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Tag: H. Moser & Cie.

  • Streamliner Perpetual Calendar, l’eleganza salmone di Moser

    Streamliner Perpetual Calendar, l’eleganza salmone di Moser

    Il pittore tedesco Hans Hofmann disse una volta che «la capacità di semplificare significa eliminare il superfluo in modo che solo il necessario possa parlare». Il Moser Streamliner Perpetual Calendar non è un quadro ma un orologio, eppure nella recente versione Concept Smoked Salmon incarna alla perfezione le parole di Hofmann. Qui, il necessario non parla: si fa sentire a pieni polmoni perché difficilmente si può trovare in giro in un orologio tanto essenziale quanto complesso, tanto elegante quanto funzionale.

    La stessa azienda parla di un modello “estremamente sobrio, privo di noiosi contatori, indici e loghi. Semplice in apparenza, ma in realtà incredibilmente ingegnoso, si concentra esclusivamente sull’essenziale”. Come del resto fa l’intera filosofia di prodotto di H. Moser & Cie., in cui il verbo principale è “togliere” e non “aggiungere”. In questo Streamliner Perpetual Calendar però, ci sono due difficoltà in più. Da una parte la complicazione del calendario perpetuo, dall’altra una finitura del quadrante tra le più esclusive del Brand, introdotta da poco ma già un cult.

    Il calendario perpetuo e il Moser Streamliner

    Senza entrare troppo nel dettaglio, ricordo che il calendario perpetuo consente all’orologio di mostrare la data esatta tenendo conto delle lunghezze dei vari mesi, inclusa quella di febbraio che cambia in base al ciclo degli anni bisestili. Come ben sappiamo oggi, nel 2024.

    Detto questo, il calendario perpetuo è una complicazione ben nota a H. Moser & Cie. Nel 2005 il Marchio di Neuhausen am Rheinfall scelse questo tipo di calendario per battezzare il proprio ritorno sulla scena mondiale dell’alta orologeria. Anche se non era ancora la Moser di oggi, quel pezzo fu già un caso di scuola per la classicità e l’armonia di forma e funzione che lo caratterizzava. Sono passati 19 anni, ma la musica non è cambiata.

    Quell’orologio era il Perpetual 1, che con le sue linee pulite, la sua classicità e la sua semplicità fece guadagnare ad H. Moser & Cie. il primo premio nella categoria Complicated Watch al GPHG 2006. Oggi il Brand innova il calibro HMC 341 del Perpetual 1, che diventa HMC 812 e passa dalla versione con i piccoli secondi a quella con i secondi al centro. Un cambio sostanziale che adatta la complicazione alla modernità della collezione Streamliner e più specificamente del Moser Streamliner Perpetual Calendar. Che con il quadrante color salmone diventa ancora più seducente.

    La collezione Streamliner ospita però la complicazione del calendario perpetuo già dal 2021, quando il Brand lanciò lo Streamliner Perpetual Calendar. La nuova referenza è la discendente diretta di quella di 3 anni fa, con però la grande differenza del quadrante. Qui parliamo del “salmone affumicato” che ha debuttato lo scorso anno nello Streamliner Centre Seconds Smoked Salmon e che nel Moser Streamliner Perpetual Calendar Concept Smoked Salmon si evolve ulteriormente.

    La nudità del quadrante

    Non nella finitura e nel colore. Quest’ultimo cambia a seconda del movimento del polso, passando da tonalità cioccolato a nuance dorate, attraverso un’ampia gamma di sfumature. Così come lo Streamliner Centre Seconds Smoked Salmon, anche questo orologio è un’edizione speciale disponibile in collezione solo per un anno. Perciò, il quadrante ha una finitura griffé verticale presente solo in queste edizioni, grazie alla quale la luce non smette di giocare sulla superficie. Così, il quadrante stesso passa continuamente dal nero a un effetto specchio. 

    La differenza tra i due quadranti salmone sta nel fatto che quello del calendario perpetuo si spoglia completamente. Niente indici, niente piccola minuteria, niente logo, nemmeno quello segreto tanto caro ad H. Moser & Cie. Ciò che rimane sul volto di questo Moser Streamliner sono solo le indicazioni del calendario perpetuo.

    Per segnare le ore, i minuti e i secondi centrali, le lancette sono tridimensionali e realizzate in due parti. Sono tutte dotate di inserti in Globolight, un materiale a base di ceramica che contiene Super-LumiNova e garantisce una leggibilità eccezionale. Anche la lancetta dell’autonomia residua, a ore 10, ha un piccolo inserto in questo materiale prodigioso. Minimalista è anche la lancetta dei mesi: centrale, piccolissima, rossa e con decalco bianco.

    Merita qualche parola in più la gran data, la quale lavora utilizzando due dischi sovrapposti che funzionano uno dopo l’altro, da 1 a 15 e da 16 a 31. Grazie al cambio data istantaneo, chiamato dal Brand “Flash Calendar”, il passaggio alla mezzanotte è fulmineo. La finestrella del datario è a ore 4, allineata alla corona di carica. Questa posizione inusuale ha costretto gli ingegneri di Moser a inclinare i numeri di 26 gradi. La data può essere regolata in qualsiasi momento del giorno, sia spostandosi avanti, sia indietro.

    Precisione e innovazione nel calibro

    Manca qualcosa, direte voi. Se il Moser Streamliner Perpetual Calendar Concept Smoked Salmon è un calendario perpetuo, dov’è l’indicazione dell’anno, compreso quello bisestile? Va bene spogliare il quadrante, ma il segno distintivo del perpetuo non deve essere tolto di mezzo. E infatti c’è. Non sul quadrante ma sul fondello. L’indicazione avviene attraverso una “ruota” divisa in 12 settori, con tre serie di 4 anni ciascuna, nelle quali l’anno bisestile è indicato da un settore nero.

    Un trucco che serve a mantenere la pulizia del quadrante e che mi dà l’occasione di passare a parlare del calibro. Che è sempre l’HMC 812 a carica manuale che abbiamo già trovato sul calendario perpetuo del 2021. Anche qui è visibile attraverso il vetro zaffiro del fondello. Realizzato in-house, ha una strepitosa autonomia di 168 ore, frutto sostanzialmente di due accorgimenti: un doppio bariletto e una frequenza piuttosto bassa, 18.000 alternanze/ora. 

    Per la cronaca, il calibro HMC 812 è dotato di spirale Straumann, nata dalla collaborazione tra Moser e la controllata Precision Engineering AG, erede dell’Institut Straumann AG. Senza entrare in tecnicismi, questa spirale migliora la precisione del movimento. È chiamata così in omaggio al prof. Reinhard Straumann, che all’inizio degli anni ’30 brevettò il Nivarox e le relative tecnologie di produzione.

    Nivarox è una lega di nichel-ferro il cui nome è un acronimo dal tedesco “nicht variabel oxydfest”, più o meno “non variabile e non ossidante”. La sua proprietà principale è quella di avere un coefficiente di elasticità che rimane notevolmente costante nonostante il cambio di temperatura. In sostanza, le spirali realizzate con questa lega hanno una costante elastica che non varia con la temperatura, consentendo al bilanciere dell’orologio di mantenere il tempo in modo più preciso.

    Le forme sexy dello Streamliner Perpetual Calendar

    Chiudo con il bracciale e la cassa, che nella collezione Streamliner sono eccezionali almeno quanto i quadranti. Come i più informati di voi dovrebbero sapere, il nome della collezione viene dall’affinità che il design morbido di questi orologi ha con quello dei primi treni ad alta velocità che negli anni ‘20 e ’30 portavano lo stesso nome. 

    Convogli con forme sinuose che nel Moser Streamliner Perpetual Calendar Concept Smoked Salmon si trasformano in una cassa a cuscino in acciaio da 42,3 mm di diametro, impermeabile fino a 12 atmosfere. Le curve della cassa sono prolungate dal bracciale integrato, anch’esso in acciaio. Le maglie snodate alternano finiture spazzolate verticali a superfici lucide. Il loro disegno porta il bracciale ad arcuarsi leggermente per seguire la linea del polso.

    Anche la lunetta, che si integra al design discreto dello Streamliner Perpetual Calendar, ha una finitura spazzolata soleil come quelle della cassa, che le alterna a superfici lucide con forme cave e satinate sui lati. Il vetro zaffiro è leggermente bombato, tipo Glassbox, e dona ulteriore morbidezza alle forme complessive dell’orologio, molto sexy. È troppo se uso questo aggettivo? Provatelo al polso, accarezzatelo e vedrete che sarete d’accordo con me. In un’epoca di politicamente corretto, di schwa, di asterischi… almeno questo concedetemelo.

  • Il bracciale integrato. Una scelta di stile per 15 esemplari

    Il bracciale integrato. Una scelta di stile per 15 esemplari

    Curioso… Di recente, mentre qui in redazione stavamo navigando in un noto forum di orologeria, ci siamo imbattuti in un thread che trattava del bracciale integrato. Nel quale il moderatore si lamentava della carenza di modelli così fatti – sostanzialmente perché costosi e “non di moda” –, ad eccezione degli esemplari storici che ne sono da sempre corredati. La cosa ci ha fatto sorridere. Sono trascorsi dieci anni – non pochi, è vero – ma la situazione ai nostri giorni appare completamente ribaltata. Perché il bracciale integrato non solo si ritrova in tantissime collezioni recenti, ma è presente in tutti i segmenti di mercato. Cioè è diventato ormai a una tendenza diffusa e trasversale, all’insegna di quel gusto neo-rétro che va per la maggiore.

    Cos’è il bracciale integrato

    Per bracciale integrato si intende, in poche parole e a fini divulgativi, un bracciale che non si aggancia come di consueto alle tradizionali anse, separate e ben distinte dal corpo della cassa, ma risulta un tutt’uno con la carrure. La costruzione particolare presenta appunto una perfetta integrazione delle maglie d’attacco nello spessore della cassa, così da offrire, sia dal punto di vista visivo sia al tatto, una totale continuità fra i diversi componenti dell’habillage.

    Due precisazioni. La prima potrà sembrare inutile ai lettori più esperti, ma è sempre meglio ribadirla, viste le sciocchezze che circolano in Rete. Si definisce “bracciale” l’elemento in metallo (o in ceramica o in qualsiasi altro materiale rigido) che permette di indossare l’orologio al polso. Se invece è in pelle, in tessuto, in gomma o quant’altro si chiama “cinturino”. La seconda: qui ci riferiamo al bracciale integrato inteso in senso esclusivamente orologiero. Tralasciamo invece quell’architettura tipica della gioielleria in cui è la cassa a essere integrata all’interno del bracciale. Ne parleremo magari in un’altra occasione.

    Ieri e oggi

    Il bracciale integrato di nostro interesse nasce negli anni Settanta, una stagione fertile per le innovazioni orologiere tanto tecnologiche quanto estetiche. Rappresenta un simbolo di modernità del design e si afferma con esemplari oggi di culto come il Nautilus di Patek Philippe, il Royal Oak di Audemars Piguet, l’Ingenieur di IWC – tutti scaturiti dalla matita di Gérald Genta. Ma anche il 222 di Vacheron Constantin, il Laureato di Girard-Perregaux, il Riviera di Baume&Mercier o certi Constellation di Omega (tipo l’Electroquartz prima e il Manhattan un paio di decenni dopo). E poi il Polo di Piaget, rieditato di recente in un’edizione fedele all’originale, recensita qui.

    Sta di fatto che sono soprattutto manifatture di un certo tipo a produrlo. Perché richiede un lungo e attento studio in fase di progettazione, numerosi prototipi per vagliarne l’assetto e una cura particolare nell’assemblaggio. Insomma, risulta più problematico di un bracciale “normale”. Il che era vero soprattutto in passato, quando non esistevano i programmi CAD… Certo la moderna tecnologia aiuta: sia a trovare soluzioni per rendere il bracciale intercambiabile (cosa impossibile negli esemplari d’epoca), sia a ridurre i costi. Ed è il motivo per cui attualmente si trovano in vendita orologi con il bracciale rastremato anche a poche centinaia di euro. Vedere sotto per credere.

    Anche la vestibilità sembra più problematica. O meglio, la struttura stessa è al contempo uno svantaggio e un vantaggio: tutto dipende dal rapporto fra il diametro della cassa e quello del polso. Lo svantaggio sta nel fatto che il bracciale integrato non ha grandi capacità di adattamento, soprattutto quando non c’è proporzione fra ciò che si desidera e ciò che si può realmente indossare. Al contrario, però, se il lug-to-lug corrisponde al diametro del polso, l’orologio ha una vestibilità perfetta, ben salda, estremamente equilibrata. E regala sensazioni di vero piacere.

    La nostra selezione

    Ecco allora una serie di esemplari a tema, suddivisi per fasce di prezzo e senza nessuna ambizione di volervi offrire una panoramica completa ed esaustiva. Quelli che trovate qui sono solo una minima parte degli orologi con bracciale integrato attualmente in vendita. Ci sono i mostri sacri dell’orologeria, così famosi da non aver bisogno di presentazioni, ma anche creazioni lanciate da poco, magari meno note ai più. Così come sono rappresentate le maison più rinomate, i nomi dell’orologeria industriale ma anche marchi artigianali e indipendenti. Il mondo è bello perché è vario, e al bracciale rastremato non resiste nessuno.

    Ancora, abbiamo accostato versioni da uomo, da donna – là dove esiste ancora la differenza – o privi di connotazione di genere. Per questioni di uniformità estetica poi abbiamo volutamente scelto metalli “freddi”, ma esistono naturalmente anche bracciali integrati nei colori più caldi dell’oro o perfino in ceramica colorata. E, per lo stesso motivo, ci siamo concentrati soprattutto sui “solo tempo”, consapevoli comunque che molti modelli da noi prescelti appartengono a collezioni ricche di complicazioni. Proprio per presentarvi un’ampia gamma di prezzi, non abbiamo badato neppure al tipo di movimento: qui sotto quindi troverete anche qualche esemplare al quarzo. Va bene comunque.

    Sopra i 20mila euro

    LAURENT FERRIER Sport Auto Blue
    In titanio grado 5. Cassa di 41,5 mm e quadrante sfumato. Movimento meccanico a carica automatica, calibro LF270.01 di manifattura, con micro-rotore decentrato, 3 giorni di autonomia, piccoli secondi e datario. 48mila franchi svizzeri, tasse escluse.

    PATEK PHILIPPE Nautilus Ladies Automatic 7118/1A
    In acciaio. Cassa di 35,2 mm e quadrante opalescente, con onde a rilievo. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 324 S C di manifattura, con secondi centrali e datario. 32.430 euro.

    H.MOSER & CIE Streamliner Small Seconds Blue Enamel
    In acciaio. Cassa di 39 mm e quadrante in smalto Grand Feu. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HMC 500, con micro-rotore decentrato, 74 ore di autonomia e piccoli secondi. 29.900 franchi svizzeri. Per approfondire, leggi qui.

    VACHERON CONSTANTIN Overseas
    In acciaio. Cassa di 41 mm e quadrante argenté soleil. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 5100 di manifattura, con secondi centrali e datario. Certificato dal Punzone di Ginevra. Il packaging include due cinturini, intercambiabili. 27.800 euro.

    Dai 10 ai 20mila euro

    LOUIS VUITTON Tambour
    In acciaio. Cassa di 40 mm e quadrante multilivello, spazzolato al centro. Movimento meccanico a carica automatica, calibro LFT023 di manifattura, con micro-rotore decentrato e piccoli secondi; con certificato ufficiale di cronometro (Geneva Observatory). 19.500 euro.

    CHOPARD Alpine Eagle
    In Lucent Steel. Cassa di 41 mm e quadrante con finitura ispirata all’iride delle aquile. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 01.01-C, con 70 ore di autonomia, secondi centrali e datario; con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). 17.400 euro.

    GIRARD-PERREGAUX Laureato Copper
    In acciaio. Cassa di 38 mm e quadrante a Clou de Paris. Movimento meccanico a carica automatica, calibro GP03300 di manifattura, con secondi centrali e datario. 15.700 euro

    IWC Ingenieur Automatic 40
    In acciaio. Cassa di 40 mm con cassa interna in ferro dolce e quadrante a Tapisserie. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 32111 realizzato in esclusiva, con autonomia di 5 giorni, secondi centrali e datario. 13mila euro.

    OMEGA Constellation Meteorite
    In acciaio. Cassa di 41 mm e quadrante in meteorite Pvd blu. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 8900 Co-Axial Master Chronometer di manifattura, con secondi centrali e datario; resistente ai campi magnetici, certificato cronometro dal Metas. 10.500 euro. Ne riparleremo…

    Dai 10mila ai 1.000 euro

    BELL & ROSS BR 05 Black Steel
    In acciaio. Cassa 40 mm e quadrante opaco. Movimento meccanico a carica automatica, calibro BR321, con secondi al centro e datario. 5.300 euro.

    PERRELET Turbine 41 Titanium
    In titanio grado 2. Cassa di 41 mm e quadrante con turbina girevole. Movimento meccanico a carica automatica, calibro P331-MH di manifattura, con secondi centrali; con certificato ufficiale di cronometro (Cosc e Chronofiable). 4.850 euro.

    Sotto i 1000 euro

    TISSOT PRX Powermatic 80
    In acciaio. Cassa di 40 oppure di 35 mm e quadrante stampato. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Powermatic 80 realizzato in esclusiva, con 80 ore di autonomia, secondi centrali e datario. 775 euro.

    LOCMAN Stealth Titanium
    In titanio. Cassa di 42 mm e quadrante soleil. Movimento al quarzo con secondi centrali e datario. 759 euro.

    D1 MILANO Ultra Thin Zephyr Silver
    In acciaio. Cassa di 30 mm e quadrante soleil. Movimento al quarzo. 335 euro.

    TIMEX Q Timex Reissue
    In acciaio. Cassa di 38 mm con lunetta girevole. Movimento al quarzo con funzione day-date. 179 euro.

  • Moser Streamliner Small Seconds Blue Enamel: bellezza e coraggio

    Moser Streamliner Small Seconds Blue Enamel: bellezza e coraggio

    Lo confesso: il Moser Streamliner è uno di quegli orologi per i quali sarei capace di fare una pazzia. Non stupitevi, quindi, se nelle prossime righe in cui scriverò del nuovo Streamliner Small Seconds Blue Enamel mi lascerò prendere un po’ la mano. Al diavolo il giornalismo anglosassone in cui i fatti sono separati dalle opinioni.

    Che l’orologio di H. Moser & Cie. sia un pezzo d’arte non è un’opinione ma un dato incontrovertibile, è esso stesso un fatto. Per cui non separo un bel niente e dichiaro subito che, per me, questo Moser Streamliner è uno dei solo tempo più belli attualmente in circolazione. E cercherò di spiegarvi per quale motivo, lasciando parlare non tanto le mie emozioni (di cui legittimamente poco o nulla importa a voi lettori) quanto l’orologio stesso. Sarà lui a convincervi della propria eccellenza.

    La cura dimagrante del Moser Streamliner

    Lo scrivo a ragion veduta, perché la scorsa primavera ho avuto il privilegio di visitare la manifattura di H. Moser & Cie. in Svizzera (come ho raccontato qui e qui) e di osservare da vicino come nascono gli orologi del Marchio, Streamliner in primis. Oltre, naturalmente, alla possibilità di provare al polso le varie referenze di questa collezione. Come spesso scrivo, indossare un orologio è il modo migliore per confermare un eventuale colpo di fulmine scoccato guardando una vetrina o un’immagine online o su carta. O per beccarsi una cocente delusione se, una volta al polso, la sensazione e la vestibilità risultano deludenti.

    Ebbene, parto proprio dalla vestibilità, perché la cassa del Moser Streamliner è una prova d’artista in fatto di ergonomia e di indossabilità. Lo è con le misure da 40 o 42,3 mm, figuriamoci con quella dello Streamliner Small Seconds Blue Enamel, scesa alla dimensione aurea di 39 mm. Per non parlare dello spessore, che arriva ora a 10,9 mm comprendendo il vetro.      

    Questa collezione fa della “aerodinamicità” delle forme il proprio tratto distintivo. Non a caso, il nome prende ispirazione dal design di alcuni treni ad alta velocità degli anni ’20 e ’30 dei quali l’orologio richiama le linee. Eppure, anche lo Streamliner ha sempre sofferto di quello che per Moser è stato a lungo un fattore limitante: le dimensioni, appunto. Limitate, principalmente, dalle dimensioni dei movimenti incassati negli orologi del Brand.

    Nel caso del Moser Streamliner Small Seconds Blue Enamel, un movimento più piccolo ha permesso alla Manifattura di ridurre la forma della cassa quanto basta per rifinire le linee dell’orologio. Un cambiamento all’apparenza minimo, che ha apportato però un miglioramento immediato. I lati della cassa sono infatti ancora più morbidi dall’alto verso il basso e dal quadrante alla lunetta, con una transizione più docile tra la cassa e il bracciale.

    Piccolo calibro, grande vantaggio

    Prodigi del nuovo calibro HMC 500. Proprio grazie a questo movimento l’orologio è leggermente più piccolo: è sceso di 1 mm in larghezza e di 0,9 mm di spessore. Il nuovo calibro di manifattura con micro-rotore è prodotto da H. Moser & Cie. al 100% e misura 30 mm per 4,5 mm di spessore. Numeri che lo rendono il movimento più piccolo realizzato dal Brand nel 21° secolo.

    Grazie al pesante rotore in platino e a componenti più piccoli e sottili, il calibro automatico HMC 500 offre anche 74 ore di riserva di carica. È indubbio che questa riduzione significativa delle dimensioni dei movimenti potrà dare l’opportunità a H. Moser & Cie. di creare in futuro calibri ancora più piccoli, aprendo il Marchio anche a segmenti di appassionati che apprezzano i diametri più contenuti.

    Come sempre accade quando parliamo di questo Brand, focalizzarsi sull’eccellenza meccanica del calibro HMC 500 non significa tralasciarne le finiture. Esse diventano parte integrante del movimento, con un’attenzione al bello che va di pari passo con quella spasmodica nei confronti della precisione. L’ho potuto toccare con mano durante la mia visita in manifattura, all’interno dei diversi dipartimenti dell’azienda.

    Dove, purtroppo, non ho avuto modo di vedere da vicino la produzione dei quadranti strepitosi, banalmente perché si producono altrove. Perché quando si parla del Brand di Neuhausen am Rheinfall, la prima caratteristica alla quale si pensa sono, come è ovvio, i quadranti. E anche quello del Moser Streamliner Small Seconds Blue Enamel è semplicemente unico.

    Un quadrante all’altezza

    Chiamata da Moser “Aqua Blue”, questa tonalità in smalto Grand Feu accentua l’impatto visivo dell’acciaio di cassa e bracciale. La lavorazione si avvale del tocco di un maestro artigiano che dà una finitura nuova al fumé che ha reso celebre il Brand. Nella resa visiva ricorda la finitura cosiddetta “frosted”, ossia “ghiacciata”, che caratterizza gli orologi di altri celebri marchi. Li ricorda, ma qui c’è di più.

    Perché l’artigiano parte da un motivo inciso su una base in oro, il cui effetto richiama alla mente quello della martellatura. Da lì, l’artigiano lava, polverizza finemente e applica al quadrante tre diversi pigmenti di colore, con una tecnica che punta a creare un effetto “ombré”. La difficoltà per lo smaltatore sta nell’applicare i pigmenti uno dopo l’altro con una cura tale da impedire che si ossidino e si mescolino tra di loro una volta cotti nella fornace. 

    Il risultato è un quadrante sempre unico, su cui i riflessi della luce danno alla superficie un movimento costante. La purezza del quadrante è accentuata dall’assenza del datario (sia benedetta Moser!), che ne avrebbe potuto “sporcare” la superficie, e dall’assenza del logo. Questa volta nessun logo trasparente o invisibile: semplicemente, non c’è.

    A “muovere” il quadrante c’è solo il contatore dei piccoli secondi a ore 6, caratterizzato da una decorazione circolare e laccata che spezza l’organicità dell’insieme. Leggendo in giro qua e là, tra forum e siti, ho trovato non pochi profeti della purezza che trovano questo contatore fuori luogo, colpevole di inquinare l’armonia del Grand Feu.

    Fatevi la vostra opinione. Io trovo l’idea di mettere per la prima volta i piccoli secondi nella collezione Moser Streamliner in linea con la filosofia propria di questa referenza. Che è la prima a portare in collezione questa lavorazione particolare del quadrante (la troviamo già in casa Moser, ma nella Endeavour con il calendario perpetuo) e la prima a scendere sotto i 40 mm.

    Un nuovo segmento per il Moser Streamliner?

    Dimensioni e lavorazione del quadrante sono dunque, a mio avviso, i due principali focus su cui concentrarsi ragionando del Moser Streamliner Small Seconds Blue Enamel. Altri dettagli li lascio alle didascalie, per poter apprezzare in pieno le caratteristiche dell’orologio. 

    Preferisco chiudere con un ragionamento centrato sul prezzo, che nel caso di questo orologio non è banale. Parliamo di un solo tempo in acciaio che esce sul mercato a 29.900 franchi svizzeri. L’altro solo tempo della collezione Streamliner, quel Centre Seconds color salmone affumicato che ha fatto impazzire i collezionisti ed è andato esaurito in un amen, ne costava 19.900.

    I solo tempo della linea Pioneer oscillano tra i 12.900 e i 13.900, come gli Heritage. Gli Endeavour, tra cui i Vantablack, si fermano a 25.000 franchi. In sostanza, lo Streamliner in questione inaugura una nuova fascia prezzo per un certo tipo di Moser. E si avvicina a un Royal Oak, mentre in generale certe referenze del Brand si sono spesso poste come alternative più economiche ma ugualmente prestigiose (e in un certo senso più chic) ai più importanti (e introvabili) marchi mainstream.

    Una scelta coraggiosa, sicuramente ponderata, probabilmente vincente. Perché la desiderabilità del Marchio è cresciuta negli anni di pari passo con la qualità degli orologi e l’autorevolezza della filosofia produttiva di H. Moser & Cie. Scommettiamo che alla fine avrà ragione Edouard Meylan e che non riusciranno a star dietro alle richieste?

  • Oroscopo di gennaio. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di gennaio. Previsioni e orologi, segno per segno

    Ed eccoci, reduci dai festeggiamenti del Capodanno, a leggere nelle stelle l’oroscopo di gennaio comprensivo dell’ormai tradizionale carrellata di orologi.
    Un oroscopo di gennaio che è particolarmente simbolico, dato che in molte tradizioni l’apertura dell’anno nuovo è un condensato di quello che i mesi seguenti porteranno.
    Sempre attenti agli eventi celesti con un tocco di leggerezza, per prima cosa andiamo ad analizzare, su base astronomica, cosa succede lassù in questo mese.

    Ma prima di guardare in cielo, una piccola divagazione per gli appassionati di numerologia. Se si sommano le cifre che compongono 2024, si ottiene 8, un numero che nella tradizione antica aveva un significato importante. Al numero 8 erano associati il concetto di infinito – si pensi al simbolo matematico, che assomiglia a un 8 sdraiato –, di eternità, di rinascita. Gli antichi fonti battesimali cristiani erano ottagonali, proprio per indicare questa nuova vita e il passaggio a una dimensione superiore. Almeno sotto il profilo numerologico, possiamo quindi dire che l’inizio è molto promettente. Ma l’oroscopo di gennaio vero e proprio ci chiede di guardare agli astri.

    I transiti planetari

    Il Sole è nel segno del Capricorno e vi resterà fino al giorno 20, quando entrerà nel segno dell’Acquario. Il giorno 1 coincide con la fine del moto retrogrado di Mercurio, che torna in traiettoria diretta e si farà ben sentire sul piano della comunicazione, delle notizie, delle novità. Luna Nuova l’11 con Marte particolarmente propizio e interessanti configurazioni nei giorni immediatamente seguenti. Il 12, Giove e Marte saranno in trigono. Lo stesso Giove, sempre potentemente influente nelle configurazioni, sarà trigono con il leggero ma versatilissimo Mercurio il 19.

    Il giorno 20 Plutone, lentissimo nei propri moti, entrerà in Acquario nuovamente dopo oltre duecento anni di assenza. Plenilunio in Leone il 26 e non solo: dopo sei mesi, lo stesso giorno anche Urano cesserà il proprio moto retrogrado, tornando diretto.
    Il 28, Mercurio sarà trigono con Giove, mentre il 29 vedrà Marte trigono con Urano.
    Cielo complesso, movimentato, quindi. E ora, come di consueto, passiamo all’oroscopo di gennaio, che spiega come tutto questo possa riflettersi per i nati nei dodici segni dello Zodiaco.

    L’oroscopo di gennaio

    Ariete

    Con Marte che lascia il Sagittario per entrare in Capricorno, gennaio per gli Ariete inizia con un forte segnale positivo. È il mese in cui tanti progetti, tante idee, tante aspirazioni (soprattutto in ambito professionale e di realizzazione personale) potranno trovare le energie necessarie e la complicità degli astri per decollare. Il Novilunio in Capricorno sarà un altro momento di svolta positivo, rinforzato verso la fine del mese dal rientro di Urano in moto diretto. Non è più tempo di teorizzare, è il momento di passare ai fatti: sappiate che tutto l’universo congiura per il vostro successo. Celebratelo indossando il cielo al polso.

    PATEK PHILIPPE Celestial 6102P
    Cassa (44 mm) in platino. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 240 LU CL C di manifattura, con micro-rotore decentrato in oro, mappa celeste, fasi lunari e orbita della Luna, tempo del passaggio sul meridiano di Sirio e della Luna, datario a lancetta. Quadrante formato da tre dischi in vetro zaffiro metallizzato (l’ellisse delimita la porzione di cielo visibile da Ginevra), lancette in oro, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 357.720 euro.

    Toro

    I nati sotto il segno del Toro iniziano l’anno con Giove diretto proprio nel loro segno: doppia energia, tanta positività. L’anno si apre all’insegna della forza, in particolar modo per voi. Anche il Novilunio sarà in ottima sintonia con il vostro segno, aiutandovi a una maggiore concentrazione, a un’evoluzione benevola dei vostri aspetti migliori arricchita da maggiore consapevolezza e una preziosa disciplina interiore. Il Plenilunio in Leone potrebbe significare l’emergere dal recente passato di situazioni celate, o volutamente accantonate: fatevi forza, affrontate le cose con sincerità e tutto si risolverà. Tenete d’occhio le fasi lunari con un esemplare apposito.

    ARNOLD & SON Luna Magna Red Gold Blue Meteorite
    Cassa (44 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica manuale, calibro A&S1021 di manifattura, con autonomia di 90 ore, fasi di luna astronomiche (da correggere ogni 122 anni), fasi ed età della Luna anche sul lato fondello. Quadrante in meteorite Pdv blu, sfera della Luna in 3D (12 mm di diametro) in opale e meteorite, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 38 esemplari, 59mila franchi svizzeri.

    Gemelli

    Per voi Gemelli, legati a Mercurio, il ritorno del vostro pianeta in moto diretto porterà effetti importanti e benefici nei rapporti interpersonali, nella comunicazione, nella creatività. L’energia del Capricorno, presente per i primi venti giorni del mese, sarà un ulteriore aiuto. Tutto è propizio per nuove esperienze, sempre calibrando le energie e senza mai perdere la consapevolezza dei nuovi impegni, facendo attenzione alla salute, fisica e psicologica. Il vostro oroscopo di gennaio segnala una sorpresa positiva a fine mese. Venere in Sagittario avrà una forte valenza emotiva e sentimentale: non cedete, però, all’impazienza. Un classico calendario perpetuo potrebbe aiutarvi a seguire il giusto ordine del tempo.

    BREGUET Classique Quantième Perpétuel 7327
    Cassa (39 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 502.3.P di manifattura, con spirale in silicio, calendario perpetuo con indicazione retrograda del mese, fasi ed età della Luna. Quadrante in oro argentato guilloché, lancette azzurrate alla fiamma, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 86.600 euro.

    Cancro

    Sole e Marte in Capricorno vi caricheranno positivamente sul fronte sentimentale. Dal 20, il Sole e Plutone in Acquario giocheranno un ruolo importante sul piano più intimo della vostra vita e vi aiuteranno a raggiungere un certo distacco da situazioni troppo coinvolgenti, che da tempo vi creavano difficoltà. Luna piena in Leone assolutamente favorevole: siate pronti a coglierne gli effetti, che si protrarranno anche in futuro. Mese di svolte e di sfide: potranno concretizzarsi progetti che l’anno scorso vi hanno assorbito molte energie. Operate in silenzio, finché i frutti non saranno maturi: non divulgate i vostri piani e puntate all’obiettivo. Parola d’ordine: discrezione. E, al polso, lusso nascosto.

    H. MOSER & CIE. Endeavour Perpetual Calendar
    Cassa (42 mm) in tantalio e acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro HMC 800 di manifattura, con indicazione dell’autonomia di 7 giorni, calendario perpetuo integrato, piccoli secondi. Quadrante in oro grené con smalto Grand Feu sfumato, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di kudu. 75mila franchi svizzeri.

    Leone

    Con i pianeti che via via tornano tutti al moto diretto e il Plenilunio proprio nel segno del Leone, difficile trovare tanti segnali positivi tutti insieme in altri momenti dell’anno. Voi del Leone sarete pronti, con la vostra consueta carica di energia interiore, a trarre il meglio dalle configurazioni astrali. Anche per voi è tempo di realizzazioni, con il consiglio di tagliare con il passato: rivangare non serve a nulla e non aiuta. L’esperienza deve farsi tesoro, ma non deve mai impedire di guardare al futuro con ottimismo. Unica nota: l’entusiasmo non vi induca a eccessi che vanificherebbero parte del potenziale positivo del mese. Ricordatevi chi siete con un esemplare personalizzato dalla vostra effigie.

    CHANEL Monsieur de Chanel Tourbillon Metéorite
    Cassa (42 mm) in ceramica mat. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 5,1 di manifattura, con autonomia di 3 giorni, tourbillon volante (con gabbia decorata da una testa di leone in rilievo su disco in titanio inciso al laser), piccoli secondi. Quadrante in meteorite ajouré, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in nylon foderato in pelle di vitello. Edizione limitata di 55 esemplari, 120mila euro.

    Vergine

    Il vostro pianeta di riferimento, Mercurio, vi permette di iniziare l’anno con una ventata di cambiamenti positivi. Il 4 Marte entrerà in Capricorno e fornirà impulso ed energia alle attività di ogni genere. L’ultima decade potrebbe far mutare situazioni importanti che ritenevate consolidate: avere timore è naturale, però la dinamica della vita impone che si sappia evolvere, anche se ogni trasformazione richiede energia. Attenzione a qualcuno che potrebbe allettarvi con finalità non sincere. Siate estremamente cauti, ma non lasciate cadere le opportunità inaspettate che si presenteranno, specie con il Plenilunio. Precisione ed equilibrio vi facciano da guida: lasciatevi ispirare da un cronografo de luxe.

    BREITLING Top Time B21 Shelby Cobra
    Cassa (44 mm) in ceramica, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro B21 realizzato in collaborazione con La Joux-Perret, con dispositivo tourbillon, cronografo con ruota a colonne; certificato cronometro dal Cosc. Lancette e indici luminescenti, réhaut con scala tachimetrica, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di vitello. 45mila euro.

    Bilancia

    Venere è il pianeta di riferimento della Bilancia: la vostra indole sarà propensa a intraprendere nuove relazioni, di amicizia o sentimentali. Non sottovalutate, però, la presenza antagonista di Marte in Capricorno, che non faciliterà i vostri piani. Secondo l’oroscopo di gennaio, dunque, dovrete fare attenzione agli eccessivi slanci di entusiasmo: calibrate le forze e valutate se l’impegno profuso valga effettivamente il risultato. Il passaggio di Plutone in Acquario vi aiuterà a trovare un equilibrio più stabile, più consono alla natura intrinseca del vostro segno. Positive novità sul fronte professionale intorno al Plenilunio. Contate sull’ausilio di un’utile complicazione astronomica.

    GLASHÜTTE ORIGINAL PanoMaticCalendar
    Cassa (42 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 92-09 di manifattura, con spirale in silicio, autonomia di oltre 4 giorni (100 ore), calendario annuale con indicazione retrograda del mese e grande datario, fasi ed età della Luna, piccoli secondi. Quadrante opalino argenté, in parte azuré, lancette luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore scamosciata. 33.400 euro.

    Scorpione

    Per voi l’anno nuovo inizia con Marte che entra in Capricorno il 4: è tempo di lasciare alle spalle l’atteggiamento vacanziero delle feste appena trascorse per giocare le vostre migliori carte. Anticipate colleghi o concorrenti sul piano dell’azione, godendo della protezione del vostro pianeta. Le vostre giuste ambizioni di miglioramento economico saranno ancora un po’ ostacolate dagli ultimi giorni di Plutone in Capricorno, poi il passaggio del lontanissimo pianeta in Acquario scioglierà diversi nodi. Ugualmente, trattandosi di temi delicati e ad alto impatto familiare, l’attenzione e le verifiche non saranno mai troppe. Esprimete rigore e sobrietà perfino al polso.

    VACHERON CONSTANTIN Patrimony Automatico
    Cassa (40 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 2450 Q6/3 di manifattura, con massa oscillante scheletrata in oro rosa e datario. Quadrante opalino, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. Certificato dal Punzone di Ginevra. 35.300 euro.

    Sagittario

    Governato dal pianeta Venere, che per la maggior parte del mese sarà nel vostro segno, il Sagittario godrà di significativi influssi sinergici. Venere e l’influente Giove vi garantiranno quella sicurezza in voi stessi che nell’ultimo periodo sembrava avervi abbandonato. L’oroscopo di gennaio vi consiglia di usare arco e frecce per colpire da lontano: è il momento di agire senza rivelare del tutto il vostro coinvolgimento, soprattutto con i colleghi di lavoro. Se in più sommate l’ingresso di Marte in Capricorno, che darà felice esito ai vostri sforzi, potrete davvero dire che l’anno si apre sotto i migliori auspici. Indossare un calendario perpetuo potrebbe essere propiziatorio.

    JAEGER-LECOULTRE Polaris Perpetual Calendar
    Cassa (42 mm) in oro rosa, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro JLC 868 di manifattura, con autonomia di 70 ore, calendario perpetuo con giorno della settimana, fasi ed età della Luna (indicazione retrograda per l’emisfero australe). Quadrante sfumato, lancette e indici luminescenti, réhaut rotante, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in caucciù (il packaging include un secondo cinturino in pelle di alligatore nero). 57.500 euro.

    Capricorno

    Il Sole è nel vostro segno per le prime due decadi e così pure Marte e Plutone: il pianeta rosso darà la forza necessaria alle decisioni e alle azioni che intraprenderete. Plutone, dal passo grave e lento, farà sì che le ripercussioni di queste azioni siano molto durature nel tempo. È quindi necessario prestare attenzione alle proprie strategie, evitando atteggiamenti miopi o considerazioni solo di breve termine. Il 20 Plutone lascerà il vostro segno: da un lato, sarete alleggeriti, dall’altro si apriranno nuove opportunità. Mese importante, per posare solide basi e per affrontare nuove sfide con fiducia e responsabilità. Procedete con fermezza, costanza e precisione, proprio come il vostro orologio.

    FERDINAND BERTHOUD Chronomètre FB 3SPC
    Cassa (42,3 mm) in oro bianco etico. Movimento meccanico a carica manuale, calibro FB-SPC di manifattura, con spirale cilindrica (visibile da un oblò sulla carrure), autonomia di 3 giorni, piccoli secondi; certificato cronometro dal Cosc. Quadrante parziale, sabbiato, lancette in oro, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. Produzione limitata di 25 esemplari l’anno. 140mila franchi svizzeri.

    Acquario

    Se le prime due decadi vedono Sole, Marte e Plutone contemporaneamente in Capricorno, quindi non del tutto a voi favorevoli, le cose miglioreranno nell’ultima parte del mese. Sole e Plutone in Acquario dal 20 conferiranno un potente influsso positivo, soprattutto per decisioni importanti per gli anni a venire. Approfittando delle energie del Plenilunio noterete un maggiore apprezzamento delle vostre qualità in quanti vi circondano. L’oroscopo di gennaio consiglia di lasciar emergere i vostri lati migliori: non abbiate timore di assumere nuove responsabilità. Favorite la vostra buona stella con un esemplare dalla speciale costruzione.

    ROGER DUBUIS Excalibur Monobalancier Titanium
    Cassa ((42 mm) in titanio grado 5, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro RD720SQ di manifattura, scheletrato, con ponti a forma di stella, micro-rotore decentrato, autonomia di 3 giorni. Flangia in titanio, indici luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), bracciale in titanio grado 5, intercambiabile. Certificato dal Punzone di Ginevra. 72.500 euro.

    Pesci

    L’ingresso di Giove in Toro, pianeta che governa il vostro segno e massima divinità dell’Olimpo, rappresenta un fattore favorevole per mostrare le vostre vere ambizioni. È il momento opportuno per portare alla luce i vostri sogni. Le energie astrali, ben indirizzate, faranno emergere temi che da tempo disturbavano un po’ il vostro mondo mentale. Una nuova chiarezza vi mostrerà quali strade intraprendere: siate saggi, ma mantenete il cuore lieve. Un vecchio amico sarà per voi prezioso. Sole e Plutone in Acquario potrebbero farvi intraprendere un lavoro interiore, di ricerca filosofica, religiosa o spirituale. Assecondateli con un orologio che sveli la meccanica interna.

    MONTBLANC Unveiled Secret Minerva Monopusher Chronograph 
    Cassa (43 mm) in acciaio effetto anticato. Movimento meccanico a carica manuale, calibro MB M16.26 di manifattura, dalla costruzione ribaltata per mostrare i componenti lato quadrante, cronografo con ruota a colonne e secondi continui. Lancette e indici luminescenti, lunetta scanalata in oro bianco, vetro zaffiro, fondello inciso, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 88 esemplari, 41mila euro.

  • In manifattura da Moser (parte 2): la semplicità del meglio

    In manifattura da Moser (parte 2): la semplicità del meglio

    Alla fine della prima parte della mia visita in manifattura Moser ci siamo lasciati sulle scale che portano dal piano terra al primo piano. Quando ho salito quei gradini, mi sono ritrovato nel paese delle fiabe. Nei palazzi patrizi, dal Rinascimento in poi, il primo piano era chiamato “piano nobile” perché ospitava la cosa più preziosa: la famiglia. Nella manifattura è lo stesso, solo che qui le cose più preziose sono le complicazioni degli orologi.

    Si trovano infatti lì i reparti assemblaggio, controllo finale, regolazioni e soprattutto l’atelier delle complicazioni. Stanze nelle quali ci sono tutti gli ambienti che siamo abituati a conoscere in una manifattura. Banchi da orologiaio, tanta luce (sì, ancora quella), atmosfera ovattata e un silenzio che i visitatori come noi si guardano bene dal rompere, giusto solo per fare qualche domanda ai tecnici al lavoro. Cercando di non distrarli.

    Perché quello che si svolge qui è un lavoro di altissima precisione, per il quale la macchina a controllo numerico è sostituita dal cervello e dalle mani dell’uomo. E dalla pazienza. Come quella che ha Lukas, impegnato su un calendario completo che, per essere concluso, ha bisogno di almeno venti ore. Ogni minuto che gli sottraiamo con le nostre domande è per lui oro.

    Il piano delle meraviglie

    Nel reparto di assemblaggio finale ho avuto la fortuna di assistere agli ultimi ritocchi su alcuni Heritage Dual Time. Con disinvoltura e precisione, un’austera signora eliminava i residui granelli di polvere dal quadrante bordeaux fumé, per chiuderlo poi sotto al vetro zaffiro, a movimento già incassato. Un’operazione apparentemente semplice ma di una difficoltà estrema per chi non è del mestiere, perché ad alto rischio di imperfezione. E l’imperfezione, da H. Moser & Cie., non è un’opzione. Specialmente considerando che producono circa 2.500 orologi all’anno. Solamente.

    Notevole il lavoro di assemblaggio finale e di incassaggio. Proprio qui ho ritrovato quei pezzi che ho visto nascere due piani più sotto. Vi ricordate che nella prima puntata avevo scritto di non dimenticarvi di loro, che li avremmo rivisti più su? Eccoli qua. Bilancieri, masse oscillanti e treno del tempo trovano il loro posto all’interno delle casse proprio su questi banchi, grazie al lavoro di persone come Lukas, Livia, Lars, Nathalie, Neal. Mani, occhi e teste al servizio dell’eccellenza.

    Un’eccellenza che è anche nei materiali, come il Vantablack su cui non mi soffermo: leggete qui, c’è tutto. O quasi, perché è toccato a Martina raccontarmi qualcosa che ancora non sapevo su questo materiale. Martina è una ragazza sulla trentina e fa parte di quel terzo di quote rosa che compone il personale dell’azienda: 33% donne, 67% uomini. E, nonostante l’età, è una delle più anziane nella manifattura Moser (l’età media degli orologiai, lì, è di 33 anni e mezzo), e una delle poche persone a saper lavorare i quadranti Vantablack. Perché richiedono capacità ed esperienza.

    La difficoltà nel lavorarli, ci ha spiegato, sta nel fatto che non possono essere toccati con nulla. Polvere o imperfezioni devono essere tolte solo utilizzando un po’ di aria compressa, ma leggera. E ha usato un’espressione che mi ha fatto capire tutto alla perfezione: «Il Vantablack sul quadrante è come la polvere sulle ali delle farfalle». Da maneggiare con decisione e delicatezza, il modo in cui Martina affronta tutti i giorni il proprio lavoro.

    I miti di H. Moser & Cie. al polso

    La visita in manifattura Moser continua con tante belle storie e tante belle professionalità tra i laboratori del primo piano. Peccato solo che nella sede di Neuhausen am Rheinfall non si producono i meravigliosi quadranti fumé che sono il Dna del brand. Li realizza un quadrantista esterno che, purtroppo, non abbiamo potuto visitare. Però il management di Moser ha saputo compensare alla grande. Dopo il tour negli atelier del primo piano, sono tornato al piano terra dove ho potuto provare più di un capolavoro.

    Streamliner Flyback Chronograph, Streamliner Tourbillon. Pioneer Centre Seconds, Pioneer Cylindrical Tourbillon Skeleton, Pioneer Tourbillon. Heritage Dual Time, Endeavour Centre Seconds Concept Lime Green. Solo per citarne alcuni. Sono tutti atterrati sul mio polso, l’uno dopo l’altro. E mi sono sentito come un bambino in un negozio di giocattoli.

    Senza contare, poi, che ho potuto mettere le mani sulla valigia delle meraviglie. All’interno, gli orologi più emblematici del marchio, i pezzi unici e quelli più irriverenti. Swiss Alp Watch, Swiss Mad Watch (con la cassa di formaggio), Swiss Icons Watch (il Frankenstein del SIHH 2018 che tanto ha fatto parlare), Endeavour Cylindrical Tourbillon con MB&F. E ancora Swiss Alp Watch Final Upgrade, Endeavour Concept, Venturer Concept Vantablack, Endeavour Centre Seconds x seconde/seconde/. Per finire con l’Endeavour Perpetual Calendar Tutorial, l’Endeavour Centre Seconds Genesis e il Nature Watch, con tanto di erba ormai rinsecchita.

    Finire dove tutto è iniziato

    Insomma, il modo migliore per concludere la visita nella manifattura Moser. Una due giorni iniziata con un tuffo nella storia, visitando la dimora storica di Heinrich Moser, la tenuta di Charlottenfels. Oggi è un museo che ripercorre l’avventura umana e imprenditoriale di quell’orologiaio visionario che, partito da questo angolo di Svizzera, a metà dell’800 andò alla conquista del mercato russo diventando il preferito degli zar.

    Tornato in patria, diede un impulso fortissimo all’industrializzazione della città di Schaffhausen, sfruttando il potenziale del Reno e della sua corrente per produrre quell’energia indispensabile allo sviluppo produttivo delle aziende. Se vi capita, fatelo un giro a Charlottenfels: ne vale la pena, anche solo per conoscere la curatrice del museo, Mandy, e condividere il suo entusiasmo, la sua passione, la sua simpatia.

    Così come è d’obbligo una tappa alle celebri cascate del Reno, visitate ogni anno da centinaia di migliaia di turisti. Da lì, da quell’acqua e da quella potenza della natura, ha origine la storia industriale del territorio, plasmata da Heinrich Moser. E da quella storia discende l’avventura moderna di H. Moser & Cie., capace di portare nel XXI secolo un sogno di eccellenza nato quasi due secoli fa. Con quell’attenzione e quel savoir-faire che ne giustificano in pieno il pay-off: “Very Rare” si nasce, non si diventa. Prendetevi mezza giornata per una visita da Moser e capirete il perché.

  • La manifattura di H.Moser & Cie.: l’atelier a misura d’uomo

    La manifattura di H.Moser & Cie.: l’atelier a misura d’uomo

    Fine maggio. Il pulmino lascia me e altri ospiti di fronte alla manifattura di H.Moser & Cie. a Neuhausen am Rheinfall, Canton Sciaffusa, Svizzera. È un mattino di meteo incerto. Incerto come il mio sguardo di fronte all’edificio. Ne ho viste tante di manifatture, ma al primo impatto qualcosa mi dice che questa volta mi aspetta qualcosa di diverso. Una sensazione. Perché già l’ingresso dice molto sul mondo che si apre una volta attraversata quella semplice porta a vetri.

    Nessuna costruzione magniloquente, nessuna reception super-moderna, nessuna prosopopea sull’heritage del marchio. Entri da H.Moser & Cie. e ti sembra di trovarti in una qualunque nostra azienda manifatturiera. Se non fosse per le fotografie dei vari Pioneer o degli Streamliner appese con parsimonia all’ingresso, penseresti che lì dentro producono piastrelle o cavi elettrici. E invece…

    Invece da quelle stanze escono alcuni degli orologi più desiderati sul mercato attuale. Merito di un prodotto di altissima fattura, dove la quantità è al servizio della qualità; il tutto sostenuto da una politica commerciale e di comunicazione intelligente, che porta a una crescita costante della desiderabilità di quei prodotti. Un orologio di H.Moser & Cie., oggi, è per molti appassionati un punto di arrivo e un pezzo irrinunciabile in collezione. E hanno ragione.

    H.Moser & Cie. e Precision Engineering

    Giusto per ribadire la peculiarità della manifattura di H.Moser & Cie, la nostra visita comincia nel modo meno rutilante possibile: dal sotterraneo. Ovviamente non uno scantinato umido e buio, ma la parte dell’edificio in cui trova spazio la Precision Engineering. È l’azienda che, insieme a H. Moser & Cie. e Hautlence, appartiene a Melb Luxe group, e che è specializzata nello sviluppo e nella produzione dei bilancieri e degli scappamenti. In sostanza, è come se lì dentro dessero forma ai neuroni che compongono il cervello di un orologio.

    Il “neurochirurgo” che dirige le operazioni è Stephan, giovane ingegnere che ci racconta i segreti delle spirali di Moser. E abbiamo il privilegio di vederle nascere sotto ai nostri occhi. A partire da un filo metallico che, spiega, è fatto con una lega di diversi componenti (titanio, alluminio, cromo, cobalto…) che concorrono a creare un materiale stabile, affidabile e in grado di compensare le variazioni termiche.

    Un filo che, all’inizio, ha un diametro di 0,5 mm. Essendo fatto di un materiale molto duttile, passa in una trafila che, diametro dopo diametro, lo porta a 0,1 mm. Stirato così tanto che la bobina iniziale da 0,5 mm, lunga 100 metri, diventa di 4 km a 0,1 mm. Il filo passa poi in quattro successive vasche di lavaggio per eliminare le impurità e in una macchina che, da cilindrico, lo rende piatto. Per poi essere tagliato e i vari segmenti avvolti fino a diventare spirali.

    Fin qui le macchine. Poi arrivano le signore che a mano, dico a mano, assemblano sui bilancieri le spirali, sia quelle doppie sia le spirali Breguet. Regolandone la bilanciatura con piccoli contrappesi fino a trovare quella precisa, come fa il gommista con gli pneumatici. Perché senza il bilanciamento corretto, la precisione dell’orologio cala. A mano, con il microscopio o con una lente. Non dimenticatevi di questi pezzi e delle altre parti che escono da Precision Engineering: ritroveremo tutto due piani più sopra.

    La meccanica intelligente

    Se le stanze di Precision Engineering sono una via di mezzo tra lo studio di un antico alchimista e un laboratorio di ricerca avanzatissima, i locali che si trovano al pian terreno della manifattura di H.Moser & Cie. sono il paradiso della meccanica. Rumore, odore di olio lubrificante e di metallo lavorato ti accolgono varcata la prima porta, che immette in un mondo popolato da poche persone, che si limitano a sorvegliare discretamente il lavoro delle macchine. Tante. 

    Sono le avanzatissime macchine a controllo numerico, alle quali è affidato il compito più rude ma non meno importante: quello di dare forma a quelle parti dell’orologio che amo definire gregarie. Platine, ponti, viti, sono quei componenti a volte finemente decorati ma più spesso silenziosamente al servizio dell’architettura del calibro. Che però, se mancassero della precisione nel taglio e di una perfetta pulitura, sarebbero solo dei pezzi sagomati di metallo.

    Metallo spesso prezioso. Singolare vedere, nella parte posteriore di alcune di queste macchine, piccoli bidoni pieni di trucioli, bave e scarti d’oro. Roba da infilarci entrambe le braccia e uscire con un paio di manciate da mettersi in tasca. Ho dovuto resistere alla tentazione: in Svizzera la giustizia fa sul serio e poi, ci hanno spiegato, quelli sono sì scarti, ma destinati alla rifusione e al riutilizzo.

    Economia circolare anche sui metalli preziosi. Dico anche, perché l’olio lubrificante e i liquidi utilizzati da queste macchine di H.Moser & Cie. nel loro processo industriale sono costantemente filtrati e rimessi in circolo. Gli scarti e il loro impatto ambientale sono limitati al minimo.

    E poi ti capita di vedere, a fianco delle macchine Cnc che ricordano dei robot della fantascienza, qualcosa che arriva dal passato. Un banco pieno di lucine, scomparti, con un dinamometro d’antan in cui l’unico tocco moderno è un microscopio. La macchina, ci spiega un tecnico, risale agli anni ‘60 e misura la potenza di una spirale per decidere poi, in base a essa, per quale orologio è adatta. «È vecchia ma ancora molto precisa e svolge il suo compito alla perfezione», ci dice.

    Salire alle stelle

    La mia salita alle stelle, partita dal piano -1, si completa al piano 1 della manifattura di H.Moser & Cie. Alle stelle, perché lì ci sono le stanze delle meraviglie. Atelier delle complicazioni, regolazioni, assemblaggio finale mi accolgono in rapida sequenza. Lì ritrovo quello che è comune a tutte le manifatture da me visitate negli anni: atmosfera ovattata, silenzio e luce.

    Soprattutto la luce naturale, quella che negli altri piani mancava e che in queste stanze è vita. «Mehr Licht», «più luce» sono state le ultime parole di Goethe prima di morire. Le stesse che un orologiaio, non solo di Moser, manda a mente ogni volta che si siede al suo banco di lavoro per mettere mani e occhi su un calibro. E lì, al primo piano della manifattura di H.Moser & Cie., di orologiai seduti al banco non ce ne sono parecchi, ma hanno tra le dita alcuni pezzi da far girare la testa. Ciascuno di questi ragazzi e ragazze ha un compito ben preciso e qualcuno di loro ha saputo stupirmi con dettagli che non conoscevo, perché strettamente legati ai prodotti Moser. Volete saperne di più? Non perdetevi la seconda parte del mio racconto e la gallery fotografica. Ho scattato io buona parte delle immagini e anche se non sono un professionista eccelso, danno più l’idea dell’esperienza in presa diretta. Continua…

  • Quadranti salmone, una scelta trasversale

    Quadranti salmone, una scelta trasversale

    Una tendenza sotto gli occhi di tutti, all’ultima edizione di Watches and Wonders, è stata quella dei quadranti salmone. Una gradazione cromatica particolare, fra il rosa pallido e l’arancione brillante, non univoca ma ricca di sfumature, che rimanda alla grande tradizione orologiera. Tipica degli anni Cinquanta del Novecento, non solo fa leva sul gusto di oggi per il vintage. Espirme soprattutto un senso di continuità con il passato – sia da parte di maison che hanno davvero una lunga storia, sia da parte di marche di recente fondazione. E in questo senso nobilita gli esemplari, li rende in qualche modo unici.

    Perché i quadranti color salmone donano un’identità inconfondibile agli orologi, li ammantano di un fascino speciale, li caratterizzano come segno distintivo. E per questo non piacciono a chiunque: c’è chi li ama e chi li detesta, senza mezzi termini. Secondo noi bisogna avere l’occhio “allenato” per apprezzarli, ma alla fine prevale l’insindacabile giudizio del de gustibus, quindi è inutile parlarne… Piuttosto, vale la pena sottolineare come i quadranti color salmone si adattino a qualsiasi tipo di orologio: vestono con uguale perfezione i “solo tempo” e i complicati, i modelli sportivi come quelli più eleganti.

    Lo si riscontra negli esemplari che abbiamo riunito qui sotto, diversi per genere e caratteristiche. A proposito, abbiamo ampliato la nostra ricerca oltre i pezzi esposti al Salone di Ginevra per comprendere altre novità, presentate in diverse (comunque recenti) occasioni. Con l’obiettivo di far notare come i quadranti salmone siano trasversali ai segmenti di mercato, si ritrovino nell’alto di gamma come nell’entry price. Lo avevamo già messo in evidenza lo scorso anno (vedi qui), ma la scelta attuale conferma che la tendenza è sempre più diffusa. Con buona pace dei tanti detrattori…

    Gli orologi del 2023 (e qualche classico) con quadranti salmone

    BREITLING Premier B01 Chronograph 42
    Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro B01 di manifattura, con autonomia di 70 ore e datario, cronografo con ruota a colonne e secondi continui; con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Quadrante opaco con scala tachimetrica, contatori azuré, lancette luminescenti e numeri applicati, vetro zaffiro bombato, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio, 8.950 euro. Esiste anche con il cinturino in pelle di alligatore (foto in alto), 8.600 euro.

    CHOPARD L.U.C 1860
    Cassa (36,5 mm x 8,6 di spessore) in Lucent Steel A233, lucido e satinato. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L.U.C 96.40-L di manifattura, con doppio bariletto (tecnologia Chopard Twin), autonomia di 65 ore, micro-rotore decentrato in oro etico 22 kt; con piccoli secondi e certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Quadrante guilloché e satinato a mano, contatore azuré, lancette in oro bianco, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello. Certificato dal Punzone di Ginevra. In vendita esclusivamente nelle boutique monomarca, 25.200 euro.

    DUCKWORTH PRESTEX Bolton “Coronation 2023”
    Cassa a cuscino (38 mm) in acciaio lucido e spazzolato, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Miyota 82S5, con piccoli secondi. Quadrante soleil, vetro zaffro bombato, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle (oppure scamosciato, a scelta). Edizione limitata a 365 esemplari, dedicata all’incoronazione di Carlo III, in vendita dall’autunno e in pre-ordine dal 17 aprile, 795 sterline.

    FREDERIQUE CONSTANT x REVOLUTION Slimline Monolihic FP(S)
    Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro FC-810 di manifattura, con oscillatore Monolithic in silicio (40 Hz) e autonomia di 80 ore. Quadrante grené e spazzolato, vetro zaffiro, fondello con oblò trasparente, cinturino in pelle effetto alligatore (in vendita con un cinturino aggiuntivo). Edizione limitata di 100 esemplari, 4.450 euro.

    GRÖNEFELD 1969 Deltaworks Rubber Clad Inserts
    Cassa antiurto (44,5 mm) in acciaio 316L con inserti in gomma personalizzabili, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro G06 di manifattura, con autonomia di 56 ore, massa oscillante scheletrata parzialmente in oro rosa e piccoli secondi. Quadrante opaco, lancette in acciaio azzurrato alla fiamma, come gli indici applicati, con trattamento luminescente, vetro zaffiro bombato, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in gomma Fkm con fibbia microregolabile. 49.800 euro.

    H. MOSER & CIE Streamliner Smoked Salmon
    Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 12 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HMC 200, con spirale realizzata “in casa”, autonomia di 3 giorni e massa oscillante in oro. Quadrante sfumato con finitura griffé, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro leggermente bombato, fondello in vetro zaffiro, bracciale integrato in acciaio. Prodotto solo nel 2023, 22.900 euro.

    PATEK PHILIPPE Cronografo 5172G
    Cassa (41 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica manuale, calibro CH 29‑535 PS di manifattura, con ruota a colonne e secondi continui. Quadrante in oro rosa opalino, lancette e numeri applicati luminescenti, réhaut con scala tachimetrica, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. 83.470 euro.

    C by ROMAIN GAUTHIER Titanium Edition Bracelet with a Lever de Soleil Color Dial Cassa (41 mm) in titanio grado 5. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura, con platina e ponti in titanio grado 5, dispositivo stop secondi proprietario, autonomia di 60 ore, piccoli secondi. Quadrante in titanio grado 5, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in titaniol grado 5 lucido e satinato. 42mila franchi svizzeri tasse escluse.

    TUDOR Royal
    Cassa (38 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro T201, con datario. Quadrante soleil, lancette luminescenti, numeri romani applicati, lunetta scanalata, vetro zaffiro, bracciale in acciaio 316L lucido-satinato. 2.420 euro. Esiste anche in versione 28 e 34 mm, con indici incastonati di diamanti, e 41 mm con funzione day-date. 2.420 euro.

    VACHERON CONSTANTIN Patrimony Biretrogrado Giorno e Data
    Cassa (42,5 mm) in platino. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 2460 R31R7/3 di manifattura, con indicazione della data e del giorno della settimana con lancetta ad andamento retrogrado. Quadrante spazzolato soleil, indici applicati, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Certificato dal Punzone di Ginevra. Prezzo non comunicato.

    VULCAIN Chronograph 1970’s
    Cassa (38 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Sellita SW510 MB H, con autonomia di 63 ore, cronografo con secondi continui. Quadrante spazzolato soleil, contatori azuré, lancette luminescenti e indici applicati, vetro zaffiro bombato, fondello inciso, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 50 esemplari, 2.536 euro.

  • H. Moser & Cie. Heritage Dual Time: (quasi) tutto il resto è noia

    H. Moser & Cie. Heritage Dual Time: (quasi) tutto il resto è noia

    Un adagio dei nostri nonni dice che “il frutto non cade mai lontano dall’albero”. Vale anche per gli orologi, figli prediletti di artigiani dei quali non di rado rispecchiano l’animo e la visione della vita. Prendiamo il caso di H. Moser & Cie. e del suo nuovo Heritage Dual Time.

    Come tutti gli orologi dotati di un secondo fuso orario, l’Heritage Dual Time è concepito per il viaggio e per un viaggiatore coraggioso. Nel senso che non deve aver paura di spostarsi da un continente all’altro con un pezzo di alta orologeria da 20.900 euro al polso… Una vocazione da globetrotter che era propria anche del padre del marchio, Heinrich Moser.

    Quell’Heinrich Moser che nel 1827, a 22 anni – età in cui, oggi, buona parte dei ragazzi italiani è ancora saldamente aggrappata alla gonna di mammà -, mollò tutto nella natia Schaffhausen per andare a cercare fortuna in Russia. Fortuna che trovò, ma non è il caso di metterci a raccontare tutta la storia che venne dopo. Magari la prossima volta. Oggi pensiamo a parlare dell’orologio, che già da solo ha bisogno di più di qualche riga.

    Heritage Dual Time: che è Moser, si vede…

    Detto che la funzione dual time consente a chi è in viaggio di leggere l’ora di casa attraverso una seconda lancetta (che può essere celata sotto a quella delle ore, se non si utilizza la funzione) e che H. Moser & Cie. si è già cimentata con questa complicazione nella collezione Endeavour, per parlare dell’Heritage Dual Time parto “dall’abito”, che è inconfondibilmente Moser.

    Il quadrante fumé color bordeaux con lavorazione soleil – che diventa più scura man mano che dal centro si avvicina alla lunetta – è infatti la firma estetica del marchio di Neuhausen am Rheinfall (già presente nelle collezioni Pioneer ed Endeavour), che è stata poi ripresa da altre case altrettanto blasonate. Una lavorazione che in Moser definiscono orgogliosamente artigianale, che rende ogni orologio quasi un pezzo unico e lo associa immediatamente al brand.

    Del resto, il quadrante dell’Heritage Dual Time è il vero argomento di marketing di un marchio che il marketing lo detesta e che tende a scomparire dietro all’orologio, il quale deve sembrare come se si creasse da sé. Così come scompare il logo “segreto”, a ore 12, ottenuto attraverso la deposizione di uno strato quasi invisibile di smalto trasparente che ha l’effetto dell’inchiostro simpatico, facendo comparire e scomparire la scritta a seconda delle condizioni di luce. Ma il quadrante riserva altre sorprese.

    E luce fu

    Mi riferisco agli indici. Intanto, la loro presenza è massiccia, maschia, e il carattere tipografico richiama alla mente (alla mia, almeno) certi indici tipici degli orologi da aviatore, vocazione che Moser certamente non ha. E poi hanno una luminosità eccezionale su cui il marchio ha lavorato utilizzando un particolare materiale fotosensibile.

    Detto che tra Super-LumiNova, Chromalight, Lumibrite e via discorrendo, i brand hanno a disposizione tanti di quei materiali da illuminare di notte le piste di Malpensa, Moser ha scelto di impiegare il Globolight. Non è un’esclusiva del brand, ma un materiale elaborato dall’azienda svizzera Xeno Print; a base di ceramica e contenente Super-LumiNova, Globolight è resistente fino a 150°, può essere lavorato meccanicamente in tutte le forme, colorato con qualsiasi cromia e l’intensità della sua luminescenza può essere scelta a piacere. E, al buio, l’Heritage Dual Time di Moser fa un figurone con il Globolight che accende, letteralmente, gli indici sovradimensionati.

    Dettagli in stile Moser

    Abbinata a essi c’è una classica minuteria chemin de fer bianca, la cui corsa è interrotta a ore 6 dal datario. Funzione non particolarmente amata dal sottoscritto ma necessaria in un Gmt, è sincronizzata con la lancetta del secondo fuso orario e può essere impostata avanti e indietro. Dettaglio interessante: il disco della data ha lo sfondo nero e la finestrella è stata posizionata dove il quadrante fumé si fa più scuro, per non rompere del tutto l’armonia di quest’ultimo. Non male.

    Le lancette di ore e minuti, a gladio, sono belle presenti, anch’esse ben farcite di Globolight. Minimalista, invece, quella del secondo fuso orario, che quasi annega nel color vinaccia del quadrante, forse perché scheletrata e visibile quasi più di notte che di giorno, grazie alla punta fotoluminescente. Una presenza più evidente, a mio parere, non avrebbe guastato.

    Cassa e movimento dell’Heritage Dual Time

    Dal quadrante, passo ora alla cassa in acciaio, anch’essa tutt’altro che banale. L’ispirazione è quella degli antichi modelli da tasca che tanta fortuna hanno portato a herr Moser alla corte dello zar; la bella sorpresa è la dimensione, 42 mm, che però alla vista e al polso sembra quasi un 40. Merito forse dell’effetto scenico che ha il combinato disposto lunetta-quadrante; ma anche dello spessore della cassa stessa: 11,6 mm, che insieme ai 47 scarsi da ansa ad ansa e alla lavorazione delle anse stesse – corte, a filo e curvate verso il basso – rendono l’orologio vestibile anche da polsi piccoli.

    Dal fondello in vetro zaffiro è possibile vedere il nuovo calibro HMC 809 automatico di manifattura, che utilizza un modulo dual time sviluppato da Moser sulla base del movimento HMC 200. Nonostante il marchio non sia mai particolarmente prodigo di dettagli sui suoi calibri, questo è abbastanza semplice; è decorato con il classico motivo “Côtes de Moser” a doppia cresta e ha un rotore traforato in tungsteno. Con un sistema di avvolgimento a cricchetto bidirezionale, l’HMC 809 ha una frequenza di 21.600 alternanze/ora e un’autonomia di 72 ore, ossia tre giorni.

    Per altre informazioni tecniche vi rimando alle didascalie e chiudo con una considerazione generale. Dagli orologi con la cassa di formaggio o foderati di erbe svizzere, il marchio ne ha fatta di strada. Credo che, dopo l’Heritage, sarà inevitabile ritrovare un dual time anche nella collezione Streamliner e magari anche nella Pioneer. Lo spero. Perché in un mondo dell’orologeria fatto di tanti sbadigli, gli orologi di H. Moser & Cie. sono capaci di svegliarti di botto, come una tazzina di ottimo caffè. Napoletano però, non svizzero…