Giornale Degli Orologi
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Tag: Girard-Perregaux

  • Gli orologi di Venezia 83: pettegolezzi da polso

    Gli orologi di Venezia 83: pettegolezzi da polso

    “Quanto siamo fatui, pettegoli, gossippari, leggeristi, stupidini”. Mario Ajello aveva ragione. Oggi come allora: anche in questo 83o Festival di Venezia, le passerelle dei talent – dall’arrivo all’Excelsior ai tanti eventi in Laguna fino ai red carpet in Sala Grande – sono occasione per passare i loro look ai raggi X. Abiti e accessori (trucco e parrucco compresi) finiscono inevitabilmente per rubare la scena ai film in concorso. Ecco perché, qui in redazione, ci sentiamo un po’ in colpa ogni volta che facciamo pagine come questa: gli orologi di Venezia 83. Star lì a scrutare cosa indossano al polso attori e attrici, ospiti e testimonial non è cosa da giornalisti, ma da influencer e content creator. Con tutto rispetto, per carità…

    Eppure. Siamo pronti a scommettere che anche questa rubrica sugli orologi di Venezia 83 tirerà più del proverbiale carro di buoi. Piacerà e sarà letta, qui come sui social, come le (tante) precedenti della Biennale Cinema o della Notte degli Oscar. Quindi facciamo finta di lavorare per un numero di Novella 2000 d’antan e ci mettiamo di buzzo buono. Perché i lettori si divertono (forse più a criticare che ad ammirare), perché le aziende ci tengono, perché questa è la società dell’immagine in cui l’estetica diventa il contenuto. Una società in cui, per esistere, bisogna essere visti. O forse, semplicemente perché – per citare ancora Aiello -“all’informazione piacciono solo i pettegolezzi”.

    Gli orologi di Venezia 83

    Sydney Sweeney in Cartier

    @woopsee

    Bagnoire de CARTIER
    Cassa XS e bracciale manchette in oro giallo. Movimento al quarzo Swiss made.

    George Clooney in Omega

    Foto Laurent Hou /Hans Lucas /AFP via Getty Images courtesy Omega

    OMEGA Speedmaster “First Omega in Space” Cassa (39,7 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, cronografo con secondi continui.

    Marion Cotillard in Chanel

    Foto Kate Green/Getty Images courtesy Chanel

    CHANEL HORLOGERIE Première Galon Cassa (15,2 x 19,7 mm) e bangle in oro giallo, movimento al quarzo Swiss made.

    Robert Pattinson in Jaeger-LeCoultre

    Foto Sebastiano Pessina courtesy Jaeger-LeCoultre

    JAEGER-LECOULTRE Master Hybris Artistica Gyrotourbillon Westminster Cassa (43 mm) in platino e quadrante con diamanti taglio baguette. Movimento meccanico a carica manuale con Gyrotourbillon biassiale, ripetizione minuti con suoneria Westminster, calendario perpetuo, data e minuti saltanti.

    Linda Messerkingler in Baume&Mercier

    Foto Daniele Venturelli/WireImage courtesy Baume&Mercier

    Joya de BAUME&MERCIER
    Cassa (28 mm) in acciaio come il bracciale in mailles écrasées, lunetta con diamanti taglio brillante. Movimento al quarzo Swiss made.

    Carlos Sainz in Girard-Perregaux

    @carlossainz55

    GIRARD-PERREGAUX Laureato Tre Ponti d’Oro Cassa (41 mm) e bracciale in acciaio con lunetta in oro bianco. Movimento meccanico a carica automatica con tourbillon e piccoli secondi.

    Rupert Friend in Chopard

    Foto Daniele Venturelli/WireImage courtesy Chopard

    CHOPARD L.U.C Quattro – Marc IV
    Cassa (39 mm) in oro rosa “etico”. Movimento meccanico a carica manuale con esclusiva tecnologia Quattro, autonomia di 9 giorni e datario; certificato cronometro dal Cosc; Punzone di Ginevra.

    Maurizio Lombardi in Chopard

    Foto Stefano Trovati/SGP courtesy Chopard

    CHOPARD L.U.C. Perpetual Twin Cassa (43 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica con esclusiva tecnologia Twin e calendario perpetuo; certificato cronometro dal Cosc.

    Cristiano Caccamo in Hublot

    Foto Ernesto Ruscio/Getty Images courtesy Hublot

    HUBLOT Classic Fusion Chronograph Cassa (42 mm) in ceramica. Movimento meccanico a carica automatica.

    Gabriela Andrada in Hublot

    Foto Ernesto Ruscio/Getty Images courtesy Hublot

    HUBLOT Spirit of Big Bang Titanium Diamonds Cassa (39 mm) in titanio con diamanti taglio brillante. Movimento meccanico a carica automatica.

    Álvaro de Luna in Hublot

    Foto Daniele Venturelli/WireImage courtesy Hublot

    HUBLOT Big Bang One Click Sapphire Diamonds Cassa (39 mm) in cristallo zaffiro con diamanti taglio brillante. Movimento meccanico a carica automatica. In 200 esemplari.

    Pierfrancesco Favino in Audemars Piguet

    @screenweek

    AUDEMARS PIGUET Royal Oak Jumbo Extra-Piatto Scheletrato Cassa (39 mm) e bracciale in oro bianco. Movimento meccanico a carica automatica, scheletrato.

    p.s. Continueremo ad aggiornare questa pagina con gli orologi di Venezia 83 fino alla fine del Festival. Stay tuned…

  • Latest. Le novità dell’estate – 18/08/2025

    Latest. Le novità dell’estate – 18/08/2025

    Ecco un’altra carrellata di novità presentate nelle scorse settimane. Le Latest di oggi sono quindi il seguito ideale di quelle del 4 agosto scorso. E allo stesso modo si propongono come una lettura interessante ma leggera, per restare informati anche sotto l’ombrellone senza impegnare troppo la mente. Proprio perché siamo tutti in ferie, o vorremmo ancora esserci. Del resto, quale periodo migliore delle vacanze per coltivare le proprie passioni? Poi, quando torneremo a casa, avremo quasi subito a che fare con le nuove uscite dei Geneva Watch Days. E le nostre Latest vi terranno aggiornati anche in quella occasione, potete scommetterci. Ma non pensiamo al “poi”, godiamoci il momento…

    A.LANGE & SOEHNE Zeitwerk Date
    Cassa in oro rosa e quadrante grigio: ecco la nuova versione del meccanico-digitale della Manifattura sassone. Habillage a parte, tutto resta com’era: il ponte in alpacca di ore e minuti, il diametro di 44,2 mm, i contatori dell’autonomia residua e dei secondi, il datario sull’anello periferico in vetro con l’indicazione in rosso… E soprattutto il movimento, quel calibro L043.8 ideato e costruito in-house, con doppio bariletto, autonomia di 3 giorni e le cifre “saltanti esattamente” (in cui i dischi dei numeri in realtà scattano in avanti 1440 volte al giorno). Prezzo non dichiarato.

    SPEAKE MARIN Ripples e Dual Time con nuovi cinturini
    I primi sono stati ai Piccadilly Dual Time, lo scorso giugno. A fine luglio è toccato invece ai Ripples vestirsi con nuovi cinturini colorati. Che sono realizzati in materiali diversi – pelle di vitello, di alligatore, di struzzo, gomma effetto tessuto o perfino Pet riciclato, a seconda della collezione -, e sono declinati in una vasta gamma cromatica, dai toni classici a quelli di tendenza. In certi casi sono completati da piccoli, geniali link di fissaggio. Comunque sia, permettono di personalizzare il proprio orologio in base al mood, allo stile o all’occasione. Il prezzo, ovviamente, dipende dal modello. Ma potete sempre consultare il sito ufficiale…

    GIRARD-PERREGAUX Laureato Skeleton Ceramic Aston Martin
    Nuovo capitolo della collaborazione con la Casa automobilistica inglese. Il design è quello originale, datato 1975, ma l’orologio è realizzato in ceramica – l’intera cassa con bracciale integrato, lunetta compresa – e il diametro raggiunge i 42 mm. L’assenza del quadrante (ridotto al solo réhaut) mostra il movimento automatico di manifattura, il calibro GP01800-2627, scheletrato e con 54 ore di autonomia. Un tocco British racing? La massa oscillante traforata, in oro rosa trattato Pvd verde – come il logo, le lancette e gli indici. Edizione limitata di 88 esemplari, 57.200 euro.

    GLASHÜTTE ORIGINAL Seventies Chronograph Panorama Date
    Una tela su cui dar sfogo alla propria creatività. Ecco cosa ha dichiarato la Manifattura sassone a proposito della collezione neo-vintage che ha in catalogo da qualche anno. Per crederle, basta guardare i nuovi esemplari: i due cronografi (foto in alto) hanno sì un design rétro ma anche il quadrante in colori futuristici, viola Plasma e verde lime Fusion (questi i nomi ufficiali). Dalla texture opaca, a contrasto con l’effetto vinilico dei contatori crono, cambiano sfumatura a seconda dell’angolo di incidenza della luce e del punto di osservazione. In 100 esemplari, anche con bracciale in acciaio, da 16mila euro.

    BELL & ROSS BR05 Skeleton Phantom Ceramic
    Inedita interpretazione dell’orologio-strumento in chiave urbana, prende ispirazione dalla tecnologia stealth. Ed è tutto giocato su tre caratteristiche essenziali: Il total look nero (meccanica e vetro zaffiro compresi), la ceramica con cui è fatto, la scheletratura del quadrante e del movimento. Del resto, l’estetica phantom è ormai una tradizione del Marchio. Con la cassa di 41 mm di lato, e il movimento automatico calibro BR Cal. 322-1 (realizzato in esclusiva su una base Sellita SW300-1a), si può indossare con il bracciale integrato o con il cinturino in caucciù. 9.900 euro.

    CUERVO y SOBRINOS Espléndidos Heritage Collection
    Dall’evidente matrice Art Déco, celebra gli anni Trenta del secolo scorso, l’età dell’oro sia della Marca sia dell’Havana, all’epoca capitale internazionale del glamour e della cultura. La cassa in acciaio, di forma, misura 36 x 47 mm e ospita un movimento automatico, calibro La Joux-Perret G120, con 68 ore di autonomia, piccoli secondi e datario. In due referenze, ciascuna in edizione limitata di 82 esemplari: 3.600 euro con quadrante nero, 3.800 con quadrante champagne/argenté (nella foto).

    Latest sotto i 1.500 euro

    MIDO Ocean Star 200C Pvd rose gold
    La storica collezione (è nata nel 1944!) si arricchisce di una nuova referenza dall’impronta sport-chic. La cassa (42,5) in acciaio è rivestita da un trattamento Pvd oro rosa, mentre la lunetta ha l’inserto in ceramica verde, coordinato al quadrante. Il movimento automatico, come sempre, è il calibro Mido 80 (base Eta, realizzato in esclusiva), con spirale in silicio (antimagnetica), 80 ore di autonomia e funzione day-date. 1.290 euro.

    EXAEQUO MELTING WATCH Classic Limited Edition Rose Gold
    Il Marchio ispirato agli orologi “molli” di Dalí e al movimento surrealista conosce una doppia novità. La prima: due nuove versioni con il quadrante effetto oro rosa. Le dimensioni (28 x 47 mm) e il movimento al quarzo (Ronda 751) sono gli stessi di sempre. Ma una ha la cassa in acciaio 316L satinato, l’altra in acciaio Pvd oro rosa (nella foto), e ciascuna è realizzata in un’edizione limitata di 101 esemplari. Prezzo: a partire da 590 euro. La seconda novità è invece il bracciale in metallo, tipo Jubilée. Che fa il suo esordio in acciaio o acciaio Pvd oro giallo, rispettivamente a 122 e 129 euro. A tutti va aggiunta l’Iva…

    OOO – OUT OF ORDER Shaker Limoncello Automatic Gmt
    Il Brand italiano continua la fortunata serie dedicata ai cocktail. E, dopo lo Spritz veneto, passa al liquore campano per eccellenza, con il colore dei limoni di Sorrento evocato nel vetro (zaffiro sfumato) del quadrante, in quello (bombato) della lunetta. Ma anche nell’immagine del bicchiere sul fondello, che qui per la prima volta è decorato, inciso al laser e smaltato. Consuete le altre caratteristiche: cassa di 40 mm, impermeabile fino a 30 atm; movimento automatico, calibro Seiko NH34A, con secondo fuso orario; bracciale in acciaio 316L. Edizione limitata di 130 esemplari, 595 euro.

    HIP HOP PinTastic! Collection
    È dedicata ai più piccoli la nuova collezione del Brand milanese: un mix di gioco, apprendimento e personalizzazione. Oltre a insegnare a leggere l’ora, infatti, l’orologio permette di applicare al cinturino una pin decorativa fra le cinque comprese nel packaging. Quattro invece i modelli disponibili, dai nomi evocativi e dai colori vivaci: Dino Roar, verde; Space Explorer, blu (nella foto); Sweet Mermaid, rosa; e Magic Unicorn, giallo. Tutti con la cassa di 32 mm, il movimento al quarzo e il copricassa integrato al cinturino in silicone. Il kit completo costa 49,90 euro. Per chi non si accontenta, però, c’è anche il set Pin the Sky con cinturino azzurro e pin a tema “meteo”.

  • Latest. Le novità dell’estate – 04/08/2025

    Latest. Le novità dell’estate – 04/08/2025

    Le nostre Latest non escono da qualche settimana: vi sono mancate? Ecco allora finalmente le novità presentate in questo periodo dalle marche di orologeria, come sempre trasversali ai prezzi e ai segmenti di mercato. Che però sono state così numerose da costringerci a dividerle in due tranche. Alle Latest di oggi seguirà quindi una seconda puntata il 18 agosto. Vi auguriamo di gustarvele in riva al mare o in alta quota, comunque in totale relax. Noi qui in redazione ci daremo il cambio per tenervi sempre aggiornati. Non ci aspettiamo grandi cose nelle prossime settimane perché anche gli uffici stampa italiani saranno in ferie… ma non si mai. Intanto buone vacanze!

    Latest… solo per pochi

    IWC Portugiesier Tourbillon Rétrograde Chronographe
    Nomen Omen. Un cronografo con funzione flyback, indicazione retrograda della data e tourbillon volante (a un minuto). Il tutto fornito dal calibro 89900, di manifattura, con àncora e ruota di scappamento trattate con l’esclusiva tecnologia Diamond Shell,® che migliora gli attriti e contribuisce all’autonomia di 68. All’altezza l’habillage: la cassa in Armor Gold® e il quadrante Obsidian realizzato con 15 strati di lacca. Edizione limitata di 100 esemplari, 151mila euro.

    ULYSSE NARDIN Blast Free Wheel Maillechort
    Prende nome dal materiale del quadrante – chiamiamolo così, anche se sembra più una platina su cui sono sospesi i componenti meccanici. Risultato di due anni di sviluppo, il calibro UN-176, a carica manuale, è un concentrato di tecnologia. Comprende un doppio bariletto che garantisce un’autonomia di 7 giorni, visualizzata dall’insolito display al 4; un tourbillon volante a ore 6, con lo scappamento a forza costante Anchor Constant Escapement in silicio (brevettato). E tante altre peculiarità, come la costruzione della cassa in oro bianco con carrure in vetro zaffiro, tutte da scoprire. Edizione limitata di 50 esemplari, 128.100 euro.

    Da 20mila a 5 mila euro

    GIRARD-PERREGAUX Laureato 42 mm Infinite Grey
    Il design è inconfondibile, fedele a quello di 50 anni fa: cassa tonneau, lunetta ottagonale, bracciale integrato. Ma l’esemplare è reso unico dal quadrante flinqué soleil, rivestito da uno smato Grand Feu grigio tendente al blu. Poi, da segnalare, le altre caratteristiche: movimento automatico, calibro GP01800-2524 di manifattura, diametro di 42 mm, impermeabilità fino a 10 atmosfere. Un “classico” rivisitato. 18.800 euro.

    HUBLOT Classic Fusion Essential Taupe
    Quarto capitolo della serie monocromatica, declinato stavolta in tonalità color talpa (un insolito mix di grigio e marrone). La cassa in titanio grado 5 è declinata in due formati: 42 o 45 mm di diametro. Diverso quindi il movimento automatico: rispettivamente calibro HUB1110 e HUB112. In entrambi i casi però il quadrante è decorato da una finitura soleil, e il cinturino è realizzato in un mix di caucciù e tessuto. 8.800 euro. Attenzione che la versione più grande è in vendita solo online.

    EBERHARD & CO. Lancia HF
    Presentato insieme alle Ypsilon HF e Ypsilon HF Line, lo scorso giugno, segna la collaborazione con Lancia. Il che non stupisce certo, visti i legami del Marchio col mondo delle 4 ruote. Colpiscono invece i richiami al passato (evidenti per chi li sa cogliere): il logo HF che reinterpreta i colori della Fulvia Coupé del 1966; il lettering inclinato simile a quello della Delta degli anni ‘90; e il celebre elefantino rosso, voluto da Gianni Lancia nel 1953. La cassa in acciaio misura 41 mm, il movimento è automatico, il quadrante è disponibile in blu, bianco o nero. Edizione limitata di 150 esemplari per colore, in vendita nell’ultimo trimestre dell’anno. Prezzo non (ancora) dichiarato.

    OMEGA Railmaster
    Torna uno dei modelli più longevi della Manifattura di Biel. Nato nel 1957, era dedicato a chi lavorava nelle ferrovie: aveva un gabbia interna in ferro dolce per proteggere il movimento dai campi magnetici fino a 1000 gauss. Oggi invece monta un movimento Master Chronometer reisistente fino a 15mila gauss. Anzi due: calibro 8806 (a due lancette) o 8804 (con piccoli secondi). Quattro le nuove versioni con cassa in acciaio da 38 mm: con quadrante sfumato grigio o marrone, con cinturino in pelle abbinato o con bracciale in acciaio. Da 5.700 euro.

    Latest sotto i 1000 euro

    BALTIC Hermétique Summer
    Si definisce “effervescente, trasgressiva, improntata alla leggerezza” la nuova versione del field watch del Marchio francese. Che si distingue per l’ispirazione ai colori della California degli anni ’70: turchese, arancione, rosa o giallo. La cassa di 37 mm di diametro in acciaio 316L, impermeabile fino a 15 bar, ospita un movimento meccanico a carica automatica, calibro Miyota 9039. Esiste con il cinturino Tropic in gomma nero o coordinato al quadrante, oppure con il bracciale a chicchi di riso o Flat link. Da 671 euro.

    SWATCH MoonSwatch Mission to Earthphase – Moonshine Gold
    Torna l’orologio che visualizza le fasi terrestri. Con la cassa in Bioceramic blu navy e il cinturino in caucciù, questa volta ha il quadrante decorato da Snoopy astronauta insieme all’immancabile Woodstock. Il movimento al quarzo riporta le fasi della Terra, quelle della Luna rivestite di oro Moonshine® (la lega esclusiva di Omega), i secondi crono centrali e i secondi continui In vendita solo il 9 agosto, plenilunio, in pochi, selezionati Swatch Store al mondo (trovate l’elenco sul sito ufficiale). 385 euro.

    BREIL Hoop
    Un orologio-gioiello di design, divertente e poco impegnativo. Interamente realizzato in acciaio, anche Ip color oro, ha la cassa ovale (di 22×25 mm) e il bracciale rigido a cerchio, un bangle essenziale con chiusura a scomparsa. Il quadrante su due livelli è decorato con indici in cristallo, il movimento è al quarzo. Da 158 euro.

  • Deep Diver, torna il subacqueo vintage di Girard-Perregaux

    Deep Diver, torna il subacqueo vintage di Girard-Perregaux

    Ci sono case nel mondo delle lancette di cui si parla poco. Lo noto e lo penso ogni volta che scorro i post dei principali forum a tema o pubblicati sui vari gruppi Facebook. Saranno le mode, le campagne di marketing o le strategie di comunicazione, eppure alcuni nomi, che dell’orologeria hanno fatto davvero la storia, restano un po’ in ombra. Girard-Perregaux è uno di questi. E non serve tanto per capire che meriterebbe maggiore attenzione. Basta osservare le collezioni a listino, le complicazioni straordinarie a bordo di alcuni orologi, la qualità dei materiali impiegati, lo stile che certe referenze trasmettono invariato da secoli. Secoli appunto, perché Girard-Perregaux – che dal 1856 ha sede a La Chaux-de-Fonds, culla dell’orologeria elvetica – risale al 1791. Oggi ve ne parlo in occasione dell’ultimo lancio: il subacqueo (sportivo in senso lato) Deep Diver.

    Icone che attraversano il tempo

    Creatura dell’indimenticabile Gino Macaluso fin dai primi anni Novanta, di proprietà del Gruppo SoWind, nel 2008 Girard-Perregaux è acquisita dal colosso parigino del lusso Kering Group. Quindi, nel 2022, viene rilevata dal proprio management (destino che condivide con Ulysse Nardin) e torna essere di nuovo indipendente, a tutti gli effetti. Nelle mani di Patrick Pruniaux rivivono quindi i grandi classici della Casa, opportunamente riaggiornati, ma restando fedeli a sé stessi e all’inconfondibile design che ha segnato l’evoluzione dell’orologeria.

    A cominciare dall’attuale Laureato, uno sportivo la cui origine risale al 1975 (e il nome all’omonimo film con un giovanissimo Dustin Hofmann), che ha sicuramente contribuito a diffondere la notorietà del Brand fra il grande pubblico. Nell’ultimo decennio è stato declinato in un’ampia varietà di referenze anche grazie a partnership di assoluto prestigio, vedi quella con Aston Martin.

    Poi il Casquette 2.0, un elettronico dal design insolito ma fedele alla versione originale del 1976. Ancora, l’evergreen La Esmeralda che dal 1867 stupisce per il tourbillon sotto i tre ponti d’oro (“sous Trois Points d’Or”, oggi in realtà anche in altri materiali), fino all’orologio di cui vi parlo oggi, il Deep Diver. Che, come i precedenti appena citati, riporta in vita un’icona del passato, un pezzo del 1969, rivisitandolo in chiave moderna.

    Girard-Perregaux Deep Diver: solo 350 esemplari

    Il Deep Diver, come le altre referenze della linea Legacy Edition, è in edizione limitata. Gli esemplari sono numerati da 1 a 350 e prodotti per un periodo circoscritto, il che ne accresce l’interesse dei collezionisti. Per quando riguarda il design, si ispira totalmente all’edizione originale – la referenza 9108 -, di cui ripropone la cassa a cuscino (questa volta in titanio) con la lunetta poligonale di 14 lati e l’elevata impermeabilità. Nel caso della nuova versione, la resistenza all’acqua arriva fino a 20 atmosfere.

    Un orologio subacqueo a tutti gli effetti, come il nome suggerisce, che può essere utilizzato anche fuori dall’acqua. Lo testimonia il réhaut girevole azionato dalla corona a ore 2, che in pratica funziona come una lunetta girevole bidirezionale (in grado cioè di ruotare in entrambe le direzioni). Con scala compresa fra 0 e 60, consente, una volta posizionato lo “0” sulla lancetta dei minuti, di misurare il tempo trascorso dall’inizio di qualsiasi evento.

    Governato da una corona a vite, è estremamente sicuro e impedisce qualsiasi manomissione: urti o tocchi involontari dell’orologio non possono infatti variarne la posizione. Per osservare i dettagli del design che caratterizza il quadrante del Deep Diver, vi rimando alle didascalie che accompagnano le immagini in galleria.

    La collaborazione con Bamford Watch Department

    Nell’area centrale del quadrante, a ore 6, sotto l’asse di rotazione delle lancette (ore, minuti e secondi), spicca la scritta “Bamford” di colore arancione. Non la consueta indicazione sul tipo di movimento incassato o il numero di rubini (27, nel caso dell’orologio trattato), ma… appunto… Bamford. Gli appassionati di orologi sanno già di che si tratta: il nome per esteso recita “Bamford Watch Department” ed è un’azienda londinese specializzata in personalizzazioni nel settore orologiero.

    Una realtà piuttosto giovane – l’anno di fondazione è il 2007 – che però vanta collaborazioni di primissimo ordine nell’alto di gamma. Oltre ad aver firmato il design del Deep Diver di Girard-Perregaux, Bamford annovera nel suo curriculum collaborazioni eccellenti, con nomi come Franck Muller, Zenith, Tag Heuer, Chopard o Bremont. Per Girard-Perregaux ha anche firmato la personalizzazione di una referenza della collezione di orologi femminili Cat’s Eye.

    Il Gyromatic del Deep Diver originale…

    Il movimento che anima il Deep Diver di oggi è il calibro di manifattura GP03300, utilizzato dalla Casa anche nei Laureato “solo tempo”. Non è quindi lo stesso del 1969. In quasi 60 anni di storia, d’altronde, le tecnologie costruttive e i materiali si sono evoluti. Eppure quel Gyromatic che pulsava dentro il primo Deep Diver originale, un cenno lo merita.

    In realtà con il termine Gyromatic non si indica un singolo calibro, ma una famiglia di movimenti che Girard-Perregaux ebbe in produzione grosso modo dagli anni ’50 ai ’70, e la cui particolarità era il rotore di carica bidirezionale. Originariamente si trattava di un modulo sviluppato e fabbricato in-house, che era applicato a un calibro a carica manuale di base (A.S, Eta o Peseux). Poi – col tempo – la definizione passò a indicare tutti i movimenti automatici della Maison, anche quelli dalla costruzione integrata.

    In pratica, semplificando al massimo, si trattava di un modulo composto da un rotore e da un sistema di invertitori collegati al bariletto. Un dispositivo composto da una coppia di ruote libere con relativo pignone coassiale. Nel quale, al posto dei consueti cricchetti per la rotazione (efficaci ma delicati), si trovavano dei dischi (“rulli”) di rubino, i cosiddetti Girotroni (Gyrotrons, 7 per ogni ruota). Con la rotazione della massa oscillante in un senso o nell’altro, una ruota o l’altra andava a ingranare con la ruota conduttrice per avvolgere la molla del bariletto.

    Intorno al 1966 il Gyromatic si evolve nell’alta frequenza e acquisisce le 36.000 alternanze l’ora. Un valore che a quei tempi (ma anche oggi) permetteva agli orologi una costanza di marcia a un’affidabilità fuori dal comune. Una frequenza così alta da trasmettere alla lancetta dei secondi quel movimento fluido e continuo apprezzato dai puristi della micro-meccanica. E sono proprio i Gyromatic HF i più ambiti nel mercato del collezionismo.

    Il calibro GP03300 del nuovo Deep Diver

    Ma torniamo al nuovo Deep Diver e alla meccanica che lo anima. Il GP03300 è infatti un calibro progettato e costruito in-house, con un bilanciere che oscilla a 28.800 alternanze/ora (4 Hz per gli amanti della fisica). Nella media invece la riserva di carica, che si attesta sulle 46 ore (poco meno di due giorni). Il Deep Diver vi permette di vedere il movimento attraverso un oblò in vetro zaffiro azzurrato posto sul fondello.

    Non uso a caso i termini “oblò” e “azzurrato”: non aspettatevi infatti il classico e ampio fondello trasparente, con il movimento “a vista”. Girard-Perregaux Deep Diver dà accesso visivo al movimento attraverso un medaglione centrale in vetro zaffiro, blu metallizzato. Non solo, l’emblema del Tridente, delle onde marine e la scritta curva Deep Diver limitano ulteriormente la visuale.

    Pensate che le lavorazioni Côtes de Genève circolari che impreziosiscono la massa oscillante e quelle lineari dei ponti meriterebbero più attenzione? In linea di massima potrei anche essere d’accordo con voi, ma – al di là dei gusti personali – sono obbligato a spiegare che si tratta di questioni di fedeltà storica all’originale.

    Il modello del 1969 aveva infatti il fondello in acciaio pieno, decorato appunto con il Tridente, le onde marine e il lettering del nome. Del resto, in passato, non si usava mostrare il movimento attraverso il fondello, che in genere negli orologi da polso era “chiuso” (se non in casi eccezionali). L’abitudine del fondello trasparente è relativamente recente e – diciamocelo – a volte inutile, se non perfino ridicola. Anche se non è certo questo il caso…

    Prezzo e utilizzo

    Veniamo al prezzo del Girard-Perregaux Deep Diver: 16mila euro, compreso il secondo cinturino in caucciù arancione e fibbia in titanio. Un prezzo simile a quello del Laureato in versione base con bracciale in acciaio, con il quale condivide il calibro, l’estetica sport-chic e la facile vestibilità. Girard-Perregaux ha quindi pensato a un orologio da indossare tutti i giorni e, perché no, anche in situazioni che richiedono un abbigliamento smart-casual.

    Vista infatti la tendenza di abbinare sneakers e abiti formali, non sarà difficile esibire il Girard-Perregaux Deep Diver in ambienti di lavoro che prevedono un dress code curato ma rilassato. Oltretutto i due cinturini in dotazione, intercambiabili – entrambi in caucciù, uno blu e l’altro arancione -, permettono di cambiargli look a piacere. Considerate infine le dimensioni non esagerate della cassa (40,30×38 mm) e la colorazione vivace, l’orologio può ben figurare anche ai polsi femminili.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 17/03/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 17/03/2025

    Tra sport, intrattenimento e curiosità, queste Cronache dell’orologeria riuniscono personaggi ed eventi finiti sotto i riflettori dell’industria del tempo nelle ultime settimane. Notizie brevi esposte alla spicciolata, senza un ordine cronologico, raccontate sempre in modo semplice e diretto. Necessariamente sintetiche per non farvi perdere tempo, ma sufficienti per tenervi informati. Qualcuna vedrà poi un opportuno approfondimento nei prossimi giorni. Buona lettura!

    Campagna urbana

    Sul grande schermo lo abbiamo visto recitare in Alien: Romulus, ma è noto soprattutto per il ruolo di Mal nella serie Netflix Tenebre e ossa. Ora Archie Renaux è protagonista anche della nuova campagna realizzata da Tissot. Sullo sfondo di una modernissima metropoli, l’attore britannico si muove con sicurezza e sembra controllare il tempo e gli elementi naturali con il suo PRC 100 Solar, che cattura la luce grazie all’innovativa tecnologia Lightmaster Solar. Del resto, pare proprio che nella vita reale sia un vero appassionato di orologi…

    Fascino da vendere

    Austin Butler è il nuovo volto di Breitling. Diventato famoso per l’interpretazione magistrale di Elvis, l’attore statunitense ha legato la propria immagine a ruoli libertari (The Bickeriders, Masters of the Air). Ed è quindi perfetto per incarnare il nuovo Top Time B31 del Brand. Detto, fatto: eccolo come protagonista della campagna per il primo “solo tempo” sviluppato in-house in quel di Grenchen. Ma lo si è già visto indossare anche un Navitimer e un Chronomat. Mentre Kern ha dichiarato che faranno un pezzo unico solo per lui. Staremo a vedere.

    Futuristiche visioni

    Vivian Stauffer, Ceo di Hamilton, con Hideo Kojima

    Nuovo excursus di Hamilton nel mondo dei videogame. Stavolta ha collaborato con il visionario Hideo Kojima per l’attesissimo sequel di Death Stranding. Ma non si è limitato a inventare l’orologio in-game di Death Stranding 2: on the Beach. Lo ha anche realizzato fisicamente. I progettisti del Marchio hanno infatti sviluppato, sulla base dell’American Classic Boulton, un esemplare reale in grado di riflettere le atmosfere tecno-apocalittiche del gioco. Il risultato – lo vedete in alto – sarà in vendita da giugno, per l’uscita di Death Stranding 2.

    Artistici frame

    In mostra a 24 OpeRE: Mario Giacomelli, Scanno, 1957. (Foto Cecé Casile courtesy Eberhard & Co.)

    Dal 20 al 23 marzo, al SuperStudio Più di via Tortona, a Milano, si tiene Mia Photo Fair, la principale fiera d’arte in Italia dedicata alla fotografia. Tra gli sponsor, anche quest’anno, Eberhard & Co.: che stavolta organizza nel proprio Spazio la mostra 24 OpeRE, improntata sul dialogo fra l’immagine – una per ogni ora del giorno – e la cornice. Nei 24 scatti di grandi fotografi – da Antonio Biasiucci a Luigi Ghirri, tanto per citarne un paio – il soggetto è infatti inquadrato all’interno di una creazione realizzata ad hoc dall’artista Cecé Casile. Da vedere.

    Senza tempo

    Non è frequente vedere gli orologi nelle sfilate, almeno ai nostri giorni. Louis Vuitton ha quindi stupito gli addetti ai lavori per averli fatti uscire sulle passerelle dell’Autunno-Inverno 2025/26. Si trattava di alcuni pezzi storici, parte della collezione LV II, disegnata da Gae Aulenti nel 1988. Da polso o sautoir, con la cassa in ceramica verde o nera (e il movimento al quarzo con funzione di sveglia), sono apparsi in cinque look a rappresentare lo spirito del viaggio, caro alla Maison. Ma hanno anche dimostrato quanto un design ben fatto resti sempre attuale.

    Cronache dell’orologeria… ampezzana 1

    A Cortina d’Ampezzo, si è conclusa ieri la WinteRace, gara di regolarità classica che ha visto per l’ottava volta Girard-Perregaux nel ruolo di cronometrista ufficiale. Questa 12a edizione – riservata a una settantina di iscritti, fra vetture storiche (la più vecchia datata 1935) e Icon (costruite dal 2000 a oggi) – si è svolta lungo un percorso di 460 km, tra Italia e Austria. Ed è stata occasione di lancio del Laureato Skeleton WinteRace Edition (in alto), una special edition dell’esemplare scheletrato già in catalogo, interamente in ceramica nera.

    Cronache dell’orologeria… ampezzana 2

    Omega, come sempre, sarà cronometrista ufficiale anche delle prossime Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026. A un anno esatto dall’apertura dei Giochi Paralimpici, il 6 marzo scorso, la Maison di Biel ha quindi fatto partire il tradizionale Countdown Clock, installato in piazza Angelo Dibona, nel centro della cittadina sulle Dolomiti. Oltre alle autorità riunite per il taglio del nastro, da segnalare la presenza di due Brand ambassador paralimpici: l’americana Oksana Masters, specialista nel biathlon, e lo sciatore svizzero Théo Gmür.

    Melbourne, Albert Park

    Chi ieri si è svegliato alle 5 di mattina per seguire la prima gara della stagione, lo avrà notato di sicuro. TAG Heuer ha debuttato al GP d’Australia come official timekeeper della Formula 1. Anche se il nome più visto, fuori e dentro la pista, è stato quello di Louis Vuitton, title sponsor della corsa, il Brand si è messo in evidenza con il Pit Lane Clock. Un orologio ad alte prestazioni e di grandi dimensioni – 1,2 metri di diametro, 35 chili di peso -, integrato nel sistema di cronometraggio. Lo rivedremo in futuro, sincronizzato su ogni circuito…

    Bitcoin, Ethereum & Co.

    Pisa 1940 sta per introdurre i pagamenti in criptovalute. Grazie alla collaborazione con Luna Pay, potrà accettare la maggior parte delle criptomonete sia nel flagship store di via Verri a Milano, sia online, sul sito ufficiale. Diventa così il primo retailer italiano di orologi e gioielli ad adottare questo servizio di pagamento, che offre transazioni tecnologicamente avanzate, rapide e sicure a una nuova generazione di collezionisti e appassionati. Un ulteriore passo avanti nella trasformazione digitale dell’azienda, intrapresa negli ultimi anni.

    Passione per la precisione

    Un nuovo logo, un nuovo sito internet, nuovi social media e una nuova newsletter. È chiaro: il Cosc – il Contrôle Officiel Suisse des Chronomètres – si rinnova. Ma non è solo una questione di immagine. Dopo più di 50 anni al servizio delle aziende come garanzia di costanza di marcia e affidabilità dei calibri, ora si rivolge anche ai clienti finali. In tempi brevi, una nuova certificazione sarà destinata ai privati che potranno conoscere i dati specifici del movimento montato nel loro orologio. In nome dell’eccellenza svizzera.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai.. .E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 24/02/2025

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 24/02/2025

    Consueto appuntamento con le Latest, la rubrica che vi tiene informati sulle novità presentate dalle marche di recente, in tutti i segmenti del mercato. Come al solito, le nostre Latest sono organizzate per fasce di prezzo, in ordine decrescente, per aiutarvi a individuare cosa c’è di nuovo in accordo con la vostra capacità di spesa. Ma andate avanti a leggere anche se non avete intenzione di acquistare nulla: l’importante è restare aggiornati…

    Latest solo per pochi

    IWC Big Pilot’s Watch Shock Absorber XPL Toto Wolff x Mercedes-AMG Petronas Formula One™ Team Il nome lunghissimo ne sintetizza l’essenza. Per la prima volta, la Casa di Sciaffusa dedica al Team Principal della scuderia (partner storico) un esemplare dotato del sistema Sprin-g Protect. Cioè quel dispositivo, brevettato, in grado di ammortizzare le forti accelerazioni e sollecitazioni cui l’orologio può essere soggetto in F1. La cassa (44 mm) è in Ceratanium®, mix di ceramica e titanio. Il movimento automatico, calibro 32101 di manifattura, ha componenti in alluminio e un’autonomia di 5 giorni. In 100 esemplari, 104mila euro.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Micro-Rotor Platinum Blue Stone
    Il design minimale non tragga in inganno. Il lusso – quello vero – non è ostentazione: rimane nascosto. Come si evince dal nome, questo orologio è interamente realizzato in platino, il metallo in assoluto più prezioso – ben percepibile al polso, per l’elevato peso specifico. La cassa (40 mm) racchiude un nuovo quadrante sabbiato e il consueto calibro PF703 di manifattura, con micro-rotore decentrato, anch’esso in platino per garantire l’efficienza di carica. Superlative le finiture. In 25 esemplari, 85mila franchi svizzeri.

    Sotto i 50mila euro

    OMEGA Seamaster Diver 300 42 mm
    È l’ultima variazione sul tema della storica famiglia di subacquei. Interamente realizzato in Bronze Gold, l’esclusiva lega di bronzo (con oro, palladio e argento) della Casa, ha come peculiarità l’alluminio anodizzato bordeaux della lunetta girevole unidirezionale. La cassa (42 mm) è impermeabile fino a 30 bar, il quadrante è sempre in alluminio (ma sabbiato nero), il bracciale in maglia milanese dona un gusto rétro. L’orologio è equipaggiato dal calibro automatico 8806, Co-Axial Master Chronometer, ovviamente sviluppato “in casa”. 31.200 euro.

    GIRARD-PERREGAUX Laureato Cronografo Aston Martin Edition
    La collaborazione fra la storica Manifattura e la Casa britannica continua. E dà vita a questo esemplare con un particolarissimo quadrante iridescente, risultato di un lungo e accurato processo di lavorazione: composto da 15 strati di vernice automobilistica, interagisce con la luce per creare diverse sfumature, dal verde all’arancione. Realizzato interamente in titanio grado 5, (con la cassa di 42 mm), il cronografo monta il celebre calibro automatico GP03300, prodotto in-house. 23.900 euro.

    élégante by F.P.JOURNE Titalyt® 48 Black Dial
    Nuova versione dell’orologio elettromeccanico del Maestro ginevrino. La novità sta nel quadrante nero in vetro zaffiro luminescente, ben visibile in tutte le condizioni di luce. Le altre caratteristiche, già note, restano immutate. La cassa tortue di dimensioni extra-large (40×48 mm) rimane in titanio grado 5 con rivestimento in Titalyt®, un trattamento di ossidazione elettrolitica al plasma che lo rende più duro e resistente. L’esclusivo calibro 1210, dotato di una lunghissima autonomia e prodotto “in casa”, è sempre capace di sospendere la misura del tempo e riattivarla a piacere… Circa 17mila euro.

    HUBLOT Classic Fusion Special Edition Pisa 1940
    La partnership di lunga data fra la Casa di Nyon e l’Orologeria milanese, sfociata nel 2022 nella boutique monomarca di via Verri, oggi si concretizza in un esemplare esclusivo. Disegnato da Vittorio Carena Studio, rende omaggio al capoluogo lombardo nella decorazione del quadrante, che ricorda la cupola della Galleria Vittorio Emanuele. La cassa (42 mm) ospita un movimento automatico, calibro HUB1110. In 25 esemplari: 10 in titanio, 10 in ceramica nera e 5 in King Gold. Da 10.500 euro.

    Sotto i 10mila euro

    Turbine PERRELET x seconde/seconde
    Un orologio ironico e divertente, sfociato dall’inedita collaborazione. L’artista gioca con l’idea della pericolosità della turbine – con le tipiche 12 pale in alluminio anodizzato che a ogni gesto ruotano come un’elica – e inserisce un bel cartello di pericolo “Attenzione alle mani” che si muove a ritmo dei secondi. Sotto il logo appare la scritta sulla sicurezza presente nelle fabbriche inglesi, sul fondello una dedica personalizzata. La cassa (41 mm) è in titanio grado 2 Dlc nero, il calibro automatico P-331-MH, prodotto in esclusiva da Soprod, ha due certificazioni: Cosc e Chronofiable®. In 25 esemplari, 5.180 euro.

    BELL & ROSS BR 03 Astro
    È uno degli esemplari più originali degli ultimi anni. Il quadrante mostra ciò che vedrebbe un ipotetico osservatore all’interno di una stazione spaziale lontana dall’orbita terrestre. Al centro della scena c’è il nostro Pianeta blu, attorno al quale ruotano un satellite artificiale (in realtà la lancetta dei secondi) e la Luna (quella dei minuti), mentre più distante si scorge Marte (che indica le ore). La cassa (41 mm) è in ceramica microbillé, il movimento è automatico (base Sellita Sw300-1). In 999 esemplari, 4.990 euro.

    NORQAIN Freedom 60 GMT 40mm Bronze Anthracite
    La collezione dedicata agli amanti degli spazi aperti si amplia con questo nuovo esemplare per grandi viaggiatori. La cassa (40 mm) in bronzo satinato è destinata a personalizzarsi nel colore, a seconda dell’uso e dell’ambiente in cui si trova. Il movimento automatico, calibro NN20/2 realizzato in esclusiva da Kenissi, ha un’autonomia di 70 ore ed è certificato cronometro dal Cosc. In 300 esemplari, 4.350 euro.

    Latest a meno di 1.000 euro

    PHILIP WATCH Caribe Sport Automatico Day Date
    L’ultimo erede della collezione nata negli anni ’70 si distingue per l’indicazione del giorno della settimana che ne accentua la vocazione sport-chic. La cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 bar, ospita un movimento automatico, calibro Sellita Sw240. Sulla lunetta spicca un dettaglio vintage, il bracciale in acciaio (tipo Jubilée) è rastremato. L’orologio è in vendita in uno special pack che include un cinturino addizionale in tessuto tecnico e silicone, coordinato al quadrante. 999 euro.

    D1 MILANO Aura
    In bilico fra estetica d’antan e mood contemporaneo, l’inedita collezione femminile del Marchio colpisce per la monocromia di cassa (23 mm), quadrante, bracciale. L’acciaio spazzolato di tutte le superfici (eccetto il piano orizzontale della carrure, lucido) ha infatti subito un trattamento Pvd color oro – ma esiste anche color argento, gunmetal, verde o viola. Sul display minimal, due i dettagli di stile: il logo al 6 e la lancetta dei minuti scheletrata. Il movimento è al quarzo. Da 295 a 325 euro.

    TRUSSARDI T-Inedito
    Cassa (42 mm) in acciaio e quadrante essenziale, un orologio che enfatizza con decisione il proprio carattere virile tramite il doppio cinturino a polsiera (removibile). Che allude al tradizionale savoir-faire della Casa nella pelletteria – evidente non solo agli aficionados ma a chiunque abbia un minimo di cultura in storia della moda. Il movimento è al quarzo. 169 euro.

    CASIO x Pac-Man
    Il Marchio giapponese celebra i 45 anni dell’amato videogioco con 4 orologi digitali in edizione limitata. L’A168WEPC-7A sfoggia dettagli neon e il mitico Waka Waka serigrafato. L’F-91WPC-1A, compatto e leggero, ha cronometro e allarme. Il CA-53WPC-1B (accanto) richiama i cabinati della sala giochi con lunetta gialla e calcolatrice a 8 cifre. L’ABL-100WEPC-1B, total black, offre Bluetooth e contapassi. Tutti gli esemplari hanno fondelli incisi e quadranti a labirinto retroilluminati. Un mix perfetto di rétro e tecnologia che farà battere il cuore di ogni gamer! Da 59,90 euro. Fabio Parri

  • Il calibro GP-350: il quarzo di Girard-Perregaux detta legge

    Il calibro GP-350: il quarzo di Girard-Perregaux detta legge

    Come ho già scritto altrove, si racconta che l’orologio al quarzo sia stato inventato otto volte in tre diversi continenti. Una di queste volte sicuramente è dovuta a Girard-Perregaux: e la cosa curiosa è che alla Casa di La Chaux-de-Fonds sono stati sufficienti 5 anni e 5 persone per arrivare a confezionarlo in forma definitiva. Si chiamerà calibro GP-350 e racchiuderà tutti i componenti tipici di un quarzo come lo intendiamo ai nostri giorni. Ma partiamo dall’inizio.

    L’idea di Virchaux

    A metà degli anni Sessanta del secolo scorso, l’Amministratore delegato di Girard-Perregaux è Charles-Edouard Virchaux, uno dei generi di Otto Graef, che aveva comprato l’azienda nel 1928 dagli eredi dei fondatori. In quel decennio, lo abbiamo visto in altre occasioni, più o meno tutte le marche elvetiche sono impegnate a fondo nell’orologeria elettrica. Era attivo già da qualche anno il CEH, il consorzio che avrebbe realizzato il calibro Beta 21, il cui lavoro era però avvolto nel segreto più totale – neppure i soci sapevano cosa stavano facendo gli ingegneri.

    Virchaux intuisce che i progettisti del CEH stanno lavorando a un calibro al quarzo. Crede però che lo si possa realizzare anche senza andarsi a impegolare nel consorzio, in quel periodo simile a un buco nero capace solo di inghiottire quattrini senza produrre niente di concreto. Virchaux infatti è convinto di poter raggiungere lo stesso risultato con una spesa minima, realizzandolo in casa. E nell’intento coinvolge altre due manifatture che erano rimaste fuori dal consorzio: Jaeger-LeCoultre e Favre-Leuba. Il tempo gli darà ragione.

    I primi tentativi di Vuffray

    Virchaux si dà da fare. E nel settembre 1966 assume Georges Vuffray, all’epoca un giovane ingegnere elettrico di 26 anni alla ricerca del primo impiego. Gli mette a disposizione una piccola équipe e un discreto laboratorio elettronico, impiantato negli anni precedenti dal “collega” Jean-Pierre Jeanneret. Vuffray, del tutto digiuno di orologeria, ci si mette di buzzo buono, del tutto privo di preconcetti ma armato dell’energia e dell’entusiasmo dell’età. Anni dopo racconterà che non avrebbe mai accettato un simile compito se solo avesse saputo che sarebbe stato così “orrendamente difficile”.

    Vuffray segue un programma concordato con l’azienda in tre fasi essenziali. 1) Realizzare un orologio madre al quarzo. 2) Realizzare una pendulette al quarzo. 3) Realizzare un orologio da polso al quarzo. In pratica comincia con la messa a punto di un esemplare sovradimensionato, utilizzando un risonatore di quarzo destinato all’orologeria industriale. Poi, una volta capito come funziona, si applica alla miniaturizzazione. A questo punto, anche a lui si ripropongono gli stessi problemi che affliggevano gli altri sette inventori di orologi elettronici: dimensioni e consumi di motori e chip, delicatezza e forma del taglio delle pietre di quarzo.

    Soprattutto la questione dei consumi era quella su cui i progettisti del CEH si stavano arrovellando il cervello, convinti da Max Hetzel, l’inventore del diapason, che nessun motore passo-passo avrebbe mai avuto consumi nell’ordine dei microwatt. Tant’è che nel Beta 21 installano un risonatore concettualmente simile a un diapason. Per poter avere dei motori con consumi altrettanto bassi si dovrà attendere le decisive innovazioni di Seiko.

    Vuffray intanto va avanti per la propria strada. Sviluppa e brevetta un motore passo passo con bobina fissa cilindrica e rotore magnetico, di dimensioni contenute: 6 mm di diametro per 5 di altezza. Non ancora misure ideali, ma ci siamo quasi. Con questi componenti, Girard-Perregaux realizza i prototipi Elcron I e II, alimentati da 2 batterie, con una frequenza di 8.192 Hz e uno scarto di soli 0,02 secondi al giorno.

    Il viaggio Oltreoceano

    E siamo nel 1970. In aprile, alla Fiera di Basilea, il CEH lancia il Beta 21. Pur di non presentarsi proprio a mani vuote, Girard-Perregaux porta una fotografia (manipolata) di un calibro Elcron (non funzionante). Vuffray e il suo team si rendono conto di essere finiti in un cul-de-sac perché non riescono a miniaturizzare a sufficienza i componenti. Fino ad allora avevano avuto fornitori francesi, ma in quegli anni lo Stato transalpino aveva deciso che l’orologeria era un settore strategico. Era intervenuto in modo massiccio con molti mezzi finanziari alle imprese, ma aveva chiesto in cambio di non condividere tecnologia con gli svizzeri.

    Come altri prima di lui, anche Vuffray è quindi costretto a volare negli States per l’ormai consueto Grand Tour fra i produttori di componenti elettronici. Visita una ventina di società e alla fine trova Motorola, alla quale non par vero di trovare uno sbocco commerciale in Svizzera. La Marca dell’omonima autoradio sviluppa in men che non si dica il chip in cui riesce a infilare l’oscillatore, il divisore a 15 passi e il controllo del motore.

    La tappa succesiva, in Pennsylvania, procura a Vuffray un accordo con Reeves-Hoffman per la fornitura dei cristalli di quarzo. I componenti meccanici invece sono prodotti da Jaeger-LeCoultre almeno fino al 1978. Da quella data in poi sarà la stessa Girard-Perregaux a realizzarli in casa.

    Il calibro GP-350

    Dopo lo shopping americano, finalmente il lavoro riparte. L’anno seguente la Manifattura ha pronta una seconda generazione di orologi al quarzo, in cui il cui quarzo oscilla per la prima volta a 32.768 Hz. Frequenza che sarà poi assunta universalmente come standard universale. Alla fiera di Basilea del 1972 quindi c’è il lancio ufficiale del calibro GP-350. A pensarci col senno di poi, stupisce il fatto che il progetto, partito da zero con a capo una persona senza esperienza pregressa, presenti tutti i componenti tipici di un orologio al quarzo di oggi.

    Ne troviamo la descizione in un comunicato stampa di Girard-Perregaux di parecchi anni fa: «Il calibro GP-350 è dotato di un circuito integrato prodotto da Motorola che riunisce l’equivalente di 300 transistor in un’area di soli 5 mm quadrati. Il consumo è ridotto a 4 micro-ampere e consente una sufficiente autonomia delle batterie. La differenza di marcia è di un solo minuto l’anno. Per testare questo sviluppo all’avanguardia, Girard-Perregaux lo sottopone all’Osservatorio di Neuchâtel. Per la prima volta, degli orologi da polso al quarzo superano con successo i test statici e dinamici (urti, magnetismo, temperature differenti, ndr). Dopo 38 giorni di prove, nel 1971-1972, gli orologi al quarzo Girard-Perregaux sono certificati dall’Osservatorio di Neuchâtel, dimostrando la loro eccezionale precisione e affidabilità».

    Gli sviluppi successivi

    Le revisioni successive, ossia i calibri GP-351, 352, 353 e 354, saranno solo affinamenti. I tecnici lavoreranno infatti sulla diminuzione sia dei consumi, grazie a versioni migliorate del chip Motorola e del motore, sia delle dimensioni, grazie a pile più piccole. Intanto provvedono anche al montaggio in orizzontale dell’ingombrante tubo del quarzo, che ancora non era di tipo fotolitografico, successivamente sostituito da quarzi Ndk di produzione giapponese.

    La capacità della Manifattura di industrializzare il calibro-350 a un prezzo competitivo porta gli orologi al quarzo Girard-Perregaux a conoscere un grande successo commerciale. In particolare negli Stati Uniti, dove la presentazione al congresso del 24 Carat Club nel gennaio del 1972 riunisce l’élite degli orologiai americani a New York che lo approvano senza riserve.

    Così, oltre che nei Girard-Perregaux Quartz, il calibro GP-350 è montato all’interno di altri esemplari: i Master Quartz di Jaeger-LeCoultre, i Quartz 32768 Hz di Favre-Leuba così come i Chronomat Quartz di Breitling. Il costo finale è di notevolmente più basso di quello del Beta 21, per via della costruzione senza rubini e della presenza di alcune ruote in teflon, che lo rendono molto robusto sebbene non bellissimo a vedersi. Un GP-352 in acciaio arrivava nei negozi a 480 franchi, contro gli 8.500 di un IWC Beta 21 in oro e i 45.000 di quello in platino.

    Alla fine Girard-Perregaux produrrà più di 20.000 esemplari del calibro GP-350, per il proprio catalogo e per altre marche. Oggi non è relativamente facile trovarne esemplari funzionanti. Le origini principali dei guasti riguardano il modulo elettronico, montato su un foglio di Pvc, e la rottura del cristallo di quarzo. Qualche anno più tardi, nel 1975, la Manifattura poi deciderà di dedicare ai progressi nel settore del quarzo una nuova creazione: il Laureato. Ma questa è un’altra storia.

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 9/12/2024

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 9/12/2024

    Siamo ormai sotto Natale. E, come sempre, le case di orologeria hanno invaso il mercato con le loro proposte per uno dei periodi più importanti dell’anno in termini di vendite. Ecco quindi una selezione degli ultimi lanci – latest, appunto – per tenervi aggiornati su quanto potete trovare online e nei negozi. Qui mostrati in ordine di prezzo, dal top di gamma all’entry level, così da permettervi di individuare più facilmente il vostro budget di spesa. Del resto regalare (o regalarsi ) un orologio non sarà il massimo dell’originalità, ma ha sempre il suo perché… e non solo per gli appassionati.

    Latest… solo per pochi

    BREGUET Tradition Chronographe Indépendant 7077
    S’ispira, come tutta la collezione, agli orologi da sottoscrizione ideati da A.L. Breguet, ed è una versione nuova solo nell’estetica, per la scelta cromatica blu. Quanto alla meccanica, monta sempre l’originalissimo calibro 580 DR di manifattura, giocato sulla simmetria. Con doppio bilanciere e due ruotismi indipendenti: uno per il cronografo, l’altro per ore e minuti, così che l’attivazione del primo non influisca sulla costanza di marcia. Le lancette ad andamento retrogrado indicano l’autonomia e i minuti crono. La cassa (44 mm) è in oro bianco. 102.900 euro.

    Latest da 20mila a 10mila

    RESSENCE Type 9 Aqua
    Colpisce per il colore, un inedito turchese. Ma la vera novità sta nell’indicazione dei minuti, riportata per la prima volta sulla lunetta. E nella cassa più piccola (39 mm) realizzata in titanio grado 5, per cui risulta estremamente leggero: 39 g, cinturino compreso. Per il resto, conserva il modulo brevettato di visualizzazione Rocs (Ressence Orbital Convex System) basato sull’Eta 2892-2, con la tipica rotazione dell’intero quadrante. Per averlo, però, si dovrà aspettare febbraio. Adesso è disponibile solo in versione Grey. Circa 16.500 euro.

    GIRARD-PERREGAUX Laureato 38 mm Sage Green
    In attesa del 50° anniversario della collezione (lanciata nel 1975), la Manifattura declina nei colori del 42 mm – verde salvia oppure blu notte – la versione più piccola, da 38 mm. Il design è sempre quello del 2017, con la lunetta più importante rispetto al passato e il bracciale rastremato H-link. Superlative come al solito le finiture, sia dell’habillage interamente in acciaio, sia del movimento, il ben noto calibro 03300 a carica automatica. Un tocco speciale, i dettagli dorati sul quadrante a clou de Paris. 15.700 euro.

    IWC Ingenieur Automatic 40
    È un grande classico della Casa di Sciaffusa e non ha bisogno di presentazioni. Dopo il restyling dello scorso anno – direttamente ispirato al modello di Gérald Genta, con la lunetta fissata da 5 viti a brugola e il bracciale rastremato -, ora ritorna rinnovato nel colore. Con il tipico quadrante dal motivo stampato in un bel blu “pieno”, che va ad affiancare il nero, l’argenté e il verde già in catalogo. Il movimento è sempre il calibro automatico 32111 con 5 giorni di autonomia. 13.000 euro.

    OMEGA Seamaster Diver 300M
    Estetica vintage per un’altra variazione sul tema del Diver 007. Che stavolta torna in versione titanio grado 2 e Bronze Gold – l’esclusiva lega (brevettata) di bronzo con oro 9 kt, palladio e argento, il cui colore si colloca a metà strada fra l’oro Moonshine™ e l’oro Sedna™. La cassa (42 mm), dotata di valvola di decompressione, ospita il calibro Co-Axial Master Chronometer 8806. La lunetta è in alluminio, il vetro zaffiro bombato, il bracciale in maglia milanese. 12.000 euro.

    Da 10mila a 1000 euro

    BELL & ROSS BR-05 Artic Blue
    La particolarità è evidente a colpo d’occhio: il quadrante sembra scheggiato, quasi fosse scolpito in un blocco di ghiaccio che sta per frantumarsi. In realtà è realizzato in vetro colorato, con le crepe riprodotte tramite incisione al laser e tampografia, e gli indici a bastone che sembrano sospesi. La cassa (40 mm) e il bracciale rastremato sono in acciaio, il movimento scheletrato è il calibro automatico BR-CAL-322-1. L’edizione limitata di 250 esemplari è in vendita online o nelle boutique monomarca. 8.300 euro.

    SEIKO Astron GPS Solar Dual Time
    In occasione del centenario dal primo orologio da polso con il nome del Marchio, sono uscite 4 nuove referenze (fra cui una serie limitata) del celebre cronografo multifunzione. Realizzato in titanio grado 2 (cassa di 42 mm), è dotato di un movimento a carica solare, calibro 5X83, che si connette al Gps due volte al giorno per garantire una perfetta regolazione dell’ora e del fuso orario. In più, basta premere contemporaneamente i due pulsanti per invertire la posizione dell’ora locale e di quella “di casa”. 2.600 euro.

    MIDO Multifort Mechanical Limited Edition
    Realizzato per festeggiare i 90 anni della collezione, si distingue per il quadrante che riproduce i componenti del movimento. Non solo. Bariletto, bilanciere, ruote & Co. risultano ben visibili anche al buio, perché tratteggiati in Super-LumiNova, arancione e blu (come le lancette). Realizzato in acciaio, nella cassa XL (44 mm) monta un movimento meccanico a carica manuale (base Eta), decorato a Côtes de Genève, con un grande e lento bilanciere (18.000 A/h). In vendita con 2 cinturini aggiuntivi. Edizione limitata di 999 esemplari, 1.590 euro.

    Latest a meno di 1.000 euro

    UNIMATIC x South Park UT4-SP
    Per la seconda collaborazione con la serie animata più irriverente della tv, il Marchio ha scelto il Modello 4. Con la cassa (40 mm) in acciaio 316L spazzolato e il movimento al quarzo, si distingue per i coloratissimi personaggi che spiccano a ore 6. Cui sono ispirati anche altrettanti cinturini in dotazione nel packaging speciale: Nato in nylon arancione o in Cordura turchese, in pelle cioccolato, in poliuretano termoplastico verde (oltre al classico Nato in nylon nero montato di serie). Edizione limitata di 200 esemplari, 660 euro.

    BREIL Sport Titanium
    Prosegue la collaborazione fra il Marchio milanese e la Polizia di Stato, sfociata ora in questo nuovo cronografo. Con la cassa (43 mm) in titanio grado 2 e il movimento al quarzo, presenta numerosi riferimenti alla Forza di pubblica sicurezza: i colori ufficiali, blu e grigio; il logo Polizia Sportswear con la Pantera stilizzata a ore 12; il Tricolore agli indici… Il quadrante in fibra di carbonio è protetto da un vetro zaffiro, il fondello è personalizzato. 379 euro.

    CALVIN KLEIN Iconic Automatic
    Lo stile minimal è quello tipico del Brand. Ma le linee pulite sono aggiornate da un dettaglio: la C sul quadrante soleil, al posto della minuteria. Con cassa (40 mm) e bracciale in acciaio, è animato da un movimento automatico di produzione giapponese, mostrato dal fondello trasparente. Esiste anche con quadrante nero, 279 euro.

    N.B. La nostra pagina di Latest sarà via via riaggiornata. Tornate a vederla prossimamente per restare informati…

  • Latest. Le novità in arrivo nei negozi – 4/11/2024

    Latest. Le novità in arrivo nei negozi – 4/11/2024

    Ed eccoci nuovamente con le Latest, un “riassunto” dei lanci effettuati dalle marche nelle ultime settimane. Come sempre, una rubrica trasversale, che attraversa i vari segmenti di mercato, dall’alto di gamma all’entry price. E passa in rassegna storiche maison elvetiche, brand indipendenti o di proprietà dei grandi gruppi e perfino colossi industriali giapponesi. Ciascuno con la propria politica aziendale di produzione e le proprie tempistiche di distribuzione.

    Così, le Latest riunite in questa pagina seguono destini diversi: c’è l’esemplare che è già in consegna dai rivenditori ufficiali in modo capillare, quello che sarà centellinato con tempi lunghi, mentre un altro ancora si troverà solo in negozi selezionati o in determinati canali di vendita, come le boutique. Di conseguenza, se vi piace un pezzo particolare di questa pagina di Latest, informatevi sul relativo sito internet o dal vostro orologiaio di fiducia. Raggiungere il vostro oggetto del desiderio potrebbe non essere così facile e immediato, ma non è (quasi) mai impossibile.

    Latest oltre 50mila euro

    LEDERER Triple Certified Observatory Chronometer
    Erede dei precisissimi cronometri da osservazione del passato, registra uno scarto di 0,18 secondi al giorno. L’eccezionale prestazione è documentata da tre istituzioni internazionali: l’Osservatorio di Glashuette, in Germania, l’Osservatorio di Besançon in Francia e l’Osservatorio Cronometrico+ di Ginevra (dei quali riporta le coordinate nel contatore dei piccoli secondi). Da segnalare che la lancetta dei minuti si muove a ritmo del remontoire d’égalité. Il movimento, meccanico a carica manuale, ha tre brevetti (uno per lo scappamento), la cassa (44 mm) è in acciaio 904L. Edizione limitata di 8 esemplari, 146mila franchi svizzeri (tasse escluse).

    ROMAIN GAUTHIER C by Romain Gauthier Platinum Edition Bracelet Un esemplare prezioso, fatto solo di metalli nobili: habillage in platino, quadrante in oro come i ponti del movimento. Per il resto, le caratteristiche sono quelle consuete della collezione: cassa (41 mm) con corona al 2, bracciale integrato, calibro di manifattura, con 60 ore di autonomia e piccoli secondi decentrati. Superbe le finiture. 118mila franchi svizzeri (tasse escluse).

    PIAGET Andy Warhol Clou de Paris
    L’originale, datato 1972, era al quarzo: montava il celebre Beta 21 e rimase in produzione per meno di un decennio. Il nome ufficiale era Black Tie, ma i collezionisti lo chiamavano come il padre della Pop Art, che ne possedeva uno (era grande amico della Maison). Tornato in catalogo nel 2015, ora conosce questa inedita versione con la lunetta lavorata a Clou de Paris e il quadrante in meteorite. La cassa (45 mm) è in oro bianco e il movimento automatico, di manifattura. 67.500 euro.

    A. LANGE & SÖHNE Lange 1
    La Manifattura sassone festeggia il 30° anniversario della collezione con quattro elegantissime limited edition. Una, dalla monocromia blu, ha la cassa (38 mm) in oro rosa e il quadrante in argento. Il movimento, meccanico a carica manuale, riporta come sempre le indicazioni decentrate di ore, minuti e piccoli secondi, l’autonomia di 3 giorni e il datario oversize. Tiratura limitata di 300 esemplari, 51.100 euro. Per la cronaca, esiste anche in platino con quadrante in onice e in due versioni di Little Lange 1.

    Dai 50.000 ai 10.000 euro

    GLASHÜTTE ORIGINAL PanoLunarInverse
    Nuova interpretazione delle fasi lunari, che risaltano sotto le lancette decentrate di ore e minuti. Il nostro Satellite, in oro massiccio inciso al laser a riprodurre mari e crateri, si staglia su un cielo in avventurina (con il suo “doppio” visibile sotto un vetro zaffiro fumé). Per il resto, la costruzione segue i codici della linea Pano: la data panoramica, i piccoli secondi e alcuni componenti del movimento posti sul lato quadrante – come la platina a tre/quarti guilloché, il bilanciere con la regolazione a doppio collo di cigno, viti azzurrate e rubini. Il calibro è a carica automatica, la cassa (42 mm) in platino. Edizione limitata di 200 esemplari, 46.100 euro.

    ULYSSE NARDIN Freak x Enamel Seddiqi
    Una serie speciale realizzata per celebrare la partnership con Ahmed Seddiqi & Sons, il principale rivenditore di alta orologeria in Medio Oriente. E che si distingue per il quadrante guilloché in smalto “Yas Blue”, fabbricato con un lungo processo dagli artigiani di Donzé Cadrans (la Manifattura di Le Locle che fa capo al Marchio). Nella cassa (43 mm) in titanio monta il consueto calibro automatico, con 3 giorni di autonomia, carrousel volante, bilanciere e scappamento in silicio. Edizione limitata di 30 esemplari, 38.500 franchi svizzeri.

    Tra 5.000 e 1.000 euro

    GIRARD-PERREGAUX Casquette 2.0 Titanium & Gold
    Riedizione di un modello di culto degli anni Settanta, rilanciato nel 2022, ora torna in nuovi materiali: titanio satinato e oro giallo 2N. La caratteristica cassa tridimensionale (42,40 x 33,60 mm x 14,64 mm di spessore) ospita come sempre il display a Led, tubolare, e un movimento al quarzo multifunzione, prodotto “in casa”. In edizione limitata di 820 esemplari, in pre-vendita per i GP lover fino al 14 novembre, 5.200 euro.

    U-BOAT Chimera 46mm Chrono
    Nuova versione cronografo della celebre collezione, con il quadrante decorato a strisce orizzontali. La cvassa (46 mm) in acciaio 316L ha la lunetta in tungsteno e la carrure con un oblò in vetro fumé. Il movimento automatico è stato rielaborato e personalizzato. Esiste anche con quadrante azzurro o nero, sempre con cinturino artigianale, in pelle invecchiata. Ciascun modello è in edizione limitata di 300 esemplari, 4.900 euro.

    TUDOR Pelagos FXD GMT
    Sviluppata in origine per un’unità d’élite della Marina militare francese, la collezione si amplia con questo esemplare dalla vocazione aeronautica che visualizza lo Zulu Time (e, volendo, anche un terzo fuso orario). La cassa in titanio grado 2 è equipaggiata da un movimento di manifattura, certificato Master Chronometer. Una chicca il cinturino in tessuto con la coccarda della Marine Nationale. 4.750 euro.

    MIDO Ocean Star GMT Italy Edition
    Lo storico esemplare torna in versione globetrotter, con doppio fuso orario, e in edizione speciale dedicata al mercato italiano (come sottolinea il Tricolore a ore 6). La cassa (40,5 mm) è impermeabile fino a 20 atm, il movimento è il celebre Calibro 80 (con 80 ore di autonomia), il cinturino Nato in tessuto è intercambiabile con il bracciale in acciaio, incluso nel packaging. In 250 esemplari, in vendita da metà novembre, 1490 euro.

    CITIZEN Serie 8-880
    Il “meccanico” della Casa giapponese esce in una nuova serie limitata di 2.200 esemplari, per celebrare i 100 anni dal primo orologio marchiato Citizen. Pensato per i grandi viaggiatori, riporta l’indicazione di tre fusi orari ed è realizzato interamente in acciaio Ip grigio, con la cassa di 41 mm e il movimento automatico. Segni particolari: il quadrante in madreperla e i link centrali blu del bracciale integrato. 1.290 euro.

    HAMILTON Khaki Field Titanium Engineered Garments Limited Edition La famiglia di orologi militari si allarga. E festeggia i 35 anni del Marchio di abbigliamento nippo-newyorkese con un’edizione limitata di 1.999 esemplari. Un “solo tempo” interamente in titanio – quindi leggerissimo, resistente e biocompatibile -, con cassa di 36 mm e quadrante pulito ed essenziale. Il movimento automatico è l’H10, realizzato da Eta in esclusiva, con 80 ore di autonomia. 1.225 euro.

    Latest a meno di 1.000 euro

    D1 MILANO CERAMICA
    Minimale nelle linee, sontuosa al tatto, la nuova collezione del Marchio milanese è realizzata ovviamente nel materiale high-tech da cui prende nome. Quindi risulta leggera e piacevole da indossare. Per il resto, l’estetica è quella delle altre famiglie di orologi già in catalogo: cassa tonneau (37 mm), lunetta ottagonale, bracciale integrato e rastremato, dalle maglie ad H. Il movimento è al quarzo. In 4 varianti monocromatiche: bianco, nero, blu o verde. 415 euro.

    SWATCH Bioceramic MoonSwatch Mission to Earthphase
    Continua la fortunata serie dei MoonSwatch con un’inedita “complicazione” (le virgolette sono d’obbligo, visto il movimento al quarzo): le fasi terrestri. Ovvero come il nostro Pianeta apparirebbe a un ipotetico osservatore che si trovasse sulla Luna per un lungo periodo. La funzione, brevettata, è visibile a ore 10 (anche al buio, grazie al materiale luminescente degli oceani), mentre alle 2 si trovano le consuete fasi lunari. Con la cassa (42 mm) in Bioceramic e il cinturino in Velcro, il nuovo cronografo ha la scala tachimetrica sulla lunetta con tanto di Dot Over Ninety. 330 euro.

    CASIO ABL-100
    Il design, famosissimo, è quello degli esemplari vintage. Le funzionalità, però, sono attuali: oltre ai consueti cronografo, secondo fuso orario, datario perpetuo eccetera ci sono anche il contapassi e il Bluetooth per connetterlo alla relativa app sullo smartphone. Con la cassa in resina (41,6 x 37,9 mm), è declinato in quattro varianti, tutte con il display a Led. Da 79,90 euro.

    XIAOMI Redmi Watch 5 Active e Redmi Watch 5 Lite
    Mentre il mondo degli smartwatch si fa sempre più affollato, il produttore cinese piazza un colpo da maestro con due nuovi “gemelli diversi”. Il Lite sfoggia un display Amoled e ha il Gps integrato per i più avventurosi, mentre l’Active (nella foto) punta sullo schermo Lcd da 2″ per chi non vuole perdere nemmeno una notifica. Entrambi promettono 18 giorni di autonomia – un’eternità nel mondo always on di oggi. E il prezzo? Da far girare la testa: si parte da 34,99 euro. Chi l’ha detto che l’hi-tech deve costare una fortuna? Fabio Parri

    N.B.

    Questa pagina di Latest sarà aggiornata nei prossimi giorni con orologi attualmente sotto embargo. Tornate a rivederla, se volete scoprire altre novità…

  • Latest. Le novità della settimana – 26/03/2024

    Latest. Le novità della settimana – 26/03/2024

    Ed eccoci, come preannunciato venerdì scorso, con la seconda parte delle Latest news, che riuniscono parte delle numerosissime novità lanciate nell’ultimo periodo. Tra le quali si trova già un’anticipazione del Salone di Ginevra: l’evento più atteso dell’anno orologiero, che inesorabilmente si avvicina… Anche se qui si trovano soprattutto gli orologi di marchi che non esporranno sul Lemano – qualcuno al limite solo nei “Fuorisalone”. Ai quali è giusto e doveroso dare visibilità – prima che tutte le attenzioni siano catalizzate da quella grande abbuffata… In via del tutto eccezionale, aggiungiamo poi nella gallery qui sopra due pezzi unici, che vale la pena di citare anche se sono già stati venduti. Già, perché nelle Latest news rientrano anche gli esemplari più esclusivi, nonostante siano pochissimi i fortunati che possono permetterseli. In fondo il compito delle nostre Latest è quello di informare…

    Latest news, in ordine di prezzo

    Foto Laurent Xavier Moulin courtesy Renaud Trixier

    RENAUD TIXIER Monday
    Marchio esordiente fondato da maestri orologiai di due generazioni: il veterano Dominique Renaud (ex socio di Giulio Papi) e il giovane Julien Tixier. E nato con l’idea di reinterpretare gli elementi fondanti della meccanica orologiera. In primis il microrotore decentrato – qui dotato di un dispositivo ausiliario che ne migliora l’efficienza di ricarica -, visibile dal quadrante soleil. Ovviamente realizzato in-house e di estrema qualità il movimento automatico con piccoli secondi, calibro RVI2023, mentre la cassa (40,8 mm) è in oro rosa. 79.000 franchi svizzeri (tasse escluse), in consegna dall’inverno prossimo.

    SPEAKE MARIN Ripples Infinity Date
    La collezione, nata nel 2022, si distingue per il quadrante “increspato”, che ora acquista un nuovo colore: bianco argenté. Grazie al quale l’intero esemplare – realizzato in acciaio – assume un aspetto algido, particolarmente luminoso. Quanto al resto, mantiene le consuete particolarità: la cassa (40,4 mm) chiamata La City, d’impronta no-gender, e il movimento automatico, calibro SMA03-TD di manifattura, con i caratteristici piccoli secondi a ore 1.30. Per la cronaca: si tratta di una novità di Watches and Wonders, presentata in anteprima. E sarà in vendita dal 9 aprile. 23.900 euro (tasse escluse).

    GIRARD-PERREGAUX Laureato Chronograph Ti49
    In occasione dei 49 anni della collezione, la Manifattura di La Chaux-de-Fonds la veste per la prima volta di titanio grado 5. Il che spiega la sigla finale del nome, ma non rende l’idea della difficoltà di costruire con questa lega un’architettura così complessa. Come di consueto, la cassa tonneau (42 mm) ha la lunetta doppia, tonda alla base e ottagonale quella superiore, il bracciale è integrato e rastremato, e il tutto è decorato da un’alternanza di finiture lucido-satinate. Il movimento automatico è il calibro GP03300, ideato e prodotto in casa, che riporta i tre contatori sul quadrante a Clous de Paris. 20.500 euro.

    BLANCPAIN Fifty Fathoms Automatique
    Sulla scia del primo esemplare che l’anno scorso ha festeggiato il 70° anniversario, la storica famiglia di subacquei si allarga. Adotta una cassa di dimensioni ridotte – 42,3 mm invece dei soliti 45 – che dà vita a un’intera collezione, in titanio grado 23 oppure in oro rosso. Immutate le altre caratteristiche: l’impermeabilità fino a 30 atm, la lunetta unidirezionale girevole in vetro zaffiro, il quadrante soleil nero o blu, i diversi cinturini (Nato in tessuto, caucciù) o il bracciale in titanio. Il movimento è sempre il calibro 1315, ovviamente di manifattura, con 5 giorni di autonomia. Da 18.300 euro.

    BREITLING Aerospace B70 Orbiter
    Rende omaggio all’impresa del Breitling Orbiter 3. Ovvero il pallone aerostatico che 25 anni fa, con a bordo Bertrand Piccard e Brian Jones, riuscì a realizzare la prima circumnavigazione del Globo senza scalo in 19 giorni, 21 ore e 47 minuti. Interamente in titanio, nella cassa (43 mm) monta un movimento SuperQuartz termocompensato: il calibro B70, di manifattura, multifunzione (tra cui crono rattrapante e flyback) e certificato Cosc. Il colore del quadrante è quello della navicella dell’aerostato, il fondello racchiude un frammento del pallone. 4.800 euro.

    SEIKO Prospex 1965 Heritage Diver’s
    1924: primo orologio con marchio Seiko. Un secolo dopo, la Casa giapponese celebra l’anniversario con un esemplare che riedita il suo primo subacqueo, datato 1965: una special edition dal design vintage ma aggiornatissima nei contenuti. La cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 30 atm, ospita uno dei movimenti più recenti sviluppati in-house: il calibro 6R55, con 3 giorni di autonomia. Oltre al bracciale estensibile ha un cinturino in tessuto, ricavato da bottiglie di plastica riciclate e realizzato con la tecnica tradizionale di intreccio del Seichu. In vendita da giugno, 1.600 euro.

    PHILIP WATCH Caribe Diving Limited Edition
    Un nuovo subacqueo professionale all’interno della storica collezione, nobilitato nei materiali e nella tecnologia. La cassa (42 mm), realizzata in titanio satinato e impermeabile fino a 30 atm, ha la lunetta girevole unidirezionale in ceramica e la valvola di decompressione. Il movimento automatico, calibro Sellita SW220, è corredato di funzione day-date. Sempre in titanio satinato il bracciale rastremato, con fibbia estensibile per adattarlo sopra la muta. Risultato: un orologio leggero e performante. Edizione limitata di 300 esemplari, 1.350 euro.

    Latest – Sotto i 1.000 euro

    OOO OUT OF ORDER Trecento Vitamin C
    Realizzato con l’influencer araba Fatma AlNajjar –@fnal2, un nuovo subacqueo nei colori del deserto. La cassa (40 mm) è in acciaio 316L, invecchiato secondo il procedimento tipico del Brand che rende ogni esemplare unico. Il quadrante richiama il fondale sabbioso, con gli indici in ruggine stabilizzata quasi fossero stati davvero corrosi dalla salsedine. Il movimento automatico, Landeron 24h, ha il rotore personalizzato dalla scritta “Damaged in UAE”. Particolare anche il packaging, simile al blister di un integratore. Edizione limitata di 45 esemplari (numero ricco di significati, a Dubai e dintorni), 950 euro.

    PHILIPP PLEIN Plein $keleton Royal
    Pensato per la primavera-estate della collezione uomo, un esemplare che non passa certo inosservato. Per la cassa in acciaio, di formato extra-large (46 mm), dominata dal contrasto cromatico fra nero e oro rosa (ottenuti con un trattamento Ip). Ma anche per il tipico $kull, il teschio con le tibie incrociate che spicca sul quadrante ajouré, e rivela parte del movimento automatico di produzione giapponese (calibro Seiko NH70). Segni caratteristici e ricorrenti sono anche le viti esagonali, e i fori del cinturino in caucciù, sempre esagonali. 740 euro.

    SECTOR NO LIMITS 230 Automatic
    Una nuova variazione sul tema che amplia l’offerta maschile del Marchio dedicata alle immersioni subacquee. Realizzato interamente in acciaio, ha la cassa (43 mm) impermeabile fino a 10 atm, contraddistinta dalla lunetta girevole unidirezionale in alluminio bicolore, che rimanda a storici e famosissimi precedenti. Sul quadrante blu opaco spiccano gli indici a bicchierino e le lancette luminescenti, il bracciale Jubilee si può sostituire con un cinturino in caucciù incluso nel packaging. 329 euro.

    ALVIERO MARTINI 1a CLASSE Antibes
    Il fashion Brand continua a esplorare mete internazionali da cui prendere ispirazione. In questo caso, dalla città della Costa Azzurra deriva un piccolo, delizioso bijoux, sviluppato a partire dal nuovo logo Geo Sunrise, un motivo geometrico improntato sul monogramma 1C, che risalta a rilievo sul quadrante e in ogni singola maglia del bracciale a catena. Tre le versioni: in acciaio “al naturale”, Ip oro giallo e Ip oro rosa. La cassa iperfemminile misura sempre 32 mm di diametro, il movimento è al quarzo. Da 119 euro.

    L’appuntamento con le Latest news tornerà fra qualche settimana. Restate sintonizzati…

  • Latest. Le novità più recenti – 14/03/2024

    Latest. Le novità più recenti – 14/03/2024

    Ed eccoci con il nostro aggiornamento sulle novità presentate nelle scorse settimane: latest, appunto. Riprendiamo il discorso là dove lo avevamo lasciato alla fine di febbraio: e diciamo subito che questi ultimi quindici giorni sono stati, tutto sommato, un periodo ricco di nuovi lanci. Più del previsto, almeno per quanti si aspettavano la calma piatta in vista del boom di Watches and Wonders (o al limite delle uscite note solo agli addetti ai lavoro ma protette da embargo, quindi non divulgabili fino al salone).

    Ed è proprio da Watches and Wonders che arriva in anticipo il pezzo del momento, l’orologio che più farà parlare di sé nei prossimi giorni. E per questo gli dedichiamo la foto di apertura: lo trovate qui sotto, al quarto posto nella lista. A proposito, organizziamo gli esemplari di queste Latest news in ordine di prezzo, per dare un’idea immediata dello spettro di possibilità offerte dall’orologeria… Per tutte le tasche.

    BREGUET Reine de Naples Mint 8918

    Lanciato l’8 marzo per festeggiare tutte le donne, il nuovo esemplare della storica collezione si veste di verde menta. Ma mantiene il consueto movimento automatico con componenti in silicio e soprattutto il caratteristico stile: cassa ovoidale in oro bianco, diamanti sulla lunetta, sulla corona, sul réahut e sul contatore decentrato di ore e minuti, piccole lancette a pomme evidée, e quadrante in madreperla con numeri digradanti, a tono con il cinturino in pelle di alligatore nacré. Très chic. 54.600 euro.

    AUDEMARS PIGUET Code 11.59 by Audemars Piguet
    Tra le news del primo semestre della Manifattura di Le Brassus, c’è anche un’estensione di linea della collezione lanciata cinque anni fa. Sette le nuove referenze, tutte con la cassa in oro rosa (due da 38 mm di diametro e cinque da 41 mm) e tutte riconducibili alla tendenza “full color“, o meglio alle declinazioni in monocromia: azzurro, blu e verde per i “solo tempo”, blu, verde e nero per i cronografi flyback. Ovunque movimenti di manifattura e quadranti dall’esclusivo motivo guilloché. Da 34.600 euro.

    GIRARD-PERREGAUX Laureato Copper Diamonds
    Il modello con quadrante color rame, uscito due anni fa, si arricchisce di diamanti. Ma non si tratta del solito “giro” di pietre sulla lunetta: qui le gemme hanno dimensioni (e carature) diverse, e sono incastonate con ordine e simmetria sugli otto lati, a creare un insolito gioco di bagliori. Per il resto, tutto resta immutato: la cassa di 38 mm di diametro con bracciale integrato e rastremato, l’acciaio dalle finiture lucido-satinate, il movimento automatico di manifattura, il quadrante a Clous de Paris. 21.200 euro.

    BULGARI Octo Finissimo Sketch
    Super-anteprima di Watches and Wonders, un inedito trompe-l’œil presentato dalla Maison romana. Che, non paga di aver declinato la collezione in innumerevoli varianti, anche col quadrante “disegnato”, ora la interpreta in modo del tutto originale. Con il bozzetto del calibro ultrapiatto Bvl 138, realizzato dalla penna di Fabrizio Buonamassa Stigliani, riprodotto sul quadrante laccato – quasi un avatar di ciò che appare sul fondello. Tre le referenze, in tiratura limitata: 70 esemplari in oro rosa, 280 esemplari in acciaio e 140 della versione Cronografo GMT (in cui però il calibro è il Bvl 318). Da 17.800 euro.

    RADO Anatom
    Versione riveduta e corretta del DiaStar di 40 anni fa, prende nome dall’ergonomia che da sempre gli appartiene. La cassa (32,5 x 46,3 mm) in acciaio Pvd nero, leggermente convessa, colpisce per il vetro zaffiro dalla doppia curvatura (interna ed esterna), ben evidente quando la si guarda di profilo. Ora poi adotta una lunetta in ceramica e un cinturino in caucciù che rendono l’orologio più leggero. Il movimento automatico è antimagnetico e ha 3 giorni di autonomia. Il quadrante è declinato in tre colori, ma esiste anche in edizione limitata, all black. 3.800 euro.

    TISSOT T-Race MotoGP Automatic Chronograph
    Festa doppia in quel di Le Locle: per i 75 anni della MotoGP e per i 25 anni di sodalizio come cronometrista ufficiale. Per l’occasione il Brand ha quindi realizzato sette nuovi esemplari, fra estensioni di linea e modelli speciali. Al top (per noi) questo cronografo con cassa da 45 mm in acciaio, lunetta in Pvd e quadrante trasparente che rivela parte dei componenti del movimento automatico, con 60 ore di autonomia. Oltretutto ricco di dettagli che rimandano alle due ruote: cercate di individuarli… Edizione limitata di 2024 esemplari, 2.245 euro.

    VERSACE Chrono Master
    Fra le novità presentate dalla Casa della Medusa per la spring-summer, uno dei pezzi più emblematici è questo maschilissimo cronografo. Interamente in acciaio, con la cassa di 44 mm di diametro, ha la lunetta, la corona, i pulsanti e i link centrali del bracciale a cinque file con trattamento Ip oro giallo. Il quadrante stampato è un susseguirsi di lavorazioni: sullo sfondo decorato dal lettering del logo spiccano i contatori a cerchi concentrici, dai profili dorati lucidi. Movimento al quarzo Swiss made. 1.320 euro.

    PHILIP WATCH Caribe Diving Automatic
    La storica collezione del Brand italiano si amplia di diverse referenze, tra cui spicca questo bel subacqueo in acciaio. La cassa di 42 mm di diametro è impermeabile fino a 20 bar e ospita un movimento automatico calibro Sellita Sw200. La lunetta girevole unidirezionale ha l’inserto in ceramica bicolore, il quadrante opaco è ben visibile anche al buio grazie alle lancette e agli indici puntiformi luminescenti, ed è protetto da un vetro zaffiro. In più, il bracciale facilmente intercambiabile si può sostituire con il cinturino in silicone incluso nel packaging. 1.190 euro.

    FERRAGAMO Crystal
    È uno dei femminili di punta fra le novità primavera-estate della Maison. Di forma, dal design minimale e complesso allo stesso tempo, nel nome fa riferimento al vetro zaffiro sagomato, dal taglio smeraldo. La cassa ottagonale (26 x 33 mm) ha la carrure scandita da una sequenza di piani sovrapposti, il quadrante essenziale, cioè privo di numeri o indici, è decorato da una leggera finitura soleil, il cinturino in pelle stampa cocco crea un contrasto cromatico audace con l’acciaio Ip oro rosa. 1.100 euro.

    Latest – Sotto i 1.000 euro

    BOSS Skytraveller
    Un cronografo bicompax dall’aspirazione aeronautica. La cassa misura 44 mm e ospita un movimento al quarzo che riporta i contatori dei minuti crono, dei secondi continui e il datario in un’insolita posizione al 9. Due le versioni: in acciaio, con quadrante blu soleil e bracciale mesh; oppure in acciaio Ip canna di fucile con quadrante antracite soleil e bracciale a 5 file. Entrambe con logo, lancette e indici dorati. Da 349 euro.

    D1 MILANO Square Bracelet – Caribbean Sea
    Dichiarato omaggio all’orologeria vintage, interpretata però con gusto attuale, la nuova collezione Square si distingue per la cassa a tv (37 mm) con il bracciale integrato. Ma è articolata in 5 referenze, diverse sia per il colore sia per l’affissione e la meccanica. Qui abbiamo scelto una versione “basic”, con quadrante soleil dagli indici a bastone e movimento al quarzo (Miyota); ma esiste anche con un total look blu o nero e quadrante anni ’30, che mixa numeri arabi e romani; e perfino in chiave Skeleton con movimento automatico (Seiko SII NH70). Da 335 euro.

    ROSEFIELD Studio Edition 01
    Un esemplare gioiello dallo spiccato gusto anni ’70, con l’orologio come charm. Interamente in acciaio Ip oro giallo, ha il bracciale a catena con i link quadrati, simili alla cassa di formato mini (15 x 18,5 mm x 7,5 mm di spessore). Sul quadrante soleil appare la scritta AMS-NYC, che rimanda a un ideale collegamento fra Amsterdam e New York: cioè fra la città olandese sede del Brand e la capitale mondiale della moda. La chiusura a T è regolabile sulla misura del polso, il movimento è al quarzo. 159 euro.

    CALVIN KLEIN Ascend
    Un fashion watch che conferma l’impronta minimalista che ha reso famoso il Brand. Cassa di 43 mm di diametro in acciaio e movimento al quarzo, presenta il display scandito ai quarti da numeri romani o indici a bastone. Null’altro se non il logo. Anche qui, due le versioni: con quadrante verde soleil sfumato nero e cinturino in pelle: oppure con quadrante soleil blu sfumato nero e bracciale mesh, vagamente rétro. Da 139 euro.

    L’appuntamento con le Latest news torna fra due settimane. Restate sintonizzati…

  • Il bracciale integrato. Una scelta di stile per 15 esemplari

    Il bracciale integrato. Una scelta di stile per 15 esemplari

    Curioso… Di recente, mentre qui in redazione stavamo navigando in un noto forum di orologeria, ci siamo imbattuti in un thread che trattava del bracciale integrato. Nel quale il moderatore si lamentava della carenza di modelli così fatti – sostanzialmente perché costosi e “non di moda” –, ad eccezione degli esemplari storici che ne sono da sempre corredati. La cosa ci ha fatto sorridere. Sono trascorsi dieci anni – non pochi, è vero – ma la situazione ai nostri giorni appare completamente ribaltata. Perché il bracciale integrato non solo si ritrova in tantissime collezioni recenti, ma è presente in tutti i segmenti di mercato. Cioè è diventato ormai a una tendenza diffusa e trasversale, all’insegna di quel gusto neo-rétro che va per la maggiore.

    Cos’è il bracciale integrato

    Per bracciale integrato si intende, in poche parole e a fini divulgativi, un bracciale che non si aggancia come di consueto alle tradizionali anse, separate e ben distinte dal corpo della cassa, ma risulta un tutt’uno con la carrure. La costruzione particolare presenta appunto una perfetta integrazione delle maglie d’attacco nello spessore della cassa, così da offrire, sia dal punto di vista visivo sia al tatto, una totale continuità fra i diversi componenti dell’habillage.

    Due precisazioni. La prima potrà sembrare inutile ai lettori più esperti, ma è sempre meglio ribadirla, viste le sciocchezze che circolano in Rete. Si definisce “bracciale” l’elemento in metallo (o in ceramica o in qualsiasi altro materiale rigido) che permette di indossare l’orologio al polso. Se invece è in pelle, in tessuto, in gomma o quant’altro si chiama “cinturino”. La seconda: qui ci riferiamo al bracciale integrato inteso in senso esclusivamente orologiero. Tralasciamo invece quell’architettura tipica della gioielleria in cui è la cassa a essere integrata all’interno del bracciale. Ne parleremo magari in un’altra occasione.

    Ieri e oggi

    Il bracciale integrato di nostro interesse nasce negli anni Settanta, una stagione fertile per le innovazioni orologiere tanto tecnologiche quanto estetiche. Rappresenta un simbolo di modernità del design e si afferma con esemplari oggi di culto come il Nautilus di Patek Philippe, il Royal Oak di Audemars Piguet, l’Ingenieur di IWC – tutti scaturiti dalla matita di Gérald Genta. Ma anche il 222 di Vacheron Constantin, il Laureato di Girard-Perregaux, il Riviera di Baume&Mercier o certi Constellation di Omega (tipo l’Electroquartz prima e il Manhattan un paio di decenni dopo). E poi il Polo di Piaget, rieditato di recente in un’edizione fedele all’originale, recensita qui.

    Sta di fatto che sono soprattutto manifatture di un certo tipo a produrlo. Perché richiede un lungo e attento studio in fase di progettazione, numerosi prototipi per vagliarne l’assetto e una cura particolare nell’assemblaggio. Insomma, risulta più problematico di un bracciale “normale”. Il che era vero soprattutto in passato, quando non esistevano i programmi CAD… Certo la moderna tecnologia aiuta: sia a trovare soluzioni per rendere il bracciale intercambiabile (cosa impossibile negli esemplari d’epoca), sia a ridurre i costi. Ed è il motivo per cui attualmente si trovano in vendita orologi con il bracciale rastremato anche a poche centinaia di euro. Vedere sotto per credere.

    Anche la vestibilità sembra più problematica. O meglio, la struttura stessa è al contempo uno svantaggio e un vantaggio: tutto dipende dal rapporto fra il diametro della cassa e quello del polso. Lo svantaggio sta nel fatto che il bracciale integrato non ha grandi capacità di adattamento, soprattutto quando non c’è proporzione fra ciò che si desidera e ciò che si può realmente indossare. Al contrario, però, se il lug-to-lug corrisponde al diametro del polso, l’orologio ha una vestibilità perfetta, ben salda, estremamente equilibrata. E regala sensazioni di vero piacere.

    La nostra selezione

    Ecco allora una serie di esemplari a tema, suddivisi per fasce di prezzo e senza nessuna ambizione di volervi offrire una panoramica completa ed esaustiva. Quelli che trovate qui sono solo una minima parte degli orologi con bracciale integrato attualmente in vendita. Ci sono i mostri sacri dell’orologeria, così famosi da non aver bisogno di presentazioni, ma anche creazioni lanciate da poco, magari meno note ai più. Così come sono rappresentate le maison più rinomate, i nomi dell’orologeria industriale ma anche marchi artigianali e indipendenti. Il mondo è bello perché è vario, e al bracciale rastremato non resiste nessuno.

    Ancora, abbiamo accostato versioni da uomo, da donna – là dove esiste ancora la differenza – o privi di connotazione di genere. Per questioni di uniformità estetica poi abbiamo volutamente scelto metalli “freddi”, ma esistono naturalmente anche bracciali integrati nei colori più caldi dell’oro o perfino in ceramica colorata. E, per lo stesso motivo, ci siamo concentrati soprattutto sui “solo tempo”, consapevoli comunque che molti modelli da noi prescelti appartengono a collezioni ricche di complicazioni. Proprio per presentarvi un’ampia gamma di prezzi, non abbiamo badato neppure al tipo di movimento: qui sotto quindi troverete anche qualche esemplare al quarzo. Va bene comunque.

    Sopra i 20mila euro

    LAURENT FERRIER Sport Auto Blue
    In titanio grado 5. Cassa di 41,5 mm e quadrante sfumato. Movimento meccanico a carica automatica, calibro LF270.01 di manifattura, con micro-rotore decentrato, 3 giorni di autonomia, piccoli secondi e datario. 48mila franchi svizzeri, tasse escluse.

    PATEK PHILIPPE Nautilus Ladies Automatic 7118/1A
    In acciaio. Cassa di 35,2 mm e quadrante opalescente, con onde a rilievo. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 324 S C di manifattura, con secondi centrali e datario. 32.430 euro.

    H.MOSER & CIE Streamliner Small Seconds Blue Enamel
    In acciaio. Cassa di 39 mm e quadrante in smalto Grand Feu. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HMC 500, con micro-rotore decentrato, 74 ore di autonomia e piccoli secondi. 29.900 franchi svizzeri. Per approfondire, leggi qui.

    VACHERON CONSTANTIN Overseas
    In acciaio. Cassa di 41 mm e quadrante argenté soleil. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 5100 di manifattura, con secondi centrali e datario. Certificato dal Punzone di Ginevra. Il packaging include due cinturini, intercambiabili. 27.800 euro.

    Dai 10 ai 20mila euro

    LOUIS VUITTON Tambour
    In acciaio. Cassa di 40 mm e quadrante multilivello, spazzolato al centro. Movimento meccanico a carica automatica, calibro LFT023 di manifattura, con micro-rotore decentrato e piccoli secondi; con certificato ufficiale di cronometro (Geneva Observatory). 19.500 euro.

    CHOPARD Alpine Eagle
    In Lucent Steel. Cassa di 41 mm e quadrante con finitura ispirata all’iride delle aquile. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 01.01-C, con 70 ore di autonomia, secondi centrali e datario; con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). 17.400 euro.

    GIRARD-PERREGAUX Laureato Copper
    In acciaio. Cassa di 38 mm e quadrante a Clou de Paris. Movimento meccanico a carica automatica, calibro GP03300 di manifattura, con secondi centrali e datario. 15.700 euro

    IWC Ingenieur Automatic 40
    In acciaio. Cassa di 40 mm con cassa interna in ferro dolce e quadrante a Tapisserie. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 32111 realizzato in esclusiva, con autonomia di 5 giorni, secondi centrali e datario. 13mila euro.

    OMEGA Constellation Meteorite
    In acciaio. Cassa di 41 mm e quadrante in meteorite Pvd blu. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 8900 Co-Axial Master Chronometer di manifattura, con secondi centrali e datario; resistente ai campi magnetici, certificato cronometro dal Metas. 10.500 euro. Ne riparleremo…

    Dai 10mila ai 1.000 euro

    BELL & ROSS BR 05 Black Steel
    In acciaio. Cassa 40 mm e quadrante opaco. Movimento meccanico a carica automatica, calibro BR321, con secondi al centro e datario. 5.300 euro.

    PERRELET Turbine 41 Titanium
    In titanio grado 2. Cassa di 41 mm e quadrante con turbina girevole. Movimento meccanico a carica automatica, calibro P331-MH di manifattura, con secondi centrali; con certificato ufficiale di cronometro (Cosc e Chronofiable). 4.850 euro.

    Sotto i 1000 euro

    TISSOT PRX Powermatic 80
    In acciaio. Cassa di 40 oppure di 35 mm e quadrante stampato. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Powermatic 80 realizzato in esclusiva, con 80 ore di autonomia, secondi centrali e datario. 775 euro.

    LOCMAN Stealth Titanium
    In titanio. Cassa di 42 mm e quadrante soleil. Movimento al quarzo con secondi centrali e datario. 759 euro.

    D1 MILANO Ultra Thin Zephyr Silver
    In acciaio. Cassa di 30 mm e quadrante soleil. Movimento al quarzo. 335 euro.

    TIMEX Q Timex Reissue
    In acciaio. Cassa di 38 mm con lunetta girevole. Movimento al quarzo con funzione day-date. 179 euro.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 12/12/23

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 12/12/23

    Consueto appuntamento con le Cronache dell’orologeria. Che vi raccontano cosa c’è di nuovo nell’industria del tempo, fra notizie di gossip, novità di prodotto ed esperienze di shopping. Il che, in vista delle prossime festività, può essere considerato anche come suggerimento in tema di regali da fare, agli altri e a sé stessi. Fate vobis…

    In viaggio

    Dopo il successo di The Longines Heritage Classic Limited Edition, Longines e Hodinkee tornano a collaborare. E realizzano una special edition del Longines Spirit Zulu Time: interamente in titanio grado 5, con la cassa di 39 mm di diametro (47 mm lug-to-lug, dal fondello personalizzato), e il calibro automatico con 3 giorni di autonomia e il consueto doppio, anzi triplo fuso orario. In edizione limitata di 500 esemplari, lo si trova in vendita ovviamente nello shop del sito newyorkese. Conteso, pare, dai globetrotter d’Oltreoceano.

    Cronache dell’orologeria… vinicola

    Le commistioni fra il mondo del vino e quello delle lancette non sono certo una novità. Però è del tutto nuovo che un pezzo di vigna possa letteralmente finire dentro un orologio. Lo ha fatto Girard-Perregaux con un inedito 1966, il cui quadrante è stato realizzato con frammenti di sassi provenienti dai vigneti di Château Latour. L’antichissima e nobilissima tenuta – che gode di un terroir straordinario, nella regione del Bordeaux, o meglio nel cuore del Médoc – è di François Pinault, fondatore del gruppo Kering, cui GP apparteneva… Tutto quadra.

    Shopping a Manhattan

    Se siete a New York, magari per Natale, andate a visitare il nuovo flagship store aperto a Manhattan da Citizen Watch America. Inaugurato lo scorso 8 dicembre, si trova al 605 di Fifth Avenue, non lontano dal Rockefeller Center e da Saks, e riunisce tutti i marchi del colosso giapponese: Citizen, Bulova, Accutron, Frederique Constant e Alpina, di cui mette in scena la storia e le collezioni attuali attraverso display video e tecnologia 3D. Il tutto con la suggestiva installazione artistica Light is Time di Citizen sullo sfondo. Da non perdere.

    Restyling strategico

    Nel mondo delle lancette è un’istituzione. La famiglia Bartorelli, giunta ormai alla terza generazione, oggi gestisce otto punti vendita, da Cortina a Forte dei Marmi, ma è ancora in fase di sviluppo. Ha già in programma altre due aperture e di recente ha anche ampliato la boutique di Riccione, quartier generale dell’azienda, che ora si sviluppa su due livelli per un totale di 600 metri quadri. Concessionario di prestigiose case di orologi e gioielli, nella Diamond Room espone anche la propria linea Bartorelli Rare and Unique. Per far felici le signore.

    On tour

    Foto Shane Anthony Sinclair/Getty Images courtesy Iwc

    Aquaman e il regno perduto è sicuramente uno dei titoli più attesi dai fan dei supereroi. E Aquaman/Jason Momoa lo sta promuovendo a livello globale con un tour che ieri ha toccato Londra e la scorsa settimana San Paolo in Brasile. Appassionato di orologi, grande collezionista nonché Friend of the Brand di Iwc, l’attore hawaiano in queste occasioni ha sfoggiato un bel Portugieser Perpetual Calendar con la cassa in oro rosa. E l’ha indossato sul tatuatissimo polso sinistro mentre in mano teneva il Tridente dorato. Quando si dice nonchalance…

    Ultim’ora

    Chi non conosce Universal Genève? Marchio rinomato per i calibri di manifattura come per i modelli mitici, nel 1989 è passato a Stelux Group, azienda di Hong Kong, ed è caduto un po’ nel dimenticatoio. Ma finalmente è giunto il momento della riscossa: proprio oggi Breitling ne ha dichiarato l’acquisizione. Nulla si sa (per ora) sui termini dell’affare, ma tutti sperano che la Maison di Grenchen lo riporti ai fasti di un tempo – quando le due marche erano concorrenti. Se così fosse ne vedremo delle belle: i collezionisti già esultano. E noi con loro.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Rotocalco orologiero. News & previews – 23/03/2023

    Rotocalco orologiero. News & previews – 23/03/2023

    Eppur si muove. L’orologeria sarà anche in trepidante attesa della Geneva Watch Week prossima ventura, ma ogni tanto lancia qualche segno di vita. Pochi, a dire il vero, ma quanto basta da permetterci di scrivere una nuova pagina del nostro rotocalco orologiero – un periodico dalla frequenza incostante fra cronaca e costume. Qui di seguito dunque trovate le ultime novità e notizie di marketing diffuse alla spicciolata sugli argomenti più diversi: collaborazioni, anniversari, campagne pubblicitarie… E non poteva mancare certo il contro-salone, da considerare se avete in programma il viaggio a Ginevra. Ci rendiamo conto che il nostro rotocalco orologiero questa volta è un cocktail – miscelato, non shackerato – di ingredienti vari ed eventuali. Ma è giusto così: se fosse monotematico, che rotocalco orologiero sarebbe?

    GT da polso

    Se almeno una volta nella vita avete sognato di vivere le avventure di James Bond e di sfrecciare su un’Aston Martin, non potete perdervi l’esclusivo Laureato Green Ceramic Aston Martin Edition, secondo modello nato dalla collaborazione tra Girard-Perregaux e la Casa britannica. Realizzato in 388 pezzi da 42 mm di diametro e 188 da 38 mm, con cassa e bracciale in ceramica verde e quadrante retinato che riprende il logo storico della vettura, trasuda la stessa potenza della supercar! Ma per fortuna “non si autodistruggerà entro 10 secondi”.

    Onor di Patria

    Wyler Vetta ha siglato un’alleanza con l’Esercito Italiano e gli dedica una nuova capsule collection: la Dynawind Esercito. In serie limitata di 1.659 esemplari, come l’anno di origine della Forza Armata, è composta da due solo tempo automatici (Sellita SW200) in stile militare, con tanto di stelletta del logo sul contrappeso della lancetta dei secondi e fondello personalizzato. Se siete appassionati del Tricolore e volete sfoggiare un esemplare da veri eroi, non lasciatevelo sfuggire. Ma attenzione: non dite che è «un orologio da battaglia»…

    People are Good

    Dave Gahan e Martin Gore dei Depeche Mode insieme al Ceo di Hublot, Ricardo Guadalupe

    Continua la collaborazione a fini benefici fra Hublot e i Depeche Mode. La Casa di Nyon sarà infatti charity partner del Memento Mori World Tour della band: che inizia oggi in California, arriverà in Europa quest’estate e tornerà negli States in autunno. La tournée, che affianca l’omonimo album in uscita domani (il 15° in studio), sarà occasione per raccogliere fondi a favore di The Conservation Collective, che si occupa di tutela dell’ambiente a livello mondiale. Perché è vero che dovremo morire, ma dobbiamo comportarci bene verso il Pianeta!

    Oh, oh, Pretty Woman

    Chopard e Julia Roberts? Una coppia da Oscar, come il cinema e i popcorn! La Roberts è ormai la regina di tutte le linee di orologi e gioielli femminili della Maison elvetica. E in quanto tale è protagonista della nuova campagna Chopard loves cinema: dodici video diretti da James Gray che mostrano tutta la grinta, la simpatia e l’umanità dell’attrice, autentica star senza tempo. Che tra l’altro sarà anche ospite alla conferenza stampa sulla sostenibilità organizzata dal Marchio il 27 marzo a Watches and Wonders Geneva. Beati i giornalisti invitati…

    Two is megli’ che one

    Ginevra sta per diventare capitale mondiale dell’orologeria! In contemporanea a Watches and Wonders, dal 28 marzo al 1° aprile, la città svizzera sarà il palcoscenico anche di un altro evento imperdibile per gli amanti delle lancette: Time to Watches. Dove si potranno scoprire le novità di 45 marchi indipendenti, in una location d’eccezione: il campus di Head Genève, la Scuola d’Arte e di Design, all’interno di Le Cube – un edificio spettacolare che nasce dal recupero del patrimonio industriale ginevrino. Due fiere valgono più di una? Certo che sì!

    Happy Birthday!

    C’è una nuova box edition in città e non è per deboli di cuore! Police spegne 40 candeline e invita tutti alla festa con un’esclusiva Anniversary Collection, composta da occhiali da sole, profumo, orologi e accessori vari. Ogni pezzo è unico e numerato, da 1 a 1.983, l’anno in cui il Marchio ha visto la luce. Due i set regalo in tema di lancette & Co: uno con un solo tempo in acciaio Ip nero più portafoglio in pelle; l’altro con un cronografo Ip oro più bracciale maschile. Entrambi in linea con l’estetica bold del Marchio. Il tempo passa, lo stile XL resta.

  • News & previews – 18/05/2022. A proposito di sport

    News & previews – 18/05/2022. A proposito di sport

    Nelle scorse settimane l’orologeria diffuso una serie di notizie che riguardano tutte l’ambito sportivo. Sport in senso lato, sinonimo di passioni maschili: dall’automobilismo (nelle sue tante accezioni) alla nautica. Si tratta soprattutto di partnership – alcune nuove di zecca, altre già affermate, celebrate da appositi esemplari – che fanno leva su nomi e marchi noti, seguiti spesso dal pubblico più privilegiato. Ma, a proposito di sport, non poteva mancare quello più popolare per eccellenza: il calcio. Perché va bene l’esclusività, ma niente è meglio della gente comune per far parlare di sé. Anche nello sport. Come dicevano gli antichi: “Vox populi, vox Dei”…

    Antishock rosa

    Continua la collaborazione fra Richard Mille e Bubba Watson. Iniziata nel 2011, si è da poco concretizzata in un quarto orologio (il terzo con tourbillon): l’RM 38-02 Bubba Watson, appunto. Che colpisce soprattutto per la costruzione del movimento a carica manuale: sottile e scheletrato, con platina in carbonio Tpt, è in grado di resistere a shock di 10mila g. Ma è particolare anche dal punto di vista estetico: su entrambi i lati è attraversato infatti da tubi colorati, simili all’iconico driver Ping rosa di Bubba. In 50 esemplari, estrosi come lui.

    Nuovo ruolo per Chiello

    Nei giorni scorsi, l’addio alla Juventus gli ha puntato addosso i riflettori. Ma che il senatore della Vecchia Signora entri a far parte della dirigenza o si traferisca a Los Angeles non è affar nostro. A noi interessa sapere che Giorgio Chiellini è diventato ambasciatore di Breitling. Che gli ha messo subito al polso un nuovissimo Navitimer: un 43 mm in acciaio con calibro B01 e quadrante azzurro (scelto direttamente dallo stesso King Kong). Perché la figura umana e sportiva del Capitano della Nazionale italiana risponde in pieno allo spirito delle Squad…

    Blu sport per 100…

    Crisi del settimo anno? Macché! Per celebrare la collaborazione con la Uefa Champions League, siglata appunto nel 2015, Hublot ha prodotto una speciale versione del proprio cronografo, vestita con il colore della Lega e personalizzata dal logo sul contatore dei secondi continui. Chiamato proprio Big Bang Unico Uefa Champions League, l’orologio (cassa di 42 mm in ceramica microbillé e movimento Unico 2, di manifattura) è realizzato in 100 esemplari. Del resto la Champions è pur sempre la competizione sportiva più seguita al mondo, no?

    …e per 200

    Prosegue anche la partnership fra Panerai e Brabus. Che ha impresso nuove direzioni allo storico legame con il mare del Brand italiano, con la produzione di modelli ispirati alla linea di yacht Shadow della Brabus Marine. Come il Submersible S Brabus Blue Shadow Edition, dedicato appunto allo Shadow 900 Deep Blue. Un subacqueo impermeabile fino a 30 bar con la cassa in titanio, la lunetta in Carbotech e il movimento automatico scheletrato (indicato dalla S nel nome), con autonomia di 3 giorni e funzione Gmt. In 200 esemplari.

    Not only for Hamilton

    Se siete fan del 7 volte campione del mondo Lewis Hamilton, questo orologio fa per voi. Il 5 maggio, al GP di Miami, IWC ha presentato il Pilot’s Watch Chronograph 41 Edition “Mercedes-AMG Petronas Formula One Team“, con cassa in titanio e movimento automatico di manifattura. Il primo orologio ufficiale della scuderia, da quando la partnership è stata siglata, nel 2013. Con la livrea verde Petronas, si trova al polso non solo di piloti e manager, ma di tutti i membri del team: progettisti, meccanici, tecnici di gara. Quando si dice spirito di squadra…

    Come una piuma

    Per restare in tema F1, dalla collaborazione fra Girard-Perregaux e Aston Martin (Aston Martin Cognizant Formula One™ Team, per essere precisi) è scaturito un terzo esemplare dedicato: il Laureato Absolute Cronografo Edizione AM F1. Un orologio leggerissimo perché ha la cassa realizzata con un composto di polvere di titanio ed elementi in carbonio, miscelati con resina; mentre il cinturino è in GP Rubber Alloy, un mix di gomma e carbonio. Tutti materiali derivati da due vetture di gara usate nella stagione di F1 2021. In 306 esemplari.

    Di nuovo a Villa d’Este

    Si tiene dal 20 al 22 maggio il Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2022, come sempre sotto l’egida di A. Lange & Söhne. Partner della manifestazione dal 2012, la Manifattura sassone anche quest’anno premierà con un orologio il vincitore della categoria “Best of Show”. Il pezzo unico, con cassa in oro bianco e calibro di manifattura, rende omaggio alla storia del motor-sport e dell’orologeria (ci vogliono 9 giorni di lavoro solo per incidere il fondello). Fra la location, le auto d’epoca e il 1815 Chronograph, è tutta roba da perderci la testa…

    Intanto che siete lì

    Sempre sul lago di Como, il 21 e 22 maggio, si svolgerà un altro evento dedicato alla cultura dell’automotive: FuoriConcorso. A Villa Grumello e Villa Sucota, “FuoriConcorso Sonderwunsch” vedrà in mostra 30 auto da sogno realizzate su misura da Porsche Exclusive Manufaktur. A Villa Olmo “FuoriConcorso Open Museum” esporrà invece le auto italiane più iconiche dell’eccezionale raccolta del Mauto, il Museo nazionale dell’automobile di Torino. Poteva mancare l’orologeria? Certo che no: a Villa Grumello sarà presente anche Bulgari.

  • Casquette 2.0, l’orologio retro-futurista di Girard-Perregaux

    Casquette 2.0, l’orologio retro-futurista di Girard-Perregaux

    Girard-Perregaux ha appena lanciato il Casquette 2.0, fedele reinterpretazione di un modello uscito nella seconda metà degli anni 70, molto amato dai collezionisti. Una rivisitazione vintage, con tanto di movimento al quarzo come l’originale, che continua a piacere per l’estetica. Da fantascienza d’epoca

    La narrazione ufficiale dello Swiss Made, come è logico che sia, ha fatto dell’avvento del quarzo in orologeria durante gli anni ’70 uno spauracchio diventato in molti casi vero e proprio cataclisma. Osservato dal punto di vista delle molte aziende ad alta specializzazione meccanica, che hanno dovuto chiudere i battenti oppure convertirsi alla nuova tecnologia, non si può non essere d’accordo. Ma questo cruciale momento storico, visto invece dal versante dell’innovazione, ha indubbiamente portato non solo grande evoluzione nel settore, ma anche un ritorno di fiamma del collezionismo in genere e dell’orologeria meccanica di qualità in particolare. Oltre al superamento – anche per merito del fenomeno Swatch dei primi anni ’80 – del “tabù” legato al quarzo.

    Cosa dimostrata proprio in questi giorni anche da Girard-Perregaux con la presentazione del Casquette 2.0, riedizione di un proprio modello al quarzo prodotto dal 1976 al 1978. Operazione inedita e alquanto interessante, visto che s’inserisce nel filone – ormai in voga da qualche anno – delle rivisitazioni vintage. Ma su un percorso non ancora esplorato da parte dell’alta gamma elvetica: la riproposta del quarzo d’epoca. Si trovano infatti alcuni esempi da parte di Casio ma, trattandosi d’azienda nata con i calcolatori, è evidentemente tutt’altra storia.

    La rivoluzione del design

    Una pubblicità del periodo di lancio dell’orologio – con la denominazione di GP LED 32768 Hz – titolava in francese “per la prima volta nell’orologeria elettronica la forma incontra alla funzione”. Questa interdipendenza tra l’estetica e l’utilizzo in un oggetto è lo storico punto di partenza del design, nelle sue prime definizioni del Bauhaus e del Razionalismo. Ma negli anni ’70 l’idea non era stata ancora veicolata dall’industria del tempo, tanto meno su un orologio animato da un modulo elettronico. Eppure su quel modello oggi chiamato Casquette il design prende importanza decisiva e a pieno titolo. (N.B. Non da battesimo aziendale, il nome deriva non dai collezionisti per via appunto della forma: casquette significa berretto con visiera, coppola).

    Con l’avvento del quarzo, le marche elvetiche coinvolte avevano in linea di massima applicato la nuova tecnologia su produzioni comunque analogiche, dalla fisionomia classicheggiante. E le poche eccezioni riguardavano ancora una volta il made-in-Japan (Casio, ma anche Seiko), quindi gli americani Hamilton Pulsar e Bulova Computron, il progetto Beta 21 e successivamente Swatch per lo Swiss made.

    La stessa Girard-Perregaux produsse nel 1970 un modello funzionante con un modulo elettronico, ma con cassa tradizionalmente tonneau e indicazioni (ore, minuti, secondi) a lancetta. Unico riferimento alla novità tecnologica era il quadrante che riportava la copia di un circuito integrato. E la cosa si fa ancora più curiosa se si pensa che proprio a Girard-Perregaux va in qualche modo attribuita “la paternità” del quarzo svizzero; nel senso che la frequenza di 32.768 Hz del cristallo di quarzo adottata per prima dalla Maison si impose poi come standard internazionalmente riconosciuto.

    Le caratteristiche del GP Led d’epoca

    Sempre leggendo la già citata pubblicità d’epoca del GP Led, il testo descriveva quell’orologio come dotato di “estetica risolutamente contemporanea”; cassa “audacemente carenata”; non quadrante ma “schermo di lettura inclinato e arretrato per un’ottimale visibilità”. E poi, lettura digitale con “un pulsante che comanda l’indicazione di ore, minuti e secondi (pressione semplice) e della data (pressione doppia) e l’altro che serve per regolare l’ora e il datario”. Infine, costruzione in Makrolon (un policarbonato leggero e antigraffio). Design totale, appunto.

    E si noti che la parte tecnologica (Led e display tubolare, pulsanti con visualizzazioni a comando in modo da consumare meno la batteria, realizzazione in policarbonato) non è affatto enfatizzata, pur essendo d’assoluto primo piano già all’epoca. Facendo in un certo senso da corollario all’estetica decisamente “avveniristica”.

    E l’estetica sci-fi del Casquette 2.0

    Coerentemente, il nuovo Casquette 2.0 adotta in blocco queste caratteristiche, aggiornandole ovviamente alla luce della tecnologia e della sensibilità contemporanee. Ecco quindi le variazioni sul tema dei materiali: ceramica e titanio, entrambi leggeri e resistenti; nuove funzionalità del movimento, con l’aggiunta di calendario, cronografo, doppio fuso orario (e una data “segreta” personalizzabile); e una maggiore esclusività dell’edizione limitata: 820 esemplari al posto degli 8200 originali.

    Un po’ come se una volta disegnata quella fisionomia da strumentazione fantascientifica, non si potesse fare altro che inserire una tecnologia altrettanto d’avanguardia. Probabilmente è accaduto esattamente il contrario, ma la comunicazione ha voluto porre in primo piano il design. D’altra parte, Girard-Perregaux ha sempre avuto – dal Gyromatic al Tre Ponti passando per il Laureato, 1966 e Vintage 1945 – una spiccata cura per l’innovazione estetica. E oggi continua a distinguersi nel campo del vintage con il Casquette 2.0, un orologio “retro-futurista”.              

  • News & previews – 12/02/2022. Quello che (forse) vi siete persi

    News & previews – 12/02/2022. Quello che (forse) vi siete persi

    Consueto aggiornamento con le notizie più recenti dall’industria delle lancette. News e curiosità che magari vi sono sfuggite nelle ultime settimane. A farla da padrone sono i testimonial – pardòn, gli ambasciatori – in ambito sportivo. Un po’ perché sotto i riflettori ci sono le Olimpiadi invernali, un po’ perché i campioni attirano sempre l’attenzione (in qualsiasi disciplina, hanno comunque un bel codazzo di gente che li segue). Anche se non di solo sport vive l’uomo: tra le anticipazioni, vi annunciamo due eventi destinati a riunire un vasto pubblico – uno in campo artistico, l’altro prettamente orologiero. Ma è solo un assaggio: riprenderemo il discorso.

    News da Pechino 1

    Non se ne parla mai abbastanza dei Giochi di Pechino 2022. Dove Omega, oltre a essere cronometrista ufficiale, ha accolto “in famiglia” la star dello snowboard Shaun White. Sebbene il tre volte campione del mondo americano, nonché vincitore di altrettanti ori olimpici nelle passate edizioni, stavolta si sia piazzato solo al quarto posto, può dire addio alle gare in grande stile. Il marchio di Biel infatti gli ha messo al polso un Seamaster Planet Ocean 600M Master Chronometer con cassa in oro Sedna. Perfetto sulle piste come nella vita privata.

    News da Pechino 2

    Foto Cameron Spencer/Getty Images courtesy Omega

    Sempre Omega è invece salito sul podio grazie alla “nostra” Dorothea Wierer. Che a Pechino ha conquistato il bronzo al biathlon, con una prestazione pazzesca per velocità e precisione (“una mitragliatrice”, l’hanno definita). L’Azzurra di Brunico va così ad arricchire il prestigioso palmarès accumulato finora con la sua prima medaglia individuale. E non è finita: la aspettano ancora due gare… Intanto, però, Omega l’ha premiata come friend of the brand, con uno chic-chissimo Aqua Terra in acciaio e diamanti. Davvero meritato.

    Intanto nel deserto…

    Foto AlUla Saudi Polo Federation courtesy Richard Mille

    Nasce dalla partnership tra Richard Mille e la Federazione di Polo saudita il Richard Mille AlUla Desert Polo. Organizzato dalla Royal Commission for AlUla e introdotto per la prima volta nel 2020, è l’unico torneo di polo al mondo a svolgersi nel deserto. L’evento, che si tiene proprio in questi giorni, raduna alcuni dei più grandi giocatori di polo del mondo – non ultimo Pablo Mac Donough – in un’arena appositamente realizzata. Non lontana dal sito archeologico di Hegra, patrimonio mondiale dell’Unesco. Un luogo magico: beati i presenti.

    Basket superstar

    Non solo Brad Pitt, Charlize Theron e Adam Driver. Nelle prestigiose #SquadonaMission di Bretling c’è posto anche per gli sportivi, purché al top. Come il prodigio della pallacanestro Giannis Antetokounmpo, nuovo volto del marchio. Da anni protagonista nell’NBA, il gigante (211 cm) ha vinto tutto il possibile nel basket, incluso il titolo di Most Valuable Player per due volte. «La forza di volontà, la dedizione, la visione risoluta e la gratitudine di Giannis lo rendono una fonte d’ispirazione», spiega il Ceo di Breitling Georges Kern. Beh, se lo dice lui…

    Sul palco dei Brits

    Foto David M. Benett/Dave Benett/Getty Images courtesy Girard-Perregaux

    Chi ha visto Ted Lasso, la pluripremiata serie di Apple Tv, conosce bene Brett Goldstein. E non si è stupito di vederlo alla cerimonia dei Brit Awards 2022, l’Oscar della musica inglese, che si è svolta a Londra lo scorso 8 febbraio. Dove, insieme alla partner Hannah Waddingham, ha consegnato il premio “Miglior canzone dell’anno” ad Adele per il singolo Easy on Me. Solo i più attenti, però, hanno notato che l’attore inglese aveva al polso un Free Bridge di Girard-Perregaux. Rapporto occasionale o nuova love story? Ai posteri l’ardua sentenza.

    Venezia-Shanghai

    Un momento della conferenza stampa. Foto Andrea Avezzù courtesy La Biennale di Venezia

    Anche quest’anno (per la sesta volta) Swatch sarà main partner della Biennale d’arte di Venezia. Che, giunta alla 59a edizione (23 aprile/27 novembre), ha come titolo Il latte dei sogni/The Milk of Dreams. Da sempre incline all’arte, il marchio di orologi sarà presente con l’iniziativa Swatch Faces, che ospiterà alcune opere di ex-residenti dello Swatch Art Peace Hotel di Shanghai; mentre ai Giardini esporrà The Description Of The World, installazione site specific progettata dall’artista thailandese Navin Rawanchaikul. Da non perdere.

    Appuntamento a Vicenza

    Zenith, Girard-Perregaux, Eberhard & Co., Corum, Perrelet. E poi Vincent Calabrese, Locman, Junghans, Wyler Vetta e Timex. Sono i brand presenti alla prima edizione di VO’Clock Privé, organizzata dal 18 al 20 marzo all’interno di Vicenzaoro. Un nuovo “salotto” per l’orologeria, in cui – oltre a vedere le news dei marchi – sarà possibile partecipare a incontri di formazione e a momenti di approfondimento con gli esperti. Non solo per la stampa e gli addetti ai lavori, ma anche per il pubblico: che potrà entrare sabato 19 e domenica 20.

  • Laureato Chronograph Aston Martin. Quando l’amore vince sull’interesse

    Laureato Chronograph Aston Martin. Quando l’amore vince sull’interesse

    Voglio spifferarvi un po’ di segreti. Cominciamo subito con la vecchia storia della coppia orologi e automobili. Certo, sono due passioni soprattutto maschili, ma non è che abbiano sempre portato bene ai protagonisti del matrimonio. Perché di solito i matrimoni d’interesse non hanno lunga vita. Certo, hai due potenti uffici Marketing & Comunicazione che uniscono le proprie forze per farti una notizia che fai fatica a “bucare”. Perché non si sa mai, perché le vetture da sogno le sognano tutti e gli orologi da sogno li sognano comunque in tanti. Ma di solito – lo ripeto – i matrimoni d’interesse non durano mai a lungo, come quelli fra comparse del mondo dello spettacolo.

    Ogni tanto però salta fuori un amore forte e allora le cose vanno diversamente. Fermo restando che pure i matrimoni d’amore non è detto che durino davvero a lungo. Per questo quando è arrivata la notizia del Girard-Perregaux Laureato Chronograph Aston Martin Edition non mi sono eccitato più di tanto. Un po’ perché mi aspettavo che qualcosa (che poi s’è rivelato essere il Laureato Chronograph Aston Martin Edition) uscisse prima o poi; e un po’ perché il modello precedente mi aveva entusiasmato per quel che era (lo trovate qui), indipendentemente da Aston Martin. Un sogno che – sia ben chiaro – mi ha accompagnato da prima che prendessi la patente. Sogno irrisolto, purtroppo. Ma questa volta…

    Vuoi vedere che ‘sta gente ha capito?

    Il discorso ovviamente non riguarda solo Girard-Perregaux, ma anche altre marche – e su questo punto torneremo a parlare, se volete. Però ho l’impressione che un po’ di persone, sia nell’orologeria che nell’automobilismo, comincino a capire che ne abbiamo le “tasche” piene di accostamenti arbitrari fra marchi famosi. Vogliamo vedere il bacio, quello vero. Non quello a favor di fotografo, quello anche no, per favore.

    Comincio quindi proprio dal bacio. Il quadrante. Tu mi dirai: bene, un altro quadrante verde. E con ciò? Ti rispondo che anch’io avrei detto la stessa cosa, ma vorrei ricordarti che Girard-Perregaux, come Ulysse Nardin e Gucci Orologi, appartiene al gruppo Kering. Che, guarda caso, è proprietario di Donzé Cadrans, una piccola diabolica fabbrica di Le Locle (ad acquisirla fu proprio Ulysse Nardin, “lelocliana” anche lei) in grado di sfornare quadranti di assoluta eccellenza. Quadranti, per intenderci, che talvolta costano quanto e più di un buon orologio.

    Il quadrante del Laureato Chronograph Aston Martin Edition

    Come questo “quadrante verde”, in realtà ottenuto applicando tre mani di vernice (lasciando a ciascuna il tempo di asciugarsi prima di stendere la successiva) realizzando uno strato che viene poi cotto in forno. Tutto qui? Naaah! Perché gli strati sono ben sette, per ventun mani di vernice, nel complesso. Il risultato? Trasparenza e brillantezza quasi magiche. È una tecnica in gran voga nelle auto di qualità superiore. Per intenderci, una roba da sommelier del colore che arriva a costare, da sola, quanto una buona automobile con una buona verniciatura.

    Una satinata Aston Martin si aggira intorno ai 18.000 euro, tanto per fare un esempio. Ne vale la pena? A mio parere personale per una vettura non ne sono così sicuro. Perché il primo uccello che me la sgancia, la prima persona che mi si appoggia, il primo che vedo a dieci metri con una punta metallica in mano fanno una gran brutta fine. Per il quadrante di un orologio (ben protetto anche da acqua e umido, visto che il Girard-Perregaux Laureato Chronograph Aston Martin Edition è impermeabile fino a 10 atmosfere) la cosa è ben diversa.

    E quelle righe trasversali, quello strano pattern incrociato che rende ancor più difficile il lavoro di realizzazione del quadrante? Anche quello ha un senso, anche quello è un bacio d’amore, se guardate la storia del logo Aston Martin e parte della splendida tappezzeria. Ma per questo vi rimando alle foto.

    Noto, per finirla con le sottigliezze estetiche, che a parte il brillante British Racing Green, ogni riferimento ad Aston Martin è riservato al fondello. Fondello che, per la prima volta sui cronografi Laureato, è trasparente per mostrare l’impeccabile finitura del Calibro GP 03300, con modulo crono sovrapposto al movimento di base. Dimenticavo: va da sé che un quadrante del genere non può entrare in normale produzione: del Girard-Perregaux Laureato Chronograph Aston Martin Edition vengono realizzati solo 188 esemplari. Speciali davvero perché nessuno si è baciato a favor di fotografo, per essere chiari. Nessuno ha giocato, come si faceva una volta, allo “sbatti il logo sul quadrante”. Qui davvero si è pensato alla realizzazione di un buon orologio per collezionisti.

    L’acciaio 904L

    Questa volta vorrei puntare l’attenzione sul fatto che il Girard-Perregaux Laureato Chronograph Aston Martin Edition ha la cassa e il bracciale in acciaio AISI 904L. Vale la pena di ricordare, innanzitutto, che AISI sta per American Iron and Steel Institute, un’associazione fondata nel 1908 dai produttori americani d’acciaio. Gli aderenti a questa associazione producono quasi il 90 per cento dell’acciaio USA ed hanno realizzato una catalogazione molto accurata ed efficiente dei tipi d’acciaio. Si tratta di catalogazioni di base, sulle quali vengono però realizzate variazioni che, entro certi limiti, non comportano il cambio di definizione.

    Per quel che interessa l’orologeria attuale, sono due le numerazioni importanti: 316L e 904L. Il primo, più diffuso, è un acciaio austenitico – il nome deriva dal nome dello scienziato inglese Sir William Chandler Roberts-Austen (1843-1902), autore di importanti ricerche sulle proprietà dei metalli e delle leghe d’acciaio in particolare. L’austenite, in breve, è una struttura cristallina che consente, fra l’altro, l’impiego di metodi di tempratura tali da garantire resistenza agli acidi e notevole antimagnetismo. Acciaio austenitico, ad esempio, è quello di cui è costituita la parte superiore del celeberrimo Chrysler Building di New York. La curiosità è che si tratta di acciaio proveniente dalla tedesca Krupp e denominato Nirosta (“nichtrostender Stahl” acciaio antiruggine).

    Nella famiglia degli acciai austenitici il 316L viene impiegato per l’equilibro fra proprietà meccaniche, durata nel tempo, anti-magnetismo e scarsa tendenza a causare reazioni allergiche. Il 904L contiene in più percentuali di molibdeno che migliorano ulteriormente la resistenza alla corrosione; il suo basso tenore di carbonio aumenta l’inossidabilità e le proprietà anallergiche. In più consente finiture lucide di qualità ancor più elevata rispetto al 316L. Per converso non solo costa di più, ma richiede lavorazioni più lunghe e utensili specifici.

    Il 904L venne sperimentato (con il bizzarro nome di “acciaio Urano”) da Omega, fra il 1971 e il ’72, nella realizzazione dell’orologio subacqueo PloProf. A consigliarne l’impiego furono i tecnici della Comex, azienda specializzata in lavorazioni subacquee, che lo preferiva per la sua superiore resistenza al salmastro. Rolex ha iniziato ad usarlo nel 1985 e oggi impiega una propria specifica variante. Anche Girard-Perregaux utilizza il 904L per i propri cronografi e, alla luce di quanto detto, l’alternanza di finiture lucide e satinate assume ancora maggior pregio.

    In conseguenza di tutte questo considerazioni il prezzo (18.500 euro) del Laureato Chronograph Aston Martin Edition colpisce positivamente. L’aumento di prezzo rispetto alla versione “di serie” con lo stesso movimento (15.900 euro) rientra nella logica delle lavorazioni e dei soli 188 esemplari prodotti. In Italia ne arriveranno pochissimi… I collezionisti sono avvisati.

  • Laureato Absolute Ti 230: i 230 anni di Girard-Perregaux e l’assoluto

    Laureato Absolute Ti 230: i 230 anni di Girard-Perregaux e l’assoluto

    L’unica cosa che un po’ rompe, lo dico subito, è che ne facciano solo 230 esemplari. Ma si spera cambino idea. Il Laureato, uno degli orologi simbolo di Girard-Perregaux, cambia ancora outfit. O meglio: l’impianto estetico di base è ben riconoscibile, ma più lo guardi e più saltano fuori dettagli totalmente diversi. Parlo del nuovo Laureato Absolute Ti 230.

    Come cambiare molto cambiando poco

    Più studio le foto (ciò vuol dire che quest’articolo riguarda un orologio che non ho ancora potuto toccare:) e più mi piace il lavoro dei tecnici e dei designer di Girard-Perregaux. Il primo elemento che salta agli occhi è il quadrante a sandwich, con gli indici visibili attraverso fori sagomati. Rimane un po’ “affossato” il datario, è vero, ma non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. La costruzione a sandwich, comunque, fornisce un senso di notevole tridimensionalità senza dover pagare quasi nulla in termini di spessore.

    Uno spessore che non sembra elevato, ma deve essere anche effetto delle proporzioni, dal momento che la cassa misura ben 44 millimetri di diametro. La cassa è interamente realizzata in titanio grado 5, l’unico che è possibile lucidare, sia pure con molte precauzioni, perché la polvere di titanio si ossida e prende addirittura fuoco. Lucido, infatti, è il perimetro della lunetta e lucida la superficie delle parti laterali della cassa. Buon lavoro. Apprezzo anche una serie di superfici curve che sono difficili da ottenere sia in fase di realizzazione che di finitura.

    Il prezzo è di 9.500 euro, coerente con quello dell’Absolute in titanio nero (già in commercio)… Ma tanto possiamo sperare arrivi (presto?) anche una versione in acciaio, visto che il Laureato Absolute Ti 230 è prodotto in serie limitatissima. 230 esemplari con quadrante e inserto sulla corona grigi, ed altrettanti virati in blu, riservati alla catena di negozi Wempe (33 in tutto il mondo). A proposito, il 230 si riferisce al duecentotrentesimo compleanno dal marchio: che, guarda caso, coincide con la data di scoperta del titanio.

    Le principali caratteristiche del Laureato Absolute Ti 230

    La parte risolta brillantemente dal disegnatore è la lunetta. Gli spigoli arrotondati sembrano riprendere il design di un precedente modello con cassa in fibra di carbonio. Ma il taglio degli spigoli è ancora più accentuato e diminuisce, modernizzandolo, l’effetto “bullone ottagonale” che pure era stato alla base del successo del Laureato, nel 1975. Ottagonale anche la corona, la cui gestione è però facilitata da un anello in materiale sintetico.

    Su questo, ed altri dettagli, sarò più chiaro in futuro, probabilmente quando l’orologio verrà proposto anche in altri materiali. Ho la forte impressione che i 460 esemplari complessivamente prodotti sin ora andranno via come ciliegie in un pomeriggio di agosto, appunto. E proprio per questo mi sono affrettato a scrivere del Laureato Absolute Ti 230.

    Altro dettaglio tecnico importante è l’impermeabilità. Il Laureato Absolute Ti 230 non è, chiaramente, un orologio subacqueo in senso classico, ma la sua tenuta stagna fino a 30 atmosfere gli consente avventure marine d’ogni tipo. Nella norma il fondello in titanio, tenuto in sede da 6 viti. Una scelta che gli amanti degli oblò potrebbero non gradire più di tanto, ma il Calibro GP03300-1060 (che anima anche il Laureato Absolute in veste nera) è una certezza assoluta di qualità e buon funzionamento.

    Anche se sono pronto a scommettere che prima o poi anche il movimento verrà sottoposto ad un forte aggiornamento tecnico. Mi sembra di sentire aria molto effervescente, a La Chaux-de-Fonds, sede di Girard-Perregaux. Tornerò comunque su questa modernizzazione del Laureato anche per approfondire altri dettagli tecnici, come il cinturino in gomma arricchita di polvere di titanio…

  • Girard-Perregaux Aston Martin e i tre ponti che volano

    Girard-Perregaux Aston Martin e i tre ponti che volano

    Certe cosa vanno dette con chiarezza. Quando Girard-Perregaux ha annunciato in pompa magna la collaborazione con Aston Martin mi sono detto che sì, la cosa era carina, ma mica diversa da tanti altri accoppiamenti fra orologi e auto. Il nome dell’orologio? Girard-Perregaux Tourbillon with Three Flying Bridges – Aston Martin Edition. Tourbillon su Tre Ponti Volanti.

    Il frutto di questi accoppiamenti talvolta è piacevole, talvolta banale, spesso assolutamente rinunciabile. La mia prima reazione è quindi stata l’idea di relegare il tutto in un ideale cassetto che ho intitolato “Chissenefrega”. E però non mi fido mai delle reazioni a caldo, nemmeno delle mie. Ci ho dormito sopra perché qualcosa mi ronzava per la testa. Un dubbio che ancora non riuscivo nemmeno a formulare. Ma qualcosa, dal cassetto “Chissenefrega” sembrava mandarmi un richiamo a ragionare. Poi ho capito. E ho deciso di seguire la conferenza stampa telematica. Ora vi racconto.

    Girard-Perregaux, ma soprattutto Patrick Pruniaux

    Patrick Pruniaux (l’ho intervistato qui) è il responsabile di Girard-Perregaux e Ulysse Nardin, le due marche d’alta orologeria appartenenti al gruppo Kering. Quando l’ho intervistato la mia personale impressione è stata positiva, molto positiva. Migliore, per dirla tutta, di quanto ho espresso nell’articolo. Proprio perché non mi piace cedere ai facili entusiasmi e fare la parte di quello che si ruffiana il capo. Non mi era quindi facile capire per quale ragione Pruniaux si spendesse in maniera diretta per una serie di 18 orologi che, in un certo senso, nemmeno costavano molto: 146mila dollari l’uno, circa 123mila euro. E sono andati via in pochi giorni nemmeno fossero ghiaccioli gratis in un pomeriggio d’agosto.

    E poi il dubbio. Girard-Perregaux fa tourbillon su tre ponti d’oro fin dal 1889. Dov’è la novità? Nella parola flying, “volante”. E durante la conferenza stampa ho avuto la conferma ai miei dubbi: modificare radicalmente l’architettura meccanica del movimento e costruire una cassa decisamente innovativa non era solo un fenomeno passeggero per vendere 18 orologi. Era l’inizio di una storia. E alla fine la conferma l’ho ricevuta proprio da Patrick Pruniaux, quando gli ho chiesto se il compito della nuova cassa si sarebbe esaurito qui. Ha fatto uno dei suoi rari sorrisi e mi ha detto che in effetti avevo colpito il bersaglio. Questo è un inizio e ne vedremo presto altri sviluppi. Ma non se ne parli più, per ora.

    La storia dei Tre Ponti

    Nell’orologio iniziale, il “tasca” del 1889 chiamato Esmeralda, i tre ponti servivano a sostenere il bariletto, in alto, le lancette, al centro, e la gabbia del tourbillon, in basso. Il tutto era montato sulla parte posteriore della platina, ossia la piastra che fa da supporto alle parti del movimento. Ed era visibile solo dal lato opposto al quadrante.

    Fu Luigi “Gino” Macaluso (1948/2010), proprietario di Girard-Perregaux per circa vent’anni, ad avere l’idea geniale di portare ponti e lancette sullo stesso lato, creando una lunga e fortunata serie di orologi in cui questa architettura era finalmente ben visibile. In seguito si sperimentò ogni tipo di materiali, ma l’architettura del movimento rimaneva sostanzialmente invariata. Solo negli ultimi anni si erano cercate altre strade per seguire la moda delle trasparenze meccaniche, ma nulla di simile a questo Girard-Perregaux su Tre Ponti Volanti per Aston Martin.

    Analisi tecnica del Girard-Perregaux su Tre Ponti Volanti per Aston Martin

    La faccio breve, perché tanto scommetto che dovrò tornare sull’argomento dopo l’estate. In buona sostanza i tre ponti assumono una forte curvatura trasversale e si congiungono con tre ponti inferiori, pressoché speculari, che fungono da platina. Le componenti del movimento seguono un percorso che va dalla struttura centrale, coincidente con la posizione della corona. Per arrampicarsi poi fino al bariletto, in alto, coassiale con un piccolo rotore in oro bianco. Scendendo infine in verticale sul ponte centrale e infine quello del tourbillon. Con l’unica (quasi) eccezione di un piccolo ponte che sostiene la ruota di collegamento al tourbillon. Un piccolo “braccio” (visibile dal lato fondello) che esce dal ponte inferiore.

    Mi sono tenuto in una sintesi davvero estrema che – noteranno i più esperti – ha qualche lacuna. Ma in questo caso mi interessava solo far capire quanto profondamente sia stata cambiata l’architettura del movimento per eliminare di fatto la platina. Abbiamo quindi tre ponti e una platina divisa in tre parti, di forma quasi identica ai ponti.
    È chiaro che nessuno è così pazzo da studiare e realizzare tutto questo casino per soli 18 esemplari nemmeno poi troppo costosi, in fin dei conti. Anche per questo sono andati esauriti in men che non si dica. Ci sarà un futuro che (è solo una mia ipotesi logica: davvero non so nulla) potrebbe un giorno limitarsi ad avere, in luogo del tourbillon, solo lo spettacolare bilanciere recentemente utilizzato da Girard-Perregaux.

    Ma non finisce qui: anche la cassa è solo un primo assaggio

    Ne parlo per ultima, ma nella conferenza stampa telematica la cassa del Girard-Perregaux su Tre Ponti Volanti per Aston Martin è stata la prima cosa che mi ha colpito. Anche in questo caso è una di quelle genialate che bastava pensarci. E qualcuno ci ha pensato. In estrema sintesi, abbiamo non uno, ma due vetri box (di quelli a forte curvatura, che riprendono la forma dei vetri sintetici di una volta) montati su una carrure (la parte mediana della cassa) molto più sottile del solito. Del resto con due vetri box diventa facile ottenere lo spessore necessario per il movimento, riducendo quello della carrure. Che ovviamente è determinato dalla necessità di fornire solido fissaggio per i tre ponti e le tre platine.

    Ma tra il dire e il fare, come dice l’antico proverbio, c’è di mezzo il mare. E potrete rendervene conto osservando i sei punti di attacco nella foto frontale, quella con totale trasparenza. Guardando e riguardando vi renderete conto, come ho fatto io, che si tratta di una soluzione di estrema eleganza sia estetica, sia tecnica. E ricca di sviluppi futuri: i tre ponti e le tre “platine” possono essere realizzate con una infinità di materiali diversi. Ecco perché mi sono subito convinto che questo sia solo il primo passo verso una nuova generazione di Tre Ponti. Volanti. Tutti sempre per Aston Martin? Forse sì, forse no: non ne ho davvero idea. Ma mi entusiasmo comunque a pensare quanti e quali possano essere le variazioni sul tema solo giocando con i materiali usati e con (wow!) i colori.

    Girard-Perregaux su Tre Ponti Volanti per Aston Martin: i dettagli

    Studiate bene le foto, che abbiamo ingrandito quanto più fosse possibile. Vedrete ad esempio che il microrotore in oro bianco porta incisa la scritta Aston Martin sulla parte esterna. Ma l’incisione è riempita di materiale luminescente che al buio fa la sua porca bella figura. Un dettaglio mooolto smart. Come pure la forma degli indici che, poggiati su una fascia periferica inclinata salgono fino ad appoggiarsi, quasi, al vetro box superiore. Facilitando molto la lettura (in ogni condizione di luce: la parte centrale è ricoperta di materiale luminescente) e al tempo stesso creando affascinanti effetti ottici.

    Sommate tutto: movimento, dettagli e cassa. E poi venitemi a dire che non c’è tecnica nell’estetica. Vorrei potervi dire, come al solito, di andare da un concessionario Girard-Perregaux per dare un’occhiata, ma i 18 esemplari di questo Tre Ponti Volanti per Aston Martin sono già al polso di altrettanti fortunati collezionisti. Ne riparliamo a settembre. Spero. Quando dovrebbe uscire… Beh, ancora non so cosa, ma cerco di immaginare.

  • Gino Macaluso, una vita per la meccanica d’eccezione. In un libro

    Gino Macaluso, una vita per la meccanica d’eccezione. In un libro

    Diciamolo subito: questo tipo di libri è spesso un po’ noioso. Biografie in cui le azioni del biografato non possono essere collocate nella storia perché il ricordo è ancora fresco. Si parla di quanto bello e buono fosse il defunto, e si cerca di entrare in dettagli che, tutto sommato, interessano solo ai parenti e agli amici stretti.
    Mac, il libro su Luigi “Gino” Macaluso è diverso. Molto. Edito da Rizzoli (252 pagine, 75 euro), a cura della Fondazione Gino Macaluso per l’auto storica, più che sulla persona spinge l’acceleratore sul percorso compiuto da Macaluso e sulla logica di questo percorso. Che si può sintetizzare in un sentiero che esplora la meccanica d’eccezione con il gusto per il bello, derivato da una laurea in architettura. Potrebbe apparire fin banale se non si comprendesse che questo sentiero è stato in gran parte tracciato dallo stesso Macaluso.

    Gino e il rally

    Gino inizia giovanissimo come navigatore in uno sport che proprio negli anni del suo impegno stava radicalmente mutando. Il rally diventava uno sport motoristico ricco di seguito popolare perché univa il consueto (autovetture apparentemente uguali a quelle di tutti i giorni) con l’eccezionale, ossia la trasformazione di queste auto in bolidi in grado di sfrecciare su qualunque terreno. Il pilota, come sempre, appare protagonista. Eppure chi va a scavare scopre che il navigatore alla sua destra diventa l’occhio sul futuro del pilota, quello che avverte di quel che l’equipaggio troverà fra breve, brevissimo tempo.

    Per fare il navigatore devi essere preciso, meticoloso, attento, devi sapere cosa dire e quando dirlo. Forse Gino era così, forse lo è diventato: non importa. Sta di fatto che Macaluso, nel suo tutto sommato breve percorso nell’ambiente dei rally, comincia presto ad assumere incarichi più importanti che lo portano allo sviluppo di auto pensate in maniera specifica per i rally. E già comincia ad unire la passione per le vetture a quella per la vocazione tecnica ed estetica dell’architetto.

    Gino e l’orologeria

    Lasciato l’ambiente dei rally Gino Macaluso passa all’orologeria. Prima lavorando per un grande, storico distributore d’orologi, poi aprendo una propria azienda, la Tradema. Distribuisce Breitling, Blancpain, Hamilton e Girard-Perregaux. Per il mercato italiano dell’orologeria sono anni d’oro non solo in termini di vendite, ma anche per il contributo di disegnatori italiani. Tra i quali si colloca, appunto, Gino Macaluso, il cui apporto al successo di Breitling in Italia è stato determinante.

    Poi, nel 1992, il passo decisivo. Macaluso acquista uno dei più antichi marchi d’orologeria svizzera: Girard-Perregaux. Ma non sono rose e fiori: affronta inizialmente forme di protezionismo piuttosto severe e le supera gradualmente. Come pure una certa diffidenza che solo dopo molti anni e molti risultati si trasformerà in ammirazione.

    Non è una vita facile. Paga prezzi anche elevati, ma non molla mai, non deroga dalla strada ben delineata nella sua mente: la vocazione dell’architetto a unire tecnica ed estetica. L’amore per la meccanica d’eccezione che sfocerà, infine, in una collezione di orologi dedicati alla Ferrari. I primi orologi d’alto lignaggio dedicati a una marca d’automobili. Orologi di qualità tale da far comprendere come la strada migliore per unire automobilismo e orologeria debba essere quella che prevede pari dignità per entrambi i marchi.

    Mac – la Fondazione Gino Macaluso per l’auto storica

    Ecco, a ben vedere questo libro, per altro corredato da un notevolissimo impianto fotografico, possiede il valore di un manuale pratico ad uso delle nuove generazioni. Un manuale per comprendere come il talento vada supportato da studio e pazienza, da meticolosa volontà e dal coraggio di andare avanti quando tutto sembra remare conto. Tutte cose già dette mille volte, se vogliamo, che però in questo libro su Gino Macaluso emergono finalmente senza intenti agiografici, senza esagerazioni. Semmai – posso dirlo perché l’ho conosciuto – con la discrezione, con il pudore di chi lo sente ancora vivo e saprebbe bene quanto Gino non gradirebbe sentirsi trasformato in un santino. Un bel libro davvero. E utile.

    Vorrei far notare infine che la Fondazione a lui intitolata non gestisce solo una pur ricca collezione d’automobili; ma un vero e proprio percorso storico, concepito non tanto per stupire con la bellezza di certe vetture, quanto per comprendere l’evoluzione dell’automobilismo italiano. Ancora una volta percorsi logici, ben espressi nello spirito di Gino Macaluso.

  • Free Bridge, Girard-Perregaux e il bilanciere sexy

    Free Bridge, Girard-Perregaux e il bilanciere sexy

    Meglio dirlo subito. Mi sono innamorato del Girard-Perregaux Free Bridge. Più precisamente, mi sono innamorato del Girard-Perregaux Free Bridge e il suo movimento mi fa sesso – ovviamente nella misura in cui un mucchio di rotelle possono far sesso. Sono mica un pervertito.

    La mia storia d’amore con Girard-Perregaux inizia addirittura con i calibri al quarzo. Straordinari (è stata la prima marca ad usare quei 32.768 Hertz che oggi costituiscono lo standard), ma costruiti con tecniche d’alta orologeria insostenibili per il loro costo. Arrivarono i giapponesi con circuiti integrati poco costosi e comunque efficaci: una concorrenza non affrontabile ad armi pari per chi (l’ho visto con i miei occhi) ancora avvolgeva a mano ogni singola bobina, per poi saldare i componenti su una basetta in vetronite (qualcuno la ricorda?). Fu una botta così spaventosa che l’intera orologeria svizzera rischiò di scomparire, annientata da costi elevatissimi. E però erano movimenti bellissimi, che poi Girard-Perregaux riprenderà in una serie speciale “da anniversario”.

    In seguito, con il ritorno al meccanico, Girard-Perregaux calò un asso: il Calibro 3300, nel 1994. Uno dei primi movimenti d’alta orologeria. Affidabile e micidialmente preciso (ancora oggi le sue prestazioni sono eccellenti), venne prematuramente considerato obsoleto. Per gli standard odierni mancavano bellurie come il bilanciere ad inerzia variabile, spirali a fantasia, antimagnetismo da paura e altro ancora. E l’autonomia non era certo eccezionale. Ma tutto questo il Calibro 3300 non lo sapeva e continuava quindi a volare alto. Come un calabrone che non sa di non poter volare, ma vola, eccome!

    Dategli una bella lubrificata, una seria revisione e non ostante abbia più di trent’anni quel calibro renderà la vita difficile anche ai migliori. Ci vorrà molto tempo, per la stessa Girard-Perregaux, a superarlo. E però a costi notevoli, ai limiti della concorrenzialità, perché Girard-Perregaux non ha mai potuto contar molto su economie di scala.

    Ho amato e amo anche il Calibro 1800, del 2017, benché non possa fare a meno di avere qualche perplessità per i suoi costi. Ma più che altro per problemi di identità della marca. Forse si poteva pensare a diminuire i modelli, per migliorare il “tasso iconico” che è stato invece ben curato per tutti quelli su tre ponti. Un brevetto Girard-Perregaux che risale al 1884. Da qualche tempo il classico e riconoscibile ponte a freccia viene riservato al bilanciere in movimenti che pur non costando certo poco, non costringono ad acrobazie economiche da spaccarsi le ossa.

    E arriviamo così all’attuale Free Bridge. Che se guardi bene altro non è se non un classico “ore e minuti”, però in una versione finalmente elaborata da un disegnatore che ha saputo ben bilanciare la storia e l’attualità. La tecnica e l’estetica. Senza inutili fuochi artificiali. Bello.

    Il classico ponte a freccia, dicevo, rimane lì (lo chiamano Neo Bridge) a ricordare il passato e l’origine del movimento, che poi è appunto il calibro 1800. Sostiene uno splendido bilanciere quasi interamente realizzato in silicio; un bilanciere ad inerzia variabile la cui regolazione è affidata a quattro masse nere che possono scorrere verso l’interno o l’esterno. Fantastico e molto ben curato persino nell’aerodinamica.

    La struttura del Calibro 1800 è stata invertita per mostrare sul lato quadrante il treno d’ingranaggi che porta alle lancette di ore e minuti, sostenute da un secondo ponte. Semplice e senza barocchismi inutili, questo ponte è sostenuto da due elementi laterali avvitati sulla platina. Non distrae lo sguardo e rende ben agevole la lettura dell’ora. Da notare che nella versione Free Bridge Infinity (parleremo fra poco delle differenze fra i modelli) le due parti laterali avvitate sono realizzate in onice. Apprezzo molto che il disegnatore abbia ricordato che gli orologi, comunque, servono a leggere l’ora. E a questo proposito apprezzo molto anche la scelta di lancette pure loro ben leggibili anche in condizioni di luce avverse, grazie al materiale luminescente. Equilibrio, come dicevo.

    Il terzo ponte, infine, tiene in sede il bariletto, aperto superiormente. L’autonomia complessiva non sarà da record (54 ore), ma batte serenamente parecchi altri movimenti di manifattura. È una bella garanzia di precisione, anche se si è scelto di non ricorrere al Cosc per una certificazione che molti considerano ormai superata. Anche nel caso del ponte del bariletto Girard-Perregaux non ha esagerato in volute, riccioli e falpalà. Che poi erano balze pieghettate aggiunte a gonne e tende; facevano “ricco” perché non servivano a nulla, ma richiedevano grandi quantità di preziosi tessuti. Personalmente preferisco chi toglie elementi decorativi a chi li aggiunge, sempre che non siano necessari alla definizione di uno stile. Eric Clapton toglie note, Jimi Hendrix le aggiungeva e sono entrambi chitarristi di riferimento.

    Il Girard-Perregaux Free Bridge è disponibile in una versione di base (si fa per dire), con cassa in acciaio e cinturino in pelle (stampata: forse questo poteva essere evitato, ma è sempre il mio lato zen, che parla) con tripla chiusura pieghevole. In acciaio, ma con trattamento Dlc (Diamond Like Carbon, un costoso processo che ricopre l’acciaio di carbonio, duro appunto come il diamante) è la cassa della versione Free Bridge Infinity. Al quale si aggiungono le due già citate lastre sagomate d’onice; una notevole quantità di dettagli in oro rosa (compreso il ponte del bilanciere: ed è la prima volta che GP usa l’oro rosa per il ponte); e un cinturino in pelle di alligatore, con chiusura pieghevole anch’essa tripla, ma realizzata con elementi in titanio e ceramica.

    Sul quadrante di entrambi i modelli, infine, un prezioso vetro zaffiro di tipo “box”, ossia con la parete periferica verticale che va poi a curvarsi un una gentile bombatura. Questa forma, che si ripete all’interno, costringe non solo all’impiego di una quantità circa quattro volte superiore di vetro zaffiro, ma anche ad una doppia lavorazione – interna ed esterna – che allunga considerevolmente i tempi di molatura. Il solo  vetro, insomma, costa quanto un orologio di buona qualità. I prezzi sono ben commisurati al valore degli orologi: 17.900 euro per il Free Bridge e 21.400 per il Free Bridge Infinity Edition, realizzato in 88 esemplari. Aggiungerei, anzi, di apprezzare lo sforzo fatto per limitare i propri ricavi e rendere i prezzi concorrenziali rispetto alla maggior parte di realizzazioni in qualche modo equivalenti.

  • Patrick Pruniaux fra empatia, competenza e reputazione

    Patrick Pruniaux fra empatia, competenza e reputazione

    Perché non bisogna mai dimenticare che sono le persone, a far gli orologi. E i dirigenti, ovviamente. Però non sempre, nei grandi gruppi finanziari, si scelgono dirigenti con un lungo curriculum nel settore: spesso si preferiscono i “commerciali” e allora la faccenda si fa complessa. Ma da qualche tempo la musica sta cambiando. Patrick Pruniaux, ad esempio, pur essendo giovane ha una lunga storia d’orologeria che ha riversato in Kering, e più precisamente nelle due marche storiche del gruppo: Girard-Perregaux e Ulysse Nardin. Dal 2017 Patrick Pruniaux è responsabile delle due marche e i cambiamenti di sono visti rapidamente. Poi il Covid-19 ha fatto saltare in aria ogni progetto, ogni programmazione.

    «È vero: il Covid-19 ha avuto un impatto devastante sull’economia mondiale. E non conosciamo ancora bene in che modo abbia influenzato l’industria degli orologi, a parte un tracollo delle vendite dovuto anche ad una necessaria interruzione del lavoro in fabbrica», spiega Patrick Pruniaux. «Ma dobbiamo avere il senso della storia e comprendere che l’orologeria svizzera, pur avendo numeri molto bassi, andava bene qualche decennio fa, anche prima dell’euro. E proprio per questo i gruppi finanziari l’hanno scoperta. Se facciamo un confronto con quei tempi, pur in una situazione che qualcuno considera disastrosa, le dinamiche dell’orologeria rimangono comunque positive.

    I ridimensionamenti attuali sono relativi ad una situazione che comunque stava generando qualche problema proprio per aver aumentato troppo la produzione. Noi lavoriamo in una nicchia che deve pur sempre rimanere tale. Quindi anche se ci saranno dei cambiamenti per qualche tempo io non ho paura. Resto positivo riguardo al fatto che sarà comunque presente un appetito riguardo all’industria degli orologi, soprattutto nel segmento in cui si collocano Girard-Perregaux e Ulysse Nardin. Un appetito che rimarrà forte.

    Questo, di conseguenza, non cambia niente per quanto riguarda la strategia da utilizzare e il modo in cui operiamo con i nostri marchi per proporre orologi di qualità superiore e con una grande storia. Ovviamente ci sono cambiamenti sulla realtà commerciale che dovremo affrontare, ma la cosa può anche voler dire nuove opportunità da gestire in quella che probabilmente sarà una rivoluzione del mercato».

    Nel nostro settore lei è uno dei pochi ad avere contemporaneamente una lunga storia nell’orologeria tradizionale, ma anche una forte esperienza con marchi “moderni” come Apple, basati su un marketing pressante. Pensa possa essere utile per il mondo degli orologi tradizionali?

    «Mi consenta di essere parzialmente in disaccordo con lei su quel “pressante” perché non vedo Apple come un forte marketing brand, ma come un forte prodotto brand. In Apple è il team del prodotto a guidare, non il marketing, anche se ciascuno degli altri reparti ha una propria importanza. Le persone che sviluppano il design devono saper integrare quel che il consumatore desidera, esteticamente, con l’efficienza, la praticità del prodotto stesso», sottolinea Patrick Pruniaux.

    «Stavo leggendo un libro riguardo al design thinking e la parola usata era “empatia”. Questa parola è molto interessante perché sono arrivato a pensare che il marketing è empatico su grande scala, su un pubblico ampio. Mentre l’atto della vendita si basa sull’empatia fra due individui. Io, venditore, sto parlando con te, solo con te e utilizzo l’empatia per capire chi sei e proporti il prodotto più adatto per te. Quindi, in fin dei conti, io credo che parlare di design thinking empatico su larga scala abbia un senso.

    E lo sappiamo bene perché nel tempo Apple ha prodotto e venduto tantissimi oggetti che nel momento in cui li guardi ti fanno pensare “ma ha veramente senso?”. Ricordo, e non mi vergogno nel dirlo, che la prima volta che ho visto qualcuno usare un iPad ho pensato “qual è lo scopo, il punto dell’usare un iPad? Serve davvero? Se hai un computer perché dovresti aver bisogno di un IPad?”. Sei mesi dopo stavo usando il mio iPad. Non è tanto marketing, quanto la capacità di pensare oggi quale sarà l’appetito del futuro. A ben vedere sia pure in modo differente, è quello che cerchiamo di fare noi che produciamo orologi tradizionali».

    È questa, la strada per parlare ai giovani di prodotti in un certo senso “vecchi” come gli orologi meccanici?

    «Sì, certo, sono convinto che sia necessario trovare nuovi modi per alimentare l’interesse nei confronti dell’ingegno e delle altre qualità necessarie per produrre gli orologi. Ma dobbiamo parlare in modo profondo, non superficiale, non semplicemente per spingere la vendita immediata. Posso spingere qualcuno a comprare qualcosa che non gli è necessario, ma se poi l’oggetto che ho venduto finisce in un cassetto, allora ho perso per sempre una persona interessata al mio prodotto».

    Questo significa che lei sta lavorando sulla nuova reputazione dei due marchi?

    «Mi piace la parola reputazione. Penso che abbia un significato profondo e multiforme», si entusiasma Patrick Pruniaux. «Reputazione è qualcosa su cui devi lavorare tanto, come se non ci fosse un futuro, ma dall’altra parte devi essere consapevole che le cose non accadono da un giorno all’altro soprattutto se la nostra visione è a lungo termine. Ma al tempo stesso dobbiamo e possiamo essere molto bravi già oggi. Quando si guarda nell’industria del lusso al nostro successo, come ha detto anche lei, la nostra reputazione ha un peso determinante e per questo motivo abbiamo bisogno di riorganizzarci correttamente. Per essere certi che la nostra reputazione sia riconosciuta, compresa. E dobbiamo fare in modo di sottolineare lo stesso messaggio, essere sempre coerenti nelle forme con cui trasmettiamo questo messaggio. La reputazione è fiducia e noi dobbiamo essere in grado di spiegare – a parole e nei fatti – che di noi ci si può fidare».

    Pensa che nel futuro sia possibile fare qualche economia di scala fra Ulysse Nardin e Girard-Perregaux?

    «Se con economia di scala intende uno scambio di movimenti o tecnologie, direi proprio di no. Al contrario, vogliamo mantenere le due marche completamente indipendenti l’una dall’altra. E in questo senso stiamo facendo investimenti importanti, proprio per mantenere la loro indipendenza. L’unico punto in comune fra le due marche devo essere io, ma al tempo stesso devo fare in modo che ognuna agisca rispettando la propria storia, la propria vocazione. Certo, può anche accadere che di fronte ad un problema tecnico si consulti un ingegnere dell’altra marca, ma ciò vale solo per una specifica occasione e per una specifica competenza. Non amo le aziende che usano un solo capo tecnico per cinque o sei marche».

    In realtà pensavo più a componenti come i quadranti o le spirali.

    «Beh, questo è diverso. Nel gruppo ci sono fabbriche come la Donzé Cadrans che lavorano anche per conto terzi. In effetti non sarebbe logico incaponirsi nella separazione fra le marche fino a questo punto. E stiamo lavorando per usare gli straordinari quadranti in smalto di Donzé – che era stata acquisita da Ulysse Nardin nel 2011 – anche negli orologi Girard-Perregaux».

    Di lei molti apprezzano la vastità delle sue competenze, che vanno da quelle tecniche a quelle commerciali. E la comunicazione? La crisi del Covid-19 ha enormemente accelerato il peso della comunicazione telematica. Che va un po’ reinventata, credo.

    Grazie per le sue parole. Dopodiché sì, certo: molto, se non tutto sta cambiando. Ma deve trattarsi di una comunicazione più “alta” della media attuale. Vede, io sono un grande ammiratore di Joseph Kessel (giornalista e scrittore francese, 1898/1979, autore, fra l’altro, del romanzo da cui è stato tratto il film “Bella di giorno”, N.d.R.). Quando oggi leggi i suoi articoli, anche se risalgono a molti anni fa, hanno ancora un peso. Credo che si debba cercare questo, competenza e capacità di comunicarla. Sia da parte nostra che di voi giornalisti. Anche in questo caso è una questione di reputazione, di costruire una catena di fiducia. Verificabile».

    Conclude Patrick Pruniaux: «Oggi il punto non è tanto comunicare per vendere gli orologi, quanto creare agitazione / eccitazione / interesse su tutta l’orologeria. Bisogna spiegare cosa facciamo e produciamo, sia come Svizzera, sia come singole marche. E in un certo senso anche i negozianti fanno parte della comunicazione nel suo complesso. In Italia ce ne sono di molto bravi, in questo senso, e io credo che la qualità del nostro futuro dipenda molto anche dai negozianti non solo per una questione meramente commerciale. Bisogna saper trasmettere – oggi e nel futuro – un messaggio trasparente e completo sui nostri prodotti. È questa la chiave».

  • Laureato 42 mm, la riscoperta di un “classico” di Girard-Perregaux

    Laureato 42 mm, la riscoperta di un “classico” di Girard-Perregaux

    Svelare qualche segreto del Laureato da 42 mm è praticamente impossibile. Questo orologio iconico di Girard-Perregaux ha attraversato, pressoché immutato nel design, quasi cinque decenni senza mai stancare, sempre in perfetto equilibrio tra passato e futuro. Perché il Laureato è stato in grado di passare attraverso le epoche – è nato nel 1975 dal progetto di un architetto milanese – e di declinarsi in diversi modelli. Rinnovando il proprio cuore meccanico, ma conservando lo stile.

    Architettura italiana
    Però forse qualche curiosità poco nota è ancora possibile scovarla. Proprio a partire da quella lunetta ottagonale delimitata da un cerchio che, nel tempo, è diventata il segno distintivo della collezione. Quella forma si ispira a uno dei capolavori architettonici italiani: la cupola ottagonale di Santa Maria del Fiore di Firenze, progettata da Filippo Brunelleschi (1377/1446). Una forma senza tempo. Elegante e sportiva insieme. Come ci riesce? Grazie alla cura minuziosa dei dettagli: le linee che delimitano la lunetta sono leggermente smussate, le superfici concave si alternano ad altre convesse, quelle spazzolate si “avvicendano” con quelle lucidate – creando un gioco di luci e ombre, di riflessi quasi ipnotico. Ma le tracce del suo “codice genetico” anni ’70 si svelano anche in altri dettagli: come la sovrapposizione della lunetta ottagonale a una cassa integrata.

    Laureato, film americano, battesimo italiano
    Italiano anche il nome di battesimo, Laureato. Che trae origine dal film americano “The Graduate” (“Il Laureato”, appunto, in italiano) con Anne Bancroft, Katharine Ross e Dustin Hofmann, uscito nel 1967. E che fu scelto dall’importatore nella Penisola per facilitarne l’ingresso e la riconoscibilità sul mercato. Un’intuizione che si è confermata nel tempo. Immutato fin dal primo modello è il quadrante guilloché, con pattern a Clou de Paris che, in nero, bianco e blu, offre giochi di luci e di sfumature. Classici ed essenziali gli elementi segnatempo: le lancette a bastone, così come gli indici delle ore, sono trattati con materiale luminescente. Questa “pulizia e ordine” lo rendono intuitivo e immediatamente leggibile.

    Un cuore… automatico
    Basta voltare il Laureato per spiarne l’interno: nel fondello – su cui sono incisi il marchio, il numero di riferimento, il materiale e l’impermeabilità fino a 10 atm -, è inserito infatti un vetro zaffiro che consente di vedere il movimento. Il Laureato da 42 mm è alimentato dal calibro GP01800,  interamente progettato, fabbricato e assemblato in-house. Anche il calibro è decorato: a perlage sulla platina, mentre i ponti hanno una rabescatura a Côtes de Genève e una bisellatura lucida. 

  • La cassa in vetro zaffiro. Preziose trasparenze per meccaniche di pregio

    La cassa in vetro zaffiro. Preziose trasparenze per meccaniche di pregio

    Il primo è stato Richard Mille. Era il 2012, e al Sihh il marchio svizzero presentò l’RM 056 Tourbillon Split-Seconds Chronograph Sapphire, che aprì una nuova strada all’intera orologeria elvetica. Poi, nel 2016, è stata la volta di Hublot, che lanciò ben due serie di orologi con la cassa in vetro zaffiro: a Ginevra i 20 esemplari dell’MP5 La Ferrari Sapphire e a Basilea i 500 del Big Bang Unico Sapphire. A distanza di cinque anni, non solo quest’ultimo cronografo è ancora in produzione, ma il catalogo della casa di Nyon si è ampliato con tanti modelli a tema, declinati nelle diverse collezioni. Anche con il vetro zaffiro colorato: giallo, blu, rosso, rosa.

    Sì, perché nel frattempo la cassa in vetro zaffiro è diventata una tendenza diffusa. Parecchie case di (alta) orologeria si sono fatte tentare dallo “stile trasparente”. Qui di seguito trovate una selezione degli esemplari in commercio, ma quelli lanciati negli ultimi anni sono di gran lunga più numerosi. Anche se effimeri, purtroppo. Perché in genere si tratta di serie limitate, se non limitatissime, quindi destinate a esaurirsi in breve tempo, soprattutto se la marca ha un certo “potere di attrazione”. E infatti sono andate subito sold out a dispetto del prezzo.

    Già, gli orologi con la cassa in vetro zaffiro di solito appartengono a una fascia di mercato decisamente alta. Per capirne il motivo, bisogna prima di tutto chiedersi: cos’è il vetro zaffiro? In gergo tecnico si chiama “corindone sintetico”, cioè un corindone riprodotto in laboratorio. I gemmologi definiscono il corindone un minerale a base di ossido di alluminio, in forma cristallina, allocromatico – la cui colorazione cioè dipende dalle impurità presenti.

    Il rubino è un tipo di corindone rosso, colore creato dall’inclusione di piccoli quantitativi di cromo e ferro (in diverse percentuali che ne determinano le sfumature). Anche lo zaffiro, appunto, è un tipo di corindone: che diventa blu o azzurro quando contiene titanio e ferro (sempre a seconda della percentuale); ma può essere anche rosa o giallo (in presenza di altri minerali). Il corindone incolore, cioè senza sostanze estranee, è piuttosto raro in natura. Ma fin dai primi del Novecento l’uomo ha imparato a riprodurlo in laboratorio con il metodo Verneuil (dal nome dello scienziato francese che lo brevettò). 

    Evitiamo qui di entrare nei dettagli della cosiddetta “fusione alla fiamma”: ne riparleremo in un’altra occasione. Per ora basti dire che trattamenti ad alta pressione e ad altissima temperatura consentono di realizzare blocchi cilindrici di vetro zaffiro dalle dimensioni coerenti con le esigenze dell’orologeria. Cilindri che poi subiscono lunghi processi di lavorazione con mole e altri utensili a punta diamantata, i soli in grado di tagliarli, modellarli e inciderli. Perché il diamante è l’unico materiale esistente al mondo più duro del corindone (sintetico o naturale): ha durezza 10 nella scala di Mohs, mentre quella del corindone è 9.

    Il che porterebbe a pensare che sia un materiale praticamente infrangibile, se non indistruttibile. Ed è vero che romperlo è estremamente difficile; tuttavia non è impossibile: anche il vetro zaffiro possiede un punto debole, per cui  può scheggiarsi, fratturarsi e perfino andare letteralmente in pezzi. Cosa che non capita di frequente, per fortuna. E infatti è rinomato per l’ottima resistenza agli urti, ai graffi, all’usura, perfino agli acidi. Ma ha anche altre doti: come la perfetta trasparenza e (dopo le opportune lavorazioni) la capacità di restare lucido per lungo tempo.

    I costi, dicevamo. La tecnologia per produrre una cassa in vetro zaffiro ha costi direttamente proporzionali alla grandezza e allo spessore del vetro stesso, oltre che al numero di operazioni necessarie per ottenere la forma desiderata. Ma certo non è mai cosa da poco. Anche una semplice cassa rotonda con le anse integrate non è mica facile da eseguire; figuriamoci quando la forma è più complessa, magari con bisellature, smussi, incassi,  incisioni, fori per i pulsanti… Tutti passaggi che richiedono tempo, strumenti giusti e competenza. Ovvero costi.

    Per questo la cassa in vetro zaffiro è utilizzata dalle marche in casi eccezionali, comunque quando i costi di produzione non incidono in modo eccessivo su un congruente prezzo finale. Una condizione necessaria quindi è che la meccanica lo meriti davvero, per funzioni e finiture. Del resto la totale trasparenza fa sì che le attenzioni siano tutte puntate sul movimento. Che deve essere non solo interessante dal punto di vista tecnico, ma anche impeccabile nelle decorazioni. Come negli orologi qui sotto.

    ARMIN STROM Dual Time Resonance Sapphire

    Cassa (59 mm x 43,4 mm) in vetro zaffiro, impermeabile fino a 5 atm. Due movimenti meccanici indipendenti a carica manuale, calibro ARF17 di manifattura, con frizione a molla brevettata che sfrutta il fenomeno della risonanza per sincronizzare le oscillazioni dei due bilancieri, indicazione dell’autonomia di 110 ore (per ogni movimento), doppio fuso orario sulle 24 ore. Quadranti guilloché, cinturino in pelle di alligatore. 280.000 franchi svizzeri

    BELL & ROSS BR-X1 Skeleton Tourbillon Sapphire Black

    Cassa (45 mm) in vetro zaffiro. Movimento meccanico scheletrato a carica manuale, calibro BR-CAL. 288, con 100 ore di autonomia e tourbillon volante. Indicazioni decentrate, indici e lancette luminescenti, cinturino in caucciù traslucido. 400.000 euro

    BOVET 26 Brainstorm® Chapter One

    Cassa a leggìo (48 mm) in vetro zaffiro. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 17DM04-SMP di manifattura, con dispositivo di carica sferico, indicazione dell’autonomia di 10 giorni, tourbillon volante double face con indicazione dei secondi, fasi di luna tridimensionali, grande datario. Quadrante ad elica, indici e lancette luminescenti, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 60 esemplari. 317.000 euro

    GIRARD-PERREGAUX Quasar

    Cassa (45 mm) in vetro zaffiro. Movimento meccanico a carica automatica, calibro GP09400-1035 di manifattura, senza platina, con ponti in titanio trattati PVD nero, 60 ore di autonomia, tourbillon con indicazione dei secondi. Lancette in oro bianco luminescenti, cinturino in pelle di alligatore. 199.000 euro

    HUBLOT Big Bang Unico Sapphire

    Cassa (42 mm) in vetro zaffiro, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro UNICO HUB1280 di manifattura, con 3 giorni di autonomia, cronografo con ruota a colonne, funzione flyback, secondi continui e datario. Quadrante traforato in resina composita, indici e lancette luminescenti, lunetta con viti in titanio, cinturino in caucciù trasparente. Edizione limitata di 500 esemplari. 68.000 euro

    HUBLOT Spirit of Big Bang Yellow Sapphire

    Cassa (45 mm) in vetro zaffiro giallo, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico scheletrato a carica automatica, calibro HUB4700 di manifattura, con 50 ore di autonomia, cronografo con secondi continui e datario. Quadrante traforato, indici e lancette luminescenti; viti della lunetta, corona e pulsanti in titanio annerito, cinturino in caucciù trasparente. Edizione limitata di 100 esemplari. 120.000 euro

    SPEAKE-MARIN Flying Tourbillon Minute Repeater “Légèrete”

    Cassa (46,4 mm) in vetro zaffiro. Movimento meccanico a carica manuale, calibro SMAHH-02 di manifattura, con 3 giorni di autonomia, tourbillon volante con indicazione dei secondi, ripetizione minuti a carillon, animazione del numero 12 sul quadrante che si disgrega quando si attiva la suoneria. Lancette azzurrate alla fiamma, cinturino in pelle di alligatore. 340.000 franchi svizzeri

  • L’avventurina e la Trilogia 1966 Orion di Girard-Perregaux

    L’avventurina e la Trilogia 1966 Orion di Girard-Perregaux

    Scriveva a proposito dell’avventurina il vetraio seicentesco Giovanni Darduin: “La si dimanda Venturina, et con ragione, perché sortisse più da ventura che da scienza”.

    Per “complicazione” in orologeria si intende qualunque dispositivo aggiunga funzioni ad un movimento meccanico “di base”. In teoria sono complicazioni anche il datario, i piccoli secondi decentrati e così via, in una scala crescente che arriva alla ripetizione dei minuti (indicazione sonora delle ore, dei quarti d’ora e dei minuti eccedenti i quarti) e ovviamente alla combinazione di complicazioni multiple. Girard-Perregaux tutte queste strade le ha già percorse con successo e sono certo che in futuro sarà in grado di continuare a stupirci.

    Ma è giusto considerare come complicazioni anche altre caratteristiche di certi orologi: penso ai bariletti multipli (che servono a dare maggiore autonomia e quindi maggiore precisione nel tempo), a certi ruotismi “elastici”, penso anche allo spessore contenuto, tanto per fare qualche esempio. E però da qualche tempo trovo sia giusto considerare come complicazioni anche caratteristiche per così dire “esterne”, come la cassa in vetro zaffiro o altri materiali difficilissimi da gestire. E penso a certi quadranti, fra i quali – lo confesso – trovo meravigliosi quelli in avventurina, finora riservati solo agli orologi più costosi.

    Girard-Perregaux sta mettendo in commercio proprio in questi giorni tre varianti della collezione 1966 (una trilogia che si chiama Orion) con il quadrante in avventurina. E santo cielo vi consiglio di andarle a vedere; provvisti di una lente (quella può mettervela a disposizione il negoziante) e anche di una piccola torcia a led. Perché l’avventurina è pura magia, credetemi. L’avventurina è il cielo stellato, l’avventurina è il sogno, l’avventurina ipnotizza occhio e anima.
    Ma cos’è l’avventurina?

    In realtà ce ne sono due: la prima è una pietra dura (quarzo calcedonio) traslucida, con inclusioni di mica che la rendono scintillante. Ce n’è di vari colori e quella blu è ormai quasi introvabile. Per me, però, è quasi più preziosa la seconda avventurina, quella artificiale prodotta a Murano da pochissimi Maestri vetrai.

    Un piccolo aneddoto. Tanti anni fa, militare in Marina (allora erano ben due anni), un incubo mentre eri lì, ma poi ti rendevi conto che era una scuola di vita e non solo. Con la nave sono a Venezia per sei mesi e giro, giro, respiro la Laguna e le sue meraviglie. Solo soletto vado a Murano e sbircio le vetrerie. In una mi fanno entrare, mi accolgono, mi mostrano quel che fanno, mi perdo nelle magie della sabbia fusa. Vedo un grosso ciottolo in un angolo e resto a bocca aperta: ha dentro l’intero cielo stellato.

    Decido di investire tutto quel che ho, ma loro me la regalano. Belle persone che avevano capito quanto possa far bene all’anima un gesto del genere. E la osservo al sole e la osservo controluce, la mia pietra magica. E la mostro alla mia fidanzatina veneziana che si stupisce, mi spiega, mi racconta, mi fa capire quanto sia importante. E gliela regalo non tanto per carpirne le grazie, ma perché lei comprendeva e sapeva apprezzare ancor meglio di me. Era giusto.

    Saccheggio il sito di una delle più importanti fornaci di Murano, quella di Franco Schiavon, appartenente ad una vera e propria dinastia di Mastri Vetrai: “L’avventurina è un tipo di vetro, il più prezioso di tutta la storia del vetro di Murano, che risale alla prima metà del XVII secolo. Il nome stesso deriva dal termine “ventura”, a ricordare come la sua invenzione fosse inizialmente dovuta al caso e a sottolineare le difficoltà che persino i maestri più abili incontravano durante la sua lavorazione.

    La storia racconta che un vetraio, intento a fondere insieme le varie componenti del vetro, per un qualche contrattempo abbandonò la fusione facendo fallire così l’operazione, e che si dovette aspettare un’intera settimana per il completo raffreddamento dei paioli e di tutto il forno; con grande stupore, poi, spaccando i paioli, il vetraio stesso trovò una materia meravigliosa. La prima ricetta che insegna a fare l’avventurina risale al 1644, si dovette però aspettare il 1860 per conoscere il segreto per soffiare l’avventurina.

    L’avventurina è un tipo di vetro nel quale sono inglobati piccolissimi cristalli di rame (precipitato durante il raffreddamento del fuso) che si disperdono in modo omogeneo dando al materiale una lucentezza metallica. Per far sì che la produzione dell’avventurina dia risultati positivi bisogna aggiungere, conclusa la fusione e in più riprese, giuste quantità di materie prime riducenti come battitura di ferro, silicio metallico e carbone, fino a che il rame non sia precipitato.

    Durante il ciclo di raffreddamento, della durata di alcune ore, si verifica la lenta e quasi completa separazione del rame dal vetro di base. La qualità di questo vetro dipende al grado di uniformità con il quale si distribuiscono i cristalli di rame e dalle loro dimensioni, che in alcuni casi possono raggiungere il millimetro.

    L’avventurina viene estratta in blocchi dal forno, già raffreddato, e la sua rifusione può pregiudicare il suo caratteristico aspetto. Viene tagliata a freddo come fosse pietra dura e la sua lavorazione a caldo richiede particolari accorgimenti. La preparazione dell’avventurina è un’operazione lenta e assai delicata; nel corso dei secoli è sempre stata segreto di pochi abili tecnici compositori”.

    E ora torniamo ai Girard Perregaux Orion della collezione 1966. Tre modelli: uno con cassa in acciaio naturale, uno con cassa in acciaio reso nero tramite un trattamento Dlc (Diamond-like Carbon, carbonio dalla durezza paragonabile al diamante), ed uno con cassa in oro rosa. Quelli in oro e acciaio con il quadrante di avventurina blu, quello Dlc con avventurina nera. Chi lo osserva con la lente nota che il quadrante è leggermente bombato e ciò rende ancora più profondo e “magico” il cielo stellato. E ancora più difficile da realizzare.

    I quadranti in avventurina sono rari e comunque di solito riservati ad orologi molto costosi perché il materiale vitreo va lavorato come una pietra dura. Va tagliato in sottili dischi che poi vengono fissati ad una superficie metallica con collanti ad altissima tenuta. Per ricavare un disco bombato bisogna partire da un disco di maggiore spessore (e costo), che viene lavorato con enorme attenzione perché le inclusioni metalliche costituiscono di fatto punti deboli in cui l’avventurina si può rompere. Ma l’effetto è ancor più impressionante: un microcosmo tridimensionale.

    Il movimento, infine, è l’ormai classico Calibro GP 3300, presentato inizialmente nel 1994 e nato sotto una buona stella. È molto robusto (è montato anche negli orologi sportivi di Girard-Perregaux), e al tempo stesso sottile (3,6 millimetri di spessore) così da poter essere usato per moduli aggiuntivi con complicazioni; vanta alcuni accorgimenti (come la ruota mediana sostituita da un doppio ingranaggio coassiale) che consentono di garantire una buona autonomia (46 ore) per via del bariletto maggiorato. Uno di quei movimenti di manifattura che costituiscono da trent’anni un’assoluta garanzia di qualità ed affidabilità. Anche senza il quadrante in avventurina i prezzi sarebbero già concorrenziali, per l’alta orologeria.