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  • Classic Worldtimer Manufacture: Frederique Constant e l’arte della pulizia

    Classic Worldtimer Manufacture: Frederique Constant e l’arte della pulizia

    «La pulizia è la più ordinata forma di paura». Penso che questa frase fulminante dello scrittore americano Richard Krause non girasse in testa ai designer di Frederique Constant quando hanno deciso di mettere mano al Classic Worldtimer Manufacture. Quello che hanno presentato all’ultimo Watches and Wonders, intendo. L’ho visto dal vivo a Ginevra e, per come lo hanno alleggerito rispetto alle precedenti versioni, direi che alla Maison non hanno avuto paura di pulire. 

    Frederique Constant e l’ascolto del cliente

    Faccio subito coming out, per sgombrare il campo da dubbi e illazioni. Ho da sempre un debole per la complicazione delle ore del mondo e molta simpatia per Frederique Constant. E dunque per il Classic Worldtimer Manufacture. Perché Frederique Constant è uno di quei marchi che si guadagnano il rispetto in modo discreto e perché sviluppare 35 movimenti di manifattura in meno di 40 anni di vita significa tenere un ritmo che sarebbe favoloso anche per un brand con il triplo della sua età. Un combinato disposto (i giuristi mi passino l’uso improprio della locuzione) che mi ha fatto subito apprezzare il Classic Worldtimer Manufacture rinnovato.

    Quando intendo rinnovato, voglio dire nuovo calibro, nuove dimensioni di cassa, autonomia quasi raddoppiata, leggibilità migliorata e tre nuove varianti di quadrante. Mica poco per un orologio che, fin dal lancio nel 2012, è stato uno dei modelli più apprezzati di Frederique Constant. Uno di quei casi in cui la maggior parte dei brand si sarebbe rifiutata di intervenire su una struttura talmente riconoscibile da diventare quasi intoccabile. I tecnici della Manifattra ginevrina, però, lo hanno fatto.

    E lo hanno fatto, probabilmente, perché hanno una dote preziosa: sanno ascoltare clienti e appassionati. I quali, da un po’ di tempo, chiedevano di operare un po’ di lifting sull’orologio, lavorando principalmente su due aspetti: il diametro e la leggibilità del quadrante. Ebbene, anche sulla base di questi suggerimenti, in Frederique Constant hanno lasciato da parte dubbi, perplessità, esitazioni e hanno agito. Come? Ecco qua.

    Le novità del Classic Worldtimer Manufacture

    Intanto il diametro. Pur mantenendo in assortimento anche la precedente versione del Classic Worldtimer Manufacture da 42 mm, Frederique Constant ha ridotto la dimensione a 40 mm. Più portabile e contemporanea, lo confermo per averlo indossato, nonostante lo spessore sia passato dai precedenti 12,25 mm agli attuali 12,53 mm. La struttura della cassa rimane quella classica in tre parti e la lavorazione lucida la rende elegante.

    Poi il quadrante. Quello del Classic Worldtimer Manufacture è sempre stato piuttosto affollato, come è inevitabile in un ore del mondo. Tra anello delle città, anello delle 24 ore, riproduzione del planisfero in rilievo a tutta ampiezza e grande contatore della data a ore 6, risultava un po’ pesante ancorché leggibile. Fatto salvo il punto in cui i due anelli scorrevano sotto al datario. Ebbene, per pulire e aprire il quadrante, i designer hanno proprio tolto il datario. Un elemento distintivo dell’orologio che però, a lungo andare, aveva un po’ stancato gli appassionati.

    La cosa è giunta alle orecchie dei designer di Frederique Constant che hanno agito di conseguenza. Il risultato è un quadrante più equilibrato, più pulito appunto, nel quale tutte le informazioni sono pienamente alla vista. I designer hanno mantenuto gli stessi codici colore sul bianco e blu di alcune delle precedenti referenze, lavorando sui dettagli.

    Ora, il Classic Worldtimer Manufacture è ancor di più ore del mondo vero e non un GMT che si spaccia per tale. Offre la visualizzazione simultanea dell’ora in tutti i 24 fusi orari di riferimento e le città che li rappresentano sono visualizzate sulla periferia del quadrante. Una volta allineata la città di residenza o di riferimento alle ore 12, il disco delle 24 ore che incornicia il centro indica l’ora corrispondente in tutti gli altri fusi orari, arricchita da un indicatore giorno/notte bicolore.

    Classic Worldtimer Manufacture: il calibro e le tre versioni

    L’altro intervento importante è a livello di calibro. Come ho anticipato all’inizio, l’aggiornamento principale introdotto sul 35° movimento della manifattura – il calibro FC-719 è l’incremento della riserva di carica, aumentata grosso modo del 90% rispetto a quella del precedente calibro FC-718. Merito principalmente dell’introduzione di una spirale più lunga, come spiego più nel dettaglio nelle didascalie.

    Proprio l’architettura del movimento ridisegnata è alla base del leggero aumento dello spessore della cassa cui ho accennato sopra. Una cassa che troviamo in tutte le tre versioni che, pur mantenendo il caratteristico planisfero al centro del quadrante, presentano diverse varianti di colore e opzioni di cinturino. Tra esse spicca l’edizione limitata a 88 esemplari, con 70 diamanti a taglio brillante sulla lunetta e 12 indici con diamanti. Il quadrante è azzurro ghiaccio con finitura soleil, planisfero grigio in rilievo e due cinturini intercambiabili in alligatore.

    Del nuovo Classic Worldtimer Manufacture esiste anche una versione più familiare, con gli oceani blu navy che circondano i continenti grigi in rilievo e anelli delle ore e delle città blu. Molto bello (e il mio preferito, per quello che può valere) è il modello con gli oceani blu sfumati con finitura grené, l’anello delle 24 ore in azzurro e blu scuro, l’anello delle ore color panna e il cinturino intercambiabile in alligatore blu.

    I prezzi? In linea con il concetto di lusso accessibile che è da sempre il mantra di Frederique Constant. La versione con i diamanti su lunetta e indici costa 7.995 euro, le altre due stanno sotto i 5.000: 4.995 euro. In questo caso, l’abusata espressione di “soglia psicologica” rende bene l’idea di quanto questa Manifattura riesca a bilanciare qualità e prezzo, anche quando lavora sulle referenze più consolidate. Come fa a non essermi simpatica?

  • Club Sport neomatik Worldtimer: Nomos e l’orologeria intelligente

    Club Sport neomatik Worldtimer: Nomos e l’orologeria intelligente

    «La creatività è l’intelligenza che si diverte». Prendo in prestito una frase attribuita ad Albert Einstein perché penso che sarebbe un pay-off perfetto per il Club Sport neomatik Worldtimer che Nomos Glashütte ha presentato all’ultimo salone di Watches and Wonders. E con questo confermo il debole che ho per il Marchio tedesco, che traspare in altri articoli che gli ho dedicato.

    Torno alla frase di apertura. Creatività, intelligenza, divertimento sono tre parole che si adattano bene alla filosofia di Nomos Glashütte e alle quali lascerò il compito di condurvi lungo le righe che leggerete sotto. Creatività, perché dal 2021 Nomos amplia costantemente la collezione Club Sport neomatik, a partire dalla prima referenza, il 42 mm Date. Da allora, ogni anno una nuova dimensione di cassa si è aggiunta alla linea più sportiva del Marchio.

    Ora è possibile scegliere tra il Nomos Club Sport neomatik in 34, 37, 39 e 42 mm e ciascun modello si distingue per il quadrante soleil in un colore specifico a seconda della dimensione. Finora, però, a parte il datario sulla versione da 42 mm, non erano disponibili complicazioni, per cui la linea era caratterizzata principalmente da orologi solo tempo. Con il nuovo Nomos Club Sport neomatik Worldtimer si cambia decisamente marcia.

    Ore del mondo in salsa sassone

    Nomos Glashütte ha già in collezione un sofisticato ore del mondo dal 2011, lo Zürich World Time. Da allora, ha realizzato diverse versioni limitate di questo orologio che è diventato “un classico”, grazie all’estetica elegante e alla speciale complicazione, destinato a un certo tipo di appassionato. Ora, dopo 14 anni, era giunto il momento di offrire un’alternativa più sportiva: Nomos lo ha fatto con il Club Sport Neomatik Worldtimer. Ecco qui l’intelligenza.

    Perché affiancare a un modello dal successo consolidato, e associato a un profilo ben preciso di cliente (anche per via del prezzo, che lo pone ai vertici della scala di Nomos), un orologio di tutt’altro sapore e di target differente, significa voler rinsaldare una competenza tecnica e una posizione. Farlo con una complicazione che è la stessa solo come funzione, ma è del tutto nuova come ingegnerizzazione e come visualizzazione, è intelligenza applicata al marketing.

    I quadranti del Club Sport neomatik Worldtimer

    E il divertimento? Per trovarlo, basta dare un’occhiata alla scorpacciata di quadranti che Nomos Glashütte propone per il Club Sport neomatik Worldtimer. Ci sono una versione argento e una versione blu, entrambe con una finitura galvanizzata a raggiera che, nella referenza argentata, ha una placcatura rodiata. Sono i due quadranti delle referenze che potremmo chiamare della collezione corrente.

    Accanto a esse, però, il Marchio ne presenta altre sei. Per ciascuna di queste sei coloratissime versioni, che non hanno il quadrante soleil, saranno realizzati solo 175 esemplari. Ognuna è caratterizzata da un nome e da una colorazione distintivi. Canyon, Dune, Glacier, Jungle, Magma, Volcano richiamano paesaggi naturali cui si ispirano le cromie dei quadranti. Un sottile e divertente riferimento a un ipotetico viaggio alla scoperta della Terra, da un fuso orario all’altro, essenza di ogni orologio worldtimer.

    Con questo profluvio di colori sembra quasi di essere tornati a Watches and Wonders 2024, quando il marchio presentò 31 versioni del Tangente 38 Date. Proprio come allora, queste edizioni limitate del nuovo Club Sport neomatik Worldtimer sono affascinanti e si adattano bene al modo di fare specifico di Nomos. Che affianca alla meccanica, appunto, il divertimento. In un ambiente come l’orologeria, che spesso si prende troppo sul serio, sdrammatizzare è salutare.

    Club Sport neomatik Worldtimer: si può fare

    Come ho già fatto in altri articoli, riservo le didascalie per approfondire l’estetica e la meccanica del Club Sport neomatik Worldtimer. Qui mi limito a una considerazione finale che condivido con voi: non voglio convincervi della mia idea, ma usarla per stimolarvi a farvene una vostra. Ed è una considerazione sul prezzo. Meno di 4.000 euro – ne costa 3.940 – per un ore del mondo con questo livello di meccanica e di finiture è qualcosa che in giro non si trova (per restare in Nomos, lo Zürich ne costa quasi 1.000 in più). Stesso prezzo per le sei edizione limitate e per le due di collezione corrente: non torniamo forse al concetto di intelligenza?

    Provoco. A Watches and Wonders 2025 ho notato che la corsa di gran parte dei marchi a occupare fasce di prezzo sempre più elevate pare non fermarsi, nonostante gli indicatori del mercato non siano tutti così incoraggianti. Va bene la preziosità dei materiali, vanno bene i costi di ricerca e sviluppo, va bene che nel lusso – e quindi anche in orologeria -, una volta alzati i prezzi non si può tornare indietro. Con il Club Sport neomatik Worldtimer abbiamo un orologio davvero nuovo nell’estetica e nella meccanica: queste novità, per essere implementate, avranno pur comportato dei costi per l’azienda Nomos Glashütte. O no?

    Creare qualcosa di nuovo e di ben fatto posizionandolo a un prezzo ragionevole sembra dunque possibile. E credo non sia necessario essere pragmaticamente sassoni per riuscirci, tanto più che parliamo di una manifattura di medie dimensioni. Forse basta porsi realmente come obiettivo l’interesse di chi vorrebbe comprare certi orologi per vera passione, ma si sente frustrato nel vederli sempre più irraggiungibili. Intelligenza anche in questo caso? No, solo buon senso.

  • Watch Angels x Frederique Constant: Worldtimer  fuori dalla comfort zone

    Watch Angels x Frederique Constant: Worldtimer fuori dalla comfort zone

    Uno dei modi in cui il web ha reso l’orologeria accessibile agli appassionati che vogliono farne una professione pur avendo a disposizione mezzi economici limitati, è il crowdfunding. Grazie alle raccolte fondi online sono infatti nati diversi marchi, che hanno rapidamente guadagnato reputazione creando collezioni proprie o in collaborazione con brand già affermati. Quest’ultimo è il caso del Watch Angels x Frederique Constant Worldtimer Manufacture. Un bell’orologio – metto le mani avanti -, che ha visto collaborare il Marchio svizzero fondato da Peter e Aletta Stas con uno dei collettivi orologieri, nonché manifattura, più interessanti in circolazione.

    Produttore di orologi svizzeri indipendente e a conduzione familiare dal 1979, Watch Angels crea i propri orologi secondo un flusso di lavoro che coinvolge azienda, partner e appassionati. Il partner o il designer interno forniscono la visione, il concetto e il design e ricevono in cambio un adeguato profitto per il loro lavoro intellettuale. Gli appassionati co-finanziano la produzione con Watch Angels, sostengono il creatore e hanno un orologio al prezzo di costo o all’ingrosso. Watch Angels industrializza e produce l’orologio ed è ricompensato con un giusto ritorno per investire in nuovi progetti. Come dice chi parla bene inglese, è un modello win-win, ossia nel quale tutti guadagnano qualcosa.

    Il successo del Frederique Constant Worldtimer Manufacture

    Nel caso del Watch Angels x Frederique Constant Worldtimer Manufacture, il guadagno dell’appassionato è un orologio interessante, che a suo modo stupisce l’appassionato. Perché cambia i codici di una delle collezioni più celebri di Frederique Constant senza snaturarne le caratteristiche.

    Introdotto per la prima volta nel 2012, il Frederique Constant Classics Worldtimer Manufacture è diventato rapidamente uno dei modelli più venduti del Marchio per l’interpretazione accessibile della complicazione delle ore del mondo. Nel corso degli anni, è stato presentato in diversi materiali e colori, spesso in edizioni limitate ora non più disponibili, ed è tuttora in catalogo in quattro versioni. Caratterizzato dalla presenza del planisfero nella parte centrale del quadrante e dalle forme bombate della cassa, è un orologio tra i più riconoscibili.

    Ebbene, ora la mano di Watch Angels interviene proprio sugli elementi caratterizzanti del Classics Worldtimer Manufacture, ridefinendoli o eliminandoli. Eppure, guardando l’orologio, non puoi dire che non sia un Frederique Constant. Proviamo a capire il perché.

    Cassa, corona e molto altro

    Intanto, il Watch Angels x Frederique Constant Worldtimer Manufacture ha una cassa di diametro inferiore rispetto a quella del Classics Worldtimer Manufacture. Passa da 42 a 40,5 mm, ma guadagna un po’ di spessore rispetto alla referenza precedente: 13,4 mm contro 12,15 mm. Un incremento singolare, dovuto principalmente, credo, al restyling della stessa cassa, considerando che il movimento incassato è il calibro FC-718 che muove anche le altre referenze della collezione corrente.

    Proprio la cassa è stata ridisegnata, nella carrure che ora è piatta e nelle anse, decisamente più corte. È sempre in acciaio, in tre parti, con un’impermeabilità di 5 bar, lavorata con un mix di finiture spazzolate e lucide. Queste ultime sono particolarmente evidenti sulla lunetta, mentre le anse e la parte centrale satinate creano un piacevole contrasto con le zone a specchio.

    Un altro dettaglio che costituiva una firma estetica della collezione, la corona, è stato anch’esso rivisto. È sempre scanalata, ma non è più a cipolla: ha la parte superiore piatta ma è comunque sufficientemente grande da garantire una presa confortevole per la carica dell’orologio e le regolazioni delle ore e dei fusi orari con le relative città. E, come in tutte le altre edizioni precedenti, non ci sono pulsanti o correttori incassati, da sempre uno dei valori aggiunti del Frederique Constant Worldtimer Manufacture.

    Watch Angels x Frederique Constant Worldtimer Manufacture: missione leggibilità

    Il lavoro più significativo è stato però svolto sul quadrante. Nel Watch Angels x Frederique Constant Worldtimer Manufacture sono infatti assenti due elementi base delle referenze presenti nella collezione: il datario a ore 6 e, soprattutto, il planisfero. Quest’ultimo, come ho scritto prima, è da sempre il dettaglio più riconoscibile di questa collezione e ora… puff… sparito. Gran bel coraggio da parte di Frederique Constant. Il bello, però, è che questo orologio non perde niente né dell’essenza del Marchio, né di quella della collezione cui appartiene.

    Il lavoro estetico ha infatti puntato alla chiarezza e alla leggibilità, da un lato sostituendo il planisfero con un quadrante di un bellissimo blu soleil, incorniciato dal giro della minuteria con finitura circolare, indici delle ore rodiati, applicati e sfaccettati perfettamente integrati nel design. Le lancette rodiate e lucidate a mano seguono i contorni degli indici per un’estetica coerente, mentre il “mirino” al centro del quadrante ha il compito di “legare” l’intera architettura visiva.

    L’altro lavoro svolto sul quadrante riguarda il disco delle città. Rispetto al precedente, che era piatto, questo è inclinato e, insieme al disco delle 24 ore, esalta la leggibilità dei 24 fusi orari. Leggibilità che Il risultato è un’estetica pulita e contemporanea concentrata sulla funzionalità dell’orologio, agevolata anche dalla rimozione del datario, in modo da consentire la lettura di tutte le posizioni delle città sul disco inclinato.

    Rispetto alle referenze delle collezione corrente, i segmenti del giorno e della notte sul disco delle 24 ore hanno un ulteriore tocco di eleganza. Sono divisi in due emisferi individuati da un sole lucido per il giorno e da una falce di luna levigata e sabbiata per la notte. Entrambi tridimensionali, a differenza di quelli stampati sul Frederique Constant Classics Worldtimer Manufacture, uniscono forma e funzione in modo gradevole.

    Acquirenti d’altri tempi

    Poco da dire sul movimento, per il quale lascio parlare le didascalie. Si tratta infatti, come ho scritto sopra, del collaudato calibro FC-718, il cui nome ha dato l’ispirazione per il numero dell’edizione limitata. Perché il Watch Angels x Frederique Constant Worldtimer Manufacture è realizzato in 718 pezzi, disponibili solo sul sito di Watch Angels secondo la versione moderna di quella che era la vendita à souscription.

    La sottoscrizione risale ai tempi di Abraham-Louis Breguet, che ideò un orologio semplice, di basso costo, da costruire in piccola serie su prenotazione e dietro il versamento di un anticipo (da qui il nome souscription), con saldo alla consegna. Un sistema che consentiva agli orologiai di non lavorare in perdita: l’ammontare dell’anticipo era stabilito in base alla previsione dei costi vivi e, soprattutto, tutelava l’artigiano nel caso il sottoscrittore diventasse uccel di bosco al momento del saldo.

    Apertosi il 13 febbraio, il periodo di sottoscrizione – solo sul sito di Watch Angels – terminerà il 13 marzo. Per i primi sottoscrittori il prezzo era di 3.990 franchi, oggi salito a 4.490, con la possibilità di pagare metà cifra ora e il saldo alla consegna, come un tempo.

    Come ricorda il Ceo di Frederique Constant, Niels Eggerding, nella cartella stampa che ha accompagnato il lancio dell’orologio, «fin dalla nostra fondazione, innoviamo collaborando con i partner di altissimo livello capaci di portarci fuori dalla nostra zona di comfort, condizione necessaria per sperimentare e innovare. La collaborazione con Watch Angels si colloca in questo approccio, portando anche il riscontro di una comunità di collezionisti, elemento questo, che rafforza ulteriormente il nostro modo di innovare, che include, tra l’altro, l’ascolto attento del mercato». Vediamo se i collezionisti daranno riscontro positivo a questa operazione.

  • Promaster, 35 anni a tutto Citizen

    Promaster, 35 anni a tutto Citizen

    Lo so, qualcuno di voi alzerà il ditino e penserà che parlare del 35° della collezione Promaster di Citizen alla fine dell’anno in cui si celebra la ricorrenza non sia una genialata. In realtà, la scelta di aspettare l’ultimo minuto, o quasi, è dovuta al fatto che si tratta di una linea talmente centrale nell’offerta di Citizen da meritare una certa dose di “meditazione”. In più, in questo 2024 Citizen ha presentato diverse referenze del Promaster di cui ancora non abbiamo scritto e che vale la pena raccontare sul finire dell’anno. Non senza aver prima rapidamente accennato alle origini della collezione.

    La famiglia dei Promaster, come è facile immaginare se sapete fare di conto, arrivò sul mercato nel 1989 e debuttò con tre modelli: l’Altichron, che era mosso dal calibro C040; il precursore dello Sky, equipaggiato dal calibro C080; e il subacqueo Aqualand, con calibro C020 e certificazione ISO 6425. In realtà, il nome Aqualand vide la luce prima, nel 1985, abbinato al primo orologio da immersione dotato di profondimetro digitale. Proprio questa caratteristica configurò l’arrivo dell’Aqualand come una sorta di rivoluzione tra i diver professionali. L’affidabilità dell’orologio era garantita da 3 batterie al litio chiuse da un fondello sigillato in modo ermetico grazie all’impiego di 6 viti.

    La linea Promaster si è evoluta nei successivi 35 anni mantenendo un forte focus sull’Aqualand (poi Marine) e valorizzando progressivamente le referenze Sky. Citizen ha esteso le prestazioni della collezione a referenze pensate per l’outdoor e identificate dai nomi di Geo Trekker e di Land. In questo modo ha portato Promaster a posizionarsi in tutti i tre classici ambiti destinati agli orologi-strumento, pensati per l’esplorazione: mare (Marine), terra (Land), cielo (Sky).

    Promaster Sky Eco-Drive Radio-Controlled

    Per parlare delle novità del 35° anniversario (sulle quali vi rimando poi alle didascalie per ulteriori dettagli e approfondimenti) parto proprio dal Promaster Sky, per il quale Citizen ha realizzato una referenza in edizione limitata con cassa in acciaio da 46,7 mm di diametro e 13,8 mm di spessore. L’orologio si presenta senza anse e ha il bracciale integrato; l’estetica parla di una finitura di angoli e spigoli che alterna parti lucide a zone spazzolate.

    La maggior parte dei componenti della cassa e del bracciale è dotata di un rivestimento Duratect grigio, mentre la finitura Duratect della corona, della parte interna della lunetta, del regolo calcolatore e dei pulsanti è rosa ambrato, una sfumatura definita Sakura. Nonostante il nuovo Promaster Sky sia pensato per un utilizzo professionale in cielo, è garantito con un’impermeabilità fino a 20 bar, grazie anche all’impiego del vetro zaffiro e del fondello avvitato.

    Promaster L.E. NY 0160 e NY0161 (Fugu)

    La ricorrenza del Promaster, per ciò che riguarda la linea Marine, trova la celebrazione in due edizioni limitate della Serie NY, ispirate al design reso celebre e ricercato dal modello originale NY004 del 1989. Che era dotato di una lunetta seghettata il cui design era pensato per agevolarne l’utilizzo con i guanti da immersione.

    L’impiego di quell’orologio da parte dei subacquei professionisti ha decretato la reale funzionalità della lunetta. E ha dato origine al soprannome con cui è conosciuta la referenza, ossia “Fugu”, pesce palla in giapponese. Un nome diventato così iconico da essere riportato sul fondello delle nuove varianti in edizione limitata e celebrative dei 35 anni di Promaster, una con quadrante blu e una con quadrante nero.

    Le due nuove referenze mantengono caratteristiche ed elementi distintivi della stessa linea: 20 bar di impermeabilità (standard ISO 6425), indici delle ore di nuova concezione introdotti nel 2018, esclusiva lunetta con denti seghettati.

    Eco-Drive combination watch (Land)

    Questo nuovo Promaster dedicato al mondo della terra (Land) è caratterizzato da un nuovo calibro, il movimento Eco-Drive U822, che è il cuore di tre nuovi modelli di orologi combinati. Il movimento di nuova concezione combina indicazioni analogiche con indicazioni digitali visibili nel display tra ore 2 e ore 10.

    Il display digitale è stato aggiornato con uno schermo Lcd a segmenti chiamato Memory-in-Pixel (Mip). Si tratta di una nuova tecnologia in grado di offrire una risoluzione più elevata per una migliore visibilità, sia in ambienti al chiuso, sia soprattutto in ambienti all’aperto. Inoltre, per dimensione e forma, il display offre la visualizzazione di un numero maggiore di informazioni.

    Il quadrante analogico presenta lancette grandi e leggibili combinate con numeri arabi e indici a barra. La finitura opaca riduce i riflessi e garantisce che il display analogico sia sempre chiaramente visibile. Il réhaut può essere ruotato tramite la corona a ore 8 per utilizzare l’orologio come bussola. Il cinturino in poliuretano è stato realizzato con una miscela che contiene Benebiol, materia prima basata sulla biomassa che garantisce una maggiore durata.

    Eco-Drive combination watch Limited Edition (sempre più Land)

    La serie Land ospita anche un altro orologio combinato analogico e digitale, alimentato dal sistema Eco-Drive, realizzato in edizione limitata. La cassa in acciaio è trattata con rivestimento Duratect grigio scuro e misura 43,9 mm di diametro per 14 mm di spessore. È dotata di una corona zigrinata, per una presa facilitata anche con i guanti. Anche i pulsanti sono lavorati per essere utilizzati agevolmente e sono posizionati due sul lato destro e uno a sinistra a ore 8, il cui scopo è quello di azionare la lunetta interna della bussola. 

    L’orologio ha il vetro zaffiro piatto a protezione del quadrante e il fondello decorato con il logo dell’anniversario. Il bracciale di serie è in acciaio con trattamento Duratect come la cassa, ma in occasione dell’anniversario è stato previsto anche un cinturino intercambiabile in tessuto Cordura. Il quadrante ha il display digitale, con lo schermo Lcd in Memory-in-Pixel (Mip) posizionato tra ore 10 e ore 2. La parte analogica è costituita dalle tre lancette centrali e dai due contatori a ore 4 e a ore 8. 

    Il modello è sempre alimentato dal nuovissimo calibro Eco-Drive U822, che offre funzioni di cronografo, sveglia, timer per il conto alla rovescia, world timer, indicatore dell’autonomia residua. L’orologio ha 20 bar d’impermeabilità, in linea con il resto della gamma Promaster.

    Promaster Eco-Drive Radio-Controlled Geo Trekker 

    Il nuovo Promaster Geo Trekker è radiocontrollato con sistema Eco-Drive e offre la funzionalità delle ore del mondo su 26 città, oltre al datario perpetuo. Sul quadrante è possibile visualizzare l’ora approssimativa dell’emisfero settentrionale allineando il disco dell’Universal Time Coordinated (UTC), posizionato nel contatore a ore 6, con l’anello esterno del contatore stesso. Il disco dell’Utc realizza un giro completo al giorno: e poiché in un giorno ci sono 86.400 secondi, ecco che il nuovo movimento prende nome di Calibro H864.

    Il disco Utc è decorato con una mappa molto dettagliata dell’emisfero settentrionale. Il carattere tipografico dei nomi delle città attorno al quadrante e dei numeri sul disco Utc s’ispira a quelli presenti sulle mappe del mondo e sulle carte di navigazione dell’era delle scoperte. La lancetta dei minuti, lunga e ampia, e quella delle ore, oversize come gli indici, garantiscono una perfetta leggibilità anche al buio, grazie al trattamento luminescente.

    Il design aperto della lunetta e del quadrante, insieme alla forma leggermente conica della cassa, aumentano ulteriormente la leggibilità e rendono il peso e lo spessore dell’orologio più leggeri. Il fondello è decorato con l’incisione di una mappa dell’emisfero settentrionale.

    Promaster Eco-Drive Radio-Controlled Geo Trekker Limited Edition

    Nella linea Promaster del 35° esce anche un nuovo con Geo Trekker in edizione limitata a 1.000 esemplari per l’Italia, supportato dal sistema Eco-Drive e dotato del nuovissimo calibro H864. Il quadrante è realizzato in policarbonato riciclato al 100%, stampato con inchiostro a colori strutturali sviluppato da FujiFilm Corporation.

    Questa tecnologia innovativa conferisce al quadrante una brillantezza che crea un effetto di profondità. Il quadrante è sormontato da un vetro zaffiro antiriflesso mentre la cassa e il cinturino sono in acciaio inossidabile con rivestimento Ip grigio. L’orologio è appunto animato dal nuovo calibro H864 e dal sistema Eco-Drive, alimentato dalla luce e brevettato da Citizen.

    Il calibro H864 offre specifiche di precisione di ±15 secondi al mese e la funzione worldtimer su 26 città, insieme al datario perpetuo. L’impermeabilità è garantita fino a 20 bar. Il fondello è decorato con l’incisione di una mappa dell’emisfero settentrionale – ed è serrato a vite, come la corona. Il contatore a ore 6 riporta l’ora nelle principali città dell’emisfero settentrionale. L’immagine del mondo vista dal Polo Nord ruota con il passare del tempo e mostra sull’anello esterno l’ora universale coordinata (Utc), indicata da una freccia.

  • Citizen Tsuki-yomi, omaggio (tecnologico) alla Luna

    Citizen Tsuki-yomi, omaggio (tecnologico) alla Luna

    Il Radiocontrollato compie 30 anni. E Citizen lo festeggia con un esemplare speciale, chiamato Tsuki-yomi. Un concentrato di cultura giapponese: nei materiali e nella tecnologia, esclusivi della Marca, così come nel nome, che rimanda a un’antica leggenda. Il Citizen Tsuki-yomi sembra proprio il risultato di fattori tipicamente nipponici, in cui il rispetto delle tradizioni, l’amore per i fenomeni naturali e la sensibilità poetica si esprimono insieme alla volontà di innovare, alla fiducia nell’evoluzione tecnologica, alla continua ricerca dell’accuratezza e della precisione.

    Prima di analizzare gli elementi distintivi del Citizen Tsuki-yomi, vediamone quindi gli ideali e i presupposti. Con una premessa: per molti appassionati della Marca giapponese, quanto sto per scrivere sarà sicuramente cosa nota. Ma credo sia opportuno raccontarne ugualmente le peculiarità, almeno in sintesi, per informare i pochi che non le conoscono e per rinfrescare la memoria agli altri. Curioso è invece il motivo per cui si chiama così.

    Un nome mitologico

    Secondo la mitologia del Paese del Sol Levante, Tsuki-yomi (o Tsukuyomi che dir si voglia) è il dio della Luna. Nato da Izanagi, il demiurgo della prima terra, era il fratello di Amaterasu, la dea del Sole, con cui conviveva nel paradiso celeste. Un giorno, Amaterasu lo mandò come proprio ambasciatore a un banchetto organizzato dalla dea del cibo, Uke-Mochi; ma Tsuki-yomi, disgustato dal modo in cui la dea aveva preparato da mangiare, la uccise. Amaterasu si arrabbiò tantissimo e non volle aver più nulla a che fare con lui: per questo, da allora, il Sole e la Luna vivono separati in zone diverse del Cielo.

    Questo mito sulla creazione del giorno e della notte, a mio parere, è interessante perché ci avvicina ad alcuni personaggi del pantheon scintoista. Una religione praticamente sconosciuta alle nostre latitudini, lontana dalla sensibilità occidentale: basti notare che il Sole è una divinità femminile e la Luna maschile, esattamente l’opposto di come li abbiamo sempre concepiti noi.

    Ma devo ancora aggiungere che il termine Tsuki-Yomi vuol dire “leggere la Luna” (o secondo altre interpretazioni “notte illuminata dalla Luna”). Ed è collegato al calendario giapponese (Wareki), una modifica del calendario cinese e come quello lunisolare. Di conseguenza, nelle tradizioni agricole, civili o religiose del Giappone, rivestono un’importanza fondamentale i cicli della Luna. E la cosa ci riporta dunque al Citizen Tsuki-yomi, il primo radiocontrollato con fasi lunari.

    Il radiocontrollo

    La tecnologia dell’orario radiocontrollato risale agli anni Novanta. Esattamente al 1993, quando Citizen presentò il primo esemplare capace di ricevere, per mezzo delle onde radio, un segnale orario emesso dai principali orologi atomici del Globo, posizionati in apposite stazioni radio. Grazie a questo sistema, l’accuratezza degli orologi radiocontrollati è quasi assoluta, almeno per i nostri standard umani di percezione.

    Oggi come ieri, negli esemplari radiocontrollati, la connessione e l’aggiornamento dell’ora avvengono in modo automatico e sono settati sul fuso orario del luogo in cui si trova la persona che indossa l’orologio. Il che si traduce in un vantaggio immediato non solo per quanti risiedono stabilmente in una determinata località e sanno sempre esattamente che ora è, ma soprattutto per i grandi viaggiatori, che non devono più preoccuparsi di regolare l’orologio sull’ora locale della città di destinazione.

    A titolo informativo, mi sembra ancora necessaria una distinzione. Il radiocontrollo non va confuso con la tecnologia satellitare, che Citizen chiama Satellite Wave, in cui l’orologio riceve il segnale dell’ora esatta dal sistema di satelliti che orbitano attorno alla Terra, e sui quali sono installati i relativi orologi atomici. Per esempio il celebre sistema Gps americano, il Glonass russo o l’europeo Galileo, cui fanno riferimento di solito gli smarwatch. Citizen ha realizzato il primo modello Satellite Wave nel 2011.

    Il calibro H874 Moonphase

    Ma il discorso della tecnologia alloggiata nel Citizen Tsuki-yomi non finisce qui. I dati ricevuti dai trasmettitori radio sono rielaborati all’interno del movimento tramite il circuito integrato preposto a gestire tutte le funzioni dell’orologio, tra cui appunto le fasi lunari, calcolate con esattezza e in qualsiasi momento. In questo modo le fasi di luna non hanno neppure bisogno dei periodici interventi di correzione manuale – come avviene invece negli orologi meccanici – proprio perché la trasmissione radio è aggiornata di continuo ed è sempre molto precisa.

    Del resto il calibro H874 montato all’interno del Citizen Tsuki-yomi potenzialmente può funzionare a lungo, senza interruzioni. Si tratta infatti di un movimento Eco-Drive®, a carica luminosa, dall’autonomia estremamente elevata: 2,5 anni. Un’altra tecnologia proprietaria molto nota, ma che vale la pena riassumere in poche parole. Sviluppata da Citizen negli anni Settanta, sfrutta qualsiasi fonte di luce grazie a una cella fotovoltaica a elevato assorbimento posta sotto il quadrante. L’energia, immagazzinata in un accumulatore, è controllata dal circuito integrato che la trasmette al moto delle lancette. 

    Il calibro H874 radiocontrollato fornisce numerose informazioni. Le fasi lunari, appunto (Moon program), e intuitivamente l’età della Luna. Poi le ore del mondo (Worldtimer), compresa l’ora legale, con la possibilità di scegliere tra 24 fusi orari. E infine il datario perpetuo, che tiene conto della diversa lunghezza di ciascun mese, compreso febbraio negli anni bisestili. Tutte le funzioni si regolano tramite la corona e l’utilizzo dei due pulsanti posti sulla carrure.

    Il Supertitanio®

    Un’altra caratteristica esclusiva del Citizen Tsuki-yomi è poi il materiale con cui è realizzato: il Supertitanio®. Anche in questo caso un brevetto della Casa giapponese, che vanta una lunga esperienza nella ricerca e nello sviluppo dei materiali per l’orologeria. In particolare, va detto che Citizen ha iniziato gli studi sulla lavorazione del titanio fin dalla metà degli anni Sessanta e ha prodotto il primo esemplare con questo metallo nel 1970.

    Il Supertitanio, in particolare, è una lega di titanio protetta da un rivestimento di superficie, chiamato Duratect® e declinato in diverse tipologie. Nel Citizen Tsuki-yomi si tratta di Duratect® Mrk (con tempra a gas) che rende il titanio cinque volte più resistente dell’acciaio, soprattutto ai graffi e all’uso quotidiano, e gli dona una particolare luminosità (se lucidato). Ovviamente non influisce sulle tipiche doti di leggerezza (40% in meno dell’acciaio) e di biocompatibilità (per cui risulta perfettamente tollerato anche dalle epidermidi più sensibili).

    Le peculiarità del Citizen Tsuki-yomi

    Detto questo, non mi resta che dare la descrizione estetica dell’orologio e qualche informazione pratica. La cassa misura 43 mm di diametro, mentre il bracciale a 5 file si allaccia al polso con una fibbia déployante. Il quadrante è decorato dalla riproduzione della Luna, sulla cui superficie stampata si riconoscono i mari (macchie scure) e le terre alte (macchie chiare). Disponibile in quattro tonalità – grigio scuro, blu, verde e bordeaux –, ospita tre contatori in posizione 6/9/12. Elenco qui per sommi capi le indicazioni principali, ma rimando al manuale di istruzioni, a corredo dell’orologio, chiunque voglia saperne di più nel dettaglio.

    Il contatore più grande, a ore 6, riporta le fasi lunari, con il senso di rotazione per i due emisferi, Nord e Sud. Quello a ore 9 visualizza l’indicazione delle 24 ore per “l’ora di casa” con la funzione giorno/notte. Quello a ore 12 l’indicazione dell’autonomia residua, l’indicazione dell’emisfero boreale o australe, e il giorno della settimana. Sul réhaut invece si trovano le ore di differenza dei diversi fusi orari rispetto al tempo UTC, l’indicazione dell’ora solare o legale, l’indicazione della ricezione in corso e l’esito della ricezione stessa.

    Infine, il prezzo e la disponibilità: il Citizen Tsuki-yomi costa 698 euro. E si trova in tutti i rivenditori autorizzati del Marchio, che in Italia vanta una capillare rete di vendita.  

  • I calibri di Frederique Constant: tra visione e innovazione #2

    I calibri di Frederique Constant: tra visione e innovazione #2

    E alla fine, eccomi al tourbillon che, come accennato sopra, ha fatto il suo debutto nel lontano 2008 con il calibro FC-980. Con quella che è considerata la regina delle complicazioni, nata dal genio di Abraham-Louis Breguet, i calibri Frederique Constant hanno fatto l’ingresso definitivo nel gotha dell’alta orologeria a soli 20 anni dalla fondazione del Marchio.

    Nel corso degli anni, l’architettura del calibro FC-980, assemblato a mano, è rimasta sostanzialmente la stessa. Con un diametro di 30 mm e uno spessore di 5,7, è costituito da 188 componenti e lavora a 28.800 alternanze/ora. Il che, come gli altri calibri di cui ho scritto in precedenza, ne porta l’autonomia a 38 ore a carica completa.

    Il fatto che in 15 anni le prestazioni del calibro più raffinato siano rimaste invariate potrebbe indurre qualcuno a pensare a uno scarso coraggio da parte della Manifattura nell’intraprendere sviluppi tecnici migliorativi. Io la vedo diversamente. Questo rimanere fedele all’architettura e alle performance originali potrebbe essere dettato dalla volontà di mantenere l’affidabilità del movimento in modo che i costi di produzione e, di conseguenza, il costo finale dell’orologio non aumentino troppo. Non dimentichiamo qual è la visione dei signori Stas… 

    Detto questo, aggiungo che la gabbia del tourbillon, composta da 81 elementi, compie un giro in un minuto e reca inciso il numero di serie di ciascun esemplare. Inoltre monta la ruota dello scappamento e l’ancora in silicio, che li rendono immuni dagli effetti nefasti dei campi magnetici. Come gli altri calibri Frederique Constant, è rifinito secondo la migliore tradizione orologiera con lavorazioni ad anglage, perlage, cerclage, fianchi a grana dritta e lucidatura a specchio.

    Un tourbillon per i calibri Frederique Constant

    Nelle collezioni di Frederique Constant il tourbillon è il protagonista del 2023. La Maison ha infatti aggiornato il Tourbillon Manufacture che ha accompagnato l’FC-980 sul palcoscenico della grande orologeria introducendo in collezione il Classic Tourbillon Manufacture, con cassa in oro rosa da 39 mm e quadrante antracite. Un’edizione limitata a 150 esemplari. Accanto ad essa, due referenze in acciaio con quadranti blu e argenté. Un regalo che il Brand si è fatto per i suoi 35 anni.

    La differenza principale con le precedenti referenze sta proprio nella dimensione della cassa, precedentemente da 42 mm. Oltre a questa, una finezza sull’apertura del tourbillon sul quadrante. Dal 2008 era caratterizzata da un disegno particolare a forma di “virgola”, che le consentiva di integrare la complicazione nel quadrante in modo dinamico e atipico. Nel Classic Tourbillon Manufacture, la virgola cede il posto a un cerchio perfetto.

    C’è anche il Monolithic. Ma…

    A dire il vero, ci sarebbe anche un altro movimento che dimostra la ricerca di avanguardia di Frederique Constant. Una ricerca che dal 2016 può avvalersi del supporto del gruppo Citizen, del quale il Brand fa parte. Parlo del calibro automatico FC-810, progettato appositamente dagli orologiai della Maison per supportare l’oscillatore Monolithic.

    Un oscillatore rivoluzionario, in silicio monocristallino, con il quale Frederique Constant ha sostituito i 26 componenti del suo set tradizionale utilizzando un unico elemento dotato di due pesi regolatori. Un elemento che integra anche l’ancora di scappamento nella sua struttura flessibile e che porta l’oscillatore a lavorare a 288.000 alternanze/ora.

    Questa struttura è il cuore pulsante dell’orologio Slimline Monolithic Manufacture, ormai esaurito da tempo. Poiché so che la manifattura ha in programma sviluppi ulteriori su questo calibro, preferisco rimandare un approfondimento a quando li avremo.

    In conclusione

    Detto questo, penso che avervi dato una panoramica sui calibri Frederique Constant dell’alto di gamma vi possa aiutare a capire come mai il Marchio abbia avuto successo in un lasso di tempo relativamente breve. Sicuramente le sinergie con un grande gruppo come Citizen aiutano. È anche vero, però, che l’ingresso nel portafoglio del gigante giapponese è recente. Piuttosto, è stata la filosofia dei signori Stas a indurre il Gruppo a investire sul Brand. Perché la loro missione di restare nell’alveo dello Swiss Made con orologi di ottima fattura a un prezzo accessibile è stata compiuta. In che modo? Grazie a una logica industriale e a una catena di fornitori e terzisti che non hanno inciso sulla qualità finale del prodotto. In un mercato come quello dell’orologeria, in cui gli aumenti dei listini degli ultimi anni sono sotto gli occhi di tutti, non è certo cosa da poco.

  • I calibri di Frederique Constant: tra visione e innovazione #1

    I calibri di Frederique Constant: tra visione e innovazione #1

    C’è un marchio, nel mondo dell’orologeria, che da tempo sta lavorando molto bene. È Frederique Constant, che in questo 2023 festeggia i 35 anni di vita. Un’inezia, in un’industria che annovera maison dalla storia ultracentenaria, eppure sufficienti per porre il Brand in una posizione di primo piano. Questo grazie a una filosofia aziendale che ha ispirato fin dagli esordi la visione dei fondatori, i coniugi Peter e Aletta Stas: creare bella orologeria meccanica Swiss Made a un prezzo ragionevole.

    Due concetti all’apparenza difficilmente conciliabili, che in Frederique Constant hanno però trovato l’alchimia giusta. Come? Grazie a progressivi investimenti che oggi l’hanno portato ad avere una manifattura integrata, dalla quale esce il vero valore aggiunto dell’azienda. Ciò che la distingue da altri marchi, a loro modo più blasonati: i calibri di manifattura.

    Frederique Constant: 30 calibri in 35 anni

    Il fatto che Frederique Constant abbia creati la bellezza di 30 movimenti in 35 anni non è frutto del caso. Dopo le prime collezioni datate 1992 e la linea best-seller Heart Beat del 1994, è cresciuta in azienda la consapevolezza di essere sulla strada giusta per coniugare qualità, valore e accessibilità del lusso. Tanto che, consolidati gli asset e la posizione di mercato a cavallo tra gli anni Novanta e i primi Duemila, già nel 2004 è arrivato il primo calibro interamente sviluppato e assemblato in-house: l’FC–910 a carica manuale.

    Il capostipite di una serie che ha spinto la Maison ad ampliare progressivamente la propria capacità industriale, in prima battuta facendo erigere nel 2006 a Plan-les-Ouates (non lontano da Ginevra) un edificio di proprietà. A questo è seguita – dopo l’acquisizione da parte di Citizen Group – un’ulteriore estensione nel 2019, per un totale di 6.200 metri quadrati. La casa di tutti i movimenti, tra cui il primo tourbillon con scappamento in silicio del 2008, il calibro FC–980.

    Naturalmente non possiamo illustrare nel dettaglio tutte queste creazioni. Ne abbiamo scelte tre, che a nostro avviso rappresentano bene la storia e la capacità produttiva di Frederique Constant: il tourbillon, il calendario perpetuo e il Worldtimer. Partiamo proprio da quest’ultimo.

    Il calibro FC-718: il Worldtimer

    E partiamo da qui proprio perché il Worldtimer è diventato, insieme all’Heart Beat, il cavallo di battaglia del Marchio ginevrino. Sicuramente in virtù di un’estetica definita e riconoscibile, che però varrebbe poco se non fosse supportata dalla meccanica del calibro FC-718. Un movimento automatico che fa della facilità di utilizzo la sua caratteristica principale.

    Il Worldtimer e il relativo calibro hanno esordito nel 2012, con il Classics Worldtimer Manufacture, che nel 2022 ha celebrato i suoi primi 10 anni. L’orologio si è da subito distinto per la possibilità di regolare tutte le indicazioni tramite la corona grazie all’architettura del calibro FC-718, costruita per dare vita a un sistema a tre posizioni. Nella prima si carica il movimento. Nella seconda si regolano la data, ruotando la corona verso l’alto, e la città di riferimento, ruotandola verso il basso. La corona nella terza posizione regola l’ora.

    Nello specifico, il calibro FC-718 deriva dall’FC-710 al quale aggiunge il disco per le ore universali al movimento con secondi centrali. Entrambi i movimenti si basano sul Maxime Manufacture FC-700 del 2009, che è stato il secondo movimento in-house di Frederique Constant dopo l’FC-910.

    Come l’FC-710, anche l’FC-718 lavora a 28.800 alternanze/ora, ha 26 rubini e muove le lancette centrali delle ore, dei minuti e dei secondi. Il datario è a lancetta, posizionato sul quadrante in un contatore a ore 6. Per quanto possano sembrare poche, le 38 ore di riserva di carica sono in linea con l’autonomia di altri calibri simili e sono comunque più che sufficienti per un uso assiduo e quotidiano dell’orologio.

    Orologi classici e qualità della lavorazione

    Anche se le decorazioni del movimento sono eseguite industrialmente, il marchio ha fatto in modo che, alla vista, la qualità percepita del movimento rimanga alta. La platina è decorata con un perlage. La stessa decorazione, con un raggio minore, è utilizzata anche per la zona sottostante il bilanciere. Il ponte superiore è decorato a Côtes de Genève circolare e ha incisioni dorate. Le viti visibili sono azzurrate.

    Il rotore placcato oro ha una finitura spazzolata verticale e reca inciso il nome del marchio insieme alla dicitura “Manufacture”, un’orgogliosa certificazione della qualità del movimento. Il calibro FC-718 equipaggia al momento tutti i Worldtimer di Frederique Constant, sia nella classica collezione Manufacture, sia nella più recente Highlife.

    L’ultimo salone di Watches and Wonders a Ginevra, al quale la Maison ha partecipato per la prima volta, è stato l’occasione per presentare due nuove referenze dell’Highlife Worldtimer, una con quadrante marrone e cassa in acciaio e una con quadrante blu e cassa in oro rosa. Lo scorso anno, invece, per i 10 anni del Worldtimer, Frederique Constant aveva lanciato due edizioni limitate del Manufacture. La prima versione, più rara e prestigiosa, in 88 esemplari con cassa in oro rosa. La seconda, in acciaio, limitata a 1888 pezzi.

    Il calibro FC-775: il calendario perpetuo

    L’altro movimento che ha posizionato con forza il Brand verso l’orologeria più raffinata è il calendario perpetuo. Senza scomodare papa Gregorio XIII e la rivoluzione del calendario gregoriano, mi limito a ricordare che un orologio con calendario perpetuo deve indicare almeno il datario, il mese e tenere conto delle differenti durate dei mesi, anche negli anni bisestili. A queste indicazioni spesso si aggiungono l’anno e il giorno della settimana.

    Ebbene, il movimento in-house del calendario perpetuo di Frederique Constant ha debuttato nel 2016 a Baselworld nel Manufacture Perpetual Calendar. Si trattava, e si tratta tuttora, del calibro automatico FC-775. Firmato da Manuel Da Silva Matos, Direttore ricerca e sviluppo della Manifattura, e dall’ex Direttore tecnico Pim Koeslag, ha richiesto due anni di sviluppo. Non pochi per un Brand così di nicchia.

    Ciò che colpisce del calibro FC-775 è lo spessore ridotto a 6,7 mm. Nonostante questo, visualizza ore, minuti, fasi lunari, data, giorno, mese e anno bisestile. Una volta regolato, il meccanismo tiene conto dei mesi di 30 e 31 giorni, dei 28 giorni di febbraio e anche del ciclo degli anni bisestili, con il ritorno del 29 febbraio ogni quattro anni.

    Anch’esso deriva dall’FC-700, come ricorda l’incisione sulla platina. Come nel caso del calibro FC-718, anche in questo caso la lavorazione delle componenti del movimento è realizzata con macchine Cnc e le finiture a perlage e Côtes de Genève sono le medesime. Così come l’FC-718 di cui ho scritto prima, anche il calibro FC-775 lavora a una frequenza di 28.800 alternanze/ora, ha 26 rubini ed è dotato di una riserva di carica di 38 ore. 

    Frederique Constant punta sulla facilità

    Non ci vuole un genio per capire che questo tipo di approccio industriale ha un duplice vantaggio: da un lato è garanzia di affidabilità del calibro senza derogare sulla qualità; dall’altro aiuta a contenere i costi di lavorazione e, di conseguenza, fa sì che il prezzo degli orologi finiti sia accessibile. Come da mandato della signora e del signor Stas.

    A differenza di quanto accade con il Worldtimer, qui la molteplicità delle informazioni che registra il calibro fa sì che non tutte le regolazioni possano avvenire tramite la corona. La quale serve solo per regolare ore e minuti. Il meccanismo del calendario perpetuo è infatti regolabile utilizzando appositi pulsanti sui lati della cassa.

    Il pulsante a ore 5 fa avanzare le fasi lunari, quello a ore 8 regola il giorno della settimana, premendone uno a ore 10 si fanno avanzare simultaneamente il giorno e la data. Il pulsante a ore 11 regola allo stesso tempo mese e anno bisestile.

    Questo movimento non necessita di correzioni manuali entro i 400 anni, ma a causa della ben nota eccezione al calendario gregoriano dovrà essere regolato manualmente il 1° marzo 2100. Gli anni d’inizio secolo precedenti, divisibili per 100, non sono considerati bisestili a meno che non siano divisibili, oltre che per 4, anche per 400. E il 2100 non lo è.

    Trasversale alle collezioni

    Il calibro in-house FC-775 equipaggia le due collezioni faro di Frederique Constant. Lo troviamo infatti incassato nel Manufacture Slimline Perpetual Calendar e nell’Highlife Perpetual Calendar Manufacture. In entrambe le collezioni, il movimento è visibile attraverso il fondello trasparente. L’Highlife Perpetual Calendar Manufacture è disponibile in quattro referenze, tre con cassa in acciaio e quadranti blu o bianco, e una con cassa in acciaio e placcatura in oro rosa e quadrante bianco. Frederique Constant propone invece il Manufacture Slimline Perpetual Calendar in un’unica referenza con cassa in acciaio placcata oro rosa e quadrante color grigio antracite. Continua…