabile invece apparvero intorno alla fine degli anni Venti del secolo scorso.

    Tecnicamente, si prendeva una moneta, solitamente d’oro, cui abilmente si asportava una delle due facce, destinata poi a richiudere il tutto. La parte rimanente era scavata all’interno, ricavando lo spazio per un movimento, o per un orologio intero, completo di cassa. Le due parti della moneta originaria erano poi abilmente modificate con l’aggiunta di una cerniera nascosta e di un pulsantino di apertura quasi invisibile. In questo modo, la moneta si richiudeva perfettamente. Per l’osservatore inesperto, una moneta come tante altre: il fortunato proprietario, estraendo la moneta dalla tasca, stupiva gli interlocutori. E, con la scusa di conoscere l’ora schiacciando il pulsantino, esibiva il proprio tesoro tascabile.

    I primi coin watches

    L’analisi degli archivi degli anni Venti dello scorso secolo mostra come Cartier, nome che non necessita presentazioni, lavorasse da tempo sul problema. Fu Joseph Vergely, uno dei progettisti della Maison parigina, a mettere a punto la soluzione che divenne il punto di partenza anche per altri costruttori negli anni seguenti. A produrre i movimenti, in questi casi, era European Clock and Watch Company.

    In realtà, i tempi erano maturi: nel 1928 Patek Philippe consegnò a Henry Graves Jr, il celebre collezionista, un orologio da tasca celato in una moneta d’oro americana da 20 dollari. Graves è un nome noto a livello planetario: proprio per lui Patek Philippe realizzò nel 1933 il Supercomplication, che all’epoca era l’orologio più complicato del mondo. (all’asta da Sotheby’s, nel 2014, raggiunse l’astronomica cifra di 24 milioni di dollari).

    La progettazione del pezzo di nostro interesse era già in corso nel 1925 e la consegna a un cliente di tale livello aprì la strada per la realizzazione di una intera serie di orologi analoghi, che Patek Philippe produsse negli anni a seguire. Si trattò sempre di una produzione limitatissima: si stima che Patek Philippe abbia complessivamente prodotto meno di duecento coin watches.

    Nomi eccellenti

    La soluzione adottata dalla grande Manifattura nelle oltre dieci referenze a tema fu sempre quella di inserire nelle monete un orologio completo: con cassa propria, ma non completamente estraibile. La cassa vera e propria era incernierata all’altezza delle ore 6 al bordo interno della moneta, per cui l’orologio poteva essere sollevato dal proprio alloggiamento, inclinato verso l’osservatore, rendendo così accessibile la corona di carica, e poi rimesso a posto per permettere la richiusura della moneta.

    In alcuni casi, l’orologio vero e proprio era montato su una ghiera, in modo da poter basculare, ed era la ghiera a essere incernierata con la cassa. Tra i pezzi più sorprendenti di questa produzione troviamo le Referenze 802/1 e 802/2, in cui i movimenti sono scheletrati: realizzati intorno agli anni Ottanta e Novanta, sono autentici capolavori.

    Anche Audemars Piguet si cimentò con i coin watches: e creò una propria versione scheletrata, di straordinario impatto visivo. Le sfide, si sa, nascono per essere raccolte. E dimostrare di essere capaci di mettere un orologio in una moneta equivaleva a porre il proprio nome nell’Olimpo dell’orologeria da persona. Troviamo quindi tra i contendenti – senza pretesa di formulare un elenco esaustivo – Vacheron Constantin, Ulysse Nardin, Piaget, Jaeger-LeCoultre, e naturalmente Rolex.

    Variazioni sul tema dei coin watches

    Oltre ai movimenti scheletrati, un’altra variante fu lanciata sul mercato da Cartier negli anni ’50. La corona di carica, naturalmente impreziosita dal classico cabochon della Casa, non era nascosta all’interno della moneta bensì portata all’esterno. A ideare anche questa soluzione fu sempre Vergely. La moneta, chiusa, tradisce quindi la presenza interna dell’orologio perché dal bordo sporge la corona. Un antesignano di questi pezzi con corona esterna, montato in una sterlina d’oro, fu un regalo personale di Pierre Cartier a Franklin Delano Roosevelt, allora Presidente degli Stati Uniti, nel 1939.

    Molti coin watches erano destinati al mercato statunitense. La moneta più frequentemente “sacrificata” fu il 20 dollari in oro, anche per le dimensioni: che da una parte sottolineavano l’importanza dell’oggetto, e dall’altra facilitavano – per usare un eufemismo – il montaggio del movimento. Molto più raro l’uso di alternative alla scelta dell’oro. Al Presidente Truman, per esempio, Movado donò un proprio orologio contenuto in una moneta in argento.

    Negli anni Sessanta del secolo scorso, divennero famosi i coin watches da polso di Corum, che accanto ai 20 dollari in oro utilizzava anche altre valute. Li indossarono molti Presidenti americani, da Johnson a Nixon, da Reagan a Carter, da Bush Sr a Clinton, e personaggi noti come Andy Warhol. Successivamente, dagli anni Ottanta in poi, la Casa di La Chaux-de-Fonds cominciò anche ad adottare movimenti al quarzo: piccoli, pratici e precisi, risolsero parte dei problemi. A onor di cronaca, però, devo aggiungere che Corum è tra le poche marche a continuare la tradizione, ancora ai nostri giorni.

    Una nota per i collezionisti

    Chi ha avuto la pazienza di leggerci fin qui avrà capito che i coin watches sono dei veri pezzi da collezione. Un’osservazione che può tornare utile a chi si accingesse ad acquistarne uno: le monete in cui si inserivano gli orologi erano monete autentiche, per cui riportavano l’anno del loro conio. La data è riferita alla moneta, non all’orologio: non deve ingannare. Per la corretta datazione del pezzo è sempre indispensabile fare riferimento ai numeri di serie e alla letteratura dei produttori.
    Cose belle, cose rare: in qualche modo, simboli. Come esprimere meglio, traducendolo in un oggetto tangibile, il detto di Benjamin Franklin: “il tempo è denaro”?

  • Oroscopo di aprile. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di aprile. Previsioni e orologi, segno per segno

    Ormai entrati nella stagione primaverile, andiamo a curiosare cos’hanno in serbo i cieli del mese e ad analizzare, secondo l’oroscopo di aprile, i loro influssi su noi tutti. Come di consueto, prendiamo questa rubrica come un’occasione scherzosa per indagare cosa il Destino ci prepara, divertendoci con le previsioni e con 12 orologi particolari, scelti in funzione dei piani astrologici. Per illustrare i modelli più adatti ai vari segni, ci siamo serviti in gran parte delle novità di Watches and Wonders Geneve, presentate dai marchi ospiti al Carré des Horlogers, a La Place e al Mezzanino. Ma abbiamo ampliato la ricerca includendo gli ultimi lanci di marche che a Ginevra esporranno altrove, per esempio nei propri spazi privati.

    Passiamo dunque all’oroscopo di aprile e ai movimenti planetari. Il mese inizia, proprio il giorno 1, con il passaggio di Mercurio dal moto diretto al moto retrogrado: sempre un evento interessante. Il 5 avremo l’ingresso di Venere in Ariete, segno nel quale l’8 è prevista un’eclissi solare.
    Il giorno 10 in cielo noteremo la congiunzione tra Marte e Saturno, e il 19 quella tra Mercurio e Venere. Il 23, il Plenilunio in Scorpione sarà seguito a breve, il 25, dal ritorno di Mercurio in moto diretto.
    Verso la fine del mese, il 29, avremo due eventi: una congiunzione tra Marte e Nettuno, oltre a Venere che entrerà nel segno del Toro.

    Ariete

    Il mese di aprile è per due decadi segnato dal Sole in Ariete: mese propizio, in senso generale. Se da un lato questo vi infonde maggior fiducia in voi stessi, tenete però conto di Mercurio retrogrado. Non dovete cedere all’immobilità, ma piuttosto riflettere attentamente, tenendo i vostri piani privati solo per voi stessi, sulle decisioni e sulle scelte che pensate di intraprendere. In occasione dell’eclissi, si preannuncia un carico di energia positiva. Marte e Nettuno in Pesci vi apriranno le porte di una crescita spirituale. Tutto per il meglio, quindi, anche se – come sempre – all’insegna della cautela. Ringraziate il Cielo con un esemplare dedicato alle costellazioni (e, volendo, al vostro tema astrale).

    TRILOBE Les Matinaux – L’Heure Exquise Secret
    Cassa (38,5 o 40,5 mm) in titanio grado 5. Movimento meccanico a carica automatica, calibro X-Centric realizzato in esclusiva, con microrotore decentrato, indicazione di ore, minuti e secondi su dischi, fasi di luna. Quadrante con mappa del cielo personalizzata (orario, giorno e luogo su richiesta), vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. Realizzato su commissione, consegna 8 mesi dopo l’ordine. 18.200 euro.

    Toro

    Per voi nati sotto il segno del Toro l’oroscopo di Aprile, in gran parte connotato da Mercurio retrogrado, segnala un certo rallentamento in tutto ciò che vi circonda. Il Plenilunio in Scorpione, il 23, cade per voi nella casa delle relazioni: momento perfetto per fare chiarezza su situazioni che forse si trascinano, decidendo una volta per tutte se tagliare la catena dei legami o ricostruire su nuove basi. L’ingresso di Venere in Toro, il 29, vi porterà nuove aperture di tipo sentimentale o, in generale, sul piano degli affetti. Siate pronti a coglierne anche i minimi segni: spesso, le cose importanti arrivano senza clamore. Cercate di apportare un certo dinamismo con un cronografo un po’ particolare…

    CARL F. BUCHERER Heritage BiCompax Annual
    Cassa (42 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CFB 1972 (base Eta 2894-2), cronografo con secondi continui, calendario annuale con grande datario. Quadrante opalino argenté, lancette luminescenti, réhaut con scala tachimetrica, vetro zaffiro (anche sul fondello), bracciale in acciaio intercambiabile; il packaging include un cinturino aggiuntivo in tessuto effetto nabuk. Edizione limitata di 888 esemplari, 8.900 euro.

    Gemelli

    Gemelli e Mercurio… accoppiata perfetta, verrebbe da dire. Ma Mercurio retrogrado lascia presagire eventi non sempre piacevoli, sul piano delle relazioni sociali e affettive. Dovrete evitare coinvolgimenti troppo stimolanti, che potrebbero risultare rischiosi: l’eclissi sarà l’inizio di un periodo molto positivo, in cui potrete con fiducia mettere in opera aspirazioni e programmi. Venere e Mercurio, presenti nella vostra casa delle relazioni, prospettano una presentazione in pubblico o l’ingresso in un circolo esclusivo. A partire da fine mese, comincerete a vedere segnali di attenzione verso i vostri progetti. Agite all’insegna della trasparenza: e sottolineatelo anche con ciò che indossate al polso.

    ARTYA Purity Stairway to Heaven
    Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica manuale scheletrato, di manifattura, con doppio bariletto, autonomia di 3 giorni, organo regolatore in posizione decentrata. Quadrante decentrato, carrure con inserti in carbonio, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in gomma. Edizione limitata di 10 esemplari, disponibile solo durante il Salone, e poi di 99 esemplari, 24.900 franchi svizzeri (tasse escluse).

    Cancro

    Anche per i nati sotto il segno del Cancro è Mercurio retrogrado l’indicatore più pesante dell’oroscopo di aprile. Non va vissuto come un segnale ostile, ma piuttosto come un invito delle stelle all’introspezione, a una chiara definizione dei vostri obiettivi a breve e a medio termine. Marte e Saturno, intorno al 10, saranno propizi per una decisione che vi spingerà verso ambienti di lavoro, di studio o di relazioni, diversi da quelli consueti. Ottima occasione per mettere mano, una volta per tutte, a un sogno nel cassetto che da tempo coltivate. Il ritorno di Mercurio in moto diretto a fine mese infonderà tutta l’energia necessaria. Una pietra proveniente dallo spazio potrebbe esservi propiziatoria – meglio se incastonata nell’orologio.

    CORUM Admiral Meteorite
    Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CO 3 95, con piccoli secondi e datario. Quadrante in meteorite, lancette scheletrate e luminescenti, indici applicati a forma di bandiere nautiche, vetro zaffiro, bracciale in acciaio. 7.900 franchi svizzeri.

    Leone

    Anche se l’energia e l’irruenza sono tratti caratteristici del Leone, per voi sarà prioritario rivolgere verso l’interno le energie che solitamente trasmettete al mondo esterno. Un’operazione che vale la pena intraprendere: analizzando meglio voi stessi, con la congiunzione di Mercurio e Venere il 19, avrete un momento propizio per prendere decisioni – perfino quelle che non vi aspettereste. Mese nel complesso dedicato alla riflessione, in cui sarà bene chiudere con vecchie questioni che si trascinano inutilmente, e ritrovare un livello di armonia che permetta di trarre il massimo dalle energie di primavera. Poi sarete pronti per prendere il largo: procuratevi un orologio da… alto mare.

    ARNOLD & SON Longitude Titanium
    Cassa (42,5 mm) in titanio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro A&S6302 di manifattura, con indicazione dell’autonomia di 60 ore e piccoli secondi. Quadrante spazzolato, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), bracciale in titanio. 21.500 franchi svizzeri.

    Vergine

    Già tendenzialmente portati all’introspezione, i nati sotto il segno della Vergine vivranno un mese di profonda trasformazione. Parliamo di una rigenerazione profonda, che vi farà superare blocchi emotivi e timori, ansie e preoccupazioni. L’oroscopo di aprile prevede che, grazie all’eclissi del giorno 8, l’analisi di cose e persone diverrà per voi molto più chiara, permettendo, senza clamori, di prendere in mano con decisione il timone della vostra vita. La fine del mese segnerà un momento ottimale per dedicarvi anche alla cura della vostra immagine: non abbiate paura di mettervi al centro delle attenzioni. Mettetevi al polso un esemplare di classe che catalizzi gli sguardi.

    CZAPEK & CIE Antartique Mount Erebus
    Cassa (40,5 mm) in oro rosa, impermeabile fino a 12 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro SXH5.01 di manifattura, con micro-rotore decentrato, autonomia di 60 ore e datario. Quadrante “lamé”, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), bracciale in oro rosa. Edizione limitata di 100 esemplari, 52.300 franchi svizzeri (tasse escluse).

    Bilancia

    Secondo il vostro oroscopo di aprile sarà un mese turbinoso sotto il profilo delle relazioni affettive. Potrebbero sorgere difficoltà e sarà opportuno cercare di fare chiarezza, evitando che il non detto e il non fatto vi facciano precipitare in situazioni sgradevoli. Fortunatamente, l’eclissi del giorno 8 faciliterà l’eventuale fase di chiarimento, in attesa di una ridefinizione che arriverà prima della fine del mese. Segnali positivi sul fronte economico, grazie al Plenilunio in Scorpione. Buone notizie vi permetteranno di saldare vecchi debiti oppure vi porteranno un inatteso guadagno. Gestite l’evento con saggezza e oculatezza. Concedetevi comunque un orologio dal buon rapporto qualità/prezzo.

    NORQAIN Freedom 60 Chrono
    Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro N19 (base Sellita Sw510a), con autonomia di 62 ore, cronografo con secondi continui e datario. Quadrante soleil con contatori a contrasto, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), bracciale in acciaio. 4.150 euro.

    Scorpione

    Nati in Scorpione, aprile è il mese perfetto per rimettervi in forma. Sotto il profilo emotivo, spirituale, fisico: nessun momento migliore per abbandonare aspetti del vostro stile di vita che, se da un lato vi offrono un momentaneo conforto, alla fine non contribuiscono al vostro reale benessere. La congiunzione di Marte e Saturno il 10 infonderà tutta l’energia necessaria per questo cambiamento, che necessita della vostra determinazione per essere duraturo. Non abbiate timore di cambiare vecchie abitudini in cui, forse per noia o pigrizia, vi eravate adagiati. Il miglior viaggio che possiate intraprendere è quello alla ricerca di voi stessi. Per immergervi nel vostro io più profondo, procuratevi un bel subacqueo Gmt: non si sa mai.

    BREMONT Supermarine Ocean
    Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, con funzione Gmt e datario. Quadrante mat, lancette e indici applicati luminsecenti, lunetta girevole unidirezionale, carrure Dlc nera, vetro zaffiro, fondello inciso, cinturino in gomma. Edizione limitata di 400 esemplari, realizzata in collaborazione con la biologa marina Ocean Ramsey, 4.150 euro.

    Sagittario

    Per i nati sotto il segno del Sagittario, l’oroscopo di aprile invita alla creatività e a ridefinire la comunicazione interpersonale. Troverete tutte le strade aperte per portare a segno un’opera di trasformazione che elimini le sovrastrutture e semplifichi i rapporti. Già dalla prima decade potrebbe sorgere all’orizzonte un evento molto positivo riguardo agli affetti. Mese propizio, sotto tutti i punti di vista, per lasciar andare vecchie zavorre, anche in senso figurato, e affrontare il resto dell’anno con animo più leggero. Meno complicazioni, più semplicità: a vantaggio vostro e di quanti vi circondano. Fatevi ispirare da questo cronografo che sembra un normale “solo tempo”.

    ANGELUS La Fabrique – Instrument de Vitesse
    Cassa (39 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro A5000 di manifattura, cronografo monopulsante a un minuto. Quadrante bombato, lancette e numeri applicati luminescenti, réhaut con scala tachimetrica, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello. Edizione limitata di 25 esemplari (e altrettanti con quadrante bianco), 17.100 franchi svizzeri.

    Capricorno

    La casa e gli affetti familiari saranno l’ambito più significativo, in questo mese di aprile, per voi del Capricorno. Non sottovalutate l’influsso che un ambiente armonico può avere su di voi e su quanti condividono i vostri spazi. Ottimo, quindi, rinfrescare o anche solo riordinare una camera o uno studio, gettare alcune vecchie cose inutili che ingombrano lo spazio fisico e magari, per associazione di idee, anche quello mentale. La prima decade sarà perfetta per riflettere e per organizzare le operazioni, che dopo l’eclissi solare del giorno 8 potranno iniziare beneficiando dei migliori aspetti planetari. Conciliate il lavoro con un esemplare che vi permetta di servirvi della cromoterapia…

    Code 11.59 by AUDEMARS PIGUET Selfwinding
    Cassa (41 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 4302 di manifattura, con autonomia di 70 ore e datario. Quadrante guilloché “Nuage 50”, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in gomma. Declinato in diversi colori. 35.900 euro.

    Acquario

    Cari nati sotto il segno dell’Acquario, l’oroscopo di aprile segnala che Mercurio retrogrado potrebbe causarvi problemi legati alle comunicazioni, personali o lavorative, o in senso lato agli apparecchi utilizzati per comunicare. Prestate attenzione, più del solito, nell’esprimere con chiarezza i vostri messaggi, per evitare che i fraintendimenti creino problemi a cascata. In arrivo, nella terza decade, cambiamenti positivi sul fronte lavorativo: in ogni caso, non approfittate della confidenza concessa da qualcuno al di sopra di voi e misurate parole e azioni. La scelta vincente è quella di essere professionali. Servitevi di un regolatore per trasmettere l’idea di precisione e puntualità.

    CHRONOSWISS Strike Two H20
    Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro C6000 realizzato con la Joux-Perret, con autonomia di 55 ore. Quadrante Cvd (Chemical Vapor Deposition) azzurro, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 100 esemplari, 10.800 euro.

    Pesci

    Per voi dei Pesci, aprile potrebbe iniziare con una spesa imprevista: dovrete governare saggiamente le vostre entrate e uscite, per superare questo periodo non del tutto roseo. In compenso, dopo il Plenilunio avrà inizio un semestre fortemente positivo, sia sotto il profilo personale che economico. Nella terza decade pianificate un viaggio o una nuova fase di formazione: arriveranno anche occasioni inattese. Organizzatevi per il meglio, ma non abbiate timore: sarà una scelta che vi darà soddisfazione. Sappiate cogliere le opportunità: ogni avventura, trasferta, informazione che apprendiamo arricchisce il vostro animo. Concedetevi la nuova versione di un orologio dalla lunga tradizione aeronautica.

    BREITLING Navitimer Automatic Gmt 41
    Cassa (41 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Breitling 32 (base Eta 2892-2), con secondo fuso orario e certificato ufficiale di cronometro. Quadrante opaco, lancette e indici luminescenti, réhaut con regolo calcolatore, vetro zaffiro, bracciale in acciaio. 5.950 euro.

  • Gli orologi dell’anno del Drago. Talismani o forme d’arte?

    Gli orologi dell’anno del Drago. Talismani o forme d’arte?

    Quest’anno hanno davvero esagerato. Va bene che il mercato cinese va riconquistato, va bene che il soggetto si presta alle interpretazioni più fantasiose, ma le marche elvetiche di orologeria si sono davvero fatte prendere la mano. E hanno sfornato una quantità incredibile di orologi dell’anno del Drago. Di cui vogliamo darvi un assaggio.

    Già: domani, 10 febbraio, è il Capodanno cinese – Festa di primavera o Capodanno lunare che dir si voglia -, che avvia 15 giorni di sentitissimi festeggiamenti in tutta la Great China come nelle comunità espatriate dal Paese di Mezzo, diffuse in tutto il mondo. E l’industria delle lancette si è data da fare per celebrare come si deve l’anno del Drago di legno: il segno di turno in questo 2024, parte del complesso sistema zodiacale in cui non solo si alternano 12 animali con cicli di 12 anni, ma sono anche coinvolti i 12 rami terrestri, i 10 tronchi celesti, i 5 elementi, lo Yin e lo Yan…

    In effetti sono ormai mesi che siti, blog e magazine specializzati pubblicano alla spicciolata gli orologi dell’anno del Drago. Noi abbiamo aspettato proprio l’ultimo giorno per presentarli tutti insieme, così come abbiamo fatto per l’anno del topo, per quello del bue, della tigre, del coniglio… Sì, perché sono ormai 12 anni che assistiamo a questo spettacolo di arte varia puntualmente messo in atto dall’orologeria. Quest’anno il ciclo si chiude, i grandi collezioni posseggono già l’intero Zodiaco, ma poco importa: si ricomincia da capo con un nuovo segno, con un nuovo animale, in una periodicità che sembra infinita – altroché dodecennale…

    Esemplari pregiati… anziché no

    E vederli tutti insieme, gli orologi dell’anno del Drago, dobbiamo ammettere che fa una certa impressione. Con tutte queste ali spiegate, questi artigli letali, queste fauci spalancate, sembra proprio di essere tornati ai tempi di Casa Targaryan, all’antico regno di Raenyra in House of the Dragon. Ma con la naturale differenza che le bestiole raffigurate sugli orologi dell’anno del Drago non hanno le fattezze delle saghe fantasy, ma quelle tramandate dalla tradizione cinese, più viva che mai in quel di Hong Kong. Si tratta del Loong, creatura leggendaria del folklore dell’ex Celeste Impero: che non sputa fuoco e non rappresenta il Male, ma è invece simbolo di prosperità, latore di fortuna e buoni auspici. Addirittura incarnazione dell’imperatore, emblema di potere e saggezza.

    Del resto l’orologeria è sempre stata determinata nel ritrarre i draghi, per arrivare al cuore e al portafoglio degli amanti del genere (soprattutto se con gli occhi a mandorla). Anche in tempi non sospetti: prova ne sia la vetrina fatta da noi qualche anno fa, intitolata proprio Draghi, dragoni & Co. (cui vi rimandiamo per conoscere fattezze e leggende a tema), in un 2021 dedicato a tutt’altro animale. Figuriamoci ora che lo Zodiaco cinese serve l’occasione su un piatto d’argento… Pare proprio che le marche si siano messe d’accordo per invadere il mercato con gli orologi dell’anno del drago. Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche, come si può vedere qui sotto. Venghino, signori, venghino…

    A dire il vero, sembra quasi che nell’alto di gamma le case abbiano fatto a gara per creare l’orologio più scenografico, più straordinario. Con il ricorso – come sempre – ai mestieri d’arte, alle tecniche ancestrali più rare e mirabili, ma anche agli automi e alla meccanica spettacolo. Nella nostra vetrina troverete infatti diversi pezzi unici, oltre che edizioni limitatissime o comunque millesimate (in cui appare quasi sempre il numero 8, altro simbolo portafortuna). Ma non dimenticate di dare un’occhiata anche alla gallery qui sopra. I draghi sono onnipotenti, si sa: e, non paghi di dominare i polsi, invadono perfino le scrivanie, dove assumono sembianze 3D e diventano ancora più forti, ancora più intriganti, capaci di incantare quanti li guardano. Altro che la mitica Medusa o il Basilisco di Harry Potter: dilettanti, in confronto. Perché, non dimentichiamolo: gli orologi dell’anno del Drago possono essere autentici capolavori. Che ci piaccia o no.

    Gli orologi dell’anno del Drago di legno

    BAUME&MERCIER Riviera Dragon Edition 10743 Cassa (33 mm) in acciaio lucido e satinato, impermeabile fino a 5 bar. Movimento meccanico a carica automatica con datario. Quadrante in madreperla decorata, lancette e indici applicati luminescenti, lunetta con diamanti, vetro zaffiro, fondello con vetro zaffiro decorato da un dragone, bracciale in acciaio. Edizione limitata di 150 esemplari, 3.550 euro.

    BAUME&MERCIER Riviera Baumatic Moonphase Dragon Edition 10744 Cassa (43 mm) in acciaio lucido e satinato, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Baumatic, con autonomia di 5 giorni, fasi di luna con dragone e datario a lancetta. Quadrante soleil, lancette e numeri romani applicati e indici luminescenti, vetro zaffiro, lunetta con viti in acciaio Adlc, fondello con vetro zaffiro decorato da un dragone, bracciale in acciaio. Edizione limitata di 150 esemplari, 5.750 euro.

    BELL & ROSS BR 05 Artline Dragon
    Cassa (40 mm) in acciaio lucido e satinato, inciso al laser, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro BR-CAL 321, con autonomia di 54 ore e datario. Quadrante in ciso, lancette rodiate e dipinte di lacca nera, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, bracciale in acciaio inciso al laser. 8.200 euro.

    BLANCPAIN Villeret Calendrier Chinoise Traditionnel
    Cassa (45 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3638 di manifattura, con autonomia di 7 giorni, calendario completo gregoriano con fasi di luna, calendario cinese con ora doppia, data, mese, segni zodiacali, 5 elementi, mesi intercalari e tronchi celesti. Quadrante in smalto Grand Feu, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 50 esemplari, 75.400 euro.

    BOVET Récital 26 Chapter Two Golden Dragon
    Cassa Dimier (45 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 17DM06-DT di manifattura (3 brevetti), con autonomia di 5 giorni, tourbillon volante double-face, fasi lunari con luna in madreperla, ore del mondo con indicazione delle città su display emisferico. Quadrante convesso in quarzo blu, indicazione decentrata di ore e minuti con lancette luminescenti, drago in oro rosso scolpito a mano, vetro zaffiro, fondello con vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 12 esemplari (4 con quadrante in avventurina e altrettanti con quadrante guilloché blu), prezzo non disponibile.

    BREGUET Classique Dragon 7145
    Cassa (40 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 502.3, con spirale e anse dell’ancora in silicio. Quadrante in smalto Grand Feu, drago in oro rosso inciso a mano con sfera in madreperla, lancette a pomme evidée in oro, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 8 esemplari, 84mila euro.

    BREGUET Classique Double Tourbillon Dragon 5345PT Cassa (46 mm) in platino. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 588N di manifattura, interamente inciso a mano, con ponti del bariletto in oro, due tourbillon indipendenti e rotanti (fissati sulla platina che compie un giro completo in 12 ore). Platina guilloché incisa a mano, giro delle ore su anello in vetro zaffiro, drago in oro rosso inciso a mano con sfera in madreperla, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Prezzo non disponibile.

    CHOPARD L.U.C XP Urushi Year of the Dragon
    Cassa (39,5 mm) in oro rosa etico, sottile solo 6,8 mm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L.U.C 96.17L di manifattura, con due bariletti sovrapposti (tecnologia Chopard Twin), autonomia di 65 ore, micro-rotore decentrato in oro. Quadrante realizzato a mano in Giappone secondo la tecnica della lacca Urushi , vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 88 esemplari, 30.200 euro.

    CORUM Bubble 47 Dragon
    Cassa (47 mm) in acciaio Pdv nero, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CO 082. Quadrante soleil laccato, con drago applicato e luna in madreperla; vetro zaffiro a cupola, fondello in vetro zaffiro, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 88 esemplari, 7mila franchi svizzeri.

    CORUM Bubble 47 Dragon Eye
    Cassa (47 mm) in acciaio Pdv nero, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CO 082. Quadrante laccato e dorato, vetro zaffiro a cupola, fondello in vetro zaffiro, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 88 esemplari, 7mila franchi svizzeri.

    GENUS Dragons
    Cassa (43 mm) in oro bianco (ma disponibile anche in oro rosa, in titanio grado 5 o in titanio damascato). Movimento meccanico a carica manuale, calibro 160W-1.2 di manifattura, con platina e ponti in oro 18 kt, autonomia di 50 ore, indicazione satellitare delle ore mediante indice fisso (a ore 9), indicazione dei 10 minuti tramite la testa del drago, il cui corpo in oro inciso a mano e segmentato (11 elementi) striscia fra due contatori, indicazione dei minuti su disco rotante (a ore 9). Indicatori e numeri luminescenti, vetro zaffiro glassbox, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Esemplare interamente personalizzabile, a partire da 140.650 franchi svizzeri, tasse escluse.

    HAMILTON Ventura Elvis80 Skeleton Dragon
    Cassa (42,5 x 44,6 mm) in acciaio Pvd nero, impermeabile fino a 5 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro H-10-S realizzato in esclusiva, con riserva di carica di 80 ore e spirale in Nivachron. Quadrante traforato a forma di muso di drago, lancette luminescenti, vetro zaffiro, cinturino in caucciù effetto squame. Esiste anche con la cassa color oro. 2.175 euro.

    HARRY WINSTON Chinese New Year Automatic Dragon Cassa (36 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HW2010, realizzato in esclusiva. Quadrante in oro con madreperla bianca incisa, drago laccato, indicazione di ore e minuti circoscritta da diamanti, lunetta con diamanti taglio brillante, vetro zaffiro, fondello con vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore (fibbia con diamanti). Diamanti pari a 2 carati in totale. Edizione limitata di 8 esemplari, prezzo non disponibile.

    HUBLOT Spirit of Big Bang Titanium Dragon
    Cassa (42 mm) in titanio lucido e satinato, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HUB 1710 di manifattura, con autonomia di 50 ore. Quadrante multilivello effetto 3D realizzato con applique, vetro zaffiro, cinturino in caucciù vulcanizzato effetto scaglie. In vendita con un secondo cinturino in tessuto grigio. Edizione limitata di 88 esemplari, 30.800 euro.

    IWC Portugieser Chronograph Year of the Dragon Cassa (41 mm) in acciaio lucido. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 69355 di manifattura, con massa oscillante in oro rosa a forma di drago, cronografo con ruota a colonne e secondi continui. Quadrante su due livelli, contatori azuré, numeri applicati, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello. In vendita con un secondo cinturino in caucciù. Edizione limitata di 100 esemplari, 10.200 euro.

    JACOBS & CO. The Mystery Tourbillon Twin Dragons Cassa (50 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica manuale, calibro JCAM32 di manifattura, autonomia di 60 ore, con due tourbillon volanti centrali, collegati da un differenziale, su tre assi (la gabbia di quello sul primo asse ruota in un minuto, le altre due ruotano ciascuna in due minuti). Quadrante con due draghi in oro rosa, scolpiti e dipinti a mano, che ruotano su due anelli per indicare ore e minuti tramite le sfere di diamanti taglio Jacobs (288 faccette, indici di diamanti taglio baguette (1.49 ct), carrure e anse tempestati di diamanti baguette (12.41 ct in totale), vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cintueino in pelle di alligatore. Pezzo unico, prezzo non disponibile.

    JAEGER-LECOULTRE Reverso Tribute Enamel “Dragon” Cassa reversibile (27,4 x 45,5 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica manuale, calibro J-LC 822 di manifattura. Quadrante in smalto Grand Feu, lancette e indici applicati in oro rosa, vetro zaffiro, fondello in smalto Grand Feu con drago inciso a mano, cinturino in pelle di alligatore. Disponibile su commissione, circa 100mila euro.

    JAQUET DROZ Imperial Dragon Automaton
    Cassa (43 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica automatica, calibro JD 6150 realizzato in esclusiva, con spirale e anse dell’ancora in silicio, rotore in oro rosso laccato nero; automa con animazione delle diverse parti del corpo del drago. Quadrante in cuprite dipinto a mano con indicazione decentrata di ore e minuti, lancette in oro. Applique drago in oro giallo, incisa e dipinta a mano, con occhio e lingua in acciaio dipinto a mano, sfera in diaspro rosso decorata a mano con polvere d’oro. Vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cinturino in caucciù. Pezzo unico, completamente personalizzabile. Prezzo non disponibile.

    LONGINES Flagship Heritage Year of the Dragon
    Cassa (38,5 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L-899 realizzato in esclusiva, con spirale in silicio, autonomia di 3 giorni, fasi di luna e datario a lancetta. Quadrante bombato e sfumato, lancette luminescenti, vetro zaffiro, fondello personalizzato dal muso del drago, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 888 esemplari, 3.450 euro.

    PIAGET Altiplano Dragon Zodiac High Jewellery Watch Cassa (41 mm) in oro bianco e oro rosa, ultrapiatta (8,3 mm di spessore). Movimento meccanico a carica manuale, calibro 830P di manifattura, ultrapiatto. Quadrante in smalto pailloné realizzato da Anita Porchet, drago in oro inciso a mano, sfera in opale; lunetta e anse con diamanti taglio baguette, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 8 esemplari, parte di una collezione dedicata al Dragone e alla Fenice e composta da orologi e gioielli. Prezzo non disponibile.

    ROGER DUBUIS Excalibur Monotourbillon Dragon
    Cassa (42 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica manuale, calibro RD512SQ di manifattura, scheletrato, con autonomia di 3 giorni, tourbillon volante (cassa in cromo-cobalto e titanio), drago integrato fra i componenti, realizzato in oro rosa scolpito a mano, e composto da 27 pezzi disposti su 25 livelli. Lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle. Fregiato del Punzone di Ginevra. Edizione limitata di 28 esemplari, prezzo non disponibile.

    SWATCH Collezione Anno Del Drago – Dragon in Wind Pay! Cassa New Gent (41 mm) in materiale di origine biologica. Movimento al quarzo Swiss made con funzione SwatchPay per effettuare pagamenti contactless. Quadrante stampato, vetro in materiale di origine biologica, cinturino in silicone. Fa parte di una collezione composta da 5 modelli (vedi gallery), 110 euro.

    ULYSSE NARDIN Blast Tourbillon Dragon
    Cassa (45 mm) in oro roso 5N satinato. Movimento meccanico a carica automatico, calibro UN-172 di manifattura, scheletrato, con autonomia di 3 giorni, micro-rotore decentrato in platino, bilanciere, spirale, ancora e ruota di scappamento in silicio, tourbillon volante con semisfera in madreperla posta sulla gabbia; drago integrato al ponte ad X superiore, realizzato in oro rosso 5N, inciso e dipinto a mano. Lancette e indici luminescenti, carrure e lunetta in titanio Dlc nero, vetro zaffiro glassbox, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. 102.650 euro.

    VACHERON CONSTANTIN Métiers d’Art La Légende du Zodiacque Chinois – Anno del Drago Cassa (40 mm) in oro rosa (ma esiste anche in platino). Movimento meccanico a carica automatica, calibro 2460 G4 di manifattura, con indicazioni di ore, minuti, datario e giorno della settimana su dischi rotanti. Quadrante in oro con smalto Grand Feu e applique in rilievo di drago in oro rosa (oppure in platino) cesellato a mano; vetro zaffiro, fondello con vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 25 esemplari per tipo di metallo, certificati dal Punzone di Ginevra, in vendita solo nelle boutique monomarca, da 139mila euro.

  • Gli orologi degli artisti: quadranti al servizio della creatività

    Gli orologi degli artisti: quadranti al servizio della creatività

    Il primo è stato Swatch. A metà anni Ottanta, sotto la guida di Nicolas Hayek, ha avuto l’idea di trasformare il quadrante in una tela bianca da affidare alla creatività degli artisti. E che artisti: Andrew Logan, Keith Haring, Kiki Picasso, e poi Jean-Michel Folon, Tadanori Yokoo, Mimmo Paladino, Mimmo Rotella… Ha intessuto così un rapporto privilegiato con l’arte, che nel tempo si è evoluto: il marchio è diventato un grande mecenate, in particolare attraverso lo Swatch Art Peace Hotel di Shanghai, diretto da Carlo Giordanetti. Intanto, però, il suo esempio ha fatto scuola: e in orologeria le collaborazioni con i protagonisti della scena artistica internazionale si sono moltiplicate. A tal punto che negli ultimi anni gli orologi degli artisti rappresentano una precisa tendenza nel mondo delle lancette, soprattutto nell’alto di gamma.

    Relazioni complesse

    Ecco allora, nel 2017, Corum affiancarsi di volta in volta a Matthew Barnes, Booba, Matteo Ceccarini, Juliette Jourdain… E poi, nel 2018, a Elisabetta Fantone, Nelson de la Rue, o ancora Matt Barnes, per dar vita a tantissime varianti del mitico Bubble. Mentre, nel 2020, abbiamo visto Roger Dubuis lavorare accanto a Kaz Shirane su quel capolavoro di incastonatura che è l’Excalibur Superbia (anche se in questo caso l’intervento dell’artista ha riguardato la cassa – letteralmente trasfigurata – e non il quadrante). Senza dimenticare Hublot, che ha formato un vero e proprio collettivo: in cui si incontrano i nomi di Richard Orlinski, Takashi Murakami, Marc Ferrero, Sang Bleu… e tanti altri.

    Ma è impossibile ricostruire la trama delle partnership sottese agli orologi degli artisti negli ultimi anni, tanti sono i contatti, gli intrecci, le contaminazioni a tema. È importante però sottolineare che le case non si limitano a collaborare con una sola tipologia di artista – per esempio i pittori o gli scultori –, ma pescano in tutte le arti visive attuali. In senso lato: dai video all’illustrazione, dalla fotografia al digital, dalla grafica fino alla street art, ibridi compresi. E non solo: si rivolgono anche ai grandi nomi dell’architettura, del panorama musicale (vedi la partnership Richard Mille/Pharrel Williams), perfino della tattoo art. Hanno cioè un approccio multidisciplinare, alla ricerca di espressioni sempre nuove e originali nel mare magnum della creatività.

    Sì, perché in realtà gli orologi degli artisti altro non sono che rielaborazioni in chiave inedita e personale di esemplari già famosi, se non proprio di culto. Realizzati in genere in tirature limitate, o almeno millesimate, si rivolgono a un particolare segmento di collezionisti. Per esempio quelli specializzati in determinati modelli, o quelli cui piace semplicemente l’arte contemporanea. E possono così affermare con orgoglio: “Possiedo un Xyz…”. Ma c’è da dire che gli orologi degli artisti dal punto di vista commerciale funzionano benone… Altrimenti le marche non continuerebbero a produrli.

    Nuove forme di collaborazione

    Però, ultimamente, i rapporti fra le case di orologeria e il mondo dell’arte vanno oltre la semplice creazione degli “esemplari artistici”. Si estendono per esempio alla personalizzazione degli edifici. Come ha fatto qualche anno fa Zenith, quando ha trasformato la facciata della storica manifattura di Le Locle con una tela catramata realizzata ad hoc da Felipe Pantone. O più di recente Oris, che per rifare il look alle proprie boutique monomarca di Londra e di Basilea ha coinvolto BustArt. E grazie allo street artist svizzero è riuscito non solo a cambiare – e a migliorare – l’orizzonte urbano con il colore dei suoi personaggi (tra cui spicca ovviamente l’orsetto mascotte). Ma anche a fare un bel regalo di Natale ai passanti, cui cattura l’attenzione come un faro nella nebbia.

    E a complicare le relazioni ci si mettono pure le nuove tecnologie. Tipo gli Nft, che hanno permesso a Panerai di inventarsi una nuova strategia di lancio per una speciale edizione del Radiomir Eilean (dedicato appunto alla storica barca a vela). In pratica, lo scorso giugno, ha organizzato a Positano la Eilean Xperience, che ha portato gli acquirenti dell’orologio in crociera lungo la costiera amalfitana. E a ciascuno ha donato uno degli Nft in serie limitata che, accanto ai dati del Radiomir e alle informazioni di viaggio, comprendeva anche un’opera realizzata dal digital artist italiano Skygolpe.  

    Gli orologi degli artisti, le novità

    Qui di seguito quindi troverete una selezione di esemplari rielaborati da celebri nomi dell’arte internazionale. Proprio per restringere il campo, ci siamo però concentrati solo su quelli più recenti. Di ciascuno vi diamo come al solito le informazioni tecniche, ma – perdonateci – non riusciamo anche a spiegarvi i profili degli artisti. Problemi di spazio (l’abbiamo già tirata fin troppo per le lunghe) e impossibilità di sintesi (sarebbe ingiusto ridurre in poche righe la complessa personalità di ognuno). Questa vetrina quindi vuole essere anche un invito alla scoperta dei singoli artisti. Ammesso che vi piaccia l’arte contemporanea, s’intende.

    BULGARI Aluminuim Sorayama Special Edition Cassa (40 mm) in alluminio e titanio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica con datario. Quadrante argentato con motivo perlage, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello personalizzato in titanio, lunetta, corona e cinturino in caucciù. Edizione limitata di 1000 esemplari, 3.400 euro.

    CORUM Bubble 47 x Aioroh Cassa (47 mm) in acciaio Pvd nero, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica. Quadrante stampato, vetro zaffiro a cupola, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 88 esemplari. 7.200 franchi svizzeri.

    HUBLOT Classic Fusion Aerofusion Chronograph All Black Shepard Fairey Cassa (45 mm) in ceramica microbillé, impermeabile fino a 5 atm. Movimenro meccanico a carica automatica, calibro HUB1155 di manifattura, cronografo con secondi continui e datario. Quadrante in vetro zaffiro decorato, vetro zaffiro, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 50 esemplari, 25.500 euro.

    HUBLOT Classic Fusion Orlinski Bracelet Titanium Cassa (40 mm) in titanio lucido, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, di manifattura. Quadrante lucido e sfaccettato, effetto 3D, vetro zaffiro, bracciale in titanio. 16.400 euro.

    ROGER DUBUIS Excalibur Liu Wei Monotourbillon Cassa (42 mm) in titanio lucido e satinato, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico scheletrato a carica manuale, calibro RD512 di manifattura, con autonomia di 3 giorni e tourbillon volante. Quadrante inciso e dipinto a mano (alcune righe sono in SuperLumiNova), lancette luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle. Edizione limitata di 8 esemplari, certificati dal Punzone di Ginevra. 167.500 euro.

    ROGER DUBUIS Excalibur Sorayama Monobalancier Cassa (42 mm) in titanio lucido, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico scheletrato a carica automatica, calibro RD720SQ di manifattura, con micro-rotore decentrato e autonomia di 3 giorni. Vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in titanio lucido. Certificato dal Punzone di Ginevra e disponibile su ordinazione, 71.500 euro.

    URWERK UR102 “Reloaded” by Cooper Jacoby Cassa (41 mm) in titanio satinato. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 2.02, con ore vagabonde su dischi sabbiati e incisi, indici termocromatici. Vetro zaffiro di forma, cinturino in tessuto. Pezzo unico, all’asta da Phillips New York il 10 dicembre prossimo.

    ZENITH Defy Extreme Felipe Pantone Cassa (45 mm) in acciaio lucidato a specchio, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro El Primero 9004, con doppio scappamento ad alta frequenza (36mila e 360mila A/h), cronografo con lettura al 100° di secondo, massa oscillante Pvd arcobaleno, indicazione dell’autonomia di 60 ore e secondi continui. Quadrante in vetro zaffiro, indici luminescenti, lancette luminescenti e profilo del contatore dei minuti crono Pvd arcobaleno, lunetta e proteggi-pulsanti in Yas (alluminio silicato di ittrio), vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio intercambiabile con due cinturini, in caucciù e in Velcro. Edizione limitata di 100 esemplari, in vendita solo nelle boutique fisiche e online. 29.900 franchi svizzeri.

  • Corum Bubble x Aiiroh, Street Art da indossare

    Corum Bubble x Aiiroh, Street Art da indossare

    Matthew Barnes, Elisabetta Fantone, Nelson De La Nuez. Prima ancora Booba o Matteo Ceccarini, e adesso Aiiroh. Sono solo alcuni degli artisti che hanno collaborato con Corum per realizzare versioni esclusive del Bubble. Un orologio che si presta ad accogliere la creatività, come una sorta di “tela bianca” pronta a esprimere tutto lo spirito irriverente dell’arte. Forse per quel vetro zaffiro a cupola, che crea un effetto “lente d’ingrandimento” e amplifica colori e tridimensionalità dei soggetti sul quadrante. O forse perché così lo aveva pensato fin dall’inizio il suo ideatore, Séverin Wunderman, una ventina di anni fa (ma per conoscerne gli esordi vi rimando all’articolo con i ricordi della Fagnola). Sta di fatto che il nuovo Corum Bubble x Aiiroh va visto proprio nell’ottica della continuità con il passato – anche se, per essere corretti, il nome esatto è Bubble 47 Automatic Aiiroh…

    Aiiroh, dalla strada alle mostre internazionali

    Chi è Aiiroh? Un artista francese, nato nel 1987 a Narbonne, che la critica definisce “emergente” anche se è attivo da più di vent’anni. Graffitista, influenzato dallo stencil e affascinato dalle affiche, compie una riflessione profonda sulla società attuale, ma lo fa con leggerezza e positività. O, come lui stesso dichiara: “Con amore e spirito ottimista”.

    Aiiroh infatti ironizza sugli oggetti di culto del consumismo, tipo la Kelly di Hermès o il flacone dello Chanel N°5. Reinterpreta il logo delle marche, come la Medusa di Versace o i Quattro cerchi dell’Audi, e le immagini delle icone contemporanee, da Topolino a Marilyn Monroe o Brigitte Bardot. E compie continue citazioni di celebri opere d’arte, dalla lattina Campbell di Andy Warhol alla Creazione dell’Uomo di Michelangelo nella Sistina, dal Lupo di Keith Haring fino alla scritta Love di Robert Indiana.

    Crea così composizioni coloratissime, che non hanno perso il sapore della Street Art ma ne rielaborano la forma con il filtro della cultura e la consapevolezza della Storia, in un mix unico e personale. Opere acriliche su metallo, con le quali Aiiroh – che si definisce “artista di strada ma anche pop (nel senso di popolare)” – è riuscito a conquistare il mondo delle gallerie d’arte. E ad esporre in prestigiose esposizioni personali e collettive in tutto il mondo.

    Le caratteristiche del Corum Bubble x Aiiroh

    Ed è proprio una delle sue opere più famose, la Rosa della Black Série, che è stata trasferita sul quadrante del Corum Bubble x Aiiroh. Ovviamente miniaturizzata, ma ripresa così com’è, con lo stesso sfondo composito e fantasioso, dagli accesi contrasti cromatici. Che nell’originale è realizzato con ritagli di giornale e stralci di manifesti tipo decoupage, poi arricchiti dal dripping e dagli spruzzi delle bombolette spray. Mentre qui, nel Corum Bubble x Aiiroh, è riprodotto con due strati a stampa sovrapposti, una base nera e l’altra colorata, su cui è infine applicata la sagoma in alluminio della rosa.

    Ma non finisce qui. L’atto creativo dell’artista va oltre il semplice oggetto orologio e interessa anche il packaging e il certificato di autenticità. In particolare, quest’ultimo è diventato esso stesso un’opera d’arte, per la quale Aiiroh ha coinvolto altri due artisti della comunità Mind the Gap Label di cui fa parte: il giapponese Namizen e il francese Soyzbank. Il “pacchetto” del Corum Bubble x Airooh comprende quindi l’orologio, la scatola decorata e la scultura in resina. Il tutto venduto a un prezzo di 7.200 euro. Ma è stato realizzato solo in 88 esemplari: a garanzia di esclusività, per far felici i collezionisti.

  • Gli orologi di Elvis. Memorabilia oltre il grande schermo

    Gli orologi di Elvis. Memorabilia oltre il grande schermo

    Dagli Omega ai Rolex. Dal celeberrimo Hamilton allo sconosciuto Ebel. Fra le news più attuali, tengono banco gli orologi di Elvis Presley. E noi, giocando in anticipo sul film (presto) nelle sale, non potevamo esimerci dal raccontarveli

    Arriverà nei cinema solo il 22 giugno. Ma la febbre per Elvis, il nuovo film diretto dal visionario Baz Luhrmann, è salita già dalla première mondiale all’ultimo Festival di Cannes, dov’era tra le opere più attese. Per diverse ragioni. Prima di tutto perché la pellicola è dedicata a una delle più grandi icone rock di tutti i tempi, venerata anche dalle generazioni 2.0 di artisti; su tutti i nostrani Måneskin che partecipano alla colonna sonora con la cover If I can dream. Poi perché non è il solito biopic ma – come recita il trailer stesso – un approfondimento sul “vero” Elvis e sul rapporto con il suo manager, il colonnello Tom Parker.

    L’altro motivo è che rivela al mondo il nuovo divo del cinema Austin Butler, 30 anni, talmente credibile nei panni di Elvis da poter essere scambiato per un giovane sosia. Il suo talento è stato accolto trionfalmente dai 12 minuti di standing ovation, scattati al termine della proiezione dell’anteprima a Cannes, con tanto di benedizione di Priscilla Presley, presente sulla Croisette. E poi, ancora, perché mostra un altrettanto straordinario Tom Hanks nel ruolo del manager del Re del rock, Tom Parker.

    Elvis e gli orologi

    A noi che siamo monotematici, e a tutti gli impallinati del mondo delle lancette, non sfuggirà certo nel film di Luhrmann la copiosa presenza di orologi, ricorrenti in diverse scene sul grande schermo. Nella finzione come nella realtà, The King era infatti un grande appassionato di auto di lusso, di gioielli appariscenti e di orologi, appunto. Che sfoggiava tanto sui set quanto nella vita privata. Potevamo quindi far finta di ignorare gli orologi di Elvis? Certo che no.

    Pare infatti che ne abbia avuti centinaia, acquistati dai gioiellieri di Los Angeles e di Memphis, anche se non era un collezionista nel senso tradizionale del termine. Diverse testimonianze raccontano che li amava come accessori di moda da cambiare spesso e volentieri, alla stregua di un gioiello. Divennero così sempre più preziosi e stravaganti, man mano che il suo gusto evolveva verso l’estetica show-off creata per lui dal costumista Bill Bellew. Di volta in volta conversation pieces per attaccare bottone con le ragazze, ma anche oggetti da regalare nei sinceri gesti di generosità verso gli amici.

    Gli orologi di Elvis: Hamilton, Omega…

    Se nel film di Luhrmann gli orologi appaiono in diversi momenti della storia, non si tratta però proprio degli stessi esemplari da lui realmente indossati – alcuni dei quali sono così famosi da restare impressi nella memoria collettiva. A cominciare dall’Hamilton Ventura: il primo nella Storia con movimento elettromeccanico (brevettato), aveva un’insolita cassa triangolare, dal design perfettamente in linea con lo streamline americano dell’epoca. Non a caso è noto anche come “Elvis Watch” dopo che The Pelvis lo aveva indossato nel film Blue Hawaii del 1961.

    Ma ha fatto storia anche l’Omega firmato Tiffany & Co. che Elvis ricevette, sempre nel 1961, dalla RCA – la sua Casa discografica – per celebrare i 75 milioni di copie di dischi venduti. Con cassa in oro bianco, lunetta incastonata di diamanti e fondello con dedica, nel 2018 è stato battuto all’asta da Phillips a Ginevra per una cifra record: quasi due milioni di franchi svizzeri. Ad aggiudicarselo la stessa Casa, che l’ha acquistato per l’Omega Museum, dove oggi si può vedere esposto tra i pezzi notevoli. Bello che lo condivida così con gli appassionati…

    Del resto, non è l’unico orologio di Elvis a finire sotto il martelletto dei banditori. Sempre a proposito della Maison di Biel, è famoso anche un Omega Constellation con cassa in acciaio placcato oro rosa e certificato ufficiale di cronometro. Fu indossato da Elvis durante il servizio militare, periodo che poi ispirò il film Cafè Europa (G.I. Blues), del 1960, e regalato dal divo all’amico musicista Charlie Hodge. L’esemplare poi diventa un habitué delle case d’asta: messo in vendita nel 2011 da Heritage Auctions, raggiunse i 15.500 dollari; nel 2012 tornò in un incanto di Antiquorum, che lo aveva stimato fra i 10 e i 20mila dollari, ma spuntò i 52mila dollari; e nel 2014 sempre Antiquorum lo rivendette per 37.500 dollari. Quotazioni altalenanti ma di sicuro successo.

    Tra gli orologi di Elvis va citato anche un Omega digitale: l’allora rivoluzionario Time Computer, del 1972, con display a Led. In rete non abbiamo trovato foto che ritraggono il performer con quell’esemplare. Ma lo scrittore Jerry Schilling, suo stretto confidente, dichiara di averlo visto nel libro Me and a Guy Named Elvis. Perché non credergli?

    …Rolex & Co.

    Non solo Omega, però. Merita almeno un cenno anche il Rolex Submariner 6538 “Big Crown”, al polso di Elvis nel film girato alle Hawaii Girls Girls Girls, datato 1962. Guarda caso, lo stesso anno anche Sean Connery nei panni di James Bond indossava il medesimo modello in Dr. No, primo film della saga di 007. A portare questo esemplare agli onori della cronaca è stato Jake’s Rolex World, cui vi rimandiamo per opportuni approfondimenti.

    Sempre al Rolex Magazine va anche il merito di aver scoperto un’autentica chicca: il Rolex King Midas 9630. Disegnato nientepopodimeno che da Gérald Genta, era uno strano orologio interamente in oro massiccio, con cassa pentagonale. Elvis lo ricevette in regalo per avere tenuto sei concerti sold out nel 1970 allo Houston Livestock Show and Rodeo, la maggiore mostra di bestiame e competizione di rodeo del mondo. La Casa della Corona lo produsse in una costosissima edizione limitata di 1000 esemplari, ma il Re del rock non lo trattò molto bene… Nelle foto esclusive del sito americano appare pieno di graffi e con il quadrante danneggiato dall’acqua.

    Per passare ad altri marchi, faceva parte della sua collezione anche un Corum Buckingham. Realizzato attorno al 1960 e sempre con cassa in oro giallo, anche questo fu donato da Elvis a un amico, Richard Davis. E anche questo è stato battuto all’asta da Antiquorum nel 2016 per 22mila dollari, insieme alla lettera autografa che ne documenta la storia e la provenienza. E poi ancora da Antiquorum nel 2018, e da Swarders nel 2020: a volte ritornano…

    Una notizia recente, infine, riguarda un esemplare-gioiello realizzato da Ebel nei primi anni Settanta, dalla foggia particolare. Totalmente in oro giallo, con cassa carré, lunetta di diamanti e bracciale scultura, ben illustra lo stile sempre più eccentrico dell’artista. Che poi lo regalò all’amico e cantante gospel J.D. Sumner, facendogli incidere una dedica sul fondello. Acquistato dall’antiquario M.S. Rau per 495mila dollari, è entrato a far parte della sua collezione privata e conservato nella sua galleria di New Orleans.

    Ça va sans dire, sembra davvero che il film di Luhrmann abbia innescato una nuova Elvis-mania, con fan sempre più devoti a caccia di feticci e memorabilia in ogni angolo del mondo. A tal punto che probabilmente nei prossimi mesi salteranno fuori altri orologi di Elvis… Scommettiamo?

  • Admiral 42 e 38 mm. L’ammiraglia orologiera di Corum

    Admiral 42 e 38 mm. L’ammiraglia orologiera di Corum

    Nella tradizione navale questo nome ha una valenza importante: indica il grado più alto nella categoria degli ufficiali delle Marine militari. L’etimologia della parola stessa però ha origini ben più antiche; affonda le radici nella lingua araba, che con questo termine definiva il principe o il signore del mare. In tempi più recenti ha trovato spazio anche nel mondo delle competizioni veliche; e ha dato i natali a uno dei trofei che, per importanza, era secondo solo alla Coppa America. Dal mondo del mare a quello delle lancette il passo è breve. Admiral identifica anche una delle collezioni più celebri nella storia di Corum e nel panorama orologiero inteso in senso più ampio.

    La storia di questa famiglia di orologi è legata doppio filo a quella dell’Admiral’s Cup. La celebre regata, organizzata dal RORC (Royal Ocean Racing Club), ha tenuto banco nelle acque del Solent – di fronte all’Isola di Wight – dal 1957 fino al 2003, anno in cui si è disputata l’ultima edizione. L’evento però, oltre ai significati sportivi e agonistici, ha avuto soprattutto il merito di rappresentare una valida fonte d’ispirazione per la Maison svizzera. Circa 60 anni fa, infatti, Corum mise a punto il primo esemplare impermeabile con cassa dodecagonale. Elemento, questo, diventato il tratto distintivo e la chiave del successo di una collezione che ha conquistato il cuore e il polso di tanti appassionati di orologeria.

    Una storia, quella dell’Admiral, che non si è mai interrotta. Anzi, oggi è tornata prepotentemente alla ribalta con una nuova famiglia di modelli, di cui fa parte l’Admiral 45 Automatic Openworked di cui Il Giornale degli Orologi si è già ampiamente occupato. Ma l’intera collezione è ricca di contenuti d’interesse. A iniziare da quelli portati in dote dall’Admiral 42 Automatic, una vera e propria linea pensata per intercettare i gusti e l’interesse di una clientela sempre più esigente. Ecco dunque la versione Full Grey Monochrome con cassa da 42 mm in acciaio inossidabile sabbiato, la cui tonalità accostata a quella del quadrante grigio crea un effetto monocromatico. Nell’edizione limitata a 100 esemplari anche le bandierine in corrispondenza degli indici sono prive di colore, in modo da mantenere un effetto cromatico uniforme.

    Per restare in tema di edizioni limitate, la collezione Admiral 42 Automatic ne annovera un’altra: 50 esemplari con cassa e bracciale che abbinano acciaio e oro rosa; (in alternativa, esiste comunque una versione con cinturino in caucciù blu). Il quadrante presenta invece un’originale colorazione bianca effetto nuvola. Non poteva poi mancare tra le nuove proposte, questa volta non in serie limitata, anche una referenza più “classica”. Elementi distintivi: cassa in acciaio spazzolato fine con dettagli lucidi; e quadrante in tonalità blu oceano, sul quale spiccano i tradizionali gagliardetti dell’alfabeto nautico agli indici.

    Dal punto di vista tecnico, le funzioni di ore, minuti, data e piccoli secondi della nuova collezione Admiral 42 Automatic sono affidate al Calibro CO 395 – ovviamente a carica automatica. Migliorata rispetto al passato l’impermeabilità, che ora raggiunge le 10 atmosfere anche nella versione cronografo. A completare la collezione c’è infatti l’Admiral 42 Chronograph, sempre con cassa in acciaio di 42 mm di diametro e quadrante bianco oppure nero dalla finitura opaca. Il movimento meccanico a carica automatica in questo caso è il Calibro CO 984, a tre contatori e con secondi continui; il bracciale in acciaio si alterna al cinturino in caucciù nero.

    Ma nell’universo Admiral c’è spazio anche per i polsi femminili, ai quali Corum ha voluto dedicare due nuove versioni. Le novità della linea Admiral 38 si distinguono per il titanio grado 5, materiale con cui è stata realizzata la cassa (di 38 mm, appunto). Fra le tante variazioni sul tema – alcune adatte anche agli uomini che amano i modelli di dimensioni ridotte -, da segnalare quella con la lunetta incastonata di diamanti e il quadrante rosa pallido dalla finitura Grenadier Fendu; e un’altra con la lunetta in oro rosa, sempre ornata di diamanti, e il quadrante bianco con motivo Grenadier Fendu. In tutti i modelli il fondello in vetro zaffiro permette di cogliere alcuni dettagli della meccanica. Anche qui si tratta di un movimento a carica automatica, Calibro CO 082. Esemplari che – ne siamo certi – le signore apprezzeranno.

  • Corum Bubble X-Ray, qualcosa di più di un comune “skull watch”

    Corum Bubble X-Ray, qualcosa di più di un comune “skull watch”

    L’effetto è proprio quello di un cranio visto ai raggi X, con le orbite vuote, le cavità nasali, la chiostra dei denti in “bella mostra”… Un’immagine che diventa ancora più impressionante per la distorsione provocata dal vetro zaffiro a cupola. Ma è al buio che il Corum Bubble X-Ray dà il meglio di sé (si fa per dire): il teschio sul quadrante assume una maggiore profondità grazie al materiale luminescente a emissione verde di cui è rivestito interamente. Una resa tridimensionale di sbalzi, stacchi e rilievi che lo rendono ancora più sinistro e inquietante.  

    Sì vabbé, cosa sarà mai – obietterà qualcuno: non è che l’ennesimo “skull watch”, una tendenza che va di moda ormai da qualche anno. E invece no. Lo sa bene chi conosce la storia dell’orologeria degli ultimi decenni: il Corum Bubble è l’unico esemplare ad avere un senso, una legittimità nell’adottare la macabra effigie. Perché a inventare gli orologi con i teschi, vent’anni fa, è stato proprio l’allora patron del marchio, Séverin Wunderman. Abile imprenditore, generoso filantropo e grande collezionista d’arte, dopo aver fatto la fortuna degli orologi Gucci, nel 2000 rileva Corum. E la rilancia, anche con la creazione del Bubble.

    Il Bubble originario, simile a una bolla, si chiama così perché è sormontato appunto da un enorme vetro zaffiro bombato – semisferico, per essere più precisi. Sembra che Wunderman si sia fatto ispirare da un “diver sperimentale” degli anni 60: nessuno lo dice, ma è probabile si tratti del Rolex Deep Sea Special, il pezzo unico che raggiunse la Fossa delle Marianne con il Batiscafo Trieste. Lanciato nel 2000, il Corum Bubble ha un design prorompente, dettato dall’estro creativo di una mente a lungo nutrita d’arte. E diventa simbolo di modernità, con la cassa di 44 mm di diametro e i colori del quadrante amplificati dall’effetto lente. Beppe Ambrosini, all’epoca a capo del mercato italiano, ne registra il successo presso i concessionari dell’intera Penisola.

    L’anno dopo, a Basilea, il Bubble esce in versione complicata (cronografo subacqueo, Gmt). Ma a colpire è soprattutto uno speciale modello decorato dalla bandiera dei pirati: il Jolly Roger, appunto, è il primo esemplare a introdurre il teschio, un soggetto mai visto prima nel mondo delle lancette. È un piccolo shock, nessuno capisce dove Wunderman voglia andare a parare. Provocazione, sarcasmo o cosa? Il messaggio diventa chiaro alla stampa italiana quando – all’inizio di giugno di vent’anni anni fa – Corum organizza una serata per il lancio dell’orologio a casa dello stesso Wunderman, in Costa Azzurra. La ricordo bene, ero tra i fortunati ospiti…

    Château Montfort è un castello del XVI secolo che si trova a La Colle-sur-Loupe, non lontano da St. Paul de Vence. Un luogo pieno di fascino e di storia: residenza di caccia di Renato di Savoia (detto il Gran Bastardo, figlio naturale di Filippo II), fu acquistato da Séverin nel 1995 e ristrutturato. Immerso in un ettaro di parco, popolato di giochi d’acqua e statue antiche, all’esterno si sviluppa attorno alla piscina progettata da Jean Cocteau, i cui lavori tappezzano le 12 sale interne. Ma qui, tra gli arredi eclettici e sontuosi, oltre a una collezione d’arte degna di un museo, scopro che la morte è un’autentica ossessione per il padrone di casa. Teschi, sculture e opere varie tipo danza macabra spuntano ovunque, ricordo perfino delle sedie a forma di scheletro…

    Mi raccontano che le esperienze personali di Wunderman lo hanno portato a dare un particolare valore alla vita. Nato a Bruxelles da genitori ebrei, da piccolo era scampato all’Olocausto perché il padre lo aveva affidato a un prete cattolico, che lo aveva nascosto in un centro per bambini ciechi nella campagna belga. E poi, negli anni ’90, gli avevano diagnosticato un tumore ai polmoni, inoperabile; ma anche stavolta se l’era cavata grazie alle cure di uno specialista – cui aveva promesso 5 milioni di finanziamenti da destinare alla ricerca scientifica per ogni anno in cui sarebbe sopravvissuto.

    La convivenza con la morte per lui sembra trasformarsi in attaccamento alla vita e lo porta a impegnarsi in tanti progetti umanitari. Fondatore della Severin Wunderman Collection of Child Survivor Testimonies from the Holocaust, membro del consiglio di amministratore della Shoah Foundation di Steven Spielberg. Fondatore della Severin Wunderman Family Foundation per la ricerca e munifico sostenitore della Ucla, l’Università della California. Donatore di una vasta raccolta dedicata a Jean Cocteau all’Università del Texas di Austin, aperta al pubblico nel 1995, e di altre 1200 opere alla municipalità di Mentone, da cui nacque poi il Musée Cocteau, nel 2004 fu premiato con la Légion d’Honneur dal Presidente della Repubblica francese.

    I teschi di cui Wunderman si circonda quindi vanno visti più come invito a vivere pienamente, con consapevolezza ogni attimo, piuttosto che come monito sull’inevitabilità della fine. Sono un Carpe Diem più che un Memento Mori. E vanno intesi così anche quelli sui quadranti degli orologi, che dal Jolly Roger in poi ritornano puntuali in tutte le collezioni del Bubble. Ecco quindi i vari Corum Bubble Night Flyer, il Privateer, il Baron Samedi o il Gangster, tanto per citare alcune delle serie speciali che si susseguono nella prima decade del nuovo Millennio. Sul filo della continuità si pone appunto il nuovo Corum Bubble X-Ray, preceduto dallo Skull, dal Magic e dal Djibril Cassé di qualche anno fa.

    Certo, ci sono alcune differenze fra gli esemplari di ieri e quelli di oggi. La riedizione contemporanea in primo luogo è più grande (la cassa raggiunge i 47 e perfino i 52 mm di diametro). Ma sono soprattutto i soggetti a essere diversi: quelli attuali sono più realistici in certi casi, in altri più stilizzati; hanno perso comunque quell’aspetto fumettistico, da cartoon fantasioso e giocoso che li caratterizzava in passato. Chiaramente sono mutati il gusto estetico, la grafica, la sensibilità creativa. Nessuno pensa di poter tornare indietro. Ma il Corum Bubble X-Ray rimane comunque l’erede di una tradizione che va ben al di là della semplice “moda”.

    Un’ultima informazione: il Corum Bubble X-Ray è in consegna proprio in questi giorni presso i rivenditori del marchio. Il fatto è che, come i suoi precedenti storici, è realizzato in un’edizione limitata di 88 esemplari. I collezionisti e gli amatori del genere sono avvisati: non sarà facile trovarlo…

  • Admiral 45 Automatic Openworked: la tradizione di stravaganza di Corum

    Admiral 45 Automatic Openworked: la tradizione di stravaganza di Corum

    La casa di La Chaux-de-Fonds da sempre segue un particolare approccio fantasioso all’orologeria. Continuato anche dopo l’acquisizione da parte del gruppo cinese Citychamp. E tuttora valido, come dimostra il recente Admiral 45 Automatic Openworked…

    Ho sempre amato Corum per la sua capacità di pensare diverso. Dai riferimenti alla cultura europea (Romulus) alle licenze tecniche (il Golden Bridge), Corum non si è fatta mancar nulla. Costruendosi una solida fama di marchio fantasioso ai limiti della stravaganza, ma sempre tenendosi lontana dalla volgarità. Anche quando i riferimenti estetici rimandano al lusso più sfrenato: penso all’orologio con la calandra della Rolls Royce, ma penso anche a tutte le versioni del Coin Watch, con il movimento contenuto in un’autentica moneta.

    Un po’ di storia (recente)

    Ormai da molti anni Corum non è più una marca “di famiglia”. Oggi fa parte di un grande gruppo finanziario, il gruppo Citychamp. Per la precisione: il gruppo cinese Citychamp. E so bene che questo scatena in qualcuno autentiche espressione di doloroso stupore.

    Parliamoci chiaro: Citychamp è uno dei più grandi distributori cinesi d’orologi. Conosce quindi benissimo lo specifico dell’orologeria, a differenza di altri gruppi finanziari un po’ traballanti, quanto a cultura della micromeccanica. A Citychamp fanno capo anche altre marche: orologi economici, ma anche belle storie svizzere, come la Eterna (che il gruppo ha rilanciato fino a dotarla di una fabbrica in cui produce un proprio movimento di manifattura) e, appunto, Corum. Ah, ci sarebbe anche la licenza di Porsche Design.

    Seguo l’evoluzione di Corum da sempre, ma con particolare attenzione dal 2013, anno dell’acquisto da parte di Citychamp. Perché con particolare attenzione, mi chiederai tu? Semplice. Perché puoi scommettere che gruppi cinesi compreranno altre marche, nei prossimi anni, e mi interessa capire l’approccio cinese all’orologeria.

    Bene: dal 2013 ad oggi, benché vi siano stati non pochi avvicendamenti al vertice del marchio, non c’è assolutamente stata quell’apocalisse che molti temevano (il marchio e la stravaganza di Corum usate per creare economicissimi orologi con cui invadere il mondo). Ma, al contrario, una strategia che sta rilanciando Corum con grande correttezza. Una correttezza sulla quale – i soliti luoghi comuni su chi non conosci bene – nessuno scommetteva. Cui si aggiunge, per farla breve, la pazienza e la forza economica per consentire a Corum di affrontare senza troppi patemi d’animo anche questa orribile crisi mondiale.

    Il movimento dell’Admiral 45 Automatic Openworked

    A dimostrare la cura affettuosa con cui Citychamp coccola Corum, basta guardare l’Admiral 45 Automatic Openworked. La più recente versione della collezione Admiral, che sfoggia un interessante movimento, ovviamente di manifattura. Perché interessante? Per la sua architettura.

    Se osservate attentamente le foto, noterete che dal perimetro esterno dell’Admiral 45 Automatic Openworked si protendono, come fossero penisole, quattro ponti. Al 12 quello per il bariletto (anch’esso aperto), collegato al 3 con il ponte per il dispositivo che indica l’autonomia residua. Al 6 troviamo il ponte per l’organo regolatore, con il bilanciere ben in vista. Si direbbe di produzione Atokalpa, ossia una delle fabbriche di Parmigiani Fleurier: una garanzia di qualità. Lo scappamento (con la ruota facilmente individuabile) è collegato ad un’inconsueta lancetta dei secondi continui tarata su tre minuti, il cui ingranaggio trasmette infine il moto alle lancette centrali per ore e minuti.

    Il movimento, meccanico a carica automatica, è originale e ben rifinito. E già questo giustificherebbe un prezzo non proprio leggero: 25.700 euro per la versione di base, con la cassa in titanio. Vanno ben considerate anche alcune peculiarità tipiche del Corum Admiral 45 Automatic Openworked: dall’ampio vetro zaffiro dodecagonale all’estrema cura del “quadrante” aperto, composto da una grande quantità di elementi. E quindi inevitabilmente costoso.

    Ma ricordo che intorno ai 9mila euro c’è il Corum Admiral automatico “semplice” – anch’esso con movimento di manifattura. All’estremo opposto abbiamo invece la versione con scappamento a tourbillon, realizzato in soli 18 esemplari in oro rosa (65.800 euro – più 38 esemplari con cassa in titanio, a 58.900 euro). Anch’essa, come le altre versioni, impermeabile fino alla bellezza di 30 atmosfere.

    In definitiva

    Il Corum Admiral 45 Openworked fa parte della categoria d’orologi che io definisco “da yacht club”. Intendo dire che non è un orologio subacqueo per professionisti delle immersioni (ci vorrebbe la lunetta girevole, tanto per iniziare), ma al tempo stesso la forte impermeabilità consente in pratica ogni tipo di attività subacquea. Una tipologia non così comune di per sé, cui in questo caso si aggiungono il dato d’impermeabilità e un movimento davvero originale.

    Materiali, finiture e lavorazioni in generale sono di livello molto elevato e rendono il prezzo – certamente non basso in assoluto – decisamente concorrenziale per il pubblico dei collezionisti cui gli Openworked sono destinati. Per gli altri, i Corum Admiral (specialmente quelli con cassa in bronzo) sono orologi da yacht club altrettanto validi in relazione al prezzo. Ma su quel titanio uno ci lascia un po’ il cuore… 😊

  • Miralem Pjanić & l’Admiral, due leggende di Corum

    Miralem Pjanić & l’Admiral, due leggende di Corum

    «C’è chi scrive la storia e chi la legge. C’è chi scrive la storia e chi la rilegge. C’è chi scrive la storia e chi la rilegge. Volevo scriverlo per 9 volte, ma Twitter non ha abbastanza caratteri». La foto dei festeggiamenti della squadra per il nono scudetto consecutivo della Juventus accompagna uno dei tweet più popolari della vittoria sui social. Già, perché in questo strano campionato dell’era Covid19 il virtuale è più vicino del reale. E uno dei protagonisti del successo bianconero, Miralem Pjanić, ha ottenuto 280mila like in una notte sola per un tweet ironico. Che non ha certo tralasciato l’hashtag del momento: #Stron9er.

    Al centrocampista che ha confezionato l’assist per il gol decisivo di Ronaldo, almeno per quella notte i tifosi hanno perdonato l’imminente partenza per la Spagna. Anche se qualche compagno gli ha rimproverato quel «Grazie a presto» con cui Miralem ha risposto al tweet di congratulazioni da parte del Barcellona. Ma d’altra parte le valigie sono quasi pronte. A fine giugno è diventata ufficiale la notizia della cessione del calciatore al Barcellona, con contratto fino al 2024 del valore iniziale di 60 milioni di euro, più 5 milioni di bonus. Dopo aver portato a termine gli impegni della stagione in Champions, s’intende.

    Arriva quindi come memoria di quattro stagioni bianconere (segnate da quattro Scudetti, tre Coppe Italia e una Supercoppa), l’omaggio di Corum al campione bosniaco; che vive in Italia dal 2011 e, prima di entrare nella Juve, aveva giocato nell’AS Roma, consacrandosi come uno dei migliori centrocampisti di serie A. Pochi mesi dopo la sua “adozione” come brand ambassador della maison svizzera, arriva infatti la notizia di un nuovo orologio dedicato proprio al Pianista. Un appellativo ormai noto a tutti, in riferimento al cognome e allo spirito creativo in squadra.

    E che lui stesso ha dichiarato di gradire molto. «Mi chiamano così per il modo in cui gioco, è un soprannome che mi piace. Non segno tantissimo ma almeno i gol spesso li faccio belli», ha spiegato in un’intervista di qualche tempo fa. «Penso comunque che quel nome derivi dal modo in cui tocco la palla e la passo poi ai miei compagni». Un tocco elegante e preciso, frutto del duro lavoro, dell’eccellenza tecnica e del sapiente utilizzo dello spazio. Valori che il campione 30enne condivide con Corum. «Sono molto orgoglioso di far parte della famiglia Corum», aveva affermato il calciatore commentando la partnership. «L’unicità e lo spirito d’avanguardia del marchio sono qualità che apprezzo molto».

    «Nonostante la fama e il successo, Miralem alias il Pianista è sempre rimasto fedele a se stesso. E questa è una cosa in cui noi di Corum crediamo fortemente», aveva detto invece Boon Chong Soon, Direttore vendite e marketing globale di Corum, dandogli il benvenuto in famiglia. «La sua convinzione nel fatto che le cose semplici sono sempre le più difficili da realizzare è perfettamente in linea con la nostra core collection del Golden Bridge. Che può sembrare semplice, ma in realtà è molto più complicato da realizzare rispetto a un normale orologio». 

    Ora, però, a siglare la collaborazione c’è una nuova versione dell’Admiral Legend 42 Automatic All Black. Che, dopo lo sdoganamento del “tutto nero” con i cinque colori presentati in primavera (azzurro, arancione, verde, rosso e giallo: lo abbiamo raccontato qui), arriva appunto in un’edizione speciale realizzata insieme a lui. Di un verde ancora più brillante le bandierine che sostituiscono gli indici, le lancette, il contatore dei piccoli secondi e le cifre della data. Questa prima edizione di orologi Miralem Pjanić è in serie limitata di 5 esemplari, proprio come il numero della sua maglia. Ed è un’esclusiva per il mercato italiano.

    «Nel momento in cui Corum mi ha offerto la possibilità di creare un orologio con il mio nome, mi è parso subito ovvio scegliere un modello sportivo. E la collezione Admiral è, senza dubbio, la più appropriata. Ho scelto un orologio nero elegante con un cinturino sportivo in caucciù. E ho chiesto di poter aggiungere un tocco di verde, il mio colore preferito, che mi ricorda il campo da calcio nel quale gioco ogni giorno. Certamente, il resto è ovvio: 5 esemplari unici come il numero della mia maglia».

    Una maglia con cui Miralem Pjanić si è distinto soprattutto nei calci di punizione e in oltre 100 passaggi decisivi in cui, mantenendo calma e concentrazione, ha portato la squadra alla vittoria. E che ora renderà meno amari i saluti per i tifosi bianconeri. Perché i fortunati acquirenti della prima edizione di orologi Miralem Pjanić in serie limitata riceveranno anche la maglia firmata dal campione.

  • Corum Lab 02, la rivoluzione trasparente

    Corum Lab 02, la rivoluzione trasparente

    Molto, ma proprio molto interessante, questo Corum Lab 02. Interessante non solo per il suo approccio originale all’orologeria, ma anche perché apre una strada nuova, ricca di possibili sviluppi tecnici.
    Per chi avesse qualche dubbio sulla originalità anche tecnica del marchio, val la pena di ricordare che Corum già nel 1980 presentava il Golden Bridge, l’orologio il cui movimento era allineato su un unico ponte che attraversava la cassa, allora rettangolare. Oggi Corum si ripete esibendo una complicazione tecnica solo in apparenza meno sbalorditiva. Non sembrano esserci fuochi d’artificio, insomma. E invece…

    Il Corum Lab 02 è un orologio con movimento meccanico a carica manuale, tourbillon volante e treno del tempo volante. E la chiave dell’orologio sta tutta in quest’ultima parola.
    Il tourbillon detto “volante” è una invenzione appena centenaria. Venne brevettato nel 1920 dall’orologiaio Alfred Helwig, della “scuola di Glashütte” per consentire una miglior visione della gabbia rotante. In pratica, invece di essere tenuto in sede da un foro sulla platina (ossia la base del movimento) e da un ponte superiore, il tourbillon ha come unico punto di contatto la platina, grazie ad un dispositivo molto ingegnoso e difficile da eseguire. È chiaro che comunque un tourbillon volante sarà un po’ più delicato rispetto a quello a doppio attacco, ma l’effetto visuale è davvero insuperabile.

    Bene. Nel Corum Lab 02 non solo la gabbia del tourbillon, ma anche una parte dell’ingranaggio del tempo sono “volanti” e per quanto mi ricordi è la prima volta che ciò avviene.
    In pratica, la trasmissione alla ruota dei minuti e la ruota dei minuti stessa sono collegati solo alla platina. Perché questi ingranaggi e non altri? Perché sono gli unici che lavorano a forza costante, senza strappi, e per giunta coinvolgono una parte del movimento in cui l’energia in gioco è bassa. Non ostante questo, per avere la certezza del buon funzionamento, gli assi non si muovono all’interno di un rubino, ma di un più solido (benché minuscolo) cuscinetto a sfere. Una notevole dimostrazione di eccellenza tecnica sia per quanto riguarda la progettazione del movimento, sia per quanto riguarda l’esecuzione. Molto più complessa di quanto l’apparente semplicità lasci intendere.

    E non finisce qui, perché c’è molto altro. Come l’invisibile platina in vetro zaffiro cui sono (quasi magicamente) fissate alcune componenti come la base del tourbillon volante. O come le minuscole platine per gli altri organi del movimento. Oppure il particolare datario a doppia cifra. E ancora l’altrettanto particolare sistema di indicazione dell’autonomia residua. Più in generale, la cura con cui il progettista ha immaginato le leggere ruote a cinque bracci (di costruzione “all’antica”) o i ponti rimanenti (sul lato quadrante), ben tenendo presente che l’intero orologio deve offrire una sensazione unica di leggerezza estetica. Un merletto tecnologico.

    Come ogni merletto anche questo – sia ben chiaro – è più delicato di un tessuto normale. Francamente non andrei a fare un giro in moto tenendo al polso un Corum Lab 02: sarebbe come fare il fuoristrada con una Ferrari.
    No: questo è un orologio, un esperimento rigorosamente concepito per i collezionisti. Del movimento la Corum ha realizzato solo 10 esemplari in tutto, che verranno montati – su richiesta – in casse personalizzabili: dall’oro bianco a quello giallo, dall’oro rosa con diamanti a quel che il collezionista desidera. Il prezzo, in assoluto, è stratosferico (si parte da 180.000 euro), ma se teniamo conto di quanto casino si è dovuto mettere in piedi per fare dieci-orologi-dieci, allora il Corum Lab 02 va considerato un buon affare. Per chi può permetterselo, sia ben chiaro…

  • Corum Admiral Legend 42 Automatic All Black. Di che colore sei oggi?

    Corum Admiral Legend 42 Automatic All Black. Di che colore sei oggi?

    L’ultima novità Corum? L’Admiral Legend 42 Automatic All Black. Che, a dispetto del nome, gioca con i colori. E di riflesso con gli stati d’animo: calma, serenità, ma anche grinta, furore, felicità. Emozioni che possono essere associate a una particolare tonalità, le stesse che da sessant’anni ormai Corum Admiral regala agli appassionati.

    Nato quadrato, questo orologio si è negli anni trasformato per raggiungere la notorietà nella sua odierna forma dodecagonale. Proprio i colori sono sempre stati protagonisti, con le iconiche bandierine che si sostituivano agli indici. E proprio i colori caratterizzano le cinque nuove versioni che vanno a tenere compagnia a quella già denominata All Black, presentata lo scorso anno.

    Il progetto, ambizioso, era quello di dare un’immagine nuova all’emblematica collezione ispirata ad una storica regata velica, la Admiral’s Cup, appunto; ma senza stravolgerne, al contempo, i tratti principali che a tanti successi hanno portato. L’idea è stata quella di puntare, in modo antitetico, sul colore che rappresenta in realtà l’assenza di tutti i colori: il nero.

    Un leitmotiv reso ancora più elegante e austero dal trattamento Pvd utilizzato per l’acciaio della cassa. Che comunque rimane fedele alla tradizione: 12 lati e 42 millimetri di diagonale, con un piacevole effetto matt riproposto anche nella lunetta. Il quadrante in ottone annerito ospita gli indici, costituiti – e non poteva essere altrimenti – dalle bandierine che identificano i numeri nel Codice nautico internazionale.

    Nulla viene stravolto nella simbologia, ma gli abituali colori di fondo lasciano il posto, anche in questo caso, a un nero opaco; che, in queste nuove versioni, è associato a cinque diverse tonalità. D’altra parte, e non a caso, si dice che il nero stia bene con tutto… Azzurro, arancione, verde, rosso e giallo, a scelta, definiscono qui i profili degli indici. E insieme la gamma offerta dagli Admiral Legend 42 Automatic All Black.

    Colori che ritroviamo nel contatore dei piccoli secondi a ore 6 e nelle cifre della data, leggibile attraverso una finestrella quadrata a ore 3. Anche le lancette, scheletrate e di forma Dauphine, non potevano essere da meno in questo gioco cromatico. Anzi, lo rendono evidente anche quando la luce è scarsa (o assente) attraverso un trattamento con SuperLumiNova colorato.

    Admiral Legend 42 Automatic All Black è animato dal calibro CO 395, basato su movimento Eta 2895, meccanico a carica automatica con un’autonomia di 42 ore. I tratti decisamente sportivi di questo “solo tempo” li ritroviamo anche nel cinturino, in gomma vulcanizzata nera con fibbia déployante tripla in acciaio, anch’essa con trattamento Pvd nero opaco.

    Non vi rimane che decidere qual è il vostro colore preferito o di che colore vi “sentite” oggi. Ma affrettatevi perché ogni referenza è prodotta in soli 100 esemplari. Il prezzo? 5.200 euro al pubblico.

  • Il Coin watch di Corum, un “classico” con infinite variazioni

    Il Coin watch di Corum, un “classico” con infinite variazioni

    A me risultava fosse stata Corum, la prima a fare un Coin watch. Ma ho preferito chiedere consiglio a Giampiero Negretti, che di orologeria storica ne sa molto, ma molto più di me. Siamo entrambi ragionevolmente convinti che il primo orologio da polso ricavato da una moneta sia un Corum: parliamo del 1964. Anche se in precedenza c’erano stati alcuni “tasca”, fra cui uno splendido Audemars Piguet. Dopodiché arriveranno altre marche, con realizzazioni anch’esse fantastiche. Ma il primato va a quei pazzi di Corum, che ne hanno combinate di cotte e di crude per un lungo periodo, inventando uno stile eclettico ancor oggi “scandaloso” per la sua originalità.

    E quindi si chiama “Coin watch”, orologio moneta, il Corum che è stato al polso di presidenti, premi Nobel e politici d’ogni nazione (compreso il nostro Prodi, mi ricorda Negretti). Sostanzialmente si tratta di prendere una moneta (ovviamente pregiata e comunque significativa) e tagliarla in due parti, in senso orizzontale. Come certe torte di pan di spagna le cui fette saranno poi riempite di qualche buonissima crema. In questo caso, però, il ripieno non è crema, ma un movimento. Benché in certi casi sembri che la moneta sia stata scavata per alloggiare il movimento, in realtà la moneta scelta è sempre incamiciata in un “castone” d’oro, della larghezza necessaria per tenere insieme il tutto.

    Per intenderci con una semplificazione fin eccessiva: creo un cilindro d’oro che fa da “carrure”, o parte intermedia della cassa. La carrure ospita il movimento. Sulla carrure monto una parte della moneta circondata da un anello (la lunetta), nel quale è inserito anche il vetro di protezione. Nella parte inferiore della carrure, infine, fisso la seconda “fetta” di moneta, circondata anche lei da un anello che funge da lunetta e s’incastra nella carrure, chiudendo il tutto. E il Coin watch è sistemato. Sembra facile, vero? Beh, già l’idea di tagliare in due una moneta non è proprio alla portata di tutti.

    La carrure e le due lunette vengono realizzate nelle dimensioni che Corum vuole dare alla cassa. Nelle foto, ad esempio, vediamo la versione con diametro di 36 millimetri, ma ce n’è anche una (sempre con le stesse monete) con diametro di 43 millimetri. E poi una lunga serie di variazioni sul tema: monete diverse (come il dollaro d’argento), ma anche medaglie e monete di ogni nazione. La serie è pressoché infinita come potrete scoprire andando a consultare (ma dovete prima iscrivervi) il fenomenale archivio di Antiquorum, la Casa d’aste. Ci sono persino medaglie coniate appositamente perché Corum le trasformi in orologi moneta, in coin watch.

    Incidentalmente vorrei aggiungere che esiste anche un’operazione congiunta fra Corum e la Zecca italiana: un orologio con la riproduzione della vecchia moneta da 500 lire. L’operazione – di conseguenza – acquista un senso logico che non tutti, magari, avevano colto, senza conoscere la storia dell’orologio moneta. Una storia che, si badi bene, nel tempo ha conquistato una vasta platea di collezionisti attirati dall’incredibile quantità di variazioni possibili. Si parla comunque di aumenti di valore nel medio o lungo termine: anche su questo vale la pena di riflettere.

  • Il Lab 01 di Corum e la storia della tecnologia: l’acciaio Damasco

    Il Lab 01 di Corum e la storia della tecnologia: l’acciaio Damasco

    A partire dall’acciaio, è interessante notare come la storia dell’orologio si muova di pari passo con la (troppo poco considerata) storia della tecnologia. A ben vedere gli orologi e le complesse macchine per misurare il tempo sono la massima espressione tecnologica dell’umanità da almeno 2.500 anni. Roba che spacca, direte voi. No, perché si parla tanto di storia dell’arte della cultura, del costume, della vita quotidiana ai tempi di chi vuoi tu, ma poco, quasi niente della storia della tecnologia. Che pure ha cambiato il mondo e la vita quotidiana quanto almeno le altre storie. Corum aggiunge un omaggio importante alla storia della tecnologia realizzando il Lab 01, un orologio animato da un calibro esclusivo e dalla cassa in acciaio Damasco – o meglio, damaschinato. Partiamo dall’esterno e dalla storia dell’acciaio, che Corum saggiamente ripropone.

    La damaschinatura dell’acciaio è forse la tecnica più antica per dare migliori doti meccaniche al ferro. Si tratta, fondamentalmente, di prendere un panetto di ferro e batterlo, da riscaldato, per allungarlo e contemporaneamente assottigliarlo. Dopodiché lo si piega per sovrapporre le due parti. Lo si riscalda, lo si piega ancora una volta e così via fin quando il fabbro ritiene necessario.

    In questo modo l’acciaio diventa sempre più solido perché i diversi strati di acciaio si rinforzano fra di loro per i diversi orientamenti della struttura; in più, durante le fasi in cui l’acciaio viene riscaldato per la lavorazione, si aggiunge carbonio, che fornisce ulteriori qualità all’acciaio. È interessante notare come questa lavorazione si sia poi diffusa in tutto il mondo civilizzato aiutando (era usato soprattutto per la realizzazione di armi) certi popoli a conquistare imperi sempre più grandi. Oggi questo tipo d’acciaio è utilizzato più che altro per lavorazioni d’arte. In Italia abbiamo un grande artista in Lido Livi, che produce oggetti in acciaio realizzati a mano, fra cui molti in acciaio damaschinato. E un altro artista, Valter Fornasier, riesce persino a damaschinare il titanio, da cui ricava splendidi gioielli iridescenti.

    Nella cassa composita del Lab 01, sulla quale sono evidentemente possibili sviluppi futuri d’ogni genere, è montato un calibro di manifattura di forma tonneau (a bariletto) come la cassa; di manifattura, perché al gruppo proprietario di Corum appartiene anche Eterna, che produce movimenti. In questo caso il movimento è scheletrato in maniera da rendere piacevole la visione sia dal lato quadrante che dal fondello. Per la ricarica automatica i tecnici di Corum hanno scelto un microrotore, in modo da non nascondere alla vista parti del movimento. La corona di carica, così come in alcuni modelli di Golden Bridge, è posta fra le anse, in posizione eccezionalmente ben protetta degli urti.

    Una scelta interessante è quella di aver annerito la cassa con un trattamento Dlc (il migliore, quello duro come il diamante), ulteriormente trattata sulla superficie per resistere alle impronte digitali. Quest’ultima è una tecnologia molto avanzata, ripresa, adattandola, dall’industria elettronica. Il Dlc non ha comunque nascosto il decoro estetico caratteristico della damaschinatura. Ne ha però mitigato l’evidenza.

    E ha dimostrato in tal modo che Corum sa ben dosare gli effetti visivi vivaci: le parti colorate in materiale sintetico colorato, sul quadrante, sono già sufficienti per creare un orologio che colpisce al primo sguardo. Mi viene spontaneo chiedermi quanto sarebbe bella una versione del Corum Lab 01 tutta giocata su una cassa damaschinata, però in acciaio naturale e con inserti di color grigio. Il cinturino è in gomma vulcanizzata con una chiusura a tripla lama in titanio: ancora una volta una scelta di qualità.

    Come faccio spesso, vorrei invitarvi a considerare questo articolo come una semplice guida per evidenziare quel che sarebbe bene esaminare meglio da sé con una lente, andando a “conoscere” il Corum Lab 01. Anche se non sarà facilissimo da trovare perché di entrambi i modelli (con inserti verdi o blu) sono stati realizzati solo 99 esemplari ciascuno.

    Ah, dimenticavo. La storia dell’orologeria. Già in epoca ellenistica, ai tempi di Archimede (Archimede di Siracusa, 288/212 a.C.) si realizzavano incredibili macchine ad ingranaggi per il calcolo del tempo. Per chiamarle “orologi complicati” mancava solo una cosa: un motore indipendente, che rendesse trasportabili questi oggetti. Motore che arriverà solo quando in Italia, verso il 1500, si troverà il modo di produrre acciaio temprato di alta qualità con cui creare armi, armature, molle per serrature e ingranaggi per orologi, appunto. La storia della tecnologia dovrebbe godere di molto rispetto.

  • Il Golden Bridge, l’icona di Corum fra passato e futuro

    Il Golden Bridge, l’icona di Corum fra passato e futuro

    C’era una volta un ragazzino che a 14 anni riparava orologi in una botteguccia nei vicoli di Napoli. C’era una volta una marca appena nata che giocava con tutte le correnti artistiche degli anni Cinquanta, persino aprendo la strada alla Pop art e ai suoi colori. Il ragazzino, che nel frattempo s’era trasferito in Svizzera, si chiama Vincenzo Calabrese. E non è più un ragazzino, visto che come me ha superato i settanta.

    Ma il napoletano Calabrese ha inventato il modo di creare un movimento meccanico racchiuso tra due ponti; ha inventato un giochino che si chiama “carrousel” e che indica l’ora in un’apertura di un quadrante girevole (sì, se ne vedono parecchi in giro e sono tutti figli suoi, in qualche modo); e ha inventato, nel 1985, l‘Accademia dei Creatori Indipendenti da cui sono usciti praticamente tutti i grandi orologiai indipendenti che vanno per la maggiore. La svizzera Corum, da parte sua, ha capito che su quel ponte con gli ingranaggi poteva andare persino oltre la Pop art e creare qualcosa di davvero iconico. E ne è nato il Golden Bridge.

    “Iconico” è un aggettivo ormai inflazionato: basta andare un’occhiata al dizionario per capire quanto viene usato a sproposito. In questo caso, però, il senso è pienamente rispettato perché l’immagine del ponte che attraversa il quadrante sostenendo il movimento meccanico (bariletto, ingranaggi e lancette, bilanciere) è la trasposizione esatta di un ponte, appunto, in chiave orologiera. In questo senso anche il nome scelto – Golden Bridge, che riecheggia il Golden Gate Bridge di San Francisco – contribuisce a considerare tecnicamente convincente l’uso dell’aggettivo “iconico”.

    Corum presenta il primo Golden Bridge nel 1980, in occasione del proprio venticinquesimo anniversario. È un momento particolare: René Bannwaert e Gaston Ries, i fondatori del marchio, sembrano aver già inventato tutto quel che era possibile inventare. Sempre uscendo dagli schemi classici dell’orologeria, sempre aprendo strade nuove, molte delle quali ancora in via d’evoluzione. Basti pensare all’Admiral’s Cup, l’orologio con i pennelli nautici.

    Nessun modello di Corum, però, riesce a scatenare la fantasia degli stilisti come il Golden Bridge, fin dall’inizio. Si parte da versioni con cassa rettangolare che, con pietre preziose o senza, esplorano la geometria senza particolari esagerazioni – eccezion fatta per lo straordinario modello degli Anni 90 con la cassa sottilissima. La cassa tonda (a parte qualche esperimento praticamente su ordinazione) entra in produzione regolare solo alla fine degli Anni 90.

    Sotto il profilo strettamente tecnico vale la pena di notare come tutta la prima fase della produzione si caratterizza per la corona di carica e di regolazione posta sul fondello. Una delle tante scelte geniali di Vincent Calabrese, che rispecchia perfettamente la visione poetica dell’Autore, sinceramente condivisa dai dirigenti Corum. In questo modo la purezza del movimento è una sintesi esteticamente perfetta del concetto stesso di movimento meccanico. Per converso, dal punto di vista ergonomico questa scelta costringe a qualche acrobazia in punta di dita sia per caricare la molla del bariletto, sia per la regolazione delle lancette. E così…

    Nel 2000 Corum viene comprata da Severin Wunderman, una delle persone più geniali che abbiano mai operato nell’orologeria; all’inizio degli anni Settanta ha “inventato” gli orologi Gucci, aprendo una autostrada poi seguita da molti marchi fashion. Wunderman, grande collezionista d’arte, esalta lo spirito di Corum; e inventa il Bubble, una autentica follia che rilancia il marchio e la sua vocazione per l’arte contemporanea. Inizialmente sembra dimenticare il Golden Bridge; ma in realtà incarica un altro grande Maestro orologiaio, Michel Parmigiani, di rivedere il movimento, aggiungendo una corona di carica in posizione più comoda. La modifica esordisce nel 2005, in occasione del cinquantesimo anniversario di Corum.

    Severin Wunderman muore nel 2008 e il marchio passa al figlio. Nel 2013, Michael Wunderman vende Corum al gruppo China Haidian, poi diventato Citychamp Watch & Jewellery Group Limited. Come sempre accade quando un’azienda nazionale passa ad una proprietà straniera, le polemiche non sono poche, come ben sappiamo anche noi italiani. Sta di fatto che i risultati sembrano non solo continuare, ma talvolta persino esaltare la storia del Golden Bridge. In particolare, consiglio di andare a dare un’occhiata, presso un concessionario, ai modelli con la corona posta in posizione tradizionale: una scelta che facilita l’uso del Golden Bridge senza in alcun modo intaccarne l’originalità. Che ancor oggi rimane proverbiale e potrebbe, nel futuro, riservare ancora molte sorprese positive.

  • Teschi, il lato macabro (ma anche ironico) della moda

    Teschi, il lato macabro (ma anche ironico) della moda

    Il primo ad avere l’idea è stato Severin Wundermann, all’inizio degli anni 2000: all’epoca proprietario di Corum, cominciò a decorare teschi sui quadranti dei Bubble e dei Classic con smalti policromi e intarsi di pietra dura. Per lui, uomo colto e collezionista d’arte, avevano un significato positivo: “Tempus fugit, carpe diem” (Il tempo vola, cogli l’attimo), cioè goditi il presente, vivi appieno la vita con gioia. Ma vedere orbite vuote e chiostre di denti fu uno shock per l’orologeria – più incline piuttosto a ricordare i precedenti del Cinque/Seicento: a forma di teschi, indossati come anello o appesi al petto dagli ecclesiastici e dalle nobildonne più attempate, facevano da monito per la caducità dell’esistenza. “Tempus fugit, memento mori” (Il tempo vola, ricordati che devi morire). Ogni gesto scaramantico, a questo punto, sarebbe lecito…

    Eppure, a distanza di anni, si può dare ragione al visionario imprenditore: i teschi sono diventati un’autentica mania, una presenza costante nel catalogo di molte case, immune dal susseguirsi delle mode. Riproposti in innumerevoli esemplari, si ritrovano nei modelli basic come in quelli più preziosi, nei “solo tempo” come nei complicati – automi compresi. Vengono stampati o realizzati in 3D, perfino con le tecniche dell’alto artigianato: scultura o incisione a mano, composizione a mosaico, incastonatura di pietre preziose… E presentano infinite forme e ispirazioni, ricche di significati diversi: dalla Jolly Rogers (la bandiera dei pirati) allo stile manga, dall’effetto Halloween alle suggestioni horror, passando per le valenze punk, dark o neo-gotiche. I teschi sono ovunque, come in una Danza Macabra da polso.

    BELL & ROSS BR01 Burning Skull Cassa (46 mm) in acciaio microbillé inciso e laccato a mano, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica. Quadrante rivestito di materiale luminescente con applique a forma di teschio in metallo, vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore e tela. Tiratura limitata di 500 esemplari. 6.900 euro

    CORUM Bubble Djibril Cissé Cassa (52 mm) in titanio PVD nero, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica con indicazioni orarie tramite cerchi rotanti sul réhaut (“Magical display”, privo di lancette). Quadrante in ottone con teschio in 3D, vetro zaffiro a cupola, fondello con vetro zaffiro, cinturino in caucciù vulcanizzato. Edizione limitata di 88 esemplari, realizzata con Djibril Cissé. 6.600 euro

    CORUM Hobo Coin Watch Cassa (43 mm) in argento, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica. Quadrante e fondello realizzati con una moneta da un dollaro in argento, incisa a mano dall’artista Alexsey Saburov; vetro zaffiro, corona con zaffiro blu, cinturino in jeans. Pezzo unico. 20.000 euro

    DE GRISOGONO Crazyskull Cassa XL in oro rosa annerito, interamente tempestato di rubini incastonati a neve, con diamanti taglio baguette e a cuore; la mascella si apre e mostra la lingua tempestata di rubini. Due movimenti al quarzo Swiss made. Quadranti laccati e con diamanti taglio brillante (anche neri), due vetri zaffiri, cinturino in galuchat. Circa 45 carati di pietre in totale, pezzo unico. Prezzo non disponibile.

    GAGÀ MILANO Manuale 48 mm Skull_pture
    Cassa (48 mm) in oro giallo cesellato a mano da artigiani italiani. Movimento meccanico a carica manuale. Quadrante smaltato con teschio applique lavorata a mano e indici in oro giallo con diamanti, cinturino in pelle di alligatore Hornback. 1.80 carati di diamanti (anche brown) in totale. 23.000 euro

    HIP HOP Silver Pink (Skull) Cassa removibile con copricassa (32 mm) integrato al cinturino in silicone, impermeabile fino a 5 atm e con piercing a forma di teschio in acciaio. Movimento al quarzo. 39 euro

    POLICE Mystic Cassa (46 mm) in acciaio anticato IP argento, impermeabile fino a 5 atm. Movimento al quarzo. Quadrante lavorato, cinturino in pelle. 109 euro

    SICIS Tenebris Cassa in acciaio e oro rosa, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica con massa oscillante personalizzata in micromosaico. Quadrante con micromosaico, corona a forma di teschio, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. Prezzo non disponibile.

    SPEAKE-MARIN Crazy Skulls Orchyd Cassa (42 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura, con doppio bariletto, autonomia di 3 giorni, tourbillon volante e ripetizione minuti – che si attiva con una doppia animazione: i due teschi si aprono per mostrare il tourbillon e il numero romano 12 si disgrega. Quadrante aperto con teschi in alluminio incisi a mano, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. Pezzo unico. 375.000 euro

    STROM Agonium “In Memoriam HR Giger”
    Cassa in argento lavorato a mano con cassa interna in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica. Quadrante in argento che riproduce in 3D l’opera “Brain Salad Surgery” di HR Giger (1973), vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore Hornback. Tiratura limitata a 99 esemplari. 16.999 franchi svizzeri

    THOMAS SABO Rebel with Karma Cassa (46 mm) in acciaio IP nero, impermeabile fino a 10 atm. Movimento al quarzo. Quadrante soleil lavorato, corona a forma di teschio, bracciale in acciaio Ip nero. 349 euro

    U-BOAT BY ITALOFONTANA U-42 Unicum
    Cassa in titanio (50 mm di diametro), impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica. Quadrante in ottone invecchiato con teschio in rilievo, ghiera girevole bidirezionale (con dispositivo di blocco, brevettato) Ip nero, vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello con scritta realizzata al laser. 4.800 euro