Giornale Degli Orologi
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  • Giorgio Galli e Timex Atelier: storia d’amore e di design

    Giorgio Galli e Timex Atelier: storia d’amore e di design

    Parlare di design e di orologeria con Giorgio Galli è illuminante. Il Direttore creativo di Timex Group non è solo la mente che ha dato forma ad alcuni dei pezzi più riconoscibili del Marchio americano: è una persona che, disegnando orologi da oltre due decenni per svariati brand, conosce tendenze, gusti e richieste di un mercato nel quale la scelta del prodotto – con buona pace degli impallinati di meccanica – è in larga parte guidata proprio dal design.
    Una bella responsabilità, alla quale lui e Timex hanno dato sostanza in un recente passato con le collezioni S1 e S2, di cui potete leggere qui e qui. Oggi, almeno temporaneamente, chiudono il cerchio con le creazioni della linea Timex Atelier, che trovate illustrate nella gallery. L’ideale continuazione delle collezioni precedenti, nella quale la matita di Giorgio Galli è ben evidente. Ce la racconta lui stesso, insieme a qualche “trucco del mestiere” che ogni bravo designer di orologi deve conoscere e applicare, senza timore.

    La firma estetica di Giorgio Galli per Timex

    Il tipo di cassa che ha il tuo design è diventato ormai riconoscibile: da dove nasce questa tua idea di forma?
    Ho creato la prima cassa scheletrata nel 1996, su un marchio sempre di Timex ma in licenza, Nautica. Da allora mi sono portato dietro questa firma, anche se negli anni l’ho abbandonata e ripresa più volte. Questo progetto è partito anni fa, quando ho chiesto a Timex se potevo creare qualcosa di completamente mio e che, bene o male, avrebbe potuto uscire un po’ dalle regole del Brand. Quasi a scatola chiusa. Nel momento in cui ho avuto l’ok, sono partito e ho recuperato ciò che era il mio Dna di design sull’orologio, perché sapevo benissimo che l’orologeria è un mondo talmente pieno di prodotti che è difficile fare qualcosa di diverso, di nuovo, che però non pretenda di essere rivoluzionario. Così siamo usciti negli anni scorsi con la serie S1, poi con la serie S2, che si è evoluta ancora di più anche a livello di costruzione: cassa in titanio, anima centrale in carbonio, vetro zaffiro. Era un esperimento, che però ha funzionato benissimo.

    Con quelle collezioni avete alzato il percepito del Marchio.
    Abbiamo capito che c’era spazio per elevare Timex a un livello diverso. Lo abbiamo fatto crescere in dieci anni di lavoro, pezzo per pezzo, anche con collaborazioni che hanno creato un’attenzione sul Brand che prima non c’era. Attraverso questi esperimenti, questo lavoro sul Marchio, abbiamo capito che c’era la possibilità di fare qualcosa di diverso. Vediamo spazio per poter trasferire parte della filosofia di Timex in una fascia più alta. Quidi orologi relativamente semplici nel design, che comunicano qualcosa dell’anima del Brand, con una qualità superiore ma in una fascia di prezzo accessibile; per questo tipo di prodotto, con questa qualità, siamo a un livello di costo relativamente basso, dove diamo qualcosa in più: il design è uno di questi fattori.

    Il progetto Timex Atelier

    Come nella linea Timex Atelier.
    Lo vedi da come è costruita la cassa. Abbiamo cercato di prendere elementi della serie S, perché quello che è importante in un brand è un’identità, costruita al di là dell’architettura della cassa. Lo si vede anche nel quadrante, pulito, con alcuni codici che tornano e che abbiamo trasferito in varie forme a seconda della tipologia di orologio. Abbiamo un subacqueo, un Gmt, un cronografo e usciranno altri prodotti…. Tutti con un’idea di base: avere un’identità precisa e riconoscibile. Non volevamo fare il me too di altri brand, perché il rischio c’è sempre. Avere un’identità è la cosa più difficile. Per cui, che cosa abbiamo fatto? Abbiamo preso le cose che hanno funzionato, che un po’ mi rappresentano, che rappresentano Timex, le abbiamo trasferite in questo progetto e cerchiamo di mantenerle. Perché la parte più complessa poi è la disciplina: contenere questo tipo di design o cercare di farlo evolvere, senza avere degli slanci troppo in avanti, altrimenti si rischia di fare qualcosa che non ti appartiene.

    A livello di design c’è stato un modello più complesso degli altri da ragionare e da creare? Oppure, tutto sommato, una volta trovata l’identità e declinata, il lavoro non è stato più complesso?
    Direi il diver, perché per garantire l’impermeabilità a 20 bar con questo tipo di costruzione di cassa è molto complesso. C’è un grosso lavoro di ingegneria, per cercare soprattutto di mantenere la fascia di prezzo che volevamo, però con le stesse caratteristiche tecniche. Abbiamo risolto benissimo il diver e il suo successo commerciale ci sta dando ragione. Non solo per il design, ma anche per la storia che abbiamo saputo costruire.

    La filosofia creativa di Giorgio Galli

    In quanto designer, la tua è una responsabilità importante: per quanto ne so, nella scelta di un orologio i driver principali sono il brand, il design e poi, magari il movimento. Senti questa responsabilità nel momento in cui prendi in mano una matita? 
    Siamo talmente presi con talmente tanti progetti che non ho il tempo di pensarci. Sicuramente è una responsabilità, perché non sai mai se un orologio venderà o non venderà, per cui fino all’ultimo è un mistero. Non mi è mai riuscito di prevedere se un pezzo disegnato da me avrebbe venduto tantissimo o meno: c’è un fattore di imprevedibilità che precede la produzione e ti induce a lavorare sul tuo istinto. Però sì, la responsabilità c’è.

    Da che cosa parte Giorgio Galli nel disegno? Leggibilità, ergonomia?
    Dipende dal prodotto. Intanto il comfort. Un orologio deve stare bene al polso ed essere comodo, specialmente quando vai su dimensioni un po’ più grosse; cercare di contenere, di creare un orologio che vada bene per tutti non è facile. Poi la leggibilità, che chiaramente dipende anche dal tipo di orologio. Penso a un diver, che ha una leggibilità diversa rispetto a quella di un prodotto più centrato sul design. In questo senso, il nostro diver è l’esempio perfetto. Su orologi un po’ più fashion è relativamente meno importante.

    E nel cronografo? Cambia qualcosa se devi disegnare un automatico o un quarzo?
    Non particolarmente. È chiaro che sul meccanico ci sono certe caratteristiche che ti vincolano, come le lancette che sono un po’ più vicine al vetro, mentre il quadrante del quarzo può essere più profondo. Sono piccoli dettagli che cerchi di mitigare poi con il design.

    Il posizionamento di Timex Atelier

    La collezione Atelier ha posizionato Timex a livello diverso rispetto a qualche anno fa: il consumatore lo ha percepito?
    Sì, soprattutto nel consumatore diretto Atelier aiuta ad aumentare la percezione del brand Timex rispetto a quello che era all’origine. È un riposizionamento che aiuta anche la fascia in cui si trova il marchio.

    C’è un motivo per cui il cronografo è stata l’ultima creazione?
    In realtà è stato l’ultimo a uscire ma il primo che ho disegnato. A oggi è la referenza più cara, motivo per cui la sua introduzione doveva essere un po’ mitigata, anche se era il prodotto perfetto per poter lanciare Timex Atelier. Dovevamo però costruire una collezione che avesse senso anche dal punto di vista del posizionamento di prezzo in relazione al Brand, per cui siamo partiti dal Marine, poi passati al GMT24 e adesso eccoci al crono. È tutta una questione di progredire in maniera logica. È quel passo giusto, graduale, che va fatto per rispetto nei confronti del consumatore, senza arroganza.

    Il rapporto con il brand

    Nel design, in orologeria, c’è ancora spazio per inventare?
    In ciò che si vede oggi c’è tanto recupero delle origini, ma personalmente penso ci sia spazio per creare qualcosa di nuovo, l’importante è che sia coerente con il brand. Serve avere la collocazione giusta, perché l’orologeria è un mondo molto conservativo anche a livello di design: il consumatore, a seconda dei mercati, fa fatica uscire dalla propria comfort zone.

    Quanta libertà nel creare ti lascia il Brand?
    Con Timex ho una grossa libertà, anche grazie alla fiducia che si è instaurata nel tempo. Lavoro per il Mrand da tanti anni e soprattutto il Ceo raramente interviene, se non in maniera positiva. Ti dà quella libertà che normalmente trovi in altri ambiti. Ma c’è anche un percorso avviato, in cui sono stati già sviluppati molti prodotti e si conosce bene la direzione da seguire. È una questione di mettere i tasselli giusti, di mantenere una coerenza, come dicevo prima, per evitare salti in avanti che possono portarti dove non devi stare.

    Che cosa ti piace di più e che cosa di meno nel momento in cui lavori su un orologio nuovo?
    Di più, immedesimarmi in quello che sarà il prodotto e pensare a dove andrà. L’orologio è soprattutto un oggetto emozionale, per cui operi su quello. Di meno, lavorare sul posizionamento prezzo.

  • Crono Panda & Reverse Panda, 10 nuovi orologi

    Crono Panda & Reverse Panda, 10 nuovi orologi

    L’idea di parlarne di nuovo ci è venuta a Watches and Wonders, dove ce n’erano esposti parecchi. Poi, una volta tornati a casa, abbiamo allargato la ricerca e siamo andati a recuperarne altri, tutti usciti grosso modo fra il 2024 e i primi mesi del 2025. E non è stato difficile, perché i crono Panda & Reverse Panda rappresentano un punto fermo nell’orologeria contemporanea, come abbiamo già scritto altrove.

    E resta valido tutto quello che avevamo detto in quell’occasione: la tendenza trasversale ai segmenti di mercato, l’estetica distintiva ed eclettica, la sensazione di sicurezza che si prova quando li si indossa. Considerate allora questa vetrina come un aggiornamento, il seguito ideale di quella pubblicata cinque anni fa. Nella quale abbiamo volutamente evitato di riproporre alcuni esemplari ancora in collezione, proprio per non ripeterci.

    Rispetto ad allora, la principale differenza sta nel fatto di aver inserito qui non solo gli orologi con quadranti bianchi e contatori neri, ma anche quelli neri con contatori bianchi. Perché i crono Panda & Reverse Panda sono spesso presentati in parallelo, non solo uno come alternativa dell’altro, ma anche uno a completamento dell’altro.

    Ecco quindi che, qui sotto, trovate in certi casi la doppia versione: le abbiamo inserite entrambe quando differiscono in qualche dettaglio. Se invece dello stesso modello esistono ambedue le varianti – ma le referenze sono identiche, se non per l’opposto (speculare) colore -, lo abbiamo semplicemente riportato in didascalia. A voi la scelta.

    10 crono Panda & Reverse Panda, in ordine di prezzo

    CHOPARD Mille Miglia Classic Chronograph
    Cassa (40,5 mm) in Lucent Steel™ (l’esclusivo acciaio della Casa), impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Eta 2894-2, cronografo con secondi continui, datario e con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Quadrante argenté, spazzolato circolare, con scala tachimetrica, contatori azuré, lancette e numeri arabi luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello traforata. 10.100 euro.

    TAG HEUER Carrera Chronograph
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro TH20-00 di manifattura, con autonomia di 80 ore, cronografo con secondi continui e datario al 6. Quadrante argenté, spazzolato soleil, con contatori azuré, lancette e indici puntiformi luminescenti, indici applicati, scala tachimetrica, vetro zaffiro glassbox, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio. 6.800 euro.

    TAG HEUER Carrera Chronograph
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro TH20-00 di manifattura, con autonomia di 80 ore, cronografo con secondi continui e datario all’8. Quadrante spazzolato circolare con contatori azuré, lancette e indici puntiformi luminescenti, indici applicati, scala tachimetrica, vetro zaffiro glassbox, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello traforata. 6.550 euro.

    TUDOR Black Bay Chrono
    Cassa (41 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro MT5813 di manifattura, con spirale in silicio, autonomia di 70 ore, cronografo con ruota a colonne, secondi continui, datario e con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Quadrante opalino, bombato, lancette e indici applicati luminescenti, lunetta in alluminio anodizzato con scala tachimetrica, vetro zaffiro bombato, bracciale in acciaio 316L con sistema di regolazione rapida (chiusura T-Fit). 6.050 euro. Esiste anche con bracciale a 3 file (vedi sotto).

    TUDOR Black Bay Chrono
    Cassa (41 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro MT5813 di manifattura, con spirale in silicio, autonomia di 70 ore, cronografo con ruota a colonne, secondi continui, datario e con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Quadrante opalino, bombato, lancette e indici applicati luminescenti, lunetta in alluminio anodizzato con scala tachimetrica, vetro zaffiro bombato, bracciale in acciaio 316L con sistema di regolazione rapida (chiusura T-Fit). 5.930 euro. Esiste anche con bracciale a 5 file (vedi sopra).

    BAUME&MERCIER Riviera 10827
    Cassa (41 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Eta Valjoux 7753, cronografo con secondi continui e datario. Quadrante stampato a onde con contatori azuré, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio. 4.200 euro.

    SEIKO Prospex Speedtimer Mechanical Chrono
    Cassa (42 mm) in acciaio con trattamento ultraresistente, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 8R48 costruito in-house, con secondi continui e datario. Quadrante opaco con scala tachimetrica, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro bombato a doppia curvatura, bracciale in acciaio. 2.700 euro. Esiste anche con quadrante Panda.

    BALTIC Scalegraph Classic Panda
    Cassa (39,5 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Sellita SW510-M, con autonomia di 63 ore, cronografo con secondi continui. Quadrante grené con contatori azuré, lancette e indici puntiformi luminescenti, indici applicati, vetro zaffiro bombato, lunetta in alluminio anodizzato con scala tachimetrica, bracciale in acciaio. 2.007 euro. Esiste anche con quadrante Reverse Panda.

    TIMEX The Waterbury Heritage Chronograph
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento al quarzo, cronografo con funzioni add e split. Quadrante opaco con contatori soleil, lunetta Ip nero con scala tachimetrica, cinturino in pelle. 279 euro.

    CITIZEN Racing Crono Eco-Drive
    Cassa (41 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento al quarzo, a energia luminosa, calibro Eco-Drive 8620 costruito in-house, con autonomia di 9 mesi e indicazione di carica insufficiente, cronografo con datario. Quadrante con scala periferica e contatori effetto fibra di carbonio, cinturino in pelle traforata. 229 euro.

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 10/06/2024

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 10/06/2024

    Cosa c’è di nuovo sul mercato? Dopo un paio di settimane, tornano le nostre latest news, per illustrarvi le uscite dell’ultimo periodo, a livello trasversale – dall’alto di gamma all’entry price. Per tenervi come al solito aggiornati, in vista di un ipotetico acquisto, o anche solo per curiosità, per tenere sotto controllo la situazione. Senza grandi sforzi e nessun impegno, le latest news vi raccontano solo l’essenziale di ogni orologio: le caratteristiche principali e il prezzo. Poi, se qualcosa suscita il vostro interesse e volete saperne di più, potete sempre andare sul sito ufficiale della marca…

    Latest news solo per pochi

    RICHARD MILLE RM 27-05 Tourbillon Volant Raphael Nadal
    Ne abbiamo già scritto qui, ma repetita iuvant – come dicevano gli Antichi. Soprattutto se si tratta di un orologio da record, che è un po’ una summa dei precedenti e probabilmente l’ultimo dedicato al grande tennista. La cassa monoblocco in Carbon Tpt ospita un derivato del movimento montato nel Ferrari, ma con in più il turbillon volante e un ponte a forma di V in Carbonio Tpt. Risultato: un peso piuma di 3,79 grammi. In 80 esemplari, 980mila franchi svizzeri (+ tasse).

    SPEAKE MARIN Openworked Dual Time Terracotta
    Il doppio fuso orario del Marchio torna in una nuova versione: con il quadrante multilivello dalla particolare sfumatura, ispirata ai colori delle grandi distese di terra rossa del Pianeta, prima fra tutte la regione francese del Luberon. La cassa in acciaio è disponibile in due misure (come di consueto: 38 o 42 mm di diametro). Il movimento automatico, calibro SMA02 prodotto in casa da Le Cercle des Horlogers, oltre al micro-rotore decentrato ha anche il datario retrogrado. Da 31.900 franchi svizzeri (+ tasse).

    FREDERIQUE CONSTANT Manufacture Classic Moonphase Date Dopo le referenze in acciaio, presentate a Watches and Wonders Geneve, la Marca ginevrina ripropone il nuovo fasi di luna con la cassa (40 mm) in oro rosa lucido. Il movimento però è lo stesso: il calibro FC716 di manifattura, con 3 giorni di autonomia e le fasi di luna all’interno del datario a lancetta (con 5 anni di garanzia). Classico ed elegante, nell’estetica senza tempo si rifà ai modelli degli anni ’40/’50. Edizione limitata di 150 esemplari, 17.995 euro.

    PANERAI Luminor Dieci Giorni Gmt Pam01482
    La Marca fiorentina amplia le complicazioni del Luminor con questo esemplare che coniuga appunto 10 giorni di autonomia e funzione Gmt. Il calibro P.2003, il primo automatico realizzato nella Manifattura di Neuchâtel, monta infatti 3 bariletti e visualizza l’autonomia residua con un indicatore in linea a ore 6, mentre a ore 3 riporta il contatore dei piccoli secondi coassiale alla lancetta del secondo fuso orario (con funzione giorno/notte a finestrella). La cassa in acciaio, a cuscino, misura 44 mm di diametro. 15.600 euro.

    BREITLING X TRIUMPH Chronomat B01 42 Triumph
    Terzo capitolo della partnership fra la Casa di Grenchen e la Factory inglese, il nuovo cronografo interpreta la storica collezione con dettagli personalizzati. La cassa (di 42 mm, appunto) è in titanio e oro rosa, il réhaut inserisce la scritta For the Ride nella scala tachimetrica, il contrappeso della lancetta centrale dei secondi crono ha la T del logo. Esiste anche una versione con quadrante in carbonio dedicata esclusivamente ai 270 acquirenti della moto realizzata in co-branding, la Speed Triple 1200 RR Breitling Limited Edition. Il calibro è il ben noto B01 di manifattura. 10.500 euro.

    Sotto i 10mila euro

    PERRELET Turbine “¡Viva México, cabrones!”
    La storica Maison celebra ancora una volta lo speciale legame con il Messico e, in occasione del Siar Summer Experience, lancia una special edition “patriottica” del proprio orologio best-seller. Sul quadrante, sotto la turbine in rotazione, si notano i colori ufficiali del Paese azteco, il logo dell’Aquila e la frase pronunciata da Pancho Villa prima di morire, che esortava a combattere per la Nazione. Il calibro automatico, come sempre di manifattura, è certificato Cosc e Chronofiable. Edizione limitata di 50 esemplari, 5.180 euro.

    BAUME&MERCIER Riviera Scheletrato 10721
    Ha più di 50 anni, eppure così non s’era mai visto. Scheletrato, sia nel senso del movimento (un Sellita Amt2500, a carica automatica), sia riguardo al quadrante (che noi preferiamo definire traforato) e alle lancette (ajouré). Il risultato è un’architettura leggera e modernissima, anche grazie al colore nero opaco che domina l’insieme. La cassa (42 mm) in acciaio conserva comunque la tipica lunetta dodecagonale, fissata da viti a brugola. 4.650 euro.

    MIDO Multifort Tv Big Date
    Lanciato l’anno scorso più o meno in questo periodo, da allora ha conosciuto diverse varianti – tra qui quella, memorabile, col quadrante a monoscopio. Ora, per la prima volta, la tipica cassa a televisore acquista un trattamento Pvd oro rosa, ma mantiene inalterate le caratteristiche tecniche (40 mm di lato, impermeabilità fino a 10 atm), così come il movimento automatico (Calibro 80, con 80 ore di autonomia e grande datario). 1.300 euro.

    Latest sotto i 1.000 euro

    WYLER VETTA Dynawind
    In seguito al recente rilancio della Marca, la storica collezione ha conosciuto un completo restyling. L’estetica, rimaneggiata da Fulvio Locci, mantiene un’impronta rétro e assume colori ispirati alla Lancia Fulvia Zagato degli anni ’60/’70. La cassa in acciaio misura 39 mm di diametro e ospita un calibro Soprod P024 a carica automatica. Esiste anche con il cinturino in pelle coordinato al quadrante, ma a noi piace di più con il bracciale a 7 file. Più virile. 950 euro.

    CALVIN KLEIN Progress
    Lo stile, essenziale, è quello cui il Marchio ci ha ormai abituati, ma il design è curatissimo: la lunetta zigrinata, il logo al 3, le maglie sagomate del bracciale… La vera novità però sta nel movimento al quarzo, che introduce nel catalogo la funzione day-date. Con la cassa di 42 mm, esiste in due varianti: in acciaio con quadrante blu soleil, o bicolore (Ip rose gold) con quadrante grigio soleil. Quest’ultimo, per la cronaca, è il nostro preferito… 199 euro.

    BREIL Stylize
    Fa parte di una collezione di femminilissimi bijoux, caratterizzata da segmenti orizzontali che si ripetono come un decoro sui vari pezzi: gli orecchini, il bangle e l’anello, da indossare da soli o in parure. Nell’orologio gli elementi lineari si ritrovano sul bracciale, in acciaio armonico Ip gold, mentre la cassa small size (21x24mm) tradisce una vaga ispirazione Déco. Il movimento al quarzo è un Seiko Vc10. 149 euro.

    TIMEX T-80 x Peanuts Dream in color
    La storica collaborazione fra Timex & i Peanuts conosce un nuovo sviluppo: in cui Snoopy personalizza, con il suo coloratissimo sogno, il celebre orologio simbolo degli anni ’80. La cassa (in ottone a basso contenuto di piombo) misura 34 mm di lato, il display digitale riporta le molteplici funzioni del movimento al quarzo, il bracciale in acciaio presenta finiture lucido-spazzolate. Se lo volete, dovete contattare il rivenditore più vicino a voi: online è già esaurito. 99 euro.

    L’appuntamento con le Latest news tornerà fra qualche settimana. Restate sintonizzati…

  • Latest. Le novità della settimana – 22/03/2024

    Latest. Le novità della settimana – 22/03/2024

    È stata una settimana ricchissima di lanci quella appena trascorsa. A tal punto da dover anticipare queste nostre Latest a oggi, così da inserirne una prima parte, per poi replicarle nei prossimi giorni con la seconda parte. Va bene che la primavera è sempre stata un momento clou nel calendario orologiero, ma la sensazione è che tante marche stiano presentando le loro nuove uscite in questi giorni per evitare di vederle fagocitare poi da quelle di Watches and Wonders Geneva. Dove, lo sanno tutti, esporrà il gotha dell’alta orologeria e, in particolare, due case elvetiche che non è neppure necessario citare… E quando usciranno le loro attesissime novità, beh, non si parlerà d’altro. Ma bando alle ciance, lasciamo lo spazio alle Latest news dei giorni scorsi, elencate qui sotto, come sempre, in ordine di prezzo.

    MB&F Legacy Machine FlyingT Onyx
    Lanciata nel 2019, la collezione femminile della “cooperativa” orologiera ha conosciuto molte versioni con gemme diverse. Cui ora si aggiunge l’onice, che lo rende più elegante che mai. Tra l’altro il disco di pietra dura è stato intagliato, sagomato e ha spessori diversi… La cassa in oro giallo presenta la consueta cupola di vetro zaffiro (38 mm di diametro x 20 di spessore). Il movimento automatico, dallo sviluppo in 3D e con autonomia di 100 ore, si distingue (come sempre) per il tourbillon volante centrale. Spettacolare. 120mila euro (tasse escluse).

    GLASHÜTTE ORIGINAL Serenade Luna
    Altro femminile complicato, colpisce per l’ingegnoso sistema delle fasi di lunari. Il movimento automatico, sviluppato ad hoc con spirale in silicio e 60 ore di autonomia, mostra la Luna in una grande apertura circolare: in realtà si tratta di un disco rotante di madreperla con 4 cerchi di stelle. La cassa misura 32,5 mm di diametro e solo 8,9 di spessore, ed esiste anche in acciaio, con lunetta liscia o incastonata di diamanti, e corredata di bracciale. Ma noi lo preferiamo nella versione più preziosa: in oro rosa con diamanti, dalla particolare monocromia verde. 24.600 euro.

    MAURICE LACROIX Masterpiece Skeleton Label Noir
    Dopo il riuscitissimo esperimento dell’Aikon, la collaborazione con l’atelier ginevrino che utilizza il bianco e il nero per personalizzare gli orologi va a toccare un altro pezzo celebre della Casa di Saignelégier. E il risultato è decisamente efficace. La cassa (43 mm) in acciaio ha subito un trattamento Dlc, mentre il calibro a carica manuale, di manifattura, gioca con diverse tonalità e contrasti per mostrare i componenti. Inutile dire che la scheletratura è fatta con macchine Cnc. In edizione limitata di 288 esemplari, 6.900 franchi svizzeri.

    PERRELET Turbine Poker Royal Flush
    Seguito ideale dell’omonimo orologio uscito lo scorso anno, completa il mazzo di carte con i semi mancanti: fiori e quadri. Sul sottoquadrante riporta sempre due scale reali con una coppia di 7, che risultano ben visibili quando la caratteristica turbina ruota velocemente. La cassa (44 mm) è realizzata in fibra di carbonio, policarbonato e acciaio annerito, il movimento automatico è – come sempre – il calibro P-331-MH di manifattura, certificato Cosc e Chronofiable. Edizione limitata di 99 esemplari, 5.250 euro.

    LONGINES Hydroconquest GMT 43 mm
    Nuove versioni della collezione nata nel 2007, e riaggiornata lo scorso anno con diversi esemplari forniti di doppio (anzi triplo) fuso orario. La novità sostanziale sta nelle dimensioni della cassa, che ora raggiunge i 43 mm di diametro (contro i 41 precedenti). Per il resto tutto rimane immutato: il movimento automatico sviluppato in esclusiva, l’impermeabilità fino a 30 bar, la lunetta in ceramica, il bracciale in acciaio o il cinturino in gomma… Tra le 5 nuove referenze, la nostra preferita è questa: 3.350 euro.

    Latest – Sotto i 1.000 euro

    LUCIEN ROCHAT Iconic
    È uno di quegli orologi “open heart” che non passeranno mai di moda, con il verde pieno del quadrante soleil come unica concessione alle tendenze più attuali. Per il resto, la cassa misura 43 mm di diametro e ospita un movimento automatico di fabbricazione giapponese (Miyota), messo in evidenza dall’apertura a ore 6, sotto il ponte a forma di logo. Il bracciale in acciaio a 5 file è decorato da un’alternanza di superfici lucide e satinate, come vuole la tradizione, e si può sostituire con un cinturino in pelle verde stampa alligatore. Quando si dice “un classico”… 449 euro.

    SWATCH MoonSwatch Mission to MoonPhase
    Di sicuro è l’orologio del momento. Il nuovo MoonSwatch dedicato a Snoopy vede il celeberrimo bracchetto dei Peanuts – portafortuna degli astronauti della Nasa – far capolino dalle fasi di luna, mentre sul fondello la sua zampa è impressa sul suolo lunare. Non solo. Al buio svela un messaggio segreto… Presentato ieri in anteprima, sarà ufficialmente in vendita il 26 marzo, (come il resto della collezione) solo in selezionate boutique nel mondo. Davanti alle quale già si prevedono le solite file chilometriche… 315 euro.

    PLEIN SPORT Tigermaster
    Con quel total look nero screziato di verde fluo e l’effigie di una tigre sul quadrante risulta bello tosto e visibile. La cassa in acciaio annerito misura 47 mm di diametro e ospita un movimento al quarzo. Il cinturino in silicone presenta a rilievo il logo e tre graffi, che rimandano alla lancetta centrale dei secondi. Esiste anche con la cassa color oro rosa, il quadrante e il cinturino nero; oppure con il bracciale, sempre in oro rosa. Astenersi se si è timidi e si vuole passare inosservati. Da 199 euro.

    TIMEX Waterbury Traditional Flyback Chronograph
    La tradizionale ispirazione aeronautica del cronografo flyback si sposa con una nuova visualizzazione. I contatori cronografici sono sostituiti infatti da due settori: quello dei minuti posto tra il 9 e il 12, quello delle ore fra il 3 e il 6. Due le versioni: tutto acciaio con bracciale, oppure acciaio annerito con cinturino in pelle vegana. La cassa ha un diametro di 43 mm, il movimento è al quarzo, il quadrante nero offre una buona visibilità nonostante le numerose informazioni. La scala tachimetrica sul réhaut è personalizzata dal nome della collezione. Da 179 euro.

    L’appuntamento con le Latest news torna la prossima settimana. Restate sintonizzati…

  • Il bracciale integrato. Una scelta di stile per 15 esemplari

    Il bracciale integrato. Una scelta di stile per 15 esemplari

    Curioso… Di recente, mentre qui in redazione stavamo navigando in un noto forum di orologeria, ci siamo imbattuti in un thread che trattava del bracciale integrato. Nel quale il moderatore si lamentava della carenza di modelli così fatti – sostanzialmente perché costosi e “non di moda” –, ad eccezione degli esemplari storici che ne sono da sempre corredati. La cosa ci ha fatto sorridere. Sono trascorsi dieci anni – non pochi, è vero – ma la situazione ai nostri giorni appare completamente ribaltata. Perché il bracciale integrato non solo si ritrova in tantissime collezioni recenti, ma è presente in tutti i segmenti di mercato. Cioè è diventato ormai a una tendenza diffusa e trasversale, all’insegna di quel gusto neo-rétro che va per la maggiore.

    Cos’è il bracciale integrato

    Per bracciale integrato si intende, in poche parole e a fini divulgativi, un bracciale che non si aggancia come di consueto alle tradizionali anse, separate e ben distinte dal corpo della cassa, ma risulta un tutt’uno con la carrure. La costruzione particolare presenta appunto una perfetta integrazione delle maglie d’attacco nello spessore della cassa, così da offrire, sia dal punto di vista visivo sia al tatto, una totale continuità fra i diversi componenti dell’habillage.

    Due precisazioni. La prima potrà sembrare inutile ai lettori più esperti, ma è sempre meglio ribadirla, viste le sciocchezze che circolano in Rete. Si definisce “bracciale” l’elemento in metallo (o in ceramica o in qualsiasi altro materiale rigido) che permette di indossare l’orologio al polso. Se invece è in pelle, in tessuto, in gomma o quant’altro si chiama “cinturino”. La seconda: qui ci riferiamo al bracciale integrato inteso in senso esclusivamente orologiero. Tralasciamo invece quell’architettura tipica della gioielleria in cui è la cassa a essere integrata all’interno del bracciale. Ne parleremo magari in un’altra occasione.

    Ieri e oggi

    Il bracciale integrato di nostro interesse nasce negli anni Settanta, una stagione fertile per le innovazioni orologiere tanto tecnologiche quanto estetiche. Rappresenta un simbolo di modernità del design e si afferma con esemplari oggi di culto come il Nautilus di Patek Philippe, il Royal Oak di Audemars Piguet, l’Ingenieur di IWC – tutti scaturiti dalla matita di Gérald Genta. Ma anche il 222 di Vacheron Constantin, il Laureato di Girard-Perregaux, il Riviera di Baume&Mercier o certi Constellation di Omega (tipo l’Electroquartz prima e il Manhattan un paio di decenni dopo). E poi il Polo di Piaget, rieditato di recente in un’edizione fedele all’originale, recensita qui.

    Sta di fatto che sono soprattutto manifatture di un certo tipo a produrlo. Perché richiede un lungo e attento studio in fase di progettazione, numerosi prototipi per vagliarne l’assetto e una cura particolare nell’assemblaggio. Insomma, risulta più problematico di un bracciale “normale”. Il che era vero soprattutto in passato, quando non esistevano i programmi CAD… Certo la moderna tecnologia aiuta: sia a trovare soluzioni per rendere il bracciale intercambiabile (cosa impossibile negli esemplari d’epoca), sia a ridurre i costi. Ed è il motivo per cui attualmente si trovano in vendita orologi con il bracciale rastremato anche a poche centinaia di euro. Vedere sotto per credere.

    Anche la vestibilità sembra più problematica. O meglio, la struttura stessa è al contempo uno svantaggio e un vantaggio: tutto dipende dal rapporto fra il diametro della cassa e quello del polso. Lo svantaggio sta nel fatto che il bracciale integrato non ha grandi capacità di adattamento, soprattutto quando non c’è proporzione fra ciò che si desidera e ciò che si può realmente indossare. Al contrario, però, se il lug-to-lug corrisponde al diametro del polso, l’orologio ha una vestibilità perfetta, ben salda, estremamente equilibrata. E regala sensazioni di vero piacere.

    La nostra selezione

    Ecco allora una serie di esemplari a tema, suddivisi per fasce di prezzo e senza nessuna ambizione di volervi offrire una panoramica completa ed esaustiva. Quelli che trovate qui sono solo una minima parte degli orologi con bracciale integrato attualmente in vendita. Ci sono i mostri sacri dell’orologeria, così famosi da non aver bisogno di presentazioni, ma anche creazioni lanciate da poco, magari meno note ai più. Così come sono rappresentate le maison più rinomate, i nomi dell’orologeria industriale ma anche marchi artigianali e indipendenti. Il mondo è bello perché è vario, e al bracciale rastremato non resiste nessuno.

    Ancora, abbiamo accostato versioni da uomo, da donna – là dove esiste ancora la differenza – o privi di connotazione di genere. Per questioni di uniformità estetica poi abbiamo volutamente scelto metalli “freddi”, ma esistono naturalmente anche bracciali integrati nei colori più caldi dell’oro o perfino in ceramica colorata. E, per lo stesso motivo, ci siamo concentrati soprattutto sui “solo tempo”, consapevoli comunque che molti modelli da noi prescelti appartengono a collezioni ricche di complicazioni. Proprio per presentarvi un’ampia gamma di prezzi, non abbiamo badato neppure al tipo di movimento: qui sotto quindi troverete anche qualche esemplare al quarzo. Va bene comunque.

    Sopra i 20mila euro

    LAURENT FERRIER Sport Auto Blue
    In titanio grado 5. Cassa di 41,5 mm e quadrante sfumato. Movimento meccanico a carica automatica, calibro LF270.01 di manifattura, con micro-rotore decentrato, 3 giorni di autonomia, piccoli secondi e datario. 48mila franchi svizzeri, tasse escluse.

    PATEK PHILIPPE Nautilus Ladies Automatic 7118/1A
    In acciaio. Cassa di 35,2 mm e quadrante opalescente, con onde a rilievo. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 324 S C di manifattura, con secondi centrali e datario. 32.430 euro.

    H.MOSER & CIE Streamliner Small Seconds Blue Enamel
    In acciaio. Cassa di 39 mm e quadrante in smalto Grand Feu. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HMC 500, con micro-rotore decentrato, 74 ore di autonomia e piccoli secondi. 29.900 franchi svizzeri. Per approfondire, leggi qui.

    VACHERON CONSTANTIN Overseas
    In acciaio. Cassa di 41 mm e quadrante argenté soleil. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 5100 di manifattura, con secondi centrali e datario. Certificato dal Punzone di Ginevra. Il packaging include due cinturini, intercambiabili. 27.800 euro.

    Dai 10 ai 20mila euro

    LOUIS VUITTON Tambour
    In acciaio. Cassa di 40 mm e quadrante multilivello, spazzolato al centro. Movimento meccanico a carica automatica, calibro LFT023 di manifattura, con micro-rotore decentrato e piccoli secondi; con certificato ufficiale di cronometro (Geneva Observatory). 19.500 euro.

    CHOPARD Alpine Eagle
    In Lucent Steel. Cassa di 41 mm e quadrante con finitura ispirata all’iride delle aquile. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 01.01-C, con 70 ore di autonomia, secondi centrali e datario; con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). 17.400 euro.

    GIRARD-PERREGAUX Laureato Copper
    In acciaio. Cassa di 38 mm e quadrante a Clou de Paris. Movimento meccanico a carica automatica, calibro GP03300 di manifattura, con secondi centrali e datario. 15.700 euro

    IWC Ingenieur Automatic 40
    In acciaio. Cassa di 40 mm con cassa interna in ferro dolce e quadrante a Tapisserie. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 32111 realizzato in esclusiva, con autonomia di 5 giorni, secondi centrali e datario. 13mila euro.

    OMEGA Constellation Meteorite
    In acciaio. Cassa di 41 mm e quadrante in meteorite Pvd blu. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 8900 Co-Axial Master Chronometer di manifattura, con secondi centrali e datario; resistente ai campi magnetici, certificato cronometro dal Metas. 10.500 euro. Ne riparleremo…

    Dai 10mila ai 1.000 euro

    BELL & ROSS BR 05 Black Steel
    In acciaio. Cassa 40 mm e quadrante opaco. Movimento meccanico a carica automatica, calibro BR321, con secondi al centro e datario. 5.300 euro.

    PERRELET Turbine 41 Titanium
    In titanio grado 2. Cassa di 41 mm e quadrante con turbina girevole. Movimento meccanico a carica automatica, calibro P331-MH di manifattura, con secondi centrali; con certificato ufficiale di cronometro (Cosc e Chronofiable). 4.850 euro.

    Sotto i 1000 euro

    TISSOT PRX Powermatic 80
    In acciaio. Cassa di 40 oppure di 35 mm e quadrante stampato. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Powermatic 80 realizzato in esclusiva, con 80 ore di autonomia, secondi centrali e datario. 775 euro.

    LOCMAN Stealth Titanium
    In titanio. Cassa di 42 mm e quadrante soleil. Movimento al quarzo con secondi centrali e datario. 759 euro.

    D1 MILANO Ultra Thin Zephyr Silver
    In acciaio. Cassa di 30 mm e quadrante soleil. Movimento al quarzo. 335 euro.

    TIMEX Q Timex Reissue
    In acciaio. Cassa di 38 mm con lunetta girevole. Movimento al quarzo con funzione day-date. 179 euro.

  • Gli orologi di Halloween. Per far tremare i polsi

    Gli orologi di Halloween. Per far tremare i polsi

    Sono un’invenzione recente, tipica degli ultimi anni. Gli orologi di Halloween sono nati sulla scia del merchandising che accompagna la festa americana di fine ottobre (ma dalle origini scozzesi). E presentano infatti forme e soggetti – tra il pauroso e il divertente – di tutto l’immaginario a tema: fantasmi, zucche intagliate (le celeberrime Jack-o’-lantern), scheletri, mostri, demoni e chi più ne ha più ne metta.

    Hanno avuto però un forte impulso soprattutto dal mercato messicano, che per tradizione celebra il Día de los Muertos. E trova la propria apoteosi nelle simboliche Calaveras: i teschi – decorati da fiori e colori – che rendono omaggio allo spirito dei morti, di ritorno dall’Aldilà la notte del 1° novembre. Ecco allora che il cranio (più o meno spettrale) è diventato il tema prediletto della maggior parte delle case di orologeria.

    Sì, perché non si creda che gli orologi di Halloween appartengano solo al segmento più basso del mercato. Sono un fenomeno trasversale, che coinvolge perfino le manifatture, si manifesta anche attraverso vari mestieri d’arte e talvolta si sviluppa con automi o altri dispositivi meccanici di tutto rispetto. Qui in Europa, del resto, hanno trovato terreno fertile, coltivato dalle antiche radici dei Memento Mori…

    Ecco allora una selezione di orologi di Halloween (rigorosamente in ordine di prezzo), scelti fra gli esemplari prodotti appositamente e quelli che invece sono svincolati dall’occasione ma ben si prestano a interpretarla. Diversi per materiali e movimenti, sono un invito a festeggiare All Hallows’ Eve, la notte di Tutti i Santi. Se non con un costume che fa tanto “dolcetto o scherzetto”, almeno con un orologio al polso.

    Gli orologi di Halloween…

    RICHARD MILLE RM 66 Flying Tourbillon
    Cassa tonneau (42,70 x 49,94 mm) in carbonio Tpt, tanio grado 5 e oro rosso. Movimento meccanico a carica manuale, con ponti e platina in titanio grado 5, autonomia di 3 giorni, tourbillon volante con teschio sopra la gabbia. Mano scheletrica scolpita in oro rosso, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 50 esemplari, 985mila franchi svizzeri + tasse.

    JAQUET DROZ Tourbillon Skelet Ceramic “Skull Pointillism”

    Cassa (42,3 mm) in ceramica. Movimento meccanico a carica automatica, calibro JD 2625SQ realizzato in esclusiva, scheletrato e annerito, con spirale e corni dell’ancora in silicio, autonomia di 7 giorni, tourbillon a un minuto con gabbia in titanio, massa oscillante in oro bianco annerito. Quadrante in oro inciso e dipinto a mano con la tecnica del puntinismo, lancette in oro bianco, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in caucciù. Esemplare interamente personalizzabile, pezzo unico, prezzo non disponibile.

    DE BETHUNE Kind-of-Two Cempasukil II
    Cassa reversibile (42,8 mm) in titanio grado 5 lucido. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 2080V2 di manifattura, con autonomia di 5 giorni, ruota di scappamento in silicio e automa. Doppio quadrante in titanio azzurrato, con applique in oro rosa scolpito a mano (fronte), o con automa e applique in oro bianco e giallo inciso a mano (retro – vedi foto in alto); corona e pulsante d’attivazione integrati, vetro zaffiro anche sul fondello, anse mobili, cinturino in pelle di serpente realizzato a mano. Pezzo unico, prezzo non disponibile.

    …sopra i 10mila euro…

    FIONA KRÜGER Petit Skull (Celebration) Enigma
    Cassa (34,5 x 48 mm) in acciaio Pvd nero. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Soprod A10, di forma e con componenti personalizzati. Quadrante multivello, laccato e decorato a mano, con dettagli luminescenti, vetro zaffiro, cinturino in pelle. Edizione limitata di 18 esemplari, 22.500 franchi svizzeri (tasse escluse).

    CHOPARD L.U.C Skull One Calavera Pop Art
    Cassa (40 mm x 7,2 di spessore) in acciaio Lucent Steel™ rivestita da un trattamento Dlc e microbillé. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L.U.C 96.53-L di manifattura, ultrapiatto (3,3 mm di spessore), con autonomia di 58 ore. Quadrante con i colori della bandiera messicana, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di vitello. Edizione limitata di 25 esemplari, 12.500 euro.

    BELL & ROSS BR 01 Cyber Skull Bronze
    Cassa (45 mm) in bronzo, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro BR cal. 210 realizzato in esclusiva, scheletrato e con animazione della mascella durante l’operazione di ricarica. Quadrante a forma di teschio in ottone placcato, lancette luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 500 esemplari, 11.900 euro.

    LOUIS ERARD Excellence La Petite Seconde Louis Horror x seconde/seconde
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Sellita SW261-1, con piccoli secondi personalizzati. Quadrante opalino argenté in parte satinato e con fantasmino luminescente, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle. Edizione limitata di 178 esemplari, 1.975 franchi svizzeri (+ tasse).

    …sotto i 2mila euro

    GAGÀ MILANO Bionic Skull 48mm
    Cassa (48 mm) in acciaio Pvd nero. Movimento meccanico a carica manuale, prodotto in esclusiva. Quadrante smaltato con teschio in applique, vetro minerale con trattamento zaffiro, fondello trasparente, cinturino in pelle. Disponibile in diversi colori. 1.590 euro.

    MIDO Commander Big Date “Homenaje” Limited Edition Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 80 Mido (base ETA C07.651), con spirale in Nivachron, autonomia di 80 ore e grande datario. Quadrante con Calavera Catrina a rilievo secondo la tecnica “Huichol Art”, stampato con 27 vernici colorate e 78 tipi di Super-LumiNova, lancette luminescenti, vetro zaffiro, fondello trasparente, cinturino in pelle intercambiabile con il bracciale in acciaio, incluso nel packaging. Edizione limitata di 677 esemplari, dedicati a Frida Kahlo. 1.500 euro.

    PHILIPP PLEIN The Skeleton Ecoceramic
    Cassa tonneau (44 mm) in eco-ceramica, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Seiko NH70. Quadrante ajouré a forma di teschio, cinturino traforato in silicone. 740 euro.

    …e sotto i 500

    MR JONES WATCHES The Last Lough
    Cassa (37 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro ST 1721, con indicazione saltante delle ore e su disco rotante dei minuti. Quadrante smaltato, vetro zaffiro, cinturino in pelle. Disponibile anche con cassa Pvd nera. 285 euro.

    SWATCH X YOU All Bones and Flowers
    Cassa (41 mm) in plastica trasparente. Movimento al quarzo Swiss made. Quadrante trasparente, cinturino in plastica. 105 euro. Può essere interamente personalizzato, tramite il servizio Swatch X You, con il canvas Dia de los Muertos. 130 euro.

    TIMEX Standard x Peanuts Featuring Snoopy Dia de los Muertos
    Cassa (40 mm) in ottone a basso contenuto di piombo Ip nero. Movimento al quarzo. Quadrante stampato e retroilluminato (Indiglo), lancette, indici e numeri luminescenti, cinturino in pelle. 109 euro.

    JOHANNA PARKER Spooky Watches Standing Cat
    Cassa (38 mm) in acciaio. Movimento al quarzo (Miyota). Quadrante stampato, cinturino in pelle. Disponibile con numerosi soggetti, 38 dollari.

  • Comics watch, fumetti al polso. Il gioco continua…

    Comics watch, fumetti al polso. Il gioco continua…

    La passione dell’orologeria per i fumetti non accenna a diminuire. Prova ne siano i tanti esemplari dedicati ai personaggi delle “strisce” usciti anche quest’anno. Del resto i comics watch – chiamiamoli così, per comodità – non sono una tendenza passeggera. Come abbiamo già scritto in diverse occasioni, sono un fenomeno di costume iniziato quasi un secolo fa, con il Mickey Mouse di Ingersoll che portava leggerezza e disimpegno in una società ancora colpita dai postumi della Grande Depressione.

    Ma no, non si tratta di semplici gadget per bambini. Da sempre i comics watch sono trasversali ai generi e ai segmenti di mercato: si trovano nel basso come nell’alto di gamma, nei “solo tempo” al quarzo e nei complicati di manifattura. Semmai, negli ultimi tempi, stanno diventando sempre più curati nel design, con dettagli a tema che talvolta vanno ben oltre il quadrante per coinvolgere tutti i componenti dell’habillage. Elementi che spesso aggiungono un tocco di ironia a oggetti già divertenti di per sé, ma che richiedono speciali forniture e ulteriori spese di produzione. A dimostrare che sì, si tratta giochi, ma di giochi molto seri.

    E la riprova sta nel fatto che le case non si limitano a riproporre gli stessi soggetti, ma ampliano la ricerca verso eroi, antieroi e supereroi sempre nuovi. Da Zagor a Lupin III, da Diabolik a Batman, da Hello Kitty a Donkey Kong fino agli Street Fighter, l’orologeria degli ultimi anni si è sbizzarrita a cercare i personaggi di culto più diversi nel mondo dei cartoon, dei manga e degli anime. Lo abbiamo visto anche di recente, con il lancio della collezione Swatch x Dragon Ball Z – di cui ora pubblichiamo il nuovo Shenron.

    E lo confermano appunto le novità riportate qui sotto, tra cui appare per esempio un bel Braccio di Ferro celebrato da Franck Muller. Ed è sempre la Marca di Watchland a realizzare anche un fascinoso Diabolik – in collaborazione con Ronchi Gioielli di Milano – in occasione dell’uscita del film dei Manetti Bros. con Giacomo Gianniotti e Miriam Leone. Comunque, è da citare anche l’Aquaman di Undone – sul cui sito si trova un intero catalogo di comics watch (e merita quindi almeno una visita). Da sottolienare, poi, la presenza di Mario Bros: che non è solo il protagonista della saga di videogiochi arcade (sgrunt, umpf!), ma ha avuto anche la sua bella trasposizione fumettistica, a cominciare dalle strip di Super Mario Adventures apparse nella rivista Nintendo Power.

    Due parole, infine, sul caso Citizen. La collaborazione fra il colosso giapponese e Disney – iniziata nel 2018 su iniziativa della filiale americana – prosegue con una pletora di esemplari dedicati a tutti i “classici” del Castello fatato. In un percorso storico che copre interamente gli ultimi cent’anni, e va da Topolino a Cenerentola, da Aladdin alla Sirenetta fino a Frozen… Per comprendere perfino i “cattivi”, come la strega di Biancaneve, Ursula o Maleficent, nonché tutte le star dell’universo Marvel, fra cui spicca l’Uomo Ragno che proprio nel 2022 festeggia il compleanno. E non importa se questi comics watch non sono distribuiti in Italia: il sito offre la possibilità di “provarli” virtualmente attraverso il proprio smartphone. Basta inquadrare un QR-code, et voilà… il gioco è fatto. E inizia già con lo shopping.

    Casio G-Shock Super Mario Bros DW5600SMB-4
    Cassa (43,8 x 48,9 mm) in resina, antiurto e impermeabile fino a 20 atm. Movimento al quarzo multifunzione. Display retroilluminato (quando lo si accende, appare l’immagine di Mario), cinturino in resina. 149 euro.

    Citizen x Disney Batter’s up Mickey
    Cassa (43 mm) in acciaio Ip nero, impermeabile fino a 10 atm. Movimento Eco-Drive (a carica luce) con piccoli secondi e datario (che emula un tabellone segnapunti). Quadrante con Topolino giocatore di baseball, lancette luminescenti, cinturino in pelle simile a un guantone. Da acquistare online, 375 dollari.

    Citizen x Marvel Spider Man
    Cassa (43 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento Eco-Drive (a carica luce). Quadrante commemorativo per i 60 anni dell’Uomo Ragno, lancette luminescenti, vetro bombato, fondello personalizzato, cinturino in poliuretano. Il packaging comprende anche due spille. Edizione limitata di 1962 esemplari, da acquistare online, 425 dollari.

    Franck Muller x Bamford Watch Department Vanguard Popeye
    Cassa (44 x 53,7 mm) in titanio grado 2 spazzolato e annerito da un trattamento Pvd. Movimento meccanico a carica automatica (calibro MVT FM 800 con le finiture tipiche dell’alta orologeria). Quadrante microsabbiato con applique di Braccio di Ferro, le cui braccia indicano le ore e i minuti, lancetta centrale dei secondi con Pisellino, vetro zaffiro, cinturino in gomma e pelle di vitello. Edizione limitata di 60 esemplari, 12.500 sterline.

    Franck Muller x Ronchi Gioielli Cintrée Curvex Diabolik Limited Edition
    Cassa in acciaio Pvd nero. Movimento meccanico a carica automatica (calibro MVT FM 800-DT, dalle finiture tipiche dell’alta orologeria), con datario. Quadrante con 20 strati di lacca traslucida, lancette laccate “rosso vivo”, vetro zaffiro, cinturino in pelle. Edizione limitata di 25 esemplari. 14.800 franchi svizzeri.

    Konstantin Chaykin x Warner Bros. Wristmons Harley Queen
    Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, (calibro K.07-4, base Eta 2892-A2 con modulo di manifattura) con rotore a disco, indicazione delle ore e dei minuti tramite dischi rotanti (in contatori separati) e fasi di luna. Quadrante guilloché a Clou de Paris e a onde, multilivello e con dettagli laccati, lunetta personalizzata, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle tipo Arlecchino. Edizione limitata di 28 esemplari, 19.950 franchi svizzeri.

    Swatch x Dragon Ball Z Big Bold Shenron x Swatch
    Cassa (47 mm) in plastica. Movimento al quarzo, di fabbricazione svizzera. Quadrante stampato con la zampa del Drago Divino e le sette Sfere del Drago, lunetta personalizzata, corona a ore 2, cinturino in silicone. 135 euro.

    TAG Heuer Formula 1 x Mario Kart
    Cassa (44 mm) in acciaio, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica (Calibro 16), cronografo con secondi continui e datario. Quadrante effetto fibra di carbonio, applique di Mario con il suo kart nel contatore a ore 9, lunetta in ceramica (con scala tachimetrica), corona e fondello personalizzati, vetro zaffiro, cinturino in pelle stampata come un battistrada. Edizione limitata di 3000 esemplari, 4.150 euro.

    TAG Heuer Formula 1 x Mario Kart
    Cassa (45 mm) in titanio grado 5, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, di manifattura (Calibro Heuer 02T), con autonomia di 65 ore e tourbillon, cronografo con ruota a colonne; certificato cronometro dal Cosc. Quadrante opalino, lancette e indici luminescenti, gabbia del tourbillon con Mario Kart, Guscio Spinoso e Pallottolo Bill rotanti e con profilo luminescente, lunetta in ceramica (con scala tachimetrica) e corona personalizzati, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle effetto battistrada. Edizione limitata di 25 esemplari, 24.750 euro.

    Timex x Peanuts Timex Marlin® Hand-Wound x Snoopy Tennis Reissue
    Cassa (34 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, di fabbricazione giapponese. Quadrante con Snoopy tennista, con indicazione dei minuti a forma di racchetta, indicazione dei secondi (su disco trasparente) a forma di pallina da tennis, cinturino in pelle, intercambiabile. Riedizione di un esemplare del 1979, serie limitata di 300 esemplari (in esaurimento), 229 euro.

    Undone Aqua III Aquaman
    Cassa (43 mm) in bronzo, impermeabile fino a 50 atm e con valvola di decompressione. Movimento meccanico a carica automatica di fabbricazione giapponese (calibro TMI NH35A). Quadrante personalizzato, lancette, indici, numeri e logo luminescenti, contrappeso della lancetta centrale dei secondi a forma di Tridente di Nettuno, ghiera girevole unidirezionale, vetro zaffiro a doppia bombatura (3 mm di spessore), fondello in acciaio, cinturino in tessuto tecnico foderato in pelle. Edizione limitata di 300 esemplari, realizzati su commissione, 678 euro.

    Unimatic Modello 1 Disney Fantasia x Highsnobiety
    Cassa (41,4 mm) in acciaio spazolato, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica (calibro Sellita SW 200-01). Quadrante argenté grené con Topolino Apprendista Stregone, lancette e indici luminescenti, ghiera girevole unidirezionale con inserto in alluminio, vetro zaffiro bombato (2,5 mm di spessore), fondello personalizzato, cinturino Nato in tessuto tecnico, intercambiabile. Il packaging contiene due cionturini Nato addizionali, blu e grigio. Edizione limitata di 100 esemplari, 890 euro. Sold out.

    Qualche precisazione finale.

    1. A titolo informativo, in questa pagina ci siamo concentrati solo sulle novità uscite negli ultimi tempi. Abbiamo scelto di non estendere il periodo temporale per evitare un eccessivo affollamento di modelli.
    2. Come avete visto, i comics watch si prestano anche a sancire particolari collaborazioni, per esempio con negozi fisici o virtuali. Purtroppo in questi casi le edizioni limitate sono un obbligo e il rapido esaurirsi dei pezzi fa parte del gioco.
    3. A quanti ci chiedono se non siamo ancora stufi di pubblicare i comics watch, rispondiamo di no. Ovviamente no. E non lo saremo finché le case di orologeria continueranno a produrli. Ovvero mai, mettetevi il cuore in pace…
  • Internet Time. La storia degli orologi elettronici – Quarta uscita

    Internet Time. La storia degli orologi elettronici – Quarta uscita


    Dopo gli anni Ottanta, eccoci al 2000. Aspettando gli smartwatch, arriva l’Internet Time e spariscono i fusi orari…

    Millennio nuovo, orologi digitali nuovi. Così è stato. Il passaggio al 2000 sarà segnato da una grande novità. Parliamo della seconda rivoluzione Swatch, sempre per merito del vulcanico “numero uno” Nicolas Hayek. Così, dopo avere riportato in vita nel 1983 l’orologeria svizzera, a due anni dal cambio secolo ha avuto un’altra idea geniale: l’Internet Time. Al solito si è trattato di un mix tra pensata hi-tech e strategia marketing. Per la precisione il progetto venne annunciato il 23 ottobre 1998 in pompa magna con invitato d’onore Nicholas Negroponte. Nel 1999 escono i primi modelli.

    Cos’è l’Internet Time

    La tesi è semplice. Perché non progettare orologi che misurino in modo universale il tempo? Detto, fatto. Nicolas inventa, appunto, l’Internet Time. Un sistema di calcolo che utilizza lo stesso orario in ogni parte del mondo e momento della giornata, eliminando fusi orari e differenze geografiche. Non ore e minuti durante le 24 ore, bensì mille unità decimali chiamate .Beats. Dove 1 .Beat corrisponde a 1’ e 26,4”. Ogni giorno @000 inizia a mezzanotte di Biel Meantime (BMT) in Svizzera, sede storica Swatch.

    I modelli includevano più funzioni: due fusi orari, timer, cronografo e sveglia, il count down e anche una piccola animazione. Diverse le versioni: cassa in plastica, alluminio, skin (sottilissimo) e Access. Diciamo che il sistema, decisamente originale, non era certo comodo per noi umani, che ragioniamo da millenni in modalità analogica. Per fortuna il quadrante mostrava sempre il doppio orario, altrimenti fare il conto per scoprire che @484 sono le 11 am 37’ e 11” sarebbe risultato decisamente scomodo. Alla fine l’Internet Time, come detto prima, si rivela più un’idea marketing che hi-tech. Ma servì a porre il mattoncino successivo degli orologi elettronici.

    I modelli luminosi Timex

    Già qualche anno prima della fine del XX secolo escono i primi digitali in grado di scambiare informazioni col computer. Nel 1994 Timex, azienda del Connecticut, si allea con Microsoft e posiziona sul mercato Datalink 50. Un digital watch in grado di memorizzare cinquanta contatti e brevi note nelle memoria interna. Ma la vera novità, non è l’archiviazione in memoria, bensì la connessione senza fili con pc Windows. E qui scende in campo l’azienda di Bill Gates che progetta un originale sistema di trasmissioni luminose.

    Come funziona? I numeri in rubrica vengono prima inseriti nel computer, poi trasferiti all’orologio in modalità wireless-ottica. Per farlo era sufficiente posizionare l’orologio vicino al monitor e avviare la procedura di trasferimento. Sul display compariva un codice composto da linee orizzontali, lette dal sensore ottico di Datalink. Per quegli anni una tecnologia da fantascienza. La memoria venne estesa a 150 dati, ma l’orologio non riscosse molto successo.

    Windows da polso

    Andò meglio agli Spot Watch, acronimo di Smart Personal Objects Technology. Un progetto presentato dallo stesso Gate nel 2002 al Comdex. In questo caso Microsoft pensava a un insieme di prodotti “Personal Home”. Uno dei primi esempi di Internet degli oggetti (Iot) incubato dai big mondiali della tecnologia nei successivi dieci anni. Fossil, Suunto e Tissot abbracciarono la proposta definita da Gates come: «Prossima rivoluzione del computer».

    L’idea era di mettere al polso il nascente Windows Mobile per dotare il microschermo di funzioni grafiche. Furono sviluppati diversi prototipi, ma il mercato rispose in modo fiacco. Colpa del software che per problemi di diritti non si interfacciava con altri sistemi. Ma all’orizzonte stava facendo capolino Android. Sistema open, cuore dei futuri smartwatch. Siamo nel 2008.

    Nella prossima uscita: XXI secolo, è l’ora degli smartwatch

  • Campi magnetici e orologi. Magnetismo sadico

    Campi magnetici e orologi. Magnetismo sadico

    Ogni tanto un po’ di sadismo non guasta. Intendo dire che è divertente inventare test “casalinghi” per verificare alcune affermazioni relative agli orologi. Come l’effetto negativo dei campi magnetici. Dicevamo che alcune parti degli orologi rischiano di magnetizzarsi permanentemente (che vuol dire fin quando non si interviene per smagnetizzarli) con effetti disastrosi per la costanza di marcia, ossia la precisione.

    Che i campi magnetici facciano molto male agli orologi è cosa ben risaputa da molto tempo: è per questo che dal ferro usato per le platine degli orologi antichi si è passati all’ottone, immune, appunto, agli effetti negativi dei campi magnetici. Gli studi più interessanti sul tema vennero condotti in Francia fra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. Il periodo, guarda caso, in cui operavano grandissimi orologiai come Abraham-Louis Breguet ed altri, che compresero come si dovesse limitare al massimo l’uso di materiali ferrosi. Limitare, ma non eliminare: perni, assi e molle non avevano alternative. Di questi aspetti storici, che implicano persino un Nobel per la Fisica nel 1920, parleremo in futuro. Per ora vorrei limitarmi ad un semplice esperimento condotto con l’imprescindibile aiuto dei tecnici di Pisa Orologeria, a Milano.

    Gli ingredienti di base sono semplici: un orologio di buona qualità e un magnete potente, ma non potentissimo, di quelli usati per fissare al frigo qualche foglio di appunti. Se ne trovano facilmente nelle vendite online a prezzi molto contenuti, ma regolarmente privi di qualsivoglia indicazione sull’entità del campo magnetico generato. Si parla del peso che sono in grado di sostenere, ma niente espresso nei consueti sistemi scientifici di misura. Però questi magneti sono comunque più che sufficienti per quel che abbiamo in mente.

    Faccio una prima verifica con una bussola. Dopo aver stabilizzato l’indice che punta a nord, avvicino il magnete e l’indice – come è naturale – devia vistosamente. Prendo magnete, orologio e bussola (tenendoli ben lontani fra loro) e vado all’appuntamento con i tecnici di Pisa Orologeria.

    L’orologio in questione è lo splendido solo tempo S1 Automatic, disegnato da Giorgio Galli per una sua collezione realizzata da Timex. I tecnici restano piacevolmente sorpresi dalla qualità del design, dal prezzo (450 euro) e dalla tutto sommato buona finitura del movimento Miyota, fabbrica appartenente al gruppo Citizen.

    La sorpresa diventa aperta ammirazione quando piazziamo l’S1 sul cronocomparatore. Lo scarto medio su due posizioni è di appena -4/+5 secondi al giorno. Su più posizioni è ragionevole considerare che lo scarto sarebbe inferiore e che il movimento potrebbe persino meritare il certificato di cronometro del Cosc (Contrôle Officiel Suisse des Chronomètres), rilasciato dopo una serie di test effettuati per 15 giorni su 5 posizioni e diverse temperature.

    Il nostro controllo al cronocomparatore, insomma, dimostra che il Timex S1 di Giorgio Galli è un orologio oggettivamente eccellente in relazione al prezzo. Qualche tempo fa scrivevo (l’articolo lo trovate qui) che l’S1, con il suo design, la sua qualità e il suo prezzo, è un precedente “pericoloso”. Confermo.

    A questo punto estraggo l’arma, ossia il magnete, e sotto lo sguardo perplesso dei tecnici lo appoggio sul fondello trasparente dell’orologio. E l’S1 si ferma. Si ferma: resta immobile. Poi, quando dopo qualche secondo allontano il magnete, l’orologio sembra riprendersi. Non esce sangue, ma l’S1 è gravemente ferito. Lo scarto al cronocomparatore – sempre per due posizioni – è passato a ben 540 secondi, in media. Da 9 a 540: sessanta volte lo scarto originario! In pratica, dopo essere stato esposto ad un campo magnetico forte sì, ma nemmeno tanto, l’orologio magnetizzato farebbe registrare quotidianamente un errore pari a quello che l’orologio non magnetizzato restituirebbe dopo due mesi di funzionamento ininterrotto. Siamo tutti a bocca aperta. Non possiamo certo considerarlo un esperimento scientifico, ma l’entità della differenza fra prima e dopo il magnete è davvero impressionante.

    Apriamo una parentesi. Deve essere ben chiaro che “giochi” come il nostro devono riguardare esclusivamente orologi con movimento meccanico. I movimenti elettronici al quarzo sono in genera quasi totalmente paramagnetici. Si magnetizzano temporaneamente, spesso fino ad arrestare la marcia; ma quando vengono strappati alle grinfie dei campi magnetici tornano a lavorare normalmente. Chiusa parentesi.

    E adesso, pover’uomo? Questa frase (titolo di un triste romanzo di Hans Fallada, scrittore tedesco nato nel 1893 e morto nel 1947) sembra descrivere bene la situazione del nostro Timex, ma noi conosciamo il rimedio. Si chiama smagnetizzatore.

    È una vecchia storia. Chi ricorda le registrazioni su nastro magnetico (bobine o cassette che fossero) sa bene come periodicamente fosse necessario smagnetizzare le testine di lettura/registrazione. Bastava semplicemente lo scorrere del nastro (ricoperto di ossido di ferro) per causare nel tempo una magnetizzazione che causava un udibile restringimento dello spettro di frequenze. Una diminuzione ben percepibile dalle qualità originali del registratore. Altrettanto avviene con gli orologi. Al di là del nostro esperimento, consapevolmente provocatorio, resta il fatto che anche i deboli campi magnetici in cui ogni orologio si imbatte causano alterazioni della costanza di marcia. Che si sommano, giorno dopo giorno, fino a diventare ben percepibili.

    Abbiamo smagnetizzato l’orologio con uno strumento professionale (ricordiamo che lo smagnetizzatore non deve essere utilizzato sugli orologi con movimento al quarzo), e dopo un doppio passaggio l’orologio è tornato quasi ai valori iniziali e comunque ampiamente migliori rispetto alle specifiche onestamente dichiarate. Ma è anche vero che nel nostro esperimento avevamo sottoposto il Timex S1 di Giorgio Galli ad una vera e propria tortura di martellate “magnetiche”. Una terza smagnetizzazione ha riportato tutto a posto.

    Sento già qualcuno chiedermi se è possibile far da sé. Sì, anche se gli strumenti professionali, i più efficaci, costano intorno ai 500 euro. Forniscono buoni risultati anche quelli semiprofessionali (circa 350 euro), mentre qualcosa di buono ci si può comunque aspettare da smagnetizzatori con prezzi intorno ai 20 euro. Sempre che non vi accaniate sadicamente sull’orologio come abbiamo fatto noi… 😊

  • Timex S1 Automatic, il progetto intelligente di Giorgio Galli

    Timex S1 Automatic, il progetto intelligente di Giorgio Galli

    Questo Timex costituisce un pericoloso precedente. Il Timex S1 Automatic, disegnato e firmato da Giorgio Galli, è pericoloso perché costringe a due valutazioni, che poi convergono in una. Che sono l’importanza di un progetto e meglio ancora (forse dovrebbe essere logica) di un progetto intelligente.

    Nell’epoca del “tu hai studiato, io no e allora chissenefrega dov’è la differenza”, Giorgio Galli te la sbatte in faccia, la differenza. Quella fra la combinazione studio/intelligenza e due neuroni dei quali uno in coma. Dopodiché dal punto di vista del “mi piace/non mi piace” ognuno può ragionare come vuole; ma se non ci si rende conto del valore, allora vuol dire possedere una intelligenza irrimediabilmente “diversa”. E questo sarebbe bene nasconderlo dietro una pesante coltre di silenzio.

    La meccanica

    Partiamo dal fatto che stiamo parlando di un orologio che costa 450 euro. Che comprende un movimento meccanico a carica automatica. Un Miyota 9039, un tre sfere giapponese (Miyota appartiene a Citizen), concordemente considerato come fra i migliori attualmente in produzione: montato su 24 rubini, 28.800 alternanze/ora, 42 ore di autonomia, 26 millimetri di diametro per 3,90 di spessore. È un buon movimento anche perché non costa affatto caro per quel che è in grado di dare.

    Non ci sono raffinatezze come sistemi di regolazione particolarmente stabili, finiture di elevato livello, e il bilanciere forse potrebbe essere migliore, ma ricordo che stiamo parlando di un orologio che costa meno di 500 euro. Hanno fatto benissimo, Galli e Timex, a mostrarlo in tutta onestà attraverso l’oblò sul fondello. Da un punto di vista tecnico, insomma, la scelta è condivisibile e se la batte ad armi pari con realizzazioni in qualche modo equivalenti. E allora dov’è il grido di stupore per l’S1 di Timex? Nel lavoro del progettista, di Giorgio Galli.

    Il design

    Non sono un grande esperto di design e per me l’importante è che l’estetica sia almeno passabile. Ma da un designer mi aspetto una ergonomia impeccabile (ossia la possibilità di usare l’orologio agevolmente e con piacere) e qualche piccola impennata d’ingegno, derivante dall’intelligenza e dal proprio patrimonio professionale. Non sono stato deluso.

    La cassa sostanzialmente è un cilindro che viene inserito dall’alto in una struttura “scheletrata” comprendente le anse. Opportune sporgenze fanno sì che la cassa cilindrica appoggi solidamente sulla parte superiore e inferiore della struttura scheletrata. A tenere in sede il tutto è il fondello (aperto al centro) serrato a vite. Una struttura solida, che apre la strada a soluzioni estetiche che in futuro potranno accoppiare l’acciaio con il placcato oro; oppure con il titanio, oppure con parti annerite galvanicamente… E così via. Un orologio in divenire.

    A prima vista, però, la struttura sembra di quelle classiche, non fosse per le anse scheletrate. Ti rendi conto che è impossibile solo quando osservi le righe incise sulla cassa (fanno tanto Mainstream americano degli anni ’20) e ti chiedi quindi come diavolo è progettato l’orologio. Chiedi a Galli se sei pazzo tu o astuto lui: e Galli ti risponde “esatto”.

    I dettagli

    A cascata, poi, c’è una lunga serie di piccoli dettagli qualificanti: il cinturino in gomma sintetica, che sarà economica, ma ti consente di riportare sul lato un lungo solco che prolunga esteticamente l’apertura delle anse; sempre nel cinturino (che è facilmente sostituibile agendo su una levetta), noti la superficie interna concepita per non incollarsi troppo, sotto l’effetto del sudore estivo, e il rivetto sagomato che evita il triste penzolamento della parte terminale del cinturino stesso.

    Un dettaglio che si trasforma in piacere quando ti rendi conto che il rivetto è agevole da inserire nella lunga fessura che lo tiene in sede e al tempo stesso non troppo resistente quando devi toglierti l’orologio. Segno che il designer ancora una volta ha fatto il proprio dovere studiando, prototipo dopo prototipo, la soluzione migliore per la comodità d’uso. Si chiama professionalità al servizio del compratore.

    E si nota la forma della corona, facile da gestire, dalla buona presa non contrastata da spigoli fastidiosi e per giunta con il tocco estetico di una superficie concava satinata, nella parte esterna. Dettagli piccoli, ma sempre da professionista. E si nota il quadrante old fashioned con indici applicati e un piccolo rubino sintetico al 6, a far da contraltare al logo Timex gestito da puristi dell’understatement. Niente urla “eccomi sono qui”, niente vistosità, come del resto il riferimento a sé che Galli ha relegato ad una delle scritte sul fondello.

    Vetro e finiture

    E si nota la finitura molto accurata sulla parte esterna dell’orologio (dove è indispensabile), compensata da un’altra più rapida sulla parte verso il polso; che comunque non si rende mai fastidiosa anche per l’intelligente studio sugli spessori della parte metallica del fondello e del vetro dell’oblò. Professionismo, ancora una volta, per dare il massimo al minimo prezzo. Intelligenza, perché l’intelligenza serve e deve essere apprezzata.

    A proposito di intelligenza, alla presentazione del Timex S1 Galli notava che qualcuno gli aveva rimproverato l’uso del vetro minerale, anteriormente e posteriormente, in luogo del vetro zaffiro. Che non solo è “naturalmente” più costoso del vetro temprato, ma che il produttore avrebbe pagato, nella forma desiderata, quanto l’intero orologio. No, non intendo affatto dare dello stupido a chi ha fatto questa osservazione. Perché in realtà credo che il designer dovrebbe appuntarsela al petto come una medaglia.

    Conclusioni

    È chiaro che questo Timex S1 è stato così ben studiato che, se gli mettessi oro bianco e giallo, materiali esclusivi, finiture da amanuense della micromeccanica e un movimento di manifattura, lo avresti pagato serenamente diecimila euro senza sentirti affatto derubato. A dimostrazione di quanto il progetto sia sempre più importante, a qualunque livello di prezzo.