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Tag: Swatch

  • Royal Pop: cosa c’è “dietro” l’Audemars Piguet x Swatch?

    Royal Pop: cosa c’è “dietro” l’Audemars Piguet x Swatch?

    Non è ancora uscito eppure ne hanno già parlato tutti. O, meglio, è già noto all’universo mondo, dopo che siti, blogger e content creator ne hanno scritto, anzi lo hanno descritto con dovizia di particolari. C’è bisogno dunque che io stia qui a ripetere di nuovo, per l’ennesima volta, la rava e la fava sul Royal Pop? Non credo proprio. Al massimo posso trascrivere qualche dettaglio in didascalia, per quanti hanno bisogno di una guida pratica sulle “informazioni di servizio”.

    Del resto tutto questo battage era prevedibile, dopo che ieri sera gli uffici stampa internazionali hanno diffuso il Royal Pop – con qualche giorno di anticipo rispetto al lancio ufficiale, sabato 16. Mai come nel caso dell’operazione Audemars Piguet x Swatch è corretto parlare di iper-esposizione mediatica, che continua ininterrotta fin dal primo teaser. Oltretutto già nel pomeriggio di ieri sui social circolavano le foto delle boutique monomarca con il packaging esposto in vetrina.

    Segno che Swatch ha fatto le cose per bene e ha già rifornito i punti vendita deputati. Che ormai sono pronti a ricevere i fan disposti a fare la fila pur di accapararsi i primi esemplari. Ammesso che si ripeta l’esperienza del primo MoonSwatch, ovvio, ma le premesse ci sono tutte. Anche se la Rete non sembra aver accolto altrettanto bene la novità, il test del mercato è ancora da giocarsi. Perché è probabile che le consegne saranno centellinate – come la volta scorsa, appunto.

    Un commento sui detrattori che ne hanno scritto peste e corna sui social. Chi si aspettava un Royal Oak in platica colorata, ha “toppato” in pieno: troppo scontato, troppo banale. Vale a dire, non conosce Swatch: che è colore e ironia, va bene, ma anche sorpresa e stupore. E non conosce nemmeno Audemars Piguet: che certo non avrebbe accettato di inflazionare, se non “bruciare”, il Royal Oak con una versione accessibile a tutti. Evitiamo di essere così “ingenui” e usiamo il cervello, please.

    Royal Pop: cosa mi rappresenta?

    Cerchiamo di ragionare sul significato del Royal Pop. Non voglio fare della dietrologia e nemmeno comportarmi da maestrina (aborro…), ma trovare una chiave di lettura diversa di una collaborazione che è già un fenomeno di costume. Piaccia o meno ai “signori” (si fa per dire) di cui sopra. E comincio dalle immagini fornite nella cartella stampa, che credo forniscano un buon punto di partenza.

    Due in particolare, cioè i ritratti “alla Andy Warhol” di Ilaria Resta, Ceo di Audemars Piguet, e di Nick Hayek Jr, Ceo di Swatch Group, con i Royal Pop sugli occhi. L’inquadratura in primissimo piano e i colori improbabili rimandano direttamente alle celebri serigrafie del Maestro della Pop Art. Quei “multipli” di Marilyn o di Elvis (ma anche della zuppa Campbell), diversi per variazioni cromatiche e riuniti in dittici o in polittici, esposti nei grandi musei del mondo o nelle collezioni private di certi miliardari.

    Ci sta. La stessa Swatch dichiara in modo esplicito che il Royal Pop prende “ispirazione dalla Pop Art, un movimento artistico che trasforma immagini di cultura popolare quotidiana in opere d’arte vivaci, colorate ed energiche”. Il che è del tutto in linea con quanto ha fatto finora il Brand nei suoi 40 e passa anni di storia. Per esempio con le collaborazioni con il Louvre o con il MoMA, tanto per citarne un paio, ma anche con la collezione Swatch Art Journey, o in passato con gli esemplari firmati da Keith Haring o Mimmo Paladino. Vale a dire: far indossare l’Arte al polso e portarla dai musei alla strada.

    Un eclettico tasca

    E già questo non è poco. Ma stavolta la Swatch si è superata, ed è andata oltre. Perché è vero che il Royal Pop rende omaggio “alla leggendaria collezione Royal Oak di Audemars Piguet, lanciata nel 1972, e dai POP Swatch degli anni Ottanta”, come si legge sul comunicato ufficiale. E come appare ovvio fin dal nome… Ma è la tipologia di orologio a fare la differenza. Puntare tutto su un esemplare da tasca (ok, otto), anziché da polso (com’era in fondo il POP Swatch, sebbene portabile ovunque), vuol dire – secondo me – ricollegarsi volutamente all’orologeria di tradizione.

    Sì, perché non è che i tasca siano proprio “di moda”, ammettiamolo. Anche se periodicamente qualche marchio prova a rifarli e a rilanciarli, magari con forme modernissime o materiali all’avanguardia, il risultato non è mai wow. I tasca restano sempre oggetti di nicchia, con l’eccezione (che conferma la regola) di qualche impallinato o collezionista dai facili entusiasmi (e carta di credito con plafond illimitato). Quindi, che sia questa la volta buona? Che il Royal Pop riesca a farli diventare prodotti mainstream?

    Dopotutto – e come il POP Swatch precedente – ha dalla sua l’idea di trasformabilità. Il cordino permette di indossarlo in modi diversi: come collana o come accessorio da applicare allo zaino o alla borsa – forse meglio dell’orrido Labubu. E poi c’è la possibilità di farlo diventare perfino un orologio da tavolo. Se ci si aggiunge il colore, il prezzo (da 385 a 400 euro al massimo) e il “clic” con cui la cassa si aggancia alla clip – firma acustica della collezione -, si comprende come tutto sia studiato per farlo diventare popolare. Pop, appunto.

    Il Royal pop e i nomi recuperati

    Ma il punto non è solo interpretare la tradizione in chiave contemporanea, quanto diffonderne di nuovo la conoscenza. Prendiamo i termini Lépine e savonnette: da quanto tempo non se ne sentiva più parlare, se non riferiti appunto a pezzi d’epoca (mi verrebbe da dire d’antiquariato) per colti collezionisti? Oggi, invece, grazie ai due modelli di Royal Pop che rimandano appunto ai due tipi di orologi da tasca ben diversi, chiunque abbia un minimo di curiosità riscoprirà un pezzo di storia dell’orologeria.

    L’uno deriva da Jean-Antoine Lépine (1720/1814), insigne orologiaio francese che rivoluzionò l’architettura dei movimenti meccanici. Fu lui a inventare l’omonimo calibro, in cui eliminò il sistema di fusée à chaine e sostituì la platina superiore con dei ponti – così da poter posizionare il bilanciere su un lato, anziché sopra il movimento. In questo modo riuscì a realizzare orologi molto più sottili. Quella costruzione rimase la base degli esemplari moderni, perfino di quelli da polso.

    Mentre l’altro, il savonnette, era un modello di tasca dotato di un coperchio a proteggere il quadrante: così liscio e levigato, sembrava proprio una piccola saponetta rotonda da bagno (da qui il nome: in francese sapone si dice savon). Ma proprio la presenza della cerniera del coperchio condizionava l’intero orologio, che fu quindi ruotato di 90°: la corona di carica si trova infatti posizionata alle ore 3, mentre il contatore dei piccoli secondi alle ore 6.

    Un calibro a carica manuale

    Visti i presupposti, il movimento del Royal Pop doveva essere necessariamente meccanico. Ma, per coerenza, non poteva essere certo un automatico: ecco allora che il Sistem51 è diventato a carica manuale. L’esclusiva creazione di Casa Swatch, l’unico calibro Swiss made la cui produzione è interamente automatizzata, conserva 15 dei 17 brevetti originari, ma mantiene comunque tutte quelle peculiarità che gli appartengono da sempre. Come i componenti in Arcap, le 90 ore di autonomia o la regolazione del bilanciere effettuata direttamente in fabbrica, con il laser.

    Segno distintivo è anche la spirale Nivachron, antimagnetica, che – va ricordato – è stata sviluppata da Swatch Group in collaborazione proprio con Audemars Piguet. Lo scrivo come inciso, ma è importante sottolinearlo perché rivela che l’orologeria svizzera, in certi casi, riesce anche a fare squadra, a tirar fuori un certo “spirito di corpo”. Soprattutto quando si tratta di sviluppare tecnologie innovative, di perseguire ricerche che richiedono grandi investimenti, ma che possono dare un contributo significativo all’evoluzione dell’intero settore.

    Questione di cultura

    Concludo, giuro. I richiami alla tradizione del Royal Pop, perfettamente studiati fin nei minimi particolari, mi sembrano anche in linea con quello che sta facendo, da parte sua, la stessa Audemars Piguet. Che di recente ha lanciato l’ambizioso progetto Atelier des Etablisseurs, mirato a far rivivere l’antico modello produttivo dell’orologeria elvetica. Certo, è l’opposto dell’industrializzazione perseguita da Swatch, ma potrebbe anche essere inteso come l’altra faccia della stessa medaglia.

    Perché “dietro” questo programma, così come “dietro” il Royal Pop, c’è sempre la stessa volontà di recuperare la storia dell’orologeria, di mantenerla viva e vitale, di diffonderne i valori più autentici. Tant’è che – come ha raccontato Ilaria Resta – Audemars Piguet devolverà il 100 per cento dei proventi della collaborazione a sostegno degli artigiani che tengono viva tradizione, in modo concreto: attraverso borse di studio e supporti finanziari. Il Royal Pop, quindi, è un modo nuovo e inatteso di fare cultura dell’orologeria. E credo sia proprio questo il collante alla base della collaborazione Audemars Piguet x Swatch.

    p.s. A riprova di tutto ciò, Dody Giussani, il Direttore de L’Orologio, mi ha appena fatto notare che nei primi anni Ottanta Audemars Piguet realizzò un Royal Oak da tasca in oro. Lo vedere nella gallery in alto: innegabile che sia il diretto progenitore del Royal Pop, praticamente è uguale… Per saperne di più andate a cercarlo, sul sito della Manifattura di Le Brassus, nelle AP Chronicles.

  • News orologi: fatti, volti ed eventi – 11/05/2026

    News orologi: fatti, volti ed eventi – 11/05/2026

    Tra collaborazioni shock e palcoscenici d’eccezione, il mondo delle lancette sta attraversando un periodo di particolare fermento. Lo dimostrano proprio le News orologi di oggi, che spaziano a 360 gradi in ambiti diversi e riuniscono notizie di sport (in senso lato, con partnership e testimonial), costume, aste, mostre d’arte e altro ancora. Che si tratti di strategia del crossover, di marketing esperenziale o di presenze culturali, le News orologi di oggi dimostrano che le case non vendono più solo un oggetto fisico ma il mondo e i valori cui appartiene. Buona lettura!

    Atmosfere d’Umbria

    Si è conclusa ieri la Coppa della Perugina, prestigiosa manifestazione di auto d’epoca che ha visto ancora una volta Eberhard & Co. nel ruolo di Main sponsor e Cronometrista ufficiale. Quattro giorni di pura passione, cui hanno partecipato anche il due volte campione del mondo di rally Niki Biaison e il collezionista Corrado Lopresto, che ha portato una Lancia Augusta Berlina Lusso del 1934. Tra le 100 vetture in lizza, al primo posto della classifica generale si è piazzata l’Alfa Romeo Giulietta Spider del 1961 di Tomasi-Boschetti, mentre per la Rievocazione storica la Bugatti 37A del 1927 di Piantelli-Montaldi. Gli equipaggi vincitori sono stati premiati anche da Eberhard & Co.

    Fra ruote e ruotismi

    Una Ferrari 250 GTO in mostra alla scorsa edizione di FuoriConcorso

    Chi non conosce il Concorso d’Eleganza Villa d’Este? Durante la manifestazione, a Villa del Grumello e a Villa Sucota, sempre sul Lago di Como, sabato 16 e domenica 17 si terrà FuoriConcorso 2026, con il suo parterre di vetture leggendarie e visionarie concept car. Che ospiterà Time on Show, il “salotto” itinerante di orologi vintage dedicato ai collezionisti più esigenti. Anche in questa cornice, il format sarà lo stesso di sempre, voluto da Pier Luigi Santi, Auro Montanari e Paolo Borgomanero. Ogni dealer e ogni orologio presenti sono stati vagliati dal comitato di selezione, di cui fa parte anche Davide Parmegiani, Presidente di Monaco Legend Group.

    Per amor del Dohyo

    In Giappone , il sumo non un è un semplice sport. Piuttosto, è quel mix di ritualità, tradizione, religione e identità nazionale che da più di un millennio incarna l’essenza della cultura nipponica. Premessa necessaria perché Tudor ha annunciato un’inedita partnership con la Japan Sumo Association. L’ha motivata con una filosofia condivisa, e ha definito i rikishi, i lottatori di sumo, come l’incarnazione del motto “Born To Dare”. La loro vita, scandita da una disciplina ferrea e da allenamenti estremi, rifletterebbe lo spirito infuso dal Brand svizzero in certe sue creazioni. Come il Black Bay 68, con la cassa da 43 mm di diametro, posto al centro della collaborazione. Ci sta?

    Tra bandeja e vibora

    Audemars Piguet entra a piè pari nel mondo del padel. La Maison di Le Brassus è diventata infatti official timekeeper di Premier Padel, il circuito professionistico ufficiale che riunisce i migliori giocatori e i principali marchi a livello globale. E ha scelto come nuovo ambasciatore il campione argentino Agustin Tapia (accanto), cui ha messo subito al polso un Royal Oak Offshore Automatic Chronograph da 43 mm. Non solo. Ha anche preannunciato che svilupperà una rete di partnership con specifici club, in una serie di località – praticamente ovunque , destinate a creare nuove esperienze per la propria community e a far conoscere l’alta orologeria a un nuovo pubblico.

    Cronaca di un successo annunciato

    Il primo obiettivo di Swatch è stato già raggiunto: sui social non si parla d’altro. Da quando è uscito il primo teaser sulla collaborazione con Audemars Piguet, blogger e content creator non han più trovato pace. Ma se i più creativi hanno ipotizzato immaginari Royal Pop (alcuni davvero divertenti), altri hanno solo imbastito interminabili bla bla (un po’ meno no, eh?). Sta di fatto che stiamo tutti aspettando il 16 maggio, quando l’orologio sarà finalmente svelato. Per ora di certo si sa che monterà un Sistem51 e che probabilmente si potrà indossare tipo collana. Ed è logico pensare che avrà anche un prezzo popolare. Intanto, a chi fa il marketing di Swatch, chapeau!

    Il reale e l’immaginario

    Foto @cargiorda

    In occasione della 61a Biennale d’Arte, Swatch torna a Venezia con Flora Fantastica, un progetto che celebra il connubio di arte e natura, artificio e realtà. Nella storica serra dei Giardini Reali di San Marco, lla mostra festeggia il 15° anniversario dello Swatch Art Peace Hotel di Shanghai attraverso le opere di cinque ex artisti residenti, che qui reinterpretano il tema botanico: Stefania Orrù (Italia), Hammer Chen (Cina), Mustafa Boğa (Turchia), Elisa Insua (Argentina) e Chun Hua Catherine Dong (Cina/Canada). Tra pittura, ricamo, fotografia, scultura e realtà virtuale, ci si trova immersi in un ecosistema unico e suggestivo. Da vedere fino al 26 luglio, ingresso gratuito.

    Dal sottosuolo al cielo

    Per gli appassionati di storia locale in chiave orologiera, l’appuntamento è per sabato prossimo, 16 maggio, a Cremona (in Sala Puerari, via Ugolino Dati 4, ore 16). Dove si terrà il convegno La misura del tempo: orologi e orologiai a Cremona, appunto, promosso dall’Inner Wheel Club. Un incontro focalizzato proprio sulla lunga tradizione a tema della città: dalle antiche meridiane ritrovate nel territorio alle indicazioni delle eclissi fornite dal celebre orologio del Torrazzo, fino alle biografie degli artigiani locali. Tra i relatori, l’archeologo Gianluca Mete, il curatore dell’Astronomico Alessandro Maianti, e la storica Marisa Addomine, nota firma sulle nostre pagine.

    Aste da record

    S’intitola The Shapes of Cartier quella che Sotheby’s ha definito la più completa e importante collezione di orologi vintage della Maison parigina mai arrivata sul mercato. Oltre 300 gli esemplari dispersi nelle tre vendite all’incanto Important Watches. La prima si è tenuta a Hong Kong lo scorso 24 aprile: la sezione dedicata ha incassato 13,8 milioni di dollari Usa. Top lot: un Cartier London Crash del 1987 (accanto), venduto per 2 milioni di dollari. La seconda si è svolta ieri a Ginevra, e ha visto un Cartier Paris Mystère Tortue degli anni ’70 raggiungere i 254mila franchi svizzeri, quattro volte la stima iniziale. La prossima tornata sarà a New York il 15 giugno. Cosa ci riserverà?

    Sempre a proposito di aste da record, con i suoi 74,8 milioni di franchi svizzeri in totale The Geneva Watch Auction: XXII di Phillips è diventata quindi l’asta di orologi più ricca di sempre. Ben 14 i lotti che hanno superato il milione di franchi: al top il Patek Philippe 2523 battuto per 7,96 milioni, ma sono andati ben oltre le aspettative anche alcuni pezzi di marchi indipendenti. Come i due Chronomètre à Résonance di F.P.Journe: il “Souscription No. 18” aggiudicato per più di 4,87 milioni, e il “Pisa” per oltre 2,33 milioni. Il motivo di tanto successo? Lo spiegava qui Augusto Veroni, che lo definiva “uno degli orologi da polso più significativi del nostro secolo”.

    Moda? Mania?

    Foto @irinashayk

    Avete notato Irina Shayk, la scorsa settimana, nelle foto del Met Gala? No, non per il nude look, ma per il top tempestato di lancette. La modella russa indossava infatti un reggiseno-gioiello fatto di orologi: esemplari da polso, in acciaio o color oro, usati come bretelline, decoro centrale e fascia posteriore. Altri erano poi usati come ornamento: due bracciali alla schiava su ogni braccio, e perfino al collo come chocker (utilissimo per leggere l’ora!). Secondo gli esperti di moda, la creazione di Alexander Wang era un omaggio a La persistenza della memoria di Salvador Dalí. Secondo noi non c’era alcun riferimento agli “orologi molli”, ma il tema della serata era fashion is art…

    p.s. Le News orologi non dormono mai: sono spesso riaggiornate durante la settimana. Nei prossimi giorni, torna ancora su questa pagina per restare informato sulle novità del mondo delle lancette…

  • Milano Design Week 2026: gli appuntamenti dell’orologeria

    Milano Design Week 2026: gli appuntamenti dell’orologeria

    Anche quest’anno, il cuore creativo di Milano si anima sotto il segno del design e della misura del tempo. Dalla precisione svizzera alla sperimentazione belga, dalla tradizione giapponese alle visioni contemporanee, la Milano Design Week 2026 (dal 20 al 26 aprile) conferma che l’orologio non è solo uno strumento funzionale: è cultura, estetica e dialogo tra artigianato, visione artistica e innovazione. Così, da oggi e per tutta la settimana, le strade del Quadrilatero e i circuiti del Fuorisalone – quest’anno sul tema Essere Progetto – diventano un atelier/showroom per le case di orologeria. Che rivelano come le loro creazioni raccontino una storia a sé, ogni volta diversa, fra maestria tecnica, progetto contemporaneo e partecipazione attiva.

    Tecnico per un giorno

    Anche quest’anno, Pisa 1940 propone un laboratorio immersivo a cielo aperto, o meglio “su strada”, firmato con Roche Babois: LABox. Nella scatola-scenografia – in via Montenapoleone 16, per tutta la Milano Design Week -, i visitatori possono smontare e rimontare un movimento sotto la guida di un maestro orologiaio, per riscoprire la meccanica come gesto vivo. A metà fra officina e salotto, il temporary space integra materiali naturali, luci di design e arredi celebri del Marchio (dalla collezione Bubble ai mobili bar Ublo e Lift), simbolo di Art de Vivre à la française. Ingresso gratuito, su prenotazione.

    Creatività fatta prototipo

    Poco lontano, la boutique Seiko (via della Spiga 52) si trasforma in un atelier creativo per la quarta edizione del Power Design Project, dal titolo Passionately and Obsessively Crafted Watches. Sette le creazioni esposte, come sempre realizzate dai designer del Brand giapponese in nome della totale libertà espressiva, lontana da logiche commerciali o produttive. Veri e propri esercizi di stile in cui i componenti dell’orologio assumono forme inedite e fantasiose, fra texture tridimensionali (come Bar Indices di Miho Wada, accanto), superfici a specchio, lancette/zampette e ricariche personali(zzate). La mostra è aperta fino al 17 maggio.

    Takumi in mostra

    Ancora una volta nel ruolo di Official Timekeeper del Fuorisalone e del Brera Design District, Grand Seiko prende invece ispirazione dal payoff della propria filosofia, The Nature of Time. Per la Milano Design Week 2026 ha così organizzato un omonimo percorso espositivo – o meglio contemplativo – nella Galleria d’Arte Moderna Il Castello (via Brera, 16). Dove sono riunite le installazioni di tre artisti giapponesi: l’interior designer Atsushi Shindo, il maestro artigiano esperto in carta washi Takakuni Kawakhara (accanto) e il regista-motion designer Shingo Abe. Un’esperienza sensoriale, tra fenomeni naturali e poesia visiva.

    Ingegno creativo

    Jaeger-LeCoultre, pendola Luxhora, 1935.

    Mentre a Villa Mozart (via Mozart 9), Jaeger-LeCoultre svela The Perpetual Timekeeper, che esplora il concetto di moto perpetuo (e non solo). La mostra, ideata in collaborazione con Marc Newson, racconta la storia della Grande Maison fra design e ingegneria, tecnica e creatività. Protagonista è la celeberrima pendola Atmos, capace di ricaricarsi con le minime variazioni di temperatura. Immersi nel ricco patrimonio storico della Casa, i visitatori possono anche assistere a dimostrazioni di orologeria e ammirare cinque novità assolute, sempre in tema orologi da tavolo. Ingresso gratuito, su prenotazione (a questo link).

    Dal pensiero al polso

    Tra archivi storici e tecnologia, Swatch porta il suo AI-DADA Lab alle Officine Creative Cova, all’interno dell’Opificio 31 (al civico 31, appunto, di via Tortona). Per l’intera Milano Design Week 2026, quindi, il laboratorio interattivo del Marchio elvetico trasforma famosi modelli e linguaggi visivi del passato in fonte d’ispirazione per la creazione contemporanea. Grazie all’intelligenza artificiale, ogni visitatore può infatti generare il proprio Swatch New Gent – dal design unico e personalizzato – tramite un’interfaccia interattiva che traduce input testuali in forme, colori e pattern, senza limiti. Come dire, sperimentazione allo stato puro.

    Il tempo reimmaginato

    L’universo minimalista e futuristico di Ressence è invece esposto (in piazza della Repubblica 13) all’Hotel ME Milan Il Duca, disegnato da Aldo Rossi, nell’ambito del programma In Residence di designboom. Qui il Marchio belga ha fatto proprio il tema Utopian Optimism e lo ha trasposto in orologeria, intesa come strumento per immaginare un futuro migliore attraverso un design funzionale e incentrato sull’uomo. Accanto ai propri pezzi più emblematici, riuniti in un’apposita installazione, presenta anche il film Now is Better di Stefan Sagmeister e lancia il giornale Ahead of Time, tra alta orologeria e industrial design.

  • Gli orologi dell’Anno del Cavallo. Le novità per il Capodanno 2026

    Gli orologi dell’Anno del Cavallo. Le novità per il Capodanno 2026

    17 febbraio 2026, Capodanno cinese. Festa della Luna o Festa della Primavera, chiamatelo come volete. Un tempo celebrato tanto nella Mainland China quanto nei Paesi dell’Asia orientale e del Sud-Est asiatico, ormai è diventato una festività a livello globale. Riconosciuta a tutte le latitudini e nell’intero ecosistema commerciale – industria del tempo compresa. Secondo le antiche tradizioni zodiacali dell’ex Celeste Impero, questo sarà l’Anno del Cavallo di Fuoco. E il mondo delle lancette si adegua: non perde l’occasione per sfornare edizioni speciali dedicate. Ecco dunque gli orologi dell’Anno del Cavallo, séguito ideale di quelli dell’Anno del Serpente, del Drago, della Tigre, del Topo (e così via), che abbiamo presentato in passato. Business is business.

    In realtà qui trovate la nostra selezione. Sì, perché è quasi impossibile elencare in modo completo ed esauriente tutti, ma proprio tutti, gli orologi dell’Anno del Cavallo. Troppo numerosi, prodotti come sono in ogni segmento di mercato, dall’entry level all’alta orologeria. Diversi per stile, materiali, tecnica… Ma sempre con l’amato Equino ricorrente, riprodotto in modo vistoso sui quadranti, con rari mestieri d’arte o con semplici stampe, oppure più discreto, come parte integrante della meccanica, magari inciso sulla massa oscillante. E poco importa come sia ritratto. Può essere un purosangue British dal passo disciplinato o un esemplare selvaggio all’irrefrenabile galoppo. (Proprio come quello della vecchia pubblicità del bagnoschiuma Vidal, ve la ricordate?). Ma va bene anche se è rampante come quello della Ferrari (o di Zorro, che a noi Boomer però fa tanto Furia cavallo del West).

    Realistici o fantastici che siano, gli orologi dell’Anno del Cavallo piacciono comunque. Anche a quanti non credono nel destino astrologico, ma sono solo appassionati e collezionisti di micromeccanica da polso. E chi se ne frega se il settore sembra trasformarsi un po’ in una scuderia – non poi così romantica, a pensarci bene: olezzante di fieno e ronzante di mosche. Per quest’anno va così. Ma non ci lamentiamo: l’anno prossimo sarà peggio. Sarà l’Anno della Capra…

    7 orologi dell’Anno del Cavallo. In ordine alfabetico

    ARNOLD & SON Perpetual Moon 41.5 Red Gold “Year of the Horse” Suggestivo lo è di sicuro. Grazie alle fasi lunari, con la grande luna in madreperla luminescente come le costellazioni di Cassiopea e dell’Orsa Maggiore. Sotto il cielo stellato del quadrante in avventurina, il Cavallo in 3D scolpito a mano dell’oro rosso 5N si staglia in un paesaggio dipinto con la tecnica della pittura in miniatura. La cassa in oro rosso ospita un movimento meccanico a carica manuale con 90 ore di autonomia. Edizione limitata di 8 esemplari, 62.600 franchi svizzeri.

    BLANCPAIN Villeret Calendrier Chinois Traditionel
    Un autentico capolavoro meccanico: il movimento meccanico a carica automatica – calibro 3638, a carica automatica e con 5 giorni di autonomia – riporta non solo il calendario completo gregoriano con le fasi di luna, ma anche il calendario cinese. Vale a dire le ore doppie, la data, il mese, i segni zodiacali, i 5 elementi, i mesi intercalari e i tronchi celesti. Il Cavallo fa capolino nella finestrella al 12. La cassa è in platino, il quadrante in smalto Grand Feu. Edizione limitata di 50 esemplari, 96.850 euro.

    HARRY WINSTON Chinese New Year Automatic 36 mm
    Un pezzo di alta gioielleria dalla collezione HW Moments. Concentra una serie di savoir-faire diversi: il Cavallo applicato e laccato emerge come un bassorilevo dalla madreperla, intarsiata a riprodurre le nuvole, tinta di rosso a formare un ferro di cavallo. Immancabili i diamanti: a navette e taglio smeraldo sul quadrante, taglio brillante di varie dimensioni sulla lunetta della cassa in oro rosso. Il movimento è automatico. Edizione limitata di 8 esemplari, prezzo non dichiarato.

    ORIS Year of the Horse Limited Edition
    Una delle interpretazioni fra le più originali del tema. Il quadrante sfumato riporta una doppia raffigurazione del Cavallo, in corrispondenza dell’indicazione dell’autonomia di 10 giorni: al galoppo (quando la molla è a piena carica) e a riposo (quando è scarica). In più, il movimento di manifattura – calibro 113, a carica manuale – mostra giorno, data e mese, oltre alla settimana, indicata sulla scala perimetrale. La cassa è in acciaio, coerente il cinturino in pelle equina (cordovan). Edizione limitata di 88 esemplari, 6.650 euro.

    PIAGET Altiplano Zodiac Horse Edition
    Un altro pezzo di alta gioielleria, questa volta con la cassa in oro bianco tempestata di diamanti: taglio baguette sulla lunetta, taglio brillante sulle anse e sul quadrante. Che è sempre in oro bianco, inciso a mano e dipinto con smalto Grand Feu, cloisonné e pailloné, dalle abili mani di Anita Porchet. All’interno monta un celebre movimento meccanico a carica manuale: il calibro 830P, ovviamente realizzato “in casa”, ultrapiatto (solo 2,5 mm di spessore) e con 60 ore di autonomia. Edizione limitata di 18 esemplari, prezzo non dichiarato.

    SWATCH Riding the Clouds
    Colorato, divertente, “fumettoso”: un pezzo d’arte come solo il Brand può fare. Realizzato in collaborazione con Yu Wenjie, ex artista residente dello Swatch Art Peace Hotel, è ricco di riferimenti simbolici: i due Cavalli, uno bianco e uno nero, rimandano allo Yin e allo Yang, le criniere e le code di fuoco rappresentano fortuna e prosperità… La cassa è in plastica, il movimento al quarzo Swiss made, il cinturino in silicone. 100 euro.

    VACHERON CONSTANTIN La Leggenda dello Zodiaco Cinese – Anno del Cavallo Un altro concentrato di mestieri d’arte: il quadrante in oro è decorato con smalto Grand Feu e applique del Cavallo e del terreno in oro cesellato a mano. Il movimento meccanico a carica automatica, calibro 2460 G4/3, riporta le indicazioni di ore, minuti, datario e giorno della settimana su dischi rotanti. Esiste con la cassa in oro rosa o in platino (foto in alto), in 25 esemplari per referenza, fregiati dal Punzone di Ginevra. In vendita solo nelle boutique monomarca, prezzo non dichiarato.

  • Le novità di gennaio 2026. Latest – 26/01/2026

    Le novità di gennaio 2026. Latest – 26/01/2026

    Contrariamente a quanto ci aspettavamo, non è stato un mese scarso di novità. Al di là della LVMH Watch Week (di cui trovate una sintesi qui), sono state numerose le Case che hanno lanciato nuovi prodotti. A tal punto che per realizzare questa pagina, abbiamo dovuto fare una netta scrematura di tutto il materiale arrivato in redazione nelle scorse settimane. Non ce ne vogliano i marchi che sono rimasti esclusi, li recupereremo prossimamente. Qui abbiamo voluto privilegiare gli esemplari più facilmente reperibili in Italia a scapito di quelli dalla distribuzione selettiva.

    In questo modo abbiamo anche dato un tetto massimo di prezzo, il che farà felici i collezionisti dal budget più contenuto… Già così, però, qui sotto vedrete alcuni modelli premium o, per meglio dire, che non appartengono alla consueta fascia di mercato dei loro produttori. Una spinta verso l’alto dettata sempre da buone ragioni, ma che può comunque lasciare qualche perplessità soprattutto nel pubblico meno preparato. Abbiamo cercato di spiegarne i motivi, ma per saperne di più vi rimandiamo, come sempre, ai siti ufficiali dei brand.

    Latest a meno di 20mila euro

    WYLER VETTA Crono 130
    Estetica rétro e meccanica d’epoca per un bel cronografo che rende omaggio alla storia del Marchio. La cassa monoblocco in oro rosa (37,5 mm) riprende quella di un modello degli anni ’40 del Novecento, eccetto che nel vetro in zaffiro bombato e nel fondello avvitato (sempre con oblò in zaffiro). Il movimento meccanico a carica manuale è il calibro Vetta 130, derivato dal Valjoux 23, con ruota a colonne e bilanciere grande e lento (18.000 A/h), rifinito con tutti i sacri crismi e revisionato ad hoc. Notevole il quadrante gilt, con doppia scala tachimetrica e telemetrica. 16.900 euro.

    OMEGA Seamaster Diver 300M Milano-Cortina 2026
    Terzo esemplare dedicato alle Olimpiadi Invernali, era stato annunciato per il mese prossimo, e invece eccolo già qui. Le caratteristiche essenziali sono quelle della collezione: impermeabilità fino a 30 atm, valvola di decompressione e calibro Co-Axial Master Chronometer 8806. L’estetica però è personalizzata: la cassa di 43,5 mm in titanio grado 5 ha la lunetta in ceramica bianca, il quadrante e il fondello presentano il logo dell’attesissimo evento. 10.500 euro.

    Latest a meno di 10mila euro

    MAURICE LACROIX 1975 Master Grand Date Retrograde
    Le indicazioni retrograde sono una specialità per il Marchio di Saignelégier, che qui svela il 26° movimento Masterpiece. Si tratta del calibro di manifattura ML302, a carica automatica e con ponti scheletrati, ben visibile attraverso il vetro zaffiro del quadrante. Che riporta appunto l’indicazione del giorno della settimana con lancetta ad andamento retrogrado, in acciaio azzurrato per una migliore visibilità, e il grande datario a ore 12. La cassa in acciaio misura 42 mm di diametro. 7.950 euro.

    CHANEL Première Ruban Rouge
    Inedita versione flamboyant del primo esemplare creato dalla Maison nel 1987. La piccola cassa in oro giallo (15,2 x 19,7 mm) sembra attraversata da un nastro di satin, talmente perfetto è l’accordo cromatico fra il quadrante laccato soleil e il cinturino in caucciù effetto velour. Altri dettagli degni di nota: il fondello in titanio, il diamante taglio brillante incastonato sulla corona, il movimento al quarzo Swiss made. Il tutto sotteso da una frase di Mademoiselle Coco: Le rouge c’est la vie (il rosso è vita). 5.800 euro.

    CASIO MRG-B21100D
    L’ispirazione deriva dall’artigianato giapponese. Cioè dal kigumi, la tecnica tradizionale dell’incastro del legno, e dal colore blu profondo chiamatohanada-iro, che danno una precisa identità al quadrante. La tecnologia però è modernissima: la lunetta è in Cobarion® (una super-lega più dura del titanio ma dalla lucentezza simile al platino), mentre il movimento multifunzione, a energia luminosa, è radiocontrollato e si connette via Bluetooth allo smartphone. La cassa di 44 mm in titanio è composta da 27 elementi, lucidati a mano prima dell’assemblaggio, il bracciale è in titanio. Solo per utenti Casio ID, 4.200 euro.

    PAUL PICOT Firshire Megarotor Classic Sectors
    Uscito nel 2023 in limited edition, l’elegante tre lancette è tornato alla scorsa edizione edizione di Vicenzaoro con un nuovo bracciale a 9 file, dai link a grana di riso completamente lucidati. Per il resto, tutto resta com’era. La cassa di 42 mm di diametro in acciaio ospita un quadrante blu o argenté soleil, ispirato agli anni ’60 nella suddivisione a settori. Il movimento automatico, calibro PP 1440 (base Eta 2892), ha la massa oscillante in tungsteno sovradimensionata, che ne aumenta la forza di inerzia e permette la ricarica in tempi più brevi. 3.400 euro.

    YEMA Skin Diver Slim Bronze CMM.20 Limited Edition
    Reinterpreta in chiave attuale i subacquei realizzati dal Brand negli anni Sessanta. I richiami al passato sono ben presenti nel quadrante in smalto opaco, dai grandi indici triangolari (con i numeri arabi ai quarti), la lancetta dei minuti a freccia e lollipop dei secondi centrali. ha la cassa da 39 mm in bronzo, impermeabile fino a 30 atm, con la lunetta girevole unidirezionale in zaffiro faded ghost. Ed è equipaggiato dall’ormai noto calibro CMM.20 di manifattura, sottile solo 3,7 mm, con micro-rotore decentrato, autonomia di 70 ore e performance (quasi) da cronometro Cosc. In 200 esemplari, 2.249 euro.

    Latest a meno di 1000 euro

    ALPINA Alpine Extreme Solarmetre
    È la prima collezione a carica “solare” del Brand ed è dotata di una tecnologia all’avanguardia. Grazie al nuovo calibro AL-140, sviluppato in collaborazione con la manifattura La Joux-Perret (che fa sempre parte del Gruppo Citizen come Alpina), la ricarica è immediata. Un minuto di esposizione alla luce permette un’intera giornata di funzionamento, mentre una ricarica completa offre fino a 10 mesi di autonomia. Cinque le versioni. Quelle con quadrante bianco, azzurro o blu hanno il cinturino in caucciù. Quelle con quadrante bordeaux o verde acqua, il bracciale in acciaio. Da 995 euro.  

    MIDO Multifort 8 One Crown
    Dopo il modello a due corone, l’esemplare con un’unica corona – da cui prende nome. Come il precedente esprime l’idea di Tecnometria, mix di tecnologia e geometria inventato dalla Marca. Realizzato interamente in acciaio satinato dai profili lucidi, presenta la cassa di 40 mm con la lunetta sfaccettata a 8 lati e il quadrante decorato da scanalature orizzontali. Monta il Calibro 80, a carica automatica, con 80 ore di autonomia e spirale in Nivachron. Il bracciale a tre file, integrato e rastremato, è intercambiabile. 990 euro.

    SWATCH X GUGGENHEIM Monet’s Palazzo Ducale
    Dopo il Louvre, il Beaubourg, il MoMa (in ordine sparso, tanto per citarne alcuni), continua il viaggio del Marchio tra i grandi musei del mondo. Stavolta tocca alle inestimabili raccolte della famiglia di magnati americani: quella riunita dalla mitica Peggy sul Canal Grande a Venezia e quella dello zio Salomon sulla Fifth Avenue a New York. Quattro le opere riprodotte: oltre al Palazzo Ducale di Monet (accanto, anche in versione Pay), le Ballerine di Degas, il Don Giovanni bavarese di Klee e Alchemy di Pollock. Con la cassa in plastica da 34 o 41 mm, e il movimento al quarzo Swiss made, a partire da 100 euro.

  • Latest. 12 novità per le feste natalizie – 10/12/2025

    Latest. 12 novità per le feste natalizie – 10/12/2025

    Diciamolo chiaramente, anche a costo di scoprire l’acqua calda. L’ultimo trimestre dell’anno, per il mondo delle lancette, è uno dei periodi più importanti in termini di vendite e di fatturato, per la sana abitudine di regalare – ma ancora di più di regalarsi – un orologio in vista delle feste. Così è sempre stato e così probabilmente sarà anche in futuro. Quindi tutto quello che le marche di orologeria hanno presentato da settembre in poi, in realtà, è stato pensato in vista del Natale. Di conseguenza tutte le Latest che avete letto sul Giornale degli Orologi da qualche mese a questa parte possono essere funzionali allo shopping natalizio. E non solo le novità comprese nelle Latest di oggi, come sembrerebbe suggerire il titolo di questa pagina…

    Certo, più si avvicina il fatidico 25 dicembre e più le proposte si fanno esplicitamente mirate. Per questo nelle ultime settimane si è visto un proliferare di nuove uscite, anche e soprattutto da parte delle case di alta orologeria. Ne sono una prova proprio gli orologi riuniti in queste Latest, in cui appaiono esemplari complicati e ultracomplicati in quantità maggiore del solito. Del resto, ci sta. Non che i grandi collezionisti abbiano bisogno dell’alibi natalizio per arricchire la propria raccolta con l’ultimo pezzo importante. Ma, per le manifatture, l’occasione si presta ai lanci in grande stile, alle dimostrazioni di savoir-faire, ai fuochi d’artificio delle grandi complicazioni.

    Detto questo, dovreste essere preparati a ciò che scoprirete qui sotto. Consapevoli di non essere affatto esaustivi, ci scusiamo fin d’ora per non poter dare a certi orologi lo spazio che meriterebbero. Le nostre poche righe vogliono essere come al solito una semplice introduzione ai singoli modelli, per invogliarvi ad approfondire quelli che vi interessano di più. Al di là della concreta possibilità di comprarseli – certi prezzi “per noi umani” sono proibitivi -, conoscere e restare aggiornati rimane comunque importante. Buona lettura!

    Latest… da sogno

    BLANCPAIN Grande Double Sonnerie
    L’orologio più complicato mai prodotto dalla Manifattura. Vanta grande e piccola suoneria, ripetizione minuti, tourbillon volante, calendario perpetuo con data retrograda. E permette di ascoltare, oltre alla melodia Westminster, un’altra composta appositamente da Eric Singer, il batterista dei Kiss. Il calibro 15GSQ, sviluppato in 8 anni di lavoro, conta 1053 componenti e 21 brevetti, spirale in silicio e 96 ore di autonomia (12 in modalità grande sonnerie), mentre la cassa esiste in oro rosso o bianco e misura 47 mm di diametro. L’orologio è prodotto in due esemplari l’anno. Un milione 700mila franchi svizzeri.

    JAQUET DROZ Petite Heure Minute Red Gold Hamming Birds
    Un pezzo unico commissionato da un collezionista, realizzato con l’artigianato d’arte tipico della Maison. La cassa di 39 mm in oro rosso racchiude un quadrante in oro bianco, inciso a mano e dipinto con la tecnica della miniatura in smalto Grand Feu. I due colibrì che bottinano sui fiori di ibisco rendono omaggio alla tradizione naturalistica della Casa. Il calibro 25JD, a carica automatica, ha un’autonomia di 7 giorni, spirale e corna dell’àncora in silicio, il tourbillon a 60 secondi e la massa oscillante incisa e dipinta a mano. Prezzo non dichiarato.

    CHOPARD L.U.C Grand Strike
    Creato in occasione del 30° anniversario della Manifattura di Fleurier, è il modello con suoneria più complicato della Maison. Il calibro L.U.C 08.03-L, a carica manuale, concentra 10 brevetti (5 sviluppati ad hoc) e conta 686 componenti: è dotato di grande sonnerie, petite sonnerie e ripetizione minuti, che “suonano” su timbri in zaffiro monoblocco, integrati col vetro del quadrante; ha un’autonomia di 70 ore (12 in modalità grande sonnerie) ed è certificato cronometro dal Cosc. La cassa in oro bianco etico misura 43 mm di diametro. L’orologio è in produzione limitata di pochi esemplari all’anno, fregiati dal Punzone di Ginevra. 780mila franchi svizzeri (tasse escluse).

    GIRARD-PERREGAUX Laureato Tre Ponti d’Oro
    La fusione di due orologi di culto, due pezzi di storia dell’orologeria. Uno nato nel 1975, che quest’anno spegne quindi 50 candeline. L’altro invece datato 1867, un “tasca” che è diventato leggendario. La sintesi? Notevole. Cassa tonneau di 41 mm in acciaio con la famosa lunetta ottagonale in oro bianco, sul bracciale integrato sempre in acciaio. E il movimento a carica automatica, calibro GP9620, con i celeberrimi tre ponti in oro scheletrati, micro-rotore in platino e 55 ore di autonomia. Edizione limitata di 50 esemplari, 181mila euro.

    A. LANGE & SÖHNE Lange 1 Daymatic Honey Gold
    La versione con movimento automatico della celeberrima collezione per la prima volta è realizzata in oro miele. L’esclusiva lega della Manifattura sassone, dalla tonalità calda, ben si accorda al color cioccolato del quadrante in argento. La cassa misura 39,5 mm di diametro, il movimento è il consueto calibro L021.1, con massa oscillante in oro 21 Kt e platino, indicazione retrograda del giorno della settimana, piccoli secondi e gran data, dalle eccelse finiture. In 250 esemplari, prezzo non dichiarato.

    VACHERON CONSTANTIN Traditionnelle Calendario Perpetuo Ultra-Piatto Celebra il 270° anniversario della Maison e la sua lunga tradizione nei movimenti ultrapiatti. La cassa di 36,5 mm di diametro ospita il calibro 1120 QP, a carica automatica, sottile solo 4,05 mm a dispetto della complicazione, che riporta anche le fasi e l’età della Luna. Esiste con la cassa in oro bianco, la lunetta lucida o incastonata di diamanti, oppure in oro rosso. In quest’ultimo caso il prezzo è di 103mila euro.

    Latest a meno di 50mila euro

    RESSENCE Type 3 Marc Newson
    Il celebre designer australiano fornisce un’inedita interpretazione dell’innovativo esemplare: come sempre basato sulla tecnologia in bagno d’olio ma ora giocato sui contrasti cromatici. Nella cassa in titanio Dlc e Pvd, di 45 mm di diametro per 15 di spessore, orbitano come di consueto le indicazioni: in questo caso ore decentrate, minuti centrali, giorno della settimana, piccoli secondi, temperatura dell’olio negli altri contatori, data periferica. Ma gli indici gialli risaltano a colpo d’occhio. 46mila franchi svizzeri (tasse escluse).

    H. MOSER & Cie Streamliner Genesis 2
    Secondo capitolo della saga che ha avuto il precedente nel 2022, l’Endeavour Centre Seconds con blockchain e Nft, e vedrà la conclusione nel 2026. Questo modello vede il ritorno alla tradizione meccanica ma con l’innovazione propria della Marca: cassa di 40 mm con bracciale integrato, in acciaio, e quadrante nero assoluto in Vantablack®. Il movimento automatico è il calibro HMC 203 con massa oscillante in oro, spirale Straumann e autonomia di 3 giorni. La vendita è riservata a 50 possessori del primo Genesis e ai loro invitati. Edizione limitata di 100 esemplari, 29.900 franchi svizzeri (tasse escluse).

    E sotto i 10mila euro

    MASSENA LAB and RAÚL PAGÈS TZ30
    Nato come piccolo forum di orologeria e oggi sfociato in una delle principali community online, TimeZone compie 30 anni. E per l’occasione la già collaudata partnership fra lo studio newyorkese di design e l’orologiaio indipendente (Absinthe, Noctograph) gli ha dedicato una nuova edizione limitata. Con la cassa di 38,5 mm in acciaio e il quadrante sfumato/spazzolato, monta un movimento proprietario, il calibro M690, con 60 ore di autonomia, curatissimo nelle finiture. In 30 esemplari, 9.900 dollari.

    NOMOS GLASHÜTTE Club Sport neomatik Worldtimer
    Nuove edizioni limitate delle Ore del mondo sviluppate dalla Manifattura sassone. Come i modelli precedenti, usciti in primavera, hanno la cassa tripartita in acciaio e il movimento automatico DUW 3202, sottile solo 4,8 mm a dispetto della complicazione integrata. Cambia però l’estetica: il quadrante champagne soleil presenta dettagli azzurri nella versione Roam (accanto) oppure gialli nella versione Reverie. Entrambe in 175 esemplari, rispetto al passato hanno un prezzo inferiore: 3.800 euro. Una piacevolissima sorpresa…

    CUERVO y SOBRINOS Historiador Primera Dama
    Il Marchio dalle origini cubane amplia la collezione femminile con 4 nuovi esemplari dal quadrante in pietra dura: turchese verde, giada rossa, arenaria turchese e occhio di tigre, ciascuno con tre piccoli diamanti incastonati a ore 8 e il cinturino in colori coordinati, intercambiabile. La cassa in acciaio misura 36 mm di diametro e racchiude un movimento al quarzo Swiss made, calibro Ronda 772. Il packaging contiene anche un bracciale in acciaio. 1.900 euro.

    SWATCH Bioceramic MoonSwatch – Mission to Earthphase -Moonshine Gold Il look candido celebra la neve e la magia dell’inverno. Cassa di 42 mm in Bioceramic e movimento al quarzo – come di consueto -, riporta le fasi terrestri e le fasi lunari. Queste ultime hanno una Luna decorata da un fiocco di neve, inciso al laser e sempre diverso per ogni esemplare. In più ci sono Snoopy e Woodstock astronauti, con il casco innevato. Lanciato il 4 dicembre, giorno della Luna piena “fredda”, sarà in vendita fino alla fine dell’inverno (il 20 marzo 2026) nelle boutique monomarca selezionate, ma solo nei giorni in cui nevicherà in Svizzera. 385 euro.

  • Cronache dell’Orologeria – News & previews – 1° dicembre 2025

    Cronache dell’Orologeria – News & previews – 1° dicembre 2025

    È da tanto che non escono le Cronache dell’Orologeria: le ultime praticamente risalgono a un mese fa. Non per volontaria indifferenza da parte nostra, sia chiaro, e nemmeno per mancanza di fatti interessanti. Semplicemente, non c’è stato spazio nel palinsesto del Giornale degli Orologi. Dobbiamo quindi correre subito ai ripari: insieme alle notizie più recenti, in queste Cronache dell’Orologeria andremo allora a recuperare anche alcuni eventi successi nelle ultime settimane. Dalle collaborazioni eccellenti agli impegni ambientali, dalle curiosità alle fiere d’arte, anche queste Cronache dell’Orologeria forniscono un ritratto vitale del mondo delle lancette… Buona lettura.

    Vista sull’Oceano

    Maga-party a Miami, il 19 novembre scorso, per il lancio del nuovo Omega Planet Ocean. Nell’avveniristica architettura del Faena Forum, progettata da Rem Khoolaas e aperta sull’acqua, l’ospite d’onore della serata è stato Glen Powell, neo-ambassador del Marchio nonché protagonista della nuova campagna insieme a Aaron Taylor-Johnson. Oltre a lui, comunque, hanno partecipato all’evento parecchi personaggi famosi, testimonial ufficiali o friend of the brand internazionali: da Mondo Duplantis a Colman Domingo, da Diego Boneta Inoxtag fino a Jacob Rott. A fare gli onori di casa, naturalmente, il Presidente e Ceo Raynald Aeschlimann.

    Cura del mare

    Sempre a Miami, nella stessa occasione, Omega ha annunciato anche la partnership con il Seamaster Seahorse Rescue Center. Un istituto, con sede a Marina di Ravenna, attivo nella tutela e conservazione dei cavallucci marini nel Mar Adriatico, dove la specie è in via di estinzione. E dove, per intenderci, lo scorso anno ha salvato 1.200 esemplari e li ha reintrodotti in aree protette. A dispetto delle piccole dimensioni, infatti, i cavallucci marini sono importantissimi per la bioversità. Ma non sembri una collaborazione casuale: Omega è impegnato nella salvaguardia marina da tempo. E l’ippocampo è il simbolo della collezione Seamaster fin dagli anni Cinquanta…

    Arte per amore dell’arte

    F.P.Journe – si sa – è ormai legato a doppio filo con il mondo dell’arte contemporanea: da almeno un decennio sostiene artisti e musei con sempre nuove acquisizioni. In quest’ottica va vista l’istituzione del MAZE/Art Awards F.P.Journe, all’interno dell’omonima piattaforma con cui collabora dal giugno scorso per la promozione artistica al di fuori dei tradizionali formati fieristici. Il nuovo premio è stato attribuito all’artista brasiliano Victor Fidelis, autore di No limit do privado (nella foto), presentata durante la fiera MIRA a Parigi, dedicata alla scena contemporanea latino-americana. Un’opera che colpisce per la forza visiva e la sensibilità narrativa. Bravo!

    Orologi e passioni

    Nuovo indirizzo per Roger Dubuis. Che a Ginevra ha da poco inaugurato Le Lounge, in place du Molard. Un concept store che da un lato intende celebrare il 30° anniversario della Marca nella città che l’ha vista nascere, e dall’altro vuole facilitare la connessione e la comunicazione con il pubblico internazionale di appassionati. In un’atmosfera calda e lussuosa, lo spazio infatti consente un’esperienza immersiva nei valori della Casa, favorita anche dal personale poliglotta e dal mood edonistico, fra il bar e la rifornitissima cantina. Nel corso dell’anno prossimo, poi, l’esclusivo salotto ospiterà eventi speciali, lanci di nuove edizioni limitate e servizi personalizzati.

    Dal pensiero al polso

    Il massimo della personalizzazione? Swatch Ai-Dada, il nuovo servizio di “intelligenza artistica”che vi permette di creare il vostro Swatch secondo i vostri desideri. Basta accedere al proprio account, descrivere come lo si vuole e, una volta completato il design, lo si può customizzare ulteriormente con la scelta dei dettagli (per esempio il colore degli indici). Il risultato è un New Gent unico che riporta sul fondello la scritta 1/1, a ribadire il concetto. Com’è possibile? L’IA di Swatch si basa su 40 anni di creazioni, con tutti i legami, gli eventi, le collaborazioni del Marchio con l’universo artistico. A proposito: Dada rimanda al Dadaismo, certo…

    Capsule d’autore

    Continuano le escursioni di G-Shock nel mondo del rap. E questa volta tocca a Sfera Ebbasta firmare i nuovi esemplari del Marchio giapponese, diventato ormai un fenomeno di cultura. La collaborazione, iniziata nel 2023 con la campagna ufficiale, in questo caso però vede l’artista italiano andare oltre il semplice ruolo di ambassador e partecipare in prima persona al processo creativo. Gli orologi ne rispecchiano dunque gusti ed estetica: i colori sono i suoi favoriti (rosso, nero, bianco), il logo S€ appare sul quadrante e il cinturino è decorato con un motivo di filo spinato, tipico dell’immaginario urban. La limited edition di 3600 pezzi sarà in vendita dal 3 dicembre.

    CityLife sottozero

    Ancora una volta Seiko è stato sponsor ufficiale della Stramilano Sottozero 2025, l’edizione invernale della corsa che si è tenuta a CityLife lo scorso 30 novembre e ha coinvolto atleti, appassionati e famiglie. Due i percorsi: uno competitivo da 10 km e uno a passo libero da 10 o da 5 km. I vincitori della gara competitiva hanno ricevuto un orologio Prospex Speedtimer (e lo stesso orologio è andato a un runner della corsa non competitiva mediante un concorso), ma tutti i partecipanti hanno ricevuto un dono dal Marchio giapponese. Così Seiko conferma il proprio impegno nel sostenere eventi sportivi che promuovono valori di performance, benessere e comunità.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 07/10/2025

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 07/10/2025

    Le ultime settimane sono state un periodo denso di lanci, con contorno di presentazioni (fisiche e online) ed eventi dedicati. E le Latest di oggi, puntualmente, li registrano: da qui il numero di orologi inclusi in questa pagina. Che come sempre, potrebbe aumentare nelle prossime ore (e nei prossimi giorni). Certo, c’è tanta carne al fuoco, e molti esemplari meriterebbero un approfondimento. Per saperne di più, vi rimandiamo come al solito ai relativi siti ufficiali. Ma vi raccomandiamo anche di restare sintonizzati sul nostro Giornale: riparleremo sicuramente di alcuni pezzi, dopo aver fatto la nostra opportuna (indispensabile) selezione.

    Latest, solo per pochi

    HUBLOT Spirit of Big Bang Tourbillon 5 Days Power Reserve
    La celebra collezione con la cassa tonneau beneficia dei progressi del Brand nel campo della ceramica colorata. E si tinge di azzurro, giallo, rosso o nero. Mantiene comunque le consuete (ma eccezionali) caratteristiche: il formato di 42 mm e il calibro HUB6020 a carica manuale, di costruzione scheletrata, con tourbillon a un minuto e autonomia di 5 giorni (quasi: 115 ore, per l’esattezza). Edizione limitata di 20 esemplari per colore, da 103.000 euro.

    A.LANGE & SOHNE Saxonia Thin
    Quintessenza di design puro e chic senza tempo, l’ultrapiatto della Maison sassone torna con il quadrante in onice, scandito da lunghi e sottili indici a bastone. La cassa misura 40 mm di diametro per 6,2 mm di spessore, grazie al calibro L093.1 a carica manuale: sottile solo 2,6 mm, a dispetto dei tre giorni autonomia, è un concentrato di savoir-faire che vanta meticolose finiture. Realizzato in platino o in Honeygold®, l’oro color miele della Manifattura, l’orologio è in edizione limitata di 200 esemplari per tipo di metallo. Prezzi non dichiarati.

    H. MOSER & CIE The Streamliner Tourbillon Pierre Gasly Edition
    Dal 2024 partner di Alpine Motorsport, il Brand affida al pilota del team di F1 la revisione del proprio modello più sportivo. E il risultato è del tutto inatteso. Gasly, grande appassionato di orologi, lo rende elegantissimo, sia per la cassa a cuscino (40 mm) in oro rosso, sia per il quadrante fumé soleil, dal dorato al cioccolato. Il calibro HMC 805, di manifattura, è quello di sempre: a carica automatica, con tourbillon a un minuto, doppia spirale e 3 giorni di autonomia. Due le versioni, entrambe in serie limitata: con cinturino in gomma, in 100 esemplari; o con bracciale in oro e baguette di rubino a ore 10, in 10 esemplari. Da 79.000 franchi svizzeri (tasse escluse).

    LOUIS VUITTON Monterey
    Il nome deriva dalla storpiatura americana della parola francese montre, riferita ai modelli LV I e LV II realizzati dal Marchio alla fine degli anni ’80, in collaborazione con Gae Aulenti (per il design) e IWC (per la produzione). Modelli che oggi ritornano in questa ben più raffinata interpretazione. La cassa a ciottolo, di 39 mm, in oro giallo lucido, presenta la corona al 12 ed è priva di anse come gli originali. Ma ora racchiude un movimento automatico, calibro LFT MA01.02, firmato La Fabrique du Temps, e un quadrante in smalto Grand Feu. Edizione limitata di 188 esemplari, 59mila dollari.

    Sotto i 10mila euro

    CARTIER Santos de Cartier Titanium & Santos de Cartier Black Dial
    Due referenze segnano il ritorno di un cult in chiave sportiva. La prima, con quadrante bianco (foto in alto), è interamente realizzata in titanio grado 5 (una prima assoluta, per la storica collezione). La seconda, con quadrante nero, come sempre è in acciaio ma riveste di materiale luminescente a emissione verde le tradizionali lancette a gladio. In ambedue i casi, la cassa misura 39 mm di lato e ospita il calibro automatico 1847 MC, con spirale in materiali antimagnetici. In vendita da oggi, da 9.050 euro.

    NORQAIN Wild One Skeleton 42mm Purple Limited Edition
    Nuovo colore di tendenza per l’orologio in Norteq®, il carbonio proprietario del Marchio. Che, lo ricordiamo, è un composito di fibra di carbonio e polimero ad alte prestazioni (proveniente in gran parte da fonti bio), leggerissimo (6,5 volte più dell’acciaio, 3,5 più del titanio), antimagnetico e super-resistente (fino a 5000 G), anche alla corrosione. La cassa, composta da 25 parti, misura 42 mm di diametro ed è impermeabile fino a 20 bar, il movimento automatico è un calibro Sellita scheletrato. In 400 esemplari, 6.590 dollari.

    BREITLING Lady Premier
    L’heritage rivisitato al femminile (finalmente). Il risultato è una collezione ricchissima di referenze, diversificate per dimensioni (32 o 36 mm), movimento (Superquartz o Automatico calibro 10, certificato Cosc), e naturalmente per materiali (acciaio, oro, con o senza diamanti) e per habillage (quadrante soleil colorato oppure madreperla, cinturino in pelle di alligatore o bracciale Chevron). Il range di prezzo della collezione va da 4.800 a 16.000 euro. Questo esemplare costa 5.350 euro.

    LONGINES Spirit Pilot & Spirit Pilot Flyback
    La Casa della Clessidra Alata ripropone la collezione da aviatore in versioni più essenziali ed ergonomiche. Solo tempo, con la cassa da 39 mm in acciaio, il calibro automatico L888.4 con 3 giorni di autonomia e spirale in silicio. Oppure con la complicazione del cronografo: cassa da 39,5 mm, sempre in acciaio, e movimentro meccanico a carica manuale, calibro L792, con 68 ore di autonomia, funzione flyback e certificato ufficiale di cronometro (Cosc). I prezzi: da 2.600 a 3.000 euro il primo; da 5.250 a 5.500 il secondo.

    WYLER VETTA x MV AGUSTA
    La collaborazione è stata siglata per celebrare gli 80 anni della factory varesina. Ed è sfociata subito in due inediti esemplari, ricchi di riferimenti alla famosa due ruote: dalla fibra di carbonio al centro del quadrante, al colore “Rosso Verghera” (ispirato all’originale cromia della leggendaria MV98), fino al numero 37 in evidenza nella minuteria, a ricordare le vittorie nel Motomondiale. Entrambi hanno la cassa di 40 mm in acciaio; il solo tempo monta un calibro La Joux-Perret 100, con 68 ore di autonomia, mentre il crono bicompax un Eta 2894. Ed entrambi sono in serie limitata, rispettivamente di 500 o 80 pezzi. Da 1.900 euro.

    MIDO Multifort TV Big Date Titanium
    Inedita versione, interamente realizzata in titanio, del celebre esemplare dalla forma a televisore. Leggerissima e superconfortevole al polso, è giocata tutta sulla monocromia del grigio, con sottili variazioni luminose di lucido-opaco e il quadrante soleil decorato a righe orizzontali. All’interno monta come di consueto il Calibro 80, con autonomia di 80 ore e spirale in Nivachron, antimagnetica. La cassa misura 40 mm di lato. 1.490 euro.

    Latest sotto i 1000 euro

    PHILIP WATCH Caribe Diving
    Ritorna la storica collezione di subacquei. E acquisisce nuovi esemplari in acciaio, con la cassa di 42 mm di diametro, impermeabile fino a 30 bar, la valvola di decompressione, la lunetta girevole bidirezionale. Tre le versioni di quadrante: blu opaco, verde bosco oppure effetto meteorite. In tutti i casi, il movimento è sempre il calibro automatico Sellita SW200. Rigorosamente Swiss made, come vuole la tradizione del Marchio. 999 euro.

    TISSOT SRV
    Estetica d’ispirazione Art Déco per la nuova collezione femminile composata da 9 referenze. La cassa ottagonale, di 21,8 x 30 mm, è realizzata in acciaio anche Pvd oro rosa e racchiude un movimento al quarzo Swiss made. Tante le versioni di quadrante: soleil argenté, dorato, blu, verde, rosso oppure in madreperla bianca o nera, anche con indici di diamanti. Il cinturino in pelle è coordinato e intercambiabile con il bracciale, in maglia milanese o a link rettangolari. Bello il vetro zaffiro sfaccettato, in rilievo, che sembra una gemma taglio smeraldo. Da 375 a 495 euro.

    LUCIEN ROCHAT Iconic 100 Ans
    Il Brand svizzero compie 100 anni. E li festeggia con questo esemplare commemorativo, che appartiene alla collezione più elegante in catalogo e riporta le date dell’anniversario a ore 6. La cassa in acciaio Pvd oro giallo, di 43 mm di diametro, ospita un movimento meccanico a carica automatica scheletrato (Miyota 8N24), mostrato al centro del quadrante opaco e attraverso il fondello trasparente. Edizione limitata di 1.925 pezzi, 449 euro.

    SWATCH Bioceramic MoonSwatch Mission to Earthphase – Moonshine Gold È uscito con la Luna piena del cacciatore il terzo cronografo dedicato appunto al Plenilunio. Cassa di 42 mm in Bioceramic e movimento al quarzo Swiss made, riporta come sempre le fasi di Terra e le fasi di Luna, queste ultime in oro Moonshine decorato con la mano umana dello Zio Sam (quella dei manifesti Usa I Want You) e le zampette di Snoopy. Il quale, in versione astronauta, si trova insieme a Woodstock a ore 9 e lancia un messaggio segreto (visibile alla luce ultravioletta). In vendita solo fino alla prossima Luna Nuova, il 21 ottobre. 385 euro.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 28/09/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 28/09/2025

    Arte, fotografia, haute cuisine, ma anche shopping in moneta digitale e mostre-mercato specializzate. Le Cronache dell’orologeria di oggi escono eccezionalmente di domenica per rispettare una notizia in scadenza e darvi informazioni aggiornate. Ma soprattutto per comunicare un annuncio che ci vede protagonisti, in anticipo rispetto alla diffusione sui social media che ormai sono riconosciute fonti di informazione per tanti. A voi la novità. Buona lettura.

    Cripto-shopping

    Un Richard Mille RM002 del 2001

    Ninety Watches and Jewellery, il rivenditore di “usato certificato” Richard Mille, d’ora in poi accetterà pagamenti in criptovalute – gestiti dalla piattaforma Bitcashier, che garantisce transazioni sicure. L’iniziativa risponde alla crescente domanda da parte dei clienti internazionali di pagare con valute digitali. Del resto, secondo alcune stime accreditate, il numero dei milionari che pagano in criptovalute è aumentato nel 2024 del 95% e ha superato le 172mila persone. Mentre nelle aziende che accettano questo sistema, il 10% delle transazioni sono effettuate in questo modo, con un valore medio più che doppio rispetto ai metodi tradizionali. Come dire: per muovere somme ingenti, le criptovalute sono il top.

    Tra Giappone e il Golfo

    Foto Hufton+Crow – Department of Culture and Tourism Abu Dhabi courtesy Richard Mille

    Sempre Richard Mille prosegue la collaborazione con il Louvre Abu Dhabi. E annuncia la quinta edizione del Richard Mille Art Prize, il premio che celebra il dialogo culturale e l’innovazione artistica. La mostra di quest’anno, prevista dall’11 ottobre al 28 dicembre sotto la cupola del Museo, s’intitola Art Here 2025. E sarà incentrata sul tema Shadows (ombre), che include i concetti di “luce e assenza, memoria, identità e trasformazione”. La curatrice dell’esposizione Sophie Mayuko Arni farà parte della giuria internazionale insieme a personalità del mondo dell’arte. Sei gli artisti presenti: Ahmed Al-Aqra, Jumairy, Hamra Abbas, Ryoichi Kurokawa, Rintaro Fuse e il duo Yokomae et Bouayad.

    Meraviglie subacquee

    Anche quest’anno Blancpain conferma il proprio impegno nella tutela della vita oceanica, con il sostegno all’Ocean Photographer of the Year 2025, che ha riunito oltre 15mila immagini da tutto il mondo. Vincitore: Yury Ivanov, esperto di macrofotografia in Indonesia, per l’immagine di due “coccinelle di mare” (minuscoli crostacei del genere Amphipoda) su un corallo. Mentre il Female Fitfy Fathoms Award è stato assegnato alla biologa marina cinese Jialing Cai, specializzata nel catturare con l’obiettivo le creature nascoste nello zooplancton. Come il piccolo polpo wonderpus (accanto) circondato da una varietà di piccole larve di gamberetti, granchi e vermi.

    La brigata si allarga

    Lo chef messicano Jorge Vallejo è diventato friend of the Brand di Hublot, che amplia così la propria presenza nell’alta cucina. Fondatore, con la moglie Alejandra Flores, del ristorante Quintonil a Città del Messico, ha conquistato due stelle Michelin e vari riconoscimenti internazionali, come il 3° posto fra i 50 Migliori Ristoranti del Mondo. I suoi piatti sono un mix creatività e rispetto per le origini – in una visione che ricorda la filosofia dell’art of fusion del Marchio. Proprio per questo deve essere piaciuto molto alla Casa di Nyon, che gli ha messo al polso subito un bel Big Bang. Perché – si sa – il controllo del tempo in cucina è un ingrediente fondamentale…

    Lotta ai dazi

    Un orologio come forma di protesta? Ebbene sì. Lo ha fatto Swatch con il nuovo What if… Tariffs? contro i dazi doganali imposti da Trump alla Confederazione Elvetica. Un 39% che va a influire pesantemente sulle esportazioni verso gli States. Ecco allora la risposta ironica del Marchio, che intende sollecitare il governo rossocrociato ad agire nell’interesse della aziende, non solo orologiere. Da notare sul quadrante i numeri 3 e 9 in posizione invertita, e un segno di percentuale sul coperchio della batteria. Anche il prezzo è provocatorio: 139 franchi, contro i 100 degli altri modelli in collezione. N.B. Questo esemplare si trova in vendita solo in Svizzera, e resterà in produzione solo finché la questione non sarà risolta…

    Ci saremo anche noi

    È ufficiale: Il Giornale degli Orologi è diventato media partner di W.O.I – Watches of Italy. Il nostro magazine digitale farà quindi da cassa di risonanza per il network che dal 2019 promuove la filiera italiana dell’orologeria. E affianca in questo ruolo la storica rivista La Clessidra e altre testate online. D’ora in poi, sul nostro sito troverete dunque aggiornamenti sulla manifestazione che si terrà l’8 e il 9 novembre prossimi a Milano. Per esempio: tendenze fra le novità, reportage dal Superstudio, focus sugli esemplari in mostra… Cominciamo subito col dirvi che quest’anno è già prevista anche la presenza di marchi internazionali. Ne riparleremo presto.

    Follie d’antan

    Si tiene oggi, all’Hotel Sheraton di Padova, Chronofollia. Giunta alla sesta edizione, la mostra-mercato riunisce un centinaio di espositori internazionali specializzati non solo in orologi d’epoca e contemporanei, ma anche in cinturini, accessori e molto altro. Fra i quali merita almeno un cenno Berios Vintage Watch, il marchio dalle origini bresciane ma dalla produzione Swiss made, tornato di recente sotto i riflettori. Che è presente con una selezione di esemplari New Old Stock – compresi fra gli anni ’70 e gli anni ’90, opportunamente revisionati e forniti di garanzia – tra i quali si possono scovare autentiche “chicche”. Una festa per gli amanti del vintage.

    p.s. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Latest: le novità delle ultime settimane – 22/09/2025

    Latest: le novità delle ultime settimane – 22/09/2025

    Cosa c’è di nuovo sul mercato? Ecco una selezione di pezzi lanciati nell’ultimo periodo dai marchi di orologeria – elvetica, soprattutto, ma anche giapponese. Come sempre, le Latest di oggi vi vogliono solo tener informati, senza scendere troppo nel dettaglio… impossibile in così poco spazio. Per ciascun orologio, le nostre Latest vi presentano in breve le principali caratteristiche, per incuriosirvi un po’. Poi, nel caso fosse interessati a qualche pezzo in particolare, sta a voi approfondire il discorso – magari sul sito ufficiale.

    Latest… solo per pochi

    BREGUET Marine Hora Mundi 5555
    Quinto capitolo della saga per il 250° anniversario dalla fondazione, veste le “ore del mondo” della Casa con un nuovo look. La cassa da 43,9 mm per la prima volta è in oro Breguet, mentre il quadrante si ispira al Black Marble della Nasa, che rappresenta la visione notturna della Terra. Per questo è composto da due livelli: l’inferiore in oro guilloché blu sfumato, il superiore in vetro zaffiro dipinto a mano con smalto Grand Feu luminescente. Il movimento automatico è il calibro 77F1, con doppio fuso orario, indicazione giorno/notte e datario. Edizione limitata di 50 esemplari, personalizzabile nel nome della città.

    AUDEMARS PIGUET Royal Oak Calendario Perpetuo Automatico
    Realizzato in occasione del 150° anniversario della Manifattura, segna l’ingresso di un nuovo movimento automatico nella celebre collezione. Protetto da tre brevetti, il Calibro 7136 è improntato sulla facilità d’uso (permette di regolare tutte le funzioni per mezzo della corona) e sull’ergonomia (integra tutte le funzioni su un unico livello). La cassa in acciaio presenta nuove dimensioni – 38 mm di diametro x 9,4 mm di spessore – ed è come di consueto corredata del bracciale integrato. Edizione limitata di 150 esemplari, 106.900 euro.

    ARMIN STROM System 78 Tribute Green 1
    Una delle collezioni più emblematiche del Marchio, nella classica configurazione a tre lancette, si arricchisce con questo nuovo dress watch in un colore di tendenza. La cassa di 38 mm in acciaio ospita come sempre il quadrante con lo sfondo satinato e l’indicazione decentrata di ore e minuti, decorata a mano con un motivo guilloché grain d’orge. Il movimento meccanico a carica manuale è il calibro AMW21 di manifattura, dotato di un bariletto brevettato che garantisce un’impressionante autonomia di 100 ore (oltre 4 giorni). Edizione limitata di 50 esemplari, 22.000 franchi svizzeri (tasse escluse).

    Latest da 10mila a 1000 euro…

    BELL & ROSS BR-X3
    Esordio di un’inedita collezione, dall’ispirazione aeronautica e dall’impronta professionale. Che ha come segno distintivo la particolare costruzione a sandwich della cassa, composta da diversi materiali. Due le versioni: in titanio grado 2 (nella foto) con quadrante nero opaco; oppure in acciaio con quadrante blu. La lunetta è sempre in alluminio. Il movimento, prodotto in esclusiva da Kenissi, è il Calibro BR-CAL323, che riporta l’indicazione dell’autonomia di 3 giorni e il datario. Questa versione costa 8.400 euro.

    MAURICE LACROIX Aikonic Automatic 43 mm
    Pronipote dell’Aikon, lanciato nel 2016, acquista nel nome il suffisso ic – che sta per innovative craftsmanship (artigianato innovativo), in riferimento ai materiali della cassa, alla meccanica e al sistema brevettato (ML Easy Change) per la sostituzione del cinturino. Infatti la cassa di 43 mm ha la lunetta (e la corona) in ceramica, e il quadrante in carbonio, con le fibre disposte in verticale. Ospita un movimento automatico sviluppato con Soprod: il calibro ML1000, con 60 ore di autonomia e uno scarto medio giornaliero di +/- 4 secondi. Esiste in acciaio, in quattro varianti di colore, oppure in titanio Dlc nero. Da 3.450 euro.

    FERRAGAMO Gancini Twisted
    Prende nome dall’effetto attorcigliato della cassa, che reinterpreta il celebre motivo inventato negli anni ’70 dalla figlia del fondatore, Fiamma. Ma il dettaglio più eclatante è il quadrante in pietra dura – occhio di tigre, ma anche malachite oppure avventurina – che lo rende a tutti gli effetti un esemplare-gioiello. Non a caso si allaccia al polso con un bel bracciale a catena, una gourmette dalla larghe maglie, molto chic. Interamente in acciaio dorato, ha una taglia “da signora” (28 mm di diametro) e un movimento al quarzo (Ronda 772.3). 1.250 euro.

    VERSACE Tolomeo
    La Casa della Medusa si fa interprete di un nuovo stile sport-chic, essenziale ma tutt’altro che minimal, ricco com’è di dettagli simbolici. La cassa tonneau di 40 mm di diametro, in acciaio, è sovrastata dalla lunetta svasata, fissata da 4 viti e decorata sul profilo dalla Greca. E lo stesso fregio si ritrova sulle maglie alternate del bel bracciale rastremato, con link ad H e finiture lucido-opache. Il quadrante soleil riporta i piccoli secondi, il movimento è al quarzo (Ronda 6004D). 1.260 euro.

    … e sotto i 1000 euro

    SEIKO Prospex Speedtimer Mechanical
    La collezione bestseller del Marchio giapponese si amplia con due nuovi modelli a tre lancette (e un cronografo). I due solo tempo dichiarano la tradizionale vocazione sportiva nel conto alla rovescia sul réhaut girevole. Entrambi hanno un’estetica vintage, la cassa di 39,5 mm, impermeabile fino a 20 bar, il quadrante argenté o nero, il bracciale in acciaio. E montano lo stesso movimento automatico, calibro 6R55, con 3 giorni di autonomia. 990 euro.

    CITIZEN Promaster Sky U830
    Un orologio da aviatore super-tecnologico. Introduce il nuovo calibro EcoDrive U830, a carica luminosa: un multifunzione con orario radiocontrollato, 3 anni di autonomia (in modalità risparmio energetico) e uno scarto inferiore a +/-15 secondi al mese. In più l’orologio è dotato di display Memory-in-Pixel, dall’elevata risoluzione e dalla perfetta visibilità anche sotto la luce diretta del sole, che indica il livello di luminosità e visualizza fino a 7 giorni di generazione dell’energia. In acciaio, in tre versioni, con la cassa di 43 mm impermeabile fino a 20 bar. Da 599 euro.

    BULOVA Goddess of Time
    In occasione del 150° anniversario, la Maison americana celebra il proprio passato e riporta in catalogo un esemplare femminile degli anni ’70. Fedele al modello originario, rende omaggio al savoir-faire da gioielliere di Joseph Bulova nel bracciale in maglia milanese, oggi come allora morbido e flessibile come un tessuto. In più, il quadrante è ora realizzato in pietra dura: occhio di tigre, sodalite o malachite. Interamente realizzato in acciaio anche Ip oro giallo o rosa, nella cassa lady size – 17 x 21,5 mm – racchiude un movimento al quarzo. Da 329 euro.

    SWATCH Neon Collection
    Il mood è quello degli anni ’80/’90: linee bold, vibranti contrasti di colore e diretta ispirazione a certi (indimenticabili) esemplari d’epoca. Però ognuno dei sei modelli lo sviluppa a modo proprio: in chiave crono, solo tempo e day-date. Ciascuno con la cassa da 34 a 47 mm in plastica, anche biosourced, il cinturino in silicone o in materiale di origine biologica, ma tutti con movimento al quarzo Swiss made. Da 75 a 160 euro.

  • Latest. Le novità per l’estate – 09/06/2025

    Latest. Le novità per l’estate – 09/06/2025

    L’estate è arrivata, si sa. Non bastassero le temperature, ve lo dimostra l’orologeria. Date un’occhiata alle Latest qui sotto: le novità delle ultime settimane sono tutte all’insegna del colore. Con pochissime eccezioni, compensate in altri esemplari dalla contemporanea presenza di più tonalità… Più o meno vivaci, perfino insolite o azzardate. Una tendenza sfoggiata da tutti i segmenti di mercato, già avvistata al Salone di Ginevra e ora arrivata puntuale anche nei negozi. Che sia la voglia di sperimentare, di catturare l’attenzione o di ostentare una nuova modernità, poco importa. Gli orologi colorati, mostrati sulla pelle nuda, si fanno notare, permettono di esaltare il proprio gusto personale, di valorizzare l’abbronzatura… Ma soprattutto fanno gola: fanno venir voglia di comprare qualcosa di nuovo. A noi la scelta.

    Latest… solo per pochi

    LAURENT FERRIER Sport Auto 79
    1979. Alla 24 Ore di Le Mans, si piazza sul terzo gradino del podio la Porsche 935 Turbo di tre piloti amatoriali: Laurent Ferrier, François Servanin e François Trisconi. Un momento di gloria che porrà le basi per la nascita di un Marchio artigianale e – più tardi – di una collezione dedicata. Che oggi dà vita a un esemplare interamente in oro rosso 5N, creato per festeggiare i 15 anni del Brand. La cassa di 41,5 mm di lato racchiude un movimento di manifattura, il calibro automatico LF270.01, con micro-rotore decentrato in platino e 3 giorni di autonomia. 79mila franchi svizzeri (tasse escluse).

    BREITLING Navitimer B02 Chronograph Cosmonaute Scott Carpenter Centenary Come indica il nome, l’occasione è il centenario dalla nascita dell’astronauta che portò la Casa di Grenchen nello spazio. E il cronografo rende omaggio all’esemplare che il 24 maggio 1962 partecipò alla missione Mercury-Atlas 7 della Nasa. Come quello ha il regolo calcolatore e l’indicazione delle 24 ore, ma la cassa (41 mm) oggi è in platino e monta un movimento di moderna concezione. A carica manuale, il calibro B02 di manifattura dispone di ruota a colonne a innesto verticale e 70 ore di autonomia, ed è certificato cronometro dal Cosc. Edizione limitata di 50 pezzi, 42mila euro.

    FREDERIQUE CONSTANT Classic Manufacture Tourbillon
    Il grande “classico” della Casa ginevrina – in catalogo dal 2009 – si veste con una nuova livrea. E per la prima volta adotta un quadrante in madreperla, che ben si sposa alla cassa (39 mm) in oro bianco interamente lucidata a specchio. Impeccabili le finiture, fuori e dentro. Il movimento è sempre il calibro FC-980, di manifattura, con scappamento in silicio. Edizione limitata di 36 esemplari, 34.995 euro.

    HUBLOT Big Bang Unico Summer 2025
    Ormai è una tradizione: dal 2017, il lancio del B.B. dell’estate porta la Casa di Nyon nelle località di punta del Mediterraneo. Quest’anno la festa è stata a Mykonos, dove gli amici della Marca (come Usain Bolt e Mattia Vitale dei Meduza) si sono dati appuntamento per celebrare l’estate, l’amicizia, la Marca, l’orologio… La cassa (42 mm) in ceramica bicolore microbillé ospita un movimento automatico, calibro Unico costruito in house, con 3 giorni di autonomia. Tre anche i cinturini intercambiabili (sistema brevettato One Click). Edizione limitata di 100 esemplari, 32.600 euro.

    Fra 10mila e 1.000 euro

    IWC Pilot’s Watch Automatic 41 Top Gun Mojave Desert
    La collezione, creata nel 2019, si chiama Colors of Top Gun e celebra le basi militari della US Navy. Mentre la sfumatura è quella della sabbia del deserto del Mojave, nella California Occidentale, e delle tute di volo degli aviatori di stanza nella Naval Air Weapons Station di China Lake. La cassa (41 mm) in ceramica mat, impermeabile fino a 10 atm, ha il fondello in titanio. Il movimento automatico, calibro 32112 di manifattura, è provvisto di 5 giorni di autonomia. 9.200 euro.

    NORQAIN Freedom 60 Chrono 40 mm “Enjoy Life” Special Edition
    Il look sportivo, in acciaio, è quello tipico della collezione. Inedito è invece il mood giocoso, che si manifesta in primis nell’accostamento di colori sul quadrante, ispirato alle fresche tonalità dei gelati. E poi c’è il movimento automatico – calibro N19, base Sellita SW510A, con autonomia di 62 ore -, che in alcuni giorni del mese visualizza nel datario un cono a tre gusti. La stessa immagine ritorna anche sul vetro del fondello. La cassa misura 40 mm di diametro ed è impermeabile fino a 10 atm. 4.750 euro con bracciale (100 euro in meno con il cinturino in caucciù).

    LONGINES Legend Diver
    Dal 1959, testimonia l’heritage della Casa nel mondo delle immersioni. Oggi lo storico subacqueo torna con nuove cromie: al top la versione con quadrante bianco opaco e bracciale in acciaio a chicchi di riso, ma esiste anche laccato blu o nero con cinturino in caucciù coordinato. Immutata rimane la cassa di 39 mm di diametro, impermeabile fino a 30 atm, con la doppia corona e il réhaut girevole, utile contro urti accidentali e manipolazioni involontarie. Il movimento automatico è il calibro L888.6, con spirale in silicio e 3 giorni di autonomia. In più è certificato cronometro dal Cosc. 3.800 euro.

    Latest a meno di 1.000 euro

    BLANCPAIN x SWATCH Bioceramic Scuba Fifty Fathoms Green Abyss L’ultimo omaggio al celebre subacqueo della Manifattura di Le Brassus – datato 1953 – si veste di verde e nero, ma mantiene l’anima ecosostenibile di sempre. La cassa (42,3 mm) in Bioceramic è impermeabile fino a 50 fathoms (circa 9 bar), il movimento automatico è il celebre System51, il cinturino Nato è realizzato con reti da pesca riciclate, perfino il vetro è in materiale biosourced. In vendita solo in negozi selezionati, 400 euro.

    BREIL Stylize
    Piccolo, femminile, decisamente rétro. L’ispirazione Art Déco è però attualizzata dal colore del quadrante, verde smeraldo, e dalla lavorazione del bracciale, rastremato nelle prime maglie. Interamente in acciaio lucido Ip gold, ha la cassa di 24 x 21,4 mm e il movimento al quarzo. In tre versioni. 149 euro.

  • Latest. Le novità nei negozi… e a Watches of Jesolo – 12/05/2025

    Latest. Le novità nei negozi… e a Watches of Jesolo – 12/05/2025

    Ed eccoci di nuovo con le Latest, la rubrica che presenta – in sintesi – le novità appena consegnate nei negozi (o acquistabili online). Giusto per darvi un’idea di cosa hanno proposto le marche di orologi nelle ultime settimane: a titolo informativo, senza alcuna pretesa di approfondimento (impossibile in poche righe). Se poi qualche pezzo in particolare vi rapisce il cuore, vi rimandiamo direttamente al concessionario più vicino a voi – che saprà non solo mostrarvelo ma soprattutto raccontarvelo nel dettaglio. Da notare, però, che cominciano ad arrivare i primi subacquei, in vista della stagione estiva.

    Ma in realtà questa vetrina di Latest offre qualcosa in più: alcune novità presentate a Watches of Jesolo. Vale a dire lo spin off di Watches of Italy, il salone dedicato ai micro-brand italiani (e al “sistema orologeria” made in Italy), che lo scorso weekend per la prima volta si è trasferito in Veneto e ha dato vita a un’edizione primaverile di carattere internazionale. Anche in questo caso, pretendere di coprire gli oltre 50 marchi espositori sarebbe stato irrealizzabile. Sta a voi individuare la nostra selezione, fra gli orologi esposti qui sotto in ordine di prezzo….

    Latest… solo per pochi

    HUBLOT MP10 Tourbillon
    L’orologio più innovativo della Manifattura di Nyon torna in due nuove referenze: All Black, con la cassa XL in ceramica (nella foto) oppure Sapphire, trasparente. Entrambe in edizione (molto) limitata, rispettivamente di 50 e di 30 esemplari, sembrano valorizzare la straordinaria meccanica del calibro HUB9013: con il tourbillon inclinato di 35°, la carica automatica tramite masse lineari, l’indicazione circolare dell’autonomia e il display a rulli. Da 344mila euro.

    H. MOSER & CIE Streamliner Tourbillon Skeleton Rainbow
    Inedito esemplare gioiello dell’omonima collezione, è impreziosito dalla lunetta tempestata di baguette di zaffiri multicolore, tagliate su misura e montate in dégradé con un’incastonatura invisibile. Realizzato in acciaio oppure in oro rosso 5N, mantiene inalterati la cassa a cuscino di 40 mm di lato e il bracciale a segmenti orizzontali. Il movimento automatico interamente scheletrato è il calibro HMC 814, di manifattura, con 3 giorni di autonomia e tourbillon volante con doppia spirale (brevettato). Da 125mila euro.

    Da 50 a 10mila euro

    BLANCPAIN Ladybird Colors Violet Purple
    La Manifattura di Le Sentier arricchisce la linea femminile con un nuovo colore: il viola reale. Per il resto, tutto rimane immutato – e di alto livello: la cassa di 34,9 mm di diametro in oro rosso oppure bianco, il quadrante in madreperla di estrema qualità, la lunetta, le anse e la fibbia incastonate con 2 carati di diamanti. Al top ovviamente anche il movimento automatico, il calibro 1163L di manifattura, con 100 ore di autonomia e fasi di luna. 38.400 euro.

    ULYSSE NARDIN Diver (Hammerhead Shark)
    Dopo lo Squalo bianco, lo Squalo limone e lo Squalo blu, la Maison di le Locle crea un nuovo subacqueo in edizione limitata per raccogliere fondi a favore dello Squalo martello. Parte del ricavato della vendita sarà infatti devoluto all’associazione britannica Shark Trust. Il lancio invece è supportato da Mike Coots, surfista, ambientalista e testimonial della Casa. La cassa di 44 mm in titanio Pvd blu è impermeabile fino a 30 atm, il movimento di manifattura è il calibro UN-118 con scappamento in DiamondSil, spirale in silicio e autonomia di 60 ore. 12.400 euro.

    Sotto i 10mila euro

    MASSENA LAB E RAÚL PAGÈS Noctograph
    Terza collaborazione fra lo Studio di design e il Maestro orologiaio, è una perfetta sintesi fra lo stile “classico” di uno e l’estetica minimal dell’altro. Prende nome dal colore “notturno” del quadrante, spazzolato in verticale, racchiuso nella cassa in acciaio da 38,5 mm di diametro. Ed è alimentato da un movimento meccanico a carica manuale, il calibro M660, progettato da Massena e realizzato da Pagès, con 60 ore di autonomia e finiture realizzate a mano. Made in Italy invece il cinturino. Edizione limitata di 99 esemplari, 8.875 dollari.

    TUDOR Black Bay Chrono “Carbon 25”
    Un cronografo dedicato alla partnership con Visa Cash App Racing Bulls Formula One Team. La livrea riprende i colori della scuderia, la cassa di 42 mm in carbonio include anche le maglie d’attacco del cinturino, sempre in carbonio i contatori sul quadrante. Il movimento automatico è il calibro MT5813, di manifattura, con spirale in silicio, 70 ore di autonomia e ruota a colonne, certificato cronometro dal Cosc. Edizione limitata di 2025 esemplari, 7.510 euro.

    TUDOR Pelagos FXD Chrono “Pink”
    Un’edizione limitata di 300 esemplari, presentata in occasione del Giro d’Italia – dove il Marchio è “orologio ufficiale”. Dedicata esplicitamente al ciclismo: per esempio, la cassa di 43 mm è in composito di carbonio come certe biciclette, mentre la scala tachimetrica, posta sul perimetro del quadrante, è modulata sulle velocità delle due ruote. Monta sempre il calibro automatico MT5813, di manifattura (vedi sopra). 5.600 euro.

    Sotto i 5mila euro

    ALP Alp-1
    Assoluto debutto per un Marchio italiano, il cui nome ricorda le Alpi ma è anche un acronimo: Audacia Levior quam Pluma. In effetti l’orologio in questione pesa solo 27 g (cinturino compreso) perché è realizzato in carbonio (Tsc e Tfc). La cassa di 38,8 mm di lato racchiude un movimento automatico scheletrato, il calibro AM1S (sviluppato da Soprod). 4.970 euro. In prevendita i primi 100 esemplari, con consegna a settembre, 3.970 euro.

    MIDO Multifort Skeleton Chronograph
    Riflettori puntati sul Calibro 60. Il movimento meccanico a carica automatica, realizzato da Eta per il Brand, vanta non solo 60 ore di autonomia e la spirale in Nivachron™, ma anche una costruzione parzialmente scheletrata. A metterla ancor più in evidenza, il quadrante ajouré con i ponti a X e i profili dei contatori cronografici in blu. La cassa in acciaio misura 43 mm di diametro. Esiste anche in tonalità antracite, con il bracciale in acciaio al posto del cinturino in caucciù. Da 2.380 euro.

    LONGINES Conquest
    La storica collezione – la prima ad avere un marchio protetto, fin dal 1954 – si amplia di nuove versioni. Declinate in 4 formati di diversi materiali: con la cassa da 30, 34, 38 e 41 mm di diametro, in acciaio o acciaio e oro, il quadrante in nuovi colori, il cinturino in pelle coordinato o il bracciale in acciaio. Tutte alimentate da un movimento meccanico a carica automatica, con spirale in silicio e componenti amagnetici che permettono agli esemplari di superare di 10 volte la norma Iso 764. Da 2.200 euro.

    UNIMATIC Modello Uno ref. U1S-MD
    Un’assoluta novità il subacqueo professionale con la cassa di 40 mm impermeabile fino a 30 atm, abbinata per la prima volta a un bracciale in acciaio Dlc nero. Altri segni particolari: la lunetta in ceramica e il movimento meccanico a carica automatica, calibro Sellita Sw200-1. Edizione limitata di 99 esemplari (in vendita da oggi alle 11), 1.350 euro.

    Latest sotto i 1.000 euro

    FATHERS Always Nexus
    Primo esemplare della nuova collezione del Brand (napoletano ma con produzione Swiss made), colpisce per lo stile classico, con tanto di piccoli secondi a ore 6. Nella cassa in acciaio di 38 mm di diametro ospita un movimento automatico, calibro F100 Fathers (base Landeron L24F6 personalizzato). E vuole essere testimone di un legame intergenerazionale: un oggetto da tramandare, dotato perfino di certificato di eredità. 929 euro. In preordine i primi 100 esemplari, con consegna entro fine maggio, 650 euro.

    MAYER WATCHES 804M
    Un altro debutto per un Brand italiano, a dispetto del nome di origine tedesca. L’orologio si distingue per l’indicazione delle ore sull’ampio réhaut, scandite da un’alternanza di indici a bastone, cifre arabe e il 10 in numero romano. La cassa in acciaio 316L misura 36 mm di diametro, il movimento meccanico a carica manuale è un Peseux 7076 con piccoli secondi. Edizione limitata di 100 esemplari, i primi 50 già in consegna, 599 euro.

    OOO Out of Order Shaker “Angelo Azzurro” Automatic GMT
    Il Marchio veneto continua a celebrare l’arte della mixology. E questa volta tocca al cocktail di culto negli anni ’90, dal colore turchese ripreso nell’inserto in vetro zaffiro bombato della lunetta girevole bidirezionale. Sempre in vetro zaffiro ma dégradé il quadrante, che rievoca i vari ingredienti: gin, triple sec, Blue Curaçao. Realizzato in acciaio 316L, con la cassa di 40 mm di diametro, monta un calibro Seiko NH34 a carica automatica con secondo fuso orario. In 130 esemplari, 595 euro.

    SWATCH Scubaqua Collection
    Basta uno sguardo e la memoria vola indietro agli esemplari di culto del passato. Ma la nuova collezione è decisamente più evoluta, nel design come nei materiali. Ha la cassa di 44 mm di diametro realizzata in Bioceramic e in materiale biosourced ricavato dall’olio di ricino. Impermeabile fino a 10 atm, presenta la corona al 10, la lunetta unidirezionale girevole e il cinturino effetto seta. In 5 colori – bianco, giallo, rosso, turchese e nero -, prende i nomi delle meduse più spettacolari al mondo. Il movimento è al quarzo Swiss made. 155 euro.

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 10/03/2025

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 10/03/2025

    Ed eccoci di nuovo con le Latest. La nostra consueta rubrica torna puntuale come un orologio (è il caso di dirlo…). Ricorrente, ogni quindici giorni riappare per tenervi aggiornati sulle proposte più recenti, in tutti i segmenti di mercato. (Se vi siete perse le ultime Latest andate a recuperarle: le trovate qui). Lo scriviamo sempre: in questo modo, per restare informati su cosa c’è di nuovo, basta una sola occhiata. Poi, se qualcosa vi colpisce, potete fermarvi a leggere e, nel caso vogliate approfondire, andare a visitare il sito ufficiale (o il feed di Instagram) del relativo brand. E poco importa che abbiate davvero intenzione di fare shopping. Certo, quando possiamo fare acquisti siamo tutti più contenti, ma anche se non è il momento, stare al passo con le novità non fa mai male. Anzi…

    Latest, da 50 a 10mila euro

    BREITLING Navitimer B19 Perpetual Calendar Chronograph
    Il Calibro B19 è il primo movimento di manifattura con calendario perpetuo della Casa di Grenchen, e unisce le complicazioni astronomiche con le funzioni cronografiche. Dotato di 4 giorni di autonomia, ruota a colonne, fasi di luna e certificato ufficiale di cronometro (Cosc), è apparso per la prima volta lo scorso anno in un’edizione limitata. Ora entra in “collezione permanente” con questo esemplare, che si distingue per la cassa di 43 mm in acciaio, la lunetta in platino e il quadrante blu ghiaccio. Non può mancare il regolo calcolatore. 28.000 euro.

    Blancpain Fifty Fathoms Tech Ocean Commitment IV
    Quarta serie speciale dedicata al Blancpain Ocean Commitment, riprende nel design l’esemplare del 70° anniversario. Nella cassa di 45 mm in titanio, impermeabile fino a 30 atm, monta il celebre calibro automatico 1315A, prodotto “in casa”, con spirale in silicio e 5 giorni di autonomia. Per ogni pezzo venduto la storica Manifattura devolverà mille euro al Sulubaaï Marine Research Center, nelle Filippine. Edizione limitata di 100 esemplari, 23.450 euro. Ne riparleremo.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF 36 mm Automatic Stone Blu
    Dopo il Microrotor, la Maison interpreta con la particolare sfumatura di blu anche l’Automatico da 36 mm. Che perde così qualsiasi connotazione femminile (se mai l’avesse avuta) per enfatizzare l’idea di “eleganza universale, libera dai generi”. Realizzato interamente in acciaio, questo modello riprende i codici estetici della collezione: come la lunetta zigrinata in platino, le anse a goccia il quadrante guilloché a Grain d’Orge. Il movimento è sempre il calibro PF770-HM, di manifattura, con 60 ore di autonomia. 21.000 euro.

    BAUME&MERCIER Riviera Oro 10787
    La celebre collezione svela il proprio lato più chic con un’inedita versione preziosa dalla cassa in oro rosa, lucido-satinato, di 39 mm di diametro. Mantiene comunque la celebre lunetta dodecagonale – trait d’union con il passato – e il quadrante in vetro zaffiro fumé. Da cui si può intravvedere il movimento automatico, il calibro Baumatic: antimagnetico, con 5 giorni di autonomia, è garantito per 8 anni (previa registrazione sul sito ufficiale). 20.500 euro.

    Latest sotto i 10mila euro

    PERRELET Turbine Flamingo Pink
    Non fatevi condizionare dal colore: non si tratta di un orologio riservato alle donne. Piuttosto, di un esemplare no-gender, in cui il rosa fenicottero rimanda a una visione positiva della vita (Think pink, si diceva una volta) e alle good vibe di Miami. Tant’è che la cassa, in titanio grado 2 annerito da un trattamento Dlc, misura come sempre 41 mm (non propriamente per tutti i polsi femminili). Nera anche la turbine in alluminio anodizzato, mentre il movimento è il consueto calibro P-331-MH, con doppia certificazione: Chronofiable e Cosc. 4.980 euro.

    SEIKO King Seiko Vanac
    Reinterpreta un esemplare degli anni ’70 dal design “spigoloso”, ora sottolineato dalle finiture a specchio, alternate ad altre spazzolate. La cassa misura 41 mm di diametro ed è impermeabile fino a 10 bar, il movimento automatico (ovviamente prodotto “in-house”) è il calibro 8L45 con 3 giorni di autonomia. Tre le versioni di quadrante: blu, viola e argenté, oltre a una serie limitata di 700 esemplari e a un’edizione boutique. Presentato in super-anteprima, sarà in vendita da luglio. 3.400 euro.

    WYLER VETTA Chronograph 38 mm
    Nel design rende omaggio agli esemplari prodotti dalla Casa negli anni ’40. La cassa di 38 mm in acciaio ospita un quadrante ricco di funzioni: che visualizza il contatore dei minuti crono, il contatore dei secondi continui e, tutt’attorno, la minuteria, la scala telemetrica e quella tachimetrica. Il movimento, meccanico a carica manuale, è un Sellita SW510 BHM con 56 ore di autonomia. Esiste in tre versioni – con quadrante nero, grigio o bicolore nero/grigio -, più un’edizione limitata che monta l’originale sistema antiurto Incabloc (di cui riparleremo). Da 2.600 euro.

    TUTIMA GLASHÜTTE M2 Seven Seas S
    Il Marchio sassone amplia la collezione di sportivi con tre nuovi modelli dal look monocromatico: bianco, verde o nero, tutti con il quadrante decorato (a prismi concavi) e il cinturino in caucciù. Per il resto, le caratteristiche costruttive restano quelle già in catalogo: cassa in acciaio di 40,2 mm di diametro, ghiera girevole unidirezionale, movimento automatico con datario – calibro Tutima 330 (base Eta 2836-2). 1.900 euro.

    … e sotto i 1000 euro

    SECTOR NO LIMITS Sector Legend – Titanium Special Edition
    La collezione rende omaggio alle leggende del No Limits: i testimonial del Marchio che negli ultimi decenni del secolo scorso sfidarono l’estremo nelle varie discipline. Fino a diventare un autentico fenomeno di costume. Al top della serie si trova questo subacqueo, erede di un cult che negli anni ’90 era al polso degli apneisti del Sector Diving Team. Interamente in acciaio, con la cassa da 43 mm impermeabile fino a 100 bar, ora monta un movimento automatico di fabbricazione giapponese. 443 euro.

    SWATCH Blossom Time
    Sei nuovi Irony festeggiano l’arrivo della primavera. Con la cassa da 33 mm (unisex) e il movimento al quarzo Swiss made, hanno un bouquet inciso sul quadrante, sempre diverso per fiori e colori. Petal Swirl, giallo, con le gerbere. Petal Charm, rosa, con le camelie. Poi, Petal Frenzy, blu, con i crochi. E Petal Bliss, grigio, con le magnolie. In vendita dal 13 marzo, ma già in pre-ordine. 130 euro con il cinturino in pelle, 155 con il bracciale in acciaio.

  • MoonSwatch 1965: quando il Moonwatch… imparò a volare

    MoonSwatch 1965: quando il Moonwatch… imparò a volare

    Parafrasando la celebre hit di Britney Spears mi viene da scrivere “Oops! It did it again”. Swatch lo ha fatto ancora, ha lanciato un nuovo MoonSwatch, il MoonSwatch 1965. Questa volta l’occasione sono i 60 anni da quando lo Speedmaster di Omega ha ottenuto la qualifica di idoneità al volo spaziale. Un’occasione coerente con la collezione e con il rapporto che lega MoonSwatch e Speedmaster.

    Il lancio della collezione MoonSwatch a marzo del 2022 è stato l’unico, vero e indiscusso crack dell’orologeria degli ultimi anni. Un’onda lunga che per alcune referenze dura tuttora, anche grazie alla capacità di Swatch di tenere alta l’attenzione sulla linea con nuove uscite periodiche, non sempre a mio avviso coerenti come invece è quello del MoonSwatch 1965.

    MoonSwatch sì, MoonSwatch no

    Al di là dei Mission to Moon con la lancetta dei secondi in oro, con le fragole, i fiocchi di neve, le lanterne svizzere e altre amenità fuori controllo, alcune varianti degli scorsi anni hanno avuto senso. Penso ai due orologi con fasi lunari, il bianco e il nero, con Snoopy accoccolato sulle lune: coerente con la storia lunare dello Speedmaster e con il legame che lo unisce al bracchetto disegnato da Charles M. Schulz. 

    O ancora al Mission to Earthphase, con la complicazione delle fasi terrestri proposta come prima assoluta in orologeria. Una visione che gli astronauti avevano dalla superficie lunare per cui, anche qui, sensata. Un po’ meno, a mio avviso, il Mission to Super Blue Moonphase: l’omaggio alla luna piena di colore blu del 19 agosto, la prima superluna dell’anno, mi è tanto sembrato un modo furbo per tenere viva la collezione. Così come i tre orologi della linea Mission on Earth (Lava, Polar Lights e Desert): dopotutto parliamo di MoonSwatch, non di EarthSwatch.

    Invece stavolta, per come la vedo io, il MoonSwatch 1965 è totalmente sensato. Perché con il suo quadrante candido è un omaggio anche a tutti gli Speedmaster bianchi che, negli anni, sono diventate referenze ricercatissime dai collezionisti. E perché l’ottenimento della qualifica di idoneità al volo spaziale da parte del cronografo di Omega è una delle pietre miliari dell’orologeria, a prescindere dal fatto che l’orologio piaccia o meno.

    Altro che marketing…

    A tal proposito, in questo articolo voglio deliberatamente tralasciare di parlare del MoonSwatch 1965. O meglio, lascio che a farlo siano le didascalie per ciò che riguarda le caratteristiche dell’orologio, che in alcuni casi lo distinguono dagli altri pezzi della collezione, in altri sono quelle che ben conosciamo fin dal lancio del marzo 2022. Credo siano più interessanti un excursus storico (breve, lo prometto, e spero non noioso) sulla corsa allo spazio dell’orologeria negli anni  ’60 e il racconto di ciò che significa, per un orologio, essere abilitato all’uso in orbita.

    Una cosa che chi non è del settore considera spesso come un argomento di vendita, che Omega utilizza da sei decenni per rendere appetibile il proprio cronografo. Qualcosa che, invece, ha alle spalle una serie di procedure e di test rigorosissimi i quali, all’epoca, facevano tremare qualsiasi manifattura orologiera intendesse mandare i propri pezzi in orbita. Il fatto di averli superati era e rimane una conquista tecnologica per l’intero settore.

    Dalla storia al MoonSwatch 1965

    Con l’inizio del programma spaziale americano, la Nasa – l’Agenzia spaziale statunitense – tra le altre cose si mise anche alla ricerca di orologi e cronometri per il calcolo dei tempi a bordo delle navicelle. Dovevano essere strumenti estremamente affidabili per un programma spaziale che puntava a stabilire la superiorità degli Stati Uniti in quel settore, principalmente sull’Urss.

    La selezione ufficiale per avere strumenti capaci di sottostare a prove impegnative in situazioni ambientali estreme, senza perdere precisione e affidabilità, portò alla decisione di scegliere un solo modello prodotto da un singolo marchio. La Nasa chiese a dieci produttori di presentare domanda come fornitori: Elgin, Benrus, Bulova, Gruen, Hamilton, Longines, Mido, Lucien Piccard, Omega e Rolex.

    Stando ai documenti della Nasa presenti nell’archivio dell’Omega Museum di Bienne, risposero all’offerta formale della Nasa per ottenere i cosiddetti RFP (o Request for Proposals) solo quattro marchi dei dieci interpellati: Omega, Longines-Wittnauer, Rolex e Hamilton. Quest’ultima però scartata subito perché, pur realizzando ottimi cronografi certificati, aveva in produzione solo pezzi da tasca.

    Omega mise sul piatto lo Speedmaster ST105.003 – con il calibro Lemania 321 -, Longines-Wittnauer il cronografo 235T, Rolex il 6238, conosciuto anche come pre-Daytona, con un Valjoux 72 nella cassa. Tutt’e tre dovettero sottostare alle terribili prove da sforzo richieste dalla Nasa, che riassumo per comodità più sotto, ma solo lo Speedmaster, benché acciaccato, riuscì a ottenere risultati soddisfacenti. Lo testimonia il resoconto scritto dell’assistente Direttore per le operazioni dell’equipaggio a bordo del Lem di Apollo 11, con data 1° marzo 1965, quella celebrata dal MoonSwatch 1965.

    I risultati dei test

    Secondo il report, il Rolex si fermò due volte durante il test dell’umidità relativa; nel test ad alta temperatura la lancetta dei secondi si piegò e le altre lancette si bloccarono, cosa che indusse la Nasa a non effettuare altri test. Nel Longines-Wittnauer, il vetro si piegò e si staccò durante i test ad alta temperatura e di decompressione. Non furono effettuati ulteriori test su quel cronografo.

    Lo Speedmaster andò avanti di 21 minuti durante il test di decompressione e ne perse 15 durante quello di accelerazione, con anche la distruzione del materiale luminescente durante le prove. Tuttavia, come risultato globale dei test, funzionò in modo soddisfacente e la Nasa ne raccomandò l’impiego per la sua “maggiore precisione, affidabilità, leggibilità e facilità d’uso”.

    All’inferno e ritorno (per Omega)

    Che cosa dovette sopportare quell’orologio cui oggi il MoonSwatch 1965 rende omaggio per poter volare nello spazio? Undici, terribili test, di cui si trova oggi un resoconto nell’archivio storico di Omega. Test ad alte temperature, in cui era esposto a 70°C per 48 ore, poi a 93°C per 30 minuti in un vuoto parziale. Basse temperature: esposto a -18°C per 4 ore. Sotto vuoto: riscaldato in una camera a vuoto e poi raffreddato a -18°C per diversi cicli. Umidità: esposto a dieci cicli di 24 ore in condizioni di umidità superiore al 95%, con temperature tra 25°C e 70°C.

    E poi ancora, test di corrosione: esposto a un’atmosfera di ossigeno a 70°C per 48 ore. Resistenza agli urti: esposto a sei urti di 40 G in sei direzioni diverse. Accelerazione: sottoposto ad accelerazione progressiva a 7,25 G per circa cinque minuti e poi a 16 G per 30 secondi in tre assi. Bassa pressione: sottoposto a una pressione di 10-6 atmosfere a 70°C per 90 minuti, poi a 93°C per 30 minuti. Naturalmente, test in alta pressione: aria a 1,6 atmosfere per 60 minuti. Test di vibrazione, in cui era sottoposto a vibrazioni casuali su tre assi tra 5 e 2.000 Hz, con un’accelerazione di 8,8 G. Infine, il test del suono: bombardato a 130 decibel a frequenze da 40 a 10.000 Hz per 30 minuti.

    Insomma, un inferno, altro che argomento di marketing. Giusto quindi, da parte di Swatch, omaggiare quel traguardo e quella data con il MoonSwatch 1965 che, lo ricordo per i distratti, non è un Moonwatch. Ma se metterselo al polso può far sentire chi lo indossa parte della storia dell’orologeria, che cosa dire se non… missione compiuta?

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 03/03/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 03/03/2025

    A Hollywood e dintorni. Così si potrebbero intitolare queste Cronache dell’orologeria, dedicate in gran parte a uno degli eventi più glamorous dell’anno: la premiazione degli Oscar, andata in scena proprio la notte scorsa. La novità della serata sta nel grande sfoggio di pietre preziose anche da parte degli uomini. Non solo con le spille più vistose appuntate sui rever delle giacche e una panoplia puntuale di collane, anelli, orecchini, ma anche con numerosi orologi-gioiello apparsi sui polsi maschili.

    E poco importa che a essere tempestati di gemme fossero eleganti solo tempo o cronografi sportivi. Si trattava comunque di modelli femminili, o almeno così presentati al momento del lancio e considerati tali fino a ieri. Ma non ora: è un po’ come se la fluidità tipica della società di oggi avesse contagiato anche l’orologeria. E la conferma che non esiste più alcuna distinzione di genere si ha avuta con Thimothy Chalamet, che indossava un piccolo Cartier Bagnoire con smeraldi e rubini del 1960. Su, su, non arricciate il naso. Vedremo se sarà un tendenza passeggera o destinata a durare.

    Non solo. In queste Cronache dell’orologeria non possono mancare comunque altre notizie a tema corporate, fra nuove partnership, riaperture, inaugurazioni e iniziative varie. Buona lettura.

    Breath in, breath out

    Sponsor degli Oscar (e dell’Academy) dal 2017, Rolex festeggia però i 10 anni di presenza alla cerimonia di consegna con la Greenroom. Uno spazio a ridosso del palco principale del Dolby Theatre, in cui nominati e premiati possono rifugiarsi, durante la serata, per qualche attimo di decompressione lontano dai riflettori. Quest’anno la sala è diventata ancora più rilassante grazie all’ambientazione “naturale”, ispirata a Rewilding Chile e Rewilding Argentina, due progetti del Rolex Perpetual Planet Initiative. Keep calm and carry on…

    Cronache dell’orologeria… pettegola: agli Academy Awards

    Foto Rich Polk/Penske Media via Getty Images courtesy Omega

    Alla notte degli Oscar, parata di stelle per Omega. Che ha fatto bingo con il De Ville Trésor bordeaux indossato da Kieran Culkin (accanto), premiato come Miglior attore non protagonista. Poi un De Ville Prestige per Guy Pearce, un altro per Clarence Maclin, e due Moonwatch per Denis Villeneuve e Colman Domingo. Al top però c’era il Seamaster AquaTerra con diamanti e rubini di Robert Downey Jr. Lo show è poi continuato al party di Vanity Fair, dove l’ex Tony Stark ha cambiato orologio e ha sfoggiato questo nuovo Seamaster…

    Foto Lexie Moreland/WWD via Getty Images courtesy IWC

    Presenza ricorrente sul red carpet al Dolby Theatre, ieri sera, è stata anche quella di IWC. Che ha vestito i polsi di alcuni degli uomini più chic della serata con scelte (quasi) sempre azzeccate. Per Jeremy Pope (accanto) un Portofino Automatic con bracciale in maglia milanese, perfetto sul completo di Balmain dell’attore. Un altro Portofino Automatic per Joe Locke, un Ingenieur Automatic per Sterling K. Brown e un Portugieser Perpetual Calendar per Paul Tazewell. Il cui quadrante verde spezzava il rigore dello smoking principesco.

    L’ambasciatore della Corona

    Un frame del video Reach for the Crown

    La notizia era uscita in anteprima su WatchPro, un paio di settimane fa: Leonardo DiCaprio è entrato a far parte della famiglia Rolex. Nessun annuncio ufficiale al riguardo. L’attore però è apparso, accanto agli altri testimonial (da Tiger Woods a Roger Federer, da James Cameron a Martin Scorsese), in un paio di frame di Reach for the Crown, lo spot diffuso sui canali Instagram e YouTube di Rolex. Del resto, Leo non ha mai nascosto di essere un fan del Daytona. Chissà se ora la Casa della Corona sosterrà anche la LDC Foundation…

    Un capolavoro artigianale

    Foto by Pascal Le Segretain/Getty Images courtesy Dolce&Gabbana

    Al Grand Dîner du Louvre, che si è tenuto il 4 marzo per raccogliere fondi a favore del Museo parigino, c’era anche lei: Eva Herzigova. Chic-chissima in una robe-de-soir Dolce&Gabbana Alta Moda, sfoggiava uno straordinario sautoir della collezione Alta Gioielleria della Casa. Che in realtà era un preziosissimo montre-à-secret a forma di libro, ispirato alle creazioni rinascimentali. Un pezzo unico in oro, diamanti e gemme di colore, decorato sulla copertina con una miniatura di Beatrice d’Este, e all’interno un quadrante in full pavé. Superbe!

    Lancette & racchette

    Dal 7 al 9 marzo prossimi, Fiera Milano Rho farà da cornice a Racquet Trend, una “tre giorni” dedicata interamente agli sport di racchetta. Tennis e padel soprattutto, ma non solo: anche tennis da tavolo, pickleball, beach tennis… Cronometrista ufficiale dell’expo: Eberhard & Co. Che prenderà i tempi delle gare fra grandi atleti e delle esibizioni fra giornalisti, delle masterclass tenute da esperti e coach, delle prove racchetta, dei convegni e dei corsi di formazione… In un calendario ricco di eventi, imperdibile per gli appassionati.

    Un servizio esclusivo

    Mai nome fu più azzeccato: Not for Sale. Perché il nuovo OOO – Out of Order® x Pisa 1940 davvero non è in vendita. Si tratta infatti di un “orologio di cortesia”, dato temporaneamente in uso gratuito ai clienti della storica orologeria milanese che portano in assistenza il proprio esemplare per manutenzione/riparazione. Un servizio simile a quello offerto per le auto da concessionari e officine, con la differenza che qui si può anche non aver cura dell’esemplare in questione, damaged in Italy già di suo. Come si legge sul réhaut: “Please, Treat me Bad”…

    Shopping in Laguna…

    Foto UCStudio_Ve courtesy TAG Heuer

    Nelle scorse settimane TAG Heuer ha riaperto la storica boutique a Venezia. Inaugurata nel 2012 in San Marco 1298, a pochi passi dalla celeberrima piazza, di recente è stata oggetto di accurati lavori di restauro. Il restyling ha ottimizzato gli spazi interni – con la creazione di un salottino di vendita – e valorizzato l’esposizione degli esemplari. Così, negli ambienti arredati con legno, vetro e metallo, ora trovano posto grandi e piccoli memorabilia che hanno segnato la storia del Marchio. E che fanno la gioia degli appassionati… Da visitare.

    …e sulle Dolomiti

    Swatch ha aperto un nuovo pop-up store a Cortina d’Ampezzo. Un grande, coloratissimo ambiente di design – in via 29 Maggio 1 -, illuminato da quattro vetrine e da luci industriali, con tonalità pop alle pareti e gli orologi a portata di mano. Dove, fra suggestioni spaziali e atmosfere marine, va in scena l’immaginario del Brand. Al cocktail d’inaugurazione, lo scorso sabato 22 febbraio, qui si è dato appuntamento il Tout-Cortina più modaiolo e cool: un centinaio di persone che hanno brindato al ritmo del Dj-set di Leonardo Laio.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Swatch, gli esordi. La riscossa parte dalla plastica

    Swatch, gli esordi. La riscossa parte dalla plastica

    Come ho già scritto, nell’industria le vere e proprie rivoluzioni sono rare. L’avanzamento tecnologico avviene per passi successivi, anche se capita che la fortuna arrida a qualcuno tutta insieme. Non occorre meravigliarsi perciò se dallo studio di un orologio esclusivo e costoso com’è stato l’Eta Delirium (e derivati) ne discende il più grande successo pop della storia dell’orologeria: lo Swatch. Un successo tale da risollevare l’industria svizzera e farle voltare la pagina della crisi, a tal punto da portare il gruppo produttore a identificarsi con l’orologio stesso e ad assumerne quindi il nome: Swatch Group. Un successo così duraturo che non solo ancora oggi gli Swatch vengono venduti in milioni di esemplari all’anno, ma una parte del catalogo è tuttora basata sul progetto originale del 1982.

    Pre-Swatch I: Delirium Vulgaris

    Tralasciamo l’errore grammaticale latino (sarebbe Delirium vulgare) e torniamo a dove avevamo lasciato Eta nel capitolo precedente. L’industria svizzera con il Delirium Tremens si era ripresa lo scettro tecnologico dalle mani dei giapponesi, presentando la serie di orologi più sottili del mondo (da 1,98 fino a 0,98 mm). Questo primato era stato raggiunto eliminando la tradizionale separazione tra movimento e cassa e imperniando gli assi dei ruotismi direttamente sul fondello.

    Data la natura esclusiva degli orologi, il pur notevole successo di vendite non aveva certo generato un flusso di cassa consistente. Ora si trattava, quindi, di passare all’incasso generando utili. Per farlo, la soluzione era applicare le tecnologie studiate su orologi realizzati con materiali economici, un basso numero di parti e con un grado di automazione tale da limitare al minimo i costi di assemblaggio. Saranno tutti problemi complessi da risolvere.

    Eta si dedica così a trovare soluzioni. Va ricordato che all’interno del gruppo Asuag, per statuto, Eta si doveva occupare solo di movimenti senza produrre orologi finiti, per non entrare in concorrenza con i propri clienti. La scappatoia con cui giustificano questa produzione, come per il Delirium, sta nel fatto che movimento e orologio completo sono tutt’uno.

    Il Direttore generale di Eta, Ernst Thomke, nel gennaio 1979 fissa le linee guida del progetto: tutto di plastica, non smontabile, non riparabile, impermeabile fino a 3 atm (basta e avanza), pila sostituibile dall’utente e, soprattutto, costo di produzione inferiore ai 10 franchi – pur producendo in Svizzera. Si capisce bene come quest’ultimo parametro sia la vera rivoluzione, essendo tutto il resto della tecnologia già stato inventato e non avendo particolari vette tecnologiche da raggiungere. Per arrivare all’obiettivo occorre superare alcuni punti fermi dell’orologeria svizzera, come la riparabilità.

    All’interno nel Gruppo pare che nessuno sia in grado di realizzare niente del genere. Nel luglio 1979 ci prova Esa, progettando un orologio con cassa rettangolare di 34 x 30 x 4 mm con movimento separato: in sostanza, mancano tutte le specifiche dell’idea originaria. Il progetto è in stallo, quando si presentano due ingegneri di Eta, Elmar Mock e Jacques Müller.

    Due padri

    Elmar Mock, uscito dalla Scuola di orologeria di Bienne, era entrato in Eta nel 1976. Su impulso dell’allora Direttore Fritz Scholl iniziò a interessarsi dello stampaggio a iniezione di precisione della plastica, che già all’epoca rappresentava il futuro. Si fece dare un anno sabbatico per studiare la materia in una scuola tecnica di Windisch, nell’est della Svizzera. Comprò anche una piccola macchina per stampaggio, che fu letteralmente nascosta nell’attico dell’edificio di Eta. Nel 1978 tornò col titolo di ingegnere plastico (si potrebbe discutere a lungo sui titoli accademici al di fuori dell’Italia…). Nel frattempo Scholl aveva lasciato il posto a Thomke, che gli assegnò tre persone e lo incoraggiò a proseguire con gli esperimenti sullo stampaggio a iniezione.

    Jacques Müller, invece, era cresciuto a Tavannes, nel sud della Svizzera. Dal momento che era indeciso tra diventare chirurgo o pilota, si era iscritto alla Scuola tecnica di microtecnologia di Saint-Imier, dove si era laureato nel 1968. Nutriva un certo disprezzo per gli orologiai perché, a suo dire, non capivano la fisica che sottostava a quanto facevano. Dal momento che da quelle parti difficilmente trovi un lavoro non attinente al settore, era entrato in Ebauches Tavannes, una dépendance di Ebauches SA, con l’idea di andarsene entro 6 mesi. Che invece sono diventati 10 anni, nei quali ha progettato movimenti elettromeccanici ed elettronici. Alla chiusura dell’azienda (1978) è assunto in Eta. Conosce Mock durante una conferenza in Germania: in quell’occasione gli speech erano noiosi, e i due si trovano spesso al bar, dove vagheggiano di orologi di plastica. Sogni nei quali Mock pensa alla plastica e Müller ai movimenti.

    Due ore per farsi dare mezzo milione

    La piccola macchina per stampaggio si rivela presto insufficiente. Mock vorrebbe una macchina di alta precisione di produzione Netstal, il cui costo è di 500mila franchi svizzeri. Compila lo ziggurat di fogli necessario e inoltra la domanda. Quando Thomke se lo vede arrivare sulla scrivania, ovviamente vuole sapere a che serve e convoca Mock per le 13 del 27 marzo 1980. La segretaria informa Mock della riunione alle 11 dello stesso giorno.

    Quest’ultimo si rende conto che deve trovare un buon motivo per giustificare l’acquisto e che ha due ore di tempo per farlo. Corre (letteralmente) nell’ufficio di Müller per buttare giù il progetto. Immaginano un orologio che si monta dal quadrante, con la cassa tutta d’un pezzo (monoblocco) che serve da ponte inferiore, un ponte intermedio di fibra di vetro che sostiene i ruotismi e il circuito, e un vetro di plexiglass incollato che fornisce rigidità e tenuta stagna all’insieme. Ecco: tra le 11 e le 13 del 27 marzo 1980 nasce lo Swatch.

    Mock realizza un veloce disegno, se lo infila in tasca e vola da Thomke. Quest’ultimo gli domanda se per caso sia impazzito a chiedere tutti quei soldi. L’ingegnere plastico estrae il disegno dalla tasca e glielo mette sotto al naso. Il Direttore ci mette un attimo a capire che quell’uomo è un genio. Era riuscito dove molti altri avevano fallito, e avrebbe permesso a Eta di costruire l’intero orologio aggirando lo statuto perché il movimento ne era parte integrante.

    Thomcke approva immediatamente l’acquisto del macchinario e concede loro 6 mesi di tempo per sviluppare dei prototipi funzionanti, sollevandoli al contempo da ogni altro incarico che avessero in quel momento e dando disposizione che rispondessero solo e soltanto a lui. Ordina anche all’intera Asuag di collaborare con loro. Collaborazione che perlopiù si concretizza, da parte degli altri specialisti, nel lasciarli soli con la scusa che la cosa non era fattibile. In quel periodo le aziende morivano come mosche e i posti di lavoro sparivano: nessuno voleva abbinare il proprio nome a un progetto ritenuto fallimentare.

    L’effetto collaterale benefico fu che nessuno li intralciò: poterono lavorare 18 ore al giorno per 6 o 7 giorni a settimana. Per il 1° luglio 1980 avevano predisposto 8 varianti di Delirium Vulgaris che definivano le basi del progetto: cassa in Abs, vetro in plexiglas, pila da 1,5v e motore passo-passo Seiko-Lavet. La novità in questa fase è di eliminare il ponte intermedio in fibra e utilizzare invece lo statore del motore per imperniare gli assi dei ruotismi. Le ruote sarebbero state tutte volanti, senza ponte superiore, tranne che per il rotore.

    Pre-Swatch II: Delirium Popularis

    I due assegnano al progetto questo nuovo nome (e nuovo errore: la grammatica latina non era proprio il forte degli svizzeri). Nell’autunno 1980 arrivano al primo prototipo… che però gira al contrario e si ferma alla minima scossa. Thomke dà loro ulteriore tempo, durante il quale ridisegnano il calibro e sperimentano ogni sorta di plastica e di incastro o colla. Si arriva all’idea del coperchio posteriore per il vano pila apribile anche con una moneta, in modo che il cliente possa fare da sé. In realtà, anni dopo, si scoprirà che con quel costo così basso, all’esaurirsi della pila, gli utenti preferiscono cambiare l’intero orologio. Nel dicembre 1981, grazie all’essenziale consulenza del padre di Müller (che era un vero orologiaio e lavorava in Eterna, altro marchio della galassia Eta), si arriva ai primi 5 prototipi davvero funzionanti.

    Il traguardo seguente è limare i costi e rendere il processo di assemblaggio del tutto automatizzato. A questo risultato si arrivò in realtà per passi successivi. Prima si automatizzò il montaggio del datario e della parte di rimessa all’ora, poi del motore e dei ruotismi e infine dell’assemblaggio finale. L’ultima operazione manuale rimasta, per lungo tempo, fu la saldatura dei fili della bobina alle piste provenienti dal chip. Per risparmiare, il circuito stampato non era un vero circuito stampato, ma una semplice griglia metallica che serviva sia da supporto per il chip, il quarzo e lo statore, sia da trasmissione elettrica.

    Il chip proveniva inizialmente da Faselec e successivamente da Eem (Ebauches Electronic Marin); il plexiglas proveniva da Kyburz & Cie, le lancette da Universo, le batterie da Renata. Eta produceva tutto il resto. Curiosamente, il pezzo più costoso da produrre era la tige. Costava ben un franco svizzero, per via dell’estrema precisione di fresatura richiesta, all’epoca difficile da ottenere in una produzione automatizzata.

    Per arrivare alla produzione e al lancio negli Stati Uniti per il 1982 si evita ogni complicazione: le varianti saranno solo con o senza datario. I primi 300 esemplari verranno comunque assemblati a mano per le prove “su strada”. Queste prove evidenzieranno problemi perlopiù alle plastiche e al cinturino. Una questione curiosa che viene fuori è un certo scarto nella precisione del quarzo: si scopre che la saldatura a ultrasuoni del vetro causa il distacco di microparticelle dalla metallizzazione della barretta del quarzo. Mock risolve la cosa realizzando una macchina che scuote “brutalmente” i quarzi prima del loro assemblaggio e taratura a 32.768 Hz. Il piccolo effetto collaterale è che circa il 30% di essi non sopravviveva al trattamento. Il che causò l’assottigliarsi delle scorte di magazzino dei quarzi prodotti “in casa” e costrinse a rifornirsi in Giappone.

    I controlli qualità escogitati da Mock e Muller erano molti: dal momento che l’orologio non si poteva smontare, non c’era una seconda occasione per farlo funzionare. Un errore di produzione del disco data, per esempio, causò la perdita di 20mila orologi. Ogni orologio che tornava in garanzia era accuratamente smontato e analizzato alla ricerca dei problemi e delle relative soluzioni, che erano poi applicate alla catena di montaggio. In questo modo si ebbe una costante riduzione dei difetti di produzione.

    Nasce lo Swatch

    Nuovo e definitivo cambio di nome. Ormai siamo alle porte del lancio. C’è solo da risolvere il problema del costo: al momento uno Swatch costa 17 franchi, di cui 4 di assemblaggio. Thomke era un po’ alterato, e ordinò di arrivare a tutti i costi (è il caso di dirlo) a 10 franchi al pezzo. L’automazione dette i suoi frutti: il costo di assemblaggio scese a 0,3 franchi. Alla fine, saranno necessari 17 milioni di franchi di investimento per le linee produttive.

    I 10mila esemplari approntati per il lancio americano erano però ancora assemblati a mano. Finalmente nel dicembre 1982 a Dallas, Texas, sono mostrati alla stampa. Sarebbe andato tutto bene, se non fosse che i colori e il design non erano il massimo. Si fa presente alla Casa madre che non erano orologi destinati al Terzo Mondo, ma ai Paesi industrializzati. Un team di Zurigo, composto da Jean e Kathy Robert, si mette al lavoro e fa miracoli: coqmparvero disegni e colori impensabili. La regola è rinnovare le collezioni ogni sei mesi.

    Con questo nuovo aspetto il 1° marzo 1983 a Zurigo si tiene la presentazione europea. Il successo è incredibile e i negozi sono letteralmente svuotati. Lo Swatch diventa un oggetto da collezione, tanto che Eta deve dare alle stampe libri col catalogo completo e con i dettagli costruttivi. Da allora, le serie che si sono succedute non si contano, ma ancora oggi il 15% degli Swatch prodotti si basa sul design originale. Per il trentennale, nel 2013, risultavano prodotti oltre 400 milioni di esemplari, arrivando a venderne anche 23 milioni in un solo anno.

    Per la Svizzera Swatch significa l’uscita dal tunnel. Nello stesso 1983, all’apice della crisi, le banche forzano alla fusione Ssih e Asuag per fare fronte alle rispettive difficoltà economiche. Nel 1985 nasce la Smh (Société suisse de microélectronique et d’horlogerie SA) e nel 1988 si completa il processo con l’evoluzione in Swatch Group. Con Nicolas G. Hayek a capo diventa il più grande gruppo orologiero al mondo, con 25mila dipendenti e quasi 7 miliardi di fatturato. Eppure, alla fine, l’innovazione che lo Swatch porta con sé è una sola: la produzione completamente automatizzata unita a un’estetica del tutto nuova.

    Il modello col quale Swatch ha festeggiato il trentennale è paradigmatico di questo approccio. Il Sistem51 è un orologio meccanico a carica automatica composto esattamente da 51 componenti, tanti quanti il progetto originale del 1983 – che però era al quarzo. Risultato di 17 brevetti, con 90 ore di autonomia, è costituito da 5 moduli assemblati in maniera completamente automatica, tenuti insieme da una sola vite (per il rotore di carica) e sigillati in una cassa inapribile. Non è infatti prevista alcuna manutenzione per un orologio che esce dalle linee produttive senza che nessuna mano umana l’abbia toccato.

  • 7 orologi di San Valentino. Anche per la GenZ

    7 orologi di San Valentino. Anche per la GenZ

    Fra due giorni è il 14 febbraio, la festa degli innamorati. Un’occasione per regalare un orologio alla propria amata, come sempre. Certo, andrebbe bene qualsiasi orologio – purché rispetti i suoi gusti e le sue preferenze (anche il nostro portafoglio). Ma qui prendiamo in esame solo gli esemplari creati appositamente, con l’intera panoplia di decori e cliché del caso: i cuori, le frecce di Cupido, il rosso (ma va bene anche il bianco), lo scintillio delle pietre. E che siano gemme preziose o semplici cristalli, poco importa. Si tratta infatti di un fenomeno comune a tutti i segmenti del mercato, dall’entry level all’alto di gamma… Ecco allora 7 orologi di San Valentino modulati su diversi budget di spesa, tra i modelli più sontuosi ed esclusivi, spesso in tiratura limitata, e quelli pop o di tendenza. Comunque romantici, a detta di tanti (o ad alta concentrazione di melassa, secondo alcuni).

    San Valentino, no grazie…

    «Ma San Valentino è una cosa da vecchi!», ha replicato il figlio della nostra amica Margherita. Lui, non ancora ventenne, appartiene a quella GenZ che mette in discussione il giorno degli innamorati, visto come festa consumistica da contestare. Un evento che crea un’ingiusta (e ingiustificata) pressione sociale ed economica. Uno stress dannoso sia se si è in coppia, per il peso delle aspettative del partner, sia se si è single, perché accresce il senso di solitudine. E poi, così com’è concepito per tradizione, San Valentino alimenta gli stereotipi di genere, perché esclude chi non è binario, non rientra nell’archetipo uomo/donna.

    Non è meglio piuttosto essere inclusivi, e festeggiare con gli amici e le persone care, in senso lato? O tirar fuori un po’ di sano egoismo e celebrare l’amore per sé stessi, la propria unicità e la propria individualità? Così, per far felice la GenZ, al posto della festa degli innamorati sono già nati altri eventi, a livello globale. Prima di tutto la festa dei single – che in Italia coincide con il 15 febbraio, giorno di San Faustino, eletto a furor di popolo “patrono dei single”. Mentre i social già promuovono la festa degli amici, il Galentine’s day, che guarda caso ricorre il 13 febbraio. Quindi se non volete festeggiare il 14 febbraio, potete optare per il giorno prima o il giorno dopo. A voi la scelta.

    … o anche sì?

    Eppure… eppure pare proprio che siano i nati fra il 1997 e il 2010 a spendere di più per i regali di San Valentino. Sì, perché la presa di posizione della GenZ è già stata oggetto di analisi, sondaggi e ricerche di mercato, da parte delle istituzioni come degli uffici marketing. Molti brand hanno studiato la cosa e trovato risposte a livelli diversi, pur di piacere ai nuovi acquirenti. A cominciare dalla comunicazione, puntata più sulla celebrazione dell’amore che sulla festa degli innamorati. Per passare all’uso di materiali che rispettano la sostenibilità e l’attenzione all’ambiente. Fino all’offerta di plus che rendano l’esperienza d’acquisto più gratificante.

    Lo si vede anche nei nostri 7 orologi di San Valentino. Che, a questo punto, possono essere visti nell’ottica del regalo per sé stesse (al femminile, anche in senso fluido o transgender) o per la propria “persona del cuore” (in senso lato), incluso qualsiasi legame affettivo o di sangue, dalla miglior amica in poi. Chiaro, questi discorsi valgono soprattutto per i ragazzi giovani o giovanissimi, quelli della GenZ e tutt’al più i Millennials. Quelli “diversamente giovani” – e intendiamo Boomer e GenX – magari apprezzano gli orologi per San Valentino semplicemente per quello che sono. Messaggi simbolici, un modo diverso per dire “ti voglio bene” da indossare al polso.

    7 orologi di San Valentino, in ordine di prezzo

    HARRY WINSTON Premier Valentine’s Day Automatic 36mm
    Un pezzo di alta gioielleria, strepitoso per il taglio a cuore dei diamanti agli indici, di dimensioni dégradé, e il grande rubino a ore 12, tagliato a mano e circondato da rami di rosa in oro, con tanto di spine (perché bisogna proteggere ciò che ci è caro…). Ad alta caratura la cassa (36 mm) in oro rosa: con un giro di diamanti e piccoli rubini sparsi sul quadrante in madreperla, altri diamanti taglio brillante sulla lunetta, la corona, le anse e perfino le barre d’attacco del cinturino, per un totale di 3.69 carati. Il movimento è automatico. Edizione limitata di 14 esemplari, prezzo non disponibile.

    BREGUET Reine de Naples 9915 San Valentino 2025
    Come sempre, la Maison presenta una creazione dedicata. Quella di quest’anno si distingue per il quadrante eccezionale: improntato sul décor a forma di cuore, fatto con rubini e zaffiri in dégradé incastonati (con una difficile operazione) nella madreperla di altissima qualità, fino a sfumare nei diamanti sul réhaut. Altri diamanti si trovano sulla lunetta svasata e, serti neige, sull’ansa a boule, mentre la corona è sormontata di un rubino cabochon (2.72 ct circa in totale). Il movimento automatico, calibro 537/3 di manifattura) ha la spirale e l’ancora in silicio. Edizione limitata di 28 esemplari, 57.100 euro.

    BLANCPAIN Ladybird Sainty-Valentine 2025
    Ricorrente è anche la special edition prodotta per l’occasione dalla Manifattura di Le Brassus. In questo caso la personalizzazione sta nel colore rosso diffuso, nella trotteuse a forma di freccia che trafigge un cuore e negli altri cuoricini che circondano le vezzose fasi di Luna. La cassa (34,9 mm) in oro bianco e il quadrante in madreperla sono ornati di diamanti taglio brillante (2.22 ct. in totale). Mentre il movimento automatico, calibro 1153L di manifattura (con 100 ore di autonomia), ha la massa oscillante scheletrata e decorata da un cuore. Edizione limitata di 14 esemplari, 40.300 euro.

    CHOPARD Happy Hearts
    Un grande classico, con i diamanti mobili “incamiciati” in oro. Ma questa versione diventa speciale per la presenza dei due cuori – uno in madreperla e l’altro con pavé di brillanti -, anch’essi liberi di scorrere sul quadrante, sempre in madreperla. La cassa (36 mm) in acciaio ospita un movimento al quarzo Swiss made con datario. A impreziosire ulteriormente il tutto, la lunetta e altri dettagli in oro rosa etico. 11mila euro.

    PHILIPP PLEIN Plein Valentine
    Fa parte di un’intera parure, che comprende anche orecchini, anelli, ciondoli a tema. Tant’è che l’orologio è venduto in un gift set, con bangle coordinato. La cassa (38 mm) in acciaio Ip oro giallo è decorata da cristalli baguette sulla lunetta, il quadrante soleil da un cuore smaltato in rilievo – lo stesso del bracciale -, in pendant col cinturino in pelle. Il movimento al quarzo è di fabbricazione giapponese. 550 euro.

    SWATCH Purest Love
    Un Original che esprime pura e candida passione, condita con ironia e originalità. Nella monocromia bianca spicca il quadrante soleil, con le frecce di Cupido come lancette e il lettering al posto degli indici, con tanto di cuore a ore 12. La cassa (34 mm) in plastica biosourced racchiude un movimento al quarzo Swiss made, il cinturino è in silicone. 75 euro.

    HIP HOP Love Me Yes
    È realizzato in collaborazione con La Methode, Marchio italiano che ha fatto della sostenibilità la propria bandiera: produce filati con fibre naturali di tessuti recuperati e scarti industriali. Il cinturino, con copricassa integrato, è in cotone Supima riciclato, fuso con il silicone eco-friendly attraverso la tecnica RPL (Rubber Pressing Layer). Così grafica e colori restano immutati nel tempo. La cassa (32 mm) è in policarbonato, il movimento al quarzo di fabbricazione giapponese. 45 euro.

  • L’Eta Delirium e la corsa alla sottigliezza

    L’Eta Delirium e la corsa alla sottigliezza

    Con il nostro racconto stiamo ormai giungendo alla fine degli anni ‘70. La guerra per il mercato di massa sta volgendo male per gli svizzeri, il quarzo sta diventando sempre più economico e sta occupando pressoché tutte le fasce di mercato. In Svizzera si sta facendo largo l’idea che sia impossibile competere sul prezzo, ma che si debba alzare l’asticella della qualità e dell’innovazione. A dire il vero, l’arrivo di lì a qualche anno degli Swatch smentì in parte questo assunto.
    Nel 1978 i giapponesi presentarono un orologio di soli 3 mm di spessore. Questa fu la molla che spinse Maurice Grimm a dedicarsi all’ideazione di un movimento ancora più sottile. Se non si possono battere sulla quantità, che sia perlomeno possibile riprendersi lo scettro dell’innovazione. Ed è così che si arriva all’Eta Delirium.

    Maurice Grimm, progettista geniale

    Grimm non è proprio l’ultimo arrivato. Ha studiato all’École technique di La Chaux-de-Fonds, è progettista di orologi e nel periodo di cui stiamo parlando ha già lavorato in Jaeger-Le Coultre, Audemars Piguet, Omega e Movado. Quando arriva l’epoca del quarzo si specializza anche in elettronica. In quel momento stava lavorando in Eta, che entro pochi anni sarebbe stata assorbita nel Gruppo Swatch.

    Lui stesso racconta così la genesi del progetto: «Nel 1978 ci fu una sorta di click nella fabbricazione di orologi elettronici, perché i giapponesi avevano presentato un orologio inferiore ai 3 mm di spessore. Il mio Direttore tecnico insisté perché se ne facesse uno al di sotto dei 2 millimetri. Ho voluto accettare la sfida. Mi ricordo che una sera ero nel mio ufficio e mi divertivo a disegnare su un blocco a quadretti da 4 millimetri, a grandezza reale lo spessore del mio orologio. Ero preoccupato. “In questi due millimetri”, mi sono detto, “devo mettere un quarzo, un circuito elettronico con più di 800 transistor, un motore, delle ruote e una pila”. Detto questo, dovevo trovare molto velocemente una soluzione; in sei mesi avevamo un orologio che detronizzò i giapponesi. Dovettero ritirare dal mercato il loro orologio».

    La genesi dell’Eta Delirium

    I problemi da risolvere non erano pochi. Prima di tutto reperire i componenti: Grimm voleva che fossero tutti di produzione svizzera. Dopo anni di importazione di circuiti integrati dagli Stati Uniti e di quarzi dal Giappone, gli elvetici si erano resi indipendenti e stavano perfino diventando grossi esportatori. Dopo aver reperito le componenti, il secondo problema era far entrare in uno spessore simile il quarzo. Alla fine degli anni ‘70 il grosso parallelepipedo tagliato a mano che regolava gli orologi da polso dell’inizio del decennio era diventato un ben più piccolo diapason inserito in un tubetto cilindrico. Piccolo, ma pur sempre grossotto rispetto all’idea che aveva Grimm: dovette limare il tubetto per farlo entrare nei prototipi.

    Il problema maggiore, però, era il terzo: far entrare tutti i ruotismi. E qui, Grimm tira fuori il vero colpo di genio: fare a meno dei ponti! Come si sa, fino ad allora i movimenti degli orologi erano tenuti insieme dai ponti superiore e inferiore a formare un unico meccanismo, poi incassato. La sua idea è fare del tutto a meno dei ponti e imperniare le ruote direttamente sulla cassa, rendendola così un elemento strutturale.
    Quest’ idea, mai vista prima di allora, verrà brevettata. E sarà alla base di un prodotto di vastissimo successo: è infatti la modalità costruttiva degli Swatch, i quali hanno tutte le ruote imperniate sul fondo della cassa – in questo caso per questioni di economia e non di spessore, dal momento che anche gli Skin attuali si fermano a 5,5 mm.

    Imperniare i ruotismi direttamente sul fondello della cassa però è alla base anche degli ultrapiatti meccanici dei giorni nostri. Basti pensare a certi Piaget Altiplano di ultima generazione o ai Bulgari Finissimo per ritrovare la stessa costruzione.

    Dal nome Delirium alla produzione

    Last but not least, il nome in codice da dare al progetto. In questo, Grimm non si è rivelato geniale come negli altri aspetti. In francese, il termine ultrasottile si dice très mince, che suona simile al latino tremens. Da lì gli viene in mente delirium tremens. Poi, dal momento che invece in tedesco il gioco di parole non vuol dire nulla, tiene solo la prima parola. E Delirium sia!

    Eta, per statuto, produce solo progetti e movimenti ma non orologi. Quelle rare volte che ha messo in vendita prodotti completi, tipo il curioso Esa 9176, ha fatto ricorso a nomi diversi. Le case che monteranno l’Eta Delirium saranno quattro: Longines, Eterna, Concord e Omega. Nota sempre Grimm con una certa ironia: «Ognuno lo vendeva a nome suo, ognuno diceva che era lui che l’aveva fabbricato. Ne ho ricavato qualcosa: mi hanno pagato 15 giorni di vacanza in America».

    E infatti Longines chiamerà l’orologio Feuille d’or (o Golden Leaf). Eterna, semplicemente Quartz. Concord (con poca originalità) Delirium. Mentre Omega sceglierà l’inspiegabile nome di Dinosaure. Ognuno di loro interpreta l’Eta Delirium in modo personale, portando al movimento ulteriori affinamenti. Ne sarà prodotta persino una strabiliante versione da 0,98 mm, che risulterà rischiosa da indossare perché si incurvava con la semplice azione di stringere il cinturino.

    I pezzi prodotti alla fine saranno oltre 11.000, che non è poco per orologi che andavano dai 4.500 ai 15.000 dollari dell’epoca. Al di là, però, del successo del singolo prodotto, sarà importante la strada aperta, che porterà alla rinascita dell’orologeria svizzera grazie a Swatch. Le idee infatti che renderanno possibile produrre in Europa orologi poco costosi sono già tutte presenti qui.

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 28/01/2025

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 28/01/2025

    Ed eccoci di nuovo con le Latest, la rubrica che vi racconta le news presentate nelle ultime settimane sui diversi segmenti di mercato. Indispensabile una premessa: in queste Latest abbiamo volutamente ignorato le novità della LVMH Watch Week, per evitare sovrapposizioni con quanto già scritto la settimana scorsa. E ci siamo invece concentrati su altri marchi, proprio per darvi un’informazione più completa. Consapevoli che le Latest sono lette da un pubblico vasto, stavolta abbiamo privilegiato gli orologi dal prezzo non esagerato, potenzialmente accessibile. E ci ripromettiamo, come sempre, di tenerle in continuo aggiornamento… fino alla prossima puntata.

    Latest… solo per pochi

    PIAGET Altiplano Skeleton Alta Gioielleria Métiers d’Art
    Il celebre ultrapiatto torna in versione ultrapreziosa, rielaborato dalle sapienti mani della maître émailleur Anita Porchet e degli artigiani della Maison. Il quadrante scheletrato è rivestito per metà di smalto cloisonné e per metà di baguette (diamanti e zaffiri blu) in dégradé, decorazione che però “sborda” anche sulla lunetta e sul fondello. Il calibro automatico 1201D1 ha il microrotore decentrato in platino e smalto blu. Mentre la cassa di 40 mm in oro bianco, impreziosita di brillanti perfino sul retro, rimane comunque sottilissima: solo 7 mm di spessore. In 8 esemplari, prezzo non disponibile.

    ULYSSE NARDIN Blast Amoureuxpeintre
    Misterioso, interigante, il Blast Skeleton X come non s’è mai visto, interamente giocato su una tavolozza di grigi. A interpretarlo così un giovane artista russo, Vsevolod “Sever” Cherepanov: ex modello, poi fashion designer, infine designer tout-court*. Il tocco da maestro sta sicuramente nel vetro zaffiro fumé smerigliato, posto sia sul lato quadrante sia sul lato fondello, a celare il minimalismo del calibro UN-371 di manifattura. In 29 esemplari, 33.370 euro.

    Latest a meno di 10mila euro

    BELL & ROSS BR-05 Chrono Patrouille de France
    Dal 2021 a oggi è il quarto esemplare dedicato alla Squadra acrobatica dell’Armée de l’Air et de l’Espace. In acciaio, con cassa di 42 mm di lato e movimento automatico con 60 ore di autonomia, ne presenta i codici colore: il quadrante azzurro cielo come le tute dei piloti, il blu delle fusioliere sui contatori e sul réhaut. Da notare, oltre al logo a ore 6, la silhouette dell’Alphajet come contrappeso della lancetta centrale dei secondi crono. In 500 esemplari, in pre-vendita (consegna a inizio febbraio), 7.500 euro.

    IWC Pilot’s Watch Mark XX Mercedes-AMG Petronas Formula One™ Team Mentre Toto Wolf dà la sua benedizione a Kimi Antonelli, la Casa di Sciaffusa continua la storica collaborazione con la scuderia tedesca. E presenta la nuova versione dell’orologio dedicato, con la cassa di 40 mm in titanio grado 5 e il calibro 32111 a carica automatica con 5 giorni di autonomia. Immancabile l’identitario verde Petronas, che tinge gli elementi sul quadrante e il cinturino in caucciù (intercambiabile). 6.700 euro.

    NOMOS GLASHÜTTE Ludwig neomatik per Medici Senza Frontiere
    Il Brand sassone sostiene l’organizzazione umanitaria fin dal 2012. Da allora ha realizzato diverse edizioni speciali, di cui ha interamente devoluto il ricavato alla sezione tedesca. E ne dichiara anche i numeri: oltre 11mila esemplari per un totale di 125mila euro. Come sempre il modello per MSF si distingue per il 12 romano in rosso che spicca sul quadrante in smalto, e mantiene il consueto calibro automatico neomatik di manifattura. Due i formati: da 36,4 o da 38,5 mm di diametro, che danno vita ad altrettante edizioni limitate di 250 esemplari ciascuna. Da 2.880 euro.

    ORIS Sixty-Five 60th Anniversary Edition
    Nel 1965, è stato uno dei primi diver a scopo ricreativo. Oggi, 60 anni dopo, torna in un’edizione fedele all’originale ma con nuovi materiali e tecologie. Interamente in acciaio, ha la cassa di 40 mm (contro i 36 dell’epoca), impermeabile fino a 10 bar, e il movimento automatico. Ma esprime il deciso carattere vintage nei dettagli: i grandi numeri inquadrati nel materiale luminescente, la scritta “antishock” al 6 e soprattutto il logo d’epoca con la specifica “waterproof”. Il packaging contiene un cinturino di ricambio in pelle nera. 2.250 euro.

    WYLER VETTA AVES Gmt 43
    La partnership fra il Marchio di Binda Group e l’Esercito Italiano prosegue con questo doppio fuso orario che rende omaggio all’Aviazione dell’Esercito – il cui stemma risalta sul quadrante. Con la cassa di 43 mm in titanio Pvd canna di fucile, è equipaggiato da un movimento automatico, calibro Landeron 24 Gmt. Originale la soluzione tecnica dell’ora di casa posta sul réhaut, con la lancetta rossa regolata dalla corona al 10. Al cinturino Nato si alterna il bracciale in titanio Pvd gun. In 300 esemplari, 1.600 euro.

    Latest a meno di 1.000 euro

    LOCMAN Aviatore Frecce Tricolori
    Forte del legame con le Forze Armate italiane (vedi la partnership con l’Amerigo Vespucci), il Brand elbano celebra i 65° anniversario della Pattuglia Acrobatica Nazionale con questo modello a tema. Personalizzato in numerosi dettagli: dal logo delle Frecce al 6 al numero 65 riportato nella minuteria, fino all’Aquila Turrita dell’Aeronautica Militare al 12 – e altri ancora. La cassa da 44 mm è realizzata in acciaio 316L e titanio, anche Pvd blu; il calibro automatico è rielaborato dalla S.I.O. In due edizioni limitate di 650 esemplari ciascuna, da 890 euro.

    OOO – OUT OF ORDER Diverissimo Ottanio
    Il nome è esplicativo come pochi: si tratta di un orologio subacqueo (fino a 20 bar), con il quadrante dalla inconsueta cromia. Ma la vera particolarità sta nella decorazione: un complesso motivo geometrico ispirato – a quanto dichiarano i designer del Brand – alla cultura atzeca. Una texture che personalizza non solo il quadrante, ma anche la massa oscillante del movimento e la chiusura del bracciale Jubilée. Realizzato in acciaio 316L, nella cassa di 42 mm di diametro ospita un calibro di fabbricazione giapponese, Miyota 9015. 790 euro.

    SWATCH Essentials Flowing Freshly
    Un’intera collezione all’insegna del colore. Un caleidoscopio di 13 esemplari di linee diverse – dai Big Bold agli Originals, passando per gli Skin e i What If? -, in tanti materiali – Bioceramic, plastica biosourced, silicone – e con infinite cromie, anche contraddittorie – dalle sfumature in ton-sur-ton o dagli accostamenti arditi. Ne è un esempio questo cronografo con cassa di 42 mm, dai flash spiazzanti di verde, giallo e blu. Movimento al quarzo Swiss made. 130 euro.

    CASIO Ring Watch CRW-001
    Creato per il 50° anniversario del Marchio, è un’inedita trasposizione ad anello del celebre orologio digitale. Risultato di un intelligente lavoro di minaturizzazione, vede il modulo originale ridotto di 10 volte circa per poter essere messo al dito, ma con una fedeltà estetica notevole. Cassa, fondello e gambo sono stampati a iniezione in un unico pezzo di metallo. Il vetro incollato garantisce l’impermeabilità, il display Lcd è retroilluminato, il movimento al quarzo come sempre è multifunzione. L’anello ha un diametro interno di 20 mm, ma può essere indossato anche dalle dita più sottili grazie a due elementi di regolazione della misura. 119 euro.

  • L’anno del Serpente di Legno: 18 orologi per il Capodanno cinese

    L’anno del Serpente di Legno: 18 orologi per il Capodanno cinese

    Quest’anno l’orologeria parla serpentese. Se non conoscete Harry Potter, poco male: ve lo spieghiamo in altro modo. Nella notte fra il 28 e il 29 gennaio si apre il Capodanno cinese. E inizia ufficialmente l’anno del Serpente di Legno – secondo il calendario luni-solare del Celeste Impero, che identifica il segno zodiacale e l’elemento dominante all’interno di un ciclo di 60 anni. Ed ecco quindi, come succede ormai d’abitudine, che tante marche si sono mosse per tempo e hanno creato orologi dedicati. Così hanno trasformato il settore in una specie di rettilario prezioso.

    Sì, perché gli esemplari per l’anno del Serpente sono sempre stati pezzi di alta orologeria, costosi ed esclusivi. Del resto, lo stesso era capitato per l’anno del Drago e per tutti gli animali precedenti: tigri, conigli, bufali eccetera, in una tendenza sempre più diffusa da almeno un decennio a questa parte, se non di più… Cioè da quando il mercato cinese è diventato importante per la Svizzera delle lancette. Ma non pensiamo che il fenomeno sia rivolto solo a un pubblico localizzato: ha ormai contagiato i collezionisti di tutto il mondo. E lo dimostrano proprio gli orologi per questo anno del Serpente, mai così numerosi a dispetto delle percentuali negative delle esportazioni elvetiche verso la Cina e i dintorni.

    Tant’è: l’anno del Serpente ha dato vita a innumerevoli esemplari, più o meno realistici o astratti, in certi casi davvero impressionanti, sempre scenografici. In genere si tratta di creazioni in tiratura limitata, realizzate con i tradizionali mestieri d’arte dell’orologeria – tipo lo smalto o l’incisione, spesso combinati tra loro. Certo, l’approccio dei brand è ogni volta diverso. C’è chi utilizza sempre lo stesso format, con pochissime modifiche ogni anno – tipo il colore del quadrante. Chi relega il soggetto solo al fondello. Chi invece sviluppa ex novo il tema e perfino chi offre la possibilità di personalizzare il proprio orologio per renderlo, di fatto un pezzo unico. Qualcuno coinvolge la meccanica e realizza addirittura la complicazione del calendario cinese.

    Sta di fatto che qui abbiamo riunito una serie di orologi per l’anno del Serpente di vario genere e tipologia. Perché è d’obbligo aggiungere che di recente hanno sposato l’idea anche parecchie marche del segmento medio del mercato, i cui esemplari hanno prezzi più accessibili – se non proprio alla portata di tutti. Segno che la tendenza sta diventando sempre più popolare e mira a un pubblicoo ampio, non solo alla nicchia dei collezionisti più facoltosi. Trovate la nostra selezione, rigorosamente in ordine alfabetico, nella gallery in alto. Fateci sapere cosa ne pensate sui nostri social…

  • Latest. Le novità in arrivo nei negozi – 4/11/2024

    Latest. Le novità in arrivo nei negozi – 4/11/2024

    Ed eccoci nuovamente con le Latest, un “riassunto” dei lanci effettuati dalle marche nelle ultime settimane. Come sempre, una rubrica trasversale, che attraversa i vari segmenti di mercato, dall’alto di gamma all’entry price. E passa in rassegna storiche maison elvetiche, brand indipendenti o di proprietà dei grandi gruppi e perfino colossi industriali giapponesi. Ciascuno con la propria politica aziendale di produzione e le proprie tempistiche di distribuzione.

    Così, le Latest riunite in questa pagina seguono destini diversi: c’è l’esemplare che è già in consegna dai rivenditori ufficiali in modo capillare, quello che sarà centellinato con tempi lunghi, mentre un altro ancora si troverà solo in negozi selezionati o in determinati canali di vendita, come le boutique. Di conseguenza, se vi piace un pezzo particolare di questa pagina di Latest, informatevi sul relativo sito internet o dal vostro orologiaio di fiducia. Raggiungere il vostro oggetto del desiderio potrebbe non essere così facile e immediato, ma non è (quasi) mai impossibile.

    Latest oltre 50mila euro

    LEDERER Triple Certified Observatory Chronometer
    Erede dei precisissimi cronometri da osservazione del passato, registra uno scarto di 0,18 secondi al giorno. L’eccezionale prestazione è documentata da tre istituzioni internazionali: l’Osservatorio di Glashuette, in Germania, l’Osservatorio di Besançon in Francia e l’Osservatorio Cronometrico+ di Ginevra (dei quali riporta le coordinate nel contatore dei piccoli secondi). Da segnalare che la lancetta dei minuti si muove a ritmo del remontoire d’égalité. Il movimento, meccanico a carica manuale, ha tre brevetti (uno per lo scappamento), la cassa (44 mm) è in acciaio 904L. Edizione limitata di 8 esemplari, 146mila franchi svizzeri (tasse escluse).

    ROMAIN GAUTHIER C by Romain Gauthier Platinum Edition Bracelet Un esemplare prezioso, fatto solo di metalli nobili: habillage in platino, quadrante in oro come i ponti del movimento. Per il resto, le caratteristiche sono quelle consuete della collezione: cassa (41 mm) con corona al 2, bracciale integrato, calibro di manifattura, con 60 ore di autonomia e piccoli secondi decentrati. Superbe le finiture. 118mila franchi svizzeri (tasse escluse).

    PIAGET Andy Warhol Clou de Paris
    L’originale, datato 1972, era al quarzo: montava il celebre Beta 21 e rimase in produzione per meno di un decennio. Il nome ufficiale era Black Tie, ma i collezionisti lo chiamavano come il padre della Pop Art, che ne possedeva uno (era grande amico della Maison). Tornato in catalogo nel 2015, ora conosce questa inedita versione con la lunetta lavorata a Clou de Paris e il quadrante in meteorite. La cassa (45 mm) è in oro bianco e il movimento automatico, di manifattura. 67.500 euro.

    A. LANGE & SÖHNE Lange 1
    La Manifattura sassone festeggia il 30° anniversario della collezione con quattro elegantissime limited edition. Una, dalla monocromia blu, ha la cassa (38 mm) in oro rosa e il quadrante in argento. Il movimento, meccanico a carica manuale, riporta come sempre le indicazioni decentrate di ore, minuti e piccoli secondi, l’autonomia di 3 giorni e il datario oversize. Tiratura limitata di 300 esemplari, 51.100 euro. Per la cronaca, esiste anche in platino con quadrante in onice e in due versioni di Little Lange 1.

    Dai 50.000 ai 10.000 euro

    GLASHÜTTE ORIGINAL PanoLunarInverse
    Nuova interpretazione delle fasi lunari, che risaltano sotto le lancette decentrate di ore e minuti. Il nostro Satellite, in oro massiccio inciso al laser a riprodurre mari e crateri, si staglia su un cielo in avventurina (con il suo “doppio” visibile sotto un vetro zaffiro fumé). Per il resto, la costruzione segue i codici della linea Pano: la data panoramica, i piccoli secondi e alcuni componenti del movimento posti sul lato quadrante – come la platina a tre/quarti guilloché, il bilanciere con la regolazione a doppio collo di cigno, viti azzurrate e rubini. Il calibro è a carica automatica, la cassa (42 mm) in platino. Edizione limitata di 200 esemplari, 46.100 euro.

    ULYSSE NARDIN Freak x Enamel Seddiqi
    Una serie speciale realizzata per celebrare la partnership con Ahmed Seddiqi & Sons, il principale rivenditore di alta orologeria in Medio Oriente. E che si distingue per il quadrante guilloché in smalto “Yas Blue”, fabbricato con un lungo processo dagli artigiani di Donzé Cadrans (la Manifattura di Le Locle che fa capo al Marchio). Nella cassa (43 mm) in titanio monta il consueto calibro automatico, con 3 giorni di autonomia, carrousel volante, bilanciere e scappamento in silicio. Edizione limitata di 30 esemplari, 38.500 franchi svizzeri.

    Tra 5.000 e 1.000 euro

    GIRARD-PERREGAUX Casquette 2.0 Titanium & Gold
    Riedizione di un modello di culto degli anni Settanta, rilanciato nel 2022, ora torna in nuovi materiali: titanio satinato e oro giallo 2N. La caratteristica cassa tridimensionale (42,40 x 33,60 mm x 14,64 mm di spessore) ospita come sempre il display a Led, tubolare, e un movimento al quarzo multifunzione, prodotto “in casa”. In edizione limitata di 820 esemplari, in pre-vendita per i GP lover fino al 14 novembre, 5.200 euro.

    U-BOAT Chimera 46mm Chrono
    Nuova versione cronografo della celebre collezione, con il quadrante decorato a strisce orizzontali. La cvassa (46 mm) in acciaio 316L ha la lunetta in tungsteno e la carrure con un oblò in vetro fumé. Il movimento automatico è stato rielaborato e personalizzato. Esiste anche con quadrante azzurro o nero, sempre con cinturino artigianale, in pelle invecchiata. Ciascun modello è in edizione limitata di 300 esemplari, 4.900 euro.

    TUDOR Pelagos FXD GMT
    Sviluppata in origine per un’unità d’élite della Marina militare francese, la collezione si amplia con questo esemplare dalla vocazione aeronautica che visualizza lo Zulu Time (e, volendo, anche un terzo fuso orario). La cassa in titanio grado 2 è equipaggiata da un movimento di manifattura, certificato Master Chronometer. Una chicca il cinturino in tessuto con la coccarda della Marine Nationale. 4.750 euro.

    MIDO Ocean Star GMT Italy Edition
    Lo storico esemplare torna in versione globetrotter, con doppio fuso orario, e in edizione speciale dedicata al mercato italiano (come sottolinea il Tricolore a ore 6). La cassa (40,5 mm) è impermeabile fino a 20 atm, il movimento è il celebre Calibro 80 (con 80 ore di autonomia), il cinturino Nato in tessuto è intercambiabile con il bracciale in acciaio, incluso nel packaging. In 250 esemplari, in vendita da metà novembre, 1490 euro.

    CITIZEN Serie 8-880
    Il “meccanico” della Casa giapponese esce in una nuova serie limitata di 2.200 esemplari, per celebrare i 100 anni dal primo orologio marchiato Citizen. Pensato per i grandi viaggiatori, riporta l’indicazione di tre fusi orari ed è realizzato interamente in acciaio Ip grigio, con la cassa di 41 mm e il movimento automatico. Segni particolari: il quadrante in madreperla e i link centrali blu del bracciale integrato. 1.290 euro.

    HAMILTON Khaki Field Titanium Engineered Garments Limited Edition La famiglia di orologi militari si allarga. E festeggia i 35 anni del Marchio di abbigliamento nippo-newyorkese con un’edizione limitata di 1.999 esemplari. Un “solo tempo” interamente in titanio – quindi leggerissimo, resistente e biocompatibile -, con cassa di 36 mm e quadrante pulito ed essenziale. Il movimento automatico è l’H10, realizzato da Eta in esclusiva, con 80 ore di autonomia. 1.225 euro.

    Latest a meno di 1.000 euro

    D1 MILANO CERAMICA
    Minimale nelle linee, sontuosa al tatto, la nuova collezione del Marchio milanese è realizzata ovviamente nel materiale high-tech da cui prende nome. Quindi risulta leggera e piacevole da indossare. Per il resto, l’estetica è quella delle altre famiglie di orologi già in catalogo: cassa tonneau (37 mm), lunetta ottagonale, bracciale integrato e rastremato, dalle maglie ad H. Il movimento è al quarzo. In 4 varianti monocromatiche: bianco, nero, blu o verde. 415 euro.

    SWATCH Bioceramic MoonSwatch Mission to Earthphase
    Continua la fortunata serie dei MoonSwatch con un’inedita “complicazione” (le virgolette sono d’obbligo, visto il movimento al quarzo): le fasi terrestri. Ovvero come il nostro Pianeta apparirebbe a un ipotetico osservatore che si trovasse sulla Luna per un lungo periodo. La funzione, brevettata, è visibile a ore 10 (anche al buio, grazie al materiale luminescente degli oceani), mentre alle 2 si trovano le consuete fasi lunari. Con la cassa (42 mm) in Bioceramic e il cinturino in Velcro, il nuovo cronografo ha la scala tachimetrica sulla lunetta con tanto di Dot Over Ninety. 330 euro.

    CASIO ABL-100
    Il design, famosissimo, è quello degli esemplari vintage. Le funzionalità, però, sono attuali: oltre ai consueti cronografo, secondo fuso orario, datario perpetuo eccetera ci sono anche il contapassi e il Bluetooth per connetterlo alla relativa app sullo smartphone. Con la cassa in resina (41,6 x 37,9 mm), è declinato in quattro varianti, tutte con il display a Led. Da 79,90 euro.

    XIAOMI Redmi Watch 5 Active e Redmi Watch 5 Lite
    Mentre il mondo degli smartwatch si fa sempre più affollato, il produttore cinese piazza un colpo da maestro con due nuovi “gemelli diversi”. Il Lite sfoggia un display Amoled e ha il Gps integrato per i più avventurosi, mentre l’Active (nella foto) punta sullo schermo Lcd da 2″ per chi non vuole perdere nemmeno una notifica. Entrambi promettono 18 giorni di autonomia – un’eternità nel mondo always on di oggi. E il prezzo? Da far girare la testa: si parte da 34,99 euro. Chi l’ha detto che l’hi-tech deve costare una fortuna? Fabio Parri

    N.B.

    Questa pagina di Latest sarà aggiornata nei prossimi giorni con orologi attualmente sotto embargo. Tornate a rivederla, se volete scoprire altre novità…

  • Latest. Le ultime uscite sul mercato – 07/10/2024

    Latest. Le ultime uscite sul mercato – 07/10/2024

    Ed eccoci di nuovo con la rubrica dedicata alle novità presentate nelle ultime settimane. Tornano le nostre Latest, per tenervi informati su ciò che è arrivato (o sta per arrivare) nei negozi. Organizzate come sempre in ordine di prezzo, per orientarvi nella scelta. Con una sola eccezione: un pezzo unico praticamente irraggiungibile, che però merita una segnalazione per come è fatto. Perché – vi piaccia o non vi piaccia, poco importa – è un concentrato di savoir-faire, che dimostra cosa si può fare nei pochi centimetri quadrati (o meglio, cubici) di un orologio da polso.

    Latest… solo per pochi

    JAQUET DROZ The Rolling Stones Automaton – Some Girls
    JD rende di nuovo omaggio alla Band inglese e prende ispirazione dalla controversa copertina dell’album di Miss You (1978), fra automi e mestieri d’arte. Sul quadrante dipinto a mano ci sono le miniature degli strumenti scolpite in 3D nell’oro rosa (chitarre, basso, amplificatori, batteria, microfono, perfino l’armonica di Jagger). L’anello esterno (con solchi e puntina) riproduce un vinile che ruota in 30 secondi, mentre la linguaccia a ore 9 si allunga e si ritrae. Pezzo unico, prezzo non disponibile.

    RICHARD MILLE RM 65-01 McLaren W1
    Attiva dal 2016, la collaborazione con la Casa britannica tocca i vertici con questo nuovo cronografo sdoppiante ispirato all’omonima supercar: la W1, appunto. Altrettanto performante il movimento, la cui frequenza è stata aumentata fino a 5 Hz per misurare il 10° di secondo ed è dotato di un sistema di ricarica rapida (oltre che di 2 ruote a colonne). Notevole la cassa, in Carbon Tpt, che riprende l’architettura “aero-cell” dell’auto nella doppia lunetta merlata, autentica sfida realizzativa. Una vera “racing machine on the wrist”… Edizione limitata di 500 esemplari, prezzo non disponibile.

    H.MOSER & CIE Pioneer Retrograde Seconds Midnight Blue
    Lo stile minimale è consueto: cassa 42,8 mm, quadrante sfumato, c’è perfino il logo trasparente. Ma in basso spicca un’insolita indicazione ad andamento retrogrado, in cui la lancetta dei secondi torna istantaneamente a zero due volte al minuto. Un’innovativa complicazione con tanto di camma esibita con orgoglio a ore 6. Quando la meccanica fa spettacolo… 19.900 franchi svizzeri.

    BELL & ROSS BR-X5 Racing
    L’ispirazione motorsport è evidente, nell’estetica come nei materiali. La cassa (41 mm di lato) e il bracciale sono in titanio, la lunetta è in fibra di carbonio, l’indicazione dell’autonomia ricorda quella del livello del carburante. Il movimento automatico, di manifattura, è certificato cronometro dal Cosc. Edizione limitata di 500 esemplari, 11.900 euro.

    OMEGA Speedmaster Serie Anniversario
    First Omega in Space. Ovvero, il primo Omega ad andare nello spazio. Nel 1962, al polso dell’astronauta Walter Schirra, il modello CK-2998 orbitò per sei volte attorno alla Terra durante la missione Mercury Atlas 8 (Sigma 7). E ora ritorna in una fascinosa versione, dall’estetica fedele all’originale (eccetto per lievi ritocchi): cassa di 39,7 mm, Dot over Ninety, vetro zaffiro bombato. Ovviamente è rinnovato però nella meccanica: monta il calibro 3861, con scappamento Co-Axial e certificato Master Chronometer. Ne riparleremo. 8.400 euro.

    Latest… sotto 5000 euro

    LONGINES Flagship Heritage
    La “nave ammiraglia” della Casa della Clessidra Alata, in servizio fin dal 1957 e tornata lo scorso anno in versione complicata, torna in tre nuove varianti di colore: avana, verde, grigio antracite. Come sempre, la cassa in acciaio misura 38,5 mm, l’esclusivo movimento automatico (con componenti in silicio) vanta 3 giorni di autonomia, il quadrante soleil riporta a ore 6 il datario e le fasi lunari. 3.450 euro.

    ORIS Diver Sixty-Five Cotton Candy
    Lo stile rétro è sempre quello del modello datato 1965, ma l’habillage si rinnova completamente per la scelta del materiale: il bronzo, qui adottato per tutti i componenti, corona compresa. Una lega metallica speciale, destinata a mutare nel tempo e, in un certo senso, a personalizzarsi. La cassa di 38 mm di diametro è impermeabile fino a 10 atm, il movimento automatico. 2.850 euro.

    NOMOS GLASHUETTE Tangente 2date
    Assoluta novità presentata al Nomos Forum, un esemplare con doppio datario, riportato in rosso nella finestrella a ore 6 e lungo il perimetro del quadrante, tramite i due segmenti colorati. La cassa in acciaio misura 37,5 mm, il movimento di manifattura è il calibro DUW 4601, a carica manuale – sottile ed elegantemente decorato. 2.580 euro.

    TISSOT PRX Carbon 40 mm
    Il PRX come non l’avete mai visto. Leggerissimo ma estremamente resistente, ha la cassa e il quadrante in carbonio forgiato, che rende ciascun esemplare diverso dagli altri. Il movimento rimane comunque il ben noto Powermatic 80, con spirale in silicio e 80 ore di autonomia, il cinturino in caucciù è intercambiabile, come sempre. 1.075 euro

    … e sotto 1000 euro

    BULOVA Super Seville
    Un tuffo negli anni Settanta, per la cassa di 38 mm a televisore e per il movimento al quarzo – qui rivisitato in versione Precisionist (HPQ, brevettata), che ha una frequenza di 262 kHz, otto volte lo standard, e pochi secondi di scarto all’anno. In più, negli States, la campagna di lancio ha coinvolto Ryan Reynolds e la sua nuova società, MNTN Matched. In acciaio o Ip oro giallo, per un’estetica ancora più vintage, da 499 euro.

    SECTOR NO LIMITS Sector Titanium Millemetri
    Per celebrare la propria storia, fatta di eroi dell’estremo e di imprese indimenticabili, il Marchio ha creato la Legend Collection, ispirata ai più celebri modelli del passato. Come questo subacqueo, “icona degli anni Novanta e del Diving Sector Team”, interamente realizzato in titanio. La cassa di 43 mm, impermeabile fino a 100 bar, appunto, ospita un movimento automatico di produzione giapponese, con funzione day-date. 399 euro.

    SWATCH Break Free – From the Archive
    Era il 20 settembre 1984 quando, al Roxy di New York, si tenne lo Swatch World Breakdance Championship: un evento indimenticabile, con la locandina di Keith Haring (presente anche in giuria). Un esemplare creato per la manifestazione e il poster ora rivivono in versione Bioceramic What If?, mentre dalla collaborazione con il grande street artist l’anno successivo nacquero 4 orologi altrettanto indimenticabili. Proprio per il Modèle avec Personnages, Haring creò un bozzetto che ora vede per la prima volta la luce come New Gent Biosourced da 41 mm (accanto). In vendita dal 17 ottobre, anche in versione SwatchPay! Da 179 euro.

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 13/09/2024

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 13/09/2024

    Consueto appuntamento con le Latest, la rubrica fatta apposta per presentarvi – appunto – le ultime novità di prodotto. Che nelle scorse settimane, fra quanto mostrato dagli espositori ai Geneva Watch Days e le tradizionali uscite autunnali degli altri marchi, sono state particolarmente numerose. Perciò, dobbiamo ammetterlo, qui in redazione abbiamo dovuto fare una decisa cernita di tutto il materiale raccolto in questo periodo. Una selezione faticosa ma opportuna, per evitare di rendere questa pagina troppo affollata.

    Ma prendiamoci tempo: in caso di dubbi e ripensamenti, vorrà dire che nei prossimi giorni amplieremo le Latest di oggi con qualche altro esemplare… Tornate a visitare questa pagina, dunque: ne varrà la pena. Intanto però godetevi i pezzi che meritano, secondo noi. Per ognuno troverete, come sempre, i tratti essenziali insieme a una sommaria descrizione. Nel caso vogliate saperne di più su qualche orologio, vi rimandiamo come sempre al relativo sito ufficiale. Le Latest in fondo vorrebbero proprio farvi incuriosire…

    BIVER Automatique
    Dopo la complessità degli esordi, arriva l’essenzialità del solo tempo. Per niente semplice, a dire il vero, vista l’accuratezza e l’originalità con cui è stato studiato ogni singolo componente. Con cassa da 39 mm in oro rosa oppure in platino e quadrante nello stesso metallo, splendidamente lavorato, è uno di quegli orologi che non ti stancherai mai di guardare. Spettacolare il movimento, con micro-rotore decentrato, 65 ore di autonomia e finiture strepitose. Per chi davvero conosce gli orologi… Da 78.000 franchi svizzeri (Iva esclusa).

    OMEGA Constellation
    La storica collezione acquista nuove versioni femminili: 20 referenze in acciaio, acciaio/oro, oro Moonshine o Sedna, tutte con lunetta incastonata di diamanti e bracciale coordinato. Diversi i formati: 25, 28 o 29 mm, e tanti i colori del quadrante, accomunati dalla speciale decorazione che si irradia dalla stella, simbolo dei Constellation. Al top (per noi) gli esemplari più grandi, che racchiudono un calibro automatico Co-Axial Master Chronometer. Da 8.200 euro.

    PANERAI Submersible QuarantaQuattro Luna Rossa Pam01681
    State seguendo i Round Robin? Tifate anche voi per la Barca italiana? Allora sarete cointenti di sapere che Panerai, da bravo sponsor, continua a sostenere l’immagine dell’amata Luna. E lo fa anche con questa nuova edizione limitata dal quadrante argenté soleil, che richiama lo scafo dell’AC75. Nella cassa in acciaio satinato monta un calibro P.900, con 3 giorni di autonomia. Attenzione però: i 137 esemplari sono in vendita solo online e nelle boutique monomarca. 12.300 euro.

    MONTBLANC 1858 Geosphere Chronograph 0 Oxygen
    Brand ambassador dal 2020, Reinhold Messner compie 80 anni. per festeggiarlo, la Marca gli dedica questo nuovo cronografo, realizzato in edizione limitata di 290 esemplari: un numero che richiama l’altezza dell’Everest (29.031 piedi, pari ai fatidici 8.848 metri), di cui il grande scalatore ha raggiunto più volte la vetta. La cassa in titanio, di 44 mm di diametro, ospita un quadrante decorato a mano con la tecnica del gratté boisé, che ricorda la struttura dei ghiacci perenni. Il calibro automatico, di manifattura, è montato in assenza di ossigeno, con un procedimento ormai celebre… 9.800 euro.

    ORIS Aquis Chronograph
    Come vuole la tradizione, dopo il “solo tempo”, ecco che arriva il cronografo. Che mantiene inalterate le caratteristiche della collezione, tipo l’impermeabilità fino a 30 atm o le spallette di protezione della corona, ma ne accentua lo spirito sportivo con la misura dei tempi brevi. In versione tricompax, è animato da un calibro automatico con 62 ore di autonomia. La cassa di 43,5 mm ha la lunetta girevole unidirezionale in ceramica e un bel quadrante blu sfumato, effetto raggi di sole sott’acqua. 4.400 euro.

    ALPINA Alpiner Extreme Skeleton Automatic
    Sportiva come sempre, la collezione legata all’elemento Terra del Marchio adotta un inedito look. La possente cassa a cuscino – 39 x 40,5 mm – si priva del quadrante per mostrare, per la prima volta, la meccanica: un movimento automatico scheletrato, sviluppato su base Sellita (SW-200). Due le versioni: con dettagli blu coordinati al cinturino in gomma, oppure grigio, in monocromia, con bracciale. In questo caso costa 2.695 euro.

    Latest sotto i 1.000 euro

    TISSOT PRX Ufo Robot Grendizer
    Appena uscito ci ha entusiasmato – basta leggere la nostra recensione. Ma mica solo noi… Ha creato talmente scalpore che in due ore l’e-commerce ufficiale ha volatilizzato le scorte. Se siete tra i tanti rimasti a bocca asciutta, per voi c’è una buona notizia: in questi giorni è in distribuzione il riassortimento. Quindi potrete trovarlo presto nelle boutique monomarca, di nuovo online e in futuro anche da selezionati rivenditori. Tranquilli, resterà per tanto l’orologio del momento: magari intanto registratevi per restare aggiornati… 895 euro.

    LOCMAN Mare Amerigo Vespucci
    Mentre la nave-scuola della nostra Marina Militare continua a circumnavigare il Globo come ambasciatrice d’italianità, l’azienda elbana amplia la collezione dedicata con tre nuovi esemplari al quarzo. Assoluta new entry è questo inedito Mare, con la cassa in acciaio e titanio di 44 mm. Il quadrante soleil è decorato dalla mappa del mondo, lo stemma della Forza Armata e la silhouette della stessa Amerigo Vespucci. Le date 2023/2025 stanno proprio a ricordare la durata del periplo. 498 euro.

    D1 MILANO Polycarbon Dot
    Look inedito per l’esemplare iper-leggero del Marchio, che si veste di coloratissimi pois su fondo nero (oppure bianco). Ispirato alla tecnica del dripping – tipica dell’Espressionismo astratto e resa famosa da Jackson Pollock -, vede l’orologio cosparso da una miriade di gocce multicolor. Il fatto che il processo di caduta delle vernici sia del tutto casuale, fa sì che non esistano due modelli uguali. La cassa misura 37 mm di diametro, il movimento è al quarzo. Fra moda, arte e unicità. 179 euro.

    FESTINA Ceramic
    Sportivi, coloratissimi, no gender: sei nuovi cronografi al quarzo vanno ad arricchire il catalogo del Brand spagnolo. Realizzati in acciaio con la lunetta in ceramica (da qui il nome), hanno la cassa da 39 mm, mentre il quadrante si distingue per i contatori e la lancetta centrale dei secondi crono in ton-sur-ton. Vivacissime le cromie: azzurro cielo, blu elettrico, rosa e verde, più una versione in madreperla e un’altra “panda”, argenté e nero. Da 149 euro.

    SWATCH Bioceramic What if… Monochrome
    Alternativo e divertente, lo Swatch quadrato adotta monocromie a contrasto. I nuovi modelli si chiamano Blackagain e Allwhite, nomi sufficientemente evocativi da non aver bisogno di spiegazioni. La cassa in Bioceramic misura 33 mm di lato, il vetro è in materiale biosourced, il movimento al quarzo Swiss made ha la funzione day-date, anche il cinturino è in materiale di origine biologica. 110 euro.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 22/07/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 22/07/2024

    Tornano le Cronache dell’orologeria, per tenervi informati sui fatti e gli eventi delle ultime settimane nell’industria del Tempo. Quindi parliamo prima di tutto di sport – com’è giusto che sia, durante la stagione calda e con le Olimpiadi in vista. Ma in queste Cronache dell’orologeria c’è posto anche per le notizie corporate, in senso lato. Si sa, il marketing delle case orologiere se ne inventa sempre una. E non si ferma mai, anzi smentisce chi pensa che in Svizzera vadano tutti in vacanza a luglio… Buona lettura.

    Realtà aumentata

    C’è Gianmarco Tamberi che salta l’Arc de Triomphe, Mondo Duoplantis la chiesa del Sacre Coeur, Céline Boutier che tira da un gargoyle di Notre Dame… Come cronometrista ufficiale, Omega celebra i Giochi Olimpici di Parigi con una campagna video interpretata dai propri ambasciatori. Girata con la realtà virtuale, è ambientata fra i più celebri monumenti della Ville Lumière, in un gioco di proporzioni e prospettive dagli scorci unici. Annunciata un mese fa, a pochi giorni dalla cerimonia di apertura è più attuale che mai. Da vedere.

    Passione rossa

    Dal 26 al 28 luglio prossimi, al circuito Marco Simoncelli di Misano, si tiene la 12a edizione della World Ducati Week, il più grande raduno internazionale di appassionati dell’omonima due ruote. Tre giorni di pura goduria tra eventi in paddock, sessioni in pista, esibizioni di stuntmen e show serali. Dove, ancora una volta, si conferma cronometrista ufficiale Locman – partner della Rossa dal 2017. Che, è bene ricordarlo, ha in catalogo una collezione dedicata, realizzata in collaborazione con il Centro Stile di Borgo Panigale. Per Ducatisti veri.

    Cronache dell’orologeria… pettegola

    Lewis Hamilton al Grand Premio di Ungheria. (Foto Dean Mouhtaropoulos/ Getty Images courtesy Iwc).

    Ieri, al Gran Premio di Ungheria, Lewis Hamilton è salito sul 3° gradino del podio con al polso un Big Pilot’s Perpetual Calendar Top Gun Lake Tahoe di Iwc, in ceramica bianca, ben visibile sopra la tuta nera. Stessa scena due settimane fa, per la vittoria di Silverstone, al Gran Premio d’Inghilterra. Dove però il sette volte campione del mondo di F1 (nonché Brand ambassador, come l’intera scuderia) esibiva un altro orologio: un Pilot’s Watch Performance Chronograph 41 Mercedes-Amg Petronas Formula One™ Team (in alto). C’è chi può…

    A proposito di arte

    Il 6 e 7 luglio scorsi, al Grimaldi Forum di Monaco, si è svolta l’8a edizione di artmonte-carlo: la piccola ed eclettica fiera d’arte moderna e contemporanea, che quest’anno ha riunito 27 gallerie internazionali e circa 200 artisti. Presente anche F.P.Journe: il 5 luglio, durante il vernissage, il Maestro ginevrino in persona ha assegnato il Prix artmonte-carlo F.P.Journe ad Anna Boghiguian, rappresentata da Franco Noero, per la scultura Untitled 2023. Puntualmente donata al Nouveau Musée National de Monaco. Così si fa…

    Versilia mon amour

    All’inizio del mese, Swatch ha aperto un temporary store a Forte dei Marmi, in via Spinetti 6, nel cuore dello shopping firmato. Uno spazio all’insegna del colore e dell’allegria, in cui si trovano le collezioni più estive e fluo del Brand, come Swatch Neon o Bioceramic What if…? Se vi state chiedendo che ci azzecca il Marchio più pop di tutta la Svizzera delle lancette con la storica meta del turismo d’élite, la risposta è semplice. Il MoonSwatch fa gola a tutti: facoltosi imprenditori, politici, volti noti dello spettacolo e dello sport…

    Nuove sinergie

    Morellato Group ha siglato un nuovo accordo di licenza con Karl Lagerfeld per la produzione di orologi e gioielli. La partnership prevede che alla Maison parigina spetti la direzione creativa, mentre al Gruppo veneto lo sviluppo prodotto e la distribuzione – che avverrà sia attraverso canali tradizionali (la capillare rete di negozi di proprietà e di retailer in tutto il mondo) sia online (gli e-commerce Morellato più karl.com). Previste due collezioni all’anno, la prima già il prossimo autunno-inverno. Non vediamo l’ora di vederla.

    Reshuffle (trad. rimpasto)

    C’è chi lo chiama “valzer delle poltrone” – e basta guardare quanto è successo, di recente, nella Divisione orologeria di LVMH, per capire perché. Dopo 20 anni Ricardo Guadalupe lascia il ruolo di Ceo di Hublot per assumere quello (simbolico) di Presidente onorario. A Nyon sarà sostituito da Julien Tornare, per lungo tempo a capo di Zenith ma da 6 mesi alle redini di TAG Heuer, dove arriverà invece Antoine Pin, storico Ceo di Bulgari. Proprio da Bulgari, poi, Laura Burdese è stata nominata vice Ceo. Un bel rimescolamento, no?

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 20/06/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 20/06/2024

    Le Cronache dell’orologeria di questa settimana fanno tappa a Parigi, Roma, Milano, e poi in giro per la Germania e sulle strade dell’Appennino, e ancora a Roma, a Londra… Tra eventi sportivi e mondanità varie, queste Cronache dell’orologeria sono però dominate dall’apertura (o riapertura) di nuove boutique, che sembra diventata l’occupazione preferita soprattutto dai marchi di alta orologeria. Su, non siate cattivi: non è solo un modo per controllare il sell in senza fare sell out. Dietro può esserci anche la volontà di recuperare un rapporto diretto con il cliente, superato a volte dalle nuove tecnologie delle vendite online. Ma poi, funzionano davvero o si trasformano in grandi flop? Voi cosa ne pensate? Credete anche voi che avesse ragione Andreotti quando diceva che a “pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina”?

    Pioggia di premi

    Questo weekend torna la Vernasca Silver Flag (21/23 giugno). Che vedrà sfilare sui tornanti dell’Appennino piacentino, fra Castell’Arquato e Vernasca, appunto, più di 200 vetture storiche “da competizione” provenienti da tutta Europa. Main sponsor e Official timekeeper, ancora una volta, Eberhard & Co. che vanta una lunga tradizione con i motorsport. Tanti i titoli in lizza: Best of Show vetture anteguerra, Best of Show vetture dopoguerra, Premio Maserati… A tutti i vincitori la Maison de l’Aigle consegnerà un bel cronografo Champion V.

    Tra cappelli e champagne

    Da martedì 18 a sabato 22 giugno, va in scena il Royal Ascot. Non solo l’evento ippico più importante del mondo, ma anche un ambitissimo appuntamento mondano, vuoi per la presenza della famiglia reale, vuoi per il mix so British di tradizione e stile. Ancora una volta, nel ruolo di partner e cronometrista ufficiale, la Maison Longines ha premiato i vincitori con i propri orologi. A rappresentarla sugli spalti l’Ambasciatore di eleganza Régé-Jean Page, con al polso un cronografo Conquest panda. Perfetto con il tight d’ordinanza.

    Un mese in Germania

    Chi passa le serate incollato alla tv, a vedere gli Europei di calcio, se ne sarà accorto. Anche nel 2024, Hublot è di nuovo partner di Uefa Euro, per la quinta volta: con il tabellone di bordo campo (usato dal quarto uomo per indicare tempi di recupero e sostituzioni), e con lo smartwatch dedicato: il Big Bang e-Gen3, indossato dagli arbitri durante le partite. Per l’occasione ha anche organizzato un party a Monaco (fra gli ospiti, Ferdinand e Khedira) e ha realizzato una campagna con Kylian Mbappé. Personaggio come sempre sotto i riflettori.

    British brand in mostra

    Se vi trovate in Inghilterra, questo weekend, fate un salto ad Upton nel Nottinghamshire. Dove il Museum of Timekeeping organizza il Festival of British Making, che vuole essere una grande celebrazione dell’orologeria britannica. In mostra i pezzi di grandi orologiai quali Daniels e Frodsham, le creazioni di microbrand come Studio Underd0g o di artigiani come David Walter. Oltre ai workshop di maestri orologiai, c’è spazio anche per i disegni di David Penney e di Lee Yuen-Rapati. Quando faremo qualcosa di simile anche in Italia?

    Splendori nella Ville Lumière

    Si sa: in questo 2024, Piaget spegne 150 candeline. E per l’occasione ha creato una collezione di alta gioielleria intitolata Essence of Extraeleganza, composta da un centinaio di pezzi super-esclusivi. Che è stata festeggiata con un gala dinner all’Hôtel de Maison di Parigi, cui hanno partecipato numerose celebrità – tra cui Rosamund Pinke, Ella Richards, Ellie Bumber… La nostra attenzione però era tutta per i polsi dell’attore coreano Lee Jun-ho, che non solo ha sfoggiato un paio di esemplari preziosissimi, ma in visita alla mostra aveva un superbo Andy Warhol con quadrante in malachite. Invidia!

    Cronache dell’orologeria… romana

    Prima boutique Cartier in un aeroporto italiano. Aperta a Roma Fiumicino (Terminal 3, Gate E, per l’esattezza), in collaborazione con Rocca 1794, fa da cornice per l’intera produzione della Maison. Gli interni riprendono i colori Cartier negli arredi e nel décor, ma fanno anche riferimento alla Città Eterna: dalle colonne ai motivi sul pavimento, fino al murale che mostra le Pantere (animale feticcio della Casa) con il Colosseo sullo sfondo. Da sottolineare il privé ispirato ai giardini all’italiana. Per uno shopping rilassante…

    … e milanese

    A Milano, riapre lo storico Swatch store in corso Vittorio Emanuele II. Rinnovato da un completo restyling, prende ispirazione dal mondo del design meneghino, fra citazioni cromatiche stile Memphis e geometrie in 3D che richiamano Gio Ponti. Il tutto condito dal consueto sense-of-humour del Marchio (vedi le colonne irregolari che si specchiano sul soffitto) Del resto, chi se non Swatch – che in passato ha collaborato con Alessandro Mendini, Mimmo Paladino o Bruno Munari, tanto per citarne alcuni – è legittimato a farlo?

    London calling

    Nuovo Salon di A. Lange & Söhne a Londra. All’interno di Bourdon House, un edificio settecentesco in Davies Street 2, nel cuore di Mayfair, è un piccolo (26 metri quadri) ma raffinatissimo spazio arredato con uno stile lounge moderno. Dove gli ospiti possono toccare con mano le creazioni della Manifattura sassone, in un’atmosfera elegante e rilassata, quasi “intima”. Del resto, allo stesso indirizzo c’è anche la sede di uno dei più esclusivi club privati della capitale inglese. La prenotazione non è obbligatoria, ma vivamente consigliata.

    Avviso ai collezionisti

    All’asta di oggi, lotto 38, Rolex Daytona in acciaio,1994.

    Se volete arricchire la vostra collezione, due buoni motivi vi portano a Roma. Oggi, nello storico Palazzo di via Monte di Pietà, Affide (gruppo Dorotheum), mette all’asta 115 esemplari rari. Tra gli highlight, un Rolex Milgauss, un Omega Speedmaster Moonwatch e un Rolex Prince Elegant. Ma non finisce qui. Per chi preferisce il pop all’aristocrazia, domani c’è un’altra asta, stavolta dedicata a Swatch: oltre 100 orologi funky per un tuffo negli anni ’80. Vip, collezionisti e fashionisti, tenete pronti gli assegni… Che vinca il migliore! Fabio Parri

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 22/04/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 22/04/2024

    Dopo qualche settimana di sospensione, ritornano le nostre Cronache dell’orologeria. Che hanno proprio come primo intento quello di raccontarvi le notizie “in arretrato”, per poi fornirvi qualche anticipazione. Spazio dunque alle attività di marketing dispiegate fra l’Italia e la Svizzera. Da un lato ecco il salone di Watches and Wonders e la Young Talent Competition, entrambi a Ginevra, dall’altro la Design Week milanese e la Biennale d’Arte di Venezia. Senza dimenticare però l’apertura di una nuova vetrina a Roma, l’arrivo di un manager inatteso e perfino un’incursione in Nepal, da rivivere in video. E ancora, le anteprime di una regata “istituzionale” e un’imperdibile mostra-mercato. Tutto per non annoiarci mai. Buona lettura!

    Docuserie in alta quota

    Due impavidi “eroi da scrivania”, una montagna da scalare e un Garmin fēnix 7X Pro come unico alleato. Ecco la ricetta della nuova web serie 7 Days Out, targata Garmin e visibile su YouTube. Joel e Wes, i protagonisti di questa folle avventura, si cimentano al limite delle loro capacità, catapultati dalle riunioni aziendali ai sentieri impervi del Langtang, in Nepal. Da nerd del cubicle a Rambo dell’Himalaya, e tutto questo senza mai perdere il segnale… o lo stile! Come dire: 7 giorni da far saltare la cravatta. (Fabio Parri)

    Il ritorno di Stan the Man

    Stan Wawrinka è il nuovo volto di Norqain. Qualche giorno dopo l’annuncio, il tennista svizzero si è subito presentato al “campo base” del Marchio a Watches and Wonders Geneva, ligio come pochi. Del resto, è noto per il fair play – oltre che per il rovescio vigoroso ed elegante… Al suo polso, spiccava il leggerissimo Wild One Skeleton Coral, che indosserà anche ai Roland Garros di maggio, mentre a Wimbledon lo sostituirà con la versione Gecko. Entrambi con la cassa in Norteq®, ma nei colori dell’erba o della terra battuta. Ovvio, no?

    Solo per veri marinai

    Prenderà il via il 24 aprile l’edizione 2024 della Ran 630, la Regata dell’Accademia Navale di Livorno che vedrà per la prima volta Locman nel ruolo di cronometrista ufficiale. Con le sue 630 miglia nautiche, è la regata d’altura più lunga del Mediterraneo: dopo la partenza notturna sotto la Luna piena livornese, i partecipanti doppieranno una prima boa di fronte a Porto Cervo e una seconda ai Faraglioni di Capri, per poi far rotta di nuovo su Livorno. Per chi segue la vela, uno spettacolo assicurato – con un occhio alla sostenibilità.

    Shopping esclusivo

    Prima boutique italiana per Longines. A Roma, nella strategica via del Corso, al civico 152, lo spazio curatissimo è una perfetta proiezione fisica dei valori della Marca. Riunisce tutte le collezioni in catalogo, da quelle più classiche a quelle più sportive e tecnologiche, ed è anche dotato di una lounge riservata dove i clienti possono essere coccolati. Il monomarca ha quindi tutte le carte in regola per diventare il punto di riferimento per i fan della Clessidra Alata – alternativo a quello della Rinascente di Milano. Ben fatto.

    Appuntamento al Castello

    Domenica 5 maggio, nel suggestivo Castello di Padernello (Borgo San Giacomo, Bs), si tiene Orologiko Mania Summer Edition, l’edizione estiva dell’ormai nota mostra-mercato, che riunisce oltre 40 espositori. Dove sarà possibile non solo acquistare pezzi vintage (da polso, da tasca, pendoleria, elettromeccanici), ma anche effettuare permute o scambi, conoscere le novità di alcuni micro-brand… e ascoltare le lezioni di due maestri orologiai. Dalle 10 alle 18, ingresso libero. Merita, anche per il luogo.

    Cronache dell’orologeria… creativa – 1: a Milano

    Durante la Design Week, nella boutique Seiko al 52 di via della Spiga, torna il Power Design Project. L’iniziativa, sviluppata dai designer del Brand e volta a sperimentare nuove forme e nuovi concetti in orologeria, quest’anno è incentrata sul tema Incredibly specialized watches. E ha dato vita a 7 orologi inediti, specializzati in ambiti specifici ma assolutamente fuori dall’ordinario: come il modello Patternmaker’s (nella foto), a forma di fiore/puntaspilli, dedicato ai couturier. Da vedere, e soprattutto provare, fino alla fine di aprile.

    Cronache dell’orologeria… creativa – 2: a Venezia

    Verdy e Carlo Giordanetti ai Giardini della Biennale, davanti all’installazione di Vick

    Partner anche quest’anno della Biennale Arte, Swatch ha presentato a Venezia una nuova collaborazione con Verdy. Per l’occasione, l’artista grafico giapponese, uno dei maggiori della scena street di Tokyo, ha creato una scultura alta 4 metri del suo personaggio più noto, Vick. In parallelo il Marchio elvetico ha realizzato uno Swatch Art Special color bronzo (come l’installazione esposta ai Giardini), che ritrae proprio il coniglio/panda. La cui lingua sul quadrante cambia colore: e da rossa diventa rosa, gialla o arancione. Tipo sberleffo…

    Cronache dell’orologeria… creativa – 3: a Ginevra

    Da sinistra. François-Paul Journe, Thomas Aubert e Henry Tay di The Hour Glass.

    Si chiama Thomas Aubert il vincitore dell’ormai tradizionale concorso di orologeria Young Talent Competition, organizzato da F.P.Journe con il sostegno di The Hour Glass. Francese, 23 anni, diplomato al Lycée Edgar Faure Morteau, ha vinto con la propria montre d’école (ovvero l’esemplare realizzato nell’ultimo anno scolastico) Selène, con tourbillon e carica a chiave. Thomas si è così aggiudicato i 50mila franchi svizzeri del Premio, che potrà utilizzare per finanziare i propri progetti e comprare attrezzature. Che dire? Bravo!

    Triumvirato al potere

    Justin Reis è entrato a far parte del management di De Bethune. Nel ruolo di Presidente esecutivo, va ad affiancare Denis Flageollet, il maestro orologiaio co-fondatore del Marchio, e il Ceo Pierre Jacques. Grazie alle diverse competenze, i tre (che sono anche investitori dell’impresa) lavoreranno di concerto per lo sviluppo del Brand, con una visione a lungo termine. Un’autentica Trimurti, volta a “sostenere l’eccellenza e l’innovazione per cui De Bethune è rinomata”, come recita il comunicato ufficiale…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 05/04/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 05/04/2024

    Le Cronache dell’orologeria di oggi si dispiegano fra design, arte e sport. Parliamo della Design Week, che dal 16 al 21 aprile trasformerà Milano in un vera capitale internazionale. Poi di un viaggio fra capolavori conservati in Gran Bretagna, e di vari temi sportivi che hanno tenuto banco nel mondo delle lancette dell’ultimo periodo. Senza dimenticare un paio di curiosità all’asta. Solo un accenno, invece, a quello che ci aspetta la prossima settimana in Svizzera: la Geneva Watch Week. Impossibile citare qui tutti gli appuntamenti, gli eventi, i saloni privati che animeranno la città sul Lemano durante Watches and Wonders: dove gli stessi hotel si trasformeranno in centri espositivi e chi vi risiede aprirà le porte dei propri showroom e delle proprie boutique. Nelle prossime Cronache dell’orologeria, al nostro ritorno, vi racconteremo quanto abbiamo visto. Intanto buona lettura.

    L’altro Salone

    Durante la Geneva Watch Week, anche quest’anno si tiene Time to Watches. Terza edizione del Salone alternativo, riunisce all’interno del campus universitario Head una cinquantina di marche indipendenti: da Paul Picot a Zannetti, da Laco a Squale, tanto per citarne alcuni, oltre a una dozzina di francesi e a grandi artigiani come Vincent Calabrese o Antoine Preziuso. Offerto al pubblico anche un ricco programma di tavole rotonde su temi di attualità – incluse serate gourmet. Dal 10 al 14 aprile, www.timetowatches.com.

    Una notte al museo

    Dopo il Louvre, il MoMA, il Beaubourg (e altri ancora), Swatch ha siglato una nuova partnership con la/e Tate Gallery. E per l’occasione ha realizzato sette esemplari ispirati ad altrettante (famosissime) opere d’arte lì esposte, firmate nientepopodimeno che da Henri Matisse, Joan Miró, Louise Bourgeoise, William Turner, Marc Chagall, Wilhelmina Barns-Graham, Fernand Léger – in ordine sparso. La sera prima del lancio, poi, un party al 180 Studios, the Strand, ha inaugurato una “due giorni” di mostra, dalle atmosfere surreali. Good!

    Cronache dell’orologeria… milanese

    Per il secondo anno consecutivo, Panerai si conferma partner del Salone del Mobile.Milano, ormai riconosciuto come il principale riferimento per il settore dell’arredo e del design. Due gli spazi da cui la Maison fiorentina presiederà questa 62a edizione: il pop-up store di Rho-Fiera Milano (porta Est corso Italia S48) e Casa Panerai in via Montenapoleone. Che diventeranno “palcoscenico di animazioni ed eventi”, fra il Bar Italiano e le collezioni in catalogo. Previsto anche il lancio di un orologio, per un mese in esclusiva sul mercato italiano.

    Confermato anche Grand Seiko come partner del Fuorisalone e del Brera Design District. Nello spazio di Casa Brera, in via Formentini, la Casa giapponese allestirà quindi Materia in movimento: riflessioni sull’equilibrio tra natura e uomo, un’installazione esperienziale ispirata proprio al tema del Fuorisalone, Materia e Natura, e legata anche alla propria filosofia The Nature of Time. Fra la meditazione dello Shinrin Yoku (Forest Bathing, in inglese) e ledwall colorati, si potrà anche conoscere da vicino il Kodo Constant-force Tourbillon.

    Nel mentre, davanti alla boutique Hublot / Pisa 1940 – ovvero in via Verri 7 -, è esposto un monumentale Wild Kong di Richard Orlinsky. Che in realtà fa parte della “personale” The Wild Odyssey, organizzata dalla galleria Deodato Arte e dedicata all’artista francese, ambasciatore della Casa di Nyon. Ma il gorillone, alto 180 cm e di colore blu elettrico (Blue Mick, per essere precisi), non solo cattura l’attenzione dei passanti: è già diventato un’attrazione turistica. Meta di pellegrinaggio e oggetto di gesti scaramantici e propiziatori…

    Un dì di festa

    Da sinistra. Christian Prudhomme, Direttore generale del Tour de France, e Stefano Carrara, Brand manager Tissot Italia.

    Sembra una contraddizione, ma è la verità: il Tour de France quest’anno partirà dall’Italia. Più esattamente da Firenze, in piazza della Signoria, il prossimo 29 giugno. Quindi Tissot – cronometrista ufficiale della Grande Boucle dal 2016 – ha installato in piazza Beccaria un orologio elettronico con il conto alla rovescia per scandire i 100 giorni dal Grand Départ. La cerimonia di avvio, il 21 marzo scorso, ha fatto parte di una giornata di celebrazioni che ha coinvolto l’intera città. Con tanto di sbandieratori e di ciclisti dell’Eroica…

    Campioni senza limiti

    Sector No Limits ha reso noti i nomi del Sector Team 2024, la squadra di atleti che incarnano i valori del Marchio. Si tratta dei calciatori Federico Dimarco e Federico Gatti, il pallavolista Ivan Zaytsev, dil nuotatore Florent Manaudou, l’apneista Antonio Mogavero, il kitesurfer Valentin Garat, lo sciatore Giovanni Franzoni e lo skater Alessandro Mazzara. Scelti per le proprie storie sportive e personali, sono gli eredi dei grandi del passato: come Patrick de Gayardon, Manolo (il Mago), Pipin Ferreras o Gérard d’Aboville. Mica poco…

    Tra vigneti e borghi storici

    Oggi e domani si tiene la 17a edizione del Franciacorta Historic, l’evento che apre la stagione primaverile nel calendario Aci Sport di auto d’epoca. I concorrenti, a bordo di vetture costruite prima del 1976 (con qualche eccezione), si misureranno lungo un percorso di quasi 130 chilometri che tocca anche il lago d’Iseo, e saranno impegnati in ben 58 prove cronometrate in linea. Tra gli sponsor della gara di regolarità c’è – per la prima volta – VeriWatch, che premierà i vincitori con gli orologi della collezione Octopus.

    Memorabilia

    Christie’s ha annunciato che il 13 maggio metterà in vendita due orologi appartenuti a Michael Schumacher. L’asta, intitolata The Rare Watches Live e prevista al Four Seasons Hôtel des Bergues di Ginevra, vedrà finire sotto il martelletto un Audemars Piguet Royal Oak Chronograph, datato 2003, e un F.P.Journe Vagabondage 1 del 2004 (nella foto), entrambi personalizzati dal casco del grande pilota e dall’effigie del Cavallino rampante. Nulla si sa delle quotazioni, ma i due pezzi unici rendono l’idea della collezione di Schumi…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Latest. Le novità della settimana – 22/03/2024

    Latest. Le novità della settimana – 22/03/2024

    È stata una settimana ricchissima di lanci quella appena trascorsa. A tal punto da dover anticipare queste nostre Latest a oggi, così da inserirne una prima parte, per poi replicarle nei prossimi giorni con la seconda parte. Va bene che la primavera è sempre stata un momento clou nel calendario orologiero, ma la sensazione è che tante marche stiano presentando le loro nuove uscite in questi giorni per evitare di vederle fagocitare poi da quelle di Watches and Wonders Geneva. Dove, lo sanno tutti, esporrà il gotha dell’alta orologeria e, in particolare, due case elvetiche che non è neppure necessario citare… E quando usciranno le loro attesissime novità, beh, non si parlerà d’altro. Ma bando alle ciance, lasciamo lo spazio alle Latest news dei giorni scorsi, elencate qui sotto, come sempre, in ordine di prezzo.

    MB&F Legacy Machine FlyingT Onyx
    Lanciata nel 2019, la collezione femminile della “cooperativa” orologiera ha conosciuto molte versioni con gemme diverse. Cui ora si aggiunge l’onice, che lo rende più elegante che mai. Tra l’altro il disco di pietra dura è stato intagliato, sagomato e ha spessori diversi… La cassa in oro giallo presenta la consueta cupola di vetro zaffiro (38 mm di diametro x 20 di spessore). Il movimento automatico, dallo sviluppo in 3D e con autonomia di 100 ore, si distingue (come sempre) per il tourbillon volante centrale. Spettacolare. 120mila euro (tasse escluse).

    GLASHÜTTE ORIGINAL Serenade Luna
    Altro femminile complicato, colpisce per l’ingegnoso sistema delle fasi di lunari. Il movimento automatico, sviluppato ad hoc con spirale in silicio e 60 ore di autonomia, mostra la Luna in una grande apertura circolare: in realtà si tratta di un disco rotante di madreperla con 4 cerchi di stelle. La cassa misura 32,5 mm di diametro e solo 8,9 di spessore, ed esiste anche in acciaio, con lunetta liscia o incastonata di diamanti, e corredata di bracciale. Ma noi lo preferiamo nella versione più preziosa: in oro rosa con diamanti, dalla particolare monocromia verde. 24.600 euro.

    MAURICE LACROIX Masterpiece Skeleton Label Noir
    Dopo il riuscitissimo esperimento dell’Aikon, la collaborazione con l’atelier ginevrino che utilizza il bianco e il nero per personalizzare gli orologi va a toccare un altro pezzo celebre della Casa di Saignelégier. E il risultato è decisamente efficace. La cassa (43 mm) in acciaio ha subito un trattamento Dlc, mentre il calibro a carica manuale, di manifattura, gioca con diverse tonalità e contrasti per mostrare i componenti. Inutile dire che la scheletratura è fatta con macchine Cnc. In edizione limitata di 288 esemplari, 6.900 franchi svizzeri.

    PERRELET Turbine Poker Royal Flush
    Seguito ideale dell’omonimo orologio uscito lo scorso anno, completa il mazzo di carte con i semi mancanti: fiori e quadri. Sul sottoquadrante riporta sempre due scale reali con una coppia di 7, che risultano ben visibili quando la caratteristica turbina ruota velocemente. La cassa (44 mm) è realizzata in fibra di carbonio, policarbonato e acciaio annerito, il movimento automatico è – come sempre – il calibro P-331-MH di manifattura, certificato Cosc e Chronofiable. Edizione limitata di 99 esemplari, 5.250 euro.

    LONGINES Hydroconquest GMT 43 mm
    Nuove versioni della collezione nata nel 2007, e riaggiornata lo scorso anno con diversi esemplari forniti di doppio (anzi triplo) fuso orario. La novità sostanziale sta nelle dimensioni della cassa, che ora raggiunge i 43 mm di diametro (contro i 41 precedenti). Per il resto tutto rimane immutato: il movimento automatico sviluppato in esclusiva, l’impermeabilità fino a 30 bar, la lunetta in ceramica, il bracciale in acciaio o il cinturino in gomma… Tra le 5 nuove referenze, la nostra preferita è questa: 3.350 euro.

    Latest – Sotto i 1.000 euro

    LUCIEN ROCHAT Iconic
    È uno di quegli orologi “open heart” che non passeranno mai di moda, con il verde pieno del quadrante soleil come unica concessione alle tendenze più attuali. Per il resto, la cassa misura 43 mm di diametro e ospita un movimento automatico di fabbricazione giapponese (Miyota), messo in evidenza dall’apertura a ore 6, sotto il ponte a forma di logo. Il bracciale in acciaio a 5 file è decorato da un’alternanza di superfici lucide e satinate, come vuole la tradizione, e si può sostituire con un cinturino in pelle verde stampa alligatore. Quando si dice “un classico”… 449 euro.

    SWATCH MoonSwatch Mission to MoonPhase
    Di sicuro è l’orologio del momento. Il nuovo MoonSwatch dedicato a Snoopy vede il celeberrimo bracchetto dei Peanuts – portafortuna degli astronauti della Nasa – far capolino dalle fasi di luna, mentre sul fondello la sua zampa è impressa sul suolo lunare. Non solo. Al buio svela un messaggio segreto… Presentato ieri in anteprima, sarà ufficialmente in vendita il 26 marzo, (come il resto della collezione) solo in selezionate boutique nel mondo. Davanti alle quale già si prevedono le solite file chilometriche… 315 euro.

    PLEIN SPORT Tigermaster
    Con quel total look nero screziato di verde fluo e l’effigie di una tigre sul quadrante risulta bello tosto e visibile. La cassa in acciaio annerito misura 47 mm di diametro e ospita un movimento al quarzo. Il cinturino in silicone presenta a rilievo il logo e tre graffi, che rimandano alla lancetta centrale dei secondi. Esiste anche con la cassa color oro rosa, il quadrante e il cinturino nero; oppure con il bracciale, sempre in oro rosa. Astenersi se si è timidi e si vuole passare inosservati. Da 199 euro.

    TIMEX Waterbury Traditional Flyback Chronograph
    La tradizionale ispirazione aeronautica del cronografo flyback si sposa con una nuova visualizzazione. I contatori cronografici sono sostituiti infatti da due settori: quello dei minuti posto tra il 9 e il 12, quello delle ore fra il 3 e il 6. Due le versioni: tutto acciaio con bracciale, oppure acciaio annerito con cinturino in pelle vegana. La cassa ha un diametro di 43 mm, il movimento è al quarzo, il quadrante nero offre una buona visibilità nonostante le numerose informazioni. La scala tachimetrica sul réhaut è personalizzata dal nome della collezione. Da 179 euro.

    L’appuntamento con le Latest news torna la prossima settimana. Restate sintonizzati…

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 19/02/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 19/02/2024

    Tornano le Cronache dell’orologeria, con la consueta selezione di notizie di varia origine e tematica. Immancabile, ancora una volta, la dose settimanale di gossip, con il “chi ha indossato cosa” sul tappeto rosso dei Bafta. Transeat. Del resto fra sponsorizzazioni presentate in anteprima, collaborazioni continuative e nuove aperture, l’orologeria non sembra proprio volersi fermare mai. Buona lettura.

    Edizioni de luxe

    Due nuovi titoli a tema motorsport per Cercle d’Art, la prestigiosa casa editrice di libri d’arte che fa capo a Richard Mille. Il primo è una lussuosa edizione limitata del libro del centenario della 24 Ore di Le Mans. Il secondo, Car Racing 1970, è il sesto volume (quello conclusivo) della collana che racconta le corse automobilistiche degli anni 1965/1970, attraverso le immagini di DPPI (Diffusion Presse Photo International), la più antica agenzia fotografica specializzata in automobilismo. Due vere chicche, non solo per bibliofili.

    Al polso di…

    Foto Kate Green/Bafta/Getty Images for Bafta courtesy Omega

    Ieri sera, alla Royal Festival Hall di Londra, si è svolta la 77a edizione dei British Academy Film Awards. Un’altra vetrina per Omega, che ha fatto sfilare i propri ambassador con relativi orologi. A cominciare da Cillyan Murphy, protagonista del pluripremiato Oppenheimer (nella foto), che indossava un De Ville Prestige. Per passare al regista Cord Jefferson, che portava un De Ville Trésor, e Barry Keoghan con un Seamaster Aqua Terra, fino a Colman Domingo, Enzo Vogrincic e David Jonsson con altri tre (diversi) De Ville Prestige. Chic q.b.

    Bios vs Tanathos

    La storica partnership fra Hublot e i Depeche Mode è sfociata in un nuovo esemplare: lo Spirit of Big Bang Depeche Mode, appunto. Non l’ennesimo, banale orologio con il teschio: il cranio spettrale qui è in linea con l’ultimo album (nonché prossimo tour) della Band, Memento Mori. Spicca infatti davanti a una clessidra con tanto di mini-sfere che rotolano a ogni gesto del polso, a rappresentare il trascorrere del tempo. In più i 100 pezzi della serie limitata raccolgono fondi per l’organizzazione Conservation Collective. Bene così…

    Verso la design week

    Anche quest’anno Panerai sarà di nuovo Official timekeeper del Salone del Mobile. L’annuncio è stato dato alla conferenza stampa di presentazione dell’evento, che dal 16 al 21 aprile prossimi trasformerà Milano nella capitale internazionale del design. Due gli spazi Panerai dedicati all’animazione: il pop-up store a Rho Fiera Milano (nella foto), progettato “in casa”, e Casa Panerai inaugurata di recente in via Montenapoleone. Per l’occasione avverrà anche il lancio di un nuovo orologio, in esclusiva per un mese sul mercato italiano. Ne riparleremo.

    Ars gratia artis

    Altra conferma nel mondo delle manifestazioni extra-settore è la rinnovata partnership tra Swatch e La Biennale di Venezia. Alla 60a Esposizione internazionale d’arte, intitolata Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere e curata da Adriano Pedrosa (20 aprile/24 novembre), il Marchio svizzero porterà quindi all’Arsenale – nella rassegna Swatch Faces 2024 – le opere di cinque talenti dello Swatch Art Piece Hotel, mentre ai Giardini ospiterà un celebre artista asiatico. Per chi ama l’arte contemporanea, un evento imperdibile.

    Shopping newyorkese

    Grand Seiko ha aperto un nuovo flagship store a New York, al 540 di Madison Avenue, all’angolo con la 55a Strada. Con i suoi 580 metri quadri organizzati su due piani, è la più grande boutique del Marchio a livello globale. Gli spazi ariosi, arredati con un design minimale, mirano a restituire l’atmosfera e la cultura giapponesi, fra superfici bianche brillanti e legno chiaro, ispirato alla tradizionale lavorazione chiamata kumiko. E promettono ai fan del marchio un’esperienza d’acquisto memorabile, in un mercato sempre più importante…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Gli orologi dell’anno del Drago. Talismani o forme d’arte?

    Gli orologi dell’anno del Drago. Talismani o forme d’arte?

    Quest’anno hanno davvero esagerato. Va bene che il mercato cinese va riconquistato, va bene che il soggetto si presta alle interpretazioni più fantasiose, ma le marche elvetiche di orologeria si sono davvero fatte prendere la mano. E hanno sfornato una quantità incredibile di orologi dell’anno del Drago. Di cui vogliamo darvi un assaggio.

    Già: domani, 10 febbraio, è il Capodanno cinese – Festa di primavera o Capodanno lunare che dir si voglia -, che avvia 15 giorni di sentitissimi festeggiamenti in tutta la Great China come nelle comunità espatriate dal Paese di Mezzo, diffuse in tutto il mondo. E l’industria delle lancette si è data da fare per celebrare come si deve l’anno del Drago di legno: il segno di turno in questo 2024, parte del complesso sistema zodiacale in cui non solo si alternano 12 animali con cicli di 12 anni, ma sono anche coinvolti i 12 rami terrestri, i 10 tronchi celesti, i 5 elementi, lo Yin e lo Yan…

    In effetti sono ormai mesi che siti, blog e magazine specializzati pubblicano alla spicciolata gli orologi dell’anno del Drago. Noi abbiamo aspettato proprio l’ultimo giorno per presentarli tutti insieme, così come abbiamo fatto per l’anno del topo, per quello del bue, della tigre, del coniglio… Sì, perché sono ormai 12 anni che assistiamo a questo spettacolo di arte varia puntualmente messo in atto dall’orologeria. Quest’anno il ciclo si chiude, i grandi collezioni posseggono già l’intero Zodiaco, ma poco importa: si ricomincia da capo con un nuovo segno, con un nuovo animale, in una periodicità che sembra infinita – altroché dodecennale…

    Esemplari pregiati… anziché no

    E vederli tutti insieme, gli orologi dell’anno del Drago, dobbiamo ammettere che fa una certa impressione. Con tutte queste ali spiegate, questi artigli letali, queste fauci spalancate, sembra proprio di essere tornati ai tempi di Casa Targaryan, all’antico regno di Raenyra in House of the Dragon. Ma con la naturale differenza che le bestiole raffigurate sugli orologi dell’anno del Drago non hanno le fattezze delle saghe fantasy, ma quelle tramandate dalla tradizione cinese, più viva che mai in quel di Hong Kong. Si tratta del Loong, creatura leggendaria del folklore dell’ex Celeste Impero: che non sputa fuoco e non rappresenta il Male, ma è invece simbolo di prosperità, latore di fortuna e buoni auspici. Addirittura incarnazione dell’imperatore, emblema di potere e saggezza.

    Del resto l’orologeria è sempre stata determinata nel ritrarre i draghi, per arrivare al cuore e al portafoglio degli amanti del genere (soprattutto se con gli occhi a mandorla). Anche in tempi non sospetti: prova ne sia la vetrina fatta da noi qualche anno fa, intitolata proprio Draghi, dragoni & Co. (cui vi rimandiamo per conoscere fattezze e leggende a tema), in un 2021 dedicato a tutt’altro animale. Figuriamoci ora che lo Zodiaco cinese serve l’occasione su un piatto d’argento… Pare proprio che le marche si siano messe d’accordo per invadere il mercato con gli orologi dell’anno del drago. Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche, come si può vedere qui sotto. Venghino, signori, venghino…

    A dire il vero, sembra quasi che nell’alto di gamma le case abbiano fatto a gara per creare l’orologio più scenografico, più straordinario. Con il ricorso – come sempre – ai mestieri d’arte, alle tecniche ancestrali più rare e mirabili, ma anche agli automi e alla meccanica spettacolo. Nella nostra vetrina troverete infatti diversi pezzi unici, oltre che edizioni limitatissime o comunque millesimate (in cui appare quasi sempre il numero 8, altro simbolo portafortuna). Ma non dimenticate di dare un’occhiata anche alla gallery qui sopra. I draghi sono onnipotenti, si sa: e, non paghi di dominare i polsi, invadono perfino le scrivanie, dove assumono sembianze 3D e diventano ancora più forti, ancora più intriganti, capaci di incantare quanti li guardano. Altro che la mitica Medusa o il Basilisco di Harry Potter: dilettanti, in confronto. Perché, non dimentichiamolo: gli orologi dell’anno del Drago possono essere autentici capolavori. Che ci piaccia o no.

    Gli orologi dell’anno del Drago di legno

    BAUME&MERCIER Riviera Dragon Edition 10743 Cassa (33 mm) in acciaio lucido e satinato, impermeabile fino a 5 bar. Movimento meccanico a carica automatica con datario. Quadrante in madreperla decorata, lancette e indici applicati luminescenti, lunetta con diamanti, vetro zaffiro, fondello con vetro zaffiro decorato da un dragone, bracciale in acciaio. Edizione limitata di 150 esemplari, 3.550 euro.

    BAUME&MERCIER Riviera Baumatic Moonphase Dragon Edition 10744 Cassa (43 mm) in acciaio lucido e satinato, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Baumatic, con autonomia di 5 giorni, fasi di luna con dragone e datario a lancetta. Quadrante soleil, lancette e numeri romani applicati e indici luminescenti, vetro zaffiro, lunetta con viti in acciaio Adlc, fondello con vetro zaffiro decorato da un dragone, bracciale in acciaio. Edizione limitata di 150 esemplari, 5.750 euro.

    BELL & ROSS BR 05 Artline Dragon
    Cassa (40 mm) in acciaio lucido e satinato, inciso al laser, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro BR-CAL 321, con autonomia di 54 ore e datario. Quadrante in ciso, lancette rodiate e dipinte di lacca nera, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, bracciale in acciaio inciso al laser. 8.200 euro.

    BLANCPAIN Villeret Calendrier Chinoise Traditionnel
    Cassa (45 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3638 di manifattura, con autonomia di 7 giorni, calendario completo gregoriano con fasi di luna, calendario cinese con ora doppia, data, mese, segni zodiacali, 5 elementi, mesi intercalari e tronchi celesti. Quadrante in smalto Grand Feu, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 50 esemplari, 75.400 euro.

    BOVET Récital 26 Chapter Two Golden Dragon
    Cassa Dimier (45 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 17DM06-DT di manifattura (3 brevetti), con autonomia di 5 giorni, tourbillon volante double-face, fasi lunari con luna in madreperla, ore del mondo con indicazione delle città su display emisferico. Quadrante convesso in quarzo blu, indicazione decentrata di ore e minuti con lancette luminescenti, drago in oro rosso scolpito a mano, vetro zaffiro, fondello con vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 12 esemplari (4 con quadrante in avventurina e altrettanti con quadrante guilloché blu), prezzo non disponibile.

    BREGUET Classique Dragon 7145
    Cassa (40 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 502.3, con spirale e anse dell’ancora in silicio. Quadrante in smalto Grand Feu, drago in oro rosso inciso a mano con sfera in madreperla, lancette a pomme evidée in oro, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 8 esemplari, 84mila euro.

    BREGUET Classique Double Tourbillon Dragon 5345PT Cassa (46 mm) in platino. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 588N di manifattura, interamente inciso a mano, con ponti del bariletto in oro, due tourbillon indipendenti e rotanti (fissati sulla platina che compie un giro completo in 12 ore). Platina guilloché incisa a mano, giro delle ore su anello in vetro zaffiro, drago in oro rosso inciso a mano con sfera in madreperla, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Prezzo non disponibile.

    CHOPARD L.U.C XP Urushi Year of the Dragon
    Cassa (39,5 mm) in oro rosa etico, sottile solo 6,8 mm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L.U.C 96.17L di manifattura, con due bariletti sovrapposti (tecnologia Chopard Twin), autonomia di 65 ore, micro-rotore decentrato in oro. Quadrante realizzato a mano in Giappone secondo la tecnica della lacca Urushi , vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 88 esemplari, 30.200 euro.

    CORUM Bubble 47 Dragon
    Cassa (47 mm) in acciaio Pdv nero, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CO 082. Quadrante soleil laccato, con drago applicato e luna in madreperla; vetro zaffiro a cupola, fondello in vetro zaffiro, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 88 esemplari, 7mila franchi svizzeri.

    CORUM Bubble 47 Dragon Eye
    Cassa (47 mm) in acciaio Pdv nero, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CO 082. Quadrante laccato e dorato, vetro zaffiro a cupola, fondello in vetro zaffiro, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 88 esemplari, 7mila franchi svizzeri.

    GENUS Dragons
    Cassa (43 mm) in oro bianco (ma disponibile anche in oro rosa, in titanio grado 5 o in titanio damascato). Movimento meccanico a carica manuale, calibro 160W-1.2 di manifattura, con platina e ponti in oro 18 kt, autonomia di 50 ore, indicazione satellitare delle ore mediante indice fisso (a ore 9), indicazione dei 10 minuti tramite la testa del drago, il cui corpo in oro inciso a mano e segmentato (11 elementi) striscia fra due contatori, indicazione dei minuti su disco rotante (a ore 9). Indicatori e numeri luminescenti, vetro zaffiro glassbox, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Esemplare interamente personalizzabile, a partire da 140.650 franchi svizzeri, tasse escluse.

    HAMILTON Ventura Elvis80 Skeleton Dragon
    Cassa (42,5 x 44,6 mm) in acciaio Pvd nero, impermeabile fino a 5 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro H-10-S realizzato in esclusiva, con riserva di carica di 80 ore e spirale in Nivachron. Quadrante traforato a forma di muso di drago, lancette luminescenti, vetro zaffiro, cinturino in caucciù effetto squame. Esiste anche con la cassa color oro. 2.175 euro.

    HARRY WINSTON Chinese New Year Automatic Dragon Cassa (36 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HW2010, realizzato in esclusiva. Quadrante in oro con madreperla bianca incisa, drago laccato, indicazione di ore e minuti circoscritta da diamanti, lunetta con diamanti taglio brillante, vetro zaffiro, fondello con vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore (fibbia con diamanti). Diamanti pari a 2 carati in totale. Edizione limitata di 8 esemplari, prezzo non disponibile.

    HUBLOT Spirit of Big Bang Titanium Dragon
    Cassa (42 mm) in titanio lucido e satinato, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HUB 1710 di manifattura, con autonomia di 50 ore. Quadrante multilivello effetto 3D realizzato con applique, vetro zaffiro, cinturino in caucciù vulcanizzato effetto scaglie. In vendita con un secondo cinturino in tessuto grigio. Edizione limitata di 88 esemplari, 30.800 euro.

    IWC Portugieser Chronograph Year of the Dragon Cassa (41 mm) in acciaio lucido. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 69355 di manifattura, con massa oscillante in oro rosa a forma di drago, cronografo con ruota a colonne e secondi continui. Quadrante su due livelli, contatori azuré, numeri applicati, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello. In vendita con un secondo cinturino in caucciù. Edizione limitata di 100 esemplari, 10.200 euro.

    JACOBS & CO. The Mystery Tourbillon Twin Dragons Cassa (50 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica manuale, calibro JCAM32 di manifattura, autonomia di 60 ore, con due tourbillon volanti centrali, collegati da un differenziale, su tre assi (la gabbia di quello sul primo asse ruota in un minuto, le altre due ruotano ciascuna in due minuti). Quadrante con due draghi in oro rosa, scolpiti e dipinti a mano, che ruotano su due anelli per indicare ore e minuti tramite le sfere di diamanti taglio Jacobs (288 faccette, indici di diamanti taglio baguette (1.49 ct), carrure e anse tempestati di diamanti baguette (12.41 ct in totale), vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cintueino in pelle di alligatore. Pezzo unico, prezzo non disponibile.

    JAEGER-LECOULTRE Reverso Tribute Enamel “Dragon” Cassa reversibile (27,4 x 45,5 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica manuale, calibro J-LC 822 di manifattura. Quadrante in smalto Grand Feu, lancette e indici applicati in oro rosa, vetro zaffiro, fondello in smalto Grand Feu con drago inciso a mano, cinturino in pelle di alligatore. Disponibile su commissione, circa 100mila euro.

    JAQUET DROZ Imperial Dragon Automaton
    Cassa (43 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica automatica, calibro JD 6150 realizzato in esclusiva, con spirale e anse dell’ancora in silicio, rotore in oro rosso laccato nero; automa con animazione delle diverse parti del corpo del drago. Quadrante in cuprite dipinto a mano con indicazione decentrata di ore e minuti, lancette in oro. Applique drago in oro giallo, incisa e dipinta a mano, con occhio e lingua in acciaio dipinto a mano, sfera in diaspro rosso decorata a mano con polvere d’oro. Vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cinturino in caucciù. Pezzo unico, completamente personalizzabile. Prezzo non disponibile.

    LONGINES Flagship Heritage Year of the Dragon
    Cassa (38,5 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L-899 realizzato in esclusiva, con spirale in silicio, autonomia di 3 giorni, fasi di luna e datario a lancetta. Quadrante bombato e sfumato, lancette luminescenti, vetro zaffiro, fondello personalizzato dal muso del drago, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 888 esemplari, 3.450 euro.

    PIAGET Altiplano Dragon Zodiac High Jewellery Watch Cassa (41 mm) in oro bianco e oro rosa, ultrapiatta (8,3 mm di spessore). Movimento meccanico a carica manuale, calibro 830P di manifattura, ultrapiatto. Quadrante in smalto pailloné realizzato da Anita Porchet, drago in oro inciso a mano, sfera in opale; lunetta e anse con diamanti taglio baguette, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 8 esemplari, parte di una collezione dedicata al Dragone e alla Fenice e composta da orologi e gioielli. Prezzo non disponibile.

    ROGER DUBUIS Excalibur Monotourbillon Dragon
    Cassa (42 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica manuale, calibro RD512SQ di manifattura, scheletrato, con autonomia di 3 giorni, tourbillon volante (cassa in cromo-cobalto e titanio), drago integrato fra i componenti, realizzato in oro rosa scolpito a mano, e composto da 27 pezzi disposti su 25 livelli. Lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle. Fregiato del Punzone di Ginevra. Edizione limitata di 28 esemplari, prezzo non disponibile.

    SWATCH Collezione Anno Del Drago – Dragon in Wind Pay! Cassa New Gent (41 mm) in materiale di origine biologica. Movimento al quarzo Swiss made con funzione SwatchPay per effettuare pagamenti contactless. Quadrante stampato, vetro in materiale di origine biologica, cinturino in silicone. Fa parte di una collezione composta da 5 modelli (vedi gallery), 110 euro.

    ULYSSE NARDIN Blast Tourbillon Dragon
    Cassa (45 mm) in oro roso 5N satinato. Movimento meccanico a carica automatico, calibro UN-172 di manifattura, scheletrato, con autonomia di 3 giorni, micro-rotore decentrato in platino, bilanciere, spirale, ancora e ruota di scappamento in silicio, tourbillon volante con semisfera in madreperla posta sulla gabbia; drago integrato al ponte ad X superiore, realizzato in oro rosso 5N, inciso e dipinto a mano. Lancette e indici luminescenti, carrure e lunetta in titanio Dlc nero, vetro zaffiro glassbox, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. 102.650 euro.

    VACHERON CONSTANTIN Métiers d’Art La Légende du Zodiacque Chinois – Anno del Drago Cassa (40 mm) in oro rosa (ma esiste anche in platino). Movimento meccanico a carica automatica, calibro 2460 G4 di manifattura, con indicazioni di ore, minuti, datario e giorno della settimana su dischi rotanti. Quadrante in oro con smalto Grand Feu e applique in rilievo di drago in oro rosa (oppure in platino) cesellato a mano; vetro zaffiro, fondello con vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 25 esemplari per tipo di metallo, certificati dal Punzone di Ginevra, in vendita solo nelle boutique monomarca, da 139mila euro.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 15/01/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 15/01/2024

    Cominciamo bene la settimana con le notizie principali dall’industria delle lancette. Le Cronache dell’orologeria registrano infatti una serie di eventi in programma, fra cui spicca la principale fiera di settore, in Italia. E poi ancora news di prodotto, gare di equitazione o di auto d’epoca, più qualche pettegolezzo in tema di celebrità, tanto per non farci mancare niente… Insomma, come sempre le Cronache dell’orologeria rivelano un panorama attivo e multiforme. Buona lettura.

    Appuntamento a Vicenza

    Compie 70 anni il salone di Vicenzaoro, organizzato da Italian Exhibition Group dal 19 al 23 gennaio. Che anche in questa edizione prevede due spazi dedicati al mondo delle lancette: Time, dove esporranno celebri marchi indipendenti come Locman, Maurice Lacroix, Edox o U-Boat, e una selezione di microbrand in collaborazione con WOI – Watches of Italy. Poi VO Vintage (fino al 22/1), dedicato al secondo polso. Dove sono previsti anche incontri e seminari con ospiti illustri, dal maître horloger Giulio Papi al professor Ugo Pancani…

    So chic!

    Less’ential, l’eleganza come forma d’arte è il titolo della mostra organizzata da Vacheron Constantin nella boutique milanese di via Verri 9, dal 17 al 25 gennaio. Che esporrà una decina di pezzi storici, provenienti dalla Heritage Private Collection della Manifattura, scelti secondo criteri di purezza estetica. Gli orologi, che vanno dal 1827 al 1978, riflettono i gusti delle diverse epoche, come il Bauhaus o l’Art Déco. Ma raccontano anche le capacità meccaniche della Casa, espresse per esempio negli intramontabili ultrapiatti. Da vedere.

    Nel mare lunare

    Prosegue la collaborazione Swatch-Blancpain con un nuovo esemplare della collezione Bioceramic Scuba Fifty Fathoms. Qualche giorno fa è uscito infatti l’inedito Ocean of Storms, dedicato all’Oceano delle Tempeste. Non si tratta quindi di una massa d’acqua terrestre, ma di un “mare” sulla Luna: la più grande macchia scura sulla faccia visibile del nostro Satellite, che gli scienziati chiamano Oceanus Procellarum. Come i suoi precedenti, l’orologio non è in edizione limitata e si trova in vendita soltanto in selezionati indirizzi. Occhio…

    Videogame da polso

    Stanchi degli smartwatch troppo seri e sofisticati, che vi dicono solamente quanto siete stressati e quanti passi dovete ancora fare? Forse è tempo di ritornare ai tempi d’oro dei videogiochi. Con Retro Gaming Watch, un gadget dal look rétro-futuristico che ha già conquistato migliaia di sostenitori su Kickstarter, potrete sfidare amici a Tetris, Pac-Man, Snake e altri classici… direttamente dal polso! Per la serie, perché preoccuparsi delle calorie bruciate quando puoi preoccuparti dei punti guadagnati? (Fabio Parri)

    Superare gli ostacoli

    Dall’11 al 14 gennaio, a Basilea, si è tenuto il Longines CHI Classic Basel. La tappa svizzera della Coppa del mondo di salto a ostacoli della Fei ha visto al primo posto il belga Pieter Devos, che montava Mom’s Toupie de la Roque, mentre il Longines Grand Prix è stato vinto da Kevin Staut su Visconti du Telman. Entrambi sono stati premiati (anche) con un esemplare della Casa della Clessidra alata. La quale non ha perso l’occasione per presentare al pubblico il nuovo Mini DolceVita. Particolarmente apprezzato dalle signore.

    Alla “corsa sui chiodi”

    Dal 18 al 21 gennaio, com’è ormai tradizione, Madonna di Campiglio ospita la Winther Marathon. La rinomata gara di regolarità per auto d’epoca quest’anno impegnerà 120 equipaggi per 16 ore di guida, in un percorso lungo 520 km tra 15 passi dolomitici. La novità però è il main sponsor: al posto dello storico Eberhard & Co., ci sarà VeriWatch, marchio pugliese fondato nel 1956. Che premierà con gli esemplari della collezione Octopus i vincitori della classifica assoluta e dell’omonimo trofeo organizzato sabato sul Lago Ghiacciato.

    Cronache dell’orologeria… pettegola – 1

    Si sono svolti ieri – 14 gennaio – a Los Angeles/Santa Monica i Critics Choice Awards, i premi attribuiti dalla critica alle migliori produzioni cinematografiche e programmi tv, da molti considerati un antipasto degli Oscar. Anche questa 29a edizione ha visto sul tappeto rosso la consueta parata di star, che ha scatenato il solito gioco del “chi indossa cosa” tanto amato dal pubblico e dai blogger di ogni età. Noi ci limitiamo a pubblicare solo un paio di foto di celebrities con i loro orologi, e citiamo gli altri nel testo. Così costringiamo i nostri lettori a leggere e non solo a guardare le figure…

    Foto Amy Sussman/WireImage courtesy Jaeger-LeCoultre

    Lui sarà anche un autentico tamarro, ma è considerato un sex symbol ed è oggettivamente un grande artista. Sta di fatto che Lenny Kravitz, in quanto ambasciatore di Jaeger-Le Coultre, ieri sera aveva al polso un Reverso Tribute Duoface Tourbillon in oro rosa, a contrasto con lo smoking cut-out indossato sulla pelle nuda, con contorno di croci, catenazze e gioielli vari in ogni dove. Mentre impeccabile nel suo completo scuro era Robert Downey Jr., che portava un Reverso Tribute Calendar in acciaio. Lo stile, si sa, è sempre personale…

    Foto Frazer Harrison/Getty Images courtesy IWC

    Altro marchio protagonista sullo stesso red carpet: IWC, con il suo fitto seguito di friends of the brand. A cominciare da Sterling K. Brown (accanto), che aveva al polso un Portugieser Chronograph in acciaio. Per passare a Tom Hiddleston, che indossava un altro Portugieser, un Regulateur Tourbillon. Fino a Joseph Lee, con un elegantissimo Portofino Automatic. Da citare – anche se in un altro contesto: a NYC, alla “prima” di Mean Girl – l’idolo delle ragazzine Christopher Briney con un Portugieser Automatic. Giovane, ma con le idee chiare.

    Foto Frazer Harrison/Getty Images courtesy Omega

    Ma la squadra più numerosa ai Critics Choice Awards è stata quella di Omega. C’erano infatti Cillian Murphy con uno chic-chissimo De Ville Prestige in oro Sedna™. Poi Charles Melton con un De Ville Trésor in acciaio, Barry Keoghan con un Seamaster AquaTerra in acciaio e lunetta incastonata di diamanti, James Marsden con un altro Seamaster AquaTerra – Shades – in acciaio. E ancora Colman Domingo con un De Ville Trésor in acciaio e diamanti, e Phil Dunster con un De Ville Prestige bicolore.

    Cronache dell’orologeria… pettegola – 2

    Dopo aver pubblicato queste News, la stessa sera del 15 gennaio, si è tenuta la 75a edizione degli Emmy Awards, i più importanti premi televisivi degli Stati Uniti. Anche in questo caso non vi racconteremo chi è stato premiato e per cosa, ma faremo una selezione di celebrities in base a cosa avevano al polso. I nomi dei marchi si ripetono perché (è evidente) sono quelli che puntano maggiormente sulla formula del vestire i personaggi noti, fra ambasciatori permanenti e occasionali friend of the Brand…

    Foto Monica Schipper/WireImage courtesy IWC

    Cominciamo comunque da Kieran Culkin, che è andato a ritirare la meritata statuetta con un appropriatissimo IWC Portugieser Automatic 40 (nella foto). Portavano orologi della Casa di Sciaffusa anche Tom Hiddleston, che sfoggiava un Portugieser Minute Repeater Squelette; Rob McElhenney che aveva un altro Portugieser, un Perpetual Calendar 42 Boutique Edition, mentre Steven Krueger indossava un Pilot’s Watch Chronograph Top Gun Edition “Lake Tahoe”, Charlie Puth e Kumail Nanjiani un Ingenieur Automatic 40.

    Foto Gilbert Flores/Variety via Getty Images courtesy Omega

    Al polso degli attori, premiati e non, ritorna anche il nome di Omega, il cui Constellation Globemaster 41 mm faceva capolino sotto lo smoking di Theo James (nella foto). Ariana DeBose indossava invece un De Ville Trésor 36 mm, che appartiene alla collezione più gettonata in questa occasione. Altri De Ville Trésor da 40 mm spiccavano infatti su James Marsden, Colman Domingo e Bill Hader, mentre due modelli di De Ville Prestige 41 mm sono apparsi su Young Mazino e Phil Dunster. Che dire? Approviamo la scelta dei “solotempo”.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 07/11/2023

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 07/11/2023

    Stiamo sul leggero. Questa settimana le nostre Cronache dell’orologeria sono andate alla ricerca di notizie curiose, per così dire “di costume”, fra cibo, arte, sport e spettacolo. Niente di impegnativo, piuttosto un panorama variegato che rivela i tanti interessi extra-settore del mondo delle lancette. Giusto per non annoiarvi mai. Buona lettura!

    Lancette e forchette

    Si chiama FP Journe ‐ The Restaurant la nuova avventura culinaria intrapresa dal Maestro con Dominique Gauthier, lo chef stellato dello Chat Botté (il ristorante del Beau Rivage). Si trova a Ginevra, in rue du Rhône 49, ed è uno storico bistrot, inaugurato nel 1912 e chiuso durante il Covid, già noto come Bavaria, Relais de l’Entrecôte, Marjolaine… Tra gli arredi originali del 1942, ora c’è un orologio astronomico italiano del 18° secolo, i tavoli prendono i nomi di grandi orologiai (Huygens, Bürgi…), le pareti si ornano di calibri. Da provare.

    Gang Green Nation

    Ambasciatore di Zenith dal 2021, Aaron Rodgers incarna alla perfezione i valori della Marca, sintetizzati nel claim “Time to Reach Your Star”. Ora però la collaborazione passa a un livello superiore con il nuovo Chronomaster Sport Aaron Rodgers Edition, disegnato proprio dal quarterback dei New York Jets. Versione personalizzata del cronografo ad alta frequenza, ha la lunetta in ceramica e il quadrante verdi, colore ufficiale della squadra, mentre i numeri richiamano quelli delle maglie. In edizione limitata a 250 esemplari, solo per pochi.

    Happy Birthday!

    I newyorkesi lo hanno visto coi loro occhi, la sera del 22 ottobre scorso. Per festeggiare il 63° compleanno dell’Accutron, Bulova ha fatto le cose in grande. E ha illuminato di luci “verde Accutron” – una sfumatura inconfondibile, che sa di elettronica e di sci-fi – la parte alta dell’Empire State Building. Non dimentichiamoci infatti che proprio a 29° piano dello storico grattacielo, simbolo della Grande Mela, hanno sede il quartier generale dell’azienda e il museo Bulova. Praticamente una festa “in casa”, ma non esattamente in una dimensione intima…

    Virtualmente

    Jaeger-LeCoultre scrive un nuovo capitolo del programma Made of Makers, teso a esplorare il rapporto fra arte e orologeria. E inizia a collaborare con la designer di Los Angeles Brendi Wedinger, artista multidisciplinare attiva nell’ambito della scultura floristico-digitale. Che per la Grande Maison ha creato tre opere in 3D ispirate ai fiori della Vallée de Joux: Flos Montis Fluit, anche detto 1931 Golden Poppy; Gemma Vallis, alias 1931 Golden Orchid; e Rhapsodia Petalorum Alpinorum, 1931 Golden Thistle, da vedere sul sito ufficiale. Per ora.

    Cronache dell’orologeria… televisiva

    Gli abbonati a Netflix forse lo avranno notato. In vista di Halloween, è stato programmato – visibile in streaming – La caduta della casa degli Usher di Mike Flanagan (già autore di Midnight Mass). Definito da qualcuno un Succession in salsa horror, è un’antologia delle opere di Edgar Allan Poe già a partire dai titoli. Ma a noi interessa per gli orologi presenti, ovvio. Come il Joker di Konstantin Chaykin, per esempio, ben riconoscibile in molte scene al polso di Napoleon/Leo. Product placement o libera scelta dei costumisti? Mistero, mistero…

    Ciucciati il calzino…

    Nuova collaborazione per Swatch, siglata con 20th Television e Matt Groening. La cosa non vi dice nulla? Ahiahiahi, è chiaro che non siete fan dei Simpson: altrimenti avreste riconosciuto il nome dello studio di produzione e del creatore della più famosa sitcom animata della tv. Comunque, in occasione del lancio della 35a stagione della serie, il Marchio svizzero ha messo in vendita Seconds of Sweetness (anche in versione SwatchPay!), illustrato con un donut morsicato in omaggio a Homer. A quando gli orologi per Marge, Burt e Lisa?

    A favore degli oceani

    La Tara Ocean Foundation compie 20 anni. E il partner Bell & Ross la festeggia con il nuovo BR 03-92 Diver Tara, la cui vendita andrà in parte a sostegno della fondazione. Un subacqueo pronto per le missioni estreme, adottato anche da tutto l’equipaggio della goletta Tara: il laboratorio galleggiante con cui la fondazione – la prima di interesse pubblico in Francia dedicata all’Oceano, nonché Osservatore Onu – studia e protegge le masse d’acqua del nostro Pianeta, e sensibilizza al riguardo l’opinione pubblica. Con tutto il nostro appoggio.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Gli orologi di Halloween. Per far tremare i polsi

    Gli orologi di Halloween. Per far tremare i polsi

    Sono un’invenzione recente, tipica degli ultimi anni. Gli orologi di Halloween sono nati sulla scia del merchandising che accompagna la festa americana di fine ottobre (ma dalle origini scozzesi). E presentano infatti forme e soggetti – tra il pauroso e il divertente – di tutto l’immaginario a tema: fantasmi, zucche intagliate (le celeberrime Jack-o’-lantern), scheletri, mostri, demoni e chi più ne ha più ne metta.

    Hanno avuto però un forte impulso soprattutto dal mercato messicano, che per tradizione celebra il Día de los Muertos. E trova la propria apoteosi nelle simboliche Calaveras: i teschi – decorati da fiori e colori – che rendono omaggio allo spirito dei morti, di ritorno dall’Aldilà la notte del 1° novembre. Ecco allora che il cranio (più o meno spettrale) è diventato il tema prediletto della maggior parte delle case di orologeria.

    Sì, perché non si creda che gli orologi di Halloween appartengano solo al segmento più basso del mercato. Sono un fenomeno trasversale, che coinvolge perfino le manifatture, si manifesta anche attraverso vari mestieri d’arte e talvolta si sviluppa con automi o altri dispositivi meccanici di tutto rispetto. Qui in Europa, del resto, hanno trovato terreno fertile, coltivato dalle antiche radici dei Memento Mori…

    Ecco allora una selezione di orologi di Halloween (rigorosamente in ordine di prezzo), scelti fra gli esemplari prodotti appositamente e quelli che invece sono svincolati dall’occasione ma ben si prestano a interpretarla. Diversi per materiali e movimenti, sono un invito a festeggiare All Hallows’ Eve, la notte di Tutti i Santi. Se non con un costume che fa tanto “dolcetto o scherzetto”, almeno con un orologio al polso.

    Gli orologi di Halloween…

    RICHARD MILLE RM 66 Flying Tourbillon
    Cassa tonneau (42,70 x 49,94 mm) in carbonio Tpt, tanio grado 5 e oro rosso. Movimento meccanico a carica manuale, con ponti e platina in titanio grado 5, autonomia di 3 giorni, tourbillon volante con teschio sopra la gabbia. Mano scheletrica scolpita in oro rosso, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 50 esemplari, 985mila franchi svizzeri + tasse.

    JAQUET DROZ Tourbillon Skelet Ceramic “Skull Pointillism”

    Cassa (42,3 mm) in ceramica. Movimento meccanico a carica automatica, calibro JD 2625SQ realizzato in esclusiva, scheletrato e annerito, con spirale e corni dell’ancora in silicio, autonomia di 7 giorni, tourbillon a un minuto con gabbia in titanio, massa oscillante in oro bianco annerito. Quadrante in oro inciso e dipinto a mano con la tecnica del puntinismo, lancette in oro bianco, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in caucciù. Esemplare interamente personalizzabile, pezzo unico, prezzo non disponibile.

    DE BETHUNE Kind-of-Two Cempasukil II
    Cassa reversibile (42,8 mm) in titanio grado 5 lucido. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 2080V2 di manifattura, con autonomia di 5 giorni, ruota di scappamento in silicio e automa. Doppio quadrante in titanio azzurrato, con applique in oro rosa scolpito a mano (fronte), o con automa e applique in oro bianco e giallo inciso a mano (retro – vedi foto in alto); corona e pulsante d’attivazione integrati, vetro zaffiro anche sul fondello, anse mobili, cinturino in pelle di serpente realizzato a mano. Pezzo unico, prezzo non disponibile.

    …sopra i 10mila euro…

    FIONA KRÜGER Petit Skull (Celebration) Enigma
    Cassa (34,5 x 48 mm) in acciaio Pvd nero. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Soprod A10, di forma e con componenti personalizzati. Quadrante multivello, laccato e decorato a mano, con dettagli luminescenti, vetro zaffiro, cinturino in pelle. Edizione limitata di 18 esemplari, 22.500 franchi svizzeri (tasse escluse).

    CHOPARD L.U.C Skull One Calavera Pop Art
    Cassa (40 mm x 7,2 di spessore) in acciaio Lucent Steel™ rivestita da un trattamento Dlc e microbillé. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L.U.C 96.53-L di manifattura, ultrapiatto (3,3 mm di spessore), con autonomia di 58 ore. Quadrante con i colori della bandiera messicana, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di vitello. Edizione limitata di 25 esemplari, 12.500 euro.

    BELL & ROSS BR 01 Cyber Skull Bronze
    Cassa (45 mm) in bronzo, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro BR cal. 210 realizzato in esclusiva, scheletrato e con animazione della mascella durante l’operazione di ricarica. Quadrante a forma di teschio in ottone placcato, lancette luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 500 esemplari, 11.900 euro.

    LOUIS ERARD Excellence La Petite Seconde Louis Horror x seconde/seconde
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Sellita SW261-1, con piccoli secondi personalizzati. Quadrante opalino argenté in parte satinato e con fantasmino luminescente, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle. Edizione limitata di 178 esemplari, 1.975 franchi svizzeri (+ tasse).

    …sotto i 2mila euro

    GAGÀ MILANO Bionic Skull 48mm
    Cassa (48 mm) in acciaio Pvd nero. Movimento meccanico a carica manuale, prodotto in esclusiva. Quadrante smaltato con teschio in applique, vetro minerale con trattamento zaffiro, fondello trasparente, cinturino in pelle. Disponibile in diversi colori. 1.590 euro.

    MIDO Commander Big Date “Homenaje” Limited Edition Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 80 Mido (base ETA C07.651), con spirale in Nivachron, autonomia di 80 ore e grande datario. Quadrante con Calavera Catrina a rilievo secondo la tecnica “Huichol Art”, stampato con 27 vernici colorate e 78 tipi di Super-LumiNova, lancette luminescenti, vetro zaffiro, fondello trasparente, cinturino in pelle intercambiabile con il bracciale in acciaio, incluso nel packaging. Edizione limitata di 677 esemplari, dedicati a Frida Kahlo. 1.500 euro.

    PHILIPP PLEIN The Skeleton Ecoceramic
    Cassa tonneau (44 mm) in eco-ceramica, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Seiko NH70. Quadrante ajouré a forma di teschio, cinturino traforato in silicone. 740 euro.

    …e sotto i 500

    MR JONES WATCHES The Last Lough
    Cassa (37 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro ST 1721, con indicazione saltante delle ore e su disco rotante dei minuti. Quadrante smaltato, vetro zaffiro, cinturino in pelle. Disponibile anche con cassa Pvd nera. 285 euro.

    SWATCH X YOU All Bones and Flowers
    Cassa (41 mm) in plastica trasparente. Movimento al quarzo Swiss made. Quadrante trasparente, cinturino in plastica. 105 euro. Può essere interamente personalizzato, tramite il servizio Swatch X You, con il canvas Dia de los Muertos. 130 euro.

    TIMEX Standard x Peanuts Featuring Snoopy Dia de los Muertos
    Cassa (40 mm) in ottone a basso contenuto di piombo Ip nero. Movimento al quarzo. Quadrante stampato e retroilluminato (Indiglo), lancette, indici e numeri luminescenti, cinturino in pelle. 109 euro.

    JOHANNA PARKER Spooky Watches Standing Cat
    Cassa (38 mm) in acciaio. Movimento al quarzo (Miyota). Quadrante stampato, cinturino in pelle. Disponibile con numerosi soggetti, 38 dollari.

  • Scuba Fifty Fathoms: ecco il Blancpain x Swatch

    Scuba Fifty Fathoms: ecco il Blancpain x Swatch

    “Blancpain x Swatch – 9.9.2023”. Così recitava, impresso sulla mappa globale degli oceani, l’enigmatico messaggio uscito nei giorni scorsi, prima come pubblicità sui giornali e poi come post sui siti ufficiali e sui profili social dei rispettivi Marchi. Tanta la curiosità, certo, ma il significato era chiaro: stava per ripetersi quanto già successo con Omega. Restava solo da definirne i contorni, o meglio i colori, perché tutti scommettevano su un Fifty Fathoms in Bioceramic. E così è stato. La notte scorsa Swatch ha lanciato ufficialmente il Bioceramic Scuba Fifty Fathoms. Mistero risolto, in anticipo sui tempi previsti: il 9 settembre l’orologio non sarà svelato, arriverà nei negozi. Presumibilmente col contagocce.

    Un’idea quasi scontata

    Non serviva del resto la sfera di cristallo per conoscere il soggetto della nuova collaborazione. Bastava un minimo di acume, o di logica, e fare 2 + 2. Anzi 70 + 40, visto che il 2023 è l’anno in cui il Blancpain Fifty Fathoms compie 70 anni mentre Swatch festeggia i 40. Ed era chiaro anche che i manager del Gruppo Swatch non si sarebbero lasciati sfuggire la doppia, ghiotta occasione – visti i precedenti…

    Pare infatti che sei mesi dopo l’uscita del MoonSwatch – e all’epoca inatteso, sorprendente successo – i vertici di Swatch e di Blancpain abbiano cominciato a incontrarsi per mettere a punto la questione. Un annetto neanche, e il progetto si è già concretizzato: il che vuol dire avere le idee chiare e saper sfruttare la potenza produttiva di Swatch. Guarda caso, lo Scuba Fifty Fathoms esce a tre mesi dalla fine dell’operazione con Omega: dal 31 dicembre, basta MoonSwatch.

    Ipotetici scenari futuri

    È evidente che è stato tutto studiato a tavolino, tutto calcolato. Swatch Group intende proprio bissare il successo del MoonSwatch. Nessuno sa se il Bioceramic Scuba Fifty Fathoms riuscirà a suscitare la stessa bramosia popolare (mi verrebbe da scrivere internazional-popolare, perché il fenomeno non è stato solo nazionale 😉), se riuscirà a ricreare le stesse interminabili file fuori dai negozi. Da parte nostra, speriamo di sì, teniamo le dita incrociate… È bello vedere Swatch di nuovo ai vertici dell’industria del tempo elvetica, come in passato.

    E le premesse che il successo si ripeta ci sono tutte. Anche qui da un lato c’è una pietra miliare dell’orologeria (anche se forse un po’ meno pop e un po’ più di nicchia rispetto allo Speedmaster); e dall’altro una riedizione (o un hommage, chiamatelo come volete) interpretata con il consueto sorriso, la divertita coerenza di Swatch. Che poi a ben guardare lo stesso Scuba è stato un’icona, eletto tale a furor di popolo negli anni Novanta. Chi in quell’epoca non desiderava un Jelly Bubble o un Happy Fish? Mi correggo: le pietre miliari dell’orologeria qui sono due.

    Semmai c’è da chiedersi se l’operazione Blancpain x Swatch, come la precedente Omega x Swatch, farà da preludio a ulteriori partnership con altre marche del Gruppo. Sarebbe divertente vedere cosa potrebbe venir fuori da un’ipotetica iniziativa Longines x Swatch o Breguet x Swatch: per dire, un Legend Diver in plastica Bioreloaded? Un Classique in Bioceramic? Anche solo immaginarli fa sorridere…

    La collezione Scuba Fifty Fathoms

    Ma torniamo a oggi. Il Bioceramic Scuba Fifty Fathoms è declinato in cinque versioni, dedicate ad altrettanti oceani del mondo – e non c’è bisogno di spiegare perché, se solo si ha una vaga conoscenza di Blancpain. I nomi? Artic Ocean, Pacific Ocean, Atlantic Ocean, Indian Ocean e Antartic Ocean. A distinguerli i colori: rispettivamente beige e rosso, giallo e nero, blu e azzurro, verde e nero, bianco e grigio.

    Tutti gli esemplari hanno la cassa da 42 mm in Bioceramic, appunto. Non sto qui a ricordare cos’è e cosa non è – per rinfrescarvi la memoria su questo materiale brevettato, leggete qui… Piuttosto, è più interessante specificare il dato sull’impermeabilità: 9 bar. O meglio: 91 metri, per seguire la discutibile abitudine svizzera di indicare la resistenza all’acqua in metri – ma qui ci sta. Perché a tanto corrispondono i famigerati Fifty Fathoms: ovvero 50 braccia, per tradurre in italiano la vecchia unità di misura britannica, secondo la quale un braccio è pari a 6 piedi (1,8288 metri). Fate voi i conti.   

    Ancora: i quadranti sono sfumati, mentre la ghiera girevole unidirezionale è sempre in Bioceramic con inserto colorato, e anche il vetro è derivato da materiale di origine biologica. Il cinturino Nato in tessuto è fatto con materiale riciclato, proveniente – come c’era da aspettarsi – da reti da pesca recuperate in mare. La ciliegina sulla torta è il fondello trasparente, che permette di vedere la diversa decorazione del movimento. Niente più quarzo, per la gioia dei cultori della micromeccanica e di quanti non avevano colto l’ironia della tecnica nel MoonSwatch.

    Torna il Sistem51

    Sì, perché lo Scuba Fifty Fathoms monta – udite udite – il calibro automatico della Casa: il Sistem51. Per parafrasare la stessa Swatch: il primo e unico movimento meccanico a produzione interamente automatizzata. Quando è uscito, nel 2013, ha rivoluzionato il mondo degli orologi automatici: antimagnetico, ora dotato anche di spirale Nivachron, conta solo 51 componenti, fissati con una vite centrale, e vanta un’autonomia di 90 ore. Mostrato sempre attraverso il fondello, lo si può riassumere con queste parole: il fronte indica l’ora, il retro racconta la storia.

    Ed è così anche per gli Scuba Fifty Fathoms. I ponti, stampati in digitale, illustrano la raffigurazione dei relativi oceani, mentre la massa oscillante presenta l’immagine di uno specifico mollusco dell’ordine dei Nudibranchi. Animaletti tipo lumache di mare dalle forme e dalle cromie variegate, simbolo della vita subacquea e allo stesso tempo della fragilità di un’ecosistema che va protetto. Blancpain docet. A rimarcare il concetto, i messaggi incisi tutt’attorno al vetro: Protect what you Love, Immerse Yourself, Passion for Diving e ancora Licence to Explore e Ocean Breath. Non mi stupirei se lo Scuba Fifty Fathoms contribuisse in qualche modo, anche indirettamente, alla salvaguardia degli oceani…  

    N.B. Come nel caso del MoonSwatch, anche questa collezione non è in edizione limitata. Ma, proprio come nel caso del MoonSwatch, non sarà possibile acquistarne più di un esemplare al giorno per persona. Il prezzo al pubblico è di 390 euro. Per sapere dove trovarlo, consultate il sito ufficiale di Swatch.

  • Cronache dell’orologeria. News and previews 19/07/2023

    Cronache dell’orologeria. News and previews 19/07/2023

    Tra costume e società, le Cronache dell’orologeria di questa settimana riuniscono notizie varie. Siamo andati a spigolare sui giornali (non solo di settore), abbiamo spulciato fra i tanti comunicati, ascoltato voci di corridoio, dato retta ai pettegolezzi (verificati)… Vi riportiamo il tutto con il solito sorriso, che non è superficialità ma solo voglia di leggerezza. Del resto fa caldo ed essere un po’ frivoli ci sta, anche nelle Cronache dell’orologeria. Buona lettura.

    And the winner is…

    Lo sanno tutti, anche quelli che non seguono il tennis: a Wimbledon Carlos Alcaraz ha battuto Novak Djokovic. Forse però non tutti sanno che l’orologio indossato dal giovane spagnolo, quando la ricevuto il trofeo dalle mani di Kate, la principessa del Galles, era un Rolex. E che Rolex: un Daytona con cassa in oro giallo e quadrante in meteorite. A dire la verità, quell’incontro sempiterno può essere visto anche come un duello fra Rolex e Hublot. Oltretutto la Casa della Corona giocava “in casa”: è partner del torneo dal 1978…

    Rob de matt

    La notizia è apparsa ieri su il Post, rimbalzata dal quotidiano Malay Mail. Swatch ha fatto causa al Governo malese per aver sequestrato dai propri rivenditori locali 172 orologi, lo scorso maggio. Esemplari di diversi design, riconducibili tutti a collezioni del Pride (di quest’anno e dei precedenti), quindi “colpevoli” di alludere in qualche modo al mondo LGBQ+. Il Marchio svizzero ha chiesto la restituzione fisica dei pezzi (dal valore di oltre 14mila dollari) e danni economici per la propria reputazione commerciale. Siamo dalla sua.

    On stage

    Bravo Marco Mengoni – e non solo come cantante… Da quando è diventato ambasciatore di Omega, non perde occasione per sfoggiare sempre nuovi esemplari della Maison di Biel. Lo si è visto anche nel tour italiano, che si è concluso l’altro giorno a Roma, con una mega-festa live al Circo Massimo. Lasciato a casa lo Speedmaster con gli outfit borchiati, ha optato per i nuovi AquaTerra Shades con quadrante colorato. Dall’estetica meno impegnativa, risultano perfetti con i look estivi di scena, tra il bianco vaporoso e lo scintillio di paillettes…

    Pop-up store

    In occasione del lancio dei Seamaster in Summer Blue, a Mykonos, Omega ha inaugurato anche una boutique pop-up. Ma, oltre all’isola greca, ha scelto altre tre destinazioni del glamour internazionale per aprire altrettanti temporary store: San Diego, Saint-Tropez e Forte dei Marmi. Ambienti che inneggiano alla vita a contatto con il mare, fra pareti in acciaio martellato ispirate alle increspature dell’acqua e statue di Poseidone effetto alabastro. Se fate vacanze in zona, andate “a Forte” a dare un’occhiata, in via Spinetti 13/15. Merita…

    Progetti speciali

    Foto Stefano Pinci courtesy Hausmann & Co.

    Definirlo un nuovo negozio di orologi è riduttivo. Loft, lo spazio aperto di recente a Roma da Hausmann & Co., in via di San Giacomo 20/21, presenta un inedito concept in cui si incontrano il passato e il futuro. Immersi in un’atmosfera de luxe in cui la storia della Casa è evocata nei décor, si trovano modelli vintage in condizioni impeccabili, novità di grandi marche ed esemplari di brand indipendenti. Oltre al laboratorio di assistenza tecnica, ci sono perfino un mastro pellaio e una tecnologica Play room. Un’esperienza a 360° nell’alta orologeria. Da provare.

    Shopping prezioso

    Damiani ha aperto una nuova boutique a Cipro. Realizzata in collaborazione con il partner Vassos Eliades, si trova al’interno del City of Dreams Mediterranean, il grande resort-casinò non lontano da Limassol, nella zona meridionale dell’Isola. Un colpaccio per il Marchio di gioielleria. Che, in quest’area dedicata allo shopping più élitario, è perfettamente a proprio agio, con i principali brand del lusso internazionale come “vicini di casa”. Un segno, oltretutto, dell’ottima salute di cui gode il Gruppo, che continua a espandersi nella distribuzione.

    Grande ritorno

    Il Leroy 01: premiato all’Esposizione Universale del 1900, per quasi un secolo fu l’orologio più complicato del mondo

    Torna sul mercato lo storico marchio L.Leroy. Fondato da Charles Leroy a Parigi nel 1785, oggi è di proprietà del Gruppo Festina, che fa capo all’imprenditore spagnolo Miguel Rodriguez. Sua la volontà di riportarlo a nuova vita, dopo qualche anno di assenza, con una produzione alto di gamma. Vedremo così grandi complicazioni in piccole serie e pezzi unici anche custom-made, ispirati agli esemplari del ricco archivio aziendale. Intanto il primo pezzo di questa nuova era sarà battuto all’asta di Only Watch. E già promette bene…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai, ma sono spesso riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Oroscopo di luglio. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di luglio. Previsioni e orologi, segno per segno

    Rieccoci puntuali, come all’inizio di ogni mese, a considerare gli influssi astrali un po’ per gioco e un po’ per davvero, a interrogare le stelle per le consuete predizioni orologiere. Quindi, cosa ci riserva l’oroscopo di luglio 2023?
    Per prima cosa chiediamo aiuto all’Astronomia, analizzando la situazione del cielo nell’intero mese ed esplorando come essa andrà a riflettersi sui nostri destini. Poi scopriremo quale esemplare interpreta meglio la situazione di ogni singolo segno dello Zodiaco.

    I transiti planetari

    Luglio sarà un mese caratterizzato da tanti moti retrogradi. I pianeti più lontani dal Sole, dal moto assai lento – in particolare Saturno, Nettuno e Plutone -, proseguono nel loro moto inverso, rispettivamente nei segni dei Pesci, Nettuno anche’esso nei Pesci (che peso!) e Plutone in Capricorno. Un’inversione significativa sarà quella di Venere, che dopo il moto diretto attivo fino al 23 luglio, cambierà direzione per ritornare sui suoi passi nel segno del Leone.
    I pianeti veloci ci riservano anche’essi mutamenti interessanti. Marte il 10 luglio passerà dal segno del Leone a quello della Vergine, mentre Mercurio dal proprio domicilio in Cancro sino all’11 luglio passerà nel Leone, per poi spostarsi in Vergine il giorno 28 dello stesso mese.
    Interessante notare la persistenza di Giove in Toro: avrà forte influenza, come sempre quando due calibri simili si rinforzano a vicenda.
    Passiamo ora ad esaminare cosa succede segno per segno, in questo oroscopo di luglio 2023.

    Ariete

    Mese propizio, tendenzialmente molto favorevole per i nati sotto il segno dell’Ariete, in particolare per chi ricopre mansioni al servizio della Pubblica Amministrazione. Buoni influssi per gli studenti, i docenti e i ricercatori che si apprestano a godere del meritato riposo. Positività anche sul fronte delle finanze personali, a patto che facciate sempre attenzione, per il vecchio principio di non abbassare mai la guardia. Salute complessivamente buona, forse qualche problema minore, come emicrania o un poco di stanchezza. Preparatevi a “staccare” con un orologio che sa di vacanze e sprizza “estate” da tutti i pori – o, meglio, dalle lancette al cinturino…

    SWATCH Neon to the Max
    Cassa in plastica di origine biologica. Movimento al quarzo Swiss made, cronografo con secondi continui. Quadrante in colori contrasto, vetro in plastica, cinturino in plastica di origine biologica. 150 euro.

    Toro

    Per i nati in Toro, luglio si apre sotto i migliori auspici sul fronte economico. Soprattutto nella seconda metà del mese però sarà meglio evitare discussioni con i superiori o in generale con le istituzioni. Qualche spesa inattesa potrebbe rendersi necessaria. Bene la salute, che non potrà che trarre beneficio da una maggiore attenzione verso una dieta sana e dal continuare, per chi già lo pratica, l’esercizio fisico costante. Le relazioni umane si consolideranno grazie alla presenza di Giove nel vostro segno. Per chi è impegnato in una relazione sentimentale, un consiglio: in caso di problemi, parlatene pacatamente con il partner e ascoltatene con attenzione le ragioni. Rinsaldate l’armonia di coppia regalandovi un pair watch.

    ZENITH Defy Skyline Boutique Edition
    Cassa (41 o 36 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, di manifattura: rispettivamente El Primero 3620 ad alta frequenza con 60 ore di autonomia, contatore al 10° di secondo e datario; Elite 670 con datario. Quadrante soleil motivo “volta stellata”, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, bracciale in acciaio – intercambiabile con cinturino in caucciù. 9.400 e 9.100 euro.

    Gemelli

    Mese interessantissimo, ma anche molto intenso, quello che si prospetta per i nati sotto il segno dei Gemelli. A cominciare dal lavoro e dai guadagni, che sono sotto buon auspicio ma richiederanno impegno, costanza e assiduità. L’oroscopo di luglio segnala miglioramenti in vista anche per quanto riguarda vecchi problemi di salute: approfittate della situazione astrale e cercate di dare una svolta a tutti quegli acciacchi che finora avete trascurato. È il momento buono. Amici, parenti e partner saranno ben disposti verso di voi: il consiglio (ovvio) è quello di contraccambiare, per poter consolidare affetti e sentimenti verso il vostro network di relazioni. Dotatevi di un conversation piece che possa essere oggetto di lunghe chiacchierate.

    Foto di sfondo Andrés Gomez courtesy Unsplash

    BULOVA Lunar Pilot
    Cassa (43,5 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento al quarzo, calibro NP20 HPQ brevettato, ad alta frequenza (262 kHz), cronografo con secondi continui. Quadrante opaco con contatori azuré, lancette e indici luminescenti, réhaut con scala tachimetrica, bracciale in acciaio. 579 euro.

    Cancro

    Un mese complesso per i nativi del Cancro. Per quanto riguarda lavoro e affari, difficoltà impreviste potrebbero ostacolare il raggiungimento di obiettivi che forse avevate dato per scontati. Attenzione a chi vi circonda, specie se si dichiara palesemente vostro amico e alleato. Il momento di passaggio di Mercurio dal Cancro al Leone, il giorno 11, sarà particolarmente critico. Grazie al Cielo, la situazione sarà positiva per la salute, anche se dovrete prestare attenzione a qualche problema tra le persone a voi più vicine. Relazioni sentimentali e amicizie suscettibili di potenziali fraintendimenti: chiariteli subito, per evitare che un piccolo dissidio si tramuti in un’inutile frattura. Procuratevi un orologio che sembra avere occhi per tutto…

    MB&F HM8 Mark 2
    Cassa (47 x 41,5 x 19 mm) in titanio grado 5 con CarbonMacrolon®, bianco oppure verde (foto in alto). Movimento meccanico a carica automatica, base Girard-Perregaux, con rotore ad alabarda spaziale e modulo delle ore saltanti bidirezionali e dei minuti scorrevoli, sviluppato in casa. Prismi in vetro zaffiro rilfettente con lente di ingrandimento integrata, vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello. 73mila franchi svizzeri.

    Leone

    Fortissimi i nati sotto il segno del Leone, dice l’oroscopo di luglio, grazie alla loro creatività che sarà contrassegnata da una buona stella. Segnali di successo vi giungono dagli astri, ma vi mettono anche in guardia verso scelte troppo anticonservative. Cautela ma fiducia, quindi. Fino alla metà del mese salute eccellente, qualche strana sensazione di irrequietezza nelle due settimane seguenti, forse dovuta anche al carico di stress accumulato nel primo semestre. Una buona vacanza rimetterà tutto a posto. Amicizia e sentimenti anch’essi senza particolari problemi, anzi, in ulteriore miglioramento dopo metà mese. Se stavate pensando di fare qualche passo importante, è giunto il momento. Suggellate l’occasione con un esemplare altrettanto importante.

    PATEK PHILIPPE Golden Ellipse Ref. 5738P
    Cassa (34,5 x 39,5 mm x 5,9 mm di spessore) in platino. Movimento meccanico a carica automatica ultrapiatto, calibro 240 di manifattura. Quadrante soleil in oro, vetro zaffiro, fodello chiuso personalizzabile da un’incisione, cinturino in pelle di alligatore. 59.620 euro.

    Vergine

    Un mese caratterizzato da influssi altalenanti per le finanze e gli interessi lavorativi. Si alterneranno momenti positivi e negativi, anche se la fine del mese dovrebbe sorprendervi con buone novità. Salute tendenzialmente buona, possibili problemi di insonnia nella prima quindicina, anche correlati ai pensieri sui problemi economici appena descritti. Tenetevi stretti gli amici veri: potreste avere piccoli, non gravi screzi con il vostro partner – e il consiglio di un amico, che aiuterà a vedere le cose da un’altra prospettiva, si rivelerà prezioso. Siate meno impulsivi e irruenti anche se le situazioni e le persone vi porterebbero a cercare sfogo immediato. Scaricate l’aggressività nell’orologio: tutto nero, capace di osare, davvero pronto a tutto.

    Foto di sfondo Rob Martinez courtesy Unsplash

    IWC Pilot’s Watch Chronograph 41 Top Gun
    Cassa (41,9 mm) in ceramica, impermeabile fino a 10 atm e con cassa interna in ferro dolce per la protezione dai campi magnetici. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 6938 di manifattura, cronografo con ruota a colonne, secondi continui e funzione day-date. Quadrante opaco, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro bombato antidecompressione, fondello inciso, cinturino in caucciù, intercambiabile (sistema EasX-Change). 10mila euro.

    Bilancia

    L’oroscopo di Luglio 2023 consiglia ai Bilancia di avere pazienza: qualche disappunto possibile sul lavoro, per chi fa il dipendente; mentre i segnali sono positivi per chi è imprenditore, su piccola o grande scala. State alla larga dalla tentazione di prendere decisioni d’impulso. Mese senza particolari problemi di salute, forse qualche disturbo alla pelle e la necessità di curare l’alimentazione. Non indulgete in cibi spazzatura, anche se vi attraggono, e non lasciatevi tentare (magari dalla compagnia) a strafare. Per tutti: equilibrio, equilibrio, equilibrio. Siete della Bilancia, non scordatelo. Amici e amore stabili: le stelle saggiamente raccomandano di mostrarvi per come siete realmente. Farà al caso vostro un orologio in grado di mettersi letteralmente a nudo…

    BELL & ROSS BR 05 Skeleton Golden
    Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica scheletrato, calibro Br-Cal322 base Sellita 300-1a. Quadrante trasparente color oro, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale integrato in acciaio. 6.900 euro.

    Scorpione

    Mese ricco di prospettive per i nativi dello Scorpione: potenziali guadagni, molto interessanti, ai quali però dovrete contrapporre fermezza per non essere tentati, sulla scia dell’entusiasmo, di indulgere a spese inutili e stravaganti. Salute positiva: qualche rischio di dolori allo stomaco, quindi attenzione al cibo e soprattutto non fatevi tentare dalle bevute in compagnia. Bene i rapporti con parenti e amici. Per chi è impegnato stabilmente, nuovi elementi entreranno a consolidare ulteriormente la relazione. Possibilità in vista per chi è single – e magari non vorrebbe esserlo più. Affrontate nuovi contatti con cautela, ma al tempo stesso sincerità, soprattutto nei primi approcci. Indossate un “solo tempo” essenziale, leggero, nitido, incisivo.

    Bulgari Aluminium
    Cassa (40 mm) in alluminio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica con datario. Quadrante argenté, corona e lunetta in caucciù, vetro zaffiro, cinturino in caucciù con raccordi in alluminio. 3.200 euro.

    Sagittario

    L’oroscopo di luglio 2023 prevede buone nuove e consolidamento di situazioni positive per i nati sotto il segno del Sagittario. Non ci sono novità particolari, tendenzialmente tutto procede in modo positivo. Buona anche la salute: attenzione a qualche piccola noia verso l’ultima decade del mese. Non trascurate nei, dolori articolari o fastidi vari: se dovessero presentarsi, andate subito a farvi controllare da uno specialista. Tranquille le relazioni con gli amici e la famiglia. Serenità tra le mura domestiche e per chi è alla ricerca dell’anima gemella: la disposizione astrale è particolarmente favorevole. Mettetevi in luce con un esemplare capace di catturare l’attenzione.

    SPEAKE-MARIN Dual Time Pink
    Cassa (42 mm) in titanio grado 5 Dlc nero. Movimento meccanico a carica automatica, calibro SMA02 di manifattura, con micro-rotore decentrato, secondo fuso orario, piccoli secondi e datario con indice ad andamento retrogrado. Quadrante traforato color Pantone 700C, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 28 esemplari, 42.578 euro.

    Capricorno

    La prima metà di Luglio porterà ai Capricorno risultati positivi, talvolta inattesi. Avanti tutta, quindi, sempre con intelligenza e senza mai farvi travolgere da sentimenti di onnipotenza. Il lavoro costante e l’impegno saranno premiati. Attenzione invece per tutto il mese ai segnali del vostro corpo: non sottovalutate l’improvviso insorgere di disturbi o l’eventuale peggioramento di sintomi. Nel caso, sottoponetevi a un buon check-up. Prime due settimane nella più totale tranquillità con il partner, qualche screzio nelle seguenti. Correte ai ripari usando tutta la vostra diplomazia e ricordatevi che fare sentire all’altro quanto sia importante per voi è sempre un’arma vincente. Evocate una full immersion nel vostro rapporto con un bel subacqueo.

    TUDOR Black Bay
    Cassa (41 mm) in acciaio, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro MT5602-U di manifattura, con 70 ore di autonomia; certificato cronometro dal Cosc e Master Chronometer dal Metas. Quadrante opaco, lancette e indici luminescenti, ghiera girevole unidirezionale con inserto in alluminio anodizzato, vetro zaffiro bombato, bracciale in acciaio. 4.360 euro.

    Acquario

    Per i nati sotto il segno dell’Acquario l’oroscopo di luglio preannuncia qualche difficoltà, fortunatamente superabile. Ostacoli professionali per chi lavora in aziende od organizzazioni, profitti un po’ deludenti per chi si occupa di affari. Tenete duro: lavorare sodo è l’imperativo di questo mese. Ovviamente, tutto questo si rifletterà sullo stato di salute: bruciori di stomaco, emicranie, mal di schiena dipendono dallo stress che andrete accumulando. Famiglia e relazioni soffriranno nel vedervi irascibile, irritato, stanco: gli amici veri capiranno, e aprir loro il vostro cuore sarà di grande conforto. Cercate di scaricare giorno per giorno la carica energetica negativa con l’attività fisica: procuratevi uno smartwatch che vi aiuti a monitorare la situazione.

    GARMIN epix Pro (Gen 2) Standard edition 42 mm
    Cassa (42 mm) in polimeri fibrorinforzati, impermeabile fino a 10 atm. Autonomia fino a 10 giorni, funzioni per corsa, golf, fitness, attività ricreative all’aperto, sport acquatici e di squadra, allenamenti animati, sci e mountain bike; monitoraggio della salute; navigazione Gps, torcia elettrica integrata e tanto altro. Display Amoled da 1,2″, touchscreen, ghiera e fondello in acciaio, Corning Gorilla Glass, cinturino in silicone. 949,99 euro.

    Pesci

    Le stelle suggeriscono ai Pesci di chiudere la saracinesca sulle attività quotidiane e prendersi un periodo di meritato riposo. Per chi si occupa di business, qualche ostacolo inatteso nella prima metà del mese ma situazione in netto miglioramento dopo il 15. Sempre nelle prime settimane, complici proprio le tensioni lavorative, la salute non sarà eccellente. Appena tutto migliorerà gli acciacchi scompariranno. In famiglia vi troverete coinvolti in qualche problema che metterà alla prova la vostra pazienza: calma e obiettività siano le vostre armi. Non lasciatevi manipolare: siate disponibili, ma non fatevi coinvolgere in giochi stabiliti dagli altri, in cui non siete che una pedina nella loro scacchiera. Affermate la vostra sicurezza con un esemplare dalla forte personalità.

    GLASHÜTTE ORIGINAL Seventies Chronograph Panorama Date
    Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 37-02 di manifattura, con indicazione dell’autonomia di 70 ore, cronografo con ruota a colonne, funzione flyback e grande datario. Quadrante sfumato, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio. 16.500 euro.

  • Cronache dell’orologeria. Sport, arte, corporate – 30/05/2023

    Cronache dell’orologeria. Sport, arte, corporate – 30/05/2023

    Consueto appuntamento con le Cronache dell’orologeria, che anche questa settimana vanno a spigolare fra gli innumerevoli comunicati arrivati in redazione. Dopo una serrata ma necessaria selezione, ecco qui di seguito le notizie assolutamente da sapere per restare aggiornati su quello che succede (e succederà) nell’industria del tempo. Tra sponsorizzazioni sportive, eventi artistici internazionali e nuovi protagonisti, le cronache dell’orologeria non ci annoiano mai…

    Vele d’epoca

    Dal 10 al 25 giugno si terrà la prima edizione della Richard Mille Cup, inedita regata di yacht storici nelle acque della Manica, fra Falmouth e Le Havre. Dove si daranno convegno elegantissime “signore del mare” di almeno 33 piedi, costruite tra la fine dell’800 e gli anni ’30 del secolo scorso. Tra i cutter e gli schooner selezionati spicca per esempio il magnifico Moonbeam IV del leggendario William Fife. Fra l’altro il trofeo per il vincitore, alto un metro, è realizzato da Garrard, il gioielliere britannico fornitore della famiglia reale. Spettacolo!

    Born to race

    È iniziato ieri il Tourist Trophy 2023, 102a edizione di quella che è considerata l’essenza del road racing per le due ruote. Come sempre dal 1907, sull’Isola di Man andrà in scena un concentrato di passione, adrenalina e follia pura che si snoda lungo le 37 miglia e passa della corsa (fino al 10 giugno). Partner e cronometrista ufficiale è ancora una volta Bremont, che per l’occasione ha creato l’Isle of Man TT Limited Edition, un cronografo in acciaio già avvistato al polso di Peter Hickman (nella foto), brand ambassador e grande favorito. Dita a V…

    Sognare in grande

    Nuovo excursus di Swatch nel mondo dell’arte. Per festeggiare il MoonSwatch, il Marchio si è rivolto a Saype, land artist di origine francese noto per le gigantesche opere effimere. Che ha creato due enormi dipinti nelle sterminate distese del Kenya: His Bright Dream (6mila m2, nella foto) e Her Bold Dream (7.200 m2). Realizzati con una pittura biodegradabile da lui inventata, a base di gesso e carbone, sono destinate a sparire nel tempo. Ma intanto fanno riflettere sul destino dell’uomo e su quello del pianeta. Applausi e tanti Ohhh di meraviglia…

    20 anni di mecenatismo

    L’iniziativa di Rolex Maestro e Allievo compie 20 anni. E la Casa della corona ha celebrato l’anniversario con il Rolex Arts Festival, inaugurato il 26 maggio scorso con una cerimonia di gala allo Stavros Niarchos Foundation Cultural Center (nella foto) di Atene, preceduta da 4 giorni di pre-festival. Per quasi una settimana, la capitale greca si è trasformata così in una “capitale della cultura” in cui si sono ritrovati decine di artisti coinvolti nel programma di mentoring, che hanno dato vita a una trentina di eventi, pubblici e privati. Beati gli ateniesi…

    Nuovi vertici 1

    Cambio al vertice da Locman. Il ruolo di Ad è stato assunto da Edoardo Lauber, manager friulano che ha maturato una lunga esperienza in campo commerciale e finanziario (ha lavorato in Safilo prima e in Luxottica poi). Ma non è nuovo in orologeria: da tempo fa parte del Consiglio di amministrazione dell’azienda elbana. Ora darà supporto al fondatore e Presidente Marco Mantovani per affrontare le sfide imposte dal mercato e sviluppare il marchio in un’ottica sempre più internazionale. Congratulazioni e buon lavoro.

    Nuovi vertici 2

    Cambio al vertice anche da Audemars Piguet. Ilaria Resta è la prima donna nominata Ceo di una delle marche top ten dell’orologeria elvetica. Di origini italiane ma residente vicino a Ginevra, la manager entrerà in azienda ad agosto e affiancherà François-Henry Bennahmias fino a dicembre – ad interim – per poi tenere le redini da sola dal 1° gennaio 2024. New entry nel settore (in precedenza ha lavorato da Firmenich e in Proctle and Gamble), sembra comunque avere le idee chiare. Ci ripetiamo: anche a lei, congratulazioni e buon lavoro.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai. Continuate a seguire il nostro appuntamento settimanale per non perdervi nessuna novità.

  • Swatch x Jean-Michel Basquiat, graffiti (d’autore) al polso

    Swatch x Jean-Michel Basquiat, graffiti (d’autore) al polso

    Proseguono le escursioni di Swatch nel mondo dell’arte. Da sempre grande divulgatore di opere e tendenze artistiche, il marchio svizzero è noto per aver portato al polso di tutti le icone del patrimonio figurativo occidentale – e non solo. Lo ha fatto, per esempio, anche di recente con la collezione Swatch Art Journey, ispirata ai capolavori di Botticelli, Hokusai, Magritte e Lichtenstein custoditi nei principali musei del globo. Che ora conosce un nuovo capitolo, la quinta capsule collection intitolata Swatch x Jean-Michel Basquiat.

    Un writer amato

    Pioniere del graffitismo newyorkese, celebre per avere elevato la Street art a forma d’arte istituzionale, oggi battuta nelle principali aste del mondo a cifre da capogiro, Jean-Michel Basquiat è considerato uno degli artisti più importanti del XX secolo, insieme ad altri writer come l’amico Keith Haring. La sua vita (1960/1988) è stata breve ma piuttosto intensa. Arrivato rapidamente al successo, diventa protagonista della scena artistica di New York tra fine anni ’70 e primi anni ’80. Ed è fra i maggiori collaboratori di Andy Warhol, suo idolo.

    Le opere per cui è famoso, dallo stile che fonde Neoespressionismo, Pop art e arte di strada, mirano a provocare l’attenzione del pubblico. E lo portano a riflettere su alcune caratteristiche della società contemporanea, attraverso la denuncia dell’ipocrisia capitalista, del razzismo, della realtà nei sobborghi (dove Basquiat ha vissuto). Esperienze che l’artista ha illustrato servendosi spesso di colori accesi, stridenti, e di figure dai tratti grezzi e naïf, espressione di una forte urgenza emotiva. Talvolta firmate con lo pseudonimo SAMO, che sta per Same old shit (letteralmente “Il solito vecchio schifo”).

    Tra i dipinti più noti di Jean-Michel Basquiat, è d’obbligo citare Head (1982), una testa evocativa delle maschere africane trasfigurata con colori surreali. Warrior (1982), considerata la pietra miliare della sua produzione. E il celebre Pez Dispenser (1984), il dinosauro che indossa una corona, riprodotto nel tempo su magliette, cartoline, campagne pubblicitarie… Per l’indole e il carisma, Basquiat era fra le presenze più richieste nella vita notturna della Big Apple, dove frequentava anche Madonna o l’attore Vincent Gallo, con cui fondò la rockband Gray. Ma, dopo di lui, le sue opere e il suo stile hanno avuto un seguito, influenzando fenomeni e generazioni di artisti. Su tutti Banksy, i cui graffiti non hanno certo bisogno di presentazioni.

    La collezione Swatch x Jean-Michel Basquiat

    In linea con la passione per la cultura urbana del Marchio di orologi, ecco dunque Swatch x Jean-Michel Basquiat. Una mini-collezione formata da tre esemplari, tre Gent dai colori vividi, ispirati direttamente agli artwork dell’artista. Hollywood Africans riprende la tela omonima di Basquiat del 1983, una critica alla rappresentazione degli afroamericani nei film dell’età d’oro di Hollywood. Come l’originale, sul quadrante giallo ritrae tre figure: l’artista stesso, il musicista rap Rammellzee e il pittore Toxic, insieme a stralci di testo, immagini e simboli astratti.

    Ishtar, invece, deriva da un trittico con lo stesso titolo datato sempre 1983 e dedicato alla dea mesopotamica della fertilità e della guerra. Una composizione simile a un collage, con una commistione di testo e immagine in cui tornano i temi cari all’artista. L’orologio presenta il quadrante nero con i numeri scritti con la sua grafia, e il cinturino che riporta stampate in continuum le tre parti di quel lavoro. Infine Untitled, che ripropone sul quadrante l’emblematica corona a tre punte. Simbolo di eroismo, regalistà e status elevato, è un motivo ricorrente nell’immaginario di molti artisti, ma divenne identificativo di Basquiat per linnumerevole ripetizione su figure e oggetti. Qui il quadrante si rifà al dipinto del 1982, mentre il cinturino è personalizzato dalla sua firma.

    In vendita singolarmente a un prezzo di 105 euro, i tre esemplari di Swatch x Jean-Michel Basquiat sono anche riuniti in uno speciale packaging, illustrato con le opere originali e i cui modelli si differenziano da quelli “di serie” per piccoli dettagli. Un cofanetto in edizione limitata, ovviamente destinato ai collezionisti più appassionati di Swatch e di Basquiat.

  • Il rapporto annuale di Swatch Group: emozioni e numeri

    Il rapporto annuale di Swatch Group: emozioni e numeri

    Tempo di numeri e di bilanci per Swatch Group. Come ogni anno, questa mattina l’Amministratore delegato Nick Hayek ha presentato ai giornalisti internazionali i dati relativi al 2022. Una conferenza stampa di oltre un’ora, nella quale però i numeri hanno occupato solo una decina di minuti. E che diavolo, penserete voi: dieci minuti per un anno di conti per un colosso come Swatch Group?

    Sì, perché il senso della conferenza stampa è stato tutto condensato nei cinque minuti di introduzione fatti da Nick Hayek, quando ha parlato del 2022 come di un anno «interessante e perfetto» per un gruppo che ha in sé tanti brand emozionali. Perché, ha detto il Ceo, nel 2022 «sono tornate le emozioni, le persone hanno avuto voglia di esprimerle e di incontrarsi».

    I relatori

    E all’insegna delle emozioni è stato l’appuntamento a Bienne poiché sul palco dei relatori, oltre a Nick Hayek, c’era sì il Cfo Thierry Kenel, l’uomo dei numeri, ma anche altri manager chiave del gruppo. Che hanno dato spazio alle emozioni, ciascuno per il proprio ambito.

    Ha iniziato Marc Hayek, Presidente e Ceo di Blancpain, che ha parlato dei 70 anni del Fifty Fathoms, il primo orologio subacqueo moderno, attraverso video storici e contemporanei. Lo ha seguito Raynald Aeschlimann, Presidente e Ceo di Omega, che ha raccontato la genesi dell’innovativa tecnologia Spirate, una spirale del bilanciere che consente regolazioni finissime della marcia dell’orologio, con una garanzia di precisione straordinaria. Senza dimenticare, naturalmente, il nuovo Speedmaster Super Racing, il primo orologio a montare questa tecnologia.

    Poi una parte importantissima del business di Swatch Group, la formazione delle nuove generazioni di tecnici orologieri. Ne ha parlato Reto Kohli, responsabile degli apprendisti e delle scuole di orologeria Nicolas G. Hayek, le quali formano ogni anno centinaia di nuovi tecnici. Perché, come ha detto Nick Hayek introducendo il suo intervento, «dobbiamo essere attrattivi verso le nuove generazioni e portare i giovani a entrare nelle aziende e a creare prodotti, non solo a riflettere su di essi in maniera teorica». Generazione Z, a me gli occhi… e le competenze.

    MoonSwatch ancora protagonista

    E, a proposito di Generazione Z, Nick Hayek si è tenuto per ultimo l’intervento sul fenomeno MoonSwatch, l’orologio che ha stregato i ragazzi ma non solo. L’orologio che ha fatto rivivere le scene di entusiasmo collettivo che hanno caratterizzato i primi anni del Brand, ormai tre decenni or sono. L’orologio, in sostanza, più emozionale del 2022. 

    Hayek ha lanciato un video di una decina di minuti che ha ripercorso il boom del MoonSwatch, esploso il 26 marzo dello scorso anno. Un boom che ha portato Swatch a vendere oltre un milione di pezzi negli ultimi 12 mesi, con un hype mai visto sui social media e un successo commerciale che è diventato subito un fenomeno di costume. Come nel 1983, quando un orologio di plastica, colorato, salvò l’agonizzante industria svizzera delle lancette.

    I numeri del rapporto annuale di Swatch Group

    Per quanto riguarda i freddi numeri, ci arrivo. È vero, nell’oretta e passa di conferenza stampa si è parlato di emozioni, ma le cifre avrebbero dovuto essere il fulcro della presentazione. Oddio, qualcuno è in grado di emozionarsi anche con grafici, percentuali e cifre, e sicuramente per costoro l’intervento di Thierry Kenel sarà stato elettrizzante. Io, senza entrare nel dettaglio dei segmenti più specifici dell’industria di Swatch Group, negli investimenti, negli asset liquidi e illiquidi dell’azienda, mi limito ai numeri secondo me più significativi del 2022 sul 2021. Gli altri li potete leggere qui. Tutte cifre in franchi svizzeri, naturalmente.

    Utile netto: +6,3%, da 774 milioni a 823 milioni. Margine netto pari all’11% dal 10,6%. Fatturato netto di 7,5 miliardi, pari al +4.6% rispetto all’esercizio precedente, a tassi di cambio costanti, al +2,5% ai tassi di cambio attuali. Incremento del fatturato del 25% in valuta locale in tutte le regioni, ad esclusione della Cina, dove i lockdown dovuti al Covid hanno comportato un mancato guadagno di oltre 700 milioni.

    Utile operativo pari a 1 miliardo e 158 milioni, da 1 miliardo e 21 milioni del 2021. Margine operativo pari al 15,4% contro il 14% dell’esercizio precedente. Cash flow operativo di 724 milioni, calato dal miliardo e 298 milioni dell’esercizio precedente, soprattutto a causa dell’aumento delle scorte di sicurezza a scopo precauzionale. Liquidità netta elevata di 2 miliardi e 540 milioni contro i 2 miliardi e 558 milioni dell’esercizio 2021.

    Per quanto riguarda le vendite, il 32% è avvenuto nell’area della cosiddetta Greater China, il 27% in Europa, il 24% in Asia e Medio Oriente e il 15% nelle Americhe. In generale, in Europa, Usa, Medio Oriente e nella maggior parte dei mercati asiatici si sono registrate vendite a doppia cifra, non solo a livello di Swatch Group ma anche nelle boutique di proprietà di marchi come Swatch, Breguet, Harry Winston e Omega.

    La solidità di Swatch Group

    Siccome Swatch Group è un’azienda quotata in Borsa, la sua ricchezza è anche quella degli investitori. Ecco dunque che il Consiglio d’amministrazione ha deciso di proporre un dividendo di 6 franchi per azione al portatore e di 1,20 per azione nominativa. Nell’esercizio precedente erano di 5,50 e 1,10 franchi.      

    Insomma, tante emozioni ma anche tanti bei soldoni. Perché Swatch Group era e rimane un gruppo solido e in salute, capace di occupare in maniera stabile e coerente tutte le fasce di prodotto dal basso all’altissimo di gamma. Ma capace soprattutto di produrre ricchezza, occupazione e di fare cultura in un’industria, quella degli orologi, che è diversa da tutte le altre industrie del lusso. Un’industria in cui alla base di tutto, oltre alla sapienza artigiana e alla tecnologia, c’è proprio l’emozione. Ecco perché, come ha detto ancora Nick Hayek, il 2022 con la sua voglia di ritorno alle emozioni è stato «un anno perfetto per un consumer brand e un gruppo come Swatch». E se lo certificano anche i numeri, qualcosa di vero c’è.

  • Swatch Art Journey, un viaggio nella storia dell’arte

    Swatch Art Journey, un viaggio nella storia dell’arte

    Continua il viaggio di Swatch fra i musei del mondo. Ma questa volta non si tratta di una tappa focalizzata su una singola istituzione, illustrata in lungo e in largo tra pezzi più famosi e meno noti. Piuttosto, di rapide incursioni in diverse raccolte, pubbliche e private, che raccontano le più grandi, autentiche icone* dell’arte occidentale. E insieme anche un viaggio nel tempo, che copre quasi l’intera storia dell’arte, dal Rinascimento alla Pop Art. La nuova collezione Swatch Art Journey è infatti una sorta di collage di opere celeberrime, un “bigino” che tocca epoche lontane e artisti diversi, ma con lo stesso obiettivo di sempre: «Portare i capolavori nella sfera intima delle persone e per le strade del Pianeta».

    *Parola un po’ frusta oggi, ma che qui è usata in senso letterale

    Immersione nell’arte

    Queste parole non sono mie (non sia mai che me ne prenda il merito), ma di Carlo Giordanetti, Ceo dello Swatch Art Peace Hotel. E spiegano bene l’obiettivo delle collaborazioni strette da Swatch negli ultimi anni con i principali musei internazionali. A cominciare dal Rijksmuseum di Amsterdam (2018), per passare (ancora nel 2018) al Thyssen-Bornemisza di Madrid, poi al Louvre di Parigi (2019), al MoMA di New York (2021), quindi al Centre Pompidou di Parigi (2022). E ora questo nuovo “viaggio artistico immersivo” capace di cogliere il meglio, qua e là. Di catturare i punti salienti dell’avventura umana nella pittura e filtrarli con la sensibilità di Swatch – al solito: giocosa, provocatoria, divertente –, per restituirli al pubblico più vasto.

    Ed è stato lo stesso Carlo Giordanetti, insieme al Ceo di Swatch Alain Villard, a spiegare stamattina la nuova collezione Swatch Art Journey alla stampa con una presentazione online. Nella cornice del Convento do Beato di Lisbona, dove ieri si è svolto l’evento fisico, ogni esemplare era ambientato in piccole “stanze delle meraviglie”, ciascuna a tema con l’orologio: una specie di set che ha fatto quasi diventare il lancio stesso una performance artistica. A introdurre i diversi modelli, i portavoce dei musei coinvolti: di nuovo il MoMa di New York, e poi il Louvre di Abu Dhabi, la Fondazione Magritte di Bruxelles, e le “nostre” Gallerie degli Uffizi di Firenze.

    La collezione Swatch Art Journey

    Dieci gli esemplari che compongono la nuova collezione Swatch Art Journey. In questa mia descrizione comincio – più per seguire un ordine cronologico che per campanilismo o patriottismo – proprio dalle maggiori attrazioni degli Uffizi. Ovvero la Primavera e la Nascita di Venere di Botticelli, entrambe datate alla fine del XV secolo. Nel primo caso i designer di Swatch hanno “ritagliato” solo una sezione della grande tela, nell’altro hanno riprodotto un paio di elementi in una composizione spaziale diversa dall’originale. Eppure, la fama dei soggetti è tale da farli riconoscere immediatamente, fin dalla prima occhiata. Ma soprattutto i creativi del marchio svizzero sono riusciti a trasformare il passato con un gusto attuale, a renderlo moderno. A riprova dell’atemporalità dell’arte, capace di affascinare, di intrigare allo stesso modo oggi come cinque secoli fa.

    Lo stesso discorso, del resto, si potrebbe fare anche per La grande onda di Kanagawa, realizzata dal pittore/incisore giapponese Hokusai nel 1830 circa e oggi conservata negli Emirati. Anche qui lo Swatch dedicato, che visualizza un segmento della famosissima xilografia, inquadra un singolo dettaglio. Ma il motivo sul quadrante sembra perdere qualsiasi connotazione figurativa per diventare un’opera d’arte astratta contemporanea. In più, sul fondello e sul cinturino, l’orologio è stampato con l’immagine di un antico astrolabio dell’astronomo e matematico persiano Muhammad ibn Ahmad Al–Battûtî, esposto sempre nel museo di Abu Dhabi. Un manufatto secolare, a rappresentare la progredita cultura araba d’antan.

    Quindi René Magritte, di cui quest’anno ricorre il 150° anniversario di nascita. Del maestro del Surrealismo belga la collezione Swatch Art Journey riprende sempre due capolavori: La Trahison des Images e Le Fils de l’Homme. Credo proprio che qui i designer di Swatch siano riusciti a dare il meglio a sé. Perché sono stati capaci di giocare in modo ironico con il concetto stesso dell’opera, basata sulla distinzione fra oggetto e rappresentazione, fra realtà e immagine. Per cui l’affermazione “Questa non è una pipa” acquista il logico e inappuntabile riscontro “Questo è un orologio”, come si legge lungo tutto il cinturino con la stessa grafia corsiva della didascalia originale. Nell’altro esemplare, invece, la citazione diventa “Questo è uno Swatch con una mela”, dalla verità lapalissiana.

    Infine un’altra doppietta su Roy Lichtenstein: Girl e Reverie. Notevole in questi esemplari è la resa della “poetica” del padre della Pop Art, nato esattamente 100 anni fa. Le immagini ne riprendono tutta l’espressività derivata dal mondo pubblicitario e dei fumetti, simbolo della società americana anni Sessanta. Anche in questi casi, il cinturino diventa parte integrante dell’opera. Un esemplare è interamente decorato sul lato interno con la tecnica del puntinato Ben-Day (un po’ come se fosse un dipinto double face). L’altro invece riporta il testo “The melody haunts my reverie”, che fa parte dell’originale, sul passante mobile. A conti fatti, si tratta quasi di un’esaltazione dello Swatch, che è un oggetto pop già di per sé.

    Informazioni pratiche

    Concludo con qualche nota di servizio. La collezione Swatch Art Journey non è in edizione limitata e sarà in vendita in tutti i monomarca Swatch, compreso l’e-commerce ufficiale, e negli shop dei musei coinvolti. Gli esemplari avranno il consueto prezzo Swatch e saranno disponibili sul mercato in tre tranche distribuite nei prossimi tre mesi. Il 16 marzo usciranno Swatch x Moma e Swatch x Magritte. Il 13 aprile Swatch x Louvre Abu Dhabi e Swatch x Le Gallerie degli Uffizi. Infine in maggio altri tre modelli per ora top secret. Vi terremo aggiornati, stay tuned.

  • L’anno del Coniglio è in arrivo. E l’orologeria ziga, ziga*…

    L’anno del Coniglio è in arrivo. E l’orologeria ziga, ziga*…

    Ci risiamo. Domenica prossima, il 22 gennaio, sarà il Capodanno cinese – Capodanno lunare o Festa di Primavera che dir si voglia. E, anche quest’anno, le case di orologeria sono già pronte a celebrarlo in grande stile. Cioè con esemplari dedicati all’anno del Coniglio, il segno zodiacale che governerà i prossimi 12 mesi secondo la millenaria tradizione dell’ex Celeste Impero. L’anno del Coniglio d’Acqua, per essere più precisi – considerato anche l’elemento associato in questo 2023… Ma è meglio lasciar perdere il calendario cinese, che per noi occidentali è un gran casino anche solo da comprendere, figuriamoci da spiegare. Andatevi a leggere il pezzo sul Tonda PF Xiali di Parmigiani Fleurier per farvene un’idea.

    E lasciamo perdere pure i significati dell’anno del Coniglio: la Rete è invasa di descrizioni, previsioni e congetture, mica c’è bisogno che ne parliamo anche noi. Piuttosto, è curioso che il Coniglio – o la Lepre, espressione del quarto Ramo Terrestre (mao 卯) – faccia riferimento a un’antica leggenda taoista. Secondo questa storia, la bestiola abita sulla Luna, dove con mortaio e pestello frantuma cinnamomo ed erbe varie per produrre l’elisir di lunga vita. Ed è il motivo per cui si dice che possa vivere fino a mille anni, ed è quindi collegato all’idea di longevità. Sempre che non finisca prima in pentola, s’intende.

    Comunque, concentriamoci sugli orologi per l’anno del Coniglio. Che sono tanti, ma tanti, di gran lunga più numerosi di quelli che si sono avvicendati per gli altri segni degli scorsi anni (come l’anno della Tigre, l’anno del Bufalo o l’anno del Topo). Dipenderà dalla platea della Great China, sempre più importante per il mercato delle lancette? O dal fatto che i collezionisti e gli amatori del genere si sono moltiplicati? O forse dall’animale, così tenero e carino da ispirare i designer delle grandi marche? Sta di fatto che l’orologeria sembra dedita alla coniglicoltura più di un allevamento intensivo.

    E comunque, non c’è da stupirsi: si sa che i conigli si riproducono velocemente e in quantità. Del resto, non si dice proprio “figliare come conigli?”… Ciò che colpisce, piuttosto, è la varietà dei soggetti. E anche la capacità di svincolarli del tutto da un contesto pasquale, un rischio che poteva incombere sulla fantasia dei progettisti. Soprattutto se condizionati dalla tradizione dell’Easter Bunny o dell’Osterhase, come lo chiamano sul confine tedesco… E invece no: gli orologi per l’anno del coniglio sono multiformi, originali, hanno aspetti e atteggiamenti sempre diversi. Gli animaletti qua saltellano e corrono in cerchio, lì scorrazzano in mezzo alla natura… C’è chi li immagina soffici e giocosi, chi ne valorizza il senso di libertà, chi sembra ispirarsi ai cartoon (sembra proprio che Roger Rabbit abbia fatto scuola). E c’è perfino chi li ritrae durante la copula, chissà se per voyeurismo o trasgressione…

    Trasversali ai generi e ai segmenti di mercato, gli orologi per l’anno del coniglio presentano come sempre un’estrema varietà anche nelle tecniche di decorazione (leggete le didascalie della gallery qui sopra). E fanno di tutto per piacere agli appassionati, per conquistare un posto nel loro cuore e al loro polso. A tal punto che per qualcuno l’esemplare di turno con relativo leporide potrebbe diventare un inseparabile compagno di vita, proprio come il coniglio gigante di certi film. L’importante è che assomigli più all’Harvey di James Stewart (1950) che al Frank di Donnie Darko…

    *Voce del verbo zigare, che in italiano indica il verso del coniglio

    Gli orologi dell’anno del Coniglio

    ARNOLD & SON Perpetual Moon “Year of the Rabbit”
    Cassa (41,5 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica manuale, calibro A&S1512 di manifattura, con doppio bariletto, autonomia di 90 ore, fasi di luna astronomiche (e secondo indicatore delle fasi lunari sul lato fondello). Quadrante in avventurina, lepre in oro rosa incisa a mano, paesaggio e costellazioni dipinte a mano anche con polvere d’oro e Super-LuminNova, luna in madreperla; lancette luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 8 esemplari. 57mila franchi svizzeri (Iva esclusa).

    BAUME & MERCIER Riviera Capodanno Cinese – Edizione Coniglio Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Baumatic BM13, con autonomia di 5 giorni e datario. Quadrante in vetro zaffiro fumé decorato con un motivo a onde e con l’immagine del coniglio (a ore 8), lancette, numeri e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro personalizzato, bracciale in acciaio, intercambiabile con un cinturino in caucciù (compreso nel packaging). 4.700 euro.

    BLANCPAIN Villeret Calendrier Chinois Traditionnel Cassa (45 mm) in platino. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3638 di manifattura, con autonomia di 7 giorni, calendario completo gregoriano con fasi di luna, calendario tradizionale cinese con ora doppia, data, mese, segni zodiacali, 5 elementi, tronchi celesti e mesi intercalari. Quadrante in smalto Grand Feu, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 50 esemplari, 90.850 euro.

    BREGUET Classique 9075 – 2023 Chinese New Year Edition Cassa (33,4 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 591C di manifattura, con scappamentoi e spirale in silicio. Quadrante in smalto Granf Feu con conigli champlevé, lunetta e anse con diamanti taglio brillante, carrure scanalata, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 8 esemplari riservata al Sud-Est asiatico, 63.300 dollari di Singapore.

    CHOPARD Happy Sport Year of the Rabbit Cassa (33 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Chopard 09.01-C di manifattura. Quadrante in madreperla con onde traslucide e e decoro dorato, lunetta in oro rosa etico don diamanti taglio brillante (1. 49 carati in totale), vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 88 esemplari, 20.500 euro.

    CHOPARD L.U.C XP Urushi Year of the Rabbit Cassa (40 mm) in oro rosa etico. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L.U.C 96.17-L di manifattura, ultrapiatto (3,3 mm di spessore), con due bariletti coassiali (tecnologia Twin, brevettata) e autonomia di 65 ore. Quadrante in oro, decorato a mano in Giappone con la tecnica della lacca Urushi, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 88 esemplari, 28.500 euro.  

    DIOR Grand Bal Year of the Rabbit Cassa (36 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica. Quadrante in avventurina con soggetti in madreperla e oro giallo, lancette in oro rosa, lunetta in oro rosa con diamanti taglio brillante (1.3 carati in totale), vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in raso dalla fibbia con diamanti (0.18 ct). Edizione limitata di 88 esemplari, 34mila euro.

    FOSSIL Lunar New Year Jacqueline Cassa ribaltabile (34 mm) in acciaio Ip oro rosa, impermeabile fino a 5 atm. Movimento al quarzo. Quadrante argenté, doppia lunetta con cristalli, fondello smaltato e decorato, cinturino in ecopelle. 168 euro.

    FOSSIL Lunar New Year Townsman Cassa (44 mm) in acciaio Ip oro giallo, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica di fabbricazione cinese. Quadrante in vetro minerale decorato, fondello trasparente, bracciale mesh in acciaio Ip oro giallo. 299 euro.

    #FR2NCK MULLER Vanguard Cassa (41 x 49,95 mm) in materiale composito di carbonio e fibra di vetro. Movimento meccanico a carica automatica, calibro MVT FM 800-DT con datario. Quadrante mat con conigli luminescenti, lancette scheletrate e indici luminescenti, grandi numeri applicati Pvd nero, vetro zaffiro, cinturino in nylon stampato. Edizione limitata di 800 esemplari, in vendita solo nel Sud-Est asiatico e in Australia. 15.800 dollari di Singapore.

    HARRY WINSTON Premier Chinese New Year Automatic 36mm Cassa (36 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HW2014, con autonomia di 68 ore e spirale in silicio. Quadrante in madreperla con applicazioni in oro giallo e diamanti taglio brillante, marquise e smeraldo, lunetta, anse, barrette d’attacco del cinturino e corona con diamanti taglio brillante (2.66 carati in totale), vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 8 esemplari, prezzo non dichiarato.

    IWC Portugieser Automatic 40 “Chinese New Year” Edition Cassa (40,4 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 8220 di manifattura, con sistema di ricarica Pellaton, autonomia di 60 ore, massa oscillante personalizzata e piccoli secondi. Quadrante smaltato, indici e numeri applicati, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello. Edizione limitata di 500 esemplari, 8.800 euro.

    PIAGET Altiplano Zodiac Cassa (38 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 430P di manifattura, ultrapiatto (2,1 mm di spesore). Quadrante in smalto Grand Feu cloisonné, lunetta con diamanti taglio brillante (0.71 carati in totale), vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 38 esemplari. 68mila euro.

    SWATCH Chinese New Year Special – Year of the Rabbit Cassa (41 mm) in Bioceramic. Movimento al quarzo Swiss made. Quadrante stampato, lancette luminescenti a orecchie di coniglio, cinturino in silicone e passante con orecchie di coniglio. 105 euro.

    TAG HEUER Carrera Year of the Rabbit Cassa (44 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Heuer 02 di manifattura, con autonomia di 80 ore, cronografo con secondi continui e datario. Quadrante decorato, indici applicati, lunetta in ceramica con scala tachimetrica, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro personalizzato, cinturino in pelle. Edizione limitata di 500 esemplari, 6.750 euro.

    ULYSSE NARDIN Classico Rabbit Cassa (40 mm) in oro rosa, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro UN-815 di manifattura. Quadrante in oro rosa con smalto cloisonné e conigli in champlevé, vetro zaffiro, fondello con oblò in vero zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 88 esemplari, 46.600 euro.

    VACHERON CONSTANTIN Métiers d’Art – La légende du zodiaque chinois – Anno del Coniglio Cassa (40 mm) in platino. Movimento meccanico a carica aurtomatica, calibro 2460 G4 di manifattura, con indicazioni a finestrella per ore, minuti, datario e giorno della settimana. Quadrante in oro con smalto Grand Feu e con coniglio applicato in rilievo, cesellato a mano; vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Orologio certificato dal Punzone di Ginevra. Edizione limitata di 9 esemplari, in vendita esclusivamente nelle boutique monomarca, prezzo non dichiarato.

    VERSACE Icon Active Lunar New Year Cassa (41 mm) in policarbonato trasparente. Movimento al quarzo Swiss made. Quadrante con Coniglio Versace stampato, lunetta con Greca e logo incisi, top ring in acciaio Ip viola, vetro zaffiro, cinturino in silicone trasparente con passante a Greca in acciaio Ip viola. In vendita dal 18 gennaio solo su Versace.com, 840 euro.

  • I 10 orologi del 2022 che ricorderemo

    I 10 orologi del 2022 che ricorderemo

    Il 2022 sta per finire (finalmente, diciamo noi, e siamo certi che molti di voi saranno d’accordo…). È lecito quindi chiedersi per cosa sarà ricordato in orologeria. Cioè, quali sono stati gli orologi più rappresentativi dell’anno. Quelli che hanno segnato i costumi, e in certi casi sono diventati essi stessi un fenomeno di costume. Perfino al centro delle cronache giornalistiche, nazionali e internazionali. Quelli che hanno suscitato scalpore, e hanno fatto parlare di più, nel bene e nel male. O semplicemente quelli che ci hanno colpito, che sono rimasti più impressi nei nostri ricordi. Ecco allora i 10 orologi del 2022, secondo noi.

    Perché 10? Beh, ovviamente, il numero è arbitrario. Però 15, o 20, o magari anche 30 o 50, non sarebbero ugualmente incisivi: più la cifra è maggiore e minore è la capacità di scelta. Mentre 7, o 5, o 3… no, sarebbero troppo pochi, troppo riduttivi. Ecco perché abbiamo deciso di scegliere i 10 orologi del 2022, non uno di meno né uno di più: un numero pieno, significativo, capace di cogliere come un’istantanea gli esemplari topici – decisivi, fondamentali – di questo momento storico.

    Con un’accortezza: come sempre, la nostra non vuole essere una top ten in ordine di importanza. Ma un semplice elenco – rigorosamente in ordine alfabetico – dei 10 orologi del 2022. Fateci sapere se siete d’accordo… I social sono lì per questo.

    BULGARI Octo Finissimo Ultra 10th Anniversary Cassa (40 mm di lato x 1,8 mm di spessore) in titanio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro BVL 180 di manifattura, con platina/fondello in carburo di tungsteno. Display regolatore, cricchetto del bariletto con QR code che rimanda aun’esclusiva grafica Nft, bracciale in titanio sabbiato. Edizione limitata di 10 esemplari, 427mila franchi svizzeri.

    Un orologio da record (anche se poi superato dal Richard Mille qui sotto), super-elogiato dagli addetti ai lavori e praticamente scevro di critiche. Sicuramente una pietra miliare nella ricerca dell’ultrapiatto della Casa romana.

    HERMÈS Arceau Le Temp Voyageur Cassa (38 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro H1837, con ore del mondo, indicazione vagante di ore e minuti dell’ora locale, ora di casa a finestrella. Quadrante “Planisphère d’un monde équestre” disegnato da par Jérôme Colliard, cinturino in pelle di vitello Swift. 18mila euro.

    Un modo inedito di indicare le ore del mondo. Che non solo conferma il modo poetico della Maison di concepire il tempo, ma anche la genialità di Jean-François Mojon (sì, quello di Chronode e Cyrus), progettista del modulo della complicazione. Indimenticabile.

    LONGINES Ultra-Chron Cassa (43 mm) in acciaio, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L836 ad alta frequenza, con spirale in silicio, certificato cronometro da Timelab. Quadrante effetto martellato, lunetta girevole unidirezionale con inserto in vetro zaffiro, cinturino Nato (oppure in pelle). 3.390 euro.

    Reboot di un esemplare del 1966, è piaciuto tanto agli estimatori del marchio (e non solo). Facile capire il perché: dall’estetica vintage all’alta frequenza, dalla costanza di marcia fino al prezzo, dalla sua ha tanti pregi…

    MAD EDITION M.A.D 1 Red Cassa (42 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Miyota 821A ribaltato e modificato, con autonomia di 60 ore, rotore di carica (a tripla lama, in titanio e tungsteno) sul lato quadrante e indicazioni sulla carrure. Dettagli luminescenti, cinturino in pelle di vitello. 2.900 franchi svizzeri (tasse escluse).

    È vero: è uscito nel 2012, ma la prima edizione era fuori commercio. A grande richiesta, l’orologio creato da Max Busser & Friends ha raggiunto un pubblico più ampio solo quest’anno: ma, esaudite le prenotazioni, i pochi pezzi rimasti sono andati a ruba. Tramite lotteria. Anche i 100 esemplari realizzati per Corvo sono spariti in un amen. Ora si replica – sempre con lotteria – all’inizio del 2023.

    OMEGA Speedmaster Chrono Chime Cassa (45 mm) in oro Sedna. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Co-Axial Master Chronometer 1932 di manifattura, con autonomia di 60 ore, cronografo con funzione sdoppiante e ripetizione minuti. Quadrante in avventurina blu, lunetta con scala tachimetrica, bracciale in oro Sedna. 549mila euro.

    È l’Omega più complicato di sempre. E per questo resterà per sempre nella memoria collettiva…

    OMEGA x SWATCH MoonSwatch Cassa (42 mm) in Bioceramic. Movimento al quarzo Swiss made, cronografo con secondi continui. Quadrante mat, lunetta con scala tachimetrica (con tanto di Dot over 90), cinturino in Velcro. 260 euro.

    Non ce ne vogliano gli altri marchi, ma in un’ipotetica classifica dei 10 orologi del 2022 sarebbe probabilmente in pole position. Per il clamore che ha suscitato, anzi, la follia collettiva: l’odio/amore incondizionato, le file interminabili davanti ai negozi, le speculazioni che lo hanno spinto a prezzi assurdi… Noi abbiamo scelto il Mission to the Moon, ma andrebbe bene uno qualsiasi degli 11 esemplari della collezione.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda Gmt Rattrapante Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro PF051 di manifattura, con micro-rotore decentrato e doppio fuso orario con funzione sdoppiante. Quadrante guilloché Grain d’Orge, lunetta zigrinata in platino, bracciale in acciaio. 26mila euro.

    Una “vera” prima mondiale: applicare la funzione sdoppiante alla lancetta del Gmt è stato davvero geniale. Talmente naturale da sembrare la scoperta dell’acqua calda. Eppure prima non c’era…

    PATEK PHILIPPE Nautilus Ref. 5811 Cassa (41 mm) in oro bianco, impermeabile fino a 12 atm. Movimento meccanico a caric automatica, calibro 26-330 S C di manifattura, con datario. Quadrante soleil sfumato con rilievo orizzontale inciso, bracciale in oro bianco. 70.350 euro.

    Lo scorso anno, l’uscita di scena del 5711 aveva creato sconforto e lanciato in orbita i costi dell’usato. Il nuovo 5811 ha un millimetro in più, è più prezioso e ha un altro prezzo. Ma che importa? Il cult di Patek è tornato…

    RICHARD MILLE RM-UP 01 Ferrari Cassa (51 x 39 x 1,75 mm) in titanio grado 5. Movimento meccanico a carica manuale, calibro RMUp-01 di manifattura, e di forma (2,82 g di peso), con selettore di funzione. Vetri zaffiri (0,2 mm di spessore), cinurino in pelle. 1,7 milioni di franchi svizzeri (tasse escluse).

    Un altro orologio che ha fatto discutere (per l’estetica, la costruzione, il prezzo…): odiatissimo o amatissimo, senza vie di mezzo. Ma è un dato di fatto che mai s’era visto qualcosa del genere. Una vera bomba!

    ROLEX Deepsea Challenge Cassa (50 mm) in titanio Rlx, impermeabile fino a 1100 atm, con valvola di decompressione e sistema Ringlock. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3230 di manifattura, con autonomia di 70 ore. Quadrante mat, lunetta girevole unidirezionale in Cerachrom, vetro zaffiro di 9,5 mm, bracciale in titanio Rlx. 26.100 euro.

    Il primo Rolex in titanio, il primo con una simile e impressionante tenuta stagna, eppure apprezzato da pochi e incompreso da troppi.

  • Comics watch, fumetti al polso. Il gioco continua…

    Comics watch, fumetti al polso. Il gioco continua…

    La passione dell’orologeria per i fumetti non accenna a diminuire. Prova ne siano i tanti esemplari dedicati ai personaggi delle “strisce” usciti anche quest’anno. Del resto i comics watch – chiamiamoli così, per comodità – non sono una tendenza passeggera. Come abbiamo già scritto in diverse occasioni, sono un fenomeno di costume iniziato quasi un secolo fa, con il Mickey Mouse di Ingersoll che portava leggerezza e disimpegno in una società ancora colpita dai postumi della Grande Depressione.

    Ma no, non si tratta di semplici gadget per bambini. Da sempre i comics watch sono trasversali ai generi e ai segmenti di mercato: si trovano nel basso come nell’alto di gamma, nei “solo tempo” al quarzo e nei complicati di manifattura. Semmai, negli ultimi tempi, stanno diventando sempre più curati nel design, con dettagli a tema che talvolta vanno ben oltre il quadrante per coinvolgere tutti i componenti dell’habillage. Elementi che spesso aggiungono un tocco di ironia a oggetti già divertenti di per sé, ma che richiedono speciali forniture e ulteriori spese di produzione. A dimostrare che sì, si tratta giochi, ma di giochi molto seri.

    E la riprova sta nel fatto che le case non si limitano a riproporre gli stessi soggetti, ma ampliano la ricerca verso eroi, antieroi e supereroi sempre nuovi. Da Zagor a Lupin III, da Diabolik a Batman, da Hello Kitty a Donkey Kong fino agli Street Fighter, l’orologeria degli ultimi anni si è sbizzarrita a cercare i personaggi di culto più diversi nel mondo dei cartoon, dei manga e degli anime. Lo abbiamo visto anche di recente, con il lancio della collezione Swatch x Dragon Ball Z – di cui ora pubblichiamo il nuovo Shenron.

    E lo confermano appunto le novità riportate qui sotto, tra cui appare per esempio un bel Braccio di Ferro celebrato da Franck Muller. Ed è sempre la Marca di Watchland a realizzare anche un fascinoso Diabolik – in collaborazione con Ronchi Gioielli di Milano – in occasione dell’uscita del film dei Manetti Bros. con Giacomo Gianniotti e Miriam Leone. Comunque, è da citare anche l’Aquaman di Undone – sul cui sito si trova un intero catalogo di comics watch (e merita quindi almeno una visita). Da sottolienare, poi, la presenza di Mario Bros: che non è solo il protagonista della saga di videogiochi arcade (sgrunt, umpf!), ma ha avuto anche la sua bella trasposizione fumettistica, a cominciare dalle strip di Super Mario Adventures apparse nella rivista Nintendo Power.

    Due parole, infine, sul caso Citizen. La collaborazione fra il colosso giapponese e Disney – iniziata nel 2018 su iniziativa della filiale americana – prosegue con una pletora di esemplari dedicati a tutti i “classici” del Castello fatato. In un percorso storico che copre interamente gli ultimi cent’anni, e va da Topolino a Cenerentola, da Aladdin alla Sirenetta fino a Frozen… Per comprendere perfino i “cattivi”, come la strega di Biancaneve, Ursula o Maleficent, nonché tutte le star dell’universo Marvel, fra cui spicca l’Uomo Ragno che proprio nel 2022 festeggia il compleanno. E non importa se questi comics watch non sono distribuiti in Italia: il sito offre la possibilità di “provarli” virtualmente attraverso il proprio smartphone. Basta inquadrare un QR-code, et voilà… il gioco è fatto. E inizia già con lo shopping.

    Casio G-Shock Super Mario Bros DW5600SMB-4
    Cassa (43,8 x 48,9 mm) in resina, antiurto e impermeabile fino a 20 atm. Movimento al quarzo multifunzione. Display retroilluminato (quando lo si accende, appare l’immagine di Mario), cinturino in resina. 149 euro.

    Citizen x Disney Batter’s up Mickey
    Cassa (43 mm) in acciaio Ip nero, impermeabile fino a 10 atm. Movimento Eco-Drive (a carica luce) con piccoli secondi e datario (che emula un tabellone segnapunti). Quadrante con Topolino giocatore di baseball, lancette luminescenti, cinturino in pelle simile a un guantone. Da acquistare online, 375 dollari.

    Citizen x Marvel Spider Man
    Cassa (43 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento Eco-Drive (a carica luce). Quadrante commemorativo per i 60 anni dell’Uomo Ragno, lancette luminescenti, vetro bombato, fondello personalizzato, cinturino in poliuretano. Il packaging comprende anche due spille. Edizione limitata di 1962 esemplari, da acquistare online, 425 dollari.

    Franck Muller x Bamford Watch Department Vanguard Popeye
    Cassa (44 x 53,7 mm) in titanio grado 2 spazzolato e annerito da un trattamento Pvd. Movimento meccanico a carica automatica (calibro MVT FM 800 con le finiture tipiche dell’alta orologeria). Quadrante microsabbiato con applique di Braccio di Ferro, le cui braccia indicano le ore e i minuti, lancetta centrale dei secondi con Pisellino, vetro zaffiro, cinturino in gomma e pelle di vitello. Edizione limitata di 60 esemplari, 12.500 sterline.

    Franck Muller x Ronchi Gioielli Cintrée Curvex Diabolik Limited Edition
    Cassa in acciaio Pvd nero. Movimento meccanico a carica automatica (calibro MVT FM 800-DT, dalle finiture tipiche dell’alta orologeria), con datario. Quadrante con 20 strati di lacca traslucida, lancette laccate “rosso vivo”, vetro zaffiro, cinturino in pelle. Edizione limitata di 25 esemplari. 14.800 franchi svizzeri.

    Konstantin Chaykin x Warner Bros. Wristmons Harley Queen
    Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, (calibro K.07-4, base Eta 2892-A2 con modulo di manifattura) con rotore a disco, indicazione delle ore e dei minuti tramite dischi rotanti (in contatori separati) e fasi di luna. Quadrante guilloché a Clou de Paris e a onde, multilivello e con dettagli laccati, lunetta personalizzata, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle tipo Arlecchino. Edizione limitata di 28 esemplari, 19.950 franchi svizzeri.

    Swatch x Dragon Ball Z Big Bold Shenron x Swatch
    Cassa (47 mm) in plastica. Movimento al quarzo, di fabbricazione svizzera. Quadrante stampato con la zampa del Drago Divino e le sette Sfere del Drago, lunetta personalizzata, corona a ore 2, cinturino in silicone. 135 euro.

    TAG Heuer Formula 1 x Mario Kart
    Cassa (44 mm) in acciaio, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica (Calibro 16), cronografo con secondi continui e datario. Quadrante effetto fibra di carbonio, applique di Mario con il suo kart nel contatore a ore 9, lunetta in ceramica (con scala tachimetrica), corona e fondello personalizzati, vetro zaffiro, cinturino in pelle stampata come un battistrada. Edizione limitata di 3000 esemplari, 4.150 euro.

    TAG Heuer Formula 1 x Mario Kart
    Cassa (45 mm) in titanio grado 5, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, di manifattura (Calibro Heuer 02T), con autonomia di 65 ore e tourbillon, cronografo con ruota a colonne; certificato cronometro dal Cosc. Quadrante opalino, lancette e indici luminescenti, gabbia del tourbillon con Mario Kart, Guscio Spinoso e Pallottolo Bill rotanti e con profilo luminescente, lunetta in ceramica (con scala tachimetrica) e corona personalizzati, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle effetto battistrada. Edizione limitata di 25 esemplari, 24.750 euro.

    Timex x Peanuts Timex Marlin® Hand-Wound x Snoopy Tennis Reissue
    Cassa (34 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, di fabbricazione giapponese. Quadrante con Snoopy tennista, con indicazione dei minuti a forma di racchetta, indicazione dei secondi (su disco trasparente) a forma di pallina da tennis, cinturino in pelle, intercambiabile. Riedizione di un esemplare del 1979, serie limitata di 300 esemplari (in esaurimento), 229 euro.

    Undone Aqua III Aquaman
    Cassa (43 mm) in bronzo, impermeabile fino a 50 atm e con valvola di decompressione. Movimento meccanico a carica automatica di fabbricazione giapponese (calibro TMI NH35A). Quadrante personalizzato, lancette, indici, numeri e logo luminescenti, contrappeso della lancetta centrale dei secondi a forma di Tridente di Nettuno, ghiera girevole unidirezionale, vetro zaffiro a doppia bombatura (3 mm di spessore), fondello in acciaio, cinturino in tessuto tecnico foderato in pelle. Edizione limitata di 300 esemplari, realizzati su commissione, 678 euro.

    Unimatic Modello 1 Disney Fantasia x Highsnobiety
    Cassa (41,4 mm) in acciaio spazolato, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica (calibro Sellita SW 200-01). Quadrante argenté grené con Topolino Apprendista Stregone, lancette e indici luminescenti, ghiera girevole unidirezionale con inserto in alluminio, vetro zaffiro bombato (2,5 mm di spessore), fondello personalizzato, cinturino Nato in tessuto tecnico, intercambiabile. Il packaging contiene due cionturini Nato addizionali, blu e grigio. Edizione limitata di 100 esemplari, 890 euro. Sold out.

    Qualche precisazione finale.

    1. A titolo informativo, in questa pagina ci siamo concentrati solo sulle novità uscite negli ultimi tempi. Abbiamo scelto di non estendere il periodo temporale per evitare un eccessivo affollamento di modelli.
    2. Come avete visto, i comics watch si prestano anche a sancire particolari collaborazioni, per esempio con negozi fisici o virtuali. Purtroppo in questi casi le edizioni limitate sono un obbligo e il rapido esaurirsi dei pezzi fa parte del gioco.
    3. A quanti ci chiedono se non siamo ancora stufi di pubblicare i comics watch, rispondiamo di no. Ovviamente no. E non lo saremo finché le case di orologeria continueranno a produrli. Ovvero mai, mettetevi il cuore in pace…
  • News & previews – 12/02/2022. Quello che (forse) vi siete persi

    News & previews – 12/02/2022. Quello che (forse) vi siete persi

    Consueto aggiornamento con le notizie più recenti dall’industria delle lancette. News e curiosità che magari vi sono sfuggite nelle ultime settimane. A farla da padrone sono i testimonial – pardòn, gli ambasciatori – in ambito sportivo. Un po’ perché sotto i riflettori ci sono le Olimpiadi invernali, un po’ perché i campioni attirano sempre l’attenzione (in qualsiasi disciplina, hanno comunque un bel codazzo di gente che li segue). Anche se non di solo sport vive l’uomo: tra le anticipazioni, vi annunciamo due eventi destinati a riunire un vasto pubblico – uno in campo artistico, l’altro prettamente orologiero. Ma è solo un assaggio: riprenderemo il discorso.

    News da Pechino 1

    Non se ne parla mai abbastanza dei Giochi di Pechino 2022. Dove Omega, oltre a essere cronometrista ufficiale, ha accolto “in famiglia” la star dello snowboard Shaun White. Sebbene il tre volte campione del mondo americano, nonché vincitore di altrettanti ori olimpici nelle passate edizioni, stavolta si sia piazzato solo al quarto posto, può dire addio alle gare in grande stile. Il marchio di Biel infatti gli ha messo al polso un Seamaster Planet Ocean 600M Master Chronometer con cassa in oro Sedna. Perfetto sulle piste come nella vita privata.

    News da Pechino 2

    Foto Cameron Spencer/Getty Images courtesy Omega

    Sempre Omega è invece salito sul podio grazie alla “nostra” Dorothea Wierer. Che a Pechino ha conquistato il bronzo al biathlon, con una prestazione pazzesca per velocità e precisione (“una mitragliatrice”, l’hanno definita). L’Azzurra di Brunico va così ad arricchire il prestigioso palmarès accumulato finora con la sua prima medaglia individuale. E non è finita: la aspettano ancora due gare… Intanto, però, Omega l’ha premiata come friend of the brand, con uno chic-chissimo Aqua Terra in acciaio e diamanti. Davvero meritato.

    Intanto nel deserto…

    Foto AlUla Saudi Polo Federation courtesy Richard Mille

    Nasce dalla partnership tra Richard Mille e la Federazione di Polo saudita il Richard Mille AlUla Desert Polo. Organizzato dalla Royal Commission for AlUla e introdotto per la prima volta nel 2020, è l’unico torneo di polo al mondo a svolgersi nel deserto. L’evento, che si tiene proprio in questi giorni, raduna alcuni dei più grandi giocatori di polo del mondo – non ultimo Pablo Mac Donough – in un’arena appositamente realizzata. Non lontana dal sito archeologico di Hegra, patrimonio mondiale dell’Unesco. Un luogo magico: beati i presenti.

    Basket superstar

    Non solo Brad Pitt, Charlize Theron e Adam Driver. Nelle prestigiose #SquadonaMission di Bretling c’è posto anche per gli sportivi, purché al top. Come il prodigio della pallacanestro Giannis Antetokounmpo, nuovo volto del marchio. Da anni protagonista nell’NBA, il gigante (211 cm) ha vinto tutto il possibile nel basket, incluso il titolo di Most Valuable Player per due volte. «La forza di volontà, la dedizione, la visione risoluta e la gratitudine di Giannis lo rendono una fonte d’ispirazione», spiega il Ceo di Breitling Georges Kern. Beh, se lo dice lui…

    Sul palco dei Brits

    Foto David M. Benett/Dave Benett/Getty Images courtesy Girard-Perregaux

    Chi ha visto Ted Lasso, la pluripremiata serie di Apple Tv, conosce bene Brett Goldstein. E non si è stupito di vederlo alla cerimonia dei Brit Awards 2022, l’Oscar della musica inglese, che si è svolta a Londra lo scorso 8 febbraio. Dove, insieme alla partner Hannah Waddingham, ha consegnato il premio “Miglior canzone dell’anno” ad Adele per il singolo Easy on Me. Solo i più attenti, però, hanno notato che l’attore inglese aveva al polso un Free Bridge di Girard-Perregaux. Rapporto occasionale o nuova love story? Ai posteri l’ardua sentenza.

    Venezia-Shanghai

    Un momento della conferenza stampa. Foto Andrea Avezzù courtesy La Biennale di Venezia

    Anche quest’anno (per la sesta volta) Swatch sarà main partner della Biennale d’arte di Venezia. Che, giunta alla 59a edizione (23 aprile/27 novembre), ha come titolo Il latte dei sogni/The Milk of Dreams. Da sempre incline all’arte, il marchio di orologi sarà presente con l’iniziativa Swatch Faces, che ospiterà alcune opere di ex-residenti dello Swatch Art Peace Hotel di Shanghai; mentre ai Giardini esporrà The Description Of The World, installazione site specific progettata dall’artista thailandese Navin Rawanchaikul. Da non perdere.

    Appuntamento a Vicenza

    Zenith, Girard-Perregaux, Eberhard & Co., Corum, Perrelet. E poi Vincent Calabrese, Locman, Junghans, Wyler Vetta e Timex. Sono i brand presenti alla prima edizione di VO’Clock Privé, organizzata dal 18 al 20 marzo all’interno di Vicenzaoro. Un nuovo “salotto” per l’orologeria, in cui – oltre a vedere le news dei marchi – sarà possibile partecipare a incontri di formazione e a momenti di approfondimento con gli esperti. Non solo per la stampa e gli addetti ai lavori, ma anche per il pubblico: che potrà entrare sabato 19 e domenica 20.

  • How Majestic: Swatch festeggia il Giubileo della Regina Elisabetta

    How Majestic: Swatch festeggia il Giubileo della Regina Elisabetta

    AGGIORNAMENTO LUGLIO 2026: STAI CERCANDO LA RISPOSTA AL QUIZ MOONSWATCH “MISSION TO THE MOON 1969”?

    Se sei atterrato su questa pagina mentre compili il questionario ufficiale di Swatch per accaparrarti il nuovo MoonSwatch, ecco la risposta esatta alla domanda: “Quanti abiti diversi indossa la Regina nel modello How Majestic?”

    Risposta corretta: 7 abiti (o colori) diversi.

    Il meccanismo sul datario dell’orologio (Ref. GZ711) cambia infatti la tonalità del look della Regina Elisabetta II ogni 24 ore, coprendo i 7 giorni della settimana.

    Sei un vero appassionato di orologeria? Non fermarti qui!👉 Trova altre curiosità e analisi approfondite sul Giornale degli Orologi. Diventa un nostro fedele lettore!

    Quanta Maestà! Si chiama How Majestic il nuovo Swatch dedicato alla Regina d’Inghilterra. Che domani festeggia il Giubileo di Platino: era il 6 febbraio 1952 quando la figlia venticinquenne di re Giorgio VI salì sul trono del Regno Unito di Gran Bretagna, di Irlanda del Nord e degli altri reami del Commonwealth – anche se poi l’incoronazione avvenne il 2 giugno 1953. Per questo le celebrazioni si concentreranno in giugno, quando Sua Maestà festeggerà ufficialmente anche il compleanno, che in realtà cade il 21 aprile. Ma, naturalmente, è già partita la corsa a souvenir e memorabilia (con relative gaffe, come il refuso stampato su 10.800 tazze in edizione limitata).

    70 anni di stile

    Anche Swatch non si è fatta scappare l’occasione. E ha creato How Majestic in una special edition che rende omaggio ai 70 anni di regno: un tempo lunghissimo, il più lungo della storia per una testa coronata. Anche se – più che la corona – sulla testa di Elisabetta II siamo abituati a vedere cappellini colorati. Accessori irrinunciabili (assieme alle borsette a mano) del guardaroba con cui la sovrana ha sempre fatto parlare di sé.

    Diciamo la verità, la casa di Windsor non ha mai fatto mancare argomenti di conversazione. E ha abbracciato quasi l’intero arcobaleno: dalla cronaca rosa al luttuoso nero, passando anche attraverso parecchi gialli. Her Majesty, comunque, nel corso della sua lunga vita (Dio la conservi) non ha mai perso l’aplomb. Anche per questo nessuno ha messo in discussione la sua regalità. E ha sempre accolto con benevole indulgenza le scelte ardite e al tempo stesso monotone degli infiniti look dai colori pastello. Che l’hanno resa non solo un’icona di stile, ma una figura chiave della cultura pop, riconosciuta in tutto il mondo.

    Swatch How Majestic

    Ed è proprio allo stereotipo della sua immagine che fa riferimento Swatch nel nuovo How Majestic. La cassa e il cinturino bianco platino fanno da sfondo alla silhouette della Regina che spicca sul quadrante, circondata da 70 indici dorati e da una corona stampata sopra il logo. Dettagli – ça va sans dire – che danno un tocco regale all’orologio.

    Ma la figura principale è lei, Elisabetta. Inconfondibile nel suo soprabito abbinato al cappellino, con tanto di fiore applicato sulla falda, e gli immancabili gioielli, i fili di perle attorno al collo e la spilla al petto. Ritratta sorridente, coi capelli grigi della maturità e il braccio alzato, mentre fa “ciao ciao” con la manina in quel modo tutto suo (che negli ultimi tempi ha dato adito a tanta ironia); sull’altro avambraccio l’inseparabile Launer (borsa British al 100 per cento, per cui la sovrana pare abbia una venerazione: si dice ne abbia più di 200). E al suo fianco uno dei suoi fedeli corgi, gli amati quattro zampe che possiede fin da quando era bambina.

    Ma la tonalità di cappotto e cappellino indossati da Sua Maestà sul quadrante dell’How Majestic cambia ogni giorno: e passa dall’arancione al rosa, dal verde al giallo… Il segreto sta in un semplice ma ingegnoso dispositivo interno, applicato al movimento al quarzo (rigorosamente Swiss made). Una trovata esilarante che fa dei colorati outfit della sovrana i protagonisti assoluti dei nuovi Swatch How Majestic. Perché d’altronde si dovrebbe scegliere di mettersi al polso Elisabetta II se non per accogliere con un sorriso la sua sovranità sopra le righe?

    E poi, si sa, l’ironia appartiene tanto alla sovrana quanto al marchio svizzero. Ma le sorprese dello Swatch How Majestic non finiscono qui. All’interno del packaging, sotto la protezione di una delle leali ed emblematiche Guardie della Regina ornate di colbacco, c’è qualcosa in più: una corona argentata di cartone, impreziosita da miriadi di lustrini. Un gadget da mettersi in testa per festeggiare insieme a lei il Platinum Jubilee, ovvio. C’è altro da aggiungere? Devo dirlo: God Save the Queen!

  • Swatch Clear, lo stile della trasparenza

    Swatch Clear, lo stile della trasparenza

    Nella moda lo chiamano “see-through”: è quell’effetto trasparenza creato da particolari materiali (come il Pvc) o tessuti (come il velo e l’organza). Un trend ciclico nei corsi e ricorsi fashion: basti pensare agli abiti di André Courrèges e Paco Rabanne degli anni Sessanta, oppure agli stivali Chanel di qualche stagione fa… Ma l’effetto see-through negli ultimi anni si è affermato anche in orologeria, dove l’habillage trasparente si è diffuso in tutti i segmenti di mercato attraverso l’uso di materie più o meno nobili. Dal vetro zaffiro – un esempio per tutti: il J12 X-Ray di Chanel – al policarbonato, fino ai polimeri sviluppati di continuo nel settore. Come nel caso degli Swatch Clear, che non solo seguono la tendenza ma la reinterpretano con la sensibilità più attuale.

    Effetto see-through fra tecnologia e ambiente

    Per inciso, Swatch vanta celebri trascorsi nella trasparenza: chi non ricorda il Jelly Fish del 1985? Un unicum che ha segnato un’epoca. E da lì in poi si potrebbero contare innumerevoli referenze a tema. Fino agli ultimi Swatch Clear, appunto: cinque esemplari, ambasciatori delle principali collezioni del marchio svizzero. I quali, mentre si adattano alle singole personalità individuali, da un lato lanciano un messaggio di unicità e di inclusività; e dall’altro colgono le diverse esigenze del pubblico di oggi, attento al rispetto del Pianeta e abituato all’hi-tech nel quotidiano. In pratica sono un invito a essere sé stessi. Non a caso il claim della campagna recita “Reset. Go Clear”: andate a visitare il sito ufficiale per scoprirla…

    Anche se eterogenei per provenienza e obiettivo, comunque, i cinque Swatch Clear hanno in comune uno stile ben preciso e un’estetica uniforme. Cristallina, pura, quasi immacolata. Il look del tutto trasparente è ravvivato dalle lancette coloratissime: rossa e blu quelle delle ore e dei minuti, gialla quella dei secondi centrali. Le indicazioni orarie risultano così ben visibili sul quadrante inesistente – o meglio, limitato a un anello periferico argenté scandito dagli indici della minuteria. E l’effetto see-through rivela sempre il movimento al quarzo – anzi, i movimenti al plurale: perché hanno costruzioni differenti, anche se tutti sono rigorosamente Swiss made.  

    I cinque Swatch Clear

    Entro nel dettaglio per essere più chiara. Tra gli Swatch Clear c’è, prima di tutto, il Clearly Gent: la cassa è realizzata in plastica di origine biologica (vetro incluso), mentre il cinturino è in Tpu, poliuretano termoplastico, un materiale dall’elevata elasticità, resistenza alle abrasioni e alle sostanze chimiche. Essenziale, minimal, lo Swatch più classico si adatta a tutti e veste perfino i polsi più esili. Ma è declinato anche in versione Clearly New Gent, di dimensioni maggiori, per chi ama gli orologi grandi o non ha proprio le braccia gracili né affusolate.

    In crescendo di diametro, ci sono poi le due referenze del mondo Big Bold: il Clearly Bold, dalle proporzioni macro, ha sempre la cassa in plastica di origine biologica, ma il cinturino in silicone tipo jelly. Colpisce per l’audacia e non passa certo inosservato, ma supera se stesso nel proprio clone Clearly Pay!, una sorta di alter-ego dall’anima high-tech. Che permette di effettuare pagamenti grazie alla presenza di un chip Nfc: una tecnologia cui Swatch ci ha ormai abituato da tempo (e di cui abbiamo già parlato più volte, qui e qui. Evito quindi ulteriori bla bla).

    Infine c’è il Clearly Skin, che fa parte appunto della collezione più sottile di Swatch. Simile ai Clearly Gent e New Gent nella scelta dei materiali, si distingue per la diversa impostazione meccanica, in cui il gioco di ingranaggi dona al lay-out una nuova “grafica”. Ma a definirne il carattere sono soprattutto quei 3,9 mm di spessore, che lo rendono piacevolissimo da indossare: quasi un tutt’uno con il proprio polso. Provare per credere.

    Nota di servizio. La collezione Swatch Clear è già in vendita online e nei negozi Swatch. Per conoscere i prezzi dei cinque esemplari vi rimando alle didascalie.

  • News & previews – 8/1/2022. Un pot-pourri di notizie

    News & previews – 8/1/2022. Un pot-pourri di notizie

    Per definizione, un pot-pourri è una mescolanza di pezzi eterogenei, che siano fiori e foglie a profumare un ambiente, frammenti musicali o brani letterari a creare una composizione. In questo caso il nostro pot-pourri è formato da tante notizie diverse che abbiamo selezionato nell’ultimo mese, soprattutto prima e dopo Natale. Un pot-pourri variegato (com’è giusto che sia) per spiegare le tante attività di marketing che hanno visto impegnata l’orologeria anche durante le feste. Un pot-pourri tutto da leggere. Solo per voi.

    Arte & orologeria

    A. Lange & Söhne sostiene la mostra Johannes Vermeer. On Reflection, in corso presso le Collezioni Statali d’Arte di Dresda. Si tratta della più grande esposizione in Germania del maestro olandese del ‘600, autore del celeberrimo La ragazza con l’orecchino di perla. Fra i dipinti esposti, il capolavoro da poco restaurato Donna che legge una lettera alla finestra condivide con la Manifattura sassone valori come cura dei dettagli e precisione. (Foto W. Kreische © Old Masters Picture Gallery, Dresden State Art Collections courtesy A. Lange & Söhne).

    Benedetto Spiderman!

    Non ci sono dubbi. Benedict Cumberbatch è l’attore inglese, master di eleganza e fascino, che vorremmo avere come vicino di casa. Anche solo per potergli chiedere l’ora. Il protagonista dell’ultimo episodio della saga Spider-Man: No Way Home dal 2018 è infatti ambassador di Jaeger-Le Coultre. E in occasione dell’anteprima del film che si è tenuta a Los Angeles, l’attore ha sfoggiato al polso il Master Ultra Thin Perpetual Calendar, un classico senza tempo della Maison. Proprio come lui. (Foto Emma McIntyre/Getty Images courtesy Jaeger-LeCoultre).

    Chopard a Parigi

    La serie tv più amata dalle modaiole? Emily in Paris, interpretata da Lily Collins, figlia di Phil (lo storico batterista dei Genesis). In onda su Netflix, racconta le avventure di una giovane americana trasferitasi a Parigi per lavorare in un’agenzia di comunicazione, Savoir. Che, nella seconda stagione (disponibile dal 22 dicembre), acquisisce Chopard tra i propri clienti. Ciò significa che le creazioni della Maison appaiono in tante scene. Occhio, allora: vi sfidiamo a ritrovare sullo schermo gli orologi Happy Sport e L.U.C, o i gioielli Happy Diamonds ed Happy Hearts… Se non l’avete già fatto.

    Aléé, ohoh

    Si è svolta il 27 dicembre a Dubai la cerimonia dei Globe Soccer Awards, l’evento che ha premiato i migliori nel calcio 2021. Tra gli sponsor, Perrelet ha donato ai vincitori un Turbine Evo, con le classiche pale sul quadrante e il movimento automatico di manifattura, certificato Cosc. A parte Kylian Mbappé (miglior giocatore dell’anno), l’Italia è stata stra-premiata: da Bonucci (miglior difensore) a Donnarumma (miglior portiere), dalla Nazionale di Mancini (miglior squadra e miglior allenatore) a Federico Pastorello (miglior agente, a sinistra). Evvai…

    Chez Monsieur Winston, a Milano

    Il “re dei diamanti” porta le sue preziose creazioni nella nuova boutique aperta a Milano, in via Montenapoleone: l’Harry Winston Salon, che in oltre 3mila metri quadri intende ricreare una lussuosa dimora privata. Così, i grigi e i tortora, le laccature, i tocchi di bronzo, tipici della Casa, personalizzano gli arredi e creano un bel contrasto con i pavimenti in marmo e i lampadari di cristallo. I salotti privati offrono esperienze d’acquisto personalizzate. Protagoniste – ça va sans dire – le pietre preziose. Beati i clienti, quelli veri… Ne riparleremo.

    Shopping di lusso a Bologna

    Novità in casa Rocca. La catena italiana di orologeria e gioielleria de luxe festeggia il nuovo anno con la riapertura della boutique bolognese. Dopo i lavori di ampliamento e rinnovamento, il punto vendita – posto sotto i portici di via Farini angolo galleria Cavour – offre un’esperienza ancora più sofisticata. A cominciare dal nuovo fronte vetrine, che ora ospita spazi dedicati ai marchi di orologi di alta gamma quali Cartier, Panerai e Iwc. Presenti ovviamente tutte le marche del Gruppo: Damiani, Salvini, Bliss, Calderoni, Venini…

    GG online

    Finalmente anche gli appassionati di Gérald Genta hanno un punto di riferimento online. Una nuova piattaforma permette infatti di scoprire le ultime novità, fare acquisti sull’ecommerce dedicato, approfondire lo stile e la personalità del grande designer. Proprio per l’inaugurazione della pagina web, il marchio – dal 2000 di proprietà del Gruppo Bulgari – ha messo a disposizione l’Arena Retrograde with Smiling Disney Micky Mouse. Un esemplare presentato ai Geneva Watch Days 2021 (leggi qui) ma ormai irrimediabilmente esaurito. Peccato.

  • News & previews – 4/12/2021. Anzi, breaking news

    News & previews – 4/12/2021. Anzi, breaking news

    O, come dicono i francesi: dernières nouvelles. Cioè notizie dell’ultim’ora, arrivate la scorsa settimana in redazione, che vi riportiamo “paro paro”, così come le abbiamo ricevute. Si tratta di news che ruotano soprattutto attorno allo shopping, fra le inaugurazioni di nuovi spazi e i prodotti del momento – del resto il periodo si presta, no?… Ma non solo: nelle breaking news di oggi troverete anche eventi, nuove (o vecchie) collaborazioni e altro ancora. Non proprio in tempo reale, ma quasi…

    The King is back

    Torna la collaborazione tra Hublot e Dave Gahan. Il frontman dei Depeche Mode, “the king”, ha da poco pubblicato il suo nuovo album da solista “Imposter”, il terzo che realizza con i Soulsavers (Rich Machin). Come già annunciato sui social, la casa di Nyon è partner ufficiale del tour europeo di Gahan a supporto del progetto. Pochi gli show: tre date a Londra (dal 3 al 7 dicembre), poi a Parigi (10 dicembre) infine a Berlino (il 13) il concerto senza pubblico che sarà trasmesso in streaming. Insomma: Hublot e Dave Gahan, never let you down!

    Consigli per gli acquisti

    “Di buone intenzioni è lastricato l’inferno”, diceva mia nonna. Devono averlo pensato anche quelli dell’agenzia VMLY&R Italy quando hanno ideato il nuovo spot di Breil (prodotto da The Box, regia di Alessandro De Leo). Patinato, ma fresco e divertente: due amiche al tavolino di un caffè, una consegna all’altra il regalo di Natale, ma appena rivede il contenuto (un orologio Breil) sembra pentirsene. Ed è tentata di riprenderselo: “Prova a regalarlo, se ci riesci” recita il claim. Consiglio: meglio sempre comprarne due, non si sa mai.

    Feel & touch

    Tissot ha da poco inaugurato una nuova boutique a Roma. Esattamente al civico 416 di via del Corso, l’arteria del lusso nel cuore della Città eterna. La recente apertura avviene 11 anni dopo quella della prima boutique parigina, e presenta la nuova identità architettonica della marca. Lo spazio gioca fra sorpresa ed esperienza: all’interno si è accolti in un ambiente intimo ed essenziale, mentre la vetrina con l’immagine di una cassaforte permette l’immersione nei segreti Tissot. Tanti gli esemplari ad “accesso libero”, da toccare e da provare. Bene!

    Shopping al bar

    E poi ci troveremo come le star, a scegliere gli orologi al bar… Anzi, al “watch bar”, l’esclusivo corner creato da Breitling nel nuovo format di shop-in-shop. Che ha debuttato in Italia alla Gioielleria Cornali di Bergamo, partner storico del marchio, per il lancio nuova collezione di cronografi Superavi. Sottolineo: il negozio è il primo nel nostro Paese ad avere il watch bar, elemento caratteristico dei flagship store Breitling nel mondo. (Nella foto. Patrizia Aste, Ceo di Breitling Italia, con Vittorio e Federico Brambilla della Gioielleria Cornali).

    Gioielli d’artista

    Vi piacciono i gioielli, sì? Ma se volete qualcosa di nuovo, cercate fra gli esemplari d’autore. Come quelli esposti alla Babs art gallery di Milano nella mostra Dinamismi preziosi (a cura di Alessandra Quattordio ed Ermanno Tedeschi): in cui i pezzi unici di Alberto Zorzi – artista orafo tra i maggiori esponenti della Scuola di Padova – dialogano con le opere pittoriche di Edgardo Giorgi. Andatela a vedere soprattutto se non conoscete i gioielli contemporanei: vi si aprirà un mondo. (Nella foto. Alberto Zorzi, spilla in argento con quarzo Madera e verde).

    La liaison continua…

    “Squadra che vince non si cambia”. Ma anche “certi amori non finiscono mai”. Forte di un indiscutibile successo commerciale, prosegue il rapporto fra Versace e Timex Group. Che hanno siglato il rinnovo del contratto con cui estendono di altri dieci anni la loro collaborazione, iniziata nel lontano 2004. Al centro della questione c’è ovviamente il design, la produzione e la distribuzione internazionale degli orologi della Maison di moda. Il nuovo accordo di licenza entrerà in vigore il 1° gennaio 2022 e si concluderà il 31 dicembre 2031. Nulla da obiettare!

    Basta un tap

    Anche pagare il conto ormai è un’operazione smart. Lo sa bene Swatch, che l’anno scorso ha creato SwatchPAY!. Solo in apparenza il classico Swatch: in realtà il famoso orologio di plastica colorata nasconde la modernissima funzione per il pagamento contactless. La news è che Swatch oggi si associa a Flowe, la carta di debito del Gruppo bancario Mediolanum rivolta ai più giovani e nota per la sensibilità ambientale. Così, se tocchi l’orologio (collegato ad app, conto e carta), paghi ovunque nel mondo senza portafoglio, telefono o contanti.

  • Swatch X Peanuts: è l’ora di Snoopy, Charlie Brown & Co.

    Swatch X Peanuts: è l’ora di Snoopy, Charlie Brown & Co.

    La banda dei Peanuts colpisce ancora. Dopo aver animato le linee di un brand americano (puoi leggere qui), ora conquista la Svizzera degli orologi. E va a popolare i quadranti e i cinturini della collezione Swatch X Peanuts, in vendita da un paio di giorni online e nei negozi Swatch. Un concentrato di colore, ironia e cultura pop: gli stessi elementi che da sempre distinguono sia il marchio rossocrociato sia i fumetti di Charles M. Schultz.

    Una forma di cultura

    Strisce mitiche (letteralmente!) almeno per chi, come me, ha avuto per le mani tanti Linus – la rivista creata nel 1965 da Giovanni Gandini proprio per tradurre in italiano i Peanuts, ed edita dalla Milano Libri (quindi da Rizzoli, oggi da Baldini & Castoldi). Non un semplice “giornalino” – né una normale libreria, del resto – ma un pezzo di storia della cultura italiana. Un punto di incontro di grandi come Elio Vittorini, Umberto Eco, Oreste Del Buono, Vittorio Spinazzola (che poi ho avuto la fortuna di ritrovarmi come professore nelle aule della Statale)…

    Nemmeno i Peanuts, d’altra parte, sono fumetti comuni. C’è chi li ha definiti un ritratto della società contemporanea, con le manie, le passioni, le nevrosi del mondo degli adulti e qualche ingenuità dell’infanzia. Sta di fatto che, con le loro 18mila strisce pubblicate quotidianamente negli States, dal 1950 al 2000 – quando è morto il loro creatore –, hanno raggiunto un successo planetario. Seguite da varie generazioni di lettori, ancora oggi sono ristampate sui quotidiani di tutto il mondo (in Italia appaiono ogni giorno sul Post).

    La collezione Swatch X Peanuts

    Non solo. I caratteri di Snoopy, Charlie Brown & Co. sono ormai diventati proverbiali e le loro battute celebri aforismi. Basti pensare alla “coperta di Linus”, al “Grande Cocomero” o al “Santa polenta”, tanto per ricordare i modi di dire più famosi. Chiunque legga le loro (dis)avventure, poi, è portato a immedesimarsi con un personaggio – che può essere anche diverso di volta in volta, in rapporto alle situazioni o all’umore del momento. Tant’è che la stessa Swatch, per aiutare nella scelta dell’orologio più adatto, ha segnalato uno spiritoso test della personalità che mette a fuoco il protagonista delle strip con cui ci si identifica.

    La collezione Swatch X Peanuts infatti è composta da sei esemplari, quattro dedicati a singoli personaggi e due “collettivi”. Tutti con la cassa in materiale di origine biologico (vetro compreso) e il movimento al quarzo Swiss made, i vari orologi celebrano la combriccola con grande attenzione ai particolari. Ciascun componente della gang infatti è riprodotto con estrema fedeltà, nelle espressioni e nelle pose più tipiche. E arricchito con divertenti dettagli: per esempio, nel modello First Base, le lancette terminano con un guantone e una palla da baseball.

    Ecco quindi Charlie Brown ritratto nel Pow Wow con il suo skateboard; Lucy in altalena che calcia i numeri sul quadrante del Klunk!; e Snoopy in due versioni: mentre balla felice nel Hee Hee Hee e con bandiera svizzera nel Grande Bracchetto; fino allo Smak! che riporta un fumetto completo. Ma le mie descrizioni degli Swatch X Peanuts rendono poco l’idea: potete vederli nella gallery qui in alto. O meglio ancora, dal vivo in uno Swatch store. Per i prezzi, dipende dal formato: 80 euro i Gent e 95 i New Gent. C’è perfino una versione Maxi, da 210 cm. A ciascuno il suo. Ma i collezionisti più appassionati possono avere anche una cornice su misura per esporli tutti e sei. In fondo di arte si tratta…

  • Swatch x Supriya Lele, gli Skin Classic di tendenza

    Swatch x Supriya Lele, gli Skin Classic di tendenza

    Vivienne Westwood e Jean-Charles de Castelbajac, poi Jeremy Scott, Manish Arora, Uma Wang. E ancora, in tempi più recenti, Alessandro Enriquez e Bape (A Bathing Ape). Sono alcuni dei fashion designer con cui Swatch ha instaurato fecondi rapporti di creatività nel corso di (quasi) quarant’anni. Ai quali oggi si aggiunge Supriya Lele, con cui ha dato vita alla nuova collezione Swatch x Supriya Lele Skin Classic.

    Astro nascente della moda

    Dopo aver frequentato il Royal Collage of Art, la stilista anglo-indiana ha debuttato con la propria etichetta nel 2017 e si è aggiudicata (ex aequo) il premio LVMH 2020. Forse non sarà ancora universalmente nota, ma è già apprezzata dal pubblico più attento alle tendenze e dagli addetti ai lavori. Che ne riconoscono lo stile fatto di contaminazioni, di elementi derivati dalla sua doppia identità culturale: da un lato l’eredità indiana, dall’altro le influenze britanniche. Per esempio l’amore adolescenziale per l’Heavy Metal e i Black Sabbath, o i ricordi degli anni Novanta fra estetica grunge e raffinato minimalismo.

    Un mix sgangherato ma elegante in cui convivono sari drappeggiati e pantaloni a zampa, corposi pellami e organze trasparenti, check di Madras e Pvc nero, brevi top e intimo a vista. Le silhouette aderenti (perfino appiccicate) sono composte dalla sovrapposizione di piccoli pezzi, avvolte negli intrecci di nastri lunghi e sottili, valorizzate da tagli asimmetrici, arricciature e oblò strategici. Come quelli che ha mandato in passerella proprio ieri, alla London Fashion Week. Vivide e solari le cromie: una tavolozza di arancione, giallo, verde elettrico, fucsia, turchese (tipo i coloranti artificiali delle caramelle), e qualche tono scuro o bruciato.

    La femminilità personalissima inquadrata da Supriya Lele è lunatica ma sicura di sé. È capace di giocare con la stratificazione dei capi (talvolta indistinti, nella funzione come nella forma, eppure sartoriali) e con l’esibizione del corpo. Si tratta insomma di una moda sensuale ma comoda, che piace alle ragazze e alle giovani donne più desiderose di novità. E che ha già raggiunto celebrità come Dua Lipa, Kendall Jenner, Rihanna e Bella Hadid.

    Gli Swatch x Supriya Lele Skin Classic

    E la stessa concezione ritorna anche negli orologi che ha creato con Swatch. «Ho tratto ispirazione dai miei modelli minimalisti, dai sari tradizionali che si dispiegano in strati trasparenti, con tintura in nero di seppia, blu pavone, giallo oro e Madras. Lo Swatch Skin Classic ha rappresentato la tela perfetta e veste quasi come una seconda pelle. Lo stile leggero e minimalista presenta molte sinergie con la mia visione creativa», ha spiegato Supriya Lele.

    In effetti il senso di continuità con la moda è evidente nei cinque esemplari della collezione Swatch x Supriya Lele Skin Classic. Che prendono ispirazione direttamente dalla sua linea di Ready-to-Wear della Primavera/Estate 2020 (l’ultima, prima dello stop causato dalla pandemia). I colori e le fantasie sono ripresi nei diversi metodi di stampa adottati sul cinturino. Del resto la leggerezza e il minimalismo sono parte del Dna dello Skin Classic. La trasparenza si ritrova invece nella cassa in plastica di origine biologica (che soddisfa anche la sensibilità ambientale delle nuove generazioni). E la profondità nel vetro stampato (una prima per lo Skin).

    Gli Swatch x Supriya Lele Skin Classic sono già in vendita nelle boutique monomarca, online sul sito ufficiale e dai rivenditori autorizzati. Il prezzo è di 120 euro. 🔥

  • Big Bold Planets, i nuovi mondi della galassia Swatch

    Big Bold Planets, i nuovi mondi della galassia Swatch

    Prosegue il viaggio interstellare di Swatch. Che, dopo aver indossato le tute spaziali della Space Collection, ora sbarca con i nuovi Big Bold Planets su quattro pianeti sconosciuti di un’immaginaria galassia. Mondi lontani e creativi, in cui la luce è vibrante di colori e l’atmosfera è intrisa di un’energia allegra e positiva. Li si intravvede nelle immagini a corredo della collezione, in cui i Big Bold Planets risaltano fra rocce e materiali arcani dall’appeal magnetico e irresistibile. Giunti a noi, forse, attraverso un warmhole, un cunicolo spazio-temporale creato da qualche civiltà aliena nascosta in quel di Zurigo o di Biel (non lo sapremo mai 😉), intenzionata a rendere più piacevole la vita del genere umano.

    I fantastici quattro

    Così, Second Home è blu, come la nostra Terra. Ed evoca appunto un’ipotetica “nuova casa” per l’umanità, collocata chissà dove tra le stelle… Anche se l’orologio è decorato dalla figura di un pianeta con gli anelli, simile a Saturno, che rimanda comunque all’interno del sistema solare come lo conosciamo nella realtà.

    Mentre Touchdown è fucsia, un rosa saturo che probabilmente nasconde un messaggio segreto e ottimista, tipo “Think Pink”. Il nome richiama il fatidico momento dell’atterraggio sulla superficie dell’ipotetico pianeta in questione; che è ribadito anche dalla presenza del casco da astronauta, dalla numerazione in senso antiorario che scandisce il conto alla rovescia e dalla scritta “Contact” sul quadrante.

    Il terzo modello dei Big Bold Planets si chiama invece Oops! Si distingue per il colore arancione e per la disposizione “disordinata” dei numeri arabi. Collocati cioè nella giusta posizione, ma con caratteri di dimensioni diverse, rientranze, assenze (o forse “salti temporali”). Curiose anomalie che potrebbero indicare un mondo di Bastian Contrari, dove vige la legge della fantasia e della libera espressione.

    Infine, rigorosamente verde, il Come in Peace!: esortazione rivolta (ovvio!) agli extraterrestri, intesi appunto come classici “omini verdi”. Ovvero i Marziani della tradizione, ma senza antenne, ritratti innumerevoli volte dal cinema e dalla letteratura e di certo più simpatici dei Grigi… Se ne scorge uno in primo piano sul quadrante, e la sua presenza è come un lasciapassare negli incontri ravvicinati del terzo tipo.

    Big Bold Planets: note di servizio

    Con la cassa oversize (47 mm di diametro) in plastica e le cromie sgargianti, i Big Bold Planets catturano inevitabilmente l’attenzione. Ancora di più per la costruzione, che ricorda gli airlock delle navicelle spaziali, e il quadrante trasparente, che mostra il movimento al quarzo dai componenti colorati. In più ciascuno è fornito di due cinturini in silicone di diversi colori: grazie al kit inserito nella confezione, è possibile sostituirli a piacimento e cambiare del tutto look al proprio orologio. Da segnalare anche i valori universali delle scritte sotto i fori del cinturino, e il misterioso linguaggio in codice sul packaging.

    Già in vendita da qualche giorno nelle boutique monomarca e nei rivenditori Swatch, i nuovi Big Bold Planets da oggi sono disponibili anche online sul sito ufficiale. Dategli un’occhiata: li vedrete ambientati in divertenti illustrazioni a tema. C’è una cosa però che non è astronomica (ed è giusto così), il prezzo al pubblico: 135 euro.

  • SwatchPAY! Per lasciare a casa i pensieri e il portafoglio

    SwatchPAY! Per lasciare a casa i pensieri e il portafoglio

    Cosa c’è di più allettante di una birretta fresca alla fine di una lunga giornata in spiaggia? Quest’anno, per averla, non serve nient’altro che l’orologio. A patto che sia uno SwatchPAY! Basta accostarlo al Pos e il gioco è fatto: birra pagata, in modalità contactless.

    È l’ultima rivoluzione di casa Swatch, che ci alleggerisce la vita ancora un po’. Avete già incontrato (o meglio indossato) uno SwatchPAY!? È stato lanciato in Italia l’autunno scorso. In quell’occasione, vi abbiamo presentato l’innovativa tecnologia che consente di utilizzare l’orologio come una carta di credito, senza consumarne la batteria (il sistema prende dal terminale l’energia necessaria all’operazione). Quindi per assurdo funziona anche se le lancette sono ferme.

    Non è nemmeno necessario avere con sé lo smartphone. Quest’ultimo serve solo per associare l’orologio alla vostra carta di credito. In alternativa, potete richiedere l’associazione in qualunque Swatch Store; oppure online, sul sito internet ufficiale. E non ci sono limiti. È possibile associare a una carta di credito quanti SwatchPAY! volete. Così anche i vostri figli possono godersi la libertà di effettuare pagamenti solo con un gesto del polso. Sempre che a voi vada bene, s’intende.

    SwatchPAY!: libertà e sicurezza

    Ma quanto desiderio di libertà c’è nell’aria questa estate?! Bisognosi di scrollarci di dosso i tanti pesi di quest’ultimo anno e mezzo, abbiamo proprio bisogno anche di gesti simbolici. Come lasciare a casa il portafoglio, assieme ai pensieri. Indossare un costume, un paio di infradito e un orologio colorato. Non serve altro. È il potere della tecnologia. E questo significa cavalcare l’onda dell’innovazione: “sport” in cui Swatch si è sempre distinto. Con un dettaglio non da poco: mica c’è bisogno di svenarsi, anche i prezzi sono i soliti di Swatch…

    Ma lasciare a casa i pensieri significa anche pagamenti in totale sicurezza. SwatchPAY! utilizza un chip radio Nfc (Near Field Communication) integrato nel quadrante dell’orologio. Per completare la transazione, non dovete far altro che avvicinare l’orologio al Pos e inserire il Pin della carta solo quando richiesto (sopra i 25 euro di spesa). A quel punto, il lettore acquisisce le informazioni di pagamento dal chip dell’orologio. E il gioco è fatto.

    Le novità dell’estate

    Ma di giocare non si smette mai. Infatti, la collezione SwatchPAY! si è da poco arricchita di sgargianti colori estivi. Azzurro, rosa, cinturino blu e quadrante azzurro, bianco con dettagli di colore e rosso vinaccia per i modelli Gent, con cassa da 34 mm. Che si aggiungono ai New Gent, con cassa da 41 mm, ora nelle nuove tonalità marine. E ai Big Bold, con cassa da 47mm, tra i quali non poteva mancare la variante turchese. Perché il richiamo del mare ha contagiato anche la collezione SwatchPAY! A proposito, l’impermeabilità limitata (fino a una pressione di 3 atmosfere) sconsiglia vivamente di farci il bagno.

    Ma non è finita qui: c’è un’altra novità dell’estate. Ora è possibile associare a SwatchPAY! non solo le carte di pagamento Mastercard, ma anche quelle con circuito Visa emesse da Intesa Sanpaolo, Intesa Sanpaolo Private Banking e Fideuram. I nuovi modelli SwatchPAY! sono disponibili in tutti gli Swatch Store e sul canale e-commerce del marchio. Se volete saperne di più, trovate tutte le informazioni sugli SwatchPAY! a questo link.

  • Swatch Space Collection: il viaggio interstellare della Bioceramic

    Swatch Space Collection: il viaggio interstellare della Bioceramic

    10, 9, 8, 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1: 0. Pronti per il lancio verso l’azzurro dove tutti i sogni sono possibili? Lo Spazio interstellare è protagonista della nuova Swatch Space Collection. Il brand ha mantenuto la promessa: puntuali a inizio giugno le nuove versioni degli orologi di ultima generazione, realizzati in materiale riciclato. Quella miscela di ceramica e bioplastica che un mese e mezzo fa ci aveva presentato Carlo Giordanetti, Consigliere di Amministrazione di Swatch.

    La Swatch Space Collection, nuovo capitolo dell’era Bioceramic, è dedicata alla Nasa. Prende ispirazione dalle tute degli astronauti, almeno per tre dei cinque orologi. Che rispondono all’annuncio fatto di Giordanetti al lancio dei Big Bold in Bioceramic: «Abbiamo scelto di cominciare da questo grande orologio (cassa da 47 mm di diametro) dal design architettonico, in versione “naked”, che ci permette di valorizzare la capacità di definizione della ceramica, di estrema precisione negli angoli e in tutte le linee costruttive», aveva detto. «Ma è solo l’inizio. Tra maggio e giugno arriveranno i colori estivi: più vivaci, anni ’80». Eccoli.

    Bianco, come le tute Extravehicular Mobility Unit, indossate per la prima volta nel 1983 dagli astronauti della Nasa Franklin Story Musgrave e Donald Peterson; ben visibili nel buio cosmico, proteggono dalle radiazioni solari, dalle temperature estreme, dal vuoto circostante. Arancione, come le tute “color zucca”, Advanced Crew Escape Suit, indossate per le fasi di lancio e di rientro del volo. E blu, ispirato alle divise “da lavoro”, utilizzate nelle attività quotidiane nella stazione spaziale, per le conferenze stampa o all’interno della base Nasa.

    Il cronografo bianco, chiamato Big Bold Chrono Extravehicular, ha la cassa in Bioceramic opaca e il cinturino in silicone con i due passanti rosso e blu. Il vetro è in plastica di origine biogenerata. Le lancette sono luminescenti, con Swatch Glow. Per sottolineare la fonte di ispirazione, c’è il logo della Nasa. Da notare che il timer del cronografo non è impostato sull’indicatore dell’ora esatta, ma dieci secondi prima. Non è un errore, ovviamente, e neppure un caso. È evidenziato in rosso a segnalare il conto alla rovescia che precede il lancio in orbita.

    Una caratteristica comune al Big Bold Chrono Launch, l’altro cronografo color zucca. La cassa in Bioceramic grigia opaca ospita il quadrante argentato e le lancette con Swatch Glow (luminescenti); la lunetta in Bioceramic arancione è coordinata al cinturino in silicone, arricchito di due loop in blu e bianco. E ovviamente dal logo della Nasa. Che è presente anche nel Big Bold Jumpsuit, un “solo tempo” con la cassa in Bioceramic bianca opaca, la lunetta blu come il cinturino con i passanti bianchi, e il quadrante a specchio che riflette l’immensità spaziale. Altro dettaglio design: la corona posizionata alle ore 2.

    Entro la fine dell’anno Swatch introdurrà un orologio in bioceramica in tutte le collezioni iconiche. Lo aveva anticipato al Giornale degli Orologi Carlo Giordanetti. Per ora, con la Swatch Space Collection, possiamo cominciare a goderci un viaggio immaginario nello spazio. Ricordando le imprese degli astronauti della Nasa. Anche con i due modelli più “classici”, un Gent e un New Gent che completano la collezione. Ovvero il Take me to the Moon con la cassa trasparente; e lo Space Race con quadrante argentato effetto specchio.

    Ma non si tratta solo di suggestioni: lo Swatch nello spazio c’è andato davvero. Correva l’anno 1996. L’astronauta svizzero Claude Nicollier, mentre si imbarcava sullo Space Shuttle Columbia per una missione di lancio di un satellite italiano, indossava uno Swatch Access to Space – SKZ100. Ora quell’orologio – regalato a Nicolas G. Hayek, indimenticato fondatore di Swatch – è esposto nel museo del marchio a Bienne.

    Il conto alla rovescia è terminato. La Swatch Space Collection è stata lanciata: è in vendita a partire da oggi, online dall’8 giugno. Ma non finisce qui. Presto ci sarà anche un esclusivo set che include anche una novità Flik Flak, il più giovane della famiglia Swatch. Stay tuned.

  • Bioceramic: Carlo Giordanetti racconta il nuovo materiale di Swatch

    Bioceramic: Carlo Giordanetti racconta il nuovo materiale di Swatch

    Evoluzione continua. Sei mesi dopo il lancio della prima collezione in plastica biogenerata, in casa Swatch è arrivata la Bioceramic. Un materiale composto per due terzi da polvere di ceramica e un terzo da bio-plastica. Proprio quella della collezione Bioreloaded, ricavata dall’olio di semi di ricino.

    «Stiamo ragionando da anni sui nuovi materiali. A partire dal mais, che non riusciva a mantenere la rigidità di base», racconta Carlo Giordanetti, Consigliere di amministrazione di Swatch. «C’è voluto molto tempo. Anche perché il sistema costruttivo degli Swatch, basato su un modulo a iniezione di precisione millimetrica, non si “accontenta” di un materiale qualunque. Richiede infatti che il materiale iniettato mantenga le qualità di prodotto tipiche del marchio: resistenza agli urti, agli choc e ai cambiamenti di temperatura».

    Dalla bioplastica alla Bioceramic

    La risposta è arrivata dai semi di ricino (quelli dell’olio imposto qualche generazione fa come purga stagionale). «Una pianta che non toglie terreno all’agricoltura tradizionale», sottolinea Giordanetti. «Dall’olio processato otteniamo un microgranulato che, una volta fuso e unito ai pigmenti di colore, riesce a mantenere le qualità standard della plastica Swatch. Siamo partiti dalla parte hard dell’orologio. Per i cinturini abbiamo trovato un materiale leggermente diverso, della medesima origine».

    La collezione Bioreloaded ha dato il là. «Ha scatenato la voglia di andare oltre, immaginare altro. E, visto che la bio-plastica funziona così bene, abbiamo avuto un boost di energia che ci ha permesso di arrivare in sei mesi alla bioceramica». Un mix in cui la ceramica porta maggior resistenza agli agenti esterni e resilienza ai graffi (rendendo l’orologio ancora più longevo degli altri Swatch). Mentre la plastica biogenerata, con le sue caratteristiche di flessibilità ed elasticità, ne riduce la fragilità. Una combinazione che è una provocazione. «Volevamo trovare una soluzione che ci consentisse di realizzare un prodotto globale con la ceramica, materiale nobile solitamente associato a beni di lusso. Con un costo Swatch», spiega Giordanetti, che in Swatch ha ricoperto negli anni svariati ruoli, tra cui quello di Vicepresidente marketing.

    Il Big Bold in Bioceramic

    Online e negli store aperti, il Big Bold Next in Bioceramic (primo di una lunga serie di Swatch realizzati nel nuovo materiale) è in vendita da oggi a 125 euro, contro i 95 euro del Big Bold tradizionale. Ed è proprio la speciale miscela a fare la differenza, non solo di prezzo. Perché la bio-plastica rende la ceramica meno rigida, e quindi meno soggetta a ipotetiche fratture. Mentre la ceramica, oltre a una grande resistenza, rende l’orologio piacevole al tatto, quasi setoso, e particolarmente termosensibile, capace cioè di adattarsi alla temperatura corporea.

    Prosegue la rivoluzione Swatch: 37 anni fa la creazione del suo innovativo processo industriale; poi, nel 2013, il lancio della collezione Sistem 51, realizzata con soli 51 elementi. E ora la Bioceramic, che ha portato qualche trasformazione anche nei laboratori Swatch. «Sono stati introdotti nuovi miscelatori in grado di gestire la miscela alla perfezione nel momento in cui va iniettato il granulato, tenendo conto della pigmentazione dei due materiali», conferma Giordanetti.

    La reattività di Swatch

    Ma non è solo un’impressione. Nell’anno della pandemia e della crisi globale, Swatch sta dando la carica. «Il marchio è nato in un momento di stallo, se non di recessione dell’industria orologiera e dunque dell’intera economia svizzera. È nel Dna aziendale la capacità di cogliere le sfide con particolare rapidità nei momenti di crisi, di fatica e immobilità. Certo, ci aiuta essere parte di un gruppo con canali verticali e un dipartimento interno di ricerca e sviluppo. Ma è anche vero che noi di Swatch lavoriamo molto bene sotto stress».

    Un anno di chiusure ripetute delle serrande hanno sicuramente impattato sul bilancio di un’azienda con più di 500 negozi nel mondo. L’e-commerce ha compensato in maniera importante (sebbene non annullato) il calo del retail. Confermando quella voglia di piccole gratificazioni che un prodotto facile e gioioso come Swatch – tipicamente colorato, quasi un divertissement che ci riporta all’infanzia – è in grado di appagare.

    «Ne abbiamo avuto chiara dimostrazione a marzo, con la collezione lanciata assieme al MoMA: sei orologi ispirati a opere di grandissimi nomi della storia dell’arte. In un momento in cui i negozi erano chiusi quasi dappertutto, non siamo stati dietro agli ordini. Quegli orologi che ci hanno ri-portato al museo, mentre non ci potevamo andare, forse anche per la loro leggerezza e un pizzico di follia, hanno superato le più rosee aspettative di vendita», rivela Carlo Giordanetti. «Questo dimostra anche che avere uno Swatch fa venire voglia di averne un altro. Sebbene tutti ricordino ancora dove hanno conservato il loro primo Swatch».

    E siamo solo all’inizio…

    Rassicurazione agli appassionati: la casa svizzera non intende mettere da parte la plastica. «Non rinneghiamo la plastica tradizionale, che ci permette di fare cose straordinarie a livello cromatico. E ci assicura uno dei nostri must: la trasparenza, difficile da ottenere con la bioplastica, impossibile con la ceramica», precisa Giordanetti. Comunque, è chiaro che il lancio del Big Bold Next in Bioceramic è solo l’inizio.

    «Abbiamo scelto di cominciare da questo grande orologio (cassa da 47 mm di diametro) dal design architettonico, in versione naked, che ci permette di valorizzare la capacità di definizione della ceramica, di estrema precisione negli angoli e in tutte le linee costruttive», spiega ancora Giordanetti, parte attiva nel team di sviluppo dei prodotti e del design del brand. «Abbiamo realizzato dei “nudi” che, grazie alla trasparenza del quadrante (elemento distintivo del Big Bold), lasciano visibili movimento e struttura dell’orologio». Il cinturino, il vetro e la loop sono invece realizzati in plastica di origine biologica.

    Cinque i colori di lancio del Big Bold Next in Bioceramic: bianco e nero (i must have), grigio (colore Pantone dell’anno), azzurro cielo e rosa (colore della stagione). «Siamo cascati appieno nella tendenza di colori pastello polverosi, dalla bella densità. Tra maggio e giugno arriveranno i colori estivi: più vivaci, anni ‘80. Da giugno alla fine dell’anno introdurremo un orologio in bioceramica in tutte le nostre collezioni, a cominciare da un New Gent più grandino, con cassa di 41 mm, dallo Skin e dagli altri modelli più iconici», annuncia il manager.

    La ricerca continua

    Il team di ricerca e sviluppo, intanto, lavora alacremente su nuovi materiali. «Adesso è scattata la voglia di trovare i materiali più interessanti per ciascuna esigenza. Perché no? Anche per un nuovo acciaio. Conosciuti come creativi del design e della decorazione, oltre che innovatori sui movimenti, ora vogliamo fare grandi cose anche nella ricerca di nuovi materiali», dichiara Carlo Giordanetti.

    Lo dimostra il discorso packaging, in cui Swatch ha definitivamente voltato pagina. Non vedrete più le tradizionali confezioni in plastica trasparente, a meno che non ne abbiate conservata qualcuna. Dall’autunno scorso sono state sostituite da un materiale estratto dalla buccia di patate (paper foam), biodegradabile, riciclabile e compostabile. Anche lì, una svolta green.

  • Internet Time. La storia degli orologi elettronici – Quarta uscita

    Internet Time. La storia degli orologi elettronici – Quarta uscita


    Dopo gli anni Ottanta, eccoci al 2000. Aspettando gli smartwatch, arriva l’Internet Time e spariscono i fusi orari…

    Millennio nuovo, orologi digitali nuovi. Così è stato. Il passaggio al 2000 sarà segnato da una grande novità. Parliamo della seconda rivoluzione Swatch, sempre per merito del vulcanico “numero uno” Nicolas Hayek. Così, dopo avere riportato in vita nel 1983 l’orologeria svizzera, a due anni dal cambio secolo ha avuto un’altra idea geniale: l’Internet Time. Al solito si è trattato di un mix tra pensata hi-tech e strategia marketing. Per la precisione il progetto venne annunciato il 23 ottobre 1998 in pompa magna con invitato d’onore Nicholas Negroponte. Nel 1999 escono i primi modelli.

    Cos’è l’Internet Time

    La tesi è semplice. Perché non progettare orologi che misurino in modo universale il tempo? Detto, fatto. Nicolas inventa, appunto, l’Internet Time. Un sistema di calcolo che utilizza lo stesso orario in ogni parte del mondo e momento della giornata, eliminando fusi orari e differenze geografiche. Non ore e minuti durante le 24 ore, bensì mille unità decimali chiamate .Beats. Dove 1 .Beat corrisponde a 1’ e 26,4”. Ogni giorno @000 inizia a mezzanotte di Biel Meantime (BMT) in Svizzera, sede storica Swatch.

    I modelli includevano più funzioni: due fusi orari, timer, cronografo e sveglia, il count down e anche una piccola animazione. Diverse le versioni: cassa in plastica, alluminio, skin (sottilissimo) e Access. Diciamo che il sistema, decisamente originale, non era certo comodo per noi umani, che ragioniamo da millenni in modalità analogica. Per fortuna il quadrante mostrava sempre il doppio orario, altrimenti fare il conto per scoprire che @484 sono le 11 am 37’ e 11” sarebbe risultato decisamente scomodo. Alla fine l’Internet Time, come detto prima, si rivela più un’idea marketing che hi-tech. Ma servì a porre il mattoncino successivo degli orologi elettronici.

    I modelli luminosi Timex

    Già qualche anno prima della fine del XX secolo escono i primi digitali in grado di scambiare informazioni col computer. Nel 1994 Timex, azienda del Connecticut, si allea con Microsoft e posiziona sul mercato Datalink 50. Un digital watch in grado di memorizzare cinquanta contatti e brevi note nelle memoria interna. Ma la vera novità, non è l’archiviazione in memoria, bensì la connessione senza fili con pc Windows. E qui scende in campo l’azienda di Bill Gates che progetta un originale sistema di trasmissioni luminose.

    Come funziona? I numeri in rubrica vengono prima inseriti nel computer, poi trasferiti all’orologio in modalità wireless-ottica. Per farlo era sufficiente posizionare l’orologio vicino al monitor e avviare la procedura di trasferimento. Sul display compariva un codice composto da linee orizzontali, lette dal sensore ottico di Datalink. Per quegli anni una tecnologia da fantascienza. La memoria venne estesa a 150 dati, ma l’orologio non riscosse molto successo.

    Windows da polso

    Andò meglio agli Spot Watch, acronimo di Smart Personal Objects Technology. Un progetto presentato dallo stesso Gate nel 2002 al Comdex. In questo caso Microsoft pensava a un insieme di prodotti “Personal Home”. Uno dei primi esempi di Internet degli oggetti (Iot) incubato dai big mondiali della tecnologia nei successivi dieci anni. Fossil, Suunto e Tissot abbracciarono la proposta definita da Gates come: «Prossima rivoluzione del computer».

    L’idea era di mettere al polso il nascente Windows Mobile per dotare il microschermo di funzioni grafiche. Furono sviluppati diversi prototipi, ma il mercato rispose in modo fiacco. Colpa del software che per problemi di diritti non si interfacciava con altri sistemi. Ma all’orizzonte stava facendo capolino Android. Sistema open, cuore dei futuri smartwatch. Siamo nel 2008.

    Nella prossima uscita: XXI secolo, è l’ora degli smartwatch

  • Swatch X MoMA, non solo per i collezionisti d’arte

    Swatch X MoMA, non solo per i collezionisti d’arte

    «La natura rigogliosa di Henri Rousseau in cui appaiono gli occhi magnetici della belva in agguato. Le pennellate quasi ipnotiche di Van Gogh che catturano una luce ideale. Le textures di Gustav Klimt, che ci raccontano di mosaici bizantini e colori sognanti. E ancora, un mondo di Mondrian forse meno riconoscibile di altri, ma che racchiude una tappa fondamentale del suo cammino artistico. La grafica graffiante e pulita di Tadanori Yokoo, così “naturalmente Swatch”…». Con queste appassionate parole Carlo Giordanetti, Direttore creativo di Swatch (nonché Ceo di Swatch Art Peace Hotel), ci racconta in sintesi – e in esclusiva – gli orologi della collezione Swatch X MoMA.

    I capolavori di Swatch X MoMA

    Sei modelli dedicati ad altrettante opere racchiuse nel tempio dell’arte newyorkese. Alcune celeberrime, altre meno note al grande pubblico, ma altrettanto rappresentative di un determinato artista o di una stagione artistica ben definita. Ecco quindi Starry Night di Vincent van Gogh, Hope II di Gustav Klimt, The Dream di Henri Rousseau, ma anche Composition in Oval with Color Planes 1 di Piet Mondrian, New York e The City and Design di Tadanori Yokoo. Non riportate però in modo didascalico, ma reinterpretate (come sempre) da Swatch con la propria sensibilità pop. Che fa dell’orologio da polso un mezzo immediato e potente per divulgare l’arte.

    Presentata ieri in streaming a livello globale, la mini collezione Swatch X MoMA sarà in vendita in tutto il mondo a partire dal 4 marzo ed è qui “esposta” in anteprima. Ma non è che l’ultimo episodio (in ordine di tempo, certo non il conclusivo) della serie di collaborazioni intraprese da qualche tempo dal marchio svizzero con le maggiori istituzioni museali in tutto il mondo. Il Rijksmuseum di Amsterdam, il Thyssen Museum di Madrid, il Louvre di Parigi. E ora il MoMA di New York, appunto.

    Partnership esclusive

    Ma come nascono queste partnership? «Abbiamo iniziato questo nuovo capitolo della relazione tra Swatch e l’Arte nel 2018 con il Rijksmuseum di Amsterdam», racconta Giordanetti. «Poi sono state la generosità dei Musei nell’aprire i propri archivi, la comprensione dell’importanza di diffondere le loro opere più importanti attraverso canali nuovi per attirare nuovo pubblico, la volontà di trascendere la dimensione di oggetto-ricordo, la capacità di comprendere il valore aggiunto di una collaborazione con un marchio come Swatch, ad aver generato i capitoli successivi di questa avvincente storia».

    E continua: «La nostra filosofia basata sul rispetto dell’opera originale, sull’apporto di un tocco di creatività sempre inatteso, la possibilità di estendere le sale del Museo ad una galleria virtuale di punti vendita nel mondo intero, sono tutti elementi che ci hanno fatto avvicinare in maniera quasi naturale ad istituzioni culturali così importanti e significative. E poi non è divertente l’idea di crearsi una piccola collezione di capolavori da polso?». Divertente, certo. Ma anche impegnativo, almeno per Swatch che questa raccolta la deve creare.

    Scelte difficili

    In concreto, con quali criteri selezionate le opere da rappresentare? Nel caso della Swatch X MoMA, per esempio, avevate a disposizione un patrimonio immenso di creazioni straordinarie… «Nella collaborazione con il MoMA – più ancora che in quelle precedenti con il Rijksmuseum, la Thyssen Collection e il Louvre -, la scelta dei capolavori da interpretare con il “filtro” Swatch è arrivata dopo un percorso ricco e appassionante», spiega ancora Carlo Giordanetti. «Quante opere, quanti artisti, quanta soggezione, quanta creatività! Soltanto i nomi di Klimt, Mondrian, Van Gogh sono già evocativi di mondi così ricchi, così importanti nella storia dell’arte, così associati a valori inestimabili, che ci siamo inizialmente sentiti intimiditi (cosa non comune!)», ammette.

    «Poi la passione prende il sopravvento e la sfida diventa “hot”: e allora, se dev’essere Van Gogh, che Starry Night sia! Abbiamo trovato nel team di curatori del MoMA professionisti che hanno compreso appieno la missione del progetto, la capacità di Swatch di portare i capolavori nella sfera intima delle persone e per le strade del mondo. Comporre insieme a loro la collezione è stato affascinante e il risultato parla da sé: capolavori senza tempo e universalmente conosciuti, all’interno dei quali abbiamo scelto di svelare dettagli e particolari volta a volta diversi».

    Ma, più in generale, come scegliete gli artisti che ispirano Swatch? «Beh, nella scelta degli artisti con cui collaboriamo, le variabili che hanno maggior influenza sono la capacità di emozionare, l’immediatezza, la storia che raccontano attraverso le loro opere, il senso del colore», dichiara Giordanetti. «In questo senso, l’artista brasiliana Beatriz Milhazes entra a pieno titolo nel progetto Swatch X You edizione MoMA: le sue opere sono energia pura, divertimento, leggerezza. E portano con sé un profumo di Brasile che ci fa venir voglia di viaggiare». Sì, perché la collezione Swatch X MoMa comprende anche tre canvas della pittrice carioca, che offrono innumerevoli possibilità di personalizzazione.

    Progetti futuri

    Ma come proseguono le collaborazioni eccellenti di Swatch? Ci dobbiamo aspettare future collezioni create, che so, con la National Gallery di Londra o con l’Hermitage di San Pietroburgo? «In questo momento gli stimoli sono tantissimi», confessa Giordanetti. «Anche perché la situazione mondiale ci sta portando a vedere i Musei come oggetti del desiderio quasi quotidianamente. E quante sono le opere d’arte e le eccellenze nel mondo che vorremmo poter interpretare! Credo che presto ci sarà un’avventura in Asia e poi forse un’altra grande istituzione della nostra cara Europa… Godiamoci per ora le “nostre” notti stellate, i sogni, la speranza, le energie che questa collezione ci regala – poi si vedrà!».

    E in Italia? Intendo dire: Swatch si sente più orientato, per natura e ispirazione, verso i Musei Vaticani o verso la Fondazione Prada? «In Italia forse è persino troppo difficile scegliere, tanti sono i musei… E non solo i musei, le istituzioni, i luoghi, le collezioni che meritano attenzione e che ci fanno sognare. Ma prometto che ci applicheremo… E qualche sogno si avvererà!». Laconico Giordanetti, non si sbottona neanche a pregarlo… Proviamo allora così: qual è il dipinto (o quali sono i dipinti) che Swatch vorrebbe avere in collezione?

    «Swatch ha una collezione di opere d’arte assai multiforme, che nasce proprio dalla volontà di apertura, di inclusione, di diversità che animano le scelte del marchio. Accanto ad opere di Keith Haring, di Kenny Scharf, di Mimmo Paladino, di Joana Vasconcelos, di Joe Tilson, ci sono opere di giovani artisti; molti dei quali sono stati ospiti dello Swatch Art Peace Hotel a Shanghai, la residenza aperta nel 2011 che accoglie artisti da tutto il mondo, per lavorare in libertà». Sì, ne abbiamo parlato più volte su questo sito. «E poi ha una lunga serie di “ricordi di viaggio”: opere che segnano collaborazioni puntuali con esponenti dell’arte in molte sue forme; e che hanno contribuito alla nostra storia fatta di provocazioni positive, sorprese, emozioni e divertimento». Quindi conclude: «La prossima opera che vorremmo avere in collezione sarà quella che ci arriva dritto al cuore!».

  • Disney Mickey Mouse X Keith Haring: Swatch, Topolino e la street art

    Disney Mickey Mouse X Keith Haring: Swatch, Topolino e la street art

    Il consolidato legame di Swatch con l’arte contemporanea caratterizza anche la nuova collezione Disney Mickey Mouse X Keith Haring. Con cui Swatch celebra l’artista simbolo della street art newyorkese – e la sua passione per il mondo della Walt Disney, in particolare per Topolino. L’amato personaggio è uno dei soggetti preferiti, lo si ritrova al centro di alcuni tra i lavori più famosi di Haring. E risalta inconfondibile anche nei tre modelli che compongono la mini-collezione dell’azienda svizzera: Eclectic Mickey, Mouse Marinière e Mickey Blanc Sur Noir.

    Com’è noto, Keith Haring (1958/1990) era profondamente influenzato dal fumetto americano anni ’50 e ’60, e in particolare da quello della Disney. Come infatti ebbe occasione di dichiarare: «Ho sempre voluto lavorare per Walt Disney, da ragazzo. In qualche modo penso che sia uno dei tre artisti più importanti del XX secolo, insieme a Warhol e Picasso». In effetti Haring non diventò un fumettista per la nota casa di produzione americana. Ma dopo gli studi di Belle arti, nel 1980, iniziò a realizzare opere raffiguranti Mickey Mouse con quel suo tratto distintivo, ispirato alla Pop Art e ai graffiti urbani, tipico di tutti i suoi lavori. Un tratto celebre, fatto di linee e pittogrammi che ancora oggi popolano l’immaginario collettivo.

    Per Haring, Topolino simboleggiava «l’America più di ogni altra cosa». E il suo desiderio di rendere l’arte accessibile a tutti, non solo a un’élite di persone, è un valore condiviso con Swatch fin dal 1986. Risale infatti a quell’anno il lancio della prima collezione di orologi che il marchio svizzero ha creato in collaborazione con l’artista (e attivista sociale) statunitense. I modelli della collezione, quattro in tutto, erano allora venduti in edizione limitata nel leggendario Pop Shop da lui aperto in Lafayette Street, nel centro di New York. E ancora oggi rimangono gli Swatch più ricercati dai collezionisti.

    La collaborazione si rinnova ora per la seconda volta con questa capsule collection, realizzata appunto con Disney e Keith Haring Studio. Nella Disney Mickey Mouse X Keith Haring, infatti, il personaggio di Topolino – pur riconoscibile fin dal primo sguardo – è trasformato dalla speciale sensibilità di Haring, che lo interpreta con il proprio gusto e il proprio stile. Basta guardare per esempio quello raffigurato al centro del Mickey Blanc sur Noir. Un orologio dal design essenziale e minimalista, in cui spiccano le lancette traforate e il passante del cinturino, entrambi gialli. Unica nota di colore nel look monocromatico d’insieme.

    Sempre gialle sono anche le lancette dell’Eclectic Mickey, a contrasto con le linee, i pois e i raggi bianchi e neri – quasi ipnotici – dell’intero esemplare. Ancora più espressivo nella versione Maxi Swatch, l’orologio da parete che misura oltre due metri. Last but not least nella collezione Disney Mickey Mouse X Keith Haring, il Mouse Marinère: un’esplosione pop tinta di rosso. Qui il cinturino a righe prende ispirazione dalle classiche T-shirt di Mickey Mouse, mentre il quadrante rievoca le stripes della bandiera americana. E la figura del personaggio più famoso della Disney è impressa sul vetro della cassa, per creare un effetto 3D.

  • Swatch e il Maxxi insieme. Nel nome dell’arte

    Swatch e il Maxxi insieme. Nel nome dell’arte

    L’arte non si ferma. Va, anzi, sostenuta – anche e soprattutto in un momento difficile come quello che stiamo vivendo a livello globale. Così due icone del contemporaneo quali Swatch e il Maxxi hanno deciso di unire le forze in una speciale collaborazione, accomunate da un’importante ricorrenza. Nel 2021, infatti, il Maxxi (Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma) e lo Swatch Art Peace Hotel (la residenza internazionale a Shanghai degli artisti di Swatch), festeggeranno il decimo anniversario di attività. L’istituzione capitolina e la marca di orologi svizzera per l’occasione inaugurano una partnership che nei prossimi dodici mesi darà vita a diversi progetti creativi.

    Del resto Swatch trova da sempre nell’arte una fonte di ispirazione, anche dal punto di vista produttivo. Come mecenate, invece, nel 2011 ha creato un hub dedicato ai giovani artisti: lo Swatch Art Peace Hotel di Shanghai, appunto. La residenza ospita talenti provenienti da tutto il mondo che qui trovano uno spazio dove vivere e lavorare in totale libertà per alcuni mesi. Fino ad oggi ha accolto più di 385 artisti da 51 Paesi diversi  ed è aperta a creativi di tutte le discipline: ballerini, pittori, scultori, scrittori, video maker. In pieno spirito Swatch, dunque. Con l’intento di abbracciare le diversità culturali e incoraggiare la libertà di espressione.

    Dall’altra parte, il Maxxi Museo, inaugurato nel 2010, è considerato uno dei massimi capolavori progettati da Zaha Hadid. Un’opera architettonica modernissima ma anche uno spazio aperto al pubblico, da vivere come una piattaforma disponibile per i molteplici linguaggi della creatività. Ospita infatti mostre di arte, architettura, design e fotografia, incontri con progettisti e designer protagonisti del nostro tempo. Nonché progetti di moda, cinema, musica, performance di teatro e danza.

    Il primo appuntamento (virtuale) nato appunto dal sodalizio tra Swatch e il Maxxi si concretizza oggi, sabato 12 dicembre, con l’evento online Swatch Art Talk. Per partecipare all’incontro basta visitare a mezzogiorno i canali social di Swatch Art Peace Hotel (Facebook e Instagram) e quelli del Maxxi. Alla conversazione sull’arte interverranno gli artisti Chiara Luzzana, Sandro del Pistoia e Passepartout Duo (Nicoletta Favari e Christopher Salvito). Che racconteranno del loro periodo trascorso nello Swatch Art Peace Hotel a Shanghai; e dialogheranno con Carlo Giordanetti, Ceo di Swatch Art Peace Hotel, e Hou Hanru, Direttore artistico del Maxxi.

    Non solo. La collaborazione fra Swatch & il Maxxi ha anche riflessi “da polso”. Proprio per festeggiare il decimo anniversario dell’istituzione romana, uno speciale Swatch X You trasforma il museo nazionale in un soggetto artistico. La linea customizzata del marchio – che consente di creare uno Swatch unico e personalizzato – presenta infatti un canvas dedicato al Maxxi. Che sarà disponibile sul sito di e-commerce italiano del brand, ma solo fino al 20 dicembre.

    Oltre all’orologio, la collaborazione fra Swatch e il Maxxi metterà in scena una serie di iniziative, che verranno svelate nel corso dell’anno. Già si parla comunque di due talk d’artista e di due mostre. In particolare, in programma a Shanghai a settembre 2021, si terrà l’esposizione delle opere più significative create all’interno dello Swatch Art Peace Hotel. 

     

  • Swatch Holiday Collection. Un racconto di Natale nel 2020

    Swatch Holiday Collection. Un racconto di Natale nel 2020

    Pronti ai blocchi di partenza. Spalle in dentro e petto in fuori, dicono. Sì, ma non troppo, eh?! 
    Adrenalina alle stelle come ogni anno.
    Tutto pronto, o quasi, si va scena in 10 minuti. Ma tanto il tempo lo tengo io e nel caso vale tutto, eh?!

    Giusto un attimo per fare un ultimo controllo:
    • Lista dei destinatari… Fatta!
    • Lista degli itinerari (sia mai che come l’anno scorso ci si perde via con il rischio di ritardi e consegne sbagliate che proprio non ci fanno fare bella figura, eh!)… Fatta!
    Insomma c’è tutto.

    Uno sguardo allo stile ora.
    Ogni anno diverso. Sii frizzante, mi dicono. Gli anni passano, mica vorrai che ti sostituiscono. Io? No, figurati. Allora vai di minimal chic, dicono che va di più e con la mia pancia sfina. Gli anni passano per tutti insomma, la misura dei quadranti non perdona mica. Starci, bene e con eleganza, ecco tutto.

    E ognuno si trova i trucchetti più furbi, eh. La prova-quadrante quest’anno è passata per un pelo: cinturino trasparente con stampa a neve, gli indici minimalisti su quadrante bianco e io tutto in rosso… Eccomi: HoHoOuch di Swatch in edizione limitata. Insomma, un figurino.

    Tutto pronto, gli dico. Che arrivi il resoconto dell’anno.
    Che poi a che serva non l’ho ancora capito, dicono che mi aiuta a comprendere meglio i polsi che vesto. Sarà…

    E il resoconto arriva, veloce, rapido. Via, in fretta.
    Anno bisestile, dice. Non sarai mica superstizioso, dicono. Chi io? Macché.
    Pandemia, dice: che tradotto, sarebbe…? Stare in casa dicono, il Natale non si festeggia. Ma come, nemmeno l’albero?
    Poi dice chi non c’è più… Gigi Proietti, dice, Kobe Briant, aggiunge. Basta, dai! E poi arriva lui… Morricone. No, però, Morricone no.

    Ma che razza di anno è un anno in cui queste persone non ci sono più? Ma il tempo come ha fatto a non ribellarsi? Ma siamo pazzi? Io mica mi presto, eh!

    Mi guardo intorno, un’unica immagine in testa… La fuga… La provo, la tento… Mi giro, forse dal retro, dal movimento, sì dai, veloce, deciso… Crac! Rotto! No peggio, incastrato. E ora?

    Eh, ora servono i rinforzi, dicono. Quelli che ci credono, quelli che mi aiutano. E facciamoli arrivare allora.
    Arrivano, sono in 15, è la nuova Swatch Holiday Collection, la chiamano. Ma brillano eh, moltissimo anche! Ecco Blumino, Multilumino, Luminescent Rose, Blue Sparkle… 
    È un attimo: abbaglianti, eleganti.

    Dicono 150 punti luce che illuminano ogni quadrante, i cinturini però di luce ne hanno di più. Sono luce pura.
    Ok, ok, siete belli, lo vedo. Roba che se avessi saputo che era possibile vestirsi così era meglio, eh!

    Ma perché abbagliare, perché questo splendore in un anno così? Sono tutti a casa, si chiama lockdown questo… Mica questo tempo se lo merita una luce così. Qui bisogna correre, cancellare, non festeggiare, ché non li avete letti i resoconti dell’anno? E loro nulla. Autorevoli, silenziosamente decisi: un bagliore, un flash, una luce diffusa.

    “Ti sbagli, HoHoOuch”, prendono parola quelli della Swatch Holiday Collection. “Non c’è da cancellare qui. Non c’è solo da scappare. C’è da viverlo anche questo tempo, e renderlo speciale. Perché il tempo è prezioso se sei tu a renderlo prezioso. Niente è perso, niente si perde, il valore del tempo è quello di cui tu lo rivesti… Time is what you make of it.”

    E niente, io zitto: mi avete convinto, dico. Però a questo 2020 mica posso comunque evitare di guardarlo negli occhi? Non si sa mai.

     

  • SwatchPay!, la carta di pagamento al polso

    SwatchPay!, la carta di pagamento al polso

    Tracciabilità, acquisti on line, cashless, cashback… I pagamenti digitali sono un tema caldo in questo periodo. Con tutta una serie di argomenti collaterali che fanno discutere: dalla sicurezza dei dati alla questione delle commissioni, dalla diffusione del digital banking alla diffidenza verso i contanti. Ma restano un’esigenza reale, tant’è che durante il lockdown l’uso della moneta elettronica è aumentato del 25 per cento (secondo una recente indagine di Bain & Company, società di consulenza strategica americana). Da sempre capace di captare lo spirito dei tempi, anche Swatch entra nel merito. E lo fa a modo suo, con una piccola ma concreta rivoluzione che si chiama SwatchPay!.

    Un orologio analogico, solo tempo, esteticamente identico agli Swatch a cui siamo abituati, in plastica colorata. SwatchPay! però è qualcosa di più: a tutti gli effetti è una carta di pagamento da polso. Che oltretutto funziona in modalità contactless: basta avvicinarlo a un lettore Pos e il gioco è fatto. E, come per le “normali” carte, sotto i 25 euro di spesa non c’è neppure bisogno di digitare il Pin. Il segreto sta nel cuore tecnologico: integrato nel quadrante, SwatchPay! ha un chip radio Nfc (Near Field Communication). In soldoni, una tecnologia che permette a due dispositivi di comunicare in modalità wireless. Di connettersi tra loro e scambiarsi file e informazioni senza toccarsi.

    In pratica, SwatchPay! va prima di tutto associato alla propria carta – di credito, di debito o prepagata, è uguale. L’operazione è semplice e immediata: ve la fanno in 5 minuti direttamente nei negozi Swatch al momento dell’acquisto; (ed è divertente il fatto che funzioni fin da subito: potete usarlo per pagare lo stesso SwatchPay! che avete appena scelto). Presto comunque si potrà collegare in modo univoco l’orologio alla propria carta anche in autonomia, quando il servizio verrà esteso agli acquisti online, sul sito di Swatch. Va detto che una singola carta si può connettere a più orologi (e la cosa è utile per esempio in famiglia, dove persone diverse usano la stessa carta).

    Ci sono poi altre caratteristiche degne di nota, che rendono Swatchpay! molto appetibile e in qualche modo unico. Uno, per funzionare non ha bisogno di uno smartphone: esiste un’app, certo, ma serve solo al momento dell’attivazione e nel caso lo si voglia disattivare (per esempio se si smarrisce l’orologio). Due, quando lo si usa, il device si serve l’energia del terminale e non consuma la batteria dell’orologio (quindi, per assurdo, funziona anche con l’orologio scarico). Tre, è un sistema velocissimo e superprotetto. La tecnologia Nfc non solo è antimanomissione, ma garantisce transazioni super-sicure (non per niente è utilizzata dalle stesse carte conctactless).

    «SwatchPay! è attivo da tempo in Cina, in Svizzera, in Germania e in altri Paesi europei, ma non è mai successo niente a nessuno», ci ha spiegato Carlo Giordanetti a proposito di eventuali “pericoli” o altri problemi connessi all’Nfc. E l’idea che qualcuno ti possa rubare i dati mentre lo usi? «È una leggenda metropolitana, come i coccodrilli che vivono nelle fogne», rassicura. «SwatchPay! ti offre la stessa sicurezza di qualsiasi carta contactless», rassicura. Il Direttore creativo di Swatch ha infatti partecipato al lancio ufficiale di SwatchPay!, avvenuto ieri nello Swatch store di piazza Gae Aulenti a Milano. E con lui erano presenti i rappresentanti dei partner “tecnici” dell’iniziativa: Intesa Sanpaolo e Mastercard, che hanno reso possibile l’utilizzo di SwatchPay! anche in Italia. 

    «Secondo me la parola chiave qui è “semplificazione”, una delle parole chiave di Swatch. Puoi dimenticarti a casa il telefonino, se vuoi, perché SwatchPay! è completamente indipendente: contrariamente ad altri sistemi non ha bisogno di alcuna connessione esterna. E ovviamente puoi dimenticarti a casa anche il portafoglio…». Della serie, se sei in spiaggia in costume da bagno, ti basta avere l’orologio al polso per andare a prendere qualcosa al bar. Oppure, niente cellulare né portafoglio in mano per accedere ai tornelli della metropolitana. «Del resto semplicità e indipendenza sono due caratteristiche di chi capisce Swatch».

    Il lancio attuale prevede 15 referenze, con due tipi di cassa: New Gent con diametro di 40 mm o Bold di 47. Ma a novembre usciranno altri tre modelli Gent, con diametro di 34 mm – e si arriverà quindi a 18 referenze. L’estetica è quella tipica di Swatch, con un’enorme varietà di look stilosi, di tendenza: ci sono le monocromie, il mimetico, il colorblock… Adatti anche a chi ha una sensibilità green: alcuni esemplari sono realizzati in bio-plastica – la stessa dello Swatch 1983 Bioreloaded, di cui abbiamo già parlato. Il prezzo parte da 85 euro, ed è un altro punto di forza, soprattutto se confrontato con i vari smartwatch in grado di effettuare pagamenti. Che altro aggiungere? SwatchPay! si trova in vendita da oggi in tutti gli Swatch Store e in alcuni selezionati rivenditori.

  • Swatch 1983 Bioreloaded. Ritorno alle origini, passando per il futuro

    Swatch 1983 Bioreloaded. Ritorno alle origini, passando per il futuro

    Pensi a Swatch e pensi a plastica colorata. Pensi a plastica e pensi a isole immarcescibili di zozzerie che ammazzano gli animali marini, che avvelenano il nostro pianeta. L’unico che abbiamo a disposizione. Swatch lo sa. O meglio, lo sa bene l’intero Swatch Group: a guardar bene la somma delle tante marche del gruppo ti rendi conto che l’impegno per l’ambiente è una cosa seria, per Swatch Group. Lo ha ribadito un paio d’anni fa inaugurando una nuova sede a Bienne, tutta realizzata in materiali riciclabili, con legno preso da alberi prontamente ripiantati e con impatto energetico pari a zero, anche se già si pensa a modifiche tali da rendere positivo il saldo. Ma resta la plastica Swatch, mi dirai. Vero, ti dico, ma per poco. È uscito infatti lo Swatch 1983 Bioreloaded, preludio a una serie di novità – tra cui il Sistem51 Bioreloaded. 

    E comunque – facci caso – nessuno o quasi butta mai via uno Swatch. Magari lo lasci in un cassetto in attesa di cambiare la batteria, ma a meno che non ti sia finito sotto qualche peso distruttivo, lo Swatch te lo tieni da parte. Perché funzionano sempre, questi Swatch. E comunque ci sono un bel po’ di collezionisti, anche se senza più i clamori d’una volta. Collezionismo maturo. Ok, e la plastica? Che diavolo è lo Swatch 1983 Bioreloaded?

    Pochi sanno che fra le aziende che fanno capo a Swatch Group ce ne sono alcune specializzate nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie e nuovi materiali. Con una particolare attenzione al rispetto dell’ambiente. Già da un pezzo, ad esempio, il gruppo utilizza solo carta riciclata oppure proveniente – con la certificazione FSC – da produzione che rispetta severe regole ecologiche. La FSC (ossia il  Forest Stewardship Council) è una organizzazione tedesca senza fini di lucro che ha per obiettivo “la corretta gestione forestale e la tracciabilità dei prodotti derivati”. Ha sede a Bonn e opera dal 1993.

    Bene. A partire proprio dallo Swatch 1983 Bioreloaded, di cui parlo fra poco, tutte le confezioni e l’imballaggio degli orologi Swatch sono realizzati con materiali, alcuni dei quali esclusivi, forniti di certificato FSC. La parte interna della confezione, quella protettiva, viene ricavata da una schiuma di Paper Foam, ottenuta da amido di patate e tapioca. “Biodegradabile e riciclabile insieme ai rifiuti di carta o persino compostabile direttamente a casa propria”, come dice il comunicato stampa. Niente più plastica da buttar via, sia pure riciclandola, ma solo materiali biodegradabili e prodotti in modo responsabile. E poi c’è la plastica vera e propria. Quella dell’orologio.

    In pratica si tratta di un materiale sintetico a base di semi di ricino. Due materiali biologici, usati per cassa e fibbia (che necessitano di rigidezza e resistenza) e per il cinturino. Che in più deve essere abbastanza elastico, per meglio adattarsi al polso senza creare fastidi né disagi. Confesso che di primo impatto ho avuto qualche dubbio solo su questo secondo materiale, che mi sembrava un po’ troppo rigido. Mi sono messo al polso uno Swatch Sistem51 Bioreloaded e ho scoperto che in capo a pochi giorni il cinturino prende (ma senza deformarsi) il profilo del polso. Un po’ come certi bracciali che inizialmente appaiono un po’ rigidi, ma che poi si adattano perfettamente e senza cigolii o eccessivo gioco fra gli elementi che lo compongono. Molto soddisfacente.

    E l’impressione è che questo sia solo l’inizio di un percorso che – tanto per cominciare – vedrà la progressiva sostituzione di tutte le confezioni di Swatch e Flik Flak, seguita dall’uso dei nuovi materiali per cassa, fibbia e cinturino di altre collezioni. Dopodiché… Io scommetto che avremo nuove sorprese positive. Il prezzo da pagare? 65 euro per gli Swatch 1983 Bioreloaded Gent (34 mm di diametro) e 75 per i New Gent (da 41 millimetri). Non un centesimo in più rispetto ai modelli in plastica “tradizionale”.

  • Swatch x Bape, streetwear da polso in salsa Jap

    Swatch x Bape, streetwear da polso in salsa Jap

    È in vendita da oggi la nuova collezione Swatch x Bape. Secondo episodio della collaborazione del marchio svizzero con A Bathing Ape, siglata lo scorso anno, trasporta di nuovo Swatch nel mondo dello streetwear “di lusso”; detto così sembra una contraddizione in termini, è vero, ma poi capirete perché. E non preoccupatevi se non sapete cosa sia A Bathing Ape: è normale se non siete esperti di moda.

    A Bathing Ape è un fashion brand di grande successo, dalle origini giapponesi. Che oggi appartiene al gruppo I.T Hong Kong, ma è nato come indipendente, auto-prodotto. Una marca di culto per le generazioni più giovani, scaturita dalla sottocultura metropolitana (non in senso negativo, ma come propria di un gruppo ristretto di persone). Un po’ come Supreme, che però è di New York, mentre Bape (contrazione di A Bathing Ape) è di Tokyo.

    Fondato nel 1993, Bape vede la luce grazie a Nigo, soprannome di Tomoaki Nagao, che con il suo ex compagno di college Jun Takahashi apre Nowhere, un piccolo negozio di abbigliamento nella zona di Ura-Harajuku. Prende nome da un modo di dire che in inglese si traduce con “A bathing ape in a lukewarm water”; derivato dalla tradizione nipponica di indulgere nei bagni di acqua calda, allude all’indolenza dei ragazzi, abituati al lusso e alle comodità. Qui usato ovviamente con ironia.

    Bape in breve diventa non solo un must per gli adolescenti giapponesi, ma un fenomeno internazionale, a dispetto dei prezzi ben poco popolari. Piace per le grafiche “pop”, lo stile essenziale tipico delle strade; e via via acquista notorietà con le infinite collaborazioni e le incursioni negli ambienti artistici più disparati. Un mondo che ora si trasferisce nella mini-collezione Swatch x Bape, punto di incontro fra la creatività di Swatch e gli elementi caratteristici del marchio.

    Come il motivo mimetico, sviluppato nel tempo in oltre 100 pattern, qui riprodotto sul cinturino in chiave multicolor per far riferimento all’inclusività, all’esaltazione di ciò che è diverso, al pari valore di ogni persona. Ma anche sul quadrante, lavorato con finiture lucido-satinate che danno rilievo alla superficie, dorata o argentata – altro probabile rimando alla preziosità individuale. O ancora la Ape Head, il logo di Bape, presente sulla lancetta delle ore.

    Modulata in tre referenze, la capsule collection Swatch x Bape risponde anche all’idea di esclusività insita nel marchio. Idea che non riguarda solo la distribuzione rarefatta dei capi (venduti in poche boutique monomarca e solo da poco online), ma anche la loro stessa produzione. Perché la quantità minima si traduce in massima desiderabilità. Ecco allora che gli Swatch x Bape sono realizzati in tiratura millesimata e si trovano solo in selezionati rivenditori. Perciò, se ne volete uno al polso, datevi subito da fare.

  • Carlo Giordanetti: Swatch, dal passato al futuro remoto

    Carlo Giordanetti: Swatch, dal passato al futuro remoto

    È stato intenzionale. Non volevo intervistare Carlo Giordanetti su Swatch, ma parlare con lui di quel che di Swatch abbiamo capito in quasi trentacinque anni di vita e di lavoro. Chiunque possegga una vera cultura del settore lo considera l’orologio che ha salvato la Svizzera delle lancette dal completo fallimento. E non sbaglia.

    In quegli anni l’orologeria svizzera era sottoterra per colpa della tecnologia al quarzo. Le marche svizzere la consideravano una sorta di evoluzione della tecnologia meccanica e la producevano con modalità direttamente mutuate dall’Alta Orologeria: a mano e con metodi da certosini, pazientissimi monaci. Poi arrivarono i giapponesi: macchine, automazione e circuiti integrati. Prezzi bassissimi per orologi micidialmente precisi. I quarzi svizzeri (cui l’intero settore si era dedicato) uscirono dal mercato perché costosi e obsoleti. Ho visto con i miei occhi avvolgere a mano le bobine di un motore per orologi elettronici. Costosi e – appunto – fuori mercato. Ne conservo uno per non dimenticare.

    Le marche svizzere fallivano con una velocità impressionante e uno dei giovani consulenti chiamati a gestire questi funerali commerciali si chiamava Nicolas G. Hayek, svizzero d’origine libanese. Pensò che qualcosa si poteva fare e cominciò a comprare marche, creando un piccolo gruppo che poi prese il nome di Smh. Puntò tutto sull’orologeria meccanica, sul ritorno della tradizione in un ambito comunque d’eccellenza, limitato nei numeri. Perché lo strapotere delle marche giapponesi nel quarzo era assolutamente imbattibile. Poi pensò che qualcosa, però, si potesse anche fare con la tecnologia del quarzo. L’idea era di dimostrare che – volendo – anche gli svizzeri potevano superare qualunque limite di automazione e produrre orologi economici, precisi e per giunta di plastica.

    Ma fin dall’inizio non pensava a numeri stratosferici. Fu lui stesso a raccontarmi che quando andò a chiedere un finanziamento per Swatch, orologio che nel suo business plan avrebbe dovuto vendere un milione di esemplari, chi doveva finanziarlo gli rise in faccia. E da allora imparò a mettere del grano in cascina perché certe volte a chiedere soldi alle banche finisci solo per arrabbiarti. Il resto ve lo racconto un’altra volta. Perché qui non è importante la storia di Swatch, ma il suo significato. Ieri come oggi e – speriamo – domani e più oltre ancora. Perché Swatch, prima d’essere un orologio, è un modo di pensare.

    Ho fatto solo pochissimo editing – tagliando solo un po’ di stupide puttanate personali – perché Carlo Giordanetti parla come un libro stampato. Ah, dimenticavo. Carlo Giordanetti oggi è ufficialmente “Swatch Management, Ceo, The Swatch Art Peace Hotel”.

    Partiamo da quando hai scoperto l’esistenza di Swatch. 

    Swatch l’ho scoperto perché nella mia famiglia per quattro generazioni abbiamo sempre lavorato per aziende svizzere, senza che mai nessuna fosse connessa con l’altra. Negli anni ’84/’85 mio papà andava e tornava spesso da Basilea, e un giorno è tornato con uno Swatch, ma non è che si sapesse bene che cos’era, perché era almeno due anni prima che entrasse nel mercato italiano.

    Erano tristissimi poi i primi…

    No, non più, c’era già stata la prima generazione di creatività. Il mio primissimo era stato il Don’t Be Too Late e subito dopo arrivò il Jellyfish. Ai tempi ero in Unilever, avevo 24 anni, andavamo tutti in ufficio in giacca e cravatta pur essendo nel marketing. Ma avevo questa cosa qua al polso e per questo ero diventato un po’ il figo della situazione, pur essendo un semplice Assistant Product Manager sulla margarina, non proprio glamour! E lì mi ricordo che è scattata una specie di passione proprio per il valore comunicativo dell’oggetto.

    Non ero appassionato di orologi e non mi posso dire appassionato di orologi nemmeno oggi, nel senso nobile del termine, ma è come se io allora avessi capito che quello era un oggetto di comunicazione, prima ancora che un orologio. Mi ricordo quando dicevano: “Va beh, ma costa 50.000 lire”… Sì, ma è più preciso di qualsiasi orologio, di qualsiasi orologio serio che avevamo allora, degli automatici tradizionali che poi perdevano i minuti.

    Sottovalutare Swatch è un errore micidiale che ho fatto anch’io. Ti confesso una cosa terribile: quando cominciai a fare la prima rivista di orologi andai a intervistare Philippe Stern, il padre di Thierry, e facendo il ruffiano in maniera indecorosa gli dissi: “Ma insomma, questa storia degli orologi di plastica…”. Lui mi ferma e mi dice: “Non dica più una parola Veroni, fermo là… Senza quell’orologio di plastica forse Patek Philippe sarebbe in mano a qualche gruppo finanziario e l’orologeria svizzera non esisterebbe più”.

    Bello! E questa storia si è ripetuta diciamo quasi 30 anni dopo, quando è stato presentato il Sistem51. Eravamo nel grande padiglione per raccontare i 30 anni di Swatch, alla fiera di Basilea, e a un certo punto Nick Hayek mi ha mandato a chiamare e ha detto “Portatemi subito tre Sistem51”, che noi naturalmente non avevamo a portata di mano: le corse! Perché lui conosceva questo rispetto, amore, affetto della famiglia Stern per Swatch. Quindi, quando si sono incontrati lui, gli ha dato il nuovo Sistem51. E questi erano davvero felici come pasque, era come il simbolo di un secondo miracolo.

    Per questo il gruppo si chiama Swatch Group, non Omega Group…

    Sì, a un certo punto da Smh siamo diventati Swatch Group, e ricordo che per questo alcuni avevano storto il naso…

    Anch’io, confesso!

    Io ero negli Stati Uniti, ero a New York per Swatch, negli anni in cui c’è stato il cambio del nome: c’era da camminare schisci nei corridoi se incontravi i colleghi di Omega!

    Come sei riuscito a entrare in Swatch?

    In realtà ai tempi (adesso è un po’ diverso), essere nel marketing, soprattutto in una grande multinazionale, faceva molto curriculum. Erano le aziende a chiamarti: era proprio diverso il mondo, mi ricordo che potevi avere uno o due colloqui a settimana… Fui contattato da una “cacciatrice di teste” e andai a Rozzano, un pomeriggio, alla sede italiana del gruppo. Dove fui intervistato dal dottor Bosisio.

    Che non era un personaggino facile…

    No assolutamente, anzi. Ricordo di essere arrivato sulla porta ed essere stato passato ai raggi X. Dopodiché abbiamo iniziato a fare conversazione, e poi è scattato qualche cosa, forse, senza che io mi fossi preparato in alcun modo. Forse fu il fatto che io già conoscessi il marchio, fatto sta che sono entrato in Swatch così, come Sales & Marketing Coordinator. Coordinavo i display dalla Svizzera e insieme al team delle vendite e del marketing facevamo gli ordini delle collezioni. All’epoca funzionava tutto in maniera molto diversa, e soprattutto non c’erano ancora i negozi monomarca, c’erano i clienti.

    La mia prima foto come persona Swatch è su una scala davanti a un negozio in via Paolo Sarpi mentre sto attaccando un adesivo Swatch su una vetrina – in pantaloni di velluto marrone a coste, camicia azzurra e cravatta. Noi anche quello facevamo. È stato un periodo straordinario.

    A quei tempi Smh aveva Omega e Tissot ereditati da De Marchi, il precedente importatore, e poi Swatch: solo quei tre marchi lì e fine. Quando facemmo i primi incontri con i clienti, Omega era OMEGA, anche se diversa da adesso; Tissot comunque un marchio importante per l’Italia, ma con Swatch ci guardavano come se fossimo pazzi. Andavamo nei meeting degli orologiai con i Maxi Swatch e le modelle: dei pazzi. Però presto è cominciato quel fenomeno che è stato italiano più che di qualsiasi altra nazionalità, il concetto di avere questo orologio stravagante, ma comunque preciso e di qualità…

    Aveva un valore aggiunto era pazzesco!

    E portava nei negozi tanta gente! Questa era la grande cosa: sono sicuro che chiunque tu intervistassi dei vecchi negozianti di allora ti direbbe: “Abbiamo dovuto togliere il campanello!” perché non se ne poteva più. Siamo in pratica il marchio che è riuscito a togliere la sicura ai negozi di orologi. Poi è tornata, eh!?

    E c’erano collezionisti insospettabili: ricordo che Gianni Bulgari aveva tutto!

    Ricordo che quando iniziai c’era appena stata l’asta, a Ginevra, in cui Gianni Bulgari aveva comprato tutte le prime serie, tutto quello che c’era stato fino ad allora. E nel cogliere il potenziale da questo segnale c’è stata tutta la genialità di Franco Bosisio, supportato dall’altro genio, Mr. Hayek. Così è iniziato il fenomeno del collezionismo, anche se all’inizio noi non lo abbiamo mai promosso.

    Anzi, lo avete frenato molto.

    In certi momenti sì, perché il signor Hayek ha sempre avuto timore che la cosa fosse vista nel modo sbagliato, che l’azienda fosse giudicata opportunista, in certe situazioni, e lui non lo voleva assolutamente.

    Ed è lì che inventò la distribuzione selettiva.

    Sì, anche perché nel ’97 il fenomeno dei collezionisti è diventato talmente macroscopico che ci siamo detti che dovevamo fare qualcosa per gestirlo. Quando è nato The Swatch Collectors Of Swatch, con il simbolo delle tre ninfe che si rincorrevano nude nel centro, è proprio perché il signor Hayek ha detto: “Bisogna proteggere quelli che veramente ci credono e non sono speculatori”. Quindi abbiamo creato un mondo dedicato a loro, addirittura il giornale…

    Avete anticipato di 30 anni, se non di 40, qualcosa che nell’orologeria in generale è necessaria adesso: proteggere i collezionisti veri dagli speculatori che comprano per vendere, lucrandoci, ai collezionisti veri.

    Sì, certo, tante volte ci è capitato – anche se io non sono mai stato nel commerciale vero e proprio, piuttosto nel marketing o nella comunicazione – di dover prendere per la collottola dei personaggi per dir loro: “No, troviamo un altro modo, perché così non va bene”. E su questo discorso dei collezionisti credo che abbiamo fatto un buon lavoro, rendendoli molto partecipi della vita del marchio, dell’azienda, con gli eventi e tanto altro che abbiamo creato apposta per loro. Eventi e altro non destinati al pubblico generico in cui i collezionisti avevano un palco riservato. No: iniziative destinate solo a loro.

    Nel pieno del proprio successo Swatch sembrò quasi infastidita dalle luci della ribalta. Nello stesso periodo, se ti ricordi, esplose anche un fenomeno Fossil e circolava la favola di un accordo secondo il quale Swatch non avrebbe rotto troppo le balle in USA a Fossil e Fossil, a sua volta, non avrebbe rotto troppo le balle in Europa. E questo perché Hayek non ha mai amato la competizione, ma il quieto vivere.

    Io ricordo una grandissima lezione: quando qualcuno, in uno dei soliti meeting, faceva l’analisi della concorrenza un po’ con il dito puntato, lui disse: “Ma di cosa state parlando? Grazie a Dio che abbiamo concorrenti. Se non ci fossero saremmo morti. Io sono contento che i concorrenti ci tengano svegli di notte, perché bisogna stare svegli di notte, non dormire”. Questo per dire che è impossibile, un accordo simile sarebbe stato contro ogni suo credo.

    Parliamo delle tecnologie totalmente automatizzate per realizzare gli Swatch. Era una cosa mai vista, e che ancora una volta ha dato origine a leggende. Si diceva che persino Rolex fosse andato a spiare come si realizzavano gli Swatch per vedere se si poteva prendere spunto per una maggiore automazione. E forse in parecchie marche hanno goduto dell’evoluzione tecnologica originata da Swatch e dalle macchine inventate per automatizzarne la produzione.

    Io stesso entrai di nascosto tre volte nella fabbrica, di nascosto ripeto, poi un giorno vado da Hayek, passando per Beatrice Howald, la sua storica segretaria, e gli chiedo di visitare la fabbrica. E lui mi dice: “Ma se ci sei stato tre volte!”. E io: “Vabbè, ma non ho pubblicato niente”. Si è messo a ridere e quindi è stata organizzata una cosa da servizi segreti: per cui dopo lunga trattativa potei portare la mia macchina fotografica, ma ogni volta che finivo con un rullino dovevo passarlo a una persona che mi seguiva passo per passo e prendeva i rullini per farli sviluppare, controllando cosa avessi fotografato. Il giorno dopo, in occasione di un’altra chiacchierata con Hayek, mi vennero consegnate le diapositive “non proibite”!

    È vero, in quel periodo la grande tecnologia di Swatch era “secretata” come certi documenti politici. Una delle grandi sfide attraverso le quali Mr. Hayek convinse gli investitori ad andargli dietro fu proprio il commitment che tutto quello che Swatch avrebbe sviluppato dal punto di vista dell’innovazione tecnologica sarebbe entrato nel circuito dei marchi della società. Ma non all’esterno: facessero da soli, gli altri, se erano in grado. Ancor oggi arrivano progetti che potrebbero esser perfetti per X o Y, ma nella grande maggioranza dei casi prevale la linea Hayek, cioè “prima Swatch”.

    Nick continua giustamente a usare Swatch come base di ricerca tecnologica da cui distribuire a tutte le marche del Gruppo. Pensa alla stessa àncora di plastica del Powermatic 90 che viene da Swatch: e sarà anche di plastica ma funziona benissimo. Anche perché nel gruppo avete persino una fabbrica di polimeri che produce e fa ricerca avanzata.

    Sì, Swatch è sempre rimasta al centro, credo sia così perché tutta l’azienda ha sempre ragionato in maniera molto dinamica, da vero gruppo con un buon centro di gravità intorno al quale ruota tutto: dalle singole marche alle singole sezioni che producono componenti. E persino la fase creativa poteva esser condivisa, in certe fasi.                                                               (continua)

  • Swatch X 007, la serie speciale dedicata ai film di James Bond

    Swatch X 007, la serie speciale dedicata ai film di James Bond

    Il nuovo episodio della saga di 007 “No time to die” arriverà nelle sale cinematografiche italiane il prossimo 9 aprile. Ma per gli appassionati delle avventure della spia più famosa al mondo la febbre da Bond-mania non è mai stata così alta. E ora, al coro di quanti rendono omaggio al personaggio nato dalla penna di Ian Fleming, si aggiunge anche Swatch X 007. Una collezione nuova di zecca prodotta dal marchio svizzero, del tutto indipendente dall’orologio ufficiale. Come è già successo in passato.

    Sì, perché – lo sanno tutti – il James Bond incarnato da Daniel Craig negli ultimi cinque episodi ha scelto di portare al polso un Omega. Come del resto hanno fatto i suoi predecessori, almeno dal 1995 (“Goldeneye” con Pierce Brosnan). Prima di allora invece c’erano stati vari Rolex e Seiko, con la comparsa di alcuni Breitling e perfino di Hamilton. Si tratta di modelli famosi, che hanno segnato la storia del cinema, e sui cui sono stati versati fiumi di inchiostro. Anche noi ne abbiamo già parlato in diverse occasioni. 

    Ma con la consueta irriverenza e sfrontatezza (che in fondo ci piacciono tanto), il brand scudo-crociato in passato aveva già “sfidato” gli orologi di James Bond e si era alleato con i suoi nemici. Nel 2008, aveva creato la Swatch 007 Villain Collection: 22 esemplari, uno per ogni film della saga, realizzati in onore dei “cattivi” del grande schermo. Quelli che hanno dato filo da torcere all’agente segreto con licenza di uccidere, per intenderci. E che erano stati celebrati da Nicolas G. Hayek Senior in persona, l’allora patron del Gruppo Swatch.

    In vista dell’uscita di “No time to die”, invece, il marchio lancia appunto la nuova collezione James Bond, Swatch X 007. Una capsule collection (in vendita sul canale e-commerce del marchio e negli Swatch stores), in edizione limitata (forse troppo…), composta da sei orologi dedicati ad altrettanti capitoli della saga. Ciascuno riprende infatti i motivi grafici e i colori dei poster originali o delle sequenze iniziali di celebri film della serie.

    Ecco quindi gli esemplari che interpretano “Dr. No” (1962), “Al servizio segreto di Sua Maestà” (1969), “Moonraker” (1979), “Vendetta privata” (1989), “Il mondo non basta” (1999) e “Casino Royale” (2006). Tutti con la cassa in plastica (di 41 o 34 mm di diametro, a seconda del modello), e dettagli che richiamano la trama del film sul quadrante o sul cinturino in silicone. Alcuni sono momentaneamente esauriti, ma la loro produzione è già in corso e presto saranno di nuovo disponibili. La dimostrazione, se mai ce ne fosse stato bisogno, del successo di James Bond.  

    Ma, per gli amanti dell’agente segreto che vive e lascia morire, c’è un motivo in più per continuare a tenere d’occhio il sito ufficiale. Nell’immediato futuro ci sarà anche un settimo orologio della collezione Swatch X 007, disegnato in collaborazione con Suttirat Anne Larlarb. Ovvero la costumista di “No time to die” per Q, il capo del laboratorio attrezzature del MI6. È lui a progettare tutti i gadget di Bond, dai dispositivi di localizzazione alle armi segrete. Chissà, forse dovremmo aspettarci qualche effetto speciale…

  • Nelle collezioni Swatch, il regalo perfetto per Natale

    Nelle collezioni Swatch, il regalo perfetto per Natale

    Per gli storici ci sono gli esemplari “araldici” della collezione Knightliness, con gli stemmi nobiliari, stile Medioevo. Per i romantici i fiori e i pizzi di I Love Your Folk, che include anche i Fun Watches con i musetti buffi degli animali, destinati agli eterni Peter Pan. Gli intellettuali gradiranno invece i Bau Swatch, omaggio al Bauhaus in tutte le sue forme. Mentre per gli amanti dell’arte niente è meglio della Louvre Collection. Chi invece crede nella propria unicità, e punta al custom-made, verrà accontentato dalle tavolozze degli Swatch X You. Tante sono le collezioni Swatch che è impossibile non trovare l’orologio “giusto”, da regalare o regalarsi. 

    Del resto, cos’altro aspettarsi da un marchio che ha fatto della creatività la propria bandiera? Fin dagli esordi, Swatch ha profuso di fantasia l’industria delle lancette Swiss made. E in questo modo l’ha di fatto rivoluzionata. Da allora, ogni anno non solo mette in produzione centinaia di referenze diverse, non solo inventa temi e pattern sempre nuovi, ma soprattutto racconta storie coinvolgenti per inquadrare i tanti modelli realizzati. E il bello è che l’arte dello storytelling di Swatch riesce sempre a colpire nel segno, arriva dritta al cuore di ciascuno. Perché i designer di Swatch hanno un punto di forza: sanno cogliere lo Zeitgeist, lo spirito del tempo. Quale che sia quello della nostra epoca.

    Per questo è così facile “riconoscersi” all’interno delle collezioni Swatch, identificarsi in un determinato orologio. Perché si trova sempre almeno un esemplare che rispecchia il nostro mondo, riflette i tratti della nostra personalità, coincide con il nostro stile, incontra i nostri gusti e le nostre passioni – e quelli delle persone cui vogliamo bene. Ecco perché da Swatch lo chiamano “il regalo perfetto“. Non solo: la stessa filosofia della personalizzazione si ritrova anche nell’esperienza di acquisto. Infatti lo shopping delle collezioni Swatch può avvenire nei canali tradizionali, nelle boutique monomarca o presso i rivenditori autorizzati; ma alcuni modelli specifici si possono reperire solo sul sito di e-commerce del marchio.

    Dopo aver fatto acquisti nello shop online di Swatch per le prossime feste di fine anno, quindi, si possono decidere le modalità di consegna. Premesso che per tutti gli ordini effettuati entro il 18 dicembre la consegna è garantita entro Natale, da oggi e fino al 23 del mese Swatch offre la spedizione express gratuita (con consegna sul territorio italiano in uno o due giorni lavorativi). Oppure si può optare per la formula “click & collect”: in pratica si compra su internet e si ritira nel negozio Swatch più vicino. O ancora si può scegliere una consegna veloce ed ecologica tramite pony in bicicletta, che nel giro di 2/4 ore recapiterà il pacchetto direttamente a casa o al lavoro. Attenzione, però: il servizio, dedicato a quanti hanno un’anima green, è disponibile solo per chi vive a Milano città.

  • La spirale Nivachron debutta nel Sistem51, il primo Swatch antimagnetico

    La spirale Nivachron debutta nel Sistem51, il primo Swatch antimagnetico

    L’avevano promesso e quelli di Swatch non raccontano favole. La rivoluzionaria spirale Nivachron viene finalmente montata su tutta (o quasi) la collezione Sistem51.

    Perché parlo di rivoluzione, quando di solito cerco di tenermi stretto con gli entusiasmi? Beh, perché la spirale Nivachron, antimagnetica, farà sentire in seguito – man mano che la produzione entra a regime – la propria presenza su tutti o quasi i movimenti che derivano dalle ricerche effettuate per realizzare il Sistem51. Come il Powermatic 80 di Tissot, l’H-30 di Hamilton o il Calibro 80 di Mido.

    Il background

    Ok, mi spiego meglio. Qualche anno fa Nick Hayek, che guida Swatch Group, investe la bellezza di 90 milioni di franchi svizzeri per realizzare un orologio di alta qualità e basso prezzo: lo Swatch Sistem51, appunto. Il lavoro del reparto Ricerca e Sviluppo di Swatch raggiunge l’obiettivo dopo aver esplorato strade interessanti, ma non adatte al marchio Swatch. Il risultato di queste ricerche si rivela però utile per altre marche: il tutto viene implementato dai tecnici Eta e nasce una intera famiglia di movimenti meccanici, i Powermatic 80. Che passeranno poi ad altre marche del gruppo in versioni più o meno personalizzate, più o meno elaborate secondo le esigenze di ciascun marchio.

    State molto attenti: questo modo di ragionare, questo coordinamento fra i marchi che non parte dal marchio stesso, ma dai reparti tecnici, è la strada più intelligente e quindi redditizia per arrivare all’innovazione. Oggettivamente, negli ultimi anni nessuno ha saputo innovare quanto Swatch Group. A tutti i livelli, con tutti i marchi. Magari non sono stati bravissimi nel restituire la percezione di questo buon lavoro, magari non sono stati fulmini nel coordinare anche la comunicazione, ma non si può avere tutto. “Nessuno è perfetto”, come recitava la battuta conclusiva del film “A qualcuno piace caldo”.

    La tecnica

    Facciamo un po’ di storia. L’organo regolatore degli orologi meccanici è composto sostanzialmente dal bilanciere che al proprio interno ha una molla a spirale. Il bilanciere è mosso dall’energia prima immagazzinata e poi ceduta dalla molla del bariletto, serbatoio energetico dell’orologio. Una spinta e (tic) il bilanciere ruota in un senso; arrivato a fine corsa il bilanciere viene spinto a ruotare in senso contrario (tac) dalla spirale, appunto, che si carica d’energia nella fase tic e la restituisce nella fase tac.

    Il bilanciere (tramite un nottolino) fa muovere l’àncora nelle due direzioni tic e tac, ma questo porterebbe ad avere un orologio con le lancette che fanno avanti e indietro. Non serve a nulla, un orologio così. E quindi l’àncora, ingegnosamente dimensionata, agisce sulla ruota di scappamento che trasforma l’avanti/indietro in una rotazione avanti/avanti. E il gioco è fatto. Tutti questi componenti devono essere dimensionati in maniera precisissima, per rendere l’orologio moderatamente preciso, ossia per ottenere che si muova costantemente nel tempo.

    Ma anche dimensionati come meglio non si può, gli elementi che compongono l’organo regolatore soffrono di alcuni problemi che ne limitano l’efficacia. Il primo consiste nell’effetto delle variazioni di temperatura, che modificano le dimensioni delle componenti di quel tanto (pochissimo) che basta per imprecare contro l’imprecisione del proprio orologio.

    La storia

    Fin dal Settecento si sono usati più o meno fantasiosi bilancieri il cui anello era composto da lamine sovrapposte di metalli con un diverso coefficiente di dilatazione, cercando di ottenere una media pari a zero. I bilancieri termocompensati. Figo, per i tempi, ma con molti altri problemi fra cui un bilanciere pesante e quindi avido d’energia.

    Poi arriva Charles Édouard Guillaume, un fisico svizzero figlio di orologiai. Nato a Fleurier (dove oggi risiedono Bovet, Chopard e Parmigiani), Guillaume si fissa sulla ricerca di un nuovo materiale, una nuova lega pressoché insensibile alle variazioni di temperatura, e la trova. La chiama Invar, è per più della metà composta da ferro, è pressoché insensibile a quasi tutte le forme di corrosione ed ha un coefficiente di dilatazione termica molto contenuto: ≃ 0,5∙10−6 °C−1 fra 20 e 50 °C.

    Ma Guillaume non è contento e perfeziona l’Invar in Elinvar, ossia una lega contenente meno ferro, la stessa quantità di nichel e un bel 12% circa di cromo. In questo modo conserva un bassissimo coefficiente di dilatazione, ma aumenta la resistenza meccanica e agli agenti corrosivi. La qualità delle nuove leghe (dal quale non trarrà vantaggio solo l’orologeria, ma la micromeccanica in generale) consentirà a Charles Édouard Guillaume di vedersi assegnare, nel 1920, il Premio Nobel per la fisica. E non venitemi a dire che l’orologeria è una nicchia di tecnici fuori di cotenna.

    Arriveranno in seguito variazioni sul tema dell’Elinvar, molte, fra le quali spiccano quelle con manganese e/o palladio. E perché dico spiccano? Perché nel frattempo le perturbazioni introdotte dai campi magnetici (implacabili sulla parte ferrosa dell’Invar e dell’Elinvar) si manifestano in tutta la loro capacità di rompere le scatole, una volta eliminata la coperta della termocompensazione.

    Il silicio

    Risolvi un problema, ma ne arriva un altro in primo piano. Le nuove leghe danno buoni risultati: nascono così gli orologi genericamente definiti “antimagnetici”, che però poi tanto antimagnetici non sono. È per questo, fra l’altro, che in tanti sono saltati a cavallo del silicio, appena si è riusciti a produrre spirali in silicio, appunto: è totalmente trasparente ai campi magnetici, non ne soffre le conseguenze. Ok, mi dirai tu, ma se il silicio è quel portento che dici, perché i tecnici di Swatch si intestardiscono a trovare qualcos’altro?

    Bella domanda. Perché l’orologeria meccanica di qualità sogna di durare in eterno e il silicio innanzitutto non è un metallo; secondariamente non è prodotto con metodi classici, che si usavano ieri, si usano oggi e si useranno domani; e in terzo luogo perché qualche minimo dubbio sul silicio sta nascendo, al punto che al Politecnico di Milano stanno cercando la strada per cercare il silicio 2.0. (Tranquilli, comunque, i molti che hanno un orologio con spirale in silicio: per ragioni di forza maggiore ne sono state realizzate quantità enormi, da usare come pezzi di ricambio nei prossimi tre o quattro secoli).

    La lega e la spirale Nivachron

    Sta di fatto che l’orologeria di qualità preferisce le “normali” leghe metalliche e i tecnici di Swatch ne hanno elaborata una a base di titanio; nella quale il ferro, l’acciaio serve soltanto per conferire elasticità al titanio e ridurre quindi le richieste energetiche della spirale. Per non sbagliare, comunque, la molla nel bariletto è stata maggiorata e fornisce un’autonomia energetica di circa 90 ore. Mica male. E chissà che la stessa lega Nivachron (o una sua variazione sul tema) non venga un giorno utilizzata per la molla nel bariletto, visto che anche lei, come la spirale, può rivelarsi problematica sotto il lento, subdolo aumento della magnetizzazione.

    Infine: attenzione che questa lega non è la soluzione di tutti i problemi. Il silicio sì che è totalmente antimagnetico, ma con le considerazioni appena fatte. La spirale Nivachron contiene del ferro: quindi si magnetizza, un poco, comunque. E quanto si magnetizza? Circa un decimo di quanto non si magnetizzi una moderna spirale antimagnetica. Ma costa poco, tanto poco da poterla montare di serie sugli Swatch Sistem51. E poi, probabilmente, sugli orologi di molte marche appartenenti a Swatch Group. È questa la vera rivoluzione della spirale Nivachron: prestazioni eccellenti a prezzo contenuto…

  • Swatch Skin Irony, un ossimoro di colta, allegra creatività

    Swatch Skin Irony, un ossimoro di colta, allegra creatività

    Fredda e leggerissima. In acciaio e ultrasottile. È la nuova Skin Irony di Swatch. A guardarla bene, una collezione data dall’accostamento di due concetti diametralmente opposti, o quasi. Un ossimoro. Sembra infatti che il brand svizzero abbia preso in prestito qualche vocabolo dalla letteratura per questa collezione. Ma andiamo con ordine e partiamo dai termini.

    Si chiama ossimoro quella figura retorica che consiste nell’abbinare due parole contrastanti. “Provvida sventura”, scriveva il Manzoni; “silenzio assordante”, ribatteva Pirandello. Insomma, l’ossimoro è stato spesso fonte di bellezza inesplorata, quella che nasce proprio dall’accostare ciò che normalmente sembrerebbe allontanarsi.

    Non è un caso quindi che Swatch, il celebre brand che ha saputo reinventare l’idea di orologio, abbia voluto stupire creando una collezione ossimorica appunto. Era l’autunno del 2018 e usciva la collezione Skin Irony, nata appunto dall’unione di due concetti opposti e, a cascata, di due collezioni diverse. Da una parte la collezione Skin, che comprende gli orologi più piatti mai realizzati in plastica, dallo spessore di 3,9 mm; e dall’altra la collezione Irony, con cassa in acciaio (anziché nella consueta plastica), rigorosa e lineare.

    Oggi, a distanza di un anno, la collezione Skin Irony torna, online e nei negozi, rinnovata. Ampliata nelle dimensioni, raggiunge i 42 mm di diametro, che vanno ad affiancare i 38 già esistenti. In totale comprende 26 referenze, da uomo e donna, dai gusti e dalle declinazioni più disparate; ma unite dallo stesso comune denominatore: voler stupire con stile, tra lo chic e l’essenziale.

    Evocativi i nomi di ciascun modello – da Skinsand, con colori terra e oro, a Skindream, in tonalità pastello cielo, a Skinnavy, dal total look blu –, per una fascia prezzo che va dai 135 ai 175 euro. Cassa sottile in acciaio lucido e cinturini in cuoio o silicone, alternati a bracciali in metallo, che riprendono ed esaltano la natura di ogni esemplare. Un ossimoro di materia e immaginazione, perché se l’acciaio spesso rimanda a qualcosa di massiccio e corposo, l’ultrasottile è proprio il contrario.

    In sintesi, orologi dall’eleganza discreta ma decisa, senza ridondanze nel quadrante, che puntano piuttosto alla pulizia di ogni codice stilistico, eppure ricchi di particolari. Capaci di far convivere le antitesi. Come dire, la creatività e le contaminazioni fra discipline sembrano essere ormai la chiave del successo. Anche in orologeria.

  • Swatch X Louvre, capolavori (d’arte) da mettere al polso

    Swatch X Louvre, capolavori (d’arte) da mettere al polso

    Prima il Rijksmuseum di Amsterdam, poi il Thyssen-Bornemizsa di Madrid. E ora è la volta del Louvre di Parigi, così famoso da non aver bisogno di presentazioni. Prosegue il tour di Swatch fra i principali musei del mondo, alla ricerca di inedite collaborazioni artistiche che sfociano in progetti speciali. Una specie di visita (virtuale) tra le sale, un’occhiata alle pareti, ed ecco che le opere esposte in queste grandi istituzioni danno vita a nuovi Originals. Come nel caso dell’ultima collezione Swatch X Louvre, appunto.

    Qui come in precedenza, soggetti celeberrimi occhieggiano non dalla tela di un quadro ma dalla plastica di un orologio. Riprodotti interamente o solo in parte, come singolo, rilevante dettaglio, presentano sempre il tocco ironico del Marchio. Tipico, immancabile, inconfondibile: se non ci fosse non sarebbe nemmeno uno Swatch. Segno di una creatività smisurata, giovane e irriverente – perfino dissacrante. Ma più di tante parole valgono gli esempi.

    I cinque modelli della collezione Swatch X Louvre reinterpretano infatti altrettanti dipinti celeberrimi; (ah, guarda le immagini per favore: alcuni titoli potrebbero non dirti niente, se non sei un esperto di storia dell’arte). Per esempio i ritratti di Enrico IV e della sua seconda moglie, Maria de’ Medici. Due dipinti di Frans Pourbus il Giovane (1569/1622), un pittore fiammingo di fama europea, molto apprezzato come ritrattista e che ebbe fortuna proprio alla corte di Francia. Negli esemplari di Swatch X Louvre, i due sovrani perdono tutta l’austera pomposità degli originali per diventare personaggi più simpatici, dall’aspetto bonario.

    Meno noto è il “Ratto di Elena” di Guido Reni (1545/1642), pittore e incisore bolognese, uno dei maggiori esponenti del classicismo seicentesco. Una scena di gruppo, quasi da melodramma cortigiano, in cui lo Swatch isola solo la figuretta aggraziata dell’Amorino, che acquista così un valore particolare. Famosissimo è invece il grande olio su tela “La Libertà che guida il popolo” di Eugène Delacroix, assurto a simbolo (postumo) della Rivoluzione francese; che raffigura tutte le classi sociali unite sotto l’oppressore, esortate nella lotta da Marianna con in mano il Tricolore. Ed è proprio la personificazione della Francia a decorare l’orologio “à la française” – dominato cioè dai colori della bandiera.

    Al vertice però non poteva che esserci lei, Monna Lisa. Il ritratto di donna in assoluto più celebre, nonostante sia tuttora di incerta identità – anche se la tradizione lo attribuisce a Lisa Gherardini, moglie di Francesco Giocondo. La Gioconda, appunto. Un semplice quadretto in legno di pioppo, dipinto con olio, che non solo è l’opera più studiata di Leonardo da Vinci, ma è anche meta di interminabili processioni quotidiane di migliaia di visitatori. Il simbolo stesso della storia dell’arte, rielaborata da innumerevoli artisti negli ultimi 500 anni. E ora anche da Swatch. Che sottolinea il mistero di quel sorriso sornione e di quegli occhi enigmatici con una vistosa maschera arancione. Geniale.

  • Bau Swatch, un tributo (alla Bauhaus) e un manifesto di stile

    Bau Swatch, un tributo (alla Bauhaus) e un manifesto di stile

    La famiglia dei Bau Swatch, in vendita da qualche settimana, con la sua estetica lineare e cromaticamente accesa avrebbe sicuramente avuto libero accesso alla Bauhaus ideata da Gropius di cui si celebra quest’anno il centenario. Nella scuola statale d’arte fondata a Weimar l’atmosfera era piuttosto libertaria: studenti provenienti da tutto il mondo vivevano assieme ai docenti in un clima da “comune” ante litteram. E, sebbene sia un argomento dibattuto, c’era addirittura una relativa parità tra maschi e femmine. Si ragionava di arte e si beveva birra, si cucinavano i würstel e si progettava una libreria, si organizzava una festa e si disegnavano tessuti.

    Se il marchio Swatch fosse esistito a quei tempi, è certo che uno dei primi esercizi assegnati agli allievi sarebbe stato creare sotto il suo logo l’orologio più funzionale, democratico e creativo mai apparso prima sul mercato. Molti concetti-base legano del resto il brand svizzero al movimento artistico nato nel primo Novecento. A partire dalla “laicità” dell’approccio all’arte senza preconcette classificazioni tra arte “alta” e “arti applicate”, in cui la bellezza dell’oggetto si sposa alla sua funzionalità nella vita quotidiana, per arrivare allo spirito semplice e ludico di tanti manufatti progettati da quel gruppo di artisti. La nuova collezione che Swatch ha voluto dedicare alla Bauhaus, chiamata appunto Bau Swatch, è permeata proprio da questa accessibilità estetica e pratica. Molto gratificante per gli occhi grazie all’uso di colori primari e linee geometriche, ma anche molto rigorosa dal punto di vista tecnico.

    Concepire qualcosa di utile ma capace anche di rendere più gradevole la vita quotidiana era una sorta di missione per chi aderiva alla Bauhaus. Ed è da sempre l’obiettivo di Swatch, che ha nobilitato l’orologio al quarzo attraverso l’appeal estetico delle sue collezioni. Col tempo Bauhaus è diventato sinonimo di «design ridotto all’essenzialità, con uso razionale ed elegante di materiali moderni e tecniche industriali; chiarezza, semplicità e minimalismo». Ma non è stato solo questo. Se i suoi risultati più noti sono legati all’architettura e al design, interessanti influenze del movimento si trovano anche nella moda, nella ceramica, nella gioielleria e in ogni forma di decoro della persona.

    Essere se stessi, sempre e in ogni dettaglio. Ecco perché la collezione Bau Swatch ha tutti i presupposti per piacere al pubblico multimediale delle generazioni più “social”, che privilegiano l’essenzialità, la sostenibilità, la praticità e la personalizzazione del prodotto. Così come apprezzeranno senz’altro “ I love your folk”, l’altra linea Swatch in vendita dal 5 settembre, che celebra con orgoglio la cultura e l’unicità di ciascuno. E aggiunge un tocco folk ai look della stagione, che si tratti di motivi cachemire, fiori, pizzi o fantasie.

  • Swatch e la Biennale, il tempo dell’arte dalla Laguna al polso

    Swatch e la Biennale, il tempo dell’arte dalla Laguna al polso

    Quattro matricole e un esperto
    Un legame annodato dieci anni fa arriva quest’anno a imporsi con tanta forza quanta leggerezza sul panorama artistico internazionale: è il link tra Swatch e la Biennale d’arte di Venezia, che in questa 58a esposizione mostra i suoi particolari frutti sia all’Arsenale sia ai Giardini. I lavori di quattro artisti ex-residenti del Swatch Art Peace Hotel, una residenza di Shanghai messa a disposizione dei creativi per periodi fino a sei mesi, saranno infatti esposti alla Sala d’Armi dell’Arsenale. Mentre ai Giardini si trova “The Flags”, un’installazione site-specific realizzata dall’artista britannico Joe Tilson che frequenta Venezia, e spesso vi abita, da circa 60 anni. L’opera è composta da tre dipinti ingranditi della collezione “The Stones of Venice”, testimonianza dell’amore di Tilson per questa città.

    Venezia secondo Tilson
    Volto noto della Biennale Arte (ha rappresentato la Gran Bretagna alla 32a Esposizione Internazionale d’Arte nel 1964), l’artista britannico combina in questo lavoro le immagini delle facciate delle sue chiese veneziane preferite con i motivi geometrici dei pavimenti in pietra. E naturalmente lo fa a suo modo, con i suoi colori primari e i tratti geometrici a matita in cui si intuisce uno spirito ludico, quasi infantile malgrado i 90 anni dell’artista. Da questa creatività libera e sempreverde prende spunto Swatch per la sua tradizionale collezione limitata e numerata dedicata alla Biennale. In questo caso si tratta del Joe Tilson Venetian Watch, un esemplare che intende portare l’arte nella vita quotidiana diffondendo il messaggio “Swatch ama l’arte”.

    Dialoghi e confronti
    Vicino a diverse avanguardie internazionali, soprattutto la Pop art, ma sempre molto attento all’artigianalità anti-industriale del “fare” arte, Joe Tilson non è l’unico nome che compare nel carnet di Swatch alla 58° Biennale. Santiago Aleman (Spagna), Tracey Snelling (Stati Uniti), Jessie Yingying Gong (Cina) e Dorothy M Yoon (Corea del Sud) sono infatti gli artisti riuniti nella sezione “Swatch Faces 2019“. Dopo averli “covati” per qualche mese nel suo Art Peace Hotel, il colosso svizzero ora li ospita nella sala d’armi dell’Arsenale per mostrare il loro lavoro. È un dialogo a più voci e diverse lingue che restituisce altrettante visioni sulla modernità. Tutte a loro modo rivelatrici di un immaginario che spesso è meno astratto di quanto appare.

  • Pride watches. È l’ora dell’arcobaleno

    Pride watches. È l’ora dell’arcobaleno

    Forse perché sono trascorsi 50 anni esatti dai Moti di Stonewall, da cui tutto ha avuto inizio. O forse perché il fashion world ha deciso finalmente di schierarsi a favore del movimento LGBTQ+. Oppure, per essere più prosaici, perché il marketing oggi dominante ha individuato un nuovo target, super-appetitoso per le enormi potenzialità numeriche. Sta di fatto che quest’anno la moda (in senso lato) festeggia il Gay Pride. E l’orologeria la segue.

    Certo, si tratta soprattutto di marchi americani, più sensibili all’argomento per ovvie ragioni. Che hanno creato capsule collection dedicate, di solito coloratissime, anche se lontane dagli eccessi degli stereotipi, fatti di piume e boa di struzzo. Giocate invece sul motivo dell’arcobaleno – riconosciuto simbolo dal valore universale e insieme messaggio di pace, amore e tolleranza.

    Come la collezione #MKGO Rainbow di Michel Kors: total look dichiaratamente ispirati al Pride, e interpretati fra l’altro dalla super-modella Bella Hadid. Ma anche Donna Karan, che ha realizzato la Pride Collection in edizione limitata – in partnership con l’Hetrick-Martin Institute, un’organizzazione che da 40 anni si occupa della tutela e dell’educazione dei giovani nella comunità LGBTQ+ dell’area di New York.

    Va detto comunque che l’arcobaleno rappresenta un tema di tendenza nella moda del momento, come conferma anche la collezione uomo di Louis Vuitton per il prossimo autunno-inverno. Disegnata dal Direttore artistico Virgil Abloh e presentata lo scorso gennaio, celebra il caleidoscopio delle strade newyorkesi con una serie di accessori. Tra cui spicca appunto il Tambour Slim Rainbow, con il quadrante decorato a mano con la tecnica della décalque. In pratica, un artigiano della Fabrique du Temps L.V. si è servito di un tampone in gomma per comporre l’immagine di una X fluorescente. Con estrema pazienza: ci sono voluti 42 strati di colore e altrettante ore di asciugatura in forno a 100 gradi per ottenere l’effetto desiderato.

    Per restare nella Grande Mela, merita almeno un cenno Kenneth Cole, che nel suo shopping online offre “pacchetti” in sconto di abiti & accessori a tema, a sostegno dell’iniziativa delle Nazioni Unite, Free and Equal. Ma anche Apple, che per l’intero mese di giugno ha personalizzato i tavoli di tutti gli store con il proprio logo in versione arcobaleno. Non solo. Con l’ultimo aggiornamento del sistema operativo degli Apple Watch, ha predisposto un quadrante Pride le cui strisce si muovono quando si tocca il display. E in pendant ha ripristinato anche il cinturino in nylon con la bandiera dell’orgoglio.

    Per passare all’orologeria vera e propria, va citato prima di tutto Fossil, che come gruppo sostiene appunto la causa dell’Hetrick-Martin Institute (ha in licenza gli orologi di DKNY e di Michael Kors). Mentre come marchio ha prodotto il Pride Watch, una limited edition di 1000 esemplari venduta anche a bordo dell’airstream Betty, fra Dallas e New York. Ha quindi organizzato una campagna promozionale, per la quale ha reclutato Alyssa Edwards, star del talent “America’s Next Drag Queen”, l’attivista Blair Imani e altri volti noti Oltreoceano.

    Sbagliato però credere che si tratti solo di un fenomeno a stelle e strisce. Anche lo Swiss made più sveglio e progressista ha saputo cogliere l’occasione e ha sviluppato progetti ad hoc. In prima fila Swatch, che ha ideato la campagna “Time to be Proud” dedicata all’amore, alla diversità e all’unicità. In cui, oltre a (ri)proporre gli esemplari a righe multicolor già in collezione, ha presentato il Multiboost, nelle cromie dell’iride dall’effetto sfumato. E soprattutto il nuovo pattern “Love Your Pride” della serie Swatch X You, ricco di cuoricini, strisce arcobaleno e scritte “Love”. Basta utilizzare l’apposito configuratore on-line per definire l’esatta fantasia voluta, e in breve tempo si riceverà a casa il proprio orologio con la grafica desiderata.

    Ma al top c’è sicuramente Chopard, che non a caso ha scelto proprio questo tema per gli eventi di Cannes, in anticipo sul Pride Month di qualche settimana. Durante il Love Night Party, per esempio, ha reso omaggio all’amore in tutte le sue forme, celebrato con il glamour tipico delle serate di gala organizzate da Caroline Scheufele. E ha lanciato anche un inedito Happy Love, con un lettering di dimensioni macro sul quadrante. Pop come la scultura di Robert Indiana, ma con un cuore al posto della O e nei colori dell’arcobaleno.

  • Le cronache di PDV: con Swatch a Biel per il FlyMagic

    Le cronache di PDV: con Swatch a Biel per il FlyMagic

    Le cronache di PDV – Percorsi di Viaggio VIII – Swatch

    La nuova sede Swatch – ancora in fase d’ultimazione, ma quello che si è visto basta e avanza per rendersi conto della straordinarietà dell’opera – è stata il palcoscenico di un evento internazionale, avvenuto lo scorso 14 febbraio a Biel, storico borgo industriale della Svizzera tedesca. Durante il quale è stata presentata in anteprima alla stampa l’ultima novità del Marchio. Ovvero un nuovo e molto intrigante orologio – dal punto di vista estetico e meccanico, ma anche concettuale – battezzato Swatch FlyMagic.

    La grandiosa cattedrale del design sarà ultimata per marzo ed è stata progetta dall’architetto giapponese Shigeru Ban, universalmente riconosciuto come strenuo cultore della sostenibilità e raffinato specialista delle tensostrutture. Basate in questo caso su legname “Swiss Made” – così come gli orologi Swatch -, disposto a forma di celle d’un immenso alveare. Pur nella sua imponenza, come ha avuto modo di raccontarci in una conversazione a fine evento Carlo Giordanetti, che del marchio è Direttore creativo, trasmette al visitatore trasparenza, leggerezza, colore e una certa trasgressione nel progetto. Riportando immediatamente ai parametri stilistici su cui da sempre si fonda la peculiarità di Swatch.

    Lo Swatch FlyMagic

    A raccontare alla stampa la nascita e lo sviluppo dello Swatch FlyMagic, era presente lo stato maggiore del Marchio, nato nel 1983 con un nome di battesimo che era l’acronimo di “second watch”. Ma che con questa novità non sembra affatto un orologio di ripiego, sostitutivo o per divertimento. Tutt’altro: costituisce una vera e propria prima scelta. Sia per la produzione in serie limitata e numerata a 500 pezzi per ognuno dei 3 modelli della collezione, sia per il prezzo di 1.500 euro: soluzioni più uniche che rare per una marca come Swatch (disponibilità a partire dal mese di aprile).

    Già al primo colpo d’occhio, almeno quello di un esperto o di chi abbia avuto la giusta spiegazione, alcune parti meccaniche a vista e posizionate sulla parte frontale del movimento (bilanciere, treno degli ingranaggi e rotore di carica, in questo caso trasparente e in corrispondenza del giro delle ore, componenti che solitamente si trovano su lato posteriore), offrono la prospettiva di un’idea rivoluzionaria. Che è effettivamente tale perché c’è stato un “rovesciamento” meccanico: cosa che se fosse stata fatta senza speciali accorgimenti, porterebbe le lancette a girare alla rovescia.

    Ribaltare l’idea

    Ci si potrebbe domandare perché andarsi a cercare una complicazione apparentemente inutile o comunque dettata da un capriccio di design. La ragione è che il bilanciere messo in bella vista non è il solito, ma un nuovo organo regolatore con spirale progettata e realizzata all’interno di Swatch Group. Battezzata Nivachron (cui Augusto Veroni, pure lui presente all’evento, ha dedicato uno specifico articolo), è realizzata con un materiale innovativo a base di titanio. Ed è ad alta resistenza contro ogni genere di sollecitazione, soprattutto contro gli influssi negativi del magnetismo sulla regolarità di marcia dell’orologio.

    Il tutto è poi inserito nel già sperimentato movimento del Sistem51, presentato nel 2014 e formato solo da 51 elementi. Nel caso dello Swatch FlyMagic, il numero cresce di altri di 15 componenti per ottenere quel “rovesciamento” cui si è accennato. Riguardo al Sistem51, a questo punto, è d’obbligo una breve digressione, che renda ancora una volta evidente la stretta connessione tra Swatch e il mondo dell’architettura e del design. Il Sistem51 è un progetto che, con la sua rivoluzionaria innovazione, evoca i primi esemplari della marca e lo sconvolgimento che provocarono nel tradizionale mondo dell’orologeria. Si tratta di un movimento automatico prodotto in Svizzera con una catena di montaggio completamente automatizzata e su un modulo formato da soli 51 elementi.

    Questa esclusione di qualsiasi tipo d’intervento manuale infrange uno dei tabù dell’industria del tempo. E rende possibile una costruzione tanto semplificata da poter essere imperniata su un’unica vite centrale. Un’innovazione che inserisce il Sistem51 nel panorama degli oggetti ad alta riproducibilità industriale e che ha comportato lo studio ex-novo di tutti i componenti e i criteri d’assemblaggio dell’orologio. Come dire che la miglior sperimentazione di settore non avviene solo lungo le ardue vie della complicazione meccanica, ma anche percorrendo quelle non meno difficili della semplificazione.

  • Fun-tastic Swatch Art: suggestioni artistiche nei nuovi Swatch

    Fun-tastic Swatch Art: suggestioni artistiche nei nuovi Swatch

    Che lo Swatch sia un oggetto d’arte è risaputo: fin dal 1984, quando uscì il primo Swatch Art Special firmato da Kiki Picasso. Da allora è stato un mezzo espressivo privilegiato per innumerevoli artisti di varia ascendenza: da Keith Haring a Folon, da Mimmo Paladino a Valerio Adami, da Mimmo Rotella ad Arnaldo Pomodoro, e ancora Nam Yun Paik, Pierre et Gilles, David LaChapelle e tantissimi altri, fino al più recente Ugo Nespolo.

    Dai singoli alle istituzioni: l’estate scorsa Swatch ha iniziato a collaborare anche con grandi musei internazionali. Il primo è il Rijksmuseum di Amsterdam, le cui raccolte – filtrate dalla leggerezza, dall’ironia e dal colore tipici di Swatch – sono servite come fonte d’ispirazione per tre nuovi Art Specials. Dutch Skies rielabora le nuvole sullo sfondo di un’incisione del 1636 di Jacob Neefs, “Spectacle with ship with fireworks, and the columns of Hercules”: tinto di bianco e azzurro, il cielo di cumulonembi qui diventa un motivo pop simile alla panna montata. Invece Lady Buzz si rifà alla decorazione di un antico astuccio per ventaglio, in legno laccato e dettagli in tessuto: con fiori, foglie e insetti a comporre una natura morta fiamminga. Mentre Pink & Versa riprende un particolare di “Adamo ed Eva (la caduta dell’uomo)”, tela manierista di Cornelis Cornelisz van Haarlem, datata 1592: in cui la posa plateale di Eva è trasformata nel gesto di un selfie.

    Il bello è che questi tre orologi non sono in vendita solo nello shop del museo, ma si trovano ovunque, in tutte le boutique e dai rivenditori Swatch (anche online): perché fanno parte della collezione Worldhood, presentata per questo autunno/inverno. E che comprende diversi esemplari di matrice artistica: primo fra tutti Leroicestmoi, interpretazione “dada” del celebre “Ritratto di Luigi XIV” di Hyacinthe Rigaud, del 1701, esposto al Louvre di Parigi. In cui il Re Sole appare in versione gangsta, con tanto di occhiali neri, cappellino e medaglione bling-bling – un’immagine irrispettosa e iconoclasta, un po’ come la “Gioconda baffuta” di Duchamp. Ma non è il solo: anche altri orologi, se li si guarda con occhio critico, mostrano evidenti influenze pittoriche. Per esempio, Color Crossing ha un cinturino che sembra ritagliato da una delle tante “Stripes” di Gerard Richter. Mentre Fuzzy Logic ricorda un’opera dell’espressionismo astratto di Jackson Pollock: con le tante goccioline di colore “spruzzate” a caso, quasi lanciate dallo schizzo di un pennello, proprio come nella tecnica del dripping – base essenziale dell’Action Painting.

    Ma i designer di Swatch hanno attinto a piene mani alla storia dell’arte anche per l’altra collezione autunno/inverno, intitolata Think Fun. Che riunisce modelli come Roug’heure, un susseguirsi di grandi campi cromatici come in un dipinto di Mark Rothko. Oppure Psycadelic, un alternarsi ritmico di righe colorate pseudo-minimalista, alla Frank Stella. Ma anche Sixtease, dalla grafica in bianco-e-nero, che crea effetti ipnotici e illusioni bidimensionali come nell’Op Art di Victor Vasarely. O ancora Graftic, che riecheggia gli studi sulla scomposizione della luce e le teorie elettromagnetiche presenti nell’avanguardia di Giacomo Balla. E il gioco di rimandi potrebbe continuare: a voi cercarne altri… ”’”><\/script>‘

  • Swatch Art Special, Ugo Nespolo e le 35 candeline di Swatch

    Swatch Art Special, Ugo Nespolo e le 35 candeline di Swatch

    Swatch lo ha svelato alla Cité du Temps di Ginevra, proprio ieri: il 1° marzo, giorno del suo 35° compleanno. E lo ha fatto alla sua maniera: con serissima irriverenza. Perché, per il lancio ufficiale dell’ultima referenza d’autore in serie limitata, uno Swatch Art Special, il Brand ha convocato – oltre all’artista in questione, il Maestro Ugo Nespolo, e al Direttore creativo Carlo Giordanetti – anche il professor Alberto Conte, matematico e accademico, e Stefano Buono, fisico con trascorsi al CERN. Ordine del giorno: i numeri. A partire proprio dal 35.

    Numeri attorno ai quali Ugo Nespolo ha realizzato con tecniche diverse le 35 opere commissionate proprio da Swatch, ed esposte, fino al 1° maggio 2018, nella stessa Cité du Temps in una singolare a coloratissima “personale” dell’artista piemontese. Numeri che, naturalmente, campeggiano anche sul quadrante e sul cinturino di Swatch Ugo: lo Swatch Art Special realizzato in 3.535 esemplari (in vendita sull’e-commerce del brand), nonché referenza da collezione chiamata a perpetuare una fortunata tradizione che dura ormai ininterrottamente dal 1985.

    Ovvero due soli anni dopo la nascita di Swatch: un orologio in perfetto stile Pop, colorato e soprattutto democratico nel prezzo, subito attratto per una questione di affinità dai protagonisti del mondo dell’arte, ma anche da tutti coloro che avessero un messaggio personale, creativo, vivace, forte da esprimere. Motivo per il quale, nel corso degli anni, a cimentarsi con quella piccola tela di pochi centimetri quadrati non sono stati solo artisti del calibro di Kiki Picasso, Sam Francis, Keith Haring, Arnoldo Pomodoro, Mimmo Palladino, Mimmo Rotella. Ma anche personaggi che rispondono al nome di Vivienne Westwood, David LaChapelle e, più recentemente, Jovanotti, Mika, Eva & Adele.

    Sono poco più di un centinaio gli Swatch Art Special realizzati in 33 anni esatti, molti (soprattutto i primi, prodotti in serie millesimate e vendute in anni in cui qualsiasi Swatch, non solo i modelli d’artista, era oggetto di una caccia spietata), ricercati dai collezionisti di mezzo mondo. Perché tutti rigorosamente in tiratura limitata. Estremizzazione di un orologio da subito autentico fenomeno cult, venduto in oltre 400 milioni di pezzi ma, soprattutto, stupefacente per la sua prolificità. Che solo i numeri, giusto per restare in tema, possono far comprendere a pieno: 8.372 referenze lanciate in 12.783 giorni, ovvero in 35 anni. Calcolatrice alla mano, circa una ogni giorno e mezzo…