Giornale Degli Orologi
Menu
Menu

Tag: Zenith

  • Tiffany Timer: meno forma, più sostanza

    Tiffany Timer: meno forma, più sostanza

    Dici Tiffany e pensi a gioielli da sogno, a diamanti, a Audrey Hepburn davanti alle vetrine della gioielleria sulla Fifth Avenue di New York, mentre addenta un croissant avvolta nel tubino nero firmato Givenchy. Non pensi a un orologio – o almeno non subito. Eppure la celeberrima Maison americana ha una lunga tradizione in questo campo che, nel caso del cronografo, risale a ben 160 anni fa. Il cronografo Tiffany Timer da poco presentato è lì a ricordarcelo.

    Il Tiffany Timer di cui sto parlando è il “fratello” del cronografo svelato lo scorso gennaio a Milano, durante la LVMH Watch Week. Cassa in platino, quadrante Tiffany Blue (ma guarda un po’…), indici in diamanti, edizione limitata di 60 esemplari. Quella era la prima limited edition dedicata al 160° dei cronografi del Brand. L’attuale tiratura conta invece 100 pezzi e affianca al platino il titanio. Prima di vedere come, farei un piccolo excursus storico.

    Tiffany & Co. e l’orologeria

    Tiffany iniziò a vendere orologi nel 1847, guadagnandosi rapidamente una reputazione per la capacità di selezionare orologi europei di alta precisione. Nel 1866, la Maison presentò quello che oggi riconosce come il suo primo cronografo: un orologio da tasca progettato sia per uso scientifico, sia per il cronometraggio di eventi sportivi. Due anni dopo, apparve il nome Tiffany & Co. Timer, in concomitanza con l’apertura di un laboratorio di assemblaggio di orologi in Svizzera.

    L’evoluzione fu rapida, tanto che nel 1874 Tiffany aveva già inaugurato a Ginevra una manifattura a tutti gli effetti, che produceva orologi dotati di complicazioni, tra cui i cronografi. I primi realizzati erano concepiti per contesti scientifici, sportivi e professionali, e venivano venduti a clienti che comprendevano il valore della precisione ed erano disposti a pagare per averla. In occasione del lancio, la Maison affiancò a quel Tiffany Timer tre cronografi del XIX secolo, tra cui due modelli rattrapanti con la scritta “Geneva” sul quadrante.

    Da tutto questo, giù giù per oltre un secolo e mezzo, deriva il nuovo Tiffany Timer, sia quello di gennaio – super-esclusivo e preziosissimo –, sia quello appena presentato. Il nome deriva direttamente dalla storia della Maison, ma non va interpretato come un ritorno al passato. Al contrario, riporta Tiffany in un ambito che ha occupato per molti più lustri di quanto l’attuale produzione orologiera lasci intendere: la misurazione del tempo in modo serio e professionale, affrontata dal punto di vista di un gioielliere.

    Tiffany Timer, cassa e quadrante

    La cassa del nuovo Tiffany Timer misura 40 mm di diametro per 13 di spessore ed è impermeabile fino a 10 bar, valore più che apprezzabile per un cronografo. È realizzata prevalentemente in titanio grado 5, con superfici satinate, per un look più sportivo e un maggiore comfort al polso. La lunetta è invece in platino 950, lucido, a contrasto con la finitura spazzolata della cassa.

    Molto ben pensati, a mio avviso, i due pulsanti cronografici: curvi e sovradimensionati, fungono quasi da protezioni per la corona, la cui forma riprende quella della montatura a sei griffe dei solitari di Tiffany. Le anse sono sottili e ben curve e conferiscono all’orologio un aspetto morbido e una buona vestibilità, aiutata dal titanio. A gennaio avevo indossato la versione in platino: comoda al polso, ma il peso del metallo si sentiva tutto.

    L’altra novità di questa nuova edizione limitata del Tiffany Timer riguarda il quadrante. Nella versione vista alla LVMH Watch Week era interamente laccato in color Tiffany Blue con indici in diamanti. Qui ha un look più sobrio e al contempo più sportivo, con una base blu navy con finitura soleil. Naturalmente il Tiffany Blue non è stato trascurato, ma è presente sugli anelli dei contatori del cronografo, sul giro esterno della minuteria e sul disco del datario, che si amalgama proprio alla minuteria. Gli indici applicati non sono più in diamanti ma in acciaio, lucidi, e le lancette – sia quelle di ore e minuti, sia quelle del cronografo – sono in oro bianco.

    Nella cassa c’è l’El Primero

    Oltre all’aspetto intrigante, però, quello che conta è nella cassa o, come si dice nell’automotive, sotto al cofano. Il riferimento alle auto non è casuale, perché siamo in presenza di un cronografo e di un signor movimento cronografico: l’El Primero 400 di Zenith. Del resto, è proprio la scelta del calibro a determinare la credibilità di un cronografo e la decisione di Tiffany di rivolgersi a Zenith dà al Tiffany Timer una base solidissima. In questo caso l’El Primero 400 personalizzato non è impiegato solo perché vien facile sfruttare le sinergie interne al gruppo LVMH, ma per la struttura: è un calibro integrato, automatico e progettato fin dalle origini per misurare il tempo in modo chiaro e preciso.

    Tiffany, però, non lo ha trasformato in un elemento decorativo: lo ha lasciato relativamente semplice, in modo che faccia ciò che deve fare, ossia misurare il tempo. Una scelta che rimanda ai tempi in cui commercializzava cronografi equipaggiati con alcuni dei migliori movimenti, prodotti da realtà solide come Lemania o Valjoux. Realtà che erano meno interessate a ricercare lo status di manifattura che a garantire la qualità del prodotto.

    L’unica concessione all’estetica è l’emblematico “Bird on a Rock”, motivo che risale a una spilla disegnata dallo storico designer di gioielli francese Jean Michel Schlumberger che lavorò per decenni con Tiffany & Co. L’uccellino, in oro giallo 18 carati e scolpito a mano, è fedele al disegno di Schlumberger e spicca sulla massa oscillante scheletrata. L’integrazione del pennuto ha fatto venire il mal di testa ai tecnici di Zenith perché ha richiesto una ricalibrazione della massa del rotore. Per Tiffany, però, il fatto che ci fosse era un requisito non negoziabile. Questa versione del calibro è rifinita con una palette sobria, monocromatica, in modo che il volatile resti l’unico punto di colore.

    Conclusioni: perché il Tiffany Timer non è per tutti

    In sostanza, dunque, per come la vedo io, il Tiffany Timer non è destinato a chi acquista un orologio per la prima volta. Presuppone che si conoscano la struttura di un cronografo, il ruolo che ha avuto e che ha l’El Primero nell’orologeria e i vantaggi di lavorare con materiali nobili come il platino e tecnici come il titanio.

    Questo cronografo non vuole riassumere la storia orologiera della Maison né autoproclamarsene l’erede. E neppure vuole avere successo sfruttando la logica del revival dei bei tempi che furono. Proprio perché il legame di Tiffany & Co. con i cronografi non deriva da logiche industriali improvvisate ma, come abbiamo visto, si è evoluto attraverso una selezione attenta, sapendo che cosa produrre e, all’occorrenza, che cosa non produrre. Se ti chiami Tiffany, te lo puoi permettere.

  • 13 novità di W&W Geneva 2026

    13 novità di W&W Geneva 2026

    Ci siamo: apre oggi a Ginevra Watches and Wonders. Il tanto atteso Salone, foriero di molte (se non proprio di tutte) le novità realizzate dalle case di orologeria per questo 2026. In parte già “bruciate”, per colpa dei social. Che già dalla mezzanotte scorsa hanno presentato in anteprima quello che vedremo esposto in questi giorni nei padiglioni del Palexpo. Ora, la cosa avrà fatto piacere a un pubblico di nottambuli impallinati, è fuori di dubbio. Ma noi preferiamo rivolgerci agli appassionati – quelli veri – che nutrono una sana curiosità senza perdere il raziocinio… e il sonno. Ecco allora 13 novità di W&W, raccontate in modo sintetico nelle caratteristiche essenziali.

    In queste 13 novità di W&W troverete un assaggio della produzione di nomi diversi – sia per “costituzione” sia per segmento di mercato. Case storiche e di più recente fondazione, marche indipendenti o di proprietà di grandi gruppi. Inclusa una buona componente di brand artigianali che espongono al Carré des Horlogers. Ma non cercate Rolex e Patek Philippe – tanto non li troverete. Per entrambi, ormai si sa, vige il top secret più assoluto, manco si trattasse di segreti industriali… A noi poco importa. Il quadro che emerge in questa pagina rende comunque l’idea quanto sia diversificata e articolata l’orologeria contemporanea.

    Le 13 novità di W&W riunite qui sotto sono prive di indicazioni di prezzo. Il motivo è presto detto. Molti marchi preferiscono non divulgare in anticipo “quanto costa” un orologio per non fornire cifre imprecise: lo dichiareranno solo durante il Salone. Un’ultima precisazione. Si tratta di un singolo esemplare per ogni marchio, che abbiamo accuratamente selezionato fra quelli più rappresentativi scoperti dai giornalisti nelle scorse settimane. Finora però protetti però da un rigoroso divieto di pubblicazione, il cosiddetto embargo, nel gergo degli addetti ai lavori. Da rispettare, se non si vuole fare la figura dei cioccolatai…

    13 novità di W&W

    Rigorosamente in ordine alfabetico, per rendere più facile la consultazione:

    ALPINA Startimer Pilot Automatic
    L’ormai storica collezione, presentata 15 anni fa, rinasce in quattro inediti “solo tempo”. Come sempre ispirati agli orologi da aviatore degli anni ’20/’30 del Novecento, quando il Marchio era fornitore ufficiale per diverse forze armate internazionali, i nuovi modelli sono interamente ripensati, nel design come nella meccanica. La cassa ora misura 40 mm ed è più compatta e sottile, il movimento è un La Joux-Perret con 68 ore di autonomia. Il quadrante, dall’ottima leggibilità e luminescenza Old Radium, è declinato in khaki, blu e nero. Esiste anche una versione all black.

    BREMONT Altitude Chronograph Pulsograph Valjoux 23
    Un cronografo dal carattere colto e sofisticato, in equilibrio tra memoria storica, design atemporale e tecnica contemporanea. Nasce da un raro movimento Valjoux d’epoca, a carica manuale: uno dei più celebri dell’orologeria del secolo scorso, prodotto fra gli anni ’50 e gli anni ’70, restaurato e rifinito secondo gli standard attuali. Che è stato inserito in una cassa in titanio di 42 mm e rivestito di un quadrante color salmone, dalle finiture spazolate e grené, con scala pulsometrica sul réhaut come gli orologi dei medici d’antan.

    BVLGARI Octo Finissimo 37
    Il celebre ultrapiatto conosce una versione inedita. La cassa mid-size assume un diametro più piccolo, adatto a tutti i polsi e trasversale ai generi, grazie al nuovo movimento di manifattura. Il calibro BVF 100, frutto dell’esperienza maturata con il Piccolissimo, ha uno spessore di appena 2,35 mm, ma vanta 3 giorni di autonomia grazie al micro-rotore decentrato. L’orologio esiste in due referenze in titanio (interamente satinato o dalle finiture lucido-satinate) oppure in oro giallo.

    CARTIER Roadster
    Torna lo storico sportivo della Maison parigina. Lanciato nel 2002, ispirato alle fusoliere degli aerei e alle carrozzerie delle auto degli anni ’50/’60, ora riappare completamente ridisegnato – nelle proporzioni, nelle linee più affusolate, nell’ergonomia. Ma mantiene i caratteristici segni di stile: la corona integrata, la finestrella della data, il bracciale a tre file anch’esso integrato. Realizzato in acciaio, ha la cassa tonneau (o forse sarebbe meglio dire ogivale) di 38 x 47 mm e il movimento automatico di manifattura, calibro 1847 MC. Ne riparleremo.

    CHOPARD L.U.C 1860 Chronometer
    La Manifattura di Fleurier spegne 30 candeline. E la Maison festeggia con questo esemplare che rende omaggio al modello del 1996 e ne rappresenta un aggiornamento tecnico raffinato. La cassa da 36,6 mm è in Lucent Steel, l’acciaio eco-sostenibile e ultra-resistente prodotto in esclusiva; il quadrante è in oro massiccio guilloché a raggi di sole. Il movimento di manifattura, calibro L.U.C 96.40-L, deriva da quello originale: ultrasottile (solo 3,30 mm di spessore), vanta il micro-rotore decentrato, 65 ore di autonomia (grazie alla tecnologia Twin con i due bariletti sovrapposti), la certificazione Cosc e il Punzone di Ginevra.

    CYRUS GENEVE Dominium Lapis Blue GMT
    La collezione nota per l’architettura scheletrata si evolve: e acquista un quadrante “pieno” in lapislazzuli. Una roccia preziosa, di colore blu intenso con vene di calcite e pirite: sempre diverse in ogni frammento di pietra, le inclusioni bianco-giallo dorate rendono ogni esemplare unico e irripetibile. Immutati comunque restano la cassa da 42 mm in titanio grado 5 e il movimento automatico di manifattura, calibro CYR708, con 55 ore di autonomia, indicazione retrograda della funzione GMT e piccoli secondi. Edizione limitata di 28 pezzi.

    CZAPEK & CIE Antartique Dark Sector Cosmic Blue
    Quest’anno, protagonista delle novità del Marchio è il titanio. Che qui reinterpreta il modello uscito nel 2023 affiancato a un’esclusiva sfumatura di blu, scelta per la profondità visiva. La scansione concentrica e l’effetto vellutato del quadrante sono ulteriori tocchi di originalità. All’interno l’orologio ospita l’ormai noto calibro automatico SXH5, di manifattura, con 60 ore di autonomia, micro-rotore decentrato in platino e 7 sette ponti scheletrati, ispirati ai “tasca” ottocenteschi di François Czapek. La cassa esiste in due formati: 40,5 mm e 38,5 mm, in edizione limitata rispettivamente di 25 e 10 esemplari.

    FREDERIQUE CONSTANT Classic Manufacture Worldtimer
    Reinterpetazione di un “classico” della Marca, lanciato nel 2012 e diventato un autentico bestseller. Minime le differenze estetiche rispetto al passato: la cassa ha un formato più piccolo, di 40 mm, il quadrante perde la data, l’ergonomia e la leggibilità migliorano. Notevole invece l’upgrade meccanico: il nuovo calibro FC-719 di manifattura ha un’autonomia di 3 giorni, che si aggiunge alla consueta facilità d’uso nella regolazione dei 24 fusi orari tramite la corona. Tre le nuove referenze, tra cui un’edizione limitata con diamanti e una con bracciale rastremato.

    L’EPEE 1839 Belly Tank Racer
    Un autentico giocattolo meccanico. Il design s’ispira alle auto da corsa belly tank degli anni ’40, costruite dai piloti reduci della Seconda Guerra Mondiale con i serbatoi esterni del carburante (aerodinamici e a forma di goccia) degli aerei da caccia. La carrozzeria è in alluminio leggero con finitura lucida, le ruote vintage hanno gli inserti in schiuma e gli pneumatici sono in gomma morbida. Il motore è un calibro di manifattura con 8 giorni di autonomia, che visualizza ore e minuti su dischi trasparenti (quello dei minuti serve anche a regolare l’orario). Esiste con dettagli in blu, verde, rosso, grigio metallizzato e nero, ciascun colore in 99 esemplari.

    NOMOS GLASHÜTTE Tangente gold neomatik 38 Update
    L’aggiornamento indicato nel nome sta nelle caratteristiche della cassa. Prima di tutto, nell’oro giallo, che ne accentua la vocazione da dress watch. E poi nelle dimensioni più compatte: 38,5 mm di diametro per 7,4 mm di spessore, che rispondono a proporzioni armoniose adatte a qualunque polso. Il merito di una simile sottigliezza va al calibro DUW 6101, un movimento automatico concepito e realizzato in-house, con scappamento proprietario (Nomos Swing System) e spirale blu. Sempre dotato di datario ad anello, che sul perimetro del quadrante riporta l’indicazione del giorno corrente fra due segmenti rossi.

    PANERAI Luminor Destro PAM01732
    Mix di eredità storica e vestibilità contemporanea, reinterpreta l’iconica architettura della collezione con due novità. Uno: il formato, ridotto a 44 mm di diametro. Due: la corona (con il celebre ponte di protezione brevettato) sul lato sinistro che lo trasforma in un orologio per mancini. La cassa in acciaio lucido ospita il quadrante blu, a sandwich, con Super-Luminova beige effetto vintage, protetto da un vetro zaffiro bombato che ricorda il Plexiglas d’antan. Il movimento di manifattura è il calibro P.6000 a carica manuale, con 3 giorni di autonomia.

    RESSENCE Type 11
    Un esemplare che segna una tappa fondamentale nella storia del Marchio belga. Perché è il primo a montare il calibro Ressence Werk RW-01, progettato per integrare in modo nativo l’ormai celebre sistema ROCS, brevettato: con indicazione orbitale, 60 ore di autonomia, carica manuale e regolazione dell’ora tramite leva sul fondello. La cassa a ciottolo è in titanio grado 5 e misura 41 mm di diametro, il quadrante è disponibile in tre colori (Pine, Sky e Latte) e il cinturino in 4 versioni, compreso il bracciale di titanio in maglia milanese. In vendita da maggio.

    ZENITH Chronomaster Sport
    Inedita configurazione nella famiglia di cronografi lanciata nel 2021, è una bella sintesi di estetica sofisticata e tecnica sopraffina. Partiamo dall’habillage: la cassa da 41 mm e il bracciale sono in acciaio e oro rosa, mentre il quadrante è in madreperla e i contatori azuré sono in tre diversi colori. Per passare alla meccanica, il movimento è il calibro El Primero 3600, con ruota a colonne e 60 ore di autonomia. L’alta frequenza (36000 A/h) gli permette di misurare il 10° di secondo, che è visualizzato sulla lunetta. Edizione limitata di 50 esemplari.

  • LVMH Watch Week 2026. Una selezione di novità

    LVMH Watch Week 2026. Una selezione di novità

    S’inaugura oggi e prosegue fino al 21 gennaio la LVMH Watch Week 2026. Giunta alla 7a edizione, dopo aver toccato le principali capitali internazionali (da Dubai a Ginevra, da Singapore a Miami, poi a New York e Parigi, ma ha avuto anche un evento digital), la kermesse privata del Gruppo francese approda dunque a Milano. Ed elegge così per tre giorni (a dispetto del nome) il capoluogo lombardo come centro catalizzatore di tutte le attenzioni del mondo delle lancette.

    Primo appuntamento dell’anno orologiero, aperto solo su invito, la LVMH Watch Week 2026 presenta agli addetti ai lavori le novità di 9 marche: Bvlgari, Daniel Roth, Gérald Genta, Hublot, L’Epée 1839, Louis Vuitton, TAG Heuer, Tiffany & Co. e Zenith. Molti i pezzi notevoli: ad alcuni dedicheremo sicuramente un approfondimento futuro. Ma in questa occasione è stato per noi necessario fare una decisa selezione. Qui di seguito quindi potete trovare solo un esemplare per ogni brand.

    Abbiamo scelto di volta in volta il più rappresentativo, oppure il più divertente, quello che ci è piaciuto di più o che è più importante dal punto di vista commerciale. E abbiamo deciso di organizzare l’esposizione non con il solito ordine alfabetico, ma con una logica che mette in evidenza generi e tipologie, per permettervi di soffermarvi solo sui pezzi per voi più interessanti. Fateci sapere cosa ne pensate sui nostri social.

    Complicati sui generis

    A cominciare da Hublot, che ha presentato tra l’altro il Big Bang Tourbillon Novak Djokovic Goat Edition: una trilogia di 101 esemplari dedicata alle vittorie del campione di tennis, da tempo ambasciatore del Marchio. Notevole dal punto di vista della ricerca, tecnica e materica. La cassa è fatta con uno speciale composito, leggero, rigido e marmorizzato, sviluppato da Hublot a partire dalle polo Lacoste e dalle racchette da tennis Head di Novak (già usato nel BB Unico del 2024). La carrure è invece in Titaplast, un polimero estremamente resistente con proprietà meccaniche simili al titanio. Particolare anche il calibro MHUB6035 Automatic Tourbillon: al posto della tradizionale platina, monta un reticolo che ricorda l’incordatura di una racchetta (in realtà è un unico pezzo inciso al laser). Richiamano il tennis anche il coperchio del bariletto e testa delle viti sulla lunetta, simili a una pallina da tennis.

    Tre le edizioni limitate, i cui colori fanno riferimento ai diversi tipi di campi da tennis: 72 esemplari con la cassa blu, a simboleggiare il cemento; 21 con la cassa arancione per la terra battuta; e 8 con la cassa verde per l’erba. Tra l’altro, per ogni prossima vittoria di Djokovic, Hublot creerà un nuovo esemplare, nella stessa tonalità della superficie del campo di gioco.

    Dalla lezione di marketing intelligente di Hublot a quella più concretamente orologiera di Daniel Roth, il passo è breve. L’Extra Plat Rose Gold Skeleton introduce per la prima volta la scheletratura nella (da poco rinata) collezione di extrapiatti. In pratica l’iconica cassa a doppia ellissi ospita il modernissimo calibro scheletrato DR002SR, realizzato in esclusiva, a formare un armonico ensemble in oro rosso 5N (non facciamoci fuorviare dal nome). Il che significa: i codici stilistici sono gli stessi di sempre, quelli voluti dal Maître Horloger, così come l’extrapiatto è una delle sue espressioni preferite (seconda solo al tourbillon). E poco importa che il Maestro non abbia mai fatto un extrapiatto scheletrato. Questo esemplare è talmente plausibile da risultare coerente e in sintonia con i predecessori storici. Tutto merito delle competenze e del savoir-faire della Fabrique du Temps Louis Vuitton, che ha preso in mano il Marchio nel 2023.

    Cronografi “di razza”

    Mentre TAG Heuer ha lanciato una nuova versione cronografo del Carrera Glassbox, che completa la collezione con una nuova dimensione di cassa – 41 mm -, ad affiancare la precedente da 39 mm già in catalogo. Il diametro maggiore comunque non va a inficiare la vestibilità dell’esemplare, che rimane comodo e facile da indossare anche per i polsi sottili. Piacevolissimo al tatto e alla vista grazie al vetro zaffiro a box – segno identificativo dell’intera famiglia di orologi -, il nuovo cronografo ha il quadrante declinato in tre colori: verde, blu e nero con dettagli rossi, a sottolineare il legame con il motoracing. Ed è animato da un movimento di manifattura, il calibro TH20-01, con il tipico rotore scheletrato ma privo del datario (ne saranno felici i detrattori di questa funzione…). Importante il fatto che è da subito disponibile nei negozi.

    Inatteso, ma non per questo meno riuscito, l’inedito Tiffany Timer. Che rende omaggio all’omonimo modello da tasca – uno dei primi stopwatch americani – prodotto 160 anni fa da Tiffany & Co. La cassa in platino da 40 mm di diametro ospita un esclusivo calibro El Primero 400, personalizzato dal celeberrimo uccellino (il Bird on the Rock di Jean Schlumberger), scolpito a mano e incastonato nel rotore di carica. Altrettanto simbolico è il quadrante in lacca Tiffany Blue®, realizzato con un un procedimento lungo e complesso che richiede 50 ore di lavoro. In edizione limitata di 60 esemplari, è una creazione esclusiva in cui noi della redazione abbiamo visto tutti “lo zampino” di Nicolas Beau. Una figura dall’esperienza trentennale (ha lavorato prima per Cartier, poi per Baume & Mercier e per quasi vent’anni è stato alla guida dell’orologeria Chanel), che oggi è Vice Presidente di Tiffany & Co. Horlogerie.

    Solo tempo, inediti o vintage

    Anche a questa LVMH Watch Week 2026, Zenith continua a reinterpretare la propria Storia. Dopo il Defy Revival A3642, replay di un modello del 1969 uscito nel 2022, e il Defy Revival A3691 del 1971, uscito nel 2023, è ora la volta del Defy Revival A3643. Fedele riedizione dell’omonimo esemplare sempre del 1969, ne riprende la cassa ottagonale sfaccettata da 37 mm, con la lunetta a 14 lati e il bracciale a scala realizzato in origine da Gay Frères. Il quadrante dall’ottima leggibilità ora è vivacizzato dal segmento arancione della lancetta centrale dei secondi. La differenza sostanziale rispetto al passato sta nel fondello, oggi a vista sul movimento automatico, calibro Elite 670, dotato del rotore scheletrato a stella, caratteristico della Maison. Fra i pezzi più convincenti esposti a Milano, sarà capace di fare la gioia degli amanti del vintage e del neo-vintage.

    Mentre Gérald Genta amplia la collezione Geneva con due “solo tempo”, sul filo della continuità (estetica, ovviamente) con il Ripetizione Minuti già in catalogo. Proprio come quel precedente complicato, i nuovi esemplari intendono perpetuare l’heritage artistico del grande designer e allo stesso tempo celebrare lo spirito orologiero della città sul Lemano. La cassa a cuscino, dalle linee attualizzate e più fluide rispetto a quella disegnata negli anni ’70 da Monsieur Genta, è realizzata in oro rosa o bianco, e presenta la carrure spazzolata. Il quadrante grené, sfumato, riporta lungo il perimetro la minuteria chemin de fer dall’insolita forma che segue la silhouette della cassa. Entrambi gli esemplari montano un calibro Zenith Elite con la massa oscillante personalizzata. E sono di certo destinati a chi ama l’eleganza classica ma non scontata.

    Giochi e gioielli

    Louis Vuitton invece stupisce tutti con il Camionnette, un inatteso orologio da tavolo ispirato ai furgoncini che all’inizio del Novecento consegnavano ai clienti i bauli della Casa. Realizzato in alluminio, presenta le indicazioni di ore e minuti su dischi rotanti all’interno del cofano, al posto del motore. Ed è, come è facile immaginare, frutto della collaborazione fra La Fabrique du Temps LV e L’Epée 1839. Ricordiamo che la manifattura specializzata in oggetti d’arte è stata acquisita dal Gruppo LVMH nel giugno 2024, insieme alla società madre Swiza. Degna di nota la ricchezza di dettagli con cui è costruito il camioncino, fra cui spicca un diamante taglio Monogram Star da 0,5 carati. Fedele alla vocazione originaria, riporta sul pianale un vero e proprio baule in miniatura, interamente decorato dal Monogram, che contiene la chiave di carica. Un giocattolo, certo, ma solo per pochi.

    Concludiamo infine la rassegna della LVMH Watch Week 2026 con il Monete Maglia Milanese di Bvlgari, insieme un prezioso montre-à-secret e un’avvolgente manchette. Dichiaratamente Bvlgari, fin dalla prima occhiata, per la presenza dell’antica moneta romana in argento collocata sulla cover, conferma il savoir-faire orafo della Casa nella maglia milanese del bracciale in oro rosa. All’interno cela un minuscolo movimento meccanico a carica manuale di manifattura, il calibro Piccolissimo BVP 100, che grazie ai suoi 2,5 mm di spessore può essere ospitato nella cassa in oro rosa. Ma solo una volta aperto, rivela il quadrante in madreperla con indici di diamanti. Di solito invece nasconde la propria natura di segna-tempo per sembrare un “semplice” gioiello, dal forte impatto estetico.

  • Defy Extreme Diver e Revival, i subacquei “shadow” di Zenith

    Defy Extreme Diver e Revival, i subacquei “shadow” di Zenith

    La collezione Defy (letteralmente “sfida”) è una delle più ampie dell’intero catalogo Zenith. Un insieme di orologi che traina il marchio facendogli strada in un mercato non facile – quello degli orologi sportivi -, in cui i grandi nomi (e sapete a chi mi riferisco) la fanno da padrone. Come confermato in un’intervista rilasciata da Julian Tornare, ex Ceo di Zenith, i modelli Defy – dal 2017, anno in cui la collezione è stata riportata in vita – sanno perfettamente come farsi valere. Lo si capisce dalla varietà delle referenze, dalle complicazioni presenti, tourbillon compresi, dalle funzionalità pensate per intercettare un’ampia platea di appassionati. Gli orologi al centro di questo articolo, lo Zenith Defy Extreme Diver e lo Zenith Defy Revival Diver, non fanno eccezione.

    I precedenti e l’antenato

    I due nuovi Zenith abbinano a un design storico, già sperimentato dalla Marca di Le Locle, prestazioni subacquee da primato, oltre a un particolare colore acceso che li rende riconoscibili da lontano. Riprendono infatti quasi in tutto i modelli omonimi del 2024, nati dalla rivisitazione di uno degli orologi subacquei vintage più desiderati della Casa di Le Locle: il Defy Diver A3648 del 1969.

    Noto anche come Defy Plongeur, aveva caratteristiche costruttive peculiari dovute all’impermeabilità, che raggiungeva le 60 atmosfere, incredibile per l’epoca. La cassa ottagonale, con la corona a vite al 4, era dotata di un vetro minerale bombato e spesso 3 mm, con una speciale ghiera di bloccaggio che non solo garantiva un’efficace tenuta stagna ma soprattutto lo manteneva in sede nelle fasi di risalita. Un sistema antiurto (brevettato nel ’70) teneva sospeso l’intero movimento con una boccola in gomma. Completava il tutto un bracciale Guy Frères, oggi particolarmente ricercato dai collezionisti.

    Un nuovo abbinamento fra titanio microsabbiato e giallo

    Rispetto agli omonimi esemplari lanciati lo scorso anno, però, i nuovi Defy Extreme Diver e Revival presentano sostanziali differenze. Innanzitutto il materiale: perché sostituiscono l’acciaio della cassa e del bracciale con il titanio microsabbiato. L’aspetto più “cupo” che ne deriva – il titanio è infatti più scuro dell’acciaio inossidabile – li rende fascinosi e “ombrosi”, tanto da spingere Zenith a definire le due new entry shadow (ombra).

    Le nuove referenze (la 97.9600.3620/21.I300 per il Defy Extreme Diver, la 97.A3648.670/21.M3648 per il Revival) sono poi caratterizzate da una tonalità di giallo molto viva. Che per il primo si limita al solo réhaut della minuteria; per il secondo si estende all’inserto in vetro zaffiro della lunetta e alle tre lancette. In entrambi i casi, la luminescenza è affidata a un generoso trattamento con Super-LumiNova bianco (perlopiù a emissione verde).

    Come’è evidente dal nome, si tratta di due subacquei professionali con tanto di valvola di decompressione ad azionamento automatico. Testati anch’essi per resistere a una pressione dell’acqua di 60 atmosfere, quindi per inabissarsi teoricamente fino a profondità estreme, vantano indici e lancette di dimensioni generose, necessarie a rendere i tempi di immersione leggibili anche in condizioni di luce scarsa o assente.

    Nonostante l’elevato livello di impermeabilità, le capacità costruttive dei maestri orologiai Zenith hanno permesso di utilizzare su tutt’e due gli orologi il fondello a vista. Una scelta non casuale, ma dettata dalla volontà di mostrare la bellezza dei calibri di manifattura che danno loro vita: l’El Primero 3620 per il Defy Extreme Diver; l’Elite 670 per il Defy Revival Diver. Se lascio il compito di descrivere le forme geometriche, le lunette girevoli unidirezionali, i bracciali integrati e i due cinturini in dotazione alle didascalie che trovate sopra, dei due movimenti vorrei dirvi invece qualcosa nel paragrafo seguente.

    Il movimento leggendario del Defy Extreme Diver

    El Primero 3620. Il mondo dell’orologeria ha già fatto la conoscenza con questo innovativo calibro quando Zenith, a febbraio 2022, ha presentato il Defy Skyline. È quell’orologio, unico al mondo, ad avere un contatore dei decimi di secondo a ore 9. Una piccola lancetta che compie un giro completo in appena 10 secondi e dimostra le prestazioni di un calibro a 5 Hz, cioè con una frequenza di 36.000 alternanze l’ora.

    Nello Zenith Defy Extreme Diver, a far compagnia alle lancette di ore e minuti e al datario, c’è però una più “classica” sfera dei secondi centrali che sfrutta quei 5 Hz per avanzare con una fluidità impressionante. Se la guardassimo al rallentatore, la vedremmo scattare infatti 10 volte ogni secondo. Un bell’effetto, ve lo assicuro, anche nella cassa da 42,5 mm.

    Più d’uno di voi a questo punto si starà chiedendo come mai un “El Primero a tre sole lancette”. Domanda più che lecita, visto che il calibro El Primero nasce nel 1969 come cronografo e tale resta fino ai nostri giorni. Non un cronografo qualsiasi, ci tengo a sottolinearlo, ma una vera e propria leggenda: che nei decenni successivi ha animato non solo orologi a marchio Zenith, ma anche di altre case blasonate.

    La risposta la trovate proprio nell’articolo di Davide citato sopra, in cui potete leggere delle modifiche apportate all’El Primero per dar vita al Defy Skyline. E, ancora prima – nel 2012 -, un altro El Primero “semplificato”, ad alta frequenza e con secondi centrali, era apparso alla collezione un po’ meno fortunata Zenith Espada.

    Guardate le immagini sopra e lasciatevi ammaliare dai tanti dettagli qualificanti. Come la massa oscillante a forma di stella con finiture satinate, simbolo di Zenith, che assicura al Defy Extreme Diver un’autonomia di circa 60 ore.

    Il calibro Elite dello Zenith Defy Revival Diver

    Altro valore storico ha il più semplice movimento Elite 670 incassato dallo Zenith Defy Revival Diver. Nasce in prima versione nel 1994 e, sulla scia del successo commerciale ottenuto a livello mondiale dell’El Primero, migliora di variante in variante fino a dar vita all’omonima collezione Zenith tuttora in catalogo. Montato nella cassa di dimensioni più contenute (37 mm di diametro), garantisce un’autonomia di 50 ore e altrettanta bellezza da ammirare attraverso l’oblò in vetro zaffiro sul fondello.

    Qui la stella di Zenith è più piccola ma ugualmente visibile sul rotore di carica, decorato da un motivo a Côtes de Genève, dalla scritta che ne identifica il calibro, “Zenith Elite” per l’appunto, e quella che ricorda la produzione in-house (“Manufacture Le Locle”). Non ha la stessa frequenza del più famoso El Primero, ma si difende bene con i 4 Hz delle sue 28.800 alternanze orarie. Sul quadrante riporta la data a finestrella, che potrebbe dividere il pubblico fra favorevoli e detrattori. E, allineata ad essa, la corona a vite posta a ore 4:30, che piace parecchio agli appassionati, soprattutto ai nostalgici del design d’epoca.

    La valvola di decompressione

    Per ottenere prestazioni da subacquei professionali, gli orologi devono integrare anche una valvola di decompressione che permette di effettuare immersioni in saturazione, ossia prolungate e a notevoli profondità. Necessaria perché i sub, a profondità superiori a quelle amatoriali (sotto i 30 metri), respirano una miscela di ossigeno ed elio (heliox o trimix) per evitare la cosiddetta narcosi da azoto.

    A ogni espirazione, il boccaglio emette molecole di anidride carbonica e altre di elio: le quali, più piccole delle prime, possono penetrare nella cassa dell’orologio superando le guarnizioni e la corona a vite che lo rendono impermeabile. In fase di risalita e decompressione subaerea, le particelle di elio, al pari di quelle di ossigeno contenute nel sangue, tendono a ingrandirsi e generano così pressioni anomale nella cassa. In casi estremi arrivano addirittura a far “saltare” il vetro sopra il quadrante come un tappo di champagne.

    Per scongiurare questo pericolo è quindi necessario ristabilire lentamente l’equilibrio tra la pressione interna e quella esterna della cassa. La valvola è un semplice dispositivo meccanico che permette automaticamente all’elio di defluire all’esterno senza provocare danni. I due Defy Extreme Diver e Revival ne sono necessariamente dotati – come tutti gli esemplari subacquei professionali, predisposti per immersioni estreme.

    Considerazioni e prezzi

    La presenza nei due modelli del calibro di manifattura, della cassa in titanio microsabbiato (che giustifica il rincaro rispetto alle versioni in acciaio) e le elevate prestazioni sono elementi da tenere in giusta considerazione. Perché giustificano i prezzi non proprio alla portata di tutti. Sono infatti necessari 13.200 euro per portarsi a casa il Defy Extreme Diver e 8.800 per il Defy Revival Diver. Entrambi devono piacere, sia chiaro, ma chi acquista l’uno o l’altro si regala un orologio di indiscutibile pregio. E prestigio.

  • Best of WWG25, i 10 orologi più memorabili

    Best of WWG25, i 10 orologi più memorabili

    Watches and Wonders Geneva 2025 ha chiuso i battenti proprio ieri. È il momento allora di tirare le somme su quanto si è visto nei giorni scorsi. E sorge spontaneo chiedersi per cosa sarà ricordato il Salone di Ginevra appena concluso. Quali sono gli orologi più rappresentativi, i più memorabili esposti nelle teche dei 60 marchi espositori? Ecco quindi il Best of WWG25, secondo noi. Bada bene, non necessariamente quelli che ci sono piaciuti o che abbiamo amato di più, piuttosto quelli che sono rimasti più impressi nella nostra memoria. Il Best of WWG25 per exploit tecnico, per esempio. O anche il Best of WWG25 inteso come ciò che è meglio riuscito. Magari per coerenza estetica o per rapporto qualità/prezzo.

    Nella scelta di questi Best of WWG25 abbiamo privilegiato le assolute novità presentate dalle Case, con poche eccezioni. Molti, se non tutti, meriterebbero un approfondimento, perché il loro valore difficilmente si può sintetizzare in queste poche righe. E molti, se non tutti, saranno trattati a tempo debito, magari quando arriveranno fisicamente nei negozi. Intanto, però, ve li segnaliamo. Se la nostra sintesi sarà efficace, e la vostra curiosità stuzzicata, potete scoprirne di più sui siti ufficiali delle rispettive marche. Un’ultima considerazione: abbiamo cercato di scegliere modelli di tutti i segmenti di mercato. Anche se i prezzi, in questo Salone, sono sembrati lievitare, la nostra selezione dimostra che gli orologi belli e accessibili esistono ancora. Ecco dunque i nostri Best of WWG25, in ordine alfabetico.

    A. LANGE & SÖHNE Minute Repeater Perpetual Calendar
    Due complicazioni difficialmente associate fra loro convivono in questo esemplare, per il quale la Manifattura sassone ha sviluppato il calibro L122.2 a carica manuale, con autonomia di 3 giorni. Tra le particolarità: i due gong vantano un repertorio di 720 sequenze diverse (una per ogni minuto nel ciclo delle 12 ore), o ancora l’assenza della pausa fra i colpi delle ore e quelli dei minuti (quando i minuti sono inferiori a 15). Edizione limitata di 50 esemplari, prezzo non comunicato.

    CARTIER Tank à Guichets
    La Maison parigina fa rivivere un esemplare di culto, lanciato originariamente nel 1928. E declina la versione più fedele all’originale in tre modelli: oro giallo, oro rosa o platino (nella foto). Oggi come allora, la futuristica cassa “chiusa” (24,8 x 37,6 mm, solo 6 mm di spessore) riporta le informazioni orarie in due finestrelle, appunto, che visualizzano le ore saltanti e i minuti su disco girevole. Il movimento meccanico a carica manuale, calibro 9755 MC, è però sviluppato appositamente. In vendita da settembre, da 52.500 euro.

    EBERHARD & CO. Contodat Chronographe
    Prende ispirazione da un orologio della seconda metà degli anni Settanta, voluto dall’allora Presidente Palmiro Monti in risposta al quarzo imperante: un accattivante cronografo meccanico, caratterizzato da una vivacissima lancetta arancione. Proprio come i dettagli dell’inedito esemplare di oggi: con la cassa di 39 mm di diametro, il quadrante soleil di vari colori (anche in versione “solo tempo”) e il movimento automatico base Sellita. In vendita nella seconda metà dell’anno, 3.900 euro.

    FREDERIQUE CONSTANT Manufacture Classic Perpetual Calendar
    Il calendario perpetuo della Casa, lanciato per la prima volta nel 2016, quest’anno conosce un apprezzatissimo upgrade. Acquista infatti una nuova meccanica: il calibro FC-776, evoluzione del movimento precedente. Che raggiunge i 3 giorni di autonomia e lo rende alla stregua di un nuovo orologio. La cassa, di dimensioni ridotte, ora misura 40 mm di diametro e ospita un quadrante soleil salmone, uno dei colori prediletti dai collezionisti. Il prezzo però rimane imbattibile: 9.995 euro. In vendita da settembre.

    NOMOS GLASHÜTTE Club Sport neomatic Worldtimer
    Praticità d’uso, grande scelta e un ottimo rapporto qualità/prezzo: ecco in sintesi il nuovo ore del mondo del Marchio tedesco. Che visualizza le capitali internazionali sul perimetro del quadrante e l’ora di casa con funzione giorno/notte nel contatore al 3 (più i piccoli secondi al 6). Interamente realizzato in acciaio, nella cassa da 40,5 mm ospita un nuovo calibro automatico neomatik DUW 3202. L’orologio è declinato in 2 versioni “basic”, più 6 coloratissime edizioni limitate di 175 esemplari ciascuna. 3.940 euro.

    JAEGER-LECOULTRE Reverso Tribute Geographic
    La Grande Maison presenta per la prima volta in questa collezione le ore universali. E ha messo a punto ad hoc il calibro JLC 834 a carica manuale, che integra le ore del mondo con un grande datario (dai dischi complanari brevettati) e i piccoli secondi. Da notare che i nomi delle città sono incisi al laser e laccati a mano, come la mappa del mondo. In due versioni, con la cassa di 29,9 x 49,4 mm (e 11,14 mm di spessore): in acciaio (nella foto) o in oro rosa, in edizione limitata di 250 esemplari. Da 23.200 euro.

    PATEK PHILIPPE Referenza 5328G
    Un inedito Calatrava con una nuova cassa in oro bianco, di 41 mm di diametro, e una complicazione utile, a ore 6, coassiale ai piccoli secondi: giorno della settimana (a finestrella) e datario (a lancetta), dalla visualizzazione istantanea. Ma soprattutto con un nuovo movimento a carica manuale, il calibro 31-505 8J PS IRM CI J, dotato di ben 8 giorni di autonomia. Particolare anche il quadrante grené sfumato. In vendita con un secondo cinturino in pelle, color talpa. 71.280 euro.

    ROLEX Oyster Perpetual Land-Dweller
    La Casa della Corona presenta finalmente una nuova collezione, in tre materiali (in acciaio Oystersteel, oro Everose o platino) e due formati (36 o 40 mm). Segni particolari: cassa Oyster rivisitata, quadrante a nido d’ape, bracciale integrato Flat Jubilée. E un nuovo movimento automatico, calibro 7135 ad alta frequenza, con autonomia di 66 ore, asse del bilanciere in ceramica e tanti componenti in silicio, tra cui l’inedito scappamento Dynapulse… Dei 32 brevetti e domande di brevetto che lo riguardano, parleremo in un’altra occasione. Da 14.700 euro.

    VACHERON CONSTANTIN Les Cabinotiers Solaria Ultra Grand Complication “La Première” 41 complicazioni di cui 5 astronomiche (con una prima mondiale), un’innovativa ripetizione minuti Westminster, 2 quadranti, 13 domande di brevetto depositate, 8 anni di sviluppo, 1521 componenti… “Numeri” che rendono l’idea dell’eccezionalità di questo esemplare, prodotto per festeggiare il 270° anniversario della Manifattura ginevrina. La cassa in oro bianco misura 45 mm di diametro per 14,99 mm di spessore, e racchiude il calibro 3655 a carica manuale. Il tutto è fregiato del Punzone di Ginevra. Pezzo unico, prezzo non comunicato.

    ZENITH G.F.J. Calibro 135
    Anche la Manifattura di Le Locle celebra un anniversario: taglia il traguardo dei 160 anni con una nuova collezione, che rende omaggio al fondatore, Georges Favre-Jacot. E riporta in vita il calibro 135, un movimento pluripremiato nel secolo scorso, nelle gare di cronometria degli osservatòri astronomici. Dimensioni, estetica e architettura sono simili alla meccanica originale degli anni ’50, ma l’autonomia di 3 giorni è tipicamente contemporanea. La cassa di 39 mm in platino racchiude un quadrante tripartito (guilloché, lapislazzuli, madreperla). Edizione limitata di 160 esemplari, 52.900 euro.

  • LVMH Watch Week 2025, le principali novità

    LVMH Watch Week 2025, le principali novità

    Non si parla d’altro. La LVMH Watch Week 2025 oggi e nei prossimi giorni terrà banco, unico argomento di conversazione nell’industria delle lancette. E non può essere altrimenti: è il primo evento internazionale dell’anno orologiero, la sola occasione per fare una scorpacciata di novità almeno fino al prossimo Watches and Wonders Geneva (per il quale però dobbiamo aspettare l’inizio di aprile). E non ha certo deluso le aspettative: per la prima volta la LVMH Watch Week 2025 ha riunito nove marche del Gruppo francese, anche quelle che finora erano rimaste in disparte, compresa l’ultima acquisizione.

    Per riassumere. Accanto ai brand che partecipano alla manifestazione fin dagli esordi (a Dubai, nel 2020) – cioè Bulgari, Hublot, TAG Heuer e Zenith, per chi non lo ricordi -, lo scorso anno si erano aggiunti Daniel Roth e Gérald Genta, sotto la supervisione de La Fabrique du Temps. Per rinfrescarvi la memoria, potete andare a leggere qui. Ora invece è la volta di Louis Vuitton, Tiffany & Co. e L’Epée 1839. Pensate che l’elenco sia completo? In realtà brilla ancora per l’assenza Dior, che produce degli esemplari splendidi, soprattutto al femminile, e meriterebbe più attenzioni. Chissà, forse in futuro… Ma non divaghiamo.

    Un’edizione doppia

    Giunta alla sesta edizione, la LVMH Watch Week 2025 – lo abbiamo già scritto – si svolge in due tempi e in due sedi: il 21/22 gennaio a New York, per poi replicare il 30/31 gennaio a Parigi. La tappa nella Grande Mela ha luogo – come riporta il comunicato ufficiale – “nel cuore di Manhattan, presso l’iconico flagship store di Tiffany, The Landmark sulla 5th Avenue, e nelle vicine boutique Louis Vuitton e Bulgari”. A Parigi, si terrà invece nell’Hôtel Cheval Blanc Paris del Gruppo, oltre che nei negozi di diverse maison. 

    A quanto ha dichiarato lo stesso Frédéric Arnault, Amministratore delegato di LVMH Watches, “la decisione di organizzare la Watch Week negli Stati Uniti per il secondo anno consecutivo (nel 2024 era stata a Miami, ndr) riflette la posizione chiave di questo mercato”. Un mercato strategico, se non fondamentale, per LVMH. Il Gruppo conta infatti qualcosa come 1.128 negozi e oltre 43mila dipendenti negli States, numeri che nel 2023 hanno fruttato un 25 per cento delle vendite totali. Non servono commenti.

    I pezzi chiave della LVMH Watch Week 2025

    Ma bando alle ciance, passiamo agli orologi. Abbiamo fatto una selezione delle novità esposte alla LVMH Watch Week 2025 e vi presentiamo quindi gli esemplari più interessanti, secondo noi. Una scelta in certi casi facile – come per Daniel Roth, che ha lanciato un solo pezzo -, in altri più complicata. Abbiamo cercato di prendere in considerazione i tanti aspetti dei diversi modelli (tecnico, commerciale, storico, di immagine), tant’è che ciascuno meriterebbe un approfondimento (ma dovrete aspettare le prossime settimane). Però si tratta sempre di valutazioni arbitrarie, che potrebbero anche non trovare d’accordo qualcuno di voi. Per avere un quadro completo, vi invitiamo quindi a prendere visione di tutto ciò che è stato proposto direttamente sul sito o sui social delle varie marche. Poi, fateci sapere cosa ne pensate…

    Cominciamo dall’orologio che abbiamo “sparato” in copertina, forse quello più emblematico dell’intera LVMH Watch Week 2025: il Serpenti Tubogas di Bulgari. Il quale – alla pari al suo omologo Serpenti Seduttori – monta un nuovo calibro automatico, concepito e realizzato “in casa”: il BVS100 Lady Solotempo. Importante non solo perché è la sintesi del savoir-faire accumulato nel tempo dalla Manifattura di Le Sentier, ma soprattutto perché rivaluta la collezione dal punto di vista meccanico. La famiglia di esemplari-gioiello, dopo decenni di movimenti al quarzo, si ricollega così idealmente alle origini, quando era fornita di meccaniche firmate dal gotha dell’industria orologiera dell’epoca. Non solo. Rivela quanto il pubblico femminile sia importante oggi per la Maison romana – in linea con una tendenza che sembra sempre più diffusa nel mondo delle lancette… Lo vedremo proprio a Watches and Wonders: ma è tutto ancora top secret, quindi andiamo oltre.

    Preziose ed esclusive novità

    Partiamo dall’alto-altissimo di gamma, dagli esemplari – complicati e non – in edizione limitata. Come l’Extra Plat Souscription di Daniel Roth, che si rifà direttamente all’orologio lanciato dal Maestro nel 1990. Rivisitato nelle proporzioni, ripropone i consueti codici stilistici di quel precedente – come il guillochage a Clou de Paris sul quadrante in oro massiccio, che richiede due giornate di lavorazione. Ma è equipaggiato da un nuovo movimento meccanico a carica manuale, il calibro DR002, sviluppato ad hoc dalla Fabrique du Temps Louis Vuitton, secondo tutti i sacri crismi della grande orologeria di tradizione. In 20 esemplari.

    L’originalità del design è invece la chiave del Gentissima Oursin di Gérald Genta. Ispirato a un riccio di mare, deriva da un modello creato negli anni Novanta da Monsieur Genta in persona e allora prodotto in pochissimi pezzi. Oggi è realizzato in cinque versioni. Nella più appariscente – o per meglio dire flamboyant – ha la cassa completamente incastonata di microscopiche boule di opali di fuoco, ciascuna fissata da un piccolo perno in oro giallo, a riprodurre proprio gli aculei dell’animale marino. Nulla si sa né sulla tiratura limitata, né sul prezzo, se non che l’orologio dovrebbe essere in vendita in maggio.

    Sempre a proposito di preziosità che rimandano al passato, l’orologio Bird on a Rock Tsavorite di Tiffany & Co. riprende l’omonima spilla realizzata nel 1965 dal grande designer di gioielli Jean Schlumberger. Qui però l’uccellino non si trova più sull’enorme diamante giallo, il celebre Tiffany Diamond, appunto. Invece è posato su un anello rotante in baguette di tzavoriti, il cui colore verde risalta nella cassa interamente tempestata di diamanti incastonati a neve, come il quadrante. Il risultato è uno strabiliante pezzo di alta gioielleria, che avrà ovviamente una produzione limitata di pochi pezzi all’anno.

    Altri highlight della LVMH Watch Week 2025

    Un legame con il passato ce l’ha anche il Tambour Convergence di Louis Vuitton, che ci ha colpito per l’originale eleganza. Un orologio di gran classe, che si rifà agli esemplari digitali tipici dell’Art Déco: i cosiddetti montre à guichet, con la cassa “chiusa”, priva di quadrante, e il display ridotto a due finestrelle che mostrano le indicazioni orarie tramite dischi rotanti. La nostra favorita è la versione in oro rosa, così chic da togliere il fiato. Sia chiaro, senza nulla togliere alle varie edizioni del nuovo Tambour Taiko Spin Time, che però sono variazioni sul tema dell’esemplare uscito nel 2009 e da allora rimasto un’icona del Marchio…

    Non ce ne vogliano nemmeno gli amanti del tourbillon se al Verde Saxem preferiamo il Big Bang Meca-10 di Hublot. Che è uscito nel 2016, è vero, ma nella nuova riedizione – con la cassa più piccola e compatta – sembra quasi un altro orologio. Le tre modernissime versioni, in titanio, King Gold (l’esclusivo oro della Casa) o carbonio nero, hanno infatti un nuovo calibro a carica manuale scheletrato – alleggerito, o meglio “ottimizzato”, come lo definiscono in quel di Nyon. Visibilmente diverso dal predecessore, e non solo perché è colorato da un processo galvanico che lo abbina al materiale della cassa, segna una marcata evoluzione rispetto al precedente. Ma mantiene sempre i fatidici 10 giorni di autonomia che l’hanno reso famoso.

    Cronografi & Co.

    Con il ritorno al ruolo di cronometrista ufficiale conquistato di recente, il nuovo Formula 1 di TAG Heuer potrebbe sembrare ovvio, quasi scontato. In realtà è un bel modo per rendere omaggio alla lunga tradizione del Marchio nei motorsport. E non solo per i tanti richiami estetici alle monoposto (gli indici, per esempio). Soprattutto perché il cronografo ora monta finalmente un movimento automatico – e spezza così la consuetudine del quarzo della collezione. Un salto di qualità, dunque, per i cinque nuovi modelli in titanio, dal formato XL ma ugualmente mettibili anche da chi non ha il polso poi così massiccio. Al top spicca la referenza dedicata al team di Oracle Red Bull Racing, che celebra la partnership attiva dal 2016.

    Sempre in tema di esemplari sportivi per definizione, da citare anche il Defy Skyline Chronograph Skeleton di Zenith. Attesissimo dai fan della Marca, sostanzialmente reinterpreta la versione dello scorso anno in chiave scheletrata (e più “cattiva”). Il celeberrimo El Primero 3600, introdotto nel 2019, è stato infatti del tutto traforato e ora fa bella mostra di sé sotto i tagli geometrici del display. La versione blu – secondo noi – è la più suggestiva, con quei lampi di viola dei rubini e del silicio (per la ruota di scappamento e l’ancora) che risaltano fra i componenti blu della meccanica, in perfetto pendant con il quadrante. Restano chiaramente identiche le prestazioni, cioè la capacità di misurare il 10° di secondo tramite la lancetta centrale.

    Merita un cenno infine la Watch Box di L’Epée 1839. Interamente in vetro acrilico, serve da espositore per un singolo orologio. Non siate delusi, non è tutto qui: la creazione è equipaggiata da un sistema meccanico che solleva l’orologio e apre il coperchio. La storica Manifattura non si smentisce mai.

    .

  • Latest. Le novità dell’estate – 20/08/2024

    Latest. Le novità dell’estate – 20/08/2024

    Luglio e agosto sono stati mesi densi di lanci. In tutti i segmenti dell’orologeria, nell’alto di gamma come nell’entry level. Si è trattato perlopiù di estensioni di linea, nuove aggiunte a collezioni già esistenti, variazioni sul tema per colori o materiali. Niente di eclatante, a dire il vero. Agli esemplari più meritevoli, Il Giornale degli Orologi ha dedicato appositi articoli monografici (basta guardare in homepage e li si individua facilmente). Per tenervi aggiornati riguardo gli altri, comunque, provvediamo subito con questa (ormai consueta) rubrica Latest, che presenta una selezione di novità.

    Lo dice il nome stesso: latest, ovvero le ultime notizie, le uscite più recenti, i modelli che sono arrivati da poco nei negozi (e in certi casi non sono ancora in distribuzione). Organizzate come sempre in ordine di prezzo, le nostre Latest news vi danno un’idea degli orologi dell’estate come delle tendenze in corso, in senso estetico e non solo. Attenzione però: nei prossimi giorni saranno ulteriormente arricchite. Quindi, tornate a vederle: così eviterete di perdervi il pezzo che potrebbe farvi battere il cuore… Non si sa mai.

    BLANCPAIN Fifty Fathoms Bathyscaphe Red Gold
    Tutti conoscono il Chronographe Flyback e il Quantième Complet della storica collezione, ma nessuno finora li aveva visti così: in versione preziosa, con cassa e bracciale interamente realizzati in oro rosa. Due lingottini il cui peso aiuterebbe a immergersi in profondità, ma sicuramente più utili da sfoggiare in superficie, a un party in piscina o su uno yacht, complice anche il quadrante blu sfumato, dalla finitura soleil. Mooolto chic. 61mila euro.

    BLANCPAIN Ladybird Colors Phases de Lune
    La collezione femminile della Manifattura di Le Brassus si arricchisce di nuovi esemplari. La referenza in oro bianco tinge con i colori dell’arcobaleno i numeri romani dalle dimensioni in dégradé, mentre la versione monocromatica in oro rosa acquista un inedito “blu corallo”. Per il resto tutto rimane com’era: la cassa da 34,9 mm con 2.22 carati di diamanti, il movimento automatico con 100 ore di autonomia, il quadrante in madreperla, i 5 cinturini intercambiabili. Da 38.400 euro.

    GLASHÜTTE ORIGINAL Seventies Chronograph Panorama Date Watermelon e Swimming Pool (nella foto in alto): i due vivaci colori, introdotti dalla Manifattura sassone nella collezione Vintage, rimandano proprio all’estetica pop degli anni ’70. E i nuovi cronografi sono così centrati da meritare ciascuno un’edizione limitata di 100 esemplari. Lo stile rétro però nasconde una tecnica attualissima: il calibro 37-02, con autonomia di 70 ore, ruota a colonne, funzione flyback e grande datario. La versione con cassa (40 mm) e bracciale in acciaio costa 17mila euro.

    ZENITH Defy Skyline Ibiza Edition
    La Maison di Le Locle dedica all’isola delle Baleari un’edizione speciale, leggera e luminosa. Interamente realizzata in ceramica, ha la cassa (41 mm) impermeabile fino a 10 atm, il quadrante color mare e il bracciale intercambiabile con il cinturino in gomma. Monta il calibro El Primero 3620 con 60 ore di autonomia, ad alta frequenza perciò in grado di misurare il 10° di secondo nel contatore al 9. I 100 esemplari della serie limitata sono in vendita esclusivamente nella boutique di Rabat. 16.200 euro.

    Latest sotto i 5mila euro

    EBERHARD & CO. Extra-fort Roue à Colonnes Retour en Vol
    La Maison de l’Aigle amplia la storica collezione con nuovi cronografi, diversi per le cromie del quadrante, ma sempre dotati delle caratteristiche essenziali che ne definiscono il nome. Ovvero la ruota a colonne, il dispositivo più raffinato per lo smistamento delle funzioni cronografiche. E la funzione flyback, che permette diverse misurazioni consecutive in rapida successione. Ma ne riparleremo… Con la cassa (41 mm) in acciaio e il movimento automatico, l’orologio è disponibile con il cinturino in pelle o il bracciale in acciaio. Da 4.590 euro.

    NOMOS GLASHÜTTE Ahoi neomatic 38 date Atlantic
    Classico e sportivo allo stesso tempo, un esemplare così versatile da essere perfetto in ufficio come in spiaggia. La cassa (38,5 mm) in acciaio è impermeabile fino a 20 atm. Sottile (10 mm) ma robusta, ospita il calibro automatico DUW 6101, di manifattura, riprogettato ex novo e dotato di un esclusivo datario integrato. Esiste anche col quadrante azzurro oppure color sabbia. 3.520 euro.

    SEIKO Astron GPS Solar 5X
    Un multifunzione in titanio (dal rivestimento antigraffio) con lunetta in ceramica: cronografo a 1/20 di secondo, datario perpetuo fino al 2100 e soprattutto doppio fuso orario. Estremamente preciso, si collega automaticamente alla rete GPS due volte al giorno (e manualmente ogni volta che si vuole, basta premere l’apposito pulsante). In più il nuovo calibro 5X83 assicura un’autonomia di 6 mesi (e due anni in modalità di risparmio energetico). Edizione limitata di 1500 esemplari, 2.600 euro.

    JAGUAR Ceramic
    Prende nome dal materiale della lunetta la nuova collezione di cronografi del Marchio Swiss made di Festina Group. Con la cassa XL (44,8 mm) in acciaio, il movimento al quarzo (Ronda 5030D) e il quadrante in tanti colori, è ricca di 9 referenze: 4 con cinturino in gomma e 5 con bracciale in acciaio. Questa è la nostra preferita, per la spiccata impronta racing. Da 475 euro.

    BREIL Cronografo Fiamme Oro
    Il Marchio di Binda Group prosegue la collaborazione con la Polizia di Stato. E ha dedicato ai 70 anni delle Fiamme Oro un cronografo al quarzo, con cassa (43 mm) e bracciale in acciaio, movimento di produzione giapponese e quadrante nei colori del Gruppo Sportivo. Che – va ricordato – ha partecipato ai Giochi di Parigi con un centinaio di atleti e si è distinto con 18 medaglie (5 ori, 6 argenti e 7 bronzi) su 40 conquistate dagli Azzurri nelle varie discipline. A proposito di numeri, i 470 esemplari realizzati sono ormai sold-out. 319 euro.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 18/03/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 18/03/2024

    “Persone, oltre le cose”. A vedere le notizie di queste Cronache dell’orologeria, viene in mente la pubblicità di un noto supermercato: non perché il mondo delle lancette di colpo sia entrato nel mass market, ma perché l’attenzione è puntata proprio su personaggi più o meno noti. Soprattutto ambasciatori – nuovi o già affermati -, ma non solo: anche storici manager e artiste del momento. Del resto uno degli elementi più interessanti del settore sono sempre state proprio le persone. E le Cronache dell’orologeria non possono che segnalarle. Buona lettura.

    Arte al femminile

    Dettaglio di un frame di Supervision (foto courtesy Irene Fenara e Zero).

    Anche quest’anno Eberhard & Co. sarà sponsor di Mia Photo Fair, la fiera internazionale di fotografia che si terrà a Milano, dall’11 al 14 aprile, all’Allianz MiCo di via Gattamelata 13. Nel proprio spazio interno all’area “Progetti Speciali”, ospiterà quindi le immagini distopiche dell’opera Supervision di Irene Fenara. L’artista rappresenterà l’Italia nella mostra New Worlds: Women to Watch 2024 organizzata dal National Museum of Women in the Arts di Washington. Così la Maison de l’Aigle supporterà anche il primo museo al mondo dedicato al sostegno delle donne attraverso l’arte. Ne riparleremo.

    A proposito di star

    Foto JC Olivera/Variety via Getty Images courtesy Jaeger-LeCoultre

    Da martedì 12 marzo, la stella di Lenny Kravitz “brilla” nel firmamento della Hollywood Walk of Fame. Un ambito riconoscimento che lo consacra definitivamente (se mai ce ne fosse stato bisogno) tra i mostri sacri dell’industria musicale statunitense. Alla cerimonia di premiazione, l’ambasciatore di Jaeger-LeCoultre – in total look nero reso ancora più misterioso dagli immancabili occhiali a specchio – aveva al polso un Reverso Chronograph. E la Grande Maison non ha potuto che dichiararsi orgogliosa di lui. Congratulazioni!

    Dal “corto” al film

    Ricordate il video di TAG Heuer The Chase of Carrera con Ryan Goslin? (Lo ritrovate in queste Cronache dell’orologeria). Bene, era stato girato sul set di un vero film, The Fall Guy, thriller d’azione di David Leitch che sarà nelle sale il 3 maggio prossimo. Protagonista, nel ruolo dello stuntman a fine carriera Colt Seavers, lo stesso Goslin, che nelle infinite peripezie indossa al polso proprio un cronografo Carrera, con quadrante reverse panda e vetro zaffiro glassbox. Cugino di quello blu dell’anno scorso. Tutto torna.

    Entusiasmo à go-go

    Foto Morelli Brothers courtesy Morellato

    Morellato ha una nuova testimonial: Giulia Salemi. Italiana (di Piacenza) ma con origini persiane, l’influencer da quasi 3 milioni di follower, nonché conduttrice radio e tv, è quindi l’interprete della nuova campagna: con gli scatti firmati dai Morelli Brothers e uno spot televisivo in b/n. Tra l’altro i #gioiellidavivere da lei indossati sono realizzati in argento “sostenibile”, proveniente da fonti riciclate (leggi: oggetti preziosi post-consumo, scarti di lavorazioni orafa, prodotti dismessi dell’elettronica). In linea con la sensibilità dei Millennials.

    Adrenalina sulla neve

    Nuovo Friend of the Brand per Zenith: Richard Permin. Definito “il re del fuoripista”, il campione di sci francese ha saputo mixare freeride e freestyle per creare un’inedita disciplina estrema e spettacolare. Ed è anche producer di video con cui immortala le proprie acrobatiche imprese. Andato a visitare la Manifattura di Le Locle, aveva al polso un Chronomaster Sport Titanium. Ovvero l’ultima versione del pluripremiato cronografo automatico ad alta frequenza. Dalle prestazioni elevate, come si confà a lui…

    Osservato speciale

    Cambio al vertice per Fossil Group. Kosta Kartsotis, storico Ceo del colosso texano, ha dato le dimissioni. Un cambiamento epocale, se si pensa che Kartsotis era in azienda dal 1998, Ad dal 2000 e Presidente dal 2010. Sono stati dunque nominati Ceo ad interim Jeffrey Boyer, già Chief operating officer, e Presidente Kevin Mansell, già Lead independent director del Cda. C’entrano forse le vendite in calo nel 2023 del 16%? Il Gruppo di Richardson ha comunque dichiarato di voler intraprendere una completa ristrutturazione. Vedremo.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Zenith Chronomaster Sport Titanium: l’eleganza leggera

    Zenith Chronomaster Sport Titanium: l’eleganza leggera

    Nelle ultime due settimane mi è capitato per due volte di avere tra le mani lo Zenith Chronomaster Sport Titanium. Mica poco, considerando che si tratta di una super-novità. L’ho incrociato prima a Milano, a fine gennaio, per la presentazione in anteprima alla stampa. Poi la scorsa settimana, a Oslo, quando è stato lanciato ufficialmente in occasione delle partite che hanno aperto la stagione 2024 dell’Ultimate Tennis Showdown. Che, per chi non lo sapesse, è il campionato tennistico fondato da Patrick Mouratoglou, ambasciatore del Brand.

    Zenith Chronomaster Sport Titanium: cosa ne penso

    Di solito lascio in fondo agli articoli le impressioni sugli orologi di cui scrivo. Lo faccio perché, presumibilmente, ai lettori interessa conoscere prima le caratteristiche delle referenze mentre del mio parere possono legittimamente fregarsene, o prenderlo per quello che è. Un punto di vista personale, appunto. Ma per lo Zenith Chronomaster Sport Titanium faccio un’eccezione, parto da me. E dico subito che questo orologio può ingannare.

    Quando l’ho indossato e osservato in quel di Milano, non mi ha fatto una grandissima impressione. Benché io abbia un polso da Barbie, amo sentirlo appesantito dall’orologio. Ebbene, cassa e bracciale in titanio non sono proprio la combo perfetta per la pesantezza. E poi quell’aspetto grigio uniforme me lo ha fatto sembrare un po’ anonimo.

    Siccome però quando non ho sensazioni positive al polso ci resto male come quando perde l’Inter, mi sono ripromesso di provare a guardare lo Zenith Chronomaster Sport Titanium senza troppi filtri. Di non pensare alla prima impressione e di ragionare in modo oggettivo, sapendo che avrei aspettato al varco l’orologio di lì a poco a Oslo, dove sono stato invitato dal Marchio. Ha funzionato.

    Ho lasciato da parte idee e preconcetti e ho avuto un po’ più di tempo per far entrare l’orologio in sintonia con il polso. Così, ho visto i suoi presunti punti di debolezza trasformarsi in punti di forza ed essere complementari. Perché la sportività insita nel nome si esalta con il titanio più che con l’acciaio: materiale, quest’ultimo, più tosto ma meno performante. Il look total grey, al contrario, gli dà un non so che di elegante, quasi sartoriale. Un po’ come i calciatori che passano dalla maglia e dal pantaloncino in campo al completo giacca e cravatta, nei momenti istituzionali con la propria squadra.

    L’estetica dello Zenith Chronomaster Sport Titanium

    Insomma, detto che anche un orologio può insegnare a non giudicare dalle apparenze, è meglio che adesso mi metta a scrivere di questo Zenith Chronomaster Sport Titanium. In realtà non c’è da dire molto di più di quanto scrisse Augusto Veroni in occasione del lancio della linea Chronomaster Sport. Perché la referenza presentata a Oslo ricalca lo stile, l’estetica, le dimensioni dei suoi fratelli in acciaio che tanto continuano a piacere ad appassionati e collezionisti.

    Detto del grigio che è il colore dominante, spiccano sul quadrante i classici tre contatori del Chronomaster, leggermente sovrapposti come da tradizione, che Zenith ha colorato seguendo un progressivo alleggerimento cromatico che va da ore 3 a ore 9. Il contatore dei 60 secondi a ore 3 è color antracite, quello dei 60 minuti a ore 6 è di un grigio più leggero, quello dei piccoli secondi a ore 9 è argento. Tutti spiccano sul grigio nichel del quadrante, sul quale la scritta 36.000 VpH a ore 12 al di sotto del logo è un graffio bordeaux tremendamente figo. A mio avviso.

    Anche questo cronografo non riporta sulla lunetta una classica scala tachimetrica bensì una scala che misura il decimo di secondo, caratteristica di culto del movimento El Primero. La lunetta – a differenza di quanto accade nelle versioni in acciaio in cui è anch’essa in acciaio o in ceramica – qui è in titanio. La lavorazione satinata soleil richiama quella del quadrante e contribuisce all’uniformità visiva, oltre che cromatica, di cui ho scritto sopra.

    La cassa da 41 mm dello Zenith Chronomaster Sport Titanium ha un’impermeabilità dichiarata di 10 bar, non male per un cronografo con queste caratteristiche tecniche e con un calibro ad alta frequenza. L’orologio può essere acquistato con il bracciale a tre file in titanio oppure con un cinturino integrato in caucciù. Io ho avuto modo di provare il bracciale in titanio, che ho trovato morbido. Sarei stato curioso di provare la comodità o meno della fibbia déployante montata sul cinturino, che personalmente non amo perché per me il cinturino vuole l’ardiglione. Punto. Sarò talebano ma su questo non cambio idea.

    Il calibro e il prezzo

    Del calibro El Primero 3600 che anima l’orologio credo sia rimasto ben poco da dire. Le 36.000 alternanze/ora o 5 Hz non influenzano negativamente la riserva di carica, che arriva a 60 ore come nelle altre referenze in acciaio. Sicuramente merita un elogio per le prestazioni, per l’evoluzione coerente con la storia di questo movimento, per l’approccio contemporaneo e ispirato della decorazione.

    Questa si allinea perfettamente con il tema del titanio grigio, che caratterizza il movimento e che è visibile attraverso il fondello in zaffiro. Il calibro 3600 presenta una massa oscillante scheletrata a forma di stella con finitura satinata e caratteristiche degne di nota come la ruota a colonne azzurrata, viti azzurrate e componenti color oro, che aggiungono un tocco di estetica agli elementi tecnici di cui è costituito.

    Aggiungo un dettaglio non di secondo piano, che non si vede dalle immagini né si legge in cartella stampa. Si può apprezzare solo utilizzando l’orologio ed è una peculiarità che viene proprio dal calibro, più precisamente dalla ruota a colonne. L’innesto dei pulsanti cronografici è morbido e delicato, sia nel momento dell’avvio/arresto, sia nella rimessa a zero. Per gli appassionati (o impallinati, in questo caso) garantisco che è un dettaglio importante, oltre che godurioso.

    Chiudo con i prezzi, che Zenith è riuscita a contenere entro una scala ragionevole all’interno della collezione, nonostante gli orologi in titanio siano spesso più costosi di quelli in acciaio. La versione con cinturino costa quanto le versioni braccialate in acciaio con quadrante verde, bianco o nero: 11.800 euro. Quella braccialata costa 12.300 euro, ossia meno dell’edizione boutique in acciaio con lunetta a tre colori e di quella firmata dalla star della NFL Aaron Rodgers.

  • LVMH Watch Week 2024: una selezione di novità

    LVMH Watch Week 2024: una selezione di novità

    L’abbiamo preannunciata nelle ultime Cronache dell’orologeria. La LVMH Watch Week 2024, il salone privato del Gruppo francese che si tiene in questi giorni a Miami, ha svelato una nutrita serie di novità. News che terranno banco nei prossimi mesi – almeno fino a Watches and Wonders Geneva, il momento clou dell’anno orologiero. Impossibile recensirle tutte in questa occasione. Abbiamo quindi cercato di individuare gli highlight della manifestazione, e di focalizzare la nostra attenzione su un solo esemplare per marchio. Quello più significativo, o che ci è piaciuto di più, oppure più rilevante dal punto di vista commerciale. Per altri magari troveremo spazi di approfondimento in futuro. Comunque li si può già vedere tutti sui social delle marche espositrici.

    Protagoniste della LVMH Watch Week 2024, come sempre, Bulgari, Hublot, TAG Heuer e Zenith hanno fatto gli onori di casa per un pubblico internazionale di addetti ai lavori. Ma questa edizione resterà memorabile perché per la prima volta annovera anche la presenza di Gérald Genta e Daniel Roth. Due marchi storici, acquistati da Bulgari nel 2000, e passati di mano a LVMH con l’acquisizione della Maison romana nel 2011. Di recente, il Gruppo ha trasferito entrambi a La Fabrique du Temps di Louis Vuitton, ovvero la squadra di tecnici e progettisti diretta da Michel Navas ed Enrico Barbasini (che si sono formati tra l’altro anche nell’atelier dello stesso Genta). Restano invece grandi assenti Louis Vuitton e Tiffany & Co., ma c’è già chi dice che li vedremo on stage il prossimo anno.

    Gli orologi di Gérald Genta e Daniel Roth alla LVMH Watch Week 2024

    E cominciamo proprio da loro, le marche eponime dei maestri orologiai che le hanno fondate. Oggi i brand Gérald Genta e Daniel Roth continuano a vivere in modo indipendente, anche se sono gestiti appunto da La Fabrique du Temps che è, per così dire, il loro braccio operativo. E ciascuno ha conservato la propria identità e la propria filosofia, come si può vedere proprio dalle novità presentate alla LVMH Watch Week 2024.

    In primis il Mickey Mouse. Se quarant’anni fa Mr. Genta stupiva tutti con il suo Topolino complicato, la novità di oggi ne riprende l’essenza e lo stile. La cassa ottagonale, i rintocchi sonori e le complicazioni – i capisaldi della Casa, secondo Navas – ritornano nel pezzo unico che avrebbe dovuto partecipare a Only Watch 2023. Il festoso Mickey Mouse mostra le ore saltanti e i minuti retrogradi, indicati dalla caratteristica mano guantata come vuole la tradizione, ma in più nasconde una ripetizione minuti. Notevole del resto il calibro GG-01 a carica manuale, di cui elenchiamo le caratteristiche nelle didascalie.

    Mentre da Daniel Roth il nuovo Tourbillon Souscription rende omaggio alla Ref. 2187/C187, la prima creazione realizzata dal Maestro nel 1989. E il design identico all’originale, solo leggermente riaggiornato nel gusto, conferma quanto i capolavori sappiano sopravvivere al trascorrere del tempo. La tipica cassa di forma – cosiddetta a doppia ellisse – presenta il tourbillon a un minuto con i secondi sulla gabbia riportati su una tripla scala, in posizione simmetrica rispetto alle indicazioni decentrate di ore e minuti. Anche qui è degno di nota il calibro a carica manuale DR001, sottile solo 4,6 mm. L’orologio verrà prodotto in una tiratura limitata di 20 esemplari.

    Le news di Bulgari e di Hublot

    Numerosi i lanci di Bulgari e Hublot alla LVMH Watch Week 2024. Il che ha reso ardua la nostra scelta, in entrambi i casi. Da Bulgari ci siamo trovati di fronte a un filo conduttore – l’oro giallo – che ci ha costretto a fare una prima scrematura fra maschili e femminili; e poi a una seconda, fra l’audacia del Bulgari Bulgari e quella del sempre meritevole Octo Finissimo. Da Hublot invece il dubbio era fra il futuristico MP-10, dall’inedita architettura meccanica, e l’esclusivo materiale del Big Bang Unico Saxem Green, che interpreta a modo proprio il colore protagonista del salone di Miami. Ecco dunque i prescelti.

    Nato sempre dalla penna di Gérald Genta, il Bulgari Bulgari nel 2025 spegnerà 50 candeline. E gli esemplari di quest’anno sono quindi un assaggio dei festeggiamenti che l’anno prossimo metteranno la collezione sotto i riflettori. Alla fine ci ha convinto di più la nuova versione con cassa in oro giallo e quadrante nero, dall’estetica d’impatto, sfacciatamente classica e immune alle mode. Anche per le dimensioni, quei 38 mm che non badano ai  generi e si adattano ai polsi di chiunque, e per il sottile movimento di manifattura, il calibro automatico BVL191.

    L’Hublot MP-10 Tourbillon Weight Energy System, invece, ha fatto sì tesoro di certi esemplari precedenti, ma è del tutto nuovo. Qualcosa di mai visto prima. Niente quadrante, niente lancette, le indicazioni di ore e minuti sono riportate su rulli, mentre quelle dell’autonomia e dei piccoli secondi si trovano su dischi. Altrettanto sorprendente il movimento automatico, dotato di tourbillon laterale e privo di massa oscillante, sostituita da un doppio sistema di carica verticale – come si evince dal nome. Cinque anni di sviluppo per una produzione di 50 esemplari, solo per pochi anche nel prezzo.

    Le novità di TAG Heuer e Zenith

    Più facile, in questa nostra rassegna sulla LVMH Watch Week, la selezione per le ultime due marche orologiere del Gruppo – esclusivamente in senso alfabetico, s’intende.

    TAG Heuer riesce a stupire tutti con la variante Dato del Cronografo Carrera. Che fa rivivere un raro modello creato da Jack Heuer, nel 1968, dall’estetica essenziale e dal movimento “ribaltato”. Sul quadrante pulito, decorato con una bella satinatura circolare, spicca un unico contatore per i minuti crono a ore 3, mentre il datario fa bella mostra di sé a ore 9. Completa il tutto l’ormai caratteristico glassbox, la cui curvatura scende dolcemente sulla carrure e mette in evidenza la scala a 1/5 di secondo sul réhaut. Ulteriore punto di forza, il colore: verde petrolio, spazza via ogni afflato nostalgico da amanti del vintage.

    Infine il Chronomaster Original Triple Calendar di Zenith. Un calendario completo con il senso della Storia: ma qui ci sta, visto che il celeberrimo El Primero era stato concepito originariamente proprio per accogliere questa complicazione, con tanto di fasi lunari (sebbene poi l’abbia avuta vinta il cronografo, molto più popolare). Diretto discendente dell’esemplare progettato nel 1969, il nuovo Chronomaster ha anche un design fedele al mitico A386, con le indicazioni del mese e del giorno in piccole finestrelle (che hanno fatto mugugnare i presbiti) e le fasi di luna integrate al contatore dei minuti crono. Due le versioni di quadrante: panda, la nostra preferita, e grigio ardesia, cui si aggiunge una referenza boutique. Verde, naturalmente.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 08/01/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 08/01/2024

    Primo appuntamento con le Cronache dell’orologeria del 2024. L’anno è appena iniziato, ma ha già fornito alcune interessanti notizie orologiere: cambi al vertice, sponsorizzazioni sportive e spetegulèss vari (tipo “chi indossa cosa”)… Puntualmente registrate dalle nostre Cronache dell’orologeria, fra il serio e il faceto. Buona lettura.

    Promoveatur ut amoveatur?

    Cambi di poltrone da LVMH. Frédéric Arnault, secondogenito del patron Bernard, è stato nominato Ceo di LVMH Watches (ruolo creato ad hoc). Lascia dunque le redini di TAG Heuer, che deteneva dal 2020, per la supervisione di Hublot, Zenith e TAG Heuer, ma dovrà rispondere a Stéphane Bianchi, già a capo della divisione Watches & Jewelry. Il nuovo Ceo di TAG Heuer è invece Julien Tornare, dal 2017 Ceo di Zenith. Mentre il nuovo Ceo di Zenith sarà Benoit de Clerck, in arrivo da Richemont Group. Vedremo presto le prime ripercussioni…

    Tra le sabbie dell’Arabia…

    Il Rally Dakar è partito il 5 gennaio ed è già al centro della cronaca, per la gara avvincente come per i primi incidenti. A noi interessa perché, per il quarto anno consecutivo, affida il ruolo di cronometrista ufficiale a Rebellion. Che, oltre a registrare i ritmi serrati dei concorrenti, ha presentato puntuale anche due orologi dedicati: il Predator Chrono Dakar 2024 (accanto) e il Predator 2.0 3 Hands Dakar (in alto). Due automatici con la cassa XL in fibra di carbonio e i colori del deserto. Realizzati in 15 esemplari, estremi come la corsa…

    … e i ghiacci dell’Antartide

    Per testare il 1858 Geosphere 0 Oxygen South Pole Limited Edition, Montblanc ha partecipato all’Antarctic Ice Marathon, durissima gara che si è svolta ai piedi dei monti Ellsworth lo scorso dicembre (ma è stata comunicata solo oggi), a una latitudine di 80° Sud, non lontano dal Polo. Al polso del Managing director Laurent Lecamp e dell’alpinista ambasciatore Simon Messner (sì, il figlio di Reinhold), l’orologio ha sfidato le rigidissime temperature locali e ha continuato imperterrito la propria marcia. Bene così.

    Cronache dell’orologeria… pettegola – 1

    Proprio ieri a Los Angeles si è tenuta l’81a edizione dei Golden Globes, con il solito contorno di gossip e di glamour. Tanti gli orologi avvistati fra il tappeto rosso e la cena di gala al Beverly Hilton Hotel: Robert Downey Jr, per esempio, indossava un Reverso di Jaeger-LeCoultre, Will Farrell un Omega Seamaster 007 (accanto), Barry Keoghan un altro Omega Seamaster Aqua Terra di gioielleria, Timothée Chalamet un preziosissimo Crash de Cartier, Ryan Goslin un TAG Heuer Carrera Date, Simu Liu un Vacheron Constantin Patrimony Day-Date…

    Cronache dell’orologeria… pettegola – 2

    Sempre ai Golden Globe, i più attenti hanno notato anche un Louis Vuitton Tambour al polso di Bradley Cooper, un Serpenti (haute joaillerie) di Bulgari sfoggiato da Selena Gomez, un Tag Heuer Carrera Chronograph portato da Kieran Culkin e un IWC Portugieser Automatic su John Krasinski (accanto). Sempre a proposito di IWC, un Pilot’s Watch Chronograph Top Gun Edition “Lake Tahoe” è apparso a un recente evento in West Hollywood, sotto il bomber griffatissimo di Barry Keoghan. Che evidentemente ogni giorno cambia orologio…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 07/11/2023

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 07/11/2023

    Stiamo sul leggero. Questa settimana le nostre Cronache dell’orologeria sono andate alla ricerca di notizie curiose, per così dire “di costume”, fra cibo, arte, sport e spettacolo. Niente di impegnativo, piuttosto un panorama variegato che rivela i tanti interessi extra-settore del mondo delle lancette. Giusto per non annoiarvi mai. Buona lettura!

    Lancette e forchette

    Si chiama FP Journe ‐ The Restaurant la nuova avventura culinaria intrapresa dal Maestro con Dominique Gauthier, lo chef stellato dello Chat Botté (il ristorante del Beau Rivage). Si trova a Ginevra, in rue du Rhône 49, ed è uno storico bistrot, inaugurato nel 1912 e chiuso durante il Covid, già noto come Bavaria, Relais de l’Entrecôte, Marjolaine… Tra gli arredi originali del 1942, ora c’è un orologio astronomico italiano del 18° secolo, i tavoli prendono i nomi di grandi orologiai (Huygens, Bürgi…), le pareti si ornano di calibri. Da provare.

    Gang Green Nation

    Ambasciatore di Zenith dal 2021, Aaron Rodgers incarna alla perfezione i valori della Marca, sintetizzati nel claim “Time to Reach Your Star”. Ora però la collaborazione passa a un livello superiore con il nuovo Chronomaster Sport Aaron Rodgers Edition, disegnato proprio dal quarterback dei New York Jets. Versione personalizzata del cronografo ad alta frequenza, ha la lunetta in ceramica e il quadrante verdi, colore ufficiale della squadra, mentre i numeri richiamano quelli delle maglie. In edizione limitata a 250 esemplari, solo per pochi.

    Happy Birthday!

    I newyorkesi lo hanno visto coi loro occhi, la sera del 22 ottobre scorso. Per festeggiare il 63° compleanno dell’Accutron, Bulova ha fatto le cose in grande. E ha illuminato di luci “verde Accutron” – una sfumatura inconfondibile, che sa di elettronica e di sci-fi – la parte alta dell’Empire State Building. Non dimentichiamoci infatti che proprio a 29° piano dello storico grattacielo, simbolo della Grande Mela, hanno sede il quartier generale dell’azienda e il museo Bulova. Praticamente una festa “in casa”, ma non esattamente in una dimensione intima…

    Virtualmente

    Jaeger-LeCoultre scrive un nuovo capitolo del programma Made of Makers, teso a esplorare il rapporto fra arte e orologeria. E inizia a collaborare con la designer di Los Angeles Brendi Wedinger, artista multidisciplinare attiva nell’ambito della scultura floristico-digitale. Che per la Grande Maison ha creato tre opere in 3D ispirate ai fiori della Vallée de Joux: Flos Montis Fluit, anche detto 1931 Golden Poppy; Gemma Vallis, alias 1931 Golden Orchid; e Rhapsodia Petalorum Alpinorum, 1931 Golden Thistle, da vedere sul sito ufficiale. Per ora.

    Cronache dell’orologeria… televisiva

    Gli abbonati a Netflix forse lo avranno notato. In vista di Halloween, è stato programmato – visibile in streaming – La caduta della casa degli Usher di Mike Flanagan (già autore di Midnight Mass). Definito da qualcuno un Succession in salsa horror, è un’antologia delle opere di Edgar Allan Poe già a partire dai titoli. Ma a noi interessa per gli orologi presenti, ovvio. Come il Joker di Konstantin Chaykin, per esempio, ben riconoscibile in molte scene al polso di Napoleon/Leo. Product placement o libera scelta dei costumisti? Mistero, mistero…

    Ciucciati il calzino…

    Nuova collaborazione per Swatch, siglata con 20th Television e Matt Groening. La cosa non vi dice nulla? Ahiahiahi, è chiaro che non siete fan dei Simpson: altrimenti avreste riconosciuto il nome dello studio di produzione e del creatore della più famosa sitcom animata della tv. Comunque, in occasione del lancio della 35a stagione della serie, il Marchio svizzero ha messo in vendita Seconds of Sweetness (anche in versione SwatchPay!), illustrato con un donut morsicato in omaggio a Homer. A quando gli orologi per Marge, Burt e Lisa?

    A favore degli oceani

    La Tara Ocean Foundation compie 20 anni. E il partner Bell & Ross la festeggia con il nuovo BR 03-92 Diver Tara, la cui vendita andrà in parte a sostegno della fondazione. Un subacqueo pronto per le missioni estreme, adottato anche da tutto l’equipaggio della goletta Tara: il laboratorio galleggiante con cui la fondazione – la prima di interesse pubblico in Francia dedicata all’Oceano, nonché Osservatore Onu – studia e protegge le masse d’acqua del nostro Pianeta, e sensibilizza al riguardo l’opinione pubblica. Con tutto il nostro appoggio.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Cronache dell’orologeria. News and previews 06/10/2023

    Cronache dell’orologeria. News and previews 06/10/2023

    Questa che vi apprestate a leggere è un’uscita un po’ speciale delle Cronache dell’orologeria. Le notizie qui raccolte, infatti, vedono tutte (o quasi) le donne come protagoniste. Un po’ perché ottobre è il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno, in tutto il mondo; e un po’ perché per una volta vogliamo puntare i riflettori sull’altra metà del cielo, sempre più al centro delle attenzioni nell’industria delle lancette a dispetto di quanti ancora non se ne rendono conto. Ecco allora una serie di news improntate al femminile, con cui Il Giornale degli Orologi intende dare il proprio contributo alla valorizzazione delle donne e del loro ruolo – empowerment, direbbero gli anglofoni – in occasione dell’Ottobre Rosa. Think Pink! E buona lettura.

    Talenti del design

    I finalisti dell’Hublot Design Prize 2023. Aqui Thami è la seconda da sinistra, l’ultimo Gabriel Fontana.

    Si è svolta il 2 ottobre, nella nuova Kunsthaus di Zurigo, la cerimonia dell’Hublot Design Prize 2023. Lanciata otto anni fa per premiare il design d’eccellenza, l’iniziativa del Marchio di Lvmh è rivolta ai creativi di età inferiore ai 40 anni. A conquistare la giuria è stata l’attivista Aqui Thami – premiata per la dimensione sociale, l’approccio ispiratore e la pratica multidisciplinare delle sue opere. Mentre il Premio Pierre Keller è andato all’artista Gabriel Fontana, il cui lavoro utilizza lo sport come strumento per ridefinire le norme sociali.  

    On the catwalk

    Mandare in passerella i propri orologi è quanto di meglio può fare una maison di moda. Perché crea continuità fra i prodotti in catalogo, li fa conoscere a pubblici diversi, restituisce un’immagine di lifestyle a tutto tondo. Ogni tanto per fortuna qualcuno se ne ricorda e ripercorre la strategia vincente. È il caso di Louis Vuitton, o meglio del Direttore artistico Nicholas Guesquière, che a Parigi ha fatto sfilare il nuovo Tambour con gli outfit della Primavera/Estate 2024. E così ha anche sottolineato il carattere versatile dell’esemplare… Well done!

    Cronache dell’orologeria etica – 1

    Continua la partnership fra Zenith e la Fondazione Susan G. Komen. Ovvero una delle più importanti organizzazioni no-profit internazionali di lotta al tumore al seno: promuove la prevenzione, segue milioni di donne durante la terapia, contribuisce alla ricerca di nuove cure. Per sostenerne la missione, la Maison di Le Locle ha realizzato il Chronomaster Sport Pink, un nuovo cronografo che veste di rosa il calibro El Primero. E devolverà alla Fondazione parte del ricavato dalla vendita dei 500 esemplari. Un gesto concreto da supportare.

    Cronaca dell’orologeria etica – 2

    Anche Maurice de Mauriac si impegna nella lotta contro il tumore al seno. E lo fa insieme a una donna carismatica, da tempo in prima linea nella causa: Andrea Petkovic. L’ex tennista – indimenticabile stella della top 10 mondiale, oggi scrittrice nonché ambasciatrice della Casa – presta quindi il volto e il polso all’L3 Cherry Blossom, una versione dal total look rosa (vetro zaffiro compreso) del celebre cronografo del Marchio. Che questo mese devolverà il 50% dei proventi della vendita alla Zurich Cancer Foundation. Anche qui, applausi…

    Cronache dell’orologeria ambientalista

    Un paio di anni fa, Norqain ha iniziato a collaborare con Dean Schneider e a sostenere l’Hakuna Mipaka Oasis, un santuario per la protezione della fauna selvatica da lui fondato in Sudafrica. Era un modo per sottolineare l’impegno della Marca ad adottare solo materiali cruelty free nei cinturini degli orologi. Dopo l’Indipendence x Dean Schneider di allora, dalla partnership oggi è scaturito il nuovo Wild One Hakuna Mipaka, un’edizione limitata di 300 esemplari con cassa in Norteq e quadrante ispirato al mantello del leone King Dexter. Roahrr…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Cronache dell’orologeria. News and previews 29/09/2023

    Cronache dell’orologeria. News and previews 29/09/2023

    Ed eccoci di nuovo con le Cronache dell’orologeria, realizzate per tenervi aggiornati sulle novità di marketing dal mondo delle lancette. Anche questa settimana le notizie selezionate sono tante e varie, fra eventi mondani, sponsorizzazioni sportive, collaborazioni più o meno eccellenti, volti e indirizzi vecchi e nuovi. Come sempre, insomma, le Cronache dell’orologeria ritraggono un ambiente più che vivace. Instancabile. Buona lettura!

    Dolce Vita newyorkese

    Per il lancio del Mini DolceVita, il 22 settembre scorso, Longines ha organizzato un mega-party al City’s Gotham Hall di New York. A far gli onori di casa alla serata dalle atmosfere italiane, il Ceo Matthias Breschan, che si è circondato da un parterre di star internazionali e volti noti dell’intrattenimento e dello sport. Come la cantante sudcoreana Suzy, ma soprattutto Jennifer Lawrence, Ambasciatrice di eleganza Longines. Proprio l’attrice Premio Oscar ha anche interpretato la campagna dedicata alla nuova collezione. Ne riparleremo.

    A ritmo del Primero

    Eletto tra i migliori dj a livello mondiale, Carl Cox firma la seconda collaborazione con Zenith. Dopo il Defy 21, uscito tre anni fa, ora ha realizzato il Defy Extreme Limited Edition in acciaio e oro giallo: un cronografo in 100 esemplari, ispirato al mondo del clubbing. Non solo. In occasione del lancio a Londra, lo scorso 21 settembre, Cox si è esibito al Raffles Chelsea in un esclusivo (ma affollato) dj-set. E ha anche creato ad hoc la playlist Carl Cox x Zenith che include il brano This is our Time. Da ascoltare su Spotify e sul sito ufficiale della Manifattura.

    Dalla Svezia con furore

    Per la nuova campagna Autunno/Inverno, Daniel Wellington ha scelto due protagonisti della scena svedese, amati dal pubblico più giovane: Elsa Hosk e Sam Ezeh. Lei, ex Angelo di Victoria Secret, è un personaggio ad alto tasso di glamour. Lui, musicista di talento in bilico fra pop e hip hop, produce un sound rarefatto che arriva dritto al cuore. Entrambi prestano il volto (e il polso) agli orologi delle collezioni Petite e Quadro, in scatti dalle atmosfere fashion e dall’estetica tagliente che rimandano al decennio scorso. Tutti da vedere.

    Shopping nella Capitale

    Omega ha riaperto la boutique nella via dello shopping di Roma. Lo spazio di via dei Condotti è stato interamente ristrutturato e ora accoglie gli ospiti in un ambiente ancora più lussuoso, fra arredi in legno chiaro, finiture in ottone e una scenografica scala elicoidale in vetro che porta alla lounge del piano superiore (a quello inferiore si trova invece il banco di lavoro dell’orologiaio). Al cocktail di inaugurazione, il 21 settembre scorso, erano presenti molti Friend of the Brand, tra cui Gregorio Paltrinieri e Rossella Fiamingo. Welcome…

    Dai Campioni agli Evocatori

    G-Shock continua a offrire sempre nuovi collaboration model. L’ultimo deriva dalla partnership con Riot Games, produttore e sviluppatore di League of Legends: il gioco multiplayer che non solo riunisce decine di milioni di appassionati, ma è anche diventato uno degli e-sport più seguiti al mondo, con tanto di tornei e leghe professionistiche. Due i modelli in collezione: uno dedicato al carismatico personaggio di Jinx; l’altro al Hextech, quel mix di stregoneria e tecnologia tipico del mondo di LoL. Se avete “una certa”, passate oltre…

    Cronache dell’orologeria “verde”

    Festina è diventata sponsor ufficiale del Trofeo Oceánico Elcano. Ispirato alla circumnavigazione del Globo realizzata nel 1522 dal navigatore spagnolo Juan Sebastián Elcano (1486/1526), il primo europeo a compiere l’impresa, è un giro del mondo in barca a vela – o meglio, aperto a scafi di tutti i tipi purché abbiano una propulsione “pulita”. Il percorso verso ovest, con partenza e arrivo in Andalusia, prevede infatti zero emissioni. Per l’occasione, il Marchio spagnolo ha presentato una nuova collezione di Diver. E cosa se no?

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Oroscopo di luglio. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di luglio. Previsioni e orologi, segno per segno

    Rieccoci puntuali, come all’inizio di ogni mese, a considerare gli influssi astrali un po’ per gioco e un po’ per davvero, a interrogare le stelle per le consuete predizioni orologiere. Quindi, cosa ci riserva l’oroscopo di luglio 2023?
    Per prima cosa chiediamo aiuto all’Astronomia, analizzando la situazione del cielo nell’intero mese ed esplorando come essa andrà a riflettersi sui nostri destini. Poi scopriremo quale esemplare interpreta meglio la situazione di ogni singolo segno dello Zodiaco.

    I transiti planetari

    Luglio sarà un mese caratterizzato da tanti moti retrogradi. I pianeti più lontani dal Sole, dal moto assai lento – in particolare Saturno, Nettuno e Plutone -, proseguono nel loro moto inverso, rispettivamente nei segni dei Pesci, Nettuno anche’esso nei Pesci (che peso!) e Plutone in Capricorno. Un’inversione significativa sarà quella di Venere, che dopo il moto diretto attivo fino al 23 luglio, cambierà direzione per ritornare sui suoi passi nel segno del Leone.
    I pianeti veloci ci riservano anche’essi mutamenti interessanti. Marte il 10 luglio passerà dal segno del Leone a quello della Vergine, mentre Mercurio dal proprio domicilio in Cancro sino all’11 luglio passerà nel Leone, per poi spostarsi in Vergine il giorno 28 dello stesso mese.
    Interessante notare la persistenza di Giove in Toro: avrà forte influenza, come sempre quando due calibri simili si rinforzano a vicenda.
    Passiamo ora ad esaminare cosa succede segno per segno, in questo oroscopo di luglio 2023.

    Ariete

    Mese propizio, tendenzialmente molto favorevole per i nati sotto il segno dell’Ariete, in particolare per chi ricopre mansioni al servizio della Pubblica Amministrazione. Buoni influssi per gli studenti, i docenti e i ricercatori che si apprestano a godere del meritato riposo. Positività anche sul fronte delle finanze personali, a patto che facciate sempre attenzione, per il vecchio principio di non abbassare mai la guardia. Salute complessivamente buona, forse qualche problema minore, come emicrania o un poco di stanchezza. Preparatevi a “staccare” con un orologio che sa di vacanze e sprizza “estate” da tutti i pori – o, meglio, dalle lancette al cinturino…

    SWATCH Neon to the Max
    Cassa in plastica di origine biologica. Movimento al quarzo Swiss made, cronografo con secondi continui. Quadrante in colori contrasto, vetro in plastica, cinturino in plastica di origine biologica. 150 euro.

    Toro

    Per i nati in Toro, luglio si apre sotto i migliori auspici sul fronte economico. Soprattutto nella seconda metà del mese però sarà meglio evitare discussioni con i superiori o in generale con le istituzioni. Qualche spesa inattesa potrebbe rendersi necessaria. Bene la salute, che non potrà che trarre beneficio da una maggiore attenzione verso una dieta sana e dal continuare, per chi già lo pratica, l’esercizio fisico costante. Le relazioni umane si consolideranno grazie alla presenza di Giove nel vostro segno. Per chi è impegnato in una relazione sentimentale, un consiglio: in caso di problemi, parlatene pacatamente con il partner e ascoltatene con attenzione le ragioni. Rinsaldate l’armonia di coppia regalandovi un pair watch.

    ZENITH Defy Skyline Boutique Edition
    Cassa (41 o 36 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, di manifattura: rispettivamente El Primero 3620 ad alta frequenza con 60 ore di autonomia, contatore al 10° di secondo e datario; Elite 670 con datario. Quadrante soleil motivo “volta stellata”, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, bracciale in acciaio – intercambiabile con cinturino in caucciù. 9.400 e 9.100 euro.

    Gemelli

    Mese interessantissimo, ma anche molto intenso, quello che si prospetta per i nati sotto il segno dei Gemelli. A cominciare dal lavoro e dai guadagni, che sono sotto buon auspicio ma richiederanno impegno, costanza e assiduità. L’oroscopo di luglio segnala miglioramenti in vista anche per quanto riguarda vecchi problemi di salute: approfittate della situazione astrale e cercate di dare una svolta a tutti quegli acciacchi che finora avete trascurato. È il momento buono. Amici, parenti e partner saranno ben disposti verso di voi: il consiglio (ovvio) è quello di contraccambiare, per poter consolidare affetti e sentimenti verso il vostro network di relazioni. Dotatevi di un conversation piece che possa essere oggetto di lunghe chiacchierate.

    Foto di sfondo Andrés Gomez courtesy Unsplash

    BULOVA Lunar Pilot
    Cassa (43,5 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento al quarzo, calibro NP20 HPQ brevettato, ad alta frequenza (262 kHz), cronografo con secondi continui. Quadrante opaco con contatori azuré, lancette e indici luminescenti, réhaut con scala tachimetrica, bracciale in acciaio. 579 euro.

    Cancro

    Un mese complesso per i nativi del Cancro. Per quanto riguarda lavoro e affari, difficoltà impreviste potrebbero ostacolare il raggiungimento di obiettivi che forse avevate dato per scontati. Attenzione a chi vi circonda, specie se si dichiara palesemente vostro amico e alleato. Il momento di passaggio di Mercurio dal Cancro al Leone, il giorno 11, sarà particolarmente critico. Grazie al Cielo, la situazione sarà positiva per la salute, anche se dovrete prestare attenzione a qualche problema tra le persone a voi più vicine. Relazioni sentimentali e amicizie suscettibili di potenziali fraintendimenti: chiariteli subito, per evitare che un piccolo dissidio si tramuti in un’inutile frattura. Procuratevi un orologio che sembra avere occhi per tutto…

    MB&F HM8 Mark 2
    Cassa (47 x 41,5 x 19 mm) in titanio grado 5 con CarbonMacrolon®, bianco oppure verde (foto in alto). Movimento meccanico a carica automatica, base Girard-Perregaux, con rotore ad alabarda spaziale e modulo delle ore saltanti bidirezionali e dei minuti scorrevoli, sviluppato in casa. Prismi in vetro zaffiro rilfettente con lente di ingrandimento integrata, vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello. 73mila franchi svizzeri.

    Leone

    Fortissimi i nati sotto il segno del Leone, dice l’oroscopo di luglio, grazie alla loro creatività che sarà contrassegnata da una buona stella. Segnali di successo vi giungono dagli astri, ma vi mettono anche in guardia verso scelte troppo anticonservative. Cautela ma fiducia, quindi. Fino alla metà del mese salute eccellente, qualche strana sensazione di irrequietezza nelle due settimane seguenti, forse dovuta anche al carico di stress accumulato nel primo semestre. Una buona vacanza rimetterà tutto a posto. Amicizia e sentimenti anch’essi senza particolari problemi, anzi, in ulteriore miglioramento dopo metà mese. Se stavate pensando di fare qualche passo importante, è giunto il momento. Suggellate l’occasione con un esemplare altrettanto importante.

    PATEK PHILIPPE Golden Ellipse Ref. 5738P
    Cassa (34,5 x 39,5 mm x 5,9 mm di spessore) in platino. Movimento meccanico a carica automatica ultrapiatto, calibro 240 di manifattura. Quadrante soleil in oro, vetro zaffiro, fodello chiuso personalizzabile da un’incisione, cinturino in pelle di alligatore. 59.620 euro.

    Vergine

    Un mese caratterizzato da influssi altalenanti per le finanze e gli interessi lavorativi. Si alterneranno momenti positivi e negativi, anche se la fine del mese dovrebbe sorprendervi con buone novità. Salute tendenzialmente buona, possibili problemi di insonnia nella prima quindicina, anche correlati ai pensieri sui problemi economici appena descritti. Tenetevi stretti gli amici veri: potreste avere piccoli, non gravi screzi con il vostro partner – e il consiglio di un amico, che aiuterà a vedere le cose da un’altra prospettiva, si rivelerà prezioso. Siate meno impulsivi e irruenti anche se le situazioni e le persone vi porterebbero a cercare sfogo immediato. Scaricate l’aggressività nell’orologio: tutto nero, capace di osare, davvero pronto a tutto.

    Foto di sfondo Rob Martinez courtesy Unsplash

    IWC Pilot’s Watch Chronograph 41 Top Gun
    Cassa (41,9 mm) in ceramica, impermeabile fino a 10 atm e con cassa interna in ferro dolce per la protezione dai campi magnetici. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 6938 di manifattura, cronografo con ruota a colonne, secondi continui e funzione day-date. Quadrante opaco, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro bombato antidecompressione, fondello inciso, cinturino in caucciù, intercambiabile (sistema EasX-Change). 10mila euro.

    Bilancia

    L’oroscopo di Luglio 2023 consiglia ai Bilancia di avere pazienza: qualche disappunto possibile sul lavoro, per chi fa il dipendente; mentre i segnali sono positivi per chi è imprenditore, su piccola o grande scala. State alla larga dalla tentazione di prendere decisioni d’impulso. Mese senza particolari problemi di salute, forse qualche disturbo alla pelle e la necessità di curare l’alimentazione. Non indulgete in cibi spazzatura, anche se vi attraggono, e non lasciatevi tentare (magari dalla compagnia) a strafare. Per tutti: equilibrio, equilibrio, equilibrio. Siete della Bilancia, non scordatelo. Amici e amore stabili: le stelle saggiamente raccomandano di mostrarvi per come siete realmente. Farà al caso vostro un orologio in grado di mettersi letteralmente a nudo…

    BELL & ROSS BR 05 Skeleton Golden
    Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica scheletrato, calibro Br-Cal322 base Sellita 300-1a. Quadrante trasparente color oro, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale integrato in acciaio. 6.900 euro.

    Scorpione

    Mese ricco di prospettive per i nativi dello Scorpione: potenziali guadagni, molto interessanti, ai quali però dovrete contrapporre fermezza per non essere tentati, sulla scia dell’entusiasmo, di indulgere a spese inutili e stravaganti. Salute positiva: qualche rischio di dolori allo stomaco, quindi attenzione al cibo e soprattutto non fatevi tentare dalle bevute in compagnia. Bene i rapporti con parenti e amici. Per chi è impegnato stabilmente, nuovi elementi entreranno a consolidare ulteriormente la relazione. Possibilità in vista per chi è single – e magari non vorrebbe esserlo più. Affrontate nuovi contatti con cautela, ma al tempo stesso sincerità, soprattutto nei primi approcci. Indossate un “solo tempo” essenziale, leggero, nitido, incisivo.

    Bulgari Aluminium
    Cassa (40 mm) in alluminio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica con datario. Quadrante argenté, corona e lunetta in caucciù, vetro zaffiro, cinturino in caucciù con raccordi in alluminio. 3.200 euro.

    Sagittario

    L’oroscopo di luglio 2023 prevede buone nuove e consolidamento di situazioni positive per i nati sotto il segno del Sagittario. Non ci sono novità particolari, tendenzialmente tutto procede in modo positivo. Buona anche la salute: attenzione a qualche piccola noia verso l’ultima decade del mese. Non trascurate nei, dolori articolari o fastidi vari: se dovessero presentarsi, andate subito a farvi controllare da uno specialista. Tranquille le relazioni con gli amici e la famiglia. Serenità tra le mura domestiche e per chi è alla ricerca dell’anima gemella: la disposizione astrale è particolarmente favorevole. Mettetevi in luce con un esemplare capace di catturare l’attenzione.

    SPEAKE-MARIN Dual Time Pink
    Cassa (42 mm) in titanio grado 5 Dlc nero. Movimento meccanico a carica automatica, calibro SMA02 di manifattura, con micro-rotore decentrato, secondo fuso orario, piccoli secondi e datario con indice ad andamento retrogrado. Quadrante traforato color Pantone 700C, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 28 esemplari, 42.578 euro.

    Capricorno

    La prima metà di Luglio porterà ai Capricorno risultati positivi, talvolta inattesi. Avanti tutta, quindi, sempre con intelligenza e senza mai farvi travolgere da sentimenti di onnipotenza. Il lavoro costante e l’impegno saranno premiati. Attenzione invece per tutto il mese ai segnali del vostro corpo: non sottovalutate l’improvviso insorgere di disturbi o l’eventuale peggioramento di sintomi. Nel caso, sottoponetevi a un buon check-up. Prime due settimane nella più totale tranquillità con il partner, qualche screzio nelle seguenti. Correte ai ripari usando tutta la vostra diplomazia e ricordatevi che fare sentire all’altro quanto sia importante per voi è sempre un’arma vincente. Evocate una full immersion nel vostro rapporto con un bel subacqueo.

    TUDOR Black Bay
    Cassa (41 mm) in acciaio, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro MT5602-U di manifattura, con 70 ore di autonomia; certificato cronometro dal Cosc e Master Chronometer dal Metas. Quadrante opaco, lancette e indici luminescenti, ghiera girevole unidirezionale con inserto in alluminio anodizzato, vetro zaffiro bombato, bracciale in acciaio. 4.360 euro.

    Acquario

    Per i nati sotto il segno dell’Acquario l’oroscopo di luglio preannuncia qualche difficoltà, fortunatamente superabile. Ostacoli professionali per chi lavora in aziende od organizzazioni, profitti un po’ deludenti per chi si occupa di affari. Tenete duro: lavorare sodo è l’imperativo di questo mese. Ovviamente, tutto questo si rifletterà sullo stato di salute: bruciori di stomaco, emicranie, mal di schiena dipendono dallo stress che andrete accumulando. Famiglia e relazioni soffriranno nel vedervi irascibile, irritato, stanco: gli amici veri capiranno, e aprir loro il vostro cuore sarà di grande conforto. Cercate di scaricare giorno per giorno la carica energetica negativa con l’attività fisica: procuratevi uno smartwatch che vi aiuti a monitorare la situazione.

    GARMIN epix Pro (Gen 2) Standard edition 42 mm
    Cassa (42 mm) in polimeri fibrorinforzati, impermeabile fino a 10 atm. Autonomia fino a 10 giorni, funzioni per corsa, golf, fitness, attività ricreative all’aperto, sport acquatici e di squadra, allenamenti animati, sci e mountain bike; monitoraggio della salute; navigazione Gps, torcia elettrica integrata e tanto altro. Display Amoled da 1,2″, touchscreen, ghiera e fondello in acciaio, Corning Gorilla Glass, cinturino in silicone. 949,99 euro.

    Pesci

    Le stelle suggeriscono ai Pesci di chiudere la saracinesca sulle attività quotidiane e prendersi un periodo di meritato riposo. Per chi si occupa di business, qualche ostacolo inatteso nella prima metà del mese ma situazione in netto miglioramento dopo il 15. Sempre nelle prime settimane, complici proprio le tensioni lavorative, la salute non sarà eccellente. Appena tutto migliorerà gli acciacchi scompariranno. In famiglia vi troverete coinvolti in qualche problema che metterà alla prova la vostra pazienza: calma e obiettività siano le vostre armi. Non lasciatevi manipolare: siate disponibili, ma non fatevi coinvolgere in giochi stabiliti dagli altri, in cui non siete che una pedina nella loro scacchiera. Affermate la vostra sicurezza con un esemplare dalla forte personalità.

    GLASHÜTTE ORIGINAL Seventies Chronograph Panorama Date
    Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 37-02 di manifattura, con indicazione dell’autonomia di 70 ore, cronografo con ruota a colonne, funzione flyback e grande datario. Quadrante sfumato, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio. 16.500 euro.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 05/04/2023

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 05/04/2023

    Non solo Watches & Wonders Geneva. In concomitanza con il Salone, la settimana scorsa, nella Svizzera delle lancette è successo un po’ di tutto: le marche hanno presentato nuovi ambasciatori, stretto alleanze, creato eventi, lanciato novità da polso e non solo. Ecco quindi le nostre consuete Cronache dell’orologeria. Per raccontarvi i fatti salienti, spettegolare un po’, tenervi aggiornati con le nostre notizie brevi – onde evitare che l’occhio fisso sulla fiera appena conclusa vi abbia fatto perdere qualcosa. Le Cronache dell’orologeria sono fatte per voi. Buona lettura!

    È qui la festa?

    Domenica 26 marzo, mentre il mondo si spostava a Ginevra, l’orologeria che conta si è ritrovata in una splendida fattoria fuori città per il lancio di un nuovo marchio: Biver Watches. Posizionato nel segmento dell’alto di gamma che più alto non si può, il brand dell’omonimo Jean-Claude, realizzato con il figlio Pierre, ha presentato così i primi tourbillon/ripetizione minuti a un pubblico di amici. Entusiaste le reazioni. E per colpire gente come Max Büsser, Kari Voutilanen, Pierre Jacques, Edouard Meylan, Wei Koh, Laurent Picciotto… beh, ce ne vuole!

    Buon appetito

    Foto The Image Gate for Breitling

    Breitling non si limita a farvi guardare l’ora. Ora vuole anche farvi leccare i baffi… Ecco perché ha inaugurato a Ginevra il suo secondo ristorante, il Breitling Kitchen. Presenti all’apertura (nella foto) il Ceo Georges Kern e l’attore Álvaro Morte, che ha rubato il cuore a milioni di fan interpretando La Casa di Carta e La Ruota del Tempo. A deliziare i palati lo chef Juan Arbeláez, che ha ideato per l’occasione un menù street food raffinato con ingredienti locali e freschi. Un mix senza tempo di sostenibilità e lusso, di relax e stile.

    Gare bestiali

    Tissot ha una vera e propria passione per la MotoGP. E chi incarna questa passione meglio di Enea Bastianini? Il romagnolo Doc continua a incantare il pubblico di tutto il mondo con le sue imprese sulle due ruote. Per lui, la maison svizzera ha lanciato una collezione che sa di brivido e adrenalina, composta da tre nuovi T-Race e dal T-Race MotoGP. Il sogno di Bastianini è sempre stato solo uno: diventare una leggenda della moto. E ci sta riuscendo alla grande. Forza, Bestia, spingi forte e “dai de gas”!

    Tempo in consolle

    Foto The Image Gate for Zenith

    Zenith ha un nuovo amico: Klaus, il Dj e creativo che fa impazzire il web per la musica e le visioni multimediali. E non solo sa come fare ballare la gente – come ha dimostrato alla festa di Zenith a Ginevra, durante Watches and Wonders -, ma è anche un esperto di orologi, da cui è affascinato fin da piccolo. Poi ama viaggiare, scoprire posti nuovi e persone interessanti. Per questo ha scelto il nuovo Pilot Big Date Flyback. Insomma, sfatiamo un mito: non è vero che i Dj non portano l’orologio perché “hanno sempre il tempo in testa”…

    Eccellenze italiane

    Quando si pensa ad Alessandro Gassmann, viene subito in mente un artista completo e versatile, capace di spaziare tra cinema, teatro e televisione con talento e carisma. Ma c’è un altro aspetto che lo rende speciale: la sua passione per gli orologi. Tant’è che Bulgari lo ha eletto da poco ambasciatore. E non è tutto: insieme alla maison romana, l’attore dal cuore “verde” porterà avanti diverse iniziative a favore del sociale e dell’ambiente. Intanto però è già diventato volto (e polso) del nuovo Octo Roma Chrono. Ha buon gusto, non c’è che dire…

    Parnership strategica

    Edouard Meylan di Melb Luxe e i fratelli Wiederrecht di Agenhor

    Cosa succede quando due protagonisti dell’orologeria indipendente si fanno gli occhi dolci? Lo scopriremo: Melb Luxe, il gruppo che controlla H. Moser & Cie., Hautlence e Precision Engineering AG, ha deciso di stringere la mano al famoso atelier ginevrino Agenhor. Non si tratta di una fusione, ma un investimento di minoranza che serve a cementare il legame tra due realtà affini. Che, così, potranno condividere idee, esperienze e segreti per realizzare orologi ancora più spettacolari. Non vediamo l’ora… di vederli!

    Nuove nomine

    Cambio della guardia da Assorologi. L’associazione di categoria da pochi giorni ha un nuovo Presidente: Marcello Borsetti. Da tempo nel ruolo di Vicepresidente, il Direttore commerciale di Citizen Watch Italy succede nell’incarico a Mario Peserico, che lascia la presidenza dopo 16 anni ma rimane nel Consiglio con la Delega alle relazioni internazionali. Come Vicepresidente vicario è confermata Elena Rusinenti di Rolex Italia, mentre Simone Binda dell’omonimo Gruppo assume la Vicepresidenza. Al Dottor Borsetti i nostri auguri di buon lavoro.

    Dracarys!

    Hai sempre sognato di avere un drago come Daemon e Rhaenyra? Kross Studio ha creato cinque set da collezione: in ciascuno, un esemplare con tourbillon centrale fluttuante e una scultura a forma di uovo di drago, da usare come portagioie o come arma in caso di attacco dei Lannister. L’orologio è fatto di Damasteel, un acciaio damasco che ricorda la spada Valyrian, e il quadrante sembra fatto di scaglie. Sul fondello c’è lo stemma di Casa Targaryen e il nome dello sputafuoco che ha dato il nome al set. Un regalo degno di un re… o di una regina!

    Il Freak di carta

    E concludiamo le nostre Cronache dell’orologeria di oggi con una notizia da W&W. Collaterale, o meglio, interna, per chi al Salone non c’è stato. Nello stand di Ulysse Nardin, ben visibile al pubblico, lavorarava su un banchetto da orologiaio una “vecchia” conoscenza del Giornale degli Orologi: Labeg Art. Per sapere chi è e cosa fa, andatevi a (ri)leggere l’intervista che gli avevamo fatto… Qui basti dire che è stato un piacere ritrovarlo e che il “suo” Freak One ci ha molto divertito. Bello vedere che l’orologeria a volte sa essere anche auto-ironica!

  • Gli orologi di W&W 2023 che ricorderemo. E qualche sensazione

    Gli orologi di W&W 2023 che ricorderemo. E qualche sensazione

    Tempo di bilanci per Watches and Wonders Geneva 2023. La manifestazione sul Lemano ha chiuso i battenti domenica scorsa e ha già divulgato risultati positivi. Ma, al di là dei dati ufficiali, a noi interessa raccontarvi com’è andata, qual era l’atmosfera, cosa abbiamo visto la scorsa settimana al Palexpo. E soprattutto quali sono gli orologi di W&W che ci hanno colpito di più.

    Tu chiamale se vuoi… emozioni

    Sia chiaro: se volete sapere i numeri, non avete che da leggere l’esaustivo comunicato stampa, trasmesso ieri e da noi pubblicato proprio stamattina. In questa pagina non vi racconteremo quanti giornalisti hanno partecipato, quanti post sono usciti sui social media, quanti visitatori ci sono stati in totale. Ricordiamo solo che per due giorni il Salone è stato aperto al pubblico più vasto, composto da appassionati ma non “addetti ai lavori”. Qui troverete invece le nostre impressioni, maturate nei quattro giorni trascorsi fra sessioni collettive di touch & feel e incontri one-to-one (mo’ basta però con ‘ste inglese).

    Serena operosità. Ottimismo più che cauto. Soddisfazione palese. Sono alcune delle sensazioni – nette, quasi tangibili – che si potevano cogliere nell’aria, soprattutto in alcuni stand. E, a proposito di stand, quest’anno erano più sontuosi e scenografici che mai, almeno rispetto al “vecchio” Sihh. Forse per non sfigurare al confronto con quelli, mastodontici, trasferiti qui da Baselworld. Ecco quindi design curatissimi, grandi installazioni, automobili di ogni tipo, perfino gorgoglianti fontane… Gli investimenti ci sono stati di certo, a conferma che le cose poi così male non vanno. Anzi.

    Un altro indicatore è stata anche la presenza di qualche celebrità. Personalmente abbiamo visto Julia Roberts, Reinold Messner e Jean Todt, ma sappiamo che sono passati anche David Beckham, Roger Federer, Eileen Gu, più qualche asiatico meno conosciuto alle nostre latitudini. Giusto per la cronaca. Non vi elenchiamo invece i volti noti dell’orologeria (italiana e non) che abbiamo incontrato nei corridoi. Praticamente c’erano tutti, perfino quelli che in teoria non bazzicano più nell’ambiente… Vederli lì non è stata certo una sorpresa, ma solo la riprova che Watches and Wonders Geneva è ormai la fiera per eccellenza, almeno nel mondo occidentale.

    I 15 orologi di W&W, secondo noi

    Ma parliamo di orologi. Una premessa è d’obbligo: ci concentriamo solo sulle marche presenti a Watches and Wonders, non prendiamo nemmeno in considerazione quanti esponevano altrove – nei tanti eventi privati in città o a Time to Watches. Di seguito quindi troverete gli orologi di W&W più memorabili per noi, 15 per l’esattezza Perché proprio 15? Perché i canonici 10 sarebbero stati troppo pochi, considerato che gli espositori erano 48, e la selezione quasi impossibile, visti anche gli equilibri fra i gruppi e le grandi case indipendenti. Allora, ecco gli orologi di W&W secondo noi. Quelli più rappresentativi del Salone, quelli che crediamo lasceranno un segno e saranno ricordati anche in futuro come “gli orologi dell’anno”. Una scelta poco oggettiva, certo, dettata dai gusti personali sempre discutibili. Necessariamente incompleta e molto lontana da un reportage esauriente.

    Ma considerate questa vetrina come un semplice aperitivo, dato che ciascuno dei “nostri” orologi di W&W meriterebbe un approfondimento. Tranquilli, lo faremo sicuramente a tempo debito, man mano che questi esemplari arriveranno nei negozi. O almeno ci proveremo. Così come nei prossimi mesi daremo spazio anche ad altre novità non inserite qui di seguito, e nei giorni scorsi ne abbiamo già presentate altre. Un’ultima considerazione. Per ognuno degli orologi di W&W prescelti troverete anche la motivazione: perché ci sono piaciuti, cosa avevano di bello, particolare, notevole. E le consuete informazioni “di servizio”. Necessarie, visto che gli orologi vanno sì ammirati, sognati, ma soprattutto – se possibile – vanno comprati…

    Gli orologi di W&W, secondo noi

    A. LANGE & SÖHNE Odysseus Chronograph
    Cassa (42,5 mm) in acciaio, impermeabile fino a 12 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L156.1 Datomatic, con ruota a colonne, massa oscillante traforata, lancetta centrale dei minuti crono e dei secondi crono (rossa), sistema di azzeramento delle funzioni crono, indicazione della data e del giorno della settimana in apposite finestrelle, secondi continui a ore 6. Quadrante grené al centro, azuré lungo il perimetro (idem nel sottoquadrante), lancette in oro e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio. Edizione limitata di 100 esemplari. Prezzo non disponibile.
    Perché: Per la danza delle lancette centrali durante il reset. Ipnotica, suggestiva, mai vista prima.

    CARTIER Santos-Dumont
    Cassa in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 9629 MC, scheletrato, con micro-rotore decentrato. Lancette azzurrate alla fiamma, corona con zaffiro blu cabochon, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. In vendita da giugno. 41.000 euro circa.
    Perché: È ancora “figlio” dell’idea di scheletratura di Carole Forestier-Kasapi, ma con l’aeroplanino “vecchio stile” sul rotore diventa un gioco.

    CHOPARD Alpine Eagle 41 XPS
    Cassa (41 mm x 8 di spessore) in Lucent SteelTM, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L.U.C 96.40-L, ultrapiatto (3,3 mm di spessore), con microrotore decentrato in oro giallo 22 kt, autonomia di 65 ore (esclusiva tecnologia Chopard Twin), piccoli secondi. Quadrante in ottone stampato con motivo “iride di aquila”, lancette e indici in oro, applicati e luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, braccaile in Lucent SteelTM. Certificato dal Cosc e dal Punzone di Ginevra. 24.400 euro.
    Perché: È simbolo dell’impegno della Maison verso l’ambiente. Serio, responsabile, efficace.

    HUBLOT Big Bang Integrated Tourbillon Full Carbon
    Cassa (43 mm) in fibra di carbonio e Texalium. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HUB6035, scheletrato, con dispositivo tourbillon, microrotore decentrato, autonomia di 3 giorni. Quadrante in vetro zaffiro, lancette e indici applicati luminescenti, fondello in titanio microbillé con oblò in vetro zaffiro, bracciale integrato in fibra di carbonnio e Texalium. Edizioni limitata di 50 esemplari, 132mila euro.
    Perché: Con i suoi 68 g di peso totale, è davvero impressionante…

    IWC Ingenieur Automatic 40
    Cassa (40 mm) in acciaio lucido-satinato, impermeabile fino a 10 atm e con cassa interna in ferro dolce. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 32111, con autonomia di 5 giorni e datario. Quadrante Tapisserie, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, bracciale integrato in acciaio lucido-satinato. In vendita da fine aprile solo nelle boutique monomarca, 13.000 euro.
    Perché: È una rilettura in chiave attuale di un grande classico. Mooolto ben riuscita, per dettagli ed ergonomia.

    JAEGER-LECOULTRE Reverso Tribute Chronograph
    Cassa reversibile (29,9 x 49,4 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 860, con indicazione di ore e minuti su entrambi i quadranti, cronografo con ruota a colonne, indicazione dei 30 minuti crono con lancetta ad andamento retrogrado. Quadrante frontale satinato soleil, scheletrato sul retro (nella foto), lancette crono azzurrate alla fiamma, indici applicati, vetro zaffiro su entrambi i lati della cassa, cinturino in tessuto e pelle più cinturino aggiuntivo in pelle di vitello, realizzati da Casa Fagliano. 24.400 euro.
    Perché: Mostra il cronografo solo quando serve. L’altro quadrante, a contrasto, è nero, sobrio, minimale…

    PANERAI Radiomir California PAM01349
    Cassa (45 mm) in eSteel brunito, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro P.5000, con autonomia di 8 giorni. Quadrante sfumato, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro bombato, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello Ponte Vecchio. Edizione limitata di 600 esemplari, in vendita da giugno, 12.500 euro.
    Perché: Per il mix ben congegnato fra lo stile vintage – pulito, militare, privo di logo – e i materiali / le tecnologie contemporanee.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Minute Rattrapante
    Cassa (40 mm) in acciaio lucido-satinato, impermeabile fino a 6 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro PF052, con micro-rotore decentrato in oro rosa 22 kt, lancetta dei minuti sdoppiante. Quadrante guilloché Grain d’orge, lancette scheletrate in oro rodiato e oro rosa, lunetta zigrinata in platino, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio lucido-satinato. In vendita da settembre, 31.200 euro.
    Perché: Quando lo sdoppiante non è in uso, sembra un elegantissimo “due lancette”. Ma poi sorprende…

    PATEK PHILIPPE Calatrava Ref. 5224R-001
    Cassa (42 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 31‑260 PS FUS 24H, con micro-rotore decentrato in platini, secondo fuso orario – ora locale e ora di casa sulle 24 ore -, piccoli secondi. Quadrante con striature circolari al centro, giro delle ore satinato circolare, contatore dei piccoli secondi azuré; lancette, numeri e indici applicati in oro, luminescenti; vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello con finitura nabuk. 57.830 euro.
    Perché: È facile da usare, immediato da leggere, tecnicamente superiore. Semplicemente geniale.

    PIAGET Polo Perpetual Calendar Ultra-Thin
    Cassa (42 mm x 8,65 di spessore) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 1255P, ultrapiatto (4 mm di spessore), con micro-rotore decentrato, calendario perpetuo e fasi di luna. Quadrante con motivo “gadroon”, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio, intercambiabile con un cinturino in caucciù. 61.000 euro.
    Perché: Riesce a conciliare la complicazione con la sottigliezza. Un QP di rara eleganza.

    ROLEX Oyster Perpetual Cosmograph Daytona
    Cassa (40 mm) in platino lucido, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 4131, con autonomia di 3 giorni, scappamento Chronergy, spirale Parachrom antimagnetica, massa oscillante traforata in oro, cronografo con ruota a colonne e secondi continui. Quadrante soleil, lancette in oro e indici applicati luminescenti (Chromalight), lunetta in ceramica (Cerachrom) con scala tachimetrica, vetro zaffiro, inedito fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale Oyster in platino lucido-satinato con sistema rapido di allungamento (Easylink). Certificato Cronometro Superlativo. 78.300 euro.
    Perché: Spegne 60 candeline. E si presta a una citazione letteraria: “Bisogna che tutto cambi, perché tutto rimanga com’è…”.

    TAG HEUER Carrera Chronograph “Glassbox”
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro TH20-00, con autonomia di 80 ore, cronografo con ruota a colonne, secondi continui e datario. Quadrante spazzolato con scala tachimetrica perimetrale, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro a box, fondello con vetro zaffiro, cinturino in pelle. 6.500 euro.
    Perché: Per il design straordinario, privo di lunetta e con quel vetro zaffiro bombato che evoca i Plexiglas dei Carrera d’antan. Un modo speciale per celebrare i 60 anni della collezione…

    ULYSSE NARDIN Freak One
    Cassa (44 mm) in titanio Dlc nero. Movimento meccanico a carica automatica, calibro UN240, con bilanciere e spirale in silicio, scappamento in DiamonSil, carrousel volante che ruota attorno al proprio asse, autonomia di 3 giorni. Indicatori luminescenti, lunetta in oro rosa, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in caucciù “balistico”. Prezzo non disponibile.
    Perché: Come il capostipite della collezione è senza quadrante, senza lancette, senza corona… Super-tecnico eppure dall’intensa carica emozionale.

    VACHERON CONSTANTIN Overseas Moon phase Retrograde Date
    Cassa di 41 mm in acciaio, impermeabile fino a 10 atm e con anello interno in ferro dolce. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 2460 R31L/2, con fasi ed età della Luna (correzione di un giorno ogni 122 anni), datario retrogrado. Quadrante soleil, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio, intercambiabile con due cinturini aggiuntivi, in pelle e caucciù. Prezzo non disponibile.
    Perché: Per il design equilibrato, simmetrico ma non banale, e la meccanica impeccabile.

    ZENITH Pilot Big Date Flyback
    Cassa (42,5 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro El Primero 3652, ad alta frequenza (36.000 A/h), con 60 ore di autonomia e massa oscillante personalizzata, cronografo con ruota a colonne, funzione flyback, secondi continui e grande datario (brevettato). Quadrante a solchi orizzontali, lancette, numeri e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, due cinturini intercambiabili: in caucciù effetto Cordura o in pelle. 12.300 franchi svizzeri.
    Perché: Non ha nulla di nostalgico, ma reinventa di sana pianta l’orologio da aviatore. Con un unico, piccolo accenno al Rainbow Flyback del ’97. Lo vedete?

  • LVMH Watch Week 2023. Una selezione da Singapore

    LVMH Watch Week 2023. Una selezione da Singapore

    Dubai nel 2020, Ginevra nel ’21. Poi un’edizione digitale e adesso Singapore: scelta che la dice lunga sull’importanza di quel mercato per l’industria delle lancette… Si tiene in questi giorni (dal 10 al 12) la LVMH Watch Week 2023, ormai tradizionale appuntamento con l’orologeria del gruppo francese. Primo evento dell’anno nel calendario dei saloni, è una vetrina di novità cui partecipano i quattro marchi principali del colosso del lusso: Bulgari, Hublot, Tag Heuer e Zenith.

    Per citare la comunicazione ufficiale, “ognuna delle quattro Maison orologiere LVMH presenterà il proprio posizionamento distintivo e il proprio savoir-faire unico: creatività audace e raffinatezza di Bulgari, innovazione dinamica di Hublot, spirito d’avanguardia di TAG Heuer e competenza leggendaria di Zenith”. Per ciascuna, quindi, presentiamo una selezione di orologi, quelli che ci hanno colpito di più. Chi invece desidera avere una panoramica completa, potrà visitare i rispettivi siti ufficiali.

    Le novità della LVMH Watch Week 2023: da Bulgari…

    Per seguire rigorosamente un ordine alfabetico, partiamo da Bulgari. Che a Singapore si concentra sul segmento femminile ed espone una serie di esemplari gioiello, più o meno preziosi. Dove, al centro della scena, si trovano le pietre preziose e le gemme di colore. A cominciare dai Divas’ Dream. Un design d’impronta floreale, i petali mobili ispirati alle foglie di ginko biloba in oro e diamanti, inframmezzati da topazi e tanzaniti, ametiste e tormaline, oppure rubini. Anche in versione mosaico, con il quadrante interamente tempestato di “ventagli” in diamanti e zaffiri, rosa o blu. E sempre gli zaffiri sono protagonisti di Allegra, dalla ricca palette cromatica dominata dai toni del giallo o del rosa.

    Mentre Hublot ha presentato prima di tutto il Big Bang Tourbillon Saxem Yellow Neon, con la cassa fatta di uno speciale materiale: il Saxem. Sigla che sta per  Sapphire Aluminium oXide and rare Earth Mineral (zaffiro in ossido di alluminio e terre rare). Nato per la tecnologia satellitare, già utilizzato nel 2019 per il Big Bang MP11, è colorato dalla Maison prima in verde e ora in giallo fluo. Notevole anche il calibro di manifattura, con ponti in vetro zaffiro e componenti scheletrati. Ma il nostro favorito è sicuramente il Classic Fusion Original. Rilettura in chiave contemporanea del modello disegnato da Carlo Crocco nel 1980, ora ha la cassa in oro, in ceramica o in titanio in tre formati.  

    …a Zenith

    Invece da TAG Heuer, sotto i riflettori della LVMH Watch Week 2023 c’è il 60° anniversario del Carrera. Il celebre orologio creato da Jack Heuer in omaggio alla massacrante corsa sudamericana, torna nella versione più amata dai collezionisti, in un’edizione limitata di 600 esemplari. Ovvero con quadrante Panda, ispirato a un cult di fine anni ’60, e il calibro di manifattura Heuer 02 con autonomia di 80 ore. Altro ritorno da segnalare è poi quello del cronografo Monza, in un’inedita variante “hi-tech”: con cassa in carbonio e di nuovo il calibro Heuer 02, qui con funzione flyback. Inedito il quadrante traforato, sportivissimo nei colori e con doppia scala, tachimetrica e pulsometrica, sul réhaut.

    Per concludere con Zenith, che ha lanciato il Defy Sky Skeleton. Un solotempo con quadrante scheletrato, che compone una stella a 4 punte ispirata al logo “double zed” anni ’60. Equipaggiato da un movimento El Primero di ultima generazione, il calibro 3620 SK – anch’esso di costruzione squelette, con scappamento e àncora in silicio -, è in grado di misurare il 10° di secondo con la piccola lancetta nel contatore al 6. Senza dimenticare comunque il Defy Skyline 36 mm. Inedita versione no-gender della collezione, con dimensioni ridotte e quadrante in tre cromie: blu metallizzato, verde pastello o rosa, anche con lunetta incastonata. E cinturino in colori coordinati, intercambiabile al bracciale in acciaio.

  • Gli orologi degli artisti: quadranti al servizio della creatività

    Gli orologi degli artisti: quadranti al servizio della creatività

    Il primo è stato Swatch. A metà anni Ottanta, sotto la guida di Nicolas Hayek, ha avuto l’idea di trasformare il quadrante in una tela bianca da affidare alla creatività degli artisti. E che artisti: Andrew Logan, Keith Haring, Kiki Picasso, e poi Jean-Michel Folon, Tadanori Yokoo, Mimmo Paladino, Mimmo Rotella… Ha intessuto così un rapporto privilegiato con l’arte, che nel tempo si è evoluto: il marchio è diventato un grande mecenate, in particolare attraverso lo Swatch Art Peace Hotel di Shanghai, diretto da Carlo Giordanetti. Intanto, però, il suo esempio ha fatto scuola: e in orologeria le collaborazioni con i protagonisti della scena artistica internazionale si sono moltiplicate. A tal punto che negli ultimi anni gli orologi degli artisti rappresentano una precisa tendenza nel mondo delle lancette, soprattutto nell’alto di gamma.

    Relazioni complesse

    Ecco allora, nel 2017, Corum affiancarsi di volta in volta a Matthew Barnes, Booba, Matteo Ceccarini, Juliette Jourdain… E poi, nel 2018, a Elisabetta Fantone, Nelson de la Rue, o ancora Matt Barnes, per dar vita a tantissime varianti del mitico Bubble. Mentre, nel 2020, abbiamo visto Roger Dubuis lavorare accanto a Kaz Shirane su quel capolavoro di incastonatura che è l’Excalibur Superbia (anche se in questo caso l’intervento dell’artista ha riguardato la cassa – letteralmente trasfigurata – e non il quadrante). Senza dimenticare Hublot, che ha formato un vero e proprio collettivo: in cui si incontrano i nomi di Richard Orlinski, Takashi Murakami, Marc Ferrero, Sang Bleu… e tanti altri.

    Ma è impossibile ricostruire la trama delle partnership sottese agli orologi degli artisti negli ultimi anni, tanti sono i contatti, gli intrecci, le contaminazioni a tema. È importante però sottolineare che le case non si limitano a collaborare con una sola tipologia di artista – per esempio i pittori o gli scultori –, ma pescano in tutte le arti visive attuali. In senso lato: dai video all’illustrazione, dalla fotografia al digital, dalla grafica fino alla street art, ibridi compresi. E non solo: si rivolgono anche ai grandi nomi dell’architettura, del panorama musicale (vedi la partnership Richard Mille/Pharrel Williams), perfino della tattoo art. Hanno cioè un approccio multidisciplinare, alla ricerca di espressioni sempre nuove e originali nel mare magnum della creatività.

    Sì, perché in realtà gli orologi degli artisti altro non sono che rielaborazioni in chiave inedita e personale di esemplari già famosi, se non proprio di culto. Realizzati in genere in tirature limitate, o almeno millesimate, si rivolgono a un particolare segmento di collezionisti. Per esempio quelli specializzati in determinati modelli, o quelli cui piace semplicemente l’arte contemporanea. E possono così affermare con orgoglio: “Possiedo un Xyz…”. Ma c’è da dire che gli orologi degli artisti dal punto di vista commerciale funzionano benone… Altrimenti le marche non continuerebbero a produrli.

    Nuove forme di collaborazione

    Però, ultimamente, i rapporti fra le case di orologeria e il mondo dell’arte vanno oltre la semplice creazione degli “esemplari artistici”. Si estendono per esempio alla personalizzazione degli edifici. Come ha fatto qualche anno fa Zenith, quando ha trasformato la facciata della storica manifattura di Le Locle con una tela catramata realizzata ad hoc da Felipe Pantone. O più di recente Oris, che per rifare il look alle proprie boutique monomarca di Londra e di Basilea ha coinvolto BustArt. E grazie allo street artist svizzero è riuscito non solo a cambiare – e a migliorare – l’orizzonte urbano con il colore dei suoi personaggi (tra cui spicca ovviamente l’orsetto mascotte). Ma anche a fare un bel regalo di Natale ai passanti, cui cattura l’attenzione come un faro nella nebbia.

    E a complicare le relazioni ci si mettono pure le nuove tecnologie. Tipo gli Nft, che hanno permesso a Panerai di inventarsi una nuova strategia di lancio per una speciale edizione del Radiomir Eilean (dedicato appunto alla storica barca a vela). In pratica, lo scorso giugno, ha organizzato a Positano la Eilean Xperience, che ha portato gli acquirenti dell’orologio in crociera lungo la costiera amalfitana. E a ciascuno ha donato uno degli Nft in serie limitata che, accanto ai dati del Radiomir e alle informazioni di viaggio, comprendeva anche un’opera realizzata dal digital artist italiano Skygolpe.  

    Gli orologi degli artisti, le novità

    Qui di seguito quindi troverete una selezione di esemplari rielaborati da celebri nomi dell’arte internazionale. Proprio per restringere il campo, ci siamo però concentrati solo su quelli più recenti. Di ciascuno vi diamo come al solito le informazioni tecniche, ma – perdonateci – non riusciamo anche a spiegarvi i profili degli artisti. Problemi di spazio (l’abbiamo già tirata fin troppo per le lunghe) e impossibilità di sintesi (sarebbe ingiusto ridurre in poche righe la complessa personalità di ognuno). Questa vetrina quindi vuole essere anche un invito alla scoperta dei singoli artisti. Ammesso che vi piaccia l’arte contemporanea, s’intende.

    BULGARI Aluminuim Sorayama Special Edition Cassa (40 mm) in alluminio e titanio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica con datario. Quadrante argentato con motivo perlage, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello personalizzato in titanio, lunetta, corona e cinturino in caucciù. Edizione limitata di 1000 esemplari, 3.400 euro.

    CORUM Bubble 47 x Aioroh Cassa (47 mm) in acciaio Pvd nero, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica. Quadrante stampato, vetro zaffiro a cupola, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 88 esemplari. 7.200 franchi svizzeri.

    HUBLOT Classic Fusion Aerofusion Chronograph All Black Shepard Fairey Cassa (45 mm) in ceramica microbillé, impermeabile fino a 5 atm. Movimenro meccanico a carica automatica, calibro HUB1155 di manifattura, cronografo con secondi continui e datario. Quadrante in vetro zaffiro decorato, vetro zaffiro, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 50 esemplari, 25.500 euro.

    HUBLOT Classic Fusion Orlinski Bracelet Titanium Cassa (40 mm) in titanio lucido, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, di manifattura. Quadrante lucido e sfaccettato, effetto 3D, vetro zaffiro, bracciale in titanio. 16.400 euro.

    ROGER DUBUIS Excalibur Liu Wei Monotourbillon Cassa (42 mm) in titanio lucido e satinato, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico scheletrato a carica manuale, calibro RD512 di manifattura, con autonomia di 3 giorni e tourbillon volante. Quadrante inciso e dipinto a mano (alcune righe sono in SuperLumiNova), lancette luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle. Edizione limitata di 8 esemplari, certificati dal Punzone di Ginevra. 167.500 euro.

    ROGER DUBUIS Excalibur Sorayama Monobalancier Cassa (42 mm) in titanio lucido, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico scheletrato a carica automatica, calibro RD720SQ di manifattura, con micro-rotore decentrato e autonomia di 3 giorni. Vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in titanio lucido. Certificato dal Punzone di Ginevra e disponibile su ordinazione, 71.500 euro.

    URWERK UR102 “Reloaded” by Cooper Jacoby Cassa (41 mm) in titanio satinato. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 2.02, con ore vagabonde su dischi sabbiati e incisi, indici termocromatici. Vetro zaffiro di forma, cinturino in tessuto. Pezzo unico, all’asta da Phillips New York il 10 dicembre prossimo.

    ZENITH Defy Extreme Felipe Pantone Cassa (45 mm) in acciaio lucidato a specchio, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro El Primero 9004, con doppio scappamento ad alta frequenza (36mila e 360mila A/h), cronografo con lettura al 100° di secondo, massa oscillante Pvd arcobaleno, indicazione dell’autonomia di 60 ore e secondi continui. Quadrante in vetro zaffiro, indici luminescenti, lancette luminescenti e profilo del contatore dei minuti crono Pvd arcobaleno, lunetta e proteggi-pulsanti in Yas (alluminio silicato di ittrio), vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio intercambiabile con due cinturini, in caucciù e in Velcro. Edizione limitata di 100 esemplari, in vendita solo nelle boutique fisiche e online. 29.900 franchi svizzeri.

  • Sostenibilità e ambiente. News & previews – 17/08/22

    Sostenibilità e ambiente. News & previews – 17/08/22

    Che la sostenibilità sia diventata un punto fermo nella politica aziendale di molte marche è cosa nota. Da anni in orologeria le manifatture costruiscono le nuove sedi con criteri architettonici “eco” e grande attenzione all’ambiente in tutte le fasi della produzione. Ma non solo: negli ultimi tempi proliferano le partnership con le associazioni ambientaliste, si progettano ex novo programmi naturalistici, si moltiplicano gli eventi per sensibilizzare l’opinione pubblica, si coinvolgono personaggi famosi che facciano da “cassa di risonanza”. A tal punto che spesso le marche danno vita al proprio interno a piattaforme, dipartimenti, figure manageriali dedicati proprio a coordinare tutte queste iniziative. Non una novità, a dire il vero: basti pensare all’antesignano Blancpain Ocean Commitment, fondato da Marc Hayek una decina di anni fa e sempre più attivo su molteplici fronti. Anche se ormai l’idea di sostenibilità va sempre a braccetto con altri concetti, altrettanto nobili ed elevati: responsabilità, circolarità, trasparenza, inclusione, diversità, benessere dei lavoratori… Come nel caso dei nuovi progetti Engineering Beyond Time di IWC oppure Horiz-On di Zenith, tanto per citarne un paio (che vi invitiamo ad approfondire sui relativi siti ufficiali). Per i più cinici un modo come un altro per fare marketing, certo. Ma a noi piace pensare che si tratti davvero di consapevolezza e determinazione ad agire, a prendersi cura del nostro Pianeta – almeno in alcuni casi. Poca roba, dite? Eppure anche il mare più vasto è fatto di un’infinità di piccole gocce…

    Collaborazioni eccellenti #1

    Mido ha iniziato a collaborare con Dominate the Water, il circuito di gare in acque libere ideato e promosso da Gregorio Paltrinieri. Una manifestazione all’insegna della sostenibilità: solo materiali bio, medaglie e podio in legno, canoe o sup al posto di barche a motore… Dopo la tappa di fine luglio a Lignano Sabbiadoro, in settembre sarà la volta di Taranto (10/11), Asinara-Stintino (17/18), e infine Positano (24/25). Tanti eventi ruotano attorno alle competizioni, fra musica, arte e divulgazione scientifica alla portata di tutti. Da seguire.

    Collaborazioni eccellenti #2

    A fine luglio, IWC ha pubblicato il IV Rapporto sulla sostenibilità. Che illustra quanto la Manifattura ha fatto quest’anno e gli obbiettivi per l’immediato futuro. Inclusa la nomina di Gisele Bündchen a Consulente per i progetti ambientali e per la comunità. Attivista di lunga data, Goodwill Ambassador del Programma Onu per l’ambiente, pluripremiata da enti e istituzioni per la propria dedizione alla causa, la top model per ora ha presentato un video. Vedremo poi in quali iniziative concrete sfocerà la collaborazione. Siamo curiosi…

    Fai qualcosa!

    Unimatic è diventato partner del Fai – Fondo Ambiente Italiano. Un ente senza scopo di lucro, nato nel 1975 sull’esempio del National Trust inglese, impegnato nella tutela del patrimonio artistico e paesaggistico del nostro Paese. Che si mantiene con le donazioni dei privati e funziona grazie alla disponibilità dei volontari. Per supportarlo, Unimatic ha creato il Modello Uno ref. U1S-FAI, un subacqueo automatico con il cinturino intercambiabile e il fondello personalizzati, prodotto in 200 esemplari. Solo per i più convinti sostenitori.

    Meraviglie subacquee…

    Foto Cruz Erdmann/OPA20 courtesy Blancpain

    Tra le numerose attività sostenute dal Blancpain Ocean Commitment, ci sono gli spettacolari Ocean Photography Awards, l’appuntamento con la fotografia subacquea (di cui ci siamo occupati qui) che ogni anno anima la scena artistica londinese. Lo scorso luglio, la giuria del Premio ha individuato i finalisti e i vincitori delle varie categorie, ma per conoscerli (e ammirarne le foto) si dovrà attendere fino al 12 settembre, quando inizierà la Winners Week. Il 16, poi, sarà inaugurata la mostra a Tower Bridge. Ne riparleremo presto…

    … e foreste sottomarine

    Foto courtesy Medsea

    Zenith ha stretto una partnership con Medsea, fondazione dedicata alla salvaguardia delle risorse marine e costiere della Sardegna e del Mar Mediterraneo. Dopo aver collaborato lo scorso anno al Legacy Programme locale, in occasione della gara Extreme E Island X Prix, ora sostiene il progetto di ripristinare le praterie di posidonia – che producono ossigeno e stabilizzano fondali e litorali. A partire dall’Area marina protetta “Capo Testa Punta Falcone”, a Santa Teresa di Gallura, con il reimpianto di 4mila talee. Buon lavoro!

  • Corporate & Co: le aziende informano. News & previews – 15/07/22

    Corporate & Co: le aziende informano. News & previews – 15/07/22

    Con l’aggettivo inglese “corporate” di solito si fa riferimento alle più svariate questioni che riguardano un’azienda. In questo caso noi lo utilizziamo per indicare un’ampia serie di iniziative che di recente hanno interessato “l’industria del tempo”: collaborazioni, nuovi spazi di lavoro, valzer di poltrone, servizi… Una mescolanza di notizie che esulano dal senso letterale del termine per assumere un’accezione più vasta, in cui corporate diventa quasi tutto ciò che non è “prodotto”, in una visione a 360° delle imprese e di tutta l’orologeria. Forse sarebbe più corretto scrivere: “Corporate e non solo”. Buona lettura.

    Salviamo gli oceani

    Foto Dani Devine courtesy Omega

    Omega ha annunciato una nuova partnership con Live Ocean. Che coniuga, come dice il Ceo Raynald Aeschlimann, due delle più grandi passioni della Marca: la vela e la protezione degli oceani. Creata dai velisti neozelandesi Peter Burling e Blair Tuke, la Live Ocean Foundation è infatti attivamente impegnata nella tutela dei mari attraverso progetti e campagne attuate con il team velico Live Ocean Racing. Lo abbiamo visto regatare all’inizio di luglio sul lago di Garda, per l’ETF26 Grand Prix. Chissà se vedremo presto anche un orologio dedicato…

    Trasloco strategico

    Foto Schreyer courtesy Czapek

    Czapek & Cie ha lasciato Ginevra e si è trasferita a La Chaux-de-Fonds, patria dell’orologeria di tradizione. Il motivo? Aveva bisogno di spazio per attuare una necessaria crescita. Il Marchio artigianale infatti negli ultimi anni ha visto il continuo aumento della richiesta da parte dei collezionisti. Il nuovo edificio indipendente permetterà così alla produzione di arrivare in questo 2022 a 800 esemplari (erano 180 nel 2020). Ma l’obiettivo a medio termine è più ambizioso: raggiungere le 3mila unità all’anno. La cosa ci piace. ✌✌✌🤞🤞🤞

    Asta charity

    Si è conclusa un paio di giorni fa con buoni risultati l’asta di beneficienza Timepieces for HSNY. Organizzata da Phillips dal 6 al 13 luglio, ha messo in vendita una raccolta di orologi piccola ma pregiata, a favore delle iniziative benefiche (cioè educative) dell’Horological Society di New York, fra le più prestigiose istituzioni orologiere a livello mondiale. Tutti i 9 esemplari finiti sotto il martelletto hanno almeno duplicato la stima iniziale. Tra i pezzi forti, merita un cenno il Patek Philippe Ref. 715: un “tasca” del 1967 battuto per 23.940 dollari.

    Brava Julia!

    Giro di poltrone da Zenith: lo scorso 20 giugno Julia Kranzelmayer è stata nominata Marketing manager per il Sud Europa. Austriaca di nascita ma italiana d’adozione, Julia non è proprio una novellina nell’ambiente: dopo gli studi all’Università di Vienna e in Bocconi, negli ultimi 20 anni ha accumulato diverse esperienze nel settore, da IWC a Girard-Perregaux. In Zenith riporta direttamente al Brand manager Paolo Cappiello, e sostituisce Ettore Cappelli (che proseguirà la carriera in Casa madre). Buon lavoro, Julia!

    Un Laboratorio verde

    Lo scorso 23 giugno, a Firenze, Cassetti ha inaugurato un Centro ufficiale di assistenza, chiamato appunto Il Laboratorio. Realtà storica (quasi secolare) nella città medicea, il celebre rivenditore è presente fin dal 1976 su Ponte Vecchio. E guarda proprio il Corridoio vasariano il nuovo spazio, che non vuole essere solo un punto di riferimento per la manutenzione ma anche un luogo di incontro in cui fare Cultura dell’orologeria. Con sensibilità green, come indica la Fabbrica dell’Aria sviluppata in collaborazione con l’Ateneo fiorentino.

    Shopping in centro

    Seiko ha aperto il primo monomarca in Italia: a Milano, nel “Quadrilatero della moda” (in via della Spiga 52, per essere precisi). Dove lo spazio di 70 metri quadri è organizzato per offrire al pubblico un’ottimale esperienza d’acquisto e per riflettere le suggestioni del Marchio giapponese. All’interno si trovano infatti tutte le collezioni in catalogo: Prospex, King Seiko, Presage, Astron e 5 Sports, oltre a pezzi esclusivi per la boutique. L’8 settembre prossimo ci sarà l’inaugurazione ufficiale. Ma sarà solo per pochi…

  • Defy Skyline: il sorprendente Zenith con El Primero solo tempo

    Defy Skyline: il sorprendente Zenith con El Primero solo tempo

    «È del poeta il fin la meraviglia», scriveva nel ‘600 il più grande poeta barocco italiano, Giovan Battista Marino. Parafrasando: qual è il compito del poeta? Stupire. Sostituiamo “poeta” con “orologeria”: l’endecasillabo salta, ma il verso diventa quasi un payoff per lo Zenith Defy Skyline. Un orologio poco barocco, molto essenziale, che però stupisce. Eccome.

    Ce ne siamo accorti durante la LVMH Watch Week, nella quale Zenith ha presentato ben cinque modelli tra i quali, appunto, il Defy Skyline. Non che gli altri quattro siano passati inosservati – specialmente il Defy Revival A3642 -, ma questo, signori, ha catturato occhi e attenzioni di tutti. Spero di farvi capire il motivo.

    Perché la collezione Defy

    Per riuscirci, devo fare qualche passo nel futuro e qualche altro nel passato. Quelli nel futuro li muovo insieme al Ceo di Zenith, Julian Tornare. In un’intervista dello scorso dicembre, rilasciata al sito Hodinkee.com, ha definito la collezione Defy come «la locomotiva che sta spingendo avanti il brand». In effetti, in questa linea Zenith fa ciò che le case automobilistiche fanno in Formula 1: sperimenta le soluzioni avanzate che poi entreranno nella produzione “di serie”.

    Provate a pensare. Da quando è stata riportata in vita, nel 2017, la collezione Defy ha ospitato un cronografo a 1/100 di secondo (Defy 21), un nuovo oscillatore (Defy Inventor), un doppio tourbillon (Defy Double Tourbillon), un tourbillon a gravità zero (Defy Zero-G), per tacer del resto.

    Una sperimentazione che l’ha portata a essere la collezione più completa di Zenith. Con un cronografo ad alta frequenza nel Defy 21 e nel Defy Extreme, un segmento di fascia alta con orologi sulla scia del tourbillon a gravità zero e, appunto, un orologio sportivo di punta che è il nuovo Defy Skyline. Un esemplare bello davanti, ma che dà il meglio di sé sul lato B, o meglio, con ciò che dal lato B si intravede: il nuovo calibro El Primero 3620. La soluzione avanzata di cui sopra.

    El Primero solo tempo? What?!

    Se di solito parto dall’esterno nel raccontare un orologio, il Defy Skyline merita di essere spiegato partendo dal cuore. Perché è vero che si tratta di un solo tempo, ma guardando la lancetta del contatore a ore 9… c’è qualcosa che non quadra: corre come Filippo Ganna in una cronometro del Giro d’Italia. Infatti, sembrano piccoli secondi, ma è l’indicazione dell’alta frequenza: un contatore del decimo di secondo.

    Una piccola magia (la “meraviglia” di cui scrivo all’inizio) resa possibile proprio dal calibro El Primero 3620, che usa la stessa base del 3600 – 36.000 alternanze/ora – senza le funzionalità del cronografo e aziona la lancetta del decimo di secondo direttamente dallo scappamento, permettendole di compiere 10 “scatti” ogni secondo (in realtà con un moto in apparenza molto fluido). Medesima base di partenza, calibro nuovo.

    Zenith afferma che questa è la prima volta nella storia dell’orologeria svizzera in cui un orologio incorpora un contatore a parte per il decimo di secondo. Inoltre, a differenza di altri esempi storici di El Primero, il Defy Skyline ha pure la cosiddetta funzione hacking seconds, comunemente chiamata “stop secondi”, ossia il blocco della lancetta dei secondi quando si estrae la corona per regolare ora e data con precisione.

    Il calibro 3620 conserva anche elementi del calibro 3600: come la carica automatica tramite rotore bidirezionale; 60 ore di autonomia; la ruota dello scappamento in silicio a forma di stella; e l’àncora visibile attraverso il fondello in vetro zaffiro. “Un movimento della Madonna”, lo ha definito un illustre collega che scrive mirabili pezzi su questo sito.

    Di sicuro un calibro che, facendo muovere la lancetta del decimo di secondo direttamente dallo scappamento, avrebbe potuto avere problemi nell’ampiezza dell’oscillazione, con conseguenti ricadute sulla precisione dell’orologio. Pur partendo dal calibro 3600, nel 3620 Zenith non si è limitata a togliere di mezzo il modulo cronografico. Ha creato un movimento del tutto nuovo: ha reingegnerizzato il treno del tempo per puntare a una trasmissione dell’energia ottimale e costante. Non dimentichiamo che lavora pur sempre a 5 Hz…

    Ma prima del Defy Skyline…

    Il risultato è un orologio solo tempo dalle prestazioni superiori, che però non spunta dalla sera alla mattina come un fungo porcino. Intanto, perché il lavoro fatto sul calibro – lo abbiamo visto – è stato lungo e accurato. E poi perché nelle collezioni di Zenith comparve già una decina d’anni fa un El Primero tre lancette, quando era amministratore delegato l’attuale Ceo di Rolex, Jean-Frederic Dufour. Prendeva il nome da una serie del marchio degli anni ’70, Espada.

    Un orologio nel complesso ben fatto, ma che non ebbe successo per una serie di motivi. Ben fatto, appunto, ma non aveva nulla che lo identificasse a colpo d’occhio come uno Zenith. A differenza del Defy Skyline, il cui contatore con la lancetta del decimo di secondo non esiste in nessun altro orologio ed è dannatamente, visceralmente Zenith. Con l’Espada ci si era limitati a togliere i componenti del cronografo e a “semplificare” il movimento, qui lo si è reinventato ex novo. E la differenza si vede.

    Inoltre quell’Espada era un orologio piuttosto anonimo – cassa tonda da 40 mm, cinturino in pelle -, mentre il Defy Skyline ha un’estetica ben definita, che lo fa scendere nell’arena dei tre lancette sportivi in acciaio con bracciale integrato, a sfidare voi sapete quali marchi e quali pezzi. In questa arena, il contatore del decimo di secondo è un punto esclamativo: il segno che Zenith non si limita a cantare nel coro, ma vuole far sentire la propria voce da solista, provare a guidare la tendenza anziché seguirla.

    Da dentro a fuori

    Questo mi dà l’aggancio per parlare dell’estetica del Defy Skyline. Era ora, direte voi. Forse sì, ma il piccolo excursus appena compiuto (i passi nel passato che all’inizio ho scritto che avrei mosso…) aiuta a capire meglio certi dettagli. Come, per esempio, la forma della cassa e della lunetta: la prima è ottagonale, la seconda ha 12 lati. I Defy del passato erano caratterizzati da una lunetta con ben 14 lati; il passaggio a 12 è dettato principalmente dall’aumento del diametro della cassa, passato da 37 agli attuali 41 mm.

    Lo Zenith Defy Revival A3642 presentato durante la LVMH Watch Week mantiene la lunetta a 14 lati perché è una riproduzione fedelissima del suo antenato del 1969. Bella, ma impedisce uno dei dettagli che rendono il Defy Skyline così ricercato: i 12 indici delle ore – placcati rutenio, sfaccettati e rivestiti di Super-Luminova – cadono esattamente a metà di ciascun lato della lunetta.

    Il quadrante

    Questi stessi indici sono applicati sul quadrante, la cui lavorazione, come si suol dire, vale il prezzo del biglietto: è un motivo che allinea una serie di stelle a quattro punte incise. È insieme una reinterpretazione del logo Zenith “double Z” degli anni ’60 e un richiamo al cielo notturno. Cielo che ha ispirato il fondatore del marchio, Georges-Favre Jacot, a creare l’orologio più preciso della sua epoca e a chiamare la sua manifattura come il punto più alto dell’emisfero celeste visibile.

    Il quadrante stellato, disponibile in blu, nero o argenté, ha una finitura effetto soleil; invece il contatore del decimo di secondo ha una lavorazione azuré (a cerchi concentrici) che lo fa spiccare sul “cielo stellato”. La finestra del datario, a ore 3, ha lo sfondo in tinta con il quadrante per mantenere una omogeneità cromatica molto ben bilanciata.

    Defy Skyline: portiamolo allo yacht club

    A proposito di bilanciamento, eccomi alla cassa e al bracciale. Intanto, l’ho scritto, siamo di fronte a uno sportivo in acciaio con bracciale integrato. Viene quasi da definirlo un “orologio da yacht club”: sporty-chic e impermeabile fino a 10 bar pur non essendo un subacqueo. La corona avvitata, però, fa la differenza. A dirla tutta, non sarebbe strettamente necessaria su un pezzo con questa vocazione, ma nella collezione Defy mancava e, francamente, meglio che adesso ci sia: aumenta le occasioni di utilizzo dell’orologio.

    L’eleganza sportiva da yacht club torna anche nelle finiture di cassa, lunetta e bracciale. La cassa ottagonale alterna la lavorazione lucida dei bordi smussati con la satinatura verticale della carrure. La medesima alternanza si trova sulla lunetta – parte interna tonda satinata, dodecagono lucido – e sul bracciale a tre file. Bracciale che è chiuso da una fibbia déployante con doppio pulsante di sicurezza, che non altera la silhouette avvolgente dell’orologio.

    Oltre al bracciale, è disponibile anche un cinturino in caucciù: blu o nero, abbinato ai rispettivi quadranti, verde per la referenza con il quadrante argenté. Un’alternativa molto estiva e “marinara” quella del caucciù; mi chiedo solo perché chiudere anche questo con una déployante, che è anche più ingombrante rispetto a quella del bracciale, anziché con un bell’ardiglione. Mah!

    Considerazioni finali

    Il Defy Skyline è un orologio intelligente. E se avete letto con attenzione tutto quello che ho scritto fino a qui, non dovreste faticare a capire perché. Principalmente perché è la proposta con cui un marchio che ha tutto per essere leader – storia, capacità, tecnologia, visione – si inserisce in un segmento di mercato più che presidiato e ricco di mostri sacri. Un ingresso che è stato fatto con orgoglio ed emozione, come ha fatto percepire durante la presentazione digitale dell’orologio Romain Marietta, Head of Product Development oltre che Heritage Director del brand.

    Soprattutto, però, perché Zenith ha scelto di entrare in questo club dalla porta principale, giocando due carte da sempre vincenti per il brand: prestazioni e design. E abbinandole a un dettaglio non di secondo piano, il prezzo. In un segmento nel quale i principali competitor del Defy Skyline costano due, tre, quattro volte di più, posizionare questo orologio – disponibile da fine febbraio – a 8.300 euro è una mossa destinata a dare fastidio a tanti.

    Il rischio vero è che, data l’attuale capacità produttiva di Zenith limitata a poche migliaia di orologi all’anno (e data la non volontà/possibilità di aumentarla a breve), per questo più che per altri modelli della casa lo shortage è dietro l’angolo. Poco male, forse: dopotutto ci sono marchi che sulle referenze con il contagocce hanno costruito il proprio successo…

  • News & previews – 15/1/2022. Le novità della settimana

    News & previews – 15/1/2022. Le novità della settimana

    Consueto aggiornamento con le notizie di marketing dell’orologeria. Qui di seguito, una selezione di novità arrivate in redazione nella settimana che sta per finire. Tanti gli argomenti trattati: eventi annunciati in (super)anteprima, nuovi testimonial, novità di prodotto, collaborazioni varie con il mondo dello showbiz. Perché tutto quanto fa spettacolo…

    Buon vento!

    Manca esattamente un anno alla 14a edizione di The Ocean Race, che partirà da Alicante il 15 gennaio 2023 per concludersi a Genova a fine giugno. Ma Ulysse Nardin, legato al mare fin dal 1846, è già pronto a cronometrare i tempi ufficiali della più dura regata attorno al mondo, considerata l’Everest dei velisti. Oltre a essere Official Timing Partner, la Maison di Le Locle sosterrà anche il Time to Act di The Ocean Race, istituito per la salvaguardia degli oceani; e sarà pure protagonista della 24-hour Speed Challenge. Ne riparlemo a suo tempo…

    L’Aquaracer di Naomi

    L’Aquaracer Professional 300 Naomi Osaka Limited Edition è il nuovo orologio scaturito dalla partnership – siglata a gennaio 2021 – fra TAG Heuer e la tennista di origine giapponese-haitiana. E si distingue per il total look verde, colore preferito dall’ambasciatrice del marchio. Declinato in diverse sfumature per quadrante e cinturino, simboleggia il richiamo alla natura e al campo da tennis. Realizzato in 250 esemplari, l’Aquaracer di Naomi però è disponibile esclusivamente in Giappone, negli Stati Uniti e in Australia. I fan sono avvisati…

    AP: Here Comes Mark

    Mark Ronson è il nuovo brand ambassador di Audemars Piguet. Il produttore e dj britannico più stiloso (e premiato) del pianeta è il rinomato autore di canzoni celeberrime come Back to Black di Amy Winehouse, nonché il produttore di hit globali di Adele, Coldplay e Bruno Mars, fra gli altri. Senza contare, poi, che nel 2019 ha fatto guadagnare a Lady Gaga l’Oscar come migliore canzone originale per Shallow. D’ora in poi quindi Ronson sosterrà la missione della Manifattura di Le Brassus nell’esaltare il talento artistico. Welcome.

    Ohlalà… Très chic!

    La fortunata serie di Netflix Emily in Paris continua a far parlare di sé nel mondo delle lancette. Stavolta per il caso del Rosefield Studio, un orologio-gioiello indossato nell’ultimo episodio della seconda stagione da Madeleine Wheeler (Kate Walsh), il “boss” di Emily Cooper (Lily Collins), durante una sfilata alla Reggia di Versailles. Ben riconoscibile per la cassa-charm ottagonale e il bracciale a catena color oro, è già diventato un oggetto di culto, un autentico “must have”. Però alla portata di tutti: costa 159 euro.

    Lupin III colpisce ancora

    In attesa che su Amazon Prime vadano in onda gli episodi conclusivi di Lupin III – Part 6 (previsti per i prossimi giorni), è uscito il nuovo Zenith Chronomaster Revival Lupin the Third Final Edition. Ultimo capitolo della collaborazione iniziata negli anni ’70 con l’A384 di Jigen, poi realizzato nel 2019 e seguito nel 2020 da un secondo esemplare. Questo nuovo orologio unisce i quadranti delle due edizioni precedenti grazie a un particolare procedimento di lavorazione. Ed è prodotto in 250 esemplari dedicati agli appassionati dell’anime.

    Rarità a Monaco

    Antiquorum, la casa d’aste specializzata in orologi, il prossimo 18 gennaio organizza per la prima volta una vendita allo Yacht Club di Monaco. Dove finiranno sotto il martelletto 177 lotti di pregio che faranno la felicità dei collezionisti. Tra gli highlight, il Patek Philippe Nautilus Ref. 3800 realizzato per Tiffany nel 1994 (stimato 80/120mila euro, nella foto); uno speciale set di Omega Speedmaster con un raro Apollo Soyuz (stimato 30/60mila euro); una selezione di Cartier Tank e un Rolex 6263 Daytona “Paul Newman” (stimato dai 300 ai 600mila euro).

  • Chronomaster Original. Zenith, Julien Tornare e la velocità in sicurezza

    Chronomaster Original. Zenith, Julien Tornare e la velocità in sicurezza

    Quando si parla di Zenith e del movimento El Primero mi viene sempre un po’ da ridere. Dal 1969, anno in cui venne immesso sul mercato, è sempre stato oggetto di critiche: “Troppo veloce. È impossibile lubrificarlo correttamente. Con quel diametro e quella velocità è inaffidabile”. Cinquantanove anni dopo è ancora qui. Modificato (un po’), corretto (un po’), migliorato (molto), ma arriverà più arzillo che mai al traguardo dei sessant’anni. E quel “ritorno al futuro” che è il Chronomaster Original lo dimostra con evidenza inequivocabile.

    Cos’è e cosa vuol dire lo Zenith Chronomaster Original

    Dice Julien Tornare (Ceo di Zenith di evidenti origini italiane) che la collezione vintage era pronta già dallo scorso anno. Però ha pensato di tenerla da parte per la ripresa, quando sarebbe arrivata, perché era certo che avrebbe avuto successo. Zenith – lo racconta lo stesso Tornare – produce circa 20.000 orologi l’anno. Pochi. Perché solo pochissimi movimenti cronografici possono essere costruiti con sistemi automatizzati. Bisognerebbe aumentare la produzione. Perché? Perché il pur discusso Chronomaster Sport, quello con la lunetta nera, ha ricevuto richieste per 10mila esemplari. Impossibile.

    «Eppure da quando sono arrivato ho ridotto drasticamente i modelli in catalogo e i concessionari proprio per diminuire la differenza fra richieste e disponibilità», racconta Tornare. E se gli chiedete: «Ma anche in Cina, nel Paese di Bengodi?», ti risponde che in Cina Zenith ha solo 38 punti vendita. È un mercato fantastico, certo, ma non poi così affidabile per un marchio che evidentemente deve crescere evitando alti e bassi. «E glielo dice uno che ha passato un bel po’ di tempo a costruire il mercato cinese per Vacheron Constantin».

    Il Chronomaster Original? «È la dimostrazione che possiamo crescere, che abbiamo la capacità, la competenza tecnica, l’organizzazione per costruire orologi di successo. Il Chronomaster Original è la dimostrazione che Zenith è un marchio sul quale si può investire, costruire. Ma costruire richiede tempo e soldi. E sì, spero che Stéphane Bianchi (capo divisione Watches and Jewelry di LVMH, ndr) possa decidere di investire in Zenith per consentirci di aumentare un po’ la produzione. Ma con la necessaria gradualità. Perché contemporaneamente dobbiamo costruire anche un solido mercato più ampio. E sottolineo solido piuttosto che ampio».

    Il concetto sembra chiaro: Julien Tornare considera la collezione Chronomaster (Sport e Original) come la base per il rilancio di Zenith.

    Si fa presto a dire rilancio…

    Devo chiedere scusa a Julien Tornare. Dal 2017 è il Ceo di Zenith e i risultati tardavano ad arrivare. Ora mi rendo conto che, fra la strategia del “chi va piano va sano e va lontano” e la pandemia, essere più veloci avrebbe voluto dire lavorare non altrettanto bene. Avrebbe costretto alla banalità (sia pure spesso efficace) dei quadranti colorati («Non abbiamo intenzione di intasare i negozi con troppe varianti di colori») e ad altre scorciatoie che hanno effetti nel breve termine.

    Ma qui l’intenzione è diversa, appunto. È quella di costruire solide fondamenta per una crescita. La domanda allora è: davvero si può costruire una nuova Zenith su questi orologi? La risposta è probabilmente sì. A patto però che il gruppo LVMH, di cui Zenith fa parte, ci creda e si impegni. Julien Tornare il suo dovere lo ha fatto, e anche di più.

    Zenith Chronomaster Original: solidità

    Nessun effetto speciale, se vogliamo, nessun fuoco artificiale. E però toccando questo Chronomaster Original ti accorgi che Zenith ha fatto un solido salto di qualità. Osservi i dettagli e ti rendi conto che un orologio d’altri tempi è tornato d’attualità: per le finiture di qualità superiore (anche nel movimento), per il vetro zaffiro “box”, che riprende la forma dei vecchi vetri in materiale sintetico, per la quasi impercettibile ma sostanziale revisione estetica, per la sensazione morbida restituita dai pulsanti crono, per la possibilità di leggere facilmente il centesimo di secondo grazie alla lancetta centrale che compie un giro in dieci secondi…

    Vale la pena andare ad osservarlo. Vale la pena anche perché il prezzo è molto competitivo sia per le versioni in acciaio (8.800 euro con bracciale, 8.300 per quella con cinturino in cuoio), sia per quella in oro: 18.600 euro per una cassa in oro e un movimento cronografico di manifattura costituiscono un prezzo molto aggressivo.
    Non sarà però facile mettersene uno al polso, e non per una questione di prezzo. Al contrario. «Abbiamo migliorato la qualità generale, le finiture e il movimento”, ricorda Julien Tornare, «ma questo richiede tempi di produzione più lunghi”. E tempi relativamente lunghi richiederà anche creare nuove linee di produzione per aumentare la quantità, il numero di orologi.

    Una sfida interessante che, almeno una volta, dovrebbe vedere l’Italia come uno dei mercati meglio riforniti – ricordando però che sempre di 20mila orologi l’anno stiamo parlando. Perché l’Italia è sempre stata, soprattutto dal dopoguerra, una piazza molto forte per Zenith. E Paolo Cappiello, responsabile di Zenith per il Sud Europa e il nostro Paese, ha già da anni – da prima della pandemia – ristrutturato il mercato per favorire la Grande Provincia Italiana. Ma se il mondo ha già chiesto 10mila Chronomaster Sport, con l’Original si rischia capiti la stessa cosa. Meglio sbrigarsi, se questo cronografo vi piace…

  • Zenith Chronomaster Sport. Un gran bel cronografo

    Zenith Chronomaster Sport. Un gran bel cronografo

    “Quando il saggio indica la luna, lo scemo guarda il dito”. L’ho un pochino adattato, questo antichissimo proverbio.
    La luna, in questo caso, è il nuovo Zenith Chronomaster Sport. E lo stolto chi dice: «Ma è copiato dal Rolex Daytona», per via della lunetta nera. A parte il fatto che magari entrambi derivano dall’Omega Speedmaster, che della lunetta su fondo nero ha fatto un vero e proprio emblema, chissà quanti orologi, prima, durante e dopo il Daytona hanno avuto la lunetta nera. Ma questo è ciò che accade quando lo stolto parla a vanvera dopo aver visto una sola fotografia. È lo stesso che chissà quante ne dice leggendo solo i titoli per poi commentare a modo proprio…

    La questione della lunetta nera…

    Lo Zenith Chronomaster Sport è un grande orologio ad un prezzo equo, tenendo conto dei continui rialzi. Vogliamo cominciare dalla “famigerata” lunetta? Senza essere pozzi di scienza, basta guardare meglio per rendersi conto che non supporta la solita scala tachimetrica, ma la divisione in dieci parti. Vale a dire che la lunetta esterna consente di leggere come Cristo comanda il decimo di secondo. Ma lo stolto (decine di fan acritici di Rolex, dei quali la stessa Rolex sarebbe felice di fare a meno) guarda il dito e non se ne accorge.

    La si poteva fare in ceramica bianca anziché nera? Sì, certo, ma avrebbe “allargato” l’orologio e l’estetica ne avrebbe perso. In altre combinazioni di colori la leggibilità ne avrebbe sofferto. Magari altre variazioni sul tema arriveranno in futuro, ma partire sul sicuro, specialmente di questi tempi, non mi sembra una cosa sbagliata.

    …e quella dell’alta frequenza

    La lancetta fulminea, quella che percorre un giro del quadrante in dieci secondi, è il vero plus dello Zenith Chronomaster Sport. Qualcuno, anche fra le persone tecnicamente preparate, sostiene che si tratta di una caratteristica delicata, che rischia di aumentare consumi d’energia e consumi dei componenti. Per quanto riguarda la prima osservazione basta guardare il dato relativo all’autonomia complessiva: 60 ore “minimo”, come dice la scheda tecnica. Non posso giurare che il dato si riferisca ad una situazione a cronografo sempre attivato, ma anche tagliando abbondantemente, due giorni di autonomia dovrebbero esserci tutti. E due giorni non sono niente male.

    Per quanto riguarda il consumo dei componenti, è una vecchia, vecchissima storia. Che tormenta il movimento El Primero fin da quando è nato: la sfiducia nella velocità del suo bilanciere e quindi nei confronti dei componenti. Una sfiducia che aveva portato ad una serie di modifiche da parte di quanti (tanti!) hanno usato questo movimento. Ricordo che Ebel sceglieva una lubrificazione con grassi applicati a caldo per evitare che gli olii schizzassero dappertutto (certo, se ce ne metti troppo, d’olio, succede a tutti gli orologi).

    Mentre Rolex, per abbassare la frequenza, aveva cambiato l’intero organo regolatore e – conseguentemente – molti altri componenti. Vacheron Constantin no, e i suoi cronografi con El Primero, come del resto quelli prodotti dalla stessa Zenith, funzionano bene ancora oggi, se sottoposti a (quasi) regolare manutenzione. Questa versione con la lancetta velocissima è arrivata alla terza o alla quarta generazione, è ben collaudata e risulta non crei problemi inaspettati. Altrimenti Zenith non si giocherebbe il proprio buon nome con un orologio come questo, dichiaratamente sportivo.

    Qualità e prezzo

    E tantomeno se lo giocherebbe, il nome, in una fase di chiaro rilancio. Uno sforzo evidente – per chi guarda la luna e non il dito. Osservare il dettaglio del quadrante è un vero e proprio piacere: dagli indici applicati alla sovrapposizione dei quadrantini – colorati secondo l’ormai classico “codice Zenith” – tutto è di qualità, a partire dal progetto estetico generale. Si tratta, in pratica, di quello che potremmo definire un “restyling”, una revisione, un Chronomaster Sport enne.enne (i numeri metteteli voi) che costituisce l’ingresso di Zenith in una categoria superiore.

    Un ingresso a testa alta con un prezzo, dicevo, tutt’altro che esagerato: 9.700 euro. Anche queste iniziali “variazioni sul tema” sono ben scelte, seppure con (comprensibile, visti i tempi) prudenza. Quadrante nero, quadrante bianco (più leggibile); bracciale d’acciaio (migliore da un punto di vista tecnico che estetico), cinturino in caucciù con finitura definita “effetto cordura” nero, niente male; e un primo, piccolo guizzo con un blu che richiama il totalizzatore al tre.

    Da notare nello Zenith Chronomaster Sport

    E concludo con una serie di note che invito, come sempre, ad andare a controllare prima sulle nostre foto e poi – meglio – presso un concessionario, con l’ausilio di una lente d’ingrandimento.
    Noterei, tanto per cominciare, la qualità con cui si è evoluta la ruota a colonne. Una volta le colonne erano di moderato spessore e questo faceva storcere il naso ai puristi, che parlavano di “ruota Zenith” ovunque fosse presente qualcosa di simile. Oggi si tratta di un componente ben diverso, molto più raffinato, e l’effetto si sente quando vengono premuti i pulsanti crono, ma ne gode anche l’occhio per via della finitura blu. Ben fatto.

    Molto piacevole la visione notturna, nella quale si nota che il materiale luminescente non sta sulla parte superiore, nera, ma sull’estremità inclinata interna, bianca. E bianco è anche il materiale luminescente sulle lancette. Si tratta di un preziosismo grafico da cui si comprende la cura posta anche nel progetto estetico utilizzato per sviluppare lo Zenith Chronomaster Sport. Progetto estetico del quale ha beneficiato anche il vetro bombato – curva piacevole al tatto e all’occhio, cui si aggiunge un inconsueto perimetro inclinato che aumenta leggermente i costi, ma diminuisce il rischio di scheggiature causate da urti.

    Mi piace molto anche il bracciale, che nelle foto appare quasi banale, ma in realtà è molto più raffinato di quanto sembri a prima vista. A parte la maglia di attacco, quella fra cassa e bracciale, che è davvero ben risolta sotto tutti i punti di vista, noto il leggero rilievo verticale delle maglie centrali. Anche in questo caso piacevole per l’occhio e per il tatto, anche se forse si potevano arrotondare un po’ gli angoli. Si sarebbe perso qualcosa in rigore estetico, ma ne avrebbe beneficiato la “ergonomia quotidiana”, sia pure a caro prezzo, visto che ogni singola maglia avrebbe dovuto essere lavorata perifericamente.

    A proposito dell’impermeabilità

    Bene anche il dato d’impermeabilità (10 atmosfere), che però deve essere interpretato. I pulsanti a pompa sono belli, ma sempre un po’ delicati, specialmente in relazione ad urti laterali, come in tutti i cronografi che usano pulsanti “a pompa”. Noto (nel disegno esploso, ma anche nelle foto) che l’asta del pulsante ha un diametro superiore al solito, con l’evidente obiettivo di aumentare la resistenza agli urti.

    Interessante anche la larga flangia (nella parte nascosta della corona) progettata per aumentare la superficie di contatto fra la corona stessa e la seconda guarnizione. È molto evidente, quindi, lo sforzo tecnico per migliorare l’impermeabilità della corona e dei pulsanti. Ma io mi terrei comunque un po’ prudente, facendo effettuare una volta l’anno un controllo dell’impermeabilità ed evitando di azionare sott’acqua il cronografo. Anche l’evoluzione della ruota a colonne – quella attuale riduce lo sforzo per azionare le funzioni crono – contribuisce comunque ad una più sicura tenuta stagna.

    In definitiva è evidente quanto Zenith si sia impegnata per spingere in alto l’asticella qualitativa del proprio Chronomaster Sport. Oggi è un orologio che compete – per finiture e progetto – con i migliori cronografi. Avendo in più, dalla propria, la caratteristica unica di una facile lettura del decimo di secondo e un prezzo molto competitivo nella propria classe d’appartenenza. Vale realmente la pena di una visita da un concessionario. Conoscerete personalmente un gran bel cronografo, credetemi. Un autentico tentatore…

  • LVMH Watch Week 2021, i Ceo presentano le novità

    LVMH Watch Week 2021, i Ceo presentano le novità

    Ha preso il via la LVMH Watch Week 2021. La prima in formato digitale – o meglio phygital, per usare un termine di moda oggi; ma la terza se si guarda alla storia recente del gruppo, dopo quelle fisiche di Dubai (a gennaio 2020, in era pre-Covid: un altro mondo) e di Ginevra (ad agosto dello scorso anno, dalla durata limitata a pochi giorni). Proprio stamattina si è tenuta la conferenza stampa, in diretta streaming per i giornalisti di tutto il mondo: un’introduzione, di fatto, alle novità in uscita nei prossimi mesi.

    A dare il benvenuto Stéphane Bianchi, Ceo della Divisione orologi e gioielli di LVMH Group. E, accanto a lui, i Ceo delle diverse marche: Ricardo Guadalupe di Hublot, Jean-Christophe Babin di Bulgari e Julien Tornare di Zenith. Grande assente (giustificato): TAG Heuer. Che terrà un proprio evento in separata sede il 4 febbraio, per il lancio di un’importante partnership con relativi prodotti – come ha spiegato nel collegamento ad hoc il Ceo, Frédéric Arnaud.

    Qui non mi soffermerò volutamente sui tanti bla bla di contorno – com’è andato lo scorso anno, la storia più o meno lunga del brand, la consueta dialettica fra tradizione e innovazione, i convenevoli dei nuovi ambasciatori – che sempre condiscono i discorsi delle grandi occasioni. Non perché non siano interessanti, per carità. Ma preferisco concentrarmi invece sulla “sostanza”: gli orologi che sono stati presentati in questa LVMH Watch Week 2021. Anche se la farò breve: e di ognuno darò solo pochi cenni essenziali – consapevole che ciascuno meriterebbe un approfondimento.

    In attesa, oltretutto, delle presentazioni che in settimana i diversi brand manager locali faranno alla stampa italiana, in cui gli esemplari visti stamattina saranno trattati con maggior attenzione. Il Giornale degli Orologi si riserva quindi di dare ai singoli modelli lo spazio che meritano, in futuro: magari quando gli esemplari arriveranno nei negozi. Perché ci sembra corretto che i nostri lettori possano andare a verificare con i propri occhi – e toccare con mano – quello che scriviamo in queste “pagine”.

    Cominciamo quindi con Hublot, cui va il merito di aver ambientato la presentazione dell’LVMH Watch Week 2021 negli spazi della manifattura, a Nyon, in un tour fra i vari dipartimenti. Fra le tante novità in cantiere, riflettori puntati sul Big Bang Tourbillon Automatic Orange Sapphire: per la cassa in vetro zaffiro dal colore inedito – arancione – ma più ancora per il nuovo calibro automatico di manifattura. Con il tourbillon in posizione simmetrica al micro-rotore decentrato, posto sul lato quadrante.

    Ma anche il più accessibile Big Bang Integral Ceramic, notevole per il bracciale integrato, realizzato in ceramica; i cui link devono essere stati un vero incubo in fase di produzione. Da citare comunque il Big Bang MP-11 Magic Gold (oppure Blue Sapphire), con la cassa appunto nell’oro esclusivo della casa (antigraffio) e i suoi sette bariletti in linea; il Classic Fusion Orlinski 40 mm, con total look blu; e, per le signore, il Big Bang One-Click 33 mm, in due varianti di cassa ma con tante possibilità di personalizzazione grazie al cinturino intercambiabile.

    Per passare a Bulgari, che proprio alle donne ha dedicato la maggior parte delle news dell’LVMH Watch Week 2021. Dal Serpenti Spiga, con un inedito bracciale matelassé in oro bianco o rosa, avvolto su più giri attorno al polso; ai nuovi Lucea, tra cui spicca la versione Intarsio con quadrante in marqueterie di madreperla; fino a i tre Divas’ Dream Peacock, dedicati appunto al pavone e resi più sontuosi dal ricorso ai métiers d’art (tipo smalto champlevé e tarsia di piume).

    Per il pubblico maschile, invece, la maison romana ha sviluppato l’Octo Finissimo S Chronograph Gmt, con cassa in titanio o acciaio, e il calibro a carica automatica (con rotore periferico) sottile solo 3,3 mm. E l’Octo Roma Carillon Tourbillon, un super-complicato con cassa in titanio Dlc nero che associa al tourbillon la ripetizione minuti con suoneria Westminster su tre gong. In edizione iper-limitata a 15 esemplari.

    Infine Zenith, che in questa edizione della LVMH Watch Week ha concentrato tutte le attenzioni sul Chronomaster Sport. Un’assoluta novità che riunisce una serie di caratteristiche distintive dei cronografi prodotti in passato dalla Manifattura: il quadrante a tre colori dell’El Primero A386, la forma del Chronomaster De Luca, il bracciale simile a quelli fabbricati da Gay Frères. All’interno però monta un El Primero di ultima generazione: come sempre ad alta frequenza, riporta per la prima volta la misurazione del 10° di secondo sulla lunetta in ceramica.

    E con questo spero di avervi fatto venire l’acquolina in bocca. Per ulteriori dettagli vi rimando alla gallery qui sopra, ma concludo con un paio di considerazioni. Uno. Ancora non si sa nulla riguardo all’effettiva data di arrivo degli orologi nei negozi (e in certi casi neppure sui prezzi al pubblico); speriamo di saperne di più già nei prossimi giorni (nel caso, aggiorneremo le didascalie). Due. La LVMH Watch Week 2021, pur con tutti i limiti insiti nella modalità digital, va vista come un segnale positivo. Che rivela la voglia e la capacità dell’orologeria di andare avanti – nonostante tutto.

  • Chronomaster Revival Lupin III – 2nd Edition, il nuovo Zenith di Jigen

    Chronomaster Revival Lupin III – 2nd Edition, il nuovo Zenith di Jigen

    La maison di Le Locle presenta il secondo capitolo della serie dedicata al manga giapponese: il Chronomaster Revival Lupin III – 2nd Edition. Un cronografo Panda dal forte appeal, che ha tutte le carte in regola per  bissare il successo del precedente El Primero di Lupin III

    La frase “Tutto diventa molto semplice e facile quando il trucco viene spiegato” è una delle più famose pronunciate da Mr. Daisuke Jigen. Partner e amico del leggendario Lupin III – nato nel 1967 dalla fantasia del fumettista giapponese Monkey Punch -, Jigen è noto anche per lo stile. Le sue giacche eleganti, gli abiti, il cappello che indossa sempre calato sugli occhi, la sigaretta immancabilmente spiegazzata in bocca sono diventati veri e propri feticci tra i fan dell’anime. Così, è andato letteralmente a ruba, lo scorso anno, il Chronomaster A384 “Lupin The Third” realizzato da Zenith; di cui noi abbiamo parlato in occasione dell’uscita al cinema del film Lupin III – The First.

    Si tratta del modello che compare al polso del personaggio manga fin dall’esordio in tv della serie. Nella realtà, l’orologio non esisteva. La Zenith lo aveva realizzato modellandolo su un cronografo El Primero verosimilmente indossato da Jigen proprio nell’anime. Prodotto in edizione limitata di appena 50 esemplari disponibili solo sul mercato giapponese, quell’orologio risultò sold out nel giro di pochi giorni. Andò letteralmente a ruba, verrebbe da dire… Ora, visto il successo riscontrato dal primo capitolo della serie, Zenith ne lancia il seguito. E presenta il Chronomaster Revival Lupin III – 2nd Edition, con cui torna a sorprendere il pubblico di collezionisti e appassionati.

    Ispirato a un altro cronografo Zenith illustrato nel fumetto di Punch, il Chronomaster Revival Lupin III – 2nd Edition è realizzato in un’edizione limitata di 200 esemplari. Disponibile in un primo tempo solo per il pubblico del Sol Levante: la capsule collection è stata lanciata per l’inaugurazione del nuovo Flagship store Zenith nel quartiere di Giza, a Tokyo. Poi però dovrebbe raggiungere anche altre boutique internazionali, il sito ufficiale di e-commerce e alcuni rivenditori autorizzati. Sempre che i giapponesi ci lascino qualcosa, ovvio. Perché l’orologio è molto appetibile.

    Il Chronomaster Revival Lupin III – 2nd Edition infatti è cronografo “panda”, con quadrante bianco e totalizzatori neri, con abbondante Super-LumiNova color pergamena su indici e lancette. È l’erede diretto del celeberrimo El Primero A384, fedele remake dell’originale del 1969 con lo stesso nome, e conserva le medesime specifiche techiche. Compresa la cassa a cuscino – tipica degli anni ’70 – e il bracciale in acciaio dalla curiosa costruzione “a scala”, cioè con i link centrali distanziati. Un oggetto più che desiderabile, non solo per gli amanti del vintage. 

    Pubblicato per la prima volta alla fine degli anni ’60, Lupin III aspira a ripetere le gesta del ladro gentiluomo per eccellenza, l’Arsenio Lupin creato nel 1905 dalla penna di Maurice Leblanc. Ma non ne ha né l’eleganza né la classe. E infatti è il suo compagno, Daisuke Jigen, l’icona di stile: è lui che indossa il fedora, oltre che una varietà di orologi da polso nella serie anime. Non a caso è sempre quella di Jigen la silhouette riprodotta sul fondello in vetro zaffiro del nuovo Chronomaster Revival Lupin III – 2nd Edition. Anche questa volta.

     

  • Lupin III esce al cinema. E  Zenith crea l’A384 di Jigen

    Lupin III esce al cinema. E Zenith crea l’A384 di Jigen

    Elegante e snello, seducente e incorreggibile malandrino. Dal 1967, quando è nato dalla creatività di Monkey Punch, nome d’arte del fumettista giapponese Kazuhiko Kato, Lupin III ha conquistato diverse generazioni. Tutte attratte dalle gesta del ladro gentiluomo, chiaramente ispirato all’Arsenio Lupin letterario di Maurice Leblanc. Dal manga poi sono state tratte tante serie anime, che nel corso di cinque decenni si sono alternate sul piccolo schermo; oltre a diversi live action per il cinema (gli sono stati dedicati ben 43 lungometraggi). In questo modo la popolarità di Lupin nel mondo è aumentata, fino a farlo diventare un’icona di stile grazie alle mitiche giacche, alle auto e agli accessori.

    E adesso il ladro più famoso del Giappone torna nelle sale – per la prima volta in versione 3D – con “Lupin III – The First”, in uscita da noi il 27 febbraio. Il film, creato in Cgi (immagini generate al computer), è diretto da Takashi Yamazaki, regista che ha già portato al cinema il primo “Doraemon” in 3D. La trama vede Lupin indagare sui segreti del diario di Bresson, documento legato all’eredità del nonno Arsène Lupin I. Insieme al protagonista ci sono i compagni di sempre: Fujiko, Goemon (il samurai), Jigen (il pistolero con la sigaretta), oltre all’ispettore Zenigata. E l’inedita, misteriosa Leticia, con cui Lupin si allea per arrivare a trovare il prezioso diario.

    Ma “Lupin III – The First” non è solo un’occasione per assistere a una nuova, avvincente avventura del manga; vede anche concretizzarsi uno dei feticci più desiderati dei suoi fan. Ovvero il cronografo Zenith ispirato al modello A384 che compare al polso di Jigen, l’affascinante partner di Lupin III, fin dall’esordio in tv della serie anime. Attenzione: non è certo il primo orologio derivato dal mondo dei cartoon. Tuttavia questo caso è diverso dagli altri perché l’esemplare in qualche modo esisteva già, ma solo nella fantasia di Monkey Punch. Ed è la prima volta che un orologio “dei fumetti” prende vita.

    Zenith ha infatti realizzato un’edizione Revival dell’A384, identico a quello indossato appunto da Jigen. Per tradurlo in un oggetto reale, il team della manifattura di orologi si è ispirato alle illustrazioni della prima puntata della serie “Lupin The Third”. Come ben sanno gli appassionati della maison svizzera, l’A384 è stato il primo modello a montare El Primero, il celeberrimo movimento cronografico automatico, integrato e ad alta frequenza, nato nel 1969.

    L’A384 Revival Lupin the Third Edition dunque si distingue per la cassa da 37 mm di diametro in acciaio; il quadrante mat con contatori antracite, scala tachimetrica, lancette e indici dorati; e sul fondello in vetro zaffiro ha poi incisa la silhouette stilizzata di Jigen. Si tratta di un’edizione speciale, prodotta in 50 esemplari. E speciale è anche la confezione, decorata all’esterno con un mosaico di immagini tratte dalla serie del manga giapponese, e il logo di Lupin III ideato da Zenith. Unico neo: si trova in vendita solo in Giappone. Peccato. 

  • Zenith e l’intuizione vincente dietro alla DGR

    Zenith e l’intuizione vincente dietro alla DGR

    Era circa un anno fa. Con Julien Tornare, in quei giorni alla guida di Zenith nei panni di Ceo da soli sei mesi circa (è salito in carica il 1 maggio 2017), si chiacchiera del più e del meno. Di passioni condivise e, automaticamente o quasi, anche di sponsorizzazioni. Un campo, questo, in cui il brand di Le Locle in tempi recenti non ha certo fatto economia: tante le collaborazioni attive, perfino troppe. Almeno a giudizio dello stesso Julien Tornare che, nell’occasione, annuncia infatti un bel repulisti all’orizzonte. Ma cosa sacrificare in un 2018 al tempo ormai alle porte? Tutto ma non la DGR. L’affermazione lascia lì per lì un po’ perplessi. Perché la DGR in questione è infatti la Distinguished Gentleman’s Ride. Un evento motociclistico “popolare”, nato nel 2012 in Australia ma appoggiato da Zenith solo a partire dal 2016. Capire perché un raduno – dal successo basato fondamentalmente sul passaparola – sia considerato da una marca orologiera più strategico a livello commerciale e di brand awareness di una patinata partnership in ambito sportivo, è allora forse più importante che fare un resoconto dell’evento stesso, andato nuovamente in scena con successo lo scorso 30 settembre.

    Investire sulla nautica sportiva, così come sulle competizioni di auto d’epoca – tanto per fare un esempio restando negli ambiti fino allo scorso anno familiari a Zenith – è un po’ come pescare nel mare con una lenza ad amo singolo. Salvo rari casi fortunati, si finisce così per trovarsi sempre o nel posto sbagliato (in poche nazioni il motorismo d’epoca è un cult ma nella maggior parte ha un seguito pari a zero, e così anche la vela), o nel momento sbagliato (basta un fine settimana di brutto tempo per generare un bel proliferare di tribune vuote). Risultato: investimenti assicurati, risultati non altrettanto. E allora d’accordo la passione, ma forse meglio rivolgersi altrove e cambiare strategia. E qui va dato atto a Julien Tornare di aver colto nel segno, come gli va dato atto di aver compreso le potenzialità della Distinguished Gentleman’s Ride. Per capire appieno il perché, alla DGR occorre andarci. Si inforca una moto, o meglio una bobber, una scrambler, una chopper o una café racer vintage, ci si veste in stile Goodwood Revival, fuori moda ma automaticamente alla moda, e ci si presenta al via. Ove ci si può subito rendere conto di un fenomeno di costume dalla portata difficilmente immaginabile.

    Quest’anno i motociclisti sono stati infatti oltre 112mila. Ma, ciò che più conta, sono scesi in strada più o meno contemporaneamente (tenendo conto dei fusi orari) in 648 città di 102 Paesi al mondo. Un pubblico omogeneo o, come direbbero gli esperti di marketing, “perfettamente targettizzato”. Una manna dal cielo. Tutti motociclisti, tutti appassionati del vintage e delle customizzazioni, tutti amanti di uno stile ben preciso, tutti – visto il livello medio delle due ruote scese in strada – con buona se non ottima possibilità di spesa. Aspetto, questo, non trascurabile, parlando pur sempre di orologeria che conta. In buona sostanza: “una fazza, una razza”. Con cui Zenith, grazie alla portata ormai planetaria dell’evento, ha potuto instaurare un dialogo diretto in tutto il globo e per di più in una singola giornata. Scendendo tra la gente, mischiandosi ad essa, condividendo realmente valori e passioni comuni in maniera sincera, persino terra a terra. E venendo da essa percepito di conseguenza come un marchio realmente vicino ai suoi gusti. E per di più con il prodotto giusto, si veda la collezione Pilot, uno dei pilastri del nuovo corso. Non a caso, famiglia d’origine del Pilot Type 20 Chronograph Ton Up Black, modello celebrativo della manifestazione. ”’”><\/script>‘