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  • Orologi a carica solare: oltre i miti del marketing e del finto ecologismo

    Orologi a carica solare: oltre i miti del marketing e del finto ecologismo

    La stagione è favorevole: parliamo degli orologi a carica solare. Quegli orologi con movimento al quarzo dotati di micro-celle fotovoltaiche integrate, che catturano la luce ambientale e la trasformano in elettricità… e che quindi funzionano senza pila. Parliamone, sì, ma in modo serio e trasparente, senza credere passivamente agli slogan del marketing come fossero oro colato. “La perfetta fusione tra l’eccellenza dell’ingegneria orologiera e la sostenibilità ambientale”, dicono. Ma sarà vero? Facciamo un po’ di chiarezza.

    Mezzo secolo di evoluzione della carica solare

    Gli orologi a carica solare hanno segnato una gran bella innovazione tecnologica, su questo siamo tutti d’accordo. Nascono negli anni ’70, dopo che la rivoluzione del quarzo aveva già ridefinito i concetti di precisione e di accessibilità economica. Il primo orologio da polso alimentato da pannelli solari fu il Synchronar 2100, ideato dall’ingegnere americano Roger W. Riehl e lanciato sul mercato nel 1972 (con prototipi e brevetti avviati a partire dal 1968).

    Poco dopo, arrivò Citizen con il Crystron Solar Cell (modello SCQ-8629), commercializzato nel settembre del 1976, con otto mini-pannelli fotovoltaici sul quadrante capaci di catturare la luce per alimentare il circuito integrato. Una tecnologia che ha gettato le basi per quello che in seguito il colosso giapponese ha poi ribattezzato “Eco-Drive”. Via via aggiornata nel tempo in modo profondo e costante, L’Eco-Drive ha raggiunto i livelli di miniaturizzazione, di integrazione, di precisione estrema (il calibro 0100 ha uno scarto di +/- 1 secondo all’anno) e di lunghissima autonomia (in certi casi, fino a 365 giorni) che tutti noi conosciamo.

    L’illusione della sostenibilità: il fattore smaltimento

    Bene. Ma smettiamola di definire gli orologi a carica solare come “ecologici”, “sostenibili” o con altri aggettivi che vanno tanto di moda per far leva su chiunque sia dotato di sensibilità ambientale, in primis la GenZ. Sinceramente, questa tecnologia non ha bisogno di un greenwashing.

    Le argomentazioni millantate dalle campagne marketing si basano sul calcolo del volume dei rifiuti nell’arco di vita dell’oggetto. Vale a dire: un orologio al quarzo standard consuma dalle 4 alle 10 batterie “usa e getta” in 20 anni. Milioni di queste batterie finiscono spesso per non essere riciclate correttamente. Nello stesso periodo, invece, un orologio a carica solare usa un solo accumulatore – e basta. Riduce quindi la quantità di rifiuti chimici prodotti periodicamente durante il lungo periodo di utilizzo.

    Vero. Ma l’analisi del reale impatto ambientale di un oggetto deve considerare l’intero ciclo di vita, non solo l’uso quotidiano. E quindi è obbligatorio chiedersi: e a fine vita? Qualsiasi orologio moderno a movimento elettronico (che sia solare, a batteria standard ma anche uno smartwatch) è a tutti gli effetti un RAEE (Rifiuto da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Quando smette di funzionare, non può essere gettato nei rifiuti generici proprio per i componenti montati al suo interno.

    Contiene infatti circuiti integrati e quarzo, elementi chimici e metalli che richiedono un trattamento speciale. E soprattutto l’accumulatore, che durerà pure 15-20 anni, ma è pur sempre una batteria ricaricabile al litio o al titanio: in quanto tale va smaltita separatamente per evitare l’inquinamento da metalli pesanti. Alla faccia dell’ecologico.

    I veri vantaggi: manutenzione minima ed efficienza

    Nella realtà dei fatti, i vantaggi del fotovoltaico in orologeria stanno altrove. Scegliere un orologio a carica solare significa infatti affidarsi a un meccanismo autonomo, preciso e capace di durare decenni senza mai aprire la cassa, preservandone l’impermeabilità originale. A patto di cambiare le guarnizioni, s’intende…

    E, poi, gli orologi a carica solare sono estremamente affidabili. Puoi anche dimenticarteli per mesi sopra il comodino: quando li andrai a recuperare, li troverai ancora perfettamente funzionanti e non avrai neppure bisogno di rimetterli all’ora. A patto di non chiuderli nel buio profondo di un cassetto, ma di lasciarli esposti alla luce della stanza – quale che sia: naturale o artificiale, poco importa.

    È per questi motivi che riteniamo la carica solare una tecnologia molto interessante, al netto delle esagerazioni del marketing. Per dimostrarvelo, abbiamo selezionato in totale libertà alcuni modelli che, secondo noi della redazione, restituiscono una reale fotografia del mercato. Troverete di tutto: dallo sportivo di tendenza al diver professionale, dal cronografo pronto per l’avventura fino al modello minimalista adatto alla vita in città. A voi la scelta.

    7 orologi a carica solare

    CITIZEN Promaster Diver’s Eco-Drive Light in Black Limited Edition La famosa collezione di orologi sportivi professionali si arricchisce con un nuovo subacqueo impermeabile fino a 20 atm. L’estetica d’impatto è dominata dal contrasto tra la finitura nera opaca di cassa (40 mm) e bracciale in acciaio con la lucida tonalità oro giallo di corona e lunetta girevole unidirezionale. Il quadrante gioca con luci e ombre grazie a tagli trasversali e spazzolature che sfumano dal nero al grigio, su cui risaltano indici e lancette luminescenti. Il “motore” è il calibro E168 con tecnologia Eco-Drive, che proprio in questo 2026 celebra 50 anni di storia. Per l’Italia sono disponibili 500 esemplari. 399 euro.

    CITIZEN Promaster Navihawk
    La linea professionale “Sky” si amplia con un nuovo pilot che coniuga funzionalità avanzate e comfort ottimizzato. Realizzato interamente in acciaio, ha la cassa da 40 mm (per 13 di spessore) impermeabile fino a 20 atm, con quadrante soleil e regolo calcolatore sulla lunetta girevole. È equipaggiato dal calibro Eco Drive B620, che offre 270 giorni di autonomia e integra un cronografo a 1/5 di secondo. È completato da un robusto bracciale con chiusura di sicurezza. 399 euro.

    TISSOT PRC 100 Solar
    Quando è uscito, lo scorso anno, ha fatto scalpore. Per l’esclusiva tecnologia Lightmaster Solar, che la prima volta utilizza un reticolo di micro-celle solari applicate alla superficie interna del vetro zaffiro. La cassa misura 39 mm di diametro ed è impermeabile fino a 10 atm, il movimento è il calibro F06.615 prodotto da Eta. Con un’esposizione alla luce diretta del sole per un minuto, si ottengono 24 ore di autonomia, mentre la carica completa assicura 14 mesi di funzionamento. In 8 versioni, anche Pvd nero o con dettagli bicolore, con bracciale in acciaio o con cinturino in pelle. Da 445 euro.

    FREDERIQUE CONSTANT Classics Moneta Solarmetre
    È il primo esemplare della Marca dotato di carica solare. Grazie al calibro FC-120, un movimento ultrasottile sviluppato “in casa” con La Joux-Perret, garantisce 10 mesi di autonomia, anche se in totale oscurità. E ha ottimi tempi di ricarica: bastano 10 secondi di esposizione per rimetterlo in funzione e un solo minuto per coprire un’intera giornata. La cassa in acciaio misura 39 mm e presenta il tipico réhaut scanalato. Il quadrante grené esiste in blu ghiaccio, bordeaux e bianco nuvola. Ogni modello è provvisto di cinturino in pelle stampa alligatore e bracciale in acciaio in maglia milanese, intercambibili. 1.150 euro.

    MAURICE LACROIX Pontos S Solar Date
    Nuova line extension per la collezione più sportiva del Marchio. Sia nella versione “tre lancette” che nel cronografo, la robusta cassa in acciaio anche Pvd nero misura 42 mm di diametro ed è impermeabile fino a 20 atm. Il movimento è il calibro Ronda 215 (oppure Ronda 2040.D), con 8 (o 5) mesi di autonomia anche se lasciato al buio. Il quadrante fumé traslucido ha una trasparenza del 20/30%, studiata proprio per far passare la luce verso le celle solari, ed esiste in nero o blu, abbinato alla lunetta in alluminio. Si può scegliere anche fra il cinturino coordinato in gomma o il bracciale in acciaio a 5 file. Da 1.190 euro.

    TAG HEUER Formula 1 Solargraph
    Reinterpreta il celebre esemplare del 1986 con materiali innovativi e una tecnologia d’avanguardia. La cassa da 38 mm è in Polylight sabbiato – una bio-poliammide sviluppata “in casa”, leggera ma resistente a urti e graffi – ed è impermeabile fino a 10 atm. Monta il calibro TH50-00, dalle ottime prestazioni: un solo minuto di esposizione luminosa garantisce un’intera giornata di funzionamento, mentre una carica completa assicura ben 10 mesi di autonomia al buio totale. In cinque nuove versioni dai colori pastello – tre con cassa e bracciale in acciaio, anche con indici incastonati. Da 1.950 euro.

    TAG Heuer Aquaracer Professional Solargraph 200
    Evoluzione della storica e celeberrima famiglia di subacquei, questa nuova generazione ha la cassa da 40 mm impermeabile fino a 20 atm, ma osa dal punto di vista dei materiali: accanto all’acciaio spiccano le versioni in titanio grado 2 o grado 5, con accenti colorati o perfino in oro rosa. All’interno ospita sempre il calibro TH50-00, co-sviluppato in collaborazione con la storica manifattura svizzera La Joux-Perret. Esiste anche in molteplici versioni da 28 mm, perfino impreziosite di diamanti, impermeabili però fino a 10 atm. Da 3.000 euro.

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 05/08/2026

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 05/08/2026

    Ancora un’ultima puntata di Latest prima di andare tutti in vacanza. Pensavamo di aver finito con quella di due settimane fa, ma facevamo i conti senza l’oste: la volontà delle case di orologeria di lanciare novità anche a estate inoltrata, per sfruttare appieno il periodo in cui è irresistibile il desiderio di prendersi qualcosa di nuovo da portare in ferie. Del resto luglio e agosto sono da sempre un momento clou per le vendite, almeno in Italia… In queste Latest ecco quindi una serie di orologi tipicamente “estivi”, fra subacquei, gmt e cronografi – simbolo di viaggi, di relax e di cazzeggio, al mare o in montagna poco importa. Non potevano mancare naturalmente gli esemplari ricchi di complicazioni e di métier d’art, per far felici anche i collezionisti più facoltosi. Date un’occhiata qui sotto e scriveteci cosa ne pensate sui nostri social. Buone vacanze!

    Latest… solo per pochi

    ROGER DUBUIS Excalibur The Kabuto Legacy
    Un omaggio alla storia del Giappone. Gli indici delle ore sono sostituiti da miniature degli elmi dei samurai (kabuto), scolpiti a mano nell’oro; sul fondello le loro insegne; al centro del quadrante una rappresentazione stilizzata in blu indaco del Castello di Edo. La cassa di 45 mm in oro rosa ospita il calibro RD821, a carica automatica e con 60 ore di autonomia. Edizione limitata a 28 esemplari, fregiati del Punzone di Ginevra. Prezzo non dichiarato, ma le fonti in Rete lo accreditano a 413.500 euro (tasse escluse).

    H. MOSER & CIE. Endeavour Minute Repeater Cylindrical Tourbillon Skeleton Cosmic Rain Un super-complicato poetico, che sembra voglia festeggiare lo sciame delle Perseidi. Le indicazioni orarie si trovano sul sotto-quadrante bombato e decentrato a ore 2, in vetro avventurina con intarsi in madreperla che evocano una pioggia di stelle cadenti. Quanto al resto, la cassa di 40 mm in titanio grado 5 mostra quasi interamente gli oltre 400 componenti del calibro HMC 909, a carica manuale, con tourbillon e ripetizione minuti. Edizione limitata a 20 esemplari, 378.350 franchi svizzeri.

    Latest attorno a 10mila / 5mila euro

    TAG HEUER Carrera Chronograph x Team Ikuzawa
    Nato dalla collaborazione con Team Ikuzawa e Bamford Watch Department, riprende i codici stilistici degli storici cronometri Roadmaster, usati dalla scuderia simbolo delle corse nipponiche negli anni ’70 e ’80. La cassa da 39 mm si basa sull’apprezzata architettura glassbox che lascia massima visibilità al quadrante, in cui il contatore dei minuti crono in rosso spicca sullo sfondo bianco. Monta il calibro Calibro TH20-10, con ruota a colonne e 80 ore di autonomia. Il packaging include anche due cinturini, in pelle o in tessuto. Edizione limitata di 150 esemplari, già esaurito online, 10.450 euro.

    BELL & ROSS BR-05 GMT Green Steel
    La linea urban del Marchio si arricchisce per quanti quest’estate faranno un viaggio “vero” – oltreoceano o intercontinentale. Cassa da 41 mm in acciaio e bracciale integrato, l’orologio si distingue per il quadrante soleil verde salvia, ottenuto attraverso uno speciale processo di verniciatura a tre fasi, e per il réhaut bicolore che riporta la funzione giorno/notte. Il movimento automatico è il calibro BR-CAL.302-1 (base Sellita SW300-1) con 54 ore di autonomia e, ovviamente, un secondo fuso orario. 5.800 euro.

    LEBOIS & CO. Heritage Atelier Small Seconds
    La collezione si amplia con due nuovi modelli realizzati in partnership con lo specialista elvetico GT Cadrans. Due le texture protagoniste del quadrante: il classico motivo guilloché a Clou de Paris (accanto) e la trama del biscotto olandese Stroopwafel (in alto). La cassa da 37,8 mm in acciaio ospita un movimento automatico, calibro LC-350 (base Sellita SW360-1), con 56 ore di autonomia, piccoli secondi e certificato ufficiale di cronometro del Cosc. In pre-vendita fino al 10 agosto, 5.500 euro.

    Latest da 3mila a mille euro

    PERRELET Weekend GMT Atlas
    Realizzato in collaborazione con IFL – atelier creativo indipendente di Dubai, fondato da Karar Aimer -, reinterpreta il tema della complicazione per grandi viaggiatori in chiave artistica. Il quadrante dipinto a mano evoca il viaggio attraverso simboli e figure: una rosa dei venti circondata da una ricca composizione in miniatura, con delfini, vegetazione tropicale e la piana di Giza. La cassa in acciaio da 39 mm di diametro racchiude il calibro Perrelet P-401, sviluppato in esclusiva da Soprod, a carica automatica e con secondo fuso orario. Edizione limitata di 50 esemplari, 2.950 euro.

    BAUME&MERCIER Hampton XS
    Un grande classico ispirato al design Art Déco ora in formato mini. La cassa “di forma” riduce le dimensioni fino a raggiungere i 17,75 x 28 mm, e solo 6,3 di spessore grazie alla presenza del movimento al quarzo Swiss made (calibro Ronda 751, con autonomia di 5 anni). L’orologio è declinato in diverse referenze, dalla più basic alla più preziosa – con brancard incastonati di diamanti e bracciale in acciaio. Da 1.350 euro.

    VENEZIANICO Nereide Tigris
    La vocazione subacquea è quella di sempre, ma il look è più prezioso che mai. Il quadrante è in occhio di tigre: una pietra dura dalle sfumature calde e cangianti, lavorata a getto d’acqua fino a uno spessore di 0,4 mm e applicata sulla base in ottone. Le particolari venature e il fenomeno del gatteggiamento rendono ogni esemplare un pezzo unico. La cassa di 42 mm in acciaio 316L satinato è impermeabile fino a 20 bar e ha la lunetta girevole unidirezionale resistente ai graffi grazie all’inserto in tungsteno lucido (durezza: 9/10 sulla scala Mohs). È azionato da un calibro Sellita SW200-1, a carica automatica. 1.295 euro.

    Latest a meno di 1.000 euro

    BALTIC Aquascaphe MK2
    La seconda generazione del diver uscito sette anni fa si articola in un’intera famiglia di orologi, dall’upgrade tecnico ed estetico. La cassa è disponibile in due formati: 37 e 39,5 mm, sempre in acciaio 316L, impermeabile fino a 20 atm e con la ghiera girevole unidirezionale in vetro zaffiro. Il quadrante, ben leggibile in tutte le condizioni di luce, esiste in blu, verde, grigio e warm silver. L’orologio si allaccia al polso con il cinturino Rubber Classic in caucciù Fkm dal colore coordinato oppure con il bracciale in acciaio, Grains de riz o Flat link. Graditissima la possibilità di scelta del movimento automatico: con datario (calibro Miyota 9015) o senza (Miyota 9039). Da 756 euro.

    CITIZEN Tsuyosa Shore Limited Edition
    La collezione bestseller affianca alle linee sportive un’estetica d’ispirazione vintage. Segni distintivi: il quadrante grené sfumato, dal grigio al nero, a contrasto con i dettagli color oro. Interamente in acciaio, ha la cassa da 40 mm impermeabile fino a 10 atm con la lunetta girevole unidirezionale e il bracciale a tre maglie, con i link centrali lucidi. È animato da un calibro 8210 a carica automatica, realizzato da Miyota. In 12mila esemplari worldwide, di cui 1.800 in Italia. 379 euro.

    FESTINA Boyfriend
    Atto d’esordio di una collezione inedita, interamente giocata sul colore. Una linea di cronografi che è un tripudio di freschissime monocromie – come il verde menta, l’azzurro, il turchese – o di mix cromatici a contrasto – color block dai toni acidi e lollypop. N.B. Con la cassa di 37,5 mm, impermeabile fino a 10 atm, e il movimento al quarzo, ogni esemplare è trasversale ai generi e adatto a tutti i polsi. Un autentico inno all’estate, da sfoggiare come “muletto” per tutte le vacanze. 137 euro.

  • Latest: i nuovi orologi usciti tra giugno e luglio

    Latest: i nuovi orologi usciti tra giugno e luglio

    Ben arrivato su Latest, la rubrica quindicinale de Il Giornale degli Orologi dedicata alle novità di prodotto più interessanti del mercato. In questo spazio, in continuo aggiornamento, analizziamo i lanci più importanti delle ultime settimane – in questo caso gli esemplari usciti fra l’ultima di giugno e la prima di luglio -, completi di specifiche tecniche e prezzi ufficiali. Scopri insieme a noi i nuovi modelli, a partire dalle ultime novità di Breguet e di Eberhard & Co.

    Latest oltre 50mila euro

    BREGUET Tradition Tourbillon 7047
    È uno degli esemplari lanciati per celebrare il 225° anniversario del tourbillon, brevettato da Abraham-Louis Breguet il 26 giugno 1801. E ci ha colpito per l’estetica modernissima, giocata nei toni dell’azzurro e del blu, che convive con le tecniche della tradizione, dal dispositivo fuso-catena al quadrante in smalto Grand Feu. In più il calibro 569 ha la spirale in silicio e l’indicazione dell’autonomia residua brevettata. La cassa di 41 mm è in platino. 292.500 euro.

    CORUM Heritage Coin Collection
    Il ritorno di un grande classico, realizzato per festeggiare i 250 anni dell’Indipendenza degli Stati Uniti. Una serie limitata di 50 modelli differenti, uno per ogni Stato dell’Unione e ciascuno prodotto in una tiratura limitatissima di 5 esemplari. Il quadrante uguale per tutti celebra l’anniversario, il fondello invece racconta la storia e l’identità di ogni territorio attraverso simboli, paesaggi o monumenti significativi. La cassa in oro giallo misura 39 mm, il movimento automatico è il calibro CO082. Rigorosamente per i collezionisti (soprattutto americani). 49.000 franchi svizzeri (Iva esclusa).

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Sport Chronograph Ultra-Cermet Come si evince dal nome, ha la cassa di 42,5 mm realizzata in Ultra-Cermet: un materiale composito avanzato, mix di ceramica e titanio, con una durezza di 1450 Vickers, straordinariamente resistente ma piacevole al tatto e con sfumature cangianti, dall’antracite al nero profondo. Il quadrante satinato è in Blackor con contatori Mineral Blue, mentre il movimento è il calibro PF070, a carica automatica, ad alta frequenza (36.000 alternanze/ora) e con 65 ore di autonomia, certificato cronometro dal Cosc. 40.400 franchi svizzeri (Iva esclusa).

    Latest oltre 10mila euro

    IWC Ingenieur Automatic 35 Pool
    Versione estiva del celebre “solo tempo”, acquista una nuova sfumatura di quadrante che ricorda la tonalità di una piscina sotto il sole. La cassa no gender, ispirata come sempre al design di Gérald Genta, misura 35 mm di diametro. Monta un movimento automatico, calibro 47110 (base Cartier 1847 MC personalizzato, a detta di Monochrome). Il quadrante con il caratteristico motivo a griglia interagisce con la luce, mentre il bracciale integrato ha le maglie ad H. 11.400 euro.

    Latest a meno di 10mila euro

    TAG HEUER Formula 1 Automatic Chronograph x Gulf
    I colori sono quelli celeberrimi della scuderia attiva fra gli anni ’60 e ’70, noti per aver “vestito” una storica versione del Monaco. Ma per la prima volta la livrea azzurra e arancione entra in questa linea e la converte alla meccanica. Realizzato interamente in titanio grado 2 sabbiato, il nuovo cronografo ha la cassa di 44 mm, impermeabile fino a 20 atm, e la lunetta in carbonio forgiato con scala tachimetrica. Monta un movimento automatico, il calibro 16, che riprende la configurazione e la robustezza del Valjoux 7750. In 1000 esemplari, 6.300 euro.

    Latest a meno di 5mila euro

    BELL & ROSS BR-03 Helipad
    La collezione di Flight Instrument si amplia con un esemplare che trasforma il quadrante in una pista di atterraggio per elicotteri in miniatura. Un disco rotante con la grande H indica le ore, la fusoliera segna i minuti e le pale del rotore in moto continuo tracciano i secondi. La cassa carré da 41 mm in ceramica nera microbillé è impermeabile fino a 10 atm. Il movimento automatico è il calibro BR-CAL.327 (base Sellita SW300-1). Oltre alla massima leggibilità notturna grazie ai dettagli in Super-LumiNova, da segnalare il cinturino in caucciù giallo, intercambiabile con un altro in tessuto sintetico nero. In 500 esemplari, 4.700 euro.

    EBERHARD & CO. Scafograf 200 MCMLIX
    Presentato a Watches and Wonders la scorsa primavera, è la rilettura contemporanea dello Scafograf 100, il primo modello della collezione uscito appunto nel 1959. La cassa in acciaio misura 39 mm di diametro, è impermeabile fino a 20 atm e ha la valvola di decompressione. Il movimento automatico è il calibro Sellita SW200-1. Esiste in 4 versioni: con quadrante nero o blu, ciascuno full color o sfumato. Si allaccia al polso con un cinturino in pelle idrorepellente, effetto vintage; con un bracciale Chassis in acciaio oppure in maglia milanese. In arrivo nei negozi, da 2.950 euro.

    ORIS Diver Date Olive
    Nuova versione di una delle collezioni più rappresentative della Casa di Hölstein, ispirata allo storico Divers Sixty-Five. La novità sta nel colore del quadrante – verde oliva -, per il resto tutto resta com’era. La cassa misura 39 mm di diametro ed è impermeabile fino a 20 atm, il movimento automatico è il calibro 733 (base Sellita Sw200-1), il bracciale in acciaio a tre file ha un sistema di sostituzione rapida del cinturino. In dotazione un secondo cinturino in caucciù. 2.450 euro.

    FREDERIQUE CONSTANT Classics Runabout Automatic GMT Nasce dalla collaborazione con Riva Historical Society e rende omaggio ai celebri motoscafi simbolo del jet-set internazionale fra gli anni ’50 e ’60. La cassa in acciaio lucido misura 41 mm di diametro, il quadrante ricorda il paiolato in doghe di teak. Il movimento automatico, calibro FC 350 (base Sellita SW200) è dotato di un modulo di manifattura che fornisce l’indicazione di un secondo fuso orario. Esiste anche con quadrante marrone e ciascuna versione è in serie limitata di 888 esemplari. 1.995 euro.

    Latest a meno di 500 euro

    CASIO Edifice EFK-200
    Debutta anche in Europa la terza generazione di automatici del Marchio giapponese. Segni particolari: la cassa da 38 mm con la lunetta a cuscino, e il calibro 5766 a carica automatica, con funzione stop secondi per una messa all’ora di precisione. Tra le tante versioni, al top c’è quella con cassa e quadrante in carbonio, iperleggera: pesa solo 81 grammi contro i 143 delle referenze in acciaio. Da 299 euro.

    p.s. Questo appuntamento con le Latest si arricchisce costantemente per includere tutte le novità dell’orologeria di questo periodo. Torna a a visitare la pagina nei prossimi giorni per non perdere i nuovi aggiornamenti. E raccontaci sui nostri social qual è il tuo modello preferito.

  • News orologi: fatti, volti ed eventi – 29/06/2026

    News orologi: fatti, volti ed eventi – 29/06/2026

    Benvenuto al consueto appuntamento con le News Orologi, la nostra rassegna dedicata alle novità più rilevanti e ai fatti più eclatanti successi nelle ultime settimane nel mondo delle lancette. Tanti, come al solito, i temi trattati: dallo sport alla moda, dalle notizie di corporate (nuove campagne, nuovi spazi, servizi custom made) fino all’annuncio che più di tutti ha fatto discutere gli operatori del settore: “il ritorno” di Basilea. Per saperne di più, non ti resta altro da fare che scorrere questa pagina di News orologi fino alla fine. Buona lettura!

    Le Signore del mare

    Dal 23 al 26 giugno scorsi, al largo di Palma, Maiorca, è andata in scena la Superyacht Cup Palma Richard Mille, 30a edizione della storica regata per la prima volta con il Marchio nel ruolo di Title Sponsor. Eccezionale la flotta riunita per l’occasione: 20 superyacht classici e contemporanei, in assoluto le più belle barche a vela in navigazione. Come “Rainbow” (accanto), un elegantissimo 131 piedi (quasi 40 metri) di Classe J, replica high-tech dell’originale del 1934 di Harold Vanderbilt, protagonista dell’America’s Cup dell’epoca. Che è sceso in acqua con Peter Harrison – il Ceo di Richard Mille EMEA – al timone e ha duellato con un altro J-Class, Svea. Uno spettacolo…

    Foto Lloyd Images courtesy Richard Mille

    Al polso di Pogi

    Da anni Richard Mille è legato al mondo del ciclismo. Già partner di Mathieu van der Poel e Mark Cavendish, ora accoglie in “famiglia” anche Tadej Pogačar: naturale evoluzione di un sodalizio nato spontaneamente nel 2021, con la sponsorizzazione dell’UAE Team Emirates, in cui lo sloveno era la figura di punta. Oggi, dominatore assoluto delle due ruote, vanta un palmarès eccezionale: quattro Tour de France, un Giro d’Italia e 13 Classiche Monumento… Autentiche imprese vissute con l’RM 67-02 Automatic Extra Flat al polso: un orologio sportivo ultraleggero ed ergonomico, da cui il campione sembra non si separi mai.

    Il tempo è galantuomo

    Sempre a proposito di ambasciatori, Jaeger-LeCoultre ha annunciato che Omar Sy è diventato “Amico della Maison”. L’attore e produttore francese, amatissimo dal pubblico per i suoi ruoli in Quasi Amici sul grande schermo (che gli è valso anche un Premio César) e soprattutto Lupin su Netflix, è da sempre un appassionato di orologi. E si racconta – con semplicità e senza filtri – in The Hour Before, la serie di interviste dedicata ai momenti di preparazione, incertezza e perseveranza che precedono il successo. Da vedere online sul sito ufficiale della Grande Maison.

    Occhio al premio

    Lo scorso 24 giugno, al Teatro Argentina di Roma, si è svolta l’80a edizione dei Nastri d’Argento. In questa occasione Hamilton ha premiato Andrea De Sica con l’Hamilton Behind the Camera – Nastri d’Argento: il riconoscimento, istituito con i Giornalisti Cinematografici fin dal 2013, che celebra le figure più incisive della stagione italiana sul grande schermo. Il regista è stato infatti consacrato per Gli occhi degli altri, di cui ha firmato anche il soggetto e la sceneggiatura. Quanto al resto, ha trionfato La grazia di Paolo Sorrentino, con otto premi su nove candidature… C’è bisogno di aggiungere altro?

    Foto MM courtesy Hamilton

    Fashion show

    Durante la sfilata uomo per la primavera/estate 2027, Louis Vuitton ha mandato in passerella, con due outfit diversi, il Monterey Ceramic: due nuove versioni a portachiavi dell’orologio (ri)lanciato lo scorso anno. Con la cassa a forma di ciottolo realizzata in ceramica, appunto, verde o nera, ha un movimento automatico realizzato da La Fabrique du Temps Louis Vuitton e un supporto in cuoio che permette di appenderlo dove si vuole. Non è dato sapere se usciranno anche esemplari da polso: per ora si sa solo che saranno in vendita dal 26 settembre. Ma la forma ci lascia un dubbio: che il tanto contestato AP x Swatch abbia fatto scuola?

    Su misura

    Da tempo rivolta al pubblico più esclusivo, Roger Dubuis ha aggiunto un nuovo tassello al servizio personalizzato per gli appassionati dell’alto di gamma. Ha presentato infatti Rarities, un esclusivo programma di alta orologeria riservato alla creazione di esemplari su misura. Sviluppato dai tecnici di un atelier dedicato all’interno della Manifattura di Meyrin, il progetto permette ai collezionisti di partecipare attivamente al processo creativo del proprio orologio, che diventa così un pezzo unico e irripetibile. Per celebrare questo lancio, la Maison ha svelato l’Excalibur Moonlight, ispirato ai movimenti della volta celeste.

    Stile personale

    Nuova campagna per Lotus Style, il marchio di gioielli fashion del Gruppo Festina. Prodotta da Rai Pubblicità in collaborazione con Visionaria Film, con la regia di Alex Ratto e la fotografia di Francesco Carini, è girata su un set cinematografico. Un gioco di specchi, passaggi in ascensore e scene di backstage in cui i protagonisti cambiano continuamente look, da capo a piedi. E con gli abiti anche gli accessori. Così i bijoux e gli esemplari di Lotus Watches diventano i dettagli distintivi capaci di definire carattere e personalità. Il claim? “Scegli il tuo stile, indossa il tuo Style”. Vedremo lo spot prima al cinema e sui canali digital ufficiali, poi sulle tv nazionali.

    Provaci ancora, Sam

    La notizia ha creato molto scetticismo tra gli addetti ai lavori. Due colossi mondiali dei saloni professionali, MCH Group (che organizza Art Basel e un tempo Baselworld) e Informa Markets (Jewellery & Gem World di Hong Kong) hanno ufficialmente unito le proprie forze per dare vita a una nuova piattaforma internazionale: Basilia Jewellery & Watch Fair. A detta degli organizzatori, un appuntamento strategico mirato a “colmare il divario strutturale tra l’offerta manifatturiera asiatica e la forte domanda del mercato europeo”.

    L’edizione inaugurale della manifestazione debutterà ad aprile 2027 all’interno del Padiglione 2 di Messe Basel. E prevede l’arrivo di oltre 400 espositori globali, un numero di rilievo per l’intero comparto economico. L’offerta espositiva dovrebbe essere ripartita in modo da poter rispondere alle attuali esigenze di sourcing di grossisti, dettaglianti, designer e compratori internazionali. In particolare, la fiera in teoria vedrà la presenza del 50% di espositori dedicati alla gioielleria, del 25% a gemme e pietre preziose, e dell’ultimo 25% all’orologeria.

    Parecchie le perplessità. Senza andare a rivangare i problemi di Baselworld – i costi folli per gli espositori, la gestione rigida degli organizzatori, l’atteggiamento del settore ricettivo in città, che per anni ha “spennato” visitatori e giornalisti -, sorge spontanea la domanda: il mercato è davvero pronto a dare una seconda possibilità a Basilea?

    Poi c’è la questione delle date: Basilia si terrà dall’8 all’11 aprile, in contemporanea con Watches and Wonders, che si svolge dal 5 all’11. Considerato che il Salone di Ginevra il 10 e l’11 è aperto al grande pubblico, quindi vedrà la fuga di retailer e stampa, rimangono due giorni di sovrapposizione. Ma i professionisti del settore saranno disposti a concentrare le visite tra i quasi 70 marchi del Palexpo nei primi tre giorni, per poi spostarsi in massa attraverso la Svizzera? La cosa rievoca (almeno in noi della vecchia guardia) i peggiori incubi del passato. Abbiamo ancora voglia di un simile tour-de-force?

    Ancora, parliamo di marchi: con i grandi nomi e i grandi gruppi ormai stabilmente impiantati a Ginevra, chi parteciperà a Basilia? I brand orientali? I colossi giapponesi e cinesi? I piccoli indipendenti che hanno bisogno di farsi conoscere in Europa? Comunque sia, sembra ci sia spazio solo per i marchi del segmento medio-basso del mercato. Con queste premesse, Basilia riuscirà davvero a colmare il vuoto lasciato da Baselworld? Lo farà almeno per la gioielleria? Riguardo all’orologeria, la partita sembra già persa in partenza, anche se nessuno ha le risposte in tasca. Noi men che meno. Staremo a vedere…

    News orologi in Laguna…

    IWC ha inaugurato una nuova boutique nel cuore di Venezia, in piazza San Marco 54. Lo spazio, sviluppato in collaborazione con Salvadori, si sviluppa su più livelli e include una lounge privata con vista panoramica sulla piazza, destinata alle consulenze personalizzate per collezionisti e appassionati. Per celebrare il debutto in Laguna, la Casa ha presentato una speciale edizione personalizzata del Portugieser Chronograph. Al taglio del nastro erano presenti Franziska Gsell, Chief Marketing Officer di IWC, l’ambasciatrice Marta Bassino e Olivier d’Agay, pronipote di Antoine de Saint-Exupéry. La serata si è conclusa con una cena una cena di gala curata dallo chef Alessandro Borghese.

    … e in Sicilia

    Invece TAG Heuer ha inaugurato una nuova boutique a Taormina, in partnership con Rocca 1794, in corso Umberto I, nel pieno centro dello shopping cittadino. Operativo già ai primi del mese, lo spazio è stato aperto ufficialmente il 18 giugno, alla presenza di Giorgio Damiani, Amministratore Delegato di Rocca 1794, e di Federica Taccari, General Manager Italia di TAG Heuer. Con questo settimo negozio monomarca in Italia, il Brand svizzero consolida così la propria strategia orientata alle mete turistiche di alto livello. Del resto la città siciliana rappresenta una scelta chiave per presidiare il segmento delle holiday destination del lusso…

    p.s. Le News orologi non dormono mai: anzi, sono spesso riaggiornate durante la settimana. Nei prossimi giorni, quindi, torna ancora su questa pagina per restare informato sulle novità del mondo delle lancette…

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 01/06/2026

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 01/06/2026

    È trascorso quasi un mese da quando abbiamo pubblicato le ultime Latest. Un periodo denso di uscite: sono almeno una quarantina le novità che abbiamo ricevuto in redazione. Troppe, per poterle pubblicare tutte… Nostro malgrado, quindi, abbiamo dovuto fare una drastica selezione. Prima di tutto via le edizioni “troppo” limitate, cioè inferiori ai 10 esemplari: non perché non siano interessanti, tutt’altro, ma non volevamo correre il rischio di segnalare orologi già diventati introvabili. Perlomeno non in questa Vetrina, fatta proprio per invogliare all’acquisto.

    Poi, eliminati anche i marchi più difficili da reperire, quelli che magari non sono distribuiti in Italia: certo, si possono comprare in Rete, ma magari hanno costi tale da non essere così invitanti per l’acquisto on-line. E, ancora, via gli orologi “a tempo”, quelli disponibili in vendite flash o prenotabili solo in un breve intervallo di giorni, ormai scaduti. Fatta l’opportuna scrematura, ecco il risultato: le Latest di oggi comprendono una decina di esemplari, che coprono un ampio range di prezzo e appartengono a numerose tipologie.

    Tranquillo, qualche chicca è rimasta, per accontentare chi ha comunque voglia di esclusività. Dai un’occhiata qui sotto e scoprirai cosa c’è di nuovo sul mercato. Prenditi qualche minuto per leggere i testi, non sono poi così lunghi. Se vuoi comunque saperne di più, puoi sempre andare sul sito ufficiale dell’orologio che ti interessa. Magari scrivici e facci sapere cosa ti è piaciuto di più. E soprattutto se hai intenzione di comprare qualcosa…

    Latest oltre 30mila euro

    H. MOSER & CIE Endeavour Flyback Chronograph Dual Time Date Come dice il nome: cronografo flyback, secondo fuso orario e datario, ben tre complicazioni racchiuse in un’estetica essenziale. Merito del nuovo movimento a carica manuale sviluppato da Agenhor, il calibro HMC 730. Il cronografo rinuncia ai soliti contatori per centralizzare le informazioni: la lancetta rossa misura i secondi crono, quella rodiata i minuti crono. A, centro, un disco con la freccia bianca riporta la funzione GMT. Altre caratteristiche: ruota a colonne a innesto orizzontale, doppio bariletto, 3 giorni di autonomia da monitorare con l’indicazione sul fondello. La cassa in acciaio misura 42 mm. 59mila franchi svizzeri (Iva esclusa).

    JAEGER-LECOULTRE Reverso Tribute Monoface “Or Déco Solo Tempo” Presentato lo scorso anno in versione XL, torna ora con una taglia ridotta – 24,4 x 40,1 mm -, praticamente perfetta su tutti i polsi. La cassa in oro rosa, il quadrante grené e il bracciale in maglia milanese lo rendono trasversale ai generi. Il movimento, meccanico a carica manuale, ne garantisce la sottigliezza: solo 7,56 mm di spessore. Il fondello si può personalizzare con un’incisione o una decorazione a smalto. 44.900 euro.

    VACHERON CONSTANTIN Historique Americain 1921
    Inedita versione di uno degli esemplari più rappresentativi della Maison ginevrina, per la tipica cassa coussin con la corona all’1.30 e il quadrante ruotato di 45 gradi. Rispetto alle referenze già in catalogo, le novità stanno nel materiale – l’oro rosa – e nelle indicazioni blu, che si stagliano sullo sfondo grené. Due i formati: 36,5 o 40 mm di lato. In entrambi i casi, il movimento meccanico a carica manuale è il Calibro 4400 AS, con 65 ore di aautonomia. Da 37.400 euro.

    Latest da 30mila a 10mila euro

    GRAND SEIKO Evolution 9 Spring Drive U.F.A. Ushio 300 Diver Il nome in giapponese significa marea e ben si presta per un subacqueo con il quadrante ispirato al mare per colori e pattern. Realizzato in titanio, con la cassa di 40,8 mm impermeabile fino a 30 atm, monta un nuovo Spring Drive: il calibro 9RB1, con 3 giorni di autonomia e uno scarto di +/- 20 secondi all’anno (l’acronimo sta per Ultra Fine Accuracy). Un risultato raggiunto grazie al fatto che il quarzo è stato “pre-invecchiato” per tre mesi per stabilizzarne la frequenza, e poi sigillato sottovuoto in una capsula protettiva, per eliminare gli effetti dell’umidità e dei cambi di temperatura. 12.500 euro

    GLASHÜTTE ORIGINAL Sixties Chronograph Annual Edition Un insolito colore viola, vibrante e psichedelico in omaggio agli anni ’60: ecco la caratteristica dell’edizione 2026 svelata dalla Manifattura tedesca. Per di più il quadrante è realizzato in modo particolare: il disco in bronzo è inciso con una goffratura e fresato con sottili scanalature parallele che evocano la texture dei vecchi dischi in vinile. Poi un trattamento galvanico lo riveste d’oro e quindi riceve una mano di una lacca viola traslucida, cotta in forno. La cassa in acciaio lucido misura 42 mm di diametro e ospita il Calibro 39-34, a carica automatica, costruito con tutti i sacri crismi dell’orologeria sassone. 10.100 euro.

    Latest a meno di 5mila euro

    ORIS Hölstein Edition 2026
    L’amata serie speciale, lanciata ogni anno il 1° giugno per festeggiare l’anniversario della fondazione del Marchio, questa volta si basa sul design del nuovo Artelier. Cassa di 39,5 mm in acciaio e quadrante grigio chiaro, si distingue per il contatore dei piccoli secondi, dalla finitura a specchio e con lancetta rossa, quasi a sottolineare l’importanza di ogni istante. Il movimento automatico è il Calibro 401, di manifattura, con 5 giorni di autonomia, proprietà antimagnetiche e una precisione superiore ai parametri del Cosc. Sul fondello la silhouette iridescente dell’Oris Bear spicca grazie a una lavorazione al laser brevettata insieme all’università ETH di Zurigo. In 250 esemplari, 3.800 euro.

    TAG HEUER Aquaracer Professional Solargraph
    Il brand lancia la nuova generazione di subacquei alimentati a energia luminosa, suddivisa in due linee. In acciaio, con cassa da 28 mm impermeabile fino a 10 atm, quadrante soleil blu o nero oppure madreperla bianca, con indici di diamanti. Oppure in acciaio con cassa da 40 mm impermeabile fino a 20 atm, quadrante blu, nero o verde; oppure in titanio grado 5, sempre impermeabile fino a 20 atm, con quadrante grigio. Due le versioni del movimento al quarzo: il calibro TH 50-00 o TH 51-00. Una carica completa garantisce un’autonomia fino a 10 mesi (oppure 8), la batteria è garantita 15 anni. Da 3.050 euro.

    FAVRE LEUBA Deep Raider Revival Orange
    L’estetica vintage prende ispirazione dagli anni ’60/’70, le prestazioni però sono contemporanee. La cassa in acciaio da 39 mm mantiene le proporzioni dell’originale del 1964, ma è impermeabile fino a 30 atm. La lunetta girevole unidirezionale ha l’inserto in zaffiro, gli accenti arancione del quadrante soleil richiamano la tradizione degli strumenti professionali, in cui il colore favorisce la visibilità sott’acqua. Monta un movimento automatico, calibro FLD01, con autonomia di 68 ore. Il bracciale in acciaio a cinque maglie si sostituisce facilmente con il cinturino in tessuto arancione, incluso nel packaging. 2.900 euro.

    Seiko Presage Classic Series “Craftsmanship”
    Il Marchio giapponese spegne 145 candeline. E festeggia l’anniversario con 6 serie limitate delle diverse collezioni in catalogo (Prospex, King Seiko Vanac, Astron…), colorate di dettagli in “Seiko Blue”. Tra tanti esemplari, abbiamo scelto questo perché amiamo la porcellana di Arita con cui è realizzato il quadrante. Quanto al resto, la cassa in acciaio misura 39,6 mm, mentre il movimento automatico è il Calibro 6R51 con 3 giorni di autonomia. Edizione limitata di 1500 esemplari, in vendita da luglio nelle boutique Seiko, 1.800 euro.

    BULOVA Super Seville Ladies
    L’estetica è quella degli anni Settanta, con la tipica forma a televisore. Rispetto alle referenze già in catalogo, però, la cassa è stata ristudiata nelle proporzioni per adattarsi ai polsi femminili: ora misura 25 x 29 mm (ed è sottile solo 7,6 mm). Realizzato in acciaio, anche bicolore o interamente color oro, ha la lunetta zigrinata, il bracciale integrato a tre file, dalle finiture lucido-satinate, e il quadrante in madreperla bianca oppure rossa (la nostra versione preferita). Il movimento è al quarzo. Da 399 euro.

  • La top ten di W&W26: le nostre novità preferite

    La top ten di W&W26: le nostre novità preferite

    Il Salone di Ginevra si è concluso, ed è tempo di bilanci. Non a livello di dati, comunicati ufficialmente qualche giorno fa dalla Fondazione, ma riguardo a ciò che abbiamo visto all’interno degli stand. Le novità che ci hanno più colpito o che ci sono piaciute di più. Gli orologi che sono rimasti impressi nella nostra memoria, quelli che ricorderemo anche in futuro come i più rappresentativi di questa edizione. Una top ten di W&W26, insomma, che riunisce il meglio della produzione esposta al Palexpo. Per estetica, importanza, virtuosismo tecnico. Secondo noi.

    Una top ten di W&W26 da intendersi però non come classifica o come gerarchia, che stabilisce un ordine fra i “primi dieci” esemplari del Salone. Piuttosto, un elenco di best of in cui ciascun orologio merita la stessa attenzione o considerazione, per le caratteristiche e le peculiarità che gli appartengono. Una top ten di W&W26, quindi, organizzata in ordine alfabetico, per marca, in cui si incontrano modelli diversi, dai solo tempo ai complicati. Tra i quali i più esperti possono cogliere tendenze e categorie: anniversari, complicazioni ripensate, tradizioni rinnovate…

    Va detto che ciascun orologio incluso in questa top ten di W&W26 andrebbe sicuramente sviscerato in un apposito approfondimento. Le poche righe in cui abbiamo cercato di sintetizzarne l’essenza non sono certo esaustive né della costruzione né del valore (anche in senso storico o culturale) dei singoli esemplari. Servono semplicemente a suscitare un po’ di curiosità nei nostri lettori. Chi volesse saperne di più può visitare i siti ufficiali dei brand qui elencati, mentre aspetta di leggere le nostre recensioni. A proposito, fateci sapere sui nostri social quale orologio vorreste approfondire: sarete accontentati.

    La nostra top ten di W&W26

    A.LANGE & SOHNE Lange 1 Tourbillon Perpetual Calendar “Lumen” In apparenza è un Lange 1 con il quadrante in vetro zaffiro fumé. Al buio però rivela molte indicazioni luminescenti: la Grande Date, le lancette di ore e minuti, quella retrograda dei giorni della settimana, l’anno bisestile e le fasi lunari, con integrata la funzione giorno/notte. In più, la cassa in platino di 41,9 mm ospita un nuovo movimento automatico, calibro L255.1: con autonomia di 50 ore, tourbillon a un minuto con stop secondi, calendario perpetuo con fasi di luna astronomiche – decorato con tutti i sacri crismi dell’orologeria sassone. In 50 esemplari, 550mila euro.

    CARTIER Santos Dumont
    Un autentico cult reinterpretato con un nuovo bracciale: estremamente flessibile, quasi “morbido”, garantisce massimo confort al polso grazie ai 394 link (ciascuno spesso 1,15 mm), organizzati su 15 file, lavorati e assemblati “in casa”. In oro giallo (oppure in platino), nella versione più preziosa adotta anche un quadrante in ossidiana dorata (di 0,3 mm di spessore). Perfetta espressione della tradizione orafa della Maison parigina, nella cassa di 31,4 x 43,5 (sottile appena 7,3 mm), monta un movimento meccanico a carica manuale, il calibro 430 MC. Circa 46.700 euro.

    IWC Pilot’s Venturer Vertical Drive
    Un orologio esplicitamente progettato per lo Spazio. Realizzato in collaborazione con Vast, azienda statunitense pionieristica nella progettazione delle stazioni spaziali commerciali di futura generazione, è stato pensato per le esigenze degli astronauti in microgravità. La cassa in ceramica misura 44,4 mm di diametro ed è priva di corona: permette infatti tutte le regolazioni tramite la lunetta rotante in Ceratanium®. Il movimento automatico, calibro 32722, è fornito di 5 giorni di autonomia e di funzione Gmt, che visualizza l’ora di riferimento in missione su una scala di 24 ore posta sul réhaut. 29.000 euro.

    JAEGER-LECOULTRE Master Control Chronometre Date Power Reserve Tre nuovi, riuscitissimi esemplari arricchiscono la storica collezione con proporzioni rinnovate e un inedito bracciale integrato. Il nostro preferito è questo: in acciaio, ha la cassa di 39 mm per 9,2 mm di spessore, e il quadrante grigio-blu in omaggio al Futurematic del 1951. Monta il calibro 738, a carica automatica, con 70 ore di autonomia e scappamento in silicio. Certificato cronometro dal Cosc, ha superato anche i test del nuovo protocollo HGP (High-Precision Guarantee), che simula l’uso nella vita reale. 18mila euro.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Chronographe Mystérieux
    A prima vista sembra un normale “solo tempo” a tre lancette: in acciaio, con cassa di 40 mm e lunetta zigrinata in platino – coerente con la collezione. In realtà è un cronografo privo di contatori. Quando si preme il pulsante a ore 7.30 sulla carrure, appaiono due lancette in oro rosa a indicare il tempo corrente, mentre quelle rodiate avviano la misurazione dei tempi brevi. Una seconda pressione del pulsante le ferma, una terza le azzera e le fa “sparire” di nuovo (in pratica le lancette tornano a sovrapporsi). Il merito va al calibro PF053 (creato ad hoc), con 60 ore di autonomia e uno spessore di appena 6,9 mm. Disponibile da giugno, 36.900 franchi svizzeri.

    PATEK PHILIPPE Nautilus 5810/1G
    Eccolo, finalmente, l’attesissimo esemplare dell’anniversario. Rivisitato ad hoc da un leggero restyling, torna in oro bianco con l’iconico quadrante blu dai rilievi orizzontali. Cassa ultrapiatta di 41 mm per 6,9 di spessore e bracciale con sistema di microregolazione, è equipaggiato dal calibro 240: celebre movimento automatico, sottile solo 2,53 mm, il cui micro-rotore decentrato in oro 22 carati qui è personalizzato dall’incisione dei 50 anni. Edizione limitata di 2mila esemplari, 89.099 euro. Esiste anche con cinturino in gomma, in mille esemplari, oppure interamente in platino, sempre in 2mila esemplari.

    ROLEX Oyster Perpetual 41
    A proposito di anniversari, la Casa della Corona celebra i 100 anni della cassa Oyster con questo esemplare, realizzato in acciaio Oystersteel con lunetta e corona in oro giallo (metallo che ricorda il modello del 1926). Sul quadrante ardesia spiccano in verde il logo Rolex e gli indici dei 5 minuti, a ore 6 appare la scritta “100 Years” invece del canonico “Swiss made”, un altro 100 in rilievo sulla corona di carica. A animarlo c’è il calibro 3230, a carica automatica, con scappamento Chronergy, spirale Parachrom, 70 ore di autonomia. Certificato Cronometro Superlativo, 9.500 euro.

    TAG Heuer Monaco Evergraph
    Il cronografo riprogettato. Niente più camme o ruota a colonne, ma un sistema fatto di elementi flessibili, realizzati con la tecnologia Liga, che attivano le funzioni crono. Realizzato in collaborazione con la Vaucher Manufacture Fleurier in 5 anni di sviluppo, il calibro TH80-00 ha una costruzione invertita, che permette di vedere i componenti principali attraverso il quadrante trasparente. A carica automatica, di forma, vanta un’autonomia di 70 ore, il nuovo oscillatore TH-Carbonspring (resistente ai campi magnetici), una frequenza di 36.000 A/h e il certificato di cronometro del Cosc. La cassa in titanio (anche Dlc nero) misura 40 mm di lato. 25.000 euro.

    ULYSSE NARDIN [Super] Freak
    La creazione di Ludwig Oechslin festeggia 25 anni con una nuova evoluzione. Basata sui 35 brevetti del Freak, è un complicatissimo “solo tempo”, costruito su 7 livelli e sviluppato in 4 anni. Sul ponte centrale che funge da lancetta dei minuti monta due tourbillon inclinati di 10° e rotanti in direzioni opposte, con differenziale e indicazione cilindrica dei secondi su giunto cardanico. La cassa in oro bianco misura 44 mm di diametro, il disco rotante delle ore in Nanosital blu (materiale policristallino trasparente) permette di vedere parte del movimento automatico, calibro UN-252. 350.980 euro.

    VAN CLEEF & ARPELS Midnight Jour Nuit Phase de Lune
    Lanciata nel 2008 come parte delle Complications Poétiques, poi aggiornata nel 2024, la collezione che visualizza l’alternarsi del giorno e della notte sull’intero display si amplia con una nuova complicazione astronomica. La cassa di 42 mm in oro bianco ospita un disco in vetro avventurina di Murano (nero) che simula il cielo stellato, su cui si staglia il Sole in oro giallo guilloché, mentre un altro disco in madreperla bianca riporta le fasi di luna – anche su richiesta. Il modulo aggiuntivo del movimento automatico ha richiesto 4 anni di sviluppo. 159mila euro.

  • News orologi: fatti, volti ed eventi – 23/03/2026

    News orologi: fatti, volti ed eventi – 23/03/2026

    Venti giorni. Tanto è passato dalle ultime News orologi, il nostro rotocalco digitale che racconta cosa è successo nel mondo delle lancette. Il palinsensto del Giornale degli Orologi in realtà lo avrebbe previsto per lunedì scorso, ma la serata degli Oscar ha catalizzato tutte le attenzioni e fatto saltare la normale programmazione. Le News orologi di oggi devono dunque recuperare le notizie di (quasi) tre settimane: un periodo particolarmente ricco di novità soprattutto riguardo alle celebrities che hanno dominato la scena dell’orologeria. Accanto agli ambasciatori, però, dobbiamo registrare anche alcune novità a tema corporate: nuovi lanci, inaugurazioni ufficiali, curiosità. Mettetevi comodi: vi aspetta una panoramica completa sull’attualità dell’orologeria. Buona lettura!

    Valori umani

    Bvlgari ha nominato Jake Gyllenhall come nuovo Global Brand Ambassador. L’attore statunitense, premiato ai Bafta per I segreti di Brokeback Mountain (2005) e più volte candidato ai maggiori premi internazionali (dai Golden Globes agli Oscar), è noto tanto per i ruoli sul grande schermo quanto per l’impegno in progetti di promozione dei diritti universali, della non violenza e della difesa dell’ambiente. La stessa Bvlgari dichiara di averlo scelto perché incarna un’idea di lusso fatta di valori umani, cultura e relazioni autentiche. Sta di fatto che nella nuova campagna gli ha messo al polso un paio di versioni dell’Octo Finissimo Skeleton 8 Days. Fortunato…

    Salviamo il Sole

    Avete presente L’Ultima Missione: Project Hail Mary? Il nuovo film con Ryan Gosling (diretto da Phil Lord e Christopher Miller), appena uscito nelle sale, vede l’attore sfoggiare al polso per tutte le due ore e mezza di proiezione un TAG Heuer Connected Calibre E5. Uno smartwatch di nuova generazione, con la cassa in titanio grado 2 Dlc nero e il cinturino rosso in gomma, che vuole “fare da ponte fra tecnologia e determinazione umana”, per citare il comunicato ufficiale. Di sicuro ben interpreta le atmosfere fantascientifiche della vicenda, compagno ideale del protagonista impegnato in una missione solitaria per la salvezza della Terra. Anche se non sarà l’unico…

    Al polso di Miss Francia

    Festina ha un legame storico con il concorso di Miss Francia: da anni è partner della manifestazione e a ogni edizione sceglie la vincitrice come propria ambassador. Eletta Miss Francia 2026, Hinaupoko Devèze è quindi protagonista della nuova campagna del Brand: originaria di Thaiti, ha portato un tocco esotico sul set. I primi visual la vedono ritratta da un lato immersa nella vegetazione rigorosa della Polinesia francese, e dall’altro all’interno di un atelier d’artista, fra statue e bozzetti. La doppia ambientazione rimanda a due collezioni specifiche: Festina Ceramic e Festina Mademoiselle (accanto), che riassumono l’idea di femminilità del Marchio.

    Cronometro in volo

    Foto Tomas Sisk / Photonews via Getty Images courtesy Omega

    Il campione olimpico Armand “Mondo” Duplantis, detentore del record del mondo di salto con l’asta (6,31 metri) nonché ambasciatore di Omega, il 21 marzo scorso ha vinto la medaglia d’oro ai Campionati Mondiali Indoor di atletica leggera a Torun, in Polonia. Così è diventato il primo atleta a vincere quattro titoli mondiali consecutivi di salto con l’asta indoor e ha stabilito un nuovo record dei campionati con la vertiginosa altezza di 6,25 metri. Per la cronaca, durante la gara l’atleta indossava il suo Seamaster Aqua Terra Ultra-Light, realizzato interamente in titanio e derivati. A dimostrazione che con l’orologio al polso si può anche volare.

    Giorno di festa

    Foto Artur Widak/NurPhoto courtesy IWC

    Domenica 14 marzo, Kimi Antonelli è entrato nella storia della Formula 1 conquistando la sua prima vittoria iridata al Gran Premio di Cina. Il pilota del Mercedes-AMG Petronas Formula One Team si è imposto sul circuito di Shanghai ed è diventato così il secondo vincitore più giovane di sempre in un gran premio. Ma non è finita qui. La Scuderia tedesca, di cui IWC è partner, ha festeggiato la doppietta grazie al secondo posto di George Russell. Per la cronaca: sul podio, Antonelli ha indossato un Pilot’s Watch Chronograph 41 Top Gun Oceana, mentre Russell il Pilot’s Watch Automatic 41 che porta il suo nome.

    In diretta tv

    I telesapettatori più attenti lo avranno sicuramente notato. Domenica 8 marzo, durante la diretta tv dell’attesissimo derby Milan-Inter, trasmessa su sette cnali sportivi, Alexandre Pato aveva al polso un Maestro 2.0 Meteorite di Gérald Charles, inconfondibile per la forma della cassa. Se lo indossasse a titolo privato o con un accordo one spot, nulla si sa al riguardo: attualmente non risultano collaborazioni ufficiali o contratti di testimonial tra l’ex attaccante del Milan e il marchio di orologi. Resta il fatto comunque che questo momento abbia dato una grande visibilità al Brand a livello internazionale.

    Redini in rosa

    Ancora a proposito di TAG Heuer, dal prossimo 1° maggio il Brand avrà un nuovo Ceo: Béatrice Goasglas. Lo ha annunciato Stéphan Bianchi, AD della divisione Watches and Jewelry di LVMH Group, definendo la nomina nel segno della continuità strategica. Entrata in azienda nel 2018, Goasglas ha rivestito ruoli chiave nei mercati dell’Asia Pacifico e delle Americhe, e ha contribuito allo sviluppo internazionale del Marchio. Nel suo nuovo incarico guiderà TAG Heuer puntando su innovazione, valorizzazione del patrimonio e partnership, in particolare quella con la Formula 1. Le auguriamo buon lavoro!

    L’espansione continua

    Non bastava Le Brassus. Audemars Piguet ha inaugurato un’altra manifattura a Meyrin, dedicata alla produzione dell’habillage (casse, bracciali) e allo sviluppo tecnologico. Ricavata dal restauro di un edificio anni Sessanta e ampliata con ulteriori costruzioni, la nuova sede raggiunge 9mila metri quadri e può accogliere fino a 350 dipendenti. Gli spazi sono progettati per favorire collaborazione, flessibilità e benessere, con aree modulari e tanta luce naturale. La struttura adotta soluzioni sostenibili, e vanta certificazioni Minergie, pannelli solari, recupero delle acque piovane e sistemi integgigenti di gestione energetica. Ottimo.

    Rarità all’asta. E in mostra

    Phillips, in associazione con Bacs and Russo, batterà all’asta un rarissimo Patek Philippe World Time Ref. 2523 del 1953. Con la cassa di 36 mm in oro giallo e il quadrante in smalto cloisonné che riproduce la mappa del Sud America, è uno dei due esemplari noti con questa configurazione e l’unico a essere mai stato offerto pubblicamente. Un autentico capolavoro di tecnica e alto artigianato che sarà il principale highlight della Geneva Watch Auction XXIII, in programma per il 9 e 10 maggio prossimi. La vendita si preannuncia già come “da record”: l’orologio ha una stima iniziale superiore ai 5 milioni di franchi svizzeri. Staremo a vedere.

    Chi fosse interessato a vedere fisicamente il Patek Philippe World Time Ref. 2523 e le altre rarità in vendita da Phillips, potrà farlo nei prossimi giorni a Milano, da Verga 1947. Martedì 31 marzo e mercoledì 1° aprile, infatti, lo storico retailer ospiterà gli highlight dell’asta nella boutique multimarca di via Vincenzo Capelli 4, sotto i grattacieli di Porta Nuova. Sarà l’unica possibilità per ammirare questi straordinari esemplari in Italia: l’esposizione fa parte di un tour che in aprile toccherà soltanto le principali capitali internazionali. Un’occasione da non perdere.

    Latest, aggiornamenti del 26-03-2026

    Fuori dal ring

    Foto @odieuxboby courtesy Richard Mille

    La famiglia di Richard Mille si allarga, ancora. E con “l’adozione” di Ilia Topuria si apre per la prima volta agli sport da combattimento. Nato in Germania, l’atleta georgiano-spagnolo – cintura nera di jiu-jitsu brasiliano e di wrestling, nonché pugile di alto rango – è campione imbattuto UFC (Ultimate Fighting Championship, l’organizzazione Usa di arti marziali miste) nei pesi piuma e nei pesi leggeri, con un record di 17 vittorie consecutive, molte delle quali conquistate per KO al primo round. Non a caso lo chiamano El Matador! Al polso, il Brand gli ha messo un leggerissimo l’RM 67-02 Automatic Extra-Flat, super-efficiente e aggressivo. Come lui.

    Talenti emergenti

    La 2a edizione del Louis Vuitton Watch Prize for Independent Creatives ha un vincitore. Anzi, due: Hazemann & Monnin (accanto). Un nuovo Marchio fondato da un duo di orologiai, Victor Monnin e Alexander Hazemann, che ha aperto il proprio atelier in Svizzera nel 2024 (ma è frutto di un’amicizia più lunga, iniziata ai tempi del corso di orologeria frequentato da entrambi al Liceo Faure di Morteau, in Francia). A colpire la giuria di celebri addetti ai lavori è stato il loro School Watch, con indicazione istantanea delle ore saltanti e suoneria al passaggio, premiato durante una cerimonia che si è svolta a Parigi lo scorso 24 marzo. Ne risentiremo parlare presto, scommettiamo?

    p.s. Le News orologi non finiscono qui: sono spesso riaggiornate durante la settimana. Nei prossimi giorni, torna ancora su questa pagina per restare informato sulle novità del mondo delle lancette…

  • Latest. A proposito di smartwatch – 18/03/2026

    Latest. A proposito di smartwatch – 18/03/2026

    Nelle Latest di questa settimana il mondo degli orologi connessi corre veloce tra sport, lusso e spirito racing. Marzo si conferma un mese particolarmente caldo per il settore dei wearable: tra l’eco del Mobile World Congress di Barcellona appena concluso e presentazioni internazionali come quella di Huawei a Madrid, i brand spingono sull’acceleratore con smartwatch sempre più evoluti.

    In queste Latest troviamo Amazfit che rinnova la gamma tra fitness e outdoor, Huawei che torna a parlare ai runner più ambiziosi e TAG Heuer che intreccia design e Formula 1. Latest diverse tra loro, ma unite da una stessa direzione: più prestazioni, più stile, più identità. Qui le trovate in ordine di prezzo, dal più accessibile in su. A voi la scelta.

    È qui la festa?

    Amazfit Active Max debutta in Italia e mette il fitness in modalità “party”: cassa leggera (39,5 g) e maxi-display AMOLED da 1,5” super luminoso (fino a 3000 nit) per leggere i dati anche sotto il sole in spiaggia. Tiene d’occhio oltre 160 sport, propone piani smart e ti segue con mappe offline e navigazione. In Europa c’è anche Zepp Pay (se la tua banca è tra quelle abilitate). E 4 GB a bordo per musica e podcast “senza rete”. Se esageri, ti avvisa: zone cardio automatiche, start/stop smart e report su sonno, HRV e BioCharge per capire quanta energia ti resta per l’after-party. 169 euro.

    Corri ragazzo corri – 1

    Non c’è due senza… tre! E così Amazfit alza ancora il tiro con il nuovo Active 3 Premium, che porta la soglia del lattato (stimata) al polso dei runner con ambizioni da personal best. Cassa in acciaio, vetro zaffiro, AMOLED luminosissimo e fino a 12 giorni di autonomia: bello fuori, tosto dentro. Tra Zepp Coach, mappe offline ed NFC, è il compagno per allenarsi sul serio senza svenarsi. Da ultimo, dettaglio geniale, tiene anche il conto dell’usura delle scarpe. Perché arrivare impreparati alla maratona, o con le sneaker distrutte, non è più un’opzione. Disponibile nelle colorazioni Aero White, Apex Silver e Atlas Blue. Il prezzo? 169,90 euro.

    Corri ragazzo corri – 2

    Dopo cinque anni di silenzio, Huawei torna a fare sul serio con la corsa professionale. Il nuovo WATCH GT Runner 2 è stato sviluppato con Eliud Kipchoge – due ori olimpici e record mondiale sulla maratona – e presentato a Madrid. GPS con antenna floating 3D preciso anche in città, Modalità Maratona come coach digitale al polso, display AMOLED da 3.000 nit, cassa in titanio leggera 34,5 grammi e fino a 32 ore di autonomia con GPS attivo. Non mancano ECG e monitoraggio fisiologico avanzato. Tutto questo a 399 euro. Disponibile in Italia dal 18 marzo, con coupon sconto da 50 euro su Huawei Store. Le scuse per non correre stanno finendo.

    Camping de luxe

    Amazfit T-Rex Ultra 2 sbarca ufficialmente in Europa e rende l’outdoor de luxe: titanio grado 5, vetro zaffiro e display AMOLED da 1,5” fino a 3000 nit. In valigia? Batteria da 870 mAh: fino a 30 giorni in uso tipico, oppure ore di GPS “hard” con mappe offline a colori e topografiche, navigazione turn-by-turn e torcia con modalità SOS (perfetta per la tenda). Supporta 180+ sport, chiamate Bluetooth e, in versione UE, pagamenti NFC via Zepp Pay. Pesa 89 g e resta operativo fino a -30 °C: dal trail al brunch, senza cambiare polso. E con 64 GB di memoria (26,7 GB liberi) ti porti dietro mappe e musica! 549,90 euro.

    Dal paddock al polso

    TAG Heuer accende la stagione F1 con la scintillante Connected Calibre E5 45 mm x Formula 1, uno smartwatch in titanio che profuma di pista e cambia quadrante a ogni Gran Premio: 24 circuiti, 24 design diversi, con un puntino animato che gira sul tracciato al posto delle lancette dei secondi. Chic e tech insieme, come si conviene ai signori della velocità. Include l’app ufficiale F1 con dati FIA in tempo reale, classifiche aggiornate e notifiche che imitano le radio del pit wall. Cinturino in pelle con pattern carbonio e packaging da paddock VIP completano il quadro. Presentato a Melbourne il 5 marzo, perché il tempismo, per TAG Heuer, non è mai casuale. 2.550 euro.

  • LVMH Watch Week 2026. Una selezione di novità

    LVMH Watch Week 2026. Una selezione di novità

    S’inaugura oggi e prosegue fino al 21 gennaio la LVMH Watch Week 2026. Giunta alla 7a edizione, dopo aver toccato le principali capitali internazionali (da Dubai a Ginevra, da Singapore a Miami, poi a New York e Parigi, ma ha avuto anche un evento digital), la kermesse privata del Gruppo francese approda dunque a Milano. Ed elegge così per tre giorni (a dispetto del nome) il capoluogo lombardo come centro catalizzatore di tutte le attenzioni del mondo delle lancette.

    Primo appuntamento dell’anno orologiero, aperto solo su invito, la LVMH Watch Week 2026 presenta agli addetti ai lavori le novità di 9 marche: Bvlgari, Daniel Roth, Gérald Genta, Hublot, L’Epée 1839, Louis Vuitton, TAG Heuer, Tiffany & Co. e Zenith. Molti i pezzi notevoli: ad alcuni dedicheremo sicuramente un approfondimento futuro. Ma in questa occasione è stato per noi necessario fare una decisa selezione. Qui di seguito quindi potete trovare solo un esemplare per ogni brand.

    Abbiamo scelto di volta in volta il più rappresentativo, oppure il più divertente, quello che ci è piaciuto di più o che è più importante dal punto di vista commerciale. E abbiamo deciso di organizzare l’esposizione non con il solito ordine alfabetico, ma con una logica che mette in evidenza generi e tipologie, per permettervi di soffermarvi solo sui pezzi per voi più interessanti. Fateci sapere cosa ne pensate sui nostri social.

    Complicati sui generis

    A cominciare da Hublot, che ha presentato tra l’altro il Big Bang Tourbillon Novak Djokovic Goat Edition: una trilogia di 101 esemplari dedicata alle vittorie del campione di tennis, da tempo ambasciatore del Marchio. Notevole dal punto di vista della ricerca, tecnica e materica. La cassa è fatta con uno speciale composito, leggero, rigido e marmorizzato, sviluppato da Hublot a partire dalle polo Lacoste e dalle racchette da tennis Head di Novak (già usato nel BB Unico del 2024). La carrure è invece in Titaplast, un polimero estremamente resistente con proprietà meccaniche simili al titanio. Particolare anche il calibro MHUB6035 Automatic Tourbillon: al posto della tradizionale platina, monta un reticolo che ricorda l’incordatura di una racchetta (in realtà è un unico pezzo inciso al laser). Richiamano il tennis anche il coperchio del bariletto e testa delle viti sulla lunetta, simili a una pallina da tennis.

    Tre le edizioni limitate, i cui colori fanno riferimento ai diversi tipi di campi da tennis: 72 esemplari con la cassa blu, a simboleggiare il cemento; 21 con la cassa arancione per la terra battuta; e 8 con la cassa verde per l’erba. Tra l’altro, per ogni prossima vittoria di Djokovic, Hublot creerà un nuovo esemplare, nella stessa tonalità della superficie del campo di gioco.

    Dalla lezione di marketing intelligente di Hublot a quella più concretamente orologiera di Daniel Roth, il passo è breve. L’Extra Plat Rose Gold Skeleton introduce per la prima volta la scheletratura nella (da poco rinata) collezione di extrapiatti. In pratica l’iconica cassa a doppia ellissi ospita il modernissimo calibro scheletrato DR002SR, realizzato in esclusiva, a formare un armonico ensemble in oro rosso 5N (non facciamoci fuorviare dal nome). Il che significa: i codici stilistici sono gli stessi di sempre, quelli voluti dal Maître Horloger, così come l’extrapiatto è una delle sue espressioni preferite (seconda solo al tourbillon). E poco importa che il Maestro non abbia mai fatto un extrapiatto scheletrato. Questo esemplare è talmente plausibile da risultare coerente e in sintonia con i predecessori storici. Tutto merito delle competenze e del savoir-faire della Fabrique du Temps Louis Vuitton, che ha preso in mano il Marchio nel 2023.

    Cronografi “di razza”

    Mentre TAG Heuer ha lanciato una nuova versione cronografo del Carrera Glassbox, che completa la collezione con una nuova dimensione di cassa – 41 mm -, ad affiancare la precedente da 39 mm già in catalogo. Il diametro maggiore comunque non va a inficiare la vestibilità dell’esemplare, che rimane comodo e facile da indossare anche per i polsi sottili. Piacevolissimo al tatto e alla vista grazie al vetro zaffiro a box – segno identificativo dell’intera famiglia di orologi -, il nuovo cronografo ha il quadrante declinato in tre colori: verde, blu e nero con dettagli rossi, a sottolineare il legame con il motoracing. Ed è animato da un movimento di manifattura, il calibro TH20-01, con il tipico rotore scheletrato ma privo del datario (ne saranno felici i detrattori di questa funzione…). Importante il fatto che è da subito disponibile nei negozi.

    Inatteso, ma non per questo meno riuscito, l’inedito Tiffany Timer. Che rende omaggio all’omonimo modello da tasca – uno dei primi stopwatch americani – prodotto 160 anni fa da Tiffany & Co. La cassa in platino da 40 mm di diametro ospita un esclusivo calibro El Primero 400, personalizzato dal celeberrimo uccellino (il Bird on the Rock di Jean Schlumberger), scolpito a mano e incastonato nel rotore di carica. Altrettanto simbolico è il quadrante in lacca Tiffany Blue®, realizzato con un un procedimento lungo e complesso che richiede 50 ore di lavoro. In edizione limitata di 60 esemplari, è una creazione esclusiva in cui noi della redazione abbiamo visto tutti “lo zampino” di Nicolas Beau. Una figura dall’esperienza trentennale (ha lavorato prima per Cartier, poi per Baume & Mercier e per quasi vent’anni è stato alla guida dell’orologeria Chanel), che oggi è Vice Presidente di Tiffany & Co. Horlogerie.

    Solo tempo, inediti o vintage

    Anche a questa LVMH Watch Week 2026, Zenith continua a reinterpretare la propria Storia. Dopo il Defy Revival A3642, replay di un modello del 1969 uscito nel 2022, e il Defy Revival A3691 del 1971, uscito nel 2023, è ora la volta del Defy Revival A3643. Fedele riedizione dell’omonimo esemplare sempre del 1969, ne riprende la cassa ottagonale sfaccettata da 37 mm, con la lunetta a 14 lati e il bracciale a scala realizzato in origine da Gay Frères. Il quadrante dall’ottima leggibilità ora è vivacizzato dal segmento arancione della lancetta centrale dei secondi. La differenza sostanziale rispetto al passato sta nel fondello, oggi a vista sul movimento automatico, calibro Elite 670, dotato del rotore scheletrato a stella, caratteristico della Maison. Fra i pezzi più convincenti esposti a Milano, sarà capace di fare la gioia degli amanti del vintage e del neo-vintage.

    Mentre Gérald Genta amplia la collezione Geneva con due “solo tempo”, sul filo della continuità (estetica, ovviamente) con il Ripetizione Minuti già in catalogo. Proprio come quel precedente complicato, i nuovi esemplari intendono perpetuare l’heritage artistico del grande designer e allo stesso tempo celebrare lo spirito orologiero della città sul Lemano. La cassa a cuscino, dalle linee attualizzate e più fluide rispetto a quella disegnata negli anni ’70 da Monsieur Genta, è realizzata in oro rosa o bianco, e presenta la carrure spazzolata. Il quadrante grené, sfumato, riporta lungo il perimetro la minuteria chemin de fer dall’insolita forma che segue la silhouette della cassa. Entrambi gli esemplari montano un calibro Zenith Elite con la massa oscillante personalizzata. E sono di certo destinati a chi ama l’eleganza classica ma non scontata.

    Giochi e gioielli

    Louis Vuitton invece stupisce tutti con il Camionnette, un inatteso orologio da tavolo ispirato ai furgoncini che all’inizio del Novecento consegnavano ai clienti i bauli della Casa. Realizzato in alluminio, presenta le indicazioni di ore e minuti su dischi rotanti all’interno del cofano, al posto del motore. Ed è, come è facile immaginare, frutto della collaborazione fra La Fabrique du Temps LV e L’Epée 1839. Ricordiamo che la manifattura specializzata in oggetti d’arte è stata acquisita dal Gruppo LVMH nel giugno 2024, insieme alla società madre Swiza. Degna di nota la ricchezza di dettagli con cui è costruito il camioncino, fra cui spicca un diamante taglio Monogram Star da 0,5 carati. Fedele alla vocazione originaria, riporta sul pianale un vero e proprio baule in miniatura, interamente decorato dal Monogram, che contiene la chiave di carica. Un giocattolo, certo, ma solo per pochi.

    Concludiamo infine la rassegna della LVMH Watch Week 2026 con il Monete Maglia Milanese di Bvlgari, insieme un prezioso montre-à-secret e un’avvolgente manchette. Dichiaratamente Bvlgari, fin dalla prima occhiata, per la presenza dell’antica moneta romana in argento collocata sulla cover, conferma il savoir-faire orafo della Casa nella maglia milanese del bracciale in oro rosa. All’interno cela un minuscolo movimento meccanico a carica manuale di manifattura, il calibro Piccolissimo BVP 100, che grazie ai suoi 2,5 mm di spessore può essere ospitato nella cassa in oro rosa. Ma solo una volta aperto, rivela il quadrante in madreperla con indici di diamanti. Di solito invece nasconde la propria natura di segna-tempo per sembrare un “semplice” gioiello, dal forte impatto estetico.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 29/07/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 29/07/2025

    Sì, è vero. Avete ragione. Avavamo dato appuntamento alle Cronache dell’orologeria dopo le ferie estive. Ma queste settimane sono state talmente dense di eventi, annunci, novità, da farci cambiare idea. Evidentemente a luglio le marche di orologeria non sono andate in vacanza. O forse sì, ma hanno strategicamente organizzato la diffusione delle notizie in questo periodo, così da mantenere viva l’attenzione su di loro. Sta di fatto che le Cronache dell’orologeria di oggi parlano di soprattutto di sport e di avvenimenti open air – com’è ovvio, vista la stagione -, anche se non può mancare qualche comunicazione di corporate. Ora, a voi: buona lettura. E buone vacanze (stavolta per davvero).

    Racchette e lancette

    Continua il sostegno al mondo del padel da parte di Eberhard & Co. Che ora affianca il campionato italiano di padel amatoriale Italy Padel Tour 2025. E si avvale di un testimonial d’eccezione: Nicola Amoruso. Italy Padel Tour comprende le qualificazioni alla Bobo Summer Cup, ideata da Christian Vieri: in tre tappe – la prossima: 1°/3 agosto, Lignano Sabbiadoro -, prevede tornei aperti a tutti gli appassionati, e un torneo Vip riservato alle Football Legends. La Maison de l’Aigle premierà i vincitori amatoriali con i propri orologi. E farà da Cronometrista ufficiale al gran finale, la Master Final che si terrà in settembre, a Tolcinasco – Pieve Emanuele (Mi). Uno sport da seguire.

    Su misura

    Breitling ha realizzato l’Erling Haaland Signature Chronomat, disegnato con il calciatore norvegese che è anche ambasciatore della Marca dal 2022. In tre versioni (e cinque referenze, due con il tipico bracciale rouleuax e due con il cinturino in caucciù), tutte con il quadrante in meteorite. Prima di tutto il cronografo B01, 250 esemplari con cassa in oro rosso di 42 mm e contatori neri, a contrasto. Poi l’automatico con funzione Gmt, 500 esemplari con cassa di 40 mm in acciaio e lunetta in platino. Infine un’esclusiva edizione di 5 pezzi, sempre in oro rosso, riservati al campione norvegese e al suo entourage. Tutti personalizzati, ça va sans dire…

    Da Staten Island a Central Park

    TAG Heuer è diventato cronometrista ufficiale della Maratona di New York. O meglio è tornato a esserlo, dato che ha svolto questo ruolo già in passato, l’ultima volta nel 2016. La manifestazione, che ogni anno riunisce più di 50mila persone, non ha certo bisogno di presentazioni. Ma vale la pena ricordare che per molti runner è un autentico mito, un obiettivo da raggiungere per concretizzare i propri sogni. Così, il Brand di La-Chaux-de-Fond si impegna a misurare i tempi di ciascun concorrente e a registrare il personale percorso verso il traguardo, secondo lo spirito Designed to win della nuova campagna 2025. Non ci resta che aspettare il 2 novembre.

    Il premio alla creatività

    Louis Vuitton ha annunciato i 20 finalisti della II edizione del Louis Vuitton Watch Prize for Independent Creatives. Istituito in collaborazione con La Fabrique du Temps, il Premio intende supportare la prossima generazione di orologiai indipendenti. Citiamo i nomi dei selezionati ma vi rimandiamo al sito ufficiale per vedere gli orologi: Anton Suhanov, JN Shapiro, Auffret Paris, David Candaux, Lederer, Fam Al Hut, Hazemann & Monnin, Kallinich Claeys, Fabian Pellet, Kudoke, Behrens, Quiet Club, Reuben Schoots, Tasaki, Daizoh Makihara, Masa & Co., Mgraver, Mineroci, Petermann Bédat, Winnerl. Il vincitore sarà annunciato il 15 dicembre prossimo. Ne riparleremo.

    Microbrand in mostra

    Dimenticate Tortona e Novi Ligure. La 6a edizione di Watches of Italy, il salone dell’orologeria indipendente tanto amato dagli appassionati di micro-brand, si terrà per la prima volta a Milano. Quando lo leggete nella locandina qui accanto: l’8 e il 9 novembre prossimi. Le iscrizioni sono ancora aperte, quindi non si conosce ancora il numero degli espositori – non solo italiani, tra l’altro, ma internazionali. Però una location come il Superstudio Più – tempio dei grandi eventi di moda, arte, fotografia… – promette bene, sia a proposito delle marche presenti, sia dell’affluenza di pubblico. Ed è facile prevedere che sarà una manifestazione di grandi numeri. Scommettiamo?

    Pomeriggio al Museo

    Si è tenuta sabato 26 luglio nel pomeriggio a Craveggia (VB), l’inaugurazione di un nuovo museo dedicato alle ricostruzioni di antichi strumenti astronomici realizzate da Guido Dresti.
    Studioso e appassionato, Dresti ha ricostruito con fedeltà alle tecniche sia di calcolo che di lavorazione ben 53 pezzi. Ogni esemplare è stato riprogettato tenendo conto del contesto culturale cui appartiene e calcolato per la posizione geografica del paese in Val Vigezzo. La collezione, divenuta esposizione permanente, offre esempi che spaziano dalla Macchina di Antikythera all’Astrario di Dondi, e comprende vere chicche quali il Giovilabio di Galileo.

    Shopping in Costa Smeralda

    Se quest’estate vi trovate a Porto Cervo, avete a disposizione ben quattro negozi stagionali aperti da Rocca. Prima di tutto c’è il nuovo multibrand de La Passeggiata (nella foto), organizzato su due piani, dove potete scegliere fra una decina di marchi. Poi nella piazzetta Centrale ha riaperto la boutique Rolex, inaugurata due anni fa. Di recente ha aperto anche la boutique Damiani nel suggestivo vicolo del Porto Cervo, secondo il concept globale introdotto quest’anno. E infine, sempre nel vicolo del Porto Cervo, c’è la boutique Messika. Non solo orologi, quindi, ma anche gioielli – com’è tradizione per la storica catena del Gruppo Damiani. Fare shopping è divertente…

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 16/06/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 16/06/2025

    Tra musica, sport ed eventi culturali, le Cronache dell’orologeria di oggi vi raccontano una serie di notizie di corporate dal profilo internazionale, a dimostrazione di quanto l’industria delle lancette non conosca più i confini geografici. Il che non significa non avere vincoli: rimane comunque ben radicata nella propria storia, soprattutto in un anno come questo ricco di celebrazioni e ricorrenze. Buona lettura.

    Timeless music

    È considerata “la nuova Amy Winehouse” – per voce, carisma, presenza scenica. E ora che è diventata ambasciatrice di Audemars Piguet, Raye ha realizzato con Mark Ronson Suzanne: un brano fra soul & RnB ma dal sound contemporaneo, dedicato (a posteriori) a Suzanne Audemars, diretta discendente dei fondatori. Da vedere il video che lo accompagna e il documentario Syncing Sounds 150 che ne racconta il backstage. Il lancio si è svolto al 180 Studios, fulcro della creatività londinese, trasformato per l’occasione nella sede di Le Brassus, con cena informale, live di Raye e Dj set dello stesso Ronson. Il tutto per festeggiare i 150 anni di Audemars Piguet. Auguri!

    Giovani artigiani crescono

    Promuovere il savoir-faire artigianale, incentivarne l’evoluzione e sostenere la prossima generazione di artisti-artigiani. Ecco in sintesi il Programma Artisan Residency, nato dalla collaborazione fra Vacheron Constantin e il Met di New York. In pratica un training di 18 mesi – prima nella sede del prestigioso Museo, poi nella Manifattura ginevrina – rivolto a tre giovani artigiani: l’orafa italiana Joy Harvey, il ceramista egiziano Ibrahim Said e l’ebanista americana Aspen Golann. La selezione è stata annunciata il 5 giugno scorso, durante un evento al Met Cloister dedicato ai 270 anni di Vacheron Constantin. Un bel modo per festeggiare l’anniversario, vero?

    La storia per immagini

    S’intitola The Genius of Images la mostra aperta pochi giorni fa da Bvlgari alla Domus, lo spazio museale interno al flagship store di via Condotti, a Roma. Incentrata sulle campagne pubblicitarie realizzate a partire dagli anni ’60, firmate da grandi fotografi e designer famosi, evidenzia l’importanza del linguaggio visivo nella costruzione dell’identità della Maison. Dall’estetica metafisica a quella surrealista, dall’Antichità classica alle architetture di Roma, le infinite suggestioni delle immagini dialogano nell’esposizione con gli oggetti reali, orologi, gioielli e materiale d’archivio (anche inedito). Se volete visitarla, avete tempo fino al 1° febbraio 2026. Organizzatevi…

    Sull’Appennino emiliano

    Lo scorso weekend, in Val d’Arda, si è tenuta la 29a edizione della Vernasca Silver Flag. Dove, ancora una volta, nel ruolo di Main sponsor e Official Timekeeper c’era Eberhard & Co. Che ha premiato con un cronografo Tazio Nuvolari i vincitori delle due categorie Best of show vetture anteguerra e dopoguerra: rispettivamente Davide Lorenzone a bordo di una Fiat 130 HP del 1907 (del Mauto di Torino) e Alessandro Carrara con una Lancia Stratos Gruppo 4 del 1975. Tra i concorrenti anche il Brand Ambassador Corrado Lopresto, al volante di una vettura leggendaria: la Cisitalia D48 (nella foto), guidata proprio da Tazio Nuvolari nel Gran Premio di Monaco del 1948.

    Tra supercar e vecchie signore

    Coerente con il proprio impegno storico nei motorsport, TAG Heuer è tornata a partecipare al celebre Goodwood Festival of Speed, con il ruolo di Official Timing Partner. Dal 1993, un simbolo della cultura britannica nell’automotive. La prossima edizione, che si terrà dal 10 al 13 luglio, prevede non solo la “cronoscalata” fra vetture storiche – 9 giri sul circuito di 1,86 km -, ma anche una tappa di rally nel bosco e soprattutto le celebrazioni del 75° anniversario della Formula 1, in presenza di piloti e monoposto. Il Brand ha dedicato all’occasione un cronografo con quadrante guilloché verde British e il noto calibro TH20-00 come “motore”. In serie limitata a 100 esemplari.

    Putting per gourmet

    È arrivata l’estate. Lo dice il calendario, ma lo conferma anche il torneo F.P.Journe Golf Cup, da 12 anni un appuntamento imperdibile per i soci del Golf Club de Genève e per gli amici della Marca. Considerato uno dei campi migliori in Svizzera, con le sue 18 buche dislocate in un parco naturale di 47 ettari sul Lemano, il Club ha accolto anche questa volta un pubblico internazionale. Che oltretutto ha potuto godere della cucina di Dominique Gauthier, chef stellato del F.P.Journe – Le Restaurant. Nel tardo pomeriggio, la cerimonia di premiazione ha visto attribuire ai vincitori, Gian Luigi Sorcinelli e Francisco Gonzalez-Camino, proprio una cena allo storico bistrot.

    Sui green d’Italia

    Seiko rinnova la collaborazione con Arte&Golf – Fairmont Royal Palm Marrakech. E si conferma così Official Tee Timer del circuito golfistico che si svolge fino al 17 ottobre nelle 32 tappe tra i più rinomati golf club italiani, per poi concludersi a dicembre con un evento internazionale proprio al Fairmont Royal Palm Marrakech, in Marocco. Protagonista delle gare è la nuova collezione King Seiko Vanac, in particolare il modello con quadrante viola (ref. SLA083J1), che farà bella mostra di sé sul tee1 di ogni campo e sarà fra i premi assegnati ai vincitori finali. Così il Marchio giapponese va a rinsaldare i legami con i rivenditori e i clienti finali lungo tutta la Penisola.

    Cronache dell’orologeria… freestyle

    Continua la collaborazione fra G-Shock e Central Cee, siglata lo scorso anno. Tra le voci più rilevanti del rap britannico, l’artista londinese non ha solo più di due miliardi di stream su Spotify e quasi 15 milioni di follower su Instagram. Fin da quando era ragazzino, è anche un fan dell’indistruttibile orologio, che sfoggia in tutte le situazioni, nei video e nei concerti come nella vita privata. Anche per questo si è prestato a mostrare la sua collezione privata (insieme a quelle di altri appassionati del Marchio) nella nuova campagna, ambientata in un caveau, in cui è circondato da oltre 300 esemplari. Built Different, recita il claim. Che sia riferito anche a lui?

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Crono Panda & Reverse Panda, 10 nuovi orologi

    Crono Panda & Reverse Panda, 10 nuovi orologi

    L’idea di parlarne di nuovo ci è venuta a Watches and Wonders, dove ce n’erano esposti parecchi. Poi, una volta tornati a casa, abbiamo allargato la ricerca e siamo andati a recuperarne altri, tutti usciti grosso modo fra il 2024 e i primi mesi del 2025. E non è stato difficile, perché i crono Panda & Reverse Panda rappresentano un punto fermo nell’orologeria contemporanea, come abbiamo già scritto altrove.

    E resta valido tutto quello che avevamo detto in quell’occasione: la tendenza trasversale ai segmenti di mercato, l’estetica distintiva ed eclettica, la sensazione di sicurezza che si prova quando li si indossa. Considerate allora questa vetrina come un aggiornamento, il seguito ideale di quella pubblicata cinque anni fa. Nella quale abbiamo volutamente evitato di riproporre alcuni esemplari ancora in collezione, proprio per non ripeterci.

    Rispetto ad allora, la principale differenza sta nel fatto di aver inserito qui non solo gli orologi con quadranti bianchi e contatori neri, ma anche quelli neri con contatori bianchi. Perché i crono Panda & Reverse Panda sono spesso presentati in parallelo, non solo uno come alternativa dell’altro, ma anche uno a completamento dell’altro.

    Ecco quindi che, qui sotto, trovate in certi casi la doppia versione: le abbiamo inserite entrambe quando differiscono in qualche dettaglio. Se invece dello stesso modello esistono ambedue le varianti – ma le referenze sono identiche, se non per l’opposto (speculare) colore -, lo abbiamo semplicemente riportato in didascalia. A voi la scelta.

    10 crono Panda & Reverse Panda, in ordine di prezzo

    CHOPARD Mille Miglia Classic Chronograph
    Cassa (40,5 mm) in Lucent Steel™ (l’esclusivo acciaio della Casa), impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Eta 2894-2, cronografo con secondi continui, datario e con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Quadrante argenté, spazzolato circolare, con scala tachimetrica, contatori azuré, lancette e numeri arabi luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello traforata. 10.100 euro.

    TAG HEUER Carrera Chronograph
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro TH20-00 di manifattura, con autonomia di 80 ore, cronografo con secondi continui e datario al 6. Quadrante argenté, spazzolato soleil, con contatori azuré, lancette e indici puntiformi luminescenti, indici applicati, scala tachimetrica, vetro zaffiro glassbox, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio. 6.800 euro.

    TAG HEUER Carrera Chronograph
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro TH20-00 di manifattura, con autonomia di 80 ore, cronografo con secondi continui e datario all’8. Quadrante spazzolato circolare con contatori azuré, lancette e indici puntiformi luminescenti, indici applicati, scala tachimetrica, vetro zaffiro glassbox, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello traforata. 6.550 euro.

    TUDOR Black Bay Chrono
    Cassa (41 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro MT5813 di manifattura, con spirale in silicio, autonomia di 70 ore, cronografo con ruota a colonne, secondi continui, datario e con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Quadrante opalino, bombato, lancette e indici applicati luminescenti, lunetta in alluminio anodizzato con scala tachimetrica, vetro zaffiro bombato, bracciale in acciaio 316L con sistema di regolazione rapida (chiusura T-Fit). 6.050 euro. Esiste anche con bracciale a 3 file (vedi sotto).

    TUDOR Black Bay Chrono
    Cassa (41 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro MT5813 di manifattura, con spirale in silicio, autonomia di 70 ore, cronografo con ruota a colonne, secondi continui, datario e con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Quadrante opalino, bombato, lancette e indici applicati luminescenti, lunetta in alluminio anodizzato con scala tachimetrica, vetro zaffiro bombato, bracciale in acciaio 316L con sistema di regolazione rapida (chiusura T-Fit). 5.930 euro. Esiste anche con bracciale a 5 file (vedi sopra).

    BAUME&MERCIER Riviera 10827
    Cassa (41 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Eta Valjoux 7753, cronografo con secondi continui e datario. Quadrante stampato a onde con contatori azuré, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio. 4.200 euro.

    SEIKO Prospex Speedtimer Mechanical Chrono
    Cassa (42 mm) in acciaio con trattamento ultraresistente, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 8R48 costruito in-house, con secondi continui e datario. Quadrante opaco con scala tachimetrica, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro bombato a doppia curvatura, bracciale in acciaio. 2.700 euro. Esiste anche con quadrante Panda.

    BALTIC Scalegraph Classic Panda
    Cassa (39,5 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Sellita SW510-M, con autonomia di 63 ore, cronografo con secondi continui. Quadrante grené con contatori azuré, lancette e indici puntiformi luminescenti, indici applicati, vetro zaffiro bombato, lunetta in alluminio anodizzato con scala tachimetrica, bracciale in acciaio. 2.007 euro. Esiste anche con quadrante Reverse Panda.

    TIMEX The Waterbury Heritage Chronograph
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento al quarzo, cronografo con funzioni add e split. Quadrante opaco con contatori soleil, lunetta Ip nero con scala tachimetrica, cinturino in pelle. 279 euro.

    CITIZEN Racing Crono Eco-Drive
    Cassa (41 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento al quarzo, a energia luminosa, calibro Eco-Drive 8620 costruito in-house, con autonomia di 9 mesi e indicazione di carica insufficiente, cronografo con datario. Quadrante con scala periferica e contatori effetto fibra di carbonio, cinturino in pelle traforata. 229 euro.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 17/03/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 17/03/2025

    Tra sport, intrattenimento e curiosità, queste Cronache dell’orologeria riuniscono personaggi ed eventi finiti sotto i riflettori dell’industria del tempo nelle ultime settimane. Notizie brevi esposte alla spicciolata, senza un ordine cronologico, raccontate sempre in modo semplice e diretto. Necessariamente sintetiche per non farvi perdere tempo, ma sufficienti per tenervi informati. Qualcuna vedrà poi un opportuno approfondimento nei prossimi giorni. Buona lettura!

    Campagna urbana

    Sul grande schermo lo abbiamo visto recitare in Alien: Romulus, ma è noto soprattutto per il ruolo di Mal nella serie Netflix Tenebre e ossa. Ora Archie Renaux è protagonista anche della nuova campagna realizzata da Tissot. Sullo sfondo di una modernissima metropoli, l’attore britannico si muove con sicurezza e sembra controllare il tempo e gli elementi naturali con il suo PRC 100 Solar, che cattura la luce grazie all’innovativa tecnologia Lightmaster Solar. Del resto, pare proprio che nella vita reale sia un vero appassionato di orologi…

    Fascino da vendere

    Austin Butler è il nuovo volto di Breitling. Diventato famoso per l’interpretazione magistrale di Elvis, l’attore statunitense ha legato la propria immagine a ruoli libertari (The Bickeriders, Masters of the Air). Ed è quindi perfetto per incarnare il nuovo Top Time B31 del Brand. Detto, fatto: eccolo come protagonista della campagna per il primo “solo tempo” sviluppato in-house in quel di Grenchen. Ma lo si è già visto indossare anche un Navitimer e un Chronomat. Mentre Kern ha dichiarato che faranno un pezzo unico solo per lui. Staremo a vedere.

    Futuristiche visioni

    Vivian Stauffer, Ceo di Hamilton, con Hideo Kojima

    Nuovo excursus di Hamilton nel mondo dei videogame. Stavolta ha collaborato con il visionario Hideo Kojima per l’attesissimo sequel di Death Stranding. Ma non si è limitato a inventare l’orologio in-game di Death Stranding 2: on the Beach. Lo ha anche realizzato fisicamente. I progettisti del Marchio hanno infatti sviluppato, sulla base dell’American Classic Boulton, un esemplare reale in grado di riflettere le atmosfere tecno-apocalittiche del gioco. Il risultato – lo vedete in alto – sarà in vendita da giugno, per l’uscita di Death Stranding 2.

    Artistici frame

    In mostra a 24 OpeRE: Mario Giacomelli, Scanno, 1957. (Foto Cecé Casile courtesy Eberhard & Co.)

    Dal 20 al 23 marzo, al SuperStudio Più di via Tortona, a Milano, si tiene Mia Photo Fair, la principale fiera d’arte in Italia dedicata alla fotografia. Tra gli sponsor, anche quest’anno, Eberhard & Co.: che stavolta organizza nel proprio Spazio la mostra 24 OpeRE, improntata sul dialogo fra l’immagine – una per ogni ora del giorno – e la cornice. Nei 24 scatti di grandi fotografi – da Antonio Biasiucci a Luigi Ghirri, tanto per citarne un paio – il soggetto è infatti inquadrato all’interno di una creazione realizzata ad hoc dall’artista Cecé Casile. Da vedere.

    Senza tempo

    Non è frequente vedere gli orologi nelle sfilate, almeno ai nostri giorni. Louis Vuitton ha quindi stupito gli addetti ai lavori per averli fatti uscire sulle passerelle dell’Autunno-Inverno 2025/26. Si trattava di alcuni pezzi storici, parte della collezione LV II, disegnata da Gae Aulenti nel 1988. Da polso o sautoir, con la cassa in ceramica verde o nera (e il movimento al quarzo con funzione di sveglia), sono apparsi in cinque look a rappresentare lo spirito del viaggio, caro alla Maison. Ma hanno anche dimostrato quanto un design ben fatto resti sempre attuale.

    Cronache dell’orologeria… ampezzana 1

    A Cortina d’Ampezzo, si è conclusa ieri la WinteRace, gara di regolarità classica che ha visto per l’ottava volta Girard-Perregaux nel ruolo di cronometrista ufficiale. Questa 12a edizione – riservata a una settantina di iscritti, fra vetture storiche (la più vecchia datata 1935) e Icon (costruite dal 2000 a oggi) – si è svolta lungo un percorso di 460 km, tra Italia e Austria. Ed è stata occasione di lancio del Laureato Skeleton WinteRace Edition (in alto), una special edition dell’esemplare scheletrato già in catalogo, interamente in ceramica nera.

    Cronache dell’orologeria… ampezzana 2

    Omega, come sempre, sarà cronometrista ufficiale anche delle prossime Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026. A un anno esatto dall’apertura dei Giochi Paralimpici, il 6 marzo scorso, la Maison di Biel ha quindi fatto partire il tradizionale Countdown Clock, installato in piazza Angelo Dibona, nel centro della cittadina sulle Dolomiti. Oltre alle autorità riunite per il taglio del nastro, da segnalare la presenza di due Brand ambassador paralimpici: l’americana Oksana Masters, specialista nel biathlon, e lo sciatore svizzero Théo Gmür.

    Melbourne, Albert Park

    Chi ieri si è svegliato alle 5 di mattina per seguire la prima gara della stagione, lo avrà notato di sicuro. TAG Heuer ha debuttato al GP d’Australia come official timekeeper della Formula 1. Anche se il nome più visto, fuori e dentro la pista, è stato quello di Louis Vuitton, title sponsor della corsa, il Brand si è messo in evidenza con il Pit Lane Clock. Un orologio ad alte prestazioni e di grandi dimensioni – 1,2 metri di diametro, 35 chili di peso -, integrato nel sistema di cronometraggio. Lo rivedremo in futuro, sincronizzato su ogni circuito…

    Bitcoin, Ethereum & Co.

    Pisa 1940 sta per introdurre i pagamenti in criptovalute. Grazie alla collaborazione con Luna Pay, potrà accettare la maggior parte delle criptomonete sia nel flagship store di via Verri a Milano, sia online, sul sito ufficiale. Diventa così il primo retailer italiano di orologi e gioielli ad adottare questo servizio di pagamento, che offre transazioni tecnologicamente avanzate, rapide e sicure a una nuova generazione di collezionisti e appassionati. Un ulteriore passo avanti nella trasformazione digitale dell’azienda, intrapresa negli ultimi anni.

    Passione per la precisione

    Un nuovo logo, un nuovo sito internet, nuovi social media e una nuova newsletter. È chiaro: il Cosc – il Contrôle Officiel Suisse des Chronomètres – si rinnova. Ma non è solo una questione di immagine. Dopo più di 50 anni al servizio delle aziende come garanzia di costanza di marcia e affidabilità dei calibri, ora si rivolge anche ai clienti finali. In tempi brevi, una nuova certificazione sarà destinata ai privati che potranno conoscere i dati specifici del movimento montato nel loro orologio. In nome dell’eccellenza svizzera.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai.. .E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 03/03/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 03/03/2025

    A Hollywood e dintorni. Così si potrebbero intitolare queste Cronache dell’orologeria, dedicate in gran parte a uno degli eventi più glamorous dell’anno: la premiazione degli Oscar, andata in scena proprio la notte scorsa. La novità della serata sta nel grande sfoggio di pietre preziose anche da parte degli uomini. Non solo con le spille più vistose appuntate sui rever delle giacche e una panoplia puntuale di collane, anelli, orecchini, ma anche con numerosi orologi-gioiello apparsi sui polsi maschili.

    E poco importa che a essere tempestati di gemme fossero eleganti solo tempo o cronografi sportivi. Si trattava comunque di modelli femminili, o almeno così presentati al momento del lancio e considerati tali fino a ieri. Ma non ora: è un po’ come se la fluidità tipica della società di oggi avesse contagiato anche l’orologeria. E la conferma che non esiste più alcuna distinzione di genere si ha avuta con Thimothy Chalamet, che indossava un piccolo Cartier Bagnoire con smeraldi e rubini del 1960. Su, su, non arricciate il naso. Vedremo se sarà un tendenza passeggera o destinata a durare.

    Non solo. In queste Cronache dell’orologeria non possono mancare comunque altre notizie a tema corporate, fra nuove partnership, riaperture, inaugurazioni e iniziative varie. Buona lettura.

    Breath in, breath out

    Sponsor degli Oscar (e dell’Academy) dal 2017, Rolex festeggia però i 10 anni di presenza alla cerimonia di consegna con la Greenroom. Uno spazio a ridosso del palco principale del Dolby Theatre, in cui nominati e premiati possono rifugiarsi, durante la serata, per qualche attimo di decompressione lontano dai riflettori. Quest’anno la sala è diventata ancora più rilassante grazie all’ambientazione “naturale”, ispirata a Rewilding Chile e Rewilding Argentina, due progetti del Rolex Perpetual Planet Initiative. Keep calm and carry on…

    Cronache dell’orologeria… pettegola: agli Academy Awards

    Foto Rich Polk/Penske Media via Getty Images courtesy Omega

    Alla notte degli Oscar, parata di stelle per Omega. Che ha fatto bingo con il De Ville Trésor bordeaux indossato da Kieran Culkin (accanto), premiato come Miglior attore non protagonista. Poi un De Ville Prestige per Guy Pearce, un altro per Clarence Maclin, e due Moonwatch per Denis Villeneuve e Colman Domingo. Al top però c’era il Seamaster AquaTerra con diamanti e rubini di Robert Downey Jr. Lo show è poi continuato al party di Vanity Fair, dove l’ex Tony Stark ha cambiato orologio e ha sfoggiato questo nuovo Seamaster…

    Foto Lexie Moreland/WWD via Getty Images courtesy IWC

    Presenza ricorrente sul red carpet al Dolby Theatre, ieri sera, è stata anche quella di IWC. Che ha vestito i polsi di alcuni degli uomini più chic della serata con scelte (quasi) sempre azzeccate. Per Jeremy Pope (accanto) un Portofino Automatic con bracciale in maglia milanese, perfetto sul completo di Balmain dell’attore. Un altro Portofino Automatic per Joe Locke, un Ingenieur Automatic per Sterling K. Brown e un Portugieser Perpetual Calendar per Paul Tazewell. Il cui quadrante verde spezzava il rigore dello smoking principesco.

    L’ambasciatore della Corona

    Un frame del video Reach for the Crown

    La notizia era uscita in anteprima su WatchPro, un paio di settimane fa: Leonardo DiCaprio è entrato a far parte della famiglia Rolex. Nessun annuncio ufficiale al riguardo. L’attore però è apparso, accanto agli altri testimonial (da Tiger Woods a Roger Federer, da James Cameron a Martin Scorsese), in un paio di frame di Reach for the Crown, lo spot diffuso sui canali Instagram e YouTube di Rolex. Del resto, Leo non ha mai nascosto di essere un fan del Daytona. Chissà se ora la Casa della Corona sosterrà anche la LDC Foundation…

    Un capolavoro artigianale

    Foto by Pascal Le Segretain/Getty Images courtesy Dolce&Gabbana

    Al Grand Dîner du Louvre, che si è tenuto il 4 marzo per raccogliere fondi a favore del Museo parigino, c’era anche lei: Eva Herzigova. Chic-chissima in una robe-de-soir Dolce&Gabbana Alta Moda, sfoggiava uno straordinario sautoir della collezione Alta Gioielleria della Casa. Che in realtà era un preziosissimo montre-à-secret a forma di libro, ispirato alle creazioni rinascimentali. Un pezzo unico in oro, diamanti e gemme di colore, decorato sulla copertina con una miniatura di Beatrice d’Este, e all’interno un quadrante in full pavé. Superbe!

    Lancette & racchette

    Dal 7 al 9 marzo prossimi, Fiera Milano Rho farà da cornice a Racquet Trend, una “tre giorni” dedicata interamente agli sport di racchetta. Tennis e padel soprattutto, ma non solo: anche tennis da tavolo, pickleball, beach tennis… Cronometrista ufficiale dell’expo: Eberhard & Co. Che prenderà i tempi delle gare fra grandi atleti e delle esibizioni fra giornalisti, delle masterclass tenute da esperti e coach, delle prove racchetta, dei convegni e dei corsi di formazione… In un calendario ricco di eventi, imperdibile per gli appassionati.

    Un servizio esclusivo

    Mai nome fu più azzeccato: Not for Sale. Perché il nuovo OOO – Out of Order® x Pisa 1940 davvero non è in vendita. Si tratta infatti di un “orologio di cortesia”, dato temporaneamente in uso gratuito ai clienti della storica orologeria milanese che portano in assistenza il proprio esemplare per manutenzione/riparazione. Un servizio simile a quello offerto per le auto da concessionari e officine, con la differenza che qui si può anche non aver cura dell’esemplare in questione, damaged in Italy già di suo. Come si legge sul réhaut: “Please, Treat me Bad”…

    Shopping in Laguna…

    Foto UCStudio_Ve courtesy TAG Heuer

    Nelle scorse settimane TAG Heuer ha riaperto la storica boutique a Venezia. Inaugurata nel 2012 in San Marco 1298, a pochi passi dalla celeberrima piazza, di recente è stata oggetto di accurati lavori di restauro. Il restyling ha ottimizzato gli spazi interni – con la creazione di un salottino di vendita – e valorizzato l’esposizione degli esemplari. Così, negli ambienti arredati con legno, vetro e metallo, ora trovano posto grandi e piccoli memorabilia che hanno segnato la storia del Marchio. E che fanno la gioia degli appassionati… Da visitare.

    …e sulle Dolomiti

    Swatch ha aperto un nuovo pop-up store a Cortina d’Ampezzo. Un grande, coloratissimo ambiente di design – in via 29 Maggio 1 -, illuminato da quattro vetrine e da luci industriali, con tonalità pop alle pareti e gli orologi a portata di mano. Dove, fra suggestioni spaziali e atmosfere marine, va in scena l’immaginario del Brand. Al cocktail d’inaugurazione, lo scorso sabato 22 febbraio, qui si è dato appuntamento il Tout-Cortina più modaiolo e cool: un centinaio di persone che hanno brindato al ritmo del Dj-set di Leonardo Laio.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 17/02/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 17/02/2025

    Tornano le Cronache dell’orologeria. Oggi parliamo di nuovi ambasciatori, scelti nel mondo dello spettacolo come dello sport, con news dell’ultim’ora. Quelle, per intenderci, che riguardano la 78a edizione dei Bafta – i British Academy of Film and Television Arts Awards -, andati in scena proprio ieri sera alla Royal Festival Hall di Londra. (E no, niente Sanremo: la Rai ci ha fatto ‘na capa tanta da prima di Natale, non se ne può più…). E poi fiere, imminenti o annunciate, eventi, negozi e altro ancora. In un consueto “fritto misto” di notizie (selezionate), che toccano un po’ tutti gli interessi dell’industria delle lancette. Buona lettura!

    Il fascino del supereroe

    Longines ha un nuovo Ambasciatore dell’Eleganza: Henry Cavill. Noto per aver vestito i panni di Superman, protagonista del DC Extended Universe per più di un decennio, l’attore inglese in realtà sa mettersi alla prova con i ruoli più disparati. Del resto, chi non se lo ricorda agli esordi, come duca di Suffolk nella serie The Tudors? In attesa di vederlo nel nuovo film di Guy Ritchie In the Gray e nel live-action di Voltron, eccolo nella campagna della Casa di St.Imier: con qualche ruga in più, ma con charme immutato e classe da vendere.

    Cronache dell’orologeria… pettegola – 1

    Edward Berger ai Bafta (foto Kate Green/Getty Images courtesy Omega).

    In prima fila (si fa per dire) alla cerimonia di premiazione dei Bafta di Londra, ieri sera, c’era Omega. O meglio, c’erano i suoi orologi, che spiccavano al polso dei protagonisti della serata. Come il regista del superpremiato “thriller papale” Conclave, Edward Berger, che sfoggiava un De Ville Trésor. Mentre Guy Pearce, in lizza per The Brutalist, indossava uno Speedmaster ’57, Yura Borisov portava un Seamaster Aqua Terra. E ancora Tom Felton, nel ruolo di presentatore, che aveva un De Ville Prestige… tanto per gradire.

    Cronache dell’orologeria… pettegola – 2

    James McAvoy ai Bafta (foto Joe Maher/BAFTA/Getty Images for BAFTA courtesy IWC).

    Sempre in tema di “chi-ha-indossato-cosa” ai Bafta, meritano almeno un cenno anche altrattori con i relativi esemplari. Al polso di James McAvoy è stato avvistato un IWC Portugieser Perpetual Calendar. Jeff Goldblum invece esibiva un femminilissimo (!) Vacheron Constantin Egérie tempestato di diamanti. Sebastian Stan un Cartier Tank e Dev Patel un altro Cartier Tank, però vintage. Ancora, Jeremy Strong un Richard Mille RM-63Automatic Winding Dizzy Hands. Orlando Bloom un Porsche Design Chronograph 1… Ci fermiamo qui, ma l’elenco potrebbe continuare.

    Salone d’arte

    Lee Bae, Brushtrole D1, presentato da Perrotin (foto Claire Dorn courtesy F.P.Journe).

    Ancora una volta F.P.Journe conferma il proprio legame con la scena artistica internazionale. Anche quest’anno ha infatti sostenuto Maze Art Gstaad, che si è tenuta dal 14 al 16 febbraio scorsi. Sotto il tendone del Festival-Zelt, questa seconda edizione ha riunito 35 gallerie internazionali provenienti da 12 Paesi, con l’ambizioso obiettivo di offrire uno sguardo raffinato sull’arte moderna e contemporanea, sul design da collezione e sull’alta gioielleria. Con un’interessante mix di riferimenti classici e sperimentazioni contemporanee.

    Racchette e lancette

    Si sa: da oltre 30 anni, Rado è legato a filo doppio con il tennis professionistico e coltiva talenti della racchetta vecchi e nuovi. Di recente ha ampliato la propria “squadra” con l’ingaggio di Barbora Krejčíková. Un nome che non ha bisogno di presentazioni: ottima doppista, con un palmarès da paura (12 titoli del Grande Slam e un oro olimpico), è la campionessa in carica di Wimbledon femminile. Ora, il Marchio di Legnanu le ha già messo al polso un Anatom Automatic: scommettiamo che la tennista ceca lo sfoggerà anche in campo?

    Sul circuito del Principato

    La Red Bull Racing di Max Verstappen al GP di Monaco 2024 (foto Jakub Porzycki/NurPhoto via Getty Images courtesy TAG Heuer).

    La collaborazione fra TAG Heuer e l’Automobile Club de Monaco non è proprio una novità (è stata siglata nel 2011), ma quest’anno si concretizza in qualcosa in più. Ora che il Marchio elvetico è cronometrista ufficiale in F1, diventa anche title sponsor della tappa monegasca (23/25 maggio prossimi): che assume quindi il nome ufficiale di Formula 1 Tag Heuer Grand Prix de Monaco. Per l’occasione, nei paddock saranno esposti gli orologi dell’omonima collezione. A proposito: è lecito aspettarsi un esemplare dedicato?

    Da un Monaco all’altro

    Dettaglio della locandina della mostra multimediale Watches and Talents sui mestieri d’arte dell’orologeria

    Il weekend prossimo, il centro dell’orologeria (e della gioielleria) si sposta a Monaco di Baviera: dove, dal 21 al 24 febbraio, si tiene l’ormai tradizionale salone di Inhorgenta. Un’occasione per visitare, oltre agli stand dei 112 espositori nel padiglione 1 della Messe Münich, la mostra Watches and Talents della FHH, partecipare a dibattiti e tavole rotonde con i protagonisti del settore – da Mario Peserico a Federico Ziviani, da Andrea Furlan a Manuel Emch fino a Rolf Studer – e perfino cimentarsi con un Unitas. Info: inhorgenta.com

    Piccoli marchi crescono

    Chi l’avrebbe detto? Watches of Italy ha uno spin-off: Watches of Jesolo, che si terrà il 10/ 11 maggio nella cittadina veneta. Non una replica della fiera di Novi Ligure, ma un’inedita vetrina in cui si troveranno anche microbrand internazionali. Già previsti più di 50 marchi espositori, la presenza di noti content creator da Londra o Dubai, la partnership con Swiss Creative Lab e vari eventi che si terranno al Palazzo del Turismo – tipo il live painting a tema orologiero. Il tutto, a ingresso libero. Ne riparleremo…

    La stanza delle meraviglie

    A Roma, in via Condotti, Bulgari ha riaperto il New Curiosity Shop. Qui, Sotirio Bulgari, fondatore della Casa, aveva inaugurato nel 1905 l’Old Curiosity Shop di dickensiana memoria, a metà fra una Wunderkammer e un bazaar di preziosi. Diventato “New” nel 2018, lo spazio esponeva gioielli e accessori accanto a stravaganti oggetti di design. Oggi, dopo mesi di ristrutturazione, è invece dedicato esclusivamente all’orologeria della Maison, dalle collezioni in catalogo ai pezzi in tiratura limitata/issima. Da visitare.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • LVMH Watch Week 2025, le principali novità

    LVMH Watch Week 2025, le principali novità

    Non si parla d’altro. La LVMH Watch Week 2025 oggi e nei prossimi giorni terrà banco, unico argomento di conversazione nell’industria delle lancette. E non può essere altrimenti: è il primo evento internazionale dell’anno orologiero, la sola occasione per fare una scorpacciata di novità almeno fino al prossimo Watches and Wonders Geneva (per il quale però dobbiamo aspettare l’inizio di aprile). E non ha certo deluso le aspettative: per la prima volta la LVMH Watch Week 2025 ha riunito nove marche del Gruppo francese, anche quelle che finora erano rimaste in disparte, compresa l’ultima acquisizione.

    Per riassumere. Accanto ai brand che partecipano alla manifestazione fin dagli esordi (a Dubai, nel 2020) – cioè Bulgari, Hublot, TAG Heuer e Zenith, per chi non lo ricordi -, lo scorso anno si erano aggiunti Daniel Roth e Gérald Genta, sotto la supervisione de La Fabrique du Temps. Per rinfrescarvi la memoria, potete andare a leggere qui. Ora invece è la volta di Louis Vuitton, Tiffany & Co. e L’Epée 1839. Pensate che l’elenco sia completo? In realtà brilla ancora per l’assenza Dior, che produce degli esemplari splendidi, soprattutto al femminile, e meriterebbe più attenzioni. Chissà, forse in futuro… Ma non divaghiamo.

    Un’edizione doppia

    Giunta alla sesta edizione, la LVMH Watch Week 2025 – lo abbiamo già scritto – si svolge in due tempi e in due sedi: il 21/22 gennaio a New York, per poi replicare il 30/31 gennaio a Parigi. La tappa nella Grande Mela ha luogo – come riporta il comunicato ufficiale – “nel cuore di Manhattan, presso l’iconico flagship store di Tiffany, The Landmark sulla 5th Avenue, e nelle vicine boutique Louis Vuitton e Bulgari”. A Parigi, si terrà invece nell’Hôtel Cheval Blanc Paris del Gruppo, oltre che nei negozi di diverse maison. 

    A quanto ha dichiarato lo stesso Frédéric Arnault, Amministratore delegato di LVMH Watches, “la decisione di organizzare la Watch Week negli Stati Uniti per il secondo anno consecutivo (nel 2024 era stata a Miami, ndr) riflette la posizione chiave di questo mercato”. Un mercato strategico, se non fondamentale, per LVMH. Il Gruppo conta infatti qualcosa come 1.128 negozi e oltre 43mila dipendenti negli States, numeri che nel 2023 hanno fruttato un 25 per cento delle vendite totali. Non servono commenti.

    I pezzi chiave della LVMH Watch Week 2025

    Ma bando alle ciance, passiamo agli orologi. Abbiamo fatto una selezione delle novità esposte alla LVMH Watch Week 2025 e vi presentiamo quindi gli esemplari più interessanti, secondo noi. Una scelta in certi casi facile – come per Daniel Roth, che ha lanciato un solo pezzo -, in altri più complicata. Abbiamo cercato di prendere in considerazione i tanti aspetti dei diversi modelli (tecnico, commerciale, storico, di immagine), tant’è che ciascuno meriterebbe un approfondimento (ma dovrete aspettare le prossime settimane). Però si tratta sempre di valutazioni arbitrarie, che potrebbero anche non trovare d’accordo qualcuno di voi. Per avere un quadro completo, vi invitiamo quindi a prendere visione di tutto ciò che è stato proposto direttamente sul sito o sui social delle varie marche. Poi, fateci sapere cosa ne pensate…

    Cominciamo dall’orologio che abbiamo “sparato” in copertina, forse quello più emblematico dell’intera LVMH Watch Week 2025: il Serpenti Tubogas di Bulgari. Il quale – alla pari al suo omologo Serpenti Seduttori – monta un nuovo calibro automatico, concepito e realizzato “in casa”: il BVS100 Lady Solotempo. Importante non solo perché è la sintesi del savoir-faire accumulato nel tempo dalla Manifattura di Le Sentier, ma soprattutto perché rivaluta la collezione dal punto di vista meccanico. La famiglia di esemplari-gioiello, dopo decenni di movimenti al quarzo, si ricollega così idealmente alle origini, quando era fornita di meccaniche firmate dal gotha dell’industria orologiera dell’epoca. Non solo. Rivela quanto il pubblico femminile sia importante oggi per la Maison romana – in linea con una tendenza che sembra sempre più diffusa nel mondo delle lancette… Lo vedremo proprio a Watches and Wonders: ma è tutto ancora top secret, quindi andiamo oltre.

    Preziose ed esclusive novità

    Partiamo dall’alto-altissimo di gamma, dagli esemplari – complicati e non – in edizione limitata. Come l’Extra Plat Souscription di Daniel Roth, che si rifà direttamente all’orologio lanciato dal Maestro nel 1990. Rivisitato nelle proporzioni, ripropone i consueti codici stilistici di quel precedente – come il guillochage a Clou de Paris sul quadrante in oro massiccio, che richiede due giornate di lavorazione. Ma è equipaggiato da un nuovo movimento meccanico a carica manuale, il calibro DR002, sviluppato ad hoc dalla Fabrique du Temps Louis Vuitton, secondo tutti i sacri crismi della grande orologeria di tradizione. In 20 esemplari.

    L’originalità del design è invece la chiave del Gentissima Oursin di Gérald Genta. Ispirato a un riccio di mare, deriva da un modello creato negli anni Novanta da Monsieur Genta in persona e allora prodotto in pochissimi pezzi. Oggi è realizzato in cinque versioni. Nella più appariscente – o per meglio dire flamboyant – ha la cassa completamente incastonata di microscopiche boule di opali di fuoco, ciascuna fissata da un piccolo perno in oro giallo, a riprodurre proprio gli aculei dell’animale marino. Nulla si sa né sulla tiratura limitata, né sul prezzo, se non che l’orologio dovrebbe essere in vendita in maggio.

    Sempre a proposito di preziosità che rimandano al passato, l’orologio Bird on a Rock Tsavorite di Tiffany & Co. riprende l’omonima spilla realizzata nel 1965 dal grande designer di gioielli Jean Schlumberger. Qui però l’uccellino non si trova più sull’enorme diamante giallo, il celebre Tiffany Diamond, appunto. Invece è posato su un anello rotante in baguette di tzavoriti, il cui colore verde risalta nella cassa interamente tempestata di diamanti incastonati a neve, come il quadrante. Il risultato è uno strabiliante pezzo di alta gioielleria, che avrà ovviamente una produzione limitata di pochi pezzi all’anno.

    Altri highlight della LVMH Watch Week 2025

    Un legame con il passato ce l’ha anche il Tambour Convergence di Louis Vuitton, che ci ha colpito per l’originale eleganza. Un orologio di gran classe, che si rifà agli esemplari digitali tipici dell’Art Déco: i cosiddetti montre à guichet, con la cassa “chiusa”, priva di quadrante, e il display ridotto a due finestrelle che mostrano le indicazioni orarie tramite dischi rotanti. La nostra favorita è la versione in oro rosa, così chic da togliere il fiato. Sia chiaro, senza nulla togliere alle varie edizioni del nuovo Tambour Taiko Spin Time, che però sono variazioni sul tema dell’esemplare uscito nel 2009 e da allora rimasto un’icona del Marchio…

    Non ce ne vogliano nemmeno gli amanti del tourbillon se al Verde Saxem preferiamo il Big Bang Meca-10 di Hublot. Che è uscito nel 2016, è vero, ma nella nuova riedizione – con la cassa più piccola e compatta – sembra quasi un altro orologio. Le tre modernissime versioni, in titanio, King Gold (l’esclusivo oro della Casa) o carbonio nero, hanno infatti un nuovo calibro a carica manuale scheletrato – alleggerito, o meglio “ottimizzato”, come lo definiscono in quel di Nyon. Visibilmente diverso dal predecessore, e non solo perché è colorato da un processo galvanico che lo abbina al materiale della cassa, segna una marcata evoluzione rispetto al precedente. Ma mantiene sempre i fatidici 10 giorni di autonomia che l’hanno reso famoso.

    Cronografi & Co.

    Con il ritorno al ruolo di cronometrista ufficiale conquistato di recente, il nuovo Formula 1 di TAG Heuer potrebbe sembrare ovvio, quasi scontato. In realtà è un bel modo per rendere omaggio alla lunga tradizione del Marchio nei motorsport. E non solo per i tanti richiami estetici alle monoposto (gli indici, per esempio). Soprattutto perché il cronografo ora monta finalmente un movimento automatico – e spezza così la consuetudine del quarzo della collezione. Un salto di qualità, dunque, per i cinque nuovi modelli in titanio, dal formato XL ma ugualmente mettibili anche da chi non ha il polso poi così massiccio. Al top spicca la referenza dedicata al team di Oracle Red Bull Racing, che celebra la partnership attiva dal 2016.

    Sempre in tema di esemplari sportivi per definizione, da citare anche il Defy Skyline Chronograph Skeleton di Zenith. Attesissimo dai fan della Marca, sostanzialmente reinterpreta la versione dello scorso anno in chiave scheletrata (e più “cattiva”). Il celeberrimo El Primero 3600, introdotto nel 2019, è stato infatti del tutto traforato e ora fa bella mostra di sé sotto i tagli geometrici del display. La versione blu – secondo noi – è la più suggestiva, con quei lampi di viola dei rubini e del silicio (per la ruota di scappamento e l’ancora) che risaltano fra i componenti blu della meccanica, in perfetto pendant con il quadrante. Restano chiaramente identiche le prestazioni, cioè la capacità di misurare il 10° di secondo tramite la lancetta centrale.

    Merita un cenno infine la Watch Box di L’Epée 1839. Interamente in vetro acrilico, serve da espositore per un singolo orologio. Non siate delusi, non è tutto qui: la creazione è equipaggiata da un sistema meccanico che solleva l’orologio e apre il coperchio. La storica Manifattura non si smentisce mai.

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  • Oroscopo di novembre. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di novembre. Previsioni e orologi, segno per segno

    Ci avviciniamo alla fine di questo 2024, un anno ricco di avvenimenti, sia sul piano personale che su quello generale del Pianeta. Vediamo quindi insieme l’oroscopo di novembre: come di consueto, per prima cosa, analizziamo astronomicamente e astrologicamente il Cielo del mese, poi passiamo alle analisi per i nati sotto i vari segni e agli orologi che più potrebbero rispecchiarne le personalità e i modi di essere.

    Prendiamo l’oroscopo di novembre con l’indispensabile pizzico di ironia: l’astrologia non è una scienza, nel senso moderno del termine, ma per gli Antichi lo era. Al punto di definire l’astronomia, quindi la scienza del moto dei corpi celesti, come sua ancella. Ma il discorso si farebbe lungo: passiamo a esaminare cosa succederà lassù, durante questo penultimo mese del 2024.

    Novembre apre con un Novilunio il giorno 1, nel segno dello Scorpione: un segnale d’inizio che avrà conseguenze sui diversi segni. Il 15, Saturno entrerà, in moto diretto, nei Pesci, mentre subito dopo, il 16, avremo il Plenilunio in Toro.
    Altro evento il giorno 20, quando il lentissimo Plutone lascerà il segno del Capricorno per entrare in Acquario, dove risiederà per i prossimi vent’anni. Il Sole entrerà nel segno del Sagittario il 22, e il 26 Mercurio, in Sagittario, inizierà il proprio moto retrogrado.
    Non resta ora che vedere, segno dopo segno, come tutto questo andrà a riflettersi sui nati nei dodici segni e che cosa potemmo suggerire, conseguentemente, di portare al polso.

    Ariete

    Plenilunio nel primo giorno del mese, in Scorpione: tutto converge per conferire grande importanza ai cambiamenti, soprattutto per voi, che con questo evento nella vostra Casa della Trasformazione dovrete affrontare mutamenti importanti. Che siano prevedibili o che giungano inattesi, saranno con ogni probabilità d’impatto nella vostra sfera emotiva. Non interpretateli come un rischio o una devastazione: sarà la buona occasione per portare alla luce il vostro io più autentico. Il passaggio di Plutone in Acquario sarà di aiuto: vi ritroverete ad assumere nuove responsabilità, ma anche a cogliere soddisfazioni e riconoscimenti. Premiatevi con un bell’esemplare dalle complicazioni utili.

    FREDERIQUE CONSTANT Classic Power Reserve Big Date Manufacture Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro FC-735 di manifattura, con indicazione dell’autonomia di 50 ore, fasi di luna e grande datario. Quadrante soleil, indici applicati, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 4.995 euro.

    Toro

    La trasformazione imposta dal Novilunio sarà solo una fase di passaggio verso il Plenilunio proprio in Toro: ecco tutti i segni del Cielo necessari per ridefinire il vostro ruolo nel rapporto con gli altri. Famiglia, scuola, azienda, amici: non abbiate timore di mostrare quei lati di voi che finora erano rimasti un po’ in penombra. Il Plenilunio in Toro conferirà massima efficacia alle vostre azioni, ogni vostra decisione sarà sostenuta dagli astri. Non dimenticate che il Toro è signore della gola: attenzione a quanto direte, ma anche – più banalmente – ai malanni di stagione, che vi potrebbero colpire proprio lì. Affrontare il mondo con un’altra persona comunque vi faciliterà la vita. Scegliete un orologio dai nobili natali, che potrete indossare entrambi.

    VULCAIN Cricket President 36 Pistacchio Green
    Cassa (36 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro V10 di manifattura, con doppio bariletto e funzione di allarme. Quadrante soleil, numeri applicati, vetro zaffiro bombato, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle. Edizione limitata di 25 esemplari, 4.540 euro.

    Gemelli

    L’oroscopo di novembre annuncia trasformazioni in vista anche per voi. Che si tratti del risultato di un periodo di introspezione, del supporto sapiente di un terapeuta o di una decisione ben meditata, questo mese verrà alla luce una nuova versione di voi. È tempo di brillare, ma tenete presente che Mercurio retrogrado e il passaggio del Sole in Sagittario vi indurranno a rivisitare e a rivalutare alcune relazioni date per scontate e consolidate. Siate obiettivi, soprattutto verso voi stessi. Senza ferire chi non lo merita, non insistete a portare avanti rapporti che – alla lunga – potrebbero rivelarsi dannosi per voi. Adottate un orologio d’ispirazione “celestiale”, che vi sia di supporto in tante situazioni.

    BREITLING Navitimer Automatic 41
    Cassa (41 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro B17 (base Eta 2824). Quadrante soleil, lancette e indici luminescenti, réhaut con regolo calcolatore, vetro zaffiro bombato, bracciale in acciaio. 5.600 euro.

    Cancro

    Per i nati sotto il segno del Cancro, Plutone ha sempre svolto un ruolo importante nella sfera dei rapporti e delle relazioni. Per l’ultima volta, dati i suoi tempi, lo saluterete in Capricorno e lo vedrete passare in Acquario. La conseguenza? Lascerete necessariamente le valutazioni di carattere più superficiale e immediato, in tutti i campi, per abbracciare analisi più sottili e profonde. Vi scoprirete capaci di leggere ben al di là delle apparenze, sia che si tratti di eventi che di persone. Un dono, sicuramente, ma che vi renderà più consapevoli e più attenti nelle vostre scelte. Anche riguardo a ciò che indossate al polso: privilegiate il meglio.

    EBERHARD & CO. Chronographe 1887 Edition Limitée
    Cassa (41,5 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro EB 280 sviluppato in esclusiva con la Manufacture AMT di Sellita, cronografo con ruota a colonne, pulsante di reset del cronografo coassiale alla corona, funzione flyback. Quadrante con scala telemetrica e tachimetrica, vetro zaffiro bombato, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 250 esemplari, 6.960 euro.

    Leone

    Cari nati sotto il segno del Leone, questo mese vi costringerà, con il suo quadro astrale, a uscire allo scoperto. Passerete dal piano delle riflessioni, su voi stessi e sugli altri, a quello dell’azione. Terminate le considerazioni astratte, dovrete prendere, rapidamente, decisioni su come rapportarvi con il mondo esterno e non avrete modo di tergiversare. L’oroscopo di novembre registra il ritorno di Saturno in moto diretto. La cosa vi aiuterà, soprattutto emotivamente, liberandovi da quell’aura un poco negativa che aveva contrassegnato il vostro recente passato. Cercate di navigare sempre in acque tranquille: procuratevi un esemplare che possa farvi da nocchiere…

    TAG HEUER Carrera Chronograph Skipper
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro TH20-06 di manifattura, con autonomia di 80 ore, cronografo con ruota a colonne, secondi continui e datario. Quadrante spazzolato circolare con contatori crono a contrasto (totalizzatore dei 15 minuti tripartito per i tempi di regata), lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro glassbox, fondello in vetro zaffiro, cinturino in tessuto. 6.850 euro.

    Vergine

    Dovrete trovare la forza di guardare diritto negli occhi quanti – con vari mezzi, più o meno coscientemente – avevano influenzato la vostra autostima, in tutto il periodo in cui Saturno era nei Pesci. Saturno ritorna in modo diretto il 15: sarà il momento perfetto per chiarire a voi stessi chi siete, senza essere vittime dei pregiudizi altrui. Mercurio retrogrado in Sagittario vi libererà da tanti pensieri che vi avevano sinora trattenuto dal mostrare più apertamente la vostra vera natura e i vostri sentimenti. Muovetevi con cautela: non è detto che il vostro vero volto non possa mandare all’aria i piani, non sempre benevoli, che altri avevano fatto su di voi. Indossate un esemplare dall’estetica semplice e pulita.

    IWC Portofino Automatic
    Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 35111 (base Sellita Sw300-1a), con datario. Quadrante argenté, vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. 5.300 euro.

    Bilancia

    Mese complessivamente positivo, in cui noterete, soprattutto nell’ultima decade, un senso di liberazione derivante dalla scomparsa di un peso che da troppo tempo gravava sulle vostre spalle. Tanto che ormai quasi non lo notavate più. Ma appena sarà svanito, percepirete chiaramente la riguadagnata libertà e una leggerezza che riconoscerete subito. Secondo il vostro oroscopo di novembre, comunque, è tempo di investire, soprattutto su voi stessi: che si tratti del vostro aspetto, del guardaroba, della sfera psicofisica o di altri ambiti, per voi la trasformazione sarà da leggere in questo senso. Cominciate col rinnovare ciò che avete al polso: scegliete un marchio giovane, dal gusto contemporaneo.

    NORQAIN Indipendence Skeleton Chrono
    Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Norqain 8K, scheletrato, con autonomia di 62 ore, cronografo con ruota a colonne, funzione flyback e certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Quadrante traforato, lancette e indici applicati, placcati oro e luminescenti, vetro zaffiro, cinturino in caucciù con motivo maglia milanese. Produzione limitata, 5.700 euro.

    Scorpione

    Inutile nasconderlo: voi nati sotto il segno dello Scorpione siete tra i soggetti più complessi. Non è facile comprendervi e soprattutto intuire cosa siate veramente, al di sotto del vostro volto pubblico. Secondo il vostro oroscopo di novembre, questo mese vi indurrà a prendere coscienza di un fatto importante: a furia di fingere verso il mondo esterno, alcuni vostri aspetti simulati hanno finito per prendere il sopravvento. Estirpateli, lasciate nuovamente emergere la vostra vera natura. Vivere dietro una maschera, alla lunga, non solo non è utile, ma vi costringe a spendere energie che – prima o poi – si esauriscono. Evitatelo, almeno al polso: dotatevi di un esemplare dalla lunga autonomia.

    BAUME&MERCIER Clifton 10756
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Baumatic realizzato in esclusiva, con autonomia di 5 giorni, fasi di luna e datario a lancetta. Quadrante sfumato, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore, intercambiabile. 4.950 euro.

    Sagittario

    Le stelle accarezzano il vostro lato più incline ai sensi, perfino a un certo edonismo: nuovi progetti vi potrebbero attrarre. Niente di male nell’esaminarli, ma non perdete il vostro proverbiale senso pratico, prima di aderire a strane avventure che potrebbero, alla lunga, crearvi danni. Il vostro oroscopo di novembre segnala, nell’ultima decade, opportunità in ambito finanziario, di sicuro allettanti ma che devono essere soppesate con saggezza. Siete proverbialmente attenti, da questo punto di vista, ma attenzione alle lusinghe di chi forse è più incline a trarre vantaggio per sé che non a raccontarvi i veri scopi di quanto vi starà proponendo. Scegliete un orologio che sia un investimento sicuro.

    ROLEX Oyster Perpetual 41
    Cassa (41 mm) in acciaio Oystersteel, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3230 di manifattura, con autonomia di 70 ore, spirale paramagnetica. Quadrante soleil, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, bracciale in acciaio Oystersteel. Certificato Cronometro Superlativo. 6.650 euro.

    Capricorno

    Venere farà capolino il giorno 12, aiutandovi a riscoprire, e a lasciar trasparire, quei lati di voi che sono più teneri, più delicati, che solitamente restano nascosti dalla vostra ben nota corazza. Il passaggio di Plutone proprio nel vostro segno vi caricherà di entusiasmo e positività. Ottimi entrambi, ma sempre da tenere sotto controllo con intelligenza ed astuzia. Cogliete pure le buone opportunità, ma ricordatevi sempre che le vipere possono annidarsi anche tra i più bei fiori del giardino. In sintesi, il vostro oroscopo di novembre consiglia: mai abbassare la guardia. Soprattutto in questo mese, che vi prospetta una vita sociale molto attiva. Lasciate il vostro orologio parli per voi, come un bel biglietto da visita.

    OMEGA Speedmaster 38
    Cassa (38 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3330 (base Longines 688.2 modificato) con scappamento Co-Axial e spirale in silicio, cronografo con ruota a colonne, secondi continui, datario e con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Quadrante opaco, lancette e indici luminescenti, lunetta con scala tachimetrica, vetro zaffiro, bracciale in acciaio. 6.200 euro.

    Acquario

    Sin dall’inizio del mese vi accorgerete di avere in voi nuove energie, nuovi spunti. Cosa ottima in sé, ma che vi costringerà a stabilire delle priorità: per raggiungere gli obiettivi primari, dovrete per forza accantonare – magari solo temporaneamente – tutto quello che potrebbe distrarvi. L’uscita di Plutone dal vostro segno si farà sentire: l’unico rischio è un certo senso di ebbrezza e la relativa confusione. Focalizzare e concentrare i vostri sforzi sarà l’unico metodo per non sprecare le occasioni e, al tempo stesso, non arrivare al traguardo esausti. Assecondate il vostro oroscopo di novembre con un esemplare dal colore vitaminico, in grado di ricaricarvi ogni qualvolta guardate l’orario.

    BELL & ROSS BR V2-92 Orange
    Cassa (41 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro BR-CAL.302 (base Sellita Sw300-1a), con datario. Quadrante opaco, lancette e indici luminescenti, lunetta girevole bidirezionale con inserto in alluminio anodizzato nero, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio. 3.800 euro.

    Pesci

    Se – come può accadere – ultimamente avete avuto dei momenti di poca chiarezza proprio su voi stessi, sulle vostre vere ragioni di essere e su quello che davvero volevate nella vita, avere Saturno che riprende il proprio moto diretto nel vostro segno sarà di grande aiuto. Prendete del tempo per voi stessi, pace, silenzio, calma interiore per avventurarvi nel viaggio più prezioso: quello alla ricerca della vostra anima. Mercurio retrogrado in Sagittario sarà il vostro sostegno per quei piani ambiziosi sulla vostra carriera. Se siete sicuri di avere tutte le frecce giuste al vostro arco, non abbiate paura: è arrivato il momento di fare centro. Mettete al polso un orologio che evochi orizzonti aperti e paesaggi naturali da esplorare.

    BREMONT Terra Nova 40.5 Date “Caramel”
    Cassa (40,5 mm) in acciaio 904L, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro BE-36AE (base Sellita SW220-1 modificato), con datario. Quadrante sfumato, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello inciso, bracciale in acciaio 904L. Edizione limitata di 100 esemplari, 3.850 euro.



  • Gli orologi di Venezia 81, fra scelte azzeccate e cadute di stile

    Gli orologi di Venezia 81, fra scelte azzeccate e cadute di stile

    È di sicuro uno degli appuntamenti mondani più attesi a livello globale. Tanto per gli addetti ai lavori quanto per i fan, che sperano di incontrare – anche per un semplice autografo – i propri idoli. Ma, si sa, il Festival Internazionale del Cinema di Venezia non è solo il luogo in cui vedere in anteprima le grandi produzioni internazionali. È anche un evento fashion, in cui sfilano abiti, gioielli e orologi che contribuiscono a creare quell’aura di glamour e di magia, tipica della settima arte. Certo, con l’immancabile contorno di gossip, chiacchiere e pagelle… In prima fila ci siamo anche noi, pronti a guardare il red carpet con occhio critico, zoomando sul polso delle celebrities. Ecco allora gli orologi di Venezia 81: cioè gli esemplari avvistati in questa 81a edizione della Biennale Cinema di Venezia, dallo sbarco al Lido fino all’ingresso in Sala Grande. Se non proprio tutti, almeno i principali.

    Cartier, sponsor ufficiale del festival

    Cominciamo da Cartier, Main sponsor del Festival, che ha conquistato l’attenzione di tutti con i fantasmagorici gioielli fatti indossare da dive e divine (da Isabelle Huppert a Sofia Coppola, da Lou Doillon ad Amal Clooney). Ma anche grazie agli incontri con i protagonisti del grande schermo, fra Masterclass e Conversazioni, dove sono intervenuti fra l’altro grandi nomi. Come Richard Gere, privo di orologio, sostituito al polso da una collana tibetana. E Claude Lelouch, celebrato anche con il Cartier Glory to the Filmmaker Award.

    Tra gli ambasciatori Cartier invece si è notato Rami Malek, indimenticabile nel ruolo di Freddy Mercury, che ha sfoggiato con classe e ironia vari pezzi Panthère e un Tank Louis Cartier. Anche l’attore francese Raphaël Quenard, in Laguna per il film E i figli dopo di loro di Nicolas Mathieu, indossava un Tank (ma in versione mini). Mentre l’attore britannico Aaron Taylor-Johnson e il magnate saudita Mohammed Al Turki (neo-sposo dell’immarcescibile Naomi Campbell) hanno optato per un Santos.

    La doppietta di Omega

    Ormai sarà pure un uomo di mezza età (63 anni compiuti), ma George Clooney conserva alla grande quel fascino intramontabile da bello e impossibile, simpatica canaglia che abbiamo imparato ad amare in film come Ocean’s Eleven a Money Monster, tanto per citarne un paio. A Venezia ’81 ha presentato il suo ultimo Wolfs – Lupi solitari, dove recita insieme all’amico-fratello di sempre Brad Pitt. Per tutto il soggiorno in Laguna, il Brand ambassador di Omega ha mantenuto il proprio stile inalterato, perfino durante i 40 minuti di gag sul tappeto rosso con Brad. Sempre e ovunque inappuntabile, con al polso un De Ville Hour Vision.

    Altro ambasciatore di Omega è anche Daniel Craig, che ha ormai superato il ruolo di James Bond interpretato per ben cinque volte, per diventare più carismatico e raffinato. Ormai prossimo come Clooney all’età matura (ha 56 anni), Craig ha dimostrato il suo talento più autentico nel nuovo Queer di Luca Guadagnino. L’orologio resta per lui una cosa seria: alla proiezione speciale del film ha indossato un bel Seamaster Aqua Terra.

    Il Reverso torna al Lido

    Visto che gli orologi di Venezia 81 sono davvero tanti, continuiamo con Jaeger-LeCoultre. Che ha messo al polso dei propri ambasciatori referenze differenti dell’orologio Art Déco per eccellenza, “di casa” al Festival soprattutto in passato. Nicholas Hoult, per esempio, è arrivato in Laguna insieme a Jude Law per il film The Order con un Reverso Chronograph – perfetto con lo stile casual di jeans più Principe di Galles con cui ha presenziato alla conferenza stampa. Mentre la sera, in smoking sul tappeto rosso, aveva un elegantissimo Reverso Small Second. Impeccabile.

    Anche l’altro Global ambassador JLC, il cantante cinese Jackson Lee, ha sfoggiato un Reverso Chronograph per partecipare all’Armani Beauty Dinner all’Arsenale. Ma ci è piaciuto meno, non tanto per la scelta del cronografo, coerente con il look informale, quanto per il completo stesso. Rosa, con tanto di pantaloni con coulisse: ben poco adatto a una cena di gala. Ma ai giovani, si sa, si perdona tutto. Un altro Reverso è stato poi avvistato al polso dell’attore/modello Sam Asghari, sia all’imbarcadero sia alla stessa cena di Re Giorgio. Ma visto che il Marchio non ha divulgato alcuna comunicazione al riguardo, è probabile che l’ex di Britney Spears lo abbia indossato a titolo “privato”.

    Altre scelte di stile

    Andiamo avanti con i vari Friend of the brand, non si sa bene se spontanei o assoldati… Per esempio Sacha Baron Cohen, interprete insieme a Cate Blanchet della serie The Disclaimer di Alfonso Cuarón, portava al polso un IWC Portugieser Chronograph che non ci ha molto convinto. Avremmo preferito un “solo tempo”, visto il look classicissimo sul red carpet.

    Fra gli attori italiani, ci ha colpito invece lo stile di Pierfrancesco Favino, a Venezia per Maria (il biopic sulla Callas) con Angelina Jolie. Il nostro “Picchio” del cuore ha sempre esibito un Audemars Piguet Royal Oak Doppio Bilanciere Scheletrato con identica nonchalance, sia sotto il completo Louis Vuitton custom made della serata, sia con il look più informale alla Masterclass di Campari.

    Gli orologi di Venezia 81: quelli privati

    A quanto pare, invece, Brad Pitt al Lido aveva al polso un Patek Philippe. Nessuna dichiarazione ufficiale, ovviamente, da parte della Manifattura, che per policy aziendale mantiene il più assoluto riserbo sui nomi di quanti acquistano i suoi orologi. L’attore fra l’altro era reduce da un bello shooting del GQ americano, in cui indossava un prezioso Nautilus… Mentre sul taxi d’acqua che l’ha portato al Lido aveva al polso un Calatrava, che ha continuato a indossare per tutto il soggiorno in Laguna. C’è chi dice che entrambi gli esemplari provengano dalla sua collezione privata. Chissà…

    Concludo la rassegna degli orologi di Venezia 81 con il TAG Heuer Monaco di Antonio Banderas. Anche questo, siamo pronti a scommetterci, dettato da una scelta personale dell’attore spagnolo, che deve averlo pescato dalla propria raccolta, incurante del dress code. Qualcuno per favore lo dica al suo stylist: un crono sportivo “di forma”, così celebre da essere subito riconoscibile, sotto lo smoking… anche no.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 29/07/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 29/07/2024

    Eccoci di nuovo qui con le Cronache dell’orologeria, per raccontarvi le ultime novità dal mondo delle lancette. A cominciare dalle notizie in arrivo da Parigi, che in questi giorni è il centro del mondo, ma non solo. Qui di seguito troverete anche altri eventi e curiosità varie – compreso l’immancabile gossip – perché vogliamo tenervi aggiornati, al passo con l’informazione, prima della pausa estiva: da domani infatti le Cronache dell’orologeria vanno in ferie. Ma non preoccupatevi: dietro le quinte continueremo a raccogliere comunicati, a fare rassegna stampa, così da ritrovarci al rientro più preparati che mai. Buona lettura – e buone vacanze!

    A ognuno il suo

    Due frame del video Minimilians

    L’ultima creazione di MB&F? I Minimilians. Personaggi fantastici, tra i Minions e Casper, hanno la testa fatta come gli orologi del Brand: ecco quindi il Minimilian Frog, il Minimilian Aquapod, il Minimilian Mark 2… Disegnati da Maximilian Maertens (autore di Orb, T-Rex e Tri-Pod) e realizzati in poliammide (con stampante 3D), andranno a gratificare i circa 1.100 iscritti a The Tribe, la community di quanti possiedono un MB&F. Ogni Minimilian raggiungerà l’esemplare coordinato, nuovo o di secondo polso. Divertente!

    Cronache dell’orologeria… olimpica – 1

    L’inizio dei Giochi Olimpici ha visto il countdown di Omega raggiungere lo zero. E mentre lo strumento installato al Porto di La Bourdonnais, non lontano dalla Tour Eiffel, è ripartito per i Giochi Paralimpici, la Maison di Biel ha inaugurato l’Omega Pavillion al centro del Parc de Bercy, vicino alla Bercy Arena, per celebrare il proprio ruolo di official timekeeper fin dal 1932. La struttura interattiva, che prevede installazioni dedicate alle diverse discipline, è aperta al pubblico per tutta la durata delle Olimpiadi. Se siete a Parigi, andate a visitarla.

    Cronache dell’orologeria… olimpica – 2

    Foto Quinn Rooney/Getty Images courtesy Omega

    I Giochi sono appena iniziati ma per Omega già fioccano le prime medaglie. Il Brand ambassador francese Léon Marchard, ieri sera, ha vinto l’oro nei 400 misti dopo una gara spettacolare, con il pubblico che gli batteva il ritmo durante i tratti a rana e lui che ha stracciato non solo gli altri atleti in vasca, ma anche il record olimpico. A proposito di ambasciatori, tante le celebrities presenti all’inaugurazione di Casa Omega, tra cui Cindy Craword e Kaia Gerber. Alle Olimpiadi anche la mondanità gioca la sua parte.

    76, Avenue des Champs-Elysées

    Sempre a Parigi, sugli Champs-Elysées, Breitling ha appena aperto un pop-up store di 400 metri quadri, grande quanto la boutique di Madison Avenue a New York. Un’esperienza immersiva nel mondo del Brand, non solo per l’acquisto di nuove collezioni e per l’assistenza post-vendita (dal cambio cinturino alla completa revisione) ma anche per gli spazi dedicati a Deus e a Triumph, per il grande lounge bar e per l’organizzazione di eventi futuri. Preludio della boutique (definitiva) che nel 2025 sarà installata due civici più in là…

    Pardo d’oro e dintorni

    Prosegue la storica collaborazione fra Locarno Film Festival e Swatch. Che durante la celebre kermesse – giunta quest’anno alla 77a edizione e prevista dal 7 al 17 agosto – ha promosso varie iniziative. Come gli Swatch Studios, a pochi passi da piazza Grande, che esporrà anche un’opera d’arte virtuale dell’artista Luo Bi, ex residente dello Swatch Art Peace Hotel. Ma anche lo Swatch First Feature Award, un premio di 15mila franchi assegnato al miglior regista emergente. E un orologio, naturalmente: quadrato, come un frame di celluloide.

    Musica dal vivo

    Dal 5 al 20 luglio, si è tenuta la 58a edizione del Montreux Jazz Festival, che ha visto per la quinta volta Audemars Piguet nel ruolo di Global Partner. Dalla base dell’AP lounge, la Maison di Le Brassus ha organizzato (fuori dalla scaletta ufficiale) l’evento Audemars Piguet Parallel all’insegna della musica elettronica. Il 17 luglio, quindi, ha fatto salire sul palco il trio svizzero Mont Rouge, il dj/producer brasiliano Mochakk e l’artista sudafricana dell’afro-house Black Coffee. E, in più, ha partecipato anche alla festa di chiusura. Applausi.

    Nella Città Proibita

    Vacheron Constantin ha siglato una nuova partnership con l’Istituto educativo del Museo del Palazzo di Pechino. Il che non stupisce, visto che la Maison ginevrina collabora con grandi musei internazionali (Met, Louvre, Barbier-Muller) fin dal 2007. E che con la Cina ha rapporti secolari, iniziati nel 1845. Resta però tutto da scoprire quello che i due faranno insieme: si parla di progetti condivisi, collaborazioni creative, lectio magistralis di orologeria, programmi di ricerca e di scambio, sviluppo di mostre ed eventi speciali… Vedremo.

    Cambio in pista

    Foto James Moy courtesy Rolex

    Le voci risalgono a inizio mese e hanno ormai sempre più credito. Sembra proprio che Rolex, allo scadere del contratto – nel 2025 – lascerà la sponsorizzazione della Formula 1. E c’è già chi morde il freno per prendere il suo posto: il Gruppo LVMH, pronto a fare un investimento di 150 milioni di dollari (contro i 50 spesi illo tempore da Rolex) per rilanciare TAG Heuer nel settore. Il che è coerente sia con il passato del Brand, sia con quanto diceva Frédéric Arnault. I diretti interessati si sono trincerati dietro un “no comment”, ma… ci sta.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Oroscopo di maggio. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di maggio. Previsioni e orologi, segno per segno

    Dopo aver lasciato alle spalle l’inizio dell’anno astrologico, segnato dall’Equinozio di Primavera, andiamo a vedere cosa ci riserva l’oroscopo di maggio. È un gioco, naturalmente: ma l’analisi astronomica è reale, e curiosare tra i segni è ancora una volta un’occasione per passare in rassegna 12 orologi, alcuni più consueti, altri insoliti e particolari.

    L’oroscopo di maggio è dominato per le prime due decadi dalla presenza del Sole in Toro, che poi passerà nei Gemelli, segnando per loro l’inizio di un periodo davvero positivo. Ma ora, per prima cosa, come al solito esploriamo il Cielo e vediamo cosa sta per succedere lassù.


    Plutone entra in moto retrogrado il 2 di Maggio: come è noto, è un pianeta lentissimo – anzi, forse un planetoide, ma lasciamo queste considerazioni agli astronomi. Rimarrà retrogrado per un semestre. Novilunio nel segno del Toro il giorno 7 e plenilunio il 23, nel segno del Sagittario.
    Il 15 vedrà l’ingresso di Mercurio in Toro mentre Venere sarà in Gemelli a partire dal 23. Dopo dodici anni, Giove ritornerà in Gemelli il 25: presenza potentissima.
    Ma come si rifletterà tutto questo su di noi? Ecco le previsioni, segno per segno.

    Ariete

    Se in aprile Mercurio retrogrado ha creato delle oggettive difficoltà, maggio sarà decisamente positivo, soprattutto nella terza decade. Alla tanto attesa soddisfazione per il buon esito di qualcosa cui lavoravate da tempo, si aggiungeranno anche novità inaspettate – sempre piacevoli, ed è questo che conta. Marte è ancora in Ariete, valido rinforzo per il vostro segno che è già intrinsecamente forte. L’inizio del mese presenterà qualche momento di tensione: la necessità di chiarire vecchie situazioni potrà essere un elemento di disturbo. Ma, superata questa fase, tutto sarà più facile. È tempo di attività, di cambiamento: affrontatelo serenamente. E sottolineatelo con l’acquisto di un orologio che spicchi per originalità.

    LOUIS ERARD Le Régulateur Tourbillon Louis Erard x Alain Silberstein Noir Cassa (40 mm) in titanio grado 2 e grado 5, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Bcp T02, con autonomia di 100 ore, dispositivo tourbillon a un minuto, piccoli secondi. Quadrante mat con indicazione decentrata delle ore su contatore argenté, lancette tipiche del designer francese, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in nylon. Sviluppato in collaborazione con Alain Silberstein, in edizione limitata di 78 esemplari. 15.900 franchi svizzeri + Iva.

    Toro

    L’oroscopo di maggio per voi del Toro è davvero interessante. Il Sole è nel vostro segno per le prime due decadi, in Toro sarà il Novilunio, e poi dal 23 anche Mercurio. Tutto converge per uno stato di ottima energia, fisica e mentale: non sprecatela, evitate di essere dispersivi. Fissatevi degli obiettivi, pochi e precisi, e andate a segno. Mese perfetto per iniziare un’attività fisica regolare, in vista dell’estate ormai alle porte. La sfera della comunicazione, delle relazioni, della creatività sarà potenziata da Mercurio. Nuovi incontri in vista; congressi, conferenze o riunioni cui vi sarà chiesto di partecipare. Non abbiate timore di dire la vostra, senza mai dimenticare di essere diplomatici. Premunitevi di un orologio con quadrante in lapislazzuli, la pietra che favorisce l’arte del comunicare. Date una chance alla cristalloterapia…

    NIVADA GRENCHEN F77 Laspis Lazuli
    Cassa (37 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Soprod P024. Quadrante in lapislazzuli, vetro zaffiro bombato, bracciale in acciaio. In prevendita, 1.530 euro.

    Gemelli

    Plutone retrogrado può creare difficoltà sul fronte della salute. Dovrete affrontare vecchi malanni trascurati, per negligenza o perché troppo impegnati a fare altro. Tutto andrà per il meglio, secondo il vostro oroscopo di maggio, ma prendetevi cura di voi. Positivi gli ambiti dell’impegno personale: che si tratti di studio o di lavoro, sono in arrivo ottime notizie. L’occasione – inattesa – di un viaggio non vi deve preoccupare: coglietela, potrebbero esserci successivi sviluppi insperati. Mercurio, grandissimo alleato, arriva il 23, e Giove il 25, per restarci a lungo. Finalmente, per voi dei Gemelli, si apre un orizzonte fondamentalmente roseo. Tutto è coalizzato, nei Cieli, per il vostro successo: procuratevi un orologio che vi induca a spiccare il volo.

    LONGINES Spirit Flyback Titanium
    Cassa (42 mm) in titanio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L791 realizzato in esclusiva, con spirale in silicio, autonomia di 68 ore, cronografo con ruota a colonne, funzione flyback e secondi continui. Quadrante mat, lancette e indici luminescenti, lunetta in ceramica, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino Nato. 5.500 euro.

    Cancro

    Fortemente dominati dalla Luna, voi del Cancro vedrete, in corrispondenza del Novilunio e del Plenilunio, accadere eventi insoliti. Non necessariamente importanti, ma che potranno essere letti come suggerimenti per rivedere il vostro consueto modo di affrontare cose, situazioni e persone. Il Novilunio aiuta tutto quello che è cambiamento e rinnovamento: cogliete l’occasione per impegnarvi ad accantonare qualche cattiva abitudine, fisica o mentale. Forse, ultimamente, vi siete un po’ lasciati andare in termini di sedentarietà o di mancanza di interessi. L’ultima decade sarà perfetta per scrollarsi di dosso il grigiore e riprendere a tutta velocità, con entusiasmo. Assecondate l’attività fisica con un subacqueo dal colore vitaminico.

    DOXA Sub 200T Professional
    Cassa (39 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica con datario. Quadrante soleil, lancette e indici luminescenti, lunetta girevole unidirezionale (brevettata) con tavola di decompressione integrata, vetro zaffiro, fondello chiuso, cinturino in caucciù Fkm. Esiste in 7 colori. 1.550 euro.

    Leone

    Il vostro è un segno solare: come non immaginarvi carichi di energia e di travolgente vitalità? Anche per voi, dunque, l’oroscopo di maggio manda segnali positivi. Una raccomandazione: siate sempre voi stessi a tenere le redini delle vostre azioni e del vostro comportamento. La fierezza non deve diventare alterigia, la forza non deve diventare prepotenza. Ciò premesso, siete dei leader nati e siete destinati a raccogliere soddisfazioni e successi. L’autocontrollo è forse la sfida maggiore. Il Novilunio è un buon momento per l’inizio di un periodo di introspezione, sempre difficile, per il Leone. Facilitate le cose con un esemplare modernissimo, che mostri apertamente tutti i componenti meccanici.

    BELL & ROSS BR03 Cyber Ceramic
    Cassa (42 mm) in ceramica, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro BR-Cal 383 di manifattura. scheletrato. Lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in gomma. 13.600 euro.

    Vergine

    Siete stati afflitti da Mercurio retrogrado, lo scorso mese? Bene, è arrivato il momento della riscossa. Fate il primo passo: guardate quante opportunità avete intorno a voi. Altre ne arriveranno, soprattutto dopo il Plenilunio. Non restate inerti: è un ottimo periodo per intraprendere un nuovo percorso, anche spirituale, o un rinnovamento dei luoghi in cui abitate o lavorate. L’ordine, che vi contraddistingue, non deve essere sinonimo di rigidità, di immobilità stantia. Vi piace avere tutto a posto? Ottimo, ma attenzione a non diventare i carcerieri di voi stessi. La parola d’ordine per voi nati sotto il segno della Bilancia, questo mese, è libertà. Indossate un orologio fantasioso, che vi metta le aaali…

    ZANNETTI Regent Full Sky Chrono
    Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Eta modificato, cronografo con datario. Quadrante in corozo inciso e dipinto a mano, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro bombato, fondello con oblò decentrato, cinturino in pelle di alligatore. 6.800 euro.

    Bilancia

    Guardando al recente passato, avete attraversato momenti di difficoltà e di delusione, sotto il profilo umano, sul fronte sentimentale o delle relazioni in senso lato. Bene: questo periodo è terminato, l’oroscopo di maggio coglie segnali celesti finalmente positivi. Nuove conoscenze o vecchi amici ritrovati rassereneranno la vostra quotidianità. Sembra quasi incredibile dover ricordare a voi della Bilancia di essere misurati ed equilibrati: ma la prudenza non è mai troppa. Per cui il vostro fine intuito deve sempre essere ascoltato con attenzione. Non eccedete a tavola e misurate le attività fisiche in modo proporzionato al vostro effettivo stato di allenamento. Monitorate le vostre condizioni e i vostri progressi con uno sportwatch affidabile.

    GARMIN vívoactive 5
    Cassa (42,2 mm) in polimero fibrorinforzato, impermeabile fino a 5 atm. Display Amoled touchscreen da 1,2” (30,4 mm), 390×390 pixel. Durata della batteria in modalità smartwatch fino a 11 giorni. Fornisce informazioni dettagliate sullo stato di salute e sul benessere personale (body energy, coach del sonno), funzioni avanzate per il fitness (oltre 30 app sportive, allenamenti e Garmin coach), funzioni smart per la musica e per i pagamenti, e tanto altro. 299,99 euro.

    Scorpione

    Plutone retrogrado non è certo d’aiuto: il suo influsso tenderà a ostacolare, o almeno a rallentare, iniziative su cui state puntando da tempo. L’importante è non perdersi d’animo e non abbandonare il campo. Non è tempo di autocompatimento o di sospiri: quello che potrebbe davvero aiutare è ritagliarvi un periodo di stacco, di serenità. Siete per natura un po’ sospettosi, è vero: ma un minimo di apertura è necessaria, anche per la vostra vita interiore. Nella terza decade potreste rispolverare un vecchio sogno nel cassetto, legato alla vostra creatività che avete troppo a lungo trascurato. È arrivato il momento di ascoltare quel lato di voi stessi. Lasciatevi ispirare da un esemplare artistico, d’impronta surrealista.

    MR JONES WATCHES The Indefatigable Sphinx
    Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Sellita SW200 più modulo della complicazione prodotto da Johannes Jahnke per Christopher Ward, con ore saltanti (indicate a destra) e sfinge dalla testa mutante (finestrella a sinistra). Quadrante stampato, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle realizzato a mano. Disegnato in esclusiva da Edward Carvalho-Monaghan, in vendita con un artwork dell’artista. 2.500 sterline.

    Sagittario

    Secondo l’oroscopo di maggio, per voi nati sotto il segno del Sagittario è ora di scrollarsi di dosso la polvere dell’inverno e di lavorare un po’ sull’autostima. Bellissime novità in arrivo sul fronte interpersonale: state all’erta e cogliete i segnali. Giove è propizio, positiva e importante presenza anche per voi. Da dove incominciare? Magari gratificandovi con qualcosa che da tempo desiderate e che sottolinei chi siete e cosa meritate. Potrebbe essere un’attività, un viaggio, l’adozione di un animale – ricordando che gli animali non sono giocattoli e che vi assumete un impegno per tutta la sua vita. Se scegliete un oggetto fisico, optate per un orologio particolare: un modello con cui distinguervi dalla massa.

    U-BOAT Darkmoon 44 mm Unico
    Cassa (44,8 mm) in acciaio Pvd bronzo invecchiato, impermeabile fino a 5 atm e completamente riempita d’olio. Movimento al quarzo Swiss made. Quadrante bombato in metallo verniciato con finitura invecchiata, bolla d’aria per compensare gli effetti delle variazioni di temperatura sull’olio, lancette, numeri e indici luminescenti, vetro zaffiro bombato, corona a sinistra, fondello con esclusivo sistema di chiusura Ring Lock System, cinturino in pelle invecchiata realizzato a mano in Toscana. In vendita da fine maggio, 1.500 euro.

    Capricorno

    Secondo l’oroscopo di maggio, si apre per voi un periodo che richiede grande impegno, assiduità, energie: sempre fissi all’obiettivo, non scordate però di godere anche delle piccole vittorie intermedie, regalandovi dei momenti di soddisfazione anche strada facendo. Qualche incidente di percorso non vi deve far desistere dal vostro proposito, anzi: superarlo vi rinforzerà. A partire da questo mese, contate sul sostegno di Giove. Non vi preoccupate delle critiche: se le vostre scelte non creano problemi a chi vi sta intorno, andate per la vostra strada. Uno stile di vita regolare vi permetterà di concentrarvi nell’impegno che state perseguendo. Adottate un buon “solo tempo”: essenziale sì, ma estremamente affidabile e tutt’altro che povero.

    BAUME & MERCIER Riviera 10720
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Baumatic realizzato in esclusiva, con ancora e ruota di scappamento in silicio, spirale Twinspyr, autonomia di 5 giorni e datario. Quadrante in vetro zaffiro fumé decorato a onde, lancette luminescenti, lunetta in titanio, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in caucciù. 4.400 euro.

    Acquario

    Avete dato tanto ai vostri cari, al vostro lavoro, ai vostri impegni: è arrivato il momento di pensare a voi stessi. Non significa essere egoisti, sia chiaro: ma non potete annullarvi in funzione delle esigenze esterne. Mettetevi al centro delle cure che avete sempre dedicato e prestato agli altri, e tutto intorno a voi cambierà, per il meglio. Plutone retrogrado è uscito dal vostro segno alla fine dello scorso marzo. Finalmente alleggeriti, è il momento di impegnarvi per tirare fuori il meglio da voi stessi. Pensate che ogni giorno è il primo della vostra nuova vita. Svecchiate un po’ il look, siate un po’ meno grigi, sorridete alla vita. Scanditela con un orologio che non sia soltanto allegro, ma vi renda anche irresistibilmente hip.

    TAG HEUER Formula 1 ∣ Kith
    Cassa (35 mm) in acciaio, impermeabile fino a 20 atm. Movimento al quarzo Swiss made. Quadrante mat, lancette e indici luminescenti, lunetta girevole in arnite (Pet), fondello inciso, bracciale in acciaio. Edizione limitata di 1350 esemplari, ispirati all’originale del 1986, in 10 versioni. In vendita in anteprima il 3 maggio nelle boutique monomarca di Miami e dal 6 maggio in selezionati negozi. 1.500 euro.

    Pesci

    Mese all’insegna dei cambiamenti, per voi dei Pesci, soprattutto in ambito familiare e relazionale. Siete ottimi ascoltatori, è noto, ma con l’aiuto di Mercurio saprete anche partecipare alle conversazioni e far valere le vostre opinioni. Sul fronte finanziario, l’oroscopo di maggio prospetta contemporaneamente spese impreviste ma anche introiti inattesi. Non prendete decisioni affrettate e diffidate da chi vorrebbe spingervi perché decidiate al volo, su qualsiasi cosa. Tempo al tempo. Cercate di trovare degli spazi di relax che vi gratifichino e depurino la mente dalle scorie che ogni settimana si accumulano, in una vita troppo frenetica. Si profilano incontri positivi. Potete scommetterci: anzi, concedetevi un po’ di sano gioco d’azzardo – almeno al polso.

    PERRELET Turbine Poker Royal Flush
    Cassa (44 mm) in policarbonato e fibra di carbonio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro P-331-MH, certificato dal Cosc e da Chronofiable. Quadrante con tecnologia Turbine, la cui rotazione lascia intravvedere una doppia scala reale e una coppia di 7, lancette e numeri luminescenti, vetro zaffiro, fondello in acciaio Pvd nero, cinturino in pelle stampa alligatore. Edizione limitata di 99 esemplari, 5.250 euro.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 18/03/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 18/03/2024

    “Persone, oltre le cose”. A vedere le notizie di queste Cronache dell’orologeria, viene in mente la pubblicità di un noto supermercato: non perché il mondo delle lancette di colpo sia entrato nel mass market, ma perché l’attenzione è puntata proprio su personaggi più o meno noti. Soprattutto ambasciatori – nuovi o già affermati -, ma non solo: anche storici manager e artiste del momento. Del resto uno degli elementi più interessanti del settore sono sempre state proprio le persone. E le Cronache dell’orologeria non possono che segnalarle. Buona lettura.

    Arte al femminile

    Dettaglio di un frame di Supervision (foto courtesy Irene Fenara e Zero).

    Anche quest’anno Eberhard & Co. sarà sponsor di Mia Photo Fair, la fiera internazionale di fotografia che si terrà a Milano, dall’11 al 14 aprile, all’Allianz MiCo di via Gattamelata 13. Nel proprio spazio interno all’area “Progetti Speciali”, ospiterà quindi le immagini distopiche dell’opera Supervision di Irene Fenara. L’artista rappresenterà l’Italia nella mostra New Worlds: Women to Watch 2024 organizzata dal National Museum of Women in the Arts di Washington. Così la Maison de l’Aigle supporterà anche il primo museo al mondo dedicato al sostegno delle donne attraverso l’arte. Ne riparleremo.

    A proposito di star

    Foto JC Olivera/Variety via Getty Images courtesy Jaeger-LeCoultre

    Da martedì 12 marzo, la stella di Lenny Kravitz “brilla” nel firmamento della Hollywood Walk of Fame. Un ambito riconoscimento che lo consacra definitivamente (se mai ce ne fosse stato bisogno) tra i mostri sacri dell’industria musicale statunitense. Alla cerimonia di premiazione, l’ambasciatore di Jaeger-LeCoultre – in total look nero reso ancora più misterioso dagli immancabili occhiali a specchio – aveva al polso un Reverso Chronograph. E la Grande Maison non ha potuto che dichiararsi orgogliosa di lui. Congratulazioni!

    Dal “corto” al film

    Ricordate il video di TAG Heuer The Chase of Carrera con Ryan Goslin? (Lo ritrovate in queste Cronache dell’orologeria). Bene, era stato girato sul set di un vero film, The Fall Guy, thriller d’azione di David Leitch che sarà nelle sale il 3 maggio prossimo. Protagonista, nel ruolo dello stuntman a fine carriera Colt Seavers, lo stesso Goslin, che nelle infinite peripezie indossa al polso proprio un cronografo Carrera, con quadrante reverse panda e vetro zaffiro glassbox. Cugino di quello blu dell’anno scorso. Tutto torna.

    Entusiasmo à go-go

    Foto Morelli Brothers courtesy Morellato

    Morellato ha una nuova testimonial: Giulia Salemi. Italiana (di Piacenza) ma con origini persiane, l’influencer da quasi 3 milioni di follower, nonché conduttrice radio e tv, è quindi l’interprete della nuova campagna: con gli scatti firmati dai Morelli Brothers e uno spot televisivo in b/n. Tra l’altro i #gioiellidavivere da lei indossati sono realizzati in argento “sostenibile”, proveniente da fonti riciclate (leggi: oggetti preziosi post-consumo, scarti di lavorazioni orafa, prodotti dismessi dell’elettronica). In linea con la sensibilità dei Millennials.

    Adrenalina sulla neve

    Nuovo Friend of the Brand per Zenith: Richard Permin. Definito “il re del fuoripista”, il campione di sci francese ha saputo mixare freeride e freestyle per creare un’inedita disciplina estrema e spettacolare. Ed è anche producer di video con cui immortala le proprie acrobatiche imprese. Andato a visitare la Manifattura di Le Locle, aveva al polso un Chronomaster Sport Titanium. Ovvero l’ultima versione del pluripremiato cronografo automatico ad alta frequenza. Dalle prestazioni elevate, come si confà a lui…

    Osservato speciale

    Cambio al vertice per Fossil Group. Kosta Kartsotis, storico Ceo del colosso texano, ha dato le dimissioni. Un cambiamento epocale, se si pensa che Kartsotis era in azienda dal 1998, Ad dal 2000 e Presidente dal 2010. Sono stati dunque nominati Ceo ad interim Jeffrey Boyer, già Chief operating officer, e Presidente Kevin Mansell, già Lead independent director del Cda. C’entrano forse le vendite in calo nel 2023 del 16%? Il Gruppo di Richardson ha comunque dichiarato di voler intraprendere una completa ristrutturazione. Vedremo.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Gli orologi degli Oscar 2024. Le nostre pagelle sul red carpet

    Gli orologi degli Oscar 2024. Le nostre pagelle sul red carpet

    L’ha trasmessa in diretta perfino Mamma Rai. La cerimonia della 96a edizione degli Academy Awards, andata in scena la notte scorsa (ora italiana), ha avuto addosso gli occhi del mondo intero. Non solo per i i film che avrebbero davvero ricevuto l’ambita statuetta, ma anche per il contorno di glamour che da sempre è parte della premiazione. Riflettori puntati allora sulle star che hanno solcato il tappeto rosso del Dolby Theatre, illuminate dai bagliori di mille flash. Rispettato il dress code senza troppe eccentricità, se Dio vuole, la passerella ha visto smoking sartoriali e abiti di alta moda, accessoriati comme il faut da gioielli da sogno. Ma noi, come tutti gli impallinati di micromeccanica, abbiamo zoomato invece sui polsi dei protagonisti. E qui ci concentriamo dunque sugli orologi degli Oscar 2024. Un tema che merita qualche avvertenza.

    Gli orologi degli Oscar 2024: istruzioni per l’uso

    Prima considerazione. Questa rassegna sarà soprattutto al maschile. E ci dispiace molto che le signore – o meglio le loro stylist – abbiano in gran parte snobbato il mondo delle lancette. Sembra quasi di essere rimasti al secolo scorso, quando si credeva che gli orologi fossero “cose da uomini”. Manco fossimo ancora condizionati dall’idea che guardare l’ora per le donne sia segno di maleducazione, tradisca noia o desiderio di andar via. Peccato: le poche eccezioni dimostrano che gli orologi degli Oscar possono dare grandi lezioni di stile, anche al femminile.

    Seconda considerazione: questa volta non ci siamo limitati a indicare chi-ha-indossato-cosa, ci siamo spinti oltre. E abbiamo voluto dare una pagella alle associazioni abito/orologio. Giudizi soggettivi e tutt’altro che insindacabili, ovviamente: non prendeteci troppo sul serio. Ciascuno è libero di indossare ciò che vuole, ovunque. Ma noi siamo della vecchia guardia e abbiamo un’idea ben precisa del galateo orologiero, che qui abbiamo voluto esprimere in totale libertà. Non se la prendano dunque gli insufficienti e i bocciati: il voto non riguarda l’esemplare in sé, non vuole valutare l’orologio né dal punto di vista estetico né tecnico. Giudichiamo solo l’abbinamento con il look e soprattutto il contesto. Formale, non si scappa…

    Terza considerazione: spesso le celebrities sono ambasciatori/ambasciatrici dei grandi marchi, quindi le loro scelte sono vincolate da termini contrattuali, noti solo ai diretti interessati. Non ce ne vogliano i lettori, dunque, se i volti e i nomi sono un po’ sempre gli stessi, ricorrenti sui vari red carpet: agli Oscar come ai Bafta, ai Golden Globe e in altri premi, non solo cinematografici. Ecco perché, per quanto possibile, abbiamo cercato di inserire qualche personaggio meno inflazionato…

    Quarta considerazione: la nostra pagella non può né vuole essere esaustiva di tutti gli orologi degli Oscar 2024. Siamo condizionati dallo spazio, dalla redazione scarna e dalla disponibilità fotografica: le persone qui ritratte sono tutti personaggi famosi, che hanno diritti di immagine ben precisi. Quindi, se volete inondare i nostri social con messaggi tipo “c’era anche questo”, “Tizio portava quello”… fate pure, ma sappiate che non possiamo pubblicare tutti. Ecco quindi chi-e-cosa abbiamo scelto.

    Anya Taylor-Joy in Jaeger-leCoultre. Voto: 10

    Foto Mike Coppola / Getty Images courtesy Jaeger-LeCoultre

    Voi pensatela come volete. Ma per noi l’abito a sirena di Dior H.C. – con tanto di coda e squame di strass e paillettes – era perfetto con il 101 Reine. Un autentico gioiello in oro bianco con diamanti e il microscopico calibro a carica manuale, in pendant con la parure di Tiffany & Co. Divina.

    Da’Vine Joy Randolph in Omega. Voto: 9

    La vincitrice dell’Oscar come Miglior attrice non protagonista indossava un abito Louis Vuitton con maniche di piume che celavano appena l’Omega Constellation Meteorite in acciaio. Inappuntabile l’abbinamento, però avremmo preferito un esemplare in oro bianco. Bene comunque.

    Joseph Quinn in IWC. Voto: 9

    Smoking impeccabile, con tanto di spilla d’ordinanza, ma portato con nonchalance senza papillon. Un tocco casual ribadito dall’IWC Portofino in acciaio con lancette, indici e numeri dorati, ineccepibile nella scelta cromatica del bianco e nero. Non male per uno che era lì in veste di accompagnatore…

    Colman Domingo in Omega. Voto: 9

    Le premesse non erano delle migliori: doppiopetto con bottoni gioiello, papillon prezioso, stivali texani, anelli a profusione. Invece l’insieme aveva il suo perché e la scelta dell’orologio era azzeccata. Per la cronaca, era un De Ville Prestige da 40 mm in acciaio con quadrante nero Pvd bombato.

    Cillian Murphy in Omega. Voto: 8

    Il Miglior Attore Protagonista, in smoking Versace personalizzato, aveva al polso un De Ville Prestige da 41 mm in acciaio con quadrante verde pino. Noi lo avremmo preferito bianco o nero, ma lui, che di stile ne ha da vendere, insiste sulle proprie origini irlandesi. E poi un tocco di stravaganza non guasta…

    Sterling Kelby Brown in IWC. Voto: 8

    Sarebbe meglio evitare le complicazioni sul red carpet, ma l’IWC Portuguese Regulator Tourbillon tutto sommato ci sta anche. Gli abbiamo tolto un punto, però, per il colore del cinturino: il marrone è accettabile solo se coordinato allo smoking. Da notare la preziosissima spilla Boucheron Barette in platino.

    Robert Downey Jr. in Jaeger-LeCoultre. Voto: 7

    Foto Jeff Kravitz / Getty Images courtesy Jaeger-LeCoultre

    La scelta del Reverso, di suo, sarebbe indiscutibile: l’eleganza Art Déco si sposa con tutto, anche con il completo Yves Saint Laurent. Più discutibile l’oro rosa della cassa, ma tutto sommato era in accordo con le lenti colorate. No assoluto invece al cronografo: per fortuna la cassa è ribaltabile…

    Ryan Goslin in TAG Heuer. Voto: 7

    Foto Mike Coppola / Getty Images courtesy TAG Heuer

    Bene la cassa in oro bianco di dimensioni contenute (36 mm), ma per il resto il Carrera Plasma Diamant d’Avangarde non sarebbe proprio l’ideale per la soirée. Però i diamanti di laboratorio che lo rendono unico non solo si abbinavano al completo Gucci: erano perfetti con l’abito fucsia del live I’m just Ken. Promosso!

    Bradley Cooper in Louis Vuitton. Voto: 6

    Vestito Vuitton da capo a piedi, ma senza cravatta, sotto la giacca doppiopetto aveva un Tambour: un solo tempo come piace a noi, ma con qualche riserva. Passi la secondiera al 6, passi la successione di minuteria e giro delle ore, ma il quadrante marrone e il total look oro rosa proprio non riusciamo a farceli piacere.

    Matthew McConaughey in Jacob & Co. Voto: 6

    Sia chiaro: Jean Bugatti è un Signor Orologio, dalla meccanica sopraffina. Ma in questa situazione anche no. A parte la cassa in oro rosa di grandi dimensioni, con quel doppio tourbillon è troppo vistoso. Gli diamo la sufficienza perché l’affissione anomala non lo identifica subito come cronografo…

    Cord Jefferson in Omega. Voto: 5

    Per la Maison di Biel è l’orologio del momento. Ed è giusto trovarlo al polso del premiato per la Miglior sceneggiatura non originale. Ma il nuovo Speedmaster Moonwatch con quadrante bianco qui è fuori contesto. Troppo sportivo, con i contatori in bella mostra e il bracciale in acciaio. Non siamo su un circuito automobilistico…

    Simu Liu in Jacob & Co. Voto: 5

    Il blu dominante potrebbe anche andar bene, se indossato con uno smoking in tinta. Meno bene l’oro rosa della cassa e soprattutto delle decorazioni sul quadrante. Fra il doppio fuso orario, la rosa dei venti e soprattutto la raffigurazione dei continenti, The World is Yours Dual Time Zone è francamente eccessivo.

  • LVMH Watch Week 2024: una selezione di novità

    LVMH Watch Week 2024: una selezione di novità

    L’abbiamo preannunciata nelle ultime Cronache dell’orologeria. La LVMH Watch Week 2024, il salone privato del Gruppo francese che si tiene in questi giorni a Miami, ha svelato una nutrita serie di novità. News che terranno banco nei prossimi mesi – almeno fino a Watches and Wonders Geneva, il momento clou dell’anno orologiero. Impossibile recensirle tutte in questa occasione. Abbiamo quindi cercato di individuare gli highlight della manifestazione, e di focalizzare la nostra attenzione su un solo esemplare per marchio. Quello più significativo, o che ci è piaciuto di più, oppure più rilevante dal punto di vista commerciale. Per altri magari troveremo spazi di approfondimento in futuro. Comunque li si può già vedere tutti sui social delle marche espositrici.

    Protagoniste della LVMH Watch Week 2024, come sempre, Bulgari, Hublot, TAG Heuer e Zenith hanno fatto gli onori di casa per un pubblico internazionale di addetti ai lavori. Ma questa edizione resterà memorabile perché per la prima volta annovera anche la presenza di Gérald Genta e Daniel Roth. Due marchi storici, acquistati da Bulgari nel 2000, e passati di mano a LVMH con l’acquisizione della Maison romana nel 2011. Di recente, il Gruppo ha trasferito entrambi a La Fabrique du Temps di Louis Vuitton, ovvero la squadra di tecnici e progettisti diretta da Michel Navas ed Enrico Barbasini (che si sono formati tra l’altro anche nell’atelier dello stesso Genta). Restano invece grandi assenti Louis Vuitton e Tiffany & Co., ma c’è già chi dice che li vedremo on stage il prossimo anno.

    Gli orologi di Gérald Genta e Daniel Roth alla LVMH Watch Week 2024

    E cominciamo proprio da loro, le marche eponime dei maestri orologiai che le hanno fondate. Oggi i brand Gérald Genta e Daniel Roth continuano a vivere in modo indipendente, anche se sono gestiti appunto da La Fabrique du Temps che è, per così dire, il loro braccio operativo. E ciascuno ha conservato la propria identità e la propria filosofia, come si può vedere proprio dalle novità presentate alla LVMH Watch Week 2024.

    In primis il Mickey Mouse. Se quarant’anni fa Mr. Genta stupiva tutti con il suo Topolino complicato, la novità di oggi ne riprende l’essenza e lo stile. La cassa ottagonale, i rintocchi sonori e le complicazioni – i capisaldi della Casa, secondo Navas – ritornano nel pezzo unico che avrebbe dovuto partecipare a Only Watch 2023. Il festoso Mickey Mouse mostra le ore saltanti e i minuti retrogradi, indicati dalla caratteristica mano guantata come vuole la tradizione, ma in più nasconde una ripetizione minuti. Notevole del resto il calibro GG-01 a carica manuale, di cui elenchiamo le caratteristiche nelle didascalie.

    Mentre da Daniel Roth il nuovo Tourbillon Souscription rende omaggio alla Ref. 2187/C187, la prima creazione realizzata dal Maestro nel 1989. E il design identico all’originale, solo leggermente riaggiornato nel gusto, conferma quanto i capolavori sappiano sopravvivere al trascorrere del tempo. La tipica cassa di forma – cosiddetta a doppia ellisse – presenta il tourbillon a un minuto con i secondi sulla gabbia riportati su una tripla scala, in posizione simmetrica rispetto alle indicazioni decentrate di ore e minuti. Anche qui è degno di nota il calibro a carica manuale DR001, sottile solo 4,6 mm. L’orologio verrà prodotto in una tiratura limitata di 20 esemplari.

    Le news di Bulgari e di Hublot

    Numerosi i lanci di Bulgari e Hublot alla LVMH Watch Week 2024. Il che ha reso ardua la nostra scelta, in entrambi i casi. Da Bulgari ci siamo trovati di fronte a un filo conduttore – l’oro giallo – che ci ha costretto a fare una prima scrematura fra maschili e femminili; e poi a una seconda, fra l’audacia del Bulgari Bulgari e quella del sempre meritevole Octo Finissimo. Da Hublot invece il dubbio era fra il futuristico MP-10, dall’inedita architettura meccanica, e l’esclusivo materiale del Big Bang Unico Saxem Green, che interpreta a modo proprio il colore protagonista del salone di Miami. Ecco dunque i prescelti.

    Nato sempre dalla penna di Gérald Genta, il Bulgari Bulgari nel 2025 spegnerà 50 candeline. E gli esemplari di quest’anno sono quindi un assaggio dei festeggiamenti che l’anno prossimo metteranno la collezione sotto i riflettori. Alla fine ci ha convinto di più la nuova versione con cassa in oro giallo e quadrante nero, dall’estetica d’impatto, sfacciatamente classica e immune alle mode. Anche per le dimensioni, quei 38 mm che non badano ai  generi e si adattano ai polsi di chiunque, e per il sottile movimento di manifattura, il calibro automatico BVL191.

    L’Hublot MP-10 Tourbillon Weight Energy System, invece, ha fatto sì tesoro di certi esemplari precedenti, ma è del tutto nuovo. Qualcosa di mai visto prima. Niente quadrante, niente lancette, le indicazioni di ore e minuti sono riportate su rulli, mentre quelle dell’autonomia e dei piccoli secondi si trovano su dischi. Altrettanto sorprendente il movimento automatico, dotato di tourbillon laterale e privo di massa oscillante, sostituita da un doppio sistema di carica verticale – come si evince dal nome. Cinque anni di sviluppo per una produzione di 50 esemplari, solo per pochi anche nel prezzo.

    Le novità di TAG Heuer e Zenith

    Più facile, in questa nostra rassegna sulla LVMH Watch Week, la selezione per le ultime due marche orologiere del Gruppo – esclusivamente in senso alfabetico, s’intende.

    TAG Heuer riesce a stupire tutti con la variante Dato del Cronografo Carrera. Che fa rivivere un raro modello creato da Jack Heuer, nel 1968, dall’estetica essenziale e dal movimento “ribaltato”. Sul quadrante pulito, decorato con una bella satinatura circolare, spicca un unico contatore per i minuti crono a ore 3, mentre il datario fa bella mostra di sé a ore 9. Completa il tutto l’ormai caratteristico glassbox, la cui curvatura scende dolcemente sulla carrure e mette in evidenza la scala a 1/5 di secondo sul réhaut. Ulteriore punto di forza, il colore: verde petrolio, spazza via ogni afflato nostalgico da amanti del vintage.

    Infine il Chronomaster Original Triple Calendar di Zenith. Un calendario completo con il senso della Storia: ma qui ci sta, visto che il celeberrimo El Primero era stato concepito originariamente proprio per accogliere questa complicazione, con tanto di fasi lunari (sebbene poi l’abbia avuta vinta il cronografo, molto più popolare). Diretto discendente dell’esemplare progettato nel 1969, il nuovo Chronomaster ha anche un design fedele al mitico A386, con le indicazioni del mese e del giorno in piccole finestrelle (che hanno fatto mugugnare i presbiti) e le fasi di luna integrate al contatore dei minuti crono. Due le versioni di quadrante: panda, la nostra preferita, e grigio ardesia, cui si aggiunge una referenza boutique. Verde, naturalmente.

  • Illustrazione e orologeria, Björn Altmann racconta

    Illustrazione e orologeria, Björn Altmann racconta

    Il connubio fra illustrazione e orologeria, iniziato oltre un secolo fa, sembra continuare a gonfie vele. Proprio come un tempo, il mondo delle lancette si serve delle immagini disegnate come mezzo di comunicazione per promuovere iniziative e nuovi prodotti. Rispetto al passato, però, la differenza sta nell’uso del digitale, sia nella creazione (con programmi ad hoc), sia nella diffusione delle immagini. Abbandonati i poster pubblicitari e le pagine dei giornali, i marchi oggi prediligono l’online a tutti i livelli, dagli e-shop ai social media.

    Creatività illustrata

    Lo si è visto di recente, per esempio, con la campagna creata da Richard Mille per l’RM 07-01 Coloured Ceramics, cui si poteva accedere tramite un QR Code che svelava un mondo a parte: una giornata di vacanza nei paesi caldi e insieme un momento di introspezione personale. La cosa divertente, a ben vedere, era che la visione stessa della storia rappresentava un intervallo ludico, perché permetteva di “staccare” per un po’ dalla realtà, di passare del tempo in relax pur lavorando.

    Mentre per le festività natalizie è ormai un appuntamento ricorrente il video (e relativi frame) di TAG Heuer, popolato da elfi “collaudatori”, con tanto di tuta e casco. Ogni volta dedicato a un tema diverso, quest’anno è ambientato negli studios hollywoodiani: ricco di riferimenti cinematografici, è anch’esso un gioco in cui si devono riconoscere i vari film che vedono gli orologi del Marchio protagonisti al centro dei set. Potete vederlo a questo link.

    E merita almeno un cenno anche il feed di Instagram dell’Orologeria Bobba Vercelli. Il content creator appassionato di Citizen riesce a dare interpretazioni sempre nuove degli esemplari del colosso giapponese, con un punto di vista originale che a volte sembra fare da tramite fra la cultura nipponica e quella occidentale. E gli esempi potrebbero essere numerosi, basta guardarsi attorno con attenzione per scoprirne altri.

    Ma al di là di quest’attitudine creativa, in cui il disegno – indipendentemente dalla tecnica usata e dai soggetti sviluppati – è il mezzo espressivo prediletto far andare a briglia sciolta la fantasia, c’è anche un modo più tecnico per concepire il rapporto illustrazione e orologeria.

    La parola all’insider

    Per mettere a fuoco il fenomeno nella giusta prospettiva, quindi, ci siamo confrontati con un addetto ai lavori: Björn Altmann. Di origine tedesca ma londinese d’adozione, l’illustratore, graphic designer, tipografo – con un focus particolare sul branding -, proprio in quanto insider è un interlocutore ideale per farci raccontare il legame fra il mondo delle lancette e quello dei disegni. Non ci soffermiamo dunque su di lui (per conoscerlo meglio, il suo profilo è qui), ma su quanto ha da dire riguardo a illustrazione e orologeria.

    Altmann è reduce infatti da due impegni nel mondo delle lancette. Da un lato ha contribuito alla realizzazione del libro TAG Heuer Carrera: The Race Never Stops, una monografia dell’esemplare nato 60 anni fa. E dall’altro ha creato la campagna Classics Immortalised per lo storico marchio zurighese Ollech & Wajs. Collaborazione, quest’ultima, che consente di vedere per la prima volta i modelli originali OW nel loro stato di prototipo.

    «Nel mondo dell’orologeria si fanno vari utilizzi delle illustrazioni», spiega. «In generale, dipinti a olio o disegni a matita molto dettagliati potrebbero essere commissionati per una boutique o per un evento organizzato da un marchio. Anche collezionisti, rivenditori e canali YouTube commissionano lavori che poi verranno visualizzati in qualche modo. Nel mio caso, però, quello che faccio è diverso. Il mio lavoro riguarda soprattutto la rappresentazione tecnicamente accurata di un particolare orologio, soprattutto quando la fotografia non è un’opzione».

    Il suo approccio infatti è soprattutto tecnico. E le sue illustrazioni, realizzate in digitale, sono perfette riproduzioni dei diversi modelli, quasi fossero una sorta di rendering o di fotografia… «C’è una certa estetica iperreale che va di pari passo con il mio stile e che non può essere ottenuta usando la fotografia», puntualizza lui. «Recentemente ho realizzato alcune illustrazioni per la casa d’aste Watches of Knightsbridge, che desiderava questo stile in particolare». 

    L’eclettico legame fra illustrazione e orologeria

    Ma entriamo nel dettaglio di ciò che hai fatto per il nuovo libro di TAG Heuer, per il quale hai realizzato più di 530 illustrazioni…
    «Per il libro TAG Heuer Carrera, l’obiettivo principale era quello di creare un look uniforme per 530 referenze, che coprono i 50 anni di vita dell’orologio, dal 1963 al 2023. Spesso gli esemplari d’epoca non sono in buone condizioni, oppure non è possibile fotografarli perché si trovano in collezioni sparse in tutto il mondo. Dato che TAG Heuer cercava una sorta di catalogo di riferimento neutro, piuttosto che una rappresentazione degli orologi reali con tutta la loro patina di storia, il mio stile di illustrazione era l’approccio perfetto».  

    Raccontaci invece cos’hai fatto per la campagna di Ollech & Wajs.
    «Qui il lavoro consisteva in una serie di nove orologi che non esistono più o, se esistono, sono in pessime condizioni. L’idea era quella di creare immagini di come sarebbero stati quando avessero lasciato la fabbrica. Il cliente in questo caso mi ha detto che amava il mio approccio illustrativo “oggettivo” e senza tempo. Ha visto un’analogia con il modo in cui un illustratore scientifico visualizzerebbe o registrerebbe i campioni: fedele e accurato in ogni dettaglio».

    Mentre nel collezionismo…
    «Le illustrazioni degli orologi sono frequentemente commissionate come opere d’arte da collezione. Spesso sono astratti e/o richiedono molto tempo, come un dipinto ad olio. Il tempo necessario per realizzarli però è secondario, perché il loro unico scopo è essere appesi al muro. Eppure credo che anche in questo lavoro la velocità sia importante. Quando un collezionista viene da me con una moodboard per un ordine speciale, di solito gli rispondo con l’immagine entro uno o due giorni».

    Progetti futuri? «Presto ci sarà un’altra nuova collaborazione orologiera». Non avevo dubbi: il connubio illustrazione e orologeria continua ad andare a gonfie vele…

  • Barbie style: 7 orologi con il quadrante rosa

    Barbie style: 7 orologi con il quadrante rosa

    È uscito ieri nelle sale italiane, ma se ne parla da mesi. Barbie, con Margot Robbie, Ryan Goslin e la regia di Greta Gerwig, è il film dell’estate, destinato a tingere di rosa non solo il grande schermo ma anche la vita reale. Promotore di una tendenza travolgente, trasforma la moda secondo l’immaginario fantastico da Barbie Land: dalle Case dei sogni alle Corvette rosa, dai fenicotteri di plastica ai pattini a rotelle, dagli abiti bon ton ai look anni Ottanta, accessori compresi. Tutto rigorosamente Barbie style.

    Lecite, fra l’altro, le tante, infinite nuance di rosa: pastello, confetto, shocking, chewing-gum, fluo, pallido, ciliegia, perla, fiori di melo… Il Barbie style non guarda troppo per il sottile, si fa andar bene qualsiasi sfumatura rimandi a quel mondo di plastica, edulcolorato e perfetto (almeno in apparenza). Ma se il fashion world cavalca l’onda ormai da settimane, noi abbiamo deciso di trasferire il gioco del Barbie style agli orologi. E abbiamo identificato 7 esemplari con quadrante rosa adatti a interpretare il tema.

    No, non fraintendeteci: non è che le case di orologeria si siano fatte contagiare dalla Barbiemania imperante. Sotto le lancette, il rosa c’è sempre stato. Ma finora era riservato esclusivamente al pubblico femminile. Gli orologi Barbie style qui di seguito invece non hanno caratteristiche “da donna” – né formati mignon né dettagli di diamanti -, rompono gli stereotipi di genere e si prestano a essere indossati da chiunque. Anche dagli uomini capaci di osare: da chi può essere, proprio come Barbie, “tutto ciò che vuole”.

    Non ne siete convinti? Ok, potete sempre pensare di indossarli solo per andare a vedere il film al cinema, con un look coordinato. Rosa, s’intende…

    MAURICE DE MAURIAC L3 Cherry Blossom
    Cassa (40,5 mm) in acciaio lucido-satinato. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Concepto Tricompax C8100, cronografo con secondi continui. Quadrante mat, lancette luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. Disegnato da Fabian Schwaerzler, è dedicato alla Zurich Cancer Foundation come contributo per la lotta al cancro al seno. 4.400 franchi svizzeri.

    NOMOS GLASHÜTTE Club Campus deep pink
    Cassa (38 mm ⊘) in acciaio lucido, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Alpha di manifattura, con piccoli secondi. Quadrante laccato, lancette luminescenti, vetro zaffiro, fondello personalizzabile, cinturino in pelle. 1.500 euro.

    OMEGA Seamaster Aqua Terra Shades
    Cassa (34 mm ⊘) in acciaio lucido, impermeabile fino a 15 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Co-Axial 8800 di manifattura, con spirale in silicio e datario. Quadrante laccato soleil, lancette e indici applicati in oro bianco, luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio. Certificato Master Chronometer. 7.200 euro

    ORIS Diver Sixty-Five “Cotton Candy”
    Cassa (38 mm ⊘) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Oris 733 (base Sellita SW 200-1) con datario. Quadrante mat, lancette e indici luminescenti, ghiera girevole unidirezionale, vetro zaffiro, fondello con logo inciso, bracciale in acciaio. 2.350 euro.

    ROLEX Oyster Perpetual rosa candy
    Cassa (36 mm ⊘) in acciaio Oystersteel, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3230 di manifattura, con autonomia di 70 ore. Quadrante laccato, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, bracciale in acciaio Oystersteel. Certificato Cronometro Superlativo. 6.150 euro.

    TAG Heuer Carrera Data
    Cassa (36 mm ⊘) in acciaio lucido-satinato, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 7, con datario. Quadrante soleil, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio lucido-satinato. 3.200 euro.

    VERSACE DV One
    Cassa (40 mm) in ceramica, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Ronda R150.2, con datario. Quadrante smaltato, lunetta con Greca in rilievo, vetro zaffiro, fondello in acciaio con oblò in vetro zaffiro, bracciale in ceramica. 2.700 euro.

  • Cronache dell’orologeria. News and previews 15/06/2023

    Cronache dell’orologeria. News and previews 15/06/2023

    Negozi, sport, testimonial, novità: eccoci di nuovo con le notizie dal mondo delle lancette. Le Cronache dell’orologeria continuano a tratteggiare un settore in piena espansione, che non solo conferma attività di marketing ormai assodate, ma se ne inventa sempre di nuove – per conquistare nuove fette di mercato, diversificare il pubblico, puntare sempre più alto. E il compito delle nostre Cronache dell’orologeria è quello di raccontarvi le iniziative più interessanti… Buona lettura.

    Tra rapaci ci si intende

    Chi frequenta i profili social delle marche di orologeria se ne sarà accorto: da un paio di settimane sull’account di Eberhard & Co. è apparso Tex Willer, in una serie di teaser evocativi. Vuoi vedere che, dopo Zagor, la Maison de l’Aigle avrà qualcosa in comune con l’Aquila della Notte? In realtà basta fare un giro sul sito di Sergio Bonelli per scoprire che l’autunno prossimo il Ranger più famoso dei fumetti compirà 75 anni. E sarà festeggiato con un Chrono 4 in edizione limitata, personalizzato dai 4 Pards. Non vediamo l’ora di vederlo!

    Volti nuovi

    Nuovo ambasciatore per Omega. Si tratta dell’attore e cantante Diego Boneta, messicano di origine ma cittadino del mondo (ha anche cittadinanza statunitense e spagnola). Il protagonista delle serie tv Louis Miguel ha presenziato a un evento esclusivo a Città del Messico per il lancio dell’Aqua Terra, insieme all’altro ambasciatore locale – l’attore Diego Calva (Babylon) – e a tre nuove amiche della Marca: le attrici Aislinn Derbez e Karla Souza, nonché l’astronauta Katya Echazarreta – molto note in Patria. Indovinate cosa avevano tutti al polso…

    Come passare inosservati

    Prima per l’addio alla Mercedes e il super-ingaggio in Ferrari (subito smentito). Poi per il tradimento nei confronti di Shakira. O ancora per la conferenza stampa con Wolff in cui hanno fatto irruzione gli animalisti. Sta di fatto che negli ultimi giorni Lewis Hamilton è finito spesso sotto i riflettori. Così i gossippari più attenti hanno notato che il sette volte campione del mondo di F1 portava un bell’orologio bianco. Quale? Il nuovo calendario perpetuo di IWC Big Pilot’s Top Gun Lake Tahoe in ceramica. Al suo polso in anteprima.

    Tridenti sull’Appennino

    E torniamo di nuovo a Eberhard & Co., che dal 9 all’11 giugno ha partecipato alla 27a edizione della Vernasca Silver Flag, rievocazione della storica corsa di velocità in salita sui colli piacentini, fra Castell’Arquato e Vernasca. Protagoniste quest’anno le Maserati, ma quasi 200 i bolidi d’epoca iscritti – tra cui merita almeno un cenno l’esemplare unico della Ferrari 308 GT Bertone Rainbow del 1976, guidato da Miki Biasion (nella foto). Ai vincitori anche con un cronografo Champion della Maison svizzera. Non bastasse la gloria…

    Torna la Freccia Rossa

    Si conclude sabato 17 la Mille Miglia 2023. Partita martedì scorso come di consueto da Brescia, quest’anno vede le 417 vetture in gara impegnate su un nuovo percorso ad anello lungo oltre 2mila chilometri, attraverso i suggestivi panorami di mezza Penisola per raggiungere Roma – e ritorno. Partner principale e cronometrista ufficiale dell’evento, come vuole la tradizione, Chopard ha realizzato ad hoc un orologio in serie limitata: il Mille Miglia GTS Chrono in Lucent Steel. Dedicato all’Italia, contribuirà alla raccolta fondi a favore dell’Emilia Romagna. Ottimo.

    Shopping a bordo…

    Prima boutique Rolex all’interno di una nave da crociera. L’annuncio è stato dato da Explora Journeys, società armatoriale extralusso che fa capo a MSC Crociere. Il nuovo Rolex at sea monobrand store, come è stato definito, aprirà a luglio e offrirà la tipica accoglienza della Casa della Corona. Ovviamente sarà a esclusiva disposizione dei 900 ospiti che soggiorneranno a bordo della Explora 1, la nave appena varata dalla Fincantieri di Monfalcone, più simile a un super-yacht che a un traghetto. Niente cabine, solo suite…

    …e a Firenze

    Dopo Venezia e Roma, Firenze. La scorsa settimana TAG Heuer ha aperto la terza boutique in Italia su Ponte Vecchio, in collaborazione con il retailer Parati. Al piano strada si trovano le vetrine tematiche mentre al piano superiore c’è un salottino riservato con un piccolo balcone che dà sull’Arno, dalla vista spettacolare. Dopo l’inaugurazione, cena esclusiva per gli ospiti a Palazzo Capponi, a poche centinaia di metri da Ponte Vecchio. E siccome non c’è due senza tre e il quattro vien da sé, a fine estate il Brand aprirà anche a Milano…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai. Continuate a seguire il nostro appuntamento settimanale per non perdervi nessuna novità.

  • Oroscopo di giugno. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di giugno. Previsioni e orologi, segno per segno

    Eccoci nuovamente con il nostro rendez-vous – un po’ per gioco, ma astronomicamente corretto – con le stelle per l’oroscopo di giugno. Nelle prime due decadi di questo mese, nella costellazione dei Gemelli incontriamo il Sole, che poi andrà in Cancro e muterà così le chiavi di lettura del cielo. Segno molto particolare quello dei Gemelli – anche se a dire il vero un po’ tutti lo sono -, caratterizzato da una duplicità con tanti significati simbolici ed esoterici.

    Prima di analizzare la situazione segno per segno, vediamo quindi quali saranno le disposizioni dei corpi celesti in questo mese che è la porta solstiziale dell’estate.

    I transiti planetari

    Il 4 giugno avremo una Luna Piena, insieme a una congiunzione di Mercurio e Urano. Un’altra bella congiunzione, questa volta di Luna e Saturno, si verificherà il giorno 10, mentre la Luna nel suo celere percorso incontrerà, congiungendosi, Giove il giorno 14 e, poco dopo, il giorno 16 Mercurio. Interessante anche il cielo del 17, in cui Saturno entrerà in moto retrogrado, mentre il solstizio del giorno 21 segnerà l’ingresso del Sole nel segno del Cancro. Subito dopo, e precisamente il 22, avremo una triplice congiunzione di Luna, Venere e Marte. Il mese terminerà con il giorno 30, che ci porterà l’inizio del moto retrogrado di Nettuno. Ma tutto questo come si rifletterà su di noi?

    Ariete

    Sempre vitali e carichi di energia e di fuoco, i nati sotto il segno dell’Ariete sapranno estrarre il meglio dal Plenilunio di inizio mese. Un’occasione per ricaricarvi, anche in vista della Luna Nuova del giorno 17, che vi costringerà forse a riprendere in considerazione alcuni dei vostri slanci, con una certa inclinazione introspettiva che non potrà che essere benefica, nel medio e nel lungo periodo. L’ingresso del Sole nel Cancro vi indurrà a concedervi qualche piacere e soddisfazione, soprattutto nei rapporti interpersonali e nella vostra relazione con l’ambiente, in particolare con il luogo in cui abitate. Potete vivere fantastiche avventure anche dietro casa: scegliete un esemplare ad alte prestazioni.

    JAEGER-LECOULTRE Polaris Mariner Memovox
    Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro JLC 956 di manifattura, con funzione di sveglia e datario. Quadrante soleil, grené e opalino, lancette, numeri e indici applicati luminescenti, réhaut girevole, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio (in vendita con un secondo cinturino in caucciù). 22.700 euro.

    Toro

    L’oroscopo di giugno suggerisce ai nati sotto questo segno di cogliere i buoni e potenti influssi per sistemare cose di natura pratica. Una questione spinosa, un piccolo debito, una situazione trascurata potranno essere facilmente affrontati e superati nella prima parte del mese, mentre il momento migliore per intraprendere iniziative e assumersi impegni sarà quello della Luna Nuova. Le energie delle Arti della Guerra e dell’Amore si esprimeranno al massimo nella notte della triplice congiunzione: un’occasione da non perdere, qualsiasi sia il fronte su cui vi applicherete! Per favorire le ali ai piedi, procuratevi un orologio ad alta frequenza.

    CHOPARD Alpine Eagle Cadence 8HF
    Cassa (41 mm) in titanio grado 5, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 01.12-C di manifattura, ad alta frequenza (57.600 A/h, 8 Hz), con autonomia di 60 ore e certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Quadrante decorato a raggiera, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in titanio grado 5. 22.100 euro.

    Gemelli

    Il giorno 17 inizierà il moto retrogrado di Saturno nei Pesci, altro segno doppio come peraltro i Gemelli, per cui particolarmente significativo. Comincerà un periodo di forti opportunità sul fronte lavorativo, o dello studio, in cui però – come sempre – saremo noi i protagonisti, con le nostre scelte e il nostro impegno. Il giorno 17 avrete anche Sole e Luna in prima casa: sperimenterete grandi energie nel piano della assertività. Sarete ascoltati, risulterete convincenti. Si tratta di un’occasione molto interessante per avviare progetti nuovi o portare a giusto compimento quelli in cui siete impegnati da tempo. Nel frattempo celebrate la vostra natura duplice con un doppio cronografo…

    CYRUS GENEVE Klepcys Dice Lime Carbon
    Cassa (42 mm) in titanio grado 5, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CYR718 di manifattura, con doppio cronografo indipendente. Quadrante traforato, lancette, numeri e indici luminescenti, lunetta in carbonio con fibre luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in titanio grado 5. Edizione limitata di 50 esemplari, 50.300 euro.

    Cancro

    Il Cancro è segno retto dalla Luna, per cui è ad essa che dovremo maggiormente guardare. La Luna Piena vi aiuterà nella ricerca di piccoli ma fondamentali piaceri quotidiani, innocue concessioni che saranno un vero balsamo per l’anima. Approfittatene, quindi, per uscire dalla ripetizione e dalla routine, cercando percorsi alternativi, in senso fisico e figurato, assaporando il senso di libertà che questa scelta comporta. Il Sole viene a farvi visita il 21, rendendo le giornate cariche ed estremamente potenti. Saturno retrogrado vi porterà a riprendere in considerazione letture, frequentazioni e studi che forse avevate accantonato. Il cambiamento di direzione si ripercuote in un cambiamento di visuale: comprenderete meglio che alcune cose veramente contano per voi e che è giunto il momento di rimettervi in cammino. Fatevi aiutare da un orologio dedicato al vostro “pianeta guida”…

    ARNOLD & SON Perpetual Moon 41.5 Gold
    Cassa (41,5 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica manuale, calibro A&S1512, con autonomia di quasi 4 giorni (90 ore), fasi di luna astronomiche. Quadrante Pvd blu con strati di lacca trasparente e decoro Raggi stellari, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. 34.500 franchi svizzeri.

    Leone

    Segno retto dal Sole, unendo le vostre intrinseche caratteristiche alle energie del Plenilunio di inizio mese non potrete che raccogliere soddisfazioni da tutto quello per cui vi impegnerete. Il 17 porterà la necessità di un respiro più ampio: non di un vero e proprio rallentamento ma certamente di una ripresa, in considerazione di fatti, azioni e relazioni di cui ci sentivamo assolutamente certi, e che invece sarà meglio vedere da un angolo differente. Quantomeno, con meno passionalità e meno travolti dalla sfera emotiva. Contate sull’ausilio di un orologio che all’occorrenza sa anche sdoppiarsi.

    A. LANGE & SÖHNE 1815 Rattrapante
    Cassa (41,2 mm) in platino. Movimento meccanico a carica manuale, calibro L102.2 di manifattura, con autonomia di 58 ore, cronografo sdoppiante con secondi continui. Quadrante in argento massiccio, argenté e con scala tachimetrica, lancette in acciaio azzurrato alla fiamma, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 200 esemplari, prezzo non comunicato.

    Vergine

    Il desiderio di fondo dei nati nel segno della Vergine, amanti dell’ordine e della pacatezza, si troverà al principio del mese a fare i conti con voci interiori che reclamano un cambiamento, un sovvertimento dell’ambiente, abitativo o lavorativo, un bisogno di libertà al quale sarà meglio dare ascolto. La Luna Nuova in Gemelli è un ottimo auspicio sul fronte professionale. Saturno retrogrado in settima casa, quella delle relazioni amorose, impatterà sul fronte sentimentale. Sarà importante misurare le energie, fra quelle che sarete realmente disposti a impegnare e quelle che invece dovrete serbare per voi stessi, tenendo sempre presente quanto sia importante imparare ad amarsi sinceramente. Mettetevi al centro e fate ruotare tutto attorno a voi: confidate in un esemplare che ve lo ricordi.

    GUCCI G-Timeless Planetarium
    Cassa (40 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica manuale, calibro GGC.1976.DS realizzato in esclusiva, con tourbillon volante centrale (gabbia in oro rosa tempestata di diamanti), indicazione “danzante” delle ore tramite gemme rotanti (opali di fuoco, rubini, granati mandarino, tormaline rosa per un totale di 8.4 ct). Vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Prezzo non comunicato.

    Bilancia

    Considerate ciò di cui vi nutrite: cibo? Relazioni? Idee? Progetti? La Luna Piena in terza casa vi sarà d’aiuto per ridefinire ciò che costituisce la base fondante della vostra esistenza, forse anche per riequilibrare un po’ delle abitudini che, a lungo andare, creano scompensi. Segno d’aria, la Bilancia si ricarica in occasione della Luna Nuova. Nessun momento migliore per esplorare anche altre forme di pensiero, di filosofia, di visione del mondo che vi permettano di valorizzare il meglio di voi, sempre sotto il segno dell’equilibrio, ma anche con la capacità di aprirvi al mondo. Per connettervi con voi stessi e con gli altri, niente di meglio di uno smartwatch di livello.

    TAG Heuer Connected
    Cassa (45 mm) in titanio grado 2 Dlc nero. Sistema operativo Wear OS by Google, durata della batteria pari a un giorno intero (con diverse ore di sessioni sportive). Sensori: cardiofrequenzimetro, bussola, microfono, barometro. Display Amoled da 1,39 pollici, risoluzione 454 x 454 pixel (326 ppi). Lunetta in ceramica sabbiata, vetro zaffiro, cinturino in caucciù, intercambiabile. 2.600 euro.

    Scorpione

    La Luna Nuova del giorno 3 sarà particolarmente positiva per gli aspetti economici e finanziari. Volendo dare una lettura maggiormente simbolica, possiamo sempre ricordare che alla fine investire su noi stessi è sempre, alla lunga, la scelta vincente. A voi la chiave di lettura, nel vostro quotidiano. La Luna Nuova del Solstizio apre inattese possibilità, che si presenteranno però quasi celate. Andranno colte dai loro minimi segnali e, se ben coltivate, ripagheranno l’impegno profuso. Saturno retrogrado impone una pausa dopo un periodo di slanci, a volte eccessivi, invitando ad una riflessione sicuramente costruttiva. Favoritene gli influssi con un esemplare dalla doppia indicazione retrograda.

    VACHERON CONSTANTIN Patrimony Biretrogrado Giorno e Data
    Cassa (42,5 mm) in platino. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 2460 R31R7/3 di manifattura, con indicazione della data e del giorno della settimana con lancette ad andamento retrogrado. Quadrante spazzolato soleil, indici applicati, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Certificato dal Punzone di Ginevra. Prezzo non comunicato.

    Sagittario

    Con la Luna Piena in prima casa, questo mese è davvero importante per i nati sotto il segno del Sagittario. La Fortuna vi sorride e riuscirete in tutto quello che intraprenderete. La triplice congiunzione caricherà di forza e di amore ogni vostra decisione: niente di meno. Mese di realizzazioni ma anche di esordi e di meritate soddisfazioni. Con il passaggio del Sole in Cancro, dovrete prestare attenzione alle vostre voci interiori, accudire con cura il vostro Io più intimo, fermandovi per riconsiderare tutte quelle cose, o quelle idee, che finirebbero per danneggiarvi se le trascuraste o fingeste di ignorarle. Ampliate i vostri orizzonti, guardate dentro e fuori di voi: arricchite la vita di esperienze ed esplorate nuovi luoghi. Potrebbe servirvi uno strumento che alluda ai viaggi, fisici e mentali.

    CARTIER Santos-Dumont Squelette
    Cassa (31 mm) in oro rosso. Movimento meccanico “di forma” a carica automatica, calibro 9629 MC di manifattura, dalla costruzione scheletrata, con micro-rotore decentrato e personalizzato dal monoplano Demoiselle costruito da Alberto Santos-Dumont nel 1907. Lancette in acciaio azzurrato alla fiamma, corona perlé con cabochon di zaffiro blu, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. In vendita da settembre, 44.500 euro.

    Capricorno

    È il momento di riconsiderare molte cose, a partire da quello che veramente conta per voi. L’inizio del mese vi invita a ritirarvi in voi stessi, a ritrovare senso e valore di ciò che vi impegna sul piano quotidiano. L’oroscopo di giugno suggerisce ai nati in Capricorno di prendere tempo, di riguadagnare energie vitali, di considerare con obiettività quanto del vostro impegno e delle vostre energie siano realmente produttivi – e quanto, invece, non sia semplicemente sprecato per una poco oculata gestione della vita. Il Sole in Cancro apre la strada ai legami sentimentali e alle nuove amicizie. Il mondo delle relazioni si apre con il migliore degli auspici. Valorizzatevi con un esemplare che la dica lunga su di voi…

    AUDEMARS PIGUET Royal Oak Jumbo Extra-piatto
    Cassa (39 mm x 8,1 di spessore) in oro bianco, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 7121 di manifattura, con datario. Quadrante grainé, lancette e indici applicati in oro bianco luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in oro bianco. 78.600 euro.

    Acquario

    Giugno inizia con segnali fortemente positivi sul fronte interpersonale. Che siano nuove amicizie, vecchi amici reincontrati, persone a noi veramente vicine o anche solo simpatici conoscenti, i nostri rapporti saranno potenziati e daranno a entrambe le parti soddisfazione e piacere. Saturno, il vostro pianeta, diventa retrogrado il 17 nella vostra seconda casa, quella del denaro e delle risorse. Necessario, quindi, prestare molta attenzione e oculatezza per saper ben discernere tra il piacere effimero di ciò che non è fatto per rimanere e la qualità che dura nel tempo. Prendete come esempio un orologio che mira a sfidare l’eternità…

    PATEK PHILIPPE Grande Complicazione Ref. 5316
    Cassa (40,2 mm) in platino. Movimento meccanico a carica manuale, calibro R TO 27 PS QR di manifattura, con dispositivo tourbillon, ripetizione minuti, calendario perpetuo con fasi lunari e visualizzazione retrograda della data, piccoli secondi. Quadrante in vetro zaffiro metallizzato, indici applicati in oro, vetro zaffiro, fondello pieno o in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello dal motivo goffrato. Prezzo non comunicato.

    Pesci

    Segno doppio, come i Gemelli che occupano le prime due decadi di Giugno: anche se tendenzialmente freddi o meno comunicativi, voi nati sotto il segno dei Pesci sarete necessariamente riscaldati dalle energie del Plenilunio e poi del Solstizio. Attenzione alle persone cui deciderete di dare fiducia: un minimo di cautela, anzi, quasi una battuta d’arresto è proprio suggerita dal Saturno retrogrado del 17. Nulla di necessariamente negativo, ma un po’ di sana attenzione non potrà che aiutarvi a non cadere vittime di eccessi di ottimismo o di atteggiamenti più emotivi che razionali. Dall’ingresso del Sole in Cancro, il giorno 21, tutto sarà propizio affinché troviate soddisfazione in quei settori in cui esprimete al meglio le vostre passioni e, soprattutto, la vostra creatività. Lasciatevi ispirare da un esemplare “artistico”…

    HUBLOT Spirit of Big Bang Sang Bleu All Black
    Cassa sfaccettata (42 mm) in ceramica, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HUB4700, dalla costruzione scheletrata. Quadrante in vetro zaffiro, vetro zaffiro sfaccettato, cinturino in caucciù. Realizzato in collaborazione con Maxime Plescia-Buchi “in stile” Sang Bleu. Edizione limitata di 200 esemplari, 31.800 euro.

  • Cronache dell’orologeria. A proposito di sport – 10/05/2023

    Cronache dell’orologeria. A proposito di sport – 10/05/2023

    Tornano le Cronache dell’orologeria. Dedicate stavolta al mondo dello sport: soprattutto in tema di motori, ma con brevi excursus sui campi da basket o da regata. Sì, perché per le nostre Cronache dell’orologeria di questa settimana siamo andati alla ricerca di notizie curiose, particolari, lontane dallo spettacolo dei mega-eventi ma sempre vicine alle passioni personali. Del resto l’industria delle lancette è bravissima a muoversi anche a livello locale, a sponsorizzare appuntamenti noti magari a un pubblico più ristretto ma sempre entusiasta, così da portare gli orologi dritti al cuore della gente. Buona lettura!

    Dolcezze e vecchie signore

    Con la Coppa della Perugina, da domani a domenica 14, tornano le emozioni degli anni Venti. In gara, un centinaio di vetture d’epoca, che sfileranno tra i borghi medievali e i paesaggi fioriti dell’Umbria. Nel ruolo di main sponsor e cronometrista ufficiale ci sarà per la 4a volta Eberhard & Co., forte del legame con le auto storiche, che regalerà un Tazio Nuvolari Time Only all’equipaggio vincitore. Tanti i momenti di cultura ed enogastronomia, ma la protagonista assoluta sarà la cioccolata. Quando si dice “guidare con gusto”…

    Bellezze al lago

    Per restare in tema di ruote d’epoca, dal 19 al 21 maggio si terrà il Concorso d’Eleganza Villa d’Este. L’esclusivo appuntamento, che si svolge ogni anno nell’omonimo Grand Hotel sul Lago di Como, riunisce una cinquantina di vetture rare, a coprire l’intera storia dell’automobile. Oltre all’ambita Coppa d’oro, i partecipanti si contendono anche il premio “Best of Show”, che comprende un orologio realizzato ad hoc da A. Lange & Söhne, partner dell’evento dal 2012: un Chronograph 1815 personalizzato. All’altezza dei pezzi d’arte (a motore) esposti.

    Sfide estreme

    Un’avventura ai limiti dell’Europa a bordo di una BMW E30 e con un Maurice de Mauriac al polso? Fatto! La maison svizzera ha cronometrato l’E30 to North Cape Expedition, la spedizione realizzata dal team Alpineracer che ha raggiunto Capo Nord. Tra gli scenari spettacolari delle aurore boreali e dei paesaggi ghiacciati, l’equipaggio ha messo alla prova il robusto compagno di viaggio dalla ghiera brevettata: il Chrono Modern North Cape Expedition. Che ha retto bene alle condizioni climatiche e fisiche avverse del Circolo Polare Artico. Brrr…

    Auto epiche

    Wyler Vetta è diventato Official timekeeper della 9th Leftignition, il raduno di Porsche di tutte le epoche previsto per il 20 maggio. L’evento, organizzato all’Autodromo Riccardo Paletti di Varano de’ Melegari (in provincia di Parma), offre ai driver la possibilità di scegliere fra l’esperienza su pista o il tour sulle strade del territorio, con immancabili soste per conoscere borghi e prodotti locali. In conclusione, per tutti, la parata di fronte alla Reggia di Colorno. Fra i premi in lizza anche un Jumbostar “solo tempo”: un motivo in più per partecipare…

    Un pilota dal cuore grande

    Il Ceo di Iwc Christoph Grainger-Herr con Lewis Hamilton all’IWC Chrono Challenge. (Foto John Parra/Getty Images for IWC).

    Da campione di F1 a cestista (per un giorno): Lewis Hamilton si è divertito a giocare a basket all’IWC Chrono Challenge, organizzato all’inizio del mese dalla Casa di Schiaffusa a Jungle Plaza, nel Miami Design District. Sul campo da basket, dove troneggiava anche un murale gigante di Hamilton con il suo orologio rosa (come i guanti e le scarpe usati nel GP di Miami), c’erano anche altri Vip come James Marsden, Simu Liu o Jagger Eaton. Riuniti tutti insieme per appoggiare la causa di IWC a favore di Dibia Dream, una fondazione che aiuta i giovani in difficoltà. Bravi…

    Di bolina stretta

    La maison svizzera TAG Heuer non ha fatto solo la storia dell’automobilismo, ma anche quella della vela. Non paga di aver partecipato a regate leggendarie, come l’America’s Cup, ora si è alleata con FlyingNikka, il primo maxi-yacht offshore full foiling al mondo. Una “macchina da corsa acquatica” incredibile che può raggiungere i 40 nodi di velocità, volando letteralmente sull’acqua. Lo abbiamo visto lo scorso weekend a Portofino: l’avventura velica fra i due campioni della tecnologia e della velocità sa regalare adrenalina pura. Buon vento!

    N.B. Questa pagina di Cronache dell’orologeria potrà essere presto aggiornata con altre notizie. Riguardatela, nei prossimi giorni…

  • Cronache dell’orologeria. Al Met Gala e altrove – 03/05/2023

    Cronache dell’orologeria. Al Met Gala e altrove – 03/05/2023

    Consueto appuntamento con le Cronache dell’orologeria. In gran parte dedicate, in questa puntata, al Met Gala, che si è tenuto come sempre la sera del 1° maggio al Metropolitan Museum of Art di New York. Non una serata qualsiasi, ma l’evento più atteso dell’anno nel mondo della moda e dintorni. Una ambitissima passerella cui hanno partecipato le maison e i personaggi più in vista del momento, fra pop star, divi del cinema, sportivi titolati e modell* (più o meno top) che in questa edizione hanno reso omaggio con i propri look a Karl Lagerfeld, il geniale e coltissimo stilista scomparso nel 2019.

    Ma non è certo per il tema – “Karl Lagerfeld: a Line of Beauty” – che ne parliamo in queste Cronache dell’orologeria. Né per i 50mila dollari a testa sborsati a sostegno del Museo dalle 400 celebrities che hanno risposto all’invito di Anna Wintour. Piuttosto, per gli orologi indossati dagli ospiti, fra quelli dichiarati e quelli paparazzati, così da fare il solito gioco del “chi indossa cosa” che piace tanto ai nostri lettori. Non si sa se per semplice curiosità o puro voyeurismo…

    Anche se le nostre Cronache dell’orologeria non si limitano alla serata del Met. Qui sotto troverete anche gli ultimi arrivi per quanto riguarda campagne e testimonial – per restare sempre in tema di celebrities. Così da comporre una sorta di C’era una volta… a Hollywood e dintorni, o se preferite C’era una volta in America in forma di gossip. Buona lettura.

    Le cronache dell’orologeria… mondana

    Foto Dimitrios Kambouris/Getty Images for The Met Museum/Vogue courtesy Chanel.

    Cominciamo da Chanel, a buon diritto visto che ha collaborato con kaiser Karl per una vita. Tante le celebrities ospiti della Casa: da Penélope Kruz a Dua Lipa, da Margot Robbie a Sofia Coppola, da Naomi Campbell a Gisele Bündchen (e l’elenco potrebbe continuare), tutte vestite, truccate e spesso ingioiellate dalla Maison della doppia C. Ma a noi interessa citare Kristen Stewart perché era l’unica del gruppo a indossare anche un orologio: un Code Coco in acciaio. Nascosto sotto la manica della giacca, nelle foto non si vede, ma giuriamo: c’era…

    Foto Jamie McCarthy/Getty Images courtesy IWC

    Eileen Gu, pluripremiata campionessa di freestyle nonché ambasciatrice IWC, ha partecipato al Met Gala più nel ruolo di modella che in quello di medaglia olimpica. Tant’è: fasciata in un lungo abito con tanto di strascico, sul red carpet si dilettava a giocare con un esemplare da tasca. E che esemplare: un Tribute to Pallweber Edition, uscito in occasione dei 150 anni della Casa di Sciaffusa, non paga del Portofino Automatic Day & Night 34 con cassa in oro rosa portato al polso. Il motivo? Dobbiamo proprio dirlo? “Two is megli’ che one”!

    Foto Christopher Polk/WWD via Getty Images courtesy Chanel

    Anche Omega ha partecipato all’evento newyorkese con uno stuolo di ambasciatori. E ciascuno indossava un esemplare adatto al caso: Eddie Redmayne un Aqua Terra Shades in acciaio con quadrante sabbia, Ke Huy Quan uno Speedmaster 57 in acciaio con quadrante verde, e Jonathan Bailey un Prestige in acciaio dal total look blu (il più elegante). Al top Nicole Kidman, divina in un abito di piume rosa firmato Chanel, con al polso un pezzo vintage: un Omega Sapphette del 1955 in oro bianco con diamanti, dal cristallo sfaccettato. Chic-chissimo.

    Foto @danielmartin

    E chic-chissima – ma non è una novità – era anche Michelle Yeoh, in un abito couture Karl Lagerfeld arricchito da gioielli di diamanti. Al polso portava uno dei suoi innumerevoli Richard Mille, un RM 07 con cassa in oro bianco e quadrante tempestati di brillanti, se la vista non ci inganna. C’è da dire che Mrs. Todt come ambassador è molto ligia: non solo ha disegnato parecchi orologi con il Marchio svizzero, ma non perde occasione per sfoggiare ogni volta un esemplare diverso. Date un’occhiata al suo feed di Ig e resterete senza parole.

    Accanto alla Direttrice di Vogue America, tra gli organizzatori e co-conduttori del Gala c’era anche Roger Federer. Impeccabile in un classicissimo tuxedo Dior, da bravo testimonial della Casa della Corona esibiva un Rolex Perpetual 1908 in oro bianco nuovo di zecca, mostrato in numerosi scatti e soprattutto nel plateale gesto di indossare gli occhiali da sole neri (un vezzo di Karl lagerfeld). No, dai, non arricciate il naso. Va bene l’indole sportiva, va bene il passato da numero 1 del tennis mondiale, ma cos’altro avrebbe dovuto mettere con lo smoking?

    Foto Mike Coppola/Getty Images courtesy Hublot

    Un Hublot invece era esibito con orgoglio da Bella Ramsey. Che qui indossava un Thom Brown custom-made, accompagnato al polso da un Big Bang Steel White Diamonds 38mm, con la lunetta (appunto) incastonata di diamanti. Nulla si sa riguardo alla partnership fra la Casa di Nyon e l’attrice britannica – nota per aver lavorato, giovanissima, nel Trono di Spade, ma ancor più come protagonista nel recente The Last of Us. Continuerà nel futuro oppure resterà one-spot, limitata in questa occasione? Ai posteri l’ardua sentenza.

    Foto @simuliu

    “Quando Donatella ti chiede di andare al Met, vai al f***ing Met”: così scrive Simu Liu nel post del proprio profilo Instagram. Del resto, Oltreoceano, l’attore cino-canadese è già famosissimo – mentre da noi lo diventerà, c’è da scommetterci, dopo l’uscita di Barbie. Comunque l’altra sera, evidentemente vestito Versace, ha completato il look stile K.L. con un bel Vacheron Constantin Overseas in acciaio. Sia chiaro, questo è puro gossip: la Maison ginevrina non ha diffuso alcuna comunicazione ufficiale. Ma noi lo abbiamo visto lo stesso…

    Lezione di stile

    Diventata da poco Ambasciatrice di eleganza Longines, Jennifer Lawrence è già protagonista del primo commercial della Casa della Clessidra Alata. In cui la carismatica attrice – sofisticata ma senza eccessi, molto naturale – incarna con misurato garbo il Longines DolceVita (in acciaio, con diamanti sui brancard), mentre con voce pacata declama un messaggio di fiducia in sé stessi. Il video, girato in studio con una scenografia essenziale, è un’efficace risposta all’irritante sguaiataggine che va per la maggiore. Merita: lo trovate fra i reel di Longines.

    Raise Vibrations

    Lenny Kravitz è il nuovo ambasciatore Jaeger-LeCoultre. Rocker, cantante, produttore, autore, polistrumentista, attore, designer, fotografo, in una parola creativo a 360 gradi, pare sia stato scelto dalla Grande Maison proprio perché rappresenta “l’archetipo dell’uomo moderno del Rinascimento” (qualsiasi cosa voglia dire). Di sicuro lo vedremo presto interpretare una nuova campagna insieme ad Anya Taylor-Joy. Intanto però si è già messo al polso un bel Reverso Tribute Duoface Tourbillon in oro rosa. Non proprio robetta…

    “Corto” d’autore

    S’intitola The Chase of Carrera il video realizzato da Tag Heuer per i 60 anni dell’omonima collezione. Non una semplice pubblicità, ma un vero e proprio “corto”, diretto da David Leitch (il regista di Bullet Train). Protagonista Ryan Goslin, racconta la caccia all’orologio rubato dall’attore sul set di un film (il nuovo Carrera Chronograph con vetro panoramico). Ed è un divertente action-movie in formato ridotto, fra ritmi serrati, inseguimenti, humour e con tanto di sorprese “invisibili” sulla storia dell’esemplare. Da vedere (qui).

  • Gli orologi di W&W 2023 che ricorderemo. E qualche sensazione

    Gli orologi di W&W 2023 che ricorderemo. E qualche sensazione

    Tempo di bilanci per Watches and Wonders Geneva 2023. La manifestazione sul Lemano ha chiuso i battenti domenica scorsa e ha già divulgato risultati positivi. Ma, al di là dei dati ufficiali, a noi interessa raccontarvi com’è andata, qual era l’atmosfera, cosa abbiamo visto la scorsa settimana al Palexpo. E soprattutto quali sono gli orologi di W&W che ci hanno colpito di più.

    Tu chiamale se vuoi… emozioni

    Sia chiaro: se volete sapere i numeri, non avete che da leggere l’esaustivo comunicato stampa, trasmesso ieri e da noi pubblicato proprio stamattina. In questa pagina non vi racconteremo quanti giornalisti hanno partecipato, quanti post sono usciti sui social media, quanti visitatori ci sono stati in totale. Ricordiamo solo che per due giorni il Salone è stato aperto al pubblico più vasto, composto da appassionati ma non “addetti ai lavori”. Qui troverete invece le nostre impressioni, maturate nei quattro giorni trascorsi fra sessioni collettive di touch & feel e incontri one-to-one (mo’ basta però con ‘ste inglese).

    Serena operosità. Ottimismo più che cauto. Soddisfazione palese. Sono alcune delle sensazioni – nette, quasi tangibili – che si potevano cogliere nell’aria, soprattutto in alcuni stand. E, a proposito di stand, quest’anno erano più sontuosi e scenografici che mai, almeno rispetto al “vecchio” Sihh. Forse per non sfigurare al confronto con quelli, mastodontici, trasferiti qui da Baselworld. Ecco quindi design curatissimi, grandi installazioni, automobili di ogni tipo, perfino gorgoglianti fontane… Gli investimenti ci sono stati di certo, a conferma che le cose poi così male non vanno. Anzi.

    Un altro indicatore è stata anche la presenza di qualche celebrità. Personalmente abbiamo visto Julia Roberts, Reinold Messner e Jean Todt, ma sappiamo che sono passati anche David Beckham, Roger Federer, Eileen Gu, più qualche asiatico meno conosciuto alle nostre latitudini. Giusto per la cronaca. Non vi elenchiamo invece i volti noti dell’orologeria (italiana e non) che abbiamo incontrato nei corridoi. Praticamente c’erano tutti, perfino quelli che in teoria non bazzicano più nell’ambiente… Vederli lì non è stata certo una sorpresa, ma solo la riprova che Watches and Wonders Geneva è ormai la fiera per eccellenza, almeno nel mondo occidentale.

    I 15 orologi di W&W, secondo noi

    Ma parliamo di orologi. Una premessa è d’obbligo: ci concentriamo solo sulle marche presenti a Watches and Wonders, non prendiamo nemmeno in considerazione quanti esponevano altrove – nei tanti eventi privati in città o a Time to Watches. Di seguito quindi troverete gli orologi di W&W più memorabili per noi, 15 per l’esattezza Perché proprio 15? Perché i canonici 10 sarebbero stati troppo pochi, considerato che gli espositori erano 48, e la selezione quasi impossibile, visti anche gli equilibri fra i gruppi e le grandi case indipendenti. Allora, ecco gli orologi di W&W secondo noi. Quelli più rappresentativi del Salone, quelli che crediamo lasceranno un segno e saranno ricordati anche in futuro come “gli orologi dell’anno”. Una scelta poco oggettiva, certo, dettata dai gusti personali sempre discutibili. Necessariamente incompleta e molto lontana da un reportage esauriente.

    Ma considerate questa vetrina come un semplice aperitivo, dato che ciascuno dei “nostri” orologi di W&W meriterebbe un approfondimento. Tranquilli, lo faremo sicuramente a tempo debito, man mano che questi esemplari arriveranno nei negozi. O almeno ci proveremo. Così come nei prossimi mesi daremo spazio anche ad altre novità non inserite qui di seguito, e nei giorni scorsi ne abbiamo già presentate altre. Un’ultima considerazione. Per ognuno degli orologi di W&W prescelti troverete anche la motivazione: perché ci sono piaciuti, cosa avevano di bello, particolare, notevole. E le consuete informazioni “di servizio”. Necessarie, visto che gli orologi vanno sì ammirati, sognati, ma soprattutto – se possibile – vanno comprati…

    Gli orologi di W&W, secondo noi

    A. LANGE & SÖHNE Odysseus Chronograph
    Cassa (42,5 mm) in acciaio, impermeabile fino a 12 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L156.1 Datomatic, con ruota a colonne, massa oscillante traforata, lancetta centrale dei minuti crono e dei secondi crono (rossa), sistema di azzeramento delle funzioni crono, indicazione della data e del giorno della settimana in apposite finestrelle, secondi continui a ore 6. Quadrante grené al centro, azuré lungo il perimetro (idem nel sottoquadrante), lancette in oro e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio. Edizione limitata di 100 esemplari. Prezzo non disponibile.
    Perché: Per la danza delle lancette centrali durante il reset. Ipnotica, suggestiva, mai vista prima.

    CARTIER Santos-Dumont
    Cassa in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 9629 MC, scheletrato, con micro-rotore decentrato. Lancette azzurrate alla fiamma, corona con zaffiro blu cabochon, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. In vendita da giugno. 41.000 euro circa.
    Perché: È ancora “figlio” dell’idea di scheletratura di Carole Forestier-Kasapi, ma con l’aeroplanino “vecchio stile” sul rotore diventa un gioco.

    CHOPARD Alpine Eagle 41 XPS
    Cassa (41 mm x 8 di spessore) in Lucent SteelTM, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L.U.C 96.40-L, ultrapiatto (3,3 mm di spessore), con microrotore decentrato in oro giallo 22 kt, autonomia di 65 ore (esclusiva tecnologia Chopard Twin), piccoli secondi. Quadrante in ottone stampato con motivo “iride di aquila”, lancette e indici in oro, applicati e luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, braccaile in Lucent SteelTM. Certificato dal Cosc e dal Punzone di Ginevra. 24.400 euro.
    Perché: È simbolo dell’impegno della Maison verso l’ambiente. Serio, responsabile, efficace.

    HUBLOT Big Bang Integrated Tourbillon Full Carbon
    Cassa (43 mm) in fibra di carbonio e Texalium. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HUB6035, scheletrato, con dispositivo tourbillon, microrotore decentrato, autonomia di 3 giorni. Quadrante in vetro zaffiro, lancette e indici applicati luminescenti, fondello in titanio microbillé con oblò in vetro zaffiro, bracciale integrato in fibra di carbonnio e Texalium. Edizioni limitata di 50 esemplari, 132mila euro.
    Perché: Con i suoi 68 g di peso totale, è davvero impressionante…

    IWC Ingenieur Automatic 40
    Cassa (40 mm) in acciaio lucido-satinato, impermeabile fino a 10 atm e con cassa interna in ferro dolce. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 32111, con autonomia di 5 giorni e datario. Quadrante Tapisserie, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, bracciale integrato in acciaio lucido-satinato. In vendita da fine aprile solo nelle boutique monomarca, 13.000 euro.
    Perché: È una rilettura in chiave attuale di un grande classico. Mooolto ben riuscita, per dettagli ed ergonomia.

    JAEGER-LECOULTRE Reverso Tribute Chronograph
    Cassa reversibile (29,9 x 49,4 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 860, con indicazione di ore e minuti su entrambi i quadranti, cronografo con ruota a colonne, indicazione dei 30 minuti crono con lancetta ad andamento retrogrado. Quadrante frontale satinato soleil, scheletrato sul retro (nella foto), lancette crono azzurrate alla fiamma, indici applicati, vetro zaffiro su entrambi i lati della cassa, cinturino in tessuto e pelle più cinturino aggiuntivo in pelle di vitello, realizzati da Casa Fagliano. 24.400 euro.
    Perché: Mostra il cronografo solo quando serve. L’altro quadrante, a contrasto, è nero, sobrio, minimale…

    PANERAI Radiomir California PAM01349
    Cassa (45 mm) in eSteel brunito, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro P.5000, con autonomia di 8 giorni. Quadrante sfumato, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro bombato, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello Ponte Vecchio. Edizione limitata di 600 esemplari, in vendita da giugno, 12.500 euro.
    Perché: Per il mix ben congegnato fra lo stile vintage – pulito, militare, privo di logo – e i materiali / le tecnologie contemporanee.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Minute Rattrapante
    Cassa (40 mm) in acciaio lucido-satinato, impermeabile fino a 6 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro PF052, con micro-rotore decentrato in oro rosa 22 kt, lancetta dei minuti sdoppiante. Quadrante guilloché Grain d’orge, lancette scheletrate in oro rodiato e oro rosa, lunetta zigrinata in platino, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio lucido-satinato. In vendita da settembre, 31.200 euro.
    Perché: Quando lo sdoppiante non è in uso, sembra un elegantissimo “due lancette”. Ma poi sorprende…

    PATEK PHILIPPE Calatrava Ref. 5224R-001
    Cassa (42 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 31‑260 PS FUS 24H, con micro-rotore decentrato in platini, secondo fuso orario – ora locale e ora di casa sulle 24 ore -, piccoli secondi. Quadrante con striature circolari al centro, giro delle ore satinato circolare, contatore dei piccoli secondi azuré; lancette, numeri e indici applicati in oro, luminescenti; vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello con finitura nabuk. 57.830 euro.
    Perché: È facile da usare, immediato da leggere, tecnicamente superiore. Semplicemente geniale.

    PIAGET Polo Perpetual Calendar Ultra-Thin
    Cassa (42 mm x 8,65 di spessore) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 1255P, ultrapiatto (4 mm di spessore), con micro-rotore decentrato, calendario perpetuo e fasi di luna. Quadrante con motivo “gadroon”, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio, intercambiabile con un cinturino in caucciù. 61.000 euro.
    Perché: Riesce a conciliare la complicazione con la sottigliezza. Un QP di rara eleganza.

    ROLEX Oyster Perpetual Cosmograph Daytona
    Cassa (40 mm) in platino lucido, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 4131, con autonomia di 3 giorni, scappamento Chronergy, spirale Parachrom antimagnetica, massa oscillante traforata in oro, cronografo con ruota a colonne e secondi continui. Quadrante soleil, lancette in oro e indici applicati luminescenti (Chromalight), lunetta in ceramica (Cerachrom) con scala tachimetrica, vetro zaffiro, inedito fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale Oyster in platino lucido-satinato con sistema rapido di allungamento (Easylink). Certificato Cronometro Superlativo. 78.300 euro.
    Perché: Spegne 60 candeline. E si presta a una citazione letteraria: “Bisogna che tutto cambi, perché tutto rimanga com’è…”.

    TAG HEUER Carrera Chronograph “Glassbox”
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro TH20-00, con autonomia di 80 ore, cronografo con ruota a colonne, secondi continui e datario. Quadrante spazzolato con scala tachimetrica perimetrale, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro a box, fondello con vetro zaffiro, cinturino in pelle. 6.500 euro.
    Perché: Per il design straordinario, privo di lunetta e con quel vetro zaffiro bombato che evoca i Plexiglas dei Carrera d’antan. Un modo speciale per celebrare i 60 anni della collezione…

    ULYSSE NARDIN Freak One
    Cassa (44 mm) in titanio Dlc nero. Movimento meccanico a carica automatica, calibro UN240, con bilanciere e spirale in silicio, scappamento in DiamonSil, carrousel volante che ruota attorno al proprio asse, autonomia di 3 giorni. Indicatori luminescenti, lunetta in oro rosa, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in caucciù “balistico”. Prezzo non disponibile.
    Perché: Come il capostipite della collezione è senza quadrante, senza lancette, senza corona… Super-tecnico eppure dall’intensa carica emozionale.

    VACHERON CONSTANTIN Overseas Moon phase Retrograde Date
    Cassa di 41 mm in acciaio, impermeabile fino a 10 atm e con anello interno in ferro dolce. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 2460 R31L/2, con fasi ed età della Luna (correzione di un giorno ogni 122 anni), datario retrogrado. Quadrante soleil, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio, intercambiabile con due cinturini aggiuntivi, in pelle e caucciù. Prezzo non disponibile.
    Perché: Per il design equilibrato, simmetrico ma non banale, e la meccanica impeccabile.

    ZENITH Pilot Big Date Flyback
    Cassa (42,5 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro El Primero 3652, ad alta frequenza (36.000 A/h), con 60 ore di autonomia e massa oscillante personalizzata, cronografo con ruota a colonne, funzione flyback, secondi continui e grande datario (brevettato). Quadrante a solchi orizzontali, lancette, numeri e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, due cinturini intercambiabili: in caucciù effetto Cordura o in pelle. 12.300 franchi svizzeri.
    Perché: Non ha nulla di nostalgico, ma reinventa di sana pianta l’orologio da aviatore. Con un unico, piccolo accenno al Rainbow Flyback del ’97. Lo vedete?

  • L’anno del Coniglio è in arrivo. E l’orologeria ziga, ziga*…

    L’anno del Coniglio è in arrivo. E l’orologeria ziga, ziga*…

    Ci risiamo. Domenica prossima, il 22 gennaio, sarà il Capodanno cinese – Capodanno lunare o Festa di Primavera che dir si voglia. E, anche quest’anno, le case di orologeria sono già pronte a celebrarlo in grande stile. Cioè con esemplari dedicati all’anno del Coniglio, il segno zodiacale che governerà i prossimi 12 mesi secondo la millenaria tradizione dell’ex Celeste Impero. L’anno del Coniglio d’Acqua, per essere più precisi – considerato anche l’elemento associato in questo 2023… Ma è meglio lasciar perdere il calendario cinese, che per noi occidentali è un gran casino anche solo da comprendere, figuriamoci da spiegare. Andatevi a leggere il pezzo sul Tonda PF Xiali di Parmigiani Fleurier per farvene un’idea.

    E lasciamo perdere pure i significati dell’anno del Coniglio: la Rete è invasa di descrizioni, previsioni e congetture, mica c’è bisogno che ne parliamo anche noi. Piuttosto, è curioso che il Coniglio – o la Lepre, espressione del quarto Ramo Terrestre (mao 卯) – faccia riferimento a un’antica leggenda taoista. Secondo questa storia, la bestiola abita sulla Luna, dove con mortaio e pestello frantuma cinnamomo ed erbe varie per produrre l’elisir di lunga vita. Ed è il motivo per cui si dice che possa vivere fino a mille anni, ed è quindi collegato all’idea di longevità. Sempre che non finisca prima in pentola, s’intende.

    Comunque, concentriamoci sugli orologi per l’anno del Coniglio. Che sono tanti, ma tanti, di gran lunga più numerosi di quelli che si sono avvicendati per gli altri segni degli scorsi anni (come l’anno della Tigre, l’anno del Bufalo o l’anno del Topo). Dipenderà dalla platea della Great China, sempre più importante per il mercato delle lancette? O dal fatto che i collezionisti e gli amatori del genere si sono moltiplicati? O forse dall’animale, così tenero e carino da ispirare i designer delle grandi marche? Sta di fatto che l’orologeria sembra dedita alla coniglicoltura più di un allevamento intensivo.

    E comunque, non c’è da stupirsi: si sa che i conigli si riproducono velocemente e in quantità. Del resto, non si dice proprio “figliare come conigli?”… Ciò che colpisce, piuttosto, è la varietà dei soggetti. E anche la capacità di svincolarli del tutto da un contesto pasquale, un rischio che poteva incombere sulla fantasia dei progettisti. Soprattutto se condizionati dalla tradizione dell’Easter Bunny o dell’Osterhase, come lo chiamano sul confine tedesco… E invece no: gli orologi per l’anno del coniglio sono multiformi, originali, hanno aspetti e atteggiamenti sempre diversi. Gli animaletti qua saltellano e corrono in cerchio, lì scorrazzano in mezzo alla natura… C’è chi li immagina soffici e giocosi, chi ne valorizza il senso di libertà, chi sembra ispirarsi ai cartoon (sembra proprio che Roger Rabbit abbia fatto scuola). E c’è perfino chi li ritrae durante la copula, chissà se per voyeurismo o trasgressione…

    Trasversali ai generi e ai segmenti di mercato, gli orologi per l’anno del coniglio presentano come sempre un’estrema varietà anche nelle tecniche di decorazione (leggete le didascalie della gallery qui sopra). E fanno di tutto per piacere agli appassionati, per conquistare un posto nel loro cuore e al loro polso. A tal punto che per qualcuno l’esemplare di turno con relativo leporide potrebbe diventare un inseparabile compagno di vita, proprio come il coniglio gigante di certi film. L’importante è che assomigli più all’Harvey di James Stewart (1950) che al Frank di Donnie Darko…

    *Voce del verbo zigare, che in italiano indica il verso del coniglio

    Gli orologi dell’anno del Coniglio

    ARNOLD & SON Perpetual Moon “Year of the Rabbit”
    Cassa (41,5 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica manuale, calibro A&S1512 di manifattura, con doppio bariletto, autonomia di 90 ore, fasi di luna astronomiche (e secondo indicatore delle fasi lunari sul lato fondello). Quadrante in avventurina, lepre in oro rosa incisa a mano, paesaggio e costellazioni dipinte a mano anche con polvere d’oro e Super-LuminNova, luna in madreperla; lancette luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 8 esemplari. 57mila franchi svizzeri (Iva esclusa).

    BAUME & MERCIER Riviera Capodanno Cinese – Edizione Coniglio Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Baumatic BM13, con autonomia di 5 giorni e datario. Quadrante in vetro zaffiro fumé decorato con un motivo a onde e con l’immagine del coniglio (a ore 8), lancette, numeri e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro personalizzato, bracciale in acciaio, intercambiabile con un cinturino in caucciù (compreso nel packaging). 4.700 euro.

    BLANCPAIN Villeret Calendrier Chinois Traditionnel Cassa (45 mm) in platino. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3638 di manifattura, con autonomia di 7 giorni, calendario completo gregoriano con fasi di luna, calendario tradizionale cinese con ora doppia, data, mese, segni zodiacali, 5 elementi, tronchi celesti e mesi intercalari. Quadrante in smalto Grand Feu, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 50 esemplari, 90.850 euro.

    BREGUET Classique 9075 – 2023 Chinese New Year Edition Cassa (33,4 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 591C di manifattura, con scappamentoi e spirale in silicio. Quadrante in smalto Granf Feu con conigli champlevé, lunetta e anse con diamanti taglio brillante, carrure scanalata, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 8 esemplari riservata al Sud-Est asiatico, 63.300 dollari di Singapore.

    CHOPARD Happy Sport Year of the Rabbit Cassa (33 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Chopard 09.01-C di manifattura. Quadrante in madreperla con onde traslucide e e decoro dorato, lunetta in oro rosa etico don diamanti taglio brillante (1. 49 carati in totale), vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 88 esemplari, 20.500 euro.

    CHOPARD L.U.C XP Urushi Year of the Rabbit Cassa (40 mm) in oro rosa etico. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L.U.C 96.17-L di manifattura, ultrapiatto (3,3 mm di spessore), con due bariletti coassiali (tecnologia Twin, brevettata) e autonomia di 65 ore. Quadrante in oro, decorato a mano in Giappone con la tecnica della lacca Urushi, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 88 esemplari, 28.500 euro.  

    DIOR Grand Bal Year of the Rabbit Cassa (36 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica. Quadrante in avventurina con soggetti in madreperla e oro giallo, lancette in oro rosa, lunetta in oro rosa con diamanti taglio brillante (1.3 carati in totale), vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in raso dalla fibbia con diamanti (0.18 ct). Edizione limitata di 88 esemplari, 34mila euro.

    FOSSIL Lunar New Year Jacqueline Cassa ribaltabile (34 mm) in acciaio Ip oro rosa, impermeabile fino a 5 atm. Movimento al quarzo. Quadrante argenté, doppia lunetta con cristalli, fondello smaltato e decorato, cinturino in ecopelle. 168 euro.

    FOSSIL Lunar New Year Townsman Cassa (44 mm) in acciaio Ip oro giallo, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica di fabbricazione cinese. Quadrante in vetro minerale decorato, fondello trasparente, bracciale mesh in acciaio Ip oro giallo. 299 euro.

    #FR2NCK MULLER Vanguard Cassa (41 x 49,95 mm) in materiale composito di carbonio e fibra di vetro. Movimento meccanico a carica automatica, calibro MVT FM 800-DT con datario. Quadrante mat con conigli luminescenti, lancette scheletrate e indici luminescenti, grandi numeri applicati Pvd nero, vetro zaffiro, cinturino in nylon stampato. Edizione limitata di 800 esemplari, in vendita solo nel Sud-Est asiatico e in Australia. 15.800 dollari di Singapore.

    HARRY WINSTON Premier Chinese New Year Automatic 36mm Cassa (36 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HW2014, con autonomia di 68 ore e spirale in silicio. Quadrante in madreperla con applicazioni in oro giallo e diamanti taglio brillante, marquise e smeraldo, lunetta, anse, barrette d’attacco del cinturino e corona con diamanti taglio brillante (2.66 carati in totale), vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 8 esemplari, prezzo non dichiarato.

    IWC Portugieser Automatic 40 “Chinese New Year” Edition Cassa (40,4 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 8220 di manifattura, con sistema di ricarica Pellaton, autonomia di 60 ore, massa oscillante personalizzata e piccoli secondi. Quadrante smaltato, indici e numeri applicati, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello. Edizione limitata di 500 esemplari, 8.800 euro.

    PIAGET Altiplano Zodiac Cassa (38 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 430P di manifattura, ultrapiatto (2,1 mm di spesore). Quadrante in smalto Grand Feu cloisonné, lunetta con diamanti taglio brillante (0.71 carati in totale), vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 38 esemplari. 68mila euro.

    SWATCH Chinese New Year Special – Year of the Rabbit Cassa (41 mm) in Bioceramic. Movimento al quarzo Swiss made. Quadrante stampato, lancette luminescenti a orecchie di coniglio, cinturino in silicone e passante con orecchie di coniglio. 105 euro.

    TAG HEUER Carrera Year of the Rabbit Cassa (44 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Heuer 02 di manifattura, con autonomia di 80 ore, cronografo con secondi continui e datario. Quadrante decorato, indici applicati, lunetta in ceramica con scala tachimetrica, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro personalizzato, cinturino in pelle. Edizione limitata di 500 esemplari, 6.750 euro.

    ULYSSE NARDIN Classico Rabbit Cassa (40 mm) in oro rosa, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro UN-815 di manifattura. Quadrante in oro rosa con smalto cloisonné e conigli in champlevé, vetro zaffiro, fondello con oblò in vero zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 88 esemplari, 46.600 euro.

    VACHERON CONSTANTIN Métiers d’Art – La légende du zodiaque chinois – Anno del Coniglio Cassa (40 mm) in platino. Movimento meccanico a carica aurtomatica, calibro 2460 G4 di manifattura, con indicazioni a finestrella per ore, minuti, datario e giorno della settimana. Quadrante in oro con smalto Grand Feu e con coniglio applicato in rilievo, cesellato a mano; vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Orologio certificato dal Punzone di Ginevra. Edizione limitata di 9 esemplari, in vendita esclusivamente nelle boutique monomarca, prezzo non dichiarato.

    VERSACE Icon Active Lunar New Year Cassa (41 mm) in policarbonato trasparente. Movimento al quarzo Swiss made. Quadrante con Coniglio Versace stampato, lunetta con Greca e logo incisi, top ring in acciaio Ip viola, vetro zaffiro, cinturino in silicone trasparente con passante a Greca in acciaio Ip viola. In vendita dal 18 gennaio solo su Versace.com, 840 euro.

  • LVMH Watch Week 2023. Una selezione da Singapore

    LVMH Watch Week 2023. Una selezione da Singapore

    Dubai nel 2020, Ginevra nel ’21. Poi un’edizione digitale e adesso Singapore: scelta che la dice lunga sull’importanza di quel mercato per l’industria delle lancette… Si tiene in questi giorni (dal 10 al 12) la LVMH Watch Week 2023, ormai tradizionale appuntamento con l’orologeria del gruppo francese. Primo evento dell’anno nel calendario dei saloni, è una vetrina di novità cui partecipano i quattro marchi principali del colosso del lusso: Bulgari, Hublot, Tag Heuer e Zenith.

    Per citare la comunicazione ufficiale, “ognuna delle quattro Maison orologiere LVMH presenterà il proprio posizionamento distintivo e il proprio savoir-faire unico: creatività audace e raffinatezza di Bulgari, innovazione dinamica di Hublot, spirito d’avanguardia di TAG Heuer e competenza leggendaria di Zenith”. Per ciascuna, quindi, presentiamo una selezione di orologi, quelli che ci hanno colpito di più. Chi invece desidera avere una panoramica completa, potrà visitare i rispettivi siti ufficiali.

    Le novità della LVMH Watch Week 2023: da Bulgari…

    Per seguire rigorosamente un ordine alfabetico, partiamo da Bulgari. Che a Singapore si concentra sul segmento femminile ed espone una serie di esemplari gioiello, più o meno preziosi. Dove, al centro della scena, si trovano le pietre preziose e le gemme di colore. A cominciare dai Divas’ Dream. Un design d’impronta floreale, i petali mobili ispirati alle foglie di ginko biloba in oro e diamanti, inframmezzati da topazi e tanzaniti, ametiste e tormaline, oppure rubini. Anche in versione mosaico, con il quadrante interamente tempestato di “ventagli” in diamanti e zaffiri, rosa o blu. E sempre gli zaffiri sono protagonisti di Allegra, dalla ricca palette cromatica dominata dai toni del giallo o del rosa.

    Mentre Hublot ha presentato prima di tutto il Big Bang Tourbillon Saxem Yellow Neon, con la cassa fatta di uno speciale materiale: il Saxem. Sigla che sta per  Sapphire Aluminium oXide and rare Earth Mineral (zaffiro in ossido di alluminio e terre rare). Nato per la tecnologia satellitare, già utilizzato nel 2019 per il Big Bang MP11, è colorato dalla Maison prima in verde e ora in giallo fluo. Notevole anche il calibro di manifattura, con ponti in vetro zaffiro e componenti scheletrati. Ma il nostro favorito è sicuramente il Classic Fusion Original. Rilettura in chiave contemporanea del modello disegnato da Carlo Crocco nel 1980, ora ha la cassa in oro, in ceramica o in titanio in tre formati.  

    …a Zenith

    Invece da TAG Heuer, sotto i riflettori della LVMH Watch Week 2023 c’è il 60° anniversario del Carrera. Il celebre orologio creato da Jack Heuer in omaggio alla massacrante corsa sudamericana, torna nella versione più amata dai collezionisti, in un’edizione limitata di 600 esemplari. Ovvero con quadrante Panda, ispirato a un cult di fine anni ’60, e il calibro di manifattura Heuer 02 con autonomia di 80 ore. Altro ritorno da segnalare è poi quello del cronografo Monza, in un’inedita variante “hi-tech”: con cassa in carbonio e di nuovo il calibro Heuer 02, qui con funzione flyback. Inedito il quadrante traforato, sportivissimo nei colori e con doppia scala, tachimetrica e pulsometrica, sul réhaut.

    Per concludere con Zenith, che ha lanciato il Defy Sky Skeleton. Un solotempo con quadrante scheletrato, che compone una stella a 4 punte ispirata al logo “double zed” anni ’60. Equipaggiato da un movimento El Primero di ultima generazione, il calibro 3620 SK – anch’esso di costruzione squelette, con scappamento e àncora in silicio -, è in grado di misurare il 10° di secondo con la piccola lancetta nel contatore al 6. Senza dimenticare comunque il Defy Skyline 36 mm. Inedita versione no-gender della collezione, con dimensioni ridotte e quadrante in tre cromie: blu metallizzato, verde pastello o rosa, anche con lunetta incastonata. E cinturino in colori coordinati, intercambiabile al bracciale in acciaio.

  • Comics watch, fumetti al polso. Il gioco continua…

    Comics watch, fumetti al polso. Il gioco continua…

    La passione dell’orologeria per i fumetti non accenna a diminuire. Prova ne siano i tanti esemplari dedicati ai personaggi delle “strisce” usciti anche quest’anno. Del resto i comics watch – chiamiamoli così, per comodità – non sono una tendenza passeggera. Come abbiamo già scritto in diverse occasioni, sono un fenomeno di costume iniziato quasi un secolo fa, con il Mickey Mouse di Ingersoll che portava leggerezza e disimpegno in una società ancora colpita dai postumi della Grande Depressione.

    Ma no, non si tratta di semplici gadget per bambini. Da sempre i comics watch sono trasversali ai generi e ai segmenti di mercato: si trovano nel basso come nell’alto di gamma, nei “solo tempo” al quarzo e nei complicati di manifattura. Semmai, negli ultimi tempi, stanno diventando sempre più curati nel design, con dettagli a tema che talvolta vanno ben oltre il quadrante per coinvolgere tutti i componenti dell’habillage. Elementi che spesso aggiungono un tocco di ironia a oggetti già divertenti di per sé, ma che richiedono speciali forniture e ulteriori spese di produzione. A dimostrare che sì, si tratta giochi, ma di giochi molto seri.

    E la riprova sta nel fatto che le case non si limitano a riproporre gli stessi soggetti, ma ampliano la ricerca verso eroi, antieroi e supereroi sempre nuovi. Da Zagor a Lupin III, da Diabolik a Batman, da Hello Kitty a Donkey Kong fino agli Street Fighter, l’orologeria degli ultimi anni si è sbizzarrita a cercare i personaggi di culto più diversi nel mondo dei cartoon, dei manga e degli anime. Lo abbiamo visto anche di recente, con il lancio della collezione Swatch x Dragon Ball Z – di cui ora pubblichiamo il nuovo Shenron.

    E lo confermano appunto le novità riportate qui sotto, tra cui appare per esempio un bel Braccio di Ferro celebrato da Franck Muller. Ed è sempre la Marca di Watchland a realizzare anche un fascinoso Diabolik – in collaborazione con Ronchi Gioielli di Milano – in occasione dell’uscita del film dei Manetti Bros. con Giacomo Gianniotti e Miriam Leone. Comunque, è da citare anche l’Aquaman di Undone – sul cui sito si trova un intero catalogo di comics watch (e merita quindi almeno una visita). Da sottolienare, poi, la presenza di Mario Bros: che non è solo il protagonista della saga di videogiochi arcade (sgrunt, umpf!), ma ha avuto anche la sua bella trasposizione fumettistica, a cominciare dalle strip di Super Mario Adventures apparse nella rivista Nintendo Power.

    Due parole, infine, sul caso Citizen. La collaborazione fra il colosso giapponese e Disney – iniziata nel 2018 su iniziativa della filiale americana – prosegue con una pletora di esemplari dedicati a tutti i “classici” del Castello fatato. In un percorso storico che copre interamente gli ultimi cent’anni, e va da Topolino a Cenerentola, da Aladdin alla Sirenetta fino a Frozen… Per comprendere perfino i “cattivi”, come la strega di Biancaneve, Ursula o Maleficent, nonché tutte le star dell’universo Marvel, fra cui spicca l’Uomo Ragno che proprio nel 2022 festeggia il compleanno. E non importa se questi comics watch non sono distribuiti in Italia: il sito offre la possibilità di “provarli” virtualmente attraverso il proprio smartphone. Basta inquadrare un QR-code, et voilà… il gioco è fatto. E inizia già con lo shopping.

    Casio G-Shock Super Mario Bros DW5600SMB-4
    Cassa (43,8 x 48,9 mm) in resina, antiurto e impermeabile fino a 20 atm. Movimento al quarzo multifunzione. Display retroilluminato (quando lo si accende, appare l’immagine di Mario), cinturino in resina. 149 euro.

    Citizen x Disney Batter’s up Mickey
    Cassa (43 mm) in acciaio Ip nero, impermeabile fino a 10 atm. Movimento Eco-Drive (a carica luce) con piccoli secondi e datario (che emula un tabellone segnapunti). Quadrante con Topolino giocatore di baseball, lancette luminescenti, cinturino in pelle simile a un guantone. Da acquistare online, 375 dollari.

    Citizen x Marvel Spider Man
    Cassa (43 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento Eco-Drive (a carica luce). Quadrante commemorativo per i 60 anni dell’Uomo Ragno, lancette luminescenti, vetro bombato, fondello personalizzato, cinturino in poliuretano. Il packaging comprende anche due spille. Edizione limitata di 1962 esemplari, da acquistare online, 425 dollari.

    Franck Muller x Bamford Watch Department Vanguard Popeye
    Cassa (44 x 53,7 mm) in titanio grado 2 spazzolato e annerito da un trattamento Pvd. Movimento meccanico a carica automatica (calibro MVT FM 800 con le finiture tipiche dell’alta orologeria). Quadrante microsabbiato con applique di Braccio di Ferro, le cui braccia indicano le ore e i minuti, lancetta centrale dei secondi con Pisellino, vetro zaffiro, cinturino in gomma e pelle di vitello. Edizione limitata di 60 esemplari, 12.500 sterline.

    Franck Muller x Ronchi Gioielli Cintrée Curvex Diabolik Limited Edition
    Cassa in acciaio Pvd nero. Movimento meccanico a carica automatica (calibro MVT FM 800-DT, dalle finiture tipiche dell’alta orologeria), con datario. Quadrante con 20 strati di lacca traslucida, lancette laccate “rosso vivo”, vetro zaffiro, cinturino in pelle. Edizione limitata di 25 esemplari. 14.800 franchi svizzeri.

    Konstantin Chaykin x Warner Bros. Wristmons Harley Queen
    Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, (calibro K.07-4, base Eta 2892-A2 con modulo di manifattura) con rotore a disco, indicazione delle ore e dei minuti tramite dischi rotanti (in contatori separati) e fasi di luna. Quadrante guilloché a Clou de Paris e a onde, multilivello e con dettagli laccati, lunetta personalizzata, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle tipo Arlecchino. Edizione limitata di 28 esemplari, 19.950 franchi svizzeri.

    Swatch x Dragon Ball Z Big Bold Shenron x Swatch
    Cassa (47 mm) in plastica. Movimento al quarzo, di fabbricazione svizzera. Quadrante stampato con la zampa del Drago Divino e le sette Sfere del Drago, lunetta personalizzata, corona a ore 2, cinturino in silicone. 135 euro.

    TAG Heuer Formula 1 x Mario Kart
    Cassa (44 mm) in acciaio, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica (Calibro 16), cronografo con secondi continui e datario. Quadrante effetto fibra di carbonio, applique di Mario con il suo kart nel contatore a ore 9, lunetta in ceramica (con scala tachimetrica), corona e fondello personalizzati, vetro zaffiro, cinturino in pelle stampata come un battistrada. Edizione limitata di 3000 esemplari, 4.150 euro.

    TAG Heuer Formula 1 x Mario Kart
    Cassa (45 mm) in titanio grado 5, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, di manifattura (Calibro Heuer 02T), con autonomia di 65 ore e tourbillon, cronografo con ruota a colonne; certificato cronometro dal Cosc. Quadrante opalino, lancette e indici luminescenti, gabbia del tourbillon con Mario Kart, Guscio Spinoso e Pallottolo Bill rotanti e con profilo luminescente, lunetta in ceramica (con scala tachimetrica) e corona personalizzati, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle effetto battistrada. Edizione limitata di 25 esemplari, 24.750 euro.

    Timex x Peanuts Timex Marlin® Hand-Wound x Snoopy Tennis Reissue
    Cassa (34 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, di fabbricazione giapponese. Quadrante con Snoopy tennista, con indicazione dei minuti a forma di racchetta, indicazione dei secondi (su disco trasparente) a forma di pallina da tennis, cinturino in pelle, intercambiabile. Riedizione di un esemplare del 1979, serie limitata di 300 esemplari (in esaurimento), 229 euro.

    Undone Aqua III Aquaman
    Cassa (43 mm) in bronzo, impermeabile fino a 50 atm e con valvola di decompressione. Movimento meccanico a carica automatica di fabbricazione giapponese (calibro TMI NH35A). Quadrante personalizzato, lancette, indici, numeri e logo luminescenti, contrappeso della lancetta centrale dei secondi a forma di Tridente di Nettuno, ghiera girevole unidirezionale, vetro zaffiro a doppia bombatura (3 mm di spessore), fondello in acciaio, cinturino in tessuto tecnico foderato in pelle. Edizione limitata di 300 esemplari, realizzati su commissione, 678 euro.

    Unimatic Modello 1 Disney Fantasia x Highsnobiety
    Cassa (41,4 mm) in acciaio spazolato, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica (calibro Sellita SW 200-01). Quadrante argenté grené con Topolino Apprendista Stregone, lancette e indici luminescenti, ghiera girevole unidirezionale con inserto in alluminio, vetro zaffiro bombato (2,5 mm di spessore), fondello personalizzato, cinturino Nato in tessuto tecnico, intercambiabile. Il packaging contiene due cionturini Nato addizionali, blu e grigio. Edizione limitata di 100 esemplari, 890 euro. Sold out.

    Qualche precisazione finale.

    1. A titolo informativo, in questa pagina ci siamo concentrati solo sulle novità uscite negli ultimi tempi. Abbiamo scelto di non estendere il periodo temporale per evitare un eccessivo affollamento di modelli.
    2. Come avete visto, i comics watch si prestano anche a sancire particolari collaborazioni, per esempio con negozi fisici o virtuali. Purtroppo in questi casi le edizioni limitate sono un obbligo e il rapido esaurirsi dei pezzi fa parte del gioco.
    3. A quanti ci chiedono se non siamo ancora stufi di pubblicare i comics watch, rispondiamo di no. Ovviamente no. E non lo saremo finché le case di orologeria continueranno a produrli. Ovvero mai, mettetevi il cuore in pace…
  • Purché sia sport. News & previews – 12/10/2022

    Purché sia sport. News & previews – 12/10/2022

    Festa di compleanno

    Mezzo secolo fa nasceva la Porsche Carrera 911 Rs 2.7. Per celebrarla, Tag Heuer – dallo scorso anno partner della Casa di Stoccarda – ha realizzato una doppia edizione limitata (in oro e in acciaio) dell’omonimo cronografo. Lo scorso 5 ottobre, poi, l’orologio e la vettura sono stati festeggiati a Parigi con un party in place Vendôme. Affollato di celebrità: oltre a Frédéric e Bernard Arnault, Detlev von Platen e molti volti noti del mondo dello spettacolo, da Alexandra Daddario a Jaden Smith (nella foto), fino a Guy Berryman dei Coldplay…

    Art de vivre à la française

    40 club, 700 auto, 20mila visitatori. Sono i numeri dell’ultimo Chantilly Arts et Élégance Richard Mille, che si è svolto dal 23 al 25 settembre. Tornato alla grande dopo tre anni (per ovvi motivi), non è stato però un semplice concorso per amanti di auto d’epoca. Ma un sontuoso garden party nell’intero Domain de Chantilly – dal castello alle grandi scuderie al parco di Le Nôtre. Tra gli ospiti, molti ambassador RM – come Diana Luna, Thomas Roussel, Benjamin Millepied – e soprattutto… i bambini, protagonisti dell’evento. Con tanto di risvolti charity.

    Ricordando la Dakar

    Tutti conoscono la Parigi-Dakar. Non tutti però sanno che nel 1983 Cartier creò appositamente un orologio, con la cassa in oro a forma di copricapo tuareg, per chi avesse vinto due volte consecutive il mitico rally (nel percorso originario). Impresa riuscita nell’84 e ’85 al motociclista belga Gaston Rahier. A fine settembre, quel Cartier Cheich è riapparso in asta da Sotheby’s, ed è stato battuto per 1 milione e 3mila euro. Il fortunato acquirente si è così aggiudicato un’autentica rarità: gli altri due esemplari esistenti non usciranno mai dai forzieri Cartier…

    Precisione in volo

    Nuova partnership “aerea” per Hamilton, che lo scorso settembre ha stretto un accordo con Air-Glaciers, la squadra di elisoccorso alpino considerata una delle migliori del mondo. Forte di una secolare esperienza nel campo dell’aeronautica – iniziata nel 1918 -, il Marchio mette così a disposizione dei piloti della compagnia svizzera di elicotteri il supporto di cronografi specializzati, come il Khaki Aviation Converter o l’XWind. Perché nei salvataggi estremi, a volte, pochi secondi possono davvero fare la differenza…

    Cavalli, che passione #1

    Dal 29 settembre al 2 ottobre, nella splendida cornice del Real Club de Polo di Barcellona, si è svolta la finale della Longines Fei Jumping Nation Cup 2022. La vittoria è andata al team dei Paesi Bassi, l’Irlanda e il Belgio si sono invece piazzati rispettivamente al secondo e al terzo posto. Title partner dell’evento ippico al top del salto a ostacoli, la Casa della Clessidra alata ha presentato come orologio ufficiale il Moonphase della Master Collection. Mentre il Ceo Matthias Breschan ha premiato con altri esemplari i fantini olandesi.

    Cavalli, che passione #2

    Ma i recenti impegni di Longines nelle gare di ippica non si limitano qui. Sempre il 2 ottobre scorso, al prestigioso Ippodromo di ParisLongchamp, la Maison di St. Imier ha cronometrato anche i tempi di quella che per molti è la migliore corsa di cavalli del mondo: il Qatar Prix de l’Arc de Triomphe. Che ha visto tagliare per primo il traguardo l’Alpinista con in sella Morris Duke. Un’occasione ideale anche per presentare la nuova collezione Longines DolceVita X YVY, sviluppata con la designer svizzera Yvonne Reichmuth. Dal tema equestre.

    Pedalare…

    Il 1° e il 2 ottobre si è svolta la 25a edizione dell’Eroica. Non una semplice gara, ma un evento di ciclismo epico: che quest’anno ha riunito più di 9.500 bici storiche (costruite prima del 1987), su e giù per le strade bianche del Chianti e della Val d’Orcia, con percorsi differenti per lunghezza e difficoltà. In omaggio alla manifestazione, Unimatic ha creato un orologio dedicato: un Modello Uno ref. U1-ER con cassa in acciaio e quadrante degradé “rosso e nero L’Eroica”. Realizzato in 300 esemplari, si può trovare solo su Timeunique.

  • I movimenti in house: a chi convengono?

    I movimenti in house: a chi convengono?

    Scrive Giovanni sui nostri social: “Un Tag con movimento Eta è onesto. A 6.000 è un furto, a prescindere dalla qualità del movimento”. L’affermazione – un po’ contraddittoria: perché mai chi ti offre una qualità adeguata al prezzo dovrebbe essere un disonesto? – può avere un senso per chi non accetta alcun tipo di evoluzione in un brand. O anche per chi, peggio ancora, è convinto che i movimenti “in house” siano sporchi trucchetti per aumentare i prezzi in maniera ingiustificata.

    In realtà la storia è totalmente diversa e merita di essere tratteggiata, almeno a grandi linee. Perché consentirà a tutti un atteggiamento meno superficiale, rivelando al tempo stesso la storia di una battaglia feroce per guadagnare i favori del pubblico.

    Una domanda e una risposta sui movimenti in house

    Fatevi una domanda e datevi una risposta. Io sono Tag Heuer, uso movimenti Eta che mi consentono di proporre i miei orologi con un ottimo rapporto fra prezzo e qualità. Improvvisamene vengo assalito da un morbo autolesionistico che mi spinge a mollare Eta e fare da me, a costi molto più elevati, i movimenti meccanici.

    Davvero pensate che io (Tag Heuer) sia uno scemo? Che non vedessi l’ora di sentirmi dare del disonesto? Davvero pensate che ad un aumento dei prezzi corrisponda sempre un aumento dei guadagni? (Fermo restando il fatto che in dieci anni i prezzi aumentano sempre e comunque). La cosa davvero non ha senso, ma per capire bene bisogna fare qualche passo indietro nel tempo.

    La catastrofe del quarzo

    Finita la Seconda Guerra Mondiale, la Svizzera degli orologi è pronta a dare il meglio di sé. In un mondo che ha davvero bisogno di orologi precisi e affidabili, la sorpresa è costituita dai movimenti elettronici in cui un minuscolo cristallo di quarzo scandisce lo scorrere del tempo con una precisione centinaia di volte superiore a quella di qualunque orologio meccanico. Con una spocchia solitamente poco conforme alla natura dell’industria elvetica, la faccenda sembra risolta. E invece la catastrofe è lì, pronta a mettere in pericolo l’intero settore.

    Il punto è che mentre gli svizzeri continuano a costruire questo tipo di movimenti con i metodi dei movimenti meccanici – e quindi con una produzione relativamente limitata e a costi elevati –, l’industria giapponese inventa circuiti integrati e metodologie tali da abbattere i prezzi. Consentendo al tempo stesso una produzione di massa prima impossibile. Ricordo di aver visto, ancora alla fine degli anni Ottanta, avvolgere manualmente le bobine dei motorini elettrici, nella fabbrica di Girard-Perregaux. Che è stata tra i perfezionatori di questo tipo di movimenti, pensate un po’.

    Una catastrofe, ripeto, che spinse l’orologeria svizzera verso il baratro dell’estinzione. A salvare il settore fu Nicolas Hayek, chiamato da alcune banche a sbrogliare la matassa dei fallimenti che si susseguivano a velocità davvero inquietante. Hayek fece in modo di reindirizzare l’orologeria verso i movimenti meccanici passando proprio per la Eta, fabbrica che faceva parte del portafoglio del gruppo che man mano veniva composto. Incidentalmente, la Svizzera, di lì a qualche anno, si vendicherà dell’Oriente con lo Swatch, orologio elettronico ancor oggi imbattibile.

    Per molti anni la Eta andrà espandendosi, fornendo movimenti praticamente ad ogni marca svizzera. Con risultati eccellenti: dallo “sbozzo” (ossia il movimento ancora privo di finitura) ad allestimenti piuttosto raffinati, appoggiarsi alla Eta era una mossa vincente. O meglio: quasi. Perché insieme alla rinascita dell’orologeria meccanica svizzera bisognava fare i conti con le periodiche crisi economiche mondiali.

    Crisi e sovradimensionamento

    Immaginate la situazione: alcuni marchi arrivavano a commissionare fino a 300mila movimenti l’anno alla Eta, che quindi si strutturava per rispondere a questa richiesta. Poi, improvvisamente, una crisi di qualsiasi tipo spingeva i produttori a più miti consigli: non più 300mila, ma 100mila, ad esempio. E la cosa non poteva certo far piacere alla Eta. Il risultato? Negli anni Novanta si scatena una vera e propria battaglia, nel corso della quale alcuni produttori denunciano Eta alla ComCo, la Commissione svizzera per la concorrenza, accusandola di posizione dominante, praticamente di monopolio.

    Eta risponde che sarà pure vero, ma allora se li facciano da sé, i movimenti. La cosa va avanti per parecchi anni (mica solo da noi la giustizia procede lenta…), fin quando si arriva ad un accordo per il quale Eta smetterà di fornire movimenti ad alcuni produttori, con particolare riguardo a quelli da grandi numeri. In più, dimostrando di avere a cuore le sorti di produttori che non riuscirebbero a sostenere il peso economico di un numero contenuto di movimenti, continuerà comunque a fornire il proprio apporto sia sotto forma di sbozzi, sia di versioni qualitativamente migliori.

    Va da sé che alcuni marchi non solo dovranno sopportare il peso della progettazione, ma anche di una produzione che inevitabilmente avrà costi superiori. Perché non potrà godere delle economie di scala di cui la Eta, invece, può avvalersi. E questa, di fatto, è la situazione attuale. La vicenda giudiziaria della Eta insomma da una parte ha spinto i grandi marchi a strutturarsi per produrre i propri movimenti in house; e dall’altra ha portato da un lato alla nascita di aziende che si offrono come fornitori alternativi alla Eta.

    I movimenti in house non sono un capriccio

    Ma qualcosa sta accadendo. Si fa sempre più profondo il solco fra l’orologeria dei gruppi finanziari (che per primo obiettivo ha quello di attirare nuovi investimenti, appunto) e quello di chi fa degli orologi la propria ragion d’essere.

    È di questi giorni l’ufficializzazione del passaggio di Andreas Albeck (già Direttore marketing di Tag Heuer, appunto: giovane e di grande spessore, anche umano) a Brand manager di Hamilton. Un cambiamento significativo che consente di ipotizzare da un lato un ulteriore rafforzamento di Hamilton (la magica trimurti Longines/Tissot/Hamilton, protagoniste della fascia media); e dall’altro un cambiamento di strategia da parte di LVMH, che sembra ben intenzionata a posizionare in maniera diversa proprio Tag Heuer.

    Una marca che, a corto di movimenti Eta, è stata spinta come tante altre sulla strada della verticalizzazione, a farsi i movimenti in house. E non è affatto contenta di sentirsi dare della ladra dai protagonisti mediatici del pensiero superficiale. In realtà la qualità di Tag Heuer è già considerevolmente aumentata e il percorso verso il piano nobile dell’orologeria è già evidente nella qualità delle finiture, in dettagli di superiore esecuzione. (E toccateli, ’sti orologi! Non limitatevi a giudizi apocalittici sulla scorta delle foto che pubblichiamo…). Perché vale sempre la pena di tenere bene a mente che il frazionamento in un gran numero di marche crea una concorrenza spietata già a valle, molto a valle dei nostri stessi esami.

  • Carole Forestier Kasapi racconta il nuovo calibro TAG Heuer

    Carole Forestier Kasapi racconta il nuovo calibro TAG Heuer

    C’è chi la chiama “la Regina delle complicazioni”. Io credo invece sia un vero e proprio genio della progettazione tecnica, come ha dimostrato nel tempo. Ho conosciuto Carole Forestier-Kasapi negli anni Novanta, quando collaborava con Renaud et Papi. Nell’orologeria dell’epoca c’erano ben poche donne con questo ruolo (una parigina, poi…): l’ambiente era un po’ misogino, allora. Ma fin dall’inizio l’ho vista lavorare con passione e intelligenza, e conquistare meriti sempre più grandi. C’è il suo zampino ad esempio in orologi famosi come il Freak di Ulysse Nardin, in cui ha affiancato un’altra mente geniale come Ludwig Oeschlin; e in movimenti altrettanto famosi, come l’Elite di Zenith, tutt’oggi un ultrapiatto affidabile e di qualità.

    Del resto Carole Forestier Kasapi è cresciuta in una famiglia di orologiai (padre, madre, fratello), poi a 16 anni si è trasferita in Svizzera per specializzarsi: prima la scuola di La Chaux-de-Fonds, quindi il master al Wostep del professor Simonin. Entra in Cartier nel 1999 e nel giro di pochi anni diventa responsabile della creazione di movimenti della Casa, che grazie a lei sviluppa una trentina di calibri e si conquista un posto nell’empireo dell’Alta Orologeria. Mi ha sempre colpito la sua creatività, la sua capacità di reinventare la meccanica… Poi, un paio d’anni fa, diventa Direttore dei movimenti da TAG Heuer. Ed è qui che ora la ritrovo per farmi raccontare le ultime novità presentate a Watches & Wonders.

    Prima di tutto, felice di averti ritrovato Carole.
    Un nuovo Calibro per TAG Heuer: è la variante di un calibro precedente o è nuovo di zecca?
    Carole Forestier Kasapi: «Il Calibro TH30-00 è un movimento di manifattura del tutto nuovo. Certificato cronometro dal Cosc (Contrôle Officiel Suisse des Chronomètres), è prodotto secondo le rigorose specifiche di TAG Heuer da Kenissi Manufacture SA, uno dei produttori di movimenti più apprezzati. Lo usiamo per la prima volta in occasione del nostro ultimo TAG Heuer Aquaracer Professional 1000 Superdiver. Un orologio dalle prestazioni eccezionali, nato per gli abissi. Il Calibro TH30-00 rappresenta una pietra miliare significativa per il nostro marchio in termini di affidabilità e qualità. Qualità testimoniate dal fatto che l’esemplare ha una garanzia di cinque anni».

    Che tipo di bilanciere monta questo calibro?
    Carole Forestier Kasapi: «Utilizziamo un bilanciere a inerzia variabile. Quindi, non esiste un indice per regolare il funzionamento dell’orologio. Tutto avviene regolando le viti del bilanciere, che ci permette così di essere più precisi e di avere una regolarità di marcia che resti costante nel tempo».

    Puoi descrivere le caratteristiche principali del nuovo calibro?
    Carole Forestier Kasapi: «Oltre a quello che dicevo prima, il Calibro TH30-00 ha un‘autonomia di circa 70 ore, che permette all’orologio di continuare a funzionare perfettamente durante il weekend anche quando non lo indossi. E senza alcuna perdita di precisione quando lo rimetti al polso.

    Il TAG Heuer Aquaracer Professional 1000 Superdiver è stato concepito con un’elevata tecnicità per funzionare durante le immersioni in saturazione e resistere alle pressioni più estreme. Per questo, l’orologio soddisfa i più severi standard di immersione. Oltre ai requisiti “classici”, l’orologio risponde alla certificazione ISO 6425: 2018. Questa norma ha due livelli: una per gli orologi subacquei, che pochi esemplari sul mercato soddisfano; e una per le immersioni in saturazione, che è ancora più difficile da ottenere e si ritrova in modelli ancora più rari».

    Il nuovo calibro è progettato per essere allestito con moduli specializzati per piccole o grandi complicazioni?
    Carole Forestier Kasapi: «Come tutti i movimenti, questo calibro può ricevere funzioni aggiuntive. Tuttavia, le animazioni di un calibro fanno parte della strategia di prodotto del marchio. E stiamo lavorando a questo tipo di sviluppi per il futuro».

    Questo calibro è progettato esclusivamente per TAG Heuer o sarà impiegato anche da altri marchi?
    Carole Forestier Kasapi: «Il TH30-00 è realizzato in esclusiva per TAG Heuer. Il lancio di questo calibro è l’inizio di una collaborazione a lungo termine tra TAG Heuer e Kenissi. Le due aziende condividono gli stessi valori di qualità ed eccellenza, al servizio dell’orologeria di alta gamma».

    Credi che in futuro lavorerete insieme anche ai tecnici di Bulgari o di altri brand del gruppo LVMH ?
    Carole Forestier Kasapi: «Per ora, sono concentrata al 100% sul mio ruolo in TAG Heuer. Abbiamo molto da fare e stiamo lavorando a nuovi progetti molto interessanti. TAG Heuer ha l’ambizione di intensificare la sua strategia nei movimenti e sono molto orgogliosa di partecipare a questo lancio».

    Come procede la collaborazione con Stéphane Bianchi e Frédéric Arnault? Quali sono le linee guida che ti hanno dato?
    Carole Forestier Kasapi: «Come Direttore dei movimenti per il brand, il mio ruolo è elaborare un piano che soddisfi l’ambizione della Casa, garantendo prodotti coerenti con questa ambizione. La mia funzione è anche quella di ampliare il catalogo di movimenti che corrisponda ai bisogni della produzione. E aiutare in modo operativo a tradurre concretamente la strategia aziendale nel portafoglio prodotti. Queste sono le linee guida che ho ricevuto dai top manager del marchio.

    Con le ultime novità che abbiamo presentato a Watches and Wonders, come il calibro TH30-00 o il Solargraph – il nostro primo movimento a energia solare -, possiamo vedere l’inizio del grande slancio che Mr Arnault e Mr Bianchi hanno infuso in termini di qualità e durata dei movimenti. Si è aperta una nuova era e sono felice di farne parte».

  • Connected Calibre E4, la nuova generazione di smartwatch TAG Heuer

    Connected Calibre E4, la nuova generazione di smartwatch TAG Heuer

    Più potente, con una batteria più longeva, un display migliorato e un’offerta sempre più ricca di funzionalità software a disposizione degli utenti. Nelle scorse settimane è stato presentato ufficialmente il TAG Heuer Connected Calibre E4, quarta generazione della collezione di smartwatch della rinomata Marca svizzera. In prevendita dal momento del lancio, è in consegna proprio in questi giorni sul mercato.

    A differenza delle precedenti serie presentate a New York, il Connected Calibre E4 ha debuttato a Parigi, dove ha sede e opera il team digital che si è occupato del design dell’orologio. Parigi è anche la sede di LVMH, la multinazionale e conglomerata francese di cui TAG Heuer fa parte.

    Nei due anni che separano la presentazione di questa nuova serie dalla precedente, molte cose sono cambiate. Non è mutata, tuttavia, l’idea che ha dato nuova linfa agli sforzi con cui TAG Heuer ha lavorato alla realizzazione di uno smartwatch con un look and feel di alta gamma, senza sacrificare nulla alla qualità del software “di bordo”. Del resto, l’azienda elvetica è stata una delle prime a operare del segmento degli smartwatch connessi di prestigio, già nel 2015.

    Due modelli

    È proprio in tale settore che, forte della lunga eredità nel mondo dello sport, della cura per il design e dell’innovazione all’avanguardia, il Marchio punta ora a consolidare ulteriormente la propria posizione. Per questo, accanto alla versione “standard” del Connected Calibre E4 da 45 mm, introduce anche un nuovo modello da 42 mm.

    A un primo sguardo, il nuovo esemplare da 45 mm ha un design più snello rispetto al predecessore del 2020, con pulsanti meno ingombranti e una corona più pronunciata. Combina un design sportivo con la percezione di un tradizionale orologio di fascia alta, dalla robusta lunetta in ceramica. Rispetto al passato, l’orologio sembra più maneggevole e semplice da usare anche mentre si è in movimento. I pulsanti danno una piacevole sensazione meccanica al tatto.

    L’inedita variante da 42 mm, invece, è più sofisticata ed elegante. Ha la cassa più sottile, due pulsanti ergonomici in acciaio e la lunetta più piccola, che si fonde perfettamente con il display ospitato al di sotto del vetro zaffiro bombato.

    L’hardware del Connected Calibre E4…

    Entrambi gli orologi beneficiano di numerosi aggiornamenti dal punto di vista hardware. Per esempio: l’introduzione della piattaforma Snapdragon 4100 Plus di Qualcomm, attualmente la più performante del produttore di processori statunitense; l’introduzione della connettività bluetooth 5.0, che – secondo TAG Heuer – dovrebbe consentire una sincronizzazione dei dati tra smartwatch e smartphone a una velocità due volte superiore; la presenza di un altimetro, che si aggiunge ad accelerometro, cardiofrequenzimetro, bussola e sensori Gps già presenti nella generazione precedente.

    Per quanto concerne la longevità della batteria, TAG Heuer promette sino a un giorno intero di durata. Il modello da 45 mm è dotato di una batteria più grande e garantisce un giorno intero di attività con un’ora di corsa e due ore di camminata, oppure con 5 ore di utilizzo delle funzionalità per la misurazione delle prestazioni golfistiche. Anche il modello da 42 mm comunque garantisce una giornata intera di durata della batteria con un uso normale.

    Interessante il nuovo caricatore in stile stand, che si aggancia magneticamente all’orologio e diventa un particolare componente d’arredo. In casa infatti può essere utilizzato in due modalità differenti: o come supporto che trasforma il Connected Calibre E4 in un orologio da tavolo, da esporre nella zona living; o come accessorio da comodino, che emette una luce tenue e mostra l’ora durante la ricarica notturna.

    … e il software

    Ad ogni modo, i miglioramenti non riguardano solo l’hardware, ma anche e soprattutto il software. Per mezzo dell’app TAG Heuer Connected infatti, ora è possibile aggiungere allenamenti guidati che sono eseguiti interamente sugli smartwatch, senza alcuna necessità di avere con sé il telefono.

    Ampliata moltissimo anche la varietà di quadranti disponibili. Ci sono quelli “classici”, evocativi di un tradizionale orologio analogico, grazie ai quali è possibile esplorare i quasi due secoli di storia nell’alta orologeria di TAG Heuer. Ma anche quelli più informativi: quali il Riverside, che mostra lo scorrere del tempo con un insolito effetto immersivo; o il Wellness, che presenta direttamente sulla schermata principale dell’orologio informazioni sui parametri fisici dell’utente, tipo la frequenza cardiaca in tempo reale e il numero di passi compiuti al giorno.

    Sfortunatamente, riguardo al sistema operativo, il Connected Calibre E4 non arriva equipaggiato con Wear OS 3. La nuova release per smartwatch di Google al momento è disponibile in esclusiva solo per dispositivi prodotti da Samsung. In futuro, tuttavia, sarà possibile effettuare l’aggiornamento degli smartwatch TAG Heuer per utilizzarla.

    Disponibilità e prezzi

    In consegna, come dicevo, a partire da oggi e domani, il TAG Heuer Connected Calibre E4 è disponibile a un prezzo che varia tra i 1.700 e i 2.400 euro, a seconda del modello scelto e dei materiali utilizzati. La cassa infatti, oltre a essere declinata in due formati, è realizzata in acciaio oppure in titanio, anche annerito da un trattamento di superficie. Molto ampia la varietà di cinturini tra cui optare: in pelle, in acciaio o in caucciù multicolore, per gli usi più sportivi.

    Degno di nota, a questo proposito, il programma di permuta lanciato dal marchio svizzero per venire incontro alle legittime preoccupazioni dei possibili acquirenti in merito all’obsolescenza dei propri smartwatch. In pratica, i proprietari di esemplari delle generazioni precedenti dei connessi TAG Heuer possono restituirli, anche non funzionanti, in cambio di un credito valido per l’acquisto del Connected Calibre E4. Una buona idea.

  • TAG Heuer Aquaracer Professional 200: subacqueo a chi?

    TAG Heuer Aquaracer Professional 200: subacqueo a chi?

    Neve o ghiaccio, sempre acqua è. No, non vi sto invitando alla fiera dell’ovvio. Sto mettendo nero su bianco il primo pensiero che ho avuto assistendo alla presentazione online del TAG Heuer Aquaracer Professional 200. Una novità sulla quale il marchio di LVMH punta parecchio, forse ancora di più che sull’Aquaracer Professional 300 presentato lo scorso anno.

    Sì, va bene l’acqua solidificata, ma cosa c’entrano la neve e il ghiaccio con un orologio che è storicamente e ancora un subacqueo, mi chiederete? C’entrano, perché il messaggio che TAG Heuer dà con la campagna di promozione a sostegno dell’Aquaracer Professional 200 è chiaro.

    Dice che chi si mette al polso questo pezzo può anche mollare surf e bermuda, infilarsi un paio di sci e lanciarsi in un fuoripista. Oppure calzare i ramponi, afferrare due piccozze e scalare una cascata di ghiaccio. Senza che l’Aquaracer Professional 200 faccia un plissé, perché è sì un subacqueo ma soprattutto è un orologio multisport.

    Il DNA rimane TAG Heuer

    Lo ha confermato durante la presentazione il “padrone di casa”, il Ceo di TAG Heuer Frédéric Arnault. Occhio, perché il ragazzo è in gamba, non è stato messo lì perché figlio del proprietario di LVMH. Ha le idee chiare sulle strategie di sviluppo del marchio. Alla mia domanda sul perché trasformare un subacqueo in un multisportivo, non ha avuto esitazioni: perché la collezione è maturata così tanto nel portafoglio di TAG Heuer e nel percepito degli appassionati che, ormai, il mare le stava stretto.

    Tra tutte le collezioni del marchio, è l’unica che si poteva prestare a questo ampliamento di orizzonti, perché è la più versatile in termini di materiali e performance. E devo dire che il risultato non è niente male, anche confrontato con l’Aquaracer 300.

    TAG Heuer ha realizzato l’Aquaracer Professional 200 con movimenti automatici e al quarzo e con due dimensioni di cassa, da 30 e da 40 mm. Concentrerò la mia attenzione sui 40 mm, perché mi sembrano quelli che meglio si adattano alla vocazione sportiva dell’orologio, non certo per una discriminazione di genere. Gli orologi maschili e femminili per me hanno pari dignità, chi vuole far polemica sbaglia persona…

    Il lavoro sul quadrante

    E per parlare dell’orologio parto dal quadrante, sul quale è stato fatto un lavoro importante e ben riuscito. Anche se gli immancabili so-tutto-io hanno ironizzato parlando di “AquaNautilus” o di “NautiRacer” di fronte alla lavorazione a righe orizzontali, il quadrante dell’Aquaracer Professional 200 ha carattere e non scimmiotta nulla. La decorazione esalta la tonalità fumé, nera o blu, più chiara in centro e più scura verso la periferia, grazie anche all’effetto soleil. E ne viene esaltata.

    Uno sfumato che si trova solo sulle due referenze con calibro automatico, mentre sulle due al quarzo TAG Heuer ha optato per una tonalità nera o argento uniforme. È l’unica differenza tra i quadranti di quarzo e automatici, che condividono invece le altre caratteristiche: indici trapezoidali dai bordi dritti, lancette a forma di spada e markers bianchi nitidi. Gli indici e le lancette sono ben rivestiti di Super-LumiNova, come si conviene a uno sportivo.

    Come nell’Aquaracer Professional 300, il datario è a ore 6 ma è privo di lente magnificatrice, che nel 300 era interna al cristallo zaffiro per eliminarne le sporgenze. Girovagando sui forum specializzati ho visto che la scelta di eliminare la lente è stata accolta con molto favore. Personalmente sospendo il giudizio in attesa di poter provare l’orologio: la mia vista cala con il passare degli anni e forse una lente mi farebbe comodo, nonostante i numeri a contrasto sul disco scuro del datario sembrino ben leggibili. Vi saprò dire.

    Sportivo ma vestibile

    Bella l’attenzione dedicata alla finitura della cassa, in acciaio leggermente spazzolato. La stessa finitura che si ritrova sulla lunetta dodecagonale e che rende così l’orologio ben omogeneo alla vista. La cassa è spessa 11 mm, non male per un subacqueo professionale. Uno spessore che, come dicono in TAG Heuer, lo rende “perfetto sia per lo speed-flying o lo sci su ghiaccio, che per passeggiare in città”. Insomma, un tipo da giacca a vento ma anche da giacca di tweed. 

    Due parole proprio sulla lunetta unidirezionale. I designer di TAG Heuer non ci hanno messo nemmeno una goccia di Super-Luminova per creare, come dicono loro, “un look più sartoriale” (ricordatevi della giacca di tweed…). E hanno lavorato anche sulla fluidità dello scatto e sul suono.

    Perché dovete sapere che il mondo di noi che amiamo gli orologi è popolato da feticisti. Tra cui coloro che godono nell’ascoltare il suono della lunetta rotante: più fluido è lo scatto e meno diventa rumoroso, più è ovattato e più aumenta il piacere. Ecco, questi personaggi avranno di che godere con l’Aquaracer Professional 200, vista la fluidità con cui gira la lunetta.

    Un calibro che è una garanzia

    Il movimento è il collaudatissimo Calibro 5 di TAG Heuer, automatico da 28.800 alternanze/ora e 38 ore di autonomia (il suo unico punto debole…), con indicazione di ore, minuti, secondi centrali e data. Nasce come variante dell’Eta 2824-2, un movimento dal quale sono state sviluppate decine di calibri, incassati prevalentemente da orologi dei marchi di Swatch Group, cui Eta appartiene.

    È il movimento per eccellenza della collezione Aquaracer e di alcune referenze solo tempo della Carrera; e oltre all’affidabilità ha il non trascurabile vantaggio di aiutare a contenere il costo dell’orologio entro una cifra concorrenziale nel suo segmento. Ottima in rapporto alla qualità complessiva del pezzo: 2.600 euro (1.950 per la versione al quarzo).

    Bracciale o cinturino?

    L’orologio è fornito solo con un bracciale in acciaio con fibbia deployante, doppio pulsante di sicurezza e sistema per estenderlo in modo da indossarlo sopra alla muta o sopra alla giacca a vento. Il bracciale è a tre file, con la maglia centrale lucida che forse è un po’ delicata per l’utilizzo da duri che questo Aquaracer vorrebbe incentivare.

    Personalmente avrei affiancato anche la possibilità di impiegare un cinturino in caucciù, in cordura o in velcro per un uso più spregiudicato; ma mi rendo conto che sarebbe stato più difficoltoso gestire il sistema di estensione.

    TAG Heuer Aquaracer Professional 200: promosso

    Giusto per completezza, segnalo che oltre alle quattro referenze con cassa da 40 mm, due al quarzo e due automatiche, l’Aquaracer Professional 200 di TAG Heuer è disponibile in sette referenze con cassa da 30 mm, due automatiche e cinque al quarzo. Negli automatici prevale la sportività, con quadranti in madreperla fumé e indici in diamanti; nei quarzi l’eleganza, specialmente nella versione con indici e lunetta in diamanti e quadrante in madreperla bianca.

    Nel complesso l’Aquaracer Professional 200 è ben riuscito; incontra la tendenza di questi ultimi anni a ridurre i diametri delle casse (lo fa persino Panerai!), aumentando però il valore percepito dell’orologio. Segno che TAG Heuer sta lavorando bene e nella direzione giusta per ampliare la sua base di clienti e di appassionati. Frédéric Arnault è bravo, non è un raccomandato e ha un’altra virtù: è molto giovane. E Dio solo sa quanto i giovani servono oggi all’orologeria svizzera.

  • News & previews – 15/1/2022. Le novità della settimana

    News & previews – 15/1/2022. Le novità della settimana

    Consueto aggiornamento con le notizie di marketing dell’orologeria. Qui di seguito, una selezione di novità arrivate in redazione nella settimana che sta per finire. Tanti gli argomenti trattati: eventi annunciati in (super)anteprima, nuovi testimonial, novità di prodotto, collaborazioni varie con il mondo dello showbiz. Perché tutto quanto fa spettacolo…

    Buon vento!

    Manca esattamente un anno alla 14a edizione di The Ocean Race, che partirà da Alicante il 15 gennaio 2023 per concludersi a Genova a fine giugno. Ma Ulysse Nardin, legato al mare fin dal 1846, è già pronto a cronometrare i tempi ufficiali della più dura regata attorno al mondo, considerata l’Everest dei velisti. Oltre a essere Official Timing Partner, la Maison di Le Locle sosterrà anche il Time to Act di The Ocean Race, istituito per la salvaguardia degli oceani; e sarà pure protagonista della 24-hour Speed Challenge. Ne riparlemo a suo tempo…

    L’Aquaracer di Naomi

    L’Aquaracer Professional 300 Naomi Osaka Limited Edition è il nuovo orologio scaturito dalla partnership – siglata a gennaio 2021 – fra TAG Heuer e la tennista di origine giapponese-haitiana. E si distingue per il total look verde, colore preferito dall’ambasciatrice del marchio. Declinato in diverse sfumature per quadrante e cinturino, simboleggia il richiamo alla natura e al campo da tennis. Realizzato in 250 esemplari, l’Aquaracer di Naomi però è disponibile esclusivamente in Giappone, negli Stati Uniti e in Australia. I fan sono avvisati…

    AP: Here Comes Mark

    Mark Ronson è il nuovo brand ambassador di Audemars Piguet. Il produttore e dj britannico più stiloso (e premiato) del pianeta è il rinomato autore di canzoni celeberrime come Back to Black di Amy Winehouse, nonché il produttore di hit globali di Adele, Coldplay e Bruno Mars, fra gli altri. Senza contare, poi, che nel 2019 ha fatto guadagnare a Lady Gaga l’Oscar come migliore canzone originale per Shallow. D’ora in poi quindi Ronson sosterrà la missione della Manifattura di Le Brassus nell’esaltare il talento artistico. Welcome.

    Ohlalà… Très chic!

    La fortunata serie di Netflix Emily in Paris continua a far parlare di sé nel mondo delle lancette. Stavolta per il caso del Rosefield Studio, un orologio-gioiello indossato nell’ultimo episodio della seconda stagione da Madeleine Wheeler (Kate Walsh), il “boss” di Emily Cooper (Lily Collins), durante una sfilata alla Reggia di Versailles. Ben riconoscibile per la cassa-charm ottagonale e il bracciale a catena color oro, è già diventato un oggetto di culto, un autentico “must have”. Però alla portata di tutti: costa 159 euro.

    Lupin III colpisce ancora

    In attesa che su Amazon Prime vadano in onda gli episodi conclusivi di Lupin III – Part 6 (previsti per i prossimi giorni), è uscito il nuovo Zenith Chronomaster Revival Lupin the Third Final Edition. Ultimo capitolo della collaborazione iniziata negli anni ’70 con l’A384 di Jigen, poi realizzato nel 2019 e seguito nel 2020 da un secondo esemplare. Questo nuovo orologio unisce i quadranti delle due edizioni precedenti grazie a un particolare procedimento di lavorazione. Ed è prodotto in 250 esemplari dedicati agli appassionati dell’anime.

    Rarità a Monaco

    Antiquorum, la casa d’aste specializzata in orologi, il prossimo 18 gennaio organizza per la prima volta una vendita allo Yacht Club di Monaco. Dove finiranno sotto il martelletto 177 lotti di pregio che faranno la felicità dei collezionisti. Tra gli highlight, il Patek Philippe Nautilus Ref. 3800 realizzato per Tiffany nel 1994 (stimato 80/120mila euro, nella foto); uno speciale set di Omega Speedmaster con un raro Apollo Soyuz (stimato 30/60mila euro); una selezione di Cartier Tank e un Rolex 6263 Daytona “Paul Newman” (stimato dai 300 ai 600mila euro).

  • Vittorio Colalillo e Andreas Albeck: TAG Heuer tra passato e futuro

    Vittorio Colalillo e Andreas Albeck: TAG Heuer tra passato e futuro

    Chiacchierata con Vittorio Colalillo, Ceo di LVMH Italia, e Andreas Albeck, Direttore marketing di TAG Heuer Italia. In serenità, al ristorante, dopo un buon piattone di pasta e niente vino perché poi si torna al lavoro. Il tema è quello – già affrontato – del mercato italiano degli orologi e, in particolare, dell’attenzione al compratore “locale”. Perché ora che i turisti sono merce rara anche nelle grandi città, a salvare capra e cavoli sono i negozianti di provincia e i loro clienti affezionati.

    L’aspetto più interessante è che questo discorso viene finalmente recepito anche da una grande multinazionale del lusso, proprietaria di Bulgari, Zenith, Hublot e, appunto, TAG Heuer. Che sembra conoscere un periodo di forte crescita (la chiacchierata si è svolta in tempi pre-natalizi) forse proprio per questo atteggiamento. Che riporta direttamente ai valori della marca. Quelli veri, solidi. Valori del passato? Del futuro? Scusate il gioco di parole un po’ retorico, ma io parlerei di un tempo passato futuro.

    Vittorio Colalillo: Sì, crediamo che i nostri clienti debbano vivere i valori della marca come propri. Viverli in prima persona: non basta più vedere l’orologio al polso di un testimonial che piace, e basta. Se vuoi costruire un futuro solido per il tuo marchio, devi capire (tu produttore, in primis) che una buona marca di orologi esprime specifici valori. Dopodiché questi valori devi trasmetterli al compratore finale con forme di comunicazione dirette e sincere. Dal marketing ai rapporti con la stampa e i negozianti devi saper chiudere un cerchio nel quale trovare questi valori. È così che il compratore finale può dare a ciascun marchio d’orologi un valore che sente appartenere a se stesso. Solo in questo modo puoi sentirti anche gratificato di essere proprietario di quel prodotto.

    Un marchio che, come mi è capitato di scrivere proprio a proposito di TAG Heuer, avendo i tuoi stessi valori puoi considerare un amico “personale”.

    Vittorio Colalillo: Sì, gli stessi valori. Come un compagno di crescita, un compagno di vita.

    Anche perché l’amico non ti rifila fregature.

    Vittorio Colalillo: Il tema della fregatura secondo me è sparito già da quando è iniziata la crisi. Ormai tutti, a qualunque livello, siamo interessati a comprare cose che ci diano certezze e solidità. Perché ci si rivolge sempre di più alle marche blasonate, a quelle “importanti”? Perché garantiscono sempre di più il ritrovarsi in qualcosa che senti come tuo. Un prodotto sicuro, che non ha intenzione né convenienza a fregarti. Un prodotto concepito piuttosto per farti vivere un certo tipo di esperienza, di emozione. E non parlo di emozioni transitorie, capricciose, ma di qualcosa che possa durare nel tempo, crescendo e cambiando nel tempo proprio come te. L’orologeria aborre l’obsolescenza programmata. Da sempre. E sono valori che stanno tornando, valori sempre più forti, con i quali costruire un rapporto si lunga durata. Se tu, compratore finale, lo desideri perché ti senti di condividere i valori del marchio.

    Soprattutto in un mercato come quello italiano, che è abbastanza diffidente.

    Vittorio Colalillo: Il mercato italiano secondo me sta avendo un ottimo ritorno, sta ripartendo molto bene. Sicuramente l’attenzione che oggi viene data al mondo dell’orologeria sta crescendo, tutte le marche stanno lavorando molto bene. E quindi anche il cliente finale lo percepisce, lo respira. E un po’ alla volta sta sicuramente tornando a essere più forte anche la curiosità, il desiderio per l’orologio in sé, come prodotto.

    C’è, insomma, un lavoro meno egoistico da parte delle singole aziende: bisogna fare innanzitutto ciò che è bene per l’intero settore dell’orologeria svizzera. Non può far altro che bene, perché ci si ricomincia a informare in maniera seria, tramite strumenti importanti, strumenti ufficiali, anche attraverso i partner delle marche più importanti che sono in grado di trasferire non solo la storia del prodotto, ma anche, lo ripeto, i valori che esprime. Dopodiché il compratore finale farà le sue scelte, è chiaro. E qui entra in ballo la concorrenza fra le singole aziende, certo.

    La mia impressione è che i compratori e gli appassionati scoprono in vari modi un orologio che attira la loro attenzione. Dopodiché la prima cosa che fanno è andare a informarsi sul sito del marchio, poi sulla rivista specializzata – su carta o digitale – di cui si fidano, e poi eventualmente vanno in negozio a verificare. Perché alcuni giornalisti – e noi fra loro – spieghiamo che se non lo tocchi, l’orologio, se non lo palpi, se non lo provi… come fai a scegliere? Questo risulta anche a voi?

    Vittorio Colalillo: Sì, l’iter di acquisto è quello che hai descritto. Io credo moltissimo nella parte finale, che è quella del documentarsi e quella del rivenditore, perché più il negoziante è capace di far innamorare la persona del mondo, dell’ambiente, della piacevolezza di stare con lui nel suo negozio, più la vendita è facile. E soddisfacente per tutti. Perché per i rivenditori la vendita occasionale è benvenuta, ma il cliente affezionato è una soddisfazione totale. Il risultato del buon lavoro fatto.

    Quindi anche per qualche multinazionale la figura del rivenditore sta tornando ad essere importante?

    Vittorio Colalillo: Per me il rivenditore è fondamentale. Oggi, in questo mercato che il Covid sta letteralmente frullando, noi abbiamo visto negozianti che sono emersi e altri che sono un po’ finiti in secondo piano. Quelli che sono emersi sono più contemporanei, hanno lavorato tanto sul punto vendita, sulla preparazione, sulla piacevolezza delle vetrine. Prima vedevamo vetrine drammatiche, polverose, oggi invece troviamo vetrine più attraenti. Basta guardare quanto investe la moda sulle vetrine: Moncler, Prada, Vuitton, anche in casa… E noi perché no?

    Andreas Albeck: Queste vetrine devono far sognare, devono creare una situazione che sappia farsi apprezzare. Ed è un lavoro che il marchio deve saper gestire e condividere con il negoziante. Questo punto è ancora fondamentale.

    Vittorio Colalillo: Sì, paradossalmente questo problema nato col Covid ha riportato in primo piano l’importanza del rivenditore locale. Che è sempre stato fondamentale, certo. Ma c’è stato un periodo in cui si era un po’ persa l’attenzione, accecati da situazioni di mercato diverse, da momenti diversi, anche magari dalla volontà di pensare di poterli gestire solo su canali alternativi.

    Comunque TAG Heuer, credo, ha sempre creduto che soprattutto in un mercato come quello italiano il rapporto che il cliente finale ha con il rivenditore sia fondamentale. E oggi questa tendenza è sempre più forte e solida. Molti negozianti hanno ripreso fiducia e stanno rilanciando anche con la bellezza del proprio negozio, stanno facendo degli investimenti. Il che sta riportando l’interesse: sta facendo sì che la gente passi dalla vetrina, si giri e si fermi a guardare. Ma bisogna ammettere che per certi versi alcuni negozianti stanno colmando una lacuna di alcune aziende.

    Questa rinnovata attenzione ai rivenditori locali raddoppia il vostro lavoro, in un certo senso. Meno scrivania e più consumo di suole e pneumatici. Dovete correre di più in giro per tutta Italia…

    Andreas Albeck: Certo! Ma è un raddoppio di lavoro anche per gli stessi rivenditori. Il punto è che oggi stiamo andando molto rapidamente, ogni fase del lavoro è più veloce e quindi non sempre è facile tenersi sempre sincronizzati con la necessaria rapidità. Anche se devo dire che in questo la tecnologia può essere di grande aiuto.

    Quanto giorni passate in giro, di negozio in negozio, dai rivenditori TAG Heuer?

    Andreas Albeck: Noi due generalmente giriamo tantissimo. Giriamo tanto e questo è sempre stato importante per percepire il clima, per tenere sotto controllo diretto la temperatura del mercato italiano.

    Vittorio Colalillo: Che poi tutto ciò vada integrato con il nuovo mondo della comunicazione è fuor di dubbio. Però è, appunto, un’integrazione, un’aggiunta a quel che comunque deve essere la base focale del punto vendita. Lavorare in sintonia con i negozianti. Poi è ovvio che la strategia distributiva varia di marca in marca, ma quando hai la tua rete di distributori e rivenditori devi lavorare a stretto contatto. Sempre che tu voglia creare un rapporto onesto, e quindi solito, con i compratori finali.

  • Gli orologi di Kingsman, i “gadget” della saga

    Gli orologi di Kingsman, i “gadget” della saga

    Arriva finalmente nelle sale italiane The King’s Man – Le origini, terzo episodio della saga diretta da Matthew Vaughn. Finalmente, perché il film sarebbe dovuto uscire a settembre 2020, poi per tutto lo scorso anno è slittato più volte a causa della pandemia. Ma anche se definirlo “atteso” è un eufemismo, eviterò comunque di ripetere quanto già scritto al proposito da Stefania Cubello, illo tempore. E colgo invece l’occasione per dare un’occhiata in chiave orologiera all’intera serie. Di seguito vi racconto infatti gli orologi di Kingsman, cioè gli esemplari presenti nei tre film. Che provengono da tre marche diverse, sono differenti per stile e funzioni, ma rispecchiano – ciascuno a modo proprio – le esigenze narrative imposte dal copione. E poi hanno in comune lo stesso canale di vendita online, Mr. Porter.

    Mi spiego: la saga ha attratto le case di orologeria fin dall’inizio. Forse per la trama avvincente, o forse per il prevedibile successo al botteghino, si è sempre prestata al product placement più sfacciato. In quanto trasposizione cinematografica del fumetto di Mark Millar e Dave Gibbons, offre un divertente cocktail di avventure ed effetti speciali in grado di tener incollato al grande schermo lo sguardo degli spettatori. E di attrarre un pubblico numeroso. Un po’ come James Bond, per intenderci… Del resto anche qui si narrano le vicende di un’agenzia di intelligence (indipendente, però), impegnata a lottare contro organizzazioni criminali, tiranni megalomani e subdoli villain. A sventare piani terroristici e guerre mondiali. Insomma, a salvare il mondo, come da copione, ma con tanta ironia.

    Gli orologi di Kingsman: The Secret Service

    Per entrare nel vivo della descrizione riguardo agli orologi di Kingsman, cominciamo dal primo capitolo: Kingsman: The Secret Service. Realizzato nel 2014 e distribuito l’anno successivo, è una produzione britannica in cui è stata coinvolta una marca britannica: Bremont. Che ha creato appositamente gli orologi del film e li ha sviluppati in collaborazione con lo stesso regista, Matthew Vaughn. Il quale ha dichiarato di apprezzarne il legame con il mondo militare e con le forze d’élite: il che rende i suoi orologi perfetti per una spia. Ma i rapporti fra la casa di Henley-on-Thames e la Marv Films di Vaughn si sono spinti oltre: tant’è che Nick English, co-fondatore di Bremont, ha lui stesso recitato un cameo nel film, dove ha vestito proprio i panni di un Kingsmen.

    Interpretato da un cast stellare, Kingsman: The Secret Service ha visto la serie speciale di orologi Bremont giocare ruoli chiave nella trama, come gadget importanti in dotazione agli agenti segreti. Si tratta, in particolare, di tre modelli: un “ore del mondo” con cassa in oro rosa, indossato da Colin Firth, Michael Caine e dagli altri componenti dell’organizzazione super-segreta (compreso Nick English); un altro “ore del mondo” in acciaio, portato da Mark Strong; e un cronografo / secondo fuso orario con cassa in acciaio Dlc nero che appare al polso di Taaron Egerton. Tutt’e tre hanno il quadrante decorato dal logo dell’agenzia di spionaggio.

    Gli orologi di Kingsman: il Cerchio d’Oro

    Il secondo capitolo della saga, Kingsman: il Cerchio d’Oro, uscito a settembre 2017, ha avuto invece come orologi ufficiali quelli di TAG Heuer. Per l’esattezza: il TAG Heuer Connected, in dotazione all’agente Kingsman (Taaron Egerton), e il Monaco Calibro 11, portato dagli agenti Statesman (Pedro Pascal e Channing Tatum, mentre Halle Berry sfoggiava la versione Lady, un solo tempo di dimensioni più piccole). Sì, perché in questo film l’organizzazione d’Oltremanica trova un alleato prezioso in un’equivalente agenzia americana. Senza dilungarmi sulle vicende, è curioso vedere una suddivisione così netta fra l’avanguardia del Connesso, collegato agli inglesi, e l’old style del Monaco, attribuito agli americani.

    Qualche nota curiosa, comunque, riguarda proprio lo smartwatch. Pare che Vaughn lo abbia voluto dopo averlo visto al polso di Jean-Claude Biver, allora Ceo del marchio, durante un’intervista. L’edizione speciale, realizzata a seguito del film, aveva le anse in oro rosa, un cinturino in pelle decorato dalla scritta Kingsman, e un secondo cinturino in velluto arancione in omaggio alla giacca da smoking indossata in alcune scene dal protagonista. Sempre in questa serie speciale, l’illuminazione originale di Android Wear era stata sostituita dal logo del film, che appariva in oro sul display dallo sfondo bianco. In più, il Connesso di Kinsman è stato l’orologio che ha segnato il debutto di TAG Heuer nelle vendite on-line, dopo un periodo di prova nell’e-commerce effettuato solo in Cina.

    L’orologio di King’s Man: le Origini

    E siamo all’ultimo film, in arrivo domani nei cinema in Italia, che in realtà è il prequel della serie. The King’s Man – Le origini narra infatti la nascita dell’agenzia di spionaggio ai tempi della Prima Guerra Mondiale, con tanto di personaggi realmente esistiti: da Rasputin (uno strepitoso Rhys Ifans) a re Giorgio V, al Kaiser Guglielmo II e allo zar Nicola II (un trasformista Tom Hollander). In questa pellicola l’orologio protagonista – come abbiamo già scritto – è un ultrapiatto di Jaeger-LeCoultre, derivato da un “tasca” realizzato dalla Grande Maison nel 1907 e chiamato Couteau (coltello, in francese). Una scelta estremamente azzeccata, a mio parere, non solo perché interpreta alla perfezione l’eleganza sartoriale di Ralph Fiennes; ma anche perché rispetta i costumi dell’epoca con fedeltà storica.

    Agli inizi del Novecento, infatti, si affermano i primi orologi da polso, che spesso sono esemplari da tasca adattati: proprio come il Master Ultra Thin del film, in cui l’anello triangolare attorno alla corona, predisposto come gancio per appendervi la catena, convive accanto alle anse del cinturino. Più moderno il quadrante rispetto alla versione originale, ma ugualmente credibile grazie ai lunghi indici quasi Art Déco, la minuteria chemin-de-fer e le lancette a foglia azzurrate alla fiamma. Realizzato in 100 esemplari, è in vendita sul sito della marca. E forse il più riuscito fra gli orologi di Kingsman, almeno fra quelli presentati finora… Ma non vorrei essere presto smentita. Perché è già in produzione il nuovo film della saga: certo, non si sa ancora nulla, ma è molto probabile che vedremo anche lì un orologio dedicato. Scommettiamo?

  • Formula 1 Senna Special Edition, TAG Heuer e il mito di Ayrton

    Formula 1 Senna Special Edition, TAG Heuer e il mito di Ayrton

    TAG Heuer rende ancora omaggio a un mito della F1, Ayrton Senna. “Ancora” perché qualche anno fa (per restare in tempi recenti) ha creato una linea di edizioni speciali per celebrare le principali vittorie del pilota brasiliano. Gli esemplari del 2017, per esempio, erano usciti per il 30° anniversario della sua prima vittoria al GP di Monaco, nel 1987, quando correva ancora per la Lotus. Oggi il nuovo Formula 1 Senna Special Edition rievoca invece il titolo di Campione del mondo conquistato (per la terza volta) nel 1991, esattamente 30 anni fa. Oltretutto in quell’anno Ayrton salì sul gradino più alto del podio in 7 gran premi.

    Del resto TAG Heuer aveva iniziato a sponsorizzare Senna quando era solo un promettente pilota, appena arrivato in McLaren; (o meglio TAG McLaren, visto che il gruppo svizzero aveva acquistato la scuderia nel 1984). E accanto a lui raggiunse successi incredibili: 65 pole position, 41 gran premi vinti, 80 podi. Talentuoso, carismatico, Senna era considerato un corridore completo, attento a tutti gli aspetti della gara; imbattibile sul bagnato, aveva – per sua stessa ammissione – la competizione nel sangue. Chiamato non a caso “Magic Senna”, per molti è tuttora il più grande pilota di sempre. Al polso aveva sempre un orologio della serie S/el, lanciata nell’87 e resa subito riconoscibile dai link del bracciale a forma di S.

    Un cronografo personalizzato

    Ed è proprio il logo della doppia S stilizzata, che ricorda una doppia curva in un circuito automobilistico, a caratterizzare queste edizioni speciali di TAG Heuer. Simbolo del campione carioca, derivata dalle sue iniziali (Ayrton Senna da Silva era il nome di famiglia, per esteso), spicca insieme al cognome sulla lunetta in ceramica nera e all’interno del contatore crono delle ore. Il nuovo Formula 1 Senna Special Edition poi è personalizzato dal punto di vista cromatico: il total look nero è infatti ravvivato dai dettagli gialli.

    Un colore non solo tipicamente “racing”, ma anche rappresentativo del pilota stesso, che indossava sempre un casco giallo, probabile rimando alla bandiera del suo Paese (insieme al verde e al blu). Quel celebre casco, oltretutto, ritorna – fedelmente riprodotto, con tanto di sponsor – anche sul fondello in acciaio “pieno”; un ulteriore elemento dedicato ad Ayrton, sebbene rimanga di solito nascosto alla vista, un piccolo segreto noto solo al proprietario del cronografo. Un’ultima particolarità è infine il cinturino in pelle di vitello nera goffrata, che riprende proprio il motivo S Link.  

    Altre caratteristiche del TAG Heuer Formula 1 Senna Special Edition

    Sempre riguardo all’habillage, la cassa di grandi dimensioni (43 mm di diametro) è in acciaio sabbiato e annerito da un trattamento Dlc (Diamond like carbon). Un rivestimento di superficie, è bene ricordarlo, che sfrutta le proprietà del carbonio; ovvero la durezza tipica del diamante (da cui prende nome) e la facilità di scorrimento della grafite. E che permette di ottenere quindi una superficie dalla maggiore resistenza ai graffi, all’usura, alle frizioni, alla corrosione e perfino a molti agenti chimici.

    All’interno, monta un movimento al quarzo Swiss made preciso al 10° di secondo, con secondi continui e datario. Il quadrante soleil crea un bel contrasto con la lavorazione azuré dei contatori. Mentre la lunetta riporta la scala tachimetrica, che allude alla velocità. Ennesima espressione del legame di TAG Heuer con il mondo dell’automobilismo il Formula 1 Senna Special Edition è già in vendita presso i rivenditori autorizzati e online sull’e-commerce del marchio. Costa 2.200 euro.

  • Carrera Date 39 e 29 mm, i femminili di TAG Heuer

    Carrera Date 39 e 29 mm, i femminili di TAG Heuer

    Già lo so. Qualcuno, leggendo il titolo, avrà subito arricciato il naso: «Cosa scrivono ’sti qui? 39 mm un femminile?…». E posso anche capirlo: un orologio con un diametro di 39 mm di solito non è considerato propriamente “da donna” – tuttalpiù “unisex”. Ma il Carrera Date 39 mm ben si adatta ai polsi delle signore, proprio come suo omologo da 29 mm. Tant’è che la stessa TAG Heuer, nel servizio fotografico di lancio della collezione, lo fa indossare proprio a una modella.

    E poi, scusatemi, dove sta scritto che le donne non possano o non debbano indossare orologi di dimensioni relativamente grandi, in rapporto al proprio polso? La consuetudine ha sdoganato l’uso al femminile dei 39/40 mm ormai da anni, se non da decenni. È solo questione di gusti, al di là dell’oggettiva fisicità che può limitare le proporzioni di ciò che si desidera indossare. E TAG Heuer lo sa bene, visto che ha realizzato gli stessi modelli in due formati differenti.

    Blu e bianco (argenté) i colori dedicati

    Fra le 13 referenze della nuova collezione di TAG Heuer, ci sono quattro Carrera Date 39 mm. Che si distinguono per il colore del quadrante: due neri (uno con lancette e indici placcati oro rosa), un altro argenté soleil e uno blu soleil. E sono quattro anche i Carrera Date 29 mm, giocati non a caso sulle stesse tonalità di quadrante: due blu soleil e due bianchi, realizzati però in madreperla. Diversi tra loro per la presenza di indici rodiati e sfaccettati oppure incastonati con 11 diamanti.

    Ma è proprio la continuità cromatica del blu e del bianco a mettere in evidenza la versatilità no-gender del Carrera Date 39 mm. Non che una signora non possa optare per un’altra versione con quadrante scuro, ci mancherebbe. Metti che a qualcuna piacciano di più gli orologi dal look “androgino”, non ci sarebbe niente da dire. I gusti sono personali e non si discutono. Ma il punto è che l’intera collezione è talmente organica da offrire una totale uniformità nei diversi esemplari.

    Intendo dire che lo stile eclettico e minimale si riscontra sia nei 39 sia nei 29 mm, che presentano identiche funzioni (secondi centrali e datario al 6) e montano sempre movimenti a carica automatica. Un applauso a TAG Heuer per la scelta meccanica, che colloca i Carrera in un format ideale ben definito. Della leggibilità, dell’affidabilità, dell’attenzione ai dettagli e del prezzo interessante abbiamo già detto altrove – quando Augusto Veroni ha fatto la recensione del Carrera Day Date 41 mm – ed evito quindi di soffermarmici ancora.

    Le differenze fra il Carrera Date 39 mm e il 29 mm

    Detto questo, a ben vedere, qualche differenza fra gli esemplari delle due taglie la si può trovare – com’è giusto che sia. La prima riguarda proprio la meccanica. Il Carrera Date 39 mm monta il Calibro 5, sviluppato da TAG Heuer a partire dall’Eta 2824-2 o dal Sellita SW 200-1 (26 mm di diametro, 25 o 26 rubini a seconda della versione, 38 ore di autonomia); mentre il 29 mm monta il Calibro 9, basato sul più piccolo Sellita SW1000-1 (20,6 mm, 18 rubini, 40 ore di autonomia). E non poteva essere altrimenti, viste le dimensioni ridotte della cassa.

    Un’altra minima differenza si coglie poi sul quadrante: il 39 mm riporta lungo il perimetro la scala dei secondi, del tutto assente nel 29 mm – che nel complesso risulta quindi più elegante. E ovviamente è diverso il prezzo: il modello più basico del 29 mm costa 2.200 euro, il 39 mm 2.550. Ma davvero si tratta di dettagli di poco conto. Quello che vorrei piuttosto sottolineare è proprio l’essenzialità sport-chic che si ritrova in tutti gli esemplari. E che rende il Carrera Date adatto a diversi outfit, risolutivo in ogni occasione o situazione. Un autentico passepartout.

  • Ryan Gosling è il nuovo ambasciatore di TAG Heuer

    Ryan Gosling è il nuovo ambasciatore di TAG Heuer

    La prima volta di Ryan Gosling in veste di brand ambassador è con TAG Heuer per il lancio della collezione Carrera. Perché tanto scalpore? Perché il protagonista del film premio Oscar La La Land mancava fra le celebrità di Hollywood consacrate al ruolo di influencer e icone di stile per i marchi d’orologeria. Prima d’ora, infatti, l’ex enfant prodige nato all’ombra del celebre programma per ragazzi di Disney Channel Micky Mouse Club (quello che, tanto per dire, ha lanciato anche Britney Spears e Justin Timberlake) non si era mai prestato come ambasciatore di un prodotto.

    Dal piccolo al grande schermo. Nel corso della sua carriera, Ryan Gosling si è sempre messo alla prova con ruoli emozionanti, perfino estremi, ognuno molto diverso dall’altro. Dal misterioso stuntman di Drive, film del 2011 che lo ha consacrato, all’agente K. nel reboot del fantascientifico Blade Runner 2049; da Neil Armstrong in First Man – Il primo uomo fino al jazzista Sebastian dell’acclamato La La Land, appunto.

    Ora invece il suo volto porta avanti l’immagine di TAG Heuer nel mondo. «Da oltre 160 anni il marchio è un pilastro di eccellenza. È stato quindi facile prendere una decisione. Mi è piaciuto molto lavorare a questa prima campagna pubblicitaria con Pari Dukovic, un fotografo di cui ammiro il lavoro», ha dichiarato Gosling.

    Insomma, per la casa orologiera svizzera averlo come global ambassador è un vero e proprio evento. Evento oltretutto celebrato nei giorni scorsi con un party (naturalmente esclusivo), organizzato in una sontuosa villa privata a Beverly Hills. Nell’elenco degli invitati, c’erano celebrities e amici del brand quali l’attore Patrick Dempsey, la campionessa di tennis Naomi Osaka, la campionessa olimpica di Tokyo 2020 Sydney McLaughlin, e l’attore e filantropo Jeremy O. Harris per l’occasione intervenuto come master of ceremonies.

    La nuova partnership richiama alla memoria una delle celebri frasi pronunciate nel musical La La Land, che l’attore canadese, classe 1980, ha interpretato con Emma Stone: «Onore a chi è un po’ folle, a chi ama osare, a chi ama sognare». Lui stesso, del resto, sembra incarnare alla perfezione lo slogan di TAG Heuer, Don’t Crack Under Pressure. Una sfida agli appassionati di imprese audaci e insieme un manifesto di determinazione e coraggio.

    In effetti ad avere ispirato la collaborazione fra Ryan Gosling e TAG Heuer è il legame che entrambi condividono con il mondo delle corse automobilistiche. Il collegamento più forte, in particolare, è rappresentato da Drive, pellicola di culto del regista danese Nicolas Winding Refn. In cui Gosling interpreta il ruolo di un minaccioso pilota d’auto che a Hollywood fa lo stuntman cinematografico e, per arrotondare, l’autista per alcuni rapinatori di banche.

    «Ryan è un attore coraggioso e d’eccellenza. Non potremmo essere più felici in casa TAG Heuer. Da una partnership così unica potete aspettarvi solo grandi cose», ha commentato Frédéric Arnault, Ceo del marchio di orologi svizzero. Non solo. Sono infatti in molti a vedere in Ryan Gosling un nuovo Steve McQueen, cui va proprio il merito di avere trasformato in simbolo il celebre Monaco portato al polso nel film Le Mans sul mondo dei motori.

  • TAG Heuer Carrera, la conferma che speravo

    TAG Heuer Carrera, la conferma che speravo

    Sono andato a rileggere cosa avevo scritto del subacqueo TAG Heuer. Perché scrivere del Carrera senza magari trovare conferme non sarebbe stata una bella figura. Voglio dire che parlando dell’Aquaracer mi lasciavo andare in considerazioni sull’intelligenza di un orologio che, in qualche modo, si rivela un amico (lo trovate qui).
    Beh, confermo tutto. Anche il TAG Heuer Carrera Day Date è un solido amico del quale si può avere fiducia. Una fiducia sempre più profonda e fondata. E questo è bene perché mica è merce quotidiana, la fiducia…

    Le premesse

    Senza tante storie – perché a me, a noi interessa la sostanza -, il TAG Heuer Carrera nasce un bel po’ di anni fa (nel 1963, per i didascalici), quando la Carrera Panamericana era già una leggenda del passato. L’ultima edizione si svolse infatti nel 1954, ma nella sua pur breve storia la corsa riuscì comunque ad entrare nella leggenda. E a questa leggenda Jack Heuer decise di riferirsi, ideando un orologio apparentemente semplice, all’insegna della facile leggibilità e della solida affidabilità. Virtù banali sulla carta. Un po’ meno quando vuoi ottenerle e per giunta a prezzi non eccessivi.

    Il TAG Heuer Carrera che arriva oggi nei negozi (in tre versioni: oltre al Day Date c’è la versione semplice, con solo il datario, e una con lancetta GMT) va considerato sotto questo punto di vista. Leggibile ed affidabile lo è. Troviamo ancora una volta, come nell’Aquaracer, il Calibro 5, variante dell’Eta 2824-2. Rispetto a quello montato nell’Aquaracer in questo caso abbiamo la doppia indicazione di giorno della settimana e data.

    Ma la cosa più importante è che, tenuto conto delle caratteristiche dei due orologi, alla fine si può dire che il prezzo è equivalente. E che non si sia approfittato per aumentarlo, dall’Aquaracer (giugno) al Carrera (oggi) è un gran bel segnale. Anzi, a dirla tutta, il prezzo è addirittura diminuito di un centinaio d’euro. E questo è una chiara dimostrazione di quanto TAG Heuer ci tenga a conquistare sempre maggiore spazio nel proprio segmento di prezzo.

    La domanda, a questo punto, è se queste ambizioni sono sensate.

    TAG Heuer Carrera, il movimento

    Solo un pazzo si esporrebbe al rischio di veder fallire le proprie ambizioni per non aver calcolato bene il proprio valore e la propria forza. E non sembra proprio che TAG Heuer sia popolata di pazzi. Al contrario.

    Sul movimento non ci sono dubbi. Attraverso il fondello trasparente (con vetro zaffiro, laddove altri usano il meno costoso vetro temperato) risulta evidente che TAG usa il migliore allestimento dell’Eta, per giunta con un rotore di carica personalizzato. Tu mi chiederai: e perché allora non c’è il certificato Cosc di cronometro? Perché costa e questo è un risparmio sensato. I parametri del Cosc, eseguiti solo sul movimento e non sull’orologio, cominciano a mostrare segni di debolezza.

    Un orologio con un movimento di qualità e poi ben regolato, non ha grandi difficoltà a superare le specifiche richieste dal Cosc. Il movimento scelto da TAG Heuer non è solo affidabile, insomma, ma anche scelto in allestimento di alta qualità. E in questo caso è anche un day-date, caratteristica non comune per un orologio di questo prezzo – 2.750 euro, che salgono a 2.950 nella versione con minuteria placcata d’oro rosa.

    Questione di dettagli

    Quel che sorprende di più è la cura dei dettagli. Noto il vetro zaffiro bombato con il perimetro smussato; il doppio trattamento antiriflesso, interno ed esterno; gli indici applicati, la cornice sulla finestrella del day-date; l’uso non invadente, ma molto efficace, del Super-LumiNova bianco (quello più leggibile al buio); l’ottima integrazione fra la cassa e il bracciale, diverso e più elegante rispetto a quello dell’Aquaracer – del resto destinato ad un uso sportivo.

    E noto, ancora, l’impermeabilità fino a 10 atmosfere che rende comunque il TAG Heuer Carrera Day Date 41 mm (cifra che si riferisce al diametro della cassa) un orologio per tutte le stagioni, in perfetta sintonia con la vita quotidiana come con l’attività sportiva. Una seria conferma, insomma, per un orologio che ha la giustificata ambizione di essere considerato un ottimo acquisto.

    Come al solito, vi invito ad andare a verificare con i vostri occhi quel che ho detto. Vi chiederei, in particolare, di osservare l’alternanza di finiture lucide e satinate, una lavorazione decisamente raffinata. E ribadita (ve ne renderete conto saggiando gli spigoli con le dita) da una leggera, ma importante smussatura degli angoli vivi. Perché la qualità sta anche nel creare un rapporto piacevole con un orologio da portare al polso con sincero orgoglio. Il TAG Heuer Carrera Day Date è un altro buon amico, da tenere in seria considerazione.

  • Tag Heuer Aquaracer Professional 300. L’amico giusto

    Tag Heuer Aquaracer Professional 300. L’amico giusto

    Il Tag Heuer Aquaracer è il classico amico per sempre, quello vero. Ti fidi di lui, e fai bene, ma ogni tanto lo “tradisci” con qualcuno che ti sembra più divertente, più “giusto”. Ma alla fine sempre a lui torni, all’Aquaracer. Che ti accoglie a braccia aperte. Dell’Aquaracer ti puoi fidare davvero.

    Le origini

    Nel 1978 Heuer (TAG – Techniques d’Avant Garde arriverà nel 1985) produce il suo primo orologio subacqueo. Non ha un nome, ma solo il classico numero di “referenza”, 844. Bello, chiaro, efficace: gli manca solo l’ormai proverbiale lunetta dodecagonale, ma è il papà dell’Aquaracer. Non a caso oggi Tag Heuer rende omaggio a quel primo passo sotto gli abissi (era già in grado di vantare una impermeabilità a 20 atmosfere) con un’edizione limitata con cassa e bracciale in titanio. Grande tentazione anche perché il prezzo non sarebbe eccessivo (4.000 euro), ma ne verranno emessi solo 844 esemplari, per cui c’è ben poco da sperare.

    La lunetta dodecagonale arriva nel 2004. Anche se bisognerà attendere qualche tempo per il nome Aquaracer, siamo di fatto nell’attualità grazie ad una vera e propria acrobazia dei progettisti. Ieri come oggi, la lunetta dodecagonale appare “naturale” pur inserita in un disegno tutto curve. Non solo: la forma della lunetta ne favorisce l’azionamento consentendo quindi di ridurre al minimo le zigrinature periferiche. Che quindi rovineranno in misura inferiore alla solita le imboccature dalla tasca e il polsino della camicia. Va infine notato che già la versione del 2004 era impermeabile fino a 30 atmosfere, pur avendo un prezzo molto, molto ragionevole. Proprio come oggi. Il resto, nel tempo, è un susseguirsi di piccoli perfezionamenti tecnici ed estetici.

    Tag Heuer per le donne

    Perché non soltanto gli uomini si immergono. E magari una donna vuole praticare gli sport subacquei con un orologio concepito per il pubblico femminile. E quindi nascono subito le versioni di diametro inferiore, talvolta – ieri, ma ancor più oggi – pensate per un uso non limitato alla stagione estiva. A scorrere il catalogo degli Aquaracer si trovano quindi parecchie versioni con diametro di 36 millimetri, contro i 43 del modello tradizionale, anche con piccoli diamanti sul quadrante, ma sempre con movimento meccanico a carica automatica e impermeabilità a 30 atmosfere.

    Tag Heuer Aquaracer e l’intelligenza dei progettisti

    Ogni volta che si decide d’aggiornare il Tag Heuer Aquaracer Professional, i progettisti vengono sfidati dalle specifiche di base. Che comprendono quelle tecniche, certo, ma anche un rapporto qualità/prezzo che deve sempre essere molto, molto conveniente. Per essere chiari: in cambio dei 2.850 euro necessari per uno dei modelli di base, i progettisti devono dare comunque al compratore una serie di soddisfazioni estetiche e la totale riconoscibilità del marchio.

    Faccio subito qualche esempio: l’inserto in ceramica sulla lunetta è più costoso di quello in alluminio, ma per Tag è irrinunciabile. Il taglio lucido sul profilo della cassa è più costoso di un arrotondamento satinato per micropallinatura, ma in questo modello è presente. Per non parlare della lente incollata dall’interno, al 6, che rende finalmente il datario ben leggibile, e della forma preziosa degli indici applicati sul quadrante. Stare attenti al prezzo, insomma, non vuol dire necessariamente render “povero” un orologio. Se hai i progettisti giusti.

    Un po’ di economia

    Ma allora su cosa caspita hanno economizzato, mi chiederai tu? Beh, ti rispondo, sostanzialmente nel vetro zaffiro pressoché piano, che è già un bel risparmio intelligente. E poi sul fondello, senza oblò, ma con una incisione decorativa che oltretutto rende l’orologio meno “appiccicoso” sul polso. E infine sulla scelta del movimento, il Calibro 5, che è una versione personalizzata del classico 2824-2 della Eta. Un movimento maturo, poco costoso perché prodotto in milioni di esemplari e in moltissime versioni, preciso ed affidabile.

    Un movimento che Tag Heuer sceglie (non ostante il fondello non sia trasparente) in una delle migliori versioni, con una finitura decisamente molto buona. Una vera e propria garanzia anche di affidabilità nel tempo e di grande, grande resistenza ai maltrattamenti. Perché gli amici veri, come l’Aquaracer, tu puoi tradirli, ma loro non ti tradiscono mai. È ben per questo che alla fine torni con un sorriso di “scusami”…

    E la valvola per l’elio?

    Me lo ha chiesto sui social un lettore, prima ancora che scrivessi questo articolo. No, la valvola per la fuoriuscita dell’elio non c’è. E lo considero un risparmio intelligente. Ancora una volta. Perché alzi la mano quanti conoscono qualcuno che ne abbia realmente bisogno. Mmmh, vedo poche mani e al netto di qualche bugiardo, al netto di quanti le bugie se le lasciano raccontare, siamo veramente a pochissime mani alzate.

    Certo, la presenza della valvola per l’elio implica la conferma che l’orologio venga realizzato per i professionisti del lavoro subacqueo, ma non credo che Tag Heuer ne abbia bisogno. Perché questo è un orologio sì per professionisti delle immersioni, ma non per quelli che lavorano respirando una miscela di aria ed elio. La valvola di per sé non costa cara, ma preferisco che ci sia la bella chiusura regolabile con tanto di pulsante di sicurezza. Quella sì che è utile spesso anche per chi non si addentra in camere iperbariche.

    E per finire in gloria…

    Beh, le foto che pubblichiamo già dicono molto. Non ostante il prezzo del Tag Heuer Aquaracer Professional 300 sia molto contenuto rispetto alle caratteristiche, la quantità di dettagli fa davvero impressione e rende quest’orologio il raro “best buy”, il buon affare che in molti non si lasceranno sfuggire. È oggettivamente – nella propria fascia di prezzo – quanto di meglio si possa chiedere, specialmente di questi tempi. Come ho già scritto, è proprio con questo tipo di orologi che i mercati europei potranno rilanciarsi. E sono certo che anche in altri mercati importanti, come quello statunitense, l’Aquaracer saprà mietere gli allori che merita.

    Non mi stancherò mai di ripetere, però, che anche il miglior articolo possibile, corredato dalle migliori foto di dettagli, va inteso solo come un “antipasto” per il vero esame personale, che vi consiglio di fare presso un concessionario. Vi piacerà? Non vi piacerà? Sinceramente non lo so. Ma sono certo che al di là dei gusti personali sarà difficile non ammettere che da un punto di vista tecnico (e mi riferisco anche alla parte tecnica dell’estetica) l’Aquaracer è uno dei punti di riferimento anche per chi solitamente preferisce altre marche. E lo è, un punto di riferimento, perché dimostra come l’intelligenza dei progettisti e dei dirigenti sia la vera marcia in più, oggi, per l’orologeria. Magari l’intelligenza sta tornando di moda. E avere un buon amico, per giunta intelligente, cosa volete di più?

  • TAG Heuer Monaco Green Dial. Un “classico”, di tendenza

    TAG Heuer Monaco Green Dial. Un “classico”, di tendenza

    Più veloce di una tendenza. È arrivato il TAG Heuer Monaco Green Dial: un “classico” anticonformista (ossimoro che calza bene per questo orologio ultra-cinquantenario) nel colore della stagione. Verde, sì, in una gradazione di sfumature: chiaro al centro, scuro ai margini, per una sensazione di profondità. E di velocità.

    La velocità è d’altronde nel Dna di questo cronografo arcinoto, portato alla gloria da Steve McQueen, attore appassionato di motori, che lo indossò per la prima volta durante le riprese di La 24 ore di Le Mans. Alle origini del successo – al quale forse da principio non credeva neppure Jack Heuer, che lo lanciò nel 1969 – un film su una mitica corsa automobilistica. In più di 50 anni di riedizioni e revisioni, l’accostamento a gare di velocità: su quattro ruote, e anche sugli sci o a vela. Con una netta preferenza per la Formula 1, dichiarata già nel nome: Monaco.

    In occasione del Grand Prix de Monaco Historique 2021, competizione biennale dedicata alle auto d’epoca sul circuito famoso per il Gran Premio di F1, di cui TAG Heuer è orologio ufficiale, lo scorso weekend è stata lanciata questa versione speciale con dettagli verdi. Verdi, semplicemente, come il tratto coperto del tracciato del Gran Premio di Monaco. Un richiamo immediatamente riconoscibile da tutti gli appassionati di Formula 1.

    Che in qualche modo risponde alle (ironiche) ipotesi sul significato che le maison di orologeria hanno pensato di trasmettere con le varie declinazioni di verde con cui hanno colorato tempi quadranti e cinturini. Dal verde speranza al green ecologista; dal colore del fallimento economico al quarto chakra (quello del cuore): quasi un arcobaleno monocromo. Che abbiamo visto anche a Watches and Wonders 2021. E di cui abbiamo scritto qui.

    Per il TAG Heuer Monaco Green Dial il verde è, dicevamo, soprattutto il colore della velocità. A rimarcarne il legame con le corse automobilistiche. Ma anche i primati: la prima cassa quadrata impermeabile; uno dei primi movimenti cronografici a carica automatica. Per coerenza cromatica, sulla nuova edizione sono verdi – oltre al quadrante – anche le scritte sulla massa oscillante e la ruota a colonne del movimento di manifattura, visibile attraverso il fondello in vetro zaffiro.

    Una novità – quello del Calibre Heuer 02, con un’autonomia di circa 80 ore – introdotta per il cinquantenario del cronografo quadrato. Che ora, nella versione verde (con i contatori neri, indici rodiati e lancette con Super-LumiNova® bianca), reinterpreta il design anticonformista che ne ha fatto la storia in chiave moderna.
    Il TAG Heuer Monaco Green Dial è in edizione limitata, disponibile solo in selezionate boutique monomarca e sul sito ufficiale. Solo 500 esemplari, a 6.300 euro. Preziosi come uno smeraldo.

  • LVMH Watch Week 2021, i Ceo presentano le novità

    LVMH Watch Week 2021, i Ceo presentano le novità

    Ha preso il via la LVMH Watch Week 2021. La prima in formato digitale – o meglio phygital, per usare un termine di moda oggi; ma la terza se si guarda alla storia recente del gruppo, dopo quelle fisiche di Dubai (a gennaio 2020, in era pre-Covid: un altro mondo) e di Ginevra (ad agosto dello scorso anno, dalla durata limitata a pochi giorni). Proprio stamattina si è tenuta la conferenza stampa, in diretta streaming per i giornalisti di tutto il mondo: un’introduzione, di fatto, alle novità in uscita nei prossimi mesi.

    A dare il benvenuto Stéphane Bianchi, Ceo della Divisione orologi e gioielli di LVMH Group. E, accanto a lui, i Ceo delle diverse marche: Ricardo Guadalupe di Hublot, Jean-Christophe Babin di Bulgari e Julien Tornare di Zenith. Grande assente (giustificato): TAG Heuer. Che terrà un proprio evento in separata sede il 4 febbraio, per il lancio di un’importante partnership con relativi prodotti – come ha spiegato nel collegamento ad hoc il Ceo, Frédéric Arnaud.

    Qui non mi soffermerò volutamente sui tanti bla bla di contorno – com’è andato lo scorso anno, la storia più o meno lunga del brand, la consueta dialettica fra tradizione e innovazione, i convenevoli dei nuovi ambasciatori – che sempre condiscono i discorsi delle grandi occasioni. Non perché non siano interessanti, per carità. Ma preferisco concentrarmi invece sulla “sostanza”: gli orologi che sono stati presentati in questa LVMH Watch Week 2021. Anche se la farò breve: e di ognuno darò solo pochi cenni essenziali – consapevole che ciascuno meriterebbe un approfondimento.

    In attesa, oltretutto, delle presentazioni che in settimana i diversi brand manager locali faranno alla stampa italiana, in cui gli esemplari visti stamattina saranno trattati con maggior attenzione. Il Giornale degli Orologi si riserva quindi di dare ai singoli modelli lo spazio che meritano, in futuro: magari quando gli esemplari arriveranno nei negozi. Perché ci sembra corretto che i nostri lettori possano andare a verificare con i propri occhi – e toccare con mano – quello che scriviamo in queste “pagine”.

    Cominciamo quindi con Hublot, cui va il merito di aver ambientato la presentazione dell’LVMH Watch Week 2021 negli spazi della manifattura, a Nyon, in un tour fra i vari dipartimenti. Fra le tante novità in cantiere, riflettori puntati sul Big Bang Tourbillon Automatic Orange Sapphire: per la cassa in vetro zaffiro dal colore inedito – arancione – ma più ancora per il nuovo calibro automatico di manifattura. Con il tourbillon in posizione simmetrica al micro-rotore decentrato, posto sul lato quadrante.

    Ma anche il più accessibile Big Bang Integral Ceramic, notevole per il bracciale integrato, realizzato in ceramica; i cui link devono essere stati un vero incubo in fase di produzione. Da citare comunque il Big Bang MP-11 Magic Gold (oppure Blue Sapphire), con la cassa appunto nell’oro esclusivo della casa (antigraffio) e i suoi sette bariletti in linea; il Classic Fusion Orlinski 40 mm, con total look blu; e, per le signore, il Big Bang One-Click 33 mm, in due varianti di cassa ma con tante possibilità di personalizzazione grazie al cinturino intercambiabile.

    Per passare a Bulgari, che proprio alle donne ha dedicato la maggior parte delle news dell’LVMH Watch Week 2021. Dal Serpenti Spiga, con un inedito bracciale matelassé in oro bianco o rosa, avvolto su più giri attorno al polso; ai nuovi Lucea, tra cui spicca la versione Intarsio con quadrante in marqueterie di madreperla; fino a i tre Divas’ Dream Peacock, dedicati appunto al pavone e resi più sontuosi dal ricorso ai métiers d’art (tipo smalto champlevé e tarsia di piume).

    Per il pubblico maschile, invece, la maison romana ha sviluppato l’Octo Finissimo S Chronograph Gmt, con cassa in titanio o acciaio, e il calibro a carica automatica (con rotore periferico) sottile solo 3,3 mm. E l’Octo Roma Carillon Tourbillon, un super-complicato con cassa in titanio Dlc nero che associa al tourbillon la ripetizione minuti con suoneria Westminster su tre gong. In edizione iper-limitata a 15 esemplari.

    Infine Zenith, che in questa edizione della LVMH Watch Week ha concentrato tutte le attenzioni sul Chronomaster Sport. Un’assoluta novità che riunisce una serie di caratteristiche distintive dei cronografi prodotti in passato dalla Manifattura: il quadrante a tre colori dell’El Primero A386, la forma del Chronomaster De Luca, il bracciale simile a quelli fabbricati da Gay Frères. All’interno però monta un El Primero di ultima generazione: come sempre ad alta frequenza, riporta per la prima volta la misurazione del 10° di secondo sulla lunetta in ceramica.

    E con questo spero di avervi fatto venire l’acquolina in bocca. Per ulteriori dettagli vi rimando alla gallery qui sopra, ma concludo con un paio di considerazioni. Uno. Ancora non si sa nulla riguardo all’effettiva data di arrivo degli orologi nei negozi (e in certi casi neppure sui prezzi al pubblico); speriamo di saperne di più già nei prossimi giorni (nel caso, aggiorneremo le didascalie). Due. La LVMH Watch Week 2021, pur con tutti i limiti insiti nella modalità digital, va vista come un segnale positivo. Che rivela la voglia e la capacità dell’orologeria di andare avanti – nonostante tutto.

  • Alla Targa Florio Classica TAG Heuer rilancia il Carrera con Porsche

    Alla Targa Florio Classica TAG Heuer rilancia il Carrera con Porsche

    Da Palermo a Marsala, sulle strade delle saline. E ritorno, sulle orme di Garibaldi. Oggi, venerdì 16 ottobre, riparte la Targa Florio Classica, una delle più antiche e famose corse automobilistiche al mondo. E anche questa volta, a scandire il tempo della mitica “Cursa”, ci sarà TAG Heuer.

    Un marchio da sempre ha manifestato affinità con gli sport automobilistici. È stato il primo, per intenderci, a sviluppare esemplari in grado di misurare 1/100, 1/1.000, 1/10.000 di secondo. Cronometrista di Ferrari negli anni ’70, quando si chiamava soltanto Heuer, ha messo a punto strumenti sempre più precisi per cronometrare i tempi dei team in gara. Un pioniere, il cui contributo tecnico ha fatto la storia del cronometraggio in Formula 1. E non solo lì.

    Nel 1963, dalla folgorazione di Jack Heuer per la Carrera Panamericana Mexico, nacque la serie di cronografi sportivi racing per eccellenza: TAG Heuer Carrera. Una risposta alle esigenze di piloti professionisti e gentleman driver che cercavano un orologio da polso dalla massima chiarezza e leggibilità, da indossare alla guida sulle strade più impegnative. Un “cruscotto di un’auto da corsa per il polso”: fu definito così in occasione del lancio.

    Ora, per i suoi 160 anni, TAG Heuer propone il restyling della collezione Carrera, che nella versione Elegant partecipa proprio alla Targa Florio Classica. Quale occasione migliore? Lo spirito racing e il fascino è lo stesso delle prime versioni dei cronografi. Ed è comune anche alle auto in corsa sulle strade siciliane, tutte prodotte entro il 1977. In competizione per una delle gare di regolarità classica italiane più affascinanti di tutti i tempi.

    Basta scorrere l’albo d’oro dei partecipanti per farsene un’idea. Da Tazio Nuvolari, che vinse per la prima volta nel 1931, a Jean-Manuel Fangio, che vi partecipò nel 1953 e 1955. E poi lo svizzero Jo Siffert, primo pilota ad essere sponsorizzato da un brand orologiero, Heuer. “Driving tutor” di Steve McQueen per il ruolo del pilota Michael Delaney nel film Le 24 Ore di Le Mans, Siffert vinse la Targa Florio al volante di una Porsche costruita per la gara nel 1970.

    Non meno fascinoso dei leggendari piloti che hanno partecipato alla Targa Florio Classica è l’itinerario previsto per i tre giorni della gara, promossa da Automobile Club d’Italia con Automobile Club Palermo, con il supporto di ACI Sport e ACI Storico. Due tappe ufficiali più una facoltativa, che costituisce evento competitivo a sé stante.
    Dopo le verifiche tecniche e sportive di ieri, la partenza, oggi, è da Palermo. Senza il tradizionale schieramento delle vetture in Piazza Verdi, per evitare assembramenti. Del resto, proprio nel rispetto delle disposizioni anti-Covid, questa edizione non sarà aperta al pubblico.

    La prima giornata di gara rappresenta la parte variabile del percorso, tesa a mostrare ogni anno nuove zone di un territorio naturalistico intriso di storia e cultura. Perfettamente in linea con la natura “revival” dell’evento: quest’anno si parte sulla strada delle saline, in direzione di Trapani; poi sosta a Marsala; e un passaggio a Campobello di Mazara, culla della regolarità storica, che ha dato i natali a top driver come Moceri e Passanante. Il rientro verso Palermo ripercorre il tragitto di Garibaldi con i Mille: da Marsala attraverso le Saline di Mazara, Castellammare del Golfo e Valderice; seguendo la costa nord-occidentale per arrivare a Palermo.

    La seconda tappa, domani, è dedicata al circuito delle Madonie, patrimonio naturalistico, storico e artistico caratterizzato da strade tortuose che si inerpicano tra aspre montagne affacciate sul mare di Sicilia. È su quel circuito che si consumarono le gesta dei piloti più famosi dell’intero panorama automobilistico internazionale. Come Albert Divo, Achille Varzi, Tazio Nuvolari, Stirling Moss, Vic Elford, Graham Hill e Nino Vaccarella. Ed è su quel piccolo circuito che rivivrà l’antico spirito della Targa Florio.

    Lo stesso spirito agonistico che si respirava in Messico negli anni ’50 durante la Carrera Panamericana Mexico, che ha ispirato la collezione di cronografi TAG Heuer Carrera. E a cui ha dato un tributo anche Porsche, chiamando Carrera una delle sue serie più amate. Un legame che accomuna la maison svizzera di strumenti di cronometraggio e cronografi sportivi con la factory di Stoccarda. Che ha vinto la Targa Florio cinque volte di seguito, dal 1966 al 1970.

    Domenica 18, prima della premiazione, è previsto un tour di Palermo con rievocazione della Favorita. Un giro fuori classifica, per una competizione a sé, valevole per il Campionato Italiano Grandi Eventi ACI Sport. Sarà, come da 42 anni a questa parte, una competizione rallistica. Mentre dal 1906 al 1977 la Targa Florio Classica era stata competizione di velocità.

    L’equipaggio TAG Heuer correrà con una Porsche 911T del 1977. Al volante Himara Bottini e Carlo di Giusto. Al loro polso i nuovi cronografi TAG Heuer Carrera, dal quadrante blu. Lo stesso tono utilizzato dal partner di TAG Heuer Porsche sull’omonima serie di GT Car Carrera. Un legame che si rafforza. Oltre alla partnership per la Formula E con il Team TAG Heuer Porsche Formula E Team.

    Sono 100 gli equipaggi iscritti per competere nelle varie classifiche. La vettura più antica, del 1929, è la Lancia Lambda VIII Serie di Olindo Deserti e Maurizio Demarco. Non mancherà Mario Passanante, già vincitore della scorsa edizione della Targa Florio Classica, con la Fiat 508C del 1937. Tra i top drivers iscritti alla Targa Florio Classica anche Antonino Margiotta e Vincenzo Bertieri, con la Volvo PV444 del 1947. E Angelo Accardo e Filippo Becchina, con la Fiat 508C del 1938. 

     

     

  • Nuovi Carrera per il 160° anniversario di TAG Heuer

    Nuovi Carrera per il 160° anniversario di TAG Heuer

    Carrera in spagnolo significa “corsa”, ma il termine si associa facilmente anche a TAG Heuer. Allargando il discorso, gare d’auto e orologi: due mondi spesso legati da storie comuni, che sembrano non vivere l’uno senza l’altro. Un intreccio di emozioni basato sulla meccanica. Misurare il tempo nel modo più preciso per batterlo; progettare strumenti adeguati per stabilire il miglior risultato; studiare traiettorie e strategie per “limare” millesimi di secondo che possono risultare fondamentali… E, se dovessimo scegliere un comune filo conduttore, la cura del dettaglio, di ogni minimo dettaglio. Necessario per eccellere, per centrare l’obiettivo.

    Sin dalle origini, il rapporto di TAG Heuer con le corse è stato speciale. Nel 1962, Jack Heuer (all’epoca Ceo della marca), nelle vesti di cronometrista alla 12 ore di Sebring, ebbe l’idea di un cronografo per il mondo delle gare automobilistiche. Il nome, entrato nella storia, deriva dalla Carrera Panamericana, competizione che si svolgeva in Messico. Selettiva e talmente pericolosa da essere annullata dopo sole cinque edizioni; ma talmente affascinante da garantirsi, ancora oggi, la menzione sui quadranti di una delle collezioni di maggior successo del brand.

    I 160 anni di storia di TAG Heuer, festeggiati in questo 2020, meritavano una celebrazione speciale. Si è scelta quindi la collezione Carrera per esprimere l’oggi di un marchio che è cambiato senza stravolgersi. Consapevole che la qualità è imprescindibile anche in un mondo in cui tutto va di fretta, perfino troppo. E che il nuovo pubblico di appassionati è molto attento alla sostanza, al valore contenuto in un orologio meccanico. Lo sa bene Vittorio Colalillo, nominato da poco General Manager di TAG Heuer Italia e Ad di LVMH Watch & Jewelry Italia. Che nella nostra recente intervista ha posto l’attenzione proprio su questo aspetto; e sull’importanza di continuare nella direzione tracciata per dare impulso a un mercato che stava affrontando sfide impegnative già prima che gli ultimi mesi proponessero uno scenario totalmente inaspettato.

    Squadra che vince non si cambia: proprio per questo la nuova collezione Carrera si evolve senza rivoluzioni. Sebbene le modifiche siano piuttosto evidenti, oltre che sostanziali, la forte identità che tanti successi ha portato negli anni è lì, intatta, da vedere. Quattro le nuove referenze. La cassa  tonda in acciaio, di 44 millimetri di diametro, è abbinata al bracciale e a tre  colorazioni del quadrante: nero, blu e un inedito quanto intrigante verde. Se si vuole un tocco particolare, però, è possibile scegliere un’elegante versione con cassa in acciaio, oro rosa e carbonio, accostata a un cinturino in pelle di alligatore nero.

    Sul quadrante le lancette di ore e minuti condividono il centro con i secondi cronografici; mentre a ore 3, 6, 9 sono rispettivamente collocati il contatore dei 30 minuti, il sotto-quadrante dei piccoli secondi, che accoglie anche la finestrella rettangolare della data, e il contatore delle 12 ore. Si parlava prima di qualità, di sostanza. Se ci si avvicina ai nuovi Carrera, se con occhio allenato si osservano i dettagli, risulta evidente quanto si è lavorato in tale direzione. Nessun compromesso, quindi: superfici lucide e satinate, in alternanza, giocano con la luce; il réhaut “scende” nel quadrante e, assieme ai contatori incassati, fornisce un piacevole effetto tridimensionale; ancora, la spazzolatura circolare del quadrante “se la intende” con i motivi a cerchi concentrici interni ai contatori.

    La scelta di valore che premia gli appassionati è chiara. Si può continuare andando a notare la lunetta tachimetrica in ceramica o acciaio; gli indici applicati con trattamento in Super- LumiNova®; i pulsanti cronografici con inserto “a contrasto”. Un orologio “da corsa” non poteva poi che avere un motore eccezionale: il calibro di manifattura Heuer 02, meccanico a carica automatica con autonomia di 80 ore. Tra i 168 componenti troviamo la ruota a colonne con innesto a frizione verticale – se mai ci fosse ancora bisogno di comprendere quanto “contenuto” c’è in questa collezione. Il prezzo? 5.450 euro per le versioni in acciaio, 6.200 se si aggiunge l’oro rosa.

  • Patrick Dempsey, TAG Heuer e le serie tv

    Patrick Dempsey, TAG Heuer e le serie tv

    Ha esordito ieri sera su Sky Atlantic “Diavoli”, la nuova serie tv ambientata negli intrighi dell’alta finanza. Tratta dal romanzo di Guido Maria Brera e diretta da Nick Hurran (e Jan Michelini), è una produzione internazionale che vede nel cast Alessandro Borghi, Patrick Dempsey, Kasia Smutniak, Lars Mikkelsen. “Che ce frega?”, forse ti chiederai. Al che ti rispondo: “Prontooo? Ce ne frega, eccome: c’è Patrick Dempsey!”. Forse non lo sai, ma l’attore hollywoodiano è ambasciatore TAG Heuer dal 2014. Fascinoso 54enne, qui veste i panni di Dominic Morgan, Ceo della New York London Investment Bank, una delle maggiori banche di investimento mondiali.

    D’accordo, non si è ancora capito quale orologio indossi in questo thriller finanziario dalla fotografia algida e raffinata, girato a Roma ma ambientato nelle atmosfere di Canary Wharf. Di certo nei primi due episodi portava un esemplare “braccialato” – le scene però erano troppo dense, troppo veloci per identificarlo; (potrei ipotizzare un Carrera, ma non sono così sicura da scommetterci). Del resto sto dando per scontato che l’attore indossi un TAG Heuer anche sui set, perché così è già successo in passato. Ma molto dipende dalle scelte dei costumisti che hanno curato il look del protagonista, uno degli uomini più potenti della finanza mondiale.

    Da parte sua, Patrick Dempsey è sicuramente un appassionato di orologi. A chi come me segue “Grey’s Anatomy” fin dai primi episodi, non può essere sfuggito l’avvicendarsi di modelli diversi al polso del neurochirurgo Derek Shepherd. Ma molto prima di uscire tragicamente di scena alla fine dell’XI stagione, tra le lacrime delle fan, il Dottor Stranamore sfoggiava la versione più classica del Monaco. Lo ricordo bene, impossibile non riconoscerlo: con quella cassa quadrata e il quadrante blu, si stagliava sotto al camice bianco come un faro della notte. E proprio il Monaco deve essere uno dei suoi esemplari preferiti, come si è visto l’anno scorso ai lanci delle edizioni limitate per l’anniversario.

    In anni più recenti, il binomio Patrick Dempsey/TAG Heuer è tornato anche in un’altra mini-serie tv: “La verità sul caso Harry Quebert”. Un’altra storia tratta da un libro, questa volta di Joël Dicker, e diretta da Jean-Jacques Anneau, che è un impietoso ritratto della provincia americana, con le sue immoralità e le sue ipocrisie. Qui gli orologi di Dempsey/Quebert seguono i salti temporali della trama, avvincente e ricca di colpi di scena, tra il vintage degli anni 70 e il crono di oggi. Mentre alla première parigina del novembre 2018, l’attore aveva al polso (di nuovo) un Monaco, ma in special edition: con cassa in carbonio, personalizzato Bamford.

    Più che per l’amore per gli orologi, però, TAG Heuer deve aver scelto Patrick Dempsey per la passione per i motori e la velocità. Non solo l’attore ha sempre partecipato a numerose corse automobilistiche, ma nel 2013 ha perfino fondato una propria scuderia con Alessandro Del Piero (la Dempsey Del Piero Proton) con cui ha gareggiato alla 24 Ore di Le Mans. Gara che in realtà frequenta dal 2009 e alla quale ha perfino dedicato una serie documentario, “Obiettivo Le Mans”, andata in onda nel 2014 su DMax. Oltretutto nel 2018 è anche riuscito a vincerla: non al volante, ma come manager del proprio team (diventato nel frattempo Dempsey Proton Racing). Sponsorizzato, non a caso, proprio da TAG Heuer. 

    Per la cronaca, Patrick Dempsey da anni è al centro ovviamente anche della comunicazione e delle campagne firmate TAG Heuer. L’ultima è stata un servizio fotografico realizzato per il nuovo Autavia, presentato a Baselworld lo scorso anno. Ma la più memorabile resta “To Jack”, un video che rende omaggio a Jack Heuer (presentato sempre a Basilea, nel 2017). Per l’occasione l’attore era passato dietro la macchina da presa. E si era immortalato alla guida di una MGA d’epoca, con al polso un crono Autavia (edizione speciale 55° anniversario), in un suggestivo bianco e nero.

  • Tag Heuer Connected Watch, terza generazione di uno smartwatch di lusso

    Tag Heuer Connected Watch, terza generazione di uno smartwatch di lusso

    Un look and feel di alta gamma, pur senza sacrificare nulla alla qualità del software di bordo. È questo l’obiettivo ambizioso che TAG Heuer ha cercato di raggiungere con la terza generazione del proprio Connected Watch, uno tra gli orologi più popolari del produttore svizzero. Tra le prime aziende che hanno operato nel segmento degli smartwatch di lusso (già nel 2015), TAG Heuer intende consolidare ulteriormente la propria posizione nella categoria degli orologi connessi di prestigio.

    L’aggiornamento introduce alcune novità rispetto ai modelli precedenti. In primo luogo, la terza versione del Connected Watch è decisamente più elegante e piacevole all’occhio. La miniaturizzazione consentita dall’evoluzione della tecnologia ha permesso di cancellare ogni spigolosità e rigonfiamento dettati dalla necessità di ospitare le antenne del dispositivo. A un primo sguardo superficiale, è facile confonderlo con un orologio meccanico. Solo lo schermo, che dopo pochi secondi passa alla modalità economica in bianco e nero, rivela immediatamente la natura digitale.

    Per quel che riguarda l’hardware “classico”, la cassa da 45 mm in acciaio inossidabile o titanio riprende il design caratteristico dei cronografi del produttore elvetico. Le anse sfaccettate, le superfici lucide e satinate, la lunetta graduata in ceramica, la corona centrale affiancata da due pulsanti operativi, il fondello a vite sono le principali caratteristiche. Cui si aggiunge un’ampia scelta per il cinturino, che si sostituisce rapidamente con un semplice gesto in modo da cambiare look all’orologio. Si può spaziare infatti tra una selezione di cinturini in caucciù traforato – nero, rosso, arancione o kaki -, il classico modello nero stampa cocco con impunture rosse o, infine, il bracciale in acciaio.

    Per quel che concerne invece la parte più prettamente “smart”, cuore dell’orologio è il processore di ultima generazione Snapdragon Wear 3100 di Qualcomm, su cui gira il sistema operativo Wear OS di Google. Ricche le opzioni di connettività, comprendenti Bluetooth, WiFi ed NFC, per mezzo del quale è possibile effettuare pagamenti contactless. Il quadrante è dotato di un display touch OLED da 1,39’’, 454 x 454 pixel (326 ppi) a colori, protetto da un vetro zaffiro resistente ai graffi. Nella media l’autonomia, con la batteria da 430 mAh che garantisce un utilizzo di circa 20 ore; incluso un allenamento di 1 ora oppure 6 ore di training sportivo (con GPS, cardiofrequenzimetro e musica). Per prolungarne la durata, lo schermo alterna la modalità attiva e quella ambient, sempre indicando l’ora.

    Lato software, il marchio ha compiuto un apprezzabile sforzo di personalizzazione. Sono cinque i quadranti TAG Heuer sempre attivi, di ispirazione meccanica o digitale. Ecco quindi una versione a tre sfere del quadrante scheletrato del movimento di manifattura Heuer 02; un Carrera Heuer 01 digitalizzato; un display a cristalli liquidi; un’animazione a rete neurale basata su algoritmi, chiamata Orbital; e un omaggio alla struttura esagonale a nanotubi della spirale in carbonio composito del brand.

    Come è lecito aspettarsi da uno smartwtach, è possibile impostare numerose opzioni ulteriori, in base al proprio gusto e alle proprie esigenze, direttamente sull’orologio o dalla nuova app TAG Heuer di accompagnamento. Disponibile per smartphone Android e iPhone, l’app fornisce anche un monitoraggio dettagliato per attività di golf, corsa, ciclismo, camminata o fitness, grazie al GPS e al cardiofrequenzimetro integrati.

    In omaggio alla tradizione del cronometraggio del marchio, il nuovo Connected Watch propone anche un’applicazione cronografo, timer, allarme e un’interfaccia per le impostazioni personalizzate. I pulsanti a ore 2 e 4 forniscono collegamenti rapidi per l’apertura delle applicazioni, insieme alle funzioni di avvio, pausa, ripresa e reset; mentre la corona rivestita offre una seconda opzione per lo scorrimento delle informazioni sul display, ideale per l’utilizzo in movimento.

    Il lancio ufficiale dello smartwatch è avvenuto lo scorso 12 marzo presso Caldwell Factory di West Chelsea, New York, trasformata per l’occasione in un hub esperienziale multi-room. In cui quattro postazioni immersive permettevano agli ospiti di testare i molteplici usi e le caratteristiche del nuovo Connected Watch. Gli orologi e i materiali del marchio erano esposti al Carousel; mentre altre aree immersive mostravano la nuova app di TAG Heuer, così come la versatilità dei nuovi pezzi con una stazione in cui era possibile effettuare la personalizzazione dell’orologio.

    Certo, non può che dispiacere il fatto che questo orologio non possa fregiarsi dell’etichetta Swiss Made, sostituita con una più discreta sul retro, che riporta alla produzione in Asia. Del resto la linea produttiva a La Chaux-de-Fonds, dove le precedenti versioni dello smartwatch erano assemblate, ha cessato già da qualche da tempo di dedicarsi all’orologeria “smart”; e ha preferito invece concentrare le proprie attenzioni sugli orologi tradizionali della gamma TAG Heuer. Ed è probabilmente questa la ragione per cui è sparito un altro elemento di prestigio dei modelli precedenti. Il nuovo esemplare infatti non potrà più essere convertito in orologio meccanico – una volta che, in futuro, i suoi chip saranno ormai obsoleti e la batteria cesserà di funzionare. Peccato.

    Ad ogni modo, la terza generazione del Connected Watch di TAG Heuer ha tutte le carte in regola per fare una buona impressione, grazie alla combinazione tra la raffinatezza di un dispositivo ispirato ai migliori cronografi e la discreta esperienza digitale fornita da Wear OS. In attesa di sapere se, in futuro, TAG Heuer continuerà ad affidarsi al software dell’azienda di Mountain View, o preferirà sviluppare un proprio sistema operativo in house.

    Connected Watch è già in vendita (lo potete trovare anche sulla piattaforma di e-commerce TAG Heuer) a un range di prezzo che va da 1.650 a 2.150 euro.                          

  • Il TAG Heuer Autavia, cronache di un successo annunciato

    Il TAG Heuer Autavia, cronache di un successo annunciato

    L’ho conosciuto lo scorso anno a Basilea, il TAG Heuer Autavia. E mi è piaciuto subito. Uno di quei “belli ma non troppo” che ti ispirano fiducia, come quel Patrick Dempsey che ne è testimonial (ma questa è un’altra storia). Il mio moto di simpatia immediata si è scoperto esser banale come l’invenzione dell’acqua calda: tutti, dai giornalisti a chi lo avrebbe dovuto vendere, erano assolutamente positivi sul fatto che l’Autavia fosse un best seller nato.

    E qui ci piazzo subito un bel dietro le quinte. Qualcuno comincia a sapere che noi tutti, al “Giornale degli Orologi”, amiamo poco le “anteprime”. O c’è qualcosa che davvero può essere una pietra miliare dell’orologeria oppure chissenefrega – ma non perché siamo menefreghisti. No. Perché troviamo sia una forma di rispetto nei confronti dei negozianti, che non vendono anteprime, ma orologi che hanno a loro volta comprato per rivenderli.

    Troviamo che sia una forma di rispetto per i nostri lettori: non dovete credere a scatola chiusa in quel che scriviamo, ma dovete andare a controllare con i vostri stessi occhi. Ma se l’orologio non è ancora nei negozi cosa cavolo potete controllare? Ed è una forma di rispetto per il nostro stesso lavoro: non ci basiamo sulla prima impressione, ma attendiamo conferme, cerchiamo più informazioni. E pensiamo, anche, qualche volta, prima di accendere il computer.

    Morale della favola, chiedo a chi di dovere quando arriverà nei negozi l’orologio e mi viene risposto che settembre, massimo ottobre 2019 sarà in Italia. E invece no. Passa persino il 2019, ma del TAG Heuer Autavia nessuna traccia. Arriverà finalmente nel gennaio 2020. Il fatto è che – manco fosse un libro di Harry Potter – più TAG sfornava Autavia, più la richiesta cresceva. Proprio come molti avevano previsto, ma non certo a questi livelli.

    Bene, direte voi. Sì e no, dico io. L’Autavia, come altri orologi “solo tempo” di TAG Heuer, monta il Calibro 5.  Un movimento meccanico a carica automatica che altro non è se non la versione personalizzata dell’Eta 2824-2 o del corrispondente Sellita SW200; distinguibili fondamentalmente per il fatto che il Sellita ha un rubino in più (26 contro i 25 dell’Eta). Non ostante questo io tendo a preferire il 2824 perché è un calibro “inventato” dalla stessa Eta (che è una immensa fabbrica di movimenti industriali appartenente a Swatch Group); e perché i sistemi industrializzati per la produzione sono i migliori che si possano avere in Svizzera.

    Non solo: TAG Heuer considera comprensibilmente un vanto che tutti i propri movimenti meccanici abbiano superato i test del Contrôle Officiel Suisse des Chronomètres (Cosc). Oggi superare questi esami non è più così difficile (un giorno parleremo diffusamente dei diversi tipi di test); ma sta di fatto che il primo requisito per ottenere il certificato del COSC è l’uso di una spirale di prima qualità. Bene: TAG Heuer ha preferito l’Eta 2824-2 e ne impiega la miglior versione in assoluto. Il che non solo è una buona scelta di per sé, ma rende anche piuttosto concorrenziali i prezzi degli Autavia. E questo fa comprendere meglio perché la nuova collezione di TAG Heuer abbia avuto tanto successo. 

    Oltretutto a Basilea, lo scorso anno, era stato ipotizzato che TAG Heuer potesse allargare alla collezione Autavia l’uso della spirale in carbonio realizzata in esclusiva con un’importante azienda della Silicon Valley (il pezzo sul Nanograph lo trovate qui); ma, vista la quantità di richieste, si è preferito lasciar perdere e abbassare i prezzi rispetto a quelli inizialmente comunicati “off the records”. La nuova collezione, insomma, parte proprio bene.

    Che poi “nuova” è una parola grossa, dal momento che l’Autavia nasce negli anni Trenta come strumento di bordo per aerei e automobili da rally  che avevano bisogno di oggetti particolarmente resistenti ad urti e vibrazioni. Dopodiché, negli anni Sessanta, si trasforma in orologio da polso con caratteristiche equamente pensate – di nuovo – per aviatori e automobilisti; ma questa volta si tratta di un cronografo con lunetta girevole (il primo) per eseguire calcoli parziali.

    E in più non nasconde qualche condivisibile vocazione ad una certa “eleganza sportiva” che a quei tempi non era poi così comune come oggi. Il cronografo Autavia prosegue la sua onoratissima carriera fino alla metà degli anni Ottanta, quando è posto in secondo piano dal successo di altri modelli che i compratori considerano più moderni, come il Carrera e soprattutto il Monaco.

    Poi arriva questo progetto che vince subito perché è ben equilibrato, sì, ma anche percepibilmente equilibrato, che poi è la chiave di molti successi. È appunto – come dicevo all’inizio – un orologio che indipendentemente dai gusti personali si presenta subito con ottime credenziali (variazioni cromatiche, combinazioni di cinturini e così via) che alla fine sfociano in prezzi tutt’altro che eccessivi. No, un momento: tutt’altro che eccessivi in relazione a cosa? Beh alle caratteristiche, alla robustezza, al feeling… Peccato che non sia il momento più propizio per poter fare la propria conoscenza diretta con il TAG Heuer Autavia.

    E allora proviamo a corredare quest’articolo di più foto del solito proprio perché non sarà facilissimo, in questi giorni, poterlo andare a vedere. A dirla tutta, sarà impossibile perché ormai tutti in negozi di orologi sono chiusi. E anche non fosse così, immagino la faccia di chi controllasse il vostro “modulo di libera uscita”: vado ad esaminare un TAG Heuer che mi interessa. Non finirebbe bene.

    Allora rimanete a casa, guardate attentamente gli ingrandimenti che abbiamo realizzato per voi e aspettate. Appena il Covid 19 si toglie dalle palle, allora sì che fra le mille cose in sospeso potrete andare a dare un’occhiata con il lentino a questo orologio davvero degno di essere preso in considerazione. Anche per via di un rapporto ottimo fra prezzo e qualità. 

  • Monaco Heuer 02: l’icona di TAG Heuer con movimento di manifattura

    Monaco Heuer 02: l’icona di TAG Heuer con movimento di manifattura

    Ci sono oggetti che, letteralmente, se ne fregano di un mondo che sta andando sempre più di fretta. E lo fanno attraverso la loro immagine,  che va al di là delle mode, il loro carattere rivoluzionario, la loro intrinseca e non comune capacità di essere un’icona sin dalla nascita. Così è per il TAG Heuer Monaco: oltre mezzo secolo di storia sulle spalle e ancora capace di emozionare come e più del primo giorno.

    Il 3 Marzo 1969, dopo tre anni di collaborazione tra Heuer, Breitling ed Hamilton, l’allora Ceo Jack Heuer presentava due innovazioni: uno dei primi movimenti cronografici a carica automatica (record conteso con El Primero di Zenith), denominato Calibre 11; e, a proteggerlo, una cassa impermeabile, la prima cassa di forma quadrata nella storia ad avere caratteristiche di resistenza all’acqua.

    Dunque, sto parlando di un orologio sportivo quadrato, con lancette rosse ed azzurre, un quadrante blu metallizzato e in più la corona di carica posta nella parte sinistra… alla fine degli anni Sessanta. Un’immagine di sicuro impatto che per Jack Heuer fu naturale associare a un mondo estremo e pregno di fascino come quello delle corse automobilistiche – e della Formula 1 in particolare. Si decise quindi di utilizzare una delle gare più famose per battezzare il nuovo nato con il nome di Monaco.

    Non tutti, Heuer incluso, erano convinti dell’estetica di un oggetto che, a pieno titolo, poteva definirsi rivoluzionario. Ma, nonostante l’accoglienza tiepida dei primi tempi, Monaco rimase nella collezione (meno male); ed il primo passo verso la celebrità lo fece due anni dopo da vero protagonista, anzi, da vera star.

    Un celebre attore hollywoodiano, appassionato di motori – tanto da pensare più di una volta di abbandonare le scene a favore delle gare -, lo indossava durante le riprese di un film che riguardava, per l’appunto, le corse d’auto; o meglio, senza nulla togliere a nessuno, forse quella che si può definire “la” corsa d’auto: la 24 ore di Le Mans. Da allora il nome di Steve McQueen è indissolubilmente legato al Monaco, sempre al suo polso. E da allora il già forte rapporto di Heuer con gli sport motoristici si è ulteriormente consolidato, tra sponsorizzazioni, testimonial di eccezione e partnership; che si estendono anche ad altri sport, quali vela o sci – in particolar modo dopo l’ingresso di TAG, nel 1985. 

    Piuttosto difficile sintetizzare tutti i passaggi attraverso i quali Monaco è giunto, in gran forma, sino ai giorni nostri. Quello che è certo è che a La Chaux-de-Fonds hanno saputo valorizzare la propria creazione più iconica senza mai stravolgerla, ma cambiandone solamente le caratteristiche. La missione non era facile: dare agli appassionati nuova linfa aggiungendo capitoli a una storia di successo senza mai tentare di riscriverla.

    Ecco allora che il quadrante diventa nero, la corona si sposta sulla destra tra i pulsanti cronografici (Calibre 12); si gioca con i colori collaborando con l’impresa petrolifera Gulf; si creano versioni complicate, si propongono materiali alternativi. Al centro (o forse sarebbe meglio dire al polso) però c’è sempre lui, Monaco: quadrato, 39 millimetri di lato (millimetro più, millimetro meno, dipende dalle versioni), inconfondibile, insostituibile.

    Lo scorso anno è stato decisamente importante per la collezione, arrivata al traguardo delle 50 candeline. E la Maison ha celebrato l’anniversario con edizioni speciali, eventi in varie località del mondo e un libro intitolato “Paradoxical Superstar”. L’ultimo passaggio, che potrebbe essere associato alla proverbiale ciliegina sulla torta, è l’introduzione, per la prima volta, di un movimento realizzato interamente in house.

    Il progetto non è stato di facile realizzazione, sono state necessarie diverse lavorazioni per ottenere la “quadratura del cerchio”. Ossia per rendere forma (circolare) e dimensioni del calibro di manifattura, già presente su altri modelli della Maison e denominato Calibre Heuer 02, compatibili con la cassa quadrata del Monaco. Il risultato lo lascio giudicare a voi, ma mi sembra che i tecnici abbiano fatto decisamente un buon lavoro.

    Lo si può vedere dal fondello in vetro zaffiro: la massa oscillante di colore nero assomiglia a un cerchio in lega di una macchina da corsa e l’aspetto decisamente “racing” è sottolineato dalle scritte rosse poste sulla periferia della stessa. Il colore rosso contraddistingue anche la ruota a colonne che rappresenta un altro fiore all’occhiello di questo movimento cronografico.

    I ponti sono tutti elegantemente lavorati a Côtes de Genève e il bilanciere, cuore pulsante (anzi oscillante) del movimento, lavora a una frequenza di 4 hertz, ossia 28.800 alternanze/ora. Interessante anche l’autonomia che si attesta sulle 80 ore circa. Sono sicuro che nessuno si separerà dal proprio Monaco per oltre tre giorni, ma sappiate insomma che potreste trovarlo ancora “sveglio” dopo tale periodo.

    La veste grafica di questo modello riporta alle prime storiche realizzazioni, con qualche cambiamento e qualche finezza sia estetica che tecnica. Il quadrante è nel classico blu con una lavorazione effetto sunray, o soleil se si preferisce il francese; troviamo la data alle ore 6 e altri dettagli “famigliari” che ricordano il Calibre 12. Un occhio più attento però si accorge ben presto che i piccoli secondi, che eravamo abituati a vedere alle ore 3, lasciano il posto al contatore dei 30 minuti cronografici, sempre di forma quadrata e con lancetta rossa, ma proposto in una particolare veste argenté, “incassata” con bordo smussato.

    Vi domanderete: e i piccoli secondi? Niente paura, il Calibre 2 “pretendeva” che fossero spostati; quindi gli specialisti di TAG Heuer hanno inserito una discreta lancetta alle ore 6, indicazione che riempie il quadrante senza alterare l’equilibrio dell’insieme. Nulla cambia invece al centro, dove agisce la lancetta dei secondi cronografici (rossa); né alle ore 9 dove, a completare le informazioni, rimane il contatore delle 12 ore crono.

    Monaco ha di certo uno spirito prettamente sportivo, ma le linee e le lavorazioni della cassa, nella quale si alternano superfici lucide e satinate, gli conferiscono anche un tocco di eleganza. Cosa manca per poterlo mettere al polso? Solamente un cinturino in alligatore blu con fibbia déployante… ed i 5.400 euro necessari all’acquisto.

  • TAG Heuer e il Carrera Lady in versione “Cara”

    TAG Heuer e il Carrera Lady in versione “Cara”

    Eclettico, ribelle, androgino, ma, nonostante tutto, estremamente femminile. Tutti aggettivi che potrebbero essere associati a entrambi i protagonisti di questo pezzo. Il Carrera Lady da una parte, l’orologio iconico di Tag Heuer; e dall’altra lo stile di Cara Delevingne, modella, icona, attrice e ambasciatrice della Maison ormai da qualche anno. Insieme, modella e orologio, per un’occasione speciale: il restyling dell’orologio di casa Tag Heuer.

    Un restyling che rende ancora più esplicita la vocazione di quell’esemplare: la leggibilità. Nasce infatti nel 1963, in omaggio alla massacrante corsa Carrera Panamericana, come cronografo con Dna racing. Contatori più ampi, indici rivestiti con materiale luminescente. Elementi legati dalla volontà di ribadire l’intuizione di Jack Heuer: creare un cronografo da indossare alla guida, ossimorico nel coniugare eleganza e sportività.

    Ancora oggi, anche in versione femminile, Carrera Lady rimane quel mix di grinta e understatement. E Cara Delavigne non solo lo indossa, ma interpreta al meglio questo mood. Come se in qualche modo ne fosse contagiata: look urbano, androgino, classy si potrebbe azzardare. Perché la modella ci ha abituato un po’ a tutto, con quel misto di glam rock spettinato che l’ha resa la degna erede di Kate Moss, altro mostro sacro di seduzione rock’n’roll.

    Foto, quelle di Cara con il Carrera Lady, talmente rigorose da farci avvicinare allo schermo e dire: ma è lei? Sì, lo è, solo molto diversa. Così tanto da sprigionare forza, grinta e dire: “perché no”, perché essere sempre le stesse, perché non essere per un giorno qualcosa di nuovo? Del resto, camaleontica Cara lo è sempre stata. E in fondo non è antiquato relegare qualcuno in un’unica immagine stereotipata?

    Perché, per un giorno, non poter essere tutti un po’ come Cara, a metà tra interpretazione e contagio? “Uno, nessuno, centomila” riporta una reminiscenza pirandelliana. E allora sì: tutte, una, nessuna, diversa, uguale, senza tregua. E il risultato è davvero una perfetta simmetria tra orologio e modella, quasi come Cara fosse l’appendice umana del Carrera Lady. Che poi secondo me, sotto ai riflettori, gli anfibi di cuoio Cara li aveva lo stesso. Solo opportunamente celati.

  • Il Carrera Calibro 16 di TAG Heuer. Una prospettiva storica

    Il Carrera Calibro 16 di TAG Heuer. Una prospettiva storica

    Se le marche di orologi avessero una carta d’identità, su quella di TAG Heuer ci sarebbe scritto che l’altezza è 186 cm (è nata nel 1860) e che di professione fa la “sportivelegante”. Perché i TAG Heuer sono sempre sportivi, sì, ma senza l’obbligo di apparire un grezzo strumento di lavoro per cronometristi un po’ ruspanti. Basta guardare il nuovo Carrera Calibro 16 per averne conferma.

    Sempre sull’ipotetica carta d’identità TAG Heuer, poi, non si potrebbe non fare riferimento ad un evidente strabismo. Un occhio guarda al futuro (Techniques d’Avant Garde era ed è tuttora una azienda che fa ricerca sulla tecnologia che verrà) e un altro alla storia. Uno cerca sempre straordinarie diavolerie da strappare un “ooooh!” di meraviglia, mentre l’altro guarda sempre al passato.

    Il terzo occhio, quello che guarda al presente, riesce a… No, di questo parliamo un’altra volta, quando finalmente uno dei più interessanti orologi di TAG Heuer arriverà nei negozi. In ritardo perché ovunque sia stato presentato ha subito avuto un successo superiore alle aspettative. Ne parliamo presto, ripeto. Nel frattempo, diamo una seria occhiata al passato, nel tentativo di capire l’essenza di TAG Heuer.

    Fin dai tempi di Abraham-Louis Breguet (1747/1823), era ben chiaro chi fossero i migliori orologiai: gli inglesi e i francesi. Punto. Gli svizzeri producevano, sì, grandi quantità di orologi, ma di qualità inaccettabile per inglesi e francesi, appunto. Non a caso Breguet nasce nel cuore dell’orologeria svizzera (Neuchâtel), ma poi emigra in Francia proprio perché si sente troppo bravo per la mediocrità svizzera. E per giunta crea, durante i propri anni, forti rapporti di lavoro con orologiai inglesi come Arnold, presso il quale manda a studiare il figlio. Eppure, manco un secolo dopo, l’orologeria made in England e in France sono scoppiate, decotte, sono alla rovina.

    Il punto è che mentre per centinaia d’anni gli orologi erano stati innanzitutto “oggetti di vanità” per un raro e ricco pubblico di ricconi, improvvisamente le scienze e le loro moderne applicazioni cominciano a chiedere la massima diffusione di orologi. La storica percezione dell’orologio come oggetto di vanità (quanto di meglio la tecnica dell’epoca è in grado di produrre) fa spazio ad un nuovo tipo d’orologio. Lo strumento di lavoro, la tecnologia per professionisti.

    E cosa c’entra TAG Heuer, mi dirai? La stai prendendo lunga, nonno… È vero, rispondo: noi anzianotti ogni tanto ci perdiamo in chiacchiere, ma sono premesse importanti. Perché gli svizzeri del tictac a quel punto inventano il rapporto fra prezzo e qualità, riuscendo a migliorare la qualità senza aumentare troppo i prezzi. In pratica, la differenza qualitativa fra gli orologi francesi e inglesi, da un lato, e quelli svizzeri, dall’altro, diminuisce. Ma il prezzo non aumenta come ci si aspetterebbe.

    Uno degli strumenti più importanti, da metà Ottocento, è un particolare tipo di orologio chiamato cronografo. Un orologio che non solo ti dice che ora è, ma è anche in grado di misurare, in qualunque momento lo si desideri, intervalli di tempo. Serve agli astronomi, ma serve soprattutto – e più prosaicamente – per misurare la durata delle gare sportive.

    Tra il 1815 e il 1861 il cronografo matura fino a diventare, sia pure nella dimensione di un orologio da tasca, quasi il cronografo come lo conosciamo oggi. Nel 1860 Edouard Heuer apre il proprio laboratorio, dedicandosi con particolare impegno alla realizzazione di cronografi. Nel giro di una ventina d’anni si trasformerà in un punto di riferimento dell’orologeria sportiva grazie a qualche geniale brevetto e alla capacità di mantenere i prezzi sotto una soglia “critica”.

    Fra poco mollo l’aspetto storico. Heuer viene poi comprata nel 1985 dalla TAG (Techniques d’Avant Garde, appunto), estremamente attiva in Formula Uno, e comunque negli sport automobilistici. E qui la fama del marchio entra rapidamente nella leggenda: sapete bene che TAG Heuer è uno dei tre o quattro grandi contendenti in tema di orologeria sportiva. Il tutto si basa, comunque, sulla capacità di realizzare orologi robusti, precisi e affidabili – ma a costi “umani”. Orologi con ottima qualità in relazione al prezzo, insomma. In questo senso l’esempio proverbiale è quello delle collezioni Aquaracer e Carrera Calibro 16.

    Il Calibro 16, lo dico subito, è una delle mille varianti dell’ETA Valjoux 7750. Un consiglio: andate su internet e fate una ricerca semplicemente digitando 7750. Vi si aprirà un mondo di marchi anche inaspettati: il 7750 (che molti considerano il movimento cronografico migliore del mondo proprio per via del suo rapporto imbattibile fra qualità e prezzo) ha equipaggiato ed equipaggia ancor oggi cronografi semplicemente leggendari.

    Dal 7750 esistono moltissime versioni diverse fra loro per qualità dei componenti e finiture. In particolare, per superare (com’è il caso di TAG Heuer) gli esami del COSC è necessario che il movimento monti la spirale di massima qualità. In realtà TAG Heuer porta ulteriori modifiche, compresa la personalizzazione della massa oscillante, molte delle quali migliorano ulteriormente affidabilità e costanza di marcia. Il risultato si traduce in orologi di qualità eccezionale in rapporto ai prezzi. Proprio come il Carrera Calibro 16, presentato di recente in nuove versioni, che partono dai 3.900 euro. Quasi impossibile fare di meglio.

  • TAG Heuer Vela Cup, è qui la festa

    TAG Heuer Vela Cup, è qui la festa

    È il più grande circuito di regate in Italia, ma non solo: la TAG Heuer Vela Cup è soprattutto una grande festa, in mare e in porto. Che quest’anno prevede la partecipazione di 32mila appassionati e 800 imbarcazioni – un numero andato sempre in crescendo, nei sei anni di vita della manifestazione. Sì, perché la TAG Heuer Vela Cup piace, piace parecchio. Forse per i 300 premi messi in palio, o forse perché coinvolge 7 club nautici in tutta la penisola. Ma soprattutto perché è aperta a tutti.

    Per partecipare, infatti, non c’è bisogno di essere degli skipper professionisti, né di possedere un iper-scafo hi-tech, vele speciali, capitali da investire. Non serve neppure il certificato di stazza. Basta avere una barca dai 5 ai 30 metri e tanta voglia di tirar bordi lungo-costa. Perfino l’iscrizione è irrisoria. Poi si può partecipare nella classe crociera (vele bianche, cioè solo randa e fiocco/genoa) o nella classe regata (spi, gennaker, code 0 eccetera), tra le barche vintage (d’epoca/classiche) o tra quelle moderne, nei diversi raggruppamenti sulla base della lunghezza fuoritutto.

    Lo si è visto all’inizio di maggio a Santa Margherita, per il TAG Heuer VelaFestival, primo raduno in cartellone. Che a dirla tutta assomiglia sempre più a una cittadella della vela, con tanto di salone nautico organizzato all’interno. In quell’occasione il golfo del Tigullio è stato invaso da più di 200 barche – un evento secondo solo alla Barcolana per equipaggi in acqua. Ma il circo della TAG Heuer Vela Cup è già atteso per la prossima tappa, a Venezia, domani sabato 15. Con l’ormeggio previsto sull’Isola di San Giorgio, proprio di fronte a San Marco, grazie alla collaborazione con la Compagnia della Vela. E un percorso di regata suggestivo come pochi, attraverso la Laguna, passando per il Lido.

    Quindi la TAG Heuer Vela Cup farà scalo a Marina di Pisa (il 30 giugno); a Caprera, nell’arcipelago della Maddalena (il 16 agosto); di nuovo in Liguria, a Lerici (il 14 settembre); a Capo d’Orlando, in Sicilia, di fronte alle Eolie (il 5 ottobre); per poi concludersi a Marina di Loano (il 19 ottobre). In ogni tappa, fra tutti i partecipanti, viene estratto un TAG Heuer Aquaracer. E, dopo la premiazione, i villaggi allestiti ad hoc sulle banchine si animano di musica, cibo e divertimenti fino a tarda sera.

    Già di per sé, l’Aquaracer la dice lunga del legame di TAG Heuer con il mare: per caratteristiche, prestazioni, affidabilità, la collezione nata nel 2003 è un po’ un simbolo del rapporto con il mondo della vela. Ma per quanti non conoscono la storia del marchio, potrebbe essere interessante ricordare qualche data. 1895, dai laboratori Heuer esce una delle prime casse impermeabili, brevettata, per gli orologi da tasca. Anni Venti del ‘900, la casa fa già da cronometrista ufficiale per le regate sul lago di Lemano. 1930, esce la prima cassa impermeabile per gli orologi da polso – seguita, lo stesso anno, dal cronometro Yacht Timer.

    1939, è la volta del primo cronografo da polso impermeabile. 1949, lancio del Solunar, con indicazione delle maree. 1950, lancio del Maréographe, con indicatore di marea e funzione di conto alla rovescia – più noto forse con il nome americano, Seafarer. 1955, lancio del Navia, strumento di bordo per i cruscotti delle navi. 1965, lancio dell’Aquastar Regatta. 1967. Prima partecipazione all’America’s Cup, nel pozzetto dell’Intrepid di Emile Mosbacher (vincitore della competizione). 1972, esce il cronografo Skipper… Può bastare?

  • La spirale in carbonio di TAG Heuer. Una prima assoluta

    La spirale in carbonio di TAG Heuer. Una prima assoluta

    La guerra ai campi magnetici. Ci risiamo, dirai. Ma perché prima non si facevano tante storie per i campi magnetici? In realtà non è vero: già nella prima metà dell’Ottocento, Vacheron Constantin cercava senza gran successo di usare materiali poco sensibili ai campi magnetici derivanti dalle novità tecnologiche sempre più “elettriche”. Provò ad usare il palladio per bilanciere, spirale e àncora, ma il palladio non era sufficientemente stabile da un punto di vista termico.

    Nel 1896 il fisico svizzero Charles Édouard Guillaume mise a punto una lega a base di nichel, l’Invar (ferro, nichel, carbonio e cromo), che gli valse il premio Nobel per la fisica, dal momento che nel frattempo la resistenza al magnetismo era diventata un problema esteso ad altri campi oltre l’orologeria. Va comunque detto che Guillaume – che poi perfezionò un’altra lega, l’Elinvar (meno antimagnetica, ma più stabile a fronte di shock termici) -, era nato a Fleurier, la cittadina svizzera dove oggi hanno sede Parmigiani, Chopard e Bovet…

    Nel tempo seguirono poi altri materiali come il Glucydur (berillio e bronzo), ancor oggi usato per i bilancieri, e il Nivarox (lega di ferro, nichel, cromo, titanio e berillio) per le spirali. Il problema, in pratica, è vecchio quanto Matusalemme, il Grande Vecchio della Bibbia (ebbe la fortuna di morire serenamente una settimana prima del Diluvio, alla tenera età di 969 anni). Ma oggi è paradossalmente più sentito, perché – a fronte del progresso tecnico degli orologi meccanici – la resistenza ai campi magnetici era rimasta un po’ in secondo piano.

    In pratica, l’uso di materiali standard come il Nivarox e il Glucydur è già sufficiente a soddisfare le regole ISO 764, relative alla normale resistenza ai campi magnetici degli orologi. Mentre per andare oltre (un annesso dell’ISO 764), l’orologio non deve far registrare scarti superiori ai ±30 secondi/giorno, anche se esposto a campi magnetici superiori ai 4.800 Ampere/metro. Un altro buon sistema per proteggere il movimento è quello di chiuderlo in un contenitore di latta: la sua grande permeabilità ai campi magnetici li lascia “scorrere” nella latta, evitando che il campo raggiunga il movimento.

    Anche in questo caso, però, si tratta di campi magnetici relativamente bassi, mentre oggi basta un magnete di quelli usati per fissare al frigorifero la lista della spesa per arrestare un orologio meccanico. Dopo un picco l’orologio di solito riprende a funzionare, ma con ritardi abissali che per giunta, nel tempo, si sommano, aumentando la percentuale d’errore. E qui mi fermo, anche per evitare di addentrarmi in concetti di fisica dei quali non ho sufficiente competenza.

    La situazione attuale degli orologi antimagnetici si può riassumere così: in testa a tutti c’è Omega con la sua resistenza a 1,5 Tesla, grazie all’uso di componenti in silicio e di una lega, il Nivagauss, con cui vengono persino realizzate le viti. Il Nivagauss (come il Nivarox, del resto) è un brevetto della

  • L’interpretazione del carbonio secondo TAG Heuer

    L’interpretazione del carbonio secondo TAG Heuer

    Ci sono materiali che, per una questione di “struttura”, di chimica, forniscono vantaggi notevoli in molteplici impieghi. Come rovescio della medaglia, però, va da sé che siano sovente più cari degli altri, perché innovativi, difficili da lavorare, o semplicemente perché la loro produzione su piccola scala comporta costi elevati poi destinati inevitabilmente a ricadere sul prodotto finale. Il carbonio, forgiato o in fibra, è uno di questi, nonostante ormai non sia inusuale vederlo presente in oggetti di uso comune. Orologi compresi. Ancora pochi per la verità. Perché anche il carbonio, seppur altamente prestazionale, nei suoi svariati campi di applicazione necessita pur sempre di una gavetta. Un esempio su tutti, quello della F1, che per prima all’inizio degli anni ’80 ne ha carpito l’utilizzo al settore aerospaziale. Stagione sportiva 1981: la McLaren si presenta al via del campionato con la MP4-1, la prima monoposto dotata di un rivoluzionario telaio in fibra di carbonio. Poche soddisfazioni, un materiale da capire, una produzione da sviluppare. L’inizio di un percorso, non certo la fine di un progetto. Che non a caso, sette anni dopo, porterà la scuderia inglese ad amministrare un vantaggio tecnologico che le permetterà di dominare addirittura 15 gare su 16. Quella monoposto, sarà un caso oppure no, sul cupolino riportava il logo TAG Heuer.

    Corsi e ricorsi storici. Oppure una casualità. Fatto sta che esattamente 30 anni dopo quel 1988, proprio TAG Heuer se n’è uscita quest’anno con una nutrita collezione di modelli guarda caso in carbonio. Nessun anniversario, nessuna auto-celebrazione. Forse davvero una semplice coincidenza. Sia ben chiaro, come già detto il carbonio in orologeria non è certo una novità (ce lo ha portato per prima Locman nell’ormai lontano 2003). Ma l’arrivo in pianta stabile del brand di LVMH nel ristretto novero degli utilizzatori di questo materiale – già sperimentato sporadicamente su modelli dalle tirature omeopatiche, come il Monaco V4 Phantom e il Carrera CMC Concept Chronograph –, non può che essere visto come un segnale positivo. A testimonianza del crescente livello, e degli altrettanto crescenti investimenti, delle realtà impegnate nel settore delle lancette. Insomma, quello che fino a qualche anno fa altro non era se non un esercizio di stile o una dimostrazione di buona volontà, ora si è trasformato in una produzione seriale. Avviata all’inizio di quest’anno con il Monaco Bamford, il primo Bamford “riconosciuto” e a tutti gli effetti ufficiale, e proseguita proprio nei primi giorni di settembre con il lancio ufficiale di una piccola serie dedicata all’Aquaracer, il TAG Heuer più acquatico che c’è. E da oggi anche un po’ urbano.