Giornale Degli Orologi
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  • Blancpain Lady B: il micro-bijou di design dal cuore meccanico

    Blancpain Lady B: il micro-bijou di design dal cuore meccanico

    B come Blancpain, B come Bullett, B come Betty. Ma anche B come Bubble (o Boule, se preferisci il francese) e B come Bijou. Si chiama Lady B il nuovo femminile di Blancpain, omaggio esplicito ma per nulla nostalgico a una storia che proviene dal passato. Per capire questo piccolo pezzo di design dobbiamo fare un salto indietro nel tempo. Precisamente al 1956, quando l’orologeria da donna era terreno di sfide tecniche e creative per le grandi manifatture.

    Betty e l’estetica Mid-Century

    In quel periodo, al timone di Blancpain c’era Betty Fiechter, prima donna in assoluto a guidare una grande casa svizzera. Entrata in azienda giovanissima, Betty aveva compiuto un’impresa incredibile: nel 1932, durante la Grande Depressione, aveva acquistato la manifattura per salvarla dal fallimento. Si ritrovò così a capo di oltre duecento dipendenti in un’epoca in cui le donne, in Svizzera, non avevano neppure diritto di voto – lo otterranno solo nel 1971: no comment. Una figura straordinaria che pretendeva per gli esemplari femminili la stessa attenzione riservata ai modelli da uomo.

    Negli anni Cinquanta, del resto, le case orologiere facevano a gara per contendersi il polso delle signore. Allora andavano di moda esemplari dal design originale e dalla femminilità delicata: per la sera cocktail watches e orologi a segreto, per il giorno modelli “di forma” con bracciali insoliti, ma sempre dalle dimensioni minuscole, se non microscopiche. E le grandi manifatture investivano capitali in ricerca e sviluppo proprio per cercare di ottenere micro-movimenti meccanici, affidabili e di qualità, adeguati a quelle casse formato mignon.

    Il fascino dell’Atomic Age e il famoso calibro R52

    Da Blancpain, sotto la supervisione di Betty, nel 1956 nacque così il mitico Ladybird “Bullet”, figlio dell’ottimismo tipico dell’epoca. Si era in piena Atomic Age, presto estesa all’era spaziale, ammantata di fiducia nei confronti del futuro e della tecnologia. Un momento magico in cui l’architettura, la moda e il design industriale dicevano addio alle linee rette per abbracciare forme organiche, sferiche e biomorfiche – basti pensare all’Atomium di Bruxelles o alle curve dei grandi sogni automobilistici di quegli anni.

    Il soprannome “Bullet” (proiettile) derivava dalla forma bombata e sferica della cassa. Il cuore pulsante di quel “proiettile” era il leggendario calibro R52 (o R55, a seconda dell’allestimento), un capolavoro da 11,85 millimetri di diametro – in pratica la punta di un mignolo. Per rimpicciolire il movimento senza sacrificarne la robustezza, Blancpain introdusse una rivoluzionaria quinta ruota nel treno del tempo e inserì una protezione antiurto sul bilanciere, del tutto assente sui calibri dei concorrenti. Il calibro R52 contava 133 componenti rifiniti al millesimo di millimetro e garantiva 40 ore di autonomia. Acquistato persino da altre storiche maison rivali, il calibro R52/R55 oggi è considerato una pietra miliare della micromeccanica del Novecento.

    Ma il “Bullet” stupì il pubblico anche per un’altra, geniale intuizione. La cassa sferica (o quasi) era priva di anse, ma sul retro aveva una fessura integrata che permetteva di far passare all’interno il cinturino: così le signore potevano sostituirlo in un attimo per abbinarlo all’abito. Fu un sistema rivoluzionario che segnò una prima mondiale per l’orologeria e introdusse l’idea dell’intercambiabilità “fai da te”, tanto apprezzata ancora oggi.

    Il Lady B, una micro-scultura da polso

    Il Blancpain Lady B dei nostri giorni riprende esattamente lo spirito di quel predecessore. Lo reinterpreta però con un linguaggio tecnico e formale contemporaneo che gli infonde un carattere deciso e di forte impatto estetico, a dispetto delle dimensioni. Dimentichiamoci quindi le classiche riedizioni fotocopia: qui c’è un’idea radicale che lo trasforma in una piccola scultura in 3D da indossare.

    La cassa è una vera e propria “bolla” d’acciaio o d’oro rosso da 19 millimetri di diametro, appena appiattita sopra e sotto. La tocchi e sembra un ciottolo levigato dall’acqua, lucidissimo e privo di sporgenze – eccetto per la corona di carica. Un oggetto che dichiara la propria essenza in volume, appena 2,9 centimetri cubi, anziché accontentarsi delle solite misure. Tuttavia l’incredibile pulizia estetica nasconde una complessità realizzativa fuori dal comune. Le didascalie raccontano perché.

    Anche il Lady B non presenta le consuete anse. Il cinturino passa nella cassa attraverso una sottile apertura millimetrica letteralmente scavata nel metallo. E grazie a un sistema di cuscinetti a sfera scorre, anzi scivola all’interno senza intoppi. Realizzato in pelle di vitello, non si limita a circondare il polso, ma lo avvolge con un doppio giro. Ed è declinato in sette colori dalle particolari sfumature: dal bordeaux al moka, dal corallo al cipria, e ancora bianco, blu e viola.

    Sul piccolo quadrante beige opalino regna una purezza assoluta. Niente diamanti, niente decori superflui, solo le lancette di ore e minuti e gli indici a bastone, per favorire al massimo la leggibilità. Tutto il resto lo fa la luce che si riflette sul réhaut a specchio, così da rendere le informazioni ancora più visibili.

    Un cuore meccanico inaspettato

    Sotto l’estetica pulita e quasi organica batte un cuore da puristi. Blancpain ha una regola ferrea: non ha mai prodotto un orologio al quarzo e mai lo farà. Il Blancpain Lady B adotta quindi il calibro 615, di manifattura. Ma il bello è che non si tratta di un movimento meccanico a carica manuale, come sarebbe logico aspettarsi in volumi così ristretti. No: il calibro 615 è un automatico, con una piccola ma efficace (o forse dovrei dire efficiente) massa oscillante che ricarica la molla del bariletto a ogni gesto del polso. Ne senti il movimento impercettibile quando lo stringi nella mano: e devo dire che fa un certo effetto…

    Non solo. Concepito nel 1995, il calibro 615 è stato via via aggiornato nel tempo man mano che si sono rese disponibili nuove tecnologie. Oggi per esempio monta la spirale in silicio, che lo rende insensibile ai campi magnetici e alle variazioni di temperatura, e contribuisce alla costanza di marcia dell’intero sistema. Proprio per la continua evoluzione ha acquisito una robustezza e un’affidabilità ormai riconosciute e dimostrate nel tempo.

    L’eredità di stile continua

    Il Blancpain Lady B si indossa con disinvoltura sotto una camicia bianca come con un tubino nero. Si presta alle occasioni più formali come un gioiello, ma per dimensioni e design non è mai fuori luogo, neppure nelle situazioni di relax. Non è una serie limitata, piuttosto un capitolo del tutto nuovo che ridefinisce l’eleganza quotidiana. Un esempolare che dà ragione a Betty Fiechter: la bellezza e l’intelligenza tecnica non sono mai state nemiche. I prezzi al pubblico consigliati? La versione in acciaio è proposta a 11.360 euro, mentre quella in oro rosso costa 17.350 euro. In linea con l’esclusività della Manifattura.

    In sintesi

    CaratteristicheSpecifiche del Blancpain Lady B
    NomeBlancpain Lady B
    Referenza0064 3642 E17 oppure 0064 1142 B24
    CassaOro rosso oppure acciaio, 19 mm di diametro x 13,2 di spessore
    MovimentoCalibro 615 a carica automatica
    FunzioniOre e minuti
    Autonomia38 ore
    Prezzo17.350 euro oppure 11.360 euro

  • I nuovi Villeret e l’anima classica di Blancpain

    I nuovi Villeret e l’anima classica di Blancpain

    Di recente ho avuto l’occasione di vedere e toccare con mano in anteprima la nuova collezione Villeret di Blancpain ed è stata un’occasione unica. Intanto perché le anteprime per la stampa sono sempre un momento speciale. Poi, perché all’evento era presente Jeffrey Kingston, uno dei massimi esperti e collezionisti mondiali, particolarmente amante di Blancpain e Breguet. Infine, perché lo stesso Kingston ci ha illustrato alcune delle referenze più celebri e prestigiose del passato di Blancpain, uscite per l’occasione dal caveau della manifattura in Svizzera. Roba che accade una volta ogni… tanti anni.

    Insomma, la cornice ideale per scoprire i nuovi Villeret, che Blancpain ha declinato in sei referenze, divise in due linee. Per non annoiarvi troppo e perché penso che in molti punti i nostri gusti coincidano, mi concentrerò di più su una delle versioni presentate: il Villeret 38 mm con quadrante color salmone. Che, dal vivo, è più un rame, ma se Blancpain parla di salmone, salmone sia.

    La novità del colore

    Al di là del colore, quello che va sottolineato nella nuova collezione è il diametro della cassa, che scende dai classici 40 mm (che resteranno comunque in assortimento) ai più contemporanei 38 mm. Una riduzione abbastanza visibile affiancando le due referenze, soprattutto perché il 40 mm del Villeret è sempre sembrato più grande di quanto non sia e lo stesso accade per il 38 mm. Un effetto dovuto sostanzialmente alla lunetta molto sottile e al quadrante essenziale quasi, spoglio.

    È la forza della collezione, che per Blancpain è la quintessenza dell’orologeria classica ed elegante, oltre che la campionessa in termini di sell out. Chi pensa che sia il Fifty Fathoms a fare man bassa di clienti, si sbaglia: ben oltre la metà dei volumi arriva dal Villeret. E con le nuove referenze, la linea promette di crescere ancora, anche perché tra queste non ci sono solo i 38 mm ma anche due femminili da 29,2 mm, di cui parlo più estesamente nelle didascalie.

    Il quadrante del nuovo Villeret

    Quindi, venendo al Villeret con quadrante color salmone, c’è da dire che è una prima per Blancpain in questa collezione. Avendolo messo al polso, posso affermare che la combinazione tra la tonalità, la cassa in acciaio, gli indici applicati in numeri romani in oro 18 carati con finitura nera e il cinturino in nabuk color antracite dà all’orologio una bellissima presenza.

    Pur mantenendo l’eleganza tipica di un Villeret, questa versione ha un non so che di sportivo che la rende indossabile sia con un completo e una cravatta, sia insieme a una camicia con le maniche arrotolate e a un paio di jeans. 

    Probabilmente questo effetto è merito anche del linguaggio estetico che Blancpain ha introdotto in tutta la collezione Villeret lo scorso autunno. È stato fatto un lavoro sugli indici, ridimensionati per dare maggior equilibrio all’insieme, satinati superiormente e smussati agli angoli. A ore 12 il classico XII ha lasciato spazio al monogramma JB, che si trova anche sul contrappeso della lancetta dei secondi centrali e che sta per Jehan-Jacques Blancpain, colui che fondò la Maison nel 1735. Pur se sottili, le lancette di ore e minuti hanno una parte ricoperta di Super-LumiNova per la leggibilità al buio.

    Come sempre accade in questi casi, risulta un po’ divisivo il datario a ore 3. Chi lo ama, chi preferirebbe non ci fosse (io…), chi non ci fa caso. Se non altro, in tutte le nuove versioni Blancpain ha messo il disco data in tinta con il quadrante, per provare a non spezzare l’uniformità estetica dell’insieme. Tutto sommato, idea promossa.

    Il calibro e l’estetica

    In termini di movimento, i nuovi Villeret da 38 mm incassano il calibro 1150 automatico di manifattura. È il movimento che si abbina al Villeret (ma si trova anche in alcune referenze del Fifty Fathoms Batyscaphe) e che si distingue soprattutto per lo spessore contenuto: 3,25 mm. Una dimensione che consente al nuovo Villeret da 38 mm di avere una cassa da 8,35 mm. È la misura che fa rientrare l’orologio nella categoria Ultraplate, di solito associata ai calibri automatici, contro gli Extraplate (sotto gli 8 mm di spessore) con calibro manuale.

    Non è una differenziazione da nerd, ma qualcosa che ci deve far ricordare quanto a questa collezione debbano sia Blancpain, sia l’intera orologeria svizzera. Per quanto il nome Villeret sia stato introdotto per identificarla solo nel 2002, i suoi codici estetici risalgono a quasi vent’anni prima. Nel 1983, nel pieno della cosiddetta “crisi del quarzo” che mise in ginocchio l’industria del tempo elvetica, Blancpain se ne uscì con il più piccolo calendario completo con fasi lunari del tempo, di 34 mm di diametro.

    Un orologio con la lunetta a doppio gradino, l’estetica sobria, la Luna con il volto umano che troviamo ancora oggi nella collezione e che fu la prova di quanto l’orologeria svizzera avesse ancora molto da dire. In un’epoca in cui l’elettronica pareva schiacciare la meccanica, Blancpain si mosse in direzione ostinata e contraria, dando il primo impulso a quella rinascita che, lenta e non facile, ha portato le lancette elvetiche dove sono oggi.

    Villeret, le altre referenze

    Dopo questo pistolotto storico, per completezza vi ricordo quelle che sono le altre referenze appena presentate, oltre a quella salmone, lasciando alle didascalie i dettagli. Intanto, c’è una versione riservata alle boutique Blancpain, che abbina una cassa in acciaio a indici giallo in oro massiccio 18 carati, un quadrante opalino dorato e un cinturino in alligatore nabuk verde oliva. È affiancata da altre due referenze: una con cassa in oro rosso 18 carati, quadrante opalino dorato e cinturino color miele, una con cassa in acciaio, quadrante opalino e cinturino beige.

    Come ho accennato sopra, ci sono anche due referenze pensate per le signore. Con cassa da 29,2 mm in oro rosso 18 carati o in acciaio, hanno le classiche fasi lunari a ore 6 e diamanti su lunetta e indici. Qualcosa molto in linea con i Villeret di un tempo, calati però nella modernità. Perché nulla è più moderno di un classico che sa mantenere la propria essenza e resistere al passare delle stagioni. Vale nell’arte come nell’orologeria che, in fondo, è arte anch’essa.

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 23/06/2026

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 23/06/2026

    Non c’è bisogno di tirare in ballo il solstizio del 21 giugno o l’anticiclone Cerberus che infiamma l’Italia. Basta dare un’occhiata alle novità riunite in questa pagina di Latest per rendersi conto che l’estate è davvero arrivata, anche in orologeria. Nomi evocativi, colori estremi (vivacissimi o immacolati), celle cattura-luce e impermeabilità da tuffo nel blu fanno di queste Latest un campionario di orologi perfetti per le vacanze. E tu, ti prenderai qualcosa di nuovo per andare in ferie? Scrivicelo sui nostri social…

    Latest oltre 10mila euro

    BLANCPAIN Fifty Fathoms Tech
    Lanciato in occasione del World Ocean Days per ribadire l’impegno del Marchio nella salvaguardia degli oceani, è il seguito ideale dell’esemplare del 2023, di cui presenta le stesse caratteristiche. Cassa di 47 mm in titanio grado 23, impermeabile fino a 30 atm e con valvola di decompressione. Calibro 13P5A di manifattura, a carica automatica e con 5 giorni di autonomia. Quadrante”nero assoluto” che assorbe il 97% della luce. Ma soprattutto ghiera (e lancetta dedicata) con scala di 3 ore, ideale per le immersioni tecniche prolungate. 24.550 euro.

    HUBLOT Big Bang Titanium Peach Ceramic 42mm
    Come ogni anno, la Casa di Nyon accende la stagione del Mediterraneo con la nuova collezione Big Bang Summer, che tinge la ceramica di colori pastello. Tra i tanti esemplari, ne abbiamo scelti due (qui e in alto). Questo ha la cassa in titanio di 42 mm, impemeabile fino a 10 atm, il movimento automatico di manifattura Unico, calibro HUB1280, cronografo flyback con ruota a colonne e 3 giorni di autonomia, e la lunetta in ceramica coordinata al cinturino in gomma strutturata a righe. 23.500 euro.

    H. MOSER & CIE Pioneer Centre Seconds Sun Berry
    Un esemplare giocato sul contrasto cromatico, energetico come le giornate di sole e goloso come i frutti di bosco. Mai s’era visto niente di simile in alta orologeria… Il quadrante viola soleil accostato al giallo acceso di lancette, réhaut e cinturino (in caucciù traforato) è un pugno in un occhio, eppure funziona! La cassa in acciaio misura 40 mm di diametro ed è impermeabile fino a 12 atm, il movimento automatico è il calibro HMC 201, di manifattura, parzialmente scheletrato e con 3 giorni di autonomia. 14.500 franchi svizzeri (Iva esclusa).

    JAEGER-LECOULTRE Polaris Date
    Uno degli orologi più rappresentativi della Grande Maison ritorna con proporzioni più compatte e mood versatile: la cassa in acciaio ora misura 40 mm di diametro per 12,9 mm di spessore, e risulta confortevole per tutti i polsi. Mantiene però le caratteristiche di sempre, come la doppia corona e il réhaut girevole (impermeabile fino a 20 atm, è perfetto anche come subacqueo). Animato dal Calibro 899 di manifattura, a carica automatica e con 70 ore di autonomia, ha il quadrante sfumato e il cinturino in tessuto. 10.900 euro.

    Latest a meno di 10mila euro

    BVLGARI Bvlgari Aluminium
    Una delle collezioni di culto della Maison romana si amplia con due nuove referenze sport-chic. In cui è protagonista il bianco, in chiave monocromatica o con quadrante azzurro soleil. La cassa in alluminio sabbiato misura 40 mm di diametro ed è impermeabile fino a 10 atm, il movimento automatico è il calibro B77 di manifattura, la lunetta e il cinturino (entrambi con il doppio logo) sono come sempre in caucciù. 3.700 euro.

    Latest a meno di 2mila euro

    RAYMON WEIL A.R.T. Collection
    Creato per celebrare i 50 anni del Brand, è il primo orologio in catalogo con bracciale integrato. Ed è declinato in 14 referenze, tutte in acciaio (anche bicolori o interamente Pvd oro), con la cassa tonneau disponibile in due taglie – da 30 o da 38 mm – e il quadrante soleil in diversi colori: blu, verde salvia, nero, oppure in madreperla. Due anche i tipi di movimento: automatico o al quarzo. Esiste anche in versioni gioiello, con lunetta o indici incastonati di brillanti. Da 1.525 euro.

    MAURICE LACROIX Pontos S Solar
    La linea sportiva del Marchio si rinnova. E adotta movimenti al quarzo Swiss made a “carica solare”, che garantiscono oltre 10 anni senza sostituire la batteria: il calibro Ronda 215 per la versione “solo tempo”, con 8 mesi di autonomia a carica completa, e il calibro Ronda 2040.D per il cronografo, con 5 mesi di autonomia. La cassa di 42 mm in acciaio, anche Dlc Gun, è impermeabile fino a 20 atm. Esiste in numerose referenze, con bracciale in acciaio o con coloratissimi cinturini in gomma, intercambiabili. Da 1.190 euro.

    FREDERIQUE CONSTANT Classics Moneta Solarmetre
    Lo ricordavamo al quarzo, sì, ma con le fasi di luna. Ora la Manifattura lo converte in “solo tempo” per introdurre il suo primo movimento “a carica solare”: il calibro FC-120, sviluppato con La Joux-Perret. Ultrasottile, cattura la luce attraverso un quadrante grené/traslucido – in tre colori: azzurro ghiaccio, bianco o bordeaux – e assicura un’autonomia di 10 mesi, anche se lasciato al buio di un cassetto. La cassa in acciaio misura 39 mm di diametro per 8,52 mm di spessore. E si allaccia al polso con un cinturino in pelle stampa alligatore o con un bracciale in maglia milanese (intercambiabili). 1.150 euro.

    TISSOT Seastar 1000
    La storica collezione di subacquei si amplia di nuovi esemplari. Il nostro preferito è il “classico Solo tempo” con il quadrante turchese, che esiste in due formati di cassa: da 36 o da 40 mm di diametro, in entrambi i casi impermeabile fino a 30 atm. Interamente in acciaio, con il bracciale leggermente rastremato, è sempre animato da un movimento al quarzo Swiss made. 475 euro.

  • Gli orologi dell’Anno del Cavallo. Le novità per il Capodanno 2026

    Gli orologi dell’Anno del Cavallo. Le novità per il Capodanno 2026

    17 febbraio 2026, Capodanno cinese. Festa della Luna o Festa della Primavera, chiamatelo come volete. Un tempo celebrato tanto nella Mainland China quanto nei Paesi dell’Asia orientale e del Sud-Est asiatico, ormai è diventato una festività a livello globale. Riconosciuta a tutte le latitudini e nell’intero ecosistema commerciale – industria del tempo compresa. Secondo le antiche tradizioni zodiacali dell’ex Celeste Impero, questo sarà l’Anno del Cavallo di Fuoco. E il mondo delle lancette si adegua: non perde l’occasione per sfornare edizioni speciali dedicate. Ecco dunque gli orologi dell’Anno del Cavallo, séguito ideale di quelli dell’Anno del Serpente, del Drago, della Tigre, del Topo (e così via), che abbiamo presentato in passato. Business is business.

    In realtà qui trovate la nostra selezione. Sì, perché è quasi impossibile elencare in modo completo ed esauriente tutti, ma proprio tutti, gli orologi dell’Anno del Cavallo. Troppo numerosi, prodotti come sono in ogni segmento di mercato, dall’entry level all’alta orologeria. Diversi per stile, materiali, tecnica… Ma sempre con l’amato Equino ricorrente, riprodotto in modo vistoso sui quadranti, con rari mestieri d’arte o con semplici stampe, oppure più discreto, come parte integrante della meccanica, magari inciso sulla massa oscillante. E poco importa come sia ritratto. Può essere un purosangue British dal passo disciplinato o un esemplare selvaggio all’irrefrenabile galoppo. (Proprio come quello della vecchia pubblicità del bagnoschiuma Vidal, ve la ricordate?). Ma va bene anche se è rampante come quello della Ferrari (o di Zorro, che a noi Boomer però fa tanto Furia cavallo del West).

    Realistici o fantastici che siano, gli orologi dell’Anno del Cavallo piacciono comunque. Anche a quanti non credono nel destino astrologico, ma sono solo appassionati e collezionisti di micromeccanica da polso. E chi se ne frega se il settore sembra trasformarsi un po’ in una scuderia – non poi così romantica, a pensarci bene: olezzante di fieno e ronzante di mosche. Per quest’anno va così. Ma non ci lamentiamo: l’anno prossimo sarà peggio. Sarà l’Anno della Capra…

    7 orologi dell’Anno del Cavallo. In ordine alfabetico

    ARNOLD & SON Perpetual Moon 41.5 Red Gold “Year of the Horse” Suggestivo lo è di sicuro. Grazie alle fasi lunari, con la grande luna in madreperla luminescente come le costellazioni di Cassiopea e dell’Orsa Maggiore. Sotto il cielo stellato del quadrante in avventurina, il Cavallo in 3D scolpito a mano dell’oro rosso 5N si staglia in un paesaggio dipinto con la tecnica della pittura in miniatura. La cassa in oro rosso ospita un movimento meccanico a carica manuale con 90 ore di autonomia. Edizione limitata di 8 esemplari, 62.600 franchi svizzeri.

    BLANCPAIN Villeret Calendrier Chinois Traditionel
    Un autentico capolavoro meccanico: il movimento meccanico a carica automatica – calibro 3638, a carica automatica e con 5 giorni di autonomia – riporta non solo il calendario completo gregoriano con le fasi di luna, ma anche il calendario cinese. Vale a dire le ore doppie, la data, il mese, i segni zodiacali, i 5 elementi, i mesi intercalari e i tronchi celesti. Il Cavallo fa capolino nella finestrella al 12. La cassa è in platino, il quadrante in smalto Grand Feu. Edizione limitata di 50 esemplari, 96.850 euro.

    HARRY WINSTON Chinese New Year Automatic 36 mm
    Un pezzo di alta gioielleria dalla collezione HW Moments. Concentra una serie di savoir-faire diversi: il Cavallo applicato e laccato emerge come un bassorilevo dalla madreperla, intarsiata a riprodurre le nuvole, tinta di rosso a formare un ferro di cavallo. Immancabili i diamanti: a navette e taglio smeraldo sul quadrante, taglio brillante di varie dimensioni sulla lunetta della cassa in oro rosso. Il movimento è automatico. Edizione limitata di 8 esemplari, prezzo non dichiarato.

    ORIS Year of the Horse Limited Edition
    Una delle interpretazioni fra le più originali del tema. Il quadrante sfumato riporta una doppia raffigurazione del Cavallo, in corrispondenza dell’indicazione dell’autonomia di 10 giorni: al galoppo (quando la molla è a piena carica) e a riposo (quando è scarica). In più, il movimento di manifattura – calibro 113, a carica manuale – mostra giorno, data e mese, oltre alla settimana, indicata sulla scala perimetrale. La cassa è in acciaio, coerente il cinturino in pelle equina (cordovan). Edizione limitata di 88 esemplari, 6.650 euro.

    PIAGET Altiplano Zodiac Horse Edition
    Un altro pezzo di alta gioielleria, questa volta con la cassa in oro bianco tempestata di diamanti: taglio baguette sulla lunetta, taglio brillante sulle anse e sul quadrante. Che è sempre in oro bianco, inciso a mano e dipinto con smalto Grand Feu, cloisonné e pailloné, dalle abili mani di Anita Porchet. All’interno monta un celebre movimento meccanico a carica manuale: il calibro 830P, ovviamente realizzato “in casa”, ultrapiatto (solo 2,5 mm di spessore) e con 60 ore di autonomia. Edizione limitata di 18 esemplari, prezzo non dichiarato.

    SWATCH Riding the Clouds
    Colorato, divertente, “fumettoso”: un pezzo d’arte come solo il Brand può fare. Realizzato in collaborazione con Yu Wenjie, ex artista residente dello Swatch Art Peace Hotel, è ricco di riferimenti simbolici: i due Cavalli, uno bianco e uno nero, rimandano allo Yin e allo Yang, le criniere e le code di fuoco rappresentano fortuna e prosperità… La cassa è in plastica, il movimento al quarzo Swiss made, il cinturino in silicone. 100 euro.

    VACHERON CONSTANTIN La Leggenda dello Zodiaco Cinese – Anno del Cavallo Un altro concentrato di mestieri d’arte: il quadrante in oro è decorato con smalto Grand Feu e applique del Cavallo e del terreno in oro cesellato a mano. Il movimento meccanico a carica automatica, calibro 2460 G4/3, riporta le indicazioni di ore, minuti, datario e giorno della settimana su dischi rotanti. Esiste con la cassa in oro rosa o in platino (foto in alto), in 25 esemplari per referenza, fregiati dal Punzone di Ginevra. In vendita solo nelle boutique monomarca, prezzo non dichiarato.

  • Latest. 12 novità per le feste natalizie – 10/12/2025

    Latest. 12 novità per le feste natalizie – 10/12/2025

    Diciamolo chiaramente, anche a costo di scoprire l’acqua calda. L’ultimo trimestre dell’anno, per il mondo delle lancette, è uno dei periodi più importanti in termini di vendite e di fatturato, per la sana abitudine di regalare – ma ancora di più di regalarsi – un orologio in vista delle feste. Così è sempre stato e così probabilmente sarà anche in futuro. Quindi tutto quello che le marche di orologeria hanno presentato da settembre in poi, in realtà, è stato pensato in vista del Natale. Di conseguenza tutte le Latest che avete letto sul Giornale degli Orologi da qualche mese a questa parte possono essere funzionali allo shopping natalizio. E non solo le novità comprese nelle Latest di oggi, come sembrerebbe suggerire il titolo di questa pagina…

    Certo, più si avvicina il fatidico 25 dicembre e più le proposte si fanno esplicitamente mirate. Per questo nelle ultime settimane si è visto un proliferare di nuove uscite, anche e soprattutto da parte delle case di alta orologeria. Ne sono una prova proprio gli orologi riuniti in queste Latest, in cui appaiono esemplari complicati e ultracomplicati in quantità maggiore del solito. Del resto, ci sta. Non che i grandi collezionisti abbiano bisogno dell’alibi natalizio per arricchire la propria raccolta con l’ultimo pezzo importante. Ma, per le manifatture, l’occasione si presta ai lanci in grande stile, alle dimostrazioni di savoir-faire, ai fuochi d’artificio delle grandi complicazioni.

    Detto questo, dovreste essere preparati a ciò che scoprirete qui sotto. Consapevoli di non essere affatto esaustivi, ci scusiamo fin d’ora per non poter dare a certi orologi lo spazio che meriterebbero. Le nostre poche righe vogliono essere come al solito una semplice introduzione ai singoli modelli, per invogliarvi ad approfondire quelli che vi interessano di più. Al di là della concreta possibilità di comprarseli – certi prezzi “per noi umani” sono proibitivi -, conoscere e restare aggiornati rimane comunque importante. Buona lettura!

    Latest… da sogno

    BLANCPAIN Grande Double Sonnerie
    L’orologio più complicato mai prodotto dalla Manifattura. Vanta grande e piccola suoneria, ripetizione minuti, tourbillon volante, calendario perpetuo con data retrograda. E permette di ascoltare, oltre alla melodia Westminster, un’altra composta appositamente da Eric Singer, il batterista dei Kiss. Il calibro 15GSQ, sviluppato in 8 anni di lavoro, conta 1053 componenti e 21 brevetti, spirale in silicio e 96 ore di autonomia (12 in modalità grande sonnerie), mentre la cassa esiste in oro rosso o bianco e misura 47 mm di diametro. L’orologio è prodotto in due esemplari l’anno. Un milione 700mila franchi svizzeri.

    JAQUET DROZ Petite Heure Minute Red Gold Hamming Birds
    Un pezzo unico commissionato da un collezionista, realizzato con l’artigianato d’arte tipico della Maison. La cassa di 39 mm in oro rosso racchiude un quadrante in oro bianco, inciso a mano e dipinto con la tecnica della miniatura in smalto Grand Feu. I due colibrì che bottinano sui fiori di ibisco rendono omaggio alla tradizione naturalistica della Casa. Il calibro 25JD, a carica automatica, ha un’autonomia di 7 giorni, spirale e corna dell’àncora in silicio, il tourbillon a 60 secondi e la massa oscillante incisa e dipinta a mano. Prezzo non dichiarato.

    CHOPARD L.U.C Grand Strike
    Creato in occasione del 30° anniversario della Manifattura di Fleurier, è il modello con suoneria più complicato della Maison. Il calibro L.U.C 08.03-L, a carica manuale, concentra 10 brevetti (5 sviluppati ad hoc) e conta 686 componenti: è dotato di grande sonnerie, petite sonnerie e ripetizione minuti, che “suonano” su timbri in zaffiro monoblocco, integrati col vetro del quadrante; ha un’autonomia di 70 ore (12 in modalità grande sonnerie) ed è certificato cronometro dal Cosc. La cassa in oro bianco etico misura 43 mm di diametro. L’orologio è in produzione limitata di pochi esemplari all’anno, fregiati dal Punzone di Ginevra. 780mila franchi svizzeri (tasse escluse).

    GIRARD-PERREGAUX Laureato Tre Ponti d’Oro
    La fusione di due orologi di culto, due pezzi di storia dell’orologeria. Uno nato nel 1975, che quest’anno spegne quindi 50 candeline. L’altro invece datato 1867, un “tasca” che è diventato leggendario. La sintesi? Notevole. Cassa tonneau di 41 mm in acciaio con la famosa lunetta ottagonale in oro bianco, sul bracciale integrato sempre in acciaio. E il movimento a carica automatica, calibro GP9620, con i celeberrimi tre ponti in oro scheletrati, micro-rotore in platino e 55 ore di autonomia. Edizione limitata di 50 esemplari, 181mila euro.

    A. LANGE & SÖHNE Lange 1 Daymatic Honey Gold
    La versione con movimento automatico della celeberrima collezione per la prima volta è realizzata in oro miele. L’esclusiva lega della Manifattura sassone, dalla tonalità calda, ben si accorda al color cioccolato del quadrante in argento. La cassa misura 39,5 mm di diametro, il movimento è il consueto calibro L021.1, con massa oscillante in oro 21 Kt e platino, indicazione retrograda del giorno della settimana, piccoli secondi e gran data, dalle eccelse finiture. In 250 esemplari, prezzo non dichiarato.

    VACHERON CONSTANTIN Traditionnelle Calendario Perpetuo Ultra-Piatto Celebra il 270° anniversario della Maison e la sua lunga tradizione nei movimenti ultrapiatti. La cassa di 36,5 mm di diametro ospita il calibro 1120 QP, a carica automatica, sottile solo 4,05 mm a dispetto della complicazione, che riporta anche le fasi e l’età della Luna. Esiste con la cassa in oro bianco, la lunetta lucida o incastonata di diamanti, oppure in oro rosso. In quest’ultimo caso il prezzo è di 103mila euro.

    Latest a meno di 50mila euro

    RESSENCE Type 3 Marc Newson
    Il celebre designer australiano fornisce un’inedita interpretazione dell’innovativo esemplare: come sempre basato sulla tecnologia in bagno d’olio ma ora giocato sui contrasti cromatici. Nella cassa in titanio Dlc e Pvd, di 45 mm di diametro per 15 di spessore, orbitano come di consueto le indicazioni: in questo caso ore decentrate, minuti centrali, giorno della settimana, piccoli secondi, temperatura dell’olio negli altri contatori, data periferica. Ma gli indici gialli risaltano a colpo d’occhio. 46mila franchi svizzeri (tasse escluse).

    H. MOSER & Cie Streamliner Genesis 2
    Secondo capitolo della saga che ha avuto il precedente nel 2022, l’Endeavour Centre Seconds con blockchain e Nft, e vedrà la conclusione nel 2026. Questo modello vede il ritorno alla tradizione meccanica ma con l’innovazione propria della Marca: cassa di 40 mm con bracciale integrato, in acciaio, e quadrante nero assoluto in Vantablack®. Il movimento automatico è il calibro HMC 203 con massa oscillante in oro, spirale Straumann e autonomia di 3 giorni. La vendita è riservata a 50 possessori del primo Genesis e ai loro invitati. Edizione limitata di 100 esemplari, 29.900 franchi svizzeri (tasse escluse).

    E sotto i 10mila euro

    MASSENA LAB and RAÚL PAGÈS TZ30
    Nato come piccolo forum di orologeria e oggi sfociato in una delle principali community online, TimeZone compie 30 anni. E per l’occasione la già collaudata partnership fra lo studio newyorkese di design e l’orologiaio indipendente (Absinthe, Noctograph) gli ha dedicato una nuova edizione limitata. Con la cassa di 38,5 mm in acciaio e il quadrante sfumato/spazzolato, monta un movimento proprietario, il calibro M690, con 60 ore di autonomia, curatissimo nelle finiture. In 30 esemplari, 9.900 dollari.

    NOMOS GLASHÜTTE Club Sport neomatik Worldtimer
    Nuove edizioni limitate delle Ore del mondo sviluppate dalla Manifattura sassone. Come i modelli precedenti, usciti in primavera, hanno la cassa tripartita in acciaio e il movimento automatico DUW 3202, sottile solo 4,8 mm a dispetto della complicazione integrata. Cambia però l’estetica: il quadrante champagne soleil presenta dettagli azzurri nella versione Roam (accanto) oppure gialli nella versione Reverie. Entrambe in 175 esemplari, rispetto al passato hanno un prezzo inferiore: 3.800 euro. Una piacevolissima sorpresa…

    CUERVO y SOBRINOS Historiador Primera Dama
    Il Marchio dalle origini cubane amplia la collezione femminile con 4 nuovi esemplari dal quadrante in pietra dura: turchese verde, giada rossa, arenaria turchese e occhio di tigre, ciascuno con tre piccoli diamanti incastonati a ore 8 e il cinturino in colori coordinati, intercambiabile. La cassa in acciaio misura 36 mm di diametro e racchiude un movimento al quarzo Swiss made, calibro Ronda 772. Il packaging contiene anche un bracciale in acciaio. 1.900 euro.

    SWATCH Bioceramic MoonSwatch – Mission to Earthphase -Moonshine Gold Il look candido celebra la neve e la magia dell’inverno. Cassa di 42 mm in Bioceramic e movimento al quarzo – come di consueto -, riporta le fasi terrestri e le fasi lunari. Queste ultime hanno una Luna decorata da un fiocco di neve, inciso al laser e sempre diverso per ogni esemplare. In più ci sono Snoopy e Woodstock astronauti, con il casco innevato. Lanciato il 4 dicembre, giorno della Luna piena “fredda”, sarà in vendita fino alla fine dell’inverno (il 20 marzo 2026) nelle boutique monomarca selezionate, ma solo nei giorni in cui nevicherà in Svizzera. 385 euro.

  • Alla Guida Michelin con Blancpain. L’alta orologeria incontra l’alta cucina

    Alla Guida Michelin con Blancpain. L’alta orologeria incontra l’alta cucina

    Il trend topic dei giorni scorsi? L’edizione italiana della Guida Michelin 2026, punto di riferimento indiscusso nel mondo della ristorazione. Che è stata presentata mercoledì 19 novembre, a Parma, con l’apertura delle celebrazioni per i 120 anni di Michelin nel nostro Paese e del 71° anniversario della Guida Michelin Italia. Bene. Alla cerimonia di premiazione delle nuove Stelle, nell’elegante cornice del Teatro Regio, c’eravamo anche noi del Giornale degli Orologi. Ospiti di Blancpain, dal 2020 partner internazionale della “guida rossa”, e in quanto tale titolare di un premio attribuito ogni anno a uno chef mentore. Ma andiamo con ordine.

    Dichiarazione d’intenti

    Ora che si è spento il clamore per le novità introdotte dalla Guida Michelin 2026 è arrivato il momento di raccontarvi com’è andata. Dell’emozione tangibile, in sala, sia prima che durante e dopo la consegna dei premi. Ma non starò qui a parlarvi del nuovo ristorante Tre Stelle, La Rei Natura by Michelangelo Mammoliti di Serralunga d’Alba, che va ad affiancarsi agli altri 14 Tre Stelle già presenti sul territorio nazionale. Né dei 2 nuovi Due Stelle o dei 22 nuovi Una Stella, grazie ai quali si contano in totale ben 394 Stelle distribuite in tutta la Penisola. Il che fa dell’Italia il secondo Paese a livello globale per numero di Stelle Michelin esistenti – dopo la Francia, ovviamente.

    Come molti italiani, amo mangiar bene. Ma non sono una critica gastronomica e non mi permetto di scrivere di un argomento che non è “il mio”. Se non avete letto abbastanza recensioni al riguardo, vi rimando ad altri siti che si occupano di cucina. Qui preferisco farvi un resoconto della manifestazione in ottica orologiera. A partire dal punto di vista di Blancpain. Per la sesta volta accanto alla Guida Michelin, in questo modo ribadisce l’importanza dell’Art de vivre nella propria filosofia. Del resto la Manifattura è anche partner della raffinata catena alberghiera di Relais & Châteaux e del rinomato premio Bocuse D’Or, come spiegava Stefania Cubello qualche anno fa.

    Blancpain Gourmet alla Guida Michelin

    Comincio quindi dai primi momenti della manifestazione. Quando si sono spente le luci nella sontuosa sala del Teatro Regio e sullo schermo dietro il palco è stato proiettato un video. Un suggestivo “corto”, fatto di immagini macro che mettevano in luce il parallelo fra l’alta orologeria e l’alta cucina, realizzato naturalmente da Blancpain. Blancpain Gourmet, come lo definiva Augusto Veroni in un’altra, analoga occasione, in cui lo chef mentore – vale a dire consigliere, maestro e sostegno per i cuochi delle nuove generazioni – era Niko Romito. Ed è proprio questa similitudine fra haute horlogerie e haute cuisine la chiave di lettura della collaborazione con la Guida Michelin e insieme il leitmotiv dell’evento. Lo vedremo fra poco.

    Successivamente, durante l’assegnazione dei premi speciali, è andato in scena il Michelin Chef Mentor Award offerto da Blancpain. Che è stato attribuito ad Heinz Beck del ristorante La Pergola di Roma, con la seguente motivazione: “In oltre vent’anni di Tre Stelle Michelin, Heinz Beck ha trasformato La Pergola in un laboratorio di eccellenza gastronomica, dove generazioni di giovani cuochi hanno potuto formarsi sotto la guida di un maestro capace di trasmettere una visione unica della cucina: quella della leggerezza, dell’equilibrio, del benessere. Il suo approccio, frutto di una costante collaborazione con il mondo accademico e scientifico, ha ridefinito il concetto di alta cucina, coniugando gusto e salute in modo innovativo. Heinz Beck non è solo uno chef di straordinario talento, ma anche un instancabile divulgatore e formatore, che ha contribuito in modo decisivo alla crescita culturale della gastronomia contemporanea”.

    Il Premio secondo Blancpain

    A consegnare il Michelin Chef Mentor Award è stato Roberto Castagna. Oltre al simbolico macaron, il Brand Manager di Blancpain ha donato al cuoco tedesco un orologio da parete, un Fifthy Fathoms dal formato macro. (Per quanto ne so, l’unico esemplare di Blancpain animato da un movimento al quarzo…). Che con assoluta precisione e puntualità scandirà dunque tutte le operazioni della cucina nel ristorante romano. Ed è proprio il tempo uno degli elementi comuni al mondo delle lancette e del food. Non un’unità di misura ma un ingrediente, come ha sottolineato lo stesso Castagna, con tolleranze minime di errore. Come in orologeria è inaccettabile che un esemplare acceleri o rallenti, allo stesso modo in cucina il “troppo presto” o “troppo tardi” può rovinare del tutto un piatto.

    Poi c’è il fattore umano. Al di là degli strumenti meccanici o elettronici, in orologeria l’intervento dell’artigiano è fondamentale. È l’orecchio del maestro orologiaio a regolare il bilanciere o a mettere a punto la nota di un gong, sono la bravura e l’esperienza di un bravo finisseur a definire un anglage perfetto… Lo stesso succede nella preparazione di una ricetta. È l’istinto dello chef a indicare l’esatta cottura, è la sua creatività a inserire il pizzico di un ingrediente segreto capace di trasformare i sapori. E infine c’è la capacità di lavorare in team. Come gli ingranaggi di un orologio devono funzionare all’unisono, i membri di una brigata devono essere perfettamente sincronizzati. Solo così, in orologeria come in cucina, si possono ottenere risultati che suscitano emozioni.

    Credo che sia proprio questa la lezione che ho imparato alla presentazione della Guida Michelin. Certo, non dimenticherò mai neppure i numerosi, squisiti assaggini preparati al Palazzo della Pilotta dagli chef stellati, che hanno letteralmente lasciato gli ospiti a bocca aperta, insieme ai deliziosi calici di vini bianchi e rossi versati con liberalità. Ma questa è un’altra storia, per la quale ringrazio di cuore Blancpain.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 28/09/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 28/09/2025

    Arte, fotografia, haute cuisine, ma anche shopping in moneta digitale e mostre-mercato specializzate. Le Cronache dell’orologeria di oggi escono eccezionalmente di domenica per rispettare una notizia in scadenza e darvi informazioni aggiornate. Ma soprattutto per comunicare un annuncio che ci vede protagonisti, in anticipo rispetto alla diffusione sui social media che ormai sono riconosciute fonti di informazione per tanti. A voi la novità. Buona lettura.

    Cripto-shopping

    Un Richard Mille RM002 del 2001

    Ninety Watches and Jewellery, il rivenditore di “usato certificato” Richard Mille, d’ora in poi accetterà pagamenti in criptovalute – gestiti dalla piattaforma Bitcashier, che garantisce transazioni sicure. L’iniziativa risponde alla crescente domanda da parte dei clienti internazionali di pagare con valute digitali. Del resto, secondo alcune stime accreditate, il numero dei milionari che pagano in criptovalute è aumentato nel 2024 del 95% e ha superato le 172mila persone. Mentre nelle aziende che accettano questo sistema, il 10% delle transazioni sono effettuate in questo modo, con un valore medio più che doppio rispetto ai metodi tradizionali. Come dire: per muovere somme ingenti, le criptovalute sono il top.

    Tra Giappone e il Golfo

    Foto Hufton+Crow – Department of Culture and Tourism Abu Dhabi courtesy Richard Mille

    Sempre Richard Mille prosegue la collaborazione con il Louvre Abu Dhabi. E annuncia la quinta edizione del Richard Mille Art Prize, il premio che celebra il dialogo culturale e l’innovazione artistica. La mostra di quest’anno, prevista dall’11 ottobre al 28 dicembre sotto la cupola del Museo, s’intitola Art Here 2025. E sarà incentrata sul tema Shadows (ombre), che include i concetti di “luce e assenza, memoria, identità e trasformazione”. La curatrice dell’esposizione Sophie Mayuko Arni farà parte della giuria internazionale insieme a personalità del mondo dell’arte. Sei gli artisti presenti: Ahmed Al-Aqra, Jumairy, Hamra Abbas, Ryoichi Kurokawa, Rintaro Fuse e il duo Yokomae et Bouayad.

    Meraviglie subacquee

    Anche quest’anno Blancpain conferma il proprio impegno nella tutela della vita oceanica, con il sostegno all’Ocean Photographer of the Year 2025, che ha riunito oltre 15mila immagini da tutto il mondo. Vincitore: Yury Ivanov, esperto di macrofotografia in Indonesia, per l’immagine di due “coccinelle di mare” (minuscoli crostacei del genere Amphipoda) su un corallo. Mentre il Female Fitfy Fathoms Award è stato assegnato alla biologa marina cinese Jialing Cai, specializzata nel catturare con l’obiettivo le creature nascoste nello zooplancton. Come il piccolo polpo wonderpus (accanto) circondato da una varietà di piccole larve di gamberetti, granchi e vermi.

    La brigata si allarga

    Lo chef messicano Jorge Vallejo è diventato friend of the Brand di Hublot, che amplia così la propria presenza nell’alta cucina. Fondatore, con la moglie Alejandra Flores, del ristorante Quintonil a Città del Messico, ha conquistato due stelle Michelin e vari riconoscimenti internazionali, come il 3° posto fra i 50 Migliori Ristoranti del Mondo. I suoi piatti sono un mix creatività e rispetto per le origini – in una visione che ricorda la filosofia dell’art of fusion del Marchio. Proprio per questo deve essere piaciuto molto alla Casa di Nyon, che gli ha messo al polso subito un bel Big Bang. Perché – si sa – il controllo del tempo in cucina è un ingrediente fondamentale…

    Lotta ai dazi

    Un orologio come forma di protesta? Ebbene sì. Lo ha fatto Swatch con il nuovo What if… Tariffs? contro i dazi doganali imposti da Trump alla Confederazione Elvetica. Un 39% che va a influire pesantemente sulle esportazioni verso gli States. Ecco allora la risposta ironica del Marchio, che intende sollecitare il governo rossocrociato ad agire nell’interesse della aziende, non solo orologiere. Da notare sul quadrante i numeri 3 e 9 in posizione invertita, e un segno di percentuale sul coperchio della batteria. Anche il prezzo è provocatorio: 139 franchi, contro i 100 degli altri modelli in collezione. N.B. Questo esemplare si trova in vendita solo in Svizzera, e resterà in produzione solo finché la questione non sarà risolta…

    Ci saremo anche noi

    È ufficiale: Il Giornale degli Orologi è diventato media partner di W.O.I – Watches of Italy. Il nostro magazine digitale farà quindi da cassa di risonanza per il network che dal 2019 promuove la filiera italiana dell’orologeria. E affianca in questo ruolo la storica rivista La Clessidra e altre testate online. D’ora in poi, sul nostro sito troverete dunque aggiornamenti sulla manifestazione che si terrà l’8 e il 9 novembre prossimi a Milano. Per esempio: tendenze fra le novità, reportage dal Superstudio, focus sugli esemplari in mostra… Cominciamo subito col dirvi che quest’anno è già prevista anche la presenza di marchi internazionali. Ne riparleremo presto.

    Follie d’antan

    Si tiene oggi, all’Hotel Sheraton di Padova, Chronofollia. Giunta alla sesta edizione, la mostra-mercato riunisce un centinaio di espositori internazionali specializzati non solo in orologi d’epoca e contemporanei, ma anche in cinturini, accessori e molto altro. Fra i quali merita almeno un cenno Berios Vintage Watch, il marchio dalle origini bresciane ma dalla produzione Swiss made, tornato di recente sotto i riflettori. Che è presente con una selezione di esemplari New Old Stock – compresi fra gli anni ’70 e gli anni ’90, opportunamente revisionati e forniti di garanzia – tra i quali si possono scovare autentiche “chicche”. Una festa per gli amanti del vintage.

    p.s. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Latest. Le novità nei negozi… e a Watches of Jesolo – 12/05/2025

    Latest. Le novità nei negozi… e a Watches of Jesolo – 12/05/2025

    Ed eccoci di nuovo con le Latest, la rubrica che presenta – in sintesi – le novità appena consegnate nei negozi (o acquistabili online). Giusto per darvi un’idea di cosa hanno proposto le marche di orologi nelle ultime settimane: a titolo informativo, senza alcuna pretesa di approfondimento (impossibile in poche righe). Se poi qualche pezzo in particolare vi rapisce il cuore, vi rimandiamo direttamente al concessionario più vicino a voi – che saprà non solo mostrarvelo ma soprattutto raccontarvelo nel dettaglio. Da notare, però, che cominciano ad arrivare i primi subacquei, in vista della stagione estiva.

    Ma in realtà questa vetrina di Latest offre qualcosa in più: alcune novità presentate a Watches of Jesolo. Vale a dire lo spin off di Watches of Italy, il salone dedicato ai micro-brand italiani (e al “sistema orologeria” made in Italy), che lo scorso weekend per la prima volta si è trasferito in Veneto e ha dato vita a un’edizione primaverile di carattere internazionale. Anche in questo caso, pretendere di coprire gli oltre 50 marchi espositori sarebbe stato irrealizzabile. Sta a voi individuare la nostra selezione, fra gli orologi esposti qui sotto in ordine di prezzo….

    Latest… solo per pochi

    HUBLOT MP10 Tourbillon
    L’orologio più innovativo della Manifattura di Nyon torna in due nuove referenze: All Black, con la cassa XL in ceramica (nella foto) oppure Sapphire, trasparente. Entrambe in edizione (molto) limitata, rispettivamente di 50 e di 30 esemplari, sembrano valorizzare la straordinaria meccanica del calibro HUB9013: con il tourbillon inclinato di 35°, la carica automatica tramite masse lineari, l’indicazione circolare dell’autonomia e il display a rulli. Da 344mila euro.

    H. MOSER & CIE Streamliner Tourbillon Skeleton Rainbow
    Inedito esemplare gioiello dell’omonima collezione, è impreziosito dalla lunetta tempestata di baguette di zaffiri multicolore, tagliate su misura e montate in dégradé con un’incastonatura invisibile. Realizzato in acciaio oppure in oro rosso 5N, mantiene inalterati la cassa a cuscino di 40 mm di lato e il bracciale a segmenti orizzontali. Il movimento automatico interamente scheletrato è il calibro HMC 814, di manifattura, con 3 giorni di autonomia e tourbillon volante con doppia spirale (brevettato). Da 125mila euro.

    Da 50 a 10mila euro

    BLANCPAIN Ladybird Colors Violet Purple
    La Manifattura di Le Sentier arricchisce la linea femminile con un nuovo colore: il viola reale. Per il resto, tutto rimane immutato – e di alto livello: la cassa di 34,9 mm di diametro in oro rosso oppure bianco, il quadrante in madreperla di estrema qualità, la lunetta, le anse e la fibbia incastonate con 2 carati di diamanti. Al top ovviamente anche il movimento automatico, il calibro 1163L di manifattura, con 100 ore di autonomia e fasi di luna. 38.400 euro.

    ULYSSE NARDIN Diver (Hammerhead Shark)
    Dopo lo Squalo bianco, lo Squalo limone e lo Squalo blu, la Maison di le Locle crea un nuovo subacqueo in edizione limitata per raccogliere fondi a favore dello Squalo martello. Parte del ricavato della vendita sarà infatti devoluto all’associazione britannica Shark Trust. Il lancio invece è supportato da Mike Coots, surfista, ambientalista e testimonial della Casa. La cassa di 44 mm in titanio Pvd blu è impermeabile fino a 30 atm, il movimento di manifattura è il calibro UN-118 con scappamento in DiamondSil, spirale in silicio e autonomia di 60 ore. 12.400 euro.

    Sotto i 10mila euro

    MASSENA LAB E RAÚL PAGÈS Noctograph
    Terza collaborazione fra lo Studio di design e il Maestro orologiaio, è una perfetta sintesi fra lo stile “classico” di uno e l’estetica minimal dell’altro. Prende nome dal colore “notturno” del quadrante, spazzolato in verticale, racchiuso nella cassa in acciaio da 38,5 mm di diametro. Ed è alimentato da un movimento meccanico a carica manuale, il calibro M660, progettato da Massena e realizzato da Pagès, con 60 ore di autonomia e finiture realizzate a mano. Made in Italy invece il cinturino. Edizione limitata di 99 esemplari, 8.875 dollari.

    TUDOR Black Bay Chrono “Carbon 25”
    Un cronografo dedicato alla partnership con Visa Cash App Racing Bulls Formula One Team. La livrea riprende i colori della scuderia, la cassa di 42 mm in carbonio include anche le maglie d’attacco del cinturino, sempre in carbonio i contatori sul quadrante. Il movimento automatico è il calibro MT5813, di manifattura, con spirale in silicio, 70 ore di autonomia e ruota a colonne, certificato cronometro dal Cosc. Edizione limitata di 2025 esemplari, 7.510 euro.

    TUDOR Pelagos FXD Chrono “Pink”
    Un’edizione limitata di 300 esemplari, presentata in occasione del Giro d’Italia – dove il Marchio è “orologio ufficiale”. Dedicata esplicitamente al ciclismo: per esempio, la cassa di 43 mm è in composito di carbonio come certe biciclette, mentre la scala tachimetrica, posta sul perimetro del quadrante, è modulata sulle velocità delle due ruote. Monta sempre il calibro automatico MT5813, di manifattura (vedi sopra). 5.600 euro.

    Sotto i 5mila euro

    ALP Alp-1
    Assoluto debutto per un Marchio italiano, il cui nome ricorda le Alpi ma è anche un acronimo: Audacia Levior quam Pluma. In effetti l’orologio in questione pesa solo 27 g (cinturino compreso) perché è realizzato in carbonio (Tsc e Tfc). La cassa di 38,8 mm di lato racchiude un movimento automatico scheletrato, il calibro AM1S (sviluppato da Soprod). 4.970 euro. In prevendita i primi 100 esemplari, con consegna a settembre, 3.970 euro.

    MIDO Multifort Skeleton Chronograph
    Riflettori puntati sul Calibro 60. Il movimento meccanico a carica automatica, realizzato da Eta per il Brand, vanta non solo 60 ore di autonomia e la spirale in Nivachron™, ma anche una costruzione parzialmente scheletrata. A metterla ancor più in evidenza, il quadrante ajouré con i ponti a X e i profili dei contatori cronografici in blu. La cassa in acciaio misura 43 mm di diametro. Esiste anche in tonalità antracite, con il bracciale in acciaio al posto del cinturino in caucciù. Da 2.380 euro.

    LONGINES Conquest
    La storica collezione – la prima ad avere un marchio protetto, fin dal 1954 – si amplia di nuove versioni. Declinate in 4 formati di diversi materiali: con la cassa da 30, 34, 38 e 41 mm di diametro, in acciaio o acciaio e oro, il quadrante in nuovi colori, il cinturino in pelle coordinato o il bracciale in acciaio. Tutte alimentate da un movimento meccanico a carica automatica, con spirale in silicio e componenti amagnetici che permettono agli esemplari di superare di 10 volte la norma Iso 764. Da 2.200 euro.

    UNIMATIC Modello Uno ref. U1S-MD
    Un’assoluta novità il subacqueo professionale con la cassa di 40 mm impermeabile fino a 30 atm, abbinata per la prima volta a un bracciale in acciaio Dlc nero. Altri segni particolari: la lunetta in ceramica e il movimento meccanico a carica automatica, calibro Sellita Sw200-1. Edizione limitata di 99 esemplari (in vendita da oggi alle 11), 1.350 euro.

    Latest sotto i 1.000 euro

    FATHERS Always Nexus
    Primo esemplare della nuova collezione del Brand (napoletano ma con produzione Swiss made), colpisce per lo stile classico, con tanto di piccoli secondi a ore 6. Nella cassa in acciaio di 38 mm di diametro ospita un movimento automatico, calibro F100 Fathers (base Landeron L24F6 personalizzato). E vuole essere testimone di un legame intergenerazionale: un oggetto da tramandare, dotato perfino di certificato di eredità. 929 euro. In preordine i primi 100 esemplari, con consegna entro fine maggio, 650 euro.

    MAYER WATCHES 804M
    Un altro debutto per un Brand italiano, a dispetto del nome di origine tedesca. L’orologio si distingue per l’indicazione delle ore sull’ampio réhaut, scandite da un’alternanza di indici a bastone, cifre arabe e il 10 in numero romano. La cassa in acciaio 316L misura 36 mm di diametro, il movimento meccanico a carica manuale è un Peseux 7076 con piccoli secondi. Edizione limitata di 100 esemplari, i primi 50 già in consegna, 599 euro.

    OOO Out of Order Shaker “Angelo Azzurro” Automatic GMT
    Il Marchio veneto continua a celebrare l’arte della mixology. E questa volta tocca al cocktail di culto negli anni ’90, dal colore turchese ripreso nell’inserto in vetro zaffiro bombato della lunetta girevole bidirezionale. Sempre in vetro zaffiro ma dégradé il quadrante, che rievoca i vari ingredienti: gin, triple sec, Blue Curaçao. Realizzato in acciaio 316L, con la cassa di 40 mm di diametro, monta un calibro Seiko NH34 a carica automatica con secondo fuso orario. In 130 esemplari, 595 euro.

    SWATCH Scubaqua Collection
    Basta uno sguardo e la memoria vola indietro agli esemplari di culto del passato. Ma la nuova collezione è decisamente più evoluta, nel design come nei materiali. Ha la cassa di 44 mm di diametro realizzata in Bioceramic e in materiale biosourced ricavato dall’olio di ricino. Impermeabile fino a 10 atm, presenta la corona al 10, la lunetta unidirezionale girevole e il cinturino effetto seta. In 5 colori – bianco, giallo, rosso, turchese e nero -, prende i nomi delle meduse più spettacolari al mondo. Il movimento è al quarzo Swiss made. 155 euro.

  • Fifty Fathoms Tech BOC IV: il cuore “blu” di Blancpain

    Fifty Fathoms Tech BOC IV: il cuore “blu” di Blancpain

    Ci sono momenti nei quali Blancpain dà una scossa alla collezione Fifty Fathoms e la mette al servizio dell’ambiente. Sono momenti nei quali fa tremendamente sul serio. Prova ne è il Fifty Fathoms Tech BOC IV da poco presentato. Per chi non lo ricordasse, infatti, il Marchio svizzero è tra quelli che maggiormente credono nella necessità di “dare il buon esempio”. Ossia: produco orologi subacquei sopraffini, destinati ai professionisti delle immersioni? Bene, allora devo fare in modo che l’ambiente nel quale costoro si tuffano, per diletto o per lavoro, sia il più integro possibile. Come? Destinando parte dei proventi delle vendite dei miei orologi subacquei al finanziamento di progetti di salvaguardia degli oceani e degli ambienti marini.

    L’amore per gli oceani

    Una strategia che ha un nome: Blancpain Ocean Commitment. Un omaggio al legame storico di Blancpain con gli oceani, nato nel 1953 con il lancio del primo, vero orologio subacqueo, il Fifty Fathoms. Un momento che segnò l’inizio del sostegno della marca all’esplorazione degli oceani e alle numerose iniziative di collaborazione con le comunità locali, per la conservazione della biodiversità.

    Nello specifico, con il Fifty Fathoms Tech BOC IV il Brand svizzero sostiene il Blancpain x Sulubaaï Marine Research Center, un’estensione del programma Sea Academy, inaugurato il 7 febbraio scorso. Dal 2020, Blancpain aiuta questo programma della Sulubaaï Environmental Foundation, un’iniziativa collaborativa per la gestione sostenibile delle risorse marine. Il programma si concentra sulla creazione di una rete di aree marine protette in collaborazione con le comunità locali intorno all’isola di Pangatalan e nella baia di Shark Fin, Palawan, Filippine. 

    Un’iniziativa che, per sostenersi, ha bisogno di fondi, precisamente di 100mila euro. Ecco perché Blancpain donerà 1.000 euro per ciascuno dei 100 orologi in cui è stata realizzata l’edizione limitata del Fifty Fathoms Tech BOC IV. Che costa, per completezza d’informazione 23.450 euro.

    Due parole sul Fifty Fathoms Tech BOC IV

    Che cos’ha dunque di speciale questo orologio? Intanto, da un punto di vista estetico si rifà al Fifty Fathoms Tech Gombessa presentato nel 2023. Quello aveva però la cassa da 47 mm, contro i 45 mm del Fifty Fathoms Tech BOC IV, e una speciale lunetta graduata con una scala di immersione che arrivava a 3 ore. Qui è sostituita dalla classica ghiera di 60 minuti.

    La cassa dell’orologio è in titanio. Il combinato disposto del metallo con il cinturino in caucciù è un inno alla leggerezza: ho indossato questo Fifty Fathoms durante la presentazione alla stampa italiana di settore e ve lo garantisco. L’assenza di anse e lo speciale aggancio del cinturino al lato cassa completano la vestibilità ottimale del tutto. Il fatto che lo abbia provato sul mio polso smilzo vale più di mille chiacchiere se scrivo qui che è ottimamente indossabile.

    L’estetica complessiva è quella della collezione Fifty Fathoms, con qualche dettaglio cui vale la pena accennare qui per lasciare poi parlare le didascalie. Un’estetica che rigurda la classica lunetta bombata con inserto in ceramica, il quadrante di un nero profondo sul quale gli indici applicati sono dei blocchi pieni di Super-LumiNova, l’ergonomia che rende il Fifty Fathoms Tech BOC IV prima di tutto un orologio professionale. Poi, caso mai, un accessorio.

    La collezione Fifty Fathoms e l’ambiente

    Come ho scritto, l’orologio è in 100 pezzi e per la vendita di ciascuno di essi Blancpain donerà 1.000 euro alla Sulubaaï Environmental Foundation. Come ricorda il nome dell’orologio (BOC è l’acronimo di Blancpain Ocean Commitment), è la quarta edizione destinata allo sviluppo di progetti del programma ambientale attivato dal Brand per creare iniziative a salvaguardia degli ambienti marini.

    Le tre precedenti edizioni limitate furono lanciate nel 2014, 2016 e 2018. Blancpain realizzò 250 pezzi per ciascuna di esse, contribuendo, sempre con 1.000 euro a orologio, alla realizzazione di altrettanti progetti di salvaguardia ambientale. Le operazioni sostenute dalle prime tre edizioni erano più complesse e necessitavano di 250mila euro ciascuna per la loro realizzazione. I Fifty Fathoms dedicati andarono tutti venduti nell’arco di breve tempo.

    Come Blancpain sottolinea, l’azienda non sceglie casualmente i progetti da sostenere. Essi devono rispondere a requisiti ben precisi, che incontrano i propositi e i valori della Maison. Il Presidente e Ceo di Blancpain, Marc Hayek, è coinvolto in prima persona nella scelta delle iniziative meritevoli di successo, in virtù della forte sensibilità ambientale e della passione per le immersioni che gli appartengono. La Manifattura fa il resto, mettendo a disposizione orologi di qualità, il cui prezzo passa in secondo piano (per chi se lo può permettere…) di fronte alla “missione” che ciascuno di essi ha. Un gioco di squadra e “di sponda” tra Manifattura, organizzazioni ambientaliste e appassionati collezionisti che trovo meritevole. 

    Blancpain non è l’unica manifattura a produrre orologi subacquei e a sostenere iniziative ambientali a tutela dei mari. La differenza con le altre manifatture sta nella qualità diver che realizza, ma soprattutto nell’impegno diretto dei vertici aziendali in tutti i processi legati a queste iniziative. Se si muove il capo, siate certi che il risultato sarà eccellente, come prodotto e come progetto globale.

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 10/03/2025

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 10/03/2025

    Ed eccoci di nuovo con le Latest. La nostra consueta rubrica torna puntuale come un orologio (è il caso di dirlo…). Ricorrente, ogni quindici giorni riappare per tenervi aggiornati sulle proposte più recenti, in tutti i segmenti di mercato. (Se vi siete perse le ultime Latest andate a recuperarle: le trovate qui). Lo scriviamo sempre: in questo modo, per restare informati su cosa c’è di nuovo, basta una sola occhiata. Poi, se qualcosa vi colpisce, potete fermarvi a leggere e, nel caso vogliate approfondire, andare a visitare il sito ufficiale (o il feed di Instagram) del relativo brand. E poco importa che abbiate davvero intenzione di fare shopping. Certo, quando possiamo fare acquisti siamo tutti più contenti, ma anche se non è il momento, stare al passo con le novità non fa mai male. Anzi…

    Latest, da 50 a 10mila euro

    BREITLING Navitimer B19 Perpetual Calendar Chronograph
    Il Calibro B19 è il primo movimento di manifattura con calendario perpetuo della Casa di Grenchen, e unisce le complicazioni astronomiche con le funzioni cronografiche. Dotato di 4 giorni di autonomia, ruota a colonne, fasi di luna e certificato ufficiale di cronometro (Cosc), è apparso per la prima volta lo scorso anno in un’edizione limitata. Ora entra in “collezione permanente” con questo esemplare, che si distingue per la cassa di 43 mm in acciaio, la lunetta in platino e il quadrante blu ghiaccio. Non può mancare il regolo calcolatore. 28.000 euro.

    Blancpain Fifty Fathoms Tech Ocean Commitment IV
    Quarta serie speciale dedicata al Blancpain Ocean Commitment, riprende nel design l’esemplare del 70° anniversario. Nella cassa di 45 mm in titanio, impermeabile fino a 30 atm, monta il celebre calibro automatico 1315A, prodotto “in casa”, con spirale in silicio e 5 giorni di autonomia. Per ogni pezzo venduto la storica Manifattura devolverà mille euro al Sulubaaï Marine Research Center, nelle Filippine. Edizione limitata di 100 esemplari, 23.450 euro. Ne riparleremo.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF 36 mm Automatic Stone Blu
    Dopo il Microrotor, la Maison interpreta con la particolare sfumatura di blu anche l’Automatico da 36 mm. Che perde così qualsiasi connotazione femminile (se mai l’avesse avuta) per enfatizzare l’idea di “eleganza universale, libera dai generi”. Realizzato interamente in acciaio, questo modello riprende i codici estetici della collezione: come la lunetta zigrinata in platino, le anse a goccia il quadrante guilloché a Grain d’Orge. Il movimento è sempre il calibro PF770-HM, di manifattura, con 60 ore di autonomia. 21.000 euro.

    BAUME&MERCIER Riviera Oro 10787
    La celebre collezione svela il proprio lato più chic con un’inedita versione preziosa dalla cassa in oro rosa, lucido-satinato, di 39 mm di diametro. Mantiene comunque la celebre lunetta dodecagonale – trait d’union con il passato – e il quadrante in vetro zaffiro fumé. Da cui si può intravvedere il movimento automatico, il calibro Baumatic: antimagnetico, con 5 giorni di autonomia, è garantito per 8 anni (previa registrazione sul sito ufficiale). 20.500 euro.

    Latest sotto i 10mila euro

    PERRELET Turbine Flamingo Pink
    Non fatevi condizionare dal colore: non si tratta di un orologio riservato alle donne. Piuttosto, di un esemplare no-gender, in cui il rosa fenicottero rimanda a una visione positiva della vita (Think pink, si diceva una volta) e alle good vibe di Miami. Tant’è che la cassa, in titanio grado 2 annerito da un trattamento Dlc, misura come sempre 41 mm (non propriamente per tutti i polsi femminili). Nera anche la turbine in alluminio anodizzato, mentre il movimento è il consueto calibro P-331-MH, con doppia certificazione: Chronofiable e Cosc. 4.980 euro.

    SEIKO King Seiko Vanac
    Reinterpreta un esemplare degli anni ’70 dal design “spigoloso”, ora sottolineato dalle finiture a specchio, alternate ad altre spazzolate. La cassa misura 41 mm di diametro ed è impermeabile fino a 10 bar, il movimento automatico (ovviamente prodotto “in-house”) è il calibro 8L45 con 3 giorni di autonomia. Tre le versioni di quadrante: blu, viola e argenté, oltre a una serie limitata di 700 esemplari e a un’edizione boutique. Presentato in super-anteprima, sarà in vendita da luglio. 3.400 euro.

    WYLER VETTA Chronograph 38 mm
    Nel design rende omaggio agli esemplari prodotti dalla Casa negli anni ’40. La cassa di 38 mm in acciaio ospita un quadrante ricco di funzioni: che visualizza il contatore dei minuti crono, il contatore dei secondi continui e, tutt’attorno, la minuteria, la scala telemetrica e quella tachimetrica. Il movimento, meccanico a carica manuale, è un Sellita SW510 BHM con 56 ore di autonomia. Esiste in tre versioni – con quadrante nero, grigio o bicolore nero/grigio -, più un’edizione limitata che monta l’originale sistema antiurto Incabloc (di cui riparleremo). Da 2.600 euro.

    TUTIMA GLASHÜTTE M2 Seven Seas S
    Il Marchio sassone amplia la collezione di sportivi con tre nuovi modelli dal look monocromatico: bianco, verde o nero, tutti con il quadrante decorato (a prismi concavi) e il cinturino in caucciù. Per il resto, le caratteristiche costruttive restano quelle già in catalogo: cassa in acciaio di 40,2 mm di diametro, ghiera girevole unidirezionale, movimento automatico con datario – calibro Tutima 330 (base Eta 2836-2). 1.900 euro.

    … e sotto i 1000 euro

    SECTOR NO LIMITS Sector Legend – Titanium Special Edition
    La collezione rende omaggio alle leggende del No Limits: i testimonial del Marchio che negli ultimi decenni del secolo scorso sfidarono l’estremo nelle varie discipline. Fino a diventare un autentico fenomeno di costume. Al top della serie si trova questo subacqueo, erede di un cult che negli anni ’90 era al polso degli apneisti del Sector Diving Team. Interamente in acciaio, con la cassa da 43 mm impermeabile fino a 100 bar, ora monta un movimento automatico di fabbricazione giapponese. 443 euro.

    SWATCH Blossom Time
    Sei nuovi Irony festeggiano l’arrivo della primavera. Con la cassa da 33 mm (unisex) e il movimento al quarzo Swiss made, hanno un bouquet inciso sul quadrante, sempre diverso per fiori e colori. Petal Swirl, giallo, con le gerbere. Petal Charm, rosa, con le camelie. Poi, Petal Frenzy, blu, con i crochi. E Petal Bliss, grigio, con le magnolie. In vendita dal 13 marzo, ma già in pre-ordine. 130 euro con il cinturino in pelle, 155 con il bracciale in acciaio.

  • 7 orologi di San Valentino. Anche per la GenZ

    7 orologi di San Valentino. Anche per la GenZ

    Fra due giorni è il 14 febbraio, la festa degli innamorati. Un’occasione per regalare un orologio alla propria amata, come sempre. Certo, andrebbe bene qualsiasi orologio – purché rispetti i suoi gusti e le sue preferenze (anche il nostro portafoglio). Ma qui prendiamo in esame solo gli esemplari creati appositamente, con l’intera panoplia di decori e cliché del caso: i cuori, le frecce di Cupido, il rosso (ma va bene anche il bianco), lo scintillio delle pietre. E che siano gemme preziose o semplici cristalli, poco importa. Si tratta infatti di un fenomeno comune a tutti i segmenti del mercato, dall’entry level all’alto di gamma… Ecco allora 7 orologi di San Valentino modulati su diversi budget di spesa, tra i modelli più sontuosi ed esclusivi, spesso in tiratura limitata, e quelli pop o di tendenza. Comunque romantici, a detta di tanti (o ad alta concentrazione di melassa, secondo alcuni).

    San Valentino, no grazie…

    «Ma San Valentino è una cosa da vecchi!», ha replicato il figlio della nostra amica Margherita. Lui, non ancora ventenne, appartiene a quella GenZ che mette in discussione il giorno degli innamorati, visto come festa consumistica da contestare. Un evento che crea un’ingiusta (e ingiustificata) pressione sociale ed economica. Uno stress dannoso sia se si è in coppia, per il peso delle aspettative del partner, sia se si è single, perché accresce il senso di solitudine. E poi, così com’è concepito per tradizione, San Valentino alimenta gli stereotipi di genere, perché esclude chi non è binario, non rientra nell’archetipo uomo/donna.

    Non è meglio piuttosto essere inclusivi, e festeggiare con gli amici e le persone care, in senso lato? O tirar fuori un po’ di sano egoismo e celebrare l’amore per sé stessi, la propria unicità e la propria individualità? Così, per far felice la GenZ, al posto della festa degli innamorati sono già nati altri eventi, a livello globale. Prima di tutto la festa dei single – che in Italia coincide con il 15 febbraio, giorno di San Faustino, eletto a furor di popolo “patrono dei single”. Mentre i social già promuovono la festa degli amici, il Galentine’s day, che guarda caso ricorre il 13 febbraio. Quindi se non volete festeggiare il 14 febbraio, potete optare per il giorno prima o il giorno dopo. A voi la scelta.

    … o anche sì?

    Eppure… eppure pare proprio che siano i nati fra il 1997 e il 2010 a spendere di più per i regali di San Valentino. Sì, perché la presa di posizione della GenZ è già stata oggetto di analisi, sondaggi e ricerche di mercato, da parte delle istituzioni come degli uffici marketing. Molti brand hanno studiato la cosa e trovato risposte a livelli diversi, pur di piacere ai nuovi acquirenti. A cominciare dalla comunicazione, puntata più sulla celebrazione dell’amore che sulla festa degli innamorati. Per passare all’uso di materiali che rispettano la sostenibilità e l’attenzione all’ambiente. Fino all’offerta di plus che rendano l’esperienza d’acquisto più gratificante.

    Lo si vede anche nei nostri 7 orologi di San Valentino. Che, a questo punto, possono essere visti nell’ottica del regalo per sé stesse (al femminile, anche in senso fluido o transgender) o per la propria “persona del cuore” (in senso lato), incluso qualsiasi legame affettivo o di sangue, dalla miglior amica in poi. Chiaro, questi discorsi valgono soprattutto per i ragazzi giovani o giovanissimi, quelli della GenZ e tutt’al più i Millennials. Quelli “diversamente giovani” – e intendiamo Boomer e GenX – magari apprezzano gli orologi per San Valentino semplicemente per quello che sono. Messaggi simbolici, un modo diverso per dire “ti voglio bene” da indossare al polso.

    7 orologi di San Valentino, in ordine di prezzo

    HARRY WINSTON Premier Valentine’s Day Automatic 36mm
    Un pezzo di alta gioielleria, strepitoso per il taglio a cuore dei diamanti agli indici, di dimensioni dégradé, e il grande rubino a ore 12, tagliato a mano e circondato da rami di rosa in oro, con tanto di spine (perché bisogna proteggere ciò che ci è caro…). Ad alta caratura la cassa (36 mm) in oro rosa: con un giro di diamanti e piccoli rubini sparsi sul quadrante in madreperla, altri diamanti taglio brillante sulla lunetta, la corona, le anse e perfino le barre d’attacco del cinturino, per un totale di 3.69 carati. Il movimento è automatico. Edizione limitata di 14 esemplari, prezzo non disponibile.

    BREGUET Reine de Naples 9915 San Valentino 2025
    Come sempre, la Maison presenta una creazione dedicata. Quella di quest’anno si distingue per il quadrante eccezionale: improntato sul décor a forma di cuore, fatto con rubini e zaffiri in dégradé incastonati (con una difficile operazione) nella madreperla di altissima qualità, fino a sfumare nei diamanti sul réhaut. Altri diamanti si trovano sulla lunetta svasata e, serti neige, sull’ansa a boule, mentre la corona è sormontata di un rubino cabochon (2.72 ct circa in totale). Il movimento automatico, calibro 537/3 di manifattura) ha la spirale e l’ancora in silicio. Edizione limitata di 28 esemplari, 57.100 euro.

    BLANCPAIN Ladybird Sainty-Valentine 2025
    Ricorrente è anche la special edition prodotta per l’occasione dalla Manifattura di Le Brassus. In questo caso la personalizzazione sta nel colore rosso diffuso, nella trotteuse a forma di freccia che trafigge un cuore e negli altri cuoricini che circondano le vezzose fasi di Luna. La cassa (34,9 mm) in oro bianco e il quadrante in madreperla sono ornati di diamanti taglio brillante (2.22 ct. in totale). Mentre il movimento automatico, calibro 1153L di manifattura (con 100 ore di autonomia), ha la massa oscillante scheletrata e decorata da un cuore. Edizione limitata di 14 esemplari, 40.300 euro.

    CHOPARD Happy Hearts
    Un grande classico, con i diamanti mobili “incamiciati” in oro. Ma questa versione diventa speciale per la presenza dei due cuori – uno in madreperla e l’altro con pavé di brillanti -, anch’essi liberi di scorrere sul quadrante, sempre in madreperla. La cassa (36 mm) in acciaio ospita un movimento al quarzo Swiss made con datario. A impreziosire ulteriormente il tutto, la lunetta e altri dettagli in oro rosa etico. 11mila euro.

    PHILIPP PLEIN Plein Valentine
    Fa parte di un’intera parure, che comprende anche orecchini, anelli, ciondoli a tema. Tant’è che l’orologio è venduto in un gift set, con bangle coordinato. La cassa (38 mm) in acciaio Ip oro giallo è decorata da cristalli baguette sulla lunetta, il quadrante soleil da un cuore smaltato in rilievo – lo stesso del bracciale -, in pendant col cinturino in pelle. Il movimento al quarzo è di fabbricazione giapponese. 550 euro.

    SWATCH Purest Love
    Un Original che esprime pura e candida passione, condita con ironia e originalità. Nella monocromia bianca spicca il quadrante soleil, con le frecce di Cupido come lancette e il lettering al posto degli indici, con tanto di cuore a ore 12. La cassa (34 mm) in plastica biosourced racchiude un movimento al quarzo Swiss made, il cinturino è in silicone. 75 euro.

    HIP HOP Love Me Yes
    È realizzato in collaborazione con La Methode, Marchio italiano che ha fatto della sostenibilità la propria bandiera: produce filati con fibre naturali di tessuti recuperati e scarti industriali. Il cinturino, con copricassa integrato, è in cotone Supima riciclato, fuso con il silicone eco-friendly attraverso la tecnica RPL (Rubber Pressing Layer). Così grafica e colori restano immutati nel tempo. La cassa (32 mm) è in policarbonato, il movimento al quarzo di fabbricazione giapponese. 45 euro.

  • L’anno del Serpente di Legno: 18 orologi per il Capodanno cinese

    L’anno del Serpente di Legno: 18 orologi per il Capodanno cinese

    Quest’anno l’orologeria parla serpentese. Se non conoscete Harry Potter, poco male: ve lo spieghiamo in altro modo. Nella notte fra il 28 e il 29 gennaio si apre il Capodanno cinese. E inizia ufficialmente l’anno del Serpente di Legno – secondo il calendario luni-solare del Celeste Impero, che identifica il segno zodiacale e l’elemento dominante all’interno di un ciclo di 60 anni. Ed ecco quindi, come succede ormai d’abitudine, che tante marche si sono mosse per tempo e hanno creato orologi dedicati. Così hanno trasformato il settore in una specie di rettilario prezioso.

    Sì, perché gli esemplari per l’anno del Serpente sono sempre stati pezzi di alta orologeria, costosi ed esclusivi. Del resto, lo stesso era capitato per l’anno del Drago e per tutti gli animali precedenti: tigri, conigli, bufali eccetera, in una tendenza sempre più diffusa da almeno un decennio a questa parte, se non di più… Cioè da quando il mercato cinese è diventato importante per la Svizzera delle lancette. Ma non pensiamo che il fenomeno sia rivolto solo a un pubblico localizzato: ha ormai contagiato i collezionisti di tutto il mondo. E lo dimostrano proprio gli orologi per questo anno del Serpente, mai così numerosi a dispetto delle percentuali negative delle esportazioni elvetiche verso la Cina e i dintorni.

    Tant’è: l’anno del Serpente ha dato vita a innumerevoli esemplari, più o meno realistici o astratti, in certi casi davvero impressionanti, sempre scenografici. In genere si tratta di creazioni in tiratura limitata, realizzate con i tradizionali mestieri d’arte dell’orologeria – tipo lo smalto o l’incisione, spesso combinati tra loro. Certo, l’approccio dei brand è ogni volta diverso. C’è chi utilizza sempre lo stesso format, con pochissime modifiche ogni anno – tipo il colore del quadrante. Chi relega il soggetto solo al fondello. Chi invece sviluppa ex novo il tema e perfino chi offre la possibilità di personalizzare il proprio orologio per renderlo, di fatto un pezzo unico. Qualcuno coinvolge la meccanica e realizza addirittura la complicazione del calendario cinese.

    Sta di fatto che qui abbiamo riunito una serie di orologi per l’anno del Serpente di vario genere e tipologia. Perché è d’obbligo aggiungere che di recente hanno sposato l’idea anche parecchie marche del segmento medio del mercato, i cui esemplari hanno prezzi più accessibili – se non proprio alla portata di tutti. Segno che la tendenza sta diventando sempre più popolare e mira a un pubblicoo ampio, non solo alla nicchia dei collezionisti più facoltosi. Trovate la nostra selezione, rigorosamente in ordine alfabetico, nella gallery in alto. Fateci sapere cosa ne pensate sui nostri social…

  • L’Oroscopo del 2025. Previsioni e orologi, segno per segno

    L’Oroscopo del 2025. Previsioni e orologi, segno per segno

    Buon anno a tutti! Questa volta ci lanceremo, sempre con una punta di ironia, a esplorare l’Oroscopo del 2025. Dall’Ariete ai Pesci, vedremo cosa le stelle riservino e consiglino a ogni segno. Ovviamente, ci permetteremo di suggerire quale orologio sia il più idoneo a ciascuno e alle previsioni che lo riguardano, sia di celebri case dell’establishment sia di piccoli artigiani indipendenti – ma sempre alto di gamma. A cominciare dall’esemplare nella foto qui sopra, rappresentazione fisica e simbolica del Cielo: il nuovo planetario di Christiaan van der Klaauw, che riporta sul quadrante le orbite di otto pianeti del sistema solare e sul perimetro i dodici segni zodiacali. Ma bando alle chiacchiere: scopriamo cosa il 2025 abbia in serbo per tutti noi.

    Ariete

    Cominciamo bene: per voi l’Oroscopo del 2025 vedrà ben due transizioni importanti. Saturno, l’Organizzatore, rientrerà nel segno dopo lunga assenza: mancava dal 1998. E risale addirittura al 1875 la presenza di Nettuno, che porta con sé carisma e una ventata di immaginazione creativa. È tempo allora di rimboccarsi le maniche e di esternare senza false modestie le vostre doti di leadership in tutti i campi. Le relazioni sentimentali potrebbero ravvivarsi grazie a Urano e Nettuno in Gemelli, ma siate cauti in marzo, con Venere e Mercurio retrogradi proprio nel vostro segno. A luglio Giove entrerà in Cancro: sarà un momento perfetto per costruire un nuovo nido d’amore o anche solo per rendere più accoglienti gli spazi della vostra vita sentimentale. Verso fine anno sarà possibile un salto qualitativo nella sfera lavorativa o magari della crescita personale. Festeggiatevi con un esemplare da vero connoisseur.

    H. MOSER & CIE Endeavour Centre Seconds Concept Lime Green
    Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HMC 200, con doppia spirale e autonomia di 3 giorni. Quadrante in smalto Grand Feu, martellato e sfumato, vetro in zaffiro, fondello con oblò in zaffiro, cinturino in pelle di kudu. 25.000 franchi svizzeri.

    Toro

    Finalmente, Urano che vi aveva complicato la vita per ben sette anni passerà nel segno dei Gemelli, che riceveranno sino al 7 giugno anche la benefica presenza di Giove. Dal 9 luglio in poi le due energie si sommeranno per dare un forte impulso alle vostre attività economiche e finanziarie. Attenzione ai facili entusiasmi: il periodo prospero non vi dovrà far deflettere da una gestione accorta dei risparmi. Accumulate e siate oculati. L’aspetto più interessante dell’influsso di questi pianeti lenti sarà una sinergia sul piano creativo e artistico. In più l’Oroscopo del 2025 ci rivela ben due superlune nel vostro segno: la prima, del 27 aprile, marcherà l’inizio di un momento favorevole che durerà sino alla seconda, il 25 novembre. Dopo questa data, se avrete lavorato bene, un ricco raccolto vi ricompenserà. Un buon calendario vi potrebbe essere utile.

    BLANCPAIN Fifty Fathoms Bathyscaphe Quantième Complet Phases de Lune
    Cassa (43 mm) in oro rosso, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 6654P di manifattura, con autonomia di 3 giorni, calendario completo e fasi lunari. Quadrante sfumato soleil, lancette e indici applicati luminescenti, lunetta girevole unidirezionale con inserto in ceramica e indici in Ceragold, vetro in zaffiro, fondello con oblò in zaffiro, cinturino in tela vela. 37.200 euro.

    Gemelli

    Oltre a segnalarvi la presenza di Urano e Giove, è utile tenere presente che il 2025 sarà per voi un anno di profondi cambiamenti. In breve tempo potrebbero mutare le vostre abitudini di vita, che siano semplici e piccoli rituali quotidiani, oppure in scala molto maggiore relazioni date per scontate, case e situazioni in cui sentivate di aver messo per sempre radici. Starà a voi, al vostro atteggiamento mentale, volgere questi cambiamenti al positivo. Quest’anno, “tutto scorre” sembrerà essere il vostro mantra. Giove nel vostro segno vi permetterà di esprimere il meglio di voi: scoprirete punti di forza che, forse, non immaginavate neppure di avere. La dirompente forza di Urano sarà, nel vostro caso, liberatoria. Verso la fine dell’anno, altre grandi trasformazioni in vista. Preparatevi, anche mettendo al polso un orologio diverso dal solito.

    CYRUS Klepcys GMT Royal Purple
    Cassa (42 mm) in titanio grado 5, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CYR 708 di manifattura, con autonomia di 55 ore, secondo fuso orario con lancetta retrograda per l’ora di casa. Quadrante multilivello scheletrato, lancette luminescenti, vetro in zaffiro, fondello con oblò in zaffiro, bracciale in acciaio. 29.850 euro.

    Cancro

    Vi attende un anno particolare. Quel vostro lato umbratile, solitario, bisognoso di introspezione sembrerà chiedere molto di più. Il primo plenilunio dell’anno, il 13 gennaio, cade proprio nel vostro segno: coglietene le preziose energie e mettete a segno un obiettivo che da tempo tenevate nascosto. È il momento opportuno, l’energia del Cosmo vi è favorevole. Fino al 23 febbraio, tenete d’occhio un Marte retrogrado che potrebbe cercare di ostacolare i vostri progetti. Siate cauti. Marte passerà ben presto nel Leone, fornendo preziose energie alle vostre iniziative e ai vostri sforzi, che prima dell’estate saranno coronati da successo. Saturno e Nettuno passeranno in Ariete, segnando l’inizio di un periodo di positività e di meritato riscontro a tutti gli impegni profusi nei mesi precedenti. Per ricordarvi che gutta cavat lapidem, come dicevano i latini (“la goccia scava la pietra”), scegliete un orologio a tema.

    CZAPEK Promenade Goutte d’Eau
    Cassa (38 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro SXH5.1 di manifattura, con autonomia di 60 ore e piccoli secondi. Quadrante in smalto Grand Feu, vetro in zaffiro, fondello con oblò in zaffiro, cinturino in pelle. Edizione limitata di 100 esemplari, 23.400 euro circa.

    Leone

    Sembra strano esordire con il vostro lato sentimentale. Voi così forti, così dominanti, stando alle stelle dovrete dedicare molte energie alla gestione degli affetti. Che si tratti di una nuova love story, che rischia di diventare più importante di quanto pensavate, o che si debba trovare la forza di chiudere una vicenda che non aveva più senso, anche per voi l’Oroscopo del 2025 segnala un anno di cambiamento. In compenso, le attività lavorative – soprattutto quelle a forte contenuto creativo, come la scrittura, la pittura, la composizione musicale – troveranno apprezzamenti anche ad alto livello. Non siate timidi (anche se la timidezza non è proprio la vostra caratteristica primaria…): sarà un’ottima occasione per farvi valere e vedere riconosciuto il vostro valore. Mettete al polso un orologio che sia una dichiarazione: di stile, di gusto, di cultura…

    CARTIER Tank Américaine
    Cassa (44,4 x 24,4 mm, 8,6 mm di spessore) in platino. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 1899 MC di manifattura. Quadrante spazzolato e mat, lancette in acciaio azzurrato alla fiamma, vetro in zaffiro, corona con rubino, cinturino in pelle di alligatore, intercambiabile. 26.000 euro.

    Vergine

    L’Oroscopo del 2025 prevede un primo semestre in cui tutte le vostre scelte saranno all’insegna del successo. Finalmente. Dopo una lunga gestazione, tutto coopera perché i vostri desideri diventino realtà. Dato che più eventi potrebbero sovrapporsi, non dimenticate di prendervi cura di voi stessi, dal punto di vista fisico e da quello spirituale. Avrete bisogno di tutte, ma davvero tutte le vostre energie per tenere testa al tourbillon di eventi, proposte, mutamenti che il 2025 vi presenterà. Se c’è una parola d’ordine per questo nuovo anno, sarà “reinventarsi”. Dovrete accogliere il nuovo che si evolve in meglio, rassegnandovi – ma senza rimpianti – a lasciare perdere quelle parti di voi che non erano neppure veramente vostre. Spazio al cambiamento. Dimostratelo con un orologio fuori dall’ordinario, tanto nel nome quanto nell’estetica.

    ANTON SUHANOV Cronotope
    Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Su200.10 (base Eta 2824 rielaborato) realizzato in esclusiva, con rotore periferico, indicazione retrograda del giorno della settimana con camma a chiocciola sul quadrante e datario; certificato dal Punzone di Ginevra. Quadrante satinato e martellato, lancette con rubini, vetro in zaffiro, fondello con oblò in zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 33 esemplari, 30.780 franchi svizzeri.

    Bilancia

    Per voi l’Oroscopo del 2025 preannuncia un anno di viaggi, di avventure. In tutti i sensi: in luoghi geograficamente lontani, verso mete del tutto inattese o – addirittura – verso il più misterioso dei mondi, quello del vostro Io interiore. Sarà un anno in cui vi verranno proposte, quasi per sincronicità, diverse possibilità di crescita e di analisi del profondo. Guardarsi dentro fa sempre un po’ paura, ma è il momento giusto per farlo. Pensate sempre, come nella novella di Kafka, che la porta è là perché voi la apriate: varcatela e si scioglieranno molti nodi. Scoprirete che tante delle vostre paure erano solo frutto delle vostre proiezioni mentali. Che viaggiate su piste sabbiose o tra remoti paesaggi orientali, oppure solo seguiate le parole di un Maestro vero, cogliete questo viaggio come una grande opportunità. Ne ritornerete più saggi e più felici. Premunitevi comunque di un bel Gmt…

    VACHERON CONSTANTIN Overseas Dual Time
    Cassa (41 mm) in acciaio, impermeabile fino a 15 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 5110 DT/2 di manifattura, con autonomia di 60 ore, doppio fuso orario con funzione giorno/notte, e datario. Quadrante laccato, lancette in oro, quelle di ore e minuti luminescenti, indici applicati, vetro in zaffiro, bracciale in acciaio, intercambiabile. Il packaging comprende anche due cinturini, in pelle e in caucciù. 34.400 euro.

    Scorpione

    Sempre complessi, ma affascinanti, quest’anno dovrete necessariamente rivedere tutta la vostra strategia, o anche solo l’atteggiamento nei confronti delle relazioni con gli altri. Spesso non proprio estroversi, e un po’ temuti per la codina velenosa, nel 2024 avete cercato di smussare, un po’ controvoglia, la vostra tendenza a starvene appartati, più osservatori che protagonisti. È tempo di bilanci. Da qualche relazione, da qualche conoscenza, è nato qualcosa di buono: ottimo, tesaurizzate e coltivate. Altre si sono rivelate inutili, addirittura dannose: fidatevi del vostro sesto senso e tagliate, senza paura, senza strascichi inutili. Con cortesia, ma troncate. L’ultimo trimestre dell’anno vi porterà nuove conoscenze: che sia un affetto, un collega, un socio in affari. Con la cautela che vi contraddistingue, prendetelo in considerazione: potrebbe rivelarsi un tesoro. Sfrondate gli eccessi e puntate sull’essenzialità più preziosa.

    ANDERSEN GENEVE Art & Culture Jumping Hours Black Jade Stone
    Cassa (38 mm) in platino. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Frédéric Piguet 11.50 più modulo di manifattura, con autonomia di 3 giorni, indicazione saltante delle ore e decentrata dei minuti. Quadrante in giada nera e lacca applicata a mano, corona in oro rosa, vetro in zaffiro, fondello con oblò in zaffiro, cinturino in pelle. Edizione limitata di 50 esemplari, 52.800 franchi svizzeri.

    Sagittario

    Il vostro Oroscopo del 2025 prevede un anno complicato, anche se complessivamente positivo. La vostra natura libera, poco incline alle regole e ai recinti, dovrà trovare un punto di equilibrio con quelle che sono le innegabili esigenze di lavoro e famiglia. Avrete picchi di creatività, in cui la quotidianità vi sembrerà un giogo insopportabile: cercate di lavorare su voi stessi, di trovare il modo per ottenere una quadratura del cerchio. Il che non significa annullare la propria personalità artistica o le proprie ambizioni: si tratta di scegliere oculatamente quelle che veramente meritano anche qualche sacrificio. Pensate bene a ciò che state per intraprendere, il sacrificio potrebbe coinvolgere anche a chi vi sta vicino. Il massimo successo si paleserà a primavera e resterà all’apice fino a novembre. Gestite le diverse situazioni con saggezza, ricordandovi sempre che tutto scorre. Un buon cronografo vi aiuterà a gestire meglio i tempi.

    JAEGER-LECOULTRE Reverso Tribute Chronograph
    Cassa (29,9 x 49,4 mm) reversibile in acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 860 di manifattura e di forma, cronografo con contatore dei 30 minuti. Quadrante principale blu soleil, secondario scheletrato, indici applicati, due vetri in zaffiro, cinturino in tela e pelle, intercambiabile. Il packaging include un secondo cinturino in pelle, entrambi forniti da Casa Fagliano. 27.500 euro.

    Capricorno

    Anno dalle molteplici sfaccettature, questo 2025. Cambiamenti, in tutti i sensi, anche per voi: soprattutto tra quanti vi circondano, in ambito lavorativo, con momenti di meritata libertà e al tempo stesso qualche picco di solitudine. È tempo di riorganizzazione. Il passato è alle spalle, fate tesoro dell’esperienza. Non lasciatevi prendere dall’effetto “fuochi d’artificio”: procedete con regolarità, studiando territorio, strategia, obiettivi, senza mai sottovalutare chi potrebbe o vorrebbe ostacolarvi. I segnali sono positivi, ma il percorso è irto di ostacoli. Non sarà una passeggiata, insomma. Le stelle però vi sono propizie. Valutate pro e contro di ogni vostra scelta, non lasciate al nemico la minima apertura. Giorno dopo giorno, le nubi si diraderanno: complimentatevi con voi stessi per ogni obiettivo raggiunto. Gratificatevi con un esemplare di classe, che vi ricordi quanto valete.

    ROLEX Perpetual 1908
    Cassa (39 mm) in platino. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 7140 di manifattura, con spirale Siloxi in silicio, autonomia di 66 ore e piccoli secondi. Quadrante guilloché, vetro in zaffiro, fondello con oblò in zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Esemplare certificato Cronometro Superlativo. 31.700 euro.

    Acquario

    Plutone per tutto l’anno sarà nel vostro segno: lentissimo com’è, non potete aspettarvi di non subirne gli influssi. Visti gli altri pianeti, dovrete necessariamente attendervi grandi cambiamenti – addirittura rivoluzionari. L’Oroscopo del 2025 vi prospetta non solo viaggi e trasferimenti in luoghi molto lontani, ma anche modifiche epocali in una routine che credevate consolidata. Vi potreste trovare in situazioni affettive del tutto diverse, inattese. Siate aperti, curiosi: diffidate dai vecchi amici che potrebbero rifarsi vivi proprio nel momento in cui la vostra buona stella rifulge! Anche la situazione economica potrebbe avere mutamenti importanti. Un insieme di fattori positivi iniziano a diventare evidenti verso febbraio, proprio sul fronte dei guadagni, delle finanze e dei risparmi. A ogni buon evento, ricordatevi di tesaurizzare senza scialacquare, naturalmente in proporzione alle vostre possibilità. Concedetevi però un buon investimento.

    PATEK PHILIPPE Nautilus Ref. 5712/1A
    Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 240 PS IRM C LU di manifattura, con micro-rotore decentrato in oro, indicazione dell’autonomia residua, fasi di luna, datario a lancetta e piccoli secondi. Quadrante sfumato con rilievi orizzontali, lancette e indici applicati luminescenti, vetro in zaffiro, fondello con oblò in zaffiro, bracciale in acciaio. 52.270 euro.

    Pesci

    Secondo l’Oroscopo del 2025, sarà un anno estremamente importante. Anche per voi, tanti cambiamenti o possibilità di cambiamento, compresa l’immancabile tensione di chi si trova di fronte al classico bivio. In arrivo una specie di occasione unica: la possibilità di rigenerarvi, di abbandonare una serie di maschere e costumi che da troppi anni vi caratterizzavano, per mostrare, alla fine, la vostra vera natura. Da una parte può sembrare bellissimo, liberatorio. Ma per tanto tempo avete fatto credere a chi vi circonda di essere diversi: siate pronti ad affrontare reazioni che potrebbero essere anche di delusione. Attenzione a chi pensava di approfittarsi ancora di voi e vede sfuggire quella che considerava una preda già conquistata. La seconda metà dell’anno vi sarà particolarmente favorevole in termini di visibilità e notorietà: cogliete quest’occasione di palcoscenico mediatico e volgetela a vostro favore. Mette al polso un esemplare scenografico.

    BREGUET Tradition Quantième Rétrograde 5797
    Cassa (40 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 505Q di manifattura, con spirale in silicio e datario a lancetta, ad andamento retrogrado. Quadrante decentrato guilloché, vetro in zaffiro, fondello con oblò in zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. 46.500 euro.

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 18/11/2024

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 18/11/2024

    Eccoci di nuovo con le latest, la rubrica che vi racconta in sintesi le novità da polso presentate di recente. Come al solito qui sotto troverete orologi di ogni tipo – dagli esemplari-gioiello alle complicazioni utili, serie limitate comprese -, e di tutti i segmenti di mercato. Vi avvisiamo però che questa pagina di latest sarà implementata nei prossimi giorni, man mano che riceveremo ulteriori modelli, così da tenervi il più possibile aggiornati. Del resto è naturale che queste latest siano più numerose che mai: le marche programmano lanci ad hoc per l’avvicinarsi delle feste natalizie, che per tradizione sono uno dei periodi dell’anno in cui il pubblico di appassionati è più predisposto a fare acquisti. Quanto a voi, siete tra quelli che metteranno un orologio sotto l’Albero? Fatecelo sapere sui nostri social…

    Solo per pochi

    CHOPARD Ice Cube
    Quando uscì, nel 1999, con quell’estetica dirompente che sembrava fatta tutta di cubetti di ghiaccio, fece scalpore. Ora ritorna in un’edizione fedele all’originale, ma sostenibile: con la cassa (25 mm di lato) e il quadrante in oro bianco etico, interamente tempestato di diamanti taglio Asscher, rispettosi del Kimberly Process e certificati RJC. Per un totale di 14.55 carati di algido splendore. Prezzo non disponibile.

    JAEGER-LECOULTRE Reverso Tribute Chronograph
    Lanciata lo scorso anno, la versione cronografo del celebre modello torna con una livrea preziosa, adatta alle prossime festività: ovvero con ben nota cassa reversibile (29,9 x 49,4), i due quadranti (quello posteriore per le funzioni aggiuntive) e i ponti del movimento in oro rosa. Mantiene comunque lo stesso calibro 860, di manifattura: a carica manuale, con 52 ore di autonomia e la lancetta del contatore dei 30 minuti crono ad andamento retrogrado. Ed è in vendita con due cinturini intercambiabili, firmati Fagliano. Edizione limitata di 250 esemplari, in vendita nelle boutique monomarca, 73.500 euro.

    BULGARI Octo Finissimo Laurent Grasso Special Edition
    Nuova partnership per la Maison romana, che affida all’artista concettuale parigino la rielaborazione di uno dei propri orologi cult. Il risultato è del tutto inatteso: il titanio sabbiato di cassa e bracciale assume un trattamento Pvd blu, sul quadrante appare una nuvola multicolore serigrafata con pigmenti metallici. Il movimento è il calibro BVL138 di sempre: un ultrapiatto a carica automatica, con micro-rotore decentrato, 60 ore di autonomia e uno spessore di 2,23 mm. Edizione limitata di 200 esemplari, 22.000 euro.

    Latest a meno di 20mila euro

    BLANCPAIN Fifty Fathoms Bathyscaphe
    La Manifattura di Le Brassus amplia la collezione con tre nuovi modelli in ceramica nera. I due “solo tempo” con datario montano il celebre calibro 1315 con 5 giorni di autonomia e si distinguono per il colore del quadrante: verde o blu (sempre sfumato soleil). Invece il cronografo ha il quadrante blu ed è equipaggiato dal calibro F385 con funzione flyback. Tutti però hanno la cassa (43 mm) impermeabile fino a 30 bar e permettono di scegliere fra cinturino in tela vela, oppure Nato, e bracciale in ceramica. Da 15.100 euro.

    PANERAI Luminor Destro Otto Giorni PAM01655
    Il primo Panerai per mancini, apparso negli anni 60, rendeva omaggio all’abitudine dei subacquei della Regia Marina di portare l’orologio sul polso destro, per lasciare il sinistro ad altri strumenti (tipo il profondimetro). Oggi la Maison fiorentina continua la tradizione con questo esemplare “filologicamente corretto”: nell’estetica rétro, con il quadrante a sandwich e i piccoli secondi, come nella meccanica, un calibro a carica manuale (di manifattura) con 8 giorni di autonomia. La cassa (44 mm) in acciaio è impermeabile fino a 30 bar. 8.200 euro.

    OMEGA Seamaster Diver 300M 42mm
    Quando è stato avvistato la prima volta al polso di Daniel Craig, l’estate scorsa alle Olimpiadi di Parigi, questo orologio ha suscitato subito interesse e curiosità. E in effetti l’ispirazione deriva dal Seamaster Diver 300M 007 Edition indossato dall’attore (Brand ambassador) nel film di James Bond, No Time To Die. Simili la cassa di 42 mm e il bracciale a maglia milanese, stessa estetica vintage e stesso calibro automatico 8806 Master Chronometer. Questo però è in acciaio e non in titanio, a tutto vantaggio del prezzo. 7.700 euro. Esiste in quattro versioni.

    NOMOS GLASHUETTE Orion neomatik doré
    A proposito di dress watch, ideali per le feste, la Manifattura sassone veste il celebre calibro automatico DUW 3001 con due nuovi look, nella collezione Orion oppure Tangente. Entrambi con il quadrante argenté impreziosito da tocchi di oro rosa, sulle lancette sottili e i lunghi indici a bastone, ed entrambi con i piccoli secondi. In questo caso la cassa in acciaio misura 36,4 mm (8,5 di spessore) e il cinturino è in pelle Horween. 3.060 euro.

    Latest a meno di 1000 euro

    HAMILTON PRS 74
    La riedizione, opportunamente riaggiornata, è uscita nel 2020, per i 50 anni dal primo esemplare. Ora, questa nuova versione s’ispira invece – come si intuisce dal nome – al modello del 1974: il Pulsar Cushion. La cassa ha appunto la forma a cuscino (30,9 x 25,6 mm), mentre il display a cristalli liquidi (Lcd) utilizza anche la tecnologia Oled, che migliora il contrasto della visualizzazione. Il movimento al quarzo Swiss made ora è fornito di due pulsanti (al posto di uno solo, come in passato). Due anche le referenze: tutto acciaio o Pvd oro giallo. Quest’ultima costa 895 euro.

    BREIL Abarth Chrono
    Il Marchio milanese prosegue la collaborazione con la Casa dello Scorpione e ne celebra il compleanno con un inedito cronografo bicompax. Ispirato alla Abarth 695 75° Anniversario, ne riprende i colori: nel total look in acciaio Ip nero mat spiccano i dettagli in oro, tra cui il logo celebrativo sul quadrante e la corona decorata come un cerchione. La cassa (43 mm) ha la lunetta lucida, il movimento è al quarzo. Edizione limitata di 375 esemplari, 399 euro.

    ALVIERO MARTINI 1a CLASSE Roma
    L’ultima tappa (in ordine di tempo) del viaggio ideale intrapreso dal Brand tocca la Città Eterna, ed è declinata in tre modelli in acciaio con la cassa lady size (34 mm). Quello più basic ha il quadrante soleil con dettagli in oro rosa, il cui colore riprende i toni del cinturino in pelle, decorato con la tipica stampa Geo Map. Le altre versioni invece si allacciano al polso con un bracciale, anche bicolore. Da 99 euro.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 16/09/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 16/09/2024

    Tornano le Cronache dell’orologeria. Che vi raccontano, come di consueto, cosa è successo nel mondo delle lancette nelle ultime settimane – e cosa succederà nelle prossime. Una panoplia di eventi di marketing, tra sponsorizzazioni sportive, premi fotografici, feste stile manga, mostre di settore… e chi più ne ha, più ne metta. Le Cronache dell’orologeria parlano chiaro: gli interessi sono eclettici, non c’è da annoiarsi.

    Il ritorno di Actarus

    Martedì scorso, a Roma, Tissot ha festeggiato il lancio del PRX Ufo Robot Grendizer con un evento speciale. Un party che ha trasformato in stile anime la boutique di via del Corso, con un allestimento interamente dedicato a Goldrake: tra action figure in scala e repliche giganti, cena a base di sushi e ritratti “manga”, gli ospiti hanno fatto un salto (indietro) nel tempo, e sono stati catapultati nella serie tv degli anni Settanta. Immancabile la prova al polso dell’orologio – che, a proposito, sarà presto di nuovo disponibile all’acquisto. Evvai!

    Un oceano di clic

    Una balenottera che sta per inghiottire un ammasso di pesci (in gergo, baitball): per questa foto, Rafael Fernández Caballero si è aggiudicato il titolo di Ocean Photographer of the Year 2024. Il concorso, organizzato come sempre da Oceanographic Magazine e da Blancpain per evidenziare la bellezza e la fragilità degli oceani, nei giorni scorsi ha diffuso le immagini finaliste e vincitrici delle varie categorie – fra cui quelle della fotografa malese Ipah Uid Lynn, premiata con il Fifty Fathoms Award. Andatele a vedere online: meritano…

    Dalla terra al mare – 1

    Lo avevamo lasciato alla Leggenda di Bassano. Poi è passato alla rievocazione storica della Stella Alpina (dal 6 all’8 settembre), sempre sulle Dolomiti. Ora però Eberhard & Co. lascia momentaneamente l’asfalto e le auto d’epoca per trasferirsi in riva al mare. Dal 19 al 24 del mese sarà infatti cronometrista ufficiale del 64th Genoa Boat Show, meglio noto come Salone Nautico di Genova: l’appuntamento principale con il mercato della nautica in Italia, imperdibile per tutti gli appassionati di barche a vela e a motore. Ne riparleremo…

    Dalla terra al mare – 2

    Questo mese vedrà Locman super-impegnato sul fronte delle sponsorizzazioni. Prima per il Gran Premio Nuvolari (dal 19 al 22 settembre), con partenza e arrivo a Mantova, lungo un percorso che si snoda in quattro regioni e arriva fino a San Marino. L’equipaggio vincitore sarà premiato con un Aethalia Titanio. Poi per il Rallye Elba Storico (dal 24 al 28 settembre), un giro dell’Isola in due giornate, da Porto Azzurro a Capoliveri, dove offrirà in esclusiva ai concorrenti un’edizione limitata personalizzata. Del resto, qui gioca in casa…

    British elegance

    Fra il 30 agosto e il 1° settembre, nei giardini di Hampton Court a Londra, si è svolto il tradizionale Concours of Elegance, che ha riunito circa 60 rare auto d’epoca. Sponsor, ancora una volta, A. Lange & Söhne, il cui Ceo Wilhelm Schmid ha premiato una Rolls-Royce Phantom III Convertible del 1937 con il Best of Show. Non solo. La Manifattura sassone ha anche realizzato un esclusivo Datograph up/Down dedicato alla manifestazione: un pezzo unico che sarà battuto all’asta da Phillips il 9 novembre, a favore di The Prince’s Trust.

    Artigianato in mostra

    Foto courtesy Vacheron Constantin

    Fino al 30 settembre, alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia (e in altri spazi), si tiene Homo Faber 2024. Intitolata A Journey to Life, questa 3a edizione ospita più di 400 artigiani provenienti da tutto il mondo ed espone oltre 800 oggetti. Fra i partecipanti, alcune celebri maison, tra cui Cartier, che racconta il proprio savoir-faire gioielliero; Iwc, che evidenzia l’aspetto ingegneristico dell’alta orologeria con il Perpetual Studio; e Vacheron Constantin, che ospita l’atelier di ebanisteria del Museo del Louvre e presenta l’arte del restauro. Interessante…

    Per amor del vintage

    A Bologna, dal 24 al 27 ottobre prossimi (in parallelo ad Auto e Moto d’epoca), si terrà Time on Show 2024. Un evento centrato sugli orologi vintage e dedicato ai collezionisti, organizzato da Pier Luigi Santi e ideato con Auro Montanari e Paolo Borgomanero. Gli espositori sono 14 negozi specializzati di tutt’Italia, vagliati attentamente da un Comitato di selezione di cui fanno parte gli stessi Montanari e Borgomanero, insieme a Davide Parmegiani. L’anno scorso la manifestazione ha registrato 5mila visitatori. E ora punta al bis…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Latest. Le novità dell’estate – 20/08/2024

    Latest. Le novità dell’estate – 20/08/2024

    Luglio e agosto sono stati mesi densi di lanci. In tutti i segmenti dell’orologeria, nell’alto di gamma come nell’entry level. Si è trattato perlopiù di estensioni di linea, nuove aggiunte a collezioni già esistenti, variazioni sul tema per colori o materiali. Niente di eclatante, a dire il vero. Agli esemplari più meritevoli, Il Giornale degli Orologi ha dedicato appositi articoli monografici (basta guardare in homepage e li si individua facilmente). Per tenervi aggiornati riguardo gli altri, comunque, provvediamo subito con questa (ormai consueta) rubrica Latest, che presenta una selezione di novità.

    Lo dice il nome stesso: latest, ovvero le ultime notizie, le uscite più recenti, i modelli che sono arrivati da poco nei negozi (e in certi casi non sono ancora in distribuzione). Organizzate come sempre in ordine di prezzo, le nostre Latest news vi danno un’idea degli orologi dell’estate come delle tendenze in corso, in senso estetico e non solo. Attenzione però: nei prossimi giorni saranno ulteriormente arricchite. Quindi, tornate a vederle: così eviterete di perdervi il pezzo che potrebbe farvi battere il cuore… Non si sa mai.

    BLANCPAIN Fifty Fathoms Bathyscaphe Red Gold
    Tutti conoscono il Chronographe Flyback e il Quantième Complet della storica collezione, ma nessuno finora li aveva visti così: in versione preziosa, con cassa e bracciale interamente realizzati in oro rosa. Due lingottini il cui peso aiuterebbe a immergersi in profondità, ma sicuramente più utili da sfoggiare in superficie, a un party in piscina o su uno yacht, complice anche il quadrante blu sfumato, dalla finitura soleil. Mooolto chic. 61mila euro.

    BLANCPAIN Ladybird Colors Phases de Lune
    La collezione femminile della Manifattura di Le Brassus si arricchisce di nuovi esemplari. La referenza in oro bianco tinge con i colori dell’arcobaleno i numeri romani dalle dimensioni in dégradé, mentre la versione monocromatica in oro rosa acquista un inedito “blu corallo”. Per il resto tutto rimane com’era: la cassa da 34,9 mm con 2.22 carati di diamanti, il movimento automatico con 100 ore di autonomia, il quadrante in madreperla, i 5 cinturini intercambiabili. Da 38.400 euro.

    GLASHÜTTE ORIGINAL Seventies Chronograph Panorama Date Watermelon e Swimming Pool (nella foto in alto): i due vivaci colori, introdotti dalla Manifattura sassone nella collezione Vintage, rimandano proprio all’estetica pop degli anni ’70. E i nuovi cronografi sono così centrati da meritare ciascuno un’edizione limitata di 100 esemplari. Lo stile rétro però nasconde una tecnica attualissima: il calibro 37-02, con autonomia di 70 ore, ruota a colonne, funzione flyback e grande datario. La versione con cassa (40 mm) e bracciale in acciaio costa 17mila euro.

    ZENITH Defy Skyline Ibiza Edition
    La Maison di Le Locle dedica all’isola delle Baleari un’edizione speciale, leggera e luminosa. Interamente realizzata in ceramica, ha la cassa (41 mm) impermeabile fino a 10 atm, il quadrante color mare e il bracciale intercambiabile con il cinturino in gomma. Monta il calibro El Primero 3620 con 60 ore di autonomia, ad alta frequenza perciò in grado di misurare il 10° di secondo nel contatore al 9. I 100 esemplari della serie limitata sono in vendita esclusivamente nella boutique di Rabat. 16.200 euro.

    Latest sotto i 5mila euro

    EBERHARD & CO. Extra-fort Roue à Colonnes Retour en Vol
    La Maison de l’Aigle amplia la storica collezione con nuovi cronografi, diversi per le cromie del quadrante, ma sempre dotati delle caratteristiche essenziali che ne definiscono il nome. Ovvero la ruota a colonne, il dispositivo più raffinato per lo smistamento delle funzioni cronografiche. E la funzione flyback, che permette diverse misurazioni consecutive in rapida successione. Ma ne riparleremo… Con la cassa (41 mm) in acciaio e il movimento automatico, l’orologio è disponibile con il cinturino in pelle o il bracciale in acciaio. Da 4.590 euro.

    NOMOS GLASHÜTTE Ahoi neomatic 38 date Atlantic
    Classico e sportivo allo stesso tempo, un esemplare così versatile da essere perfetto in ufficio come in spiaggia. La cassa (38,5 mm) in acciaio è impermeabile fino a 20 atm. Sottile (10 mm) ma robusta, ospita il calibro automatico DUW 6101, di manifattura, riprogettato ex novo e dotato di un esclusivo datario integrato. Esiste anche col quadrante azzurro oppure color sabbia. 3.520 euro.

    SEIKO Astron GPS Solar 5X
    Un multifunzione in titanio (dal rivestimento antigraffio) con lunetta in ceramica: cronografo a 1/20 di secondo, datario perpetuo fino al 2100 e soprattutto doppio fuso orario. Estremamente preciso, si collega automaticamente alla rete GPS due volte al giorno (e manualmente ogni volta che si vuole, basta premere l’apposito pulsante). In più il nuovo calibro 5X83 assicura un’autonomia di 6 mesi (e due anni in modalità di risparmio energetico). Edizione limitata di 1500 esemplari, 2.600 euro.

    JAGUAR Ceramic
    Prende nome dal materiale della lunetta la nuova collezione di cronografi del Marchio Swiss made di Festina Group. Con la cassa XL (44,8 mm) in acciaio, il movimento al quarzo (Ronda 5030D) e il quadrante in tanti colori, è ricca di 9 referenze: 4 con cinturino in gomma e 5 con bracciale in acciaio. Questa è la nostra preferita, per la spiccata impronta racing. Da 475 euro.

    BREIL Cronografo Fiamme Oro
    Il Marchio di Binda Group prosegue la collaborazione con la Polizia di Stato. E ha dedicato ai 70 anni delle Fiamme Oro un cronografo al quarzo, con cassa (43 mm) e bracciale in acciaio, movimento di produzione giapponese e quadrante nei colori del Gruppo Sportivo. Che – va ricordato – ha partecipato ai Giochi di Parigi con un centinaio di atleti e si è distinto con 18 medaglie (5 ori, 6 argenti e 7 bronzi) su 40 conquistate dagli Azzurri nelle varie discipline. A proposito di numeri, i 470 esemplari realizzati sono ormai sold-out. 319 euro.

  • Latest. Le novità della settimana – 26/03/2024

    Latest. Le novità della settimana – 26/03/2024

    Ed eccoci, come preannunciato venerdì scorso, con la seconda parte delle Latest news, che riuniscono parte delle numerosissime novità lanciate nell’ultimo periodo. Tra le quali si trova già un’anticipazione del Salone di Ginevra: l’evento più atteso dell’anno orologiero, che inesorabilmente si avvicina… Anche se qui si trovano soprattutto gli orologi di marchi che non esporranno sul Lemano – qualcuno al limite solo nei “Fuorisalone”. Ai quali è giusto e doveroso dare visibilità – prima che tutte le attenzioni siano catalizzate da quella grande abbuffata… In via del tutto eccezionale, aggiungiamo poi nella gallery qui sopra due pezzi unici, che vale la pena di citare anche se sono già stati venduti. Già, perché nelle Latest news rientrano anche gli esemplari più esclusivi, nonostante siano pochissimi i fortunati che possono permetterseli. In fondo il compito delle nostre Latest è quello di informare…

    Latest news, in ordine di prezzo

    Foto Laurent Xavier Moulin courtesy Renaud Trixier

    RENAUD TIXIER Monday
    Marchio esordiente fondato da maestri orologiai di due generazioni: il veterano Dominique Renaud (ex socio di Giulio Papi) e il giovane Julien Tixier. E nato con l’idea di reinterpretare gli elementi fondanti della meccanica orologiera. In primis il microrotore decentrato – qui dotato di un dispositivo ausiliario che ne migliora l’efficienza di ricarica -, visibile dal quadrante soleil. Ovviamente realizzato in-house e di estrema qualità il movimento automatico con piccoli secondi, calibro RVI2023, mentre la cassa (40,8 mm) è in oro rosa. 79.000 franchi svizzeri (tasse escluse), in consegna dall’inverno prossimo.

    SPEAKE MARIN Ripples Infinity Date
    La collezione, nata nel 2022, si distingue per il quadrante “increspato”, che ora acquista un nuovo colore: bianco argenté. Grazie al quale l’intero esemplare – realizzato in acciaio – assume un aspetto algido, particolarmente luminoso. Quanto al resto, mantiene le consuete particolarità: la cassa (40,4 mm) chiamata La City, d’impronta no-gender, e il movimento automatico, calibro SMA03-TD di manifattura, con i caratteristici piccoli secondi a ore 1.30. Per la cronaca: si tratta di una novità di Watches and Wonders, presentata in anteprima. E sarà in vendita dal 9 aprile. 23.900 euro (tasse escluse).

    GIRARD-PERREGAUX Laureato Chronograph Ti49
    In occasione dei 49 anni della collezione, la Manifattura di La Chaux-de-Fonds la veste per la prima volta di titanio grado 5. Il che spiega la sigla finale del nome, ma non rende l’idea della difficoltà di costruire con questa lega un’architettura così complessa. Come di consueto, la cassa tonneau (42 mm) ha la lunetta doppia, tonda alla base e ottagonale quella superiore, il bracciale è integrato e rastremato, e il tutto è decorato da un’alternanza di finiture lucido-satinate. Il movimento automatico è il calibro GP03300, ideato e prodotto in casa, che riporta i tre contatori sul quadrante a Clous de Paris. 20.500 euro.

    BLANCPAIN Fifty Fathoms Automatique
    Sulla scia del primo esemplare che l’anno scorso ha festeggiato il 70° anniversario, la storica famiglia di subacquei si allarga. Adotta una cassa di dimensioni ridotte – 42,3 mm invece dei soliti 45 – che dà vita a un’intera collezione, in titanio grado 23 oppure in oro rosso. Immutate le altre caratteristiche: l’impermeabilità fino a 30 atm, la lunetta unidirezionale girevole in vetro zaffiro, il quadrante soleil nero o blu, i diversi cinturini (Nato in tessuto, caucciù) o il bracciale in titanio. Il movimento è sempre il calibro 1315, ovviamente di manifattura, con 5 giorni di autonomia. Da 18.300 euro.

    BREITLING Aerospace B70 Orbiter
    Rende omaggio all’impresa del Breitling Orbiter 3. Ovvero il pallone aerostatico che 25 anni fa, con a bordo Bertrand Piccard e Brian Jones, riuscì a realizzare la prima circumnavigazione del Globo senza scalo in 19 giorni, 21 ore e 47 minuti. Interamente in titanio, nella cassa (43 mm) monta un movimento SuperQuartz termocompensato: il calibro B70, di manifattura, multifunzione (tra cui crono rattrapante e flyback) e certificato Cosc. Il colore del quadrante è quello della navicella dell’aerostato, il fondello racchiude un frammento del pallone. 4.800 euro.

    SEIKO Prospex 1965 Heritage Diver’s
    1924: primo orologio con marchio Seiko. Un secolo dopo, la Casa giapponese celebra l’anniversario con un esemplare che riedita il suo primo subacqueo, datato 1965: una special edition dal design vintage ma aggiornatissima nei contenuti. La cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 30 atm, ospita uno dei movimenti più recenti sviluppati in-house: il calibro 6R55, con 3 giorni di autonomia. Oltre al bracciale estensibile ha un cinturino in tessuto, ricavato da bottiglie di plastica riciclate e realizzato con la tecnica tradizionale di intreccio del Seichu. In vendita da giugno, 1.600 euro.

    PHILIP WATCH Caribe Diving Limited Edition
    Un nuovo subacqueo professionale all’interno della storica collezione, nobilitato nei materiali e nella tecnologia. La cassa (42 mm), realizzata in titanio satinato e impermeabile fino a 30 atm, ha la lunetta girevole unidirezionale in ceramica e la valvola di decompressione. Il movimento automatico, calibro Sellita SW220, è corredato di funzione day-date. Sempre in titanio satinato il bracciale rastremato, con fibbia estensibile per adattarlo sopra la muta. Risultato: un orologio leggero e performante. Edizione limitata di 300 esemplari, 1.350 euro.

    Latest – Sotto i 1.000 euro

    OOO OUT OF ORDER Trecento Vitamin C
    Realizzato con l’influencer araba Fatma AlNajjar –@fnal2, un nuovo subacqueo nei colori del deserto. La cassa (40 mm) è in acciaio 316L, invecchiato secondo il procedimento tipico del Brand che rende ogni esemplare unico. Il quadrante richiama il fondale sabbioso, con gli indici in ruggine stabilizzata quasi fossero stati davvero corrosi dalla salsedine. Il movimento automatico, Landeron 24h, ha il rotore personalizzato dalla scritta “Damaged in UAE”. Particolare anche il packaging, simile al blister di un integratore. Edizione limitata di 45 esemplari (numero ricco di significati, a Dubai e dintorni), 950 euro.

    PHILIPP PLEIN Plein $keleton Royal
    Pensato per la primavera-estate della collezione uomo, un esemplare che non passa certo inosservato. Per la cassa in acciaio, di formato extra-large (46 mm), dominata dal contrasto cromatico fra nero e oro rosa (ottenuti con un trattamento Ip). Ma anche per il tipico $kull, il teschio con le tibie incrociate che spicca sul quadrante ajouré, e rivela parte del movimento automatico di produzione giapponese (calibro Seiko NH70). Segni caratteristici e ricorrenti sono anche le viti esagonali, e i fori del cinturino in caucciù, sempre esagonali. 740 euro.

    SECTOR NO LIMITS 230 Automatic
    Una nuova variazione sul tema che amplia l’offerta maschile del Marchio dedicata alle immersioni subacquee. Realizzato interamente in acciaio, ha la cassa (43 mm) impermeabile fino a 10 atm, contraddistinta dalla lunetta girevole unidirezionale in alluminio bicolore, che rimanda a storici e famosissimi precedenti. Sul quadrante blu opaco spiccano gli indici a bicchierino e le lancette luminescenti, il bracciale Jubilee si può sostituire con un cinturino in caucciù incluso nel packaging. 329 euro.

    ALVIERO MARTINI 1a CLASSE Antibes
    Il fashion Brand continua a esplorare mete internazionali da cui prendere ispirazione. In questo caso, dalla città della Costa Azzurra deriva un piccolo, delizioso bijoux, sviluppato a partire dal nuovo logo Geo Sunrise, un motivo geometrico improntato sul monogramma 1C, che risalta a rilievo sul quadrante e in ogni singola maglia del bracciale a catena. Tre le versioni: in acciaio “al naturale”, Ip oro giallo e Ip oro rosa. La cassa iperfemminile misura sempre 32 mm di diametro, il movimento è al quarzo. Da 119 euro.

    L’appuntamento con le Latest news tornerà fra qualche settimana. Restate sintonizzati…

  • Oroscopo di marzo. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di marzo. Previsioni e orologi, segno per segno

    Dal punto di vista astrologico, l’oroscopo di marzo 2024 è carico di significati. Il Sole, infatti, entra il 19 nella costellazione dell’Ariete e questo evento rappresenta, dal punto di vista astrologico, il Capodanno Celeste.
    Tutto si muove, lassù: prima di affrontare questo oroscopo di marzo, segno per segno, cerchiamo come sempre di evidenziare i movimenti celesti più interessanti. Il loro riflesso sui nati nei differenti segni ci permetterà di suggerire qualche chiave di lettura.

    Marzo per le prime due decadi è il regno dei Pesci, cui farà seguito il passaggio all’Ariete.
    Il giorno 3 Venere sarà in quadratura con Urano, il 9 Mercurio entra nel segno dell’Ariete, seguito a ruota il 10 da un Novilunio nel segno dei Pesci, mentre l’11 vedrà l’ingresso di Venere sempre in Pesci.
    Giorno importantissimo il 19, in cui il Sole entrerà in Ariete con l’Equinozio di Primavera. Il 22 sarà la volta di Marte, che entrerà anch’esso in Pesci, mentre un’eclissi di Luna si verificherà il giorno 25, in Bilancia.

    Con un pizzico di autoironia, andiamo ora a curiosare cosa le stelle abbiano in serbo per noi. E quali orologi sono più consoni a ciascun segno dello Zodiaco.

    Ariete

    Mese di cambiamento, in cui dovrete riconsiderare la vostra posizione nelle relazioni umane importanti per la vostra vita. Che si tratti di cuore, di amicizia o di lavoro, l’oroscopo di marzo segnala che sono in vista modifiche impensate. Qualcosa che avevate cercato di cancellare riemergerà con forza dal passato: è il momento di affrontare la questione e di risolverla definitivamente. Solo liberandosi dalle zavorre potrete guardare avanti con maggiore leggerezza. Per fare questo, ritagliatevi dei momenti di introspezione, di riflessione profonda su voi stessi. Sarà l’inizio di una rinascita. Celebrate l’avvento della nuova era con un calendario perpetuo dal colore portebonheur.

    BLANCPAIN Villeret Quantième Perpétuel
    Cassa (40,3 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 5954.4 di manifattura, con autonomia di 3 giorni, calendario perpetuo e fasi di luna. Quadrante soleil, lancette scheletrate e numeri romani applicati, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 55.750 euro.

    Toro

    Per i nati sotto il segno del Toro, si presenterà l’opportunità di entrare a far parte di un nuovo gruppo: nuove conoscenze, nuovi legami, nuove aperture. Forse finora siete stati troppo conservativi e legati a una routine in cui vi eravate adagiati. Secondo il vostro oroscopo di marzo, sarà il mese perfetto per dare spazio alla vostra parte più creativa, per cercare nuovi approcci, nuove soluzioni. L’eclissi di fine mese sarà il momento giusto per concentrarsi su di sé, raccogliere le energie, fare le scelte necessarie e affrontare con fiducia quello che vi attende. Celebrate la Luna con un esemplare dedicato.

    HYT Moon Runner Supernova Blue
    Cassa (48 mm x 21,8 mm di spessore) in titanio microbillé con trattamento di superficie blu e grigio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 601MO, con autonomia di 3 giorni, indicazione fluida delle ore, indicazione del mese e della data su disco, delle fasi di luna in 3D. Quadrante multilivello, lancette, indice e numeri luminescenti, vetro zaffiro a cupola, cinturino in pelle. Edizione limitata di 27 esemplari, 120mila franchi svizzeri.

    Gemelli

    Segno duplice, i Gemelli troveranno nuova determinazione per raggiungere i propri obiettivi, soprattutto di studio e di carriera. Ottimo inizio per coloro che – aiutati dalla situazione celeste – saranno chiamati a riconsiderare i propri obiettivi: non temete di essere ambiziosi, naturalmente sempre senza perdere il contatto con la realtà. Rinnovate energie vi sosterranno: non fatevi travolgere però dal solo aspetto psicologico e mentale. Prendetevi cura anche della salute fisica e ricordate che proprio grazie al vostro benessere potrete essere nella migliore condizione per essere d’aiuto a chi vi è vicino. Rendete omaggio alla vostra doppia natura con un cronografo doppio.

    CYRUS GENEVE Klepcys Dice Saffron
    Cassa (42 mm) in titanio grado 5, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CYR718 di manifattura, con doppio cronografo indipendente e due ruote a colonne. Quadrante traforato, lancette, numeri e indici luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in cordura. Edizione limitata di 50 esemplari, 40.850 euro.

    Cancro

    L’oroscopo di marzo riporta un mese di programmi, per voi nativi del Cancro. Che stiate progettando un viaggio, una vacanza importante, una nuova attività o una svolta sentimentale, ricordate sempre di conservare un buon equilibrio tra la sfera pubblica e la sfera privata. Un’opportunità importante potrebbe entusiasmarvi: prima di prendere decisioni affrettate, considerate bene tutti gli aspetti dell’impatto che una scelta potrebbe avere sul vostro mondo degli affetti. La solidità delle relazioni con i vostri cari è prioritaria. Nella prima decade, attenzione alla salute e non cedete agli eccessi. Vestite il polso con altrettanta misura e sobrietà, senza rischiare di essere banali.

    CHOPARD L.U.C XPS Twist QF
    Cassa (40 mm x 7,2 mm di spessore) in oro bianco etico. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L.U.C 96.26-L di manifattura, con doppio bariletto (tecnologia L.U.C Twin), autonomia di 65 ore, piccoli secondi e datario; con certificato ufficiale di cronometro (Cosc) e certificazione Fondation Qualité Fleurier. Quadrante soleil (centrato sul contatore dei secondi), indici applicati, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 24.600 euro.

    Leone

    Per i nati sotto il segno del Leone, questo mese potrebbe presentare, in breve successione, alcuni eventi di diversa natura. È fondamentale non farsi travolgere e conservare lucidità: solo così ne potrete uscire nel migliore dei modi. Nell’ultima decade un fatto inatteso potrebbe stupirvi. Anche per voi l’oroscopo di marzo consiglia di abbandonare abitudini che non sono salutari, in tutti i sensi. Nessuna migliore occasione che la primavera per intraprendere una purificazione del corpo e dell’anima. Sottolineatelo con un esemplare dall’innata purezza estetica. E dall’inattesa funzionalità.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Minute Rattrapante
    Cassa in acciaio, impermeabile fino a 6 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro PF052 di manifattura, con micro-rotore decentrato, minuti con funzione sdoppiante. Quadrante guilloché grain d’orge, lancetta sdoppiante e pulsante coassiale alla corona in oro rosa, lancette scheletrate e indici applicati, lunetta zigrinata in platino, vetro zaffiro (anche sul fondello), bracciale in acciaio. 28mila euro.

    Vergine

    Marzo vedrà i nati sotto il segno della Vergine impegnati in una profonda rivalutazione della propria situazione affettiva. Che si tratti di terminare per sempre un rapporto o – al contrario – di decidere di consolidarlo definitivamente, sarete chiamati a prendere decisioni importanti. State uscendo da un periodo pesante di stress, in tutti i sensi: concedetevi una pausa, sia fisica che mentale, dedicate del tempo a voi stessi per riequilibrare le energie. Ripartirete con una visione più chiara di quanto vi circonda e con una rinnovata fiducia. Gratificatevi con un esemplare che vada fuori dal seminato.

    HAUTLENCE Linear Series 1
    Cassa tv-shaped (43 x 50,8 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro D50 di manifattura, con tourbillon e ore saltanti con indicazione lineare ad andamento retrogrado. Quadrante spazzolato, lancetta, indice e numeri luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in caucciù. Edizione limitata di 28 esemplari, 55.580 euro (tasse escluse).

    Bilancia

    L’oroscopo di marzo suggerisce che questo mese, per i nati sotto il segno della Bilancia, sarà un punto di svolta. Si chiuderà un periodo, contrassegnato anche da alcune negatività, e si apriranno nuovi orizzonti. L’aiuto di persone care, di maestri di vita, di amici sinceri vi sosterrà nel momento in cui sarete chiamati a portare alla luce la vostra vera natura. Non abbiate timore di far germogliare dentro di voi aspetti che avevate per anni trascurato, o lasciato in disparte. Siate voi stessi, liberate i vostri sogni e scoprirete in voi un’energia che forse non sapevate di avere. Dimostratelo anche con un orologio dal valore metaforico: vi dice qualcosa la definizione “forza costante”?

    FERDINAND BERTHOUD Chronomètre FB2.T1 Final Edition
    Cassa (44 mm) in oro bianco etico. Movimento meccanico a carica manuale, calibro FB-T.FC-2 di manifattura, a carica manuale, con tourbillon, dispositivo a forza costante con trasmissione a fuso e catena, indicazione dell’autonomia di 53 ore; certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Quadrante spazzolato con ore e minuti decentrati, vetro zaffiro bombato, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 38 esemplari.

    Scorpione

    Energia da vendere, per chi è nato sotto il segno dello Scorpione. Idee, proposte, novità, attività frenetiche: attenzione a non cadere nell’iperattività. Se il momento è molto positivo, indubbiamente, tenete comunque conto che le risorse non sono illimitate e bilanciate bene le vostre energie. In ogni caso, cercate di portare a compimento quanto intraprendete, per evitare di trovarvi con troppi fronti aperti. Non si può sempre vivere in fuori giri: siate abili piloti della Formula Uno su cui le stelle questo mese vi faranno fare un giro. Esprimetelo con un cronografo “da scuderia”.

    IWC Pilot’s Watch Performance Chronograph 41 Mercedes-AMG Petronas Formula One™ Team Cassa (41 mm) in Ceratanium®, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 69385 realizzato in esclusiva, cronografo con ruota a colonne, secondi continui e funzione day-date. Quadrante opaco, contatori azuré, lancette e indici luminescenti, lunetta con scala tachimetrica, vetro zaffiro bombato, fondello con vetro zaffiro, cinturino in caucciù con sistema di sgancio rapido. 15.200 euro.

    Sagittario

    La parola chiave per voi sarà “casa”, in tutti i sensi. Sarete probabilmente coinvolti in attività di carattere pratico, come il rinnovamento di uno o più ambienti, un trasloco, una risistemazione da troppo tempo rimandata. Ma anche in senso familiare: volevate intraprendere una ricerca sui vostri antenati? È il momento ideale. Nella seconda metà del mese concedetevi del tempo per coltivare le amicizie e le relazioni sociali. Lasciate l’inverno alle spalle e apritevi al mondo. Una certa solitudine che aveva recentemente segnato le vostre giornate sarà solo un ricordo del passato. Sorridete alla vita e la vita vi sorriderà. Anche con quello che mettete al polso.

    RICHARD MILLE RM 88 Automatic Tourbillon Smiley
    Cassa (39,74 x 48,5 mm) in ceramica Apz. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Crmt7 di manifattura, scheletrato, con autonomia di 50 ore, tourbillon, selettore di funzione. Quadrante con micro-sculture pop in oro, incise e dipinte a mano, lancette luminescenti, indici con diamanti, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in tessuto e pelle. Edizione limitata di 50 esemplari.

    Capricorno

    Nati sotto il segno del Capricorno, se avete lavorato duro per ottenere un risultato, questo mese di marzo vi porterà le soddisfazioni che meritate. Le vostre capacità saranno riconosciute e nuovi orizzonti si apriranno, come da tempo attendevate. Non sedetevi però sugli allori e sappiate che quello che vi potrebbe sembrare un traguardo è solo un punto di partenza. Non trascurate la salute, senza la quale rischiate di vanificare quanto avete raggiunto. Curate l’alimentazione e soprattutto cercate di organizzare le giornate secondo ritmi regolari. Contate su un cronometro superaffidabile.

    F.P.JOURNE Chronomètre Souverain Black Label
    Cassa (40 mm x 8 mm di spessore) in platino. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 1304 di manifattura, realizzato in oro rosa, con doppio bariletto, indicazione dell’autonomia di 56 ore, piccoli secondi. Quadrante opaco, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 49.500 franchi svizzeri (tasse escluse).

    Acquario

    Di solito non siete troppo inclini a cercare avidamente ricchezze materiali: il mese però si presenta ottimo per coltivare relazioni sociali, rapporti, conoscenze. Il ritorno di questa vostra maggiore visibilità potrebbe tramutarsi in nuove opportunità professionali e di guadagno. L’oroscopo di marzo vi raccomanda di prestare attenzione a quanto trasmettete sul piano della comunicazione. Siate sinceri e propositivi, soprattutto con voi stessi. Questo atteggiamento sarà colto dai vostri interlocutori e contribuirà al vostro successo. Curate l’aspetto fisico, importante anche nei dettagli. E ricordatevi che il vostro orologio può dire molto di voi.

    VACHERON CONSTANTIN Overseas Chronograph
    Cassa (42,5 mm) in acciaio, impermeabile fino a 15 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 5200 di manifattura, con autonomia di 52 ore, cronografo con ruota a colonne, secondi continui e datario. Quadrante Panda, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), bracciale in acciaio, intercambiabile. In vendita con due cinturini supplementari, in pelle e in caucciù. 39.600 euro.

    Pesci

    Nati sotto il segno dei Pesci, questo mese Marte e Venere si danno appuntamento nel vostro segno! Azione e amore, forza e bellezza: quale migliore connubio? In più, avete anche il Novilunio nel vostro segno. Comunque lo vogliate vedere, è un momento in cui tutto sembra cooperare per la migliore riuscita di quanto state intraprendendo, sia che si tratti della conclusione di un periodo o di una fase della vostra vita, sia che si tratti di un progetto che finalmente andrà in porto. Potreste essere invitati a effettuare un viaggio inaspettato. Siate pronti a partire: procuratevi fin da subito un “ore del mondo”, non si sa mai…

    PATEK PHILIPPE Ore Universali 5231G
    Cassa (38,5 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 240 HU di manifattura, con micro-rotore decentrato, ore universali, funzione giorno/notte per i 24 fusi orari di riferimento. Quadrante in smalto cloisonné Grand Feu, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 92.900 euro.

  • Gli orologi dell’anno del Drago. Talismani o forme d’arte?

    Gli orologi dell’anno del Drago. Talismani o forme d’arte?

    Quest’anno hanno davvero esagerato. Va bene che il mercato cinese va riconquistato, va bene che il soggetto si presta alle interpretazioni più fantasiose, ma le marche elvetiche di orologeria si sono davvero fatte prendere la mano. E hanno sfornato una quantità incredibile di orologi dell’anno del Drago. Di cui vogliamo darvi un assaggio.

    Già: domani, 10 febbraio, è il Capodanno cinese – Festa di primavera o Capodanno lunare che dir si voglia -, che avvia 15 giorni di sentitissimi festeggiamenti in tutta la Great China come nelle comunità espatriate dal Paese di Mezzo, diffuse in tutto il mondo. E l’industria delle lancette si è data da fare per celebrare come si deve l’anno del Drago di legno: il segno di turno in questo 2024, parte del complesso sistema zodiacale in cui non solo si alternano 12 animali con cicli di 12 anni, ma sono anche coinvolti i 12 rami terrestri, i 10 tronchi celesti, i 5 elementi, lo Yin e lo Yan…

    In effetti sono ormai mesi che siti, blog e magazine specializzati pubblicano alla spicciolata gli orologi dell’anno del Drago. Noi abbiamo aspettato proprio l’ultimo giorno per presentarli tutti insieme, così come abbiamo fatto per l’anno del topo, per quello del bue, della tigre, del coniglio… Sì, perché sono ormai 12 anni che assistiamo a questo spettacolo di arte varia puntualmente messo in atto dall’orologeria. Quest’anno il ciclo si chiude, i grandi collezioni posseggono già l’intero Zodiaco, ma poco importa: si ricomincia da capo con un nuovo segno, con un nuovo animale, in una periodicità che sembra infinita – altroché dodecennale…

    Esemplari pregiati… anziché no

    E vederli tutti insieme, gli orologi dell’anno del Drago, dobbiamo ammettere che fa una certa impressione. Con tutte queste ali spiegate, questi artigli letali, queste fauci spalancate, sembra proprio di essere tornati ai tempi di Casa Targaryan, all’antico regno di Raenyra in House of the Dragon. Ma con la naturale differenza che le bestiole raffigurate sugli orologi dell’anno del Drago non hanno le fattezze delle saghe fantasy, ma quelle tramandate dalla tradizione cinese, più viva che mai in quel di Hong Kong. Si tratta del Loong, creatura leggendaria del folklore dell’ex Celeste Impero: che non sputa fuoco e non rappresenta il Male, ma è invece simbolo di prosperità, latore di fortuna e buoni auspici. Addirittura incarnazione dell’imperatore, emblema di potere e saggezza.

    Del resto l’orologeria è sempre stata determinata nel ritrarre i draghi, per arrivare al cuore e al portafoglio degli amanti del genere (soprattutto se con gli occhi a mandorla). Anche in tempi non sospetti: prova ne sia la vetrina fatta da noi qualche anno fa, intitolata proprio Draghi, dragoni & Co. (cui vi rimandiamo per conoscere fattezze e leggende a tema), in un 2021 dedicato a tutt’altro animale. Figuriamoci ora che lo Zodiaco cinese serve l’occasione su un piatto d’argento… Pare proprio che le marche si siano messe d’accordo per invadere il mercato con gli orologi dell’anno del drago. Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche, come si può vedere qui sotto. Venghino, signori, venghino…

    A dire il vero, sembra quasi che nell’alto di gamma le case abbiano fatto a gara per creare l’orologio più scenografico, più straordinario. Con il ricorso – come sempre – ai mestieri d’arte, alle tecniche ancestrali più rare e mirabili, ma anche agli automi e alla meccanica spettacolo. Nella nostra vetrina troverete infatti diversi pezzi unici, oltre che edizioni limitatissime o comunque millesimate (in cui appare quasi sempre il numero 8, altro simbolo portafortuna). Ma non dimenticate di dare un’occhiata anche alla gallery qui sopra. I draghi sono onnipotenti, si sa: e, non paghi di dominare i polsi, invadono perfino le scrivanie, dove assumono sembianze 3D e diventano ancora più forti, ancora più intriganti, capaci di incantare quanti li guardano. Altro che la mitica Medusa o il Basilisco di Harry Potter: dilettanti, in confronto. Perché, non dimentichiamolo: gli orologi dell’anno del Drago possono essere autentici capolavori. Che ci piaccia o no.

    Gli orologi dell’anno del Drago di legno

    BAUME&MERCIER Riviera Dragon Edition 10743 Cassa (33 mm) in acciaio lucido e satinato, impermeabile fino a 5 bar. Movimento meccanico a carica automatica con datario. Quadrante in madreperla decorata, lancette e indici applicati luminescenti, lunetta con diamanti, vetro zaffiro, fondello con vetro zaffiro decorato da un dragone, bracciale in acciaio. Edizione limitata di 150 esemplari, 3.550 euro.

    BAUME&MERCIER Riviera Baumatic Moonphase Dragon Edition 10744 Cassa (43 mm) in acciaio lucido e satinato, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Baumatic, con autonomia di 5 giorni, fasi di luna con dragone e datario a lancetta. Quadrante soleil, lancette e numeri romani applicati e indici luminescenti, vetro zaffiro, lunetta con viti in acciaio Adlc, fondello con vetro zaffiro decorato da un dragone, bracciale in acciaio. Edizione limitata di 150 esemplari, 5.750 euro.

    BELL & ROSS BR 05 Artline Dragon
    Cassa (40 mm) in acciaio lucido e satinato, inciso al laser, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro BR-CAL 321, con autonomia di 54 ore e datario. Quadrante in ciso, lancette rodiate e dipinte di lacca nera, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, bracciale in acciaio inciso al laser. 8.200 euro.

    BLANCPAIN Villeret Calendrier Chinoise Traditionnel
    Cassa (45 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3638 di manifattura, con autonomia di 7 giorni, calendario completo gregoriano con fasi di luna, calendario cinese con ora doppia, data, mese, segni zodiacali, 5 elementi, mesi intercalari e tronchi celesti. Quadrante in smalto Grand Feu, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 50 esemplari, 75.400 euro.

    BOVET Récital 26 Chapter Two Golden Dragon
    Cassa Dimier (45 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 17DM06-DT di manifattura (3 brevetti), con autonomia di 5 giorni, tourbillon volante double-face, fasi lunari con luna in madreperla, ore del mondo con indicazione delle città su display emisferico. Quadrante convesso in quarzo blu, indicazione decentrata di ore e minuti con lancette luminescenti, drago in oro rosso scolpito a mano, vetro zaffiro, fondello con vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 12 esemplari (4 con quadrante in avventurina e altrettanti con quadrante guilloché blu), prezzo non disponibile.

    BREGUET Classique Dragon 7145
    Cassa (40 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 502.3, con spirale e anse dell’ancora in silicio. Quadrante in smalto Grand Feu, drago in oro rosso inciso a mano con sfera in madreperla, lancette a pomme evidée in oro, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 8 esemplari, 84mila euro.

    BREGUET Classique Double Tourbillon Dragon 5345PT Cassa (46 mm) in platino. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 588N di manifattura, interamente inciso a mano, con ponti del bariletto in oro, due tourbillon indipendenti e rotanti (fissati sulla platina che compie un giro completo in 12 ore). Platina guilloché incisa a mano, giro delle ore su anello in vetro zaffiro, drago in oro rosso inciso a mano con sfera in madreperla, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Prezzo non disponibile.

    CHOPARD L.U.C XP Urushi Year of the Dragon
    Cassa (39,5 mm) in oro rosa etico, sottile solo 6,8 mm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L.U.C 96.17L di manifattura, con due bariletti sovrapposti (tecnologia Chopard Twin), autonomia di 65 ore, micro-rotore decentrato in oro. Quadrante realizzato a mano in Giappone secondo la tecnica della lacca Urushi , vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 88 esemplari, 30.200 euro.

    CORUM Bubble 47 Dragon
    Cassa (47 mm) in acciaio Pdv nero, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CO 082. Quadrante soleil laccato, con drago applicato e luna in madreperla; vetro zaffiro a cupola, fondello in vetro zaffiro, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 88 esemplari, 7mila franchi svizzeri.

    CORUM Bubble 47 Dragon Eye
    Cassa (47 mm) in acciaio Pdv nero, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CO 082. Quadrante laccato e dorato, vetro zaffiro a cupola, fondello in vetro zaffiro, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 88 esemplari, 7mila franchi svizzeri.

    GENUS Dragons
    Cassa (43 mm) in oro bianco (ma disponibile anche in oro rosa, in titanio grado 5 o in titanio damascato). Movimento meccanico a carica manuale, calibro 160W-1.2 di manifattura, con platina e ponti in oro 18 kt, autonomia di 50 ore, indicazione satellitare delle ore mediante indice fisso (a ore 9), indicazione dei 10 minuti tramite la testa del drago, il cui corpo in oro inciso a mano e segmentato (11 elementi) striscia fra due contatori, indicazione dei minuti su disco rotante (a ore 9). Indicatori e numeri luminescenti, vetro zaffiro glassbox, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Esemplare interamente personalizzabile, a partire da 140.650 franchi svizzeri, tasse escluse.

    HAMILTON Ventura Elvis80 Skeleton Dragon
    Cassa (42,5 x 44,6 mm) in acciaio Pvd nero, impermeabile fino a 5 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro H-10-S realizzato in esclusiva, con riserva di carica di 80 ore e spirale in Nivachron. Quadrante traforato a forma di muso di drago, lancette luminescenti, vetro zaffiro, cinturino in caucciù effetto squame. Esiste anche con la cassa color oro. 2.175 euro.

    HARRY WINSTON Chinese New Year Automatic Dragon Cassa (36 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HW2010, realizzato in esclusiva. Quadrante in oro con madreperla bianca incisa, drago laccato, indicazione di ore e minuti circoscritta da diamanti, lunetta con diamanti taglio brillante, vetro zaffiro, fondello con vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore (fibbia con diamanti). Diamanti pari a 2 carati in totale. Edizione limitata di 8 esemplari, prezzo non disponibile.

    HUBLOT Spirit of Big Bang Titanium Dragon
    Cassa (42 mm) in titanio lucido e satinato, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HUB 1710 di manifattura, con autonomia di 50 ore. Quadrante multilivello effetto 3D realizzato con applique, vetro zaffiro, cinturino in caucciù vulcanizzato effetto scaglie. In vendita con un secondo cinturino in tessuto grigio. Edizione limitata di 88 esemplari, 30.800 euro.

    IWC Portugieser Chronograph Year of the Dragon Cassa (41 mm) in acciaio lucido. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 69355 di manifattura, con massa oscillante in oro rosa a forma di drago, cronografo con ruota a colonne e secondi continui. Quadrante su due livelli, contatori azuré, numeri applicati, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello. In vendita con un secondo cinturino in caucciù. Edizione limitata di 100 esemplari, 10.200 euro.

    JACOBS & CO. The Mystery Tourbillon Twin Dragons Cassa (50 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica manuale, calibro JCAM32 di manifattura, autonomia di 60 ore, con due tourbillon volanti centrali, collegati da un differenziale, su tre assi (la gabbia di quello sul primo asse ruota in un minuto, le altre due ruotano ciascuna in due minuti). Quadrante con due draghi in oro rosa, scolpiti e dipinti a mano, che ruotano su due anelli per indicare ore e minuti tramite le sfere di diamanti taglio Jacobs (288 faccette, indici di diamanti taglio baguette (1.49 ct), carrure e anse tempestati di diamanti baguette (12.41 ct in totale), vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cintueino in pelle di alligatore. Pezzo unico, prezzo non disponibile.

    JAEGER-LECOULTRE Reverso Tribute Enamel “Dragon” Cassa reversibile (27,4 x 45,5 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica manuale, calibro J-LC 822 di manifattura. Quadrante in smalto Grand Feu, lancette e indici applicati in oro rosa, vetro zaffiro, fondello in smalto Grand Feu con drago inciso a mano, cinturino in pelle di alligatore. Disponibile su commissione, circa 100mila euro.

    JAQUET DROZ Imperial Dragon Automaton
    Cassa (43 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica automatica, calibro JD 6150 realizzato in esclusiva, con spirale e anse dell’ancora in silicio, rotore in oro rosso laccato nero; automa con animazione delle diverse parti del corpo del drago. Quadrante in cuprite dipinto a mano con indicazione decentrata di ore e minuti, lancette in oro. Applique drago in oro giallo, incisa e dipinta a mano, con occhio e lingua in acciaio dipinto a mano, sfera in diaspro rosso decorata a mano con polvere d’oro. Vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cinturino in caucciù. Pezzo unico, completamente personalizzabile. Prezzo non disponibile.

    LONGINES Flagship Heritage Year of the Dragon
    Cassa (38,5 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L-899 realizzato in esclusiva, con spirale in silicio, autonomia di 3 giorni, fasi di luna e datario a lancetta. Quadrante bombato e sfumato, lancette luminescenti, vetro zaffiro, fondello personalizzato dal muso del drago, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 888 esemplari, 3.450 euro.

    PIAGET Altiplano Dragon Zodiac High Jewellery Watch Cassa (41 mm) in oro bianco e oro rosa, ultrapiatta (8,3 mm di spessore). Movimento meccanico a carica manuale, calibro 830P di manifattura, ultrapiatto. Quadrante in smalto pailloné realizzato da Anita Porchet, drago in oro inciso a mano, sfera in opale; lunetta e anse con diamanti taglio baguette, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 8 esemplari, parte di una collezione dedicata al Dragone e alla Fenice e composta da orologi e gioielli. Prezzo non disponibile.

    ROGER DUBUIS Excalibur Monotourbillon Dragon
    Cassa (42 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica manuale, calibro RD512SQ di manifattura, scheletrato, con autonomia di 3 giorni, tourbillon volante (cassa in cromo-cobalto e titanio), drago integrato fra i componenti, realizzato in oro rosa scolpito a mano, e composto da 27 pezzi disposti su 25 livelli. Lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle. Fregiato del Punzone di Ginevra. Edizione limitata di 28 esemplari, prezzo non disponibile.

    SWATCH Collezione Anno Del Drago – Dragon in Wind Pay! Cassa New Gent (41 mm) in materiale di origine biologica. Movimento al quarzo Swiss made con funzione SwatchPay per effettuare pagamenti contactless. Quadrante stampato, vetro in materiale di origine biologica, cinturino in silicone. Fa parte di una collezione composta da 5 modelli (vedi gallery), 110 euro.

    ULYSSE NARDIN Blast Tourbillon Dragon
    Cassa (45 mm) in oro roso 5N satinato. Movimento meccanico a carica automatico, calibro UN-172 di manifattura, scheletrato, con autonomia di 3 giorni, micro-rotore decentrato in platino, bilanciere, spirale, ancora e ruota di scappamento in silicio, tourbillon volante con semisfera in madreperla posta sulla gabbia; drago integrato al ponte ad X superiore, realizzato in oro rosso 5N, inciso e dipinto a mano. Lancette e indici luminescenti, carrure e lunetta in titanio Dlc nero, vetro zaffiro glassbox, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. 102.650 euro.

    VACHERON CONSTANTIN Métiers d’Art La Légende du Zodiacque Chinois – Anno del Drago Cassa (40 mm) in oro rosa (ma esiste anche in platino). Movimento meccanico a carica automatica, calibro 2460 G4 di manifattura, con indicazioni di ore, minuti, datario e giorno della settimana su dischi rotanti. Quadrante in oro con smalto Grand Feu e applique in rilievo di drago in oro rosa (oppure in platino) cesellato a mano; vetro zaffiro, fondello con vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 25 esemplari per tipo di metallo, certificati dal Punzone di Ginevra, in vendita solo nelle boutique monomarca, da 139mila euro.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 15/01/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 15/01/2024

    Cominciamo bene la settimana con le notizie principali dall’industria delle lancette. Le Cronache dell’orologeria registrano infatti una serie di eventi in programma, fra cui spicca la principale fiera di settore, in Italia. E poi ancora news di prodotto, gare di equitazione o di auto d’epoca, più qualche pettegolezzo in tema di celebrità, tanto per non farci mancare niente… Insomma, come sempre le Cronache dell’orologeria rivelano un panorama attivo e multiforme. Buona lettura.

    Appuntamento a Vicenza

    Compie 70 anni il salone di Vicenzaoro, organizzato da Italian Exhibition Group dal 19 al 23 gennaio. Che anche in questa edizione prevede due spazi dedicati al mondo delle lancette: Time, dove esporranno celebri marchi indipendenti come Locman, Maurice Lacroix, Edox o U-Boat, e una selezione di microbrand in collaborazione con WOI – Watches of Italy. Poi VO Vintage (fino al 22/1), dedicato al secondo polso. Dove sono previsti anche incontri e seminari con ospiti illustri, dal maître horloger Giulio Papi al professor Ugo Pancani…

    So chic!

    Less’ential, l’eleganza come forma d’arte è il titolo della mostra organizzata da Vacheron Constantin nella boutique milanese di via Verri 9, dal 17 al 25 gennaio. Che esporrà una decina di pezzi storici, provenienti dalla Heritage Private Collection della Manifattura, scelti secondo criteri di purezza estetica. Gli orologi, che vanno dal 1827 al 1978, riflettono i gusti delle diverse epoche, come il Bauhaus o l’Art Déco. Ma raccontano anche le capacità meccaniche della Casa, espresse per esempio negli intramontabili ultrapiatti. Da vedere.

    Nel mare lunare

    Prosegue la collaborazione Swatch-Blancpain con un nuovo esemplare della collezione Bioceramic Scuba Fifty Fathoms. Qualche giorno fa è uscito infatti l’inedito Ocean of Storms, dedicato all’Oceano delle Tempeste. Non si tratta quindi di una massa d’acqua terrestre, ma di un “mare” sulla Luna: la più grande macchia scura sulla faccia visibile del nostro Satellite, che gli scienziati chiamano Oceanus Procellarum. Come i suoi precedenti, l’orologio non è in edizione limitata e si trova in vendita soltanto in selezionati indirizzi. Occhio…

    Videogame da polso

    Stanchi degli smartwatch troppo seri e sofisticati, che vi dicono solamente quanto siete stressati e quanti passi dovete ancora fare? Forse è tempo di ritornare ai tempi d’oro dei videogiochi. Con Retro Gaming Watch, un gadget dal look rétro-futuristico che ha già conquistato migliaia di sostenitori su Kickstarter, potrete sfidare amici a Tetris, Pac-Man, Snake e altri classici… direttamente dal polso! Per la serie, perché preoccuparsi delle calorie bruciate quando puoi preoccuparti dei punti guadagnati? (Fabio Parri)

    Superare gli ostacoli

    Dall’11 al 14 gennaio, a Basilea, si è tenuto il Longines CHI Classic Basel. La tappa svizzera della Coppa del mondo di salto a ostacoli della Fei ha visto al primo posto il belga Pieter Devos, che montava Mom’s Toupie de la Roque, mentre il Longines Grand Prix è stato vinto da Kevin Staut su Visconti du Telman. Entrambi sono stati premiati (anche) con un esemplare della Casa della Clessidra alata. La quale non ha perso l’occasione per presentare al pubblico il nuovo Mini DolceVita. Particolarmente apprezzato dalle signore.

    Alla “corsa sui chiodi”

    Dal 18 al 21 gennaio, com’è ormai tradizione, Madonna di Campiglio ospita la Winther Marathon. La rinomata gara di regolarità per auto d’epoca quest’anno impegnerà 120 equipaggi per 16 ore di guida, in un percorso lungo 520 km tra 15 passi dolomitici. La novità però è il main sponsor: al posto dello storico Eberhard & Co., ci sarà VeriWatch, marchio pugliese fondato nel 1956. Che premierà con gli esemplari della collezione Octopus i vincitori della classifica assoluta e dell’omonimo trofeo organizzato sabato sul Lago Ghiacciato.

    Cronache dell’orologeria… pettegola – 1

    Si sono svolti ieri – 14 gennaio – a Los Angeles/Santa Monica i Critics Choice Awards, i premi attribuiti dalla critica alle migliori produzioni cinematografiche e programmi tv, da molti considerati un antipasto degli Oscar. Anche questa 29a edizione ha visto sul tappeto rosso la consueta parata di star, che ha scatenato il solito gioco del “chi indossa cosa” tanto amato dal pubblico e dai blogger di ogni età. Noi ci limitiamo a pubblicare solo un paio di foto di celebrities con i loro orologi, e citiamo gli altri nel testo. Così costringiamo i nostri lettori a leggere e non solo a guardare le figure…

    Foto Amy Sussman/WireImage courtesy Jaeger-LeCoultre

    Lui sarà anche un autentico tamarro, ma è considerato un sex symbol ed è oggettivamente un grande artista. Sta di fatto che Lenny Kravitz, in quanto ambasciatore di Jaeger-Le Coultre, ieri sera aveva al polso un Reverso Tribute Duoface Tourbillon in oro rosa, a contrasto con lo smoking cut-out indossato sulla pelle nuda, con contorno di croci, catenazze e gioielli vari in ogni dove. Mentre impeccabile nel suo completo scuro era Robert Downey Jr., che portava un Reverso Tribute Calendar in acciaio. Lo stile, si sa, è sempre personale…

    Foto Frazer Harrison/Getty Images courtesy IWC

    Altro marchio protagonista sullo stesso red carpet: IWC, con il suo fitto seguito di friends of the brand. A cominciare da Sterling K. Brown (accanto), che aveva al polso un Portugieser Chronograph in acciaio. Per passare a Tom Hiddleston, che indossava un altro Portugieser, un Regulateur Tourbillon. Fino a Joseph Lee, con un elegantissimo Portofino Automatic. Da citare – anche se in un altro contesto: a NYC, alla “prima” di Mean Girl – l’idolo delle ragazzine Christopher Briney con un Portugieser Automatic. Giovane, ma con le idee chiare.

    Foto Frazer Harrison/Getty Images courtesy Omega

    Ma la squadra più numerosa ai Critics Choice Awards è stata quella di Omega. C’erano infatti Cillian Murphy con uno chic-chissimo De Ville Prestige in oro Sedna™. Poi Charles Melton con un De Ville Trésor in acciaio, Barry Keoghan con un Seamaster AquaTerra in acciaio e lunetta incastonata di diamanti, James Marsden con un altro Seamaster AquaTerra – Shades – in acciaio. E ancora Colman Domingo con un De Ville Trésor in acciaio e diamanti, e Phil Dunster con un De Ville Prestige bicolore.

    Cronache dell’orologeria… pettegola – 2

    Dopo aver pubblicato queste News, la stessa sera del 15 gennaio, si è tenuta la 75a edizione degli Emmy Awards, i più importanti premi televisivi degli Stati Uniti. Anche in questo caso non vi racconteremo chi è stato premiato e per cosa, ma faremo una selezione di celebrities in base a cosa avevano al polso. I nomi dei marchi si ripetono perché (è evidente) sono quelli che puntano maggiormente sulla formula del vestire i personaggi noti, fra ambasciatori permanenti e occasionali friend of the Brand…

    Foto Monica Schipper/WireImage courtesy IWC

    Cominciamo comunque da Kieran Culkin, che è andato a ritirare la meritata statuetta con un appropriatissimo IWC Portugieser Automatic 40 (nella foto). Portavano orologi della Casa di Sciaffusa anche Tom Hiddleston, che sfoggiava un Portugieser Minute Repeater Squelette; Rob McElhenney che aveva un altro Portugieser, un Perpetual Calendar 42 Boutique Edition, mentre Steven Krueger indossava un Pilot’s Watch Chronograph Top Gun Edition “Lake Tahoe”, Charlie Puth e Kumail Nanjiani un Ingenieur Automatic 40.

    Foto Gilbert Flores/Variety via Getty Images courtesy Omega

    Al polso degli attori, premiati e non, ritorna anche il nome di Omega, il cui Constellation Globemaster 41 mm faceva capolino sotto lo smoking di Theo James (nella foto). Ariana DeBose indossava invece un De Ville Trésor 36 mm, che appartiene alla collezione più gettonata in questa occasione. Altri De Ville Trésor da 40 mm spiccavano infatti su James Marsden, Colman Domingo e Bill Hader, mentre due modelli di De Ville Prestige 41 mm sono apparsi su Young Mazino e Phil Dunster. Che dire? Approviamo la scelta dei “solotempo”.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Gli orologi del 2023 più memorabili

    Gli orologi del 2023 più memorabili

    Il 2023 è finito, chiuso, archiviato. Ma cosa rimarrà nei nostri ricordi, dell’anno orologiero appena trascorso? Quali sono gli orologi del 2023 che resteranno impressi nella nostra memoria, quando in futuro guarderemo indietro? Abbiamo passato in rassegna, con lucidità e distacco, l’intera produzione dell’industria svizzera delle lancette uscita negli scorsi 12 mesi. E abbiamo individuato gli esemplari più rilevanti, quelli che secondo noi hanno dato un apporto concreto nel progresso della tecnica o nell’evoluzione del gusto. Ed ecco le nostre scelte.

    PATEK PHILIPPE Calatrava 24 Ore Travel Time
    La Manifattura ginevrina fa rivivere le ore italiche e contemporaneamente trova una soluzione originale per la visualizzazione del secondo fuso orario. Il tutto con un’estrema facilità d’uso: al posto dei tradizionali pulsanti correttori dell’ora locale posti sulla carrure, si usa direttamente la corona. Patek non si smentisce mai…

    RICHARD MILLE RM30-01 Automatico Rotore disinseribile
    L’estetica tipica nasconde un nuovo calibro, risultato di un decennio di studi (e più) realizzati dal Marchio sul controllo dell’energia, calibrata sulle esigenze d’uso. Qui il rotore a geometria regolabile si disinnesta automaticamente dal meccanismo di carica, una volta raggiunte le 55 ore di autonomia; e si ricollega sotto le 40 ore. Il che permette al movimento di funzionare sempre in condizioni ottimali.

    OMEGA Speedmaster Superacing
    Non poteva che essere un esemplare della collezione faro a introdurre una della maggiori innovazioni degli ultimi tempi: la tecnologia Spirate. In sintesi, un’inedita spirale in silicio, dalla particolare architettura e con un sistema di regolazione integrato (in aggiunta a quello del bilanciere a inerzia variabile). Che consente scarti di 0/+2 al giorno. Impressionante…

    BLANCPAIN Fifty Fathoms Tech Gombessa
    Realizzato in occasione del 70° compleanno della collezione, si distingue per l’insolita lunetta girevole unidirezionale tarata sulle 3 ore. Cioè il tempo massimo per un’immersione professionale con respiratore a circuito chiuso. Messo a punto in 4 anni di test, è dedicato alle spedizioni di Laurent Ballesta e sottolinea l’impegno della Casa nella salvaguardia degli oceani.

    MB&F HM11 Architect
    Tra le insolite macchine orologiere cui il Marchio ci ha ormai abituato, un esemplare ancora più strano del solito. Sì, per la visualizzazione delle informazioni: i tre display mostrano ore e minuti, l’autonomia residua e la temperatura (da quanto non si vedeva un termometro meccanico?). Ma anche per la costruzione del movimento, con tourbillon centrale e il sistema di ricarica, attraverso la rotazione della cassa. Geniale.

    CARTIER Santos Dumont Squelette
    La scheletratura – funzionale, modernissima – è quella inventata dalla stessa Maison una quindicina d’anni fa. Ma quell’aeroplanino sul micro-rotore decentrato (ispirato al Demoiselle, un monoplano ultraleggero realizzato dal pioniere dell’aviazione nel 1907) acquista un particolare significato. Ludico. Non solo per chi indossa l’orologio, ma anche da parte di Cartier, che gioca con le proprie icone. Un plauso all’autoironia.

    ORIS ProPilot x Kermit Edition
    Sarà per il colore, sarà per il Kermit day (la visualizzazione del personaggio all’interno del datario, una volta al mese), sta di fatto che a nostro parere questo è in assoluto il miglior comic watch tra gli orologi del 2023. (E concedeteci la licenza poetica, visto che il personaggio disneyano non appartiene al mondo dei cartoon ma a quello dei pupazzi). Ancora più meritevole per il movimento di manifattura. E perché non è in tiratura limitata…

    p.s. Gli orologi del 2023 qui riuniti non seguono né un ordine di importanza né un ordine alfabetico, ma sono disposti semplicemente sul filo dei nostri ricordi…

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 21/11/2023

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 21/11/2023

    Come ogni anno in questo periodo le marche di orologeria si sbizzarriscono nel partecipare a eventi di ogni tipo. Ecco perché le Cronache dell’orologeria di questa settimana saltano di palo in frasca e toccano gli argomenti più disparati. Ci sono eventi come le mostre, i premi gastronomici, le inaugurazioni di boutique monomarca, le fiere di settore, ma anche le trasmissioni tv e le partnership in un settore seguitissimo come il calcio. Tanto per non annoiarvi mai… Buona lettura.

    Orgoglio rossoblu

    Genoa o Sampdoria? Nel derby calcistico che appassiona tutti i liguri (e non solo), Eberhard & Co. si è schierata: e ha scelto la parte del Grifone. Forse per la lunga tradizione che accomuna il club più antico del calcio italiano (nato nel 1893) e la Maison de l’Aigle (fondata nel 1887), forse perché fra rapaci ci si intende, fatto sta che ha presentato un esclusivo Traversetolo. A carica manuale, è personalizzato dai colori, dal logo e dal numero dell’anniversario. Ed è realizzato in 130 esemplari, in vendita solo nella Gioielleria Luigi Codevilla di Genova.

    Un mondo in vetrina

    Da sinistra. Il Presidente di Omega Usa Arnaud Michon, Nicole Kidman e il Ceo Raynald Aeschlimann

    Dal 9 al 19 novembre, alla Chelsey Factory di Manhattan, si è tenuta la mostra Planet Omega. Un ritratto della Maison di Biel, suddiviso per sezioni (Sport e Giochi Olimpici, Spazio, Oceano, James Bond, Amici e Precisione) e raccontato con pezzi storici (come lo Slimline di John F. Kennedy). Ma anche un’occasione mondana, che ha visto l’arrivo di una processione di celebrities – da Daniel Craig a Cindy Crawford, da Kaia Gerber fino agli astronauti Charlie Duke e Nicole Stott. Madrina dell’evento: Nicole Kidman. Felicissimi gli ospiti, entusiasti i visitatori…

    Come Bond, James Bond

    Dal 10 novembre, su Prime Video, è disponibile 007: Road to a Million, una serie reality ispirata alla saga dell’agente segreto più famoso del mondo. In cui nove coppie si sfidano in imprese estreme in giro per il mondo per conquistare il premio finale di un milione di sterline, con The Controller (Brian Cox, la star di Succession) che ne decreta il destino. Da notare che nella missione in Giamaica, i concorrenti sono equipaggiati da un Omega Seamaster Diver 300M 007 Edition, lo stesso indossato da Daniel Craig nel 2001 in No Time to Die. Chi vincerà?

    Cronache dell’orologeria… gastronomica

    Partner della Guida Michelin e fautore di un’art de vivre raffinata, Blancpain anche quest’anno ha partecipato all’evento Michelin Star Revelation, che si è svolto al Teatro Grande di Brescia, il 14 novembre. Durante la cerimonia di rivelazione delle Stelle alle migliori tavole della Penisola, quindi, la Manifattura ha svelato anche il Michelin Special Award Chef Mentor 2024. Che è stato consegnato dal Brand manager di Blancpain Italia Roberto Castagna a Gaetano Trovato, del Ristorante Arnolfo di Colle Val d’Elsa. Complimenti! 

    Salotto milanese

    Nuovo flagship store Panerai a Milano. Nel cuore del Quadrilatero della moda, in via Montenapoleone 19, la boutique monomarca si sviluppa su 160 metri quadrati organizzati su due piani e offre un’esperienza immersiva nel mondo del Marchio, con tanto di Bar Italiano a intrattenere gli ospiti. All’inaugurazione di Casa Panerai, il 9 novembre, erano presenti il Ceo Jean-Marc Pontroué, il Sindaco di Milano Beppe Sala e un nutrito (quanto variegato) gruppo di ospiti: tra cui Max Sirena, Ermanno Keller, Beatrice Valli, Alessandro Squarzi…

    Tra palme e grattacieli

    Ha chiuso i battenti proprio ieri la più grande fiera dell’orologeria in Medio Oriente: la Dubai Watch Week. Questa VI edizione, organizzata dal 16 al 20 novembre a The Gate, nel cuore del distretto finanziario, ha registrato numeri da record: oltre 100mila metri quadri di superficie, 63 espositori (fra grandi marche e artigiani indipendenti), più di 36mila visitatori… Ma oltre a luogo votato al business, si è confermata anche un evento culturale con tavole rotonde, masterclass, laboratori. E un’ospitalità eccezionale, a detta di chi c’è stato.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Blancpain Fifty Fathoms 70th Anniversary Act 3: atto finale

    Blancpain Fifty Fathoms 70th Anniversary Act 3: atto finale

    Quando Blancpain si muove per organizzare un evento, state pur certi che fa le cose in grande. Ne ho avuto l’ennesima prova lo scorso weekend, quando sono stato invitato a Cannes per la presentazione del terzo orologio che celebra i 70 anni del Blancpain Fifty Fathoms, il Fifty Fathoms 70th Anniversary Act 3.

    C’era chi pensava che…

    Dopo i modelli lanciati a gennaio e a febbraio, c’era curiosità intorno a questo terzo e ultimo pezzo. Oltretutto sul web avevano impazzato ipotesi e previsioni: alcune plausibili, altre bizzarre, talune surreali. Specialmente dopo la recentissima operazione in collaborazione con Swatch, c’è stato persino chi si è lanciato in mirabolanti supposizioni di Blancpain Fifty Fathoms colorati, anche per le referenze Bathyscaphe.

    Ebbene, io non sono il mago Otelma (grazie al cielo) e nemmeno ho un’intelligenza superiore alla norma (peccato), ma l’idea che sarebbe stato qualcosa di filologicamente più vicino alla storia dell’orologio mi è passata per la testa. Dopo che l’Act 1 era stato un omaggio al passato e il Fifty Fathoms Tech Gombessa Act 2 una prova generale di futuro, la sensazione che Blancpain sarebbe tornata alle origini era nell’aria.

    E così è stato. Durante il party del 23 settembre sull’île Sainte-Marguerite, il Ceo di Blancpain Marc Hayek ha tolto il velo all’orologio, o meglio, lo ha tolto dalla scatola. Il Blancpain Fifty Fathoms 70th Anniversary Act 3 era infatti celato sotto un cubo di legno, che Hayek ha sollevato facendosi aiutare dai due chef stellati che hanno curato il buffet dell’evento, Christopher Coutanceau e Glenn Viel. E da quella mistery box in stile Masterchef non è apparso un carciofo ma lui, la star della serata.

    Io l’ho provato

    La teca con l’orologio è stata oggetto di un immediato assalto degli astanti, a caccia del primo scatto, come fosse George Clooney sulla non lontana Croisette. Così ho optato per un altro banco, sul quale due orologiai avevano a disposizione altri due pezzi da mostrare e far provare. E da qui voglio partire questa volta, dalla prova al polso. Per quanto sia stata rapida, ha comunque offerto le sensazioni che cercavo per cominciare questo articolo.

    Inizio subito in media res, come dicevano i latini, con qualche informazione buttata lì che approfondirò più avanti. Ebbene, per l’ultimo nato della famiglia Blancpain Fifty Fathoms, il Marchio ha fatto uno sforzo in termini di vestibilità. La cassa ha un diametro di 41,3 mm e uno spessore di 13.30 mm e una leggera curvatura; non è pesante al polso nonostante sia fatta di bronzo dorato.

    Le anse molto allungate e abbinate al cinturino Nato (unica scelta, niente caucciù) non rendono questo Fifty Fathoms ideale per i polsi sottili come il mio. L’ho visto indossato da gente più nerboruta del sottoscritto e l’impressione che mi ha lasciato è che quello sia il suo habitat ideale. Poi, come dico sempre, la prova dal concessionario è sempre la cosa migliore per valutare l’indossabilità di un orologio.

    L’eredità del Blancpain Fifty Fathoms

    Ho fatto questa premessa, a mio avviso importante, perché non siamo in tantissimi ad avere avuto l’opportunità d mettere al polso il nuovo Blancpain Fifty Fathoms 70th Anniversary Act 3. Un parere fresco penso fosse utile. Ora torno a una presentazione più classica e inizio col dire che l’ispirazione per l’orologio è venuta dal modello in dotazione agli uomini rana della Marina Militare americana all’inizio degli anni ’60. Un’ispirazione che si ritrova in diversi dettagli.

    Tanto per cominciare nell’indicatore dell’impermeabilità a ore 6 che abbiamo imparato a conoscere dal contemporaneo Fifty Fathoms Mil-Spec e che è una invenzione di Jean-Jacques Fiechter, padre del Fifty Fathoms e Ceo di Blancpain dal 1950 al 1980. Il funzionamento dell’indicatore è molto semplice: se dell’umidità penetra nella cassa, la parte superiore bianca della “pastiglia” tende ad assumere un colore simile a quello della parte inferiore. In questo modo, mancando l’immediato contrasto visivo, un subacqueo che indossa l’orologio in immersione si accorge al volo che la tenuta stagna è stata compromessa.

    L’indicatore è presente fin dal 1957 sul quadrante del Mil-Spec (Military Specification, ossia costruito per soddisfare le specifiche richieste alle attrezzature militari). E ha fatto sì che la Marina statunitense giudicasse questo modello come l’unico in grado di soddisfare tutti i propri criteri riguardanti gli orologi da utilizzare per le missioni sottomarine. 

    Passato e presente

    I richiami a quell’orologio continuano nel colore nero opaco del quadrante, nel diametro della cassa (un’enormità a quei tempi) e nel logo Blancpain, scritto con i caratteri dell’epoca. Anche il vetro zaffiro, bello protruso, sa di anni ’50. Non potendo utilizzare il radio per gli indici, si è scelto il Super-LumiNova vintage, così come per la scala di immersione sulla lunetta. A proposito, quest’ultima è girevole, unidirezionale e piatta, con il tocco moderno dell’inserto in ceramica nera. 

    Il cinturino Nato bicolore riprende il codice cromatico del modello degli anni ’60, con un cuore sostenibile che lo rende adatto ai nostri giorni: è fatto con reti da pesca abbandonate, rimosse dagli oceani.

    Quello che invece distingue il Blancpain Fifty Fathoms 70th Anniversary Act 3 dall’orologio del passato è sicuramente la lunghezza delle anse, che là erano più corte e avvolgenti, oltre al materiale della cassa. L’ho anticipato prima, si tratta di bronzo dorato e, come promesso, ora ne parlo un po’ più da vicino.

    Una cassa speciale

    Sappiamo che in Swatch Group hanno il pallino di essere un po’ alchimisti e creano non di rado leghe proprietarie. Ricordo a titolo di esempio l’oro Sedna, Canopus o Moonshine di Omega. E cito Omega non a caso, perché questa lega brevettata chiamata bronzo dorato arriva da lì e chi ha buona memoria la ricorda in una cassa dello Speedmaster Chronoscope.

    È composta per il 37,5% da oro con punzonatura 9 carati e per il 50% da rame; il restante 12,5% se lo dividono argento, palladio e gallio. Quest’ultimo, molto raro, fonde a soli 30 gradi Celsius: pensate alla difficoltà di lavorarlo con altri componenti e ditemi se anche a voi non viene da pensare che nelle fonderie di Swatch Group lavori il Topolino Apprendista stregone di Fantasia.

    Il bronzo dorato fornisce un colore molto specifico, più vicino al bronzo tradizionale (almeno quando è nuovo) e diverso dalle altre leghe d’oro proprietarie di Omega. Allo stesso tempo, si qualifica come oro 9 kt e può quindi essere marchiato con punzoni. I risultati sono un colore e una lucentezza interessanti, diversi da qualsiasi altro bronzo. E – cosa importante – l’assenza di scolorimenti e ossidazioni, che per molti sono il bello di queste casse (più scolorano, più diventano uniche), ma per altri sono una seccatura che li frena nell’acquisto di questo tipo di orologi.

    Il calibro del Blancpain Fifty Fathoms 70th Anniversary Act 3

    Non torno sulle dimensioni della cassa, che è impermeabile fino a 30 bar – minimo sindacale per un subacqueo professionale. Passo al movimento. Si tratta di un calibro automatico solo tempo e senza indicazione della data, giusto per parlare di aderenza filologica alla tradizione. All’epoca, un movimento a carica manuale avrebbe potuto prestare il fianco a una perdita progressiva di impermeabilità della cassa, dovendo mettere mano quotidianamente alla corona per ricaricarlo.

    Il calibro 1154.P2 è dotato di un doppio bariletto, che garantisce all’orologio un’autonomia di 100 ore. È qualcosa in meno di quanto fornisce il classico 1315 montato sulla collezione corrente, che arriva a 120 ore. Il 1315 è di oltre due millimetri più spesso, anche per la presenza del disco del datario, e lavora a 28.800 alternanze/ora, che sono invece 21.600 nel 1154.P2.

    Come ogni calibro di alta qualità che si rispetti, ha la spirale in silicio che lo rende resistente al magnetismo. A proposito di resistenza, per la prima volta nel Blancpain Fifty Fathoms 70th Anniversary Act 3 la Manifattura inserisce un movimento inattaccabile fino a 1000 gauss. Un risultato ottenuto grazie all’impiego del silicio abbinato, a livello di scappamento, a una serie di leghe esclusive.

    Questo ha consentito di evitare l’inserimento di una gabbia in ferro dolce a protezione del calibro, come si faceva un tempo, e di rendere così il movimento visibile attraverso il fondello in vetro zaffiro. L’anello di incassaggio è anch’esso in bronzo dorato; dettaglio non secondario, perché negli orologi con cassa in bronzo di solito il fondello è in un altro metallo perché la lega può generare reazioni allergiche sulla pelle del polso.

    Blancpain e gli oceani

    Sopra ho parlato del cinturino fatto con reti da pesca riciclate. Scelta coerente, dal momento che l’esplorazione e la preservazione degli oceani mondiali sono essenziali per Blancpain. Un’affinità che si accompagna alla determinazione nel supportare importanti attività e iniziative dedicate agli oceani e dalla quale è nato il Blancpain Ocean Commitment (BOC).

    Grazie a questo programma, Blancpain è partner di diverse organizzazioni leader e personalità stimolanti. E concentra i suoi sforzi attraverso tre assi: sensibilizzare sulla bellezza degli oceani, contribuire alla ricerca scientifica e implementare delle misure efficaci di conservazione.

    Anche a Cannes, il giorno prima della mondanità, è stato dato spazio alla sostenibilità e voce al Blancpain Ocean Commitment con una tavola rotonda all’Hôtel Majestic. Vi hanno partecipato Marc Hayek, il fotografo ed esploratore subacqueo partner del brand Laurent Ballesta, il Ceo di Padi Drew Richardson, quello di Oceana Andrew Sharpless, il Direttore editoriale di The Economist Impact Charles Goddard.

    Prezzo e disponibilità

    Chiudo, come sempre, parlando del prezzo. Al momento la cifra precisa nella valuta comunitaria non è ancora stata comunicata, ma si aggira intorno a 32.000 euro. Aggiornerò appena possibile. Comunque soldi importanti per un orologio con cassa in bronzo dorato e non braccialato.

    E per la prova dal concessionario di cui ho scritto sopra ci vorranno pazienza e tenacia: l’orologio è in edizione limitata di 555 pezzi e al mercato italiano ne sono destinati meno del 5% del totale. Un motivo in più per ritenermi privilegiato a essere stato nel posto giusto al momento giusto. Cannes, 23 settembre 2023.

  • Scuba Fifty Fathoms: ecco il Blancpain x Swatch

    Scuba Fifty Fathoms: ecco il Blancpain x Swatch

    “Blancpain x Swatch – 9.9.2023”. Così recitava, impresso sulla mappa globale degli oceani, l’enigmatico messaggio uscito nei giorni scorsi, prima come pubblicità sui giornali e poi come post sui siti ufficiali e sui profili social dei rispettivi Marchi. Tanta la curiosità, certo, ma il significato era chiaro: stava per ripetersi quanto già successo con Omega. Restava solo da definirne i contorni, o meglio i colori, perché tutti scommettevano su un Fifty Fathoms in Bioceramic. E così è stato. La notte scorsa Swatch ha lanciato ufficialmente il Bioceramic Scuba Fifty Fathoms. Mistero risolto, in anticipo sui tempi previsti: il 9 settembre l’orologio non sarà svelato, arriverà nei negozi. Presumibilmente col contagocce.

    Un’idea quasi scontata

    Non serviva del resto la sfera di cristallo per conoscere il soggetto della nuova collaborazione. Bastava un minimo di acume, o di logica, e fare 2 + 2. Anzi 70 + 40, visto che il 2023 è l’anno in cui il Blancpain Fifty Fathoms compie 70 anni mentre Swatch festeggia i 40. Ed era chiaro anche che i manager del Gruppo Swatch non si sarebbero lasciati sfuggire la doppia, ghiotta occasione – visti i precedenti…

    Pare infatti che sei mesi dopo l’uscita del MoonSwatch – e all’epoca inatteso, sorprendente successo – i vertici di Swatch e di Blancpain abbiano cominciato a incontrarsi per mettere a punto la questione. Un annetto neanche, e il progetto si è già concretizzato: il che vuol dire avere le idee chiare e saper sfruttare la potenza produttiva di Swatch. Guarda caso, lo Scuba Fifty Fathoms esce a tre mesi dalla fine dell’operazione con Omega: dal 31 dicembre, basta MoonSwatch.

    Ipotetici scenari futuri

    È evidente che è stato tutto studiato a tavolino, tutto calcolato. Swatch Group intende proprio bissare il successo del MoonSwatch. Nessuno sa se il Bioceramic Scuba Fifty Fathoms riuscirà a suscitare la stessa bramosia popolare (mi verrebbe da scrivere internazional-popolare, perché il fenomeno non è stato solo nazionale 😉), se riuscirà a ricreare le stesse interminabili file fuori dai negozi. Da parte nostra, speriamo di sì, teniamo le dita incrociate… È bello vedere Swatch di nuovo ai vertici dell’industria del tempo elvetica, come in passato.

    E le premesse che il successo si ripeta ci sono tutte. Anche qui da un lato c’è una pietra miliare dell’orologeria (anche se forse un po’ meno pop e un po’ più di nicchia rispetto allo Speedmaster); e dall’altro una riedizione (o un hommage, chiamatelo come volete) interpretata con il consueto sorriso, la divertita coerenza di Swatch. Che poi a ben guardare lo stesso Scuba è stato un’icona, eletto tale a furor di popolo negli anni Novanta. Chi in quell’epoca non desiderava un Jelly Bubble o un Happy Fish? Mi correggo: le pietre miliari dell’orologeria qui sono due.

    Semmai c’è da chiedersi se l’operazione Blancpain x Swatch, come la precedente Omega x Swatch, farà da preludio a ulteriori partnership con altre marche del Gruppo. Sarebbe divertente vedere cosa potrebbe venir fuori da un’ipotetica iniziativa Longines x Swatch o Breguet x Swatch: per dire, un Legend Diver in plastica Bioreloaded? Un Classique in Bioceramic? Anche solo immaginarli fa sorridere…

    La collezione Scuba Fifty Fathoms

    Ma torniamo a oggi. Il Bioceramic Scuba Fifty Fathoms è declinato in cinque versioni, dedicate ad altrettanti oceani del mondo – e non c’è bisogno di spiegare perché, se solo si ha una vaga conoscenza di Blancpain. I nomi? Artic Ocean, Pacific Ocean, Atlantic Ocean, Indian Ocean e Antartic Ocean. A distinguerli i colori: rispettivamente beige e rosso, giallo e nero, blu e azzurro, verde e nero, bianco e grigio.

    Tutti gli esemplari hanno la cassa da 42 mm in Bioceramic, appunto. Non sto qui a ricordare cos’è e cosa non è – per rinfrescarvi la memoria su questo materiale brevettato, leggete qui… Piuttosto, è più interessante specificare il dato sull’impermeabilità: 9 bar. O meglio: 91 metri, per seguire la discutibile abitudine svizzera di indicare la resistenza all’acqua in metri – ma qui ci sta. Perché a tanto corrispondono i famigerati Fifty Fathoms: ovvero 50 braccia, per tradurre in italiano la vecchia unità di misura britannica, secondo la quale un braccio è pari a 6 piedi (1,8288 metri). Fate voi i conti.   

    Ancora: i quadranti sono sfumati, mentre la ghiera girevole unidirezionale è sempre in Bioceramic con inserto colorato, e anche il vetro è derivato da materiale di origine biologica. Il cinturino Nato in tessuto è fatto con materiale riciclato, proveniente – come c’era da aspettarsi – da reti da pesca recuperate in mare. La ciliegina sulla torta è il fondello trasparente, che permette di vedere la diversa decorazione del movimento. Niente più quarzo, per la gioia dei cultori della micromeccanica e di quanti non avevano colto l’ironia della tecnica nel MoonSwatch.

    Torna il Sistem51

    Sì, perché lo Scuba Fifty Fathoms monta – udite udite – il calibro automatico della Casa: il Sistem51. Per parafrasare la stessa Swatch: il primo e unico movimento meccanico a produzione interamente automatizzata. Quando è uscito, nel 2013, ha rivoluzionato il mondo degli orologi automatici: antimagnetico, ora dotato anche di spirale Nivachron, conta solo 51 componenti, fissati con una vite centrale, e vanta un’autonomia di 90 ore. Mostrato sempre attraverso il fondello, lo si può riassumere con queste parole: il fronte indica l’ora, il retro racconta la storia.

    Ed è così anche per gli Scuba Fifty Fathoms. I ponti, stampati in digitale, illustrano la raffigurazione dei relativi oceani, mentre la massa oscillante presenta l’immagine di uno specifico mollusco dell’ordine dei Nudibranchi. Animaletti tipo lumache di mare dalle forme e dalle cromie variegate, simbolo della vita subacquea e allo stesso tempo della fragilità di un’ecosistema che va protetto. Blancpain docet. A rimarcare il concetto, i messaggi incisi tutt’attorno al vetro: Protect what you Love, Immerse Yourself, Passion for Diving e ancora Licence to Explore e Ocean Breath. Non mi stupirei se lo Scuba Fifty Fathoms contribuisse in qualche modo, anche indirettamente, alla salvaguardia degli oceani…  

    N.B. Come nel caso del MoonSwatch, anche questa collezione non è in edizione limitata. Ma, proprio come nel caso del MoonSwatch, non sarà possibile acquistarne più di un esemplare al giorno per persona. Il prezzo al pubblico è di 390 euro. Per sapere dove trovarlo, consultate il sito ufficiale di Swatch.

  • Oroscopo di agosto. Previsioni e orologi segno per segno

    Oroscopo di agosto. Previsioni e orologi segno per segno

    Eccoci nuovamente a scrutare il cielo con il nostro oroscopo di agosto. Per cercare di capire – sempre con un po’ di ironia – cosa ci riserva il mese, che si apre sotto il segno del Leone per poi passare le consegne al segno della Vergine.

    Astronomicamente parlando, per prima cosa notiamo che agosto inizia – il giorno 1 – e si chiude – il giorno 31 – con un plenilunio. Il 23 il Sole entrerà nel segno della Vergine. Il 27 sarà la volta di Marte, che entrerà in Bilancia. Il cielo vede ben sette pianeti retrogradi, il che lascia presagire che una certa lentezza contrassegnerà emozioni ed azioni.

    Vediamo ora, segno per segno, come tutto questo si rifletterà, naturalmente nelle sue linee principali, nella vita reale. E quali orologi si prestano meglio a interpretare l’oroscopo di agosto di ciascuno.

    Ariete

    Agosto è davvero favorevole per i nati sotto il segno dell’Ariete: Marte in Vergine rinforzerà le vostre scelte e le vostre iniziative. È il mese perfetto per dedicarsi alla cura di sé, al benessere e alla forma fisica. Mercurio retrogrado a partire dal 23 aggiungerà ulteriore energia, e verso la fine del mese potrebbero esserci piacevoli sorprese sul fronte finanziario. Festeggiate con un orologio che vi faccia sentire, se non proprio un supereroe, almeno un superatleta.

    BREITLING Endurance Pro IRONMAN® World Championship
    Cassa (44 mm) in titanio, impermeabile fino a 10 bar. Movimento Superquartz termocompensato, calibro B82, cronografo con secondi continui e datario; certificato cronometro dal Cosc. Quadrante mat, lancette, numeri e indici luminescenti, réhaut con scala pulsometrica, vetro zaffiro, ghiera girevole bidirezionale con punti cardinali, fondello inciso, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 250 esemplari. 3.950 euro.

    Toro

    La luna piena del 1° agosto porterà novità interessanti e positive in ambito professionale. Il pianeta associato al Toro, cioè Venere, sarà retrogrado per tutto il mese e questo comporta un aumento della vostra tendenza all’introspezione. Sarà la Luna nuova del giorno 16 a segnare il punto di svolta: presentimenti e intuizioni troveranno visione chiara. Per voi l’oroscopo di agosto prevede la possibilità di nuovi incontri verso fine mese, e qualche freccia di Cupido in arrivo. Preparatevi con un esemplare nel colore della passione.

    ARTYA Diver Red Carbon
    Cassa (41 mm) in carbonio grezzo, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, realizzato in esclusiva, con datario. Quadrante in carbonio grezzo, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in caucciù. 12.900 franchi svizzeri.

    Gemelli

    In agosto voi Gemelli, che avete Saturno retrogrado nella casa del lavoro e delle attività, dovrete pazientemente tollerare ritardi e lentezze dovuti a fattori esterni. Ma volendo leggere queste difficoltà in chiave di opportunità, potrete dedicare parte del tempo dell’attesa a voi stessi, soprattutto sul fronte della crescita personale e della consapevolezza. Questo porterà anche a un mutamento nella vostra comunicazione con gli altri, che andrete a riscontrare già nell’ultima parte dell’anno. Un “orologio da meditazione” potrebbe fare al caso vostro…

    KUDOKE Kudoke 3
    Cassa (39 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 1-24H di manifattura con ponte inciso a mano, indicazione delle ore su tre scale (il 2, 6 e 10 si ripetono e sono mostrate con due lancette), periferica dei minuti. Quadrante su due livelli, rodiato e argenté, lancette azzurrate alla fiamma, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. 9.350 euro (tasse escluse).

    Cancro

    Segno lunare, il Cancro in questo mese stretto tra due pleniluni vedrà, con la complicità di Venere retrograda, una forte tendenza alla spesa, anche voluttuaria. Concedersi degli sfizi è piacevole, ma attenzione a mantenere sempre l’equilibrio. Il Sole in Vergine dal 23 sarà elemento di tranquillità e vi indurrà ad una corretta riconsiderazione del rapporto tra entrate ed uscite. Mercurio retrogrado nella casa della comunicazione suggerisce di prestare molta attenzione a tutto quello che direte o – in questi tempi di social – pubblicherete. Mantenete un basso profilo (state schisci, direbbero i milanesi): postate solo le foto del vostro orologio, purché sia “estivo” e non eccessivamente caro…

    MAURICE LACROIX Pontos S Diver
    Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica con datario. Quadrante grené, lancette e indici luminescenti, réhaut unidirezionale girevole, cinturino in gomma con sistema di intercambiabilità. 2.100 euro.

    Leone

    Il vostro oroscopo di Agosto registra che l’inizio del mese porterà, sul fronte sentimentale o su quello degli affari, un incontro e una conversazione importanti, i cui risultati dovrebbero palesarsi molto presto. È tempo di mutamenti e di trasformazioni per i nativi del Leone, su cui agirà in particolar modo Venere retrograda per tutto il mese. La Luna nuova del giorno 16 porterà novità anche inattese: a voi scegliere se cogliere le opportunità e salpare verso nuove avventure. Per ogni evenienza procuratevi un cronografo pronto alla navigazione. Anche dei viaggi cosmici…

    LOUIS MOINET Space One
    Cassa (46 mm) in titanio grado 5, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro LM30 (base Valjoux 7750 modificato), cronografo monopulsante con secondi continui e indicatore di funzione. Quadrante argenté soleil con decoro mappamondo, indici applicati, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 28 esemplari, 21.500 franchi svizzeri (tasse escluse).

    Vergine

    Agosto vedrà notizie ed eventi giungere a voi in modo insolito verso l’ultima decade, quando il Sole entra nel vostro segno. Si tratterà di affrontare tutto mettendo a frutto il riposo e il recupero di energie che avrete accumulato nella prima parte del mese. Venere e Mercurio retrogradi vi aiuteranno e vi condurranno a un esito importante che si manifesterà con il plenilunio del 31. Nelle prime settimane lasciate un poco da parte la vostra tendenza ad avere tutto sotto controllo. Rilassatevi. E dimostratelo con un orologio che “sa” di vacanza fin dal primo sguardo.

    NORQAIN The Wild One Skeleton
    Cassa (42 mm) in Norteq, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, base Sellita SW200-1 S c, scheletrato. Quadrante assente, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in caucciù. 5.250 euro.

    Bilancia

    Venere retrograda sarà particolarmente influente sui nati sotto il segno della Bilancia, che in questo mese avranno esperienze romantiche o sul piano delle amicizie, inaspettate ed intense. Mercurio retrogrado vi aiuterà nel processo di ricerca del vostro io più intimo. Non temete di apparire talvolta egoisti: state solo dedicando a voi stessi le vostre energie, in una fase che vi vedrà pronti ad affrontare l’autunno con maggiore consapevolezza. Celebratevi con un bel regalo: un orologio ridisegnato ex novo.

    LOUIS VUITTON Tambour Automatic
    Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro LFT023 di manifattura, con micro-rotore decentrato in oro rosa e piccoli secondi; certificato cronometro dal Geneva Chronometric Observatory. Quadrante satinato, lancette e numeri applicati luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio. 19.500 euro.

    Scorpione

    Questo è stato un anno di mutamenti: per alcuni sul fronte delle relazioni e del lavoro, per altri sul piano interiore. Il mese vi offre l’occasione di fermarvi per metabolizzare i cambiamenti avvenuti e quelli ancora in corso. L’oroscopo di agosto registra comunicazioni possibili intorno alla Luna Nuova del giorno 16. Non prendete decisioni importanti: sarà Settembre il mese delle svolte. Tergiversate pensando al meglio: volate alto con uno strumento che ha fatto la storia dell’aviazione.

    BREGUET Type XX 2057
    Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 7281 di manifattura, ad alta frequenza, con spirale in silicio, cronografo con funzione flyback, secondi continui e datario. Quadrante opaco, lancette e numeri luminescenti, ghiera girevole bidirezionale, vetro zaffiro anche sul fondello, due cinturini intercambiabili: in vitello o Nato in tessuto. 19.400 euro.

    Sagittario

    Marte è propizio per lavoro e carriera, ma tutti i pianeti retrogradi finiscono per rallentare accadimenti e decisioni. Armatevi di pazienza: siete giustamente desiderosi ed ambiziosi, ma le componenti in gioco sono molte e non tutte nelle vostre mani. Buone notizie sul fronte familiare con l’avvicinarsi del plenilunio di fine mese. Mercurio retrogrado sarà invece di aiuto per mettere a fuoco problemi e situazioni, e vi permetterà di analizzarli per affrontarli e risolverli nel modo migliore. Potenziate le vostre capacità di logica con un esemplare dall’impostazione razionale.

    SCHWARZ ETIENNE Geometry
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro ASE 200.02 di manifattura, con micro-rotore decentrato e 86 ore di autonomia. Quadrante in oro argentato e guilloché, “destrutturato” in 4 motivi, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 100 esemplari. 23mila euro.

    Capricorno

    Mese un poco complicato sul fronte dello studio, della carriera, del lavoro. Quelli che sembreranno problemi vi porteranno in realtà a svolte e vi porranno di fronte a scelte che influenzeranno gli anni a venire. Con l’entrata del Sole in Vergine e Mercurio retrogrado dal 23 il cielo sarà propizio per intraprendere corsi, formazione, percorsi di miglioramento e approfondimento che vi sveleranno temi finora trascurati. Caricatevi con un’altra full immersion, questa volta nelle profondità marine, da affrontare con l’archetipo dei diver al polso.

    BLANCPAIN Fifty Fathoms Automatique
    Cassa (45 mm) in titanio, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 1315 di manifattura, con spirale in silicio, 5 giorni di autonomia e datario. Quadrante opaco, lancette e indici applicati luminescenti, ghiera girevole unidirezionale con inserto in vetro zaffiro, vetro zaffiro, cinturino Nato in tessuto. 17.200 euro.

    Acquario

    La settimana centrale del mese porterà alla luce situazioni interpersonali – affettive o di amicizia – che dovrete affrontare con l’aiuto di Mercurio e di Marte. È indispensabile fare chiarezza e non lasciare niente in sospeso. Urano retrogrado è il responsabile delle tante occasioni in cui è emersa ultimamente la vostra incertezza: ma la sua influenza andrà scemando verso la fine dell’anno e con l’anno nuovo potrete contare su una stabilità molto maggiore, nei diversi ambiti della vostra vita. Nel frattempo dotatevi di un bel calendario perpetuo in grado di sottolineare il trascorrere dei giorni.

    FREDERIQUE CONSTANT Slimline Perpetual Calendar Manufacture Cassa (42 mm) in acciaio Pdv oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro FC775 di manifattura, con calendario perpetuo e fasi di luna. Quadrante soleil, indici applicati, vetro zaffiro, fondello trasparente, cinturino in pelle di alligatore. 8.490 euro.

    Pesci

    Anche se preferite vivere tranquilli e magari fingere di ignorare situazioni o persone sgradevoli, Saturno retrogrado nel vostro segno porterà alla luce vecchie storie, che non potrete esimervi dal prendere in considerazione. L’oroscopo di agosto segnala che importanti comunicazioni sul piano del lavoro o dello studio potranno giungere verso fine mese. Persone con cui avete rapporti da tempo potrebbero stupirvi con comportamenti o atteggiamenti inaspettati. Siate cauti. Distraete gli individui più insidiosi con un conversation piece che faccia loro perdere la testa.

    TRILOBE Nuit Fantastique Dune
    Cassa (38,5 mm) in titanio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro X-Centric realizzato in esclusiva, con indicazioni tramite dischi rotanti (visualizzazione brevettata). Quadrante grené, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. 10.800 euro.

  • Blancpain Ladybird Colors tra flashback e complicazioni

    Blancpain Ladybird Colors tra flashback e complicazioni

    L’uscita dei nuovi Blancpain Ladybird Colors sono l’occasione per rievocare esperienze personali irripetibili. Ringraziamo Elena Introna per aver condiviso i suoi ricordi con noi. E con voi

    Amarcord

    Negli anni ’90 del secolo scorso, durante uno dei molti viaggi in Svizzera per visitare le aziende orologiere, io e il collega-marito Disma Sutti dormimmo nella Vallée de Joux a Le Chenit, non distante da Le Brassus, nell’albergo che era stato prenotato per noi da Audemars Piguet.

    L’Hôtel La Lande era vecchiotto rispetto al più moderno Hôtel de France, che nei primi anni Duemila fu acquistato da Audemars Piguet e trasformato nell’Hôtel des Horlogers, recentemente costruito ex novo. Ma per noi il La Lande era senz’altro più in carattere con l’idea che avevamo dell’offerta alberghiera in montagna.

    Il gestore era un burbero militare in pensione, nipote di Betty Fiechter. Se gli eri simpatico ti invitava nella sua cantina a bere un bicchiere di buon vino rosso, accompagnato dal formaggio locale, e ti raccontava aneddoti del passato (e ne aveva molti). In caso contrario meglio che il soggiorno non fosse troppo lungo.

    In quell’occasione conoscemmo l’allora Ceo di Audemars Piguet, Stephen Urquhart. L’uomo che poi prese e mantenne a lungo le redini di Omega, dopo un breve passaggio in Blancpain, era di casa al La Lande. E quell’aperitivo in cantina, condito da ricordi, resta uno dei molti momenti belli nella mia carriera di Direttore responsabile della rivista Orologi da polso.

    Una lady di ferro

    Tra le chiacchiere di quella sera, si parlò tanto anche di Betty Fiechter, che nel 1915, a 19 anni, era andata a lavorare da Blancpain. Efficiente e precisa, divenne a poco a poco il braccio destro di Frédéric-Emile Blancpain, che la nominò responsabile dell’azienda. Nel 1932 Frédéric Emile morì, senza lasciare eredi, e Betty divenne proprietaria dell’impresa con un collega. Seppe affrontare da sola le crisi economiche, l’apertura di nuovi mercati come quello americano e la Seconda Guerra Mondiale.

    Vendeva non solo gli orologi Blancpain, ma anche quelli con la marca Rayville da lei inventata con l’acronimo di Villeret, il paese dove era nata la famiglia Blancpain e gli affari erano fiorenti. Negli anni ’60 portò la produzione Blancpain a superare i 100.000 orologi all’anno. Betty morì nel 1971 quando, già da dieci anni, l’azienda era entrata a far parte del Gruppo Ssih (Société Suisse pour l’Industrie Horlogère), da cui nacque in seguito il Gruppo Smh, quindi Swatch Group.

    Il nipote ci raccontò di questa donna che dirigeva la Maison con pugno di ferro (non però nel tradizionale guanto di velluto). I dipendenti la temevano e si sfogavano scrivendo sui muri dei bagni le loro proteste, ricche di invettive, ma lei non se ne preoccupava.

    A metà anni ’50 Blancpain lanciò un orologio femminile, il Ladybird, che custodiva il movimento rotondo più piccolo dell’epoca, il calibro R550: 11,85 mm di diametro ma un’autonomia di 40 ore. Betty si interessava anche dell’evoluzione tecnologica e amava le novità.

    La collezione Blancpain Ladybird Colors

    E arriviamo ai giorni nostri. Nel 60° anniversario del Ladybird, festeggiato nel 2016, arrivò un esemplare in edizione limitata con movimento automatico, calibro 6150, un altro exploit della tecnica. Poi, nel 2021, ecco il Ladybird Colors, presentato in una collezione con cinturini colorati. Aveva la cassa impreziosita con diamanti e montava il calibro di manifattura 1153 – variazione, senza datario, del più celebre calibro 1150. E come quello ultrapiatto, di 3,25 mm di spessore, nonostante i due bariletti che assicuravano una carica superiore ai 4 giorni.

    Siamo nel 2023 e il Ladybird si avvicina allegramente ai settant’anni. Oggi torna in una nuova versione che fa uscire di scena la precedente di due anni fa e la sostituisce. Simile nell’aspetto, se ne differenzia per la presenza a ore 6 dei piccoli secondi o delle fasi di luna, per un totale di 10 referenze.

    Il Blancpain Ladybird Colors rimane sempre un bell’orologio dedicato alla donna di oggi: dinamica, dai gusti raffinati e di buona cultura, che ama gli abiti eleganti ma apprezza anche la tecnica. Le proporzioni studiate, lo spessore sottile (meno di un centimetro) e il diametro di 34,90 mm ne fanno un modello molto femminile. Cassa, anse, lunetta, corona e fibbia, in oro bianco o rosa, sono impreziosite con diamanti, impiegati anche nella grafica del quadrante.

    Dal fondello in vetro zaffiro si vede il movimento meccanico a carica automatica. Il Ladybird Colors del 2023 è equipaggiato con il Calibro 1163, rigorosamente di manifattura, fornito di un’apprezzabile autonomia di 100 ore. Pregevole la massa oscillante in oro (coordinato nel colore a quello della cassa), traforata con un elegante motivo circolare che richiama il decoro del quadrante.

    Inedite versioni con fasi di luna

    Nei Ladybird Colors 2023, fa la sua comparsa anche una complicazione tradizionalmente legata all’universo femminile: le fasi di luna, che appaiono per la prima volta in collezione. Anche in questo caso le referenze sono cinque, in oro rosso oppure bianco, mentre il movimento automatico acquista il modulo della complicazione e diventa Calibro 1163L.

    Da ammirare, nell’indicazione delle fasi lunari a ore 6, il disegno della Luna che sembra nato dalla fantasia di un bambino: sul cielo blu con stelle dorate, la luna d’oro ha un viso tondo, occhi chiusi e lunghissime ciglia. Una rappresentazione tutta femminile del nostro satellite in cui appare perfino il vezzo di un neo sulle labbra, a forma di stellina. Un dettaglio simile ai nevi finti che dame e cicisbei si dipingevano sul volto incipriato, com’era di moda nel XVIII secolo, a evocare forse le origini settecentesche della Manifattura.

    Infine un accenno anche ai cinturini in pelle di alligatore che, cromaticamente, si abbinano agli indici in cifre romane e tengono conto del metallo della cassa. Riguardo alle versioni con le fasi di luna, i colori sono il blu notte e il turchese sia per le casse in oro bianco sia per quelle in oro rosso, con l’aggiunta di un verde foresta per quest’ultimo. Per gli automatici solo tempo il colore lilla e quello turchese si abbinano alle casse in oro bianco; il blu, il verde pavone e il verde foresta si uniscono all’oro rosso.

    Blancpain Ladybird Colors: i prezzi

    A titolo informativo, a questo punto devo aggiungere l’informazione relativa ai prezzi. Il nuovi Blancpain Ladybird Colors automatici costano 33.300 euro, indifferentemente dal metallo della cassa. Mentre le versioni con fasi di luna costano tutte 35.500 euro.

    Per quanto il grande pubblico identifichi ancora oggi Blancpain soprattutto con orologi dedicati a una clientela maschile (alfiere di questa produzione è la collezione Fifty Fathoms, nata qualche anno prima del Ladybird), non è che abbia proprio ragione. In questo caso i dettagli sui quadranti in madreperla e le dimensioni della cassa indicano che non si tratta di un esemplare maschile ridotto in misure adatte ai polsi femminili. Il Ladybird vive sempre – e da sempre – di vita propria.

  • Fifty Fathoms Tech Gombessa. I 70 anni del Blancpain, atto 2°

    Fifty Fathoms Tech Gombessa. I 70 anni del Blancpain, atto 2°

    Continuano le celebrazioni per il 70° compleanno del famoso orologio subacqueo. Con la Maison di Le Brassus che presenta un secondo modello Anniversario: il Fifty Fathoms Tech Gombessa, dotato di materiali e soluzioni tecniche d’avanguardia. E una complicazione mai vista prima

    Il pedagogista tedesco Johann Paul Friedrich Richter, meglio noto come Jean Paul, scrisse una volta che «i nostri compleanni sono piume sulle ampie ali del tempo». Suggerisco a Blancpain di utilizzare questa frase come sommario delle celebrazioni per i 70 anni del Fifty Fathoms. Un orologio che, tenendo il tempo degli abissi, ha fatto la storia non solo del marchio svizzero ma anche dell’intera orologeria subacquea.

    Blancpain ha presentato ai primi di gennaio il Fifty Fathoms 70th Anniversary, con cui ha dato il via ai festeggiamenti per i sette decenni dell’orologio. Settant’anni di storia che non sto a riscrivere oggi, perché li trovate raccontati come si deve in questo articolo. Molto meglio andare al succo, perché il Brand ha svelato lunedì 13 febbraio, in anteprima mondiale, il secondo Fifty Fathoms celebrativo.

    Lo ha fatto con un collegamento internazionale fra l’atollo di Rangiroa, nella Polinesia Francese, e la sede di Blancpain a Le Brassus, in Svizzera. Al caldo e al sole degli antipodi, il Brand ambassador e documentarista subacqueo Laurent Ballesta; al freddo e nella neve elvetica, il Ceo di Blancpain Marc Hayek e il Vice president sales Marc Junod. In Italia c’erano la stampa specializzata locale e, a fare gli onori di casa, il Brand manager Roberto Castagna, insieme al Brand ambassador Gianluca Genoni, pluricampione mondiale di apnea.

    In mezzo c’era lui, il Fifty Fathoms 70th Anniversary Act 2 – Tech Gombessa (che per farla breve chiamerò d’ora in poi Fifty Fathoms Tech Gombessa). E non è solo per deferenza nei confronti del capo o per riconoscenza verso il grande documentarista che Hayek e Ballesta sono stati chiamati a presentare l’orologio. Quest’ultimo, infatti, è a tutti gli effetti una loro creatura perché insieme hanno ideato e fatto realizzare la complicazione che lo contraddistingue. Una prima mondiale per la quale è stato depositato un brevetto. Siete curiosi?

    Da Blancpain una complicazione innovativa

    Per scoprirla, basta dare un’occhiata alla lunetta girevole unidirezionale del Fifty Fathoms Tech Gombessa. Diversamente da quelle che troviamo di solito sugli orologi da immersione, questa ha una graduazione su una scala di 3 ore. È connessa a una lancetta speciale, che effettua un giro completo del quadrante esattamente in 3 ore e si regola attraverso la corona di carica. Il materiale e il colore della lancetta, un rivestimento luminescente bianco a emissione verde, sono abbinati a quelli degli indici.

    Perché 3 ore? Perché, come ha spiegato Ballesta, è la durata massima, definita per convenzione, di un’immersione in acque profonde effettuata con un particolare respiratore chiamato rebreather a circuito chiuso. È un apparecchio che consente di raggiungere elevate profondità grazie al fatto che è possibile variare la percentuale di ossigeno presente nella miscela di gas da respirare. Una miscela che può contenere elio, utile per limitare i problemi di narcosi da azoto oltre i 30 metri. Questo apparecchio è anche silenzioso, non emette bolle ed evita così di spaventare i pesci.

    Ballesta ne fa largo uso, perché le sue spedizioni subacquee richiedono tempi di immersione molto lunghi, alla ricerca di fauna rara e sconosciuta. Senza bolle, poi la qualità delle immagini e del “rapporto” con i pesci si alza sensibilmente. A dire il vero, come ha ricordato lui stesso durante la presentazione, questo tipo di rebreather consentirebbe immersioni anche più lunghe, ma il limite delle 3 ore è stato fissato anche tenendo conto dell’affaticamento del subacqueo.

    Lo sviluppo del nuovo Fifty Fathoms Tech Gombessa

    Marc Hayek ha messo lo zampino nella complicazione perché, come qualcuno di voi saprà, è anch’egli un subacqueo appassionato, ben più che un semplice amatore. Immaginato cinque anni fa da lui e da Ballesta, l’orologio è stato testato a lungo. Hayek stesso ne ha personalmente provato diversi prototipi durante le proprie immersioni. Nel 2019, dopo un anno di studio, Blancpain ha avviato il progetto iniziando proprio dai due elementi chiave del Fifty Fathoms Tech Gombessa: il movimento e la lunetta.

    I subacquei guidati da Ballesta hanno provato l’orologio durante l’intera evoluzione. Quattro prototipi sono stati messi ai loro polsi per essere testati durante una cinquantina di giorni a 120 metri di profondità nell’ambito delle missioni Gombessa V e Gombessa VI. Condotte nel Mediterraneo rispettivamente nel 2019 e 2021, hanno dato modo di associare per la prima volta l’immersione di saturazione con l’immersione con autorespiratore a circuito chiuso.

    Stazionati per due volte durante un mese a bordo di una cassa iperbarica di 5 metri quadrati, dalla quale uscivano quotidianamente per esplorare le profondità marine, i sub hanno sottoposto gli orologi a test da sforzo al limite del sopportabile. In particolare hanno provato anche diverse versioni della valvola di decompressione (presente sull’orologio a ore 10).

    Focus su materiali e funzionalità

    Il risultato è stata la creazione di uno strumento super-professionale, che unisce sviluppi meccanici, materiali all’avanguardia e innovazioni funzionali. Dal punto di vista meccanico abbiamo il cuore dell’orologio, il calibro 13P8 sviluppato appositamente per supportare la nuova complicazione. E in linea con gli standard di robustezza e affidabilità che caratterizzano la collezione. Tre bariletti forniscono a questo Fifty Fathoms 5 giorni di autonomia.

    Come materiali, l’orologio punta tutto sul titanio e non potrebbe essere altrimenti. I 47 mm di diametro della cassa e i quasi 15 di spessore (14,81 mm, per l’esattezza) lo rendono un bel “padellone” e hanno bisogno della maggiore leggerezza possibile. La cassa è dunque in titanio grado 23, conosciuto anche come titanio grado 5 ELI (Extra Low Interstitials, ossia “con pochissime inclusioni”).

    È una speciale lega Ti6Al4V, la cui sigla tradisce la presenza di altri due metalli: alluminio, che ne aumenta la durezza, ne riduce il peso specifico e ne migliora l’elasticità; e vanadio, che in associazione con l’alluminio riduce del 50% la conducibilità termica e aumenta del 50% la resistenza all’usura. In soldoni: cassa super-leggera, super-resistente, super-durevole.

    La nuova lunetta graduata a 3 ore ha invece un inserto in ceramica nera, è bombata e inclinata verso il quadrante, quasi a portarvi lo sguardo. Ed è giusto così, perché lunetta e quadrante lavorano in modo sintonico. Una volta piombato su quest’ultimo, l’occhio è attratto da due particolari: il colore nero e, a contrasto, l’arancione degli indici.

    Da Blancpain dicono che questo nero è in grado di assorbire il 97% della luce che lo colpisce. Qualcosina meno del Vantablack (usato da H. Moser & Cie.), ma pur sempre una percentuale che consente agli indici di spiccare in maniera molto evidente. Indici e numeri sono dei blocchi di materiale luminescente scolpiti e applicati, la cui emissione diventa blu al buio e nelle profondità marine. Lo stesso blu compare sulle lancette di ore e minuti, per distinguere le informazioni orarie dai tempi trascorsi sott’acqua. Infatti, la lancetta d’immersione da 3 ore ha la punta bianca, dello stesso colore degli indici sulla lunetta: al buio, diventano verdi.

    C’era una volta l’ansa

    Un’importante innovazione funzionale riguarda invece il cinturino in caucciù. Oltre alle dimensioni della cassa, ciò che colpisce subito l’appassionato attento è l’assenza di anse visibili. Una novità per la collezione Fifty Fathoms, sulla quale i tecnici di Blancpain hanno lavorato parecchio. Le anse sono infatti organiche alla cassa e, una volta che il cinturino è avvitato su di esse dal lato del fondello, rimangono nascoste all’interno. L’impressione visiva è che il cinturino emerga direttamente dalla carrure, quasi fosse una sua estensione naturale.

    Per scongiurare tagli o rotture del caucciù, il cinturino ha un rinforzo interno in titanio, che aiuta a mantenere la geometria ideale con il polso e permette di estendersi senza difficoltà se si indossa il Fifty Fathoms Tech Gombessa sopra una muta tecnica. Allo stesso modo, la fibbia ad ardiglione è pensata per rinforzare l’attacco dell’orologio sul polso e facilitare il fissaggio dell’estensione.

    Questa particolare combinazione di anse/cinturino dovrebbe anche migliorare la vestibilità di un orologio oggettivamente grandicello su polsi poco nerboruti, in condizioni d’uso quotidiano e urbano. Il mio misura 16,5 cm: ho provato questo Fifty Fathoms e devo ammettere che il cinturino lo fascia in maniera accettabile. Il diametro però si vede e si sente tutto. Non è un caso se possiedo solo orologi entro i 42 mm.

    Infine due parole sul fondello, che è in vetro zaffiro e consente la visione del calibro 13P8. Più che l’architettura del movimento, quello che interessa è la massa oscillante color antracite decorata con il logo delle missioni Gombessa. Questo Fifty Fathoms è l’orologio ufficiale delle spedizioni e, oltre a celebrare i 70 anni della collezione, suggella 10 anni di collaborazione fra Blancpain e Laurent Ballesta. Il progetto Gombessa è nato infatti nel 2013, grazie all’impegno della Manifattura nel ruolo di partner fondatore.

    La passione che muove Blancpain

    Per concludere, vi porto a riflettere su un parallelo. Nel 1953, la nascita del Fifty Fathoms come primo orologio da immersione moderno avvenne anche grazie allo stimolo dell’allora Ceo di Blancpain Jean-Jacques Fiechter, appassionato subacqueo. Nel 2023, il Fifty Fathoms Tech Gombessa è stato sviluppato grazie a un’idea nata dall’attuale Ceo, Marc Hayek, anch’egli subacqueo quasi professionale.

    Trovo molto bello il fatto che la passione di chi guida un marchio porti alla nascita di complicazioni e di orologi dei quali possono godere tutti. È il segno di un approccio al lavoro che non è freddo e professionale ma pensato e sentito, capace di generare innovazione e di conseguenza progresso.

    Anche se questo significa impiegare tempo, risorse, fatica. Consapevoli del fatto che non si lavora per un prodotto prêt-à-porter ma che si sta facendo un investimento a medio termine, del quale non si raccoglieranno subito i frutti. Quando lo si farà, questo prodotto porterà benefici non solo al Brand, ma all’intero mercato.

    Anche alla luce di questi tempi lunghi impiegati fra ricerca, sviluppo, test e produzione, trovo più che giustificato il prezzo importante di 26.300 franchi svizzeri. Per un orologio che non è in edizione limitata ma pensato come patrimonio a disposizione degli appassionati, capaci di apprezzarne il valore oggi e, chissà, tra 70 anni. Sempre «sulle ampie ali del tempo».

  • Gli orologi per San Valentino. Come da manuale

    Gli orologi per San Valentino. Come da manuale

    A una settimana (o poco più) dal 14 febbraio, focus su due orologi per San Valentino. Che ci fanno capire come le grandi Maison sappiano interpretare l’immaginario della Festa degli innamorati senza esagerare con gli stereotipi. Ciascuna a modo proprio

    Gli orologi per San Valentino sono ormai una tradizione. In tutti i segmenti di mercato, infatti, da decenni le case dedicano alla Festa degli innamorati uno o più esemplari. Alcune pescano semplicemente dal loro catalogo un modello adatto – magari con il cinturino rosso o rosa – e lo ripropongono per l’occasione. Altre invece (in genere nell’alto di gamma) creano qualcosa di specifico. Rielaborano quindi un loro bestseller, lo arricchiscono con motivi a tema – cuori, perlopiù –, lo vestono con i materiali e i colori più appropriati – gemme purpuree o rosate, per esempio – e realizzano edizioni limitate super-esclusive. Quindi ad alto tasso di desiderio. Come nel caso degli orologi per San Valentino di Blancpain e Breguet, illustrati qui di seguito.

    Un Fifty Fathoms romantico

    Comincio proprio con la Manifattura di Le Brassus, che da più di vent’anni celebra il 14 febbraio con esemplari ad hoc. Finora però aveva sempre declinato gli orologi per San Valentino nelle collezioni più “classiche”: come i Villeret, in passato i Léman o più di recente i Ladybird. Quest’anno invece per la prima volta trasforma in chiave romantica un esemplare tecnico come il Fifty Fathoms Bathyscaphe. Il comunicato ufficiale giustifica la scelta con un richiamo alla passione: gli innamorati, quando sono insieme, perdono la nozione del tempo proprio come i sub durante le immersioni. Quale che sia l’attinenza, poco importa. Il Fifty Fathoms Bathyscaphe “San Valentino 2023” rivela un aspetto del celebre subacqueo mai visto prima.

    Non fraintendetemi: l’estetica e le caratteristiche sono le stesse di sempre. La cassa in acciaio satinato come al solito misura 38 mm di diametro ed è impermeabile fino a 30 atmosfere. Neppure la monocromia bianca è nuova, visto che era già in produzione. La vera novità sta piuttosto nei dettagli, discreti eppure significativi. Mi riferisco alla presenza del simbolo dell’amore e di piccoli tocchi di rosa, richiamo a una femminilità evidente e consapevole. Sono rosa infatti i profili degli indici luminescenti e del cuore (anch’esso luminescente) che decora la lancetta centrale dei secondi; ed è scritto in rosa anche nel nome della collezione a ore 6.

    Un altro cuore ritorna poi sulla massa oscillante, inciso sopra la “i” di Blancpain, ed è visibile quindi solo dal fondello in vetro zaffiro. Ci tengo a dire che il calibro 1150 mantiene inalterate le peculiarità per cui è famoso: la robustezza costruttiva, l’aspetto solido ma curatissimo, la spirale in silicio, l’autonomia di 100 ore. Doti che rimandano all’affidabilità, all’antimagnetismo, alla costanza di marcia… Concludo con l’indicazione della tiratura limitata – 99 esemplari – e il prezzo: 10.450 euro.

    Un Classique appassionato

    Ancora più sottile l’approccio di Breguet. Che crea un’edizione speciale del Classique Phase de Lune capace di rendere omaggio al giorno di Cupido senza riferimenti diretti, ma solo attraverso cromie evocative. Lanciato nel 2016, con la cassa in oro bianco di 30 mm di diametro incastonata (su lunetta e anse) da diamanti taglio brillante, l’esemplare si basa su una delle complicazioni più poetiche dell’orologeria, spesso associata alla femminilità. Ma le fasi di luna qui sono interpretate in una nuova veste, con accenti rossi che ne modificano il carattere. Il quadrante in madreperla guilloché – nel più puro stile della Maison – è infatti punteggiato da indici di rubini, che si alternano alle tipiche cifre in corsivo.

    Ma l’elemento decisivo è il cinturino, in pelle di alligatore dalla tonalità rosso fuoco, che dona all’orologio un twist più impetuoso e travolgente, se non perfino appassionato. Per la cronaca, il cinturino è intercambiabile. E il packaging comprende anche un secondo cinturino, sempre in pelle di alligatore ma bianco dall’effetto madreperla, per potere cambiare look senza difficoltà.

    Per il resto, il Classique Phase de Lune 9085 Edizione San Valentino conserva intatti i segni distintivi della Casa. Come la carrure scanalata, le lancette à pomme azzurrate alla fiamma, il numero individuale, le anse saldate (con barrette fissate tramite viti e non telescopiche)… Per non ripetermi riguardo ai numeri Breguet e al quadrante guilloché, cui accennavo sopra. Anche il movimento rimane lo stesso – il calibro 537L a carica automatica, con ruota di scappamento e spirale in silicio, dalle ben note proprietà. Termino con le informazioni “di servizio”: l’edizione limitata in questo caso è di 28 esemplari, il prezzo al pubblico di 39.400 euro.

  • L’anno del Coniglio è in arrivo. E l’orologeria ziga, ziga*…

    L’anno del Coniglio è in arrivo. E l’orologeria ziga, ziga*…

    Ci risiamo. Domenica prossima, il 22 gennaio, sarà il Capodanno cinese – Capodanno lunare o Festa di Primavera che dir si voglia. E, anche quest’anno, le case di orologeria sono già pronte a celebrarlo in grande stile. Cioè con esemplari dedicati all’anno del Coniglio, il segno zodiacale che governerà i prossimi 12 mesi secondo la millenaria tradizione dell’ex Celeste Impero. L’anno del Coniglio d’Acqua, per essere più precisi – considerato anche l’elemento associato in questo 2023… Ma è meglio lasciar perdere il calendario cinese, che per noi occidentali è un gran casino anche solo da comprendere, figuriamoci da spiegare. Andatevi a leggere il pezzo sul Tonda PF Xiali di Parmigiani Fleurier per farvene un’idea.

    E lasciamo perdere pure i significati dell’anno del Coniglio: la Rete è invasa di descrizioni, previsioni e congetture, mica c’è bisogno che ne parliamo anche noi. Piuttosto, è curioso che il Coniglio – o la Lepre, espressione del quarto Ramo Terrestre (mao 卯) – faccia riferimento a un’antica leggenda taoista. Secondo questa storia, la bestiola abita sulla Luna, dove con mortaio e pestello frantuma cinnamomo ed erbe varie per produrre l’elisir di lunga vita. Ed è il motivo per cui si dice che possa vivere fino a mille anni, ed è quindi collegato all’idea di longevità. Sempre che non finisca prima in pentola, s’intende.

    Comunque, concentriamoci sugli orologi per l’anno del Coniglio. Che sono tanti, ma tanti, di gran lunga più numerosi di quelli che si sono avvicendati per gli altri segni degli scorsi anni (come l’anno della Tigre, l’anno del Bufalo o l’anno del Topo). Dipenderà dalla platea della Great China, sempre più importante per il mercato delle lancette? O dal fatto che i collezionisti e gli amatori del genere si sono moltiplicati? O forse dall’animale, così tenero e carino da ispirare i designer delle grandi marche? Sta di fatto che l’orologeria sembra dedita alla coniglicoltura più di un allevamento intensivo.

    E comunque, non c’è da stupirsi: si sa che i conigli si riproducono velocemente e in quantità. Del resto, non si dice proprio “figliare come conigli?”… Ciò che colpisce, piuttosto, è la varietà dei soggetti. E anche la capacità di svincolarli del tutto da un contesto pasquale, un rischio che poteva incombere sulla fantasia dei progettisti. Soprattutto se condizionati dalla tradizione dell’Easter Bunny o dell’Osterhase, come lo chiamano sul confine tedesco… E invece no: gli orologi per l’anno del coniglio sono multiformi, originali, hanno aspetti e atteggiamenti sempre diversi. Gli animaletti qua saltellano e corrono in cerchio, lì scorrazzano in mezzo alla natura… C’è chi li immagina soffici e giocosi, chi ne valorizza il senso di libertà, chi sembra ispirarsi ai cartoon (sembra proprio che Roger Rabbit abbia fatto scuola). E c’è perfino chi li ritrae durante la copula, chissà se per voyeurismo o trasgressione…

    Trasversali ai generi e ai segmenti di mercato, gli orologi per l’anno del coniglio presentano come sempre un’estrema varietà anche nelle tecniche di decorazione (leggete le didascalie della gallery qui sopra). E fanno di tutto per piacere agli appassionati, per conquistare un posto nel loro cuore e al loro polso. A tal punto che per qualcuno l’esemplare di turno con relativo leporide potrebbe diventare un inseparabile compagno di vita, proprio come il coniglio gigante di certi film. L’importante è che assomigli più all’Harvey di James Stewart (1950) che al Frank di Donnie Darko…

    *Voce del verbo zigare, che in italiano indica il verso del coniglio

    Gli orologi dell’anno del Coniglio

    ARNOLD & SON Perpetual Moon “Year of the Rabbit”
    Cassa (41,5 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica manuale, calibro A&S1512 di manifattura, con doppio bariletto, autonomia di 90 ore, fasi di luna astronomiche (e secondo indicatore delle fasi lunari sul lato fondello). Quadrante in avventurina, lepre in oro rosa incisa a mano, paesaggio e costellazioni dipinte a mano anche con polvere d’oro e Super-LuminNova, luna in madreperla; lancette luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 8 esemplari. 57mila franchi svizzeri (Iva esclusa).

    BAUME & MERCIER Riviera Capodanno Cinese – Edizione Coniglio Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Baumatic BM13, con autonomia di 5 giorni e datario. Quadrante in vetro zaffiro fumé decorato con un motivo a onde e con l’immagine del coniglio (a ore 8), lancette, numeri e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro personalizzato, bracciale in acciaio, intercambiabile con un cinturino in caucciù (compreso nel packaging). 4.700 euro.

    BLANCPAIN Villeret Calendrier Chinois Traditionnel Cassa (45 mm) in platino. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3638 di manifattura, con autonomia di 7 giorni, calendario completo gregoriano con fasi di luna, calendario tradizionale cinese con ora doppia, data, mese, segni zodiacali, 5 elementi, tronchi celesti e mesi intercalari. Quadrante in smalto Grand Feu, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 50 esemplari, 90.850 euro.

    BREGUET Classique 9075 – 2023 Chinese New Year Edition Cassa (33,4 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 591C di manifattura, con scappamentoi e spirale in silicio. Quadrante in smalto Granf Feu con conigli champlevé, lunetta e anse con diamanti taglio brillante, carrure scanalata, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 8 esemplari riservata al Sud-Est asiatico, 63.300 dollari di Singapore.

    CHOPARD Happy Sport Year of the Rabbit Cassa (33 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Chopard 09.01-C di manifattura. Quadrante in madreperla con onde traslucide e e decoro dorato, lunetta in oro rosa etico don diamanti taglio brillante (1. 49 carati in totale), vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 88 esemplari, 20.500 euro.

    CHOPARD L.U.C XP Urushi Year of the Rabbit Cassa (40 mm) in oro rosa etico. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L.U.C 96.17-L di manifattura, ultrapiatto (3,3 mm di spessore), con due bariletti coassiali (tecnologia Twin, brevettata) e autonomia di 65 ore. Quadrante in oro, decorato a mano in Giappone con la tecnica della lacca Urushi, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 88 esemplari, 28.500 euro.  

    DIOR Grand Bal Year of the Rabbit Cassa (36 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica. Quadrante in avventurina con soggetti in madreperla e oro giallo, lancette in oro rosa, lunetta in oro rosa con diamanti taglio brillante (1.3 carati in totale), vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in raso dalla fibbia con diamanti (0.18 ct). Edizione limitata di 88 esemplari, 34mila euro.

    FOSSIL Lunar New Year Jacqueline Cassa ribaltabile (34 mm) in acciaio Ip oro rosa, impermeabile fino a 5 atm. Movimento al quarzo. Quadrante argenté, doppia lunetta con cristalli, fondello smaltato e decorato, cinturino in ecopelle. 168 euro.

    FOSSIL Lunar New Year Townsman Cassa (44 mm) in acciaio Ip oro giallo, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica di fabbricazione cinese. Quadrante in vetro minerale decorato, fondello trasparente, bracciale mesh in acciaio Ip oro giallo. 299 euro.

    #FR2NCK MULLER Vanguard Cassa (41 x 49,95 mm) in materiale composito di carbonio e fibra di vetro. Movimento meccanico a carica automatica, calibro MVT FM 800-DT con datario. Quadrante mat con conigli luminescenti, lancette scheletrate e indici luminescenti, grandi numeri applicati Pvd nero, vetro zaffiro, cinturino in nylon stampato. Edizione limitata di 800 esemplari, in vendita solo nel Sud-Est asiatico e in Australia. 15.800 dollari di Singapore.

    HARRY WINSTON Premier Chinese New Year Automatic 36mm Cassa (36 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HW2014, con autonomia di 68 ore e spirale in silicio. Quadrante in madreperla con applicazioni in oro giallo e diamanti taglio brillante, marquise e smeraldo, lunetta, anse, barrette d’attacco del cinturino e corona con diamanti taglio brillante (2.66 carati in totale), vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 8 esemplari, prezzo non dichiarato.

    IWC Portugieser Automatic 40 “Chinese New Year” Edition Cassa (40,4 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 8220 di manifattura, con sistema di ricarica Pellaton, autonomia di 60 ore, massa oscillante personalizzata e piccoli secondi. Quadrante smaltato, indici e numeri applicati, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello. Edizione limitata di 500 esemplari, 8.800 euro.

    PIAGET Altiplano Zodiac Cassa (38 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 430P di manifattura, ultrapiatto (2,1 mm di spesore). Quadrante in smalto Grand Feu cloisonné, lunetta con diamanti taglio brillante (0.71 carati in totale), vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 38 esemplari. 68mila euro.

    SWATCH Chinese New Year Special – Year of the Rabbit Cassa (41 mm) in Bioceramic. Movimento al quarzo Swiss made. Quadrante stampato, lancette luminescenti a orecchie di coniglio, cinturino in silicone e passante con orecchie di coniglio. 105 euro.

    TAG HEUER Carrera Year of the Rabbit Cassa (44 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Heuer 02 di manifattura, con autonomia di 80 ore, cronografo con secondi continui e datario. Quadrante decorato, indici applicati, lunetta in ceramica con scala tachimetrica, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro personalizzato, cinturino in pelle. Edizione limitata di 500 esemplari, 6.750 euro.

    ULYSSE NARDIN Classico Rabbit Cassa (40 mm) in oro rosa, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro UN-815 di manifattura. Quadrante in oro rosa con smalto cloisonné e conigli in champlevé, vetro zaffiro, fondello con oblò in vero zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 88 esemplari, 46.600 euro.

    VACHERON CONSTANTIN Métiers d’Art – La légende du zodiaque chinois – Anno del Coniglio Cassa (40 mm) in platino. Movimento meccanico a carica aurtomatica, calibro 2460 G4 di manifattura, con indicazioni a finestrella per ore, minuti, datario e giorno della settimana. Quadrante in oro con smalto Grand Feu e con coniglio applicato in rilievo, cesellato a mano; vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Orologio certificato dal Punzone di Ginevra. Edizione limitata di 9 esemplari, in vendita esclusivamente nelle boutique monomarca, prezzo non dichiarato.

    VERSACE Icon Active Lunar New Year Cassa (41 mm) in policarbonato trasparente. Movimento al quarzo Swiss made. Quadrante con Coniglio Versace stampato, lunetta con Greca e logo incisi, top ring in acciaio Ip viola, vetro zaffiro, cinturino in silicone trasparente con passante a Greca in acciaio Ip viola. In vendita dal 18 gennaio solo su Versace.com, 840 euro.

  • Fifty Fathoms 70th Anniversary, il “buon anno” di Blancpain

    Fifty Fathoms 70th Anniversary, il “buon anno” di Blancpain

    Ecco, ci siamo. Come anticipato la scorsa settimana, in questi primi giorni dell’anno Blancpain ha dato il via alle celebrazioni del 2023 con il nuovo Fifty Fathoms 70th Anniversary. Di fatto, il Fifty Fathoms è stato il primo esemplare subacqueo di concezione moderna. Costruito secondo rigide specifiche militari e per questo adottato anche dalle forze speciali delle Marine di vari Paesi. Uno strumento al servizio dei professionisti delle immersioni, nell’epoca in cui un orologio poteva davvero fare la differenza fra la vita e la morte dei sommozzatori. Ma non è il caso di dilungarsi oltre sulle vicende storiche del Fifty Fathoms (ripeterei quanto già scritto in questo articolo)… E passo subito a descrivere il Fifty Fathoms 70th Anniversary.

    Le caratteristiche del Fifty Fathoms 70th Anniversary

    A cominciare dall’estetica. Che è quella ben nota, consueta, ispirata al primo esemplare del 1953 ma riaggiornata nel gusto e nei materiali. La sostanziale novità sta nelle dimensioni: 42,3 mm di diametro. Un formato inedito: finora la cassa del Fifty Fathoms ha sempre misurato 45 mm, con qualche variazione sul tema. Nel tempo è scesa fino ai 40,3 mm delle edizioni limitate (tipo Ocean Commitment, Barkuda e No Rad) o ai 43 mm dei Bathyscaphe, oppure è salita fino ai 55 mm nell’X Fathoms con profondimetro… Ma i 42 mm non s’erano mai visti nella collezione contemporanea: si rifanno infatti alle misure del modello originario, uscito appunto 70 anni fa.

    Per il resto, le caratteristiche sono quelle di sempre. La cassa è in acciaio lucido, l’impermeabilità raggiunge le 30 atmosfere, la ghiera girevole unidirezionale ha l’inserto in vetro zaffiro bombato. Il quadrante con finitura soleil riporta i numeri arabi, le lancette e gli indici rivestiti di Super-LumiNova dalla particolare colorazione, che ricorda quella dei materiali radioattivi luminescenti di una volta. Infine, il vetro zaffiro è alloggiato sia a protezione del quadrante sia sul fondello. Se ai tempi del primo Fifty Fathoms infatti una cassa interna in ferro dolce schermava il movimento dagli effetti nefasti dei campi magnetici, da una quindicina d’anni a questa parte la presenza della spirale in silicio evita questo accorgimento. E permette quindi di apprezzare la meccanica…

    Il calibro 1315

    Già, il movimento: anche il movimento è quello di sempre. Si tratta del calibro di manifattura 1315, adottato fin dal 2007 e nato dallo sviluppo del calibro 13R0 a carica manuale, a sua volta presentato l’anno precedente. Appositamente progettato per esemplari dalla vocazione sportiva, il 1315 è improntato alla massima semplicità e robustezza, con l’obiettivo di garantire costanza di marcia e performance. Proprio per assicurare al movimento un’autonomia ottimale e garantire al contempo un’energia sempre costante, i tecnici della Casa lo hanno equipaggiato di ben tre bariletti montati in serie, che a piena carica garantiscono un’autonomia di 5 giorni.

    Mentre il progetto originario del calibro prevedeva un rotore bimetallico, però, il calibro 1315 montato nel Fifty Fathoms 70th Anniversary ha la massa oscillante in platino. Un metallo pesante – o, per meglio dire, ad alta densità – che ne ottimizza le prestazioni. Ed è anche dotato di valore simbolico: puro, incorruttibile, pressoché eterno, in Svizzera celebra per esempio i 70 anni di un vincolo matrimoniale (in Italia invece le nozze di platino si festeggiano con 75 anni di matrimonio). In più, qui, la massa oscillante è fornita di un’apertura orizzontale, proprio come il primo Fifty Fathoms. Un’astuzia diffusa negli anni Cinquanta, raccontano da Blancpain, per renderla più resistente agli urti.

    Cinturino e prezzo

    Merita un cenno anche il cinturino Nato YYT+. Cioè interamente realizzato con un filato di nylon riciclato, proveniente da reti da pesca abbandonate nei mari e negli oceani, e potenzialmente riciclabile all’infinito. L’adozione di questo materiale risponde alle iniziative sulla sostenibilità tanto care a Blancpain ed espresse con le iniziative dell’Ocean Commitment rivolte proprio alla salvaguardia delle acque del Pianeta. E nelle intenzioni della Manifattura sarà presto esteso a tutti i cinturini Nato utilizzati nella produzione.

    Un’ultima informazione riguarda infine la disponibilità e il prezzo. Il Fifty Fathoms 70th Anniversary è realizzato in tre serie di 70 esemplari, dedicate ad altrettante aree geografiche. Ovvero Emea (che sta per Europa, Medio Oriente e Africa), Asia-Pacifico e Americhe, ciascuna identificata con un numero di serie (I-II-III) riportato sul quadrante. Con un prezzo al pubblico di 18.500 euro, nei prossimi giorni sarà disponibile per la prevendita sul sito ufficiale.   

  • La storia del Fifty Fathoms, i 70 anni del  subacqueo di Blancpain

    La storia del Fifty Fathoms, i 70 anni del subacqueo di Blancpain

    Il 2023 sarà un anno di celebrazioni per Blancpain. Il Fifty Fathoms compie 70 anni e la Maison di Le Brassus lo festeggerà con i dovuti onori. Non solo. Sono anche trascorsi 20 anni da quando Marc Hayek riportò in vita l’orologio, dopo un opportuno restyling per adeguarlo alle mutate necessità dei tempi. Contemporaneamente il novello Ceo, appassionato subacqueo, fondò anche il Blancpain Ocean Commitment, un organismo interno alla Marca finalizzato alla salvaguardia degli oceani. E ancora, 10 anni fa, iniziò la collaborazione con il biologo francese (e fotografo sottomarino) Laurent Ballesta, e a finanziare le spedizioni Gombessa da lui organizzate. Per la Maison Blancpain, dunque, un triplo anniversario, che la vedrà impegnata per tutto l’anno prossimo. Già sappiamo, per esempio, che il 3 gennaio sarà svelato il primo Fifty Fathoms 70th Anniversary… Intanto, però, voglio ricordare la storia del Fifty Fathoms, riconosciuto come l’archetipo dell’esemplare subacqueo moderno.

    La storia del Fifty Fathoms: le origini

    Sia chiaro, si tratta di una storia arci-nota, sulla quale qui non aggiungerò nulla di nuovo. Credo però valga la pena ripercorrerla, per comprendere meglio il valore dell’orologio e raccontarla a quei pochi che ancora non la conoscono.

    Nel 1952, il Ministero della Difesa francese diede incarico al capitano Robert Maloubier e al luogotenente Claude Riffaud di creare un’unità di sommozzatori d’élite chiamata Nageurs de Combat (nuotatori da combattimento). Individuati gli uomini, i due ufficiali dovevano provvedere anche all’attrezzatura idonea. Girarono tutta Parigi alla ricerca di orologi adatti, ma non riuscirono a trovare sul mercato nulla in grado di resistere alle condizioni estreme delle missioni subacquee. I test su quanto reperito in commercio furono fallimentari: gli esemplari erano tutti troppo piccoli, illeggibili sott’acqua e soprattutto poco o niente impermeabili.

    Si rivolsero così a Blancpain, all’epoca guidato da Betty Fiechter e dal nipote Jean-Jacques. Fu lui a scegliere il nome Fifty Fathoms per l’orologio messo a punto dai tecnici della Manifattura. Amante delle immersioni tanto quanto della letteratura, prese ispirazione da un passo di una celebre opera di Shakespeare, La Tempesta. “Full fathom five thy father lies”, recita infatti l’attacco del brano conosciuto come Ariel’s Song (atto I, scena II). Il nuovo orologio era appunto impermeabile fino a 50 Fathoms (91, 45 metri, per l’esattezza), ovvero fino a 10 atmosfere. Era abbastanza grande, protetto dai campi magnetici dalla gabbia in ferro dolce attorno al movimento, ben leggibile anche nel buio delle profondità grazie al quadrante scuro con le indicazioni luminescenti. E dotato di una robusta corona e di una ghiera girevole con dispositivo di blocco, utile soprattutto nelle fasi di risalita.

    Uscito nel 1953, il Fifty Fathoms fu quindi adottato come orologio ufficiale dalla Marina francese e si guadagnò rapidamente una solida reputazione grazie all’affidabilità e alla resistenza all’acqua. Divenne così uno strumento indispensabile per i sommozzatori, militari e civili: si diffuse tra i corpi speciali di numerosi Paesi, come gli americani Navy Seals (ma anche quelli tedeschi e israeliani), e tra gli specialisti dell’esplorazione oceanografica (come il Gers, Groupe d’Etudes et de Recherches Sous-marine d’Oltralpe). Fra l’altro accompagnò anche l’équipe di Jacques Cousteau e Louis Malle durante le riprese del film Il mondo del silenzio, vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes del 1956 e dell’Oscar come miglior documentario nel ’57, rimasto una pietra miliare nella cinematografia subacquea.

    L’epoca recente

    Tuttavia all’inizio degli anni ‘80, con la crisi del quarzo, il Fifty Fathoms uscì di produzione e fino ai primi anni 2000 praticamente sparì dai radar. L’acquisizione da parte di Jean-Claude Biver e di Jacques Piguet, nell’82, aveva portato il Marchio a realizzare esemplari più classici, più fedeli all’alta orologeria di tradizione, piuttosto che strumenti tecnici come questo. Il Fifty Fathoms tornò brevemente in vita solo nel ’97, quando la proprietà della Maison passò all’attuale Swatch Group. Nacque allora la cosiddetta Blancpain Trilogy, formata da un Gmt, un orologio da aviatore chiamato Air Command e un Fifty Fathoms riaggiornato nell’impermeabilità, che raggiungeva le 30 atmosfere. Ma i tempi non erano ancora maturi per il rilancio del modello subacqueo, che tornò nel dimenticatoio per qualche anno ancora.

    Fino al 2002: quando Marc Hayek prese in mano le redini di Blancpain, scoprì nei caveau della Manifattura gli esemplari d’antan e se ne innamorò. Incaricò quindi i tecnici della Maison di sviluppare un moderno Fifty Fathoms. Nel 2003, per i 50 anni dell’esemplare, Blancpain presentò quindi un nuovo modello che coniugava l’aspetto vintage con l’impermeabilità della versione del ’97, e in più aggiunse una lunetta con inserto in vetro zaffiro curvo e antigraffio. Elemento, quest’ultimo, che la dice lunga sulla ricerca di nuovi materiali e di innovazioni portata avanti fin dall’epoca dal Gruppo Swatch. I 150 esemplari dell’edizione limitata andarono subito esauriti: da qui la scelta di riprenderne la produzione.

    Nel 2007 fu così lanciata una nuova trilogia di esemplari che pose le basi della collezione tuttora in catalogo. Il primo era il Fifty Fathoms Automatique, simile nell’estetica e nel mood al modello originario, ma con un nuovo movimento di manifattura, il calibro 1315. Derivato dal calibro 13R0 a carica manuale, del 2006, si distingue(va) per la presenza di tre bariletti, in grado di garantire un’autonomia di 5 giorni. Il secondo era il Fifty Fathoms Chronographe Flyback, con i pulsanti a tenuta stagna, cioè studiati per poter attivare il cronografo anche sott’acqua. Infine, il Fifty Fathoms Tourbillon, sicuramente il meno adatto alle immersioni, realizzato con fini celebrativi. Equipaggiato di tourbillon volante e fondello in vetro zaffiro, ma impermeabile comunque fino a 30 atmosfere, era una dimostrazione del savoir-faire della Casa.

    Da allora, in questi 15 anni, la storia del Fifty Fathoms è proseguita con un’ampia gamma di variazione sul tema, per materiali, dimensioni, complicazioni, cinturini… Basti pensare alla ripresa del Bathyscaphe, anch’esso creato alla fine degli anni ’50 da Jean-Jacques Fiechter e riproposto nel 2013, in occasione del 60° anniversario, o alle declinazioni al femminile. Una storia che Blancpain sta ancora scrivendo, giorno dopo giorno, come rivela la prossima novità. Restiamo tutti in attesa di vederla, la prima settimana dell’anno nuovo. Stay tuned…

  • La Guida Michelin 2023, Blancpain e l’alta cucina

    La Guida Michelin 2023, Blancpain e l’alta cucina

    38 nuove stelle brillano nel firmamento delle tavole italiane: lo ha decretato la Guida Michelin 2023. La prestigiosa pubblicazione gastronomica, giunta alla 68a edizione nazionale, martedì scorso ha svelato infatti i ristoranti più eccelsi del nostro Paese durante l’ormai tradizionale cerimonia, intitolata proprio Michelin Star Revelation. L’evento, organizzato al Relais Franciacorta di Corte Franca (Bs), anche quest’anno ha avuto il sostegno di Blancpain, che ha assegnato il proprio Premio speciale… Ma andiamo con ordine.

    Gli chef premiati dalla Guida Michelin 2023

    Un posto d’onore merita Antonino Cannavacciuolo, che fa conquistare 3 stelle Michelin al suo ristorante Villa Crespi di Orta San Giulio (No). E intanto fa salire a 12 gli indirizzi che secondo la Guida Michelin 2023 “valgono un viaggio” (confermati quindi tutti quelli della scorsa edizione).

    4 invece le new entry della categoria 2 stelle. Ovvero Daniele Lippi dell’Acquolina, all’interno dell’hotel The First Roma. Domenico Stile dell’Enoteca la Torre, sempre a Roma. Salvatore Iuliano del St. George by Heinz Beck a Taormina. E Gabriele Boffa della Locanda Sant’Uffizio Enrico Bartolini di Penango (At). In totale salgono così a 38 i ristoranti che in Italia “valgono una deviazione”. Da notare che tutti i nuovi chef 2 stelle hanno un’età inferiore ai 35 anni: le nuove generazioni promettono bene, c’è da andarne fieri.

    Quindi ci sono le 33 novità a 1 stella. Un elenco troppo lungo per essere citato integralmente, perciò ci scusiamo con i diretti interessati e con i lettori, che rimandiamo al sito ufficiale della Guida. Segnaliamo però qualche nome: da Marco Suriano del Cannavacciuolo Vineyard a Casanova di Terricciola (Pi) – ulteriore motivo di orgoglio per lo chef Antonino -; a Davide Guidara del ristorante “vegetale” Tenerumi, a Vulcano (isole Eolie).

    Sì, perché non vanno dimenticate le 19 nuove stelle verdi, che portano a 48 il totale tricolore dei ristoranti vegetariani, impegnati nella sostenibilità. Né infine i 29 Bib Gourmand (contrassegnati dalla faccina gaudente del Bibendum, l’omino Michelin), dove è possibile mangiar bene a costi più accessibili. A conti fatti, la Guida Michelin 2023 riporta un totale di 385 ristoranti stellati in Italia.

    Il Premio Michelin Mentor Chef 2023 by Blancpain

    La cerimonia per l’annuncio delle 38 nuove stelle Michelin, presentata da Petra Loreggian e trasmessa in streaming, ha visto anche l’assegnazione di 4 premi speciali dedicati a diversi comparti della ristorazione. A noi interessa soprattutto il Premio Michelin Mentor Chef 2023 by Blancpain. Che, dopo essere stato attribuito a Niko Romito nel 2021, quest’anno è andato a Enrico Bartolini, dell’omonimo ristorante al museo Mudec di Milano.

    Ecco la motivazione: “Nonostante la giovane età, Enrico Bartolini ha portato al successo nei suoi ristoranti numerosi talenti. Lungi dall’applicare una formula identica per tutti, lascia che gli chef esprimano la propria personalità, crescano con uno stile proprio, sovente improntato al territorio in cui lavorano. Stella dopo stella, sotto la sua ala forma alcuni dei migliori giovani talenti della cucina italiana. Bartolini è un grande cuoco, ma anche un ottimo maestro”.

    Blancpain e l’Haute Cuisine

    A chi si chiede ancora quale sia il rapporto fra l’alta orologeria di Blancpain e l’alta gastronomia della Guida Michelin, ricordiamo quanto ripete sempre Roberto Castagna, il Brand manager di Blancpain Italia. Che mette in evidenza i molti punti di contatto fra questi due mondi: la ricerca, la sperimentazione, l’innovazione, ma anche la tradizione, il rigore, la creatività… E sottolinea fondamentalmente due elementi in particolare. Il primo è il tempo: tempismo e precisione sono caratteristiche imprescindibili, in orologeria come in cucina. Il secondo è l’attenzione per i materiali, vale a dire i componenti da un lato e le materie prime dall’altro.

    Blancpain del resto è una vera Manifattura che “produce in casa” tutti i pezzi (meccanici e dell’habillage) necessari a realizzare i propri orologi. Si potrebbe definire un’azienda a chilometro zero, per usare una metafora agro-alimentare. E oltretutto vanta rapporti privilegiati con i più grandi chef stellati da oltre 40 anni, tant’è che nella sua brigata – fra passato e presente – si contano oltre 100 stelle Michelin. Ma di questo abbiamo già parlato, a proposito dell’art de vivre secondo Blancpain. Andate a rileggere quello che aveva scritto Stefania Cubello e avrete un’idea ben chiara in mente.

  • Ocean Photographer of the Year e l’impegno subacqueo di Blancpain

    Ocean Photographer of the Year e l’impegno subacqueo di Blancpain

    Finalmente i vincitori dell’Ocean Photographer of the Year 2022 hanno un nome. Il concorso, organizzato annualmente dalla rivista Oceanography Magazine in collaborazione con Blancpain, di solito svela le immagini prescelte all’inizio di settembre. Ma quest’anno, la premiazione – inizialmente prevista per il 12 – è stata posticipata nel rispetto del lutto nazionale per la scomparsa della Regina. Il che ha creato ancora più aspettative verso quello che a Londra sta diventando un appuntamento imperdibile, non solo per gli ambientalisti. Fino al 7 novembre infatti le foto vincitrici saranno esposte in una mostra pubblica e gratuita all’aperto, lungo il Tamigi (The Queen’s Walk). E diventano così parte integrante della spettacolare scenografia del Tower Bridge, tanto amata da turisti e londinesi.

    L’Ocean Photographer of the Year 2022

    Un surfista che combatte contro le turbolenze create da una delle onde più grandi e potenti del mondo (chiamata Teahupo’o, che in lingua polinesiana significa “luogo dei teschi”). È la foto vincitrice dell’edizione 2022 del premio, selezionata dalla giuria – costituita dai maggiori fotografi oceanici del mondo – fra le opere di oltre 5mila candidati, sia dilettanti sia professionisti, di tutte le nazionalità. Se si pensa che l’anno scorso i partecipanti erano stati 3mila, si capisce quanto la notorietà del contest sia in crescita, a livello internazionale.

    Il suggestivo scatto è stato realizzato da Ben Thouard, un fotografo originario di Tolone ma residente in Polinesia francese, che acquista così il titolo di Ocean Photographer of the Year 2022. Ma accanto a lui vanno almeno citati i primi classificati nelle altre categorie che compongono il premio. In particolare, si tratta di Rafael Fernandez Caballero per la sezione Wildlife; Mike Spencer per la sezione Fine Art. Nicolas Remy per la sezione Conservation Hope e Simon Lorenz per la sezione Conservation Impact. Tom St George per la sezione Adventure. Matty Smith per la sezione Portfolio. Ryuta Ogawa per la sezione Young. E Steve Woods per la sezione Human Connection.

    Ma più che i loro nomi, contano i loro scatti. Visibili sul sito ufficiale dell’Ocean Photography of the Year (nella gallery in alto ce n’è solo un assaggio), meritano ben oltre una veloce occhiata. Perché non solo celebrano la bellezza della vita sottomarina, ma ne mettono in rilievo la fragilità e fanno riflettere sull’urgenza di preservare specie e ambienti. Tant’è che il ricavato dalle iscrizioni al premio va interamente a favore di SeaLegacy: un ente benefico con sede in Florida, fondato da scienziati, registi ed esploratori, proprio per proteggere e rigenerare gli oceani.

    Il Female Fifty Fathoms Award

    Lo stesso obiettivo del resto è condiviso anche dal Blancpain Ocean Commitment. Da anni impegnato in modo concreto nella salvaguardia delle acque del Pianeta, il programma creato dalla Manifattura da sempre utilizza la fotografia subacquea come veicolo di emozioni per sensibilizzare l’opinione pubblica. Deriva proprio da qui il sostegno all’Ocean Photographer of the Year, di cui Blancpain non è soltanto Main partner. Dallo scorso anno, infatti, accanto alle consuete categorie in concorso, ha istituito anche il Female Fifty Fathoms Award, teso a incoraggiare l’azione delle donne nella fotografia subacquea.

    Premio che in questa edizione ha raccolto il doppio delle adesioni rispetto al 2021, ed è stato infine attribuito alla fotografa australiana Brooke Pyke. Le cui immagini, dieci scatti in totale, hanno subito un doppio giudizio: quello della giuria ufficiale e quello della delegazione Blancpain diretta da Marc A. Hayek. Appassionato subacqueo nonché fotografo dilettante, il Ceo e Presidente della Maison di Le Brassus ha quindi consegnato alla vincitrice anche un Fifty Fathoms Bathyscaphe, personalizzato per l’occasione.

    Le novità subacquee Blancpain

    A proposito di orologi, vale la pena di spendere due parole anche a proposito degli ultimi esemplari realizzati da Blancpain per affrontare le profondità marine. Due ulteriori versioni del Fifthy Fathoms Bathyscaphe Chronographe Flyback che ampliano l’offerta del modello in catalogo dal 2014 con un’estetica rinnovata. Coerenti con la revisione cromatica di recente apportata dalla Manifattura alle varie linee della storica collezione di subacquei.

    I due nuovi cronografi presentano infatti la cassa in titanio grado 23 oppure in oro rosso, rispettivamente associata a un quadrante soleil antracite o blu (entrambe con contatori azuré). Rimangono però immutate le caratteristiche tecniche, quali l’impermeabilità fino a 30 atmosfere o il diametro di 43 millimetri. Così come il calibro F385, ovviamente prodotto in-house, con spirale in silicio e bilanciere a inerzia variabile che lavora ad alta frequenza (36mila alternanze orarie). A tutto vantaggio delle prestazioni cronometriche.

  • Bathyscaphe Quantième Complet, la complicazione subacquea di Blancpain

    Bathyscaphe Quantième Complet, la complicazione subacquea di Blancpain

    A che pro un subacqueo con calendario completo? A quanti di voi se lo stanno chiedendo, suggerisco di ribaltare i termini della questione. Il Blancpain Bathyscaphe Quantième Complet è un calendario completo che è anche un subacqueo. (Solo una precisazione: il nome completo è Fifty Fathoms Bathyscaphe Quantième Complet Phases de Lune). E serve, come spiegano in Blancpain, a rafforzare “il concetto di utilità quotidiana per il quale è nato il primo Bathyscaphe”, nel lontano 1956. “Un orologio da immersione delle dimensioni adatte per essere portato tutti i giorni (…), uno dei pilasti della collezione Fifty Fathoms”. Che si è evoluto nel tempo fino a essere reinterpretato nelle forme attuali nel 2013, in occasione del 60° anniversario del Fifty Fathoms.

    I vari tipi di calendario

    Spiegato il perché e il per come della collezione (e della complicazione), mi sento in dovere di ricordarvi che cos’è un calendario completo. Che non va confuso né con il calendario perpetuo, né con il calendario annuale. In pratica, il calendario perpetuo è un dispositivo meccanico capace di “riconoscere” automaticamente – sia per quanto riguarda l’indicazione della data che il giorno della settimana, quando c’è – la durata di ogni mese, di 31, 30 o 28 giorni. Compreso il febbraio negli anni bisestili, che di giorni ne ha 29. Senza dover intervenire in alcun modo almeno fino al 2100, quando per un’irregolarità del calendario gregoriano si dovranno portare avanti le lancette di 24 ore alla fine di febbraio. Ammesso di tenerlo sempre in funzione s’intende. Ma non è un problema nostro, ci penseranno i nostri (pro)nipoti…

    Il calendario annuale invece è in grado di distinguere i mesi di 30 giorni da quelli di 31, ma non la durata di febbraio. In questo caso, quindi, ogni anno – che sia “normale” o bisestile – bisogna correggere la data (ed eventualmente il giorno della settimana) alla fine del mese più corto. E passare manualmente dal 28 (o dal 29) febbraio al 1° marzo. Bene. Il calendario completo invece indica normalmente la sequenza mensile dei 31 giorni, oltre alla successione di data e giorno della settimana. Ma è privo dei vari automatismi di cui sopra, per cui è necessario intervenire manualmente alla fine dei mesi di 30, (29) o 28 giorni. E ovviamente costa meno degli altri due, almeno in linea di massima…

    Il Bathyscaphe Quantième Complet in sintesi

    Ciò detto, arriviamo al “nostro” calendario completo, il Bathyscaphe Quantième Complet. Di recente infatti Blancpain ha creato due nuove versioni di questo esemplare, che vanno ad affiancare quella in acciaio già in catalogo (per un totale di 8 referenze). La prima ha la cassa in titanio grado 23 satinato e il quadrante antracite dalla finitura soleil; la seconda la cassa in oro rosso satinato e il quadrante blu sfumato, sempre dalla finitura soleil.

    Non ho intenzione di soffermarmi oltre sulle specifiche del titanio grado 23 – una lega basata sul titanio grado 5, sulla quale Davide Passoni ha dato una spiegazione approfondita in questo bell’articolo che vi invito a rileggere. Né sull’oro rosso – altra lega a base di oro, rame e altri metalli in percentuali varie, per il quale vi rimando a una nostra “vecchia” Vetrina. Per quanto riguarda invece le altre caratteristiche tecniche, scoprirete tutti i dettagli nelle didascalie in alto.

    Qui aggiungo solo che la scelta del materiale ovviamente influisce sul prezzo (da 15.770 euro le referenze in titanio; da 29.830 euro quelle in oro rosso), ma non muta l’essenza dell’orologio. Quanto all’estetica, sono pronta a scommettere che le varianti grigie siano le preferite dal pubblico italiano. Ma se da un lato il nostro Paese non decreta più le sorti di un orologio a livello internazionale, dall’altro “tutti i gusti son gusti”, come si suol dire. Cioè, le preferenze personali sono insindacabili.

    Il movimento

    Basta un’occhiata al Bathyscaphe Quantième Complet, del resto, per vedere che le informazioni sul quadrante, seppure numerose, sono organizzate con ordine ed equilibrio. Al centro, una lancetta centrale dalla punta rossa arcuata permette di leggere facilmente la data, riportata proprio sotto gli indici. A ore 12 si trovano due finestrelle, rispettivamente per l’indicazione del giorno della settimana e del mese. Mentre a ore 6 si trovano le fasi di luna, che espongono la ciclica sequenza luna piena-calante-nuova-crescente.

    A governare il tutto c’è il Calibro 6654.P, progettato e realizzato “in casa” (ma c’è davvero bisogno di specificarlo?). Meccanico a carica automatica, monta due bariletti che forniscono un’autonomia di 3 giorni. La lunga autonomia è necessaria per farlo lavorare “in sicurezza”, vista la quantità di funzioni presenti. Anche se i tecnici della Manifattura hanno fatto in modo che il passaggio delle tante indicazioni non sia istantaneo, cioè non avvenga simultaneamente, per evitare che l’eccessiva richiesta di energia possa influire sulla costanza di marcia.

    Visibile dal fondello in vetro zaffiro, il Calibro 6654.P rivela un aspetto “maschio”, massiccio e spartano, con una decorazione accurata ma con pochi fronzoli. Coerente con la vocazione sportiva, per non dire estrema, dell’orologio. Un’ulteriore particolarità è il “dispositivo di sicurezza” di cui è dotato il movimento, che permette di modificare le indicazioni in qualsiasi momento, tramite la corona – senza dover rispettare “orari proibiti” come di solito avviene nei modelli con calendario e senza provocare danni al sistema. A ribadire l’idea di utilità quotidiana di cui parlavo all’inizio.

  • News & previews – 18/03/2022. A salvaguardia dell’ambiente

    News & previews – 18/03/2022. A salvaguardia dell’ambiente

    A difesa del Reef in Australia…

    Foto Simon Pierce courtesy Blancpain

    Con il Blancpain Ocean Commitment, da tempo la Manifattura è impegnata nella protezione degli oceani. Ora ha iniziato anche a collaborare con la fondazione australiana Biopixel Oceans, di cui sosterrà le ricerche. Lo scopo è il ripristino della Grande Barriera Corallina. In più, con la società di produzione multimediale Biopixel, finanzierà anche dei video sulle personalità che dedicano la loro vita alla protezione dell’ambiente subacqueo. Allo stesso tempo, offrirà immagini in alta definizione (8k) per sensibilizzare il pubblico sulla necessità di preservare gli ecosistemi marini. Ma non è tutto…

    …e nelle Filippine

    Foto Sulubaaï Enviromental Fondation courtesy Blancpain

    Da poco Blancpain ha anche avviato una partnership con la Sulubaaï Environmental Foundation, a sostegno del progetto Sea Academy. Ovvero la creazione di zone marine protette intorno all’isola di Pangatalan (nella foto) e nella baia di Shark Fin, nelle Filippine. Dove si trova una barriera corallina fra le più ampie, che ospita l’80 per cento delle specie di corallo del mondo. Un santuario tropicale la cui sopravvivenza è messa in pericolo dalle attività umane e dal riscaldamento globale. Con il progetto Sea Academy, invece, della sua conservazione e gestione si faranno carico direttamente le comunità locali.

    Esplorazione in Vetta

    Wyler Vetta ha intrapreso una nuova collaborazione con Michael Bolognini, fra le prime guide esplorative italiane. Sportivo sin da piccolo, Bolognini si è avvicinato presto all’alpinismo, fino a diventare Master in tecniche di sopravvivenza. Istruttore di sport estremi, ha anche fondato la Geographical Research Association, organizzazione che segue progetti di esplorazione internazionali in zone remote del pianeta. Così, durante le sue future spedizioni, Michael indosserà Dynawind, ispirati agli esemplari prodotti da Wyler Vetta per la Guardia Costiera americana nei primi anni ’60.

    Ritratto d’autore

    Il calciatore francese Kylian Mbappé è protagonista della nuova campagna pubblicitaria di Hublot. E un po’ c’era da aspettarselo, dal momento che l’attaccante del Paris Saint-Germain, da qualche tempo, è ambassador del marchio. Per l’occasione e campione del mondo il campione del mondo ha prestato volto e polso all’obbiettivo del fotografo e Direttore artistico Ezra Petronio, che ha cercato di immortalarne lo sguardo intenso e schietto. E c’è riuscito: il risultato è una sequenza di ritratti potenti e di forte impatto emotivo. Vedere per credere.

    Più chic di X Factor

    Prosegue la collaborazione creativa fra Vacheron Constantin e gli Abbey Road Studios. I mitici studi di registrazione di Londra – in cui hanno inciso Beatles, Pink Floyd e U2 – ora diventano parte del progetto One of Not Many Mentorship Program. Iniziato in Medio Oriente, il programma offre ai talenti emergenti della musica, privi di contratto discografico con una major, un’opportunità unica: registrare un singolo nei celebri studi londinesi. Il primo artista a farlo si chiama Ewan J Phillips ed è stato scelto dal musicista francese Woodkid. In bocca al lupo.

    Virtual community

    Foto courtesy Louis Villasmil/Unsplash

    Apre ufficialmente il 21 marzo, ma in realtà è già online con i primi contenuti, Watch @ – il forum promosso da Assorologi, l’associazione italiana di categoria. Che già si preannuncia come un nuovo punto di riferimento per tutti gli appassionati, neofiti o più esperti. Affidato a Giorgione, noto collezionista già fondatore di Orologi & Passioni e Watchouse, tratterà il tema dell’orologeria a 360°: novità di prodotto, situazione del mercato, lotta alla contraffazione, consigli pratici e tecnici, formazione professionale e tanto altro. Basta collegarsi a questo link: assorologi.forumfree.it

  • News & previews – 19/02/2022. Le notizie della settimana

    News & previews – 19/02/2022. Le notizie della settimana

    Consueto appuntamento con le ultime notizie arrivate in redazione la scorsa settimana. L’industria delle lancette punta l’attenzione (di nuovo) sui testimonial provenienti dal mondo dello sport, ma non solo: anche dalla gastronomia e perfino dai concorsi di bellezza (alla faccia delle diatribe in merito). E poi l’appoggio alla scienza e l’anomala celebrazione di un anniversario. Perché gli interessi dell’orologeria spaziano a 360°, dal glamour alla sensibilità ambientale. Fate vobis…

    Tra sci-fi e realtà

    Il programma Hublot Xplorations oggi si concretizza in una nuova avventura estrema. La casa di Nyon sposa, infatti, la spedizione in Antartide Polar Pod, ideata dall’esploratore e ambientalista francese Jean-Louis Etienne. Che ha l’obiettivo di navigare a emissioni zero nelle acque burrascose degli Howling Fifties con una speciale piattaforma nautica verticale. Alta 100 metri e alimentata da turbine eoliche, a bordo trasporterà attrezzature scientifiche per studiare l’ambiente, e sarà trasportata dalla corrente circumpolare. Da non credere…

    Stile gourmet

    Si è formato nelle più prestigiose cucine d’Oltralpe, dal Meurice al Plaza Athénéé. Ed è noto per l’approccio eco-responsabile del suo ristorante, l’Oustau de Baumanière, in Provenza. Da poco entrato nella giuria del seguitissimo programma tv Top Chef, Glenn Viel, il più giovane chef francese a conquistare 3 stelle Michelin, ora fa parte anche della cerchia culinaria di amici di Blancpain. Che da 30 anni coltiva legami speciali con il mondo della gastronomia. E se vi state ancora chiedendo che ci azzecca l’haute horlogerie con l’haute cuisine, leggete qui…

    Fly, Eileen, fly

    Direttamente da Pechino 2022, la regina dello sci freestyle Eileen Gu è la nuova ambasciatrice di IWC Schaffhausen. Studentessa, modella per Vuitton, la campionessa – nata a San Francisco da padre statunitense e madre cinese – a 18 anni è già entrata nella storia dello sport per avere conquistato tre medaglie (due ori e un argento) in questa stessa Olimpiade. Dai trionfi in gara a quelli sul set, il passo è stato breve: nella nuova campagna IWC indossa l’ultima versione del Pilot’s Watch Chronograph 41. Che ci sia un’allusione al volare alto?

    Miss, mia cara Miss

    Miss France 2022 invece è la nuova ambasciatrice di Festina. E in quanto tale, la ventiquattrenne Diane Leyre interpreta la campagna internazionale del marchio spagnolo, scattata da Marcel Hartmann. Per l’obiettivo del fotografo di moda, la plus belle de l’Hexagone ha quindi prestato polso (e volto) ai nuovi esemplari delle collezioni Boyfriend, Mademoiselle, Skeleton. E ha dimostrato un certo trasformismo, passando dallo stile rock a quello più chic fino al look informale. Ma sempre con la stessa allure parisienne, s’intende!

    Toh, chi si rivede…

    Sei mesi fa l’avevamo lasciata da Ulysse Nardin, unica donna (italiana) a far parte della famiglia di “Ulisse” al maschile. E ora ce la ritroviamo da Seiko, nel ruolo di friend of the Brand. No, please, nessuna polemica sul passaggio dal marchio svizzero a quello giapponese: Alessia Zecchini avrà avuto le sue buone ragioni. Del resto anche Seiko ha un rapporto storico con le profondità sottomarine. Semmai, la perplessità riguarda i Presage al polso della campionessa di freediving. Con tutti i bei Prospex subacquei in catalogo… Scherziamo?

    Celebrities game

    Tiffany & Co. ha concluso una nuova partnership creativa con l’artista Daniel Arsham per celebrare l’NBA® All-Star Weekend (che si tiene proprio in questi giorni). Il legame della maison con il basket è consolidato, Tiffany & Co. crea il trofeo Larry O’Brien per l’NBA da decenni. Con Daniel Arsham firma così un pallone da basket speciale, nel tipico Tiffany blu. Disponibile in edizione limitata (al prezzo di 575 dollari), si può acquistare esclusivamente a Cleveland, nel pop-up store allestito presso la Stockroom dei Cavaliers.

    Record di successi

    Il Royal Oak compie 50 anni. E Antiquorum partecipa al successo del bestseller di Audemars Piguet, ripercorrendone la storia attraverso gli esemplari finiti sotto i martelletti. A cominciare da quello venduto lo scorso 18 gennaio a Monaco, un Calendario Perpetuo del 1986 che ha raggiunto i 260mila euro. Del resto, la casa d’aste ha visto i propri archivi registrare i tanti modelli della creatura di Gérald Genta fin dal ’92. E da allora ne ha disperso un migliaio, con cifre record: come quello del 1976 battuto a 286mila euro (accanto).

  • Gli orologi con i cuori. Lettera aperta (agli uomini) per San Valentino

    Gli orologi con i cuori. Lettera aperta (agli uomini) per San Valentino

    Cari Signori Uomini*
    si avvicina il 14 febbraio, la Festa degli innamorati. La ricorrenza giusta per dimostrare alla vostra donna tutto l’amore che provate per lei. Poco importa che sia moglie, fidanzata, compagna, amante, partner, convivente (suvvia, basta con le etichette)… Regalatele un orologio. Va bene anche uno qualsiasi, purché siate certi che le piaccia, che sia il più adatto a lei. Meglio ancora se è realizzato proprio per San Valentino, nei toni del rosso e del rosa (i colori del momento). Magari uno di quelli che ho riunito in questa gallery apposta per voi. Che sono tutti orologi con i cuori.

    Sì, perché il cuore – oltre ad essere un simbolo universale di amore, sentimenti ed emozioni – è un soggetto amato da buona parte del pubblico femminile. Un’autentica mania, comune a molte. Al di là dell’età, del titolo di studio, della professione, del ceto sociale, perfino della personalità (non crediate che piaccia solo alle più timide e sensibili) … Ci sono donne (tante donne, più di quante potreste immaginare) che vanno letteralmente matte per i cuori. Li scelgono come pattern ogni volta sia possibile, li collezionano sotto qualsiasi forma, li indossano come bracciali e come collane. Potete giurarci che metterebbero anche gli orologi con i cuori, se solo li avessero…

    E no, non si tratta di banale paccottiglia cinese (non ve la caverete con poco). Sono invece esemplari di alta orologeria, con l’aspetto di un gioiello e il movimento fatto come tradizione comanda. Dai nomi altisonanti: Blancpain, Breguet, Chopard, Glashuette Original, Harry Winston. Ok, forse a voi gli orologi con i cuori non piacciono dal punto di vista estetico, ma hanno una meccanica che conquisterebbe perfino i più esigenti. Cosa dite? Costano? Certo che costano! Da quando l’alta orologeria è a buon mercato? E poi dovete aggiungere anche i carati di diamanti: che hanno un certo peso, in tutti i sensi.

    Su dai, Signori Uomini*, non lesinate e mettete mano al portafoglio (se le vostre finanze lo permettono, ovvio). Non ditemi che il vostro amore per Lei non merita la spesa! Consapevoli di tutte le implicazioni che il gesto comporta, non vergognatevi e tirate fuori il vostro lato romantico: regalatele uno degli orologi con i cuori che vedete in questa pagina. La vostra amata lo apprezzerà e di voi dirà che avete proprio “un cuore d’oro”.

    Ma no: non vale nemmeno l’obiezione “Lei non sa niente di orologi”. Ne siete proprio sicuri? Soprattutto se state insieme da tanto tempo, potrebbe stupirvi. E se proprio non distingue un quarzo da un meccanico, siate gentili: datele una mano a capire di cosa stiamo parlando. Iscrivetela alla newsletter del Giornale degli Orologi, consigliatele di leggere i nostri articoli – soprattutto quelli che parlano di orologeria al femminile – e a poco a poco vedrete che si farà una cultura. Chissà, a lungo andare potrebbe condividere la vostra stessa passione. E la cosa potrebbe unirvi ancora di più.

    Ma c’è un altro buon motivo per regalarle uno degli orologi con i cuori. Se lo fate, la prossima volta che comprerete per voi stessi un esemplare di un certo tipo – che so, un bel complicato o il pezzo raro di un artigiano – non avrà nulla, ma proprio nulla da ridire sul fatto che abbiate speso tanto. Scommettiamo?

    * Qui mi riferisco agli eterosessuali maschi, per brevità e comodità. Ma il discorso vale ugualmente per tutte le persone che sono innamorate di una donna – o di qualcuno che si sente tale – indipendentemente dall’identità di genere e dall’orientamento sessuale. Purché ami anche gli orologi, chiaro.

  • Blancpain Air Command: il cielo è sempre più blu

    Blancpain Air Command: il cielo è sempre più blu

    Sono quasi tre i secoli di storia che può vantare una delle manifatture orologiere più antiche, anzi, per la verità la più antica ancora oggi esistente. Sono quasi settanta invece gli anni nei quali a Le Brassus ci si confronta con due tra gli elementi più importanti che formano il nostro bel pianeta: acqua e aria. Oggi si parla di quest’ultimo e per la precisione di Air Command, nuova versione dell’eccezionale referenza che sin dalla metà degli anni ’50 porta il nome di Blancpain lassù nei cieli.

    La Maison all’epoca era già legata ai corpi militari – in particolare alla marina statunitense – attraverso il Fifty Fathoms, ossia il primo orologio subacqueo mai prodotto; ma anche la US Air Force era alla ricerca di uno strumento di lavoro che potesse accompagnare i propri piloti in missione. E Blancpain aveva le idee molto chiare su quanto proporre per soddisfare tutte le loro esigenze. In realtà non si hanno tanti dati relativi al capostipite della dinastia Air Command: si parla di una produzione di 12 prototipi ma non è dato sapere quanti ne vennero realmente forniti in seguito. L’unica cosa certa è che è un orologio piuttosto raro e prezioso.

    Il nuovo Air Command

    Ma tanta eccezionalità non poteva rimanere sola. La Manifattura ha riproposto l’Air Command nel 2019, attualizzandone i tratti estetici ma lasciandone intatta l’essenza di strumento professionale. Così come le principali caratteristiche associate all’utilizzo: robustezza, affidabilità e facilità di lettura. Oggi la collezione si arricchisce ulteriormente con una versione non limitata dell’Air Command. E lo fa con il contributo di un materiale decisamente “aeronautico”: il titanio, sulle cui doti di resistenza e leggerezza c’è ben poco da dubitare.

    Il caratteristico grigio del prezioso metallo si fonde alla perfezione con il blu notte che è stato scelto per il quadrante. La finitura soleil guida l’occhio dal centro, dove sono infulcrate le lancette di ore e minuti e quella dei secondi cronografici, verso la minuteria (dettagliata al quinto di secondo) e la scala tachimetrica. Le grosse cifre in numeri romani, trattate con Super-LumiNova come le lancette, si lasciano leggere con grande facilità e giocano a nascondino celandosi parzialmente dietro ai due contatori cronografici.

    Questi consentono di tenere sotto controllo intervalli di 30 minuti (a ore 3) e 12 ore (a ore 9). Tra i due compare una dicitura, piccola, quasi timida, ma che si porta in dote anni di storia dell’orologeria e della misura del tempo al servizio, in particolare, dell’aeronautica: flyback. So che per molti è un concetto noto, ma per chi si chiedesse cosa significhi, provo a spiegarlo. Il cosiddetto ritorno al volo (flyback per l’appunto) consente di azzerare il conteggio cronografico mentre si sta compiendo la misura e di ripartire con la stessa senza le perdite di tempo che un “normale” cronografo implicherebbe.

    Uso pratico del flyback

    Ora cerchiamo di immaginarci un pilota degli anni ’50, con gli strumenti degli anni ’50, incaricato di calcolare, con il proprio cronografo da polso, una rotta e i tempi che intercorrono tra due cambi di direzione. Dobbiamo andare da A a B e poi proseguire verso C. Pronti… via! Premiamo il classico pulsante di avvio a ore 2, perfetto; ora stiamo arrivando sul punto di virata, B si sta avvicinando, bene… Premiamo di nuovo il pulsante per lo stop, poi quello a ore 4 per l’azzeramento e di nuovo avvio… Il risultato è che un po’ di tempo lo abbiamo perso e “B” non è proprio “B”. Come fare quindi per essere più precisi?

    La risposta è in una parola: flyback. Con questo meccanismo, premendo il pulsante a ore 4 mentre la lancetta dei secondi cronografici è in movimento, questa torna istantaneamente a zero (per la verità tutto il conteggio torna a zero) e riparte “al volo”. Risultato: “B” è veramente “B” e la conseguenza è una rotta più precisa. Certo, oggi siamo abituati a Gps e sofisticati sistemi digitali, ma l’evoluzione dell’aviazione è passata anche per questa complicazione che, a distanza di mezzo secolo, non perde il suo fascino.

    Il cronografo flyback Air Command in sintesi

    La sezione cronografica è in generale curata nei minimi dettagli e può contare su una distribuzione con ruota a colonne e frizione verticale, ossia il massimo per quanto riguarda la precisione, nonché garanzia di partenze e arresti perfetti. Air Command è mosso dal calibro di manifattura F388B, sul quale è doveroso dare qualche numero: 297 componenti supportati da 35 rubini ed organo regolatore che “batte” a 5Hz, ovverosia 36.000 alternanze/ora. Il bilanciere libero ad inerzia variabile coniuga robustezza ed una facile regolazione tramite viti, mentre la spirale, in silicio, è intrinsecamente immune ai campi magnetici. E contribuisce a rendere Air Command un compagno affidabile, nella vita di tutti i giorni come nella cabina di un aereo militare.

    La cassa, costruita in titanio grado 23, ossia uno dei più resistenti dal punto di vista meccanico e chimico, misura 42,5 millimetri di diametro. L’alternanza delle superfici lucide e satinate mette in risalto tutto il savoir-faire della Casa nelle lavorazioni. La cura del dettaglio si percepisce anche in ogni elemento del meccanismo, visibile attraverso il fondello, in vetro zaffiro “glass box”. Un elemento estetico che ricorda proprio gli anni ’50, alla stregua di quello che protegge il quadrante. Per mettersi al polso Air Command in titanio occorrono 18.160 euro, ma Blancpain propone anche una versione in cui il blu notte del quadrante condivide il palcoscenico con l’oro rosso. Il risultato è, anche in questo caso, notevole. L’unica differenza è che l’oro, si sa, ha qualche pretesa in più: e gli Euro qui diventano 29.220.

  • News & previews – 27/11/2021. Varietà di cronaca

    News & previews – 27/11/2021. Varietà di cronaca

    Concentrato di notizie brevi provenienti dall’industria orologiera. Spigolature dai comunicati stampa e dai giornali specializzati per tenervi informati sullo spettacolo di arte varia offerto dal mondo delle lancette. Fatti di cronaca per restare al passo con quello che succede – non solo in Italia, ma in ogni dove – nel Villaggio globale dell’orologeria.

    Appuntamento a Dubai

    Prosegue fino a domani la Dubai Watch Week, il più importante evento orologiero in Medio Oriente. Lanciata nel 2015 dal rivenditore Ahmed Seddiqi & Sons, quest’anno è tornata in presenza all’interno del Dubai International Centre. Che fa dunque da vetrina per 50 marchi circa – fra brand indipendenti o di grandi gruppi; ma ospita anche masterclass, meeting, forum in cui gli appassionati possono confrontarsi con gli esperti del settore e gli addetti ai lavori. Come ogni piattaforma culturale che si rispetti. As-salamu alaykum…

    Tale madre tale figlia

    Nuova boutique Omega a San Francisco. Al taglio del nastro c’erano il Presidente e Ceo Omega Raynald Aeschlimann, il Presidente Omega per gli Usa Arnaud Michon più le madrine Cindy Crawford e Kaia Gerber, il cui stacco di gamba ha colpito gli astanti. La sera, poi, mega-party con tanti ambasciatori e friends of the brand, tra cui gli atleti Dalilah Muhammad, Noah Lyles, Armand “Mondo” Duplantis e Michelle Wie, gli attori Justin Hartley e Antoni Porowski, il musicista Nick Jonas, le ex astronaute Kathy Sullivan e Nicole Stott…

    Uno showroom per l’anniversario

    Ulysse Nardin ha inaugurato uno showroom privato, nel centro di Le Locle. Lo spazio di 175 m2 si trova in un edificio storico in rue de Jardin 3 (della famiglia fondatrice del marchio), ma è allestito con un modernissimo stile minimal fatto di arredi in legno e alcantara. Qui trovano posto le collezioni storiche e attuali della Maison, che in questo 2021 ha celebrato il 175° anniversario. Peccato solo non sia aperto al pubblico, se non in rari casi: come nelle Giornate del Patrimonio orologiero, organizzate ogni due anni dal Cantone di Neuchâtel.

    Il Crash piace ai rapper

    Il prossimo 2 dicembre, a Firenze, la casa d’aste Pandolfini disperderà una raccolta di importanti Orologi da polso e da tasca, esposta in questi giorni a Palazzo Ramirez-Montalvo. Tra gli highlights – oltre ai Rolex, Patek Philippe, Piaget, Omega, Vacheron Constantin -, spicca un raro Crash Watch firmato Cartier London (del 1991, con cassa in platino e movimento Le Coultre, a carica manuale). Non disponibile la quotazione. Ma pare che il modello sia tornato di moda dopo che è stato visto al polso di Kim Kardashian, Kanye West, Jay-Z…. Robe da matti.

    Ristorazione come luogo d’incontro

    Il 23 novembre scorso, in Franciacorta, la Guida Michelin Italia ha assegnato tante nuove stelle alle tavole del Bel Paese (e confermato tutte le tre stelle esistenti). Ma anche 4 Premi Speciali dedicati ai maestri, alla teatralità di sala e agli astri nascenti. Fra questi, il premio Michelin Chef Mentore 2022 by Blancpain è andato a Nadia Santini (del ristorante tri-stellato Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio). Che ha commentato: “Le cucine possono anche diventare uno spazio di comprensione, complicità e supporto reciproco”. Come non essere d’accordo?

    Dalla parte della scienza

    Anche quest’anno Rolex è partner del Festival delle Scienze. La manifestazione, che si tiene a Roma (Auditorium Parco della Musica, 22/28 novembre), è intitolata Le sfide; e si svolge in formato ibrido, con oltre 100 eventi (mostre, conferenze, work-shop) online e in presenza. Ma la maison ginevrina partecipa anche con gli interventi dei vincitori dei Rolex Awards 2021, e di un ricercatore inviato sull’Everest nella spedizione organizzata con il National Geographic. In linea con il Perpetual Planet pensiero. (Foto courtesy Rolex/National Geographic).

  • Fifty Fathoms Bathyscaphe titanio: il ragazzo terribile di Blancpain

    Fifty Fathoms Bathyscaphe titanio: il ragazzo terribile di Blancpain

    Sono furbi quelli di Blancpain. Hanno in casa una collezione formidabile per storia e caratteristiche, la Fifty Fathoms. E ogni volta che vogliono aggiornarla per provare a stanare nuovi appassionati o stuzzicare le fantasie degli aficionados, basta che operino pochi ma sostanziali ritocchi e arrivano dritti al massimo risultato con il minimo sforzo. Come nel caso del nuovo Fifty Fathoms Bathyscaphe in titanio.

    Furbi sì, ma anche fortunati: avere in portafoglio una linea come la Fifty Fathoms facilita le cose.
    Ammettiamolo però: furbi, fortunati e soprattutto bravi. Perché il Fifty Fathoms Bathyscaphe in titanio è il prodotto di un ottimo lavoro che prosegue l’opera di valorizzazione del “fratellino” del Fifty Fathoms classico (sono i signori di Blancpain ad averlo chiamato così, non io…), grazie alla virata su uno dei materiali ormai largamente usati per produrre orologi, non solo subacquei: il titanio.

    C’è titanio e titanio…

    Un titanio particolare però, di grado 23. Ma come? In orologeria tutt’al più abbiamo sempre avuto a che fare con il grado 5… Ma quanti diavolo di gradi ha ‘sto titanio? Parecchi. E ciascuno con una propria caratteristica.

    Senza entrare in tecnicismi da scienza dei materiali (sono un povero letterato, comprendetemi…), questo tipo di titanio, cito da un sito specializzato, “è una lega basata sul grado 5, del quale è la versione a maggiore purezza. Le proprietà di resistenza, leggerezza, buona resistenza alla corrosione ed elevata tenacità lo rendono particolarmente adatto per parti altamente sollecitate a pareti spesse, come l’ultima applicazione dentale e medica”.

    In sostanza, invece che per il ponte di una dentiera o per una protesi all’anca, Blancpain ha usato il titanio 23 per la cassa del Fifty Fathoms Bathyscaphe. Facile capire perché. Resistenza alle sollecitazioni, alla corrosione, leggerezza: parole al miele per chi vuole un orologio subacqueo. Ultimo ma non meno importante, la biocompatibilità di questo elemento metallico; che deriva dalla sua porosità superficiale analoga a quella dei tessuti umani e lo rende fisiologicamente inerte.

    Come ogni titanio che si rispetti, anche questo è diavolaccio da lavorare. È sì resistente alla corrosione da agenti esterni ma non, per esempio, alla corrosione da frizione ed è dunque delicato da trattare con le macchine. Soprattutto, poi, le sue polveri sono altamente infiammabili, non proprio l’ideale per un metallo da modellare in officina.

    L’elemento titanio è già stato utilizzato in diverse referenze del “fratellone” Fifty Fathoms e non è una novità per Blancpain: il primo impiego risale nientemeno che a 60 anni fa, quando produsse una serie speciale di modelli MIL-SPEC II per le squadre anti-mine della Marina americana.

    L’anima del Fifty Fathoms Bathyscaphe

    Con questo orologio la ricerca sui materiali si evolve, naturalmente. Ma non c’è bisogno di rischiare la pelle sminando i fondali per indossarlo: basta apprezzarne le caratteristiche tecniche ed estetiche, oltre alla qualità del titanio utilizzato.

    E allora vediamole queste caratteristiche. La cassa ha il classico diametro da 43 mm, contenuto per un subacqueo professionale ma perfettamente funzionale all’utilizzo per cui è pensato. Lo spessore è di 13,45 mm, motivo per il quale il Blancpain Fifty Fathoms Bathyscaphe è un orologio molto apprezzato anche sotto al polsino di una camicia e non solo sul neoprene di una muta.

    Per le lavorazioni e le finiture, vi rimando alle didascalie. Non che non siano fenomenali, ci mancherebbe, ma qui meglio dare un’occhiata al movimento, uno dei classici di casa Blancpain.

    La firma meccanica di Blancpain

    Il calibro 1315 equipaggia buona parte della collezione Fifty Fathoms ed è a carica automatica, montato su 35 rubini. Il fatto di essere robusto va un po’ a scapito del diametro (30,6 mm) e dello spessore (5,65 mm). Dimensioni giustificate anche dalla presenza di tre bariletti in serie, che danno all’orologio un’autonomia di 120 ore, oppure 5 giorni, che suona più figo (ed è immediatamente più comprensibile).

    Oltre a essere tecnicamente ineccepibile – ha la spirale in silicio e il bilanciere a inerzia variabile, con viti in oro – ed esteticamente ben rifinito, il calibro 1315 ha fra le sue caratteristiche di pregio una precisione notevole. Come ricorda il nostro Augusto Veroni, “ho visto, dopo una regolazione in fabbrica, un test al crono-comparatore che mostrava una precisione fra –1,5 e +1 secondi al giorno”, nonostante non abbia la certificazione di cronometro rilasciata dal Cosc.

    Come ogni orologio subacqueo professionale che si rispetti, anche il Blancpain Fifty Fathoms Bathyscaphe in titanio è impermeabile fino a 30 bar. Del resto, l’impermeabilità se la porta nel nome. Per i quattro gatti che ancora non lo sapessero, la tenuta stagna del primo modello presentato nel 1953 era garantita fino a una profondità di 50 fathoms. Parola che significa “braccia” e che indicava un’unità di misura pari a 1,8288 metri, utilizzata nel sistema metrico dell’ex impero britannico.

    Rimane altro da dire del Blancpain Fifty Fathoms Bathyscaphe in titanio, che non ritroviate nelle didascalie? Ah, sì, per chiudere come ho iniziato… A mio avviso, con quest’orologio Blancpain ha compiuto un’operazione intelligente. Ha allargato l’assortimento, senza affollare più di tanto una collezione già nutrita e senza deviare dai codici che la ispirano. Del resto, la Fifty Fathoms è il suo cavallo di battaglia: non è un male abbigliarlo con una nuova gualdrappa.

  • Blancpain Gourmet e Niko Romito

    Blancpain Gourmet e Niko Romito

    Si chiama Niko Romito ed è abruzzese. Si definisce “cuoco”, quando gente che non ti dico si riempie la bocca di “chef”. Che poi sarebbe “capo” in un’altra lingua, per far figo. Capo di che? Della cucina? Beh, Blancpain, la versione gourmet di Blancpain, lo premia perché Niko Romito è capo di una filosofia alimentare, capo di una scuola, capo di un’impresa che viene contemporaneamente premiata dalla Guida Michelin (tre-stelle-tre) per le stesse ragioni di Blancpain Gourmet: la capacità di intraprendere e di far scuola. Senza televisione. Il Premio Michelin Chef Mentore 2021 offerto da Blancpain allo Chef Niko Romito, appunto.

    Ma Blancpain non era la marca del mare, quella coinvolta (prima fra tutte le marche d’orologi) nella tutela e nel salvataggio degli oceani? Cosa c’entra, Blancpain, con le tavole imbandite, quelle d’eccellenza?

    Blancpain Gourmet, a tavola e in cucina

    In realtà, pur utilizzandolo molto poco come argomento di marketing, il rapporto di Blancpain con la grande cucina stellata dura da oltre trent’anni. E ha avuto ulteriore slancio affiancando il lavoro della Guida Michelin.

    Tanto per la cronaca: i fratelli Michelin, produttori francesi di pneumatici, pensarono ad un certo punto di offrire – gratis – una guida che invogliasse gli automobilisti a viaggiare, indicando loro dove pernottare e mangiare bene. La guida forniva anche indicazioni (utilissime, specialmente allora) come mappe, stazioni di servizio e dove cambiare uno pneumatico nel caso non troppo infrequente di una foratura. Eravamo all’inizio del secolo scorso.

    Ma quando André Michelin trovò il suo prezioso volume usato da un gommista come tassello per non far ciondolare un banco da lavoro, allora decise che una guida a pagamento sarebbe apparsa degna di maggior rispetto. Nel 1920 usci la prima Guida Michelin concepita più o meno come oggi. Costava 7 franchi ed è diventata oggetto, come le seguenti, di un accanito collezionismo.

    Da più di trent’anni, come dicevo, Blancpain tesse relazioni speciali nel mondo dell’alta gastronomia. La sua brigata nel tempo si è ingrandita, conquistando un totale di oltre 100 stelle. Blancpain Gourmet, appunto. E dallo scorso anno affianca anche la famosa Guida Michelin, diventata nel tempo un vero e proprio editore, un riferimento assoluto. A dirla tutta, è più un’operazione di mecenatismo che di marketing, come dicevo. Sempre per la cronaca, il prossimo 23 novembre, in Franciacorta, Blancpain parteciperà anche alla presentazione della “Michelin Star Revelation 2022” per l’Italia.

    Niko Romito

    È abruzzese, ma non un abruzzese in trasferta. Lui l’Abruzzo non lo molla. Saldamente ancorato ai 1.300 metri d’altezza di Rivisondoli, dal 2000 gestisce con la sorella Cristiana un vero e proprio complesso che comprende, oltre al ristorante, una scuola di cucina. L’Accademia Niko Romito, appunto. Apprezzatissima per il principio guida della semplicità, sì, che però non è mai banale scorciatoia. Al contrario, è un percorso di ricerca per esaltare i piatti della cucina italiana, senza però stravolgerla con stravaganze inutili.

    Il ristorante Reale di Romito a Castel di Sangro conquista la prima stella Michelin nel 2007, seguita dalla seconda nel 2009 e dalla terza – il massimo – nel 2013. E poi il “sistema” Romito si è aperto al mondo. Vale la pena di segnalare il suo duplice Spazio (Ristorante in piazza Duomo a Milano, Bar e Cucina in piazza Verdi a Roma), il ristorante dell’Hotel Bulgari sempre a Milano e la prossima apertura a Parigi.

    Uomo di poche parole, di qualche sorriso e molta concretezza, Niko Romito ha ricordato, nel ricevere il premio, che “fare scuola” non è solo insegnamento e poi chi s’è visto s’è visto. Fare scuola è un vero arricchimento perché non ci si perde di vista e ciò consente agli allievi di elaborare gli insegnamenti ricevuti per poi restituirli in forme nuove a chi ha insegnato. Un intercambio nel tempo che, a ben vedere, è uno dei segreti dell’orologeria artistica. Come del resto per ogni bottega d’arte, da secoli.

  • Ladybird Colors, il nuovo gioiello meccanico di Blancpain

    Ladybird Colors, il nuovo gioiello meccanico di Blancpain

    Il Blancpain del momento? Un femminile, il Ladybird Colors. Versione riveduta e corretta della storica collezione, reinterpreta l’idea dell’orologio-gioiello in chiave attuale. Lo sdrammatizza e lo trasforma in un accessorio giovane ed effervescente, per quanto prezioso e di qualità – comme il faut. Sopraffino anche dal punto di vista meccanico, di certo sarebbe piaciuto alla donna che lo ha inventato, quella Betty Fiechter che fu alla guida di Blancpain per buona parte del Novecento. Un personaggio che vale la pena di ricordare.

    Betty Fiechter

    Entrata in Blancpain nel 1915, a 19 anni, Betty Fiechter (all’anagrafe Berthe Marie) lavorò a lungo a fianco di Frédéric-Emile Blancpain, l’ultimo discendente della famiglia proprietaria. Fu lui a formarla, e ad affidarle il ruolo di dirigente della fabbrica, di supervisore dell’intera produzione. Quando Frédéric-Emile morì – improvvisamente, nel 1932, senza lasciare eredi nella successione della manifattura –, il passaggio delle redini dell’azienda nelle sue mani fu quindi del tutto naturale. Betty Fiechter acquistò Blancpain nel giugno del 1933, insieme al direttore commerciale André Léal, e la ribattezzò Rayville-Blancpain (Rayville è un anagramma fonetico di Villeret).

    Gli anni successivi alla Grande Depressione non furono facili per l’orologeria svizzera. Ma Betty riuscì a superare la crisi con l’apertura del mercato americano, sia con l’esportazione di orologi con il proprio marchio sia con la fornitura di movimenti ai produttori locali – Hamilton, Gruen, Elgin. Dopo la scomparsa del socio, alla vigilia della Seconda guerra mondiale, proseguì imperterrita da sola. Soltanto nel 1950 arrivò ad affiancarla il nipote, Jean-Jacques Fiechter, altra figura chiave nella storia di Blancpain. Con lui Betty riuscì a portare la produzione, nel 1959, oltre i 100mila esemplari l’anno.

    Per trovare nuove risorse, nel 1961, i Fiechter operarono una fusione con la Société Suisse pour l’Industrie Horlogère (Ssih), di cui facevano parte anche Omega, Tissot e Lemania. La società divenne poi uno dei nuclei costitutivi del futuro Swatch Group, fondato da Nicolas Hayek agli inizi degli anni Ottanta… Ma non voglio divagare. All’interno della Ssih, la Rayville-Blancpain dei Fiechter si rafforzò ulteriormente: costruì nuovi impianti e raggiunse i 220mila esemplari l’anno entro il 1969. Divenne insomma una vera potenza produttiva.

    La meccanica del Ladybird

    Betty morì nel ’71, ma nei vent’anni precedenti, insieme al nipote, aveva ottenuto una serie di successi. E sono almeno due i modelli entrati di diritto nella storia dell’orologeria. Uno, il Fifty Fathoms: il primo orologio subacqueo “moderno”, lanciato nel 1953 – e di cui ci siamo già occupati più volte. E due, il Ladybird appunto: presentato nel 1956, era un esemplare da donna dal formato quasi lillipuziano, come si usava allora; ed era animato dal movimento rotondo più piccolo dell’epoca. Il calibro R550 aveva infatti un diametro di 11,85 mm e un’autonomia di 40 ore. E a quel tempo segnava un riconosciuto traguardo tecnico.

    Del resto il Ladybird ha sempre avuto un’attenzione particolare per la meccanica. Per esempio, nel 2016, in occasione del 60° anniversario della collezione, ricordo che è uscito in un’edizione limitata con il calibro automatico 6150, di 15,7 mm di diametro (altra dimensione da record). Degno erede dei suoi predecessori, il nuovo Ladybird Colors monta un altro movimento di manifattura: il calibro 1153. Variazione del più celebre 1150, senza il datario, è un ultrapiatto che misura 3,25 mm di spessore, a dispetto dei due bariletti che assicurano un’autonomia di oltre 4 giorni.

    Un movimento comunque di estrema robustezza e precisione. Non a caso è alloggiato – in altri allestimenti – anche all’interno di alcune versioni del Fifty Fathoms Bathyscaphe (un’altra creazione dei Fiechter di fine anni Cinquanta) e del Barakuda. Che, in quanto subacquei, hanno bisogno di garantire la massima sicurezza durante le immersioni. In più il bilanciere monta una spirale in silicio. A conti fatti si tratta di particolarità costruttive che la dicono lunga sulla meccanica Blancpain. Betty Fiechter, ne sono certa, ne sarebbe fiera.

    Le scelte di stile del Ladybird Colors

    Tecnica a parte, il Ladybird Colors offre alle donne un’estetica del tutto nuova. La cassa in oro bianco o rosa misura 35 mm di diametro: una taglia né troppo grande né troppo piccola, ma di certo pensata espressamente per le donne. E coerente con il gusto di una femminilità contemporanea. In più è impreziosita dai diamanti – altra caratteristica imprescindibile dell’orologeria al femminile di questo Millennio -, incastonati sulla lunetta, sulle anse e sul quadrante, per un totale di oltre due carati. Il colore e la lucentezza delle pietre, così come i riflessi e l’iridescenza della madreperla, rivelano la scelta di materiali di prima qualità. Da notare anche la numerazione delle ore, scandita da cifre di grandi dimensioni, in carattere corsivo, aggraziate ma non leziose.

    Infine il cinturino colorato, che definisce la particolarità del Ladybird Colors e dà il nome alla collezione. Realizzato in pelle di alligatore, è declinato in sette cromie: tonalità vivide ma non scontate, anzi originali se si eccettua il “classico” bianco (indispensabile, perché “di tendenza” ormai da anni). A chi si chiede come mai Blancpain abbia preferito creare tante versioni del Ladybird Colors con i diversi cinturini, anziché dotare l’orologio di un sistema di intercambiabilità, rispondo con estrema franchezza. Questione di serietà.

    I vari dispositivi – pulsantini, levette e quant’altro – sono sì pratici e di immediato utilizzo; ma lungo andare, da un lato o dall’altro, si scassano, si indeboliscono, o comunque rischiano di non poter più garantire la tenuta in sede del cinturino in tutta sicurezza. Il che non si confà a un orologio che costa 27.400 euro. La stessa Betty non lo avrebbe approvato.

  • Ocean Photography Awards 2021, Blancpain e le donne subacquee

    Ocean Photography Awards 2021, Blancpain e le donne subacquee

    Una tartaruga verde circondata dalla scorta di un banco di pesci vetro. Con quest’immagine sottomarina di forte impatto emotivo la talentuosa fotografa australiana Aimee Jan si è aggiudicata l’Ocean Photographer of the Year™ di quest’anno. Il più prestigioso tra gli 8 premi degli Ocean Photography Awards 2021, assegnati il 16 settembre dal londinese Oceanographic Magazine assieme a Blancpain, partner principale dell’evento. Un’ulteriore, importante conferma dell’impegno della maison nella salvaguarda degli oceani.

    Blancpain e gli oceani

    La storia di Blancpain è in effetti intrecciata alle vicissitudini sottomarine fin dal 1953, anno del lancio del primo orologio subacqueo al mondo: il Fifty Fathoms. Un esemplare creato da Jean-Jacques Fiechter, allora Co-Ceo della manifattura e sub appassionato, consapevole della necessità di poter contare su un orologio affidabile per scoprire il mondo sottomarino.

    Proprio al Fifty Fathoms l’azienda ha dedicato fra l’altro un’omonima pubblicazione che ha come scopo l’esplorazione, attraverso l’obiettivo, delle mille sfaccettature del mondo sottomarino. Segnale inequivocabile della scommessa di Blancpain sulla fotografia subacquea come uno dei migliori mezzi di conoscenza del mare. Che concorre a sensibilizzare la collettività sulle sue meraviglie e, al tempo stesso, sulle minacce cui è esposto.

    Dalla partnership del World Ocean Summit al supporto a spedizioni della National Geography Society; dalla stretta collaborazione con pionieri degli oceani, scienziati marini e fotografi subacquei al patrocinio di tanti concorsi fotografici. Le tante iniziative della maison in difesa della vita sottomarina sono coordinate dal Blancpain Ocean Committment. Diventato ormai una riconosciuta istituzione, finora ha contribuito a proteggere 4 milioni di chilometri quadrati di aree marine nel mondo.

    Blancpain e gli Ocean Photography Awards 2021

    In piena continuità con i progetti fotografici e artistici finora sostenuti si inserisce il partenariato con gli Ocean Photography Awards 2021. I prestigiosi premi quest’anno hanno raccolto oltre 3mila iscrizioni da parte di fotografi amatoriali e professionali, subacquei e surfer, giovani e anziani. Particolarmente difficile è stata quindi la selezione degli 8 vincitori per la giuria. Composta fra l’altro da membri del collettivo SeaLegacy – l’associazione per la conservazione degli oceani, per il cui sostegno si organizzano gli Ocean Photography Awards – nonché da fotografi e videografi specializzati.

    Su un tappetto di conchiglie, piccoli cristalli colorati e pietrine multiformi, un pesce striato dalla bocca fluorescente inghiotte un mozzicone di sigaretta. Mentre un cavalluccio marino che nuota beato in profondità blu aggancia con la coda il laccio di una mascherina chirurgica. Bellezze sottomarine che intrappolano rifiuti. Come netturbini dell’oceano, inconsapevoli dei pericoli che quegli incoscienti degli umani hanno teso ai loro habitat. Incanti e minacce negli oceani: questo il tema del concorso Ocean Photography Awards 2021, che ha dato grande rilevanza alle donne.

    Il Female Fifty Fathoms Award di Blancpain

    Novità di quest’anno è stato il Female Fifty Fathoms Award. Una categoria dedicata alla fotografia al femminile, lanciata proprio da Blancpain per invogliare le donne (ancora poche in questo settore) a condividere il loro sguardo sul mondo sottomarino. Nominate da altri come fonte d’ispirazione, le fotografe in lizza sono state oggetto di attente valutazioni da parte della giuria e di Blancpain. Fra le oltre 100 nomination, le 12 finaliste selezionate hanno offerto una panoramica dei loro lavori sottoponendo un portfolio di 10 immagini dedicate agli oceani.

    La vincitrice, nominata sempre giovedì scorso con la cerimonia ufficiale nella boutique londinese di Blancpain, è Renee Capozzola, insegnante di biologia americana, particolarmente interessata alla conservazione marina. Convinta che la fotografia subacquea sia una leva formidabile per svelare a tutti il mondo magico che si nasconde sott’acqua, Renee fotografa spesso tartarughe e squali. E un grande squalo a pinna nera del reef (segno di un ecosistema marino sano) domina infatti l’immagine (intitolata Sharky Sunset) che ha sedotto in particolare la giuria e Blancpain.

    Che hanno premiato Renee Capozzola con il primo esemplare di un nuovo Fifty Fathoms. Di colore blu, con il numero di serie 1 e sulla cassa l’iscrizione “FFF Award 2021”. Inoltre Renee Capozzola potrà beneficiare della presenza sulle piattaforme sui mezzi di comunicazione del marchio. Il suo nome sarà così associato a quello di fotografi famosi come Ernest H. Brooks II o Ellen Cuylaerts, che hanno contribuito alle pubblicazioni delle edizioni Fifty Fathoms di Blancpain.

    I vincitori degli Ocean Photography Awards

    I premi assegnati ai vincitori del concorso annuale prodotto dalla rivista Oceanographic sono del valore complessivo di 5mila sterline. E offrono ai fotografi l’opportunità di dare una svolta alla loro carriera, anche grazie alle tante occasioni di visibilità previste in aggiunta ai riconoscimenti in denaro. Dalla condivisione di profili e immagini sui social media di Oceanographic, di SeaLegacy e di Blancpain alla donazione di attrezzature; fino alla residenza di un anno come membri del SeaLegacy Collective, offerta al vincitore della sezione Portafoglio Collettivo, il tedesco Stefan Christmas, assieme a 1.000 sterline.

    Il Fotografo dell’anno, che quest’anno è una donna, Aimee Jan, vince invece (tra gli altri premi) 2.500 sterline e 5 giorni di presenza su feed Instagram di SeaLegagy, che ha ben 2,2 milioni di follower. La sezione Conservazione dell’oceano ha visto invece la premiazione del fotografo turco Kerim Sabuncuoglu, che oltre a ricevere 1.000 sterline avrà la possibilità di fare un tutoraggio con la pioniera della fotografia subacquea Cristina Mittermeier. Mentre la vincitrice della categoria Giovani è Hannel Le Leu, che farà due sessioni di tutoraggio individuale con un membro della giuria.

    Un premio in denaro di 1.000 sterline è stato assegnato anche al messicano Martin Broer, primo classificato nella categoria l’Esplorazione; e a Ben Thouard, che fa base a Tahiti, per la sezione Avventure. Da citare infine l’australiano Phil de Glanville, che ha vinto nella categoria Scelta della Comunità. Le immagini vincitrici degli Ocean Photography Awards sono state riunite in una mostra allestita da oggi lungo il Tamigi (The Queen’s Walk), in una sorta di galleria a cielo aperto che i londinesi non potranno non apprezzare. Mentre chi abita altrove può comunque godere della magia subacquea attraverso il sito ufficiale, dove sono esposte tutte le foto che hanno partecipato al concorso.

    Qualche commento

    «Siamo felici e onorati di avere Blancpain come nostro partner per il 2021. L’impegno di Blancpain nell’esplorazione e nella conservazione degli oceani fa parte della sua cultura aziendale, della sua stessa identità. Passione e ricerca l’hanno portata a raggiungere importanti obiettivi nella conservazione degli oceani ed essere ai primi posti nelle esplorazioni da molti anni. Quest’autenticità e integrità nell’amore per gli oceani si aggiunge bene al premio Opa 2021», ha commentato Will Harrison, fondatore degli Ocean Photography Awards.

    «L’Ocean Commitment di Blancpain è incentrato sul principio che la gente può rispettare e proteggere solo ciò che ama, e può amare solo ciò che conosce. Portando avanti il ruolo del Fifty Fathoms nell’aprire il mondo sommerso, Blancpain ha sempre patrocinato chi è in grado di suscitare la consapevolezza per le necessità degli oceani. E in particolare coloro che riescono a veicolare un messaggio positivo attraverso le immagini di luoghi ancora intatti», ha spiegato Marc A. Hayek, Presidente e Ceo di Blancpain.

    «Per questo siamo fieri di diventare il partner principale degli Ocean Photography Awards, che hanno per obiettivo la condivisione dei miracoli nascosti degli oceani e della loro importanza per ogni forma di vita sulla terra». Del resto lo stesso Marc Hayek è fotografo sottomarino. Ma non è casuale neppure la grande attenzione alle fotografe. Jean-Jacques Fiechter nutriva infatti una particolare ammirazione per le donne subacquee per la loro capacità di superare gli uomini nella durata d’immersione. Ben vengano altre donne dietro l’obiettivo, sopra e sotto il mare.

  • Gombessa VI: Blancpain in missione a Capo Corso

    Gombessa VI: Blancpain in missione a Capo Corso

    L’esplorazione della vita sottomarina da sempre ha ispirato letteratura e cinema. E ci ha regalato classici intramontabili (buoni da rispolverare anche sotto l’ombrellone): da “Ventimila leghe sotto i mari” a “James Bond – La spia che mi amava”. Ma crea avventure fantastiche anche nella realtà, come la recente Missione Cap Corse sostenuta da Blancpain. Così s’intitola infatti l’ultima spedizione Gombessa, la sesta, che si è svolta lo scorso luglio in Corsica, appunto, nel Parco naturale marino di Capo Corso e delle Agriate.

    Gombessa VI Missione Cap Corse

    Un progetto scientifico che, come i precedenti cinque, è stato possibile proprio grazie al contributo della Manifattura di Les Brassus. La cui storia è legata proprio all’esplorazione dei mondi sommersi fin dagli anni Cinquanta del secolo scorso. Da quando cioè ha lanciato il Fifty Fathoms, il primo orologio subacqueo moderno. Ma ancora di più da quando Marc A. Hayek ne è diventato Presidente. Diver dilettante ma appassionato, per la tutela dei mari ha fondato il Blancpain Ocean Commitment. Di cui ci siamo già occupati altrove su questo sito.

    Come sempre, anche la missione Gombessa VI è stata diretta dal sub, biologo e fotografo sottomarino Laurent Ballesta. Obiettivo dell’esplorazione: svelare il mistero che avvolge l’origine di uno strano fenomeno, localizzato proprio nella zona settentrionale e orientale del “dito” (com’è detta la penisola che svetta a nord della Corsica). Ovvero la presenza di migliaia di atolli coralligeni perfettamente circolari, del diametro di circa 30 metri ciascuno, situati a 140 metri sui fondali marini. Curiosi anelli di corallo, la cui formazione potrebbe dipendere dall’emissione di gas o da affioramenti di acqua dolce.

    Durante l’operazione Gombessa VI, quindi, Ballesta e tre acquanauti – tra cui anche l’italiano Roberto Rimini – hanno vissuto per venti giorni nelle profondità del Mediterraneo, all’interno di una cassa pressurizzata di 5 metri quadrati. Installata sulla chiatta dell’Istituto Nazionale di Immersione Professionale (Inpp), la stazione batiale ha offerto ai sub condizioni di vita estreme, sia dal punto di vista fisico che psicologico. Tuttavia, ha permesso loro di compiere immersioni particolarmente lunghe, in grado di portare a termine i numerosi protocolli scientifici di ricerca.

    Le precedenti spedizioni

    In attesa dei risultati della spedizione Gombessa VI, vale la pena di ricordare che il nome Gombessa è una delle alternative con cui viene chiamato il celacanto, un pesce preistorico ritenuto un “fossile vivente”. Che è stato oggetto delle ricerche di Laurent Ballesta durante la prima operazione Gombessa, svoltasi nel 2013 nell’Oceano Indiano, alle Comore. Fino ad allora si riteneva infatti che il celacanto si fosse estinto 70 milioni di anni fa; la missione dimostrò invece la sua esistenza. Fu quella la prima di una serie di spedizioni scientifiche, organizzate appunto con il supporto del Blancpain Ocean Commitment, al fine di studiare gli ecosistemi marini più inaccessibili del pianeta.

    Gombessa II quindi si è tenuta nel 2014 a Fakarava, nella Polinesia francese, per studiare l’enigmatica aggregazione delle cernie chiazzate. Per la missione successiva, nel 2015, Ballesta si è recato invece nell’Antartico per conoscere lo stato di salute dell’ecosistema, indebolito dal riscaldamento globale. Due anni dopo, la quarta spedizione ha portato di nuovo l’acquanauta a Fakarava per esaminare il comportamento predatorio di 700 squali grigi di barriera. Infine, Gombessa V lo ha condotto nel Mediterraneo davanti alle coste francesi per studiare, fotografare e far conoscere la ricchezza sottomarina di questo mare che nasconde ancora molti misteri, tra cui anche gli anelli di corallo.

    Collaborazioni e risultati

    Certo non è finita qui. Il progetto Gombessa avrà un seguito, c’è da scommetterci. Ma in più va ricordato che, nel corso degli anni, Blancpain Ocean Commitment ha sostenuto molteplici iniziative oceanografiche, anche a fianco di alte istituzioni. Per esempio le spedizioni Pristine Seas della National Geographic Society, la World Ocean Initiative organizzata da The Economist, e la Giornata Mondiale dell’Oceano, che si svolge ogni anno nella sede delle Nazioni Unite a New York. Mentre sta per iniziare la spedizione Progetto Anacranes, in partnership con l’organizzazione ambientalista Oceana, per proteggere le barriere coralline nel Golfo del Messico (Scorpion Reef e dintorni).


    Ma tanti sforzi non sono vani: al di là dei progressi scientifici, le azioni del Blancpain Ocean Commitment hanno risvolti concreti. Finora infatti la somma di tutte le attività ha contribuito a estendere la superficie delle aree marine protette di oltre 4 milioni di chilometri quadrati in tutto il mondo. E non è poco.

  • Blancpain e Gianluca Genoni in difesa degli oceani

    Blancpain e Gianluca Genoni in difesa degli oceani

    In occasione della Giornata mondiale degli Oceani – festeggiata oggi, 8 giugno -, diamo spazio a Blancpain, partner attivo dell’evento. E in prima fila nella tutela delle acque del pianeta fin da “tempi non sospetti”, ben prima dell’emergenza climatica. Ne parliamo con Gianluca Genoni, apneista da record nonché ambasciatore di lungo corso della Manifattura

    Diciannove anni fa, nel 2002, Marc Hayek diventa presidente di Blancpain, la marca comprata nel 1992 dal nonno Nicolas. Marc è uno che parla poco e fa molto. Il suo primo obiettivo è quello di sistemare alcune “dissonanze” nella fabbrica di movimenti Frédéric Piguet, che verrà totalmente assorbita da Blancpain nel 2010. Il secondo passo è quello di riorganizzare totalmente le collezioni, riducendole per rendere più chiara la personalità del marchio e meno difficile la vita di concessionari e compratori.

    Marc Hayek e il mare

    Il suo capolavoro, però, Marc lo compie con la collezione Fifty Fathoms, composta oggi da una settantina di variazioni sul tema dell’orologio subacqueo professionale. (Il fathom è una unità di misura della profondità – pari a 6 piedi – ancora molto usata dalle marinerie dai paesi anglosassoni). Benché già nel 1997 i Blancpain Fifty Fathoms fossero a tenuta stagna fino a 30 atmosfere, è dal 2003 che la collezione trova la propria maturità. La sincera passione di Marc Hayek per le immersioni e il cinquantesimo anniversario dell’orologio, considerato il primo orologio subacqueo moderno, sfociano in una collezione sempre più ampia. Una collezione che, però, all’inizio incontra qualche difficoltà nell’affermarsi.

    Il problema, apparentemente paradossale, sta nell’impressione che una marca di Alta Orologeria non sia quanto di meglio si possa immaginare in termini di robustezza. Il Fifty Fathoms, inizialmente, sembra troppo elegante per essere anche un rude palombaro. Una convinzione totalmente sbagliata che, nel corso degli anni, verrà totalmente ribaltata. I Blancpain Fifty Fathoms si riveleranno non solo strumenti sicuri per quanto riguarda la tenuta stagna. La loro robustezza verrà continuamente testata sul campo da una lunghissima serie di iniziative a difesa degli oceani, tutte con la collaborazione dei migliori subacquei internazionali. Tra i quali spicca l’italiano Gianluca Genoni, apneista che vanta un record personale di -85 metri in assetto costante e ben -160 con l’uso di una sorta di scooter marino in luogo della zavorra, usato per scendere e risalire più rapidamente.

    Blancpain, Gianluca Genoni e la Giornata mondiale degli Oceani

    E così arriviamo ad oggi, 8 giugno, la Giornata internazionale che l’Onu ha dedicato agli oceani. E di cui Blancpain è presenting partner. Non ho mica capito bene cosa voglia dire, ma immagino che si intenda un partner che collabori attivamente da un punto di vista economico, dal momento che Blancpain ha sempre fatto moltissimo, con il proprio Ocean Commitment, per la salvaguardia degli oceani. Marketing? Sì, certo, anche marketing, ma di quello “buono”. Ne parlo al bar con un sorridente Gianluca Genoni.

    È un pezzo che lavori con Blancpain.
    Gianluca Genoni: Dal settembre 2007. E quindi 14 anni…

    Ci sono matrimoni che durano meno… non parliamo poi delle sponsorizzazioni. Una storia così deve per forza nascere da un progetto comune.
    Gianluca Genoni: Certo. un progetto comune nato nel 2007, quando abbiamo fatto il lancio del nuovo Fifty Fathoms, a Cannes. Io fui contattato in quell’anno da Chantal Guidi, pr di Blancpain, per parlare di questo evento a Cannes. Eravamo nella vecchia sede di Swatch Group a Rozzano, con i dirigenti svizzeri. Io ai tempi facevo ancora i record di apnea. Nel 2006 a Sharm el-Sheikh avevo fatto un record scendendo a -141 metri. E l’anno seguente è iniziata la mia collaborazione con loro.

    Beh, quando inizi non sai mai se tutto finirà dopo l’evento, dopo un anno o quando. Inizi e sarà quel che sarà. Ho sponsor, come la Mares, con cui lavoriamo da 25 anni, ma altri che sono durati poco. È vero: è una questione di progetti comuni. Con Blancpain c’è qualcosa che potremmo definire un’affinità “filosofica”. Vedi, quando abbiamo iniziato io ero un atleta che faceva da testimonial. E basta. E loro non avevano ancora creato il Blancpain Ocean Commitment. Poi nel 2012 ho fatto il mio ultimo record, a Rapallo, quando sono sceso a -160 metri. Loro avevano già iniziato questo impressionante progetto legato all’ambiente, alla protezione e alla salvaguardia degli oceani, un progetto sempre più strutturato in cui io sono stato coinvolto in diversi modi.

    Blancpain, Gianluca Genoni e le cernie polinesiane

    Gianluca Genoni: Nel 2014 sono andato in Polinesia con loro. Mi contatta Alain Delamuraz, allora Vicepresidente di Blancpain. Non uno di quelli che ti chiamano spesso. Ricordo che era il primo di maggio e ho ricevuto la sua chiamata alle 7 e mezza del mattino. Ho guardato l’orologio e mi sono detto: “Qui marca male”. E invece lui: “Senti, cosa ne dici di venire in Polinesia a fare delle foto con le cernie”? Ti confesso che dopo un attimo di sollievo ho pensato: “Qui in Italia abbiamo il Parco di Portofino e questo vuole andare in Polinesia per fare le foto con le cernie!?”.

    Poi invece ho capito che non erano esattamente due cernie. La prima luna piena di luglio in questo pezzo di mare dell’atollo di Fakarava ci sono 18mila cernie in uno spazio veramente molto piccolo e raccolto. Un’esperienza incredibile che poi si trasformò in una serie di incontri. Nei quali Roberto Castagna, brand manager italiano di Blancpain, ed io abbiamo promosso il progetto, attraverso la mia esperienza e le attività legate al mare e all’apnea. Il primo evento l’abbiamo fatto con loro qua a Milano… C’eri anche tu. E poi abbiamo fatto altrettanto in giro per il mondo.

    Nel 2014 la protezione degli oceani non era un gran che, come argomento di marketing… Non andava di moda come oggi.
    Gianluca Genoni: È vero. Adesso per un’azienda sembra imprescindibile sbandierare amore per il mare e la volontà di proteggerlo. Una volta non ti facevi bello elencando le tue buone azioni. Bastava parlare della bellezza del mare e il resto era una logica conseguenza. Blancpain, sotto questo punto di vista, è stata una vera pioniera, in tempi insospettabili. Quando ti parlo di filosofia comune intendo proprio questo.

    Io avevo già fatto nel 2010 una spedizione nel Mar Rosso – organizzata da me e la mia squadra – per pulire la zona del Blue Hole, vicino a Dahab, nel golfo di Aqaba. E poi ho fatto tante altre attività negli anni seguenti con Blancpain – legate al mare e la protezione degli oceani. Che poi salvaguardare gli oceani si può fare in tanti modi. Uno è quello di andare sulla spiaggia a ramazzare, in mare per tirare fuori la plastica; un altro è proprio quello che stiamo facendo con Blancpain. Far conoscere meglio la bellezza del mondo subacqueo tramite queste attività. Perché si tratta di stimolare un po’ quella filosofia per cui se tu ami il mare, allora lo rispetti come qualsiasi cosa che ami davvero.

    L’Ocean Commitment e il rispetto per il mare

    A proposito di rispetto… Tu non hai mai nascosto il tuo rispetto per Marc Hayek e la sua esperienza di subacqueo.
    Gianluca Genoni: Quando andammo a Cannes per quel primo evento mi avevano detto che Marc era un subacqueo, ma non sapevo a quale livello d’esperienza. E quindi gli facevo mille raccomandazioni… In realtà lui è un subacqueo esperto. Non tanto di apnea, perché si immerge con le bombole, ma è un subacqueo realmente esperto. Usa gran parte del suo tempo libero per fare immersioni anche alle Maldive, che ama molto. E per giunta è anche un ottimo fotografo subacqueo. Nelle nostre spedizioni vedi spesso Marc parlare con i molti fotografi che ci seguono per imparare sempre di più. La sua, insomma, è una vera passione sin da tempi non sospettabili di marketing furbo. Marc Hayek ama davvero il mare e lo dimostra attraverso il Blancpain Ocean Commitment.

    In questo senso il tuo ruolo di “sportivo puro” si sta evolvendo.
    Gianluca Genoni: Sì. Perché, come ti dicevo, prima utilizzavo gran parte del mio tempo per allenarmi. Ora lo uso per promuovere la mia disciplina attraverso corsi, esibizioni, stage e attività per la protezione degli oceani. Le due cose vanno di pari passo perché tutte le persone che fanno i corsi con me o vengono in mare con me… Beh, in generale tutti gli appassionati di subacquea rispettano molto il mare. Esattamente come un appassionato di montagna sarà l’ultimo a lasciare per terra la bottiglietta di plastica, quando ha finito di bere. Rispetti l’ambiente che ami.

    Per te, quindi, essere testimonial di Blancpain non è solo questione di marketing.
    Gianluca Genoni: Diciamo che mi viene piuttosto facile promuovere questo progetto, perché al di là della collaborazione con Blancpain è una cosa che sento proprio mia. E so che anche dall’esterno questa visione comune viene chiaramente percepita: non è che lo faccio solo perché ho un contratto con un’azienda. Farei molta fatica a promuovere qualcosa che suonasse falso. In questo caso, invece, siamo di fronte ad un marchio d’orologi molto prestigioso che ha sposato un progetto nobile in tempi non sospetti. A prescindere dal contratto, condivido profondamente questo amore per il mare e quindi l’esigenza di difenderlo.

    Strumenti ed esperienze

    Ricordo quel bel filmato in cui Marc, sott’acqua, ti mette al polso un orologio subacqueo Blancpain.
    Gianluca Genoni: Sì, sempre nel 2007 a Cannes. Un bell’evento davvero. Io ero sceso in apnea a 40 metri, dove ho trovato Marc. È un orologio al quale sono particolarmente affezionato proprio perché mi ricorda il primo evento con loro. E poi era un pezzo unico, che conservo per mio figlio, quando sarà un po’ più grande.

    In alcune foto hai al polso quel meraviglioso oggetto che è l’X Fathoms, l’orologio con il profondimetro meccanico.
    Gianluca Genoni: Sì, lo provai più volte in Polinesia. Lo avevo al polso in quasi tutte le immersioni, e trovo sia uno strumento molto complesso, visto che Blancpain rifugge dall’elettronica. Un profondimetro meccanico quantomeno attendibile è una vera e propria impresa, nella quale nessun altro mi risulta si sia cimentato.

    L’ho provato in Polinesia e l’ho usato anche in altre occasioni. Immergendomi con uno strumento digitale per vedere se l’X Fathoms era attendibile. Era di più: perfetto. E impressionante. Abbiamo verificato con gli strumenti elettronici usati nelle immersioni professionali, quelle in cui da uno strumento preciso può dipendere la tua vita. E tutto è sempre andato bene. Non ti fornisce, ovviamente, la molteplicità di informazioni di un computer da polso, ma funziona benissimo, è preciso ed è un vero capolavoro di micromeccanica.

  • Fifty Fathoms No Rad: Blancpain rende omaggio al passato

    Fifty Fathoms No Rad: Blancpain rende omaggio al passato

    «La stabilità può essere raggiunta solo dalla materia inattiva». No, non l’ha detto Mario Draghi pensando alle forze che compongono il suo governo, bensì Marie Curie. Avrebbe mai pensato la due volte premio Nobel che un giorno, indirettamente, i suoi studi sulla radioattività avrebbero reso mitico un orologio, il Blancpain Fifty Fathoms No Rad?

    Chiaramente no. Ma vado oltre la provocazione e vi racconto in breve la storia di questo orologio e di come mai Blancpain abbia deciso di dedicargli un altro esemplare-tributo, in edizione limitata, in questo 2021. Il Tribute to Fifty Fathoms No Rad.

    Vade retro, radio!

    Intanto, il nomignolo No Rad deriva dal logo riportato sul quadrante, a ore 6, a indicare che il materiale luminescente usato da Blancpain per indici e lancette dell’orologio è “No Radiation” (nessuna radiazione). Ossia privo di radio. E ci mancherebbe, direte. Da decenni il radio è bandito dall’orologeria perché dannoso per la salute, non tanto di chi indossa l’orologio quanto di chi lo lavora.

    Appunto, sono decenni. Ma prima questa sostanza era ampiamente utilizzata per via dell’eccellente proprietà auto-luminosa. L’esempio più noto, che ha dato origine a una collezione di orologi, è il Radiomir, composto da una miscela di fosforo e materiale radioattivo in pasta, inventato da Guido Panerai tra le due guerre mondiali.

    Utilissimo ma pericoloso, il radio fu soppiantato negli anni dal trizio, anch’esso radioattivo pur se in misura molto minore. Radioattività per radioattività, anche il trizio fu progressivamente sostituito da materiali fotosensibili e non dannosi per la salute. Una mossa che ha reso gli orologi vintage con indici e lancette triziate sempre più ricercati dai collezionisti.

    Se volete sapere di più sui materiali luminescenti, vi rimando a questo articolo interessante. Del resto siete qui per leggere del Tribute to Fifty Fathoms No Rad di Blancpain, giusto? E allora parliamone, ricordando come nacque il Fifty Fathoms e arrivando all’orologio del 1965, cui il modello attuale rimanda.

    Blancpain Fifty Fathoms: un po’ di storia

    Nel 1952, la Marina e i servizi segreti francesi incaricarono il tenente Claude Riffaud e il capitano Robert Maloubier di creare un’unità specializzata di sommozzatori destinata ad agire nella massima segretezza. Alcune delle loro missioni includevano attacchi ai porti e sabotaggio di navi.

    Riffaud e Maloubier avevano un’idea generale di quale fosse l’attrezzatura di cui i subacquei avevano bisogno: bussole, profondimetri, orologi. Ma, in fatto di orologi, sul mercato non esisteva un modello specificamente progettato per l’uso che ne avrebbero fatto quei sommozzatori.

    Così Maloubier stesso ne disegnò uno, ideale per le immersioni. Doveva avere una cassa robusta e impermeabile e un quadrante leggibile nelle notti più buie e nelle profondità marine. Il capitano sottopose la sua idea a diversi produttori, ma incontrò rifiuti e resistenze a causa del design troppo ardito dell’orologio.

    Finché arrivò a Blancpain, il cui Ceo dell’epoca, Jean-Jacques Fiechter, era egli stesso un subacqueo dilettante. E un uomo di business, che fiutò l’opportunità: creare un orologio che nessun altro aveva osato realizzare.

    Nacque così nel 1953 il Fifty Fathoms. Con lunetta in bachelite, guarnizioni in gomma per sigillare la cassa e movimento automatico, scelto al posto del manuale per evitare di sollecitare la corona (punto debole per le infiltrazioni d’acqua) con avvolgimenti ripetuti.

    I primi No Rad

    E il Fifty Fathoms No Rad? Arrivò a metà degli anni ’60, quando l’esercito tedesco acquisì il Fifty Fathoms RPG 1 (ci fu poi l’RPGA 1, con datario), conosciuto come “Bund No Rad“. Il nome deriva dal termine Bundeswehr (Forze Armate) – inciso sul fondello degli orologi che equipaggiavano il Kampfschwimmer, l’unità d’élite del commando subacqueo tedesco – e dalla caratteristica dell’orologio: il logo No Rad, presente per la prima volta sul quadrante di un Fifty Fathoms.

    In questo modo, Blancpain rassicurava sull’assenza di radio i subacquei militari professionisti, così come i civili che acquistavano i Fifty Fathoms da fornitori di attrezzature specializzate. Una rassicurazione data anche dalla scritta T<25 sul réhaut interno a ore 5, a indicare la quantità di trizio utilizzata, inferiore a 25 millicurie come richiesto dalle normative in vigore all’epoca.

    Blancpain ha già dedicato un tributo al Fifty Fathoms No Rad nel 2010, il 5015B Tribute to Fifty Fathoms. Basato sul modello classico, con diametro di 45 mm (negli anni ’60 era di 41), ha la lunetta completamente graduata e il quadrante con indici dipinti e logo “No Rad” a ore 6. Limitato a 500 pezzi, monta il calibro 1315 con 120 ore di autonomia.

    Blancpain Tribute to Fifty Fathoms No Rad, atto secondo

    Ora, a undici anni di distanza dal 5015B, Blancpain presenta un’altra edizione limitata (ancora 500 esemplari) del Tribute to Fifty Fathoms No Rad. A campeggiare sul quadrante è di nuovo il simbolo No Rad giallo-arancione, ma questa referenza (5008D) ha argomenti a mio avviso più convincenti di quelli della riedizione del 2010.

    L’orologio condivide molti elementi con il Fifty Fathoms Barakuda del 2019. Innanzitutto, ha una cassa molto più compatta del precedente, ridotta al diametro di 40,3 mm e allo spessore di 13,23 mm, ma tipica del Fifty Fathoms. È in acciaio inossidabile lucido, con anse corte e ricurve, e fondello in vetro zaffiro; è impermeabile fino a 300 metri ed è dotata di una corona a vite protetta da piccole spallette.

    Il quadrante nero opaco ha gli indici che combinano pallettoni tondi, rettangoli e a forma di diamante (a ore 12). L’orologio sarà anche no radiation, ma in Blancpain hanno fatto un barbatrucco utilizzando per indici, lancette e tacche della ghiera un Super-LumiNova di colore “old radium” che riprende il beige-arancione degli indicatori vintage, con la loro patina del tempo.

    A proposito di ghiera, quella del Tribute to Fifty Fathoms No Rad, dal classico profilo bombato, è girevole e unidirezionale. Ha una graduazione tipica dei primi modelli Fifty Fathoms ed è dotata di un inserto in zaffiro, tratto distintivo della collezione contemporanea. Concessione alla modernità – anche se esisteva già nell’RPGA 1, come abbiamo visto – è il datario a ore 3, la cui apertura è evidenziata da un bordo bianco come in uno dei modelli degli anni ’60.

    Il calibro è il collaudato 1151, utilizzato ampiamente da Blancpain non solo nella collezione Fifty Fathoms, ma anche nella Villeret. È un movimento di manifattura a carica automatica molto sottile (3,25 mm). Ha una frequenza di 3Hz, la spirale in silicio, amagnetica, e il doppio bariletto, quindi maggiore autonomia: quattro giorni.

    Giudizio e prezzo

    Come era solito dire Alberto Tomba, «chi mi conosce, lo sa»: in generale, non sono un fan accanito degli orologi-tributo. Anche se belli, ben fatti e filologicamente impeccabili, penso che chi ama il vintage vada alla ricerca dell’originale più che della riedizione. Per quanto possa costare tempo e fatica trovarlo – e a volte, non sempre, abbia un prezzo superiore.

    Però nel caso del Tribute to Fifty Fathoms No Rad faccio un’eccezione. Penso che, da quanto ho scritto finora, ci siano argomenti più che sufficienti per giustificare il mio parere positivo (per quanto può valere…) su questa edizione limitata.

    Bel colpo l’aver riportato la cassa a dimensioni più contenute. Ma anche l’aver scelto di utilizzare un calibro affidabile già impiegato in altri orologi, anziché pensare a qualcosa ad hoc, non è certo un minus. Significa voler offrire un prodotto eccellente, contando sulle potenzialità industriali e sulle economie di scala di un grande gruppo come Swatch Group.

    Il prezzo? Ottimo, in rapporto a quello che l’orologio offre e al fatto di essere una edizione limitata: 13.400 euro. Chiudo come ho iniziato, con una frase di Marie Curie: «Mi è stato insegnato che la strada per il progresso non è rapida né facile». Lo sa anche Blancpain: diversamente, non continuerebbe a proporre orologi così speciali.

  • Fridays for Future: Oceana, nuovo partner di Blancpain

    Fridays for Future: Oceana, nuovo partner di Blancpain

    A latere delle attività legate al prodotto, il viaggio più profondo di Blancpain in tema di esplorazione degli oceani è iniziato nel 2012. Insieme a The Economist infatti, è diventato partner fondatore del World Ocean Summit.
    Aumentare la visibilità del problema legato all’inquinamento degli oceani e la partecipazione al tema da parte di un pubblico più ampio era l’obiettivo. Recentemente Blancpain ha annunciato un’operazione ancora più di impatto: una partnership triennale con Oceana.

    Oceana è la più grande organizzazione internazionale al mondo dedicata alla conservazione e alla biodiversità degli oceani. In pochi sanno quanto queste immense masse d’acqua siano rilevanti per la sopravvivenza della specie umana sulla Terra. Nel 2010 gli oceani hanno creato 30 milioni di posti di lavoro. Prima della pandemia da Covid-19, il valore dell’economia da questi generata, previsto per il 2030, si attestava intorno ai 3 miliardi di dollari.

    Guardando al lato “umano” del ruolo dell’oceano, è importante sottolineare che sette respiri su dieci li dobbiamo proprio all’oceano, che genera tra il 50 e l’80 per cento dell’ossigeno che respiriamo. In aggiunta, assorbe un terzo dell’anidride carbonica prodotta. Eppure – sembrerà strano, ma è vero – ad oggi è stato esplorato solo il 5 per cento dei fondali marini. Con questi dati alla mano, si capisce quindi chiaramente quanto gli oceani siano di fondamentale importanza per tutti gli esseri viventi. Al pari delle foreste, che però hanno da sempre più visibilità.

    La partnership con Blancpain, esclusiva per il settore orologiero, darà il via a una fattiva collaborazione nelle prossime campagne organizzate da Oceana, tese a ripristinare l’abbondanza oceanica. Cui parteciperà anche il Blancpain Ocean Commitment, da sempre deputato all’esplorazione e alla conservazione degli oceani. «Blancpain è entusiasta di questa partnership con Oceana, che ha dimostrato un rimarchevole impegno nella protezione e nel recupero degli oceani», ha affermato Marc Hayek, Presidente & Ceo di Blancpain, a proposito dell’operazione. «Sono davvero convinto che la protezione del mondo sottomarino si possa realizzare solo attraverso un pubblico informato».

    Il piano triennale con Oceana, tra le tante iniziative in programma, prevede una spedizione all’Arrecife Alacranes (più noto come Scorpion Reef), una delle più grandi barriere coralline nel Golfo del Messico meridionale. Dichiarata Riserva delle biosfere dall’Unesco e Parco nazionale protetto dal governo messicano, ospita oltre 500 specie di pesci e 34 di coralli. Recenti studi hanno dimostrato che proprio grazie a questa vasta biodiversità, l’area protetta ha più chance di sopravvivere agli effetti del cambiamento climatico. Sono comunque necessarie ulteriori azioni per salvaguardarla.

    Non è infatti solo il cambiamento climatico a minacciare le aree marine protette: anche la pesca distruttiva può esserne causa. La spedizione organizzata da Oceana e Blancpain servirà proprio a documentare la vita del delicato ecosistema della barriera corallina e a convincere il governo messicano a disporre ulteriori piani di protezione. La spedizione si servirà dell’ausilio di video e foto. Mezzi scientifici all’avanguardia, come l’analisi del Dna e la tecnica del fotomosaico tridimensionale, serviranno a produrre una documentazione utile.

    «Ringraziamo Blancpain per il supporto», ha commentato Andrew Sharpless, Ceo di Oceana. «Il sostegno di Blancpain aiuterà le squadre delle nostre campagne a realizzare la gestione dei nostri mari su basi scientifiche – combattendo la pesca eccessiva, l’inquinamento da plastica e la distruzione della biodiversità. Che si aggiungerà alle centinaia di vittorie della nostra policy e alle quasi 4 milioni di miglia quadrate di oceano protette». Chiude con un monito: «Insieme possiamo salvare gli oceani e nutrire il mondo».

    L’annuncio della partnership è stato fatto lo scorso ottobre, durante l’annuale cena di gala che si tiene a New York per raccogliere fondi a favore di Oceana. E che quest’anno si è svolta per la prima volta in edizione virtuale, ma con la consueta parata di personaggi. Tra gli ospiti, Bill Clinton, Jane Fonda, il sindaco Bloomberg, Leonardo Di Caprio, Diane Lane, Nile Rodgers e tanti altri. Per l’occasione Blancpain ha donato un Fifty Fathoms Ocean Commitment III, messo in vendita in un’asta privata. La serata ha fruttato oltre 1,2 milioni di dollari, che sono stati interamente devoluti alla conservazione degli oceani.

     

  • Blancpain Bathyscaphe: cronografo di sostanza

    Blancpain Bathyscaphe: cronografo di sostanza

    La parola chiave è Fifty Fathoms. Di questa collezione, variazioni al femminile comprese, esistono ben 82 modelli diversi. Ottantadue Blancpain Fifty Fathoms sono tanti: la collezione è articolata in maniera davvero ampia. Della collezione di orologi subacquei Blancpain Fifty Fathoms fa parte l’estensione Bathyscaphe, che a sua volta si compone di più della metà dei modelli, articolati in una gamma che va dai solo tempo ai “complicati”.

    Tanta roba, per degli orologi subacquei. Oltretutto mentre i “normali” Blancpain Fifty Fathoms indulgono in qualche vezzo estetico (ad esempio la lunetta girevole con inserto bombato), i Bathyscaphe tendono ad un minimalismo così esasperato da aver fatto dire a qualche genio della tastiera, sui social, che costano troppo per essere così poveri. Non sembrano nemmeno alta orologeria.

    Verrebbe da tagliar corto con qualche insulto ben assestato, ma io sono solo un cronista e non un giudice. Io prendo atto che qualcuno la pensa così e cerco di spiegare. Cerco di spiegare che non necessariamente l’alta orologeria è quella che ti colpisce per l’aspetto esagerato. Proprio come non necessariamente va considerata positivamente una donna con “componenti d’interesse” pompati di protesi al silicone.

    L’alta orologeria si basa sull’eccellenza tecnica e sull’attenzione per i dettagli. Talvolta si aggiunge un’estetica ridondante, talvolta si resta sulla semplicità zen, classica o moderna. La domanda da porre è quindi: c’è eccellenza tecnica nei subacquei di Blancpain? C’è attenzione per i dettagli, nei subacquei di Blancpain?

    La domanda è ovviamente retorica. Certo che sì: una gran bella quantità di dettagli che in gran parte derivano da uno sconfinato amore di Marc Hayek, Ceo di Blancpain, per il mare. Un amore che si traduce in immersioni professionali (l’ho visto con i miei occhi in situazioni davvero impegnative) e in una attività intensissima in difesa degli oceani.

    Recentemente, durante un collegamento in streaming per illustrare una nuova iniziativa benefica, gli ho chiesto se si fosse mai trovato in situazioni preoccupanti, sott’acqua. La sua risposta? “Mai, o comunque non ne ho avuto percezione. Sono molto più preoccupato quando sono fuori dall’acqua, che dentro”. E credo di conoscerlo da tempo sufficiente per pensare che sia stato sincero al cento per cento.

    Dalla sua esperienza e da quella dei suoi leggendari amici nasce appunto la sterminata collezione di subacquei, che per altro si riallaccia ad una solidissima tradizione di Blancpain, della quale abbiamo più volte parlato.

    Arriva in questi giorni nei negozi il Blancpain Fifty Fathoms Bathyscaphe Chronographe Flyback con quadrante e lunetta di colore verde. Marc Hayek ha spiegato che sott’acqua il colore prevalente è appunto il verde, ma lascio a ciascuno la decisione su questo aspetto estetico. Personalmente a me piace perché rende il Blancpain Fifty Fathoms Bathyscaphe Chronographe Flyback quasi immediatamente riconoscibile. E passo ad alcune obiezioni tecniche che ci avete sottoposto.

    Ad esempio, alcuni trovano che la lunetta girevole unidirezionale sia un po’ troppo stretta. Dopo un po’di tempo confesso che comincio a pensare sia troppo larga quella degli altri orologi subacquei. In realtà quella del Bathyscaphe non crea alcun problema perché ci si “fa l’occhio” in men che non si dica. In compenso “apre” il quadrante che, a parità di dimensioni, risulta più leggibile. Specialmente nel caso di un cronografo, come in questo caso, la cosa è positiva.

    Senza andar lontano, basta fare il confronto con la serie Fifty Fathoms “normale”, per altro più accattivante – esteticamente – per chi non ha bisogno di un vero strumento al polso. Anche se la combinazione fra il verde – con finitura “soleil”, ossia a raggi di sole che partono dal centro – del quadrante e della lunetta e il nero della ceramica oltretutto mi sembra molto elegante.

    A proposito: cassa e lunetta sono – dicevo – in ceramica hi-tech. Materiale non solo anallergico e praticamente inscalfibile, ma, in questo caso, lavorato con una costosa – vista la durezza della ceramica – lavorazione spazzolata, che elimina praticamente ogni riflesso. Migliorando quindi la leggibilità. Altrettanto vale per la lunetta, che ha un inserto in ceramica verde con indici e numerali riempiti di Liquidmetal, un’esclusiva di Swatch Group.

    In pratica nell’inserto in ceramica vengono ricavate aperture che quindi sono riempite di metallo reso chimicamente “liquido” e poi indurito. Così nel tempo non si rischia che gli indici possano risultare meno leggibili o addirittura scomparire del tutto. L’affidabilità deve valere anche per questi dettagli che alcuni considerano solo estetici.

    Da notare che la finitura spazzolata non si limita a cassa e lunetta, ma si estende anche ai pulsanti crono e alla corona. Ben fatto davvero, perché lavorare su elementi di piccole dimensioni è ancor più difficile e solo in pochi si spingono a tanto, con la ceramica.

    Apprezzo anche il particolare profilo esterno della lunetta girevole. Sarà più facile farci caso “dal vivo”: come sempre vi consiglio di verificare quel che dico andando a dare un’occhiata presso un concessionario o una boutique Blancpain. Toccata con mano vi accorgerete che la fascia periferica inclinata mitiga non poco l’effetto grattugia delle scanalature laterali, necessarie per offrire una presa sicura anche con i guanti della muta. Ne parlerò più dettagliatamente nelle didascalie a corredo delle foto.

    E veniamo al movimento. Il Blancpain Fifty Fathoms Bathyscaphe Chronographe Flyback monta il Calibro Blancpain F385 (nato nel 2014), lontano parente del Frédéric Piguet 1185 (nato nel 1988). Interessante per il suo essere composto da una base solo tempo su cui è innestato un raffinato modulo cronografico disponibile anche flyback o sdoppiante. La parentela riguarda in realtà solo l’architettura estremamente robusta, con ponti che di fatto coprono quasi l’intera superficie esterna della parte inferiore.

    Robustezza a parte, le caratteristiche dell’F385 (fra cui le 36.000 alternanze per ora del bilanciere) sono di assoluta eccezione, come vedremo nelle didascalie. Tenendo conto anche di questo pregio tecnico, il prezzo (16.240 euro con cinturino Nato o in tela vela) è un po’ più conveniente rispetto a quello di altre realizzazioni in qualche modo paragonabili. E – dettaglio non secondario – la variante verde non costa un centesimo in più del Blancpain Fifty Fathoms Bathyscaphe Chronographe Flyback “di serie”. Liberi di scegliere, ma senza sovrapprezzo.

     

  • World Oceans Day, continua l’impegno di Blancpain

    World Oceans Day, continua l’impegno di Blancpain

    Ricorre oggi il “World Oceans Day”, giornata celebrativa degli oceani istituita nel 1992 al Vertice della Terra di Rio de Janeiro dall’assemblea delle Nazioni Unite. L’obiettivo è chiaro: celebrare gli oceani e la nostra personale connessione con loro, nonché sensibilizzare l’opinione pubblica sul ruolo che essi svolgono nelle nostre vite.

    Per l’edizione 2020 è stato scelto un tema molto attuale: l’innovazione per un oceano sostenibile. Innovazione intesa come punto di scambio di idee, prodotti e metodi volti a ridurre l’impatto che la vita dell’uomo ha sulle acque. L’argomento del 2020 è particolarmente rilevante poiché fa da apripista per il tema delle scienze oceaniche al decennio delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile. Periodo che va dal 2021 al 2030, in cui una cooperazione internazionale di scienziati lavorerà per connettere le scienza dell’oceano con le esigenze della società.

    La cornice è quella dell’Agenda 2030, il grande “programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità” sottoscritto nel 2015 da 193 Paesi membri dell’ONU. Che si è posto 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile, in inglese SDG (Sustainable development goal), di carattere universale, fondati sull’integrazione fra le tre dimensioni di sviluppo sostenibile: ambientale, sociale ed economica. Gli Obiettivi, estremamente vari, vanno dalla sconfitta della fame e della povertà allo sviluppo di energie pulite; dal consumo responsabile alla lotta contro i cambiamenti climatici, fino alle collaborazioni globali.

    In questo contesto si muove anche Blancpain, che ha fatto dell’esplorazione e della conservazione degli oceani un proprio mantra. È quindi facile capire come sia diventato partner fondatore del World Ocean Summit (insieme a The Economist). Il viaggio è iniziato nel 2012 con l’obiettivo di aumentare la visibilità e la partecipazione al tema da parte di un pubblico più ampio. Ma l’iniziativa ha avuto ulteriore slancio con la Ocean Innovation Challenge, istituita nel 2015.

    Un appello per start-up, Ong, aziende profit e non profit, organizzazioni intergovernative e del mondo accademico per raggiungere l’Obiettivo di sviluppo sostenibile 14. Intitolato “Life Below Water” (La vita sott’acqua), mira a conservare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile.

    Per l’edizione 2020 – in linea con l’epoca storica che stiamo vivendo – il World Ocean Summit sarà virtuale ma non meno importante. Un webinar live event dove verrà svelata al mondo l’anteprima del film The Protectors. Una serie attuale, di ispirazione scientifica ma con un’anima “storyteller”, che riflette la passione di coloro che sono in prima linea nella biologia marina. Nel film verrà mostrata la parte più profonda dell’oceano nel tentativo di comprendere gli effetti derivanti dagli interventi umani sulle specie marine, come le estrazioni in acque profonde e l’inquinamento acustico. In ultimo un approfondimento per capire come gli ecosistemi oceanici possano contribuire a combattere gli impatti dei cambiamenti climatici.

    Nella serie sono coinvolti cinque esperti in tema di conservazione oceanica, cui viene chiesto: “Se potessi investire un miliardo di dollari in un’innovazione per gli oceani, quale sarebbe e perché?”. Peter Thomson, inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per l’oceano presenterà il film. Assieme a lui parteciperanno Alexandra Cousteau, consulente senior di Oceana (una grande organizzazione americana per la conservazione degli oceani); e Maria Damanaki, ambasciatrice globale degli oceani presso The Nature Conservancy (altra organizzazione ambientale di beneficienza). Racconteranno al mondo quali sono stati i fattori che li hanno portati ad essere “protettori di successo degli oceani”. Quali sono le sfide che hanno dovuto affrontare e come gli investimenti nella protezione degli oceani hanno un forte e diretto impatto sulla vita.

    E sarà online anche il World Oceans Day Photo Competition, un concorso fotografico che premia gli scatti migliori dedicati alla vita sottomarina. Anche in questo caso c’è lo zampino di Blancpain, non solo nella sponsorizzazione ma anche nella paternità del progetto. Per il World Oceans Day del 2013, Blancpain aveva infatti organizzato a New York, presso il quartier generale delle Nazioni Unite, una mostra fotografica, intitolata proprio “Oceans”. Quella serie di immagini di esplorazioni marine sono poi confluite nel volume fotografico “Fifty Fathoms”, creato in onore del celebre orologio subacqueo di Blancpain. Che – detto per inciso – in occasione del World Oceans Day 2020 si veste di un inedito bracciale in titanio.

    Ma il successo dell’iniziativa fu tale che le Nazioni Unite decisero di trasformarla in un contest aperto a tutti. Da allora il World Ocean Days Photo Competition vede Blancpain nel ruolo di partner ufficiale. Suddiviso per sezioni, illustra la vita sotto (e sopra) la superficie delle acque, le interazioni con l’uomo, e documenta le condizioni di vita degli oceani con immagini a volte crude ma sempre estremamente suggestive. Proprio oggi, alle 18.40, sarà annunciato il vincitore. 

  • Villeret Calendario Completo, l’understatement di Blancpain

    Villeret Calendario Completo, l’understatement di Blancpain

    Il nome ufficiale è Blancpain Villeret Calendario Completo. Ma potremmo chiamarlo “il camaleonte dell’understatement” e vi spiego perché.
    Blancpain perché è un Blancpain. Una marca nata nel 1735 a Villeret, minuscolo villaggio ai confini con la Francia. La data è quella in cui Jehan-Jacques Blancpain si definisce orologiaio nei registri del Comune. Un bel salto e nel 1961 Blancpain, diventata parte della fabbrica di movimenti Frédéric Piguet (altro minuscolo paesino ai confini con la Francia), viene acquistata da SSIH, già proprietaria di Omega, Tissot e Lemania. È il nucleo originario di quello che in seguito diventerà Swatch Group.

    Il marchio sarà poi ceduto a Jacques Piguet che lo rilancerà con l’aiuto del socio Jean-Claude Biver, per poi “tornare” in Swatch Group nel 1992. Dieci anni dopo Nicolas G. Hayek, fondatore di Swatch Group, affiderà al nipote Marc la guida di Blancpain. Nel 2010, in un’ottica di chiarezza e razionalizzazione, la Frédéric Piguet è assorbita da Blancpain di cui diviene la “cassaforte” tecnica di movimenti. Che, come sempre, sono poi ceduti anche ad altre marche fuori dal gruppo (da Audemars Piguet a Vacheron Constantin, nel tempo molti grandi marchi hanno usato e continuano a farlo i movimenti di questa manifattura). La taglio qui, per ora, ma intanto abbiamo un po’ sistemato la faccenda di Blancpain, di Villeret e Le Brassus.

    Blancpain Villeret Calendario Completo perché contiene una particolare complicazione che si chiama appunto Calendario Completo. Nel senso che è in grado di indicare la data (tramite una lancetta), il giorno della settimana e il mese (in specifiche finestrelle al 12), nonché le fasi lunari. Ma senza alcun automatismo che non sia la normale sequenza secondo la quale ogni 24 ore mutano data e giorno della settimana e ogni 31 giorni il mese. In tutti gli altri casi bisogna intervenire manualmente. Non va confuso né con il Calendario Perpetuo né con la sua “versione semplificata”, il Calendario Annuale.

    Il Calendario Perpetuo – se il movimento non è lasciato arrestare – cambia automaticamente indicazioni ogni giorno e ogni mese anche negli anni bisestili. In teoria (ossia se il movimento venisse lasciato funzionare fino a quella data) non avrebbe bisogno di correzioni fino al 2100, quando per un’eccezione al calendario gregoriano l’anno bisestile non sarà bisestile. Delle tre complicazioni “calendario” è la più costosa.

    Il Calendario Annuale è quello le cui indicazioni mutano automaticamente ogni mese tranne febbraio. In pratica distingue automaticamente solo i mesi di 30 da quelli di 31 giorni; quindi datario e giorno della settimana devono essere fatti avanzare manualmente (in genere tramite pulsanti correttori) ogni anno alla fine di febbraio, passando dal 28 o dal 29 – negli anni bisestili – al primo di marzo.

    E parliamo infine del “camaleonte dell’understatement”. Molte persone dichiarano apertamente di amare poco la collezione Villeret perché la trovano “un po’ povera”. Altre la apprezzano proprio per la sua capacità di non urlare a tutti: “Io sono un Blancpain Villeret e sono un orologio strafigo!”. Altri, come sempre, non sanno o non rispondono. Alla fine hanno tutti ragione perché i gusti personali non si discutono mai. Ma il mio compito di giornalista è spiegare se quest’aura francescana è vera, è casuale o se ha un senso preciso. Ha un senso preciso e la prova sta nei pulsanti correttori per le varie indicazioni.

    Per la prima impostazione del calendario o per la correzione quando sia stato fermo per qualche mese, il Blancpain Villeret Calendario Completo è provvisto – come tutti gli orologi di questo tipo – di alcuni minuscoli pulsanti. I quali, premuti più volte con l’aiuto di un attrezzo dalla punta morbida (per non graffiare il metallo della cassa), consentono a ciascun indicatore di avanzare di un passo. Normalmente questi pulsanti correttori sono posti sulla carrure, ossia la parte mediana della cassa. È una scelta comoda perché così il modulo delle indicazioni, aggiunto al movimento di base, può essere realizzato senza grandi problemi di localizzazione. 

    Blancpain no. Blancpain nasconde i pulsanti alla base delle anse della cassa. Il che implica un minuscolo leveraggio con perno – anziché il collegamento diretto – perché il fortunato possessore di questo orologio premerà verticalmente per agire in orizzontale. E per giunta tutti i pulsanti devono trovarsi esattamente in corrispondenza di ciascuna delle quattro anse. In pratica, un’ulteriore complicazione consapevolmente scelta per arrivare ad una semplificazione estetica. Understatement, appunto.

    Copio la definizione dalla Treccani, il mio totem assoluto per quanto riguarda (non solo) i vocabolari d’italiano: “Understatement ‹ḁndëstèitmënt› s. ingl. [dal v. (to) understate «attenuare, minimizzare», comp. di under «sotto» e (to) state «dichiarare, affermare»] (pl. understatements ‹ḁndëstèitmënts›), usato in ital. al masch. – Intenzionale attenuazione della realtà nella presentazione di un fatto, affermato o descritto non solo senza enfasi o esagerazione ma riducendolo a limiti molto inferiori alla sua reale importanza o gravità; in genere con il risultato di ottenerne per contrasto – suscitando un effetto di ironia – una sottolineatura ancor più efficace (in questo senso è accostabile all’uso retorico della litote). Può essere un atteggiamento occasionale oppure una consuetudine (considerata caratteristica del carattere anglosassone), adatta in partic. alla diplomazia e alla politica”.

    Qualcuno taglia corto e parla di buon gusto. Per quanto mi riguarda resto dell’idea che tutti i gusti son gusti e non tocca certo ad un giornalista entrare nel merito. Non sono né voglio essere un Arbiter Elegantiarum (ci sono altri giornalisti per altre testate legittimate a parlare in questo senso – e il riferimento alla rivista “Arbiter” non è affatto casuale). A me spetta più che altro indicare gli elementi pratici che portano a creare una identità di marchio forte come quella di Blancpain e della collezione Villeret. Li troverete in una serie di dettagli nelle foto e nelle relative didascalie.

    Posso solo dire che Blancpain e i Blancpain Villeret sono frutto di un lungo lavoro di progettazione e realizzazione che non prevede alcuna scorciatoia verso l’Olimpo dell’Alta Orologeria. E il Villeret Calendario Completo lo conferma. Il prezzo, come sempre in questo rarefatto Campo dei Miracoli orologiero, non è alla portata di tutti. Anche se i 24.350 euro per la versione con cinturino (salgono a 42.610 per la versione con bracciale d’oro rosa – come la cassa) vanno considerati moderatamente contenuti nella loro classe d’appartenenza.

  • L’art de vivre secondo Blancpain, fra grandi cuochi e hotel stellati

    L’art de vivre secondo Blancpain, fra grandi cuochi e hotel stellati

    Chi conosce Blancpain ne apprezza la capacità di perpetuare l’alta orologeria nelle sue forme migliori. Ma i connoisseurs più appassionati sanno che la manifattura di Le Brassus si lascia ispirare da un ideale edonistico più ampio e profondo, allargato ad altri aspetti dell’esistenza. Un’art de vivre che coinvolge anche l’alta cucina e l’ospitalità de luxe. Questione di cultura, di forma mentis, di legami ormai storici che continuano anche ai nostri giorni. Ecco cos’hanno in comune questi mondi così diversi.

    Creatività, savoir-faire. E poi la precisione meccanica dei movimenti, eseguiti in sincrono dalla brigata di cucina, ripetuti sempre uguali e all’infinito, proprio come fossero ingranaggi di un orologio. È la precisione l’ingrediente segreto in un piatto di alta gastronomia. E anche uno dei valori che accomuna il mondo dell’haute horlogerie a quello dell’haute cuisine. Entrambe raggiungono, infatti, vette stellari grazie alla perfetta sincronia di moti e di gesti.

    Non sorprende, dunque, la nuova collaborazione di Blancpain da poco siglata con la Guida Michelin. Anche perché la maison svizzera da oltre trent’anni è cronometrista ufficiale di concorsi internazionali di alta cucina. Uno per tutti, il Bocuse d’Or. E tra i partner del passato e quelli attuali vanta un palmarès di oltre 100 stelle Michelin. In un certo senso è come se il rapporto finora ideale con la famosa guida rossa che premia l’art de vivre si fosse finalmente concretizzato.

    In pratica, la nuova collaborazione avrà una durata di tre anni; e si tradurrà nell’organizzazione di eventi che intendono promuovere l’insieme delle eccellenze della gastronomia sulla scena mondiale. Se ne prevedono almeno un ventina, nel prossimo futuro, e toccheranno le capitali gourmet di tutto il mondo: Parigi, New York, Shanghai, Tokyo… E naturalmente coinvolgeranno i migliori chef internazionali.

    Un po’ di storia. La liaison tra Blancpain e i grandi cuochi risale al 1986, quindi molto prima che l’alta cucina fosse celebrata come fenomeno mediatico. All’epoca, la manifattura orologiera – tra le più antiche del mondo: è stata fondata nel 1735 – realizzò un modello speciale per Frédy Girardet, quando fu premiato come “miglior chef del mondo”.

    Tre anni dopo, di nuovo rese omaggio con altri esemplari-ricordo anche agli “chef del secolo” Paul Bocuse, Joël Robuchon e lo stesso Girardet. Da quel momento, l’orologio Blancpain è diventato il compagno inseparabile, in cucina e al polso, delle più scintillanti stelle Michelin. Grandi chef di ieri e di oggi: dallo spagnolo Martín Berasategui al francese Julien Royer, dal tedesco Holger Bodendorf fino agli svizzeri Marie Robert ed Edgard Bovier.

    Del resto, l’art de vivre della manifattura svizzera si basa su valori fondamentali condivisi con l’alta cucina. Dei “credo” fondanti quali la ricerca dell’eccellenza, la valorizzazione del territorio, il recupero delle tradizioni, l’irrinunciabile attaccamento all’artigianato. Unico è invece il rispetto per l’ambiente, che per Blancpain significa sostenere la salvaguardia degli oceani con il programma Blancpain Ocean Commitment.

    Comunque l’art de vivre secondo Blancpain non si limita solo alla simbiosi con le toques blanches ma si rivolge anche alla migliore hôtellerie. La casa elvetica è infatti partner sia di Relais & Châteaux sia di The Leading Hotels of the World. Ovvero le più prestigiose catene alberghiere a livello mondiale, che offrono soggiorni esclusivi in ambienti lussuosi, tra dimore storiche e safari camp, hotel di charme in città d’arte e resort in alta quota.

    Luoghi unici che includono esperienze culinarie altrettanto uniche. Perché un simile stile di vita sontuoso ha come fulcro proprio le tavole dei ristoranti. E coinvolge – per citare Philippe Gombert, Presidente di Relais & Châteaux – “anche i produttori locali, gli agricoltori, i formaggiai, i pescatori, i viticoltori… E tutti coloro che contribuiscono a fare di un pranzo una festa dei sensi e un momento di gioia condivisa”. Art de vivre, appunto.

  • Fridays for Future:  Blancpain Ocean Commitment

    Fridays for Future: Blancpain Ocean Commitment

    L’Italia è sotto la morsa del maltempo, da nord a sud intere zone vengono flagellate da bombe d’acqua. A Venezia l’acqua alta ha raggiunto livelli che non si vedevano dal 1966, danneggiando opere di inestimabile valore. In Sicilia intere spiagge e stabilimenti balneari sono stati distrutti da violente mareggiate, portando alla luce ciò che, ahimè, giace nei nostri mari. E cioè intere distese di plastica. Scolapasta, bottiglie e giocattoli si distinguono ad occhio nudo. Ma, seppur ci impressionino molto, non sono questi oggetti a dover fare paura, quanto le micro-plastiche che ormai “popolano” mari e oceani distruggendo la flora e la fauna subacquee.

    Esiste un marchio di alta orologeria che della tutela degli oceani e delle specie marine ha fatto un must: parliamo di Blancpain. Siamo nel 1953, anno di nascita del leggendario Fifty Fathoms: il primo orologio subacqueo moderno, che segnerà un punto di svolta nella storia e nel design dei modelli diver.  Dal lancio di quel primo esemplare, il passo verso l’innamoramento per il mondo marino è breve. Blancpain instaura da subito relazioni profonde con esploratori subacquei, scienziati di spicco e fotografi.  

    E la vocazione ambientalista si fa ancora più decisa dopo l’ingresso della maison nella galassia Swatch Group, quando le redini passano nelle mani di Marc Hayek. Giovane, sportivo, Marc pratica dive è appassionato soprattutto di immersioni subacquee. Il suo obiettivo è sostenere iniziative volte alla conservazione degli oceani e all’informazione dell’opinione pubblica. Un impegno che prende il nome di Blancpain Ocean Commitment. E si realizza concretamente in diverse iniziative, che ad oggi vantano numeri importanti: 11 aree marine protette e 19 spedizioni scientifiche, oltre a svariati eventi a sostegno del progetto. Per esempio le spedizioni a fianco della National Geographic Society e la partnership con il World Ocean Summit.

    Blancpain è fermamente convinto che la consapevolezza del pubblico sia vitale per raggiungere gli obiettivi di conservazione e protezione degli oceani del mondo. E, partendo da questo presupposto, sostiene artisti/scienziati visionari che hanno fatto della fotografia subacquea la loro missione. Laurent Ballesta è uno scienziato marino, illustre fotografo subacqueo e pioniere nell’uso di nuove attrezzature da immersione. Il supporto del Blancpain Ocean Commitment gli ha permesso di capitalizzare i propri talenti attraverso il progetto Gombessa, concepito per far progredire la comprensione da parte del pubblico di ecosistemi sottomarini fino ad allora inaccessibili e vagamente studiati. Il progetto ha già dato origine a cinque grandi spedizioni, l’ultima nel nostro mar Mediterraneo lo scorso giugno.

    Ma Blancpain non si impegna solo sul territorio (o meglio, in acqua): sostiene anche importanti attività di sensibilizzazione delle coscienze. Come ad esempio la sponsorizzazione del Concorso fotografico annuale per l’Ocean World Day, a cura della fotografa Ellen Cuylaerts, che si tiene ogni anno a New York presso le Nazioni Unite; e mira a sottolineare l’importanza ecologica ed economica degli oceani sani, insieme alla necessità di proteggere il fragile ecosistema della vita sottomarina.

    In ultimo, ma non meno importante, la sponsorizzazione di The Dive Tec!, evento annuale che chiama a raduno esperti subacquei, esploratori e appassionati per scoprire e approfondire le ultime innovazioni nel settore. E non va dimenticato il pubblico, verso cui Blancpain pone la massima attenzione, e per il quale ha organizzato la mostra Blancpain Ocean Commitment. In cui racconta attraverso immagini, video e illustrazioni il proprio impegno nello sviluppo degli orologi subacquei, nonché il proprio coinvolgimento a lungo termine a favore di progetti di conservazione dell’oceano. 

     

  • Dal Fifty Fathoms Bathyscaphe all’X Fathoms

    Dal Fifty Fathoms Bathyscaphe all’X Fathoms

    E ripartiamo dalla passione per le immersioni. Che è quella di Mark Hayek, Presidente e Ceo di Blancpain nonché membro del Comitato esecutivo di Swatch Group. Che a sua volta ha fatto da eco a quella di Jean-Jacques Fiechter, Ceo della casa dal 1950 al 1980 e “inventore” del primo Blancpain Fifty Fathoms, nel ’53. Più tardi, alla fine degli anni Cinquanta, Fiechter farà nascere una seconda collezione di orologi subacquei, la Fifty Fathoms Bathyscaphe. La novità più significativa è che questa collezione propone anche modelli per donna. Gli orologi subacquei per donna sono piuttosto rari, e ancor di più lo sono i “professionali” con movimento meccanico. Quando Marc Hayek ha ritenuto che Blancpain dovesse occuparsi anche delle donne sportive “toste”, ha creato la versione contemporanea del Bathyscaphe. Era il 2013, se non erro.

    La collezione Fifty Fathoms Bathyscaphe comprende, ovviamente, molti modelli per uomo, tutti con i movimenti utilizzati nei Fifty Fathoms; per i solo tempo si tratta essenzialmente del calibro 1315, del quale si può solo dire tutto il bene possibile. Ma sarebbe pressoché impossibile alloggiare un 1315 nella cassa da 38 millimetri di un “femminile”; per cui i tecnici Blancpain hanno fatto quello che considero un vero e proprio omaggio alla donna scegliendo il calibro 1150.

    Sempre meccanico a carica automatica, questo calibro non si distingue solo per il diametro ridotto (30,6 mm il 1315 e 26,2 per l’1150), ma anche per lo spessore contenuto (rispettivamente 5,65 contro 3,25 millimetri!), che consente di considerare l’1150 come un ultrasottile. Da notare che i due calibri hanno in comune una robustezza a tutta prova e una grande precisione, pur se l’1150 ha “solo” due bariletti anziché tre. Da notare, infine, che l’1150 è quasi il gemello dell’1151 del Barakuda: muta di qualche decimo lo spessore, ma di un millimetro il diametro. E questo lascia comprendere quanto sia complicata la gestione del diametro del movimento in relazione a quella della cassa, specialmente quando sono richieste particolari doti di resistenza alla pressione.

    Dopodiché passiamo all’incredibile Blancpain X Fathoms. Presentato nel 2011, quest’orologio subacqueo possiede anche un profondimetro meccanico e un contaminuti (5) per controllare le pause di decompressione. Un orologio ancor oggi unico e sempre presente nel catalogo del marchio.

    Il funzionamento del profondimetro è concettualmente semplice: l’acqua entra in una zona in cui è presente una sottilissima membrana in metallo amorfo (per evitare fenomeni “fantasma”, ossia spostamenti non coordinati, specialmente nel caso di variazioni di temperatura) che si deforma proporzionalmente alla pressione della colonna d’acqua. Un po’ come il timpano dell’orecchio si deforma sotto la pressione dell’aria. E sempre come un orecchio, questi spostamenti vengono registrati da un sensore che può essere paragonato al martelletto e quindi trasmessi (nell’orecchio tramite gli “ossicini”, nell’orologio tramite un treno d’ingranaggi opportunamente calcolati) ad una lancetta che può essere letta su due scale, tarate fino a 90 metri.

    Il profondimetro è completato da un meccanismo (con sicura contro gli azzeramenti accidentali) per memorizzare la massima profondità raggiunta. E in più l’orologio prevede una valvola automatica per la fuoriuscita rapida dell’elio eventualmente penetrato nella cassa. Il tutto è costruito con tolleranze davvero infinitesimali, al punto che le indicazioni fornite possono essere (prudenzialmente) garantite entro i 30 centimetri di tolleranza. La descrizione dell’XFathoms è completata dall’attenzione con la quale Blancpain ha evitato le superfici lucide – a parte ovviamente l’ampio vetro zaffiro.

    E per concludere vale la pena di citare un significativo “dietro le quinte”.
    Durante la lavorazione di questo pezzo avevo bisogno di alcune foto, che ho chiesto a Blancpain. Esattamente com’era accaduto nel 2011 (quando ne avevo scritto un altro sempre a proposito dell’X Fathoms), Blancpain mi ha raccomandato più e più volte di non definire “professionale” questo orologio. Oggi come allora dico che si tratta di un orologio meccanico ad elevatissima tecnologia. Ma nessun professionista si sognerebbe di rinunciare a strumenti elettronici di precisione ben tarati e manutenuti.

    Ma tanta vivacità per evitare che un orologio così eccezionale venga considerato non professionale la dice lunga sull’onestà delle persone che lavorano per il marchio. In circostanze equivalenti quanti, in segmenti diversi dall’orologeria, avrebbero insistito per il contrario? È per questo che continuo a fidarmi di Blancpain e delle altre marche (più di quante non si sospetterebbe) che non solo consentono ai giornalisti di evitare esagerazioni, ma glielo chiedono espressamente. Tanto di cappello.

  • Blancpain Fifty Fathoms, 50 braccia sotto i mari

    Blancpain Fifty Fathoms, 50 braccia sotto i mari

    Per molto tempo l’alta orologeria ha guardato con una leggera forma di disgusto l’idea di realizzare strumenti a prova di specifiche militari anche per quanto riguarda l’impermeabilità. Con qualche illustre eccezione, come il Blancpain Fifty Fathoms. Lanciato nel 1953, era appunto un orologio subacqueo garantito impermeabile fino a 50 fathoms, un’unità di misura inglese (braccia) equivalente a 1,8288 metri.

    È interessante notare che su questa misura si innescherà una piccola polemica. 50 fathoms, infatti, sono equivalenti a 91,44 metri, mentre il Rolex Submariner, uscito nello stesso anno, era impermeabile fino a 100 metri. Se entrambe le marche avessero espresso l’impermeabilità in atmosfere, come sarebbe più corretto, anziché in metri, si sarebbe probabilmente scoperto che entrambi gli orologi potevano essere considerati come i capostipiti di una nuova tipologia. Tipologia che suscitò subito l’interesse dei militari: già pochi anni dopo, nel 1959, i test condotti da tecnici della Marina Militare statunitense approvavano le caratteristiche professionali dei Blancpain Fifty Fathoms e più tardi si aggiunsero enti militari di altre nazioni, fra cui la Francia e la Germania.

    E partiamo proprio dalla riedizione di un orologio originariamente realizzato per un’azienda (la Barakuda) che riforniva di materiale per immersioni la Marina tedesca. Bisogna chiarire subito che i 500 esemplari del Blancpain Fifty Fathoms Barakuda non sono, come spesso accade, una variante dell’edizione “di serie” con il fondello e altri dettagli rivisti per celebrare un anniversario. No, qui cominciamo dalle dimensioni (40 millimetri) e dall’estetica della cassa che sono totalmente diverse da quelle di “normale” produzione. Questo, fra l’altro, ha costretto all’adozione di un calibro di diametro ridotto: il calibro 1151 in luogo del 1315.

    Muta ovviamente la minuteria (lancette e indici), muta il quadrante e, sul piano tecnico, il vetro zaffiro bombato, introdotto da Blancpain nel 2003. Interessante, per comprendere con quale attenzione ai dettagli abbiano lavorato i progettisti, l’adozione di una particolare colorazione di Super-Luminova che imita quella dei vecchi materiali luminescenti radioattivi. L’impermeabilità è garantita fino a 30 atmosfere, a riprova che non siamo “solo” di fronte ad una edizione commemorativa, ma ad un orologio subacqueo con tutte le carte in regola.

    Dopodiché ci sono i modelli, molti, “di serie”. Ma perché tanto interesse per gli orologi subacquei da parte di Blancpain? Il marchio, in fin dei conti, era già ben conosciuto per le realizzazioni d’alta orologeria, per i movimenti complicati, per la proverbiale qualità. La risposta sta nella passione di Marc Hayek, Presidente e Ceo di Blancpain. Figlio di Nayla Hayek e nipote de fondatore del gruppo – Nicolas G. Hayek –, Marc è sempre stato uno sportivo con due passioni principali: il mare e i motori.

    Ha corso in Lamborghini con buoni risultati (a suo tempo Blancpain produsse alcuni orologi in collaborazione con il marchio di automobili), ma soprattutto è un sub quasi professionale. E gli orologi subacquei nascono proprio dalla sua passione per il mare che, da appassionato vero, non occasionale, ha portato Blancpain non solo a sponsorizzare eventi e record (soprattutto di apnea), ma anche ad un continuo sostegno per iniziative come l’Ocean Committement, tese alla protezione e alla conservazione dei mari. Tutto questo senza esagerazioni, senza premere troppo sull’accelerazione del marketing. Alcuni di noi, che un po’ lo conoscono, lo apprezzano anche per il carattere schivo, non autoreferenziale, che coincide con la volontà di offrire orologi solidi: veri strumenti di lavoro, prima ancora che di stupore.

    E così il primo Blancpain Fifty Fathoms 2019 è stato presentato a gennaio in una versione – quella che preferisco – con la cassa interamente in titanio. La preferisco per ragioni puramente tecniche: robustezza, leggerezza e totale resistenza ai campi magnetici. Un connubio perfetto con la robustezza e la resistenza ai campi magnetici del Calibro 1315, movimento sul quale bisogna soffermarsi.

    Meccanico a carica automatica, montato su ben 35 rubini, è un movimento di diametro e spessore non particolarmente contenuti (rispettivamente 30,6 mm e 5,65 mm) proprio per motivi di robustezza, ma anche per la presenza di tre bariletti in serie per un’autonomia i 120 ore, ossia cinque giorni. Il calibro 1315 è perfettamente rifinito (anche se le finiture non cercano gli effetti speciali) secondo le rigide regole dell’alta orologeria. Fra le sue caratteristiche di pregio ci sono la spirale in silicio e il bilanciere ad inerzia variabile con viti in oro. Ma soprattutto una precisione invidiabile, non ostante non sia certificato Cosc. Ho visto, dopo una regolazione in fabbrica, un test al crono-comparatore che mostrava una precisione fra –1,5 e +1 secondi al giorno.

    Dal momento che sono un rompiscatole di livello professionale, ho chiesto ad uno dei tecnici del laboratorio di Pisa Orologeria, a Milano, di rifare l’esperimento: regolazione e verifica. I risultati non si sono discostati da quelli ottenuti in fabbrica. Anzi, il tecnico mi ha fatto notare che con un po’ di tempo in più avrebbe potuto far di meglio. Il giorno dopo mi ha telefonato per comunicarmi di aver ottenuto scarti di +/-1 secondo alla settimana! Tanto per capirci, già il precedente risultato avrebbe ampiamente soddisfatto persino i severissimi limiti imposti dal marchio Qualité Fleurier, a loro volta ben più severi dei test Cosc. Bisogna comunque ricordare che i test di laboratorio sono quasi sempre migliori dei risultati reali.

    Bene, direi, perché con questo abbiamo appurato che il Blancpain Fifty Fathoms vale il proprio prezzo per il movimento dalle caratteristiche più uniche che rare. Poi c’è l’aspetto estetico. Non entro nel merito dei gusti personali: ovviamente non fa parte dei miei compiti. Mi limito ad osservare due caratteristiche degne di nota. La complessiva sagomatura della cassa, ricca di curve per non offrire appigli nell’attività subacquea e comunque piacevole anche al tatto. E la leggibilità seriamente ottimale in ogni condizione di luce.

    Perché quel “seriamente”? Perché anche in questo caso non si sono ricercati effetti speciali, non si cerca di strappare un oooh di stupore. Lancette, indici interni ed esterni hanno le dimensioni ben calcolate – evidentemente con l’aiuto di esperti sub – per la migliore leggibilità possibile. Ancora una volta lo strumento di lavoro ha la precedenza, pur se quanti cercano i fuochi d’artificio possono trovarli in versioni come quella con cassa in oro e quadrante in ceramica blu.

    In ogni caso consiglio un’esplorazione del sito per rendersi conto quanti siano i modelli a disposizione (in tutto 72), fra cui ne spiccano due di particolare interesse. Primo, il Fifty Fathoms Batyscaphe nella dimensione adatta ai polsi femminili. E, secondo, il sogno nel cassetto di molti, moltissimi appassionati del mare: l’X Fathoms con profondimetro meccanico. Di entrambi parleremo fra qualche giorno.

  • Il World Ocean Summit, Blancpain e la tutela dell’oro blu

    Il World Ocean Summit, Blancpain e la tutela dell’oro blu

    Abbiamo tecnologie sempre più sofisticate, l’agricoltura cellulare, l’intelligenza artificiale, i carburanti alternativi. E poi ci sono gli investitori, che tra l’altro secondo la New Climate Economy (una partnership globale di istituti di ricerca) impegneranno 90 milioni di dollari in infrastrutture oceaniche da oggi ai prossimi 15 anni. Stiamo, forse, passando dalle parole ai fatti. È con uno spirito di cauto ottimistico che si è chiusa la sesta edizione del World Ocean Summit, organizzata dall’Economist Group con un parterre di sostenitori istituzionali e privati. Più di 700 partecipanti, tra cui 65 relatori provenienti da oltre 50 Paesi, si sono confrontati per tre giorni, da martedì 5 a giovedì 7 marzo, sul futuro degli oceani, per trovare soluzioni su come tutelare l’oro blu, cercando di conciliare due parole troppo spesso in contraddizione: sviluppo e sostenibilità.

    Sostenitore fondatore del World Ocean Summit, fin dalla prima edizione del 2012, è Blancpain, sensibile ai grandi temi dei mari fin dal lancio del leggendario Fifty Fathoms, nel 1953, che ha lasciato il segno come il primo orologio subacqueo moderno al mondo. Lavorando a stretto contatto con subacquei, scienziati, esploratori subacquei, ambientalisti e fotografi, Blancpain sostiene da tempo spedizioni esplorative come le Pristine Seas Expeditions (maggio 2011-maggio 2016) e le Gombessa Expeditions di Laurent Ballesta, che studia, fotografa e filma specie sottomarine rare. Ogni anno, la marca pubblica l’edizione Fifty Fathoms dedicata al mondo sottomarino, nel tentativo di aumentare la conoscenza e la preoccupazione delle persone sull’oceano.

    Insomma, l’esplorazione e la salvaguardia degli oceani sono diventate due missioni parallele per il Blancpain Ocean Commitment. Nel 2014, il presidente e amministratore delegato del marchio, Marc A. Hayek, ha presentato una prima serie di orologi Blancpain Ocean Commitment (BOC) in edizione limitata, rilanciata nel 2016 e nel 2018 con l’impegno di devolvere 1000 euro alle cause degli oceani per ogni segnatempo venduto. Una serie di gocce nell’oceano che possono concorrere alla causa comune. Il significativo impegno dei privati è stato d’altronde ripetutamente sollecitato durante la tre giorni appena conclusa.

    Costruire ponti – per promuovere uno sforzo collettivo a tutela del mare, ma anche uno sviluppo economico della blue economy: questo il tema del sesto summit che si è svolto ad Abu Dhabi. Una sede intensamente significativa. Non solo perché lì c’è la barriera corallina, ci sono le perle e praterie di erba marina che forniscono servizi preziosi di fronte ai cambiamenti climatici. O perché nel deserto, con un tasso annuo di precipitazioni di circa 100 mm, è in corso una riduzione delle riserve di acque sotterranee. Ricordiamo anche che grazie all’altro oro, quello nero, con un dispendio energetico e un impatto sull’ambiente molto pesanti – il 20 per cento dell’energia della regione -, per avere l’acqua potabile viene dissalata senza limiti l’acqua del mare, con conseguenti danni anche all’ecosistema marino.

    Una situazione destinata a peggiorare, visto che gli Emirati Arabi sono tra i maggiori consumatori pro capite di acqua al mondo (secondo il governo locale il consumo giornaliero è di 500 litri a persona), e la popolazione, in costante crescita, dovrebbe raggiungere i 10,4 milioni di persone entro i prossimi due anni. Lì, dunque, più che altrove, non c’è tempo da perdere. Gli esperti del World Ocean Summit negli Emirati Arabi Uniti hanno chiesto “cambiamenti radicali” per garantire la salute futura dei nostri oceani. L’Agenzia per l’ambiente di Abu Dhabi ha annunciato un nuovo piano per la ripresa della pesca e il suo impegno nella lotta all’inquinamento marino procurato dalla plastica. Nelle scuole si comincia finalmente a parlare di risparmio idrico. Le istituzioni hanno messo a punto una Strategia di sicurezza idrica con l’obiettivo di ridurre della metà il consumo medio pro-capite entro il 2036.

    I progetti di blue economy, settore che sta attraendo sempre più investimenti in tutto il mondo, negli Emirati sono parecchi, e si stanno concentrando in particolare sulla dissalazione del mare utilizzando l’energia solare. Intanto il Paese sta investendo molto in questa tecnica capace di aumentare la probabilità e l’intensità delle piogge fino anche al 35%. Al World Ocean Summit è stata annunciata la creazione di una nuova Blue Prosperity Coalition, con l’obiettivo di raggiungere l’ambizioso obiettivo di proteggere il 30 per cento degli oceani del mondo.

    Sono state condivise le migliori pratiche per la riduzione dei rifiuti in plastica che finiscono in mare. Ed è stata lanciata la piattaforma Urban Ocean che coinvolgerà tutte le organizzazioni che si occupano di mare. Meccanismi di finanziamento innovativi e partnership internazionali sosterranno la maggior parte di questi progetti. Moltissimi i rappresentanti della finanza che a Abu Dhabi hanno incontrato rappresentanti dei governi e delle Ong, scienziati e imprenditori. Ma è evidente che occorre uno sforzo collettivo per costruire un’economica oceanica sostenibile.

  • San Valentino, un orologio come pegno d’amore

    San Valentino, un orologio come pegno d’amore

    Se un gesto vale più di mille parole, certi gesti possono avere infiniti significati: come regalare “a Lei” un orologio per San Valentino. Un’azione ad alto tasso simbolico. E non solo perché Lei penserà a voi ogni volta che leggerà l’ora, ogni volta che si guarderà il polso. Non ve la caverete con così poco. Se è un’inguaribile romantica, potrebbe credere che il vostro dono alluda a qualcos’altro, nasconda implicitamente diversi messaggi. Noi donne abbiamo una mente complessa, i fatti ci portano a chiedere perché, le associazioni di idee ci vengono spontanee.

    Rifletteteci. L’orologio è un oggetto simbolo: l’emblema del tempo. Regalare un orologio allora potrebbe voler dire “regalare il tempo”. Il proprio tempo. Quasi una promessa, che trascende l’idea di passato-presente-futuro. Perché rimanda ai momenti felici trascorsi insieme, al voler condividere il “qui e ora”, al desiderio di restarle vicino nei giorni che verranno. Una sorta di impegno per un legame inscindibile. Occhio, potrebbe essere inteso suppergiù come un anello di fidanzamento. Forse meno conclamato, ma altrettanto eloquente.

    E poi c’è la questione del ticchettio. State regalando un oggetto meccanico dall’intrinseca magia, capace di scandire un istante dietro l’altro grazie a chissà quali, misteriosi, ingranaggi. Dotato di “vita propria”, espressa con un suono preciso, puntuale, pulsante. Tic-tac tic-tac, attimo dopo attimo dopo attimo. Cosa vi ricorda? Un cuore, certo, che batte solo per Lei, e che Lei potrebbe considerare simbolo del vostro. Impossibile resistere alla forza evocatrice di questa immagine: se volevate conquistarla, ce l’avete fatta.

    Non è un caso, infatti, che gli orologi per San Valentino (almeno quelli femminili) siano spesso decorati proprio dal cuore. Cuore-amore non è solo una rima poetica: è una combinazione vincente, l’unione di forma e contenuto, una potente allegoria. Un “segno”, direbbe Saussure (che non per niente era svizzero). Sempre più irresistibile quanto più prezioso: mai sottovalutare il potere dei gioielli.

    Lo sanno bene le case di orologeria, che ormai da anni per San Valentino realizzano specifici esemplari, con tutti gli stereotipi del caso. A cominciare dalla scelta cromatica: rosso, perlopiù (il colore dell’amore) o al limite rosa (il colore femminile per eccellenza). Che riguarda il cinturino, le pietre incastonate, perfino le sfumature dell’oro o della madreperla. Del resto, non dimentichiamolo, la festa degli innamorati ha anche un enorme valore commerciale (non bisogna essere cinici per riconoscerlo). Soprattutto nei paesi dell’Estremo Oriente.

    Tra le novità uscite quest’anno per San Valentino, quindi, meritano una segnalazione gli orologi dei marchi alto di gamma di Swatch Group. Perché interpretano con fedeltà il tema, ma meno pedissequamente di altri. Rispettano cioè l’immaginario comune, però lo rivedono con una buona dose di creatività, di originalità. In chiave personale, secondo la sensibilità della marca (tant’è che nascono sempre all’interno di collezioni già esistenti). Oggetti da sogno per noi comuni mortali. Resi ancora più esclusivi, quindi desiderabili, dalla produzione in piccole serie limitate.

    Blancpain, per esempio, nel Villeret Quantième Phases de Lune introduce due piccoli/grandi dettagli: la lancetta centrale dei secondi (trotteuse) fatta come una freccia di Cupido, con tanto di contrappeso a forma di piume; e un micro-cuore laccato di rosso per l’indicazione della data. Tanto basta per dare un’allure romantica all’intero orologio.

    Breguet, invece, rielabora il Reine de Naples in senso cromatico, con un’estetica giocata sulla tonalità malva. Dal cinturino in pelle di alligatore allo zaffiro cabochon sulla corona, dalle sfumature della madreperla fino al cielo trapunto di stelle (nelle fasi di luna), ovunque ritorna la stessa monocromia. Inequivocabilmente femminile, tutt’altro che banale.

    Mentre Glashütte Original crea un Lady Serenade che stempera il rigido perfezionismo teutonico con un raffinatissimo look rosso fuoco. Merito della lunetta tempestata di rubini (52, uno per ogni settimana dell’anno, per un totale di 1.22 carati), dalla tonalità calda e profonda. Da notare anche il simbolo dell’infinito sul contrappeso della lancetta centrale dei secondi, dall’ovvio significato.

    Quindi Jaquet Droz, che declina un Lady 8 Petite in versione “Ruby”. Fatto cioè con radice di rubino (una variante opaca della gemma), tagliata ad hoc per il quadrante, la sfera a ore 12, in grado di ruotare su se stessa, e il cabochon della corona. Ludico come sempre, ma di grande effetto – grazie anche al perfetto accordo con il colore del cinturino.

    Un cenno infine sulla meccanica. Questi quattro orologi montano tutti movimenti di manifattura. Diversi per caratteristiche tecniche, ma costruiti con lo stesso intento, tipico della grande orologeria di tradizione: sfidare il trascorrere del tempo, funzionare il più a lungo possibile, nei secoli. Una dichiarazione di eternità che si trasmette anche al vostro regalo di San Valentino e lo carica di significato. Perché un orologio è per sempre, proprio come il vostro amore. E su questo ogni dubbio è vietato di default. Almeno nella sua mente…