Giornale Degli Orologi
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Tag: Richard Mille

  • News orologi: fatti, volti ed eventi – 28/09/2026

    News orologi: fatti, volti ed eventi – 28/09/2026

    Il mondo delle lancette viaggia a ritmo serrato. E queste News orologi lo dimostrano: tra nuove partnership, aste da brivido e appuntamenti vari, il settore si muove come una biglia impazzita fra sport, spettacolo e appuntamenti da non perdere. Ecco le storie, i retroscena e i fatti di mercato che dovete assolutamente conoscere per restare al passo. Buona lettura!

    Ultim’ora – 02/10/2026

    “Mille” de Oro

    Prima boutique monomarca in Spagna per Richard Mille. A Madrid, si trova in Calle José Ortega y Gasset 10, all’angolo con Calle Claudio Coello, nel quartiere Milla de Oro. Lo spazio, di 441 metri quari distribuiti su due livelli, comprende aree di vendita, saloni privati, un laboratorio di orologeria e una sala dedicata alla lucidatura. Al piano inferiore invece, salotti privati, sala da pranzo, bar, cantina e humidor. Il progetto utilizza materiali come legno, bronzo, Ecoclay e piastrelle locali, per permeare l’identità del Brand di spirito madrileno. ¡Halaaa!


    Trofei sul Tamigi

    Svelati i nuovi trofei per i vincitori della Chanel J12 Boat Race, storica sfida tra le canoe di Oxford e Cambridge. Che, per la cronaca, si terrà l’11 aprile 2027, anno del centenario della gara femminile (nata il 15 marzo 1927). I premi, disegnati da Arnaud Chastaingt e realizzati dall’argentiere Thomas Lyte, uniscono argento lucido a cornici geometriche bianche o nere, richiamo cromatico alla collezione J12. L’anno prossimo sul Tamigi cambierà anche l’ordine delle corse: la sfida maschile precederà quella femminile.

    Talenti alla ribalta

    Sono aperte le iscrizioni per il nuovo Prix Cartier des Talents de Demain. Che unifica lo storico premio per gli orologiai (nato nel 1995) con una nuova categoria per i gioielli. Il bando si rivolge a studenti e apprendisti europei. Il tema di questa edizione è La fauna selvatica di Cartier. I candidati orologiai dovranno reinterpretare il movimento 1847 MC, mentre i gioiellieri dovranno creare una spilla a tema animalier. Le candidature sono aperte dal 1° ottobre al 30 novembre prossimo. I finalisti avranno tre mesi di tempo per completare il progetto. La premiazione avverrà nella primavera del 2027.


    Al polso di Alice

    Serenay Sarıkaya entra a far parte della famiglia di ambasciatori di Richard Mille. L’attrice turca, premiata cinque volte ai Golden Butterfly Awards e protagonista di Alice The Musical, è sempre stata appassionata di orologi, ed era fan del Marchio già prima della collaborazione. Ma la partnership nasce anche dalla sintonia personale con Amanda Mille, che sottolinea il carattere e i valori di Sankaya. Che per le foto promozionali indossa un RM 037 Automatic con diamanti snow set. Beata…

    News orologi… dall’America’s Cup – 1

    Foto courtesy Richard Mille

    Richard Mille è diventato anche Official Timekeeper di GB1, il sindacato britannico in lizza per la 38a America’s Cup. Lo abbiamo visto scendere in acqua per la prima volta lo scorso weekend nelle acque del Golfo di Napoli: con il suo AC40 in divisa di ordinanza ma con il nome del Brand in bella mostra sul fiocco. Non solo. L’accordo prevede pure che l’equipaggio di Sir Ben Aisle indossi orologi del Marchio – in primis lo skipper e il timoniere Dylan Fletcher, ma anche altri membri chiave del team. Ci dobbiamo aspettare una nuova versione dedicata dell’RM 60-01, il crono flyback con funzione regata? Chissà…

    News orologi… dall’America’s Cup – 2

    Foto courtesy Luna Rossa

    Per restare in tema, dal 24 al 27 settembre scorso, si sono svolte appunto le Regate Preliminari dell’America’s Cup. Tre giorni di vela che hanno decretato il trionfo di Luna Rossa Senior, non solo nelle regate di flotta ma soprattutto nel match race finale contro i rivali storici di Emirates Team New Zealand. Considerato che la conquista dell’Auld Mug non è solo una sfida fra barche ma anche fra marchi di orologi, il risultato del duello tra i venti del lungomare Caracciolo va letto così: Panerai 1 – Omega 0.

    A pelo d’acqua

    A proposito di vela, barche e mare… Per il quinto anno consecutivo, Eberhard & Co. si conferma Official Timekeeper del Salone Nautico di Genova. Giunto alla 66a edizione, si terrà dal 1° al 6 ottobre come sempre al quartiere La Foce/Waterfront di Levante. Dove la Maison de l’Aigle darà il nome allo storico Teatro del Mare, tradizionale palco deputato a meeting, convegni e premiazioni. E dove presenterà anche una special edition della collezione Scafograf: lo Scafograf 200 MCMLIX Bronze Edition. Ne riparleremo presto.

    Giri veloci

    Foto Vladimir Rys courtesy TAG Heuer

    Con l’annuncio del calendario di Formula 1, TAG Heuer debutta come Title Partner del Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone. Per il Marchio si tratta della terza grande partnership di questo tipo, dopo Monaco nel 2025 e Madrid nel 2026. Una tripletta d’oro che celebra una vocazione di lungo corso. La scelta di Silverstone però ha un sapore speciale: proprio su questo circuito, nel 1974, nacque il mito del cronografo Heuer Silverstone, tuttora un esemplare di culto per tanti collezionisti.

    Asta al cardiopalma

    Il 7 e l’8 novembre 2026, all’Hôtel President di Ginevra, si terrà l’asta Geneva Watch Auction: XXIV . In cui Phillips in Association with Bacs & Russo batterà la prima parte di Stopping Time, la leggendaria collezione di cronografi di Pucci Papaleo. L’ editore romano (studioso ed esperto), ha passato più di trent’anni a dare la caccia ai Rolex più rari del pianeta. Ora, i primi 16 pezzi della sua raccolta (su circa 70 totali) finiranno sotto il martelletto di Aurel Bacs. Preparate i blocchetti degli assegni… e magari anche un calmante.

    L’ombelico del mondo (orologiero)

    Milano torna al centro dell’orologeria internazionale. Da venerdì 2 a domenica 4 ottobre 2026, Palazzo Mezzanotte in piazza Affari ospita la Milano Watch Week. Concepito come piattaforma per collezionisti e appassionati, l’evento vedrà la partecipazione di 55 brand tra storiche maison e marchi indipendenti. Accanto all’esposizione degli orologi si terranno anche sessioni di approfondimento, panel tecnici e focus specifici sul mercato del vintage. Ingresso libero, prenotazione obbligatoria.

    p.s. Le News orologi non dormono mai: anzi, sono spesso riaggiornate durante la settimana. Nei prossimi giorni, torna ancora su questa pagina per non perderti le ultime novità…

  • RM 64-01 Tourbillon Colnago: il Richard Mille di Tadej Pogačar

    RM 64-01 Tourbillon Colnago: il Richard Mille di Tadej Pogačar

    Le gare ciclistiche si vincono grazie alla forza e alla tenacia di chi pedala, ma non possono prescindere dalle prestazioni che il mezzo garantisce. Tant’è che i principali campi di studio del ciclismo, almeno ai livelli più alti, sono l’aerodinamica, la scienza dei materiali e la leggerezza. Temi cari anche a Richard Mille, che non a caso ha sempre nutrito molto interesse per il mondo delle due ruote. Basti ricordare amicizie storiche con corridori del calibro di Mathieu van der Poel o Mark Cavendish, che ne testavano in gara prototipi e modelli definitivi. Poi, nel 2021, il Marchio ha anche siglato una collaborazione con UAE Team Emirates. E oggi questo legame si concretizza nel nuovo RM 64-01 Tourbillon Colnago.

    Colnago, per l’appunto, è la storica azienda italiana di biciclette da corsa, che è anche fornitore della squadra professionistica emiratina. E il cerchio si chiude in tutta la sua perfezione con il nome del momento: Tadej Pogačar. Il ciclista sloveno, che dal 2019 mette il proprio inesauribile talento al servizio dello stesso Team, da anni indossa gli orologi di Richard Mille. Ma di recente ha formalizzato il rapporto con il Brand, di cui è diventato ambasciatore proprio per il lancio del nuovo orologio ispirato a Colnago. Vediamo quindi in dettaglio cos’ha di speciale questo esemplare.

    Dal telaio al polso: design e analogie con lo stile Colnago

    Scheletrato e con cassa tonneau, il Richard Mille RM 64-01 Tourbillon Colnago mostra nell’estetica una forte derivazione dal mondo dei pedali. Privo di quadrante, si affida a elementi geometrici che richiamano i tubolari modulari della Colnago C68. Un modello che per l’azienda di Cambiago rappresenta la massima espressione dell’arte di costruire a mano biciclette da corsa.

    Il motivo simmetrico dei ponti del calibro RM 64-01, che toccano il réhaut in oro rosso in corrispondenza degli indici 12, 4, 6 e 10, si ripropone speculare anche alla base del movimento, osservandolo dal fondello in vetro zaffiro. Il tutto converge in due punti speciali. Sotto quello superiore, a ore 1, si trova il bariletto. Sotto quello inferiore, a ore 7, il tourbillon con la grande gabbia da 12,40 mm. Due elementi di forma circolare che, disposti in diagonale, simboleggiano il sistema di trasmissione, composto da corona e pignone, di cui ogni bicicletta è dotata.

    I colori bianco, blu e oro sono gli stessi che caratterizzano una delle varianti cromatiche del telaio della Colnago C68. Gli stessi colori si ritrovano sulla corona piuttosto sporgente, abbellita da un asso di fiori nero, logo di Colnago. Quella corona, oltre a consentire la rimessa all’ora, ricarica il movimento meccanico a carica manuale per un’autonomia massima di 65 ore.  

    Altri elementi di spicco sono la trasparenza complessiva e il look minimalista del calibro RM 64-01, il quale lascia intravvedere quasi tutti i 274 elementi che lo compongono. Evidente, da questo punto di vista, l’obiettivo di Richard Mille di dar vita a un design essenziale, che nella parte interna possa seguirsi con lo sguardo, esattamente come si farebbe con il telaio di una bicicletta. Dall’inizio alla fine. L’assenza della lancetta dei secondi, ben compensata dal tourbillon che compie un giro completo in un minuto, contribuisce al design minimalista dell’orologio.

    RM 64-01 Tourbillon Colnago: leggerezza estrema

    Come ogni orologio Richard Mille, anche l’RM 64-01 Tourbillon Colnago nasce dall’unione di materiali ricercati. La platina scheletrata del movimento, così come i ponti e altri componenti, sono realizzati in titanio grado 5. Trattasi di una lega metallica resistente dal punto di vista meccanico e chimico, ma particolarmente leggera, tanto da essere usata anche in ambito aeronautico, automobilistico e aerospaziale. La si ottiene fondendo titanio, alluminio e vanadio nella rispettive proporzioni del 90%, 6% e 4%. Ogni elemento in titanio è microsabbiato quindi smussato e lucidato a mano. Il nero e il grigio di alcune parti sono ottenuti mediante trattamento Pvd (Physical Vapor Deposition, ovvero deposizione fisica da vapore).

    La cassa è realizzata in Quartz TPT® (Thin Ply Technology), materiale composito sviluppato per Richard Mille. Declinato in diverse cromie e tessiture, è utilizzato per l’altissimo rapporto resistenza/peso. Non un unico blocco di quarzo, quindi, che sarebbe altrimenti soggetto alla frattura concoide tipica di questo minerale, ma un’infinità di strati sottilissimi sovrapposti, ciascuno ottenuto immergendo fibre di quarzo in una matrice di resina che funziona da collante. Un processo complesso, in parte coperto da segreto industriale, quindi non facile da descrivere, ma in grado di elevare ai massimi livelli le proprietà chimico-fisiche dei materiali che ne derivano.

    Le porzioni dei ponti color oro, in linea con gli stilemi della Colnago C68, sono dipinte a mano con oro rosso 5N. Lo stesso metallo prezioso è utilizzato per realizzare il réhaut, in cui sono incastonati gli indici fluorescenti, e le lancette forate, il cui aspetto richiama le pedivelle dell’iconica bicicletta da corsa.  

    Un tourbillon da collezionisti

    Gli appassionati di ciclismo potrebbero riconoscere il legame fra tra il Marchio elvetico e l’azienda lombarda anche solo guardando l’RM 64-01 Tourbillon Colnago in modo distratto. Le geometrie dei ponti e la scelta dei colori richiamano immediatamente alla memoria il famoso telaio da corsa. Un’associazione facilitata dalla già descritta disposizione in linea del bariletto e del tourbillon. La rotazione continua di quest’ultimo, poi, non fa altro che accentuare questa analogia.

    Ma l’RM 64-01 Tourbillon Colnago non risponde solo alla pura operazione di marketing. Piuttosto, è la dimostrazione di come le collaborazioni sportive possano essere utili e fruttuose. Come ho scritto a inizio articolo, il rapporto fra Richard Mille e il mondo del ciclismo è di lunga data. Ed è sempre stato finalizzato alla ricerca tecnica, al reale sviluppo ingegneristico, in poche parole alla messa a punto di orologi ottimizzati – studiati e via via migliorati – in modo specifico per quello sport. l’RM 64-01 Tourbillon Colnago ne è la dimostrazione.

    Il prezzo, come ci si può aspettare, sfiora il milione di euro. Più precisamente, l’RM 64-01 Tourbillon Colnago costa 800.000 franchi svizzeri (più di 860.000 euro), cui vanno aggiunte le tasse.
    Considerate, nel fare le vostre valutazioni, che il movimento RM 64-01, oltre a essere montato e rifinito quasi tutto a mano, fonda su un tourbillon, la complicazione più costosa di cui un orologio può dotarsi. E che l’edizione è limitata a 50 esemplari, il che ne fa un orologio di grande valore collezionistico.        

  • Gli orologi dedicati al ciclismo: la volata di 7 special edition

    Gli orologi dedicati al ciclismo: la volata di 7 special edition

    Barcellona, sabato 4 luglio 2026. Inizia il Tour de France, che vede ancora una volta Tissot nel ruolo di Official Timekeeper. Ma la partenza della più prestigiosa corsa su strada è solo un pretesto per introdurre l’argomento di oggi. Perché qui non ci occuperemo di nuovo dell’ormai storico legame che unisce l’industria del tempo a quella delle due ruote, di cui abbiamo scritto più volte in diverse occasioni. Vogliamo invece concentrarci espressamente sugli orologi dedicati al ciclismo: sempre più numerosi, soprattutto di recente – ma vale la pena ricordare anche i precedenti, usciti fino a un anno fa.

    In effetti gli orologi dedicati al ciclismo non sono proprio una novità. Basti pensare al cronografo rattrappante da tasca, realizzato da Longines negli anni ‘60 (ref. 7411), che aveva un movimento così preciso (il calibro 262) da essere utilizzato dai cronometristi ufficiali, a bordo pista o sulle auto al seguito dei ciclisti. Qui ci riferiamo invece agli esemplari celebrativi, frutto di partnership tecniche o strategiche. Che ai nostri giorni danno vita a una tendenza conclamata, trasversale ai generi e ai segmenti di mercato, come dimostrano i pezzi usciti nelle ultime settimane. Vediamoli.

    Tissot, dal Tour de France a Pinarello

    Cominciamo proprio da Tissot, profondamente legato al mondo del ciclismo ormai da decenni, tant’è che ha in catalogo un’intera collezione a tema. Che ora amplia con due nuovi modelli. Il primo è il PR 100 Tour de France 2026 Special Edition, definito dai colori della Grande Boucle, giallo e nero: cassa di 40 mm di diametro in acciaio Pvd nero sabbiato, ha il quadrante dalla texture effetto asfalto, il réhaut personalizzato e la scala pulsometrica sull’area perimetrale, a evocare forse gli sforzi affrontati dagli atleti nei 3.321 chilometri di gara, come i 54.450 metri di dislivello o i 5 arrivi in salita. La scala pulsometrica si trova anche nel PR 100 Cycling Edition, con la cassa in acciaio declinata in due formati – 40 o 34 mm di diametro – e il quadrante decorato da un motivo che ricorda la catena di una bici.

    A proposito di componenti meccanici delle due ruote, Tissot ha anche stretto una partenership con uno dei produttori di biciclette da corsa più vincenti e performanti di sempre: Pinarello. Nel Tissot Pinarello Special Edition, la Casa di Le Locle ha quindi voluto trasferire le caratteristiche principali delle bici che escono dall’officina di Villorba: innovazione tecnologica, alte prestazioni, design italiano. E c’è riuscita: la cassa in carbonio forgiato, dalle linee asimmetriche con la corona al 10, prende ispirazione dall’aletta terminale aerodinamica ForkFlapTM della forcella anteriore Onda. L’identità unica a inconfondibile è sottolineata anche dal contrappeso della lancetta centrale dei secondi decorato con la Pi del logo. L’orologio monta l’esclusivo Powermatic 80 con spirale in Nivachron, 80 ore di autonomia e certificato ufficiale di cronometro rilasciato dal Cosc.

    Breitling e l’epopea dei miti

    Tra gli orologi dedicati al ciclismo, una news assoluta lanciata pochi giorni fa è il Breitling Top Time B01 Eddy Merckx, evidente tributo al campione belga. Protagonista negli anni ’60/’70 di indimenticabili imprese, da molti è considerato il più grande ciclista di tutti i tempi per l’incredibile palmarès: 525 vittorie, 11 Grandi Giri, 3 Campionati del Mondo e 19 Classiche Monumento. Non a caso l’orologio sfoggia una vistosa livrea gialla, in riferimento ai cinque Tour de France vinti e al suo record di 96 giorni in Maglia gialla. Con la cassa di 41 mm in acciaio, il cronografo è equipaggiato dal Calibro B01 di manifattura, con autonomia di 70 ore e ruota a colonne a innesto verticale, anch’esso dotato di certificato ufficiale di cronometro rilasciato dal Cosc. Per la cronaca, si tratta di una tiratura limitata di 525 esemplari.

    All’interno del catalogo Breitling, però, il nuovo Top Time B01 Eddy Merckx è il successore di altri modelli presentati lo scorso anno: il Top Time B01 Fausto Coppi e il Top Time B01 Gino Bartali. Due edizioni limitate dedicate appunto alle leggende del ciclismo italiano, al centro di una rivalità sportiva (ma confinata dal fair-play) che divise in due la Penisola nel Dopoguerra. Le caratteristiche tecniche sono le stesse dell’esemplare più attuale, ma cambiano i colori: turchese per Coppi e blu per Bartali. Anche se una narrazione più filologica avrebbe preferito il verde ramarro della Legnano a fare il paio con il verde/celeste della Bianchi… Diversi anche gli aggettivi stampati sul réhaut, come incipit della scala tachimetrica: “il campionissimo” per Coppi e “l’intramontabile” per Bartali, versus un più prosaico Eddy Merckx sul cronografo di oggi. Chi fosse interessato, può trovare ancora qualche pezzo disponibile dei 750 originari sull’e-commerce di Breitling.

    Richard Mille e la Colnago da polso

    Ma nei giorni scorsi è uscito anche il Richard Mille RM 64-01 Tourbillon Colnago, in edizione limitatissima di 50 esemplari. Presentato dal nuovo ambasciatore Tadej Pogačar, sancisce l’inedita partnership attraverso un processo di sviluppo che mixa i codici tecnico- estetici di entrambi i Marchi. Anche qui l’orologio traspone l’ingegneria ciclistica e l’architettura delle bici del costruttore italiano direttamente sul polso. Per intenderci, la cassa in Quartz TPT accosta le tonalità bianco e azzurro (Azure Blue) distintive della Colnago C68. Non una semplice bici ma il modello di punta della serie C. Un progetto nato originariamente dalla storica collaborazione fra Ernesto Colnago ed Enzo Ferrari, con il numero 68 che celebra gli anni trascorsi dalla nascita del Marchio fino al lancio di questo specifico telaio. Le lancette ricordano la forma delle pedivelle e la corona in oro rosso 5N sfoggia l’Asso di Fiori, storico simbolo della casa di Cambiago.

    L’assenza di quadrante rivela i ponti superiori dalla sezione stellata che rendono omaggio ai tubi Gilco dei telai Colnago Master degli anni ’80. Merita un cenno ovviamente anche il movimento, meccanico a carica manuale: il calibro RM 64-01, appunto. Scheletrato, con platina e ponti in titanio grado 5, mostra una simmetria fra i bariletto a ore 1 e il tourbillon a ore 7, che richiama visivamente la trasmissione di una bicicletta. Ma ne riparleremo.

  • RM HJ-02: i segreti dell’orologio-gioiello di Richard Mille

    RM HJ-02: i segreti dell’orologio-gioiello di Richard Mille

    Se non hai idea di come siano gli orologi-gioiello di Richard Mille, prova a dare un’occhiata ai nuovi RM HJ-02 Automatic Winding Tourbillon. Vedrai qualcosa di mai visto, per il modo in cui il Marchio usa le pietre, le mixa, le compone. Accosta gemme di diverso tipo (pietre preziose, pietre fini, pietre dure, una accanto all’altra, con i loro colori iridescenti) e di tagli diversi (brillante, baguette, fantasia, realizzati rigorosamente su misura), e per ognuno si serve di tecniche di incastonatura differenti. Il risultato è incredibile.

    Le superfici di ciascun esemplare sono interamente tempestate di cristalli multicolor, frammenti lapidei e lastre geometriche, in un gioco di piani e di sovrapposizioni che coinvolge perfino la meccanica. Un effetto talmente sorprendente da lasciare del tutto spiazzati. Del resto, quando hai a che fare con i nuovi RM HJ-02, anche i gusti personali passano in secondo piano. Perché non importa se questi orologi ti piacciano o meno. Comunque non puoi non riconoscere lo straordinario lavoro di design e di montatura che ci sta dietro.

    Le creazioni firmate da Richard Mille

    Ma prima di entrare “nel vivo” della collezione, devo fare un paio di premesse. Cerca di avere pazienza e seguimi, se puoi, così potrai farti un quadro un po’ più completo. Prima di tutto, per contestualizzare i nuovi RM HJ-02, va detto che sono il seguito ideale della collezione RM HJ-01 uscita nel 2020. E sono il frutto del lavoro di Cécile Guenat, Direttrice della creazione e dello sviluppo di Richard Mille – nonché figlia di Dominique Guenat, co-fondatore del Marchio –, e soprattutto dell’atelier di sertissage aperto internamente. Istituito proprio per fondere artigianato d’arte e ingegneria tecnica, il laboratorio è stato inaugurato nel 2019 e da allora è riuscito a realizzare autentiche innovazioni.

    Per esempio, l’applicazione dei diamanti in materiali hi-tech come il Carbon TPT, la ceramica o il vetro zaffiro, estremamente duri e finora considerati impossibili da incastonare. I tecnici che lavorano nell’atelier di Richard Mille ci sono riusciti grazie alla creazione della sede di ogni singola pietra e delle apposite “griffe” (chiamiamole così, per comodità) per mezzo di macchine CNC dalle tolleranze micrometriche. Ma anche quando si tratta di inserire le gemme nei metalli tradizionali e “morbidi” come l’oro, a peggiorare la situazione ci si mette la forma della cassa degli orologi di Richard Mille, convessa e ricca di superfici curve. Solo gli incastonatori più esperti sono in grado di farlo.

    La classificazione delle pietre

    Detto questo, devo fare un’altra (breve, giuro) digressione sui termini. La tradizione classifica le gemme in tre categorie. Le pietre cosiddette “preziose”, rare e dalla trasparenza vitrea, che sono quattro: diamante, smeraldo, rubino e zaffiro (di tutte le sfumature). Poi ci sono le pietre “fini”, per esempio l’acquamarina, il topazio o i tanti tipi di quarzo, anch’esse trasparenti e dall’effetto vetroso. Infine le pietre “dure” (anche dette ornamentali), come il lapislazzuli, la malachite o la turchese, opache o tutt’al più traslucide, spesso formate da minerali diversi che creano striature, venature o disegni particolari.

    Qualche parola in più sulle pietre “fini”: un aggettivo adottato dai gemmologi in tempi relativamente recenti, per sostituire il più diffuso e commercialmente noto, ma scorretto, pietre “semipreziose”. Scorretto perché, definite così, sembra valgano la metà o comunque molto meno rispetto alle quattro più preziose. In realtà sul mercato se ne trovano alcune – come la tormalina Paraiba, l’alessandrite o certi tipi di opale, tipo l’opale nero australiano – che sono così rare e pregiate da costare più di un “normale” diamante, soprattutto se superiori ai 2 carati. Meglio quindi definirle pietre “fini”…

    Le gemme dell’RM HJ-02

    Per tornare finalmente ai nuovi orologi-gioiello di Richard Mille, come dicevo sopra, ogni esemplare concentra nella cassa in oro bianco diverse varietà di gemme di colore, montate con varie tecniche. Ben 1.399 pietre per l’esattezza, di differenti tagli e dimensioni appunto, incastonate a grani, a neve, a castone, o in modo invisibile. Che tengono impegnato il maître sertisseur per quasi 700 ore – dalla preparazione alla finitura, attraverso innumerevoli controlli… Qualcosa come 88 giornate lavorative complete: davvero impressionante.

    Riguardo alle pietre, gli RM HJ-02 riuniscono diamanti, rubini, smeraldi, zaffiri, tormaline Paraiba accanto a malachite, turchese, crisoprasio, calcedonio, madreperla – per citarne solo alcune –, con un effetto sempre diverso. Un po’ perché non esistono due pietre uguali esattamente, e un po’ per il design, che prevede lo stesso puzzle ispirato all’Art Déco ma con colori e pattern sempre differenti. Quasi fosse un mosaico interpretato con tessere eterogenee. In totale si tratta di 12 esemplari, 12 pezzi unici, suddivisi in quattro famiglie cromatiche: verde, azzurro, rosa e viola.

    La meccanica preziosa

    Quello che mi ha più colpito, però, è il fatto che le pietre di colore entrano a far parte anche della meccanica. Il nuovo calibro di manifattura CRMT2, a carica automatica e con dispositivo tourbillon, ha infatti la platina e i ponti in oro bianco incastonati di gemme di colore. E fin qui nessun problema. Le cose si complicano però con la massa oscillante – anch’essa in oro bianco, è anch’essa incastonata sulla superficie e lungo il profilo –, perché l’aggiunta delle pietre ne cambia il peso specifico. Quindi i tecnici devono calcolare con esattezzail peso del metallo sottratto e quello delle gemme inserite, per garantire un bilanciamento e un’inerzia perfetti. Che sono necessari per alimentare il bariletto a rotazione rapida e assicurare le 50 ore di autonomia standard.

    Non solo. Il rotore modificato ruota su cuscinetti a sfera in ceramica rinforzati, abbinati al dispositivo (brevettato) di inversione unidirezionale One-Way. In pratica il rotore ricarica la molla dell’orologio in un solo senso di rotazione, il che riduce gli attriti e azzera l’usura causata dal nuovo bilanciamento della massa. In più, quando ruota nel senso opposto, il rotore si disinnesta, e mentre gira “a vuoto” accumula una forte energia cinetica; quando cambia di nuovo direzione, la velocità si trasforma in una vigorosa spinta di carica, che va ad alimentare il bariletto a rotazione rapida. Riporto tutte le informazioni tecniche sul calibro nelle didascalie.

    Qui mi limito a mettere ancora in rilievo il tourbillon che sembra isolato a spezzare la simmetria della composizione. Privo com’è di gemme, risalta per contrasto cromatico e geometrico, per diventare il punto focale del movimento – o forse dovrei dire dell’orologio. Perché, anche in questi esemplari, cassa-quadrante-e-movimento sono stati chiaramente concepiti come un sistema integrato, a formare un tutt’uno.

    Conclusioni

    Concludo con una nota di glamour. Il lancio dell’RM HJ-02 è stato supportato da un video intitolato The Dazzling Vision con Michelle Yeoh come protagonista e musiche dei Justice. Potete vederlo sul sito ufficiale di Richard Mille, nella pagina dedicata alla collezione. Riguardo al prezzo, Richard Mille non ha fornito indicazioni ufficiali, anche se in Rete si trovano cifre che si aggirano fra i 3 milioni e i 3milioni e 400mila euro, a seconda del modello. Per quanto mi riguarda, mi viene in mente una massima attribuita al magnate della finanza J.P. Morgan: «Se devi chiedere quanto costa, vuol dire che non te lo puoi permettere…».

  • News orologi: fatti, volti ed eventi – 29/06/2026

    News orologi: fatti, volti ed eventi – 29/06/2026

    Benvenuto al consueto appuntamento con le News Orologi, la nostra rassegna dedicata alle novità più rilevanti e ai fatti più eclatanti successi nelle ultime settimane nel mondo delle lancette. Tanti, come al solito, i temi trattati: dallo sport alla moda, dalle notizie di corporate (nuove campagne, nuovi spazi, servizi custom made) fino all’annuncio che più di tutti ha fatto discutere gli operatori del settore: “il ritorno” di Basilea. Per saperne di più, non ti resta altro da fare che scorrere questa pagina di News orologi fino alla fine. Buona lettura!

    Le Signore del mare

    Dal 23 al 26 giugno scorsi, al largo di Palma, Maiorca, è andata in scena la Superyacht Cup Palma Richard Mille, 30a edizione della storica regata per la prima volta con il Marchio nel ruolo di Title Sponsor. Eccezionale la flotta riunita per l’occasione: 20 superyacht classici e contemporanei, in assoluto le più belle barche a vela in navigazione. Come “Rainbow” (accanto), un elegantissimo 131 piedi (quasi 40 metri) di Classe J, replica high-tech dell’originale del 1934 di Harold Vanderbilt, protagonista dell’America’s Cup dell’epoca. Che è sceso in acqua con Peter Harrison – il Ceo di Richard Mille EMEA – al timone e ha duellato con un altro J-Class, Svea. Uno spettacolo…

    Foto Lloyd Images courtesy Richard Mille

    Al polso di Pogi

    Da anni Richard Mille è legato al mondo del ciclismo. Già partner di Mathieu van der Poel e Mark Cavendish, ora accoglie in “famiglia” anche Tadej Pogačar: naturale evoluzione di un sodalizio nato spontaneamente nel 2021, con la sponsorizzazione dell’UAE Team Emirates, in cui lo sloveno era la figura di punta. Oggi, dominatore assoluto delle due ruote, vanta un palmarès eccezionale: quattro Tour de France, un Giro d’Italia e 13 Classiche Monumento… Autentiche imprese vissute con l’RM 67-02 Automatic Extra Flat al polso: un orologio sportivo ultraleggero ed ergonomico, da cui il campione sembra non si separi mai.

    Il tempo è galantuomo

    Sempre a proposito di ambasciatori, Jaeger-LeCoultre ha annunciato che Omar Sy è diventato “Amico della Maison”. L’attore e produttore francese, amatissimo dal pubblico per i suoi ruoli in Quasi Amici sul grande schermo (che gli è valso anche un Premio César) e soprattutto Lupin su Netflix, è da sempre un appassionato di orologi. E si racconta – con semplicità e senza filtri – in The Hour Before, la serie di interviste dedicata ai momenti di preparazione, incertezza e perseveranza che precedono il successo. Da vedere online sul sito ufficiale della Grande Maison.

    Occhio al premio

    Lo scorso 24 giugno, al Teatro Argentina di Roma, si è svolta l’80a edizione dei Nastri d’Argento. In questa occasione Hamilton ha premiato Andrea De Sica con l’Hamilton Behind the Camera – Nastri d’Argento: il riconoscimento, istituito con i Giornalisti Cinematografici fin dal 2013, che celebra le figure più incisive della stagione italiana sul grande schermo. Il regista è stato infatti consacrato per Gli occhi degli altri, di cui ha firmato anche il soggetto e la sceneggiatura. Quanto al resto, ha trionfato La grazia di Paolo Sorrentino, con otto premi su nove candidature… C’è bisogno di aggiungere altro?

    Foto MM courtesy Hamilton

    Fashion show

    Durante la sfilata uomo per la primavera/estate 2027, Louis Vuitton ha mandato in passerella, con due outfit diversi, il Monterey Ceramic: due nuove versioni a portachiavi dell’orologio (ri)lanciato lo scorso anno. Con la cassa a forma di ciottolo realizzata in ceramica, appunto, verde o nera, ha un movimento automatico realizzato da La Fabrique du Temps Louis Vuitton e un supporto in cuoio che permette di appenderlo dove si vuole. Non è dato sapere se usciranno anche esemplari da polso: per ora si sa solo che saranno in vendita dal 26 settembre. Ma la forma ci lascia un dubbio: che il tanto contestato AP x Swatch abbia fatto scuola?

    Su misura

    Da tempo rivolta al pubblico più esclusivo, Roger Dubuis ha aggiunto un nuovo tassello al servizio personalizzato per gli appassionati dell’alto di gamma. Ha presentato infatti Rarities, un esclusivo programma di alta orologeria riservato alla creazione di esemplari su misura. Sviluppato dai tecnici di un atelier dedicato all’interno della Manifattura di Meyrin, il progetto permette ai collezionisti di partecipare attivamente al processo creativo del proprio orologio, che diventa così un pezzo unico e irripetibile. Per celebrare questo lancio, la Maison ha svelato l’Excalibur Moonlight, ispirato ai movimenti della volta celeste.

    Stile personale

    Nuova campagna per Lotus Style, il marchio di gioielli fashion del Gruppo Festina. Prodotta da Rai Pubblicità in collaborazione con Visionaria Film, con la regia di Alex Ratto e la fotografia di Francesco Carini, è girata su un set cinematografico. Un gioco di specchi, passaggi in ascensore e scene di backstage in cui i protagonisti cambiano continuamente look, da capo a piedi. E con gli abiti anche gli accessori. Così i bijoux e gli esemplari di Lotus Watches diventano i dettagli distintivi capaci di definire carattere e personalità. Il claim? “Scegli il tuo stile, indossa il tuo Style”. Vedremo lo spot prima al cinema e sui canali digital ufficiali, poi sulle tv nazionali.

    Provaci ancora, Sam

    La notizia ha creato molto scetticismo tra gli addetti ai lavori. Due colossi mondiali dei saloni professionali, MCH Group (che organizza Art Basel e un tempo Baselworld) e Informa Markets (Jewellery & Gem World di Hong Kong) hanno ufficialmente unito le proprie forze per dare vita a una nuova piattaforma internazionale: Basilia Jewellery & Watch Fair. A detta degli organizzatori, un appuntamento strategico mirato a “colmare il divario strutturale tra l’offerta manifatturiera asiatica e la forte domanda del mercato europeo”.

    L’edizione inaugurale della manifestazione debutterà ad aprile 2027 all’interno del Padiglione 2 di Messe Basel. E prevede l’arrivo di oltre 400 espositori globali, un numero di rilievo per l’intero comparto economico. L’offerta espositiva dovrebbe essere ripartita in modo da poter rispondere alle attuali esigenze di sourcing di grossisti, dettaglianti, designer e compratori internazionali. In particolare, la fiera in teoria vedrà la presenza del 50% di espositori dedicati alla gioielleria, del 25% a gemme e pietre preziose, e dell’ultimo 25% all’orologeria.

    Parecchie le perplessità. Senza andare a rivangare i problemi di Baselworld – i costi folli per gli espositori, la gestione rigida degli organizzatori, l’atteggiamento del settore ricettivo in città, che per anni ha “spennato” visitatori e giornalisti -, sorge spontanea la domanda: il mercato è davvero pronto a dare una seconda possibilità a Basilea?

    Poi c’è la questione delle date: Basilia si terrà dall’8 all’11 aprile, in contemporanea con Watches and Wonders, che si svolge dal 5 all’11. Considerato che il Salone di Ginevra il 10 e l’11 è aperto al grande pubblico, quindi vedrà la fuga di retailer e stampa, rimangono due giorni di sovrapposizione. Ma i professionisti del settore saranno disposti a concentrare le visite tra i quasi 70 marchi del Palexpo nei primi tre giorni, per poi spostarsi in massa attraverso la Svizzera? La cosa rievoca (almeno in noi della vecchia guardia) i peggiori incubi del passato. Abbiamo ancora voglia di un simile tour-de-force?

    Ancora, parliamo di marchi: con i grandi nomi e i grandi gruppi ormai stabilmente impiantati a Ginevra, chi parteciperà a Basilia? I brand orientali? I colossi giapponesi e cinesi? I piccoli indipendenti che hanno bisogno di farsi conoscere in Europa? Comunque sia, sembra ci sia spazio solo per i marchi del segmento medio-basso del mercato. Con queste premesse, Basilia riuscirà davvero a colmare il vuoto lasciato da Baselworld? Lo farà almeno per la gioielleria? Riguardo all’orologeria, la partita sembra già persa in partenza, anche se nessuno ha le risposte in tasca. Noi men che meno. Staremo a vedere…

    News orologi in Laguna…

    IWC ha inaugurato una nuova boutique nel cuore di Venezia, in piazza San Marco 54. Lo spazio, sviluppato in collaborazione con Salvadori, si sviluppa su più livelli e include una lounge privata con vista panoramica sulla piazza, destinata alle consulenze personalizzate per collezionisti e appassionati. Per celebrare il debutto in Laguna, la Casa ha presentato una speciale edizione personalizzata del Portugieser Chronograph. Al taglio del nastro erano presenti Franziska Gsell, Chief Marketing Officer di IWC, l’ambasciatrice Marta Bassino e Olivier d’Agay, pronipote di Antoine de Saint-Exupéry. La serata si è conclusa con una cena una cena di gala curata dallo chef Alessandro Borghese.

    … e in Sicilia

    Invece TAG Heuer ha inaugurato una nuova boutique a Taormina, in partnership con Rocca 1794, in corso Umberto I, nel pieno centro dello shopping cittadino. Operativo già ai primi del mese, lo spazio è stato aperto ufficialmente il 18 giugno, alla presenza di Giorgio Damiani, Amministratore Delegato di Rocca 1794, e di Federica Taccari, General Manager Italia di TAG Heuer. Con questo settimo negozio monomarca in Italia, il Brand svizzero consolida così la propria strategia orientata alle mete turistiche di alto livello. Del resto la città siciliana rappresenta una scelta chiave per presidiare il segmento delle holiday destination del lusso…

    p.s. Le News orologi non dormono mai: anzi, sono spesso riaggiornate durante la settimana. Nei prossimi giorni, quindi, torna ancora su questa pagina per restare informato sulle novità del mondo delle lancette…

  • News orologi: fatti, volti ed eventi – 15/06/2026

    News orologi: fatti, volti ed eventi – 15/06/2026

    Questa puntata di News orologi è in gran parte all’insegna dello sport – come è giusto che sia in questa stagione. Tennis, golf, vela, gare di auto d’epoca sono del resto settori tradizionali (o forse dovremmo dire storici) per il marketing dell’orologeria. E le grandi case orologiere sono sempre più brave a legare il proprio nome alle emozioni degli eventi internazionali. Ecco allora, nelle News orologi di oggi, le notizie delle ultime settimane, come sempre in un formato veloce e immediato – con l’aggiunta di qualche curiosità “fuori tema”. Una panoramica rapida e ricca di spunti per chi vuole restare al passo con un’industria che ama tanto la tecnica quanto l’azione. Buona lettura!

    Cast perfetto

    Foto BOBY/Contour by Getty Images courtesy Richard Mille

    Lo conosciamo tutti come il Kendall Roy di Succession, ruolo così riuscito da avergli fatto conquistare un Emmy e un Golden Globe. Ma Jeremy Strong è fantastico anche a teatro, come ha dimostrato il recente successo a Broadway di An Enemy of the People, premiato con il Tony Award. E ora che è entrato a far parte della famiglia di Richard Mille, ha confermato tutte le proprie doti di interprete eclettico nelle splendide immagini della campagna scattata da @odieuxboby fra Cannes, New York, Londra e Berlino, con al polso vari esemplari del Marchio. A proposito: fuori dal set, l’attore statunitense indossa un RM 67-01 Automatico Extrapiatto in titanio grado 5…

    Talento precoce

    Sotto i riflettori anche la promessa del tennis in carrozzina britannico: Matthew Knoesen. Che con i suoi 13 anni è diventato il più giovane ambasciatore di Richard Mille e ne ha confermato la storica vocazione a sostenere i talenti emergenti. Nato con una grave patologia motoria, a 8 anni aveva già ottenuto la licenza britannica di pilota di kart. Poi, a causa di un importante intervento chirurgico, ha lasciato i motorsport per incanalare energia e spirito di competizione nella racchetta. Ma è rimasto appassionato di F1, fan della Ferrari e della McLaren, partner del Brand. Del resto anche Charles Leclerc fa fatto parte della Richard Mille Young Talent Academy…

    News orologi… dagli Open di Francia – 1

    Flavio Cobolli of Italy
    Foto Daniel Kopatsch courtesy Bianchet

    Abbiamo ancora tutti negli occhi le immagini della finale dei Roland Garros. Se non avete capito che cosa portava Fabio Cobolli sulla terra rossa di quell’ultima partita, eccovi la risposta: un Bianchet UltraFino Tonneau, lo stesso che ha indossato nei principali tornei del circuito, da Melbourne in poi. Il tennista italiano infatti è diventato ambasciatore del brand francese proprio dagli Australian Open, a gennaio scorso. E da allora si è messo al polso questo particolare tourbillon volante, in diverse versioni. A Parigi, aveva la referenza con cassa in carbonio ad alta densità, leggerissima (46 g), ma pensata proprio per resistere agli urti fino a 5000g.

    News orologi… dagli Open di Francia – 2

    Foto Sandra Ruhaut/Icon Sport via Getty Images courtesy Jacob & Co.

    Se invece volete saperne di più sul vincitore, il discorso si fa un po’ più complicato. Perché in quell’occasione Alexander Zverev non ha indossato un orologio solo, bensì tre, per scandire in crescendo i diversi momenti, tra la partita e le celebrazioni. Ben calato nel ruolo di ambassador di Jacob & Co., il campione tedesco ha sfoggiato infatti un Epic X Skeleton in titanio annerito durante il match; un Epic X Ceramic, interamente in ceramica bianca con dettagli blu, durante la premiazione; e un esclusivo Yellow Caviar Tourbillon, tempestato di zaffiri gialli baguette, per le foto ufficiali con il trofeo. Con molta nonchalance, giusto per non farsi mancare niente…

    Domenica sul green

    Il 7 giugno scorso, lo storico Golf Club de Genève ha ospitato la 13a edizione della F.P.Journe Golf Cup. L’evento, diventato un appuntamento fisso nel calendario estivo ginevrino, ha riunito ben 156 giocatori provenienti da tutta Europa, pronti a sfidarsi sul celebre percorso a 18 buche progettato da Robert Trent Jones Senior. Oltre all’agonismo sul green, la giornata ha offerto una memorabile esperienza culinaria firmata da Dominique Gauthier, chef dell’F.P.Journe Le Restaurant. Per poi concludersi con un esclusivo cocktail, la cerimonia di premiazione ufficiale presieduta da François-Paul Journe, e – com’è ormai tradizione – l’estrazione a sorte di un orologio da tavolo del Maestro.

    Da Hölstein al mare

    Oris ha stretto una partnership con il Fast and Furio Sailing Team, squadra professionale di velisti affermati, attiva da 30 anni nel mondo delle regate e con un notevole palmares di successi. Per esempio, in questo 2026, la vittoria alle Regate di Primavera di Portofino e il trionfo assoluto alla 151 Miglia-Trofeo Cetilar, dove il Maxi 100 Arca Sgr (accanto) ha conquistato i Line Honours a Punta Ala per la quinta volta. In attesa di vederlo scendere in acqua fra due giorni alla Giraglia, è importante sottolineare che l’accordo sancisce un’unione improntata alla sostenibilità ambientale e valorizza il programma per la crescita dei giovani talenti nella vela.

    Su per la Val d’Arda

    Dal 19 al 21 giugno andrà in scena uno dei più prestigiosi concorsi d’eleganza dinamici a livello internazionale: la 30ª Vernasca Silver Flag. Dove, ancora un volta, Eberhard & Co. si conferma Main sponsor e Official timekeeper. Aperta come sempre alle auto costruite prima del 1972, la manifestazione quest’anno vedrà sfilare, sui 9 chilometri in salita da Castell’Arquato a Vernasca, circa 200 vetture. Da citare almeno l’Alfa Romeo 6C 2500S Freccia d’Oro del 1950 di Corrado Lopresto, ambasciatore di Eberhard & Co. Che, oltre a premiare il Best of Show e la livrea più evocativa, ha presentato un’edizione limitata del Traversetolo in 50 esemplari.

    L’Aigle de la Coupole

    Quando era stata installata, 7 anni fa, noi c’eravamo. Poi, a seguito dei danni strutturali subiti durante una violenta tempesta nel giugno del 2021, l’Aquila di Eberhard & Co. era stata rimossa dal trespolo di avenue Léopold-Robert 73 (sede dell’azienda e del Museo), a La Chaux-de-Fonds. Finalmente, a fine maggio, dopo un lungo intervento di restauro realizzato dall’atelier francese La Zinguerie d’Art, il monumentale rapace in zinco è tornato al suo posto. Con una “capsula del tempo” sigillata all’interno, che racchiude una lettera della Ceo Barbara Monti e il ponte a forma di scudo del calibro EB 280 del Chronographe 1887. Un bel messaggio per i posteri…

    Oltre i limiti

    La regina indiscussa dell’ultra trail running Cortney Dauwalter

    Tudor è entrato nel mondo del trail running. Una disciplina dura, durissima – specialmente nella declinazione “ultra” in cui gli atleti non solo corrono su sentieri “bianchi”, ma devono farlo per lunghe distanze, anche superiori ai 100 chilometri, e con dislivelli spaventosi, di migliaia di metri. Richiede quindi un’energia mentale capace di dominare sul dolore, la fatica, la stanchezza. Coerente con il proprio motto, Born to Dare, il Marchio ora eletto a propri ambassador quattro campioni di trail running: la cinese Miao Yao, lo svizzero Rémi Bonnet, il francese Baptiste Chassagne e soprattutto lei, l’incredibile ultramaratoneta statunitense Courtney Dauwalter. Complimenti!

    p.s. Le News orologi non dormono mai e sono spesso riaggiornate durante la settimana. Nei prossimi giorni, torna ancora su questa pagina per restare informato sulle novità del mondo delle lancette…

  • Richard Mille RM 55-01: la leggerezza, in tutti i sensi

    Richard Mille RM 55-01: la leggerezza, in tutti i sensi

    “Un’ode alla leggerezza”. Quando ho letto il claim che introduce il nuovo Richard Mille RM 55-01, ho subito pensato che la scelta di quelle parole non fosse stata dettata da pure questioni di marketing. In effetti il Richard Mille RM 55-01, oltre a essere fisicamente leggero (attorno ai 60 grammi, a seconda della configurazione), fa della semplicità estetica e costruttiva il proprio tratto distintivo. Tanto da piacere anche a chi di solito trova le scelte stilistiche della Casa di Les Breuleux un po’ sopra le righe. Nelle pagine del nostro giornale lo abbiamo detto più volte: Richard Mille è un brand di cui non è facile scrivere, è divisivo e ha una personalità talmente forte da apparire, nel panorama dell’alta orologeria, un mondo a sé stante. Uno di quei mondi con cui ti scontri o ci vai a nozze.  

    Quando togliere è meglio di aggiungere

    Se si approfondisce l’argomento, la conferma definitiva arriva dalla frase dello scrittore e pilota francese Antoine de Saint-Exupéry, che la Casa elvetica prende in prestito per dare ulteriore enfasi alla semplicità dell’orologio. “Perfection is achieved, not when there is nothing more to add, but when there is nothing left to take away”. Che vuol dire: “La perfezione è raggiunta non quando non c’è più niente da aggiungere, ma quando non c’è più niente da togliere”. L’aforisma a mio avviso ha una forza incredibile: con l’aggiunta si rischia il superfluo, con la rimozione si tende invece al perfetto, a ciò che vive da sé.

    Non è un caso che gli inglesi dicano “less is more“. Basta guardare il nuovo Richard Mille RM 55-01, in direzione frontale soprattutto, per accorgersi di quanto sia minimale e conciso – “pulito”, verrebbe da dire -, di come ogni elemento sia al suo posto e perfettamente in grado di integrarsi con gli altri. Di come non serva altro. Di quanto i pochi colori presenti siano sobriamente combinati fra loro. E soprattutto di quanto il movimento, tanto essenziale quanto raffinato, sia in grado di far passare luce da un lato all’altro dell’orologio. Per questo lo reputo uno degli scheletrati meglio riusciti della Marca. 

    Richard Mille RM 55-01, come è fatto

    Richard Mille, per mettere a punto il suo nuovo RM 55-01, anziché aggiungere, ha quindi tolto. Ha eliminato il rotore di carica, per esempio, preferendo un movimento più semplice, a carica manuale: il calibro RMUL4. Ne saranno felici i puristi dell’orologeria, secondo cui il rotore di carica sarebbe in qualche modo un elemento “perturbante” all’interno della meccanica.

    Comunque sia, nell’RM 55-01 Richard Mille ha ridotto il numero complessivo dei componenti. Ha optato come sempre per un design scheletrato, ma per la cassa ha utilizzato solo il materiale composito TPT, e l’ha quindi privata dei consueti elementi in oro. Ha eliminato ogni complicazione che potesse appesantire l’orologio, nel peso e nella concezione, limitandosi alle tre sole lancette di ore, minuti e secondi. Anche la data, onnipresente nelle altre referenze in catalogo, qui manca.

    Il risultato è uno scheletrato vero, leggero, arioso, a mio parere bellissimo. Perfettamente rifinito, con la cura e l’accuratezza tipiche della tradizione orologiera, sebbene l’architettura abbia ben poco di tradizionale e risulti invece modernissima. Un’alternanza di pieni e vuoti – anzi, più vuoti che pieni – definisce la meccanica. A tal punto che, una volta indossato, l’orologio permette chiaramente di vedere attraverso il cristallo zaffiro superiore, fino al fondello (anch’esso in zaffiro). E di cogliere quindi le sfumature della pelle del polso.

    I materiali e il savoir-faire

    Quanto mai indovinate le tre varianti cromatiche della lunetta: Carbon TPT®, Grey Quartz TPT® e Quartz TPT®. Anche di questi speciali materiali, di come sono ottenuti e lavorati, abbiamo più volte fatto cenno nei nostri articoli. Vi rimando a questi link per conoscerli più da vicino. Qui mi preme però ricordare che per la speciale lavorazione cui sono sottoposte le fibre di carbonio e quelle di silice (il comune quarzo), e per le resine che danno consistenza al tutto, ogni esemplare assume un effetto damascato e risulta esteticamente differente da qualsiasi altro. È proprio il caso di dirlo: ogni Richard Mille, anche a parità di referenza, è un pezzo unico.

    Le immagini fornite da Richard Mille ritraggono i tre orologi ripresi da varie angolazioni, ma anche le varie fasi di assemblaggio – il cosiddetto savoir-faire. La maestria dei fotografi è coerente con quella degli artigiani – credetemi, non è sempre così… Per cui vi lascio all’osservazione delle foto e alla lettura delle relative didascalie per cogliere qualche segreto tecnico ed estetico delle tre nuove referenze. Sono sicuro che apprezzerete i generosi spazi vuoti che garantiscono la trasmissione della luce da un lato all’altro della cassa.

    Il calibro a carica manuale RMUL4

    Credo sia d’obbligo qualche cenno sulle caratteristiche del movimento che anima l’RM 55-01. In primo luogo per l’incredibile leggerezza. Il RMUL4, rigorosamente di manifattura, pesa meno di 5 grammi. Ed è disegnato per essere alloggiato nella cassa dalle dimensioni non esagerate – almeno secondo gli standard di Richard Mille: 37,95 x 47,33 mm, 10,75 mm di spessore.

    A tanta semplicità corrispondono scelte costruttive di altissimo livello. Richard Mille si affida come sempre a materiali e processi di lavorazione pregiati. La base è infatti una platina di titanio grado 5, non dalla superficie liscia, ma microsabbiata, levigata e rivestita con Pvd nero. Termini e procedimenti che comunicano un enorme valore a chi sa di lavorazioni industriali. Per lavorare il titanio grado 5 occorre infatti tanta maestria, per di più quando gli oggetti da trattare sono piccoli e le tolleranze minime. Alla platina sono poi fissati tre ponti, sempre in titanio grado 5, ai quali è assicurato il treno di ingranaggi che completa il calibro.

    Voglio sottolineare la presenza nel movimento di due importanti elementi: il bilanciere a inerzia variabile e con spirale libera, e il doppio bariletto che garantisce un’autonomia di 55 ore. Il primo rinuncia alla racchetta di regolazione per affidarsi a quattro micro-pesi che ne stabilizzano l’oscillazione, risultando più resistente agli urti e gestibile in fase di assemblaggio e smontaggio. Mentre il doppio bariletto assicura all’orologio una coppia costante lungo tutta la durata della carica.

    Ne deriva da un lato una maggiore costanza di marcia con una conseguente aumentata precisione cronometrica, e dall’altro una minore pressione su denti, cuscinetti e perni, il che preserva l’integrità totale del movimento nel tempo. Oltretutto i due bariletti, secondo me, sono anche molto belli da vedere, e contribuiscono al fascino del calibro scheletrato.

    Prezzo e considerazioni Sul Richard Mille RM 55-01

    Veniamo al prezzo. Come accade quando si parla di hypercar, anche con gli orologi Richard Mille l’argomento prezzi risulta indelicato. Eppure, chi ha voglia di comprarne un Richard Mille RM 55-01, deve sapere quanto costa. La cifra da sborsare per questo orologio è di 175mila franchi svizzeri (poco più di 190mila euro), tasse escluse, per ciascuna delle varianti. Che non è una cifra folle, riservata ai soli milionari, ma neanche alla portata di chi, di mese in mese, deve farsi i conti in tasca. Aggiungo che, valore assoluto a parte, è perfettamente allineata alle altre referenze della Casa. Materiali pregiati, costosi da realizzare e lavorare, soluzioni tecniche all’avanguardia e filosofia minimalista giustificano ampiamente il prezzo richiesto.

  • News orologi: fatti, volti ed eventi – 27/04/2026

    News orologi: fatti, volti ed eventi – 27/04/2026

    Consueto appuntamento con le News orologi sotto i riflettori nelle ultime settimane. Le notizie di oggi spaziano dal mondo dello sport a quello dello spettacolo (in senso lato), dai consigli di amministrazione alla valorizzazione del mestiere di orologiaio. Tra marketing e corporate, le news orologi delineano ancora una volta un territorio vasto e diversificato, in cui le marche si muovono in modo trasversale. Buona lettura!

    Imbattibile fuoriclasse

    Richard Mille ha un nuovo ambasciatore: Johannes Høsflot Klæbo. Classe 1996, lo sciatore norvegese è da molti considerato il miglior fondista di sempre per tecnica e velocità. Lo dimostra l’impressionante palmarès: 11 medaglie d’oro olimpiche (6 conquistate nei Giochi di Milano-Cortina), 15 medaglie d’oro iridate, 6 Coppe del Mondo generali e 9 di specialità. Mentre ha già in mente nuovi obiettivi, al polso ora indossa un RM 67-01 Automatic Extra-Flat, da lui definito: «Così sottile, liscio e leggero che quasi non mi accorgo di portarlo». Di certo l’orologio non limiterà i suoi celebri Klæbo-sprint finali…

    In volo sulle onde

    Durante la Milano Design Week, con grande clamore, è stata presentata anche la Ferrari Hypersail. E i più attenti se ne saranno subito accorti: sulla randa alare appare il nome Richard Mille (sempre lui). Nessuna comunicazione ufficiale da parte del Marchio, eppure la partecipazione all’ambizioso progetto nautico è un’implicita conseguenza della partnership con la Casa di Maranello. Impossibile qui soffermarci sul rivoluzionario monoscafo volante da 100 piedi che sembra la versione XXL di un AC75 dell’America’s Cup mixato con un Imoca. Il discorso sarebbe troppo lungo e molto tecnico. Diciamo solo che non vediamo l’ora che scenda in acqua…

    Sotto il Vesuvio

    Ce lo aspettavamo tutti, ma adesso è ufficiale: Omega si conferma Official Timekeeper della 38a America’s Cup. Del resto, ha già rivestito questo ruolo nelle edizioni del 2000, 2003, 2021 e 2024, e si è quindi costruita una solida reputazione anche nel cronometraggio sportivo nel mondo della vela. Quanto alla storica (e prestigiosa) regata, ricordiamo che si terrà per la prima volta in Italia. A Napoli, a partire dal 10 luglio 2027, vedrà il Defender (il team vincitore della scorsa edizione, Emirates New Zealand) contendersi the Old Cup con l’equipaggio che riuscirà ad aggiudicarsi la Louis Vuitton Cup. Ne riparleremo…

    Talento emergente

    È stato annunciato il vincitore del Concorso Giovani Talenti 2026: si tratta del giapponese Shin Ohno, 27 anni. Il giovane orologiaio, laureato al National Institute of Technology del Toyota College, ha convinto la giuria con il suo Fuyu-Geshiki: un orologio da appoggio con grande e piccola suoneria, ripetizione quarti e tourbillon. Ha ricevuto quindi un diploma e un contributo di 50mila franchi svizzeri direttamente dalle mani di François-Paul Journe e di Michael Tay (The Hour Glass). Non è necessario, ma vale comunque la pena di sottolineare lo scopo del Contest: scoprire i migliori orologiai di prossima generazione, supportarli e metterli sotto i riflettori…

    Il socio

    Foto Aidan Zamiri courtesy Urban Jürgensen

    Thimothée Chalamet entra in Urban Jürgensen. Non come friend of the brand – come aveva fatto finora – e nemmeno come testimonial, ma come socio. L’attore franco-statunitense ha infatti acquisito una quota di minoranza a livello societario, e intrapreso un nuovo ruolo dirigenziale come creative advisor (consulente esperto nello sviluppo di strategie di comunicazione, visive e narrative ad alto impatto). Diventa quindi socio di Kari Voutilainen (che detiene un’altra quota di minoranza) ma soprattutto della famiglia Rosenfield (quota di maggioranza). E apre così nuove prospettive per il Marchio, soprattutto verso il pubblico giovane. Se son rose, fioriranno.

    Milano per le rime

    G-Shock continua ad avere un rapporto privilegiato con la scena rap, dove ha trovato anche il nuovo ambasciatore: Artie 5ive. Nominato “Man of the Year” dal magazine GQ, il rapper milanese è diventato così protagonista della nuova campagna del Marchio, intitolata The 5ive Greatest Hits. Una miniserie video in cinque episodi, in cui l’artista racconta i momenti chiave del proprio percorso musicale e personale attraverso il concetto – caro al Brand – di shock resistance. Nel viaggio visivo fra i luoghi in cui è cresciuto, a partire dalla Bicocca, lui indossa sia i best-seller sia le novità di stagione, come il GA-2100CM della nuova collezione camouflage. Trovi i video sul profilo Ig della Marca.

    Un subacqueo sul Tamigi

    Ancora Omega ha celebrato a Londra il lancio del nuovo Seamaster Planet Ocean. E lo ha fatto con un evento esclusivo, organizzato alla Tate Modern, rinomata cornice per l’arte contemporanea trasformata per l’occasione in un avveniristico “mondo marino” con luci e proiezioni. Protagonista della serata, l’attore britannico Aaron Taylor-Johnson, volto della campagna Planet Ocean, legato all’orologio da una tradizione familiare. A fare gli onori di casa Raynald Aeschlimann, Presidente e Ceo della Maison, mentre fra gli ospiti c’erano l’ambassador francese Pierre Niney e le giovani star britanniche Connor Swindells, Tom Blyth, Jonah Hauer-King e Charlie Rowe.

    p.s. Le News orologi non dormono mai: sono spesso riaggiornate durante la settimana. Nei prossimi giorni, torna ancora su questa pagina per restare informato sulle novità del mondo delle lancette…

  • Richard Mille RM 07-01 Ceramiche Colorate e la sfida dei diamanti

    Richard Mille RM 07-01 Ceramiche Colorate e la sfida dei diamanti

    Richard Mille porta a compimento la trilogia dell’RM 07-01 Ceramiche Colorate con un’ultima, definitiva versione. Lanciata nel 2021, poi sviluppata nel 2023 con diversi look molto estivi, la collezione torna ora in chiave invernale: o forse dovrei dire “ghiacciata”, immersa com’è in un immaginario fatto di neve e luci crepuscolari. On the rocks, direbbero nel mondo della moda, in riferimento alla presenza dei diamanti che impreziosiscono l’intera cassa. Ed è proprio questo il problema: incastonare i diamanti nella ceramica, dal punto di vista teorico, sembrerebbe una follia. Praticamente impossibile.

    Credo che ai tecnici di Richard Mille sia stata utile la lezione imparata per un’altra variante dell’RM 07-01, l’Intergalactic. Solo che lì i diamanti erano sparsi, quasi buttati a caso (in realtà in posizioni calcolate al micron) nella superficie in Carbon TPT. Qui invece si trovano all’interno della ceramica TZP perfettamente organizzati secondo precise figure geometriche: cerchi, semicerchi, sinusoidi, linee, segmenti, rettangoli (singoli o in successione, quasi a formare uno zigzag). Colpisce, a ben guardare, la dimensione dei diamanti: piccoli, piccolissimi, a loro volta tenuti in sede da ancora più minuscole griffe, o grani. Chiamiamoli così per intenderci, anche se in realtà – lo vedremo poi – sono tutt’altro.

    La ceramica TZP

    Cerchiamo di capire meglio la questione. Di per sé la ceramica è un materiale ostico, difficile da realizzare e da lavorare, che richiede una perfetta maestria dei processi di produzione. Soprattutto quando si tratta di forme complesse come quelle della lunetta e del fondello del Richard Mille RM 07-01 Ceramiche Colorate, che hanno anche bisogno di un lungo processo di rettifica per mezzo di utensili diamantati.

    Devo pure aggiungere che ottenere specifiche sfumature cromatiche – come il rosa cipria, il rosa lavanda e l’azzurro polvere dei tre orologi di Richard Mille – è un’ulteriore sfida tecnica. Le polveri di base, miscelate a ossidi metallici, sono sottoposte a sinterizzazione a pressione: in pratica, invece di cuocere il pezzo per ore, insieme al calore si applica una pressione fortissima per un tempo molto breve, il che “impacchetta” le molecole così densamente da mantenere il colore uniforme. Il controllo della temperatura è fondamentale: uno sballo di pochi gradi farebbe virare per esempio il rosa verso il grigio o il marrone.

    In questo caso si tratta di ceramica TZP, che sta per Zirconio Tetragonale Policristallino, costituita per oltre il 95% da zirconio (ZrO2). La ceramica TZP è un materiale dalle particolari proprietà: è estremamente dura (raggiunge i 1400 Vickers, ben maggiore del valore degli acciai temprati), ed è quindi resistente ai graffi, all’usura, alla corrosione, alla deformazione. Ha infatti una tenacità (la capacità di assorbire energia e di deformarsi plasticamente prima di arrivare alla rottura) superiore a quella dello zaffiro.

    Di contro ha una densità particolarmente bassa (circa 6 g/cm3), ed è perciò molto leggera. Poi è resistente ai raggi UV e rimane del tutto inalterabile nel tempo. Infine è anallergica e biocompatibile – tant’è che viene utilizzata anche in odontoiatria e in ortopedia, per gli impianti dentali come per le protesi ossee.

    L’incastonatura delle gemme

    Bene. Veniamo al problema dell’incastonatura delle pietre preziose nella ceramica. Proprio perché si tratta di un materiale particolarmente duro, non è possibile montarle con metodi tradizionali. I progettisti della ProArt, la fabbrica di Richard Mille dedicata alla produzione di casse in materiali high-tech, hanno quindi dovuto mettere a punto una particolare tecnica, basata sul cosiddetto mitraillage (mitragliamento, in francese). Ovvero l’esecuzione di una serie di micro-fori o cavità in cui alloggiare le gemme, che tradizionalmente è eseguito a mano nel metallo con appositi bulini o piccole frese.

    Qui però, vista la durezza della ceramica, il mitraillage dev’essere effettuato con macchine CNC a 5 assi, che permettono una precisione micrometrica e una perfetta perforazione del materiale. E con pietre così piccole collocate in figure così definite, la precisione è fondamentale. Anche perché in questo caso è impossibile ricavare i grani che serviranno a tenere in sede le pietre (di solito l’incastonatore li scava e li solleva direttamente dal metallo circostante). Di conseguenza, oltre ai fori di alloggiamento delle gemme, bisogna crearne altri – proprio accanto, nell’esatta posizione – che ospiteranno i castoni metallici necessari a bloccare le gemme.

    Basta guardare le immagini della gallery in alto per capire di cosa di tratta: nelle foto si vede chiaramente che ogni foro di diametro più grande, che ospiterà la pietra, è affiancato da due più piccoli. In questi ultimi l’incastonatore inserirà appunto degli elementi microscopici, simili a rivetti o a perni a T, di varie forme, a lama o a cuneo, proprio per assicurare le gemme nella loro sede: realizzati probabilmente in oro, questi elementi “tengono” grazie alla pressione generata dalla loro deformazione una volta collocati nella fessura. Per la forma e la funzione a me hanno ricordato un po’ i chiodi da roccia – solo di dimensioni infinitesimali e privi di occhiello. 

    L’habillage dell’RM 07-01 Ceramiche Colorate 2026…

    Altri diamanti e pietre di colore dal formato ridotto sono poi montati sulla carrure in oro bianco, anche qui posizionati in modo da creare decorazioni geometriche. Nel metallo nobile per eccellenza, chiaramente, l’incastonatura avviene in modo tradizionale – con il mitraillage e la creazione dei grani direttamente nel metallo – senza troppe difficoltà se non quelle create proprio dalle dimensioni delle gemme. E dalla loro quantità, che dev’essere molto elevata.

    Richard Mille non dichiara quante pietre e quanti carati racchiude l’RM 07-01 Ceramiche Colorate. Ma per una volta sarebbe più importante conoscerne il numero, piuttosto della caratura, proprio per avere un’idea del lavoro pazzesco fatto dagli incastonatori e dalla loro pazienza certosina.

    Per passare al display, come nelle versioni precedenti anche i nuovi RM 07-01 Ceramiche Colorate hanno il quadrante decorato da figure geometriche. Sulla piastra di oro rosso 5N rodiato e scheletrato si trovano frammenti di ceramica colorata, applicazioni in gomma tagliata al laser, piastrine in oro bianco tempestate di pavé di diamanti (sempre con pietre piccolissime), archi e segmenti in oro guilloché. Il risultato è un puzzle astratto e coloratissimo – dalle cromie a contrasto -, accentuato anche dal cinturino in caucciù.

    … e il movimento

    Riguardo alla meccanica, vale la pena spendere due parole sul calibro CRMA2 che anima l’RM 07-01 Ceramiche Colorate. Un movimento ormai noto, progettato ad hoc per la famiglia di orologi da donna RM 07-01 e che si ritrova nella stragrande maggioranza dei modelli della collezione. A carica automatica, interamente scheletrato, vanta un’autonomia di 50 ore e numerose caratteristiche costruttive tipiche di Richard Mille. A cominciare da platina e ponti in titanio grado 5 microbillé con trattamento elettroplasma: che – come dichiara la documentazione ufficiale – “conferisce grande rigidità ai componenti e una precisa planarità delle superfici, essenziali per il perfetto funzionamento del treno di ingranaggi”.

    Quindi il bariletto a rotazione rapida, che compie un giro su sé stesso in 5 ore anziché 7 e mezza, il che ottimizza l’erogazione dell’energia della carica in modo costante. Poi, un particolare profilo dei denti delle ruote, che assicura un’eccellente trasmissione della coppia fino al bilanciere. Il bilanciere a inerzia variabile, che consente una regolazione più accurata e migliora le prestazioni cronometriche sul lungo periodo. E ancora il rotore a geometria variabile, che permette di regolarne l’inerzia in relazione al livello di attività di chi indossa l’orologio e quindi di personalizzare l’efficienza della carica. In soldoni, il contenuto tecnico di alto profilo cui il Brand ci ha ormai abituato, ma che è tutt’altro che scontato.

    Ulteriori informazioni

    Per saperne di più rimando al sito di Richard Mille. Ma non posso concludere senza aver fornito le ultime informazioni e la mia opinione. I tre nuovi modelli dell’RM 07-01 Ceramiche Colorate sono realizzati ciascuno in edizione limitata di 50 esemplari (e non poteva essere altrimenti, visto come sono fatti) e sono in vendita a un prezzo di 270mila euro, tasse escluse. Come tutti gli orologi di Richard Mille possono piacere o non piacere – il Brand, si sa, è divisivo… Ma sicuramente presentano un tasso di innovazione degno di nota, coerente con la filosofia del Marchio, sia nell’uso della tradizione sia nell’invenzione di novità tout court. E questo anche i detrattori non possono non riconoscerlo.

  • News orologi: fatti, volti ed eventi – 23/03/2026

    News orologi: fatti, volti ed eventi – 23/03/2026

    Venti giorni. Tanto è passato dalle ultime News orologi, il nostro rotocalco digitale che racconta cosa è successo nel mondo delle lancette. Il palinsensto del Giornale degli Orologi in realtà lo avrebbe previsto per lunedì scorso, ma la serata degli Oscar ha catalizzato tutte le attenzioni e fatto saltare la normale programmazione. Le News orologi di oggi devono dunque recuperare le notizie di (quasi) tre settimane: un periodo particolarmente ricco di novità soprattutto riguardo alle celebrities che hanno dominato la scena dell’orologeria. Accanto agli ambasciatori, però, dobbiamo registrare anche alcune novità a tema corporate: nuovi lanci, inaugurazioni ufficiali, curiosità. Mettetevi comodi: vi aspetta una panoramica completa sull’attualità dell’orologeria. Buona lettura!

    Valori umani

    Bvlgari ha nominato Jake Gyllenhall come nuovo Global Brand Ambassador. L’attore statunitense, premiato ai Bafta per I segreti di Brokeback Mountain (2005) e più volte candidato ai maggiori premi internazionali (dai Golden Globes agli Oscar), è noto tanto per i ruoli sul grande schermo quanto per l’impegno in progetti di promozione dei diritti universali, della non violenza e della difesa dell’ambiente. La stessa Bvlgari dichiara di averlo scelto perché incarna un’idea di lusso fatta di valori umani, cultura e relazioni autentiche. Sta di fatto che nella nuova campagna gli ha messo al polso un paio di versioni dell’Octo Finissimo Skeleton 8 Days. Fortunato…

    Salviamo il Sole

    Avete presente L’Ultima Missione: Project Hail Mary? Il nuovo film con Ryan Gosling (diretto da Phil Lord e Christopher Miller), appena uscito nelle sale, vede l’attore sfoggiare al polso per tutte le due ore e mezza di proiezione un TAG Heuer Connected Calibre E5. Uno smartwatch di nuova generazione, con la cassa in titanio grado 2 Dlc nero e il cinturino rosso in gomma, che vuole “fare da ponte fra tecnologia e determinazione umana”, per citare il comunicato ufficiale. Di sicuro ben interpreta le atmosfere fantascientifiche della vicenda, compagno ideale del protagonista impegnato in una missione solitaria per la salvezza della Terra. Anche se non sarà l’unico…

    Al polso di Miss Francia

    Festina ha un legame storico con il concorso di Miss Francia: da anni è partner della manifestazione e a ogni edizione sceglie la vincitrice come propria ambassador. Eletta Miss Francia 2026, Hinaupoko Devèze è quindi protagonista della nuova campagna del Brand: originaria di Thaiti, ha portato un tocco esotico sul set. I primi visual la vedono ritratta da un lato immersa nella vegetazione rigorosa della Polinesia francese, e dall’altro all’interno di un atelier d’artista, fra statue e bozzetti. La doppia ambientazione rimanda a due collezioni specifiche: Festina Ceramic e Festina Mademoiselle (accanto), che riassumono l’idea di femminilità del Marchio.

    Cronometro in volo

    Foto Tomas Sisk / Photonews via Getty Images courtesy Omega

    Il campione olimpico Armand “Mondo” Duplantis, detentore del record del mondo di salto con l’asta (6,31 metri) nonché ambasciatore di Omega, il 21 marzo scorso ha vinto la medaglia d’oro ai Campionati Mondiali Indoor di atletica leggera a Torun, in Polonia. Così è diventato il primo atleta a vincere quattro titoli mondiali consecutivi di salto con l’asta indoor e ha stabilito un nuovo record dei campionati con la vertiginosa altezza di 6,25 metri. Per la cronaca, durante la gara l’atleta indossava il suo Seamaster Aqua Terra Ultra-Light, realizzato interamente in titanio e derivati. A dimostrazione che con l’orologio al polso si può anche volare.

    Giorno di festa

    Foto Artur Widak/NurPhoto courtesy IWC

    Domenica 14 marzo, Kimi Antonelli è entrato nella storia della Formula 1 conquistando la sua prima vittoria iridata al Gran Premio di Cina. Il pilota del Mercedes-AMG Petronas Formula One Team si è imposto sul circuito di Shanghai ed è diventato così il secondo vincitore più giovane di sempre in un gran premio. Ma non è finita qui. La Scuderia tedesca, di cui IWC è partner, ha festeggiato la doppietta grazie al secondo posto di George Russell. Per la cronaca: sul podio, Antonelli ha indossato un Pilot’s Watch Chronograph 41 Top Gun Oceana, mentre Russell il Pilot’s Watch Automatic 41 che porta il suo nome.

    In diretta tv

    I telesapettatori più attenti lo avranno sicuramente notato. Domenica 8 marzo, durante la diretta tv dell’attesissimo derby Milan-Inter, trasmessa su sette cnali sportivi, Alexandre Pato aveva al polso un Maestro 2.0 Meteorite di Gérald Charles, inconfondibile per la forma della cassa. Se lo indossasse a titolo privato o con un accordo one spot, nulla si sa al riguardo: attualmente non risultano collaborazioni ufficiali o contratti di testimonial tra l’ex attaccante del Milan e il marchio di orologi. Resta il fatto comunque che questo momento abbia dato una grande visibilità al Brand a livello internazionale.

    Redini in rosa

    Ancora a proposito di TAG Heuer, dal prossimo 1° maggio il Brand avrà un nuovo Ceo: Béatrice Goasglas. Lo ha annunciato Stéphan Bianchi, AD della divisione Watches and Jewelry di LVMH Group, definendo la nomina nel segno della continuità strategica. Entrata in azienda nel 2018, Goasglas ha rivestito ruoli chiave nei mercati dell’Asia Pacifico e delle Americhe, e ha contribuito allo sviluppo internazionale del Marchio. Nel suo nuovo incarico guiderà TAG Heuer puntando su innovazione, valorizzazione del patrimonio e partnership, in particolare quella con la Formula 1. Le auguriamo buon lavoro!

    L’espansione continua

    Non bastava Le Brassus. Audemars Piguet ha inaugurato un’altra manifattura a Meyrin, dedicata alla produzione dell’habillage (casse, bracciali) e allo sviluppo tecnologico. Ricavata dal restauro di un edificio anni Sessanta e ampliata con ulteriori costruzioni, la nuova sede raggiunge 9mila metri quadri e può accogliere fino a 350 dipendenti. Gli spazi sono progettati per favorire collaborazione, flessibilità e benessere, con aree modulari e tanta luce naturale. La struttura adotta soluzioni sostenibili, e vanta certificazioni Minergie, pannelli solari, recupero delle acque piovane e sistemi integgigenti di gestione energetica. Ottimo.

    Rarità all’asta. E in mostra

    Phillips, in associazione con Bacs and Russo, batterà all’asta un rarissimo Patek Philippe World Time Ref. 2523 del 1953. Con la cassa di 36 mm in oro giallo e il quadrante in smalto cloisonné che riproduce la mappa del Sud America, è uno dei due esemplari noti con questa configurazione e l’unico a essere mai stato offerto pubblicamente. Un autentico capolavoro di tecnica e alto artigianato che sarà il principale highlight della Geneva Watch Auction XXIII, in programma per il 9 e 10 maggio prossimi. La vendita si preannuncia già come “da record”: l’orologio ha una stima iniziale superiore ai 5 milioni di franchi svizzeri. Staremo a vedere.

    Chi fosse interessato a vedere fisicamente il Patek Philippe World Time Ref. 2523 e le altre rarità in vendita da Phillips, potrà farlo nei prossimi giorni a Milano, da Verga 1947. Martedì 31 marzo e mercoledì 1° aprile, infatti, lo storico retailer ospiterà gli highlight dell’asta nella boutique multimarca di via Vincenzo Capelli 4, sotto i grattacieli di Porta Nuova. Sarà l’unica possibilità per ammirare questi straordinari esemplari in Italia: l’esposizione fa parte di un tour che in aprile toccherà soltanto le principali capitali internazionali. Un’occasione da non perdere.

    Latest, aggiornamenti del 26-03-2026

    Fuori dal ring

    Foto @odieuxboby courtesy Richard Mille

    La famiglia di Richard Mille si allarga, ancora. E con “l’adozione” di Ilia Topuria si apre per la prima volta agli sport da combattimento. Nato in Germania, l’atleta georgiano-spagnolo – cintura nera di jiu-jitsu brasiliano e di wrestling, nonché pugile di alto rango – è campione imbattuto UFC (Ultimate Fighting Championship, l’organizzazione Usa di arti marziali miste) nei pesi piuma e nei pesi leggeri, con un record di 17 vittorie consecutive, molte delle quali conquistate per KO al primo round. Non a caso lo chiamano El Matador! Al polso, il Brand gli ha messo un leggerissimo l’RM 67-02 Automatic Extra-Flat, super-efficiente e aggressivo. Come lui.

    Talenti emergenti

    La 2a edizione del Louis Vuitton Watch Prize for Independent Creatives ha un vincitore. Anzi, due: Hazemann & Monnin (accanto). Un nuovo Marchio fondato da un duo di orologiai, Victor Monnin e Alexander Hazemann, che ha aperto il proprio atelier in Svizzera nel 2024 (ma è frutto di un’amicizia più lunga, iniziata ai tempi del corso di orologeria frequentato da entrambi al Liceo Faure di Morteau, in Francia). A colpire la giuria di celebri addetti ai lavori è stato il loro School Watch, con indicazione istantanea delle ore saltanti e suoneria al passaggio, premiato durante una cerimonia che si è svolta a Parigi lo scorso 24 marzo. Ne risentiremo parlare presto, scommettiamo?

    p.s. Le News orologi non finiscono qui: sono spesso riaggiornate durante la settimana. Nei prossimi giorni, torna ancora su questa pagina per restare informato sulle novità del mondo delle lancette…

  • RM 41-01 Tourbillon Soccer: il calcio secondo Richard Mille

    RM 41-01 Tourbillon Soccer: il calcio secondo Richard Mille

    Mumble… ma non era Hublot il marchio fissato con il mondo del calcio? È la domanda che mi sono fatto leggendo dell’uscita del nuovo Richard Mille RM 41-01 Tourbillon Soccer. Poi però ho fatto mente locale e mi sono ricordato che al Brand non è nuovo il mondo del pallone: è legato da tempo all’ex ct della Nazionale italiana di calcio Roberto Mancini e, nel 2013, ha creato per lui l’RM 11-01. Era il primo orologio del Marchio dedicato a questo sport, con cronografo centrale e indicatori pensati per cronometrare una partita. Nel 2019, l’RM 11-04 ne fu l’evoluzione.

    Cosa che invece non è il Richard Mille RM 41-01 Tourbillon Soccer, perché si tratta di un orologio dallo sviluppo completamente nuovo, che porta il cronometraggio di un match calcistico fino alle estreme conseguenze – se così si possono chiamare i tempi supplementari. E per scrivere di questo orologio complesso, dobbiamo analizzarne i diversi livelli, dal movimento al quadrante fino alla cassa, un’altra prova di virtuosismo dei materiali cui ci ha abituato negli anni la Maison. Parto dal movimento.

    Il calibro dell’RM 41-01 Tourbillon Soccer

    Il calibro RM 41-01 a carica manuale conta la bellezza di 650 singoli componenti, posizionati su ponti scheletrati in titanio grado 5. Ha un cronografo flyback centrale, un tourbillon da 60 secondi e lavora alla frequenza di 21.600 alternanze/ora, con un’autonomia di circa 70 ore. Fin qui, niente di insolito: altissime complicazioni ma in linea con quanto ci si aspetta da Richard Mille. La vera novità dell’RM 41-01 Tourbillon Soccer sta nelle funzioni, mai viste prima su un orologio, che lo rendono adatto al mondo del calcio per il quale è pensato. Parlo di un indicatore che segna le diversi fasi di una partita (primo e secondo tempo, tempi supplementari) e di altri due che tengono il conto dei goal segnati da entrambe le squadre.

    Sul quadrante scheletrato, l’indicatore delle fasi della partita si trova a ore 9. Il cronografo flyback è collegato tramite una serie di leve direttamente a questo indicatore, che è un prisma a sei facce. Ogni azzeramento del cronografo aggiorna istantaneamente l’indicatore del tempo di gioco dal primo al secondo tempo e poi al primo e al secondo tempo supplementare, facendolo ruotare di 90 gradi lungo l’asse longitudinale a ogni scatto.

    I contatori dei goal segnati sono invece a ore 11 (squadra di casa) e a ore 5 (ospiti). Gli altri due angoli del quadrante sono occupati dal tourbillon (a ore 7) e dall’indicatore dell’autonomia residua (a ore 1). Per far avanzare i due contatori dei goal si premono i due pulsanti sul lato destro della cassa: quello a ore 2 è per la squadra di casa, a ore 4 per gli ospiti. Ogni pressione fa avanzare la lancetta montata su binari metallici tramite un ingranaggio dedicato, visualizzando fino a nove reti prima di tornare automaticamente a zero.

    Conteggiare il recupero

    Sul quadrante troviamo anche un’altra finezza pensata da Richard Mille e relativa al cronometraggio peculiare di una partita di calcio. A differenza di altri sport, come il basket o l’hockey, anche durante i tempi morti di un incontro l’orologio non si ferma. Minuti persi che, alla fine di ciascun tempo, saranno conteggiati nel recupero.  

    Ebbene, sul réhaut del Richard Mille RM 41-01 è presente una scala con indicatori che corrispondono a durate di 45 minuti e 15 minuti, alla fine dei quali sono presenti sezioni destinate al monitoraggio del tempo di recupero. Inoltre, come ho scritto prima, l’indicatore del periodo di gioco è collegato al meccanismo flyback e, ogni volta che si azzera il cronografo, passa automaticamente al tempo successivo.

    La corona intelligente

    Anche l’RM 41-01 Tourbillon Soccer ha la corona “intelligente” cui ci ha abituati Richard Mille, attraverso la quale selezionare le diverse funzioni dell’orologio: neutro, carica e regolazione dell’ora. A differenza di altre referenze che hanno pulsanti dedicati a questo (penso, per esempio, all‘RM 07-04 Automatic Sport o all’RM 21-02 Tourbillon Aerodyne), l’RM 41-01 Tourbillon Soccer ha una soluzione più classica, dove la corona viene tirata verso l’esterno per attivare le tre diverse funzioni.

    Nell’RM 41-01 Tourbillon Soccer, quando la corona è premuta completamente nella cassa si trova in posizione neutra anziché di carica, come avviene invece normalmente in un orologio. Una scelta fatta da Richard Mille per evitare una carica eccessiva accidentale che possa mettere sotto stress la molla. Estraendo la corona di una posizione si carica il movimento, tirandola nella seconda posizione si può regolare l’ora. La funzione attiva è visualizzata da un indicatore a ore 4 con le modalità N (neutral), W (wind) o H (hour).

    Oltre che la consueta attenzione alla praticità di utilizzo, Richard Mille ha dedicato alla corona in titanio anche una particolare attenzione estetica, per richiamare lo sport che ha ispirato il design dell’RM 41-01 Tourbillon Soccer. Ha un rivestimento in gomma che riprende il motivo esagonale di un pallone da calcio, motivo che ritorna anche nella parte superiore scolpita della corona stessa.

    Basalt TPT: la novità dell’RM 41-01 Tourbillon Soccer

    Ed eccoci alla cassa, per la quale ho usato all’inizio l’espressione “virtuosismo dei materiali”. Intanto parto dalle dimensioni, molto maschie come quasi sempre negli orologi del Brand: 43,23 mm da ore 9 a ore 3, 49,65 mm da ansa ad ansa e uno spessore considerevole di 16,08 mm, dovuto principalmente allo spazio necessario per le complicazioni. Come tutti gli altri orologi Richard Mille, la cassa dell’RM 41-01 Tourbillon Soccer ha una struttura a sandwich, ma una delle due varianti di colore è creata con un materiale del tutto nuovo: Red Carmin Basalt TPT.

    La parte centrale della cassa è nera, in Carbon TPT, materiale ampiamente utilizzato dal Brand e del quale abbiamo scritto già più volte. I due colori, chiamati Red Carmin e Dark Blue, sono presenti nella sezione superiore e in quella inferiore della cassa: il blu è in Quartz TPT, il rosso è la novità, il Basalt TPT, sul quale vale la pena spendere due parole.

    Simile nella lavorazione sia al Carbon TPT sia al Quartz TPT, il Basalt TPT è un materiale composito costituito da strati compressi di fibre, sovrapposti e alternati con un angolo di 45 gradi per aumentarne la resistenza. Anziché le fibre di carbonio spesse 30 micron come nel Carbon TPT o le fibre di silicio da 45 micron del Quartz TPT, il Basalt TPT incorpora fibre di basalto (una roccia vulcanica) spesse 40 micron, che creano una struttura asimmetrica simile al legno.

    Dal punto di vista delle prestazioni, il Basalt TPT è simile al Carbon TPT e al Quartz TPT, e come quelli è biocompatibile. Le fibre a base di basalto producono un motivo più visibile, il che permette a Richard Mille di ottenere un miglior effetto con colori scuri e saturi come il Red Carmin.

    Super partes

    Prima di lasciarvi alle didascalie, segnalo che la versione Dark Blue Quartz TPT del Richard Mille RM 41-01 Tourbillon Soccer è abbinata a un cinturino in caucciù bianco, mentre il Red Carmin Basalt TPT ha un cinturino grigio. Entrambi, per come la vedo io, si abbinano bene ai rispettivi colori, che in questo caso hanno tonalità più scure e naturali anziché quelle molto vivaci presenti su altri modelli del brand. 

    Se volessimo ragionare in termini di fede calcistica, queste tonalità tenui della cassa potrebbero incoraggiare chi volesse comprarsi una di queste due referenze (ciascuna limitata a 30 pezzi per colore) a osare, poiché non si avvicinano a quelle di nessuna squadra. Per intenderci, un interista potrebbe mettersi al polso il Red Carmin senza rischiare di associarsi al Milan, e viceversa con il Dark Blue. Però, visto il prezzo (1.450.000 franchi, tasse escluse), è più facile che se lo metta al polso un calciatore che un ultrà. Ma tant’è: nello sport più inclusivo del mondo, c’è spazio anche per l’esclusività.

  • News orologi: fatti e notizie da non perdere – 02/03/2026

    News orologi: fatti e notizie da non perdere – 02/03/2026

    Il titolo è nuovo, ma la rubrica è sempre quella. Tornano le Cronache dell’orologeria, che d’ora in poi si chiameranno semplicemente News orologi per essere più chiare e comprensibili da tutti. In questa raccolta di “brevi di cronaca” troveremo come sempre le notizie più aggiornate dal mondo delle lancette. Dalle architetture effimere che animeranno la prossima Milano Design Week, fino alle intuizioni meccaniche di Leonardo da Vinci che tornano a scandire il tempo dopo secoli di silenzio. Non solo. Nelle News orologi di oggi vedremo anche come il mecenatismo d’eccellenza sostenga l’arte contemporanea a Gstaad, o un intero sistema museale a Dresda. O come i polsi delle celebrities internazionali – da Ed Sheeran ad Andrea Bocelli – raccontino storie di stile e passione autentica. E tanto altro ancora. Buona lettura.

    Colpo di polso

    Foto courtesy Lorenzo Montanelli

    Parliamo di Andrea Bocelli a Sanremo. No, non dello scenografico arrivo a cavallo per interpretare al meglio il ruolo di ospite d’onore, fortemente voluto da Carlo Conti per ricordare Pippo Baudo. Ma della conferenza stampa di sabato 28 febbraio, dove il tenore ha indossato un Breitling Navitimer Automatic GMT 41, in oro rosa, con quadrante verde e il classico regolo calcolatore. Il che ha lasciato interdetto qualcuno, perché Bocelli non è ambasciatore della Casa di Grenchen. Però, a scanso di equivoci, è sempre stato un grande estimatore dell’orologeria: e lo ha dimostrato in tante occasioni, sia attraverso collaborazioni a scopo benefico sia con pezzi esclusivi al polso.

    Tra pop e Ceratanium

    Foto Mark Surridge courtesy IWC

    Non solo chitarre e tatuaggi. Ed Sheeran, in concerto al Marvel Stadium di Melbourne il 26 febbraio scorso, ha sfoggiato sul palco un IWC Portugieser Chronograph Ceratanium®. Niente oro o diamanti, è un esemplare rigoroso, quasi sobrio: all-black, cattivissimo e molto tecnico. Con la cassa fatta in un materiale brevettato: un mix di ceramica e titanio, leggero ma super-resistente. Del resto, che il cantautore britannico sia un appassionato (e grande collezionista) di orologi, è cosa nota. E qui, tra una ballad acustica, un assolo adrenalinico e cori da brividi, ha dimostrato che si può anche riempire uno stadio, ma farlo con lo stile (e l’orologio) giusto è tutta un’altra musica. 

    Mecenate contemporaneo

    Ancora una volta F.P.Journe conferma la propria funzione di mecenate nel mondo dell’arte contemporanea. Alla scorsa edizione di Art Gstaad – che si è tenuta dal 19 al 22 febbraio, sotto il tendone del Festival-Zelt -, ha affiancato di nuovo il format “a misura d’uomo” di Maze, il collettivo fondato da Thomas Hug nonché ideatore di una rete di fiere boutique. Quest’anno, il Maze/Art Awards F.P.Journe è stato vinto dall’artista brasiliana Sonia Gomez con l’opera Untitled, 2024, presentata dalla galleria Mendes Wood DM. Una scultura tessile, che fonde tradizioni popolari e arte astratta, subito acquisita dal Marchio di orologi per donarla al Kunstmuseum Basel.

    Il suono del tempo

    Milano fa un salto indietro nel tempo: giovedì 5 marzo, alle 18, al Museo Leonardo3 (piazza della Scala, ingresso in Galleria), prende vita l’orologio progettato da Leonardo da Vinci tra il 1490 e il 1493. A dare il primo “tic” ufficiale sarà Adrian Fartade, in dialogo con Edoardo Zanon, Direttore scientifico del Museo. Un esemplare unico, ricostruito dal maestro artigiano Alberto Gorla e da Angelo Brunoni sulla base degli studi del Codice Madrid, insieme al Regolatore del Tempo (Codice Atlantico), che anticipa il pendolo di Galileo. Entrambi rimangono esposti in collezione permanente. L’evento è aperto al pubblico: selfie sì, ma soprattutto ascolto! Fabio Parri                               

    La collaborazione continua

    A. Lange & Söhne festeggia 20 anni di partnership con la Dresden State Art Collections (SKD). E ne annuncia il rinnovo fino al 2031. A beneficiarne sono tutt’e 15 le istituzioni che fanno parte del complesso museale di Dresda – compreso lo Zwinger, con il celebre Gabinetto Reale degli Strumenti Matematici e Fisici, e l’Albertinum, con le sue raccolte di arte moderna e contemporanea. Il che si traduce non solo in sostegno economico, ma anche nell’organizzazione di mostre particolari, nel restauro delle gallerie e nel finanziamento del Lernort, il centro di apprendimento di scienze naturali per i giovani, che fa capo proprio al Mathematisch-Physikalische Salon. Ben fatto!

    Shopping (non solo) olimpico

    Di recente, Rocca ha annunciato l’apertura di una nuova boutique all’interno dell’aeroporto di Milano Malpensa, con un ampio spazio dedicato a Omega. Tutto quadra: il negozio è stato inaugurato in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, dove la Maison di Biel svolge il ruolo di Cronometrista ufficiale. E lo stesso evento ha generato un traffico extra di passeggeri per lo scalo intercontinentale, punto di arrivo e di partenza per migliaia di persone. L’operazione, ça va sans dire, ha ulteriormente rafforzato il rapporto fra l’unica catena italiana di orologeria/gioielleria di proprietà del Gruppo Damiani e il Marchio che fa capo a Swatch Group.

    J Class & Co.

    Foto © Sailing Energy / The Superyacth Cupdefault courtesy Richard Mille

    Richard Mille è diventato Title Partner della Superyacht Cup Palma. L’esclusiva regata, che riunisce spettacolari barche a vela superiori ai 24 metri, si terrà dal 24 al 27 giugno prossimi, come sempre nella baia di Palma de Maiorca. E proprio quest’anno celebra il 30° anniversario: organizzata anche stavolta dal Real Club Náutico de Palma, nell’edizione 2026 torna nella sede storica del Club de Mar-Mallorca, recentemente ristrutturato, e vede l’introduzione della nuova Divisione Multiscafi, accanto alle categorie già esistenti. Ma ne va ricordata anche la fama: sia per le competizioni di alto livello, sia per i momenti mondani. Un evento, insomma, perfetto per Richard Mille.

    A difesa del Pianeta

    Finora si chiamavano Rolex Awards for Enterprise e si tenevano ogni due anni. Ma in occasione del 50° anniversario, celebrato proprio nel 2026, i premi dedicati dalla Casa della Corona alla protezione del pianeta cambiano nome e frequenza: d’ora in poi saranno solo Rolex Awards e avranno cadenza annuale. Annunciate anche le 5 vincitrici dell’edizione di quest’anno: i loro progetti spaziano dalla protezione del panda gigante in Cina a quella delle api senza pungiglione in Amazzonia (accanto), dalla salvaguardia dell’ecosistema Leuser a Sumatra a quella del delta del fiume Niger, fino agli studi sulle potenziali pandemie nell’Africa occidentale. Applausi.

    p.s. Le News orologi non finiscono qui: sono spesso riaggiornate durante la settimana. Nei prossimi giorni, torna ancora su questa pagina per restare informato sulle novità del mondo delle lancette…

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 22/12/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 22/12/2025

    Il mondo delle lancette non si ferma mai. Anche questo mese, nonostante le vacanze natalizie ormai imminenti, sono stati numerosi gli annunci e le notizie arrivati in redazione, puntualmente registrati in queste Cronache dell’orologeria. A volte si tratta di progetti a lunga scadenza, che lasciano intuire la proverbiale organizzazione svizzera… Altre volte di fatti ormai acquisiti, di cui possiamo solo prendere atto, in attesa di sviluppi futuri. Fateci sapere cosa ne pensate. Buona lettura!

    Le discese ardite

    Dopo Alexis Pinturault, Ester Ledecká, Johannes Bø, Tomoka Takeuchi, Richard Mille presidia ancora una volta il mondo dello sci con un nuovo ambasciatore: Arthur de Villaucourt. Esperto di freestyle, il ventiduenne francese è specializzato in “gobbe” (moguls, in inglese)*. Una disciplina in cui intende classificarsi tra i primi 30 al mondo, con l’immediato e ambizioso obiettivo di qualificarsi ai prossimi Giochi olimpici invernali di Milano/Cortina 2026. Il suo orologio? L’RM 67-02 Automatic Extra Flat con cassa in Quartz Tpt® bianco e Carbon Tpt®, con il calibro CRMA7 scheletrato e dal peso piuma: solo 32 grammi. Per non appesantirlo e permettergli di “volare” meglio…

    *È definita “gobbe”, in inglese moguls, quella specialità dello sci. Prevede spericolati percorsi disseminati di dossi, fatti di cumuli di neve, che gli sciatori devono affrontare il più velocemente possibile. Durante la prova eseguono salti, manovre aeree e figure acrobatiche.

    Creativi in lizza

    Annunciati i 5 finalisti della 2a edizione del Louis Vuitton Watch Prize for Independent Creatives. Si tratta del Beauties of Nature, realizzato da Daizoh Makihara (Giappone); del Möbius di Xinyan Dai/Fam Al Hut (Cina); School Watch di Victor Monnin e Alexandre Hazemann (Svizzera); CIC 39 mm Racing Green di Bernard Lederer; e Fading Hours di Norifumi Seki (Giappone). Presentati anche i 5 giudici dell’ultima selezione, tra cui si incontrano “vecchie” conoscenze come Carole Forestier-Kasapi (Direttrice strategia e movimenti TAG Heuer), Kari Voutilainen e Matthieu Hegi (Art Director La Fabrique du Temps L.V.). Il vincitore sarà svelato con una cerimonia il 24 marzo prossimo.

    Cronache dell’orologeria… milanese – 1

    CityOval in un frame del teaser Patek.

    Invece Patek Philippe ha annunciato che, dal 2 al 18 ottobre 2026, Milano sarà sede dell’ormai celebre Watch Art Grand Exhibition. Giunta alla 7a edizione, avrà luogo nell’ex Palazzo delle Scintille, un tempo Padiglione 3 della Fiera Campionaria e oggi diventato CityOval, nel cuore di CityLife. Dove, sotto una cupola alta 30 metri, la mostra occuperà 2.540 metri quadri dei 4mila disponibili. Suddivisa in aree tematiche, vedrà esposti circa 500 orologi: l’intera collezione in corso, pezzi storici del Museo Patek, esemplari di alto artigianato ed edizioni limitate create ad hoc. In pratica la più grande e spettacolare mostra mai organizzata dalla Maison. Ne riparleremo.

    Cronache dell’orologeria… milanese – 2

    Skyline di Milano (foto courtesy Gregory Smirnov/Unsplash).

    Sempre Milano ospiterà anche la 7a edizione della LVMH Watch Week. Dal 19 al 21 gennaio prossimi, dunque, nella capitale della moda italiana (dove non si sa ancora), l’ormai celebre kermesse internazionale farà da vetrina alle 9 marche orologiere del Gruppo francese. In ordine alfabetico: Bvlgari, Daniel Roth, Gérald Genta, Hublot, L’Epée 1839, Louis Vuitton, TAG Heuer, Tiffany & Co. e Zenith. Che presenteranno le loro ultime creazioni per una platea di addetti ai lavori: rivenditori, giornalisti, clienti finali. All’elenco degli espositori mancano però altri marchi (di moda e gioielleria) del Gruppo che hanno comunque orologi in catalogo. Che ne è di Dior, Fendi, Chaumet?

    Shopping in montagna

    Foto Elettra Gallone courtesy Rocca

    L’avvio della stagione invernale ha visto l’inaugurazione di un nuovo store Rocca a Courmayeur. Posto in via Roma, la via dello shopping del borgo valdostano, si trova accanto alle boutique delle più rinomate marche internazionali del lusso. Gli interni sono stati progettatati ad hoc, con un concept che utilizza colori naturali e materiali tipici dell’architettura locale – legno e pietra -, per ricreare un’atmosfera calda ma chic. Oltre alle creazioni dei marchi del Gruppo Damiani, vi si possono trovare anche gli orologi di brand selezionati, come Omega, IWC, Chanel. E un’area dedicata alle proposte di Rocca Certified Pre-Owned, vale a dire esemplari di secondo polso certificati.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Worldtimer RM 63-02: le innovative Ore del Mondo di Richard Mille

    Worldtimer RM 63-02: le innovative Ore del Mondo di Richard Mille

    Il nuovo Richard Mille Automatic Worldtimer RM 63-02 propone una nuova visione di una delle più affascinanti tra le complicazioni: quella della lettura contemporanea dell’ora su fusi orari differenti. Ci sono modi diversi per essere innovativi, in orologeria. Naturalmente, il più eclatante è quello di inventare una nuova funzione, rendendola disponibile. Non meno difficile, però, è trovare nuovi modi per offrire una funzione già presente in altri modelli, migliorandone prestazioni e caratteristiche.

    Dall’orologio del capitàno alle Ore del Mondo

    Conoscere nello stesso momento l’ora in due luoghi diversi, non sullo stesso meridiano, era un problema noto e risolto sin dal tempo degli esemplari da tasca del XIX secolo. Con i loro quadranti doppi, uno settato sulla città di partenza e l’altro su quella di destinazione, offrivano con semplicità la soluzione a un problema nella sua versione minima. Altra cosa sarebbe stato conoscere l’ora in un insieme di destinazioni diverse.

    Tra le più note complicazioni, con i loro diversi gradi di difficoltà, quella cosiddetta delle “Ore del Mondo” fu introdotta per la prima volta da Louis Cottier, come potete leggere qui e qui. Rispondeva a un’esigenza reale di quanti viaggiavano su grandi distanze, dovendo adattare il proprio orologio all’ora locale all’arrivo, o in molti casi anche una volta giunti alle tappe intermedie. La complicazione, nata a Ginevra e presentata come Heure Universelle negli anni ’30 del secolo scorso, dopo la Seconda Guerra Mondiale fu più nota con il nome di Worldtimer.

    Ed è proprio con questa categoria di complicazione che Richard Mille si è confrontato, con il nuovo Automatic Worldtimer RM 63-02. La Maison di Les Breuleux ne ha voluto dare una diversa interpretazione, seguendo l’approccio che la distingue in ogni suo progetto. Non è la prima volta: gli aficionados ricorderanno il modello in titanio del 2015, Worldtimer con carica automatica anch’esso. Analizzeremo insieme come anche in questa occasione i tre temi cari a Richard Mille – innovazione estetica, meccanica, nei materiali – abbia portato a un risultato di prima grandezza.

    La prima impressione

    Come è naturale, ciò che per primo colpisce un osservatore è l’aspetto estetico.
    Al di là del design generale, che per forme e proporzioni dichiara immediatamente la firma di Richard Mille, non possiamo non notare la ricerca di cromie inusuali. L’uso del bianco e dell’oro rosso, insieme all’algido titanio e agli accenti di rosa e bordeaux, non può non attirare lo sguardo, anche da lontano. Il bianco è riservato al cinturino e al réhaut, su cui spiccano i nomi delle città in nuance tono su tono, mentre la cassa è bimetallica. Lunetta e fondello, in oro rosso 5N, si alternano visivamente e cromaticamente a una carrure – o sideband, se preferiamo l’inglese – in titanio grado 5, che ritorna anche nelle spallette di protezione della corona.

    Sempre in oro rosso le lancette delle ore e dei minuti, così come quella dei secondi, la cui estremità è accentuata da un tocco di bordeaux. L’area centrale del quadrante mostra – ma solo in parte – la complessità del movimento, scheletrato à la Richard Mille. Le ore in 12 a grandi cifre, trasparenti, e il datario del giorno del mese, ad alta leggibilità, sono protagonisti côté cadran. Non voglio dimenticare la ghiera in 24, che come vedremo svolge un ruolo fondamentale, ma in apparenza ha un aspetto consueto, sebbene anch’essa rinnovata nei colori. Bitonale, ha la parte più chiara rosa a indicare le ore diurne, quella più scura, bordeaux, le ore notturne.

    La cassa dell’Automatic Worldtimer RM 63-02

    Studiata per il comfort, la forma della cassa è semplicemente ottimale. Composta da quasi 200 componenti, richiede lavorazioni di massima precisione, incluse le finiture manuali di altissimo livello, con le diverse superfici lucide, satinate e spazzolate. Ma, lo sappiamo, questo non è un problema, se chi produce è Richard Mille. A ben guardare, però, la cassa presenta un’insolita costruzione in quattro parti, dato che la ghiera girevole è “doppia”. L’innovazione tecnica del Richard Mille Automatic Worldtimer RM 63-02 sta proprio qui.

    In genere, nell’orologeria tradizionale, la funzione delle Ore del Mondo si serve di un pulsante apposito per settare simultaneamente il disco delle città, la lancetta delle ore e il disco delle 24 ore con incrementi di un’ora. In questo orologio invece la specifica complicazione dell’ora universale è ottenuta mediante l’azione manuale sulla ghiera in oro rosso, alla cui rotazione corrisponde lo spostamento del riferimento sulle città riportate nel réhaut. Basta ruotarla in senso antiorario per effettuare regolazioni di un’ora. Una volta allineata la città di interesse, la lettura del tempo corrente in quel luogo è immediata, così come lo è per tutte le altre città. Lo spostamento della ghiera è particolarmente gradevole e preciso, grazie ai microcuscinetti a sfera su cui scorre.

    Per passare alla corona, essa può svolgere diverse funzioni: la scelta avviene attraverso la pressione di un pulsante selettore, posto a ore 4, che permette di passare dalla posizione N (neuter, neutro) alla W (winding, carica), o alla S (setting, messa all’ora). Del resto, come ben sanno i fan di Richard Mille, si tratta di una caratteristica ricorrente in molti esemplari della Marca. Infine il fondello in vetro zaffiro, attraverso il quale si possono ammirare altri componenti del movimento oltre alla massa oscillante del rotore, che garantisce la ricarica automatica del movimento quando l’orologio è indossato.

    Nel cuore della meccanica

    La cassa del Worldtimer RM 63-02 però non è solo contenitore: è una vera custodia di un movimento. Il calibro CRMA4 conta ben 106 componenti, una dozzina dei quali specificatamente relativi alla gestione del Worldtimer. Il movimento è caratterizzato dalle platine scheletrate e dai ponti in titanio grado 5 microsabbiati. Grazie a un trattamento all’elettroplasma, vanta alta resistenza e un livello di perfezione nella regolarità superficiale che garantisce prestazioni ottimali in termini meccanici. Il Titalyt, che migliora la resistenza alla corrosione del titanio garantendo un elevato grado di durezza superficiale, è stato riservato al trattamento della superficie dei ponti.

    Tutto il treno del tempo, cioè l’insieme delle ruote dentate che trasmettono l’energia dalla molla di carica al bilanciere, è caratterizzato da ingranaggi i cui denti presentano un profilo particolare. La scelta di un angolo di pressione di 20° offre il vantaggio di rendere il sistema molto più insensibile a qualsiasi seppur minima discrepanza geometrica nelle ruote. Non si pensi solo a problemi derivanti dalla lavorazione, ma anche alle quasi infinitesime, ma pur esistenti, differenze dimensionali dinamiche dovute alle variazioni termiche. Oppure alle condizioni ambientali in cui l’orologio debba operare. La scelta di Richard Mille garantisce una trasmissione delle coppie ottimali verso il bilanciere, con l’ovvio risultato di una precisione complessiva superiore, in termini cronometrici.

    Worldtimer RM 63-02: raro, bello, di qualità. Per cui, prezioso

    Scegliere Richard Mille, lo sappiamo, non è mai questione di capriccio. Siamo sempre di fronte a orologi per chi ha gusto, competenza e – diciamolo pure – possibilità. D’altronde, la qualità ha un costo intrinseco: se le piccole produzioni da un lato evitano fenomeni di inflazione sul mercato, dall’altro riconducono gli alti costi di ricerca e sviluppo su un numero molto contenuto di pezzi. Un semplice ragionamento, che resta vero anche in questo caso. Prodotto in soli 100 esemplari, il nuovo Richard Mille Automatic WorldTimer RM 63-02 riporta sul fondello l’indicazione del numero progressivo dell’edizione limitata. Il prezzo? Adeguato alla qualità ed all’esclusività: 220mila franchi svizzeri (tasse escluse).

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 28/09/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 28/09/2025

    Arte, fotografia, haute cuisine, ma anche shopping in moneta digitale e mostre-mercato specializzate. Le Cronache dell’orologeria di oggi escono eccezionalmente di domenica per rispettare una notizia in scadenza e darvi informazioni aggiornate. Ma soprattutto per comunicare un annuncio che ci vede protagonisti, in anticipo rispetto alla diffusione sui social media che ormai sono riconosciute fonti di informazione per tanti. A voi la novità. Buona lettura.

    Cripto-shopping

    Un Richard Mille RM002 del 2001

    Ninety Watches and Jewellery, il rivenditore di “usato certificato” Richard Mille, d’ora in poi accetterà pagamenti in criptovalute – gestiti dalla piattaforma Bitcashier, che garantisce transazioni sicure. L’iniziativa risponde alla crescente domanda da parte dei clienti internazionali di pagare con valute digitali. Del resto, secondo alcune stime accreditate, il numero dei milionari che pagano in criptovalute è aumentato nel 2024 del 95% e ha superato le 172mila persone. Mentre nelle aziende che accettano questo sistema, il 10% delle transazioni sono effettuate in questo modo, con un valore medio più che doppio rispetto ai metodi tradizionali. Come dire: per muovere somme ingenti, le criptovalute sono il top.

    Tra Giappone e il Golfo

    Foto Hufton+Crow – Department of Culture and Tourism Abu Dhabi courtesy Richard Mille

    Sempre Richard Mille prosegue la collaborazione con il Louvre Abu Dhabi. E annuncia la quinta edizione del Richard Mille Art Prize, il premio che celebra il dialogo culturale e l’innovazione artistica. La mostra di quest’anno, prevista dall’11 ottobre al 28 dicembre sotto la cupola del Museo, s’intitola Art Here 2025. E sarà incentrata sul tema Shadows (ombre), che include i concetti di “luce e assenza, memoria, identità e trasformazione”. La curatrice dell’esposizione Sophie Mayuko Arni farà parte della giuria internazionale insieme a personalità del mondo dell’arte. Sei gli artisti presenti: Ahmed Al-Aqra, Jumairy, Hamra Abbas, Ryoichi Kurokawa, Rintaro Fuse e il duo Yokomae et Bouayad.

    Meraviglie subacquee

    Anche quest’anno Blancpain conferma il proprio impegno nella tutela della vita oceanica, con il sostegno all’Ocean Photographer of the Year 2025, che ha riunito oltre 15mila immagini da tutto il mondo. Vincitore: Yury Ivanov, esperto di macrofotografia in Indonesia, per l’immagine di due “coccinelle di mare” (minuscoli crostacei del genere Amphipoda) su un corallo. Mentre il Female Fitfy Fathoms Award è stato assegnato alla biologa marina cinese Jialing Cai, specializzata nel catturare con l’obiettivo le creature nascoste nello zooplancton. Come il piccolo polpo wonderpus (accanto) circondato da una varietà di piccole larve di gamberetti, granchi e vermi.

    La brigata si allarga

    Lo chef messicano Jorge Vallejo è diventato friend of the Brand di Hublot, che amplia così la propria presenza nell’alta cucina. Fondatore, con la moglie Alejandra Flores, del ristorante Quintonil a Città del Messico, ha conquistato due stelle Michelin e vari riconoscimenti internazionali, come il 3° posto fra i 50 Migliori Ristoranti del Mondo. I suoi piatti sono un mix creatività e rispetto per le origini – in una visione che ricorda la filosofia dell’art of fusion del Marchio. Proprio per questo deve essere piaciuto molto alla Casa di Nyon, che gli ha messo al polso subito un bel Big Bang. Perché – si sa – il controllo del tempo in cucina è un ingrediente fondamentale…

    Lotta ai dazi

    Un orologio come forma di protesta? Ebbene sì. Lo ha fatto Swatch con il nuovo What if… Tariffs? contro i dazi doganali imposti da Trump alla Confederazione Elvetica. Un 39% che va a influire pesantemente sulle esportazioni verso gli States. Ecco allora la risposta ironica del Marchio, che intende sollecitare il governo rossocrociato ad agire nell’interesse della aziende, non solo orologiere. Da notare sul quadrante i numeri 3 e 9 in posizione invertita, e un segno di percentuale sul coperchio della batteria. Anche il prezzo è provocatorio: 139 franchi, contro i 100 degli altri modelli in collezione. N.B. Questo esemplare si trova in vendita solo in Svizzera, e resterà in produzione solo finché la questione non sarà risolta…

    Ci saremo anche noi

    È ufficiale: Il Giornale degli Orologi è diventato media partner di W.O.I – Watches of Italy. Il nostro magazine digitale farà quindi da cassa di risonanza per il network che dal 2019 promuove la filiera italiana dell’orologeria. E affianca in questo ruolo la storica rivista La Clessidra e altre testate online. D’ora in poi, sul nostro sito troverete dunque aggiornamenti sulla manifestazione che si terrà l’8 e il 9 novembre prossimi a Milano. Per esempio: tendenze fra le novità, reportage dal Superstudio, focus sugli esemplari in mostra… Cominciamo subito col dirvi che quest’anno è già prevista anche la presenza di marchi internazionali. Ne riparleremo presto.

    Follie d’antan

    Si tiene oggi, all’Hotel Sheraton di Padova, Chronofollia. Giunta alla sesta edizione, la mostra-mercato riunisce un centinaio di espositori internazionali specializzati non solo in orologi d’epoca e contemporanei, ma anche in cinturini, accessori e molto altro. Fra i quali merita almeno un cenno Berios Vintage Watch, il marchio dalle origini bresciane ma dalla produzione Swiss made, tornato di recente sotto i riflettori. Che è presente con una selezione di esemplari New Old Stock – compresi fra gli anni ’70 e gli anni ’90, opportunamente revisionati e forniti di garanzia – tra i quali si possono scovare autentiche “chicche”. Una festa per gli amanti del vintage.

    p.s. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Richard Mille RM 33-03, l’evoluzione del “tondo”

    Richard Mille RM 33-03, l’evoluzione del “tondo”

    Lo so: quando si parla di Richard Mille, la mente va a quegli orologi “di forma” dal look un po’ stravagante, spesso e volentieri al polso di sportivi famosi e ricchissimi. È innegabile. La Marca di Les Breuleux, piccolo comune svizzero del Canton Giura, si distingue sin dagli esordi – correva l’anno 2001 – per la cassa tonneau, oltre che per i materiali fuori dall’ordinario, leggeri, anzi leggerissimi, ma resistenti, molto resistenti. Qui però voglio parlarvi di un orologio esteticamente diverso, anzi di due nuovi orologi che differiscono tra loro solo per il materiale di cui si compone la cassa rotonda da 41,7 mm. Ebbene sì, avete capito bene: i nuovi Richard Mille RM 33-03, nelle varianti Titanio grado 5 e Carbon Tpt, sono proprio tondi.

    I precedenti

    Del resto, come ben sanno gli estimatori del Brand, non è la prima volta che vediamo un Richard Mille non “di forma”. Negli scorsi 24 anni, il catalogo ha accolto più di un orologio rotondo. Vado a memoria, ma ne ricordo alcuni: l’RM 025 Tourbillon Chronograph del 2009, il primo in assoluto. Il mitico subacqueo RM 28 del 2012 dedicato a Les Voiles de St. Barth. L’RM 39-01 Aviation del 2013, un cronografo flyback dall’ispirazione dichiarata nel nome. L’RM 60-01 del 2014, un altro cronografo flyback con funzione regata, e per questo tornato nel 2021 per la manifestazione velica nei Caraibi. O ancora il più recente RM 032 nella versione “definitiva”.

    Nel frattempo, nel 2011, uscì anche l’RM 033: un automatico extrapiatto che – fra la cassa in titanio e il movimento sottile 2,6 mm, con ponti e platina sempre in titanio – al polso risultava quasi impercettibile. Con il senno di poi, una creazione coerente con la ricerca di Richard Mille improntata alla leggerezza e alla resistenza – come scrivevo sopra. Non sono poche infatti le referenze del Marchio che messe sulla bilancia, cinturino compreso, spostano l’ago non oltre i 20 grammi. Pesi irrisori cui si contrappongono resistenze meccaniche e ai graffi da film di fantascienza.

    La vocazione del Richard Mille RM 33-03

    Tant’è che, nel 2019, l’extrapiatto conobbe un’evoluzione nell’RM 33-02, il primo Richard Mille rotondo con la cassa in Carbon Tpt. Un modello estremamente versatile, capace di combinare le caratteristiche di un esemplare sportivo con l’eleganza di un esemplare rotondo, sottolineata dalla carrure in oro rosso. Ed è proprio dall’RM 33-02 che prende ispirazione il nuovo RM 33-03, di cui è l’immediato sviluppo. Come quello non ha un carattere spiccatamente tecnico-sportivo. Ha un’impermeabilità che si ferma a 3 bar, quanto basta per impedire a polvere e umidità di penetrare nella cassa e per lavarsi le mani in sicurezza.

    Come il suo diretto predecessore, il Richard Mille RM 33-03 è pensato per accompagnarci nella vita di ogni giorno. Lo indossi al polso e si rivela eclettico, adatto a qualunque outfit – formale o casual – e in qualunque occasione. Quale che sia lo stile di vita che si ritrova a interpretare. Azzarderei dicendo che potrebbe rappresentare, per chi possiede già un tipico tonneau della Casa, il secondo Richard Mille da mettere in collezione. Meno caratteristico solo in apparenza, ma molto più “Richard Mille” di quanto possiate immaginare. E adesso vi spiego perché.

    Lo stile e l’essenza Richard Mille ci sono tutti

    L’impronta Richard Mille nel nuovo RM 33-03 la si ritrova nei materiali utilizzati e nei trattamenti applicati ai vari componenti del movimento e della cassa. La quale, pur essendo circolare se vista dall’alto, inganna l’occhio se osservata di lato. Il particolare design a scalini della carrure, unito alle anse che penetrano la lunetta e al profilo curvilineo, disegnato per aderire perfettamente al polso, la fanno assomigliare a una cassa tonneau più di quanto sembrerebbe. Dalla consueta costruzione tripartita, tiene insieme lunetta, carrure e fondello dalle “classiche” viti in titanio grado 5 con la testa a stella.

    Se nella versione in titanio grado 5, tutt’e tre i componenti sono realizzati in questo speciale materiale, nella variante Carbon Tpt, il materiale composito in fibra di titanio è riservato alla lunetta e al fondello, mentre la carrure è in oro rosso. Una combinazione vincente, ben contrastata e coerente con la parte esterna delle corona, in oro rosso anch’essa. Del titanio grado 5 e del Carbon Tpt abbiamo parlato più volte fra le pagine del nostro giornale. Qui e qui troverete tutte le spiegazioni che vi servono.

    Il calibro RMXP3

    Se nell’aspetto complessivo – e in particolare nell’architettura circolare – il nuovo Richard Mille RM 33-03 ricorda l’RM 33-02, il calibro adottato, l’RMXP3, mostra differenze sostanziali rispetto all’RMXP1 del modello precedente. Ma cominciamo dalla base comune. Come quello si tratta di un movimento scheletrato: una costruzione che regala un effetto visivo di leggerezza ma che, nell’interpretazione data da Richard Mille, conferisce all’orologio anche un senso di modernità ed efficienza.

    Come l’RMXP1, poi, si carica automaticamente grazie all’uso di un micro-rotore decentrato, monoblocco, in platino massiccio. Che, a scapito delle piccole dimensioni, possiede il giusto peso e la giusta inerzia affinché le oscillazioni indotte dalla gravità, a ogni movimento del polso, siano continue ed efficaci. Lasciato a riposo nel cassetto, garantisce infatti un’autonomia di quasi 2 giorni (42 ore). L’integrazione di un microrotore, anziché di una tradizionale e più ingombrante massa oscillante, permette di contenere lo spessore del movimento a 3,28 mm. Il che si ripercuote su quello complessivo della cassa, che si attesta sui 9,7 mm.

    Il calibro RMXP3 vanta però una vera rarità per Richard Mille: il contatore dei piccoli secondi, tradizionalmente posto a ore 6. Un dettaglio non da poco. Trovo che, oltre a valorizzare il quadrante dal punto di vista estetico, gli doni quel dinamismo necessario a farci apprezzare, a ogni sguardo, l’inesorabile trascorrere del tempo. Non solo: un’altra importante aggiunta è il datario. Non un datario qualsiasi, posto com’è in verticale sul quadrante traforato, quasi sospeso accanto al réhaut a ore 5. È infatti uno speciale disco in titanio Pvd nero, con numeri forati (il font è quello tipico del Marchio), che spiccano sullo sfondo bianco. Il netto contrasto fra il nero e il bianco rende ben leggibile la data, il cui scatto è semi-istantaneo. Lascio il compito di descrivere nel dettaglio le altre caratteristiche alle didascalie.

    Considerazioni finali sull’RM 33-03

    Qualunque variante di cassa scegliate del Richard Mille RM 33-03, l’orologio che metterete al polso sarà un concentrato di stile, tradizione e ricerca. Il tutto a un prezzo non esagerato, per i canoni del Brand: 115.000 franchi svizzeri (per la versione in titanio), 145.000 franchi svizzeri (per la versione Carbon Tpt), tasse escluse s’intende. Il notevole incremento di prezzo del secondo sul primo è giustificato dalla maggiore difficoltà costruttiva e dalla generosa presenza di oro rosso. Ribadisco quello che ho scritto sopra: per chi possiede già un Richard Mille con cassa tonneau, l’RM 33-03 è il modo perfetto per dar vita a una collezione di orologi decisamente fuori dall’ordinario.

  • RM 30-01 Le Mans Classic: Richard Mille va di corsa

    RM 30-01 Le Mans Classic: Richard Mille va di corsa

    Quando arriva la Le Mans Classic, arriva Richard Mille. È una certezza, come i fiori a primavera, le tasse da pagare, i regali a Natale. E quando Richard Mille si accosta alla gara, arriva un orologio in tiratura limitata. Per l’edizione 2025 della competizione – la dodicesima, che si terrà dal 3 al 6 luglio prossimi -, il Marchio ha realizzato l’RM 30-01 Le Mans Classic, in 150 pezzi. Una tradizione che si deve all’amore del fondatore del Brand per i motori, di qualsiasi natura, epoca, potenza essi siano. Una partnership che comincia insieme alla gara, nel 2002, e che con l’RM 30-01 Le Mans Classic aggiorna al 2025 un orologio che è sportività nella sua accezione più pura.

    La Le Mans Classic

    Giusto per inquadrare la collezione nel contesto motoristico, alla Le Mans Classic partecipano le auto che hanno fatto la storia di quella che è una delle gare di durata più celebri di sempre, insieme alla 24 Ore di Daytona. I bolidi in pista sono stati costruiti dal 1923 agli anni 2000 e si sfidano nell’arco di 24 ore in sei diverse categorie, una per ciascuna delle principali epoche automobilistiche che hanno caratterizzato la 24 Ore di Le Mans dal 1923 al 1981.

    Partenza alle 16, con circa 1.000 piloti in gara e una città, Le Mans, che nei giorni della competizione vede affiancare ai 150.000 abitanti circa una folla di decine di migliaia di appassionati e spettatori: dai 30.000 della prima edizione, si è arrivati a oltre 235.000 nel 2023. Capite bene come questa occasione, per Richard Mille e per il suo RM 30-01 dedicato alla corsa, sia unica per la passione che sprigiona e per la visibilità che offre al Marchio.

    La cassa dell’RM 30-01 Le Mans Classic

    Ma poiché siamo Il Giornale degli Orologi e non un quotidiano di motori, arriviamo al dunque. L’RM 30-01 Le Mans Classic è un pezzo che si inserisce, come ho scritto poco sopra, in un filone che negli ultimi anni ci ha regalato referenze come l’RM 72-01 e l’RM 029. Quest’ultimo è stato creato per un’edizione che non si è svolta causa pandemia (quella del 2021), l’RM 72-01 è arrivato nel 2023. Il primo Le Mans Classic, invece, è del 2008.

    Oggi, dunque, è l’RM 30-01 Le Mans Classic a rubare la scena. Un orologio dall’estetica ben familiare a tutti gli appassionati sia di Richard Mille sia dell’alta orologeria, e del quale vi do qui un’infarinatura, lasciando parlare le didascalie e, soprattutto, le immagini: meritano. 

    La cassa ha dimensioni importanti, come sempre quando parliamo di questo Brand. Dalla classica forma tonneau, misura 42 x 49,94 x 17,59 mm. Un mattoncino la cui leggerezza al polso resta comunque proverbiale, grazie al combinato disposto del Quartz TPT e del titanio grado 5 che la compongono, sinonimi di comfort e alta resistenza. Il colore del Quartz TPT è il verde cosiddetto British Racing, che troviamo anche negli altri due orologi dedicati alla Le Mans Classic. Un colore ispirato, come dice il nome, a quello delle auto sportive inglesi del secolo scorso. 

    Informazioni e leggibilità

    Come spesso accade negli orologi di Richard Mille che hanno una vocazione spiccatamente racing, anche nell’RM 30-01 il quadrante è scheletrato e ricco di informazioni, leggibili nonostante la traforatura. Spiccano soprattutto, a ore 2 e a ore 4, il contatore delle 24 ore e la finestra del datario. Il primo non è un semplice GMT, ma gioca sul concetto di 24 ore evocato dalla gara di Le Mans: se chi lo indossa volesse cronometrare l’evento di endurance, voilà, nulla di più facile. La finestra della data, invece, è sovradimensionata e incorniciata da una bandiera a scacchi; i dischi traforati con le decine e le unità sono ben visibili attraverso il quadrante.

    Gli altri dettagli leggibili sono l’indicatore centrale dell’autonomia residua, dal particolare design, e due indicatori: quello che segnala l’innesto o il disinnesto della frizione del movimento (lo vedremo tra poco) e quello che consente a chi indossa l’RM 30-01 Le Mans Classic di sapere se la carica automatica è inserita o meno, in base al selettore di funzioni posto sulla corona.

    RM 30-01, al cuore del movimento

    Il cuore dell’orologio è il calibro RMAR2, appositamente modificato per includere il contatore delle 24 ore. Si tratta di un movimento automatico da 28.800 alternanze/ora e 55 ore di autonomia, dotato di un bilanciere a spirale libera con inerzia variabile. Questo tipo di bilanciere garantisce una maggior affidabilità in caso di urti e, soprattutto, durante le operazioni di assemblaggio e di manutenzione. Ha un design che consente l’eliminazione della racchetta di regolazione: grazie a quattro piccole massette eccentriche e orientabili, fissate direttamente sul bilanciere, è possibile calibrarlo in modo più accurato.

    La caratteristica distintiva del calibro, però, è il suo rotore a geometria variabile disinnestabile. Si tratta di una grande innovazione sia nella concezione, sia nella miniaturizzazione, una sfida tecnica straordinaria per Richard Mille. In sostanza, la carica di un orologio automatico è possibile attraverso un piccolo rotore. Il movimento ciclico fornisce energia al bariletto di carica, che raggiunge la tensione ottimale quando è completamente avvolto.

    Dopo questo punto, è facile che si verifichi un eccesso di tensione dovuto a un avvolgimento eccessivo, che deve essere evitato per non danneggiare il movimento. Tradizionalmente, lo si ottiene utilizzando una flangia scorrevole che permette alla molla di scivolare, impedendo una tensione eccessiva del movimento. Tuttavia, questo sistema tradizionale consente l’accumulo di detriti dannosi all’interno del calibro, poiché la flangia frena l’interno del bariletto per periodi troppo lunghi, soprattutto quando una persona è particolarmente attiva.

    Per evitare tali condizioni avverse, il rotore disinseribile di Richard Mille si scollega automaticamente dal bariletto nel momento in cui la molla è del tutto carica. È possibile controllare queste fasi grazie all’indicatore di innesto della frizione situato nell’angolo superiore sinistro del quadrante (cui ho accennato prima), che informa l’utente se il rotore è in carica (on) o disinnestato (off).

    Lavorare sulla passione

    Il cinturino verde dell’orologio è in caucciù ventilato, grazie al particolare disegno che ricorda quello delle prese d’aria dei motori che vediamo sulle auto sportive. Insomma, l’RM 30-01 LMC è un orologio che trasuda velocità. Le Mans è una delle gare più leggendarie di tutti i tempi, nel cuore degli amanti degli sport motoristici, e Richard Mille è considerato uno dei più grandi orologiai del Ventunesimo secolo. Dire che il connubio è azzeccato è forse poco.

    Certo, come tutti gli orologi che escono da questo atelier, anche l’RM 30-01 Le Mans Classic ha un cartellino del prezzo non per tutti, un po’ come le auto che si vedono sul circuito francese: 220mila franchi svizzeri, tasse escluse. E, sempre come quelle auto, il fatto che ci siano pochi pezzi in circolazione aumenta non tanto il valore economico dell’orologio quanto la sua desiderabilità, che è poi ciò che muove l’appassionato, in qualunque campo questa passione si esprima. Un bravo a Richard Mille, che ha compreso questo concetto come lo hanno compreso altri marchi ma, forse, riesce a tradurlo in orologi in maniera più efficace. Chapeau.

  • RM 75-01 Flying Tourbillon Sapphire: Richard Mille in trasparenza

    RM 75-01 Flying Tourbillon Sapphire: Richard Mille in trasparenza

    Se il grande filosofo e scrittore francese del ‘600 François de La Rochefoucauld vivesse oggi, forse indosserebbe un Richard Mille. Magari la referenza più recente, l’RM 75-01 Flying Tourbillon Sapphire. Perché in uno dei suoi aforismi più celebri dice che «non ci si dovrebbe stupire se non di potersi ancora stupire». Che è esattamente ciò che ho pensato quando ho visto le prime immagini (purtroppo solo quelle, per ora) di questo nuovo orologio. Stupore.

    Stupore soprattutto per l’inesauribile capacità del Marchio di padroneggiare i materiali più avanzati nella costruzione dei suoi orologi. Quartz TPT, Carbon TPT, ceramica, oro, titanio e, appunto, zaffiro. Dai più “semplici” ai compositi, l’abilità nel dare forma ai materiali fa di Richard Mille una delle manifatture più avanzate in questo campo. L’RM 75-01 Flying Tourbillon Sapphire non è che un’ulteriore prova di ciò, soprattutto per chi sa che cosa significa lavorare lo zaffiro.

    I signori dello zaffiro

    Significa sostanzialmente operare sul filo del masochismo. Perché lo zaffiro con cui sono costruite le casse degli orologi, come quella dell’RM 75-01 Flying Tourbillon Sapphire, è un materiale di sintesi, ossia creato in laboratorio. Tecnicamente è un corindone sintetico la cui particolarità non sta tanto nella trasparenza quanto nella durezza, inferiore solo a quella del diamante. 

    Che cosa comporti lavorare un materiale così duro e resistente, lo potete leggere in questo articolo sempre attuale. Io non ho gran che da aggiungere, se non che proprio Richard Mille è stato il primo marchio oltre 10 anni addietro a proporre questo materiale per la cassa di un orologio. Era il 2012: un’era geologica fa, se si considera che cosa è accaduto al mercato dell’orologeria nel mentre, dalla pandemia all’esplosione e alla successiva implosione della Cina, solo per citare due episodi chiave.

    Un primato del quale l’RM 75-01 Flying Tourbillon Sapphire prosegue l’eredità e per il quale, se possibile, porta ancora più in alto l’eccellenza. L’orologio del 2012 combinava un cronografo rattrapante e un tourbillon, due complicazioni di altissimo livello. Questo “si limita” a un tourbillon volante. Nel mezzo, però, ci sono 13 anni nei quali la scienza dei materiali e la tecnologia dei calibri si sono evolute a una velocità incredibile. Richard Mille, manco a dirlo, è rimasta al passo.

    I colori dell’RM 75-01 Flying Tourbillon Sapphire

    Fatta questa premessa, arrivo all’orologio di oggi. Che in realtà sono tre, perché il Brand ha lavorato con tre differenti colorazioni dello zaffiro. O meglio, del fondello in zaffiro: a una versione completamente trasparente si affiancano una con il fondello blu e una con il fondello rosa-lilla. Il perché della limitazione del colore al fondello può avere diverse ragioni, per come la vedo io.

    Indubbiamente, creare una cassa in zaffiro completamente colorata è complesso. Al corindone di base è infatti necessario aggiungere minerali o metalli perché il materiale assuma la colorazione desiderata: titanio e ferro per il blu, per esempio. Va da sé che non è facile trovare la giusta proporzione di “additivo” per arrivare alla nuance desiderata. Sicuramente Richard Mille non è un marchio che scende a compromessi, se deve spendere per arrivare alla qualità. Ma se si può trovare una soluzione “economica” in termini di costi e tempi di lavorazione, perché non usarla?

    Un altro motivo potrebbe essere “scenografico”: una cassa interamente in zaffiro colorato potrebbe rubare la scena al calibro, il vero protagonista nella realizzazione dell’orologio. Più banalmente, però, credo che la scelta sia caduta sul fondello colorato perché, nonostante sia solo una parte dell’orologio, per di più posteriore, dalle immagini che ho a disposizione (spero di avere prima o poi la possibilità di confermarlo dal vivo) vedo che la trasparenza della cassa ne cattura le sfumature rendendola quasi colorata anch’essa.

    Un modo furbo, se fosse così, per ottenere un risultato qualitativo altissimo, limitando gli sforzi sulla complessa produzione dello zaffiro colorato. Non a caso, la versione completamente trasparente è prodotta in soli 15 pezzi, quelle con il fondello blu e rosa lilla sono invece limitate a 10, per l’evidente difficoltà di realizzazione.

    Le finiture del calibro RM75-01

    Passo ora al movimento. Si tratta del calibro RM75-01 a carica manuale, con tourbillon volante e indicazione di ore e minuti. Nessun’altra complicazione, nessun contatore, nessun selettore di funzione. Qualcosa che sembrerebbe minimale, se non fosse un Richard Mille. Lasciando alle didascalie la maggior parte dei dettagli tecnici, vale la pena sottolineare qui che, oltre che per la complessità meccanica, il movimento si distingue per l’elevatissimo livello delle finiture.

    Le smussature, gli elementi di bloccaggio e le superfici di contatto sono lucidate a mano, così come lucidati sono i perni. Per l’effetto micropallinato delle fresature, in Richard Mille si sono serviti di microsfere in zaffiro. Sempre con sfere di zaffiro sono state sabbiate le superfici delle parti in acciaio (la platina e in ponti sono invece in titanio), le quali hanno invece i lati lucidi.

    Come in ogni movimento del Marchio, anche nel calibro RM75-01 è stata posta particolare cura nella realizzazione dei ruotismi. Le loro smussature concave sono state realizzate con utensili diamantati appositamente dedicati, in modo da ottenere una precisione di lavorazione al micron. Le facce delle ruote sono poi rifinite con una satinatura circolare e la rodiatura è effettuata prima che sia realizzata la dentatura, così da escludere difetti e imperfezioni una volta creata. Stesso motivo per cui le ruote stesse sono sottoposte a correzioni minime: la loro geometria non ne deve risultare alterata, per non compromettere le prestazioni del treno del tempo.

    Dna Richard Mille

    La cartella stampa con cui il Brand accompagna l’RM 75-01 Flying Tourbillon Sapphire parla di un orologio che «incarna un equilibrio metafisico. La modernità e la raffinatezza tecnica del suo calibro scultoreo si armonizzano con un’ispirazione senza tempo, che trae i suoi motivi dall’architettura storica e dalla dolcezza degli oceani: una dualità che riflette perfettamente l’approccio artistico e tecnico del Marchio, dove mondi diversi convergono per aprire nuovi orizzonti creativi per la Richard Mille».

    Concedo ai suoi estensori qualche licenza poetica. Del resto, le ragioni del marketing non sono quelle della tecnica né quelle della passione. In questo senso, focalizzare l’attenzione sulle nuance di colore ispirate alle tonalità del mare ci sta. Ma non dobbiamo dimenticare che questo orologio è soprattutto meccanica, tanto più stupefacente quanto più abbina una struttura architettonica complessa a una funzione di base come l’indicazione di ore e minuti, arricchita dal tourbillon volante.

    In questo senso, il cartellino del prezzo, che si aggira intorno ai 2 milioni di franchi svizzeri, è totalmente prevedibile e in linea con l’impegno in materiali, tecnologia, ricerca e sviluppo che la Manifattura ha messo nell’orologio. Un punto sul quale non ci si dovrebbe più stupire, per tornare a quanto ho scritto all’inizio. Richard Mille è questo: è innovazione, avanguardia meccanica, scienza dei materiali, ossessione per la ricerca. Tutto ciò ha un costo commisurato alla qualità del prodotto finale e l’RM 75-01 Flying Tourbillon Sapphire non fa eccezione. L’eccellenza e la perfezione non sono mai state per tutti.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 14/04/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 14/04/2025

    È stato un weekend denso di appuntamenti quello appena trascorso. Appuntamenti internazionali, nazionali o locali, soprattutto di carattere sportivo – forse a sancire l’arrivo della bella stagione e l’inizio delle attività open air. Ecco perché queste Cronache dell’orologeria vertono in gran parte su notizie post-evento, che vi raccontano cosa c’è stato e cosa è successo (esiti finali compresi, dove possibile). Ma non solo. Le nostre Cronache dell’orologeria di oggi comprendono anche qualche notizia “di costume”: un’importante mostra, una nuova partnership e un’asta curiosa, che riguarda un pezzo di storia del cinema italiano. Buona lettura!

    Oltre il tempo

    Il Cartier Tank à guichet del 1928 esposto a Londra

    Si intitola Cartier: Beyond Time la retrospettiva inaugurata lo scorso sabato a Londra, al Victoria & Albert Museum di South Kensington. Si tratta della più grande mostra dedicata alla Maison parigina in Gran Bretagna degli ultimi 30 anni, con oltre 350 pezzi esposti, fra gioielli e orologi. Nelle teche riunisce infatti creazioni note e meno note della storica dinastia di gioiellieri, dal diadema Manchester del 1903 alla collana del Maharaja di Patiala del 1928, dal Santos del 1904 al Crash del 1967 fino al Modello A, la pendulette mystérieuse in cristallo di rocca del 1914… Curata dall’architetto e artista britannico Asif Khan, resterà aperta fino al 16 novembre prossimo. Da vedere.

    Al polso del Dogui

    Chi non ricorda “il commendator Zampetti”? Interpetato da Guido Nicheli, fu protagonista di innumerevoli cinepattoni e commedie fra gli anni ’80 e ’90, in cui incarnò l’archetipo del ricco imprenditore lombardo, o meglio ancora del cumenda milanese. Oggi, il Rolex Datejust 6827 dell’attore – lo stesso che indossava sul set di Vacanze di Natale, personalizzato dalle iniziali G.N. incise sul bracciale – va all’asta da Antiquorum, corredato di certificato di autenticità della famiglia. Chi fosse interessato può fare la propria offerta online: attenzione, però, che dalla stima iniziale di 2/4mila euro si è già arrivati a 6mila. È proprio il caso di dirlo: «Ivana, fai ballare l’occhio sul tic»!

    Meccaniche d’élite

    Richard Mille ha siglato una nuova collaborazione con Brough Superior. La factory britannica, attiva dal 1919 al 1940, divenne famosa per le prestazioni straordinarie delle sue motociclette: come la SS100, guidata anche da Lawrence d’Arabia. Nel 2013 è tornata a nuova vita in Francia per volontà di Thierry Henriette e Albert Castaigne, con l’intento di riportare ai fasti d’antan “la Rolls Royce delle moto”. Ed è proprio l’eccellenza meccanica alla base della partnership con il Marchio di orologi, subito concretizzata in un’inedita due ruote, la RMB 01. Prodotta in edizione limitata di 150 esemplari, sarà svelata il 3 luglio prossimo, alla 12a edizione della Le Mans Classic. Ne riparleremo.

    Cronache dell’orologeria… sportiva

    Dal 1829, Oxford e Cambridge si sfidano nelle acque del Tamigi in quella che è diventata la più importante gara di canottaggio universitario mondiale. Chiamata, da questa edizione, Chanel J12 Boat Race, si è svolta proprio ieri, lungo il tradizionale percorso di 4 miglia e 374 iarde (6,8 km) tra Putney Bridge e Mortlake, seguita come sempre da almeno 250mila persone lungo le rive del fiume (e da milioni di telespettatori). Vincitori, per la sesta volta consecutiva, i team di Cambridge in entrambe le sezioni, maschile e femminile. Qualche curiosità? Le Light Blue pagaiavano su uno scafo italiano. E Chanel ha già dichiarato che disegnerà il trofeo dell’anniversario…

    Dal 10 al 13 aprile si è tenuta anche la 16a rievocazione della Coppa Milano-Sanremo. “Quattro giorni all’insegna di stile e motori lungo un percorso di oltre 1000 km tra Lombardia, Piemonte e Liguria”, come recita la presentazione ufficiale. Anche quest’anno la gara classica di regolarità per auto storiche, d’epoca e supercar moderne ha avuto tra i protagonisti Wyler Vetta. Che non è stato solo Official Timekeeper, ma ha anche realizzato appositamente un orologio: il Jumbostar Crono Milano-Sanremo (foto in alto), in edizione limitata di 100 esemplari. Donato anche all’equipaggio vincitore: Vesco-Salvinelli, primi classificati a bordo di una Fiat 508S del 1935.

    Sabato 12 aprile, in quel di Paderno Dugnano, il Country Sport Village ha ospitato il torneo di padel organizzato da Aido, l’Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule. Un’iniziativa volta proprio a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla donazione di organi – e che ha raccolto l’adesione di 96 giocatori, oltre al sostegno di Locman. In quanto sponsor dell’evento, il Marchio elbano ha creato per l’occasione due esemplari dedicati: il Locman Sport (accanto) e il Locman Island, entrambi con il quadrante personalizzato dal logo dell’Associazione. A sottolineare quanto la cultura dello sport e della solidarietà siano valori importanti per l’orologeria.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • RM 43-01 Tourbillon Split-Seconds: corpo Richard Mille, anima Ferrari

    RM 43-01 Tourbillon Split-Seconds: corpo Richard Mille, anima Ferrari

    La scorsa settimana Richard Mille ha presentato il secondo orologio realizzato in collaborazione con Ferrari, l’RM 43-01 Tourbillon Split-Seconds Chronograph Ferrari. Lo ha fatto durante un super-evento internazionale a Parigi, al quale ho avuto il privilegio di essere invitato. Tre giorni di esperienze di altissimo livello, in cui la ciliegina sulla torta è stata proprio la presentazione del nuovo pezzo. Anzi, dei nuovi pezzi, dal momento che la collezione è composta da due referenze: una in titanio e Carbon Tpt e una completamente in Carbon Tpt.

    Metto subito le mani avanti. In questo articolo non ho intenzione di entrare nei dettagli tecnici dell’orologio, al quale dedicherò un approfondimento più avanti. Viste le sue caratteristiche, è bene prendersi un pochino di tempo per capirlo e “digerirlo”. D’altro canto, però, giornalisticamente non sarebbe comprensibile attendere oltre per parlare dell’RM 43-01 Tourbillon Split-Seconds Chronograph Ferrari.

    Scelgo così di introdurlo sfruttando al massimo l’opportunità che ho avuto a Parigi: non solo quella di vedere l’orologio, di toccarlo, di indossarlo, ma anche di sentirselo raccontare in prima persona da chi ne ha vissuto la genesi. Parlo dei pezzi da novanta di Richard Mille e Ferrari. Amanda e Alexandre Mille, figli di Richard e oggi ai vertici dell’azienda rispettivamente come Brand and Partnerships Director e come Sales Director; Tim Malachard, Marketing Director; Salvador Arbona, Technical Movement Director; Maxime Guenat, Operation Director; Gianfranco Saracino, Partnership Design Manager del Centro Stile Ferrari; Francesca Vernia, Head of Licensing and Partnership Ferrari.

    Un orologio molto Richard Mille

    La collaborazione tra Richard Mille e Ferrari inizia con i primi approcci nel 2020 e l’avvio della partnership un anno dopo. Nel 2022, come penso ricorderete, si concretizza con l’incredibile RM UP-01. Ebbene, proprio pensando a quell’orologio che, per come la vedo io, era poco Richard Mille e ancor meno Ferrari, avvicinandomi all’evento di Parigi mi aspettavo di trovarmi tra le mani un orologio molto “Cavallino Rampante”. Qualcosa, per chi ha un pochino di memoria, che ricalcasse la filosofia dell’RM 40-01 McLaren Speedtail del 2021. Un pezzo la cui cassa con forma a goccia ricalcava quella della carrozzeria dell’omonima supercar britannica.

    Niente di tutto questo. L’RM 43-01 Tourbillon Split-Seconds Chronograph Ferrari è in tutto e per tutto un Richard Mille, nel quale il tocco del Centro Stile Ferrari si ritrova soprattutto nei dettagli più che nell’architettura complessiva. Ce lo ha confermato Alexandre Mille nel momento in cui ci ha detto che «l’UP-01 era fuori dagli schemi rispetto a ciò che la gente si aspettava dalla nostra collaborazione con Ferrari. Invece, l’RM 43-01 Tourbillon Split-Seconds Chronograph è, in un certo senso, più classico e incarna l’orologio da corsa che abbiamo sempre sognato di creare con il Cavallino».

    E che il dettaglio sia il campo privilegiato dove far emergere l’estetica Ferrari, lo ha sottolineato anche Saracino: «Abbiamo cercato di creare un design fluido e aerodinamico, in cui anche la lunetta scende più in basso sulla cassa rispetto ai modelli precedenti. La forma dei pulsanti, poi, è direttamente ispirata ai fari posteriori della Ferrari SF90 Stradale. Queste luci dimostrano l’equilibrio tra tradizione e innovazione e la modernizzazione dei codici voluta da Flavio Manzoni, Direttore del Design Ferrari dal 2010». Pazienza se, per agevolare l’aerodinamicità della cassa, è stato necessario togliere per la prima volta i caratteristici “pilastri” di Richard Mille dalla carrure…

    L’ispirazione dell’RM 43-01 Tourbillon Split-Seconds Chronograph

    Poiché l’RM 43-01 Tourbillon Split-Seconds Chronograph Ferrari è un orologio nato per la velocità, la scelta della complicazione cronografica rattrapante era ovvia, come ci ha ricordato Salvador Arbona: «Il cronografo sdoppiante si inserisce naturalmente nel mondo dell’automobile. Permette di fermare una lancetta per misurare un tempo intermedio continuando a misurare il tempo totale, il che è ideale per registrare i tempi sul giro in pista». Per farci capire al meglio quale e quanta tecnologia c’è nell’orologio, in occasione della presentazione Richard Mille ha creato delle riproduzioni in scala 18:1, funzionanti, del tourbillon, del meccanismo rattrapante e dell’indicatore dell’autonommia residua.

    Del resto il calibro RM43-01 è stato sviluppato in collaborazione con Audemars Piguet Le Locle (APLL), partner storico di Richard Mille. Una nuova iterazione che prosegue la storia dei cronografi rattrapanti del Marchio come, per esempio, l’RM 008 del 2003, l’RM 50 del 2012, l’RM 50-02 del 2018 e l’RM 50-04 del 2019. Rispetto al movimento base, ci ha ricordato Arbona, «abbiamo cambiato la posizione degli elementi per trovare un’armonia ispirata ai motori Ferrari e a Richard Mille. Abbiamo spostato il tourbillon a ore 5, una scelta inusuale, per creare un movimento che esprimesse l’idea di un motore».

    Una modifica che ha liberato uno spazio importante a ore 7, il quale andava riempito in qualche modo. È stato fatto inserendo un elemento flottante, con inciso il Cavallino Rampante, la cui forma si ispira direttamente alle linee del supporto dell’alettone montato sulla Ferrari 499P, «quella che ha vinto due volte a Le Mans», ha ricordato ancora Gianfranco Saracino. L’unico elemento, insieme ai tocchi di rosso e di giallo sulle lancette del cronografo, che richiama a prima vista l’eredità dei bolidi di Maranello.

    RM 43-01: prezzi e disponibilità

    Come ho scritto sopra, preferisco non entrare nei dettagli tecnici per dedicare all’orologio un pezzo successivamente. Vi lascio con i prezzi, che sono decisamente Richard Mille. La versione in titanio e Carbon TPT costa 1.150.000 franchi svizzeri, quella in Carbon TPT 1.350.000. Cifre inferiori a quelle dell’RM UP-01, che si aggirava intorno al milione e mezzo, ma comunque non banali. Per una tiratura limitata a 75 pezzi di ciascuna variante per le quali, ci hanno detto, una trentina è già pronta.

    «Non è mai il prezzo a dettare ciò che facciamo. Per noi è l’innovazione a essere sempre al primo posto, senza compromessi», ci ha detto Maxime Guenat. Lasciandosi anche sfuggire che le prossime creazioni che nasceranno dalla collaborazione con Ferrari saranno altrettanto inattese. C’è da credergli.

  • LuxeConsult, Morgan Stanley e l’orologeria svizzera nel 2024

    LuxeConsult, Morgan Stanley e l’orologeria svizzera nel 2024

    I numeri ufficiali dei grandi marchi orologieri svizzeri sono da sempre meglio custoditi dei tre segreti di Fatima. Potreste torturare manager e amministratori delegati, ma non scucireste loro nemmeno una virgola su vendite, ricavi e fatturati. Per fortuna, però, in questo caso non serve scomodare il Papa per avere qualche idea. Anche quest’anno, come nei precedenti sette, ci hanno pensato la società di consulenza LuxeConsult e l’istituto finanziario Morgan Stanley a provare a fotografare le performance dei 50 brand principali sul mercato nel 2024.

    Lo hanno fatto elaborando stime relative a fatturato, numero di pezzi venduti, quote di mercato e prezzo medio, per limitarmi ai dati più significativi. Uno studio che, insieme al Deloitte Swiss Watch Industry Study, è lo strumento più chiaro e attendibile per avere un’idea della direzione presa dall’industria orologiera svizzera.

    La top 50 del report relativo al 2023 (fonte: LuxeConsult, Morgan Stanley Research estimates)

    Se, da un lato, il rapporto relativo al 2023 aveva mostrato un record nell’andamento del mercato, dall’altro indicava un potenziale rallentamento delle vendite per il 2024. Una frenata dovuta a un contesto macroeconomico e geopolitico incerti, che avrebbero potuto influire sulla domanda negli Stati Uniti, in Europa e soprattutto in Cina. Non che fosse necessario essere il Divino Otelma per prevederlo, ma i dati di export del 2024 hanno confermato in pieno le previsioni di LuxeConsult e Morgan Stanley e il loro nuovo rapporto annuale ci mette sopra il suo bel timbro.

    L’industria e le conferme di LuxeConsult e Morgan Stanley

    Come ho scritto poco più di un mese fa, secondo la Federazione svizzera dell’industria orologiera (FHS), esportazioni e fatturato globale nel 2024 sono calati. Chi lo ha visto come una normalizzazione, chi come l’inizio di una recessione. In ogni caso, gli attori dell’industria hanno lavorato all’insegna della prudenza. Se, da un lato, la FHS fornisce un’immagine generale del settore, il rapporto di LuxeConsult e Morgan Stanley ha il pregio di fare “nomi e cognomi”. Fuor di metafora, di analizzare le performance dei marchi affiancandovi numeri e percentuali. Stimati, sottolineo ancora.

    Ciò che colpisce nel rapporto annuale riferito al 2024 è la certificazione di una polarizzazione del mercato. Da una parte i grandi brand che non hanno quasi sofferto o hanno continuato a crescere; dall’altra, il medio e basso di gamma che ha registrato un calo delle vendite. È una dinamica comune a quasi tutte le categorie merceologiche che fanno parte dei beni di lusso, ma nell’orologeria la tendenza è ancora più evidente. Lo scorso anno, gli orologi con un prezzo superiore ai 50mila franchi hanno rappresentato il 33,5% del valore totale delle esportazioni svizzere.

    Inoltre, va sottolineato che nel 2024 non si è contratto solo il fatturato complessivo stimato dei primi 50 marchi, passato dai 36,127 miliardi di franchi del 2023 a 35,258 miliardi, ma anche il numero di pezzi venduti, passati da quasi 16 milioni a poco più di 13 milioni. Prima ho scomodato il Divino Otelma, ora scomodo Einstein: non serve essere un genio per capire che questa dinamica indica un aumento significativo del prezzo medio degli orologi nel corso di un anno. Certo, ci potranno anche essere marchi che hanno venduto meglio le referenze più costose, ma il trend generale parla di un innalzamento di buona parte delle soglie di prezzo.

    La top 10 di LuxeConsult e Morgan Stanley

    Entrando nel dettaglio dei marchi, la classifica dei primi dieci per fatturato non è cambiata dal 2023: Rolex, Cartier, Omega, Audemars Piguet, Patek Philippe, Richard Mille, Longines, Vacheron Constantin, Breitling, Tissot. Di questi, la metà è cresciuta rispetto all’anno prima, altri cinque sono calati. E dei cinque cresciuti, quattro sono brand indipendenti: Rolex (10,5 miliardi di franchi circa), Audemars Piguet (2,4 miliardi), Patek Philippe (2,3) e Richard Mille (1,6). Il quinto cresciuto è Cartier (a oltre 3 miliardi).

    La top 50 relativa al 2024. A fianco dei brand, una freccina indica chi è salito e chi è sceso: (fonte: LuxeConsult, Morgan Stanley Research estimates)

    Uno sguardo dettagliato alle prime posizioni evidenzia quella polarizzazione cui ho accennato all’inizio. Se i quattro indipendenti di cui sopra continuano a crescere pur in una situazione generale non facile, i gruppi quotati in Borsa hanno perso quote di mercato complessive. Giù LVMH – pur con le eccezioni di Bulgari e TAG Heuer, passato dal 15° all’11° posto -, Richemont e Swatch Group, che ha registrato un calo delle vendite del 14,6%. Stesso destino per altri indipendenti meno strutturati. Nello specifico, il dato aggregato di Rolex, Patek Philippe, Audemars Piguet e Richard Mille parla di una quota di mercato del 47%. Nel 2019, ultimo anno “sano” prima dello tsunami del Covid, questa percentuale si fermava al 36,8.

    Clamoroso il caso di Rolex che, pur essendo cresciuto meno nel 2024 rispetto al 2023, è arrivato ad avere una quota di mercato del 32%, dal 30% dell’anno prima. Solo Rolex, senza Tudor, che anzi è passato dalla 17a alla 21a posizione (da 545 a 360 milioni di franchi). Per quanto ne so, nessun altro marchio nel mondo del lusso ha una posizione così dominante nel proprio settore merceologico. A suffragare un aumento medio dei prezzi o la predilezione per referenze preziose, c’è la dinamica proprio di Rolex. Meno pezzi venduti (da 1 milione e 240.000 a 1 milione e 176.000) ma fatturato in crescita.

    I gioiellieri e gli indipendenti

    Un discorso a parte merita Cartier, secondo dietro a Rolex pur con uno scarto abissale (poco più di 3 miliardi di fatturato, 680.000 pezzi venduti e una quota di mercato dell’8%). È infatti, insieme a Van Cleef & Arpels, l’unico marchio del Gruppo Richemont in crescita. E non è un caso che entrambi siano gioiellieri e orologiai: l’altro brand con questa natura, Bulgari, è cresciuto anch’esso guadagnando quote di mercato (da 1% a 2%) e fatturato (da 445 milioni di franchi a quasi 500). L’altro gioielliere, Harry Winston, secondo LuxeConsult e Morgan Stanley, è finito nella spirale negativa di Swatch Group dimezzando il fatturato stimato, da 111 a 55 milioni.

    Il report evidenzia infine una tendenza interessante, soprattutto per i collezionisti. La crescita costante e continua dei piccoli marchi artigianali e indipendenti come H. Moser & Cie. e F.P. Journe. Manifatture da poche centinaia se non decine di pezzi all’anno, con prezzi medi di decine di migliaia di euro, stando alle analisi dello studio sono destinate a non conoscere crisi, almeno nel breve termine. Merito di una crescente attenzione verso l’altissima orologeria artigianale e della loro capacità di offrire prodotti con una forte identità distintiva. Non a caso, al 50° posto della classifica è entrato per la prima volta MB&F.

    Una tendenza, quest’ultima, che a suo modo è anch’essa polarizzazione. Anche se quella vera, su cui LuxeConsult e Morgan Stanley ci danno materia per pensare, si trova al vertice della piramide. Con i loro marchi, Rolex, Swatch Group, Richemont e Patek Philippe insieme hanno il 77% delle quote di mercato, che diventano l’82% se ci aggiungiamo LVMH. Too big to fail, insomma, tanto i gruppi quanto l’intera orologeria svizzera? Meditate gente, meditate…

  • RM 74-02 Gold Quartz Tpt, la ricerca alchemica di Richard Mille

    RM 74-02 Gold Quartz Tpt, la ricerca alchemica di Richard Mille

    Richard Mille è da sempre all’avanguardia nell’orologeria di alta gamma. La sua incessante ricerca, perseguita a livello dell’habillage come della meccanica, trova un esempio ben riuscito nella collezione RM 74: un’armoniosa miscela di materiali innovativi e tecniche costruttive aggiornate. Ne è testimonianza l’ultima iterazione, l’RM 74-02 Gold Quartz Tpt®, un esemplare che concentra in egual modo scienza dei materiali ed espressione artistica.

    Innata ricerca materica

    Il profondo impegno per l’innovazione dei materiali è al centro della filosofia di Richard Mille. Lanciato nel 2001, il Marchio ha rivoluzionato l’industria delle lancette contemporanea con l’introduzione di materiali ad alte prestazioni che migliorano le performance degli orologi. Celebri dimostrazioni delle capacità innovative di Richard Mille nell’uso dei materiali sono per esempio l’impiego del Lital® (una lega a base di litio) e del grafene per migliorare prestazioni e ridurre il peso. Per esempio, l’RM 027 Tourbillon Rafael Nadal, del 2010, utilizza una platina in titanio e Lital®, così da garantire alta resistenza e leggerezza. Mentre l’RM 50-03 Tourbillon Split-Seconds Chronograph McLaren F1, sviluppato nel 2017 con l’Università di Manchester e McLaren Applied Technologies, integra il grafene nella cassa e nel cinturino, ottenendo un cronografo ultraleggero e performante.

    Ma una tappa importante nella continua ricerca materica di Richard Mille è stata sicuramente la partnership – siglata nel 2013 – con North Thin Ply Technology (Ntpt), azienda svizzera specializzata nello sviluppo di materiali pre-impregnati ultraleggeri. Una collaborazione da cui sono scaturiti materiali compositi avanzati, stra-ordinari nel senso letterale del termine: leggeri ma robusti, rafforzano l’impegno del Marchio nei confronti della ricerca tra forma e funzione. Come il Quartz Tpt® o il Carbon Tpt® (l’acronimo in inglese significa Tecnologia a strati sottili), di cui Il Giornale degli Orologi si è già occupato in diverse occasioni. Ormai immediatamente associati a Richard Mille, si riscontrano in numerose collezioni del Brand: fra cui l’RM 74, lanciata nel 2021 e tuttora in catalogo.

    I materiali della collezione RM 74

    La collezione RM 74 si distingue all’interno del portafoglio Richard Mille per il design snello e per l’uso di materiali d’eccezione, costati anni di sviluppo. L’RM 74-01 ha la cassa realizzata in Grey Cermet, un materiale di colore grigio sviluppato con il Gruppo Imi, specializzato in micro-tecnologie. Un mix di ceramica e titanio (mi perdonino gli addetti ai lavori per l’eccessiva semplificazione), che combina la durezza della prima con la leggerezza del secondo, estremamente resistente alla corrosione e all’abrasione.

    L’RM 74-02 invece ha la cassa in Gold Carbon TPT®, che accosta il materiale composito nero a un metallo prezioso: l’oro in foglia. Anch’esso leggero ma robusto, si distingue per la damascatura nera opaca, tipica delle fibre di carbonio, impreziosita da venature in oro giallo a 24 carati. Oltretutto in questo caso il metallo nobile entra a far parte anche della meccanica, il Calibro CRMT5 di manifattura. Il movimento, a carica automatica, dalla costruzione scheletrata e con dispositivo tourbillon, presenta infatti platina e ponti in oro giallo o rosa.

    Il nuovo RM 74-02 Gold Quartz Tpt®

    Oggi però Richard Mille prosegue la propria ricerca alchemica e va a declinare l’RM 74-02 in un’inedita sostanza: il Gold Quartz Tpt®. Il quale, come il precedente, fonde il metallo prezioso con il materiale composito ad alte prestazioni in una struttura sorprendente e leggera. Nel nuovo RM 74-02, il processo di fabbricazione della cassa è estremamente complesso. Prevede la sovrapposizione di fogli sottilissimi di fibra di quarzo bianca, riscaldati a 120°C e sottoposti alla pressione di 6 bar, in cui sono incorporate lamine d’oro rosso 5N 22 carati. La sofisticata tecnica di produzione ottiene come risultato un materiale scintillante e strutturato, leggero ma in grado di resistere all’uso quotidiano, robusto e prezioso insieme. Che mantiene la reputazione del Marchio di produrre orologi lussuosi e altamente funzionali.

    La cassa allungata di forma tonneau dell’RM 74-02 Gold Quartz Tpt conserva le dimensioni XL tipiche di Richard Mille, ma grazie alle linee affusolate risulta meno aggressiva di altri esemplari più massicci. Alterna il Gold Quartz Tpt® all’oro rosso 5N, presente nella carrure dalle sporgenze arrotondate che racchiudono le viti di montaggio, nel movimento automatico scheletrato, il consueto calibro CRMT5 con rotore a geometria regolabile e platina nello stesso metallo prezioso, nei ponti lucidi che sostituiscono il quadrante. Le linee geometriche del display accentuano la sensazione di leggerezza dell’esemplare e concentrano l’attenzione sul tourbillon. L’orologio si allaccia al polso con un cinturino sportivo o, in alternativa, con un prezioso bracciale a catena gourmette dalle maglie schiacciate, sempre in oro rosso 5N.

    Conclusioni

    Come sempre, l’approccio di Richard Mille all’orologeria è scultoreo e trascende i limiti del design tradizionale. L’RM 74-02 Gold Quartz Tpt® si evolve dal suo predecessore, l’RM 74-02 Gold Carbon Tpt®, apportando una nuova estetica e preservando al tempo stesso il caratteristico Dna della Marca. L’interazione tra oro e quarzo non solo irradia calore e modernità, ma conferisce una qualità artistica all’orologio, dimostrando come l’eccellenza tecnica possa fondersi con la poesia visiva. La cassa in Gold Quartz Tpt® rende ogni esemplare unico: come una dichiarazione di individualità, rivolta ai collezionisti alla ricerca degli orologi più esclusivi.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 17/02/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 17/02/2025

    Tornano le Cronache dell’orologeria. Oggi parliamo di nuovi ambasciatori, scelti nel mondo dello spettacolo come dello sport, con news dell’ultim’ora. Quelle, per intenderci, che riguardano la 78a edizione dei Bafta – i British Academy of Film and Television Arts Awards -, andati in scena proprio ieri sera alla Royal Festival Hall di Londra. (E no, niente Sanremo: la Rai ci ha fatto ‘na capa tanta da prima di Natale, non se ne può più…). E poi fiere, imminenti o annunciate, eventi, negozi e altro ancora. In un consueto “fritto misto” di notizie (selezionate), che toccano un po’ tutti gli interessi dell’industria delle lancette. Buona lettura!

    Il fascino del supereroe

    Longines ha un nuovo Ambasciatore dell’Eleganza: Henry Cavill. Noto per aver vestito i panni di Superman, protagonista del DC Extended Universe per più di un decennio, l’attore inglese in realtà sa mettersi alla prova con i ruoli più disparati. Del resto, chi non se lo ricorda agli esordi, come duca di Suffolk nella serie The Tudors? In attesa di vederlo nel nuovo film di Guy Ritchie In the Gray e nel live-action di Voltron, eccolo nella campagna della Casa di St.Imier: con qualche ruga in più, ma con charme immutato e classe da vendere.

    Cronache dell’orologeria… pettegola – 1

    Edward Berger ai Bafta (foto Kate Green/Getty Images courtesy Omega).

    In prima fila (si fa per dire) alla cerimonia di premiazione dei Bafta di Londra, ieri sera, c’era Omega. O meglio, c’erano i suoi orologi, che spiccavano al polso dei protagonisti della serata. Come il regista del superpremiato “thriller papale” Conclave, Edward Berger, che sfoggiava un De Ville Trésor. Mentre Guy Pearce, in lizza per The Brutalist, indossava uno Speedmaster ’57, Yura Borisov portava un Seamaster Aqua Terra. E ancora Tom Felton, nel ruolo di presentatore, che aveva un De Ville Prestige… tanto per gradire.

    Cronache dell’orologeria… pettegola – 2

    James McAvoy ai Bafta (foto Joe Maher/BAFTA/Getty Images for BAFTA courtesy IWC).

    Sempre in tema di “chi-ha-indossato-cosa” ai Bafta, meritano almeno un cenno anche altrattori con i relativi esemplari. Al polso di James McAvoy è stato avvistato un IWC Portugieser Perpetual Calendar. Jeff Goldblum invece esibiva un femminilissimo (!) Vacheron Constantin Egérie tempestato di diamanti. Sebastian Stan un Cartier Tank e Dev Patel un altro Cartier Tank, però vintage. Ancora, Jeremy Strong un Richard Mille RM-63Automatic Winding Dizzy Hands. Orlando Bloom un Porsche Design Chronograph 1… Ci fermiamo qui, ma l’elenco potrebbe continuare.

    Salone d’arte

    Lee Bae, Brushtrole D1, presentato da Perrotin (foto Claire Dorn courtesy F.P.Journe).

    Ancora una volta F.P.Journe conferma il proprio legame con la scena artistica internazionale. Anche quest’anno ha infatti sostenuto Maze Art Gstaad, che si è tenuta dal 14 al 16 febbraio scorsi. Sotto il tendone del Festival-Zelt, questa seconda edizione ha riunito 35 gallerie internazionali provenienti da 12 Paesi, con l’ambizioso obiettivo di offrire uno sguardo raffinato sull’arte moderna e contemporanea, sul design da collezione e sull’alta gioielleria. Con un’interessante mix di riferimenti classici e sperimentazioni contemporanee.

    Racchette e lancette

    Si sa: da oltre 30 anni, Rado è legato a filo doppio con il tennis professionistico e coltiva talenti della racchetta vecchi e nuovi. Di recente ha ampliato la propria “squadra” con l’ingaggio di Barbora Krejčíková. Un nome che non ha bisogno di presentazioni: ottima doppista, con un palmarès da paura (12 titoli del Grande Slam e un oro olimpico), è la campionessa in carica di Wimbledon femminile. Ora, il Marchio di Legnanu le ha già messo al polso un Anatom Automatic: scommettiamo che la tennista ceca lo sfoggerà anche in campo?

    Sul circuito del Principato

    La Red Bull Racing di Max Verstappen al GP di Monaco 2024 (foto Jakub Porzycki/NurPhoto via Getty Images courtesy TAG Heuer).

    La collaborazione fra TAG Heuer e l’Automobile Club de Monaco non è proprio una novità (è stata siglata nel 2011), ma quest’anno si concretizza in qualcosa in più. Ora che il Marchio elvetico è cronometrista ufficiale in F1, diventa anche title sponsor della tappa monegasca (23/25 maggio prossimi): che assume quindi il nome ufficiale di Formula 1 Tag Heuer Grand Prix de Monaco. Per l’occasione, nei paddock saranno esposti gli orologi dell’omonima collezione. A proposito: è lecito aspettarsi un esemplare dedicato?

    Da un Monaco all’altro

    Dettaglio della locandina della mostra multimediale Watches and Talents sui mestieri d’arte dell’orologeria

    Il weekend prossimo, il centro dell’orologeria (e della gioielleria) si sposta a Monaco di Baviera: dove, dal 21 al 24 febbraio, si tiene l’ormai tradizionale salone di Inhorgenta. Un’occasione per visitare, oltre agli stand dei 112 espositori nel padiglione 1 della Messe Münich, la mostra Watches and Talents della FHH, partecipare a dibattiti e tavole rotonde con i protagonisti del settore – da Mario Peserico a Federico Ziviani, da Andrea Furlan a Manuel Emch fino a Rolf Studer – e perfino cimentarsi con un Unitas. Info: inhorgenta.com

    Piccoli marchi crescono

    Chi l’avrebbe detto? Watches of Italy ha uno spin-off: Watches of Jesolo, che si terrà il 10/ 11 maggio nella cittadina veneta. Non una replica della fiera di Novi Ligure, ma un’inedita vetrina in cui si troveranno anche microbrand internazionali. Già previsti più di 50 marchi espositori, la presenza di noti content creator da Londra o Dubai, la partnership con Swiss Creative Lab e vari eventi che si terranno al Palazzo del Turismo – tipo il live painting a tema orologiero. Il tutto, a ingresso libero. Ne riparleremo…

    La stanza delle meraviglie

    A Roma, in via Condotti, Bulgari ha riaperto il New Curiosity Shop. Qui, Sotirio Bulgari, fondatore della Casa, aveva inaugurato nel 1905 l’Old Curiosity Shop di dickensiana memoria, a metà fra una Wunderkammer e un bazaar di preziosi. Diventato “New” nel 2018, lo spazio esponeva gioielli e accessori accanto a stravaganti oggetti di design. Oggi, dopo mesi di ristrutturazione, è invece dedicato esclusivamente all’orologeria della Maison, dalle collezioni in catalogo ai pezzi in tiratura limitata/issima. Da visitare.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 03/02/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 03/02/2025

    Una serie di notizie di marketing di recente diffusione. Ecco le Cronache dell’orologeria di questa settimana, che si dispiegano soprattutto fra arte e sport: eventi, partnership, testimonial… Ma non solo: in questo pot-pourri di informazioni, ci sono anche un paio di curiosità, che gettano un ponte fra il passato e il futuro. Del resto il bello dell’orologeria è proprio questo: attraversare le epoche con nonchalance. Buona lettura!

    The Flying Dutchman

    Un nuovo ciclista entra nel team Richard Mille: Mathieu van der Poel. Classe 1995, figlio d’arte (il padre è Adrie van der Poel, il nonno era Raymond Poulidor), è considerato un autentico fenomeno delle due ruote. Sia perché ha vinto di tutto, sia per il talento polivalente: è un campione del mondo su strada, di ciclocross e di mountain bike. Non a caso lo chiamano “l’Olandese volante”. Mentre punta al Mondiale di Mbt, si è messo al polso un RM 67-02 Automatico Extrapiatto in Quartz Tpt®. Leggerissimo, per volare meglio…

    Time out

    Tissot è partner dell’NBA dal 2015. Tutt’altro che paga, rinnova ed estende l’accordo per altri 10 anni: l’annuncio è stato dato pochi giorni fa agli NBA Paris Game 2025. La collaborazione (ampliata) include un sistema di cronometraggio evoluto, uno shot clock aggiornato e un nuovo orologio dedicato: l’NBA Supersport 2025 Special Edition, in vendita per ora solo nelle boutique monomarca in Francia e negli States, oltre che sull’e-commerce ufficiale. In Italia lo avremo in marzo: dobbiamo aspettare.

    Cronache dell’orologeria… artistica – 1

    Si è svolta nei giorni scorsi anche la 13a edizione di Art Genève. La celebre fiera di arte contemporanea ha visto tra l’altro l’assegnazione del Prix Solo Art Genève – FPJourne, ambìto riconoscimento per la miglior mostra personale dedicata da una galleria a un singolo artista all’interno del proprio stand. Il premio è andato alla Richard Saltoun Gallery (Londra e Roma) per le coloratissime opere dell’artista tunisino Baya (1931/’98). FPJourne ne ha acquistata una (accanto), destinata al MAMCO di Ginevra. Quando si dice “sostenere la cultura”…

    Cronache dell’orologeria… artistica – 2

    Vacheron Constantin ha aperto una nuova boutique a Roma, la terza in Italia. In via Condotti 29, nel cortile interno di un palazzo storico, è uno spazio di 200 metri quadri organizzato su due livelli, fatto con materiali locali (leggi travertino) e toni caldi che giocano con la luce. Per celebrare la nuova apertura, fra gli arredi di Fornasetti e i simboli della Maison ha trovato luogo una grande scultura: Momenti (accanto), opera site-specific ideata dall’artista Denis Di Luca (Di Luca Ceramics). Che sigla un’inedita collaborazione.

    Tra romani ci si intende

    Damiano David è il nuovo volto di Bulgari. Che lo affianca a Zendaya per mirare dritto al cuore della Gen Z. Del resto, da quando ha intrapreso la carriera solista, l’ex frontman dei Måneskin ha lasciato i look Bdsm per adottare uno stile sartoriale, più adatto agli orologi e ai gioielli della Maison romana. Tant’è: il neo Global Pr Ambassador è già stato immortalato con l’intera parure Serpenti Viper e un bel Bvlgari Bvlgari al polso, ben evidenti sulla pelle tatuata. Scommettiamo che a Sanremo lo vedremo carico di diamanti?

    Tradizione rinnovata

    Da sinistra. Jörg Delecate, azionista di Tutima, e il nuovo Ceo Matthias Stotz.

    Importanti novità in casa Tutima. Da gennaio, il Marchio indipendente a conduzione familiare ha alle spalle una nuova società: la Tutima Glashütte GmbH & Co. KG, che già nel nome sottolinea il legame con la tradizione orologiera sassone. Ma non solo. Ha visto anche la nomina di un nuovo Ceo, Matthias Stotz, manager di lunga data (tra l’altro è stato al timone di Junghans per più di 16 anni), nonché maestro orologiaio (di quarta generazione!). Con queste premesse, ci aspettiamo grandi cose… Buon lavoro!

    Super-anteprima

    Sotheby’s sta organizzando la più grande asta di orologi Breguet del Nuovo Millennio. In occasione del 250° anniversario della Maison, saranno battuti esemplari da appoggio, da tasca e da polso che ne ripercorrono la storia secolare, dalla fondazione da parte del Leonardo da Vinci dell’orologeria, fino ai nostri giorni. Tra gli highlight ci sarà la Montre Perpétuelle à Tact realizzata per re Giorgio IV nel 1827. La vendita è prevista per il 9 novembre prossimo, ma solo a primavera ne sapremo di più. Ne riparleremo…

    Un successo annunciato

    Chi l’avrebbe detto? Eric Migicovsky, il vulcanico fondatore di Pebble, ha annunciato per il 2025 il ritorno del suo “bambino prodigio”. Lo smartwatch che ha fatto battere il cuore dei tech-addicted torna con lo stesso Dna ribelle: display e-paper sempre acceso, batteria che dura una vita e i mitici pulsanti fisici. Grazie a Google, che ha reso open source PebbleOS, il revival promette scintille. Migicovsky gioca la carta della sostenibilità: niente mega-team, solo passione. Un ritorno che guarda al futuro! Quando? Stay tuned! Fabio Parri

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • RM 16-02 Extraflat, il lato fashion di Richard Mille

    RM 16-02 Extraflat, il lato fashion di Richard Mille

    Ammettetelo. Se c’è un marchio che non vi fa pensare immediatamente al concetto di ultrapiatto, questo è Richard Mille. Eppure, nelle collezioni del Brand esiste un orologio, l’RM 16-02, che fa della sottigliezza il suo punto di forza senza dimenticarsi, nell’estetica, di essere un Richard Mille in tutto e per tutto.

    Se è vero – come è vero – che Richard Mille, in generale, non fa rima con ultrapiatto, non dobbiamo però dimenticare che il Brand detiene attualmente il record tecnico per l’orologio meccanico più sottile con l’RM UP-01 Ferrari. Inoltre, risale a più di dieci anni fa il lancio dei Richard Mille Extraflat, la cui cassa rettangolare e spigolosa ha sempre costituito una sorta di deviazione interessante dai canoni del Brand. Orologi, oltretutto, che per molto tempo hanno avuto un prezzo vicino all’entry price del Marchio.

    Ora, Richard Mille presenta due nuove varianti dell’Extraflat. Una scelta che, forse, ci vuole far capire che in manifattura hanno deciso di posizionare questa collezione in modo più consistente e particolare all’interno delle famiglie di orologi. L’RM 16-02 Extraflat in titanio grado 5 o in Quartz Tpt color terracotta viene infatti comunicato come un oggetto di moda raffinato, un accessorio fashion con un’anima apparentemente lontana da quella sportiva che caratterizza direi la totalità delle collezioni di Richard Mille.

    RM 16-02 e il nuovo calibro

    Da un punto di vista tecnico, invece, la novità dell’RM 16-02 sta nell’evoluzione dell’architettura e nella realizzazione di una forma di cassa e di un movimento in parte già esistenti. Richard Mille definisce “nuovo” il calibro CRMA9 che anima l’RM 16-02 (il quindicesimo movimento di manifattura della Casa) perché ha molte parti nuove, ma condivide la struttura di base e le prestazioni con quelle di altri movimenti.

    Nel realizzare il CRMA9, gli ingegneri di Richard Mille si sono concentrati sull’utilizzo di nuovi stili di ponti e parti del calibro per creare una sensazione di freschezza e leggerezza non solo all’indosso, ma anche alla vista. La Manifattura ha puntato molto sul tema estetico dell’angolarità, che definisce la forma del quadrante, del movimento e persino della massa oscillante.

    Spigolosa e originale, a me che sono figlio degli anni ‘70 ricorda vagamente la testa di Jeeg Robot d’acciaio. Ma d’acciaio non è, bensì di platino, il cui peso specifico di 21,45 grammi per centimetro cubo lo rende il più pesante tra i metalli preziosi. Una caratteristica che va a tutto vantaggio della efficacia nella ricarica.

    Come ho scritto poco fa, la caratteristica più evidente del movimento che dà vita all’RM 16-02 è la leggerezza, data principalmente dal design della platina in titanio grado 5, che ricopre l’intera superficie visibile dell’orologio.

    Richard Mille sottolinea con un certo orgoglio che la scheletratura estrema del calibro CRMA9 – data da 67 aperture di diverse dimensioni – richiede la massima precisione nella fresatura e nella finitura di ciascuna delle suddette aperture. Servono quasi 2 ore di fresatura per lavorare una platina, oltre a decine di operazioni manuali separate per completare il processo di lavorazione. Il quadrante è in vetro zaffiro stampato, i ponti in titanio.

    Il lavoro sui materiali della cassa

    Tutta questa grande bellezza trova un’eco nella cassa dell’RM 16-02 Extraflat. Nonostante la forma squadrata, al polso dovrebbe risultare piuttosto comoda, grazie soprattutto all’assenza di anse e al cinturino in caucciù molto avvolgente. Le dimensioni sono in linea con quello che ci si aspetta da un Richard Mille e sono di circa il 10% in meno rispetto a quelle dei precedenti Extraflat: 36 mm di larghezza, 9,5 mm di spessore e 45,6 mm da ansa a ansa. Se nel mondo dell’orologeria uno spessore di 9,5 mm è considerato tutt’altro che ultrapiatto, per Richard Mille lo è eccome.

    Le casse impermeabili sono dotate di vetro zaffiro sul quadrante e sul fondello. Una delle due referenze dell’RM 16-02 ha la cassa interamente in titanio grado 5 mentre l’altra utilizza un materiale composito color terracotta: il Quartz TPT, che abbiamo imparato a conoscere. Questo colore terroso, marrone rossastro, potrebbe però essere una nuova tonalità per il Marchio, secondo me applicabile anche ad altre collezioni.

    Un quadrante per pochi

    Infine, un accenno al quadrante. Una delle definizioni più calzanti che ho letto in rete parla di “uno studio sul caos ordinato”, specialmente per quanto riguarda gli indici delle ore. Richard Mille li ha strutturati lavorando su una decalcomania a forma di filo che appare mentre attraversa il labirinto scheletrato del movimento, dando vita alle ore. Indici che si intuiscono più che leggersi veramente: una sfida estetica che a tratti potrebbe andare a scapito della leggibilità.

    Non tanto per la visibilità delle lancette, che appaiono ben presenti e distinguibili. Ciò che dà vita al caos ordinato è proprio la commistione tra il tema grafico degli indici e la scheletratura estrema della platina. Il risultato è, da una parte, una bella luce che attraversa il quadrante dell’orologio; dall’altra un groviglio inestricabile, tanto bello quanto enigmatico nella lettura. 

    RM 16-02 Extraflat tra moda e meccanica

    Anche i nuovi RM 16-02 Extraflat si inseriscono nella fascia prezzo più bassa del Brand: 120mila franchi svizzeri per la versione in titanio, 140mila per quella in Quartz TPT, sempre tasse escluse. Ma, a mio avviso, si inseriscono anche in un discorso interessante. La forma della cassa, il disegno del quadrante, il movimento stesso molto architettonico sembrano voler posizionare Richard Mille non solo come marchio meccanicamente sopraffino ma anche come esempio di design contemporaneo. 

    Allo stesso modo, la scelta di presentare i nuovi orologi con una serie di scatti indossati (sia su un polso maschile sia su uno femminile), molto orientati sullo stile dei servizi di moda, sembra volerli collocare come oggetti aspirazionali. Una cosa non comunissima in orologeria, almeno fatta così, e soprattutto inusuale per Richard Mille. Il modo in cui la Maison ha scelto di presentare i più recenti RM 16-02 Extraflat è forse un segnale: anche per chi può ambire a un orologio così può essere utile un approccio aspirazionale, per aiutarlo a immaginare come e dove indossarlo.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 20/01/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 20/01/2025

    Dopo una lunga assenza, tornano le Cronache dell’orologeria. Per raccontarvi una selezione di notizie di corporate, di sport, di spettacolo, come sempre in ordine sparso e in modo sintetico. Si va dalle curiosità sul chi-indossa-cosa alle riflessioni semi-serie su quanto succederà la prossima primavera a Ginevra, tra il salone e gli eventi-satellite. Anche se per ora l’attenzione di tutti sembra concentrata su quello che sarà presententato alla LVMH Watch Week, che vede l’esordio di Louis Vuitton, Tiffany & Co., L’Epée, accanto ai consueti marchi storici… Il che, come dire, fa già venire l’acquolina in bocca. Buona lettura!

    Kolossal brutalista

    Foto Dave Bennett/Wireimage courtesy Omega

    In Italia deve ancora uscire (arriverà nelle sale il 6 febbraio), ma The Brutalist è di sicuro il film del momento. Pluripremiato ai Golden Globes, lanciato verso gli Oscar, fa discutere tanto per l’uso dell’Ai quanto per l’inatteso successo al botteghino, a dispetto della lunghezza esagerata. E intanto finisce anche sotto i riflettori dell’orologeria: perché Guy Pearce, co-protagonista accanto ad Adrien Brody, alla première londinese aveva al polso un bell’Omega Speedmaster 57. Che non poteva certo passare inosservato…

    The best

    Non solo Pablo Mac Donough. Un nuovo giocatore di polo entra nella fanta-squadra di Richard Mille: Adolfo “Proroto” Cambiaso. Figlio d’arte (il padre è il leggendario Adolfo Sr.), Proroto (in spagnolo fagiolo) è salito in sella a 4 anni, a 6 ha impugnato la prima stecca e fin da ragazzino ha dimostrato in campo un ritmo e un’intelligenza da campione – tant’è che a 17 ha raggiunto handicap 10. Ora che ne ha 19 ha già vinto di tutto. Riguardo all’RM 67-02 che porta al polso dice: «Non lo sento nemmeno». Per forza, “pesa” solo 32 grammi…

    Show must go on

    Dal 2020, la LVMH Watch Week è il primo evento dell’anno per il mondo delle lancette, con un richiamo internazionale. La kermesse d’inizio 2025, originariamente prevista a Los Angeles, per ovvi (e tragici) motivi è stato delocalizzata, a Parigi e a New York, e suddivisa in due tranche: oggi e domani, e poi ancora il 30-31 del mese. Ma rimane comunque importante perché è la prima volta che il Gruppo manda in scena tutt’e nove i propri marchi di orologeria, che presenteranno le rispettive novità. Ne riparleremo…

    Provocazione, irritazione

    Che la prossima edizione di Time to Watches si svolgerà a Villa Sarasian lo si sapeva. L’organizzazione del contro-salone ginevrino, che si terrà nelle stesse date di Watches and Wonders, lo aveva annunciato lo scorso ottobre. Ma l’ultima notizia è che gli espositori sono diventati 70: 70 marchi indipendenti, alcuni anche con un certo appeal, che richiameranno il pubblico di giornalisti e rivenditori dal vicinissimo Palexpo. I quali, sia chiaro, sono ospiti di WandW… Sembra ormai guerra aperta. L’orologeria svizzera troverà mai un accordo?

    Cronache dell’orologeria… in fiera

    Si chiude oggi VO Vintage, la mostra-mercato di orologi (e gioielli) d’epoca organizzata da Italian Exhibition Group, in occasione di Vicenzoro January. Che ha visto un weekend all’insegna della cultura orologiera con numerose tavole rotonde. Da segnalare almeno il doppio focus su Panerai, cui ha partecipato anche Carlo Maria Ceppi (curatore dell’Heritage del Marchio), e il talk 65 anni… e sono volati! dedicato all’anniversario delle Frecce Tricolori, con la presentazione del libro di Ugo Pancani sulla storia dell’orologeria italiana.

    Venue and revenue

    Non chiamatelo microbrand, non lo è più. Anche se è nato solo nel 2017, Venezianico ha ormai dimensioni industriali. Lo confermano i numeri dichiarati di recente dal Marchio stesso, che ha chiuso il 2024 con un fatturato di 11 milioni di euro, più che triplicato nell’ultimo biennio e in crescita del 47% rispetto al 2023 (allora si aggirava attorno ai 7,4 milioni di euro). Un successo segnato anche dall’apertura del Venezianico Atelier a San Donà di Piave (nella foto), la scorsa primavera. E già si annunciano grandi novità per il 2025…

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  • RM 07-02 Automatic Sapphire. Richard Mille: colore e trasparenze

    RM 07-02 Automatic Sapphire. Richard Mille: colore e trasparenze

    Negli ultimi anni ne abbiamo viste di tutti i colori. Di casse in vetro zaffiro, intendo: un materiale ad alte prestazioni ormai diffuso in orologeria, seppur appannaggio del segmento più alto del mercato. E che ora esordisce in un’inedita sfumatura: il fucsia. Lo si vede per la prima volta nell’RM 07-02 Automatic Sapphire, l’uscita più recente dell’arcinota linea femminile di Richard Mille.

    Una collezione articolata in diversi modelli e molteplici varianti, e associata proprio all’uso di coloratissimi materiali high-tech. Pensate per esempio all’RM 07-04 Automatic Sport, con la cassa in Quartz Tpt declinata in blu cobalto, verde caraibi, panna, malva e rosa salmone (più una nera in Carbon Tpt). Oppure all’RM 07-01 Coloured Ceramics, con la cassa appunto in ceramica nei toni del lavanda, rosa cipria e azzurro polvere (e prima ancora del lilla, rosa pastello e azzurro pastello).

    Da quei precedenti, il nuovo RM 07-02 Automatic Sapphire si distingue – come scrivevo sopra – proprio per la cassa in vetro zaffiro. Che esiste in fucsia, in rosa e in verde, anche in versione incastonata. Un po’ come se Richard Mille, e la Direttrice artistica Cécile Guenat, volessero offrire alle signore esemplari modernissimi, sia nella scelta materica sia in quella cromatica. Preziose trasparenze che non trovano equivalenti sul mercato delle lancette.

    A proposito di zaffiro

    Allora, vediamo di scoprirne di più su questo particolare tipo di vetro – o meglio di cristallo, vista la struttura fisica che lo compone. In particolare, per quello della cassa degli RM 07-01 Automatic Sapphire Richard Mille si è affidato a uno storico partner, la Stettler AG. Un’azienda di Lyss specializzata proprio nella fabbricazione di componenti in zaffiro, non solo per l’orologeria ma anche per l’industria medica, aerospaziale, ottica ed elettronica.

    Lo zaffiro sintetico, per meglio dire corindone sintetico, ha la stessa composizione chimica e le stesse proprietà della gemma che si trova in natura, ma è prodotto in laboratorio. Per la produzione dello zaffiro esistono diverse tecniche: quella più tradizionale è il metodo Verneuil, mentre in questo caso si utilizza il metodo Kyropoulos (dal nome del chimico che lo propose nel 1926, anche se poi fu applicato allo zaffiro solo negli anni ‘70, in Unione Sovietica). Più sofisticato, permette la creazione di boule molto grandi ma con difetti minimi ed elevata perfezione cristallina, come quelle necessarie per la cassa dei Richard Mille.

    Cos’è il metodo Kyropoulos

    In poche parole – e mi scuso con gli addetti ai lavori per la superficialità della mia sintesi – si tratta di far fondere in un crogiolo di metallo pesante (di tungsteno o molibdeno) dell’ossido di alluminio altamente puro, sottoposto a temperature elevate, di 2000/2100°C, in atmosfera controllata. Nel materiale fuso è immerso un cristallo di origine, un piccolo pezzo di zaffiro che funge da “seme” o da germe di cristallizzazione, e come un catalizzatore attrae la materia attorno a sé.

    Tirato verso l’alto e allo stesso tempo ruotato, permette la formazione del solido per accrescimento in direzioni definite. In questo modo dalla fusione si ottiene un grande blocco grosso modo cilindrico, che poi viene lavorato per mezzo di utensili al diamante, l’unico materiale più duro dello zaffiro. Lo zaffiro infatti ha un indice di durezza pari a 9 sulla scala di Mohs (che corrisponde a circa 1800/2200 Vickers), contro il valore di 10 (pari a circa 8400 Vickers) del diamante.

    Un’ultima considerazione riguarda il colore. Per colorare lo zaffiro, durante la fusione si aggiungono tracce di ossidi metallici, per esempio a base di ferro, titanio o cromo, in relazione alla tonalità che si desidera raggiungere. Sviluppare un nuova cromia – come nel caso del fucsia voluto da Richard Mille – ha richiesto innumerevoli prove e tentativi, prima di riuscire a mettere a punto l’esatta sfumatura desiderata.

    La cassa dell’RM 07-02 Automatic Sapphire

    Una volta pronta la boule di zaffiro, si procede al taglio, alla molatura e alla fresatura per ottenere la cassa tonneau dell’RM 07-02 Automatic Sapphire. Qui il problema (peraltro ricorrente nella produzione di Richard Mille) è dovuto alla complessità della forma, ricca di incavi, sporgenze, fori, smussi – nei diversi componenti: lunetta, carrure, fondello più i due vetri. Oltretutto la durezza e la rigidità del materiale impongono una precisione quasi assoluta non solo nelle fasi di taglio ma anche durante l’assemblaggio, con tolleranze di pochi micron.

    Detto questo, è facile comprendere perché per realizzare una singola cassa ci sono volute circa 1000 ore di lavoro, più o meno 40 giornate di operazioni a macchina. Dati davvero impressionanti, se si considera che 430 ore sono state impiegate per la preformatura e altre 350 per la lucidatura. Vi invito a dare un’occhiata alla gallery in alto per rendervi vagamente conto delle difficoltà e della cura richieste durante le fasi di lavorazione. Ma non è finita qui. A complicare le cose ci si mette pure l’incastonatura delle pietre preziose.

    Il problema delle gemme

    Sì, perché in due casi su quattro, la cassa dell’RM 07-02 Automatic Sapphire è impreziosita di diamanti. Facile a dirsi, ma non a farsi, considerata appunto la durezza del materiale e la precisione necessaria. Si è dovuto perciò sviluppare una tecnica speciale, nella quale si è prima ricorsi al laser per riuscire a intagliare la lunetta e ricavare le sedi delle pietre (gli addetti ai lavori definiscono mitraillage la fase di perforazione dei “buchi” in cui saranno poi collocate, a mano, una ad una).

    Quindi si è provveduto a creare dei castoni in oro per racchiudere e trattenere ogni gemma. Ciascuno realizzato in oro giallo o bianco, a seconda del colore dello zaffiro, e ciascuno lucidato a mano, a dispetto delle dimensioni microscopiche. Nulla si sa di ufficiale riguardo ai tempi e ai dettagli dell’incastonatura, ma immagino che il maître sertisseur abbia imprecato non poco, almeno all’inizio del lavoro…

    Tanto per gradire, va detto che anche i quadranti dell’RM 07-02 Automatic Sapphire sono tempestati di pietre preziose. Non solo diamanti, però. I designer si sono divertiti a giocare con le sfumature in dégradé, e sono quindi andati a cercare gemme di vari colori e tagli diversi (anche fantasia). Accanto ai tradizionali zaffiri blu o gialli, ecco allora la spessartina arancione, l’agata bianca, l’opale, la tsavorite, la malachite, il crisoprasio. Sotto forma di consuete baguette (comunque tagliate su misura) e cabochon, ma anche di placche ondulate, insolite quanto d’effetto.

    La meccanica dell’RM 07-02 Automatic Sapphire

    Due parole sul movimento che anima l’RM 07-02 Automatic Sapphire, messo in evidenza dalla cassa trasparente. Meccanico a carica automatica, come indica il nome stesso dell’orologio, è il calibro CRMA5, dalla costruzione scheletrata. Due le particolarità che lo distinguono dagli altri calibri della stessa famiglia. Uno, la platina e i ponti in oro rosso 5N, tempestati di centinaia di diamanti: il che comporta estrema attenzione e delicatezza nel montaggio delle pietre, un po’ per la scheletratura e un po’ per garantire la perfetta planarità della struttura.

    Due, il rotore come sempre a geometria variabile, che permette di adattare la capacità di ricarica con il livello di attività fisica di chi indossa l’orologio. Anch’esso in oro rosso, è di nuovo incastonato di diamanti: la cui presenza non solo comporta difficoltà di incastonatura, ma soprattutto influisce sul peso del rotore stesso e quindi ha richiesto una serie di studi ulteriori per l’efficienza del sistema di ricarica. Aggiungo solo che il calibro CRMA5 è dotato delle consuete caratteristiche dei movimenti di Richard Mille, quali il bariletto a rotazione rapida o il bilanciere a inerzia variabile, che ne definiscono la qualità e le prestazioni.

    Conclusioni

    Ancora qualche considerazione e faccio “basta”. Ciascun modello dell’RM 07-02 Automatic Sapphire è replicato in un’edizione limitata di 7 esemplari. Ma – dopo quanto ho scritto finora – non è difficile intuirne il motivo. Riguardo ai prezzi, infine, la Casa madre non li dichiara, così come non dichiara la caratura delle pietre. Il mio sarà anche un azzardo, ma sono pronta a scommettere che si tratta di una cifra a sei zeri…

  • “The Clock”: l’ora esatta in un film lungo 24 ore

    “The Clock”: l’ora esatta in un film lungo 24 ore


    James Bond sincronizza gli orologi a mezzanotte e 20. Alle 6.30 del mattino Meryl Streep spegne la sveglia e inizia la giornata. Un orologio da tasca segna le 11.53 alla partenza del Titanic. E così via, per 24 ore. Dura un’intera giornata The Clock, immensa opera cinematografica realizzata nel 2010 da Christian Marclay, Leone d’Oro a Venezia, di nuovo visibile al MoMA di New York, fino al 17 febbraio 2025. Grazie al sostegno di Richard Mille, diventato di recente partner e sostenitore del Museo, chi si trova in questo periodo tra i grattacieli della Grande Mela, ha la possibilità di prendere parte a un vero e proprio esperimento: la visione di un montaggio di migliaia di clip cinematografiche e televisive che ripercorrono un secolo di storia del cinema. E, contemporaneamente, testimoniano la relazione che l’umanità ha avuto negli ultimi cent’anni con la misurazione del tempo.

    Sono proprio gli orologi i protagonisti del lungometraggio (mai come questa volta, termine azzeccato), di qualsiasi forgia, o foggia: dagli esemplari da polso al Big Bang, dalle sveglie digitali alle pendole da muro. Scena dopo scena, la nostra percezione ci fa sembrare che le lancette si muovano troppo lentamente (magari mentre i bambini aspettano irrequieti la fine della lezione, o l’arrivo di Babbo Natale) o prendano la rincorsa (giusto per far perdere il treno a chi è intrappolato nel traffico). Così The Clock sottolinea l’incompatibilità tra i desideri e le aspirazioni umane e l’inesorabile scorrere del tempo. Non c’è modo di fermarlo, questo l’abbiamo capito a nostre spese. 

    Un’opera monumentale

    Se invece voi avete tempo di fermarvi a New York, sappiate che sabato 21 il MoMA resta aperto tutta la notte, lasciando scorrere The Clock per l’intera durata. Ventiquattro ore. Neanche poi troppe se si pensa che Christian Marclay e i suoi assistenti hanno impiegato tre anni nella ricerca dei frammenti che compongono l’opera. Lo spiega bene il Museo newyorkese, che a proposito dell’autore scrive: “Forte del suo background come musicista nelle scene underground di Boston e New York della fine degli anni ’70 e ’80, Marclay ha combinato per cinque decenni frammenti visivi e sonori per esplorare le complesse relazioni tra immagini e suoni, dando prova massima del suo approccio innovativo”.

    Così, sincronizzando ogni singola clip con l’ora locale – ma verrebbe da dire con il “qui e ora” -, il regista propone sullo schermo un unicum: The Clock è al tempo stesso un tour de force nella storia del cinema e un orologio vero e proprio. La sua visione permetta di seguire il trascorrere del tempo reale su una serie vertiginosa di orologi e, al tempo stesso, di osservare un caleidoscopico compendio degli innumerevoli modi in cui la nostra sottomissione al tempo è stata rappresentata al cinema e in televisione. 

    Le sue migliaia di clip sono componenti del meccanismo di un orologio ma contemporaneamente sono frammenti narrativi, intrecciati con immagini e suoni completamente estranei al funzionamento di un orologio. Il risultato è una sorta di specchio in cui sono riflesse le nostre esistenze, e una specie di Wunderkammer (stanza delle meraviglie) che, con l’ingranaggio perfetto, consente di evadere dal memento mori (“ricordati che devi morire”) implicito in ogni tic-tac.

    The Clock, la visione integrale

    A questo punto è necessaria solo qualche precisazione, a proposito della visione integrale di domani. The Clock è stato concepito per una visione collettiva, sul grande schermo. La durata estrema della proiezione prevede ovviamente un andirivieni di pubblico che è parte dell’esperienza di fruizione dell’opera. Ma i posti a sedere al MoMa sono limitati; la visione non è quindi garantita. Chi ha preso posto, non sarà cacciato; ma chi si allontana deve rifare la fila. Non sarà tempo perso…

  • RM 032 Automatic Flyback Chronograph Ultimate Edition: puro Richard Mille

    RM 032 Automatic Flyback Chronograph Ultimate Edition: puro Richard Mille

    Fa sempre una certa impressione quando un marchio mette sul mercato la versione “ultima e definitiva” di un orologio. Ancora di più se si tratta dell’RM 032, per molti il Richard Mille meno Richard Mille di tutti. Un po’ per via della cassa tonda anziché tonneau, quella che ha reso il Marchio unico e riconoscibile; un po’ per via del legame con il mare, all’apparenza distante dal mondo delle corse automobilistiche cui Richard Mille è da sempre legato, nella Formula 1 ma anche tra le ruote classiche. Eppure l’RM 032, oggi nella veste di Automatic Flyback Chronograph Ultimate Edition, rimane uno dei pezzi più distintivi del Brand, perciò sono certo che a qualche appassionato una lacrimuccia sia scappata nel sapere che non sarà più prodotto.

    Tredici anni di RM 032

    Che gli orologi della collezione RM 032 siano particolari e a modo loro straordinari è evidente fin dal primo sguardo. Ho avuto l’opportunità di tenerne tra le mani un paio durante una mia visita alla boutique Ninety di Ginevra, che gestisce il secondo polso certificato del Brand, e lo confermo. Così come confermo che il loro Dna è tremendamente Richard Mille per la ricerca della precisione tecnica e della perfezione formale, in un design che, pur se tondo, trascende la banalità in cui scivolano altri marchi.

    La collezione RM 032 nasce nel 2011 con la prima referenza e, trattandosi del primo subacqueo di Richard Mille, la scelta della forma, per quanto spiazzante, risultò coerente con la funzione per la quale l’orologio era stato progettato. Del resto è meno complesso impermeabilizzare una cassa tonda rispetto a una di forma, perché priva di angoli o spigoli che sono punti di debolezza in balia della pressione dell’acqua. Detto questo, la Manifattura non poteva limitarsi a riprendere pedissequamente i codici dei diver tradizionali ma doveva piegarli alla propria visione.

    Ecco dunque la cassa oversize tipica dei subacquei forgiata in materiali tecnologici e leggerissimi quali il carbonio o il titanio. Ecco la scheletratura del quadrante che, invece di penalizzare la leggibilità delle informazioni – questione di vita o di morte nella progettazione di un diver -, la esaltava grazie all’utilizzo intelligente del materiale luminescente. Il tutto abbinato a dimensioni maschie e vistose, perfettamente in linea con la storia e l’immagine del Marchio.

    Un sistema raffinato

    L’RM 032 Automatic Flyback Chronograph Ultimate Edition si inserisce senza tentennamenti all’interno di questo solco estetico e tecnico. Specialmente da quest’ultimo punto di vista, la maestria degli ingegneri di Richard Mille è più che evidente e mi piace partire da un dettaglio che dà l’idea di quanto pensiero ci sia dietro a un orologio così. Perché da sempre chi progetta diver si concentra sulla tenuta stagna di corona e pulsanti: ma chi pensa alla pressione che l’acqua esercita su questi ultimi? E che, se potente, può azionarli involontariamente?

    Ebbene, per questo RM 032 Richard Mille ha sviluppato e brevettato un sistema che può bloccare i pulsanti e garantire impermeabilità fino a 30 bar. Si aziona ruotando un apposito anello posto all’interno della corona: se sull’anello compare un indice verde, il sistema è sbloccato, se l’indice è rosso è azionato. In questo modo eventuali sovrapressioni o urti sulla corona non danneggiano il movimento e si migliora la resistenza all’acqua grazie a una maggiore pressione sulle guarnizioni.

    Questo sistema è la punta di diamante del lavoro compiuto da Richard Mille sulla cassa dell’orologio, ben presente al polso grazie ai 50 mm di diametro e ai 17,8 di spessore. Come nelle precedenti referenze dalla collezione, la cassa ha un design curvo ed è realizzata in tre parti. Sia la lunetta fissa sia quella girevole unidirezionale sono in titanio grado 5; mentre la prima è satinata con smussi lucidati, la seconda è micropallinata e con trattamento superficiale Dlc. Anche la parte centrale della cassa è in titanio grado 5 con inserti in Carbon Tpt, materiale di cui sono composti anche il fondello e le anse: se non vi ricordate che cosa è, rinfrescatevi la memoria qui.

    Due parole sul cuore dell’RM 032

    Il movimento racchiuso nella cassa è il calibro automatico RMAC2 sul quale si potrebbero scrivere un sacco di cose perché racchiude alcune delle soluzioni tecniche che hanno reso unico il lavoro di Richard Mille. A partire dal rotore a geometria variabile che ottimizza il processo di ricarica del doppio bariletto. Grazie al design esclusivo, l’impostazione delle alette può essere regolata in modo da adattare la velocità di riavvolgimento delle molle dei bariletti al livello di attività di chi indossa l’orologio. A seconda di come sono posizionate le alette, l’inerzia del rotore fa in modo che la ricarica sia accelerata in caso di attività sedentaria o rallentata in caso di attività dinamica.

    Non si tratta di una novità, in quanto il sistema è già presente su diverse referenze. In sostanza, aiuta a migliorare l’uniformità della coppia erogata dalle molle per un periodo più lungo. Un risultato che si ottiene moltiplicando il numero di rotazioni in modo da ridurre la pressione e l’attrito sui denti, sui cuscinetti e sui perni. In questa maniera, si ottiene un consistente miglioramento delle prestazioni a lungo termine del calibro. Per la cronaca, l’autonomia complessiva è di 50 ore.

    Al perfetto funzionamento del movimento nel cuore dell’RM 032 Automatic Flyback Chronograph Ultimate Edition contribuiscono anche altri importanti accorgimenti tecnici. Per esempio, ponti e platina in titanio grado 5, una lega composta da un 90% di titanio, un 6% di alluminio e un 4% da vanadio. Si tratta di un bilanciamento che migliora le proprietà meccaniche del materiale di base e dà all’intero movimento rigidità e superfici perfettamente piane, fondamentali per il funzionamento impeccabile del treno del tempo. Il calibro è un cronografo flyback. La pressione del pulsante a ore 4 a cronografo avviato consente di azzerarlo senza premere il pulsante di stop, posizionato a ore 1.

    Uno sguardo al quadrante

    Prima di lasciarvi alle didascalie con dettagli ulteriori, passo al quadrante. Come ho scritto sopra, la scheletratura estrema non va a danno della leggibilità delle informazioni, che non sono poche. Oltre a essere un cronografo, l’RM 032 Automatic Flyback Chronograph Ultimate Edition è anche un calendario annuale con gran data. Quest’ultima è ben visibile a ore 12 in una finestra ed è composta da una coppia di dischi rotanti. Sia il cambio data sia il cambio mese (indicato con numeri arabi) sono istantanei.

    L’indicazione del mese è forse quella meno evidente, posizionata com’è in una piccola finestrella a ore 4:30. Se non altro, però, la regolazione dei mesi è automatica e tiene conto della lunghezza diversa di 30 o 31 giorni, ad eccezione del passaggio da febbraio a marzo, quando è necessario l’intervento manuale. Poca roba, considerando l’architettura complessiva dell’orologio.

    Anche in questa referenza, come nelle altre della collezione RM 032, è presente a ore 3 un ingegnoso sistema che consente di verificare a colpo d’occhio se l’orologio sta funzionando: l’indicatore di marcia. Poco utile per chi dovesse indossarlo in ambito urbano, decisamente di più per chi in immersione, magari con poca visibilità, dipende dall’orologio per non rischiare la pelle.

    Graficamente si presenta quasi come fosse un’elica ed è costituito da un disco rotante che si muove alla velocità di due giri al minuto al di sotto di un disco fisso finestrato. Sulla superficie del disco mobile si susseguono settori ricoperti di Super-LumiNova e settori neri, visibili alternativamente attraverso le aperture del disco fisso. In questo modo, è facilmente vedere se il disco ruota, sia di giorno sia di notte. E se il disco ruota, il sub può stare tranquillo: l’orologio funziona.

    RM 032: l’“elefante” di Richard Mille?

    Detto che l’RM 032 Automatic Flyback Chronograph Ultimate Edition è disponibile sia con cinturino nero sia con cinturino giallo, che è in edizione limitata di 80 esemplari, che costa 210.000 franchi svizzeri escluse le tasse, per una volta chiudo un articolo con una citazione presa in prestito da altri. Non per pigrizia, ma perché è esattamente il mio punto di vista su questo orologio. Il fatto che provenga da un sito come Hodinkee, per molti una bibbia del settore, è puramente casuale.

    Chiude così il suo pezzo, parlando dell’RM 032 Automatic Flyback Chronograph Ultimate Edition, Malaika Crawford: «Quello che non si può mai mettere in discussione di Richard Mille è l’identità di marchio davvero singolare. Nonostante l’uso di una tradizionale forma circolare (perché si tratta di un orologio subacqueo), rispetto alla più comune forma tonneau, è inconfondibilmente Richard Mille. Il materiale, la tipografia, l’estetica spudoratamente forte. Ma parliamo di un elefante di 50 mm nella stanza! Un Richard Mille rotondo è un Richard Mille? Direi di sì».

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 2/12/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 2/12/2024

    Notizie brevi in tema di corporate. Le Cronache dell’orologeria di questa settimana spaziano dalle sponsorizzazioni artistiche alle partership sportive, dalle inaugurazioni di boutique alle nomine di nuovi manager, dalle curiosità riguardo ai testimonial agli appuntamenti fieristici. Buona lettura.

    Cronache dell’orologeria… artistica

    Foto Brett Beyer courtesy Richard Mille

    Nuovo excursus nel mondo dell’arte di Richard Mille, che ora è a fianco del MoMA di New York. Già attivo in molte collaborazioni con le istituzioni più prestigiose a livello globale, dal Palais Tokyo di Parigi al Louvre Abu Dhabi (tanto per citarne un paio), il Brand ha siglato di recente questa partnership pluriennale che lo vedrà impegnato a sostenere i programmi e gli eventi del tempio dell’avanguardia artistica, in particolare nelle gallerie del 2° piano. A cominciare dall’attesissimo ritorno di The Clock, monumentale opera di Christian Marclay. Ne riparleremo.

    Shopping sull’Isola…

    Di recente Breitling ha aperto una nuova boutique a Malta, la prima sull’Isola. Il flagship store – uno spazio di 70 metri quadri a St. Julian, all’interno delle Mercury Towers – è gestito con il partner Edwards Lowell. All’inaugurazione il nuovo Direttore Retail del Brand Jacopo Caspani ha accolto i top client, la stampa locale e ospiti illustri. Che, oltre a provare gli esemplari delle collezioni attuali, hanno potuto vedere alcuni pezzi storici provenienti dal Museo Breitling e partecipare al workshop di un maestro orologiaio.

    … e sulla terraferma

    Nuove vetrine anche per Rocca. A Reggio Calabria, la neonata boutique si trova in un palazzo storico al civico 365/371 del centralissimo corso Giuseppe Garibaldi. E copre uno spazio di 250 metri quadrati organizzati su due piani, con ampie aree espositive non solo per i gioielli e gli orologi più rinomati, ma anche per le creazioni in vetro di Venini. L’importante apertura è frutto della collaborazione fra il Gruppo Damiani e Scintille, nota azienda di gioielleria che fa capo alla famiglia Mazzuca, sfociata lo scorso anno in una strategica società.

    A volte ritornano

    Altro giro di poltrone da Richemont Group. Che ha richiamato l’attuale Direttore operativo Jérôme Lambert (nella foto) come Ceo di Jaeger-LeCoultre, ruolo che aveva già svolto con successo in passato, per oltre un decennio. Jérôme prende così il posto di Catherine Rénier, che è stata nominata Ad di Van Cleef & Arpels. Ai vertici di Vacheron Constantin è salito invece Laurent Perves, che subentra a Louis Ferla, chiamato lo scorso settembre a dirigere Cartier. I nuovi incarichi saranno attivi dal 1° gennaio prossimo. A tutti, buon lavoro.

    Su e giù dalle dune

    Tudor è diventato cronometrista ufficiale del Rally Dakar. La massacrante gara, prevista dal 3 al 17 gennaio 2025 in Arabia Saudita – da Bisha a Shubaytah, passando per Alula e Riyad -, si snoda lungo un percorso di 7700 chilometri che attraversa il deserto di Rub al-Khali, il Quarto Vuoto. E vedrà la Maison svizzera impegnata soprattutto nelle prove speciali, come la 48H Chrono e la Marathon Stage. L’orologio ufficiale? Il Ranger. Non proprio una novità, ma comunque il più adatto ad affrontare le condizioni estreme dell’evento.

    Cavaliere fra le nuvole

    Dal “volante” di una monoposto ai comandi di un jet. Lewis Hamilton ha vissuto una giornata indimenticabile: ha sperimentato l’addestramento al volo utilizzato per la preparazione degli astronauti delle missioni spaziali private Inspiration 4 e Polaris Dawn. L’esperienza, unica e irripetibile, gli è stata offerta da IWC e dal Programma Polaris: e lui, per quanto si vede nel video girato per l’occasione, sembra essersi divertito come un pazzo. Di sicuro il sette volte campione del mondo di F1 ha dimostrato di saper guidare qualsiasi mezzo…

    Al polso di Alfie

    Diventato ambasciatore degli orologi di Tommy Hilfiger lo scorso autunno, Lucien Laviscount ora presta il volto – e il polso – al cronografo TH85 nella nuova campagna del Marchio. Lo spot tv, di 15 secondi, andrà in onda su Netflix dal 2 al 22 dicembre; poi sarà veicolato anche sui canali social di Meta, Tik Tok, Pinterest, e negli spazi pubblicitari dei luoghi pubblici, mentre i frame saranno pubblicati sulla stampa. Del resto, l’attore noto per Emily in Paris, diventato l’idolo delle teen (e non solo), online ormai è una star…

    Cronache dell’orologeria… in fiera

    Italian Exhibition Group ha annunciato le date della prossima edizione di VO Vintage, all’interno di Vicenzaoro: dal 17 al 20 gennaio 2025. Giunto ormai alla 6a edizione, l’evento dedicato agli orologi (e ai gioielli) d’epoca riunirà nel foyer della fiera di Vicenza una quarantina fra i più importanti dealer italiani e internazionali. Oltre ai consueti dibattiti e tavole rotonde, una mostra monografica su Panerai – organizzata con Stefano Mazzariol – farà da sfondo a un incontro con Giovanni Ceppi e Mario Paci. Da vedere.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 28/10/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 28/10/2024

    Tra eventi sportivi, gossip e appuntamenti futuri, le Cronache dell’orologeria di questa settimana registrano la consueta varietà di interessi toccati dal marketing dell’industria delle lancette. Sotto i riflettori, in particolare, l’Annual Academy Musum Gala: che, sostenuto e presentato da Rolex – nel ruolo di Founding Supporter e Official Watch del Museo dal 2021 -, ha prestato il fianco al solito contorno di spetegulèss tanto amato dai più curiosi. Buona lettura!

    Tra piste e resort

    Si è tenuta dal 16 al 21 ottobre scorsi la 1a edizione del Rally A’Shira Richard Mille. Una gara di regolarità tutta al femminile lungo un suggestivo percorso di 850 km in Arabia Saudita, da Medina ad AlUla fino alle rive del Mar Rosso, cui hanno partecipato una ventina di 4×4. Non è la prima volta che Richard Mille rende omaggio alle donne pilota: basti pensare all’R.M Racing Team, al Rallye des Princesses, alle partnership con Aurora Straus e Lilou Wadoux. L’orologio ufficiale dell’evento? L’RM 07-04 Automatic Sport, naturalmente…

    Voga, voga

    Probabilmente è la regata sul Tamigi più famosa del mondo. The Boat Race è la tradizionale gara di canottaggio in cui le università di Oxford e Cambridge si sfidano a suon di pagaiate fin dal 1829. Ma dalla prossima edizione si chiamerà The Chanel J12 Boat Race, a celebrare il nuovo sponsor e cronometrista ufficiale. Domenica 13 aprile 2025, dunque, sia gli equipaggi maschili che femminili dei Dark/Light Blue vogheranno sotto l’egida dell’orologio in ceramica dalle origini veliche. Mademoiselle Coco ne sarebbe orgogliosa.

    A 50 nodi

    Di regata in regata. Se avete guardato la finale in tv, lo avete visto bene – in numerose inquadrature, anche ravvicinate. L’Omega Seamaster Planet Ocean ETNZ spiccava, con la sua livrea nera e turchese, al polso di Peter Burling e compagni. Naturalmente, dopo la schiacciante vittoria su Ineos Britannia di Sir Ben Ainslie, la Maison di Biel si è congratulata con il Team neozelandese. Del resto, come non farlo? Per la terza volta consecutivi, i Kiwi si sono portati a casa la Vecchia Brocca. E hanno dimostrato di essere ancora i migliori…

    Cronache dell’orologeria… mondana

    Sabato 19 ottobre, a Los Angeles, si è svolto il quarto Academy Museum Gala, l’evento di beneficenza organizzato annualmente per raccogliere fondi a favore del Museo. Una serata ad alto tasso di glamour, in cui tutta Hollywood si è riunita per festaggiare Paul Mescal, protagonista del Gladiatore II, l’attrice Rita Moreno e il regista Quentin Tarantino per la loro influenza nel mondo del cinema. Ma anche un’occasione per vedere le star sfilare sul tappeto rosso – quasi fosse un assaggio della Notte degli Oscar -, rigorosamente in smoking e abiti da sera. Con relativo sfoggio di orologi (e gioielli), che le Cronache dell’orologeria non possono ignorare…

    Foto Valerie Macon/Afp via Getty Images courtesy Omega

    Tanti gli ambasciatori Omega avvistati sul red carpet, con al polso gli esemplari della Maison di Biel. A cominciare da Eddie Redmain (in Valentino versione Alessandro Michele) con un Seamaster Aqua Terra 38 mm in acciaio, per passare a Nicole Kidman (in Balenciaga HC) con un De Ville Mini Trésor 26 mm in oro Moonshine™. E poi Ariana Debose con un Constellation 28 mm in acciaio/oro e diamanti, Regé-Jean Page anche lui con un Constellation ma da 39 mm in oro giallo, fino a Ke Huy Quan, con un altro Aqua Terra 38 mm in acciaio…

    Foto Emma McIntyre/Getty Images for Academy Museum of Motion Pictures courtesy IWC

    Altro marchio, altri testimonial. Anche la Casa di Sciaffusa ha schierato i personaggi più in vista del proprio entourage, per interpretare gli orologi del momento. Come Sterling K. Brown (nella foto), che aveva un Ingenieur Automatic 40 in acciaio. O Josh Greenbaum con un Portugieser Chronograph da 41 mm (in alto), sempre in acciaio – portato con nonchalance grazie al polso importante. Mentre Damson Idris con un bel Portugieser Perpetual Calendar 42 Boutique Edition, con cassa in oro rosso da 42,4 mm.

    Foto Amy Sussman/Getty Images courtesy Hublot

    Ancora, John Legend (nella foto) aveva al polso un Hublot Classic Fusion Orlinski in titanio, con cassa da 40 mm, lunetta e bracciale incastonati di diamanti. Ma concludiamo il “chi ha indossato cosa” all’Academy Museum Gala con un paio di autentiche chicche: Paul Mescal aveva un minuscolo Tank Louis Cartier in oro giallo, e Dwyane Wade un altrettanto piccolo Eternity di Tiffany & Co. in oro bianco con diamanti. Conclusione: per i polsi più virili, il trend del momento vuole gli orologi da donna. Meglio se lillipuziani…

    Prossimamente, a Ginevra

    Per la prossima edizione, la 4a, prevista dal 1° al 6 aprile 2025, Time to Watches cambia sede. E si trasferisce a Villa Sarasin, a un minuto (a piedi) dal Palexpo – proprio fuori dall’Entrata 1, in cima alle scale. Così, gli oltre 50 espositori del “contro-salone” ginevrino, perlopiù marchi indipendenti ma anche qualche fornitore, accoglieranno gli ospiti nei propri spazi privati all’interno della prestigiosa location. Certo, quelli di Watches and Wonders non ne saranno felici. Ma gli operatori del settore, che avranno vita più facile, ringraziano…

    Sinergie vincenti

    Compie 20 anni la partnership fra F.P.Journe e Corvo&C. Che si è consolidata nel corso del tempo e ha visto la società di distribuzione milanese contribuire fattivamente al successo del Marchio nel nostro Paese. Fondamentale l’apporto dei negozi di GMT-Great Masters of Time: dalla boutique di Porto Cervo (2007), a quelle di Milano, prima in corso Magenta (2009) e poi nel Brian&Barry Building (2014) – sede del primo Espace FPJ in Italia. Fino all’apertura in via della Spiga (2021), location di un Espace FPJ interamente dedicato (nella foto).

    Domenica in villa

    Foto courtesy Società San Paolo

    Domenica 3 novembre, l’associazione Orologiko organizza a Cinisello Balsamo un evento gratuito per tutti gli appassionati di orologeria, grandi e piccini. Dalle 10 alle 18, nella splendida Villa Casati Stampa, in piazza Soncino 6 (nella foto), Orologiko Mania ospiterà espositori con orologi di ogni tipo, ma anche attività didattiche per avvicinare i giovanissimi al mondo delle lancette e una cantante lirica di fama internazionale come ospite. Un’occasione unica alle porte di Milano, a ingresso libero, per una domenica ticchettante!

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Richard Mille RM 65-01 McLaren W1, l’hyperchrono sdoppiante

    Richard Mille RM 65-01 McLaren W1, l’hyperchrono sdoppiante

    Lo abbiamo già detto sulle pagine del nostro giornale: scrivere di Richard Mille non è facile. Gli orologi della casa di Les Breuleux, comune svizzero del Canton Giura di appena 1.500 abitanti, vanno osservati, capiti e digeriti, ammesso e non concesso di riuscirci. Gli stereotipi li vogliono colorati, tecnologici, super-complicati, di forma tonneau – il nuovo Richard Mille RM 65-01 McLaren W1 non fa eccezione – e dal prezzo alto, altissimo. Tant’è che li si vede spesso al polso di calciatori e sportivi ai vertici. Ma pensarli attraverso il filtro dei luoghi comuni è limitante e superficiale, quindi cerchiamo di andare più in profondità. Tutto, in un orologio Richard Mille, è studiato in modo maniacale: è il risultato di tanta, tanta ricerca, lunga e costosa, tesa a migliorare, a progredire, allo spingersi sempre oltre i propri limiti. Verso un senso di perfezione assoluta e quindi irraggiungibile.

    Sinergie e tecnologie

    Piacciano o meno, comunque, gli orologi Richard Mille sanno come far parlare di sé. Le infinite sponsorizzazioni li collocano infatti dai primi anni 2000 in contesti sportivi e tecnologici di ogni tipo: automobilismo (Formula 1 in particolare), automotive, calcio, tennis, motonautica, golf, aeronautica, equitazione e atletica leggera sono i primi che mi vengono in mente. Ambienti da cui il Marchio trae ispirazione cercando di assorbire le migliori tecnologie costruttive per poi implementarle nei propri orologi.

    Non è un caso che soluzioni tecniche e materiali impiegati da Richard Mille siano molto ricercati, con caratteristiche fisiche straordinarie. Il peso, anzi la leggerezza, prima di tutto. L’assioma è: massima resistenza meccanica e minor peso. Vi dico soltanto che l’orologio Richard Mille RM 27-05 Flying Toubillon (con tourbillon volante), l’ultimo in ordine di tempo che l’azienda svizzera ha dedicato al tennista di fama mondiale Rafael Nadal, resiste a un’accelerazione di 14.000 G e pesa, cinturino escluso, appena 11,5 grammi. Dodici, forse tredici volte meno di un subacqueo di alta orologeria.

    La cassa dell’RM 65-01 McLaren W1

    Credo non serva aggiungere altro prima di trattare l’orologio cui questo articolo intende dare spazio: il Richard Mille RM 65-01 McLaren W1. Che, manco a dirlo, si ispira al mondo delle supercar e rappresenta il quarto modello (il primo è del 2017) nato dalla collaborazione fra il Marchio svizzero e la nota Casa britannica di auto sportive. Collaborazione che questa volta celebra l’hypercar McLaren W1 dalla quale il Richard Mille RM 65-01 McLaren W1 eredita più di una scelta stilistica. A partire dal colore dei dettagli, arancio papaya.

    In realtà la cassa prende diretta ispirazione dal profilo della vettura, vista dall’alto. In particolare, la tipica architettura “aero-cell” della carrozzeria sinuosa si ritrova nella doppia lunetta merlata della cassa, realizzata in Carbon Tpt. Un materiale composito di fibra di carbonio assai particolare, che richiede grande maestria per essere lavorato. Leggerissimo, assicura però una resistenza alle microfratture superiore del 200% rispetto agli altri materiali derivati sempre dal carbonio.

    Se la guardate con attenzione, dunque, noterete che c’è una lunetta superiore sagomata in Carbon Tpt che poggia su una seconda lunetta in titanio grado 5 lucido e satinato. Bene, la parte più sottile della lunetta superiore misura qualcosa come cinque decimi di millimetro, tipo cinque Post-it sovrapposti. Per realizzarla come Dio comanda, anzi come Richard Mille comanda, ci sono voluti nove mesi di lavoro da parte di un’équipe dedicata. Nove mesi e otto prototipi, fate voi.

    Cos’altro ha di speciale il Richard Mille RM 65-01 McLaren W1?

    Lascio la descrizione dettagliata del Richard Mille RM 65-01 McLaren W1 alle didascalie delle immagini in apertura. Qui voglio concentrarmi sulle funzioni principali dell’orologio. Che è un cronografo sdoppiante (o rattrappante, se vi piace di più questo termine) con ruota colonne, a carica automatica. Inoltre ha un’autonomia di 60 ore e una frequenza di 5 Hz, ed è quindi in grado di misurare il decimo di secondo. Ha come precedente l’omonimo esemplare lanciato nel 2020, di cui vi invito a leggere la recensione perché ne riassume i dati tecnici essenziali.

    Oltre al fatto che la platina e i vari ponti sono in lega di titanio grado 5, materiale impiegato nei settori aerospaziale, aeronautico e automobilistico, all’interno del calibro di manifattura RMAC4, scheletrato, si ritrovano tutte le altre consuete diavolerie meccaniche che siamo abituati a vedere nei Richard Mille. Diavolerie che però non sono per niente “normali” nel panorama generale dell’orologeria, sviluppate dal Marchio nel tempo scegliendo i fornitori più affidabili. E che poi ha trasposto anche nei propri movimenti in-house. Ma torniamo alla complicazione del cronografo rattrappante.

    Cos’è un cronografo sdoppiante?

    Con un cronografo tradizionale possiamo misurare la durata di un singolo evento. Lo attiviamo con il pulsante a ore 2, quando l’evento ha inizio, e con lo stesso pulsante lo fermiamo quando l’evento ha fine. Con il pulsante sottostante, di solito a ore 4, azzeriamo il tutto riportando la lancetta centrale dei secondi cronografici sullo zero e ci prepariamo a una nuova misurazione.

    Un cronografo rattrappante fa molto di più perché consente di misurare la durata di più eventi in successione nonché i tempi parziali. La lancetta centrale dei secondi è in realtà composta da due lancette sovrapposte con estrema precisione. Che partono in simultanea, alla pressione del pulsante a ore 2. Premendo un altro pulsante, in questo caso posto a ore 10 (altre volte coassiale alla corona), avviene la magia e la lancetta si sdoppia.

    Nel caso del Richard Mille RM 65-01 McLaren W quella arancione (soprastante) si arresta, mentre quella celeste (sottostante), fino a quel preciso istante nascosta, prosegue la sua corsa. Possiamo così decidere se arrestarle entrambe (premendo di nuovo il pulsante al 2) e leggere le due misure, oppure far tornare con uno scatto fulmineo la prima lancetta sopra la seconda (premendo di nuovo il pulsante al 10) affinché tornino a essere sovrapposte e continuino a marciare insieme.

    La ruota a colonne

    La complicazione del cronografo rattrappante è di assoluto rilievo, difficile da realizzare e di conseguenza molto costosa. Richard Mille ne esalta la precisione grazie all’uso di una ruota a colonne a innesto verticale, anziché delle classiche camme su cui si basa un’infinità di altri cronografi. Si tratta del dispositivo più raffinato per lo smistamento delle funzioni crono, come insegnava Augusto Veroni, ed è tipico dell’Alta orologeria. La differenza sta nella precisione di partenza e arresto delle lancette, nella durata nel tempo della complicazione stessa, nell’annullamento pressoché totale del “salto iniziale” della doppia lancetta dei secondi cronografici.

    Salto che? Ve lo spiego subito. Il salto iniziale della lancetta cronografica è più o meno evidente sulla quasi totalità dei cronografi. Quando si preme il pulsante di avvio al 2, la lancetta dei secondi compie un piccolissimo passo in avanti prima che inizi regolarmente a marciare. Un’inezia per la maggior parte delle persone, ma un difetto che fa venire l’orticaria ai puristi dell’orologeria. Grazie alla ruota a colonne, il problema non si riscontra più in molti orologi. E il Richard Mille RM 65-01 McLaren W1 ne è praticamente immune.

    Un cuore che batte 36.000 volte in un’ora

    Le peculiarità del cronografo sdoppiante a bordo del Richard Mille RM 65-01 McLaren W1 non finiscono qui. Un’altra è legata all’alta frequenza di oscillazione del bilanciere: 5 Hz, 36.000 alternanze orarie. Un valore raggiunto dal bilanciere a inerzia variabile, altra soluzione tecnica emblematica degli esemplari alto di gamma. In pratica sul bilanciere si trovano quattro piccoli pesi che ne modificano il baricentro e permettono quindi regolazioni estemamente precise. Un bilanciere sì fatto, oltretutto, può tollerare maggiori sollecitazioni e urti.

    Il discorso sulla frequenza del bilanciere è lungo ed è alla base degli studi di chi si avvicina all’orologeria per la prima volta. In genere quella più utilizzata dagli esemplari attuali è di 28.800 alternanze/ora, 4 Hz. In questo caso (e non è il solo: basti pensare al celeberrimo El Primero) il bilanciere vibra più velocemente del solito e consente al cronografo di misurare il decimo di secondo (1/10 s). Il calcolo è presto fatto: 36.000 alternanze / 3.600 (secondi che compongono un’ora) = 10. La lancetta dei secondi quindi compie dieci scatti in un secondo. Dopo aver fermato il cronografo, se ne legge il conteggio sulla scala dei secondi con una certa approssimazione – ma più che adeguata agli usi comuni.

    Altri plus

    Come tutti gli orologi a carica automatica, il Richard Mille RM 65-01 McLaren W1, oltre a caricare la molla motrice contenuta nel bariletto con i movimenti del polso, permette di farlo attraverso la rotazione della corona. Ma, udite udite, possiede anche un pulsante speciale: posto a ore 8, di color arancio a ore 8, funge appunto da ricarica rapida. Basta premerlo ripetutamente e il gioco è fatto. Immaginate di riprendere l’orologio dopo averlo lasciato a riposo per qualche settimana. La funzione di ricarica rapida lo porta a marciare in una manciata di secondi.

    E poi ha il “classico” selettore di funzione, ricorrente in molti Richard Mille. Un pulsante coassiale alla corona consente di scegliere tra la funzione di ricarica (W), di regolazione della data (D) o di rimessa all’ora (H), ed evita di dover tirare la corona stessa in diverse posizioni. Il riscontro della scelta effettuata si legge sempre sul quadrante, tra le ore 4 e le ore 5. Interazione e grafica sono fatte apposta per ricordare il cambio automatico di un’automobile. Non a caso lo slogan di Richard Mille è “racing machine on the wrist”.

    Prezzo e disponibilità

    Concludo dicendo che il Richard Mille RM 65-01 McLaren W1 è prodotto in un’edizione limitata a 500 esemplari. L’hypercar McLaren W1 cui si ispira, che costa quasi 2 milioni di euro, è invece in 399 esemplari. A conti fatti, supponendo che chi acquista la vettura compri anche l’orologio, ne restano 101. Non sono pochi, ma neanche tantissimi, visto il prezzo del cronografo. Che non è alla portata di tutti, ma tutto sommato, considerato lo standard del Brand, neanche esagerato: 320mila franchi svizzeri (poco più di 340mila euro). Iva esclusa, s’intende.

  • RM 17-02 Tourbillon Titanium: vecchia scuola Richard Mille

    RM 17-02 Tourbillon Titanium: vecchia scuola Richard Mille

    Non nascondo di essere sempre un po’ in difficoltà quando mi trovo a scrivere di Richard Mille. A maggior ragione di fronte a un orologio come il nuovo RM 17-02 Tourbillon Titanium. Non tanto perché è un Marchio che richiede preparazione e competenza tecnica, quanto perché, in questo caso, è riuscito a mettere insieme due “campioni” dell’alta orologeria come il tourbillon e il titanio senza fare un plissé. Ossia creando un orologio dai contenuti tecnici mostruosi, come suo solito, con una normalità tale da dare al risultato finale una naturalezza eccezionale.

    L’RM17-02 è stato presentato all’inizio di quest’anno con il modello in edizione limitata a 30 pezzi con cassa in White Quartz TPT, uno dei materiali di fascia più alta di Richard Mille, usato anche nell’RM 65-01 e in altri esemplari. Ma il titanio è il materiale con cui Richard Mille ha iniziato la carriera, insieme alla nanofibra di carbonio, e quindi la nuova versione in titanio è perfettamente coerente con l’orologio e con la storia del Brand.

    Il movimento dell’RM 17-02 Tourbillon Titanium

    Voglio partire proprio dai contenuti tecnici dell’RM 17-02 Tourbillon Titanium, soffermandomi su alcuni aspetti del calibro RM17-02, un movimento a carica manuale, extra-piatto, con tourbillon. Intanto, il bilanciere. È a inerzia variabile con spirale libera, una soluzione ampiamente utilizzata da Richard Mille all’interno delle proprie collezioni. Poiché il bilanciere, con le sue oscillazioni, regola la velocità di rotazione del ruotismo dell’orologio, più è libero nell’oscillare, maggiore è l’isocronismo.

    La regolazione del bilanciere si ottiene modificando la frequenza delle rotazioni. In questo caso la spirale è libera perché la variazione della frequenza non avviene utilizzando la classica racchetta (che accorcia o allunga la spirale facendo “camminare” più velocemente o più lentamente il movimento), ma variando il momento inerziale di spinta grazie allo spostamento di alcune masse presenti sul bilanciere stesso. Il tutto per rendere il più elevato possibile il grado di precisione.

    È una soluzione tecnica impiegata principalmente dai marchi dell’alto di gamma perché comporta importanti investimenti in ricerca e sviluppo, sia sul lato ingegneristico sia su quello dei materiali. E Richard Mille non la impiega solo nell’RM 17-02 Tourbillon Titanium – date un’occhiata per esempio all’RM 35 dedicato a Nadal o al , perché è fin dalle origini un Marchio votato all’utilizzo delle tecnologie più avanzate. Un Brand abituato a cercare il massimo delle prestazioni attraverso il massimo della ricerca ingegneristica.

    Al bilanciere si abbina il bariletto cosiddetto a rotazione veloce, perché compie un giro in 6 ore anziché nelle consuete 7 ore e mezza. Grazie a questa caratteristica, la molla di carica rischia minori aderenze occasionali alle superfici interne, che causano rallentamenti nella marcia; così le prestazioni cronometriche migliorano molto. Allo stesso modo, poiché migliora il delta alla curva di rilascio della forza della molla, ne beneficia il rapporto fra riserva di carica e regolarità di marcia.

    Titanio e non solo

    Quanto sopra si traduce in una frequenza di oscillazione a 21.600 alternanze/ora per circa 70 ore di autonomia. Prestazioni e ingegnerizzazione che si avvalgono di una ricerca spinta sull’uso dei materiali. La platina e i ponti sono realizzati in titanio grado 5, una lega biocompatibile, altamente resistente alla corrosione e straordinariamente rigida, che consente al treno di ingranaggi di funzionare senza sforzo.

    La lega è composta per il 90% da titanio, per il 6% da alluminio e per il 4% da vanadio. Questa combinazione aumenta ulteriormente le proprietà meccaniche del materiale, il che ne spiega il frequente utilizzo nell’industria aerospaziale, aeronautica e automobilistica. La platina scheletrata e i ponti sono stati sottoposti a test di validazione intensivi e completi, in modo da ottimizzare la loro capacità di resistenza.

    Richard Mille e l’architettura della cassa

    Il calibro RM 17-02 è racchiuso all’interno della cassa anch’essa in titanio, che apparentemente è la “classica” tonneau di Richard Mille ma che in realtà ha alle spalle una storia complessa. È stata infatti oggetto di studio durante un intero anno, perché elaborata secondo specifiche rigorose e metodi di progettazione utilizzati nella creazione delle auto di Formula 1. Così come in queste ultime c’è uno sviluppo sinergico tra il telaio e il motore, allo stesso modo la manifattura di Richard Mille ha sviluppato in parallelo cassa e movimento.

    La cassa misura 40,10 mm di larghezza, 48,15 mm di lunghezza e 13,08 mm di spessore ed è costituita da tre parti. È in titanio spazzolato, con un look che fa tanto vecchia scuola Richard Mille. Perché sono sicuro, avendo maneggiato diversi orologi del Marchio con la cassa nei materiali più avveniristici, che in molti si sono scordati di quanto sia bello ed essenziale il look in titanio spazzolato su un orologio del Brand.

    Oltretutto, una cassa con caratteristiche costruttive e prestazioni insospettabili in un orologio dall’aspetto tanto delicato. A partire dall’anello di incassaggio, sostituito da una soluzione che prevede il montaggio del movimento su un telaio con due cuscinetti in gomma fissati da 4 viti in titanio grado 5. La cassa è tenuta insieme da 12 viti sagomate in titanio grado 5 e altrettante rondelle in acciaio resistenti all’abrasione.

    È inoltre impermeabile fino a 50 metri, grazie alle 2 guarnizioni O-ring in nitrile. Questo nonostante l’utilizzo, ormai consolidato nelle collezioni di Richard Mille, della corona dinamometrica. Che, come qualcuno saprà, ha la funzione di proteggere l’albero di ricarica preservando il bariletto dai danni provocati da torsione o pressione eccessive. E la corona, si sa, se non ben protetta è un formidabile punto di debolezza per la tenuta stagna della cassa.

    RM 17-02 Tourbillon Titanium: una considerazione

    Infine, il quadrante dell’RM 17-02 Tourbillon Titanium. Se si può chiamare così una costruzione architettonica nella quale estetica e ingegneria sono l’una a supporto dell’altra. Sulla scheletratura “classica” di Richard Mille spiccano i numeri gialli che galleggiano sul quadrante in zaffiro e aggiungono un non so che di sbarazzino, molto moderno anche per il Marchio. Il trattamento Pvd blu sui ponti potrebbe essere un po’ troppo tosto per qualcuno, ma a onor del vero si nota molto di più sul fondo cassa che sul quadrante.

    Nelle didascalie potete trovare altri dettagli sull’orologio. Chiudo dicendo che ho avuto l’impressione che l’uscita dell’RM 17-02 Tourbillon Titanium sia passata un po’ sotto silenzio. Certo, Richard Mille non ha bisogno di fare grandi proclami quando mette sul mercato un nuovo pezzo. Perché è sicura che sarà audace, accattivante e abbastanza unico da non aver bisogno di parole. In questo senso, l’ultimo nato è la perfetta rappresentazione di ciò che rende il Marchio così desiderabile. Anche senza sparare i fuochi artificiali.

    p.s. Il prezzo dell’orologio non è dichiarato ufficialmente, ma dovrebbe aggirarsi attorno a 800mila euro.

  • RM 65-01: l’estate a colori di Richard Mille

    RM 65-01: l’estate a colori di Richard Mille

    Anche in Svizzera, come nel Nord Italia, l’estate si fa attendere. Richard Mille, però, prova a pensare positivo e lancia un’estensione di gamma del suo apprezzatissimo RM 65-01 dedicata alla bella stagione. E come si fa a dedicare un orologio all’estate? Lo si colora nel modo più fantasioso, possibilmente con delle cromie belle accese che si adattino ai cocktail a bordo piscina o alle giornate spensierate in barca.

    È esattamente ciò che ha fatto Richard Mille con le due nuove referenze del cronografo rattrapante RM 65-01. Perché l’orologio è ormai a catalogo da alcuni anni e sul Giornale degli Orologi gli abbiamo già dedicato un approfondimento tempo fa: un articolo al quale vi rimando per i principali dettagli tecnici sul funzionamento di questo pezzo di Richard Mille, nonché per quelli relativi al calibro. Prima di parlare dei nuovi colori e del materiale delle casse, penso però sia interessante spendere due parole sulla presenza ricorrente del cronografo rattrapante nella storia di Richard Mille.

    L’RM 65-01 e la funzione rattrapante

    Il cronografo rattrapante (o sdoppiante, per meglio dire), come l’RM 65-01, è una complicazione utile nelle corse automobilistiche e nelle competizioni sportive che coinvolgono più partecipanti. Permette di misurare contemporaneamente più eventi che iniziano nello stesso momento ed è una delle complicazioni più difficili da integrare nell’architettura di un orologio. 

    Richard Mille ha presentato il suo primo cronografo rattrapante nel 2004, l’RM 004. Una delle nuove caratteristiche sviluppate per quell’orologio era la quasi totale eliminazione del salto iniziale della lancetta dei secondi cronografici. Lo sviluppo dei componenti sdoppianti aveva permesso di ridurre il consumo energetico di questa funzione di circa il 50% rispetto al normale. 

    L’RM 008 del 2005 è stato invece il primo cronografo rattrappante con tourbillon progettato nel XXI secolo. Presentava tutte le caratteristiche dell’RM 004, con l’aggiunta di un tourbillon composto da 85 pezzi e dal peso di soli 0,34 grammi. Nella sua seconda versione, la platina dell’orologio è passata dal titanio alla nanofibra di carbonio, per garantire la tenuta del sistema di ingranaggi del movimento in ogni circostanza.

    L’RM 050 ha poi mostrato caratteristiche più raffinate rispetto a quelle dell’RM 008 e le ha portate a un livello ancora più alto. Gli ingegneri di Richard Mille hanno ottenuto la nuova qualifica di “cronografo da competizione” ottimizzandone la precisione cronometrica, l’affidabilità a lungo termine e il peso. L’RM 050 era infatti più leggero del 20% rispetto all’RM 008, con il movimento che pesava solo 9,5 grammi.

    Infine, prima dell’RM 65-01 con il suo calibro da 36.000 alternanze/ora, è stata la volta dell’RM50-03. Sviluppato in collaborazione con il team McLaren di Formula 1 nel 2017, questo modello è il cronografo rattrappante con tourbillon più leggero al mondo: 38 grammi. Un risultato ottenuto grazie all’uso di un materiale nuovo, il Graph Tpttm. Il cronografo è in grado di resistere a urti fino a 5.000 G.

    I nuovi colori dell’RM 65-01

    Dopo questo excursus, eccomi alle nuove referenze “estive” dell’RM 65-01. Un orologio già in collezione con cassa in oro rosso e Carbon Tpt, in titanio, in Carbon Tpt e in Quartz Tpt grigio. Colori austeri per la bella stagione, affiancati adesso da due nuove casse, una azzurro pastello e una giallo scuro. Per entrambe, Richard Mille ha di nuovo scelto come materiale il Quartz Ttp.

    Si tratta, come ho scritto, di un materiale già impiegato dal Marchio e sviluppato da un’azienda svizzera, la North Thin Ply Technology, il cui payoff è “il materiale giusto, nel posto giusto, con il processo giusto”. Musica per le orecchie del signor Richard Mille, il quale si è affidato come partner a questa impresa che, con i suoi materiali, crea scafi e vele ed è attiva nell’industria automobilistica, aerospaziale e ferroviaria.

    Il Quartz Tpt si sposa quindi con la filosofia di avanguardia di Richard Mille. A dare vita a questo composito sono molteplici strati di fibre di silice, impregnati con resine sviluppate appositamente per il Brand orologiero. Gli strati così composti sono fatti catalizzare a una temperatura di 120 gradi e a una pressione di 6 bar. Il risultato è un materiale uniforme, resistente, personalizzabile con colori che rimangono stabili e durano nel tempo.

    I due nuovi RM 65-01 sono in edizione limitata di 120 pezzi ciascuno e sono entrambi completati da un cinturino in caucciù dal classico design di Richard Mille, che ricorda le prese d’aria delle auto sportive. Per altri dettagli tecnici vi rimando alle didascalie e vi lascio con la curiosità del prezzo che, come sempre accade per questi orologi, è su richiesta. Io, se fossi in voi, un passaggio in boutique a chiedere lo farei: mal che vada, guardate le teche e sognate a occhi aperti. Questo sì, per fortuna, ancora non costa nulla.

  • RM 27-05, l’ultimo record di Richard Mille. Nel nome di Nadal

    RM 27-05, l’ultimo record di Richard Mille. Nel nome di Nadal

    Richard Mille colpisce ancora. Dopo aver inanellato una serie di successi in tema di esemplari ultralight, ora arriva a un risultato da record: un orologio dal peso piuma, 11,5 g (solo la cassa), ma capace di resistere a forze superiori a 14.000g. Mi riferisco al nuovissimo RM 27-05 Rafael Nadal, o meglio RM 27-05 Tourbillon Volant Rafael Nadal, per citare il nome per esteso. Dedicato – come i cinque modelli che lo hanno preceduto – al campione del tennis mondiale. Dal 2010 testimonial del Marchio, per cui è motivo e insieme pretesto per la ricerca dell’estrema leggerezza e robustezza in orologeria.

    Lo racconta lo stesso Nadal: «Ricordo ancora quel giorno del 2008 in cui Richard mi ha contattato per discutere di una collaborazione. Un’idea impensabile per me, che non avevo mai indossato nulla al polso durante le competizioni (…). La mia prima condizione per accettare di indossare un orologio era la leggerezza: non dovevo sentirlo al polso. Tutto è diventato realtà nel 2010, quando Richard è venuto a trovarmi a Maiorca. Per scherzo, mi ha presentato prima un orologio in platino molto pesante. Di fronte alla mia prevedibile reazione, ha tirato fuori rapidamente il primo prototipo dell’RM 027: un orologio sorprendentemente leggero, con linee spettacolari, che mi ha immediatamente conquistato».

    La storia della collezione

    In effetti, fin dalla nascita del Brand, il concetto chiave degli orologi Richard Mille è sempre stata proprio la leggerezza, di pari passo con la resistenza e il confort. Il che andava contro l’idea, diffusa all’epoca in alta orologeria, del valore percepito, direttamente collegato alla pesantezza del metallo. Ma la mentalità si è evoluta rapidamente, e i grandi collezionisti hanno cominciato ad apprezzare quel mix di valori. Tant’è che, al momento dell’uscita, l’RM 027 Tourbillon aveva già dei predecessori: l’RM 006, 42 grammi senza cinturino, e l’RM 009, 29 grammi senza cinturino. Sta di fatto che, con i suoi 13 grammi di cassa e meno di 20 con il cinturino, l’RM 027 è stato il capostipite di una famiglia di esemplari in continua progressione.

    Li passo in rassegna velocemente e invito chi volesse saperne di più a consultare l’archivio dei modelli storici sul sito ufficiale. Nel 2013 c’è stato il lancio dell’RM 27-01: 18,83 grammi (cinturino incluso) e il movimento sospeso su sottilissimi cavi d’acciaio, che gli permettono di resistere a urti fino a 5.000g. Nel 2015 è la volta dell’RM 27-02, 18,3 grammi di peso, con la cassa in Carbon Tpt® e Quartz Tpt® (realizzata in collaborazione con North Thin Ply Technology), e il movimento con la platina scheletrata monoscocca, cioè integrata alla carrure. Architettura che nel 2017 è passata all’RM 27-03, la cui resistenza agli shock raggiunge i 10.000g. Poi, nel 2020, ecco lo spettacolare RM 27-04, con una rete di 844 mm quadrati che funge da platina, resistente alle accelerazioni fino a 12.000g.

    Materiale e costruzione dell’RM 27-05

    E siamo ai nostri giorni. Il nuovo RM 27-05 Rafael Nadal assomma tutte le esperienze precedenti ed è ufficialmente definito come “epilogo e apoteosi” della ricerca perseguita finora da Richard Mille. Frutto di anni di sviluppo, è un concentrato di studi, analisi, tentativi e simulazioni per arrivare alla costruzione che lo distingue, particolare sotto ogni aspetto. Giocata al “risparmio” dei componenti proprio per risultare il più possibile leggera.

    A partire dai materiali. La cassa è realizzata in Carbon Tpt® B4, la cui messa a punto – sempre con la North Thin Ply Technology – è iniziata nel 2018. Il nuovo composito di carbonio, secondo quanto dichiara il Marchio, è “più denso del 4%, ma la fibra è più rigida del 15% e la resina più resistente del 30%”, rispetto al Carbon Tpt® in uso finora. Valori che ne aumentano la leggerezza e di pari passo la rigidità.

    Per dare maggiore rigidezza all’intera struttura, il Carbon Tpt® B4 è realizzato con una sovrapposizione di strati di filamenti paralleli di carbonio, orientati fa loro di 70°. Il che permette anche di creare, all’interno della trama, una cresta a forma di X sul fondello, che serve per base d’appoggio per il movimento. Per sapere più in dettaglio com’è fatta la cassa dell’RM 27-05, comunque, vi rimando alle didascalie.

    Qui mi limito a dire che è una cassa monoblocco: fondello e carrure sono tutt’uno, come in certi esemplari del passato. All’interno però il movimento non è fissato né con il solito anello di incassaggio né con alcuna vite: è invece tenuto in sede dal réhaut interno e dalla lunetta esterna. I quali premono sul calibro attraverso le viti in titanio grado 5 e lo mantengono in posizione, un po’ come fa il pane in un sandwich o in un tramezzino con gli stuzzicadenti.

    Via anche altri elementi che contribuirebbero al peso dell’orologio: quindi, niente quadrante, come sempre nei Richard Mille. E niente vetro zaffiro, non abbastanza leggero, sostituito invece da una materia plastica di alta qualità. Un polimero Pmma (polimetilmetacrilato), la cui eccezionale trasparenza evita di dover applicare trattamenti antiriflesso. Necessario è solo il rivestimento antigraffio.

    Il calibro RM 27-05

    E arriviamo al movimento. A carica manuale, deriva da quello montato nell’RMUP-01, l’orologio ultrapiatto simbolo della collaborazione con la Ferrari – che è stato una sorta di “palestra” in cui i progettisti della Marca sono riusciti a concretizzare nuove idee. Il calibro RM 27-05 ha tuttavia una costruzione più convenzionale, con le tradizionali lancette di ore e minuti poste al centro. E un aspetto che riflette appieno lo stile di Richard Mille, con i componenti scheletrati, la platina e i ponti in titanio grado 5 anneriti da un trattamento Pvd nero.

    Una particolarità è il tourbillon volante, la cui caratteristica – voglio ricordarlo – sta nel fatto di essere privo del ponte superiore. Inventato da Alfred Helwing più o meno un secolo fa, è una sfida tecnica finalizzata al puro piacere estetico: quello di poter vedere meglio la rotazione della gabbia del dispositivo. Ma in realtà non aggiunge nulla alla funzionalità del tourbillon: ne accresce solo le difficoltà realizzative e lo rende potenzialmente più fragile in caso di urti e vibrazioni.

    Altra particolarità del movimento è poi il ponte a forma di V che lo attraversa quasi interamente. Realizzato in Carbonio Tpt®, serve a dare stabilità ai ruotismi sottostanti e contribuisce alla rigidità dell’intero sistema. Alla base, invece, le accurate misurazioni in laboratorio hanno dimostrato che il calibro si trova a 5/100 di millimetro dal fondello con la cresta a X, sulla quale poggia attraverso 6 punti di contatto.

    Ci sono poi le consuete peculiarità cui Richard Mille ci ha abituato con i suoi movimenti, così note da non fare neppure più notizia. Ma il tutto va a comporre un insieme straordinariamente sottile – 2,12 mm – e soprattutto leggero: solo 3,79 grammi. Cosa che lascia doppiamente basiti, visti anche i risultati dei test cui è stato sottoposto e che garantiscono appunto la resistenza a shock di 14.000g.

    Conclusioni

    Non sto a disquisire sul fatto che il nuovo RM 27-05 Rafael Nadal possa piacere o non piacere. O lo si ama o lo si odia, come tutti i Richard Mille. Ma credo che nessuno possa restare indifferente ai risultati raggiunti, oggettivamente impressionanti. Concludo piuttosto con le solite informazioni di servizio. L’orologio è (comprensibilmente) prodotto in un’edizione limitata di 80 esemplari e ha un prezzo altrettanto esclusivo: 980mila franchi svizzeri, al netto delle tasse. Che, una volta calcolate al cambio di oggi, vanno a comporre una cifra di oltre 1.230.000 euro. Considerato che potrebbe essere l’ultimo esemplare della collezione dedicata a Rafa, è probabile che andrà comunque sold-out in breve. Scommettiamo?

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 03/06/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 03/06/2024

    Orologi in mostra, sponsorizzazioni sportive, anniversari, nuove campagne e inedite collaborazioni. Le Cronache dell’orologeria di oggi riuniscono le notizie delle ultime settimane e illustrano un “fritto misto” ricco e gustoso. Che rivela quanto, in questo periodo, i brand siano impegnati in una serie di attività diverse, seguite da un pubblico altrettanto diverso, per interessi, età, cultura e – perché no? – disponibilità economiche. Attività frenetiche, comunque risultato di un marketing instancabile – che se ne inventa sempre una… Buona lettura!

    Artigianato d’arte

    La mostra Rare Handcraft di Patek Philippe sbarca a Londra. Dal 7 al 16 giugno, al primo piano di Bond Street House – in Clifford Street 14, non lontano dai Patek Philippe Salons -, saranno esposti gli 80 esemplari della collezione di mestieri d’arte prodotta per questo 2024 dalla Manifattura ginevrina. Oltre agli orologi (in senso lato: da tasca, da polso, pendulette) in vetrina, si potrà ammirare anche il lavoro degli artigiani, chini sui loro microscopi digitali: un mix di abilità manuali, talento artistico e tecnica sopraffina. Da vedere (info qui).

    Mondi incantati

    Sempre a Londra – fino al 9 giugno, al 4 di Cromwell Place, South Kensington -, Van Cleef & Arpels organizza la mostra The Poetry of Time. Un’esposizione interattiva che permette al pubblico di immergersi in un mondo fatato, quasi onirico, attraverso gli straordinari orologi da polso e da tavolo della Maison parigina. Esemplari capaci di raccontare storie: dalle infinite ispirazioni (il cosmo, la Natura, la danza, le favole come i miti classici), e messe in scena con automi, métiers d’art e complicazioni poetiche.

    Dal Giappone con furore

    All’inizio del nuovo Millennio, François-Paul Journe è stato il primo orologiaio a vedere il Giappone come punto di partenza per l’espansione mondiale del proprio Brand. Ha quindi aperto una filiale e uno spazio monomarca ad Aoyama, nel centro di Tokyo. A distanza di 20 anni, quella boutique nel quartiere di Omotesandō, posta all’interno dell’architettura La collezione di Tadao Ando, è stata celebrata con un evento internazionale. E con il Chronographe FB, un esclusivo cronografo fly-back realizzato in 200 esemplari. Solo per pochi.

    Time goes by?

    Si sa: Nicholas Hoult ha incrociato per la prima volta la propria strada con quella di Jaeger-LeCoultre al Festival di Venezia 2015. E da allora ha prestato innumerevoli volte il volto e il polso alle creazioni della Grande Maison. Non stupisce quindi vederlo interpretare anche la nuova collezione Polaris. Stupisce però la nuova campagna, Always up with the Time, girata in studio, in cui l’attore britannico guida una Gt d’epoca o utilizza un Riva. A vederlo, sembrerebbe proprio che per lui il tempo non passi mai…

    Cronache dell’orologeria… marina – 1

    Un maxi trimarano di 32 metri, l’Idec Sport, che ha vinto tre volte la Route du Rhum. Un equipaggio tutto al femminile. E l’obiettivo di battere l’attuale record mondiale di velocità del Trofeo Jules Verne. È il progetto ambizioso di Alexia Barrier – velista di fama internazionale, dalla lunga esperienza e dal nutrito palmarès (18 traversate transatlantiche, cinque in solitaria, nonché l’arrivo alla Vendée Globe 2020). Chiamato, non a caso, The Famous Project, ora vede salire a bordo Richard Mille. Un sostegno non da poco…

    Cronache dell’orologeria… marina – 2

    Nel weekend appena trascorso, le acque della Romagna hanno assistito al ritorno, dopo 14 anni di assenza, della 24 Ore di San Marino, la regata organizzata dallo Yachting Club San Marino con il sostegno di Oris e di Ciacci. Un’onda di emozioni e adrenalina che ha visto le barche danzare per 12 miglia fra Rimini e Riccione. Il premio per i vincitori? Un Oris Aquis Date Calibre 400, un subacqueo professionale con movimento di manifattura e 5 giorni di autonomia. Vela e Swiss glamour nell’Adriatico che fa tendenza! Fabio Parri

    All’autódromo e dintorni

    Cuervo y Sobrinos ha rinnovato la partnership con l’Iberian Historic Endurance, l’ormai tradizionale torneo per auto classiche che si tiene fra Spagna e Portogallo (ma con una tappa anche in Belgio). Del resto, che il Marchio sia legato alle vetture d’epoca è risaputo. La novità sta nel fatto che offrirà a ogni vincitore della categoria “Indice di Performance” un esemplare di Historiador Asturias dedicato. In attesa del nuovo Historiador Estoril Cronógrafo che sarà presentato in occasione dell’Estoril Classics, in ottobre. Curiosi?

    Summer Time

    Superga x Morellato. È l’inedita collaborazione sottoscritta dal Brand veneto e dalla Marca torinese, e annunciata a giochi fatti, quando ormai la capsule collection era pronta. Ne fanno parte esemplari colorati e leggeri, proprio come le scarpe cult degli anni ’80: orologi e gioielli che rimandano al mondo delle sneaker, in particolare nel motivo geometrico dell’intersuola in gomma vulcanizzata tipico della 2750 (nata nel 1926 ma di moda soprattutto all’epoca dei paninari). Perfetti per l’estate e accessibili a tutte le tasche, sono già in vendita…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Only Watch 2024: un successo, malgrado tutto

    Only Watch 2024: un successo, malgrado tutto

    Se ce l’avessero detto lo scorso autunno, non ci avremmo mai creduto. Only Watch 2024 ha raccolto quasi 29 milioni di euro, di cui più della metà provenienti dal Patek Philippe. Numeri allineati con il passato, che confermano la rinnovata fiducia del pubblico verso l’asta – biennale – di beneficenza, impegnata fin dal 2005 nella raccolta fondi a favore della ricerca scientifica contro la distrofia muscolare Duchenne. Un ottimo risultato soprattutto se si pensa a come si erano messe le cose.

    I problemi di Only Watch 2024

    Breve rewind per chi si fosse perso le puntate precedenti. La X edizione di Only Watch era prevista per il 5 novembre scorso. Poi però alcuni collezionisti avevano sollevato perplessità sulla gestione dei capitali ricavati dall’asta (all’epoca un centinaio di milioni di euro). A quel punto celebri marchi come Audemars Piguet e Tudor avevano fatto un passo indietro e ritirato gli esemplari donati. Al contrario, però, molti altri – per esempio F.P.Journe in prima persona – avevano espresso apertamente tutta la propria solidarietà e il proprio sostegno a Luc Pettavino e al suo team. Ma la campagna mediatica negativa, manifestata soprattutto sui social media, aveva creato un brutto clima di sospetto. Insostenibile per gli organizzatori, che avevano deciso quindi di posticipare l’evento a data da definirsi.

    Sono trascorsi i mesi. All’inizio di aprile, l’annuncio ufficiale: Only Watch si sarebbe tenuta il 10 maggio, sotto il martelletto di Christie’s. L’Association Monégasque contre les Myopathies, l’organizzazione no-profit cui fa capo l’asta, nel frattempo ha eseguito un audit e pubblicato il relativo report all’insegna della trasparenza, per fugare ogni dubbio e insinuazione. Ha anche rivisto la propria struttura e la propria governance, sempre all’insegna della trasparenza. Molto ha contato anche la confermata presenza di Patek Philippe e dei marchi di Lvmh, che hanno fatto da traino per gli indecisi. Sta di fatto che la vendita all’incanto ha avuto luogo venerdì scorso, e ha disperso 47 orologi (su 63 originari). A dispetto del sito e dell’app di Christie’s, down fin dal giovedì: non si sa bene perché, se hackerato o cosa… Ma mentre stiamo scrivendo è ancora offline.

    Only Watch 2023: i primi 5

    Dicevamo dunque del successo finale di Only Watch 2024, dovuto interamente alle offerte in sala, al Centro Congressi del Palexpo di Ginevra, o giunte per telefono (come si faceva una volta). La vendita è andata in streaming per due ore e mezza sul canale You Tube, dove è ancora visibile, e sul feed di Instagram di Only Watch, con un’audience notevole. Secondo i dati ufficiali, tutti gli orologi sono stati venduti – senza premio per l’acquirente, com’è consuetudine nelle charity auction. Il valore totale della vendita ha raggiunto i 28.320.000 franchi svizzeri, pari a 28.999.680 euro.

    Impossibile per noi riportare qui tutti i lotti con i loro risultati. Ci limitiamo dunque a pubblicare i primi 5, in ordine di prezzo di aggiudicazione. Per il resto vi rimandiamo alle fonti ufficiali. Ricordiamo solo che la particolarità di questi orologi sta nel fatto che sono tutti pezzi unici, creati ad hoc e irripetibili. Ecco perché fanno gola ai grandi collezionisti…

    Lotto 32 – PATEK PHILIPPE Ref. 6301A-010 Grande and Petite Sonnerie, Minute Repeater. Rare Handcrafts. Cassa in acciaio, quadrante in smalto Grand Feu flinqué, guilloché a mano, e con diamanti taglio baguette (0.45 ct). Movimento meccanico a carica manuale, calibro GS 36-750 PS IRM, con grande e piccola suoneria, ripetizione minuti, piccoli secondi saltanti alle ore 6, doppia indicazione dell’autonomia (di 3 giorni per il movimento, di un giorno per la suoneria). La stima iniziale era 1.500.000/1.800.000 franchi svizzeri, ma le offerte si sono aperte a 5 milioni (non si sa perché). Alla fine è stato venduto per l’esorbitante cifra di 15,7 milioni di franchi svizzeri. Si conosce perfino l’acquirente, Zach Lu: attore di origine taiwanese, nonché uno dei principali collezionisti orientali.

    Lotto 38 RICHARD MILLE RMS14 Talisman Origin. Cassa in titanio grado 5 con lunetta e fondello in oro rosso inciso a mano, quadrante scheletrato in oro rosso. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CRMT5 scheletrato, con tourbillon a un minuto; collana in radica svizzera, oro, titanio e rodonite, infilata su cordino di metallo e caucciù. Stimato fra i 600 e gli 800mila franchi svizzeri, ha raggiunto i 2.380.000 franchi svizzeri. Notevole, al di là del prezzo spuntato, per la storia divertente che gli aleggia attorno: e lo vuole come manufatto, dal valore sciamanico, di un’antica tribù svizzera… 😂

    Lotto 37 – REXHEP REXHEPI Chronomètre Antimagnétique. Cassa in acciaio, realizzata dall’atelier di Jean-Pierre Hagmann (JHP), quadrante in smalto Grand Feu, doppio fondello (chiuso quello esterno, a vista quello interno). Movimento meccanico a carica manuale con costruzione e materiali specifici per la resistenza al magnetismo (ruotismi e ancora in oro, altri componenti in acciaio inox), racchiuso in un anello d’acciaio. La valutazione iniziale si aggirava attorno ai 100/150mila franchi svizzeri, ma l’orologio ha raggiunto 2.100.000 franchi svizzeri.

    Lotto 13 – F.P.JOURNE Chronomètre Bleu Furtif. Cassa e bracciale in tantalio, quadrante in smalto Grand Feu blu traslucido. Movimento meccanico a carica manuale in oro rosa, calibro 1522, con secondi centrali diretti, indicazione dell’autonomia (52 ore) e fasi di luna riportati sul lato fondello. Partito da una stima di 2/4mila franchi svizzeri, è stato acquistato per 2 milioni di franchi svizzeri.

    Lotto 27 – LOUIS VUITTON Tambour Einstein Automata Only Watch 2023. Cassa in acciaio; quadrante in oro bianco inciso a mano da Dick Steenman, smaltato con pittura in miniatura e grisaille da Nicolas Doublel. Movimento meccanico a carica manuale, calibro LV 525 La Fabrique du Temps LV, con ponti in oro, indicazione dell’autonomia (100 ore), ore saltanti, minuti retrogradi e 4 animazioni. Contro una valutazione iniziale di 340/440mila franchi svizzeri, l’orologio ha raggiunto i 700mila franchi svizzeri.

    Altri esemplari di Only Watch 2024

    Concludiamo la rassegna di Only Watch 2024 con una selezione di esemplari che ci sono piaciuti, o comunque ci hanno in qualche modo colpito, al di là delle quotazioni ottenute. Anche questi li elenchiamo in ordine decrescente, dal valore più alto a quello più basso.

    Lotto 18 – H.MOSER X MB&F Streamliner Pandamonium. Cassa in acciaio, quadrante soleil fumé con miniatura tridimensionale di panda Dj in oro, scolpito e decorato a mano. Movimento meccanico a carica manuale, pezzo unico realizzato in esclusiva, con bilanciere centrale sospeso e ripetizione minuti. Stimato 300/400 mila franchi svizzeri, venduto per 380mila.

    Lotto 14 – FREDERIQUE CONSTANT X CHRISTIAAN VAN DER KLAAUV Tourbillon Planetarium Only Watch 2024. Cassa in platino, quadrante in avventurina. Movimento meccanico a carica automatica, calibro FC-988, con tourbillon a un minuto, calendario perpetuo e planetario in miniatura con indicazione dell’orbita di Mercurio (88 giorni), Venere (225 giorni), Terra (365), Marte (687), Giove (12 anni) e Saturno (29 anni). Stimato 80/120mila franchi svizzeri, venduto per 85mila.

    Lotto 9 – BREGUET Marine Hora Mundi 5555. Cassa in oro rosa e quadrante composto da una base in oro guilloché e, sovrapposto, un disco in vetro zaffiro con continenti incisi. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 77F1, con ore del mondo e funzione giorno/notte. Stimato 70/80mila franchi svizzeri, venduto per 75mila.

    Lotto 11 – CHANEL Mademoiselle J12 La Pausa Only Watch. Cassa e bracciale in ceramica ad alta resistenza, bianca o nera; quadrante laccato con silhouette di Mademoiselle Coco. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 12.1. La coppia di esemplari, stimata 40/50mila franchi svizzeri, è stata battuta per 65mila.

    Lotto 40 – SPEAKE MARIN Ripples Bleu Royal. Cassa La City e bracciale in acciaio, quadrante con motivo Ripples. Movimento mecanico a carica automatica, calibro SMA03-T20, con piccoli secondi. Stimato 35/65mila franchi svizzeri, venduto per 45mila.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 06/05/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 06/05/2024

    Tornano, come di consueto, le Cronache dell’orologeria. Che questa settimana si muovono tra il mondo dello spettacolo e quello dello sport, con una puntata nel circuito dell’arte. Come sempre, presentiamo le notizie in modo sintetico, per non annoiarvi. Ma per saperne di più e approfondire le diverse news, vi rimandiamo ai vari social e siti ufficiali delle diverse marche qui citate. Buona lettura!

    So chic!

    Lo scorso 27 aprile, a Los Angeles, Nicole Kidman ha ricevuto l’Afi Life Achievement Award, il premio alla carriera istituito dall’American Film Institute per quanti contribuiscono ad arricchire la cultura negli States. Ambasciatrice Omega fin dal 2005, l’attrice australiana in quell’occasione ha sfoggiato anche un orologio creato ad hoc dalla Maison di Biel: un meritatissimo De Ville Mini Trésor da 26 mm in Moonshine™ Gold. Che oltretutto si abbinava alla perfezione con l’abito Balenciaga fatto interamente di paillettes d’oro.

    Stravaganza in vetta

    Sempre a Los Angeles, Montblanc ha organizzato un megaparty per presentare la nuova campagna video dedicata ai 100 anni della penna Meisterstück (ma, tra gli accessori, ci sono anche i nuovi Iced Sea Automatic Date). Tante le celebrities presenti: Adrien Brody, Bianca Balti, Callum Turner, e ancora Rupert Friend, Jason Schwartzman, Wes Anderson… Proprio questi ultimi sono i protagonisti del divertente “corto” (diretto dallo stesso Anderson), ambientato in un’ipotetica sede della Maison sul Monte Bianco. Da vedere, qui.

    Il tempo secondo Kate

    Da una prima donna a un’altra. Kate Winslet ha fatto da madrina per il lancio del nuovo Longines Mini DolceVita con cinturino a triplo giro. Ambasciatrice d’eleganza dal 2010, l’attrice britannica è protagonista della nuova campagna, firmata dal fotografo/regista Greg Williams con un suggestivo bianco e nero. Girata in una giornata brumosa, fra casali di campagna e solitarie scogliere, mette in evidenza il suo rapporto con gli elementi naturali, il vento, il mare. «Time to think, time to just… be», recita – più intensa che mai.

    Cronache dell’orologeria… artistica

    Partner di Frieze Art Fair anche per il 2024, Breguet ha iniziato una nuova collaborazione con Jenn Ellis, curatrice artistica indipendente svizzero-colombiana. Con cui ha avviato, nell’edizione newyorkese della Fiera appena conclusa, un progetto annuale sul tema dell’evoluzione. La mostra inaugurale, intitolata An Atlas of US, ha esposto le opere dell’artista di Singapore Dawn Ng: grandi blocchi di ghiaccio composti da strati di pigmenti colorati, che nel tempo si sciolgono. E si prestano a vari livelli di lettura. Fate vobis…

    Eleganza in mare

    Dal 2 al 15 giugno prossimi, si terrà la 2a edizione della Richard Mille Cup. Organizzata sotto il guidone di quattro prestigiosi yacht club, vedrà sfidarsi fra regate e passage races (anche notturne) una dozzina di scafi d’epoca, da Falmouth a Le Havre, nel canale della Manica. Aperta a schooner e cutter costruiti tra la fine dell’Ottocento e la fine degli anni Trenta, in lizza per il trofeo in argento firmato dal gioielliere della Corona, Garrand, conta anche la presenza di celebri signore del mare come le Moonbeam III e IV dei cantieri Fife. Magnifiche…

    Grand Tour

    Nuovo friend of the Brand per Seiko Italia: Ivan Basso. Leggenda vivente del ciclismo, negli anni Duemila ha vinto due edizioni del Giro d’Italia ed è salito due volte sul podio al Tour de France. Anche se non corre più, non ha certo appeso la bici al chiodo: oggi ha una sua squadra, il Team Polti Kometa, fondata con Alberto Contador. Entrato nella nutrita community del marchio giapponese, Ivan il Terribile ha scelto di mettere al polso un Prospex Speedtimer e uno speciale Astron Gps Solar realizzato per Medici senza Frontiere. Bene!

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Ninety Geneva, Dean Harding e l’usato certificato di Richard Mille

    Ninety Geneva, Dean Harding e l’usato certificato di Richard Mille

    Nel 2020 c’è stata l’apertura, a Londra, della boutique Ninety, affiliata a Richard Mille e primo rivenditore ufficiale del secondo polso del superbrand svizzero. Allora, il nostro Augusto Veroni aveva scritto un pezzo illuminante sul secondo polso che vi invito a leggere qui. Perché sono passati quasi quattro anni, ma le analisi e i principi illustrati da Augusto nell’articolo rimangono tuttora validissimi.

    Il secondo polso e la strategia di Ninety

    Quello che invece è cambiato è l’andamento del mercato del secondo polso, la cui bolla si è un po’ sgonfiata lo scorso anno dopo un post-Covid ruggente e un 2022 da record. A metà 2023 il Bloomberg Subdial Watch Index segnava un calo dell’8% dei prezzi nei precedenti 24 mesi e del 19% in un anno. Questo nonostante Deloitte, sempre lo scorso luglio, prevedesse una crescita del business del secondo polso per gli orologi svizzeri dai circa 20 miliardi di euro del 2023 a 35 miliardi entro il 2030.

    In tutto questo, rispetto al 2020 c’è stato un altro fenomeno interessante: i grandi marchi hanno cominciato a gestire internamente il secondo polso dei propri modelli. Non solo per provare a tenere sotto controllo il cosiddetto mercato grigio, ma anche per offrire diverse e migliori garanzie agli acquirenti. Tra i marchi che lo fanno, Richard Mille con Ninety è stato un precursore e ci ha visto lungo. Così lungo che ha da poco aperto un’altra boutique per il secondo polso, questa volta a Ginevra, adiacente alla propria boutique monomarca in cui vende le novità.

    Ninety Geneva: la parola a Dean Harding

    Una mossa importante, della quale ho voluto capire di più. Grazie al gentile invito del team Pr internazionale di Richard Mille, ho potuto visitare Ninety Geneva di persona e fare due chiacchiere con Dean Harding, Direttore generale di Ninety. Per avere un quadro preciso della strategia del Brand sul secondo polso, che cosa c’è di meglio se non andare a cercare informazioni direttamente alla fonte?

    Il Giornale degli Orologi: Da Londra a Ginevra, l’idea che Richard Mille ha avuto con Ninety – gestire in prima persona il proprio secondo polso – non cambia?
    Dean Harding: L’idea di base nasce dal fatto che ci sono clienti che entrano nelle boutique Richard Mille nel mondo e comprano orologi nuovi, ma allo stesso tempo ce ne sono tanti che amano vendere e comprare, perché il trading orologiero è molto divertente. È chiaro che fare queste operazioni con un superbrand come Richard Mille è piuttosto particolare. È molto diverso farlo con un 35-02 rispetto a un Rolex Submariner. L’idea era dunque quella di creare una realtà che desse a questi clienti la possibilità di vendere e comprare, se lo volevano fare.

    GdO: Come funziona da parte vostra il processo di acquisto?
    DH: Abbiamo regole stringenti perché operiamo a stretto contatto con le boutique Richard Mille. Se qualcuno entra lì chiedendo di vendere il proprio orologio e le verifiche sul pezzo sono positive, la persona ci viene presentata dalla boutique. L’orologiaio effettua un controllo dell’orologio prima di mandarcelo, dopodiché, una volta elaborata la valutazione, la sottoponiamo al cliente. Noi paghiamo direttamente la boutique e non il cliente, con il quale è la boutique stessa a rapportarsi, a seconda se egli vuole acquistare un altro orologio oppure no. 

    GdO: I clienti Richard Mille hanno imparato a conoscervi?
    DH: In questo momento i nostri clienti affezionati sanno bene chi siamo e sono contenti di rivolgersi a noi per permutare o anche solo per vendere. A volte lo fanno semplicemente perché vogliono rinfrescare la propria collezione. Abbiamo clienti che vengono da noi con pezzi storici, con le prime referenze dei primi anni 2000. Penso ai Felipe Massa di cui sono stati prodotti pochissimi pezzi e sono tra gli orologi più ricercati.

    GdO: Non rischiate di intaccare il business del nuovo?
    DH: Se i clienti del Brand sanno chi siamo, non tutti gli altri sono però a conoscenza del lavoro di Ninety. Spesso siamo noi a raccontare ai clienti frustrati dal fatto di non trovare ciò che cercano nelle boutique Richard Mille che gestiamo l’usato e che possono in alternativa rivolgersi a noi. Siamo comunque molto attenti a non sovrapporci con il business delle boutique e siamo selettivi nell’acquisire e proporre gli orologi. Lo facciamo specialmente con i pezzi discontinuati o con le edizioni limitate, che non si possono comprare in boutique perché non sono più in vendita.

    GdO: Acquistate anche pezzi in collezione corrente?
    DH: Di tanto in tanto sì. Sono orologi che rientrano dopo poco essere stati venduti, per i motivi più diversi e personali, ma non è il nostro focus. Siamo lo stesso gruppo, è chiaro, ma non entriamo in competizione con le boutique, non ha senso. 

    GdO: Non tutte le culture vedono però di buon occhio il secondo polso…
    DH: Abbiamo a Londra una forte base clienti del Qatar e nella loro cultura il concetto del secondo polso è sconosciuto, vanno sempre e solo sul nuovo. Per questo facciamo anche molta educazione su questo tipo di clientela, proveniente da un’area geografica nella quale siamo molto forti. Lo stesso layout commerciale di Ninety a Londra è diverso e ben distinto dalla boutique Richard Mille, a differenza di Ginevra dove sono affiancate. Con la clientela degli Emirati è invece diverso, perché per esempio a Dubai esistono già molti negozi di usato.

    GdO: Che tipo di lavoro fate sugli orologi che acquistate?
    DH: Nelle boutique abbiamo alcuni degli orologiai meglio formati e possiamo fare controlli e un servizio completo in-house con rigorosi test. Nel caso non si possano effettuare interventi su determinate parti, ci obbligano a sostituirle. Ogni orologio è fornito in condizioni praticamente pari al nuovo, con due anni di garanzia internazionale che è un plus notevole. Molto spesso, infatti, i nostri clienti non sono locali e se ci sono problemi possono andare nelle boutique Richard Mille a loro più vicine. È molto diverso da quanto offrono altri operatori del secondo polso. Lo vediamo anche a Londra, dove in Mount Street vicino alla nostra boutique ci sono molti negozi di orologi usati con pezzi in vetrina in condizioni pessime. Comprare direttamente da noi è un grande plus.

  • Oroscopo di marzo. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di marzo. Previsioni e orologi, segno per segno

    Dal punto di vista astrologico, l’oroscopo di marzo 2024 è carico di significati. Il Sole, infatti, entra il 19 nella costellazione dell’Ariete e questo evento rappresenta, dal punto di vista astrologico, il Capodanno Celeste.
    Tutto si muove, lassù: prima di affrontare questo oroscopo di marzo, segno per segno, cerchiamo come sempre di evidenziare i movimenti celesti più interessanti. Il loro riflesso sui nati nei differenti segni ci permetterà di suggerire qualche chiave di lettura.

    Marzo per le prime due decadi è il regno dei Pesci, cui farà seguito il passaggio all’Ariete.
    Il giorno 3 Venere sarà in quadratura con Urano, il 9 Mercurio entra nel segno dell’Ariete, seguito a ruota il 10 da un Novilunio nel segno dei Pesci, mentre l’11 vedrà l’ingresso di Venere sempre in Pesci.
    Giorno importantissimo il 19, in cui il Sole entrerà in Ariete con l’Equinozio di Primavera. Il 22 sarà la volta di Marte, che entrerà anch’esso in Pesci, mentre un’eclissi di Luna si verificherà il giorno 25, in Bilancia.

    Con un pizzico di autoironia, andiamo ora a curiosare cosa le stelle abbiano in serbo per noi. E quali orologi sono più consoni a ciascun segno dello Zodiaco.

    Ariete

    Mese di cambiamento, in cui dovrete riconsiderare la vostra posizione nelle relazioni umane importanti per la vostra vita. Che si tratti di cuore, di amicizia o di lavoro, l’oroscopo di marzo segnala che sono in vista modifiche impensate. Qualcosa che avevate cercato di cancellare riemergerà con forza dal passato: è il momento di affrontare la questione e di risolverla definitivamente. Solo liberandosi dalle zavorre potrete guardare avanti con maggiore leggerezza. Per fare questo, ritagliatevi dei momenti di introspezione, di riflessione profonda su voi stessi. Sarà l’inizio di una rinascita. Celebrate l’avvento della nuova era con un calendario perpetuo dal colore portebonheur.

    BLANCPAIN Villeret Quantième Perpétuel
    Cassa (40,3 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 5954.4 di manifattura, con autonomia di 3 giorni, calendario perpetuo e fasi di luna. Quadrante soleil, lancette scheletrate e numeri romani applicati, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 55.750 euro.

    Toro

    Per i nati sotto il segno del Toro, si presenterà l’opportunità di entrare a far parte di un nuovo gruppo: nuove conoscenze, nuovi legami, nuove aperture. Forse finora siete stati troppo conservativi e legati a una routine in cui vi eravate adagiati. Secondo il vostro oroscopo di marzo, sarà il mese perfetto per dare spazio alla vostra parte più creativa, per cercare nuovi approcci, nuove soluzioni. L’eclissi di fine mese sarà il momento giusto per concentrarsi su di sé, raccogliere le energie, fare le scelte necessarie e affrontare con fiducia quello che vi attende. Celebrate la Luna con un esemplare dedicato.

    HYT Moon Runner Supernova Blue
    Cassa (48 mm x 21,8 mm di spessore) in titanio microbillé con trattamento di superficie blu e grigio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 601MO, con autonomia di 3 giorni, indicazione fluida delle ore, indicazione del mese e della data su disco, delle fasi di luna in 3D. Quadrante multilivello, lancette, indice e numeri luminescenti, vetro zaffiro a cupola, cinturino in pelle. Edizione limitata di 27 esemplari, 120mila franchi svizzeri.

    Gemelli

    Segno duplice, i Gemelli troveranno nuova determinazione per raggiungere i propri obiettivi, soprattutto di studio e di carriera. Ottimo inizio per coloro che – aiutati dalla situazione celeste – saranno chiamati a riconsiderare i propri obiettivi: non temete di essere ambiziosi, naturalmente sempre senza perdere il contatto con la realtà. Rinnovate energie vi sosterranno: non fatevi travolgere però dal solo aspetto psicologico e mentale. Prendetevi cura anche della salute fisica e ricordate che proprio grazie al vostro benessere potrete essere nella migliore condizione per essere d’aiuto a chi vi è vicino. Rendete omaggio alla vostra doppia natura con un cronografo doppio.

    CYRUS GENEVE Klepcys Dice Saffron
    Cassa (42 mm) in titanio grado 5, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CYR718 di manifattura, con doppio cronografo indipendente e due ruote a colonne. Quadrante traforato, lancette, numeri e indici luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in cordura. Edizione limitata di 50 esemplari, 40.850 euro.

    Cancro

    L’oroscopo di marzo riporta un mese di programmi, per voi nativi del Cancro. Che stiate progettando un viaggio, una vacanza importante, una nuova attività o una svolta sentimentale, ricordate sempre di conservare un buon equilibrio tra la sfera pubblica e la sfera privata. Un’opportunità importante potrebbe entusiasmarvi: prima di prendere decisioni affrettate, considerate bene tutti gli aspetti dell’impatto che una scelta potrebbe avere sul vostro mondo degli affetti. La solidità delle relazioni con i vostri cari è prioritaria. Nella prima decade, attenzione alla salute e non cedete agli eccessi. Vestite il polso con altrettanta misura e sobrietà, senza rischiare di essere banali.

    CHOPARD L.U.C XPS Twist QF
    Cassa (40 mm x 7,2 mm di spessore) in oro bianco etico. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L.U.C 96.26-L di manifattura, con doppio bariletto (tecnologia L.U.C Twin), autonomia di 65 ore, piccoli secondi e datario; con certificato ufficiale di cronometro (Cosc) e certificazione Fondation Qualité Fleurier. Quadrante soleil (centrato sul contatore dei secondi), indici applicati, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 24.600 euro.

    Leone

    Per i nati sotto il segno del Leone, questo mese potrebbe presentare, in breve successione, alcuni eventi di diversa natura. È fondamentale non farsi travolgere e conservare lucidità: solo così ne potrete uscire nel migliore dei modi. Nell’ultima decade un fatto inatteso potrebbe stupirvi. Anche per voi l’oroscopo di marzo consiglia di abbandonare abitudini che non sono salutari, in tutti i sensi. Nessuna migliore occasione che la primavera per intraprendere una purificazione del corpo e dell’anima. Sottolineatelo con un esemplare dall’innata purezza estetica. E dall’inattesa funzionalità.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Minute Rattrapante
    Cassa in acciaio, impermeabile fino a 6 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro PF052 di manifattura, con micro-rotore decentrato, minuti con funzione sdoppiante. Quadrante guilloché grain d’orge, lancetta sdoppiante e pulsante coassiale alla corona in oro rosa, lancette scheletrate e indici applicati, lunetta zigrinata in platino, vetro zaffiro (anche sul fondello), bracciale in acciaio. 28mila euro.

    Vergine

    Marzo vedrà i nati sotto il segno della Vergine impegnati in una profonda rivalutazione della propria situazione affettiva. Che si tratti di terminare per sempre un rapporto o – al contrario – di decidere di consolidarlo definitivamente, sarete chiamati a prendere decisioni importanti. State uscendo da un periodo pesante di stress, in tutti i sensi: concedetevi una pausa, sia fisica che mentale, dedicate del tempo a voi stessi per riequilibrare le energie. Ripartirete con una visione più chiara di quanto vi circonda e con una rinnovata fiducia. Gratificatevi con un esemplare che vada fuori dal seminato.

    HAUTLENCE Linear Series 1
    Cassa tv-shaped (43 x 50,8 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro D50 di manifattura, con tourbillon e ore saltanti con indicazione lineare ad andamento retrogrado. Quadrante spazzolato, lancetta, indice e numeri luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in caucciù. Edizione limitata di 28 esemplari, 55.580 euro (tasse escluse).

    Bilancia

    L’oroscopo di marzo suggerisce che questo mese, per i nati sotto il segno della Bilancia, sarà un punto di svolta. Si chiuderà un periodo, contrassegnato anche da alcune negatività, e si apriranno nuovi orizzonti. L’aiuto di persone care, di maestri di vita, di amici sinceri vi sosterrà nel momento in cui sarete chiamati a portare alla luce la vostra vera natura. Non abbiate timore di far germogliare dentro di voi aspetti che avevate per anni trascurato, o lasciato in disparte. Siate voi stessi, liberate i vostri sogni e scoprirete in voi un’energia che forse non sapevate di avere. Dimostratelo anche con un orologio dal valore metaforico: vi dice qualcosa la definizione “forza costante”?

    FERDINAND BERTHOUD Chronomètre FB2.T1 Final Edition
    Cassa (44 mm) in oro bianco etico. Movimento meccanico a carica manuale, calibro FB-T.FC-2 di manifattura, a carica manuale, con tourbillon, dispositivo a forza costante con trasmissione a fuso e catena, indicazione dell’autonomia di 53 ore; certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Quadrante spazzolato con ore e minuti decentrati, vetro zaffiro bombato, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 38 esemplari.

    Scorpione

    Energia da vendere, per chi è nato sotto il segno dello Scorpione. Idee, proposte, novità, attività frenetiche: attenzione a non cadere nell’iperattività. Se il momento è molto positivo, indubbiamente, tenete comunque conto che le risorse non sono illimitate e bilanciate bene le vostre energie. In ogni caso, cercate di portare a compimento quanto intraprendete, per evitare di trovarvi con troppi fronti aperti. Non si può sempre vivere in fuori giri: siate abili piloti della Formula Uno su cui le stelle questo mese vi faranno fare un giro. Esprimetelo con un cronografo “da scuderia”.

    IWC Pilot’s Watch Performance Chronograph 41 Mercedes-AMG Petronas Formula One™ Team Cassa (41 mm) in Ceratanium®, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 69385 realizzato in esclusiva, cronografo con ruota a colonne, secondi continui e funzione day-date. Quadrante opaco, contatori azuré, lancette e indici luminescenti, lunetta con scala tachimetrica, vetro zaffiro bombato, fondello con vetro zaffiro, cinturino in caucciù con sistema di sgancio rapido. 15.200 euro.

    Sagittario

    La parola chiave per voi sarà “casa”, in tutti i sensi. Sarete probabilmente coinvolti in attività di carattere pratico, come il rinnovamento di uno o più ambienti, un trasloco, una risistemazione da troppo tempo rimandata. Ma anche in senso familiare: volevate intraprendere una ricerca sui vostri antenati? È il momento ideale. Nella seconda metà del mese concedetevi del tempo per coltivare le amicizie e le relazioni sociali. Lasciate l’inverno alle spalle e apritevi al mondo. Una certa solitudine che aveva recentemente segnato le vostre giornate sarà solo un ricordo del passato. Sorridete alla vita e la vita vi sorriderà. Anche con quello che mettete al polso.

    RICHARD MILLE RM 88 Automatic Tourbillon Smiley
    Cassa (39,74 x 48,5 mm) in ceramica Apz. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Crmt7 di manifattura, scheletrato, con autonomia di 50 ore, tourbillon, selettore di funzione. Quadrante con micro-sculture pop in oro, incise e dipinte a mano, lancette luminescenti, indici con diamanti, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in tessuto e pelle. Edizione limitata di 50 esemplari.

    Capricorno

    Nati sotto il segno del Capricorno, se avete lavorato duro per ottenere un risultato, questo mese di marzo vi porterà le soddisfazioni che meritate. Le vostre capacità saranno riconosciute e nuovi orizzonti si apriranno, come da tempo attendevate. Non sedetevi però sugli allori e sappiate che quello che vi potrebbe sembrare un traguardo è solo un punto di partenza. Non trascurate la salute, senza la quale rischiate di vanificare quanto avete raggiunto. Curate l’alimentazione e soprattutto cercate di organizzare le giornate secondo ritmi regolari. Contate su un cronometro superaffidabile.

    F.P.JOURNE Chronomètre Souverain Black Label
    Cassa (40 mm x 8 mm di spessore) in platino. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 1304 di manifattura, realizzato in oro rosa, con doppio bariletto, indicazione dell’autonomia di 56 ore, piccoli secondi. Quadrante opaco, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 49.500 franchi svizzeri (tasse escluse).

    Acquario

    Di solito non siete troppo inclini a cercare avidamente ricchezze materiali: il mese però si presenta ottimo per coltivare relazioni sociali, rapporti, conoscenze. Il ritorno di questa vostra maggiore visibilità potrebbe tramutarsi in nuove opportunità professionali e di guadagno. L’oroscopo di marzo vi raccomanda di prestare attenzione a quanto trasmettete sul piano della comunicazione. Siate sinceri e propositivi, soprattutto con voi stessi. Questo atteggiamento sarà colto dai vostri interlocutori e contribuirà al vostro successo. Curate l’aspetto fisico, importante anche nei dettagli. E ricordatevi che il vostro orologio può dire molto di voi.

    VACHERON CONSTANTIN Overseas Chronograph
    Cassa (42,5 mm) in acciaio, impermeabile fino a 15 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 5200 di manifattura, con autonomia di 52 ore, cronografo con ruota a colonne, secondi continui e datario. Quadrante Panda, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), bracciale in acciaio, intercambiabile. In vendita con due cinturini supplementari, in pelle e in caucciù. 39.600 euro.

    Pesci

    Nati sotto il segno dei Pesci, questo mese Marte e Venere si danno appuntamento nel vostro segno! Azione e amore, forza e bellezza: quale migliore connubio? In più, avete anche il Novilunio nel vostro segno. Comunque lo vogliate vedere, è un momento in cui tutto sembra cooperare per la migliore riuscita di quanto state intraprendendo, sia che si tratti della conclusione di un periodo o di una fase della vostra vita, sia che si tratti di un progetto che finalmente andrà in porto. Potreste essere invitati a effettuare un viaggio inaspettato. Siate pronti a partire: procuratevi fin da subito un “ore del mondo”, non si sa mai…

    PATEK PHILIPPE Ore Universali 5231G
    Cassa (38,5 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 240 HU di manifattura, con micro-rotore decentrato, ore universali, funzione giorno/notte per i 24 fusi orari di riferimento. Quadrante in smalto cloisonné Grand Feu, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 92.900 euro.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 19/02/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 19/02/2024

    Tornano le Cronache dell’orologeria, con la consueta selezione di notizie di varia origine e tematica. Immancabile, ancora una volta, la dose settimanale di gossip, con il “chi ha indossato cosa” sul tappeto rosso dei Bafta. Transeat. Del resto fra sponsorizzazioni presentate in anteprima, collaborazioni continuative e nuove aperture, l’orologeria non sembra proprio volersi fermare mai. Buona lettura.

    Edizioni de luxe

    Due nuovi titoli a tema motorsport per Cercle d’Art, la prestigiosa casa editrice di libri d’arte che fa capo a Richard Mille. Il primo è una lussuosa edizione limitata del libro del centenario della 24 Ore di Le Mans. Il secondo, Car Racing 1970, è il sesto volume (quello conclusivo) della collana che racconta le corse automobilistiche degli anni 1965/1970, attraverso le immagini di DPPI (Diffusion Presse Photo International), la più antica agenzia fotografica specializzata in automobilismo. Due vere chicche, non solo per bibliofili.

    Al polso di…

    Foto Kate Green/Bafta/Getty Images for Bafta courtesy Omega

    Ieri sera, alla Royal Festival Hall di Londra, si è svolta la 77a edizione dei British Academy Film Awards. Un’altra vetrina per Omega, che ha fatto sfilare i propri ambassador con relativi orologi. A cominciare da Cillyan Murphy, protagonista del pluripremiato Oppenheimer (nella foto), che indossava un De Ville Prestige. Per passare al regista Cord Jefferson, che portava un De Ville Trésor, e Barry Keoghan con un Seamaster Aqua Terra, fino a Colman Domingo, Enzo Vogrincic e David Jonsson con altri tre (diversi) De Ville Prestige. Chic q.b.

    Bios vs Tanathos

    La storica partnership fra Hublot e i Depeche Mode è sfociata in un nuovo esemplare: lo Spirit of Big Bang Depeche Mode, appunto. Non l’ennesimo, banale orologio con il teschio: il cranio spettrale qui è in linea con l’ultimo album (nonché prossimo tour) della Band, Memento Mori. Spicca infatti davanti a una clessidra con tanto di mini-sfere che rotolano a ogni gesto del polso, a rappresentare il trascorrere del tempo. In più i 100 pezzi della serie limitata raccolgono fondi per l’organizzazione Conservation Collective. Bene così…

    Verso la design week

    Anche quest’anno Panerai sarà di nuovo Official timekeeper del Salone del Mobile. L’annuncio è stato dato alla conferenza stampa di presentazione dell’evento, che dal 16 al 21 aprile prossimi trasformerà Milano nella capitale internazionale del design. Due gli spazi Panerai dedicati all’animazione: il pop-up store a Rho Fiera Milano (nella foto), progettato “in casa”, e Casa Panerai inaugurata di recente in via Montenapoleone. Per l’occasione avverrà anche il lancio di un nuovo orologio, in esclusiva per un mese sul mercato italiano. Ne riparleremo.

    Ars gratia artis

    Altra conferma nel mondo delle manifestazioni extra-settore è la rinnovata partnership tra Swatch e La Biennale di Venezia. Alla 60a Esposizione internazionale d’arte, intitolata Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere e curata da Adriano Pedrosa (20 aprile/24 novembre), il Marchio svizzero porterà quindi all’Arsenale – nella rassegna Swatch Faces 2024 – le opere di cinque talenti dello Swatch Art Piece Hotel, mentre ai Giardini ospiterà un celebre artista asiatico. Per chi ama l’arte contemporanea, un evento imperdibile.

    Shopping newyorkese

    Grand Seiko ha aperto un nuovo flagship store a New York, al 540 di Madison Avenue, all’angolo con la 55a Strada. Con i suoi 580 metri quadri organizzati su due piani, è la più grande boutique del Marchio a livello globale. Gli spazi ariosi, arredati con un design minimale, mirano a restituire l’atmosfera e la cultura giapponesi, fra superfici bianche brillanti e legno chiaro, ispirato alla tradizionale lavorazione chiamata kumiko. E promettono ai fan del marchio un’esperienza d’acquisto memorabile, in un mercato sempre più importante…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 29/01/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 29/01/2024

    Come ogni lunedì, ecco le nostre Cronache dell’orologeria che raccontano le novità della settimana. Questa volta improntate perlopiù attorno a una parola chiave: partnership. In primis le collaborazioni con fashion world, ben illustrate da quella fra Audemars Piguet e Tamara Ralph. Iniziata nel 2020, punto di incontro fra Alta Orologeria e Alta moda, oltretutto ha visto la Ceo Ilaria Resta alla sua prima uscita ufficiale dell’anno. Ma le nostre Cronache dell’orologeria danno spazio anche ai rapporti che il mondo delle lancette intrattiene con quello dell’arte o dello sport. Il che mette in risalto quanto siano vari e diversi i campi d’azione del marketing orologiero. Esula dal discorso solo la “vetrina” di Miami, che svela le novità del momento ed è una sorta di antipasto della grande abbuffata di primavera a Ginevra. Tanto per farci venire l’acquolina in bocca… Buona lettura.

    “In caso di neve”

    La storia secolare e la voglia di sperimentare sono alla base dell’inedita collaborazione siglata tra Wyler Vetta e Colmar. E il risultato di questo sodalizio è un nuovo Jumbostar solo tempo 41 mm, che è stato presentato a Milano la scorsa settimana. Un automatico declinato in tre versioni, con il quadrante su due livelli personalizzato dal logo di entrambe le aziende, e uno speciale cinturino in tessuto tecnico effetto trapuntato, lo stesso utilizzato da Colmar per giacche e piumini. Come recitava il claim degli anni ’90…

    Alta orologeria in passerella

    «Divino!», devono aver esclamato in estasi le chic-chissime signore invitate alla sfilata di Tamara Ralph, durante la settimana parigina dell’Haute Couture. L’oggetto di tanto visibilio? Ma naturalmente il Royal Oak Concept Flying Tourbillon, al polso di alcune modelle. Un esemplare super-esclusivo, frutto della partnership fra Audemars Piguet e la designer di Alta Moda, ex Creative director e cofondatrice di Ralph & Russo. Con la cassa in oro rosa frosted e il quadrante ad anfiteatro che enfatizza il tourbillon, è stato lo show nello show.

    And the winner is…

    Si chiama Nabla Yahya la vincitrice del Richard Mille Art Prize 2023. L’artista multidisciplinare, nata proprio negli Emirati, è stata premiata lo scorso 24 gennaio con una cerimonia sotto la cupola del Louvre Abu Dhabi, dove ha ricevuto 60mila dollari. A conquistare la giuria, la sua installazione Soft Bank (nella foto), esposta al pubblico a novembre nella mostra Art Here. Perfetta interpretazione del tema Trasparenze, intendeva denunciare i dettagli trascurati e le oscure storie attorno alla costruzione del canale di Suez (1859/69). Brava.

    Ghiaccio “firmato”

    Seiko è diventato sponsor del Palaghiaccio di Bormio. L’accordo, firmato con Bormio Servizi e valido fino a giugno di quest’anno, prevede la presenza di banner indoor e outdoor, la personalizzazione di balaustre, materassi e della superficie del ghiaccio attraverso il logo Seiko Prospex. E include anche il centro polifunzionale Pentagono. In totale, il Brand potrà così raggiungere 60mila spettatori internazionali e appassionati di sport invernali. Chissà se qualcuno di loro andrà ad arricchire la già nutrita community di Seiko Italia?

    Da seguire sui social

    Da ieri e fino al 1° febbraio, sipario aperto sulla LVMH Watch Week. Dopo Ginevra, Dubai e Singapore – più un’edizione solo digitale -, è ora Miami a ospitare il salone privato del colosso del lusso francese. Dove, come sempre, i marchi orologieri del Gruppo esporranno le loro ultime creazioni per un pubblico di giornalisti e retailer provenienti da ogni dove. La vera novità però sta nella presenza – accanto a Bulgari, Hublot, Tag Heuer, Zenith – di Gérald Genta e Daniel Roth, redivivi grazie a La Fabrique du Temps. Evvai con le complicazioni!

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 22/01/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 22/01/2024

    Consueto appuntamento del lunedì con le Cronache dell’orologeria. Che questa settimana vertono soprattutto sulle notizie internazionali: con un paio di tappe nelle mete de luxe della Svizzera per raccontare gli eventi sportivi, una puntata nella Grande Mela per l’asta di ricordi di una pop star – già sotto i riflettori di tutti i blog di orologeria – e un po’ di gossip su un grande attore (in tutti i sensi). Ma se le celebrità la fanno da padrone, le Cronache dell’orologeria non potevano non segnalare un’iniziativa culturale all’insegna dell’Italianità e due collaborazioni eccellenti: una in tema di sostenibilità e l’altra dedicata a un’esperienza d’acquisto a 360°. Così immersiva da non sprecare neanche un minuto di tempo, secondo la proverbiale efficienza milanese. Buona lettura.

    Shopping in Galleria

    L’esterno della boutique Rolex/Rocca in Galleria a Milano

    Giovedì 18 gennaio si è tenuta a Milano l’inaugurazione della boutique Rolex, aperta in Galleria Vittorio Emanuele II insieme al partner retail Rocca. Alla serata erano presenti i vertici di Rolex Italia, a partire dal Direttore vendite Stefan Müller, e di Rocca, con l’Ad Giorgio Damiani. Lo spazio, mostrato alla stampa e agli ospiti selezionati, si sviluppa su tre piani, restaurati con cura e collegati dal coup de théâtre della moving room: un grande ascensore con teche, schermi e pavimento in marmo, che diventa un locale aggiunto.

    Memorabilia rock

    Se ne parla da giorni: Christie’s New York metterà in vendita l’intero contenuto della casa di Atlanta di Elton John. A partire dal 21 febbraio, per otto sessioni, la casa d’aste disperderà 900 lotti: autentici cimeli come il pianoforte Yamaha e i costumi di scena, ma anche opere d’arte contemporanea e complementi d’arredo Versace. Da segnalare i 32 orologi: tra cui un Pasha de Cartier con dragone sul quadrante cloisonné, vari Cartier ricchi di pietre preziose, un pezzo unico di Chopard con teschi 3D di diamanti, un Rolex Daytona Leopard. Sobri come lui.

    Cronache dell’orologeria… italiana

    A Vicenzaoro, venerdì scorso, si è tenuta la tavola rotonda Orologi e sinergie Made in Italy. Un’interessante riflessione per promuovere l’orologeria italiana, sulla base dell’esperienza di Locman e delle sue collaborazioni con la Marina Militare, con la Ducati (sfociate in collezioni dedicate rispettivamente alla nave scuola Amerigo Vespucci e alla factory di Borgo Panigale) e con Crivelli Gioielli (per Decimo Canto). Un bel surf mentale fra excursus storici, prestigio internazionale, microbrand e formazione, da rivedere a questo link. Merita.

    I protagonisti del talk Orologi e sinergie Made in Italy. Da sinistra. Alessandro Cicognani, Licensing director Ducati; Dody Giussani, Direttore de L’Orologio (moderatore); Marco Mantovani, Presidente di Locman; l’Ammiraglio Lorenzano Di Renzo, Comandante Accademia Navale di Livorno; Alessia Crivelli, Direttore generale Crivelli Gioielli. Hanno partecipato anche Marco Dellachà, fondatore di W.O.I., e il collezionista Sandro Fratini (in collegamento video).

    Bellezze in Engandina

    Per il secondo anno consecutivo, Richard Mille sarà title sponsor di The I.C.E. St. Moritz, il Concorso internazione di eleganza organizzato il 23 e 24 febbraio nella località più chic dei Grigioni. Nato nel 2019, è già un evento imperdibile per gli amanti delle auto classiche perché offre un mix di esclusività e spettacolo. Accanto all’esposizione statica, infatti, prevede anche un’esibizione dinamica, dove le vetture – Barchette, concept car, monoposto degli anni ’50/’70 – sfileranno sul lago ghiacciato. Da vedere, almeno una volta nella vita…

    Gare estreme

    Foto The Image Gate/Getty Images courtesy IWC

    Dal 16 al 21 gennaio si è svolto il Laax Open 2024, tappa della Coppa del mondo di snowboard e freeski sotto l’egida della FIS. Dove centinaia di giovani rider provenienti da tutto il mondo si sono sfidati in acrobatiche esibizioni. Tra loro, un volto noto agli appassionati di orologeria: Eileen Gu, che si è aggiudicata la medaglia d’argento nello slopestyle (nella foto, in un momento della gara). Per la cronaca, anche sulle piste l’ambasciatrice di IWC indossa sempre un Pilot’s Watch Chronograph Top Gun Edition “Lake Tahoe”. Ne riparleremo.

    Cronache dell’orologeria… sostenibile

    Non solo Luna Rossa. Dalla collaborazione fra Panerai e Prada nasce il nuovo Luminor Due Prada Re-Nylon, che prende nome dal materiale a base di nylon riciclato al 100% e già utilizzato dalla Griffe milanese per un’intera collezione di capi tecnici e accessori. Cui si aggiungono ora quattro automatici con cassa in acciaio da 42 o da 38 mm di diametro e cinturino realizzato in Econyl, nei tipici colori Prada Re-Nylon: blu marino e grigio ferro, rosa alabastro e grigio fiordaliso. Già in vendita nelle boutique Panerai e online.

    Disavventure doganali

    La notizia, uscita sul tabloid tedesco Build, ha subito fatto il giro del web. Arnold Schwarzenegger è stato fermato all’aeroporto di Monaco per non aver dichiarato un Audemars Piguet che aveva nel bagaglio a mano. Per poter continuare il viaggio ha negoziato ore e alla fine ha dovuto pagare 35mila euro, di cui 4mila di tasse e 5mila di sanzione. Peccato che quell’orologio fosse una donazione per la Schwarzenegger Climate Iniziative: messo all’asta a un gala a Kitzbühel, in Austria, ha poi fruttato 270mila euro. Ah, la burocrazia…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Gli orologi del 2023 più memorabili

    Gli orologi del 2023 più memorabili

    Il 2023 è finito, chiuso, archiviato. Ma cosa rimarrà nei nostri ricordi, dell’anno orologiero appena trascorso? Quali sono gli orologi del 2023 che resteranno impressi nella nostra memoria, quando in futuro guarderemo indietro? Abbiamo passato in rassegna, con lucidità e distacco, l’intera produzione dell’industria svizzera delle lancette uscita negli scorsi 12 mesi. E abbiamo individuato gli esemplari più rilevanti, quelli che secondo noi hanno dato un apporto concreto nel progresso della tecnica o nell’evoluzione del gusto. Ed ecco le nostre scelte.

    PATEK PHILIPPE Calatrava 24 Ore Travel Time
    La Manifattura ginevrina fa rivivere le ore italiche e contemporaneamente trova una soluzione originale per la visualizzazione del secondo fuso orario. Il tutto con un’estrema facilità d’uso: al posto dei tradizionali pulsanti correttori dell’ora locale posti sulla carrure, si usa direttamente la corona. Patek non si smentisce mai…

    RICHARD MILLE RM30-01 Automatico Rotore disinseribile
    L’estetica tipica nasconde un nuovo calibro, risultato di un decennio di studi (e più) realizzati dal Marchio sul controllo dell’energia, calibrata sulle esigenze d’uso. Qui il rotore a geometria regolabile si disinnesta automaticamente dal meccanismo di carica, una volta raggiunte le 55 ore di autonomia; e si ricollega sotto le 40 ore. Il che permette al movimento di funzionare sempre in condizioni ottimali.

    OMEGA Speedmaster Superacing
    Non poteva che essere un esemplare della collezione faro a introdurre una della maggiori innovazioni degli ultimi tempi: la tecnologia Spirate. In sintesi, un’inedita spirale in silicio, dalla particolare architettura e con un sistema di regolazione integrato (in aggiunta a quello del bilanciere a inerzia variabile). Che consente scarti di 0/+2 al giorno. Impressionante…

    BLANCPAIN Fifty Fathoms Tech Gombessa
    Realizzato in occasione del 70° compleanno della collezione, si distingue per l’insolita lunetta girevole unidirezionale tarata sulle 3 ore. Cioè il tempo massimo per un’immersione professionale con respiratore a circuito chiuso. Messo a punto in 4 anni di test, è dedicato alle spedizioni di Laurent Ballesta e sottolinea l’impegno della Casa nella salvaguardia degli oceani.

    MB&F HM11 Architect
    Tra le insolite macchine orologiere cui il Marchio ci ha ormai abituato, un esemplare ancora più strano del solito. Sì, per la visualizzazione delle informazioni: i tre display mostrano ore e minuti, l’autonomia residua e la temperatura (da quanto non si vedeva un termometro meccanico?). Ma anche per la costruzione del movimento, con tourbillon centrale e il sistema di ricarica, attraverso la rotazione della cassa. Geniale.

    CARTIER Santos Dumont Squelette
    La scheletratura – funzionale, modernissima – è quella inventata dalla stessa Maison una quindicina d’anni fa. Ma quell’aeroplanino sul micro-rotore decentrato (ispirato al Demoiselle, un monoplano ultraleggero realizzato dal pioniere dell’aviazione nel 1907) acquista un particolare significato. Ludico. Non solo per chi indossa l’orologio, ma anche da parte di Cartier, che gioca con le proprie icone. Un plauso all’autoironia.

    ORIS ProPilot x Kermit Edition
    Sarà per il colore, sarà per il Kermit day (la visualizzazione del personaggio all’interno del datario, una volta al mese), sta di fatto che a nostro parere questo è in assoluto il miglior comic watch tra gli orologi del 2023. (E concedeteci la licenza poetica, visto che il personaggio disneyano non appartiene al mondo dei cartoon ma a quello dei pupazzi). Ancora più meritevole per il movimento di manifattura. E perché non è in tiratura limitata…

    p.s. Gli orologi del 2023 qui riuniti non seguono né un ordine di importanza né un ordine alfabetico, ma sono disposti semplicemente sul filo dei nostri ricordi…

  • RM 35-03 Automatic Rafael Nadal, l’effetto farfalla di Richard Mille

    RM 35-03 Automatic Rafael Nadal, l’effetto farfalla di Richard Mille

    Che Richard Mille sia ormai un mostro sacro dell’orologeria è fuor di dubbio. Ma non è sempre stato così, anzi. Sono ben note le storie in cui si racconta che il signor Mille, agli esordi, cercava di convincere potenziali clienti e investitori della qualità dei suoi pezzi sbattendo letteralmente contro un muro gli orologi, per provare la loro resistenza. C’è riuscito a convincerli, eccome. Lo ha fatto anche grazie all’aiuto di notissimi ambassador che, per primi, hanno creduto in lui. Tra essi, storico, è Rafael Nadal.
    Al campione maiorchino si riconosce il merito di aver aiutato Richard Mille a diventare famoso. Non stupisce, ed è giusto così, che ci sia una produzione costante di nuovi orologi da parte del Brand per onorare questa collaborazione. L’ultimo arrivato è il cosiddetto nuovo “Baby Nadal”, l’RM 35-03 Automatic Rafael Nadal, ora con cassa in Carbon Tpt.

    Doppio pulsante

    Si tratta di una classica creazione di Richard Mille, che mette insieme, in un orologio dal look pazzesco, materiali leggerissimi, d’avanguardia e una complicazione meccanica che solo un brand così può concepire. Nel caso di questo modello, è una complicazione destinata ad adattarsi all’utilizzo che si vuol fare dell’orologio. Trattandosi di un pezzo per Rafael Nadal, va da sé che parliamo di un utilizzo sportivo.

    Parto proprio da qui, dalla complicazione meccanica, perché è a mio avviso l’aspetto più interessante e, passatemi il termine, figo, dell’RM 35-03 Automatic Rafael Nadal. Come spesso accade negli orologi del Brand, la complicazione assume, per chi li usa, la forma di un pulsante. Due, in questo caso, posizionati sui lati opposti della cassa, a ore 2 e a ore 7. Quest’ultimo reca la scritta “Sport Mode”, l’altro la scritta “Selector”. Entrambi sono collegati al calibro automatico RMAL2 che si trova all’interno della cassa.

    Chi conosce Richard Mille sa che i calibri dei suoi orologi hanno spesso un rotore a carica automatica a geometria variabile, la cui inerzia può essere regolata per far sì che esso si avvolga in modo differente. Con più forza, ricostituendo la riserva di carica in modo più rapido quando l’orologio è indossato da chi vive una vita meno attiva. Con più delicatezza, per ridurre al minimo l’usura del meccanismo nel caso in cui lo si metta al polso frequentemente, durante una pratica sportiva che mette a dura prova le parti del meccanismo.

    In un brand normale, per apportare questa modifica, l’orologio deve essere aperto e il rotore regolato a mano da un orologiaio. Ma Richard Mille non è un marchio normale. Ecco perché l’RM 35-03 Automatic Rafael Nadal ha un’innovazione brevettata a dir poco prodigiosa, un rotore a farfalla per la ricarica automatica. Questa innovazione è gestita proprio dal pulsante “Sport Mode” il quale, a tutti gli effetti, spezza a metà il rotore. «In che senso?», chiederebbe Leo-Verdone di Un sacco bello. Vediamo.

    La farfalla di Richard Mille

    Il rotore a farfalla è costituito da due bracci in titanio grado 5 con applicati alcuni segmenti periferici in metallo pesante. Sono collegati al pulsante a ore 7 attraverso un treno di ingranaggi dedicato al loro azionamento. Nella loro posizione iniziale, i bracci sono affiancati e costituiscono un classico rotore a mezzaluna da 180 gradi. In questa configurazione lo sbilanciano, concentrandone la massa da una parte e convertendo ogni movimento del polso in una rotazione utile a riavvolgere la molla.

    Premendo il pulsante “Sport”, gli ingranaggi dedicati al sistema “spezzano” il rotore posizionando simmetricamente a 180 gradi i due bracci, che gli fanno assumere la forma di una farfalla. In questo modo lo bilanciano e lo rendono meno sensibile ai movimenti del polso. Sospendendo quindi il processo di avvolgimento della molla di ricarica, se ne impedisce una tensione eccessiva che rischierebbe di danneggiarla.

    La disposizione divisa è quella prevista per l’utilizzo dell’orologio durante l’attività sportiva, in quanto distribuisce più uniformemente il peso del rotore stoesso, riducendo così l’usura del cuscinetto. È un meccanismo che in un certo senso ricorda quello di un cronografo rattrapante, che utilizza anch’esso una piccola molla: in questo orologio, essa tira con forza questi componenti piuttosto pesanti. Un piccolo display sul quadrante con le scritte “On” e “Off” a ore 6 indica, tramite una lancetta, se il sistema di carica è in funzione o disattivato, dopo aver selezionato la modalità “Sport”.

    Selezionare la marcia

    L’altro pulsante, quello indicato come “Selector”, non specifica che cosa seleziona. È vero che gli amanti di Richard Mille non hanno bisogno di spiegazioni perché conoscono già simili diavolerie nei suoi orologi, ma è singolare constatare come gli orologiai e gli ingegneri spesso non ragionano come un utente finale.

    Ebbene, come in altri orologi del marchio, il pulsante seleziona la funzione della corona. W per la carica (winding), N per il neutro (neutral), H per l’impostazione dell’ora (hour). Sempre sul quadrante, a ore 2:30, c’è un display più piccolo con un’altra lancetta rossa che indica le posizioni W, N e H per conoscere la funzione disponibile per la corona. Non sarebbe bastata una corona estraibile?, chiederete voi. Ma sarebbe stato un Richard Mille, chiedo io?

    Materiali al potere

    Svelato quindi il mistero del doppio pulsante, esco dal calibro e arrivo alla cassa. Le dimensioni sono le classiche, generose, cui ci ha abituati Richard Mille: 43,15 mm per 49,95 mm per 13,15 mm di spessore. Inutile, o quasi, ricordare che le dimensioni passano in secondo piano quando si parla di un orologio-piuma, il cui peso è dato dal combinato disposto di cinturino in caucciù, movimento scheletrato e cassa in materiale composito ultraleggero. Del resto, è pensato per risultare quasi impercettibile al polso durante l’attività sportiva.

    L’RM 35-03 Automatic Rafael Nadal con la cassa in questo straordinario materiale si affianca alle altre due versioni, quella in Blue Quartz Tpt e quella in White Quartz Tpt e Carbon Tpt. Si tratta di materiali leggeri, che lavorano in sinergia con la platina e i ponti del movimento in titanio grado 5 per garantire un comfort ideale mentre si gioca a tennis o si praticano altri sport agonistici. 

    Giusto per rinfrescare la memoria, il Carbon Tpt e il Quartz Tpt sono materiali composti da più strati di filamenti paralleli ottenuti dividendo fibre di carbonio o fili di silicio. Una resina impregna questi strati, che hanno uno spessore massimo di 45 micron, e poi una speciale macchina li tesse letteralmente, modificando l’orientamento della trama di 45 gradi tra uno strato e l’altro. Riscaldati a 120 gradi centigradi e lavorati a una pressione di 6 bar, questi materiali sono poi pronti per essere modellate su una macchina Cnc nella fabbrica di casse di Richard Mille. La cassa è poi assemblata con 20 viti scanalate in titanio grado 5 e con rondelle resistenti all’abrasione in acciaio inossidabile 316L.

    Se Richard Mille sposta gli equilibri…

    Segnalo infine il prezzo, che è di 211.000 franchi svizzeri tasse escluse. Tutto sommato un costo al di sotto di quello di molte altre referenze di Richard Mille, anche all’interno della collezione creata per Rafael Nadal. Per ulteriori dettagli sull’orologio, vi rimando alle didascalie e chiudo con una riflessione stimolata dal fatto che il Brand, nella cartella stampa di presentazione dell’RM 35-03 Automatic Rafael Nadal, parla di “effetto farfalla”.

    Lo fa, ovviamente, giocando sulla forma del rotore dell’orologio e mettendola in relazione a un’idea matematica presente nella teoria del caos. L’idea che piccole variazioni nelle condizioni iniziali di un sistema producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine del sistema stesso. Ebbene, è un po’ quello che è successo all’industria con l’arrivo di Richard Mille. Un Brand nel complesso piccolo rispetto ad altri colossi, che si è inserito nel sistema dell’orologeria con piccole variazioni che ne hanno modificato – in questo caso a breve termine – comportamento e condizioni. Un battito d’ali del marchio e l’orologeria è cambiata per sempre.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 4/12/23

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 4/12/23

    Tornano le Cronache dell’orologeria. Questa settimana più o meno tutte improntate (seppur in modi diversi) sull’argomento preferito dal pubblico italiano: lo sport. Ecco allora i testimonial (vecchi e nuovi), gli eventi speciali, la filosofia aziendale e perfino un insolito excursus nell’outwear più tecnico… Tanto per farvi capire come un unico tema possa essere interpretato con tante sfaccettature diverse. Buona lettura!

    Lifeproof

    Annunciata allo scorso Salone Nautico di Genova, adesso è una realtà tangibile. Si chiama Scafojacket ed è il risultato dell’inedita partnership fra Eberhard & Co. e Murphy & Nie. Un giubbotto tecnico waterproof e windproof: in nylon blu traspirante, a tre strati e con interno in pile “4 stagioni” dall’imbottitura in Thermore®, è pensato per uscire in barca ma è perfetto anche nella vita quotidiana. Per lui o per lei, si trova in vendita sul sito ufficiale. E dimostra la storica passione per il mare della Maison de l’Aigle in un modo del tutto nuovo.

    Cronache dell’orologeria… di nicchia

    Pisa Orologeria amplia la propria offerta di brand artigianali indipendenti. E diventa vetrina per Singer Reimagined, brand ginevrino diventato famoso per i cronografi ispirati agli anni ’60/’70: come gli esemplari della collezione 1969, Timer e Chronograph, ora esposti nel flagship store di via Verri 7, a Milano. Per chi non lo sapesse, Singer Reimagined è nato nel 2017 dall’incontro tra Rob Dickinson, fondatore di Singer Vehicle Design, e l’imprenditore Marco Borraccino. Che si dice orgoglioso della collaborazione: certo, è un milanese doc…

    L’irrefrenabile Shelly-Ann

    È piccola ma corre come un razzo. Ecco perché la chiamano Pocket Rocket, al secolo Shelly-Ann Fraser-Pryce: è lei, la velocista più premiata dell’ultimo decennio, il “nuovo acquisto” del team di campioni di Richard Mille. Un metro e 52 di muscoli, grinta e determinazione, la sprinter giamaicana ha tutte le doti che piacciono al Marchio, compreso l’impegno nella beneficenza. E a 36 anni non ha la minima intenzione di appendere la tuta al chiodo: anzi, si sta già preparando per le Olimpiadi di Parigi 2024 con l’RM 07 Automatic Sport al polso.

    Adrenalina pura

    Proprio oggi, Baume&Mercier ha annunciato un nuovo friend of the Brand: il giovane campione dell’automobilismo Marzio Moretti. Che, dopo aver corso in campionati monomarca come il Porsche Carrera Cup Italia, lo scorso anno ha debuttato nel Lamborghini Super Trofeo Europe e quest’anno si è piazzato terzo classificato. A dispetto dell’età – 21 anni! – tutti ne parlano come di un concentrato di maturità ed esperienza. Di sicuro ha le idee chiare: da mettere al polso ha scelto un nuovo Riviera blu. E dice che lo indosserà in pista e nel privato…

    Sotto i riflettori

    Foto James Gasperotti/Ciancaphoto Studio/Getty Images courtesy IWC

    I più attenti davanti alla tv se ne saranno accorti. Domenica 26 novembre, al termine del Gran Premio di Formula1 di Abu Dhabi, George Russell è salito sul terzo gradino del podio con indosso un IWC Double Chronograph Top Gun Ceratanium®. Bella forza, dirà qualcuno: la Casa di Sciaffusa e Mercedes-AMG Petronas sono partner da tempi immemorabili, quindi è ovvio che i piloti del team ne siano ambasciatori. Vero, però di solito è il sette-volte-campione-del-mondo Lewis Hamilton a salire agli onori della cronaca. Rivalità? Chi ha parlato di rivalità?!

    Festa dello sport

    Si è tenuto il 30 novembre, a Milano, il Garmin Beat Yesterday for Charity 2023. L’ormai consueto evento che promuove i valori fondanti dello sport, questa volta era focalizzato sull’altruismo. E ha riunito grandi sportivi noti per il fair-play, come Simone Moro o Emilia Rossatti, e tante celebrities: da Linus a Ghemon, da Vincenzo Nibali a Filippo Ganna fino a Kristian Ghedina… Tra i talk e la staffetta su smartbike, un aiuto concreto è andato a Obiettivo3, società sportiva voluta da Alex Zanardi per supportare gli atleti con disabilità.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Oroscopo di dicembre. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di dicembre. Previsioni e orologi, segno per segno

    Eccoci giunti all’ultimo mese dell’anno: come di consueto, anche il nostro oroscopo di dicembre inizierà con una carrellata sugli eventi celesti. Andiamo quindi a curiosare cosa avviene tra le stelle e cosa il futuro ha in serbo per noi, per poi passare ai singoli segni e ai relativi orologi. Solo alto di gamma, questa volta: che siano di buon auspicio per una buona fine e un buon inizio…

    Dicembre inizia con il Sole ancora nel segno del Sagittario: tempo propizio per ricaricarsi energeticamente e per dedicarsi ad attività spirituali. Se gli interessi sono di questo tipo – in senso lato: quindi dalla psicologia alla religione, dall’esoterismo ai diversi tipi di meditazione –, è un periodo particolarmente idoneo per approfondire il tema o intraprendere percorsi di crescita. L’ingresso di Mercurio nel Capricorno avverrà il giorno 1: come sempre, il dio dai calzari alati favorirà la comunicazione, sia che come agenti attivi – come nel caso di docenti e conferenzieri – sia come recettori. Ottimo momento per arricchire la propria mente o per trasmettere il proprio sapere agli altri.

    Inizio del mese piuttosto denso di eventi, lassù in alto: con l’ingresso di Venere in Scorpione il giorno 4 ci sarà un’amplificazione degli aspetti legati al mondo della bellezza, dell’affettività, dell’amore e dei sentimenti positivi. Se aggiungiamo che il giorno 6, finalmente, Nettuno cessa il moto retrogrado e torna a percorrere in senso diretto la volta celeste, avremo un vero boost di positività. Finalmente riusciremo a liberarci da una certa cappa di malinconia, che ultimamente aveva rattristato i nostri pensieri. Il 12 avremo Novilunio in Sagittario: nessun momento migliore di questo per stabilire nuovi obiettivi, fare progetti e intraprendere nuovi percorsi.

    Il giorno seguente, il 13, Mercurio inizierà il moto retrogrado: potrebbe ostacolare le comunicazioni, sia in senso diretto e personale che in senso lato. Attenzione, quindi, a come si interpreta quanto viene detto o scritto: necessario controllare che ciò che si comunica sia chiaro e correttamente recepito. Potrebbero esserci problemi a livello di apparati di trasmissione, collegamenti e quant’altro.
    Marte sarà per tutto il mese in Sagittario: favorirà nuovi incontri, nuove conoscenze, dalle quali potrebbe iniziare anche un rapporto duraturo, lavorativo o sentimentale.

    Il Sole lascerà il Sagittario per entrare nel segno del Capricorno il giorno 22: l’anno volge al termine. Non facciamoci prendere dai rimpianti e pensiamo a costruire un buon futuro, ricordandoci che, in ogni caso, l’unico tempo che veramente viviamo è sempre quello presente.
    Mercurio uscirà dal Capricorno il 23: dall’inizio del mese fino a quella data, il consiglio è quello di essere riservati, di dedicarsi all’osservazione di fatti e persone, di cercare di comprendere al di là delle apparenze.
    Il Plenilunio ci attende il 26: perfetto per godere la compagnia dei nostri cari, proprio in corrispondenza delle Festività.

    Ariete

    L’impeto dell’Ariete vi porta per natura a situazioni stressanti, almeno potenzialmente. La fine dell’anno, come di consueto, vi vedrà fare i conti con la stanchezza, fisica ma soprattutto emotiva, accumulata negli undici mesi precedenti. Cercate di delegare e di smussare i vostri lati più focosi, soprattutto in occasione degli incontri con parenti e amici. Non pretendete di avere sempre ragione e concedete, quando è necessario, l’onore delle armi. Le festività dovrebbero essere un momento sereno e di riconciliazione: anche se qualcuno dei presenti non sarà proprio di vostro gradimento, fate buon viso a cattivo gioco, evitando litigi o chiarimenti che – se proprio dovessero essere necessari – possono sicuramente attendere l’anno nuovo. Respirate profondamente, contate fino a 10 e dotatevi di un orologio dallo spirito zen.

    VOUTILAINEN Setsu-Getsu-Ka
    Cassa (39 mm) in titanio. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura. Quadrante laccato a mano dal Maestro Tatsuo Kitamura, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle. Il nome, che significa neve, luna e fiori, è una metonimia e rimanda a un tipico tema giapponese dell’arte e del design, originato da un poesia di Baj Juyi, poeta della dinastia Tang. Pezzo unico (calibro incluso).

    Toro

    Per i nati sotto il segno del Toro, l’oroscopo di dicembre sembra particolarmente propizio. Siete interiormente forti e tenaci, e non mancheranno le occasioni per dimostrarlo a quanti vi circondano. Attenzione a non strafare: se state combattendo per raggiungere un obiettivo, ricordate che l’importante è sempre ragionare a lungo termine. Vincere a mani basse una battaglia non implica che alla fine vinciate la guerra. E, in ogni caso, non siate distruttivi verso il vostro avversario. Anzi, dato il momento, potrebbe essere veramente utile reindirizzare la vostra energia verso le sfere mentali, cercando di costruire solide alleanze. Attenzione, in generale, ai veicoli e ai mezzi in movimento. Nessun pericolo invece dai moti orologieri, se non quello di lasciarsi piacevolmente ipnotizzare…

    GREUBEL FORSEY Tourbillon Cardan
    Cassa (45,5 mm) in titanio. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura, con 4 bariletti a coppie coassiali, grande tourbillon ad alta velocità (la gabbia compie una rotazione completa in 16 secondi), inclinato con un angolo di 30° e montato su due anelli mobili che si muovono avanti e indietro per mantenere il tourbillon orizzontale; indicazione dell’autonomia di 80 ore e piccoli secondi. Quadrante in oro multilivello e ajouré, lancette luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino vegano. Edizione limitata di 55 esemplari.

    Gemelli

    Mercurio retrogrado non gioca a favore dei Gemelli: siate molto, molto cauti nel pesare le parole che usate e ricordatevi che quello che dite potrebbe essere rivolto contro di voi. Siate prudenti nei rapporti lavorativi e limitate, o evitate, le confidenze. Qualcuno che credevate amico potrebbe rivelarsi tutt’altro. Se le vostre proposte e le vostre idee non trovano la calorosa accoglienza in cui speravate, evitate di insistere: meglio riconfezionarle sapientemente e ripresentarle in un momento più idoneo. Il Novilunio del giorno 13 potrebbe essere un buon punto di svolta. Verso la fine del mese, un amico o un conoscente di cui non avevate più notizia da tanto tempo potrebbe rifarsi vivo. Cercate di vederci lungo: per avere la vista di un’aquila, equipaggiatevi con un esemplare dedicato…

    URWERK UR-230 Eagle
    Cassa (44,81 x 53,55 mm x 18,38 mm) in carbonio Cpt e titanio Dlc nero, con cover apribile. Movimento meccanico a carica automatica, di manifattura, con ricarica e sistema di ammortizzatori a turbine, indicazione satellitare delle ore e retrograda dei minuti. Lancette, indici e numeri luminescenti, vetro zaffiro, cinturino in gomma. Edizione limitata di 35 esemplari.

    Cancro

    Mercurio retrogrado influenza negativamente la sfera della comunicazione: per voi nativi del Cancro, in modo particolare, questo potrebbe implicare l’arrivo di informazioni sgradite. Che si tratti di frasi o di immagini che coinvolgono il vostro partner o il vostro migliore amico, non siate affrettati nel prendere decisioni e giocate le vostre carte con astuzia. Può darsi che quanto vi viene riferito sia vero, ma potrebbe essere solo una mossa destabilizzante, basata su menzogne, da parte di chi è invidioso della vostra situazione. Prendete tempo, analizzate molto bene sia i fatti che le persone, e rimandate ai mesi a venire, se possibile, qualsiasi decisione importante. Attrezzatevi con un bel calendario perpetuo che vi aiuti a scandire il trascorrere del tempo.

    F.P.JOURNE Classique Quantième Perpétuel
    Cassa (40 o 42 mm) in platino. Movimento meccanico a carica automatica, di manifattura, realizzato in oro rosa 18K, con autonomia di 5 giorni, calendario perpetuo con indicazioni a cambio istantaneo e grande datario. Quadrante in argento guilloché, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore.

    Leone

    Per i nati in Leone, l’oroscopo di dicembre prevede sia momenti intensi che occasioni di relax e serenità, da cogliere per ricaricarsi in vista dell’anno che verrà. Siete abituati a mettere voi stessi in tutto ciò che fate, spesso la dea bendata premia il vostro coraggio: sappiate, però, che anche le forze vanno dosate e non si può sempre vivere una vita in fuori giri. La Luna crescente favorirà nuovi incontri, nuove opportunità: non cercate di ottenere tutto subito, ma impegnatevi in un’attenta preparazione. La buona semina presto porterà ottimi raccolti. Fine dell’anno all’insegna di un evento inatteso. Siate disponibili verso i vostri cari, trattenete la vostra natura irruenta e non fate pesare il vostro carisma di leader anche nelle piccole cose. Certi orologi possono raccontare molto di voi, più di tante parole.

    RICHARD MILLE RM 031 Manual Winding High Performance Chronometer Cassa (50 mm) in titanio, con lunetta e anse in platino. Movimento meccanico a carica manuale con ponti e platina in Arcap, doppio bariletto, ancora a impulso diretto, selettore di funzione. Quadrante in vetro zaffiro, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in gomma. Edizione limitata di 10 esemplari.

    Vergine

    La frenesia dei preparativi per le feste potrebbe andare di pari passo con Mercurio retrogrado, creando momenti di ansia e di disagio ai nati sotto il segno della Vergine. La vostra indole, ordinata e programmatrice, potrebbe non gradire cambi di rotta dell’ultimo minuto o piccoli incidenti di percorso, che non permettano la perfetta realizzazione di quanto avevate pianificato. Tranquilli: secondo l’oroscopo di dicembre, nella seconda metà del mese ogni cosa si risistemerà. Non fatevi travolgere dall’ansia o dal risentimento, il tempo gioca a vostro favore e l’anno andrà a chiudersi serenamente. A volte, quello che sembra esserci sfavorevole sul lungo periodo potrebbe rivelarsi invece foriero di inaspettata positività. Temporeggiate e distraetevi con un orologio scenografico…

    HALDIMANN H1 Flying Central Tourbillon
    Cassa (39 mm) in platino. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura, con scappamento proprietario, grande tourbillon volante centrale (17,8 mm Ø). Quadrante argenté, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. Esemplare interamente realizzato a mano, senza l’ausilio di macchine Cnc.

    Bilancia

    Già il vostro segno mostra uno dei tratti distintivi della vostra natura: il senso di giustizia. Nel mese di dicembre potreste essere chiamati in causa, se non direttamente, come consiglieri o consulenti in vicende che vedono lesa una persona amica o un familiare. D’altronde, la vostra disponibilità caratteriale è certamente nota a chi vi circonda. Questo aspetto dei nati in Bilancia, la generosità nei rapporti umani, non deve però portarvi a dimenticarvi che dovete trovare dello spazio anche per voi e che non potete farvi carico di tutti i problemi del mondo. Approfittate dei giorni di festa per riposare, se possibile, evitando di farvi coinvolgere eccessivamente in preparativi che comportino fatiche, stress, corse dell’ultimo minuto. Resettate la vostra mente come fosse una rimessa all’ora di precisione.

    C by ROMAIN GAUTHIER Titanium Edition Five
    Cassa (41 mm) in titanio grado 5. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura, con ponti in titanio grado 5, autonomia di 60 ore, nuovo meccanismo stop-secondi, piccoli secondi. Quadrante in titanio grado 5 inciso a mano, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in gomma. Edizione limitata di 38 esemplari.

    Scorpione

    Nati sotto il segno dello Scorpione, attenti! Secondo il vostro oroscopo di dicembre, le difficoltà di comunicazione della prima parte del mese potrebbero non solo riguardare la comunicazione verbale, ma anche la sfera non verbale. Potreste ferire, offendere o essere vittime di osservazioni malevole anche se state zitti, per esempio con l’esibizione di un’eccentricità inopportuna in occasioni formali o con espressioni facciali che possano infastidire gli interlocutori. La coda puntuta è la vostra arma di elezione, cercate di indirizzarla bene per evitare di danneggiare voi stessi. L’autostima è sempre necessaria, naturalmente, ma provate a utilizzare di più il dialogo, senza passare subito alla fase conflittuale. Controllatevi. E gratificatevi con un esemplare che fa della precisione la propria missione.

    FERDINAND BERTHOUD Chronomètre FB 3SPC
    Cassa (42,3 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura, con bilanciere a inerzia variabile e spirale cilindrica, indicazione dell’autonomia di 3 giorni, grande contatore dei secondi; con certificato ufficiale di cronometro rilasciato dal Cosc. Quadrante sabbiato, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore.

    Sagittario

    Come lo Scorpione, anche voi nati sotto il segno del Sagittario siete dotati di un’arma: l’arco e le frecce. Risoluti e tenaci, entusiasti e leali, non siete però immuni in questo periodo dall’essere bersaglio, a vostra volta, di voci non sempre positive. Cercate il chiarimento in modo pacato e ben fondato: rimanderete così al mittente le insinuazioni menzognere. Non trascurate la vostra salute: meglio un controllo in più, che uno in meno. Tra il giorno 26 e la fine dell’anno potrebbe esserci un invito inatteso: avete lasciato alle spalle il vostro segno, cogliete la proposta e regalatevi un fuori programma interessante. Concedetevi un orologio fuori dagli schemi, che sappia esprimere tutta la vostra cultura orologiera – alla faccia di chi vi vuole male.

    DE BETHUNE DB28XP Kind of Blue
    Cassa (43 mm) in titanio grado 5 azzurrato lucido. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura, con spirale proprietaria, ruota di scappamento in silicio, indicazione dell’autonomia di 6 giorni lato fondello. Quadrante multivilello in titanio grado 5 azzurrato (incluso il ponte triangolare), con decoro Microlight sul fondo, lancette luminescenti, indici sferici, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore.

    Capricorno

    Il mese di dicembre vede l’inizio del vostro segno: le feste porteranno un po’ di trambusto nelle vostre abitudini. Voi nati sotto il segno del Capricorno, attenti e meticolosi, tendete a volte a voler troppo tenere tutto sotto controllo. Soprattutto durante le feste, un minimo di elasticità non significherà aver rinunciato alla propria personalità. Al contrario, vi permetterà di essere giudici meno severi soprattutto verso voi stessi, aggiungendo una nota più leggera alla vostra routine quotidiana. Dopo il Plenilunio, potrebbero esservi proposte occasioni di vario genere riguardanti la musica, la danza e le arti affini: il momento è ottimo per accoglierle positivamente. Concedetevi il sogno di un orologio a tema, che sappia incantarvi con i suoni e con le immagini…

    VAN CLEEF & ARPELS Lady Arpels Ballerine Musicale Emeraud Cassa (44,5 mm) in oro bianco, interamente tempestata di diamanti (7.49 carati in totale). Movimento meccanico a carica manuale, con indicazione delle ore ad andamento retrogrado, animazione su richiesta e dispositivo a suoneria (con carillon) che riproduce Pelléas et Melisande, Op. 80 di Gabriel Fauré. Quadrante rotante dipinto a mano con 5 ballerine, vetro zaffiro, fondello inciso, cinturino in pelle di alligatore. Ispirato al balletto Jewels di George Balanchine.

    Acquario

    Indipendenti ed esploratori, voi nati sotto il segno dell’Acquario vi apprestate ad affrontare un mese interessante. A patto che evitiate gli eccessi: la tavola delle feste è sempre attraente, ma non si può indulgere troppo. Non rovinatevi il Capodanno con gli stravizi dei giorni precedenti. L’arrivo di una persona che viene da luoghi lontani riaccenderà in voi la voglia di viaggiare: vi attendono piacevoli momenti di scambio di esperienze e conoscenze. Il cielo vi è propizio per fare programmi: iniziate a organizzare il prossimo viaggio importante o la prossima avventura dello spirito, magari proprio quella che volevate fare prima del lockdown e che adesso, finalmente, potreste intraprendere. Conciliate il tutto con un esemplare da globetrotter che alluda all’Altrove.

    PATEK PHILIPPE Ref 5231G Ora Universale Alto Artigianato
    Cassa (38,5 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica automatica, di manifattura, con micro-rotore decentrato in oro rosa, con ore del mondo, indicazione delle 24 ore e funzione giorno/notte per i 24 fusi orari. Quadrante in oro con smalto cloisonné Grand Feu (Sud-Est asiatico e Oceania), vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore.

    Pesci

    Per i nati sotto il segno dei Pesci è in arrivo un mese positivo. Con un unico consiglio: non trascurate le precauzioni sul fronte della salute. L’oroscopo di dicembre prevede un possibile inizio con situazioni di stress, alle quali è necessario reagire in modo ponderato, evitando di accendere discussioni che, alla lunga, diventerebbero negative per voi anche se la ragione fosse dalla vostra parte. Una trattativa che state a lungo negoziando ha ottime probabilità di andare finalmente in porto, liberandovi da un pensiero che ingombrava la vostra mente da troppo tempo. Giove particolarmente favorevole aprirà nuove possibilità e vi permetterà di ampliare i vostri orizzonti. Favoritene l’azione con un orologio del tutto inusuale.

    MB&F HM11 Architect
    Cassa (42 mm x 23 mm di spessore) in titanio grado 5, rotante su un asse centrale. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura, con ponti Pvd blu, sistema di ricarica attraverso la rotazione della cassa, autonomia di 96 ore, tourbillon volante al centro. Tre display laterali con indicazione di ore e minuti, dell’autonomia residua, termometro meccanico; corona di carica della stessa forma conica, vetri zaffiri, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 25 esemplari, altrettanti in oro rosso.

  • RM 21-02 Tourbillon Aerodyne: l’high-tech di Richard Mille

    RM 21-02 Tourbillon Aerodyne: l’high-tech di Richard Mille

    L’RM 21 non è certo una novità per Richard Mille. Lanciato nel 2009, da allora ha conosciuto diverse variazioni sul tema, in cui il Marchio ha sempre dimostrato la propria passione per la ricerca materica. Anche il nuovo RM 21-02 Tourbillon Aerodyne prosegue su questa strada, ma si spinge oltre: adotta un mix di materiali high-tech che ne trasformano l’estetica e gli regalano un’allure modernissima.

    Abbigliamento tecnologico

    Quarzo Tpt, carbonio Tpt e titanio grado 5: ecco di cosa è fatta la cassa dell’RM 21-02 Tourbillon Aerodyne, in una combinazione interamente giocata nei toni del bianco e del nero. In pratica la tipica forma tonneau di Richard Mille mantiene il formato extralarge di sempre, ma acquista una leggerezza e una resistenza senza pari grazie ai componenti plasmati in materiali peso piuma di elevata durezza, mutuati dall’industria aeronautica e automobilistica.   

    Quarzo Tpt e carbonio Tpt (l’acronimo sta per “tecnologia a strati sottili”) sono dei compositi laminati prodotti da un’azienda svizzera specializzata, la North Thin Ply Technology, che ha sede fuori Losanna e con cui Richard Mille collabora da anni. Il titanio grado 5 è una lega utilizzata in modo diffuso in orologeria. Il Giornale degli Orologi se n’è già occupato più volte, quindi evito di ripetere quanto già scritto sui loro processi di fabbricazione e proprietà varie.

    La cassa dell’RM 21-02 Tourbillon Aerodyne

    Preferisco invece spostare l’attenzione sull’architettura composita della cassa, forse una delle più complesse di tutto il catalogo Richard Mille. La struttura di base è infatti in titanio grado 5 satinato (con tutto quello che la cosa comporta), ed è rivestita non da una semplice lunetta ma da un’altra struttura in carbonio Tpt nero, a sua volta circondata da due segmenti ad arco, come due parentesi, in quarzo Tpt bianco.

    Sempre in quarzo Tpt bianco è anche il fondello. I diversi componenti sono montati con viti passanti in titanio grado 5, in tutto una ventina, protette dai caratteristici pilastri (o colonne, chiamateli come volete) in carbonio Tpt. Due vetri zaffiri sono incastrati all’interno, sia côté cadran sia côté fond, insieme a due o-ring in nitrile che garantiscono un’impermeabilità fino a 5 bar.

    Per non appesantire il discorso, scriverò ulteriori dettagli nelle didascalie in alto, a corredo della ricca gallery che illustra le fasi di assemblaggio della cassa. Ci tengo invece a sottolineare che questa costruzione è stata concepita e realizzata “in simbiosi” con la meccanica, secondo un’ideazione integrata che tiene conto contemporaneamente di cassa, quadrante e movimento. Basti dire che nell’RM 21-02 Tourbillon Aerodyne non esiste alcun anello di incassaggio: il calibro è fissato direttamente alla cassa, montato su supporti elastici in gomma che servono anche da ammortizzatori per eventuali urti.

    Il movimento…

    Già, il calibro: si tratta dell’RM 021, ormai ben conosciuto ma non per questo meno straordinario. A carica manuale, è fornito di tourbillon a un minuto, indicazione dell’autonomia residua, indicazione della coppia e selettore di funzione. Ma prima di spiegarne le funzioni, devo raccontare come è fatto. E non mi riferisco alle consuete raffinatezze tecniche cui Richard Mille ci ha ormai abituati. Oltre ai ponti in titanio grado 5, al bilanciere a inerzia variabile, al bariletto a rotazione rapida, al profilo a evolvente della dentatura del bariletto, c’è di più.

    C’è infatti la platina a nido d’ape in Haynes 214. Una lega composta da nichel, cromo, alluminio e ferro, sviluppata per fornire a un acciaio austenitico massima ossidazione ad alte temperature (superiori ai 995°C). Che è utilizzata per esempio nell’automotive (nei convertitori catalitici), nell’industria delle turbine a gas, negli impianti di riscaldamento industriale come negli inceneritori dei rifiuti ospedalieri. Dotata di un’anima in carbonio Tpt, la platina così fatta risulta estremamente rigida, poco soggetta alla dilatazione termica e molto resistente alla torsione.

    …e le funzioni dell’RM 21-02 Tourbillon Aerodyne

    Riguardo alle funzionalità, due display ad arco in posizione simmetrica sulla parte alta del quadrante mostrano appunto l’indicazione dell’autonomia di 70 ore e quella della coppia. Quest’ultima permette di conoscere la tensione della molla del bariletto, visualizzata su una scala da 1 a 12 e misurata in Newton millimetri (Nmm). Come spiegano da Richard Mille, al di sotto di 5,3 Nmm la tensione della molla è troppo debole; sopra i 6,5 Nmm è eccessiva. Dato che coppia e autonomia residua influiscono sulla costanza di marcia e quindi sulle prestazioni cronometriche dell’orologio, lo scopo di queste indicazioni è aiutare il possessore a farlo funzionare in modo ottimale.  

    Non credo sia necessario parlare del tourbillon, se non per dire che è in posizione simmetrica rispetto al bariletto, lungo l’asse verticale; e che è di grandi dimensioni, come si vede a occhio nudo: il bilanciere misura 10 mm di diametro, la gabbia 12,3 mm. Vale la pena spendere qualche riga anche sul selettore di funzione, che ricorda il cambio di un’automobile. Coassiale alla corona di carica, un pulsante permette di scegliere la funzione voluta, fra la carica manuale (W, cioè winding), la posizione neutra (N, tipo “in folle”) e la rimessa dell’ora (H, come hands, per la regolazione delle lancette). Le indicazioni sono riportate con una piccola lancetta apposita, a ore 4.

    Dati finali

    Concludo con le ultime, doverose informazioni sull’RM 21-01 Tourbillon Aerodyne. Fondamentale è il prezzo: 796mila franchi svizzeri, tasse escluse (a conti fatti, circa un milione di euro, una volta aggiunta l’Iva). E poi l’edizione limitata di 50 esemplari, a sottolineare l’esclusività della creazione.  

  • Illustrazione e orologeria, Björn Altmann racconta

    Illustrazione e orologeria, Björn Altmann racconta

    Il connubio fra illustrazione e orologeria, iniziato oltre un secolo fa, sembra continuare a gonfie vele. Proprio come un tempo, il mondo delle lancette si serve delle immagini disegnate come mezzo di comunicazione per promuovere iniziative e nuovi prodotti. Rispetto al passato, però, la differenza sta nell’uso del digitale, sia nella creazione (con programmi ad hoc), sia nella diffusione delle immagini. Abbandonati i poster pubblicitari e le pagine dei giornali, i marchi oggi prediligono l’online a tutti i livelli, dagli e-shop ai social media.

    Creatività illustrata

    Lo si è visto di recente, per esempio, con la campagna creata da Richard Mille per l’RM 07-01 Coloured Ceramics, cui si poteva accedere tramite un QR Code che svelava un mondo a parte: una giornata di vacanza nei paesi caldi e insieme un momento di introspezione personale. La cosa divertente, a ben vedere, era che la visione stessa della storia rappresentava un intervallo ludico, perché permetteva di “staccare” per un po’ dalla realtà, di passare del tempo in relax pur lavorando.

    Mentre per le festività natalizie è ormai un appuntamento ricorrente il video (e relativi frame) di TAG Heuer, popolato da elfi “collaudatori”, con tanto di tuta e casco. Ogni volta dedicato a un tema diverso, quest’anno è ambientato negli studios hollywoodiani: ricco di riferimenti cinematografici, è anch’esso un gioco in cui si devono riconoscere i vari film che vedono gli orologi del Marchio protagonisti al centro dei set. Potete vederlo a questo link.

    E merita almeno un cenno anche il feed di Instagram dell’Orologeria Bobba Vercelli. Il content creator appassionato di Citizen riesce a dare interpretazioni sempre nuove degli esemplari del colosso giapponese, con un punto di vista originale che a volte sembra fare da tramite fra la cultura nipponica e quella occidentale. E gli esempi potrebbero essere numerosi, basta guardarsi attorno con attenzione per scoprirne altri.

    Ma al di là di quest’attitudine creativa, in cui il disegno – indipendentemente dalla tecnica usata e dai soggetti sviluppati – è il mezzo espressivo prediletto far andare a briglia sciolta la fantasia, c’è anche un modo più tecnico per concepire il rapporto illustrazione e orologeria.

    La parola all’insider

    Per mettere a fuoco il fenomeno nella giusta prospettiva, quindi, ci siamo confrontati con un addetto ai lavori: Björn Altmann. Di origine tedesca ma londinese d’adozione, l’illustratore, graphic designer, tipografo – con un focus particolare sul branding -, proprio in quanto insider è un interlocutore ideale per farci raccontare il legame fra il mondo delle lancette e quello dei disegni. Non ci soffermiamo dunque su di lui (per conoscerlo meglio, il suo profilo è qui), ma su quanto ha da dire riguardo a illustrazione e orologeria.

    Altmann è reduce infatti da due impegni nel mondo delle lancette. Da un lato ha contribuito alla realizzazione del libro TAG Heuer Carrera: The Race Never Stops, una monografia dell’esemplare nato 60 anni fa. E dall’altro ha creato la campagna Classics Immortalised per lo storico marchio zurighese Ollech & Wajs. Collaborazione, quest’ultima, che consente di vedere per la prima volta i modelli originali OW nel loro stato di prototipo.

    «Nel mondo dell’orologeria si fanno vari utilizzi delle illustrazioni», spiega. «In generale, dipinti a olio o disegni a matita molto dettagliati potrebbero essere commissionati per una boutique o per un evento organizzato da un marchio. Anche collezionisti, rivenditori e canali YouTube commissionano lavori che poi verranno visualizzati in qualche modo. Nel mio caso, però, quello che faccio è diverso. Il mio lavoro riguarda soprattutto la rappresentazione tecnicamente accurata di un particolare orologio, soprattutto quando la fotografia non è un’opzione».

    Il suo approccio infatti è soprattutto tecnico. E le sue illustrazioni, realizzate in digitale, sono perfette riproduzioni dei diversi modelli, quasi fossero una sorta di rendering o di fotografia… «C’è una certa estetica iperreale che va di pari passo con il mio stile e che non può essere ottenuta usando la fotografia», puntualizza lui. «Recentemente ho realizzato alcune illustrazioni per la casa d’aste Watches of Knightsbridge, che desiderava questo stile in particolare». 

    L’eclettico legame fra illustrazione e orologeria

    Ma entriamo nel dettaglio di ciò che hai fatto per il nuovo libro di TAG Heuer, per il quale hai realizzato più di 530 illustrazioni…
    «Per il libro TAG Heuer Carrera, l’obiettivo principale era quello di creare un look uniforme per 530 referenze, che coprono i 50 anni di vita dell’orologio, dal 1963 al 2023. Spesso gli esemplari d’epoca non sono in buone condizioni, oppure non è possibile fotografarli perché si trovano in collezioni sparse in tutto il mondo. Dato che TAG Heuer cercava una sorta di catalogo di riferimento neutro, piuttosto che una rappresentazione degli orologi reali con tutta la loro patina di storia, il mio stile di illustrazione era l’approccio perfetto».  

    Raccontaci invece cos’hai fatto per la campagna di Ollech & Wajs.
    «Qui il lavoro consisteva in una serie di nove orologi che non esistono più o, se esistono, sono in pessime condizioni. L’idea era quella di creare immagini di come sarebbero stati quando avessero lasciato la fabbrica. Il cliente in questo caso mi ha detto che amava il mio approccio illustrativo “oggettivo” e senza tempo. Ha visto un’analogia con il modo in cui un illustratore scientifico visualizzerebbe o registrerebbe i campioni: fedele e accurato in ogni dettaglio».

    Mentre nel collezionismo…
    «Le illustrazioni degli orologi sono frequentemente commissionate come opere d’arte da collezione. Spesso sono astratti e/o richiedono molto tempo, come un dipinto ad olio. Il tempo necessario per realizzarli però è secondario, perché il loro unico scopo è essere appesi al muro. Eppure credo che anche in questo lavoro la velocità sia importante. Quando un collezionista viene da me con una moodboard per un ordine speciale, di solito gli rispondo con l’immagine entro uno o due giorni».

    Progetti futuri? «Presto ci sarà un’altra nuova collaborazione orologiera». Non avevo dubbi: il connubio illustrazione e orologeria continua ad andare a gonfie vele…

  • RM 07-01 Ceramiche Colorate: l’estate senza fine di Richard Mille

    RM 07-01 Ceramiche Colorate: l’estate senza fine di Richard Mille

    L’estate è ormai finita. «Finalmente, non se ne poteva più», dice chi – come me – mal sopporta le ondate di caldo afoso portate alle nostre latitudini dai vari anticicloni africani. Eppure, c’è chi auspica un’estate eterna, almeno virtualmente. S’intitola proprio Endless Summer la campagna creata da Richard Mille per la nuova collezione RM 07-01 Ceramiche Colorate. Fatta appunto con coloratissime illustrazioni, racconta la giornata di vacanza di una donna, da qualche parte ai Tropici.

    Storie creative

    In realtà, nello storytelling, estate è proprio sinonimo di vacanza in un luogo del cuore, che per la protagonista significa una tenuta sull’oceano (estate lo definirebbero gli anglosassoni, guarda caso…). Una splendida dimora con piscina e campi da tennis, molo e barca a vela, fra palme e spiagge dorate. Poco lontano da una città dove si arriva in idrovolante e si può fare skateboard sul lungomare o thai chi al parco, e la sera partecipare a party in discoteca o su un maxi-yacht. Beata lei.

    Ma oltre le escursioni in una natura rigogliosa, oltre il surf, lo shopping e l’aperitivo al tramonto, c’è tanto altro. Lo racconta anche la voce narrante nel video a tema, sul feed ufficiale di Richard Mille in Instagram (merita un’occhiata…). Ci sono i ricordi e gli affetti, il passato che si confonde con il presente, la continuità con le estati dell’infanzia, il tempo trascorso e le aspettative disilluse, le domande esistenziali senza risposta, ma soprattutto la consapevolezza del momento, l’importanza del qui e ora.

    Ciò che colpisce, al di là della storia, è l’uso vivido del colore, che non solo rimanda alla solarità di una luce abbagliante, ma genera anche ottimismo e gioia di vivere. Che poi sono i concetti alla base dell’estetica del Gruppo Memphis, il collettivo artistico fondato da Ettore Sottsass negli anni Ottanta. Ispirato nel nome da una canzone di Bob Dylan, omaggio alla città di Elvis, propugnava un mix di forme geometriche e colori accesi, fra Art Déco e Pop Art. In netto contrasto con il serioso minimalismo del decennio precedente, diede una svolta radicale all’idea stessa di design.

    Forme e nuance dell’RM 07-01 Ceramiche Colorate

    Forme geometriche e cromie accese, del resto, si ritrovano anche nei nuovi esemplari dell’RM 07-01 Ceramiche Colorate: seguito ideale della collezione lanciata nell’estate 2021 ma sviluppata in un modo del tutto nuovo. Il quadrante ora è formato da molti più elementi geometrici: rettangoli, triangoli, quadrati, semicerchi… Posati su una struttura in oro rosso Pvd grigio, sono realizzati con materiali, sfumature e decori diversi, accostati l’uno all’altro in totale libertà. Frammenti di ceramica, gomma, oro sono satinati, laserati, lavorati a guilloché o tempestati di microscopici diamanti. Saturi di colori pastosi – a volte elettrici o vitaminici, altre tenui e delicati -, creano composizioni rigorose ma fantasiose allo stesso tempo. Ispirate proprio al Gruppo milanese di Sottsass, De Lucchi, Cibic & Co.

    La cassa tonneau in ceramica dell’RM 07-01 Ceramiche Colorate è invece identica a quella degli esemplari precedenti. Lady size, ha la lunetta e il fondello in ceramica Tzp (Zirconio tetragonale policristallino), colorata nei toni del Lavender Pink, Blush Pink e Powder Blue – ovvero lavanda, rosa cipria e azzurro polvere. Ricordo che la ceramica è un materiale leggero ma resistente, inscalfibile da urti e graffi, del tutto anallergico e immutabile nel tempo. Estremamente difficile da lavorare, richiede strumenti adeguati (utensili con punta diamantata), ma permette di ottenere una straordinaria finitura mat. Opaca anche la carrure in oro bianco, microbillé, con le colonne lucidate a mano.

    Ulteriori tocchi cromatici sono dati infine dalla corona, sempre in oro bianco ma circondata da un anello in caucciù, e ovviamente dal cinturino morbido (perché imbottito). In pelle lucida dai colori contrasto, ha la parte terminale in tessuto con un decoro a tratteggio che ricorda proprio i motivi tipici di Memphis. E si allaccia al polso con un sistema a Velcro estremamente pratico e confortevole. Un dettaglio, certo, ma allo stesso tempo un simbolo dello chic rilassato sinonimo di vacanza.

    La meccanica

    Concludo con la descrizione del movimento, non perché sia meno importante ma perché si tratta del consueto calibro Crma2. A carica automatica, dalla costruzione scheletrata, presenta tutte le caratteristiche meccaniche cui Richard Mille ci ha ormai abituati (e che ormai diamo quasi scontate nei suoi esemplari). Tuttavia, se le si analizza nel dettaglio, ci fanno comprendere il contenuto tecnico elevatissimo raggiunto dai movimenti della Maison, risultato di studi curati, di specifiche competenze e di fornitori di qualità.

    A cominciare dal materiale di cui sono fatti platina e ponti: titanio grado 5, una lega leggera, robusta e che conferisce la rigidità necessaria al buon funzionamento di tutti gli ingranaggi. Oppure il bariletto a rotazione rapida, che garantisce prestazioni migliori anche in funzione della costanza di marcia. O ancora il rotore a geometria variabile, che si può regolare in relazione all’attività fisica di chi indossa l’orologio. Tutte cose che alla fine rendono l’RM 07-01 Ceramiche Colorate super-affidabile, che lo si usi in vacanza o nella routine quotidiana. Perché se anche l’estate ha una fine, un orologio può migliorarci un po’ la vita. E in questo caso anche farci sognare…

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 13/10/2023

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 13/10/2023

    Acquisizioni immobiliari e aperture di nuove boutique, un simpatico genetliaco e l’ormai ricorrente fiera di settore che conquista sempre più marchi e pubblico. In pratica, questa settimana, le nostre Cronache dell’orologeria sono dedicate alle notizie di corporate (e affini). Non ce ne vogliano quanti si sono dati da fare nell’ultimo periodo con eventi sportivi e mondanità varie: li ritroveremo tutti la prossima settimana, promesso…

    Buon compleanno, Tex!

    La scorsa settimana, il tempio dello shopping meneghino – la Rinascente di piazza Duomo – ha festeggiato con allestimenti e installazioni ad hoc i 75 anni di Tex Willer, il personaggio dei fumetti di Sergio Bonelli. Alle celebrazioni non poteva mancare Eberhard & Co., che di recente ha dedicato al Ranger un’edizione limitata (anzi tre) del Chrono 4 Pards. La Maison de l’Aigle ha quindi celebrato l’Aquila della notte con un evento speciale, e nei giorni successivi ha personalizzato la vetrina di Rocca 1794 al piano terra. Un po’ in ritardo, ma… ancora auguri!

    Cronache dell’orologeria indipendente

    Il prossimo weekend, a Tortona, si tiene la IV mostra-mercato WOI – Watches of Italy Ormai diventata un appuntamento imperdibile con l’orologeria indipendente italiana (intesa come filiera, a 360°), quest’anno riunisce una cinquantina di marchi: soprattutto microbrand nostrani ma anche qualche nome internazionale di rilievo. Da segnalare la tavola rotonda La professione dell’orologiaio in Italia – con, fra gli altri, Gabriele Ribolini e Irene Baiardi. Complimenti all’organizzatore Fabrizio Dellachà e al suo braccio destro Silvia Bonfanti…

    Shopping milanese (e non solo)

    Via Montenapoleone 21: IWC Schaffhausen non poteva che inaugurare la nuova boutique nella via milanese più chic. Uno spazio dall’inedito concept: mix di materiali tecnici e de luxe, pavimenti e soffitti scuri a contrasto con le finiture luminose delle pareti. L’ambiente coinvolge tutti i sensi e invita a restare, catturati anche dal videowall a parete intera. Non solo. IWC ha annunciato un’ulteriore opening con Haussman & Co., in via del Babuino a Roma, mentre ha già riaperto il flagship store in Rodeo Drive, a Beverly Hills. Alla grande!

    Ospitalità extralusso

    Nuovo flagship store a Singapore per Richard Mille, inaugurato di recente nel quartiere di Orchard Road, in St. Martin. Lo spazio di 700 metri quadri accoglie tanti ambienti diversi con arredi creati ad hoc: dalla biblioteca al crafting space, dai privé all’esposizione. Fino all’opera dell’artista francese William Amor: un ulivo radicato nella struttura (simbolo di infiniti valori, tra cui il rimando all’amato bacino del Mediterraneo). Lo stuolo di persone che vi hanno lavorato non lascia dubbi: ancora una volta Richard Mille ha fatto le cose in grande…

    London Calling

    Swatch Group ha da poco acquistato uno dei palazzi più lussuosi della capitale inglese, al 171 di New Bond Street. Costruito nel 1856, composto da 562 metri quadri sviluppati su cinque piani, l’edificio ospita dal 2006 un Salon di Harry Winston. Costo dell’operazione: 90 milioni di franchi svizzeri. Ma non è tutto. Quest’anno, infatti, il Gruppo ha già acquisito un’altra proprietà di 1.347 metri quadri al civico 32/33 di Old Bond Street (per 120 milioni di franchi svizzeri) e un negozio sugli Champs Elysées a Parigi. Quando si dice “allargarsi”…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Oroscopo di ottobre. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di ottobre. Previsioni e orologi, segno per segno

    L’autunno è iniziato: l’oroscopo di ottobre ne evidenzia la natura di stagione di trasformazione. Tempo di rinnovamento, quindi: proviamo ad analizzare cosa succede nel cielo per cercare di orientarci meglio nella nostra quotidianità. Potremmo anche farci ispirare dall’orologio del nostro segno, tra pezzi iconici e modelli inediti, scelti per voi in funzione delle previsioni astrali.

    Ma per prima cosa, come di consueto, andiamo a esaminare i dati astronomici del cielo di ottobre.
    Il mese si apre con il Sole ancora nel segno della Vergine, che passerà in Bilancia il giorno 18. Il 1° ottobre si avrà una congiunzione di Luna e Giove nel segno del Toro, mentre lo stesso giorno Mercurio entrerà nel segno della Vergine per poi passare in Bilancia il 19.

    Da segnalare la presenza di Venere in Leone, per tutto ottobre: bellezza e forza in piena sinergia, quindi. Quasi per l’intero mese, poi, Marte transiterà in Bilancia, offrendo un quadro aperto a molteplici letture.
    Il giorno 10 terminerà il moto retrogrado di Plutone, in Capricorno. Il 14, eclissi solare: come sempre, un importante segno celeste.

    L’ultima decade del mese vedrà Venere nella Vergine in trino con Giove in Toro, e Mercurio nello Scorpione in trino con Saturno in Pesci. Un’ulteriore eclissi, stavolta lunare, il giorno 28 connoterà la fine del mese.
    Passiamo ora a esplorare come tutto questo andrà a riflettersi nei dodici segni zodiacali.

    Ariete

    Per voi nati nel segno dell’Ariete l’oroscopo di ottobre mostra segni molto positivi nella sfera della creatività. Che si tratti di un’intuizione fulminante o della maturazione di un progetto cui stavate lavorando da tempo, tutto è propizio per passare all’opera. Potrebbe essere un corso di aggiornamento, l’inizio di un’attività, la presentazione di un nuovo prodotto: adesso, è il momento giusto. La natura impetuosa dell’Ariete troverà un perfetto contraltare nei segni della Vergine e della Bilancia, denotati da metodo, ordine ed equilibrio. Assecondate la vostra inventiva con un orologio “artistico”, meglio se fatto su misura per voi.

    KONSTANTIN CHAYKIN Ristmons Clown
    Cassa (42 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro K07-0 di manifattura, con indicazione delle ore e dei minuti su dischi rotanti, fasi di luna. Quadrante guilloché, lunetta con lettering, vetro zaffiro, fondello inciso con un tendone da circo, cinturino in pelle di alligatore. Configurazione personalizzata, tempo d’attesa: 12 mesi. 30.000 euro.

    Toro

    Il mese si apre con Mercurio, pianeta della comunicazione, in Vergine. Se avete a che fare con presentazioni davanti a una platea, la stesura di articoli o il progetto di una campagna pubblicitaria, voi nati nel Toro avrete un periodo molto favorevole nella prima quindicina. Vale la pena approfittarne. La presenza di Giove nel vostro segno rafforzerà i vostri propositi e fornirà l’energia necessaria per superare qualche ostacolo sul cammino. Il mese sarà anche contrassegnato da una certa tendenza all’introspezione, quasi il bisogno di fare il punto su fatti e situazioni prima di prendere decisioni importanti. Per guardare dentro anche al vostro orologio, scegliete un modello squelette.

    PIAGET Polo Skeleton
    Cassa (42 mm) a coussin, in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 1200 S1 di manifattura, ultrapiatto (2,4 mm di spessore) e interamente scheletrato, con micro-rotore decentrato, ponti colorati e decorati. Lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore, intercambiabile con il bracciale in acciaio incluso nel packaging. 35.000 euro.

    Gemelli

    Per i nativi dei Gemelli l’oroscopo di ottobre prevede qualche problema di salute, a livello fisico o psicologico: importante, quindi, mantenersi in forma, fare vita attiva – con la giusta moderazione –, curare l’alimentazione ed evitare qualsiasi concessione alla gola o agli eccessi. Buoni i rapporti interpersonali: ritroverete vecchie conoscenze che si riveleranno preziose per nuove iniziative. Periodo eccellente per riorganizzare gli impegni, a breve e a medio termine. Per pianificare tutto, fatevi aiutare da uno smartwatch di ultima generazione. Magari prezioso, come voi.

    HUAWEI Watch Ultimate Gold Edition
    Smartwatch con cassa in oro 18 kt dagli elementi in ceramica, impermeabile fino a 10 atm. Display Amoled da 1,5 pollici con risoluzione 450 x 450 pixel, fino a 14 giorni di autonomia. Connettività Bluetooth e Nfc, Gps e tutte le consuete funzionalità hardware e software. Vetro zaffiro, bracciale in titanio annerito con link in oro 18 kt. 2.990 euro.

    Cancro

    I nati sotto il segno del Cancro in ottobre troveranno il periodo perfetto per intraprendere percorsi di crescita spirituale. Un incontro inatteso potrebbe aprirvi nuovi orizzonti. L’attenzione al vostro mondo interiore però non dovrà farvi dimenticare l’importanza degli aspetti più pratici: non trascurate la salute e cercate di condurre il più possibile una vita regolare ed equilibrata. Mese complessivamente all’insegna della buona stella, con la raccomandazione di evitare le relazioni tossiche – soprattutto con chi, a vario titolo, cercherà di drenare le vostre energie. Tenete d’occhio anche l’energia del vostro orologio, non si sa mai…

    A. LANGE & SÖHNE 1815 Up/Down
    Cassa (39 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica manuale, calibro L051.2 di manifattura, con platina a 3/4, regolazione a collo di cigno, indicazione dell’autonomia di 3 giorni e piccoli secondi. Quadrante in oro argenté, lancette in acciaio azzurrato alla fiamma, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. 37.000 euro.

    Leone

    L’oroscopo di ottobre segnala un mese intenso: cogliete le opportunità di migliorare la conoscenza di voi stessi sotto il profilo interiore. Evitate chi influisce su di voi con negatività, potrebbe disturbare la vostra natura solare. Vi verrà chiesto di assumere responsabilità e impegni: non abbiate timore di affrontare le sfide. Il periodo è propizio, vi attendono nuovi orizzonti. Valutate sempre con saggezza il reale carico di obblighi che andrete ad assumere, tenendo presente che dovranno essere rispettati. Procuratevi un orologio che sappia cadenzare il tempo di settimana in settimana.

    ARMIN STROM One Week First Edition
    Cassa (41 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro ARM21 di manifattura, con platina e ponti Pvd azzurro, doppio bariletto, autonomia di 7 giorni e piccoli secondi. Lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio. Edizione limitata a 25 esemplari, 32.000 franchi svizzeri.

    Vergine

    Per i nati sotto il segno della Vergine il mese di ottobre sarà decisamente fortunato. Se saprete coniugare le vostre ambizioni (da qualche tempo un po’ latenti) con l’intensità di una volontà precisa, il successo non potrà mancare. Cambiamenti in arrivo sul fronte professionale. Sereni gli affetti. Si presenteranno opportunità che potrebbero diventare autentiche sfide: dovrete accoglierle con coraggio, potrebbero essere determinanti per il vostro futuro. Lasciatevi ispirare da un orologio altamente tecnico, audace e anticonformista.

    ULYSSE NARDIN Freak (X Ops)
    Cassa (43 mm) in titanio Dlc nero, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro UN230 di manifattura, con carrousel volante che ruota intorno al proprio asse, bilanciere, scappamento e oscillatore sovradimensionato in silicio, autonomia di 3 giorni. Indici luminescenti, carrure e anse in carbonio composito, vetro zaffiro, cinturino in tessuto. 34.600 euro.

    Bilancia

    Vi attende un mese caratterizzato dalla comunicazione. Stringerete nuovi rapporti, migliorerete la vostra rete di conoscenze personali e professionali, sarete chiamati a esprimervi mettendo anche a disposizione la vostra esperienza. Sarà però opportuno tenere ben distinte le sfere del lavoro e della vita privata, per potervi ritagliare situazioni di giusta distanza ed evitare di essere travolti da troppe attività mondane. Staccate ogni tanto la spina e ritrovate la gioia degli affetti. Scandite i momenti sereni con un esemplare dallo stile classico ma dal “cuore” tecnologico.

    H. MOSER & CIE. Endeavour Centre Seconds Vantablack®
    Cassa (40 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HMC 200 di manifattura, con autonomia di 3 giorni. Quadrante in Vantablack®, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di kudu. 25.000 franchi svizzeri.

    Scorpione

    Sarà per voi un ottobre di riorganizzazione e di attenzione alla cura di sé e alla salute. Se non un mese di relax – le vacanze sono ormai terminate –, quantomeno un mese di riflessione, per affrontare con rinnovata energia la fine dell’anno e intraprendere con vigore e determinazione nuovi percorsi. Ottime occasioni per progettare viaggi futuri, per impostare nuovi progetti. Siate molto cauti nella scelta dei compagni di viaggio, in senso lato: evitate di farvi carico di chi conta su di voi per non assumersi le proprie responsabilità. Al contrario, potrebbe esservi estremamente utile un orologio da globetrotter…

    PATEK PHILIPPE Ora Universale 5230P
    Cassa (38,5 mm) in platino. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 240HU di manifattura, con indicazione universale delle ore e funzione giorno/notte per i 24 fusi orari. Quadrante guilloché, lancette e indici applicati in oro, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di vitello. 73.930 euro.

    Sagittario

    Parola d’ordine: introspezione. Che vogliate affrontarla da soli, con l’aiuto di un terapeuta o il conforto di un amico fidato, è giunto il momento di portare alla luce antichi nodi che minano da troppo tempo la vostra serenità. Il processo di rigenerazione successivo, pur se non facile, darà eccellenti risultati. Rimarrete sorpresi per i cambiamenti positivi che presto riscontrerete. Non abbiate timore di guardare dentro il vostro animo: alla luce del sole, i fantasmi e le paure perdono consistenza e potrete incontrare la parte migliore di voi stessi. Mettete al polso un orologio che è un invito a percorrere strade non battute.

    ROGER DUBUIS Excalibur Spider Huracán Sterrato MB
    Cassa (45 mm) in carbonio Smc. Movimento meccanico a carica automatica, calibro RD 630 di manifattura, con doppio bariletto, autonomia di 60 ore, bilanciere inclinato di 12°. Lancette e indici luminescenti, lunetta e corona in titanio Dlc nero, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in caucciù, intercambiabile. Realizzato in collaborazione con Lamborghini Squadra Corse. Edizione limitata a 28 esemplari, esclusività boutique, 76.500 euro.

    Capricorno

    Il vostro oroscopo di ottobre segnala un mese complesso, in cui situazioni non risolte o problemi di incomprensione con amici, familiari e colleghi potrebbero turbare la vostra serenità. Cercate di non farvi travolgere dalle situazioni: mantenete l’autocontrollo e un certo distacco per essere maggiormente obiettivi. Parlando in modo pacato e ascoltando con attenzione le ragioni della controparte, molte cose si risolveranno praticamente da sole. Non prestate orecchio alle malelingue e, nel dubbio, cercate sempre un confronto diretto. Concedetevi un acquisto de luxe per potenziare la vostra autostima e calmarvi i nervi.

    RICHARD MILLE RM 30-01 Automatico con rotore disinseribile
    Cassa (42 x 49,94 x 17,59 mm) in titanio grado 5. Movimento meccanico a carica automatica, calibro RMAR2 di manifattura, con doppio bariletto, autonomia di 55 ore, rotore disinseribile e a geometria variabile, selettore di funzione, grande datario. Lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 50 esemplari. 185.000 franchi svizzeri.

    Acquario

    I nati sotto il segno dell’Acquario cominceranno a vedere segni tangibili dei risultati di attività iniziate molto tempo fa. Mese positivo, in cui sarete incoraggiati a profondere ulteriori energie nei vostri impegni, sostenuti dall’affetto degli amici sinceri e di chi vi ama. Un’amicizia potrebbe rivelarsi qualcosa di più profondo: siate pronti a cogliere i segnali. Siate giustamente orgogliosi del buon esito dei vostri sforzi ma non dimenticate di manifestare la vostra gratitudine a quanti vi hanno dato una mano o vi sono stati vicini lungo il percorso. Sappiate apprezzare anche il lavoro delle persone che realizzano l’alta orologeria…

    CZAPEK & CIE. Antartique Passage de Drake
    Cassa (40,5 mm) in acciaio, impermeabile fino a 12 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro SXH5.01 di manifattura, con ponti scheletrati, autonomia di 60 ore, micro-rotore decentrato in platino (100% riciclato) e datario. Quadrante flinqué disponibile in 4 colori, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio. Da commissionare sul sito ufficiale della Marca. 22.000 franchi svizzeri (tasse escluse).

    Pesci

    Secondo il vostro oroscopo di ottobre, il momento è favorevole per impostare una strategia di crescita, soprattutto professionale. Valutate sempre con attenzione le persone con cui vorreste confidarvi: siate estremamente cauti. Per voi comunque il mese sarà carico di positività: vi giungeranno proposte inattese e constaterete che il buon ricordo lasciato tempo fa nei vostri interlocutori è stato il migliore investimento. Possibili cambiamenti sul fronte della casa, o degli immobili: acquisti, vendite o traslochi in vista. Favorite le operazioni con un esemplare “architettonico”.

    HYSEK Furtif Skeleton Blue
    Cassa (44 x 51 mm) in titanio e oro bianco. Movimento meccanico a carica manuale, calibro HW34 di manifattura, scheletrato e con ponti Pvd blu. Lancette luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, anse rotanti, cinturino in pelle di alligatore. 23.600 franchi svizzeri.

  • RM 30-01, il Richard Mille con il rotore disinseribile

    RM 30-01, il Richard Mille con il rotore disinseribile

    Nell’universo dei produttori di alta gamma, Richard Mille ha saputo imporsi per l’originalità delle inconfondibili creazioni, in cui il design avveniristico, la ricerca di nuove soluzioni meccaniche e l’uso di materiali ad alte performance sono diventati le componenti fondamentali. Lo dimostra anche il nuovo RM 30-01.

    Tuttavia, volendo presentare questo ultimo modello in ordine di tempo, è difficile scegliere da dove iniziare a descriverlo. Perché sono tante le caratteristiche che lo rendono affascinante, a partire dall’estetica. Eppure la vera novità sta nella meccanica: o meglio nelle particolarità costruttive che contraddistinguono il movimento. A cominciare dal rotore disinseribile: un elemento, come vedremo, dalle motivazioni tecniche ben precise, ma dall’utilizzo facile e immediato. Procediamo con ordine.

    Una meccanica specifica

    Il Richard Mille RM 30-01 non nasce per caso: rappresenta l’evoluzione di un movimento iniziata con l’RM 30, secondo la tradizione di un produttore che continua a raffinare soluzioni consolidate integrandole via via con ulteriori innovazioni, dando vita a un Brand dalla spiccata originalità.

    Il calibro qui adottato è l’RMAR2, dalla peculiare struttura a forma di diamante.

    Interamente scheletrato, con platina e ponti in titanio grado 5 – materiale nella cui lavorazione il Produttore ha acquisito grande esperienza –, risulta ammaliante fin dal primo sguardo, per il gioco raffinato di piani paralleli su cui operano i ruotismi. Le consuete curve della tradizione sono state qui sostituite da geometrie rigorose, con linee quadrate, diagonali, perpendicolari. Un movimento “di forma” che sul mercato non trova equivalenti.

    Lo squelettage, per sua natura, permette di ammirare il movimento in tutte le componenti: la scelta della finitura superficiale dei singoli elementi contribuisce non poco a conferire fascino a questo pezzo. Davvero difficile distogliere lo sguardo!

    Il rotore disaccoppiabile

    Ma la caratteristica unica di questo calibro, a carica automatica, è il rotore disinseribile, o meglio disaccoppiabile, in inglese declutchable rotor: si tratta di una soluzione su cui è doveroso un approfondimento.

    Una molla a spirale ideale, caricata mediante avvolgimento intorno al proprio asse, dovrebbe garantire sempre la stessa coppia per tutta la durata della sua funzione, cioè fino al totale svolgimento. Fin dal XVII secolo, quando si iniziarono a studiare i comportamenti delle molle del bariletto, ci si accorse che, in realtà, questo non accadeva: la molla a piena carica si comportava per un breve tratto del suo funzionamento in modo uniforme, dal punto di vista della coppia trasmessa, per poi ridurre la propria azione quando era verso l’ultima parte dello svolgimento.

    L’idea di Richard Mille è stata geniale: il rotore, cioè il dispositivo che carica la molla contenuta nel bariletto, si “sgancia” dal movimento quando la molla è al 100% della carica, cioè è in zona di linearità, restando disaccoppiato fino a quando la riserva di carica scende a circa 40 ore. Quando raggiunge questo valore, il rotore si mette nuovamente in azione. L’orologio, quindi, fondamentalmente lavorerà in condizioni ottimali, utilizzando la molla nelle sue condizioni di forza costante: cioè in quell’intervallo centrale, tra le 55 e le 40 ore di carica residua, in cui le prestazioni sono pressoché ideali. Il che va a vantaggio delle migliori prestazioni cronometriche possibili.

    L’indicatore dell’autonomia residua, ben visibile, sottolinea con colori diversi in quale fase del funzionamento del rotore ci si trovi. La riserva di carica complessiva è di 55 ore, ed è garantita da un doppio bariletto.

    Ulteriori dettagli

    Le altre caratteristiche del calibro RMAR2 sono quelle cui Richard Mille ci ha ormai abituati.
    Il bilanciere in Glucydur, con 28,800 alternanze/ora, è a inerzia variabile: non ha racchetta, ma è regolabile attraverso quattro piccoli pesi calibrabili. La molla è in Elinvar e monta un dispositivo antiurto Incabloc 908.22.211.100.

    Un pulsante selettore, posto ad ore 2, definisce la modalità di uso della corona. Il dispositivo, introdotto da Richard Mille già nel 2001 con il modello RM 002-V1, offre il vantaggio di ridurre al minimo lo stress meccanico sulla corona. Permette tre diverse azioni, opzionabili in altrettante posizioni: W, D o H. In posizione W, corrispondente a winding, cioè carica, è possibile caricare manualmente il movimento. In posizione D, quindi date, si può settare il datario. Nella terza posizione, H, che sta per hands, quindi lancette, la corona permetterà di regolare correttamente l’indicazione oraria delle lancette. La selezione prescelta è mostrata da un indicatore a lancetta sul quadrante, in corrispondenza delle ore 3.

    L’unica complicazione presente il grande datario, a scatto semi-istantaneo, che spicca alle ore 4.

    L’habillage dell’RM 30-01

    Come di consueto per Richard Mille, la cassa dell’RM 30-01 è di forma tonneau, di raffinatissima esecuzione e perfetta ergonomia, ma qui sembra assumere una connotazione ancora più scultorea, forse grazie all’architettura del movimento. Declinata in due versioni – in oro rosa e in titanio grado 5 -, è fissata con viti spline in titanio, materiale dalle eccellenti caratteristiche anticorrosione. Le viti spline, usate anche nel movimento, permettono la calibrazione della coppia applicata per il loro serraggio.

    Quadrante e fondello sono in vetro zaffiro. L’uso di sapienti tocchi cromatici agli indici e sulla scala dell’autonomia, che contrastano con i toni di grigio della meccanica sottostante, vivacizzano la composizione del lay-out. Le lancette luminescenti ed il calendario ad alta visibilità colpiscono l’osservatore. Perfino la corona è il risultato di una progettazione che da sempre fa dell’attenzione al dettaglio una propria firma distintiva.

    Con l’RM30-01 Richard Mille si riconferma come uno dei più interessanti e validi produttori di alta gamma.

  • Cronache dell’orologeria. News and previews 04/09/2023

    Cronache dell’orologeria. News and previews 04/09/2023

    Non c’è che dire: la stagione orologiera è ripartita alla grande, ne abbiamo avuto conferma dai numerosissimi comunicati giunti ultimamente in redazione. Ma se in questi giorni è capitato di tutto, non tutto può essere pubblicato. Così, dopo una sofferta ma opportuna selezione delle notizie arrivate dalle fonti più disparate, fiere e sport sono i temi al centro delle Cronache dell’orologeria di oggi. Ecco cosa c’è da sapere…

    Milano in sella

    Steve Guerdat su Dynamix a Milano (foto Stefano Grasso courtesy Longines)

    Dal 30 agosto al 3 settembre, al Teatro del Cavallo di Milano (Ippodromo San Siro), si è tenuto il Fei Jumping European Championship 2023. Il grande evento dell’Europeo di salto a ostacoli ha visto Longines in qualità di partner e official timekeeper, e come orologio ufficiale il Longines Ultra-Chron. E ha dato grandi soddisfazioni sia al campione svizzero Steve Guerdat che ha vinto l’oro, sia agli organizzatori per la grande affluenza di pubblico. Ma anche alla Casa della Clessidra alata, che si conferma protagonista dell’equitazione, ovvio…

    Padel mon amour

    Richard Mille ha un nuovo ambasciatore. E che ambasciatore: Fernando Belasteguín, il numero uno di padel al mondo. Goat (Greatest of All Time) universalmente riconosciuto per aver vinto – dal 2002 al 2017 – almeno 230 match delle 286 finali giocate. Al polso, il campione argentino ha indossato quindi un RM 35-03 Automatic Rafael Nadal. E ne ha ben donde: perché Rafa è in assoluto “l’eroe” di Bela; e perché i colori dell’orologio – azzurro e bianco – sono quelli della bandiera del suo Paese. Ne sentiremo parlare ancora, è una certezza.

    Dritto in buca

    Si sono conclusi ieri, 3 settembre, gli Omega European Master 2023, che hanno decretato il trionfo di Ludvig Aberg sugli spettacolari green di Crans Montana. Il talentuoso giocatore svedese si è quindi aggiudicato l’ambito trofeo e la nota giacca rossa, ma non solo. Dalle mani di Raynald Aeschlimann, Presidente e Ceo della Maison di Biel, ha ricevuto anche un Seamaster Aqua Terra con cassa in oro Sedna, quadrante effetto teak e calibro Co-Axial Master Chronometer. Proprio perché a golf siamo scarsi, possiamo essere un po’ invidiosi?

    Archivi online

    Nei giorni scorsi, ai GWD, è stata presentata la Watch Library, una piattaforma digitale gratuita che permette al pubblico l’accesso a oltre 320mila documenti d’archivio. Il progetto, gestito dall’omonima Fondazione senza scopo di lucro, è iniziato con la digitalizzazione di Europa Star e ha raccolto subito l’appoggio di importanti istituzioni – dal Mih di La Chaux de Fonds all’Horological Society di New York – e maison come Richard Mille e Audemars Piguet. Un patrimonio di sapere a disposizione di tutti: andate subito a vederlo qui…

    Appuntamento a Vicenza…

    Dall’8 al 10 settembre, Vicenzaoro ospiterà VO’Clock Privé, “il salotto” dell’orologeria dedicato agli appassionati e ai collezionisti. Tra i 18 partecipanti, l’Académie Horlogère des Créateurs Indépendants (AHCI), molti marchi indipendenti e alcune marche di LVMH. Tanti gli eventi in calendario, fra corsi di formazione e tavole rotonde (alcune trasmesse anche in streaming): come quella sul futuro dell’orologeria italiana, cui partecipano anche Ugo Pancani (nella foto) e Augusto Veroni, o quella su Speak Marin, con Angela Landone. Imperdibili.

    …e a Shanghai

    Dal 13 al 17 settembre, si terrà Watches and Wonders Shanghai. E per la prima volta, nel weekend, aprirà le porte al pubblico – mentre gli altri 3 giorni saranno come sempre riservati a retailer e stampa. Organizzato su due livelli, il Salone ospiterà a pianterreno gli stand dei 14 espositori, e al piano superiore spazi culturali e didattici. Oltre a scoprire le novità dei marchi presenti, i visitatori potranno così partecipare a workshop e conferenze. In più, il programma dell’Auditorium sarà trasmesso su WeChat. Per la gioia dei giovani cinesi.

    Update: un’altra “bomba”?

    Ieri, in contemporanea sui profili Instagram di Swatch e di Blancpain, è apparso questo post sibillino: “Blancpain X Swatch – 9.9.2023”. Visto che qualcosa di analogo era uscito l’anno scorso per preannunciare il lancio del Moonswatch, ecco che tutti hanno dato per scontato un’operazione simile. Ci aspetta forse un Fifty Fathoms in bioceramica? Ci sta: a fine anno la collaborazione con Omega avrà fine, e i manager di Swatch Group vorranno bissarne il successo. E se fosse vero, la cosa si ripeterà con Breguet o Longines? Lo scopriremo solo vivendo.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità…

  • Cronache dell’orologeria. News and previews 13/07/2023

    Cronache dell’orologeria. News and previews 13/07/2023

    Questa settimana le Cronache dell’orologeria sono un po’ particolari, perché riuniscono una serie di notizie eterogenee, diverse dal solito. Niente eventi sportivi (testimonial, quelli sì), niente “sole-mare-caldo” (contrariamente a quanto la foto in alto faccia immaginare). Ecco invece un paio di lanci di nuovi prodotti, un documentario che scuote le coscienze, un libro per bibliofili amanti dei motori e un paio di news aziendali. Azioni di marketing mirate, che si rivolgono a un pubblico più vario. E curiosità da insider, che è giusto siano registrate nelle Cronache dell’orologeria… Buona lettura.

    New era

    Il 5 luglio, al Musée d’Orsay di Parigi, festa grande da Louis Vuitton per il lancio del nuovo Tambour. Che in occasione del 21° compleanno è stato completamente ripensato, ridisegnato e dotato di un calibro di manifattura sviluppato ad hoc (La Fabrique du Temps e Le Cercle des Horlogers). L’esemplare non solo darà vita a una collezione che sostituirà le omonime precedenti, ma inaugura un nuovo corso nell’orologeria del Marchio, sotto la guida di Jean Arnault. Tra i primi a indossarlo Bradley Cooper, una delle tante celebrities presenti quella sera.

    È qui la festa?

    Il 7 luglio si è tenuta la consueta festa Hublot Loves Summer, organizzata di solito nelle mete più chic del Mediterraneo. Quest’anno invece la location era sul lago di Zurigo, ma la presenza di ambasciatori e Friends of the Brand garantita: lo chef Andreas Caminada, il velista Alan Roura, la sciatrice Corinne Sutner, il fondista Dario Cologna, la velocista Mujinga Kambundji… Tra le sfide a calcetto, i cocktail del Bar am Wasser, la musica di Dora Live Band e Dj Ilona, è stato lanciato anche il Big Bang Unico Sky Blue. Esclusivo, comme il faut.

    Arrampicate estreme

    La famiglia di ambasciatori Richard Mille si allarga. E accoglie un primo alpinista: Charles Dubouloz. Francese, classe 1989, è salito agli onori delle cronache nel gennaio 2022, quando ha effettuato la scalata in solitaria (invernale) Rolling Stones: una delle vie più famose della parete nord delle Grandes Jorasses, nel massiccio del Monte Bianco. Un’avventura difficile con un senso di estremo che lui stesso ritrova – parole sue – anche negli orologi Richard Mille. Come l’RM 67-02 Automatico Extra Piatto che porta al polso. Come dargli torto?

    Un secolo di emozioni

    Una foto tratta dal libro, scattata alla 24 Ore di Le Mans del 1955

    S’intitola semplicemente 24 Ore di Le Mans. 1923-2023 il nuovo, completo libro sulla celebre gara di endurance, che quest’anno ha spento 100 candeline. Scritto da due studiosi dell’evento, Jean-Marc Teissèdre e Thibaut Villemant, e pubblicato da Le Cercle d’Art, la casa editrice che fa capo a Richard Mille, il lussuoso volume di oltre 400 pagine si presenta come un album di fotografie, molte delle quali inedite. Racchiude il testo in 5 fascicoli, dedicati ad altrettanti periodi. In inglese o in francese, è solo per veri appassionati…

    Un fiume da salvare

    Nella boutique milanese di Breitling, il 4 luglio, è stato presentato il docufilm Io, Tevere. Le radici del mare, realizzato da Roberto D’Amico (surfista e ambasciatore del Marchio), e Marco Spinelli (subacqueo e documentarista). Prodotto da Face e co-finanziato da Breitling, è il sincero racconto del viaggio intrapreso dai due attivisti lungo il corso del fiume, dalle sorgenti sul Monte Fumaiolo alla foce nel Tirreno, per svelarne meraviglie e degrado. Un’opera di sensibilizzazione ambientale (rivolta alle scuole) che arriva dritta al cuore. Da vedere.

    Bienfacture

    Les Cadraniers de Genève e Les Boîtiers de Genève hanno una nuova casa. A Meyrin, alle porte di Ginevra, François-Paul Journe in persona ha inaugurato a fine giugno la nuova sede degli atelier in cui si producono casse e quadranti del suo Marchio. Un progetto iniziato tre anni fa con l’acquisto di una fabbrica abbandonata, che è stata interamente ristrutturata con criteri di controllo ambientale mirati a migliorare la qualità di lavoro degli artigiani. Una verticalità che intende preservare il savoire-faire dell’orologeria di tradizione. Così si fa!

    Tour in manifattura

    Nick e Giles English, fondatori di Bremont, sul tetto di The Wing (foto courtesy Bremont)

    Se quest’estate vi trovate in Inghilterra, andate nell’Oxfordshire a scoprire gli eredi della tradizione orologiera British. A Henley-on-Thames potrete infatti visitare il Bremont Manufacturing & Technology Centre: The Wing, per gli amici, è un edificio modernissimo di oltre 3mila metri quadri, progettato dagli architetti Spratley & Partners con criteri eco e inaugurato nel 2021. Qui potrete scoprire come si producono gli orologi del Marchio, e fare shopping nella boutique interna. Basta prenotarsi sul sito ufficiale.

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  • RM 72-01 Le Mans Classic, il Richard Mille da gara

    RM 72-01 Le Mans Classic, il Richard Mille da gara

    Ci sono nomi che sono parte del nostro immaginario, dell’inconscio collettivo: nel mondo dell’auto basta dire Le Mans oppure Ferrari per scatenare fantasie e visioni. Due parole affiancate di recente – il 10/11 giugno -, nel centenario della corsa forse più iconica del pianeta, vinta proprio dalla Rossa di Maranello. E con lei il suo partner, Richard Mille. Per restare nel circuito di Le Sarthe, il Marchio è di nuovo protagonista nella Le Mans Classic, in cui si sfidano vetture d’epoca che hanno partecipato alla 24 Ore. Organizzata dal 2002, fin dall’inizio la gara biennale vede Richard Mille nel ruolo di sponsor. E in quanto tale, per l’11a edizione in scena proprio questo weekend, ha creato il nuovo RM 72-01 Le Mans Classic.

    A dire il vero è dal 2008 che Richard Mille dedica all’evento una serie speciale di orologi, ogni anno differenti: per esempio, nel 2018 c’è stato l’RM 11-03, nel 2021 l’RM 029… Modelli diversi, accomunati però dalla stessa livrea bianca e verde – i colori ufficiali della competizione – e dalla stessa sorte. Come quei precedenti, infatti, anche l’RM 72-01 Le Mans Classic è oggetto del desiderio per molti, ma destinato a pochi: sia per la tiratura limitata a 150 esemplari, sia per il prezzo di 295mila franchi svizzeri (più Iva).

    Dal canto suo, l’orologio ci avvince con il look modernissimo del quadrante, giocato nei toni del bianco, rosso e nero che evocano immediatamente i concetti di pista e di velocità. Ma ci colpisce anche con il movimento scheletrato, eseguito ai massimi livelli. Sebbene, a dirla tutta, la meccanica dell’RM 72-01 Le Mans Classic sia rimasta immutata da quella dell’omonimo cronografo del 2020, qui raccontato da Augusto Veroni. Un concentrato di tecnologia e di savoir-faire che merita comunque un richiamo, almeno per sommi capi.

    Meccanica a effetti speciali

    Per entrare nel dettaglio, il calibro CRMC1, di manifattura, è un cronografo flyback. Una funzione utile quando si vogliono prendere diversi tempi in successione, effettuare più rilevazioni in sequenza, ma anche un inequivocabile segno di maestria meccanica. In questo caso poi mantiene la massima precisione grazie alla separazione tra il sistema cronografico e quello di indicazione del tempo. Adotta infatti un ripartitore di coppia – brevettato dalla Maison – grazie al quale la coppia generata dalla carica è separata tra la sezione ore e minuti da una parte e la cronografia dall’altra. Il vantaggio fondamentale è quello di azionare la cronografia direttamente, attingendo alla sorgente di energia attraverso due pignoni oscillanti, fulcro del brevetto.

    A carica automatica, il movimento vanta un’autonomia di 50 ore e si ricarica tramite un rotore bidirezionale in platino, sostenuto da cuscinetti a sfere ceramici. Notevole è il tempo di rotazione del bariletto che contiene la molla di carica, portato a sole cinque ore rispetto alle canoniche sette ore e mezza. Una scelta che ha permesso di aumentare in modo significativo le performance della sezione di potenza.

    Altre caratteristiche del movimento

    Oggetto supertecnologico, l’RM 72-01 Le Mans Classic sfrutta le caratteristiche di materiali come il titanio grado 5, resistentissimo alla corrosione e noto per la sua estrema rigidità. Si tratta infatti di una lega in cui il 90% è titanio, mentre alluminio e vanadio sono presenti in piccole, ma fondamentali, tracce, rispettivamente al 6 ed al 4%. Perché questa scelta? La grande resistenza della lega così ottenuta la rende ottimale per la realizzazione della platina inferiore e dei ponti, elementi che notoriamente richiedono doti di grande resistenza.

    Il calibro CRMC1 misura poco più di 29 x 31 mm e ha uno spessore di 6 mm. E i 39 rubini sono garanti di attriti per i perni ridotti al minimo fisiologico. La frequenza di oscillazione di 4 Hz, cioè 28.800 alternanze/ ora, è il battito del suo microscopico cuore: un bilanciere a inerzia variabile, dotato di spirale libera e protetto da urti e shock grazie all’Incabloc trasparente. Dettaglio apparentemente minore, ma al contrario molto importante, è la scelta di un angolo di pressione di 20° nelle ruote dentate. Quindi di uno speciale profilo per i denti, in grado di compensare minime irregolarità tra le ruote e contribuire alle prestazioni del tutto eccezionali del movimento.

    L’estetica “tecnica” dell’RM 72-01 Le Mans Classic

    Non meno tecnico l’alloggiamento riservato a una tale meraviglia meccanica. La cassa dell’RM 72-01 Le Mans Classic è in quarzo Tpt, un materiale ottenuto dalla sovrapposizione di oltre seicento strati di filamenti paralleli ricavati da fibre di silicio. La colorazione è il risultato della loro saturazione in una speciale resina, in questo caso nei due colori, il bianco e il verde, attraverso un processo che ha richiesto lo sviluppo di una macchina apposita, anch’essa protetta da brevetto di Richard Mille. Ma la colorazione è solo una prima parte del trattamento. Per rendere il materiale idoneo alla lavorazione meccanica, una volta colorato è sottoposto a riscaldamento e pressioni che gli conferiscono caratteristiche speciali, con tecniche mutuate dalla lavorazione dei materiali per l’avionica.

    La cassa così ottenuta misura 38,40 x 47,34 mm x 11,68 di spessore. Resistente all’acqua fino alle canoniche 3 atmosfere, utilizza come guarnizioni tre O-ring. Sempre in titanio grado 5 sono le viti, per un totale di venti, e il quadrante traforato, in pratica limitato ai tre contatori o poco più. Completano le informazioni sul quadrante l’indicatore della data a finestrella verticale, di grandi dimensioni, collocato a ore 7. E il selettore di funzione, consueto per Richard Mille: riportato con la piccola lancetta a ore 3, permette di scegliere, a corona estratta, tra l’opzione di ricarica (W), correzione del datario (D) e rimessa all’ora (H). Da notare che il suo funzionamento è simile a quello del cambio di un’automobile.

    Il vetro zaffiro, posto sia sul lato frontale sia su quello posteriore, offre massima visibilità della meccanica sottostante, dalle finiture maniacali. Ma è difficile raccontare a parole le emozioni che un pezzo del genere sa trasmettere. I numeri, ne siamo certi, sanno parlare ai lettori più tecnici, ma resta il fatto che indossarlo al polso è un’esperienza eccitante.

  • Cronache dell’orologeria. Sport, arte, corporate – 30/05/2023

    Cronache dell’orologeria. Sport, arte, corporate – 30/05/2023

    Consueto appuntamento con le Cronache dell’orologeria, che anche questa settimana vanno a spigolare fra gli innumerevoli comunicati arrivati in redazione. Dopo una serrata ma necessaria selezione, ecco qui di seguito le notizie assolutamente da sapere per restare aggiornati su quello che succede (e succederà) nell’industria del tempo. Tra sponsorizzazioni sportive, eventi artistici internazionali e nuovi protagonisti, le cronache dell’orologeria non ci annoiano mai…

    Vele d’epoca

    Dal 10 al 25 giugno si terrà la prima edizione della Richard Mille Cup, inedita regata di yacht storici nelle acque della Manica, fra Falmouth e Le Havre. Dove si daranno convegno elegantissime “signore del mare” di almeno 33 piedi, costruite tra la fine dell’800 e gli anni ’30 del secolo scorso. Tra i cutter e gli schooner selezionati spicca per esempio il magnifico Moonbeam IV del leggendario William Fife. Fra l’altro il trofeo per il vincitore, alto un metro, è realizzato da Garrard, il gioielliere britannico fornitore della famiglia reale. Spettacolo!

    Born to race

    È iniziato ieri il Tourist Trophy 2023, 102a edizione di quella che è considerata l’essenza del road racing per le due ruote. Come sempre dal 1907, sull’Isola di Man andrà in scena un concentrato di passione, adrenalina e follia pura che si snoda lungo le 37 miglia e passa della corsa (fino al 10 giugno). Partner e cronometrista ufficiale è ancora una volta Bremont, che per l’occasione ha creato l’Isle of Man TT Limited Edition, un cronografo in acciaio già avvistato al polso di Peter Hickman (nella foto), brand ambassador e grande favorito. Dita a V…

    Sognare in grande

    Nuovo excursus di Swatch nel mondo dell’arte. Per festeggiare il MoonSwatch, il Marchio si è rivolto a Saype, land artist di origine francese noto per le gigantesche opere effimere. Che ha creato due enormi dipinti nelle sterminate distese del Kenya: His Bright Dream (6mila m2, nella foto) e Her Bold Dream (7.200 m2). Realizzati con una pittura biodegradabile da lui inventata, a base di gesso e carbone, sono destinate a sparire nel tempo. Ma intanto fanno riflettere sul destino dell’uomo e su quello del pianeta. Applausi e tanti Ohhh di meraviglia…

    20 anni di mecenatismo

    L’iniziativa di Rolex Maestro e Allievo compie 20 anni. E la Casa della corona ha celebrato l’anniversario con il Rolex Arts Festival, inaugurato il 26 maggio scorso con una cerimonia di gala allo Stavros Niarchos Foundation Cultural Center (nella foto) di Atene, preceduta da 4 giorni di pre-festival. Per quasi una settimana, la capitale greca si è trasformata così in una “capitale della cultura” in cui si sono ritrovati decine di artisti coinvolti nel programma di mentoring, che hanno dato vita a una trentina di eventi, pubblici e privati. Beati gli ateniesi…

    Nuovi vertici 1

    Cambio al vertice da Locman. Il ruolo di Ad è stato assunto da Edoardo Lauber, manager friulano che ha maturato una lunga esperienza in campo commerciale e finanziario (ha lavorato in Safilo prima e in Luxottica poi). Ma non è nuovo in orologeria: da tempo fa parte del Consiglio di amministrazione dell’azienda elbana. Ora darà supporto al fondatore e Presidente Marco Mantovani per affrontare le sfide imposte dal mercato e sviluppare il marchio in un’ottica sempre più internazionale. Congratulazioni e buon lavoro.

    Nuovi vertici 2

    Cambio al vertice anche da Audemars Piguet. Ilaria Resta è la prima donna nominata Ceo di una delle marche top ten dell’orologeria elvetica. Di origini italiane ma residente vicino a Ginevra, la manager entrerà in azienda ad agosto e affiancherà François-Henry Bennahmias fino a dicembre – ad interim – per poi tenere le redini da sola dal 1° gennaio 2024. New entry nel settore (in precedenza ha lavorato da Firmenich e in Proctle and Gamble), sembra comunque avere le idee chiare. Ci ripetiamo: anche a lei, congratulazioni e buon lavoro.

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  • Cronache dell’orologeria. Al Met Gala e altrove – 03/05/2023

    Cronache dell’orologeria. Al Met Gala e altrove – 03/05/2023

    Consueto appuntamento con le Cronache dell’orologeria. In gran parte dedicate, in questa puntata, al Met Gala, che si è tenuto come sempre la sera del 1° maggio al Metropolitan Museum of Art di New York. Non una serata qualsiasi, ma l’evento più atteso dell’anno nel mondo della moda e dintorni. Una ambitissima passerella cui hanno partecipato le maison e i personaggi più in vista del momento, fra pop star, divi del cinema, sportivi titolati e modell* (più o meno top) che in questa edizione hanno reso omaggio con i propri look a Karl Lagerfeld, il geniale e coltissimo stilista scomparso nel 2019.

    Ma non è certo per il tema – “Karl Lagerfeld: a Line of Beauty” – che ne parliamo in queste Cronache dell’orologeria. Né per i 50mila dollari a testa sborsati a sostegno del Museo dalle 400 celebrities che hanno risposto all’invito di Anna Wintour. Piuttosto, per gli orologi indossati dagli ospiti, fra quelli dichiarati e quelli paparazzati, così da fare il solito gioco del “chi indossa cosa” che piace tanto ai nostri lettori. Non si sa se per semplice curiosità o puro voyeurismo…

    Anche se le nostre Cronache dell’orologeria non si limitano alla serata del Met. Qui sotto troverete anche gli ultimi arrivi per quanto riguarda campagne e testimonial – per restare sempre in tema di celebrities. Così da comporre una sorta di C’era una volta… a Hollywood e dintorni, o se preferite C’era una volta in America in forma di gossip. Buona lettura.

    Le cronache dell’orologeria… mondana

    Foto Dimitrios Kambouris/Getty Images for The Met Museum/Vogue courtesy Chanel.

    Cominciamo da Chanel, a buon diritto visto che ha collaborato con kaiser Karl per una vita. Tante le celebrities ospiti della Casa: da Penélope Kruz a Dua Lipa, da Margot Robbie a Sofia Coppola, da Naomi Campbell a Gisele Bündchen (e l’elenco potrebbe continuare), tutte vestite, truccate e spesso ingioiellate dalla Maison della doppia C. Ma a noi interessa citare Kristen Stewart perché era l’unica del gruppo a indossare anche un orologio: un Code Coco in acciaio. Nascosto sotto la manica della giacca, nelle foto non si vede, ma giuriamo: c’era…

    Foto Jamie McCarthy/Getty Images courtesy IWC

    Eileen Gu, pluripremiata campionessa di freestyle nonché ambasciatrice IWC, ha partecipato al Met Gala più nel ruolo di modella che in quello di medaglia olimpica. Tant’è: fasciata in un lungo abito con tanto di strascico, sul red carpet si dilettava a giocare con un esemplare da tasca. E che esemplare: un Tribute to Pallweber Edition, uscito in occasione dei 150 anni della Casa di Sciaffusa, non paga del Portofino Automatic Day & Night 34 con cassa in oro rosa portato al polso. Il motivo? Dobbiamo proprio dirlo? “Two is megli’ che one”!

    Foto Christopher Polk/WWD via Getty Images courtesy Chanel

    Anche Omega ha partecipato all’evento newyorkese con uno stuolo di ambasciatori. E ciascuno indossava un esemplare adatto al caso: Eddie Redmayne un Aqua Terra Shades in acciaio con quadrante sabbia, Ke Huy Quan uno Speedmaster 57 in acciaio con quadrante verde, e Jonathan Bailey un Prestige in acciaio dal total look blu (il più elegante). Al top Nicole Kidman, divina in un abito di piume rosa firmato Chanel, con al polso un pezzo vintage: un Omega Sapphette del 1955 in oro bianco con diamanti, dal cristallo sfaccettato. Chic-chissimo.

    Foto @danielmartin

    E chic-chissima – ma non è una novità – era anche Michelle Yeoh, in un abito couture Karl Lagerfeld arricchito da gioielli di diamanti. Al polso portava uno dei suoi innumerevoli Richard Mille, un RM 07 con cassa in oro bianco e quadrante tempestati di brillanti, se la vista non ci inganna. C’è da dire che Mrs. Todt come ambassador è molto ligia: non solo ha disegnato parecchi orologi con il Marchio svizzero, ma non perde occasione per sfoggiare ogni volta un esemplare diverso. Date un’occhiata al suo feed di Ig e resterete senza parole.

    Accanto alla Direttrice di Vogue America, tra gli organizzatori e co-conduttori del Gala c’era anche Roger Federer. Impeccabile in un classicissimo tuxedo Dior, da bravo testimonial della Casa della Corona esibiva un Rolex Perpetual 1908 in oro bianco nuovo di zecca, mostrato in numerosi scatti e soprattutto nel plateale gesto di indossare gli occhiali da sole neri (un vezzo di Karl lagerfeld). No, dai, non arricciate il naso. Va bene l’indole sportiva, va bene il passato da numero 1 del tennis mondiale, ma cos’altro avrebbe dovuto mettere con lo smoking?

    Foto Mike Coppola/Getty Images courtesy Hublot

    Un Hublot invece era esibito con orgoglio da Bella Ramsey. Che qui indossava un Thom Brown custom-made, accompagnato al polso da un Big Bang Steel White Diamonds 38mm, con la lunetta (appunto) incastonata di diamanti. Nulla si sa riguardo alla partnership fra la Casa di Nyon e l’attrice britannica – nota per aver lavorato, giovanissima, nel Trono di Spade, ma ancor più come protagonista nel recente The Last of Us. Continuerà nel futuro oppure resterà one-spot, limitata in questa occasione? Ai posteri l’ardua sentenza.

    Foto @simuliu

    “Quando Donatella ti chiede di andare al Met, vai al f***ing Met”: così scrive Simu Liu nel post del proprio profilo Instagram. Del resto, Oltreoceano, l’attore cino-canadese è già famosissimo – mentre da noi lo diventerà, c’è da scommetterci, dopo l’uscita di Barbie. Comunque l’altra sera, evidentemente vestito Versace, ha completato il look stile K.L. con un bel Vacheron Constantin Overseas in acciaio. Sia chiaro, questo è puro gossip: la Maison ginevrina non ha diffuso alcuna comunicazione ufficiale. Ma noi lo abbiamo visto lo stesso…

    Lezione di stile

    Diventata da poco Ambasciatrice di eleganza Longines, Jennifer Lawrence è già protagonista del primo commercial della Casa della Clessidra Alata. In cui la carismatica attrice – sofisticata ma senza eccessi, molto naturale – incarna con misurato garbo il Longines DolceVita (in acciaio, con diamanti sui brancard), mentre con voce pacata declama un messaggio di fiducia in sé stessi. Il video, girato in studio con una scenografia essenziale, è un’efficace risposta all’irritante sguaiataggine che va per la maggiore. Merita: lo trovate fra i reel di Longines.

    Raise Vibrations

    Lenny Kravitz è il nuovo ambasciatore Jaeger-LeCoultre. Rocker, cantante, produttore, autore, polistrumentista, attore, designer, fotografo, in una parola creativo a 360 gradi, pare sia stato scelto dalla Grande Maison proprio perché rappresenta “l’archetipo dell’uomo moderno del Rinascimento” (qualsiasi cosa voglia dire). Di sicuro lo vedremo presto interpretare una nuova campagna insieme ad Anya Taylor-Joy. Intanto però si è già messo al polso un bel Reverso Tribute Duoface Tourbillon in oro rosa. Non proprio robetta…

    “Corto” d’autore

    S’intitola The Chase of Carrera il video realizzato da Tag Heuer per i 60 anni dell’omonima collezione. Non una semplice pubblicità, ma un vero e proprio “corto”, diretto da David Leitch (il regista di Bullet Train). Protagonista Ryan Goslin, racconta la caccia all’orologio rubato dall’attore sul set di un film (il nuovo Carrera Chronograph con vetro panoramico). Ed è un divertente action-movie in formato ridotto, fra ritmi serrati, inseguimenti, humour e con tanto di sorprese “invisibili” sulla storia dell’esemplare. Da vedere (qui).

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 19/04/2023

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 19/04/2023

    Eccoci di nuovo con le nostre ricorrenti Cronache dell’orologeria. Realizzate come sempre per tenervi informati sulle novità più recenti nell’industria delle lancette, riguardano in gran parte azioni di marketing, fra ambasciatori e celebrazioni. Ma non solo. Le nostre Cronache dell’orologeria riportano anche fatti e notizie che in genere hanno poca o nessuna risonanza, visto che non provengono dai soliti noti o non sono promossi con lanci in grande stile. Ma noi, da bravi insider, ve le raccontiamo lo stesso. Perché è proprio questo lo scopo delle Cronache dell’orologeria… Buona lettura!

    14 secondi epici

    Omega ricorda l’anniversario dell’Apollo 13, la missione spaziale fallita per un’esplosione che mise in pericolo gli astronauti a bordo. Come? Con un video in cui i suoi ambasciatori raccontano in 14 secondi come lo Speedmaster fu decisivo in quell’occasione: permise infatti di riallineare la navicella alla rotta, evitando che l’equipaggio finisse per sempre nello spazio. Tra i narratori ci sono George Clooney, Kaia Gerber, Cindy Crawford e Nicole Kidman. Un modo ironico per celebrare una storia drammatica e gloriosa.

    Family affair

    Foto Dylan Buell/Getty Images courtesy Richard Mille

    Jessica Korda è la nuova ambasciatrice di Richard Mille. Appassionata di golf fin dall’adolescenza, professionista nella Lpga (Lady Professional Golf Association) dal 2011, la trentenne ha già un palmarès di tutto rispetto, conquistato con talento e disciplina. Ma pare che il suo successo più grande sia stato partecipare alle Olimpiadi di Tokyo, dove si è qualificata con i fratelli Sebastian (tennista) e Nelly (anche lei golfista). I quali, per la cronaca, sono sempre partner della Maison. Lo abbiamo sempre detto che quella di Richard Mille è una grande famiglia…

    Il tempo delle Muse

    Tre donne, tre storie, tre ambasciatrici di Chanel. Penélope Cruz, Margot Robbie e Zhou Xun sono protagoniste della nuova campagna J12, seguito ideale di quella uscita qualche anno fa e come la precedente dedicata ai “secondi che contano”. Nei relativi video le tre muse si mettono alla prova e si divertono a raccontare i momenti decisivi delle proprie vite, in uno scambio di battute ed emozioni tra amiche e icone di stile. E non hanno paura di mettersi in gioco, tutt’altro. Si mostrano a cuore aperto e senza risparmiare nemmeno un filo di mascara.

    Rarità online

    Se siete collezionisti “veri”, non perdete la prossima asta online di Christie’s Middle East (24 aprile/4 maggio). Troverete rarità come l’RM 69 Erotic Tourbillon di Richard Mille, un gioiellino di meccanica e malizia che vi svelerà le sue fantasie più hot (se avete un milione di dollari da spendere). E poi i Patek Philippe più preziosi, come il Nautilus Ref. 5711 con zaffiri; i mitici Daytona, come un. 6265 nero e oro da sballo; e complicazioni uniche come il Parmigiani Fleurier Tonda PF Split Seconds, inedito sotto il martelletto. A voi la scelta…

    App antifurto

    Se avete perso un orologio o un gioiello di valore, non temete: ad aiutarvi ci pensa il Gruppo Richemont. Il colosso del lusso ha creato Enquirus, una piattaforma online che coinvolge marchi di prestigio, forze dell’ordine, compagnie di assicurazione e ovviamente il pubblico finale. Un database in cui trovare informazioni su furti e smarrimenti, e che permette di registrare e proteggere i propri oggetti preziosi in modo anonimo e sicuro. Sono già migliaia i clienti registrati e oltre 28.000 i pezzi scomparsi denunciati. Un servizio… impagabile!

    Mécanique mon amour

    Dopo quasi 30 anni di silenzio, la Manufacture France Ebauches (FE) torna a far parlare di sé. Salvata dal Gruppo Festina nel 2017, la Manufacture riprenderà il proprio glorioso passato dando nuova vita a due calibri storici, ovviamente ottimizzati dal punto di vista meccanico. Così il tipico logo a “nido d’ape” si vedrà di nuovo sotto i fondelli trasparenti. Una bella notizia per la Franche-Comté, patria dell’orologeria d’Oltralpe, e per le marche dell’Esagono, che finalmente possono montare un cuore francese nei propri pezzi. Chapeau!

    Shopping in Brianza

    In arrivo a Monza uno spazio de luxe che farà girare la testa a gli amanti della bella orologeria e delle pietre preziose. Aprirà presto i battenti in centro città la Gioielleria Colombo, vetrina di brand noti in tutto il mondo. La boutique, progettata dallo studio 1Unicum, promette di offrire una customer experience unica nel suo genere, con un percorso sensoriale improntato alla bellezza. Compresi, ai piani superiori, l’alta gioielleria, il laboratorio di assistenza Rolex e i salottini per le trattative riservate. Non vediamo l’ora di andare a curiosare.

  • And the winner is… Gli orologi agli Oscar 2023

    And the winner is… Gli orologi agli Oscar 2023

    Ok, ieri lo hanno fatto tutti gli altri, oggi tocca a noi. Per assecondare quella (mal)sana dose di voyeurismo quotidiano che è ormai diventata patologica. Ma anche per ammortizzarla con un pizzico di un umorismo. Per prenderci un po’ in giro – siamo ben consapevoli che si tratta di un argomento davvero stupido – e soprattutto per prendere in giro chi è convinto invece di scrivere cose intelligenti (alla faccia del Giornalismo, quello vero). Eccoci allora con il consueto “chi ha indossato cosa”, stavolta riferito alla grande soirée della 95a edizione degli Academy Awards. Ovvero: gli orologi agli Oscar 2023 (e anche qualche gioiello, vah, per non farci mancare niente). Cioè gli esemplari che abbiamo visto sfilare sul tappeto rosso, pardon beige, del Dolby Theater di Los Angeles, domenica notte. Ma anche agli eventi di contorno, prima e dopo la premiazione.

    Non tutti, chiaramente. Quindi, popolo dei social, siete avvertiti: evitate di fare i “so-tutto-io”, di segnalarci nomi e modelli di cui avete letto altrove o che avete riconosciuto. Risparmiatecelo, per favore. Vogliamo solo darvi un assaggio degli orologi agli Oscar 2023 in senso lato, non comporre un’enciclopedia completa. Anche perché non sappiamo se si tratta di mirate azioni di marketing realizzate dalle case o di iniziative private da parte di qualche stylist estroso. C’è da dire, però, che alcune scelte sono mooolto discutibili dal punto di vista dell’etichetta orologiera. Che il buon gusto è ormai un mondo sconosciuto. E che certe star sono davvero di bocca buona, perché hanno accettato di indossare esemplari fuori luogo. Qualcuno glielo poteva dire però che se il dress code impone “cravatta nera” anche l’orologio deve essere elegante…

    Foto @richardmille

    Cominciamo con Michelle Yeoh, Miglior attrice protagonista per Everything Everywhere All at Once. Chic-chissima nel candido Dior di piume, al polso aveva un bel pezzo unico personalizzato di Richard Mille (un RM 07-02 con diamanti, in pendant con i gioielli Moussaieff). Storica ambasciatrice della Maison, per la quale ha anche disegnato più di un orologio, non perde occasione per esibire creazioni diverse: al 95° pranzo annuale dei candidati agli Oscar, per esempio, portava un RM 016 Extra Flat, perfetto con il tailleur in tweed Chanel.

    Foto Jeff Kravitz/FilmMagic courtesy Omega

    E continuiamo con Ke Huy Quan, l’ex bambino prodigio di Indiana Jones e The Goonies, Miglior attore non protagonista nello stesso Everything Everywhere All at Once. Che alla premiazione sfoggiava un Omega Globemaster in acciaio con movimento Co-Axial Master Chronometer (e una spilla Fred Leighton sullo smoking Giorgio Armani). Scelta impeccabile: si tratta di un orologio classico, iperclassico, quasi intramontabile (da vero “avventuriero del tempo”). Che gli ricorderà per sempre il più prezioso dei tesori che ha cercato nella vita.

    Foto Rodin Eckenroth/Getty Images courtesy Omega

    Per passare a Brendan Fraser, premiato come Miglior attore protagonista per The Whale. Anche lui l’altra sera indossava un Omega, ma era uno Speedmaster Chronoscope Co-Axial Master Chronometer. Di solito aborriamo l’uso dei cronografi durante le serate di gala, ma in questo caso ci stava. Perché forse gli è servito per cronometrare la durata del suo emozionante e profondo discorso di ringraziamento. E perché a noi permettete di dire che “era proprio ora” che venisse riconosciuto il suo talento: è un fantastico attore!

    p.s. Per evitare di fare una pagina monografica su Omega, il più gettonato fra i marchi di orologi agli Oscar 2023, ci limitiamo a elencare le tante celebrities adepte al rito dei Master Chronometer. In ordine di apparizione: Andrew Garfield con un De Ville Trésor in oro Sedna. Ariana DeBose con un De Ville Prestige in acciaio. Troy Kotsur con un altro De Ville Prestige in acciaio e oro Sedna. Berry Keoghan con un Globemaster in acciaio. Harry Shum Jr. ancora con un De Ville Prestige in acciaio, ma con quadrante e cinturino blu. Danny Ramirez con un De Ville Prestige in oro Sedna. Alexander Dreymon con uno Speedmaster Moonwatch in Canopus Gold. Lewis Pullman con un altro De Ville Trésor in acciaio. Fra tutti, emergeva (non solo in altezza) la divina Nicole Kidman, non con uno ma con due Omega vintage al polso, entrambi in oro bianco. Melium abundare…

    Nelle insolite vesti di presentatore, Dwayne Johnson ha accompagnato sul palco la co-protagonista di Jungle Cruise, Emily Blunt. In Valentino e Chopard lei (vedi sotto), in Dolce&Gabbana e Tag Heuer lui, The Rock ha scherzato sul “rosa balletto” della sua giacca (con tanto di fiore sul rever), ma non sull’Aquaracer Professional 200 Date. Del resto quello sportivone subacqueo si è rivelato molto versatile, visto che l’ex wrestler lo ha indossato per immergersi nel glamour dell’evento e nel bagno di folla post-cerimonia…

    Foto John Shearer/WireImage courtesy Hublot

    Al tradizionale party di Vanity Fair, invece, abbiamo avvistato due Hublot. Un Classic Fusion Orlinski Titanium White Pavé al polso di Jon Kortajarena – il supermodello e attore spagnolo che fa impazzire le donne e gli stilisti di tutto il mondo -, dal total look white come il suo abito, ma sbrilluccicante di diamanti. E un altro indosso a Zachary Levi (nella foto), un Classic Fusion Orlinski King Gold che sembra uscito da un film di supereroi. E ora, tutti insieme, facciamo un grande sorriso alla telecamera e in coro gridiamo: «Shazam!».

    Foto @paulmescalpics

    Candidato come miglior Attore non protagonista per Aftersun, Paul Mescal non ha ottenuto la bramata statuetta ma si è fatto comunque notare per l’impeccabile smoking spezzato (Gucci), corredato di un altrettanto inappuntabile Cartier Tank Chinose in oro bianco. Per la cronaca, va detto che la Maison parigina ha tirato fuori il meglio dell’Haute Joaillerie di ieri e di oggi dai propri forzieri per amplificare il fascino di Zoe Saldana, Elizabeth Olsen, Deepicka Padukone, Stephanie Hsu. Che, ça va sans dire, hanno molto gradito…

    Foto @idriselba

    Scelta in apparenza scontata per Idris Elba, vestito Gucci da capo a piedi, orologio compreso (com’è ovvio, visto che è ambasciatore della Casa della doppia G: se non lo sapete, leggete qui). In realtà ben poco prevedibile, se si guardava bene cosa aveva al polso: un G-Timeless Planetarium. Un pezzo della collezione di Alta Orologeria, con tourbillon centrale sovrastato da una stella di diamanti e circondato da 12 grandi pietre verdi (berilli) rotanti. In contrasto con lo smoking blu e nero, ma in accordo con lo Stella McCartney della moglie Sabrina. Applausi.

    Foto @michaelbjordan

    Un plauso all’originalità anche per Michael B. Jordan, che ha impreziosito il doppiopetto (Louis Vuitton) con gioielli e orologio Tiffany & Co. Al polso, l’attore di Black Panther aveva un elegantissimo Square 2-Hand dall’estetica anni Venti: carré, a carica manuale, con lancette cattedrale e piccoli secondi. Appuntate sulla giacca invece due magnifiche spille, eredi del mitico Bird on the Rock di Jean Schlumberger. Ma la Maison americana ha illuminato di diamanti anche molte signore: Lady Gaga, Michelle Williams, Florence Pugh…

    Foto Jesse Grant/Getty Images courtesy Chopard

    A proposito di scintillii, nel corso della serata alcune star hanno brillato ancor di più grazie a Chopard. Del resto, la Maison svizzera nel mondo del cinema è di casa, ed era naturale che sbarcasse Oltreoceano per questa occasione. Così, i pezzi unici delle collezioni di Haute Joaillerie hanno fatto risplendere volti e occhi di Emily Blunt ed Eva Longoria, entrambe sul palco come presentatrici, dell’attrice e cantante Sofia Carson (nella foto), e della cantante irlandese Jessie Buckley, candidata come miglior attrice non protagonista. Che dire? Châpeau, Chopard!

    Foto courtesy Chanel

    Numerosissime anche le stelle che hanno partecipato all’annuale party pre-Oscar organizzato da Chanel e Charles Finch. All’ormai imperdibile rendez-vous erano presenti infatti non solo le ambasciatrici della Maison – come Kristen Stewart e Marillon Cotillard – ma anche celebrità del calibro di Harvey Ketel o Hugh Grant, e molte di quelle citate sopra, dalla Kidman a MB Jordan a Idris Elba. Fra gli ospiti anche la “nostra” Beatrice Grannò (nella foto), reduce dal successo di The White Lotus, che si è confermata artista poliedrica. Brava…

    Foto @caradelevingne

    Come non citarla? Anche perché ci mancava, Cara Delevingne. Che, dopo il réhab, è finalmente riapparsa in tutto il suo splendore in un sofisticato Elie Saab d’epoca rosso fuoco, con gioielli Bulgari. Inconfondibili, sebbene declinati in tante versioni, i Serpenti della Maison romana hanno “vestito” anche l’immarcescibile Angela Bassett e Phebe Wallett-Bridge (che vedremo presto nel nuovo Indiana Jones), accanto ai Divas’ Dream di Rainsfor Qualley (la figlia di Andie MacDowell, che fa la cantante). Robetta… da guardia del corpo!

  • RM 07-04 Automatic Sport: femminile, sportivo… Richard Mille

    RM 07-04 Automatic Sport: femminile, sportivo… Richard Mille

    Coco Chanel disse una volta che «pour être irremplaçable, il faut être différente» ossia, più o meno «per essere insostituibile, devi essere diverso». Quando ho visto l’ultimo orologio presentato da Richard Mille, ho pensato a queste parole della divina Mademoiselle. Perché è un esemplare da donna diverso dai femminili che conosciamo. Se sia insostituibile non lo so, di sicuro è sportivo. Anzi, il primo sportivo per signora creato dal marchio.
    Si chiama RM 07-04 Automatic Sport e per costruirlo Richard Mille non ha cercato la strada più breve, ossia riprodurre in piccolo e con qualche belletto un orologio maschile. Al di là del fatto che Monsieur Mille non è tipo da strade brevi né semplici, se avesse fatto questo probabilmente il risultato sarebbe stato piuttosto povero. Quindi non in linea con la filosofia del brand.

    RM 07-04 Automatic Sport: girl power

    Ecco perché ha richiesto tre anni di sviluppo e un’idea di base tanto semplice quanto efficace. Se voglio che sia il mio primo orologio sportivo da donna – devono aver pensato in azienda -, da chi posso farmi consigliare per capire come dovrà essere? Da donne sportive di professione. Naturalmente scelte tra le migliori in alcune discipline affini al brand. Sei donne dinamiche, come sei sono le versioni dell’RM 07-04 Automatic Sport.

    Aurora Straus e Margot Laffite (automobilismo), Nafi Thiam e Yuliya Levchenko (atletica leggera), Nelly Korda (golf) ed Ester Ledecká (sci) sono state coinvolte direttamente perché spiegassero ai tecnici di Richard Mille quali caratteristiche avrebbero dovuto connotare l’orologio affinché fosse perfetto sia per loro, sia per qualunque sportiva. Naturalmente in base alla loro esperienza nelle rispettive discipline, non proprio rilassanti per un orologio in termini di shock, stress e usura.

    A giudicare da come è uscito l’RM 07-04 Automatic Sport, scommetto che gli aggettivi più frequenti sfoderati durante il brainstorming delle campionesse sono stati: leggero, robusto, comodo, bello. Perché a mio parere li incarna tutti, benché i primi due siano oggettivi mentre gli altri siano piuttosto personali.

    L’insostenibile leggerezza di Richard Mille

    Partiamo dal primo dato, incontrovertibile: dove trovate un orologio automatico che pesa 36 grammi, cinturino incluso? Un risultato che, come recitava una réclame di qualche anno fa, è scienza, non fantascienza, perché deriva dall’utilizzo di materiali leggerissimi sia per la costruzione del calibro, sia per quella della cassa.

    La platina e i ponti del movimento sono in titanio grado 5, una lega che unisce rigidità, resistenza alla corrosione e una leggerezza unica. La stessa lega si ritrova nel réhaut interno e nelle viti che serrano i ponti e la cassa, la quale è anch’essa un prodigio di leggerezza. Cinque orologi ce l’hanno in Quartz TPT, uno in Carbon TPT, materiali dal peso ridottissimo, utilizzati per applicazioni ad altissime prestazioni ed esclusivi per Richard Mille in orologeria. Infine, il cinturino è in velcro: in pratica è come non averlo al polso.

    A prova di tutto

    Sulla robustezza, idem con patate. Entrambi i materiali della cassa hanno coefficienti di resistenza alla pressione e alla trazione molto elevati che li rendono virtualmente infrangibili, oltre che inscalfibili. Caratteristiche utili se, per caso, fossero colpiti accidentalmente con una mazza da golf o se strisciassero sul tartan di una pista di atletica a causa di una sfortunata caduta.

    Il vetro zaffiro, antiriflesso su entrambi i lati, ha un valore di 1.800 sulla scala Vickers – la scala che misura la durezza dei materiali. Se considerate che il più duro degli acciai, quello nitrurato, arriva a 1.160, non dico che l’orologio abbia un vetro antiproiettile, ma antimazzate sì.

    E anche il movimento, la parte virtualmente meno robusta che affida la propria incolumità alle prestazioni della cassa, è costruito per resistere. Il calibro automatico di manifattura CRMA8 è stato sviluppato appositamente per garantire la rigidità della propria architettura: la platina e i ponti in titanio grado 5 sono rinforzati da un trattamento superficiale Pvd nero. Il bilanciere a spirale libera garantisce a sua volta una maggior affidabilità in caso di urti.

    Trattandosi di un orologio sportivo, il calibro è il più compatto fra tutti quelli sviluppati da Richard Mille ed è stato sottoposto a una serie di test rigorosi per garantirne la resistenza ad accelerazioni fino a 5000 G. La sua compattezza è una sfida anche per il maestro orologiaio, il quale si trova ad affrontare una fase di assemblaggio notevolmente più complessa del normale, durante la quale non ha margini di errore.

    Oltre alla robustezza, il calibro CRMA8 ha alcune caratteristiche tecniche che lo rendono ideale per un orologio pensato per un utilizzo sportivo. Questa volta non entro troppo nei dettagli, lasciando i più salienti per le didascalie: mi limito a parlare del rotore e del pulsante a ore 4.

    La doppia firma di Richard Mille

    Il rotore è in platino ed è probabilmente la parte più pesante di tutto l’orologio. Sfrutta il sistema di carica OneWay brevettato da Richard Mille, che troviamo anche su altre referenze del marchio. Grazie all’impiego di cuscinetti a sfere in ceramica, carica il bariletto in modo efficiente senza compromettere le dimensioni compatte del movimento.

    Anche il pulsante a ore 4 è una vecchia conoscenza del brand. Agisce da selettore di funzione: premendolo, si può scegliere se mettere il movimento in modalità di carica, di regolazione dell’ora o neutra. In questo modo si evita che l’asse di carica del calibro sia sottoposto a stress inutili. La funzione selezionata è visibile in una cornice a ore 6, indicata da una lancetta ore 5.

    Purché sia comodo

    Spero di avervi fatto capire perché l’RM 07-04 Automatic Sport di Richard Mille è leggero e robusto. Sulla comodità, come ho scritto sopra, c’è sempre un margine di soggettività. Però i numeri sono numeri: la cassa misura 30,5 mm di diametro, 10,35 mm di spessore e ha una lunghezza da ansa ad ansa di 44,95 mm.

    Quest’ultima è una misura notevole se si pensa che parliamo di un orologio femminile, ma è il dazio da pagare alla forma tonneau. La classica curvatura della cassa, l’assenza di anse e la leggerezza stupefacente dell’insieme dovrebbero comunque attenuarne gli effetti al polso e rendere il pezzo confortevole e ben portabile.

    Arcobaleno ragionato

    Anche parlando di bellezza si entra nel campo delle opinioni. Ogni cassa ha un colore diverso – nero, panna, arancione, rosa, verde o blu -, abbinato a cinturini a loro volta di colori differenti, così come cambiano da orologio a orologio le cromie del pulsante selettore di funzione, del rivestimento in caucciù della corona e del réhaut.

    Il risultato è, a mio modesto avviso, è allegro e femminile senza risultare pacchiano. Perché c’è un gioco di rimandi dei colori tra cinturino, pulsante selettore, corona e réhaut che rende il tutto molto organico e, soprattutto, ben integrato – oserei dire funzionale – alla scheletratura del movimento.

    Il prezzo della sportività

    Tengo per la fine, come sempre, la vil pecunia. L’RM 07-04 Automatic Sport costa 167mila franchi svizzeri iva esclusa. Un prezzo da Richard Mille, come vi ho già spiegato in passato. Nulla di cui stupirsi, basterebbe solo pensare ai tre anni di sviluppo e al concentrato di tecnologia e materiali contenuto nell’orologio.

    Siccome è progettato per una donna tanto sportiva quanto di classe, mi piace chiudere l’articolo come l’ho aperto, con un’altra frase di Coco Chanel: «Une fille doit être deux choses: classe et fabuleuse», «una ragazza dovrebbe essere due cose: elegante e favolosa». Con al polso l’RM 07-04 Automatic Sport, non è un’impresa difficile…

  • Watches on stage. News & previews – 20/02/2023

    Watches on stage. News & previews – 20/02/2023

    Ancora una volta, riflettori puntati sugli orologi, protagonisti di eventi mondani, artistici, sportivi, commerciali. Watches on stage fra scenografie e celebrità internazionali. Watches on stage per sottolineare le numerose occasioni in cui il mondo delle lancette ha calcato le scene dell’attualità, in una miscellanea di notizie internazionale vasta e diversificata. Come sempre noi ne abbiamo selezionate solo alcune, per non annoiarvi troppo… Ma avremmo potuto continuare. Del resto Watches on stage potrebbe essere il titolo di una soap opera sempiterna. Quasi quasi la scriviamo…

    Uno sguardo alle stelle

    Ke Huy Quan e Michelle Yeoh

    Si è tenuta ieri la premiazione dei Bafta, con il solito concorso di star “super-accessoriate”. Tanti gli orologi che hanno sfilato sul red carpet e sul palco, subito riconosciuti dagli occhi di falco del pubblico. Come il prezioso Richard Mille al polso di Michelle Yeoh, gli Omega indossati da Barry Kehogan, Eddie Redmayne, Brendan Fraser e Ke Huy Quan, il Cartier di Rami Malek, il Longines di Regé-Jean Page. Da citare anche Anya Ellie Goulding con gioielli Bulgari. La Maison romana del resto ha sponsorizzato anche il party delle nomination…

    Arte al quadrato

    Si è conclusa ieri, al Santa Monica Airport, Frieze Los Angeles. Dove la lounge di Breguet spiccava grazie alla scenografica carta da parati di Pablo Bronstein, che ha trasformato in uno scenario post-apocalittico lo spazio rappresentativo del mondo della Maison. Quarto e ultimo capitolo dell’opera commissionata ad hoc all’artista argentino (ma londinese d’adozione), l’installazione segue gli omonimi eventi di New York, Seul e Londra. Considerato che la partnership con la fiera d’arte prosegue fino al 2024, chissà cosa ci riserba in futuro…

    Tutti in Baviera

    Dal 24 al 27 febbraio si terrà Inhorgenta Munich. Il consueto appuntamento in terra tedesca con gli orologi, i gioielli e le pietre preziose avrà luogo come sempre al Trade Fair Center Messe di Monaco, organizzato quest’anno in sei padiglioni per accogliere circa 800 espositori provenienti da tutto il mondo (Italia compresa). In programma, al Trendfactory, anche una serie di manifestazioni collaterali, fra tavole rotonde e incontri con esperti del settore, per approfondire diversi temi di attualità: dalla contraffazione alla sostenibilità, fino all’A.I.

    Errata corrige

    Posticipa all’autunno prossimo SwissReLux. Prevista in origine per aprile, la prima edizione della mostra-mercato dedicata al secondo polso, nei giorni scorsi, ha ufficializzato le nuove date: 12/15 ottobre, sempre al Centro Esposizioni di Lugano. In contemporanea si svolgerà anche LuganoLife Style, ormai per tradizione un evento che richiama un vasto pubblico. Prosegue quindi da parte degli organizzatori la raccolta di adesioni con utleriori partner e la messa a punto di un calendario ricco di appuntamenti con rivenditori e influencer.

    Il tempo del calcio

    Dopo il Ballon d’Or e l’AS Monaco, Purnell mette a segno un altro goal: e diventa partner del Paris Saint-Germain. L’accordo, valido fino a dicembre 2025, vedrà dunque la presenza del Marchio guidato da Maurizio Mazzocchi nel leggendario Parc des Prince Stadium. E porterà alla realizzazione di varie edizioni limitate a tema: c’è da supporre che vedremo presto l’ormai noto tourbillon su tre assi nei colori della squadra francese, indossato anche da Messi, Neymar & Co. E Mbappé come farà? Ai posteri l’ardua sentenza.

    Draco & Co. sulla neve

    Sono ormai trascorse quasi due settimane, ma l’evento è stato troppo spassoso per passare inosservato. A Sankt Moritz, durante i Campionati mondiali di bob, Omega ha cronometrato anche un’esclusiva discesa al cardiopalma di un team molto speciale: quello dei suoi ospiti. A lanciarsi nell’Olimpia Bob Run c’erano infatti attori e performers del calibro di Chase Stokes, Alexander Ludwig, Tom Felton, Hero Fiennes Tiffin, Kat Graham, Debby Ryan, Felix Mallard. Che fra slitte e igloo si sono divertiti come matti… O almeno così sembra.

  • L’informazione orologiera… in breve. News & previews – 3/2/2023

    L’informazione orologiera… in breve. News & previews – 3/2/2023

    Consueto aggiornamento con l’informazione orologiera. Nelle ultime settimane, dall’industria delle lancette sono arrivate numerose notizie sportive (come sempre), ma anche novità aziendali, questioni societarie e nuove distribuzioni… Abbiamo quindi fatto un’opportuna scrematura per fornirvi un’informazione orologiera completa ma non dispersiva. Leggete oltre.

    Discese folli

    Omega ha rinnovato la partnership con la Federazione internazionale di bob e skeleton. E continuerà quindi a essere Cronometrista ufficiale nelle gare della Ifbs fino alla stagione 2026/27. In più rimane anche Title sponsor delle serie di monobob: sport che ha affiancato nel 2011 e ha contribuito a sviluppare, fino ad accompagnarlo nell’esordio alle Olimpiadi invernali di Pechino 2022. Ma accanto alle sofisticate tecnologie per il cronometraggio, il Marchio dedica a queste discipline lo Speedmaster Chronoscope con le sue tante scale di misurazione. Perfetto per le piste ghiacciate… da tachicardia.

    Placcaggio in meta

    Inizia questo weekend la 129a edizione del Sei Nazioni, con tre partite in programma a Cardiff, Londra e Roma (dove domenica gli Azzurri scenderanno in campo contro la Francia, campione in carica). Al torneo più celebre del rugby europeo parteciperà, per la seconda volta nel ruolo di Official timekeeper, anche Breitling. Che per l’occasione ha creato il Chronomat Six Nations: una serie speciale di 6 esemplari, ciascuno dedicato a una squadra nazionale concorrente. Più una nuova Rugby Squad, composta dai migliori giocatori del torneo stesso. Per l’Italia, Paolo Garbisi. Bravooo!

    Sostenibilità al quadrato

    Dal 2020 Maurice Lacroix supporta Mahindra Racing, il team indiano che corre in Formula E (e in Moto3). Quest’anno, 23 podi e 5 vittorie dopo, la Maison di Saignelégier non solo ha rinnovato la partnership, ma ha anche lanciato il nuovo Aikon #tide Mahindra, dedicato alla scuderia nei colori e nel quadrante. Come i precedenti modelli della collezione omonima, ha la cassa in plastica riciclata (proveniente dagli oceani), e il cinturino in caucciù intercambiabile (con l’esclusivo sistema del Marchio). Apprezzato – pare – anche nei box. Del resto, Mahindra Racing è stato il primo team a ricevere le 3 stelle ambientali della Fia…

    La mia Africa

    Foto ©National Geographic/Jen Guyton courtesy Rolex

    Nuovo capitolo nella Perpetual Planet Initiative di Rolex. Che in partnership con la National Geographic Society promuove le spedizioni Great Spine of Africa, condotte dall’esploratore sudafricano Steve Boys (nella foto) per studiare migliaia di chilometri di fiumi in un’ottica scientifica. La prima spedizione ha esplorato i remoti altipiani dell’Angola, dove nasce il fiume Lungwebungu, che ha scoperto essere la fonte e non un semplice affluente dello Zambesi. Poi nei prossimi anni il team prevede di percorrere più di 40mila chilometri. Come il giro della Terra: buon lavoro…

    Alta Orologeria nell’Urbe

    Quarta vetrina in Italia per H. Moser & Cie., che finalmente ha trovato un nuovo partner a Roma. Dallo scorso dicembre, infatti, la boutique di via del Babuino 63 di Hausmann & Co. ha iniziato a ospitare le collezioni della Casa di Neuhausen am Rheinfall. Un connubio che non stupisce affatto gli intenditori di alta orologeria. Perché in fondo il giovane marchio svizzero, dallo stile minimal e dallo spirito irriverente, condivide più valori e intenti con il gruppo italiano fondato nel 1794 di quanto ci si aspetterebbe. Pensateci bene: storia, tradizione, savoir-faire, indipendenza… vi dicono qualcosa?

    Promettente accordo

    Da sinistra. Amr AlOtaishan, Ceo di Reuge, Pierre Jacques, Ceo di De Bethune, e il maestro orologiaio Denis Flageollet.

    De Bethune diventerà socio di maggioranza di Reuge. Cifre e quote ovviamente non sono state rese note. L’accordo, che sarà siglato nelle prossime settimane, prevede però che Amr AlOtaishan – attuale Ceo della Manifattura di scatole e automi musicali nonché rappresentante della famiglia proprietaria – continuerà a sedere nel CdA. Insieme, le due imprese basate a Sainte-Croix “allargheranno il loro vocabolario tecnico e svilupperanno sinergie al fine di accelerare il rinnovamento dell’arte meccanica” (si legge nel comunicato). Ora, visto cos’è riuscito a fare MB&F con le meccaniche di Reuge, e visto il genio di Denis Flageollet… beh, ne vedremo delle belle.

  • RM 66 Flying Tourbillon: Richard Mille suona il rock

    RM 66 Flying Tourbillon: Richard Mille suona il rock

    È possibile che nel creare l’RM 66 Flying Tourbillon, in Richard Mille avessero in testa questa frase: «Rock has always been the devil’s music», il rock è sempre stato la musica del diavolo. Non l’ha pronunciata un curato di campagna ma David Bowie, uno che di rock qualcosina capiva. E che cosa c’entri con questa musica un marchio come Richard Mille è abbastanza evidente a chi conosce l’orologeria. Se c’è un brand che ama pensare al di fuori di schemi e convenzioni, esattamente come fa il rock, è proprio questo.

    Lo ha fatto dieci anni fa con l’RM 052 Tourbillon Skull, presentato al Sihh 2012 come interpretazione meccanica sublime del cosiddetto “memento mori”. Quel “ricordati che devi morire”, fin dall’antica Roma era un monito a vivere scansando la superbia e gli eccessi. La mano scheletrica che fa il gesto delle corna, che campeggia sul quadrante dell’RM 66 Flying Tourbillon, va in tutt’altra direzione. Quella indicata dal rock ‘n’ roll: scioccare, scuotere e rivoluzionare lo status quo, vivendo la vita al massimo.

    L’anima rock di Richard Mille

    Nella cultura rock, il teschio è un simbolo di ribellione e sopravvivenza. Mentre le corna suggeriscono l’idea di “fare casino” e dicono «noi ti adoriamo» a un artista impegnato a violentare la chitarra per trarne musica immortale. Hanno un significato che richiama l’essere parte di un clan, sono un simbolo di cameratismo che urla: «Noi apparteniamo a questa tribù».

    Nel caso dell’RM 66 Flying Tourbillon, la tribù non è solo quella dei pochi fortunati dal portafogli profondo, che potranno sborsare la bellezza di 985.000 franchi iva esclusa per acquistare uno dei 50 orologi prodotti dal Marchio. È anche e soprattutto la tribù di chi capisce di alta orologeria ed è capace di guardare al di là di un oggetto irriverente, deliberatamente oltre le regole e, per questo, Richard Mille fino al midollo. Vediamo insieme perché.

    Qua la mano!

    Come è ovvio, e come immagino abbiano voluto in Richard Mille, ciò che cattura l’occhio quando cade sul quadrante è la mano in oro rosso. Come se fosse vista ai raggi X, afferra letteralmente il ponte centrale del movimento mentre fa il gesto delle corna. Creata da squadre di lavoro supervisionate da Olivier Vaucher, rinomato incisore ginevrino, è micropallinata, lucidata e rifinita interamente a mano in maniera artigianale.

    È costituita da cinque pezzi prima fresati, sui quali il lungo e meticoloso lavoro di levigatura e lucidatura mette poi in risalto i contorni delle ossa e le delicate articolazioni, con la loro finitura micropallinata.

    La scheletratura del movimento e il doppio vetro zaffiro su quadrante e fondello consentono di apprezzare un dettaglio che trovo fighissimo: le falangi ripiegate del pollice, del medio e dell’anulare, che consentono alla mano di tenere saldo il movimento sono visibili dal retro dell’orologio. E danno all’intero quadrante una tridimensionalità mai vista, o quasi.

    Giocare con i materiali

    Tanto per evitare la banalità, la cassa dell’RM 66 Flying Tourbillon è un mix di tre materiali sui quali Richard Mille ha costruito tanta parte della propria eccellenza. Carbonio Tpt per lunetta e fondello (se ancora non sapete di che cosa si tratta, leggete qui), titanio grado 5 e oro rosso per la carrure. Quattro placchette di quest’ultimo materiale, poste sul lato cassa, hanno una lavorazione a clou de Paris. Che però, in un pezzo come questo, anziché ispirarsi all’estetica dell’alta orologeria, ricordano le borchie che tempestavano cinture e “chiodi” di metallari e punk. Un lavoretto che ha impegnato il team casse per 1.500 ore di ricerca e sviluppo e 9 mesi di lavoro.

    Un modo per mescolare mondi anche lontani che, come spiega Alexandre Mille, direttore commerciale di Richard Mille, è tipico del brand: «Al marchio piace giocare con i contrasti, giustapponendo regni che sono completamente in contrasto. I nostri orologi si sono sempre distinti. Con sensibilità e sfumatura, testimoniano il nostro grande amore per la tecnica e l’innovazione, il nostro abbraccio aperto dei molti mondi che ci circondano».

    La corona dell’RM 66 Flying Tourbillon

    Insomma, l’RM 66 Flying Tourbillon sembra essere principalmente un orologio scenografico, “orgogliosamente anticonvenzionale” come lo definisce il brand. Ma è anche un concentrato di tecnologia con dettagli che lasciano a bocca aperta. Pensereste mai che per sviluppare la sola corona i tecnici di Richard Mille ci hanno messo la bellezza di 200 ore? Roba che un amanuense dell’XI secolo ci avrebbe messo meno a trascrivere 100 pagine di un classico latino.

    Senza contare le 12 ore che ciascuna corona richiede per essere lavorata e rifinita. «Per che cavolo ci hanno messo così tanto?», potreste dire? Perché questa corona non serve solo a caricare l’orologio ma a proteggerlo dall’utilizzatore maldestro. Quello che carica, carica, carica… e arriva a violentare la molla senza saperlo. E senza rendersi conto che il povero orologio grida di dolore.

    Una sovraccarica accidentale può infatti causare danni all’albero di carica o esercitare un’eccessiva tensione sulla molla nel bariletto. Per evitarlo, la corona è dotata di un limitatore di coppia, un dispositivo di largo uso in meccanica che permette di ridurre la coppia torcente a un valore massimo oltre il quale non può andare. In sostanza, blocca la trasmissione del moto tra l’organo trainante (la corona) e quello trainato (la molla), intervenendo quando sulle strutture di collegamento s’iniziano ad avere sollecitazioni eccessive a causa del sovraccarico.

    Così la corona si disinnesta automaticamente quando la tensione della molla nel bariletto è ottimale. Una finezza tecnica che dal punto di vista estetico ha la forma di un artiglio in titanio grado 5, lucido. E quanto sia difficile lucidare il titanio, che prende fuoco come fosse paglia, dovreste saperlo. I sei bracci dell’artiglio afferrano una guarnizione in gomma, la stessa usata per il cinturino, e il punto di aggancio incrocia un rubino sintetico posto sul prolungamento dello stelo di avvolgimento.

    Sulla testa della corona, un minuscolo teschio, anch’esso in titanio, è il richiamo più evidente all’RM 052 Tourbillon Skull. Del resto Julien Boillat, Direttore del dipartimento casse di Richard Mille, in una breve intervista a corredo del lancio dell’RM 66 Flying Tourbillon ha detto che in azienda cercavano da anni un successore di quell’orologio. Ed eccolo qui.

    Il calibro RM 66

    Tutta quest’abbondanza di meraviglie tecniche, estetiche e di materiali non ci deve far dimenticare che senza il suo cuore meccanico, anche un pezzo come l’RM 66 Flying Tourbillon sarebbe come la donna cantata da Cocciante: bello senz’anima.

    L’architettura del calibro manuale RM 66 mette a ore 6 il bariletto a carica rapida, che fornisce all’orologio un’autonomia di 3 giorni, mentre il tourbillon volante è in evidenza a ore 12. Non è la prima volta che Richard Mille si cimenta con un questo tipo di tourbillon (chi non ne ricordasse le caratteristiche, può leggere questo articolo). Ma prima d’ora non lo aveva mai messo in questo posto d’onore, a bilanciare l’ingombrante mano cornuta.

    Il tourbillon volante ha il bilanciere a inerzia variabile, una caratteristica che assicura una maggiore affidabilità in caso di urti e nelle operazioni di assemblaggio e manutenzione. Inoltre, garantisce migliori risultati cronometrici sul lungo periodo. La gabbia del tourbillon è fissata solo a un’estremità dell’asse, eliminando il ponte superiore in modo da accentuare visivamente l’impressione che esso galleggi nel vuoto. Un vuoto accresciuto dalla scheletratura completa del calibro, in titanio grado 5, e, come ho scritto prima, dal doppio zaffiro su fondello e quadrante.

    La forza del messaggio

    Oggi preferisco chiudere qui, lasciando alle didascalie ulteriori informazioni su quadrante, dimensioni, dettagli tecnici del movimento. Per concentrarmi su una riflessione finale che non ha a che fare con il prezzo dell’orologio: perché costano tanto i Richard Mille, l’ho già spiegato qui. E la sostanza non cambia con l’RM 66 Flying Tourbillon.

    Quello su cui voglio soffermarmi è la volontà che l’alta orologeria ha, ogni tanto, di prendersi meno sul serio. Lo fa con orologi come questo, nel quale un paio di corna è capace di oscurare le tecniche più avanzate, l’impiego di materiali di ultimissima generazione, anni e anni di ricerca e sviluppo. Senza sminuirli, badate, ma facendo in modo che il messaggio (“Let’s rock!”, in questo caso) sia più forte del prodotto.

    Personalmente non credo che vedremo l’orologio al polso di qualcuno che quarant’anni fa girava per Londra con la cresta blu e una spilla da balia infilata nella narice, o che si spiaccicava contro le transenne, ipnotizzato dalle dita di Angus Young. Più facile pensare a qualche manager di Singapore, fiero di mostrare che chi veste in doppiopetto può nascondere un’insospettabile punta di trasgressività. Anche questo, signori, è Richard Mille.

  • Mondanità orologiere, fra spettacolo e sport. News & previews – 20/1/2023

    Mondanità orologiere, fra spettacolo e sport. News & previews – 20/1/2023

    Inizio d’anno frenetico per le marche di orologi. Che nelle scorse settimane hanno partecipato a eventi, trovato nuovi testimonial, siglato partnership inedite… In un turbinio di mondanità orologiere in cui si fa fatica a districarsi. E ad agitare le acque ci voleva pure la diatriba Shakira-Piqué, che ha coinvolto – loro malgrado – la Casio e la Rolex, in una patetica allegoria in cui si parla di orologi per (non) parlare di corna. Robe da matti. Ma la telenovela fra la cantante e il calciatore è a suo modo emblematica delle circostanze in cui si muove l’orologeria in questo periodo, concentrata proprio fra spettacolo e sport. Forse perché si tratta di due ambiti seguiti da tanti, per gossip o per passione: per dirla chiaramente, insomma, spettacolo e sport fanno audience. Prova ne siano le tante notizie di mondanità orologiere riportate qui sotto. Buona lettura!

    Hollywood Party

    Foto David Fisher/Shutterstock courtesy Omega

    Alla cerimonia di assegnazione dei Golden Globe, il 10 gennaio scorso, Omega ha vestito il polso dello show-biz. Al Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills – Los Angeles, California – gli esemplari della Maison di Biel spiccavano sotto gli smoking e gli abiti da sera di tante star, sia ambasciatori che “friend of the brand”. Qualche esempio? Eddie Redmayne (nella foto) indossava un De Ville Trésor, Glenn Powell un De Ville Prestige Piccoli Secondi. Andrew Garfield un Seamaster Aqua Terra, Diego Calva un Moonwatch. E l’elenco potrebbe continuare…

    Hollywood Babilonia

    Foto Emma McIntyre/Getty Images x Critics Choice Association courtesy Omega

    Non pago di tante celebrità, il Marchio di Swatch Group la settimana successiva ha fatto il bis ai Critics’ Choice Awards. Al Fairmont Century Plaza Hotel di Los Angeles, il 15 gennaio, altri personaggi hanno sfoggiato Omega (più alcuni “di ritorno” ma con un modello diverso). Come l’attore Ke Huy Quan, che qui portava un De Ville Trésor Piccoli Secondi coordinato all’abito (nella foto). Mentre Brendan Fraser un Constellation 41 mm. Perfino il presentatore Murray Bartlett aveva uno Speedmaster Chronoscope. Impossibile citarli tutti… Applausi!

    Il K-pop veste il polso

    È volto di Bulgari dal 2020, e da allora ha interpretato vari esemplari del Gioielliere romano. Ora Lisa, la cantante delle Blackpink, firma un’edizione limitata del Bulgari Bulgari ispirata al suo fiore preferito: la stella alpina. In acciaio con lunetta in oro rosa, ha il quadrante effetto ghiaccio dai riflessi cangianti (forse allusione allo stile della performer coreana) e il fondello personalizzato da un’edelweiss disegnata di suo pugno. Molto gradito dal popolo di Instagram: postato sul suo profilo official, l’orologio ha preso più di 5 milioni di likes…

    La stella di Anya

    S’intitola Walk into the Dawn (Camminare verso l’alba, in italiano) la nuova campagna di Jaeger-LeCoultre dedicata al Rendez-Vous Dazzling Shooting Star. Protagonista, questa volta, è Anya Taylor-Joy (nota al grande pubblico per aver interpretato La Regina degli scacchi). Figura magnetica ed elegante, nel video rivela doti di grazia misurata in una breve sequenza di passi di danza (non per nulla: è ballerina per formazione), che riecheggia il moto della stella sul quadrante. Una storia in grado di dire tanto, senza parole. Da vedere.

    Valori sportivi

    Eberhard & Co. ha sempre più successo in Giappone. E anche per questo ha partecipato al Keizaikai Special Award. Nato negli anni ’70 come riconoscimento per i fautori dello sviluppo economico del Paese, lo scorso 14 gennaio il premio è andato a Hajime Moriyasu, il Ct della Nazionale nipponica. Che ha ricevuto anche un bel Traversetolo, dimostrazione di stima da parte della Maison de l’Aigle. Non solo per i risultati raggiunti dai Blue Samurai ai Mondiali, ma anche per il loro esemplare comportamento fuori e dentro il campo. Una lezione di civiltà.

    Talento in pista

    Chiusa l’eperienza con la propria squadra corse, Richard Mille rientra nel Campionato del mondo di endurance con Lilou Wadoux. Ex pilota dell’RM Racing Team, la giovane francese non solo entra nella famiglia di ambasciatori della Casa, ma diventa anche la prima donna a gareggiare come pilota ufficiale della Ferrari Competizioni GT. Al volante della Ferrari 488 GTE del team AF Corse, infatti, la troveremo sulla griglia di partenza il prossimo 17 marzo, nella categoria Le Mans Grand Touring Endurance Amateur. Da tenere d’occhio…

    Trasgressione e F1

    Per promuovere la collezione di orologi Skeleton, Philipp Plein ha ingaggiato un protagonista del mondo delle corse: nientepopodimeno che Eddie Jordan. Fondatore dell’omonima scuderia di Formula 1, lui stesso pilota prima di diventare manager, l’icona dell’automotive ha molto in comune con il designer tedesco, a cominciare dall’essere entrambi self-made men. Rockettaro di antica data ma anche benefattore impegnato nel sociale, nell’immagine della nuova campagna Jordan indossa l’orologio in modo anomalo… Ci piace!

    Alpi mon amour

    A Cortina d’Ampezzo, il 17 gennaio scorso, Chopard e Bartorelli Gioiellerie hanno organizzato un cocktail party. Ospite d’onore: Sofia Goggia. L’evento è stato un’occasione non solo per presentare i più recenti esemplari della Casa, ma anche per ricordarne l’amore per la montagna, dimostrato con il sostegno all’Alpine Eagle Foundation – associazione che si dedica alla tutela dell’aquila dalla coda bianca e alla salvaguardia dell’ambiente alpino. Al polso della campionessa di sci spiccava un prezioso Alpine Eagle: c’è bisogno di dirlo?

  • I 10 orologi del 2022 che ricorderemo

    I 10 orologi del 2022 che ricorderemo

    Il 2022 sta per finire (finalmente, diciamo noi, e siamo certi che molti di voi saranno d’accordo…). È lecito quindi chiedersi per cosa sarà ricordato in orologeria. Cioè, quali sono stati gli orologi più rappresentativi dell’anno. Quelli che hanno segnato i costumi, e in certi casi sono diventati essi stessi un fenomeno di costume. Perfino al centro delle cronache giornalistiche, nazionali e internazionali. Quelli che hanno suscitato scalpore, e hanno fatto parlare di più, nel bene e nel male. O semplicemente quelli che ci hanno colpito, che sono rimasti più impressi nei nostri ricordi. Ecco allora i 10 orologi del 2022, secondo noi.

    Perché 10? Beh, ovviamente, il numero è arbitrario. Però 15, o 20, o magari anche 30 o 50, non sarebbero ugualmente incisivi: più la cifra è maggiore e minore è la capacità di scelta. Mentre 7, o 5, o 3… no, sarebbero troppo pochi, troppo riduttivi. Ecco perché abbiamo deciso di scegliere i 10 orologi del 2022, non uno di meno né uno di più: un numero pieno, significativo, capace di cogliere come un’istantanea gli esemplari topici – decisivi, fondamentali – di questo momento storico.

    Con un’accortezza: come sempre, la nostra non vuole essere una top ten in ordine di importanza. Ma un semplice elenco – rigorosamente in ordine alfabetico – dei 10 orologi del 2022. Fateci sapere se siete d’accordo… I social sono lì per questo.

    BULGARI Octo Finissimo Ultra 10th Anniversary Cassa (40 mm di lato x 1,8 mm di spessore) in titanio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro BVL 180 di manifattura, con platina/fondello in carburo di tungsteno. Display regolatore, cricchetto del bariletto con QR code che rimanda aun’esclusiva grafica Nft, bracciale in titanio sabbiato. Edizione limitata di 10 esemplari, 427mila franchi svizzeri.

    Un orologio da record (anche se poi superato dal Richard Mille qui sotto), super-elogiato dagli addetti ai lavori e praticamente scevro di critiche. Sicuramente una pietra miliare nella ricerca dell’ultrapiatto della Casa romana.

    HERMÈS Arceau Le Temp Voyageur Cassa (38 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro H1837, con ore del mondo, indicazione vagante di ore e minuti dell’ora locale, ora di casa a finestrella. Quadrante “Planisphère d’un monde équestre” disegnato da par Jérôme Colliard, cinturino in pelle di vitello Swift. 18mila euro.

    Un modo inedito di indicare le ore del mondo. Che non solo conferma il modo poetico della Maison di concepire il tempo, ma anche la genialità di Jean-François Mojon (sì, quello di Chronode e Cyrus), progettista del modulo della complicazione. Indimenticabile.

    LONGINES Ultra-Chron Cassa (43 mm) in acciaio, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L836 ad alta frequenza, con spirale in silicio, certificato cronometro da Timelab. Quadrante effetto martellato, lunetta girevole unidirezionale con inserto in vetro zaffiro, cinturino Nato (oppure in pelle). 3.390 euro.

    Reboot di un esemplare del 1966, è piaciuto tanto agli estimatori del marchio (e non solo). Facile capire il perché: dall’estetica vintage all’alta frequenza, dalla costanza di marcia fino al prezzo, dalla sua ha tanti pregi…

    MAD EDITION M.A.D 1 Red Cassa (42 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Miyota 821A ribaltato e modificato, con autonomia di 60 ore, rotore di carica (a tripla lama, in titanio e tungsteno) sul lato quadrante e indicazioni sulla carrure. Dettagli luminescenti, cinturino in pelle di vitello. 2.900 franchi svizzeri (tasse escluse).

    È vero: è uscito nel 2012, ma la prima edizione era fuori commercio. A grande richiesta, l’orologio creato da Max Busser & Friends ha raggiunto un pubblico più ampio solo quest’anno: ma, esaudite le prenotazioni, i pochi pezzi rimasti sono andati a ruba. Tramite lotteria. Anche i 100 esemplari realizzati per Corvo sono spariti in un amen. Ora si replica – sempre con lotteria – all’inizio del 2023.

    OMEGA Speedmaster Chrono Chime Cassa (45 mm) in oro Sedna. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Co-Axial Master Chronometer 1932 di manifattura, con autonomia di 60 ore, cronografo con funzione sdoppiante e ripetizione minuti. Quadrante in avventurina blu, lunetta con scala tachimetrica, bracciale in oro Sedna. 549mila euro.

    È l’Omega più complicato di sempre. E per questo resterà per sempre nella memoria collettiva…

    OMEGA x SWATCH MoonSwatch Cassa (42 mm) in Bioceramic. Movimento al quarzo Swiss made, cronografo con secondi continui. Quadrante mat, lunetta con scala tachimetrica (con tanto di Dot over 90), cinturino in Velcro. 260 euro.

    Non ce ne vogliano gli altri marchi, ma in un’ipotetica classifica dei 10 orologi del 2022 sarebbe probabilmente in pole position. Per il clamore che ha suscitato, anzi, la follia collettiva: l’odio/amore incondizionato, le file interminabili davanti ai negozi, le speculazioni che lo hanno spinto a prezzi assurdi… Noi abbiamo scelto il Mission to the Moon, ma andrebbe bene uno qualsiasi degli 11 esemplari della collezione.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda Gmt Rattrapante Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro PF051 di manifattura, con micro-rotore decentrato e doppio fuso orario con funzione sdoppiante. Quadrante guilloché Grain d’Orge, lunetta zigrinata in platino, bracciale in acciaio. 26mila euro.

    Una “vera” prima mondiale: applicare la funzione sdoppiante alla lancetta del Gmt è stato davvero geniale. Talmente naturale da sembrare la scoperta dell’acqua calda. Eppure prima non c’era…

    PATEK PHILIPPE Nautilus Ref. 5811 Cassa (41 mm) in oro bianco, impermeabile fino a 12 atm. Movimento meccanico a caric automatica, calibro 26-330 S C di manifattura, con datario. Quadrante soleil sfumato con rilievo orizzontale inciso, bracciale in oro bianco. 70.350 euro.

    Lo scorso anno, l’uscita di scena del 5711 aveva creato sconforto e lanciato in orbita i costi dell’usato. Il nuovo 5811 ha un millimetro in più, è più prezioso e ha un altro prezzo. Ma che importa? Il cult di Patek è tornato…

    RICHARD MILLE RM-UP 01 Ferrari Cassa (51 x 39 x 1,75 mm) in titanio grado 5. Movimento meccanico a carica manuale, calibro RMUp-01 di manifattura, e di forma (2,82 g di peso), con selettore di funzione. Vetri zaffiri (0,2 mm di spessore), cinurino in pelle. 1,7 milioni di franchi svizzeri (tasse escluse).

    Un altro orologio che ha fatto discutere (per l’estetica, la costruzione, il prezzo…): odiatissimo o amatissimo, senza vie di mezzo. Ma è un dato di fatto che mai s’era visto qualcosa del genere. Una vera bomba!

    ROLEX Deepsea Challenge Cassa (50 mm) in titanio Rlx, impermeabile fino a 1100 atm, con valvola di decompressione e sistema Ringlock. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3230 di manifattura, con autonomia di 70 ore. Quadrante mat, lunetta girevole unidirezionale in Cerachrom, vetro zaffiro di 9,5 mm, bracciale in titanio Rlx. 26.100 euro.

    Il primo Rolex in titanio, il primo con una simile e impressionante tenuta stagna, eppure apprezzato da pochi e incompreso da troppi.

  • Notizie flash dall’orologeria. News & previews – 29/11/2022

    Notizie flash dall’orologeria. News & previews – 29/11/2022

    Anniversari, partnership, celebrazioni, novità di prodotto… Rieccoci con la consueta selezione di notizie flash, fra le tante arrivate in redazione nelle ultime settimane. Notizie flash, abbastanza concise da non annoiarvi, ma sufficienti per tenervi informati su quello che è importante sapere. Brevi di cronaca sui nostri marchi preferiti, ma non solo. Segnalazioni di vario genere, anche in vista del Natale. Perché le notizie flash servono per raccontare le molteplici attività dell’infaticabile mondo delle lancette. Buona lettura.

    Cose da donne

    Foto Julien Delfosse / DPPI courtesy Richard Mille

    Dal 9 all’11 novembre, si è svolta la 8 ore del Barhain, sesto e ultimo round del Campionato del mondo di endurance 2022. Che ha fatto calare il sipario anche sul Racing Team Richard Mille, costituitosi nel 2019 e seguito dal Giornale degli Orologi in diverse occasioni. All’inizio team formato da sole donne, solo in un secondo momento è diventato un equipaggio misto. Al di là dei risultati raggiunti (un bel 9° posto), un’esperienza comunque importante. Perché ha dimostrato che l’endurance – e in genere il motorsport – non è affatto una cosa da uomini.

    Happy birthday, Mr. Bond

    Il 5 ottobre James Bond ha compiuto 60 anni. E qualche settimana dopo, Omega lo ha festeggiato con un party esclusivo (black tie) in un luogo segreto di Londra. Tra gli ospiti non poteva mancare Daniel Craig, che ha indossato un’ultima volta i panni di 007 – con tanto di Seamaster Diver al polso (non un modello qualsiasi, ma uno dei nuovi creati per l’anniversario). Oltre alle tante celebrities presenti, da segnalare il contorno di gadget e oggetti di scena. In mostra anche tutti gli Omega dell’agente segreto, dal 1995 a oggi. Ne riparleremo.

    Teste nel pallone

    Foto @Globe Soccer Awards courtesy Perrelet

    Il 17 novembre, al Madinat Jumeirah Resort di Dubai, si è tenuta la 13a edizione dei Globe Soccer Awards. Fra i premiati: Karim Benzema, miglior giocatore maschile; Alexia Putellas, miglior giocatrice femminile; Carlo Ancelotti, miglior allenatore; Sérgio Ramos, miglior difensore di tutti i tempi; Zlatan Ibrahimovic, premio alla carriera… Partner dell’evento: Perrelet, che ha donato a ogni vincitore un Turbine Carbon Black Edition, con la tipica elica a 12 pale sul quadrante e il calibro di manifattura. Della serie: piove sempre sul bagnato.

    10 anni di successi

    A dieci anni dalla rinascita, H. Moser & Cie festeggia la ricorrenza con orgoglio. E ne ha ben donde. Da quando è stato acquisito da Melb Holding, gruppo svizzero indipendente di proprietà della famiglia Meylan, il marchio di Neuhausen am Rheinfall di strada ne ha fatta tanta. Non solo ha salvato 200 anni di tradizione, ma ha anche portato una ventata di freschezza nell’orologeria elvetica. Un’immagine coraggiosa, 16 calibri di manifattura, 5 nuove collezioni, tanta innovazione e un pizzico di humour. Alta orologeria irriverente. Ci piace!

    La Parigi-Dakar al polso

    Continua la partnership fra Porsche e Porsche Design Timepieces (non poi così scontata…). Per il lancio della nuova 911 Dakar, il marchio di orologi ha presentato due Chronograph 1 dedicati: il 911 Dakar e il 911 Dakar Rally Design Edition (che rende omaggio nei colori alla 953 vincitrice del rally nel 1984). Ricchi di dettagli ispirati alla vettura, hanno entrambi la cassa in carburo di titanio (un materiale ceramico estremamente duro ma leggero) e il movimento di manifattura con funzione flyback. Ma sono riservati solo a chi acquista l’auto.

    Shopping benefico

    Sostenere la ricerca oncologica con lo shopping? Dal 21 novembre e per tutto dicembre è possibile grazie a Stroili. Basta fare acquisti in una delle 341 gioiellerie del marchio italiano, oppure online sull’e-commerce ufficiale, e aggiungere un bigliettino d’auguri (che costa 1 euro). Il ricavato della vendita dei biglietti sarà interamente devoluto alla Fondazione Airc, e in particolare al supporto dei progetti sui tumori infantili. Un ambito cui l’associazione voluta dal prof. Veronesi si dedica con particolare impegno. Per rendere il cancro sempre più curabile.

  • RM 07-01 Intergalactic. Nuove stelle nel firmamento Richard Mille

    RM 07-01 Intergalactic. Nuove stelle nel firmamento Richard Mille

    Richard Mille può piacere o non piacere. Ma chiunque, perfino i detrattori, devono riconoscere la capacità del Marchio di saper rinnovare l’alta orologeria, attraverso un’incessante ricerca di materiali, tecniche, tecnologie. Richard Mille realizza cospicui investimenti per perseguire una continua sperimentazione. S’inventa sempre nuove sfide e obiettivi diversi, che alla fine alzano l’asticella della qualità e dell’unicità. Si muove contemporaneamente su più fronti, e sforna risultati con una velocità impressionante. Non si è ancora spenta l’eco dell’RM UP-01 Ferrari, che già presenta – in tutt’altro settore e genere, ma ugualmente notevole – l’inedito RM 07-01 Intergalactic. Una serie di quattro modelli che arricchiscono l’omonima collezione dedicata alle signore: dal 2014, un ulteriore banco di prova della sua voglia di mettersi in gioco.

    Lasciamo perdere l’ispirazione spaziale, le chiacchiere che “vestono” di significati stellari gli orologi. Andiamo oltre la favoletta degli astri e delle costellazioni che compongono il firmamento, dell’esplosione di luce nell’oscurità del vuoto infinito. Queste immagini, certo poetiche e suggestive, giustificano il nome dei nuovi esemplari e fanno riferimento allo sfavillare delle pietre preziose all’interno di una superficie nera come il buio assoluto. E va bene, nulla in contrario, ma il punto è un altro. Perché nell’RM 07-01 Intergalactic la cassa tonneau tipica della collezione è tempestata di diamanti, ma è realizzata – in tutto o in parte – in Carbon Tpt. La domanda importante quindi è: come diavolo hanno fatto da Richard Mille a incastonare i diamanti nel carbonio?

    Focus sul Carbon Tpt

    Facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire cos’è e com’è fatto il Carbon Tpt. Per spiegarlo, mi rifaccio alla cartella stampa e semplifico un procedimento molto più complesso. Si tratta, in pratica, di un esclusivo materiale composito, fabbricato dalla North Thin Ply Technology, una società svizzera tecnologicamente avanzata, specializzata proprio nella creazione di materiali preimpregnati leggeri, con cui Richard Mille collabora ormai da una decina d’anni. Estremamente duro, resistente e rigido, il Carbon Tpt è però anche molto leggero rispetto alle leghe metalliche. E ha un’estetica unica, spesso paragonata all’acciaio di Damasco. Prodotto in blocchi e in piastre, è utilizzato nell’industria aerospaziale, nei motorsport e in certe attrezzature sportive. Oltre che in orologeria, s’intende.

    Per entrare nel dettaglio, il Carbon Tpt è formato da “innumerevoli strati di fibre di carbonio allineati in parallelo. Questi strati, non più spessi di 30 micron, sono impregnati in una matrice di resina, quindi sovrapposti utilizzando un sistema di posizionamento automatico che cambia l’orientamento delle fibre di 45° per ogni strato. Il composito è quindi riscaldato in autoclave a 120° C e a una pressione di 6 atmosfere. Una volta catalizzato, il materiale è pronto per essere lavorato dalle macchine a controllo numerico (Cnc) presso l’impianto di produzione delle casse di Richard Mille. Il Carbon TPT® migliora del 25% la possibilità di rotture per fatica e del 200% la formazione di microfessure rispetto ad altri tipi di materiali in carbonio tecnicamente avanzati”.

    Il Carbon Tpt nell’RM 07-01 Intergalactic

    Nell’RM 07-01 Intergalactic, la lunetta, il fondello e perfino il quadrante sono realizzati appunto in Carbon Tpt (a seconda del modello, invece, la carrure può essere nello stesso materiale oppure in oro rosso). Ciascun componente è poi decorato con miriadi di diamanti taglio brillante di diverse carature. Il che significa che da Richard Mille hanno dovuto mettere a punto un sistema per collocare le pietre nel materiale composito, molto diverso per durezza e resistenza ai tradizionali metalli preziosi.

    L’oro, ma anche il platino – che in genere sono utilizzati come supporto per incassare le gemme – sono infatti leghe duttili e malleabili. I maestri incastonatori quindi riescono facilmente a scavarli con appositi strumenti, chiamati bulini, per creare l’alloggiamento in cui collocare i diamanti. Altrettanto facilmente poi ricavano le griffe, quelle “linguette” che sono ribattute sui bordi della pietra in modo da fissarla stabilmente, in tutta sicurezza. Ma questo metodo di lavoro, ovvio, non può essere applicato al Carbon Tpt.

    Vista la durezza del materiale di base, infatti, i tecnici hanno dovuto utilizzare frese con punte diamantate per ricavare la sede dei diamanti, ciascuna con il proprio diametro in relazione alle molteplici dimensioni delle pietre. Ciascun diamante, poi, è tenuto in posizione da una coppia di micro-borchie d’oro rosso (o anche tre, dipende dalla caratura della singola pietra). Di conseguenza gli stessi strumenti di precisione, ma con punte più piccole, sono state adoperate anche per scavare lo spazio delle borchie. Chiaramente il posizionamento di ogni diamante e di ogni borchia è effettuato a mano, con pazienza infinita e massima precisione dall’artigiano addetto all’incastonatura. Sono necessari quindi tempi lunghi per decorare ogni orologio, considerato il numero delle borchie presenti sui diversi esemplari: che, in un paio di casi, possono superare perfino le 1100 unità.

    Conclusioni

    Per tutte le altre informazioni relative all’orologio e alle caratteristiche della meccanica, vi rimando alle didascalie. Qui aggiungo solo che il movimento è il calibro Crma2, “di forma”, scheletrato e a carica automatica – come di consueto nella collezione RM 07-01, per la quale è stato sviluppato appositamente. E concludo con il range di prezzo al pubblico: da 170mila a 270mila franchi svizzeri (tasse escluse), a seconda del modello. Coerente con la filosofia di prodotto propria di Richard Mille. E soprattutto con quanto scritto finora.

  • Purché sia sport. News & previews – 12/10/2022

    Purché sia sport. News & previews – 12/10/2022

    Festa di compleanno

    Mezzo secolo fa nasceva la Porsche Carrera 911 Rs 2.7. Per celebrarla, Tag Heuer – dallo scorso anno partner della Casa di Stoccarda – ha realizzato una doppia edizione limitata (in oro e in acciaio) dell’omonimo cronografo. Lo scorso 5 ottobre, poi, l’orologio e la vettura sono stati festeggiati a Parigi con un party in place Vendôme. Affollato di celebrità: oltre a Frédéric e Bernard Arnault, Detlev von Platen e molti volti noti del mondo dello spettacolo, da Alexandra Daddario a Jaden Smith (nella foto), fino a Guy Berryman dei Coldplay…

    Art de vivre à la française

    40 club, 700 auto, 20mila visitatori. Sono i numeri dell’ultimo Chantilly Arts et Élégance Richard Mille, che si è svolto dal 23 al 25 settembre. Tornato alla grande dopo tre anni (per ovvi motivi), non è stato però un semplice concorso per amanti di auto d’epoca. Ma un sontuoso garden party nell’intero Domain de Chantilly – dal castello alle grandi scuderie al parco di Le Nôtre. Tra gli ospiti, molti ambassador RM – come Diana Luna, Thomas Roussel, Benjamin Millepied – e soprattutto… i bambini, protagonisti dell’evento. Con tanto di risvolti charity.

    Ricordando la Dakar

    Tutti conoscono la Parigi-Dakar. Non tutti però sanno che nel 1983 Cartier creò appositamente un orologio, con la cassa in oro a forma di copricapo tuareg, per chi avesse vinto due volte consecutive il mitico rally (nel percorso originario). Impresa riuscita nell’84 e ’85 al motociclista belga Gaston Rahier. A fine settembre, quel Cartier Cheich è riapparso in asta da Sotheby’s, ed è stato battuto per 1 milione e 3mila euro. Il fortunato acquirente si è così aggiudicato un’autentica rarità: gli altri due esemplari esistenti non usciranno mai dai forzieri Cartier…

    Precisione in volo

    Nuova partnership “aerea” per Hamilton, che lo scorso settembre ha stretto un accordo con Air-Glaciers, la squadra di elisoccorso alpino considerata una delle migliori del mondo. Forte di una secolare esperienza nel campo dell’aeronautica – iniziata nel 1918 -, il Marchio mette così a disposizione dei piloti della compagnia svizzera di elicotteri il supporto di cronografi specializzati, come il Khaki Aviation Converter o l’XWind. Perché nei salvataggi estremi, a volte, pochi secondi possono davvero fare la differenza…

    Cavalli, che passione #1

    Dal 29 settembre al 2 ottobre, nella splendida cornice del Real Club de Polo di Barcellona, si è svolta la finale della Longines Fei Jumping Nation Cup 2022. La vittoria è andata al team dei Paesi Bassi, l’Irlanda e il Belgio si sono invece piazzati rispettivamente al secondo e al terzo posto. Title partner dell’evento ippico al top del salto a ostacoli, la Casa della Clessidra alata ha presentato come orologio ufficiale il Moonphase della Master Collection. Mentre il Ceo Matthias Breschan ha premiato con altri esemplari i fantini olandesi.

    Cavalli, che passione #2

    Ma i recenti impegni di Longines nelle gare di ippica non si limitano qui. Sempre il 2 ottobre scorso, al prestigioso Ippodromo di ParisLongchamp, la Maison di St. Imier ha cronometrato anche i tempi di quella che per molti è la migliore corsa di cavalli del mondo: il Qatar Prix de l’Arc de Triomphe. Che ha visto tagliare per primo il traguardo l’Alpinista con in sella Morris Duke. Un’occasione ideale anche per presentare la nuova collezione Longines DolceVita X YVY, sviluppata con la designer svizzera Yvonne Reichmuth. Dal tema equestre.

    Pedalare…

    Il 1° e il 2 ottobre si è svolta la 25a edizione dell’Eroica. Non una semplice gara, ma un evento di ciclismo epico: che quest’anno ha riunito più di 9.500 bici storiche (costruite prima del 1987), su e giù per le strade bianche del Chianti e della Val d’Orcia, con percorsi differenti per lunghezza e difficoltà. In omaggio alla manifestazione, Unimatic ha creato un orologio dedicato: un Modello Uno ref. U1-ER con cassa in acciaio e quadrante degradé “rosso e nero L’Eroica”. Realizzato in 300 esemplari, si può trovare solo su Timeunique.

  • Tourbillon Smiley: l’RM 88 di Richard Mille e l’arte del sorriso

    Tourbillon Smiley: l’RM 88 di Richard Mille e l’arte del sorriso

    Richard Mille torna a giocare. Un po’ come aveva fatto con la collezione Bonbon, con il nuovo RM 88 Automatic Tourbillon Smiley crea un orologio ironico, perfino goliardico, ma dai contenuti tecnici elevatissimi. Sia perché è un tourbillon, sia per il ricorso all’arte della “miniatura in 3D”. Una sfida tecnica nascosta da un’estetica ludica, un altro esemplare estremo – com’è il suo solito. Anche questo destinato a far parlare di sé, a causare infinite discussioni e provocare schieramenti, favorevoli contro detrattori.

    Un linguaggio per immagini

    Protagonista dell’RM 88 Tourbillon Smiley è appunto lo Smiley, la faccina sorridente, madre di tutte le emoji. Apparsa per la prima volta il 1° gennaio 1972, quando il giornalista francese Franklin Loufrani la pubblica sul quotidiano France Soir, a illustrare un articolo in prima pagina intitolato “Prendetevi il tempo per sorridere”. Nasceva così un’icona, nel senso letterale del termine (privo cioè delle accezioni modaiole e di marketing che la vedono oggi parola stra-abusata, fino alla nausea). Un’autentica icona, da cui è nato un intero linguaggio, comunicativo, immediato, diretto. Sempre più diffuso con l’affermarsi delle e-mail, dei servizi di messaggistica istantanea e dei social media.

    Analizzato, sezionato da esperti di semantica, scienziati e dotti accademici, lo Smiley – e ciò che ne deriva – è stato visto come pittogramma, come ideogramma, come logogramma, come “segno con funzione paralinguistica”. Non un imbarbarimento, non qualcosa che impoverisce la lingua, ma al contrario una forma di “grafia emotiva” che favorirebbe l’uso ortodosso dell’ortografia. Sul significato però sono sempre stati tutti d’accordo: è un’immagine che emana ottimismo, foriera di buone notizie e di positività. Con buona pace della Gen Z e dei giovanissimi utenti di TikTok, che le attribuiscono un valore sarcastico, la usano con condiscendenza, come uno sbeffeggio, uno sfottò. Vedeteci quello che volete, evidentemente l’RM 88 Tourbillon Smiley non fa per voi…

    Un universo pop. Però esclusivo

    Del resto, un fondo di presa in giro c’è anche nell’orologio di Richard Mille… Che oltretutto non si limita a piazzare lo Smiley al centro della scena, ma lo circonda di tutti gli oggetti “pop” dai colori fluo che compongono l’immaginario della celebre emoji, di cui esprimono la stessa visione festosa e gioia di vivere. Qui un sole splendente e un’ananas succulenta, lì un arcobaleno con nuvoletta, un bicchiere da cocktail e un fiore spampanato… O, ancora, un fenicottero rosa e un cactus tipo cartoon, proprio come quelli macro, gonfiabili che si usano per decorare feste a tema e party in piscina. Solo che nell’RM 88 Automatic Tourbillon Smiley hanno dimensioni lillipuziane, rimandano al mondo dell’infinitamente piccolo che appartiene ai mestieri d’arte tipici dell’alta orologeria.

    Per realizzare simili dettagli microscopici, infatti, Richard Mille si è rivolto al maître graveur Oliver Kuhn, Direttore dell’omonimo Atelier Création con sede nel Canton Jura, noto nell’ambiente per aver collaborato anche con altre marche indipendenti. Il maestro nelle miniature è riuscito quindi a plasmare nell’oro quelle minuscole figurette, lunghe pochi millimetri e leggerissime (meno di un grammo), ma ricche di dettagli e perfettamente rifinite. In grado di rispondere appieno alle indicazioni date da Cécile Guenat, Direttrice del settore Creatività e Sviluppo della Maison. Per intenderci: la lavorazione del micro-arcobaleno, composto da quattro tonalità d’oro con diverse finiture microbillé e satinate, ha richiesto più di 25 ore di lavoro. Fate voi…

    Il movimento dell’RM 88 Automatic Tourbillon Smiley

    Ma per i progettisti di Richard Mille il problema non era solo riuscire a ottenere questi elementi XXS. Si trattava piuttosto della loro collocazione: trovare il posto giusto all’interno del movimento, così da dar loro rilievo senza però compromettere la funzionalità meccanica. I tecnici hanno quindi dovuto sviluppare una costruzione del tutto nuova: il calibro CRMT7, scheletrato e a carica automatica. Settimo calibro con tourbillon della Casa, dalla speciale architettura: non solo per la peculiare collocazione dei componenti, ma anche per la presenza di strutture studiate ad hoc in cui sistemare i piccoli decori in tutta sicurezza. Quindi è stata messa a punto una seconda platina ausiliaria sul lato sinistro (lato quadrante), in cui le microsculture sono montate su un piano inclinato per accentuarne l’effetto volumetrico. Poi un ponte aggiuntivo in Arcap micropallinato  per posizionare la faccina sorridente, e specifici supporti per gli altri mini-ornamenti.

    Il tutto senza rinunciare ovviamente a quelle caratteristiche tecniche diventate ormai imprescindibili nei movimenti della Casa. A cominciare dal tourbillon, certo, che qui ha il ponte superiore che ricorda un’esplosione nei fumetti, con il profilo microbillé, satinato e dall’anglage lucido. Per passare a platina e ponti in titanio grado 5, anneriti da un trattamento Pvd come di consueto, per garantire rigidità e un piano perfettamente orizzontale. O ancora il bariletto a rotazione rapida, che compie un giro completo in 5 ore anziché in 7,5, per migliorare le prestazioni. E il bilanciere a inerzia variabile con spirale libera, che permette una più facile manutenzione e una regolazione più accurata, è più resistente in caso di eventuali urti e migliora i risultati cronometrici sul lungo periodo. Oltre a tutte le altre piccole diavolerie cui Richard Mille ci ha ormai abituati.

    Dulcis in fundo

    Per ulteriori informazioni rimando alle didascalie della gallery in alto. A onor di cronaca, però, devo aggiungere ancora due dati non da poco. Cose logiche, per quanti sono riusciti a leggere fin qui. La prima è che l’RM 88 Tourbillon Smiley è realizzato in un’edizione limitata di 50 esemplari. La seconda è che costa un milione e cento franchi svizzeri. Non a caso all’inizio parlavo di “esemplare estremo”, in tutti i sensi, ironia compresa. E con quanto ne consegue…

  • Ultime notizie sportive. News & previews – 6/9/2022

    Ultime notizie sportive. News & previews – 6/9/2022

    Consueto aggiornamento con l’informazione. A tener banco ancora una volta è lo sport-marketing, che rivela quanto la strategia delle case orologiere continui a essere focalizzata in questo settore, forse per la forte componente emozionale in grado di coivolgere pubblico e media. Tra le ultime notizie sportive, infatti, ci sono le nuove collaborazioni con talenti emergenti, ma anche manifestazioni sponsorizzate da lungo tempo, eventi ormai collaudati con il loro seguito di appassionati. Ma le ultime notizie sportive arrivate in redazione sono così numerose da costringerci a fare una scelta, una selezione temporale limitata solo alle settimane appena trascorse. Lo spazio è tiranno: ci scusiamo con gli interessati e con i lettori…

    So chic!

    Dal 25 al 28 agosto, il mondo del golf si è dato appuntamento – come sempre – a Crans Montana, per gli Omega European Masters. Il torneo più importante in Svizzera (non a caso chiamato un tempo Swiss Open), nonché il più antico d’Europa (cent’anni nel 2023), si è tenuto per la 75a volta al Crans-Sur-Sierre Golf Club. Title sponsor fin dal 2001, la Casa ha celebrato il lungo impegno in questo sport e riunito sul green parecchi dei propri ambasciatori: dai gemelli Rasmus e Nicolai Højgaard a Sean Crocker, fino al “nostro” Guido Migliozzi…

    What else?

    Raynald Aeschlimann, Presidente e Ceo Omega, con George Clooney

    Oltre ad attirare i migliori giocatori professionisti, gli Omega Masters sono anche un evento mondano irrinunciabile per molte celebrità, appassionate di golf e non. La Maison poi ci mette del suo e ogni anno organizza serate speciali. Come il party di sabato 27, al Cry D’Er di Crans-Montana, che ha avuto come ospite d’onore George Clooney – protagonista anche della nuova campagna presentata in anteprima. Tra gli invitati, gli attori Paul Wesley, Glenn Powell, Anthony Anderson e il campione di snowboard Shaun White con l’attrice Nina Dobrev.

    Tra F1 e F2

    Enzo Fittipaldi è entrato a far parte della “famiglia” di Cyrus Watches. E gioca in casa. Perché il giovane pilota di F2, che gareggia con il team Charouz Racing System, oltre a essere nipote del famoso Emerson Fittipaldi, è anche fratello di Pietro Fittipaldi, pilota di riserva della Haas F1 sponsorizzata dal Marchio. Classe 2001, doppia nazionalità brasiliana e statunitense, grazie ai suoi cinque podi ottenuti nella stagione 2022, Enzo è sotto tutti i riflettori. E con lui il Cyrus Klepcys Gmt Retrograde, che indossa sia in pista sia in privato.

    British taste

    Foto Ben Gierig courtesy A. Lange & Söhne

    Dal 2 al 4 settembre, nel parco di Hampton Court Palace, alla periferia di Londra, si è svolto il Concours of Elegance 2022. L’ormai tradizionale manifestazione di auto d’epoca dal 2012 riunisce ogni anno una selezione di 60 vetture fra le più rare al mondo, poi votate dagli stessi partecipanti. Sponsor dal 2018, A. Lange & Söhne ha creato ad hoc una versione speciale del 1815 Chronograph, che sarà battuto il 6 novembre da Phillips, all’asta benefica a favore del Prince’s Trust. Un pezzo unico, esclusivo come la Delage D8-120 “de Villars” del 1938 vincitrice.

    Tutto in famiglia

    Sebastian Korda è diventato ambasciatore di Richard Mille. E ha raggiunto così la sorella Nelly Korda, campionessa mondiale di golf, all’interno dell’ampio entourage del Marchio. Nato in Florida 22 anni fa, l’astro nascente del tennis ha ricevuto le lodi perfino da Rafa Nadal, altro partner storico della Casa. Che non ha perso tempo e gli ha messo subito al polso un bell’RM 67-02, automatico extrapiatto e iperleggero (solo 32 g). E, con questo ingaggio, ha indubbiamente servito un altro ace… Che dire? Complimenti a entrambi!

    Jump off d’eccellenza

    Dal 2 al 4 settembre, al Circo Massimo di Roma, si è tenuta la 13a tappa del Longines Global Champions Tour, il campionato di salto a ostacoli cui partecipano i migliori cavalieri a livello mondiale. Nel Gran Prix capitolino, la Casa della Clessidra alata (in quanto Title Partner e Cronometrista ufficiale) ha registrato la vittoria del tedesco Christian Kukuk, in sella all’imponente Mumbai (nella foto). E ha esposto la nuova collezione Longines DolceVita x YVY, creata con la fashion designer Yvonne Reichmuth e ispirata al mondo equestre.

  • Alle Notti Toscane con Richard Mille. Le cronache di PDV #XXI

    Alle Notti Toscane con Richard Mille. Le cronache di PDV #XXI

    Nuovo appuntamento con i Percorsi di Viaggio del nostro inviato Paolo De Vecchi. Che questa volta è stato invitato a casa di Andrea Bocelli per una serata esclusiva delle Notti Toscane, ormai tradizionale evento di beneficienza organizzato dalla fondazione no-profit Celebrity Adventures. Un white party orgogliosamente sponsorizzato da Richard Mille e naturalmente scandito da ottima musica

    Per il versante più mondano dell’orologeria, il mese di agosto si è aperto con la sentita partecipazione di Richard Mille alle Notti Toscane di Celebrity Adventures. Un evento notoriamente tenuto a battesimo da Andrea e Veronica Bocelli per finanziare progetti umanitari in Italia e nel Mondo. E che proprio in una delle residenze del tenore, quella di Forte dei Marmi – con un ampio giardino affacciato sotto la balconata, palco ideale per dare spettacolo – ha ospitato circa 500 persone.

    Tra gli invitati a vario titolo – compreso chi scrive, grato per la magnifica opportunità allo sponsor Richard Mille, unico giornalista di settore insieme a una decina di clienti finali -, tanti i volti noti dell’arte e dello spettacolo in confidenza con il padrone di casa. Tra gli altri, Lilian Gorbachinsky, Paul Anka, Michael Bolton e Zucchero – che con il tenore ha bella e lunga frequentazione, personale e artistica. Non poteva mancare il figlio di Andrea, Matteo Bocelli, che si è esibito anche con il padre.

    Fundrising di alto livello

    Il meccanismo della raccolta dei fondi è ormai ben collaudato in eventi di questo tipo, promossi dall’alta e ricca società (molti gli stranieri presenti, soprattutto americani, particolarmente sensibili all’argomento). Per esempio, ai partecipanti è richiesto l’acquisto dei posti a un costoso tavolo per la cena di gala, così da poter poi ospitare i propri commensali. In questo caso, oltre alle spontanee donazioni del momento, si sono poi svolte varie sessioni d’asta di oggetti di pregio, opere d’arte e di design, tra cui un orologio donato da Richard Mille.

    La scelta è caduta sull’RM67-01, altamente iconico per quanto riguarda la più recente produzione della Maison. Che ha raccolto la bella sfida rappresentata dagli esemplari extrapiatti, spostati dal contesto ultra-tecnico e inseriti nel mondo lifestyle.

    Il modello finito sotto il martelletto nelle Notti Toscane a Casa Bocelli monta infatti un movimento automatico sottile solo 3,6 millimetri, all’interno della cassa in titanio di tipica forma tonneau. Sul prezzo d’aggiudicazione la Maison chiede riservatezza. Ma chi era presente può assicurare che l’RM 67-01 ha raggiunto gli elevati standard solitamente accreditati a Richard Mille da appassionati e collezionisti.    

    La serata delle Notti Toscane a Casa Bocelli

    Nel contesto dell’invito a Casa Bocelli, comunque, molto ha giocato la carismatica notorietà e il seguito internazionale del grande artista. Supportato, in questa serata delle Notti Toscane come in altre occasioni, dall’attenta e dinamica Veronica Berti, pilastro fondamentale dell’intensa attività benefica promossa dall’Andrea Bocelli Foundation, in Italia e nel Mondo.

    La serata, splendidamente mondana, prevedeva un estivo e sempre elegante dress code: “tutto bianco” (con qualche tocco floreale, non solo per le signore). Ma il momento davvero speciale è stata la cena di gala, preparata da Euro-Toques, associazione europea di cuochi d’alto livello, che ha visto tra i suoi promotori Paul Bocuse e Gualtiero Marchesi, per l’occasione capitanati da Enrico Derflinger. Una brigata di cucina composta da una decina di professionisti provenienti da tutta Italia, che ha davvero deliziato il palato degli ospiti.

    In apertura, uovo cotto con crema di sedano rapa e tartufo nero estivo; e, a seguire, risotto (con riso Carnaroli Campo dell’Oste “Regina Vittoria”) con pepe kampot e gamberi viola di Sanremo (piatti accompagnati da spumeggiante Rosé Magnum). Come portata principale è stato invece servito un medaglione di fracosta scottona (annaffiato da un ottimo Valtellina Inferno Superiore). E in chiusura una cassatella aperta siciliana con marsala cotto e crumble di mostacciolo (e non poteva esserci accompagnamento migliore di un passito da vendemmia tardiva).

    Una serata di gran successo, all’insegna del buon gusto e della buona musica.

  • Eventi sportivi, di tutto un po’. News & previews 04/08/22

    Eventi sportivi, di tutto un po’. News & previews 04/08/22

    Non è una novità che il marketing orologiero sia molto attivo nello sport. In tutti gli sport, a dire il vero, per raggiungere una platea più vasta possibile cui far conoscere il proprio nome e i propri prodotti. Noi, del resto, ve ne abbiamo già parlato in abbondanza, ma ora vi aggiorniamo sugli eventi sportivi dell’ultimo mese. Non quelli più famosi, che hanno avuto risonanza internazionale: chiunque segua la Formula 1 vede campeggiare ovunque il nome di Rolex (apparso anche al Torneo di Wimbledon), così come quello di Tissot in MotoGP. Siamo andati invece alla ricerca di eventi sportivi più “di nicchia”, frequentati soprattutto dagli appassionati, un po’ come avevamo fatto all’inizio di luglio. Perché le case di orologeria si muovono a tutti i livelli, e accanto alle grandi manifestazioni sponsorizzano anche eventi sportivi – diciamo così – alternativi. Ecco quindi la nostra selezione, che spazia fra le discipline e riguarda diversi appuntamenti internazionali meno noti. Ad eccezione del Tour de France (ed ecco Tissot che ritorna): ma il ciclismo è una “fissa” del nostro Direttore, chiediamo venia. Che volete farci? Ubi maior…

    Nazioni in gioco

    Avevamo anticipato la notizia nella recensione del Longines HydroConquest XXII Commonwealth Games. E ora ci siamo: dal 27 luglio e fino al 7 agosto, Birmingham ospita la 22a edizione dei Giochi dell’ex Impero britannico, inaugurati dal Principe Carlo. Ma oltre che nel ruolo di partner e cronometrista ufficiale, Longines partecipa anche con un proprio team di atleti. Di cui fanno parte tra gli altri il mezzofondista scozzese Josh Kerr, l’australiano Peter Bol e la ginnasta Alice Kinsella, che ha già vinto l’oro con il Team England. Applausi.

    Tu chiamale se vuoi emozioni…

    Dal 22 al 24 luglio, sul circuito Marco Simoncelli di Misano e sulle spiagge della riviera romagnola, appuntamento con la World Ducati Week: il raduno che da 11 anni richiama decine di migliaia di ducatisti da ogni dove. A scandire gli eventi di questa “tre giorni” adrenalinica c’era Locman, che ha in catalogo una collezione dedicata fin dal 2017. E qui ha anche cronometrato la Lenovo Race of Champions: la sfida fra tutti i piloti Ducati (dei diversi campionati) in sella alle Panigale V4S e Panigale V2 preparate ad hoc. Gara vinta, per inciso, da Pecco Bagnaia.

    Dalle Alpi ai Pirenei

    Lo sanno tutti: dal 1° al 24 luglio si è svolto il Tour de France, con Tissot nel ruolo di cronometrista ufficiale. La Casa di Le Locle, del resto, ha quasi il monopolio del cronometraggio nelle corse in bici: è timekeeper non solo dei tre più grandi eventi sulle due ruote (oltre al Tour, anche il Giro d’Italia e la Vuelta in Spagna), ma anche di tutti i campionati mondiali di ciclismo su strada, su pista, di mountain bike e BMX (in quanto partner dell’Uci). Da segnalare che per la Grande Boucle è uscito anche uno speciale Tissot T-Race Cycling a tema…

    Vecchie signore in pista

    Foto courtesy @richardmille/IG

    Dal 30 giugno al 3 luglio scorso è andata in scena la X edizione della Le Mans Classic. L’evento, dedicato alle auto da corsa storiche, quest’anno ha permesso al pubblico di ammirare 8.500 vetture, fra quelle iscritte alla gara (suddivise per categorie) o alle competizioni speciali (Jaguar, Porsche…), e quelle in mostra nei raduni o nelle esibizioni. Organizzata dal 2002 da Peter Auto, fin dall’inizio ha sempre visto Richard Mille nel ruolo di Main sponsor e Official timekeeper. A ribadire l’amore per le quattro ruote, se mai ce ne fosse stato bisogno.

    Parco auto de luxe

    Un garden party automobilistico nel cuore della City di Londra. Ecco il London Concours, che si è tenuto dal 28 al 30 giugno nei suggestivi giardini della Honourable Artillery Company (HAC). E ha riunito un’ottantina di vetture eccezionali sotto l’egida di Breguet. Se vi chiedete che ci azzecca la Maison con il mondo delle quattro ruote più esclusive, beh, sappiate che già nel 1932 Ettore Bugatti acquistò un Breguet Tachymètre, che poi fu prodotto in nove esemplari da installare nel cruscotto delle Bugatti Royal, al centro del volante. Fate vobis…

  • RM UP-01 Ferrari: l’ultrapiatto secondo Richard Mille

    RM UP-01 Ferrari: l’ultrapiatto secondo Richard Mille

    In Richard Mille non la fanno semplice, decisamente. Prendete la partnership con Ferrari, comunicata a febbraio 2021. Pochi mesi dopo l’annuncio, qualsiasi altro marchio avrebbe sfornato un orologio dedicato. Loro invece ci hanno messo più di un anno prima di presentare l’RM UP-01 Ferrari. Perché questo non è un marchio qualsiasi. E come c’era da aspettarsi, il risultato non è un orologio qualsiasi: è una vera bomba.

    Un orologio sorprendente, un Richard Mille che non sembra un Richard Mille e che sui social network e sui forum di appassionati ha generato, al momento dell’uscita, più perplessità che entusiasmo. Ma è sempre così: il genio è spesso nemico della prima impressione, va studiato con calma per poterlo capire e giudicare. Dopodiché ciascuno è libero di avere la propria idea, purché sia un’idea informata. Vediamo se, insieme, riusciamo a farcela questa idea.

    I numeri dell’RM UP-01 Ferrari

    Perché ho scritto che l’RM UP-01 Ferrari è un Richard Mille in incognito? Proprio perché ho utilizzato l’approccio da “prima impressione”. Si era mai visto, prima d’ora, un orologio simile? No. E per provare a capire di che cosa si tratta, parto dai numeri.

    Nonostante al liceo fossi una capra tibetana in matematica, ciò che mi hanno insegnato e di cui rimango convinto è che i numeri si analizzano ma non si interpretano. E i numeri dell’RM UP-01 Ferrari sono inequivocabili. Cassa da 51 x 39 mm, sottile 1,75. Movimento a carica manuale spesso 1,18 mm, pesante 2,82 grammi, capace di resistere ad accelerazioni di oltre 5mila g. Autonomia di 45 ore; 6mila ore di sviluppo e prove in laboratorio.

    Basterebbero lo spessore della cassa e quello del movimento per capire che con questo orologio i tecnici di Richard Mille hanno dovuto trovare soluzioni straordinarie a problemi straordinari. Problemi dettati dalle tolleranze al decimo di millimetro che la cassa e il movimento dell’RM UP-01 Ferrari hanno messo di fronte agli ingegneri del brand.

    Richard Mille alla prova dell’ultrapiatto

    La soluzione trovata è straordinaria nel risultato più che nell’idea. Una soluzione da economia domestica, mi viene da dire. Se ho tante T-shirt da infilare in un cassetto poco profondo, non le impilo ma le distribuisco sull’intera superficie del cassetto; ce le faccio stare tutte, diminuendo lo spessore del malloppo. Allo stesso modo, Richard Mille ha distribuito su una superficie più ampia tutto ciò che poteva non essere impilato, creando una simbiosi tra il movimento e la cassa. In questo modo, ciascun componente garantisce la necessaria rigidità dell’altro. Facile a dirsi, ma provate a farlo in una cassa così…

    Inoltre, l’idea era che l’orologio mantenesse un’architettura tradizionale in cui le componenti del movimento fossero montate all’interno della cassa. In altri recenti ultrapiatti invece sono integrate nel fondello, che ha funzione di platina e garantisce maggiore resistenza agli urti. Ecco perché la cassa dell’RM UP-01 Ferrari è stata lavorata nel reparto movimenti del brand anziché in ProArt, fabbrica satellite di Richard Mille destinata alla produzione delle casse.

    L’RM UP-01 Ferrari dentro e fuori

    Fatta questa lunga ma necessaria premessa, vediamo che cosa c’è dentro e fuori l’orologio. Intanto, il titanio grado 5 è l’elemento che accomuna la cassa, il treno del tempo, la platina e i ponti scheletrati. All’interno della cassa, la nuova architettura del movimento ha portato Richard Mille a sviluppare diversi brevetti, tra cui un bariletto e uno scappamento ultrapiatti.

    Senza entrare troppo in tecnicismi come la curva di rilascio della forza della molla, segnalo che è stata ridisegnata l’intera architettura dello scappamento: sono stati tolti i due elementi che controllano il moto dell’àncora durante la fase libera dell’oscillazione, ossia il disco di sicurezza e il dardo. Per supplire a questa mancanza, la forcella è stata allungata e dotata di nuovi corni. Sparita anche la racchetta di regolazione, sostituita da un bilanciere in titanio a spirale libera e inerzia variabile. In cui sei pesi consentono una calibrazione fine della frequenza.

    Un’architettura anomala

    Tutto molto bello, direbbe Bruno Pizzul, ma alla fine chi acquista un orologio vuole lasciarsi sedurre anche dall’estetica. E l’estetica ci parla di una cassa dalla forma tonneau che si sviluppa in orizzontale anziché in verticale, come nella tradizione di Richard Mille, e sulla quale si trovano quattro aperture. Se volessimo immaginarla come una cassa tradizionale, potremmo dire che sono posizionate a ore 12, tra ore 1 e 2, tra ore 7 e 8 e tra ore 10 e 11.

    A ore 12 si trova l’indicazione di ore e minuti, con le lancette fissate direttamente sulle ruote del treno del tempo. Tra ore 1 e 2 fa bella mostra di sé il bilanciere. Continuando in senso orario, troviamo prima la corona per caricare l’orologio o correggere l’ora; e poi quella del selettore, che consente di impostare sull’altra corona la funzione di ricarica (W) o quella di rimessa all’ora (H). Entrambe le corone sono integrate orizzontalmente nello spessore della cassa, parallelamente alle ruote del movimento, e sono in acciaio con trattamento superficiale Dlc.

    Un’architettura che si è resa necessaria perché, per alimentare un orologio così sottile, si è dovuto ripensare completamente sia il meccanismo di ricarica, sia quello di rimessa all’ora. È stato infatti eliminato l’asse di carica, perché il suo diametro minimo di 1,5 millimetri non consentiva di infilarlo in uno spazio così angusto.

    Il prezzo dell’eccellenza

    Julien Boillat, Direttore tecnico per le casse di Richard Mille, ha detto che «per un progetto del genere, era necessario mettere da parte tutte le conoscenze accumulate in anni di pratica e ogni possibile standard di orologeria». Infatti, mi dicono le mie fonti, il progetto era in studio da anni e praticamente già pronto: serviva trovare il partner giusto per portarlo dalla carta al polso.

    Ovvio che un orologio così, frutto di oltre 6mila ore di sviluppo e che ha comportato la collaborazione del team di Richard Mille con i laboratori di Audemars Piguet Le Locle, sia prodotto in edizione limitata di 150 esemplari. Ciascuno in vendita al prezzo non indifferente di 1,7 milioni di franchi svizzeri, tasse escluse.

    Una cifra che, come sempre quando si parla di questo marchio, da un lato scandalizza i neo-pauperisti un po’ rosiconi. Dall’altro fa i titoloni sui giornali se qualcuno ha la sventura di farsi scippare l’orologio. Ma è una cifra che nasce da quanto scritto finora: materiali, tecnologie, investimenti in macchinari, anni di studio e di progetti, anni di stipendi pagati a chi ha studiato e progettato quelle tecnologie e quei materiali che hanno permesso di creare l’orologio.

    Badate, non scrivo questo perché ho interesse a difendere il signor Richard Mille o invogliarlo a comprare la pubblicità sul sito. Lo scrivo perché – come ho detto all’inizio – ciascuno ha il dovere di avere un’opinione e il diritto di esprimerla, purché sia informata. Anche questi argomenti servono a costruirsela. A ciascuno poi la libertà di considerare l’RM UP-01 Ferrari un capolavoro di alta orologeria o un costoso giocattolo dall’estetica discutibile.

  • Spetegulèss. News & previews – 08/07/2022

    Spetegulèss. News & previews – 08/07/2022

    Non è necessario essere esperti di etimologia locale per sapere che “spetegulèss”, in dialetto milanese, vuol dire “pettegolezzo”. Ciò che vi aspetta, quindi, è una pagina di gossip (innocuo) a tema orologiero. Varie notiziole brevi di “cronaca rosa” per restare aggiornati sulle novità dal mondo della lancette. Con questo caldo, del resto, è meglio non andare sul pesante. Perché un po’ di spetegulèss è come una ventata di aria fresca: alleggerisce la mente e lo spirito. Buona lettura.

    La Dea Fortuna

    I “cacciatori di teste” di Omega continuano a far incetta di talenti italiani. E riescono a mettere sotto contratto Stefano Accorsi (finora gravitante nell’orbita di J-LC). Per calarlo nel ruolo e farlo sentire “a casa”, la Maison ha innanzitutto invitato il neo-ambasciatore in quel di Biel, a visitare la manifattura (un’esperienza già di per sé). E poi gli ha messo al polso uno Speedmaster Moonwatch di ultima generazione. Giusto: il grande attore – bravissimo e fascinoso – merita tutti gli onori. Ma rosicare un po’ ci sta… Siete d’accordo?

    Ferrari da record

    La partnership siglata lo scorso anno tra Richard Mille e Ferrari è finalmente sfociata in un orologio. E che orologio: l’RM Up-01 non ha precedenti. E non solo perché definirlo “ultrapiatto” è un eufemismo (la cassa in titanio è sottile 1,75 mm), anche l’aspetto è inedito; e la meccanica, poi… c’è voluta tutta la competenza dei progettisti di AP (li conosciamo!😉) per sviluppare un calibro leggero solo 2,82 g. Lo sanno bene Charles LeClerc e Carlos Sainz, che hanno avuto la fortuna di indossare uno dei 150 esemplari disponibili al mondo. Ne riparleremo…

    Dolce, la vita…

    Locman è diventato sponsor del Poltu Quatu Classic, il concorso di eleganza più mondano dell’estate. L’edizione 2022 – la 7a, che si conclude domenica 10 luglio – riunisce una cinquantina di auto d’epoca e super-sportive di pregio. A rappresentare il Brand elbano c’è Carlo Falcone, ex velista, collezionista di vetture storiche nonché Console italiano ad Antigua, che sfilerà sulle strade della Costa Smeralda a bordo della sua Subaru Impreza Group A. Per comprendere lo spirito dell’evento, basta l’hashtag: #MakeLaDolceVitaAgain.

    Calcio d’inizio

    Era il 2008 quando Hublot è diventato “orologio ufficiale” della Uefa (in Svizzera e Austria). Dal 2015, poi, non solo è a fianco dei principali eventi della Federazione, dalla Champions all’Europa League; ma ha sempre vestito anche i colori del calcio femminile. Poteva tirarsi indietro in questi Women’s Euro™ 2022? Certo che no. Oltretutto, per la Casa di Nyon, il campionato “rosa” è partito col botto. Quel 4-1 con cui la Norvegia ha travolto l’Irlanda del Nord ha visto esultare Ada Hegerberg, friend of the brand da anni. Ne vedremo delle belle!

    Un mare di eventi

    Zannetti ha siglato un accordo con Italia Yachts. L’inedita collaborazione, basata sui valori del Made in Italy (design, tecnologia, artiginalità), vedrà i due partner affiancati nelle maggiori manifestazioni internazionali dei rispettivi settori. Intanto, gli armatori che hanno partecipato alla prima Italia Yachts Sailing Week, lo scorso giugno nelle acque di Porto Cervo, hanno ricevuto dei gemelli realizzati dal marchio romano, decorati con il guidone dei cantieri nautici. Ma sono già programma nuove, sorprendenti iniziative. Siamo curiosi…

  • News & previews – 18/05/2022. A proposito di sport

    News & previews – 18/05/2022. A proposito di sport

    Nelle scorse settimane l’orologeria diffuso una serie di notizie che riguardano tutte l’ambito sportivo. Sport in senso lato, sinonimo di passioni maschili: dall’automobilismo (nelle sue tante accezioni) alla nautica. Si tratta soprattutto di partnership – alcune nuove di zecca, altre già affermate, celebrate da appositi esemplari – che fanno leva su nomi e marchi noti, seguiti spesso dal pubblico più privilegiato. Ma, a proposito di sport, non poteva mancare quello più popolare per eccellenza: il calcio. Perché va bene l’esclusività, ma niente è meglio della gente comune per far parlare di sé. Anche nello sport. Come dicevano gli antichi: “Vox populi, vox Dei”…

    Antishock rosa

    Continua la collaborazione fra Richard Mille e Bubba Watson. Iniziata nel 2011, si è da poco concretizzata in un quarto orologio (il terzo con tourbillon): l’RM 38-02 Bubba Watson, appunto. Che colpisce soprattutto per la costruzione del movimento a carica manuale: sottile e scheletrato, con platina in carbonio Tpt, è in grado di resistere a shock di 10mila g. Ma è particolare anche dal punto di vista estetico: su entrambi i lati è attraversato infatti da tubi colorati, simili all’iconico driver Ping rosa di Bubba. In 50 esemplari, estrosi come lui.

    Nuovo ruolo per Chiello

    Nei giorni scorsi, l’addio alla Juventus gli ha puntato addosso i riflettori. Ma che il senatore della Vecchia Signora entri a far parte della dirigenza o si traferisca a Los Angeles non è affar nostro. A noi interessa sapere che Giorgio Chiellini è diventato ambasciatore di Breitling. Che gli ha messo subito al polso un nuovissimo Navitimer: un 43 mm in acciaio con calibro B01 e quadrante azzurro (scelto direttamente dallo stesso King Kong). Perché la figura umana e sportiva del Capitano della Nazionale italiana risponde in pieno allo spirito delle Squad…

    Blu sport per 100…

    Crisi del settimo anno? Macché! Per celebrare la collaborazione con la Uefa Champions League, siglata appunto nel 2015, Hublot ha prodotto una speciale versione del proprio cronografo, vestita con il colore della Lega e personalizzata dal logo sul contatore dei secondi continui. Chiamato proprio Big Bang Unico Uefa Champions League, l’orologio (cassa di 42 mm in ceramica microbillé e movimento Unico 2, di manifattura) è realizzato in 100 esemplari. Del resto la Champions è pur sempre la competizione sportiva più seguita al mondo, no?

    …e per 200

    Prosegue anche la partnership fra Panerai e Brabus. Che ha impresso nuove direzioni allo storico legame con il mare del Brand italiano, con la produzione di modelli ispirati alla linea di yacht Shadow della Brabus Marine. Come il Submersible S Brabus Blue Shadow Edition, dedicato appunto allo Shadow 900 Deep Blue. Un subacqueo impermeabile fino a 30 bar con la cassa in titanio, la lunetta in Carbotech e il movimento automatico scheletrato (indicato dalla S nel nome), con autonomia di 3 giorni e funzione Gmt. In 200 esemplari.

    Not only for Hamilton

    Se siete fan del 7 volte campione del mondo Lewis Hamilton, questo orologio fa per voi. Il 5 maggio, al GP di Miami, IWC ha presentato il Pilot’s Watch Chronograph 41 Edition “Mercedes-AMG Petronas Formula One Team“, con cassa in titanio e movimento automatico di manifattura. Il primo orologio ufficiale della scuderia, da quando la partnership è stata siglata, nel 2013. Con la livrea verde Petronas, si trova al polso non solo di piloti e manager, ma di tutti i membri del team: progettisti, meccanici, tecnici di gara. Quando si dice spirito di squadra…

    Come una piuma

    Per restare in tema F1, dalla collaborazione fra Girard-Perregaux e Aston Martin (Aston Martin Cognizant Formula One™ Team, per essere precisi) è scaturito un terzo esemplare dedicato: il Laureato Absolute Cronografo Edizione AM F1. Un orologio leggerissimo perché ha la cassa realizzata con un composto di polvere di titanio ed elementi in carbonio, miscelati con resina; mentre il cinturino è in GP Rubber Alloy, un mix di gomma e carbonio. Tutti materiali derivati da due vetture di gara usate nella stagione di F1 2021. In 306 esemplari.

    Di nuovo a Villa d’Este

    Si tiene dal 20 al 22 maggio il Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2022, come sempre sotto l’egida di A. Lange & Söhne. Partner della manifestazione dal 2012, la Manifattura sassone anche quest’anno premierà con un orologio il vincitore della categoria “Best of Show”. Il pezzo unico, con cassa in oro bianco e calibro di manifattura, rende omaggio alla storia del motor-sport e dell’orologeria (ci vogliono 9 giorni di lavoro solo per incidere il fondello). Fra la location, le auto d’epoca e il 1815 Chronograph, è tutta roba da perderci la testa…

    Intanto che siete lì

    Sempre sul lago di Como, il 21 e 22 maggio, si svolgerà un altro evento dedicato alla cultura dell’automotive: FuoriConcorso. A Villa Grumello e Villa Sucota, “FuoriConcorso Sonderwunsch” vedrà in mostra 30 auto da sogno realizzate su misura da Porsche Exclusive Manufaktur. A Villa Olmo “FuoriConcorso Open Museum” esporrà invece le auto italiane più iconiche dell’eccezionale raccolta del Mauto, il Museo nazionale dell’automobile di Torino. Poteva mancare l’orologeria? Certo che no: a Villa Grumello sarà presente anche Bulgari.

  • RM 032 Les Voiles de Saint Barth: Richard Mille gonfia le vele

    RM 032 Les Voiles de Saint Barth: Richard Mille gonfia le vele

    Ti chiedi se è un caso che nel 2021 Richard Mille sia entrata nel club dei magnifici sette dell’orologeria svizzera, i sette marchi che hanno fatturato oltre 1 miliardo di franchi. Nel 2017 era fuori dai primi trenta e oggi è lì, con il sesto posto di Patek Philippe nel mirino. Ti chiedi se è un caso, ma poi guardi orologi come il nuovo RM 032 Les Voiles de Saint Barth e ti rispondi: no, non lo è.

    Perché non basta produrre orologi che costano in media 226mila franchi, un livello irraggiungibile per ogni altro marchio: bisogna farli bene. E per farli bene servono investimenti, ricerca, sviluppo, competenze, una buona dose di audacia, un’idea chiara di prodotto e un marketing che funziona. Guardate l’RM 032 Les Voiles de Saint Barth e ci troverete tutto. Non ci credete? Vediamo un po’…

    Richard Mille, anatomia di un’azienda

    Parto dal marketing che funziona. Coinvolta nel 2010 nell’organizzazione della regata caraibica Les Voiles de Saint Barth e title partner dell’evento dal 2019, Richard Mille ha partecipato all’edizione 2022 che si è tenuta a metà aprile. A Saint Barth c’era Arnaud Jerald, campione mondiale di apnea e partner del marchio. Due piccioni con una fava: presenza massiccia sul posto e volto noto con al polso l’ultimo nato della casa. Più marketing di così…

    Ora salto agli investimenti. Qualche anno fa ho avuto modo di visitare i vari dipartimenti in cui è strutturata la manifattura di Richard Mille in Svizzera. Horométrie, Guenat Montres Valgine, ProArt I e II, ciascuna di queste realtà lavora sulle diverse parti dell’orologio, casse, movimenti, assemblaggio e finiture.

    Una manifattura policentrica con macchinari di ultima generazione e processi produttivi da industria 4.0. Un’architettura che richiede investimenti continui, anche per gli spazi: durante la mia visita, ProArt II era solo un cantiere, di lì a pochi mesi – con di mezzo l’inverno svizzero, che in quelle zone sa mordere forte – è diventata completa e operativa.

    Parliamo di ricerca, sviluppo e competenze? Parliamone. I team che lavorano in Richard Mille partono ogni volta da zero, ogni nuovo orologio è diverso dal precedente. Questo implica tempo, energie, sperimentazione nella costruzione di nuovi movimenti, nell’utilizzo di materiali esistenti o nello sviluppo di nuovi.

    Un fronte, quest’ultimo, su cui il marchio ha pochissimi rivali: grazie alla collaborazione con l’azienda svizzera North Thin Ply Technology ha creato materiali come il Carbon TPT e il Quartz TPT, ormai standard per Richard Mille. Tutto questo non è possibile senza ingegneri e tecnici tra i migliori al mondo: competenze che si pagano, ma che il mercato ripaga una volta che si trova di fronte all’orologio finito.

    L’ultimo nato: RM 032 Les Voiles de Saint Barth

    E alla fine, perché sono cattivello e ve lo lascio in fondo, arrivo all’RM 032 Les Voiles de Saint Barth con audacia annessa. Ma mi piaceva darvi prima qualche sintetica pennellata che vi aiutasse a capirlo di più, a capire come esso racchiuda tutto ciò che ho appena finito di scrivere. A capire non tanto e non solo perché un orologio di Richard Mille costi così tanto, quanto perché sia così desiderato. Non bastano i prezzi a scalare una classifica, se insieme agli orologi non si compra un sogno.

    Perché anche l’RM 032 Les Voiles de Saint Barth è a suo modo un sogno, per chi vorrebbe essere tra i 120 fortunati che se lo potranno mettere al polso. Un sogno audace, perché audace è l’aspetto dell’orologio. Se, come in tutti i Richard Mille, il bello è chiuso nella cassa, l’estetica dell’RM 032 Les Voiles de Saint Barth mi impone però di partire da quadrante, cassa e funzioni.

    Il quadrante

    Il quadrante è ricco di informazioni. Del resto stiamo parlando di un orologio tecnico, un subacqueo professionale impermeabile fino a 30 bar che deve essere completo e leggibile. Un quadrante in vetro zaffiro al di sotto del quale si vede la scheletratura di ponti e platine, come ci si aspetta dal brand. Affollato ma bilanciato, i punti sui quali cade l’occhio stanno a ore 12, 3 e 6.

    Il datario di grandi dimensioni è in un’apertura orizzontale a ore 12, è a salto semi-istantaneo e ha la regolazione automatica per mesi di 30 o 31 giorni. A ore 6 c’è il classico contatore delle 12 ore, mentre a ore 3 un dettaglio interessante.

    Al posto della lancetta dei piccoli secondi, è stato messo un indicatore di marcia a forma di elica che consente di controllare il funzionamento dell’orologio a colpo d’occhio. L’indicatore compie due giri al minuto ed è composto da settori in SuperLumiNova e settori neri alternati, in modo che possa essere facilmente visibile sia alla luce sia al buio. Tra le ore 4 e le ore 5 c’è l’indicatore semi-istantaneo dei mesi, indicati con numeri arabi.

    Le lancette cronografiche di ore (punta rossa) e minuti (punta gialla) dell’RM 032 Les Voiles de Saint Barth ci dicono una cosa importante: siamo davanti a un cronografo flyback. Per sintetizzare, questa complicazione consente di azzerare il cronografo in marcia senza doverlo fermare e di ripartire con una nuova misurazione con una sola pressione di pulsante (anziché tre: stop, reset, start). Ideata negli anni ’30 per gli aviatori, è una funzione ricercata, utile anche sott’acqua.

    La cassa

    L’acqua, appunto, il banco di prova per ogni cassa. Quella dell’RM 032 Les Voiles de Saint Barth è possente, è molto Richard Mille. Sono 50 x 17,80 mm di Carbon TPT, Quartz TPT, titanio grado 5 e, aggiungo provocatoriamente, testosterone. Una cassa maschia, nonostante il bianco e il blu caraibico che si trovano anche sulla lunetta provino a ingentilirla.

    A proposito di lunetta, è girevole, unidirezionale conforme alle norme ISO 6425 che evita errori di calcolo in immersione. Il tutto assemblato con 22 viti. Il sistema di fissaggio della lunetta alla cassa dell’orologio la rende totalmente stabile e impossibile da spostare o allentare inavvertitamente. Dell’impermeabilità a 30 bar ho scritto sopra.

    Il calibro

    E adesso tocca al movimento. Il calibro automatico RMAC2 da 28.800 alternanze/ora ha 50 ore di autonomia, che diventano 45 con il cronografo in funzione. E fin qui nulla di speciale. Ciò che è speciale riguarda da una parte i ponti e le platine, dall’altra la massa oscillante dell’RM 032 Les Voiles de Saint Barth.

    I ponti e le platine in titanio grado 5 con rivestimento in Pvd nero danno all’insieme del calibro un’ottima rigidità e rendono le superfici perfettamente piatte, condizione indispensabile per il corretto funzionamento del treno del tempo. Platine e ponti scheletrati sono stati sottoposti a test separati e approfonditi perché soddisfino rigorosi requisiti di resistenza.

    La massa oscillante è a geometria variabile, quasi come le ali di un aereo da caccia. Questo design esclusivo di Richard Mille consente di adattare efficacemente il riavvolgimento della molla di carica in base al livello di attività di chi indossa l’orologio. I bracci più esterni della massa oscillante possono essere regolati in sei posizioni diverse: in questo modo si modifica l’inerzia del rotore, per accelerare il riavvolgimento della molla in caso di movimenti delicati del polso, o per rallentarlo durante l’attività sportiva.

    RM 032 Les Voiles de Saint Barth. E dunque?

    Potrei continuare scrivendo anche del doppio bariletto, della spirale libera a inerzia variabile, delle viti scanalate a otto punte in titanio grado 5 usate per i ponti e la cassa, dei cuscinetti a sfera in ceramica e di altre informazioni da impallinati, ma mi fermo qui. Come sempre, trovate qualche dettaglio in più nelle didascalie, altrimenti questo pezzo diventerebbe lungo come la Quaresima.

    Vi lascio con il prezzo e con una riflessione. Sono forse troppi 225.000 euro per un orologio come questo? Rileggete quello che ho scritto sopra, informatevi su come lavora oggi Richard Mille e su come funziona la manifattura, cercate di immaginare i numeri del business plan di un imprenditore che aspira ben più che al settimo posto in un’industria come quella dell’orologeria. Shakerate il tutto e provate a rispondere alla domanda. Io, una risposta me la sono già data.

  • News & previews – 26/04/2022. Segnalazioni

    News & previews – 26/04/2022. Segnalazioni

    Eventi sportivi e artistici frame, sostenibilità e secondo polso. Segnalazioni dal mondo delle lancette. Per farvi conoscere alcune notizie di cronaca che meriterebbero rilievo ma che invece passano in secondo piano, se non perfino inosservate. Perché in realtà ci fanno capire che l’orologeria è in perenne fermento: quanto le marche siano sempre impegnate in attività di marketing, quanto il mercato non resti mai fermo. Segnalazioni per tenervi informati…

    Il materiale e l’immaginario

    Bella la nuova campagna di Omega. Perché prende ispirazione dal mondo della Marca, e trasforma le sue attività più tipiche, gli ambienti in cui si muove per tradizione, in paesaggi onirici e irreali. Scene di vita innaturali, in cui gli uomini, gli animali, le cose sono fatti di ruotismi, leve e ingranaggi. Ecco così le Olimpiadi (nei loro innumerevoli sport), il Planet Ocean (dalla vela alle profondità marine), lo spazio cosmico (con tanto di Snoopy Astronauta) e perfino lo scappamento Co-Axial. Vale a dire: la micromeccanica come metafora dell’esistenza.

    Regate ai Caraibi

    Foto Les Voiles de Saint Barth courtesy Richard Mille

    Dal 17 al 23 aprile si è svolta Les Voiles de Saint Barth Richard Mille, XI edizione della regata caraibica che da tre anni a questa parte vede il Marchio di orologi nel ruolo di title sponsor. Oltre ai 700 velisti coinvolti, suddivisi in 71 team nelle diverse categorie (dai Maxi ai Multiscafi ai Melges 24), erano presenti anche Arnaud Jerald (il campione di apnea ambasciatore della Casa) e Benoît de Froidmont (Presidente dell’International Maxi Association). L’evento è stato anche occasione di lancio del nuovo subacqueo RM 032 a tema. Ne riparlemo presto.

    5 decadi sotto il martelletto

    A Ginevra, il 6 maggio, Phillips organizza The Royal Oak 50th, asta monotematica dedicata appunto alle 50 candeline spente quest’anno dal bestseller di Audemars Piguet. Tra gli 88 lotti che saranno dispersi, si trovano autentiche chicche: come la Ref. 5402ST Serie A2 (accanto e in alto), che appartiene alla serie di esemplari presentati a Basilea nel 1972. Interessanti anche gli approfondimenti realizzati dagli esperti della casa d’aste, che vedono nel Royal Oak una sorta di “laboratorio” per accostamento di materiali e insoliti quadranti.

    On the road… again

    Achille Varzi in uno scatto di Adriano Scoffone (foto courtesy Eberhard & Co.)

    Dal 28 aprile al 1° maggio, a Milano, si tiene MIA Fair, la fiera dedicata alla fotografia d’arte. Giunta all’XI edizione, per la nona volta avrà come partner Eberhard & Co. Che quest’anno esporrà Quei temerari sulle strade bianche: una selezione di immagini realizzate da Adriano Scoffone (1891/1980) durante la corsa Cuneo-Colle della Maddalena nel 1925, ’26, ’27 e ’30. La mostra, curata da Giosué Boetto Cohen, testimonia l’automobilismo eroico dell’epoca: quello – per intenderci – di Tazio Nuvolari, Achille Varzi, Rudolf Caracciola… Da vedere.

    Bees my love

    OpsObjects ha siglato un accordo di collaborazione con 3Bee, l’azienda agri-tech che si occupa della tutela delle api. Oltre ad aver aderito al programma Adotta un alveare, il marchio ha quindi creato una collezione dedicata. E, dal 9 al 29 maggio prossimi, devolverà parte del ricavato di ogni orologio o gioiello venduto all’ampliamento delle proprie arnie. Non solo. Gli acquirenti parteciperanno a un esclusivo concorso che permette ai due fortunati vincitori di vivere per un giorno l’attività di apicoltore. Un’esperienza indimenticabile.

  • L’RM 47 Tourbillon, il tempo dei samurai secondo Richard Mille

    L’RM 47 Tourbillon, il tempo dei samurai secondo Richard Mille

    Richard Mille amplia la propria collezione di orologi “ornamentali” con un nuovo esemplare: l’RM 47 Tourbillon. Definito non a caso nella comunicazione ufficiale come il “tempo dei samurai”, rende omaggio alla cultura giapponese e in particolare al Bushido, letteralmente “la via del guerriero”. Ovvero quel  “codice di condotta e stile di vita”, cito Wikipedia, “simile al concetto europeo di cavalleria e a quello romano del mos maiorum“. Che era adottato dalla casta dei guerrieri nel Paese del Sol Levante: i samurai, appunto (in Giappone chiamati proprio bushi).

    Il codice del samurai

    Un codice d’onore, diremmo oggi, di antica formazione, anche se fu messo per iscritto solo nel XVII secolo. Ma che permea ancora la mentalità contemporanea, inteso in special modo come etica del lavoro da parte delle generazioni più mature. Ispirato alle dottrine del buddismo e del confucianesimo, riunisce norme militari ma soprattutto valori morali, di comportamento, cui il samurai deve attenersi per tutta la vita. Si basa infatti su sette principi cardine che comprendono onestà, lealtà, giustizia, compassione, dovere, coraggio, sincerità, eroismo, gentilezza e cortesia.

    A incarnare gli ideali del Bushido, nella cultura nipponica, esistono diversi personaggi di riferimento, venerati come patrioti ed eroi nazionali. Fra i tanti, spicca la figura di Asano Naganori, un daimio (feudatario) vissuto alla fine del XVII secolo, il cui seppuku (suicidio rituale) portò i samurai a lui fedeli a vendicarsi con l’uccisione dello shogun. La vicenda, dai contorni drammatici, è anche raccontata da 47 Ronin, il film del 2013 con Keanu Reeves. Proprio il kamon (le insegne araldiche) del clan Asano si ritrova sulla gabbia del tourbillon del nuovo orologio di Richard Mille.

    Il samurai in arme… in 3D

    L’RM 47 Tourbillon, del resto, si distingue proprio per la silhouette del samurai, ritratto nella propria armatura sul lato quadrante e sul lato fondello, al cui interno è ospitato il movimento. Si dice che questo modello sia nato da una conversazione fra Richard Mille e Fernando Alonso, storico ambasciatore del marchio, appassionato di arte, storia e filosofia giapponesi, tanto complesse quanto antiche. È certo invece che la scultura a bassorilievo del samurai è stata realizzata interamente a mano dal maestro incisore Pierre-Alain Lozeron, e poi dipinta dalla moglie Valérie.

    Un’opera di alto artigianato che ha richiesto più di un’intera giornata di lavoro: 16 ore di incisione e 9 di pittura, per la precisione. Nelle quali i due artisti si sono impegnati a fondo, e hanno attinto a tutto il proprio savoir-faire per realizzare quella che in un primo momento sembrava – sono parole loro – una mission impossible. Così, per esempio, Pierre-Alain Lozeron si è servito di una ventina di bulini diversi per creare i dettagli realistici del trompe-l’œil nella lastra d’oro. Mentre Valérie Lozeron ha dovuto non solo trovare la sfumatura più adatta a ciascun elemento attraverso la miscela di colori diversi; ma anche dosare la giusta quantità di smalto da applicare su una o due mani, e individuare la temperatura ideale per i successivi passaggi in forno.

    Fondamentale è stato il lavoro di preparazione, durato anni. Dal 2019, quando Richard Mille ha commissionato il samurai a monsieur e madame Lozeron, fino alla messa a punto definitiva di ogni componente, i due artisti hanno creato molteplici prototipi. Attraverso i quali hanno testato le tecniche e gli attrezzi più consoni all’impresa. E il risultato è una vera e propria simbiosi fra scultura e pittura, in cui una forma d’arte va a sublimare l’altra con un perfetto equilibrio. Ma proprio perché si tratta di un capolavoro, non può essere replicato più di tanto. L’RM 47 Tourbillon è infatti realizzato in un’edizione limitata di 75 esemplari.

    Informazioni tecniche dell’RM 47 Tourbillon

    Non possono mancare infine le caratteristiche dell’orologio, la cui costruzione riflette l’approccio progettuale e realizzativo tipico di Richard Mille. A cominciare dalla cassa tonneau, che è composta da tre parti. La lunetta e il fondello sono realizzati in ceramica Tzp, composta al 95 per cento da zirconio stabilizzato con ittrio. Un materiale leggero ma resistente, praticamente inscalfibile dai graffi, dal tempo e dall’usura, che risulta ben tollerato anche dalle epidermidi più sensibili. La carrure invece è in oro 3N, una lega dal colore più caldo dell’oro giallo ma più tenue dell’oro rosso.

    Dal punto di vista meccanico, l’RM 47  Tourbillon monta il calibro RM47, appunto, un movimento a carica manuale con autonomia di tre giorni. Concepito in esclusiva per questo esemplare, ha una struttura particolarmente compatta proprio perché deve essere racchiuso all’interno dell’armatura. Ma presenta le consuete peculiarità meccaniche di Richard Mille. Come la platina e i ponti in titanio grado 5, microbillé Pvd grigio: una lega estremamente leggera ma particolarmente resistente e rigida. Il bilanciere a inerzia variabile ha la spirale libera. Mentre il bariletto a rotazione rapida compie un giro in sei ore anziché in sette e mezzo, e migliora il rapporto fra autonomia e costanza di marcia.

    Impeccabili come sempre le finiture dei componenti meccanici, seppur nascoste alla vista dalle parti dell’armatura. Il kabuto, l’elmo in lamine di cuoio o ferro rivettate fra loro; il mempo, la maschera protettiva per il volto, dotata di immancabili baffi posticci per enfatizzare l’espressione aggressiva; il do, la corazza e le due katami, le spade incrociate pronte a essere sguainate.

  • News & previews – 12/02/2022. Quello che (forse) vi siete persi

    News & previews – 12/02/2022. Quello che (forse) vi siete persi

    Consueto aggiornamento con le notizie più recenti dall’industria delle lancette. News e curiosità che magari vi sono sfuggite nelle ultime settimane. A farla da padrone sono i testimonial – pardòn, gli ambasciatori – in ambito sportivo. Un po’ perché sotto i riflettori ci sono le Olimpiadi invernali, un po’ perché i campioni attirano sempre l’attenzione (in qualsiasi disciplina, hanno comunque un bel codazzo di gente che li segue). Anche se non di solo sport vive l’uomo: tra le anticipazioni, vi annunciamo due eventi destinati a riunire un vasto pubblico – uno in campo artistico, l’altro prettamente orologiero. Ma è solo un assaggio: riprenderemo il discorso.

    News da Pechino 1

    Non se ne parla mai abbastanza dei Giochi di Pechino 2022. Dove Omega, oltre a essere cronometrista ufficiale, ha accolto “in famiglia” la star dello snowboard Shaun White. Sebbene il tre volte campione del mondo americano, nonché vincitore di altrettanti ori olimpici nelle passate edizioni, stavolta si sia piazzato solo al quarto posto, può dire addio alle gare in grande stile. Il marchio di Biel infatti gli ha messo al polso un Seamaster Planet Ocean 600M Master Chronometer con cassa in oro Sedna. Perfetto sulle piste come nella vita privata.

    News da Pechino 2

    Foto Cameron Spencer/Getty Images courtesy Omega

    Sempre Omega è invece salito sul podio grazie alla “nostra” Dorothea Wierer. Che a Pechino ha conquistato il bronzo al biathlon, con una prestazione pazzesca per velocità e precisione (“una mitragliatrice”, l’hanno definita). L’Azzurra di Brunico va così ad arricchire il prestigioso palmarès accumulato finora con la sua prima medaglia individuale. E non è finita: la aspettano ancora due gare… Intanto, però, Omega l’ha premiata come friend of the brand, con uno chic-chissimo Aqua Terra in acciaio e diamanti. Davvero meritato.

    Intanto nel deserto…

    Foto AlUla Saudi Polo Federation courtesy Richard Mille

    Nasce dalla partnership tra Richard Mille e la Federazione di Polo saudita il Richard Mille AlUla Desert Polo. Organizzato dalla Royal Commission for AlUla e introdotto per la prima volta nel 2020, è l’unico torneo di polo al mondo a svolgersi nel deserto. L’evento, che si tiene proprio in questi giorni, raduna alcuni dei più grandi giocatori di polo del mondo – non ultimo Pablo Mac Donough – in un’arena appositamente realizzata. Non lontana dal sito archeologico di Hegra, patrimonio mondiale dell’Unesco. Un luogo magico: beati i presenti.

    Basket superstar

    Non solo Brad Pitt, Charlize Theron e Adam Driver. Nelle prestigiose #SquadonaMission di Bretling c’è posto anche per gli sportivi, purché al top. Come il prodigio della pallacanestro Giannis Antetokounmpo, nuovo volto del marchio. Da anni protagonista nell’NBA, il gigante (211 cm) ha vinto tutto il possibile nel basket, incluso il titolo di Most Valuable Player per due volte. «La forza di volontà, la dedizione, la visione risoluta e la gratitudine di Giannis lo rendono una fonte d’ispirazione», spiega il Ceo di Breitling Georges Kern. Beh, se lo dice lui…

    Sul palco dei Brits

    Foto David M. Benett/Dave Benett/Getty Images courtesy Girard-Perregaux

    Chi ha visto Ted Lasso, la pluripremiata serie di Apple Tv, conosce bene Brett Goldstein. E non si è stupito di vederlo alla cerimonia dei Brit Awards 2022, l’Oscar della musica inglese, che si è svolta a Londra lo scorso 8 febbraio. Dove, insieme alla partner Hannah Waddingham, ha consegnato il premio “Miglior canzone dell’anno” ad Adele per il singolo Easy on Me. Solo i più attenti, però, hanno notato che l’attore inglese aveva al polso un Free Bridge di Girard-Perregaux. Rapporto occasionale o nuova love story? Ai posteri l’ardua sentenza.

    Venezia-Shanghai

    Un momento della conferenza stampa. Foto Andrea Avezzù courtesy La Biennale di Venezia

    Anche quest’anno (per la sesta volta) Swatch sarà main partner della Biennale d’arte di Venezia. Che, giunta alla 59a edizione (23 aprile/27 novembre), ha come titolo Il latte dei sogni/The Milk of Dreams. Da sempre incline all’arte, il marchio di orologi sarà presente con l’iniziativa Swatch Faces, che ospiterà alcune opere di ex-residenti dello Swatch Art Peace Hotel di Shanghai; mentre ai Giardini esporrà The Description Of The World, installazione site specific progettata dall’artista thailandese Navin Rawanchaikul. Da non perdere.

    Appuntamento a Vicenza

    Zenith, Girard-Perregaux, Eberhard & Co., Corum, Perrelet. E poi Vincent Calabrese, Locman, Junghans, Wyler Vetta e Timex. Sono i brand presenti alla prima edizione di VO’Clock Privé, organizzata dal 18 al 20 marzo all’interno di Vicenzaoro. Un nuovo “salotto” per l’orologeria, in cui – oltre a vedere le news dei marchi – sarà possibile partecipare a incontri di formazione e a momenti di approfondimento con gli esperti. Non solo per la stampa e gli addetti ai lavori, ma anche per il pubblico: che potrà entrare sabato 19 e domenica 20.

  • News & previews – 13/11/2021. I tanti aspetti dell’orologeria

    News & previews – 13/11/2021. I tanti aspetti dell’orologeria

    Consueto aggiornamento dal mondo delle lancette. La rassegna di oggi tocca argomenti eterogenei ma estremamente attuali: aste, testimonial, sponsorizzazioni, beneficenza, premi, curiosità… Come sempre, le notizie e le anticipazioni delle nostre brevi di cronaca rimandano alle tante sfaccettature dell’orologeria contemporanea, impegnata su numerosi fronti. Fra marketing, storia e sostenibilità.

    Speedmaster da primato

    Foto courtesy Phillips

    Asta da record per Omega: lo scorso 5 novembre, Phillips Ginevra ha battuto uno Speedmaster CK2915 del 1957 per 3.115.500 franchi svizzeri. Il cronografo, ricercatissimo dai collezionisti, è stato il primo ad avere la scala tachimetrica sulla lunetta anziché sul quadrante e a montare il celebre calibro 321 con ruota a colonne. Questo esemplare, in buone condizioni, ha il quadrante “Tropical” color cioccolato, virato dal tempo come il materiale luminescente delle lancette Broad Arrow, e una grafica unica, con la O del logo ovale. Chissà chi è l’acquirente…

    Batman parcheggia in via Verri

    Pisa Orologeria è diventato distributore esclusivo per l’Italia e per l’Europa della 1989 Batmobile X Kross Studio. Un fedele modellino dell’esclusiva supercar di Batman così com’era nel film di Tim Burton, ma in versione orologio da tavolo, con ore e minuti riportati su due cilindri. La Batmobile in miniatura, ma con tanto di ruote funzionanti, è realizzata in alluminio e al posto del motore ha un calibro a carica manuale con 30 giorni di autonomia. Gli appassionati potranno trovarla nel flagship store milanese. Info: Pisa Circle.

    Il SeaQ, la scelta di Ryan

    Ryan Pyle è il nuovo global ambassador di Glashütte Original. Personaggio eclettico (fotografo, regista, scrittore, scalatore, conduttore e produttore tv), l’avventuriero canadese è entrato perfino nel Guinness dei primati per aver compiuto (con il fratello) il viaggio in moto più lungo in un solo Paese, la Cina. Da bravo globetrotter, si è messo al polso come compagno di viaggi un Senator Cosmopolite. Ma, dopo aver visitato la Manifattura, a settembre, lo ha sostituito con un più robusto SeaQ. Subito testato nel Parco Naturale della Svizzera Sassone.

    Hublot di nuovo in pista

    Anche la famiglia di ambasciatori di Hublot si allarga. New entry, la star dello sci alpino Corinne Suter. Una fuoriclasse, che ha debuttato in Coppa del mondo a 17 anni e ha conquistato titoli e premi in discesa libera e Super G. «Scio per me stessa e non contro qualcun altro. Non voglio essere più veloce degli altri, ho solo voglia di migliorarmi», spiega la campionessa mondiale di velocità. «Proprio come Hublot, che rende ogni orologio, ogni nuovo materiale un’opportunità per migliorare sé stesso e spingere oltre i propri limiti». Così parlò Corinne.

     

    Sempre in sella

    Dal 4 al 7 novembre scorso, in occasione della 123a edizione di Fieracavalli, all’interno di Jumping Verona si è svolta come di consueto l’unica tappa italiana della Longines Fei World Cup, la Coppa del mondo di salto ostacoli. Di cui la Casa della clessidra alata è al contempo title sponsor, cronometrista e orologio ufficiale, grazie all’accordo siglato illo tempore con la Federazione Internazionale Equestre. L’appuntamento, attesissimo, quest’anno ha puntato i riflettori sulla nuova Longines Master Collection. Per la gioia delle signore presenti.

    Auto d’epoca, che passione

    Si è tenuto sabato 9 ottobre il 15° Trofeo Milano. Evento ricorrente per gli amanti dei motori d’antan, la gara di regolarità – organizzata dal Club Milanese Automotoveicoli d’Epoca (CMAE) – quest’anno ha riunito 78 vetture e una quarantina di moto, per il piacere di innumerevoli curiosi. Sponsor: Breitling. Che nel cortile del Castello Sforzesco ha schierato la sua squadra di dream cars: una Shelby Cobra, una Chevrolet Corvette e una Ford Mustang. Fonte di ispirazione per la nuova capsule collection di cronografi Top Time Classic Cars.

    Arte di carta… e da polso

    Eberhard & Co. è di nuovo a fianco di WopArt, la fiera d’arte internazionale dedicata alle opere su carta. Organizzata “in presenza” dal 18 al 21 novembre al Centro Esposizioni di Lugano, ma affiancata da una versione digitale, prevede mostre, conferenze e dibattiti. Da visitare anche la lounge aperta da Eberhard & Co. e dall’Orologeria Mersmann, dove sarà esposto il nuovo Chrono 4 21-42. Che festeggia 20 anni di vita della collezione creata da Palmiro Monti, nella cornice dei lavori dell’artista Francesco Guerzoni e del suo Museo ideale.

    Aiuti alla Ricerca

    Il Paris Brain Institute è un centro internazionale di ricerca scientifica e medica, all’interno dell’Ospedale Pitié-Salpêtrière. Ha come scopo lo studio del cervello e lo sviluppo di trattamenti per le malattie neurologiche. Richard Mille ne promuove i lavori dal 2012, ma ora ha raddoppiato l’impegno con la creazione di un “Club dei Sostenitori”. Perché schierarsi a favore del progresso scientifico è davvero importante. (Accanto. Jean Todt, il Presidente dell’Istituto Gérard Saillant e Richard Mille. Foto Emmanuel Fradin courtesy Richard Mille).

    Orologeria tra lusso e riciclo

    Panatere ha vinto il “Responsibility and Sustainability” Award al Luxury Innovation Summit, il 21 ottobre scorso, a Ginevra. Il raduno, organizzato da Luxury Venture Group, Porsche Schweiz e Vontobel giovani, rivolge i premi ai marchi emergenti e alle startup che sviluppano soluzioni innovative per l’industria del lusso. Non solo. L’azienda di Saignelégier, specializzata nella produzione di acciaio riciclato destinato (anche) all’orologeria, ha annunciato di aver iniziato la costruzione di una fornace solare regionale nel cuore della Watch Valley.

  • Formula 1 e orologeria: al GP di Monza, con Richard Mille in casa Ferrari

    Formula 1 e orologeria: al GP di Monza, con Richard Mille in casa Ferrari

    Adrenalina, velocità, tecnologie avanzate, materiali all’avanguardia, prestazioni estreme. Prendete questi ingredienti, amalgamateli e ciò che otterrete vi porterà in due mondi che spesso si trovano a condividere le proprie strade, le proprie idee. L’incontro tra Formula 1 e orologeria è avvenuto decenni addietro, basato sull’ossessione condivisa per il tempo… Ostico avversario da un lato e variabile da misurare con la maggior precisione possibile dall’altro. Richard Mille di certo non è nuovo nel mondo delle auto e vanta numerose collaborazioni susseguitesi nel corso degli anni. Ma oggi – non ce ne vogliano gli altri – il nome di cui si parla è quello a cui ognuno di noi pensa quando si tratta di Formula 1. Esatto, proprio quello che avete in mente: Ferrari!

    D’altra parte, se vogliamo parlare di creazioni orologiere che portino le prestazioni al limite così come fanno i bolidi della “rossa”, beh, non si può non pensare a Richard Mille. La Maison svizzera da qualche mese ha annunciato una nuova collaborazione con la casa del Cavallino. Collaborazione che porterà anche alla realizzazione di una serie di orologi dedicati, per i quali, ahinoi, dovremo ancora aspettare, dato che il primo vedrà presumibilmente la luce all’inizio del 2022. Trattandosi di Richard Mille siamo certi che questa attesa non sarà vana: quegli esemplari sapranno stupirci con “effetti speciali” – come spesso, spessissimo càpita.

    Una giornata a tutta velocità

    Questa è la cronistoria di una giornata trascorsa tra Formula 1 e orologeria. Vissuta, grazie a Richard Mille, proprio in casa Ferrari e durante una delle gare più affascinanti del campionato: il Gran Premio di Monza. Un concentrato di emozioni ad altissima velocità, emozioni che cercheremo di trasferirvi al meglio in queste righe. Il programma è denso: partenza la mattina da Milano, ci si ritrova nella lobby dell’Hotel Four Seasons; presentazioni e subito il trasferimento in navetta che ci porterà diritti all’autodromo. Durante il tragitto incrociamo auto sportive di tutti i tipi e già l’atmosfera del Gran Premio si respira a pieni polmoni.

    Beatrice, gentile e preparata “padrona di casa”, ci consegna i pass e, dopo i controlli di rito, siamo dentro all’esclusivo paddock club. La situazione attuale costringe l’organizzazione a dividere l’area in cui le scuderie hanno le lussuose motorhome dalla zona cui abbiamo accesso, ma sin dall’inizio la sensazione di essere “coccolati” è evidente. Ci accoglie la Ferrari di Carlos Sainz, che diventa subito protagonista della maggior parte dei selfie all’ingresso.

    Il nostro tavolo è al secondo piano della struttura costruita sopra i box, dalla quale si gode un’ottima vista sia sui paddock che sul rettilineo, uno dei tratti più veloci dell’intero mondiale, dove si sfiorano i 350 km/h. Mentre saliamo le scale, già si sentono i primi rombi. Stanno per iniziare le prove libere in cui si cercheranno gli assetti ideali per le prove ufficiali del pomeriggio. Inseriamo i provvidenziali tappi nelle orecchie e via, a osservare questi fulmini colorati che ci sfrecciano davanti a oltre 300 all’ora. Nulla è lasciato al caso e chi vuole sentirsi parte del team Ferrari, può anche utilizzare le cuffie, sintonizzate sulla frequenza dei box… Ma attenzione: Leclerc sta rientrando, qualche foto dall’alto all’operazione di cambio gomme è d’obbligo.

    Tra Formula 1 e orologeria, il Richard Mille-Ferrari

    Terminate le prove e fatta decantare questa prima dose di adrenalina, l’occhio comincia a cercare soddisfazione nell’altra passione che ci ha portati qui: gli orologi… Inutile dirlo, Richard Mille è protagonista indiscusso tra i numerosi astanti. A tavola si inizia a parlare di auto, di regole della Formula 1, ma poi gli orologi prendono inevitabilmente il sopravvento e ci si rende conto che, per fortuna, la passione è diffusa anche nei giovani. Le aspettative per il “Richard Mille-Ferrari” sono tante, ma nulla si può ancora sapere di ciò che è in cantiere a Les Breuleux. Si discute di quanto la Maison ha portato nel mondo dell’orologeria: della ricerca del limite meccanico, dell’eccellenza nelle prestazioni, che accomunano la filosofia produttiva a quella della Formula 1.

    Mentre degustiamo ottimo cibo e ottimo vino, sotto di noi si fanno sentire i motori dei prototipi, che lasciano poi il palcoscenico alle auto di Formula 2. Quando siamo al caffè, persi in piacevoli chiacchiere, si avvicina il piatto forte della giornata: le prove ufficiali. Che a Monza avranno la veste di una gara sprint: 18 giri nei quali i piloti daranno tutto per conquistare l’ambitissima pole position. Gli addetti sono già in pista mentre la griglia di partenza prende forma. Per la Ferrari, dicono gli esperti, non sarà facile; ma ovviamente i due piloti ce la metteranno tutta, anche perché bisogna soddisfare il pubblico che è tornato all’autodromo. E, sebbene la capienza sia limitata, il rosso, inutile dirlo, la fa da padrone.

    Le prove ufficiali… e il dopo

    L’ora della partenza si avvicina: riusciamo ad accaparrarci un posto con una buona visuale e comunque gli schermi giganti sono ovunque, si può osservare ogni minimo dettaglio. In breve la pista si svuota, lasciando solo i piloti sulle loro auto al cospetto del semaforo che in pochi istanti darà lo start. Il rumore è impressionante così come l’accelerazione di questi mostri a quattro ruote, la cui velocità dallo schermo televisivo risulta molto più bassa di quella che si percepisce dal vivo. La gara sprint regala qualche emozione ma le posizioni vengono più o meno mantenute: il leader del mondiale sarà in pole mentre i ferraristi devono accontentarsi del quinto e sesto piazzamento.

    La giornata volge al termine. Ma Richard Mille ci fa ancora un regalo: un giro di pista a Monza su un palco d’eccezione, allestito sul rimorchio di un camion. Velocità e accelerazione sono un po’ lontane da quelle dei bolidi che abbiamo visto, ma è comunque emozionante percorrere le curve e i rettilinei che hanno fatto la storia dell’automobilismo. E allora… Grazie ancora Richard Mille, per questa giornata tra Formula 1 e orologeria che ricorderemo a lungo. Ora attendiamo il regalo più bello: un orologio che faccia sognare tutti gli appassionati. E, perché no, anche i tifosi della rossa.

  • RM 029 Le Mans Classic: Richard Mille celebra la gara che non c’è

    RM 029 Le Mans Classic: Richard Mille celebra la gara che non c’è

    La “Formula Uno dell’orologeria” non si ferma mai in termini di tecnologia, ricerca e sviluppo e di heritage. Per questo Richard Mille, marchio che rappresenta, appunto, l’avanguardia della tradizione meccanica e la sofisticata scelta di estetiche innovative, rinnova anche per il 2021 il legame con la Le Mans Classic. Nonostante quest’anno, per colpa dell’emergenza sanitaria mondiale, la competizione non avrà luogo. Si tratta soltanto di un arrivederci, con l’appuntamento con la Le Mans Classic rimandato al 2022 (confermato proprio in questi giorni). E poi ripetuto eccezionalmente a distanza di 365 giorni, per festeggiare il centenario della prima gara sul circuito. Una passerella d’eccezione, con il rombo dei motori delle circa settecento storiche vetture sportive in gara, a creare l’affascinante colonna sonora di un emozionante weekend. Durante il quale oltre centomila spettatori sono attirati pure dalla presenza di quasi diecimila auto di elevato livello collezionistico e amatoriale.

    Un esemplare personalizzato

    Al Richard Mille RM 029 Le Mans Classic Automatico spetta di riempire questo vuoto di presenze e di spettacolo, regalando emozioni da polso. Con una rarità attestata dalla serie limitata a 150 esemplari, un numero che esalta l’eccellenza del brand e la voglia di far sognare gli amanti delle lancette con un’esecuzione inedita. Ottavo appuntamento della lunga partnership tra Richard Mille e la Le Mans Classic, iniziata nel 2002, il nuovo modello riporta in vita l’RM029, un pezzo in collezione da diversi anni, rivisto e modificato per l’occasione. Un modo per sottolineare la matrice vintage messa in campo in questo caso dalla maison elvetica – anche se il fondatore è di origini francesi.

    Il calibro RMAS7, ampiamente scheletrato per quanto riguarda ponti e platine in titanio grado 5, adotta alcune soluzioni orologiere che esaltano il savoir-faire della Casa. Per esempio il rotore a geometria variabile, che effettua la ricarica dei due bariletti dell’organo motore; e che può essere tarato con la massima efficienza dinamica in base alle esigenze del fortunato possessore. Equipaggiato con un bilanciere con spirale libera (ossia privo di racchetta di regolazione), il movimento funziona a 28.800 alternanze/ora e ha un’autonomia di circa 55 ore.

    L’estetica dell’RM 029 Le Mans Classic Automatico

    Il quadrante in vetro zaffiro dell’RM 029 Le Mans Classic Automatico ospita le lancette centrali di ore e minuti; mentre la finestrella del datario, con numeri sovradimensionati per una migliore lettura del giorno del mese, è posizionata al 4. Una riuscita modifica rispetto all’RM 029 di produzione corrente riguarda l’aggiunta del contatore a ore 2. Che riporta la scansione oraria sulle 24 ore, con un indice a freccia di colore azzurro collocato in corrispondenza delle 16: omaggio al momento in cui ufficialmente viene dato lo start alla competizione. Le cifre arabe delle ore, le lancette luminescenti e la scala sessagesimale dei minuti sono in bianco con dettagli verdi, con l’arancione che illumina l’insieme dalla grafica accattivante.

    Il bianco e il verde del resto sono le cromie della gara; ovvio che siano anche quelle dominanti nell’RM 029 Le Mans Classic Automatico. La cassa in Quartz Tpt abbina infatti la carrure bianca, ricavata da un unico blocco di questo materiale tipico delle creazioni più performanti di Richard Mille, a fondello e lunetta verdi. A rendere unica l’esecuzione della serie limitata interviene l’inserto che riproduce le doppie strisce di Le Mans, percorrendo verticalmente la lunetta con bande di colore bianco realizzate nello stesso materiale della carrure. Che conferiscono un ulteriore tocco di studiata aggressività all’orologio, serrato al polso da un cinturino in caucciù bianco.

  • RM 07-01 Coloured Ceramics: il color block di Richard Mille

    RM 07-01 Coloured Ceramics: il color block di Richard Mille

    Nella moda lo chiamano “color block“: è l’accostamento di blocchi di colori complementari, talvolta perfino stridenti tra loro, però combinati in modo da ottenere un effetto inaspettatamente armonico. Una tendenza lanciata qualche stagione fa, e che ormai imperversa sulle passerelle come nelle strade, ma che mai avrei immaginato di vedere in orologeria. Settore troppo lento e tradizionalista, pensavo, in cui i trend estetici si affermano lentamente e non sono mai così estremi. Sbagliavo. Non avevo considerato la capacità di innovare, la volontà di sovvertire le regole di Richard Mille. Che ha applicato il color block all’RM 07-01 Coloured Ceramics.

    Tre vivacissimi esemplari con la cassa in ceramica rosa, azzurra oppure lilla; il quadrante multicolor, composto da diversi elementi dalle nuance calibrate; e il cinturino in caucciù rispettivamente blu e bordeaux, verde e turchese, arancione e rosso. Associazioni rare e inconsuete, frutto dell’inclinazione fashion e della sensibilità cromatica di Cécile Guenat, art director delle collezioni femminili di Richard Mille. E dedicate alle vere appassionate di moda, singolari per definizione e capaci di osare, di sfidare il gusto comune. Insomma, una capsule collection creata da una donna per un certo tipo di donna. E si vede…

    Costruita, ovviamente, nel rispetto di tutti i sacri crismi della grande tradizione orologiera – ma rinnovata, modernizzata (svecchiata, oserei dire), com’è tipico di Richard Mille. Con un’attenzione maniacale per la qualità e una mania ossessiva nel perseguire gli obiettivi. Quella determinazione inderogabile a seguire la propria strada e a fare tutto di testa propria, che abbiamo già riscontrato nel marchio. La si ritrova nella ricerca dei materiali, nella tecnica piegata al senso artistico. Mi spiego. Cominciamo dalla ceramica: si tratta di una ceramica Tzp, ricorrente nella produzione della marca. L’avevamo già vista, per esempio, nella collezione Bonbon, di cui i nuovi RM 07-01 Coloured Ceramics sono degni successori.

    La cassa dell’RM 07-01 Coloured Ceramics

    Leggera e resistente, antigraffio, anallergica, capace di rimanere immutata nel tempo, la ceramica è un materiale dalle ben note proprietà (non starò qui a ripeterle di nuovo). Ma credete sia facile ottenerla in tonalità così particolari? Merito di un bravo fornitore, certo. Però quell’azzurro pastello che è quasi un lavanda chiaro, quel rosa che è più un color rugiada, quel lilla a metà fra il rosa/azzurro e l’ametista chiarissimo non sono affatto scelte casuali. (A proposito, anche se la percezione dei colori è assolutamente soggettiva, ogni tonalità citata qui sopra non è di mia invenzione ma è estratta da una tabella di colori web. O più esattamente una tabella html con codici esadecimali e Rgb).

    Quello che intendo dire è che le cromie della cassa dell’RM 07-01 Coloured Ceramics sono frutto di idee chiare, una visione nitida del proprio progetto. Non oso immaginare quanto deve aver patito, all’inizio, quel povero produttore di ceramiche industriali, quando si è visto commissionare sfumature così precise e definite. I tentativi, gli accidenti, la fatica per accontentare le richieste di un cliente come Richard Mille. Ma non è mica finita qui. Perché, dopo aver ottenuto il colore giusto e realizzato i componenti “grezzi”, rimane ancora il lungo e difficile processo di lavorazione (con mole al diamante) per realizzare perfettamente la lunetta e il fondello… Roba da uscirne pazzi.

    Il quadrante, un mix di elementi

    Andiamo avanti. Nell’RM 07-01 Coloured Ceramics il color block si riscontra anche nel quadrante. Che non solo presenta tinte contrastanti, ma è una vera e propria composizione grafica di elementi fatti con materiali diversi e decorati in modo diverso. Ci sono inserti in ceramica, parti in gomma dai motivi geometrici e placche metalliche guilloché. Personalmente non avevo mai visto niente del genere. A stupire non è tanto l’utilizzo delle piccole lastre d’oro incise a mano con l’apposita macchina (una sorta di “pantografo” specifico per l’orologeria); né l’originalità o la complessità del decoro, d’ispirazione Art Déco; e nemmeno la bravura del maestro guillocheur, in grado di eseguire simili capolavori in miniatura.

    Ciò che sorprende è proprio l’uso creativo del guillochage: di per sé una forma decorativa tradizionale, ma che qui appare del tutto de-contestualizzata, perché inserita in un insieme estremamente giovane e attuale. Vi può piacere o non piacere, sta a voi decidere. Ma, in tutta franchezza, la cosa è del tutto ininfluente. Quello che mi interessava sottolineare piuttosto è l’assoluta novità rappresentata dall’RM 07-01 Coloured Ceramics: per il quadrante in particolare, ma a conti fatti per l’intero orologio. E comunque sia, quanto scritto fin qui mi sembra già sufficiente per comprendere la tiratura limitata di 50 esemplari per ciascuna referenza, e il prezzo al pubblico: 163mila euro.

    La meccanica dell’RM 07-01 Coloured Ceramics

    E poi c’è da considerare il movimento: l’ormai noto calibro CRMA2, già presente in altri modelli della stessa collezione femminile. A carica automatica, di manifattura, presenta tutte le consuete bellurie tecniche (come direbbe Augusto Veroni) cui Richard Mille ci ha abituato. Di costruzione scheletrata, ha la platina e i ponti in titanio grado 5 microbillé e trattato con elettroplasma, una lavorazione che conferisce ai componenti maggiore rigidità e robustezza. Il bilanciere a spirale libera, cioè privo della racchetta di regolazione, e a inerzia variabile, quindi dotato di piccole masse orientabili che permettono una calibrazione più accurata.

    Ancora, il bariletto (a rotazione rapida, dalle migliori prestazioni) elargisce un’autonomia di 50 ore. E il rotore in oro rosso, che carica in entrambe le direzioni, ha una geometria regolabile, che permette di adattare l’efficienza della ricarica allo stile di vita di chi indossa l’orologio. In pratica il vostro orologiaio di fiducia può fare una regolazione ”su misura” per voi spostando i due appositi pesini nella posizione desiderata, attraverso le viti a testa scanalata. Potrei continuare l’elenco delle caratteristiche meccaniche, ma preferisco fermarmi qui. Vi lascio piuttosto a rifarvi gli occhi con il bel servizio di moda della gallery qui sopra. Che racconta l’estetica color block dell’RM 07-01 Coloured Ceramics meglio di tante parole.

  • RM 60-01: Richard Mille e il vascello fantasma di St. Barth

    RM 60-01: Richard Mille e il vascello fantasma di St. Barth

    Ho visto sui social che molti considerano gli orologi di Richard Mille come certi culturisti: una bella costruzione di muscoli, ma nessuna vera abilità che non sia fare scena. Vorrei fosse così. Ma purtroppo è esattamente il contrario. Sono – tranne rare eccezioni culturalmente sofisticate – attrezzi da lavoro, attrezzi specializzati ed efficienti. E quando si vestono di colori lo fanno secondo un codice professionale che li aiuta nel loro servizio. È per questo che la maggior parte dei Richard Mille sono per me un sogno quasi ossessionante, come gli orologi di Journe, quelli di Max Busser e pochissimi altri. Amo il loro spirito tecnico: cultura distillata per Journe e fascino dell’utensile definitivo per Richard Mille. Prendiamo ad esempio l’orologio creato per la manifestazione velistica Les Voiles de Saint Barth. Si chiama RM 60-01 e l’unica resistenza che puoi opporgli sono i 207mila euro necessari per averlo al polso, accidenti a lui! Ma ne parliamo fra poco.

    Richard Mille e le vele nascoste

    Saint-Barthélemy (o Collectivité de Saint-Barthélemy), spesso abbreviata in St. Barts, è un’isola delle Antille e dal 22 febbraio 2007 una Collettività d’oltremare della Francia, di 9.131 abitanti. Precedentemente e provvisoriamente fino al 15 luglio 2007 era un comune francese che faceva parte del Dipartimento e Regione d’oltremare della Guadalupa. I suoi abitanti si chiamano Saint-Barths. 25 chilometri quadrati. 3 volte e mezza il Parco di Monza, poco più del Consorzio di Costa Smeralda, che è di 18 chilometri quadrati. Esclusivo anche perché difficile da raggiungere, ma – a differenza della Costa Smeralda, che oltretutto è più vicina alle grandi capitali europee – vittima di terribili uragani tipici di quella zona che, fra isole e arcipelaghi, unisce in un arco naturale le coste del Venezuela a Cuba.

    Si chiama così perché il primo europeo a metterci piede fu Cristoforo Colombo nel 1492. Il quale le dette il nome del fratello Bartolomeo. Fu territorio francese, poi svedese (la capitale, Gustavia, prende il nome da Gustavo III di Svezia), fin quando i francesi nel 1877 la ricomprarono. Così come la Costa Smeralda deve la sua fama agli investimenti di un consorzio capitanato dall’Aga Khan, così Saint-Barthélemy nasce dall’interesse di Rockefeller, il quale la trasformò nel paradiso del turismo d’élite che ancor oggi la popola. Questo avveniva proprio in quegli anni Sessanta che vedevano nascere anche il Consorzio della Costa Smeralda.

    La manifestazione velistica Les Voiles de Saint Barth venne creata nel 2010 e Richard Mille ne fu subito uno dei principali sponsor, fino a diventare nel 2019 title sponsor. Oggi il nome è infatti Les Voiles de Saint Barth Richard Mille. La regata consiste nel periplo dell’isola, reso però difficile e pericoloso per i tanti ammassi di rocce più o meno affioranti che si trovano sul percorso; e anche per via degli accumuli galleggianti d’alghe secche, creati dalle correnti, che hanno lo stesso colore delle rocce. Roba per marinai esperti insomma.

    Premio e beneficenza

    Per ogni edizione della regata, fin dal 2010, Richard Mille ha creato una edizione speciale, limitata a pochissimi pezzi, di “discendenti” del mitico RM 28 (121mila euro con cassa in titanio: ho perso ogni speranza!), l’orologio subacqueo caratterizzato da una lunetta girevole insolitamente profonda e da un diametro di quasi 47 millimetri. Questione di leggibilità in ogni condizione, mi dirai tu. Sì, ti rispondo, ma non solo. La mia personale impressione, conoscendo Richard Mille da molti anni, è che fin dall’inizio del progetto ci fosse in mente l’idea di usare la lunetta anche per altre attività. Nel caso di questo cronografo, ad esempio, è possibile usarla come bussola solare di notevole precisione.

    Ah, dimenticavo di dire che la pandemia, lo scorso anno, ha portato gli organizzatori a cancellare la regata. Si pensava le cose potessero cambiare quest’anno, ma la prudenza ha (ben) consigliato di rimandare al 2022 la prossima edizione di Les Voiles de Saint Barth Richard Mille. Ma è stata emessa comunque una serie limitata del cronografo automatico flyback RM 60-01. Il ricavato della vendita di uno degli 80 esemplari andrà interamente alla comunità di Saint-Barthélemy, per iniziative benefiche locali. Del resto era tradizione che uno degli esemplari finisse al polso del vincitore: quest’anno vince la beneficenza. Gli altri 79 finiranno al polso di collezionisti, ricchi e fortunati. Sì: un quarto d’ora di invidia è consentito.

    L’RM 60-01, la bussola solare…

    Roba da skipper insaziabili. Nulla che un computerino da 1.000 euro non sappia fare, come al solito, ma noi preferiamo la meccanica, quella qualitativamente migliore.
    L’RM 60-01 Les Voiles de Saint Barth, in buona sostanza, è un cronografo flyback con calendario annuale e dispositivo per il conto alla rovescia. Il movimento, stipato in una cassa in titanio e fibra di carbonio stratificata, è parzialmente “vedo nudo”, come molti Richard Mille, ma reso ben leggibile grazie ad una serie di codici colore che facilitano la gestione delle moltissime informazioni offerte.

    Come ho fatto altre volte prendo la descrizione tecnica della cartella stampa e tento di sintetizzarla.
    Il Calibro RMAC2 è un movimento (ovviamente di manifattura) a carica automatica con ore, minuti, piccoli secondi, grande data, mese, cronografo flyback con contatore dei secondi al centro, dei minuti e del conto alla rovescia a ore 9, delle 24 ore al 6. Indicazione UTC (tramite una specifica lancetta), rotore di carica a geometria regolabile per variarne l’efficienza. Che deve essere quella massima nel caso di persone non troppo dinamiche. Ricarica unidirezionale, doppio bariletto, autonomia complessiva di circa 55 ore – ovviamente variabile in relazione all’uso delle funzioni crono. Platina e ponti in titanio grado 5. Bilanciere ad inerzia variabile.

    L’RM 60-01 ha una lancetta UTC (Tempo Coordinato Universale) che può essere utilizzata come indicatore di un secondo fuso orario oppure come bussola solare, per entrambi gli emisferi. Premesso che tutti gli orologi possono essere usati come bussola solare approssimativa (la lettura dipende anche dalla stagione e dall’ora in cui viene effettuato il rilevamento), la lancetta UTC viene puntata verso il sole; dopodiché la lunetta girevole bidirezionale, in Carbon TPT®, deve essere impostata in modo che la lancetta UTC indichi l’ora locale visualizzata sulla lunetta. Le indicazioni della bussola Nord, Sud, Est e Ovest si allineano quindi con la posizione effettiva sulla superficie terrestre. È più semplice da fare che da raccontare. La regolazione della lancetta UTC viene gestita dal pulsante a ore 8.

    … e tanta sostanza

    Datario di grandi dimensioni in una finestrella con cornice gialla, sotto al 12. Scatto semi-istantaneo come per l’indicazione del mese, posta in una finestrella fra il 4 e il 5. Le indicazioni devono essere fatte avanzare solo una volta l’anno, alla fine di febbraio. Per motivi di spazio in questo calendario annuale è stato omesso il giorno della settimana.
    Di grande interesse la corona, che comprende un esclusivo sistema di blocco. Ruotando una ghiera coassiale alla corona stessa si possono bloccare (freccia rossa) o sbloccare (freccia verde) corona e pulsanti crono. Micromeccanica d’eccellenza anche in questo caso.

    La cassa, in titanio e fibra di carbonio, ha un diametro di 50 millimetri, uno spessore di 16,33 ed è impermeabile fino alla pressione di 10 bar. Un ottimo dato, tenendo presenti i pulsanti crono e quello UTC. All’interno, sul quadrante, è presente anche la scala tachimetrica.
    E poi molto altro ancora. Molto altro. Un po’ mi rode, ma temo che quest’orologio valga ogni centesimo del suo prezzo. Una visita in una boutique Richard Mille può serenamente confermarlo. Togliendovi dalla mente l’idea che si tratti di un giocattolo per ricchi scemi, come il sogno infranto (dal prezzo) potrebbe spingervi a ritenere.

  • Richard Mille RM 21-01 Tourbillon Aerodyne: potere ai materiali

    Richard Mille RM 21-01 Tourbillon Aerodyne: potere ai materiali

    Preparatevi: questo articolo potrebbe essere noioso, anche se parla di Richard Mille. Se, come spiegano ai giornalisti in erba, in un attacco accattivante sta già il 90 per cento dell’efficacia di un pezzo, dopo aver letto il mio penserete che venticinque anni di professione non m’hanno insegnato nulla.
    Invece no, fidatevi. Ho scritto “potrebbe essere” e non “sarà”, perché ai dettagli tecnici dell’RM 21-01 Tourbillon Aerodyne riservo le didascalie, mentre nelle prossime righe parlo dei materiali. Che, quando si tratta di Richard Mille, hanno lo stesso peso del prodotto finito.

    Lo ricorda anche il marchio, quando dice di sfruttare principalmente “l’ingegnerizzazione dei materiali consolidata in aeronautica e in Formula 1” e di trasferirne “le possibili applicazioni sia nel movimento di un orologio sia nella cassa”. Parlando dell’RM 21-01 Tourbillon Aerodyne, questi materiali sono il carbonio Tpt, la lega Haynes 214, l’oro rosso e il titanio grado 5.
    Richard Mille li ha scelti per il loro background in industrie come l’aeronautica e l’automobilistica, avanzato banco di prova per la ricerca e lo sviluppo. Metterne le caratteristiche al servizio di un oggetto piccolo come un orologio, dopo averle testate su uno grande come un jet o un’auto, è una bella sfida industriale.

    Il carbonio Tpt: l’ossessione di Richard Mille

    Partiamo dal carbonio Tpt, non certo una novità per il marchio francese: anzi, quasi una ossessione. L’acronimo, che sta per Thin Ply Technology, ossia tecnologia a strati sottili, indica una lavorazione particolare utilizzata in parte anche per il quarzo Tpt. Per questo motivo, vi invito a cliccare qui per avere una spiegazione esaustiva e dettagliata.

    La composizione a strati di questo tipo di carbonio – 600, composti da filamenti paralleli di spessore non superiore a 30 micron -, oltre a contare sulla leggerezza tipica del materiale, ne aumenta notevolmente la resistenza alla trazione e alla compressione. Banalmente, è meno probabile che una cassa o un componente della stessa si rompano, se uno di questi ultimi è difettoso, quando sono ottenuti dalla sovrapposizione di più strati anziché da un monoblocco. L’unione, qui, fa davvero la forza (e la leggerezza).

    L’azienda che ha ideato e che produce il carbonio Tpt utilizzato da Richard Mille, la North Thin Ply Technology, è svizzera e sorge a due passi da Losanna. Ha visto tra i finanziatori anche Ernesto Bertarelli, industriale italo-svizzero celebre per essere il patron di Alinghi. Non a caso, l’industria della vela – così come quella aeronautica – fa largo uso di questo materiale.

    Una lega che ama il calore

    Il carbonio Tpt compone la lunetta, il fondello, le colonne laterali della cassa, la corona e l’anima della platina. La quale contiene la vera novità dell’RM 21-01 Tourbillon Aerodyne in termini di materiali: la lega Haynes 214. Quello che sembra il nome di un agente segreto, è in realtà una lega molto diffusa nell’industria pesante e in quella aeronautica, per via di una peculiare caratteristica: la forte resistenza alle temperature.

    È stata creata dalla multinazionale americana Haynes International, uno dei più grandi sviluppatori, produttori e distributori al mondo di leghe a base di nichel e cobalto ad alte prestazioni, per l’uso in applicazioni ad alta temperatura e corrosione.

    Nell’industria delle turbine a gas, la lega Haynes 214 – a base di nichel-cromo-alluminio-ferro – viene utilizzata per guarnizioni a nido d’ape (ricordatevi questo particolare…) e per la costruzione di piastre paraspruzzi. Nell’industria automobilistica si impiega negli interni dei convertitori catalitici; in quella aeronautica nelle camere di combustione. Trova impiego anche nella creazione di nastri metallici, vassoi e dispositivi per la cottura della ceramica e della porcellana.

    Insomma, tutti ambienti con temperature altissime, in cui la lega Haynes 214 – che ha il punto di fusione a 1400° C – fa valere il proprio basso coefficiente di dilatazione termica e la forte resistenza all’ossidazione da calore. Queste caratteristiche ne agevolano lo stampaggio convenzionale che, con il Richard Mille RM 21-01 Tourbillon Aerodyne, si traduce nella inedita platina a nido d’ape (eccola qui!).

    Dalle uova agli orologi

    Dell’oro rosso già sappiamo molto, ma qualche informazione è bene ricordarla. Reso celebre nell’800 dal gioielliere Peter Carl Fabergé e dalle sue preziose uova, deve il colore al fatto di essere una lega di oro e rame, con un’alta percentuale di quest’ultimo.

    Nella variante a 18 carati, con il 75 per cento di oro e il 25 di rame, è duro ma anche fragile. Per ridurne la fragilità mantenendone la lavorabilità, si fa raffreddare velocemente, sia nella fase di fusione sia in quella di ricottura, a una temperatura di circa 500° C. In questo modo si mantiene anche la colorazione più vivida.

    Nell’RM 21-01 Tourbillon Aerodyne, l’oro rosso la fa da padrone nella cassa (che misura 42,68 x 50,12 x 14,30 mm), irrobustita dal carbonio Tpt della lunetta, del fondello e delle colonne laterali. È presente anche con una vaporizzazione Pvd sui ponti del calibro RM21-01 a carica manuale, realizzati in titanio grado 5.

    Un titanio… titanico

    Ed eccoci allora all’ultimo dei materiali che mettono una firma pesante sull’RM 21-01 Tourbillon Aerodyne. Il titanio grado 5 non ha bisogno di troppe presentazioni. Lega biocompatibile di titanio (90 per cento), alluminio (6 per cento) e vanadio (4 per cento), è utilizzata largamente nell’industria aerospaziale per le ottime proprietà di resistenza alla trazione, alla rottura e alla propagazione delle incrinature. In compenso è difficile da lavorare e le sue polveri si infiammano facilmente.

    Come la maggior parte delle leghe di titanio, ha un’eccellente resistenza alla corrosione in ambiente naturale e di lavorazione industriale. L’aggiunta di alluminio e vanadio ne aumenta la durezza e la resistenza a graffi e incisioni. Nella scala Vickers, ottenuta dalla prova di durezza sui materiali, il titanio grado 5 ha un valore di 396 contro i 140-180 dell’acciaio inox e i 22 dell’oro (il diamante, il più duro, arriva a 8.400).

    Gli ingegneri di Richard Mille hanno scelto come destinazione principale del titanio grado 5, come ho accennato sopra, i ponti del calibro. Grazie alla rigidità della lega, il funzionamento corretto e senza interferenze del treno degli ingranaggi è garantito. Nello stesso materiale sono anche le viti dei ponti e della cassa (poco sensibili all’usura durante le operazioni di manutenzione); e quelle che serrano alla cassa stessa i supporti elastici in gomma che sostituiscono l’anello di incassaggio.

    Ah, ma l’RM 21-01 Aerodyne è anche tourbillon…

    Insomma, un mix di materiali avanzatissimi, completato dallo zaffiro del quadrante, del vetro frontale e di quello del fondello. Materiali, lo avete visto, accomunati da un fil rouge, come le prove di Giochi Senza Frontiere: la loro applicazione e sviluppo nell’industria aeronautica. Del resto, Richard Mille non ha chiamato questo orologio Aerodyne per caso.

    Un insieme di materiali e design che quasi fa passare in secondo piano la presenza del tourbillon, a ore 6. Non proprio una costruzione di quelle banali… Dunque, se siete arrivati a leggere fino a qui significa che non sono stato noioso e che l’attacco a effetto ha funzionato. Non vi resta che dedicarvi alle didascalie per i conoscere i dettagli e le funzioni dell’RM 21-01 Tourbillon Aerodyne.

  • RM 07-01 Racing Red e la tecnologia del Quarzo rosso Tpt di Richard Mille

    RM 07-01 Racing Red e la tecnologia del Quarzo rosso Tpt di Richard Mille

    Domani, sabato 1° maggio, inizia il Campionato del mondo di endurance, a Spa-Francorchamps, in Belgio. Un’occasione per veder scendere in pista il Racing Team Richard Mille, il trio di donne pilota riunito (e fortemente voluto) dal fondatore del marchio. Che, si sa, il pallino dei motori lo ha sempre avuto. Ma di Sophia, Tatiana e Beitske Il Giornale degli Orologi si è già occupato più volte (vedi qui e qui). In questo caso invece l’attenzione è tutta puntata sull’orologio che indossano: l’RM 07-01 Racing Red. Presentato proprio in questo esordio di stagione e appositamente sviluppato per loro.

    Un orologio personalizzato

    A cominciare dal colore, rosso corsa: lo stesso della loro vettura, la Roxy, l’Oreca-Gibson che corre nella categoria Lmp2, con il numero 1 e il logo di Richard Mille stampigliato a lettere cubitali sulla carrozzeria. Un colore che trasforma profondamente la cassa dell’RM 07-01 perché intrinseco al materiale di cui è fatta. E cambia quindi la vocazione di questo esemplare femminile, che fa parte di una collezione già esistente nel catalogo della maison ma che ora assume un’attitudine… come dire… sportiva. No, di più: decisamente hi-tech.

    La cassa dell’RM 07-01 Racing Red ha infatti la lunetta, il fondello e parte del quadrante in Quarzo rosso Tpt, sviluppato in collaborazione con la North Thin Ply Technology, ormai più che collaudata partner di Richard Mille. Il Quarzo rosso Tpt è un materiale ad alte prestazioni, realizzato in laboratorio: leggerissimo ma robusto, estremamente resistente – alle alte temperature, ai raggi Uv, agli urti fino a 5000 G – e del tutto anallergico.

    Richard Mille ha già utilizzato il Quarzo Tpt numerose volte, almeno due in versione rossa: nell’RM 011 Red Tpt Quartz Automatic Flyback Chronograph e nell’RM 35-02 Automatic Raphael Nadal (se non sbaglio, ma potrei dimenticarne qualcuno). Ma è la prima volta che lo applica in un orologio da donna (e di questo sono sicura).

    Cos’è il Quarzo Tpt?

    Si tratta di quarzo, il minerale (biossido di silicio), “lavorato” con una tecnologia a strati sottili (la sigla Tpt significa proprio Thin Ply Technology). In pratica i cristalli di quarzo, dopo essere stati macinati e purificati, sono portati al punto di fusione con una temperatura e una pressione determinata, per formare bacchette di quarzo; che a loro volta sono tirate e schiacciate sotto una fiamma a ossigeno fino a diventare fibre estremamente lunghe e sottili. Questi filamenti in fibre di quarzo fuso hanno uno spessore di 4 o 9 micron (un micron è un millesimo di millimetro, un milionesimo di un metro).

    Le fibre a loro volta sono raggruppate e poi tenute insieme per mezzo di una resina, che funziona come una colla: sottoposta a calore e pressione controllati, una volta raffreddata, si indurisce. E crea così sottilissime lastre, o fogli, che misurano al massimo 40 micron. La resina, di per sé trasparente, può essere anche colorata con appositi pigmenti: bianco, giallo, verde, porpora… E fornire quindi al Quarzo Tpt una tonalità ben definita.

    Ma ogni pigmento di diverso colore, a causa delle sostanze chimiche contenute, si comporta in modo differente, e può quindi provocare degli squilibri nella composizione della miscela con cui è fatta la resina. Perciò, per ciascuna delle colorazioni desiderate, si deve mettere a punto la formula “giusta” attraverso una serie di test, ripetuti più volte (che risultano, alla fin della fiera, costosi). E il rosso – quel bel rosso brillante dell’RM 07-01 Racing Red – è stato realizzato appositamente per Richard Mille.

    Un lungo processo di lavorazione

    C’è da dire, in realtà, che il processo di lavorazione del Quarzo Tpt è molto più lungo e complesso di come lo sto spiegando io. Mi scuso quindi con gli esperti (e i produttori) per la descrizione all’acqua di rose, per l’eccessiva semplificazione di qualcosa che di per sé non è affatto semplice.

    Comunque, le sottilissime lastre di quarzo sono sovrapposte da un apposito macchinario automatizzato, l’una sull’altra, ciascuna con un’inclinazione di 45° rispetto a quella precedente. Questa alternanza di orientamento, moltiplicata per centinaia di strati, crea un materiale omogeneo, che offre la stessa resistenza in tutte le direzioni.

    Ma non è ancora finita. A questo punto il composito, formato da circa 600 strati e con uno spessore di circa 25 mm, è messo in un’autoclave, dove subisce una “cottura” fino a 120° C ed è sottoposto a una pressione di 6 bar (questo processo in gergo tecnico si chiama “polimerizzazione”). Il risultato è un blocco solido e compatto, molto resistente. Il quale è poi inviato alla ProArt, la fabbrica che realizza la cassa degli orologi di Richard Mille, per essere finalmente lavorato con macchine a controllo numerico.

    La cassa dell’RM 07-01 Racing Red

    A onor del vero, va detto che la cassa dell’RM 07-01 Racing Red (così come le altre prodotte dal marchio nello stesso materiale) è composta da strati di Quarzo rosso Tpt intervallati da strati di Carbonio Tpt. La cui lavorazione è sostanzialmente simile a quella del quarzo, ma a partire da fibre di carbonio. Il motivo è che le fibre di carbonio Ntpt donano all’insieme una rigidità superiore, necessaria perché quelle del quarzo da sole sarebbero troppo flessibili. In più le fibre di Carbonio Tpt sono nere e forniscono anche un piacevole effetto estetico.

    Il blocco di Quarzo Tpt (e Carbonio Tpt), dicevo, è lavorato con macchine Cnc. Ma per sagomare la lunetta e il fondello, che hanno forme curve o comunque inclinate, le lavorazioni di fresatura degli strati orizzontali fanno emergere i cosiddetti “bordi liberi”: cioè punti e superfici angolari privi di resina, e perciò maggiormente soggetti a rischi di fratture o di sfilacciamento (delaminazione, si dice in gergo tecnico). I progettisti hanno quindi dovuto affrontare e risolvere il problema per assicurare l’integrità delle doti meccaniche del composito stesso.

    Oltretutto, la lavorazione permette di portare in evidenza anche la casualità con cui i diversi strati sono sovrapposti, e che rende ciascuna lunetta e ciascun fondello diverso dagli altri. Stesso discorso, poi, per la carrure e parte del quadrante, che sono realizzate in Carbonio Ntpt. Di conseguenza, ognuno dei 50 esemplari dell’RM 07-01 Racing Red avrà un aspetto proprio. Praticamente unico.

  • UAE Team Emirates, l’impegno nel ciclismo di Richard Mille

    UAE Team Emirates, l’impegno nel ciclismo di Richard Mille

    Due eccellenze che si incontrano: Richard Mille e la UAE Team Emirates. La prima è il celebre marchio di orologeria alto di gamma, fondato nel 1999 e caratterizzato da un mix di materiali innovativi e tecnologie avanzate, diventato in pochi anni sinonimo di esclusività. La seconda è la squadra di ciclismo nata nel 2005 dalla fusione di due team italiani, Saeco e Lampre.

    Le origini italiane (a dispetto del nome)

    Curiosa vicenda di acquisizione e cambiamenti di sponsor, quella della UAE: italiana fino al 2016, ha mantenuto per anni i colori ereditati dalla Lampre, il blu e il fucsia. Fu con questi colori che il rimpianto Michele Scarponi – il ciclista marchigiano scomparso nel 2017 dopo essere stato investito da un furgone durante un allenamento – vinse il Giro d’Italia del 2011.

    Titolo che per anni ha rappresentato il punto più alto raggiunto dal team emiratino, che nel frattempo (2016) ha visto sfilarsi Lampre per fare spazio alle sponsorizzazioni arabe. Ed assumere ufficialmente la denominazione di UAE Team Emirates, appunto, dal nome della compagnia aerea di Stato che dal 2017 sponsorizza la squadra. Con l’organico rafforzato nel tempo da corridori di talento, durante la stagione di gare lo scorso anno ha ottenuto qualcosa come 33 vittorie.

    Risultati giunti al culmine in settembre con l’affermazione al Tour de France: l’edizione 2020 della più prestigiosa tra le corse su strada è andata infatti al giovane sloveno Tadej Pogačar. Capace pochi giorni fa (27 febbraio) di ripetersi: in occasione del Giro degli Emirati Arabi, primo appuntamento stagionale del calendario ciclistico e perfetta vetrina per i padroni di casa della UAE Team Emirates.

    La collaborazione con UAE Team Emirates

    Per Richard Mille, come spiega l’Ad Richard Mille Emea Peter Harrison, l’accordo con il team emiratino «segna una nuova tappa di avvicinamento alla comunità sportiva nella regione del Medio Oriente. Siamo molto orgogliosi di diventare il partner orologiero ufficiale dell’UAE Team Emirates. E non vediamo l’ora di supportare i ciclisti e lo staff mentre si impegnano a raggiungere ulteriori obiettivi».

    La partnership, siglata per i prossimi quattro anni, prevede non solo la presenza del marchio sull’equipaggiamento del team, che quindi avrà visibilità in tutte le gare; ma anche la dotazione dell’RM 67-02, le cui performance potranno essere così testate dai ciclisti. Un orologio leggerissimo: grazie alla cassa in Carbonio Tpt e il movimento automatico scheletrato, pesa solo 32 grammi.

    L’RM 67-02

    Lanciato nel 2015 in titanio, e poi nel 2017 in Carbonio, appunto, l’RM 67-02 è stato declinato in alcune edizioni speciali in diverse varianti di colore, dedicate ai membri della famiglia di ambasciatori Richard Mille. Dal velocista Wayde Van Niekerk all’altista Mutaz Essa Barshim, dal tennista Alexander Zverev allo sciatore Alexis Pinturault, fino ai piloti Sébastien Ogier e Fernando Alonso.

    Del resto i tecnici di Richard Mille hanno concepito fin dall’inizio questo modello per poterlo adattare alla pratica di differenti discipline. Perché è proprio questo il bello delle collaborazioni sportive del Marchio: il coinvolgimento di atleti e campioni nello sviluppo di nuovi prodotti, che porta a migliorarne le prestazioni in un ventaglio di attività. L’obiettivo è ottenere il massimo in funzione della vita di tutti i giorni. Siamo tutti curiosi di vedere cosa verrà fuori dalla partnership con Ferrari…

  • Richard Mille sigla una partnership pluriennale con Ferrari

    Richard Mille sigla una partnership pluriennale con Ferrari

    Richard Mille è lieto di annunciare la sua nuova collaborazione con uno dei marchi più iconici del mondo: la Ferrari. Fondata nel 1947 dal leggendario Enzo Ferrari, l’azienda è sempre stata all’avanguardia, puntando all’eccellenza sia in pista che fuori.

    Questo incontro di menti si basa su valori condivisi. Entrambi i marchi trovano la loro ispirazione nella massima espressione della tecnologia, combinando un know-how secolare con progetti all’avanguardia, allo stato dell’arte dell’innovazione, con quella passione che porta alla vera eccellenza mondiale nei rispettivi campi. Questa partnership pluriennale si concretizza nella partecipazione dall’apice delle corse automobilistiche, la Formula 1, ai programmi di endurance, WEC, alle competizioni GT, al Ferrari Challenge, alla Ferrari Driver Academy, fino alla categoria in rapida crescita Ferrari Esports Series.

    L’impegno non finisce qui. Richard Mille infatti non solo sosterrà la Driver Academy della Ferrari, un terreno fertile per scovare e fare emergere nuovi talenti, ma sarà anche un’attiva sostenitrice della serie Ferrari Challenge. Dal 1993 questo famoso campionato mono-modello ha permesso a migliaia di gentleman drivers di scendere in pista a gareggiare in tutto il mondo.

    Da sempre le Ferrari combinano la tecnologia della loro epoca con l’arte e questo concetto si ritrova nei nostri orologi, simboli di modernità, prestazioni e prodezze tecniche. I prossimi anni vedranno lo sviluppo di una gamma specifica di orologi attraverso la stretta collaborazione del nostro team dedicato svizzero con gli studi di progettazione della Ferrari. Ci sono molteplici ispirazioni da trarre dai due marchi per creare e produrre insieme splendidi orologi che uniscano tecnicità ed estetica di altissimo livello, stimolati da un impegno reciproco in una collaborazione molto forte.

    Richard Mille non potrebbe essere più entusiasta di questa partnership con la Ferrari: «Tutti sanno che la Ferrari è un marchio iconico con una storia incredibile e un immenso seguito, dai leggendari tifosi fino ai tanti collezionisti di auto d’epoca. Vediamo questa come una vera collaborazione con molteplici sviluppi da intraprendere sui nostri orologi con i designer e gli ingegneri Ferrari. L’intero team è elettrizzato dell’opportunità di lavorare con Ferrari e si impegna a creare una sinergia forte e appassionata».

    Mattia Binotto, Managing Director e Team Principal della Scuderia Ferrari:
    «Sono molto soddisfatto di questa nuova partnership pluriennale. Ferrari e Richard Mille hanno molti valori in comune, dalla tecnologia all’uso di materiali simili, così come la passione che mettiamo nell’ideare e progettare i nostri prodotti. Entrambi i marchi portano il nome del loro fondatore e rappresentano i loro sogni e visioni. La collaborazione sarà di ampia portata e sono particolarmente lieto che si estenda anche alla Ferrari Driving Academy. Richard Mille è un grande appassionato di corse e condivide il nostro impegno nel portare in alto giovani piloti di talento e nell’attrarre le nuove generazioni agli sport motoristici.»

  • Richard Mille RM 65-01: proviamo a “leggerlo”?

    Richard Mille RM 65-01: proviamo a “leggerlo”?

    Lo sapevo: prima o poi doveva accadere. Dopo la pubblicazione di un pezzo pesantemente tecnico un amico mi ha scritto. “Bello, quel pezzo. L’ho riletto un po’ di volte e non sono nemmeno certo di averlo capito davvero. Ma mi sono convinto che è un grande orologio. Però… Però non potresti ogni tanto alleggerire la faccenda? Non ti chiedo di essere semplice, non ti chiedo nessuna banalità. Ma un pochino di alleggerimento, quello sì. Abbi pietà, ti prego”.

    Eccolo, l’alleggerimento, subito. Complice un’altra di quelle cartelle stampa particolarmente ben fatte, ricca di foto ad altissima risoluzione, ho giocato con Photoshop per far godere gli occhi. Parlo del Richard Mille RM 65-01, cronografo sdoppiante con movimento meccanico a carica automatica. Nessuno più di Richard Mille colpisce gli occhi per la fantasmagoria di dettagli, per i fuochi artificiali di minuscoli particolari che rischiano di sfuggire anche ad un esame sotto la lente d’ingrandimento.

    Facciamo un gioco

    E allora giochiamo che mi limito a poche spiegazioni di base senza addentrarmi in analisi tecniche più o meno complesse, più o meno astruse e scassaballe. Giochiamo che mi limito a riportare la scheda tecnica del Richard Mille RM 65-01. Aggiungendo solo un paio di considerazioni di base. E giochiamo che voi avevate il tempo di guardare con calma ogni singola foto. Che avevate tempo e voglia di far godere la vista con immagini che in un primo momento disorientano, per la ricchezza dei dettagli. Ma poi, dopo un momento di eccheccaspita, questi dettagli vengono messi a fuoco uno dopo l’altro.

    Giochiamo che riuscite a rendervi conto quanto Richard Mille, i suoi disegnatori e i suoi tecnici devono aver lavorato per rendere così scoppiettante questo cronografo sdoppiante che è anche eccellenza tecnica. Ma prima di tutto un vero e proprio piacere per chi avrà la fortuna di metterlo al polso. Non vi dico nemmeno quanto costa il Richard Mille RM 65-01, perché in questa sede è secondario rispetto al puro piacere del voyerismo orologiero. E se lo desiderate, fatemi sapere se la cosa vi è piaciuta, se siete riusciti a surfare felici sull’onda perfetta.

    Cronografo che?

    Cronografo sdoppiante. Avviate il cronografo come al solito, solo che partono due lancette sovrapposte, non una. Premendo un terzo pulsante potete arrestare una delle due lancette sovrapposte, mentre l’altra prosegue la sua corsa. A che serve? Se state misurando una gara lunga, o su più giri, potete cronometrare i tempi parziali pur proseguendo la misura dell’intero evento. Premendo il pulsante che “sdoppia” le lancette dei secondi prendete il tempo parziale. Tornando a premere il terzo pulsante le lancette tornano a sovrapporsi. Si riuniscono.

    Ed è questo il motivo per cui i francesi lo chiamano cronographe à rattrapante: rattraper vuol appunto indicare la riunione delle lancette; mentre gli inglesi lo chiamano split second chronograph, ossia cronografo con la lancetta che si divide. Sdoppiante, insomma.

    Info tecniche del Richard Mille RM 65-01

    Ed ecco la scheda tecnica del Richard Mille RM 65-01, cronografo sdoppiante automatico.
    Cassa disponibile in Carbon TPT® oppure in oro rosso e Carbon TPT®.
    Calibro RMAC4: movimento a carica automatica, scheletrato, con ore, minuti, secondi a ore 6, data, cronografo sdoppiante con contatore di 30 minuti a ore 3, contatore di 12 ore a ore 9, indicatore di funzione, ricarica rapida con rotore a geometria regolabile.
    Dimensioni della cassa: 44,50 x 49,94 x 16,10 mm.
    Autonomia: circa 60 ore (±10%), con cronografo inattivo.
    Platina e ponti in titanio grado 5.

    Avvio e arresto delle funzioni crono avvengono tramite il pulsante situato a ore 2. Le lancette vengono riportate a zero premendo l’altro pulsante, situato a ore 4.
    Premendo il pulsante a ore 10, è possibile fermare la lancetta sdoppiante (punta blu) per leggere un tempo intermedio mentre il cronografo è attivato. Premendo nuovamente il pulsante, la lancetta si riunisce alla lancetta dei secondi crono (punta arancione).
    Contatore dei minuti (30’) sul quadrantino a ore 3.
    Contatore delle ore (12h) a ore 9.
    Il dispositivo di carica rapida permette di riavvolgere rapidamente la molla del bariletto. Premendo 125 volte il pulsante a ore 8, si ottiene il ripristino completo della carica.

    Bilanciere ad alta frequenza, 36.000 alternanze/ora (5Hz), con inerzia variabile.
    Viti con testa scanalata, in titanio grado 5, per i ponti e la cassa.
    Dimensioni del movimento: 31,78 x 29,98 mm; spessore: 8,69 mm. Numero di rubini: 51.
    Corona in titanio grado 5, micropallinato, lucido e satinato con doppia guarnizione O-ring e collare antiscivolo in gomma.

    Lunette interne in fibra di carbonio, con indici campiti di materiale luminescente approvato.
    Quadrante in vetro zaffiro (spessore di 0,35 mm), con trattamento antiriflesso su entrambi i lati, fissato su 8 flange in silicone inserite nelle scanalature, superiore e inferiore, delle lunette interne. Contatori in titanio. Vetro lato lunetta: in zaffiro (1.800 Vickers) con trattamento antiriflesso su entrambi i lati. Spessore: 1,50 mm.
    Vetro lato fondello: in zaffiro con trattamento antiriflesso su entrambi i lati.
    Spessore: 1,20 mm al centro; 2,04 mm in periferia.

    E dopo questa sintesi delle caratteristiche passiamo alle immagini. Con una raccomandazione: soffermatevi, gustatele come un vino da meditazione. Solo così scoprirete cosa voglia dire “ricchezza di dettagli qualificanti”. Richard Mille, ad esempio.

  • L’RM 72-01 di Richard Mille. Cultura micromeccanica

    L’RM 72-01 di Richard Mille. Cultura micromeccanica

    Nella prima parte di questo articolo dedicato al nuovo cronografo RM 72-01 di Richard Mille ho cercato di far comprendere l’ambito in cui questo orologio è nato. Il cronografo RM 72-01 è il primo con un movimento di manifattura interamente progettato e realizzato in casa. Per così dire, è una deviazione dal percorso abituale di Mille. Un percorso mutuato dall’automobilismo: utilizzare i migliori fornitori possibili per ogni componente. Facendo da sé solo quando ritiene che il miglior fornitore possibile sia lui stesso. È in questo contesto che nasce il Calibro CRMC1, il movimento cronografico a carica automatica montato nell’RM 72-01. Un calibro molto interessante perché aderisce ad una “nuova frontiera” per questa tipologia di orologio: il disaccoppiamento energetico fra la parte cronografica e quella solo tempo. Per spiegare questo concetto serve però una breve premessa.

    Ma cos’è un cronografo?

    Riducendo il tutto ai minimi termini, un cronografo è un orologio nel quale è possibile attivare – a comando, ossia quando diavolo ci pare – un dispositivo in grado di contare i secondi, i minuti e talvolta le ore trascorsi da quando abbiamo azionato la funzione cronografica. Da un punto di vista meccanico in cosa consiste l’azionamento? Premendo il pulsante di avvio (e passando per un sistema di gestione come ad esempio una ruota a colonne), avviciniamo alla ruota dei secondi dell’orologio una ruota dentata intermedia che quindi prenderà il moto da quella dei secondi dell’orologio, appunto.

    Ruotando in senso antiorario (perché le ruote intermedie ruotano sempre in senso antiorario), l’intermedia collega la ruota dei secondi del movimento a quella dei secondi crono. Trasmette quindi il moto della lancetta dei secondi del movimento alla ruota dei secondi crono (normalmente posta in posizione centrale, per motivi di miglior leggibilità). Trascinata dalla ruota dei secondi del movimento, la ruota dei secondi crono trasmette il moto alle ruote che conteggiano minuti e ore, tramite altri ingranaggi opportunamente dimensionati. Indipendentemente dal sistema di gestione adottato – la più antica e costosa ruota a colonne, oppure altri sistemi più moderni ed economici nati proprio per poter diffondere il cronografo – questa architettura non è sostanzialmente mutata fino a qualche tempo fa.

    I problemi del cronografo

    È chiaro che quando tutto questo complesso sistema meccanico si collega alla ruota dei secondi qualcosa di negativo avviene nel movimento di base. In particolare qualcosa di negativo legato alla difficoltà di innesto delle due ruote dentate (come dicevo quella dei secondi del movimento e la ruota invertitrice che trasmette il moto alla ruota dei secondi crono), che potrebbero non coincidere perfettamente. Qualcosa di negativo per via dell’improvvisa maggior richiesta energetica, che “sballa” totalmente gli equilibri. Prima o poi entreremo in maggiori dettagli. Sta di fatto che l’improvvisa richiesta di energia da parte del dispositivo cronografico crea una serie di problemi che alterano la costanza di marcia dell’orologio. Con effetti negativi – fra l’altro – proporzionali all’autonomia residua al momento dell’attivazione del cronografo.

    Un bel casino. Al quale in parecchi – i migliori – hanno cercato di porre riparo spingendosi persino a soluzioni con doppio bariletto (uno per l’energia dell’orologio e uno per il cronografo); o addirittura a doppio orologio (uno per così dire normale e uno per il rilevamento dei tempi). Soluzioni che hanno aperto un percorso di ricerca nel quale ben si inserisce il Calibro CRMC1 del cronografo RM 72-01.

    Le novità dell’RM 72-01

    In estrema sintesi, quando si preme il pulsante di avvio dell’RM 72-01, una gran bella ruota a colonne (si è scelta quella a sei colonne) muove non la solita ruota intermedia, ma un pignone verticale; che si sposta in un (brevissimo) percorso obbligato, collegando la ruota dei secondi del movimento e quella dei secondi crono. Tramite una lunga bascula si sposta contemporaneamente un secondo pignone (di forma diversa) che si ingaggia con il bariletto; e che quindi prende direttamente da lì l’energia necessaria per il funzionamento dei totalizzatori per minuti e ore. In tal modo la ruota dei secondi del movimento non trascina l’intero dispositivo cronografico, ma si limita a consentire il conteggio esatto dei secondi; quello dei minuti e delle ore (fino a 24!) crono è affidato invece al secondo pignone.

    Come effetto secondario positivo di questa soluzione, i tecnici sono riusciti a lasciare, come di consueto, i secondi continui sulla sinistra del quadrante, mentre minuti e ore si trovano nei due totalizzatori a destra, in verticale. Un posizionamento molto razionale ribadito da scritte inequivocabili (e razionalmente colorate) sul perimetro esterno dei quadrantini secondari. Questa fiera della razionalità è ulteriormente arricchita dalla funzione flyback. Premendo il pulsante al 4 si arresta ed azzera il conteggio, che riparte rilasciando il pulsante stesso. Una soluzione nata per poter eseguire senza incasinarsi la vita rilevamenti in rapida successione, come il decollo di aeroplani o qualunque altro evento ciclico.

    I vantaggi del Calibro CRMC1

    Tanto dispendio di scienza e di brevetti a cosa serve? Per cominciare, vengono minimizzate (seppure non eliminate: non è possibile se non sdoppiando totalmente il movimento) le alterazioni di marcia dovute alla maggiore, improvvisa richiesta d’energia necessaria all’avvio del cronografo. La maggior coppia rilasciata direttamente dal bariletto dovrebbe avere anche un effetto positivo sui consumi generali perfino nel caso di un orologio non perfettamente carico.

    Anche per questa ragione i tecnici di Richard Mille sono intervenuti sulla ricarica automatica (bidirezionale, con massa oscillante in platino che conferisce maggior efficienza), e sul bariletto stesso. Hanno cioè reso più rapida la ricarica, con il fine non tanto di aumentare l’autonomia complessiva – che comunque è molto buona: circa 50 ore ±10%; quanto l’efficienza della ricarica stessa. Hanno così ridotto la possibilità di far entrare l’orologio in quella fase di “riserva” – quando l’autonomia residua scende ad un terzo di quella totale – che già di per sé altererebbe il funzionamento del bilanciere. Sembra una questione sottile – di lana caprina, come si suol dire – ma attenua davvero molto la naturale imprecisione tipica dei cronografi.

    La nuova architettura

    Un altro vantaggio di questa architettura è poter ridurre lo spessore del movimento (non ostante le 425 componenti, montate su 39 rubini). Grazie alla distribuzione diversa dei componenti per il dispositivo cronografico, si è riusciti a contenere lo spessore del Calibro CRMC1 in 6,05 millimetri, contro gli oltre 7 di molti cronografi a carica manuale. Non siamo nel campo degli ultrasottili, ma poco ci manca, nulla perdendo in termini di robustezza.

    A proposito di robustezza, amo entusiasticamente l’abolizione del classico anello d’incassaggio che serve a fissare il movimento alla carrure. È stato sostituito da quattro attacchi alla carrure stessa, la parte mediana della cassa. Un montaggio diretto, con quattro viti di fissaggio corredate di silent block come quelli delle automobili. Non si tratta di ridurre i rumori e le vibrazioni del motore, in questo caso, ma di ammortizzare l’effetto di vibrazioni o urti provenienti dall’esterno. Pericolosi per la regolare marcia del movimento.

    E poi…

    E poi mi devo fermare qui per non rendere troppo lungo questo già lungo articolo di non immediatissima comprensione. Me ne rendo conto. Cercherò quindi di inserire altri dettagli nelle didascalie alle foto.

    Conclusioni? Come sempre lascio perdere ogni considerazione estetica, perché non sono di mia competenza. Come sempre vi invito a verificare quel che scrivo presso un concessionario o una boutique. Perché è vero che il Richard Mille RM 72-01 costa un occhio della testa (siamo intorno ai 230.000 euro), ma è anche vero che di simili concentrati d’altissima, microscopica, futuristica tecnologia se ne vedono pochi, pochissimi. E per chi ama l’orologeria poter esaminare questo cronografo è comunque una questione di cultura. Anzi: Cultura.

     

  • Richard Mille, l’incontentabile

    Richard Mille, l’incontentabile

     

    Parliamo di quando si poteva viaggiare facilmente, e senza prendersi terribili malattie. Tanti anni fa ero in Svizzera, in visita alla Vaucher, fabbrica di movimenti della quale parleremo in futuro. Noto una platina (la base del movimento su cui vengono montate le componenti) dalla inconfondibile forma tonneau, a bariletto. Il mio accompagnatore sorride. «Sì, le facciamo noi, le platine per il pazzo. Per Richard Mille». La prendo per dare un’occhiata e sento che è leggerissima. «Sì, è in titanio. Per questo noi siamo convinti che Richard Mille sia pazzo. Ha voluto un’infinità di componenti in titanio. E il titanio non solo è difficile da lavorare, ma anche pericoloso perché le polveri residue possono prendere fuoco», spiega.

    «Abbiamo dovuto inventare un sistema di produzione per lui e le sue maledette platine. Ma Richard Mille non sembra mai soddisfatto, è pazzo. E ci sfida, dice che se lo fanno nelle automobili possiamo farlo anche noi. Ma pretendeva tolleranze impossibili e di queste platine ne abbiamo fatte centinaia, se non di più, prima di riuscire a sentirgli dire che siamo bravi, quando vogliamo. È ufficiale: Richard Mille è pazzo». Intasco la platina difettosa e proseguo la visita. Con un’idea in testa.

    Qualche tempo dopo vado a Parigi per un’intervista con Richard Mille. Oh, come si viaggiava tranquilli, una volta… Con lui era nato un buon rapporto durante le fiere, un rapporto basato anche sul proficuo scambio di barzellette che non definirei angeliche. Ridiamo molto. Aperitivo al Plaza Athenée e poi i cinquanta metri per arrivare al ristorante L’Avenue, all’angolo con Rue François Premier. Tutti lo salutano, saluta tutti, sorrisi. È a casa sua, in un certo senso. Pranzo, chiacchiere e comincio a giocherellare con la platina in titanio. «Ah, sei stato alla Vaucher? Te lo hanno detto che sono pazzo?». È in quel preciso momento che ho cominciato a fidarmi di Richard Mille.

    Quasi ogni altra persona dell’orologeria avrebbe fatto finta di niente, ignorando quel che avevo fra le dita. Stiamo parlando di tanti anni fa (non ricordo mai le date), ma a quei tempi tutti giuravano di far da sé, in casa, ogni singola componente dei propri orologi. Lui no. Tanto di cappello a Richard Mille, il pazzo. Che dice la verità. E ne ho avuto la riprova ancora anni dopo, quando circolava la voce che avrebbero venduto il marchio, lui e il suo storico socio Dominique Guenat. Mi fido di lui, di Richard Mille il pazzo. Però mi rendo conto che a voi non basta: potrei essere un credulone scemo vittima di un simpatico birbaccione che racconta barzellette e fa il sincero quando non può farne a meno. E allora passo a qualcosa di più oggettivo.

    Richard Mille ha trascorso i suoi primi cinquant’anni fra automobili sportive (lavorava alla Matra, comunque occupandosi di orologi) e preziosi. Ha lavorato per il gioielliere francese Mauboussin, dove pur essendo Direttore della gioielleria gestiva anche la sezione orologi. In quell’occasione ha conosciuto Dominique Guenat, proprietario della Valgine, fabbrica d’orologi a poca distanza da La Chaux-de-Fonds, fondata nel 1900 da Ali Guenat. Una fabbrica di famiglia, insomma. Nel 1988 Mille e Guenat si incontrano, diventano amici e dieci anni dopo (nel ’98) decidono di dar vita ad una marca di orologi artigianali, sì, ma prodotti con sistemi innovativi. Il primo Richard Mille (l’RM001 Tourbillon) viene presentato a Baselworld nel 2001. Vi risparmio ulteriori – sia pur interessanti – acrobazie societarie, ma basti pensare che Audemars Piguet è azionista della marca. Il che è una bella garanzia per tutti.

    In cosa consiste l’essenziale apporto di Richard Mille? Nell’aver “tradotto” per l’orologeria il metodo di lavoro dell’automobilismo sportivo. Mi spiego meglio. Prendiamo la Ferrari, tanto per fare un esempio in casa nostra. Non è che i freni se li produce da sé: sarebbe una follia. Spiega le proprie esigenze alla Brembo che poi li produce con le specifiche considerate essenziali dalla Ferrari. Altrettanto vale per l’elettronica, e così via. In “casa” viene prodotto soltanto quel che è strettamente necessario per rispettare il progetto sviluppato dai tecnici, quel che altrimenti non si potrebbe avere. Sia perché in Ferrari si è in grado di farlo meglio, sia per poter comunque contenere i costi senza dover rinunciare alla qualità. Ecco perché i fornitori esterni considerano Richard Mille un pazzo incontentabile: sulle esigenze qualitative del suo marchio non si fanno sconti.

    Sia ben chiaro che l’orologeria svizzera ha sempre seguito un metodo in qualche modo simile. Anche se di solito si fa finta d’ignorare l’esistenza di fornitori esterni. Ma ci sono, eccome, per quasi tutti i marchi. Con pochissime eccezioni. Vi rimando a questo proposito, a quanto abbiamo pubblicato riguardo agli orologi industriali e/o artigianali. Mille però ha codificato – e lo ha fatto in maniera trasparente – una metodologia di lavoro ben collaudata in campo automobilistico. Ricerca, progettazione e sviluppo rigorosamente “in casa”, come pure assemblaggio e controlli di qualità. Per il resto si vede come operare in base alle necessità e alle possibilità. Non dimentichiamo che stiamo parlando di una marca la cui produzione raggiunge a malapena – oggi – le 5.000 unità l’anno. Solo cinquemila orologi per tutti i mercati mondiali.

    Ma non ostante questo evidente limite, che riduce le possibilità di fare economia di scala, Richard Mille già nel 2012 presenta il primo movimento meccanico a carica automatica realizzato “in casa”, per l’RM037. Ma nel frattempo ha iniziato a far da sé le casse, e poi i quadranti e poi… E poi prosegue la propria marcia verso una “indipendenza intelligente” che sta diventando un punto di riferimento per l’intera orologeria “artigianale” svizzera.

    Un altro vantaggio importantissimo della storia personale di Richard Mille deriva proprio dalla sua conoscenza dell’automobilismo sportivo. Vedete, se a malapena arrivi ai 5.000 orologi (oggi: nel 2018 erano 4.600 e questo fa capire quanto sia lenta la progressione, se metti al primo posto la qualità), nessuno si metterà a produrre solo per te quella modestissima quantità di leghe metalliche o comunque materiali ad altissima tecnologia che ti servono.

    È un problema cronico dell’orologeria. Basti pensare che l’intera Svizzera degli orologi utilizza ogni anno una trentina di litri per ognuno degli oli necessari alla miglior lubrificazione; o che alcune marche sono costrette a fondere da sé le proprie leghe d’oro e altri metalli preziosi. Ecco allora che l’ancor solido legame di Richard Mille con l’automobilismo (amicizie, ma anche sponsorizzazioni) porta come beneficio collaterale leghe di titanio, di alluminio, formule di carbonio e tanto altro. Piccole quantità che sarebbe altrimenti impossibile ottenere, indipendentemente da quanto sei disposto a pagare. Materiali, per giunta, ben testati e collaudati nelle automobili da corsa. Sicuri, quindi, che dureranno nel tempo.

    Ed è così che arriviamo al cronografo RM72-01, l’orologio con il primo movimento cronografico progettato, sviluppato e prodotto in casa da Richard Mille. Ma di questo cronografo e della sua impostazione tecnica parleremo nei prossimi giorni, visto che qui mi sono già dilungato abbastanza. Però mi sembrava essenziale farlo (e ci sarebbe stato ancora moltissimo da dire) per capire il contesto in cui si collocano gli orologi di Richard Mille. E per farvi comprendere anche come la mia fiducia in Richard Mille, il pazzo, non deriva magari da una mia stupidità credulona. La mia fiducia ha basi molto, molto solide.

     

    continua…
  • Il Richard Mille Racing Team alla 4 Ore di Monza

    Il Richard Mille Racing Team alla 4 Ore di Monza

    Motori e cuori si stanno scaldando. Domenica 11 ottobre l’Autodromo Nazionale di Monza ospiterà la penultima tappa delle European Le Mans Series, la 4 Ore di Monza, appunto. Un’occasione importante per il Richard Mille Racing Team, che abbiamo visto al debutto quest’estate, per poi partecipare finalmente alla 24 Ore di Le Mans, lo scorso settembre. Il più ambito appuntamento per tutti i piloti della loro categoria, che le ragazze hanno onorato con un bel 9° posto. C’è dunque molta aspettativa per il quarto round del campionato riservato alle biposto sportive prototipo, costruite per gare automobilistiche di endurance.  

    Il Richard Mille Racing Team compete per la categoria Lmp2, auto più leggere delle Lmp1 (non più ammesse), che invece montavano motori più potenti. Una categoria adatta al team tutto al femminile voluto dal fondatore della casa di orologi Richard Mille. Che, in qualità di Presidente della Fia Endurance Commission, da tempo è impegnato a rendere lo sport automobilistico più accessibile alle donne. Non solo come piloti, ma anche come ingegneri, meccanici e strateghi, promuovendo la presenza femminile ai massimi livelli di questo sport.

    Rientrare nella top ten a Le Mans non è stato facile per il Richard Mille Racing Team. Soprattutto perché si era trovato sguarnito della capitana, l’inglese Katherine Legge. Oltre 20 anni di esperienza al volante (dalla F1 alla 500 Miglia di Indianapolis), la trentanovenne Legge aveva infatti dovuto rinunciare alla gara in seguito all’incidente di luglio a Le Castellet, durante le prove. Che le aveva procurato la frattura della gamba sinistra e di un osso del piede destro.

    «Sono davvero delusa di non essere in grado di guidare quest’anno, ma sento che abbiamo preso la decisione giusta, come squadra e in accordo con i medici», aveva detto Katherine Legge alla vigilia della 24 Ore di Le Mans. «Adesso sto camminando – cosa che non darò mai più per scontata -, anche se lentamente. E provo ancora dolore. Sono autorizzata a guidare, ma ripetuti turni al volante per 24 ore potrebbero fare più male che bene al mio recupero. E anche mettere inutile stress alla squadra». Per poi aggiungere speranzosa: «Non vedo l’ora di tornare in macchina». Invece non gareggerà neppure a Monza.

    Sarà invece confermato il Richard Mille Racing Team che si è messo in luce a Le Mans: Calderón, Flörsch e Visser. Tre campionesse giovanissime. Tatiana Calderón, 27enne colombiana, nota in Italia come collaudatrice dell’Alfa Romeo in F1, il debutto sui kart e già alcuni primati. Uno per tutti: in F3 europea, nel 2003, è stata la prima e unica donna a salire sul podio della serie inglese. Ed è attualmente quella più quotata sulle monoposto.

    Sophia Flörsch, 19enne tedesca, si è guadagnata i galloni in F3. Difficile, però, il suo esordio: il 18 novembre 2018, durante il GP di Macao, la sua monoposto prese il volo dopo aver colpito la vettura di un altro pilota. Si sollevò di ben 3 metri da terra, schiantandosi contro le barriere di protezione ad una velocità di 276 km/h. Sophia riportò una frattura alle vertebre e, dopo un intervento durato 11 ore, è riuscita a riprendersi lentamente. Nella classifica finale risultò 22esima. Nella sessione di qualifica a Le Mans ha registrato il suo tempo migliore di 3:31:020 secondi.

    A consolidare il 9° posto conquistato da Flörsch a Le Mans, è stata l’olandese Beitske Visser, 25 anni, conduttrice junior della Bmw Motorsport. Che ha debuttato nel prototipo nelle Elms 2020 sostituendo Katherine Legge. E, alla fine della gara, aveva così commentato: «Penso che possiamo essere molto orgogliose. Eravamo tre esordienti in pista e non è stato facile essere pronte in tempo con il programma serrato di quest’anno. Lo rende ancora più incredibile il fatto che abbiamo completato questa gara che è sulla lista dei desideri di tutti. E addirittura abbiamo finito nella top ten. Non vediamo l’ora di tornare e mirare a un risultato ancora migliore!».

    Speriamo di vedere questo risultato migliore nel quarto round delle Elms, domani a Monza. Dove la categoria Lmp2 costituisce la parte più ampia della gara: 15 vetture e 13 team, su un totale di 34 vetture, 23 team e 95 piloti in rappresentanza di 24 nazioni diverse. Alla 4 Ore di Monza, il Richard Mille Racing Team schiera una Oreca 07 color rosso fuoco, contrassegnata dal numero 50. E dal logo Richard Mille orgogliosamente in primo piano. Arriva con una sesta posizione conquistata quest’estate nelle prime tre tappe: Le Castellet (Francia), Spa-Francorchamps (Belgio) e Barcellona (Spagna).

    A Monza le ragazze del Richard Mille Racing Team si confronteranno di nuovo con i leader del campionato europeo, Filipe Albuquerque e Phil Hanson della United Autosports. Che sono reduci dalla vittoria di classe alla 24 Ore di Le Mans, dove si sono anche assicurati il campionato piloti Fia World Endurance Lmp2 e il titolo a squadre. Ma ci sono anche i forti sfidanti del G-Drive Racing, che hanno vinto la 4 Ore di Monza ogni anno dal 2017.

    Oltretutto non si tratta di un circuito qualsiasi. Conosciuto come il Tempio della Velocità, l’Autodromo Nazionale di Monza è la pista più veloce del calendario Elms. Oltre ad essere il secondo circuito più antico al mondo ancora in uso (al primo posto, non più utilizzato come pista Brookland, resta Indianapolis, negli Stati Uniti). L’Autodromo Nazionale di Monza è stato il terzo circuito al mondo appositamente costruito per le gare (fu inaugurato il 3 settembre 1922 con il Gran Premio d’Italia). Oggi il circuito del Gran Premio di Monza è di 5,793 km, come quello utilizzato dalle Elms.

    «Monza è un circuito che richiede molto acceleratore. E, quindi, il consumo di carburante gioca un ruolo importante nel risultato finale», ha spiegato il direttore di gara Eduardo Freitas. «Ed è anche noto per le sue spietate run off, che sono ancora vecchia scuola e sono su ghiaia. Non perdonano gli errori dei piloti come fanno i circuiti più moderni. Sarà sicuramente una gara intensa, considerando il numero di vetture che saranno coinvolte. Quindi, possiamo aspettarci un ottimo weekend di gare». Il quarto round della stagione 2020 si svolgerà a porte chiuse, a partire da oggi con le prove libere. I fan dell’Elms di tutto il mondo possono assistere gratuitamente alla gara sul sito ufficiale. La finale è poi prevista per il 1° novembre a Portimão.

     

  • “Within”, il pas-de-deux di Richard Mille per l’RM 72-01

    “Within”, il pas-de-deux di Richard Mille per l’RM 72-01

    Per il lancio dell’RM 72-01 Lifestyle In-House Chronograph, il primo cronografo costruito totalmente “in casa”, Richard Mille voleva qualcosa di speciale. Così ha coinvolto due artisti della propria famiglia di ambasciatori: Thomas Roussel e Benjamin Millepied. Che insieme hanno realizzato un cortometraggio di forte suggestione, Within. Sottotitolo: Il battito della creazione. “Il tempo può essere ordinato secondo le aspirazioni”, si legge nella presentazione del nuovo orologio. “Riflesso dell’anima, l’atto della creazione nasce da un forte desiderio di rinnovamento, da un’esplorazione di luoghi fino ad allora sconosciuti”. 

    In effetti le immagini di Within richiamano lo scandire del tempo e il ritorno alle radici del tempo stesso. Il “corto” è infatti ambientato nel Parco nazionale del Joshua Tree, nel sud della California. Un sito che da sempre è fonte di ispirazione per gli artisti appartenenti a ogni tipo di frontiera; come gli U2, che intitolarono proprio The Joshua Tree il loro album di maggior successo. Il paesaggio primordiale del deserto californiano, che suggerisce la genesi del mondo, fa così da sfondo alle scene di Within. In cui due ballerini interpretano lo scandire del tempo in un pas-de-deux che ne riproduce i movimenti con gesti armonici. Il video è diretto dallo stesso Benjamin Millepied sulla musica di Thomas Roussel.

    «Mi piace l’idea di interagire con il tempo e lo spazio, di avvicinarmi a questi infiniti paesaggi interpretati con un tocco contemporaneo», ha dichiarato il ballerino/coreografo. Famoso in tutto il mondo, Millepied è stato fra gli interpreti del film Il cigno nero accanto a Natalie Portman, che per il suo ruolo di protagonista dell’opera di Darren Aronofsky fu premiata con l’Oscar. Dall’incontro sul set fra la Portman e Millepied è poi nata una delle unioni più romantiche di Hollywood, coronata con il matrimonio e la nascita di due figli.

    Da parte sua, Thomas Roussel ha dapprima eseguito un campionamento del suono dell’orologio durante una misurazione cronografica; e poi ha vi ha costruito sopra una melodia ipnotica e misteriosa, in un crescendo di pathos ed emozioni. «Ho cercato di comporre la musica di Within secondo l’idea per cui il tempo si dilata e si duplica per adattarsi a questa produzione. Le percussioni che ho usato mi hanno permesso di scandirlo nei secondi», ha spiegato il compositore. Che, dopo aver creato la partitura, l’ha registrata nella chiesa di St.Luke, a Londra, con una cinquantina di musicisti della London Simphony Orchestra.

    Del resto Thomas Roussel ha un rapporto peculiare con il tempo e le sue interpretazioni, come ci ha raccontato nella recente intervista in esclusiva. Ma nel caso di Within, complice anche la coreografia di Millepied e l’esclusiva ambientazione, il risultato è davvero qualcosa di unico. In cui colpisce soprattutto il perfetto equilibrio fra l’armonia dei gesti e il ritmo incalzante delle note. La naturale corrispondenza fra il movimento e il suono, sublimata in una sorta di omaggio alle precisione. Che sia questo il link più diretto con l‘orologeria di Richard Mille?

  • Thomas Roussel racconta la partnership con Richard Mille

    Thomas Roussel racconta la partnership con Richard Mille

    “Superare i limiti, anche della precisione. Creare emozioni”. È così, con questa identità di vedute, che Thomas Roussel ha stretto con Richard Mille una delle collaborazioni artistiche più affascinanti e pregiate fra il mondo della musica e quello dell’orologeria. Una collaborazione fondata appunto su valori condivisi da entrambi i partner: l’amore per la libertà di pensiero, l’anticonformismo, la voglia di trasmettere passione ed emozionare attraverso nuovi percorsi creativi. Nominato da poco ambasciatore della maison orologiera, accanto ad altre figure chiave del panorama musicale, Thomas Roussel ora indossa al polso l’RM 67-01 Automatic Extra Flat.

    Di recente, il compositore e direttore d’orchestra francese è diventato un fenomeno virale sui social con il progetto Lockdown Orchestra: 200 musicisti da tutto il mondo, attraverso i loro smartphone, hanno suonato le musiche di Roussel composte durante il lockdown. Ma, in effetti, Thomas Roussel – classe 1979 – è un prodigio della musica. Con alle spalle una solida formazione al conservatorio: a 5 anni suonava già il pianoforte, a 6 il violino. La sua bacchetta ha diretto anche la London Symphony Orchestra, durante la registrazione del suo primo album, The Future Comes Before, pubblicato nel 2017 con il nome d’arte di Prequell.

    La sua voglia di sperimentare e rompere gli schemi lo ha poi portato a unire due mondi in apparenza così lontani e invece così vicini come la musica classica e quella elettronica. E a collaborare con maestri del French touch come Daft Punk, Laurent Garnier e soprattutto con il pioniere della techno Jeff Mills. Non solo. Il suo tocco da maestro è tra i più ricercati anche nel mondo della moda: ha infatti composto colonne sonore per i fashion show di Chanel, Dior e Givenchy, fra gli altri. Ed è stato sound designer anche per eventi di gioielleria e orologeria: da Cartier a Boucheron fino a Audemars Piguet. I suoi concerti sono spettacolari così come inusuali le location che sceglie: dal lungo Senna di fronte alla Tour Eiffel alla Città Proibita in Cina.

    Cosa la accomuna a Richard Mille?

    Thomas Roussel: «Penso che entrambi amiamo superare i limiti, anche della precisione. Quando si scrive musica per un’orchestra sinfonica bisogna infatti essere molto tecnici e precisi. Abbiamo inoltre la stessa passione per l’arte contemporanea e tutto ciò che è legato alle emozioni. Sono rimasto molto colpito dall’apprendere di più sulla volontà di Richard Mille di rompere i limiti del tecnicismo. Credo inoltre che entrambi vogliamo creare qualcosa al limite dell’innovazione e della precisione, qualcosa che crei una forte emozione per il pubblico. Musica e orologi hanno regole forti, da sempre. Cerchiamo di guardare al futuro, con forti basi classiche».

    Ma come nasce la sua passione per gli orologi?

    «Ad essere onesti, ho iniziato a interessarmi agli orologi solo due o tre anni fa; e poi quando alcuni amici me ne hanno regalato uno, bellissimo, per il mio 40° compleanno. Quindi la collaborazione con Richard Mille è arrivata con un tempismo perfetto nella mia vita!».

    Quale rapporto vive con il tempo? 

    Thomas Roussel: «È una relazione molto importante, tant’è che il mio primo album si intitola The Future Comes Before. Sono molto ispirato dal tempo, e anche dallo spazio-tempo, dall’astrofisica. Nel mio album ho campionato i suoni dallo spazio, come quelli di due onde gravitazionali che hanno colpito la Terra nel 2015. Stiamo parlando di onde nello spazio-tempo: questo è pazzesco! E, naturalmente, il tempo è una questione di precisione e… di tempo».

    Ci può spiegare il concept del suo nuovo progetto musicale, Prequell?

    Thomas Roussel: «Prequell è il mio primo lavoro personale, quindi non si tratta di una colonna sonora per un film o di musica scritta per un altro artista. L’album rappresenta totalmente me stesso, il mio Dna. Sono cresciuto con la musica orchestrale, da Stravinsky a John Williams; ma anche con la musica elettronica, con i Daft Punk o Laurent Garnier, quando ero adolescente. Quindi per me è stato molto naturale comporre con questi due generi musicali. Ho registrato il mio primo album con la London Symphony Orchestra ad Abbey Road; e poi con la stessa orchestra e nello stesso studio in cui è stata registrata la colonna sonora di Star Wars!».

    L’emergenza globale che stiamo vivendo ha dato vita a diverse iniziative musicali sui social, che ci hanno fatto sentire tutti un po’ più vicini. Fra questi c’è anche il suo progetto Lockdown Orchestra: quale messaggio ha voluto trasmettere?

    Thomas Roussel: «Con il video Lockdown Orchestra ho cercato di dire che la musica è un linguaggio universale in grado di riunire musicisti di tutto il mondo. Troveremo sempre un modo per esprimerci, ma spero che presto potremo tornare a suonare dal vivo. Non c’è niente di più forte della musica dal vivo. Per me, le note sono così forti che non ho bisogno di scrivere testi. Si può raccontare una storia solo con la musica e chiunque, anche all’altro capo del mondo, sarà in grado di capire all’istante. La musica è anche un’arte del tempo. Parliamo di frequenze che si muovono nel tempo e nello spazio. È molto correlato al nostro universo, credo».

    Dove trova ispirazione per le sue composizioni?

    Thomas Roussel: «Di solito cerco di trovare ispirazione in altre forme d’arte che non siano la musica. Ad esempio, sono stato davvero ispirato dalle installazioni di Daniel Arsham, che sono molto legate al concetto di tempo: parlano di archeologia del futuro. Cerco di tradurre le mie emozioni in musica, dopo aver sperimentato opere d’arte o film. Come ho detto prima, sono anche ispirato dallo spazio e dallo spazio-tempo. Ad esempio, ho trovato molta ispirazione ascoltando il soundcloud della NASA».

    A proposito di cinema, c’è un film per cui avrebbe voluto o vorrebbe scrivere la colonna sonora?

    Thomas Roussel: «Da quando ero bambino sogno di comporre musica per un film di James Bond. Lavorerò finché non accadrà! E, naturalmente, sono totalmente innamorato del lavoro di Christopher Nolan, sempre molto legato al tempo».

    Cosa può dirci riguardo al nuovo progetto su cui sta lavorando?

    Thomas Roussel: «Il mio nuovo album è quasi pronto e non vedo l’ora di tornare a Londra per registrarlo. Immagino che le prime tracce saranno pronte per la fine di quest’anno. Sarà ancora al limite della musica orchestrale ed elettronica, anche se ovviamente cerco di andare oltre il primo album. Ma sarà ancora molto ispirato dal tempo e dallo spazio. E dalle emozioni forti».

  • RM 61-01 Ultimate Edition Yohan Blake, l’ultima sfida di Richard Mille

    RM 61-01 Ultimate Edition Yohan Blake, l’ultima sfida di Richard Mille

    Una delle definizioni di “sfida” che è possibile trovare su qualsiasi dizionario recita: “Invito provocatorio a misurarsi in un duello, in una gara, in una competizione”. Richard Mille sa bene a cosa ci si riferisca. L’ennesima sfida viene colta (e vinta) con l’RM 61-01 Ultimate Edition, nuova versione del “solo tempo” prodotto dal 2014 in cui i contenuti tecnologici sono portati ad altissimi livelli.

    Eccezionali come le prestazioni dello sprinter cui l’esemplare è dedicato: il giamaicano Yohan Blake, atleta di spicco e secondo uomo più veloce del pianeta. Le collaborazioni della Maison di Les Breuleux con personalità del mondo sportivo sono numerose; alcune, come in questo caso, di lunga data. Blake è infatti testimonial dal 2012 e per lui era stata già progettata la referenza RM 59-01 Tourbillon.

    Per Richard Mille il gesto sportivo è sempre e comunque un mezzo per cogliere la sfida o, per meglio dire, le sfide che si celano dietro ad attività a dir poco stressanti per un orologio meccanico. La ricerca del limite, l’inseguimento della perfezione nelle prestazioni accomunano i campioni dello sport e la filosofia produttiva della maison svizzera – sulla quale, da quasi due decenni, si basano le sue prolifiche e innovative creazioni.

    Materiali all’avanguardia, peso irrisorio, resistenza alle sollecitazioni: queste in estrema sintesi le caratteristiche di un orologio pensato per essere al polso di un atleta, sempre. Nelle competizioni in cui l’avversario è il centesimo di secondo, anche aerodinamica ed ergonomia sono fondamentali. E la cassa dell’RM 61-01 Ultimate Edition è stata disegnata proprio per dare il massimo sotto questi aspetti.

    La forma è quella di un tonneau rastremato per minimizzare la resistenza all’aria e lo sfregamento della corona (opportunamente protetta contro gli urti) sul polso. Le striature nere, che sembrano dipinte sul fondo bianco, sono frutto di complicati processi di lavorazione. La cassa infatti è composta da filamenti di silice (Quartz Tpt®) e fibre di carbonio (Carbon Tpt®), impregnati con matrici bianche e nere, a formare strati orientati con varie angolazioni, sovrapposti (a fine processo se ne conteranno ben 600) e in seguito scaldati in autoclave.

    Le successive operazioni di fresatura con macchine a controllo numerico permettono di arrivare alla forma definitiva; e insieme lasciano emergere il particolare disegno casuale che rende, di fatto, ogni esemplare un pezzo unico. Inutile dire che le caratteristiche di leggerezza e resistenza ad urti, graffi e qualsiasi altra sollecitazione vi possa venire in mente sono ai massimi livelli.

    L’assemblaggio, come da tradizione Richard Mille, è ottenuto tramite viti a vista; per la precisione si tratta di 20 viti a testa scanalata in titanio grado 5 (ovvero la più duttile e robusta lega di titanio esistente). La particolare forma della testa consente di avere un maggior controllo della coppia di serraggio. Fattore che potrebbe sembrare secondario, ma contribuisce in realtà in modo importante a garantire la robustezza dell’insieme.

    Custodito da questo prezioso scrigno, il cuore di RM 61-01 Ultimate Edition è il calibro di manifattura RMUL02. Scheletrato, bello da vedere ed estremo, incarna perfettamente il motto della Maison: “Una macchina da corsa al polso”. Ogni componente è studiato nei minimi dettagli per ottenere il massimo rendimento e ottimizzare le prestazioni. Materiali, lavorazioni, accorgimenti sono quanto di meglio l’oggi propone e qualcosa è di certo preso a prestito anche dal domani.

    I due ponti che attraversano il quadrante sono in titanio grado 5 satinato, con rivestimento superficiale Pvd; e lo stesso dicasi per la platina. Questi componenti uniscono leggerezza a rigidità e subiscono severissimi controlli per ottenere una perfetta planarità. Il che significa far lavorare al meglio anche tutti gli elementi supportati, dal treno del tempo all’organo regolatore, ed avere quindi migliore regolarità di marcia e maggiore precisione.

    RMUL02 è meccanico a carica manuale, con un’autonomia di 55 ore garantita da due bariletti. Una soluzione che a sua volta contribuisce a migliorare la precisione del movimento e a diminuire l’usura dello stesso. Immaginate infatti di dover spingere un peso piuttosto consistente ad una velocità costante: dopo un po’ è molto probabile che non riusciate più a farlo. O comunque che la fatica si faccia sentire. Meglio allora provarci in due: meno sforzo, velocità più costante e mantenuta più a lungo, meno possibilità di “acciacchi”. E proprio questo è lo scopo di avere due bariletti. Ovviamente gli acciacchi si traducono in minor usura dei componenti, in seguito allo sforzo inferiore sui denti degli ingranaggi.

    La ricerca della prestazione non si ferma qui e riguarda anche l’organo regolatore. Il bilanciere in Glucydur® è a inerzia variabile. Non troviamo quindi la racchetta di regolazione sulla spirale ma quattro piccole masse eccentriche che consentono, appunto, di variare l’inerzia. Spostando le masse verso la periferia, la frequenza di oscillazione diminuirà – e viceversa. Il sistema permette una regolazione molto fine e, come conseguenza, la possibilità di raggiungere un livello di precisione decisamente elevato.

    Questa eccezionale “squadra” di componenti pesa, nel complesso, solamente 4,3 grammi, giocandosela con la proverbiale piuma. Ciò potrebbe far pensare a qualcosa di delicato – dato che il concetto di robustezza è spesso associato al peso -, ma mai come in questo caso il pensiero risulta sbagliato. L’organo regolatore (la parte più delicata) del calibro RMUL02 garantisce infatti una resistenza agli impatti (testata) di oltre 5000g. Giusto per comprendere, si tratta di oltre 1000 volte quello che un uomo può sopportare senza svenire.

    RM 61-01 Ultimate Edition viene proposto in serie limitata di 150 esemplari. Anche il prezzo, come si può immaginare per quanto detto sin qui, non è per tutti. Per mettersi al polso questo concentrato di tecnologia occorrono infatti 155.310 euro.

  • Ciclismo, l’ultima passione delle case di orologeria

    Ciclismo, l’ultima passione delle case di orologeria

    Orologi & ciclismo: un connubio storico eppure attualissimo. Che oggi scopre nuove formule, oltre alle consuete sponsorizzazioni. Dalla realtà virtuale alla beneficenza

    Sospesa per ovvie ragioni, la Milano-Sanremo non si ferma. Si trasforma: diventa virtuale e aperta a tutti. Basta avere un rullo interattivo con smart trainer e una connessione wi-fi, ed ecco che sabato si potrà correre la Milano-Sanremo Virtual Experience. Grazie alla tecnologia Garmin Edge & Tacx, dalle 11 alle 18 si potrà pedalare lungo gli ultimi 57 chilometri della Classicissima di Primavera. Con le stesse salite e discese che si fanno nella realtà. E che da Alassio passano per i tre Capi (Mele, Cervo e Berta), la Cipressa, il Poggio, e i lunghi rettilinei fino all’arrivo in via Roma, nella Città dei Fiori.

    Per saperne di più, per registrarsi all’iniziativa o studiare i tutorial, è meglio collegarsi al portale Garmin Connect. Qui aggiungiamo però che tutti gli iscritti al gruppo parteciperanno automaticamente alla “sfida degli infaticabili”. Cioè, chi realizzerà più chilometri nella settimana del 22/29 marzo con la propria “bici intelligente” (su qualsiasi tracciato scaricato), sarà premiato da Garmin con uno speciale riconoscimento. In più, gli appassionati che vogliono “vincere” il Giro d’Italia possono collegarsi a questo indirizzo per saggiare la propria preparazione con quiz e giochi online.

    A questo proposito, la notizia (uscita un mesetto fa) è che Tissot è diventato cronometrista ufficiale della Corsa Rosa, titolo appartenuto in precedenza a TAG Heuer. E insieme al Giro, la partnership include anche altre, celebri gare: le Milano-Sanremo, Tirreno- Adriatica, Milano-Torino o il Giro di Sicilia, per citare le principali. E così sarà almeno fino al 2022 compreso. Del resto il marchio di proprietà di Swatch Group ha all’attivo forti legami con il mondo delle due ruote, a tal punto da sembrare “specializzato” in ciclismo.

    È infatti già official timekeeper del Tour de France con le corse annesse, tipo la Parigi-Nizza o la Parigi-Tours (come è già successo in passato, dal 1988 al ’92). Non solo, cronometra anche La Vuelta in Spagna e La Freccia Vallone (La Flèche Wallonne) in Belgio. Tutto questo perché fin dal 1995 è partner dell’Uci, l’Unione Ciclistica internazionale. Il che significa “coprire” i campionati mondiali in tutte le discipline del ciclismo: su strada, su pista, di mountain bike e di bmx, oltre che delle relative prove cronometrate. Anche con specifici esemplari dedicati, ovvio.

    Altro nome storicamente legato alle due ruote è poi Festina. Ok, in questo caso il passato è da dimenticare (a fine anni ’90 l’omonima formazione è stata al centro di alcune delle pagine più buie del ciclismo mondiale). Ma il tempo è galantuomo e sembra aver sistemato le cose, tant’è che il marchio spagnolo si trova ancora a fianco dell’ex scalatore Richard Virenque. Certo non ha tradito la propria inclinazione ciclistica, come dimostra la linea Chrono Bike, vero e proprio bestseller in catalogo ormai da parecchi anni.

    Devo sottolineare però che la passione per la bici oggi si è diffusa un po’ ovunque nell’orologeria, anche ai livelli più elevati. Richard Mille, per esempio, di recente ha siglato una partnership con il Team Bahrain McLaren (ex Merida), tra i partecipanti all’Uci World Tour 2020. Di conseguenza la casa orologiera ha già annunciato l’uscita di diversi prototipi ad alto contenuto tecnologico dell’RM 67-02 , che saranno testati dai membri della squadra anche durante le gare (quando riprenderanno). Tra i corridori in sella va ricordato almeno il velocista Mark Cavendish, già “friend of the brand” del marchio. Senza dimenticare che, fino allo scorso anno, parte dei successi del team erano dovuti anche al “nostro” Vincenzo Nibali.

    Proprio “lo Squalo” fa parte anche della Breitling Champions Squad – trio di campionissimi in diverse discipline (insieme a lui ci sono Federica Brignone e Tony Cairoli). E accanto alla maison di Grenchen nel ruolo di cronometrista ufficiale, ha partecipato alle ultime due edizioni della Coronation Double Century. Per i pochi che non lo conoscono, il più importante evento di ciclismo endurance su strada che si tiene ogni anno in Sudafrica, a Swellendam. All’estenuante gara di oltre 200 chilometri, era presente anche la Breitling Triathlon Squad (ovvero Jan Frodeno, Chris “Macca” McCormack e Daniela Ryf). E tanti altri amici: dal campione svizzero di Ironman (e specialista di duathlon) Ronnie Schildknecht al ciclista sudafricano Nicholas Dlamini, fino allo stesso Ceo di Breitling Georges Kern.

    Sì, perché i ciclisti di Breitling hanno corso per fini di solidarietà, a sostegno di Qhubeka: un’organizzazione benefica che fornisce biciclette alle comunità africane con limitate possibilità di trasporto. In occasione dell’evento, Breitling ha donato 100 biciclette ad altrettanti alunni della Usasazo Secondary School di Khayelitsha, Città del Capo. Portando così a 350 il numero delle bici consegnate nell’ambito del programma di mobilità per studenti sostenuta lo scorso anno dalla maison orologiera. “È incredibile la differenza che può fare una bicicletta”, ha dichiarato Georges Kern. “Consente a un alunno di andare a scuola o di procurare cure mediche per un membro della famiglia. Cose che diamo per scontate…”.

  • Gli orologi dei calciatori, quelli ufficiali (per non dar retta al gossip)

    Gli orologi dei calciatori, quelli ufficiali (per non dar retta al gossip)

    A far notizia, nei giorni scorsi, è stato il Franck Muller indossato da Cristiano Ronaldo al Festival di Sanremo, un Caviar Tourbillon completamente tempestato di diamanti. Che non solo faceva il paio con il collier di Pasquale Bruni sfoggiato dalla compagna Georgina; era stato anche anticipato, nelle settimane precedenti, da un Rolex Gmt-Master altrettanto incastonato da carati di baguette (su cui grava però il sospetto di essere custom-made, almeno a sentire alcuni ben informati). Ma questa è un’altra storia. Perché in fondo “chissenefrega”: è evidente che all’attaccante della Juve piacciono gli orologi bling-bling. Però a noi non interessano i gusti personali. Come si dice? De gustibus….

    E poi si sa che i calciatori amano gli orologi costosi tanto quanto le auto sportive. Beati loro che se li possono permettere. Mica sono i soli… Del resto non siamo qui a fare gossip gratuito, ad alimentare le invidie degli haters, a puntare il dito contro l’uno o l’altro per gridare allo scandalo. Ognuno è libero di comprarsi ciò che vuole. E noi non vogliamo scrivere di “chi indossa cosa”, ma raccontare gli orologi dei calciatori (in senso lato, compresi i coach e perfino chi ha appeso le scarpe al chiodo). Perché negli ultimi anni dalla Svizzera delle lancette è partita una vera e propria campagna di reclutamento tra le file dei campioni di calcio; tanto che le case sembra facciano a gara per individuare il personaggio più adatto da nominare come ambasciatore. Cerchiamo quindi di chiarirci un po’ le idee, almeno riguardo ai nomi principali.

    A cominciare da Hublot, tra i più attivi sul terreno di gioco (in senso letterale). Ma tralasciamo volutamente le partnership con le squadre e le associazioni internazionali, di cui ci occuperemo un’altra volta. Ed evitiamo pure la cronistoria degli ultimi anni, i campionati del mondo e le varie coppe, o non la finiamo più. Ci concentriamo invece sugli orologi dei calciatori e basta: in particolare sulla tripletta messa a segno da Hublot con Kylian Mbappé, José Mourinho e (nientepopodimeno che) Pelé. Ovvero: un incontro di talenti di oggi, di ieri e dell’altro ieri. N.B. Al giovane fenomeno del Paris Saint-Germain i vertici della marca hanno messo al polso un Big Bang Unico, avvistato anche durante la recente visita del bomber alla manifattura di Nyon.

    Ma in campo è sceso pure, e da parecchio, Richard Mille – che ha ingaggiato due fuoriclasse del calibro di Roberto Mancini e Didier Drogba. Da anni fan del marchio, l’ex capocannoniere ivoriano a volte dribbla il modello “ufficiale” a lui associato, l’RM 67-01 Extra flat in titanio; e preferisce invece fare una doppietta per mettersi al polso un leggerissimo RM 61-01 Yohan Blake (nella versione 2015). Mentre per l’attuale Ct della Nazionale già nel 2013 Richard Mille aveva creato un omonimo RM 11-01: un crono flyback un po’ speciale, in grado di monitorare i tempi delle partite (due da 45 minuti, quelli di recupero e perfino i supplementari). Che oggi ritorna in versione RM 11-04, con una nuova cassa in Carbon Tpt dedicata agli Azzurri.

    Sempre a proposito di modelli personalizzati per il proprio ambasciatore, GaGà Milano ha realizzato un’intera collezione per Neymar Jr, che gioca in prima squadra per Ruben Tomella fin dal 2017. Contratto siglato dopo che O Ney era entrato spontaneamente per fare acquisti nella boutique del marchio a Tokyo. Terminati gli esemplari in edizione limitata del Manuale 48, del Chrono 48 e dello Slim 46, ora la capsule che porta il suo nome si arricchisce di tre modelli Skeleton. Tutti con la lunetta in fibra di carbonio e il cinturino in pelle decorato con un motivo che ricorda quello di un pallone da calcio.

    Ma se si parla di orologi dei calciatori impossibile non far riferimento a Tudor, che sempre nel 2017 ha fatto di David Beckham il volto della campagna #borntodare (nati per osare). Il che porta di volta in volta l’ex stella della Premier League in immersione nelle profondità dell’oceano o a fare snowboard sulle Alpi – come è avvenuto di recente con l’atleta norvegese Kjersti Buaas, medaglia olimpica sulle tavole da neve. In questa occasione Beckham ha lasciato a casa i consueti Black Bay (Chrono S&G o solo tempo in bronzo) per adottare invece un più insolito P01. Un subacqueo presentato a Baselworld 2019, diretto discendente di un prototipo di fine anni Sessanta ma fino all’anno scorso mai entrato in produzione.

    Infine, merita almeno un cenno Jacob & Co., che ha dedicato una linea di Epic X Chrono dapprima a Louis Figo e poi a Leo Messi (in serie limitata). Con quest’ultimo in particolare ha firmato anche un pezzo unico per l’ultima edizione di Only Watch, l’asta charity a favore della ricerca contro la Distrofia Muscolare Duchenne. Perché, a onor di cronaca, va sottolineato che a volte l’associazione delle case di orologeria con i calciatori può avere anche finalità benefiche. Fateci caso, quando vi capita. E, a proposito, se vi vengono in mente altri orologi dei calciatori tuttora in commercio, segnalateceli sui nostri social. In cambio noi arricchiremo la vetrina qui sotto.

    GAGÀ MILANO Neymar Jr, Limited Edition Skeleton
    Cassa (48 mm) in acciaio Ip Gun, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica manuale scheletrato. Quadrante traforato e satinato, lunetta in fibra di carbonio. vetro minerale antigraffio anche su fondello, cinturino in pelle. Edizione limitata di 500 esemplari. 1.690 euro

    HUBLOT Big Bang Integral
    Cassa (42 mm) in titanio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro UNICO HUB1280 di manifattura, con tre giorni di autonomia, cronografo con ruota a colonne, funzione flyback, secondi continui e datario. Quadrante trasparente, indici e lancette luminescenti, vetro zaffiro anche su fondello, bracciale in titanio. 20.700 euro

    RICHARD MILLE RM 11-04 Cronografo Flyback Automatico Roberto Mancini

    Cassa (44,50 x 49,94 mm) in carbon Tpt®, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro RMA C3 di manifattura, con bilanciere a inerzia variabile, rotore a geometria regolabile, 55 ore di autonomia, cronografo flyback con indicazione dei tempi di una partita di calcio, secondi continui, calendario annuale data/mese. Quadrante satinato, indici e lancette luminescenti, vetro zaffiro anche su fondello, cinturino in caucciù. 205.000 euro

    RICHARD MILLE RM 67-01 Extra Flat

    Cassa (38,7 x 47,52 mm), impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico scheletrato a carica automatica, calibro CRMA& di manifattura, con platina e ponti in titanio, 50 ore di autonomia, bilanciere a inerzia variabile, rotore in platino, indicatore di funzione e datario. Quadrante traforato, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro anche su fondello, cinturino in caucciù. 107.500 euro

    RICHARD MILLE RM 61-01 Yohan Blake

    Cassa (42,7 x 50,23 mm) in carbon Ntpt®, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico scheletrato a carica manuale, calibro RMUL2, con platina e ponti in titanio, doppio bariletto, 55 ore di autonomia; leggerissimo, pesa solo 4,3 grammi. Quadrante scheletrato, lancette e indici luminescenti, lunetta e fondello in ceramica, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in caucciù. 141.000 euro

    JACOB & CO. Epic x Chrono “Messi”

    Cassa (47 mm) in titanio lucido, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro JCAA05 di manifattura,  cronografo bi-compax con ruota a colonne, secondi crono continui, piccoli secondi a ore 9. Quadrante  lucido/satinato, lancette luminescenti, lunetta e pulsanti crono in ceramica, vetro zaffiro anche sul fondello autografato e vetro minerale blu, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 180 esemplari.   

    TUDOR Black Bay P01

    Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro MT5612 di manifattura, con 70 ore di autonomia, datario e certificato ufficiale di cronomtero (COSC). Quadrante bombato opaco, indici e lancette luminescenti, con ghiera girevole bidirezionale, vetro zaffiro, cinturino in pelle. 3.810 euro

  • Pharrell Williams e l’RM 52-05 spaziale di Richard Mille – parte I

    Pharrell Williams e l’RM 52-05 spaziale di Richard Mille – parte I

    “Non per offenderti, ma non sprecare il tuo tempo”, canta Pharrell Williams nel brano che lo ha reso famoso in tutto il mondo, la hit globale “Happy”. Così il cantante e produttore americano ha colto l’attimo. Grazie a Richard Mille, ha infatti realizzato uno dei sogni che insegue da sempre: andare su Marte. Operazione che ha compiuto (virtualmente), disegnando per la maison svizzera di orologi l’esemplare spaziale (anche nel prezzo) RM 52-05 Tourbillon.

    Che offre una prospettiva originale del “Planet Earth is blue and there’s nothing I can do” cantato da Bowie in “Space Oddity”. Così, fissando il quadrante dell’orologio disegnato da Pharrell, la Terra vista da Marte è un riflesso intrappolato nel casco di un astronauta sul Pianeta Rosso. E unisce il fascino che l’uomo subisce da sempre per lo spazio alla tecnologia di  precisione.

    È facile, infatti, immaginarsi il nuovo modello RM 52-05 anche al polso del dottor Bowman, nel viaggio cosmico diretto da Stanley Kubrick “2001 Odissea nello spazio”. “Nel mio lavoro, cerco sempre qualcosa di nuovo. La collaborazione con Richard Mille mi ha dato l’opportunità di spingermi là dove nessun altro è mai stato prima: su Marte”, ha dichiarato Pharrell Williams.

    Un artista dal successo spaziale 

    Nel corso della sua carriera artistica, Pharrell Williams, classe 1973, ha sempre ammesso di avere un’ossessione per l’esplorazione spaziale. E di essere un fan accanito di “Star Trek”, tanto che ad ogni uscita pubblica, ancora oggi, esibisce il classico saluto da vulcaniano. Non solo. Nel format creato per il web “Arts Talk”, si ricorda ancora l’intervista che fece all’attore Leonard Nimoy, lo Spock della serie sci-fi.

    E all’odissea spaziale della Nbc si ispira anche il nome dell’etichetta discografica che ha fondato all’inizio del millennio, la Star Trak. Ma spaziale è anche il suo talento, che è già stato premiato con 13 Grammy Awards, massimo riconoscimento della musica. E poi, due candidature agli Oscar e una ai Golden Globe. Insomma, tutto quello che fa ha un enorme successo. Tanto che è stato eletto uno dei più grandi produttori degli ultimi anni.

    La sua carriera musicale inizia nel 1994 con The Neptunes, duo che fonda con l’amico d’infanzia Chad Hugo. Insieme firmano il primo successo, il singolo “A slave 4 U” di Britney Spears. Allo stesso tempo, creano il gruppo N*E*R*D* con cui ad oggi hanno pubblicato cinque album. Con il suo stile unico, che fonde hip hop, soul, funk e suoni futuribili, ha prodotto artisti come Jay Z, Justin Timberlake, Alicia Keys e molti altri. La carriera solista di Pharrell, poi, ha portato alla luce due album e collaborazioni da podio, come la hit “Get lucky” di Daft Punk.

    Pharrell Williams & Richard Mille

    Cantante e produttore, Pharrell Williams è anche sensibile alla moda. È stato definito uno degli uomini più eleganti in circolazione. E ha fondato i marchi di street style Billionaire Boys Club e Ice Cream Footwear. Si dichiara inoltre da sempre fan di Richard Mille. L’artista, infatti, si è spesso fatto vedere in giro con al polso orologi della maison, pezzi iconici come l’RM 031 High Performance, l’RM 70-01 Alain Prost e l’RM 25-01 Adventure.

    Il legame con Mille risale al 2006, quando Richard Mille ebbe modo di scoprire la canzone che Pharrell scrisse in duetto con Gwen Stefani, “Can I have it like that”. E la loro amicizia ora si concretizza proprio nel nuovo RM 52-05 Tourbillon. “È un onore per me lavorare con Richard”, racconta Pharrell. “Sa imitare il tempo, ed è per questo che è un genio. Offre l’opportunità di approfondire ciò che si dà per scontato, e che va oltre il semplice concetto di bellezza”.

  • Le cronache di PDV: con Richard Mille a Londra per Frieze

    Le cronache di PDV: con Richard Mille a Londra per Frieze

    Le cronache di PDV – Percorsi di viaggio XV

    Immersione, sia pur nel breve giro delle 48 ore, nella Londra che sempre esplora le avanguardie in ogni campo della creatività, ma senza mai abbandonare la via maestra della tradizione; un difficile equilibrio orgogliosamente perseguito dai sudditi di sua Maestà e che rende così unico quanto accade nel Regno Unito – dall’antiquariato alle arti figurative, passando per la musica e il costume. Questo grazie a Richard Mille, che ha invitato un ristretto gruppo di giornalisti provenienti da vari paesi a respirare l’atmosfera di Frieze (dal 3 al 6 ottobre scorsi). Ovvero la piattaforma leader mondiale nell’arte moderna che comprende riviste e fiere internazionali specializzate.

    Un evento molto significativo per il brand, sia pur nel mezzo di molte altre ed eterogenee sponsorizzazioni. A Londra Richard Mille ha il suo quartier generale e il motivo della trasferta è stato poter toccare con mano questa collaborazione sui generis. Non un evento sportivo, commerciale o genericamente culturale, ma la punta di diamante di un settore oltremodo complesso come quello dell’arte contemporanea. Un settore fatto d’intuizioni ed eccessi, che muove affari milionari, oltre ad appassionati e collezionisti di ogni estrazione.

    Abbiamo visto John Malkovich, ad esempio, chiacchierare tranquillamente con un gallerista, certo che quel British aplomb attorno a lui avrebbe protetto la sua privacy più di qualsiasi bodyguard. Frieze è un ambiente in cui Richard Mille trova perfette similitudini con parte della propria produzione e dei propri clienti; comprese certe atmosfere tipicamente londinesi in cui cultura pop e aristocrazia, trasgressione e conformismo convivono, rispettandosi e contaminandosi a vicenda.

    Allestimento essenziale degli stand, inseriti peraltro in un contesto esclusivo come Regent’s Park; pubblico multietnico e delle più disparate provenienze culturali e social (ad immagine e somiglianza di Londra); volo British Airways, pernottamento presso l’Athenaeum Hotel & Residences, a due passi da Buckingham Palace, nel quartiere di Mayfair, attualmente il più cool della città. Dove si è anche tenuta la cena di benvenuto, presso Arros QD, ristorante dello chef a tre stelle e imprenditore di successo d’origine spagnola Quique Dacosta. Il primo del progetto d’aprire in tutto il mondo locali che mettano in scena la propria rivisitazione della tradizionale “arroceria” – con cottura a vista e tutte le variazioni possibili e immaginabili del riso “en paella”.

    Ancora una volta avanguardia e spettacolo, si potrebbe commentare, come nel suo insieme lo è la Frieze Week; ma anche la produzione Richard Mille, esposta in uno stand all’interno dell’evento londinese con estrema sobrietà. Focus sugli esclusivi componenti degli orologi, visti come micro-sculture in cui la tecnologia d’avanguardia convive con il lavoro artigiano. Un ritorno al classico si poteva poi gustare nella sezione Master con i molti capolavori portati da galleristi di tutto il mondo. Espressioni più tradizionali come antichità, codici miniati o pittura, che sembravano però convivere perfettamente con la modernità.

    Tra i corridoi di Frieze ho avuto infine il piacere d’incontrare Carlo Orsi, conosciuto ai tempi in cui mi occupavo d’antiquariato e collezionismo. Che ha confermato d’essere, con la sua galleria londinese Trinity Fine Arts, il proprietario dell’opera più ammirata dell’evento. Cioè il ritratto dell’umanista Michele Marullo eseguito dal Botticelli, l’ultimo oggi rimasto in mani private e dal valore stimato in circa 30 milioni di dollari. Tutte cose straordinarie che possono succedere, come fossero normali, solo a Londra.