Giornale Degli Orologi

Tag: Piaget

  • 7 ultrapiatti presentati a Watches and Wonders 2026

    7 ultrapiatti presentati a Watches and Wonders 2026

    È vero. La maggior parte di questi orologi li abbiamo già pubblicati, nelle precedenti vetrine sulla (nostra) top ten di W&W e sulle anteprime dello stesso Salone. Eppure era necessario ripubblicarli di nuovo, in questa occasione, perché appartengono a uno dei generi più amati all’ultima edizione di Watches and Wonders: quello degli ultrapiatti – o extrapiatti che dir si voglia (non esistono differenze sostanziali fra le due definizioni). Ecco quindi 7 ultrapiatti esposti quest’anno a Ginevra e subito diventati protagonisti dei discorsi e dei reportage post-fiera.

    Esemplari degni di nota in assoluto, gli ultrapiatti sono semplici solo in apparenza: in realtà gli esperti li considerano alla stregua dei complicati, per le difficoltà intrinseche alla loro costruzione. Non a caso li realizzano marche che vantano una più o meno lunga specializzazione al riguardo, perché non ci si improvvisa produttori di movimenti sottili, se non sottilissimi. Basta guardare chi ha prodotto questi 7 ultrapiatti, per avere conferma che si tratta sempre di nomi con una dimostrata esperienza nel settore: Bvlgari, Cartier, Chopard, Jaeger-LeCoultre, Patek Philippe, Piaget, Vacheron Constantin – rigorosamente in ordine alfabetico.

    Un genere, dicevamo, che negli ultimi tempi ha visto un rincorrersi di record e conseguenti tentativi di infrangerli. Ma i nuovi 7 ultrapiatti presentati al Salone non colpiscono tanto per l’eliminazione di un ulteriore decimo di millimetro, quanto perché sono dotati di bracciale integrato. Che introduce un altro elemento di difficoltà nella realizzazione, in quanto deve rispondere contemporaneamente alle esigenze di comodità e di sicurezza che un simile design comporta. E quando ci si riesce, come in questi casi, il risultato è da applausi.

    C’è da dire che in questo modo gli ultrapiatti perdono la loro tipica estetica elegante per assumere una connotazione decisamente sport-chic. Prova ne siano i 6 ultrapiatti riuniti qui sotto, cui ne aggiungiamo un altro simile nello stile ma con il cinturino in pelle, presentato da Chopard. A fare da trait-d’union, c’è il Vacheron Constantin: che – come tutti gli esemplari della collezione cui appartiene – è fornito di bracciale intercambiabile con due cinturini (in pelle e in caucciù) inclusi nel packaging. Emblematico di quanto possa essere versatile l’ultima generazione di ultrapiatti…

    6 ultrapiatti con bracciale integrato

    BVLGARI Octo Finissimo 37 mm
    Ha fatto felici tanti appassionati della Maison romana perché introduce finalmente la cassa in un formato ridotto. Ai 37 mm di lato corrisponde però uno spessore leggermente maggiore rispetto al passato: 6,45 mm contro i 5,45 del 40 mm precedente. Il motivo sta nel nuovo movimento automatico, calibro BVF 100, sottile 2,35 mm e con micro-rotore decentrato in platino, in grado di fornire ben 3 giorni di autonomia . Esiste in titanio, interamente satinato o con finiture lucido-satinate, oppure in oro giallo. Da 17.700 euro.

    CARTIER Santos-Dumont
    Risponde a una scelta di design ben precisa, che fa della sottigliezza il proprio elemento distintivo. La cassa misura 31,4 x 43,5 mm (anse comprese) e ha uno spessore di 7,3 mm. Racchiude un movimento meccanico a carica manuale, calibro 430 C (di derivazione Piaget). Sottile anche il nuovo bracciale – le maglie misurano 1,15 mm di spessore: estremamente flessibile, prende ispirazione da quelli sviluppati su misura dalla Maison a partire dagli anni ’20 del Novecento. Esiste in due referenze in oro giallo, oppure in platino (accanto). Quest’ultima versione costa 62.000 euro.

    JAEGER-LECOULTRE Master Control Chronomètre Date
    Fa parte di una riuscitissima collezione, universalmente apprezzata – al Salone e non solo. Realizzato in acciaio, ha la cassa di 38 mm di diametro per 8,4 mm di spessore, e si allaccia al polso con un inedito bracciale dal design unico e originalie. È equipaggiato da un movimento automatico, calibro J-LC 899, sottile 3,43 mm, con massa oscillante in oro rosa e autonomia di 70 ore. Che non solo è certificato cronometro dal Cosc ma anche dal sigillo HPG della Manifattura stessa, che simula le reali condizioni di utilizzo. 14.900 euro.

    PATEK PHILIPPE Nautilus 5810/1G-001
    Eccolo, finalmente. L’adorato modello con quadrante blu, uscito di produzione qualche anno fa (e ora si capisce perché), ritorna per il 50° anniversario nella versione più essenziale: in oro bianco, con indicazione di ore e minuti, il design rivisitato. La cassa misura 41 mm di diametro per 6,9 mm di spessore e ospita il celebre calibro 240: un movimento automatico sottile solo 2,53 mm, con micro-rotore decentrato in oro 22 ct, bilanciere Gyromax® e spirale Spiromax®. In 2000 esemplari, fregiati dal Sigillo Patek Philippe, 89.099 euro.

    PIAGET Polo 79 Two-Tone
    Interamente realizzato in oro bianco e oro giallo, richiama l’estetica del modello originale, uscito proprio nel 1979. La cassa misura 38 mm di diametro per 7,45 mm di spessore, e monta un movimento automatico sottile 2,35 mm, con micro-rotore decentrato in oro 22 ct. Si tratta del calibro 1200P1, versione aggiornata dell’omonimo movimento lanciato nel 2010, a sua volta erede della lunga tradizione di ultra-piatti della Maison. 96.500 euro.

    VACHERON CONSTANTIN Overseas Automatico Ultrapiatto 2500V Riassumiamo quanto abbiamo scritto nell’approfondimento dedicato. È il primo esemplare dell’omonima collezione a essere realizzato interamente in platino. ha la cassa di 39,5 mm di diametro per 7,35 mm di spessore, e un inedito movimento: il calibro 2550. A carica automatica, vanta un micro-rotore decentrato in platino, due bariletti sovrapposti (privi di coperchio e di rocchetto), che assicurano un’autonomia di 80 ore, e un treno del tempo ridisegnato. Edizione limitata di 250 esemplari, 120mila euro.

    Più uno con il cinturino

    CHOPARD L.U.C XPS Prussian Blue
    Prende nome dal colore del quadrante, che rende omaggio alla storia di Neuchâtel, fra Sette e Ottocento parte del Regno di Prussia. Ma a noi interessa per la cassa in Lucent Steel, l’esclusivo acciaio della Casa, che misura 40 mm di diametro per 7,2 mm di spessore. Il merito è del calibro L.U.C 96.12 L, diretto erede del primo movimento prodotto in-house nel 1996. Sottile solo 3,3 mm, a dispetto della carica automatica, integra un micro-rotore decentrato in oro 22 carati e due bariletti sovrapposti (tecnologia Chopard Twin), che garantiscono 65 ore di autonomia. È certificato cronometro dal Cosc. 12.900 euro.

  • Gli orologi degli Oscar 2026: trend e modelli da red carpet

    Gli orologi degli Oscar 2026: trend e modelli da red carpet

    Siamo sinceri: non avevamo la minima intenzione di proporvi gli orologi degli Oscar 2026. Non volevamo rifare un argomento già affrontato più volte, e oltretutto sapere “chi-ha indossato-cosa” in fondo ci frega relativamente. Così, almeno, la pensavamo fino a poco fa. Poi sono cominciate ad arrivare in redazione, a raffica, le e-mail a tema degli uffici stampa. Tante, troppe per essere ignorate… E ci si siamo resi conto che non avremmo potuto “bucare” la notizia, non sarebbe stato giusto nei confronti di chi ci legge.

    Ecco quindi gli orologi degli Oscar 2026, o almeno una selezione di quelli avvistati all’Academy e al party di Vanity Fair. Presentati velocemente in forma fotografica, perché le immagini a volte possono essere più significative delle parole. Ecco quindi una galleria di personaggi – tutti messi giù da gara, ma ci asteniamo dai commenti sugli outfit – con il relativo orologio indossato per l’occasione. Così si può notare meglio che gli orologi degli Oscar 2026 hanno fatto saltare completamente la distinzione di genere. Tant’è: certi polsi da virilone esibivano con orgoglio esemplari fino a ieri considerati da donna, di piccole dimensioni e ricchi di diamanti.

    Altre tendenze da red carpet e dintorni? Tanto oro rosa, e una certa affettazione nell’indossare rigorosamente una spilla di ordinanza. Non stupisce più di tanto constatare la presenza di diversi esemplari vintage, a dimostrarzione di quanto il secondo polso ormai sia importante anche per le maison. Ci fa piacere poi vedere che diverse signore non si sono limitate a scegliere solo preziosissimi gioielli (come al solito), ma si sono decise a sfoggiare anche un orologio. Era ora!

    Pedro Pascal in Chanel

    Foto Mike Coppola/Getty Images courtesy Chanel

    CHANEL Boy-Friend
    Cassa (26,7 x 34,6 mm) in oro beige, movimento automatico con datario, quadrante guilloché.

    Chris Evans in Chopard

    Foto Mike Coppola/Getty Images courtesy Chopard

    CHOPARD L.U.C XPS
    Cassa (40 mm) in oro rosa, movimento automatico extrapiatto con piccoli secondi, quadrante soleil.

    Usher in Jaeger-LeCoultre

    Foto Frazer Harrison/WireImage courtesy Jaeger-LeCoultre

    JAEGER-LECOULTRE Rendez-Vous Classic Night and Day
    Cassa (29 mm) in oro rosa, movimento automatico con funzione giorno/notte, quadrante guilloché.

    Domhnall Gleeson in Jaeger-LeCoultre

    JAEGER-LECOULTE Reverso Tribute Monoface Small Seconds Cassa ribaltabile (27,4 x 45,6 mm) in oro rosa, movimento meccanico a carica manuale con piccoli secondi, quadrante soleil.

    Amy Madigan in Omega

    Foto JC Olivera/WWD via Getty Images courtesy Omega

    OMEGA Seamaster Aqua Terra 150M 30 mm
    Cassa (30 mm) e bracciale in acciaio e oro Moonshine, movimento automatico, quadrante in madreperlaindici e lunetta con diamanti.

    Reece Feldman in Omega

    Foto Kevin Mazur/Getty Images courtesy Omega

    OMEGA Seamaster Aqua Terra 150M 30 mm
    Cassa (30 mm) e bracciale in oro Moonshine, movimento automatico, quadrante soleil, indici e lunetta con diamanti.

    Michael B. Jordan in Piaget

    Foto Valerie Macon / AFP via Getty Images courtesy Piaget

    PIAGET Vintage Watch
    Cassa in oro rosa, movimento meccanico a carica manuale, quadrante con diamanti.

    Kerry Condon in Piaget

    Foto Savion Washington/Penske Media via Getty Images courtesy Piaget

    PIAGET Limelight Gala
    Cassa (26 mm) in oro bianco, movimento al quarzo Swiss made, quadrante in madreperla, indici, lunetta e anse con diamanti (circa 2.30 ct in totale).

    Mason Thames in TAG Heuer

    Foto Savion Washington/Penske Media via Getty Images courtesy TAG Heuer

    TAG HEUER Link River of Diamonds vintage
    Cassa (24 mm) e bracciale in acciaio completamente tempestati di diamanti (circa 2.18 ct), movimento al quarzo Swiss made con datario, quadrante in madreperla, indici con diamanti.

    Barry Keoghan in Hublot

    Foto Dia Dipasupil/FilmMagic courtesy Hublot

    HUBLOT Spirit of Big Bang Steel Pave 32 mm
    Cassa (32 mm) in acciaio, movimento automatico con datario, quadrante mat, lunetta, anse e maglia d’attacco del cinturino con diamanti.

    Rita Ora in Hublot

    Foto Neilson Barnard/Getty Images courtesy Hublot

    HUBLOT Big Bang One Click Steel Full Pave 33mm

    Cassa (33 mm) in acciaio, movimento automatico con datario, quadrante, lunetta, anse e maglie d’attacco del cinturino con diamanti (1.16 ct in totale).

  • Gli orologi dell’Anno del Cavallo. Le novità per il Capodanno 2026

    Gli orologi dell’Anno del Cavallo. Le novità per il Capodanno 2026

    17 febbraio 2026, Capodanno cinese. Festa della Luna o Festa della Primavera, chiamatelo come volete. Un tempo celebrato tanto nella Mainland China quanto nei Paesi dell’Asia orientale e del Sud-Est asiatico, ormai è diventato una festività a livello globale. Riconosciuta a tutte le latitudini e nell’intero ecosistema commerciale – industria del tempo compresa. Secondo le antiche tradizioni zodiacali dell’ex Celeste Impero, questo sarà l’Anno del Cavallo di Fuoco. E il mondo delle lancette si adegua: non perde l’occasione per sfornare edizioni speciali dedicate. Ecco dunque gli orologi dell’Anno del Cavallo, séguito ideale di quelli dell’Anno del Serpente, del Drago, della Tigre, del Topo (e così via), che abbiamo presentato in passato. Business is business.

    In realtà qui trovate la nostra selezione. Sì, perché è quasi impossibile elencare in modo completo ed esauriente tutti, ma proprio tutti, gli orologi dell’Anno del Cavallo. Troppo numerosi, prodotti come sono in ogni segmento di mercato, dall’entry level all’alta orologeria. Diversi per stile, materiali, tecnica… Ma sempre con l’amato Equino ricorrente, riprodotto in modo vistoso sui quadranti, con rari mestieri d’arte o con semplici stampe, oppure più discreto, come parte integrante della meccanica, magari inciso sulla massa oscillante. E poco importa come sia ritratto. Può essere un purosangue British dal passo disciplinato o un esemplare selvaggio all’irrefrenabile galoppo. (Proprio come quello della vecchia pubblicità del bagnoschiuma Vidal, ve la ricordate?). Ma va bene anche se è rampante come quello della Ferrari (o di Zorro, che a noi Boomer però fa tanto Furia cavallo del West).

    Realistici o fantastici che siano, gli orologi dell’Anno del Cavallo piacciono comunque. Anche a quanti non credono nel destino astrologico, ma sono solo appassionati e collezionisti di micromeccanica da polso. E chi se ne frega se il settore sembra trasformarsi un po’ in una scuderia – non poi così romantica, a pensarci bene: olezzante di fieno e ronzante di mosche. Per quest’anno va così. Ma non ci lamentiamo: l’anno prossimo sarà peggio. Sarà l’Anno della Capra…

    7 orologi dell’Anno del Cavallo. In ordine alfabetico

    ARNOLD & SON Perpetual Moon 41.5 Red Gold “Year of the Horse” Suggestivo lo è di sicuro. Grazie alle fasi lunari, con la grande luna in madreperla luminescente come le costellazioni di Cassiopea e dell’Orsa Maggiore. Sotto il cielo stellato del quadrante in avventurina, il Cavallo in 3D scolpito a mano dell’oro rosso 5N si staglia in un paesaggio dipinto con la tecnica della pittura in miniatura. La cassa in oro rosso ospita un movimento meccanico a carica manuale con 90 ore di autonomia. Edizione limitata di 8 esemplari, 62.600 franchi svizzeri.

    BLANCPAIN Villeret Calendrier Chinois Traditionel
    Un autentico capolavoro meccanico: il movimento meccanico a carica automatica – calibro 3638, a carica automatica e con 5 giorni di autonomia – riporta non solo il calendario completo gregoriano con le fasi di luna, ma anche il calendario cinese. Vale a dire le ore doppie, la data, il mese, i segni zodiacali, i 5 elementi, i mesi intercalari e i tronchi celesti. Il Cavallo fa capolino nella finestrella al 12. La cassa è in platino, il quadrante in smalto Grand Feu. Edizione limitata di 50 esemplari, 96.850 euro.

    HARRY WINSTON Chinese New Year Automatic 36 mm
    Un pezzo di alta gioielleria dalla collezione HW Moments. Concentra una serie di savoir-faire diversi: il Cavallo applicato e laccato emerge come un bassorilevo dalla madreperla, intarsiata a riprodurre le nuvole, tinta di rosso a formare un ferro di cavallo. Immancabili i diamanti: a navette e taglio smeraldo sul quadrante, taglio brillante di varie dimensioni sulla lunetta della cassa in oro rosso. Il movimento è automatico. Edizione limitata di 8 esemplari, prezzo non dichiarato.

    ORIS Year of the Horse Limited Edition
    Una delle interpretazioni fra le più originali del tema. Il quadrante sfumato riporta una doppia raffigurazione del Cavallo, in corrispondenza dell’indicazione dell’autonomia di 10 giorni: al galoppo (quando la molla è a piena carica) e a riposo (quando è scarica). In più, il movimento di manifattura – calibro 113, a carica manuale – mostra giorno, data e mese, oltre alla settimana, indicata sulla scala perimetrale. La cassa è in acciaio, coerente il cinturino in pelle equina (cordovan). Edizione limitata di 88 esemplari, 6.650 euro.

    PIAGET Altiplano Zodiac Horse Edition
    Un altro pezzo di alta gioielleria, questa volta con la cassa in oro bianco tempestata di diamanti: taglio baguette sulla lunetta, taglio brillante sulle anse e sul quadrante. Che è sempre in oro bianco, inciso a mano e dipinto con smalto Grand Feu, cloisonné e pailloné, dalle abili mani di Anita Porchet. All’interno monta un celebre movimento meccanico a carica manuale: il calibro 830P, ovviamente realizzato “in casa”, ultrapiatto (solo 2,5 mm di spessore) e con 60 ore di autonomia. Edizione limitata di 18 esemplari, prezzo non dichiarato.

    SWATCH Riding the Clouds
    Colorato, divertente, “fumettoso”: un pezzo d’arte come solo il Brand può fare. Realizzato in collaborazione con Yu Wenjie, ex artista residente dello Swatch Art Peace Hotel, è ricco di riferimenti simbolici: i due Cavalli, uno bianco e uno nero, rimandano allo Yin e allo Yang, le criniere e le code di fuoco rappresentano fortuna e prosperità… La cassa è in plastica, il movimento al quarzo Swiss made, il cinturino in silicone. 100 euro.

    VACHERON CONSTANTIN La Leggenda dello Zodiaco Cinese – Anno del Cavallo Un altro concentrato di mestieri d’arte: il quadrante in oro è decorato con smalto Grand Feu e applique del Cavallo e del terreno in oro cesellato a mano. Il movimento meccanico a carica automatica, calibro 2460 G4/3, riporta le indicazioni di ore, minuti, datario e giorno della settimana su dischi rotanti. Esiste con la cassa in oro rosa o in platino (foto in alto), in 25 esemplari per referenza, fregiati dal Punzone di Ginevra. In vendita solo nelle boutique monomarca, prezzo non dichiarato.

  • Latest. Le novità dell’estate – 23/06/2025

    Latest. Le novità dell’estate – 23/06/2025

    Consueto appuntamento con le Latest, la rubrica che vi tiene aggiornati sulle novità presentate dalle marche di orologeria nelle ultime settimane. Organizzate come sempre per fasce di prezzo, le Latest di oggi spaziano fra le tipologie più diverse: subacquei, cronografi ma anche dress watch, scheletrati e perfino un esemplare dal soggetto vietato ai minori di 18 anni. Vi abbiamo incuriosito? Bando alle ciance, quindi, e spazio agli orologi.

    Latest… solo per pochi

    PIAGET Andy Warhol
    Un orologio-gioiello decisamente maschile, apparso anche al polso dell’attore thai Apo Nattawin, ambasciatore della Casa, a Barcellona durante il party di lancio della collezione di Alta Gioielleria Shapes of Extraleganza, a Casa Corbero. La cassa di 45 mm in oro bianco ha la lunetta tempestata di zaffiri blu taglio baguette e rotondo, e il quadrante in opale. Il movimento è il calibro automatico 501P1 di manifattura. Pezzo unico ma riproducibile, a dimostrazione di quanto la collezione nata nel 1962 si presti a essere vestita di gemme e minerali. Prezzo non dichiarato.

    ROGER DUBUIS Excalibur Monotourbillon Dr. Woo Episode III
    Terzo capitolo della collaborazione fra il Marchio ginevrino e il tatuatore delle star, si distingue per l’ispirazione spaziale: nebulose, un’astronave, scie spaziali con un messaggio di pace e la gabbia del tourbillon volante che evoca la Galassia del Tourbillon. Realizzato in titanio in parte Pvd oro rosa, ha la cassa di 42 mm con lunetta e bracciale incisi. Ed è equipaggiato dal calibro RD515, a carica manuale, interamente scheletrato, con 3 giorni di autonomia e dettagli tutti da scoprire. In 28 esemplari, certificati dal Punzone di Ginevra. Prezzo non dichiarato.

    Latest fino a 30mila euro

    BVLGARI Octo Finissimo Skeleton 8 Days
    L’orologio dei record torna in un’inedita versione scheletrata, in distribuzione proprio in questi giorni. Nella cassa di 40 mm in titanio grado 5 Dlc nero spiccano sui ponti anneriti i dettagli color oro rosa – tra i quali l’emblematica scritta sotto al logo, a ore 3, che ne sottolinea la caratteristica principale: l’autonomia di 8 giorni. Da segnalare che il movimento meccanico a carica manuale, il calibro BVL199SK di manifattura, misura solo 2,55 mm di spessore. 28.000 euro.

    GRAND SEIKO Evolution 9
    L’iconica collezione della Marca giapponese accoglie il Tentagraph, il movimento automatico ad alta frequenza (36.000 A/h, 5 Hz) che ha esordito due anni fa, con le sue tipiche caratteristiche: 3 giorni di autonomia e scappamento a doppio impulso. Nasce così questo nuovo cronografo realizzato in High-Intensity Titanium (una lega proprietaria, a base di titanio). La cassa di 43,2 mm monta una lunetta in ceramica con scala tachimetrica, il quadrante ha una particolare lavorazione che ricorda le increspature della neve. 15.000 euro.

    Latest sotto i 10mila euro

    BREITLING Superocean Heritage
    La Casa di Grenchen reinterpreta la collezione nata nel 1957 con tante nuove referenze: cronografi e solo tempo con cassa in acciaio (o in oro rosso) da 40, 42 o 44 mm. Tutti con movimento automatico, calibro B01 o B31 di manifattura, certificato cronometro dal Cosc; quadrante nei toni del nero, del blu o del verde con lancetta delle ore a freccia e lunetta girevole unidirezionale con inserto in ceramica. Più un’edizione limitata Kelly Slater che rende omaggio alla cultura hawaiana del surf. Da 5.250 euro. In contemporanea è uscita anche una collezione di occhiali da sole prodotti in partnership con Cutler and Gross.

    PERRELET Turbine Erotic
    Fra le poche case di orologeria a promuovere gli orologi erotici in catalogo, la Maison fondata nel 1777 ha realizzato quattro edizioni limitate a 99 esemplari ciascuna, dai soggetti XXX. Sui quadranti in bianco-e-nero, con pochi tocco di rosso, spiccano così figure in stile Manga Hentai (i fumetti giapponesi per adulti) dai contenuti sessualmente espliciti, ben visibili solo durante la veloce rotazione della turbina. La cassa (41 mm) è in titanio grado 2 annerito da un trattamento Dlc, il movimento è il calibro P-331-MH, a carica automatica, certificato Chronofiable® e COSC. 4.980 euro.

    TUDOR Black Bay 54 “Lagoon Blue”
    L’ispirazione all’Oyster Prince Submariner Ref. 7922 del 1954 è evidente. Ma è rinnovata da una serie di elementi contemporanei, come le dimensioni no-gender, il quadrante azzurro dalla texture sabbiata o il sistema “T-fit” che permette la regolazione (fino a 8 mm) del bracciale a 5 file. La cassa di 37 mm è impermeabile fino a 20 bar, il movimento automatico è il calibro MT5400 di manifattura, con spirale in silicio, 70 ore di autonomia e certificato ufficiale di cronometro (Cosc). 4.320 euro.

    …e sotto i 1.000 euro

    SEIKO Presage Classic
    Sviluppata attorno all’idea di “bellezza funzionale”, la collezione ha dato vita al Museo Presage, che vale la pena visitare virtualmente per capire un po’ di più l’estetica giapponese. E l’occasione può essere proprio il lancio delle nuove referenze: tre con la cassa di 36 mm di diametro e due da 40,2 mm. In acciaio, anche Ip oro giallo, hanno il quadrante che ricorda la texture dei tessuti di seta e il movimento automatico, calibro Seiko 6R55, con 70 ore di autonomia. Da 990 euro (l’esemplare in foto costa invece 1.050 euro).

    YEMA X SECONDE/SECONDE Yachtingraff
    L’artista francese, famoso per “vandalizzare” gli orologi con ironia, trasforma lo storico cronografo da regata della Marca in chiave Street Art. I contatori sul quadrante sembrano dipinti a mano e gocciolano vernice, i pulsanti sono ugelli di una bomboletta spray, sul fondello si legge: “La crociera, la mia musa”. La cassa di 38,5 mm in acciaio, impermeabile fino a 10 atm, ospita un movimento ibrido meccanico-quarzo, calibro Seiko VK63 . In pre-ordine da mercoledì 25 giugno, in consegna da settembre. 469 euro.

    CASIO Edifice EFK-100

    Prima collezione di orologi meccanici per il Marchio giapponese. In acciaio, con la cassa di 39 mm di diametro impermeabile fino a 10 atm, è declinata in cinque modelli: al top le due versioni con quadrante in carbonio forgiato (una referenza in produzione limitata ha anche la cassa nello stesso materiale), più tre con quadrante colorato – verde, blu o bianco dalla texture simile al carboio forgiato. Il movimento automatico è prodotto da Time Module. In vendita dal 1° agosto, da 279 euro.

    BREIL Demure
    Piccolo, femminile, minimale. Interamente in acciaio Ip oro giallo, ha la cassa “di forma” di 16×25 mm che accoglie il quadrante soleil con gli indici ovali. Ma il pezzo forte è il bracciale a cinque file, a chicchi di riso, che lo trasforma in un gioiellino. Il movimento è al quarzo. 169 euro. Esiste anche in acciaio, con quadrante nero o argenté, a 10 euro in meno.

  • Piaget Sixtie, l’ultimo erede di una lunga tradizione

    Piaget Sixtie, l’ultimo erede di una lunga tradizione

    È tutta al femminile la principale novità presentata da Piaget a Watches and Wonders. Si chiama Piaget Sixtie ed è una collezione a mio parere particolarmente riuscita, perché ha tutto quanto serve per piacere alle donne. L’ho pensato subito, appena l’ho vista sulla carta (anzi, sul monitor), e ne ho avuto conferma al Salone di Ginevra, dove ho potuto toccarla, provarla, sentirla “mia” almeno per qualche istante. Capire quali sensazioni trasmette, una volta indossata.

    Il Piaget Sixtie è un orologio “di forma”, sinuoso e arrotondato. Ha un design nuovo e originale: sei convinta di non averlo mai visto prima, eppure lo percepisci in qualche modo rassicurante, come se ti ricordasse qualcosa del passato. Prezioso ma non eccessivo, sempre mettibile, è un accessorio facile da accostare a qualsiasi stile o look. Intuisci che è il risultato di un processo creativo tutt’altro che improvvisato, che ha alle spalle una lunga esperienza nel segmento degli esemplari da donna. Che sono quanto di più difficile da realizzare, come ben sanno gli esperti del settore.

    Piaget e gli anni Sessanta

    Nel Piaget Sixtie, il riferimento agli Swinging Sixties è già implicito nel nome. In generale gli anni Sessanta e Settanta furono decadi di estrema libertà espressiva – come abbiamo già avuto modo di ripetere più volte su questo sito. L’intera società conosceva un’evoluzione dei costumi e della mentalità: la rivoluzione culturale dei giovani e la liberazione sessuale, la conquista dello Spazio, la fiducia nella tecnologia con l’affermarsi della prima elettronica. Il design plasmava figure geometriche e decise nei nuovi materiali sintetici, l’arte si esprimeva con la Pop Art e l’Op-Art, nella moda imperversavano la minigonna di Mary Quant e gli abiti A-line di Courrèges o Yves Saint-Laurent.

    Anche in orologeria soffiava forte il vento del cambiamento. Come racconta la Maison, Valentin Piaget (1922/2017), nipote del fondatore, colse lo spirito dell’epoca. Inviò a Parigi lo staff di creativi per assistere alle sfilate di moda e riportare idee, tendenze e suggestioni nei nuovi esemplari. L’obiettivo era realizzare orologi-gioiello moderni e informali, in grado di distinguersi nettamente da tutto ciò che era stato fatto fino ad allora. Particolarmente proficua fu la collaborazione con Jean-Claude Gueit (1937/2020), designer visionario in grado di sviluppare esemplari d’avanguardia. Fu sempre lui, tra l’altro, il padre del Polo, dell’Emperador Tourbillon e di altri successi di Piaget… Ma questa è un’altra storia.

    Nacque così la collezione 21st Century, presentata alla Fiera di Basilea nel 1969. Composta da forme e strutture davvero mai viste prima, delineava nuovi modi di indossare il tempo. Quegli esemplari manchette simili a sculture da polso, dalle architetture macro e dai bracciali traforati tipo reti d’oro, e le lunghe collane fluttuanti, i cosiddetti Swinging Sautoir, fatti di catene e ornati di frange, segnarono indelebilmente la storia dell’orologeria. Ad aumentarne il fascino, i quadranti colorati, in pietra dura, il cui spessore era compensato dai movimenti ultrapiatti creati da Valentin – in primis il calibro 9P, un carica manuale di soli 2 mm. E poi c’erano le ardite geometrie della cassa: silhouette ovali o rettangolari, anche sviluppate in orizzontale, ellissi o carré obliqui, trapezi dagli angoli smussati.

    Piaget Sixties in sintesi

    Quasi sessant’anni dopo, è proprio il trapezio – tanto amato da diventare a poco a poco un simbolo stesso della Maison – a dar forma alla cassa del Piaget Sixtie. Femminile nella dimensione, delicato nelle proporzioni, ha la lunetta tempestata di diamanti o decorata da una fine godronatura. Più di un dettaglio, il godron è un elemento di design che lo collega idealmente a un altro modello storico della Manifattura, definito in origine semplicemente con il numero della referenza, 15102, e oggi noto come Andy Warhol. Ma non serve che mi dilunghi oltre: per saperne di più, rimando alla lettura di un’altra pagina del Giornale degli Orologi.

    Andiamo avanti. Mentre l’asimmetria diventa caratteristica distintiva della cassa, sinonimo di personalità e di chic innato, il quadrante è semplice. Argenté, satinato soleil, riporta le lancette a bastone dorate, come i lunghi indici applicati. Una sequenza interrotta però dai numeri romani al 6 e al 12, e dal lettering del logo posto insolitamente al 3. Altro segno particolare: il bracciale. Composto da lunghe maglie trapezoidali, anch’esse dai bordi arrotondati e ancora più accentuati sui profili esterni, è così articolato e flessibile da risultare quasi fluido, quando lo si mette al polso. Ben presente, sempre percepibile, ma “morbido”. Come solo i bracciali montati a mano dai maestri orafi possono essere.

    All’interno, il Piaget Sixtie è animato da un movimento al quarzo, pratico, preciso e affidabile, rigorosamente Swiss made. O meglio, per essere corretta devo dire che è prodotto dalla Manifattura stessa, una delle poche a realizzare “in casa” tutti i propri calibri, non solo quelli meccanici ma anche quelli elettronici. Non bisogna dimenticare, del resto, il ruolo avuto dalla Maison nella storia dei primi movimenti al quarzo. Piaget faceva parte del consorzio del CEH, e contribuì alla messa a punto del Beta 21. A questo proposito, devo almeno citare un altro modello storico, la referenza 14101, la prima a montare appunto l’antesignano dei movimenti al quarzo. Anch’essa con la lunetta godronata…

    Referenze e prezzi del Piaget Sixtie

    La collezione Piaget Sixtie è declinata in quattro esemplari-gioiello (almeno per ora, ma nulla si sa su eventuali estensioni di linea in futuro). Una versione è interamente in acciaio, con la lunetta incastonata di diamanti per un totale di oltre mezzo carato. Quella bicolore, con i godron, è invece in acciaio e oro rosa. Poi ce ne sono altre due interamente in oro rosa, diverse proprio per la lunetta godronata o incastonata di brillanti.

    Variano, naturalmente, i prezzi. Che passano dai 12.100 euro per la referenza in acciaio con diamanti, ai 40.300 euro per la referenza in oro rosa, sempre con diamanti. Una spesa certo non alla portata di tutti, ma coerente con il buon nome e la tradizione della Marca. Già in vendita nelle boutique monomarca, dai rivenditori autorizzati e online, il Piaget Sixtie è uno di quegli orologi per i quali vale la pena sostituire il movimento, una volta che il cristallo di quarzo si è esaurito. Come si fa con i veri esemplari-gioiello.

    Sempre a proposito di orologi-gioiello, a onor di cronaca, devo segnalare anche l’esistenza di modelli speciali, collaterali alla collezione. Nel senso che la Maison ha utilizzato la cassa del Piaget Sixtie per creare alcuni pezzi unici, non sempre riproducibili, di alta gioielleria. Esemplari che rimandano direttamente agli Swinging Sautoir del passato: con il quadrante in turchese, in opale bianco o in radice di rubino, circondati da altre gemme di colore con accostamenti audaci e preziosissimi. Che in più sono anche trasformabili, per indossare l’orologio al polso o la collana senza orologio. Ma in questi casi non parliamo di prezzi, inaccessibili per noi comuni mortali. Qui si entra in un’altra dimensione: quella del sogno…

  • Watches and Wonders Geneva, le prime novità

    Watches and Wonders Geneva, le prime novità

    Ci siamo: oggi prende il via Watches and Wonders Geneva. L’evento più atteso dell’anno nel mondo delle lancette, il Salone più importante a livello globale. Organizzato come sempre al Palexpo di Ginevra, è dedicato agli addetti ai lavori per i primi 4 giorni; poi, dal 5 al 7 aprile, apre le porte al pubblico di appassionati e semplici curiosi. Quest’anno riunisce 60 espositori, fra maison “istituzionali”, indipendenti o parte di grandi gruppi, marchi artigianali e una serie di altri brand del segmento medio-alto di gamma. Praticamente il gotha dell’orologeria elvetica, e non solo. Trovate l’elenco completo e tutte le informazioni sul sito ufficiale, oppure una sintesi qui

    A noi interessa di più far vedere gli orologi che saranno esposti in questa edizione di Watches and Wonders Geneva. Qui sotto trovate 13 esemplari, presentati in anteprima alla stampa nelle scorse settimane, ma che finora era vietato pubblicare (con tanto di accordi scritti di non divulgazione). Non cercate Patek Philippe o Rolex, non li troverete: da parecchi anni ormai entrambe le Manifatture mantengono il più assoluto riserbo sulle loro novità, fino all’inaugurazione del Salone. In compenso potete vedere altri orologi degni di nota, alcuni di prossima uscita (quasi immediata) sul mercato. Perché se è vero che le marche non mettono mai i pezzi forti fra le anticipazioni, è vero anche che cercano di spingere modelli comunque rappresentativi, in grado di suscitare curiosità e interesse.

    Qualche informazione di servizio. Abbiamo organizzato queste novità di Watches and Wonders Geneva in ordine alfabetico, per facilitarvi la ricerca. Del resto non potevamo elencare gli orologi per fasce di prezzo, come facciamo di solito nelle nostre Vetrine, perché la maggior parte era priva di indicazioni al riguardo. E se i prezzi non sono disponibili, mica ce li possiamo inventare: tutt’al più li aggiungeremo nei prossimi giorni. Di ciascuno forniamo invece le caratteristiche tecniche essenziali, senza fronzoli né commenti inutili. Lasciamo che siano le immagini a parlare. A buon intenditor…

    BAUME&MERCIER Riviera M0A10827
    Cassa (41 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Valjoux 7753, cronografo con secondi continui e datario. Quadrante decorato a onde con contatori azuré, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio.

    BVLGARI Octo Finissimo Ultra Tourbillon
    Cassa (40 mm di diametro x 1,85 mm di spessore) in titanio sabbiato. Movimento meccanico a carica manuale, calibro BVF 900 di manifattura, ultrapiatto e scheletrato, con platina in carburo di tungsteno, tourbillon a un minuto, due “corone” (una per la ricarica e l’altra per la rimessa all’ora). Vetro zaffiro, bracciale in titanio sabbiato (con chiusura déployante integrata), sottile solo 1,5 mm.

    CARTIER Tank LC
    Cassa (27,75 x 38,1 mm) in oro rosa oppure in oro giallo. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 1899 MC, di manifattura. Quadrante flinqué, lancette in acciaio azzurrato alla fiamma, corona con zaffiro cabochon, vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore.

    CHANEL J12 Bleu
    Cassa (38 mm) in ceramica ad alta resistenza, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 12.1 di manifattura, con autonomia di 70 ore, datario e con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Quadrante laccato, lancette e indici luminescenti, numeri applicati, lunetta in ceramica con motivo baguette, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in ceramica ad alta resistenza.

    CHOPARD L.U.C Quattro
    Cassa (39 mm) in oro rosa etico. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L.U.C 98.09-L di manifattura, con 4 bariletti (esclusiva tecnologia Chopard Quattro), autonomia di 9 giorni, datario a lancetta coassiale ai piccoli secondi e con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Quadrante grené, lancette e indici applicati in oro rosa etico, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. Certificato dal Punzone di Ginevra.

    CYRUS Dominion GMT
    Cassa (42 mm) in titanio grado 5 oppure in oro rosa con inserti in titanio sulle anse, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CYR708 di manifattura, con autonomia di 55 ore, secondo fuso orario con lancetta ad andamento retrogrado e piccoli secondi. Quadrante tridimensionale traforato, lancette luminescenti, disco in vetro zaffiro con numeri stampati luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore.

    GRAND SEIKO Spring Drive U.F.A.
    Cassa (37 mm) in High-Intensity Titanium (esclusiva lega di titanio, niobio e ferro, con durezza pari a 250/350 Vickers), impermeabile fino a 10 atm. Movimento ibrido, calibro Spring Drive 9RB2, a carica automatica e con autonomia di 3 giorni, ma con oscillatore al quarzo e circuito integrato, in grado di registare uno scarto di +/- 20 secondi all’anno (U.F.A. significa Ultra Fine Accuracy). Quadrante decorato, vetro zaffiro a box, fondello trasparente, bracciale in High-Intensity Titanium. In vendita da giugno.

    IWC Ingenieur Automatic 42 Ceramic
    Cassa (42 mm) in ceramica, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 82110 di manifattura, con esclusivo sistema di ricarica Pellaton, autonomia di 60 ore e datario. Quadrante tapisserie, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in ceramica.

    MONTBLANC 1858 Geosphere 0 Oxygen Mount Vinson Limited Edition Cassa (43,5 mm) in materiale composito con CO2 intrappolata, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro MB 29.25 con modulo dell’ora universale di manifattura, emisferi rotanti con funzione giorno/notte, doppio fuso orario e datario. Quadrante con motivo ghiacciaio, lancette e indici luminescenti, lunetta in titanio con inserto in alluminio carrure con profilo grigio luminescente del Monte Vinson, vetro zaffiro, fondello in titanio decorato con il Monte Vinson, cinturino in tessuto, intercambiabile. Edizione limitata di 946 esemplari.

    PANERAI Luminor Marina Titanium PAM03325
    Cassa a cuscino (44 mm) in titanio grado 5, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro P980, con piccoli secondi e datario. Quadrante a sandwich, lancette, numeri e indici luminescenti, ponte proteggi-corona brevettato, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle, intercambiabile.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF GMT Rattrapante Verzasca
    Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 6 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro PF 051 di manifattura, con micro-rotore decentrato in oro 22K, funzione Gmt sdoppiante. Quadrante guilloché a Grain d’Orge, lancette scheletrate, indici applicati, lunetta zigrinata in platino, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio.

    PIAGET Andy Warhol
    Cassa a coussin (45 x 43 mm), godronata, in oro bianco. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 501P1 di manifattura. Quadrante in occhio di tigre, vetro zaffiro, fondello in oro con blasone inciso, cinturino in pelle di alligatore.

    ROGER DUBUIS Grande Complication RDDBEX1174
    Cassa (45 mm x 17,45 mm di spessore) in oro rosa, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro RD118 di manifattura, con autonomia di 60 ore e micro-rotore decentrato, dispositivo tourbillon volante, ripetizione minuti, calendario perpetuo semi-istantaneo con indicazione retrograda dei giorni della settimana e della data. Flangia con indici applicati, luminescenti come le lancette in oro rosa, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle, intercambiabile. Certificato dal Punzone di Ginevra. Edizione limitata di 8 esemplari, in vendita solo nelle boutique monomarca.

  • Gli orologi con quadrante bordeaux. Non burgundy, please

    Gli orologi con quadrante bordeaux. Non burgundy, please

    Oggi parliamo degli orologi con il quadrante bordeaux. Una tendenza che si è andata affermando negli ultimi anni, in modo lento e inesorabile: dapprima con pochi, sporadici pezzi, poi via via sempre più diffusa in tutti i segmenti di mercato. E fin qui tutto bene. Il bordeaux è un bel colore pieno, un rosso scuro che cattura l’attenzione e sta bene sia con i metalli algidi sia con quelli dalla tonalità più calda. Ma… c’è un ma. Nelle comunicazioni ufficiali delle marche, vale a dire le cartelle stampa, sta diventando un’abitudine comune parlare di orologi con quadrante burgundy. Anche nelle traduzioni per i diversi Paesi. Per cui quanti le usano senza discernimento, poi le riporteranno pari pari. E la Rete si riempirà di orridi quadranti burgundy…

    Per favore, no. Non chiamatelo burgundy, non c’è motivo. A meno che non siate madrelingua inglese, e allora ci sta: per voi potrebbe essere normale infarcire il discorso di termini anglosassoni, e poi lo pronuncerete di sicuro in modo corretto (bɜː.ɡən.di, se conoscete i simboli dell’alfabeto fonetico internazionale). Ma non vi rendete conto che letto così com’è scritto, alla maniera italiana (b-u-r-g-ù-n-d-i), non vuol dir niente, anzi risulta brutto e perfino ridicolo? Oltretutto, per essere pignoli, con quel nome è esistita un’antica popolazione germanica che migrò dalla Scandinavia all’Europa Continentale, secoli prima di Cristo. Ma nessuno la conosce e comunque non avrebbe senso riferirsi a quella tribù, nel nostro contesto.

    Qualcuno ce lo spieghi: perché, perché si deve usare la parola burgundy per indicare un colore che abbiamo sempre chiamato bordeaux? Davvero dire burgundy ci rende (o ci fa sentire) tanto più fighi? Cosa c’è che non va nel bordeaux? A noi ricorda l’ottimo vino prodotto nell’omonima regione della Francia. E del resto il termine deriva proprio da lì. Da quel mix di viola e marrone che ricorda le tonalità dell’uva matura. Tant’è che esistono diverse sfumature del colore bordeaux, che possono virare di volta in volta verso il porpora, lo scarlatto, il rubino o il granata. Proprio come il nobile “rosso”.

    Lo si può vedere anche negli orologi con quadrante bordeaux riportati qui sotto. Che, per inciso, appartengono a tutti i generi – dai solo tempo ai complicati, dagli esemplari-gioiello agli sportivi – e di conseguenza a tutte le fasce di prezzo, alcuni più datati, altri appena usciti. Poi, se proprio non vi piace il francese bordeaux, potete sempre tradurlo in italiano. Se Dio vuole la nostra lingua è ricchissima di vocaboli per indicare le tante, particolari varietà di vino rosso con le relative cromie: borgogna, barolo, merlot fino al più generico vinaccia. E non per questo sembreremmo degli avvinazzati… Sarebbe divertente parlare di orologi con quadrante bordeaux quasi avessimo i calici alzati in un brindisi virtuale. Prosit!

    12 orologi con quadrante bordeaux. In ordine di prezzo

    PIAGET Limelight Gala
    Cassa (32 mm) in oro rosa. Movimento al quarzo Swiss made (fabbricato “in casa”). Quadrante in smalto Grand Feu, lunetta con diamanti, zaffiri rosa e rubini in dégradé (5.4 carati in totale), vetro zaffiro, bracciale in oro rosa décor Palace. 115mila euro.

    H.MOSER & CIE. Pioneer Tourbillon Burgundy
    Cassa (40 mm) in oro rosso 5N, impermeabile fino a 12 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HMC 805 di manifattura, con autonomia di 3 giorni, tourbillon volante a doppia spirale. Quadrante sfumato, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in gomma, traforata. 59.900 franchi svizzeri.

    CARTIER Tank Louis Cartier
    Cassa (25,5 x 33,7 mm, 6,6 mm di spessore) in oro giallo. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 1917 MC di manifattura. Quadrante laccato, lancette a gladio, corona perlata con zaffiro cabochon, vetro zaffiro, fondello “chiuso” e inciso, cinturino in pelle di alligatore. 14.300 euro.

    OMEGA Constellation
    Cassa (36 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CoAxial Master Chronometer 8880 di manifattura, con autonomia di 55 ore e certificazione Metas. Quadrante soleil, indici e lunetta con diamanti taglio brillante (0.76 ct in totale), vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore e vitello. 13.500 euro.

    JAEGER-LECOULTRE Reverso Tribute Monoface Small Seconds
    Cassa reversibile (27,4 x 45,6 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro JLC 822 di manifattura, di forma, con piccoli secondi. Quadrante soleil, indici applicati, vetro zaffiro, fondello in acciaio, personalizzabile, cinturino in pelle di vitello, intercambiabile. 11.600 euro.

    BREITLING Chronomat Automatic Gmt 40 Six Nations Wales
    Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Breitling 32, con secondo fuso orario, datario e con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Quadrante a righe con finitura opaca o spazzolata, lancette e indici applicati luminescenti, lunetta girevole unidriezionale, vetro zaffiro, bracciale Rouleaux in acciaio. Edizione limitata di 250 esemplari dedicati alla squadra di rugby del Galles, 5.950 euro.

    BAUME & MERCIER Classima 10691
    Cassa (34 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, con datario. Quadrante satinato soleil, numeri e indici applicati, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio, intercambiabile. 3.050 euro.

    LONGINES Legend Diver
    Cassa (36 mm) in acciaio, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L592 realizzato in esclusiva da Eta, con spirale in silicio e datario. Quadrante sfumato, lancette e indici luminescenti, réhaut girevole, vetro zaffiro bombato, fondello inciso, cinturino in nylon. 2.800 euro.

    HAMILTON Jazzmaster Open Heart Auto
    Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro H10, con spirale in Nivachron e autonomia di 80 ore. Quadrante traforato e sfumato, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello trasparente, cinturino in pelle. 1.145 euro.

    SEIKO Prospex Speedtimer Solar Chronograph SSC953P1
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento al quarzo, calibro V192, a carica solare, con autonomia fino a 6 mesi, cronografo con secondi continui. Quadrante mat, lancette e indici luminescenti, lunetta con scala tachimetrica, vetro zaffiro, bracciale in acciaio. In vendita con un secondo cinturino in pelle incluso nel packaging. Edizione limitata di 2.400 esemplari creati in esclusiva per il mercato europeo. 780 euro.

    BULOVA Jet Star
    Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 bar. Movimento al quarzo, calibro HPQ Precisionist brevettato, ad alta frequenza (262 kHz) con datario. Quadrante sfumato soleil, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, bracciale in acciaio. 429 euro.

    OOO OUT OF ORDER Red Pilot Chronograph
    Cassa (43 mm) in acciaio 316L con processo di invecchiamento brevettato, impermeabile fino a 10 atm. Movimento al quarzo di fabbricazione giapponese, cronografo con datario. Quadrante sfumato mat, lancette e indici luminescenti, lunetta girevole unidirezionale, fondello inciso, cinturino in silicone. 410 euro.

  • Latest. Le novità delle ultime settimane. 06/02/2025

    Latest. Le novità delle ultime settimane. 06/02/2025

    Questo è un periodo ricco di lanci: ecco perché le nostre Latest tornano a distanza di pochi giorni dall’ultima uscita, la settimana scorsa. Alcune marche di orologeria cominciano a introdurre, in super-anteprima, le novità che saranno poi esposte a Watches and Wonders Geneva, in primavera. Altre proseguono con il loro consueto calendario, che ormai segue la logica del see now, buy now. Cioè, una volta presentati, gli orologi sono subito disponibili all’acquisto. Qui sotto comunque li trovate in ordine di prezzo. Per qualsiasi informazione ulteriore, vi rimandiamo, come sempre, al sito ufficiale dei rispettivi produttori.

    Solo per pochi

    PIAGET Polo Flying Tourbillon Moonphase
    Una nuova, grande complicazione entra nella storica famiglia di orologi, rilanciata nel 2016. Il tourbillon volante e le fasi lunari astronomiche convivono nel calibro ultrapiatto 642P, “di forma e a carica manuale (4 mm di spessore), mostrato in parte all’interno del quadrante. La cassa in titanio misura 44 mm di diametro e 9,8 mm di spessore. L’edizione limitata di 88 esemplari sarà ufficialemnte presentata al Salone di Geneva il prossimo aprile. 115mila euro.

    PAMIGIANI FLEURIER Tonda Xiali Chinese Calendar
    Dopo l’acciaio, l’oro rosa. La nuova versione del Calendario cinese, che va ad affiancare quella lanciata nel 2023, regala una nuova veste, più preziosa, alla strepitosa meccanica. Che visualizza – lo ricordiamo – i 24 termini solari (Jieqi), le fasi lunari, i segni dello zodiaco, i 10 steli celesti e i 12 rami terreni. Non un semplice orologio, ma un vero e proprio omaggio alla civiltà dell’ex Celeste Impero. La cassa misura 42 mm di diametro, il calibro PF008 è a carica automatica. 97mila franchi svizzeri.

    H. MOSER & CIE Pioneer Tourbillon Burgundy
    La cassa di 40 mm in oro rosso e il movimento automatico, con 3 giorni di autonomia, dispositivo tourbillon e doppia spirale, sono ricorrenti nella collezione. La novità sta nel colore del quadrante sfumato soleil, rivestito in lacca: bordeaux, o se preferite borgogna (questioni di nuance: qualcuno ci spieghi, per favore, perché va di moda la definizione inglese, se il vino oltretutto è francese). E nell’audace accostamento con il cinturino verde militare. De gustibus… 59.900 franchi svizzeri.

    OMEGA Seamaster 37 Milano Cortina 2026
    A un anno esatto dall’apertura dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, il Brand celebra il proprio ruolo – storico – di cronometrista ufficiale con un esemplare all’insegna della tradizione. Rivisitata: sì, ha la cassa di 37 mm di diametro e il quadrante in smalto Grand Feu, ma è realizzato nell’esclusivo oro Moonshine™ e animato da un movimento Co-Axial, il calibro 8807 a carica automatica, certificato Master Chronometer. 21.500 euro.

    FREDERIQUE CONSTANT Classic Tourbillon Manufacture
    Da quando è uscito, nel 2023, è stato declinato in diverse referenze, anche con quadrante in pietra dura. Questa iterazione, dal total look verde, va a completare l’offerta cromatica delle varianti in acciaio. Per il resto, le caratteristiche essenziali rimangono immutate: la cassa di 39 mm di diametro racchiude il calibro di manifattura FC-980, con spirale e ancora in silicio. Apprezzato sia per la comprovata affidabilità, sia per il prezzo accessibile. In 150 esemplari, 14.995 euro.

    Latest sotto i 10mila euro

    BREITLING Chronomat Automatic Gmt 40 Six Nations Italy
    Cronometrista ufficiale per il quarto anno del Guinness Six Nations, la Casa di Grenchen dedica per la prima volta al torneo di rugby sei modelli femminili, uno per ogni nazione, all’interno della storica famiglia di orologi. Con cassa da 32 mm in acciaio e movimento al quarzo Swiss made, ciascuno è personalizzato nel colore del quadrante e riprodotto in 77 esemplari. In più ha creato anche una nuova versione con secondo fuso orario, sempre con cassa in acciaio ma da 40 mm e con movimento automatico. In 250 esemplari, 5.950 euro.

    PERRELET Turbine Urban Skeleton
    L’esemplare più celebre della Maison come non s’è mai visto. In versione scheletrata, con il calibro P-331 (realizzato in esclusiva da Soprod), che acquista la sigla SQ e fa bella mostra di sé sotto le pale in alluminio anodizzato nero (10, anziché 12 come al solito). Altre novità: l’assenza di quadrante, la cassa (42 mm) in acciaio Pvd nero che adotta per la prima volta la forma à coussin, gli indici fissati sul réhaut – che sembrano sospesi e accentuano l’effetto di profondità. In tre versioni: verde, rosso o blu. 5.750 euro.

    MAURICE LACROIX Aikon Automatic Skeleton
    La scheletratura colpisce ancora. Questa volta va a “intaccare” i componenti del calibro ML135 (basato sul Sellita SW200-1), mostrati attraverso i ponti superiori, anch’essi traforati e colorati in “blu Maurice Lacroix” (oppure in grigio). Interamente in acciaio, lucido e satinato, l’orologio è disponibile in due formati di cassa: 39 oppure 42 mm di diametro. Identico il prezzo: 3.600 euro.

    Latest sotto i 1.000 euro

    SEIKO Prospex Speedtimer
    Un’inedita versione del celebre cronografo al quarzo, realizzata in esclusiva per il mercato europeo. La cassa in acciaio misura 39 mm di diametro, il quadrante prende ispirazione dal colore della carrozzeria di certe auto d’epoca, il bracciale in acciaio è intercambiabile con un cinturino in pelle marrone, traforata. Ma la vera particolarità sta nel calibro a carica solare, che garantisce un’autonomia di 6 mesi anche se non esposto alla luce. Edizione limitata di 2.400 esemplari, 780 euro.

    ATARI x NUBEO WATCHES Asteroids
    Le due aziende celebrano i 45 anni del famosissimo gioco Arcade con un’esclusiva limited edition, in cui l’originale quadrante multilivello reinterpreta gli elementi degli asteroidi e delle navicelle spaziali. Gli Ufo di ore e minuti, più l’astronave al centro per i secondi, si trovano su dischi rotanti e creano un intrigante gioco di luci grazie al Super-LumiNova. La cassa misura 50 mm di diametro ed è impermeabile fino a 20 atm, il movimento automatico ovviamente è di produzione giapponese. In 5 varianti da 125 esemplari ciascuna, in vendita solo negli States. Da 499 dollari. Fabio Parri

    CITIZEN Metropolitan Sport
    Uno sportivo dal gusto contemporaneo, urban sì (come dichiara il nome), ma dalla forte personalià. La cassa in acciaio misura 41 mm di diametro ed è impermeabile fino a 10 bar, il movimento Eco-Drive assicura un’autonomia di 6 mesi anche se lasciato nel cassetto. Segni particolari: la lunetta ottagonale, spazzolata, e il quadrante dall’ottima leggibilità. Blu oppure nero, a nido d’ape, risulta nitido grazie al contrasto con i lunghi indici trapezoidali rivestiti di materiale luminescente, come le lancette. A prova di presbite. 179 euro.

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 28/01/2025

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 28/01/2025

    Ed eccoci di nuovo con le Latest, la rubrica che vi racconta le news presentate nelle ultime settimane sui diversi segmenti di mercato. Indispensabile una premessa: in queste Latest abbiamo volutamente ignorato le novità della LVMH Watch Week, per evitare sovrapposizioni con quanto già scritto la settimana scorsa. E ci siamo invece concentrati su altri marchi, proprio per darvi un’informazione più completa. Consapevoli che le Latest sono lette da un pubblico vasto, stavolta abbiamo privilegiato gli orologi dal prezzo non esagerato, potenzialmente accessibile. E ci ripromettiamo, come sempre, di tenerle in continuo aggiornamento… fino alla prossima puntata.

    Latest… solo per pochi

    PIAGET Altiplano Skeleton Alta Gioielleria Métiers d’Art
    Il celebre ultrapiatto torna in versione ultrapreziosa, rielaborato dalle sapienti mani della maître émailleur Anita Porchet e degli artigiani della Maison. Il quadrante scheletrato è rivestito per metà di smalto cloisonné e per metà di baguette (diamanti e zaffiri blu) in dégradé, decorazione che però “sborda” anche sulla lunetta e sul fondello. Il calibro automatico 1201D1 ha il microrotore decentrato in platino e smalto blu. Mentre la cassa di 40 mm in oro bianco, impreziosita di brillanti perfino sul retro, rimane comunque sottilissima: solo 7 mm di spessore. In 8 esemplari, prezzo non disponibile.

    ULYSSE NARDIN Blast Amoureuxpeintre
    Misterioso, interigante, il Blast Skeleton X come non s’è mai visto, interamente giocato su una tavolozza di grigi. A interpretarlo così un giovane artista russo, Vsevolod “Sever” Cherepanov: ex modello, poi fashion designer, infine designer tout-court*. Il tocco da maestro sta sicuramente nel vetro zaffiro fumé smerigliato, posto sia sul lato quadrante sia sul lato fondello, a celare il minimalismo del calibro UN-371 di manifattura. In 29 esemplari, 33.370 euro.

    Latest a meno di 10mila euro

    BELL & ROSS BR-05 Chrono Patrouille de France
    Dal 2021 a oggi è il quarto esemplare dedicato alla Squadra acrobatica dell’Armée de l’Air et de l’Espace. In acciaio, con cassa di 42 mm di lato e movimento automatico con 60 ore di autonomia, ne presenta i codici colore: il quadrante azzurro cielo come le tute dei piloti, il blu delle fusioliere sui contatori e sul réhaut. Da notare, oltre al logo a ore 6, la silhouette dell’Alphajet come contrappeso della lancetta centrale dei secondi crono. In 500 esemplari, in pre-vendita (consegna a inizio febbraio), 7.500 euro.

    IWC Pilot’s Watch Mark XX Mercedes-AMG Petronas Formula One™ Team Mentre Toto Wolf dà la sua benedizione a Kimi Antonelli, la Casa di Sciaffusa continua la storica collaborazione con la scuderia tedesca. E presenta la nuova versione dell’orologio dedicato, con la cassa di 40 mm in titanio grado 5 e il calibro 32111 a carica automatica con 5 giorni di autonomia. Immancabile l’identitario verde Petronas, che tinge gli elementi sul quadrante e il cinturino in caucciù (intercambiabile). 6.700 euro.

    NOMOS GLASHÜTTE Ludwig neomatik per Medici Senza Frontiere
    Il Brand sassone sostiene l’organizzazione umanitaria fin dal 2012. Da allora ha realizzato diverse edizioni speciali, di cui ha interamente devoluto il ricavato alla sezione tedesca. E ne dichiara anche i numeri: oltre 11mila esemplari per un totale di 125mila euro. Come sempre il modello per MSF si distingue per il 12 romano in rosso che spicca sul quadrante in smalto, e mantiene il consueto calibro automatico neomatik di manifattura. Due i formati: da 36,4 o da 38,5 mm di diametro, che danno vita ad altrettante edizioni limitate di 250 esemplari ciascuna. Da 2.880 euro.

    ORIS Sixty-Five 60th Anniversary Edition
    Nel 1965, è stato uno dei primi diver a scopo ricreativo. Oggi, 60 anni dopo, torna in un’edizione fedele all’originale ma con nuovi materiali e tecologie. Interamente in acciaio, ha la cassa di 40 mm (contro i 36 dell’epoca), impermeabile fino a 10 bar, e il movimento automatico. Ma esprime il deciso carattere vintage nei dettagli: i grandi numeri inquadrati nel materiale luminescente, la scritta “antishock” al 6 e soprattutto il logo d’epoca con la specifica “waterproof”. Il packaging contiene un cinturino di ricambio in pelle nera. 2.250 euro.

    WYLER VETTA AVES Gmt 43
    La partnership fra il Marchio di Binda Group e l’Esercito Italiano prosegue con questo doppio fuso orario che rende omaggio all’Aviazione dell’Esercito – il cui stemma risalta sul quadrante. Con la cassa di 43 mm in titanio Pvd canna di fucile, è equipaggiato da un movimento automatico, calibro Landeron 24 Gmt. Originale la soluzione tecnica dell’ora di casa posta sul réhaut, con la lancetta rossa regolata dalla corona al 10. Al cinturino Nato si alterna il bracciale in titanio Pvd gun. In 300 esemplari, 1.600 euro.

    Latest a meno di 1.000 euro

    LOCMAN Aviatore Frecce Tricolori
    Forte del legame con le Forze Armate italiane (vedi la partnership con l’Amerigo Vespucci), il Brand elbano celebra i 65° anniversario della Pattuglia Acrobatica Nazionale con questo modello a tema. Personalizzato in numerosi dettagli: dal logo delle Frecce al 6 al numero 65 riportato nella minuteria, fino all’Aquila Turrita dell’Aeronautica Militare al 12 – e altri ancora. La cassa da 44 mm è realizzata in acciaio 316L e titanio, anche Pvd blu; il calibro automatico è rielaborato dalla S.I.O. In due edizioni limitate di 650 esemplari ciascuna, da 890 euro.

    OOO – OUT OF ORDER Diverissimo Ottanio
    Il nome è esplicativo come pochi: si tratta di un orologio subacqueo (fino a 20 bar), con il quadrante dalla inconsueta cromia. Ma la vera particolarità sta nella decorazione: un complesso motivo geometrico ispirato – a quanto dichiarano i designer del Brand – alla cultura atzeca. Una texture che personalizza non solo il quadrante, ma anche la massa oscillante del movimento e la chiusura del bracciale Jubilée. Realizzato in acciaio 316L, nella cassa di 42 mm di diametro ospita un calibro di fabbricazione giapponese, Miyota 9015. 790 euro.

    SWATCH Essentials Flowing Freshly
    Un’intera collezione all’insegna del colore. Un caleidoscopio di 13 esemplari di linee diverse – dai Big Bold agli Originals, passando per gli Skin e i What If? -, in tanti materiali – Bioceramic, plastica biosourced, silicone – e con infinite cromie, anche contraddittorie – dalle sfumature in ton-sur-ton o dagli accostamenti arditi. Ne è un esempio questo cronografo con cassa di 42 mm, dai flash spiazzanti di verde, giallo e blu. Movimento al quarzo Swiss made. 130 euro.

    CASIO Ring Watch CRW-001
    Creato per il 50° anniversario del Marchio, è un’inedita trasposizione ad anello del celebre orologio digitale. Risultato di un intelligente lavoro di minaturizzazione, vede il modulo originale ridotto di 10 volte circa per poter essere messo al dito, ma con una fedeltà estetica notevole. Cassa, fondello e gambo sono stampati a iniezione in un unico pezzo di metallo. Il vetro incollato garantisce l’impermeabilità, il display Lcd è retroilluminato, il movimento al quarzo come sempre è multifunzione. L’anello ha un diametro interno di 20 mm, ma può essere indossato anche dalle dita più sottili grazie a due elementi di regolazione della misura. 119 euro.

  • I 10 orologi del 2024 che ricorderemo

    I 10 orologi del 2024 che ricorderemo

    Come sempre, la fine di dicembre è il momento dei bilanci, delle riflessioni. In ambito orologiero, viene spontaneo chiedersi quali esemplari resteranno impressi nella nostra memoria come i più rappresentativi dei 12 mesi appena trascorsi. Ecco allora i 10 orologi del 2024 più memorabili – almeno secondo noi. Quelli che ricorderemo in futuro, che ci verranno in mente quando penseremo all’anno che sta per finire. Qui elencati rigorosamente in ordine alfabetico.

    Per ognuno dei 10 orologi del 2024 vi forniamo i motivi che ci hanno portato a sceglierli, con una breve descrizione dei dati essenziali e il prezzo. Come vedrete, abbiamo voluto prendere in considerazione esemplari trasversali ai diversi segmenti di mercato e realizzati dalle marche più celebri, perché sono di sicuro i più indimenticabili. Se però pensate ce ne siano altri da ricordare, fatecelo sapere sui nostri social: così pubblicheremo anche i 10 orologi del 2024 più votati da voi.

    AUDEMARS PIGUET (Re)Master02
    Attuale interpretazione di un esemplare del 1961, ne accentua non solo le dimensioni, ma anche il carattere. E con quelle forme spigolose ispirate al Brutalismo, non passa certo inosservato. Oltretutto è ancora più d’effetto se si pensa alla “classicità” del (Re)Master01.
    Cassa asimmetrica (41 mm) in Sand Gold (lega d’oro esclusiva della Casa), movimento meccanico a carica automatica, calibro 7129 di manifattura. Edizione limitata di 250 esemplari, 47.800 euro.

    BULGARI Octo Finissimo Ultra Cosc
    Del record in sé, francamente, ce ne infischiamo… Ma è un ultrapiatto sconvolgente per la leggerezza estrema, per l’estetica personalissima, per le interessanti soluzioni tecniche della costruzione. Impossibili da dimenticare.
    Cassa (40 mm x 1,7 di spessore) e bracciale in titanio, movimento meccanico a carica manuale, calibro BVL180 sviluppato con Concepto, e con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Edizione limitata di 20 esemplari, 600mila franchi svizzeri.

    EBERHARD & CO. Chronographe 1887 Edition Limitée
    Sarà per l’estetica vintage, ispirata ai modelli degli anni Trenta conservati nel Museo aziendale. O sarà per il calibro, appositamente realizzato. Sta di fatto che questo cronografo flyback ti si imprime nella mente per non uscirne più.
    Cassa (41,5 mm) in acciaio, movimento meccanico a carica manuale, calibro EB 280, sviluppato in esclusiva con Manufacture Amt. Edizione limitata di 250 esemplari, 6.960 euro.

    IWC Portugieser Eternal Calendar
    È il primo calendario secolare prodotto industrialmente. E ha un valore tecnico innegabile: riconosce le eccezioni degli anni bisestili nel Calendario gregoriano e riporta fasi di luna che devono essere corrette di un giorno ogni 45 milioni di anni. In sintesi è un progresso per l’intero settore.
    Cassa (44,5 mm) in platino, movimento meccanico a carica automatica, calibro con 7 giorni di autonomia. 150mila franchi svizzeri.

    LONGINES Conquest Heritage Central Power Reserve
    Ridar vita a un “classico” con materiali, meccaniche e sensibilità di oggi è sempre meritevole. Ancor di più se il “classico” il questione – datato 1959 – ha una complicazione come l’indicazione centrale dell’autonomia residua. Che era ed è rimasta un unicum.
    Cassa (38 mm) in acciaio, movimento meccanico a carica automatica, calibro L896.5 sviluppato in esclusiva da Eta. In tre versioni, 4.300 euro.

    OMEGA Speedmaster Moonwatch Professional
    Lasciate perdere la storiella delle tute spaziali e le altre amenità da marketing. Questo particolare Moonwatch merita di entrare nei 10 orologi del 2024 proprio per l’insolito (ma ben fatto) quadrante bianco. Dai nobili precedenti.
    Cassa (42 mm) in acciaio, movimento meccanico a carica manuale, calibro Co-Axial 3861 con certificazione Metas. 8.700 euro.

    PARMIGIANI FLEURIER Toric
    Noi che seguiamo fin dall’inizio l’evoluzione della Marca sotto Guido Terreni, non possiamo che apprezzare il lavoro svolto sul primo orologio di Michel Parmigiani. Rivisitato da un completo restyling, è diventato uno dei dress watch più chic e raffinati del momento.
    Cassa (40,6 mm x 8,8 di spessore) in oro rosa, oppure in platino; movimento meccanico a carica manuale, calibro PF780 di manifattura. Da 45mila franchi svizzeri.

    PATEK PHILIPPE Cubitus
    Può piacere o non piacere – cosa del tutto ininfluente. Ma è di sicuro l’orologio (o forse dovremmo dire la collezione) più discusso dello scorso autunno. Quello che ha suscitato un gran polverone, quello che ha diviso il pubblico fra detrattori e sostenitori. Davvero indimenticabile…
    Cassa (45 mm) e bracciale in acciaio, oppure in acciaio e oro; movimento meccanico a carica automatica, calibro 26-330 S C di manifattura. Da 41.580 euro.

    PIAGET Polo 79
    Fedele riedizione dell’esemplare uscito 45 anni fa, rispetto a quello – non ce ne vogliano gli appassionati di vintage – è però una spanna sopra. Perché? Ovvio, per la qualità della meccanica: un tempo montava un movimento al quarzo, oggi un raffinatissimo ultrapiatto.
    Cassa (38 mm x 7,45 di spessore) e bracciale in oro giallo godronato, movimento meccanico a carica automatica, calibro 1200P1 di manifattura. 82mila euro.

    TUDOR Black Bay Chrono Pink
    Che sia un omaggio alla Maglia Rosa del Giro d’Italia, all’Inter Miami o a Jay Chou poco importa. Ciò che conta è aver sdoganato il quadrante rosa su un orologio maschile – alla faccia dei vecchi tromboni più tradizionalisti.
    Cassa (41 mm) e bracciale in acciaio, movimento meccanico a carica automatica, calibro MT5813 di manifattura e con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). 5.790 euro.

  • Andy Warhol Clou de Paris: l’aristocratico di Piaget

    Andy Warhol Clou de Paris: l’aristocratico di Piaget

    Non è fra i marchi più chiacchierati, almeno in Italia. Eppure Piaget, nel corso dei suoi 150 anni di vita, ha saputo ritagliarsi un ruolo di livello assoluto nell’olimpo dell’Alta orologeria. Chiara la vocazione “aristocratica” che gli ha permesso, prima da fornitore, poi da produttore, di dar vita a pezzi unici ricorrendo a maestria orologiera, pietre e metalli preziosi. Tutti ingredienti che ritroviamo nell’orologio al centro di questo articolo: il Piaget Andy Warhol Clou de Paris.  

    Orologi da collezione

    Tanto per capirci meglio, ci sono un paio di cose che hanno portato gli esemplari Piaget al centro degli interessi dei collezionisti più colti. Nel 1956 Piaget realizzava il calibro a carica manuale più sottile al mondo: il Piaget 9P, con uno spessore di appena 2 mm. Un movimento che qualche anno dopo si sarebbe evoluto nel calibro 12P: il quale, con un incremento di spessore di soli 3 decimi di millimetro, integrava anche il rotore di carica. L’abilità di realizzare movimenti ultra-sottili accompagnerà la Maison svizzera (che fa capo al Gruppo Richemont) fino ai giorni nostri, definendone un tratto distintivo.    

    E poi, fra gli anni Sessanta e Settanta, Piaget ha anche prodotto gli orologi-gioiello più spettacolari e fantasiosi di sempre (qui ne vedete alcuni esempi). Facendo appello a tutte le competenze accumulate nell’oreficeria, sviluppò pezzi sorprendenti che vestivano le signore altolocate. Insolite strutture architettoniche a gabbia, bracciali-scultura dalle particolari lavorazioni, elegantissime collane a pendente vibranti di gemme sfaccettate e cabochon, con diamanti a profusione. Tutti con la cassa sottilissima, proprio grazie ai movimenti ultra-piatti, e con il quadrante in pietra dura, dai colori vividi o dagli effetti gatteggianti. Capolavori che solo di recente la Maison ha ricominciato a produrre, in pezzi unici o in edizioni millesimate.

    Andy Warhol Clou de Paris: due le novità che lo distinguono

    L’orologio che vi racconto in questo articolo è imparentato con gli esemplari di cui sopra. E centra in pieno il motto della Maison: “Fare sempre meglio del necessario”. Si tratta appunto del Piaget Andy Warhol Clou de Paris (ref. G0A49238): un esemplare che, pur con profonde radici storiche, inaugura una collezione nuova, almeno nel nome.

    Perché anche stavolta Piaget va oltre il necessario? Perché modelli simili sono già in collezione. La novità, coincisa con uno sforzo artigianale non da poco, sta prima di tutto nella lavorazione della cassa. A Clou de Paris, appunto, un tipo di incisione guilloché tipica dell’alta orologeria, qui sviluppata in dimensioni maggiorate, che prende il posto della consueta godronatura delle altre tre referenze già in catalogo (G0A42236, G0A43238 e G0A48239).

    E poi c’è il quadrante in meteorite: una tendenza nell’orologeria attuale, ma del tutto in linea con il passato della Manifattura. Se ne volete sapere di più su questa pietra extra-terrestre e sull’utilizzo diffuso ai nostri giorni, andate a leggere questo articolo. Qui aggiungo solo che il meteorite va a sostituire la malachite, o il più comune trattamento galvanico nero opaco, degli esemplari precedenti.
    Due novità quindi – quadrante e lavorazione – che danno vita a un orologio elegante, lussuoso e dal carattere unico. Un orologio in grado di reinterpretare al meglio il genio creativo di Andy Warhol, fra i più influenti artisti americani del XX secolo.

    Perché Andy Warhol

    La neonata collezione deve il nome all’amicizia fra Andy Warhol e Yves Piaget, dal 1980 Presidente della Casa ed erede del fondatore, quel Georges-Édouard Piaget che aprì il primo laboratorio nel 1874. Warhol, che di orologi ne aveva centinaia, ha posseduto infatti sette Piaget. L’ultimo, in ordine di tempo, è stato il Black Tie acquistato nel 1973: modello ai tempi innovativo perché dotato del movimento al quarzo Beta 21. Erano quegli gli anni in cui la tecnologia giapponese al quarzo introdotta da Seiko dominava la scena, costringendo le aziende svizzere ad adeguare le proprie collezioni.

    Le generose dimensioni del Beta 21 costrinsero chi decise di adottarlo alla progettazione di casse più capienti, diverse da quelle che fino ad allora avevano ospitato i movimenti meccanici. Da qui l’idea, in casa Piaget, di produrre la cassa a cuscino fatta a scalini (godron) che identificava il Back Tie e che, giunta fino a oggi, rende unici gli orologi della linea Andy Warhol. Tra parentesi, il cambio di nome della collezione – da Black Tie a Andy Warhol, definizione non ufficiale per decenni adottata dai collezionisti – è resa possibile dalla recente partnership fra Piaget e la Andy Warhol Foundation for the Visual Arts.        

    La lavorazione artigianale della cassa

    Come scrivevo sopra, il nuovo Andy Warhol Clou de Paris si differenzia dalle altre tre referenze che omaggiano l’artista per la decorazione con cui è impreziosita la cassa in oro bianco. Al motivo godronato, a tre scalini sovrapposti, si sostituisce appunto il guilloché Clou de Paris. Che consiste in piccole piramidi di base quadrata, sviluppate comunque su due gradini, affiancate fino a coprire l’intera superficie. Una lavorazione meticolosa, per giunta applicata su una superficie curva e realizzata a mano, che ha richiesto quasi un anno di messa a punto da parte degli artigiani di Piaget. Ma ne valeva la pena. La soluzione dona all’orologio una lucentezza straordinaria, mette in risalto la lunetta satinata e le texture del quadrante in meteorite blu, diverse per ogni esemplare.

    Da notare che la corona di carica e di regolazione dell’ora, zigrinata e logata, quando è ritratta “annega” nella carrure, risultando quasi invisibile. Una scelta dettata anche dalla necessità di contenere, almeno allo sguardo, le dimensioni generose della cassa (43 mm di altezza per 45 mm di larghezza). Che, in questa referenza come nelle altre della neonata collezione Andy Warhol, rinuncia anche alle anse. Completa l’opera un fondello in oro bianco opaco con inciso il logo della Manifattura, fissato da otto viti. Il movimento Piaget 501P, bello da ammirare per la qualità delle finiture, resta quindi nascosto. Ma il fondello chiuso è coerente con l’esemplare originario.

    Due diversi calibri per la stessa collezione

    Riguardo alla meccanica c’è da dire che gli esemplari della neonata collezione Andy Warhol non utilizzano lo stesso movimento. Se le tre referenze già esistenti, con lavorazione godron della cassa, si affidano al calibro di manifattura 534P, il nuovo Andy Warhol Clou de Paris incassa invece il calibro 501P, sempre di manifattura. In effetti fra i due esistono minime differenze. Sono entrambi movimenti “solo tempo” a due lancette, per ore e minuti. Tutt’e due lavorano alla stessa frequenza (3 Hz, 21.600 alternanze orarie), hanno la stessa autonomia (42 ore) e lo stesso numero di rubini (25).

    A distinguerli, oltre all’aspetto della massa oscillante, è lo spessore: 3,5 mm per il calibro 534P, 3,63 mm per il calibro 501P. Questa leggera diversità si riflette anche nello spessore complessivo della cassa: 7,6 mm contro gli 8,08 mm attuali. Comunque inferiore a quei 9 mm che, per convenzione, definiscono gli orologi ultra-piatti (anche se non esiste una regola precisa). Mi piace evidenziare questo dettaglio, visto che la sottigliezza è da sempre una delle prerogative della Manifattura svizzera. Aggiungo inoltre che lo stesso movimento 501P è adottato da Piaget anche in altre referenze delle collezioni Limelight e Altiplano.   

    Prezzo e considerazioni sull’Andy Warhol Clou de Paris

    Se volete mettere al polso il Piaget Andy Warhol Clou de Paris che non è in edizione limitata – il prezzo da pagare è di 67.500 euro. Una somma notevole con la quale è possibile comprare pezzi di alta orologeria complicati proposti da grandi case. È questa la considerazione più frequente nella quale mi sono imbattuto raccogliendo pareri fra gli appassionati.

    Il nuovo Piaget è però un oggetto di lusso estremo: la generosa cassa è tutta in oro, le finiture sono superlative e la lavorazione a Clou de Paris è un valore aggiunto che influisce notevolmente sui costi. Poi ha alle spalle una storia importante, iniziata nei primi anni Settanta, ed è legato a una delle figure artistiche più celebri del ‘900, il che ne fa comunque un pezzo da collezione. In più non troverete mai due Andy Warhol Clou de Paris uguali. Il quadrante in meteorite blu (che già di suo ha un proprio valore), proprio per via della texture sempre diversa, rende ogni esemplare unico.     

  • Latest. Le novità in arrivo nei negozi – 4/11/2024

    Latest. Le novità in arrivo nei negozi – 4/11/2024

    Ed eccoci nuovamente con le Latest, un “riassunto” dei lanci effettuati dalle marche nelle ultime settimane. Come sempre, una rubrica trasversale, che attraversa i vari segmenti di mercato, dall’alto di gamma all’entry price. E passa in rassegna storiche maison elvetiche, brand indipendenti o di proprietà dei grandi gruppi e perfino colossi industriali giapponesi. Ciascuno con la propria politica aziendale di produzione e le proprie tempistiche di distribuzione.

    Così, le Latest riunite in questa pagina seguono destini diversi: c’è l’esemplare che è già in consegna dai rivenditori ufficiali in modo capillare, quello che sarà centellinato con tempi lunghi, mentre un altro ancora si troverà solo in negozi selezionati o in determinati canali di vendita, come le boutique. Di conseguenza, se vi piace un pezzo particolare di questa pagina di Latest, informatevi sul relativo sito internet o dal vostro orologiaio di fiducia. Raggiungere il vostro oggetto del desiderio potrebbe non essere così facile e immediato, ma non è (quasi) mai impossibile.

    Latest oltre 50mila euro

    LEDERER Triple Certified Observatory Chronometer
    Erede dei precisissimi cronometri da osservazione del passato, registra uno scarto di 0,18 secondi al giorno. L’eccezionale prestazione è documentata da tre istituzioni internazionali: l’Osservatorio di Glashuette, in Germania, l’Osservatorio di Besançon in Francia e l’Osservatorio Cronometrico+ di Ginevra (dei quali riporta le coordinate nel contatore dei piccoli secondi). Da segnalare che la lancetta dei minuti si muove a ritmo del remontoire d’égalité. Il movimento, meccanico a carica manuale, ha tre brevetti (uno per lo scappamento), la cassa (44 mm) è in acciaio 904L. Edizione limitata di 8 esemplari, 146mila franchi svizzeri (tasse escluse).

    ROMAIN GAUTHIER C by Romain Gauthier Platinum Edition Bracelet Un esemplare prezioso, fatto solo di metalli nobili: habillage in platino, quadrante in oro come i ponti del movimento. Per il resto, le caratteristiche sono quelle consuete della collezione: cassa (41 mm) con corona al 2, bracciale integrato, calibro di manifattura, con 60 ore di autonomia e piccoli secondi decentrati. Superbe le finiture. 118mila franchi svizzeri (tasse escluse).

    PIAGET Andy Warhol Clou de Paris
    L’originale, datato 1972, era al quarzo: montava il celebre Beta 21 e rimase in produzione per meno di un decennio. Il nome ufficiale era Black Tie, ma i collezionisti lo chiamavano come il padre della Pop Art, che ne possedeva uno (era grande amico della Maison). Tornato in catalogo nel 2015, ora conosce questa inedita versione con la lunetta lavorata a Clou de Paris e il quadrante in meteorite. La cassa (45 mm) è in oro bianco e il movimento automatico, di manifattura. 67.500 euro.

    A. LANGE & SÖHNE Lange 1
    La Manifattura sassone festeggia il 30° anniversario della collezione con quattro elegantissime limited edition. Una, dalla monocromia blu, ha la cassa (38 mm) in oro rosa e il quadrante in argento. Il movimento, meccanico a carica manuale, riporta come sempre le indicazioni decentrate di ore, minuti e piccoli secondi, l’autonomia di 3 giorni e il datario oversize. Tiratura limitata di 300 esemplari, 51.100 euro. Per la cronaca, esiste anche in platino con quadrante in onice e in due versioni di Little Lange 1.

    Dai 50.000 ai 10.000 euro

    GLASHÜTTE ORIGINAL PanoLunarInverse
    Nuova interpretazione delle fasi lunari, che risaltano sotto le lancette decentrate di ore e minuti. Il nostro Satellite, in oro massiccio inciso al laser a riprodurre mari e crateri, si staglia su un cielo in avventurina (con il suo “doppio” visibile sotto un vetro zaffiro fumé). Per il resto, la costruzione segue i codici della linea Pano: la data panoramica, i piccoli secondi e alcuni componenti del movimento posti sul lato quadrante – come la platina a tre/quarti guilloché, il bilanciere con la regolazione a doppio collo di cigno, viti azzurrate e rubini. Il calibro è a carica automatica, la cassa (42 mm) in platino. Edizione limitata di 200 esemplari, 46.100 euro.

    ULYSSE NARDIN Freak x Enamel Seddiqi
    Una serie speciale realizzata per celebrare la partnership con Ahmed Seddiqi & Sons, il principale rivenditore di alta orologeria in Medio Oriente. E che si distingue per il quadrante guilloché in smalto “Yas Blue”, fabbricato con un lungo processo dagli artigiani di Donzé Cadrans (la Manifattura di Le Locle che fa capo al Marchio). Nella cassa (43 mm) in titanio monta il consueto calibro automatico, con 3 giorni di autonomia, carrousel volante, bilanciere e scappamento in silicio. Edizione limitata di 30 esemplari, 38.500 franchi svizzeri.

    Tra 5.000 e 1.000 euro

    GIRARD-PERREGAUX Casquette 2.0 Titanium & Gold
    Riedizione di un modello di culto degli anni Settanta, rilanciato nel 2022, ora torna in nuovi materiali: titanio satinato e oro giallo 2N. La caratteristica cassa tridimensionale (42,40 x 33,60 mm x 14,64 mm di spessore) ospita come sempre il display a Led, tubolare, e un movimento al quarzo multifunzione, prodotto “in casa”. In edizione limitata di 820 esemplari, in pre-vendita per i GP lover fino al 14 novembre, 5.200 euro.

    U-BOAT Chimera 46mm Chrono
    Nuova versione cronografo della celebre collezione, con il quadrante decorato a strisce orizzontali. La cvassa (46 mm) in acciaio 316L ha la lunetta in tungsteno e la carrure con un oblò in vetro fumé. Il movimento automatico è stato rielaborato e personalizzato. Esiste anche con quadrante azzurro o nero, sempre con cinturino artigianale, in pelle invecchiata. Ciascun modello è in edizione limitata di 300 esemplari, 4.900 euro.

    TUDOR Pelagos FXD GMT
    Sviluppata in origine per un’unità d’élite della Marina militare francese, la collezione si amplia con questo esemplare dalla vocazione aeronautica che visualizza lo Zulu Time (e, volendo, anche un terzo fuso orario). La cassa in titanio grado 2 è equipaggiata da un movimento di manifattura, certificato Master Chronometer. Una chicca il cinturino in tessuto con la coccarda della Marine Nationale. 4.750 euro.

    MIDO Ocean Star GMT Italy Edition
    Lo storico esemplare torna in versione globetrotter, con doppio fuso orario, e in edizione speciale dedicata al mercato italiano (come sottolinea il Tricolore a ore 6). La cassa (40,5 mm) è impermeabile fino a 20 atm, il movimento è il celebre Calibro 80 (con 80 ore di autonomia), il cinturino Nato in tessuto è intercambiabile con il bracciale in acciaio, incluso nel packaging. In 250 esemplari, in vendita da metà novembre, 1490 euro.

    CITIZEN Serie 8-880
    Il “meccanico” della Casa giapponese esce in una nuova serie limitata di 2.200 esemplari, per celebrare i 100 anni dal primo orologio marchiato Citizen. Pensato per i grandi viaggiatori, riporta l’indicazione di tre fusi orari ed è realizzato interamente in acciaio Ip grigio, con la cassa di 41 mm e il movimento automatico. Segni particolari: il quadrante in madreperla e i link centrali blu del bracciale integrato. 1.290 euro.

    HAMILTON Khaki Field Titanium Engineered Garments Limited Edition La famiglia di orologi militari si allarga. E festeggia i 35 anni del Marchio di abbigliamento nippo-newyorkese con un’edizione limitata di 1.999 esemplari. Un “solo tempo” interamente in titanio – quindi leggerissimo, resistente e biocompatibile -, con cassa di 36 mm e quadrante pulito ed essenziale. Il movimento automatico è l’H10, realizzato da Eta in esclusiva, con 80 ore di autonomia. 1.225 euro.

    Latest a meno di 1.000 euro

    D1 MILANO CERAMICA
    Minimale nelle linee, sontuosa al tatto, la nuova collezione del Marchio milanese è realizzata ovviamente nel materiale high-tech da cui prende nome. Quindi risulta leggera e piacevole da indossare. Per il resto, l’estetica è quella delle altre famiglie di orologi già in catalogo: cassa tonneau (37 mm), lunetta ottagonale, bracciale integrato e rastremato, dalle maglie ad H. Il movimento è al quarzo. In 4 varianti monocromatiche: bianco, nero, blu o verde. 415 euro.

    SWATCH Bioceramic MoonSwatch Mission to Earthphase
    Continua la fortunata serie dei MoonSwatch con un’inedita “complicazione” (le virgolette sono d’obbligo, visto il movimento al quarzo): le fasi terrestri. Ovvero come il nostro Pianeta apparirebbe a un ipotetico osservatore che si trovasse sulla Luna per un lungo periodo. La funzione, brevettata, è visibile a ore 10 (anche al buio, grazie al materiale luminescente degli oceani), mentre alle 2 si trovano le consuete fasi lunari. Con la cassa (42 mm) in Bioceramic e il cinturino in Velcro, il nuovo cronografo ha la scala tachimetrica sulla lunetta con tanto di Dot Over Ninety. 330 euro.

    CASIO ABL-100
    Il design, famosissimo, è quello degli esemplari vintage. Le funzionalità, però, sono attuali: oltre ai consueti cronografo, secondo fuso orario, datario perpetuo eccetera ci sono anche il contapassi e il Bluetooth per connetterlo alla relativa app sullo smartphone. Con la cassa in resina (41,6 x 37,9 mm), è declinato in quattro varianti, tutte con il display a Led. Da 79,90 euro.

    XIAOMI Redmi Watch 5 Active e Redmi Watch 5 Lite
    Mentre il mondo degli smartwatch si fa sempre più affollato, il produttore cinese piazza un colpo da maestro con due nuovi “gemelli diversi”. Il Lite sfoggia un display Amoled e ha il Gps integrato per i più avventurosi, mentre l’Active (nella foto) punta sullo schermo Lcd da 2″ per chi non vuole perdere nemmeno una notifica. Entrambi promettono 18 giorni di autonomia – un’eternità nel mondo always on di oggi. E il prezzo? Da far girare la testa: si parte da 34,99 euro. Chi l’ha detto che l’hi-tech deve costare una fortuna? Fabio Parri

    N.B.

    Questa pagina di Latest sarà aggiornata nei prossimi giorni con orologi attualmente sotto embargo. Tornate a rivederla, se volete scoprire altre novità…

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 20/06/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 20/06/2024

    Le Cronache dell’orologeria di questa settimana fanno tappa a Parigi, Roma, Milano, e poi in giro per la Germania e sulle strade dell’Appennino, e ancora a Roma, a Londra… Tra eventi sportivi e mondanità varie, queste Cronache dell’orologeria sono però dominate dall’apertura (o riapertura) di nuove boutique, che sembra diventata l’occupazione preferita soprattutto dai marchi di alta orologeria. Su, non siate cattivi: non è solo un modo per controllare il sell in senza fare sell out. Dietro può esserci anche la volontà di recuperare un rapporto diretto con il cliente, superato a volte dalle nuove tecnologie delle vendite online. Ma poi, funzionano davvero o si trasformano in grandi flop? Voi cosa ne pensate? Credete anche voi che avesse ragione Andreotti quando diceva che a “pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina”?

    Pioggia di premi

    Questo weekend torna la Vernasca Silver Flag (21/23 giugno). Che vedrà sfilare sui tornanti dell’Appennino piacentino, fra Castell’Arquato e Vernasca, appunto, più di 200 vetture storiche “da competizione” provenienti da tutta Europa. Main sponsor e Official timekeeper, ancora una volta, Eberhard & Co. che vanta una lunga tradizione con i motorsport. Tanti i titoli in lizza: Best of Show vetture anteguerra, Best of Show vetture dopoguerra, Premio Maserati… A tutti i vincitori la Maison de l’Aigle consegnerà un bel cronografo Champion V.

    Tra cappelli e champagne

    Da martedì 18 a sabato 22 giugno, va in scena il Royal Ascot. Non solo l’evento ippico più importante del mondo, ma anche un ambitissimo appuntamento mondano, vuoi per la presenza della famiglia reale, vuoi per il mix so British di tradizione e stile. Ancora una volta, nel ruolo di partner e cronometrista ufficiale, la Maison Longines ha premiato i vincitori con i propri orologi. A rappresentarla sugli spalti l’Ambasciatore di eleganza Régé-Jean Page, con al polso un cronografo Conquest panda. Perfetto con il tight d’ordinanza.

    Un mese in Germania

    Chi passa le serate incollato alla tv, a vedere gli Europei di calcio, se ne sarà accorto. Anche nel 2024, Hublot è di nuovo partner di Uefa Euro, per la quinta volta: con il tabellone di bordo campo (usato dal quarto uomo per indicare tempi di recupero e sostituzioni), e con lo smartwatch dedicato: il Big Bang e-Gen3, indossato dagli arbitri durante le partite. Per l’occasione ha anche organizzato un party a Monaco (fra gli ospiti, Ferdinand e Khedira) e ha realizzato una campagna con Kylian Mbappé. Personaggio come sempre sotto i riflettori.

    British brand in mostra

    Se vi trovate in Inghilterra, questo weekend, fate un salto ad Upton nel Nottinghamshire. Dove il Museum of Timekeeping organizza il Festival of British Making, che vuole essere una grande celebrazione dell’orologeria britannica. In mostra i pezzi di grandi orologiai quali Daniels e Frodsham, le creazioni di microbrand come Studio Underd0g o di artigiani come David Walter. Oltre ai workshop di maestri orologiai, c’è spazio anche per i disegni di David Penney e di Lee Yuen-Rapati. Quando faremo qualcosa di simile anche in Italia?

    Splendori nella Ville Lumière

    Si sa: in questo 2024, Piaget spegne 150 candeline. E per l’occasione ha creato una collezione di alta gioielleria intitolata Essence of Extraeleganza, composta da un centinaio di pezzi super-esclusivi. Che è stata festeggiata con un gala dinner all’Hôtel de Maison di Parigi, cui hanno partecipato numerose celebrità – tra cui Rosamund Pinke, Ella Richards, Ellie Bumber… La nostra attenzione però era tutta per i polsi dell’attore coreano Lee Jun-ho, che non solo ha sfoggiato un paio di esemplari preziosissimi, ma in visita alla mostra aveva un superbo Andy Warhol con quadrante in malachite. Invidia!

    Cronache dell’orologeria… romana

    Prima boutique Cartier in un aeroporto italiano. Aperta a Roma Fiumicino (Terminal 3, Gate E, per l’esattezza), in collaborazione con Rocca 1794, fa da cornice per l’intera produzione della Maison. Gli interni riprendono i colori Cartier negli arredi e nel décor, ma fanno anche riferimento alla Città Eterna: dalle colonne ai motivi sul pavimento, fino al murale che mostra le Pantere (animale feticcio della Casa) con il Colosseo sullo sfondo. Da sottolineare il privé ispirato ai giardini all’italiana. Per uno shopping rilassante…

    … e milanese

    A Milano, riapre lo storico Swatch store in corso Vittorio Emanuele II. Rinnovato da un completo restyling, prende ispirazione dal mondo del design meneghino, fra citazioni cromatiche stile Memphis e geometrie in 3D che richiamano Gio Ponti. Il tutto condito dal consueto sense-of-humour del Marchio (vedi le colonne irregolari che si specchiano sul soffitto) Del resto, chi se non Swatch – che in passato ha collaborato con Alessandro Mendini, Mimmo Paladino o Bruno Munari, tanto per citarne alcuni – è legittimato a farlo?

    London calling

    Nuovo Salon di A. Lange & Söhne a Londra. All’interno di Bourdon House, un edificio settecentesco in Davies Street 2, nel cuore di Mayfair, è un piccolo (26 metri quadri) ma raffinatissimo spazio arredato con uno stile lounge moderno. Dove gli ospiti possono toccare con mano le creazioni della Manifattura sassone, in un’atmosfera elegante e rilassata, quasi “intima”. Del resto, allo stesso indirizzo c’è anche la sede di uno dei più esclusivi club privati della capitale inglese. La prenotazione non è obbligatoria, ma vivamente consigliata.

    Avviso ai collezionisti

    All’asta di oggi, lotto 38, Rolex Daytona in acciaio,1994.

    Se volete arricchire la vostra collezione, due buoni motivi vi portano a Roma. Oggi, nello storico Palazzo di via Monte di Pietà, Affide (gruppo Dorotheum), mette all’asta 115 esemplari rari. Tra gli highlight, un Rolex Milgauss, un Omega Speedmaster Moonwatch e un Rolex Prince Elegant. Ma non finisce qui. Per chi preferisce il pop all’aristocrazia, domani c’è un’altra asta, stavolta dedicata a Swatch: oltre 100 orologi funky per un tuffo negli anni ’80. Vip, collezionisti e fashionisti, tenete pronti gli assegni… Che vinca il migliore! Fabio Parri

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Gli spazi espositivi di W&W 2024, scenografie d’effetto

    Gli spazi espositivi di W&W 2024, scenografie d’effetto

    Gli habitué del Salone di Ginevra se ne saranno accorti. Rispetto al Sihh di una volta, gli spazi espositivi di W&W (leggi Watches and Wonders Geneva, troppo lungo da ripetere ogni volta) sono molto cambiati. In passato l’ambiente era uniforme: ogni maison si limitava a personalizzare gli interni della propria area, ma dall’esterno non si vedeva granché. Oggi chi gira per i corridoi della Fiera si imbatte in spazi scenografici, che non solo esprimono lo stile e i valori della casa ma sono anche a tema con le novità dell’anno.

    A Ginevra come a Basilea

    Tutto è cambiato dopo la diaspora da Basilea. Quando le marche che esponevano a Baselworld sono arrivate a Ginevra, hanno trasferito al Palexpo le loro mega-strutture. “Casette” su più piani, enormi superfici suddivise fra grandi atri e salette private, allestimenti che mutavano di anno in anno. Talvolta con decorazioni esagerate: macroscopici acquari tropicali, aerei in sospensione, auto d’epoca parcheggiate e monoposto di F1 letteralmente appese alle pareti…

    La maestosità, tra l’altro, è sempre stata un tratto comune anche a chi ha sempre mantenuto un profilo più sobrio. Pensiamo in particolare alle grandi costruzioni di Patek Philippe, Rolex, Chopard, Chanel. Queste stesse Case hanno ricreato negli hangar vicino all’aeroporto di Geneve-Cointrin lo stesso contesto che c’era a pianterreno della Halle 1 di Messe platz. A tal punto che a W&W il déjà-vu può provocare episodi di spaesamento…  

    Visto l’andazzo generale, le marche di Richemont Group & Co. si sono adeguate. Alcune del resto erano già propense a spettacolarizzare il proprio stand, con tanto di inaugurazione ufficiale a inviti, per un pubblico di fan e aficionados. Così, gli spazi espositivi di W&W si sono evoluti. E a ogni edizione acquistano un aspetto sempre nuovo, in cui gli arredi e i decori sono sempre funzionali al tema delle nuove collezioni.

    Chiaramente ci riferiamo alle due grandi aree principali. Il discorso non include né gli spazi del Carré des Horlogers, né quelli de La Place e del nuovo Mezzanino: personalizzati sì, ma più piccoli e meno sfarzosi. Per entrare nel dettaglio, parto proprio dalla zona in cui esponevano le marche del Gruppo Richemont e le altre che sono sempre state storicamente presenti a Ginevra. Con la premessa che non passeremo in rassegna tutti gli stand, ma solo quelli che ci hanno più colpito.

    Gli spazi espositivi di W&W 2024: da Richemont Group…

    A cominciare da Van Cleef & Arpels, la cui scenografia aveva un’ispirazione naturalistica, in linea con la Poesia del Tempo che sottende l’intera produzione della Maison. Ovunque una vegetazione lussureggiante fatta di foglie di dimensioni macro, in vetro di Murano e metallo, sotto un gioco di luci che cambiava la luminosità diffusa, quasi a riprodurre i ritmi circadiani. Due stanze in particolare – dai colori caldi o freddi – evocavano il Sole e la Luna, mentre grandi vetrine interne ospitavano gli straordinari oggetti con automa. Un’attrazione a sé, che – quando attivata – dava vita a uno spettacolo nello spettacolo.

    Invece il padiglione di IWC era ispirato all’architettura modernista, ma conteneva anche molti riferimenti al Manufakturzentrum di Schaffausen. Alla base dell’allestimento, l’idea Un tributo all’eternità faceva riferimento sia al nuovo Portugieser Eternal Calendar, sia all’atemporalità dell’omonima collezione. E si è concretizzata in una Luna gigante in 3D che sovrastava un’isola centrale (o meglio penisola, visto che era collegata alla “terraferma” da due rampe di scale), posta su un lago artificiale (o forse dovremmo dire sintetico) di grande effetto.

    Protagonista da Panerai, la partnership con Luna Rossa Prada Pirelli Team – in vista della 37a America’s Cup che si terrà tra il 22 agosto e il 20 ottobre prossimi. Se lo scafo multicolore del LEQ12 utilizzato durante gli allenamenti faceva bella mostra di sé appeso al soffitto, a fare gli onori di casa c’era anche lo skipper (e Direttore del Team velico) Max Sirena – almeno il giorno di apertura del Salone. Tutt’attorno, cime colorate, separé ondulati e pavimenti in teak, quasi ci si trovasse nel Villaggio velico di Barcellona.

    In occasione del 150° anniversario della Maison de La Côte aux Fées, gli spazi espositivi di W&W di Piaget sono stati interamente declinati nei colori celebrativi del blu e dell’oro. Il punto focale era però l’immenso schermo a parete su cui passavano le immagini della Piaget Society di oggi. Nelle teche disseminate qua e là si potevano invece ammirare i pezzi di punta in catalogo: dai più preziosi sautoir ai Black Tie-Andy Warhol di ultima generazione.

    … agli indipendenti

    Hermès ha invece affidato i propri spazi espositivi di W&W all’artista newyorkese Erin O’Keefe. Che ha creato un’installazione popolata di grandi forme organiche dai profili colorati, volutamente disposte senza un percorso organizzato per suscitare un senso di disorientamento. Una situazione in cui le percezioni cambiavano e si aprivano verso prospettive sempre nuove, a cornice degli esemplari realizzati dalla Maison con i mestieri d’arte. Sulle pareti, tagli e aperture riconducevano alla nuova collezione firmata da Philippe Delhotal, Hermès Cut.

    Per tornare all’America’s Cup, un altro scafo – quello di Alinghi Red Bull Racing – era ospitato all’interno dello stand di Tudor, partner del team svizzero di Ernesto Bertarelli. O meglio, la prua si protendeva direttamente su un corridoio del Salone, quasi fosse in bilico (in realtà, in tutta sicurezza). Mentre al piano superiore si poteva toccare con mano uno dei due impressionanti foil che permettono alle barche di volare sull’acqua… Non lontano, nello stand di Bell & Ross, al centro dello spazio si stagliava una Indian Blacktrack BT06. Ovvero la café racer di moderna concezione nata come progetto parallelo all’omonimo orologio del Brand francese.

    Concludiamo in bellezza questa carrellata degli spazi espositivi di W&W 2024 con Chanel, il cui allestimento quest’anno era dedicato alla Couture (come le novità, del resto). Dove un enorme, simbolico ago dorato dominava la candida scenografia, in cui pannelli a specchio ampliavano l’ambiente, sotto un soffitto simile a un quadrante, con grandi indici “cuciti”. A far da contraltare, i video trasmessi in loop sulla parete di fondo. Con le immagini (ingigantite) di orologi puntaspillo, lancette a forbice, cinturini-metro da sarto, fra l’automa di Mademoiselle Coco e ipnotici manichini semoventi.  

  • 7 orologi wow visti a Ginevra. Al Salone e dintorni

    7 orologi wow visti a Ginevra. Al Salone e dintorni

    No, non siamo gente dai facili entusiasmi. Dopo tanti anni in orologeria, è difficile che qualcosa riesca ancora a stupirci. Eppure, la scorsa settimana a Ginevra, ci siamo ritrovati in varie situazioni a sgranare gli occhi di fronte a certi esemplari, che ci hanno impressionato per le novità costruttive, le soluzioni tecniche e, di conseguenza, l’estetica innovativa. A tal punto da farci dire ogni volta un accorato «woooow…», per motivi diversi. Ecco, qui vogliamo raccontarvi i 7 orologi wow che abbiamo visto durante Watches and Wonders, sia al Salone sia al “Fuorisalone”. In un contesto tutto sommato abbastanza piatto, in cui i pochi expolit erano ancor più evidenti.

    Una premessa d’obbligo

    Una scelta arbitraria – sia chiaro – e che potrebbe anche non trovarvi d’accordo. Sui gusti non si discute, lo abbiamo scritto fino allo sfinimento e continua a essere vero. Anche perché – ne siamo consapevoli – oltre ai 7 orologi wow riuniti qui sotto, molti altri meriterebbero questo appellativo, fra gli innumerevoli nuovi modelli lanciati dalle centinaia di marchi presenti in città. Che hanno esposto non solo al Palexpo, ma anche a Head, o nelle suite del Beau Rivage, del President Wilson e degli altri 5 stelle, senza dimenticare gli showroom privati di quanti hanno la sede sotto il Jet d’Eau. Una selezione però andava fatta: e questa è la nostra, condivisibile o meno.

    Due parole ancora riguardo alla definizione di “7 orologi wow”. Che deriva da quei Wow Watches con cui i giornalisti (soprattutto di moda) da sempre si riferiscono agli esemplari più glamorous, più preziosi o straordinari, quasi sempre irraggiungibili da noi comuni mortali. Il concetto vale anche nel nostro caso: noi però abbiamo dato all’idea una connotazione più tecnica, perché a colpirci c’è sempre, prima di tutto, la meccanica. Poi, è vero, l’etichetta “7 orologi wow” include anche una sfumatura di ironia: che non vuole però essere mancanza di rispetto o irriverenza verso gli oggetti in questione, tutt’altro. Piuttosto un divertito riferimento alla nostra reazione – stupefatta, quasi estasiata, sempre entusiasta – la prima volta che li abbiamo visti.

    I 7 orologi wow, secondo noi

    Specifichiamo che abbiamo scelto solo orologi da polso: non soltanto perché più “portabili”, più vicini alla nostra sensibilità e ai nostri gusti, ma soprattutto perché la miniaturizzazione dei movimenti/componenti è di per sé un valore aggiunto. Come potete vedere si tratta di esemplari di diverso genere, non riconducibili a una sola categoria: ci sono un paio di ultra-piatti (molto ultra), variazioni sul tema del tourbillon, smalti e automi. Ad accomunarli è proprio il wow, sincero, che ci è sgorgato dal cuore. Sarebbero tutti da raccontare con lunghi approfondimenti, ma qui li possiamo solo elencare, rigorosamente in ordine alfabetico. Per ognuno riportiamo un personalissimo commento – e ovviamente le informazioni tecniche. Eccoli, dunque. Voi fateci sapere cosa ne pensate sui nostri social…

    BULGARI Octo Finissimo Ultra Cosc
    Cassa (40 mm di lato x 1,7 mm di spessore) in titanio e carburo di tungsteno. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Bvl 180 di manifattura (7 richieste di brevetto), ultrapiatto, con 50 ore di autonomia, componenti montati direttamente sul fondello/platina; certificato cronometro dal Cosc. Indicazione di ore e minuti con differenziale, vetro zaffiro, bracciale in titanio con fibbia pieghevole integrata (1,5 mm di spessore). Edizione limitata di 20 esemplari.

    Una costruzione reinventata ex-novo. E, una volta indossato, un effetto di leggerezza indescrivibile. Sconvolgente, al di là dei record, perché spinge i limiti “oltre”. E raggiunge traguardi finora impensabili.

    CHANEL J12 Atelier Couture Automat Calibre 6
    Cassa (38 mm) in ceramica mat ad alta resistenza e oro bianco, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica manuale, Calibro 6 di manifattura, con automi, animazione su richiesta. Quadrante in decalque, lunetta e corona in acciaio con diamanti taglio baguette e brillante (3.34 carati in totale), vetro zaffiro (anche sul fondello), bracciale in ceramica. Edizione limitata di 100 esemplari.

    È il primo automa realizzato dallo Studio de Création Horlogerie Chanel in un nuovo calibro “in-house”. E ritrae – perfettamente riprodotta – Mademoiselle Coco al lavoro nel suo atelier, un po’ voluttuosa, un po’ divertita.

    CYRUS GENÈVE Etheral Twin Orbital Tourbillon
    Cassa (44 mm) in oro rosa e titanio grado 5, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Cyr518-E di manifattura (3 richieste di brevetto), con 3 giorni di autonomia (indicata sul lato fondello), due tourbillon volanti, paralleli e inclinati di 20°, indicazione saltante delle ore su dischi, anch’essi inclinati e paralleli, indicazione dei minuti tramite indice; l’intero sistema compie una rotazione in senso orario in un’ora. Chassis rotante, indicazioni luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 18 esemplari.

    Definirlo “suggestivo” è un eufemismo: si resta letteralmente incantati davanti alla rotazione ininterrotta dei componenti. Arte cinetica allo stato puro, da vedere almeno in video sul sito ufficiale.

    HERMES Arceau Duc Attelé
    Cassa (43 mm) in titanio grado 5 lucido. Movimento meccanico a carica manuale, calibro H1926 di manifattura, ad alta frequenza, con indicazione dell’autonomia, ripetizione minuti (ponte della suoneria in vetro zaffiro a 3/4, traforato) e dispositivo tourbillon centrale su 3 assi (rotazione della gabbia esterna in 300 secondi, quella intermedia in 60 secondi, quella interna in 25 secondi). Quadrante inferiore guilloché, giro delle ore decentrato e inclinato, vetro zaffiro a cupola, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore (prodotto “in casa”).

    Tecnica sopraffina e massima personalizzazione: i timbri hanno la forma della testa di un cavallo, così come il rastrello dei minuti della suoneria, mentre le ruote del movimento sono simili a quelle del calesse del logo.

    PIAGET Altiplano Ultimate Concept Tourbillon 150th Anniversary Cassa (41,5mm di diametro x 2 mm di spessore) in lega di cobalto (M64bc) Pvd blu, impermeabile fino a 2 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 970P-Uc di manifattura, con 40 ore di autonomia, componenti montati direttamente sul fondello/platina, dispositivo tourbillon a un minuto, piccoli secondi sulla gabbia. Indicazione decentrata di ore e minuti, vetro zaffiro, fondello con mini-oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle.

    Dimenticatevi i tourbillon sferici, carpiati, bi o triassiali. Questo è un inedito tourbillon piatto, così sottile (2 mm) da sembrare bidimensionale. Lo sviluppo dell’esemplare del 2018. Davvero impressionante…

    ROGER DUBUIS Orbis in Machina Central Monotourbillon Cassa (45 mm) in oro rosa, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Rd115 di manifattura, scheletrato, con 3 giorni di autonomia, dispositivo tourbillon centrale a un minuto (con gabbia in titanio e cromo-cobalto). Quadrante multilivello, indicazione di ore e minuti su disco, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle. Edizione limitata di 88 esemplari, in vendita esclusivamente nelle boutique monomarca.

    Simmetrico, ipnotico, spettacolare. La modernità fatta tourbillon, almeno visto dal lato quadrante. Ma, quando lo si gira dal lato fondello, la meccanica rivela la migliore tradizione del Poinçon de Genève. E superbe finiture.

    VAN CLEEF & ARPELS Lady Arpels Cadrans Extraordinaire Jour Enchanté Cassa (41 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica manuale. Quadrante con intarsi di turchese, sole in oro giallo, zaffiri gialli, granati spessartiti, diamanti, mini-scultura in oro bianco, foglie e fiori in smalto façonné e plique-à-jour; indicazione decentrata di ore e minuti, lunetta con diamanti, vetro zaffiro, fondello inciso; cinturino in pelle di alligatore, intercambiabile (in vendita con un secondo cinturino, a scelta). Edizione limitata di 8 esemplari.

    Guardare il quadrante, incredibilmente profondo per la sovrapposizione di elementi, è come immergersi in un mondo fatato, in miniatura. Ma lo smalto incastonato di diamanti – mai visto prima – è un’autentica follia.

  • Gli orologi dell’anno del Drago. Talismani o forme d’arte?

    Gli orologi dell’anno del Drago. Talismani o forme d’arte?

    Quest’anno hanno davvero esagerato. Va bene che il mercato cinese va riconquistato, va bene che il soggetto si presta alle interpretazioni più fantasiose, ma le marche elvetiche di orologeria si sono davvero fatte prendere la mano. E hanno sfornato una quantità incredibile di orologi dell’anno del Drago. Di cui vogliamo darvi un assaggio.

    Già: domani, 10 febbraio, è il Capodanno cinese – Festa di primavera o Capodanno lunare che dir si voglia -, che avvia 15 giorni di sentitissimi festeggiamenti in tutta la Great China come nelle comunità espatriate dal Paese di Mezzo, diffuse in tutto il mondo. E l’industria delle lancette si è data da fare per celebrare come si deve l’anno del Drago di legno: il segno di turno in questo 2024, parte del complesso sistema zodiacale in cui non solo si alternano 12 animali con cicli di 12 anni, ma sono anche coinvolti i 12 rami terrestri, i 10 tronchi celesti, i 5 elementi, lo Yin e lo Yan…

    In effetti sono ormai mesi che siti, blog e magazine specializzati pubblicano alla spicciolata gli orologi dell’anno del Drago. Noi abbiamo aspettato proprio l’ultimo giorno per presentarli tutti insieme, così come abbiamo fatto per l’anno del topo, per quello del bue, della tigre, del coniglio… Sì, perché sono ormai 12 anni che assistiamo a questo spettacolo di arte varia puntualmente messo in atto dall’orologeria. Quest’anno il ciclo si chiude, i grandi collezioni posseggono già l’intero Zodiaco, ma poco importa: si ricomincia da capo con un nuovo segno, con un nuovo animale, in una periodicità che sembra infinita – altroché dodecennale…

    Esemplari pregiati… anziché no

    E vederli tutti insieme, gli orologi dell’anno del Drago, dobbiamo ammettere che fa una certa impressione. Con tutte queste ali spiegate, questi artigli letali, queste fauci spalancate, sembra proprio di essere tornati ai tempi di Casa Targaryan, all’antico regno di Raenyra in House of the Dragon. Ma con la naturale differenza che le bestiole raffigurate sugli orologi dell’anno del Drago non hanno le fattezze delle saghe fantasy, ma quelle tramandate dalla tradizione cinese, più viva che mai in quel di Hong Kong. Si tratta del Loong, creatura leggendaria del folklore dell’ex Celeste Impero: che non sputa fuoco e non rappresenta il Male, ma è invece simbolo di prosperità, latore di fortuna e buoni auspici. Addirittura incarnazione dell’imperatore, emblema di potere e saggezza.

    Del resto l’orologeria è sempre stata determinata nel ritrarre i draghi, per arrivare al cuore e al portafoglio degli amanti del genere (soprattutto se con gli occhi a mandorla). Anche in tempi non sospetti: prova ne sia la vetrina fatta da noi qualche anno fa, intitolata proprio Draghi, dragoni & Co. (cui vi rimandiamo per conoscere fattezze e leggende a tema), in un 2021 dedicato a tutt’altro animale. Figuriamoci ora che lo Zodiaco cinese serve l’occasione su un piatto d’argento… Pare proprio che le marche si siano messe d’accordo per invadere il mercato con gli orologi dell’anno del drago. Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche, come si può vedere qui sotto. Venghino, signori, venghino

    A dire il vero, sembra quasi che nell’alto di gamma le case abbiano fatto a gara per creare l’orologio più scenografico, più straordinario. Con il ricorso – come sempre – ai mestieri d’arte, alle tecniche ancestrali più rare e mirabili, ma anche agli automi e alla meccanica spettacolo. Nella nostra vetrina troverete infatti diversi pezzi unici, oltre che edizioni limitatissime o comunque millesimate (in cui appare quasi sempre il numero 8, altro simbolo portafortuna). Ma non dimenticate di dare un’occhiata anche alla gallery qui sopra. I draghi sono onnipotenti, si sa: e, non paghi di dominare i polsi, invadono perfino le scrivanie, dove assumono sembianze 3D e diventano ancora più forti, ancora più intriganti, capaci di incantare quanti li guardano. Altro che la mitica Medusa o il Basilisco di Harry Potter: dilettanti, in confronto. Perché, non dimentichiamolo: gli orologi dell’anno del Drago possono essere autentici capolavori. Che ci piaccia o no.

    Gli orologi dell’anno del Drago di legno

    BAUME&MERCIER Riviera Dragon Edition 10743 Cassa (33 mm) in acciaio lucido e satinato, impermeabile fino a 5 bar. Movimento meccanico a carica automatica con datario. Quadrante in madreperla decorata, lancette e indici applicati luminescenti, lunetta con diamanti, vetro zaffiro, fondello con vetro zaffiro decorato da un dragone, bracciale in acciaio. Edizione limitata di 150 esemplari, 3.550 euro.

    BAUME&MERCIER Riviera Baumatic Moonphase Dragon Edition 10744 Cassa (43 mm) in acciaio lucido e satinato, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Baumatic, con autonomia di 5 giorni, fasi di luna con dragone e datario a lancetta. Quadrante soleil, lancette e numeri romani applicati e indici luminescenti, vetro zaffiro, lunetta con viti in acciaio Adlc, fondello con vetro zaffiro decorato da un dragone, bracciale in acciaio. Edizione limitata di 150 esemplari, 5.750 euro.

    BELL & ROSS BR 05 Artline Dragon
    Cassa (40 mm) in acciaio lucido e satinato, inciso al laser, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro BR-CAL 321, con autonomia di 54 ore e datario. Quadrante in ciso, lancette rodiate e dipinte di lacca nera, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, bracciale in acciaio inciso al laser. 8.200 euro.

    BLANCPAIN Villeret Calendrier Chinoise Traditionnel
    Cassa (45 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3638 di manifattura, con autonomia di 7 giorni, calendario completo gregoriano con fasi di luna, calendario cinese con ora doppia, data, mese, segni zodiacali, 5 elementi, mesi intercalari e tronchi celesti. Quadrante in smalto Grand Feu, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 50 esemplari, 75.400 euro.

    BOVET Récital 26 Chapter Two Golden Dragon
    Cassa Dimier (45 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 17DM06-DT di manifattura (3 brevetti), con autonomia di 5 giorni, tourbillon volante double-face, fasi lunari con luna in madreperla, ore del mondo con indicazione delle città su display emisferico. Quadrante convesso in quarzo blu, indicazione decentrata di ore e minuti con lancette luminescenti, drago in oro rosso scolpito a mano, vetro zaffiro, fondello con vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 12 esemplari (4 con quadrante in avventurina e altrettanti con quadrante guilloché blu), prezzo non disponibile.

    BREGUET Classique Dragon 7145
    Cassa (40 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 502.3, con spirale e anse dell’ancora in silicio. Quadrante in smalto Grand Feu, drago in oro rosso inciso a mano con sfera in madreperla, lancette a pomme evidée in oro, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 8 esemplari, 84mila euro.

    BREGUET Classique Double Tourbillon Dragon 5345PT Cassa (46 mm) in platino. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 588N di manifattura, interamente inciso a mano, con ponti del bariletto in oro, due tourbillon indipendenti e rotanti (fissati sulla platina che compie un giro completo in 12 ore). Platina guilloché incisa a mano, giro delle ore su anello in vetro zaffiro, drago in oro rosso inciso a mano con sfera in madreperla, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Prezzo non disponibile.

    CHOPARD L.U.C XP Urushi Year of the Dragon
    Cassa (39,5 mm) in oro rosa etico, sottile solo 6,8 mm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L.U.C 96.17L di manifattura, con due bariletti sovrapposti (tecnologia Chopard Twin), autonomia di 65 ore, micro-rotore decentrato in oro. Quadrante realizzato a mano in Giappone secondo la tecnica della lacca Urushi , vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 88 esemplari, 30.200 euro.

    CORUM Bubble 47 Dragon
    Cassa (47 mm) in acciaio Pdv nero, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CO 082. Quadrante soleil laccato, con drago applicato e luna in madreperla; vetro zaffiro a cupola, fondello in vetro zaffiro, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 88 esemplari, 7mila franchi svizzeri.

    CORUM Bubble 47 Dragon Eye
    Cassa (47 mm) in acciaio Pdv nero, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CO 082. Quadrante laccato e dorato, vetro zaffiro a cupola, fondello in vetro zaffiro, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 88 esemplari, 7mila franchi svizzeri.

    GENUS Dragons
    Cassa (43 mm) in oro bianco (ma disponibile anche in oro rosa, in titanio grado 5 o in titanio damascato). Movimento meccanico a carica manuale, calibro 160W-1.2 di manifattura, con platina e ponti in oro 18 kt, autonomia di 50 ore, indicazione satellitare delle ore mediante indice fisso (a ore 9), indicazione dei 10 minuti tramite la testa del drago, il cui corpo in oro inciso a mano e segmentato (11 elementi) striscia fra due contatori, indicazione dei minuti su disco rotante (a ore 9). Indicatori e numeri luminescenti, vetro zaffiro glassbox, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Esemplare interamente personalizzabile, a partire da 140.650 franchi svizzeri, tasse escluse.

    HAMILTON Ventura Elvis80 Skeleton Dragon
    Cassa (42,5 x 44,6 mm) in acciaio Pvd nero, impermeabile fino a 5 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro H-10-S realizzato in esclusiva, con riserva di carica di 80 ore e spirale in Nivachron. Quadrante traforato a forma di muso di drago, lancette luminescenti, vetro zaffiro, cinturino in caucciù effetto squame. Esiste anche con la cassa color oro. 2.175 euro.

    HARRY WINSTON Chinese New Year Automatic Dragon Cassa (36 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HW2010, realizzato in esclusiva. Quadrante in oro con madreperla bianca incisa, drago laccato, indicazione di ore e minuti circoscritta da diamanti, lunetta con diamanti taglio brillante, vetro zaffiro, fondello con vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore (fibbia con diamanti). Diamanti pari a 2 carati in totale. Edizione limitata di 8 esemplari, prezzo non disponibile.

    HUBLOT Spirit of Big Bang Titanium Dragon
    Cassa (42 mm) in titanio lucido e satinato, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HUB 1710 di manifattura, con autonomia di 50 ore. Quadrante multilivello effetto 3D realizzato con applique, vetro zaffiro, cinturino in caucciù vulcanizzato effetto scaglie. In vendita con un secondo cinturino in tessuto grigio. Edizione limitata di 88 esemplari, 30.800 euro.

    IWC Portugieser Chronograph Year of the Dragon Cassa (41 mm) in acciaio lucido. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 69355 di manifattura, con massa oscillante in oro rosa a forma di drago, cronografo con ruota a colonne e secondi continui. Quadrante su due livelli, contatori azuré, numeri applicati, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello. In vendita con un secondo cinturino in caucciù. Edizione limitata di 100 esemplari, 10.200 euro.

    JACOBS & CO. The Mystery Tourbillon Twin Dragons Cassa (50 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica manuale, calibro JCAM32 di manifattura, autonomia di 60 ore, con due tourbillon volanti centrali, collegati da un differenziale, su tre assi (la gabbia di quello sul primo asse ruota in un minuto, le altre due ruotano ciascuna in due minuti). Quadrante con due draghi in oro rosa, scolpiti e dipinti a mano, che ruotano su due anelli per indicare ore e minuti tramite le sfere di diamanti taglio Jacobs (288 faccette, indici di diamanti taglio baguette (1.49 ct), carrure e anse tempestati di diamanti baguette (12.41 ct in totale), vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cintueino in pelle di alligatore. Pezzo unico, prezzo non disponibile.

    JAEGER-LECOULTRE Reverso Tribute Enamel “Dragon” Cassa reversibile (27,4 x 45,5 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica manuale, calibro J-LC 822 di manifattura. Quadrante in smalto Grand Feu, lancette e indici applicati in oro rosa, vetro zaffiro, fondello in smalto Grand Feu con drago inciso a mano, cinturino in pelle di alligatore. Disponibile su commissione, circa 100mila euro.

    JAQUET DROZ Imperial Dragon Automaton
    Cassa (43 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica automatica, calibro JD 6150 realizzato in esclusiva, con spirale e anse dell’ancora in silicio, rotore in oro rosso laccato nero; automa con animazione delle diverse parti del corpo del drago. Quadrante in cuprite dipinto a mano con indicazione decentrata di ore e minuti, lancette in oro. Applique drago in oro giallo, incisa e dipinta a mano, con occhio e lingua in acciaio dipinto a mano, sfera in diaspro rosso decorata a mano con polvere d’oro. Vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cinturino in caucciù. Pezzo unico, completamente personalizzabile. Prezzo non disponibile.

    LONGINES Flagship Heritage Year of the Dragon
    Cassa (38,5 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L-899 realizzato in esclusiva, con spirale in silicio, autonomia di 3 giorni, fasi di luna e datario a lancetta. Quadrante bombato e sfumato, lancette luminescenti, vetro zaffiro, fondello personalizzato dal muso del drago, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 888 esemplari, 3.450 euro.

    PIAGET Altiplano Dragon Zodiac High Jewellery Watch Cassa (41 mm) in oro bianco e oro rosa, ultrapiatta (8,3 mm di spessore). Movimento meccanico a carica manuale, calibro 830P di manifattura, ultrapiatto. Quadrante in smalto pailloné realizzato da Anita Porchet, drago in oro inciso a mano, sfera in opale; lunetta e anse con diamanti taglio baguette, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 8 esemplari, parte di una collezione dedicata al Dragone e alla Fenice e composta da orologi e gioielli. Prezzo non disponibile.

    ROGER DUBUIS Excalibur Monotourbillon Dragon
    Cassa (42 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica manuale, calibro RD512SQ di manifattura, scheletrato, con autonomia di 3 giorni, tourbillon volante (cassa in cromo-cobalto e titanio), drago integrato fra i componenti, realizzato in oro rosa scolpito a mano, e composto da 27 pezzi disposti su 25 livelli. Lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle. Fregiato del Punzone di Ginevra. Edizione limitata di 28 esemplari, prezzo non disponibile.

    SWATCH Collezione Anno Del Drago – Dragon in Wind Pay! Cassa New Gent (41 mm) in materiale di origine biologica. Movimento al quarzo Swiss made con funzione SwatchPay per effettuare pagamenti contactless. Quadrante stampato, vetro in materiale di origine biologica, cinturino in silicone. Fa parte di una collezione composta da 5 modelli (vedi gallery), 110 euro.

    ULYSSE NARDIN Blast Tourbillon Dragon
    Cassa (45 mm) in oro roso 5N satinato. Movimento meccanico a carica automatico, calibro UN-172 di manifattura, scheletrato, con autonomia di 3 giorni, micro-rotore decentrato in platino, bilanciere, spirale, ancora e ruota di scappamento in silicio, tourbillon volante con semisfera in madreperla posta sulla gabbia; drago integrato al ponte ad X superiore, realizzato in oro rosso 5N, inciso e dipinto a mano. Lancette e indici luminescenti, carrure e lunetta in titanio Dlc nero, vetro zaffiro glassbox, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. 102.650 euro.

    VACHERON CONSTANTIN Métiers d’Art La Légende du Zodiacque Chinois – Anno del Drago Cassa (40 mm) in oro rosa (ma esiste anche in platino). Movimento meccanico a carica automatica, calibro 2460 G4 di manifattura, con indicazioni di ore, minuti, datario e giorno della settimana su dischi rotanti. Quadrante in oro con smalto Grand Feu e applique in rilievo di drago in oro rosa (oppure in platino) cesellato a mano; vetro zaffiro, fondello con vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 25 esemplari per tipo di metallo, certificati dal Punzone di Ginevra, in vendita solo nelle boutique monomarca, da 139mila euro.

  • Piaget Polo 79 e l’intelligenza artigianale

    Piaget Polo 79 e l’intelligenza artigianale

    Dura la vita di un simbolo. Prendete il Piaget Polo: è uno di quei pezzi che hanno segnato tanto un’epoca quanto l’intero corso dell’orologeria contemporanea. Un simbolo, appunto, non solo della propria Maison ma di un modo di vivere e intendere l’orologio. E il duro della sua vita sta proprio lì: nel dover essere sempre all’altezza del proprio status di simbolo. Nel non tradire mai le aspettative di chi sa che nel Piaget Polo non trova semplicemente un accessorio. 

    Questo è ancora più vero oggi che il modello compie 45 anni, ricorrenza che la Manifattura di La Côte-aux-Fées ha deciso festeggiare da par suo con il nuovo Piaget Polo 79. Un lasso di tempo che nella storia dell’orologeria rischia di essere quasi irrilevante, ma che nel caso del Polo è stato più che sufficiente per trasformarlo in qualcosa di riconoscibile, apprezzato, desiderato. Qualcosa capace di attraversare i decenni e le mode, mantenendo intatto il proprio fascino. E anche il proprio aspetto, come vedrete tra non molto.

    Piaget Polo e lo stile di un’epoca

    Se siete bravi in matematica e attenti nel leggere, avrete calcolato che il Polo nacque nel 1979, ossia sul finire degli anni ’70. Di quel decennio che diede vita a molti stili, movimenti, tendenze, e che nel campo del design da polso vide nascere l’orologio sportivo di lusso. Per i brand, questi nuovi codici si espressero attraverso l’esplorazione di colori audaci e nuovi materiali e, soprattutto, attraverso la dissolvenza dei vecchi confini estetici cui si era abituati. 

    La parola d’ordine era “integrazione” e molti marchi lanciarono linee sinuose e sportivieche vedevano il bracciale in metallo incontrarsi perfettamente con la cassa, in un tutt’uno coerente. Una tendenza non limitata a pochi modelli: piuttosto un fenomeno che interessò l’intero settore dell’orologeria. 

    In questo panorama dinamico ed edonistico, spiccava il Piaget Polo. Frutto dell’ingegno di Yves Piaget, era sfacciatamente progettato per i suoi tempi e immediatamente riconoscibile grazie alla perfetta integrazione tra cassa, quadrante e bracciale. Un’integrazione ottenuta grazie all’alternanza di superfici satinate con altre lucide, lavorate con il motivo godron. Una parola che indica l’intaglio di una modanatura arrotondata, o una scanalatura corta spesso ovale utilizzata come decorazione, ma che è di fatto intraducibile.

    Perché è un concetto visivo, non fonetico. Che in orologeria si legò da subito al Polo, per via di quel design intrepidamente contemporaneo, possibile solo grazie agli oltre 100 anni di maestria tecnica ed estetica di Piaget. Anche il nome Polo fu una scelta deliberata di Yves Piaget, per caratterizzare l’orologio verso uno sport d’élite che celebrava i valori del Marchio. Un approccio atletico ma elegante che ha accompagnato fino a oggi la cosiddetta “Piaget Society”, chic e alla moda. Così il jet-set cedette al fascino del Piaget Polo, assicurando il successo continuo del suo design visionario.

    Trova le differenze

    Arrivo ai giorni nostri e vi invito a rileggere quanto ho scritto qualche riga più sopra a proposito di mantenere intatto fascino e aspetto. Perché il Piaget Polo 79 appena presentato sembra uscito da una capsula del tempo. Che ci riporta agli albori degli anni ’80, una decade caratterizzata da leggerezza, edonismo e glamour, tratti che l’orologio di Piaget incarnava alla perfezione. E che incarna anche oggi.

    Provate a cercare online qualche pubblicità d’epoca del primo Polo. Oppure – so che è un suggerimento che a Piaget potrebbe non piacere – fatevi un giro sulle piattaforme dedicate al secondo polso e cercate il modello vintage. Trovato qualcosa? Bene, allora affiancate l’immagine dell’orologio attuale e quella dei pezzi di 40 e passa anni fa e aguzzate la vista, come nel gioco della Settimana Enigmistica, per cercare le differenze.

    Ebbene, ne scoprirete poche. Con il nuovo Piaget Polo 79, la Maison ha messo in atto una tra le operazioni di ripresa dell’originale più fedeli che si possano trovare oggi. Il nuovo modello ha lo stesso aspetto di quello di un tempo, con il bracciale caratterizzato dall’alternanza di maglie satinate orizzontali e maglie lucide con motivo godron. Un’alternanza che prosegue su cassa e quadrante, in un continuum in cui l’opulenza dell’oro giallo è temperata dall’eleganza della forma.

    La rastrematura del bracciale accentua la fluidità delle forme complessive dell’orologio, che appare leggero, nonostante l’oro giallo che lo costituisce lo renda ben presente al polso. Il Piaget Polo 79 sfiora infatti i due etti di peso. I 38 mm di diametro per 7,45 di spessore costituiscono una proporzione a dir poco perfetta per dare vita a una referenza che è pura gioia di vivere, tradotta in design e materiali preziosi.

    La meccanica del Piaget Polo 79

    Come immagino abbiate capito, per me la meccanica conta a volte più dell’estetica. Nel caso di questo orologio, però, le scale di importanza si invertono, nonostante il movimento incassato sia un calibro top. E non potrebbe essere diversamente, un po’ perché Piaget è una maison da calibri eccelsi, un po’ perché il Polo è stato, nella sua storia, una specie di “laboratorio” sul quale provare l’alchimia tra preziosità dei materiali e movimenti diversi. Sempre ultrapiatti.

    Come ricorda Piaget, i primi Polo erano dotati del calibro 7P, lanciato dal brand nel 1976 e all’epoca riconosciuto come il movimento al quarzo più sottile al mondo. All’inizio degli anni ’80, fu sostituito da un quarzo ancora più sottile, il calibro 8P, spesso solo 1,95 mm. Alcuni modelli di Piaget Polo, però, montavano anche il celebre calibro a carica manuale 9P, uno dei movimenti meccanici più sottili con i suoi 2 mm di spessore.

    Nel Piaget Polo 79 continua l’accoppiata tra oro e movimenti meccanici. Nella cassa si trova infatti il calibro automatico 1200P1. Sviluppato sulla base del 1200P, lavora alla frequenza di 21.600 alternanze/ora (3 Hz), con un’autonomia complessiva di circa 44 ore. Come nella migliore tradizione Piaget, lo spessore contenuto (2,35 mm) lo rende perfetto per questo orologio dall’eleganza senza tempo. Rispetto al 1200P, spicca la massa oscillante del micro-rotore in oro giallo, con il sigillo Piaget.

    «Abbiamo dovuto soddisfare questa nuova richiesta dei nostri clienti, che sono abituati ad acquistare solo orologi eleganti», spiegava all’epoca Yves Piaget. «Ora, invece, dedicano sempre più tempo allo sport. È un cambiamento che fa parte dello stile di vita contemporaneo. I nostri clienti vogliono essere raffinati e indossare un bell’orologio anche durante l’attività fisica. E così abbiamo creato questa linea sportiva, che è impermeabile e resistente agli urti».

    Il Piaget Polo 79 è la riproposizione di quel mondo, di quello stile di vita. In un mondo in cui si fa un gran parlare di IA, intelligenza artificiale, questo orologio è una delle più azzeccate creazioni nate dalla IA, intelligenza artigianale. Qualcosa che solo marchi come Piaget hanno. E sanno usare.

  • Oroscopo di ottobre. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di ottobre. Previsioni e orologi, segno per segno

    L’autunno è iniziato: l’oroscopo di ottobre ne evidenzia la natura di stagione di trasformazione. Tempo di rinnovamento, quindi: proviamo ad analizzare cosa succede nel cielo per cercare di orientarci meglio nella nostra quotidianità. Potremmo anche farci ispirare dall’orologio del nostro segno, tra pezzi iconici e modelli inediti, scelti per voi in funzione delle previsioni astrali.

    Ma per prima cosa, come di consueto, andiamo a esaminare i dati astronomici del cielo di ottobre.
    Il mese si apre con il Sole ancora nel segno della Vergine, che passerà in Bilancia il giorno 18. Il 1° ottobre si avrà una congiunzione di Luna e Giove nel segno del Toro, mentre lo stesso giorno Mercurio entrerà nel segno della Vergine per poi passare in Bilancia il 19.

    Da segnalare la presenza di Venere in Leone, per tutto ottobre: bellezza e forza in piena sinergia, quindi. Quasi per l’intero mese, poi, Marte transiterà in Bilancia, offrendo un quadro aperto a molteplici letture.
    Il giorno 10 terminerà il moto retrogrado di Plutone, in Capricorno. Il 14, eclissi solare: come sempre, un importante segno celeste.

    L’ultima decade del mese vedrà Venere nella Vergine in trino con Giove in Toro, e Mercurio nello Scorpione in trino con Saturno in Pesci. Un’ulteriore eclissi, stavolta lunare, il giorno 28 connoterà la fine del mese.
    Passiamo ora a esplorare come tutto questo andrà a riflettersi nei dodici segni zodiacali.

    Ariete

    Per voi nati nel segno dell’Ariete l’oroscopo di ottobre mostra segni molto positivi nella sfera della creatività. Che si tratti di un’intuizione fulminante o della maturazione di un progetto cui stavate lavorando da tempo, tutto è propizio per passare all’opera. Potrebbe essere un corso di aggiornamento, l’inizio di un’attività, la presentazione di un nuovo prodotto: adesso, è il momento giusto. La natura impetuosa dell’Ariete troverà un perfetto contraltare nei segni della Vergine e della Bilancia, denotati da metodo, ordine ed equilibrio. Assecondate la vostra inventiva con un orologio “artistico”, meglio se fatto su misura per voi.

    KONSTANTIN CHAYKIN Ristmons Clown
    Cassa (42 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro K07-0 di manifattura, con indicazione delle ore e dei minuti su dischi rotanti, fasi di luna. Quadrante guilloché, lunetta con lettering, vetro zaffiro, fondello inciso con un tendone da circo, cinturino in pelle di alligatore. Configurazione personalizzata, tempo d’attesa: 12 mesi. 30.000 euro.

    Toro

    Il mese si apre con Mercurio, pianeta della comunicazione, in Vergine. Se avete a che fare con presentazioni davanti a una platea, la stesura di articoli o il progetto di una campagna pubblicitaria, voi nati nel Toro avrete un periodo molto favorevole nella prima quindicina. Vale la pena approfittarne. La presenza di Giove nel vostro segno rafforzerà i vostri propositi e fornirà l’energia necessaria per superare qualche ostacolo sul cammino. Il mese sarà anche contrassegnato da una certa tendenza all’introspezione, quasi il bisogno di fare il punto su fatti e situazioni prima di prendere decisioni importanti. Per guardare dentro anche al vostro orologio, scegliete un modello squelette.

    PIAGET Polo Skeleton
    Cassa (42 mm) a coussin, in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 1200 S1 di manifattura, ultrapiatto (2,4 mm di spessore) e interamente scheletrato, con micro-rotore decentrato, ponti colorati e decorati. Lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore, intercambiabile con il bracciale in acciaio incluso nel packaging. 35.000 euro.

    Gemelli

    Per i nativi dei Gemelli l’oroscopo di ottobre prevede qualche problema di salute, a livello fisico o psicologico: importante, quindi, mantenersi in forma, fare vita attiva – con la giusta moderazione –, curare l’alimentazione ed evitare qualsiasi concessione alla gola o agli eccessi. Buoni i rapporti interpersonali: ritroverete vecchie conoscenze che si riveleranno preziose per nuove iniziative. Periodo eccellente per riorganizzare gli impegni, a breve e a medio termine. Per pianificare tutto, fatevi aiutare da uno smartwatch di ultima generazione. Magari prezioso, come voi.

    HUAWEI Watch Ultimate Gold Edition
    Smartwatch con cassa in oro 18 kt dagli elementi in ceramica, impermeabile fino a 10 atm. Display Amoled da 1,5 pollici con risoluzione 450 x 450 pixel, fino a 14 giorni di autonomia. Connettività Bluetooth e Nfc, Gps e tutte le consuete funzionalità hardware e software. Vetro zaffiro, bracciale in titanio annerito con link in oro 18 kt. 2.990 euro.

    Cancro

    I nati sotto il segno del Cancro in ottobre troveranno il periodo perfetto per intraprendere percorsi di crescita spirituale. Un incontro inatteso potrebbe aprirvi nuovi orizzonti. L’attenzione al vostro mondo interiore però non dovrà farvi dimenticare l’importanza degli aspetti più pratici: non trascurate la salute e cercate di condurre il più possibile una vita regolare ed equilibrata. Mese complessivamente all’insegna della buona stella, con la raccomandazione di evitare le relazioni tossiche – soprattutto con chi, a vario titolo, cercherà di drenare le vostre energie. Tenete d’occhio anche l’energia del vostro orologio, non si sa mai…

    A. LANGE & SÖHNE 1815 Up/Down
    Cassa (39 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica manuale, calibro L051.2 di manifattura, con platina a 3/4, regolazione a collo di cigno, indicazione dell’autonomia di 3 giorni e piccoli secondi. Quadrante in oro argenté, lancette in acciaio azzurrato alla fiamma, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. 37.000 euro.

    Leone

    L’oroscopo di ottobre segnala un mese intenso: cogliete le opportunità di migliorare la conoscenza di voi stessi sotto il profilo interiore. Evitate chi influisce su di voi con negatività, potrebbe disturbare la vostra natura solare. Vi verrà chiesto di assumere responsabilità e impegni: non abbiate timore di affrontare le sfide. Il periodo è propizio, vi attendono nuovi orizzonti. Valutate sempre con saggezza il reale carico di obblighi che andrete ad assumere, tenendo presente che dovranno essere rispettati. Procuratevi un orologio che sappia cadenzare il tempo di settimana in settimana.

    ARMIN STROM One Week First Edition
    Cassa (41 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro ARM21 di manifattura, con platina e ponti Pvd azzurro, doppio bariletto, autonomia di 7 giorni e piccoli secondi. Lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio. Edizione limitata a 25 esemplari, 32.000 franchi svizzeri.

    Vergine

    Per i nati sotto il segno della Vergine il mese di ottobre sarà decisamente fortunato. Se saprete coniugare le vostre ambizioni (da qualche tempo un po’ latenti) con l’intensità di una volontà precisa, il successo non potrà mancare. Cambiamenti in arrivo sul fronte professionale. Sereni gli affetti. Si presenteranno opportunità che potrebbero diventare autentiche sfide: dovrete accoglierle con coraggio, potrebbero essere determinanti per il vostro futuro. Lasciatevi ispirare da un orologio altamente tecnico, audace e anticonformista.

    ULYSSE NARDIN Freak (X Ops)
    Cassa (43 mm) in titanio Dlc nero, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro UN230 di manifattura, con carrousel volante che ruota intorno al proprio asse, bilanciere, scappamento e oscillatore sovradimensionato in silicio, autonomia di 3 giorni. Indici luminescenti, carrure e anse in carbonio composito, vetro zaffiro, cinturino in tessuto. 34.600 euro.

    Bilancia

    Vi attende un mese caratterizzato dalla comunicazione. Stringerete nuovi rapporti, migliorerete la vostra rete di conoscenze personali e professionali, sarete chiamati a esprimervi mettendo anche a disposizione la vostra esperienza. Sarà però opportuno tenere ben distinte le sfere del lavoro e della vita privata, per potervi ritagliare situazioni di giusta distanza ed evitare di essere travolti da troppe attività mondane. Staccate ogni tanto la spina e ritrovate la gioia degli affetti. Scandite i momenti sereni con un esemplare dallo stile classico ma dal “cuore” tecnologico.

    H. MOSER & CIE. Endeavour Centre Seconds Vantablack®
    Cassa (40 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HMC 200 di manifattura, con autonomia di 3 giorni. Quadrante in Vantablack®, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di kudu. 25.000 franchi svizzeri.

    Scorpione

    Sarà per voi un ottobre di riorganizzazione e di attenzione alla cura di sé e alla salute. Se non un mese di relax – le vacanze sono ormai terminate –, quantomeno un mese di riflessione, per affrontare con rinnovata energia la fine dell’anno e intraprendere con vigore e determinazione nuovi percorsi. Ottime occasioni per progettare viaggi futuri, per impostare nuovi progetti. Siate molto cauti nella scelta dei compagni di viaggio, in senso lato: evitate di farvi carico di chi conta su di voi per non assumersi le proprie responsabilità. Al contrario, potrebbe esservi estremamente utile un orologio da globetrotter…

    PATEK PHILIPPE Ora Universale 5230P
    Cassa (38,5 mm) in platino. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 240HU di manifattura, con indicazione universale delle ore e funzione giorno/notte per i 24 fusi orari. Quadrante guilloché, lancette e indici applicati in oro, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di vitello. 73.930 euro.

    Sagittario

    Parola d’ordine: introspezione. Che vogliate affrontarla da soli, con l’aiuto di un terapeuta o il conforto di un amico fidato, è giunto il momento di portare alla luce antichi nodi che minano da troppo tempo la vostra serenità. Il processo di rigenerazione successivo, pur se non facile, darà eccellenti risultati. Rimarrete sorpresi per i cambiamenti positivi che presto riscontrerete. Non abbiate timore di guardare dentro il vostro animo: alla luce del sole, i fantasmi e le paure perdono consistenza e potrete incontrare la parte migliore di voi stessi. Mettete al polso un orologio che è un invito a percorrere strade non battute.

    ROGER DUBUIS Excalibur Spider Huracán Sterrato MB
    Cassa (45 mm) in carbonio Smc. Movimento meccanico a carica automatica, calibro RD 630 di manifattura, con doppio bariletto, autonomia di 60 ore, bilanciere inclinato di 12°. Lancette e indici luminescenti, lunetta e corona in titanio Dlc nero, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in caucciù, intercambiabile. Realizzato in collaborazione con Lamborghini Squadra Corse. Edizione limitata a 28 esemplari, esclusività boutique, 76.500 euro.

    Capricorno

    Il vostro oroscopo di ottobre segnala un mese complesso, in cui situazioni non risolte o problemi di incomprensione con amici, familiari e colleghi potrebbero turbare la vostra serenità. Cercate di non farvi travolgere dalle situazioni: mantenete l’autocontrollo e un certo distacco per essere maggiormente obiettivi. Parlando in modo pacato e ascoltando con attenzione le ragioni della controparte, molte cose si risolveranno praticamente da sole. Non prestate orecchio alle malelingue e, nel dubbio, cercate sempre un confronto diretto. Concedetevi un acquisto de luxe per potenziare la vostra autostima e calmarvi i nervi.

    RICHARD MILLE RM 30-01 Automatico con rotore disinseribile
    Cassa (42 x 49,94 x 17,59 mm) in titanio grado 5. Movimento meccanico a carica automatica, calibro RMAR2 di manifattura, con doppio bariletto, autonomia di 55 ore, rotore disinseribile e a geometria variabile, selettore di funzione, grande datario. Lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 50 esemplari. 185.000 franchi svizzeri.

    Acquario

    I nati sotto il segno dell’Acquario cominceranno a vedere segni tangibili dei risultati di attività iniziate molto tempo fa. Mese positivo, in cui sarete incoraggiati a profondere ulteriori energie nei vostri impegni, sostenuti dall’affetto degli amici sinceri e di chi vi ama. Un’amicizia potrebbe rivelarsi qualcosa di più profondo: siate pronti a cogliere i segnali. Siate giustamente orgogliosi del buon esito dei vostri sforzi ma non dimenticate di manifestare la vostra gratitudine a quanti vi hanno dato una mano o vi sono stati vicini lungo il percorso. Sappiate apprezzare anche il lavoro delle persone che realizzano l’alta orologeria…

    CZAPEK & CIE. Antartique Passage de Drake
    Cassa (40,5 mm) in acciaio, impermeabile fino a 12 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro SXH5.01 di manifattura, con ponti scheletrati, autonomia di 60 ore, micro-rotore decentrato in platino (100% riciclato) e datario. Quadrante flinqué disponibile in 4 colori, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio. Da commissionare sul sito ufficiale della Marca. 22.000 franchi svizzeri (tasse escluse).

    Pesci

    Secondo il vostro oroscopo di ottobre, il momento è favorevole per impostare una strategia di crescita, soprattutto professionale. Valutate sempre con attenzione le persone con cui vorreste confidarvi: siate estremamente cauti. Per voi comunque il mese sarà carico di positività: vi giungeranno proposte inattese e constaterete che il buon ricordo lasciato tempo fa nei vostri interlocutori è stato il migliore investimento. Possibili cambiamenti sul fronte della casa, o degli immobili: acquisti, vendite o traslochi in vista. Favorite le operazioni con un esemplare “architettonico”.

    HYSEK Furtif Skeleton Blue
    Cassa (44 x 51 mm) in titanio e oro bianco. Movimento meccanico a carica manuale, calibro HW34 di manifattura, scheletrato e con ponti Pvd blu. Lancette luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, anse rotanti, cinturino in pelle di alligatore. 23.600 franchi svizzeri.

  • Quadranti in meteorite, frammenti extraterrestri da indossare

    Quadranti in meteorite, frammenti extraterrestri da indossare

    Sarà la passione per le pietre dure, che di recente sembra aver contagiato tutti i segmenti dell’orologeria in maniera trasversale. O sarà il fascino dello spazio, che è diventato un tema diffuso soprattutto nell’alto di gamma (lo abbiamo visto proprio ieri con Chanel…). Sta di fatto che i quadranti in meteorite negli ultimi anni sono cresciuti in popolarità come non succedeva da tanto. Si deve tornare indietro di qualche decennio per trovare qualcosa del genere…

    Che poi, a dir la verità, non è che dagli anni Settanta a oggi il mondo delle lancette sia rimasto immune dall’attrazione per i meteoriti, anzi. Poter sfoggiare al polso fette di rocce antichissime, provenienti da chissà dove e capaci di attraversare mezzo universo, è sempre stata un’idea irresistibile per il mondo delle lancette. Per esempio, nel 2002 (quindi in tempi non sospetti), Rolex lanciò il Daytona Meteor, con il quadrante ricavato da un meteorite ritrovato in Namibia nel 1836. Quel meteorite, che si chiama Gàbaon, ha qualcosa come 40 milioni di anni ed è caduto sulla terra più o meno 12mila anni fa. Composto perlopiù da ferro-nikel con parti di cobalto e fosforo, oggi si trova nel Geological Survey of Namibia a Windhoek, che lo conserva come una reliquia.

    Sì, perché i meteoriti hanno nomi, origini ed età diverse, anche se noi li pensiamo simili. Sono il risultato della cristallizzazione di galassie lontane nel tempo e nello spazio, di eventi catastrofici tipo la creazione dei sistemi solari, poi forgiati da temperature estreme e levigati dall’impatto con l’atmosfera terrestre. Ma è la struttura cristallina, quel disegno intricato di lamelle che si intersecano, a fare la fortuna (e la bellezza) dei quadranti in meteorite. Gli scienziati le chiamano “figure di Widmanstätten” (dal nome del loro scopritore) e risaltano sulla loro superficie quando le si sottopone a bagni di acidro nitrico e alcool etilico. Il bello è che quella struttura è sempre differente, per cui non esistono due quadranti in meteorite uguali. La texture minerale e il colore maschile – dal grigio metallizzato all’antracite – fanno il resto.

    Anche se il loro prezzo può variare da pochi spiccioli a diverse migliaia di euro al grammo, a seconda dell’origine, l’emozione di possedere un pezzo di bolide spaziale ha sempre qualcosa di magico. Senza considerare che c’è perfino chi crede sprigionino anche una misteriosa energia… Di sicuro c’è che il meteorite è un materiale difficile da lavorare, soprattutto per ridurlo al disco sottile di un quadrante, il che incide sul costo degli orologi. Sebbene per tradizione i quadranti in meteorite si ritrovino negli esemplari di alta orologeria ad accompagnare spesso complicazioni astronomiche, negli ultimi tempi possono impreziosire anche modelli più accessibili. Come si vede qui di seguito.

    A proposito, qui abbiamo affiancato alle novità di quest’anno con quadrante in meteorite altri orologi già catalogo, con la sola discrimine della disponibilità commerciale. Negli ultimi anni sono state davvero numerose le proposte a tema delle marche, ma si trattava perlopiù di serie limitate ormai irreperibili (o quasi). Noi ci siamo concentrati su ciò che si può trovare effettivamente sul mercato… Se volete indicarcene altri, contattateci sui nostri social.

    Quadranti in meteorite: suggerimenti per l’acquisto

    ARNOLD & SON Luna Magna Platinum Meteorite
    Cassa (44 mm) in platino. Movimento meccanico a carica automatica, calibro A&S1021 di manifattura, con autonomia di 90 ore, fasi di luna astronomiche (correzione di un giorno ogni 122 anni). Quadrante in meteorite con indicazione decentrata di ore e minuti su un disco di madreperla, rappresentazione tridimensionale della luna con sfera in marmo e meteorite, lancette in acciaio azzurrato alla fiamma, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 28 esemplari, 70.900 franchi svizzeri.

    AWAKE Mission to Earth – Time Travelers – Grey
    Cassa (40 mm) in titanio riciclato, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica di fabbricazione giapponese, calibro Miyota 9039 modificato. Quadrante in meteorite, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello trasparente, cinturino in Biopoly (biopolimeri realizzati da materiali biologici come i semi di ricino). Edizione limitata di 500 esemplari, 1.490 euro.

    CHANEL HAUTE HORLOGERIE Monsieur de Chanel Tourbillon Météorite
    Cassa (42 mm) in ceramica ad alta resistenza e acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 5.1 di manifattura, con tourbillon volante (la gabbia compie una rotazione completa in un minuto), doppio bariletto, autonomia di 3 giorni, piccoli secondi. Quadrante traforato in meteorite, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in caucciù foderato in pelle di vitello. Edizione limitata di 55 esemplari. 120mila euro.

    LOUIS MOINET Super Moon
    Cassa (43,2 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro LM45 di manifattura, con piccoli secondi. Quadrante martellato con dettagli in alluminio anodizzato blu, frammento di meteorite lunare a ore 3, vetro zaffiro, indici sospesi, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 100 esemplari, 17.000 franchi svizzeri + Iva.

    OMEGA Speedmaster Grey Side of the Moon
    Cassa in ceramica (44,25 mm), impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Co-Axial 9.300 di manifattura, con doppio bariletto, autonomia di 60 ore, scappamento Co-Axial, spirale in silicio, cronografo con ruota a colonne e secondi continui. Quadrante in meteorite, lancette in oro Sedna, lunetta con inserto in nitruro di silicio e scala tachimetrica in Ceragold, vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. 15.300 euro.

    PIAGET Altiplano Origin Meteorite

    Cassa (40 mm x 6,36 mm di spessore) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 1203P di manifattura, ultrapiatto (3 mm di spessore), con microrotore decentrato e datario. Quadrante in meteorite, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 300 esemplari. 29.900 euro.

    ROLEX Oyster Perpetual GMT-Master II
    Cassa (40 mm) in oro bianco, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3285 di manifattura, con autonomia di 70 ore, secondo fuso orario e datario. Quadrante in meteorite, lancette e indici applicati luminescenti, lunetta girevole bidirezionale con inserto in ceramica bicolore, vetro zaffiro, bracciale Oyster in oro bianco con sistema di allungamento rapido. Certificato Cronometro Superlativo. 43.100 euro.

    VENEZIANICO Nereide Meteorite
    Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Sellita SW 200-1, con datario. Quadrante in meteorite, lancette e indici applicati luminescenti, ghiera girevole unidirezionale con inserto in tungsteno, vetro zaffiro, fondello inciso, cinturino in caucciù. Da 1.200 euro.

    ZANNETTI Regent Meteorite
    Cassa (42 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Z3 realizzato da Oisa con specifiche Zannetti. Quadrante in meteorite con zona perimetrale in madreperla, lancette luminescenti, indici e scala dei minuti incisi a mano e smaltati, vetro zaffiro bombato, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di coccodrillo.

    ZODIAC Super Sea Wolf Limited Edition
    Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro STP 1-11. Quadrante in meteorite, lancette e indici luminescenti, ghiera girevole unidirezionale, vetro zaffiro, bracciale in acciaio. In pre-ordine, 1999 euro.

  • Orologi sautoir, una tendenza dal lungo passato

    Orologi sautoir, una tendenza dal lungo passato

    Come spesso accade, quello che ci sembra nuovo ha radici antiche. È questo anche il caso degli orologi sautoir, preziosi ed elegantissimi, esposti alla scorsa edizione di Watches and Wonders Geneva – ma presenti anche nelle più recenti collezioni di marchi moda, in versioni meno lussuose ma altrettanto deliziose. Eppure, quello che sembra un nuovo modo di indossare l’orologio, in effetti è stato il primo modo con cui l’orologio fu indossato, quando la tecnologia e i materiali ne permisero la miniaturizzazione.

    Il problema delle dimensioni

    Se l’orologio meccanico nacque verso la fine del XIII secolo, è dal XV che la disponibilità di molle affidabili trasforma l’orologio a pesi in un oggetto che può essere facilmente trasportato. Gli acciai delle molle si erano sviluppati, soprattutto in Germania e in Italia, in principio per utilizzi differenti: le serrature e le balestre. Lo stesso Leonardo da Vinci iniziò a occuparsi di orologeria dopo l’inizio della sua collaborazione con Giulio Tedesco, un serraturaio che lavorò con lui per un certo periodo.

    Leggiamo ancora spesso la leggenda dell’uovo di Norimberga: Peter Henlein, un personaggio realmente esistito e certamente abilissimo orologiaio, sarebbe stato il primo a ridurre le dimensioni di un orologio a quelle di una sfera di pochi centimetri di diametro. Inserito in una cassa in argento – secondo la tradizione, un portaessenze traforato che veniva usato per emanare un aroma piacevole, in un’epoca in cui l’igiene personale non era quella dei nostri tempi -, sarebbe stato portato al collo dal ricco e fortunato proprietario grazie a una catena o a una fettuccia di cuoio.

    Questo primato tecnologico tedesco fu grande motivo di orgoglio per la nazione germanica ai tempi del regime nazista. E fece sì che a Henlein venisse dedicato un monumento nella sua città natale, Norimberga, e addirittura un francobollo. L’esemplare conservato nel museo locale, oggetto di venerazione per lungo tempo, si è però rivelato un falso storico, realizzato nel XIX secolo assemblando elementi meccanici precedenti. Le ricerche di Enrico Morpurgo negli antichi archivi porterebbero però l’invenzione di questi orologini personali in Italia, presso le ricchissime ed esigenti corti, come Mantova o Milano.

    I primi orologi sautoir

    Ma torniamo agli antichi orologi sautoir, o meglio ai pendenti da collo: detti anche pettorali, proprio perché esibiti sul petto, erano una vera e propria ostentazione delle possibilità economiche del possessore. Se per re e imperatori la legge dei comuni mortali prevedeva eccezioni, per cui i loro esemplari potevano essere in oro, spesso riccamente decorati con smalti e pietre preziose, restava però il fatto che la corporazione degli orefici per lungo tempo negò a quella degli orologiai il permesso di usare l’oro nelle proprie creazioni.

    Si ebbero quindi, nel XVI e nel XVII secolo, gli orologi “da persona” racchiusi in casse semplicemente dorate, o in ottone. Per vedere il quadrante si doveva sollevare il coperchietto anteriore, che negli esemplari più lussuosi era trasparente, in cristallo di rocca, oppure traforato, per evitare di doverlo spostare, rendendo visibile la posizione dell’unica lancetta.

    Ostentazione, ma non solo: nel XVI secolo l’abbigliamento non prevedeva tasche, ma piuttosto saccocce legate alla cintola. Con il mutamento del costume, l’orologio finì per spostarsi nelle tasche, o nel taschino, diventando meno visibile ma al contempo più protetto. Comunque la moda dell’orologio indossato come pendente di una lunga collana colpì anche l’universo femminile: ritratti di dame altolocate lo presentano, ben visibile, indossato come un gioiello già nel XVI secolo e ancora nel XVII.

    Corsi e ricorsi della moda

    La moda è mutevole, l’usanza cessò per ritornare in auge alla fine del XIX secolo, ma solo ed esclusivamente per le signore. Orologini in oro, smalti e gemme tornarono a essere esibiti e, più tardi, portati con vezzo sospesi a una catenina, solitamente in oro e smalti, in pendant con la decorazione della cassa. Oppure appesi a un nastrino, usati come spilla sul bavero o sull’abito.

    L’ulteriore miniaturizzazione meccanica – culminata con il Calibro 101 di Jaeger-LeCoultre – aveva infatti consentito di fornirli di movimenti di dimensioni ridotte. Famosi rimangono gli orologi sautoir di Cartier, realizzati intorno agli anni ’20: splendidi esemplari in oro e smalto indossati con catene dalla medesima preziosa decorazione, lunghe, come voleva la moda dell’epoca del Charleston. A dire il vero, i registri in rue de la Paix rivelano che i pendentif – come li definivano allora – avevano giocato un ruolo di rilievo anche negli anni precedenti la Prima Guerra Mondiale. Allora, però, la fantasia delle forme (l’ovale, il rettangolo, l’esagono, l’ottagono, perfino il triangolo), si sposava al rigore del bianco e nero, interpretati con il platino, l’onice, le perle e i diamanti.

    Dopo gli anni ’20, invece, la nuova generazione di orologi sautoir segue la rivoluzione dell’esotismo e del colore portata dai Ballets Russes di Diaghilev. Appaiono così gli smalti policromi, il corallo nelle sfumature più vivide, le giade e gli smeraldi di grandi dimensioni, incisi con motivi floreali d’ispirazione giapponese o indiana. Gli esemplari sono inseriti in clip o in piccole sculture, assumono la forma di sigilli, di boule, di stalattiti. La bibbia americana della moda, Vogue, li definisce l’accessorio imprescindibile per le signore eleganti e tutte le principali manifatture dell’epoca li mettono in produzione. Negli archivi Cartier i pendentif registrano vendite di gran lunga superiori a quelle dei modelli da polso nel segmento degli orologi femminili.

    Gli orologi sautoir ai nostri giorni

    Cambiano i tempi, cambiano le abitudini: qualche fugace ricomparsa di questi modelli ne segnò l’attualità anche in tempi più vicini a noi. Memorabili restano gli esemplari firmati da Piaget negli anni ’60/’70, con i quadranti ritagliati nella pietra dura e le lancette animate da quei calibri meccanici ultra-piatti che fecero la fortuna della Maison. Ma anche il Nuovo Millennio non resta immune dal fascino degli orologi sautoir, rivolti soprattutto al pubblico orientale più facoltoso.

    Se Cartier periodicamente li ripropone nelle collezioni più esclusive come summa di rari mestieri d’arte, è di nuovo Piaget a realizzare simili pezzi unici di alta gioielleria, con le tradizionali tecniche orafe che le appartengono. All’ultimo salone di Ginevra, infatti, ha presentato tre orologi sautoir accanto ai modelli d’epoca mostrati in vetrina: ispirati alla stessa esuberanza del passato, come quelli sono in oro, diamanti e pietre dure, ma riaggiornati nelle fogge.

    In realtà Watches and Wonders 2023 ha decretato la rinascita di questa tendenza, con cui si sono misurate diverse maison stimolate dalla vocazione gioielliera, ciascuna seguendo il proprio stile e la propria storia. Così, Chanel – che aveva già dedicato a Coco Chanel un esemplare a tema – ha ampliato la collezione Mademoiselle Privé con un inedito sautoir à secret decorato con l’effigie del Leone. Jaeger-LeCoultre ha fatto rivivere i fasti dell’Art Déco con il Reverso Secret Necklace. E Van Cleef & Arpels ha giocato con il pavé colorato delle pietre preziose o con i cabochon di pietre dure per nascondere i quadranti di sei orologi a segreto della linea Perlée.

    Bijoux a tema

    Se gli esemplari più preziosi fanno sognare le donne di tutte le età ed estrazione sociale, ma rimangono irraggiungibili per la maggioranza di loro, il mercato regala una buona notizia. Diverse marche nelle ultime stagioni hanno colto la tendenza estetica e realizzato orologi sautoir dall’inclinazione pop, accessibili ai portafogli di tutte. Ecco dunque Hamilton che recupera la tradizione dell’orologio trasformabile, da indossare al polo o sul décolleté, e ricrea un pezzo vintage recuperato negli archivi: il Lady Hamilton degli anni ’50, a sua volta ispirato agli anni ’30.

    Fossil invece resta su modelli più classici, tondi od ovali, da personalizzare però con un’incisione o un’immagine prediletta. Mentre Swarovski sfrutta il proprio savoir-faire per creare esemplari originali, dai vetri zaffiri taglio smeraldo o dalle linee a piramidi incastonate di scintillanti pavé di cristalli triangolari.

    Ben tornati, quindi, orologi sautoir – per il piacere di chi li indossa e la gioia di chi li ammira.

  • Gli orologi di W&W 2023 che ricorderemo. E qualche sensazione

    Gli orologi di W&W 2023 che ricorderemo. E qualche sensazione

    Tempo di bilanci per Watches and Wonders Geneva 2023. La manifestazione sul Lemano ha chiuso i battenti domenica scorsa e ha già divulgato risultati positivi. Ma, al di là dei dati ufficiali, a noi interessa raccontarvi com’è andata, qual era l’atmosfera, cosa abbiamo visto la scorsa settimana al Palexpo. E soprattutto quali sono gli orologi di W&W che ci hanno colpito di più.

    Tu chiamale se vuoi… emozioni

    Sia chiaro: se volete sapere i numeri, non avete che da leggere l’esaustivo comunicato stampa, trasmesso ieri e da noi pubblicato proprio stamattina. In questa pagina non vi racconteremo quanti giornalisti hanno partecipato, quanti post sono usciti sui social media, quanti visitatori ci sono stati in totale. Ricordiamo solo che per due giorni il Salone è stato aperto al pubblico più vasto, composto da appassionati ma non “addetti ai lavori”. Qui troverete invece le nostre impressioni, maturate nei quattro giorni trascorsi fra sessioni collettive di touch & feel e incontri one-to-one (mo’ basta però con ‘ste inglese).

    Serena operosità. Ottimismo più che cauto. Soddisfazione palese. Sono alcune delle sensazioni – nette, quasi tangibili – che si potevano cogliere nell’aria, soprattutto in alcuni stand. E, a proposito di stand, quest’anno erano più sontuosi e scenografici che mai, almeno rispetto al “vecchio” Sihh. Forse per non sfigurare al confronto con quelli, mastodontici, trasferiti qui da Baselworld. Ecco quindi design curatissimi, grandi installazioni, automobili di ogni tipo, perfino gorgoglianti fontane… Gli investimenti ci sono stati di certo, a conferma che le cose poi così male non vanno. Anzi.

    Un altro indicatore è stata anche la presenza di qualche celebrità. Personalmente abbiamo visto Julia Roberts, Reinold Messner e Jean Todt, ma sappiamo che sono passati anche David Beckham, Roger Federer, Eileen Gu, più qualche asiatico meno conosciuto alle nostre latitudini. Giusto per la cronaca. Non vi elenchiamo invece i volti noti dell’orologeria (italiana e non) che abbiamo incontrato nei corridoi. Praticamente c’erano tutti, perfino quelli che in teoria non bazzicano più nell’ambiente… Vederli lì non è stata certo una sorpresa, ma solo la riprova che Watches and Wonders Geneva è ormai la fiera per eccellenza, almeno nel mondo occidentale.

    I 15 orologi di W&W, secondo noi

    Ma parliamo di orologi. Una premessa è d’obbligo: ci concentriamo solo sulle marche presenti a Watches and Wonders, non prendiamo nemmeno in considerazione quanti esponevano altrove – nei tanti eventi privati in città o a Time to Watches. Di seguito quindi troverete gli orologi di W&W più memorabili per noi, 15 per l’esattezza Perché proprio 15? Perché i canonici 10 sarebbero stati troppo pochi, considerato che gli espositori erano 48, e la selezione quasi impossibile, visti anche gli equilibri fra i gruppi e le grandi case indipendenti. Allora, ecco gli orologi di W&W secondo noi. Quelli più rappresentativi del Salone, quelli che crediamo lasceranno un segno e saranno ricordati anche in futuro come “gli orologi dell’anno”. Una scelta poco oggettiva, certo, dettata dai gusti personali sempre discutibili. Necessariamente incompleta e molto lontana da un reportage esauriente.

    Ma considerate questa vetrina come un semplice aperitivo, dato che ciascuno dei “nostri” orologi di W&W meriterebbe un approfondimento. Tranquilli, lo faremo sicuramente a tempo debito, man mano che questi esemplari arriveranno nei negozi. O almeno ci proveremo. Così come nei prossimi mesi daremo spazio anche ad altre novità non inserite qui di seguito, e nei giorni scorsi ne abbiamo già presentate altre. Un’ultima considerazione. Per ognuno degli orologi di W&W prescelti troverete anche la motivazione: perché ci sono piaciuti, cosa avevano di bello, particolare, notevole. E le consuete informazioni “di servizio”. Necessarie, visto che gli orologi vanno sì ammirati, sognati, ma soprattutto – se possibile – vanno comprati…

    Gli orologi di W&W, secondo noi

    A. LANGE & SÖHNE Odysseus Chronograph
    Cassa (42,5 mm) in acciaio, impermeabile fino a 12 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L156.1 Datomatic, con ruota a colonne, massa oscillante traforata, lancetta centrale dei minuti crono e dei secondi crono (rossa), sistema di azzeramento delle funzioni crono, indicazione della data e del giorno della settimana in apposite finestrelle, secondi continui a ore 6. Quadrante grené al centro, azuré lungo il perimetro (idem nel sottoquadrante), lancette in oro e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio. Edizione limitata di 100 esemplari. Prezzo non disponibile.
    Perché: Per la danza delle lancette centrali durante il reset. Ipnotica, suggestiva, mai vista prima.

    CARTIER Santos-Dumont
    Cassa in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 9629 MC, scheletrato, con micro-rotore decentrato. Lancette azzurrate alla fiamma, corona con zaffiro blu cabochon, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. In vendita da giugno. 41.000 euro circa.
    Perché: È ancora “figlio” dell’idea di scheletratura di Carole Forestier-Kasapi, ma con l’aeroplanino “vecchio stile” sul rotore diventa un gioco.

    CHOPARD Alpine Eagle 41 XPS
    Cassa (41 mm x 8 di spessore) in Lucent SteelTM, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L.U.C 96.40-L, ultrapiatto (3,3 mm di spessore), con microrotore decentrato in oro giallo 22 kt, autonomia di 65 ore (esclusiva tecnologia Chopard Twin), piccoli secondi. Quadrante in ottone stampato con motivo “iride di aquila”, lancette e indici in oro, applicati e luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, braccaile in Lucent SteelTM. Certificato dal Cosc e dal Punzone di Ginevra. 24.400 euro.
    Perché: È simbolo dell’impegno della Maison verso l’ambiente. Serio, responsabile, efficace.

    HUBLOT Big Bang Integrated Tourbillon Full Carbon
    Cassa (43 mm) in fibra di carbonio e Texalium. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HUB6035, scheletrato, con dispositivo tourbillon, microrotore decentrato, autonomia di 3 giorni. Quadrante in vetro zaffiro, lancette e indici applicati luminescenti, fondello in titanio microbillé con oblò in vetro zaffiro, bracciale integrato in fibra di carbonnio e Texalium. Edizioni limitata di 50 esemplari, 132mila euro.
    Perché: Con i suoi 68 g di peso totale, è davvero impressionante…

    IWC Ingenieur Automatic 40
    Cassa (40 mm) in acciaio lucido-satinato, impermeabile fino a 10 atm e con cassa interna in ferro dolce. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 32111, con autonomia di 5 giorni e datario. Quadrante Tapisserie, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, bracciale integrato in acciaio lucido-satinato. In vendita da fine aprile solo nelle boutique monomarca, 13.000 euro.
    Perché: È una rilettura in chiave attuale di un grande classico. Mooolto ben riuscita, per dettagli ed ergonomia.

    JAEGER-LECOULTRE Reverso Tribute Chronograph
    Cassa reversibile (29,9 x 49,4 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 860, con indicazione di ore e minuti su entrambi i quadranti, cronografo con ruota a colonne, indicazione dei 30 minuti crono con lancetta ad andamento retrogrado. Quadrante frontale satinato soleil, scheletrato sul retro (nella foto), lancette crono azzurrate alla fiamma, indici applicati, vetro zaffiro su entrambi i lati della cassa, cinturino in tessuto e pelle più cinturino aggiuntivo in pelle di vitello, realizzati da Casa Fagliano. 24.400 euro.
    Perché: Mostra il cronografo solo quando serve. L’altro quadrante, a contrasto, è nero, sobrio, minimale…

    PANERAI Radiomir California PAM01349
    Cassa (45 mm) in eSteel brunito, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro P.5000, con autonomia di 8 giorni. Quadrante sfumato, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro bombato, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello Ponte Vecchio. Edizione limitata di 600 esemplari, in vendita da giugno, 12.500 euro.
    Perché: Per il mix ben congegnato fra lo stile vintage – pulito, militare, privo di logo – e i materiali / le tecnologie contemporanee.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Minute Rattrapante
    Cassa (40 mm) in acciaio lucido-satinato, impermeabile fino a 6 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro PF052, con micro-rotore decentrato in oro rosa 22 kt, lancetta dei minuti sdoppiante. Quadrante guilloché Grain d’orge, lancette scheletrate in oro rodiato e oro rosa, lunetta zigrinata in platino, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio lucido-satinato. In vendita da settembre, 31.200 euro.
    Perché: Quando lo sdoppiante non è in uso, sembra un elegantissimo “due lancette”. Ma poi sorprende…

    PATEK PHILIPPE Calatrava Ref. 5224R-001
    Cassa (42 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 31‑260 PS FUS 24H, con micro-rotore decentrato in platini, secondo fuso orario – ora locale e ora di casa sulle 24 ore -, piccoli secondi. Quadrante con striature circolari al centro, giro delle ore satinato circolare, contatore dei piccoli secondi azuré; lancette, numeri e indici applicati in oro, luminescenti; vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello con finitura nabuk. 57.830 euro.
    Perché: È facile da usare, immediato da leggere, tecnicamente superiore. Semplicemente geniale.

    PIAGET Polo Perpetual Calendar Ultra-Thin
    Cassa (42 mm x 8,65 di spessore) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 1255P, ultrapiatto (4 mm di spessore), con micro-rotore decentrato, calendario perpetuo e fasi di luna. Quadrante con motivo “gadroon”, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio, intercambiabile con un cinturino in caucciù. 61.000 euro.
    Perché: Riesce a conciliare la complicazione con la sottigliezza. Un QP di rara eleganza.

    ROLEX Oyster Perpetual Cosmograph Daytona
    Cassa (40 mm) in platino lucido, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 4131, con autonomia di 3 giorni, scappamento Chronergy, spirale Parachrom antimagnetica, massa oscillante traforata in oro, cronografo con ruota a colonne e secondi continui. Quadrante soleil, lancette in oro e indici applicati luminescenti (Chromalight), lunetta in ceramica (Cerachrom) con scala tachimetrica, vetro zaffiro, inedito fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale Oyster in platino lucido-satinato con sistema rapido di allungamento (Easylink). Certificato Cronometro Superlativo. 78.300 euro.
    Perché: Spegne 60 candeline. E si presta a una citazione letteraria: “Bisogna che tutto cambi, perché tutto rimanga com’è…”.

    TAG HEUER Carrera Chronograph “Glassbox”
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro TH20-00, con autonomia di 80 ore, cronografo con ruota a colonne, secondi continui e datario. Quadrante spazzolato con scala tachimetrica perimetrale, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro a box, fondello con vetro zaffiro, cinturino in pelle. 6.500 euro.
    Perché: Per il design straordinario, privo di lunetta e con quel vetro zaffiro bombato che evoca i Plexiglas dei Carrera d’antan. Un modo speciale per celebrare i 60 anni della collezione…

    ULYSSE NARDIN Freak One
    Cassa (44 mm) in titanio Dlc nero. Movimento meccanico a carica automatica, calibro UN240, con bilanciere e spirale in silicio, scappamento in DiamonSil, carrousel volante che ruota attorno al proprio asse, autonomia di 3 giorni. Indicatori luminescenti, lunetta in oro rosa, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in caucciù “balistico”. Prezzo non disponibile.
    Perché: Come il capostipite della collezione è senza quadrante, senza lancette, senza corona… Super-tecnico eppure dall’intensa carica emozionale.

    VACHERON CONSTANTIN Overseas Moon phase Retrograde Date
    Cassa di 41 mm in acciaio, impermeabile fino a 10 atm e con anello interno in ferro dolce. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 2460 R31L/2, con fasi ed età della Luna (correzione di un giorno ogni 122 anni), datario retrogrado. Quadrante soleil, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio, intercambiabile con due cinturini aggiuntivi, in pelle e caucciù. Prezzo non disponibile.
    Perché: Per il design equilibrato, simmetrico ma non banale, e la meccanica impeccabile.

    ZENITH Pilot Big Date Flyback
    Cassa (42,5 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro El Primero 3652, ad alta frequenza (36.000 A/h), con 60 ore di autonomia e massa oscillante personalizzata, cronografo con ruota a colonne, funzione flyback, secondi continui e grande datario (brevettato). Quadrante a solchi orizzontali, lancette, numeri e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, due cinturini intercambiabili: in caucciù effetto Cordura o in pelle. 12.300 franchi svizzeri.
    Perché: Non ha nulla di nostalgico, ma reinventa di sana pianta l’orologio da aviatore. Con un unico, piccolo accenno al Rainbow Flyback del ’97. Lo vedete?

  • L’anno del Coniglio è in arrivo. E l’orologeria ziga, ziga*…

    L’anno del Coniglio è in arrivo. E l’orologeria ziga, ziga*…

    Ci risiamo. Domenica prossima, il 22 gennaio, sarà il Capodanno cinese – Capodanno lunare o Festa di Primavera che dir si voglia. E, anche quest’anno, le case di orologeria sono già pronte a celebrarlo in grande stile. Cioè con esemplari dedicati all’anno del Coniglio, il segno zodiacale che governerà i prossimi 12 mesi secondo la millenaria tradizione dell’ex Celeste Impero. L’anno del Coniglio d’Acqua, per essere più precisi – considerato anche l’elemento associato in questo 2023… Ma è meglio lasciar perdere il calendario cinese, che per noi occidentali è un gran casino anche solo da comprendere, figuriamoci da spiegare. Andatevi a leggere il pezzo sul Tonda PF Xiali di Parmigiani Fleurier per farvene un’idea.

    E lasciamo perdere pure i significati dell’anno del Coniglio: la Rete è invasa di descrizioni, previsioni e congetture, mica c’è bisogno che ne parliamo anche noi. Piuttosto, è curioso che il Coniglio – o la Lepre, espressione del quarto Ramo Terrestre (mao 卯) – faccia riferimento a un’antica leggenda taoista. Secondo questa storia, la bestiola abita sulla Luna, dove con mortaio e pestello frantuma cinnamomo ed erbe varie per produrre l’elisir di lunga vita. Ed è il motivo per cui si dice che possa vivere fino a mille anni, ed è quindi collegato all’idea di longevità. Sempre che non finisca prima in pentola, s’intende.

    Comunque, concentriamoci sugli orologi per l’anno del Coniglio. Che sono tanti, ma tanti, di gran lunga più numerosi di quelli che si sono avvicendati per gli altri segni degli scorsi anni (come l’anno della Tigre, l’anno del Bufalo o l’anno del Topo). Dipenderà dalla platea della Great China, sempre più importante per il mercato delle lancette? O dal fatto che i collezionisti e gli amatori del genere si sono moltiplicati? O forse dall’animale, così tenero e carino da ispirare i designer delle grandi marche? Sta di fatto che l’orologeria sembra dedita alla coniglicoltura più di un allevamento intensivo.

    E comunque, non c’è da stupirsi: si sa che i conigli si riproducono velocemente e in quantità. Del resto, non si dice proprio “figliare come conigli?”… Ciò che colpisce, piuttosto, è la varietà dei soggetti. E anche la capacità di svincolarli del tutto da un contesto pasquale, un rischio che poteva incombere sulla fantasia dei progettisti. Soprattutto se condizionati dalla tradizione dell’Easter Bunny o dell’Osterhase, come lo chiamano sul confine tedesco… E invece no: gli orologi per l’anno del coniglio sono multiformi, originali, hanno aspetti e atteggiamenti sempre diversi. Gli animaletti qua saltellano e corrono in cerchio, lì scorrazzano in mezzo alla natura… C’è chi li immagina soffici e giocosi, chi ne valorizza il senso di libertà, chi sembra ispirarsi ai cartoon (sembra proprio che Roger Rabbit abbia fatto scuola). E c’è perfino chi li ritrae durante la copula, chissà se per voyeurismo o trasgressione…

    Trasversali ai generi e ai segmenti di mercato, gli orologi per l’anno del coniglio presentano come sempre un’estrema varietà anche nelle tecniche di decorazione (leggete le didascalie della gallery qui sopra). E fanno di tutto per piacere agli appassionati, per conquistare un posto nel loro cuore e al loro polso. A tal punto che per qualcuno l’esemplare di turno con relativo leporide potrebbe diventare un inseparabile compagno di vita, proprio come il coniglio gigante di certi film. L’importante è che assomigli più all’Harvey di James Stewart (1950) che al Frank di Donnie Darko

    *Voce del verbo zigare, che in italiano indica il verso del coniglio

    Gli orologi dell’anno del Coniglio

    ARNOLD & SON Perpetual Moon “Year of the Rabbit”
    Cassa (41,5 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica manuale, calibro A&S1512 di manifattura, con doppio bariletto, autonomia di 90 ore, fasi di luna astronomiche (e secondo indicatore delle fasi lunari sul lato fondello). Quadrante in avventurina, lepre in oro rosa incisa a mano, paesaggio e costellazioni dipinte a mano anche con polvere d’oro e Super-LuminNova, luna in madreperla; lancette luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 8 esemplari. 57mila franchi svizzeri (Iva esclusa).

    BAUME & MERCIER Riviera Capodanno Cinese – Edizione Coniglio Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Baumatic BM13, con autonomia di 5 giorni e datario. Quadrante in vetro zaffiro fumé decorato con un motivo a onde e con l’immagine del coniglio (a ore 8), lancette, numeri e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro personalizzato, bracciale in acciaio, intercambiabile con un cinturino in caucciù (compreso nel packaging). 4.700 euro.

    BLANCPAIN Villeret Calendrier Chinois Traditionnel Cassa (45 mm) in platino. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3638 di manifattura, con autonomia di 7 giorni, calendario completo gregoriano con fasi di luna, calendario tradizionale cinese con ora doppia, data, mese, segni zodiacali, 5 elementi, tronchi celesti e mesi intercalari. Quadrante in smalto Grand Feu, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 50 esemplari, 90.850 euro.

    BREGUET Classique 9075 – 2023 Chinese New Year Edition Cassa (33,4 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 591C di manifattura, con scappamentoi e spirale in silicio. Quadrante in smalto Granf Feu con conigli champlevé, lunetta e anse con diamanti taglio brillante, carrure scanalata, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 8 esemplari riservata al Sud-Est asiatico, 63.300 dollari di Singapore.

    CHOPARD Happy Sport Year of the Rabbit Cassa (33 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Chopard 09.01-C di manifattura. Quadrante in madreperla con onde traslucide e e decoro dorato, lunetta in oro rosa etico don diamanti taglio brillante (1. 49 carati in totale), vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 88 esemplari, 20.500 euro.

    CHOPARD L.U.C XP Urushi Year of the Rabbit Cassa (40 mm) in oro rosa etico. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L.U.C 96.17-L di manifattura, ultrapiatto (3,3 mm di spessore), con due bariletti coassiali (tecnologia Twin, brevettata) e autonomia di 65 ore. Quadrante in oro, decorato a mano in Giappone con la tecnica della lacca Urushi, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 88 esemplari, 28.500 euro.  

    DIOR Grand Bal Year of the Rabbit Cassa (36 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica. Quadrante in avventurina con soggetti in madreperla e oro giallo, lancette in oro rosa, lunetta in oro rosa con diamanti taglio brillante (1.3 carati in totale), vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in raso dalla fibbia con diamanti (0.18 ct). Edizione limitata di 88 esemplari, 34mila euro.

    FOSSIL Lunar New Year Jacqueline Cassa ribaltabile (34 mm) in acciaio Ip oro rosa, impermeabile fino a 5 atm. Movimento al quarzo. Quadrante argenté, doppia lunetta con cristalli, fondello smaltato e decorato, cinturino in ecopelle. 168 euro.

    FOSSIL Lunar New Year Townsman Cassa (44 mm) in acciaio Ip oro giallo, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica di fabbricazione cinese. Quadrante in vetro minerale decorato, fondello trasparente, bracciale mesh in acciaio Ip oro giallo. 299 euro.

    #FR2NCK MULLER Vanguard Cassa (41 x 49,95 mm) in materiale composito di carbonio e fibra di vetro. Movimento meccanico a carica automatica, calibro MVT FM 800-DT con datario. Quadrante mat con conigli luminescenti, lancette scheletrate e indici luminescenti, grandi numeri applicati Pvd nero, vetro zaffiro, cinturino in nylon stampato. Edizione limitata di 800 esemplari, in vendita solo nel Sud-Est asiatico e in Australia. 15.800 dollari di Singapore.

    HARRY WINSTON Premier Chinese New Year Automatic 36mm Cassa (36 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HW2014, con autonomia di 68 ore e spirale in silicio. Quadrante in madreperla con applicazioni in oro giallo e diamanti taglio brillante, marquise e smeraldo, lunetta, anse, barrette d’attacco del cinturino e corona con diamanti taglio brillante (2.66 carati in totale), vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 8 esemplari, prezzo non dichiarato.

    IWC Portugieser Automatic 40 “Chinese New Year” Edition Cassa (40,4 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 8220 di manifattura, con sistema di ricarica Pellaton, autonomia di 60 ore, massa oscillante personalizzata e piccoli secondi. Quadrante smaltato, indici e numeri applicati, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello. Edizione limitata di 500 esemplari, 8.800 euro.

    PIAGET Altiplano Zodiac Cassa (38 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 430P di manifattura, ultrapiatto (2,1 mm di spesore). Quadrante in smalto Grand Feu cloisonné, lunetta con diamanti taglio brillante (0.71 carati in totale), vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 38 esemplari. 68mila euro.

    SWATCH Chinese New Year Special – Year of the Rabbit Cassa (41 mm) in Bioceramic. Movimento al quarzo Swiss made. Quadrante stampato, lancette luminescenti a orecchie di coniglio, cinturino in silicone e passante con orecchie di coniglio. 105 euro.

    TAG HEUER Carrera Year of the Rabbit Cassa (44 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Heuer 02 di manifattura, con autonomia di 80 ore, cronografo con secondi continui e datario. Quadrante decorato, indici applicati, lunetta in ceramica con scala tachimetrica, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro personalizzato, cinturino in pelle. Edizione limitata di 500 esemplari, 6.750 euro.

    ULYSSE NARDIN Classico Rabbit Cassa (40 mm) in oro rosa, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro UN-815 di manifattura. Quadrante in oro rosa con smalto cloisonné e conigli in champlevé, vetro zaffiro, fondello con oblò in vero zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 88 esemplari, 46.600 euro.

    VACHERON CONSTANTIN Métiers d’Art – La légende du zodiaque chinois – Anno del Coniglio Cassa (40 mm) in platino. Movimento meccanico a carica aurtomatica, calibro 2460 G4 di manifattura, con indicazioni a finestrella per ore, minuti, datario e giorno della settimana. Quadrante in oro con smalto Grand Feu e con coniglio applicato in rilievo, cesellato a mano; vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Orologio certificato dal Punzone di Ginevra. Edizione limitata di 9 esemplari, in vendita esclusivamente nelle boutique monomarca, prezzo non dichiarato.

    VERSACE Icon Active Lunar New Year Cassa (41 mm) in policarbonato trasparente. Movimento al quarzo Swiss made. Quadrante con Coniglio Versace stampato, lunetta con Greca e logo incisi, top ring in acciaio Ip viola, vetro zaffiro, cinturino in silicone trasparente con passante a Greca in acciaio Ip viola. In vendita dal 18 gennaio solo su Versace.com, 840 euro.

  • News & previews – 26/05/2022. Al polso delle star

    News & previews – 26/05/2022. Al polso delle star

    A darci lo spunto è stato sicuramente il 75° Festival di Cannes, che si tiene proprio in queste settimane, con il suo contorno di mondanità. Che in teoria è un evento dedicato al cinema, ma in realtà è un’occasione imperdibile di gossip. Per cui il look di ogni personaggio che sfila sul red carpet è analizzato, vivisezionato fin nei minimi dettagli. Così anche noi, per una volta, ci dedichiamo al “chi indossa cosa”: e puntiamo i riflettori sugli orologi avvistati al polso delle star nell’ultimo periodo. Non tutti, per carità, solo una piccola selezione, o non ne usciremmo vivi… Ma andiamo oltre il pettegolezzo fine a se stesso. E accanto agli esemplari apparsi al polso delle star nelle serate più glamour della Costa Azzurra, vi diamo anche qualche informazione di cronaca. Notizie che esulano dalla Riviera francese e arrivano anche dalla Svizzera degli orologi. Perché il polso delle star è sempre più ricercato dall’orologeria. E sembra diventato una vetrina imprescindibile… Del resto, è comprensibile: chi di noi non ama sognare?

    We love You, Zoë

    L’abbiamo vista di recente nel ruolo di Catwoman nell’ultimo The Batman. E prima ancora in Animali fantastici, Mad Max: The Fury, X-Man – L’inizio, e nella pluripremiata serie tv Big Little Lies. Fascino felino e dirompente personalità, dall’inizio di maggio Zoë Kravitz è anche il nuovo volto di Omega. Di certo la ragazza ha dimostrato di non essere solo “la figlia di…” (Lenny Kravitz e Lisa Bonet), ma di avere stoffa da vendere. Attrice, modella, cantante, produttrice e ora anche regista, è una performer a 360°. Serve altro?

    What women want

    Proprio Zoë Kravitz è una delle interpreti della nuova campagna Omega, insieme ad altre ambasciatrici del marchio: le attrici Nicole Kidman, So-hee Han e Dongyu Zhou; le modelle Kaia Gerber e Kiko Mizuhara; l’insuperata atleta Allyson Felix (un altro recente “acquisto” della Maison di Biel). Ciascuna di loro ha scelto il proprio orologio, in accordo con i gusti e le esigenze personali. Esemplari che spiccano come unico dettaglio a colori in una serie di ritratti (e video) in bianco e nero, suggestivi ed efficaci. Una bella lezione di stile.

    Intanto, sulla Croisette…

    Foto Pascal Le Segretain / Getty Images courtesy Chopard

    Partner ufficiale del Festival di Cannes dal 1998, Chopard occupa un posto d’onore al polso delle star che solcano il tappeto rosso. Così, quest’anno, parecchi esemplari della collezione L.U.C (che festeggia 25 compleanni) sono stati sfoggiati da attori e registi internazionali: come Xavier Dolan (a sinistra), Miles Teller, Vincent Elbaz, Greg Tarzan Davis, Michele Morrone, Joe Alwin… Senza dimenticare gli ospiti dell’ormai tradizionale Gentlemen’s Evening, tra cui William Abadie, Cedric the Entertainer, Conor McGregor…

    Foto John Phillips / Getty Images courtesy Piaget

    Anche Piaget è un nome ricorrente ai grandi eventi cinematografici internazionali (e non potrebbe essere altrimenti, visto il prezioso catalogo di gioielli e orologi che si ritrova). Non stupisce quindi vedere un Piaget Polo Emperador Tourbillon al polso del grande Forest Whitaker, premiato a Cannes con una Palma d’oro onoraria. E nemmeno ritrovare un altro Polo Skeleton indossato da David Cronenberg. Con cassa e movimento interamente tempestati di diamanti taglio brillante e baguette, ci dà un’idea del personaggio…

    Foto Stephane Cardinale / Corbis/ Getty Images courtesy Gucci

    Per lanciare la nuova collezione di alta orologeria, anche Gucci quest’anno era presente al Palais des Festivals. Al photocall di Three Thousand Years of Longing (in italiano Tremila anni di nostalgia), infatti, il suo Gucci 25H è stato avvistato al polso di Idris Elba, che ne film interpreta un genio in bottiglia. D’altronde si sa che ultimamente le celebrities fanno a gara per vestire le creazioni di Alessandro Michele, perfino quelle più estrose. Anche se l’attore di Luther e The Suicide Squad in questo caso indossava una normalissima T-shirt bianca…

  • “Homo Faber”: tesori viventi da salvare

    “Homo Faber”: tesori viventi da salvare

    Con la ripartenza post-pandemia, è tornato (il 10 aprile) Homo Faber. A Venezia, fino al 1° maggio sarà così possibile visitare il primo grande evento culturale dedicato all’artigianato e ai mestieri d’arte d’Europa. La mostra itinerante, giunta alla seconda edizione, è organizzata dalla Michelangelo Foundation. E come in passato è allestita presso la Fondazione Giorgio Cini, il complesso architettonico sull’Isola di San Giorgio Maggiore. Presenti oltre 400 opere realizzate da 350 designer e artigiani provenienti da oltre 30 Paesi.

    Homo Faber: l’influenza del Giappone sugli artigiani europei

    Per progettare i 15 spazi espositivi di Homo Faber che ospitano altrettante mostre tematiche, il team di curatori e designer italiani e internazionali si è ispirato all’eccellenza dei maestri d’arte a livello europeo e non solo. Homo Faber Crafting a More Human Future – 2022: i tesori viventi d’Europa e del Giappone è infatti il titolo completo dell’evento di quest’anno. Particolare attenzione è dunque riservata agli artigiani del Sol Levante, con dimostrazioni che ne esplorano tradizioni e tecniche millenarie di produzione. Il bello di Homo Faber è proprio questo: valorizza l’umano saper-fare ormai in via di estinzione, asfaltato dall’era digitale. Riunisce inoltre le più famose maison del lusso.

    A.Lange & Söhne presenta Handwerkskunst

    Non potevano così mancare le più rinomate case di alta orologeria. A cominciare dalla Manifattura tedesca A. Lange & Söhne, che ha scelto Homo Faber per presentare la collezione Handwerkskunst al gran completo. Ospite della collettiva Dettagli: genealogie dell’ornamento accanto ad altri artigiani del lusso, offre la possibilità di entrare quasi letteralmente nei processi di lavorazione dall’eccezionale savoir- faire del marchio. A. Lange & Söhne è, infatti, una delle 14 maison presenti all’interno della mostra allestita nel vecchio edificio dell’ex Scuola Nautica.

    I sette modelli che compongono la collezione Handwerkskunst (letteralmente, “artigianato”) mostrano l’abilità artistica dei maestri orologiai della Manifattura. Fra i capolavori della serie esposti: il Cabaret Tourbillon Handwerkskunst (del 2021) riunisce tecnica all’avanguardia e maestria artigianale. Richiama il primo orologio da polso con Tourbillon dotato di stop secondi che A. Lange & Söhne ha realizzato nel 2008. Ma si può ammirare anche il Richard Lange Tourbillon Pour le Mérite Handwerkskunst: il primo caratterizzato da un finissage particolarmente elaborato. Dotato di un sistema di trasmissione a fuso e a catena e di tourbillon, è considerato la quintessenza della maestria artigianale e meccanica. I visitatori potranno vedere all’opera i maestri incisori della Manifattura.  

    Jaeger-LeCoultre presenta Atmos Régulateur Cherry Blossom 

    Jaeger-LeCoultre rende omaggio alla seconda edizione di Homo Faber, in particolare alla cultura giapponese, raffigurando il sakura (fiore di ciliegio) sul nuovo Atmos Régulateur. Emblema del paese del Sol Levante, il fiore di ciliegio è anche una metafora universale della primavera. In linea con il tema Stellar Odyssey di quest’anno, il movimento dell’ Atmos presenta un’indicazione delle fasi lunari, la complicazione celeste più conosciuta, amata da molti. Opera d’arte unica nel suo genere, l’Atmos Régulateur Cherry Blossom mostra il meccanismo all’interno di una “vetrinetta” trasparente, incastonata tra pannelli di smalto nero Grand Feu. Progettato nel 1928, è un esemplare straordinario di arte e meccanica.

    Vacheron Constantin porta gli artigiani del Museo del Louvre

    Vacheron Constantin partecipa all’edizione 2022 di Homo Faber con i propri maestri artigiani. Ovvero: un orologiaio, un incastonatore, uno smaltatore e un incisore. Che presentano due orologi realizzati ad hoc per l’occasione (in un unico esemplare ciascuno): Les Cabinotiers Ripetizione minuti ultrapiatto Dio del Tuono; e Les Cabinotiers Ripetizione minuti ultrapiatto Dio del Vento. In mostra, anche un quadrittico che è stato creato dagli artigiani del laboratorio di incorniciatura-doratura del Museo del Louvre, con cui Vacheron Constantin ha in corso una collaborazione dal 2019. Nei giorni dell’esposizione, si potranno vedere all’opera i laboratori artistici del Museo del Louvre al fianco di Vacheron Constantin.

    L’expertise orafa di Piaget a Homo Faber

    Alla seconda edizione di Homo Faber, Piaget porta il proprio savoir-faire in campo orafo. Partecipa infatti con artigiani che offrono un saggio dell’arte dell’incisione e della realizzazione di catene. La Maison ginevrina è l’unica in grado di esercitare e trasmettere l’arte della creazione di catene in oro, con il vantaggio di avere una fornace interna. Per illustrare la propria maestria artigianale, Piaget espone quindi creazioni storiche e contemporanee. Dimostra così l’esperienza posseduta nella trasformazione dell’oro, sia nell’habillage orologiero sia nell’alta gioielleria, dalle lavorazioni come l’incisione fino all’incastonatura.   

    Panerai porta a bordo del mitico yacht Eilean

    Panerai attracca letteralmente a Homo Faber con lo storico yacht Eilean. Si tratta di un ketch bermudiano di 22 metri, che il pubblico può visitare: è ormeggiato proprio nell’Isola di San Giorgio Maggiore. Mitico, perché la sua costruzione (avvenuta sulla costa occidentale della Scozia) risale al 1936 per opera di William Fife III, leggendario costruttore di barche a vela. Ebbene, dopo averlo ritrovato nel 2006 ad Antigua in uno stato di totale degrado, Panerai lo ha acquistato e portato in Italia. Dove, grazie alle cure dei maestri artigiani del cantiere Francesco Del Carlo, a Viareggio, è tornato all’antico splendore. Lo yacht Eilean è dunque pura espressione di competenza e artigianalità, oltre che dei valori e della passione per il mare da sempre parte dell’identità Panerai.

  • News & previews – 22/1/2022. Le notizie della settimana

    News & previews – 22/1/2022. Le notizie della settimana

    Consueto appuntamento con le notizie dal mondo delle lancette. Qui di seguito, una selezione di novità arrivate in redazione nella settimana che sta per finire. Tanti gli argomenti trattati: eventi in corso o in anteprima, riconoscimenti e borse di studio, ma anche operazioni di product placement e perfino missioni spaziali. A tanto arriva il marketing dell’orologeria. Che proprio non ha più confini…

    Ué, usciamo?

    Omega torna nello spazio. Questa volta per affiancare una missione di ClearSpace: la prima operazione di cattura di un satellite in disuso. Fase d’esordio di un progetto a lungo termine il cui obiettivo è creare un servizio di rimozione dei relitti spaziali che ruotano attorno alla Terra. Del resto, ne ha ben donde: non paghi di aver rovinato il Pianeta, abbiamo inquinato anche la nostra orbita. E adesso vogliamo andare pure su Marte… “A fare che, con chi, perché? Stiamocene alla casa…” (@Rootsie). Foto ClearSpace courtesy Omega.

    Per i futuri piloti

    In questo 2022 appena iniziato, Breitling celebra i 70 anni del Navitimer, sviluppato nel 1952 per l’Aopa (Aircraft Owners and Pilots Association), il club degli aviatori americani. Per celebrare l’anniversario, ha finanziato quindi un’apposita borsa di studio per giovani piloti. L’iniziativa (la prima di una serie realizzata per l’occasione) coprirà i costi di un intero corso di addestramento negli States. Per candidarsi, c’è tempo fino all’11 febbraio prossimo. Chissà se entro il 31 dicembre vedremo invece un nuovo Navitimer simile all’originale…

    L’Altiplano al cinema

    Piaget rinnova il legame con la settima arte. E partecipa a The 355, del regista Simon Kinberg. Che mette in campo un cast stellare, tutto al femminile: Penélope Cruz, Jessica Chastain, Diane Kruger, Lupita Nyong’o, Bingbing Fan. Azione, glamour e tanta bellezza sono gli ingredienti principali del film, girato in varie parti del mondo. E già uscito negli Usa, mentre non si sa ancora la data di lancio in Italia. Ma, quando sarà, occhi puntati sul grande schermo: per riconoscere le creazioni della maison, dagli orologi più celebri ai pezzi di alta gioielleria.

    Premio alla qualità

    Nomos Glashütte conquista la vetta della Highest Quality 2021. In Germania, un riconoscimento che riguarda tutti gli aspetti legati al concetto di qualità (prodotti, servizi, innovazioni, gradimento del cliente eccetera). Ed è il risultato di uno studio condotto dagli istituti indipendenti di ricerca IMWF e F.A.Z., che hanno raccolto e analizzato i dati – con strumenti di social listening e intelligenza artificiale – di milioni di fonti online. La Manifattura sassone ha conseguito un risultato di 100 punti, dando il lungo a marchi ben più famosi. Son soddisfazioni!

    Vacheron d’antan

    Per i cent’anni dell’Historiques American 1921, Vacheron Constantin si racconta in una bella mostra: Classic with a Twist. Allestita fino al 13 febbraio nella boutique monomarca di Milano (da Pisa Orologeria, in via Pietro Verri 9), riunisce una selezione di modelli storici che illustrano la libertà stilistica e l’effervescenza creativa della Maison dagli anni Dieci agli anni Trenta del ‘900. Esemplari che sono lo specchio dei cambiamenti sociali in atto a quell’epoca, riflesso dell’evoluzione dei gusti e dei costumi. Da non perdere.

    Da Ginevra con furore

    Si tiene dal 24 al 28 gennaio la LVMH Watch Week 2022, il primo appuntamento dell’anno con l’orologeria che riguarda i marchi del gruppo francese. Quindi Bulgari, Hublot, TAG Heuer e Zenith presenteranno ai professionisti del settore (stampa e rivenditori) le novità del momento. L’evento si svolgerà solo in digitale (e prevede quindi esclusivamente presentazioni online) e farà da traino anche a lanci di altri marchi. Il che vuol dire che la settimana prossima social, blog e forum saranno invasi dai nuovi orologi di questi brand. Siete avvisati…

  • Piaget Polo Date 36mm, l’epitome del lusso sport-chic

    Piaget Polo Date 36mm, l’epitome del lusso sport-chic

    Dopo l’automatico scheletrato, torna il Piaget Polo, questa volta in versione femminile. No, non è che finora non esistesse in modelli adatti alle signore. Ma il nuovo Piaget Polo Date 36mm, come si intuisce dal riferimento al diametro, è dedicato esplicitamente a loro. Ed è la prima volta che la storica collezione viene rivisitata in esclusiva per i polsi delle donne – almeno in tempi recenti. Ovvero dal 2016, cioè da quando è stata rilanciata dopo un accurato restyling, che ne ha aggiornato l’estetica senza tuttavia intaccarne la tipica impronta sport-chic. Fin dalle origini infatti il Piaget Polo è sempre stato un certo tipo di orologio, collegato a un determinato ambiente sociale. E il nome ne è una prova.

    Piaget Polo fra storia e mito

    Rewind, indietro veloce. Negli anni Settanta, la maison Piaget è fermamente radicata nell’alta società. E la passione per i cavalli del giovane Yves Piaget la porta a legarsi naturalmente agli eventi più esclusivi nel mondo dello sport, frequentati dal jet set internazionale. Per sei anni consecutivi, quindi, Piaget sponsorizza quello che è a tutti gli effetti il più celebre torneo di polo al mondo: la Polo World Cup di West Palm Beach in Florida, che diventa Piaget World Cup. L’occasione ideale, nel 1979, per promuovere la nuova collezione di orologi, definitivamente associata allo “sport dei re”.

    Perfetta sintesi fra la vocazione del gioielliere e quella dell’orologiaio, il Piaget Polo si riconosce per alcune caratteristiche emblematiche: la cassa ultrasottile (all’inizio ospita un movimento al quarzo, il calibro Piaget 7P); la completa integrazione al bracciale rastremato; la decorazione a godron di tutti i componenti (quadrante, cassa e bracciale); l’alternanza di superfici lucido-satinate. Via via sviluppato in forma rotonda, tonneau e perfino quadrata, è sempre e comunque scolpito nell’oro (perlopiù giallo, poi anche bianco). E assume il rango di status symbol.

    Ma non è il caso di rievocare qui le tante tappe di un’evoluzione che nel tempo ne ha ritoccato le linee, riaggiornato il design al passo con le mode (nel 2001, nel 2009 e nel 2016, per restare nel nuovo Millennio). Né di ripercorrerne la saga che lo ha visto protagonista di tanti tornei internazionali, a proprio agio sui campi da gioco come nelle serate di gala, indossato in qualsiasi momento della giornata dalle celebrities del passato. Basta solo ricordarlo al polso di un’attrice di grande fascino, eleganza e sex-appeal, che allora era l’ambasciatrice della maison: Ursula Andress.

    I nuovi Piaget Polo Date 36mm

    Erede di questo mondo di stile e di glamour, il nuovo Piaget Polo Date 36mm si rifà alla versione ridisegnata nel 2016. La cassa rotonda ora racchiude il quadrante a cuscino (design “shape-in-shape”, secondo la definizione ufficiale); la godronatura si trasforma in un guilloché orizzontale (più sottile e discreto); il bracciale dalle maglie ad H si alterna al cinturino in pelle di alligatore grazie a un pratico sistema di intercambiabilità. E il movimento è solo meccanico a carica automatica, calibro 501P (ovviamente di manifattura), con datario. Ma il senso di chic dégagé – quell’eleganza disinvolta che sa in egual modo di libertà e di lusso, retaggio di oltre 40 anni di storia – è rimasto immutato. In tutte le versioni.

    Il Piaget Polo Date 36mm infatti esiste in sei referenze. Le più essenziali sono interamente in acciaio, con quadrante nel classico blu Piaget e indici con diamanti – oppure bianco opalino, con lancette e indici d’oro rosa, incastonati di diamanti come la lunetta. Due sono invece in oro rosa: entrambe con quadrante bianco, diamanti agli indici e alla lunetta, si distinguono per il bracciale in oro rosa o il cinturino in pelle di alligatore grigio. Le più preziose infine sono in oro bianco, con il quadrante full pavé, il cinturino in pelle di alligatore blu scuro oppure il bracciale completamente tempestato di diamanti. Un autentico gioiello.

  • Piaget Polo Skeleton: l’essenziale è visibile agli occhi

    Piaget Polo Skeleton: l’essenziale è visibile agli occhi

    «Tutte le cose sono nell’aria, conta solo chi le realizza», disse una volta il grande Andy Warhol. Una frase che mi è venuta alla mente quando ho visto le immagini del nuovo Piaget Polo Skeleton. E non ho pensato a Warhol per caso: tra il genio di Pittsburgh e Piaget vi è infatti un legame stretto. Un rapporto che, nel caso del Polo, è richiamato anche da un numero: 1979. In quell’anno nacque l’orologio sportivo che sarebbe diventato un simbolo del marchio. E Warhol incontrò per la prima volta a New York Yves G. Piaget, quarta generazione della famiglia titolare della Maison. Un legame che avrebbe segnato l’amore dell’artista per gli orologi Piaget.

    Piaget Polo Skeleton: c’era da aspettarselo…

    Bene, mi direte voi: e dunque? Volevi solo fare il figo con una citazione, o la frase di Warhol c’entra qualcosa con il Piaget Polo Skeleton? C’entra, perché la Manifattura ha realizzato una versione scheletrata del suo sportivo, che era nell’aria per diversi motivi.

    Intanto perché le referenze scheletrate dell’Altiplano hanno aperto la strada all’estensione di questa lavorazione nel Polo. Poi, perché la tendenza a creare versioni skeleton degli orologi sportivi, oltre che di quelli eleganti, è ormai più che consolidata. Lo dimostrano i casi di Zenith, Bell & Ross, Roger Dubuis, Ulysse Nardin, per tacer degli altri.

    Non poteva dunque mancare il Piaget Polo Skeleton, erede di una tradizione che ha visto i primi orologi squelette della Maison realizzati negli anni ’70; pezzi capaci di conquistare personaggi come Miles Davis e di anticipare la tendenza attuale, antica quanto l’orologeria stessa, come ricordiamo qui.

    Scheletri nell’armadio del tempo

    A Parigi, nel ’700, il maestro orologiaio André Charles Caron ebbe infatti la trovata di togliere il quadrante ai suoi orologi per consentire ai clienti di osservare le meccaniche in azione. Clienti per i quali poteva anche creare pezzi da tasca sempre più sottili, eliminando elementi non necessari. Come il quadrante, appunto.

    La differenza tra gli scheletrati di un tempo e quelli attuali sta nel fatto che i primi erano lavorati “dal pieno”, con il maestro scheletratore che toglieva da un movimento esistente tutte le parti non funzionali.

    Ora, invece, i movimenti sono concepiti scheletrati già in fase di progettazione. Chiedere per conferma a Carole Forestier-Kasapi, ex responsabile della creazione dei movimenti di Cartier, che per il brand ha creato calibri scheletrati innovativi. Oggi come allora rimane un tratto comune: la scheletratura è prerogativa di orologi di alta gamma. In linea di massima, perché già appaiono le prime eccezioni.

    Piaget fino al midollo

    Ricordata fulmineamente l’origine di questa scelta estetica (ci vorrebbero pagine e pagine per esaurire l’argomento), arrivo finalmente a ciò per cui vi siete presi la briga di aprire questo link del sito. Ossia il Piaget Polo Skeleton.

    Tanto per cominciare, è un Piaget e quindi fa dello spessore ridotto una delle proprie caratteristiche più evidenti. Maestra nella creazione di meccanismi di eccezionale sottigliezza, la Maison ha coniugato quest’ultima con la scheletratura e con gli elementi che distinguono la collezione Polo: il quadrante coussin e la cassa curva, sormontata dalla lunetta rotonda.

    La cassa è la classica in acciaio da 42 mm (47 mm da ansa ad ansa). Ma ciò che fa la differenza è lo spessore di 6,5 mm, più sottile di circa il 30 per cento rispetto a quello delle casse degli altri Polo. Merito del calibro automatico scheletrato Piaget 1200S1, con una linea snella da 2,4 mm da fare invidia al girovita di Olivia Oyl. Sì, proprio quella di Braccio di Ferro…

    Caratteristica estetica e funzionale del calibro è il micro-rotore decentrato, che ha consentito ai tecnici di Piaget di alleggerirne ulteriormente lo spessore. Senza però sacrificarne la bellezza (personalmente, la soluzione del micro-rotore mi fa impazzire) né le prestazioni, viste le più che dignitose 44 ore di autonomia e le 21.600 alternanze/ora.

    La bellezza è valorizzata dalla scelta di lasciare il movimento visibile su entrambi i lati della cassa, per ottenere una profondità che pare andare oltre i 2,4 mm effettivi. Il vetro zaffiro sul fondello, insieme a quello posto sul quadrante, lascia in evidenza le finiture di colore sui ponti e sulla minuteria che caratterizzano le due referenze del Piaget Polo Skeleton: Blu Piaget o grigio ardesia.

    Che ore sono?

    L’insieme dell’orologio è quindi più che gradevole ed estremamente leggero, proprio per la progressiva e continua opera di sottrazione che la scheletratura impone ai maestri orologiai. Su questo punto, però, ho una riserva che conto di sciogliere solo nel momento in cui potrò vedere e toccare dal vivo il Piaget Polo Skeleton: la facilità di lettura dell’ora.

    Le precauzioni anti-Covid non mi permettono ancora di avere gli orologi tra le mani e mi devo accontentare delle immagini, dalle quali percepisco una certa difficoltà nel capire a colpo d’occhio che ore sono. Anche le lancette di ore e minuti sono infatti scheletrate come il movimento, e pare che “anneghino” all’interno di esso, specialmente nella versione grigio ardesia.

    Rischio anche di altri scheletrati, va detto a onor del vero; e infatti, alla prova del polso, mi è capitato più volte di dovermi ricredere e di imputare l’impressione iniziale alla eccessiva bidimensionalità delle fotografie, anche di quelle più dettagliate.

    Giudizio d’insieme e prezzo

    Sospendo dunque il giudizio su questo dettaglio non secondario, nell’attesa di palpeggiare l’orologio in boutique appena possibile (poi vi dirò…)*. Nel frattempo, promuovo nel complesso il Piaget Polo Skeleton, per il combinato disposto di quanto scritto sopra: estetica affascinante, meccanica superba di manifattura, spessore ridotto che evita il litigio con il polsino della camicia.

    Infine, una notazione sul costo. È vero che è un Piaget, è vero che è scheletrato, è vero che il calibro è di manifattura (ma non creato ex novo, bensì un’evoluzione del 1200S)… Ma forse 29.900 euro è un prezzo che avrebbe potuto essere limato. Non in senso assoluto, ma in rapporto al price range del marchio, visto che un Polo solo tempo in acciaio con cinturino costa il 65 per cento in meno e con bracciale circa il 40 per cento in meno, con un calibro che offre prestazioni migliori.

    Come si spiega? Speculazione? Tutt’altro. Il prezzo è dettato proprio dal movimento, che di fatto è stato interamente riprogettato. Ed è prodotto da un marchio che ha una produzione rarefatta, così rarefatta da non consentire economia di scala. È anche una questione di rarità, oltre che di fascino. Del resto i Piaget sono sempre stati orologi per pochi. In genere grandi artisti. Andy docet.

    *p.s. 11 marzo 2021
    Carissimi, vi ricordate che avevo espresso una riserva e sospeso il giudizio sulla leggibilità delle ore, che dalle immagini mi pareva difficoltosa? Ebbene, riserva sciolta. Stamattina ho toccato con mano e messo al polso il Piaget Polo Skeleton (libidine, avrebbe detto il grande Jerry Calà), grazie al gradito invito dell’ufficio stampa del marchio. Le ore si leggono bene e la scheletratura delle lancette non fa a pugni con quella del movimento. Impressione iniziale rettificata, dunque, a dimostrazione di quanto conti nella vita l’esperienza diretta. Sempre.

  • Piaget e le “bolle di sapone” dei Verhoeven Twins

    Piaget e le “bolle di sapone” dei Verhoeven Twins

    Cosa c’è di più effimero delle bolle di sapone? Così perfette, leggere e trasparenti, volano trasportate dal vento, galleggiano nell’aria qualche istante… Per poi, puff, dissolversi nel nulla, trasformate in una goccia che precipita al suolo. Un semplice gioco per bambini o una profonda metafora della vita umana? Sicuramente un simbolo di precarietà: l’essenza di quanto c’è di più breve e temporaneo al mondo. Almeno finora.

    Perché un duo di designer olandesi è riuscito a ricrearle, resistenti e durature. Ovvio, non sono davvero bolle di sapone, anche se sembrano quelle giganti prodotte dagli artisti di strada nei parchi e nelle piazze delle grandi città. Le enormi sfere dei Verhoeven Twins, realizzate con il sostegno di Piaget, sono invece fatte di vetro: un tipo di vetro borosilicato dall’assoluta trasparenza e dagli effetti iridescenti. Reso più prezioso dall’oro incorporato, proprio in omaggio alla maison svizzera, coinvolta per le implicazioni con l’idea di tempo e di persistenza.

    Riunite in grappoli, appese al soffitto di un palazzo tardo-gotico, le bolle di sapone dei Verhoeven Twins formano l’eterea ma solidissima installazione “Moments of Happiness”. Da vedere all’interno della Galleria Giorgio Franchetti alla Cà d’Oro di Venezia, nella mostra “Dysfunctional”, allestita dalla Carpenter Workshop Gallery. Che vuole essere un invito a ripensare il rapporto fra “forma e funzione, arte e design, storico e moderno”, come spiegano gli organizzatori.

    Quindi, se quest’estate vi trovaste in Laguna, non perdetevela: potreste riprovare l’incanto tipico dell’infanzia. Quei momenti di felicità, appunto, quella gioiosa spensieratezza di quando eravate piccoli e giocavate con le bolle di sapone. E, come allora, potrebbe venirvi voglia di saltare in alto, nel tentativo di farle scoppiare fra tante risate. Attenzione però al calendario: la mostra è un evento collaterale alla Biennale d’Arte, e si potrà visitare solo fino al 24 novembre.

    Potrebbe anche essere l’occasione per capire un po’ di più Piaget, storica maison da sempre sensibile al genio creativo. Che ha un passato ricco di collaborazioni con grandi artisti, da Andy Warhol a Salvador Dalí, tanto per citarne un paio. E che a sua volta realizza arte, sotto forma di micro-meccanica e di alta gioielleria. Nei laboratori delle due manifatture di Plans-les-Ouates e La Côte-aux-Fées, non a caso definiti “Ateliers de l’Extraordinaire”, si trovano infatti artisti-artigiani che padroneggiano antiche tradizioni e sperimentano tecniche nuove. Tra quadranti in pietra dura, casse sottilissime e stravaganti gioielli di gemme colorate, lavorano alla ricerca del “Sunny Side of Life”, il lato solare della vita.

  • Esemplari d’eccezione, le creazioni di alta gioielleria

    Esemplari d’eccezione, le creazioni di alta gioielleria

    Si è chiusa la settimana dell’Haute Couture parigina, e a corollario delle sfilate sono andate in scena le collezioni di alta gioielleria. Straordinarie creazioni in cui convergono i tratti di un design immaginifico, la ricerca delle pietre più rare, le tecniche dei migliori artigiani. Talvolta, confusi fra i lussuosi bracciali, si possono incontrare anche gli orologi: perlopiù pezzi unici (al limite piccole serie millesimate), destinati a poche, pochissime fortunate. Sogni inaccessibili per le comuni mortali. Che però possono almeno “lustrarsi gli occhi” con questa selezione di esemplari-gioiello: esposti proprio ieri a Parigi, qui sono presentati rigorosamente in ordine alfabetico.

    Boucheron prende di nuovo ispirazione da uno dei suoi motivi ricorrenti, la flora, per dar vita alla ricca collezione Nature Triomphante. In cui, tra anelli iper-realistici e scenografici collier a forma di fiore, trovano posto due orologi ornati da una piuma di pavone e da un ramo di fucsia, e un terzo più surrealista, con un pavé a scacchiera. Tutti hanno il quadrante aperto sul dispositivo tourbillon e sono animati da un calibro realizzato negli atelier ginevrini di MHC (Manufacture Hautes Complications SA), con cui la maison ha iniziato a collaborare nel 2015. Vale la pena sottolinearlo, perché di solito negli esemplari “da gran sera” si privilegiano i movimenti al quarzo rispetto a quelli di alta orologeria (che li renderebbero ancora più costosi).

    Mentre Cartier nella collezione Coloratura compie “un’esplorazione sensoriale” dei colori attraverso un ideale itinerario, che si snoda in tutti i continenti e tocca diverse epoche e culture. Basta guardare la parure Orienphonie, di cui fa parte anche uno splendido orologio-bracciale dal quadrante microscopico: un bangle scandito da sfere di corallo in dégradé, con profili di diamanti e onice, in cui è possibile rintracciare un mix di influenze cinesi e indiane con geometrie Art Déco.

    Invece Chanel fa riferimento ai paraventi Coromandel: quegli oggetti d’antiquariato provenienti dalla Cina e tanto cari a Mademoiselle Coco, che li collezionava per arredare i propri spazi privati – dall’appartamento in rue Cambon alla suite al Ritz. Preziosi manufatti in legno e lacca con intarsi in pietra dura, decorati da paesaggi, piante, animali e scene di vita quotidiana, qui diventano spunto per un’omonima collezione di gioielli esclusivi, dal soggetto astratto o più naturalistico: come l’orologio Vol Sospendu, un uccellino in 3D completamente tempestato di diamanti.

    Intanto Chaumet conclude il vagabondare attorno al mondo con i Trésors d’Afrique, ultima tappa di un periplo che quest’anno ha già toccato la Russia e il Giappone. Tra monili “etnici” (sfavillanti di contrasti come quelli dei Masai) e animali selvaggi (ritratti con delicatezza e ironia dall’artista kenyota Evans Mbugua), spiccano alcuni orologi dalle “complicazioni creative”, tipiche della Maison. Estremamente suggestive le ore saltanti, illustrate da un paesaggio notturno con giraffe e baobab, su dischi rotanti: l’indicazione delle ore è data da una stella, mentre quella dei minuti è riportata dalle ali di un uccello, a capo dello stormo in volo davanti a una maestosa luna.

    Partner del Festival di Cannes da più di vent’anni, Chopard come di consueto ha dedicato all’evento la linea Red Carpet: un insieme eclettico, in cui confluiscono suggestioni diverse – dai viaggi alla natura, dalle architetture fino (ovviamente) al cinema -, fonti inesauribili per la creatività di Caroline Scheufele, che disegna la collezione dal 2007. Lo dimostra anche lo spettacolare orologio “a segreto” (presentato in anteprima a Baselworld), dalle influenze orientaleggianti: caratterizzato da un maestoso opale nero (72 carati) che si apre su un quadrante in calcedonio e madreperla rosa, circondato da un motivo policromo di giada e turchese, e da un bracciale di micro-boule di tanzaniti. Da notare che la struttura è realizzata in titanio, un metallo apparso nell’alta gioielleria solo negli ultimi anni: difficile da plasmare, però estremamente leggero, risulta utile in casi come questo perché evita di aggiungere un carico ulteriore nella montatura delle (già pesanti) pietre.

    Da Piaget, invece, protagonista della collezione Sunlight Escape è la luce: quella più calda e abbagliante del sole, catturata da contrasti di colori intensi; ma anche quella dei cieli del Nord, che si riflette sulle distese di ghiaccio e sulle acque del mare; o ancora quella più soffusa della notte, degli astri e delle aurore boreali, evocata da toni più freddi e atmosfere fluide. Ne sono due esempi l’orologio Mirror of Lights, un’impressionante successione di enormi diamanti taglio rosa e ovale (per un totale di oltre 25 carati), e il Colour Symphony Watch, dal quadrante in pietra iridescente, attorniato da grandi zaffiri a cuscino con “foglie” di smeraldi marquise. Semplicemente favolosi.